Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.5 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Vino 0 2449 1415930 1387676 2026-06-07T07:56:48Z Spinoziano 2297 +1 1415930 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Red_Wine_Glass.jpg|thumb|Un bicchiere di vino]] Citazioni sul '''vino'''. ==Citazioni== *A me ''piace'' il vino, qualunque vino. Non lo rifiuto mai. Quanto allo ''champagne'', chi non sa che è il miglior tonico che esista? Non posso farne a meno. ([[Rosamond Lehmann]]) *Ahimè, grida, più a lungo vive il vino che un omuncolo. È bene che noi badiamo a titillarci la gola, ché la vita si spiega tutta nel vino. ([[Petronio Arbitro]]) *''Allorché recideranno il virgulto della mia vita, | Le mie parti saranno sparse lontano l'una dall'altra. | Se dal fango mio allora modelleranno una brocca | Fatela colma di vino e io tornerò alla vita.'' ([[Omar Khayyam]]) *''Appresta il vino i cuori e alla passione | li fa più pronti: sfumano i pensieri; | nel molto vino ogni penar si stempra.'' ([[Publio Ovidio Nasone]]) *''Bevi il vino versato dalla mano di chi è esile di cintura, ben formato, dritto come un ramoscello di ebano non avente curvature. | Bevilo! e mostrati generoso con quel che hai fra le mani: non accumulare oggi per timore della povertà di domani. | Quanta differenza vi è tra chi compra il vino del quale si delizia e chi piange per l'allontanamento dell'amata e dell'assembramento. ''[...]'' | Loda il vino per le sue grazie e chiamalo col più bello dei suoi nomi. | Non rendere l'acqua sua soggiogatrice e non fare il vino signore della sua acqua.'' ([[Abu Nuwas]]) *''Camminare con quel contadino | che forse fa la stessa mia strada, | parlare dell'uva, parlare del vino | che ancora è un lusso per lui che lo fa.'' ([[Rino Gaetano]]) *''Caro il mio [[grano]]! Quando il mio tesoro | mando al mulino, se ne va, sì, questo; | ma quello nasce sotto il mio lavoro. |'' [...] ''| Tua carne è il [[pane]] – Ma tuo sangue, il vino – | Che odore sa l'odore di pan fresco! – E che cantare fa cantar di tino! –'' ([[Giovanni Pascoli]]) *C'è un po' di legno, è un difettino... lo senti il difettino? Vedi, il vino è come un uomo: può avere dei difettini e può essere simpaticissimo lo stesso. Anzi, qualche piccolo difetto delle volte – piccolo, intendiamoci – può anche giovare. (''[[Strategia del ragno]]'') *Certamente, Dio è un bravissimo ragazzo per aver dato il vino all'uomo. Se fossi stato Dio, avrei tenuto la ricetta per me solo. ([[Théophile Gautier]]) *''Ci sarà allegria anche in agonia col vino forte: | porterà sul viso l'ombra d'un sorriso tra le braccia della morte.'' ([[Fabrizio De André]]) *Dicembre senza vino è un carcere a sbarre doppie, rinforzato di secondini, insopportabile. ([[Giuseppe Marotta (scrittore)|Giuseppe Marotta]]) *Dio non aveva fatto che l'acqua, ma l'uomo ha fatto il vino! ([[Victor Hugo]]) *E al ristorante ha iniziato con i vini, ha annusato, girato e fatto qualsiasi cosa disgustosa si possa fare con un bicchiere di vino in un luogo pubblico... (''[[Una mamma per amica]]'') *Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni. ([[Leonardo da Vinci]]) *''Folle, mai placherà il vino della coppa le tue brame; | io temo, il giorno spunta, e nel giorno di resurrezione, | peccato sarà non la mia baldoria, ma il tuo digiuno.'' ([[Gerhard Schweizer]]) *Fra' vini è più sostanzioso quello raccolto in un suolo benigno che in un terreno leggero; più quello di un clima temperato, che quello raccolto in un luogo umido, o troppo secco, troppo freddo, o troppo caldo. ([[Aulo Cornelio Celso]]) *Gustare un vino pregiato è un rito poetico che richiede il candore abbacinante della tovaglia e la presenza di una divinità invocata da due o tre muti fedeli che lo degustino con delicatezza, serbandone il ricordo: infatti una bottiglia di buon vino, come una buona azione, non perde il proprio fulgore nel ricordo. ([[Robert Louis Stevenson]]) *I nostri padri, conoscendo quanti danni provengono dal vino, se ne astennero. ([[Pacomio]]) *I serpenti [...] non riescono a trattenersi dal bere vino. Per questo motivo alcuni cacciano le vipere versando del vino in piccoli recipienti collocati in fori fatti nelle pareti. In questo modo rendono le vipere ubriache. ([[Aristotele]]) *Il bere vino puro calma la fame. ([[Ippocrate]]) *Il peggior vino contadino è migliore del miglior vino industriale ([[Luigi Veronelli]]) *''Il vino che infonde baldanza alle parole degli innamorati, che, senza ostacoli, nell'unione sessuale discaccia la paura, il vino dove volentieri risiedono (tutte) le divinità delle ruote, il vino qui ''{{NDR|nel Kashmir}}'' procaccia via via fruizioni e liberazioni.'' ([[Abhinavagupta]]) *Il vino è come la gente: la vigna raccoglie le influenze della vita che hai intorno, le assorbe, e così acquista la sua personalità. (''[[French Kiss]]'') *Il vino è benedetto e se ne parla nella Sacra Scrittura, la [[birra]] invece fa parte della tradizione umana. ([[Martin Lutero]]) *Il vino è il canto della terra verso il cielo. ([[Luigi Veronelli]]) *Il vino è poesia imbottigliata. ([[Robert Louis Stevenson]]) *Il vino è un essere vivente. E amo immaginare l'anno in cui sono cresciute le uve di un vino. Se c'era un bel sole, se pioveva. E amo immaginare le persone che hanno curato e vendemmiato quelle uve. E se è un vino d'annata, penso a quante di loro sono morte. Mi piace che il vino continua a evolversi. Che se apro una bottiglia oggi avrà un gusto diverso da quello che avrebbe se l'aprissi un altro giorno. Perché una bottiglia di vino è un qualcosa che ha vita. Ed è in costante evoluzione e acquista complessità, finché non raggiunge l'apice. [...] E poi comincia il suo lento, inesorabile declino. (''[[Sideways - In viaggio con Jack]]'') *Il vino è un raffinato gioiello che solo le donne mature preferiscono unanimemente agli Strass scintillanti ammirati dalle ragazzine. ([[Muriel Barbery]]) *''Il vino è un sogno | con le gambe storte | che fai da sveglio.'' ([[Lo Stato Sociale]]) *Il vino è una specie di riso interiore che per un istante rende bello il volto dei nostri pensieri. ([[Henri de Régnier]]) *Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo. ([[Ernest Hemingway]]) *''Il vino fa brutti scherzi | ma lo bevo per conto terzi e subisco.'' ([[Caparezza]]) *Il vino mi ama e mi seduce solo fino al punto in cui il suo e il mio spirito si intrattengono in amichevole conversazione. ([[Hermann Hesse]]) *''Il vino mi dona frescura | nei giorni cocenti d'estate; | mi scalda nel tempo che indura | l'inverno le zolle gelate. | Mi è scudo di contro i geloni, | m'è tenda per i solleoni. || Io dunque gli uomini solo | considero furbi, perché, | spendendosi un picciolo solo, | si godon tesoro da re.'' ([[Moses ibn Ezra]]) *Il vino, per la sua composizione ricca e originale in termini di polifenoli e antiossidanti, è anche associato a benefici per la salute, in particolare se il consumo è integrato in un modello di [[dieta mediterranea]] italiana ([[Orazio Schillaci]]) *Il vino riscalda il corpo, ma la Parola di Dio riscalda la mente. ([[Isacco di Ninive]]) *Il vino, specialmente in Italia, è la poesia della terra. ([[Mario Soldati]]) *Interrogato qual vino bevesse volentieri, {{NDR|[[Diogene di Sinope]]}} rispose: «Quello degli altri». ([[Diogene Laerzio]]) *''Io millantarmi alquanto | voglio qual mi comanda il folle vino, | che talvolta i più saggi a cantar mosse | più in là d'ogni misura, a mollemente | rider, spiccar salti improvvisi, ed anche | quello a parlar, ch'era tacere il meglio.'' ([[Ulisse]]: ''[[Odissea]]'') *– {{NDR|Lescaut alle guardie}} La taverna vicina | Ha un buon vinetto – a prezzo buon. | Vo ad aspettar – una cugina | E poi dei vostri – ancora son!<br />– Noi ci contiam. ([[Manon (Massenet)|Manon di Massenet]]) *L'[[acqua]] divide gli uomini; il vino li unisce. ([[Libero Bovio]]) *''Lecito è il dolce vino, e porger norma | A' bevitori noi dobbiam. Di vino | Tanto si beva alcun che sul leone | Seder si possa truculento e fiero | E il leon non l'atterri. Oh! ma non tanto | Ne beva alcun però, che negri corvi | A lui dormiente ed ebbro in sul sentiero | Gli occhi dal capo strappino col rostro.'' (''[[Shāh-Nāmeh]]'') *Le più sane, come le più piacevoli delle bevande fermentate sono senza alcun dubbio quelle che vengono somministrate direttamente dalle frutta abbondanti di principio zuccherino; e tra queste ultime, il vino della vite supera tutte per molti riguardi.<br />Per l'abitudini delle impressioni felici che cagiona; per un dolce eccitamento del cervello; per un sentimento vivo di accrescimento nelle forze muscolari, l'uso del vino rinnova l'allegrezza, mantiene lo spirito in un'attività facile e costante, fa nascere e sviluppa le affezioni benevole, la confidenza, la cordialità. Nei paesi ove la vita è coltivata, gli uomini sono in generale più spiritosi, più socievoli; essi hanno maniere più aperte e più prevenienti. Le loro lagnanze sono caratterizzate da una violenza pronta: ma i loro risentimenti non hanno cosa di profondo, le vendette niente di perfido e di cattivo. ([[Pierre Jean Georges Cabanis]]) *''Ma il vino spara fulmini | e barbariche orazioni | che fan sentire il gusto | delle alte perfezioni.'' ([[Paolo Conte]]) *''Ma sopra tutto nel buon vino ho fede, | e credo che sia salvo chi gli crede.'' ([[Luigi Pulci]]) *''Me lo ha detto il vino, | E il vin non erra!'' ([[Emilio Praga]]) *Mentre lo spirito semitico nelle pagine austere della Bibbia aveva fatto del vino una maledizione dell'uomo che portava con sé intemperanza, vergogna e irriverenza, la Grecia aveva avvolto il culto della vite nel suo più gaio mito, quello di Dioniso e del suo corteggio folleggiante di Satiri e di Menadi. ([[Alessandro Della Seta]]) *''Natura umana | Si rivela pel vin, buona o malvagia | Ch'ella pur sia: quei che sen va con dorso | Incurvo e china la persona, agli astri | Ratto solleva quella fronte sua, | S'ebbro viene a metà. Che se un codardo | Beve stilla di vino, ei si fa grande | E valoroso, ché la volpe ancora | Lïone si farìa d'anima fera | Se ne gustasse. Ma se tu col vino | Giungi a scoprir qual è natura umana | Chiave sei tu di rinserrata porta.'' (''[[Shāh-Nāmeh]]'') *Non bere vino né forti bevande, né tu né i tuoi figli insieme a te, se non vuoi morire. Non guardare dentro il vino quando è purpureo, quando lascia il suo colore nella coppa e quando spuma come una sorgente, se non vuoi che ti morda come un serpente o ti punga come uno scorpione. Pensaci, è scritto nella Bibbia, ma in questa comunità l'alcool costa solo cinque cents al bicchiere. Cinque cents al bicchiere. Riuscite a rendervi conto di quanto sia basso il prezzo del peccato. Bastano solo questi pochi cents per decidere chi ha perduto il suo coraggio e il suo amor proprio, chi conduce una vita di bagordi. (''[[Il mucchio selvaggio (film)|Il mucchio selvaggio]]'') *Non c'è festa senza vino, immaginatevi di finire le nozze di Cana bevendo tè. ([[Papa Francesco]]) *''Non voglio amore | non voglio vino | il primo mi fa soffrire | il secondo vomitare.'' ([[Elisabetta di Baviera]]) *Per aver tessuto Vino in modo così delizioso, uno dev'essere stato quasi un Ubriacone – ma questa è la furtiva franchigia delle Labbra più schive. Gli Ubriaconi di Estate sono frequenti come gli Ubriaconi di Vino, e l'Ape che torna a casa sobria è lo Zimbello del Trifoglio. ([[Emily Dickinson]]) *Per il [[sangue]] che hai perso, il vino pareggia. ([[Erri De Luca]]) *''Per una notte di vino | pagherò cento giorni d'aceto.'' ([[Alessandro Mannarino]]) *– Pim, prendimi una buona bottiglia di rosso.<br />– Ma non so un cazzo di vini! Come faccio a sapere se è buona?<br />– Sarà impolverata. (''[[Firewall - Accesso negato]]'') *Quello che [[Sigmund Freud|Freud]] è per la psicanalisi, io lo sono per il vino. ([[Sam Aaron]]) *Riempi il tuo cranio di vino, prima che si riempia di terra. ([[Nazim Hikmet]]) *Se Dio avesse proibito il vino, perché mai l'avrebbe fatto così buono? ([[Armand-Jean du Plessis de Richelieu]]) *''Sotto gli alberi folti, dove al rezzo | amica l'ombra a meriggiar c'invita, | – la rosa e il mirto fan aulente vezzo – | oh, lasciaci libar licor di vita! | La saggezza celata dentro il sangue | dell'uva apprendi, amico, ch'è squisita: | la fiamma in nobil cuore giammai langue, | anzi con gli anni si fa più clarita.'' ([[Yehuda Alharizi]]) *''Spia dell'amore è il vino. | Una tazza dopo l'altra, convinsero Nicàgora | che negava d'amarmi. | Pianse allora e piegò il capo nel sonno | con lo sguardo imbronciato, | e la corona gli pendeva da un lato''. ([[Asclepiade di Samo]]) *Ti chiedono del vino e del [[gioco d'azzardo]]. Di': «In entrambi c'è un grande peccato e qualche vantaggio per gli uomini, ma in entrambi il peccato è maggiore del beneficio!». (''[[Corano]]'') *Un selvaggio che assaggia il vino per la prima volta fa smorfie di disgusto e lo sputa; anche tra noi, chiunque abbia vissuto fino a vent'anni senza mai assaporare bevande fermentate, non può più abituarvisi: saremmo tutti astemi, se non ci venisse offerto del vino fin dalla tenera età. ([[Jean-Jacques Rousseau]]) *''Viva il vino spumeggiante nel bicchiere scintillante, come il riso dell'amante mite infonde il giubilo! Viva il vino ch'è sincero che ci allieta ogni pensiero, e che affoga l'umor nero, nell'ebbrezza tenera''. (''[[Cavalleria rusticana (opera)|Cavalleria rusticana]]'') *Voi, spero, mi scuserete se non mi unisco a voi, ma ho già cenato e non bevo mai... vino. (''[[Dracula di Bram Stoker]]'') ===''[[Bibbia]]''=== ====''[[Antico Testamento]]''==== *Come il bere solo vino e anche il bere solo acqua è dannoso e viceversa come il vino mescolato con acqua è amabile e procura un delizioso piacere, così l'arte di ben disporre l'argomento delizia gli orecchi di coloro a cui capita di leggere la composizione. (''[[Secondo libro dei Maccabei]]'') *''Non fare il forte con il vino, | perché ha mandato molti in rovina. | La fornace prova il metallo nella tempera, | così il vino i cuori in una sfida di arroganti. | Il vino è come la vita per gli uomini, | purché tu lo beva con misura. | Che vita è quella di chi non ha vino? | Questo fu creato per la gioia degli uomini. | Allegria del cuore e gioia dell'anima | è il vino bevuto a tempo e a misura. | Amarezza dell'anima è il vino bevuto in quantità, | con eccitazione e per sfida.'' (''[[Siracide]]'') *''Per chi i guai? Per chi i lamenti? | Per chi i litigi? Per chi i gemiti? | A chi le percosse per futili motivi? | A chi gli occhi rossi? | Per quelli che si perdono dietro al vino | e vanno a gustare vino puro. | Non guardare il vino quando rosseggia, | quando scintilla nella coppa | e scende giù piano piano; | finirà con il morderti come un serpente | e pungerti come una vipera. | Allora i tuoi occhi vedranno cose strane | e la tua mente dirà cose sconnesse. | Ti parrà di giacere in alto mare | o di dormire in cima all'albero maestro.'' (''[[Libro dei Proverbi]]'') ====''[[Nuovo Testamento]]''==== *E non ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Lettera agli Efesini]]'') *È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Luca]]'') *Né si mette vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si rompono gli otri e il vino si versa e gli otri van perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Matteo]]'') *Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino» [...] La madre disse ai servi «Fate quello che {{NDR|Gesù}} vi dirà». [...] E come ebbe assaggiata l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse, (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando {{NDR|gli ospiti}} sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono» (''[[Vangelo secondo Giovanni]]'') *Smetti di bere soltanto acqua, ma fa' uso di un po' di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera a Timoteo]]'') ===[[Charles Baudelaire]]=== *Esistono persone nelle quali l'azione stimolante del vino è così potente che le loro gambe divengono più ferme, e l'udito si fa estremamente fine. Ho visto un individuo la cui vista indebolita ritrovava nell'[[ubriachezza]] tutta la sua primitiva acutezza. Il vino tramutava la talpa in aquila. *Il vino, d'altro canto, non è sempre quel terribile lottatore sicuro della propria vittoria, che ha giurato di non avere né pietà né misericordia. Il vino assomiglia all'uomo: non si saprà mai fino a qual punto lo si possa stimare o disprezzare, amare o odiare, né di quali azioni sublimi o di quali mostruosi misfatti sia capace. Non siamo, dunque, più crudeli verso di lui che verso noi stessi, e trattiamolo da pari a pari. *Il vino e l'uomo mi fanno pensare a due lottatori tra loro amici, che si combattono senza tregua, e continuamente rifanno la pace. Il vinto abbraccia sempre il vincitore. ===[[Giosuè Carducci]]=== *''Coraggio, amici. Se di vive fonti | córse, tócco dal santo, il balzo alpin''<ref>Si accenna alla fonte che secondo la leggenda [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] fece scaturire presso il santuario della Verna.</ref>'' | a voi saggi ed industri i patrii monti | iscaturiscan di fumoso vin; || del vin ch'edúca il forte suolo amico | di ferro e zolfo con natia virtú: | co 'l quale io libo al padre Tebro antico, | al Tebro tolto al fin di [[servitù]]''. *''La [[nebbia]] agl'irti colli | [[Pioggia|piovigginando]] sale, | e sotto il maestrale | urla e biancheggia il [[mare|mar]]; || ma per le vie del borgo | dal ribollir de' tini | va l'aspro odor de i vini | l'anime a rallegrar''. *''Se già sotto l'ale | del nero cappello | nel vin Cromuello {{NDR|[[Oliver Cromwell]]}} | cercava il signor,''<ref>Qui il poeta fa riferimento ad un episodio narrato dal [[René de Chateaubriand|Chateaubriand]] in ''Quatre Stuarts''. Secondo lo scrittore francese, Cromwell, sorpreso a bere, avrebbe detto agli amici: «Credono che cerchiamo il Signore, ma noi cerchiamo solo un cavatappi» (Il cavatappi era caduto).</ref>'' || ne' colmi bicchieri | ricerco pur io | men fiero un iddio, | ricerco l'amor''. ===[[Giambattista Giraldi Cinzio]]=== *''Beata quella vite, ond'è uscì fuore | così soave umore''. *''Ma io vi prego intanto a ricordarvi | che il vino è medicina a ogni gran cura: | e che impossibil è, che chi ben beve, | con ogni grave duol non faccia tregua''. *''Or sotto questi faggi | datemi bere. | Oh che soave odore | esce di questo vaso!'' *''Tenete questo fiasco pien di greco, | e bevete una e due volte, e in un tratto | vi uscirà ogni dolor fuori del petto. | Bevi Satiro mio, bevi, car Fauno, | che chi beve buon vin, senza Lete, | se ne beve l'obblio d'ogni dolor''. ===[[Francesco Guccini]]=== *''Cade il vino nel bicchiere poi nessuno più si muove | e non sai se fuori all'aria ci sia il sole oppur se piove. | E quell'uomo si ricorda e, per uno scherzo atroce, | quasi il vino gli dà forza, l'illusione gli dà voce.'' *''Dopo un bicchiere di vino con frasi un po' ironiche e amare, | parlava in tedesco e in latino, parlava di [[Dio]] e [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]].'' *''E li vedi, girare lenti strascicando i piedi, | parlare forte a tutti od a nessuno | o piangere aggrappati ai muri, stanchi e addormentati. | L'ora vola e il vino amico o ammazza o li consola | e il vino li fa vivere o morire | e la tristezza solita o li uccide o se ne va...'' ===''[[I racconti di Canterbury]]''=== *Chi si fa schiavo del vino non può prender consiglio, non c'è rimedio. *Dal vino e dall'ubriacchezza viene lussuria. *La giovinezza e il vino accendono Venere, come se olio o grasso si gettino nel fuoco. ===[[Scuola Medica Salernitana]]=== *Bevano il vino gli uomini, gli altri animali alle fonti. *Durante il pranzo bevi poco e sovente. *Dopo ogni [[uovo]], bevi un altro bicchiere di vino. *Il vino spumeggiante la cui spuma non se ne va è cattivo. *Se ti ha fatto male una bevuta serale, bevi nuovamente il mattino: sarà per te una medicina. ==Proverbi== [[File:Autour du vin.jpg|right|200px]] *Cu panë e mierö nûn sï morë. ([[Proverbi calitrani|calitrano]]) *Il buon vino e una donna loquace, somigliano molto ad un veleno dolce. ([[Proverbi turchi|turco]]) *‘Ndovë nûn ‘ngî so' förëstierï abbasta panë e mierö. ([[Proverbi calitrani|calitrano]]) *Vucìn a la ssandìna, làssa r fèmmn e piglia lu vìn. ([[Proverbi caggianesi|caggianese]]) *Chi va dietro al vino non lavora. ([[Proverbi arbëreshe|arbëreshe]]) *Vino e moglie fanno tiranno anche il savio. ([[Proverbi turchi|turco]]) ===[[Proverbi armeni|Armeni]]=== *Alla capra venne dato da bere vino ed essa andò a combattere con il lupo. *Chi beve vino gratis si ubriaca il doppio. *Chiesero al vino: Hai causato più rovine di quante buone buone azioni hai compiuto? — Rispose: Non so quante buone azioni ho compiuto, ma il numero di rovine di cui sono la causa è infinito. *Meglio l'acqua che il vino di melograno. ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *A chi non piace il vino, il Signore faccia mancar l'[[acqua]]. *A san Martino,<ref name="novembre">[[11 novembre]].</ref> apri la [[botte]] e assaggia il vino. *A San Martino ogni mosto è vino. *Ben sa la botte di qual vino è piena. *Bevi il vino e lascia andar l'acqua al [[mulino]]. *Bisogna dire pane al pane e vino al vino. *[[Botte]] buona fa buon vino. *Buon [[fuoco]] e buon vino, scaldano il mio [[camino]]. *Buon vino e bravura, poco dura. *Buon vino fa buon sangue. *Buon vino, favola lunga. *Chi del vino è amico, di se stesso è nemico. *Con un bicchier di vino si fa un [[amico]]. *Donna e vino ubriaca il grande e il piccolino. *Dove può il vino non può il silenzio. *Dove regna il vino, non regna il silenzio. *Il vino al sapore, il [[pane]] al colore. *Il vino è buono per chi lo sa bere. *Il vino è forte ma il sonno lo vince, ma più forte d'ogni cosa è la donna. *Il vino è il latte dei vecchi. *Il vino è mezzo vitto. *Il vino fa ballare i vecchi. *Il vino la mattina è [[piombo]], a mezzodì [[argento]], la sera [[oro]]. *In vaso mal lavato, il vino è tosto guastato. *L'acqua fa male e il vino fa cantare. *L'[[eccesso]] della [[gioia]] divien [[tristezza]], e l'eccesso del vino [[ubriachezza]]. *La buona cantina fa il buon vino. *La [[luna]] di gennaio è la luna del vino. *La verità è nel vino. *[[Latte]] e vino, tossico fino. *Notte, amore e vino fanno spesso l'uomo meschino. *Pane finché dura, vino con misura. *[[Prodigalità|Prodigo]] e bevitor di vino, non fa né forno né mulino. *Quando la barba fa bianchino, lascia la donna e tienti al vino. *Quel che con l'acqua mischia e guasta il vino, merita di bere il mare a capo chino. *Sopra ogni vino, il greco è divino. *Uomo di vino, non vale un quattrino. *[[Uovo]] di un'ora, pane di un giorno, vino di un anno, [[donna]] di quindici e amici di trent'anni. *Vino amaro, tienilo caro. *Vino battezzato non vale un fiato. *Vino battezzato, non va al palato. *Vino dentro, senno fuori. *Vino di fiasco la sera buono e la mattina guasto. *Vino e sdegno fan palese ogni disegno. *Vino non è buono che non rallegra l'uomo. ====[[Proverbi bergamaschi|Bergamaschi]]==== *A san Martì l'è vèć töt ol vi. *Pa, vi e sòche, e se 'l völ fiocà che 'l fiòche. *Quando la barba la trà al bianchì, lassa la dòna e ciapa 'l vi. ====[[Proverbi bolognesi|Bolognesi]]==== *Al bón vein al n'ha bisógn dla frasca. *Al vén è la tatta di vîc. *Méi al vén féss che l'âcua cèra. ====[[Proverbi calabresi|Calabresi]]==== *Chi vivi avanti u Suli forza acquista e mindi culuri. *Ffiglie ffimmine e vutti e vinu cacciale 'mprimu. *Pe' San Martinu ogni mustu è vinu. *'U vinu 'a vita allonga e l'acqua accurcia l'anni. *Uomini 'e vinu ugni cientu 'nu carrinu. ====[[Proverbi friulani|Friulani]]==== *Cui che l'ha bon vin a ćāse nol va ta l'ostarie.<ref name=typo>La ć è scritta nella fonte con due accenti gravi sovrascritti.</ref> *El vin al è latt da puars vecios *Il vin di ćāse nol inćoche.<ref name=typo /> *Il vin l'è bon d'avrīl pūr e mai temprāt. *Miei vin turbit che āghe clare. *''Pan d'un dì | ūv d'un'ore | lat d'un minūt | e vin d'un an.'' *''Vin, femminis e marons | van gioldūs tās lor stagions.'' ====[[Proverbi genovesi|Genovesi]]==== *L'amâu tegnitou câu. *Læte e vin fan sunnâ u campanin. *U vin l'è u tettin di vêgi. ====[[Proverbi lucani|Lucani]]==== *Chi vòlǝ fà buónǝ vinǝ, zappǝ e pótǝ a Sandǝ Martínǝ. *''Cu lu vinu si mete lu ranu | cu ll'acqua macinannu li mulina.'' *Latt'e vaine 'ntostan le raine. *''Tann' si amàt', ronna bell' | quann' ngé lu vin' ndò la vitticéll'.'' ====[[Proverbi milanesi|Milanesi]]==== *El vin a bon mercaa el menna l'om a l'ospedaa. *El vin e i donn tran a l'ari el cóo. *El vin el fa dì quel che se dovariss minga dì. *El vin l'è la tetta di vecc. ====[[Proverbi molisani|Molisani]]==== *Nu bécchiere 'é vine prima {{sic|ré'la}} ménestra saluta u miéréche {{sic|ra'la}} fénestra. *Quanne u vine va a funne, le paróle viénne a galla. *Vine ca zompa, pane ca canta, furmaggio ca chiagne. ====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]==== *A meglia medicina? «Vino 'e cantina e purpette 'e cucina». *Amice e vino hann' 'a essere viecchie. *Ammore de patrone e vine 'e fiasco a sera so' buono e 'a matina so' sciacqua. *С'o vino pure 'o saputo addiventa animale. ====[[Proverbi piemontesi|Piemontesi]]==== *A chi ij pias nen ël vin, che Nosgnur aj fassa manchè 'dco l'eva. *Dôi dij ed vin sôn an càoss al dôtôr. *El vin a l'è la pupa dii vei. *Travasa pa 'l vin ëd lu-na neuva! ====[[Proverbi romani|Romani]]==== *Bon vino fa bbon sangue. *Er vino è la zinna de li vecchi. *''Er panno bbôno fino a la pezza | er vino bbôno fino a la feccia.'' *L'acqua arovina li ponti e er vino la testa. *Moje ggiovine e vvino vecchio, (e quanno sei imbriaco méttete a lletto). *Vino amaro tièttelo caro. ====[[Proverbi salentini|Salentini]]==== *Addhu vince lu vinu perde u segretu. *Amicizia stritta cu lu mieru dura u tiempu ta strada te casa. *Face chiui miraculi 'na utte te mieru te na chiesa china de santi. *Pane friscu, mieru vecchiu e mujere giovane. *Tene chiu' valore nna fezza de lu mieru fiaccu. ====[[Proverbi siciliani|Siciliani]]==== *Bonu vinu fa bonu sangu. *Bonu vinu sinu a la fezza, bonu pannu sinu a la pezza. *Vinu amaru, tenilu caru *Vinu meli finu, pri cui nun lu sa biviri è vilenu. *Voi cunfidenzi di lu to vicinu, 'mbriacalu di bonu vinu. ====[[Proverbi sardi|Sardi]]==== *Binu bonu finza a feghe. *Binu malu et pane tostu durat pius. *In su binu sa veridade. *Negotiu de binu, negotiu meschinu. *Quie biet vinu, non devet narrer imbreagu. *Si ti queres sanu abba su vinu. *Su binu ad su sabore, su pane ad su colore. *Su binu est bonu a biere, ma 'nde faghet a riere. ====[[Proverbi tarantini|Tarantini]]==== *"E va bbenə", dissə Lenə, "l'acqua fačə malə e 'u vinə mə sustenə". *Omə də vinə, ciəndə a' ccarrinə. *Ottommrə: vin'e candinə ser'e matinə. ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *A chi piace il bere, parla sempre di vino. *A Natale, mezzo pane, a Pasqua, mezzo vino. *A San Martino<ref name="novembre" /> ogni mosto è vino, (o è vecchio ogni vino). *Amicizia di grand'uomo e vin di fiasco, la mattina l'è bono e a sera è guasto. *Amico e vino vogliono esser vecchi. *Chi ha buona cantina in casa non va pel vino all'osteria. *Chi vuol vin dolce non imbotti agresto. *Chi vuole tutta l'uva non ha buon vino. *D'[[ottobre]] il vin nelle doghe. *Di [[settembre]] e d'[[agosto]], bevi il vin vecchio e lascia stare il mosto. *Il vin nel fiasco non cava la sete di corpo. *Il vino che si pasteggia non imbriaca. *Il vino di casa non imbriaca. *Il vino nel sasso, ed il popone nel terren grasso. *Nella botte piccola ci sta il vin buono. *Pan d'un giorno, vin d'un anno. *Poco vino, vendi al tino; assai mosto, serba a agosto. *Se d'aprile a potar vai, contadino, molt'acqua beverai e poco vino. *Vigna al nugolo fa debol vino. ===[[Proverbi latini|Latini]]=== *Dum vinum intrat exit sapientia.<ref>Mentre il vino entra, esce la sapienza.</ref> *In vino veritas.<ref>Nel vino c'è la verità.</ref> *''Quando sol est in Leone, Bibe vinum cum pistone.''<ref>Quando il sole è in Leone {{NDR|segno zodiacale}}, bevi il vino col pistone {{NDR|a garganella}}.</ref> *Vinum lac senum.<ref>Il vino è il latte dei vecchi.</ref> ==Modi di dire== ===[[Modi di dire italiani|Italiani]]=== *Dire [[pane]] al pane e vino al vino. *Pane fin che dura ma vino a misura. ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Alcolismo]] *[[Aceto]] *[[Bacco]] *[[Bevanda alcolica]] *[[Bottaio]] *[[Champagne]] *[[Etanolo]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul|wikt}} {{Viticoltura}} [[Categoria:Enologia| ]] 693q36ekvmxnpe0gek1eok18vx1koqa Cary Grant 0 3677 1415924 1413670 2026-06-07T07:50:26Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1415924 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Grant, Cary (Suspicion) 01.jpg|thumb|Cary Grant nel 1941]] {{Premio|Oscar|Oscar alla carriera (1970)}} '''Cary Grant''', pseudonimo di '''Archibald Alexander Leach''' (1904 – 1986), attore britannico naturalizzato statunitense. ==Citazioni di Cary Grant== *Archie Leach, il fuggitivo di Bristol, studiò da vicino uomini come Jack Buchanan e Noël Coward e divenne Cary Grant.<ref name=CGrant></ref> *Divenni attore per il solito motivo: un gran bisogno di piacere e di essere ammirato.<ref name=CGrant>Citato in Geoffrey Wansell, ''Cary Grant. Tra fascino e ironia la carriera e i film di un perfetto gentiluomo'', Gremese, 1996.</ref> *È sempre stato il mio problema. Ho sempre cercato di fare colpo su qualcuno. Non pensate che con una macchina nuova, costosa e decappottabile, una camicia con il colletto slacciato, la pipa in bocca per creare un sapiente effetto di nonchalance, sportività, savoir-faire e sofisticatezza avrei dovuto cavarmela abbastanza bene con le donne? Niente del genere. In tutti quegli anni in teatro, per la strada e a New York, circondato da schiere di ragazze attraenti, non sono mai riuscito a comunicare con loro.<ref name=CGrant></ref> *Mia madre non era una donna felice e io non ero un bambino felice perché mia madre mi soffocava con le sue cure.<ref name=CGrant></ref> *Non avrei rivisto mia madre per oltre vent'anni. Nel frattempo avevo cambiato nome ed ero diventato un uomo adulto che abitava in America, a migliaia di chilometri di distanza, in California. Quasi tutti nel mondo mi conoscevano di nome o di vista, tranne mia madre.<ref name=CGrant></ref> *Se fossi rimasto alla Paramount, avrei continuato a prendere i film scartati da [[Gary Cooper]].<ref name=Pierini>Citato in Mariapaola Pierini, ''Gary Cooper, il cinema dei divi, l'America degli eroi'', Le Mani-Microart'S, 2011.</ref> *Sul cinema [[James Stewart|Jimmy Stewart]] ebbe lo stesso effetto di [[Marlon Brando]] anni dopo.<ref name=Bogdanovich>Citato in Peter Bogdanovich, ''Chi c'è in quel film? Ritratti e conversazioni con le stelle di Hollywood'', traduzione di Roberto Buffagni, Fandango Libri, 2008.</ref> *{{NDR|Su [[James Stewart]]}} Jimmy aveva l'abilità di parlare con naturalezza. Sapeva che nella vita reale, le persone quando conversano spesso si interrompono a vicenda, e che non è sempre facilissimo formulare un pensiero. Ai tecnici del suono è occorso un po' di tempo per abituarsi, ma ha avuto un impatto enorme. Poi, anni dopo, arriva [[Marlon Brando|Marlon]] e rifà la stessa cosa.<ref name=Bogdanovich/> *{{NDR|Su [[James Stewart]] in una scena di ''"Scandalo a Filadelfia"''}} Abbiamo fatto una scena insieme in cui lui era ubriaco... bè, sono rimasto affascinato, mentre lo guardavo – nel film si vede benissimo. Era talmente bravo!<ref name=Bogdanovich/> *{{NDR|Sulla cerimonia degli Oscar ai suoi primi anni}} Era una cerimonia privata, no? Niente televisione, niente radio: solo un gruppo di amici che danno un party. Perché vedi, c'è un che di imbarazzante in questo gruppo di gente ricca che si dà premi e si congratula a vicenda. Quando è cominciata ci scherzavamo sopra.<ref name=Bogdanovich/> *{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} Sembrava davvero timida; ricordo che quando la manodopera dello studio le fischiava dietro, appariva imbarazzata.<ref>Citato in Mike Evans, ''Marilyn'' (''Marilyn Handbook'', 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006, p. 132. ISBN 880904634X</ref> ==Citazioni su Cary Grant== *Era toccato dagli dei. Quando entrava in una stanza, eri costretto a guardarlo. Piaceva agli uomini come alle donne, e questo è incredibilmente raro. ([[Burt Reynolds]]) *L'unico vero principe di Hollywood. ([[Marlene Dietrich]]) ===[[Peter Bogdanovich]]=== *C'era un che di fresco, di scoperto, di spudorato, nel piacere e nella gioia che si rivelavano in quella risata. [...] Era rapido di riflessi e aveva un'eccezionale presenza di spirito. [...] Ed era un fascino che non si può descrivere con le parole: come descrivere la scintilla di gioia malandrina e pericolosa che traluceva da tutto il suo atteggiamento? Le sue movenze da gatto? I suoi occhi umidi d'allegria? *Cary è diventato un così raffinato maestro della commedia (sofisticata o francamente comica) che in generale non si fa caso ai suoi talenti drammatici. *Una volta disse che anche lui avrebbe tanto desiderato essere Cary Grant. Voleva dire che nessun essere umano al mondo avrebbe potuto incarnare tutte le qualità delle quali il suo personaggio era un esempio o una promessa. ==Note== <references/> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Venere bionda]]'' (1932) *''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]'' (1933) *''[[Lady Lou - La donna fatale]]'' (1933) *''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935) *''[[Susanna!]]'' (1938) *''[[Avventurieri dell'aria]]'' (1939) *''[[Scandalo a Filadelfia]]'' (1940) *''[[Ho sognato un angelo]]'' (1941) *''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]'' (1941) *''[[Arsenico e vecchi merletti]]'' (1944) *''[[Notorious, l'amante perduta]]'' (1946) *''[[Caccia al ladro]]'' (1955) *''[[Intrigo internazionale]]'' (1959) *''[[Operazione sottoveste]]'' (1959) *''[[L'erba del vicino è sempre più verde (film)|L'erba del vicino è sempre più verde]]'' (1960) *''[[Il visone sulla pelle]]'' (1962) *''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Grant, Cary}} [[Categoria:Attori britannici]] [[Categoria:Attori statunitensi]] o62dg9y03knyxfp7j4qzg73jzpkrnfs Michele Serra 0 3800 1415851 1408043 2026-06-06T16:06:42Z Vale93b 2254 /* L'Amaca */ 1415851 wikitext text/x-wiki [[File:Michele Serra - IJF 2010 03.jpg|thumb|Michele Serra al Festival Internazionale del Giornalismo 2010.]] '''Michele Serra''' (1954 – vivente), giornalista, scrittore, autore televisivo e umorista italiano. ==Citazioni di Michele Serra== *A [[Sedicenne|sedici anni]] ero [[anarchico]]. A sedici anni non si capisce niente. Non si sa come funziona il mondo.<ref>Da un monologo nel programma ''Che tempo che fa'' di Rai 3, 27 febbraio 2022; citato in un [https://twitter.com/chetempochefa/status/1498011616482414599 post] sul profilo ufficiale @chetempochefa, ''twitter.com''.</ref> *A [[Venezia]] per i vostri bisogni servitevi delle toilette pubbliche. Ce ne sono ben due: una a Mestre e una sull'autostrada per Padova, dove, tra l'altro, potrete ammirare il fenomeno dell'acqua alta in pieno autogrill.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2002/agosto/25/FORMICHE_GIRO_PER_MONDO_co_0_0208258285.shtml Le formiche in giro per il mondo]'', ''Corriere della Sera'', 25 agosto 2002.</ref> *Chiedersi se il Pci dimentica [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]] significa chiedersi se il Pci dimentica i valori. I nostri militanti hanno magari dimenticato il Berlinguer del compromesso storico, ma hanno viva memoria del Berliguer dell'austerità. Magari è solo un simbolo, ma accidenti come contano i simboli.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,0994_01_1986_0204_0002_13705554/ Festival senza Berlinguer]'', ''La Stampa'', 31 agosto 1986.</ref> *Gli [[Stati Uniti d'America|americani]] sono molto fortunati, perché dovunque vanno per esportare la libertà... trovano il petrolio.<ref>Da un intervento nel programma ''Che tempo che fa'' di NOVE, 1º marzo 2026; citato in un [https://x.com/chetempochefa/status/2028192544601850160 post] sul profilo ufficiale @chetempochefa, ''x.com''.</ref> *La [[Sinistra in Italia|sinistra italiana]] si ritrova con gli stessi voti dai tempi di Giuseppe Mazzini. Il vero talento consiste nel ripartirli tra liste ogni volta differenti. È come spostare i vecchi mobili di casa una volta all'anno, per avere una inebriante sensazione di novità pur vivendo da sempre nello stesso trilocale ereditato dal nonno.<ref>Da ''L'Espresso'' n. 25, 2004.</ref> *Chi lo considera {{NDR|[[Mark Twain]]}} uno dei padri della letteratura americana ha torto per difetto: è uno dei padri della letteratura democratica di ogni latitudine, e uno dei massimi codificatori dell'umorismo come arma insuperabile per prendere le misure al potere, e dopo averle prese, prenderne le distanze.<ref>Dall'introduzione a Mark Twain, ''Viaggio in paradiso'', traduzione di Maria Celletti Marzano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2011, p. 7.</ref> *Il [[razzismo]] finirà quando potremo dire che ci sono [[bianco e nero (antropologia)|neri]] stronzi come i [[bianco e nero (antropologia)|bianchi]].<ref>Dal ''Corriere della Sera'', 1º luglio 2006, p. 19.</ref> *[I]o associo la voce di [[Fabrizio De André|Fabrizio]] a un vuoto che gli si fa intorno: lui chiede spazio e chiede tempo, prima di tutto col timbro della voce, con il modo con il quale scandisce le parole. Non si poteva ascoltarlo se non mettendo quella voce su una specie di ara, attorno alla quale non potevi far altro che dare un ascolto totale alle sue parole.<ref>Citato in Cesare G. Romana, ''Smisurate preghiere. Sulla cattiva strada con Fabrizio De André'', Roma, Arcana, 2005, p. 90. ISBN 88-7966-394-1.</ref> *{{NDR|A proposito del commento di [[Silvio Berlusconi]] sulla vittoria di [[Barack Obama]]}} Io credo che sarebbe ora di dire che è semplicemente uno sciocco. Ecco, più che puntare sul, come dire... sull'allarme istituzionale, la repubblica in crisi... Ecco cominciare a dire quello che poi appare abbastanza evidente: che è un uomo abbastanza sciocco e dice spesso cose molto sciocche, e forse è stato sopravvalutato anche dai suoi avversari. Dopo di che le polemiche, insomma, è persino inutile farle. Insomma... si prende atto, si constata, si fa un sorrisetto purtroppo di sufficienza. Ecco perché la cosa triste è che si è costretti a fare un sorrisetto di sufficienza su quanto dice e fa, insomma, il primo degli italiani, escluso il capo dello stato, cioè il capo del governo. Piuttosto penoso, ecco... Penoso e sconsolante. Fa il commento più sciocco, non voglio neanche dire che sia una gaffe: è il commento più frivolo, più superficiale, meno colto, meno politico, meno serio. È come... come quando fa le corna nelle fotografie di gruppo, è una persona che non è all'altezza di rappresentare un paese: ma non l'[[Italia]], qualunque paese. E dispiace, insomma, che dire? Cioè, non è neanche una cosa da dire con veemenza, la si dice con... con malinconia profonda a questo punto; però, insomma, non è una novità, dovremmo esserci abituati. Ma ne dirà un'infinità ancora di cose del genere, perché purtroppo il livello è quello: è una persona di basso livello intellettuale. Questa è la mia opinione.<ref>Audio disponibile su ''[http://tv.repubblica.it/piu-votati/settimana/serra-berlusconi-e-uno-sciocco/26081?video tv.repubblica.it]'', 6 novembre 2008.</ref> *L'Italia entra nel Duemila ancora in attesa del suo Settecento.<ref>Da ''Che tempo fa'', Feltrinelli Editore, 1999.</ref> *La forza dei veri artisti si vede anche dalla fortuna di dare piacere e fare compagnia anche dopo che se ne sono andati. In Italia è accaduto solo per [[Fabrizio De André|De André]] e [[Giorgio Gaber|Gaber]], attorno ai quali ci si ritrova in tanti, senza mai meravigliarsi che nel novero degli amici ci siano persone estremamente difformi per idee politiche e calibro culturale, senza nessuna necessità di dover giustificare differenti punti di partenza.<ref name="Pedrinelli">''Al sicuro dalla banalità''; in ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, p. 119. ISBN 978-88-7496-754-4</ref> *La [[Prima Repubblica (Italia)|Prima Repubblica]] cercava di usare le posate a tavola. Questi mangiano con le mani, e ruttano con soddisfazione.<ref name=donciottipd>Da ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/09/19/%E2%80%9Cfa-piu-politica-don-ciotti-in-un-giorno-che-il-pd-in-un-anno%E2%80%9D/62197/ "Fa più politica don Ciotti in un giorno che il Pd in un anno"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 19 settembre 2010.</ref> *Nella polemica spesso caricaturale contro i [[Radical chic|radical-chic]] c'è un elemento di verità sociale. E cioè che i ceti colti nel mondo sono prevalentemente democratici, di sinistra mentre quelli meno colti, paesani e provinciali, sono prevalentemente di destra.<ref name="lettera1set2011">Citato in ''[https://web.archive.org/web/20141202075353/http://www.lettera43.it/politica/24719/per-la-scossa-voto-nichi.htm Serra «Per la scossa, voto Nichi»]'', ''lettera43.it'', 1 settembre 2011.</ref> *C'è questa tendenza, molto canagliesca, di ridicolizzare la [[cultura]]. È uno dei grandi segni della vittoria politico-culturale della destra negli ultimi 20 anni. Una volta, l'ignoranza era una cosa di cui ci si vergognava. Adesso è da rivendicare e sbattere in faccia ai 'fighetti' che hanno studiato.<ref name="lettera1set2011"/> *Se ci fossero le primarie voterei [[Nichi Vendola]]. È quello che quando parla dice le cose che mi interessano di più. Quando incontro un bersaniano intelligente che dice che [[Pier Luigi Bersani]] è più pratico penso che abbia buone ragioni per dirlo. Ma mi sembra che nei periodi di confusione ci voglia almeno un ''quid'' di radicalità.<ref name="lettera1set2011"/> *{{NDR|Sull'uso delle [[Intercettazione|intercettazioni]]}} Noi giornalisti siamo una categoria che confonde spesso la [[libertà di stampa]] con l'impunità di casta [...] Ovvio che se si scopre che un politico che prende voti come paladino della famiglia tradizionale, e poi nella sua vita privata frequenta i bordelli, o anima orge gay, un interesse pubblico c'è, ed è pure evidente: si tratta di smascherare un ipocrita che inquina il discorso pubblico. Ma in molti altri casi il diritto/dovere di informare c'entra come i cavoli a merenda. Si tratta solo di raggranellare qualche lettore in più, incrementare il voyeurismo di massa, accanirsi contro un avversario politico per il puro piacere di farlo. Con un'aggravante: che la lagna corporativa contro "il bavaglio" approfitta comodamente di una causa nobile e nevralgica, che è la libertà di stampa, la libertà di espressione. Ci sono cronisti di mafia che rischiano la vita, e ci sono giornalisti rovinati economicamente da cause civili micidiali. Parlare solo di intercettazioni è così determinante, o piuttosto è fuorviante? Mi faccio anche un'altra domanda: che cosa attenta di più alla libertà di stampa, eventuali limiti alla pubblicazione di documenti giudiziari, oppure il gigantesco mutamento degli assetti editoriali e del modo di produzione delle "notizie"? Molte "notizie" vengono confezionate non più per scelta redazionale ma sulla base di selezioni algoritmiche e pubblicitarie. La decisione di pubblicare qualcosa, e non qualcos'altro, è pesantemente influenzata (eufemismo) dalla dipendenza delle imprese editoriali da vari service esterni alle redazioni. Giudicate voi quanto si è parlato di intercettazioni [...] e quanto di questa stravolgente metamorfosi strutturale dell'informazione.<ref>Dall'intervista di Salvatore Merlo, ''[https://www.ilfoglio.it/giustizia/2023/01/27/news/-le-intercettazioni-sono-violenza-mediatica-quella-del-bavaglio-e-una-lagna-ipocrita-parla-michele-serra-4891148/ "Le intercettazioni sono violenza mediatica. Quella del 'bavaglio' è una lagna ipocrita". Parla Michele Serra]'', ''ilfoglio.it'', 27 gennaio 2023.</ref> *Non volendo favorirlo in modo smaccato, [[Gianni Agnelli|Agnelli]] lo assume nel gruppo Fiat attraverso un regolare e severo concorso, al quale partecipano, oltre a [[Luca Cordero di Montezemolo]], due pesci rossi. La prova d'esame consiste in una sola domanda: «Preferiresti lavorare alle presse o fare il direttore sportivo alla Ferrari?» Con molto equilibrio, Luca risponde che preferirebbe fare il direttore sportivo alle presse.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 48. ISBN 88-8598-826-2</ref> *Per conquistarsi la patente di moralista, vent'anni fa, bisognava essere dei notevoli rompicoglioni. Oggi basta dire "non si passa con il rosso" e già sei considerato tale.<ref name=donciottipd/> *Perché la cosa più difficile e preziosa che ha fatto Gaber è stato annullare lo scarto (così pesante e doloroso, oggi) tra "alto" e "basso", tra popolarità di massa e di nicchia. E avere qualità e riuscire a farne anche quantità, giacché il suo successo teatrale fu di massa, è più o meno il contrario di quanto accade, in genere, in un sistema di comunicazione che sembra avere individuato nella qualità un odioso nemico.<ref name=Pedrinelli/> {{Int|''[https://www.linkiesta.it/it/article/2019/12/07/michele-serra-news-notizie-futuro-populismo/44651/ Il metodo di Michele Serra per salvarsi dalle vere, false, comunque troppe notizie (e dai populismi)]''|Intervista di Dario Ronzoni, ''linkiesta.it'', 7 dicembre 2019.}} *Non siamo onnipotenti, non ce la possiamo fare da soli — cliccando con lo [[smartphone]] in mano, davanti al tablet — a dominare il mondo. Dobbiamo chiedere a qualcuno di darci una mano. E siccome le [[notizie]] del futuro saranno miliardi, servirà un mediatore che svolga questa funzione. {{NDR|«...che sarebbe quella dei [[giornali]]...»}} Sì, che un tempo svolgevano i giornali e che in parte forse continueranno a svolgere anche in futuro. E non importa nulla se saranno di carta, di piombo, di bassorilievo su pietra o fatti di pixel. Voglio pagare qualcuno di cui mi fido che mi dica: le notizie importanti sono a, b, c. E anche d. {{NDR|«Niente fai-da-te?»}} Io odio il mito del fai-da-te. Secondo me sta anche parzialmente distruggendo perfino la socialità in questo Paese {{NDR|l'[[Italia]]}}. Io voglio [[Fiducia|fidarmi]] di qualcuno. Ho bisogno di fidarmi di qualcuno. E così come mi fido di quello che mi vende il [[salame]] o la coppa, voglio fidarmi di quello che mi vende le notizie. *Secondo me il problema è ''too much news'', cosa che poi riguarda il [[web]] in generale. In questo momento puoi avere tutto l'universo a disposizione: io mi spavento e dico no, grazie. Non si può avere tutto l'universo, non sono all'altezza. Quindi il problema principale è la mole, smisurata, di notizie, e poi certo, c'è anche il problema delle [[fake news]], eccome se c'è. Ma quello c'è sempre stato però, ecco. {{NDR|«Sì?»}} Oggi è diverso perché si è trasformato in un'arma a disposizione dell'ultimo imbecille, dell'ultimo farabutto, mentre prima era uno strumento impegnato dai giornali quando facevano disinformazione. Erano persone autorevoli o presunte tali. Adesso la [[bomba atomica]] è in mano anche all'uomo della strada. Non lo considero un particolare progresso. *{{NDR|«Cosa è cambiato di più del mondo?»}} La dimensione [[tecnologia|tecnologica]]. Un cambiamento enorme, gigantesco. [...] Il cambiamento tecnologico avvenuto tra l'epoca di [[Gutenberg]] e i miei inizi {{NDR|nel giornalismo}} negli anni '70, rispetto a quello che è successo dai miei inizi anni '70 fino a oggi, be', è stato infinitamente meno grande. Io, per formazione, sono più vicino a Gutenberg che al millennial. *Il "[[populismo]]" ha una base tremendamente individualistico-narcisistica L'idea che ci si possa autocostituire in [[popolo]], pur non essendolo in realtà. È un sentimento furibondo, certo, e lo si è detto. Ma è anche [[Presunzione|presuntuoso]]. [...] C'è una presunzione tremenda di fondo, del genere: "Ci penso io a dire sì, no, e da casa mia dirigo il mondo". Col cavolo che funziona. {{Int|''Lamento in morte della Renault 4''|Poesia del 1992; citato in Vincenzo Borgomeo, ''[https://borgomeo.blogautore.repubblica.it/2010/12/28/r4-ricordiamola-cosi/ R4, ricordiamola così...]'', ''borgomeo.blogautore.repubblica.it'', 28 dicembre 2010.}} {{NDR|Sulla [[Renault 4]]}} *[...] ''questa ragazza in forma di meccano | questo ragazzo a ruote, questo guitto | prodigioso, capace di parlare | il finlandese a Tripoli, l'inglese | in Catalogna, l'Italiano a Praga'' [...] *''Reincarnazione dei monaci camminatori | che fecero l'Europa trasportando parole | sorella in spirito dei negri portatori | coi piedi nudi duri come suole | primo esempio di replica industriale | dei mocassini degli indiani Seminole | assemblea permanente, scopatoio epocale | valigia a motore, letto, ospedale | teatro di piazza, vibrazione vitale | rompischiena e raddrizzapaesaggi'' [...] *''Sapeva di latta, di stoffa, di bulloni | la scatola ingegnosa'' [...] ===Citazioni tratte da articoli=== ====''Cuore''==== {{cronologico}} *Il limite della [[democrazia]]: troppi coglioni alle urne. (5 aprile 1992) *Seppi la notizia dal telegiornale delle 13 e 30, una domenica di novembre, mentre ero a pranzo da amici. Molti di noi piangevano, tutti rimanemmo sconvolti come raramente mi ricordo mi sia capitato di cogliere, considerando quanto munita fosse già allora la crosta di indifferenza con la quale ci difendevamo dal mondo. Per quanto mi riguarda (per quanto sento) la morte di [[Pier Paolo Pasolini]] è uno degli avvenimenti più significativi e commoventi di questo secolo. E giusto o sbagliato fosse il suo populismo, corretta o esagerata la sua percezione del moderno come catastrofe antropologica, credo che nessun intellettuale o artista italiano contemporaneo abbia così fortemente affrontato l'epoca fino a farsene divorare, fino a distruggersi. Per queste ragioni, e per la nostalgia struggente che ho per la sua scrittura acuminata e accesa e perfino per il suo viso e la sua voce, mi chiedo se il vero e grande scandalo sia la sciatta negligenza con la quale si è indagato sulla sua fine, e non piuttosto il fatto che non esista una piazza o una strada o una scuola d'Italia dedicata al suo poeta, vissuto per le sue strade, anzi nel punto indeterminato, annichilente nel quale tutte le strade, perfino quelle di periferia, si interrompono. (da ''Pasolini, il caso è chiuso'', n. 239, 9 settembre 1995) ====''l'Unità''==== Finire invischiati in [[Mani pulite]], in termini politici, vuol dire non aver saputo opporre al modello di sottosviluppo italiano alcuna alternativa praticabile.<ref>Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/1993/09/24/page_001.pdf]'', ''L'Unità'', p. 1, 24 settembre 1993.</ref> ====''la Repubblica''==== {{cronologico}} *{{NDR|A proposito della [[riforma Moratti]]}} La scuola morattiana rischia di essere, per quelle persone che sono i bambini, una lunghissima anticamera davanti alla porta del capufficio. Una precocissima, spietata selezione del personale. (da ''Il bimbo manager della Moratti'', 9 ottobre 2003, p. 17) *[...] Tutto all'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] è in odore di romanzesco, di eccessivamente emotivo, in un clima eccitato e ipercritico che in fondo rassomiglia poco al pragmatismo settentrionale e ha qualche cosa di intimamente meridionale. (da ''Inter. Il nostro Don Chisciotte'', 18 febbraio 2005) *Ovunque un "tu" piacione e colloso, un clima da eterna rimpatriata (e si immaginano i ristoranti, i bavaglioli, le risate grasse) e una [[furbizia]] greve, da commedia dell'arte: quella stessa che poi vediamo, ripulita dei suoi quadri più inconfessabili, nei peggiori talk-show calcistici, dove "l'amico [[Luciano Moggi|Moggi]]" da anni ammannisce a una platea spesso estasiata oscure facezie e sorridenti minacce, una specie di andreottisimo però imbertoldito, un'imitazione popolaresca del Potere che è parodia però senza saperlo. In fondo soprattutto penosa, e penosa non tanto perché rimanda a probabili prepotenze calcistiche, quando perché incarna (altro che calcio...) la vecchia furbizia contadina italiana appena appena camuffata, incravattata di fresco, e riscodellata in video per la gran gioia di chi non vuole fare la fatica di pensarci diversi, noi italiani, da questo stucchevole arrangiarci da subalterni: da servi, altro che da potenti. (Che la furbizia sia caratteristica servile, e mai signorile, è la sola fondamentale scoperta politica che milioni di italiani devono ancora fare). (da ''Il Paese anormale dove Moggi comanda'', 5 maggio 2006) *{{NDR|A proposito della spettacolarizzazione della cronaca nera}} Il sospetto [...] è che l'angosciosa percezione di un salto di qualità del [[male]] e della [[violenza]] sia dovuta soprattutto a una assai più diffusa conoscenza di crimini sempre avvenuti, ma solo oggi diventati materia prima quotidiana di un sistema mediatico cresciuto in maniera esponenziale. Ogni frammento di orrore viene ingigantito, ogni urlo di dolore amplificato, su ogni singola variazione attorno all'orrendo tema della violenza dell'uomo sull'uomo vengono allestiti fluviali dibattiti. L'esile scia di sangue che i cantastorie trascinavano per piazze e villaggi è diventata il mare di sangue che esonda dal video: ma è sempre lo stesso sangue, probabilmente anche la stessa dose pro-capite, solo con un rendimento "narrativo" moltiplicato per mille, per un milione, per un miliardo di volte. (da ''Lo spettacolo del male'', 13 gennaio 2007) *Da relativista etico, l'unica certezza che mi sorregge è non volere e non sapere imporre la mia condotta di vita al professor [[Rocco Buttiglione|Buttiglione]]. Lui non può dire altrettanto. (9 febbraio 2007) *Problemi di una minoranza culturalmente difforme e sessualmente non ortodossa, che non riguardano il placido corso della vita civile di maggioranza, quella della "famiglia tradizionale". Ma è vero il contrario. L'intero assetto (culturale, civile, politico, legislativo) dei diritti individuali e dei diritti di relazione riguarda il complesso della nostra comunità nazionale. La sola pretesa di elevare a Modello una sola etica, una sola mentalità, una sola maniera di stringere vincoli tra persone e davanti alla comunità, basta e avanza a farci capire che in discussione non sono i costumi o il destino di una minoranza. Ma i costumi e il destino di tutti. [...] Chi si sente minacciato dall'omosessualità non ha ben chiaro il concetto di libertà. Che è perfino qualcosa di più del concetto di laicità. (da ''La bandiera della laicità'', 16 giugno 2007) *C'è un dispiacere speciale nell'apprendere che [[Valentino Rossi]] è accusato di avere sottratto al fisco italiano (cioè alla comunità dei suoi tifosi, tra i quali noi) sessanta milioni di euro. È il dispiacere di scoprire che anche un ragazzo giovane, fortunato, geniale nel suo campo, il più fresco e irrituale tra i personaggi emersi negli ultimi anni, è invischiato nella solita, vecchia, insopportabile melma che rende invivibile questo Paese. Come se niente di davvero "nuovo" potesse mai capitare, dalle nostre parti. (9 agosto 2007) *Specialmente in questi ultimi anni, con mezzo paese che sgobba per pagare fino all'ultimo euro quelle tasse che un altro mezzo paese rifiuta di pagare, non c'è pretesto o scusa o arzigogolo che tenga: se davvero il giovane [[Valentino Rossi]] di Tavullia, o perché mal consigliato o perché furbo in proprio, ha ingannato il fisco italiano, la sua immagine (almeno agli occhi di mezza Italia) ne esce offuscata in modo irreparabile. L'altra mezza, magari, aggiungerà all'ammirazione per il campione spavaldo anche la complice simpatia per il businessman disinvolto, perché niente eccita gli umori più bassi di questo paese quanto uno che "sa fare bene gli affari propri". Ma Valentino Rossi, se le pesantissime accuse del fisco saranno confermate, gli affari propri li ha fatti malissimo. (9 agosto 2007) *La cosa peggiore del "[[V-Day|Vaffanculo Day]]" era il titolo, che dietro l'ammicco "comico" contiene tutta la colpevole vaghezza del populismo. (Vaffanculo, satiricamente parlando, è roba da Bagaglino, non da Beppe Grillo). (9 settembre 2007) *Il manifesto di convocazione, nella sua indubitabile rozzezza (dire che "dal '43 a oggi in Italia non è cambiato niente" è, per dirla con [[Beppe Grillo|Grillo]], una notevole belinata), era di contenuto squisitamente politico. Almeno due dei tre punti in oggetto (negare ai condannati il diritto di rappresentare il popolo, impedire alle segreterie dei partiti di nominare di straforo i candidati senza passare attraverso il vaglio degli elettori) sono molto difficilmente liquidabili come "qualunquisti". Esprimono, al contrario, un'insofferenza per larga parte condivisibile e condivisa da milioni di italiani, molti dei quali (senza bisogno di vaffanculo) hanno appena fatto la coda per il referendum Segni contro questa indecorosa legge elettorale proprio perché non sopportano più il piglio castale e l'autoreferenzialità malata delle varie leadership di partito. E chiedono la partecipazione diretta dei cittadini alla scelta della propria classe dirigente. Più controverso il terzo punto, perché non è detto che congedare un ottimo politico dopo due sole legislature coincida con il miglioramento della qualità professionale della classe politica (anzi). Ma quello che lascia il segno, vedendo decine di migliaia di cittadini mobilitarsi attorno a [[Beppe Grillo|Grillo]], alle sue drastiche parole d'ordine, al suo ringhio esasperato, perfino alla sua presunzione di Unto dalla Rete, è constatare, piaccia o non piaccia, che un uomo famoso ma isolato, popolare ma ex televisivo, antimediatico suo malgrado o fors'anche per sua scelta, sia in grado di mobilitare una folla che molti dei piccoli partiti, pur radicatissimi nei telegiornali e sui giornali, neanche si sognano. (9 settembre 2007) *[[Roberto Cavalli]] perfeziona gli slip a vita bassa lanciando le mutande alle ginocchia, che lasciano scoperti i genitali. Allo studio la possibilità di abbassare anche i genitali, con una serie di pesi e di tiranti. L'uomo del 2008, secondo gli stilisti milanesi, è dunque un giovane atletico, ammanettato, con occhiali a specchio, cranio rasato, un alano al guinzaglio, niente pantaloni, mutande alla caviglie, scroto ribassato. (da ''Parole in satira per dodici mesi'', 28 dicembre 2007, p. 36) *[[Stadio Giuseppe Meazza|San Siro]], quando gioca l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]], perde il brillio entusiasta e diavolesco del rosso milanista, diventa un catino ombroso, spesso anche adombrato, il catino che riflette e raccoglie l'incertezza degli umori celesti, mezzo azzurri mezzo neri. (da ''Dottor Inter e Mister Hyde'', 13 maggio 2008) *[[Renato Brunetta|Brunetta]] è il classico fanatico: uno che quando parla gli saltano uno dopo l'altro i freni inibitori, e gli esce fumo dalle orecchie. [...] In questo Brunetta (come parecchi ex socialisti, ahimè) è il berlusconiano perfetto: pur di non dubitare di se stesso, attribuisce ogni problema alla malvagità del Nemico. (da ''[http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-29/serra-governo/serra-governo.html Demagogia al governo]'', 20 settembre 2009) *Il [[fascismo]], in Europa, è al bando. La sua apologia, in Italia, è fuori legge. Questo non basta, ovviamente, a impedirne le varie forme di reviviscenza. Ma basta, almeno, a far capire a fascisti e nazisti che non sono bene accetti nella pur larga famiglia democratica. Se [[Alessandra Mussolini|Mussolini]] si risente perché qualcuno le ricorda in pubblico che il nonno, fondatore del fascismo e principale ispiratore di [[Adolf Hitler|Hitler]], non merita rispetto, è perché in decine, centinaia, migliaia di dibattiti, per anni, per rassegnazione o per ignavia o per cinismo, nessuno ha ritenuto importante dirglielo. In Germania un eventuale nipote Otto Hitler andrebbe in televisione a dire che il nonno fu una brava persona? O condurrebbe una vita ritirata, intagliando orologi a cucù? (30 gennaio 2013) *La [[satira]] è sempre stata un linguaggio di minoranza, per pubblici stretti, piuttosto radicali e piuttosto colti. La [[comicità]] è popolare, la satira assai raramente. La comicità è universale, perché accomuna, la satira non può esserlo perché divide. (da ''La vocazione minoritaria dei vignettisti diventati eroi'', 14 gennaio 2015, p. 36) *Il termine perse con il tempo ogni specifica mira contro le ristrette cerchie di ottimo censo e di facile radicalismo, per diventare generico dileggio di qualunque posizione politica che risulti irritante per il pensiero reazionario. Nella vulgata di destra è diventato "[[radical chic]]" tutto ciò che odora di solidarismo (è per lavarsi la coscienza!) o di amore per la cultura (è per umiliare la gente semplice!) e ovviamente di critica del populismo (è disprezzo per il popolo!). Più in generale, il termine è semplicemente perfetto per ridurre quel vasto e disorientato mondo detto "sinistra occidentale" a una ipocrita cricca di potenti con la puzza sotto il naso che hanno perduto ogni rapporto con "il popolo". (''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/01/05/caro-tom-wolfe-ma-quali-radical-chic35.html?ref=search Caro Tom Wolfe ma quali radical chic]'', 5 gennaio 2018) *Vi chiedo, ovunque voi siate, di stappare una bottiglia per lui, e levare il bicchiere, così come stanno facendo i suoi amici. Una delle cose più tremende di questi giorni è che non si possono fare i funerali. Il suo sarebbe stato — e sarà, appena possibile — pieno di cose da mangiare e di cose da cantare. Se conoscete qualche canzone di [[Sergio Endrigo|Endrigo]] cantatela per lui, era il suo preferito. Basta anche qualche verso. Basta un sorso, un pensiero, un ringraziamento, una pedalata sulle Alpi francesi o sui Pirenei, e [[Gianni Mura]] sarà di nuovo insieme a noi. Per sempre insieme a noi.<ref>Da ''Il suo romanzo popolare'', ''la Repubblica'', 22 marzo 2020, p. 32.</ref> =====''L'Amaca''===== {{cronologico}} *La spiegazione è che l'etichetta del "popolare" è una comoda menzogna per produrre su larghissima scala (a basso costo e quasi azzerando la fatica creativa) prodotti dozzinali. Così come avviene per il cattivo cibo, la cattiva cultura di massa accampa il pretesto di incontrare "i gusti del pubblico". In realtà, lo corrompe e lo livella. Né regge il pretesto (classista!) secondo il quale sono solo i più acculturati e gli snob a giudicare pessimo ciò che lo è. [[Valentino Rossi|Valentino]] non ha tre lauree e non legge Musil. Gli bastano e gli avanzano, per capire l'andazzo, due occhi e due orecchie. (1º novembre 2006) *Il problema è che, con il trascorrere delle generazioni, noi occidentali ci siamo convinti che il [[benessere]] e la tecnologia siano "naturali": ovvi come il sorgere del sole, gratuiti come lo scorrere dei fiumi. E su questa credenza, che è scientificamente assurda, irrazionale come la più arcaica delle superstizioni, si poggia tutto o quasi il nostro quotidiano, tutta o quasi la nostra politica. Siamo riusciti (scelleratamente) a rendere occulti i costi, i guasti, i rischi di un sviluppo che poggia, invece, su un prelievo sempre più massiccio e scriteriato di risorse limitate. (11 novembre 2006) *Questa ripetizione ossessiva di sé stessi, al di là del dato anagrafico, è il vero segno dell'"invecchiamento" italiano: vecchio è chi dispera di cambiare e di cambiarsi, ed è ormai rassegnato a essere fino alla fine ciò che è sempre stato. (17 novembre 2006) *Il problema è che, probabilmente, se riuscissero a tacere per dieci secondi consecutivi, e a riflettere per i successivi dieci, molti italiani vorrebbero sprofondare per la vergogna. È per questo che amano così tanto fare casino. (4 gennaio 2007) *Criminalizzare i criminali è fondamentale. Criminalizzare un'intera area politica vuol dire regalare ai criminali uno spazio insperato, e molto più vasto della nicchia asfittica nella quale si nascondono. (16 febbraio 2007) *Cerco di dirlo così come mi viene, mi scusino eventuali pignoli o suscettibili. Leggere sulle prime pagine le parole "contro natura", pronunciate dal papa {{NDR|[[Benedetto XVI]]}} a proposito delle unioni omosessuali, mi fa rivoltare le viscere. La natura umana è così complicata e ricca (essendo biologica, psicologica, culturale, sociale) che estrarne un pezzo e appenderlo al lampione del Giudizio Divino equivale ad amputarla. L'[[omosessualità]] è sempre esistita ed esisterà sempre, consiste di amore e di vizio, di eros e di moda, di piacere e di colpa, di profondità e di futilità, tanto quanto le altre pulsioni dell'animo e del corpo. Si può diffidarne, si può criticarla, ma solo una violenta e impaurita torsione dello sguardo sulle persone, sulla vita, sull'eros, può arrivare addirittura a scacciare l'amore omosessuale dalla "natura umana". (15 marzo 2007) *[...] la [[Paris Hilton|Hilton]] è la Parodia Finale, dopo di lei non potranno esserci altre parodie sia pure in una [[società]] strutturalmente parodistica. Consumati fino allo sfinimento tutti i miti e i modelli possibili, fatta indigestione di ogni tipo di star, di ogni genere di guru o di maudit o di strafica, ripetuti malamente e a volume sempre più alto tutti i linguaggi, si è infine individuato nella Hilton l'approdo definitivo: una che, finalmente, non solo non sa fare nulla, ma nemmeno ci prova. Purtroppo la sua unicità non sarà capita. Milioni di ragazze e ragazzi già sognano di imitarla. (6 giugno 2007) *Mettiamola così: dovessi riscrivere il mio ben pagato commento, alla luce delle parole di [[Beppe Grillo|Grillo]] e delle mail invelenite che ho ricevuto, aggiungerei qualche preoccupazione in più sulla totale assenza di dubbi e sulla sicumera settaria che rischia di catalizzarsi attorno a Beppe. Intelligenza e passione sono virtù, rompere gli schemi pure, ma il fanatismo è un vizio tra i peggiori. Anche il Dalai Lama accetta critiche. (11 settembre 2007) *Nei paesi anglosassoni uno che si spacciasse per elettore di un partito non essendolo, verrebbe considerato con spregio totale tanto dagli avversari quanto dai suoi. Da noi – non c'è niente da fare – la [[furbizia]], che è una delle più spregevoli manifestazioni di assenza di talento, continua a sembrare una [[virtù]]. E dire "li ho fregati!" piace da matti, anche se è la voce del ladro a parlare. (18 ottobre 2007) *Immaginiamo che un cittadino, nauseato dalle liti e dall'inconcludenza di questa coalizione di narcisi disfattisti, decida che forse è il momento di guardare al centrodestra. Neanche il tempo di volgere lo sguardo, e si imbatte nel [[Silvio Berlusconi|miliardario ridens]] che riceve tra le sue ortensie, sovreccitato, una delegazione di ispettori europei e gli mostra i sondaggi che lo danno al 63 per cento. [...] A questo punto la domanda è: possibile che il centrodestra italiano, nonostante si avveda che l'avversario politico è in catalessi, si ritrovi ancora con un leader del genere? Non ce n'è uno meglio, più moderato, meno irritante, più legalitario, meno esibizionista, insomma più normale e più votabile? E se non c'è, perché non proviamo ad affiancare all'estenuante dibattito su come è ridotta la sinistra, anche un piccolo dibattito a latere su come è conciata la destra, poveretta? (25 ottobre 2007) *L'eroico [[Piergiorgio Odifreddi]], isolato esponente delle bizzarre teorie chiamate [[Scienza]] e [[Ragione]], era esposto l'altra sera nello studio di [[Bruno Vespa]], per l'occasione consacrato a Padre Pio, come un reperto di altri secoli. Vespa gli si rivolgeva con la simpatia incuriosita che si rivela agli ospiti esotici: Ecco a voi, cari amici, un buffo signore barbuto che è qui per testimoniare l'esistenza, in questo Paese, dei non credenti. Incredibile!, avrebbe detto Mike Bongiorno agitando la sua cartelletta. Il resto del cast, tanto per dire la par condicio, era così composto. La madre di un bambino miracolato da Padre Pio. Il frate portavoce della holding di Padre Pio. Lo studioso cattolico Vittorio Messori che ha raccontato di essere stato miracolato da Padre Pio: una lettera gli era stata recapitata a casa un'ora dopo essere stata spedita da Padre Pio. Luciano Rispoli che è stato sposato da Padre Pio. E soprattutto la devota [[Irene Pivetti]], che non conobbe Padre Pio ma è la prova vivente dell'esistenza dei miracoli: nessuno può spiegare razionalmente come poté diventare Presidente della Camera. Nonostante Vespa si fosse dimenticato di esporre la Mercedes (che funziona anche senza benzina) mi sono divertito moltissimo. (3 novembre 2007) *In fila per salutare il vecchio [[Enzo Biagi|Biagi]], davanti alla camera ardente di via Quadronno, ieri mattina c'era una Milano prevalentemente popolare. Quel genere di popolo decoroso e composto che siamo abituati a definire "antico", ma è perfettamente nostro contemporaneo. Solamente, ci siamo disabituati a vederlo: tanto quanto Biagi, è stato sfrattato dalla televisione per fare posto al neo-popolo adrenalinico, bistrato e burino che staziona giorno e notte nei palinsesti. Con un paio di amici ci siamo trovati a ragionare sulla straordinaria popolarità di Biagi. Per paradosso, ci ha colpito che questa popolarità toccasse proprio a uno "di sinistra". Popolare e di sinistra erano, fino a un paio di decenni fa, quasi sinonimi. Poi qualcosa è cambiato, la sinistra è parsa più in simbiosi con i ceti medi colti, con le élites intellettuali, e se si rivolge al popolo è più per rimproverarlo che per sentirsene parte. Il lascito più prezioso di Biagi, dunque, sta proprio in ciò che a volte gli fu rimproverato: la sua profonda e naturale popolarità, la facilità estrema con la quale sapeva entrare in sintonia con le persone semplici. Per lui essere di sinistra voleva dire essere popolare: pensandoci bene, questo era puro [[anticonformismo]]... (8 novembre 2007) *Il [[cristiano (religione)|cristiano]] energumeno e razzista sogna la rivincita di Lepanto. (in ''la Repubblica'', 12 aprile 2008) *Si legge quasi ovunque [...] che "il [[capitalismo]] non c'entra niente" con crac e banche chiuse e manager felloni. Che siano stati dunque il comunismo o il socialismo o il pensiero greco o il giusnaturalismo, in forme subdole, a spingere metà del mondo a indebitarsi fino al midollo? [...] Nelle ingenuissime, strenue difese delle virtù del liberismo, che di suo sarebbe buono e benefico, ed è stato deviato dalle intenzioni malvagie di poche cricche di mascalzoni (per altro in genere impuniti e ben liquidati), pare di risentire pari pari la patetica difesa che alcuni comunisti fecero del [[comunismo]], in sostanza un'ottima idea applicata però maluccio o malissimo da despoti asiatici o burocrazie ottuse. Allo stesso modo il liberismo degli ultimi vent'anni viene considerato un'idea così brillante, così gagliarda, che non gli si imputa neanche ciò che proprio lui e solo lui può avere innescato, un capitalismo senza più alcun rapporto con la ricchezza prodotta dal lavoro, senza misura e senza controlli, senza etica e senza freni. (3 ottobre 2008) *Non è per contraddire Barack Obama, ma "il Paese dove tutto è possibile" non sono gli Usa. È l'[[Italia]]. Dove è possibile che il [[Maurizio Gasparri|capogruppo del partito di maggioranza]] commenti l'elezione di Obama dicendo che fa contenta Al Qaeda. È possibile che il [[Umberto Bossi|leader di un altro partito di governo]] abbia definito "bingo bongo" gli africani. È possibile che un [[Giancarlo Gentilini|altro autorevole leader di quel partito]] abbia definito "culattoni" gli omosessuali. È possibile che un [[Giancarlo Gentilini|sindaco del Nord]] inviti a trattare gli immigrati come "leprotti", a fucilate. È possibile che [[Marcello Dell'Utri]] (interdetto dai pubblici uffici, e però senatore della Repubblica: è possibile anche questo) ammonisca le giornaliste del Tg3 perché abbassano il morale della Nazione. È possibile che il [[Silvio Berlusconi|premier]], proprietario di televisioni, nel pieno del suo ruolo istituzionale inviti gli imprenditori a non destinare investimenti pubblicitari ai suoi concorrenti. È possibile che, in piena crisi finanziaria, lo stesso premier esorti ad acquistare azioni indicandone il nome. È possibile che una trasmissione della televisione pubblica sia oggetto di una spedizione punitiva di squadristi. È possibile che un [[Francesco Cossiga|ex presidente della Repubblica]] rievochi la violenza e gli intrighi di Stato come metodo repressivo delle manifestazioni studentesche. E sono possibili mille altre di queste meraviglie, nel solo vero paese dove veramente tutto è possibile. Così possibile che si è già avverato. (6 novembre 2008) *Molti ebrei sono cittadini israeliani, e lo sono per legittima scelta e con pieno diritto. Ma molti altri ebrei non lo sono, vuoi per scelta vuoi per sorte individuale. E dunque la proposta di boicottare "i negozi degli ebrei" per protestare contro i vergognosi bombardamenti di Gaza è al tempo stesso razzista e ignorante, e per giunta, ambientata nel ghetto di Roma, fa riaffiorare le più fosche memorie della persecuzione nazifascista. (10 gennaio 2009) *Scrivete "Dio c'è", e nessuno vi accuserà di avere intenzioni offensive. Scrivete che non c'è, e si leverà un coro ostile. Questa è la differenza sostanziale tra teismo e ateismo. (14 gennaio 2009) *Ciò che i nuovi reazionari chiamano "[[relativismo]]" [...] è solo una maniera malevola di definire la [[libertà]]. (31 gennaio 2009) *Il terrore della [[morte]] traspare da atti e parole di alcuni credenti assai più che da atti e parole di spiriti laici. (5 febbraio 2009) *Esporsi al giudizio di una comunità è un atto nobile e umile, ma se la comunità è così fortemente dominata dalla menzogna e dalla superstizione, quanto vale il suo giudizio? Antigone ebbe il privilegio di ribellarsi alle leggi. Ma come ci si ribella all'[[illegalità]]? (10 febbraio 2009) *Il berlusconismo riassume così perfettamente ciò che le persone di sinistra non sopportano (ricchezza offensiva, ignoranza del limite, spregio per la cultura, clericalismo in campo etico e classismo anticristiano in campo sociale, più il resto che non sono spiccioli) da rendere ovvia la speranza che prima o poi questo momento deprimente e pericoloso della storia italiana finisca. (23 febbraio 2009) *L'idea di reintrodurre le divise scolastiche, in questo clima e in quest'epoca, ha qualcosa di nuovamente sovversivo: l'infrazione di regole – quelle del conformismo modaiolo – che sono più pervasive e più subdole di qualunque regolamento scolastico. (14 aprile 2010) *Rispetto ai numi quasi tutti improbabili – vendicativi, precettivi, prepotenti, esosi – che gli uomini si sono inventati, la Natura ha una sua oggettiva indiscutibilità: è quello che è e fa quello che sa fare. (18 aprile 2010) *Le battute su «Fini leader della sinistra» sono, appunto, solo battute, in genere parecchio scadenti, e rivelatrici non tanto della presunta «doppiezza» di Fini, quanto della monoliticità ottusa del berlusconismo. (30 aprile 2010) *Se esistesse un Emilio Fede di sinistra, direbbe che [[Emilio Fede]] quello vero, con il suo pistolotto sprezzante su [[Roberto Saviano]], ha espresso, su Saviano, un'opinione molto simile a quella dei Casalesi. (11 maggio 2010) *Persone come [[Sandro Bondi|Bondi]] non hanno tempo per la disonestà, e anche ne avessero la considererebbero un impiccio, un disturbo, tempo sottratto al solo impegno che li gratifica, che è servire fino allo stremo, fino alla rovina il destino del Capo. (12 maggio 2010) *Non ho mai capito che cosa sia esattamente [[Comunione e Liberazione]], né cosa intendesse veramente dire il suo fondatore [[Luigi Giussani|don Giussani]], la cui prosa fiammeggiante e misteriosa è uno dei rebus irrisolti del ventesimo secolo. Per questo leggo diligentemente, e da parecchi lustri, le cronache del meeting di Rimini, cercando di rimediare a questa lacuna. Ma devo ammettere che più leggo, meno capisco. (27 agosto 2010) *Poiché la scelta dei parlamentari, con questo sistema elettorale inverecondo, è tutto sulle spalle dei leader, purtroppo se il dito indica [[Domenico Scilipoti|Scilipoti]], siamo tutti autorizzati a guardare [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]]. (9 dicembre 2010) *Il reclutamento di [[Giuliano Ferrara|Ferrara]] e (forse) [[Vittorio Sgarbi|Sgarbi]] nei palinsesti Rai è una buona notizia, perché aggiunge due voci non banali all'offerta televisiva. Chi non li sopporta (e sono in tanti) potrà rimediare con l'arma finale di ogni teleutente: cambiando canale. (11 marzo 2011) *{{NDR|Sulla [[controversia sul numero di campionati italiani vinti dalla Juventus F.C.]]}} La [[Juventus Football Club|Juventus]] ha tutto il diritto di ritenersi vittima di una [[Calciopoli|sentenza sbagliata]] e cucirsi sulle maglie la terza stella. Ma un secondo dopo, la Federazione Italiana {{Sic|Gioco}} Calcio dovrebbe dichiararsi sciolta, perché il suo operato e quello della giustizia sportiva sono ritenuti carta straccia, e giudicati nulli, da una delle società più autorevoli e note del calcio italiano. Terze vie non ce ne sono, perfino in un Paese di ipocrisie e di pateracchi. Perché attribuirsi due scudetti revocati per frode sportiva non è solo un gesto di "orgoglio ritrovato", come pensa abbastanza puerilmente il presidente [[Andrea Agnelli]]. È, a tutti gli effetti, un gesto che sconquassa dalle fondamenta le istituzioni del calcio, le sconfessa, le rifiuta. È un durissimo chiamarsi fuori dal mondo in cui si opera e dalle sue regole. Nella vita, ovviamente, ci si può anche ribellare. Quello che non si può fare è credere che ci si possa ribellare al modico prezzo di qualche titolo di giornale, e cavarsela temperando le polemiche con un paio di interviste diplomatiche. ([https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/05/09/amaca.html 9 maggio 2012]) *Il [[successo]], in Italia, è sempre visto come un furto a danno dei [[mediocrità|mediocri]]. ([http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/04/28/-lamaca32.html?ref=search 28 aprile 2015]) *Tra i vari consigli per affrontare la canicola forse manca quello decisivo: la [[resilienza]]. Termine di origine metallurgica, indica la capacità di un metallo di resistere a urti e torsioni. È dunque il contrario della fragilità, che come è noto dipende dalla mancanza di elasticità: chi non si piega, più facilmente si spezza. Per esteso, in psicologia e in senso lato il termine indica la capacità di sopportazione. Il resiliente patisce il caldo allo stesso modo del non resiliente: la differenza è che accetta il disagio come inevitabile, non si ribella dando in smanie e imprecando. Anche perché dare in smanie e imprecare aumenta, e di molto, la sudorazione e il malessere. E dunque, alla fine, lo stesso identico caldo ha, sul non resiliente, effetti assai peggiori. ([http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2015/07/19/lamaca22.html 19 luglio 2015]) *Per attirare i gonzi di ogni ordine e grado, oggi non c'è metodo più efficace che agitare il fantasma di una casta malvagia che ha come solo scopo affamare il popolo. (29 dicembre 2016) *Dovessimo augurarci qualcosa, per il nuovo anno, non riguarda il mondo, la cui media annuale di violenze e nefandezze è piuttosto costante, nei decenni, e promette di essere invariata anche dopo la mezzanotte di oggi. Riguarda magari noi stessi, la nostra capacità di rimanere gentili e integri anche sotto gli urti dell'esterno. Si chiama resilienza, è termine derivato dalla metallurgia, ultimamente è una parola di successo ed è un successo meritato. Si può essere resilienti alle mode, alle offese, ai condizionamenti sociali, ai dissesti economici, alle crisi personali e alle crisi sociali. Resilienti non significa refrattari, ovvero indifferenti al mondo. Significa partecipi, significa che ci si offre al vento e ci si espone al cielo, ma con la capacità di non farsi spezzare o torcere o atterrare. ([http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/12/31/-lamaca32.html 29 dicembre 2016]) * A proposito di gelo: c'è un bambino di nome [[Miro Tabanelli|Miro]] che pattina su un lago ghiacciato, sotto il [[monte Cimone]]. Qualcuno lo ha ripreso con uno smartphone e lo ha messo in Rete, così adesso Miro pattina per tutti noi. [...] Il video è molto semplice, non ha niente di sofisticato o "spettacolare", riflette l'immagine senza tempo di un bambino felice della propria destrezza nello scenario, anch'esso senza tempo, di un lago gelato in mezzo ai monti. La sola traccia dell'epoca è la riproducibilità di quelle immagini, al tempo stesso irrisoria (basta un telefonino) e infinita. Ma Miro a questo non pensa, Miro pattina e basta. E compie un miracolo vero: tra i commenti on line non uno che si chieda che cosa c'è dietro, di chi è figlio, che cosa vuole da noi, se è sotto contratto, se i pattini sono del [[Partito Democratico|Pd]] o di [[Beppe Grillo|Grillo]]. No, dicono tutti la stessa cosa: che bella cosa, che meraviglia. Ma questo non diciamolo a Miro, lasciamolo pattinare in santa pace. ([https://www.repubblica.it/rubriche/l-amaca/2017/01/14/news/amaca_michele_serra-156008091/ 14 gennaio 2017]) *{{NDR|Sul termine "[[buonismo]]"}} [...] quella parola è un alibi insostituibile: serve a ridurre ogni moto di umanità o di gentilezza a un'impostura da ipocriti, e di conseguenza ad assolvere ogni moto di grettezza e di disumanità. ([http://www.repubblica.it/rubriche/l-amaca/2017/02/26/news/amaca_26_febbraio_2017-159274955/ 26 febbraio 2017]) *Per un momento di memoria vera bastano anche il fiore deposto, il gesto grato, lo scorcio di muro, la fotografia, il portone, la lapide, il cippo, la breve sosta silenziosa. Basta un minuto per sentire che oggi è il [[Anniversario della liberazione d'Italia|25 Aprile]]. ([http://www.repubblica.it/rubriche/l-amaca/2017/04/25/news/l_amaca_del_25_aprile_2017-163858397/ 25 aprile 2017]) *È fuori moda parlare di emergenza antifascista, in questo Paese; non fosse che è il Paese che il [[fascismo]] lo ha incubato, partorito e regalato al mondo, e come tale dovrebbe farsi qualche controllo periodico. ([http://www.repubblica.it/rubriche/l-amaca/2017/05/17/news/l_amaca_del_17_maggio_2017-165647348/ 17 maggio 2017]) *È forte il ricordo di quando, nel 2011, le celebrazioni per il centocinquantenario dell'Unità d'Italia si trasformarono, in tutto il Nord, in diffusa ricorrenza popolare, con il tricolore che occhieggiava ovunque. Lì ebbe fine, dal punto di vista emotivo, il secessionismo italiano. ([http://www.repubblica.it/rubriche/l-amaca/2017/10/31/news/l_amaca_del_31_ottobre_2017-179851762/?rss&ref=RHPF-WU 31 ottobre 2017]) *"La [[mafia]] è una montagna di merda", disse [[Peppino Impastato]]. Ma forse è molto meno di quello: la mafia è il niente, il niente che si organizza per derubare e tenere sotto schiaffo chiunque sia qualcosa, faccia qualcosa, produca qualcosa. La mafia è la dittatura degli incapaci. ([http://www.repubblica.it/rubriche/l-amaca/2017/11/18/news/l_amaca_del_18_novembre_2017-181418805/?rss&ref=RHPF-WU 18 novembre 2017]) *[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è il firmatario di una bancarotta politica che non divenne anche economica per il rotto della cuffia. Se occorre ricordarlo non è tanto per arginare la sua grottesca permanenza sulla scena (chi lo vota crede nel paranormale). È soprattutto per segnalare che il paese, e con esso anche la diciassettesima legislatura, ha il merito di avere già voltato pagina rispetto a lui e alla sua funesta epoca. ([https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/2017/12/29/news/l_amaca_di_michele_serra_30_12_2017_-185463123/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P1-S3.4-T1 30 dicembre 2017]) *Il successo della Lega e di tipi come il Salvini, e delle destre nazionaliste virilmente atteggiate, è anche lo sbocco naturale per caterve di maschi alfa, beta e gamma gonfi di testosterone, e con un gran bisogno di sfogarsi. Settant'anni senza una guerra come si deve, per noi europei abituati a farne almeno una per ogni generazione, hanno lasciato il segno. Per le strade e nelle spiagge è pieno di potenziali miliziani, già con la faccia, lo sguardo, l'abbigliamento dell'attaccabrighe. ([https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/2018/08/01/news/l_amaca_di_michele_serra_02_07_2018_-203172768/ 1° agosto 2018]) *Finiti [[liberalismo]] e [[comunismo]], destrutturato il lavoro in una poltiglia impalpabile, parlare di [[borghesia]] e di classe operaia è un po' come parlare di Romani e Cartaginesi. Parlandone da viva, però, è bene ricordare che fu, la borghesia, ovvero i ceti professionali delle città, la sola vera classe rivoluzionaria della modernità. Rivoluzione americana e rivoluzione francese furono rivoluzioni borghesi. ([https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/2018/11/13/news/l_amaca_di_michele_serra_14_11_2018_-211579780/ 14 novembre 2018]) *I nuovi grattacieli non sono tutti belli, ma sono il simbolo palpabile di un'energia che tocca la città {{NDR|[[Milano]]}} nel suo insieme, ed è stata il motore di un nuovo civismo. Sono le vie attorno ai grattacieli a essersi riempite, è rasoterra, non solo ai piani alti, che la città pulsa di nuova vita. [...] Là dove c'era l'erba verde, c'è una città: appunto, una città. E l'erba, dalle parti del Verziere (non lontano da via Cristoforo Gluck) non era per niente verde. Era color nafta. ([https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/2018/12/17/news/l_amaca_di_michele_serra_18_12_2018_-214500654/ 18 dicembre 2018]) *Mia bisnonna, italiana di [[Nizza]], sposò un francese di Breglio (oggi Breil sur Roya). Fu una famiglia bilingue, cosmopolita, feconda e allegra. Morì per un attacco di cuore, su una panchina del porto di Nizza, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra di Mussolini alla Francia, già invasa dai nazisti. ([https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/2019/02/08/news/l_amaca_di_michele_serra_09_02_2019_-218655306/ 9 febbraio 2019]) *Da tribù a tribù, visto che questa ormai è la dialettica nazionale: cari sindaci e assessori [[Lega Nord|leghisti]], se invece di andare al bowling (faccio per dire) foste entrati qualche volta in una libreria, ora potreste farvi un bel premietto o convegnuccio tutto vostro, senza essere costretti, per esistere, a passarvela da censori, spesso per giunta da censori somari. Gli inquisitori almeno parlavano bene il latino. ([https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/2019/03/30/news/l_amaca_nemica_cultura-222891953/ 31 marzo 2019]) *[[Matteo Salvini|Salvini]] una discussione vera non la regge, è un uomo da tweet, da slogan, da proclamino spiccio e pettoruto. Per questo si circonderà di servi e di ossequienti, e questo lo renderà peggiore, non migliore. E spegnerà prima del dovuto la sua fortuna politica. (31 maggio 2019) *Tra i [[curdi]] e [[Donald Trump|Trump]], tribale è certamente il secondo, che giudica utili le guerre (sempre nei suoi orribili tweet) solo se "convenienti e vincenti" per la propria Nazione. Confermando che tra nazionalismo e provincialismo il passo è minimo: i nazionalisti hanno una testa da cortile. Mentre quel popolo povero, disperso e orgoglioso non si è mai chiesto, evidentemente, se fosse conveniente e vincente rischiare la pelle non solo per la propria indipendenza, ma per una tipica causa di interesse internazionale (la democrazia e la libertà, la resistenza al jihadismo), questo cafone miliardario, capo del Paese più ricco, potente e armato del mondo, come pretesto per riportare a casa i suoi cento soldati, ciascuno dei quali è da supporre armato e protetto più di cento curdi messi assieme, si permette di defalcare la guerra dei curdi all'Isis, con spregio, come trascurabile fenomeno locale. (8 ottobre 2019) *Ora che [[Kobe Bryant|Kobe]] {{NDR|Bryant}}<nowiki> non c'è più sarebbe bello, ma soprattutto sarebbe giusto, dargli la cittadinanza italiana alla memoria, applicando nei fatti — perché è dai fatti che prende corpo — il famoso ius culturae : chi cresce e studia qui da noi, parla come noi, gioca insieme a noi, è uno di noi, e lo è per sempre. [...] Mi piacerebbe, anche, che grazie alla popolarità di Kobe, che non ha confini politici né geografici, si capisse che essere italiani, se si è cresciuti in Italia, non è una concessione, ed è addirittura qualcosa di più di un diritto: è identità. È essere ciò che si è. E Kobe Bryant aggiungerebbe che è anche una fortuna. (2 febbraio 2020)</nowiki> *Mi mancano i [[Bar (pubblico esercizio)|bar]] per la loro facilità di strada, sono aperti a chiunque passi. Lo sconosciuto entra nei bar della città sconosciuta senza incertezze, senza il dubbio dell'estraneità, la soglia di un bar non è mai un confine, è sempre un buongiorno o un buonasera. Nessun luogo pubblico è più pubblico. (3 maggio 2020) *L'insostenibile pesantezza del Male {{Ndr|[[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020| Pandemia di COVID-19]]}} non può averla vinta sulla nostra sublime, vincente [[superficialità]]. Se siamo ancora vivi, cari ragazzi e care ragazze, è solo perché siamo superficiali. C'è chi ha reagito al dolore e alla costrizione cucinando, chi coltivando salvia e basilico, chi guardando su ''Sky Sport'' le vecchie partite di repertorio. Appartengo a tutte e tre le categorie. Embé? Voi invece siete tutti sopravvissuti leggendo [[Søren Kierkegaard|Kierkegaard]]? (29 maggio 2020) *Chi non sa vincere non sa neanche perdere, è una vecchia legge dello sport e della vita, [[Donald Trump|Trump]] ne è la perfetta conferma. Arrogante da vincitore, meschino da perdente, con la sua orchestrina di avvocati, come un qualunque riccone che crede di poter ribaltare ogni tavolo con il libretto degli assegni. Ogni giorno che passa ci si rende conto dell'importanza storica della sua sconfitta {{NDR|nelle [[Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2020| elezioni presidenziali del 2020]]}}. Ma ci si rende conto, anche, di quale gigantesco lutto per la democrazia fu la sua [[Elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2016|elezione del 2016]]. (15 novembre 2020) *C'è del buono, in quanto è accaduto {{NDR|assalto e occupazione di [[Capitol Hill]]}}. Il buono è che la destra, non solo americana, sarà costretta a scegliere se stare con i nazisti dell'Illinois (il cui messia è [[Donald Trump|Trump]], il cui movente è Trump) e mettere gli scarponi sul tavolo del Congresso. Oppure, essere parte del Congresso. (8 gennaio 2021) *Si leggeva [[Corrado Augias|Augias]] con la sicurezza di ritrovare, sempre, quella misura, quella ostinata difesa della [[Repubblica]] (l'istituzione, ma anche il [[La Repubblica (giornale)|giornale]], ''nomen omen''...) come solo, vero territorio comune di tutte le persone di buona volontà. Leggendo Corrado si sentiva Parigi e si sentiva la ''Republique''. (28 febbraio 2021) *{{NDR|Dopo la vittoria italiana dei Campionati Europei di calcio del 11/7/2021}} Se ci ricordiamo tutti di "un uomo solo è al comando, il suo nome è [[Fausto Coppi]]", è perché è una frase epica, secca, semplice, ingigantita dalla purezza della radio. L'alluvione di parole inutili di queste ore scomparirà, nel tempo, come vapore. Resteranno i gol, le parate, il gioco. (13 luglio 2021) *E' ricoverato per [[Pandemia di COVID-19|Covid]] uno dei No Vax che esultò per la morte di [[David Sassoli|Sassoli]], sostenendo (con zero informazioni, zero ragioni) che fosse morto di Covid. [...] Alla luce dei fatti si tratta di un fesso grave, forse incurabile, liquidabile con un sorrisetto di circostanza: non fosse che il fesso ha più di trentamila follower su Telegram, collettore fognario della comunicazione social. Perché, a differenza del fesso mite, il fesso odiatore, il fesso bullo, il fesso macho, ha ottime probabilità di avere successo. (20 gennaio 2022) *È uno spettacolo al quale siamo abituati, ma non per questo è meno incredibile: una [[Giorgia Meloni|fascista civilizzata]] e un [[Matteo Salvini|incivile fascistizzato]], con la benedizione di un [[Silvio Berlusconi|miliardario in pensione]] che trent'anni fa fece finta, votatissimo, credutissimo, di essere un leader politico, si candidano al governo della Repubblica, nella quale, accidentalmente, abitiamo anche noi altri. Dentro la coalizione la postura è totalmente trumpista, tacitamente putinista, ma c'è l'amico Silvio e tanto basta per figurare abusivamente, in tutti i telegiornali, come “centrodestra” o addirittura come “moderati”. (23 luglio 2022) *Il ragazzetto americano che ha fondato un sito che perseguita i transessuali fino a stanarli nei loro nascondigli, fino a indurli al suicidio, e sventola sorridente la Bibbia come un mitra, quello è il [[fascismo]] dei nostri tempi; tanto quanto il Traini di Macerata che sparava agli africani per bonificare la Patria dalle razze impure; tanto quanto [[Matteo Salvini|il Salvini]] che, da ministro degli Interni, andò a esprimere solidarietà in carcere a un imprenditore che aveva fatto inginocchiare un ladro di gasolio e gli aveva sparato nel petto. È successo due anni fa, non nel 1921. (9 settembre 2022) *Nel fondo ideologico del governo di destra, ben più della sinistra opacizzata, sarà la “deriva laica” il vero nemico da battere. L'intero pacchetto dei diritti (la buona morte e la libera gestione di maternità e paternità per primi) diventa sovversivo in quanto tale, perché rompe con la tradizione confessionale (religiosa mi sembra aggettivo inadatto, la religione è un'altra cosa) e non riconosce i presupposti “sacri” della vita e della Patria. Ai quali la società deve adeguarsi, chinando il capo ove necessario (quasi sempre il capo di una femmina). (22 ottobre 2022) *Il timore è che la [[destra]] al governo (compresi, sia detto per amor di cronaca, un po' di [[Fascismo|fascisti]]) sdogani oggettivamente i modi bruschi. Che giovanotti di cultura semplice, solo perché indossano una divisa, credano che “adesso” è finalmente lecito alzare le mani. Compito primario della destra di governo sarebbe chiarire a tutti che il confine tra lecito e illecito, in uno Stato di diritto, non varia a seconda che al Viminale ci sia la destra o la sinistra o quant'altri. Sono i criminali, in genere, a ritenere che il corpo delle persone sia violabile. E a disporne con violenza. Gli uomini dello Stato non devono e non possono farlo, chiunque abbia vinto le elezioni. (26 maggio 2023) *I cinque giorni di lutto nazionale per la morte del papa sono un'esagerazione zelante che perfino un ammiratore di [[Papa Francesco|Francesco]], come chi scrive, vive con un certo fastidio: la famosa laicità dello Stato ne esce un poco ammaccata. Ma che la compunzione governativa porti a considerare anche il [[Anniversario della liberazione d'Italia|Venticinque aprile]], da sempre memoria dei morti per la libertà, e fiori sui cippi partigiani, e omaggio alle ragazze e ai ragazzi che ci resero liberi, come una specie di baldoria che rischia di violare il lutto: beh, ma fateci il piacere, ma fatevi una manica di cavoli vostri, che il Venticinque aprile non vi appartiene, per vostra colpa ma soprattutto per vostra sfortuna. ([https://www.repubblica.it/rubriche/l-amaca/2025/04/25/news/l_amaca_del_25_aprile_2025-424147029/ 25 aprile 2025]) ==''Le cose che bruciano''== ===[[Incipit]]=== Dicono che mi sono rovinato con le mie mani.<br/>Non che io le sappia per via diretta, le cose che dicono. Ormai sono voci di rimbalzo, voci remote riportate dai pochi con i quali sono ancora in contatto. Ma il senso è questo: Attilio Campi è uno che si è rovinato con le sue mani. <!-- p. 13 --> ===Citazioni=== *Magari non si diventa [[Meglio|migliori]] per convinzione, ma per la noia di essere sempre uguali a se stessi. (p. 21) *Faccio il verso del [[rigogolo]]. Scalzo, con le mani in tasca, sul prato davanti al bosco. È un fischio di tre-quattro note, l'ho imparato dall'orologio a muro che mi ha regalato mia moglie Maria. Allo scoccare di ogni ora emette il canto di un uccello. Dei dodici il rigogolo è il mio preferito. Il suo linguaggio è squillante, ma non assertivo. È una sequenza di soli punti interrogativi. Se vi capita di sentire, in mezzo a un bosco, una sequenza di punti interrogativi, sappiate che è il rigogolo. (p. 36) *Che qualcuno ci provi, a fare [[politica]], è commovente. Nessun sarcasmo: "commovente" è la parola giusta. La politica è commovente, e commovente è chi fa politica, dal primo dei capipopolo all'ultimo dei traffichini. È il frettoloso malanimo degli sceneggiatori di fiction, o il moralismo strappapplausi dei giornalisti, a rappresentare il potere come un luogo sordido e guasto, ma non è più sordido e guasto di tutto il resto. È solo più esposto. (p. 39) *Nessuna [[eleganza]] è più elegante della trascurata indifferenza che l'asocialità consente [...] (p. 47) *La [[porta di casa]], in campagna, è un confine vero e drammatico, non come le blande porte di città che separano appena scatola piccola da scatola più grande. La porta di campagna separa i protetti luoghi dell'abitare dall'immenso spazio e dall'immensa luce. Questo rende ben più definiti e apprezzabili tanto l'interno che ci custodisce quanto l'esterno che ci ammalia e travolge. (p. 48) *Sono sedie scadenti, con le gambe guaste, però "di famiglia". Formula che contiene, alla massima potenza, il micidiale ricatto della memoria: quello che, per onorare il passato, ostruisce il presente. (p. 57) *Il problema è che da ogni [[distruzione]] sprigiona, insieme al senso di liberazione, un'inquietudine: il timore di avere cancellato per sempre un segno che non potrà mai più essere replicato. Sono sicuro che anche il più feroce, il più perverso degli appiccafuoco (l'Inquisitore, il cacciatore di streghe), nell'attimo in cui vede le fiamme prevalere sulla sagoma conosciuta ha un attimo di sgomento. Vorrebbe tornare indietro. Ma non è più possibile, e per darsi un contegno finge di approvare un gesto di distruzione senza rimedio. (p. 60) *Poche cose riescono a testimoniare la fragilità della vita umana come le [[Foto di famiglia|fotografie di famiglia]]. La determinazione con la quale le si accumula ha qualcosa di follemente feticista, come quelle cripte fatte di femori e costole che si visitano nei paesi cattolici dicendo "caspita, chissà quanti cadaveri sono serviti, per costruirla"; e osservi quei muri e quelle colonne calcinate con lo stesso sguardo allegramente morboso, da collezionista, con il quale valuti il ponte di Brooklyn fatto con i Lego, o Notre-Dame fatta con i fiammiferi. I corpi umani usati come laterizi sono laterizi, non più corpi umani. E i laterizi diventano macerie. E le macerie si buttano nelle apposite discariche. (p. 63) *Più tecnologico della simbiosi tra pollice opponibile e cervello, peraltro, esiste qualcosa? Dico, più in generale, esiste qualcosa di più avveniristico della natura così come [[Evoluzione|si è sviluppata]] in due o tre miliardi di anni, dal protozoo fino a me? Si conosce un altro esperimento scientifico più solidamente verificato, contraddetto e incidentato milioni di volte, poi riavviato, perfezionato, ritoccato in ogni minuto dettaglio? (p. 66) *Tra gli odori della vita, quello di [[terra bagnata]] è uno dei più grati e rappresentativi. Schiude il naso e porta alla fronte, che è sede del nostro comprendonio, notizie del giubilo in corso al livello del suolo. (p. 87) *[[Annaffiatura|Annaffiare]] è magnifico. Sei il vicario del cielo, reggi tra le mani un temporale addomesticato, ti senti potente e provvido. (p. 88) *Gli [[Epistolario|epistolari]], peraltro, ditemi se non sono noiosi: dei cento conservati in polverosi archivi, o addirittura pubblicati, al massimo un paio contengono notizie interessanti sull'andamento del mondo. Il resto è un cicaleccio senza fascino, una matassa di banalità dentro la quale, se ne avete il tempo e la voglia, potreste forse rinvenire qualche pagliuzza d'oro caduta dalla penna di uno scrittore o di un filosofo o di un capo di governo tra una disputa condominiale e un "salutami i tuoi cari". Leggere una tonnellata di parole per rintracciare una frase interessante. Ne vale la pena? (p. 125) *"Quando vivevo in città andavo a dormire all'[[alba]]. Adesso all'alba mi sveglio. E dunque posso dire di avere visto l'alba dai due versanti opposti. Prima da una parte e poi dall'altra".<br/>"E da che parte la preferisci?"<br/>"E me lo chiedi? Da questa! Prima, quando arrivava l'alba, tutto finiva. Adesso tutto comincia." (p. 158) ===[[Explicit]]=== La Terza guerra mondiale non è ancora scoppiata. Ma se ne sente nell'aria l'odore. Certe sere Attilio, finito il lavoro, alla sommità del campo di zafferano, guarda in direzione della pianura chiedendosi per quanto tempo ancora, a Roccapane, si potrà lavorare in pace. Poi raccoglie i suoi attrezzi e torna a casa. <!-- p. 171 --> ==''Ognuno potrebbe''== ===[[Incipit]]=== Nelle fotografie mi si riconosce perché sono l'unico che non fa niente. Non saluto, non rido, non faccio smorfie, non sventolo le braccia, non mostro pollici o indici secondo la mimica manuale in uso, non mi protendo verso l'obiettivo, non abbraccio il vicino, non ammicco. Niente. Non mi viene da fare proprio niente. Sono nient'altro che me stesso in tutta la mia inerte normalità, in un istante casuale tra i tanti che compongono la mia vita. <!--(p. 13)--> ===Citazioni=== *Le [[Rotatoria|rotonde]] sono milioni, da queste parti. Produciamo rotonde. Di tutto il resto è come se si fosse perduto l'originale, la madreforma dalla quale le cose scaturiscono in file ordinate, con l'energia di un esercito in marcia. L'esercito delle merci si è fermato. Forse è solo un lungo bivacco, forse qualcuno ha dato il definitivo "rompete le righe", ancora non è chiaro. Ma le rotonde no, loro continuano a nascere, in misteriosa autonomia. La loro corolla discoidale sboccia ovunque come se quell'unica specie avesse capito come moltiplicarsi mentre intorno disseccano, uno dopo l'altro, tutti gli altri fiori. (p. 28) *Non saprei dire quando sia cominciata esattamente, qui dalle nostre parti, questa faccenda dell'"[[Teoria del complotto|a me non me la danno mica a bere]]". Forse covava già sottotraccia, come un batterio dormiente, incistato nei soggetti più sospettosi, più suscettibili, che poi si è insinuato in tutti gli altri. Sta di fatto che di colpo, come per un contagio improvviso, quasi tutti hanno cominciato a sentirsi uno al quale non la si dà mica a bere; e a scoprire verità occulte e trame sordide, qualcosa che qualcun altro aveva fin lì tenuto nascosto all'evidenza per trarne lucro o potere. (p. 37) *[...] Niente come una vita insoddisfacente è in grado di generare credenze ridicole e devozioni disperate: se c'è un buon termometro della tristezza collettiva è la credulità collettiva. Gli stessi, esattamente gli stessi che ogni cinque secondi tengono a precisare che "a me non la danno mica a bere", sono poi i primi a farsi turlupinare dalle panzane più assurde e a cadere nelle trappole più dolorose. Gli cito come esempio probante alcune delle più tipiche derive mentali dell'epoca e del luogo, i neotemplari, le inseminate dagli alieni, la gemmoterapia, una di Vercelli che un bel mattino si mette il burqa, il partito politico convinto che il web sia il viatico della liberazione umana. (p. 68) *[...] Non avete anche voi l'impressione che ''davvero'' l'ingombro delle persone stia aumentando, e da parecchi punti di vista? Siamo veramente sicuri che non esista una corrispondenza tra ingombro psichico e ingombro fisico di una persona? Una o uno che riproduce la propria immagine dieci o venti volte al giorno, da quando si lava i denti a quando mangia la pizza con suo cugino, e di ciascuna di queste dieci o venti immagini fa pubblicazione così da essere, ogni giorno, diecimila o ventimila volte percepito e magari altrettante volte ritrasmesso; una o uno che dice e scrive ''io'' a raffica, dapperdutto, sempre, praticamente usanto gli ''io'' come i punti del puntocroce che crivellano pian piano la tela; le due ragazze americane in jeans che nel forno crematorio di Auschwitz – le ho viste con i miei occhi – si fanno un selfie; il mio coetaneo che l'altro giorno, sul treno, litigando con l'avvocato della ex moglie, vociava nell'egòfono le condizioni del ''suo'' divorzio di fronte a cinquanta persone che fingevano indifferenza per coprire l'imbarazzo; be', non sarebbe verosimile, scusate, che tutte queste persone, giorno dopo giorno, centimetro dopo centimetro, ''occupassero uno spazio fisico maggiore''? (pp. 87-88) *Forse [...] nessun dramma personale è tale da poter essere vomitato in faccia agli altri. Per quelli rimediabili, basta e avanza la commedia. Per quelli irrimediabili, in novecentonovantanove casi su mille è preferibile il silenzio. È più decente. (p. 89) *Accetto discussioni sul fatto che i [[Kings of Leon]] possano anche non essere il migliore gruppo rock del mondo. Posso anche ammettere che siano soltanto tra i primi tre. Ma è oggettivamente appurato che il loro leader [[Caleb Followill]] è il più grande cantante rock mai esistito. Fidatevi. In parecchi anni di musica in macchina, imbozzolato nei suoni per proteggermi dalla dolorosa insulsaggine dell'esterno, la voce di Caleb mi ha sollevato più di ogni altra. (pp. 93-94) *[...] L'[[Oklahoma]], già dal nome, profuma di praterie e di spazio. Io ho sempre giudicato gli stati americani dal nome, l'Oklahoma ''non può essere'' un posto di merda. E nel caso lo fosse, per cortesia non fatemelo mai sapere. (p. 94) *Non so quante volte l'ho già sentito, in quante situazioni diverse, da quante persone differenti, che ''devo'' crederci. Che ''bisogna'' crederci. Si tende a trascurare il fatto che se la [[speranza]] è un dovere, prima o poi è destinata a diventare odiosa. (p. 99) *Quando li senti latrare come cani tu guardali bene, Giulio, dice spesso la vecchia Oriani. Se la tirano da padroni, ma hanno lo sguardo del servo. Se sono così arroganti, così furiosi, è perché sanno di essere servi per l'eternità, e più diventano ricchi più rimangono servi, e più rimangono servi più la loro ricchezza, invece di sollevarli, li fa sentire a terra. (p. 115) *Ognuno potrebbe salvare il posto dove vive. O perlomeno ha il diritto di vivere per un istante – anche un solo istante, come capita a me questa mattina – pensando che sarebbe capace di farlo. (p. 120) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Gli sdraiati''=== Ma dove cazzo sei? <br> Ti ho telefonato almeno quattro volte, non rispondi mai. Il tuo cellulare suono a vuoto, come quello dei mariti adulteri e delle amanti offese. La sequela interminata degli squilli lascia intendere o la tua attiva renitenza o la tua soave distrazione: e non so quale sia, dei due "non rispondo", il più offensivo. Per non dire della mia ansia quando non ti trovo, cioè quasi sempre. Ho imparato a relegarla tra i miei vizi, non più tra le tue colpe. Non per questo è meno greve da sopportare. Ogni sirena di ambulanza, ogni riverbero luttuoso dei notiziari scoperchia la scatola delle mie paure. Vedo motorini schiantati, risse sanguinose, overdose fatali, forze dell'ordine impegnate a reprimere qualche baldoria illegale. Leggo con avidità masochista le cronache esiziali del tuo branco, quelli schiacciati tra la calca dei rave party, quelli fulminati dagli intrugli chimici, quelli sgozzati in una rissa notturna in qualche anonimo parcheggio di discoteca, quelli pestati a morte da gendarmi indegni della loro divisa. ===''Breviario comico''=== {{centrato|2002<br>''L'anno dell'euro, di quando,<br>stabilito che i terroristi venivano dall'Arabia Saudita,<br>gli americani decisero di attaccare l'Afghanistan,<br>dello scontro fra civiltà, del processo a [[Cesare Previti|Previti]],<br>di quando anche in [[Italia]] si schiantò un aereo su un grattacielo,<br>dei primi ospiti di Guantanamo,<br>di quando l'arbitro Moreno arbitrò,<br>e la [[Letizia Moratti|Moratti]] cominciò a pensare di riformare la scuola,<br>del dibattito nella destra, della Cirami, del gossip,<br>di quando in Val d'Aosta venne ucciso un bambino,<br>di quando rientrarono i Savoia,<br>di quando Padre Pio fu fatto alla svelta santo.<br>E di quando frate Indovino morì semplicemente frate.''}} ===''Tutti i santi giorni''=== ''Ottimismo''<br /> Quando la voce della radiosveglia è quella del ministro [[Roberto Calderoli|Calderoli]], uno che neanche [[Nostradamus]] poté immaginare nelle sue più lugubri quartine. O quando la prima immagine del telegiornale è quella degli avvocati del premier che a dozzine, come le uova, presidiano la fortezza dei Porci comodi. O quando la prima impressione del mondo è che i mostri ne abbiano preso possesso, sotto forma di ganze con la bocca rifatta che invadono il [[televisione|video]], o dei brutti di fondovalle che incredibilmente fanno il ministro. È allora che, da subito, si vorrebbe disconnettere la propria esistenza da quella degli altri. Girarsi dall'altra parte e rimettersi a dormire, come se quelle voci fossero state solo un brutto e mediocre sogno. E chiedersi come mai non si è ancora provveduto a farsi svegliare, al mattino, solo dallo schiamazzo degli uccellini, al riparo dalla cronaca e (magari!) dalla Storia. Poi, si sa, non è così che si decide di fare. Basta pochissimo – un pensiero decente, una faccia dignitosa, una parola allegra – a rassicurarci, o comunque a rabbonirci. Nel mare di pessime cose che ci ondeggia attorno, e minaccia di sopraffarci, anche un turacciolo apparso all'improvviso ci sembra l'isola sulla quale mettersi in salvo. Ci ho pensato parecchio, e ho concluso che quello che ci frega non è il pessimismo, non la depressione, non il malumore. Quello che ci frega, e ci fa alzare al mattino, e non ci fa disertare, è l'[[ottimismo]]. Se il nostro sguardo sul mondo fosse un poco più lucido avremmo già dato, da tempo, le dimissioni. ===''Il ragazzo mucca''=== "Bentornato Antonio", disse il Grande Otorongo.<br /> Stavo seduto nell'erba secca, con le spalle appoggiate al nume di pietra e lo sguardo rivolto al vallone. Nonostante fosse la fine di marzo faceva ancora molto freddo, e l'aria turbinante del crinale si infilava ovunque. Tirai fino al collo lo zip della giacca a vento. Adagiai la nuca tra le mani intrecciate e presi a seguire con gli occhi le nuvole filanti. Due poiane in caccia remigavano controvento, sospese nel celeste in attesa di tuffarsi sopra qualche sorcio incauto. <br /> "Sei molto pallido", riprese Otorongo. <br /> "Sono stato male. Parecchio male." <br /> "E sei tornato per guarire?" <br /> "Sì. Almeno in teoria. Ho bisogno di restarmene tranquillo per qualche giorno. E mi stavo proprio chiedendo, mentre salivo da te, se ne sono ancora capace." ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Michele Serra, ''Il ragazzo mucca'', Milano, Feltrinelli, 1997. ISBN 88-07-01526-9 *Michele Serra, ''Le cose che bruciano'', Feltrinelli, Milano, 2022. ISBN 978-88-07-89649-1 *Michele Serra, ''Ognuno potrebbe'', Milano, Feltrinelli, 2015. ISBN 978-88-07-03161-8 *Michele Serra, ''Tutti i santi giorni'', Milano, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-49046-3 *Michele Serra, ''Breviario comico. A perpetua memoria'', Milano, Feltrinelli, 2008. ISBN 978-88-07-49071-2 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Serra, Michele}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] krh39y9ghcetnqx7d0fb2e21j5cfgak Template:SelezioneNuove 10 4465 1415863 1415787 2026-06-06T16:37:14Z Danyele 19198 +2 1415863 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. 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Non credo che si arrivi a conoscere così a fondo la gente per fare una cosa del genere. Penso che in definitiva posso descrivere come ti siedi, come muovi le mani, come ti vesti; ecco, posso rubarti queste cose, ma quando si tratta di definire ciò che sta succedendo nella tua mente, dietro quegli occhiali, allora devo mettere a frutto la potenzialità del mio personaggio.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]], ''John Le Carré – Spie ovunque'', in Enzo Biagi, ''Giro del mondo'', Rizzoli, Milano, 2000, p. 37. ISBN 88-17-86513-3</ref> *Non è una colpa desiderare un attimo di pace almeno al tramonto della vita.<ref>Da ''La talpa'', p. 27.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0767_01_1994_0346_0001_11006877/ Le Carré: difendo il popolo ceceno]''|Sulla [[prima guerra cecena]], ''La Stampa'', 19 dicembre 1994}} *La macchina della propaganda di Mosca descrive [[Džochar Dudaev|Dudaev]] come un lunatico criminale e i ceceni come gli artefici della potente industria criminale organizzata russa. Si accenna appena al fatto che Dudaev è stato eletto dal popolo sulla base della sua promessa di liberare la Cecenia dalla Russia; che il suo potere è un potere legale; che la Cecenia è un Paese musulmano, ricco di petrolio e materie prime, che controlla il cruciale oleodotto tra il Caspio e il Mar Nero ed è perciò essenziale per gli interessi economici della Russia; che le guerre coloniali di Mosca nel Nord del Caucaso infuriano senza interruzione da 150 anni, prima sotto gli zar bianchi, poi sotto gli zar rossi, e ora sotto un traballante miscuglio dei due. *[...] nessuno sembra incline a ricordarci che nella Russia razzista molti musulmani sono considerati esseri subumani, che quel pazzo di Zirinovskij si augura di vederli privati dei diritti di cittadini e castrati, e non è affatto solo su questa strada; né che, sotto il governo in apparenza illuminato del presidente Eltsin, il Nord del Caucaso e altre minoranze musulmane sono ancora sottoposte a restrizioni negli spostamenti e a una vessazione ufficiale paragonabile ai famigerati lasciapassare dell'[[apartheid]] sudafricano. *Quanto alla criminalità dei ceceni, chi sono mai i russi di Mosca e San Pietroburgo per parlare? Si sono criminalizzati a ogni livello di commercio e di governo in una misura che non si vedeva dai tempi di Al Capone, e questo non è opera delle minoranze etniche del Nord del Caucaso, ma degli intermediari del potere tradizionale della stessa Russia - gli ex funzionari di partito e del Kgb, che sono diventati dalla sera alla mattina «manager bancari» e «direttori di società» nella nuova Russia, mungendo dalle vaste attività che un tempo appartenevano al partito comunista. I legami di corruzione che li univano sotto il comunismo li uniscono ancora oggi. *Ceceni e ingusci condividono la stessa religione e sono alleati naturali. Alcuni studiosi insistono sul fatto che appartengono alla stessa tribù. Nel 1944, per un capriccio di Stalin, entrambe le nazioni vennero deportate nei deserti del Kazakistan in base a un'accusa, assolutamente inventata, di collaborazionismo con i tedeschi. Una parte della popolazione venne fucilata o bruciata a morte prima della partenza dei treni. Molti morirono in viaggio. *Ma qual è, potremmo chiedere, la giusta base per la richiesta d'indipendenza da parte di una nazione? Un popolo, per qualificarsi, deve prima errare nel deserto per duemila anni, patire ripetute persecuzioni, umiliazioni e genocidi? Finora la risposta della storia a questa domanda è stata pragmatica e brutale: nazione è un popolo abbastanza tosto da agguantare il territorio che vuole e tenerselo ben stretto. *[...] perché {{NDR|la comunità internazionale}} accetta così prontamente come frontiere nazionali le grottesche «frontiere amministrative» disegnate dai cartografi comunisti quando tali frontiere, come nel Caucaso, sono state spesso inventate allo scopo di disperdere o assoggettare minoranze fastidiose? *L'autodeterminazione delle nazioni oppresse è stata una pietra angolare della nostra dottrina anti comunista. Per mezzo secolo abbiamo predicato dai tetti che il giorno in cui la democrazia avesse sostituito la tirannia, le vittime si sarebbero drizzate sopra i prepotenti e le piccole nazioni sarebbero state libere di scegliere il loro destino. Figuriamoci! *C'è stato un tempo in cui l'indipendenza era il gioiello più prezioso della retorica del mondo libero. Oggi, al pari della parola «liberale» sulla bocca di chi ne fa cattivo uso, il concetto stesso è disonorato, avendo preso il significato di insurrezione e malgoverno. {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/le-carre-occidente-intervista-servizi-segreti-russia/ "L'Occidente ha perso l'anima, i servizi segreti russi ci dominano e, certo, in 87 anni di vita sono stato molte persone (e non tutte carine)"]''|Intervista di Terry Gross, ''pangea.news'', 19 marzo 2019}} *Sembra che l'unica cosa che ci unisce sia la paura e l'inselvatichimento per quel che riserva il futuro. Non abbiamo alcuna ideologia coerente ad Occidente, e abbiamo avuto il vezzo di credere al grande esempio Americano. E credo che questo sia stato minato, nel profondo, in tempi recenti. Siamo soli. *Penso di sentire le cose più forti riguardo alla tempistica di Brexit, e questo è terribile. Nel momento stesso in cui l'Europa necessita di essere un singolo blocco coerente per proteggersi moralmente e politicamente (e nel caso, militarmente), l'abbiamo lasciata. *In ogni situazione ''corporate'' o istituzionale, le persone che vi sono impiegate devono reprimere i propri sentimenti in un modo o nell'altro. Durante la Guerra Fredda noi ne eravamo consapevoli, avevamo una direzione e una causa, una grande causa, pensavamo. E sembrava buon espediente che pochi soffrissero a beneficio di molti. Al momento, per come il presente è descritto nel romanzo, siamo misteriosamente senza un obiettivo, ancora lì a cercare una qualche identità, davvero, da quando è finita la Guerra Fredda. Non c'è stato alcun Piano Marshall, allora. Nessun gran visionario, nessun leader che ci dicesse come riformulare il mondo. Tutto alla deriva. E molti venditori di tappeti si gettavano sulla carcassa sovietica. Veramente, una grande sbornia dopo l'orgia del capitalismo. La deriva incomincia qui, senza alcun design per il mondo nuovo. *Nei miei giorni da studente, rimpiango di aver posato da cripto-comunista tentando di avvicinare i selezionatori sovietici. Quasi quasi ebbi successo. Fui preso e ebbi uno scambio con un Russo all'ambasciata sovietica a Londra. Non ne venne nulla. Forse non fui abbastanza intelligente o forse qualcuno mi compromise. Ma mentre posavo, dovetti firmare quasi fossi un comunista in incognito e questo voleva dire imbrogliare colleghi e compagni di studio. Guardando indietro, mi viene la nausea. *Tutto quel che ho imparato dagli interrogatori mi dice che tutte le robacce – ''[[waterboarding]]'', tortura e altre cose che Trump incoraggia di nuovo – sono abbastanza inutili. Nella mia esperienza, le persone sotto grande minaccia producono una montagna di informazioni che poi si rivelano false. Metterebbero un cartellino sulla loro madre, se dovessero farlo. *C'erano elementi di [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], e ce ne sono ancora, suppongo, presso [[Federal'naja služba bezopasnosti|FSB]], ma ora un po' meno perché all'epoca trovavi elementi i quali erano decenti, dei veri amanti del genere umano. Traevano a sé i perseguitati e li proteggevano, ne facevano un culto, se ne facevano un vanto poi se si trattava di pensatori. Questa era la parte decorosa di KGB. Ma era un'istituzione talmente grande e potente, c'erano così tante stanze, gente differente. So che ci sono scuole di addestramento dove davano i miei romanzi come letture essenziali. {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/john-le-carre-romanzo/ "Penso che tutto sia sotto controllo": John le Carré, lo scrittore & agente segreto, ha scritto il romanzo su Brexit, Trump, il "razzismo istituzionale"]''|Intervista di John Banville, ''The Guardian'', 11 ottobre 2019; citato in ''pangea.news'', 13 ottobre 2019.}} *Penso che [[Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]] sia del tutto irrazionale, vi è evidente e autoindotta depressione di statisti, unita a lamentevoli performance diplomatiche. Quel che non andava bene in Europa poteva esser cambiato dall'interno. Da parte mia, sento del tutto allentati i legami con l'Inghilterra in questi ultimi anni. È come una liberazione, ma una triste liberazione. Il punto è che negli anni sono spariti gli inglesi che avevano esperienza diretta dell'ultima guerra, e in campo politico ora prevale l'idea che il conflitto umano non esiste. E invece no: il conflitto umano ha un buon effetto, ci rende più sobri. *Oratori per le masse del genere di [[Boris Johnson]] non parlano il linguaggio della ragione. Lui invece è del tipo che soffia sul fuoco della nostalgia e della rabbia. *Il fatto è che se la sinistra si mette a livellare sembra che lo faccia per risentimento, mentre se lo fa la destra allora sembra buona organizzazione sociale. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/tuttolibri/recensioni/2019/10/19/news/le-carre-la-spia-che-venne-dalla-brexit-1.37760036 Le Carré, la spia che venne dalla Brexit]''|Intervista di Caterina Soffici, ''lastampa.it'', 19 ottobre 2019.}} *Non puoi scrivere senza mettere qualcosa di te. Solo allora i personaggi iniziano a prendere corpo e a parlarti. *È importante non confondere patriottismo con nazionalismo. Il nazionalista, quello che vediamo oggi nelle strade, ha bisogno di nemici. *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} Ci siamo persi. Stiamo facendo le stesse cose dei paesi che prendevamo in giro, compresa l'Italia. Noi eravamo così superiori, stabili e calmi, così razionali e pragmatici. Dove è finita la nostra flemma? Ci siamo resi conto che la nostra democrazia è molto più fragile di quello che pensavamo. *{{NDR|Su [[Boris Johnson]]}} Un narcisista ossessivo, totalmente senza principi, probabilmente mezzo pazzo. Un oratore etoniano della peggiore specie. La sua vita privata in teoria non sarebbe importante. Ma un uomo che non riesce a controllare se stesso… [...] Se non riesci a controllare i tuoi istinti, come puoi governare un Paese? È un bambino, il fratello naturale di Trump. *Vorrei chiedere a [[Steve Bannon|Bannon]]: quando hai distrutto tutto quello che non ti piace, come funzionerà la nuova società che hai in mente? *Io ho insegnato a [[Eton College|Eton]], conosco questa gente. C'erano dodici etoniani al governo quando la Gran Bretagna [[Crisi di Suez|occupò il canale di Suez]]. Una fantasia post imperialista. Gente orribile, nazionalisti e nostalgici. *{{NDR|«Peggio Putin o Trump?»}} Assolutamente Trump. La Russia non ha mai sperimentato la democrazia. Putin ha distrutto qualcosa che non c'era. Invece i danni di Trump rimarranno a lungo. Ha minato la costituzione americana, ha distrutto qualcosa di molto prezioso, ossia l'indipendenza della magistratura. *Dopo un mese in [[Cornovaglia]], parli con i gabbiani e hai bisogno di tornare in città. {{Int|Da ''[https://www.affaritaliani.it/la-brexit-potrebbe-disintegrare-il-regno-unito-in-poco-tempo-632511.html La Brexit potrebbe disintegrare il Regno Unito in poco tempo]''|Intervista di Guillermo Altares, ''El Pais'', 21 ottobre 2019; riportato e tradotto in ''affaritaliani.it'', 21 ottobre 2019.}} *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} La peggiore idiozia e la maggiore catastrofe fatta dal Regno Unito dall'[[Crisi di Suez|invasione di Suez]] del 1956. *Per me è un disastro che ci siamo autoinflitti, di cui non dobbiamo dare colpa a nessuno, né agli europei, né agli irlandesi. Siamo sempre stati integrati in Europa. L'idea che possiamo uscire dal maggior trattato commerciale del mondo con accesso al mercato americano è semplicemente terrificante. *[[Boris Johnson]] è un bambino che si fa passare per Primo Ministro. *Vi è molta irritazione per la Brexit. E stiamo andando verso un aumento del neofascismo. La maggior minaccia terroristica, a detta della polizia, viene dall'ultradestra. La stampa popolare ha fomentato eurofobia e sentimenti di rivalsa contro l'altro, sentimenti che non sono nel DNA del paese. *Esiste un pericolo reale di disintegrazione del Regno Unito. Quello che stiamo dicendo all'Irlanda del Nord è che se ne vadano fuori dalle scatole. Tutto questo può' favorire soltanto un riavvicinamento tra Irlanda e Scozia. ==''Il nostro traditore tipo''== ===[[Incipit]]=== Alle sette di una mattina caraibica sull'isola di Antigua un certo Peregrine Makepiece, noto anche come Perry, valente e versatile atleta dilettante nonché, fino a qualche tempo prima, tutor di letteratura inglese in un insigne college di Oxford, disputò una partita di tennis al meglio dei tre set contro un tipo muscoloso, calvo, dal portamento rigido e dignitoso, gli occhi castani, sui cinquantacinque anni, che si faceva chiamare Dima e di cui in quel momento era ignorata la nazionalità. Il motivo di tale incontro divenne presto oggetto di accurate indagini da parte di agenti dei servizi segreti britannici, che per deformazione professionale non sono propensi a credere nella casualità delle circostanze. Eppure, Perry non aveva alcuna responsabilità negli eventi che avevano condotto a quel match. ===Citazioni=== *«Su quale base? Non siete forse gentiluomini che mentono per il bene del paese?»<br />«Quelli sono i diplomatici. Noi non siamo gentiluomini.»<br />«Allora mentite per salvare la pelle.»<br />«Quelli sono i politici. Tutta un'altra storia.» (p. 134) ==''Il visitatore segreto''== ===[[Incipit]]=== Permettetemi anzitutto di confessarvi che se, mosso da un impulso improvviso, non avessi preso la penna e scribacchiato un biglietto per invitare George Smiley a parlare ai miei diplomandi l'ultima sera del corso d'ammissione – e se Smiley, contrariamente alle mie previsioni, non avesse accettato – mi sarebbe ora impossibile parlarvi così a cuore aperto. ===Citazioni=== *Già, cosa puoi dirne? Dici quello che altri hanno detto prima di te. Quelli che possono, fanno. Quelli che non possono, insegnano. E ciò che insegnano è ciò che non possono più fare, perché il corpo o lo spirito o entrambi non sono più capaci di perseguire un unico scopo; perché hanno visto troppo e represso troppo e sono scesi a troppi compromessi e alla fine hanno provato troppo poco. Allora passano a rinfocolare i loro vecchi sogni in menti nuove e a scaldarsi al fuoco dei giovani. (cap. I, p. 13) *«Nove volte su dieci un buon giornalista può davvero informarci di una situazione quanto le spie. Spessissimo, del resto, hanno le stesse fonti. Allora perché non sopprimere le spie e non sovvenzionare i giornali?» «È verissimo che gran parte del nostro lavoro o è inutile o è un duplicato di informazioni già note. Il guaio è che le spie non hanno il compito di illuminare il pubblico, ma i governi. [...] E i governi, come chiunque altro, si fidano di ciò che pagano e sospettano di ciò che non pagano» (cap. VIII, pp. 191-192) ===[[Explicit]]=== In realtà non esiste il mettersi a risposo. A volte c'è il fatto di sapere troppo e di non poterci fare molto, ma è la vecchiaia, temo. Io penso moltissimo. Mi sto mettendo a pari con le mie letture. Parlo con la gente, viaggio in autobus. Sono un principiante nel mondo aperto, ma sto imparando ==''L'onorevole scolaro''== ===[[Incipit]]=== In seguito, negli angoli polverosi di [[Londra]] e dintorni nei quali i funzionari segreti si riuniscono a bere, sorsero discussioni a proposito di quando ebbe veramente inizio il caso Delfino. Una schiera, guidata da un tipo tracagnotto, un addetto alle trascrizioni microfoniche, arrivò a sostenere che la data esatta risaliva a sessant'anni prima, quando "quel supermascalzone di Bill Haydon" aprì gli occhi al mondo sotto una perfida stella. ===Citazioni=== *Se il vento mi trasporta per niente, perché devo camminare? (p. 161) *Se devi comprare qualcuno, compralo dalla testa ai piedi. (p. 161) *Non sottovalutare mai la forza dei sentimenti su un [[oriente|orientale]], ma non contarci neppure. Amen. (p. 162) *Un comitato è un animale con quattro gambe posteriori. ==''La passione del suo tempo''== ===[[Incipit]]=== Larry scomparve ufficialmente alle undici e dieci del secondo lunedì di ottobre, quando non si presentò in aula per la prima lezione del nuovo anno accademico.<br />Sono in grado di ricostruire la scena con precisione perché non è passato molto tempo da quando, nello stesso clima di Bath, avevo trascinato Larry a vedere per la prima volta quello squallido luogo. Conservo ancora oggi il più incriminante dei ricordi di quell'inumano casermone lastricato che incombeva su di lui come le mura di una nuova prigione. ===Citazioni=== *Non sono un uomo di [[Dio]], anche se credo che la [[società]] sia migliore con Lui che non senza. (p. 116) *Chi non abbia vissuto in [[segreto|segretezza]] non può rendersi conto di quanto una simile esperienza possa dare assuefazione. (p. 118-119) *L'[[aria]] di una [[chiesa (architettura)|chiesa]] è diversa da tutte le altre. È l'aria che respirano i morti, umida, vecchia, raggelante. (p. 120) ==''Tutti gli uomini di Smiley''== ===[[Incipit]]=== Due avvenimenti, senza un nesso apparente tra loro, provocarono il richiamo di George Smiley dopo la sua messa a (improbabile) riposo. ===[[Explicit]]=== "George, hai vinto" disse Guillam, mentre si dirigevano a passi lenti verso l'automobile. "Dici?" borbottò Smiley. "Sì... Sì, credo di aver vinto." ==''La spia corre sul campo''== ===[[Incipit]]=== Il nostro incontro non era stato pianificato. Né da me né da Ed, né da alcuna delle mani invisibili che presumibilmente ne muovevano i fili. Io non ero un bersaglio. Ed non doveva tenermi d'occhio. Nessuno ci spiava o ci osservava con insistenza. Mi ha sfidato a badminton. Ho accettato. Abbiamo giocato. Non c'era alcuna macchinazione, alcun complotto, alcuna collusione. Ci sono eventi della mia vita – ormai non molti, a essere onesti – che ammettono un'unica versione. L'incontro con Ed è uno di questi. La mia ricostruzione, ogni volta che me l'hanno fatta ripetere, non è mai cambiata di una virgola. ===Citazioni=== *«Cristo santo, e chi non ne avrebbe?» rispondo stizzito all'insinuazione di Steff, convinta che non abbia notato che il paese è in caduta libera. «Un governo di minoranza conservatore di infimo livello. Un ministro degli Esteri ignorante come una capra, che si suppone io debba servire. I laburisti lasciamo perdere. E l'assoluta follia della Brexit.» (pagina non determinabile, versione e-book) *«Uscite dall'Europa, con i vostri nasini sdegnati rivolti all'insù. "Siamo speciali. Siamo inglesi. Non abbiamo bisogno dell'Europa. Tutte le nostre guerre le abbiamo vinte da soli. Niente americani, niente russi, non ci serve nessuno. Siamo superuomini." Ho sentito dire che il grande amante della libertà, il presidente Donald Trump, vi salverà il culo, economicamente parlando. Sai chi è Trump?»<br />«Dimmelo tu.»<br />«Il lavacessi di Putin. Fa tutto quello che il povero Vladi non può fare da solo: pisciare sull'Unione europea, pisciare sui diritti umani, pisciare sulla Nato. Ci assicura che la Crimea e l'Ucraina appartengano al Sacro impero russo, che il Medio Oriente appartenga a ebrei e sauditi, e l'ordine mondiale vada a farsi fottere. E voi inglesi cosa fate? Gli succhiate l'uccello e lo invitate a prendere il tè con la Regina. Prendete il nostro denaro sporco e ce lo ripulite. Ci accogliete se siamo criminali d'alto bordo. Ci vendete mezza Londra. Vi disperate quando avveleniamo i nostri traditori e dite per favore, per favore, cari amici russi, fate affari con noi. È per questo che ho rischiato la vita? Non credo. Credo che voi britannici mi abbiate venduto una caterva di merdosa ipocrisia. Quindi non raccontarmi che sei venuto fin qui per ricordarmi della mia coscienza liberale, dei miei valori cristiani e del mio amore per il vostro grande Impero britannico. Sarebbe un errore. Capito?» (pagina non determinabile, versione e-book) *Era troppo per i miei gusti, e glielo dissi. Trump poteva anche essere il peggior presidente che gli Stati Uniti avessero mai avuto, ma non era Hitler, per quanto potesse desiderarlo, e c'erano un sacco di americani perbene che non avrebbero accettato tutto ciò passivamente.<br />Sulle prime sembrò non prestarmi attenzione.<br />«Eh già» concordò con la voce lontana di chi si è appena svegliato dall'anestesia. «C'erano anche un sacco di tedeschi perbene. E non mi sembra che abbiano fatto molto, cazzo.» (pagina non determinabile, versione e-book) ===[[Explicit]]=== Vero è che, dal momento in cui Florence ha fatto saltare la mia copertura, Ed non mi ha più rivolto la parola, nemmeno per salutarmi. È stato gentile con Prue, le ha mormorato un "grazie" ed è riuscito persino a stamparle un bacio sulla guancia. Ma, quando è arrivato il mio turno, si è limitato a guardarmi da dietro gli occhiali spessi, poi ha distolto lo sguardo, come se avesse visto più di quanto potesse sopportare. Avrei voluto dirgli che ero una brava persona, ma era troppo tardi. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Chiamata per il morto''=== Quando Lady Ann Sercomb, verso la fine della guerra, sposò George Smiley, lo descrisse ai suoi amici aristocratici, molto stupiti, come un tipo d'una mediocrità da togliere il fiato. Quando, due anni dopo, lo abbandonò per un corridore d'automobili cubano, annunciò enigmaticamente che, se non lo avesse lasciato allora, non sarebbe mai più stata capace di farlo. Il visconte Sawley si recò appositamente al suo club per annunciare che la gatta aveva fatto i gattini.<br /> Questa battuta, che per qualche tempo fu la barzelletta della buona società, può essere compresa soltanto da coloro che hanno conosciuto Smiley. Basso di statura, grasso e di temperamento tranquillo, si diceva che spendesse molti quattrini per comprarsi vestiti molto brutti che pendevano addosso alla sua figura tozza come la pelle addosso a un rospo rinsecchito. Alle nozze Sawley dichiarò infatti che "la Sercomb si era maritata con un rospo con l'impermeabile". Ignaro di questa definizione, Smiley aveva percorso malcerto la navata della chiesa, incontro al bacio che l'avrebbe trasformato in principe. ===''Il giardiniere tenace''=== La notizia arrivò all'alto Commissariato britannico di Nairobi alle nove e trenta di un lunedì mattina. Per Sandy Woodrow fu come una fucilata, che lo colpì diritto nel suo [[cuore]] inglese diviso. Era in piedi, con i denti stretti e il petto in fuori, questo lo ricordava. Era in piedi e il telefono interno stava squillando. Aveva allungato il braccio per prendere qualcosa, ma lo squillo l'aveva interrotto inducendolo a chinarsi per sollevare la cornetta e rispondere: "Woodrow" o forse: "Pronto, Woodrow". Certamente era stato brusco, lo ricordava. La sua [[voce]] gli era parsa quella di qualcun altro, un po' tagliente. ===''Il sarto di Panama''=== Era un venerdì pomeriggio perfettamente normale nella Panama dei tropici, fino al momento in cui Andrew Osnard piombò nella sartoria di Harry Pendel chiedendo che gli prendessero le misure per un abito. Prima di questa irruzione, Pendel era una persona. Dopo che Osnard fu uscito, Pendel era un'altra persona. Tempo trascorso: settantasette minuti, secondo la pendola di mogano di Samuel Collier di Eccles, una delle molte attrattive storiche della ditta Pendel & Braithwaite Co., Limitada, Sarti della Casa Reale, un tempo ubicata in Savile Row, a [[Londra]], e attualmente in Vía España, Panama City.<br /> O da quelle parti. Tanto vicina alla España che non c'era nessuna differenza. E per brevità P & B. ===''La Casa Russia''=== In un'ampia via di Mosca, a meno di duecento metri dalla stazione Leningrado, al primo piano di un lambiccato e orrendo albergo — costruito da Stalin nello stile noto ai moscoviti come Impero Durante la Peste — la prima, primissima Fiera dell'Audio — indetta dal British Council per l'insegnamento della lingua e la diffusione della cultura inglese — stava volgendo penosamente al termine. Erano le cinque e mezzo d'un volubile pomeriggio estivo. Dopo una serie di violenti acquazzoni, un sole feroce ma incerto sfolgorava nelle pozzanghere e sollevava vapori dal selciato. Tra i passanti, i più giovani indossavano jeans e scarpe di tela, mentre gli anziani giravano ancora imbacuccati. ===''La spia che venne dal freddo''=== L'americano porse a Leamas un'altra tazza di caffè e disse: "Perché non andate a dormire? Vi telefoniamo se arriva."<br /> Leamas non rispose, guardava fisso, oltre la finestra del posto di blocco, la strada deserta. "Non potete aspettare in eterno. Forse verrà un'altra volta. La Polizei si metterà in contatto coll'Agenzia; impiegherete venti minuti per tornare qui."<br /> "No", disse Leamas, "ormai è quasi buio."<br /> "Ma non potete aspettare in eterno. È in ritardo di nove ore." ===''La spia perfetta''=== Una burrascosa mattina d'ottobre, prima dell'alba, in una città di mare del Devon meridionale da cui sembrava che tutti fossero fuggiti, Magnus Pym scese da un vecchio tassì di provincia e, avendo pagato l'autista ed atteso finché non fu ripartito, attraversò la piazza della chiesa. Era diretto verso una via in cui abbondavano albergucci d'età vittoriana malamente illuminati con nomi quali Bel-a-Vista, The Commodore, Eureka. Di robusta costituzione ma di nobile portamento, Pym simboleggiava qualcosa. Procedeva con passo agile, il corpo inclinato in avanti secondo la miglior tradizione della classe dirigente anglosassone. ===''La talpa''=== La verità è che se il vecchio maggiore Dover non fosse morto fulminato alle corse di Taunton, Jim non avrebbe mai messo piede a Thursgood. Arrivò, senza alcun colloquio preliminare, a metà trimestre – era la fine di maggio, anche se non lo si sarebbe mai detto, a giudicare dal tempo – inviato da una delle più ambigue agenzie specializzate nel fornire insegnanti alle scuole preparatorie, per continuare i corsi del vecchio Dover fino a quando non fosse stato trovato qualcuno adatto. ===''La tamburina''=== Fu l'incidente di Bad Godesberg a fornire la prova, anche se le autorità tedesche non avevano assolutamente modo di saperlo. Prima di Bad Godesberg c'erano stati soltanto crescenti sospetti; moltissimi. Ma l'alta qualità della progettazione insieme alla mediocre qualità della bomba, trasformò i sospetti in certezza. Prima o poi, dicono nell'ambiente, un uomo finisce col firmare col suo nome. ===''Lo specchio delle spie''=== ''Sciocco è colui che tenta di forzare l'Oriente''<br />[[Rudyard Kipling|Kipling]]<br />La [[neve]] copriva l'aeroporto.<br />Era venuta dal nord, nella foschia, spinta dal [[vento]] notturno, odoroso di [[mare]]. Sarebbe rimasta tutto l'[[inverno]], una polvere sottile, gelida, granulosa che non si scioglieva, era statica, come un anno senza stagioni. La [[nebbia]] mobile, simile al fumo della [[guerra]], pendeva al di sopra, inghiottiva un hangar, la baracca del radar gli apparecchi, per abbandonarli poi un poco alla volta pezzo per pezzo, scoloriti, nere carogne in un deserto bianco. ===''Single & Single''=== Questa pistola non è una pistola.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Un delitto di classe''=== La grandezza di Carne School è attribuita da tutti gli studiosi a Edoardo VI, il cui zelo pedagogico è attribuito alla [[storia]] del Duca di Sommerset. Carne preferisce la rispettabilità del monarca alla discutibile [[politica]] del suo consigliere, basandosi sulla salda convinzione che le Grandi Scuole, come i [[Re]] Tudor, sono tali per volere di [[Dio]]. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *John le Carré, ''Chiamata per il morto'', traduzione di Laura Weiss, Mondadori. *John le Carré, ''Il giardiniere tenace'', traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, Mondadori. *John le Carré, ''Il nostro traditore tipo'' (''Our Kind of Traitor'', 2010), traduzione di Giuseppe Castigliola, Mondadori, 2010. ISBN 978-88-04-60318-4 *John le Carré, ''Il sarto di Panama'', traduzione di Luigi Schenoni, revisione di [[Raul Montanari]], Feltrinelli. *John le Carré, ''Il visitatore segreto'' (''The Secret Pilgrim'', 1990), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1991. ISBN 88-04-34959-X *John le Carré, ''L'onorevole scolaro'' (''The Honourable Schoolboy''), traduzione di Attilio Veraldi, Rizzoli, 1978. *John le Carré, ''La Casa Russia'', traduzione di Pierfrancesco Paolini, Mondadori, 1989. *John le Carré, ''La passione del suo tempo'' (''Our Game''), traduzione di Ettore Caprioli, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1996. ISBN 88-04-42-339-0 *John le Carré, ''La spia che venne dal freddo'', traduzione di Adriana Pellegrini, Longanesi. *John le Carré, ''La spia corre sul campo'' (''Agent Running in the Field'', 2019), traduzione di Elena Cappellini, Mondadori, 2019. ISBN 9788852097911 *John Le Carré,'' La spia perfetta'', traduzione di Marco e Dida Paggi, Mondadori, 1990. ISBN 8804334142 *John le Carré, ''La talpa'' (''Tinker Tailor Soldier Spy''), traduzione di Francesco Greenburger, Rizzoli, 1977. *John le Carré, ''La tamburina'' (''The Little Drummer Girl''), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1983. *John le Carré, ''Lo specchio delle spie'' (''The Looking Lass War''), traduzione di Adriana Pellegrini, Rizzoli, Milano 1981. *John le Carré, ''Tutti gli uomini di Smiley'', traduzione di Pier Francesco Paolini, Mondadori. *John le Carré, ''Un delitto di classe'' (''A Murder of Qualty''), traduzione di Giancarlo Cella, Rizzoli, 1984. ==Film== *''[[La spia che venne dal freddo (film)|La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[Il sarto di Panama]]'' (2001) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il visitatore segreto|''Il visitatore segreto''|(1990)}} {{Pedia|La spia che venne dal freddo (romanzo)|''La spia che venne dal freddo''|(1963)}} {{Pedia|La spia perfetta|''La spia perfetta''|(1986)}} {{Pedia|La talpa (romanzo)|''La talpa''|(1974)}} {{DEFAULTSORT:le Carré, John}} [[Categoria:Scrittori britannici]] m60hxwq6kyzxblrl6uhylxfdd29tdi8 1415913 1415912 2026-06-07T03:28:04Z Ferrante1 95080 /* Il visitatore segreto */ 1415913 wikitext text/x-wiki [[Immagine:John le Carre.jpg|thumb|John le Carré nel 2008]] '''John le Carré''', pseudonimo di '''David John Moore Cornwell''' (1931 – 2020), scrittore britannico. ==Citazioni di John le Carré== *Da [[lettore]] sono certo che o si viene agganciati subito, o mai più, ed è per questo motivo che molti [[Libro|libri]] sui miei scaffali sono stati misteriosamente abbandonati dopo la pagina 20.<ref>Da ''John Le Carré, elogio del dottor Watson'', traduzione di Maria Sepa, ''Corriere della sera'', 5 dicembre 2004, p. 34.</ref> *Non credo che uno [[scrittore]], quale che sia il suo genere, tragga veramente le persone dalla vita reale per trasferirle di peso nelle pagine di un libro. Non credo che si arrivi a conoscere così a fondo la gente per fare una cosa del genere. Penso che in definitiva posso descrivere come ti siedi, come muovi le mani, come ti vesti; ecco, posso rubarti queste cose, ma quando si tratta di definire ciò che sta succedendo nella tua mente, dietro quegli occhiali, allora devo mettere a frutto la potenzialità del mio personaggio.<ref>Dall'intervista di [[Enzo Biagi]], ''John Le Carré – Spie ovunque'', in Enzo Biagi, ''Giro del mondo'', Rizzoli, Milano, 2000, p. 37. ISBN 88-17-86513-3</ref> *Non è una colpa desiderare un attimo di pace almeno al tramonto della vita.<ref>Da ''La talpa'', p. 27.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0767_01_1994_0346_0001_11006877/ Le Carré: difendo il popolo ceceno]''|Sulla [[prima guerra cecena]], ''La Stampa'', 19 dicembre 1994}} *La macchina della propaganda di Mosca descrive [[Džochar Dudaev|Dudaev]] come un lunatico criminale e i ceceni come gli artefici della potente industria criminale organizzata russa. Si accenna appena al fatto che Dudaev è stato eletto dal popolo sulla base della sua promessa di liberare la Cecenia dalla Russia; che il suo potere è un potere legale; che la Cecenia è un Paese musulmano, ricco di petrolio e materie prime, che controlla il cruciale oleodotto tra il Caspio e il Mar Nero ed è perciò essenziale per gli interessi economici della Russia; che le guerre coloniali di Mosca nel Nord del Caucaso infuriano senza interruzione da 150 anni, prima sotto gli zar bianchi, poi sotto gli zar rossi, e ora sotto un traballante miscuglio dei due. *[...] nessuno sembra incline a ricordarci che nella Russia razzista molti musulmani sono considerati esseri subumani, che quel pazzo di Zirinovskij si augura di vederli privati dei diritti di cittadini e castrati, e non è affatto solo su questa strada; né che, sotto il governo in apparenza illuminato del presidente Eltsin, il Nord del Caucaso e altre minoranze musulmane sono ancora sottoposte a restrizioni negli spostamenti e a una vessazione ufficiale paragonabile ai famigerati lasciapassare dell'[[apartheid]] sudafricano. *Quanto alla criminalità dei ceceni, chi sono mai i russi di Mosca e San Pietroburgo per parlare? Si sono criminalizzati a ogni livello di commercio e di governo in una misura che non si vedeva dai tempi di Al Capone, e questo non è opera delle minoranze etniche del Nord del Caucaso, ma degli intermediari del potere tradizionale della stessa Russia - gli ex funzionari di partito e del Kgb, che sono diventati dalla sera alla mattina «manager bancari» e «direttori di società» nella nuova Russia, mungendo dalle vaste attività che un tempo appartenevano al partito comunista. I legami di corruzione che li univano sotto il comunismo li uniscono ancora oggi. *Ceceni e ingusci condividono la stessa religione e sono alleati naturali. Alcuni studiosi insistono sul fatto che appartengono alla stessa tribù. Nel 1944, per un capriccio di Stalin, entrambe le nazioni vennero deportate nei deserti del Kazakistan in base a un'accusa, assolutamente inventata, di collaborazionismo con i tedeschi. Una parte della popolazione venne fucilata o bruciata a morte prima della partenza dei treni. Molti morirono in viaggio. *Ma qual è, potremmo chiedere, la giusta base per la richiesta d'indipendenza da parte di una nazione? Un popolo, per qualificarsi, deve prima errare nel deserto per duemila anni, patire ripetute persecuzioni, umiliazioni e genocidi? Finora la risposta della storia a questa domanda è stata pragmatica e brutale: nazione è un popolo abbastanza tosto da agguantare il territorio che vuole e tenerselo ben stretto. *[...] perché {{NDR|la comunità internazionale}} accetta così prontamente come frontiere nazionali le grottesche «frontiere amministrative» disegnate dai cartografi comunisti quando tali frontiere, come nel Caucaso, sono state spesso inventate allo scopo di disperdere o assoggettare minoranze fastidiose? *L'autodeterminazione delle nazioni oppresse è stata una pietra angolare della nostra dottrina anti comunista. Per mezzo secolo abbiamo predicato dai tetti che il giorno in cui la democrazia avesse sostituito la tirannia, le vittime si sarebbero drizzate sopra i prepotenti e le piccole nazioni sarebbero state libere di scegliere il loro destino. Figuriamoci! *C'è stato un tempo in cui l'indipendenza era il gioiello più prezioso della retorica del mondo libero. Oggi, al pari della parola «liberale» sulla bocca di chi ne fa cattivo uso, il concetto stesso è disonorato, avendo preso il significato di insurrezione e malgoverno. {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/le-carre-occidente-intervista-servizi-segreti-russia/ "L'Occidente ha perso l'anima, i servizi segreti russi ci dominano e, certo, in 87 anni di vita sono stato molte persone (e non tutte carine)"]''|Intervista di Terry Gross, ''pangea.news'', 19 marzo 2019}} *Sembra che l'unica cosa che ci unisce sia la paura e l'inselvatichimento per quel che riserva il futuro. Non abbiamo alcuna ideologia coerente ad Occidente, e abbiamo avuto il vezzo di credere al grande esempio Americano. E credo che questo sia stato minato, nel profondo, in tempi recenti. Siamo soli. *Penso di sentire le cose più forti riguardo alla tempistica di Brexit, e questo è terribile. Nel momento stesso in cui l'Europa necessita di essere un singolo blocco coerente per proteggersi moralmente e politicamente (e nel caso, militarmente), l'abbiamo lasciata. *In ogni situazione ''corporate'' o istituzionale, le persone che vi sono impiegate devono reprimere i propri sentimenti in un modo o nell'altro. Durante la Guerra Fredda noi ne eravamo consapevoli, avevamo una direzione e una causa, una grande causa, pensavamo. E sembrava buon espediente che pochi soffrissero a beneficio di molti. Al momento, per come il presente è descritto nel romanzo, siamo misteriosamente senza un obiettivo, ancora lì a cercare una qualche identità, davvero, da quando è finita la Guerra Fredda. Non c'è stato alcun Piano Marshall, allora. Nessun gran visionario, nessun leader che ci dicesse come riformulare il mondo. Tutto alla deriva. E molti venditori di tappeti si gettavano sulla carcassa sovietica. Veramente, una grande sbornia dopo l'orgia del capitalismo. La deriva incomincia qui, senza alcun design per il mondo nuovo. *Nei miei giorni da studente, rimpiango di aver posato da cripto-comunista tentando di avvicinare i selezionatori sovietici. Quasi quasi ebbi successo. Fui preso e ebbi uno scambio con un Russo all'ambasciata sovietica a Londra. Non ne venne nulla. Forse non fui abbastanza intelligente o forse qualcuno mi compromise. Ma mentre posavo, dovetti firmare quasi fossi un comunista in incognito e questo voleva dire imbrogliare colleghi e compagni di studio. Guardando indietro, mi viene la nausea. *Tutto quel che ho imparato dagli interrogatori mi dice che tutte le robacce – ''[[waterboarding]]'', tortura e altre cose che Trump incoraggia di nuovo – sono abbastanza inutili. Nella mia esperienza, le persone sotto grande minaccia producono una montagna di informazioni che poi si rivelano false. Metterebbero un cartellino sulla loro madre, se dovessero farlo. *C'erano elementi di [[Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti|KGB]], e ce ne sono ancora, suppongo, presso [[Federal'naja služba bezopasnosti|FSB]], ma ora un po' meno perché all'epoca trovavi elementi i quali erano decenti, dei veri amanti del genere umano. Traevano a sé i perseguitati e li proteggevano, ne facevano un culto, se ne facevano un vanto poi se si trattava di pensatori. Questa era la parte decorosa di KGB. Ma era un'istituzione talmente grande e potente, c'erano così tante stanze, gente differente. So che ci sono scuole di addestramento dove davano i miei romanzi come letture essenziali. {{Int|Da ''[https://www.pangea.news/john-le-carre-romanzo/ "Penso che tutto sia sotto controllo": John le Carré, lo scrittore & agente segreto, ha scritto il romanzo su Brexit, Trump, il "razzismo istituzionale"]''|Intervista di John Banville, ''The Guardian'', 11 ottobre 2019; citato in ''pangea.news'', 13 ottobre 2019.}} *Penso che [[Referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea|Brexit]] sia del tutto irrazionale, vi è evidente e autoindotta depressione di statisti, unita a lamentevoli performance diplomatiche. Quel che non andava bene in Europa poteva esser cambiato dall'interno. Da parte mia, sento del tutto allentati i legami con l'Inghilterra in questi ultimi anni. È come una liberazione, ma una triste liberazione. Il punto è che negli anni sono spariti gli inglesi che avevano esperienza diretta dell'ultima guerra, e in campo politico ora prevale l'idea che il conflitto umano non esiste. E invece no: il conflitto umano ha un buon effetto, ci rende più sobri. *Oratori per le masse del genere di [[Boris Johnson]] non parlano il linguaggio della ragione. Lui invece è del tipo che soffia sul fuoco della nostalgia e della rabbia. *Il fatto è che se la sinistra si mette a livellare sembra che lo faccia per risentimento, mentre se lo fa la destra allora sembra buona organizzazione sociale. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/tuttolibri/recensioni/2019/10/19/news/le-carre-la-spia-che-venne-dalla-brexit-1.37760036 Le Carré, la spia che venne dalla Brexit]''|Intervista di Caterina Soffici, ''lastampa.it'', 19 ottobre 2019.}} *Non puoi scrivere senza mettere qualcosa di te. Solo allora i personaggi iniziano a prendere corpo e a parlarti. *È importante non confondere patriottismo con nazionalismo. Il nazionalista, quello che vediamo oggi nelle strade, ha bisogno di nemici. *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} Ci siamo persi. Stiamo facendo le stesse cose dei paesi che prendevamo in giro, compresa l'Italia. Noi eravamo così superiori, stabili e calmi, così razionali e pragmatici. Dove è finita la nostra flemma? Ci siamo resi conto che la nostra democrazia è molto più fragile di quello che pensavamo. *{{NDR|Su [[Boris Johnson]]}} Un narcisista ossessivo, totalmente senza principi, probabilmente mezzo pazzo. Un oratore etoniano della peggiore specie. La sua vita privata in teoria non sarebbe importante. Ma un uomo che non riesce a controllare se stesso… [...] Se non riesci a controllare i tuoi istinti, come puoi governare un Paese? È un bambino, il fratello naturale di Trump. *Vorrei chiedere a [[Steve Bannon|Bannon]]: quando hai distrutto tutto quello che non ti piace, come funzionerà la nuova società che hai in mente? *Io ho insegnato a [[Eton College|Eton]], conosco questa gente. C'erano dodici etoniani al governo quando la Gran Bretagna [[Crisi di Suez|occupò il canale di Suez]]. Una fantasia post imperialista. Gente orribile, nazionalisti e nostalgici. *{{NDR|«Peggio Putin o Trump?»}} Assolutamente Trump. La Russia non ha mai sperimentato la democrazia. Putin ha distrutto qualcosa che non c'era. Invece i danni di Trump rimarranno a lungo. Ha minato la costituzione americana, ha distrutto qualcosa di molto prezioso, ossia l'indipendenza della magistratura. *Dopo un mese in [[Cornovaglia]], parli con i gabbiani e hai bisogno di tornare in città. {{Int|Da ''[https://www.affaritaliani.it/la-brexit-potrebbe-disintegrare-il-regno-unito-in-poco-tempo-632511.html La Brexit potrebbe disintegrare il Regno Unito in poco tempo]''|Intervista di Guillermo Altares, ''El Pais'', 21 ottobre 2019; riportato e tradotto in ''affaritaliani.it'', 21 ottobre 2019.}} *{{NDR|Sul [[referendum sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea]]}} La peggiore idiozia e la maggiore catastrofe fatta dal Regno Unito dall'[[Crisi di Suez|invasione di Suez]] del 1956. *Per me è un disastro che ci siamo autoinflitti, di cui non dobbiamo dare colpa a nessuno, né agli europei, né agli irlandesi. Siamo sempre stati integrati in Europa. L'idea che possiamo uscire dal maggior trattato commerciale del mondo con accesso al mercato americano è semplicemente terrificante. *[[Boris Johnson]] è un bambino che si fa passare per Primo Ministro. *Vi è molta irritazione per la Brexit. E stiamo andando verso un aumento del neofascismo. La maggior minaccia terroristica, a detta della polizia, viene dall'ultradestra. La stampa popolare ha fomentato eurofobia e sentimenti di rivalsa contro l'altro, sentimenti che non sono nel DNA del paese. *Esiste un pericolo reale di disintegrazione del Regno Unito. Quello che stiamo dicendo all'Irlanda del Nord è che se ne vadano fuori dalle scatole. Tutto questo può' favorire soltanto un riavvicinamento tra Irlanda e Scozia. ==''Il nostro traditore tipo''== ===[[Incipit]]=== Alle sette di una mattina caraibica sull'isola di Antigua un certo Peregrine Makepiece, noto anche come Perry, valente e versatile atleta dilettante nonché, fino a qualche tempo prima, tutor di letteratura inglese in un insigne college di Oxford, disputò una partita di tennis al meglio dei tre set contro un tipo muscoloso, calvo, dal portamento rigido e dignitoso, gli occhi castani, sui cinquantacinque anni, che si faceva chiamare Dima e di cui in quel momento era ignorata la nazionalità. Il motivo di tale incontro divenne presto oggetto di accurate indagini da parte di agenti dei servizi segreti britannici, che per deformazione professionale non sono propensi a credere nella casualità delle circostanze. Eppure, Perry non aveva alcuna responsabilità negli eventi che avevano condotto a quel match. ===Citazioni=== *«Su quale base? Non siete forse gentiluomini che mentono per il bene del paese?»<br />«Quelli sono i diplomatici. Noi non siamo gentiluomini.»<br />«Allora mentite per salvare la pelle.»<br />«Quelli sono i politici. Tutta un'altra storia.» (p. 134) ==''Il visitatore segreto''== ===[[Incipit]]=== Permettetemi anzitutto di confessarvi che se, mosso da un impulso improvviso, non avessi preso la penna e scribacchiato un biglietto per invitare George Smiley a parlare ai miei diplomandi l'ultima sera del corso d'ammissione – e se Smiley, contrariamente alle mie previsioni, non avesse accettato – mi sarebbe ora impossibile parlarvi così a cuore aperto. ===Citazioni=== *Già, cosa puoi dirne? Dici quello che altri hanno detto prima di te. Quelli che possono, fanno. Quelli che non possono, insegnano. E ciò che insegnano è ciò che non possono più fare, perché il corpo o lo spirito o entrambi non sono più capaci di perseguire un unico scopo; perché hanno visto troppo e represso troppo e sono scesi a troppi compromessi e alla fine hanno provato troppo poco. Allora passano a rinfocolare i loro vecchi sogni in menti nuove e a scaldarsi al fuoco dei giovani. (cap. I, p. 13) *«Nove volte su dieci un buon giornalista può davvero informarci di una situazione quanto le spie. Spessissimo, del resto, hanno le stesse fonti. Allora perché non sopprimere le spie e non sovvenzionare i giornali?»<br />«È verissimo che gran parte del nostro lavoro o è inutile o è un duplicato di informazioni già note. Il guaio è che le spie non hanno il compito di illuminare il pubblico, ma i governi. [...] E i governi, come chiunque altro, si fidano di ciò che pagano e sospettano di ciò che non pagano» (cap. VIII, pp. 191-192) ===[[Explicit]]=== In realtà non esiste il mettersi a risposo. A volte c'è il fatto di sapere troppo e di non poterci fare molto, ma è la vecchiaia, temo. Io penso moltissimo. Mi sto mettendo a pari con le mie letture. Parlo con la gente, viaggio in autobus. Sono un principiante nel mondo aperto, ma sto imparando ==''L'onorevole scolaro''== ===[[Incipit]]=== In seguito, negli angoli polverosi di [[Londra]] e dintorni nei quali i funzionari segreti si riuniscono a bere, sorsero discussioni a proposito di quando ebbe veramente inizio il caso Delfino. Una schiera, guidata da un tipo tracagnotto, un addetto alle trascrizioni microfoniche, arrivò a sostenere che la data esatta risaliva a sessant'anni prima, quando "quel supermascalzone di Bill Haydon" aprì gli occhi al mondo sotto una perfida stella. ===Citazioni=== *Se il vento mi trasporta per niente, perché devo camminare? (p. 161) *Se devi comprare qualcuno, compralo dalla testa ai piedi. (p. 161) *Non sottovalutare mai la forza dei sentimenti su un [[oriente|orientale]], ma non contarci neppure. Amen. (p. 162) *Un comitato è un animale con quattro gambe posteriori. ==''La passione del suo tempo''== ===[[Incipit]]=== Larry scomparve ufficialmente alle undici e dieci del secondo lunedì di ottobre, quando non si presentò in aula per la prima lezione del nuovo anno accademico.<br />Sono in grado di ricostruire la scena con precisione perché non è passato molto tempo da quando, nello stesso clima di Bath, avevo trascinato Larry a vedere per la prima volta quello squallido luogo. Conservo ancora oggi il più incriminante dei ricordi di quell'inumano casermone lastricato che incombeva su di lui come le mura di una nuova prigione. ===Citazioni=== *Non sono un uomo di [[Dio]], anche se credo che la [[società]] sia migliore con Lui che non senza. (p. 116) *Chi non abbia vissuto in [[segreto|segretezza]] non può rendersi conto di quanto una simile esperienza possa dare assuefazione. (p. 118-119) *L'[[aria]] di una [[chiesa (architettura)|chiesa]] è diversa da tutte le altre. È l'aria che respirano i morti, umida, vecchia, raggelante. (p. 120) ==''Tutti gli uomini di Smiley''== ===[[Incipit]]=== Due avvenimenti, senza un nesso apparente tra loro, provocarono il richiamo di George Smiley dopo la sua messa a (improbabile) riposo. ===[[Explicit]]=== "George, hai vinto" disse Guillam, mentre si dirigevano a passi lenti verso l'automobile. "Dici?" borbottò Smiley. "Sì... Sì, credo di aver vinto." ==''La spia corre sul campo''== ===[[Incipit]]=== Il nostro incontro non era stato pianificato. Né da me né da Ed, né da alcuna delle mani invisibili che presumibilmente ne muovevano i fili. Io non ero un bersaglio. Ed non doveva tenermi d'occhio. Nessuno ci spiava o ci osservava con insistenza. Mi ha sfidato a badminton. Ho accettato. Abbiamo giocato. Non c'era alcuna macchinazione, alcun complotto, alcuna collusione. Ci sono eventi della mia vita – ormai non molti, a essere onesti – che ammettono un'unica versione. L'incontro con Ed è uno di questi. La mia ricostruzione, ogni volta che me l'hanno fatta ripetere, non è mai cambiata di una virgola. ===Citazioni=== *«Cristo santo, e chi non ne avrebbe?» rispondo stizzito all'insinuazione di Steff, convinta che non abbia notato che il paese è in caduta libera. «Un governo di minoranza conservatore di infimo livello. Un ministro degli Esteri ignorante come una capra, che si suppone io debba servire. I laburisti lasciamo perdere. E l'assoluta follia della Brexit.» (pagina non determinabile, versione e-book) *«Uscite dall'Europa, con i vostri nasini sdegnati rivolti all'insù. "Siamo speciali. Siamo inglesi. Non abbiamo bisogno dell'Europa. Tutte le nostre guerre le abbiamo vinte da soli. Niente americani, niente russi, non ci serve nessuno. Siamo superuomini." Ho sentito dire che il grande amante della libertà, il presidente Donald Trump, vi salverà il culo, economicamente parlando. Sai chi è Trump?»<br />«Dimmelo tu.»<br />«Il lavacessi di Putin. Fa tutto quello che il povero Vladi non può fare da solo: pisciare sull'Unione europea, pisciare sui diritti umani, pisciare sulla Nato. Ci assicura che la Crimea e l'Ucraina appartengano al Sacro impero russo, che il Medio Oriente appartenga a ebrei e sauditi, e l'ordine mondiale vada a farsi fottere. E voi inglesi cosa fate? Gli succhiate l'uccello e lo invitate a prendere il tè con la Regina. Prendete il nostro denaro sporco e ce lo ripulite. Ci accogliete se siamo criminali d'alto bordo. Ci vendete mezza Londra. Vi disperate quando avveleniamo i nostri traditori e dite per favore, per favore, cari amici russi, fate affari con noi. È per questo che ho rischiato la vita? Non credo. Credo che voi britannici mi abbiate venduto una caterva di merdosa ipocrisia. Quindi non raccontarmi che sei venuto fin qui per ricordarmi della mia coscienza liberale, dei miei valori cristiani e del mio amore per il vostro grande Impero britannico. Sarebbe un errore. Capito?» (pagina non determinabile, versione e-book) *Era troppo per i miei gusti, e glielo dissi. Trump poteva anche essere il peggior presidente che gli Stati Uniti avessero mai avuto, ma non era Hitler, per quanto potesse desiderarlo, e c'erano un sacco di americani perbene che non avrebbero accettato tutto ciò passivamente.<br />Sulle prime sembrò non prestarmi attenzione.<br />«Eh già» concordò con la voce lontana di chi si è appena svegliato dall'anestesia. «C'erano anche un sacco di tedeschi perbene. E non mi sembra che abbiano fatto molto, cazzo.» (pagina non determinabile, versione e-book) ===[[Explicit]]=== Vero è che, dal momento in cui Florence ha fatto saltare la mia copertura, Ed non mi ha più rivolto la parola, nemmeno per salutarmi. È stato gentile con Prue, le ha mormorato un "grazie" ed è riuscito persino a stamparle un bacio sulla guancia. Ma, quando è arrivato il mio turno, si è limitato a guardarmi da dietro gli occhiali spessi, poi ha distolto lo sguardo, come se avesse visto più di quanto potesse sopportare. Avrei voluto dirgli che ero una brava persona, ma era troppo tardi. ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Chiamata per il morto''=== Quando Lady Ann Sercomb, verso la fine della guerra, sposò George Smiley, lo descrisse ai suoi amici aristocratici, molto stupiti, come un tipo d'una mediocrità da togliere il fiato. Quando, due anni dopo, lo abbandonò per un corridore d'automobili cubano, annunciò enigmaticamente che, se non lo avesse lasciato allora, non sarebbe mai più stata capace di farlo. Il visconte Sawley si recò appositamente al suo club per annunciare che la gatta aveva fatto i gattini.<br /> Questa battuta, che per qualche tempo fu la barzelletta della buona società, può essere compresa soltanto da coloro che hanno conosciuto Smiley. Basso di statura, grasso e di temperamento tranquillo, si diceva che spendesse molti quattrini per comprarsi vestiti molto brutti che pendevano addosso alla sua figura tozza come la pelle addosso a un rospo rinsecchito. Alle nozze Sawley dichiarò infatti che "la Sercomb si era maritata con un rospo con l'impermeabile". Ignaro di questa definizione, Smiley aveva percorso malcerto la navata della chiesa, incontro al bacio che l'avrebbe trasformato in principe. ===''Il giardiniere tenace''=== La notizia arrivò all'alto Commissariato britannico di Nairobi alle nove e trenta di un lunedì mattina. Per Sandy Woodrow fu come una fucilata, che lo colpì diritto nel suo [[cuore]] inglese diviso. Era in piedi, con i denti stretti e il petto in fuori, questo lo ricordava. Era in piedi e il telefono interno stava squillando. Aveva allungato il braccio per prendere qualcosa, ma lo squillo l'aveva interrotto inducendolo a chinarsi per sollevare la cornetta e rispondere: "Woodrow" o forse: "Pronto, Woodrow". Certamente era stato brusco, lo ricordava. La sua [[voce]] gli era parsa quella di qualcun altro, un po' tagliente. ===''Il sarto di Panama''=== Era un venerdì pomeriggio perfettamente normale nella Panama dei tropici, fino al momento in cui Andrew Osnard piombò nella sartoria di Harry Pendel chiedendo che gli prendessero le misure per un abito. Prima di questa irruzione, Pendel era una persona. Dopo che Osnard fu uscito, Pendel era un'altra persona. Tempo trascorso: settantasette minuti, secondo la pendola di mogano di Samuel Collier di Eccles, una delle molte attrattive storiche della ditta Pendel & Braithwaite Co., Limitada, Sarti della Casa Reale, un tempo ubicata in Savile Row, a [[Londra]], e attualmente in Vía España, Panama City.<br /> O da quelle parti. Tanto vicina alla España che non c'era nessuna differenza. E per brevità P & B. ===''La Casa Russia''=== In un'ampia via di Mosca, a meno di duecento metri dalla stazione Leningrado, al primo piano di un lambiccato e orrendo albergo — costruito da Stalin nello stile noto ai moscoviti come Impero Durante la Peste — la prima, primissima Fiera dell'Audio — indetta dal British Council per l'insegnamento della lingua e la diffusione della cultura inglese — stava volgendo penosamente al termine. Erano le cinque e mezzo d'un volubile pomeriggio estivo. Dopo una serie di violenti acquazzoni, un sole feroce ma incerto sfolgorava nelle pozzanghere e sollevava vapori dal selciato. Tra i passanti, i più giovani indossavano jeans e scarpe di tela, mentre gli anziani giravano ancora imbacuccati. ===''La spia che venne dal freddo''=== L'americano porse a Leamas un'altra tazza di caffè e disse: "Perché non andate a dormire? Vi telefoniamo se arriva."<br /> Leamas non rispose, guardava fisso, oltre la finestra del posto di blocco, la strada deserta. "Non potete aspettare in eterno. Forse verrà un'altra volta. La Polizei si metterà in contatto coll'Agenzia; impiegherete venti minuti per tornare qui."<br /> "No", disse Leamas, "ormai è quasi buio."<br /> "Ma non potete aspettare in eterno. È in ritardo di nove ore." ===''La spia perfetta''=== Una burrascosa mattina d'ottobre, prima dell'alba, in una città di mare del Devon meridionale da cui sembrava che tutti fossero fuggiti, Magnus Pym scese da un vecchio tassì di provincia e, avendo pagato l'autista ed atteso finché non fu ripartito, attraversò la piazza della chiesa. Era diretto verso una via in cui abbondavano albergucci d'età vittoriana malamente illuminati con nomi quali Bel-a-Vista, The Commodore, Eureka. Di robusta costituzione ma di nobile portamento, Pym simboleggiava qualcosa. Procedeva con passo agile, il corpo inclinato in avanti secondo la miglior tradizione della classe dirigente anglosassone. ===''La talpa''=== La verità è che se il vecchio maggiore Dover non fosse morto fulminato alle corse di Taunton, Jim non avrebbe mai messo piede a Thursgood. Arrivò, senza alcun colloquio preliminare, a metà trimestre – era la fine di maggio, anche se non lo si sarebbe mai detto, a giudicare dal tempo – inviato da una delle più ambigue agenzie specializzate nel fornire insegnanti alle scuole preparatorie, per continuare i corsi del vecchio Dover fino a quando non fosse stato trovato qualcuno adatto. ===''La tamburina''=== Fu l'incidente di Bad Godesberg a fornire la prova, anche se le autorità tedesche non avevano assolutamente modo di saperlo. Prima di Bad Godesberg c'erano stati soltanto crescenti sospetti; moltissimi. Ma l'alta qualità della progettazione insieme alla mediocre qualità della bomba, trasformò i sospetti in certezza. Prima o poi, dicono nell'ambiente, un uomo finisce col firmare col suo nome. ===''Lo specchio delle spie''=== ''Sciocco è colui che tenta di forzare l'Oriente''<br />[[Rudyard Kipling|Kipling]]<br />La [[neve]] copriva l'aeroporto.<br />Era venuta dal nord, nella foschia, spinta dal [[vento]] notturno, odoroso di [[mare]]. Sarebbe rimasta tutto l'[[inverno]], una polvere sottile, gelida, granulosa che non si scioglieva, era statica, come un anno senza stagioni. La [[nebbia]] mobile, simile al fumo della [[guerra]], pendeva al di sopra, inghiottiva un hangar, la baracca del radar gli apparecchi, per abbandonarli poi un poco alla volta pezzo per pezzo, scoloriti, nere carogne in un deserto bianco. ===''Single & Single''=== Questa pistola non è una pistola.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''Un delitto di classe''=== La grandezza di Carne School è attribuita da tutti gli studiosi a Edoardo VI, il cui zelo pedagogico è attribuito alla [[storia]] del Duca di Sommerset. Carne preferisce la rispettabilità del monarca alla discutibile [[politica]] del suo consigliere, basandosi sulla salda convinzione che le Grandi Scuole, come i [[Re]] Tudor, sono tali per volere di [[Dio]]. ==Note== <references /> ==Bibliografia== *John le Carré, ''Chiamata per il morto'', traduzione di Laura Weiss, Mondadori. *John le Carré, ''Il giardiniere tenace'', traduzione di Annamaria Biavasco e Valentina Guani, Mondadori. *John le Carré, ''Il nostro traditore tipo'' (''Our Kind of Traitor'', 2010), traduzione di Giuseppe Castigliola, Mondadori, 2010. ISBN 978-88-04-60318-4 *John le Carré, ''Il sarto di Panama'', traduzione di Luigi Schenoni, revisione di [[Raul Montanari]], Feltrinelli. *John le Carré, ''Il visitatore segreto'' (''The Secret Pilgrim'', 1990), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1991. ISBN 88-04-34959-X *John le Carré, ''L'onorevole scolaro'' (''The Honourable Schoolboy''), traduzione di Attilio Veraldi, Rizzoli, 1978. *John le Carré, ''La Casa Russia'', traduzione di Pierfrancesco Paolini, Mondadori, 1989. *John le Carré, ''La passione del suo tempo'' (''Our Game''), traduzione di Ettore Caprioli, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1996. ISBN 88-04-42-339-0 *John le Carré, ''La spia che venne dal freddo'', traduzione di Adriana Pellegrini, Longanesi. *John le Carré, ''La spia corre sul campo'' (''Agent Running in the Field'', 2019), traduzione di Elena Cappellini, Mondadori, 2019. ISBN 9788852097911 *John Le Carré,'' La spia perfetta'', traduzione di Marco e Dida Paggi, Mondadori, 1990. ISBN 8804334142 *John le Carré, ''La talpa'' (''Tinker Tailor Soldier Spy''), traduzione di Francesco Greenburger, Rizzoli, 1977. *John le Carré, ''La tamburina'' (''The Little Drummer Girl''), traduzione di Ettore Capriolo, Mondadori, 1983. *John le Carré, ''Lo specchio delle spie'' (''The Looking Lass War''), traduzione di Adriana Pellegrini, Rizzoli, Milano 1981. *John le Carré, ''Tutti gli uomini di Smiley'', traduzione di Pier Francesco Paolini, Mondadori. *John le Carré, ''Un delitto di classe'' (''A Murder of Qualty''), traduzione di Giancarlo Cella, Rizzoli, 1984. ==Film== *''[[La spia che venne dal freddo (film)|La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[Il sarto di Panama]]'' (2001) *''[[La talpa (film 2011)|La talpa]]'' (2011) ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Il visitatore segreto|''Il visitatore segreto''|(1990)}} {{Pedia|La spia che venne dal freddo (romanzo)|''La spia che venne dal freddo''|(1963)}} {{Pedia|La spia perfetta|''La spia perfetta''|(1986)}} {{Pedia|La talpa (romanzo)|''La talpa''|(1974)}} {{DEFAULTSORT:le Carré, John}} [[Categoria:Scrittori britannici]] 65bdulimdxyx247x5kqeaotp0ya8bly Luigi Giussani 0 8008 1415835 1290739 2026-06-06T13:51:58Z Carnby 10152 /* Citazioni su Luigi Giussani */ 1415835 wikitext text/x-wiki [[File:Don Giussani con i suoi allievi (Portofino, settembre 1955).jpg|thumb|upright=1.2|Don Giussani con gli allievi del liceo Berchet in gita a Portofino nel 1955]] '''Luigi Giovanni Giussani''' (1922 – 2005), presbitero, teologo e docente italiano. ==Citazioni di Luigi Giussani== *È il genio di santa [[Teresa di Lisieux|Teresina del Bambin Gesù]] ad avere scoperto questo. Quella ragazzina neanche colta, perché è entrata giovanissima, aveva intuito questo, il valore dell'istante. Il contenuto dell'istante è una sollecitazione, in un certo senso, che ti danno i dieci o ventiquattro fattori che ti spingono. Se tu aderisci ad essa, fai la volontà di Dio, e questo ti fa crescere. (da ''Ciò che abbiamo di più caro (1988-1989)'', Bur, 2011) *Noi dobbiamo lottare per la bellezza. Perché senza la bellezza non si vive. E questa lotta deve investire ogni particolare: altrimenti come faremo un giorno a riempire piazza San Pietro? (Esercizi a Varigotti, 1964; citato in Renato Farina, ''Ratzinger ricorda don Gius, «mio vero amico»'', ''Libero'', 25 marzo 2007) *Egli, [[Gesù]], si rivolge a noi, si fa «incontro» per noi, chiedendoci una cosa sola: non «che cosa hai fatto?», ma «mi ami?». (da ''Generare tracce nella storia del mondo'', Rizzoli, Milano 1998) *Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza! (dal [https://web.archive.org/web/20090213035041/http://www.comunioneliberazione.org/Art_detail.asp?Autore=Luigi+Giussani&offset=60&ID=978 messaggio] per il pellegrinaggio a Loreto in occasione dei 50 anni del movimento [[Comunione e Liberazione]], 16 ottobre 2004)<ref>La frase compare inoltre come epigrafe sulla sua lapide nel Cimitero Monumentale di Milano (v. [[:File:Cimitero Monumentale (Milan)Oktober 2016 - 3.jpg|immagine]]). Per Giussani, si tratta della «frase più importante per tutta la storia della Chiesa; in essa si esaurisce tutto il cristianesimo» (''ibidem'').</ref> *Senza la Madonna noi non potremmo essere sicuri del futuro, perché la sicurezza del futuro ci viene da Cristo: il Mistero di Dio che si fa uomo. Non sarebbe potuto accadere questo, non si sarebbe potuto neanche ridire, se non avessimo avuto la Madonna. (''ibidem'') *Si vive per amore di qualcosa che sta accadendo ora. (titolo degli ''[http://www.itacalibri.it/Template/detailArticoli.asp?LN=IT&IDFolder=144&IDOggetto=26852 Esercizi Spirituali della fraternità di Comunione e Liberazione]'', Rimini, 2006) *Siate attenti alla oggettività del vero e del bello, del nuovo, dell'amoroso, che accompagna la presenza del cristiano del mondo, sempre. Se per un minimo l'uomo [[cristiano (religione)|cristiano]] aderisce alla sua fede, porta realmente questa novità. Voi siete nelle condizioni ancora più privilegiate, perché siete stati chiamati a portare il contributo della vostra buona volontà, come aiuto ai vostri compagni e ai vostri amici. (da ''Una presenza che cambia'', Rizzoli) *La vita ci è stata data per una creatività. Il tempo è come il tessuto su cui occorre disegnare una creazione. (da ''L'Avvenimento cristiano'', Rizzoli) *Nulla è così commovente come il fatto che Dio si sia fatto uomo per accompagnare con discrezione, con tenerezza e potenza il cammino faticoso di ognuno alla ricerca del proprio volto umano. (da ''Alla ricerca del volto umano'', Rizzoli) *Solo un'epoca di [[discepolo|discepoli]] può dare un'epoca di {{sic|genii}}, poiché solo in chi è prima capace di ascoltare e di comprendere si alimenta una maturità personale che lo rende poi capace di giudicare e di affrontare, fino – eventualmente – ad abbandonare ciò che lo ha alimentato. (da ''Il rischio educativo'', Rizzoli, Milano, 2016, [https://books.google.it/books?id=equjCwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT31&dq=&pg=PT31#v=onepage&q&f=false p. 31]. ISBN 9788858683835) *Ognuno di noi è stato scelto attraverso un incontro gratuito perché si renda egli stesso incontro per gli altri. È dunque per una missione che siamo stati scelti. (da ''In cammino'', supplemento a ''Il Sabato'', n. 41, 10 ottobre 1992) *Il cammino del Signore è semplice come quello di Giovanni e Andrea, di Simone e Filippo, che hanno cominciato ad andare dietro a Cristo: per curiosità e desiderio. Non c'è altra strada, al fondo, oltre questa curiosità desiderosa destata dal presentimento del vero. (da ''Alla ricerca del volto umano'', Rizzoli) *L'unica condizione per essere sempre e veramente religiosi è vivere sempre intensamente il reale. (da ''Il senso religioso'', Rizzoli) *La vera educazione deve essere un'''educazione alla critica''. (da ''Il rischio educativo'', [https://books.google.it/books?id=equjCwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT9&dq=&pg=PT10#v=onepage&q&f=false p. 10]) *Protagonisti non vuole dire avere la genialità o la spiritualità di alcuni, ma avere il proprio volto, che è, in tutta la storia e l'eternità, unico e irripetibile. (da ''Certi di alcune grandi cose (1975-1978)'', Rizzoli, 2012) *Quando ascolto la musica di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninov]], così grande nella sua immensa drammaticità – come una liturgia che celebra il Destino –, mi sorprendo a pensare: Rachmaninov esprime quello che sono io, e quello che è l'amico che mi siede accanto, e quello che è l'amica che mi sta di fronte. I concerti del maestro russo, infatti, non sono estranei all'esperienza di una vitalità e di un'umanità vissute con spontaneità: quelle note, forti e drammatiche, rappresentano il cuore del mangiare e del bere, del ridere e del piangere, e della stanchezza che prende fino a farci dormire. Esse dicono la grandezza della nostra presenza nel cosmo. E poi danno pace: a ogni movimento la resistenza impavida della positività delle cose inesorabilmente vince ogni tremore che invade mente e cuore e minaccia di distruggere la parola, la mente, il cuore, tutto annullando nella «notte del mondo».<br>La notte del mondo c'è quando nessuno pensa, quando in nessuno brilla la luce che illumina dal profondo del cuore fin l'ultimo orizzonte degli occhi. La profondità del cuore, pur intangibile, indicibile, inattingibile da noi, è l'ultimo orizzonte degli occhi, il contenuto di un'esperienza chi si può fare, che siamo chiamati a fare nella quale si riverberi la [[Risurrezione|resurrezione]] finale. Ogni giorno siano chiamati a sperimentare questo urto sottile e discreto di resurrezione, così che nelle tenebre del mondo di notte noi vegliamo, mentre tutta la gente non pensa, e perciò è tenebra [...] In mezzo a questa tenebra noi abbiamo uno spunto di luce, una volontà di conoscere, un impeto di bene gratuito, una passione per il bene dell'uomo, una passione per il destino di tutti e quindi per il nostro personale destino.<ref>Da ''Spirto gentil: {{small|un invito all'ascolto della grande musica guidati da Luigi Giussani}}'', a cura di Sandro Chierici e Silvia Giampaolo, Rizzoli BUR, Milano, 2011, [https://books.google.it/books?id=p0Kx04_ljaQC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT213&dq=&pg=PT213#v=onepage&q&f=false p. 213]. ISBN 978-88-58-62181-3</ref> ==''All'origine della pretesa cristiana''== *Ed è [...] dal grande storico delle religioni rumeno {{NDR|[[Mircea Eliade]]}} che apprendiamo come il simbolo e il mito siano stati vissuti nella storia dell'uomo come i grandi strumenti per eccellenza conoscitivi e rivelativi del mistero, mezzi per superare l'effimero ed immergersi in ciò che è destinato a durare. (1994, p. 215) *Il [[cristianesimo]] è un avvenimento che è stato annunciato nei secoli e ci raggiunge ancor oggi. *Il criterio del [[bene e male|bene]] e del [[bene e male|male]] coincide con il principio delle cose, con l'origine ultima della realtà. La sorgente etica per eccellenza è il divino, il principio del bene coincide con il vero. *La [[libertà]] dell'[[uomo]] si verifica molto di più nell'esperienza dei rapporti con ciò che gli appartiene, che neanche direttamente con se stesso. *La moralità è il rapporto tra il gesto e la concezione del tutto in esso implicato. *La scelta dell'[[uomo]] è: o concepirsi libero da tutto l'universo e dipendente solo da [[Dio]], oppure libero da [[Dio]], e allora diventa schiavo di ogni circostanza. *L'esperienza religiosa è la coscienza vissuta della piccolezza dell'[[uomo]], della incommensurabilità del mistero. *Non è compito di [[Gesù]] risolvere i vari problemi, ma richiamare alla posizione in cui l'[[uomo]] può cercare di risolverli. *Per ciò stesso che uno vive cinque minuti afferma l'esistenza di un ''qualcosa'' per cui ultimamente vale la pena vivere in quei cinque minuti; per ciò stesso che uno prolunga la sua esistenza, afferma l'esistenza di un ''quid'' che sia ultimamente il senso per cui vive. *La vita si esprime [...] innanzitutto come coscienza di rapporto con chi l'ha fatta e la preghiera è accorgersi che in «questo» momento la vita è «fatta». Stupore devoto, rispetto, soggezione amorosa in questo gesto di consapevolezza: ecco l'anima della preghiera. La realtà come fascino è il primissimo grado di questo atteggiamento mistico, che è il più naturale dell'uomo, l'aspetto più elementare di una nostra consapevolezza. (2007, p. 289) ==''Dal temperamento un metodo''== *La [[bellezza]], se è divisa, è una menzogna. *La responsabilità verso il proprio [[temperamento]] è in ogni cosa e in ogni gesto che si fa... Cosa vuol dire responsabilità verso il proprio temperamento? Vuol dire che il proprio temperamento, traducendo o mediando ad altri una cosa che ha sentito dire, deve essere tutto proteso non ad affermare se stesso, ma ad affermare quello che ha sentito. E perciò, uno deve dimenticare se stesso per affermare quello che ha detto un altro. Deve essere autentico, sincero, distaccato da sé. *La [[volontà]] è lo sprigionarsi dell'energia infinita che c'è dentro il cuore. Il cuore è un'energia infinita: è sete d'infinito! È un'energia infinita che si pone come esigenza che ha in sé la capacità di riconoscere ciò che le corrisponde, cioè la strada, e di manipolare la realtà secondo il suo destino. *Una [[domanda]] o è una domanda di vero o è una falsità. Se è una domanda di vero aggiunge bellezza anche alla bellezza più grande. *Uno può essere calcolatore proprio all'infinitesimo grado di un suo equilibrio, di una sua sanità e di un suo gusto, ma non può impedire che, presto o tardi, in qualche modo, un fattore non previsto scompagini tutto il suo ordine e lo rovini. Per questo l'unica cosa di cui siamo sicuri è la domanda a Cristo; e, in secondo ordine, ciò che è in funzione diretta di questo, vale a dire l'amicizia, l'amicizia cristiana. ==''Il senso religioso''== *Come gli occhi aprendosi non possono non registrare colori e forme, così l'uomo come ragione, per ciò stesso che si mette in moto sollecitato dall'impatto con le cose, afferma l'esistenza di un perché ultimo, totalizzante; è un ''quid'' ignoto: il «Dio ignoto». (p. 159) *La parola «Dio» non ci confonda perché essa è il termine che nel linguaggio religioso universale identifica questo ''quid'' assoluto. Tutto l'andare umano, tutto il tentativo di questa «forza operosa che ci affatica di moto in moto» {{NDR|[[Ugo Foscolo]], ''Dei sepolcri'', vv. 19-20}}, è la conoscenza di Dio. (p. 174) *Scoprire il [[mistero]], entrare nel mistero sottende l'apparenza, sottende ciò che noi vediamo e tocchiamo, è il motivo della ragione, la sua forza motrice. (p. 174) *Al di là delle colonne d'Ercole non v'è più nulla di sicuro, è il vuoto e la pazzia. (p. 175) *La realtà nell'impatto con il cuore umano suscita la dinamica che le colonne d'Ercole hanno suscitato nel cuore di Ulisse e dei suoi compagni, i volti tesi nel desiderio di altro. (p. 175) *La [[vita]], l'uomo, è lotta, cioè tensione, rapporto – «nel buio» – con l'al di là; una lotta senza vedere il volto dell'altro. Chi giunge a percepire questo di sé è un uomo che se ne va, tra gli altri, zoppo, vale a dire segnato; non è più come gli altri uomini, è segnato. (p. 176) *L'[[uomo]], la vita razionale dell'uomo dovrebbe essere sospesa all'istante, sospesa in ogni istante a questo segno apparentemente così volubile, così causale che sono le circostanze attraverso le quali l'ignoto «signore» mi trascina, mi provoca al suo disegno. (p. 176) *La natura della ragione è tale che per ciò stesso che si mette in moto intuisce il mistero, l'incommensurabilità del significato totale con la sua possibilità di conoscenza, ma esistenzialmente non tiene se stessa, non regge al suo slancio originale, opera subito una parabola riduttiva. (p. 178) *Il mondo è un segno. La realtà richiama a un'Altra. La ragione, per essere fedele alla natura sua e di tale richiamo, è costretta ad ammettere l'esistenza di qualcos'altro che sottende tutto, e che lo spiega. Ma se, per natura l'uomo intuisce l'oltre, per una condizione esistenziale, non ci sta, cade. L'intuizione è come un impeto che cade. (p. 182) *La [[realtà]] è segno e desta il senso religioso. (p. 182) ==''L'attrattiva Gesù''== *C'è un generico che include tutto come orizzonte tutto implicante, e ci può essere un generico che suppone tutto ciò che è dentro perché non lo sa, però lo afferma. *È proprio "quasi un nulla" la condizione per iniziare a capire tutto. *[[Gesù]] è il destino che indica e si propone alla tua libertà nel suo aspetto più infantile, più ingenuo e buono, più elementare, che è il pianto o la domanda. *La [[domanda]] è già un miracolo. È il primo modo della coerenza, del compimento di sé, della propria libertà. *La [[misericordia]] è il sinonimo di infinito: l'unica parola che è sinonimo di infinito è la parola misericordia. *[[San Giuseppe]] è la più bella figura d'uomo concepibile e che il cristianesimo ha realizzato. [...] San Giuseppe ha vissuto come tutti: non c'è una parola sua, non c'è niente, niente: più povera di così una figura non può essere. *Tutte le esistenze che conoscete cedono a dire "sì" esclusivamente di fronte alla tenerezza suscitata da una forza amorosa che si propone al cuore dell'io. ==''L'equilibrio è una unità''== *L'equilibrio, insieme al miracolo e all'intensità del vivere, è una delle tre caratteristiche del santo. *Il primo problema di un atto umano è che sia ragionevole. A questo non sfugge neanche quell'atto umano supremo che è il riconoscere Dio. *{{NDR|una cosa è ragionevole}} quando corrisponde alle esigenze costitutive del cuore, che sono le esigenze del vero, del bello, del buono, del giusto. *La necessità per essere cattolici è che tutte le affermazioni che l'uomo fa devono essere ragionevoli. Ragionevole è corrispondenza al cuore, alle esigenze costitutive del cuore; corrispondenza al cuore si identifica anche con l'eccezionalità, l'eccezionalità come aspetto di un'esperienza. *La pazienza è una parola importante nel vocabolario dell'equilibrio, ma è una delle parole del vocabolario dell'equilibrio. *L'[[equilibrio]] non è la riduzione ai minimi termini; è la coesistenza tra una forza, che sarebbe deleteria per l'uomo, e una Presenza, che salva da questa distruzione per sua bontà e potenza. *L'equilibrio nel potere umano è una bilancia. L'equilibrio nel potere divino è un essere, una vita. Eterna! *Se un bambino s'abbandona nelle braccia di suo padre, è in equilibrio, è equilibrato; se vuole mangiare da sé o far da sé, si sbilancia. {{NDR|Luigi Giussani, ''L'equilibrio è una unità'', in ''30Giorni'', marzo 1999}} ==''Perché la Chiesa''== *[...] una mentalità autenticamente religiosa è proprio ciò che rendeva alla vita nel medioevo più facile l'adesione e la convinzione religiosa stessa: Dio era trattato e concepito per quello che veramente è, vale a dire la sorgente di ogni cosa. (1994, p. 367) *[...] la tensione ad affermare il reale secondo lo sguardo di Cristo è il fondamento della [[pace]]. Non ci può essere durata di questa pace se non ci si appoggia alla consistenza ultima della realtà, cioè al Mistero che fa le cose, a Dio, al Padre. (1994, p. 527) *La [[pace]] è una guerra, ma con se stessi. (1994, p. 527) *Il cristianesimo non è un pensiero, ma l'annuncio di una Presenza: l'[[Incarnazione (cristianesimo)|Incarnazione]] è un fatto accaduto. Senza la Madonna non potremmo intendere nulla del senso religioso, della pretesa cristiana e della Chiesa. *Il santo è l'uomo vero, un uomo vero perché aderisce a [[Dio]] e quindi all'ideale per cui è stato costruito il suo cuore, di cui è costituito il suo destino. *La Chiesa è il prolungamento nella storia, nel tempo e nello spazio, di [[Gesù|Cristo]]. *La parola "Chiesa" indica un fenomeno storico il cui unico significato consiste nell'essere per l'uomo la possibilità di raggiungere la certezza su [[Gesù|Cristo]]. *Solo un [[Dio]] percepito per quello che è, cioè come la consistenza ultima di tutta la vita, è un [[Dio]] credibile, perché la convinzione deriva dal legarsi di ogni aspetto dell'esistenza con un valore determinante globale. *La [[Cattolicesimo|cattolicità]] è dunque una dimensione essenziale della Chiesa, ed esprime fondamentalmente la sua pertinenza all'umano in tutte le variabili delle sue espressioni. (2007, p. 570) *Nella concezione cristiana [...] non c'è nulla di ''pro-fanum'', che stia davanti o fuori del tempio, perché tutta la realtà è il grande tempio di Dio: nulla è profano e tutto è «[[sacro]]», perché tutto è in funzione di Cristo. (2007, p. 556) *[[santo|Santo]] è, nel senso più esatto della parola, l'uomo che realizza più integralmente la propria personalità, ciò che deve essere. (2007, p. 556) ==''Realtà e giovinezza. La sfida''== *Chi si lascia prendere dallo scetticismo parte con l'ipotesi negativa e, anche se l'approdo è possibile, la sua navicella ruoterà su se stessa. *È nel rapporto con [[Dio]] che l'io acquista la sua consistenza. *Essere [[giovinezza|giovani]] vuol dire avere fiducia in uno scopo. Senza ''scopo'' uno è già vecchio. *Il desiderio del [[verità|vero]] non può non diventare domanda, se è desiderio autentico. *La [[felicità]] è la realizzazione totale e intera di ciò cui aspiriamo, di ciò che desideriamo; è il compito del [[desiderio]] che definisce la dinamica del nostro cuore; è l'adempimento dell'esigenza di [[verità]], di [[giustizia]], di [[bellezza]], di [[amore]]. *La prima [[giustizia]] verso la dignità dell'[[educazione]] e quindi verso la dignità di una [[cultura]] è la libertà di valorizzare la propria tradizione. *La ricerca è assurda se non implica l'esistenza di un [[porto]]. Per costruire è necessaria un'ipotesi positiva. *Pretendere la [[felicità]] nella vita è un [[sogno]]. Vivere la [[vita]] camminando verso la [[felicità]] è un ideale. *Quanto più un [[uomo]] ha il senso del mistero, tanto più si sente piccolo di fronte all'impossibile. *Una tra le prime cose che mi hanno persuaso del Cristianesimo è stata la considerazione in cui era tenuta la [[felicità]]. ==Citazioni su Luigi Giussani== *Giussani ha visto bene il fatto che «senza Gesù non c'è Dio», e anche che «senza Chiesa non c'è Gesù», e come questi due aspetti siano strettamente connessi. ([[Stanley Hauerwas]]) *La cosa più bella è discutere con gente certa, appassionata. E, in questo, Giussani era un vero maestro. ([[Giulio Giorello]]) *Lo ricordo come uno dei migliori insegnanti di ateismo che abbia mai incontrato nella mia vita. Con lui facevo fatica a non diventare ateo del tutto. Perché Giussani legava la presentazione della parola di Gesù alla sottomissione all'autorità. Non la sottomissione a Dio... ma alle autorità che emanano da Dio. E a me questa roba non è mai andata giù. *Non ho mai capito che cosa sia esattamente [[Comunione e Liberazione]], né cosa intendesse veramente dire il suo fondatore don Giussani, la cui prosa fiammeggiante e misteriosa è uno dei rebus irrisolti del ventesimo secolo. Per questo leggo diligentemente, e da parecchi lustri, le cronache del meeting di Rimini, cercando di rimediare a questa lacuna. Ma devo ammettere che più leggo, meno capisco. ([[Michele Serra]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Luigi Giussani, ''All'origine della pretesa cristiana''; in ''Opere 1966-1992'', Jaca Book, Milano 1994. *Luigi Giussani, ''Perché la Chiesa''; in ''Opere 1966-1992'', Jaca Book, Milano 1994. *Luigi Giussani, ''Realtà e giovinezza. La sfida'', SEI, Torino, 1995. *Luigi Giussani, ''L'attrattiva Gesù'', Rizzoli, Milano, 1999. *Luigi Giussani, ''All'origine della pretesa cristiana'', Rizzoli, Milano, 2001. *Luigi Giussani, ''Dal temperamento un metodo'', Rizzoli, Milano, 2002. *Luigi Giussani, ''Perché la Chiesa'', Rizzoli, Milano, 2003. *Luigi Giussani, ''All'origine della pretesa cristiana''; in ''L'itinerario della fede'', Rizzoli, Milano, 2007. *Luigi Giussani, ''Il senso religioso''; in ''L'itinerario della fede'', Rizzoli, Milano, 2007. *Luigi Giussani, ''Perché la Chiesa''; in ''L'itinerario della fede'', Rizzoli, Milano, 2007. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Dal temperamento un metodo||}} {{Pedia|All'origine della pretesa cristiana||}} {{DEFAULTSORT:Giussani, Luigi}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] [[Categoria:Teologi italiani]] 1uo9dmqyleb66ipg4s6rk26cj2m61hc 1415836 1415835 2026-06-06T13:52:12Z Carnby 10152 /* Citazioni su Luigi Giussani */ 1415836 wikitext text/x-wiki [[File:Don Giussani con i suoi allievi (Portofino, settembre 1955).jpg|thumb|upright=1.2|Don Giussani con gli allievi del liceo Berchet in gita a Portofino nel 1955]] '''Luigi Giovanni Giussani''' (1922 – 2005), presbitero, teologo e docente italiano. ==Citazioni di Luigi Giussani== *È il genio di santa [[Teresa di Lisieux|Teresina del Bambin Gesù]] ad avere scoperto questo. Quella ragazzina neanche colta, perché è entrata giovanissima, aveva intuito questo, il valore dell'istante. Il contenuto dell'istante è una sollecitazione, in un certo senso, che ti danno i dieci o ventiquattro fattori che ti spingono. Se tu aderisci ad essa, fai la volontà di Dio, e questo ti fa crescere. (da ''Ciò che abbiamo di più caro (1988-1989)'', Bur, 2011) *Noi dobbiamo lottare per la bellezza. Perché senza la bellezza non si vive. E questa lotta deve investire ogni particolare: altrimenti come faremo un giorno a riempire piazza San Pietro? (Esercizi a Varigotti, 1964; citato in Renato Farina, ''Ratzinger ricorda don Gius, «mio vero amico»'', ''Libero'', 25 marzo 2007) *Egli, [[Gesù]], si rivolge a noi, si fa «incontro» per noi, chiedendoci una cosa sola: non «che cosa hai fatto?», ma «mi ami?». (da ''Generare tracce nella storia del mondo'', Rizzoli, Milano 1998) *Oh Madonna, tu sei la sicurezza della nostra speranza! (dal [https://web.archive.org/web/20090213035041/http://www.comunioneliberazione.org/Art_detail.asp?Autore=Luigi+Giussani&offset=60&ID=978 messaggio] per il pellegrinaggio a Loreto in occasione dei 50 anni del movimento [[Comunione e Liberazione]], 16 ottobre 2004)<ref>La frase compare inoltre come epigrafe sulla sua lapide nel Cimitero Monumentale di Milano (v. [[:File:Cimitero Monumentale (Milan)Oktober 2016 - 3.jpg|immagine]]). Per Giussani, si tratta della «frase più importante per tutta la storia della Chiesa; in essa si esaurisce tutto il cristianesimo» (''ibidem'').</ref> *Senza la Madonna noi non potremmo essere sicuri del futuro, perché la sicurezza del futuro ci viene da Cristo: il Mistero di Dio che si fa uomo. Non sarebbe potuto accadere questo, non si sarebbe potuto neanche ridire, se non avessimo avuto la Madonna. (''ibidem'') *Si vive per amore di qualcosa che sta accadendo ora. (titolo degli ''[http://www.itacalibri.it/Template/detailArticoli.asp?LN=IT&IDFolder=144&IDOggetto=26852 Esercizi Spirituali della fraternità di Comunione e Liberazione]'', Rimini, 2006) *Siate attenti alla oggettività del vero e del bello, del nuovo, dell'amoroso, che accompagna la presenza del cristiano del mondo, sempre. Se per un minimo l'uomo [[cristiano (religione)|cristiano]] aderisce alla sua fede, porta realmente questa novità. Voi siete nelle condizioni ancora più privilegiate, perché siete stati chiamati a portare il contributo della vostra buona volontà, come aiuto ai vostri compagni e ai vostri amici. (da ''Una presenza che cambia'', Rizzoli) *La vita ci è stata data per una creatività. Il tempo è come il tessuto su cui occorre disegnare una creazione. (da ''L'Avvenimento cristiano'', Rizzoli) *Nulla è così commovente come il fatto che Dio si sia fatto uomo per accompagnare con discrezione, con tenerezza e potenza il cammino faticoso di ognuno alla ricerca del proprio volto umano. (da ''Alla ricerca del volto umano'', Rizzoli) *Solo un'epoca di [[discepolo|discepoli]] può dare un'epoca di {{sic|genii}}, poiché solo in chi è prima capace di ascoltare e di comprendere si alimenta una maturità personale che lo rende poi capace di giudicare e di affrontare, fino – eventualmente – ad abbandonare ciò che lo ha alimentato. (da ''Il rischio educativo'', Rizzoli, Milano, 2016, [https://books.google.it/books?id=equjCwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT31&dq=&pg=PT31#v=onepage&q&f=false p. 31]. ISBN 9788858683835) *Ognuno di noi è stato scelto attraverso un incontro gratuito perché si renda egli stesso incontro per gli altri. È dunque per una missione che siamo stati scelti. (da ''In cammino'', supplemento a ''Il Sabato'', n. 41, 10 ottobre 1992) *Il cammino del Signore è semplice come quello di Giovanni e Andrea, di Simone e Filippo, che hanno cominciato ad andare dietro a Cristo: per curiosità e desiderio. Non c'è altra strada, al fondo, oltre questa curiosità desiderosa destata dal presentimento del vero. (da ''Alla ricerca del volto umano'', Rizzoli) *L'unica condizione per essere sempre e veramente religiosi è vivere sempre intensamente il reale. (da ''Il senso religioso'', Rizzoli) *La vera educazione deve essere un'''educazione alla critica''. (da ''Il rischio educativo'', [https://books.google.it/books?id=equjCwAAQBAJ&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT9&dq=&pg=PT10#v=onepage&q&f=false p. 10]) *Protagonisti non vuole dire avere la genialità o la spiritualità di alcuni, ma avere il proprio volto, che è, in tutta la storia e l'eternità, unico e irripetibile. (da ''Certi di alcune grandi cose (1975-1978)'', Rizzoli, 2012) *Quando ascolto la musica di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninov]], così grande nella sua immensa drammaticità – come una liturgia che celebra il Destino –, mi sorprendo a pensare: Rachmaninov esprime quello che sono io, e quello che è l'amico che mi siede accanto, e quello che è l'amica che mi sta di fronte. I concerti del maestro russo, infatti, non sono estranei all'esperienza di una vitalità e di un'umanità vissute con spontaneità: quelle note, forti e drammatiche, rappresentano il cuore del mangiare e del bere, del ridere e del piangere, e della stanchezza che prende fino a farci dormire. Esse dicono la grandezza della nostra presenza nel cosmo. E poi danno pace: a ogni movimento la resistenza impavida della positività delle cose inesorabilmente vince ogni tremore che invade mente e cuore e minaccia di distruggere la parola, la mente, il cuore, tutto annullando nella «notte del mondo».<br>La notte del mondo c'è quando nessuno pensa, quando in nessuno brilla la luce che illumina dal profondo del cuore fin l'ultimo orizzonte degli occhi. La profondità del cuore, pur intangibile, indicibile, inattingibile da noi, è l'ultimo orizzonte degli occhi, il contenuto di un'esperienza chi si può fare, che siamo chiamati a fare nella quale si riverberi la [[Risurrezione|resurrezione]] finale. Ogni giorno siano chiamati a sperimentare questo urto sottile e discreto di resurrezione, così che nelle tenebre del mondo di notte noi vegliamo, mentre tutta la gente non pensa, e perciò è tenebra [...] In mezzo a questa tenebra noi abbiamo uno spunto di luce, una volontà di conoscere, un impeto di bene gratuito, una passione per il bene dell'uomo, una passione per il destino di tutti e quindi per il nostro personale destino.<ref>Da ''Spirto gentil: {{small|un invito all'ascolto della grande musica guidati da Luigi Giussani}}'', a cura di Sandro Chierici e Silvia Giampaolo, Rizzoli BUR, Milano, 2011, [https://books.google.it/books?id=p0Kx04_ljaQC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PT213&dq=&pg=PT213#v=onepage&q&f=false p. 213]. ISBN 978-88-58-62181-3</ref> ==''All'origine della pretesa cristiana''== *Ed è [...] dal grande storico delle religioni rumeno {{NDR|[[Mircea Eliade]]}} che apprendiamo come il simbolo e il mito siano stati vissuti nella storia dell'uomo come i grandi strumenti per eccellenza conoscitivi e rivelativi del mistero, mezzi per superare l'effimero ed immergersi in ciò che è destinato a durare. (1994, p. 215) *Il [[cristianesimo]] è un avvenimento che è stato annunciato nei secoli e ci raggiunge ancor oggi. *Il criterio del [[bene e male|bene]] e del [[bene e male|male]] coincide con il principio delle cose, con l'origine ultima della realtà. La sorgente etica per eccellenza è il divino, il principio del bene coincide con il vero. *La [[libertà]] dell'[[uomo]] si verifica molto di più nell'esperienza dei rapporti con ciò che gli appartiene, che neanche direttamente con se stesso. *La moralità è il rapporto tra il gesto e la concezione del tutto in esso implicato. *La scelta dell'[[uomo]] è: o concepirsi libero da tutto l'universo e dipendente solo da [[Dio]], oppure libero da [[Dio]], e allora diventa schiavo di ogni circostanza. *L'esperienza religiosa è la coscienza vissuta della piccolezza dell'[[uomo]], della incommensurabilità del mistero. *Non è compito di [[Gesù]] risolvere i vari problemi, ma richiamare alla posizione in cui l'[[uomo]] può cercare di risolverli. *Per ciò stesso che uno vive cinque minuti afferma l'esistenza di un ''qualcosa'' per cui ultimamente vale la pena vivere in quei cinque minuti; per ciò stesso che uno prolunga la sua esistenza, afferma l'esistenza di un ''quid'' che sia ultimamente il senso per cui vive. *La vita si esprime [...] innanzitutto come coscienza di rapporto con chi l'ha fatta e la preghiera è accorgersi che in «questo» momento la vita è «fatta». Stupore devoto, rispetto, soggezione amorosa in questo gesto di consapevolezza: ecco l'anima della preghiera. La realtà come fascino è il primissimo grado di questo atteggiamento mistico, che è il più naturale dell'uomo, l'aspetto più elementare di una nostra consapevolezza. (2007, p. 289) ==''Dal temperamento un metodo''== *La [[bellezza]], se è divisa, è una menzogna. *La responsabilità verso il proprio [[temperamento]] è in ogni cosa e in ogni gesto che si fa... Cosa vuol dire responsabilità verso il proprio temperamento? Vuol dire che il proprio temperamento, traducendo o mediando ad altri una cosa che ha sentito dire, deve essere tutto proteso non ad affermare se stesso, ma ad affermare quello che ha sentito. E perciò, uno deve dimenticare se stesso per affermare quello che ha detto un altro. Deve essere autentico, sincero, distaccato da sé. *La [[volontà]] è lo sprigionarsi dell'energia infinita che c'è dentro il cuore. Il cuore è un'energia infinita: è sete d'infinito! È un'energia infinita che si pone come esigenza che ha in sé la capacità di riconoscere ciò che le corrisponde, cioè la strada, e di manipolare la realtà secondo il suo destino. *Una [[domanda]] o è una domanda di vero o è una falsità. Se è una domanda di vero aggiunge bellezza anche alla bellezza più grande. *Uno può essere calcolatore proprio all'infinitesimo grado di un suo equilibrio, di una sua sanità e di un suo gusto, ma non può impedire che, presto o tardi, in qualche modo, un fattore non previsto scompagini tutto il suo ordine e lo rovini. Per questo l'unica cosa di cui siamo sicuri è la domanda a Cristo; e, in secondo ordine, ciò che è in funzione diretta di questo, vale a dire l'amicizia, l'amicizia cristiana. ==''Il senso religioso''== *Come gli occhi aprendosi non possono non registrare colori e forme, così l'uomo come ragione, per ciò stesso che si mette in moto sollecitato dall'impatto con le cose, afferma l'esistenza di un perché ultimo, totalizzante; è un ''quid'' ignoto: il «Dio ignoto». (p. 159) *La parola «Dio» non ci confonda perché essa è il termine che nel linguaggio religioso universale identifica questo ''quid'' assoluto. Tutto l'andare umano, tutto il tentativo di questa «forza operosa che ci affatica di moto in moto» {{NDR|[[Ugo Foscolo]], ''Dei sepolcri'', vv. 19-20}}, è la conoscenza di Dio. (p. 174) *Scoprire il [[mistero]], entrare nel mistero sottende l'apparenza, sottende ciò che noi vediamo e tocchiamo, è il motivo della ragione, la sua forza motrice. (p. 174) *Al di là delle colonne d'Ercole non v'è più nulla di sicuro, è il vuoto e la pazzia. (p. 175) *La realtà nell'impatto con il cuore umano suscita la dinamica che le colonne d'Ercole hanno suscitato nel cuore di Ulisse e dei suoi compagni, i volti tesi nel desiderio di altro. (p. 175) *La [[vita]], l'uomo, è lotta, cioè tensione, rapporto – «nel buio» – con l'al di là; una lotta senza vedere il volto dell'altro. Chi giunge a percepire questo di sé è un uomo che se ne va, tra gli altri, zoppo, vale a dire segnato; non è più come gli altri uomini, è segnato. (p. 176) *L'[[uomo]], la vita razionale dell'uomo dovrebbe essere sospesa all'istante, sospesa in ogni istante a questo segno apparentemente così volubile, così causale che sono le circostanze attraverso le quali l'ignoto «signore» mi trascina, mi provoca al suo disegno. (p. 176) *La natura della ragione è tale che per ciò stesso che si mette in moto intuisce il mistero, l'incommensurabilità del significato totale con la sua possibilità di conoscenza, ma esistenzialmente non tiene se stessa, non regge al suo slancio originale, opera subito una parabola riduttiva. (p. 178) *Il mondo è un segno. La realtà richiama a un'Altra. La ragione, per essere fedele alla natura sua e di tale richiamo, è costretta ad ammettere l'esistenza di qualcos'altro che sottende tutto, e che lo spiega. Ma se, per natura l'uomo intuisce l'oltre, per una condizione esistenziale, non ci sta, cade. L'intuizione è come un impeto che cade. (p. 182) *La [[realtà]] è segno e desta il senso religioso. (p. 182) ==''L'attrattiva Gesù''== *C'è un generico che include tutto come orizzonte tutto implicante, e ci può essere un generico che suppone tutto ciò che è dentro perché non lo sa, però lo afferma. *È proprio "quasi un nulla" la condizione per iniziare a capire tutto. *[[Gesù]] è il destino che indica e si propone alla tua libertà nel suo aspetto più infantile, più ingenuo e buono, più elementare, che è il pianto o la domanda. *La [[domanda]] è già un miracolo. È il primo modo della coerenza, del compimento di sé, della propria libertà. *La [[misericordia]] è il sinonimo di infinito: l'unica parola che è sinonimo di infinito è la parola misericordia. *[[San Giuseppe]] è la più bella figura d'uomo concepibile e che il cristianesimo ha realizzato. [...] San Giuseppe ha vissuto come tutti: non c'è una parola sua, non c'è niente, niente: più povera di così una figura non può essere. *Tutte le esistenze che conoscete cedono a dire "sì" esclusivamente di fronte alla tenerezza suscitata da una forza amorosa che si propone al cuore dell'io. ==''L'equilibrio è una unità''== *L'equilibrio, insieme al miracolo e all'intensità del vivere, è una delle tre caratteristiche del santo. *Il primo problema di un atto umano è che sia ragionevole. A questo non sfugge neanche quell'atto umano supremo che è il riconoscere Dio. *{{NDR|una cosa è ragionevole}} quando corrisponde alle esigenze costitutive del cuore, che sono le esigenze del vero, del bello, del buono, del giusto. *La necessità per essere cattolici è che tutte le affermazioni che l'uomo fa devono essere ragionevoli. Ragionevole è corrispondenza al cuore, alle esigenze costitutive del cuore; corrispondenza al cuore si identifica anche con l'eccezionalità, l'eccezionalità come aspetto di un'esperienza. *La pazienza è una parola importante nel vocabolario dell'equilibrio, ma è una delle parole del vocabolario dell'equilibrio. *L'[[equilibrio]] non è la riduzione ai minimi termini; è la coesistenza tra una forza, che sarebbe deleteria per l'uomo, e una Presenza, che salva da questa distruzione per sua bontà e potenza. *L'equilibrio nel potere umano è una bilancia. L'equilibrio nel potere divino è un essere, una vita. Eterna! *Se un bambino s'abbandona nelle braccia di suo padre, è in equilibrio, è equilibrato; se vuole mangiare da sé o far da sé, si sbilancia. {{NDR|Luigi Giussani, ''L'equilibrio è una unità'', in ''30Giorni'', marzo 1999}} ==''Perché la Chiesa''== *[...] una mentalità autenticamente religiosa è proprio ciò che rendeva alla vita nel medioevo più facile l'adesione e la convinzione religiosa stessa: Dio era trattato e concepito per quello che veramente è, vale a dire la sorgente di ogni cosa. (1994, p. 367) *[...] la tensione ad affermare il reale secondo lo sguardo di Cristo è il fondamento della [[pace]]. Non ci può essere durata di questa pace se non ci si appoggia alla consistenza ultima della realtà, cioè al Mistero che fa le cose, a Dio, al Padre. (1994, p. 527) *La [[pace]] è una guerra, ma con se stessi. (1994, p. 527) *Il cristianesimo non è un pensiero, ma l'annuncio di una Presenza: l'[[Incarnazione (cristianesimo)|Incarnazione]] è un fatto accaduto. Senza la Madonna non potremmo intendere nulla del senso religioso, della pretesa cristiana e della Chiesa. *Il santo è l'uomo vero, un uomo vero perché aderisce a [[Dio]] e quindi all'ideale per cui è stato costruito il suo cuore, di cui è costituito il suo destino. *La Chiesa è il prolungamento nella storia, nel tempo e nello spazio, di [[Gesù|Cristo]]. *La parola "Chiesa" indica un fenomeno storico il cui unico significato consiste nell'essere per l'uomo la possibilità di raggiungere la certezza su [[Gesù|Cristo]]. *Solo un [[Dio]] percepito per quello che è, cioè come la consistenza ultima di tutta la vita, è un [[Dio]] credibile, perché la convinzione deriva dal legarsi di ogni aspetto dell'esistenza con un valore determinante globale. *La [[Cattolicesimo|cattolicità]] è dunque una dimensione essenziale della Chiesa, ed esprime fondamentalmente la sua pertinenza all'umano in tutte le variabili delle sue espressioni. (2007, p. 570) *Nella concezione cristiana [...] non c'è nulla di ''pro-fanum'', che stia davanti o fuori del tempio, perché tutta la realtà è il grande tempio di Dio: nulla è profano e tutto è «[[sacro]]», perché tutto è in funzione di Cristo. (2007, p. 556) *[[santo|Santo]] è, nel senso più esatto della parola, l'uomo che realizza più integralmente la propria personalità, ciò che deve essere. (2007, p. 556) ==''Realtà e giovinezza. La sfida''== *Chi si lascia prendere dallo scetticismo parte con l'ipotesi negativa e, anche se l'approdo è possibile, la sua navicella ruoterà su se stessa. *È nel rapporto con [[Dio]] che l'io acquista la sua consistenza. *Essere [[giovinezza|giovani]] vuol dire avere fiducia in uno scopo. Senza ''scopo'' uno è già vecchio. *Il desiderio del [[verità|vero]] non può non diventare domanda, se è desiderio autentico. *La [[felicità]] è la realizzazione totale e intera di ciò cui aspiriamo, di ciò che desideriamo; è il compito del [[desiderio]] che definisce la dinamica del nostro cuore; è l'adempimento dell'esigenza di [[verità]], di [[giustizia]], di [[bellezza]], di [[amore]]. *La prima [[giustizia]] verso la dignità dell'[[educazione]] e quindi verso la dignità di una [[cultura]] è la libertà di valorizzare la propria tradizione. *La ricerca è assurda se non implica l'esistenza di un [[porto]]. Per costruire è necessaria un'ipotesi positiva. *Pretendere la [[felicità]] nella vita è un [[sogno]]. Vivere la [[vita]] camminando verso la [[felicità]] è un ideale. *Quanto più un [[uomo]] ha il senso del mistero, tanto più si sente piccolo di fronte all'impossibile. *Una tra le prime cose che mi hanno persuaso del Cristianesimo è stata la considerazione in cui era tenuta la [[felicità]]. ==Citazioni su Luigi Giussani== *Giussani ha visto bene il fatto che «senza Gesù non c'è Dio», e anche che «senza Chiesa non c'è Gesù», e come questi due aspetti siano strettamente connessi. ([[Stanley Hauerwas]]) *La cosa più bella è discutere con gente certa, appassionata. E, in questo, Giussani era un vero maestro. ([[Giulio Giorello]]) *Lo ricordo come uno dei migliori insegnanti di ateismo che abbia mai incontrato nella mia vita. Con lui facevo fatica a non diventare ateo del tutto. Perché Giussani legava la presentazione della parola di Gesù alla sottomissione all'autorità. Non la sottomissione a Dio... ma alle autorità che emanano da Dio. E a me questa roba non è mai andata giù. ([[Giulio Giorello]]) *Non ho mai capito che cosa sia esattamente [[Comunione e Liberazione]], né cosa intendesse veramente dire il suo fondatore don Giussani, la cui prosa fiammeggiante e misteriosa è uno dei rebus irrisolti del ventesimo secolo. Per questo leggo diligentemente, e da parecchi lustri, le cronache del meeting di Rimini, cercando di rimediare a questa lacuna. Ma devo ammettere che più leggo, meno capisco. ([[Michele Serra]]) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Luigi Giussani, ''All'origine della pretesa cristiana''; in ''Opere 1966-1992'', Jaca Book, Milano 1994. *Luigi Giussani, ''Perché la Chiesa''; in ''Opere 1966-1992'', Jaca Book, Milano 1994. *Luigi Giussani, ''Realtà e giovinezza. La sfida'', SEI, Torino, 1995. *Luigi Giussani, ''L'attrattiva Gesù'', Rizzoli, Milano, 1999. *Luigi Giussani, ''All'origine della pretesa cristiana'', Rizzoli, Milano, 2001. *Luigi Giussani, ''Dal temperamento un metodo'', Rizzoli, Milano, 2002. *Luigi Giussani, ''Perché la Chiesa'', Rizzoli, Milano, 2003. *Luigi Giussani, ''All'origine della pretesa cristiana''; in ''L'itinerario della fede'', Rizzoli, Milano, 2007. *Luigi Giussani, ''Il senso religioso''; in ''L'itinerario della fede'', Rizzoli, Milano, 2007. *Luigi Giussani, ''Perché la Chiesa''; in ''L'itinerario della fede'', Rizzoli, Milano, 2007. ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Dal temperamento un metodo||}} {{Pedia|All'origine della pretesa cristiana||}} {{DEFAULTSORT:Giussani, Luigi}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Presbiteri italiani]] [[Categoria:Teologi italiani]] 0mwiyfw1mbzraa3l50qgtzi7xlcbosh Asino 0 9467 1415828 1392079 2026-06-06T13:26:22Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Giuseppe Finzi (letterato) 1415828 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Kulane im Stralsunder Tierpark.JPG|thumb|Asini]] Citazioni sull''''asino'''. ==Citazioni== *Alle volte me ne sto mezza giornata seduto in un campo a guardare le mandrie pascolare; ed osservare la fisionomia di un asinello è uno dei più vivi piaceri di uno psicologo. Ma è specialmente quando gli asini sono liberi che sono tanto più interessanti; un asino legato alla cavezza non è affatto così comunicativo e naturale come quando è abbandonato a se stesso; e ciò, dopo tutto, non deve molto meravigliare. ([[Axel Munthe]]) *Come il [[popolo]] è l'asino: utile, paziente e bastonato. ([[Francesco Domenico Guerrazzi]]) *''Disse il profeta, a l'ombra della palma; | più del leone vale assai, vedete, | ciuco che fa sua via con la sua salma.'' ([[Giovanni Pascoli]]) *{{NDR|L'asino di [[Giovanni Buridano|Buridano]]}} è rimasto proverbiale per indicare lo stato di chi è incerto né sa risolvere fra due cose. [...] Il sofisma è questo, cioè di un asino morente di fame perché sta tra due misure d'avena ugualmente da sé distanti, o morente di fame e di sete perché tra un fascio d'avena ed un secchio d'acqua non sa quale scegliere. ([[Alfredo Panzini]]) *È un animale che non avrei mai il coraggio di picchiare, fossi anche nella massima fretta. C'è nei suoi sguardi e in tutto il suo aspetto impressa così chiaramente la sua pazienza e la sua rassegnazione nelle sofferenze; la sua umiltà parla così eloquentemente per lui, che la mia ira è disarmata, e non so neanche parlargli duramente. Anzi, quando m'accade d'incontrarlo, o in città o in campagna, sotto la carretta o sotto la soma, in libertà o in ischiavitù; io ho sempre qualche cosa di cortese da dirgli; e una parola tira l'altra, se esso, come me, ha poco da fare, io intavolo con lui una lunga conversazione; — e la mia fantasia non è mai cosi affaccendata, come quando m'ingegno di penetrare nel suo ragionamento, di volare dal mio cuore al suo, di scoprire ciò che è naturale che un asino pensi. ([[Laurence Sterne]]) *[[Gesù]] mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: "Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito". Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta: ''Dite alla figlia di Sion: | Ecco, il tuo re viene a te | mite, seduto su un'asina, | con un puledro figlio di bestia da soma.''<ref>{{Cfr}} ''[[Libro di Zaccaria]]'': «''Esulta grandemente, figlia di Sion, | giubila, figlia di Gerusalemme! | Ecco, a te viene il tuo re. | Egli è giusto e vittorioso, | umile, cavalca un asino, | un puledro figlio d'asina''».</ref> (''[[Vangelo secondo Matteo]]'') *''I varj casi, la pena e la doglia | che sotto forma d'un Asin soffersi, | canterò io, purché fortuna voglia. |'' [...] '' | e con la lira accompagni i miei versi; | sì perché questa grazia non s'impetra | in questi tempi; sì perch'io son certo, |che al suon d'un raglio non bisogna cetra. |'' [...] ''| a' preghi di ciascuno; e so ben quanto | de' benefizj un Asin si ricorda.'' ([[Niccolò Machiavelli]]) *''Il bue conosce il proprietario | e l'asino la greppia del padrone.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *Il cafone è un asino che ragiona. Perciò la nostra vita è cento volte peggiore di quella degli asini veri, che non ragionano. L'asino irragionevole porta 70 chili di peso, oltre non ne porta. L'asino irragionevole ha bisogno di una certa quantità di paglia. Tu non puoi ottenere da lui quello che ottieni dalla vacca, o dalla capra, o dal cavallo. Nessun ragionamento lo convince. Nessun discorso lo muove. Lui non ti capisce, o finge di non capire. Ma il cafone invece, ragiona. Il cafone può essere persuaso. Può essere persuaso a digiunare. Può essere persuaso a dar la vita per il suo padrone. Può essere persuaso ad andare in guerra. ([[Ignazio Silone]]) *«Il fatto è», osservò Nicholl, «che buoi, vacche, tori e ruminanti in genere ci sarebbero stati utilissimi sul continente lunare, purtroppo, però, questo vagone non poteva diventare né una scuderia né una stalla».<br/>«Se non altro, però, ci saremmo potuti portare un asino, un semplice asinello, una bestia tanto paziente e coraggiosa che tanto piaceva al vecchio Sileno! Come mi piacciono i ciuchi, che pure sono gli animali meno favoriti della creazione! Pensate, non solo sono picchiati in vita, ma addirittura dopo morti».<br/>«Cosa intendi dire?», domandò Barbicane.<br/>«Perbacco! Non è con la pelle d'asino che si fanno i tamburi?», esclamò Michel. ([[Jules Verne]]) *Il salvatico asino quando va alla fonte per bere e truova l'acqua intorbidata, non arà mai sì gran sete che non s'astenga di bere e aspetti ch'essa acqua si rischiari. ([[Leonardo da Vinci]]) *L'asino non è meno nobile del cavallo. ([[Danilo Mainardi]]) *L'ostinarsi e l'accalorarsi nel discutere è la più sicura prova di ignoranza. C'è niente di sicuro, di deciso, di sdegnoso, di contemplativo, di grave, di serio come l'asino? ([[Michel de Montaigne]]) *La poesia ha più genio della vita e sa cantare la maestà dell'asino. Un asino, non un purosangue di scuderia, riscalda [[Gesù]] nella stalla; [[Omero]] paragona Aiace, che salva le navi achee resistendo da solo all'assalto dei troiani, a un asino, la cui groppa sotto la soma e le batoste diviene grande come lo scudo del Telamonio. A un asino, alle sue sofferenze pazienti, viene paragonato anche il Cristo, percosso per aver voluto aiutare gli uomini.<br/>La forza dell'asino ha l'attributo degli eroi classici, la pazienza, la tranquilla, umile e indomabile costanza che non recede dal proprio cammino e che {{sic|s'inalza}} sullo scatto nervoso del nobile destriero come [[Ulisse]] {{sic|s'inalza}} su Paride. ([[Claudio Magris]]) *Mi fece tornare in me il raglio d'un asino sulla piazza del mercato. L'asino mi colpì fortemente e, al contempo, mi piacque molto: e, da quel momento, tutto parve rischiararsi nella mia mente. ([[Fëdor Dostoevskij]]) *Nel mondo latino – si vedano le ''Favole'' di Fedro e ''L'asino d'oro'' di Apuleio – l'asino era di segno negativo. Nel mondo greco l'asino era considerato sacro e quindi di segno positivo. Pindaro lo canta nelle sue odi, Aristofane ne fa un portatore di misteri, la letteratura un simbolo del re. ([[Mario Canciani]]) *O dunque forte, vittoriosa e trionfatrice mascella di un asino morto, o diva, graziosa e santa mascella d'un polledro defunto, or che deve essere della santità, grazia e divinità, fortezza, vittoria e trionfo dell'asino tutto, intiero e vivente.... se di quest'osso e sacrosanta reliquia la gloria ed exaltazion è tanta? Pregate, pregate [[Dio]], o carissimi, se non siete ancora asini, che vi faccia divenir asini. ([[Giordano Bruno]]) *Paragonare i samaritani sudaticci e perennemente indaffarati ai somarelli [...] mi è venuto così, sponte. Fu così che mi invaghii di loro. Invaghirsi dei somari è un po' da picchiati in testa. Me lo dicono in tanti. Però i somari battono sentieri impraticabili, sono disposti a tutto, portano i pesi che non vogliono portare gli altri, non si stancano mai, sono i veri amici dei poveri, con poco fieno e poca paglia sono felici. Terminate le loro azioni, le più eroiche, restano estranei ad ogni mania di grandezza e di ricompensa.<br />Nessuno si è mai sognato di trasformare il somaro in cavallo, o di premiarlo con medaglie d'oro [...]. Facciamo sfilare cani, gatti, pecore, lupi, frati, politici, miss... ma i somari restano felicemente somari. ([[Antonio Mazzi]]) *Per che Cristo, umile e mansuetissimo signore e obbedientissimo figliuolo al suo Padre, non volse montare suopra gli cavalli né suopra gli muli, superbissimi animali e oltre a modo ostinati, ma sì voluntieri si degnò ascendere suopra il mansueto asinello. O beati gli asini e vie più ch'ogni altro animale felici! O beati quelli che asini divengono e sono degni di portare il Re de la gloria in Gierusalem, città de li angioli e de tutti i santi! ([[Teofilo Folengo]]) *Presso i Gentili il [[giuramento]] più sacro era quello che si faceva tenendo la mano distesa sopra un teschio d'asino, e gli antichi re di Sicilia facevano appunto conservare un teschio d'asino nel tempio di Bacco, affinché su di esso potesse affermarsi innocente la donna incolpata d'adulterio. ([[Giuseppe Finzi (letterato)|Giuseppe Finzi]]) *Può ben dire la sua un [[leone]], quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro. ([[William Shakespeare]]) *Quando incontrerai il [[bue]] del tuo nemico o il suo asino dispersi, glieli dovrai ricondurre. Quando vedrai l'asino del tuo nemico accasciarsi sotto il carico, non abbandonarlo a se stesso: mettiti con lui ad aiutarlo. (''[[Libro dell'Esodo]]'') *[...] se un leone è a capo di un esercito di leoni, la vittoria è assicurata. Se un leone si trova a capo di un esercito di asini, le probabilità sono cinquanta e cinquanta. Ma se un asino si trova a capo di un esercito di leoni, tanto vale rinunciare! ([[Aleksandr Ivanovič Lebed']]) *''Sorte perversa! In vil tugurio nato, | per secondar fatiche e accrescer stento, | di paludosi umori e fien cibato, | diedi lena ostinata al mio tormento. || Dal peso de gli affanni alfin sgravato, | (ché d'essere vissuto ora mi pento), | una cassa portatile tornato, | della mia pelle accoglio al seno il vento. || A mille e mille colpi il fiato scioglio, | in campo marzïale indi venuto | a portar nuove glorie al Campidoglio. || Se vivo tacqui in essere battuto, | morto assordo col suono, e ben mi doglio | che chi mi batte è assai di me più bruto.'' ([[Giovanni Canale]]) *Trovò allora una mascella d'asino ancora fresca, stese la mano, l'afferrò e uccise con essa mille uomini. Sansone disse: "''Con la mascella dell'asino, | li ho ben macellati! | Con la mascella dell'asino, | ho colpito mille uomini!''". (''[[Libro dei Giudici]]'') *Un [[cammello]] spelacchiato porta pur sempre il carico di molti asini. ([[Johann Wolfgang von Goethe]]) *Un padrone che scacci via il suo asino o il suo cane, perché ormai inservibili, rivela un animo meschino. ([[Immanuel Kant]]) ===[[Domenico Cirillo]]=== *Bastonate un Ciuccio quanto volete, non vi darà mai alcun segno di risentimento; cercate con freno, con sproni, colla voce di farlo uscire di strada già presa, tutto sarà inutile, riuscirà vano ogni sforzo; perché conosce l'Asino meglio di noi per quale strada deve camminare, e sa che non bisogna lasciar mai il certo, per tentar l'incerto. ''Gode del presente, e del futuro spera''. *Chi è quel vivente, o Signori, che possa più da vicino rappresentarci l'idea della Disgrazia, ed il Prototipo dell'Avversità educatrice, e posseditrice della Virtù? Al solo Asino dobbiamo ricorrere, e nel Ciuccio solo la troveremo. *Il Ciuccio è l'unico tra tutta la razza de' quadrupedi, capace di portare con inalterabile coraggio i suoi passi sulle più orride, erte, e ruinose montagne, dove niuno generoso Cavallo, o niun altro animale agilissimo ardisce di ascendere. *Il sodo giudizio, e la costanza nelle risoluzioni, sono innegabili meriti della razza Asinina. *Sarà dunque, o Signori, sempre degno delle filosofiche contemplazioni lo studio del Ciuccio, perché se una volta arriveremo a conoscerne i grandi attributi, con accrescere le lodi di questo Eroico Vivente, ci avvicineremo sempre più al possesso delle sue rare virtù. ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *La stupidità non salva. Con gli asini fanno i salami. *Non tutte le orecchie lunghe appartengono agli asini. *Più d'un asino si attacca davanti al carro del vincitore. Vuol farsi passare per destriero. ==Proverbi== ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== ====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]==== *A chi pazzèa cu' 'o ciuccio nun le mancano 'e càuce. *Si 'o ciuccio nun vo' vevere, hai voglia 'e sischià. ====[[Proverbi paretesi|Paretesi]]==== *L'om, l'euso e ir biben i son trei cusen. ====[[Proverbi siciliani|Siciliani]]==== *L'asinu porta la pagghia, e l'asinu si la mancia. *'U sceccu s'attacca unni voli 'u patruni.<ref>«L'asino viene legato nel posto voluto dal padrone.»</ref> ([[Proverbi aliminusani|aliminusano]]) ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *Anche un pagliaio è grande e se lo mangia un asino. *Chi non può dare all'asino, dà al basto. *Donne, asini e noci, voglion le mani atroci. *Il buono a qualcosa è l'asino del pubblico. *In mancanza di [[cavallo|cavalli]] trottano gli asini. *In pellicceria ci vanno più pelli di [[volpe]] che d'asino. *L'asino, per tristo che sia, se tu lo batti più del dovere, tira calci. ====[[Proverbi veneti|Veneti]]==== *I omeni se ciapa per la parola, i aseni per la cavezza. ===[[Proverbi spagnoli|Spagnoli]]=== *Trenta monaci e un abate non possono far bere un asino contro la sua volontà. ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Cavallo]] *[[Mulo]] *[[Onagro]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Equus asinus''|preposizione=sulla specie|wikispecies=Equus asinus|wikt|wikt_etichetta=asino}} [[Categoria:Equini]] 8l3yrcb4xwwgn709fudf79yb2avlkq5 1415829 1415828 2026-06-06T13:27:24Z Gaux 18878 /* Citazioni */ wlink 1415829 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Kulane im Stralsunder Tierpark.JPG|thumb|Asini]] Citazioni sull''''asino'''. ==Citazioni== *Alle volte me ne sto mezza giornata seduto in un campo a guardare le mandrie pascolare; ed osservare la fisionomia di un asinello è uno dei più vivi piaceri di uno psicologo. Ma è specialmente quando gli asini sono liberi che sono tanto più interessanti; un asino legato alla cavezza non è affatto così comunicativo e naturale come quando è abbandonato a se stesso; e ciò, dopo tutto, non deve molto meravigliare. ([[Axel Munthe]]) *Come il [[popolo]] è l'asino: utile, paziente e bastonato. ([[Francesco Domenico Guerrazzi]]) *''Disse il profeta, a l'ombra della palma; | più del leone vale assai, vedete, | ciuco che fa sua via con la sua salma.'' ([[Giovanni Pascoli]]) *{{NDR|L'asino di [[Giovanni Buridano|Buridano]]}} è rimasto proverbiale per indicare lo stato di chi è incerto né sa risolvere fra due cose. [...] Il sofisma è questo, cioè di un asino morente di fame perché sta tra due misure d'avena ugualmente da sé distanti, o morente di fame e di sete perché tra un fascio d'avena ed un secchio d'acqua non sa quale scegliere. ([[Alfredo Panzini]]) *È un animale che non avrei mai il coraggio di picchiare, fossi anche nella massima fretta. C'è nei suoi sguardi e in tutto il suo aspetto impressa così chiaramente la sua pazienza e la sua rassegnazione nelle sofferenze; la sua umiltà parla così eloquentemente per lui, che la mia ira è disarmata, e non so neanche parlargli duramente. Anzi, quando m'accade d'incontrarlo, o in città o in campagna, sotto la carretta o sotto la soma, in libertà o in ischiavitù; io ho sempre qualche cosa di cortese da dirgli; e una parola tira l'altra, se esso, come me, ha poco da fare, io intavolo con lui una lunga conversazione; — e la mia fantasia non è mai cosi affaccendata, come quando m'ingegno di penetrare nel suo ragionamento, di volare dal mio cuore al suo, di scoprire ciò che è naturale che un asino pensi. ([[Laurence Sterne]]) *[[Gesù]] mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: "Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito". Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta: ''Dite alla figlia di Sion: | Ecco, il tuo re viene a te | mite, seduto su un'asina, | con un puledro figlio di bestia da soma.''<ref>{{Cfr}} ''[[Libro di Zaccaria]]'': «''Esulta grandemente, figlia di Sion, | giubila, figlia di Gerusalemme! | Ecco, a te viene il tuo re. | Egli è giusto e vittorioso, | umile, cavalca un asino, | un puledro figlio d'asina''».</ref> (''[[Vangelo secondo Matteo]]'') *''I varj casi, la pena e la doglia | che sotto forma d'un Asin soffersi, | canterò io, purché fortuna voglia. |'' [...] '' | e con la lira accompagni i miei versi; | sì perché questa grazia non s'impetra | in questi tempi; sì perch'io son certo, |che al suon d'un raglio non bisogna cetra. |'' [...] ''| a' preghi di ciascuno; e so ben quanto | de' benefizj un Asin si ricorda.'' ([[Niccolò Machiavelli]]) *''Il bue conosce il proprietario | e l'asino la greppia del padrone.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *Il cafone è un asino che ragiona. Perciò la nostra vita è cento volte peggiore di quella degli asini veri, che non ragionano. L'asino irragionevole porta 70 chili di peso, oltre non ne porta. L'asino irragionevole ha bisogno di una certa quantità di paglia. Tu non puoi ottenere da lui quello che ottieni dalla vacca, o dalla capra, o dal cavallo. Nessun ragionamento lo convince. Nessun discorso lo muove. Lui non ti capisce, o finge di non capire. Ma il cafone invece, ragiona. Il cafone può essere persuaso. Può essere persuaso a digiunare. Può essere persuaso a dar la vita per il suo padrone. Può essere persuaso ad andare in guerra. ([[Ignazio Silone]]) *«Il fatto è», osservò Nicholl, «che buoi, vacche, tori e ruminanti in genere ci sarebbero stati utilissimi sul continente lunare, purtroppo, però, questo vagone non poteva diventare né una scuderia né una stalla».<br/>«Se non altro, però, ci saremmo potuti portare un asino, un semplice asinello, una bestia tanto paziente e coraggiosa che tanto piaceva al vecchio Sileno! Come mi piacciono i ciuchi, che pure sono gli animali meno favoriti della creazione! Pensate, non solo sono picchiati in vita, ma addirittura dopo morti».<br/>«Cosa intendi dire?», domandò Barbicane.<br/>«Perbacco! Non è con la pelle d'asino che si fanno i tamburi?», esclamò Michel. ([[Jules Verne]]) *Il salvatico asino quando va alla fonte per bere e truova l'acqua intorbidata, non arà mai sì gran sete che non s'astenga di bere e aspetti ch'essa acqua si rischiari. ([[Leonardo da Vinci]]) *L'asino non è meno nobile del cavallo. ([[Danilo Mainardi]]) *L'ostinarsi e l'accalorarsi nel discutere è la più sicura prova di ignoranza. C'è niente di sicuro, di deciso, di sdegnoso, di contemplativo, di grave, di serio come l'asino? ([[Michel de Montaigne]]) *La poesia ha più genio della vita e sa cantare la maestà dell'asino. Un asino, non un purosangue di scuderia, riscalda [[Gesù]] nella stalla; [[Omero]] paragona Aiace, che salva le navi achee resistendo da solo all'assalto dei troiani, a un asino, la cui groppa sotto la soma e le batoste diviene grande come lo scudo del Telamonio. A un asino, alle sue sofferenze pazienti, viene paragonato anche il Cristo, percosso per aver voluto aiutare gli uomini.<br/>La forza dell'asino ha l'attributo degli eroi classici, la pazienza, la tranquilla, umile e indomabile costanza che non recede dal proprio cammino e che {{sic|s'inalza}} sullo scatto nervoso del nobile destriero come [[Ulisse]] {{sic|s'inalza}} su Paride. ([[Claudio Magris]]) *Mi fece tornare in me il raglio d'un asino sulla piazza del mercato. L'asino mi colpì fortemente e, al contempo, mi piacque molto: e, da quel momento, tutto parve rischiararsi nella mia mente. ([[Fëdor Dostoevskij]]) *Nel mondo latino – si vedano le ''Favole'' di Fedro e ''L'asino d'oro'' di Apuleio – l'asino era di segno negativo. Nel mondo greco l'asino era considerato sacro e quindi di segno positivo. Pindaro lo canta nelle sue odi, Aristofane ne fa un portatore di misteri, la letteratura un simbolo del re. ([[Mario Canciani]]) *O dunque forte, vittoriosa e trionfatrice mascella di un asino morto, o diva, graziosa e santa mascella d'un polledro defunto, or che deve essere della santità, grazia e divinità, fortezza, vittoria e trionfo dell'asino tutto, intiero e vivente.... se di quest'osso e sacrosanta reliquia la gloria ed exaltazion è tanta? Pregate, pregate [[Dio]], o carissimi, se non siete ancora asini, che vi faccia divenir asini. ([[Giordano Bruno]]) *Paragonare i samaritani sudaticci e perennemente indaffarati ai somarelli [...] mi è venuto così, sponte. Fu così che mi invaghii di loro. Invaghirsi dei somari è un po' da picchiati in testa. Me lo dicono in tanti. Però i somari battono sentieri impraticabili, sono disposti a tutto, portano i pesi che non vogliono portare gli altri, non si stancano mai, sono i veri amici dei poveri, con poco fieno e poca paglia sono felici. Terminate le loro azioni, le più eroiche, restano estranei ad ogni mania di grandezza e di ricompensa.<br />Nessuno si è mai sognato di trasformare il somaro in cavallo, o di premiarlo con medaglie d'oro [...]. Facciamo sfilare cani, gatti, pecore, lupi, frati, politici, miss... ma i somari restano felicemente somari. ([[Antonio Mazzi]]) *Per che Cristo, umile e mansuetissimo signore e obbedientissimo figliuolo al suo Padre, non volse montare suopra gli cavalli né suopra gli muli, superbissimi animali e oltre a modo ostinati, ma sì voluntieri si degnò ascendere suopra il mansueto asinello. O beati gli asini e vie più ch'ogni altro animale felici! O beati quelli che asini divengono e sono degni di portare il Re de la gloria in Gierusalem, città de li angioli e de tutti i santi! ([[Teofilo Folengo]]) *Presso i Gentili il [[giuramento]] più sacro era quello che si faceva tenendo la mano distesa sopra un teschio d'asino, e gli antichi re di Sicilia facevano appunto conservare un teschio d'asino nel tempio di [[Bacco]], affinché su di esso potesse affermarsi innocente la donna incolpata d'adulterio. ([[Giuseppe Finzi (letterato)|Giuseppe Finzi]]) *Può ben dire la sua un [[leone]], quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro. ([[William Shakespeare]]) *Quando incontrerai il [[bue]] del tuo nemico o il suo asino dispersi, glieli dovrai ricondurre. Quando vedrai l'asino del tuo nemico accasciarsi sotto il carico, non abbandonarlo a se stesso: mettiti con lui ad aiutarlo. (''[[Libro dell'Esodo]]'') *[...] se un leone è a capo di un esercito di leoni, la vittoria è assicurata. Se un leone si trova a capo di un esercito di asini, le probabilità sono cinquanta e cinquanta. Ma se un asino si trova a capo di un esercito di leoni, tanto vale rinunciare! ([[Aleksandr Ivanovič Lebed']]) *''Sorte perversa! In vil tugurio nato, | per secondar fatiche e accrescer stento, | di paludosi umori e fien cibato, | diedi lena ostinata al mio tormento. || Dal peso de gli affanni alfin sgravato, | (ché d'essere vissuto ora mi pento), | una cassa portatile tornato, | della mia pelle accoglio al seno il vento. || A mille e mille colpi il fiato scioglio, | in campo marzïale indi venuto | a portar nuove glorie al Campidoglio. || Se vivo tacqui in essere battuto, | morto assordo col suono, e ben mi doglio | che chi mi batte è assai di me più bruto.'' ([[Giovanni Canale]]) *Trovò allora una mascella d'asino ancora fresca, stese la mano, l'afferrò e uccise con essa mille uomini. Sansone disse: "''Con la mascella dell'asino, | li ho ben macellati! | Con la mascella dell'asino, | ho colpito mille uomini!''". (''[[Libro dei Giudici]]'') *Un [[cammello]] spelacchiato porta pur sempre il carico di molti asini. ([[Johann Wolfgang von Goethe]]) *Un padrone che scacci via il suo asino o il suo cane, perché ormai inservibili, rivela un animo meschino. ([[Immanuel Kant]]) ===[[Domenico Cirillo]]=== *Bastonate un Ciuccio quanto volete, non vi darà mai alcun segno di risentimento; cercate con freno, con sproni, colla voce di farlo uscire di strada già presa, tutto sarà inutile, riuscirà vano ogni sforzo; perché conosce l'Asino meglio di noi per quale strada deve camminare, e sa che non bisogna lasciar mai il certo, per tentar l'incerto. ''Gode del presente, e del futuro spera''. *Chi è quel vivente, o Signori, che possa più da vicino rappresentarci l'idea della Disgrazia, ed il Prototipo dell'Avversità educatrice, e posseditrice della Virtù? Al solo Asino dobbiamo ricorrere, e nel Ciuccio solo la troveremo. *Il Ciuccio è l'unico tra tutta la razza de' quadrupedi, capace di portare con inalterabile coraggio i suoi passi sulle più orride, erte, e ruinose montagne, dove niuno generoso Cavallo, o niun altro animale agilissimo ardisce di ascendere. *Il sodo giudizio, e la costanza nelle risoluzioni, sono innegabili meriti della razza Asinina. *Sarà dunque, o Signori, sempre degno delle filosofiche contemplazioni lo studio del Ciuccio, perché se una volta arriveremo a conoscerne i grandi attributi, con accrescere le lodi di questo Eroico Vivente, ci avvicineremo sempre più al possesso delle sue rare virtù. ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *La stupidità non salva. Con gli asini fanno i salami. *Non tutte le orecchie lunghe appartengono agli asini. *Più d'un asino si attacca davanti al carro del vincitore. Vuol farsi passare per destriero. ==Proverbi== ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== ====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]==== *A chi pazzèa cu' 'o ciuccio nun le mancano 'e càuce. *Si 'o ciuccio nun vo' vevere, hai voglia 'e sischià. ====[[Proverbi paretesi|Paretesi]]==== *L'om, l'euso e ir biben i son trei cusen. ====[[Proverbi siciliani|Siciliani]]==== *L'asinu porta la pagghia, e l'asinu si la mancia. *'U sceccu s'attacca unni voli 'u patruni.<ref>«L'asino viene legato nel posto voluto dal padrone.»</ref> ([[Proverbi aliminusani|aliminusano]]) ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *Anche un pagliaio è grande e se lo mangia un asino. *Chi non può dare all'asino, dà al basto. *Donne, asini e noci, voglion le mani atroci. *Il buono a qualcosa è l'asino del pubblico. *In mancanza di [[cavallo|cavalli]] trottano gli asini. *In pellicceria ci vanno più pelli di [[volpe]] che d'asino. *L'asino, per tristo che sia, se tu lo batti più del dovere, tira calci. ====[[Proverbi veneti|Veneti]]==== *I omeni se ciapa per la parola, i aseni per la cavezza. ===[[Proverbi spagnoli|Spagnoli]]=== *Trenta monaci e un abate non possono far bere un asino contro la sua volontà. ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Cavallo]] *[[Mulo]] *[[Onagro]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Equus asinus''|preposizione=sulla specie|wikispecies=Equus asinus|wikt|wikt_etichetta=asino}} [[Categoria:Equini]] 2dtsbo8052s20ew31ujifb8y3u5g71g 1415832 1415829 2026-06-06T13:39:11Z Gaux 18878 /* Citazioni */ Giuseppe Finzi (letterato) 1415832 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Kulane im Stralsunder Tierpark.JPG|thumb|Asini]] Citazioni sull''''asino'''. ==Citazioni== *Alle volte me ne sto mezza giornata seduto in un campo a guardare le mandrie pascolare; ed osservare la fisionomia di un asinello è uno dei più vivi piaceri di uno psicologo. Ma è specialmente quando gli asini sono liberi che sono tanto più interessanti; un asino legato alla cavezza non è affatto così comunicativo e naturale come quando è abbandonato a se stesso; e ciò, dopo tutto, non deve molto meravigliare. ([[Axel Munthe]]) *Come il [[popolo]] è l'asino: utile, paziente e bastonato. ([[Francesco Domenico Guerrazzi]]) *Dal Vecchio Testamento l'asino passò glorioso e pur sempre trionfante nel Nuovo e nel Corano. Fra i sette animali che [[Maometto]] volle assunti alle glorie del cielo, furono l'asino Agazzi e la sua sposa Borac, prediletta cavalcatura del profeta. E narrano le storie che Merivano, ventunesimo califfo di Bagdad, fu soprannominato l'''asino'' a cagione del suo grande valore nelle armi. ([[Giuseppe Finzi (letterato)|Giuseppe Finzi]]) *''Disse il profeta, a l'ombra della palma; | più del leone vale assai, vedete, | ciuco che fa sua via con la sua salma.'' ([[Giovanni Pascoli]]) *{{NDR|L'asino di [[Giovanni Buridano|Buridano]]}} è rimasto proverbiale per indicare lo stato di chi è incerto né sa risolvere fra due cose. [...] Il sofisma è questo, cioè di un asino morente di fame perché sta tra due misure d'avena ugualmente da sé distanti, o morente di fame e di sete perché tra un fascio d'avena ed un secchio d'acqua non sa quale scegliere. ([[Alfredo Panzini]]) *È un animale che non avrei mai il coraggio di picchiare, fossi anche nella massima fretta. C'è nei suoi sguardi e in tutto il suo aspetto impressa così chiaramente la sua pazienza e la sua rassegnazione nelle sofferenze; la sua umiltà parla così eloquentemente per lui, che la mia ira è disarmata, e non so neanche parlargli duramente. Anzi, quando m'accade d'incontrarlo, o in città o in campagna, sotto la carretta o sotto la soma, in libertà o in ischiavitù; io ho sempre qualche cosa di cortese da dirgli; e una parola tira l'altra, se esso, come me, ha poco da fare, io intavolo con lui una lunga conversazione; — e la mia fantasia non è mai cosi affaccendata, come quando m'ingegno di penetrare nel suo ragionamento, di volare dal mio cuore al suo, di scoprire ciò che è naturale che un asino pensi. ([[Laurence Sterne]]) *[[Gesù]] mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: "Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito". Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta: ''Dite alla figlia di Sion: | Ecco, il tuo re viene a te | mite, seduto su un'asina, | con un puledro figlio di bestia da soma.''<ref>{{Cfr}} ''[[Libro di Zaccaria]]'': «''Esulta grandemente, figlia di Sion, | giubila, figlia di Gerusalemme! | Ecco, a te viene il tuo re. | Egli è giusto e vittorioso, | umile, cavalca un asino, | un puledro figlio d'asina''».</ref> (''[[Vangelo secondo Matteo]]'') *''I varj casi, la pena e la doglia | che sotto forma d'un Asin soffersi, | canterò io, purché fortuna voglia. |'' [...] '' | e con la lira accompagni i miei versi; | sì perché questa grazia non s'impetra | in questi tempi; sì perch'io son certo, |che al suon d'un raglio non bisogna cetra. |'' [...] ''| a' preghi di ciascuno; e so ben quanto | de' benefizj un Asin si ricorda.'' ([[Niccolò Machiavelli]]) *''Il bue conosce il proprietario | e l'asino la greppia del padrone.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *Il cafone è un asino che ragiona. Perciò la nostra vita è cento volte peggiore di quella degli asini veri, che non ragionano. L'asino irragionevole porta 70 chili di peso, oltre non ne porta. L'asino irragionevole ha bisogno di una certa quantità di paglia. Tu non puoi ottenere da lui quello che ottieni dalla vacca, o dalla capra, o dal cavallo. Nessun ragionamento lo convince. Nessun discorso lo muove. Lui non ti capisce, o finge di non capire. Ma il cafone invece, ragiona. Il cafone può essere persuaso. Può essere persuaso a digiunare. Può essere persuaso a dar la vita per il suo padrone. Può essere persuaso ad andare in guerra. ([[Ignazio Silone]]) *«Il fatto è», osservò Nicholl, «che buoi, vacche, tori e ruminanti in genere ci sarebbero stati utilissimi sul continente lunare, purtroppo, però, questo vagone non poteva diventare né una scuderia né una stalla».<br/>«Se non altro, però, ci saremmo potuti portare un asino, un semplice asinello, una bestia tanto paziente e coraggiosa che tanto piaceva al vecchio Sileno! Come mi piacciono i ciuchi, che pure sono gli animali meno favoriti della creazione! Pensate, non solo sono picchiati in vita, ma addirittura dopo morti».<br/>«Cosa intendi dire?», domandò Barbicane.<br/>«Perbacco! Non è con la pelle d'asino che si fanno i tamburi?», esclamò Michel. ([[Jules Verne]]) *Il salvatico asino quando va alla fonte per bere e truova l'acqua intorbidata, non arà mai sì gran sete che non s'astenga di bere e aspetti ch'essa acqua si rischiari. ([[Leonardo da Vinci]]) *L'asino non è meno nobile del cavallo. ([[Danilo Mainardi]]) *L'ostinarsi e l'accalorarsi nel discutere è la più sicura prova di ignoranza. C'è niente di sicuro, di deciso, di sdegnoso, di contemplativo, di grave, di serio come l'asino? ([[Michel de Montaigne]]) *La poesia ha più genio della vita e sa cantare la maestà dell'asino. Un asino, non un purosangue di scuderia, riscalda [[Gesù]] nella stalla; [[Omero]] paragona Aiace, che salva le navi achee resistendo da solo all'assalto dei troiani, a un asino, la cui groppa sotto la soma e le batoste diviene grande come lo scudo del Telamonio. A un asino, alle sue sofferenze pazienti, viene paragonato anche il Cristo, percosso per aver voluto aiutare gli uomini.<br/>La forza dell'asino ha l'attributo degli eroi classici, la pazienza, la tranquilla, umile e indomabile costanza che non recede dal proprio cammino e che {{sic|s'inalza}} sullo scatto nervoso del nobile destriero come [[Ulisse]] {{sic|s'inalza}} su Paride. ([[Claudio Magris]]) *Mi fece tornare in me il raglio d'un asino sulla piazza del mercato. L'asino mi colpì fortemente e, al contempo, mi piacque molto: e, da quel momento, tutto parve rischiararsi nella mia mente. ([[Fëdor Dostoevskij]]) *Nel mondo latino – si vedano le ''Favole'' di Fedro e ''L'asino d'oro'' di Apuleio – l'asino era di segno negativo. Nel mondo greco l'asino era considerato sacro e quindi di segno positivo. Pindaro lo canta nelle sue odi, Aristofane ne fa un portatore di misteri, la letteratura un simbolo del re. ([[Mario Canciani]]) *O dunque forte, vittoriosa e trionfatrice mascella di un asino morto, o diva, graziosa e santa mascella d'un polledro defunto, or che deve essere della santità, grazia e divinità, fortezza, vittoria e trionfo dell'asino tutto, intiero e vivente.... se di quest'osso e sacrosanta reliquia la gloria ed exaltazion è tanta? Pregate, pregate [[Dio]], o carissimi, se non siete ancora asini, che vi faccia divenir asini. ([[Giordano Bruno]]) *Paragonare i samaritani sudaticci e perennemente indaffarati ai somarelli [...] mi è venuto così, sponte. Fu così che mi invaghii di loro. Invaghirsi dei somari è un po' da picchiati in testa. Me lo dicono in tanti. Però i somari battono sentieri impraticabili, sono disposti a tutto, portano i pesi che non vogliono portare gli altri, non si stancano mai, sono i veri amici dei poveri, con poco fieno e poca paglia sono felici. Terminate le loro azioni, le più eroiche, restano estranei ad ogni mania di grandezza e di ricompensa.<br />Nessuno si è mai sognato di trasformare il somaro in cavallo, o di premiarlo con medaglie d'oro [...]. Facciamo sfilare cani, gatti, pecore, lupi, frati, politici, miss... ma i somari restano felicemente somari. ([[Antonio Mazzi]]) *Per che Cristo, umile e mansuetissimo signore e obbedientissimo figliuolo al suo Padre, non volse montare suopra gli cavalli né suopra gli muli, superbissimi animali e oltre a modo ostinati, ma sì voluntieri si degnò ascendere suopra il mansueto asinello. O beati gli asini e vie più ch'ogni altro animale felici! O beati quelli che asini divengono e sono degni di portare il Re de la gloria in Gierusalem, città de li angioli e de tutti i santi! ([[Teofilo Folengo]]) *Presso i Gentili il [[giuramento]] più sacro era quello che si faceva tenendo la mano distesa sopra un teschio d'asino, e gli antichi re di Sicilia facevano appunto conservare un teschio d'asino nel tempio di [[Bacco]], affinché su di esso potesse affermarsi innocente la donna incolpata d'adulterio. ([[Giuseppe Finzi (letterato)|Giuseppe Finzi]]) *Può ben dire la sua un [[leone]], quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro. ([[William Shakespeare]]) *Quando incontrerai il [[bue]] del tuo nemico o il suo asino dispersi, glieli dovrai ricondurre. Quando vedrai l'asino del tuo nemico accasciarsi sotto il carico, non abbandonarlo a se stesso: mettiti con lui ad aiutarlo. (''[[Libro dell'Esodo]]'') *[...] se un leone è a capo di un esercito di leoni, la vittoria è assicurata. Se un leone si trova a capo di un esercito di asini, le probabilità sono cinquanta e cinquanta. Ma se un asino si trova a capo di un esercito di leoni, tanto vale rinunciare! ([[Aleksandr Ivanovič Lebed']]) *''Sorte perversa! In vil tugurio nato, | per secondar fatiche e accrescer stento, | di paludosi umori e fien cibato, | diedi lena ostinata al mio tormento. || Dal peso de gli affanni alfin sgravato, | (ché d'essere vissuto ora mi pento), | una cassa portatile tornato, | della mia pelle accoglio al seno il vento. || A mille e mille colpi il fiato scioglio, | in campo marzïale indi venuto | a portar nuove glorie al Campidoglio. || Se vivo tacqui in essere battuto, | morto assordo col suono, e ben mi doglio | che chi mi batte è assai di me più bruto.'' ([[Giovanni Canale]]) *Trovò allora una mascella d'asino ancora fresca, stese la mano, l'afferrò e uccise con essa mille uomini. Sansone disse: "''Con la mascella dell'asino, | li ho ben macellati! | Con la mascella dell'asino, | ho colpito mille uomini!''". (''[[Libro dei Giudici]]'') *Un [[cammello]] spelacchiato porta pur sempre il carico di molti asini. ([[Johann Wolfgang von Goethe]]) *Un padrone che scacci via il suo asino o il suo cane, perché ormai inservibili, rivela un animo meschino. ([[Immanuel Kant]]) ===[[Domenico Cirillo]]=== *Bastonate un Ciuccio quanto volete, non vi darà mai alcun segno di risentimento; cercate con freno, con sproni, colla voce di farlo uscire di strada già presa, tutto sarà inutile, riuscirà vano ogni sforzo; perché conosce l'Asino meglio di noi per quale strada deve camminare, e sa che non bisogna lasciar mai il certo, per tentar l'incerto. ''Gode del presente, e del futuro spera''. *Chi è quel vivente, o Signori, che possa più da vicino rappresentarci l'idea della Disgrazia, ed il Prototipo dell'Avversità educatrice, e posseditrice della Virtù? Al solo Asino dobbiamo ricorrere, e nel Ciuccio solo la troveremo. *Il Ciuccio è l'unico tra tutta la razza de' quadrupedi, capace di portare con inalterabile coraggio i suoi passi sulle più orride, erte, e ruinose montagne, dove niuno generoso Cavallo, o niun altro animale agilissimo ardisce di ascendere. *Il sodo giudizio, e la costanza nelle risoluzioni, sono innegabili meriti della razza Asinina. *Sarà dunque, o Signori, sempre degno delle filosofiche contemplazioni lo studio del Ciuccio, perché se una volta arriveremo a conoscerne i grandi attributi, con accrescere le lodi di questo Eroico Vivente, ci avvicineremo sempre più al possesso delle sue rare virtù. ===[[Stanisław Jerzy Lec]]=== *La stupidità non salva. Con gli asini fanno i salami. *Non tutte le orecchie lunghe appartengono agli asini. *Più d'un asino si attacca davanti al carro del vincitore. Vuol farsi passare per destriero. ==Proverbi== ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== ====[[Proverbi napoletani|Napoletani]]==== *A chi pazzèa cu' 'o ciuccio nun le mancano 'e càuce. *Si 'o ciuccio nun vo' vevere, hai voglia 'e sischià. ====[[Proverbi paretesi|Paretesi]]==== *L'om, l'euso e ir biben i son trei cusen. ====[[Proverbi siciliani|Siciliani]]==== *L'asinu porta la pagghia, e l'asinu si la mancia. *'U sceccu s'attacca unni voli 'u patruni.<ref>«L'asino viene legato nel posto voluto dal padrone.»</ref> ([[Proverbi aliminusani|aliminusano]]) ====[[Proverbi toscani|Toscani]]==== *Anche un pagliaio è grande e se lo mangia un asino. *Chi non può dare all'asino, dà al basto. *Donne, asini e noci, voglion le mani atroci. *Il buono a qualcosa è l'asino del pubblico. *In mancanza di [[cavallo|cavalli]] trottano gli asini. *In pellicceria ci vanno più pelli di [[volpe]] che d'asino. *L'asino, per tristo che sia, se tu lo batti più del dovere, tira calci. ====[[Proverbi veneti|Veneti]]==== *I omeni se ciapa per la parola, i aseni per la cavezza. ===[[Proverbi spagnoli|Spagnoli]]=== *Trenta monaci e un abate non possono far bere un asino contro la sua volontà. ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Cavallo]] *[[Mulo]] *[[Onagro]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Equus asinus''|preposizione=sulla specie|wikispecies=Equus asinus|wikt|wikt_etichetta=asino}} [[Categoria:Equini]] ipqw4f6ciq7bkbdhxqf8etxhga4yxlk Giulio Giorello 0 18832 1415885 1315425 2026-06-06T17:51:54Z Carnby 10152 Giussani 1415885 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Giorello4.jpg|thumb|Giulio Giorello]] '''Giulio Giorello''' (1945 – 2020), filosofo, matematico ed epistemologo italiano. ==Citazioni di Giulio Giorello== *[[Dylan Dog|Dylan]] ci insegna che il [[filosofia|lavoro filosofico]] è sostanzialmente il lavoro sulla nostra [[incompletezza]], sulla nostra finitezza, sul fatto che siamo appunto condizionati da un mucchio di cose.<ref>Dall'intervento a ''Popsophia'', ''La filosofia di Dylan Dog'', visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=RENUHUTYtYQ YouTube]'', 17 luglio 2011.</ref> *{{NDR|Sul decesso di [[Margherita Hack]]}} Era una grande ricercatrice, una grande combattente per il concetto laico della libertà di ricerca e una grande donna. Margherita non aveva paura di essere anche atea, in nome della libertà della scienza.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/29/morta-margherita-hack-trieste-astrofisica-aveva-91-anni/641222/ Margherita Hack morta a 91 anni: l’astrofisica tra ricerca e diritti civili]'', ''Il Fatto Quotidiano'', 29 giugno 2013.</ref> *Il libertino cerca continuamente esperienze intellettuali nuove. E allora, in questo senso la [[lussuria]] è la passione del conoscere, dell'andare avanti, del non fermarsi mai, di non accontentarsi mai di un punto di vista raggiunto.<ref name=caffe>Dall'intervista di ''Caffeinacultura'', ''La conoscenza è lussuria. Parola di Giulio Giorello'', visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=YrIUf6xOKic YouTube]''.</ref> *Il nucleo dell'interventismo [[cattolicesimo|cattolico]] non è in linea di principio troppo diverso dal cosiddetto [[fondamentalismo islamico]] (anche se personalmente non amo questa locuzione). In entrambi i casi, la nostra risposta dev'essere una sola: ''non passeranno!''<ref name=Barone>Dall'intervista di Gabriele Barone, ''[http://temi.repubblica.it/micromega-online/senza-dio-ne-padrone-intervista-a-giulio-giorello/ Senza Dio né padrone]'', gennaio 2011.</ref> *In questi giorni ho visto la fotografia della regina Elisabetta e del Papa che si sono incontrati. Erano l'immagine di due resti. La monarchia dentro la chiesa e la monarchia dentro lo Stato.<ref>Citato in Dino Cofrancesco, ''[http://www.loccidentale.it/node/96197 Elogio di Giulio Giorello e delle differenze (tra noi e lui)]'', ''loccidentale.it'', 26 Settembre 2010.</ref> *L'[[Charles Darwin#Autobiografia (1809-1882)|''Autobiografia'' di Darwin]] non è soltanto una preziosa testimonianza circa la genesi di una concezione e sulla personalità dell'uomo che l'ha prodotta, ma anche un insegnamento civile di libertà.<ref>Dall'Introduzione a Charles Darwin, ''Autobiografia (1809-1882)'', a cura di Nora Barlow, traduzione di Luciana Fratini, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 978-88-584-1688-4</ref> *La [[filosofia]] secondo me è un modo di scontrarsi con la pratica.<ref name=caffe/> *[[Ludovico Geymonat|Geymonat]] ritiene che il progresso scientifico si possa riassumere nello slogan: "contestare e creare": il miglior servizio che possiamo rendergli è dunque quello di contestarlo.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''Buoni cattivi: esiste ancora una morale valida per tutti?'', Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1991, p. 80. ISBN 88-17-11549-5</ref> *Sì, abbiamo un'[[anima]]. Ma è fatta di tanti piccoli robot.<ref>Dal ''Corriere della sera'', 1997; citato in Don Ross, ''[http://books.google.com/books?id=DTvJxnfKs3YC&pg=PA95&lpg=PA95&dq=Giulio+Giorello+piccoli&source=bl&ots=ntO_bXdj2n&sig=ICIxP_EjS3XqfIfXQuLOAiX9F7I&hl=en&ei=qj3qSs7mPMHVlAf28_z_BA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CAsQ6AEwAA#v=onepage&q=Giulio%20Giorello%20piccoli&f=false Distributed cognition and the will: individual volition and social context]'', 2007, p. 95.</ref> *Sono secoli o addirittura millenni che ci trasciniamo il dualismo di mente e di [[anima e corpo|corpo]], di [[anima e corpo|anima]] e di carne. Prima ancora dei risultati di biologia e di neurofisiologia, questo dualismo è stato però smantellato da due grandi protagonisti della filosofia moderna: il razionalista [[Baruch Spinoza]] e l'empirista [[David Hume]]. Partendo da premesse assai diverse, i due convergono nel dirci che il nostro [[Io]] che si pretende immortale non è altro che un modo della natura.<ref name=Barone/> *{{NDR|Su [[Luigi Giussani]]}} Lo ricordo come uno dei migliori insegnanti di ateismo che abbia mai incontrato nella mia vita. Con lui facevo fatica a non diventare ateo del tutto. Perché Giussani legava la presentazione della parola di Gesù alla sottomissione all'autorità. Non la sottomissione a Dio... ma alle autorità che emanano da Dio. E a me questa roba non è mai andata giù.<ref>Marco Politi, ''La Chiesa dei no: indagine sugli italiani e la libertà di coscienza'', Mondadori, 2009, p. 300. ISBN 978-88-04-58151-2</ref> {{int|''Il bisogno di Dio? C'è, ma non me lo spiego''|intervista di Fabrizio Rossi, ''Tracce'', 17 settembre 2010}} *Tutte le prove dell'[[Problema dell'esistenza di Dio|esistenza di Dio]] implicano una sorta di sottomissione. *Io mi riconosco pienamente nella componente anti-idolatrica del cristianesimo. *In ogni cultura c'è un bisogno del divino, più come bisogno di amore. *Gli scienziati sbagliano quando, davanti ad una parte di realtà che non corrisponde alla loro teoria, cercano di cancellare la realtà anziché modificare la teoria. *La cosa più bella è discutere con gente certa, appassionata. E, in questo, [[Luigi Giussani|Giussani]] era un vero maestro. {{int|''Dio''|dal ciclo di lezioni ''Questioni di coscienza'', a cura di N. Vassallo e M. C. Amoretti, visibile su [http://www.youtube.com/watch?v&#61;I75yF_O8MVk YouTube], 24 febbraio – 29 maggio 2011}} *Contro questo fondamentalismo io ritengo che bisogna tornare all'[[illuminismo]]. [...] Mi piace soprattutto quello che si chiama illuminismo radicale, quello di [[Baruch Spinoza|Spinoza]] per esempio, quello di [[Denis Diderot|Diderot]], quello del marchese di [[Donatien Alphonse François de Sade|Sade]]. [...] Quante violenze... già, lui le teorizza, le descrive nei suoi romanzi, alcuni custodi della moralità, vedasi per esempio i vari preti pedofili e coloro che li hanno coperti e continuano a coprirli, invece le fanno. *Il fondamento dell'[[etica]] è la pratica dell'etica, non c'è nessun bisogno di fondarla su qualcosa d'altro. *Il fondamentalismo nasce, proprio con questa parola, nel contesto del cristianesimo, in particolare del [[protestantesimo|cristianesimo protestante]] soprattutto americano. [...] C'è anche un fondamentalismo cattolico. *Io ritengo che noi possiamo dare un senso al mondo senza bisogno di tirar fuori necessariamente [[Dio]]. *Qualunque [[comportamento]] umano, anche il più orribile alla luce di certi valori, è naturale, perché è consentito dalle leggi di [[natura]]. *Un [[ateismo]] metodologico è appunto un modo di vivere come se Dio non ci fosse, o prescindendo da Dio, o prescindendo da coloro che pretendono di imporre i loro valori in nome di Dio. ==''Di nessuna chiesa''== ===[[Incipit]]=== [[Karl Popper|Popper]] perdonami, comincerò con un altro Karl. “Uno spettro si aggira per l'Europa [...]. Tutte le potenze [...] si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar, [[Klemens von Metternich|Metternich]] e [[François Guizot|Guizot]], radicali francesi e poliziotti tedeschi.” Così inizia il ''[[Manifesto del partito comunista]]'' (1848) di [[Friedrich Engels|Engels]] e [[Karl Marx|Marx]]. Allora lo spettro era il ''comunismo''; oggi, invece, la santa alleanza lo chiama ''[[relativismo]]''. ===Citazioni=== *Troppo spesso si dimentica che il contrario di relativismo è assolutismo. (p. 15) *Un tempo i cieli erano popolati da [[Dèi|Dei]] che oggi consideriamo alla stregua di proiezioni umane più o meno ingenue. Ma per secoli, anzi per millenni, essi apparvero più potenti degli uomini, se non addirittura i loro creatori. C'è una parola latina che rende bene questo sovrastare: ''superstitio''. (p. 18) *Appare evidente come lo scontro oggi in atto sulla presunta dittatura del [[relativismo]] sia uno scontro filosofico sul senso e sulla portata della scienza, della riflessione critica, della tolleranza politica e della scelta morale. (p. 20) *Il [[fallimento|fallibilismo]] non è una teoria, bensì un atteggiamento, uno stile di vita, un'opzione filosofica che [[Charles Sanders Peirce|Peirce]] non vedeva sovrastare la pratica della ricerca, ma annidarsi nelle pieghe della scienza. Un sapere assoluto, sciolto cioè dal vincolo della critica, avrebbe a suo dire precluso ogni rinnovamento dell'indagine. (pp. 28-29) *La [[critica]] non è solo corrosiva - se essa scioglie vecchi vincoli è perché crea nuove solidarietà. (p. 73) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giulio Giorello, ''Di nessuna chiesa. La libertà del laico'', Raffaello Cortina Editore, Milano 2005. ISBN 8870789756 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giorello, Giulio}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Matematici italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] lwt75v2ca0kgcvm2okyz70t6pqwkdlm 1415887 1415885 2026-06-06T17:53:36Z Carnby 10152 1415887 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Giorello4.jpg|thumb|Giulio Giorello]] '''Giulio Giorello''' (1945 – 2020), filosofo, matematico ed epistemologo italiano. ==Citazioni di Giulio Giorello== *[[Dylan Dog|Dylan]] ci insegna che il [[filosofia|lavoro filosofico]] è sostanzialmente il lavoro sulla nostra [[incompletezza]], sulla nostra finitezza, sul fatto che siamo appunto condizionati da un mucchio di cose.<ref>Dall'intervento a ''Popsophia'', ''La filosofia di Dylan Dog'', visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=RENUHUTYtYQ YouTube]'', 17 luglio 2011.</ref> *{{NDR|Sul decesso di [[Margherita Hack]]}} Era una grande ricercatrice, una grande combattente per il concetto laico della libertà di ricerca e una grande donna. Margherita non aveva paura di essere anche atea, in nome della libertà della scienza.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/29/morta-margherita-hack-trieste-astrofisica-aveva-91-anni/641222/ Margherita Hack morta a 91 anni: l’astrofisica tra ricerca e diritti civili]'', ''Il Fatto Quotidiano'', 29 giugno 2013.</ref> *Il libertino cerca continuamente esperienze intellettuali nuove. E allora, in questo senso la [[lussuria]] è la passione del conoscere, dell'andare avanti, del non fermarsi mai, di non accontentarsi mai di un punto di vista raggiunto.<ref name=caffe>Dall'intervista di ''Caffeinacultura'', ''La conoscenza è lussuria. Parola di Giulio Giorello'', visibile su ''[http://www.youtube.com/watch?v=YrIUf6xOKic YouTube]''.</ref> *Il nucleo dell'interventismo [[cattolicesimo|cattolico]] non è in linea di principio troppo diverso dal cosiddetto [[fondamentalismo islamico]] (anche se personalmente non amo questa locuzione). In entrambi i casi, la nostra risposta dev'essere una sola: ''non passeranno!''<ref name=Barone>Dall'intervista di Gabriele Barone, ''[http://temi.repubblica.it/micromega-online/senza-dio-ne-padrone-intervista-a-giulio-giorello/ Senza Dio né padrone]'', gennaio 2011.</ref> *In questi giorni ho visto la fotografia della regina Elisabetta e del Papa che si sono incontrati. Erano l'immagine di due resti. La monarchia dentro la chiesa e la monarchia dentro lo Stato.<ref>Citato in Dino Cofrancesco, ''[http://www.loccidentale.it/node/96197 Elogio di Giulio Giorello e delle differenze (tra noi e lui)]'', ''loccidentale.it'', 26 Settembre 2010.</ref> *L'[[Charles Darwin#Autobiografia (1809-1882)|''Autobiografia'' di Darwin]] non è soltanto una preziosa testimonianza circa la genesi di una concezione e sulla personalità dell'uomo che l'ha prodotta, ma anche un insegnamento civile di libertà.<ref>Dall'Introduzione a Charles Darwin, ''Autobiografia (1809-1882)'', a cura di Nora Barlow, traduzione di Luciana Fratini, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 978-88-584-1688-4</ref> *La [[filosofia]] secondo me è un modo di scontrarsi con la pratica.<ref name=caffe/> *[[Ludovico Geymonat|Geymonat]] ritiene che il progresso scientifico si possa riassumere nello slogan: "contestare e creare": il miglior servizio che possiamo rendergli è dunque quello di contestarlo.<ref>Citato in [[Enzo Biagi]], ''Buoni cattivi: esiste ancora una morale valida per tutti?'', Biblioteca Universale Rizzoli, Milano, 1991, p. 80. ISBN 88-17-11549-5</ref> *Sì, abbiamo un'[[anima]]. Ma è fatta di tanti piccoli robot.<ref>Dal ''Corriere della sera'', 1997; citato in Don Ross, ''[http://books.google.com/books?id=DTvJxnfKs3YC&pg=PA95&lpg=PA95&dq=Giulio+Giorello+piccoli&source=bl&ots=ntO_bXdj2n&sig=ICIxP_EjS3XqfIfXQuLOAiX9F7I&hl=en&ei=qj3qSs7mPMHVlAf28_z_BA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CAsQ6AEwAA#v=onepage&q=Giulio%20Giorello%20piccoli&f=false Distributed cognition and the will: individual volition and social context]'', 2007, p. 95.</ref> *Sono secoli o addirittura millenni che ci trasciniamo il dualismo di mente e di [[anima e corpo|corpo]], di [[anima e corpo|anima]] e di carne. Prima ancora dei risultati di biologia e di neurofisiologia, questo dualismo è stato però smantellato da due grandi protagonisti della filosofia moderna: il razionalista [[Baruch Spinoza]] e l'empirista [[David Hume]]. Partendo da premesse assai diverse, i due convergono nel dirci che il nostro [[Io]] che si pretende immortale non è altro che un modo della natura.<ref name=Barone/> *{{NDR|Su [[Luigi Giussani]]}} Lo ricordo come uno dei migliori insegnanti di ateismo che abbia mai incontrato nella mia vita. Con lui facevo fatica a non diventare ateo del tutto. Perché Giussani legava la presentazione della parola di Gesù alla sottomissione all'autorità. Non la sottomissione a Dio... ma alle autorità che emanano da Dio. E a me questa roba non è mai andata giù.<ref>Marco Politi, ''La Chiesa del no: indagine sugli italiani e la libertà di coscienza'', Mondadori, 2009, p. 300. ISBN 978-88-04-58151-2</ref> {{int|''Il bisogno di Dio? C'è, ma non me lo spiego''|intervista di Fabrizio Rossi, ''Tracce'', 17 settembre 2010}} *Tutte le prove dell'[[Problema dell'esistenza di Dio|esistenza di Dio]] implicano una sorta di sottomissione. *Io mi riconosco pienamente nella componente anti-idolatrica del cristianesimo. *In ogni cultura c'è un bisogno del divino, più come bisogno di amore. *Gli scienziati sbagliano quando, davanti ad una parte di realtà che non corrisponde alla loro teoria, cercano di cancellare la realtà anziché modificare la teoria. *La cosa più bella è discutere con gente certa, appassionata. E, in questo, [[Luigi Giussani|Giussani]] era un vero maestro. {{int|''Dio''|dal ciclo di lezioni ''Questioni di coscienza'', a cura di N. Vassallo e M. C. Amoretti, visibile su [http://www.youtube.com/watch?v&#61;I75yF_O8MVk YouTube], 24 febbraio – 29 maggio 2011}} *Contro questo fondamentalismo io ritengo che bisogna tornare all'[[illuminismo]]. [...] Mi piace soprattutto quello che si chiama illuminismo radicale, quello di [[Baruch Spinoza|Spinoza]] per esempio, quello di [[Denis Diderot|Diderot]], quello del marchese di [[Donatien Alphonse François de Sade|Sade]]. [...] Quante violenze... già, lui le teorizza, le descrive nei suoi romanzi, alcuni custodi della moralità, vedasi per esempio i vari preti pedofili e coloro che li hanno coperti e continuano a coprirli, invece le fanno. *Il fondamento dell'[[etica]] è la pratica dell'etica, non c'è nessun bisogno di fondarla su qualcosa d'altro. *Il fondamentalismo nasce, proprio con questa parola, nel contesto del cristianesimo, in particolare del [[protestantesimo|cristianesimo protestante]] soprattutto americano. [...] C'è anche un fondamentalismo cattolico. *Io ritengo che noi possiamo dare un senso al mondo senza bisogno di tirar fuori necessariamente [[Dio]]. *Qualunque [[comportamento]] umano, anche il più orribile alla luce di certi valori, è naturale, perché è consentito dalle leggi di [[natura]]. *Un [[ateismo]] metodologico è appunto un modo di vivere come se Dio non ci fosse, o prescindendo da Dio, o prescindendo da coloro che pretendono di imporre i loro valori in nome di Dio. ==''Di nessuna chiesa''== ===[[Incipit]]=== [[Karl Popper|Popper]] perdonami, comincerò con un altro Karl. “Uno spettro si aggira per l'Europa [...]. Tutte le potenze [...] si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar, [[Klemens von Metternich|Metternich]] e [[François Guizot|Guizot]], radicali francesi e poliziotti tedeschi.” Così inizia il ''[[Manifesto del partito comunista]]'' (1848) di [[Friedrich Engels|Engels]] e [[Karl Marx|Marx]]. Allora lo spettro era il ''comunismo''; oggi, invece, la santa alleanza lo chiama ''[[relativismo]]''. ===Citazioni=== *Troppo spesso si dimentica che il contrario di relativismo è assolutismo. (p. 15) *Un tempo i cieli erano popolati da [[Dèi|Dei]] che oggi consideriamo alla stregua di proiezioni umane più o meno ingenue. Ma per secoli, anzi per millenni, essi apparvero più potenti degli uomini, se non addirittura i loro creatori. C'è una parola latina che rende bene questo sovrastare: ''superstitio''. (p. 18) *Appare evidente come lo scontro oggi in atto sulla presunta dittatura del [[relativismo]] sia uno scontro filosofico sul senso e sulla portata della scienza, della riflessione critica, della tolleranza politica e della scelta morale. (p. 20) *Il [[fallimento|fallibilismo]] non è una teoria, bensì un atteggiamento, uno stile di vita, un'opzione filosofica che [[Charles Sanders Peirce|Peirce]] non vedeva sovrastare la pratica della ricerca, ma annidarsi nelle pieghe della scienza. Un sapere assoluto, sciolto cioè dal vincolo della critica, avrebbe a suo dire precluso ogni rinnovamento dell'indagine. (pp. 28-29) *La [[critica]] non è solo corrosiva - se essa scioglie vecchi vincoli è perché crea nuove solidarietà. (p. 73) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giulio Giorello, ''Di nessuna chiesa. La libertà del laico'', Raffaello Cortina Editore, Milano 2005. ISBN 8870789756 ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giorello, Giulio}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Matematici italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] aqhasbw0odu4ihkn4pun3r3v0wlnmsu Katharine Hepburn 0 25313 1415923 1403915 2026-06-07T07:50:04Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1415923 wikitext text/x-wiki [[File:Katharine Hepburn publicity photograph.jpg|thumb|Katharine Hepburn nel 1941]] {{Premio|Oscar| '''[[Gloria del mattino]]''' *Miglior attrice (1934) '''[[Indovina chi viene a cena?]]''' *Miglior attrice (1968) '''[[Il leone d'inverno]]''' *Miglior attrice (1969) '''[[Sul lago dorato]]''' *Miglior attrice (1982) }} '''Katharine Houghton Hepburn''' (1907 – 2003), attrice cinematografica e teatrale statunitense. ==Citazioni di Katharine Hepburn== *{{NDR|A proposito di [[Montgomery Clift]]}} Era un debole, molto simpatico, accattivante, ma inguaribilmente debole.<ref name=Capua>Citato in Michelangelo Capua, ''Montgomery Clift. Vincitore e vinto'', Lindau, 2009. ISBN 9788871808086</ref> *Il momento giusto per giudicare qualcuno è mai!<ref>Da ''Scandalo a Filadelfia''; citato in Zadie Smith, ''La divina Kate'', ''Internazionale'', n. 498, 25 luglio 2003, p. 34.</ref> ==Citazioni su Katharine Hepburn== *Ci sono donne e donne – poi c'è Kate. Ci sono attrici e attrici – poi c'è Hepburn. ([[Frank Capra]]) *Kate voleva dirigersi da sola in ''[[Improvvisamente l'estate scorsa]]''. È una battaglia che non penso che un regista possa permettersi di perdere. ([[Joseph L. Mankiewicz]]) *L'attrice dilettante più esperta del mondo. ([[Joseph L. Mankiewicz]]) *L'audacia e il modo in cui i pantaloni a vita alta e camicie su misura parlavano della sua forza e indipendenza. ([[Eva Green]]) *Non sono mai stato un grande fan di Katharine Hepburn. Anche se è impressionante nel ''Lungo viaggio verso la notte'' e in ''Improvvisamente l'estate scorsa'', il suo film migliore, spesso la trovo molto artificiale. Piangere era la sua specialità. ([[Woody Allen]]) *{{NDR|Su Katharine Hepburn e [[James Stewart]]}} Sul set di ''"[[Scandalo a Filadelfia]]"'' la Hepburn lo ferma, e con la sua tipica dizione scandita gli dice: "Tu voli". "Beh sì...". Con la stessa cadenza militare la Hepburn gli comunica che lo aspetta la mattina seguente alle sette precise all'aeroporto. Mentre raccontava Jimmy quasi si mise sull'attenti; e aggiunse che la Hepburn lo terrorizzava. Certo, esagerava per potenziare l'effetto, ma era divertentissimo. ([[Peter Bogdanovich]]) ==Note== <references/> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932) *''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935) *''[[Susanna!]]'' (1938) *''[[Scandalo a Filadelfia]]'' (1940) *''[[Il lungo viaggio verso la notte]]'' (1962) *''[[Indovina chi viene a cena?]]'' (1967) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Hepburn, Katharine}} [[Categoria:Attori statunitensi]] ecguxz8t9e23ffyzwispea8cnzbgv29 Gianfranco Contini 0 38193 1415838 1317024 2026-06-06T14:27:14Z Gaux 18878 sistemo 1415838 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] n3ws8g4wago4bubzq44newnskh0ecda 1415839 1415838 2026-06-06T14:27:52Z Gaux 18878 /* Poeti del Duecento */ ordine 1415839 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] a72y1p8y9mrutjk9r6l00jpyb1p7p6h 1415840 1415839 2026-06-06T14:29:09Z Gaux 18878 typo 1415840 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] asssyb1ilpkedpi6plcvmu6lfskkmxq 1415841 1415840 2026-06-06T14:35:06Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gianfranco Contini */ Santorre Debenedetti 1415841 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *Dire che [[Santorre Debenedetti|Debenedetti]] aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', p. 330.</ref> *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] 8yqj9pjic9rm1kxhbu60hfssnmqd4bn 1415842 1415841 2026-06-06T14:36:49Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gianfranco Contini */ riferimenti bibliografici 1415842 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *Dire che [[Santorre Debenedetti|Debenedetti]] aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, p. 330.</ref> *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] 0seoyjcd19pxxgi86qacarso4uabcmo 1415843 1415842 2026-06-06T14:38:35Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gianfranco Contini */ Internet Archive 1415843 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *Dire che [[Santorre Debenedetti|Debenedetti]] aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/330/mode/1up p. 330].</ref> *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] s11ggsr9rd0gni2m1cc4m8trpjkirkr 1415846 1415843 2026-06-06T14:54:21Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gianfranco Contini */ altra su Debenedetti 1415846 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *Dire che [[Santorre Debenedetti|Debenedetti]] aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/330/mode/1up p. 330].</ref> *{{NDR|Santorre Debenedetti}} Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/331/mode/1up p. 331].</ref> *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] nka8qj721x40jq4ausbj5edkas3r6mq 1415867 1415846 2026-06-06T16:45:51Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gianfranco Contini */ Viveva solitario, poco amato, oggetto di leggende abborracciate 1415867 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *Dire che [[Santorre Debenedetti|Debenedetti]] aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/330/mode/1up p. 330].</ref> *{{NDR|Santorre Debenedetti}} Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/331/mode/1up p. 331].</ref> *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> *{{NDR|Santorre Debenedetti}} Viveva solitario, poco amato, oggetto di leggende abborracciate e approssimative: quella d’una giovinezza galante; quella d’una malignità inesausta. In realtà, quello ch’egli esercitava era l’italo aceto d’una «médisance sublime», secondo la celebre formula milanese di Stendhal: intera nell’aggettivo e per così dire nulla nel sostantivo; priva in tutto del greve corpo della malvagità, conclusa e paga in un arabesco di fantasia e di linguaggio.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/331/mode/1up p. 331].</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] qm5r3py5pla4brhiol6jbno9lz5vsrr 1415868 1415867 2026-06-06T16:47:44Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gianfranco Contini */ typo, altro 1415868 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *Dire che [[Santorre Debenedetti|Debenedetti]] aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/330/mode/1up p. 330].</ref> *{{NDR|Santorre Debenedetti}} Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/331/mode/1up p. 331].</ref> *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> *{{NDR|Santorre Debenedetti}} Viveva solitario, poco amato, oggetto di leggende abborracciate e approssimative: quella d'una giovinezza galante; quella d'una malignità inesausta. In realtà, quello ch'egli esercitava era l'italo aceto d'una «''médisance sublime''», secondo la celebre formula milanese di Stendhal: intera nell'aggettivo e per così dire nulla nel sostantivo; priva in tutto del greve corpo della malvagità, conclusa e paga in un arabesco di fantasia e di linguaggio.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/331/mode/1up p. 331].</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] sjfoxqt9mox54zw6zs23vubmfxtx4kz 1415869 1415868 2026-06-06T16:48:17Z Gaux 18878 /* Citazioni di Gianfranco Contini */ wlink 1415869 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *Dire che [[Santorre Debenedetti|Debenedetti]] aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/330/mode/1up p. 330].</ref> *{{NDR|Santorre Debenedetti}} Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/331/mode/1up p. 331].</ref> *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> *{{NDR|Santorre Debenedetti}} Viveva solitario, poco amato, oggetto di leggende abborracciate e approssimative: quella d'una giovinezza galante; quella d'una malignità inesausta. In realtà, quello ch'egli esercitava era l'italo aceto d'una «''médisance sublime''», secondo la celebre formula milanese di [[Stendhal]]: intera nell'aggettivo e per così dire nulla nel sostantivo; priva in tutto del greve corpo della malvagità, conclusa e paga in un arabesco di fantasia e di linguaggio.<ref>Da ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, [https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/331/mode/1up p. 331].</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] 7pkwisz61ulnyj73phbn1ovhr00bf1n 1415871 1415869 2026-06-06T16:52:43Z Gaux 18878 nuova sezione 1415871 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==''Santorre Debenedetti''== *Dire che [[Santorre Debenedetti|Debenedetti]] aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile. (p. 330) *{{NDR|Santorre Debenedetti}} Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia. (p. 331) *{{NDR|Santorre Debenedetti}} Viveva solitario, poco amato, oggetto di leggende abborracciate e approssimative: quella d'una giovinezza galante; quella d'una malignità inesausta. In realtà, quello ch'egli esercitava era l'italo aceto d'una «''médisance sublime''», secondo la celebre formula milanese di [[Stendhal]]: intera nell'aggettivo e per così dire nulla nel sostantivo; priva in tutto del greve corpo della malvagità, conclusa e paga in un arabesco di fantasia e di linguaggio. (p. 331) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. *Gianfranco Contini, ''Santorre Debenedetti'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] 9772bysvdguqmm53n73im1b09puewjg 1415873 1415871 2026-06-06T16:57:11Z Gaux 18878 Internet Archive, pagine dell'articolo 1415873 wikitext text/x-wiki [[File:Gianfranco Contini.jpg|miniatura|Gianfranco Contini]] '''Gianfranco Contini''' (1912 – 1990), storico e critico della letteratura e filologo italiano. ==Citazioni di Gianfranco Contini== *[[Tommaso Landolfi]] è il solo scrittore contemporaneo che abbia dedicato una minuziosa cura, degna di un ''dandy'' romantico (quale [[George Gordon Byron|Byron]] o [[Charles Baudelaire|Baudelaire]]), alla costruzione del proprio "personaggio": un personaggio notturno, di eccezionalità stravagante, dissipatore e inveterato giocatore; un personaggio che viene introdotto e anzi ostentato costantemente nell'opera.<ref>Da ''Letteratura dell'Italia unita 1861-1968''.</ref> ==''Poeti del Duecento''== *Il ''Cantico di Frate Sole'' {{NDR|di [[Francesco d'Assisi]]}}, nato come esortazione e preghiera, rivela nella sua forma linguistica, nel gusto latino degli aggettivi, nella memoria dei ''Salmi'' di David e del ''Cantico'' di Daniele, la cultura di uno scrittore umile per superiore vocazione. Così l'umiltà diventa anche accento stilistico. (Tomo I, p. 33) *Le laude ci sono state tramandate anonime; ma in questa {{NDR|''Ave, Vergene gaudente''}}, che appartiene a un laudario di [[Cortona]], il nome dell'autore compare nell'ultima strofetta.<br />Il nome è [[Garzo]] ed è stato identificato come un ser Garzo dell'Incisa in Valdarno, notaio e bisavolo del [[Francesco Petrarca|Petrarca]]. (Tomo II, p. 29) *{{NDR|A proposito della ''Donna de Paradiso'' di [[Iacopone da Todi]]}} L'apparizione di [[Cristo]], dopo un breve momento di filiale dolore, si fissa nel messaggio che Egli porta, testimonianza di una divina eredità destinata all'uomo.<br />La folla è nel fondo, corale incitamento alla violenza e al martirio. (Tomo II, p. 119) ==''Santorre Debenedetti''== *Dire che [[Santorre Debenedetti|Debenedetti]] aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile. (p. 330) *Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia. (p. 331) *Viveva solitario, poco amato, oggetto di leggende abborracciate e approssimative: quella d'una giovinezza galante; quella d'una malignità inesausta. In realtà, quello ch'egli esercitava era l'italo aceto d'una «''médisance sublime''», secondo la celebre formula milanese di [[Stendhal]]: intera nell'aggettivo e per così dire nulla nel sostantivo; priva in tutto del greve corpo della malvagità, conclusa e paga in un arabesco di fantasia e di linguaggio. (p. 331) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Gianfranco Contini (a cura di), ''Poeti del Duecento'', R. Ricciardi Editore, 1960. *Gianfranco Contini, ''[https://archive.org/details/belfagor_1949-05_4_3/page/323/mode/1up Santorre Debenedetti]'', in ''Belfagor'', Anno IV, n. 3, 31 maggio 1949, pp. 323-331. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Contini, Gianfranco}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] [[Categoria:Storici della letteratura italiani]] 0jka1c3be8w3bjmbg8mf88lm8ucd90b Discussioni utente:Carnby 3 40314 1415870 1220770 2026-06-06T16:52:27Z Udiki 86035 /* Citazione di Giulio Giorello senza fonte nella pagina di Luigi Giussani */ nuova sezione 1415870 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto|firma='''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 14:15, 30 nov 2009 (CET)}} == [[Piercamillo Davigo‎]] == Salve, qui non usiamo il template citaweb. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 21:29, 31 gen 2018 (CET) == [[Maelstrom]] == {{Avviso tematica}}--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 14:44, 9 mar 2018 (CET) == [[Giuseppe Siri]] == {{abc}} '''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 19:45, 3 ago 2022 (CEST) :Per esempio, è scritto qui in alto, nel riquadro di benvenuto (terzo punto). ''Dolce vita'' tra virgolette perché così è riportato nella fonte. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 12:47, 4 ago 2022 (CEST) == Citazione di Giulio Giorello senza fonte nella pagina di ''[[Luigi Giussani]]'' == Si tratta di '''[[Speciale:Diff/1415835|questa]]''', nello specifico. Non la trovo nemmeno con Google. Va prima messa con fonte nella pagina di Giorello. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:52, 6 giu 2026 (CEST) l4pnnup157t40bcp29klc0ektv0tl74 1415886 1415870 2026-06-06T17:52:39Z Carnby 10152 /* Citazione di Giulio Giorello senza fonte nella pagina di Luigi Giussani */ Risposta 1415886 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto|firma='''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 14:15, 30 nov 2009 (CET)}} == [[Piercamillo Davigo‎]] == Salve, qui non usiamo il template citaweb. 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''Dolce vita'' tra virgolette perché così è riportato nella fonte. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 12:47, 4 ago 2022 (CEST) == Citazione di Giulio Giorello senza fonte nella pagina di ''[[Luigi Giussani]]'' == Si tratta di '''[[Speciale:Diff/1415835|questa]]''', nello specifico. Non la trovo nemmeno con Google. Va prima messa con fonte nella pagina di Giorello. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:52, 6 giu 2026 (CEST) :{{fatto}} Errore mio, mi scuso.-- [[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 19:52, 6 giu 2026 (CEST) 9ho7nxciue93grfyuc2p6ii2u6rwlo3 Fiorella Mannoia 0 49383 1415911 1386786 2026-06-06T22:56:26Z IvanScrooge98 45087 /* */ foto 1415911 wikitext text/x-wiki [[File:Mannoia in cremona dec 11th 2017.jpg|thumb|Fiorella Mannoia]] '''Fiorella Mannoia''' (1954 – vivente), cantante italiana. ==Citazioni di Fiorella Mannoia== *Appartengo a una generazione fortunata, cresciuta in strada senza adulti intorno: sbucciati, ci rialzavamo. E imparavamo a cavarcela.<ref group="fonte" name="vecchiaia">Dall'intervista di Lavinia Farnese, ''[http://www.vanityfair.it/people/italia/17/02/07/fiorella-mannoia-sanremo-2017-amore-gossip-notizie-foto-canzone Fiorella Mannoia: «La vecchiaia non esiste»]'', ''VanityFair.it'', 7 febbraio 2017.</ref> *{{NDR|Sui [[migranti]]}} Come aiutarli? Smettendo di derubarli. Lasciamo l'[[Africa]] agli africani.<ref group="fonte" name="pietà"/> *{{NDR|Su [[Gianluca Buonanno]]}} È anche la gente come questo signore ad armare le mani di quelli che ammazzano un diciottenne dopo averlo torturato e seviziato, solo perché gay, è anche per gente come questa se questa intolleranza sfocia nelle tragedie quotidiane che tutti conosciamo, è anche per gente come questa che ragazzi si suicidano perché non reggono più all'emarginazione, all'isolamento, allo scherno. Sono stanca di questa gentaglia e la chiamo con il nome che merita: MERDA.<ref group="fonte">Da un [https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=10152768713942053&amp;id=218596532052 post] pubblicato da [https://www.facebook.com/pages/Fiorella-Mannoia/218596532052 post] sulla pagina ufficiale ''Facebook.com''. Ripreso da ''[http://www.huffingtonpost.it/2014/09/19/mannoia-buonanno_n_5847906.html Fiorella Mannoia Vs Gianluca Buonanno: "È per gente come lui che i giovani gay si suicidano. È una m...a"]'', ''Huffingtonpost.it'', 19 settembre 2014.</ref> *{{NDR|Su [[Fabrizio De André]]}} È stato un incontro devastante. Ho sentito per la prima volta a 16 anni ''[[Fabrizio De André#Tutti morimmo a stento|Tutti morimmo a stento]]'' e rimasi folgorata, mi fece entrare nell'età adulta. De Andrè mi ha cambiato la vita, mi ha mostrato l'altra faccia della medaglia che io non conoscevo. Con lui ho scoperto che esistevano i diseredati, gli esclusi, la droga e le prostitute. Tutto quello che c'è dall'altra parte della luna. Mi ha insegnato che tutti possiamo sbagliare nella vita. Possiamo essere Bocca di rosa e Marinella. Non dobbiamo metterci sul pulpito e giudicare nessuno. È stato un maestro.<ref group="fonte" name="pietà">Dall'intervista di Paola Medori, ''[http://letteradonna.it/177142/intervista-fiorella-mannoia/ «A molti italiani manca la pietà»]'', ''Letteradonna.it''.</ref> *Il nostro Sud non era un Sud povero e straccione in attesa di essere liberato, unificato, non lo era per niente [...] il nostro Sud era ricco, moderno più degli altri Paesi europei e di fatto è stato saccheggiato, depresso, derubato [...] e i briganti non erano dei delinquenti ma erano dei resistenti.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.infooggi.it/articolo/fiorella-mannoia-e-l-orgoglio-meridionale-sul-palco-il-sud-derubato-e-saccheggiato/78350/ Fiorella Mannoia e l'orgoglio meridionale sul palco: "Il Sud derubato e saccheggiato"]'', ''InfoOggi.it'', 29 marzo 2015.</ref> *Il problema dell'[[immigrazione]] è grande e forte. Ci dicono che lo fermeranno ma ci raccontano bugie. Non si interromperà mai. La spinta alla vita dell'essere umano, contro la fame e le guerre, è molto più forte. Quale essere umano si mette in attesa della morte?<ref group="fonte" name="pietà"/> *L'[[aborto]] è un dramma orribile, una scelta tragica. La vita è sacra e va rispettata. Dio ce l'ha data e l'uomo non ha il diritto di distruggerla.<ref group="fonte" name="Anima">Citata in Gianpaolo Mattei, ''Anima Mia'', Piemme, 1998.</ref> *{{NDR|Replicando a [[Pietro Parolin]] che dichiarò che le nozze gay una sconfitta per l'umanità}} La sconfitta dell'umanità, cardinale, sono i milioni di esseri umani costretti a vivere sorto la soglia di [[povertà]], sono le vittime di [[guerra]], di [[fame]], dell'[[odio]] umano. La sconfitta dell'umanità è sapere che nel terzo millennio il 90% della popolazione mondiale sopravvive a stento nella [[miseria]]. La sconfitta dell'umanità è la violazione dei [[diritti umani]], la [[disuguaglianza]], è lo [[sfruttamento]], è la distruzione del pianeta. L'umanità è sconfitta quando anche un solo bambino viene violato della sua innocenza. E da Cristiana il cuore mi dice che l'unione tra esseri umani che decidono di impegnarsi a volersi bene, dovrebbe essere benedetta, chiunque essi siano, ma questa è solo la mia modesta opinione.<ref group="fonte">Da un post pubblicato su ''Facebook.com''; citato in ''[http://www.huffingtonpost.it/2015/05/27/mannoia-parolin-nozze-gay_n_7450772.html Fiorella Mannoia Vs Pietro Parolin: "Caro cardinale, da cristiana dico: le nozze gay dovrebbero essere benedette"]'', ''Huffingtonpost.it'', 27 maggio 2005.</ref> *Le professioni hanno una dimensione pubblica, sulla quale non può incidere l'[[obiezione di coscienza]]. Se non si condivide la legge sull'[[aborto|interruzione di gravidanza]], e il diritto della [[donna]] a decidere, basta scegliere di non fare il [[ginecologo]].<ref group="fonte" name="decidere">Da ''[http://temi.repubblica.it/micromega-online/e-la-donna-che-deve-decidere/?printpage=undefined È la donna che deve decidere]'', ''MicroMega''.</ref> *Mi reputo una persona molto religiosa, credo fermamente in Dio. Gli sono riconoscente e Lo ringrazio molto e molto spesso. Mi ha dato davvero troppe cose che a tante altre persone non ha concesso, quindi ho profonda gratitudine verso di Lui.<ref group="fonte" name="Anima"/> *{{NDR|Su [[Noemi (cantante)|Noemi]]}} Mi è piaciuto molto lavorare con lei, rivedo in lei quello che ero io alla sua età, per cui lavoreremo insieme anche in futuro.<ref group="fonte">Citato in ''[http://www.rockol.it/news-104369/Fiorella-Mannoia,-%27Ho-imparato-a-sognare%27--%27Un-disco-di-cover-dal-sapore-live%27 rockol.it]'', 25 novembre 2009.</ref> *[[Enrico Ruggeri|Ruggeri]] mi ha aperto la porta della canzone d'autore, gli devo molto. Mi ha dato Quello che le donne non dicono. Lui ha vissuto con tante donne, le ha osservate, le conosce e dimostra che la sensibilità non ha sesso. È una canzone che ci descrive bene.<ref group="fonte" name="pietà"/> *Se avessimo avuto dei governi lungimiranti avremmo potuto vivere solo con tutta l'arte, che questo paese, il più bello del Mondo, ci offre.<ref group="fonte" name="pietà"/> *Se volete davvero aiutare il popolo [[Cuba|cubano]] toglietegli questo embargo vergognoso che lo stritola da 60 anni.<ref>Da un [https://twitter.com/FiorellaMannoia/status/1415335384565813254 tweet] del 14 luglio 2021.</ref> *Sembra incredibile che nel terzo millennio si debba ritornare a rimettere in discussione la legge sull'[[aborto]], sembra impossibile che si debba ritornare nelle piazze a rivendicare un diritto che sembrava ormai inalienabile, ed invece eccoci qui a rispondere ad attacchi che avrebbero dovuto ormai far parte di un passato che credevamo lontano. Le altissime personalità, ecclesiastiche, clericali o neoclericali, vogliono rimettere in discussione la legge sull'aborto; ora, è vero che tutte le leggi sono modificabili, nessuno esclude la possibilità di migliorarle, ma mi sembra che la tendenza sia quella restrittiva piuttosto che migliorativa. E nessuno per esempio ha affrontato fino ad ora il problema dell'obiezione di coscienza. L'[[obiezione di coscienza]] aveva un senso quando la legge è entrata in vigore. Chi allora faceva il [[ginecologo]], aveva scelto una professione che non contemplava il diritto della donna a decidere, ed eventualmente ad abortire. Oggi, invece, che il diritto della donna all'interruzione di gravidanza esiste da tempo, l'obiezione del ginecologo o dell'infermiere lede quel diritto. In molti casi, anzi, lo vanifica.<ref group="fonte" name="decidere"/> *Un [[Genitore e figlio|figlio]] è un foglio bianco dove ogni genitore scrive ed è un potere quasi divino.<ref group="fonte" name="pietà"/> *Uno Stato laico ha il dovere di formare una coscienza civile, quella religiosa deve seguire un altro percorso. Individualmente ognuno è, naturalmente, libero di fare quello che vuole nella propria vita. Può seguire quello che la Chiesa gli consiglia. Può non usufruire delle cure che si possono ottenere con la sperimentazione sulle cellule staminali, si può decidere di non usare il preservativo, di non divorziare, di astenersi dal sesso. Ma, da laica, esigo che questo Stato laico legiferi anche per me, che invece voglio poter decidere altrimenti.<ref group="fonte" name="decidere"/> *{{NDR|Su [[Beppe Grillo]]}} Vederlo abbarbicato sulle folle col megafono mi riporta indietro a un ardore politico – lo stesso di quando uscivamo senza reggiseno sotto maglie trasparenti – che non abbiamo più. È in nome di quello che difendo il Movimento.<ref group="fonte" name="vecchiaia"/> *Vorrei che sul tema dell'[[aborto]] gli uomini si astenessero. Per una donna la decisione di abortire è dolorosa, troppo dolorosa, e troppo delicata. Da donna, sono stanca di sentire eresie (queste sì), che giudicano l'interruzione di gravidanza come forma di contraccezione. Chi dice queste cose, è troppo lontano dalla realtà della vita per permettersi un giudizio. Solo una donna può capire che cosa vuol dire rinunciare a una gravidanza. È qualcosa che, anche con le migliori intenzioni, gli uomini non possono capire.<ref group="fonte" name="decidere"/> ==Citazioni tratte da canzoni== *[...] ''e il resto del mondo che attraversa il [[frontiera|confine]], ma il confine è rotondo, si sposta man mano che muoviamo lo sguardo'' [...] (da ''Non è un film''. Album: ''Sud'', Etichetta: Oyà/Sony Music, 2012) ===''Quello che le donne non dicono/Ti ruberò''=== '''Etichetta''': DDD, 1987, prodotto da Celso Valli. *''Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia | è una mancata verità che prima o poi succederà, | cambia il vento ma noi no | e se ci trasformiamo un po' | è per la voglia di piacere a chi c'è già o potrà arrivare a stare con noi.'' (da ''Quello che le [[donna|donne]] non dicono''<ref name=ruggerischiavone>Testo di [[Enrico Ruggeri]] e [[Luigi Schiavone]].</ref>) *''Siamo così, dolcemente complicate, | sempre più emozionate, delicate, | ma potrai trovarci ancora qui | nelle sere tempestose | portaci delle rose, | nuove cose | e ti diremo ancora un altro "si".'' (da ''Quello che le donne non dicono''<ref name=ruggerischiavone/>) *''Siamo così, | È difficile spiegare | Certe giornate amare, | Lascia stare, | Tanto ci potrai trovare qui | Con le nostre notti bianche | Ma non saremo stanche | Neanche quando | Ti diremo ancora un altro sì.'' (da ''Quello che le donne non dicono'') *''Cambia il vento ma noi no | E se ci trasformiamo un po' | È per la voglia di piacere | A chi c'è già o potrà arrivare.'' (da ''Quello che le donne non dicono'') ===''Canzoni per parlare''=== '''Etichetta''': DDD, 1988, prodotto da Piero Fabrizi. *''Se questa è una canzone con cui si può parlare | se in questa notte di Maggio io ti penso ad ascoltare | certe piccole voci che a volte vanno al cuore | in questi momenti con l'aria che si muove.'' (da ''Le notti di maggio'', n. 1) *''Io conosco la mia vita e ho visto il mare | e ho visto l'amore da poterne parlare.'' (da ''Le notti di maggio'', n. 1) *''Ma forse dopo un po' | prenderei ad organizzarmi l'esistenza | mi convincerei che posso fare senza | chiamerei gli amici con curiosità | e me ne andrei da qua.'' (da ''I dubbi dell'amore'', n. 5) *''Cambierei tutte le opinioni | e brucerei le foto | con nuove convinzioni | mi condizionerei | forse ringiovanirei | e comunque ne uscirei | non so quando | non so come.'' (da ''I dubbi dell'amore'', n. 5) ===''I treni a vapore''=== '''Etichetta''': Epic Records/Sony Music Entertainment, 1992, prodotto da Piero Fabrizi. *''Il cielo d'[[Irlanda]] è un oceano di nuvole e luce, | il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce, | il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù | ti annega di verde e ti copre di blu | ti copre di verde e ti annega di blu.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola>Testo di [[Massimo Bubola]].</ref>, n. 3) *''Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana, | il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna, | il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola/>, n. 3) *''Dal [[Donegal]] alle [[isole Aran]] | e da [[Dublino]] fino al [[Connemara]] | dovunque tu sia, viaggiando con zingari o re | il cielo d'Irlanda si muove con te | il cielo d'Irlanda è dentro di te.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola/>, n. 3) *''Il cielo d'Irlanda è un enorme cappello di pioggia, | il cielo d'Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia, | il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero | ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola/>, n. 3) *''Il cielo d'Irlanda è una donna che cambia spesso d'umore, | il cielo d'Irlanda è una gonna che gira nel sole, | il cielo d'Irlanda è Dio che suona la fisarmonica, | si apre e si chiude con il ritmo della musica.'' (da ''Il cielo d'Irlanda''<ref name=bubola/>, n. 3) ===''Il tempo e l'armonia''=== *''Come si cambia per non morire | Come si cambia per amore. | Come si cambia per non soffrire | Come si cambia per ricominciare.'' (da ''Come si cambia'') *''Quante volte gli occhi hanno pianto | Quante mie incertezze ho già perso | Oh no.'' (da ''Come si cambia'') *''Sentire il soffio della vita | Su questo letto che fra poco vola | Toccarti il cuore con le dita | E non aver paura | Di capire che domani è un altro giorno.'' (da ''Come si cambia'') ===''Sud''=== *''La chiamano speranza | Ma a volte è un modo per dire illusione.'' (da ''Io non ho paura'') *''E ho imparato a comprendere | L'indifferenza che ti cammina accanto | Ma le ho riconosciute | In tanti occhi le mie stesse paure | E aspettare è quel segreto che vorrei insegnarti | Matura il frutto | E il tuo dolore non farà più male | E adesso alza lo sguardo | Difendi con l'amore il tuo passato | E io da qui ti sentirò vicino.'' (da ''Io non ho paura'') *''E io ti penserò | In silenzio | Nelle notti d'estate | Nell'ora del tramonto | Quando si oscura il mondo | Quella muta delle fate. | E parlerò al tuo cuore perché | Domani partirai | In silenzio. | Ma in una notte d'estate | Io ti verrò a cercare | Io ti verrò a parlare | E griderò al mio cuore perché | Tu lo possa sentire.'' (da ''In viaggio'') *''Il tempo sarà lungo | E la tua strada incerta | Il calore del mio amore | Sarà la tua coperta | Ho temuto questo giorno | È arrivato così in fretta | E adesso devi andare | La vita non aspetta | Guardo le mie mani | Ora che siamo sole | Non ho altro da offrirti | Solo le mie parole.'' (da ''In viaggio'') *''Rivendica il diritto | A essere felice | Non dare retta alla gente, | Non sa quello che dice.'' (da ''In viaggio'') *''Lo sai che l'onestà | Non è un concetto vecchio | Non vergognarti mai | Quando ti guardi nello specchio | Non frenare l'allegria, | Non tenerla tra le dita. | Ricorda che l'ironia | Ti salverà la vita.'' (da ''In viaggio'') ===''Fiorella''=== *''Tra quello che vorremmo e quello che dobbiamo, | Con l'anima in conflitto per quello che non siamo.'' (da ''Le parole perdute'') *''Le parole perdute | Nascoste in fondo al cuore | Aspettano in silenzio | Un giorno migliore | Un lampo di coraggio | Per tornare in superficie | Un tempo felice | Un tempo felice.'' (da ''Le parole perdute'') ===''Combattente''=== '''Etichetta''': Oyà/Sony Music, 2016 *''Quante volte ho rovesciato la [[clessidra]], | questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa, che passa.'' (da ''Che sia benedetta'') *''Che sia [[Benedizioni dalle canzoni|benedetta]] | per quanto assurda e complessa ci sembri la [[vita]] è perfetta | per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta | e siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta | tenersela stretta.'' (da ''Che sia benedetta'') *''Siamo eterno, siamo passi, siamo storie | siamo figli della nostra verità | e se è vero che c'è un [[Dio]] e non ci abbandona | che sia fatta adesso la Sua volontà.'' (da ''Che sia benedetta'') *''A chi trova se stesso nel proprio coraggio | A chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio | A chi lotta da sempre e sopporta il dolore, | Qui nessuno è diverso, nessuno è migliore. | A chi ha perso tutto e riparte da zero | Perché niente finisce quando vivi davvero. | A chi resta da solo, abbracciato al silenzio | A chi dona l'amore che ha dentro.'' (da ''Che sia benedetta'') *''Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta. | Per quanto sembri incoerente e testarda, se cadi ti aspetta. | E siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta. | A tenersela stretta.'' (da ''Che sia benedetta'') *''In questo traffico di sguardi senza meta | In quei sorrisi spenti per la strada | Quante volte condanniamo questa vita | Illudendoci di averla già capita.'' (da ''Che sia benedetta'') *''Ho sbagliato tante volte nella vita | Chissà quante volte ancora sbaglierò.'' (da ''Che sia benedetta'') *''Mi sembrava di restare ferma al punto di partenza, | Di non essere capace di bastare mai a me stessa, | Di non avere una certezza, | Di non essere all'altezza.'' (da ''Nessuna conseguenza'') *''E ripetevi tutto questo con quell'aria da padrone | Convincendomi a pensare che io avevo torto e tu ragione | Ma lo sai alla fine che l'amore | Se lo tieni chiuso a chiave, guarda altrove.'' (da ''Nessuna conseguenza'') *''Di te so stare senza | Non sei necessario alla mia sopravvivenza.'' (da ''Nessuna conseguenza'') *''È una regola che vale in tutto l'universo, | Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso. | E anche se la paura fa tremare | Non ho mai smesso di lottare.'' (da ''Combattente'') *''Anche se il mondo può far male | Non ho mai smesso di lottare.'' (da ''Combattente'') *''Forse è vero, mi sono un po' addolcita | La vita, mi ha smussato gli angoli | Mi ha tolto qualche asperità.'' (da ''Combattente'') *''Ma non sottovalutare | La mia voglia di lottare | Perché è rimasta uguale | Non sottovalutare di me niente | Sono comunque sempre una combattente.'' (da ''Combattente'') *''È una regola che cambia tutto l'universo | Perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso | E in questa lacrima infinita | C'è tutto il senso della vita.'' (da ''Combattente'') *''Io sono stata sempre qui | A innamorarmi ogni giorno di più | Di questa nostra vita | Che ci ricorda ancora | Che quando si ama non si perde mai.'' (da ''Perfetti sconosciuti'') *''Quando i silenzi si mettevano tra noi | E ognuno andava per i fatti suoi | Come perfetti sconosciuti.'' (da ''Perfetti sconosciuti'') *''Hai mai pensato | A quanti sbagli | Alle parole buttate al vento | E a tutte quelle ancora dentro | In questo quadro dipinto a fatica | Dopo un'attesa che dura una vita | Ma cosa vuoi farmi credere.'' (da ''Perfetti sconosciuti'') ===Altro=== *''Sempre sarai | Nella tasca destra in alto | In un passo stanco | Dentro un salto in alto | Che mette i brividi. | Per sempre sarai | In un sorriso inaspettato | O in un appuntamento con il mio destino.'' (da ''Sempre sarai'') *''Abbi cura di splendere.'' (da ''Sempre sarai'') *''Se fossi ancora qui con me | Ti farei vedere io | Che la lezione d'amore che mi hai insegnato | L'ho imparata bene.'' (da ''Sempre sarai'') *''Vieni qua, vieni qua | Io ti volevo bene | ma riparlarne è inutile, inutile | Non ha più senso pensarti, capire, provare o sparire.'' (da ''L'amore si odia'') *''Ma tu non meriti più | Un battito di questa vita | Per tutto quello che conta, se conta | Sei come colla sulle dita.'' (da ''L'amore si odia'') *''E ogni petalo sai | Si finge di essere una rosa | Per ogni goccia vorrei | Diluvio sopra ogni cosa.'' (da ''L'amore si odia'') ==Citazioni su Fiorella Mannoia == *La Mannoia definisce Libero "carta da culo". Dato che lei canta col culo sarà a proprio agio leggendolo. ([[Vittorio Feltri]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|Quello che le donne non dicono/Ti ruberò||(1987)}} {{Pedia|Canzoni per parlare||(1988)}} {{Pedia|I treni a vapore||(1992)}} {{Pedia|Combattente (album)|''Combattente''|(2016)}} {{DEFAULTSORT:Mannoia, Fiorella}} [[Categoria:Cantanti italiani]] bjqlfgrjj8pgu8tgfu5rg5vsmtu8q08 Wikiquote:Bar 4 56359 1415866 1415821 2026-06-06T16:41:39Z Udiki 86035 /* Citazione di Luigi Giussani */ Risposta 1415866 wikitext text/x-wiki {| class="noprint" width="100%" cellpadding="0" cellspacing="0" style="-moz-border-radius:.5em; border-radius:.5em; padding:0.5em; background-color:#FFFAF0; border:2px solid #FF9000;" |- |{{Bar}} |} '''Aggiornato''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}} __TOC__ __NEWSECTIONLINK__ == Ordine cronologico e intestazioni == Buongiorno a tutti,<br> da un po' di tempo si è creata un'incongruenza e vorrei cercare di risolverla attraverso una soluzione univoca, che stia bene alla maggioranza.<br> Prendendo come esempio [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Francesca_Piccinini&oldid=1358493 questa voce], può accadere che utilizzando il [[Template:Int]], l'uso contestuale del [[Template:Cronologico]] possa portare a incongruenze: l'intervista del 2010 inserita in un template int potrà essere riportata visivamente dopo una del 2021 (non inserita nel template int), contraddicendo pertanto l'ordine cronologico.<br> Fermo restando che facendo un'adeguata selezione, le interviste da cui poter estrapolare più di tre citazioni si ridurrebbero notevolmente, le possibilità che mi vengono in mente sono: #lasciare le cose come sono e fregarsene della evidente contraddizione (evidentemente non l'opzione che personalmente prediligerei); #creare un nuovo template int che possa apparire "rientrato" così da interporsi '''tra''' le altre citazioni, ma non so se graficamente possa essere la soluzione più adeguata; #rendere semplicemente i due template mutuamente esclusivi e prediligere a quel punto l'ordine alfabetico per il resto delle citazioni; #raggruppare le citazioni con int e quelle senza int in due sezioni/sottosezioni diverse. Per favore vi pregherei di esprimere la vostra preferenze o alternativamente di fornire una nuova soluzione possibile. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:31, 6 gen 2025 (CET) ::Come scrivevo [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Danyele&diff=prev&oldid=1359505 qua], mi sembra che che negli ultimi anni sia diventata consuetudine usare il {{tl|cronologico}} senza problemi anche in presenza di sottosezioni: in tal caso il template indica non solo che le citazioni della sezione principale sono in ordine cronologico ma che anche le sottosezioni seguono un loro ordine cronologico. Può non essere la soluzione più ideale al mondo come coerenza ma credo che abbia una sua logica e un suo ordine e che rispetto alle alternative proposte sia la meno problematica. Ciò non significa che debba essere una soluzione obbligatoria, ma certamente non la vieterei, anche perché ormai si è molto diffusa, usata da alcuni degli utenti più attivi come Danyele e Mariomassone; è presente anche in [[Jawaharlal Nehru]] che è entrata in vetrina nel 2021, quindi si tratta di una prassi ben consolidata nel tempo. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:09, 6 gen 2025 (CET) :::In [[Francesca Piccinini]] ho fatto una prova per semplificare il problema e al contempo eliminare la contraddizione. Ditemi se il testo del [[template:cronologico2]] va bene eventualmente o se lo cambiereste. Mi riferisco soprattutto a {{ping|Spinoziano}} e {{ping|Danyele}}, ma anche a chiunque altro voglia intervenire.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:36, 9 gen 2025 (CET) ::::Può andar bene ma non starei a sostituirlo ovunque, per me anche col vecchio {{tl|cronologico}} si capisce (magari è una mia questione di abitudine) qual è il senso dell'indicazione anche in presenza di sottosezioni, inoltre la doppia frase del {{tl|cronologico2}} risulta un po' lunga (pur essendo già la più breve possibile) così da rischiare di frenare un po' la lettura; insomma al momento li terrei entrambi, non cercherei una sostituzione immediata ma renderei possibile a chi lo desidera utilizzare anche quello che hai creato tu.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:50, 9 gen 2025 (CET) :::::Ci sarebbe un'altra soluzione, presente in parte nella voce di [[Indro Montanelli]]: inserire la dicitura "cronologico" nella sottosezione come testo nascosto, cioè <code><nowiki><!--cronologico--></nowiki></code>. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:04, 9 gen 2025 (CET) ::::::Sì, talvolta l'ho usato anch'io: in alcune sottosezioni o anche in voci brevi può essere utile per snellire ciò che sta davanti alle citazioni dando comunque un'indicazione utile a chi apre la voce in modifica.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:56, 9 gen 2025 (CET) {{rientro}} ''Tutto cambi perché nulla cambi'', mi verrebbe da dire... reputo il [[Template:Cronologico2]] fastidiosamente pedante e verboso, dato che né più né meno si limita a segnalare quel che già fa, con molta più semplicità, il template classico: l'ordine cornologico di citazioni e sottosezioni. Non vedo chissà quale cambiamento, cosa che invece dovrebbe motivare la (eventuale) nuova prassi '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 01:00, 10 gen 2025 (CET) :Che {{tl|Cronologico2}} sia un po' "barocco" potrebbe anche essere, ma è una proposta costruttiva per cercare di risolvere una questione che è fondata. La verità è che il problema non si porrebbe neppure se si facesse a meno di sottosezioni e ci si limitasse a inserire le citazioni con la fonte in nota, cioè l'alternativa già prevista in [[Aiuto:Fonti#Interviste]]. Se si volesse dare comunque una parvenza di raggruppamento, basterebbe staccarle così: :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref>Fonte 1.</ref></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref name="fonte2">Fonte 2.</ref></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref name="fonte2"/></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref name="fonte2"/></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref>Fonte 3.</ref></code> :;Note :<references /> :Aggiungo che la necessità di avere almeno tre citazioni per formare la benedetta sottosezione spinge a inserire una terza citazione purchessia quando se ne vorrebbero mettere magari solo due veramente significative, la stessa forzatura in cui si incappa per sfuggire all'abbozzo di cui ho parlato sopra. Se si adottasse il layout di cui parlo, sarei favorevole a staccare anche gruppi di sole due citazioni. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:32, 11 gen 2025 (CET) ::Che si possa fare a meno di sottosezioni e limitarsi a inserire le citazioni con la fonte in nota anche quando ci sono tre o più citazioni tratte da una stessa fonte, fa bene {{ping|Udiki}} a ricordare che è una possibilità e che l'uso dell'{{tl|Int}} non è obbligatorio, dipende anche dal tipo di soggetto e dal tipo di cose che dice; il fatto di aggiungere una riga vuota in realtà non cambia molto a livello visivo, difatti spesso non mi accorgo di alcuni utenti che mettono una riga vuota fra ogni citazione se non quando apro in modifica, ma forse qui sopra si suggeriva un tecnicismo più complesso che non ho ben compreso. Il dubbio che il problema possa essere a monte, nell'uso eccessivo del template, e che per questo {{ping|Nemo_bis}} non fosse poi così diabolico a osteggiare il template Intervista2, appunto per il fatto che esso spinge a inserire citazioni non significative, non è infondato. Ma ormai ha preso piede, e certamente in molte voci è utile davvero; quello possiamo fare è tenerci più opzioni.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:38, 13 gen 2025 (CET) :::Chiarisco: non una riga vuota, che non dà in effetti nessun risultato, ma due. Fa' la prova tu stesso, così ti rendi conto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:47, 13 gen 2025 (CET) ::::Ah sì, facendo la prova mi sembra che crea uno spazio ancora più grosso di quello che appare nel tuo esempio, non so, a me questa cosa di aggiungere spazio non sembra risolutiva, come ho scritto poc'anzi resta possibile metterle di seguito anche senza aggiungere spazi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:58, 13 gen 2025 (CET) :::::Sì, infatti. Lo dicevo per chi magari proprio ci teneva a mantenere una parvenza di raggruppamento, casomai un monolite di testo apparisse brutto. Io non ci tengo molto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:01, 13 gen 2025 (CET) :::Sono contento di essere stato assolto dalle accuse di diavoleria! :::Non ho particolari opinioni sulle varie proposte, penso anch'io che i vari stili possano convivere. Nell'esempio di [[Francesca Piccinini]], se si volesse evitare un nuovo template, mi sembra che non farebbe una grandissima differenza aggiungere altre 5 sezioni per le 7 citazioni al momento non raggruppate, o viceversa portare le 14 citazioni alla sezione principale e usare le note invece dell'{{tl|int}}. Il {{tl|cronologico}} era forse più ovvio nell'era in cui fu creato, perché spesso le fonti erano in linea e quindi nell'esempio sarebbe subito stato evidente che le citazioni dopo le prime due sono del 2015 e successivi. I limiti sul sottosezionamento non sono un dogma ma solo una convenzione per evitare l'eterna inflazione dell'uso di {{tl|int}}, che in alcuni casi può essere problematico (per esempio interviste ai politici dove il titolista si è inventato qualcosa che nell'intervista nemmeno c'è). [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 20:51, 13 gen 2025 (CET) ::::Capisco che il nuovo template sia un po' pesante, ma tra la pesantezza e l'errore direi che la prima è di gran lunga preferibile. ::::La soluzione proposta da {{ping|Udiki}} del <nowiki><!--cronologico--></nowiki> mi sembra ottima e più leggera eventualmente. ::::Quando poi lo stesso Udiki dice che il template int non è obbligatorio dice una sacrosanta verità, in particolare il passaggio "la necessità di avere almeno tre citazioni per formare la benedetta sottosezione spinge a inserire una terza citazione purchessia quando se ne vorrebbero mettere magari solo due veramente significative" è la sintesi del problema. La voce della Piccinini ne è un esempio clamoroso, essendo ricolma di citazioni al limite della significatività (nonostante abbia rimosso le peggiori in tal senso) e probabilmente il template int non ha aiutato. ::::Tirando le somme scarterei il mio template troppo pesante e terrei le due soluzioni di Udiki, ma sarei per '''non''' tollerare quella attualmente utilizzata, fermo restando che una selezione più accurata risolverebbe gran parte dei problemi.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:48, 20 gen 2025 (CET) == Scorpori per voci tematiche == Segnalo [[Discussioni aiuto:Scorporo#Scorpori nelle tematiche]] per chiunque fosse interessato. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:40, 20 gen 2025 (CET) == Testate giornalistiche con autori anonimi == Se ''sistematicamente'' una testata giornalistica non inserisce per scelta editoriale i nomi degli autori degli articoli, che si può fare? Le citazioni non possono essere inserite nelle voci dei rispettivi autori, in tale situazione. Si può creare una voce sulla testata giornalistica e metterle lì? Ovviamente si parla di testate giornalistiche enciclopediche. È il caso p.es. di ''[[n+1]]'' (vedi [[w:n+1 (rivista italiana)|voce su Wikipedia]]), dove parrebbe che l'omissione sia sistematica; ed è anche il caso di ''The Economist'', per il quale si veda [[w:en:The_Economist#Tone_and_voice]]. Diverso è il caso di omissioni non sistematiche, pratica ricorrente generalmente in caso di giornalisti alle prime armi e quindi certo non enciclopedici. L'alternativa è inserire le citazioni nella pagina "[[Anonimo]]" oppure proibirle perché l'enciclopedicità non è accertabile, facendo eccezioni solo per articoli magari citati anche in altre fonti autorevoli. Io sarei incline a citare solo articoli riportati in fonti secondarie e a metterli nella pagina della rivista. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:10, 20 gen 2025 (CET) :Ed è anche il caso storico del "Time" magazine e altre testate americane. Si deve trattare di giornali enciclopedici. Unico dubbio è se la paternità dell'opera è ascrivibile alla redazione oppure al direttore della rivista. Sono favorevole a riportarle purchè siano abbastanza significative e riportino una fonte verificabile. Tra l'altro nel caso di ''n+1'' all'epoca la pagina era stata rivista da Quaro ex amministratore e Nemo quindi a meno che non abbiate cambiato qualcosa si dovrebbe poterle citare. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 03:13, 21 gen 2025 (CET) ::Il fatto è che l'enciclopedicità della testata non implica quella dell'autore, perché non basta scrivere p.es. sul ''Corriere della sera'' per essere enciclopedici, ma [[w:Aiuto:Criteri_di_enciclopedicità/Biografie|occorre]] "aver pubblicato in varie occasioni articoli sulla prima pagina e/o dirigere un quotidiano o un periodico di rilevanza nazionale (anche on-line)". Penso che Quaro e Nemo non si siano posti il problema ma abbiano procrastinato. Vediamo che dicono gli altri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:43, 21 gen 2025 (CET) :::Se le citazioni sono davvero significative e rilevanti (il criterio della fonte secondaria può essere un'ottima idea in tal senso) e i riferimenti bibliografici sono puntuali, secondo me si può creare senza problemi la voce di una testata e inserire le citazioni "anonime" magari con un bel template che specifica che vanno aggiunte solo quelle. Mi sembra un discorso vagamente simile a quanto già fatto in altri ambiti, tipo ''[[Crozza nel Paese delle Meraviglie]]''.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:22, 22 gen 2025 (CET) ::::D'accordo sulla creazione di una testata solo qualora ci fossero citazioni davvero significative,--[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 11:23, 22 gen 2025 (CET) == Save the date: itWikiCon 2025 si terrà dal 7 al 9 novembre 2025 a Catania == [[File:Logo ItWikiCon 2025 Catania SVG.svg|right|300px]] Il team di organizzazione dell’'''[[:meta:ItWikiCon/2025|itWikiCon 2025]]''' è felicissimo di annunciarvi che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre.''' Non vediamo l’ora di accogliervi nella città etnea per tre giorni di incontri, discussioni e laboratori che copriranno vari temi legati a Wikipedia e agli altri progetti. La sede del convegno, [https://www.isola.catania.it/ Isola Catania], si trova nel centro storico della città, vicinissima a tanti palazzi storici, a [[:w:it:via Etnea|via Etnea]] con tutti i suoi servizi disponibili e al [[:w:it:Pescheria di Catania|famoso mercato del pesce]]. La città è raggiungibile in aereo, ma anche in treno dalla costa tirrenica e in pullman. Oltre al convegno, abbiamo previsto una settimana intera di attività per scoprire Catania e la Sicilia orientale. Le proposte di attività saranno aggiunte e migliorate nei prossimi mesi [[:meta:ItWikiCon/2025/Programma|sulla pagina dell’evento]]. Quindi segnate le date nel vostro calendario, in modo di essere liberi di prendere il tempo per esplorare Catania e i suoi dintorni! Nelle prossime settimane, vi comunicheremo le tappe importanti dell’organizzazione dell’evento: costruzione collaborativa del programma, borse di partecipazione e commissioni di volontari per supportare il team organizzativo. Aggiungeremo nuove informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2025|pagina Meta dell’evento]], che vi invitiamo a seguire. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2025|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, il team organizzativo itWikiCon 2025: [[Utente:GiovanniPen|GiovanniPen]], [[Utente:Auregann|Auregann]], [[Utente:Sannita|Sannita]] 15:39, 29 gen 2025 (CET) == Una citazione sulle Epigrafi == Ciao a tutti, nella nuova voce [[Margherita Guarducci]], nella prima citazione, c'è un frase sulle epigrafi (non è possibile coltivare con profitto gli studi storici...) che vorrei inserire nella [[Epigrafi|voce corrispondente]]. Questa voce, attualmente, è una "Raccolta di" epigrafi; pensavo di aggiungere, quindi, una seconda sezione, titolandola "Citazioni sulle" epigrafi. È corretto? Altre soluzioni? Grazie. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:17, 2 feb 2025 (CET) :È corretto, vedi [[Ultime parole#Citazioni sulle ultime parole]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:43, 2 feb 2025 (CET) ::OK. Grazie. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 19:08, 2 feb 2025 (CET) == Wikimania 2025: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia == [[File:Wikimania logo.svg|right|100px]] Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:wmania:2025:Wikimania|Wikimania 2025]]''', che si terrà a Nairobi, Kenya, dal 6 al 9 agosto.<br/>Vengono messe a disposizione 6 borse da 1.500 euro ciascuna. Può essere inviata richiesta di borsa '''entro il 5 marzo 2025'''. Tutte le richieste saranno poi valutate da una commissione appositamente costituita e gli esiti verranno pubblicati entro il 20 marzo 2025.<br/>Il bando completo si trova sul wiki di Wikimedia Italia: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2025|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2025]], dove è presente il link al form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare!<br/>Per qualsiasi dubbio non esitate a chiedere qui sotto (pingandomi) o a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi] direttamente. Buona giornata. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 10:56, 5 feb 2025 (CET) == Wikimedia Italia: apertura sportello per progetti dei volontari 2025 == Ciao, siamo lieti di annunciarvi che è aperto lo '''sportello per progetti dei volontari 2025''' di Wikimedia Italia. Il bando ha lo scopo di finanziare i progetti dei volontari attivi nei progetti Wikimedia e OpenStreetMap, che siano legati agli scopi statutari di Wikimedia Italia. La dotazione dello sportello per l'anno 2025 è di 45.000 euro. Se avete delle proposte potete inviarle entro il: 28 febbraio (prima tranche), 30 aprile (seconda tranche) e 30 giugno (terza tranche). Dopo ogni deadline la commissione avrà 3 settimane per valutare i progetti, il supporto dei quali può variare dai 1.000 ai 10.000 EUR. Trovate tutti i dettagli e il template per presentare le proposte su Meta: '''[[:meta:Wikimedia Italia/Sportello per progetti dei volontari/2025|Wikimedia Italia/Sportello per progetti dei volontari/2025]]'''. Rimaniamo a disposizione per qualsiasi domanda. --[[Utente:Anisa Kuci (WMIT)|Anisa Kuci (WMIT)]] e [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:13, 7 feb 2025 (CET) == Christoph Martin Wieland == Ho inserito una citazione (sezione Citazioni su) nella voce [[Christoph Martin Wieland]]. Leggendo la voce, prima di togliere lo stub, ho notato l'incongruenza (tale mi pare) con la specifica sezione della prima frase ("Devo andare a Mannheim perché una volta nella vita voglio saziarmi di musica...). È forse una frase di Wieland inserita per errore nella sezione sbagliata? Dovrebbe essere corretta in tal senso? --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 16:58, 28 mar 2025 (CET) :@[[Utente:Gaux|Gaux]] {{fatto}} È così né può essere diversamente considerati vari elementi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 28 mar 2025 (CET) ::Ok! Grazie [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 06:48, 29 mar 2025 (CET) == formattazione di un testo "spaziato" == Ciao a tutti, esiste una tag per formattare una parte di testo con spaziatura orizzontale doppia, per intenderci come questa: e s e m p i o.<br>In alternativa posso evidenziare il testo con spaziatura doppia utilizzando il corsivo o il sottolineato? Grazie. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:02, 5 apr 2025 (CEST) :Una specie di tag esiste e viene utilizzato su Wikisource dal [[s:Template:Spaziato]] ma non capisco bene come riprodurlo senza template, magari possiamo importare il template. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:53, 6 apr 2025 (CEST) ::@[[Utente:Gaux|Gaux]] <code><nowiki><span style="letter-spacing:5px">esempio</span></nowiki></code><br />Al posto di "5" metti quello che ti pare meglio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:17, 6 apr 2025 (CEST) :::Grazie mille. Funziona perfettamente. vedi [[Ernst Troeltsch]], sezione: Incipit di ''Le dottrine sociali delle Chiese e dei gruppi cristiani''. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:52, 6 apr 2025 (CEST) ::::Grazie, ovviamente, anche a @[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:56, 6 apr 2025 (CEST) == Richiesta == Buongiorno, ho una domanda che vorrei porre agli amministratori di Wikiquote e che a quanto ho letto può essere posta qui: qual è il posto giusto (se c'è) per segnalare un comportamento che si ritiene scorretto e chiedere pareri a quel riguardo? [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 19:55, 10 apr 2025 (CEST) :Che comportamento e di chi? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 10 apr 2025 (CEST) Il suo signor Udiki. Attenderò la risposta alla mia domanda, che se come immagino non mi verrà fornita da lei mi verrà fornita da altri utenti, poi domani chiederò il parere degli altri amministratori nella pagina indicata. Per ora le auguro buonanotte. [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 20:10, 10 apr 2025 (CEST) :Tu hai sempre ottenuto da me tutte le risposte alle tue poco sensate domande, quindi non hai ragione di dubitare che io risponda. Ma andiamo per ordine: prima di effettuare una segnalazione è obbligatorio chiedere chiarimenti, ma tu non lo hai fatto nonostante ti sia stato domandato da me poco sopra con espresso riferimento alla condotta di cui ti lagni e che tuttora resta un arcano; inoltre non sono ammesse segnalazioni improprie e non pertinenti; per tutto questo si veda [[w:Wikipedia:Utenti_problematici#Raccomandazioni]]. Ti ricordo anche che sei autore di una guerra di modifiche che consta di due annullamenti da parte tua di ripristini effettuati da due distinti amministratori e che un terzo amministratore ha ritenuto giusti. Mi sembrano tornati i tempi di Micheledisaveriosp... [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:27, 10 apr 2025 (CEST) Buongiorno, non conoscendo ancora la pagina adatta dove scrivere lo chiedo agli amministratori che prima sono stati così gentili da occuparsi della mia richiesta di correzione, {{ping|Superchilum|Spinoziano}}: dove posso chiedere se determinati comportamenti sono conformi alle regole o meno? Non voglio segnalare un utente come "problematico", non voglio trovare una soluzione a qualche "conflitto": voglio capire se su Wikiquote comportarsi in un certo modo è consentito oppure no. Se lo chiedo è perché già suppongo che non lo sia e vorrei averne conferma, ma potrei benissimo sbagliarmi del tutto e se così fosse vorrei saperlo in modo da cambiare la mia opinione. Forse questa stessa pagina va bene per la mia domanda? [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 13:59, 11 apr 2025 (CEST) :Non puoi eludere il confronto con la persona che accusi, non si capisce ancora a che titolo. Se hai qualcosa da dire, dilla e abbi il coraggio di assumerti tutte le tue responsabilità fino in fondo e con tutte le conseguenze del caso; sennò vedi di smetterla perché la tua condotta è confusionaria, petulante e inconcludente già da un pezzo, né questa è una chat per darsi buon tempo. Le persone che cerchi maldestramente di coinvolgere non sono nate ieri e non prestano il fianco ad anonimi (forse neanche tanto tali) seminatori di zizzania. Ti ricordo che se stato tu, tra l'altro, a buttarla sul sarcastico e sul personale sin dal tuo primo commento, che peraltro seguiva due annullamenti di azioni compiute da amministratori e senza neppure uno straccio di motivazione nel campo oggetto della modifica... L'unica cosa sensata che puoi ancora fare è togliere il disturbo, tanto più che sulla questione di merito hai già avuto ripetutamente tutte le spiegazioni del caso. Il problematico qui sei tu e continuando su questa strada, che è sbagliata, non puoi ottenere nulla se non aggravare la mala parata. La cosa più probabile è che sarà tutto tristemente seppellito nell'indifferenza generale. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:52, 11 apr 2025 (CEST) ::Su Wikiquote non esistono gli equivalenti né di [[:w:Wikipedia:Richieste di pareri]] né di [[:w:Wikipedia:Risoluzione dei conflitti]]. Probabilmente non c'è mai stata la necessità, è sempre bastata [[Wikiquote:Utenti problematici]], ma se la comunità lo ritiene necessario io sarei favorevole a una pagina tipo [[Wikiquote:Richieste di pareri]] per avere feedback senza aprire vere problematicità. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:58, 14 apr 2025 (CEST) :::Lo si fa già informalmente, perché la community è piccola. Anche la pagina sui problematici non è stata quasi mai usata e nella metà dei casi si tratta di abusi di pagina di servizio opera di gente di passaggio giustamente cazziata, si veda [[Wikiquote:Utenti_problematici/Archivio#Doppia_Di|questo]] o [[Wikiquote:Utenti_problematici/Udiki|questo]] (nell'ultimo esempio, per la verità, il proponente stesso si è reso conto dell'insensatezza). Questo stesso thread rientra in questa ipotesi, una trollata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:12, 15 apr 2025 (CEST) La ringrazio per la sua risposta. Per me sarebbe solamente un miglioramento l'aggiungere una pagina di questo tipo visto che manca, questo però è soltanto il parere di un singolo utente. In ogni caso, se fosse possibile li scriverei anche qui i comportamenti che vorrei sapere se sono conformi alle regole di Wikiquote o meno, così vedo se poterli assumerli a mia volta senza rischi o se essi sono deprecabili a prescindere da quale utente li assuma. [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 07:59, 16 apr 2025 (CEST) :Comincia a esaminare i tuoi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:00, 16 apr 2025 (CEST) == Wikidata and Sister Projects: An online community event == ''(Apologies for posting in English)'' Hello everyone, I am excited to share news of an upcoming online event called '''[[d:Event:Wikidata_and_Sister_Projects|Wikidata and Sister Projects]]''' celebrating the different ways Wikidata can be used to support or enhance with another Wikimedia project. The event takes place over 4 days between '''May 29 - June 1st, 2025'''. We would like to invite speakers to present at this community event, to hear success stories, challenges, showcase tools or projects you may be working on, where Wikidata has been involved in Wikipedia, Commons, WikiSource and all other WM projects. If you are interested in attending, please [[d:Special:RegisterForEvent/1291|register here]]. If you would like to speak at the event, please fill out this Session Proposal template on the [[d:Event_talk:Wikidata_and_Sister_Projects|event talk page]], where you can also ask any questions you may have. I hope to see you at the event, in the audience or as a speaker, - [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 11:18, 11 apr 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_Send_List&oldid=28525705 --> == Formattazione contesto citazioni == Salve,<br>mentre stavo riformattando le citazioni sulla voce di [[Volodymyr Zelens'kyj]] per essere coerente con le proposte sovrastanti ("Ordine cronologico e intestazioni"), ho notato questa forma di contestualizzazione delle fonti: *Citazione (intervistatore, luogo, data ecc.)<nowiki><ref></ref></nowiki> Mi è venuto in mente di dare alla parte in parentesi una propria riga, così: *Citazione :(intervistatore, luogo, data ecc.)<nowiki><ref></ref></nowiki> Personalmente lo trovo migliore per ragioni estetiche. Voi che ne dite? [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:23, 22 apr 2025 (CEST) :Bisognerebbe semplicemente mettere tutto in nota, correggendo anche altri elementi. Esempio pratico:<br/><code>(Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019)<nowiki><ref>Da ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', traduzione di ''Eastjourney.net'', 21 maggio 2019</ref></nowiki></code><br/>dovrebbe diventare<br/><code><nowiki><ref>Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; tradotto in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref></nowiki></code><br/>"Tradotto in" si usa quando un testo è tradotto integralmente in una fonte secondaria; se invece c'è solo una parte, allora va bene "citato in". Se hai dubbi od obiezioni, chiedi. Comunque aspettiamo il parere di altri. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:14, 22 apr 2025 (CEST) ::Diciamo che bisogna scegliere uno stile univoco. La fonte primaria o viene indicata sempre tra parentesi o sempre in nota, non si può fare un "fritto misto" come in quella voce. ::Piccolo consiglio: la fonte primaria non si indica come "Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022" ma "'''Da''' ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022"; va detto che i libri mal si sposano con l'ordine cronologico per loro stessa natura, quindi la migliore soluzione sarebbe quella di creare una sezione apposita dedicata al libro a patto di avere almeno tre citazioni significative; ::Se si opta per la fonte primaria tra parentesi e fonte secondaria in nota (soluzione poco usata comunque) l'attuale convenzione dovrebbe essere (se non vado errato, nel caso correggetemi pure, purtroppo in [[Aiuto:Fonti]] non trovo riscontro) con il da/dal in minuscolo e la nota prima della parentesi chiusa; ::Tirando le somme, a me la soluzione della fonte primaria tra parentesi e della secondaria in nota non è mai particolarmente piaciuta (e mi risulta essere poco usata), tuttaviae è contemplata dalle linee guida. La soluzione qui proposta in generale non trova grande campo di applicazione e sinceramente non incontra il mio gusto estetico.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:47, 23 apr 2025 (CEST) :::@[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] Citare una fonte tra parentesi sembra essere un modo obsoleto, tipico degli inizi di Wikiquote in italiano; col passare del tempo si sono utilizzate sempre più le note.<br/>Non c'è una necessità di spezzare la fonte in due e citare quella primaria tra parentesi e quella secondaria in nota: [[Aiuto:Fonti#Libri altrui]], per esempio, le mette assieme separandole con il punto e virgola, così come nell'esempio che io ho fatto.<br/>A proposito: nel post precedente ho raccomandato di usare, nell'esempio che ho fatto e logicamente in altri casi simili, la formula "tradotto in" invece di "citato in": è corretta e necessaria? Le linee guida non dicono niente, però io l'ho vista in altre pagine. Avete deciso di usarla dopo qualche discussione in passato senza aggiornare poi le linee guida? Il criterio che io ho menzionato riguardo alle modalità di utilizzo di "tradotto in" è una mia ricostruzione; se è sbagliata, correggetemi. Peraltro vedo che in giro c'è anche "riportato in". Però, almeno nella pagina di Zelensky, potrebbe bastare il classico "citato in". [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:34, 23 apr 2025 (CEST) ::::{{rientro}} {{ping|Udiki}} Sì, sì, ripeto è una soluzione praticamente desueta, utilizzata già raramente prima, praticamente mai negli ultimi anni. <br>Il "citato in" è omnicomprensivo e di gran lunga la forma più utilizzata (e indicata nelle pagine di aiuto). "Tradotto in" e "riportato in" sono forme minori su cui c'è abbastanza tolleranza, ma tenderei a privilegiare "citato in" per uniformità.<br>In questo caso può andare la forma "tradotto in", ma nel caso in cui fosse noto il nome del traduttore la forma migliore sarebbe sicuramente "<code><nowiki><ref>Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; citato in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', traduzione di Pinco Pallino, ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref></nowiki></code>".--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:50, 23 apr 2025 (CEST) == WikiOscar 2025 == Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2025 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2025#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 22:22, 30 apr 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: dal 7 al 9 novembre 2025 a Catania: prossimi passi == Ciao a tutti, come forse già sapete, la '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia, si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Per una panoramica generale, vi rimandiamo alla '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma|sezione Programma]]''', che aggiorneremo regolarmente nei prossimi mesi e nella quale trovate già la '''scheda delle attività''', nonché alla [[m:ItWikiCon/2025/Informazioni|sezione Informazioni]]. In attesa dell’apertura ufficiale della fase di proposte prevista per il prossimo 3 giugno, la commissione Programma vorrebbe sondare i desideri delle comunità italofone in merito ai temi da trattare alla conferenza: quali sono gli argomenti più importanti da coprire, secondo voi? Che discussioni dobbiamo avere durante l’itWikiCon? '''Potete aggiungere dei temi o commentare quelli proposti dagli altri [[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte/Temi|sulla pagina Temi]] da ora fino a inizio giugno'''. Infine, per chi ha la necessità di richiedere una borsa di partecipazione per coprire le spese di viaggio e alloggio, '''la fase di richieste di borse sarà aperta dal 17 giugno fino al 27 luglio'''. Si svolge un po’ prima rispetto alle ultime edizioni, per permettervi di organizzare il vostro viaggio a Catania nelle condizioni migliori, quindi segnatevi queste date per non perdervi la fase di richieste! Aggiungeremo regolarmente nuove informazioni sulla pagina Meta dell’evento, che vi invitiamo a seguire. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e la commissione Programma, --[[Utente:Mastrocom|Mastrocom]] ([[Discussioni utente:Mastrocom|scrivimi]]) 11:22, 5 mag 2025 (CEST) == Changes to the way some users are granted the right to see temporary account IP addresses == Hello! This is the [[mediawikiwiki:Special:MyLanguage/Trust_and_Safety_Product|Trust and Safety Product]] team. We would like to share that we have decided to change the requirements for access to temporary account IP addresses. '''The impact on your community will be minimal'''. We are planning on implementing the change in the week of May 26 ([[phab:T393358|T393358]] + [[phab:T393360|T393360]] + [[phab:T390942|T390942]]). I will keep you updated about the details. We are only changing the rules for users who do not have extended rights (e.g. admins, bureaucrats, checkusers – [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Wikimedia_Access_to_Temporary_Account_IP_Addresses_Policy#requirements-for-access|see the policy for more examples]]) but their account is a minimum of 6 months old, and who have made a minimum of 300 edits on this wiki. They will lose access to IP addresses ([[phab:T393360|T393360]]), and to have it back, '''they will need to apply for the right. Admins or stewards will decide whether to grant it''' ([[phab:T390942|T390942]]). This will entail human manual work, but this method will be safer than if we continued to grant the rights automatically. We want to emphasize that fewer than five users who don't have extended rights have ever revealed a temporary account's IP addresses on your wiki. We made this decision based on what we heard from you, piloting wikis, particularly Romanian Wikipedians. We also consulted on options with Stewards, and had discussions on Meta-Wiki and about 20 Wikipedias with large communities. When we deploy temporary accounts to more wikis, we will evaluate the impact and may adjust our approach again. In addition, we'd like you to know that requirements for access to the [[mediawikiwiki:Special:MyLanguage/Trust_and_Safety_Product/IP_Info|IP Info]] feature will be identical with the ones for access to the temporary accounts' IP addresses (a user will either have full information or none). '''The rationale for the change''' We chose the current numerical thresholds and automatic granting before deploying temporary accounts on any wiki. However, it’s become clear to us that these requirements are quite low and it is still too easy for bad-faith actors to gain access to temporary account IP addresses. We want temporary accounts to meaningfully improve editor privacy, so we need to be more restrictive. Our goal is to more consistently limit IP address access to only those who need it. '''How will this work''' * When a user without extended rights needs to view temporary account IP addresses, they will need to file a request for being added to the "Temporary account IP viewers" group. They will file the request to admins (the local communities will be able to decide what that process will be) or stewards (for wikis without local admins). * The software will require that the user has at least 300 edits and the account since at least 6 months. Admins and stewards will not be able to grant temporary account IP access to accounts that do not meet that criteria. This is a minimum, and we encourage you to enforce higher thresholds. * The user reviewing the request will check if the user applying for the right meets requirements and that they have provided a valid justification. The right itself will be granted through Special:UserRights. * Users who grant requests for the right will also handle removal of the right. We would also like to clarify some details. For your convenience, we will also document some of it in [[mediawikiwiki:Trust_and_Safety_Product/Temporary_Accounts/FAQ|the project FAQ]]. {{Cassetto|Titolo=Access to IP addresses|overskriftsstil=background-color:#eee;|2 = * '''Separation of the new right''' (checkuser-temporary-account) out to a new group ([[metawiki:Meta:Temporary_account_IP_viewer|Temporary account IP viewers]]), as opposed to technically attaching it to any [[Special:ListGroupRights|existing group]] (like patroller). We have decided to do this for a few reasons: ** '''Having access to IP addresses carries risk'''. This right is similar to checkuser. IP addresses are considered personally identifiable information (a kind of [[:w:Dati personali|personal data]]). Outside actors who want to access IP addresses will now need to interact with users who have this right. Users with this right should be aware of this, and alert to the possibility of suspicious access requests. ** '''Good practices for privacy protection'''. Giving access to users who are trusted but do not need access to carry on their work is not in line with good practices for processing personal data. ** '''Removal of right'''. Access to IPs will be [[phab:T325658|logged]] ([https://it.wikiquote.org/wiki/Special:Log?type=checkuser-temporary-account example]). If any misuse of this right is detected, it can be taken away separately from any other permissions the user may hold. It would be difficult and sometimes also unreasonable to remove the rights unrelated to access to IP addresses. ** You may grant the new right to all users belonging to a certain existing group individually. These users must meet the criteria for Temporary account IP viewers, though. ** For clarity – all this does not affect administrators, bureaucrats, checkusers, stewards, and other groups mentioned in the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Access_to_temporary_account_IP_addresses|global policy]]. * '''Activity requirement'''. With regards to users who would need to be granted access manually, the policy says that they "must edit or take a logged action to the local project at least once within a 365-day period". This requirement is not changing. }} {{Cassetto|Titolo=Process of granting the right|overskriftsstil=background-color:#eee;|2 = * '''Formality of granting the right'''. There is no need for discussions or votes like Request for Adminship. It does suffice if a single admin makes a decision using their own judgement. * '''Additional requirements for the users applying for the right'''. ** You have autonomy over the process for granting the right. You can adopt thresholds higher than 300 edits, or disallow the "non-admin+" users to have the right. The granting process can be as basic or elaborate as you deem appropriate. ** Which criteria admins should take when deciding whether to grant the right – how to tell whether a user needs access to IP addresses? There are no mandatory requirements beyond a minimum of 300 edits and a 6 month old account. You may introduce additional criteria related to trust to the user (such as no prior blocks or copyright violations) or experience in patrolling activities. * '''Additional burden on administrators'''. We understand the toil of having to grant and remove an additional right. This is indeed a downside. We think that it will only have to be a one-time effort to grant this right to a larger number of people. We are curious if you can find ways to limit this burden. }} '''Next steps on your side we would like to suggest''' * We are encouraging you to consider '''adopting a policy''' on granting and removing the right, if you think you need to add anything to the global policy. * We are encouraging you to '''start granting the right'''. Considering our data (up to a few non-functionaries have ever revealed temporary account IP addresses here), we believe you don't need to rush or spend a lot of time preparing for this before the change comes into force, though. * We would like to show you what level of wiki-bureaucracy seems sufficient from our point of view. [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?oldid=28667152 In the sandbox], we have created a draft of what a page with requests for the flag could look like. Of course the final content of the page will depend on your community. We do not want to imply that we are instructing you on this matter. Let us know if you have any questions. Thank you! [[metawiki:User:NKohli_(WMF)|NKohli (WMF)]] and [[Utente:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[Discussioni utente:SGrabarczuk (WMF)|scrivimi]]) 04:32, 16 mag 2025 (CEST) == Trascrizione dialoghi fumetti == Attualmente sto riscrivendo ''[[Ken il guerriero]]'', e ho notato che nel manga ci sono alcuni dialoghi in cui un personaggio ha due nuvolette per accomodare una frase particolarmente lunga. Vedi un esempio [https://199xhokutonoken.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/10/il-padre-di-hyoh-e-kenshiro.jpg?w=584 qui]. Se volessi essere fedele al testo, lo trascriverei così: *Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... ...hanno vissuto per amore di una donna. Credo di non essere l'unico a trovare questa forma esteticamente sgradevole. Dato che i limiti di spazio delle nuvole non sono un problema qui, non si potrebbe semplicemente scartare i sei puntini? I risultati possibili sarebbero così: *Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre hanno vissuto per amore di una donna. Si potrebbe anche aggiungere una virgola: *Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre''',''' hanno vissuto per amore di una donna. Scusatemi in anticipo se questo è un tema già discusso. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:38, 20 mag 2025 (CEST) :Opterei per :*Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... hanno vissuto per amore di una donna. :Cioè i puntini è giusto riportarli per fedeltà e perché servono a reggere la frase (tu stesso affermi che sennò sei tentato di sostituirli con una virgola) ma ripeterli è ridondante, bastano tre e non sei. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:52, 21 mag 2025 (CEST) ::Concordo che in questo caso "spezzare" i puntini di sospensione sia sensato quando si abbiano balloon distinti, ma non particolarmente quando si deve riportare la citazione in un testo. Appoggio la proposta di Spinoziano, mantenere i puntini ma solo i canonici tre. D'altra parte, se hanno spezzato la frase in balloon diverse, vuol dire che nel testo c'era una pausa, ben riproducibile con i puntini. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:01, 21 mag 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: fase di proposte per il programma aperta fino al 15 luglio == Ciao a tutti, dichiariamo ufficialmente aperta la raccolta di proposte di sessioni per '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Il programma dell’evento è costruito dal basso grazie a presentazioni, discussioni e laboratori proposti dalla comunità e selezionati dalla commissione Programma. La fase di proposte è ora aperta '''fino al 15 luglio incluso'''. Seguendo le istruzioni '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte|sulla pagina Proposte]]''' potete presentare una o più proposte di sessioni, talk o workshop che vi piacerebbe tenere durante l’evento. L'itWikiCon è lo spazio di incontro dal vivo delle comunità dei vari progetti Wikimedia in italiano e nelle lingue regionali. Vi invitiamo a proporre sessioni che aiutano a rafforzare il senso di comunità e la voglia di contribuire ai progetti, ma anche a identificare dei problemi e individuare delle soluzioni. Daremo la priorità alle sessioni in cui tutti i partecipanti sono parte attiva, come ad esempio discussioni e laboratori. Se cercate ispirazione, alcune '''richieste di temi''' sono state fatte sulla [[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte/Temi|relativa pagina]], a cui potete liberamente attingere per elaborare una proposta. Inoltre, per chi non se la sente di tenere una sessione, ma vorrebbe che durante la conferenza si parlasse di un argomento che gli sta a cuore, è possibile continuare ad aggiungere delle richieste di temi fino al 15 luglio. La selezione delle proposte avverrà durante l’estate e i relatori saranno confermati a fine agosto. Nel frattempo, la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Borse|richieste di borse di partecipazione]] sarà aperta dal 17 giugno al 27 luglio''', quindi se considerate di proporre una sessione per il programma, ma avete bisogno di supporto economico per raggiungere Catania, vi invitiamo a farne richiesta entro le scadenze previste. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e la commissione Programma,[[Utente:Mastrocom|Mastrocom]] ([[Discussioni utente:Mastrocom|scrivimi]]) 11:50, 3 giu 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: fase di richiesta di borse aperta fino al 27 luglio == Ciao a tutti, '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Come ogni anno, gli organizzatori del convegno propongono un sistema di borse di partecipazione per rimborsare le spese di viaggio e alloggio di alcuni partecipanti, grazie al supporto economico di Wikimedia Italia e Wikimedia CH. Potete consultare il regolamento e le condizioni '''[[m:ItWikiCon/2025/Borse|sulla pagina dedicata alle borse]]''', e fare una richiesta di borsa tramite il form entro il 27 luglio. Dopo questa data, non sarà più possibile richiedere sostegno economico. I richiedenti riceveranno una risposta entro fine agosto. Le borse di quest'anno sono intitolate alla memoria di '''[[:it:Utente:Burgundo|Giovanni Augulino, in arte Burgundo]]''', utente e amministratore di Catania con all'attivo più di 196mila modifiche su Wikipedia, passato a miglior vita il 17 settembre 2022. Vi ricordiamo inoltre che la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte|proposte per il programma]]''' è aperta contemporaneamente e fino al 15 luglio. Non esitare a proporre una sessione, talk o workshop per il convegno entro questa scadenza. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info@itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e la commissione Borse, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 08:46, 17 giu 2025 (CEST) == Nomi animali == Ciao, ma su wikiquote, non è la norma usare i nomi volgari per gli animali piuttosto che quelli scientifici? Lo chiedo dopo aver visto questi spostamenti fatti su tre recenti voci create da me su certi serpenti europei: [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Coronella_austriaca&diff=prev&oldid=1380502 ], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Zamenis_longissimus&diff=prev&oldid=1380498 ], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Hierophis_viridiflavus&diff=prev&oldid=1380494 ]. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 07:58, 21 giu 2025 (CEST) :Sì, è così. {{ping|Danyele}}, ripristino a com'era prima.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:38, 21 giu 2025 (CEST) ::Se è così, perché nello spostamento dei namespace è prevista l'opzione "allineamento a Wikipedia"...? E dove posso consultare questa ''norma''? '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 18:03, 21 giu 2025 (CEST) :::Ci sarà stata una discussione da qualche parte; anche Dread dice la stessa cosa [[Wikiquote:Bar/Archivio_2020-06--12#Disambiguazioni|qui]], alla fine; e poi la consuetudine è chiara, basta vedere le voci. È una deroga alla regola. Anche i nomi di piante seguono lo stesso criterio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:33, 21 giu 2025 (CEST) ::::Allinearsi a Wikipedia ha senso in molti casi per praticità, ma per quanto riguarda i nomi di animali non siamo tenuti a seguire lo stesso rigore scientifico, perché le citazioni sono sempre sul delfino, sul cane, sulla mosca, non sulle specie in particolare :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:42, 23 giu 2025 (CEST) == Richiesta di pareri sul caso di un utente bloccato == Segnalo [[Discussioni_Wikiquote:Utenti_problematici#Richiesta_di_pareri_sul_caso_di_un_utente_bloccato|richiesta di pareri sul caso di un utente bloccato]], aperta ai commenti di tutti, per valutare se aprire una procedura o mantenere il blocco. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:39, 24 giu 2025 (CEST) == Partecipa al sondaggio sulla strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia == Ciao, Wikimedia Italia sta avviando un percorso per definire la nuova strategia 2026–2030. Vogliamo costruire un piano condiviso, attento alle esperienze e ai bisogni delle nostre comunità: è per questo che '''abbiamo bisogno anche del vostro contributo'''. Vi invitiamo a compilare un '''breve questionario''' (circa 10 minuti), che tocca temi centrali per il futuro dell’associazione: priorità strategiche, progetti, comunicazione, raccolta fondi e molto altro. Link al sondaggio: https://survey.wikimedia.it/index.php/246216?lang=it '''Per favore, inviateci le vostre risposte entro il 20 luglio 2025''': dopo questa data il sondaggio verrà chiuso. Nei prossimi mesi, lavoreremo per trasformare le opinioni raccolte tramite il sondaggio in '''obiettivi concreti e sostenibili'''. Vi ringraziamo per il tempo che vorrete dedicare a questo questionario e per il vostro importante contributo nella definizione della nuova strategia. Per qualsiasi domanda, potete scrivere a '''info@wikimedia.it'''. Un cordiale saluto, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 12:12, 2 lug 2025 (CEST) == Strumento per auto-compilazione Template:Film == Buongiorno. Trovo un po' - personalmente - scomodo dover compilare i campi del [[Template:Film]] quando occorre aprire una nuova voce inerente a un film. Sapete per caso se esiste uno strumento che renda automatica o semi-automatica la procedura? --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 13:50, 3 lug 2025 (CEST) :Basta che copincolli la tabella del template film da Wikipedia, dalla voce del film che vuoi creare su Wikiquote. La tabella funziona uguale solo che qui usiamo meno campi e alcuni vengono presi da Wikidata, inoltre non abbiamo ancora allineato il primo parametro "titolo" che su Wikipedia è stato messo al posto di "titolo italiano" e quindi su Wikiquote bisogna usare ancora "titolo italiano" (o non metterlo, così lo prende da Wikidata).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:13, 3 lug 2025 (CEST) ::Ah! In effetti non ci avevo pensato! Anzi, mi ero messo a scrivere uno script per tale funzionalità. Oramai l'ho fatto, è disponibile [https://hub-paws.wmcloud.org/user/Wiccio/lab/tree/wikidata-scripts/template-film-wquote.ipynb qua] se può tornarvi più utile del copia-incolla. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 15:31, 3 lug 2025 (CEST) :::Grazie ma non serve, è già semplicissimo: se copincolli la tabella da Wikipedia ci metti un attimo.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:37, 3 lug 2025 (CEST) == Confronti di politici == Mi è venuto in mente che, data l'abbondanza di citazioni che paragonano Silvio Berlusconi e Vladimir Putin, non si potrebbe fare una voce a parte dedicata? L'unico dubbio, oltre il fatto che non è stato finora scritta una pagina di confronti sui politici, è se renderlo una voce tematica o no, considerando quante volte i due hanno parlato di l'uno dell'altro. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 08:11, 7 lug 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: proposte programma entro il 15 luglio, richieste borse entro il 27 luglio == Ciao a tutti, qui un promemoria per le prossime scadenze della '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''' che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre''': * la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte|proposte di sessioni per il programma]] è aperta fino a martedì 15 luglio'''. Fino ad allora, potete ancora supportare o dare feedback [[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte#Supporta_le_tue_proposte_preferite|alle proposte già presentate]]; * la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Borse|richiesta di una borsa]]''' (rimborso del viaggio e alloggio, gratuità della quota di partecipazione) è aperta fino a '''domenica 27 luglio'''. A latere, trovate dei suggerimenti per prenotare il vostro viaggio e alloggio sulla pagina [[m:ItWikiCon/2025/Informazioni|Informazioni]]). Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e le commissioni Programma e Borse, --[[Utente:Mastrocom|Mastrocom]] ([[Discussioni utente:Mastrocom|scrivimi]]) 13:08, 7 lug 2025 (CEST) == Filmografia in voci di persone == Buondì. Mi sono imbattuto in alcune voci riguardanti figure del mondo cinematografico e mi è sorto qualche dubbio sulla gestione della filmografia. Ho notato che in alcune voci vengono riepilogati i titoli presenti in WQ con un semplice elenco ordinato per anno (vedasi [[Renato Pozzetto]], mentre in altre voci vi sono sottosezioni per ruolo (vedasi [[Giovanni Veronesi]]) ma sono svariati i casi in cui una persona ricopre una molteplicità di ruoli per lo stesso film e pertanto risulterebbe ridondante inserire lo stesso titolo in più sottosezioni. In altre voci ancora, i ruoli vengono inseriti a fianco del titolo (vedasi [[Carlo Mazzacurati]]). Dunque vi chiedo: esiste una prassi per l’impostazione della sezione Filmografia? --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 10:25, 18 lug 2025 (CEST) :La prassi corretta, quando una persona ricopre spesso ruoli diversi nella filmografia, è quella di indicarli a fianco del titolo, come in [[Carlo Mazzacurati]], vedi come esempio anche [[Alberto Sordi]]. Questo nel caso che hai citato, quando appunto una persona ricopre una molteplicità di ruoli per lo stesso film e pertanto risulterebbe ridondante inserire lo stesso titolo in più sottosezioni. Se invece è presente in film diversi ma con ruoli sempre distinti, specie come attore oppure doppiatore, è corretta la doppia sottosezione, esempio [[Lauro Gazzolo]]. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:05, 18 lug 2025 (CEST) == Fumagalli: full circle. Esultiamo! == Cari amici, ''Chi l'ha detto?'' di Giuseppe Fumagalli è stato riletto! ripassando la cronologia *[[Wikiquote:Bar/Archivio_2009-01-02-03-04-05#Magari_lo_sapevate_già...|aprile 2009]]: segnalo il volume su IA ma l'autore era ancora sotto copyright *[[s:Speciale:LinkPermanente/1029072|gennaio 2012]]: Nemo bis inaugura l'indice da trascrivere *[[Wikiquote:Bar/Archivio_2022-06--12#Milestone_biprogetto:_Fumagalli|giugno 2022]]: il volume è completamente trascritto *e [[s:speciale:LinkPermanente/3552917|ieri, 7 agosto 2025]], il volume è completamente riletto. Questo è appunto un lavoro monumentale tra i due progetti che si conclude, che prova che il tempo è sempre dalla nostra parte e che mette a disposizione un enorme numero di citazioni dotati di fonte accurata. Ogni citazione è racchiusa in un template che fornisce un'ancora da utilizzare qui: ora resta da creare un template che da qui colleghi direttametne alla pagina giusta. Ci lavoro... '''[[:s:it:utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[:s:it:Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 11:42, 7 ago 2025 (CEST) :{{ping|OrbiliusMagister}} Grazie per la bella notizia e, come scrivi, il rapporto tra Wikiquote e Wikisource resta sempre reciprocamente proficuo! Per linkare a una pagina specifica di Wikisource in realtà basta fare come ad esempio in [[Bernabò Visconti]], cioè mettere un interlink alla pagina di Wikisource (in quel caso <nowiki>[[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/504|p. 472]]</nowiki>) e il gioco è fatto: è già stato fatto così in numerose voci di Wikiquote che citano il ''Chi l'ha detto?'' -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:30, 7 ago 2025 (CEST) ::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Mi felicito assai. Siccome "ogni citazione è racchiusa in un template che fornisce un'ancora", effettivamente il collegamento interwiki potrebbe essere più preciso che non quello alla sola pagina di cui parla Spinoziano. Qui abbiamo già {{tl|Source}}, che funziona in combinazione con {{[[s:Template:§|§]]}} di Wikisource, ma appunto bisogna prendersi la briga di inserire l'àncora su Wikisource. Potrebbe {{tl|Source}}, magari aggiornato, funzionare anche con il template che avete utilizzato per il ''Chi l'ha detto?'', cioè {{[[s:Template:Cld|Cld]]}}? O si potrebbe richiamare {{[[s:Template:Cld|Cld]]}} con un semplice collegamento interwiki così come già permette {{[[s:Template:§|§]]}} di Wikisource? Un esempio dell'ultima cosa che ho detto è [[s:Convivio/Trattato quarto#Conviensi adunque essere prudente]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:10, 7 ago 2025 (CEST) :::L'ancora non è richiesta nel senso che il [[s:template:Cld|template:Cld]] ha già inserito un'ancora con il numero della citazione: si tratta di capire come richiamarla da qui senza usare sessantacinque parametri di capitolo/pagina/ecc. che renderebbero la semplice citazione di pagina usata ed esemplificata qui sopra conveniente. Io punterei a un template "Cld" qui su Quote che con un semplice <nowiki>{{Cld|14}}</nowiki> porti a [[:s:Chi_l'ha_detto?/Parte_prima/1#c14]] '''[[:s:it:utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[:s:it:Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 17:01, 7 ago 2025 (CEST) ::::<code><nowiki>{{Source|Chi l'ha detto?/Parte prima/1|c14|parte I, § 1, n. 14}}</nowiki></code> genera {{Source|Chi_l'ha_detto?/Parte_prima/1|c14|parte I, § 1, n. 14}}, il che è in linea con quello che si è sempre fatto qui. Secondo me non serve un template ''ad hoc''. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:19, 7 ago 2025 (CEST) :::::Se porta a [[:s:Chi_l'ha_detto?/Parte_prima/1#c14]] però non si vede direttamente la fonte primaria, cioè la scansione della pagina, mentre nell'esempio che ho citato uno vede la scansione della pagina con la trascrizione a fianco e può anche controllare che la trascrizione sia corretta (difatti, anche se le pagine sono già rilette, qualche refuso può esser rimasto; ad esempio mentre ieri controllavo l'esempio citato mi è capitato di [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Chi_l%27ha_detto.djvu/504&diff=prev&oldid=3553018 correggerne] uno proprio perché avevo di fronte la singola pagina trascritta).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:46, 8 ago 2025 (CEST) ::::::Quel template si è sempre usato in quel modo, anche le istruzioni mostrano quella sintassi.<br/>Comunque hai ragione e si può fare così: <code><nowiki>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', {{Source|Pagina:Chi l'ha detto.djvu/39|c14|n. 14}}.</nowiki></code>, che genera "Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', {{Source|Pagina:Chi l'ha detto.djvu/39|c14|n. 14}}."<br/>Se non si vuole usare il template, ma il collegamento interwiki classico, allora si può scrivere <code><nowiki>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/39#c14|n. 14]].</nowiki></code>; l'output è ovviamente identico.<br/>Faccio anche notare che la numerazione delle frasi si mantiene progressiva dall'inizio all fine del libro, cioè non ricomincia da capo per ogni parte o capitolo, che quindi non serve indicare come invece avevo fatto nell'esempio precedente. Per lo stesso motivo non serve indicare neppure il numero di pagina, anzi il numero di ciascuna frase consente da solo di localizzarla con maggior precisione, considerando che ogni pagina contiene più frasi.<br/>Non è necessario neanche specificare il nome dell'editore né il luogo né la data di pubblicazione dell'opera, perché vale il semplice rinvio a Wikisource in base a quanto detto in [[Aiuto:Fonti#Bibliografia]].<br/>Non potrebbe essere più semplice, chiaro ed efficace. Dico tutto questo per il futuro. Comunque la maggior parte delle citazioni, onore al merito, è già stata importata dall'ottimo AnjaQantina. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:41, 8 ago 2025 (CEST) :::::::Credo che quanto indicato in [[Aiuto:Fonti#Bibliografia]] sia applicabile solo a casi di opere arcinote come la ''[[Divina Commedia]]'' o magari andrebbe rivisto quanto ivi scritto, perché Wikisource in quanto tale non è una fonte: è una piattaforma che riporta la fonte; quindi su Wikiquote editore, città e anno, in un caso come il ''Chi l'ha detto?'' ci vogliono e non costa nulla indicarli, difatti AnjaQantina li indicava. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:47, 9 ago 2025 (CEST) ::::::::Allora sarà da rivedere la linea guida, perché pare che dica non tanto che Wikisource è una fonte paragonabile a un'edizione di una casa editrice, ma che i dati bibliografici possono essere visti lì e che perciò non c'è bisogno di metterli pure qui, probabilmente sulla base di un'integrazione dei due progetti. Anche nel caso della ''Divina Commedia'' non ci sarebbe stato da accogliere la cosa ''de plano'', perché pur essendo arcinota ci sono diverse edizioni di maggiore e minore pregio, con contributi filologici ecc. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:41, 9 ago 2025 (CEST) :::::::::Sì, idealmente anche la voce ''[[Divina Commedia]]'' dovrebbe avere una bibliografia, oltrettutto nel caso della versione presente su Wikisource e utilizzata su Wikiquote si tratta di un'edizione con versione cartacea a fronte non presente, e che non è possibile rileggere, che è in quello stato dal 2008, quindi non proprio il massimo secondo gli standard attuali, né per Wikisource né per Wikiquote. La linea guida che hai citato è stata [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Aiuto:Fonti&diff=next&oldid=246414 inserita] da Nemo nel 2009, c'era stata [[Discussioni aiuto:Interwiki|questa discusssione]]; ora comunque siamo più attenti in entrambi i progetti alla precisione e verificabilità delle fonti. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:55, 9 ago 2025 (CEST) == Slogan femminista? == Non ricordo chi disse per la prima volta una frase del tipo "la donna poteva essere solo madre, moglie, figlia e p-ttana".--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 13:42, 1 set 2025 (CEST) :@[[Utente:Carnby|Carnby]] Definirlo "femminista" non pare proprio il caso! Qualche altro ragguaglio? È stato usato in Italia o all'estero? È associabile a qualche periodo storico? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:11, 1 set 2025 (CEST) ::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ovviamente era polemico, si riferiva la fatto che la donna doveva essere un individuo indipendente e non in relazione ai bisogni dell'uomo; però non ho altri ragguagli.--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 08:53, 2 set 2025 (CEST) == SheSaid 2025 == Dal 1º settembre al 31 dicembre, torna la campagna [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]. --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:56, 6 set 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: programma pubblicato e iscrizioni aperte fino al 12 ottobre == Ciao a tutti, ci stiamo avvicinando a '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Siamo lieti di presentarvi il '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma#Programma_del_convegno_in_vista_tabellare|programma del convegno]]''', costruito a partire dalle proposte della comunità selezionate dalla commissione programma. Durante i tre giorni del convegno, potrete partecipare a presentazioni e discussioni su vari argomenti legati ai progetti Wikimedia, ai processi comunitari e alle sfide delle comunità per il futuro. Ma l’itWikiCon di Catania è più di un convegno: prima e dopo l’evento organizzeremo '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma#Panoramica_della_settimana_dell'itWikiCon_2025|una serie di visite guidate e altre attività]]''' per scoprire la Sicilia orientale insieme. Vi invitiamo a pianificare il vostro viaggio tenendo in considerazione queste attività (che saranno a carico dei partecipanti). Consigliamo di essere celeri nel prenotare gli alloggi e i mezzi di trasporto, poiché Catania è una destinazione ad alta stagione turistica anche a novembre. Troverete dei consigli su come raggiungere Catania e dove alloggiare [[m:ItWikiCon/2025/Informazioni|sulla pagina Informazioni]]. La fase di iscrizione all’evento è '''aperta fino a domenica 12 ottobre a mezzanotte'''. Potete prenotare il vostro posto per il convegno compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2025/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 20€ vi permette di sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per validare la vostra iscrizione. Per qualsiasi domanda o suggerimento non esitate a scrivere un messaggio sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2025|pagina di discussione dell’evento]] o a contattarci a info@itwikicon.org. A presto, Per il team organizzatore itWikiCon 2025, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:30, 9 set 2025 (CEST) == SheSaid 2025 == Carissimi, vi ricordo che da ottobre inizia tradizionalmente (siamo al sesto anno) l'iniziativa SheSaid. È possibile, per chi vuole, iscriversi in [[Wikiquote:SheSaid 2025#Partecipanti]] e creare o ampliare voci dedicate a donne. Quest'anno in realtà era possibile iniziare dal 1° settembre, ma per chi non avesse sfruttato tale opzione siete ancora in tempo a partecipare secondo i tempi degli ultimi due anni (fino al 31 dicembre). Pingo a tale riguardo i maggiori partecipanti alle ultime due edizioni che non sono ancora iscritti, nel caso vi trovassero piacere anche quest'anno: {{ping|Danyele|Ibisco|Emmepici}} {{ping|GryffindorD|IppolitoN|Dispe}} {{ping|Superchilum|Pierpao}}. Un caro saluto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:12, 30 set 2025 (CEST) == Strategia Wikimedia Italia 2026-2030: è online la versione in consultazione == Ciao a tutte e a tutti,<br/> condividiamo in '''[[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030/Versione in consultazione|questa pagina su Meta]]''' una '''versione in consultazione della Strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia''', frutto dell’integrazione tra i risultati del sondaggio e dei 12 incontri di gruppo svolti. Invitiamo tutta la comunità a leggere il documento e a '''contribuire in [[:meta:Talk:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030/Versione in consultazione|pagina di discussione]] con osservazioni e suggerimenti''' entro le ore 23:59 di domenica 26 ottobre 2025. Grazie a tutte e a tutti per il contributo! --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:41, 14 ott 2025 (CEST) == Obiezioni alla rimozione di due candidati al Consiglio Direttivo della WMF alle elezioni del 2025 == Ciao. [[m:Objections to the 2025 WMF Board election removals/Comunità italiana|Qui]] trovate una lettera aperta contro la decisione di WMF di rimuovere dalle elezioni del Board per il 2025 due dei sei candidati: Ravan e Lane. La pagina è una traduzione delle due pagine di obiezioni presenti in quel momento: quella della [[m:Objections to the 2025 WMF Board election removals/Arab Community|comunità araba]] e della [[m:Objections to the 2025 WMF Board election removals/Comunidad hispanohablante|comunità spagnola]]. Se siete d'accordo con le preoccupazioni espresse, potete firmarla. Grazie. [[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 22:59, 14 ott 2025 (CEST) == Filmografia in pagine biografiche == Vorrei chiedere il vostro parere in merito all’eventuale inserimento in filmografia di titoli “ispirati” o “tratti” o con “videoarchivi”. P.e., stando a Wikidata, [[John Lennon]] risulterebbe nei film [[Forrest Gump]] (1994) e [[Steve Jobs (film)|Steve Jobs]] (2015); non ho ricordi lucidi a riguardo di tali titoli, li ho visti troppi anni addietro, ma se la memoria non m’inganna in Forrest Gump dovrebbero aver usato filmati d’archivio nei quali compare John Lennon. Allo stesso modo, sempre stando a Wikidata, [[Charlie Chaplin]] risulta in [[Zelig (film)|Zelig]] come ''archive footage''. Come gestire tali casistiche nelle filmografie?<br /> Altro caso: su Wikidata ne [[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]] (1979) risulta che [[Molière]] ne sia lo sceneggiatore; al di là del fatto che non è stato inserito con l'etichetta sbagliata su Wikidata, ha senso per voi inserire il titolo nella filmografia del drammaturgo?<br /> Inoltre, è corretto utilizzare le nomenclature ruoli destinate al cinema anche per il teatro? P.e., in [[Victor Hugo]] è sensato inserire una sezione Filmografia con [[Lucrezia Borgia (opera)|Lucrezia Borgia]] nel ruolo di sceneggiatore? Grazie per l'attenzione. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 14:05, 12 nov 2025 (CET) :Ciao, rispondo per punti: 1) i filmati d'archivio non si mettono nelle filmografie, del resto Lennon non compare fra gli attori nel template {{tl|film}} che è presente nelle voci di quei film, idem per Chaplin, mentre è buona norma che le sezioni "Filmografia" nelle voci degli attori rispecchino il contento delle tabelle dei film a cui linkano; le tabelle in ogni caso le incolliamo da Wikipedia dove andrebbero inseriti solo i ruoli principali e accreditati. 2) I campi genere, regista, soggetto e sceneggiatore è buona norma incollarli da Wikipedia insieme agli attori, perché su Wikidata a volte ci sono pasticci dovuti a dati importati. "Molière" per quel film è corretto nel campo soggetto ed è corretto che sia presente in [[Molière#Filmografia]]; cioè sì: è corretto inserire nella voce di un drammaturgo o scrittore i film tratti dalle sue opere, il lettore capisce che in quel caso "filmografia" indica appunto film tratti da sue opere. 3) [[Lucrezia Borgia (opera)]] è riportata in Hugo nella sezione [[Victor Hugo#Voci correlate]]: è corretto così com'è, in quanto in quella sezione si può mettere ogni genere di altre voci correlate, come ad esempio opere correlate che non sono filmiche (quella è un'opera tearale quindi non può stare in Filmografia, né sono previste sezioni ad hoc per il teatro).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:10, 12 nov 2025 (CET) == Se qualcuno di voi è vicino a Milano... == Salve, volevo chiedervi una cosa un po' particolare. Da tempo, per capire quando scadono i loro diritti d'autore, sto cercando l'anno di morte di tre traduttori: 1) Annie Lami, (nome da nubile Annie Gillot) moglie di Adriano Lami (di quest'ultimo so che era nato il 29 novembre 1892 a Firenze e che viveva Via Castelmorrone 5 a Milano nel 1940). Lei è stata traduttrice di James Joyce, Thomas Mann, Jack London, Hall Radclyffe e altri. 2) Bice Giachetti-Sorteni, moglie del compositore Enrico Giachetti (quest'ultimo nato a Firenze il 28 agosto 1890 e morto a Milano il 08 giugno 1954). Traduttrice di Thomas Mann. 3) Guido Vitali, nato a Milano l'11 settembre 1881, preside del liceo Parini di Milano fino al 1936 o 1937 e vivente fino agli anni '60 circa. Traduttore di testi di Virgilio, Omero, Ovidio e Plauto. Per le prime due autrici ho contattato anche i servizi demografici di Firenze dove erano nati i loro mariti e i servizi demografici mi hanno detto che se non si hanno più informazioni sulla nascita e residenza delle persone di cui si cerca l'anno di morte allora si trova poco. Al massimo possono cercare gli atti di nascita dei mariti ma le informazioni trovate non sono molto utili per arrivare alle date di morte delle mogli. La cosa migliore sarebbe chiedere ai servizi demografici di Milano, però io li ho contattati via mail e mi hanno risposto che per queste richieste c'è un "muro burocratico" ovvero l'unico modo di chiedere informazioni di questo tipo a loro è andare di persona a Milano al loro sportello. Qualcuno di voi per favore potrebbe gentilmente andare a fare questa commissione a Milano? Grazie [[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] ([[Discussioni utente:Myron Aub|scrivimi]]) 08:33, 15 dic 2025 (CET) :Su Wikiquote riportiamo soltanto corte citazioni, quindi non serve che i brani citati siano in pubblico dominio: il problema riguarda Wikisource se vuoi riportare là testi completi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:50, 15 dic 2025 (CET) :@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Carissimo, circa prof. Vitali avevo investigato anch'io (vedi [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:151.64.157.167&oldid=130222337 qui] e [[w:Discussioni_utente:Udiki#Prof._Guido_Vitali|qui]]), ma purtroppo non è andata bene. Forse le informazioni che avevo raccolto potrebbero esserti di qualche aiuto per nuove ricerche, magari si può chiedere al liceo Parini di cui fu a lungo preside di un certo rilievo (fino alle leggi razziali che ne determinarono l'espulsione, benché fosse fascistissimo). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 15 dic 2025 (CET) ::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ciao, chi si rivede! :-) Grazie lo stesso, può essere un'idea chiedere al Parini, anche se non so quanto può aiutare (spesso neanche le case editrici hanno notizie di autori che hanno pubblicato per loro un secolo fa). Per la cronaca, ho creato la seguente pagina di Wikisource [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Myron_Aub/Autori_con_date] dove ho trascritto varie date anagrafiche su vari autori poco conosciuti, soprattutto traduttori. Non so se ad altri possono interessare queste ricerche... [[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] ([[Discussioni utente:Myron Aub|scrivimi]]) 22:14, 15 dic 2025 (CET) :::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Il Parini non è un liceo qualsiasi, ma un liceo con una storia importante di una metropoli: scommetto un caffè che ne tengano debitamente conto. Magari c'è da spiegare le nobili motivazioni della richiesta per sollecitare un po' chi di dovere. A me quelle cose anagrafiche interessano per gli stessi tuoi motivi, come sai; se ti pare utile credo che le informazioni si possano inserire su [[d:Wikidata:Main Page|Wikidata]] in modo da condividerle, ma chiedi a chi ne sa di più. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:30, 15 dic 2025 (CET) ::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ho scritto una mail al Parini motivando adeguatamente la mia richiesta, vediamo se mi rispondono. Può essere un'idea anche collaborare a mettere quei dati anagrafici su wikidata, anche se a volte citare le fonti è difficile, bisognerebbe che in certi casi io scrivessi "informazione ricavata dai servizi demografici del Comune di..." o addirittura "informazione ricavata dall'erede". Intanto ti segnalo, come forse avrai già visto, che ho ricominciato da tempo a caricare scansioni su Internet Archive, vedi se qualche testo è interessante da citare su Wikiquote... [[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] ([[Discussioni utente:Myron Aub|scrivimi]]) 17:22, 16 dic 2025 (CET) == Istituzione gruppi di lavoro di Wikimedia Italia == Ciao, vi scrivo per comunicare che Wikimedia Italia è pronta a lanciare i suoi nuovi gruppi di lavoro! I gruppi sono rivolti a soci e volontari, anche esterni all’associazione, e nascono con l’obiettivo di creare uno spazio strutturato di confronto e coordinamento, favorendo partecipazione, formazione e condivisione di idee e informazioni.<br/> Questo nuovo modello sostituisce il precedente sistema basato sulle commissioni, con l’intento di rendere più aperta la partecipazione e di stimolare una discussione più ampia e inclusiva sui temi di interesse dell’associazione, anche alla luce di quanto emerso nel percorso di elaborazione della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026–2030]], per rispondere maggiormente alle necessità e agli interessi della comunità.<br/> Una descrizione dettagliata dei nuovi gruppi di lavoro è disponibile su Meta, alla pagina [[:meta:Wikimedia Italia/Gruppi di lavoro]]. Sono stati istituiti i primi cinque gruppi di lavoro: * Wiki Loves Monuments * GLAM * Scuole e università * Comunicazione e advocacy * OpenStreetMap Puoi segnalare la tua partecipazione ai gruppi di lavoro inserendo il tuo nome o nickname direttamente nella pagina di ogni singolo gruppo.<br/> Resto a disposizione per qualsiasi domanda. Grazie e a presto. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:23, 16 dic 2025 (CET) == Wikimedia Hackathon e Wikimania 2026: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia == Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:mw:Wikimedia Hackathon 2026|Wikimedia Hackathon 2026]] e [[:wmania:2026:Wikimania|Wikimania 2026]]'''. * Per Wikimedia Hackathon, che si terrà a Milano dal 1º al 3 maggio, vengono messe a disposizione 6 borse da 350 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro venerdì 6 febbraio 2026'''. * Per Wikimania, che si terrà a Parigi dal 21 al 25 luglio, vengono messe a disposizione 13 borse da 800 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro domenica 1º marzo 2026'''. Tutte le richieste pervenute saranno poi valutate da due commissioni appositamente costituite e gli esiti verranno comunicati entro l'11 febbraio per il Wikimedia Hackathon ed entro il 25 marzo per Wikimania. I bandi completi si trovano sul wiki di Wikimedia Italia: * Wikimedia Hackathon: [[:wmit:Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026|Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026]] * Wikimania: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026]] All'interno dei bandi si trovano i link ai form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare! Per qualsiasi dubbio, non esitate a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi]. Buona giornata, --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:53, 28 gen 2026 (CET) == Sondaggio su microgrant e sportello volontari di Wikimedia Italia == Ciao. Nel corso degli ultimi anni [[:it:w:Wikipedia:Wikimedia Italia|Wikimedia Italia]] ha introdotto alcuni strumenti a sostegno delle attività promosse dai volontari dei progetti Wikimedia e OpenStreetMap. In particolare, dal 2017 con il programma '''microgrant''' finanzia progetti fino a 1000 euro, mentre dal 2021 è attivo lo '''sportello volontari''', che finanzia progetti per importi superiori. Vorremmo capire meglio quanto questi strumenti siano conosciuti e come siano percepiti, oltre a individuare possibili miglioramenti per rispondere sempre di più alle esigenze della comunità. Per questo ti chiediamo di dedicarci qualche minuto compilando un breve sondaggio: il tuo punto di vista per noi è davvero prezioso. Le risposte ci aiuteranno a individuare cosa funziona, cosa può essere migliorato e in che modo Wikimedia Italia può offrire un supporto più efficace. Il sondaggio è disponibile a questo link: https://survey.wikimedia.it/index.php/754139 Ti chiediamo per favore di rispondere entro le ore 23.59 di domenica 15 febbraio. Ti ringrazio e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 16:42, 9 feb 2026 (CET) == Citazione con fonte errata == Ciao a tutti, da qualche giorno sto incrementando la voce [[Antonio Beltramelli]], prima con citazioni tratte da ''Da Comacchio ad Argenta'', oggi da ''Il Gargano''. Prima del mio intervento, in Beltramelli, era già presente una citazione (Carichi di legname arrivavano e venivano lavorati ...) con fonte ''Il Gargano'', p. 117, 1907, lo stesso testo che sto utilizzando. Ho voluto controllarne l'esattezza, ma nell'opera del Beltramelli, disponibile in [https://archive.org/details/collezionedimono29berg/page/n8/mode/1up Internet Archive], questa frase non esiste! Né nella pagina indicata, né altrove. Cosa fare? cancellarla, mantenerla eliminando la fonte, o altro? Grazie dei suggerimenti. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:49, 18 feb 2026 (CET) :@[[Utente:Gaux|Gaux]] La citazione è da considerare senza fonte. Siccome è vecchia, può essere spostata in discussione in una sezione "Senza fonte" in cima alla quale porre il template {{tl|Sfid}}. Se la citazione fosse stata aggiunta di fresco, sarebbe stata invece da annullare direttamente. Ovviamente andrà tolta dalla voce tematica in cui è inserita. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:17, 18 feb 2026 (CET) ::Grazie! Tutto chiaro. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 07:42, 19 feb 2026 (CET) == Nuova voce Paul-Henri Spaak == Buongiorno a tutti, ho appena messo on line la voce Paul-Henri Spaak ma è il mio primo lavoro su Wikiquote e come tale gradire moltissimo i vostri consigli. Sto leggendo un libro con i suoi discorsi e dunque penso che aggiungerò altre citazioni. Nel mondo francofono è spesso citato sono dunque rimasta sorpresa di non aver trovato nulla su wikiquote.Ho letto naturalmente il "Modello di voce" e ho un'esperienza su wikipedia e commons di quasi 14 anni ma qui sono una novellina e non vorrei fare pasticci. Un grazie in anticipo per i vostri commenti.--[[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 19:43, 18 feb 2026 (CET) :@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Ciao, ho sistemato alcune cose. Ho cambiato la foto, perché in quella di prima non si capiva granché. Ho segnalato la voce come [[Aiuto:Abbozzo|abbozzo]], perché tale è con meno di tre citazioni. Ho corretto il modo in cui era citata la fonte, soprattutto inserendo la dicitura "da" per indicare la fonte primaria (il discorso) e "citato in" per [[Aiuto:Fonti#Libri altrui|quella secondaria]] (il libro in cui il discorso è citato). Siccome il libro è in francese, presumo che la traduzione in italiano sia tua; in questo caso devi inserire anche l'originale in francese come spiegato in '''[[WQ:TT]]'''; ricordo però che le traduzioni automatiche (quelle fatte dall'intelligenza artificiale) non sono ammesse e sono motivo di [[Wikiquote:Cancellazioni immediate|cancellazione immediata della voce]] o delle singole citazioni viziate. Se ci sono tre citazioni tratte da una stessa opera, allora si può creare una sezione relativa a quell'opera; sennò vanno nella sezione generica "Citazioni di Paul-Henri Spaak" che ho provveduto a creare. Quando crei una voce, ricordati di collegarla al relativo elemento su Wikidata (l'ho fatto io, dovrebbe esserti arrivata una notifica). Hai fatto benissimo a creare la voce e a mettere per ora solo una citazione anziché fare modifiche a raffica, perché è naturale che all'inizio ci siano alcune cose da rivedere. Il resto, se necessario, si vedrà dopo. Se serve qualcosa, chiedi pure. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:13, 18 feb 2026 (CET) ::Grazie mille, sei stato veramente gentile. La traduzione è mia perché sono bilingue. Metterò l'originale in corsivo domani come indicato dal regolamento. Probabilmente le citazioni verranno dallo stesso libro che sto leggendo, devo finirlo rapidamente perché la biblioteca ne ha una sola copia e mi hanno chiesto di renderlo il prima possibile. Come faccio a creare una sezione per le citazioni trovate in quel libro? Ho trovato anche online i suoi due libri e vedrò se ci sono delle citazioni famose anche lì (suppongo di sì). Quando hai tempo, senza non ti dà fastidio butta un occhio, giusto per non lasciare del lavoro sporco on line. Buona serat [[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 20:29, 18 feb 2026 (CET) :::@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Siccome il libro non è della persona a cui la pagina si riferisce (Spaak), bensì un'altra (Smets), la cosa un po' più ''probabile'' è che non sia necessario inserire le citazioni in una sezione dedicata specificamente all'opera, ma nella sezione "Citazioni di Paul-Henri Spaak" così come vedi già adesso. Magari il libro di Smets potrà essere menzionato in una sezione "Bibliografia" e richiamato in nota in forma abbreviata, cioè "Citato in Smets, p. 34.", senza dover precisare ogni volta il titolo, l'editore e l'anno, che saranno comunque presenti in bibliografia. Continuerò a seguire la voce. ''À la prochaine'', [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 18 feb 2026 (CET) == Voci su singole canzoni == Ho visto che di recente {{ping|Dispe}} ha creato due voci tematiche dedicate a singoli brani musicali, nella fattispecie ''[[Nel blu dipinto di blu]]'' e ''[[Per sempre sì]]''. Mi sembra che sia una novità assoluta, fino a ora avevamo più che altro voci su [[:Categoria:Composizioni musicali|composizioni di musica classica]], mentre le citazioni sulle singole canzoni le ho sempre viste nelle citazioni sugli album da cui sono tratte, nelle voci degli autori ([[Fabrizio_De_André#Citazioni_su_Volume_I|esempio 1]], [[The_Beatles#Citazioni_su_Rubber_Soul|esempio 2]], [[Red_Hot_Chili_Peppers#Citazioni_su_Californication|esempio 3]]). Personalmente manterrei questa impostazione e propenderei per soluzioni alternative solo quando le dimensioni lo richiedono per veri e propri scorpori. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:22, 8 mar 2026 (CET) :Concordo, ma per una voce singola direi che ne servirebbero davvero tante sulla canzone in questione, anche perché se cominciassimo a creare pagine sui singoli brani avremmo migliaia di voci nuove a non finire. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 21:54, 8 mar 2026 (CET) ::Mi chiedevo anch'io se non fosse il caso di mettere le citazioni in questione nella pagina del cantante, specificatamente nella sezione dedicata all'album. ''Nel blu dipinto di blu'' è una canzone così iconica che meriterebbe una voce a sé; ma con tutto quello che è stato detto su di essa, a me il buon senso dice di crearla innanzitutto con un corredo minimo di citazioni autorevoli, cosa che al momento non si vede. È vero che questo progetto è perpetuamente ''in fieri'', ma è vero anche che gli abbozzi andrebbero evitati quando, come in questo caso, dovrebbe essere abbastanza possibile. ''Per sempre sì'' ha vinto Sanremo, ma è una cosa ancora troppo recente e al momento disponiamo più che altro di polemiche giornalistiche di rilevanza storica quanto meno incerta. Quindi, più in generale, io non creerei voci di tal fatta, se non in casi eccezionali e sempre che le si possa dotare sin da subito di una certa struttura. È un po' lo stesso discorso che già facciamo a proposito dei libri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:04, 10 mar 2026 (CET) :::{{ping|Dispe}} se non hai nulla in contrario procederei a cancellare le due voci e spostare le citazioni in [[Domenico Modugno]] e [[Sal Da Vinci]].--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:38, 13 mar 2026 (CET) ::::Concordo con voi. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:44, 14 mar 2026 (CET) == Attivazione sportello di supporto legale di Wikimedia Italia == Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio che Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]]. Si tratta di uno '''sportello di supporto legale gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un avvocato in merito a questioni che riguardano la loro attività su Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia.<br/> Questo sportello si articola in due parti: * un documento con "risposte a domande frequenti" che affronta alcune casistiche di carattere generale più ricorrenti (e che potrà essere aggiornata e ampliata in futuro); * la possibilità di richiedere una consulenza legale con un avvocato per chiarimenti sui contenuti del documento o per questioni non trattate nelle FAQ. Trovate tutte le informazioni relative allo sportello di supporto legale in questa pagina su Wikipedia in italiano: '''[[w:it:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale]]'''. Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo di pingarmi) o tramite [[Special:EmailUser/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:19, 11 mar 2026 (CET) == qualificatore in vista o nascosto == Ciao a tutti, quando citate un autore che ha un qualificatore, lo citate scrivendolo in forma compatta con pipe o in forma estesa senza? Esempio: [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]] o [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]]. In Pedia si usa la notazione compatta, in Quote? Grazie per l'info. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:20, 27 mar 2026 (CET) :Che io sappia si usa la notazione compatta anche qui. Io comunque la preferisco. Non si vede per quale motivo usare quella estesa, tanto il collegamento interno risolve le ambiguità. Incidentalmente ti segnalo che basta scrivere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|]]</nowiki></code> (nota il separatore dopo il nome della pagina!) per ottenere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]</nowiki></code>, perché il software completa la parte mancante in automatico nel momento in cui salvi la modifica; ma forse lo sapevi già. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:35, 27 mar 2026 (CET) ::Grazie per la risposta. Anch'io, come vecchio ''pediano'', preferisco la forma compatta, il mio dubbio è nato osservando la lista delle Voci nuove, ove ho notato prevalentemente l'utilizzo della forma estesa. La tua segnalazione sul riempimento automatico non la conoscevo! doppio Grazie! [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:29, 27 mar 2026 (CET) :::Direi ampiamente preferibile notazione compatta, questo in generale. Per le "voci nuove" potrebbe valere un discorso a parte, ma comunque se vogliamo uniformarci anche lì, nulla in contrario.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:13, 27 mar 2026 (CET) ::::Per le "Nuove voci" ci si è uniformati a usare la forma estesa e senza corsivi dopo [[Discussioni template:SelezioneNuove#Disambiguante]]. Anche in [[Incipit]] ed [[Explicit]] mi sembra meglio la forma estesa, trattandosi di liste, dove pure non vengono usati i corsivi. Ma fatto salvo per queste liste, in tutte le voci di Wikiquote (specie le tematiche) è invece norma usare la forma compatta.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:10, 28 mar 2026 (CET) == Eliminare link a libri cancellati da Wikibooks == Ciao! Scusate, scrivo qui perché non ho trovato il corrispettivo di [[w:Wikipedia:Bot/Richieste]] – nel caso abbia sbagliato, perdonatemi e spostate pure la discussione :)<br/>Vi scrivo perché su Wikibooks è emerso un colossale caso di violazione di copyright e sono stati cancellati 128 wikilibri ([[b:Wikibooks:Sospette violazioni di copyright/Archivio/Marzo 2026|qui i dettagli]]). Ho visto però che qui su Wikiquote erano stati inseriti manualmente dei link a questi libri all'interno del [[Template:Interprogetto]]. Questi link ora rimandano a pagine che non esistono più. È possibile far passare un bot per eliminarli? Se vi serve una lista, fatemi sapere di cosa avete bisogno e dove posso mettervela. Grazie! &mdash; [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 17:22, 4 apr 2026 (CEST) :Grazie per la segnalazione, purtroppo al momento su Wikiquote abbiamo scarsa o nulla manovalanza sul comparto tecnico e bot, ma essendo solo 128 il controllo volendo si può fare a mano; avere qualche link nell'interprogetto che punta a pagine non esistenti comunque non è un gran problema, più grave sarebbe se fossero rimasti link funzionanti illegali.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:26, 5 apr 2026 (CEST) ::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Se volete, ho un bot che uso su Wikibooks per le operazioni ripetitive ([[b:Speciale:Contributi/Gian BOT]]). Se può servire, fatemi sapere. -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:03, 6 apr 2026 (CEST) :::@[[Utente:Hippias|Hippias]] Ho cancellato tutti i collegamenti verso Wikibooks aggiunti dallo stesso account responsabile della violazione del copyright. Per caso c'è dell'altro? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:45, 6 apr 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, allora è a posto. Grazie! -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:47, 6 apr 2026 (CEST) == Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! == Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana. Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità. La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti. L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione. Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]]. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:30, 7 apr 2026 (CEST) == WikiOscar 2026 == Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 10:41, 1 mag 2026 (CEST) == Attivazione sportello counseling di Wikimedia Italia == Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio di Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]]. Si tratta di uno '''sportello di counseling gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un counselor professionista per affrontare difficoltà relazionali, situazioni di tensione o conflitti legati all’attività sui progetti Wikimedia.<br/> Questo sportello offre uno spazio sicuro di ascolto e confronto e prevede percorsi individuali gratuiti fino a un massimo di 5 colloqui online per persona. Trovate tutte le informazioni relative allo sportello counseling in questa pagina: '''[[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Sportello counseling]]'''. Ne approfitto per ricordarvi che è sempre attivo anche lo [[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|sportello di supporto legale gratuito]]. Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo cortesemente di pingarmi) o tramite [[Speciale:InviaEmail/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:57, 7 mag 2026 (CEST) == Apertura delle pre-iscrizioni itWikiCon 2026 == Come saprete già, dal '''6 all'8 novembre 2026''' a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]]) si apriranno le porte della [[:w:it:Villa Negroni|Villa Negroni]] per '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]'''. Questo convegno unisce ispirazione, innovazione e scambio di idee in un evento di tre giorni. Le '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' sono disponibili da subito ed è il primo passo per manifestare il vostro interesse a partecipare. Inoltre, in questo modo darete un contributo fondamentale al team organizzativo nella pianificazione logistica dell’evento. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info@itwikicon.org. Non vediamo l'ora di accogliervi a Vezia! A presto, il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] == Template:Premio == C'è un problema col [[Template:Premio]]: pur non essendo stato modificato ora compare a sinistra in cima invece che a destra sotto l'immagine, creando un pessimo effetto estetico, es. [[Steven Spielberg]] e [[Roberto Benigni]]; la cosa andrebbe risolta al più presto: qualcuno di noi lo sa fare? {{ping|Nemo_bis|GryffindorD|Superchilum}} [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:48, 25 mag 2026 (CEST)<br> P.s. Può darsi che dipenda da una serie generale di cambiamenti che sono apparsi oggi specie in modalità di modifica: righe numerate, evidenziazione di template e corsivi e intestazioni ecc., ...quantomento io che uso il vecchio aspetto (Vector legacy 2010, ma suppongo non dipenda da quello) trovo oggi tutta questa serie di cambiamenti, anche su Wikipedia. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:01, 25 mag 2026 (CEST) :Il problema al template non è di oggi, c'era già da qualche giorno e al momento non capisco a cosa sia dovuto. Il resto probabilmente dipende dal fatto che nella barra degli strumenti hai cliccato sul pulsante "Sintassi", infatti io uso Vector legacy 2010 ma non vedo nulla di tutto ciò. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:11, 25 mag 2026 (CEST) ::Grazie mille Udiki, a me non pare di aver cliccato qualcosa, ma ora il problema l'ho risolto togliendo la spunta su "Attiva l'evidenziazione della sintassi per il codice" e mettendola su "Imposta un'eccezione locale per questa preferenza globale" così da toglierla anche da "Attiva l'evidenziazione della sintassi per wikitesto": ora tutto in modifica mi è tornato come prima. Inoltre hai ragione che il Template:Premio non aveva a che fare con quello: lo vedo ancora a sinistra. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:25, 25 mag 2026 (CEST) :::Ho chiesto in [[:w:WP:OFFICINA]], anch'io non riesco a capire cosa sia cambiato... --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:27, 25 mag 2026 (CEST) ::::Grazie, la [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Template:Premio&curid=80058&diff=1414472&oldid=1102407 modifica] ha risolto il problema.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:31, 26 mag 2026 (CEST) :::::Ottimo :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:36, 26 mag 2026 (CEST) == Citazione di Luigi Giussani == Buongiorno, mi ricordo di una citazione attribuita a don Luigi Giussani: "Ma la scuola sono i due e i tre". Non riesco a trovarlo da nessuna parte. Potete aiutarmi?--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 13:50, 6 giu 2026 (CEST) :Credo che provenga dalla presentazione che Giussani scrisse per un suo libro intitolato ''Si può (veramente?!) vivere così?'' ([https://books.google.it/books?id=B2FpqWm0eakC&pg=PP6 vedi]). Ti riporto l'intero brano perché il link a volte funziona e altre no (la sottolineatura è mia): :{{quote|Qual è il modo con cui possiamo imparare, sia pur come balbettio, il linguaggio nuovo e vero, il linguaggio nuovo della verità delle cose? Due amici, a cui si aggiunga la compagnia di una persona che è già da un po' di tempo abituata a guardar le cose in un certo modo, a leggere le cose ripetendole, ripetendole scandendo le sillabe delle parole più importanti. «Cosa vuoi dire questa parola che ricorre e che hanno detto essere la più importante?»: dapprima uno si domanda tra sé e sé, poi domanda all' altro, poi tutti e due domandano a questa persona più grande. Allora, insieme, leggono, studiano a memoria l'espressione che sembra difficile ed è bella. Ed è bella perché dice il vero, la verità. Si gusta il vero comprendendo la verità di quello che è detto, non si gusta il vero perché ''placet auribus'', perché accarezza l'orecchio. E c'è una parola che non riescono a capir bene, non riescono a capir bene come è penetrata nel discorso. Allora vanno da chi ha fatto il discorso a dire: «Come è penetrata?». E fra quattro si risolve meglio che non fra tre.<br />Questo è il modo con cui i medioevali concepivano lo studio. I libri stessi lo dimostrano: il testo era il brano della scrittura da giudicare e da studiare; i margini erano tali e tanti che in scuola, mentre leggevano il testo e ognuno diceva la sua, a un certo punto tutti scrivevano su di essi l'esito della discussione che l'insegnante persuasivamente aveva fatto capire. «L'esito della discussione è questo: la carità è dono, dono totale, gratuito». Allora, sui margini dei libri medioevali degli universitari di Bologna troviamo scritto: «La carità è un dono...»: è il commento alla cosa, la spiegazione del testo.<br /><u>Ma la vera scuola sono i due, o meglio, i tre perché senza maestro non c'è scuola</u>; senza qualcuno che abbia già fatto dei passi e, perciò, indichi la direzione immediata da assumere, non c'è scuola Oppure, meglio ancora, i tre insieme a chi è responsabile del modo di dire, del come si esprime e si difende un concetto che si vuole definire: questa è la scuola che fa stare in mente le cose e, soprattutto, introduce a capire che c'entrano col suo modo di vivere quotidiano.}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:41, 6 giu 2026 (CEST) 7twnza4b9q5ps4c1b5oucujng4nk0g9 1415884 1415866 2026-06-06T17:42:37Z Carnby 10152 /* Citazione di Luigi Giussani */ Risposta 1415884 wikitext text/x-wiki {| class="noprint" width="100%" cellpadding="0" cellspacing="0" style="-moz-border-radius:.5em; border-radius:.5em; padding:0.5em; background-color:#FFFAF0; border:2px solid #FF9000;" |- |{{Bar}} |} '''Aggiornato''': {{#time:j F Y, H:i|{{REVISIONTIMESTAMP}} }} '''Utente''': {{REVISIONUSER}} __TOC__ __NEWSECTIONLINK__ == Ordine cronologico e intestazioni == Buongiorno a tutti,<br> da un po' di tempo si è creata un'incongruenza e vorrei cercare di risolverla attraverso una soluzione univoca, che stia bene alla maggioranza.<br> Prendendo come esempio [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Francesca_Piccinini&oldid=1358493 questa voce], può accadere che utilizzando il [[Template:Int]], l'uso contestuale del [[Template:Cronologico]] possa portare a incongruenze: l'intervista del 2010 inserita in un template int potrà essere riportata visivamente dopo una del 2021 (non inserita nel template int), contraddicendo pertanto l'ordine cronologico.<br> Fermo restando che facendo un'adeguata selezione, le interviste da cui poter estrapolare più di tre citazioni si ridurrebbero notevolmente, le possibilità che mi vengono in mente sono: #lasciare le cose come sono e fregarsene della evidente contraddizione (evidentemente non l'opzione che personalmente prediligerei); #creare un nuovo template int che possa apparire "rientrato" così da interporsi '''tra''' le altre citazioni, ma non so se graficamente possa essere la soluzione più adeguata; #rendere semplicemente i due template mutuamente esclusivi e prediligere a quel punto l'ordine alfabetico per il resto delle citazioni; #raggruppare le citazioni con int e quelle senza int in due sezioni/sottosezioni diverse. Per favore vi pregherei di esprimere la vostra preferenze o alternativamente di fornire una nuova soluzione possibile. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 13:31, 6 gen 2025 (CET) ::Come scrivevo [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Danyele&diff=prev&oldid=1359505 qua], mi sembra che che negli ultimi anni sia diventata consuetudine usare il {{tl|cronologico}} senza problemi anche in presenza di sottosezioni: in tal caso il template indica non solo che le citazioni della sezione principale sono in ordine cronologico ma che anche le sottosezioni seguono un loro ordine cronologico. Può non essere la soluzione più ideale al mondo come coerenza ma credo che abbia una sua logica e un suo ordine e che rispetto alle alternative proposte sia la meno problematica. Ciò non significa che debba essere una soluzione obbligatoria, ma certamente non la vieterei, anche perché ormai si è molto diffusa, usata da alcuni degli utenti più attivi come Danyele e Mariomassone; è presente anche in [[Jawaharlal Nehru]] che è entrata in vetrina nel 2021, quindi si tratta di una prassi ben consolidata nel tempo. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:09, 6 gen 2025 (CET) :::In [[Francesca Piccinini]] ho fatto una prova per semplificare il problema e al contempo eliminare la contraddizione. Ditemi se il testo del [[template:cronologico2]] va bene eventualmente o se lo cambiereste. Mi riferisco soprattutto a {{ping|Spinoziano}} e {{ping|Danyele}}, ma anche a chiunque altro voglia intervenire.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:36, 9 gen 2025 (CET) ::::Può andar bene ma non starei a sostituirlo ovunque, per me anche col vecchio {{tl|cronologico}} si capisce (magari è una mia questione di abitudine) qual è il senso dell'indicazione anche in presenza di sottosezioni, inoltre la doppia frase del {{tl|cronologico2}} risulta un po' lunga (pur essendo già la più breve possibile) così da rischiare di frenare un po' la lettura; insomma al momento li terrei entrambi, non cercherei una sostituzione immediata ma renderei possibile a chi lo desidera utilizzare anche quello che hai creato tu.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:50, 9 gen 2025 (CET) :::::Ci sarebbe un'altra soluzione, presente in parte nella voce di [[Indro Montanelli]]: inserire la dicitura "cronologico" nella sottosezione come testo nascosto, cioè <code><nowiki><!--cronologico--></nowiki></code>. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:04, 9 gen 2025 (CET) ::::::Sì, talvolta l'ho usato anch'io: in alcune sottosezioni o anche in voci brevi può essere utile per snellire ciò che sta davanti alle citazioni dando comunque un'indicazione utile a chi apre la voce in modifica.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 14:56, 9 gen 2025 (CET) {{rientro}} ''Tutto cambi perché nulla cambi'', mi verrebbe da dire... reputo il [[Template:Cronologico2]] fastidiosamente pedante e verboso, dato che né più né meno si limita a segnalare quel che già fa, con molta più semplicità, il template classico: l'ordine cornologico di citazioni e sottosezioni. Non vedo chissà quale cambiamento, cosa che invece dovrebbe motivare la (eventuale) nuova prassi '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 01:00, 10 gen 2025 (CET) :Che {{tl|Cronologico2}} sia un po' "barocco" potrebbe anche essere, ma è una proposta costruttiva per cercare di risolvere una questione che è fondata. La verità è che il problema non si porrebbe neppure se si facesse a meno di sottosezioni e ci si limitasse a inserire le citazioni con la fonte in nota, cioè l'alternativa già prevista in [[Aiuto:Fonti#Interviste]]. Se si volesse dare comunque una parvenza di raggruppamento, basterebbe staccarle così: :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref>Fonte 1.</ref></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref name="fonte2">Fonte 2.</ref></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref name="fonte2"/></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref name="fonte2"/></code> :<code><nowiki>*</nowiki>Citazione.<ref>Fonte 3.</ref></code> :;Note :<references /> :Aggiungo che la necessità di avere almeno tre citazioni per formare la benedetta sottosezione spinge a inserire una terza citazione purchessia quando se ne vorrebbero mettere magari solo due veramente significative, la stessa forzatura in cui si incappa per sfuggire all'abbozzo di cui ho parlato sopra. Se si adottasse il layout di cui parlo, sarei favorevole a staccare anche gruppi di sole due citazioni. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 00:32, 11 gen 2025 (CET) ::Che si possa fare a meno di sottosezioni e limitarsi a inserire le citazioni con la fonte in nota anche quando ci sono tre o più citazioni tratte da una stessa fonte, fa bene {{ping|Udiki}} a ricordare che è una possibilità e che l'uso dell'{{tl|Int}} non è obbligatorio, dipende anche dal tipo di soggetto e dal tipo di cose che dice; il fatto di aggiungere una riga vuota in realtà non cambia molto a livello visivo, difatti spesso non mi accorgo di alcuni utenti che mettono una riga vuota fra ogni citazione se non quando apro in modifica, ma forse qui sopra si suggeriva un tecnicismo più complesso che non ho ben compreso. Il dubbio che il problema possa essere a monte, nell'uso eccessivo del template, e che per questo {{ping|Nemo_bis}} non fosse poi così diabolico a osteggiare il template Intervista2, appunto per il fatto che esso spinge a inserire citazioni non significative, non è infondato. Ma ormai ha preso piede, e certamente in molte voci è utile davvero; quello possiamo fare è tenerci più opzioni.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:38, 13 gen 2025 (CET) :::Chiarisco: non una riga vuota, che non dà in effetti nessun risultato, ma due. Fa' la prova tu stesso, così ti rendi conto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:47, 13 gen 2025 (CET) ::::Ah sì, facendo la prova mi sembra che crea uno spazio ancora più grosso di quello che appare nel tuo esempio, non so, a me questa cosa di aggiungere spazio non sembra risolutiva, come ho scritto poc'anzi resta possibile metterle di seguito anche senza aggiungere spazi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:58, 13 gen 2025 (CET) :::::Sì, infatti. Lo dicevo per chi magari proprio ci teneva a mantenere una parvenza di raggruppamento, casomai un monolite di testo apparisse brutto. Io non ci tengo molto. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:01, 13 gen 2025 (CET) :::Sono contento di essere stato assolto dalle accuse di diavoleria! :::Non ho particolari opinioni sulle varie proposte, penso anch'io che i vari stili possano convivere. Nell'esempio di [[Francesca Piccinini]], se si volesse evitare un nuovo template, mi sembra che non farebbe una grandissima differenza aggiungere altre 5 sezioni per le 7 citazioni al momento non raggruppate, o viceversa portare le 14 citazioni alla sezione principale e usare le note invece dell'{{tl|int}}. Il {{tl|cronologico}} era forse più ovvio nell'era in cui fu creato, perché spesso le fonti erano in linea e quindi nell'esempio sarebbe subito stato evidente che le citazioni dopo le prime due sono del 2015 e successivi. I limiti sul sottosezionamento non sono un dogma ma solo una convenzione per evitare l'eterna inflazione dell'uso di {{tl|int}}, che in alcuni casi può essere problematico (per esempio interviste ai politici dove il titolista si è inventato qualcosa che nell'intervista nemmeno c'è). [[Utente:Nemo_bis|Nemo]] 20:51, 13 gen 2025 (CET) ::::Capisco che il nuovo template sia un po' pesante, ma tra la pesantezza e l'errore direi che la prima è di gran lunga preferibile. ::::La soluzione proposta da {{ping|Udiki}} del <nowiki><!--cronologico--></nowiki> mi sembra ottima e più leggera eventualmente. ::::Quando poi lo stesso Udiki dice che il template int non è obbligatorio dice una sacrosanta verità, in particolare il passaggio "la necessità di avere almeno tre citazioni per formare la benedetta sottosezione spinge a inserire una terza citazione purchessia quando se ne vorrebbero mettere magari solo due veramente significative" è la sintesi del problema. La voce della Piccinini ne è un esempio clamoroso, essendo ricolma di citazioni al limite della significatività (nonostante abbia rimosso le peggiori in tal senso) e probabilmente il template int non ha aiutato. ::::Tirando le somme scarterei il mio template troppo pesante e terrei le due soluzioni di Udiki, ma sarei per '''non''' tollerare quella attualmente utilizzata, fermo restando che una selezione più accurata risolverebbe gran parte dei problemi.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:48, 20 gen 2025 (CET) == Scorpori per voci tematiche == Segnalo [[Discussioni aiuto:Scorporo#Scorpori nelle tematiche]] per chiunque fosse interessato. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 09:40, 20 gen 2025 (CET) == Testate giornalistiche con autori anonimi == Se ''sistematicamente'' una testata giornalistica non inserisce per scelta editoriale i nomi degli autori degli articoli, che si può fare? Le citazioni non possono essere inserite nelle voci dei rispettivi autori, in tale situazione. Si può creare una voce sulla testata giornalistica e metterle lì? Ovviamente si parla di testate giornalistiche enciclopediche. È il caso p.es. di ''[[n+1]]'' (vedi [[w:n+1 (rivista italiana)|voce su Wikipedia]]), dove parrebbe che l'omissione sia sistematica; ed è anche il caso di ''The Economist'', per il quale si veda [[w:en:The_Economist#Tone_and_voice]]. Diverso è il caso di omissioni non sistematiche, pratica ricorrente generalmente in caso di giornalisti alle prime armi e quindi certo non enciclopedici. L'alternativa è inserire le citazioni nella pagina "[[Anonimo]]" oppure proibirle perché l'enciclopedicità non è accertabile, facendo eccezioni solo per articoli magari citati anche in altre fonti autorevoli. Io sarei incline a citare solo articoli riportati in fonti secondarie e a metterli nella pagina della rivista. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:10, 20 gen 2025 (CET) :Ed è anche il caso storico del "Time" magazine e altre testate americane. Si deve trattare di giornali enciclopedici. Unico dubbio è se la paternità dell'opera è ascrivibile alla redazione oppure al direttore della rivista. Sono favorevole a riportarle purchè siano abbastanza significative e riportino una fonte verificabile. Tra l'altro nel caso di ''n+1'' all'epoca la pagina era stata rivista da Quaro ex amministratore e Nemo quindi a meno che non abbiate cambiato qualcosa si dovrebbe poterle citare. <span style="border:3px outset;border-radius:8pt 0;padding:1px 5px;background:linear-gradient(6rad,#86c,#2b9)">[[User_Talk:Raoli|<span style="color:#FFF;text-decoration:inherit;font:1em Lucida Sans"> Raoli ✉</span>]]</span> 03:13, 21 gen 2025 (CET) ::Il fatto è che l'enciclopedicità della testata non implica quella dell'autore, perché non basta scrivere p.es. sul ''Corriere della sera'' per essere enciclopedici, ma [[w:Aiuto:Criteri_di_enciclopedicità/Biografie|occorre]] "aver pubblicato in varie occasioni articoli sulla prima pagina e/o dirigere un quotidiano o un periodico di rilevanza nazionale (anche on-line)". Penso che Quaro e Nemo non si siano posti il problema ma abbiano procrastinato. Vediamo che dicono gli altri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:43, 21 gen 2025 (CET) :::Se le citazioni sono davvero significative e rilevanti (il criterio della fonte secondaria può essere un'ottima idea in tal senso) e i riferimenti bibliografici sono puntuali, secondo me si può creare senza problemi la voce di una testata e inserire le citazioni "anonime" magari con un bel template che specifica che vanno aggiunte solo quelle. Mi sembra un discorso vagamente simile a quanto già fatto in altri ambiti, tipo ''[[Crozza nel Paese delle Meraviglie]]''.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:22, 22 gen 2025 (CET) ::::D'accordo sulla creazione di una testata solo qualora ci fossero citazioni davvero significative,--[[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 11:23, 22 gen 2025 (CET) == Save the date: itWikiCon 2025 si terrà dal 7 al 9 novembre 2025 a Catania == [[File:Logo ItWikiCon 2025 Catania SVG.svg|right|300px]] Il team di organizzazione dell’'''[[:meta:ItWikiCon/2025|itWikiCon 2025]]''' è felicissimo di annunciarvi che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre.''' Non vediamo l’ora di accogliervi nella città etnea per tre giorni di incontri, discussioni e laboratori che copriranno vari temi legati a Wikipedia e agli altri progetti. La sede del convegno, [https://www.isola.catania.it/ Isola Catania], si trova nel centro storico della città, vicinissima a tanti palazzi storici, a [[:w:it:via Etnea|via Etnea]] con tutti i suoi servizi disponibili e al [[:w:it:Pescheria di Catania|famoso mercato del pesce]]. La città è raggiungibile in aereo, ma anche in treno dalla costa tirrenica e in pullman. Oltre al convegno, abbiamo previsto una settimana intera di attività per scoprire Catania e la Sicilia orientale. Le proposte di attività saranno aggiunte e migliorate nei prossimi mesi [[:meta:ItWikiCon/2025/Programma|sulla pagina dell’evento]]. Quindi segnate le date nel vostro calendario, in modo di essere liberi di prendere il tempo per esplorare Catania e i suoi dintorni! Nelle prossime settimane, vi comunicheremo le tappe importanti dell’organizzazione dell’evento: costruzione collaborativa del programma, borse di partecipazione e commissioni di volontari per supportare il team organizzativo. Aggiungeremo nuove informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2025|pagina Meta dell’evento]], che vi invitiamo a seguire. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2025|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, il team organizzativo itWikiCon 2025: [[Utente:GiovanniPen|GiovanniPen]], [[Utente:Auregann|Auregann]], [[Utente:Sannita|Sannita]] 15:39, 29 gen 2025 (CET) == Una citazione sulle Epigrafi == Ciao a tutti, nella nuova voce [[Margherita Guarducci]], nella prima citazione, c'è un frase sulle epigrafi (non è possibile coltivare con profitto gli studi storici...) che vorrei inserire nella [[Epigrafi|voce corrispondente]]. Questa voce, attualmente, è una "Raccolta di" epigrafi; pensavo di aggiungere, quindi, una seconda sezione, titolandola "Citazioni sulle" epigrafi. È corretto? Altre soluzioni? Grazie. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:17, 2 feb 2025 (CET) :È corretto, vedi [[Ultime parole#Citazioni sulle ultime parole]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:43, 2 feb 2025 (CET) ::OK. Grazie. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 19:08, 2 feb 2025 (CET) == Wikimania 2025: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia == [[File:Wikimania logo.svg|right|100px]] Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:wmania:2025:Wikimania|Wikimania 2025]]''', che si terrà a Nairobi, Kenya, dal 6 al 9 agosto.<br/>Vengono messe a disposizione 6 borse da 1.500 euro ciascuna. Può essere inviata richiesta di borsa '''entro il 5 marzo 2025'''. Tutte le richieste saranno poi valutate da una commissione appositamente costituita e gli esiti verranno pubblicati entro il 20 marzo 2025.<br/>Il bando completo si trova sul wiki di Wikimedia Italia: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2025|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2025]], dove è presente il link al form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare!<br/>Per qualsiasi dubbio non esitate a chiedere qui sotto (pingandomi) o a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi] direttamente. Buona giornata. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 10:56, 5 feb 2025 (CET) == Wikimedia Italia: apertura sportello per progetti dei volontari 2025 == Ciao, siamo lieti di annunciarvi che è aperto lo '''sportello per progetti dei volontari 2025''' di Wikimedia Italia. Il bando ha lo scopo di finanziare i progetti dei volontari attivi nei progetti Wikimedia e OpenStreetMap, che siano legati agli scopi statutari di Wikimedia Italia. La dotazione dello sportello per l'anno 2025 è di 45.000 euro. Se avete delle proposte potete inviarle entro il: 28 febbraio (prima tranche), 30 aprile (seconda tranche) e 30 giugno (terza tranche). Dopo ogni deadline la commissione avrà 3 settimane per valutare i progetti, il supporto dei quali può variare dai 1.000 ai 10.000 EUR. Trovate tutti i dettagli e il template per presentare le proposte su Meta: '''[[:meta:Wikimedia Italia/Sportello per progetti dei volontari/2025|Wikimedia Italia/Sportello per progetti dei volontari/2025]]'''. Rimaniamo a disposizione per qualsiasi domanda. --[[Utente:Anisa Kuci (WMIT)|Anisa Kuci (WMIT)]] e [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:13, 7 feb 2025 (CET) == Christoph Martin Wieland == Ho inserito una citazione (sezione Citazioni su) nella voce [[Christoph Martin Wieland]]. Leggendo la voce, prima di togliere lo stub, ho notato l'incongruenza (tale mi pare) con la specifica sezione della prima frase ("Devo andare a Mannheim perché una volta nella vita voglio saziarmi di musica...). È forse una frase di Wieland inserita per errore nella sezione sbagliata? Dovrebbe essere corretta in tal senso? --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 16:58, 28 mar 2025 (CET) :@[[Utente:Gaux|Gaux]] {{fatto}} È così né può essere diversamente considerati vari elementi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 23:54, 28 mar 2025 (CET) ::Ok! Grazie [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 06:48, 29 mar 2025 (CET) == formattazione di un testo "spaziato" == Ciao a tutti, esiste una tag per formattare una parte di testo con spaziatura orizzontale doppia, per intenderci come questa: e s e m p i o.<br>In alternativa posso evidenziare il testo con spaziatura doppia utilizzando il corsivo o il sottolineato? Grazie. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:02, 5 apr 2025 (CEST) :Una specie di tag esiste e viene utilizzato su Wikisource dal [[s:Template:Spaziato]] ma non capisco bene come riprodurlo senza template, magari possiamo importare il template. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:53, 6 apr 2025 (CEST) ::@[[Utente:Gaux|Gaux]] <code><nowiki><span style="letter-spacing:5px">esempio</span></nowiki></code><br />Al posto di "5" metti quello che ti pare meglio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:17, 6 apr 2025 (CEST) :::Grazie mille. Funziona perfettamente. vedi [[Ernst Troeltsch]], sezione: Incipit di ''Le dottrine sociali delle Chiese e dei gruppi cristiani''. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:52, 6 apr 2025 (CEST) ::::Grazie, ovviamente, anche a @[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]]. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:56, 6 apr 2025 (CEST) == Richiesta == Buongiorno, ho una domanda che vorrei porre agli amministratori di Wikiquote e che a quanto ho letto può essere posta qui: qual è il posto giusto (se c'è) per segnalare un comportamento che si ritiene scorretto e chiedere pareri a quel riguardo? [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 19:55, 10 apr 2025 (CEST) :Che comportamento e di chi? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:01, 10 apr 2025 (CEST) Il suo signor Udiki. Attenderò la risposta alla mia domanda, che se come immagino non mi verrà fornita da lei mi verrà fornita da altri utenti, poi domani chiederò il parere degli altri amministratori nella pagina indicata. Per ora le auguro buonanotte. [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 20:10, 10 apr 2025 (CEST) :Tu hai sempre ottenuto da me tutte le risposte alle tue poco sensate domande, quindi non hai ragione di dubitare che io risponda. Ma andiamo per ordine: prima di effettuare una segnalazione è obbligatorio chiedere chiarimenti, ma tu non lo hai fatto nonostante ti sia stato domandato da me poco sopra con espresso riferimento alla condotta di cui ti lagni e che tuttora resta un arcano; inoltre non sono ammesse segnalazioni improprie e non pertinenti; per tutto questo si veda [[w:Wikipedia:Utenti_problematici#Raccomandazioni]]. Ti ricordo anche che sei autore di una guerra di modifiche che consta di due annullamenti da parte tua di ripristini effettuati da due distinti amministratori e che un terzo amministratore ha ritenuto giusti. Mi sembrano tornati i tempi di Micheledisaveriosp... [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:27, 10 apr 2025 (CEST) Buongiorno, non conoscendo ancora la pagina adatta dove scrivere lo chiedo agli amministratori che prima sono stati così gentili da occuparsi della mia richiesta di correzione, {{ping|Superchilum|Spinoziano}}: dove posso chiedere se determinati comportamenti sono conformi alle regole o meno? Non voglio segnalare un utente come "problematico", non voglio trovare una soluzione a qualche "conflitto": voglio capire se su Wikiquote comportarsi in un certo modo è consentito oppure no. Se lo chiedo è perché già suppongo che non lo sia e vorrei averne conferma, ma potrei benissimo sbagliarmi del tutto e se così fosse vorrei saperlo in modo da cambiare la mia opinione. Forse questa stessa pagina va bene per la mia domanda? [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 13:59, 11 apr 2025 (CEST) :Non puoi eludere il confronto con la persona che accusi, non si capisce ancora a che titolo. Se hai qualcosa da dire, dilla e abbi il coraggio di assumerti tutte le tue responsabilità fino in fondo e con tutte le conseguenze del caso; sennò vedi di smetterla perché la tua condotta è confusionaria, petulante e inconcludente già da un pezzo, né questa è una chat per darsi buon tempo. Le persone che cerchi maldestramente di coinvolgere non sono nate ieri e non prestano il fianco ad anonimi (forse neanche tanto tali) seminatori di zizzania. Ti ricordo che se stato tu, tra l'altro, a buttarla sul sarcastico e sul personale sin dal tuo primo commento, che peraltro seguiva due annullamenti di azioni compiute da amministratori e senza neppure uno straccio di motivazione nel campo oggetto della modifica... L'unica cosa sensata che puoi ancora fare è togliere il disturbo, tanto più che sulla questione di merito hai già avuto ripetutamente tutte le spiegazioni del caso. Il problematico qui sei tu e continuando su questa strada, che è sbagliata, non puoi ottenere nulla se non aggravare la mala parata. La cosa più probabile è che sarà tutto tristemente seppellito nell'indifferenza generale. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:52, 11 apr 2025 (CEST) ::Su Wikiquote non esistono gli equivalenti né di [[:w:Wikipedia:Richieste di pareri]] né di [[:w:Wikipedia:Risoluzione dei conflitti]]. Probabilmente non c'è mai stata la necessità, è sempre bastata [[Wikiquote:Utenti problematici]], ma se la comunità lo ritiene necessario io sarei favorevole a una pagina tipo [[Wikiquote:Richieste di pareri]] per avere feedback senza aprire vere problematicità. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:58, 14 apr 2025 (CEST) :::Lo si fa già informalmente, perché la community è piccola. Anche la pagina sui problematici non è stata quasi mai usata e nella metà dei casi si tratta di abusi di pagina di servizio opera di gente di passaggio giustamente cazziata, si veda [[Wikiquote:Utenti_problematici/Archivio#Doppia_Di|questo]] o [[Wikiquote:Utenti_problematici/Udiki|questo]] (nell'ultimo esempio, per la verità, il proponente stesso si è reso conto dell'insensatezza). Questo stesso thread rientra in questa ipotesi, una trollata. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:12, 15 apr 2025 (CEST) La ringrazio per la sua risposta. Per me sarebbe solamente un miglioramento l'aggiungere una pagina di questo tipo visto che manca, questo però è soltanto il parere di un singolo utente. In ogni caso, se fosse possibile li scriverei anche qui i comportamenti che vorrei sapere se sono conformi alle regole di Wikiquote o meno, così vedo se poterli assumerli a mia volta senza rischi o se essi sono deprecabili a prescindere da quale utente li assuma. [[Speciale:Contributi/&#126;2025-43313|&#126;2025-43313]] ([[Discussioni utente:&#126;2025-43313|discussione]]) 07:59, 16 apr 2025 (CEST) :Comincia a esaminare i tuoi. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:00, 16 apr 2025 (CEST) == Wikidata and Sister Projects: An online community event == ''(Apologies for posting in English)'' Hello everyone, I am excited to share news of an upcoming online event called '''[[d:Event:Wikidata_and_Sister_Projects|Wikidata and Sister Projects]]''' celebrating the different ways Wikidata can be used to support or enhance with another Wikimedia project. The event takes place over 4 days between '''May 29 - June 1st, 2025'''. We would like to invite speakers to present at this community event, to hear success stories, challenges, showcase tools or projects you may be working on, where Wikidata has been involved in Wikipedia, Commons, WikiSource and all other WM projects. If you are interested in attending, please [[d:Special:RegisterForEvent/1291|register here]]. If you would like to speak at the event, please fill out this Session Proposal template on the [[d:Event_talk:Wikidata_and_Sister_Projects|event talk page]], where you can also ask any questions you may have. I hope to see you at the event, in the audience or as a speaker, - [[Utente:MediaWiki message delivery|MediaWiki message delivery]] ([[Discussioni utente:MediaWiki message delivery|scrivimi]]) 11:18, 11 apr 2025 (CEST) <!-- Messaggio inviato da User:Danny Benjafield (WMDE)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Danny_Benjafield_(WMDE)/MassMessage_Send_List&oldid=28525705 --> == Formattazione contesto citazioni == Salve,<br>mentre stavo riformattando le citazioni sulla voce di [[Volodymyr Zelens'kyj]] per essere coerente con le proposte sovrastanti ("Ordine cronologico e intestazioni"), ho notato questa forma di contestualizzazione delle fonti: *Citazione (intervistatore, luogo, data ecc.)<nowiki><ref></ref></nowiki> Mi è venuto in mente di dare alla parte in parentesi una propria riga, così: *Citazione :(intervistatore, luogo, data ecc.)<nowiki><ref></ref></nowiki> Personalmente lo trovo migliore per ragioni estetiche. Voi che ne dite? [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 19:23, 22 apr 2025 (CEST) :Bisognerebbe semplicemente mettere tutto in nota, correggendo anche altri elementi. Esempio pratico:<br/><code>(Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019)<nowiki><ref>Da ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', traduzione di ''Eastjourney.net'', 21 maggio 2019</ref></nowiki></code><br/>dovrebbe diventare<br/><code><nowiki><ref>Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; tradotto in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref></nowiki></code><br/>"Tradotto in" si usa quando un testo è tradotto integralmente in una fonte secondaria; se invece c'è solo una parte, allora va bene "citato in". Se hai dubbi od obiezioni, chiedi. Comunque aspettiamo il parere di altri. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:14, 22 apr 2025 (CEST) ::Diciamo che bisogna scegliere uno stile univoco. La fonte primaria o viene indicata sempre tra parentesi o sempre in nota, non si può fare un "fritto misto" come in quella voce. ::Piccolo consiglio: la fonte primaria non si indica come "Volodymyr Zelensky, ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022" ma "'''Da''' ''Per l'Ucraina'', traduzione di Sergio Arecco, La nave di Teseo editore, Milano, 2022"; va detto che i libri mal si sposano con l'ordine cronologico per loro stessa natura, quindi la migliore soluzione sarebbe quella di creare una sezione apposita dedicata al libro a patto di avere almeno tre citazioni significative; ::Se si opta per la fonte primaria tra parentesi e fonte secondaria in nota (soluzione poco usata comunque) l'attuale convenzione dovrebbe essere (se non vado errato, nel caso correggetemi pure, purtroppo in [[Aiuto:Fonti]] non trovo riscontro) con il da/dal in minuscolo e la nota prima della parentesi chiusa; ::Tirando le somme, a me la soluzione della fonte primaria tra parentesi e della secondaria in nota non è mai particolarmente piaciuta (e mi risulta essere poco usata), tuttaviae è contemplata dalle linee guida. La soluzione qui proposta in generale non trova grande campo di applicazione e sinceramente non incontra il mio gusto estetico.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 08:47, 23 apr 2025 (CEST) :::@[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] Citare una fonte tra parentesi sembra essere un modo obsoleto, tipico degli inizi di Wikiquote in italiano; col passare del tempo si sono utilizzate sempre più le note.<br/>Non c'è una necessità di spezzare la fonte in due e citare quella primaria tra parentesi e quella secondaria in nota: [[Aiuto:Fonti#Libri altrui]], per esempio, le mette assieme separandole con il punto e virgola, così come nell'esempio che io ho fatto.<br/>A proposito: nel post precedente ho raccomandato di usare, nell'esempio che ho fatto e logicamente in altri casi simili, la formula "tradotto in" invece di "citato in": è corretta e necessaria? Le linee guida non dicono niente, però io l'ho vista in altre pagine. Avete deciso di usarla dopo qualche discussione in passato senza aggiornare poi le linee guida? Il criterio che io ho menzionato riguardo alle modalità di utilizzo di "tradotto in" è una mia ricostruzione; se è sbagliata, correggetemi. Peraltro vedo che in giro c'è anche "riportato in". Però, almeno nella pagina di Zelensky, potrebbe bastare il classico "citato in". [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:34, 23 apr 2025 (CEST) ::::{{rientro}} {{ping|Udiki}} Sì, sì, ripeto è una soluzione praticamente desueta, utilizzata già raramente prima, praticamente mai negli ultimi anni. <br>Il "citato in" è omnicomprensivo e di gran lunga la forma più utilizzata (e indicata nelle pagine di aiuto). "Tradotto in" e "riportato in" sono forme minori su cui c'è abbastanza tolleranza, ma tenderei a privilegiare "citato in" per uniformità.<br>In questo caso può andare la forma "tradotto in", ma nel caso in cui fosse noto il nome del traduttore la forma migliore sarebbe sicuramente "<code><nowiki><ref>Dal discorso d'inaugurazione, 20 maggio 2019; citato in ''[https://www.eastjournal.net/archives/98165 "Nella vita ho cercato di farvi ridere, ora farò di tutto perché non piangiate"]'', traduzione di Pinco Pallino, ''eastjourney.net'', 21 maggio 2019.</ref></nowiki></code>".--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 15:50, 23 apr 2025 (CEST) == WikiOscar 2025 == Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2025 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2025#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 22:22, 30 apr 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: dal 7 al 9 novembre 2025 a Catania: prossimi passi == Ciao a tutti, come forse già sapete, la '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia, si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Per una panoramica generale, vi rimandiamo alla '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma|sezione Programma]]''', che aggiorneremo regolarmente nei prossimi mesi e nella quale trovate già la '''scheda delle attività''', nonché alla [[m:ItWikiCon/2025/Informazioni|sezione Informazioni]]. In attesa dell’apertura ufficiale della fase di proposte prevista per il prossimo 3 giugno, la commissione Programma vorrebbe sondare i desideri delle comunità italofone in merito ai temi da trattare alla conferenza: quali sono gli argomenti più importanti da coprire, secondo voi? Che discussioni dobbiamo avere durante l’itWikiCon? '''Potete aggiungere dei temi o commentare quelli proposti dagli altri [[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte/Temi|sulla pagina Temi]] da ora fino a inizio giugno'''. Infine, per chi ha la necessità di richiedere una borsa di partecipazione per coprire le spese di viaggio e alloggio, '''la fase di richieste di borse sarà aperta dal 17 giugno fino al 27 luglio'''. Si svolge un po’ prima rispetto alle ultime edizioni, per permettervi di organizzare il vostro viaggio a Catania nelle condizioni migliori, quindi segnatevi queste date per non perdervi la fase di richieste! Aggiungeremo regolarmente nuove informazioni sulla pagina Meta dell’evento, che vi invitiamo a seguire. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e la commissione Programma, --[[Utente:Mastrocom|Mastrocom]] ([[Discussioni utente:Mastrocom|scrivimi]]) 11:22, 5 mag 2025 (CEST) == Changes to the way some users are granted the right to see temporary account IP addresses == Hello! This is the [[mediawikiwiki:Special:MyLanguage/Trust_and_Safety_Product|Trust and Safety Product]] team. We would like to share that we have decided to change the requirements for access to temporary account IP addresses. '''The impact on your community will be minimal'''. We are planning on implementing the change in the week of May 26 ([[phab:T393358|T393358]] + [[phab:T393360|T393360]] + [[phab:T390942|T390942]]). I will keep you updated about the details. We are only changing the rules for users who do not have extended rights (e.g. admins, bureaucrats, checkusers – [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Wikimedia_Access_to_Temporary_Account_IP_Addresses_Policy#requirements-for-access|see the policy for more examples]]) but their account is a minimum of 6 months old, and who have made a minimum of 300 edits on this wiki. They will lose access to IP addresses ([[phab:T393360|T393360]]), and to have it back, '''they will need to apply for the right. Admins or stewards will decide whether to grant it''' ([[phab:T390942|T390942]]). This will entail human manual work, but this method will be safer than if we continued to grant the rights automatically. We want to emphasize that fewer than five users who don't have extended rights have ever revealed a temporary account's IP addresses on your wiki. We made this decision based on what we heard from you, piloting wikis, particularly Romanian Wikipedians. We also consulted on options with Stewards, and had discussions on Meta-Wiki and about 20 Wikipedias with large communities. When we deploy temporary accounts to more wikis, we will evaluate the impact and may adjust our approach again. In addition, we'd like you to know that requirements for access to the [[mediawikiwiki:Special:MyLanguage/Trust_and_Safety_Product/IP_Info|IP Info]] feature will be identical with the ones for access to the temporary accounts' IP addresses (a user will either have full information or none). '''The rationale for the change''' We chose the current numerical thresholds and automatic granting before deploying temporary accounts on any wiki. However, it’s become clear to us that these requirements are quite low and it is still too easy for bad-faith actors to gain access to temporary account IP addresses. We want temporary accounts to meaningfully improve editor privacy, so we need to be more restrictive. Our goal is to more consistently limit IP address access to only those who need it. '''How will this work''' * When a user without extended rights needs to view temporary account IP addresses, they will need to file a request for being added to the "Temporary account IP viewers" group. They will file the request to admins (the local communities will be able to decide what that process will be) or stewards (for wikis without local admins). * The software will require that the user has at least 300 edits and the account since at least 6 months. Admins and stewards will not be able to grant temporary account IP access to accounts that do not meet that criteria. This is a minimum, and we encourage you to enforce higher thresholds. * The user reviewing the request will check if the user applying for the right meets requirements and that they have provided a valid justification. The right itself will be granted through Special:UserRights. * Users who grant requests for the right will also handle removal of the right. We would also like to clarify some details. For your convenience, we will also document some of it in [[mediawikiwiki:Trust_and_Safety_Product/Temporary_Accounts/FAQ|the project FAQ]]. {{Cassetto|Titolo=Access to IP addresses|overskriftsstil=background-color:#eee;|2 = * '''Separation of the new right''' (checkuser-temporary-account) out to a new group ([[metawiki:Meta:Temporary_account_IP_viewer|Temporary account IP viewers]]), as opposed to technically attaching it to any [[Special:ListGroupRights|existing group]] (like patroller). We have decided to do this for a few reasons: ** '''Having access to IP addresses carries risk'''. This right is similar to checkuser. IP addresses are considered personally identifiable information (a kind of [[:w:Dati personali|personal data]]). Outside actors who want to access IP addresses will now need to interact with users who have this right. Users with this right should be aware of this, and alert to the possibility of suspicious access requests. ** '''Good practices for privacy protection'''. Giving access to users who are trusted but do not need access to carry on their work is not in line with good practices for processing personal data. ** '''Removal of right'''. Access to IPs will be [[phab:T325658|logged]] ([https://it.wikiquote.org/wiki/Special:Log?type=checkuser-temporary-account example]). If any misuse of this right is detected, it can be taken away separately from any other permissions the user may hold. It would be difficult and sometimes also unreasonable to remove the rights unrelated to access to IP addresses. ** You may grant the new right to all users belonging to a certain existing group individually. These users must meet the criteria for Temporary account IP viewers, though. ** For clarity – all this does not affect administrators, bureaucrats, checkusers, stewards, and other groups mentioned in the [[foundation:Special:MyLanguage/Policy:Access_to_temporary_account_IP_addresses|global policy]]. * '''Activity requirement'''. With regards to users who would need to be granted access manually, the policy says that they "must edit or take a logged action to the local project at least once within a 365-day period". This requirement is not changing. }} {{Cassetto|Titolo=Process of granting the right|overskriftsstil=background-color:#eee;|2 = * '''Formality of granting the right'''. There is no need for discussions or votes like Request for Adminship. It does suffice if a single admin makes a decision using their own judgement. * '''Additional requirements for the users applying for the right'''. ** You have autonomy over the process for granting the right. You can adopt thresholds higher than 300 edits, or disallow the "non-admin+" users to have the right. The granting process can be as basic or elaborate as you deem appropriate. ** Which criteria admins should take when deciding whether to grant the right – how to tell whether a user needs access to IP addresses? There are no mandatory requirements beyond a minimum of 300 edits and a 6 month old account. You may introduce additional criteria related to trust to the user (such as no prior blocks or copyright violations) or experience in patrolling activities. * '''Additional burden on administrators'''. We understand the toil of having to grant and remove an additional right. This is indeed a downside. We think that it will only have to be a one-time effort to grant this right to a larger number of people. We are curious if you can find ways to limit this burden. }} '''Next steps on your side we would like to suggest''' * We are encouraging you to consider '''adopting a policy''' on granting and removing the right, if you think you need to add anything to the global policy. * We are encouraging you to '''start granting the right'''. Considering our data (up to a few non-functionaries have ever revealed temporary account IP addresses here), we believe you don't need to rush or spend a lot of time preparing for this before the change comes into force, though. * We would like to show you what level of wiki-bureaucracy seems sufficient from our point of view. [https://meta.wikimedia.org/w/index.php?oldid=28667152 In the sandbox], we have created a draft of what a page with requests for the flag could look like. Of course the final content of the page will depend on your community. We do not want to imply that we are instructing you on this matter. Let us know if you have any questions. Thank you! [[metawiki:User:NKohli_(WMF)|NKohli (WMF)]] and [[Utente:SGrabarczuk (WMF)|SGrabarczuk (WMF)]] ([[Discussioni utente:SGrabarczuk (WMF)|scrivimi]]) 04:32, 16 mag 2025 (CEST) == Trascrizione dialoghi fumetti == Attualmente sto riscrivendo ''[[Ken il guerriero]]'', e ho notato che nel manga ci sono alcuni dialoghi in cui un personaggio ha due nuvolette per accomodare una frase particolarmente lunga. Vedi un esempio [https://199xhokutonoken.wordpress.com/wp-content/uploads/2016/10/il-padre-di-hyoh-e-kenshiro.jpg?w=584 qui]. Se volessi essere fedele al testo, lo trascriverei così: *Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... ...hanno vissuto per amore di una donna. Credo di non essere l'unico a trovare questa forma esteticamente sgradevole. Dato che i limiti di spazio delle nuvole non sono un problema qui, non si potrebbe semplicemente scartare i sei puntini? I risultati possibili sarebbero così: *Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre hanno vissuto per amore di una donna. Si potrebbe anche aggiungere una virgola: *Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre''',''' hanno vissuto per amore di una donna. Scusatemi in anticipo se questo è un tema già discusso. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 09:38, 20 mag 2025 (CEST) :Opterei per :*Mi hanno raccontato che tutti gli uomini della dinastia principale di Hokuto, compreso nostro padre... hanno vissuto per amore di una donna. :Cioè i puntini è giusto riportarli per fedeltà e perché servono a reggere la frase (tu stesso affermi che sennò sei tentato di sostituirli con una virgola) ma ripeterli è ridondante, bastano tre e non sei. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:52, 21 mag 2025 (CEST) ::Concordo che in questo caso "spezzare" i puntini di sospensione sia sensato quando si abbiano balloon distinti, ma non particolarmente quando si deve riportare la citazione in un testo. Appoggio la proposta di Spinoziano, mantenere i puntini ma solo i canonici tre. D'altra parte, se hanno spezzato la frase in balloon diverse, vuol dire che nel testo c'era una pausa, ben riproducibile con i puntini. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:01, 21 mag 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: fase di proposte per il programma aperta fino al 15 luglio == Ciao a tutti, dichiariamo ufficialmente aperta la raccolta di proposte di sessioni per '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Il programma dell’evento è costruito dal basso grazie a presentazioni, discussioni e laboratori proposti dalla comunità e selezionati dalla commissione Programma. La fase di proposte è ora aperta '''fino al 15 luglio incluso'''. Seguendo le istruzioni '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte|sulla pagina Proposte]]''' potete presentare una o più proposte di sessioni, talk o workshop che vi piacerebbe tenere durante l’evento. L'itWikiCon è lo spazio di incontro dal vivo delle comunità dei vari progetti Wikimedia in italiano e nelle lingue regionali. Vi invitiamo a proporre sessioni che aiutano a rafforzare il senso di comunità e la voglia di contribuire ai progetti, ma anche a identificare dei problemi e individuare delle soluzioni. Daremo la priorità alle sessioni in cui tutti i partecipanti sono parte attiva, come ad esempio discussioni e laboratori. Se cercate ispirazione, alcune '''richieste di temi''' sono state fatte sulla [[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte/Temi|relativa pagina]], a cui potete liberamente attingere per elaborare una proposta. Inoltre, per chi non se la sente di tenere una sessione, ma vorrebbe che durante la conferenza si parlasse di un argomento che gli sta a cuore, è possibile continuare ad aggiungere delle richieste di temi fino al 15 luglio. La selezione delle proposte avverrà durante l’estate e i relatori saranno confermati a fine agosto. Nel frattempo, la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Borse|richieste di borse di partecipazione]] sarà aperta dal 17 giugno al 27 luglio''', quindi se considerate di proporre una sessione per il programma, ma avete bisogno di supporto economico per raggiungere Catania, vi invitiamo a farne richiesta entro le scadenze previste. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e la commissione Programma,[[Utente:Mastrocom|Mastrocom]] ([[Discussioni utente:Mastrocom|scrivimi]]) 11:50, 3 giu 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: fase di richiesta di borse aperta fino al 27 luglio == Ciao a tutti, '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Come ogni anno, gli organizzatori del convegno propongono un sistema di borse di partecipazione per rimborsare le spese di viaggio e alloggio di alcuni partecipanti, grazie al supporto economico di Wikimedia Italia e Wikimedia CH. Potete consultare il regolamento e le condizioni '''[[m:ItWikiCon/2025/Borse|sulla pagina dedicata alle borse]]''', e fare una richiesta di borsa tramite il form entro il 27 luglio. Dopo questa data, non sarà più possibile richiedere sostegno economico. I richiedenti riceveranno una risposta entro fine agosto. Le borse di quest'anno sono intitolate alla memoria di '''[[:it:Utente:Burgundo|Giovanni Augulino, in arte Burgundo]]''', utente e amministratore di Catania con all'attivo più di 196mila modifiche su Wikipedia, passato a miglior vita il 17 settembre 2022. Vi ricordiamo inoltre che la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte|proposte per il programma]]''' è aperta contemporaneamente e fino al 15 luglio. Non esitare a proporre una sessione, talk o workshop per il convegno entro questa scadenza. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info@itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e la commissione Borse, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 08:46, 17 giu 2025 (CEST) == Nomi animali == Ciao, ma su wikiquote, non è la norma usare i nomi volgari per gli animali piuttosto che quelli scientifici? Lo chiedo dopo aver visto questi spostamenti fatti su tre recenti voci create da me su certi serpenti europei: [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Coronella_austriaca&diff=prev&oldid=1380502 ], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Zamenis_longissimus&diff=prev&oldid=1380498 ], [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Hierophis_viridiflavus&diff=prev&oldid=1380494 ]. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 07:58, 21 giu 2025 (CEST) :Sì, è così. {{ping|Danyele}}, ripristino a com'era prima.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:38, 21 giu 2025 (CEST) ::Se è così, perché nello spostamento dei namespace è prevista l'opzione "allineamento a Wikipedia"...? E dove posso consultare questa ''norma''? '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">— dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 18:03, 21 giu 2025 (CEST) :::Ci sarà stata una discussione da qualche parte; anche Dread dice la stessa cosa [[Wikiquote:Bar/Archivio_2020-06--12#Disambiguazioni|qui]], alla fine; e poi la consuetudine è chiara, basta vedere le voci. È una deroga alla regola. Anche i nomi di piante seguono lo stesso criterio. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 19:33, 21 giu 2025 (CEST) ::::Allinearsi a Wikipedia ha senso in molti casi per praticità, ma per quanto riguarda i nomi di animali non siamo tenuti a seguire lo stesso rigore scientifico, perché le citazioni sono sempre sul delfino, sul cane, sulla mosca, non sulle specie in particolare :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:42, 23 giu 2025 (CEST) == Richiesta di pareri sul caso di un utente bloccato == Segnalo [[Discussioni_Wikiquote:Utenti_problematici#Richiesta_di_pareri_sul_caso_di_un_utente_bloccato|richiesta di pareri sul caso di un utente bloccato]], aperta ai commenti di tutti, per valutare se aprire una procedura o mantenere il blocco. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 12:39, 24 giu 2025 (CEST) == Partecipa al sondaggio sulla strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia == Ciao, Wikimedia Italia sta avviando un percorso per definire la nuova strategia 2026–2030. Vogliamo costruire un piano condiviso, attento alle esperienze e ai bisogni delle nostre comunità: è per questo che '''abbiamo bisogno anche del vostro contributo'''. Vi invitiamo a compilare un '''breve questionario''' (circa 10 minuti), che tocca temi centrali per il futuro dell’associazione: priorità strategiche, progetti, comunicazione, raccolta fondi e molto altro. Link al sondaggio: https://survey.wikimedia.it/index.php/246216?lang=it '''Per favore, inviateci le vostre risposte entro il 20 luglio 2025''': dopo questa data il sondaggio verrà chiuso. Nei prossimi mesi, lavoreremo per trasformare le opinioni raccolte tramite il sondaggio in '''obiettivi concreti e sostenibili'''. Vi ringraziamo per il tempo che vorrete dedicare a questo questionario e per il vostro importante contributo nella definizione della nuova strategia. Per qualsiasi domanda, potete scrivere a '''info@wikimedia.it'''. Un cordiale saluto, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 12:12, 2 lug 2025 (CEST) == Strumento per auto-compilazione Template:Film == Buongiorno. Trovo un po' - personalmente - scomodo dover compilare i campi del [[Template:Film]] quando occorre aprire una nuova voce inerente a un film. Sapete per caso se esiste uno strumento che renda automatica o semi-automatica la procedura? --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 13:50, 3 lug 2025 (CEST) :Basta che copincolli la tabella del template film da Wikipedia, dalla voce del film che vuoi creare su Wikiquote. La tabella funziona uguale solo che qui usiamo meno campi e alcuni vengono presi da Wikidata, inoltre non abbiamo ancora allineato il primo parametro "titolo" che su Wikipedia è stato messo al posto di "titolo italiano" e quindi su Wikiquote bisogna usare ancora "titolo italiano" (o non metterlo, così lo prende da Wikidata).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:13, 3 lug 2025 (CEST) ::Ah! In effetti non ci avevo pensato! Anzi, mi ero messo a scrivere uno script per tale funzionalità. Oramai l'ho fatto, è disponibile [https://hub-paws.wmcloud.org/user/Wiccio/lab/tree/wikidata-scripts/template-film-wquote.ipynb qua] se può tornarvi più utile del copia-incolla. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 15:31, 3 lug 2025 (CEST) :::Grazie ma non serve, è già semplicissimo: se copincolli la tabella da Wikipedia ci metti un attimo.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:37, 3 lug 2025 (CEST) == Confronti di politici == Mi è venuto in mente che, data l'abbondanza di citazioni che paragonano Silvio Berlusconi e Vladimir Putin, non si potrebbe fare una voce a parte dedicata? L'unico dubbio, oltre il fatto che non è stato finora scritta una pagina di confronti sui politici, è se renderlo una voce tematica o no, considerando quante volte i due hanno parlato di l'uno dell'altro. [[Utente:Mariomassone|Mariomassone]] ([[Discussioni utente:Mariomassone|scrivimi]]) 08:11, 7 lug 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: proposte programma entro il 15 luglio, richieste borse entro il 27 luglio == Ciao a tutti, qui un promemoria per le prossime scadenze della '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''' che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre''': * la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte|proposte di sessioni per il programma]] è aperta fino a martedì 15 luglio'''. Fino ad allora, potete ancora supportare o dare feedback [[m:ItWikiCon/2025/Programma/Proposte#Supporta_le_tue_proposte_preferite|alle proposte già presentate]]; * la fase di '''[[m:ItWikiCon/2025/Borse|richiesta di una borsa]]''' (rimborso del viaggio e alloggio, gratuità della quota di partecipazione) è aperta fino a '''domenica 27 luglio'''. A latere, trovate dei suggerimenti per prenotare il vostro viaggio e alloggio sulla pagina [[m:ItWikiCon/2025/Informazioni|Informazioni]]). Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla pagina di discussione dell’evento o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, Il team organizzatore itWikiCon 2025 e le commissioni Programma e Borse, --[[Utente:Mastrocom|Mastrocom]] ([[Discussioni utente:Mastrocom|scrivimi]]) 13:08, 7 lug 2025 (CEST) == Filmografia in voci di persone == Buondì. Mi sono imbattuto in alcune voci riguardanti figure del mondo cinematografico e mi è sorto qualche dubbio sulla gestione della filmografia. Ho notato che in alcune voci vengono riepilogati i titoli presenti in WQ con un semplice elenco ordinato per anno (vedasi [[Renato Pozzetto]], mentre in altre voci vi sono sottosezioni per ruolo (vedasi [[Giovanni Veronesi]]) ma sono svariati i casi in cui una persona ricopre una molteplicità di ruoli per lo stesso film e pertanto risulterebbe ridondante inserire lo stesso titolo in più sottosezioni. In altre voci ancora, i ruoli vengono inseriti a fianco del titolo (vedasi [[Carlo Mazzacurati]]). Dunque vi chiedo: esiste una prassi per l’impostazione della sezione Filmografia? --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 10:25, 18 lug 2025 (CEST) :La prassi corretta, quando una persona ricopre spesso ruoli diversi nella filmografia, è quella di indicarli a fianco del titolo, come in [[Carlo Mazzacurati]], vedi come esempio anche [[Alberto Sordi]]. Questo nel caso che hai citato, quando appunto una persona ricopre una molteplicità di ruoli per lo stesso film e pertanto risulterebbe ridondante inserire lo stesso titolo in più sottosezioni. Se invece è presente in film diversi ma con ruoli sempre distinti, specie come attore oppure doppiatore, è corretta la doppia sottosezione, esempio [[Lauro Gazzolo]]. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:05, 18 lug 2025 (CEST) == Fumagalli: full circle. Esultiamo! == Cari amici, ''Chi l'ha detto?'' di Giuseppe Fumagalli è stato riletto! ripassando la cronologia *[[Wikiquote:Bar/Archivio_2009-01-02-03-04-05#Magari_lo_sapevate_già...|aprile 2009]]: segnalo il volume su IA ma l'autore era ancora sotto copyright *[[s:Speciale:LinkPermanente/1029072|gennaio 2012]]: Nemo bis inaugura l'indice da trascrivere *[[Wikiquote:Bar/Archivio_2022-06--12#Milestone_biprogetto:_Fumagalli|giugno 2022]]: il volume è completamente trascritto *e [[s:speciale:LinkPermanente/3552917|ieri, 7 agosto 2025]], il volume è completamente riletto. Questo è appunto un lavoro monumentale tra i due progetti che si conclude, che prova che il tempo è sempre dalla nostra parte e che mette a disposizione un enorme numero di citazioni dotati di fonte accurata. Ogni citazione è racchiusa in un template che fornisce un'ancora da utilizzare qui: ora resta da creare un template che da qui colleghi direttametne alla pagina giusta. Ci lavoro... '''[[:s:it:utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[:s:it:Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 11:42, 7 ago 2025 (CEST) :{{ping|OrbiliusMagister}} Grazie per la bella notizia e, come scrivi, il rapporto tra Wikiquote e Wikisource resta sempre reciprocamente proficuo! Per linkare a una pagina specifica di Wikisource in realtà basta fare come ad esempio in [[Bernabò Visconti]], cioè mettere un interlink alla pagina di Wikisource (in quel caso <nowiki>[[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/504|p. 472]]</nowiki>) e il gioco è fatto: è già stato fatto così in numerose voci di Wikiquote che citano il ''Chi l'ha detto?'' -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 12:30, 7 ago 2025 (CEST) ::@[[Utente:OrbiliusMagister|OrbiliusMagister]] Mi felicito assai. Siccome "ogni citazione è racchiusa in un template che fornisce un'ancora", effettivamente il collegamento interwiki potrebbe essere più preciso che non quello alla sola pagina di cui parla Spinoziano. Qui abbiamo già {{tl|Source}}, che funziona in combinazione con {{[[s:Template:§|§]]}} di Wikisource, ma appunto bisogna prendersi la briga di inserire l'àncora su Wikisource. Potrebbe {{tl|Source}}, magari aggiornato, funzionare anche con il template che avete utilizzato per il ''Chi l'ha detto?'', cioè {{[[s:Template:Cld|Cld]]}}? O si potrebbe richiamare {{[[s:Template:Cld|Cld]]}} con un semplice collegamento interwiki così come già permette {{[[s:Template:§|§]]}} di Wikisource? Un esempio dell'ultima cosa che ho detto è [[s:Convivio/Trattato quarto#Conviensi adunque essere prudente]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:10, 7 ago 2025 (CEST) :::L'ancora non è richiesta nel senso che il [[s:template:Cld|template:Cld]] ha già inserito un'ancora con il numero della citazione: si tratta di capire come richiamarla da qui senza usare sessantacinque parametri di capitolo/pagina/ecc. che renderebbero la semplice citazione di pagina usata ed esemplificata qui sopra conveniente. Io punterei a un template "Cld" qui su Quote che con un semplice <nowiki>{{Cld|14}}</nowiki> porti a [[:s:Chi_l'ha_detto?/Parte_prima/1#c14]] '''[[:s:it:utente:OrbiliusMagister|<span style="color:orange;">&epsilon;</span><span style="color:blue;">&Delta;</span>]][[:s:it:Discussioni utente:OrbiliusMagister|<span style="color:brown;">&omega;</span>]]''' 17:01, 7 ago 2025 (CEST) ::::<code><nowiki>{{Source|Chi l'ha detto?/Parte prima/1|c14|parte I, § 1, n. 14}}</nowiki></code> genera {{Source|Chi_l'ha_detto?/Parte_prima/1|c14|parte I, § 1, n. 14}}, il che è in linea con quello che si è sempre fatto qui. Secondo me non serve un template ''ad hoc''. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:19, 7 ago 2025 (CEST) :::::Se porta a [[:s:Chi_l'ha_detto?/Parte_prima/1#c14]] però non si vede direttamente la fonte primaria, cioè la scansione della pagina, mentre nell'esempio che ho citato uno vede la scansione della pagina con la trascrizione a fianco e può anche controllare che la trascrizione sia corretta (difatti, anche se le pagine sono già rilette, qualche refuso può esser rimasto; ad esempio mentre ieri controllavo l'esempio citato mi è capitato di [https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Chi_l%27ha_detto.djvu/504&diff=prev&oldid=3553018 correggerne] uno proprio perché avevo di fronte la singola pagina trascritta).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:46, 8 ago 2025 (CEST) ::::::Quel template si è sempre usato in quel modo, anche le istruzioni mostrano quella sintassi.<br/>Comunque hai ragione e si può fare così: <code><nowiki>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', {{Source|Pagina:Chi l'ha detto.djvu/39|c14|n. 14}}.</nowiki></code>, che genera "Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', {{Source|Pagina:Chi l'ha detto.djvu/39|c14|n. 14}}."<br/>Se non si vuole usare il template, ma il collegamento interwiki classico, allora si può scrivere <code><nowiki>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''Chi l'ha detto?'', [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/39#c14|n. 14]].</nowiki></code>; l'output è ovviamente identico.<br/>Faccio anche notare che la numerazione delle frasi si mantiene progressiva dall'inizio all fine del libro, cioè non ricomincia da capo per ogni parte o capitolo, che quindi non serve indicare come invece avevo fatto nell'esempio precedente. Per lo stesso motivo non serve indicare neppure il numero di pagina, anzi il numero di ciascuna frase consente da solo di localizzarla con maggior precisione, considerando che ogni pagina contiene più frasi.<br/>Non è necessario neanche specificare il nome dell'editore né il luogo né la data di pubblicazione dell'opera, perché vale il semplice rinvio a Wikisource in base a quanto detto in [[Aiuto:Fonti#Bibliografia]].<br/>Non potrebbe essere più semplice, chiaro ed efficace. Dico tutto questo per il futuro. Comunque la maggior parte delle citazioni, onore al merito, è già stata importata dall'ottimo AnjaQantina. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:41, 8 ago 2025 (CEST) :::::::Credo che quanto indicato in [[Aiuto:Fonti#Bibliografia]] sia applicabile solo a casi di opere arcinote come la ''[[Divina Commedia]]'' o magari andrebbe rivisto quanto ivi scritto, perché Wikisource in quanto tale non è una fonte: è una piattaforma che riporta la fonte; quindi su Wikiquote editore, città e anno, in un caso come il ''Chi l'ha detto?'' ci vogliono e non costa nulla indicarli, difatti AnjaQantina li indicava. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:47, 9 ago 2025 (CEST) ::::::::Allora sarà da rivedere la linea guida, perché pare che dica non tanto che Wikisource è una fonte paragonabile a un'edizione di una casa editrice, ma che i dati bibliografici possono essere visti lì e che perciò non c'è bisogno di metterli pure qui, probabilmente sulla base di un'integrazione dei due progetti. Anche nel caso della ''Divina Commedia'' non ci sarebbe stato da accogliere la cosa ''de plano'', perché pur essendo arcinota ci sono diverse edizioni di maggiore e minore pregio, con contributi filologici ecc. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 12:41, 9 ago 2025 (CEST) :::::::::Sì, idealmente anche la voce ''[[Divina Commedia]]'' dovrebbe avere una bibliografia, oltrettutto nel caso della versione presente su Wikisource e utilizzata su Wikiquote si tratta di un'edizione con versione cartacea a fronte non presente, e che non è possibile rileggere, che è in quello stato dal 2008, quindi non proprio il massimo secondo gli standard attuali, né per Wikisource né per Wikiquote. La linea guida che hai citato è stata [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Aiuto:Fonti&diff=next&oldid=246414 inserita] da Nemo nel 2009, c'era stata [[Discussioni aiuto:Interwiki|questa discusssione]]; ora comunque siamo più attenti in entrambi i progetti alla precisione e verificabilità delle fonti. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 13:55, 9 ago 2025 (CEST) == Slogan femminista? == Non ricordo chi disse per la prima volta una frase del tipo "la donna poteva essere solo madre, moglie, figlia e p-ttana".--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 13:42, 1 set 2025 (CEST) :@[[Utente:Carnby|Carnby]] Definirlo "femminista" non pare proprio il caso! Qualche altro ragguaglio? È stato usato in Italia o all'estero? È associabile a qualche periodo storico? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:11, 1 set 2025 (CEST) ::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ovviamente era polemico, si riferiva la fatto che la donna doveva essere un individuo indipendente e non in relazione ai bisogni dell'uomo; però non ho altri ragguagli.--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 08:53, 2 set 2025 (CEST) == SheSaid 2025 == Dal 1º settembre al 31 dicembre, torna la campagna [[Wikiquote:SheSaid 2025|SheSaid 2025]]. --[[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 16:56, 6 set 2025 (CEST) == itWikiCon 2025: programma pubblicato e iscrizioni aperte fino al 12 ottobre == Ciao a tutti, ci stiamo avvicinando a '''[[m:ItWikiCon/2025|ItWikiCon 2025]]''', il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia che si terrà '''a Catania da venerdì 7 a domenica 9 novembre'''. Siamo lieti di presentarvi il '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma#Programma_del_convegno_in_vista_tabellare|programma del convegno]]''', costruito a partire dalle proposte della comunità selezionate dalla commissione programma. Durante i tre giorni del convegno, potrete partecipare a presentazioni e discussioni su vari argomenti legati ai progetti Wikimedia, ai processi comunitari e alle sfide delle comunità per il futuro. Ma l’itWikiCon di Catania è più di un convegno: prima e dopo l’evento organizzeremo '''[[m:ItWikiCon/2025/Programma#Panoramica_della_settimana_dell'itWikiCon_2025|una serie di visite guidate e altre attività]]''' per scoprire la Sicilia orientale insieme. Vi invitiamo a pianificare il vostro viaggio tenendo in considerazione queste attività (che saranno a carico dei partecipanti). Consigliamo di essere celeri nel prenotare gli alloggi e i mezzi di trasporto, poiché Catania è una destinazione ad alta stagione turistica anche a novembre. Troverete dei consigli su come raggiungere Catania e dove alloggiare [[m:ItWikiCon/2025/Informazioni|sulla pagina Informazioni]]. La fase di iscrizione all’evento è '''aperta fino a domenica 12 ottobre a mezzanotte'''. Potete prenotare il vostro posto per il convegno compilando '''[https://ticket.itwikicon.org/itwikicon/2025/ il modulo di iscrizione]'''. La quota di partecipazione di 20€ vi permette di sostenere l’organizzazione dell’evento e va pagata direttamente online per validare la vostra iscrizione. Per qualsiasi domanda o suggerimento non esitate a scrivere un messaggio sulla [[m:Talk:ItWikiCon/2025|pagina di discussione dell’evento]] o a contattarci a info@itwikicon.org. A presto, Per il team organizzatore itWikiCon 2025, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:30, 9 set 2025 (CEST) == SheSaid 2025 == Carissimi, vi ricordo che da ottobre inizia tradizionalmente (siamo al sesto anno) l'iniziativa SheSaid. È possibile, per chi vuole, iscriversi in [[Wikiquote:SheSaid 2025#Partecipanti]] e creare o ampliare voci dedicate a donne. Quest'anno in realtà era possibile iniziare dal 1° settembre, ma per chi non avesse sfruttato tale opzione siete ancora in tempo a partecipare secondo i tempi degli ultimi due anni (fino al 31 dicembre). Pingo a tale riguardo i maggiori partecipanti alle ultime due edizioni che non sono ancora iscritti, nel caso vi trovassero piacere anche quest'anno: {{ping|Danyele|Ibisco|Emmepici}} {{ping|GryffindorD|IppolitoN|Dispe}} {{ping|Superchilum|Pierpao}}. Un caro saluto. [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 17:12, 30 set 2025 (CEST) == Strategia Wikimedia Italia 2026-2030: è online la versione in consultazione == Ciao a tutte e a tutti,<br/> condividiamo in '''[[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030/Versione in consultazione|questa pagina su Meta]]''' una '''versione in consultazione della Strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia''', frutto dell’integrazione tra i risultati del sondaggio e dei 12 incontri di gruppo svolti. Invitiamo tutta la comunità a leggere il documento e a '''contribuire in [[:meta:Talk:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030/Versione in consultazione|pagina di discussione]] con osservazioni e suggerimenti''' entro le ore 23:59 di domenica 26 ottobre 2025. Grazie a tutte e a tutti per il contributo! --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:41, 14 ott 2025 (CEST) == Obiezioni alla rimozione di due candidati al Consiglio Direttivo della WMF alle elezioni del 2025 == Ciao. [[m:Objections to the 2025 WMF Board election removals/Comunità italiana|Qui]] trovate una lettera aperta contro la decisione di WMF di rimuovere dalle elezioni del Board per il 2025 due dei sei candidati: Ravan e Lane. La pagina è una traduzione delle due pagine di obiezioni presenti in quel momento: quella della [[m:Objections to the 2025 WMF Board election removals/Arab Community|comunità araba]] e della [[m:Objections to the 2025 WMF Board election removals/Comunidad hispanohablante|comunità spagnola]]. Se siete d'accordo con le preoccupazioni espresse, potete firmarla. Grazie. [[Utente:Camelia.boban|Camelia]] ([[Discussioni utente:Camelia.boban|scrivimi]]) 22:59, 14 ott 2025 (CEST) == Filmografia in pagine biografiche == Vorrei chiedere il vostro parere in merito all’eventuale inserimento in filmografia di titoli “ispirati” o “tratti” o con “videoarchivi”. P.e., stando a Wikidata, [[John Lennon]] risulterebbe nei film [[Forrest Gump]] (1994) e [[Steve Jobs (film)|Steve Jobs]] (2015); non ho ricordi lucidi a riguardo di tali titoli, li ho visti troppi anni addietro, ma se la memoria non m’inganna in Forrest Gump dovrebbero aver usato filmati d’archivio nei quali compare John Lennon. Allo stesso modo, sempre stando a Wikidata, [[Charlie Chaplin]] risulta in [[Zelig (film)|Zelig]] come ''archive footage''. Come gestire tali casistiche nelle filmografie?<br /> Altro caso: su Wikidata ne [[Il malato immaginario (film)|Il malato immaginario]] (1979) risulta che [[Molière]] ne sia lo sceneggiatore; al di là del fatto che non è stato inserito con l'etichetta sbagliata su Wikidata, ha senso per voi inserire il titolo nella filmografia del drammaturgo?<br /> Inoltre, è corretto utilizzare le nomenclature ruoli destinate al cinema anche per il teatro? P.e., in [[Victor Hugo]] è sensato inserire una sezione Filmografia con [[Lucrezia Borgia (opera)|Lucrezia Borgia]] nel ruolo di sceneggiatore? Grazie per l'attenzione. --[[Utente:Wiccio|Wiccio]] ([[Discussioni utente:Wiccio|scrivimi]]) 14:05, 12 nov 2025 (CET) :Ciao, rispondo per punti: 1) i filmati d'archivio non si mettono nelle filmografie, del resto Lennon non compare fra gli attori nel template {{tl|film}} che è presente nelle voci di quei film, idem per Chaplin, mentre è buona norma che le sezioni "Filmografia" nelle voci degli attori rispecchino il contento delle tabelle dei film a cui linkano; le tabelle in ogni caso le incolliamo da Wikipedia dove andrebbero inseriti solo i ruoli principali e accreditati. 2) I campi genere, regista, soggetto e sceneggiatore è buona norma incollarli da Wikipedia insieme agli attori, perché su Wikidata a volte ci sono pasticci dovuti a dati importati. "Molière" per quel film è corretto nel campo soggetto ed è corretto che sia presente in [[Molière#Filmografia]]; cioè sì: è corretto inserire nella voce di un drammaturgo o scrittore i film tratti dalle sue opere, il lettore capisce che in quel caso "filmografia" indica appunto film tratti da sue opere. 3) [[Lucrezia Borgia (opera)]] è riportata in Hugo nella sezione [[Victor Hugo#Voci correlate]]: è corretto così com'è, in quanto in quella sezione si può mettere ogni genere di altre voci correlate, come ad esempio opere correlate che non sono filmiche (quella è un'opera tearale quindi non può stare in Filmografia, né sono previste sezioni ad hoc per il teatro).-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 15:10, 12 nov 2025 (CET) == Se qualcuno di voi è vicino a Milano... == Salve, volevo chiedervi una cosa un po' particolare. Da tempo, per capire quando scadono i loro diritti d'autore, sto cercando l'anno di morte di tre traduttori: 1) Annie Lami, (nome da nubile Annie Gillot) moglie di Adriano Lami (di quest'ultimo so che era nato il 29 novembre 1892 a Firenze e che viveva Via Castelmorrone 5 a Milano nel 1940). Lei è stata traduttrice di James Joyce, Thomas Mann, Jack London, Hall Radclyffe e altri. 2) Bice Giachetti-Sorteni, moglie del compositore Enrico Giachetti (quest'ultimo nato a Firenze il 28 agosto 1890 e morto a Milano il 08 giugno 1954). Traduttrice di Thomas Mann. 3) Guido Vitali, nato a Milano l'11 settembre 1881, preside del liceo Parini di Milano fino al 1936 o 1937 e vivente fino agli anni '60 circa. Traduttore di testi di Virgilio, Omero, Ovidio e Plauto. Per le prime due autrici ho contattato anche i servizi demografici di Firenze dove erano nati i loro mariti e i servizi demografici mi hanno detto che se non si hanno più informazioni sulla nascita e residenza delle persone di cui si cerca l'anno di morte allora si trova poco. Al massimo possono cercare gli atti di nascita dei mariti ma le informazioni trovate non sono molto utili per arrivare alle date di morte delle mogli. La cosa migliore sarebbe chiedere ai servizi demografici di Milano, però io li ho contattati via mail e mi hanno risposto che per queste richieste c'è un "muro burocratico" ovvero l'unico modo di chiedere informazioni di questo tipo a loro è andare di persona a Milano al loro sportello. Qualcuno di voi per favore potrebbe gentilmente andare a fare questa commissione a Milano? Grazie [[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] ([[Discussioni utente:Myron Aub|scrivimi]]) 08:33, 15 dic 2025 (CET) :Su Wikiquote riportiamo soltanto corte citazioni, quindi non serve che i brani citati siano in pubblico dominio: il problema riguarda Wikisource se vuoi riportare là testi completi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:50, 15 dic 2025 (CET) :@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Carissimo, circa prof. Vitali avevo investigato anch'io (vedi [https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:151.64.157.167&oldid=130222337 qui] e [[w:Discussioni_utente:Udiki#Prof._Guido_Vitali|qui]]), ma purtroppo non è andata bene. Forse le informazioni che avevo raccolto potrebbero esserti di qualche aiuto per nuove ricerche, magari si può chiedere al liceo Parini di cui fu a lungo preside di un certo rilievo (fino alle leggi razziali che ne determinarono l'espulsione, benché fosse fascistissimo). Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:43, 15 dic 2025 (CET) ::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ciao, chi si rivede! :-) Grazie lo stesso, può essere un'idea chiedere al Parini, anche se non so quanto può aiutare (spesso neanche le case editrici hanno notizie di autori che hanno pubblicato per loro un secolo fa). Per la cronaca, ho creato la seguente pagina di Wikisource [https://it.wikisource.org/wiki/Utente:Myron_Aub/Autori_con_date] dove ho trascritto varie date anagrafiche su vari autori poco conosciuti, soprattutto traduttori. Non so se ad altri possono interessare queste ricerche... [[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] ([[Discussioni utente:Myron Aub|scrivimi]]) 22:14, 15 dic 2025 (CET) :::@[[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] Il Parini non è un liceo qualsiasi, ma un liceo con una storia importante di una metropoli: scommetto un caffè che ne tengano debitamente conto. Magari c'è da spiegare le nobili motivazioni della richiesta per sollecitare un po' chi di dovere. A me quelle cose anagrafiche interessano per gli stessi tuoi motivi, come sai; se ti pare utile credo che le informazioni si possano inserire su [[d:Wikidata:Main Page|Wikidata]] in modo da condividerle, ma chiedi a chi ne sa di più. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 22:30, 15 dic 2025 (CET) ::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] Ho scritto una mail al Parini motivando adeguatamente la mia richiesta, vediamo se mi rispondono. Può essere un'idea anche collaborare a mettere quei dati anagrafici su wikidata, anche se a volte citare le fonti è difficile, bisognerebbe che in certi casi io scrivessi "informazione ricavata dai servizi demografici del Comune di..." o addirittura "informazione ricavata dall'erede". Intanto ti segnalo, come forse avrai già visto, che ho ricominciato da tempo a caricare scansioni su Internet Archive, vedi se qualche testo è interessante da citare su Wikiquote... [[Utente:Myron Aub|Myron Aub]] ([[Discussioni utente:Myron Aub|scrivimi]]) 17:22, 16 dic 2025 (CET) == Istituzione gruppi di lavoro di Wikimedia Italia == Ciao, vi scrivo per comunicare che Wikimedia Italia è pronta a lanciare i suoi nuovi gruppi di lavoro! I gruppi sono rivolti a soci e volontari, anche esterni all’associazione, e nascono con l’obiettivo di creare uno spazio strutturato di confronto e coordinamento, favorendo partecipazione, formazione e condivisione di idee e informazioni.<br/> Questo nuovo modello sostituisce il precedente sistema basato sulle commissioni, con l’intento di rendere più aperta la partecipazione e di stimolare una discussione più ampia e inclusiva sui temi di interesse dell’associazione, anche alla luce di quanto emerso nel percorso di elaborazione della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026–2030]], per rispondere maggiormente alle necessità e agli interessi della comunità.<br/> Una descrizione dettagliata dei nuovi gruppi di lavoro è disponibile su Meta, alla pagina [[:meta:Wikimedia Italia/Gruppi di lavoro]]. Sono stati istituiti i primi cinque gruppi di lavoro: * Wiki Loves Monuments * GLAM * Scuole e università * Comunicazione e advocacy * OpenStreetMap Puoi segnalare la tua partecipazione ai gruppi di lavoro inserendo il tuo nome o nickname direttamente nella pagina di ogni singolo gruppo.<br/> Resto a disposizione per qualsiasi domanda. Grazie e a presto. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:23, 16 dic 2025 (CET) == Wikimedia Hackathon e Wikimania 2026: apertura borse di partecipazione di Wikimedia Italia == Siamo molto lieti di comunicarvi che Wikimedia Italia ha aperto le '''borse per sostenere i costi di partecipazione a [[:mw:Wikimedia Hackathon 2026|Wikimedia Hackathon 2026]] e [[:wmania:2026:Wikimania|Wikimania 2026]]'''. * Per Wikimedia Hackathon, che si terrà a Milano dal 1º al 3 maggio, vengono messe a disposizione 6 borse da 350 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro venerdì 6 febbraio 2026'''. * Per Wikimania, che si terrà a Parigi dal 21 al 25 luglio, vengono messe a disposizione 13 borse da 800 € ciascuna e la richiesta può essere inviata '''entro domenica 1º marzo 2026'''. Tutte le richieste pervenute saranno poi valutate da due commissioni appositamente costituite e gli esiti verranno comunicati entro l'11 febbraio per il Wikimedia Hackathon ed entro il 25 marzo per Wikimania. I bandi completi si trovano sul wiki di Wikimedia Italia: * Wikimedia Hackathon: [[:wmit:Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026|Programma borse di partecipazione per il Wikimedia Hackathon 2026]] * Wikimania: [[:wmit:Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026|Programma borse di partecipazione "Alessio Guidetti" per Wikimania 2026]] All'interno dei bandi si trovano i link ai form da compilare per la richiesta. Siete tutti invitati a partecipare! Per qualsiasi dubbio, non esitate a [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:InviaEmail?wpTarget=Dario_Crespi_(WMIT) scrivermi]. Buona giornata, --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 09:53, 28 gen 2026 (CET) == Sondaggio su microgrant e sportello volontari di Wikimedia Italia == Ciao. Nel corso degli ultimi anni [[:it:w:Wikipedia:Wikimedia Italia|Wikimedia Italia]] ha introdotto alcuni strumenti a sostegno delle attività promosse dai volontari dei progetti Wikimedia e OpenStreetMap. In particolare, dal 2017 con il programma '''microgrant''' finanzia progetti fino a 1000 euro, mentre dal 2021 è attivo lo '''sportello volontari''', che finanzia progetti per importi superiori. Vorremmo capire meglio quanto questi strumenti siano conosciuti e come siano percepiti, oltre a individuare possibili miglioramenti per rispondere sempre di più alle esigenze della comunità. Per questo ti chiediamo di dedicarci qualche minuto compilando un breve sondaggio: il tuo punto di vista per noi è davvero prezioso. Le risposte ci aiuteranno a individuare cosa funziona, cosa può essere migliorato e in che modo Wikimedia Italia può offrire un supporto più efficace. Il sondaggio è disponibile a questo link: https://survey.wikimedia.it/index.php/754139 Ti chiediamo per favore di rispondere entro le ore 23.59 di domenica 15 febbraio. Ti ringrazio e rimango a tua disposizione per qualsiasi informazione, [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 16:42, 9 feb 2026 (CET) == Citazione con fonte errata == Ciao a tutti, da qualche giorno sto incrementando la voce [[Antonio Beltramelli]], prima con citazioni tratte da ''Da Comacchio ad Argenta'', oggi da ''Il Gargano''. Prima del mio intervento, in Beltramelli, era già presente una citazione (Carichi di legname arrivavano e venivano lavorati ...) con fonte ''Il Gargano'', p. 117, 1907, lo stesso testo che sto utilizzando. Ho voluto controllarne l'esattezza, ma nell'opera del Beltramelli, disponibile in [https://archive.org/details/collezionedimono29berg/page/n8/mode/1up Internet Archive], questa frase non esiste! Né nella pagina indicata, né altrove. Cosa fare? cancellarla, mantenerla eliminando la fonte, o altro? Grazie dei suggerimenti. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:49, 18 feb 2026 (CET) :@[[Utente:Gaux|Gaux]] La citazione è da considerare senza fonte. Siccome è vecchia, può essere spostata in discussione in una sezione "Senza fonte" in cima alla quale porre il template {{tl|Sfid}}. Se la citazione fosse stata aggiunta di fresco, sarebbe stata invece da annullare direttamente. Ovviamente andrà tolta dalla voce tematica in cui è inserita. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:17, 18 feb 2026 (CET) ::Grazie! Tutto chiaro. [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 07:42, 19 feb 2026 (CET) == Nuova voce Paul-Henri Spaak == Buongiorno a tutti, ho appena messo on line la voce Paul-Henri Spaak ma è il mio primo lavoro su Wikiquote e come tale gradire moltissimo i vostri consigli. Sto leggendo un libro con i suoi discorsi e dunque penso che aggiungerò altre citazioni. Nel mondo francofono è spesso citato sono dunque rimasta sorpresa di non aver trovato nulla su wikiquote.Ho letto naturalmente il "Modello di voce" e ho un'esperienza su wikipedia e commons di quasi 14 anni ma qui sono una novellina e non vorrei fare pasticci. Un grazie in anticipo per i vostri commenti.--[[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 19:43, 18 feb 2026 (CET) :@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Ciao, ho sistemato alcune cose. Ho cambiato la foto, perché in quella di prima non si capiva granché. Ho segnalato la voce come [[Aiuto:Abbozzo|abbozzo]], perché tale è con meno di tre citazioni. Ho corretto il modo in cui era citata la fonte, soprattutto inserendo la dicitura "da" per indicare la fonte primaria (il discorso) e "citato in" per [[Aiuto:Fonti#Libri altrui|quella secondaria]] (il libro in cui il discorso è citato). Siccome il libro è in francese, presumo che la traduzione in italiano sia tua; in questo caso devi inserire anche l'originale in francese come spiegato in '''[[WQ:TT]]'''; ricordo però che le traduzioni automatiche (quelle fatte dall'intelligenza artificiale) non sono ammesse e sono motivo di [[Wikiquote:Cancellazioni immediate|cancellazione immediata della voce]] o delle singole citazioni viziate. Se ci sono tre citazioni tratte da una stessa opera, allora si può creare una sezione relativa a quell'opera; sennò vanno nella sezione generica "Citazioni di Paul-Henri Spaak" che ho provveduto a creare. Quando crei una voce, ricordati di collegarla al relativo elemento su Wikidata (l'ho fatto io, dovrebbe esserti arrivata una notifica). Hai fatto benissimo a creare la voce e a mettere per ora solo una citazione anziché fare modifiche a raffica, perché è naturale che all'inizio ci siano alcune cose da rivedere. Il resto, se necessario, si vedrà dopo. Se serve qualcosa, chiedi pure. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 20:13, 18 feb 2026 (CET) ::Grazie mille, sei stato veramente gentile. La traduzione è mia perché sono bilingue. Metterò l'originale in corsivo domani come indicato dal regolamento. Probabilmente le citazioni verranno dallo stesso libro che sto leggendo, devo finirlo rapidamente perché la biblioteca ne ha una sola copia e mi hanno chiesto di renderlo il prima possibile. Come faccio a creare una sezione per le citazioni trovate in quel libro? Ho trovato anche online i suoi due libri e vedrò se ci sono delle citazioni famose anche lì (suppongo di sì). Quando hai tempo, senza non ti dà fastidio butta un occhio, giusto per non lasciare del lavoro sporco on line. Buona serat [[Utente:Bettylella|Bettylella]] ([[Discussioni utente:Bettylella|scrivimi]]) 20:29, 18 feb 2026 (CET) :::@[[Utente:Bettylella|Bettylella]] Siccome il libro non è della persona a cui la pagina si riferisce (Spaak), bensì un'altra (Smets), la cosa un po' più ''probabile'' è che non sia necessario inserire le citazioni in una sezione dedicata specificamente all'opera, ma nella sezione "Citazioni di Paul-Henri Spaak" così come vedi già adesso. Magari il libro di Smets potrà essere menzionato in una sezione "Bibliografia" e richiamato in nota in forma abbreviata, cioè "Citato in Smets, p. 34.", senza dover precisare ogni volta il titolo, l'editore e l'anno, che saranno comunque presenti in bibliografia. Continuerò a seguire la voce. ''À la prochaine'', [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 21:05, 18 feb 2026 (CET) == Voci su singole canzoni == Ho visto che di recente {{ping|Dispe}} ha creato due voci tematiche dedicate a singoli brani musicali, nella fattispecie ''[[Nel blu dipinto di blu]]'' e ''[[Per sempre sì]]''. Mi sembra che sia una novità assoluta, fino a ora avevamo più che altro voci su [[:Categoria:Composizioni musicali|composizioni di musica classica]], mentre le citazioni sulle singole canzoni le ho sempre viste nelle citazioni sugli album da cui sono tratte, nelle voci degli autori ([[Fabrizio_De_André#Citazioni_su_Volume_I|esempio 1]], [[The_Beatles#Citazioni_su_Rubber_Soul|esempio 2]], [[Red_Hot_Chili_Peppers#Citazioni_su_Californication|esempio 3]]). Personalmente manterrei questa impostazione e propenderei per soluzioni alternative solo quando le dimensioni lo richiedono per veri e propri scorpori. [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:22, 8 mar 2026 (CET) :Concordo, ma per una voce singola direi che ne servirebbero davvero tante sulla canzone in questione, anche perché se cominciassimo a creare pagine sui singoli brani avremmo migliaia di voci nuove a non finire. [[Utente:SirPsych0|SirPsych0]] ([[Discussioni utente:SirPsych0|scrivimi]]) 21:54, 8 mar 2026 (CET) ::Mi chiedevo anch'io se non fosse il caso di mettere le citazioni in questione nella pagina del cantante, specificatamente nella sezione dedicata all'album. ''Nel blu dipinto di blu'' è una canzone così iconica che meriterebbe una voce a sé; ma con tutto quello che è stato detto su di essa, a me il buon senso dice di crearla innanzitutto con un corredo minimo di citazioni autorevoli, cosa che al momento non si vede. È vero che questo progetto è perpetuamente ''in fieri'', ma è vero anche che gli abbozzi andrebbero evitati quando, come in questo caso, dovrebbe essere abbastanza possibile. ''Per sempre sì'' ha vinto Sanremo, ma è una cosa ancora troppo recente e al momento disponiamo più che altro di polemiche giornalistiche di rilevanza storica quanto meno incerta. Quindi, più in generale, io non creerei voci di tal fatta, se non in casi eccezionali e sempre che le si possa dotare sin da subito di una certa struttura. È un po' lo stesso discorso che già facciamo a proposito dei libri. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 15:04, 10 mar 2026 (CET) :::{{ping|Dispe}} se non hai nulla in contrario procederei a cancellare le due voci e spostare le citazioni in [[Domenico Modugno]] e [[Sal Da Vinci]].--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 04:38, 13 mar 2026 (CET) ::::Concordo con voi. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:44, 14 mar 2026 (CET) == Attivazione sportello di supporto legale di Wikimedia Italia == Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio che Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]]. Si tratta di uno '''sportello di supporto legale gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un avvocato in merito a questioni che riguardano la loro attività su Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia.<br/> Questo sportello si articola in due parti: * un documento con "risposte a domande frequenti" che affronta alcune casistiche di carattere generale più ricorrenti (e che potrà essere aggiornata e ampliata in futuro); * la possibilità di richiedere una consulenza legale con un avvocato per chiarimenti sui contenuti del documento o per questioni non trattate nelle FAQ. Trovate tutte le informazioni relative allo sportello di supporto legale in questa pagina su Wikipedia in italiano: '''[[w:it:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale]]'''. Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo di pingarmi) o tramite [[Special:EmailUser/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 17:19, 11 mar 2026 (CET) == qualificatore in vista o nascosto == Ciao a tutti, quando citate un autore che ha un qualificatore, lo citate scrivendolo in forma compatta con pipe o in forma estesa senza? Esempio: [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]] o [[Adolfo Venturi (storico dell'arte)]]. In Pedia si usa la notazione compatta, in Quote? Grazie per l'info. --[[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 17:20, 27 mar 2026 (CET) :Che io sappia si usa la notazione compatta anche qui. Io comunque la preferisco. Non si vede per quale motivo usare quella estesa, tanto il collegamento interno risolve le ambiguità. Incidentalmente ti segnalo che basta scrivere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|]]</nowiki></code> (nota il separatore dopo il nome della pagina!) per ottenere <code><nowiki>[[Adolfo Venturi (storico dell'arte)|Adolfo Venturi]]</nowiki></code>, perché il software completa la parte mancante in automatico nel momento in cui salvi la modifica; ma forse lo sapevi già. Saluti, [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 17:35, 27 mar 2026 (CET) ::Grazie per la risposta. Anch'io, come vecchio ''pediano'', preferisco la forma compatta, il mio dubbio è nato osservando la lista delle Voci nuove, ove ho notato prevalentemente l'utilizzo della forma estesa. La tua segnalazione sul riempimento automatico non la conoscevo! doppio Grazie! [[Utente:Gaux|Gaux]] ([[Discussioni utente:Gaux|scrivimi]]) 18:29, 27 mar 2026 (CET) :::Direi ampiamente preferibile notazione compatta, questo in generale. Per le "voci nuove" potrebbe valere un discorso a parte, ma comunque se vogliamo uniformarci anche lì, nulla in contrario.--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 19:13, 27 mar 2026 (CET) ::::Per le "Nuove voci" ci si è uniformati a usare la forma estesa e senza corsivi dopo [[Discussioni template:SelezioneNuove#Disambiguante]]. Anche in [[Incipit]] ed [[Explicit]] mi sembra meglio la forma estesa, trattandosi di liste, dove pure non vengono usati i corsivi. Ma fatto salvo per queste liste, in tutte le voci di Wikiquote (specie le tematiche) è invece norma usare la forma compatta.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:10, 28 mar 2026 (CET) == Eliminare link a libri cancellati da Wikibooks == Ciao! Scusate, scrivo qui perché non ho trovato il corrispettivo di [[w:Wikipedia:Bot/Richieste]] – nel caso abbia sbagliato, perdonatemi e spostate pure la discussione :)<br/>Vi scrivo perché su Wikibooks è emerso un colossale caso di violazione di copyright e sono stati cancellati 128 wikilibri ([[b:Wikibooks:Sospette violazioni di copyright/Archivio/Marzo 2026|qui i dettagli]]). Ho visto però che qui su Wikiquote erano stati inseriti manualmente dei link a questi libri all'interno del [[Template:Interprogetto]]. Questi link ora rimandano a pagine che non esistono più. È possibile far passare un bot per eliminarli? Se vi serve una lista, fatemi sapere di cosa avete bisogno e dove posso mettervela. Grazie! &mdash; [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 17:22, 4 apr 2026 (CEST) :Grazie per la segnalazione, purtroppo al momento su Wikiquote abbiamo scarsa o nulla manovalanza sul comparto tecnico e bot, ma essendo solo 128 il controllo volendo si può fare a mano; avere qualche link nell'interprogetto che punta a pagine non esistenti comunque non è un gran problema, più grave sarebbe se fossero rimasti link funzionanti illegali.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:26, 5 apr 2026 (CEST) ::@[[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] Se volete, ho un bot che uso su Wikibooks per le operazioni ripetitive ([[b:Speciale:Contributi/Gian BOT]]). Se può servire, fatemi sapere. -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:03, 6 apr 2026 (CEST) :::@[[Utente:Hippias|Hippias]] Ho cancellato tutti i collegamenti verso Wikibooks aggiunti dallo stesso account responsabile della violazione del copyright. Per caso c'è dell'altro? [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 14:45, 6 apr 2026 (CEST) ::::@[[Utente:Udiki|Udiki]] No, allora è a posto. Grazie! -- [[Utente:Hippias|Hippias]] ([[Discussioni utente:Hippias|scrivimi]]) 14:47, 6 apr 2026 (CEST) == Save the Date: itWikiCon 2026 a Vezia (Lugano) – Vi aspettiamo! == Gli organizzatori sono entusiasti di invitarvi '''all’itWikiCon 2026 che si terrà a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]])'''! È la prima volta che il convegno annuale della comunità italofona dei progetti Wikimedia si terrà nella Svizzera italiana. Dal '''6 all’8 novembre 2026''' insieme a voi trasformeremo Vezia in un vivace punto d’incontro all’insegna della conoscenza libera, della condivisione e della comunità. La sede del convegno, [https://csvn.ch/ Il Centro Studi Villa Negroni], una struttura nota per aver ospitato persone di spicco della cultura italiana si trova molto vicino a Lugano. Non vediamo l'ora di condividere questo luogo con voi e di partecipare a workshop, discussioni e presentazioni stimolanti. L'organizzazione sta procedendo e nel corso delle prossime settimane, vi terremo aggiornati sui principali sviluppi, inclusi la creazione collaborativa del programma e il bando per le borse di partecipazione. Nelle prossime settimane saranno pubblicate ulteriori informazioni sulla [[:meta:ItWikiCon/2026|pagina principale dell’evento]]. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info(at)itwikicon.org. A presto, il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] ([[Discussioni utente:Dorine Barth (WMCH)|scrivimi]]) 12:30, 7 apr 2026 (CEST) == WikiOscar 2026 == Ciao! Anche quest'anno nei '''[https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026 Wikioscar]''' che si tengono su Wikipedia in lingua italiana è presente un [https://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Scherzi_e_STUBidaggini/Wikioscar/2026#Wikicitazionista premio] per l'utente che non usa mai parole proprie. Potete votare il vostro utente preferito dal 1° al 7 maggio! [[Utente:Atlante|Atlante]] ([[Discussioni utente:Atlante|scrivimi]]) 10:41, 1 mag 2026 (CEST) == Attivazione sportello counseling di Wikimedia Italia == Ciao. Sono felice di comunicarvi che da oggi è attivo un nuovo servizio di Wikimedia Italia, richiesto dagli utenti in diverse occasioni, anche nella fase di consultazione per la stesura della [[:meta:Wikimedia Italia/Strategia 2026-2030|strategia 2026-2030 di Wikimedia Italia]]. Si tratta di uno '''sportello di counseling gratuito''', che consente ai volontari di potersi rivolgere a un counselor professionista per affrontare difficoltà relazionali, situazioni di tensione o conflitti legati all’attività sui progetti Wikimedia.<br/> Questo sportello offre uno spazio sicuro di ascolto e confronto e prevede percorsi individuali gratuiti fino a un massimo di 5 colloqui online per persona. Trovate tutte le informazioni relative allo sportello counseling in questa pagina: '''[[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Sportello counseling]]'''. Ne approfitto per ricordarvi che è sempre attivo anche lo [[:w:Wikipedia:Wikimedia Italia/Supporto legale|sportello di supporto legale gratuito]]. Per qualsiasi domanda o osservazione, non esitate a contattarmi rispondendo a questo messaggio (vi chiedo cortesemente di pingarmi) o tramite [[Speciale:InviaEmail/Dario_Crespi_(WMIT)|email]]. --[[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]] ([[Discussioni utente:Dario Crespi (WMIT)|scrivimi]]) 14:57, 7 mag 2026 (CEST) == Apertura delle pre-iscrizioni itWikiCon 2026 == Come saprete già, dal '''6 all'8 novembre 2026''' a [[:w:it:Vezia|Vezia]] ([[:w:it:Lugano|Lugano]]) si apriranno le porte della [[:w:it:Villa Negroni|Villa Negroni]] per '''[[m:ItWikiCon/2026|itWikiCon 2026]]'''. Questo convegno unisce ispirazione, innovazione e scambio di idee in un evento di tre giorni. Le '''[[m:ItWikiCon/2026/Partecipanti|pre-iscrizioni]]''' sono disponibili da subito ed è il primo passo per manifestare il vostro interesse a partecipare. Inoltre, in questo modo darete un contributo fondamentale al team organizzativo nella pianificazione logistica dell’evento. Per qualsiasi domanda o suggerimento, non esitare a scrivere un messaggio sulla [[:meta:Talk:ItWikiCon/2026|pagina di discussione dell’evento]] o di contattarci a info@itwikicon.org. Non vediamo l'ora di accogliervi a Vezia! A presto, il team organizzativo di itWikiCon 2026: [[Utente:Vallema|Vallema]], [[Utente:cassinam|Cassinam]], [[Utente:Dario Crespi (WMIT)|Dario Crespi (WMIT)]], [[Utente:Dorine Barth (WMCH)|Dorine Barth (WMCH)]] == Template:Premio == C'è un problema col [[Template:Premio]]: pur non essendo stato modificato ora compare a sinistra in cima invece che a destra sotto l'immagine, creando un pessimo effetto estetico, es. [[Steven Spielberg]] e [[Roberto Benigni]]; la cosa andrebbe risolta al più presto: qualcuno di noi lo sa fare? {{ping|Nemo_bis|GryffindorD|Superchilum}} [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:48, 25 mag 2026 (CEST)<br> P.s. Può darsi che dipenda da una serie generale di cambiamenti che sono apparsi oggi specie in modalità di modifica: righe numerate, evidenziazione di template e corsivi e intestazioni ecc., ...quantomento io che uso il vecchio aspetto (Vector legacy 2010, ma suppongo non dipenda da quello) trovo oggi tutta questa serie di cambiamenti, anche su Wikipedia. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:01, 25 mag 2026 (CEST) :Il problema al template non è di oggi, c'era già da qualche giorno e al momento non capisco a cosa sia dovuto. Il resto probabilmente dipende dal fatto che nella barra degli strumenti hai cliccato sul pulsante "Sintassi", infatti io uso Vector legacy 2010 ma non vedo nulla di tutto ciò. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 16:11, 25 mag 2026 (CEST) ::Grazie mille Udiki, a me non pare di aver cliccato qualcosa, ma ora il problema l'ho risolto togliendo la spunta su "Attiva l'evidenziazione della sintassi per il codice" e mettendola su "Imposta un'eccezione locale per questa preferenza globale" così da toglierla anche da "Attiva l'evidenziazione della sintassi per wikitesto": ora tutto in modifica mi è tornato come prima. Inoltre hai ragione che il Template:Premio non aveva a che fare con quello: lo vedo ancora a sinistra. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 16:25, 25 mag 2026 (CEST) :::Ho chiesto in [[:w:WP:OFFICINA]], anch'io non riesco a capire cosa sia cambiato... --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 23:27, 25 mag 2026 (CEST) ::::Grazie, la [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Template:Premio&curid=80058&diff=1414472&oldid=1102407 modifica] ha risolto il problema.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:31, 26 mag 2026 (CEST) :::::Ottimo :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 19:36, 26 mag 2026 (CEST) == Citazione di Luigi Giussani == Buongiorno, mi ricordo di una citazione attribuita a don Luigi Giussani: "Ma la scuola sono i due e i tre". Non riesco a trovarlo da nessuna parte. Potete aiutarmi?--[[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 13:50, 6 giu 2026 (CEST) :Credo che provenga dalla presentazione che Giussani scrisse per un suo libro intitolato ''Si può (veramente?!) vivere così?'' ([https://books.google.it/books?id=B2FpqWm0eakC&pg=PP6 vedi]). Ti riporto l'intero brano perché il link a volte funziona e altre no (la sottolineatura è mia): :{{quote|Qual è il modo con cui possiamo imparare, sia pur come balbettio, il linguaggio nuovo e vero, il linguaggio nuovo della verità delle cose? Due amici, a cui si aggiunga la compagnia di una persona che è già da un po' di tempo abituata a guardar le cose in un certo modo, a leggere le cose ripetendole, ripetendole scandendo le sillabe delle parole più importanti. «Cosa vuoi dire questa parola che ricorre e che hanno detto essere la più importante?»: dapprima uno si domanda tra sé e sé, poi domanda all' altro, poi tutti e due domandano a questa persona più grande. Allora, insieme, leggono, studiano a memoria l'espressione che sembra difficile ed è bella. Ed è bella perché dice il vero, la verità. Si gusta il vero comprendendo la verità di quello che è detto, non si gusta il vero perché ''placet auribus'', perché accarezza l'orecchio. E c'è una parola che non riescono a capir bene, non riescono a capir bene come è penetrata nel discorso. Allora vanno da chi ha fatto il discorso a dire: «Come è penetrata?». E fra quattro si risolve meglio che non fra tre.<br />Questo è il modo con cui i medioevali concepivano lo studio. I libri stessi lo dimostrano: il testo era il brano della scrittura da giudicare e da studiare; i margini erano tali e tanti che in scuola, mentre leggevano il testo e ognuno diceva la sua, a un certo punto tutti scrivevano su di essi l'esito della discussione che l'insegnante persuasivamente aveva fatto capire. «L'esito della discussione è questo: la carità è dono, dono totale, gratuito». Allora, sui margini dei libri medioevali degli universitari di Bologna troviamo scritto: «La carità è un dono...»: è il commento alla cosa, la spiegazione del testo.<br /><u>Ma la vera scuola sono i due, o meglio, i tre perché senza maestro non c'è scuola</u>; senza qualcuno che abbia già fatto dei passi e, perciò, indichi la direzione immediata da assumere, non c'è scuola Oppure, meglio ancora, i tre insieme a chi è responsabile del modo di dire, del come si esprime e si difende un concetto che si vuole definire: questa è la scuola che fa stare in mente le cose e, soprattutto, introduce a capire che c'entrano col suo modo di vivere quotidiano.}} [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 18:41, 6 giu 2026 (CEST) :Ottimo, grazie!-- [[Utente:Carnby|Carnby]] ([[Discussioni utente:Carnby|scrivimi]]) 19:42, 6 giu 2026 (CEST) 052kw81svmt4fjg1uett3fo9a41m8sh Israele 0 62531 1415910 1415061 2026-06-06T20:54:33Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1415910 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Flag of Israel.svg|right|thumb|Bandiera israeliana]] Citazioni su '''Israele''' e gli '''israeliani'''. ==Citazioni su Israele== *Chi ritiene di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro. ([[Matteo Renzi]]) *Come ha affermato l'Imam {{NDR|[[Ruhollah Khomeyni]]}}, Israele deve essere cancellato. Il regime sionista rappresenta una minaccia incontrastata per il mondo islamico. Germania e Austria fatevi avanti e concedete due vostre province o quelle che volete al regime sionista in modo che possano creare uno stato sostenuto dall'intera Europa e il problema sarà risolto alla radice. È una minaccia per il mondo islamico. È un albero marcio, rinsecchito che sarà annientato da un'unica tempesta. ([[Mahmud Ahmadinejad]]) *Da molti anni Israele ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'[[Italia]] avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? Israele, pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. ([[Marco Travaglio]]) *Gli israeliani sono gli unici che nel Medio Oriente pratichino la democrazia e rispettino in condizioni di normalità le libertà civili. ([[Marco Pannella]]) *Il primo effetto della colonizzazione ebraica fu quello d'ingentilire il panorama. I primi villaggi sionisti non erano mai ricchi, ma avevano un loro fascino rustico, e creavano un'atmosfera di stabilità e tranquillità. I sionisti di tutto il mondo cominciarono ad avere l'ossessione degli alberi, che venivano prenotati, acquistati e infine piantati in tale profusione che negli anni Trenta il confine tra una zona araba e una ebraica si poteva distinguere dal colore: era semplicemente una linea che divideva il verde dal giallo. ([[Abba Eban]]) *Il governo di Israele si macchia di sangue innocente e determina l'insopportabilità della permanenza dell'azione di occupazione militare di Gaza, della negazione al popolo palestinese della propria terra e del proprio destino. È giunto il momento di costruire una mobilitazione internazionale che rappresenti, a fronte delle mille codardie e delle ipocrisie diplomatiche della comunità degli Stati, la leva per produrre cambiamento laddove imperversa invece la logica del muro, la provocazione delle colonie e la violenza di un vero e proprio apartheid etnico. ([[Nichi Vendola]]) *In Israele vige questa strana situazione in cui gli extracomunitari legiferano e fanno leggi razziali contro la popolazione autoctona che adesso è rappresentata dal 20% degli arabi. ([[Vittorio Arrigoni]]) *Io sono convinto che Israele va difeso, credo nella dolorosa necessità di un esercito efficiente. Ma sono convinto che anche al governo israeliano faccia bene confrontarsi con un nostro appoggio sempre condizionato. ([[Primo Levi]]) *Israele è un Paese che nasce dai sogni e dalla speranza. ([[Amos Oz]]) *Israele è uno degli importanti avamposti della democrazia nel mondo, è un meraviglioso esempio di come una terra arida può essere trasformata in un'oasi di fratellanza e di democrazia. Pace per Israele significa sicurezza, e la sicurezza deve essere reale. ''(erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]])'' *Israele non è uno Stato di tutti i suoi cittadini. [...] Israele è lo Stato-Nazione del popolo ebraico, e di nessun altro. ([[Benjamin Netanyahu]]) *Israele non ha una costituzione, non ha mai dichiarato i propri confini e non cerca la pace. ([[Moni Ovadia]]) *L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]]) *La realtà è che la società israeliana sta cambiando: [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]], Smotrich e Ben Gvir stanno portando avanti il loro golpe giudiziario sotto la coperta di Gaza. Comunque vada a finire questa guerra, questa nazione sarà sempre più religiosa e estremista. ([[Omer Bartov]]) *L'Europa oggi è una tana enorme di [[Antisemitismo|antisemiti]] che s'ignorano e si mascherano. Quando si trattasse di accogliere i nostri fratelli israeliani profughi le porte spontaneamente aperte sarebbero poche; le molte cristiane e atee chiuse farebbero il ripugnante gesto della quenelle di Dieudonné. I preti si affannano per accogliere islamici da tutta l’Africa, ma non so quanti parroci e vescovi per il controesodo degli Ebrei che scegliessero la via della nuova Golah si muoverebbero. Nello stesso tempo non ci sarebbe nessun ritorno a una [[Stato di Palestina|Palestina]] indipendente come predicano i nostri intellettuali: non ci sarebbe che un immenso vuoto. Israele di cento anni dopo insediato dalla fine del secolo XIX e l’entità Palestina sono due siamesi: se li separi li uccidi: Intendersi o morire. Gaza di Hamas esulterebbe, forse, Teheran avrebbe raggiunto il fine insensato di [[Khomeini]], ma Gerusalemme non pullulerebbe che di focolari spenti, di fornelli con ragnatele. ([[Guido Ceronetti]]) *La decisione della Nazioni Unite, che riconosceva il diritto di Israele di esistere come stato, era d'importanza storica. L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]]) *La nazione israeliana nasce con lo Stato di Israele, e preceduta da una grande operazione culturale che fu il sionismo, e ha come condizione preliminare l'olocausto. ([[Eugenio Scalfari]]) *La peggior minaccia per Israele non proviene dagli arabi, ma dai dissidi interni fra gli ebrei stessi... ([[Sebastian Faulks]]) *La solidarietà che si manifesta in tutto il mondo verso il popolo [[Stato di Palestina|palestinese]] e la condanna dello stato di Israele, anche da parte di migliaia di ebrei, non ha nulla a che vedere con l'"[[antisemitismo]]". ([[Dīmītrios Koutsoumpas]]) *Lo Stato d'Israele sarà aperto per l'immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace come predetto dai profeti d'Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite. Lo Stato d'Israele sarà pronto a collaborare con le agenzie e le rappresentanze delle Nazioni Unite per l'applicazione della risoluzione dell'Assemblea Generale del 29 novembre 1947 e compirà passi per realizzare l'unità economica di tutte le parti di Eretz Israel. (''[http://digilander.libero.it/thatsthequestion/indipendenza.htm Dichiarazione della Fondazione dello Stato d'Israele]'') *Ma proprio, direi, guardi, che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in [[Spagna]], eh! E certo, perché lì c'è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero. In Spagna non era niente in confronto a questo: questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista, e qui ci vuole una resistenza [...]. Contro gli Israeliani, che bombardano ospedali, cliniche private, bambini eccetera eccetera sparerei, certo; purtroppo non sono capace, ché non ho fatto il servizio militare, essendo figlio unico di madre vedova, però imparerei volentieri [...]. Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi [...]. {{NDR|Israele}} È uno stato razzista dove c'è una minoranza perseguitata, maltrattata, tenuta senz'acqua, espropriata, murata via via, altro che democrazia, belli miei! ([[Gianni Vattimo]]) *Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con ... [Israele]. Mai. Mai ([[Anwar al-Sadat]]) *Orbene, appare evidente che solo all'epoca di Davide e Salomone Israele era una «grande nazione», né prima né dopo, e ciò chiaramente nel senso politico dell'espressione, anche se, nuovamente, nulla esclude una rilettura posteriore di questi concetti in chiave per es. escatologico-messianica, quando il popolo viveva della speranza che il regno davidico sarebbe stato ristabilito se non come grandezza terrena, almeno come regno celeste, escatologico. ([[Alberto Soggin]]) *Per noi Israele non ha diritto di esistere, il diritto è dei proprietari della terra palestinesi. Quindi, invece di parlare di una soluzione per i palestinesi, noi chiediamo una soluzione per gli ebrei. Domandate perché non riconosciamo Israele, noi ci chiediamo come mai Israele e l'Occidente non riconoscano i diritti degli arabi. ([[Naim Qassem]]) *Per quanto riguarda la situazione palestinese, la soluzione dei due Stati è impossibile, non è pratica. Attualmente, questi due Stati si sovrappongono completamente. La partizione è destinata al fallimento. Questi due Stati non sono vicini, sono co-esistenti, sia in termini di popolazione che di geografia. Una zona di protezione non può essere creata tra i due Stati, perché ci sono mezzo milione di coloni israeliani in Cisgiordania e un milione di arabi palestinesi nel territorio conosciuto come Israele. La soluzione è quindi uno Stato democratico senza fanatismo religioso o etnico. La generazione di Sharon e Arafat è finita. Abbiamo bisogno di una nuova generazione, in cui tutti possano vivere in pace. Guardate i giovani palestinesi e israeliani, entrambi vogliono la pace e la democrazia, e vogliono vivere sotto un unico Stato. Questo conflitto avvelena il mondo. ([[Mu'ammar Gheddafi]]) *Se gli israeliani vogliono la pace, gli arabi sono pronti a farla, a riconoscere l'esistenza di Israele e delle sue frontiere stabilite dall'ONU. Questo da ad Israele il cinquantaquattro percento del territorio della Palestina, che era sotto mandato britannico. ([[Habib Bourghiba]]) *Se gli israeliani vogliono rimanere colonialisti e annessionisti, allora ci sarà la guerra. ([[Habib Bourghiba]]) *Te l'immagini avere Israele al posto della [[Svizzera]]? ([[Marcello Marchesi]]) *Un'ingiustizia storica è stata fatta al popolo [[Stato di Palestina|palestinese]], e finché non finirà l'occupazione illegale e brutale di Israele, non ci sarà pace per nessuno, compresi gli israeliani. ([[John Pilger]]) *Un sistema di apartheid con due popoli sulla stessa terra ma completamente separati uno dall'altro, con gli israeliani completamente dominanti che reprimono la violenza privando i palestinesi dei loro elementari diritti umani. Questa è la politica perseguita attualmente. ([[Jimmy Carter]]) *Voglio che sia chiaro che sono fiero di far parte di uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. ([[Ehud Olmert]]) *Voglio chiarire che non sono certo antisemita: uno scienziato non può credere alle razze. Però altra cosa è l'antisionismo, come dice [[Noam Chomsky]], il mio maestro. Il progetto dello Stato ebraico si basa sul principio che la Palestina sia stata destinata da Dio a Israele.<br />{{NDR|L'intervistatore: «[[Theodor Herzl]], il fondatore del sionismo era un laico»}} Non importa, il risultato è che oggi Israele è uno Stato fascista. ([[Piergiorgio Odifreddi]]) *Se Israele accogliesse tre o quattromila palestinesi, [[Gerusalemme]], il supremo esito del 1967, sarebbe subito, com’è già in parte, casa loro. (Guido Ceronetti) *Un aforisma ebraico paragona Israele «alle stelle del cielo e alla polvere della terra». È una nazione di netti contrasti, di volta in volta innalzata e abbassata dagli elementi della sua propria natura. Il passaggio degli uomini da una nobile elevatezza alla decadenza occupa gran parte della storia, della letteratura e, soprattutto, del dramma. Non vi è molto da temere che Israele diventi l'ultima delle nazioni, per vitalità e forza creativa. Ma riuscirà ad andare oltre e a realizzare le più nobili speranze dei suoi fondatori? Il punto interrogativo riguarda tre problemi: i suoi rapporti con i paesi vicini, la natura della sua società democratica e il grado di fedeltà ai valori ebraici. ([[Abba Eban]]) *Voglio urlare ad Israele: vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare. [...] Io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele. [...] Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l'autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l'abito da guerra di Israele e la sua bandiera. Oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei Israele essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema e sparare e di poesia e sparare e di musica e correre e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet. Oh Israele. ([[Paolo Guzzanti]]) ===[[Yasser Arafat]]=== *{{NDR|Sugli israeliani}} Bisogna ammettere che alcune delle loro tattiche di guerra sono rispettabili, intelligenti. Ma come persone, no: perché si comportano sempre da barbari, in essi non c'è mai un goccio di umanità. *Ciò che lei chiama Israele è casa mia. *Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni. *{{NDR|Sugli israeliani}} Corpo a corpo, faccia a faccia, non sono neanche soldati. Hanno troppa paura di morire, non dimostrano alcun coraggio. *I civili sono i primi complici della banda che governa Israele. Perché se i civili non approvano i sistemi della banda al potere, non hanno che dimostrarlo. *È sempre la solita storia con gli israeliani: attaccano bene con gli aerei perché sanno che non abbiamo aerei, coi carri armati perché sanno che non abbiamo carri armati, ma quando trovano una resistenza faccia a faccia non rischiano più. Scappano. E cosa vale un soldato che non rischia, che scappa? *La pace per noi significa distruzione di Israele e nient'altro. *{{NDR|Sugli israeliani}} Non si muovono mai se non sono certi che andrà tutto benissimo e, se li cogli di sorpresa, non s'impegnano mai fino in fondo. Tutte le volte che hanno attaccato in forze i fedayn, gli israeliani sono stati sconfitti. Con noi i loro commandos non passano. ===[[Ayaan Hirsi Ali]]=== *Dalla mia esperienza superficiale, il paese deve affrontare il problema dei fondamentalisti. Gli ultra-ortodossi saranno all'origine di un problema demografico perché questi fanatici hanno più bambini dei laici e dagli altri ortodossi. *Ho visitato Israele alcuni anni fa, innanzitutto per capire come gestisce così bene tanti immigranti di tante origini diverse. La mia impressione principale è stata che Israele è una democrazia liberale. Nei luoghi che ho visitato, tra i quali Gerusalemme, Tel Aviv e le sue spiagge, ho notato l'uguaglianza tra uomini e donne. Non si può sapere cosa succede in privato, ma questo è quanto capisce un turista. Le tante donne in armi sono ugualmente molto visibili.<br>Capisco che un elemento cruciale di successo è un fattore unificante tra gli immigranti in Israele. C'è chi arriva dall'Etiopia o dalla Russia o ha il nonno che è giunto dall'Europa, ciò che li unisce è l'essere ebrei. Questo legame manca in Olanda. La storia dei nostri immigrati è diversa anche da quella dell'Olanda, incluso la religione. *Israele è ritenuto di un livello morale eccezionalmente elevato. Gli israeliani, tuttavia, faranno sempre bene perché loro stessi applicano standard morali molto elevati nel loro agire.<br>Il livello morale che ci si attende dai palestinesi è, invece, molto basso. ===[[Saddam Hussein]]=== *Dal momento che "Israele" possiede la bomba atomica, tutti i popoli pacifici dovrebbero aiutare gli arabi ad acquisire una tale arma per amore della pace, indipendentemente alle intenzioni e dalle risorse di costoro. Questo aiuto compenserà lo squilibrio che esiste ora tra il possesso di "Israele" della bomba atomica e la mancanza di qualunque arma simile per gli arabi. Ciò farà sì che "Israele" esiti ad utilizzarla contro di loro. *È diventato praticamente chiaro per tutti gli arabi, inclusi gli iracheni, che Israele non è una compagine di ebrei, siano essi palestinesi o d'altre origini, che cerca rifugio in seguito alle persecuzioni subite sotto i nazisti. Si tratta invece di un'entità che non esita ad intraprendere atti d'aggressione contro la nazione araba ogni volta che disponga dell'abilità tecnica. *Sapete che 'Israele' attaccò Baghdad, anche se Iraq non ne è collegato militarmente o geograficamente. Ovviamente, questo significa che 'Israele' è infatti psicologicamente preparato a lanciare l'aggressione contro di noi in qualsiasi momento. ===[[Golda Meir]]=== [[File:Golda Meir2.jpg|thumb|[[Golda Meir]]]] *Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale. *Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico ne una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta. *Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità. *Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione... *Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda. ===[[Mohammad Reza Pahlavi]]=== *Abbiamo detto a Israele: potete fare un'altra guerra, ma dove vi ritroverete infine? Ci sono cento milioni di arabi, e col passar del tempo, impareranno a combattere. *Ovviamente Israele esiste come Stato, e non si può sterminare un popolo; il desiderio manifestato da certe persone di sterminare la razza ebraica non può avverarsi. *Saremo certo lieti di vedere Israele mettere gli arabi nel loro posto, ma abbiamo ripetutamente condannato la loro occupazione del territorio arabo. ===[[Ilan Pappé]]=== *A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. *Finché Israele conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a Israele fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. *Israele fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. *L'identità di Israele come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-Israele si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. ===[[Ariel Sharon]]=== *Abbiamo tante cose da fare, oltre che combattere. Ad esempio sviluppare la nostra educazione, la nostra cultura, la nostra agricoltura, la nostra industria, la nostra scienza. Ad esempio assorbire gli ebrei che arrivano continuamente da più di settanta paesi, fare una nazione con loro. E non partecipiamo a nessuna corsa alle armi: stiamo solo tentando di migliorare le nostre capacità di difesa per essere pronti a reagire quando ce n'è bisogno. *Israele potrà anche avere il diritto di processare altri, ma certamente nessuno ha il diritto di portare il popolo ebraico e lo Stato di Israele davanti a un tribunale internazionale. *Non ci servono i protettori. Così non dico che si possa ignorare l'opinione dei nostri alleati, però dichiaro che non prendiamo ordini da nessuno. *Non dimentichi che abbiamo uno degli eserciti migliori del mondo, che da trentacinque anni non facciamo che combattere, che siamo stati in guerra con tutti i paesi arabi, che abbiamo moltissima esperienza. *Quando si tratta della nostra sicurezza siamo uniti, non c'è dubbio. Non ci sono né falchi né colombe ma ebrei. Né Partito laburista né Partito Likud ma ebrei. *Sebbene la simpatia del mondo ci interessi, quando si tratta della nostra sicurezza e della nostra esistenza possiamo farne benissimo a meno. ===[[Leo Valiani]]=== *Certo, farebbe bene a evacuare i territori occupati con la guerra del 1967, fatta eccezione per Gerusalemme, che è un caso a parte. Ma non si può pretenderlo, se in questi territori s'installa un'organizzazione che pratica il terrorismo contro Israele e la cui finalità è la distruzione di quello Stato. Il suicidio non può essere chiesto a nessuno. *Sono il primo a criticare la politica israeliana in Cisgiordania, gli insediamenti, le limitazioni alle libertà democratiche, tutto ciò che c'è di reazionario, di repressivo. Critico la permanenza stessa di Israele in quei territori. Ma non pretendo il suo suicidio. *Israele non è l'Austria che teneva sotto il tallone il Lombardo-Veneto. È come l'Austria ormai costituzionale del 1867 che aveva aperto il proprio Parlamento anche alle minoranze, agli italiani di Trento, di Trieste, di Pola. Nessuno nega ai palestinesi che vivono nei territori occupati il diritto all'irredentismo. Lo riconosco in pieno. Ma sotto quell'Austria, gli irredentisti italiani avrebbero fatto bene a ricorrere al terrorismo? Anche a Trieste, molti presero le distanze dal progetto di regicidio di Oberdan. Il suo tentativo avrebbe avuto conseguenze drammatiche, se fosse stato portato a termine. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Ebrei]] *[[Regno di Giuda]] *[[Regno di Israele]] *[[Regno Unito di Israele]] *[[Rifugiati palestinesi]] *[[Sionismo]] *[[Stato di Palestina]] *[[Terra Santa]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Luoghi di Israele| ]] exz4ig9nml53taf2z7fvcor0oerdfei Stato di Palestina 0 63574 1415905 1415072 2026-06-06T20:49:50Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1415905 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[Immagine:Flag of Palestine.svg|thumb|Bandiera palestinese]] Citazioni sullo '''Stato di Palestina''' e i '''palestinesi'''. ==Citazioni== *Chiunque voglia contrastare la creazione di uno Stato palestinese deve sostenere il rafforzamento di [[Hamas]] e il trasferimento di denaro a Hamas. Questo fa parte della nostra strategia. ([[Benjamin Netanyahu]]) *{{NDR|Uno stato indipendente}} è un diritto innegabile del popolo palestinese. ([[Keir Starmer]]) *Gli ebrei saranno i benvenuti nello Stato democratico palestinese: gli offriremo la scelta di restare in Palestina, quando il momento verrà. ([[Yasser Arafat]]) *I palestinesi hanno il senso dell'umorismo. È normale. Finché un popolo è senza Stato, senza esercito e senza polizia, resta capace di umorismo. ([[Tahar Ben Jelloun]]) *I palestinesi meritano solo una pallottola in testa. ([[Itamar Ben-Gvir]]) *I palestinesi sono il nostro peccato originale. ([[Shimon Peres]]) *Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato palestinese è solamente un mezzo per continuare la nostra lotta per l'unità araba contro lo [[Israele|Stato d'Israele]]. In realtà oggi non c'è differenza tra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Oggi parliamo dell'esistenza di un popolo palestinese per ragioni politiche e strategiche poiché gli interessi nazionali arabi richiedono che venga assunta l'esistenza di un distinto "popolo palestinese" da opporre al sionismo. <br /> Per ragioni strategiche la Giordania, che è uno stato sovrano con confini ben definiti, non può vantare diritti su Haifa e Jaffa mentre io, come palestinese, posso senz'altro vantare diritti su Haifa, Jaffa, Beersheva e [[Gerusalemme]]. Comunque nel momento in cui i nostri diritti saranno riconosciuti non attenderemo nemmeno un minuto per unire la Palestina alla Giordania. ([[Zuhayr Muhsin]]) *La Palestina non sarà la vostra terra, né la vostra casa, ma il vostro cimitero. Allah vi ha raccolto in Palestina perché i musulmani vi uccidano. ([[Abu Bakr al-Baghdadi]]) *La solidarietà che si manifesta in tutto il mondo verso il popolo palestinese e la condanna dello stato di [[Israele]], anche da parte di migliaia di ebrei, non ha nulla a che vedere con l'"[[antisemitismo]]". ([[Dīmītrios Koutsoumpas]]) *Noi non ci poniamo il problema dei confini. Nella nostra Costituzione non si parla dei confini perché a porre i confini furono i colonialisti occidentali che ci invasero dopo i turchi. Da un punto di vista arabo, non si può parlare di confini: la Palestina è un piccolo punto nel grande oceano arabo. E la nostra nazione è quella araba, è una nazione che va dall'Atlantico al Mar Rosso e oltre. Ciò che vogliamo da quando la catastrofe esplose nel 1947 è liberare la nostra terra e ricostruire lo Stato democratico palestinese. ([[Yasser Arafat]]) *{{ndr|In caso di scomparsa di Israele}} Non ci sarebbe nessun ritorno a una Palestina indipendente come predicano i nostri intellettuali: non ci sarebbe che un immenso vuoto. Israele di cento anni dopo insediato dalla fine del secolo XIX e l’entità Palestina sono due siamesi: se li separi li uccidi: intendersi o morire. Gaza di [[Hamas]] esulterebbe, forse, Teheran avrebbe raggiunto il fine insensato di [[Khomeini]], ma [[Gerusalemme]] non pullulerebbe che di focolari spenti, di fornelli con ragnatele. ([[Guido Ceronetti]]) *Non abbiamo bisogno di uno Stato ebraico. C'è bisogno che vi sia uno Stato palestinese. ([[Mordechai Vanunu]]) *Non ho alcun problema con lo Stato di Palestina. Ma deve proprio stare lungo il confine del territorio israeliano? È proprio necessario oppure si può spostare più giù in Egitto? ([[Benjamin Carson]]) *Possiamo rassicurare i nostri compagni palestinesi che comprendiamo l'importanza della contiguità territoriale nel West Bank per uno stato palestinese che sia anche attraversabile. ([[Ariel Sharon]]) *Un'ingiustizia storica è stata fatta al popolo palestinese, e finché non finirà l'occupazione illegale e brutale di [[Israele]], non ci sarà pace per nessuno, compresi gli israeliani. ([[John Pilger]]) ===[[Mahmūd Abbās]]=== *Diversi Paesi hanno riconosciuto lo Stato palestinese, come la Svezia e il Vaticano, ci sono anche 12 parlamenti nazionali, compreso quello italiano, che hanno chiesto ai propri governi di riconoscere il nostro Stato, chiediamo che ora che questi governi, compreso quello di Roma, riconoscano la Palestina. *Il popolo palestinese chiede libertà e pace e spera di poter condurre una vita normale in terra palestinese con i confini del 1967 e con Gerusalemme est come sua capitale. Siamo convinti che la pace richieda coraggio politico. La pace non può essere raggiunta attraverso la violenza, l'occupazione e le colonie. *Noi diciamo niente Stato palestinese senza Gerusalemme e Striscia di Gaza, per questo stiamo lavorando a una riconciliazione con Hamas. *Vi chiedo: siete d'accordo o no con quel che fanno i coloni nei Territori? Siete per il diritto dei palestinesi a costruire un loro Stato? Siete con Israele nel suo sforzo per mantenere la sicurezza? Vi siete sempre pronunciati per il ritorno ai confini del '67? Okay: come potete mettere in pratica questi slogan? A chi ha torto, ora bisogna dire che ha torto. ===[[Ayaan Hirsi Ali]]=== *Ho visitato anche i quartieri palestinesi di Gerusalemme. La loro zona è malandata e per questo se la prendono con Israele. In privato, però, ho incontrato una persona che parlava un eccellente inglese. Non c'erano telecamere o computer. Ha ammesso che quella situazione era anche per colpa loro, con molto del denaro giunto dall'estero rubato dai leader corrotti. *Israele è ritenuto di un livello morale eccezionalmente elevato. Gli israeliani, tuttavia, faranno sempre bene perché loro stessi applicano standard morali molto elevati nel loro agire.<br>Il livello morale che ci si attende dai palestinesi è, invece, molto basso. Molti tacciono su tutti i problemi nei loro territori. Questo incoraggia i palestinesi ad essere più corrotti di quanto non lo siano già. A chi vive nei territori non è consentito dire nulla su tutto questo perché rischierebbe di essere assassinato dal suo stesso popolo. *Quando provo a parlare in Olanda della corruzione dell'Autorità palestinese e sulla responsabilità di [[Yasser Arafat|Arafat]] nella tragedia della Palestina, non trovo mai tanti ascoltatori. Spesso si parla ai muri. Molti rispondono che Israele deve innanzitutto ritirarsi dai Territori occupati e poi tutto andrà bene con la Palestina. ===[[Ilan Pappé]]=== *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla Palestina e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. *La Palestina non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. *La Palestina non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. *La Palestina riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai palestinesi da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. *Riconoscere la Palestina ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Esodo palestinese del 1948]] *[[Israele]] *[[Rifugiati palestinesi]] *[[Terra Santa]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante lo|preposizione=sulla}} [[Categoria:Luoghi della Palestina]] kwt4fu3s1ovol6jai90b5q1tp7ep00z Il Mereghetti 0 81416 1415917 1415274 2026-06-07T07:38:43Z Spinoziano 2297 /* D */ 1415917 wikitext text/x-wiki '''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film. ==Citazioni== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ===A=== [[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']] *Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16) *Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22) *[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28) *Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30) *[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31) *''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54) *Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56) *Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56) *Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58) *Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58) *Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60) *Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64) *[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67) *Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112) *Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90) *Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91) *Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138) *Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98) *Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103) *[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106) *Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113) *Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144) *[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146) *Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146) *Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151) *Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153) *Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154) *[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155) *Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168) *Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179) *Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180) *Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187) *Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194) *Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285) *Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206) *[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206) *Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208) [[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']] *Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212) *Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305) *Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213) *Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214) *Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218) *Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218) *[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229) *Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229) ===B=== *Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233) *[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238) [[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']] *Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239) *[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239) *[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244) *Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244) *Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247) *L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248) *Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256) *[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259) *Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261) *Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267) *Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277) *Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288) *[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292) *La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552) *Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308) *Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311) *Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313) *Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345) ===C=== *Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363) *Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366) *[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366) *Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537) *Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380) [[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']] *[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382) *[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395) *[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398) *Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414) *Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690) *Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427) *Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428) *Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434) *Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442) *Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449) *Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458) *Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462) *Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486) *[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486) *Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490) *Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493) *Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493) *L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495) [[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']] *Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501) *[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505) *Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513) *Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513) *Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515) *[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528) *L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549) *Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550) *[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553) *Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554) *[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554) *Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581) *Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583) *Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587) *La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591) *Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597) *Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599) ===D=== *Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606) *Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607) *Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618) *Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619) *Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622) [[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']] *Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622) *Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622) *La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905) *Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635) *Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640) *Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640) *[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643) *Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653) *Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658) *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658) [[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']] *La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664) *Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666) *[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666) *Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677) *Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678) *[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679) *Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990) *[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688) *[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689) *Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690) *Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693) *[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694) *Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006) *Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701) [[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']] *[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702) *Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711) *Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040) *''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729) *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729) *Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732) *Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732) *Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732) [[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']] *Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732) *Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732) *Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733) *Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733) *Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733) *L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746) *Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749) *Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749) *La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754) *[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750) *La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761) ===E=== *La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766) *Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777) *La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785) *È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131) *Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793) *Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813) *[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816) *Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817) ===F=== [[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']] *Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850) *[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862) *Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865) *[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869) *[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872) *Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252) [[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']] *[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876) *[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884) *Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884) *Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887) *[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897) *Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897) *Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905) *[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906) *Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910) *Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914) *[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920) *[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921) *[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922) *Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318) *Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927) [[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']] *Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930) *Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938) *[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943) *Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944) *Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945) *Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958) *Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958) ===G=== *Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963) *Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965) *[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970) *Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970) *La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978) *[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986) *Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989) *Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990) *[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991) *Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013) *Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019) *[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024) *[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027) *Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033) [[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]] *Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039) *Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043) *Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913) *Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050) *I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052) *Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055) *[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057) *Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058) *Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059) *[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061) *Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063) *[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063) *[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065) *[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067) *Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070) *Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070) *Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083) ===H=== *Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102) *La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103) *Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103) *Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103) *Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103) *[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108) *Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109) *Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116) [[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']] *Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121) ===I=== *Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135) *Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136) *Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144) *[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144) *Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}}) *Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168) *Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171) *Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185) *Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190) *[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194) *Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197) *[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200) ===J=== *Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228) *[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240) ===L=== *Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262) *Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264) *[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264) *Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267) *[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275) *Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290) *La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283) *Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283) *[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310) *Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315) *Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321) ===M=== *Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340) *[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346) [[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']] *Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359) *Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362) *L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359) *Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364) *Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371) *[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375) *[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380) *[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385) *Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389) *Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396) *In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396) *Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398) [[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']] *[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401) *La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405) *Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406) *I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411) *La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415) *Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427) *Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433) *[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444) *Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449) *La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451) *Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089) *Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458) *È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753) *[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461) *[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461) *Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465) *[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465) *Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471) *Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473) *Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489) *Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490) [[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']] *Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494) *La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502) *Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506) *Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508) *Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511) *Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515) *L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515) ===N=== *Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545) *[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548) *Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555) *Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556) *Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560) *Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562) *Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562) *Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576) *Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578) *Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592) *Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592) *Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600) *Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602) *L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606) ===O=== *Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622) *Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623) *Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625) *Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638) *Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639) *[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641) *Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643) *Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645) *Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645) *Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648) *Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650) *Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653) *Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656) *Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658) *Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661) *Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665) *Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671) ===P=== [[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']] *Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685) *Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687) *Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695) *[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200) *[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696) *Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704) *Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705) [[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']] *La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719) *[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725) *Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733) *Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754) *Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016) *Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347) *Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807) *La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807) *Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810) *Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821) *Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822) *Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826) *Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827) *Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830) *Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831) *Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839) *Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845) [[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']] *A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852) *[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855) *Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860) ===Q=== *Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874) *Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887) *Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889) *[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892) *[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895) *[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901) ===R=== *Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925) *Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943) *Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949) *[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954) *Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954) *[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961) *L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963) *[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963) *Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963) *[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966) *Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969) *Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700) *Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979) *Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979) *[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980) *Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982) *La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983) *Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997) *Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006) *[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008) *Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009) *Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014) *[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017) *Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021) *Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021) ===S=== *Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034) *Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049) *[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053) *Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054) *La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056) *Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057) *Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060) *Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956) *Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067) *Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068) *Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071) *Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074) *Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971) *La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077) *Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079) *Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082) *[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083) *[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086) [[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']] *[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088) *Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095) *[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099) *[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107) *Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127) [[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']] *Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127) *Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129) *Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131) *Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132) *Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137) *Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144) *Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145) *[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149) *Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151) *Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152) *Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156) *Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157) *Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162) *Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168) *Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174) *Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178) *L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182) *La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186) *Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141) *Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199) *La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212) *La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212) *[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215) *Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237) *I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237) *Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237) *L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237) *Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237) *Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238) *Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239) *[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239) *Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245) *Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246) *Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250) *Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257) *[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258) *Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258) *Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277) *Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282) *[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287) ===T=== *[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295) *Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295) *[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308) *[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310) *Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319) *Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320) *Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321) *Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322) *Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325) *[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327) [[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']] *Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331) *Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341) *Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355) *Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363) *Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368) *''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374) *[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384) *Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389) *Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391) *Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398) *Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401) *La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417) *Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494) ===U=== *Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438) *Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442) *[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442) *Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442) *Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445) *[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448) *[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449) *Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449) [[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']] *La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451) *Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453) *Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632) *[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463) *[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476) *Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479) *[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485) *La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489) *Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495) *[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495) *Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499) *Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504) *[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506) ===V=== *Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518) *Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520) *Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521) *[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521) *Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523) *Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525) *Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528) *Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534) *Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536) *[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545) *È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559) *Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561) *Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679) *«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567) *Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575) *[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580) *[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581) *Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584) *[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589) *Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744) ==Bibliografia== *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5 *Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8 ==Voci correlate== *[[Il Farinotti]] *[[Il Morandini]] ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Il Mereghetti''}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]] 41q3gcx4utofi8t915jt82gy5svb3be Sergio Pininfarina 0 82067 1415881 918829 2026-06-06T17:36:22Z Danyele 19198 +voci correlate / fix di stile 1415881 wikitext text/x-wiki [[File:Sergio Pininfarina, ca. 1950.jpg|thumb|Sergio Pininfarina nel 1950]] '''Sergio Pinifarina''' (1926 – 2012) imprenditore, designer e senatore a vita italiano. ==Citazioni su Sergio Pininfarina== *Ho avuto modo di conoscere personalmente l'ingegner Pininfarina e di apprezzarne le doti di imprenditore, di organizzatore, di animatore di progetti, fornito di un talento innato per coniugare concretezza e bellezza, qualità profonde dello spirito italiano. ([[Mario Monti]]) ==Voci correlate== *[[Pininfarina]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Pininfarina, Sergio}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] [[Categoria:Politici italiani]] 9ebgk30cax0m1y9hw49bvdvx7op8gfo Il Morandini 0 86658 1415915 1415422 2026-06-07T07:01:29Z Spinoziano 2297 /* D */ 1415915 wikitext text/x-wiki {{Titolo minuscolo}} '''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive. {{torna a|Morando Morandini}} ==Citazioni== ===Film=== <!-- SEGUIRE L'ORDINE ALFABETICO PER FILM, COME NEL DIZIONARIO --> ====A==== [[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']] *Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11) *Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11) *Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15) *Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16) *Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18) *Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18) *Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21) *Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28) *È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35) *Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31) *Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33) *1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. “Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''2001: Odissea nello spazio'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''” ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34) *Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33) *Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36) *Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37) *Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39) *Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40) *Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49) *Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48) *È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49) *La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49) *È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51) *Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52) *È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55) *Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59) *Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60) *Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60) *Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64) *Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75) *È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72) *Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81) *Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81) *''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81) *Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84) *Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84) *Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84) [[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']] *L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86) *L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86) *In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91) *Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93) *Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93) *Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93) *Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94) *Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96) *Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97) *Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98) *Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122) *Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113) *[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114) [[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']] *1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2000, p. 127) *È il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2000, p. 127) *Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra Connery e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2000, p. 129) *Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|p. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130) *Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118) *[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118) *Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118) *Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120) *È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120) *È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127) *Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127) *La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127) *Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128) ====B==== *Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132) *Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132) *Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133) *Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133) *Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135) *Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135) *Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136) *Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138) *Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138) *Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139) *Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142) *Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142) *Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145) *Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148) *Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165) *Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170) *Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158) *Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158) *Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160) *La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161) *Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191) *Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164) *Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168) *1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169) *È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189) *Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171) *Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182) *Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183) *Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185) ====C==== *Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195) *Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195) *Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238) *Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199) *Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201) *È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228) *Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204) *[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204) *Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204) *Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213) *Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214) *Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216) *I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217) *Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221) *[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221) *[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254) *Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230) *[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258) *Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232) *Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259) *È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232) *Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232) *Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236) *Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236) [[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']] *Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238) *Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240) *[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241) *[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243) *Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248) *Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250) *Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251) *Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253) *2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291) *Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260) *[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260) *Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263) *Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263) *Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266) *Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267) *Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273) *[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314) *Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277) *Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316) *Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280) [[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']] *1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282) *Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286) *Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286) *Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296) *[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299) *[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301) *Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302) *Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302) *Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340) *Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304) *Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309) *Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312) *Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312) *È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312) *È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316) *[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358) *Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319) *[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319) *Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321) *[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323) *[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325) [[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']] *Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326) ====D==== *Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331) *La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331) *Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333) *Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335) *[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336) *La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382) *Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337) *Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337) *Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340) *Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344) *Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349) *Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350) *Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351) *È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387) [[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']] *Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392) *[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392) *[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349) *Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353) *Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355) *[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358) *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358) *1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359) *{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362) *Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408) *Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363) *Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363) *2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369) *Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369) *Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370) *[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371) *Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372) *Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424) *Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376) *Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377) *Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377) *Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378) *Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380) *Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384) *Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384) *Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385) *Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387) *Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388) [[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']] *[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391) *[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392) *Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393) *Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398) *Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449) *È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449) *Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402) *Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449) *Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450) *Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405) *In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406) *Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409) *È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409) *Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461) *Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412) *Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412) *[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412) *Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415) ====E==== *Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419) *Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425) *2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485) *Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432) *Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434) *Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443) *Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444) [[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']] *Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446) *Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446) *La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505) ====F==== [[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']] *Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455) *[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456) *Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460) *Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460) *Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462) *Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463) *Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463) *[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468) *Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468) *È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470) *[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534) *Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538) *[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476) *Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477) *Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478) *[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478) *È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480) *Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480) *Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482) *8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487) *Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488) [[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']] *[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492) *L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494) *Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496) *Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497) *Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497) *Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499) *Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565) *In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566) *Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566) *È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500) *Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500) *[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501) *Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568) *Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505) *2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508) *Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510) *Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579) *[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512) *Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513) *Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514) *[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514) *In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519) *2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520) *Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521) *È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521) ====G==== *Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525) *Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526) *L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529) *3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529) *Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533) *Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600) *[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538) *È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540) *Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541) *Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610) *Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544) *[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623) *La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560) *Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561) *Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569) *L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678) *Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679) *Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574) *Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574) *Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575) *Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576) *Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578) *Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579) *Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580) *[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581) *Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649) *Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581) *Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650) *Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584) *1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584) *Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585) *A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656) *C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656) *Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586) *Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589) *Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592) *Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593) ====H==== *[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599) *Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601) *O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607) *Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608) [[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']] *La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612) *Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614) ====I==== *[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621) *1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624) *[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626) *Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626) *Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626) *[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630) *Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633) *Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634) *Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635) *Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636) *[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640) *Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642) *È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646) *Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646) *Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780) *[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651) *Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655) *Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655) *Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657) *Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657) ====J==== *Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671) *La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763) *[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679) ====K==== *I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775) *[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778) *[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685) ====L==== *Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691) *Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691) *[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692) *Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692) *Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694) *Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694) *Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695) *Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698) *Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700) *In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700) *Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702) *Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702) *Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702) *Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703) *Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801) *Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709) *Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815) *[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718) *Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720) *2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723) *In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724) *È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724) *Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725) *[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726) *Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726) *Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733) ====M==== *Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740) *[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738) *[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744) *[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749) *È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750) [[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']] *[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751) *È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751) *Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758) *Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758) *Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761) *È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764) *Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768) *Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769) *Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771) [[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']] *È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771) *Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772) *Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773) *Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776) *Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777) *[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780) [[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']] *Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782) *Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785) *Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786) *[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788) *Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789) *Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791) *[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791) *Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794) *Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798) *Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801) *Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804) [[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']] *C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806) *Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806) *È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807) *Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808) *Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809) *Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809) *Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811) *Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811) *Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816) *[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826) *Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829) *[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832) *Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835) *Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837) *[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842) *Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952) ====N==== *77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852) *Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858) *Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860) *Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861) *[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862) *Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979) *Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865) *Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866) *È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983) *2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984) *Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868) *{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870) *Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877) [[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']] *[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877) *[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879) *Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879) *È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883) *Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888) *Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889) *[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889) *Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894) *[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012) *[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896) *Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899) ====O==== *Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906) *[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908) *Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914) *18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916) *È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917) *Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918) *È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921) *Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923) *[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923) [[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']] *Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049) *Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925) *Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926) *C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934) *L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059) *[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059) *Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060) ====P==== *Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943) *Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945) *Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069) *Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946) *Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075) *È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952) *Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954) *[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955) *Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082) *Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956) *Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086) *Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964) *[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964) *Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967) *Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968) [[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']] *Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969) *È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099) *Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975) *Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976) *[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978) *Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113) *Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986) *L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986) *Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989) *Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989) *Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991) *Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991) *Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992) *Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994) *[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995) *Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125) *Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003) *Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011) *Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210) *Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013) *La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013) *È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014) *Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015) *[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016) *È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022) *Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025) *Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026) *[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159) *2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029) *Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029) *[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037) *[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039) *Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044) *Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044) *1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047) ====Q==== *La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054) *Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065) [[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']] *Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198) *[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070) *[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202) *Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073) *Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073) *Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074) *Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075) *[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080) ====R==== [[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']] *Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090) *[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091) *Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098) *Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100) *Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101) *È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105) *Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108) *Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108) *Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112) *2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113) *[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248) *Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113) *Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115) *È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115) *Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116) *Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120) *[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252) *Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257) *La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257) *Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121) *5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121) *Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122) *[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123) *Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124) *Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126) *Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129) *Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137) *Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138) [[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']] *Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138) *Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139) *Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141) *Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282) *È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148) ====S==== *Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151) *[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155) *Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300) *È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161) *Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166) *Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168) *[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169) *Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315) *Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172) *Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175) *È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175) *Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177) [[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']] *Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179) *[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322) *[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180) *In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327) *I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183) *Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183) *È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185) *Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186) *Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187) *Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190) [[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']] *Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191) *Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416) *Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193) *È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341) *La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197) *Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201) *È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205) *3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210) *La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357) *Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211) *Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211) *2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359) *Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212) *Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213) [[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']] *3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214) *Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215) *L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217) *[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217) *La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220) *Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220) *Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221) *Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223) *Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224) *Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231) *Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233) *Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235) *È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235) *Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239) *Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395) *Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396) *Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246) *Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248) *Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248) *Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484) *Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249) *Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249) *Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254) *Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409) *La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258) *Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413) [[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']] *3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260) *È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261) *Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428) *Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428) *La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428) *Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428) *Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448) *Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429) *Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429) *Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275) *Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275) *Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275) *Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276) *Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280) *Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283) *Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287) *Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287) *Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287) *È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290) *Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279) *Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539) *È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298) *Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301) *Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302) *Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303) *Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304) ====T==== *Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309) *Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316) *Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316) *Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317) *L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319) *5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483) *Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323) *Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323) *Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324) [[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']] *1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325) *3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327) *Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329) *Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329) *Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331) *È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334) *"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335) *Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337) *Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338) *È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339) *Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602) *Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351) *2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352) *Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352) *Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352) *Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354) *Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359) *[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361) *[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361) *Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364) *Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367) *Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540) *È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374) *''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381) *{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390) ====U==== *Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393) [[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']] *Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396) *È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396) *Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396) *Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569) *[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400) *[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>) *Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400) *Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401) *Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406) *Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670) *Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408) *Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409) *Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413) *Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414) *Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417) *Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420) *Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426) *Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426) *Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426) *5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599) *[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429) [[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']] *Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427) *Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432) *[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432) *Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433) *Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609) ====V==== *Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679) *7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442) *Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442) *[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442) *Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619) *La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445) *Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450) *Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451) *[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628) *[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455) *L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457) *[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461) *Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463) *Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464) *Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465) *Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468) *Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469) *Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473) *Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478) *Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479) *[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481) *6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481) *È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482) *Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484) *La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491) *Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496) ====W==== *Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498) *Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684) *Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499) *Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501) ====Y==== *Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719) ====Z==== [[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']] *Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701) ===Serie televisive=== *Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807) *La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808) *Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712) *Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811) *La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812) *La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813) *Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813) *Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815) *Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815) *Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819) *Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723) *La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816) *La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817) *Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818) *Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818) *La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819) *Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819) *Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819) *Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819) *La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820) *Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820) *Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740) *I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820) *Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820) *Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821) *Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823) *Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823) *Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824) *{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825) *Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828) *Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828) *Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825) *Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826) *Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827) *La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827) *Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828) *Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828) *Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829) *Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829) *La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829) *Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830) *Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771) *Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832) ==Note== <references/> ==Bibliografia== *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6 *Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6 ==Voci correlate== *[[Morando Morandini]] *[[Il Mereghetti]] *[[il Farinotti]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]] l8l1i2bvnbn40wu65rfr8uz1fovthrd Firewall - Accesso negato 0 88083 1415931 818543 2026-06-07T08:05:00Z Spinoziano 2297 piccole sistemazioni 1415931 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano=Firewall - Accesso negato |genere=thriller |regista=[[Richard Loncraine]] |sceneggiatore=[[Joe Forte (sceneggiatore)|Joe Forte]] |attori= *[[Harrison Ford]]: Jack Stanfield *[[Paul Bettany]]: Bill Cox *[[Virginia Madsen]]: Beth Stanfield *[[Carly Schroeder]]: Sarah Stanfield *[[Jimmy Bennett]]: Andy Stanfield *[[Mary Lynn Rajskub]]: Janet Stone *[[Matthew Currie Holmes]]: Bobby *[[Robert Patrick]]: Gary Mitchell *[[Jennifer Kitchen]]: Wendy *[[Alan Arkin]]: Arlin Forester *[[Robert Forster]]: Harry Romano *[[Vince Vieluf]]: Pim |doppiatoriitaliani= *[[Michele Gammino]]: Jack Stanfield *[[Massimiliano Manfredi]]: Bill Cox *[[Anna Cesareni]]: Beth Stanfield *[[Veronica Puccio]]: Sarah Stanfield *[[Alex Polidori]]: Andy Stanfield *[[Tiziana Avarista]]: Janet Stone *[[David Chevalier]]: Bobby *[[Ambrogio Colombo]]: Gary Mitchell *[[Cesare Barbetti]]: Arlin Forester *[[Stefano De Sando]]: Harry Romano *[[Roberto Gammino]]: Pim }} '''''Firewall – Accesso negato''''', film del 2006 con [[Harrison Ford]], regia di [[Richard Loncraine]]. ==Frasi== {{cronologico}} *Uno pensa che con tante [[Carta di credito|carte di credito]] non ci sia bisogno di veri soldi. ('''Bill''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Bill''': Avete un eccellente sistema d'allarme in questa casa. A che cosa serve l'allarme, Andy?<br />'''Andy''': A tenere le persone fuori.<br />'''Bill''': Esatto. E a tenere le persone dentro. *'''Bill''': Pim, prendimi una buona bottiglia di rosso.<br />'''Pim''': Ma non so un cazzo di [[Vino|vini]]! Come faccio a sapere se è buona?<br />'''Bill''': Sarà impolverata. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller]] 2x180tg96as5l3zio03u9p06qe708oe Emmanuel Carrère 0 94840 1415872 1415671 2026-06-06T16:53:44Z IppolitoN 23099 /* V13 */ 1415872 wikitext text/x-wiki [[File:Carrere2.JPG|thumb|Emmanuel Carrère]] '''Emmanuel Carrère''' (1957 – vivente), scrittore e sceneggiatore francese. ==Citazioni di Emmanuel Carrère== *Abbiamo perso l'abitudine, dopo [[François Mitterrand]], a un presidente colto.<ref name="Macron">Da ''[http://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2017/11/macron-secondo-carrere/ Macron secondo Carrère]'', ''IL magazine'', 21 novembre 2017.</ref> *Adesso è giusta la separazione Stato-Chiesa, ma l'editto di Costantino fu importante per la civiltà.<ref name=terr>Citato in ''[http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/08/06/terrorismo-carrere-condivido-paura_4f7f3d66-c79a-4de9-a663-4113b5902cc4.html Terrorismo: Carrère, condivido paura]'', ''Ansa.it'', 6 agosto 2016.</ref> *Dell'Islam non posso e non potrei parlare perché non lo conosco bene, ne potrei fare una chiacchierata al bistrot ma come un incompetente. Si dicono oggi molte cose superficiali e io non voglio far parte di quelli che parlano senza conoscere.<ref name=fed>Citato in ''[http://www.repubblica.it/cultura/2015/03/16/news/emmanuel_carrere-109641113/ Emmanuel Carrère e "Il regno": "La fede è narrazione, altra cosa è la dottrina"]'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2015.</ref> *È curioso che persone normali, intelligenti, possano credere a una cosa tanto pazzesca come la religione cristiana, una cosa in tutto e per tutto identica alla mitologia greca e alle favole.<ref name=reli>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/08/07/a-carrere-il-tomasi-di-lampedusa-non-ho-unopinione-su-tutto_774656/ A Carrère il "Tomasi di Lampedusa" "Non ho un'opinione su tutto"]'', ''Live Sicilia'', 7 agosto 2016.</ref> *In francese, non so se è lo stesso per l'italiano, ci sono due parole: "fede" e "credenza". La credenza è l'insieme dei dogmi, le rappresentazioni delle esperienze secondo un senso comune di chi pratica la religione. Io ho cercato di essere "credente" ma non ho nessuna nostalgia per quel periodo. La fede invece è qualcosa che esiste o non esiste ma resta nel mistero, si colloca fuori dalle credenze e dai dogmi. È vero che la religione cattolica è definita anche dai suoi perimetri dogmatici, ma io penso si possa essere cristiani anche senza aderire alle "credenze" della religione.<ref name=fed/> *Io sono interessato al Cristianesimo come fenomeno più ampio, non solo alle vicende del Cattolicesimo in senso stretto. Nel Cristianesimo, poiché non dipende tutto da quel che fa il papa o il Vaticano, ci sono forze e decisioni che sono più nel cuore segreto delle persone.<ref name=fed/> *La fede è un mistero della persona, la religione è una narrazione collettiva.<ref name=fed/> *Nella religione ci sono pure invenzioni e favole ma alcune parole sono verità, anche eclatanti. Ognuno può essere toccato da diverse cose. Io, anche se ho un rapporto distaccato e non credente, mi sento più vicino alle dimensioni realistiche di verità, umana, delle parole di Gesù. Del resto i Vangeli sono libri talmente immensi che ognuno può trovarvi una traccia per sé stesso.<ref name=fed/> *Non mi piace l'idea che un intellettuale debba avere un'opinione su tutto.<ref name=terr/> *Per onestà sono obbligato a riconoscere che sociologicamente io stesso sono quello che si definisce un ''bobo'' {{NDR|bourgeois-bohème}}. Quello che ci viene rimproverato è una sorta di scarto tra una generosità di principi e un grande egoismo di comportamenti.<ref name=":0">Citato in Alessandra Coppola, ''Emmanuel Carrère:«Non mi aspettavo il successo di Donald. Ora temo Le Pen»'', ''Corriere della Sera'', 18 marzo 2017, pp. 2-3.</ref> *Quando mi occupo di un argomento, mi piace aggredirlo su più fronti, non prima di aver studiato una decina d'anni.<ref name=reli/> *{{NDR|Su [[Leonardo Sciascia]]}} Rigoroso e sofisticato nella ricerca e nello studio, un rigore che dà chiarezza alla sua scrittura.<ref name=terr/> *Se dovessi fare una lista dei fattori che hanno contribuito al successo del Cristianesimo direi che in testa ce n'è sicuramente uno: la letteratura. Perché la religione cattolica è nata in modo letterario, non è stata tanto dottrina quanto narrazione. Noi conosciamo le parole di Gesù, la sua storia, dal ritratto che ne fanno i Vangeli ed è per questo che io ho indagato quello che dal mio punto di vista mi affascinava di più, il Vangelo di chi più ha ragionato "da scrittore" ovvero Luca. Come lui, anche io o Philip Dick abbiamo aderito a una fede o avuto una crisi mistica, ma Luca ha avuto decisamente un'altra rilevanza nel trasformare in racconto questa sua adesione a una fede. Il mistero è che il punto d'origine sia quello, testimoniare una fede e scriverne.<ref name=fed/> *Spesso penso che la postverità non sia altro che una menzogna. C'è una frase di [[Franz Kafka|Kafka]] che amo molto: "Io sono ignorante ma questo non significa che la verità non esista". Quanto meno la verità fattuale esiste. A volte è fuori dalla nostra portata, non ne abbiamo accesso, ma esiste».<ref name=":0" /> {{Int|Da [https://www.repubblica.it/venerdi/2022/04/01/news/carrere_emmanuel_mosca_guerra_ucraina_putin_intervista-343176912/ ''Emmanuel Carrère: addio a Putingrad'']|Intervista di Anais Ginori, ''Repubblica.it'', 1 aprile 2022.}} *La Guerra patriottica è sacra in Russia. C'è un'eco particolare quando si usano parole come nazismo, genocidio. Non so però fino a che punto funzioni. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} Se c'era da difendere russi maltrattati, o che lui pensava tali, o territori sottratti alla Grande Russia, era sempre il primo a partire. Quindi non c'è alcun dubbio: Limonov oggi sarebbe al fronte, da qualche parte nel sud dell'Ucraina. *{{NDR|Su Ėduard Limonov}} È stato un oppositore di Putin, anche coraggioso. E al tempo stesso, quando scavavi, era evidente che ne condivideva le idee. Rimproverava a Putin di essere troppo molle. Oggi non lo direbbe più. *Alcuni {{NDR|miei amici russi}} sono partiti, altri stanno pensando di farlo. Tutti sono convinti che sia successo qualcosa di irreversibile. Si è improvvisamente richiusa la parentesi di quasi normalità cominciata con la fine dell'Urss e durata circa trent'anni. Nella migliore delle ipotesi il mondo non precipiterà in una guerra nucleare. Ma i russi che non aspirano a una vita sovietica sono spacciati *C'è un uomo solo al comando, che spaventa tutti. Non capita spesso che l'umanità intera stia con il fiato sospeso per capire le prossime mosse di un uomo solo e poco aperto al mondo. Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2025/12/11/news/emmanuel_carrere_trump_ucraina_gaza-425035891/ ''Emmanuel Carrère: "Trump fa una sorta di reset ogni mattina perché ha dimenticato ciò che pensava il giorno prima"'']|Intervista di Cédric Petit e Jean-Claude Vantroyen, ''Repubblica.it'', 12 dicembre 2025.}} *Mi piacerebbe essere in grado di scrivere su un argomento come l'[[intelligenza artificiale]]. Ma devo ammettere che non so come farlo. Innanzitutto, il mio livello di informazione è insufficiente. Inoltre, non sono un saggista. Per me, dovrebbe assumere la forma di un racconto. Ma non sono nemmeno un romanziere, nel senso che non invento storie di fantasia. Dovrei quindi arrivare a un lavoro di indagine narrativa. Perché no? Ma, al momento, non vedo come affrontarlo. *Il problema è che la situazione odierna è così mutevole, fluttuante... Onestamente, non ho idea di come andrà a finire. Il piano di pace proposto dai russi e che si sta cercando di modificare sarà approvato, e in che modo? Trovo comunque assolutamente terribile la posizione in cui si trova Zelensky. O molli e ti arrendi. Oppure non ti arrendi, ma ti esponi al rischio che ti venga rimproverato di non volere la pace. È terribile, di una violenza terrificante. Non so come potrebbe evolversi la situazione e chi potrebbe saperlo. *Mia madre conosceva molto bene la Russia, io no. E lei stessa sarebbe estremamente sconcertata, credo, tanto più che a un certo punto ha sbagliato a fidarsi di Putin. Neanche lei se lo aspettava. In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Ciò che sembra più costante nei leader americani è l'intesa con Putin sulle spalle di questi poveri ucraini. Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2026/01/23/news/emmanuel_carrere_film_mago_cremlino_cliche_russia-425112071/ ''Emmanuel Carrère: "Tutti i cliché sulla Russia sono veri"'']|Intervista di Vincent Trémolet de Villers, ''Repubblica.it'', 23 gennaio 2026.}} *''[[Il mago del Cremlino (film)|Il mago del Cremlino]]'' racchiude molti temi appassionanti: la Russia, l'influenza, l'isolamento dei potenti, l'ebbrezza del successo, l'hybris. Spesso quando si scrive una sceneggiatura in due, si procede tramite scambi di email e rare riunioni. Per questo film, Olivier Assayas e io abbiamo trascorso tre mesi seduti insieme in una stanza, dalla mattina alla sera, cercando di capire come raccontare questa storia. Bisognava trovare un equilibrio tra il piacere di qualcosa che assomigli comunque a un film di gangster e l'ambizione di raccontare trent'anni di storia della Russia, dalla fine dell'Unione Sovietica. Un flusso di eventi e personaggi, che abbiamo cercato di rendere comprensibile anche per lo spettatore poco informato. L'obiettivo pedagogico fa parte della singolarità del film, che è un oggetto particolare. Oscilla tra il cinema d'autore e la grande produzione americana. Ma Assayas ha familiarità con questi divari, che affronta con molta calma. Quando altri sollevano problemi, lui trova soluzioni. Non si può, per ovvie ragioni, girare in Russia? Non importa, ricostruiremo la Russia in Lettonia! E funziona! *Ho una teoria secondo cui non solo tutti i cliché sulla [[Russia]] sono veri, ma un giudizio sulla Russia che non fosse un cliché avrebbe tutte le probabilità di essere falso. L'immensità e la monotonia degli spazi che conferiscono ai paesaggi una dimensione metafisica; l'energia selvaggia e imprevedibile che fa sì che, quando inizia una serata, non si sappia mai come andrà a finire; la febbre sensuale e l'inquietudine mistica che mettono i piaceri e le preghiere sempre sull'orlo del baratro; e quella mitologia fumosa di una terza Roma eletta dagli dei e allo stesso tempo maledetta. *{{NDR|Sui [[Lichie devjanostye]]}} Negli anni ‘90, gli stranieri che avevano il gusto dell'avventura, e ne ho conosciuti molti, andarono a cercare in questo Far West del Grande Est un cocktail esplosivo di alcolici forti, soldi facili, feste senza limiti, creazione artistica audace, degrado senza tabù. Quelli che hanno vissuto questa esperienza la ricordano come gli anni più rock'n'roll della loro vita. Accanto a questa furiosa vitalità, le nostre democrazie liberali, pacificate e molli, sembravano insipide. *Con poche eccezioni, tutti si sono sbagliati sulle intenzioni di Putin, su quella volontà imperiale e predatoria mescolata a metodi mafiosi. Prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, molti non vedevano ciò che era necessario vedere. *Ho conosciuto bene la [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]] solo negli anni Duemila. Una Russia non turistica o letteraria, ma aspra e un po' squallida. La Russia che amavo non era quella di Putin, del ritorno degli zar o di Stalin. Era la folle libertà e l'energia inquieta e feconda che mi interessavano. Tutto era contraddittorio, ambiguo, paradossale. Un personaggio controverso come [[Ėduard Limonov|Limonov]] è stato un oppositore coraggioso di Putin, ha pagato questo coraggio con la prigione, ma allo stesso tempo era praticamente d'accordo con lui su tutto, tranne che lo trovava troppo debole... Guardate [[Aleksej Naval'nyj|Navalny]]: non era un buon socialdemocratico, ma alla fine ha incarnato l'opposizione con straordinaria grandezza. *[[Aleksandr Sergeevič Puškin|Pushkin]] non è Putin, ovviamente, ma quando i miei amici ucraini si indignano per la presenza delle sue statue ad ogni angolo di strada del loro paese e mi chiedono cosa diremmo noi francesi se fossimo circondati da statue di Goethe, ammetto li capisco. *Da bambino amavo le avventure di [[Sherlock Holmes]]. Holmes è il personaggio più deviato che ci sia: asociale, depresso, tossicodipendente... Il [[dottor Watson]], è invece un uomo di buon senso, un po' conformista. ==''I baffi''== ===[[Incipit]]=== ===''I baffi''=== «Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».<br />Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea». ===Citazioni=== *Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. (p. 50) *Il fatto di arrivare senza bagagli, di chiedere un biglietto per una destinazione qualunque gli procurava una specie di ebbrezza, un'impressione di libertà sovrana che aveva creduto riservata ai protagonisti dei film, appena alterata dal timore che, nella vita, non fosse così facile. Ma dopotutto perché no. E l'ebbrezza aumentò ulteriormente quando il tassista chiese «Roissy 1 o 2?»: si sentì dotato di un potere di scelta planetario, libero di decidere su due piedi se decollare per l'Asia o per l'America. In realtà non sapeva bene a quali regioni del mondo, o a quali compagnie, corrispondessero i settori dell'aeroporto, ma quell'ignoranza rientrava nel normale ordine delle cose, non gli causava alcun imbarazzo, e disse a caso: «Roissy 2, per favore», risprofondando nel sedile senza la minima preoccupazione. (p. 104) ==''Kolchoz''== ===[[Incipit]]=== ''I rappresentanti delle istituzioni''<br /> Il 3 ottobre 2023, cinquantanove giorni dopo la sua morte, nel cortile d'onore degli Invalides viene reso a nostra madre un omaggio nazionale. Bandiere,uniformi, controspalline, decorazioni. L'orchestra della Guardia repubblicana suona, molto bene, l'andante della sinfonia ''Jupiter'' e, per la parte russa, la ''Serenata'' di [[Pëtr Il'ič Čajkovskij|Čajkovskij]]. Siamo circa duecento, e aspettiamo pazientemente, seduti su sedie di plastica bianca all'interno di un recinto quadrato delimitato da cordoni rossi, in fondo all'immenso cortile lastricato: famiglia, ospiti della famiglia, accademici di Francia, ministri, rappresentanti delle tre forze armate – terra, cielo, mare – e delle istituzioni – cioè le più alte cariche dello Stato. ===Citazioni=== *Sostenere che la comunità russofona di un paese sia perseguitata per volare in suo soccorso e invadere quel paese è una tecnica collaudata della [[Russia]], e molti [[Georgia|georgiani]] iniziano a chiedersi se [[Vladimir Putin|Putin]] non si metterà in testa, appena avrà un momento libero, di denazificare anche loro. Penso che i georgiani abbiano ragione a preoccuparsi, che in generale chi confina con la Russia abbia ragione a preoccuparsi, e che la loro ostilità verso ''tutto ciò che è russo'' sia ampiamente giustificata. Ma sono sempre più turbato dalla mia. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *{{NDR|Zio Nicolas rivolgendosi ad Emmanuel}} Nessuno ha amato questo paese più di me e ora penso che sia orribile, la [[Russia]]. Orribile. Quello che sta accadendo oggi è peggio del [[comunismo]], perché ai tempi del comunismo si poteva pensare che i russi disprezzassero i loro [[Tiranno|tiranni]], mentre i russi di oggi, per la maggior parte, appoggiano il loro. Qualsiasi cosa succeda, qualunque sia l'esito di questa guerra, il popolo russo, e non solo il potere, è precipitato in qualcosa di così spaventoso da essere fottuto per decenni. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *Un anno dopo la morte di mia madre un ricercatore che studiava gli archivi del [[KGB]] ha scoperto che importanti figure del mondo intellettuale e dei media francesi erano agenti della propaganda sovietica: un giornalista d’inchiesta del ''Canard'' ''enchaîné'', il caporedattore dell’''Express''. Anche lei era stata sorvegliata, avvicinata. Fallimento totale e, dal mio punto di vista, una buona notizia: più volte aveva ricevuto emissari del KGB, aveva capito al volo cosa volevano, e li aveva cortesemente congedati. Era identificata con il nome in codice ''Sylvi''». Fatico a immaginare un nome che le si addicesse di meno. (''XXIX IKARIA'', ''Sylvie)'' === [[Explicit]] === Quando nei suoi racconti genealogici indica se stesso come «l’autore di queste righe», mi è capitato di pensare che di questa lunghissima storia mia madre è stata la protagonista, ma ad avermela dettata, in segreto, dal fondo del suo studio scuro tappezzato di iuta verde bottiglia, è stato lui. L’infelicità e il dolore dureranno fino alla fine, ma lui ha amato. Continua a salire nella boscaglia. Il sentiero, invaso da felci, si assottiglia. Alcune gli arrivano alla vita, così fitte che non si vede più i piedi. Ne raccoglie una, che poi riporrà nel cofanetto scolpito dall’ultimo forzato della Caienna insieme con la foto di sua moglie a vent’anni e la cartolina dall’Hotel Ucraina che termina con «Le mando un bacio, tesoro mio». Sprazzi di sole giocano tra le foglie sopra la sua testa. Lui riemerge dalla boscaglia, nella radura inondata di luce. Il sole lo abbaglia.<br /> Lo lascio qui. ==''L'avversario''== ===[[Incipit]]=== La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all'asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro. Ho trascorso da solo, nel mio studio, il pomeriggio del sabato e l'intera domenica, in genere dedicati alla vita familiare, perché stavo finendo un libro al quale lavoravo da un anno: la biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L'ultimo capitolo raccontava i giorni che lo scrittore aveva passato in coma prima di morire. Ho finito il martedì sera, e il mercoledì mattina ho letto il primo articolo di «Libération» sul caso Romand. ===Citazioni=== *I Ladmiral hanno vissuto quelle giornate come una prova voluta da Dio. I discepoli di Gesù hanno visto il Maestro arrestato, processato, messo in croce come l'ultimo dei criminali, eppure, sebbene Pietro abbia vacillato, hanno continuato a credere in lui. Il terzo giorno hanno saputo che avevano fatto bene a non arrendersi. Cécile e Luc hanno lottato con tutte le loro forze per non arrendersi. Ma il terzo giorno, se non prima, sono stati costretti ad ammettere che le loro speranze erano vane e che avrebbero dovuto fare i conti con quella realtà: non soltanto con la perdita di chi non c'era più, ma con la morte della fiducia, con una vita interamente corrosa dalla menzogna. (p. 16) *«Un banale incidente, un'ingiustizia possono provocare la follia. Chiedo scusa a Corinne, chiedo scusa agli amici, chiedo scusa alla brava gente dell'associazione Saint-Vincent che voleva spaccarmi la faccia».<br />Questo diceva il biglietto d'addio lasciato in macchina. (p. 19) *Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome. (p. 22) *Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio, non più in modo oscuro, come dentro uno specchio, ma faccia a faccia. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario. (p. 24) *Subito dopo l'incendio, quando credevano ancora a un incidente, Luc e Cécile avevano pregato perché morisse: allora pensavano a lui. Adesso pregavano perché morisse, ma pensavano a se stessi, ai loro figli, a tutti quelli che vivevano ancora. Se fosse rimasto nel mondo dei vivi, lui, la morte fatta uomo, avrebbe costituito una spaventosa minaccia, sempre incombente, la certezza che la pace non sarebbe tornata mai più, che l'orrore non avrebbe avuto fine. (p. 24) *L'inverno successivo mi sono ritrovato a scrivere il libro che, senza saperlo, inseguivo da sette anni. {{NDR|''La settimana bianca''}} L'ho portato a termine in pochissimo tempo, in maniera quasi automatica, e ho capito subito che era di gran lunga la mia opera migliore. Ruotava intorno all'immagine di un padre assassino che vagava da solo in mezzo alla neve, e ho pensato che, come tanti altri progetti naufragati, anche ciò che mi aveva affascinato nella storia di Romand avesse trovato in quelle pagine la sua giusta collocazione, e che scrivendolo mi ero liberato di quel genere di ossessioni. Finalmente potevo passare ad altro. A che cosa? Non ne avevo la più pallida idea, e non me ne importava niente. Se ero diventato scrittore, era per scrivere quel libro. Cominciavo a sentirmi vivo. (p. 31) *Per quanto la domanda {{NDR|lei crede in Dio?}} fosse imbarazzante, dovevo rispondere con un sì o con un no: alla cieca, ho risposto di sì. «Altrimenti non potrei affrontare una storia terribile come la sua. Per guardare in faccia, senza morbosi compiacimenti, le tenebre in cui lei si è trovato e si trova ancora immerso, bisogna credere che esista una luce grazie alla quale tutto ciò che è accaduto, perfino l'estrema infelicità e l'estremo male, diventerà comprensibile ai nostri occhi». (p. 35) *Avrebbe preferito davvero essere malato di cancro piuttosto che di menzogna - perché anche la menzogna era una malattia, con la sua eziologia, i suoi rischi di metastasi, la sua prognosi riservata _, ma il destino aveva voluto che si ammalasse di menzogna, e non era colpa sua. (p. 65) *Di fronte all'evidenza, si è difeso come l'uomo che aveva preso a prestito un paiolo nella storia cara a Freud: al proprietario che lo rimprovera di averlo restituito bucato, lui prima ribatte che quando l'ha riportato il paiolo non era bucato, poi che lo era già quando glielo aveva prestato e infine di non aver mai preso a prestito un paiolo in vita sua. (p. 86) *Si sa che gli uomini fuori del comune sono anche i più modesti, e i meno preoccupati dell'opinione altrui. (p. 90) *Ma lui si comportava come il [[re (scacchi)|re]] di una partita a scacchi minacciato su tutti i fronti, al quale resta solo una casella su cui andare: la partita è persa, non c'è dubbio, tanto varrebbe abbandonare, eppure si sposta ugualmente su quella casella, se non altro per vedere come l'avversario riuscirà a metterlo in trappola. (p. 113-114) *gli psichiatri incaricati di esaminarlo sono rimasti colpiti dalla precisione con cui si esprimeva e dalla sua costante preoccupazione di dare di sé un'immagine positiva. Probabilmente sottovalutava il fatto che non è facile dare un'immagine positiva di te quando hai sterminato un'intera famiglia, e per diciotto anni hai ingannato e truffato parenti e amici. (p. 139) *Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent'anni di menzogne. (Jean-Claude Romand, p. 142) *Mentre tornavo a Parigi per rimettermi al lavoro, non vedevo più ombra di mistero nella sua lunga impostura, ma solo una misera commistione di cecità, disperazione e vigliaccheria. Ormai sapevo che cosa accadeva nella sua testa durante le lunghe ore vuote trascorse nelle aree di servizio o nei parcheggi dei bar, era una cosa che in qualche modo avevo vissuto anch'io, e che mi ero lasciato alle spalle. Ma mi chiedevo: che cosa accade, adesso, nel suo cuore durante le ore notturne di veglia e di preghiera? (p. 168) ===[[Explicit]]=== Sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c'è in lui non lo stia ingannando. Quando Cristo entra nel suo cuore, quando la certezza di essere amato nonostante tutto gli fa scorrere sulle guance lacrime di gioia, non sarà caduto ancora una volta nella rete dell'Avversario?<br />Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera.<br /><br />{{Destra|Parigi, gennaio 1999}}<!--(p. 169)--> ==''Limonov''== ===[[Incipit]]=== Prima che [[Anna Politkovskaja]] venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. A quel tempo io avevo da poco finito di girare un documentario in una cittadina russa – andavo spesso in Russia – sicché, appena si è diffusa la notizia, una rivista mi ha proposto di prendere il primo volo per Mosca. ===Citazioni=== *Eduard ha vinto. Tutti lo invidiano: il piccolo mondo dell'underground dove non si sono mai viste donne così belle e sofisticate, e i ricchi a cui lo sfrontato poeta in jeans bianchi ha rapito la principessa. Per alcune stagioni Eduard e Tanja regnano sulla bohème moscovita. Se attorno al 1970, nel più tetro grigiore dell'era brežneviana, c'è stato in Unione Sovietico qualcosa di simile al glamour, ebbene Eduard e Tanja ne sono stati l'incarnazione. C'è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l'ha sempre conservata, se l'è portata dietro dappertutto, e l'ha appesa come un'icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell'uomo. E ha avuto quella donna. (cap. 2, §4, p. 97) *[[Lev Trockij|Lev Davidovič {{NDR|Trockij}}]], racconta il vecchio a chi ha voglia di stare sentirlo, abitava nel Bronx e tirava a campare tenendo conferenze sulla rivoluzione mondiale davanti a quattro gatti. I camerieri delle trattorie dove andava a mangiare lo odiavano, perché Trockij riteneva offensivo per la loro dignità lasciare mance. Nel 1917 acquistò mobili a rate per un totale di duecento dollari, poi scomparve senza lasciare recapito, e quando la società di recupero crediti ne ritrovò le tracce era a capo dell'esercito del paese più grande del mondo.<br />Benché gli abbiano ripetuto per tutta la sua infanzia che Trockij era il nemico dell'umanità, Eduard va pazzo per quel destino spettacolare. (cap. III, §2, p. 114) *Vent'anni dopo i giovani delle città [...] ricordano l'[[putsch di agosto|agosto del 1991]] come uno dei momenti più intensi della propria vita, un film dell'orrore che fa morire di spavento ma ha un finale di urlo. L'URSS che ritorna: roba da flippare di brutto. L'URSS che sprofonda nel ridicolo: roba da sballo. Perché era anche bello, bello e giusto, che gli eredi di settant'anni di oppressione non uscissero di scena con un finale da crepuscolo degli dèi wagneriano ma tagliassero la corda coperti di ridicolo. Dei pagliacci, che ormai non facevano più paura a nessuno. Che in tutto il mondo avevano ricevuto soltanto il sostegno di Castro, Gheddafi e Saddam Hussein, gli unici superstiti della «setta dei poeti estinti» – ma anche del nostro presidente Mitterand, il quale convinto com'era di saperla più lunga di chiunque altro, aveva spinto il machiavellismo fino alla stupidità, e quando gli rimproverarono l'eccesso di fretta mostrato nel congratularsi con quelli che pensava fossero i nuovi padroni dell'URSS aveva risposto altezzoso che i generali sarebbero stati giudicati sulla base delle loro azioni – come se un golpe non fosse già di per sé un'azione, e pure di un certo peso. (cap. VII, §1, pp. 243 sg.) *[...] e alla fine, quando sono ormai sulla porta, una domanda me la fa:<br />«È strano, però. Perché vuole scrivere un libro su di me?».<br />Sono colto di sorpresa ma rispondo, con sincerità: perché ha – o ha avuto, non ricordo più il tempo che ho usato – una vita appassionante. Una vita romanzesca, pericolosa, una vita che ha accettato il rischio di calarsi nella storia.<br />E a questo punto Eduard dice qualcosa che mi lascia di sasso. Con la sua risatina brusca, senza guardarmi:<br />«Già, una vita di merda». (epilogo, §2, p. 353) ===[[Explicit]]=== Di tutti i luoghi del mondo, continua Eduard, l'Asia centrale è quello in cui si trova meglio. In città come Samarcanda o Barnaul. Città schiantate dal sole, polverose, lente, violente. Laggiù, all'ombra delle moschee, sotto le alte mura merlate, ci sono dei [[mendicante|mendicanti]]. Un sacco di mendicanti. Sono vecchi emaciati, con i volti cotti dal sole, senza denti, spesso senza occhi. Portano una tunica e un turbante anneriti dalla sporcizia, ai loro piedi è steso un pezzo di velluto su cui aspettano che qualcuno getti qualche monetina, e quando qualche monetina cade non ringraziano. Non si sa quale sia stata la loro vita, ma si sa che finiranno nella fossa comune. Sono senza età, senza beni, ammesso che ne abbiano mai avuti – è già tanto se hanno ancora un nome. Hanno mollato tutti gli ormeggi. Sono dei relitti. Sono dei re.<br /> Questo sì che gli piace. == ''La vita come un romanzo russo'' == === [[Incipit]] === Il treno corre, è notte, faccio l’amore con Sophie sulla cuccetta ed è proprio lei. In genere le partner dei miei sogni erotici sono difficili da identificare, sono tante persone insieme senza avere il volto di nessuna, ma questa volta no, riconosco la voce di Sophie, le sue parole, le sue gambe aperte. Nello scompartimento del vagone letto dove fino a quel momento eravamo soli arriva un’altra coppia: il signore e la signora Fujimori. La signora Fujimori si unisce a noi, senza cerimonie. L’intesa è immediata, molto gioiosa. Sorretto da Sophie in una posizione acrobatica, penetro la signora Fujimori, che ben presto gode con trasporto. A quel punto il signor Fujimori ci fa notare che il treno non è piú in movimento. È fermo in stazione, forse da un po’. Immobile sulla banchina illuminata dalle lampade al sodio, un miliziano ci osserva. === Citazioni === * Sopra al bar, il televisore trasmette senza tregua spot pubblicitari in cui si evoca la vita fiabesca che fanno a [[Mosca (Russia)|Mosca]] o a [[San Pietroburgo|Pietroburgo]] giovani ben vestiti e ben pettinati, dal sorriso rapace, intenti a scendere da auto di lusso e pagare con carte di credito dorate conti di ristorante che qui devono equivalere a qualche anno di stipendio. Che effetto fa essere martellati da tutto ciò quando si vive qui? I giovani accasciati ai tavoli appiccicosi di birra da quattro soldi considerano questo lancinante sfoggio di fasto e di arroganza un’offesa o un film di fantascienza ambientato in un universo parallelo? ==''V13''== ===[[Incipit]]=== ''Torniamo sui banchi''<br />8 settembre 2021, mezzogiorno. Île de la Cité, sotto stretta sorveglianza della polizia. Siamo alcune centinaia ad attraversare per la prima volta questi metal detector che attraverseremo ogni giomo per un anno. I gendarmi che salutiamo, probabilmente 11 saluteremo spesso. I volti degli awocati con il loro badge attaccato a un cordino nero, dei giornalisti con il cordino arancione, delle vittime con il cordino verde o rosso ci diventeranno familiari. Alcuni di loro diventeranno degli amici: il gruppetto di quelli con cui faremo la traversata, scambieremo appunti e impressioni, ci alterneremo quando la giornata sarii troppo lunga e andremo a bere un bicchiere, tardi, alla brasserie Les Deux Palais, quando sath stata troppo dura. La domanda che ci facciamo tutti: pensi di venire sempre? Spesso? Come ti organizzi per la vita fuori di qui? Per la famiglia? I figli? Alcuni, gia si sa, arriveranno soltanto nei giorni che si prevedono piu intensi. Altri si sono ripromessi di venire ogni giorno, di vivere i momenti morti come quelli salienti. Io sono uno di questi. Riuscirei a resistere? (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il primo giorno'', p. 13) ===Citazioni=== *Di norma, la propaganda nasconde l'orrore. Qui lo esibisce. Lo [[Stato islamico]] non dice: è la guerra, abbiamo il triste dovere di compiere azioni terribili per far trionfare il bene. No, rivendica il sadismo. È sul sadismo, sull'esibizione del sadismo, sull'autorizzazione a essere sadici che fa affidamento per convertire. (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Grande fracasso facciale'', p. 38) *Ho cercato di pensare: ci stanno prendendo in ostaggio, facciamo quel che ci chiedono e andrà tutto bene, e invece no, è chiaro che sono qui per ucciderci e ho pensato: è assurdo, morirò a un concerto di [[Eagles of Death Metal|''rednecks'' californiani]] che mi è costato trenta euro e settanta (Clarisse). (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il parterre'', p. 57) {{NDR|una delle sopravvissute agli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi]], Bataclan}} *Uscendo dal cinema dopo aver visto ''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' di [[Polanski]], ricordo di aver detto che lo avevo trovato un po' lungo. Al che l'amica che mi accompagnava ha risposto ironicamente: «Sai, anche stare nel [[ghetto di Varsavia]] dev'essere stata un po' lunga.» (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Incrociare lo sguardo'', p. 67) *«Non siamo usciti dalla pancia delle nostri madri con i kalashnikov in mano» ha detto [[Mohamed Abrini]]. (''Parte II - Gli imputati'', ''Tre fratelli'', p. 84) *Da bravi radical chic [...] vorrebbero poter descrivere [[Molenbeek-Saint-Jean|Molenbeek]] come un luogo multiculturale, ma sono costretti a riconoscere che è un luogo quasi completamente monoculturale, dato che il novantacinque per cento dei suoi abitanti è musulmano, le donne portano il ''niqab'' e i rari tentativi di dar vita a un ''melting pot'' creando occasioni d'incontro conviviali o asili nido alternativi ottengono, va pur detto, scarso successo. Non per questo però è un quartiere pericoloso per i ''kuffar'' - così vengono chiamati in arabo gli infedeli come noi, come me e i miei nuovi amici. I ''kuffar'' sono ignorati, ma in nessun modo minacciati. (''Parte II - Gli imputati'', ''Molenbeek'', p. 85) *«Potete ringraziare il vostro presidente [[François Hollande]]. È colpa sua se vi uccidiamo, è stato lui a cominciare sganciando bombe sulle nostre mogli e sui nostri figli.» (''Parte II - Gli imputati'', ''Il giorno di Hollande'', p. 96) {{NDR|riportando le parole degli attentatatori del Bataclan così come registrate nell'audio diffuso in tribunale}} *{{NDR|I [[Terrorismo islamista|terroristi jihadisti]]}} non si considerano né vittime né casi sociali. Si considerano, invece, eroi, l'avanguardia di un grande e invincibile movimento che conquisterà il pianeta. Le vere vittime, ai loro occhi, sono i patetici musulmani «moderati», alienati, collaborazionisti, che vogliono credere che l'Islam sia compatibili con i valori della società corrotta in cui vivono. Sono i ''kuffar'', che si credono - come me e, immagino, come voi - aperti e tolleranti, mentre i soli rispettabili tra loro sono gli identitari di estrema destra, perfettamente d'accordo con i jihadisti nel riconoscere la radicale incompatibilità tra le loro civiltà. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 102) *[...] ripenso a una frase stupefacente pronunciata da [[Salah Abdeslam]] in uno dei primi giorni del processo, e che per quanto ne so io è passata inosservata: «Tutto quel che dite su noi jihadisti, è come se leggeste l'ultima pagina di un libro. Il libro dovreste leggerlo dall'inizio». Non so da dove abbia preso un'immagine così forte, ma finora la sua è una delle due risposte a mio parere attendibili alla domanda che viene posta regolarmente: che cosa vi aspettate da questo processo? L'altra è stata pronunciata da un superstite del Bataclan, Pierre-Sylvain: «Mi aspetto che quel che ci è accaduto diventi un racconto collettivo». Scrivere questo racconto collettivo, leggere il libro dall'inizio: sono due ambizioni smisurate. Probabilmente irrealizzabili. Ma è per questo che siamo qui. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 108) *Sollecitato dal presidente, {{NDR|Sofien}} Ayari acconsente a dire che condanna gli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi|attentati]], a condizione però che li si condanni da entrambe le parti, [[François Hollande]] quanto [[Abu Bakr al-Baghdadi]]. I suoi compagni hanno ucciso degli innocenti in Francia, d'accordo, ma in Iraq e in Siria gli occidentali ne hanno uccisi molti di più, e molto più vigliaccamente. Fra sganciare bombe da un aereo senza correre alcun pericolo e raggiungere nella morte le persone che abbiamo ucciso, da che parte sta il coraggio? Ammette di aver preso decisioni sbagliate, che non rinnega. «Il contesto non favoriva la lucidità. Non sempre intenzioni e azioni sono conciliabili. Ma non sta a me giudicare». Io ho sintetizzato, la sua deposizione è stata molto più lunga, ma tutti sono rimasti colpiti da questa confessione che non era quella di un fanatico squilibrato. (''Parte II - Gli imputati'', ''L'epidemia di silenzio'', p. 143) *Bisogna ammetterlo: chi si appassiona ai processi – cronista giudiziario di professione o cronista occasionale come me – è affascinato dai colpevoli più che dalle vittime. Per le vittime si prova pietà, ma è dei colpevoli che si cerca di capire al personalità. Sono le loro vite che vengono passate al setaccio per scovare il punto di rottura, il momento misterioso in cui hanno deviato verso la menzogna o il crimine. Al V13 accade il contrario. Le cinque settimane di deposizioni delle parti civili ci hanno sconvolto, devastato, e ciò che riaffiora a quasi quattro mesi di distanza sono i loro volti messi a nudo dalla tragedia. E gli imputati, dopo tutto questo? Pensavamo che i loro interrogatori sarebbero stati avvincenti, in realtà non lo sono granché, perché non hanno niente da dire. Insomma, niente... È sciocco dire niente, perché significa soprattutto che noi non abbiamo saputo ascoltare. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 146) *Dalla parte delle vittime, persone come voi e come me, siamo nel mondo post-storico. Le nostre vite e le nostre morti sono individuali. Quelli che abbiamo ascoltato sono individui, individui che ci hanno emozionato, con cui ci siamo identificati. [...] Soltanto in una società vedova del collettivo e della Storia siamo così singolari e così limitati a noi stessi. Dobbiamo fare davvero un grande sforzo per interessarci come a singoli individui agli uomini nel box, che restano in silenzio perché non riconoscono la nostra giustizia oppure recitano un catechismo che a noi appare demenziale. Questo non significa che non siano interessanti. Significa che ciò che è interessante in loro, ciò che in ogni caso lo è per me, non appartiene al piano individuale ma a quello della Storia – «''l'Histoire avec sa grande hache''» diceva [[Georges Perec|Perec]]. Quel che mi interessa è il lungo processo storico che ha prodotto questa mutazione patologica dell'Islam. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 147) *{{NDR|[[Mohamed Abrini]]}} Un florilegio delle sue idee: «Voi dite che io sono radicale, io invece dico che la sharia è la legge divina, ed è al di sopra della legge degli uomini. La compassione per le persone la capisco, ma gli attentati sono una risposta alla violenza. È normale, quando vi uccidono in Siria, venire a uccidere in Francia». I video delle esecuzioni? «Vanno contestualizzati. È come i giovani che, oggi, seguono le serie su Netflix. E poi è ora di finirla con la paranoia. C'erano un sacco di video sulla costruzione di scuole, sulle opere pubbliche, il sostegno alle popolazioni bisognose...». Il presidente, un po' spiazzato: «Le decapitazioni, però...». «Ma è pazzesco, non pensate ad altro! Da voi fate lo stesso! Avete decapitato perfino il vostro re!». «E gli stupri sistematici di donne yazide, ridotte a schiave sessuali?». «Voi potete chiamarli “stupri”. Io invece li chiamo “programma di natalità”». Due ore così, a sentirsi spiegare che bisogna essere veramente in malafede per vedere soltanto gli aspetti negativi nel massacro di centotrentuno persone. (''Parte II - Gli imputati'', ''Il convoglio della morte'', p. 154) *[...] per parecchie vittime è stato un sollievo deporre alla sbarra, perché hanno avuto la sensazione, per l'appunto, di ''deporre'' qualcosa. Una sofferenza, un fardello che i presenti hanno saputo accogliere. Molte ne sono uscite, almeno un po', alleggerite. Non fosse servito che a questo, il processo non sarebbe stato inutile. Ma, dice Bibal, non deve servire soltanto a questo. Bisogna fare di questa «deposizione» qualcosa di diverso dalla parafrasi o dal pathos – altrimenti, tanto vale starsene seduti e passare subito alla tappa successiva, la requisitoria. Bisogna elaborarla. Bisogna trasformarla in diritto. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', p. 218) *{{NDR|Sul danno da lucida agonia}} Non è necessario morire di morte violenta per provare questo sentimento di terrore e di ineluttabilità. Si può morire nel proprio letto, carichi di anni, circondati dall'affetto dei propri cari, e vedere con sgomento avvicinarsi la propria fine. Ma questo sgomento è intimo e metafisico. Si manifesta fra sé e sé, o fra sé e Dio, per coloro che chiamano così la parte più profonda di sé. Non riguarda il diritto. Il diritto interviene quando sono in causa violenza, responsabilità, danno e risarcimento. Sono assiomi giuridici: ogni violenza ha un responsabile, ogni danno dev'essere risarcito [...]. In termini di indennizzo significa che se, oltre a essere morti, è possibile dimostrare che siete morti in uno stato di angoscia, la vostra famiglia riscuoterà più denaro. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', pp. 218-19) *Ci sono cause che rifiuteresti di difendere? «Se me lo chiedi, allora non hai capito cosa significa fare l'[[avvocato]]. Io non difendo nessuna causa, ma non rifiuto nessun imputato. [[Jacques Vergès|Vergès]], lui sì che difendeva delle cause. Non difendeva soltanto [[Pol Pot]] o [[Ilich Ramírez Sánchez|Carlos]], ma quel che avevano fatto Pol Pot o Carlos. Era d'accordo con loro. Noi, per fare l'esempio dei reati più odiosi, naturalmente non difendiamo la pedofilia o il terrorismo, ma siamo disposti a difendere un pedofilo o un terrorista. ''Devono'' essere difesi, è la legge. Quindi a volte mi costa fatica, certo, è più facile difendere un rapinatore con il quale potrei andare a bere un bicchiere quando sarà uscito invece di uno che si eccita a guardare un video di decapitazioni, ma è fondamentale distinguere fra l'uomo e l'azione. Fare l'avvocato è proprio questo: fare tutto il possibile perché l'imputato sia processato sulla base del diritto e non delle passioni. E poi, quando tutti gli hanno voltato le spalle, essere l'ultimo a tendere ancora la mano.» (''Parte III - La corte'', ''I cavalieri del penale'', p. 226) {{NDR|riportando le parole dell'avvocato della difesa Nogueras}} *È sempre più o meno così, la [[giustizia]]: il Codice penale è stato inventato per impedire ai poveri di derubare i ricchi, e il Codice civile per permettere ai ricchi di derubare i poveri. (''Parte III - La corte'', ''La settimana dei pesci piccoli'', p. 234) *[...] si dice che l'esito di una psicoanalisi si decida tutto nella prima seduta, lo stesso vale per la prima udienza della [[Corte d'assise]]. Interrogatorio sulle generalità. [[Salah Abdeslam|Abdeslam]], professione? «Combattente dello Stato islamico». Périès guarda i suoi appunti e dice: «Io, qui, vedo: lavoratore interinale». Questa risposta divenuta leggendaria non poteva essere stata preparata, è venuta senza voler fare dello humor o del sarcasmo. Ha stabilito l'autorità del presidente per tutta la durata del processo. Dalla prima udienza alla centoquarantanovesima: onore a Périès. (''Parte III - La corte'', ''La fine'', p. 245) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il regno''=== Quella primavera ho collaborato alla sceneggiatura di una serie televisiva. Questo il soggetto: una notte, in un paese di montagna, tornano dei morti. Non si sa perché, né perché proprio quei morti e non altri. Loro stessi non sanno di essere morti. Lo capiscono dallo sguardo spaventato delle persone che amano, che li amavano, accanto alle quali vorrebbero riprendere il proprio posto.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La settimana bianca''=== In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordarsi le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre. L'aveva salutato sulla porta dello chalet, gli aveva nuovamente raccomandato di fare attenzione, ma Nicolas era così imbarazzato dalla sua presenza, così ansioso di vederlo andar via che non era stato a sentire. Non gli perdonava di essere lì, di attirare sguardi che immaginava ironici, e si era sottratto al suo bacio chinando la testa. Nell'intimità familiare non l'avrebbe passata liscia, ma sapeva che così, davanti a tutti, il padre non avrebbe osato rimproverarlo. ===''Vite che non sono la mia''=== La notte che precedette l'onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci. Non era complicato: non abitavamo sotto lo stesso tetto, non avevamo figli in comune, potevamo persino immaginare di restare amici; però era triste. ==Citazioni su Emmanuel Carrère== *L'unico screzio che ho avuto con Carrère fu su questo: gli chiesi come facesse a scrivere avendo una figlia piccola, e mi rispose che c'entra la scrittura con mia figlia? Mi disse che poteva ancora prendere un aereo, andare in Thailandia e rimanere lì per mesi a scrivere, con la figlia a [[Parigi]]. Non lo concepivo. ([[Marco Missiroli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Emmanuel Carrère, ''I baffi'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2020. ISBN 9788845934599 *Emmanuel Carrère, ''Kolchoz'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2026. ISBN 9788845941009 *Emmanuel Carrère, ''L'avversario'', traduzione di Eliana Vicari Fabris, Adelphi, Milano, 2013. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''La settimana bianca'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2014. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''Limonov'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2012. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''La vita come un romanzo russo'', traduzione di Margherita Botto, Giulio Einaudi editore, Torino, 2009. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''V13'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2023. ISBN 9788858403488 *Emmanuel Carrère, ''Vite che non sono la mia'', traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, Adelphi, Milano, 2019. ISBN 9788845933950 ==Voci correlate== *[[Hélène Carrère d'Encausse]] – madre ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'avversario (Carrère)|''L'avversario''|(2000)}} {{Pedia|Limonov||(2011)}} {{DEFAULTSORT:Carrère, Emmanuel}} [[Categoria:Scrittori francesi]] 5521t2i96d342oemgq9plv9qmqljg48 1415934 1415872 2026-06-07T08:12:08Z IppolitoN 23099 /* Citazioni */ 1415934 wikitext text/x-wiki [[File:Carrere2.JPG|thumb|Emmanuel Carrère]] '''Emmanuel Carrère''' (1957 – vivente), scrittore e sceneggiatore francese. ==Citazioni di Emmanuel Carrère== *Abbiamo perso l'abitudine, dopo [[François Mitterrand]], a un presidente colto.<ref name="Macron">Da ''[http://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2017/11/macron-secondo-carrere/ Macron secondo Carrère]'', ''IL magazine'', 21 novembre 2017.</ref> *Adesso è giusta la separazione Stato-Chiesa, ma l'editto di Costantino fu importante per la civiltà.<ref name=terr>Citato in ''[http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/08/06/terrorismo-carrere-condivido-paura_4f7f3d66-c79a-4de9-a663-4113b5902cc4.html Terrorismo: Carrère, condivido paura]'', ''Ansa.it'', 6 agosto 2016.</ref> *Dell'Islam non posso e non potrei parlare perché non lo conosco bene, ne potrei fare una chiacchierata al bistrot ma come un incompetente. Si dicono oggi molte cose superficiali e io non voglio far parte di quelli che parlano senza conoscere.<ref name=fed>Citato in ''[http://www.repubblica.it/cultura/2015/03/16/news/emmanuel_carrere-109641113/ Emmanuel Carrère e "Il regno": "La fede è narrazione, altra cosa è la dottrina"]'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2015.</ref> *È curioso che persone normali, intelligenti, possano credere a una cosa tanto pazzesca come la religione cristiana, una cosa in tutto e per tutto identica alla mitologia greca e alle favole.<ref name=reli>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/08/07/a-carrere-il-tomasi-di-lampedusa-non-ho-unopinione-su-tutto_774656/ A Carrère il "Tomasi di Lampedusa" "Non ho un'opinione su tutto"]'', ''Live Sicilia'', 7 agosto 2016.</ref> *In francese, non so se è lo stesso per l'italiano, ci sono due parole: "fede" e "credenza". La credenza è l'insieme dei dogmi, le rappresentazioni delle esperienze secondo un senso comune di chi pratica la religione. Io ho cercato di essere "credente" ma non ho nessuna nostalgia per quel periodo. La fede invece è qualcosa che esiste o non esiste ma resta nel mistero, si colloca fuori dalle credenze e dai dogmi. È vero che la religione cattolica è definita anche dai suoi perimetri dogmatici, ma io penso si possa essere cristiani anche senza aderire alle "credenze" della religione.<ref name=fed/> *Io sono interessato al Cristianesimo come fenomeno più ampio, non solo alle vicende del Cattolicesimo in senso stretto. Nel Cristianesimo, poiché non dipende tutto da quel che fa il papa o il Vaticano, ci sono forze e decisioni che sono più nel cuore segreto delle persone.<ref name=fed/> *La fede è un mistero della persona, la religione è una narrazione collettiva.<ref name=fed/> *Nella religione ci sono pure invenzioni e favole ma alcune parole sono verità, anche eclatanti. Ognuno può essere toccato da diverse cose. Io, anche se ho un rapporto distaccato e non credente, mi sento più vicino alle dimensioni realistiche di verità, umana, delle parole di Gesù. Del resto i Vangeli sono libri talmente immensi che ognuno può trovarvi una traccia per sé stesso.<ref name=fed/> *Non mi piace l'idea che un intellettuale debba avere un'opinione su tutto.<ref name=terr/> *Per onestà sono obbligato a riconoscere che sociologicamente io stesso sono quello che si definisce un ''bobo'' {{NDR|bourgeois-bohème}}. Quello che ci viene rimproverato è una sorta di scarto tra una generosità di principi e un grande egoismo di comportamenti.<ref name=":0">Citato in Alessandra Coppola, ''Emmanuel Carrère:«Non mi aspettavo il successo di Donald. Ora temo Le Pen»'', ''Corriere della Sera'', 18 marzo 2017, pp. 2-3.</ref> *Quando mi occupo di un argomento, mi piace aggredirlo su più fronti, non prima di aver studiato una decina d'anni.<ref name=reli/> *{{NDR|Su [[Leonardo Sciascia]]}} Rigoroso e sofisticato nella ricerca e nello studio, un rigore che dà chiarezza alla sua scrittura.<ref name=terr/> *Se dovessi fare una lista dei fattori che hanno contribuito al successo del Cristianesimo direi che in testa ce n'è sicuramente uno: la letteratura. Perché la religione cattolica è nata in modo letterario, non è stata tanto dottrina quanto narrazione. Noi conosciamo le parole di Gesù, la sua storia, dal ritratto che ne fanno i Vangeli ed è per questo che io ho indagato quello che dal mio punto di vista mi affascinava di più, il Vangelo di chi più ha ragionato "da scrittore" ovvero Luca. Come lui, anche io o Philip Dick abbiamo aderito a una fede o avuto una crisi mistica, ma Luca ha avuto decisamente un'altra rilevanza nel trasformare in racconto questa sua adesione a una fede. Il mistero è che il punto d'origine sia quello, testimoniare una fede e scriverne.<ref name=fed/> *Spesso penso che la postverità non sia altro che una menzogna. C'è una frase di [[Franz Kafka|Kafka]] che amo molto: "Io sono ignorante ma questo non significa che la verità non esista". Quanto meno la verità fattuale esiste. A volte è fuori dalla nostra portata, non ne abbiamo accesso, ma esiste».<ref name=":0" /> {{Int|Da [https://www.repubblica.it/venerdi/2022/04/01/news/carrere_emmanuel_mosca_guerra_ucraina_putin_intervista-343176912/ ''Emmanuel Carrère: addio a Putingrad'']|Intervista di Anais Ginori, ''Repubblica.it'', 1 aprile 2022.}} *La Guerra patriottica è sacra in Russia. C'è un'eco particolare quando si usano parole come nazismo, genocidio. Non so però fino a che punto funzioni. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} Se c'era da difendere russi maltrattati, o che lui pensava tali, o territori sottratti alla Grande Russia, era sempre il primo a partire. Quindi non c'è alcun dubbio: Limonov oggi sarebbe al fronte, da qualche parte nel sud dell'Ucraina. *{{NDR|Su Ėduard Limonov}} È stato un oppositore di Putin, anche coraggioso. E al tempo stesso, quando scavavi, era evidente che ne condivideva le idee. Rimproverava a Putin di essere troppo molle. Oggi non lo direbbe più. *Alcuni {{NDR|miei amici russi}} sono partiti, altri stanno pensando di farlo. Tutti sono convinti che sia successo qualcosa di irreversibile. Si è improvvisamente richiusa la parentesi di quasi normalità cominciata con la fine dell'Urss e durata circa trent'anni. Nella migliore delle ipotesi il mondo non precipiterà in una guerra nucleare. Ma i russi che non aspirano a una vita sovietica sono spacciati *C'è un uomo solo al comando, che spaventa tutti. Non capita spesso che l'umanità intera stia con il fiato sospeso per capire le prossime mosse di un uomo solo e poco aperto al mondo. Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2025/12/11/news/emmanuel_carrere_trump_ucraina_gaza-425035891/ ''Emmanuel Carrère: "Trump fa una sorta di reset ogni mattina perché ha dimenticato ciò che pensava il giorno prima"'']|Intervista di Cédric Petit e Jean-Claude Vantroyen, ''Repubblica.it'', 12 dicembre 2025.}} *Mi piacerebbe essere in grado di scrivere su un argomento come l'[[intelligenza artificiale]]. Ma devo ammettere che non so come farlo. Innanzitutto, il mio livello di informazione è insufficiente. Inoltre, non sono un saggista. Per me, dovrebbe assumere la forma di un racconto. Ma non sono nemmeno un romanziere, nel senso che non invento storie di fantasia. Dovrei quindi arrivare a un lavoro di indagine narrativa. Perché no? Ma, al momento, non vedo come affrontarlo. *Il problema è che la situazione odierna è così mutevole, fluttuante... Onestamente, non ho idea di come andrà a finire. Il piano di pace proposto dai russi e che si sta cercando di modificare sarà approvato, e in che modo? Trovo comunque assolutamente terribile la posizione in cui si trova Zelensky. O molli e ti arrendi. Oppure non ti arrendi, ma ti esponi al rischio che ti venga rimproverato di non volere la pace. È terribile, di una violenza terrificante. Non so come potrebbe evolversi la situazione e chi potrebbe saperlo. *Mia madre conosceva molto bene la Russia, io no. E lei stessa sarebbe estremamente sconcertata, credo, tanto più che a un certo punto ha sbagliato a fidarsi di Putin. Neanche lei se lo aspettava. In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Ciò che sembra più costante nei leader americani è l'intesa con Putin sulle spalle di questi poveri ucraini. Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2026/01/23/news/emmanuel_carrere_film_mago_cremlino_cliche_russia-425112071/ ''Emmanuel Carrère: "Tutti i cliché sulla Russia sono veri"'']|Intervista di Vincent Trémolet de Villers, ''Repubblica.it'', 23 gennaio 2026.}} *''[[Il mago del Cremlino (film)|Il mago del Cremlino]]'' racchiude molti temi appassionanti: la Russia, l'influenza, l'isolamento dei potenti, l'ebbrezza del successo, l'hybris. Spesso quando si scrive una sceneggiatura in due, si procede tramite scambi di email e rare riunioni. Per questo film, Olivier Assayas e io abbiamo trascorso tre mesi seduti insieme in una stanza, dalla mattina alla sera, cercando di capire come raccontare questa storia. Bisognava trovare un equilibrio tra il piacere di qualcosa che assomigli comunque a un film di gangster e l'ambizione di raccontare trent'anni di storia della Russia, dalla fine dell'Unione Sovietica. Un flusso di eventi e personaggi, che abbiamo cercato di rendere comprensibile anche per lo spettatore poco informato. L'obiettivo pedagogico fa parte della singolarità del film, che è un oggetto particolare. Oscilla tra il cinema d'autore e la grande produzione americana. Ma Assayas ha familiarità con questi divari, che affronta con molta calma. Quando altri sollevano problemi, lui trova soluzioni. Non si può, per ovvie ragioni, girare in Russia? Non importa, ricostruiremo la Russia in Lettonia! E funziona! *Ho una teoria secondo cui non solo tutti i cliché sulla [[Russia]] sono veri, ma un giudizio sulla Russia che non fosse un cliché avrebbe tutte le probabilità di essere falso. L'immensità e la monotonia degli spazi che conferiscono ai paesaggi una dimensione metafisica; l'energia selvaggia e imprevedibile che fa sì che, quando inizia una serata, non si sappia mai come andrà a finire; la febbre sensuale e l'inquietudine mistica che mettono i piaceri e le preghiere sempre sull'orlo del baratro; e quella mitologia fumosa di una terza Roma eletta dagli dei e allo stesso tempo maledetta. *{{NDR|Sui [[Lichie devjanostye]]}} Negli anni ‘90, gli stranieri che avevano il gusto dell'avventura, e ne ho conosciuti molti, andarono a cercare in questo Far West del Grande Est un cocktail esplosivo di alcolici forti, soldi facili, feste senza limiti, creazione artistica audace, degrado senza tabù. Quelli che hanno vissuto questa esperienza la ricordano come gli anni più rock'n'roll della loro vita. Accanto a questa furiosa vitalità, le nostre democrazie liberali, pacificate e molli, sembravano insipide. *Con poche eccezioni, tutti si sono sbagliati sulle intenzioni di Putin, su quella volontà imperiale e predatoria mescolata a metodi mafiosi. Prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, molti non vedevano ciò che era necessario vedere. *Ho conosciuto bene la [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]] solo negli anni Duemila. Una Russia non turistica o letteraria, ma aspra e un po' squallida. La Russia che amavo non era quella di Putin, del ritorno degli zar o di Stalin. Era la folle libertà e l'energia inquieta e feconda che mi interessavano. Tutto era contraddittorio, ambiguo, paradossale. Un personaggio controverso come [[Ėduard Limonov|Limonov]] è stato un oppositore coraggioso di Putin, ha pagato questo coraggio con la prigione, ma allo stesso tempo era praticamente d'accordo con lui su tutto, tranne che lo trovava troppo debole... Guardate [[Aleksej Naval'nyj|Navalny]]: non era un buon socialdemocratico, ma alla fine ha incarnato l'opposizione con straordinaria grandezza. *[[Aleksandr Sergeevič Puškin|Pushkin]] non è Putin, ovviamente, ma quando i miei amici ucraini si indignano per la presenza delle sue statue ad ogni angolo di strada del loro paese e mi chiedono cosa diremmo noi francesi se fossimo circondati da statue di Goethe, ammetto li capisco. *Da bambino amavo le avventure di [[Sherlock Holmes]]. Holmes è il personaggio più deviato che ci sia: asociale, depresso, tossicodipendente... Il [[dottor Watson]], è invece un uomo di buon senso, un po' conformista. ==''I baffi''== ===[[Incipit]]=== ===''I baffi''=== «Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».<br />Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea». ===Citazioni=== *Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. (p. 50) *Il fatto di arrivare senza bagagli, di chiedere un biglietto per una destinazione qualunque gli procurava una specie di ebbrezza, un'impressione di libertà sovrana che aveva creduto riservata ai protagonisti dei film, appena alterata dal timore che, nella vita, non fosse così facile. Ma dopotutto perché no. E l'ebbrezza aumentò ulteriormente quando il tassista chiese «Roissy 1 o 2?»: si sentì dotato di un potere di scelta planetario, libero di decidere su due piedi se decollare per l'Asia o per l'America. In realtà non sapeva bene a quali regioni del mondo, o a quali compagnie, corrispondessero i settori dell'aeroporto, ma quell'ignoranza rientrava nel normale ordine delle cose, non gli causava alcun imbarazzo, e disse a caso: «Roissy 2, per favore», risprofondando nel sedile senza la minima preoccupazione. (p. 104) ==''Kolchoz''== ===[[Incipit]]=== ''I rappresentanti delle istituzioni''<br /> Il 3 ottobre 2023, cinquantanove giorni dopo la sua morte, nel cortile d'onore degli Invalides viene reso a nostra madre un omaggio nazionale. Bandiere,uniformi, controspalline, decorazioni. L'orchestra della Guardia repubblicana suona, molto bene, l'andante della sinfonia ''Jupiter'' e, per la parte russa, la ''Serenata'' di [[Pëtr Il'ič Čajkovskij|Čajkovskij]]. Siamo circa duecento, e aspettiamo pazientemente, seduti su sedie di plastica bianca all'interno di un recinto quadrato delimitato da cordoni rossi, in fondo all'immenso cortile lastricato: famiglia, ospiti della famiglia, accademici di Francia, ministri, rappresentanti delle tre forze armate – terra, cielo, mare – e delle istituzioni – cioè le più alte cariche dello Stato. ===Citazioni=== *Sostenere che la comunità russofona di un paese sia perseguitata per volare in suo soccorso e invadere quel paese è una tecnica collaudata della [[Russia]], e molti [[Georgia|georgiani]] iniziano a chiedersi se [[Vladimir Putin|Putin]] non si metterà in testa, appena avrà un momento libero, di denazificare anche loro. Penso che i georgiani abbiano ragione a preoccuparsi, che in generale chi confina con la Russia abbia ragione a preoccuparsi, e che la loro ostilità verso ''tutto ciò che è russo'' sia ampiamente giustificata. Ma sono sempre più turbato dalla mia. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *{{NDR|Zio Nicolas rivolgendosi ad Emmanuel}} Nessuno ha amato questo paese più di me e ora penso che sia orribile, la [[Russia]]. Orribile. Quello che sta accadendo oggi è peggio del [[comunismo]], perché ai tempi del comunismo si poteva pensare che i russi disprezzassero i loro [[Tiranno|tiranni]], mentre i russi di oggi, per la maggior parte, appoggiano il loro. Qualsiasi cosa succeda, qualunque sia l'esito di questa guerra, il popolo russo, e non solo il potere, è precipitato in qualcosa di così spaventoso da essere fottuto per decenni. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *Un anno dopo la morte di mia madre un ricercatore che studiava gli archivi del [[KGB]] ha scoperto che importanti figure del mondo intellettuale e dei media francesi erano agenti della propaganda sovietica: un giornalista d’inchiesta del ''Canard'' ''enchaîné'', il caporedattore dell’''Express''. Anche lei era stata sorvegliata, avvicinata. Fallimento totale e, dal mio punto di vista, una buona notizia: più volte aveva ricevuto emissari del KGB, aveva capito al volo cosa volevano, e li aveva cortesemente congedati. Era identificata con il nome in codice ''Sylvi''». Fatico a immaginare un nome che le si addicesse di meno. (''XXIX IKARIA'', ''Sylvie)'' === [[Explicit]] === Quando nei suoi racconti genealogici indica se stesso come «l’autore di queste righe», mi è capitato di pensare che di questa lunghissima storia mia madre è stata la protagonista, ma ad avermela dettata, in segreto, dal fondo del suo studio scuro tappezzato di iuta verde bottiglia, è stato lui. L’infelicità e il dolore dureranno fino alla fine, ma lui ha amato. Continua a salire nella boscaglia. Il sentiero, invaso da felci, si assottiglia. Alcune gli arrivano alla vita, così fitte che non si vede più i piedi. Ne raccoglie una, che poi riporrà nel cofanetto scolpito dall’ultimo forzato della Caienna insieme con la foto di sua moglie a vent’anni e la cartolina dall’Hotel Ucraina che termina con «Le mando un bacio, tesoro mio». Sprazzi di sole giocano tra le foglie sopra la sua testa. Lui riemerge dalla boscaglia, nella radura inondata di luce. Il sole lo abbaglia.<br /> Lo lascio qui. ==''L'avversario''== ===[[Incipit]]=== La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all'asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro. Ho trascorso da solo, nel mio studio, il pomeriggio del sabato e l'intera domenica, in genere dedicati alla vita familiare, perché stavo finendo un libro al quale lavoravo da un anno: la biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L'ultimo capitolo raccontava i giorni che lo scrittore aveva passato in coma prima di morire. Ho finito il martedì sera, e il mercoledì mattina ho letto il primo articolo di «Libération» sul caso Romand. ===Citazioni=== *I Ladmiral hanno vissuto quelle giornate come una prova voluta da Dio. I discepoli di Gesù hanno visto il Maestro arrestato, processato, messo in croce come l'ultimo dei criminali, eppure, sebbene Pietro abbia vacillato, hanno continuato a credere in lui. Il terzo giorno hanno saputo che avevano fatto bene a non arrendersi. Cécile e Luc hanno lottato con tutte le loro forze per non arrendersi. Ma il terzo giorno, se non prima, sono stati costretti ad ammettere che le loro speranze erano vane e che avrebbero dovuto fare i conti con quella realtà: non soltanto con la perdita di chi non c'era più, ma con la morte della fiducia, con una vita interamente corrosa dalla menzogna. (p. 16) *«Un banale incidente, un'ingiustizia possono provocare la follia. Chiedo scusa a Corinne, chiedo scusa agli amici, chiedo scusa alla brava gente dell'associazione Saint-Vincent che voleva spaccarmi la faccia».<br />Questo diceva il biglietto d'addio lasciato in macchina. (p. 19) *Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome. (p. 22) *Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio, non più in modo oscuro, come dentro uno specchio, ma faccia a faccia. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario. (p. 24) *Subito dopo l'incendio, quando credevano ancora a un incidente, Luc e Cécile avevano pregato perché morisse: allora pensavano a lui. Adesso pregavano perché morisse, ma pensavano a se stessi, ai loro figli, a tutti quelli che vivevano ancora. Se fosse rimasto nel mondo dei vivi, lui, la morte fatta uomo, avrebbe costituito una spaventosa minaccia, sempre incombente, la certezza che la pace non sarebbe tornata mai più, che l'orrore non avrebbe avuto fine. (p. 24) *L'inverno successivo mi sono ritrovato a scrivere il libro che, senza saperlo, inseguivo da sette anni. {{NDR|''La settimana bianca''}} L'ho portato a termine in pochissimo tempo, in maniera quasi automatica, e ho capito subito che era di gran lunga la mia opera migliore. Ruotava intorno all'immagine di un padre assassino che vagava da solo in mezzo alla neve, e ho pensato che, come tanti altri progetti naufragati, anche ciò che mi aveva affascinato nella storia di Romand avesse trovato in quelle pagine la sua giusta collocazione, e che scrivendolo mi ero liberato di quel genere di ossessioni. Finalmente potevo passare ad altro. A che cosa? Non ne avevo la più pallida idea, e non me ne importava niente. Se ero diventato scrittore, era per scrivere quel libro. Cominciavo a sentirmi vivo. (p. 31) *Per quanto la domanda {{NDR|lei crede in Dio?}} fosse imbarazzante, dovevo rispondere con un sì o con un no: alla cieca, ho risposto di sì. «Altrimenti non potrei affrontare una storia terribile come la sua. Per guardare in faccia, senza morbosi compiacimenti, le tenebre in cui lei si è trovato e si trova ancora immerso, bisogna credere che esista una luce grazie alla quale tutto ciò che è accaduto, perfino l'estrema infelicità e l'estremo male, diventerà comprensibile ai nostri occhi». (p. 35) *Avrebbe preferito davvero essere malato di cancro piuttosto che di menzogna - perché anche la menzogna era una malattia, con la sua eziologia, i suoi rischi di metastasi, la sua prognosi riservata _, ma il destino aveva voluto che si ammalasse di menzogna, e non era colpa sua. (p. 65) *Di fronte all'evidenza, si è difeso come l'uomo che aveva preso a prestito un paiolo nella storia cara a Freud: al proprietario che lo rimprovera di averlo restituito bucato, lui prima ribatte che quando l'ha riportato il paiolo non era bucato, poi che lo era già quando glielo aveva prestato e infine di non aver mai preso a prestito un paiolo in vita sua. (p. 86) *Si sa che gli uomini fuori del comune sono anche i più modesti, e i meno preoccupati dell'opinione altrui. (p. 90) *Ma lui si comportava come il [[re (scacchi)|re]] di una partita a scacchi minacciato su tutti i fronti, al quale resta solo una casella su cui andare: la partita è persa, non c'è dubbio, tanto varrebbe abbandonare, eppure si sposta ugualmente su quella casella, se non altro per vedere come l'avversario riuscirà a metterlo in trappola. (p. 113-114) *gli psichiatri incaricati di esaminarlo sono rimasti colpiti dalla precisione con cui si esprimeva e dalla sua costante preoccupazione di dare di sé un'immagine positiva. Probabilmente sottovalutava il fatto che non è facile dare un'immagine positiva di te quando hai sterminato un'intera famiglia, e per diciotto anni hai ingannato e truffato parenti e amici. (p. 139) *Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent'anni di menzogne. (Jean-Claude Romand, p. 142) *Mentre tornavo a Parigi per rimettermi al lavoro, non vedevo più ombra di mistero nella sua lunga impostura, ma solo una misera commistione di cecità, disperazione e vigliaccheria. Ormai sapevo che cosa accadeva nella sua testa durante le lunghe ore vuote trascorse nelle aree di servizio o nei parcheggi dei bar, era una cosa che in qualche modo avevo vissuto anch'io, e che mi ero lasciato alle spalle. Ma mi chiedevo: che cosa accade, adesso, nel suo cuore durante le ore notturne di veglia e di preghiera? (p. 168) ===[[Explicit]]=== Sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c'è in lui non lo stia ingannando. Quando Cristo entra nel suo cuore, quando la certezza di essere amato nonostante tutto gli fa scorrere sulle guance lacrime di gioia, non sarà caduto ancora una volta nella rete dell'Avversario?<br />Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera.<br /><br />{{Destra|Parigi, gennaio 1999}}<!--(p. 169)--> ==''Limonov''== ===[[Incipit]]=== Prima che [[Anna Politkovskaja]] venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. A quel tempo io avevo da poco finito di girare un documentario in una cittadina russa – andavo spesso in Russia – sicché, appena si è diffusa la notizia, una rivista mi ha proposto di prendere il primo volo per Mosca. ===Citazioni=== *Eduard ha vinto. Tutti lo invidiano: il piccolo mondo dell'underground dove non si sono mai viste donne così belle e sofisticate, e i ricchi a cui lo sfrontato poeta in jeans bianchi ha rapito la principessa. Per alcune stagioni Eduard e Tanja regnano sulla bohème moscovita. Se attorno al 1970, nel più tetro grigiore dell'era brežneviana, c'è stato in Unione Sovietico qualcosa di simile al glamour, ebbene Eduard e Tanja ne sono stati l'incarnazione. C'è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l'ha sempre conservata, se l'è portata dietro dappertutto, e l'ha appesa come un'icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell'uomo. E ha avuto quella donna. (cap. 2, §4, p. 97) *[[Lev Trockij|Lev Davidovič {{NDR|Trockij}}]], racconta il vecchio a chi ha voglia di stare sentirlo, abitava nel Bronx e tirava a campare tenendo conferenze sulla rivoluzione mondiale davanti a quattro gatti. I camerieri delle trattorie dove andava a mangiare lo odiavano, perché Trockij riteneva offensivo per la loro dignità lasciare mance. Nel 1917 acquistò mobili a rate per un totale di duecento dollari, poi scomparve senza lasciare recapito, e quando la società di recupero crediti ne ritrovò le tracce era a capo dell'esercito del paese più grande del mondo.<br />Benché gli abbiano ripetuto per tutta la sua infanzia che Trockij era il nemico dell'umanità, Eduard va pazzo per quel destino spettacolare. (cap. III, §2, p. 114) *Vent'anni dopo i giovani delle città [...] ricordano l'[[putsch di agosto|agosto del 1991]] come uno dei momenti più intensi della propria vita, un film dell'orrore che fa morire di spavento ma ha un finale di urlo. L'URSS che ritorna: roba da flippare di brutto. L'URSS che sprofonda nel ridicolo: roba da sballo. Perché era anche bello, bello e giusto, che gli eredi di settant'anni di oppressione non uscissero di scena con un finale da crepuscolo degli dèi wagneriano ma tagliassero la corda coperti di ridicolo. Dei pagliacci, che ormai non facevano più paura a nessuno. Che in tutto il mondo avevano ricevuto soltanto il sostegno di Castro, Gheddafi e Saddam Hussein, gli unici superstiti della «setta dei poeti estinti» – ma anche del nostro presidente Mitterand, il quale convinto com'era di saperla più lunga di chiunque altro, aveva spinto il machiavellismo fino alla stupidità, e quando gli rimproverarono l'eccesso di fretta mostrato nel congratularsi con quelli che pensava fossero i nuovi padroni dell'URSS aveva risposto altezzoso che i generali sarebbero stati giudicati sulla base delle loro azioni – come se un golpe non fosse già di per sé un'azione, e pure di un certo peso. (cap. VII, §1, pp. 243 sg.) *[...] e alla fine, quando sono ormai sulla porta, una domanda me la fa:<br />«È strano, però. Perché vuole scrivere un libro su di me?».<br />Sono colto di sorpresa ma rispondo, con sincerità: perché ha – o ha avuto, non ricordo più il tempo che ho usato – una vita appassionante. Una vita romanzesca, pericolosa, una vita che ha accettato il rischio di calarsi nella storia.<br />E a questo punto Eduard dice qualcosa che mi lascia di sasso. Con la sua risatina brusca, senza guardarmi:<br />«Già, una vita di merda». (epilogo, §2, p. 353) ===[[Explicit]]=== Di tutti i luoghi del mondo, continua Eduard, l'Asia centrale è quello in cui si trova meglio. In città come Samarcanda o Barnaul. Città schiantate dal sole, polverose, lente, violente. Laggiù, all'ombra delle moschee, sotto le alte mura merlate, ci sono dei [[mendicante|mendicanti]]. Un sacco di mendicanti. Sono vecchi emaciati, con i volti cotti dal sole, senza denti, spesso senza occhi. Portano una tunica e un turbante anneriti dalla sporcizia, ai loro piedi è steso un pezzo di velluto su cui aspettano che qualcuno getti qualche monetina, e quando qualche monetina cade non ringraziano. Non si sa quale sia stata la loro vita, ma si sa che finiranno nella fossa comune. Sono senza età, senza beni, ammesso che ne abbiano mai avuti – è già tanto se hanno ancora un nome. Hanno mollato tutti gli ormeggi. Sono dei relitti. Sono dei re.<br /> Questo sì che gli piace. == ''La vita come un romanzo russo'' == === [[Incipit]] === Il treno corre, è notte, faccio l’amore con Sophie sulla cuccetta ed è proprio lei. In genere le partner dei miei sogni erotici sono difficili da identificare, sono tante persone insieme senza avere il volto di nessuna, ma questa volta no, riconosco la voce di Sophie, le sue parole, le sue gambe aperte. Nello scompartimento del vagone letto dove fino a quel momento eravamo soli arriva un’altra coppia: il signore e la signora Fujimori. La signora Fujimori si unisce a noi, senza cerimonie. L’intesa è immediata, molto gioiosa. Sorretto da Sophie in una posizione acrobatica, penetro la signora Fujimori, che ben presto gode con trasporto. A quel punto il signor Fujimori ci fa notare che il treno non è piú in movimento. È fermo in stazione, forse da un po’. Immobile sulla banchina illuminata dalle lampade al sodio, un miliziano ci osserva. === Citazioni === * Sopra al bar, il televisore trasmette senza tregua spot pubblicitari in cui si evoca la vita fiabesca che fanno a [[Mosca (Russia)|Mosca]] o a [[San Pietroburgo|Pietroburgo]] giovani ben vestiti e ben pettinati, dal sorriso rapace, intenti a scendere da auto di lusso e pagare con carte di credito dorate conti di ristorante che qui devono equivalere a qualche anno di stipendio. Che effetto fa essere martellati da tutto ciò quando si vive qui? I giovani accasciati ai tavoli appiccicosi di birra da quattro soldi considerano questo lancinante sfoggio di fasto e di arroganza un’offesa o un film di fantascienza ambientato in un universo parallelo? * Per un po’ farà il taxista, ed è una delle rare cose che a mia madre piaccia raccontare di lui, una delle rare cose che da bambino io abbia saputo di mio nonno. Essere un taxista a Parigi negli anni Venti è piuttosto chic, fa principe russo. Sul suo taxi, dice lei, passava gran parte del tempo a leggere, opere di filosofia, e quando gli chiedevano se fosse libero, rispondeva di no in tono seccato, perché voleva terminare il capitolo. Gli piacevano le idee, i saggi piú dei romanzi, e per lui leggere un libro era come discutere con l’autore. Lo approvava o lo insultava, riempiva i margini di annotazioni febbrili («Questa l’hai pensata da solo, bieco imbecille?») e quando trovava un interlocutore alla sua altezza, in carne e ossa, niente gli piaceva quanto passare tutta la notte in accanite discussioni politiche e filosofiche bevendo litri di tè e fumando una sigaretta dopo l’altra: un vero intellettuale russo, che si sente superbamente al di sopra delle realtà quotidiane. ===[[Incipit]]=== ''Torniamo sui banchi''<br />8 settembre 2021, mezzogiorno. Île de la Cité, sotto stretta sorveglianza della polizia. Siamo alcune centinaia ad attraversare per la prima volta questi metal detector che attraverseremo ogni giomo per un anno. I gendarmi che salutiamo, probabilmente 11 saluteremo spesso. I volti degli awocati con il loro badge attaccato a un cordino nero, dei giornalisti con il cordino arancione, delle vittime con il cordino verde o rosso ci diventeranno familiari. Alcuni di loro diventeranno degli amici: il gruppetto di quelli con cui faremo la traversata, scambieremo appunti e impressioni, ci alterneremo quando la giornata sarii troppo lunga e andremo a bere un bicchiere, tardi, alla brasserie Les Deux Palais, quando sath stata troppo dura. La domanda che ci facciamo tutti: pensi di venire sempre? Spesso? Come ti organizzi per la vita fuori di qui? Per la famiglia? I figli? Alcuni, gia si sa, arriveranno soltanto nei giorni che si prevedono piu intensi. Altri si sono ripromessi di venire ogni giorno, di vivere i momenti morti come quelli salienti. Io sono uno di questi. Riuscirei a resistere? (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il primo giorno'', p. 13) ===Citazioni=== *Di norma, la propaganda nasconde l'orrore. Qui lo esibisce. Lo [[Stato islamico]] non dice: è la guerra, abbiamo il triste dovere di compiere azioni terribili per far trionfare il bene. No, rivendica il sadismo. È sul sadismo, sull'esibizione del sadismo, sull'autorizzazione a essere sadici che fa affidamento per convertire. (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Grande fracasso facciale'', p. 38) *Ho cercato di pensare: ci stanno prendendo in ostaggio, facciamo quel che ci chiedono e andrà tutto bene, e invece no, è chiaro che sono qui per ucciderci e ho pensato: è assurdo, morirò a un concerto di [[Eagles of Death Metal|''rednecks'' californiani]] che mi è costato trenta euro e settanta (Clarisse). (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il parterre'', p. 57) {{NDR|una delle sopravvissute agli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi]], Bataclan}} *Uscendo dal cinema dopo aver visto ''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' di [[Polanski]], ricordo di aver detto che lo avevo trovato un po' lungo. Al che l'amica che mi accompagnava ha risposto ironicamente: «Sai, anche stare nel [[ghetto di Varsavia]] dev'essere stata un po' lunga.» (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Incrociare lo sguardo'', p. 67) *«Non siamo usciti dalla pancia delle nostri madri con i kalashnikov in mano» ha detto [[Mohamed Abrini]]. (''Parte II - Gli imputati'', ''Tre fratelli'', p. 84) *Da bravi radical chic [...] vorrebbero poter descrivere [[Molenbeek-Saint-Jean|Molenbeek]] come un luogo multiculturale, ma sono costretti a riconoscere che è un luogo quasi completamente monoculturale, dato che il novantacinque per cento dei suoi abitanti è musulmano, le donne portano il ''niqab'' e i rari tentativi di dar vita a un ''melting pot'' creando occasioni d'incontro conviviali o asili nido alternativi ottengono, va pur detto, scarso successo. Non per questo però è un quartiere pericoloso per i ''kuffar'' - così vengono chiamati in arabo gli infedeli come noi, come me e i miei nuovi amici. I ''kuffar'' sono ignorati, ma in nessun modo minacciati. (''Parte II - Gli imputati'', ''Molenbeek'', p. 85) *«Potete ringraziare il vostro presidente [[François Hollande]]. È colpa sua se vi uccidiamo, è stato lui a cominciare sganciando bombe sulle nostre mogli e sui nostri figli.» (''Parte II - Gli imputati'', ''Il giorno di Hollande'', p. 96) {{NDR|riportando le parole degli attentatatori del Bataclan così come registrate nell'audio diffuso in tribunale}} *{{NDR|I [[Terrorismo islamista|terroristi jihadisti]]}} non si considerano né vittime né casi sociali. Si considerano, invece, eroi, l'avanguardia di un grande e invincibile movimento che conquisterà il pianeta. Le vere vittime, ai loro occhi, sono i patetici musulmani «moderati», alienati, collaborazionisti, che vogliono credere che l'Islam sia compatibili con i valori della società corrotta in cui vivono. Sono i ''kuffar'', che si credono - come me e, immagino, come voi - aperti e tolleranti, mentre i soli rispettabili tra loro sono gli identitari di estrema destra, perfettamente d'accordo con i jihadisti nel riconoscere la radicale incompatibilità tra le loro civiltà. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 102) *[...] ripenso a una frase stupefacente pronunciata da [[Salah Abdeslam]] in uno dei primi giorni del processo, e che per quanto ne so io è passata inosservata: «Tutto quel che dite su noi jihadisti, è come se leggeste l'ultima pagina di un libro. Il libro dovreste leggerlo dall'inizio». Non so da dove abbia preso un'immagine così forte, ma finora la sua è una delle due risposte a mio parere attendibili alla domanda che viene posta regolarmente: che cosa vi aspettate da questo processo? L'altra è stata pronunciata da un superstite del Bataclan, Pierre-Sylvain: «Mi aspetto che quel che ci è accaduto diventi un racconto collettivo». Scrivere questo racconto collettivo, leggere il libro dall'inizio: sono due ambizioni smisurate. Probabilmente irrealizzabili. Ma è per questo che siamo qui. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 108) *Sollecitato dal presidente, {{NDR|Sofien}} Ayari acconsente a dire che condanna gli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi|attentati]], a condizione però che li si condanni da entrambe le parti, [[François Hollande]] quanto [[Abu Bakr al-Baghdadi]]. I suoi compagni hanno ucciso degli innocenti in Francia, d'accordo, ma in Iraq e in Siria gli occidentali ne hanno uccisi molti di più, e molto più vigliaccamente. Fra sganciare bombe da un aereo senza correre alcun pericolo e raggiungere nella morte le persone che abbiamo ucciso, da che parte sta il coraggio? Ammette di aver preso decisioni sbagliate, che non rinnega. «Il contesto non favoriva la lucidità. Non sempre intenzioni e azioni sono conciliabili. Ma non sta a me giudicare». Io ho sintetizzato, la sua deposizione è stata molto più lunga, ma tutti sono rimasti colpiti da questa confessione che non era quella di un fanatico squilibrato. (''Parte II - Gli imputati'', ''L'epidemia di silenzio'', p. 143) *Bisogna ammetterlo: chi si appassiona ai processi – cronista giudiziario di professione o cronista occasionale come me – è affascinato dai colpevoli più che dalle vittime. Per le vittime si prova pietà, ma è dei colpevoli che si cerca di capire al personalità. Sono le loro vite che vengono passate al setaccio per scovare il punto di rottura, il momento misterioso in cui hanno deviato verso la menzogna o il crimine. Al V13 accade il contrario. Le cinque settimane di deposizioni delle parti civili ci hanno sconvolto, devastato, e ciò che riaffiora a quasi quattro mesi di distanza sono i loro volti messi a nudo dalla tragedia. E gli imputati, dopo tutto questo? Pensavamo che i loro interrogatori sarebbero stati avvincenti, in realtà non lo sono granché, perché non hanno niente da dire. Insomma, niente... È sciocco dire niente, perché significa soprattutto che noi non abbiamo saputo ascoltare. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 146) *Dalla parte delle vittime, persone come voi e come me, siamo nel mondo post-storico. Le nostre vite e le nostre morti sono individuali. Quelli che abbiamo ascoltato sono individui, individui che ci hanno emozionato, con cui ci siamo identificati. [...] Soltanto in una società vedova del collettivo e della Storia siamo così singolari e così limitati a noi stessi. Dobbiamo fare davvero un grande sforzo per interessarci come a singoli individui agli uomini nel box, che restano in silenzio perché non riconoscono la nostra giustizia oppure recitano un catechismo che a noi appare demenziale. Questo non significa che non siano interessanti. Significa che ciò che è interessante in loro, ciò che in ogni caso lo è per me, non appartiene al piano individuale ma a quello della Storia – «''l'Histoire avec sa grande hache''» diceva [[Georges Perec|Perec]]. Quel che mi interessa è il lungo processo storico che ha prodotto questa mutazione patologica dell'Islam. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 147) *{{NDR|[[Mohamed Abrini]]}} Un florilegio delle sue idee: «Voi dite che io sono radicale, io invece dico che la sharia è la legge divina, ed è al di sopra della legge degli uomini. La compassione per le persone la capisco, ma gli attentati sono una risposta alla violenza. È normale, quando vi uccidono in Siria, venire a uccidere in Francia». I video delle esecuzioni? «Vanno contestualizzati. È come i giovani che, oggi, seguono le serie su Netflix. E poi è ora di finirla con la paranoia. C'erano un sacco di video sulla costruzione di scuole, sulle opere pubbliche, il sostegno alle popolazioni bisognose...». Il presidente, un po' spiazzato: «Le decapitazioni, però...». «Ma è pazzesco, non pensate ad altro! Da voi fate lo stesso! Avete decapitato perfino il vostro re!». «E gli stupri sistematici di donne yazide, ridotte a schiave sessuali?». «Voi potete chiamarli “stupri”. Io invece li chiamo “programma di natalità”». Due ore così, a sentirsi spiegare che bisogna essere veramente in malafede per vedere soltanto gli aspetti negativi nel massacro di centotrentuno persone. (''Parte II - Gli imputati'', ''Il convoglio della morte'', p. 154) *[...] per parecchie vittime è stato un sollievo deporre alla sbarra, perché hanno avuto la sensazione, per l'appunto, di ''deporre'' qualcosa. Una sofferenza, un fardello che i presenti hanno saputo accogliere. Molte ne sono uscite, almeno un po', alleggerite. Non fosse servito che a questo, il processo non sarebbe stato inutile. Ma, dice Bibal, non deve servire soltanto a questo. Bisogna fare di questa «deposizione» qualcosa di diverso dalla parafrasi o dal pathos – altrimenti, tanto vale starsene seduti e passare subito alla tappa successiva, la requisitoria. Bisogna elaborarla. Bisogna trasformarla in diritto. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', p. 218) *{{NDR|Sul danno da lucida agonia}} Non è necessario morire di morte violenta per provare questo sentimento di terrore e di ineluttabilità. Si può morire nel proprio letto, carichi di anni, circondati dall'affetto dei propri cari, e vedere con sgomento avvicinarsi la propria fine. Ma questo sgomento è intimo e metafisico. Si manifesta fra sé e sé, o fra sé e Dio, per coloro che chiamano così la parte più profonda di sé. Non riguarda il diritto. Il diritto interviene quando sono in causa violenza, responsabilità, danno e risarcimento. Sono assiomi giuridici: ogni violenza ha un responsabile, ogni danno dev'essere risarcito [...]. In termini di indennizzo significa che se, oltre a essere morti, è possibile dimostrare che siete morti in uno stato di angoscia, la vostra famiglia riscuoterà più denaro. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', pp. 218-19) *Ci sono cause che rifiuteresti di difendere? «Se me lo chiedi, allora non hai capito cosa significa fare l'[[avvocato]]. Io non difendo nessuna causa, ma non rifiuto nessun imputato. [[Jacques Vergès|Vergès]], lui sì che difendeva delle cause. Non difendeva soltanto [[Pol Pot]] o [[Ilich Ramírez Sánchez|Carlos]], ma quel che avevano fatto Pol Pot o Carlos. Era d'accordo con loro. Noi, per fare l'esempio dei reati più odiosi, naturalmente non difendiamo la pedofilia o il terrorismo, ma siamo disposti a difendere un pedofilo o un terrorista. ''Devono'' essere difesi, è la legge. Quindi a volte mi costa fatica, certo, è più facile difendere un rapinatore con il quale potrei andare a bere un bicchiere quando sarà uscito invece di uno che si eccita a guardare un video di decapitazioni, ma è fondamentale distinguere fra l'uomo e l'azione. Fare l'avvocato è proprio questo: fare tutto il possibile perché l'imputato sia processato sulla base del diritto e non delle passioni. E poi, quando tutti gli hanno voltato le spalle, essere l'ultimo a tendere ancora la mano.» (''Parte III - La corte'', ''I cavalieri del penale'', p. 226) {{NDR|riportando le parole dell'avvocato della difesa Nogueras}} *È sempre più o meno così, la [[giustizia]]: il Codice penale è stato inventato per impedire ai poveri di derubare i ricchi, e il Codice civile per permettere ai ricchi di derubare i poveri. (''Parte III - La corte'', ''La settimana dei pesci piccoli'', p. 234) *[...] si dice che l'esito di una psicoanalisi si decida tutto nella prima seduta, lo stesso vale per la prima udienza della [[Corte d'assise]]. Interrogatorio sulle generalità. [[Salah Abdeslam|Abdeslam]], professione? «Combattente dello Stato islamico». Périès guarda i suoi appunti e dice: «Io, qui, vedo: lavoratore interinale». Questa risposta divenuta leggendaria non poteva essere stata preparata, è venuta senza voler fare dello humor o del sarcasmo. Ha stabilito l'autorità del presidente per tutta la durata del processo. Dalla prima udienza alla centoquarantanovesima: onore a Périès. (''Parte III - La corte'', ''La fine'', p. 245) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il regno''=== Quella primavera ho collaborato alla sceneggiatura di una serie televisiva. Questo il soggetto: una notte, in un paese di montagna, tornano dei morti. Non si sa perché, né perché proprio quei morti e non altri. Loro stessi non sanno di essere morti. Lo capiscono dallo sguardo spaventato delle persone che amano, che li amavano, accanto alle quali vorrebbero riprendere il proprio posto.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La settimana bianca''=== In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordarsi le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre. L'aveva salutato sulla porta dello chalet, gli aveva nuovamente raccomandato di fare attenzione, ma Nicolas era così imbarazzato dalla sua presenza, così ansioso di vederlo andar via che non era stato a sentire. Non gli perdonava di essere lì, di attirare sguardi che immaginava ironici, e si era sottratto al suo bacio chinando la testa. Nell'intimità familiare non l'avrebbe passata liscia, ma sapeva che così, davanti a tutti, il padre non avrebbe osato rimproverarlo. ===''Vite che non sono la mia''=== La notte che precedette l'onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci. Non era complicato: non abitavamo sotto lo stesso tetto, non avevamo figli in comune, potevamo persino immaginare di restare amici; però era triste. ==Citazioni su Emmanuel Carrère== *L'unico screzio che ho avuto con Carrère fu su questo: gli chiesi come facesse a scrivere avendo una figlia piccola, e mi rispose che c'entra la scrittura con mia figlia? Mi disse che poteva ancora prendere un aereo, andare in Thailandia e rimanere lì per mesi a scrivere, con la figlia a [[Parigi]]. Non lo concepivo. ([[Marco Missiroli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Emmanuel Carrère, ''I baffi'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2020. ISBN 9788845934599 *Emmanuel Carrère, ''Kolchoz'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2026. ISBN 9788845941009 *Emmanuel Carrère, ''L'avversario'', traduzione di Eliana Vicari Fabris, Adelphi, Milano, 2013. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''La settimana bianca'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2014. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''Limonov'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2012. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''La vita come un romanzo russo'', traduzione di Margherita Botto, Giulio Einaudi editore, Torino, 2009. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''V13'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2023. ISBN 9788858403488 *Emmanuel Carrère, ''Vite che non sono la mia'', traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, Adelphi, Milano, 2019. ISBN 9788845933950 ==Voci correlate== *[[Hélène Carrère d'Encausse]] – madre ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'avversario (Carrère)|''L'avversario''|(2000)}} {{Pedia|Limonov||(2011)}} {{DEFAULTSORT:Carrère, Emmanuel}} [[Categoria:Scrittori francesi]] t8t6bgmi8pal4dm89du0z2wzgs8b2cj 1415935 1415934 2026-06-07T08:34:09Z IppolitoN 23099 /* Citazioni */ 1415935 wikitext text/x-wiki [[File:Carrere2.JPG|thumb|Emmanuel Carrère]] '''Emmanuel Carrère''' (1957 – vivente), scrittore e sceneggiatore francese. ==Citazioni di Emmanuel Carrère== *Abbiamo perso l'abitudine, dopo [[François Mitterrand]], a un presidente colto.<ref name="Macron">Da ''[http://24ilmagazine.ilsole24ore.com/2017/11/macron-secondo-carrere/ Macron secondo Carrère]'', ''IL magazine'', 21 novembre 2017.</ref> *Adesso è giusta la separazione Stato-Chiesa, ma l'editto di Costantino fu importante per la civiltà.<ref name=terr>Citato in ''[http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/08/06/terrorismo-carrere-condivido-paura_4f7f3d66-c79a-4de9-a663-4113b5902cc4.html Terrorismo: Carrère, condivido paura]'', ''Ansa.it'', 6 agosto 2016.</ref> *Dell'Islam non posso e non potrei parlare perché non lo conosco bene, ne potrei fare una chiacchierata al bistrot ma come un incompetente. Si dicono oggi molte cose superficiali e io non voglio far parte di quelli che parlano senza conoscere.<ref name=fed>Citato in ''[http://www.repubblica.it/cultura/2015/03/16/news/emmanuel_carrere-109641113/ Emmanuel Carrère e "Il regno": "La fede è narrazione, altra cosa è la dottrina"]'', ''Repubblica.it'', 16 marzo 2015.</ref> *È curioso che persone normali, intelligenti, possano credere a una cosa tanto pazzesca come la religione cristiana, una cosa in tutto e per tutto identica alla mitologia greca e alle favole.<ref name=reli>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/08/07/a-carrere-il-tomasi-di-lampedusa-non-ho-unopinione-su-tutto_774656/ A Carrère il "Tomasi di Lampedusa" "Non ho un'opinione su tutto"]'', ''Live Sicilia'', 7 agosto 2016.</ref> *In francese, non so se è lo stesso per l'italiano, ci sono due parole: "fede" e "credenza". La credenza è l'insieme dei dogmi, le rappresentazioni delle esperienze secondo un senso comune di chi pratica la religione. Io ho cercato di essere "credente" ma non ho nessuna nostalgia per quel periodo. La fede invece è qualcosa che esiste o non esiste ma resta nel mistero, si colloca fuori dalle credenze e dai dogmi. È vero che la religione cattolica è definita anche dai suoi perimetri dogmatici, ma io penso si possa essere cristiani anche senza aderire alle "credenze" della religione.<ref name=fed/> *Io sono interessato al Cristianesimo come fenomeno più ampio, non solo alle vicende del Cattolicesimo in senso stretto. Nel Cristianesimo, poiché non dipende tutto da quel che fa il papa o il Vaticano, ci sono forze e decisioni che sono più nel cuore segreto delle persone.<ref name=fed/> *La fede è un mistero della persona, la religione è una narrazione collettiva.<ref name=fed/> *Nella religione ci sono pure invenzioni e favole ma alcune parole sono verità, anche eclatanti. Ognuno può essere toccato da diverse cose. Io, anche se ho un rapporto distaccato e non credente, mi sento più vicino alle dimensioni realistiche di verità, umana, delle parole di Gesù. Del resto i Vangeli sono libri talmente immensi che ognuno può trovarvi una traccia per sé stesso.<ref name=fed/> *Non mi piace l'idea che un intellettuale debba avere un'opinione su tutto.<ref name=terr/> *Per onestà sono obbligato a riconoscere che sociologicamente io stesso sono quello che si definisce un ''bobo'' {{NDR|bourgeois-bohème}}. Quello che ci viene rimproverato è una sorta di scarto tra una generosità di principi e un grande egoismo di comportamenti.<ref name=":0">Citato in Alessandra Coppola, ''Emmanuel Carrère:«Non mi aspettavo il successo di Donald. Ora temo Le Pen»'', ''Corriere della Sera'', 18 marzo 2017, pp. 2-3.</ref> *Quando mi occupo di un argomento, mi piace aggredirlo su più fronti, non prima di aver studiato una decina d'anni.<ref name=reli/> *{{NDR|Su [[Leonardo Sciascia]]}} Rigoroso e sofisticato nella ricerca e nello studio, un rigore che dà chiarezza alla sua scrittura.<ref name=terr/> *Se dovessi fare una lista dei fattori che hanno contribuito al successo del Cristianesimo direi che in testa ce n'è sicuramente uno: la letteratura. Perché la religione cattolica è nata in modo letterario, non è stata tanto dottrina quanto narrazione. Noi conosciamo le parole di Gesù, la sua storia, dal ritratto che ne fanno i Vangeli ed è per questo che io ho indagato quello che dal mio punto di vista mi affascinava di più, il Vangelo di chi più ha ragionato "da scrittore" ovvero Luca. Come lui, anche io o Philip Dick abbiamo aderito a una fede o avuto una crisi mistica, ma Luca ha avuto decisamente un'altra rilevanza nel trasformare in racconto questa sua adesione a una fede. Il mistero è che il punto d'origine sia quello, testimoniare una fede e scriverne.<ref name=fed/> *Spesso penso che la postverità non sia altro che una menzogna. C'è una frase di [[Franz Kafka|Kafka]] che amo molto: "Io sono ignorante ma questo non significa che la verità non esista". Quanto meno la verità fattuale esiste. A volte è fuori dalla nostra portata, non ne abbiamo accesso, ma esiste».<ref name=":0" /> {{Int|Da [https://www.repubblica.it/venerdi/2022/04/01/news/carrere_emmanuel_mosca_guerra_ucraina_putin_intervista-343176912/ ''Emmanuel Carrère: addio a Putingrad'']|Intervista di Anais Ginori, ''Repubblica.it'', 1 aprile 2022.}} *La Guerra patriottica è sacra in Russia. C'è un'eco particolare quando si usano parole come nazismo, genocidio. Non so però fino a che punto funzioni. *{{NDR|Su [[Ėduard Limonov]]}} Se c'era da difendere russi maltrattati, o che lui pensava tali, o territori sottratti alla Grande Russia, era sempre il primo a partire. Quindi non c'è alcun dubbio: Limonov oggi sarebbe al fronte, da qualche parte nel sud dell'Ucraina. *{{NDR|Su Ėduard Limonov}} È stato un oppositore di Putin, anche coraggioso. E al tempo stesso, quando scavavi, era evidente che ne condivideva le idee. Rimproverava a Putin di essere troppo molle. Oggi non lo direbbe più. *Alcuni {{NDR|miei amici russi}} sono partiti, altri stanno pensando di farlo. Tutti sono convinti che sia successo qualcosa di irreversibile. Si è improvvisamente richiusa la parentesi di quasi normalità cominciata con la fine dell'Urss e durata circa trent'anni. Nella migliore delle ipotesi il mondo non precipiterà in una guerra nucleare. Ma i russi che non aspirano a una vita sovietica sono spacciati *C'è un uomo solo al comando, che spaventa tutti. Non capita spesso che l'umanità intera stia con il fiato sospeso per capire le prossime mosse di un uomo solo e poco aperto al mondo. Putin si vanta di usare poco internet, di leggere solo le note dei suoi consiglieri: immagino dicano quello che lui ha voglia di sentirsi dire. Deve essere straordinariamente poco informato. E al tempo stesso è straordinariamente protetto. Non sarà facile sbarazzarsi di lui. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2025/12/11/news/emmanuel_carrere_trump_ucraina_gaza-425035891/ ''Emmanuel Carrère: "Trump fa una sorta di reset ogni mattina perché ha dimenticato ciò che pensava il giorno prima"'']|Intervista di Cédric Petit e Jean-Claude Vantroyen, ''Repubblica.it'', 12 dicembre 2025.}} *Mi piacerebbe essere in grado di scrivere su un argomento come l'[[intelligenza artificiale]]. Ma devo ammettere che non so come farlo. Innanzitutto, il mio livello di informazione è insufficiente. Inoltre, non sono un saggista. Per me, dovrebbe assumere la forma di un racconto. Ma non sono nemmeno un romanziere, nel senso che non invento storie di fantasia. Dovrei quindi arrivare a un lavoro di indagine narrativa. Perché no? Ma, al momento, non vedo come affrontarlo. *Il problema è che la situazione odierna è così mutevole, fluttuante... Onestamente, non ho idea di come andrà a finire. Il piano di pace proposto dai russi e che si sta cercando di modificare sarà approvato, e in che modo? Trovo comunque assolutamente terribile la posizione in cui si trova Zelensky. O molli e ti arrendi. Oppure non ti arrendi, ma ti esponi al rischio che ti venga rimproverato di non volere la pace. È terribile, di una violenza terrificante. Non so come potrebbe evolversi la situazione e chi potrebbe saperlo. *Mia madre conosceva molto bene la Russia, io no. E lei stessa sarebbe estremamente sconcertata, credo, tanto più che a un certo punto ha sbagliato a fidarsi di Putin. Neanche lei se lo aspettava. In realtà, tutte le persone che per molto tempo hanno nutrito illusioni su Putin, senza arrivare a pensare che fosse un grande umanista, ma sostenendo che giocasse secondo le regole, oggi sono ampiamente disilluse. *Ciò che sembra più costante nei leader americani è l'intesa con Putin sulle spalle di questi poveri ucraini. Putin e Trump, oggi, sono come personaggi di una tragedia, molto contrastanti. Uno è estremamente concentrato, sa esattamente dove sta andando, cosa vuole, non molla mai, considera che il tempo gioca a suo favore. L'altro va in tutte le direzioni, fa una sorta di ''reset'' ogni mattina perché ha dimenticato quello che pensava il giorno prima. {{Int|Da [https://www.repubblica.it/cultura/2026/01/23/news/emmanuel_carrere_film_mago_cremlino_cliche_russia-425112071/ ''Emmanuel Carrère: "Tutti i cliché sulla Russia sono veri"'']|Intervista di Vincent Trémolet de Villers, ''Repubblica.it'', 23 gennaio 2026.}} *''[[Il mago del Cremlino (film)|Il mago del Cremlino]]'' racchiude molti temi appassionanti: la Russia, l'influenza, l'isolamento dei potenti, l'ebbrezza del successo, l'hybris. Spesso quando si scrive una sceneggiatura in due, si procede tramite scambi di email e rare riunioni. Per questo film, Olivier Assayas e io abbiamo trascorso tre mesi seduti insieme in una stanza, dalla mattina alla sera, cercando di capire come raccontare questa storia. Bisognava trovare un equilibrio tra il piacere di qualcosa che assomigli comunque a un film di gangster e l'ambizione di raccontare trent'anni di storia della Russia, dalla fine dell'Unione Sovietica. Un flusso di eventi e personaggi, che abbiamo cercato di rendere comprensibile anche per lo spettatore poco informato. L'obiettivo pedagogico fa parte della singolarità del film, che è un oggetto particolare. Oscilla tra il cinema d'autore e la grande produzione americana. Ma Assayas ha familiarità con questi divari, che affronta con molta calma. Quando altri sollevano problemi, lui trova soluzioni. Non si può, per ovvie ragioni, girare in Russia? Non importa, ricostruiremo la Russia in Lettonia! E funziona! *Ho una teoria secondo cui non solo tutti i cliché sulla [[Russia]] sono veri, ma un giudizio sulla Russia che non fosse un cliché avrebbe tutte le probabilità di essere falso. L'immensità e la monotonia degli spazi che conferiscono ai paesaggi una dimensione metafisica; l'energia selvaggia e imprevedibile che fa sì che, quando inizia una serata, non si sappia mai come andrà a finire; la febbre sensuale e l'inquietudine mistica che mettono i piaceri e le preghiere sempre sull'orlo del baratro; e quella mitologia fumosa di una terza Roma eletta dagli dei e allo stesso tempo maledetta. *{{NDR|Sui [[Lichie devjanostye]]}} Negli anni ‘90, gli stranieri che avevano il gusto dell'avventura, e ne ho conosciuti molti, andarono a cercare in questo Far West del Grande Est un cocktail esplosivo di alcolici forti, soldi facili, feste senza limiti, creazione artistica audace, degrado senza tabù. Quelli che hanno vissuto questa esperienza la ricordano come gli anni più rock'n'roll della loro vita. Accanto a questa furiosa vitalità, le nostre democrazie liberali, pacificate e molli, sembravano insipide. *Con poche eccezioni, tutti si sono sbagliati sulle intenzioni di Putin, su quella volontà imperiale e predatoria mescolata a metodi mafiosi. Prima dell'invasione su larga scala dell'Ucraina, molti non vedevano ciò che era necessario vedere. *Ho conosciuto bene la [[Russia sotto Vladimir Putin|Russia]] solo negli anni Duemila. Una Russia non turistica o letteraria, ma aspra e un po' squallida. La Russia che amavo non era quella di Putin, del ritorno degli zar o di Stalin. Era la folle libertà e l'energia inquieta e feconda che mi interessavano. Tutto era contraddittorio, ambiguo, paradossale. Un personaggio controverso come [[Ėduard Limonov|Limonov]] è stato un oppositore coraggioso di Putin, ha pagato questo coraggio con la prigione, ma allo stesso tempo era praticamente d'accordo con lui su tutto, tranne che lo trovava troppo debole... Guardate [[Aleksej Naval'nyj|Navalny]]: non era un buon socialdemocratico, ma alla fine ha incarnato l'opposizione con straordinaria grandezza. *[[Aleksandr Sergeevič Puškin|Pushkin]] non è Putin, ovviamente, ma quando i miei amici ucraini si indignano per la presenza delle sue statue ad ogni angolo di strada del loro paese e mi chiedono cosa diremmo noi francesi se fossimo circondati da statue di Goethe, ammetto li capisco. *Da bambino amavo le avventure di [[Sherlock Holmes]]. Holmes è il personaggio più deviato che ci sia: asociale, depresso, tossicodipendente... Il [[dottor Watson]], è invece un uomo di buon senso, un po' conformista. ==''I baffi''== ===[[Incipit]]=== ===''I baffi''=== «Che ne diresti se mi tagliassi i baffi?».<br />Agnès, che sfogliava una rivista sul divano, diede in una risata leggera, poi rispose: «Sarebbe una buona idea». ===Citazioni=== *Lei disse che a prima vista tutto ciò sembrava impossibile, però forse capitava, a volte. Ma a chi? A nessuno, non conoscevano nessuno, non avevano sentito parlare di nessuno a cui fosse accaduto di credere di avere i baffi e non averli. (p. 50) *Il fatto di arrivare senza bagagli, di chiedere un biglietto per una destinazione qualunque gli procurava una specie di ebbrezza, un'impressione di libertà sovrana che aveva creduto riservata ai protagonisti dei film, appena alterata dal timore che, nella vita, non fosse così facile. Ma dopotutto perché no. E l'ebbrezza aumentò ulteriormente quando il tassista chiese «Roissy 1 o 2?»: si sentì dotato di un potere di scelta planetario, libero di decidere su due piedi se decollare per l'Asia o per l'America. In realtà non sapeva bene a quali regioni del mondo, o a quali compagnie, corrispondessero i settori dell'aeroporto, ma quell'ignoranza rientrava nel normale ordine delle cose, non gli causava alcun imbarazzo, e disse a caso: «Roissy 2, per favore», risprofondando nel sedile senza la minima preoccupazione. (p. 104) ==''Kolchoz''== ===[[Incipit]]=== ''I rappresentanti delle istituzioni''<br /> Il 3 ottobre 2023, cinquantanove giorni dopo la sua morte, nel cortile d'onore degli Invalides viene reso a nostra madre un omaggio nazionale. Bandiere,uniformi, controspalline, decorazioni. L'orchestra della Guardia repubblicana suona, molto bene, l'andante della sinfonia ''Jupiter'' e, per la parte russa, la ''Serenata'' di [[Pëtr Il'ič Čajkovskij|Čajkovskij]]. Siamo circa duecento, e aspettiamo pazientemente, seduti su sedie di plastica bianca all'interno di un recinto quadrato delimitato da cordoni rossi, in fondo all'immenso cortile lastricato: famiglia, ospiti della famiglia, accademici di Francia, ministri, rappresentanti delle tre forze armate – terra, cielo, mare – e delle istituzioni – cioè le più alte cariche dello Stato. ===Citazioni=== *Sostenere che la comunità russofona di un paese sia perseguitata per volare in suo soccorso e invadere quel paese è una tecnica collaudata della [[Russia]], e molti [[Georgia|georgiani]] iniziano a chiedersi se [[Vladimir Putin|Putin]] non si metterà in testa, appena avrà un momento libero, di denazificare anche loro. Penso che i georgiani abbiano ragione a preoccuparsi, che in generale chi confina con la Russia abbia ragione a preoccuparsi, e che la loro ostilità verso ''tutto ciò che è russo'' sia ampiamente giustificata. Ma sono sempre più turbato dalla mia. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *{{NDR|Zio Nicolas rivolgendosi ad Emmanuel}} Nessuno ha amato questo paese più di me e ora penso che sia orribile, la [[Russia]]. Orribile. Quello che sta accadendo oggi è peggio del [[comunismo]], perché ai tempi del comunismo si poteva pensare che i russi disprezzassero i loro [[Tiranno|tiranni]], mentre i russi di oggi, per la maggior parte, appoggiano il loro. Qualsiasi cosa succeda, qualunque sia l'esito di questa guerra, il popolo russo, e non solo il potere, è precipitato in qualcosa di così spaventoso da essere fottuto per decenni. (''XXVII'', ''La terra dei miei avi'', ''«Fottuto per decenni»)'' *Un anno dopo la morte di mia madre un ricercatore che studiava gli archivi del [[KGB]] ha scoperto che importanti figure del mondo intellettuale e dei media francesi erano agenti della propaganda sovietica: un giornalista d’inchiesta del ''Canard'' ''enchaîné'', il caporedattore dell’''Express''. Anche lei era stata sorvegliata, avvicinata. Fallimento totale e, dal mio punto di vista, una buona notizia: più volte aveva ricevuto emissari del KGB, aveva capito al volo cosa volevano, e li aveva cortesemente congedati. Era identificata con il nome in codice ''Sylvi''». Fatico a immaginare un nome che le si addicesse di meno. (''XXIX IKARIA'', ''Sylvie)'' === [[Explicit]] === Quando nei suoi racconti genealogici indica se stesso come «l’autore di queste righe», mi è capitato di pensare che di questa lunghissima storia mia madre è stata la protagonista, ma ad avermela dettata, in segreto, dal fondo del suo studio scuro tappezzato di iuta verde bottiglia, è stato lui. L’infelicità e il dolore dureranno fino alla fine, ma lui ha amato. Continua a salire nella boscaglia. Il sentiero, invaso da felci, si assottiglia. Alcune gli arrivano alla vita, così fitte che non si vede più i piedi. Ne raccoglie una, che poi riporrà nel cofanetto scolpito dall’ultimo forzato della Caienna insieme con la foto di sua moglie a vent’anni e la cartolina dall’Hotel Ucraina che termina con «Le mando un bacio, tesoro mio». Sprazzi di sole giocano tra le foglie sopra la sua testa. Lui riemerge dalla boscaglia, nella radura inondata di luce. Il sole lo abbaglia.<br /> Lo lascio qui. ==''L'avversario''== ===[[Incipit]]=== La mattina del sabato 9 gennaio 1993, mentre Jean-Claude Romand uccideva sua moglie e i suoi figli, io ero a una riunione all'asilo di Gabriel, il mio figlio maggiore, insieme a tutta la famiglia. Gabriel aveva cinque anni, la stessa età di Antoine Romand. Più tardi siamo andati a pranzo dai miei genitori, e Romand dai suoi. Dopo mangiato ha ucciso anche loro. Ho trascorso da solo, nel mio studio, il pomeriggio del sabato e l'intera domenica, in genere dedicati alla vita familiare, perché stavo finendo un libro al quale lavoravo da un anno: la biografia dello scrittore di fantascienza Philip K. Dick. L'ultimo capitolo raccontava i giorni che lo scrittore aveva passato in coma prima di morire. Ho finito il martedì sera, e il mercoledì mattina ho letto il primo articolo di «Libération» sul caso Romand. ===Citazioni=== *I Ladmiral hanno vissuto quelle giornate come una prova voluta da Dio. I discepoli di Gesù hanno visto il Maestro arrestato, processato, messo in croce come l'ultimo dei criminali, eppure, sebbene Pietro abbia vacillato, hanno continuato a credere in lui. Il terzo giorno hanno saputo che avevano fatto bene a non arrendersi. Cécile e Luc hanno lottato con tutte le loro forze per non arrendersi. Ma il terzo giorno, se non prima, sono stati costretti ad ammettere che le loro speranze erano vane e che avrebbero dovuto fare i conti con quella realtà: non soltanto con la perdita di chi non c'era più, ma con la morte della fiducia, con una vita interamente corrosa dalla menzogna. (p. 16) *«Un banale incidente, un'ingiustizia possono provocare la follia. Chiedo scusa a Corinne, chiedo scusa agli amici, chiedo scusa alla brava gente dell'associazione Saint-Vincent che voleva spaccarmi la faccia».<br />Questo diceva il biglietto d'addio lasciato in macchina. (p. 19) *Quando parlavano di lui, a tarda notte, non riuscivano più a chiamarlo Jean-Claude. Non lo chiamavano nemmeno Romand. Lui si trovava da qualche parte, al di fuori della vita, al di fuori della morte, senza più un nome. (p. 22) *Per i credenti l'ora della morte è l'ora in cui si vede Dio, non più in modo oscuro, come dentro uno specchio, ma faccia a faccia. Perfino i non credenti credono in qualcosa di simile: che nel momento del trapasso si veda scorrere in un lampo la pellicola della propria vita, finalmente intelligibile. Per i vecchi Romand, questa visione, anziché rappresentare il pieno coronamento, aveva segnato il trionfo della menzogna e del male. Avrebbero dovuto vedere Dio e al suo posto avevano visto, sotto le sembianze dell'amato figlio, colui che la Bibbia chiama Satana: l'Avversario. (p. 24) *Subito dopo l'incendio, quando credevano ancora a un incidente, Luc e Cécile avevano pregato perché morisse: allora pensavano a lui. Adesso pregavano perché morisse, ma pensavano a se stessi, ai loro figli, a tutti quelli che vivevano ancora. Se fosse rimasto nel mondo dei vivi, lui, la morte fatta uomo, avrebbe costituito una spaventosa minaccia, sempre incombente, la certezza che la pace non sarebbe tornata mai più, che l'orrore non avrebbe avuto fine. (p. 24) *L'inverno successivo mi sono ritrovato a scrivere il libro che, senza saperlo, inseguivo da sette anni. {{NDR|''La settimana bianca''}} L'ho portato a termine in pochissimo tempo, in maniera quasi automatica, e ho capito subito che era di gran lunga la mia opera migliore. Ruotava intorno all'immagine di un padre assassino che vagava da solo in mezzo alla neve, e ho pensato che, come tanti altri progetti naufragati, anche ciò che mi aveva affascinato nella storia di Romand avesse trovato in quelle pagine la sua giusta collocazione, e che scrivendolo mi ero liberato di quel genere di ossessioni. Finalmente potevo passare ad altro. A che cosa? Non ne avevo la più pallida idea, e non me ne importava niente. Se ero diventato scrittore, era per scrivere quel libro. Cominciavo a sentirmi vivo. (p. 31) *Per quanto la domanda {{NDR|lei crede in Dio?}} fosse imbarazzante, dovevo rispondere con un sì o con un no: alla cieca, ho risposto di sì. «Altrimenti non potrei affrontare una storia terribile come la sua. Per guardare in faccia, senza morbosi compiacimenti, le tenebre in cui lei si è trovato e si trova ancora immerso, bisogna credere che esista una luce grazie alla quale tutto ciò che è accaduto, perfino l'estrema infelicità e l'estremo male, diventerà comprensibile ai nostri occhi». (p. 35) *Avrebbe preferito davvero essere malato di cancro piuttosto che di menzogna - perché anche la menzogna era una malattia, con la sua eziologia, i suoi rischi di metastasi, la sua prognosi riservata _, ma il destino aveva voluto che si ammalasse di menzogna, e non era colpa sua. (p. 65) *Di fronte all'evidenza, si è difeso come l'uomo che aveva preso a prestito un paiolo nella storia cara a Freud: al proprietario che lo rimprovera di averlo restituito bucato, lui prima ribatte che quando l'ha riportato il paiolo non era bucato, poi che lo era già quando glielo aveva prestato e infine di non aver mai preso a prestito un paiolo in vita sua. (p. 86) *Si sa che gli uomini fuori del comune sono anche i più modesti, e i meno preoccupati dell'opinione altrui. (p. 90) *Ma lui si comportava come il [[re (scacchi)|re]] di una partita a scacchi minacciato su tutti i fronti, al quale resta solo una casella su cui andare: la partita è persa, non c'è dubbio, tanto varrebbe abbandonare, eppure si sposta ugualmente su quella casella, se non altro per vedere come l'avversario riuscirà a metterlo in trappola. (p. 113-114) *gli psichiatri incaricati di esaminarlo sono rimasti colpiti dalla precisione con cui si esprimeva e dalla sua costante preoccupazione di dare di sé un'immagine positiva. Probabilmente sottovalutava il fatto che non è facile dare un'immagine positiva di te quando hai sterminato un'intera famiglia, e per diciotto anni hai ingannato e truffato parenti e amici. (p. 139) *Non sono mai stato così libero, la mia vita non è mai stata così bella. Sono un assassino. La mia immagine agli occhi della società è la peggiore che possa esistere, ma è più facile da sopportare che i miei vent'anni di menzogne. (Jean-Claude Romand, p. 142) *Mentre tornavo a Parigi per rimettermi al lavoro, non vedevo più ombra di mistero nella sua lunga impostura, ma solo una misera commistione di cecità, disperazione e vigliaccheria. Ormai sapevo che cosa accadeva nella sua testa durante le lunghe ore vuote trascorse nelle aree di servizio o nei parcheggi dei bar, era una cosa che in qualche modo avevo vissuto anch'io, e che mi ero lasciato alle spalle. Ma mi chiedevo: che cosa accade, adesso, nel suo cuore durante le ore notturne di veglia e di preghiera? (p. 168) ===[[Explicit]]=== Sono sicuro che non stia recitando per ingannare gli altri, mi chiedo però se il bugiardo che c'è in lui non lo stia ingannando. Quando Cristo entra nel suo cuore, quando la certezza di essere amato nonostante tutto gli fa scorrere sulle guance lacrime di gioia, non sarà caduto ancora una volta nella rete dell'Avversario?<br />Ho pensato che scrivere questa storia non poteva essere altro che un crimine o una preghiera.<br /><br />{{Destra|Parigi, gennaio 1999}}<!--(p. 169)--> ==''Limonov''== ===[[Incipit]]=== Prima che [[Anna Politkovskaja]] venisse ammazzata sulle scale del palazzo in cui abitava, il 7 ottobre 2006, soltanto chi si interessava da vicino alle guerre cecene conosceva il nome di questa giornalista coraggiosa, dichiarata avversaria della politica di Vladimir Putin. Da un giorno all'altro, il suo volto dall'aria triste e decisa è diventato in Occidente un'icona della libertà d'espressione. A quel tempo io avevo da poco finito di girare un documentario in una cittadina russa – andavo spesso in Russia – sicché, appena si è diffusa la notizia, una rivista mi ha proposto di prendere il primo volo per Mosca. ===Citazioni=== *Eduard ha vinto. Tutti lo invidiano: il piccolo mondo dell'underground dove non si sono mai viste donne così belle e sofisticate, e i ricchi a cui lo sfrontato poeta in jeans bianchi ha rapito la principessa. Per alcune stagioni Eduard e Tanja regnano sulla bohème moscovita. Se attorno al 1970, nel più tetro grigiore dell'era brežneviana, c'è stato in Unione Sovietico qualcosa di simile al glamour, ebbene Eduard e Tanja ne sono stati l'incarnazione. C'è una foto in cui si vede Eduard in piedi, con i capelli lunghi, trionfante, e con addosso quella che lui chiama la sua «giacca da eroe nazionale» – un patchwork di centoquattordici pezzi variopinti che ha cucito lui stesso –, e ai suoi piedi Tanja, nuda, incantevole, gracile, con quei suoi piccoli seni sodi e leggeri che lo facevano impazzire. Quella foto Eduard l'ha sempre conservata, se l'è portata dietro dappertutto, e l'ha appesa come un'icona alla parete di ogni suo alloggio di fortuna. Quella foto è il suo talismano. Quella foto dice che, qualsiasi cosa accada, per quanto in basso possa cadere, un giorno lui è stato quell'uomo. E ha avuto quella donna. (cap. 2, §4, p. 97) *[[Lev Trockij|Lev Davidovič {{NDR|Trockij}}]], racconta il vecchio a chi ha voglia di stare sentirlo, abitava nel Bronx e tirava a campare tenendo conferenze sulla rivoluzione mondiale davanti a quattro gatti. I camerieri delle trattorie dove andava a mangiare lo odiavano, perché Trockij riteneva offensivo per la loro dignità lasciare mance. Nel 1917 acquistò mobili a rate per un totale di duecento dollari, poi scomparve senza lasciare recapito, e quando la società di recupero crediti ne ritrovò le tracce era a capo dell'esercito del paese più grande del mondo.<br />Benché gli abbiano ripetuto per tutta la sua infanzia che Trockij era il nemico dell'umanità, Eduard va pazzo per quel destino spettacolare. (cap. III, §2, p. 114) *Vent'anni dopo i giovani delle città [...] ricordano l'[[putsch di agosto|agosto del 1991]] come uno dei momenti più intensi della propria vita, un film dell'orrore che fa morire di spavento ma ha un finale di urlo. L'URSS che ritorna: roba da flippare di brutto. L'URSS che sprofonda nel ridicolo: roba da sballo. Perché era anche bello, bello e giusto, che gli eredi di settant'anni di oppressione non uscissero di scena con un finale da crepuscolo degli dèi wagneriano ma tagliassero la corda coperti di ridicolo. Dei pagliacci, che ormai non facevano più paura a nessuno. Che in tutto il mondo avevano ricevuto soltanto il sostegno di Castro, Gheddafi e Saddam Hussein, gli unici superstiti della «setta dei poeti estinti» – ma anche del nostro presidente Mitterand, il quale convinto com'era di saperla più lunga di chiunque altro, aveva spinto il machiavellismo fino alla stupidità, e quando gli rimproverarono l'eccesso di fretta mostrato nel congratularsi con quelli che pensava fossero i nuovi padroni dell'URSS aveva risposto altezzoso che i generali sarebbero stati giudicati sulla base delle loro azioni – come se un golpe non fosse già di per sé un'azione, e pure di un certo peso. (cap. VII, §1, pp. 243 sg.) *[...] e alla fine, quando sono ormai sulla porta, una domanda me la fa:<br />«È strano, però. Perché vuole scrivere un libro su di me?».<br />Sono colto di sorpresa ma rispondo, con sincerità: perché ha – o ha avuto, non ricordo più il tempo che ho usato – una vita appassionante. Una vita romanzesca, pericolosa, una vita che ha accettato il rischio di calarsi nella storia.<br />E a questo punto Eduard dice qualcosa che mi lascia di sasso. Con la sua risatina brusca, senza guardarmi:<br />«Già, una vita di merda». (epilogo, §2, p. 353) ===[[Explicit]]=== Di tutti i luoghi del mondo, continua Eduard, l'Asia centrale è quello in cui si trova meglio. In città come Samarcanda o Barnaul. Città schiantate dal sole, polverose, lente, violente. Laggiù, all'ombra delle moschee, sotto le alte mura merlate, ci sono dei [[mendicante|mendicanti]]. Un sacco di mendicanti. Sono vecchi emaciati, con i volti cotti dal sole, senza denti, spesso senza occhi. Portano una tunica e un turbante anneriti dalla sporcizia, ai loro piedi è steso un pezzo di velluto su cui aspettano che qualcuno getti qualche monetina, e quando qualche monetina cade non ringraziano. Non si sa quale sia stata la loro vita, ma si sa che finiranno nella fossa comune. Sono senza età, senza beni, ammesso che ne abbiano mai avuti – è già tanto se hanno ancora un nome. Hanno mollato tutti gli ormeggi. Sono dei relitti. Sono dei re.<br /> Questo sì che gli piace. == ''La vita come un romanzo russo'' == === [[Incipit]] === Il treno corre, è notte, faccio l’amore con Sophie sulla cuccetta ed è proprio lei. In genere le partner dei miei sogni erotici sono difficili da identificare, sono tante persone insieme senza avere il volto di nessuna, ma questa volta no, riconosco la voce di Sophie, le sue parole, le sue gambe aperte. Nello scompartimento del vagone letto dove fino a quel momento eravamo soli arriva un’altra coppia: il signore e la signora Fujimori. La signora Fujimori si unisce a noi, senza cerimonie. L’intesa è immediata, molto gioiosa. Sorretto da Sophie in una posizione acrobatica, penetro la signora Fujimori, che ben presto gode con trasporto. A quel punto il signor Fujimori ci fa notare che il treno non è piú in movimento. È fermo in stazione, forse da un po’. Immobile sulla banchina illuminata dalle lampade al sodio, un miliziano ci osserva. === Citazioni === * Sopra al bar, il televisore trasmette senza tregua spot pubblicitari in cui si evoca la vita fiabesca che fanno a [[Mosca (Russia)|Mosca]] o a [[San Pietroburgo|Pietroburgo]] giovani ben vestiti e ben pettinati, dal sorriso rapace, intenti a scendere da auto di lusso e pagare con carte di credito dorate conti di ristorante che qui devono equivalere a qualche anno di stipendio. Che effetto fa essere martellati da tutto ciò quando si vive qui? I giovani accasciati ai tavoli appiccicosi di birra da quattro soldi considerano questo lancinante sfoggio di fasto e di arroganza un’offesa o un film di fantascienza ambientato in un universo parallelo? * Per un po’ farà il taxista, ed è una delle rare cose che a mia madre piaccia raccontare di lui, una delle rare cose che da bambino io abbia saputo di mio nonno. Essere un taxista a Parigi negli anni Venti è piuttosto chic, fa principe russo. Sul suo taxi, dice lei, passava gran parte del tempo a leggere, opere di filosofia, e quando gli chiedevano se fosse libero, rispondeva di no in tono seccato, perché voleva terminare il capitolo. Gli piacevano le idee, i saggi piú dei romanzi, e per lui leggere un libro era come discutere con l’autore. Lo approvava o lo insultava, riempiva i margini di annotazioni febbrili («Questa l’hai pensata da solo, bieco imbecille?») e quando trovava un interlocutore alla sua altezza, in carne e ossa, niente gli piaceva quanto passare tutta la notte in accanite discussioni politiche e filosofiche bevendo litri di tè e fumando una sigaretta dopo l’altra: un vero intellettuale russo, che si sente superbamente al di sopra delle realtà quotidiane. * Nella società francese non è nessuno. Nessuno. Non esiste, letteralmente. Un biglietto del metrò usato, uno sputo per terra, tra le schegge di mica. Fa irrimediabilmente parte di quella torma di persone che si vedono in metrò, povere e grigie, gli occhi spenti, le spalle curve sotto il peso di un’esistenza nella quale non hanno scelto niente, persone consapevoli di essere insignificanti, quantità trascurabile, povero bestiame umano soggetto al giogo… ===[[Incipit]]=== ''Torniamo sui banchi''<br />8 settembre 2021, mezzogiorno. Île de la Cité, sotto stretta sorveglianza della polizia. Siamo alcune centinaia ad attraversare per la prima volta questi metal detector che attraverseremo ogni giomo per un anno. I gendarmi che salutiamo, probabilmente 11 saluteremo spesso. I volti degli awocati con il loro badge attaccato a un cordino nero, dei giornalisti con il cordino arancione, delle vittime con il cordino verde o rosso ci diventeranno familiari. Alcuni di loro diventeranno degli amici: il gruppetto di quelli con cui faremo la traversata, scambieremo appunti e impressioni, ci alterneremo quando la giornata sarii troppo lunga e andremo a bere un bicchiere, tardi, alla brasserie Les Deux Palais, quando sath stata troppo dura. La domanda che ci facciamo tutti: pensi di venire sempre? Spesso? Come ti organizzi per la vita fuori di qui? Per la famiglia? I figli? Alcuni, gia si sa, arriveranno soltanto nei giorni che si prevedono piu intensi. Altri si sono ripromessi di venire ogni giorno, di vivere i momenti morti come quelli salienti. Io sono uno di questi. Riuscirei a resistere? (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il primo giorno'', p. 13) ===Citazioni=== *Di norma, la propaganda nasconde l'orrore. Qui lo esibisce. Lo [[Stato islamico]] non dice: è la guerra, abbiamo il triste dovere di compiere azioni terribili per far trionfare il bene. No, rivendica il sadismo. È sul sadismo, sull'esibizione del sadismo, sull'autorizzazione a essere sadici che fa affidamento per convertire. (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Grande fracasso facciale'', p. 38) *Ho cercato di pensare: ci stanno prendendo in ostaggio, facciamo quel che ci chiedono e andrà tutto bene, e invece no, è chiaro che sono qui per ucciderci e ho pensato: è assurdo, morirò a un concerto di [[Eagles of Death Metal|''rednecks'' californiani]] che mi è costato trenta euro e settanta (Clarisse). (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Il parterre'', p. 57) {{NDR|una delle sopravvissute agli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi]], Bataclan}} *Uscendo dal cinema dopo aver visto ''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' di [[Polanski]], ricordo di aver detto che lo avevo trovato un po' lungo. Al che l'amica che mi accompagnava ha risposto ironicamente: «Sai, anche stare nel [[ghetto di Varsavia]] dev'essere stata un po' lunga.» (Parte 1 - ''Le vittime'', ''Incrociare lo sguardo'', p. 67) *«Non siamo usciti dalla pancia delle nostri madri con i kalashnikov in mano» ha detto [[Mohamed Abrini]]. (''Parte II - Gli imputati'', ''Tre fratelli'', p. 84) *Da bravi radical chic [...] vorrebbero poter descrivere [[Molenbeek-Saint-Jean|Molenbeek]] come un luogo multiculturale, ma sono costretti a riconoscere che è un luogo quasi completamente monoculturale, dato che il novantacinque per cento dei suoi abitanti è musulmano, le donne portano il ''niqab'' e i rari tentativi di dar vita a un ''melting pot'' creando occasioni d'incontro conviviali o asili nido alternativi ottengono, va pur detto, scarso successo. Non per questo però è un quartiere pericoloso per i ''kuffar'' - così vengono chiamati in arabo gli infedeli come noi, come me e i miei nuovi amici. I ''kuffar'' sono ignorati, ma in nessun modo minacciati. (''Parte II - Gli imputati'', ''Molenbeek'', p. 85) *«Potete ringraziare il vostro presidente [[François Hollande]]. È colpa sua se vi uccidiamo, è stato lui a cominciare sganciando bombe sulle nostre mogli e sui nostri figli.» (''Parte II - Gli imputati'', ''Il giorno di Hollande'', p. 96) {{NDR|riportando le parole degli attentatatori del Bataclan così come registrate nell'audio diffuso in tribunale}} *{{NDR|I [[Terrorismo islamista|terroristi jihadisti]]}} non si considerano né vittime né casi sociali. Si considerano, invece, eroi, l'avanguardia di un grande e invincibile movimento che conquisterà il pianeta. Le vere vittime, ai loro occhi, sono i patetici musulmani «moderati», alienati, collaborazionisti, che vogliono credere che l'Islam sia compatibili con i valori della società corrotta in cui vivono. Sono i ''kuffar'', che si credono - come me e, immagino, come voi - aperti e tolleranti, mentre i soli rispettabili tra loro sono gli identitari di estrema destra, perfettamente d'accordo con i jihadisti nel riconoscere la radicale incompatibilità tra le loro civiltà. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 102) *[...] ripenso a una frase stupefacente pronunciata da [[Salah Abdeslam]] in uno dei primi giorni del processo, e che per quanto ne so io è passata inosservata: «Tutto quel che dite su noi jihadisti, è come se leggeste l'ultima pagina di un libro. Il libro dovreste leggerlo dall'inizio». Non so da dove abbia preso un'immagine così forte, ma finora la sua è una delle due risposte a mio parere attendibili alla domanda che viene posta regolarmente: che cosa vi aspettate da questo processo? L'altra è stata pronunciata da un superstite del Bataclan, Pierre-Sylvain: «Mi aspetto che quel che ci è accaduto diventi un racconto collettivo». Scrivere questo racconto collettivo, leggere il libro dall'inizio: sono due ambizioni smisurate. Probabilmente irrealizzabili. Ma è per questo che siamo qui. (''Parte II - Gli imputati'', ''«Individui venuti dal nulla»'', p. 108) *Sollecitato dal presidente, {{NDR|Sofien}} Ayari acconsente a dire che condanna gli [[attentati del 13 novembre 2015 a Parigi|attentati]], a condizione però che li si condanni da entrambe le parti, [[François Hollande]] quanto [[Abu Bakr al-Baghdadi]]. I suoi compagni hanno ucciso degli innocenti in Francia, d'accordo, ma in Iraq e in Siria gli occidentali ne hanno uccisi molti di più, e molto più vigliaccamente. Fra sganciare bombe da un aereo senza correre alcun pericolo e raggiungere nella morte le persone che abbiamo ucciso, da che parte sta il coraggio? Ammette di aver preso decisioni sbagliate, che non rinnega. «Il contesto non favoriva la lucidità. Non sempre intenzioni e azioni sono conciliabili. Ma non sta a me giudicare». Io ho sintetizzato, la sua deposizione è stata molto più lunga, ma tutti sono rimasti colpiti da questa confessione che non era quella di un fanatico squilibrato. (''Parte II - Gli imputati'', ''L'epidemia di silenzio'', p. 143) *Bisogna ammetterlo: chi si appassiona ai processi – cronista giudiziario di professione o cronista occasionale come me – è affascinato dai colpevoli più che dalle vittime. Per le vittime si prova pietà, ma è dei colpevoli che si cerca di capire al personalità. Sono le loro vite che vengono passate al setaccio per scovare il punto di rottura, il momento misterioso in cui hanno deviato verso la menzogna o il crimine. Al V13 accade il contrario. Le cinque settimane di deposizioni delle parti civili ci hanno sconvolto, devastato, e ciò che riaffiora a quasi quattro mesi di distanza sono i loro volti messi a nudo dalla tragedia. E gli imputati, dopo tutto questo? Pensavamo che i loro interrogatori sarebbero stati avvincenti, in realtà non lo sono granché, perché non hanno niente da dire. Insomma, niente... È sciocco dire niente, perché significa soprattutto che noi non abbiamo saputo ascoltare. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 146) *Dalla parte delle vittime, persone come voi e come me, siamo nel mondo post-storico. Le nostre vite e le nostre morti sono individuali. Quelli che abbiamo ascoltato sono individui, individui che ci hanno emozionato, con cui ci siamo identificati. [...] Soltanto in una società vedova del collettivo e della Storia siamo così singolari e così limitati a noi stessi. Dobbiamo fare davvero un grande sforzo per interessarci come a singoli individui agli uomini nel box, che restano in silenzio perché non riconoscono la nostra giustizia oppure recitano un catechismo che a noi appare demenziale. Questo non significa che non siano interessanti. Significa che ciò che è interessante in loro, ciò che in ogni caso lo è per me, non appartiene al piano individuale ma a quello della Storia – «''l'Histoire avec sa grande hache''» diceva [[Georges Perec|Perec]]. Quel che mi interessa è il lungo processo storico che ha prodotto questa mutazione patologica dell'Islam. (''Parte II - Gli imputati'', ''Un vecchio camerino di cartongesso marcio'', p. 147) *{{NDR|[[Mohamed Abrini]]}} Un florilegio delle sue idee: «Voi dite che io sono radicale, io invece dico che la sharia è la legge divina, ed è al di sopra della legge degli uomini. La compassione per le persone la capisco, ma gli attentati sono una risposta alla violenza. È normale, quando vi uccidono in Siria, venire a uccidere in Francia». I video delle esecuzioni? «Vanno contestualizzati. È come i giovani che, oggi, seguono le serie su Netflix. E poi è ora di finirla con la paranoia. C'erano un sacco di video sulla costruzione di scuole, sulle opere pubbliche, il sostegno alle popolazioni bisognose...». Il presidente, un po' spiazzato: «Le decapitazioni, però...». «Ma è pazzesco, non pensate ad altro! Da voi fate lo stesso! Avete decapitato perfino il vostro re!». «E gli stupri sistematici di donne yazide, ridotte a schiave sessuali?». «Voi potete chiamarli “stupri”. Io invece li chiamo “programma di natalità”». Due ore così, a sentirsi spiegare che bisogna essere veramente in malafede per vedere soltanto gli aspetti negativi nel massacro di centotrentuno persone. (''Parte II - Gli imputati'', ''Il convoglio della morte'', p. 154) *[...] per parecchie vittime è stato un sollievo deporre alla sbarra, perché hanno avuto la sensazione, per l'appunto, di ''deporre'' qualcosa. Una sofferenza, un fardello che i presenti hanno saputo accogliere. Molte ne sono uscite, almeno un po', alleggerite. Non fosse servito che a questo, il processo non sarebbe stato inutile. Ma, dice Bibal, non deve servire soltanto a questo. Bisogna fare di questa «deposizione» qualcosa di diverso dalla parafrasi o dal pathos – altrimenti, tanto vale starsene seduti e passare subito alla tappa successiva, la requisitoria. Bisogna elaborarla. Bisogna trasformarla in diritto. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', p. 218) *{{NDR|Sul danno da lucida agonia}} Non è necessario morire di morte violenta per provare questo sentimento di terrore e di ineluttabilità. Si può morire nel proprio letto, carichi di anni, circondati dall'affetto dei propri cari, e vedere con sgomento avvicinarsi la propria fine. Ma questo sgomento è intimo e metafisico. Si manifesta fra sé e sé, o fra sé e Dio, per coloro che chiamano così la parte più profonda di sé. Non riguarda il diritto. Il diritto interviene quando sono in causa violenza, responsabilità, danno e risarcimento. Sono assiomi giuridici: ogni violenza ha un responsabile, ogni danno dev'essere risarcito [...]. In termini di indennizzo significa che se, oltre a essere morti, è possibile dimostrare che siete morti in uno stato di angoscia, la vostra famiglia riscuoterà più denaro. (''Parte III - La corte'', ''Danno da lucida agonia'', pp. 218-19) *Ci sono cause che rifiuteresti di difendere? «Se me lo chiedi, allora non hai capito cosa significa fare l'[[avvocato]]. Io non difendo nessuna causa, ma non rifiuto nessun imputato. [[Jacques Vergès|Vergès]], lui sì che difendeva delle cause. Non difendeva soltanto [[Pol Pot]] o [[Ilich Ramírez Sánchez|Carlos]], ma quel che avevano fatto Pol Pot o Carlos. Era d'accordo con loro. Noi, per fare l'esempio dei reati più odiosi, naturalmente non difendiamo la pedofilia o il terrorismo, ma siamo disposti a difendere un pedofilo o un terrorista. ''Devono'' essere difesi, è la legge. Quindi a volte mi costa fatica, certo, è più facile difendere un rapinatore con il quale potrei andare a bere un bicchiere quando sarà uscito invece di uno che si eccita a guardare un video di decapitazioni, ma è fondamentale distinguere fra l'uomo e l'azione. Fare l'avvocato è proprio questo: fare tutto il possibile perché l'imputato sia processato sulla base del diritto e non delle passioni. E poi, quando tutti gli hanno voltato le spalle, essere l'ultimo a tendere ancora la mano.» (''Parte III - La corte'', ''I cavalieri del penale'', p. 226) {{NDR|riportando le parole dell'avvocato della difesa Nogueras}} *È sempre più o meno così, la [[giustizia]]: il Codice penale è stato inventato per impedire ai poveri di derubare i ricchi, e il Codice civile per permettere ai ricchi di derubare i poveri. (''Parte III - La corte'', ''La settimana dei pesci piccoli'', p. 234) *[...] si dice che l'esito di una psicoanalisi si decida tutto nella prima seduta, lo stesso vale per la prima udienza della [[Corte d'assise]]. Interrogatorio sulle generalità. [[Salah Abdeslam|Abdeslam]], professione? «Combattente dello Stato islamico». Périès guarda i suoi appunti e dice: «Io, qui, vedo: lavoratore interinale». Questa risposta divenuta leggendaria non poteva essere stata preparata, è venuta senza voler fare dello humor o del sarcasmo. Ha stabilito l'autorità del presidente per tutta la durata del processo. Dalla prima udienza alla centoquarantanovesima: onore a Périès. (''Parte III - La corte'', ''La fine'', p. 245) ==[[Incipit]] di alcune opere== ===''Il regno''=== Quella primavera ho collaborato alla sceneggiatura di una serie televisiva. Questo il soggetto: una notte, in un paese di montagna, tornano dei morti. Non si sa perché, né perché proprio quei morti e non altri. Loro stessi non sanno di essere morti. Lo capiscono dallo sguardo spaventato delle persone che amano, che li amavano, accanto alle quali vorrebbero riprendere il proprio posto.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref> ===''La settimana bianca''=== In seguito Nicolas cercò a lungo, ancora oggi cerca, di ricordarsi le ultime parole che gli aveva rivolto suo padre. L'aveva salutato sulla porta dello chalet, gli aveva nuovamente raccomandato di fare attenzione, ma Nicolas era così imbarazzato dalla sua presenza, così ansioso di vederlo andar via che non era stato a sentire. Non gli perdonava di essere lì, di attirare sguardi che immaginava ironici, e si era sottratto al suo bacio chinando la testa. Nell'intimità familiare non l'avrebbe passata liscia, ma sapeva che così, davanti a tutti, il padre non avrebbe osato rimproverarlo. ===''Vite che non sono la mia''=== La notte che precedette l'onda ricordo che io e Hélène abbiamo parlato di separarci. Non era complicato: non abitavamo sotto lo stesso tetto, non avevamo figli in comune, potevamo persino immaginare di restare amici; però era triste. ==Citazioni su Emmanuel Carrère== *L'unico screzio che ho avuto con Carrère fu su questo: gli chiesi come facesse a scrivere avendo una figlia piccola, e mi rispose che c'entra la scrittura con mia figlia? Mi disse che poteva ancora prendere un aereo, andare in Thailandia e rimanere lì per mesi a scrivere, con la figlia a [[Parigi]]. Non lo concepivo. ([[Marco Missiroli]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Emmanuel Carrère, ''I baffi'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2020. ISBN 9788845934599 *Emmanuel Carrère, ''Kolchoz'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2026. ISBN 9788845941009 *Emmanuel Carrère, ''L'avversario'', traduzione di Eliana Vicari Fabris, Adelphi, Milano, 2013. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''La settimana bianca'', traduzione di Maurizia Balmelli, Adelphi, Milano, 2014. ISBN 9788845927867 *Emmanuel Carrère, ''Limonov'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2012. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''La vita come un romanzo russo'', traduzione di Margherita Botto, Giulio Einaudi editore, Torino, 2009. ISBN 9788845928987 *Emmanuel Carrère, ''V13'', traduzione di Francesco Bergamasco, Adelphi, Milano, 2023. ISBN 9788858403488 *Emmanuel Carrère, ''Vite che non sono la mia'', traduzione di Federica Di Lella e Maria Laura Vanorio, Adelphi, Milano, 2019. ISBN 9788845933950 ==Voci correlate== *[[Hélène Carrère d'Encausse]] – madre ==Altri progetti== {{interprogetto}} ===Opere=== {{Pedia|L'avversario (Carrère)|''L'avversario''|(2000)}} {{Pedia|Limonov||(2011)}} {{DEFAULTSORT:Carrère, Emmanuel}} [[Categoria:Scrittori francesi]] 2kddh2nwryzxff55fblysexmokv42mx Canzoni dai film 0 95802 1415845 1411331 2026-06-06T14:50:19Z ~2026-33641-75 107409 /* Chi ha incastrato Roger Rabbit */ 1415845 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:Biraghin (film 1946) Tino Scotti e Lilia Silvi.png|miniatura|upright=1.4|[[Tino Scotti]] e [[Lilia Silvi]] nella canzone del film ''[[Biraghin]]'' (1946)]] Raccolta di '''canzoni''' tratte '''dai film'''. ==Canzoni dai film== *''A bere l'acqua | ti becchi il tifo, | il cibo e l'aria | qui fanno schifo, | di questa vita | sono arcistufo, | se prendo Koopa | gli spacco il muso.'' (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'') *''A noi c'odiano tutti perché noi siamo brutti. | Andiamo giù in giardino, veniteci a cercar. | Cicciosi-osi li vogliam. Gustosi-osi li cerchiam. | Belli grassi e grossi noi vogliamo mangiar. | Prima li tritiamo, la testa la buttiamo. | Dopo li mangiamo e con gusto digeriam.'' (''[[Ultracorpi - L'invasione continua]]'') *''C'era una volta un magico elfo | in un albero nell'arcobalen | viveva sotto un nano blu {{sic|floutolento}} | che doveva sempre fare pipì | un giorno l'elfo non ne poté più | e bussò alla porta del nano blu | e pensate un po' | di colpo si sono sposati!'' (''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'') *''Che schifezza. | Che schifezza. | Tutto pieno di monnezza.'' {{NDR|parodiando ''Giovinezza''}} (''[[Anni ruggenti]]'') *''Come merda di piccione io casco sulla folla, | di giorno leggo [[Sigmund Freud|Freud]], di notte sniffo colla. | Ho la maglietta rossa, ma urlo: "boia chi molla!" | Mio padre scopa con le vecchie perché adora la pasta frolla. | Lo dice mia nonna sempre dopo mangiato: "non piove mai, ma se piove, piove solo sul bagnato." | Il [[sorriso]] che tu vedi è prestampato, | lo smonto e lo rimonto come un prefabbricato. | Vietato essere triste per chi è nato fortunato, | questo mondo ti fotte come un omogeneizzato, | in culo, intero, in bocca e parzialmente scremato. | Ho caldo, troppe le coperte. | Sopra la mia testa una lente, un bambino che si diverte, | brucio come una formica, divento trasparente. | E non esisto più, nasco sempre domani, | se mi incontri tra un'ora devi dire: incontravi. | Rimango sola con queste rime sporche, | tra le mani stringo la mia sorte. | Urlo alle vostre porte: | "nonna, perché il futuro fa più paura della morte?"'' (''[[I predatori]]'') *''Come si può illuminare un cielo scuro e solitario? | È rimasta una sola cosa da fare: | devi colpire l'oscurità con le tue rime. | Rima, suona, fermati subito. | Il mio amore è tuo, il tuo amore è mio.'' [...] ''Come si può illuminare un cielo scuro e fosco? | È rimasta una sola cosa da fare: | devi colpire l'oscurità con le tue rime.'' (''[[Born in Flames]]'') *''Crudelia De Mon, Crudelia De Mon | farebbe paura perfino a un leon! | Al sol vederla muori d'apprension! | Crudelia, Crudelia... | è più letale lei d'uno scorpion! | Crudelia, Crudelia... De Mon!'' (''[[La carica dei cento e uno]]'') *''Dai, dai, che tocca anche a te! | Morire ad oltranza, che male c'è? | Tu prova a scappar, raccomandati ai santi, | ma dovremo alfin morir tutti quanti.'' (''[[La sposa cadavere]]'') [[File:Tempo massimo (film 1934) canzone.png|miniatura|upright=1.2|[[Vittorio De Sica]] nella canzone del film ''[[Tempo massimo]]'' (1934)]] *''Dicevo al cuore "non amar", | dicevo al cuore "non sognar", | perché credevo che l'amore fosse solo vanità. || Ma da quel dì ch'io vidi te, | ormai l'amore so cos'è, | è un puro incanto, io t'amo tanto | e dico al cuore "devi amare".'' (''[[Tempo massimo]]'') *''È Pasqua, è Pasqua, noi siam tutti contenti, | cantiamo ai quattro venti: "Trallaralallallero". | È Pasqua, è Pasqua, noi siamo tutti puri, | scriviamo sopra i muri: "Evviva la bontà". | Stringiamoci, abbracciamoci, che siam tutti fratelli, | soprabiti ed ombrelli ai poveri doniam. | È Pasqua, è Pasqua, noi siamo tutti buoni: | l'autore, il regista, il pubblico e Carloni.'' (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'') *''Fiume di Luna | più ampio di un miglio | Ti attraverserò con stile | un giorno | Vecchio creatore di sogni | Tu spezzacuori | Ovunque tu andrai | io seguirò il tuo corso | Due vagabondi | in giro a vedere il mondo | C'è così tanto mondo | da vedere | entrambi cerchiamo la fine | dello stesso arcobaleno | che ci aspetta dietro la curva | Il mio migliore amico | Fiume di Luna | ed io.'' (''[[Colazione da Tiffany]]'') *''Il benvenuto diamo | al signor di ricca mano! | Il più buono che ci sia, | non c'è oro che non dia! | Tutti insieme | ci inchiniamo | al signor di ricca mano! | Tutti insieme ci inchiniamo, | ci inchiniamo | al signor di ricca mano!'' (''[[La città incantata]]'') *''Il vicino Totoro, Totoro! | Totoro, Totoro! | Nei pleniluni, lui | l'ocarina suona lassù. | Il vicino Totoro, Totoro! | Totoro, Totoro! | Se mai tu lo incontrassi, | che splendida gioia ti darà! | Lui a te la porterà!'' (''[[Il mio vicino Totoro]]'') *''Il nostro Caro Leader è saggio. | È nobile, gentile e forte. | Gli auguriamo gioia. | Gli auguriamo pace. | Gli auguriamo amore. | E una cosa ai giorni nostri, | gli auguriamo più di questo | che gli Stati Uniti esplodano in un inferno di fuoco. | Siano costretti a morire di fame e a implorare, | Siamo devastati dalla malattia. | Siano indifesi, poveri, tristi e al freddo! | Sono arroganti e grassi! | Sono stupidi e cattivi. | Possano affogare nel loro stesso sangue e nelle loro stesse feci! | Muori, America, muori. | Oh, per favore, moriresti? | Riempirebbe il mio piccolo cuorici di gioia! | Che le vostre donna siano violentate nella giungla | mentre i loro figli siano costretti a guardare!'' (''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'') *''Io non voglio che tu pianga mai, | sul mio baio c'è posto per due. | Monta qui Tommy, non morir sai | e andrò veloce anche in due. | Noi da grandi faremo i soldati | e i cavalli non saran più trastulli, | e chi sa se ricorderemo | quando si era due fanciulli.'' (''[[Trainspotting]]'') *''Kazakistan, il paes più migliore di mond | Tutti gli altri paes è guidato da femminucc | Kazakistan è primo esportatore di potassie | Altri paesi d'Asia centra hanno poche potassie.'' ([[Borat Sagdiyev]], ''[[Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan]]'') *''L'amore non è amore se ti mancano i quattrin, | la dis la Biraghin, la dis la Biraghin. | Non servono le chiacchiere, le frasi di passion, | ci vogliono i milion, ci vogliono i milion.'' (''[[Biraghin]]'') *''La luna è comparsa in alto, | le stelle fan da manto e brillano nel blu, | il bosco è silenzioso, è buio e misterioso, | la brina luce porterà.'' (''[[La scelta di Barbara]]'') *''Lulù | ove sei tu?'' [...] ''Sei forse a Milano | insieme a Gaetano? | Oppure a Lione | insieme a Gastone? | O forse a Parigi | te la spassi tranquilla, cinica e con un contegno veramente riprovevole insieme a Luigi?'' (''[[Imputato, alzatevi!]]'') *''Mettendo radici nel suolo, viviamo insieme col vento! | Si passi l'inverno insieme coi semi! | Cantiamo la primavera insieme con gli uccelli!'' (''[[Laputa - Castello nel cielo]]'') *''Nel bosco un gobbo basso e ubriaco balla e beve e rutta dabum | Nel bosco un gobbo basso e ubriaco balla e beve e rutta dabum | Barcolla qua, inciampa là.'' (''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'') *''Noi siamo [[pirateria|pirati]] e ci piace perché la vita è fatta per noi. Yo-ho, yo-ho, la spada, il corvo, il mare.'' (''[[La maledizione della prima luna]]'') *''Paladino, Paladino | dove te ne vai? | Paladino, Paladino, | molto lontano da casa tu sei, | se hai una pistola, hai tutto, | dice il biglietto di un uomo, | un cavaliere senza armatura | in una terra selvaggia, | spara veloce su commissione, | bBada ai venti che lo chiamano | un soldato di fortuna | e un uomo chiamato...'' (''[[Il suo ultimo desiderio]]'') *''Per quest'anno, non cambiare: | vengo al mare per ciullare! | E come l'anno scorso, | c'è il pirla del bagnino!'' (''[[Sapore di mare]]'') {{NDR|sulle note di ''Stessa spiaggia stesso mare'' di Piero Focaccia}} *''Qualche sciocchezza di tanto in tanto | aiuta tutti gli uomini a vivere d'incanto.'' (''[[Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato]]'') *''Quando arriva il temporale, io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | Tuono, io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} (''[[Ted]]'') *''Quando ci sono tanti conti da pagare | scappo e li faccio tutti quanti parcheggiare.'' (''[[Scoprendo Forrester]]'') *''Quando penso a te, | terra natia, | che nostalgia sente il mio cuore. | Nella mia solitudine | sento sollievo e conforto nel dolore'' [...] ''Le note tristi di questa canzone | mi portano i ricordi di questo amore. | Quando penso a lei | rinasce | la gioia nel mio triste cuore.'' (''[[Ombre rosse]]'') *''Quant'è bella la vita, | quant'è bello l'amore, | non t'arrabbiare, | pensa a campare, | godi la gioventù. || Un amore perduto, | centomila trovati, | ridi giocondo | di questo mondo | e non pensarci più.'' (''[[Siamo tutti inquilini]]'') *''Ribelli siam, | liberi andiam, | come le cernie nel mar.'' (''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'') *''Se bella giu satore | je notre so cafore | je notre si cavore | je la tu la ti la twah. || La spinash o la bouchon | cigaretto portobello | si rakish spaghaletto | ti la tu la ti la twah. || Senora pilasina | voulez-vous le taximeter? | Le zionta su la seata | tu la tu la tu la wa. || Sa montia si n'amora | la sontia so gravora | la zontcha con sora | je la possa ti la twah. || Je notre so lamina | je notre so cosina | je le se tro savita | je la tossa vi la twah. || Se motra so la sonta | chi vossa l'otra volta | li zoscha si catota | tra la la la la la la.''<ref>''The Nonsense Song'', il cui testo è costituito da frasi casuali che ricordano il suono della lingua francese e italiana.</ref> (''[[Tempi moderni]]'') {{NDR|sulle note di ''Je cherche après Titine'' di Léo Daniderff}} *''Se catturi una leggenda | lo sarai anche tu.'' (''[[Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita]]'') *''Se tu girando in foresta andrai | una gran sorpresa avrai | se tu girando in foresta andrai | travestirti dovrai | perché ogni orso del mondo inter | accorrerà in foresta inver | oggi è il dì | che gli orsi fa lì | un picnic.'' (''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'') *''Sedeva là infelice presso il sicomoro | canta "Il salice, salice, salice". | La mano sul petto, il capo reclino, canta "Il salice, salice, salice... salice". | Le sue lacrime salate interenivan le pietre | "Il salice, salice, salice... salice"'' (''[[Othello (film 1995)|Othello]]'') *''Sono Dino Rapper | per adesso mi arrangio | finché l'uomo non passa al rancio | poi chissà cosa mangio! | E sì mi interrerò | e in pietra mi muterò | e col tempo a galla | come uno [[Feci|stronzo]] ritornerò!'' (''[[Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre]]'') *''Sono uno spermatozoo | mi son perso nello zoo. | Devo sceglier proprio qua | la mia mamma e il mio papà. | Ma è un bestione... il leone. | È pesante... l'elefante. | È cretina... la gallina | quando gioca... insieme all'oca. | Allo zoo con il gatto c'è il cane.'' (''[[Johnny Stecchino]]'') *''Sopra un prototipo di missile tedesco, | con sei gallette cadauno come desco, | i nostri eroi van dritti al cuor della marziana. | Le verdi antenne al nostro Duce piegherai. | Fascisti su Marte, rosso pianeta bolscevico e traditor. | Fascisti su Marte, con un moschetto e un "me ne frego" dentro al cuor. | Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, | gli irrevocabili conquistator del sangue con onor | ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. | Fascisti su Marte, pianeta rosso, aspetta che veniam da te. | Fascisti su Marte, noi ti daremo al nostro Duce, al nostro re. | Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, | gli irrevocabili conquistator, del sangue ecco l'odor | ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. | Fascisti su Marte! | Fascisti sopra Marte!'' (''[[Fascisti su Marte]]'') *''Spider Pork, Spider Pork | il soffitto tu mi spork | tu mi balli sulla test | e mi macchi tutto il rest | tu quaaaaa! | ti amo Spider Pork!'' (''[[I Simpson - Il film]]'') *''Stelle che illuminate il cielo, | brezza gentile che soffia sulle colline, | vi prego, proteggete i viaggiatori alla conquista di antiche città...'' (''[[Sword Art Online - The Movie: Ordinal Scale]]'') *''Un bel ragnetto si voleva arrampicar, | poi arrivò Goblin che lo fece stramazzar...'' (''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'') *''Va va sul mar, va barchetta va | naviga naviga naviga e va, va e non ti fermar.'' (''[[Dante's Peak - La furia della montagna]]'') *''Vola, vola cavallino e va' su e giù per i verdi prati sotto al cielo blu. | Presto, presto prendi, va', vai su per il sentiero della felicità.'' (''[[Picnic ad Hanging Rock]]'') *''Vorrei trovare | parole giuste per | ridarti il sorriso | che c'era in te. | Ti canterei di | un giorno d'oro e poi | la luna mai | la notte sparirà.'' (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'') *''So il tuo segreto! | Il tuo piccolo sporco segreto! | Oh, so il tuo segreto! | Il tuo piccolo! | Sporco! | Segreto! | Lo diciamo, Richie?'' (''[[It - Capitolo due]]'') *''Vivi l'incanto | di questo istante | e non ti chiedere | per quanto e perché: | solo un momento | dura l'incanto, | poi dovrai vivere | la vita com'è.'' (''[[Una gita scolastica]]'') ===''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]''=== *''Dai, ridi dai! | Che al vecchio mondo in fondo in fondo si sta ben! | Dai, ridi dai! | Che la fortuna presto o tardi arriverà! | Niente nella vita è così brutto e potrai gioire dopotutto! | Sì, ce la fai!'' *{{NDR|Sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down">Cfr.: [[:w:en:The Merry-Go-Round Broke Down|The Merry-Go-Round Broke Down]]</ref>}} [...] ''e puoi ridere per tre. | Bei denti! chi è tuo padre, Dracula? | Si chiama Eddie e poi, fa il muso a tutti noi, | ma poi con me non ce la fa, buffone diverrà! | Là, qua, ehilà, lì, qui! | Faccio tanta confusion, son matto e un po' fifon! | Ma io lo che tanto male parlare no, non può!'' {{NDR|Si spacca un piatto in testa, ma si blocca il disco sul grammofono quindi continua a spaccarsi piatti in testa}} ''Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può!'' *{{NDR|Sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down"/>}}<br>– ''Roger Rabbit è il suo nome rider sa cos'è. | Adesso tu lo tiri giù e canterà per te!'' [...] ''Cantato non ho prima, è dura far la rima, | E se non l'ho, io ma... io me ne andrò, ehm...''<br>– ''Più tempo non avrò!'' [...]<br>– ''A me non dire balle, sparami vuoi alle spalle Avanti dai, se non lo fai ti schiaccerò le...'' {{NDR|Gli cade un vaso in testa}}<br>– ''...Bolle!'' === ''[[Full Metal Jacket]]'' === *– Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>– Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>– E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>– E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>– Infila qua. <br/>– Infila qua. <br/>– Infila là. <br/>– Infila là. <br/>– Un po' più su. <br/>– Un po' più su. <br/>– Un po' più giu. <br/>– Un po' più giù. <br/>– Va bene a te. <br/>– Va bene a te. <br/>– Va bene a me. <br/>– Va bene a me. <br/>– Spingi. <br/>– Spingi. <br/>– Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>– Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>– Va giù la sera quando cala il sol... <br/>– Va giù la sera quando cala il sol... <br/>– [[Ho Chi Minh]] le pippe si fa. <br/>– Ho Chi Minh pippe si fa. <br/>– Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa. <br/>– Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa. *Con lui ammazziam e con questo chiaviam! {{NDR|cantando, imitato da tutti i marines che addestra, mentre con una mano si tiene i genitali e con l'altra regge il fucile}} *– Del mio Corpo {{NDR|riferito al corpo dei Marines}} sono sempre fier... <br/>– Del mio Corpo sono sempre fier... <br/>– Ve lo voglio proprio far saper... <br/>– Ve lo voglio proprio far saper... <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Il corpo mio... <br/>– Il corpo mio... <br/>– Il corpo tuo... <br/>– Il corpo tuo... <br/>– Di tutti noi... <br/>– Di tutti noi... <br/>– Marines noi siam... <br/>– Marines noi siam... <br/>– La esquimese sempre al polo sta... <br/>– La esquimese sempre al polo sta... <br/>– E la fica sempre fredda c'ha... <br/>– E la fica sempre fredda c'ha... <br/>– Che bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– È squisita... <br/>– È squisita... <br/>– Prelibata... <br/>– Prelibata... <br/>– Piace a te... <br/>– Piace a te... <br/>– Piace a me... <br/>– Piace a me... *– Una sbarbina non la voglio perché... <br/>– Una sbarbina non la voglio perché... <br/>– Solo il fucile porterò con me... <br/>– Solo il fucile porterò con me... <br/>– E se in battaglia poi io creperò... <br/>– E se in battaglia poi io creperò... <br/>– Dentro una bara tornerò... <br/>– Dentro una bara tornerò... <br/>– Alla mia mamma fatelo saper... <br/>– Alla mia mamma fatelo saper... <br/>– Che ho fatto sempre il mio dover... <br/>– Che ho fatto sempre il mio dover... ===''[[Gli Aristogatti]]''=== *''O miei gattini vi drogherò! | Voi ve ne andrete e io ricco sarò!'' *''Pe' arivacce qui da Roma ho fatto l'autostop e 'n Francia è già m'ber pezzo che ce sto... Ma pure da emigrato, mica so' cambiato: io so' Romeo, er mejo der Colosseo! Io fermo nun ce sto, proprio nun me va! Se domani qui sarò, oggi chi lo sa? Forse un po' m'acchitterò e me ne andrò in città, già... E poi laggiù tanta scena farò, ogni gatta che me vedrà dirà: «ma che ber micione, che simpaticone, quello è Romeo, er mejo der Colosseo!». Si cambio so' guai, sto bene come sto... Io nun me lego mai, catene nun ce n'ho! Aggregate si voi, io so andove finirai in Cina, in Perù o a Timbuctù! Ma nun baccajerai vedrai! Chi tante storie fa, a prega' nun sto! Tutto quello che me va... con un gesto c'ho! Penso sempre che l'avi miei tra ruderi e mausolei sapevano già fasse rispetta' e considera' da nobbili e plebei! Se tanto me da tanto godo e me ne vanto d'esse Romeo er mejo der Coloseo! C'avrò er busto ar pincio e ar museo... eh già!'' *''Tutti quanti voglion fare [[jazz]] | perché resister non si può | al ritmo del jazz.'' ===''[[La pazza storia del mondo]]''=== *''Io seduto ero nel tempio, | mi facevo i fatti miei | ascoltavo un esaltante messa ebrea. | Poi arriva quel cristiano e mi sbatte in un cella | e mi caccia un cero acceso dentro l'ano! | Vi pare umano? Vi par leale? | Senza fornirti manco un antiemorroidale!'' *''Io i polli governavo, | sorvegliavo il seminato | e d'un tratto il domicilio mi han violato! | Dei cristiani sconosciuti m'han tagliato gli attributi! | Hanno fatto con le palle un campionato di ping pong! | Non è infame? Non è infame? | Il mio privato in un pubblico certame!'' *– ''L'inquisizione!''<br>– ''Iniziamo!''<br>– ''L'inquisizione!''<br>– ''Attenzione peccato!''<br>– ''Abbiamo la missione di convertire gli ebrei!''<br>– ''Ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei!''<br>– ''Insegnerem loro...''<br>– ''...il giusto e sbagliato''<br>– ''Li aiuteremo...''<br>– ''...a vedere la luce!'' *''Oh, quant'è bell' sinist' | Oh, quan'è bell' dest' | Oh, quant'è bell'... Oh, quant'è bell'... quante belle figlie Madama Dorè!'' *''Siamo ebrei nello spazio! | Sfrecciamo per proteggere la razza ebraica! | Siamo ebrei nello spazio! | Se ci son guai li mettiamo a posto! | Se i gojim<ref>Cfr. [[:w:Goy (ebraismo)|Goy (ebraismo)]].</ref> ci attaccano | diamo loro uno schiaffo, | gli ritorna un ceffone in faccia! | Siamo ebrei nello spazio! | Sfrecciamo per proteggere la razza ebraica!'' ===''[[La storia della principessa splendente]]''=== *''Gira, gira, gira... | Gira ruota del mulino ad acqua! | Girando, va' a chiamare | l'illustre Sole...! | Girando, va' a chiamare | l'illustre Sole...! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | ...venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno!'' *''Soffia, oh vento, | soffia, soffia! | Soffiando sferzante, | oh vento... | ...vieni a portarci | il raccolto della montagna! | Vieni a portarci il raccolto della montagna! | Ippocastagne, marroni, funghi... | ...uva di montagna! | Noci, venite giù in abbondanza!'' *''Gira, gira, gira... | gira, oh ruota del mulino ad acqua! | Girando, va' a chiamare l'Illustre Sole...! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | Fiorite, date frutti | e andate a cader...! | Nascete, crescete | e andate a morir! | Il vento soffia, | la pioggia cade... | ...gira la ruota del mulino ad acqua. | Per mille volte | la vita risorgerà! | Per mille volte | la vita risorgerà! | Per mille volte | la vita risorgerà!'' ==''[[La tenda rossa (film)|La tenda rossa]]''== *– ''Osteria del Polo Nord.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Questo freddo è ben balord.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Ha paura come un pazzo, che si geli pure il naso.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.'' *– ''Osteria dell'orso bianco.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Di tagliare non mi stanco.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Non aspetto che sia cotto.''<br/>– ''Per mangiarmi l'orsacchiotto.'' *– ''Osteria numero cento.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Qui c'è neve, ghiaccio e vento.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Qui c'è fame in abbondanza, ma mai niente per la panza.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.'' *– ''Osteria numero otto.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Noi volemo far fagotto.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Ma se a casa vuoi tornare, cerca un mezzo per volare.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.'' *– ''Osteria numero trenta.''<br/>– ''Paraponziponzi... pò...''<br/>– ''Mai nessuno... che mi senta...'' ===''[[Monty Python e il Sacro Graal]]''=== *''Che schifo d'eroe, vigliacco che sei, | puzzone che va lui scappa e si dà. | Sto dietro e lo so, arieggia un bel po', | il prode che sotto se la fa.'' *''Ma Sir Robin non ci sta.'' [...] ''Scappa, fugge, se la dà...'' [...] ''Di fronte ad ogni pericolo, si coprirà di ridicolo...'' *''Se ne va Sir Robin, l'eroe che non sa | la paura che cos'è, ci gioca a carte. | Alle cinque sai che fa? | Con la morte prende il tè. | Biondo, calmo, forte, zucchero a parte. | Non conosce il pericolo, non ha nessun tabù. | Coi nemici fa da sé, li sbaraglia a frotte. | Li affronta a tu per tu, fossero anche a tre per tre, | e se un dì cadesse lui se ne fotte. | Ha deciso già il suo corpo a chi va, fatto a fette e poi distribuito tra noi. Le sue membra a te, | le sue natiche al re, | il suo membro...'' ===''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''=== *''Che bellissima giornata, | se qualcosa devi fare | non la devi rimandare, | falla adesso che c'è il sole''. *''Gran bella giornata per cantare col cuore, | gran bella giornata per fare l'amore. | Gran bella giornata per bere e mangiare, | gran bella giornata fatta per dimenticare''. *''Che strana sensazione quando tu hai voglia di andare | e nello stesso tempo hai anche quella di restare''. ===''[[Shrek]]''=== *''Perchè son tutto solo, | e non ho nessuno accanto... | i guai han preso il volo, | mi sfottono soltanto... | ma ci sono gli amici...'' *''Ora sei a Duloc, la perfetta città <br/>qualche regola c'è, certo servirà <br/>Stare calmi e stare in coda qui va molto di moda <br/>Duloc è il paradisoo <br/>Ehi amico tu e il mulo su pulitevi il... viso! <br/>Duloc èè <br/>Duloc èè <br/>Duloc è il paaaraaadisoooooo!'' ===''[[Tutti pazzi per Mary]]''=== *''Di tutti quei suoi pianti | gli amici erano stanchi, | dicevano "Non struggerti, | le donne sono tante", | provarono a proporgli Tiffany e Indigo, | ma qualcosa la sua Mary, che dir non so... | Mary, son tutti pazzi per Mary. | I suoi amici dicono "No, non devi vivere così! | Non te la prendere, il sorriso tornerà": | non li puoi certo fare fessi se una birra è buona o no, | ma non sanno niente dell'amor. | Gli dicevano "Tu vivi ancorato al tuo passato", | ma di amore proprio no, non ne devi mai parlar; | dicevano "Ragionaci, non puoi tornare indietro". | Ma qualcosa la sua Mary, che dir non so... | Mary, son tutti pazzi per Mary.'' *''È tornata dal suo "boyfriend". | Nessuna sfida, | nessun conflitto | e non risponde alle tue lettere. | Sei geloso del tempo che lui passa con lei. | Lascia che sparisca nell'oscurità, | che si faccia l'esperienza da sé, che vada via nella notte, | vada via, lascia che | vada via!'' *''Il dolore è così forte | da ferirti in fondo al cuore, | ecco cos'è, | il vero amore cos'è. | Ti riporta indietro | a quando avevi cinque anni, | ecco perché | il vero amore fa male. | Quanto può far male | l'amore quello vero, | quanta pena provoca l'amor? | E ora puoi pensar: | "Tu ami e poi soffrirai"; | l'amore non vale, | no, no.'' *''Non perderti la scena, | Ted e Mary come prima, | se la vedi con gli occhi di Ted, | sono certo capirai, | se tu pensi che sia sciocco, | credi a me ti sbagli, sai. | Se tu credi all'alchimia, capisci subito che può essere solo così: | Mary... | Son tutti pazzi per Mary!'' ===''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]''=== *''C'è, so già che cos'è, | c'è feeling per te. | Come [[Iron Man]] e [[Batman]] rivivo per te. | Oh, ed un bambino non sono più, | il mio corpo pronto ora è. | Ti credi troppo per me, la cosa a me non va giù | e questo a me già basta per provarci sempre di più. | Oh, e quindi poi su e giù con me farai, | ma non al luna park. | E starai con me perché una scelta non hai. | E poi da Starbucks un Frappuccino e vai, oh! | E se non credi sia possibile, questa è scienza, sì! | Il mio pediatra Mr.' mi ha detto proprio che in pubertà avrò forti esuberi, oh!'' *''Ho solo tredic'anni e in strada non sto. | Il ferro usare non so, | il cellulare ce l'ho per ora. | Ehi, già anche tu | hai dei dubbi su di me, lo so. | Mia sorella un film ha provato a far con chi sta peggio di lei. | Bene non è andata, lo sai? | Ha preso sputi, con calci e vomitate in faccia. | Colava dalla testa fino a giù. | E poi ha detto Ma' che questa esperienza non la fa più. | Ci son però cose che prima non poteva sapere. | Un pannolone ha tante funzioni: asciuga, assorbe, ritarda, rinfresca. | Ma importante è che la tua roba resti là e così contenti tutti son, è così. | Aggredito da un killer fuori di mente, | on ci posso far niente. | Superando quel concetto, l'accetto, gli sarò riconoscente. | Come quello che gli han sparato è ancora lì. | Un pannolone sulla mia faccia per mezz'ora. | Sembrava la fine. | E che sotto terra io poi, senza colpe, morto | non potrò fare più altre rime e questo stai certo sarebbe proprio un tormento. | Ma questo non è successo | e sono stato assai contento. | Sto bene ora, tu non puoi capire. | Tre settimane non ce la facevo più. | Niente era più sporco della mia faccia e finisco così. | L'odore della merda non si può. | Voglio quello del pollo arrosto. | Oh, [[Shanaya Twain]], belli!'' *''Io le ragazze le attiro più del miele | per una invece sembro cioccolata. | Eh, già, si chiama Angie, | anche se poi lei mi guarda un po' strano. | Ascolta bene cosa piace fare a me. | Di obbrobri in rime così non ce n'è. | Non ho quindi stupore o dubbi in testa a questo chiaro me. | Un'hawaiana m'ha detto senza esitare "Una più buona torta all'ananas di te non ce n'è!" Oh!'' ===''[[The Wicker Man]]''=== *''C'era una serva che un zingaro incontrò e a lui disse, con audacia'' | ''"Oh, certo, la mia [[teiera]] necessita attenzioni. Magari lei saprà aiutarmi'' | ''Prese lo zingaro per mano e lo condusse alla sua porta'' | ''Disse: "Ora la mia teiera le mostrerò e senz'altro una botta darle potrà"'' | ''Con gusto la rappezzò e la tamponò...'' [...] ''"Cara signora", disse lui, "La sua teiera è rotta'' | ''E il motivo è chiaro'' | ''Troppi chiodi ci sono passati'' | ''Al punto che il mio non ci sta più"'' *''Ehilà'' | ''Chi va là?'' | ''Sono solo io, tesoro'' || ''Ti prego, vieni'' | ''Dimmi ciao'' | ''Le cose che ti darò'' || ''Una carezza delicata come una piuma'' || ''Ehilà'' | ''Sono qui'' | ''Non sono forse giovane e bionda?'' || ''Vieni, ti prego'' | ''Dimmi ciao'' | ''Le cose che ti mosterò'' || ''Vedrai cose meravigliose'' | ''Il sole di mezzogiorno'' | ''A mezzanotte'' || ''Una bella fanciulla'' | ''Bianca e rossa'' | ''Ti pettino e accarezzo i capelli'' *''Molto s'è detto delle sgualdrine d'antan'' | ''Di donzelle e di bordelli regine si vantan'' | ''Ma io canto d'un bagaglio che tutti adoran'' | ''La figlia del padrone'' || ''Come lei un'altra non si trova'' | ''Non sarà forse il tipo di ragazza'' | ''Da portare a casa alla mamma'' || ''Ma la sua birra è vivace il suo gusto dà ebbrezza'' | ''Fermentata con discrezione e con grande lentezza'' | ''Bevine quanta ti pare a patto di non sprecarne mezza'' | ''La figlia del padrone'' || ''E quando di lei si fa menzione'' | ''Qualunque pantalone'' | ''Presta subito attenzione'' || ''Oh, niente può dar tanta soddisfazione'' | ''Quanto la parte che sta'' | ''Fra ditone e ditone'' *''Nelle foreste c'era un [[albero]]'' | ''Ed era proprio un bell'albero'' || ''Sull'albero c'era un ramo'' | ''Sul ramo c'era un fuscello'' | ''Sul fuscello c'era un nido'' | ''In quel nido c'era un uovo'' | ''Nell'uovo c'era un uccello'' | ''E da quell'uccello venne una piuma'' | ''E da quella piuma venne'' | ''Un letto'' || ''E su quel letto c'era una ragazza'' | ''E su quella ragazza c'era un uomo'' | ''E da quell'uomo venne un seme'' | ''E da quel seme venne un bambino'' | ''E da quel bambino venne un uomo'' | ''E per quell'uomo c'era una tomba'' | ''E su quella tomba crebbe'' | ''Un albero'' *''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà, lì sotto brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''e il bambino crescerà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà e ancora brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino dentro resterà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà e sempre brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino forte diventerà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà, le delusioni brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino piangere farà'' ===''[[Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza]]''=== *''Belle mani e piedi graziosi | con le braccia tornite e il petto fiorente | sarai così mirabile allo sguardo. | E poi, alla fine, andremo insieme in cielo | ad incontrar la madre e il padre. | Guance rosse e grandi occhi azzurri...'' *''Carlo XII ha centomila soldati | Carlo XII ha centomila soldati | Carlo XII ha centomila soldati | Quando avanza in marcia sulla massicciata e nella polvere.'' *''Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.''<br>– ''Noi che non un soldo abbiamo. | Noi che non un soldo abbiamo | il bicchierino come lo paghiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg?''<br>– ''Il bicchierino come lo paghiamo | Il bicchierino come lo paghiamo, | noi che non un soldo abbiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg?''<br>– ''Lo pagate con dei baci. | Lo pagate con dei baci. | Lo pagate con dei baci | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.''<br>– ''Con dei baci lo paghiamo. | Con dei baci lo paghiamo. | Con dei baci lo paghiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.'' [...] {{NDR|i soldati e i marinai fanno la fila per baciare Lotta e bere un bicchierino}} ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Canzoni]] {{Raccolte dai media|Canzoni|dai film}} [[Categoria:Raccolte dai film]] [[Categoria:Canzoni dai media|Film]] 8i95fmil0cxtlsjcgavapeoaobdl8xk 1415860 1415845 2026-06-06T16:31:43Z Udiki 86035 Annullata la modifica di [[Special:Contributions/~2026-33641-75|~2026-33641-75]] ([[User talk:~2026-33641-75|discussione]]), riportata alla versione precedente di [[User:Spinoziano|Spinoziano]] 1411331 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:Biraghin (film 1946) Tino Scotti e Lilia Silvi.png|miniatura|upright=1.4|[[Tino Scotti]] e [[Lilia Silvi]] nella canzone del film ''[[Biraghin]]'' (1946)]] Raccolta di '''canzoni''' tratte '''dai film'''. ==Canzoni dai film== *''A bere l'acqua | ti becchi il tifo, | il cibo e l'aria | qui fanno schifo, | di questa vita | sono arcistufo, | se prendo Koopa | gli spacco il muso.'' (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'') *''A noi c'odiano tutti perché noi siamo brutti. | Andiamo giù in giardino, veniteci a cercar. | Cicciosi-osi li vogliam. Gustosi-osi li cerchiam. | Belli grassi e grossi noi vogliamo mangiar. | Prima li tritiamo, la testa la buttiamo. | Dopo li mangiamo e con gusto digeriam.'' (''[[Ultracorpi - L'invasione continua]]'') *''C'era una volta un magico elfo | in un albero nell'arcobalen | viveva sotto un nano blu {{sic|floutolento}} | che doveva sempre fare pipì | un giorno l'elfo non ne poté più | e bussò alla porta del nano blu | e pensate un po' | di colpo si sono sposati!'' (''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'') *''Che schifezza. | Che schifezza. | Tutto pieno di monnezza.'' {{NDR|parodiando ''Giovinezza''}} (''[[Anni ruggenti]]'') *''Come merda di piccione io casco sulla folla, | di giorno leggo [[Sigmund Freud|Freud]], di notte sniffo colla. | Ho la maglietta rossa, ma urlo: "boia chi molla!" | Mio padre scopa con le vecchie perché adora la pasta frolla. | Lo dice mia nonna sempre dopo mangiato: "non piove mai, ma se piove, piove solo sul bagnato." | Il [[sorriso]] che tu vedi è prestampato, | lo smonto e lo rimonto come un prefabbricato. | Vietato essere triste per chi è nato fortunato, | questo mondo ti fotte come un omogeneizzato, | in culo, intero, in bocca e parzialmente scremato. | Ho caldo, troppe le coperte. | Sopra la mia testa una lente, un bambino che si diverte, | brucio come una formica, divento trasparente. | E non esisto più, nasco sempre domani, | se mi incontri tra un'ora devi dire: incontravi. | Rimango sola con queste rime sporche, | tra le mani stringo la mia sorte. | Urlo alle vostre porte: | "nonna, perché il futuro fa più paura della morte?"'' (''[[I predatori]]'') *''Come si può illuminare un cielo scuro e solitario? | È rimasta una sola cosa da fare: | devi colpire l'oscurità con le tue rime. | Rima, suona, fermati subito. | Il mio amore è tuo, il tuo amore è mio.'' [...] ''Come si può illuminare un cielo scuro e fosco? | È rimasta una sola cosa da fare: | devi colpire l'oscurità con le tue rime.'' (''[[Born in Flames]]'') *''Crudelia De Mon, Crudelia De Mon | farebbe paura perfino a un leon! | Al sol vederla muori d'apprension! | Crudelia, Crudelia... | è più letale lei d'uno scorpion! | Crudelia, Crudelia... De Mon!'' (''[[La carica dei cento e uno]]'') *''Dai, dai, che tocca anche a te! | Morire ad oltranza, che male c'è? | Tu prova a scappar, raccomandati ai santi, | ma dovremo alfin morir tutti quanti.'' (''[[La sposa cadavere]]'') [[File:Tempo massimo (film 1934) canzone.png|miniatura|upright=1.2|[[Vittorio De Sica]] nella canzone del film ''[[Tempo massimo]]'' (1934)]] *''Dicevo al cuore "non amar", | dicevo al cuore "non sognar", | perché credevo che l'amore fosse solo vanità. || Ma da quel dì ch'io vidi te, | ormai l'amore so cos'è, | è un puro incanto, io t'amo tanto | e dico al cuore "devi amare".'' (''[[Tempo massimo]]'') *''È Pasqua, è Pasqua, noi siam tutti contenti, | cantiamo ai quattro venti: "Trallaralallallero". | È Pasqua, è Pasqua, noi siamo tutti puri, | scriviamo sopra i muri: "Evviva la bontà". | Stringiamoci, abbracciamoci, che siam tutti fratelli, | soprabiti ed ombrelli ai poveri doniam. | È Pasqua, è Pasqua, noi siamo tutti buoni: | l'autore, il regista, il pubblico e Carloni.'' (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]'') *''Fiume di Luna | più ampio di un miglio | Ti attraverserò con stile | un giorno | Vecchio creatore di sogni | Tu spezzacuori | Ovunque tu andrai | io seguirò il tuo corso | Due vagabondi | in giro a vedere il mondo | C'è così tanto mondo | da vedere | entrambi cerchiamo la fine | dello stesso arcobaleno | che ci aspetta dietro la curva | Il mio migliore amico | Fiume di Luna | ed io.'' (''[[Colazione da Tiffany]]'') *''Il benvenuto diamo | al signor di ricca mano! | Il più buono che ci sia, | non c'è oro che non dia! | Tutti insieme | ci inchiniamo | al signor di ricca mano! | Tutti insieme ci inchiniamo, | ci inchiniamo | al signor di ricca mano!'' (''[[La città incantata]]'') *''Il vicino Totoro, Totoro! | Totoro, Totoro! | Nei pleniluni, lui | l'ocarina suona lassù. | Il vicino Totoro, Totoro! | Totoro, Totoro! | Se mai tu lo incontrassi, | che splendida gioia ti darà! | Lui a te la porterà!'' (''[[Il mio vicino Totoro]]'') *''Il nostro Caro Leader è saggio. | È nobile, gentile e forte. | Gli auguriamo gioia. | Gli auguriamo pace. | Gli auguriamo amore. | E una cosa ai giorni nostri, | gli auguriamo più di questo | che gli Stati Uniti esplodano in un inferno di fuoco. | Siano costretti a morire di fame e a implorare, | Siamo devastati dalla malattia. | Siano indifesi, poveri, tristi e al freddo! | Sono arroganti e grassi! | Sono stupidi e cattivi. | Possano affogare nel loro stesso sangue e nelle loro stesse feci! | Muori, America, muori. | Oh, per favore, moriresti? | Riempirebbe il mio piccolo cuorici di gioia! | Che le vostre donna siano violentate nella giungla | mentre i loro figli siano costretti a guardare!'' (''[[The Interview (film 2014)|The Interview]]'') *''Io non voglio che tu pianga mai, | sul mio baio c'è posto per due. | Monta qui Tommy, non morir sai | e andrò veloce anche in due. | Noi da grandi faremo i soldati | e i cavalli non saran più trastulli, | e chi sa se ricorderemo | quando si era due fanciulli.'' (''[[Trainspotting]]'') *''Kazakistan, il paes più migliore di mond | Tutti gli altri paes è guidato da femminucc | Kazakistan è primo esportatore di potassie | Altri paesi d'Asia centra hanno poche potassie.'' ([[Borat Sagdiyev]], ''[[Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan]]'') *''L'amore non è amore se ti mancano i quattrin, | la dis la Biraghin, la dis la Biraghin. | Non servono le chiacchiere, le frasi di passion, | ci vogliono i milion, ci vogliono i milion.'' (''[[Biraghin]]'') *''La luna è comparsa in alto, | le stelle fan da manto e brillano nel blu, | il bosco è silenzioso, è buio e misterioso, | la brina luce porterà.'' (''[[La scelta di Barbara]]'') *''Lulù | ove sei tu?'' [...] ''Sei forse a Milano | insieme a Gaetano? | Oppure a Lione | insieme a Gastone? | O forse a Parigi | te la spassi tranquilla, cinica e con un contegno veramente riprovevole insieme a Luigi?'' (''[[Imputato, alzatevi!]]'') *''Mettendo radici nel suolo, viviamo insieme col vento! | Si passi l'inverno insieme coi semi! | Cantiamo la primavera insieme con gli uccelli!'' (''[[Laputa - Castello nel cielo]]'') *''Nel bosco un gobbo basso e ubriaco balla e beve e rutta dabum | Nel bosco un gobbo basso e ubriaco balla e beve e rutta dabum | Barcolla qua, inciampa là.'' (''[[The Experiment - Cercasi cavie umane]]'') *''Noi siamo [[pirateria|pirati]] e ci piace perché la vita è fatta per noi. Yo-ho, yo-ho, la spada, il corvo, il mare.'' (''[[La maledizione della prima luna]]'') *''Paladino, Paladino | dove te ne vai? | Paladino, Paladino, | molto lontano da casa tu sei, | se hai una pistola, hai tutto, | dice il biglietto di un uomo, | un cavaliere senza armatura | in una terra selvaggia, | spara veloce su commissione, | bBada ai venti che lo chiamano | un soldato di fortuna | e un uomo chiamato...'' (''[[Il suo ultimo desiderio]]'') *''Per quest'anno, non cambiare: | vengo al mare per ciullare! | E come l'anno scorso, | c'è il pirla del bagnino!'' (''[[Sapore di mare]]'') {{NDR|sulle note di ''Stessa spiaggia stesso mare'' di Piero Focaccia}} *''Qualche sciocchezza di tanto in tanto | aiuta tutti gli uomini a vivere d'incanto.'' (''[[Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato]]'') *''Quando arriva il temporale, io l'aspetto qui! | Ripeto le parole del mio rimbombamico: "Vaffanculo! Fammi un bel pippon!" | Tuono, io lo so, sei una scoreggia del ciel! Prr!'' {{NDR|riproducendo il suono di un peto}} (''[[Ted]]'') *''Quando ci sono tanti conti da pagare | scappo e li faccio tutti quanti parcheggiare.'' (''[[Scoprendo Forrester]]'') *''Quando penso a te, | terra natia, | che nostalgia sente il mio cuore. | Nella mia solitudine | sento sollievo e conforto nel dolore'' [...] ''Le note tristi di questa canzone | mi portano i ricordi di questo amore. | Quando penso a lei | rinasce | la gioia nel mio triste cuore.'' (''[[Ombre rosse]]'') *''Quant'è bella la vita, | quant'è bello l'amore, | non t'arrabbiare, | pensa a campare, | godi la gioventù. || Un amore perduto, | centomila trovati, | ridi giocondo | di questo mondo | e non pensarci più.'' (''[[Siamo tutti inquilini]]'') *''Ribelli siam, | liberi andiam, | come le cernie nel mar.'' (''[[Il dittatore dello stato libero di Bananas]]'') *''Se bella giu satore | je notre so cafore | je notre si cavore | je la tu la ti la twah. || La spinash o la bouchon | cigaretto portobello | si rakish spaghaletto | ti la tu la ti la twah. || Senora pilasina | voulez-vous le taximeter? | Le zionta su la seata | tu la tu la tu la wa. || Sa montia si n'amora | la sontia so gravora | la zontcha con sora | je la possa ti la twah. || Je notre so lamina | je notre so cosina | je le se tro savita | je la tossa vi la twah. || Se motra so la sonta | chi vossa l'otra volta | li zoscha si catota | tra la la la la la la.''<ref>''The Nonsense Song'', il cui testo è costituito da frasi casuali che ricordano il suono della lingua francese e italiana.</ref> (''[[Tempi moderni]]'') {{NDR|sulle note di ''Je cherche après Titine'' di Léo Daniderff}} *''Se catturi una leggenda | lo sarai anche tu.'' (''[[Pokémon: Arceus e il Gioiello della Vita]]'') *''Se tu girando in foresta andrai | una gran sorpresa avrai | se tu girando in foresta andrai | travestirti dovrai | perché ogni orso del mondo inter | accorrerà in foresta inver | oggi è il dì | che gli orsi fa lì | un picnic.'' (''[[Boog & Elliot - A caccia di amici]]'') *''Sedeva là infelice presso il sicomoro | canta "Il salice, salice, salice". | La mano sul petto, il capo reclino, canta "Il salice, salice, salice... salice". | Le sue lacrime salate interenivan le pietre | "Il salice, salice, salice... salice"'' (''[[Othello (film 1995)|Othello]]'') *''Sono Dino Rapper | per adesso mi arrangio | finché l'uomo non passa al rancio | poi chissà cosa mangio! | E sì mi interrerò | e in pietra mi muterò | e col tempo a galla | come uno [[Feci|stronzo]] ritornerò!'' (''[[Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre]]'') *''Sono uno spermatozoo | mi son perso nello zoo. | Devo sceglier proprio qua | la mia mamma e il mio papà. | Ma è un bestione... il leone. | È pesante... l'elefante. | È cretina... la gallina | quando gioca... insieme all'oca. | Allo zoo con il gatto c'è il cane.'' (''[[Johnny Stecchino]]'') *''Sopra un prototipo di missile tedesco, | con sei gallette cadauno come desco, | i nostri eroi van dritti al cuor della marziana. | Le verdi antenne al nostro Duce piegherai. | Fascisti su Marte, rosso pianeta bolscevico e traditor. | Fascisti su Marte, con un moschetto e un "me ne frego" dentro al cuor. | Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, | gli irrevocabili conquistator del sangue con onor | ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. | Fascisti su Marte, pianeta rosso, aspetta che veniam da te. | Fascisti su Marte, noi ti daremo al nostro Duce, al nostro re. | Siamo incredibili, siam sommergibili, siamo gli ignifughi, | gli irrevocabili conquistator, del sangue ecco l'odor | ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem. | Fascisti su Marte! | Fascisti sopra Marte!'' (''[[Fascisti su Marte]]'') *''Spider Pork, Spider Pork | il soffitto tu mi spork | tu mi balli sulla test | e mi macchi tutto il rest | tu quaaaaa! | ti amo Spider Pork!'' (''[[I Simpson - Il film]]'') *''Stelle che illuminate il cielo, | brezza gentile che soffia sulle colline, | vi prego, proteggete i viaggiatori alla conquista di antiche città...'' (''[[Sword Art Online - The Movie: Ordinal Scale]]'') *''Un bel ragnetto si voleva arrampicar, | poi arrivò Goblin che lo fece stramazzar...'' (''[[Spider-Man (film)|Spider-Man]]'') *''Va va sul mar, va barchetta va | naviga naviga naviga e va, va e non ti fermar.'' (''[[Dante's Peak - La furia della montagna]]'') *''Vola, vola cavallino e va' su e giù per i verdi prati sotto al cielo blu. | Presto, presto prendi, va', vai su per il sentiero della felicità.'' (''[[Picnic ad Hanging Rock]]'') *''Vorrei trovare | parole giuste per | ridarti il sorriso | che c'era in te. | Ti canterei di | un giorno d'oro e poi | la luna mai | la notte sparirà.'' (''[[Babe - Maialino coraggioso]]'') *''So il tuo segreto! | Il tuo piccolo sporco segreto! | Oh, so il tuo segreto! | Il tuo piccolo! | Sporco! | Segreto! | Lo diciamo, Richie?'' (''[[It - Capitolo due]]'') *''Vivi l'incanto | di questo istante | e non ti chiedere | per quanto e perché: | solo un momento | dura l'incanto, | poi dovrai vivere | la vita com'è.'' (''[[Una gita scolastica]]'') ===''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]''=== *''Dai, ridi dai! | Che a questo mondo in fondo in fondo si sta ben! | Dai, ridi dai! | Che la fortuna presto o tardi arriverà! | Niente nella vita è così brutto e potrai gioire dopotutto! | Sì, ce la fai!'' *{{NDR|Sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down">Cfr.: [[:w:en:The Merry-Go-Round Broke Down|The Merry-Go-Round Broke Down]]</ref>}} [...] ''e puoi ridere per tre. | Bei denti! chi è tuo padre, Dracula? | Si chiama Eddie e poi, fa il muso a tutti noi, | ma poi con me non ce la fa, buffone diverrà! | Là, qua, ehilà, lì, qui! | Faccio tanta confusion, son matto e un po' fifon! | Ma io lo che tanto male parlare no, non può!'' {{NDR|Si spacca un piatto in testa, ma si blocca il disco sul grammofono quindi continua a spaccarsi piatti in testa}} ''Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può! | Non può!'' *{{NDR|Sulle note di ''The Merry-Go-Round Broke Down''<ref name="The Merry-Go-Round Broke Down"/>}}<br>– ''Roger Rabbit è il suo nome rider sa cos'è. | Adesso tu lo tiri giù e canterà per te!'' [...] ''Cantato non ho prima, è dura far la rima, | E se non l'ho, io ma... io me ne andrò, ehm...''<br>– ''Più tempo non avrò!'' [...]<br>– ''A me non dire balle, sparami vuoi alle spalle Avanti dai, se non lo fai ti schiaccerò le...'' {{NDR|Gli cade un vaso in testa}}<br>– ''...Bolle!'' === ''[[Full Metal Jacket]]'' === *– Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>– Babbo e tua mamma dentro il letto stan... <br/>– E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>– E la mamma gli chiede se glielo dà... <br/>– Infila qua. <br/>– Infila qua. <br/>– Infila là. <br/>– Infila là. <br/>– Un po' più su. <br/>– Un po' più su. <br/>– Un po' più giu. <br/>– Un po' più giù. <br/>– Va bene a te. <br/>– Va bene a te. <br/>– Va bene a me. <br/>– Va bene a me. <br/>– Spingi. <br/>– Spingi. <br/>– Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>– Viene su all'alba quando si alza il sol... <br/>– Va giù la sera quando cala il sol... <br/>– Va giù la sera quando cala il sol... <br/>– [[Ho Chi Minh]] le pippe si fa. <br/>– Ho Chi Minh pippe si fa. <br/>– Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa. <br/>– Cinque volte al giorno, tutto il mondo lo sa. *Con lui ammazziam e con questo chiaviam! {{NDR|cantando, imitato da tutti i marines che addestra, mentre con una mano si tiene i genitali e con l'altra regge il fucile}} *– Del mio Corpo {{NDR|riferito al corpo dei Marines}} sono sempre fier... <br/>– Del mio Corpo sono sempre fier... <br/>– Ve lo voglio proprio far saper... <br/>– Ve lo voglio proprio far saper... <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Crepi Ho Chi Minh, viva il corpo dei marines! <br/>– Il corpo mio... <br/>– Il corpo mio... <br/>– Il corpo tuo... <br/>– Il corpo tuo... <br/>– Di tutti noi... <br/>– Di tutti noi... <br/>– Marines noi siam... <br/>– Marines noi siam... <br/>– La esquimese sempre al polo sta... <br/>– La esquimese sempre al polo sta... <br/>– E la fica sempre fredda c'ha... <br/>– E la fica sempre fredda c'ha... <br/>– Che bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Che bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– Gran bontà... <br/>– È squisita... <br/>– È squisita... <br/>– Prelibata... <br/>– Prelibata... <br/>– Piace a te... <br/>– Piace a te... <br/>– Piace a me... <br/>– Piace a me... *– Una sbarbina non la voglio perché... <br/>– Una sbarbina non la voglio perché... <br/>– Solo il fucile porterò con me... <br/>– Solo il fucile porterò con me... <br/>– E se in battaglia poi io creperò... <br/>– E se in battaglia poi io creperò... <br/>– Dentro una bara tornerò... <br/>– Dentro una bara tornerò... <br/>– Alla mia mamma fatelo saper... <br/>– Alla mia mamma fatelo saper... <br/>– Che ho fatto sempre il mio dover... <br/>– Che ho fatto sempre il mio dover... ===''[[Gli Aristogatti]]''=== *''O miei gattini vi drogherò! | Voi ve ne andrete e io ricco sarò!'' *''Pe' arivacce qui da Roma ho fatto l'autostop e 'n Francia è già m'ber pezzo che ce sto... Ma pure da emigrato, mica so' cambiato: io so' Romeo, er mejo der Colosseo! Io fermo nun ce sto, proprio nun me va! Se domani qui sarò, oggi chi lo sa? Forse un po' m'acchitterò e me ne andrò in città, già... E poi laggiù tanta scena farò, ogni gatta che me vedrà dirà: «ma che ber micione, che simpaticone, quello è Romeo, er mejo der Colosseo!». Si cambio so' guai, sto bene come sto... Io nun me lego mai, catene nun ce n'ho! Aggregate si voi, io so andove finirai in Cina, in Perù o a Timbuctù! Ma nun baccajerai vedrai! Chi tante storie fa, a prega' nun sto! Tutto quello che me va... con un gesto c'ho! Penso sempre che l'avi miei tra ruderi e mausolei sapevano già fasse rispetta' e considera' da nobbili e plebei! Se tanto me da tanto godo e me ne vanto d'esse Romeo er mejo der Coloseo! C'avrò er busto ar pincio e ar museo... eh già!'' *''Tutti quanti voglion fare [[jazz]] | perché resister non si può | al ritmo del jazz.'' ===''[[La pazza storia del mondo]]''=== *''Io seduto ero nel tempio, | mi facevo i fatti miei | ascoltavo un esaltante messa ebrea. | Poi arriva quel cristiano e mi sbatte in un cella | e mi caccia un cero acceso dentro l'ano! | Vi pare umano? Vi par leale? | Senza fornirti manco un antiemorroidale!'' *''Io i polli governavo, | sorvegliavo il seminato | e d'un tratto il domicilio mi han violato! | Dei cristiani sconosciuti m'han tagliato gli attributi! | Hanno fatto con le palle un campionato di ping pong! | Non è infame? Non è infame? | Il mio privato in un pubblico certame!'' *– ''L'inquisizione!''<br>– ''Iniziamo!''<br>– ''L'inquisizione!''<br>– ''Attenzione peccato!''<br>– ''Abbiamo la missione di convertire gli ebrei!''<br>– ''Ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei, ebrei!''<br>– ''Insegnerem loro...''<br>– ''...il giusto e sbagliato''<br>– ''Li aiuteremo...''<br>– ''...a vedere la luce!'' *''Oh, quant'è bell' sinist' | Oh, quan'è bell' dest' | Oh, quant'è bell'... Oh, quant'è bell'... quante belle figlie Madama Dorè!'' *''Siamo ebrei nello spazio! | Sfrecciamo per proteggere la razza ebraica! | Siamo ebrei nello spazio! | Se ci son guai li mettiamo a posto! | Se i gojim<ref>Cfr. [[:w:Goy (ebraismo)|Goy (ebraismo)]].</ref> ci attaccano | diamo loro uno schiaffo, | gli ritorna un ceffone in faccia! | Siamo ebrei nello spazio! | Sfrecciamo per proteggere la razza ebraica!'' ===''[[La storia della principessa splendente]]''=== *''Gira, gira, gira... | Gira ruota del mulino ad acqua! | Girando, va' a chiamare | l'illustre Sole...! | Girando, va' a chiamare | l'illustre Sole...! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | ...venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno! | Venite a portarci | primavera, estate, autunno e inverno!'' *''Soffia, oh vento, | soffia, soffia! | Soffiando sferzante, | oh vento... | ...vieni a portarci | il raccolto della montagna! | Vieni a portarci il raccolto della montagna! | Ippocastagne, marroni, funghi... | ...uva di montagna! | Noci, venite giù in abbondanza!'' *''Gira, gira, gira... | gira, oh ruota del mulino ad acqua! | Girando, va' a chiamare l'Illustre Sole...! | Uccelli, insetti, bestie... | erba, alberi, fiori... | Fiorite, date frutti | e andate a cader...! | Nascete, crescete | e andate a morir! | Il vento soffia, | la pioggia cade... | ...gira la ruota del mulino ad acqua. | Per mille volte | la vita risorgerà! | Per mille volte | la vita risorgerà! | Per mille volte | la vita risorgerà!'' ==''[[La tenda rossa (film)|La tenda rossa]]''== *– ''Osteria del Polo Nord.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Questo freddo è ben balord.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Ha paura come un pazzo, che si geli pure il naso.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.'' *– ''Osteria dell'orso bianco.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Di tagliare non mi stanco.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Non aspetto che sia cotto.''<br/>– ''Per mangiarmi l'orsacchiotto.'' *– ''Osteria numero cento.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Qui c'è neve, ghiaccio e vento.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Qui c'è fame in abbondanza, ma mai niente per la panza.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.'' *– ''Osteria numero otto.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Noi volemo far fagotto.''<br/>– ''Paraponziponzipò.''<br/>– ''Ma se a casa vuoi tornare, cerca un mezzo per volare.''<br/>– ''Dammela a me biondina, dammela a me bionda.'' *– ''Osteria numero trenta.''<br/>– ''Paraponziponzi... pò...''<br/>– ''Mai nessuno... che mi senta...'' ===''[[Monty Python e il Sacro Graal]]''=== *''Che schifo d'eroe, vigliacco che sei, | puzzone che va lui scappa e si dà. | Sto dietro e lo so, arieggia un bel po', | il prode che sotto se la fa.'' *''Ma Sir Robin non ci sta.'' [...] ''Scappa, fugge, se la dà...'' [...] ''Di fronte ad ogni pericolo, si coprirà di ridicolo...'' *''Se ne va Sir Robin, l'eroe che non sa | la paura che cos'è, ci gioca a carte. | Alle cinque sai che fa? | Con la morte prende il tè. | Biondo, calmo, forte, zucchero a parte. | Non conosce il pericolo, non ha nessun tabù. | Coi nemici fa da sé, li sbaraglia a frotte. | Li affronta a tu per tu, fossero anche a tre per tre, | e se un dì cadesse lui se ne fotte. | Ha deciso già il suo corpo a chi va, fatto a fette e poi distribuito tra noi. Le sue membra a te, | le sue natiche al re, | il suo membro...'' ===''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''=== *''Che bellissima giornata, | se qualcosa devi fare | non la devi rimandare, | falla adesso che c'è il sole''. *''Gran bella giornata per cantare col cuore, | gran bella giornata per fare l'amore. | Gran bella giornata per bere e mangiare, | gran bella giornata fatta per dimenticare''. *''Che strana sensazione quando tu hai voglia di andare | e nello stesso tempo hai anche quella di restare''. ===''[[Shrek]]''=== *''Perchè son tutto solo, | e non ho nessuno accanto... | i guai han preso il volo, | mi sfottono soltanto... | ma ci sono gli amici...'' *''Ora sei a Duloc, la perfetta città <br/>qualche regola c'è, certo servirà <br/>Stare calmi e stare in coda qui va molto di moda <br/>Duloc è il paradisoo <br/>Ehi amico tu e il mulo su pulitevi il... viso! <br/>Duloc èè <br/>Duloc èè <br/>Duloc è il paaaraaadisoooooo!'' ===''[[Tutti pazzi per Mary]]''=== *''Di tutti quei suoi pianti | gli amici erano stanchi, | dicevano "Non struggerti, | le donne sono tante", | provarono a proporgli Tiffany e Indigo, | ma qualcosa la sua Mary, che dir non so... | Mary, son tutti pazzi per Mary. | I suoi amici dicono "No, non devi vivere così! | Non te la prendere, il sorriso tornerà": | non li puoi certo fare fessi se una birra è buona o no, | ma non sanno niente dell'amor. | Gli dicevano "Tu vivi ancorato al tuo passato", | ma di amore proprio no, non ne devi mai parlar; | dicevano "Ragionaci, non puoi tornare indietro". | Ma qualcosa la sua Mary, che dir non so... | Mary, son tutti pazzi per Mary.'' *''È tornata dal suo "boyfriend". | Nessuna sfida, | nessun conflitto | e non risponde alle tue lettere. | Sei geloso del tempo che lui passa con lei. | Lascia che sparisca nell'oscurità, | che si faccia l'esperienza da sé, che vada via nella notte, | vada via, lascia che | vada via!'' *''Il dolore è così forte | da ferirti in fondo al cuore, | ecco cos'è, | il vero amore cos'è. | Ti riporta indietro | a quando avevi cinque anni, | ecco perché | il vero amore fa male. | Quanto può far male | l'amore quello vero, | quanta pena provoca l'amor? | E ora puoi pensar: | "Tu ami e poi soffrirai"; | l'amore non vale, | no, no.'' *''Non perderti la scena, | Ted e Mary come prima, | se la vedi con gli occhi di Ted, | sono certo capirai, | se tu pensi che sia sciocco, | credi a me ti sbagli, sai. | Se tu credi all'alchimia, capisci subito che può essere solo così: | Mary... | Son tutti pazzi per Mary!'' ===''[[The Visit (film 2015)|The Visit]]''=== *''C'è, so già che cos'è, | c'è feeling per te. | Come [[Iron Man]] e [[Batman]] rivivo per te. | Oh, ed un bambino non sono più, | il mio corpo pronto ora è. | Ti credi troppo per me, la cosa a me non va giù | e questo a me già basta per provarci sempre di più. | Oh, e quindi poi su e giù con me farai, | ma non al luna park. | E starai con me perché una scelta non hai. | E poi da Starbucks un Frappuccino e vai, oh! | E se non credi sia possibile, questa è scienza, sì! | Il mio pediatra Mr.' mi ha detto proprio che in pubertà avrò forti esuberi, oh!'' *''Ho solo tredic'anni e in strada non sto. | Il ferro usare non so, | il cellulare ce l'ho per ora. | Ehi, già anche tu | hai dei dubbi su di me, lo so. | Mia sorella un film ha provato a far con chi sta peggio di lei. | Bene non è andata, lo sai? | Ha preso sputi, con calci e vomitate in faccia. | Colava dalla testa fino a giù. | E poi ha detto Ma' che questa esperienza non la fa più. | Ci son però cose che prima non poteva sapere. | Un pannolone ha tante funzioni: asciuga, assorbe, ritarda, rinfresca. | Ma importante è che la tua roba resti là e così contenti tutti son, è così. | Aggredito da un killer fuori di mente, | on ci posso far niente. | Superando quel concetto, l'accetto, gli sarò riconoscente. | Come quello che gli han sparato è ancora lì. | Un pannolone sulla mia faccia per mezz'ora. | Sembrava la fine. | E che sotto terra io poi, senza colpe, morto | non potrò fare più altre rime e questo stai certo sarebbe proprio un tormento. | Ma questo non è successo | e sono stato assai contento. | Sto bene ora, tu non puoi capire. | Tre settimane non ce la facevo più. | Niente era più sporco della mia faccia e finisco così. | L'odore della merda non si può. | Voglio quello del pollo arrosto. | Oh, [[Shanaya Twain]], belli!'' *''Io le ragazze le attiro più del miele | per una invece sembro cioccolata. | Eh, già, si chiama Angie, | anche se poi lei mi guarda un po' strano. | Ascolta bene cosa piace fare a me. | Di obbrobri in rime così non ce n'è. | Non ho quindi stupore o dubbi in testa a questo chiaro me. | Un'hawaiana m'ha detto senza esitare "Una più buona torta all'ananas di te non ce n'è!" Oh!'' ===''[[The Wicker Man]]''=== *''C'era una serva che un zingaro incontrò e a lui disse, con audacia'' | ''"Oh, certo, la mia [[teiera]] necessita attenzioni. Magari lei saprà aiutarmi'' | ''Prese lo zingaro per mano e lo condusse alla sua porta'' | ''Disse: "Ora la mia teiera le mostrerò e senz'altro una botta darle potrà"'' | ''Con gusto la rappezzò e la tamponò...'' [...] ''"Cara signora", disse lui, "La sua teiera è rotta'' | ''E il motivo è chiaro'' | ''Troppi chiodi ci sono passati'' | ''Al punto che il mio non ci sta più"'' *''Ehilà'' | ''Chi va là?'' | ''Sono solo io, tesoro'' || ''Ti prego, vieni'' | ''Dimmi ciao'' | ''Le cose che ti darò'' || ''Una carezza delicata come una piuma'' || ''Ehilà'' | ''Sono qui'' | ''Non sono forse giovane e bionda?'' || ''Vieni, ti prego'' | ''Dimmi ciao'' | ''Le cose che ti mosterò'' || ''Vedrai cose meravigliose'' | ''Il sole di mezzogiorno'' | ''A mezzanotte'' || ''Una bella fanciulla'' | ''Bianca e rossa'' | ''Ti pettino e accarezzo i capelli'' *''Molto s'è detto delle sgualdrine d'antan'' | ''Di donzelle e di bordelli regine si vantan'' | ''Ma io canto d'un bagaglio che tutti adoran'' | ''La figlia del padrone'' || ''Come lei un'altra non si trova'' | ''Non sarà forse il tipo di ragazza'' | ''Da portare a casa alla mamma'' || ''Ma la sua birra è vivace il suo gusto dà ebbrezza'' | ''Fermentata con discrezione e con grande lentezza'' | ''Bevine quanta ti pare a patto di non sprecarne mezza'' | ''La figlia del padrone'' || ''E quando di lei si fa menzione'' | ''Qualunque pantalone'' | ''Presta subito attenzione'' || ''Oh, niente può dar tanta soddisfazione'' | ''Quanto la parte che sta'' | ''Fra ditone e ditone'' *''Nelle foreste c'era un [[albero]]'' | ''Ed era proprio un bell'albero'' || ''Sull'albero c'era un ramo'' | ''Sul ramo c'era un fuscello'' | ''Sul fuscello c'era un nido'' | ''In quel nido c'era un uovo'' | ''Nell'uovo c'era un uccello'' | ''E da quell'uccello venne una piuma'' | ''E da quella piuma venne'' | ''Un letto'' || ''E su quel letto c'era una ragazza'' | ''E su quella ragazza c'era un uomo'' | ''E da quell'uomo venne un seme'' | ''E da quel seme venne un bambino'' | ''E da quel bambino venne un uomo'' | ''E per quell'uomo c'era una tomba'' | ''E su quella tomba crebbe'' | ''Un albero'' *''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà, lì sotto brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''e il bambino crescerà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà e ancora brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino dentro resterà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà e sempre brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino forte diventerà'' || ''Prendi la fiamma dentro di te'' | ''Brucerà, le delusioni brucerà'' | ''Il fuoco semina e il fuoco nutre'' | ''E il bambino piangere farà'' ===''[[Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza]]''=== *''Belle mani e piedi graziosi | con le braccia tornite e il petto fiorente | sarai così mirabile allo sguardo. | E poi, alla fine, andremo insieme in cielo | ad incontrar la madre e il padre. | Guance rosse e grandi occhi azzurri...'' *''Carlo XII ha centomila soldati | Carlo XII ha centomila soldati | Carlo XII ha centomila soldati | Quando avanza in marcia sulla massicciata e nella polvere.'' *''Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino. | Cinquanta centesimi è il costo di un bicchierino | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.''<br>– ''Noi che non un soldo abbiamo. | Noi che non un soldo abbiamo | il bicchierino come lo paghiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg?''<br>– ''Il bicchierino come lo paghiamo | Il bicchierino come lo paghiamo, | noi che non un soldo abbiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg?''<br>– ''Lo pagate con dei baci. | Lo pagate con dei baci. | Lo pagate con dei baci | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.''<br>– ''Con dei baci lo paghiamo. | Con dei baci lo paghiamo. | Con dei baci lo paghiamo | alla taverna di Lotta la Zoppa a Göteborg.'' [...] {{NDR|i soldati e i marinai fanno la fila per baciare Lotta e bere un bicchierino}} ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Canzoni]] {{Raccolte dai media|Canzoni|dai film}} [[Categoria:Raccolte dai film]] [[Categoria:Canzoni dai media|Film]] 58vusuau5ttmkipj3ivppm06c0942q0 Motti dai film 0 104892 1415922 1371918 2026-06-07T07:43:12Z Spinoziano 2297 +1 1415922 wikitext text/x-wiki {{Raccolta}} [[File:La paura fa 90 (film 1951) motto.png|miniatura|upright=1.2|Il motto "Soffrirai finché odierai" nel film ''[[La paura fa 90]]'' (1951)]] Raccolta di '''motti''' tratti '''dai film'''. *Chi non picchia suo figlio, non ama il bastone. Questo è il mio motto. (''[[Matilda 6 mitica]]'') *Chiunque può cucinare! (''[[Ratatouille]]'') *– Conoscete tutti il motto del Pinguino?<br>– Mai fare il bagno in olio bollente e pastella?<br>– No, quello è il motto del [[tricheco]]... (''[[Pinguini di Madagascar in Missione Natale]]'') *– Devo obbedire all'imperativo del mio motto: "Soffrirai finché odierai". Se non avrò estinto la mia sete di vendetta, continuerò a soffrire. E io non voglio, non posso.<br>– Calmatevi! Ma siete sicuro, cavaliere, che il motto significhi proprio questo?<br>– E che altro dovrebbe significare?<br>– Ma non so, "Soffrirai finché non avrai dimenticato". Ma sì, è così cavaliere, è così senz'altro: il motto non significa "Soffrirai finché avrai spento il tuo odio con la vendetta", ma "Soffrirai finché non avrai perdonato". (''[[La paura fa 90]]'') *È il nostro motto: ''sic gorgiamus allos subjectatos nunc'', con delizia banchettiamo di coloro che vorrebbero assoggettarci. E non è tanto per dire. (''[[La famiglia Addams (film)|La famiglia Addams]]'') *È un lavoro come gli altri, un buon lavoro, piuttosto vario. Il lunedì bruciamo [[Tito Lucrezio Caro|Lucrezio]], il martedì [[Molière]], mercoledì [[Niccolò Machiavelli|Machiavelli]], giovedì [[Carlo Goldoni|Goldoni]], venerdì [[Voltaire]], il sabato [[Jean-Paul Sartre|Sartre]] e la domenica [[Dante]]. Li riduciamo in [[cenere]] e poi bruciamo le ceneri. È questo il nostro motto. (''[[Fahrenheit 451 (film)|Fahrenheit 451]]'') *– Hakuna Matata? <br /> – È il nostro motto. (''[[Il re leone]]'') *I nostri fallimenti sono noti... i nostri successi mai. È il motto dell'azienda. (''[[La regola del sospetto]]'') *Il mio motto è "H<sub>2</sub>O è ciò che ti do". (''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'') *Il mio motto è: se vuoi vincere alla lotteria guadagnati i soldi per il biglietto. (''[[Lo sciacallo - Nightcrawler]]'') *Il mio motto è: sii preparato. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'') *Il nostro motto è: dateci una persona e vi restituiremo la fotocopia funzionale. (''[[Escoriandoli]]'') *Io ho un motto che dovrebbe essere riportato su tutti i giornali: "L'America agli americani!" (''[[Ombre rosse]]'') *Io ho una massima nella vita: non lasciarsi mai abbattere dalle accuse. A meno che non siamo dimostrabili, naturalmente. (''[[L'altro uomo]]'') *Io sono libero e vivo la vita. Oggi qua, domani là: ecco il mio motto. Io mi butto su ogni occasione: sono una faina. (''[[Il diavolo è femmina]]'') *La conoscenza è potere solo attraverso Dio. (''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'') *Lo san tutti, è il nostro motto! Lo spavento arriva a letto! (''[[Monsters & Co.]]'') *Mangia bevi e divertiti. Domani potresti essere morta. (''[[Creature del cielo]]'') *''Mea vulva, me maxima vulva.'' (''[[Nymphomaniac]]'') *Mi chiamano Taxi perché non accetto passaggi su macchine private. "Prima la pelle" è il mio motto. Gli uomini guidano male dopo mezzanotte. (''[[Venere bionda]]'') *Niente sacrificio niente vittoria! (''[[Transformers (film)|Transformers]]'') *Noi [[boy scout]] abbiamo una filosofia semplice: il cielo è azzurro, l'acqua è bagnata e i predatori sono sempre in agguato e sempre più forti... Il nostro motto è "sii sempre pronto". (''[[L'ultimo boy scout]]'') *Non conosci il motto di Hollywood "divertiamoci"? (''[[A che prezzo Hollywood?]]'') *"Prenderli per il loro verso" è il mio motto. (''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'') *– Qual è il motto degli opossum? <br/> – Quando il gioco si fa duro facciamo i finti morti al muro. (''[[14 anni vergine]]'') *Qual è il vostro motto qui: basta denunciare i propri compagni per salvarsi il culo?! E chi non fa la spia viene mandato al rogo?! (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'') *Sai, se dovessi scegliermi un motto il mio sarebbe certamente "Nessun divieto". (''[[Gilda (film)|Gilda]]'') *– Soldato, ricorda sempre il motto di noi pinguini.<br>– Ma Skipper, che c'entra la frittura pastellata?<br>– Non quello, l'altro: mai nuotare soli! (''[[Pinguini di Madagascar in Missione Natale]]'') *"Spalleggia la legge" è il nostro motto! (''[[Batman (film 1966)|Batman]]'') *Star comodo è il motto della mia vita. (''[[Un tram che si chiama Desiderio]]'') *Tesoro, a partire da oggi, il nostro motto sarà: «Tutto per l'amore!». (''[[Lo sparviero di Londra]]'') *Una volta dei nostri, sempre dei nostri. (''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'') *– Uno per tutti, tutti per uno!<br/>– Io per noi!<br/>– Tutti per uno, gli altri a nessuno! (''[[Una pallottola spuntata]]'') {{Raccolte dai media|Motti|dai film}} [[Categoria:Raccolte dai film]] [[Categoria:Motti dai media|Film]] gsa1zf39eruo3mw7qd6srbz1qch02t9 Sionismo 0 110447 1415909 1415063 2026-06-06T20:54:07Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1415909 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Star of David.svg|thumb|upright=0.7|La stella di David, in ebraico ''Maghen David'', è il simbolo del sionismo]] Citazioni sul '''sionismo'''. ==Citazioni== *Il genio di [[Theodor Herzl|Herzl]] consistette non solo nel dare all'idea {{NDR|del [[sionismo]]}} un'espressione capace di galvanizzare gli animi, ma anche nel comprendere il ruolo immenso che hanno le istituzioni nella trasformazione delle idee in realtà. Così, con il Primo congresso sionista, convocato da Herzl a Basilea nel 1897, comincia la storia secolare moderna d'[[Israele]]. ([[Abba Eban]]) *Il movimento sionista, sfrondato di tutta la superstruttura religiosa e nazionale, attinge la sua ragione d'essere dal fattore economico: «Quell'ebreo tedesco di Marx», come lo chiamava nelle irose polemiche il [[Michail Bakunin|{{sic|Bakunine}}]], può esultare: il popolo a cui egli appartenne s'incarica di dimostrare coi fatti l'importanza massima del fattore economico nella dinamica storica.<br>Il proletariato ebraico è padre del Sionismo. ([[Felice Momigliano]]) *Il segreto dell'intoccabilità simbolica del sionismo nella cultura occidentale sta proprio nel fatto che nel sionismo viene oggi trasfigurato simbolicamente l'intero imperialismo, legittimato così ex post nel suo doppio aspetto di fondamento biblico-religioso e di risarcimento per la colpa storica di non aver saputo impedire l'[[antisemitismo]] (risarcimento scaricato sulle spalle dei popoli arabi ed islamici, in proposito del tutto innocenti sul piano storico e politico). L'imperialismo sa bene che ci deve essere almeno un soggetto sciolto dal contratto simbolico istituente le relazioni internazionali, un soggetto cui è sfrontatamente consentito di fare tutto ciò che agli altri non è consentito, ed il sionismo oggi ricopre questa pericolosa funzione simbolica. È il sionismo a decidere chi è antisemita e chi invece non lo è, e questa decisione viene presa sulla base del consenso alla annessione dei territori palestinesi (e si vedano in proposito i patetici tentativi di Gianfranco Fini di farsi accreditare dal sionismo, che gli pone come condizione non tanto il ripudio storiografico di un passato vecchio ormai di mezzo secolo, quanto l'accettazione razzistica ed imperialistica del diritto dei sionisti di cacciare quanti palestinesi vogliono). ([[Costanzo Preve]]) *Il sionismo era il Messia moderno e mondano e [[Theodor Herzl|Herzl]] fu colui che mise in moto, con rappresentazioni irreali e ipotesi illusorie, l'impresa apparentemente senza speranza e che di fatto fu l'ultima occupazione colonizzatrice degli europei sul suolo asiatico. ([[Ernst Nolte]]) *La lotta contro il sionismo non ha nulla in comune con l'[[antisemitismo]]. Il sionismo è nemico dei lavoratori di tutto il mondo, tanto di chi è ebreo quanto di chi non lo è. ([[Stalin]]) *La meravigliosa galleria di grandi e pittoresche personalità lanciate dal sionismo reggerà il confronto con i più ammirevoli e abili capi di tutte le nazioni: Herzl con Mazzini, Weizmann con Cavour o Masaryk, Ben Gurion con Bismarck o Pilsudski, Jabotinsky con Nehru. ([[Jacob Talmon]]) *Ma [[Campo di concentramento di Auschwitz|Auschwitz]] non deve diventare un simbolo di legittimazione del sionismo, che agita l'accusa di antisemitismo in tutti coloro che non lo accettano radicalmente, e che non sono disposti a derubricare a semplici errori i suoi veri e propri crimini. ([[Costanzo Preve]]) *Nella storia del sionismo si riuniscono due fili. Il primo è la tenacia degli ebrei nel conservare la propria identità, che è fortemente legata ai ricordi della terra in cui, migliaia di anni prima, avevano conosciuto il loro breve ma splendido momento di libertà. L'altro è l'avvento del nazionalismo europeo, che trasmise agli ebrei, perseguitati e umiliati, quello stesso sogno che stava portando molte altre nazioni alla libertà e all'autoaffermazione. ([[Abba Eban]]) *Non è certo possibile incolpare i sionisti di crimini come l'assassinio di classe dei bolscevichi e l'assassinio di razza dei nazionalsocialisti, a meno che non si ponga sulla stesso piano, in modo inammissibile, l'espulsione e l'oppressione dei palestinesi con le uccisioni di massa. ([[Ernst Nolte]]) *Perché il sionismo è un movimento razzista? Perché raccoglie persone da ogni luogo, con la religione come solo collegamento tra loro, per fare di loro un popolo e costituire uno stato per queste persone. Quando il Libano viene diviso tra i cristiani e i musulmani, Israele chiederà: Dov'è il razzismo? Israele è fondato sulla religione, e in Libano ci sarebbero degli stati o staterelli fondati sulla religione. O siamo razzisti o non siamo razzisti. ([[Hafiz al-Asad]]) *Se ritieni che il Popolo ebraico meriti di avere uno Stato indipendente, allora sei un sionista. È così facile. Sionismo non è una parolaccia. Si tratta di un credo che rafforza il diritto legittimo del popolo ebraico all'auto-determinazione. Non devi essere un Ebreo per essere un sionista, allo stesso modo non è necessario essere una donna per essere una femminista, o una persona di colore per credere nella parità di diritti dei Neri.<ref>''Lettera a un amico antisionista'' è una lettera aperta erroneamente attribuita a Martin Luther King. {{Cfr}} ''[[w:en:Letter to an Anti-Zionist Friend|Letter to an Anti-Zionist Friend]]''.</ref> (erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]]) *Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi. ([[Gianni Vattimo]]) ===[[Albert Einstein]]=== *[Il sionismo] è un nazionalismo il cui obiettivo non è il potere ma la dignità. *Il giudaismo ha un grande debito di riconoscenza verso il Sionismo. Il movimento sionista ha risvegliato tra gli ebrei il senso della comunità. Ha svolto una proficua attività superando qualunque aspettativa. Questo proficuo lavoro in Palestina, a cui hanno contribuito ebrei di ogni parte del mondo pronti all'abnegazione, ha sollevato un gran numero di nostri fratelli dal bisogno più atroce. In particolare è stato possibile avviare una parte non esigua dei nostri giovani a una vita di lavoro gioioso e creativo. *Il sionismo non fornì agli ebrei tedeschi molta protezione contro lo sterminio. Ma diede ai sopravvissuti la forza interiore di sopportare la rovina con dignità e senza perdere il proprio orgoglio. *{{NDR|Nel 1921}} Il sionismo rappresenta davvero un nuovo ideale che può restituire al popolo ebraico la gioia di vivere. *Preferirei un accordo ragionevole con gli arabi sulla base di una convivenza pacifica che non la creazione di uno stato ebraico. ===[[Ilan Pappé]]=== *I sionisti come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. *Prima dell'arrivo del sionismo i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. *{{ndr|Sul sionismo}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Antisemitismo]] *[[Ebrei]] *[[Israele]] *[[Primo congresso sionista]] *[[Università Ebraica di Gerusalemme]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Correnti ebraiche]] [[Categoria:Ideologie politiche]] [[Categoria:Israele]] [[Categoria:Storia contemporanea]] 7nglfvld3purana2hijuku4s17i3cx3 Faina 0 112044 1415921 1135092 2026-06-07T07:42:10Z Spinoziano 2297 +1, typo 1415921 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Martes foina 1 (Bohuš Číčel).jpg|thumb|upright=1.2|Una faina]] Citazioni sulla '''faina'''. ==Citazioni== *I polli e le faine: ecco l'umanità. E le faine si mangiano i polli, è naturale. E allora, tu vuoi essere un pollo? Guardati tutt'attorno, cosa sono? Degli schiavi. Ma io... io me ne infischio: io sono libero e vivo la vita. Oggi qua, domani là: ecco il mio motto. Io mi butto su ogni occasione: sono una faina. (''[[Il diavolo è femmina]]'') ===[[Giuseppe Altobello]]=== *È temuta da tutti i nostri contadini i quali sanno che se entra in un pollaio inebriata di sangue sgozza tutti gli animali che trova lasciando per lo più i loro corpi intatti e rosicchiando solo il collo ed il cranio per mangiare il cervello. *È un altro carnivoro agile, coraggioso ed astuto che vive anch'esso di strage per un innato e disordinato istinto di distruzione: uccide per uccidere abbandonando la maggior parte delle sue vittime. Più delle precedenti congeneri cerca di avvicinarsi, per quanto le è possibile, all'uomo e non certo per simpatia, ma pel grande amore che porta agli allevamenti degli animali da cortile. Perseguita le sue vittime, che sono le medesime che cerca la [[Martora]] oltre che nei boschi, nei terreni coltivati, lungo i muri e le siepi, nei fienili, nelle colombaie, nelle stalle e nei granai. *Mentre è così feroce e sanguinaria allo stato libero, prigioniera diventa docilissima ed in questi ultimi tempi ho avuto agio di osservare diverse faine adulte, catturate da pochi giorni che si facevano lisciare come gatti domestici, prendere in braccio senza mostrare spavento o risentimento e che, legate, seguivano il padrone senza ribellarsi. *Si caccia col fucile specialmente alla posta, ma si cattura sopratutto con le trappole adoperando le medesime esche usate per la martora ed aggiungendo qualche frutto cotto. ===[[Gene Gnocchi]]=== *Esiste una specie di faina così furba che è capace di fare comprendere, a piccoli gesti, al cacciatore che sta sparando che è disposta a donare la pelliccia purché non la si uccida. Eppure è lo stesso una specie che si sta estinguendo. *La faina, appena ingrassa un po', si preoccupa. *Quando la faina attacca e mangia le galline sostiene sempre che è stata provocata. ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt|etichetta=faina|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Mustelidi]] 5q9kw29ezor85ghfslrvvkvbonklr8o David Chevalier 0 116182 1415932 1411843 2026-06-07T08:06:13Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1415932 wikitext text/x-wiki '''David Chevalier''' (1978 – vivente), doppiatore e attore italiano. ==Citazioni di David Chevalier== *È importante che io mi diverta a fare un personaggio e quando succede, automaticamente il mio lavoro rende meglio. Ma non perché se doppio un personaggio che non mi entusiasma do un contributo inferiore, ma semplicemente, come in tutte le cose, se doppio un bel personaggio scatta quel qualcosa in più. [...] Mi sono affezionato molto a Jason Biggs (Jim Levenstein – ''[[American Pie]]''), che ho doppiato diverse volte, fa sempre dei film un po' "leggerini" però mi fa ridere. [...] Per quanto riguarda le serie adoro il personaggio di Morgan in ''[[Chuck]]'' e chiunque conosce questa serie può immaginare che è impossibile non divertirsi a doppiarlo. [...] Ma trovo un bel coinvolgimento non solo nelle cose divertenti, anche in qualcosa di più impegnativo, basta che sia una sfida perché mi diverto sempre a trovare una chiave un po' diversa dai personaggi che ho doppiato in precedenza.<ref name="supernatural addicted">Da ''[http://supernatural.addicted.forumfree.it/?t=58866135 Intervista a David Chevalier]'', ''supernatural.addicted.forumfree.it'', 17 novembre 2011.</ref> *Fare doppiaggio mi viene abbastanza facile. In realtà, dal mio punto di vista, più un personaggio è particolare – e quindi difficile – più mi diverto. Perché la trovo una sfida e ci trovo cose interessanti. Sennò mi annoio, insomma.<br>I personaggi piatti mi annoiano terribilmente. [[Rintarō Okabe|Okabe]] è un pazzoide e ha duemila facce, è divertente. Molto divertente, ma non difficile. Forse dispendioso a livello di energie, perché comunque è un personaggio che definirei bipolare. Passa da uno stato di depressione ad uno di euforia in continuazione. È un po' difficile stargli dietro, ma alla fine è divertente.<ref>Da ''[https://www.nerdsbay.it/david-chevalier-intervista/ David Chevalier – Intervista al doppiatore di Loki, Morty Smith e Rintaro Okabe]'', ''nerdsbay.it'', 6 giugno 2022.</ref> *Ho iniziato 27 anni fa a fare il [[Doppiaggio|doppiatore]] e purtroppo devo dire che ho visto cambiare in peggio questo mestiere. All'epoca si curavano più i dettagli e c'era meno fretta, sicuramente anche per il fatto che la mole di lavoro era decisamente inferiore. La tecnologia ci ha aiutato a velocizzare il tutto però questa velocità che viene richiesta inevitabilmente va a discapito nostro e della qualità.<ref name="newsmag">Da ''[http://newsmag.altervista.org/30640/interviste/david-chevalier-il-doppiaggio-una-passione-di-famiglia David Chevalier: il doppiaggio, una passione di famiglia]'', ''newsmag.altervista.org'', 23 gennaio 2014.</ref> *Molti pensano che il mio cognome mi abbia spianato la strada. Con un cognome così, io ho sempre dovuto dimostrare di più. Sono entrato sempre in punta di piedi, nessuno mi ha mai garantito niente.<ref name="ilc">Da ''[https://ilovecoffeeing.wordpress.com/2014/10/02/buon-sangue-si-sente-david-chevalier/ Buon sangue... si sente! David Chevalier]'', ''ilovecoffeeing.wordpress.com'', 2 ottobre 2014.</ref> *Io, quando posso, guardo i prodotti in lingua originale, perché per me è un esercizio linguistico, poiché mi piace tenere viva la lingua inglese. Però, per lo spettatore italiano, il doppiaggio rende più fruibile un prodotto e molto più vicino alla gente, se è fatto bene. [...] Purtroppo succede molte volte che la trasposizione venga mutata molto rispetto all'originale, vengono cambiate moltissime espressioni e in questo non sono molto d'accordo. Tuttavia penso che questo sia un lavoro che rimarrà per parecchio tempo perché, per esperienza personale, la gente lo apprezza molto.<ref name="supernatural addicted" /> *Noi doppiatori cerchiamo di riproporre quel che è stato fatto in lingua originale, adeguandolo alla nostra sensibilità, al nostro linguaggio, alla nostra espressività e in un contesto italiano. Chiaramente non abbiamo il massimo di libertà espressiva perché ripresentiamo un qualcosa che è già stato realizzato. Quindi, secondo me, è proprio questa la magia del doppiaggio, far sembrare un prodotto già realizzato, come "nostro". La bravura consiste nel far sentire il meno possibile che è avvenuto il doppiaggio. Un buon doppiaggio si riconosce quando uno non ci fa caso che è doppiato quello che sta vedendo.<ref name="supernatural addicted" /> *Ormai è molto difficile lavorare con il collega vicino anche per motivi tecnici, soprattutto per quanto riguarda le serie, quasi sempre s'incide su colonne separate. Se poi hai la fortuna di fare una prova con il collega, magari anche più esperto e bravo, [...] non solo è un piacere ma anche un incentivo. Sei più motivato, anche se si tratta di persone che conosci da tempo e puoi sempre imparare qualcosa di nuovo, migliorare.<ref name="telefilmaddicted">Da ''[http://www.telefilmaddicted.com/wordpress/esclusivo-telefilm-addicted-intervista-il-doppiatore-david-chevalier/ Telefilm Addicted intervista il doppiatore David Chevalier]'', ''telefilmaddicted.com'', 1º febbraio 2011.</ref> *Quando un attore è poco espressivo diventa molto faticoso il doppiaggio e devi andare a trovare un qualcosa in più da aggiungere al suo personaggio.<ref name="supernatural addicted" /> *Sono un sedicenne in un corpo da quarantenne! Da ragazzo avevo forse più certezze: l'educazione, i punti di riferimento, le prospettive ben definite. Crescendo, ti metti inevitabilmente in discussione e intraprendi una ricerca continua. Forse alla fine del percorso della vita si ritroveranno le certezze.<ref name="ilc" /> ==Citazioni su David Chevalier== *{{NDR|Sulle difficoltà nell'adattamento del personaggio di [[Rintarō Okabe]] di ''[[Steins;Gate]]''}} La mia paura e la mia remora era che la voce di David Chevalier era completamente differente dall'originale. [...] Io qualche timore ce l'avevo, ma siamo riusciti anche lì, faticando molto, io e il bravissimo David: siamo riusciti a trasporre in italiano la personalità del protagonista. Ci abbiamo lavorato molto e ci siamo anche divertiti, bravissimo David davvero. ([[Fabrizio Mazzotta]]) ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Salvate il soldato Ryan]]'' (1998) *''[[American Pie]]'' (1999) *''[[Cielo d'ottobre]]'' (1999) *''[[Mansfield Park]]'' (1999) *''[[Animal Factory]]'' (2000) *''[[Fatti, strafatti e strafighe]]'' (2000) *''[[Quasi famosi]]'' (2000) *''[[X-Men (film)|X-Men]]'' (2000) *''[[American Pie 2]]'' (2001) *''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001) *''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001) *''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001) *''[[The Fast and the Furious|Fast and the Furious]]'' (2001) *''[[Rat Race]]'' (2001) *''[[Formula per un delitto]]'' (2002) *''[[High Crimes - Crimini di stato]]'' (2002) *''[[Infiltrato speciale]]'' (2002) *''[[John Q]]'' (2002) *''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002) *''[[American Pie - Il matrimonio]]'' (2003) *''[[Final Destination 2]]'' (2003) *''[[Oggi sposi... niente sesso]]'' (2003) *''[[School of Rock]]'' (2003) *''[[The Core]]'' (2003) *''[[EuroTrip]]'' (2004) *''[[Kinsey]]'' (2004) *''[[La ragazza della porta accanto (film 2004)|La ragazza della porta accanto]]'' (2004) *''[[Mean Girls]]'' (2004) *''[[Million Dollar Baby]]'' (2004) *''[[Palle al balzo - Dodgeball]]'' (2004) *''[[The Butterfly Effect]]'' (2004) *''[[American Pie - Band Camp]]'' (2005) *''[[Coach Carter]]'' (2005) *''[[Constantine (film)|Constantine]]'' (2005) *''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]'' (2005) *''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'' (2005) *''[[Le mele di Adamo]]'' (2005) *''[[Lords of Dogtown]]'' (2005) *''[[Ben-Hur (film 2016)|Ben-Hur]]'' (2006) *''[[Bobby]]'' (2006) *''[[Eragon]]'' (2006) *''[[Firewall - Accesso negato]]'' (2006) *''[[L'ultimo re di Scozia]]'' (2006) *''[[Lettere da Iwo Jima]]'' (2006) *''[[Scary Movie 4]]'' (2006) *''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006) *''[[Charlie Bartlett]]'' (2007) *''[[Donne, regole... e tanti guai!]]'' (2007) *''[[Sunshine]]'' (2007) *''[[Su×bad - Tre menti sopra il pelo]]'' (2007) *''[[Never Back Down - Mai arrendersi]]'' (2008) *''[[Saw V - Non crederai ai tuoi occhi]]'' (2008) *''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008) *''[[Benvenuti a Zombieland]]'' (2009) *''[[Il segreto dei suoi occhi]]'' (2009) *''[[State of Play]]'' (2009) *''[[The Twilight Saga: New Moon|New Moon]]'' (2009) *''[[Appuntamento con l'amore]]'' (2010) *''[[Letters to Juliet]]'' (2010) *''[[Resident Evil: Afterlife]]'' (2010) *''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010) *''[[Scott Pilgrim vs. the World]]'' (2010) *''[[The Twilight Saga: Eclipse|Eclipse]]'' (2010) *''[[L'alba del pianeta delle scimmie]]'' (2011) *''[[In Time]]'' (2011) *''[[Scream 4]]'' (2011) *''[[The Iron Lady]]'' (2011) *''[[The Roommate - Il terrore ti dorme accanto]]'' ‎(2011) *''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1|Breaking Dawn - Parte 1]]'' (2011) *''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011) *''[[American Pie: Ancora insieme]]'' (2012) *''[[Candidato a sorpresa]]'' (2012) *''[[Dracula 3D]]'' (2012) *''[[Freelancers]]'' (2012) *''[[Le belve (film 2012)|Le belve]]'' (2012) *''[[Skyfall]]'' (2012) *''[[The Avengers (film 2012)|The Avengers]]'' (2012) *''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2]]'' (2012) *''[[Shadowhunters - Città di ossa (film)|Shadowhunters - Città di ossa]]'' (2013) *''[[G.I. Joe - La vendetta]]'' (2013) *''[[Gli stagisti]]'' (2013) *''[[Red 2]]'' (2013) *''[[Thor: The Dark World]]'' (2013) *''[[La teoria del tutto]]'' (2014) *''[[Non buttiamoci giù (film)|Non buttiamoci giù]]'' (2014) *''[[RoboCop (film 2014)|RoboCop]]'' (2014) *''[[Unfriended]]'' (2014) *''[[Veronica Mars - Il film]]'' (2014) *''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015) *''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015) *''[[Star Wars: Il risveglio della Forza]]'' (2015) *''[[La grande scommessa]]'' (2015) *''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016) *''[[Gold - La grande truffa]]'' (2016) *''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016) *''[[X-Men - Apocalisse]]'' (2016) *''[[Bright (film)|Bright]]'' (2017) *''[[Thor: Ragnarok]]'' (2017) *''[[Star Wars: Gli ultimi Jedi]]'' (2017) *''[[Avengers: Infinity War]]'' (2018) *''[[Star Wars: L'ascesa di Skywalker]]'' (2019) *''[[Il processo ai Chicago 7]]'' (2020) *''[[Il silenzio della palude]]'' (2020) *''[[Oppenheimer (film)|Oppenheimer]]'' (2023) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion]]'' (1997) *''[[Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance]]'' (2009) *''[[Wolf Children - Ame e Yuki i bambini lupo]]'' (2012) *''[[La storia della principessa splendente]]'' (2013) *''[[Steins;Gate: The Movie - Load Region of Déjà Vu]]'' (2013) *''[[Gli eroi del Natale]]'' (2017) *''[[Mirai (film)|Mirai]]'' (2018) {{div col end}} ===Serie animate=== {{div col|strette}} *''[[Cowboy Bebop]]'' (1998-1999) *''[[Futurama]]'' (1999-2013) *''[[Great Teacher Onizuka]]'' (1999-2000) *''[[Boogiepop Phantom]]'' (2000) *''[[Paradise Kiss]]'' (2005) *''[[Steins;Gate]]'' (2011) *''[[Steins;Gate 0]]'' (2018) {{div col end}} ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994-2009) *''[[Settimo cielo]]'' (1996-2007) *''[[Siska]]'' (1998-2008) *''[[Malcolm]]'' (2000-2006) *''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997-2003) *''[[Dawson's Creek]]'' (1998-2003) *''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000-2015) *''[[Una mamma per amica]]'' (2000-2007) *''[[Band of Brothers - Fratelli al fronte]]'' (2001) *''[[Paso adelante]]'' (2002-2005) *''[[Taken]]'' (2002) *''[[One Tree Hill]]'' (2003-2012) *''[[Life as We Know It]]'' (2004-2005) *''[[Miss Marple (serie televisiva 2004)|Miss Marple]]'' (2004 - 2013) *''[[Veronica Mars]]'' (2004-2007) *''[[Doctor Who]]'' (2005-in corso) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) *''[[Supernatural (serie televisiva)|Supernatural]]'' (2005-in corso) *''[[Chuck]]'' (2007-2012) *''[[Gossip Girl]]'' (2007-2012) *''[[Being Erica]]'' (2009-2011) *''[[Glee]]'' (2009-2015) *''[[Warehouse 13]]'' (2009-2014) *''[[The Walking Dead (serie televisiva)|The Walking Dead]]'' (2010-2022) *''[[C'era una volta]]'' (2011-in corso) *''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 – 2019) *''[[The Killing (serie televisiva 2011)|The Killing]]'' (2011-2014) *''[[Arrow (serie televisiva)|Arrow]]'' (2012-2020) *''[[House of Cards - Gli intrighi del potere]]'' (2013-2018) *''[[Rick and Morty]]'' (2013-in corso) *''[[The Blacklist]]'' (2013-2023) *''[[Gotham (serie televisiva)|Gotham]]'' (2014-2019) *''[[Penny Dreadful]]'' (2014-2016) *''[[Quando chiama il cuore]]'' (2014-in corso) *''[[Chicago Med]]'' (2015-in corso) *''[[Quantico (serie televisiva)|Quantico]]'' (2015-2018) *''[[Lucifer (serie televisiva)|Lucifer]]'' (2016-2021) *''[[The Chosen (serie televisiva)|The Chosen]]'' (2017-in corso) *''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) *''[[Loki (serie televisiva)|Loki]]'' (2021-2023) {{div col end}} ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Roberto Chevalier]], padre ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Chevalier, David}} [[Categoria:Doppiatori italiani]] 0wcy0slmc38g08bczvfjgpa01f3jn7o Gli uomini si dividono in due categorie 0 130040 1415920 1407952 2026-06-07T07:41:40Z Spinoziano 2297 +1 1415920 wikitext text/x-wiki {{raccolta}} Esempi di utilizzo dell'espressione '''Gli uomini si dividono in due categorie''' o '''Il mondo si divide in due categorie''' o simili. ==Citazioni== *A proposito di matematica… lo sai che gli uomini si dividono in tre grandi categorie? Quelli che sanno contare e quelli che non sanno contare... (''[[Dylan Dog]]'') *A questo mondo esistono soltanto due categorie di persone: quelle buone e quelle cattive. (''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]'') *Al mondo esistono due tipi di persone: quelli che hanno le [[emorroidi]] e quelli a cui verranno. (''[[Ladykillers]]'') *C'entrava anche una sua teoria personale, una teoria così e così, secondo la quale gli uomini si dividono in materiale grezzo e individui speciali, cioè individui per i quali, data la loro posizione elevata, la legge non vale; anzi, sono loro che fanno le leggi per gli altri uomini, per il materiale, per la spazzatura. ([[Fëdor Dostoevskij]]) *Ci sono al mondo due categorie di individui: coloro che credono nell'incredibile, come gli altri, e coloro che fanno l'improbabile, come me. ([[Oscar Wilde]]) *Ci sono due categorie di persone a questo mondo: gli individui utili e quelli inutili. (''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]'') *Ci sono due categorie di persone che, per il momento, devono temere la collera di Dio: da un lato i peccatori incalliti e dall'altro i giusti incalliti. ([[André Louf]]) *Ci sono due categorie di uomini: i giusti che si credono peccatori, e i peccatori che si credono giusti. ([[Blaise Pascal]]) *Ci sono due specie di persone. Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita. Ci sono gli attori. E ci sono i funamboli. ([[Maxence Fermine]]) *Ci sono due tipi di persona sul pianeta. Quelli... di cui puoi fidarti. E quelli di cui non puoi. (''[[Gotham (seconda stagione)|Gotham]]'') *Ci sono due tipi di persone a questo mondo: quelle che cercano di ottenere ciò che vogliono e tutti gli altri. (''[[NCIS - Unità anticrimine (prima stagione)|NCIS - Unità anticrimine]]'') *Ci sono due tipi di persone al mondo: chi chiama l'assistenza tecnica e chi sfotte quelli che chiamano l'assistenza tecnica. (''[[The Big Bang Theory (ottava stagione)|The Big Bang Theory]]'') *Ci sono due tipi di persone al mondo: quelle che tengono duro e fanno fronte e quelle che se ne [[fuga|scappano]]. Scappare è meglio. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]'') *Ci sono due tipi di persone. Quelli che si siedono sul divano e guardano un documentario per imparare qualcosa sulla natura... e cinque minuti dopo sono terrorizzati e gridano al regista di mollare l'attrezzatura e salvare la povera zebra dall'attacco delle iene... E gli altri. Quelli che capiscono... e accettano. Quelli che sanno che la natura è così... che così va il mondo. Che da qualche parte del mondo, ogni secondo... si ripete la stessa storia. Il brutale ciclo della vita. Del predatore e della preda. Animali... che fanno di tutto per sopravvivere. ([[Wolverine]], ''[[Wolverine (fumetto)|Wolverine]]'') *Ci sono due tipi di uomini, solo due. Quel giovane è del tipo raro: egli è nobile ed è puro; è il tipo d'uomo che il mondo finge di ammirare ma che in realtà disprezza; è il tipo d'uomo che genera sgomento e infelicità, specialmente nelle donne. [...] E c'è l'altro tipo: non è idealista, non è puro, ma è vivo. Che i tuoi gusti al momento siano orientati verso i giovani è comprensibile, ma per te sposare quel ragazzo sarebbe un disastro, perché ci sono due tipi di donne [...] ed è chiaro che tu non sei del tipo più puro. Tu, mia cara, sei da letto. (''[[Il dottor Živago]]'') *Conosco una legge, io. Quella che dice che il mondo è diviso in due parti: metà scappa e metà insegue. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'') *— È come se ci fosse un tacito accordo — osservò Arévalo. — Una metà della società può fare quel che vuole, l'altra no. È sempre stato così. ([[Adolfo Bioy Casares]]) *Esistono tre categorie di individui: quelli che servono Dio dopo averlo cercato; quelli che si sforzano di cercarlo senza ancora trovarlo; quelli che vivono senza cercarlo e senza averlo trovato. I primi sono ragionevoli e felici, gli ultimi sono pazzi e infelici, quelli di mezzo sono infelici e ragionevoli. ([[Blaise Pascal]]) *Forse è vero che ogni essere umano è un mostro potenziale, ma se lasciamo da parte le potenzialità, allora il genere umano può essere diviso in due categorie principali: gli esseri umani e le belve umane. ([[Fausto Cercignani]]) *Gli pareva che in tutto il mondo non ci fossero che due tipi di uomini, quelli che chinano la testa e gli altri. Già da bambino la pensava in questi termini, anche se allora usava un'immagine infantile: c'è chi sculaccia e chi viene sculacciato. ([[Georges Simenon]]) *Gli uomini, invece, gli uomini si dividono in uomini d'amore e uomini di libertà, a secondo se preferiscono vivere abbracciati gli uni con gli altri, oppure preferiscono vivere da soli e non essere scocciati. (''[[Così parlò Bellavista]]'') *Gli uomini si dividono fondamentalmente in due categorie... quelli che detengono il potere, e quelli che lo subiscono. Un tempo i primi avevano diritto di vita o di morte sui secondi... (''[[Dylan Dog]]'') *Gli uomini si dividono in due categorie: gli uomini che parlano di donne e gli uomini che parlano con le donne. Io di donne preferisco non parlare. ([[Gianni Agnelli]]) *Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che cercano il senso della vita senza trovarlo e quelli che l'hanno trovato senza cercarlo. ([[Emil Cioran]]) *Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che pensano e quelli che lasciano che siano gli altri a pensare. ([[Fabrizio De André]]) *Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che si mettono comodi. E appassiscono. E gli altri. Io faccio parte degli altri. ([[Paolo Sorrentino]]) *Gli uomini si dividono in due categorie: i geni e quelli che dicono di esserlo. Io sono un genio. ([[Enzo Costa]]) *Gli uomini si dividono in due grandi categorie, i laser e i dispersivi. Alla prima apparteneva Bettino: sceglieva un obbiettivo e si concentrava su quello senza curare i dettagli. In politica è un sistema efficacissimo. Alla seconda appartengo io. Sono un curioso, vado in tutte le direzioni e mi disperdo. Ma nel momento della disgrazia è più facile reggere essendo fatti come me che come era fatto Bettino. Infatti Bettino si è spezzato. Io no. ([[Gianni De Michelis]]) *Gli uomini si dividono in due grandi categorie: quelli che, ad esempio di fronte all'incertezza della strada da prendere, per nulla al mondo chiederebbero informazioni; e coloro invece che domandano con facilità. ([[Carlo Maria Martini]]) *Gli uomini si dividono in due grandi gruppi: quando gli capita un colpo di fortuna, i primi ci vedono di più che mera fortuna, che mera coincidenza, lo vedono come un segno, come la prova che esiste davvero qualcuno lassù che veglia su di loro; per i secondi è solo un caso, un fausto, concorso di circostanza. (''[[Signs]]'') *Hai mai notato che la razza umana è divisa in due gruppi distinti e inconciliabili? Quelli che entrano in una stanza e automaticamente accendono la televisione e quelli che entrano in una stanza e automaticamente la spengono. Sai, il problema è che in genere si sposano tra loro. (''[[Va' e uccidi]]'') *I polli e le faine: ecco l'umanità. E le faine si mangiano i polli, è naturale. E allora, tu vuoi essere un pollo? Guardati tutt'attorno, cosa sono? Degli schiavi. Ma io... io me ne infischio: io sono libero e vivo la vita. Oggi qua, domani là: ecco il mio motto. Io mi butto su ogni occasione: sono una faina. (''[[Il diavolo è femmina]]'') *Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, si divide in due parti: gli uni usano prepotenza, e gli altri la soffrono. ([[Giacomo Leopardi]]) *Il mondo attuale è diviso in due: ci sono quelli che non hanno abbastanza e quelli che hanno troppo; quelli che le automobili cacciano dalla strada e quelli che guidano le automobili. I poveri sono frustrati e i ricchi sempre insoddisfatti. ([[Ivan Illich]]) *Il mondo è composto quasi esclusivamente di due specie di intelligenze [...]: cioè di coloro i quali, credendosi più abili che non siano, non possono far a meno di precipitare i loro giudizi, né avere abbastanza pazienza per condurre con ordine tutti i loro pensieri – onde deriva che, se si fossero una volta presa la libertà di dubitare dei principî che hanno accettato e di scostarsi dalla via comune, non potrebbero restare in quella che bisogna prendere per andar più diritto, e rimarrebbero fuor di strada tutta la loro vita. E poi, di coloro i quali, avendo sufficiente ragione, o modestia, per giudicare ch'essi sono meno capaci di distinguere il vero dal falso di altri da cui possono essere istruiti, debbono piuttosto contentarsi di seguire le opinioni di questi altri che cercarne essi stessi delle migliori. ([[Cartesio]]) *Il mondo è diviso in due, e ognuno fa la sua scelta di campo. Da una parte, i penitenti a testa bassa: come [[Galileo Galilei]] che accettò di abiurare in ginocchio di fronte al tribunale dell'Inquisizione, o [[Cartesio|Renato Cartesio]], che preferì non pubblicare il suo trattato […]. Dall'altra parte, gli impenitenti a testa alta: come [[Giordano Bruno]], al quale fu messo il morso sul rogo per impedirgli di continuare a bestemmiare fino all'ultimo, o [[Benedetto Spinoza]], che fu maledetto e radiato dalla comunità ebraica. ([[Piergiorgio Odifreddi]]) *Il mondo, imparavamo allora, è diviso in due. Da una parte sta l'imperialismo, dall'altra il socialismo. ([[Rossana Rossanda]]) *Il mondo io lo divido così, in uomini e caporali. E più vado avanti, più scopro che di caporali ce ne son tanti, di uomini ce ne sono pochissimi. ([[Totò]]) *Il mondo si divide in buoni e i cattivi. I buoni dormono meglio, ma i cattivi, da svegli, si divertono molto di più. ([[Woody Allen]]) *Il mondo si divide in due categorie: i tipi da flipper e i tipi da videogame. (''[[Cop Land]]'') [[File:Robson Conceição conquista medalha de ouro no ringue (28412879534).jpg|thumb|«Il mondo si divide in due categorie: i vincenti e i perdenti.» (''[[Little Miss Sunshine]]'')]] *Il mondo si divide in due categorie: i vincenti e i perdenti. Dentro ognuno di voi, nessuno escluso, alla radice stessa del vostro essere, c'è un vincente che aspetta di essere svegliato e sguinzagliato per il mondo! (''[[Little Miss Sunshine]]'') *Il mondo si divide in due: quelli che dividono il mondo in due e quelli che non li dividono. Io sono tra quelli che lo dividono. ([[Roberto Benigni]]) *Il mondo si divide in: quelli che mangiano il cioccolato senza il pane; quelli che non riescono a mangiare il cioccolato se non mangiano anche il pane; quelli che non hanno il cioccolato; quelli che non hanno il pane. ([[Stefano Benni]]) *Il mondo si divide in tre gruppi: quelli intelligenti e quelli così stupidi che non sanno contare. (''[[Rat-Man]]'') *Il mondo si suddivide oggi in due categorie di esseri: gli umani e i Tedeschi. ([[Rudyard Kipling]]) *In generale, la gente si può dividere in due categorie: quelli che amano le sorprese e quelli che non le amano. (''[[Grey's Anatomy (seconda stagione)|Grey's Anatomy]]'') *In questo modo il mondo per me risultò diviso in tre parti: una in cui vivevo io, lo schiavo, sotto leggi che erano state escogitate soltanto per me e che inoltre, non sapevo perché, non ero mai in grado di rispettare completamente; poi un secondo mondo, infinitamente distante dal mio, in cui vivevi tu, impegnato a governare, impartire ordini e andare in collera se non erano eseguiti; e infine un terzo mondo, dove il resto degli uomini vivevano felici, liberi da ordini e obbedienza. Io ero costantemente in preda alla vergogna: o seguivo i tuoi ordini, ed era una vergogna perché valevano soltanto per me, o recalcitravo, e anche questa era una vergogna, perché non si poteva recalcitrare davanti a te. ([[Franz Kafka]]) *In questo mondo ci sono due classi di persone: quelle che peccano e quelle contro cui si pecca. Se si deve appartenere ad una delle due classi, molto meglio la prima che non la seconda. ([[Samuel Butler]]) *In tutti i paesi ho veduto gli uomini sempre di tre sorta: i pochi che comandano; l'universalità che serve; e i molti che brigano. ([[Ugo Foscolo]]) *Io divido l'umanità in cinque categorie: ci sono gli uomini veri, i mezzi uomini, gli ominicchi, poi — mi scusi — i ruffiani e in ultimo, come se non ci fossero, i quaquaraquà. Sono pochissimi gli uomini, i mezzi uomini pochi, già molti di più gli ominicchi: sono come bambini che si credono grandi. Quanto ai ruffiani, stanno diventando un vero esercito! E infine i quaquaraquà, il branco di oche. (''[[Il giorno della civetta]]'') *Io divido l'umanità in due gruppi: quelli che tagliano prima le unghie della mano sinistra e quelli che tagliano prima le unghie della mano destra. La mia teoria è che le persone che tagliano prima le unghie della mano sinistra sono più spensierate, tendono a godersi di più la vita... perché vanno dritti al compito facile, tengono le difficoltà per ultime. (''[[Nymphomaniac]]'') *Io non ho mai creduto che si possa distinguere l'umanità in due categorie, angeli e diavoli, siamo tutti dei medi peccatori. (''[[Il divo]]'') *Io ormai divido la gente in due categorie molto semplici: quelli che conoscono sulla pelle l'infamia di una carcerazione [preventiva] in un regime cosiddetto democratico, protratta all'infinito, protratta per anni; e quelli che non hanno la jattura di conoscerla. E allora, se non la conoscono, dovrebbero quantomeno cercare di calarsi nei panni di chi vive questo tormento. ([[Enzo Tortora]]) *«Io» proseguì don Mariano «ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più in giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora di più: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre...» ([[Leonardo Sciascia]]) *L'umanità io l'ho divisa in due categorie di persone: uomini e caporali. La categoria degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali per fortuna è la minoranza. Gli uomini sono quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita come bestie, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre nell'ombra grigia di un'esistenza grama. I caporali sono appunto coloro che sfruttano, che tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Questi esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l'autorità, l'abilità o l'intelligenza, ma con la sola bravura delle loro facce toste, della loro prepotenza, pronti a vessare il povero uomo qualunque. (''[[Siamo uomini o caporali]]'') *L'umanità si divide in due categorie: quelli che alzano le mani e quelli che le fanno alzare. (''[[La banda Casaroli]]'') *L'umanità si divide in due categorie: quelli che s'[[dormiglione|alzan tardi]] e quelli che s'[[mattiniero|alzan presto]]. I primi se ne stanno tranquilli e buoni. Gli altri, invece, sostengono a spada tratta la necessità per tutti d'alzarsi presto. ([[Achille Campanile]]) *L'umanità si divide in quelli che si fanno la doccia e in quelli che si fanno il bagno. ([[Luciano De Crescenzo]]) *L'universo è diviso in due parti: io – e il resto. ([[Giovanni Papini]]) *La favoletta distingue due tipi di uomini: quelli che si bardano di falsi meriti e quelli il cui valore rivela un motivo fondato di gloria. ([[Fedro]]) *"''La sofferenza è la causa unica e sola della coscienza''" ([[Fëdor Michajlovič Dostoevskij|Dostoevskij]]). Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che lo hanno capito, e gli altri. ([[Emil Cioran]]) *Le donne sono di due specie: quelle che vogliono il potere nel mondo e quelle che vogliono il potere in amore. (''[[Jackie (film 2016)|Jackie]]'') *Mai aver paura. Vi sono solo due specie di individui, in fondo: coloro che dicono a Dio "Voglio essere fatto tuo", e coloro a cui Dio dice "Vuoi essere fatto tuo"; tutti quelli che si trovano all'Inferno scelgono quest'ultima. Senza questa libera scelta non potrebbe esservi Inferno. Nessuna anima che seriamente e costantemente desideri la gioia potrà mai perderla. ([[Clive Staples Lewis]]) *Mio padre diceva che... ci sono due tipi di persone in questo mondo: ci sono martelli e chiodi, tu decidi quale vuoi essere. (''[[Focus - Niente è come sembra]]'') *Non vi furono mai se non due tipi d'umanità che io abbia capito davvero bene, il mistico e il dissoluto, perché tutti e due vanno agli estremi e cercano, l'uno e l'altro a suo modo, l'assoluto; ma dei due mi pare più misterioso il dissoluto, che non si stanca mai del piatto unico che gli viene eternamente servito dalla sua fame e del quale si ciba come se fosse sempre la prima volta. Dipende certamente da ciò se io sono stato sempre propenso a considerare un appetito smodato del piacere come una forma ammessa di demenza. ([[Julien Green]]) *Ogni dì più la società si divide in due grandi campi opposti, in due classi nemiche: la Borghesia ed il Proletariato. (''[[Manifesto del Partito Comunista]]'') *Ora so che al mondo esistono due tipi di persone. Le vittime... e io. (''[[Before Watchmen]]'') *Ormai il mondo si divide in fumatori e non fumatori e non è diventato più sano. (''[[How I Met Your Mother (quinta stagione)|How I Met Your Mother]]'') *Per come la vedo io esistono due generi di persone: quelli che passano la vita a costruirsi un futuro e quelli che la trascorrono a ricostruire un passato. Per troppo tempo io ero rimasto nel mezzo, nascosto nell'ombra. (''[[Max Payne 3]]'') *Per quanto mi riguarda ci sono solo due tipi di persone: dritte e storte. Secondo me voi siete dritti. E lo sarò anch'io, purché non mi freghiate. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]'') *Perché bisogna sapere che il mondo si divide in due categorie: i grandi e i piccoli, tra cui ferve diuturnamente una lotta accanita: tragica ed ìmpari lotta fra il male e il bene, fra i grandi forti, ricchi, prepotenti ed i piccoli che per il duro combattimento non sono armati che di una tenace e disperata volontà di vivere e anche, perché non dirlo?, di un'intelligenza più robusta e svelta. Sì, i piccoli sono più intelligenti, perché son essi che rinnovelleranno il mondo; mentre i grandi noi li vediamo beati nella loro ignavia, conservatori d'ogni più vetusto ordinamento, intenti solo ad angariare i loro nemici sotto il manto ipocrita dell'affetto e a nascondere in strani, spesso notturni conciliaboli i loro innominabili misteri. Ànno fini diversi, ànno armi occulte, ànno un cifrario per i segni convenzionali, per cui, anche senza far mostra, s'intendon fra di loro; sanno molte cose paurose che dovrebbero pur dire e che non dicono; – anzi s'industriano a renderle ancora più paurose per la cura gelosa che si danno di non tradirsi mai, nemmeno per isbaglio. ([[Ettore Cantoni]]) *''Perché nell'intera razza umana, Mrs. Lovett, ci sono solo due tipi di uomini e solo due, | ci sono quelli che rimangono al loro posto | e quelli che mettono i piedi in faccia al prossimo.'' (''[[Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street]]'') *– Quando una servetta cede al suo padrone, le conseguenze sono fatti suoi.<br>– Soltanto suoi? Compromettendo un'aristocratica avrei dovuto sposarla, o subire la fustigazione.<br>– Giusto, ma l'umanità è divisa in due categorie: coloro che servono e coloro che si fanno servire, e non puoi trattarli allo stesso modo.<br>– Ho vissuto finora sulla base di queste convinzioni, ma ora mi chiedo con che diritto mangiamo in piatti d'argento serviti da persone che valgono più di noi.<br>– E perché varrebbero più di noi?<br>– Appunto perché servono. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', film 1934]]) *Questo nostro mondo è diviso in vincitori e vinti, dove i primi sono tre e i secondi tre miliardi. Come si può essere ottimisti? ([[Fabrizio De André]]) *Sai quante maniglie tocco ogni giorno? Nessuna. C'è sempre qualcuno che mi apre la porta: un autista, un impiegato, una segretaria. È così che funziona il mondo, Teresa. C'è chi apre le porte e chi come noi: le persone importanti che tutte le porte se le trovano spalancate. (''[[Uno dovrà morire]]'') *Si può dire che vi siano due classi di persone al mondo: quelle che invariabilmente dividono la gente del mondo in due classi, e quelle che non lo fanno. ([[Robert Benchley]]) *Siamo due razze, sulla terra: la razza di coloro che hanno bisogno degli altri, per esser calmi e sereni, e che nella solitudine sono spossati, affranti, come per l'ascensione a un formidabile ghiacciaio o per la traversata d'un deserto; e la razza di coloro che invece per la presenza di altre persone provano stanchezza, fastidio, oppressione, mentre l'isolamento li calma, li riposa profondamente nell'indipendenza e nel capriccio del loro pensiero. ([[Guy de Maupassant]]) *Sono una persona introversa, l'ho imparato in psicoanalisi. Sono stato sette anni in psicoanalisi ed ho imparato che ci sono due tipi di persone; gli introversi e gli estroversi. In genere gli introversi tendono ad essere più lenti, amano prendersi del tempo e pensare prima di parlare e non amano le chiacchiere inutili e quindi sono delle persone che non stanno sul palcoscenico con gran facilità. (''[[Les Règles du jeu: Roy Dupuis]]'') *— Strano — pensò, — sembrerebbe che metà dell'umanità esista per vivere e l'altra per essere vissuta. ([[Italo Svevo]]) *Stringi stringi, al mondo esistono due categorie di persone: quelli che fanno chiacchiere e quelli che fanno i fatti. La maggior parte fa solo chiacchiere, sa solo parlare, ma alla fine quelli che fanno i fatti sono coloro che cambiano il mondo e quando lo fanno cambiano anche noi, per questo non li dimentichiamo mai. (''[[The Boondock Saints 2 - Il giorno di Ognissanti]]'') *Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere, potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini, desidera lo sguardo di un pubblico. [...] La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti [...] C'è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata [...] E c'è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori. ([[Milan Kundera]]) *Una gigantesca, unica ragione divideva il mondo in quelli che l'avevano, cioè tutti, e gli altri, e cioè tutti. ([[Stefano Benni]]) *Una parte degli uomini opera senza pensare, l'altra pensa senza operare. ([[Ugo Foscolo]]) *Vede, ispettore, io divido gli uomini in due categorie: [...] esecutori gli uni e vittime gli altri; predestinati gli esecutori e predestinate le vittime. (''[[L'ispettore Derrick]]'') *Vedi, er monno se divide in due categorie: quelli che rubano e quelli che se fanno ruba'. Io appartengo alla prima. (''[[Benvenuto reverendo!]]'') *Vi sono due tipi di uomini in relazione al modo di percepire l'esistenza. Gli uni vedono la realtà come realtà, pensano che il mondo sia assolutamente ovvio, naturale, logico e umano, accettano tutto e non si meravigliano di nulla e perciò vivono e muoiono, per quanto possibile, in pace; gli altri trovano tutto reale e irreale allo stesso tempo, concepiscono il mondo come un solido incubo, un'allucinazione tangibile, una vertigine pietrificata e non hanno mai potuto vincere in sé, neppure per un giorno, lo sbalordimento e il panico di essere. Nessun punto di contatto, nessuna possibilità d'intesa fra di loro, perché i secondi considerano i primi degli sciocchi fortunati e i primi giudicano i secondi dei pazzi incomprensibili. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Viene in luce che esistono fra gli uomini due categorie particolarmente ben distinte: i salvati e i sommersi. Altre coppie di contrari (i buoni e i cattivi, i savi e gli stolti, i vili e i coraggiosi, i disgraziati e i fortunati) sono assai meno nette, sembrano meno congenite, e soprattutto ammettono gradazioni intermedie più numerose e complesse. ([[Primo Levi]]) ===''[[Il buono, il brutto, il cattivo]]''=== *Gli speroni si dividono in due categorie: qualcuno passa dalla porta e qualcuno dalla finestra. *Il mondo è diviso in due, amico mio: quelli che hanno la corda al collo e quelli che la tagliano. *Vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi. ===''[[Pokémon Ranger e il Tempio del Mare]]''=== *Ci sono soltanto due tipi di uomini in questo mondo: quelli che vengono sconfitti e quelli che ce l'hanno fatta a sconfiggerli. *Ricorda che in questo mondo ci sono due tipi di uomini: quelli che hanno infiniti desideri ed aspirazioni, e altri che non ne hanno per niente! *Ricordate, ci sono solo due tipi di persone a questo mondo: chi è felice coi gioielli rari e chi non lo è. *Ricordati che in questo mondo ci sono soltanto due tipi di uomini: quelli che vanno a caccia e quelli che vengono cacciati. ==Voci correlate== *[[Mondo]] *[[Uomo]] [[Categoria:Frasi e concetti]] dbld6u49thuxz5tr6275208w7f4w5fr Ruanda 0 135362 1415906 1414255 2026-06-06T20:50:53Z Darkcloud2222 10646 1415906 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Flag of Rwanda.svg |thumb|right|Bandiera del Ruanda]] Citazioni sul '''Ruanda''' e i '''ruandesi'''. ==Citazioni== *Chiamata anche la "piccola svizzera dell'Africa", è uno dei cinque paesi più poveri del globo, il 95% vive in condizioni precarie nelle Shambas (piccole porzioni di terreno) e, a causa della mancanza di terre, i contadini sono costretti a praticare le colture in terrazze. ([[Dian Fossey]]) *Gli hutu ruandesi sono solo criminali. ([[Nzanga Mobutu]]) *Io me ne fotto del Ruanda. ([[Carmelo Bene]]) *[...] mi trovavo in Ruanda per aiutare le chiese locali a creare dei luoghi di rifugio per i profughi, ed ero amico dell'anziano del villaggio, Gahiji. Lui aveva il rispetto delle altre tribù, degli Hutu e dei Tutsi. Gahiji li aiutava, nelle epidemie, nella carestia. I militari costringevano gli Hutu a uccidere i propri vicini, con dei machete, però nessuno avrebbe mai toccato Gahiji, dicevano "come si può uccidere un uomo così buono?", e il comandante ha dato ad alcuni soldati l'ordine di tagliargli la testa di fronte all'intero villaggio. Gahiji non ha opposto resistenza, ha chiesto solo di poter dire addio alla famiglia. Ma neanche i soldati volevano più ucciderlo a quel punto. Hanno chiesto al comandante il permesso di sparargli per dargli una morte rapida. Il comandante ha voluto conoscere l'uomo che aveva il rispetto di tutti, è andato da Gahiji. È stato a parlare con lui, per molte ore. Poi lo ha portato di fronte agli abitanti e lo ha fatto a pezzi. Col resto della sua famiglia. In quell'uomo, che aveva ucciso Gahiji, ho visto il diavolo. (''[[Daredevil (serie televisiva)|Daredevil]]'') *Nel Ruanda del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. ([[Ilan Pappé]]) *Più di quattro secoli prima, i Tutsi, venuti dal nord e appartenenti alla razza Hamitica, avevano stabilito la loro dominazione sugli Hutu, nella regione che sarebbe in seguito divenuta il Ruanda. Gli Hutu, feudatari che possedevano terre e bestiame, divennero i loro servi e le due caste restarono distinte durante l'occupazione coloniale tedesca e belga. ([[Dian Fossey]]) ===[[Paul Kagame]]=== *Gestire la diversità nella nostra società, non dovrebbe essere visto come negare l'unicità di ogni ruandese. Sarebbe una cosa negativa se riusciremo a forgiare una nuova, più inclusiva identità nazionale? *Il Rwanda ha avuto il coraggio di abolire la pena di morte e di attuare una riconciliazione nazionale, quando le nostre prigioni erano piene di genocidari che meritavano la morte per quello che hanno fatto nel 1994. *L'eredità più devastante di controllo europeo del Ruanda fu la trasformazione delle distinzioni sociali in cosiddette "razze". Siamo stati classificati e sezionati. Le esistenti differenze sono state ingrandite secondo un quadro inventato altrove. Lo scopo non era né scientifico né benigno, ma ideologico: per giustificare rivendicazioni coloniali di governare e "civilizzare" i popoli apparentemente "minori". Noi non siamo minori. Questa ideologia era già in atto nel 19º secolo, e fu poi rafforzata dai missionari francesi che si stabilirono qui. Duemila anni di storia del Rwanda sono stati ridotti a una serie di caricature basate su brani della Bibbia e sui miti creati dagli esploratori. *Nessuno sparisce in Rwanda e nessuno è arrestato senza un valido motivo. Siamo abituati a confrontarci con delle false accuse. ===[[Ryszard Kapuściński]]=== *Il Ruanda è piccolo, montuoso e densamente popolato. Come spesso accade in Africa, anche in Ruanda si arriva al conflitto tra chi vive allevando bestiame e chi coltiva la terra. Di solito, però, nel continente gli spazi sono talmente vasti che uno dei contendenti può trasferirsi su territori liberi eliminando il focolaio della discordia. In Ruanda questa soluzione è impossibile: non esiste spazio per spostarsi e cedere il campo. Intanto le mandrie possedute dai tutsi crescono e hanno bisogno di sempre nuovi pascoli, e c'è un solo modo per trovarli: confiscare la terra ai contadini, ossia, scacciare gli hutu dai loro campi. Ma gli hutu vivono già stretti come sardine. Da anni il loro numero cresce a vista d'occhio e, per colmo di sventura, le terre che coltivano sono sterili, poverissime. In effetti le montagne del Ruanda sono coperte da uno strato di terra talmente sottile che, ogni anno, la stagione delle piogge ne lava via grandi porzioni. In molte zone dove gli hutu avevano i loro campicelli di manioca e di granturco, ora luccica la roccia nuda. *Il Ruanda è un paese piccolo, tanto piccolo che in molte delle carte geografiche contenute sui libri sull'Africa viene indicato solo con un puntino. Solo dalle tabelle annesse alle carte apprenderete che quel puntino nel cuore del continente rappresenta il Ruanda. *Il Ruanda è uno dei paesi africani più reazionari, il cui Stato rappresenta il bastione e il sostegno del cattolicesimo nella parte francofona del continente. In pratica si tratta di un piccolo paese teocratico, governato da un arcivescovo. Uno degli articoli della costituzione ruandese definisce la lotta contro il comunismo il dovere costituzionale di ogni cittadino. In Ruanda vive un monaco che è stato l'insegnante dell'intero corpo governativo. *La geografia africana è solitamente caratterizzata da pianure e altipiani. Il Ruanda invece è tutto montagne alte due o tremila metri, talvolta anche di più. Per questo viene spesso definito il Tibet dell'Africa, non solo per le sue montagne, ma anche per la sua originalità, la sua atipicità, la sua diversità. Una diversità che concerne soprattutto l'assetto sociale. Infatti, al contrario delle popolazioni degli altri stati africani che sono pluritribali (il Congo è abitato da trecento tribù, la Nigeria da duecentocinquanta, e via dicendo), in Ruanda vive una sola comunità, il popolo dei banyaruanda, tradizionalmente diviso in tre caste: la casta dei tutsi, possidenti di mandrie di bestiame (quattordici per cento della popolazione), la casta degli hutu, agricoltori (ottantacinque per cento) e la casta dei twa, composta di braccianti e servitori (uno per cento). *La storia dei rapporti tra hutu e tutsi non è che una tragica serie di pogrom e massacri, di distruzioni reciproche, di migrazioni forzate, di odii feroci. Nel piccolo Ruanda non c'è posto per due popoli così estranei e naturalmente nemici. *Nasce così il dramma ruandese, la tragedia del popolo banyaruanda: esattamente come nel dramma palestinese, si è nell'impossibilità di conciliare le ragioni di due comunità rivendicanti il diritto al medesimo pezzo di terra, troppo esiguo per accoglierle entrambe. All'interno di questo dramma sorge, dapprima ancora debole e vaga ma, con gli anni, sempre più chiara e perentoria, la tentazione dell'''Endöslung'', della soluzione finale. ==Voci correlate== *[[Genocidio del Ruanda]] *[[Hutu]] *[[Tutsi]] ==Altri progetti== {{interprogetto|n|commons=Category:Rwanda|q|wikt=Rwanda|voy|preposizione=sul}} [[Categoria:Luoghi del Ruanda| ]] 8s301ks88iattn7tmpa6jtassc9yxmv Genocidio del Ruanda 0 135465 1415907 1246558 2026-06-06T20:51:23Z Darkcloud2222 10646 1415907 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Nyamata Memorial Site 13.jpg|thumb|Teschi umani al Nyamata Genocide Memorial]] Citazioni sul '''genocidio del Ruanda'''. ==Citazioni== *Mentre nei sistemi hitleriani e staliniani la morte era inferta da carnefici di istituzioni specializzate come le SS o l'Nkvd e il delitto era affidato ad apposite formazioni operanti in luoghi segreti, in Ruanda si voleva che la morte venisse inferta da tutti, che il crimine fosse il prodotto di un'iniziativa di massa e, per così dire, popolare; un cataclisma naturale collettivo dove tutte le mani indistintamente si immergessero nel sangue di gente considerata nemica dal regime. ([[Ryszard Kapuściński]]) *Nel [[Ruanda]] del dopo-genocidio il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. ([[Ilan Pappé]]) *Nessuno di noi capì quello che stava succedendo in Ruanda né immaginava quali proporzioni avesse raggiunto l'incubo che nel frattempo si stava materializzando nel centro del continente. Neanch'io lo immaginavo. Nelle mie corrispondenze da lontano scrivevo cose imperdonabili. Vent'anni dopo me ne vergogno ancora. ([[Bartholomäus Grill]]) *Quando la gente, cari telespettatori, mi chiede "perché odi i Tutsi?" io rispondo: "leggete la nostra storia", i Tutsi erano collaboratori dei coloni belgi, avevano preso le nostre terre e ci avevano presi a frustate... ora, questi ribelli Tutsi, sono tornati... e sono scarafaggi... sono assassini... il Ruanda è terra degli Hutu... noi siamo la maggioranza, loro sono la minoranza di traditori e invasori... disinfesteremo il Ruanda, stermineremo i ribelli dal fronte patriottico... questa è "radio RTLM", voce del potere Hutu, state allerta... attenti al nostro vicino. (''[[Hotel Rwanda]]'') *Questa è "radio RTLM"... ho una drammatica notizia! una ferale notizia! Il nostro caro presidente Juvénal è stato assassinato dagli scarafaggi Tutsi! Lo hanno tradito, convincendolo a firmare quel trattato di pace, hanno abbattuto il suo aereo in volo! È giunto il momento di estirpare le erbacce fratelli hutu del Ruanda... è giunto il momento di tagliare gli alberi alti! Tagliate gli alberi alti, adesso! (''[[Hotel Rwanda]]'') *Scrivere sul genocidio significa essere in relazione con i morti e non con i vivi. ([[Boubacar Boris Diop]]) ===[[Paul Kagame]]=== *Le persone che hanno pianificato ed eseguito il genocidio erano ruandesi, ma le cause di storia e radici vanno al di là di questo paese. *Nessun paese, in Africa o in qualsiasi altro luogo, deve diventare "un altro Rwanda". Ma se le scelte di un popolo non sono supportate dalla chiarezza storica, il pericolo è sempre presente. *Se il genocidio ha rivelato la scioccante capacità dell’essere umano di essere crudele, le scelte compiute in Rwanda dimostrano la nostra capacità di rinnovarci. ===[[Domenico Quirico]]=== *Fu una notte di san Bartolomeo che durò cento giorni. Poco a poco gli assassini cominciarono a scarseggiare di pallottole, allora tirarono fuori i coltelli le lance i «masu», i bastoni cosparsi di chiodi. Si videro assassini che braccavano le vittime impugnando un cacciavite, un martello, il manubrio di una bicicletta. Un massacro autarchico e ferocemente minuzioso, fino all’ultima goccia di sangue. Vicini di casa che fino alla sera prima incontravano le vittime per i piccoli riti della quotidianità, un saluto un dono un pettegolezzo, suonarono all’uscio e cominciarono a colpire con i machete. Miti insegnanti andarono alla ricerca dei colleghi colpevoli di essere tutsi e li massacrarono con la furia di killer professionisti. *L’occidente, filisteo, mellifuo, fece scorrere i giorni del massacro, gli avvertimenti, le urla di aiuto: sono africani, poveracci, hanno solo coltelli e bastoni per confezionare un genocidio ci vuole altro, il taylorismo della morte, l’industrializzazione dell’omicidio, l’asettica efficienza delle camere a gas dove assassino e vittima non si toccano, non si vedono, si schiacciano bottoni anonimi, si manovrano leve apparentemente neutre. E invece il segno sicuro del materializzarsi di questa terribile invenzione semantica, genocidio, è il senso oscuro che l’uomo ha superato la frontiera del Bene e del Male e si era avventurato su sentieri senza ritorno: ovvero gli assassini erano completamente privi di rimorsi e le vittime non si ribellavano, gli uni lavoravano di coltello sulla carne dei loro simili senza che nulla li turbasse e gli altri offrivano il collo alla lama come se fosse da tempo immemorabile nel loro destino. Venti anni dopo le immagini di quella tragedia non sono ricordi ma figure che davanti a noi si muovono, vive, presenti, la realtà così come è, tremenda, in ogni secondo, e con i più la risultanza, il grumo, la verità, la farina passata al sottile setaccio di tanti anni. *Venti anni fa tutto cominciò con un delitto di Stato. Il Falcon del presidente del Ruanda Juvenal Habyarimana, reduce da un vertice di capi di Stato in Tanzania con equipaggio francese e a bordo il presidente del Burundi Ntaryamira, fu colpito da un missile quando era ormai in fase di atterraggio a Kigali. Nessuno si salvò. Passarono poche ore e tutto il Ruanda cominciò a grondare sangue. Negli spasimi di una lunga tragedia etnica i fratelli nemici hutu e tutsi si sbranavano da secoli per un paradiso terrestre. La morte del presidente, un hutu, fu come il segnale atteso della ennesima resa dei conti. Perché tutto era stato preparato con metodo: gli elenchi di chi doveva essere ucciso, i magazzini con le armi comprate grazie a un sollecito prestito di una banca francese (Parigi era la grande alleata degli hutu al potere), gli estremisti huti erano in attesa dell’ordine, pronti, frementi, gonfi di birra e di odio. ===[[Bernardo Valli]]=== *Gli hutu, che, nel '94, furono in gran parte gli assassini (e che ora rischiano di essere le vittime), sono, in generale, di statura più bassa. Più tozzi. Si dice che fossero invidiosi, al punto da segare talvolta le gambe di quei compatrioti tanto più alti di loro. Ma ci sono anche hutu più grandi e affilati dei tutsi. Dipende dalle regioni. Le diversità etniche possono essere un'invenzione. Un incubo. Sono tuttora un'ossessione. Un'eredità, si dice, lasciata dai colonizzatori bianchi, antropologi da strapazzo, ispirati da quell'antenato dei razzisti del nostro secolo che fu l'ottocentesco conte di Gobineau; e quindi inclini come lui a dissertare sulla "disuguglianza delle razze umane" fondata su una base fisica. E furono loro, coloni e missionari, a supporre e poi a raccontare, fino a costruirci attorno la "storia" del Ruanda, che i tutsi arrivavano dalle valli del Nilo e discendevano dai bianchi, dunque erano di origine straniera, dei conquistatori, insomma usurpatori, e di una razza superiore agli hutu, volgari bantù africani. Nel bailamme continentale delle tribù la fantasia europea poteva scatenarsi a piacere. *Il genocidio ruandese viene spesso accostato a quello degli ebrei. Il meccanismo africano è stato, ben inteso, diverso; le vittime designate si sono riversate spontaneamente là dove i carnefici le avrebbero ammazzate; speravano di trovare un rifugio sicuro nelle chiese; e invece si sono rivelate dei mattatoi. *Ogni volta che, in Ruanda, si varca la soglia di una chiesa, si cercano sul pavimento e sulle pareti le tracce di sangue dei cristiani, per lo più tutsi, ma anche hutu amici dei tutsi, che vi sono stati macellati. *Strage o genocidio? La morte di ottocentomila uomini e donne di tutte le età merita un nome. Se scavi in questo paesaggio oleografico, smaltato dalle piogge, colorato e lucido come una pubblicità di safari per turisti ricchi, rischi di trovare teschi traforati dai mitra o sfondati a colpi di martello e di scure. Anche grazie al concime umano, tante piante sono rigogliose, spavalde, sui crinali delle morbide colline di quella che un tempo fu, forse, un'Africa Felix. *Un pellegrinaggio nelle chiese ruandesi non manca di emozioni. Crea un profondo malessere. Se aggiungi le migliaia di croci appuntate sulle colline, e le fosse comuni, hai l'impressione di essere capitato in un cimitero sterminato, dove per i becchini, senz'altro un po' pigri, viste tutte quelle ossa ancora in mostra, c'è un lavoro di anni. Per i giudici e gli storici c'è invece un lavoro di decenni. Forse più. ==Voci correlate== *[[Hutu]] *[[Ruanda]] *[[Tutsi]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|commons=Category:Rwandan Genocide}} [[Categoria:Eventi degli anni 1990]] [[Categoria:Genocidi|Ruanda]] [[Categoria:Ruanda]] pzr1foy787mq9odag0y2pluddoi4c5r Stefano De Sando 0 136761 1415933 1382969 2026-06-07T08:07:06Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1415933 wikitext text/x-wiki '''Stefano De Sando''' (1954 – vivente), attore e doppiatore italiano. ==Citazioni di Stefano De Sando== *Io detesto fare qualunque altra cosa che non sia fare l'attore. Non ritengo di dover inquinare nulla di quello che viene già fatto bene o male da altri, no, assolutamente. Non dirigo perché non mi piace e voglio fare solo l'attore al leggio, non faccio pubblicità, non faccio scuole di doppiaggio, per carità di Dio. Io sono forse l'unico che non fa pubblicità, che non dirige, che non fa adattamenti, che non ha scuole di doppiaggio e me ne vanto di questo, perché sono l'unico che si muove in questa direzione, cioè quella di essere felicemente solamente poggiato qui, su questo meraviglioso leggio e mi basta.<ref name=SDS>Da un'intervista di Andrea Razza, ''Enciclopediadeldoppiaggio.it'', 2012. [https://www.youtube.com/watch?v=jInOzCffOfI Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *L'aneddoto che resta secondo me nella storia e che mi lega al doppiaggio è questo: io nasco come un fruitore del cinema in una famiglia che non mi ha portato molto al cinema, non si andava molto al cinema ma d'estate accadeva un miracolo, nelle arene estive si celebrava e si celebra ancora ora la visione ''plein air'' della cinematografia... mia madre mi portava in un mese al cinema una volta... io molte sere scappavo, mi mettevo dalla parte del posteggio, c'erano dei platani che dividevano il posteggio dall'arena di proiezione e io mi mettevo là molte sere a sentire il cinema e nel sentire il cinema con la percezione del soundtrack e la percezione di quelle voci magiche del cinema degli anni sessanta io mi sono innamorato di chi parlava dentro quella pellicola e sono diventato il più grande fan di [[Carlo Romano|Carletto Romano]], di cui nutro un profondo senso di riconoscenza perché mi ha dato una percezione sottilissima del mestiere dell'attore e del mestiere del doppiaggio.<ref>Da ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2007/09/306982.shtml La voce di De Niro... non ama celebrare troppo il doppiaggio]'', a cura di Daniela Sgambelluri, ''Supereva.it'', 30 settembre 2007.</ref> *L'importanza delle voci non è tale come è l'importanza proprio dell'edizione italiana. Il [[doppiaggio]] italiano è stato veramente una scuola di pensiero, maestri in questo sono stati i nostri predecessori. Il doppiaggio è importante per tante cose, soprattutto perché ha evoluto socialmente una classe che non avrebbe potuto godere del cinema internazionale.<ref name=SDS /> ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== *''[[D.N.A. - Decisamente non adatti]]'' (2020) ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[Cani arrabbiati]]'' (1974) *''[[C'era una volta in America]]'' (1984) *''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]'' (1986) *''[[Aliens - Scontro finale]]'' (1986) *''[[Mission]]'' (1986) *''[[Wall Street (film)|Wall Street]]'' (1987) *''[[Arizona Junior]]'' ‎(1987) *''[[Nosferatu a Venezia]]'' (1988) *''[[Trappola di cristallo]]'' (1988) *''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989) *''[[The Killer (film 1989)|The Killer]]'' (1989) *''[[Fusi di testa - Wayne's World]]'' (1992) *''[[Dave - Presidente per un giorno]]'' (1993) *''[[Fusi di testa 2 - Waynestock]]'' (1993) *''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993) *''[[Sole ingannatore]]'' (1994) *''[[I soliti sospetti]]'' (1995) *''[[L'impero del sole (film)|L'impero del sole]]'' (1997) *''[[Perdita Durango]]'' (1997) *''[[Titanic (film 1997)|Titanic]]'' (1997) *''[[Blues Brothers - Il mito continua]]'' (1998) *''[[La sottile linea rossa]]'' (1998) *''[[Tutti pazzi per Mary]]'' ‎(1998) *''[[Fino a prova contraria]]‎'' (1999) *''[[La mummia (film 1999)|La mummia‎]]'' (1999) *''[[Man on the Moon]]'' ‎(1999) *''[[Memento]]'' (2000) *''[[Le ragazze del Coyote Ugly]]'' (2000) *''[[Ti presento i miei]]'' (2000) *''[[A Beautiful Mind]]'' (2001) *''[[Donnie Darko]]'' (2001) *''[[Il nemico alle porte]]'' (2001) *''[[L'altra metà dell'amore]]'' (2001) *''[[L'uomo che non c'era]]'' (2001) *''[[Jurassic Park III]]'' (2001) *''[[La mummia - Il ritorno]]'' (2001) *''[[Scary Movie 2]]'' (2001) *''[[Il pianista (film)|Il pianista]]'' (2002) *''[[Come farsi lasciare in 10 giorni]]'' ‎(2003) *''[[Daredevil]]'' (2003) *''[[Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re]]'' (2003) *''[[Il Signore degli Anelli - Le due torri]]'' (2003) *''[[La giuria]]'' (2003) *''[[Mystic River]]'' ‎(2003) *''[[Paycheck]]'' (2003) *''[[The Dreamers - I sognatori]]'' ‎(2003) *''[[Un tocco di zenzero]]'' (2003) ‎ *''[[Scary Movie 3]]'' (2003) *''[[La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler]]'' (2004) *''[[Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi]]'' (2004) *''[[Mi presenti i tuoi?]]'' (2004) *''[[The Bourne Supremacy]]'' (2004) *''[[The Chronicles of Riddick]]'' (2004) *''[[Troy]]'' (2004) *''[[Batman Begins]]'' (2005) *''[[Kiss Kiss Bang Bang (film 2005)|Kiss Kiss Bang Bang]]'' ‎(2005) *''[[La guerra dei mondi (film 2005)|La guerra dei mondi]]'' (2005) *''[[Serenity]]'' (2005) *''[[Sin City (film)|Sin City]]'' (2005) *''[[The Perfect Man]]'' (2005) *''[[V per Vendetta]]'' (2005) *''[[Bandidas]]‎'' (2006) *''[[Bobby]]'' (2006)‎ *''[[Bordertown]]'' (2006) *''[[Firewall - Accesso negato]]'' (2006) *''[[Lonely Hearts]]'' (2006) *''[[Slevin - Patto criminale]]'' (2006) *''[[The Departed - Il bene e il male]]'' (2006) *''[[The Fountain - L'albero della vita]]'' (2006) *''[[The Good Shepherd - L'ombra del potere]]'' (2006) *''[[Tutti gli uomini del re (film 2006)|Tutti gli uomini del re]]'' (2006) *''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006) *''[[12 (film)|12]]'' (2007) *''[[Grindhouse - 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Il libro della giungla]]'' ‎(1994) *''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998) *''[[Mulan]]'' (1998) *''[[Tarzan (film 1999)|Tarzan]]'' (1999) *''[[La città incantata]]'' (2001) *''[[Il libro della giungla 2]]'' ‎(2003) *''[[Madagascar 2]]'' (2008)‎ *''[[Monsters University]]'' (2013) {{div col end}} ====Serie animate==== *''[[Psycho-Pass]]'' (2012) ====Serie televisive==== {{div col|strette}} *''[[Poirot (serie televisiva)|Poirot]]'' (1989 - 2013) *''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]'' (1990 - 2010) *''[[I Soprano]]'' (1999 - 2007) *''[[Madre Teresa (miniserie televisiva)|Madre Teresa]]'' (2003) *''[[Rita da Cascia (miniserie televisiva)|Rita da Cascia]]'' (2004) *''[[San Pietro (miniserie televisiva)|San Pietro]]'' (2005) *''[[Criminal Minds]]'' (2005 - in corso) *''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]'' (2005 - 2011) *''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007) *''[[Breaking Bad ]]'' (2008 - 2013) *''[[Modern Family]]'' (2009-2020) *''[[Nikita (serie televisiva 2010)|Nikita]]'' (2010 - 2013) *''[[The Walking Dead (serie televisiva)|The Walking Dead]]'' ‎(2010 - in corso) *''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 - 2019) *''[[Barabba (miniserie televisiva)|Barabba]]'' (2012) *''[[Francesco (miniserie televisiva 2014)|Francesco]]'' (2014) *''[[Penny Dreadful]]'' (2014 - 2016) *''[[Chicago Med]]'' (2015 - in corso) *''[[I Medici]]'' (2016 - 2019) *''[[Peacemaker (serie televisiva)|Peacemaker]]'' (2022) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:De Sando, Stefano}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] lxr6jg9w8rfdn9sa8fuuk9m8ss3kqt9 Maria Pia Di Meo 0 137446 1415926 1414712 2026-06-07T07:51:29Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1415926 wikitext text/x-wiki [[File:Maria Pia Di Meo 1971.jpg|miniatura|Maria Pia Di Meo (1971)]] '''Maria Pia Di Meo''' (1939 – vivente), attrice e doppiatrice italiana. ==Citazioni di Maria Pia Di Meo== *{{NDR|Sulla preparazione per doppiare}} No, non ho studiato niente, perché come si dice, sono figlia d'arte, si può dire che l'avevo proprio nel mio DNA questa capacità di recitare. Perché poi "doppiaggio" è una parola quasi inadeguata, nel senso che il [[doppiaggio]] lo può fare chi sa recitare, e in più a questo deve aggiungere una tecnica particolare. Perché una cosa è recitare in teatro, quindi portare la voce, avere un timbro diverso; e una cosa è fare il doppiaggio, avere davanti un microfono, e quindi devi poter dosare la tua voce, e avere la tecnica tale da permetterti di essere vera, autentica, di trasmettere emozioni. Tutto quello che l'attore in presa diretta ha costruito magari in mesi di lavoro, noi dobbiamo doppiarlo in tempi molto stretti, quindi è necessaria una tecnica particolare, una particolare sensibilità, perché bisogna tradurre quello che è il lavoro dell'attore in originale, a noi, alla nostra lingua, il nostro modo di essere, le nostre sensazioni, quindi è un lavoro anche creativo.<ref name=mp>Da ''[http://www.panorama.it/blog-5/la-fine-del-mondo-e-ritorno/quel-mostro-di-mia-suocera-e-mary-poppins-intervista-a-maria-pia-di-meo/ Quel mostro di mia suocera è Mary Poppins: intervista a Maria Pia Di Meo]'', ''Panorama'', 8 agosto 2016.</ref> *{{NDR|Sulla situazione attuale del doppiaggio}} Oggi lo vedo, per certi versi, non dico decaduto, ma… Molti dicono, per esempio, che i film vanno visti in originale, non doppiati. Ora, questo potrebbe anche andar bene, però dovremmo presumere che tutti conoscano le lingue, ma in Italia sappiamo benissimo che non tutti le conoscono. Allora cosa succede, che si dovrebbero mettere i [[Sottotitolo|sottotitoli]], cosa che secondo me è negativa, perché non ti permette di guardare l'attore, le azioni, perché devi leggere. E in linea di massima, il doppiaggio sta diventando un lavoro che si deve fare alla svelta, con un certo numero di turni, di righe, quindi si è perso un po' quella caratteristica che c'era quando ero più giovane, che i film si facevano con calma, avendo la possibilità di studiare di più i caratteri, il proprio e quello degli altri attori. E infatti se vediamo  dei vecchi film, sono doppiati benissimo. Oggi ci sono bravi doppiatori con una grandissima tecnica, ma secondo me poco creativi dal punto di vista artistico. Anche perché non c'è la possibilità. Perché il tempo è poco, bisogna correre, fare tutto alla svelta, e quindi il risultato è quello che è, purtroppo.<ref name=mp /> *{{NDR|Sul conciliare famiglia e attività lavorativa}} È stato molto difficile. Tanto è vero che quando mi sono sposata, dopo sono andata a vivere a Milano e ci ho vissuto undici anni, proprio perché io personalmente non riuscivo a conciliare il mio lavoro con i bambini piccoli, per lo meno fino a quando sono piccoli è molto difficile, e fare il teatro non ne parliamo, ti porta via per tournée, e infatti io ho rinunciato tante cose quando i miei figli erano piccoli. E poi ho anche rifiutato il doppiaggio, perché quello mi occupava troppo. Poi sono tornata a Roma, dopo dodici anni, e dopo un divorzio, e ho ripreso a lavorare anche bene, però senz'altro conciliare la vita famigliare con un lavoro così pieno, com'è stato il mio, sempre occupata dalla mattina alla sera, io sono riuscita a fare i salti mortali per essere più vicina a loro. Ho avuto la fortuna di trovare delle babysitter bravissime, che li seguivano anche nello studio. Ma avevo anche bisogno di lavorare, non potevo dire di no. Ma è andata bene anche così, perché ho due figli meravigliosi, e sono contentissima.<ref name=mp /> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932) *''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935) *''[[Sogno di prigioniero]]'' (1935) *''[[Susanna!]]'' ‎(1938) *''[[Paradiso proibito]]'' (1940) *''[[I figli della violenza]]'' (1950) *''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952) *''[[La diva]]'' (1952) *''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]'' (1952) *''[[Gli orizzonti del sole]]'' (1954) *''[[Il calice d'argento]]'' (1954) *''[[Pietà per chi cade]]'' (1954) *''[[Il cacciatore di indiani]]'' (1955) *''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955) *''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956) *''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]'' (1956) *''[[La risaia]]'' (1956) *''[[L'invasione degli ultracorpi]]'' (1956) *''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'' (1956) *''[[Vento di terre lontane]]'' (1956) *''[[Il segno della legge]]'' (1957) *''[[La maschera di Frankenstein]]'' (1957) *''[[Il posto delle fragole]]'' (1957) *''[[Il settimo sigillo]]'' (1957) *''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958) *''[[Dracula il vampiro]]'' (1958) *''[[Fluido mortale]]'' (1958) *''[[I giovani leoni]]'' (1958) *''[[Il grande paese]]'' (1958) *''[[Il piccolo campo]]'' (1958) *''[[L'infernale Quinlan]]'' (1958) *''[[La mina]]'' (1958) *''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958) *''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958) *''[[Totò nella luna]]'' (1958) *''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'' (1959) *''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959) *''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959) *''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959) *''[[Il grande pescatore]]'' (1959) *''[[Il mostro che uccide]]'' (1959) *''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]'' (1959) *''[[La storia di una monaca]]'' (1959) *''[[Operazione sottoveste]]'' ‎(1959) *''[[Strategia di una rapina]]'' ‎(1959) *''[[Il figlio di Giuda]]'' (1960) *''[[L'appartamento]]'' (1960) *''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960) *''[[Lettere di una novizia]]'' (1960) *''[[Occhi senza volto]]'' (1960) *''[[Angeli con la pistola]]'' (1961) *''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961) *''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961) *''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961) *''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961) *''[[La viaccia]]'' (1961) *''[[Uno, due, tre!]]'' (1961) *''[[Viridiana]]'' (1961) *''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962) *''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]'' (1962) *''[[Il promontorio della paura]]'' (1962) *''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]'' (1962) *''[[La cuccagna (film 1962)|La cuccagna]]'' (1962) *''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]'' (1962) *''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962) *''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962) *''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962) *''[[Uno sguardo dal ponte]]'' (1962) *''[[A 007, dalla Russia con amore (film)|A 007, dalla Russia con amore]]'' (1963) ‎ *''[[Gli uccelli]]'' (1963) *''[[Il cardinale]]'' (1963) *''[[Il vecchio testamento]]'' (1963) *''[[Irma la dolce]]'' (1963) *''[[La parmigiana]]'' (1963) *''[[Le folli notti del dottor Jerryll]]'' (1963) *''[[Sciarada (film)|Sciarada]]'' (1963) *''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964) *''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964) *''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964) *''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964) *''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964) *''[[Insieme a Parigi]]'' (1964) *''[[Marnie]]'' (1964) *''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964) *''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]'' (1964) *''[[Agente 007 - Thunderball: Operazione tuono]]'' ‎(1965) *''[[Il dottor Živago]]'' (1965) *''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965) *''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965) *''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' ‎(1965) *''[[Detective's Story]]'' (1966) *''[[Il sipario strappato]]'' (1966) *''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966) *''[[Nevada Smith]]'' (1966) *''[[Questa ragazza è di tutti]]'' (1966) *''[[Quien sabe?]]'' (1966) *''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966) *''[[Un uomo, una donna]]'' (1966) *''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967) *''[[Il medico della mutua]]'' (1968) *''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968) *''[[Hello, Dolly!]]'' ‎(1969) *''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969) *''[[Il piccolo grande uomo]]'' (1970) *''[[La figlia di Ryan]]'' (1970) *''[[Il gatto a nove code]]'' (1971) *''[[Rapina record a New York]]'' (1971) *''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972) *''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972) *''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]'' (1975) *''[[Il mostro (film 1977)|Il mostro]]'' (1977) *''[[La febbre del sabato sera]]'' (1977) *''[[Capricorn One]]'' (1978) *''[[Il paradiso può attendere]]'' ‎(1978) *''[[Tornando a casa]]'' (1978) *''[[Superman (film)|Superman]]'' (1978) *''[[Kramer contro Kramer]]'' (1979) *''[[Moonraker - Operazione spazio]]'' ‎(1979) *''[[American Gigolò]]'' (1980) *''[[Superman II]]'' ‎(1980) *''[[Atmosfera zero]]'' (1981) *''[[Excalibur]]'' (1981) *''[[Quella villa accanto al cimitero]]'' (1981) *''[[Scontro di titani]]'' (1981) *''[[Blade Runner]]'' (1982) *''[[Gandhi (film)|Gandhi]]'' (1982) *''[[Victor Victoria]]'' (1982) *''[[Il grande freddo]]'' (1983) *''[[Superman III]]'' (1983) *''[[Yentl]]'' (1983) *''[[C'era una volta in America]]'' (1984) *''[[Agnese di Dio]]'' (1985) *''[[Interno berlinese]]'' (1985) *''[[La mia Africa]]'' (1985) *''[[Phenomena]]'' (1985) *''[[Figli di un dio minore]]'' (1986) *''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986) *''[[Appuntamento al buio]]'' (1987) *''[[Lo squalo 4 - La vendetta]]'' (1987) *''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988) *''[[Frantic]]''‎ (1988) *''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989) *''[[Hook - Capitan Uncino]]'' (1991) *''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]'' (1992) *''[[La morte ti fa bella]]'' (1992) *''[[Nome in codice: Nina]]'' (1993) *''[[C'eravamo tanto odiati]]'' (1994) *''[[Cara, insopportabile Tess]]''‎ (1994) *''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994) *''[[Forrest Gump]]'' (1994) *''[[I Flintstones (film)|I Flinstones]]'' (1994) *''[[I ricordi di Abbey]]'' (1994) *''[[Il cliente (film)|Il cliente]]'' (1994) *''[[I ponti di Madison County]]'' (1995) *''[[Sabrina (film 1995)| Sabrina]]'' (1995) *''[[Mission: Impossible]]'' (1996) *''[[L'avvocato del diavolo]]'' (1997) *''[[Gioco a due]]'' (1999) *''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999) *''[[Magnolia (film)|Magnolia]]'' (1999) *''[[Ogni maledetta domenica - Any Given Sunday]]'' (1999) *''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999) *''[[A.I. - Intelligenza artificiale]]'' (2001) *''[[Donnie Darko]]'' (2001) *''[[Spy Game]]'' ‎(2001) *''[[Il ladro di orchidee]]'' (2002) *''[[Matrimonio impossibile]]'' (2003)‎ *''[[Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi]]'' (2004) *''[[Mi presenti i tuoi?]]'' (2004) *''[[2 single a nozze - Wedding Crashers]]'' (2005) ‎ *''[[La famiglia omicidi]]'' (2005) *''[[Quel mostro di suocera]]'' (2005) *''[[V per Vendetta]]'' (2005) *''[[Il diavolo veste Prada]]'' (2006) *''[[Inland Empire - L'impero della mente]]'' (2006) *''[[The Fountain - L'albero della vita]]'' (2006) *''[[The Grudge 2]]'' (2006) *''[[Leoni per agnelli]]'' (2007) *''[[Il dubbio (film 2008)|Il dubbio]]'' (2008) *''[[L'acchiappadenti]]'' ‎(2010) *''[[Wall Street - Il denaro non dorme mai]]'' (2010) *''[[The Iron Lady]]'' (2011) *''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013) *''[[Suffragette (film)|Suffragette]]'' (2015) *''[[Youth - La giovinezza]]'' ‎(2015) *''[[Florence]]'' (2016) *''[[Piccole donne (film 2019)|Piccole donne]]'' (2019) *''[[Don't Look Up]]'' (2021) {{div col end}} ===Film d'animazione=== {{div col|strette}} *''[[La bella addormentata nel bosco]]'' (1959) *''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961) *''[[Alla ricerca della Valle Incantata]]'' (1988) *''[[Kiki - Consegne a domicilio]]'' (1989) *''[[Il castello errante di Howl]]'' (2004) *''[[Shrek 2]]'' (2004) *''[[Shrek terzo]]'' (2007) *''[[Fantastic Mr. Fox]]'' (2009) *''[[Shrek e vissero felici e contenti]]'' (2010) {{div col end}} ===Serie televisive=== {{div col|strette}} *''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976) *''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978) *''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985) *''[[La signora del West]]'' (1993-1998) *''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995) *''[[Jesus (miniserie televisiva)|Jesus]]'' (1999) *''[[L'onore e il rispetto]]'' (2017) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Di Meo, Maria Pia}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] nbg9u0v0sioj7w8jn87j25k6y4x1vj6 Utente:Carnby 2 144030 1415825 1343018 2026-06-06T13:08:42Z Carnby 10152 1415825 wikitext text/x-wiki {{#babel:it-N|en-3|es-2|fr-1|la-1|grc-0|de-0}} *[[Utente:Carnby/Sandbox]] *[[Wikiquote:Bar#Citazione_di_Luigi_Giussani|Bar]] *[[:en:User:Carnby|User:Carnby]] mngymncr74jqofdj4bfn12x4rn21wdc Kylian Mbappé 0 156216 1415855 1376632 2026-06-06T16:26:11Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Kylian Mbappé */ +1 1415855 wikitext text/x-wiki [[File:Kylian Mbappé Russia 2018.jpg|thumb|Kylian Mbappé (2018)]] '''Kylian Mbappé Lottin''' (1998 – vivente), calciatore francese. ==Citazioni di Kylian Mbappé== {{cronologico}} *{{NDR|Dopo gli insulti [[razzismo|razzisti]] subiti dopo l'eliminazione della Francia all'europeo 2020}} Gli dissi {{NDR|al presidente federale}} che non potevo giocare per gente che pensa che sono una scimmia. Ma ci ho riflettuto insieme alle persone che giocano con me e che mi incoraggiano e penso che non sarebbe stato un buon messaggio quello di abbandonare. Penso di essere un esempio per molti, quindi non ho mollato la nazionale perché il mio messaggio alle nuove generazioni è quello di dire che siamo più forti di tutto questo.<ref>Da un'intervista a ''Sports Illustrated''; citato in Alessandro Grandesso, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/11-11-2022/francia-kylian-mbappe-macron-psg-mondiali-4501064041665.shtml Mbappè e il quasi addio ai Bleus: “Non posso giocare per chi mi chiama scimmia"]'', ''gazzetta.it'', 11 novembre 2022.</ref> *[[Scimmia]], mi urlavano scimmia. A causa loro e della loro [[ignoranza]] ho pensato di smettere di giocare a calcio.<ref>Da un'intervista a ''Sports Illustrated''; citato in ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2022/11/11/news/mbappe_scimmia_francia_rigore_sbagliato_lascia_calcio-374091638/ Mbappé shock: "Ho pensato di lasciare la Francia, mi chiamavano scimmia e nessuno mi ha difeso"]'', ''repubblica.it'', 11 novembre 2022.</ref> *Siamo in un momento cruciale per il nostro Paese. Bisogna sistemare le cose e avere il senso delle priorità. Prima di tutto siamo cittadini e non dobbiamo essere disconnessi dalla realtà del nostro Paese. Voglio rivolgermi a tutte le persone e alle giovani generazioni: possiamo vedere chiaramente come gli estremisti {{NDR|di [[Rassemblement National]]}} siano alle porte del potere. Invito la gente a votare {{NDR|alle [[Elezioni legislative in Francia del 2024|elezioni legislative 2024]]}}. Questo è un momento molto importante nella storia della Francia [...] Io chiedo di votare contro gli estremisti contro coloro che dividono. Voglio rappresentare un Paese che corrisponda ai miei valori. Abbiamo l’opportunità di scegliere il futuro della Francia. Non dobbiamo nasconderci. Diciamo spesso che non bisogna mischiare [[politica]] e calcio, ma questo è importante [...] Spero che la mia voce arrivi il più possibile. Dobbiamo identificarci con i valori della [[tolleranza]], del [[rispetto]], della diversità. Ogni voce conta. Spero che faremo la scelta giusta e spero che il 7 luglio saremo ancora orgogliosi di indossare questa maglia. Come squadra abbiamo pensato di fare qualcosa. È difficile esprimersi qui, davanti a tutti e per tutti. Ci abbiamo pensato e faremo presto qualcosa. Ognuno fa la propria analisi. Non importa quello che diranno, ci saranno pro e contro. Siamo calciatori, ma siamo cittadini francesi e non siamo estranei alla situazione che sta vivendo la Francia. Abbiamo [[libertà di espressione]]. Personalmente seguo ciò che mi sembra più importante. C’è un dovere civico per i cittadini francesi. Il calcio ha la capacità di unire.<ref>Citato in ''[https://tg.la7.it/sport/francia-mbappe-si-schiera-thuram-votate-contro-gli-estremisti-quelli-dividono-16-06-2024-215677 Francia, Mbappé si schiera con Thuram: "Votate contro gli estremisti e quelli che dividono"]'', ''tg.la7.it'', 16 giugno 2024.</ref> *È veramente urgente andare a votare al secondo turno {{NDR|delle [[Elezioni legislative in Francia del 2024|elezioni legislative 2024]]}}. I risultati del primo sono stati catastrofici. Uscite di casa e andate a votare facendo la scelta giusta. È un momento cruciale per la storia del nostro Paese.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/07/05/mbappe-appello-a-votare-contro-lepen-francia/7612601/ Mbappé, appello per il voto contro Le Pen in Francia: “Risultati del primo turno catastrofici, fate la scelta giusta”]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 5 luglio 2024.</ref> *[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Messi]] talento puro e Ronaldo solo duro lavoro? Dimmi che Cristiano non ha talento o che Messi non è un lavoratore instancabile. Solo chi non ha mai giocato può dire una cosa del genere. È molto semplice.<Dall'intervista rilasciata a ''Sorare'', citato in Matteo Palmisano,''[https://www.calciomercato.com/liste/mbappe-messi-talento-e-ronaldo-solo-lavoro-duro-chi-lo-dice-non-ha-mai-giocato-a-calcio/bltc7a5f5e16e496abe Mbappé: "Messi talento e Ronaldo solo lavoro duro? Chi lo dice non ha mai giocato a calcio"]'', ''calciomercato.com'', 6 giugno 2026.</ref> ==Citazioni su Kylian Mbappé== *Mbappé [...] ha una caratteristica che nel [[Calcio (sport)|calcio]] di oggi è fondamentale: la [[velocità]], che gli permette di primeggiare ma soprattutto da il vantaggio alla propria squadra di creare alternative offensive e di spezzare da un momento all'altro le partite con le sue accelerazioni, oltre a un ottimo fiuto per il [[gol]], costringendo di fatto gli avversari a preparare la partita in maniera diversa. ([[Luca Marchegiani]]) *Non si può discutere uno come lui. Eravamo in grande confidenza a Parigi, mi voleva bene e gliene volevo. All'epoca aveva del buono dentro, era un ragazzo sano. Se avesse avuto suggeritori vicino di un certo livello avrebbe potuto fare meglio di quanto fatto. Uno come lui, per le doti tecniche e fisiche, non ha limiti, il Pallone d'Oro è l'arrivo normale. ([[Gianluigi Buffon]]) *Una follia di giocatore, fuori dal mondo in tutto. Fisicamente è mostruoso, e ora anche tecnicamente: ogni tiro, un gol. ([[Dejan Kulusevski]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Calciatori francesi|Mbappé, Kylian]] chbwco3z5cngucmfu9f7sjcx2sgyehh 1415856 1415855 2026-06-06T16:26:32Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Kylian Mbappé */ 1415856 wikitext text/x-wiki [[File:Kylian Mbappé Russia 2018.jpg|thumb|Kylian Mbappé (2018)]] '''Kylian Mbappé Lottin''' (1998 – vivente), calciatore francese. ==Citazioni di Kylian Mbappé== {{cronologico}} *{{NDR|Dopo gli insulti [[razzismo|razzisti]] subiti dopo l'eliminazione della Francia all'europeo 2020}} Gli dissi {{NDR|al presidente federale}} che non potevo giocare per gente che pensa che sono una scimmia. Ma ci ho riflettuto insieme alle persone che giocano con me e che mi incoraggiano e penso che non sarebbe stato un buon messaggio quello di abbandonare. Penso di essere un esempio per molti, quindi non ho mollato la nazionale perché il mio messaggio alle nuove generazioni è quello di dire che siamo più forti di tutto questo.<ref>Da un'intervista a ''Sports Illustrated''; citato in Alessandro Grandesso, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/11-11-2022/francia-kylian-mbappe-macron-psg-mondiali-4501064041665.shtml Mbappè e il quasi addio ai Bleus: “Non posso giocare per chi mi chiama scimmia"]'', ''gazzetta.it'', 11 novembre 2022.</ref> *[[Scimmia]], mi urlavano scimmia. A causa loro e della loro [[ignoranza]] ho pensato di smettere di giocare a calcio.<ref>Da un'intervista a ''Sports Illustrated''; citato in ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2022/11/11/news/mbappe_scimmia_francia_rigore_sbagliato_lascia_calcio-374091638/ Mbappé shock: "Ho pensato di lasciare la Francia, mi chiamavano scimmia e nessuno mi ha difeso"]'', ''repubblica.it'', 11 novembre 2022.</ref> *Siamo in un momento cruciale per il nostro Paese. Bisogna sistemare le cose e avere il senso delle priorità. Prima di tutto siamo cittadini e non dobbiamo essere disconnessi dalla realtà del nostro Paese. Voglio rivolgermi a tutte le persone e alle giovani generazioni: possiamo vedere chiaramente come gli estremisti {{NDR|di [[Rassemblement National]]}} siano alle porte del potere. Invito la gente a votare {{NDR|alle [[Elezioni legislative in Francia del 2024|elezioni legislative 2024]]}}. Questo è un momento molto importante nella storia della Francia [...] Io chiedo di votare contro gli estremisti contro coloro che dividono. Voglio rappresentare un Paese che corrisponda ai miei valori. Abbiamo l’opportunità di scegliere il futuro della Francia. Non dobbiamo nasconderci. Diciamo spesso che non bisogna mischiare [[politica]] e calcio, ma questo è importante [...] Spero che la mia voce arrivi il più possibile. Dobbiamo identificarci con i valori della [[tolleranza]], del [[rispetto]], della diversità. Ogni voce conta. Spero che faremo la scelta giusta e spero che il 7 luglio saremo ancora orgogliosi di indossare questa maglia. Come squadra abbiamo pensato di fare qualcosa. È difficile esprimersi qui, davanti a tutti e per tutti. Ci abbiamo pensato e faremo presto qualcosa. Ognuno fa la propria analisi. Non importa quello che diranno, ci saranno pro e contro. Siamo calciatori, ma siamo cittadini francesi e non siamo estranei alla situazione che sta vivendo la Francia. Abbiamo [[libertà di espressione]]. Personalmente seguo ciò che mi sembra più importante. C’è un dovere civico per i cittadini francesi. Il calcio ha la capacità di unire.<ref>Citato in ''[https://tg.la7.it/sport/francia-mbappe-si-schiera-thuram-votate-contro-gli-estremisti-quelli-dividono-16-06-2024-215677 Francia, Mbappé si schiera con Thuram: "Votate contro gli estremisti e quelli che dividono"]'', ''tg.la7.it'', 16 giugno 2024.</ref> *È veramente urgente andare a votare al secondo turno {{NDR|delle [[Elezioni legislative in Francia del 2024|elezioni legislative 2024]]}}. I risultati del primo sono stati catastrofici. Uscite di casa e andate a votare facendo la scelta giusta. È un momento cruciale per la storia del nostro Paese.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/07/05/mbappe-appello-a-votare-contro-lepen-francia/7612601/ Mbappé, appello per il voto contro Le Pen in Francia: “Risultati del primo turno catastrofici, fate la scelta giusta”]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 5 luglio 2024.</ref> *[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Messi]] talento puro e Ronaldo solo duro lavoro? Dimmi che Cristiano non ha talento o che Messi non è un lavoratore instancabile. Solo chi non ha mai giocato può dire una cosa del genere. È molto semplice.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''Sorare'', citato in Matteo Palmisano,''[https://www.calciomercato.com/liste/mbappe-messi-talento-e-ronaldo-solo-lavoro-duro-chi-lo-dice-non-ha-mai-giocato-a-calcio/bltc7a5f5e16e496abe Mbappé: "Messi talento e Ronaldo solo lavoro duro? Chi lo dice non ha mai giocato a calcio"]'', ''calciomercato.com'', 6 giugno 2026.</ref> ==Citazioni su Kylian Mbappé== *Mbappé [...] ha una caratteristica che nel [[Calcio (sport)|calcio]] di oggi è fondamentale: la [[velocità]], che gli permette di primeggiare ma soprattutto da il vantaggio alla propria squadra di creare alternative offensive e di spezzare da un momento all'altro le partite con le sue accelerazioni, oltre a un ottimo fiuto per il [[gol]], costringendo di fatto gli avversari a preparare la partita in maniera diversa. ([[Luca Marchegiani]]) *Non si può discutere uno come lui. Eravamo in grande confidenza a Parigi, mi voleva bene e gliene volevo. All'epoca aveva del buono dentro, era un ragazzo sano. Se avesse avuto suggeritori vicino di un certo livello avrebbe potuto fare meglio di quanto fatto. Uno come lui, per le doti tecniche e fisiche, non ha limiti, il Pallone d'Oro è l'arrivo normale. ([[Gianluigi Buffon]]) *Una follia di giocatore, fuori dal mondo in tutto. Fisicamente è mostruoso, e ora anche tecnicamente: ogni tiro, un gol. ([[Dejan Kulusevski]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Calciatori francesi|Mbappé, Kylian]] 25ax23hm19y99ouxerr228w1vmkz8fc 1415857 1415856 2026-06-06T16:26:59Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Kylian Mbappé */ 1415857 wikitext text/x-wiki [[File:Kylian Mbappé Russia 2018.jpg|thumb|Kylian Mbappé (2018)]] '''Kylian Mbappé Lottin''' (1998 – vivente), calciatore francese. ==Citazioni di Kylian Mbappé== {{cronologico}} *{{NDR|Dopo gli insulti [[razzismo|razzisti]] subiti dopo l'eliminazione della Francia all'europeo 2020}} Gli dissi {{NDR|al presidente federale}} che non potevo giocare per gente che pensa che sono una scimmia. Ma ci ho riflettuto insieme alle persone che giocano con me e che mi incoraggiano e penso che non sarebbe stato un buon messaggio quello di abbandonare. Penso di essere un esempio per molti, quindi non ho mollato la nazionale perché il mio messaggio alle nuove generazioni è quello di dire che siamo più forti di tutto questo.<ref>Da un'intervista a ''Sports Illustrated''; citato in Alessandro Grandesso, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/11-11-2022/francia-kylian-mbappe-macron-psg-mondiali-4501064041665.shtml Mbappè e il quasi addio ai Bleus: “Non posso giocare per chi mi chiama scimmia"]'', ''gazzetta.it'', 11 novembre 2022.</ref> *[[Scimmia]], mi urlavano scimmia. A causa loro e della loro [[ignoranza]] ho pensato di smettere di giocare a calcio.<ref>Da un'intervista a ''Sports Illustrated''; citato in ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2022/11/11/news/mbappe_scimmia_francia_rigore_sbagliato_lascia_calcio-374091638/ Mbappé shock: "Ho pensato di lasciare la Francia, mi chiamavano scimmia e nessuno mi ha difeso"]'', ''repubblica.it'', 11 novembre 2022.</ref> *Siamo in un momento cruciale per il nostro Paese. Bisogna sistemare le cose e avere il senso delle priorità. Prima di tutto siamo cittadini e non dobbiamo essere disconnessi dalla realtà del nostro Paese. Voglio rivolgermi a tutte le persone e alle giovani generazioni: possiamo vedere chiaramente come gli estremisti {{NDR|di [[Rassemblement National]]}} siano alle porte del potere. Invito la gente a votare {{NDR|alle [[Elezioni legislative in Francia del 2024|elezioni legislative 2024]]}}. Questo è un momento molto importante nella storia della Francia [...] Io chiedo di votare contro gli estremisti contro coloro che dividono. Voglio rappresentare un Paese che corrisponda ai miei valori. Abbiamo l’opportunità di scegliere il futuro della Francia. Non dobbiamo nasconderci. Diciamo spesso che non bisogna mischiare [[politica]] e calcio, ma questo è importante [...] Spero che la mia voce arrivi il più possibile. Dobbiamo identificarci con i valori della [[tolleranza]], del [[rispetto]], della diversità. Ogni voce conta. Spero che faremo la scelta giusta e spero che il 7 luglio saremo ancora orgogliosi di indossare questa maglia. Come squadra abbiamo pensato di fare qualcosa. È difficile esprimersi qui, davanti a tutti e per tutti. Ci abbiamo pensato e faremo presto qualcosa. Ognuno fa la propria analisi. Non importa quello che diranno, ci saranno pro e contro. Siamo calciatori, ma siamo cittadini francesi e non siamo estranei alla situazione che sta vivendo la Francia. Abbiamo [[libertà di espressione]]. Personalmente seguo ciò che mi sembra più importante. C’è un dovere civico per i cittadini francesi. Il calcio ha la capacità di unire.<ref>Citato in ''[https://tg.la7.it/sport/francia-mbappe-si-schiera-thuram-votate-contro-gli-estremisti-quelli-dividono-16-06-2024-215677 Francia, Mbappé si schiera con Thuram: "Votate contro gli estremisti e quelli che dividono"]'', ''tg.la7.it'', 16 giugno 2024.</ref> *È veramente urgente andare a votare al secondo turno {{NDR|delle [[Elezioni legislative in Francia del 2024|elezioni legislative 2024]]}}. I risultati del primo sono stati catastrofici. Uscite di casa e andate a votare facendo la scelta giusta. È un momento cruciale per la storia del nostro Paese.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/07/05/mbappe-appello-a-votare-contro-lepen-francia/7612601/ Mbappé, appello per il voto contro Le Pen in Francia: “Risultati del primo turno catastrofici, fate la scelta giusta”]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 5 luglio 2024.</ref> *[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Messi]] talento puro e Ronaldo solo duro lavoro? Dimmi che Cristiano non ha talento o che Messi non è un lavoratore instancabile. Solo chi non ha mai giocato può dire una cosa del genere. È molto semplice.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''Sorare''; citato in Matteo Palmisano,''[https://www.calciomercato.com/liste/mbappe-messi-talento-e-ronaldo-solo-lavoro-duro-chi-lo-dice-non-ha-mai-giocato-a-calcio/bltc7a5f5e16e496abe Mbappé: "Messi talento e Ronaldo solo lavoro duro? Chi lo dice non ha mai giocato a calcio"]'', ''calciomercato.com'', 6 giugno 2026.</ref> ==Citazioni su Kylian Mbappé== *Mbappé [...] ha una caratteristica che nel [[Calcio (sport)|calcio]] di oggi è fondamentale: la [[velocità]], che gli permette di primeggiare ma soprattutto da il vantaggio alla propria squadra di creare alternative offensive e di spezzare da un momento all'altro le partite con le sue accelerazioni, oltre a un ottimo fiuto per il [[gol]], costringendo di fatto gli avversari a preparare la partita in maniera diversa. ([[Luca Marchegiani]]) *Non si può discutere uno come lui. Eravamo in grande confidenza a Parigi, mi voleva bene e gliene volevo. All'epoca aveva del buono dentro, era un ragazzo sano. Se avesse avuto suggeritori vicino di un certo livello avrebbe potuto fare meglio di quanto fatto. Uno come lui, per le doti tecniche e fisiche, non ha limiti, il Pallone d'Oro è l'arrivo normale. ([[Gianluigi Buffon]]) *Una follia di giocatore, fuori dal mondo in tutto. Fisicamente è mostruoso, e ora anche tecnicamente: ogni tiro, un gol. ([[Dejan Kulusevski]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Calciatori francesi|Mbappé, Kylian]] 0yaxp1gg5koqsnwykc7ss8oitmnw0vn 1415858 1415857 2026-06-06T16:27:17Z SirPsych0 33615 /* Citazioni di Kylian Mbappé */ 1415858 wikitext text/x-wiki [[File:Kylian Mbappé Russia 2018.jpg|thumb|Kylian Mbappé (2018)]] '''Kylian Mbappé Lottin''' (1998 – vivente), calciatore francese. ==Citazioni di Kylian Mbappé== {{cronologico}} *{{NDR|Dopo gli insulti [[razzismo|razzisti]] subiti dopo l'eliminazione della Francia all'europeo 2020}} Gli dissi {{NDR|al presidente federale}} che non potevo giocare per gente che pensa che sono una scimmia. Ma ci ho riflettuto insieme alle persone che giocano con me e che mi incoraggiano e penso che non sarebbe stato un buon messaggio quello di abbandonare. Penso di essere un esempio per molti, quindi non ho mollato la nazionale perché il mio messaggio alle nuove generazioni è quello di dire che siamo più forti di tutto questo.<ref>Da un'intervista a ''Sports Illustrated''; citato in Alessandro Grandesso, ''[https://www.gazzetta.it/Calcio/Mondiali/11-11-2022/francia-kylian-mbappe-macron-psg-mondiali-4501064041665.shtml Mbappè e il quasi addio ai Bleus: “Non posso giocare per chi mi chiama scimmia"]'', ''gazzetta.it'', 11 novembre 2022.</ref> *[[Scimmia]], mi urlavano scimmia. A causa loro e della loro [[ignoranza]] ho pensato di smettere di giocare a calcio.<ref>Da un'intervista a ''Sports Illustrated''; citato in ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2022/11/11/news/mbappe_scimmia_francia_rigore_sbagliato_lascia_calcio-374091638/ Mbappé shock: "Ho pensato di lasciare la Francia, mi chiamavano scimmia e nessuno mi ha difeso"]'', ''repubblica.it'', 11 novembre 2022.</ref> *Siamo in un momento cruciale per il nostro Paese. Bisogna sistemare le cose e avere il senso delle priorità. Prima di tutto siamo cittadini e non dobbiamo essere disconnessi dalla realtà del nostro Paese. Voglio rivolgermi a tutte le persone e alle giovani generazioni: possiamo vedere chiaramente come gli estremisti {{NDR|di [[Rassemblement National]]}} siano alle porte del potere. Invito la gente a votare {{NDR|alle [[Elezioni legislative in Francia del 2024|elezioni legislative 2024]]}}. Questo è un momento molto importante nella storia della Francia [...] Io chiedo di votare contro gli estremisti contro coloro che dividono. Voglio rappresentare un Paese che corrisponda ai miei valori. Abbiamo l’opportunità di scegliere il futuro della Francia. Non dobbiamo nasconderci. Diciamo spesso che non bisogna mischiare [[politica]] e calcio, ma questo è importante [...] Spero che la mia voce arrivi il più possibile. Dobbiamo identificarci con i valori della [[tolleranza]], del [[rispetto]], della diversità. Ogni voce conta. Spero che faremo la scelta giusta e spero che il 7 luglio saremo ancora orgogliosi di indossare questa maglia. Come squadra abbiamo pensato di fare qualcosa. È difficile esprimersi qui, davanti a tutti e per tutti. Ci abbiamo pensato e faremo presto qualcosa. Ognuno fa la propria analisi. Non importa quello che diranno, ci saranno pro e contro. Siamo calciatori, ma siamo cittadini francesi e non siamo estranei alla situazione che sta vivendo la Francia. Abbiamo [[libertà di espressione]]. Personalmente seguo ciò che mi sembra più importante. C’è un dovere civico per i cittadini francesi. Il calcio ha la capacità di unire.<ref>Citato in ''[https://tg.la7.it/sport/francia-mbappe-si-schiera-thuram-votate-contro-gli-estremisti-quelli-dividono-16-06-2024-215677 Francia, Mbappé si schiera con Thuram: "Votate contro gli estremisti e quelli che dividono"]'', ''tg.la7.it'', 16 giugno 2024.</ref> *È veramente urgente andare a votare al secondo turno {{NDR|delle [[Elezioni legislative in Francia del 2024|elezioni legislative 2024]]}}. I risultati del primo sono stati catastrofici. Uscite di casa e andate a votare facendo la scelta giusta. È un momento cruciale per la storia del nostro Paese.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/07/05/mbappe-appello-a-votare-contro-lepen-francia/7612601/ Mbappé, appello per il voto contro Le Pen in Francia: “Risultati del primo turno catastrofici, fate la scelta giusta”]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 5 luglio 2024.</ref> *[[Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo|Messi]] talento puro e Ronaldo solo duro lavoro? Dimmi che Cristiano non ha talento o che Messi non è un lavoratore instancabile. Solo chi non ha mai giocato può dire una cosa del genere. È molto semplice.<ref>Dall'intervista rilasciata a ''Sorare''; citato in Matteo Palmisano, ''[https://www.calciomercato.com/liste/mbappe-messi-talento-e-ronaldo-solo-lavoro-duro-chi-lo-dice-non-ha-mai-giocato-a-calcio/bltc7a5f5e16e496abe Mbappé: "Messi talento e Ronaldo solo lavoro duro? Chi lo dice non ha mai giocato a calcio"]'', ''calciomercato.com'', 6 giugno 2026.</ref> ==Citazioni su Kylian Mbappé== *Mbappé [...] ha una caratteristica che nel [[Calcio (sport)|calcio]] di oggi è fondamentale: la [[velocità]], che gli permette di primeggiare ma soprattutto da il vantaggio alla propria squadra di creare alternative offensive e di spezzare da un momento all'altro le partite con le sue accelerazioni, oltre a un ottimo fiuto per il [[gol]], costringendo di fatto gli avversari a preparare la partita in maniera diversa. ([[Luca Marchegiani]]) *Non si può discutere uno come lui. Eravamo in grande confidenza a Parigi, mi voleva bene e gliene volevo. All'epoca aveva del buono dentro, era un ragazzo sano. Se avesse avuto suggeritori vicino di un certo livello avrebbe potuto fare meglio di quanto fatto. Uno come lui, per le doti tecniche e fisiche, non ha limiti, il Pallone d'Oro è l'arrivo normale. ([[Gianluigi Buffon]]) *Una follia di giocatore, fuori dal mondo in tutto. Fisicamente è mostruoso, e ora anche tecnicamente: ogni tiro, un gol. ([[Dejan Kulusevski]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Calciatori francesi|Mbappé, Kylian]] qcrc6nuvpo1x9hvfjz0gjsp6i0udc3y Madagascar 3 - Ricercati in Europa 0 167842 1415936 1377761 2026-06-07T09:58:29Z ~2026-33754-85 107418 /* Frasi */ 1415936 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Madagascar 3 - Ricercati in Europa |titolo alfabetico = [[File:Madagascar 3 Europe&#039;s Most Wanted logo.svg|thumb|]] |titolo originale = Madagascar 3: Europe's Most Wanted |lingua originale = [[Lingua inglese|inglese]] |paese = Stati Uniti d'America |anno uscita = [[2012]] |aspect ratio = 1.78:1 |genere = animazione |genere 2 = commedia |genere 3 = avventura |regista = [[Eric Darnell]], [[Conrad Vernon]], [[Tom McGrath (animatore)|Tom McGrath]] |soggetto = Eric Darnell, Conrad Vernon, Tom McGrath |sceneggiatore = [[Noah Baumbach]], [[Eric Darnell]] |produttore = [[Mireille Soria]], [[Mark Swift]] |produttore esecutivo = |casa produzione = [[DreamWorks Animation]] |casa distribuzione italiana = [[Paramount Pictures]]<br />[[United International Pictures]] |storyboard = |art director = |character design = |animatore = |doppiatori originali = *[[Ben Stiller]]: Alex *[[Chris Rock]]: Marty *[[David Schwimmer]]: Melman *[[Jada Pinkett Smith]]: Gloria *[[Sacha Baron Cohen]]: Re Julien *[[Cedric the Entertainer]]: Maurice *[[Andy Richter]]: Mortino *[[Tom McGrath (animatore)|Tom McGrath]]: Skipper/poliziotto numero 1 *[[Frances McDormand]]: capitano Chantal DuBois *[[Jessica Chastain]]: Gia *[[Bryan Cranston]]: Vitaly *[[Martin Short]]: Stefano *[[Chris Miller (animatore)|Chris Miller]]: Kowalski *[[Christopher Knights]]: Soldato *[[Conrad Vernon]]: Mason/poliziotto numero 2 *[[Vinnie Jones]]: Freddie il cane *[[Steve Jones (attore)|Steve Jones]]: Jonesy il cane *[[Nick Fletcher]]: Frankie il cane *[[Paz Vega]]: Esmeralda/Esperanza/Ernestina *[[Frank Welker]]: Sonya l'orso *[[Danny Jacobs]]: Croupier *[[Dan O'Connor]]: sindaco di New York *[[Eric Darnell]]: comandante *[[Stephen Kearin]]: poliziotto numero 4 |doppiatori italiani = *[[Ale e Franz|Ale]]: Alex *[[Ale e Franz|Franz]]: Marty *[[Roberto Gammino]]: Melman *[[Chiara Colizzi]]: Gloria *[[Oreste Baldini]]: Re Julien *[[Roberto Draghetti]]: Maurice *[[Massimiliano Alto]]: Mortino *[[Luigi Ferraro (doppiatore)|Luigi Ferraro]]: Skipper *[[Barbara Castracane]]: capitano Chantal DuBois *[[Chiara Gioncardi]]: Gia *[[Fabrizio Pucci]]: Vitaly *[[Stefano Benassi]]: Stefano *[[Gerolamo Alchieri]]: Kowalski *[[Franco Mannella]]: Soldato *[[Massimo Bitossi]]: Mason *[[Elena Morara]]: Esmeralda *[[Micaela Incitti]]: Esperanza |fotografo = |montatore = [[Nick Fletcher]] |effetti speciali = |musicista = [[Hans Zimmer]] |scenografo = |costumista = |truccatore = |sfondo = }} '''''Madagascar 3 - Ricercati in Europa''''', film di animazione statunitense del 2012 ==Frasi== *Gli scimpanzé sono come fumo e dove c'è fumo, c'è arrosto. E per arrosto intendo i pinguini. ('''Alex''') {{NDR|ai suoi amici mentre spiano gli scimpanzé e i pinguini dal soffitto del Casinò di Monte Carlo}} *Quelli del circo restano sempre uniti. ('''Gia''') *Sono come un bastoncino di zucchero in un film in bianco e nero. ('''Marty''') {{NDR|quando DuBois gli ha sparato una freccetta narcotizzante}} *Non mi fido del leone. Ha la chioma troppo lucente. Roba da [[leonessa|leonesse]]... ('''Vitaly''') *Il mio piede sinistro funziona benissimo, ma non riuscirei comunque a [[cammino|camminare]] se non ci fosse il destro! ('''Alex''') {{NDR|a Vitaly per farlo convincere a entrare in scena nel circo di Londra}} *Questo sì che valeva il prezzo del biglietto! ('''Skipper''') {{NDR|dopo aver visto un elefante afferrare un ragazzino tra il pubblico con il suo didietro}} *Dove c'è un [[circo]] c'è un [[leone]]! ('''DuBois''') {{NDR|dopo aver visto un manifesto del circo a Roma e dopo aver capito che Alex si trova lì}} *Cinque in alto, cinque in basso, fatti sotto, troppo lento! ('''Skipper''') {{NDR|dopo aver sparato DuBois con il cannone del circo}} ==Dialoghi== *'''Maurice''': {{NDR|Squilla l'orologio con il timer}} Adesso!<br>'''Re Julien''': {{NDR|intento a trastullarsi con delle matite nel naso}} Sono un tantino occupato adesso...<br>'''Maurice''': Abbassa quella leva!!<br>'''Re Julien''': OK va bene... {{NDR|abbassa la leva della corrente elettrica, mandando in blackout il casinò}} *'''Melman''': Ragazzi, ci stanno inseguendo!<br/>'''Re Julien''': Paparazzi! *'''Skipper''': Ci serve più potenza, è arrivato il momento di accendere il reattore "nucliare" di Kowalski.<br/>'''Gloria''': Quello è un reattore nucleare?<br/>'''Skipper''': Nucliare. *{{NDR|Mentre DuBois e i suoi scagnozzi inseguono i protagonisti}}<br/>'''Alex''': Stai andando contromano, Marty!<br/>'''Marty''': Chiamami ''Marty-o Andretti''!<ref>Riferimento al pilota di Formula 1 Mario Andretti.</ref><br/>'''Alex''': No! Tu sei ''Schifio Andretti''!<br/>'''Marty''': Smettila di criticare la mia guida! ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} Ehi, Skipper! Alla fine, che cosa ne hai fatto della pazza? ('''Alex''') {{NDR|riferendo a DuBois}} ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Madagascar}} [[Categoria:Film commedia d'avventura]] [[Categoria:Film d'animazione]] rmpc0s32cvohd79f02gqa74dbji4mk5 Cesare Barbetti 0 170009 1415927 1412221 2026-06-07T07:51:49Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1415927 wikitext text/x-wiki [[File:Dagli Appennini alle Ande 1943 - Barbetti.jpg|thumb|Cesare Barbetti nel film ''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]'' (1943)]] '''Cesare Barbetti''' (1930 – 2006), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano. ==Citazioni di Cesare Barbetti== *Doppiare [...] è fare cultura.<ref name= Angeli /> *Io non doppio la bocca, la bocca l'ascolto. Io questo guardo, questa tua espressione e capisco dalla tua espressione quello che devo dire. Se devo continuare, se non devo continuare. Se vado bene, se vado male.<ref name= Angeli>Dall'intervista di Giancarlo De Angeli e Ciro Emanuele Sponzilli, 2 ottobre 2008, [https://www.youtube.com/watch?v=LOqarxvR_hg Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> ==Citazioni su Cesare Barbetti== *Il piccolo Cesare Barbetti si distacca per molte lunghezze dagli altri fanciulli che il cinema ha sperimentato. Che sia spuntato un nuovo [[Jackie Coogan]]? ([[Diego Calcagno]]) *Io mi ricordo che quando stavo al leggio con Cesare Barbetti, inevitabilmente quando vedi la battuta, c'è la battuta di quello che parla con te e nella testa te la dici. No? Quando provi, pensi anche la battuta dell'altro. Non la diceva mai come la pensavo io, ed era sempre perfetta. E lì ho capito che avevo tanto da imparare. ([[Simone Mori]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Attore=== {{div col}} *''[[Darò un milione]]'' (1935) *''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]'' (1943) *''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]'' (1945) *''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]'' (1972) *''[[Una gita scolastica]]'' (1983) *''[[Zeder]]'' (1983) *''[[Stanno tutti bene]]'' (1990) {{div col end}} ===Doppiatore=== ====Film==== {{div col|strette}} *''[[Cortigiana (film)|Cortigiana]]'' (1931) *''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]'' (1931) *''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935) *''[[Margherita Gauthier]]'' (1936) *''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]'' (1936) *''[[Giovane e innocente]]'' (1937) *''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' (1938) *''[[La voce nella tempesta]]'' (1939) *''[[Sfida infernale]]'' (1946) *''[[Fuga nel tempo]]'' (1948) *''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950) *''[[Il delitto perfetto]]'' (1954) *''[[Baby Doll - La bambola viva]]'' (1956) *''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956) *''[[Le colline bruciano]]'' (1956) *''[[Fluido mortale]]'' (1958) *''[[La mina]]'' (1958) *''[[Il mostro che uccide]]'' (1959) *''[[Soldati a cavallo]]'' (1959) *''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960) *''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962) *''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962) *''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962) *''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'' (1962) *''[[Gli Argonauti]]'' (1963) *''[[Il cardinale]]'' (1963) *''[[La grande fuga]]'' (1963) *''[[Ad ovest del Montana]]'' (1964) *''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964) *''[[Assassinio a bordo]]'' (1964) *''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964) *''[[Il Vangelo secondo Matteo]]'' (1964) *''[[L'ultimo uomo della Terra]]'' (1964) *''[[Io la conoscevo bene]]'' (1965) *''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965) *''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965) *''[[Le cinque chiavi del terrore]]'' (1965) *''[[Saul e David]]'' (1965) *''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965) *''[[Detective's Story]]'' (1966) *''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966) *''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966) *''[[Grand Prix]]'' (1966) *''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966) *''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966) *''[[Nevada Smith]]'' (1966) *''[[Questa ragazza è di tutti]]'' (1966) *''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966) *''[[L'astronave degli esseri perduti]]'' (1967) *''[[La calda notte dell'ispettore Tibbs]]'' (1967) *''[[La via del West]]'' (1967) *''[[La collina degli stivali]]'' (1969) *''[[Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue]]'' (1969) *''[[Metti, una sera a cena]]'' (1969) *''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968) *''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969) *''[[È ricca, la sposo e l'ammazzo]]'' (1971) *''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]'' (1971) *''[[Il gatto a nove code]]'' (1971) *''[[Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!]]'' (1971) *''[[Panico a Needle Park]]'' (1971) *''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971) *''[[Dalla Cina con furore]]'' (1972) *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente]]'' (1972) *''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972) *''[[Il lungo addio]]'' (1973) *''[[La stangata]]'' (1973) *''[[Papillon]]'' (1973) *''[[Il fantasma del palcoscenico]]'' (1974) *''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974) *''[[Flic Story]]'' (1975) *''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975) *''[[Il Corsaro Nero (film)|Il Corsaro Nero]]'' (1976) *''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976) *''[[Ridere per ridere]]'' (1977) *''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978) *''[[Capricorn One]]'' (1978) *''[[Il cacciatore]]'' (1978) *''[[Tornando a casa]]'' (1978) *''[[Zombi (film)|Zombi]]'' (1978) *''[[Brubaker]]'' (1980) *''[[The Elephant Man]]'' (1980) *''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981) *''[[L'assoluzione]]'' (1981) *''[[Tootsie]]'' (1982) *''[[Il grande freddo]]'' (1983) *''[[C'era una volta in America]]'' (1984) *''[[La mia Africa]]'' (1985) *''[[Phenomena]]'' (1985) *''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986) *''[[Figli di un dio minore]]'' (1986) *''[[L'inchiesta (film 1986)|L'inchiesta]]'' (1986) *''[[Rotta verso la Terra]]'' (1986) *''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit]]'' (1988) *''[[Il presidio - Scena di un crimine]]'' (1988) *''[[Un pesce di nome Wanda]]'' (1988) *''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989) *''[[Indiana Jones e l'ultima crociata]]'' (1989) *''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]'' (1989) *''[[Balla coi lupi]]'' (1990) *''[[Dick Tracy (film 1990)|Dick Tracy]]'' (1990) *''[[Giorni di tuono]]'' (1990) *''[[Havana (film)|Havana]]'' (1990) *''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990) *''[[Quei bravi ragazzi]]'' (1990) *''[[Ti amerò... fino ad ammazzarti]]'' (1990) *''[[Fuoco assassino]]'' (1991) *''[[JFK - Un caso ancora aperto]]'' (1991) *''[[Dracula di Bram Stoker]]'' (1992) *''[[La morte ti fa bella]]'' (1992) *''[[Geronimo (film)|Geronimo]]'' (1993) *''[[Jurassic Park (film)|Jurassic Park]]'' (1993) *''[[Proposta indecente]]'' (1993) *''[[Quel che resta del giorno (film)|Quel che resta del giorno]]'' (1993) *''[[Cara, insopportabile Tess]]'' (1994) *''[[Cronisti d'assalto]]'' (1994) *''[[Forrest Gump]]'' (1994) *''[[Frankenstein di Mary Shelley]]'' (1994) *''[[Generazioni (film)|Generazioni]]'' (1994) *''[[Giacobbe (film)|Giacobbe]]'' (1994) *''[[Heat - La sfida]]'' (1995) *''[[Sabrina (film 1995)| Sabrina]]'' (1995) *''[[Mission: Impossible]]'' (1996) *''[[La prova (film)|La prova]]'' (1996) *''[[Il rompiscatole]]'' (1996) *''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'' (1997) *''[[U Turn - Inversione di marcia]]'' (1997) *''[[Deep Impact (film)|Deep Impact]]'' (1998) *''[[Vi presento Joe Black]]'' (1998) *''[[Wild Wild West]]'' (1999) *''[[Traffic]]'' (2000) *''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001) *''[[Spy Game]]'' (2001) *''[[Vanilla Sky]]'' (2001) *''[[Zoolander]]'' (2001) *''[[John Q]]'' (2002) *''[[Io, robot (film)|Io, robot]]'' (2004) *''[[Ocean's Twelve]]'' (2004) *''[[Starsky & Hutch (film)|Starsky & Hutch]]'' (2004) *''[[Derby in famiglia]]'' (2005) *''[[Hostel]]'' (2005) *''[[Il vento del perdono]]'' (2005) *''[[Thank You for Smoking]]'' (2005) *''[[Firewall - Accesso negato]]'' (2006) *''[[Il codice da Vinci]]'' (2006) {{div col end}} ====Film d'animazione==== *''[[Cars - Motori ruggenti]]'' (2006) ====Serie televisive==== *''[[Zorro (serie televisiva 1957)|Zorro]]'' (1957 - 1959) *''[[Attenti a quei due]]'' (1971) *''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975 - 1976) *''[[Starsky & Hutch]]'' (1975 - 1979) *''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976) *''[[L'inchiesta (miniserie televisiva)|L'inchiesta]]'' (2007) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Barbetti, Cesare}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] 18daqoyzf1r571myej8ahpqqi08voge Vittoria Febbi 0 172292 1415928 1391799 2026-06-07T07:52:22Z Spinoziano 2297 /* Film */ 1415928 wikitext text/x-wiki '''Vittoria Febbi''' (1939 – vivente), attrice, doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana. == Citazioni di Vittoria Febbi == *{{NDR| Su [[Gianni Musy]]}} Era una persona squisita, gentilissimo. Un signore di altri tempi, veramente. Mi emoziona anche parlarne. Con lui doppiai l'ultimo film di [[Ingmar Bergman|Bergman]], prima che morisse Bergman, che è ''Saraband'', ''[[Sarabanda (film)|Sarabanda]]'' credo in italiano. Sì che era un po' il seguito di ''[[Scene da un matrimonio]]''. La coppia che si ritrovava dopo anni e lo ricordo poi come un grandissimo attore, ovviamente.<ref name= Brandi>Dall'intervista di Valerio Brandi, ''Daruma View'', 23 marzo 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=WbIm80I9F38 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> *La [[Walt Disney Animation Studios|Disney]] mi scelse per questa [[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice]], perché sentì la voce in mezzo a tanti provini e disse che avevo una voce come un trillo di campanello.<ref name= Brandi/> *Noi siamo anche fatti così, noi.. cioè ci siamo po' rinchiusi nelle sale proprio perché non abbiamo questa estroversione [...] e quindi non ricordiamo spesso le cose {{NDR|i doppiaggi che fanno}}, non abbiamo l'ambizione di metterci in vista e alcune cose le dimentichiamo.<ref name= Brandi/> *Ogni volta che si vede [[Ingrid Bergman]] doppiata dalla [[Lydia Simoneschi|Simoneschi]] non si può ascoltare con nessuna altra voce. Proprio le dava, le dava veramente quella magia che la voce appunto deve dare e lei gliela dava.<ref name= Cola>Intervista di Gerardo Di Cola ''enciclopediadeldoppiaggio'', 2017. [https://www.youtube.com/watch?v=-117s7Q-Y7k Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref> ==Note== <references /> ==Doppiaggio== ===Film=== {{div col|strette}} *''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]'' (1931) *''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935) *''[[Venere bionda]]'' (1935) *''[[L'ultimo treno da Mosca]]'' (1937) *''[[Paradiso proibito]]'' (1940) *''[[Dieci piccoli indiani (film 1945)|Dieci piccoli indiani]]'' (1945) *''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946) *''[[Il mistero del carillon]]'' (1946) *''[[Il peccato di Lady Considine]]'' (1949) *''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950) *''[[Gli innocenti pagano]]'' (1952) *''[[La legge del Signore]]'' (1956) *''[[Sentieri selvaggi]]'' (1956) *''[[Infamia sul mare]]'' (1958) *''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958) *''[[Il letto racconta...]]'' (1959) *''[[La storia di una monaca]]'' (1959) *''[[Strategia di una rapina]]'' (1959) *''[[Viridiana]]'' (1961) *''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962) *''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962) *''[[Il vecchio testamento]]'' (1963) *''[[Quella nostra estate]]'' (1963) *''[[Assassinio a bordo]]'' (1964) *''[[Assassinio sul palcoscenico]]'' (1964) *''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964) *''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'' (1965) *''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965) *''[[10.000 dollari per un massacro]]'' (1966) *''[[Dracula, principe delle tenebre]]'' (1966) *''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966) *''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]'' (1966) *''[[Carovana di fuoco]]'' (1967) *''[[I giorni dell'ira]]'' (1967) *''[[Il pianeta delle scimmie (film 1968)|Il pianeta delle scimmie]]'' (1968) *''[[Preparati la bara!]]'' (1968) *''[[Un tranquillo posto di campagna]]'' (1968) *''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971) *''[[Frenzy]]'' (1972) *''[[Il padrino]]'' (1972) *''[[San Michele aveva un gallo]]'' (1972) *''[[Il lungo addio]]'' (1973) *''[[Scene da un matrimonio]]'' (1973) *''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974) *''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974) *''[[Il portiere di notte]]'' (1974) *''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974) *''[[Profumo di donna]]'' (1974) *''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975) *''[[King Kong (film 1976)|King Kong]]'' (1976) *''[[Liberi armati pericolosi]]'' (1976) *''[[L'orca assassina]]'' (1977) *''[[Il prefetto di ferro]]'' (1977) *''[[La spia che mi amava (film)|La spia che mi amava]]'' (1977) *''[[Nenè (film)|Nenè]]'' (1977) *''[[Suspiria]]'' (1977) *''[[Piedone l'africano]]'' (1978) *''[[Superman (film)|Superman]]'' (1978) *''[[Il giocattolo]]'' (1979) *''[[Mosca non crede alle lacrime]]'' (1979) *''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]'' (1979) *''[[Il piccolo Lord (film 1980)|Il piccolo Lord]]'' (1980) *''[[Superman II]]'' (1980) *''[[Fantasma d'amore]]'' (1981) *''[[Solo per i tuoi occhi (film)|Solo per i tuoi occhi]]'' (1981) *''[[Fanny e Alexander]]'' (1982) *''[[Rocky III]]'' (1982) *''[[Sballato, gasato, completamente fuso]]'' (1982) *''[[Agente 007 - L'uomo dalla pistola d'oro]]'' (1984) *''[[C'era una volta in America]]'' (1984) *''[[007 - Bersaglio mobile]]'' (1985) *''[[Mad Max - Oltre la sfera del tuono]]'' (1985) *''[[Rocky IV]]'' (1985) *''[[Il segreto del mio successo]]'' (1987) *''[[La famiglia (film 1987)|La famiglia]]'' (1987) *''[[Francesco (film)|Francesco]]'' (1989) *''[[Sono affari di famiglia]]'' (1989) *''[[Havana (film)|Havana]]'' (1990) *''[[Il padrino - Parte III]]'' (1990) *''[[Il tè nel deserto]]'' (1990) *''[[In nome del popolo sovrano]]'' (1990) *''[[Misery non deve morire]]'' (1990) *''[[Rocky V]]'' (1990) *''[[Stanno tutti bene]]'' (1990) *''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991) *''[[La notte e la città]]'' (1992) *''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros.]]'' (1993) *''[[Sabrina (film 1995)| Sabrina]]'' (1995) *''[[Primo contatto]]'' (1996) *''[[Jackie Brown]]'' (1997) *''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1999)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1999) *''[[Matrix]]'' (1999) *''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999) *''[[Billy Elliot]]'' (2000) *''[[Broken Flowers]]'' (2005) *''[[Memorie di una geisha (film)|Memorie di una geisha]]'' (2005) *''[[Stay - Nel labirinto della mente]]'' (2005) *''[[Ultimatum alla Terra (film 2008)|Ultimatum alla Terra]]'' (2008) *''[[Il mio angolo di paradiso]]'' (2011) *''[[Melancholia]]'' (2011) *''[[La religiosa]]'' (2013) *''[[Stoker]]'' (2013) *''[[La grande Gilly Hopkins]]'' (2015) {{div col end}} ===Film d'animazione=== *''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]'' (1951) ===Serie televisive=== *''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976) *''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]'' (1985) *''[[Giuseppe (miniserie televisiva)|Giuseppe]]'' (1995) *''[[San Pietro (miniserie televisiva)|San Pietro]]'' (2005) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Febbi, Vittoria}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]] [[Categoria:Doppiatori italiani]] m4ozemenq7wil4l003v080bb84c639y Pininfarina 0 178317 1415880 1400065 2026-06-06T17:34:35Z Danyele 19198 +voci correlate 1415880 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Ferrari 355 F1 GTS - Flickr - The Car Spy (3).jpg|thumb|Logo]] Citazioni sulla '''Pininfarina''', azienda italiana attiva nel settore delle carrozzerie per automobili. ==Citazioni== *C'è stato un momento [...] che dall'atelier torinese uscivano esclusivamente capolavori. Il mondo dell'auto era continuamente a bocca aperta e c’era la fila dei costruttori che sognavano di avere almeno una loro vettura disegnata, se non addirittura direttamente fabbricata, dalla carrozzeria torinese. Le Ferrari prima di tutto, ma non soltanto. Le spider Alfa Romeo Giulietta e la Duetto, le Fiat 124 spider e la Dino Spider, la Lancia Flavia Coupé oppure la strepitosa Peugeot 406 Coupé sono tra le figurine più belle dell'album, ma non le sole. Non importava il cliente, la soluzione era sempre magica. ([[Carlo Cavicchi]]) *Parlando di Pininfarina riconosco all'azienda tutto il merito di aver consolidato all'epoca il miglior sistema di progettazione, che dava massima libertà creativa nella prima fase. C'erano altri atelier, che non nomino, dove i dipendenti dovevano imparare la tecnica del capo in modo che la mano fosse sempre riconducibile a lui. Poi, ovvio, nello sviluppo di un progetto c'è sempre un compromesso inevitabile per esigenze costruttive. ([[Pietro Camardella]]) ===[[Alberto Sabbatini]]=== *La Pininfarina è da sempre il simbolo stesso del design automobilistico. Dicevi Pininfarina e pensavi a una bella, elegante fascinosa automobile. Incarnava l'essenza perfetta della bellezza sotto forma di carrozzeria. Pininfarina era nell'immaginario collettivo il simbolo di un'automobile di design come la Rolex poteva esserlo degli orologi di lusso ed Armani della moda. Nomi che simboleggiano un'intera categoria merceologica. *Negli anni la Pininfarina ha prodotto centinaia di vetture. Auto che erano il simbolo stesso di eleganza per le proprie forme dalle forme elegante, sinuose e che ha sempre indissolubilmente legato il proprio nome alla Ferrari perché a un certo punto della vita della sua azienda Enzo volle che a carrozzare le sue Ferrari da quel momento in poi fosse soltanto la Pininfarina. Così nacquero capolavori come la Ferrari 365 GTB Daytona, la Ferrari 308, la Testarossa, la F40 e la Enzo. *Pochi ricordano che il nome Pininfarina in realtà non è originale, ma è la crasi di nome e cognome, anzi di soprannome e cognome del fondatore. Colui che ha dato vita all'azienda, nei primi anni del Novecento, era il geniale Pinin Farina. Il vero genio creativo del carrozziere automobilistico per antonomasia. Nato all'anagrafe come Battista Farina, ma da tutti chiamato con il nomignolo di Pinin. Che in piemontese corrisponde all'italiano "Pino", diminutivo di Giuseppe che era il padre di Battista Farina. Nome e cognome. ==Voci correlate== *[[Sergio Pininfarina]] *[[Progettazione di automobili]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Aziende italiane]] scbpuuaekbfkyxf01zu3smf50s7hxt0 Lancia Montecarlo 0 188219 1415899 1265256 2026-06-06T18:24:01Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1415899 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Lancia Beta Montecarlo front 20110416.jpg|thumb|Lancia Montecarlo]] Citazioni sulla '''Lancia Montecarlo'''. *{{NDR|«[...] la Beta Montecarlo [...] sembra ancora una ragazzina. Corre da ferma. Come nacque quel progetto?»}} In origine, nell'ambito di un'operazione di marketing della Fiat, doveva essere una piccola sportiva per un pubblico giovane, basata sulla meccanica della 128, e infatti conservo ancora i primi schizzi che eseguii intorno a un layout con trazione e motore anteriori. Poi un bel sabato, non mi chieda quando, l'[[Gianni Agnelli|Avvocato Agnelli]] entrò nei magazzini della [[Pininfarina]] con una calandra marchiata Lancia. Quando il lunedì rientrai in ufficio, venni a sapere del cambio d'identità. Del quale, peraltro, rimase un segno inequivocabile. {{NDR|«Quale?»}} Non sono in molti a saperlo, ma osservando con attenzione il muso in pianta, si nota che la mascherina ai lati sporge di alcuni millimetri rispetto al bordo del cofano. D'altronde, è stata incastrata alla bell'e meglio, all'ultimo minuto. Io, sulla mia Beta Montecarlo, la calandra me la sono costruita come l'avevo progettata: ho fatto il modello, il calco e poi l'ho stampata a resina. Adesso è perfettamente a filo. ([[Paolo Martin]]) ==Voci correlate== *[[Lancia (automobilismo)]] *[[Lancia Rally 037]] *[[Pininfarina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} {{stub}} [[Categoria:Automobili]] 5ofbiupuntl2332b6vuoaai2qk9rpij Giorgetto Giugiaro 0 188274 1415879 1407159 2026-06-06T17:23:06Z Danyele 19198 /* Citazioni su Giorgetto Giugiaro */ +1 1415879 wikitext text/x-wiki [[File:GiorgettoGiugiaro (cropped).jpg|thumb|upright=1.2|Giorgetto Giugiaro (2016)]] '''Giorgetto Giugiaro''' (1938 – vivente), designer e imprenditore italiano. ==Citazioni di Giorgetto Giugiaro== {{cronologico}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Alfasud]]}} C'è una precisa filosofia in questo lavoro: prima si è guardato all'uomo, cioè agli spazi che lui chiedeva per sé e per i suoi bagagli, poi al motore che doveva trasportarlo. I maggiori ostacoli ce li hanno dati i problemi di aerodinamica. Se infatti dovessi ridisegnare l'Alfasud, vi aggiungerei tutte quelle cose che l'aerodinamica mi ha fatto togliere o modificare.<ref>Citato in Fulvio Cinti, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,0140_01_1971_0266_0021_4833019/ I carrozzieri sono realisti, non è più tempo di sogni]'', ''La Stampa'', 13 novembre 1971, p. 21.</ref> *{{NDR|Sulla [[Italdesign Machimoto]]}} Dell'automobile conserva la parte meccanica, il concetto di pavimento-pianale, la stabilità e la sicurezza; della moto utilizza il modo di seduta, a cavallo di lunghe selle, e le sensazioni di viaggiare all'aria aperta. Machimoto non è una frivolezza o un'idea per stupire, ma nasce da due considerazioni di fondo: la drastica riduzione del costo del petrolio e la ripresa economica ormai in atto nei paesi industrializzati riaprono uno spazio per veicoli destinati al tempo libero e al divertimento. [...] mi sono ispirato a prodotti tipo i Dune Buggy degli Anni 70 e ho cercato di attualizzarli rendendoli più socializzanti: invece di due soli posti o degli scomodi due più due, Machimoto può ospitare fino a nove passeggeri: un modo di viaggiare all'aria aperta insieme e spensieratamente.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,1350_02_1986_0107_0021_19516347/ Una macchina o una moto? Per Giugiaro è provocazione]'', ''Stampa Sera'', 22 aprile 1986, p. 21.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari GG50]]}} [...] una Ferrari deve essere sempre riconoscibile come una Ferrari. Dunque questa macchina non cambia i canoni di Maranello. Io ho lavorato molto sul frontale, sulla coda, sulle linee della fiancata, ma in fondo ho preso un po' qua e un po' là, tra le tante suggestioni che fanno parte del mito Ferrari. Forse deluderò chi si aspettava una Ferrari rivoluzionaria. Sono quelli, dico io, che non sanno ascoltare la musica, e confondono Bach con Beethoven.<ref>Citato in Sebastiano Messina, ''[https://www.repubblica.it/2005/j/motori/ottobre05/messinaferrari/messinaferrari.html Ecco la Ferrari GG50, "la Rossa che vorrei"]'', ''repubblica.it'', 18 ottobre 2005.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]]}} Come per tutte le mie creazioni optai per una forma semplice e, secondo la moda del tempo, molto squadrata, perché a parità d'ingombro un cubo sembra più grande di una sfera.<ref>Da un evento del Gruppo Dirigenti Fiat al Museo dell'Automobile di Torino, 14 novembre 2019; citato in Piero Bianco, ''[https://www.veloce.it/news/lancia-delta-quarantanni-da-star-97541 Lancia Delta, quarant'anni da star]'', ''veloce.it'', 27 dicembre 2019.</ref> *{{NDR|Sulla Lancia Delta}} Mi chiesero di pensare una vettura elegante e funzionale ma non un modello che avesse la vocazione di competere. Sono stati la straordinaria evoluzione della meccanica e l'abilità dei piloti a trasformarla negli anni in un bolide vincente. Io per disegnarla mi ero ispirato al successo della Golf e ai suoi spigoli che piacevano molto, per proporre una compatta spaziosa e versatile. [...] mi lasciarono grande libertà creativa, il modello finale non fu molto diverso dai primi bozzetti di stile.<ref>Da un evento del Gruppo Dirigenti Fiat al Museo dell'Automobile di Torino, 14 novembre 2019; citato in Piero Bianco, ''[https://autologia.net/dopo-quarantanni-la-lancia-delta-continua-a-regalare-emozion/ Dopo quarant'anni la Lancia Delta continua a regalare emozioni]'', ''autologia.net'', 27 novembre 2019.</ref> ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)|Fiat Panda]]}} Carlo De Benedetti mi aveva chiesto di dettare lo stile di un'auto innovativa, compatta ma spaziosa e che venisse a costare poco. Stavo partendo per le vacanze, era l'estate 1976, e la voleva subito. Lavorai giorno e notte, poi cercai De Benedetti ma non mi rispondeva al telefono. Tornai a Torino per scoprire che non faceva più parte della Fiat. Telefonai a Mantovani, dicendogli che avevamo lavorato a vuoto, per niente. {{NDR|«Ma il nuovo ad Tufarelli salvò il progetto, con la sola condizione di non pesare sui costi. Grande sfida...»}} Doveva essere essenziale e... rustica, utilitaria ma spaziosa, economica. Durante lo sviluppo i costi erano aumentati per diversi imprevisti esterni che mi avevano costretto a intervenire sul progetto. Come il lunotto da ingrandire, o la soluzione per i vetri piatti perché non c'erano più attrezzature adeguate per produrli, in particolare per il parabrezza, e di conseguenza servivano nuovi investimenti. [...] Interni funzionali, semplici, sedili ridotti, forma squadrata per avere più spazio interno, soluzioni particolari, per gli alzacristalli e altro, una vettura molto utile, con un peso leggero da rispettare...<ref name="Torre">Citato in Adriano Torre, ''[https://www.auto.it/news/attualita/2024/07/11-7375799/giorgetto_giugiaro_racconta_la_sua_panda_ho_disegnato_un_frigorifero_ Giorgetto Giugiaro racconta la sua Panda: "Ho disegnato un frigorifero"]'', ''auto.it'', 11 luglio 2024.</ref> *{{NDR|Sulla Fiat Panda}} Ho sempre detto di aver disegnato un... frigorifero, perché per ottenere il massimo dello spazio Panda era squadrata. [...] A guardarla sembra tutto semplice, ma non è così... Ho pensato più volte che fosse più semplice disegnare una Ferrari piuttosto di questa Panda viste le difficoltà e i tanti vincoli imposti...<ref name="Torre"/> *{{NDR|Sulla [[Bugatti EB 112]]}} Vantava una serie di elementi stilistici nostalgici che rimandavano ai famosi modelli del leggendario marchio francese della fine degli anni Trenta, ma presentati in un'auto dalla meccanica innovativa. Per molti aspetti era un'auto da sogno e anticipava quelli che oggi conosciamo come modelli fastback ad alte prestazioni. Ha combinato in modo impeccabile il design con caratteristiche tecnologiche e ingegneristiche che erano decisamente in anticipo sui tempi.<ref>Citato in Şafak Soysal (adattato da Filippo Einaudi), ''[https://it.motor1.com/news/502471/bugatti-eb112-concept-1993-berlina/ Bugatti EB112, un sogno che si è quasi avverato]'', ''motor1.com'', 8 agosto 2023.</ref> ==Interviste== {{cronologico}} [[File:2007 Alfa Romeo Brera V6 coupe (23416268426).jpg|thumb|upright=1.2|L'[[Alfa Romeo Brera]] dsegnata da Giugiaro nel 2005: «è una sportiva a mio avviso molto "sexy" e avrei voluto battezzarla con un nome di donna. Abbiamo pensato [...] alle tante [...] belle creature "femminili" col marchio di Arese. Poi l'abbiamo chiamata Brera [...] per aumentarne ulteriormente il fascino: come fosse un saggio d'accademia».]] *{{NDR|Sulla [[Saab 9000]]}} Ho cominciato a lavorarci nel '78 [...]. Da allora ho cambiato molte idee, molti concetti. E poi disegnarla non è stato facile. In questo periodo la base meccanica sulla quale costruire la vettura è stata cambiata diverse volte e questo ha comportato modifiche al progetto. All'inizio, ad esempio, doveva essere più corta. [...] In questo progetto poi c'era la necessità di mantenere l'immagine Saab, che è richiamata nel frontale. Le novità più interessanti comunque sono nella portiera [...] e nella coda. La "9000" è una due volumi, ma vista di tre quarti sembra una tre volumi.<ref name="Sabadin">Dall'intervista di Vittorio Sabadin, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1016_01_1984_0129_0015_14473423/ Giugiaro: «Com'è difficile progettare per il futuro»]'', ''La Stampa'', 1º giugno 1984, p. 15.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia Thema]]}} Vista in fotografia [...] appare molto pesante, massiccia. In strada invece sembra più leggera e armoniosa.<ref name="Sabadin"/> *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Brera]]}} Questa è una sportiva a mio avviso molto "sexy" e avrei voluto battezzarla con un nome di donna. Abbiamo pensato alla Giulietta, alle tante altre belle creature "femminili" col marchio di Arese. Poi l'abbiamo chiamata Brera, dopo lunghe riflessioni [...], per aumentarne ulteriormente il fascino: come fosse un saggio d'accademia.<ref>Dall'intervista di Piero Bianco, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0265_01_2002_0071_0073_2002623/ Il gioiello di Giugiaro «Brera è un'Alfa sexy che sa dare emozioni»]'', ''La Stampa'' sez. ''Speciale motori'', 14 marzo 2002, p. 15.</ref> *Tutta la storia della Casa milanese ruota intorno a quello [[Scudetto e trilobo Alfa Romeo|scudo]] che campeggia nella parte anteriore e che nella storia è stato visto in mille modi diversi.<ref name="Fenu">Dall'intervista di Michele Fenu, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,12/articleid,0162_01_2003_0152_0012_1093453/ Più bella che mai, si ispira alla Brera]'', ''La Stampa'', 4 giugno 2003, p. 12.</ref> *Per me le [[Alfa Romeo|Alfa]] hanno sempre rappresentato il simbolo dell'auto fascinosa, dalla meccanica fine e dalle prestazioni brillanti.<ref name="Fenu"/> *Alcuni hanno definito la [[Fiat Panda (1980)|Panda]] un oggetto-simbolo "inossidabile", un "mito" capace di conquistare generazioni di consumatori restando insensibile agli attacchi degli anni e degli imitatori. Certamente con la Panda siamo riusciti a centrare il prodotto ma io preferisco definirla una piccola auto intelligente, una ricerca di design e di engineering portata ai massimi livelli. Cioè, la Panda ha ribaltato il concetto tradizionale di vettura economica: non pretende di rendere in miniatura servizi e accessori di modelli più costosi e quindi offrire il massimo servizio nel minimo spazio. La Panda vuole offrire il massimo spazio abitabile in costi contenuti.<ref name="Panarella">Da Umberto Panarella, ''[http://www.archimagazine.com/dgiugiaro.htm Intervista a Giorgetto Giugiaro]'', ''archimagazine.com'', 8 ottobre 2004.</ref> *{{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]]}} [...] nel processo di concezione, sempre più attento e volto al raggiungimento di un alto standard di qualità del prodotto, non si può trascurare la parte forse meno "nobile" di un'autovettura ma senza dubbio la parte anche più "visibile". Quando siamo incolonnati, bloccati nel traffico cittadino, è la linea del posteriore e non quella dell'anteriore dell'auto che abbiamo tempo e modo di valutare. Certo, al momento dell'acquisto continuano ad essere il segno grafico del "muso" e la marca ad avere una maggiore forza attraente, ma è giusto investire tempo, energie e risorse da dedicare a ricerche per la personalizzazione anche della parte retrostante in egual misura rispetto a quanto normalmente e tradizionalmente si faccia per il frontale.<ref name="Panarella"/> *"Pensare italiano" significa attingere a una cultura che è dentro di noi, nei difetti, nella sua originalità e nella sua storia. Pensare italiano significa anche tutta una serie di atteggiamenti molto diversi tra loro: come si mangia, come ci si comporta, un insieme di esperienze che costituiscono il modo di vivere e di relazionarsi. Certo, è un modo di vedere molto singolare, non percepibile in termini di massa: non si tratta di un comune pensare, ma una qualità distintiva, quasi egoista. Il nostro è un modo di vedere molto personale, sintesi di un dna che viene da lontano e che fa sì che quello che si produce sia caratterizzato da una connotazione particolare. Il prodotto italiano si apprezza per l'approfondimento che reca in sé, come espressione di un gusto raffinato, sia che si tratti di cibo, di abbigliamento oppure di arredamento. La voglia far bene, la voglia di andare a fondo al di là delle necessità, di trovare una connotazione un po' unica. Ecco che cosa rappresenta per me il modo di lavorare e pensare all'italiana.<ref>Dall'intervista di Silvia Nani a ''Casastile''; citato in ''[https://www.arketipomagazine.it/giugiaro-il-made-in-italy-e-tensione-verso-la-qualita/ Giugiaro: «Il made in Italy è tensione verso la qualità»]'', ''arketipomagazine.it'', 15 aprile 2008.</ref> *{{NDR|Nel 2019}} L'apparato Fiat non è mai stato determinato nei confronti di [[Lancia (azienda)|Lancia]], hanno sempre pensato di realizzare le vetture con un occhio di riguardo al portafoglio e adottando un atteggiamento sbrigativo sia nel [[design]] che nello sviluppo, soprattutto dalla Thema in poi. {{NDR|«Un marchio sfortunato...»}} La vera sfortuna della Lancia è essere finita nelle mani della famiglia Agnelli. Dico questo perché sembra che non abbiano mai avuto la percezione di quanto Lancia dovesse essere trattata con cura.<ref>Dall'intervista di Leonardo Di Paco, ''[https://web.archive.org/web/20211113235038/https://www.cronacaqui.it/la-sfortuna-lancia-stata-la-fiat-agnelli-alla-delta-preferiva-la-ritmo/ «La sfortuna di Lancia è stata la Fiat: Agnelli alla Delta preferiva la Ritmo»]'', ''cronacaqui.it'', 14 settembre 2019.</ref> *L'occasione della vita mi è arrivata quando uno dei miei professori di Belle Arti mi consigliò di fare un'esperienza in ambito industriale in attesa di dare l'esame per entrare in Accademia [...]. Così presentai alcuni lavori a una mostra studentesca nel 1955, dove venni notato dal direttore tecnico della Fiat, Dante Giacosa. Fui assunto in Fiat e tre mesi dopo entrai a far parte come illustratore del Dipartimento Studi Progettazione Veicoli Speciali per visualizzare in bozzetti le idee dei creativi. Rimasi in Fiat per quattro anni, un periodo che è stato la mia "università". Iniziai qui a disegnare le automobili, ma anche prodotti industriali come treni, pullman, e anche componenti come i sedili fino ai frigoriferi. Disegnavo su carta lucida e su carta Canson, utilizzavo come tecnica l'acquerello e la tempera per illustrare e rendevo "fotorealistici" i disegni. Fui notato subito dai miei capi anche perché ero velocissimo a disegnare, e con grande stupore dei colleghi mi affidarono molti progetti.<ref name="ANSA">Dall'intervista ''[https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/mondo_motori/2024/07/11/fiat-dopo-il-1976-con-panda-e-uno-arriva-il-design-di-giugiaro_842ed35e-d941-424f-827e-a142a3e0e91a.html Fiat, dopo il 1976 con Panda e Uno arriva il design di Giugiaro]'', ''ansa.it'', 11 luglio 2024.</ref> *Quello della Panda è uno dei progetti a cui sono più legato perché seppur molto radicale e semplice è improntato all'utilità, all'essenzialità e alla versatilità e praticità. La Panda è risultata vincente perché è stata un'auto logica. Siamo partiti con un brief chiaro [...] dove si indicava che doveva essere un'auto alla francese, un'utilitaria per tutti, economica. Doveva pesare e costare poco, sia come produzione che come prezzo finale al pubblico. Ci imponemmo di rispettare i pesi e i costi della [[Fiat 126|126]] di allora e così [...] analizzammo tutte le vetture del medesimo segmento di mercato. Con l'obiettivo di migliorare le numeriche di spazio, abitabilità e capacità di carico. Impostammo uno schemino tecnico con il motore anteriore, che garantiva maggiore spazio per l'abitacolo, adottando vetri piatti, e pesi molto contenuti, la progettammo in meno di un mese. Il primo modello, al momento della presentazione in Fiat, rispecchiava tutte le aspettative. Anche gli interni erano volutamente essenziali, spartani ma estremamente funzionali e versatili. Poi in Fiat decisero di utilizzare anche un altro motore più grande (derivato dalla [[Fiat 127|127]]) e i pesi aumentarono un po'. Anche gli interni furono imborghesiti inficiando un po' la logica basic del progetto iniziale, ma la filosofia generale rimase la stessa. È sorprendente poi la longevità del progetto, ma il successo è perché ha sempre rispettato la logica di servizio con un'architettura semplice con le giuste proporzioni.<ref name="ANSA"/> *{{NDR|Sulla [[Fiat Grande Panda]]}} Il nome rimane ma la logica della Panda, che è la macchina più importante che ho fatto, non c'è più.<ref name="Mazzu">Da un'intervista a ''La Verità''; citato in Roberto Mazzu, ''[https://auto.everyeye.it/notizie/giugiaro-della-panda-non-rimasto-nulla-decidono-francesi-cina-morti-729179.html Giugiaro 'Della mia Panda non è rimasto nulla, ora decidono i francesi. Cina? Siamo morti']'', ''auto.everyeye.it'', 12 luglio 2024.</ref> *[...] l'[[Auto elettrica|elettrificazione del motore]], al di là di tutte le valutazioni pro e contro, è un passo importante di un prodotto in cui facilità di guida, silenzio e accelerazione hanno fatto un balzo in avanti incredibile. L'elettrico dà qualcosa di più, come prodotto. Il prodotto elettrico è un passo avanti enorme. La tecnologia è arrivata a soddisfare qualsiasi tipo di capriccio.<ref name="Mazzu"/> *Quello che è successo con la transizione all'elettrico è drammatico. Pensano di sostituire il motore termico, su cui abbiamo lavorato e investito per 150 anni, in pochi anni. L'auto elettrica è un gran prodotto, lo dico da utente [...]: 400 km di autonomia, silenziosa, ha una grande ripresa, non inquina. Ma crea problemi altrove, soprattutto a livello occupazionale. Non è possibile che [...] si siano prese decisioni così pesanti senza una reale pianificazione.<ref>Dall'intervista di Leonardo Di Paco, ''[https://www.lastampa.it/torino/2025/05/09/news/giugiaro_vendita_italdesign_volkswagen_elettrico_auto-15139400/ Giugiaro: "Che dolore vedere in vendita la mia Italdesign. C'è stata troppa fretta sull'elettrico"]'', ''lastampa.it'', 9 maggio 2025.</ref> {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,13/articleid,1059_01_1980_0026_0013_15064902/ «Con la Delta e la nuova Panda un modo diverso di vivere l'auto»]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 2 febbraio 1980, p. 13.}} *Non è l'uomo che si deve adattare alla vettura, ma la macchina. Tenendo ovviamente conto dei problemi tecnici, economici e commerciali, penso sia soprattutto importante considerare i movimenti strutturali dell'uomo: salire, scendere, sedersi. Vorrei [[Progettazione di automobili|cambiare]] le misure dell'auto, un oggetto la cui forma non è fissa ma in evoluzione. *La [[Lancia Delta (1979)|Delta]] rappresenta per me un traguardo, anche la chiusura di un certo periodo dell'automobile. La crisi petrolifera, i problemi economici stanno cambiando il modo di vivere, di vedere e usare le vetture. Direi che la Delta è un modello di lusso, i cui elementi di spicco, almeno dal mio punto di vista, sono l'ampio spazio concesso ai passeggeri, l'indovinato assetto di guida, la buona visibilità. *La [[Fiat Panda (1980)|Panda]] è come un paio di jeans, che sono poi un vestire semplice, pratico, senza fronzoli. L'ho vista come un mezzo di trasporto universale, un oggetto che nella sua essenzialità funzionale permette all'uomo di muoversi. Ho cercato di portare in questa auto lo spirito delle costruzioni militari, in particolare degli elicotteri, ossia di mezzi leggeri, razionali, nati per assolvere nel modo migliore a certi scopi. Per me la Panda è una vettura nata da dentro, uno spazio rivestito. In fondo, di mio come stilista c'è soltanto qualche tocco. È un modello che dimostra l'avvenuta maturazione del gusto, una mentalità più evoluta rispetto a qualche anno fa. Siamo a un punto di partenza: questo è solo un inizio. [...] Secondo me sarà la 500 degli Anni Ottanta, la continuazione logica, adeguata ai tempi, di un modello che è stato fondamentale per l'auto in Italia. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,1013_01_1984_0067_0027_22709211/ Giorgio Giugiaro. Se la casa fosse un'auto]''|Intervista di Simonetta Conti, ''La Stampa'' sez. ''Speciale casa'', 20 marzo 1984, p. I.}} *Genio è colui che si alza la mattina con un'idea brillante. A me non è mai capitato. Sono intuitivo, ma sul filo della razionalità. *È facile arredare un'abitazione dai grandi spazi: si fa scenografia. Ma in un alloggio di 45 metri quadri o poco più [...] si devono fare miracoli. È la differenza tra una Panda e una Rolls-Royce. Ad esempio, chi sta in cucina [...] non deve essere isolato dal salotto o dall'angolo tv; bisogna avere la possibilità di vedersi, di comunicare, di stare insieme. [...] Nelle camere da letto è il regno della privacy: un'anticamera-spogliatoio, un bagno, la stanza, non spazi "liberi". Se esco in mutande e c'è mio figlio che passa di fronte, nulla di male; ma se c'è anche la sua ragazza... Insomma, dove va a finire la riservatezza? *I soprammobili arricchiscono la casa, ma due o tre bei pezzi; il resto, tutte quelle cornicette con fotografie, quelle piccole collezioni, si dovrebbero buttare via. [...] Guardate i giapponesi; le loro case sono raffinatissime, moderne anche se antiche di 300 anni: non hanno niente di superfluo. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1010_01_1985_0277_0013_14118493/ Come ti disegno un'ammiraglia]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 13 dicembre 1985, p. 15.}} [[File:Fiat Croma 1989 grey.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Fiat Croma]] disegnata da Giugiaro nel 1985: «io, ovviamente, vedo le macchine sui tavoli da disegno o come modellini [...]. Bene, devo dire che ho trovato ancora più bella la "Croma" in strada, nel suo ambiente naturale. [...] appare per quel che è: una vettura dei nostri tempi, le cui forme possono essere istintivamente capite e apprezzate, il che non sempre capita».]] *{{NDR|Sul [[pianale Fiat Tipo 4]]}} Il progetto-base è legato alla "Thema". Poi, sono seguiti quelli della "9000" e della "Croma". Non tocca a me dirlo, ma ritengo che le tre vetture interpretino efficacemente gli obiettivi che Lancia, Saab e Fiat volevano perseguire. La "Thema" è una berlina a tre volumi di tipo classico. Una linea signorile, elegante, molto italiana. Una vettura grande ma non enorme, compatta, pulita, perfettamente coerente con lo spirito Lancia e raffinata nei dettagli. La "9000" è una due volumi piena di slancio, aggressiva, con un richiamo alla sportività. La "Croma" è una due volumi e mezzo. È ben proporzionata, moderna e giovanile. Un passo avanti notevole. *Da un punto di vista stilistico trovo che la parte posteriore della "[[Lancia Thema|Thema]]" sia estremamente valida. È innovativa, dà una sensazione di potenza e di classe, evoca immediatamente un'immagine di solidità e robustezza. Una bella coda, insomma. Sottolineo anche il raccordo tetto, vetri, fiancate. Non ci sono gradini, ma il tutto è armonico e omogeneo. *{{NDR|Sulla [[Saab 9000]]}} L'elemento dominante è il frontale: basso, discendente, aggressivo. E l'imponente lunotto "carica" l'insieme, contribuisce a dare un senso di spinta, di movimento. [...] la "9000" è stata [...] difficile da disegnare. Ci siamo arrivati per passi progressivi, sviluppando diverse soluzioni. *{{NDR|Sulla [[Fiat Croma]]}} È una berlina estremamente equilibrata. Non ci sono masse in dispersione, al colpo d'occhio si presenta come una vettura raccolta, proporzionata. Merito dello slancio del cofano anteriore e della compattezza di quello posteriore. C'è una sensazione di dinamicità. E lo sportellone fa subito intuire che questa è una vettura destinata al grandi viaggi, con una straordinaria capacità di carico. Io, ovviamente, vedo le macchine sui tavoli da disegno o come modellini o, in ogni caso, nelle presentazioni statiche. Bene, devo dire che ho trovato ancora più bella la "Croma" in strada, nel suo ambiente naturale. Ci si inserisce felicemente, appare per quel che è: una vettura dei nostri tempi, le cui forme possono essere istintivamente capite e apprezzate, il che non sempre capita. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1352_02_1986_0168_0015_19529863/ Quei rigatoni disegnati come auto lussuose...]''|Intervista di Donata Gianeri, ''Stampa Sera'', 26 giugno 1986, p. 15.}} *Essere [[Cuneo|cuneese]] significa anche possedere una certa pragmaticità, una tendenza a smitizzarsi, a non prendersi mai troppo sul serio. *Ho messo la stessa serietà professionale nel disegnare la pasta che nel disegnare automobili. *[...] sono un drogato del lavoro: dieci, dodici ore al giorno, mai una pausa, mai un sabato libero. La mia vita è impostata in un modo che gli altri definiscono dissennato: per funzionare bene, debbo esser sempre sotto stress, come un aereo a reazione, che se non tocca i mille chilometri, precipita giù. A questo punto o si smette o si deve per forza tenere il ritmo: allora il tempo si accorcia via via, i minuti diventano secondi, i giorni diventano ore, l'anno scorso hai prodotto tre, quest'anno dieci e sai già che l'anno prossimo dovrai produrre quindici. [...] È una sfida a se stessi, un voler vedere sin dove siamo capaci di arrivare. D'altronde, come si fa a fermarsi? C'è sempre la concorrenza che incalza, che obbliga a gettarsi in avanti, a sperimentare il nuovo, a rischiare; sennò gli altri ti fanno mangiare la polvere. Il mio è un lavoro da matematici e da musicisti, cioè quello di cambiare armonicamente le proporzioni, che va fatto, però, con la velocità del caricaturista da quotidiano. Mezzo mondo lavora alle cose cui lavori tu e il giorno dopo è già troppo tardi. *[...] voglio arrivare al fascino dell'essenziale, dove la struttura è l'estetica. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,43/articleid,0342_01_2001_0276_0051_3011833/ Giugiaro, re della matita e incompreso di successo]''|Intervista di Stefania Miretti, ''La Stampa'' sez. ''Torino e provincia'', 7 ottobre 2001, p. 43.}} [[File:Fiat panda 1 v sst.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Fiat Panda (1980)|Fiat Panda]] disegnata da Giugiaro nel 1980: «avevo due indicazioni, il peso e il costo: [...] fu progettata pensando a chi non ha possibilità economiche, fu invece apprezzata dal ceto medio-alto, da chi aveva già altre auto in garage. Le racconto questo per dire che a volte facciamo calcoli clamorosamente sbagliati».]] *Mai avuto interesse per le auto, da bambino. Sono figlio e nipote di decoratori, i miei affrescavano le case, qualche chiesa. Il primo ricordo è legato al nonno. Io guardavo mentre preparava i decori sulla carta, a volte per farmi stare bravo mi permetteva di bucherellare sulle linee: questo sì, mi piaceva. [...] terminate le medie mi iscrissi a un liceo artistico privato. Però mio padre mi impose di frequentare contemporaneamente un corso serale di disegno tecnico: voleva che fossi cosciente del fatto che esistevano più possibilità. Pensi che si iscrisse anche lui, per controllarmi meglio. Mi obbligava a fare un disegno al giorno: io qualche volta ne facevo tre in un pomeriggio, ero velocissimo, così mi restava tempo per giocare. [...] Oggi so che a volte, per salvare una tua idea estetica, devi diventare un tecnico. *Era il 59, c'era il salone dell'auto, volevo comprarmi un paio di sci e avevo bisogno di soldi, chiesi a un amico di presentarmi Bertone, nella speranza che mi commissionasse qualche lavoretto. Mi diede da progettare un coupé, e quando vide il disegno disse: "Bene, adesso bisogna svilupparlo"... Ero sbalordito: "Come faccio", risposi, "io sono alla Fiat, e poi devo fare il militare...". Il giorno dopo mi sono licenziato dalla Fiat, e sono andato a lavorare da Bertone: pensavo che mi sarei trovato all'interno di un team, invece ero solo, e lavoravo sempre, giorno e notte, sabato e domenica... {{NDR|«E il servizio militare?»}} Bertone aveva promesso che mi avrebbe fatto esonerare, invece dovetti partire. Però mi lasciarono vicino, a Bra; dove il mio datore di lavoro mi aveva affittato una stanza d'albergo. Durante le ore di permesso, andavo lì e disegnavo. Poi, siccome s'era sparsa la voce che disegnavo bene, venivano i marescialli a chiedermi di fare il ritratto alla moglie o alla madre, e questo mi fruttò un po' di tempo libero in più. Mi sbrigavo a fare il ritratto, e tornavo alle auto. *[...] quando ero in Fiat, tra i miei coetanei ce n'erano di veramente geniali. Però erano distratti da mille cose, e si sono persi. Io sono stato molto fortunato, avevo dalla mia la salute e la volontà, e ho lavorato più di altri. Magari, ho avuto meno svaghi, pochi divertimenti giovanili... *Avevo due indicazioni, il peso e il costo: la [[Fiat Panda (1980)|Panda]] fu progettata pensando a chi non ha possibilità economiche, fu invece apprezzata dal ceto medio-alto, da chi aveva già altre auto in garage. Le racconto questo per dire che a volte facciamo calcoli clamorosamente sbagliati. *Prendiamo la [[Smart Fortwo (W450)|Smart]]: non mi piace. Non amo un certo indirizzo frivolo e bambinesco [...] {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/06/26/giugiaro-rivela-ispirazione-fu-la-fiat.html Giugiaro rivela: "L'ispirazione? Fu la Fiat 128"]''|Intervista di Vincenzo Borgomeo, ''la Repubblica'', 26 giugno 2002.}} [[File:1975 Volkswagen Golf L 1.1 Front.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Volkswagen Golf I|Volkswagen Golf]] disegnata da Giugiaro nel 1974: «io avevo montato fari rettangolari, ma per problemi di costi alla fine li misero tondi. Mi opposi, protestai, dissi perfino che così [...] davanti somigliava troppo all'Alfa Romeo Giulia GT. Sapete che mi risposero? "Se somiglia a un'Alfa, è meglio così"».]] *Perché proprio io fui scelto per disegnare la [[Volkswagen Golf I|Golf]]? Facile: alla Volkswagen fecero un'indagine interna per stabilire quali erano le auto più belle nel 1970. Ne scelsero sei, e di queste quattro erano mie. [...] {{NDR|«E poi che accordi avete preso?»}} La storia è divertente: io avevo chiesto delle royalties per ogni esemplare prodotto, sarei diventato ricco, ma loro non potevano permetterselo. Così mi dissero che mi avrebbero messo una targhetta "Giugiaro" su ogni vettura. Lo faceva [[Pininfarina]] e per me andava bene. Fino a quando non mi chiesero gli stemmini da applicare sulle macchine: ne volevano 4000 al giorno. Sarei fallito per molto meno. *Arrivo in [[Germania]]. Centro ricerche Volkswagen. Era il gennaio del 1970. E al centro di un immenso stanzone trovo una [[Fiat 128]] tutta smontata e sezionata pezzo per pezzo. Chiedo spiegazioni e mi rispondono candidamente "non riusciremo mai fare una macchina con una meccanica così raffinata a questo prezzo, per questo la Golf deve essere più piccola". Insomma la 128 era la loro macchina di riferimento. *{{NDR|«E cos'è che invece non le è piaciuto della Golf?»}} Le confesso che il modello che avevo fatto io aveva il parabrezza più inclinato e il cofano più corto, ma allora la VW aveva paura di rispettare in pieno le norme [[USA]], per i riflessi, le prove di crash, eccetera. Poi io avevo montato fari rettangolari, ma per problemi di costi alla fine li misero tondi. Mi opposi, protestai, dissi perfino che così la Golf davanti somigliava troppo all'Alfa Romeo Giulia GT. Sapete che mi risposero? "Se somiglia a un'Alfa, è meglio così". {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,67/articleid,0192_01_2004_0138_0067_1349456/ Le seduzioni di Giugiaro «Edonismo e praticità per fare giocattoli belli»]''|Intervista di Piero Bianco, ''La Stampa'' sez. ''Speciale motori'', 20 maggio 2004, p. 3.}} {{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]]}} *{{NDR|«Quanto incidono sul design le nuove leggi votate alla sicurezza?»}} Le norme [...] mirano, giustamente, a tutelare non soltanto gli occupanti della vettura, ma anche i pedoni, ciclisti e motociclisti. Si pretende massima sicurezza in caso d'impatto. Tutto questo incide ovviamente sul modo di concepire all'origine un modello: c'è la necessità di studiare frontali diversi, con paraurti alti e predisposti per assorbire il più possibile l'urto e soprattutto non proiettare il pedone contro il parabrezza. Non è difficile fare queste modifiche, però bisogna renderle belle: la difficoltà è proprio conservare l'equilibrio dell'armonia d'insieme. Del resto [...] le norme sulla sicurezza hanno già imposto altri mille vincoli agli stilisti. Bisogna adeguarsi, le vetture di oggi sono certamente molto più sicure. *Se si esagera nella ricerca di soluzioni avveniristiche, talvolta si perde la misura del buon gusto. Qualcuno può restarne incantato, ad altri può non piacere. L'avanguardismo esagerato divide. Quando presentai la [[Alfa Romeo Brera|Brera]], pensai a una vettura che non fosse "sconvolgente", però doveva essere un'idea gradevole e facilmente comprensibile. Una linea fresca e armonica, senza frenesia di eccessi stilistici. Nella musica si direbbe una bella canzone per tutti. *{{NDR|«Nelle sue vetture non c'è mai rinuncia alla seduzione»}} Certo, un pizzico di edonismo non guasta: l'[[Automobile|auto]] è il giocattolo dell'uomo, uno sfogo psicologico. Come una bella donna, deve piacere a prima vista, essere sexy. Se non ti conquista al primo impatto, difficilmente avrà successo. *I giapponesi e gli europei hanno stuzzicato la creatività degli statunitensi, che si sono evoluti sia come qualità sia come forme. Tuttavia nel gusto europeo c'è la storia, che deriva da una lontana attività artigianale. La cultura dominante, più calma e riflessiva, resta la nostra: trasmettere tecnologia con la forma. L'ideale è una miscela ben equilibrata. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,0225_01_2005_0108_0022_1563123/ Giugiaro: un'idea nata da un incontro con Agnelli]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 20 aprile 2005, p. 18.}} {{NDR|Sulla [[Fiat Croma (2005)]]}} *Qui abbiamo una nuova tipologia di auto, con caratteristiche proprie, sviluppata con particolare attenzione alle normative legate alla protezione del pedone in caso di incidente. Cofano allungato, un corpo vettura robusto, dalle ampie vetrature, linee morbide e dinamiche insieme, una calandra importante, a sviluppo orizzontale. [...] Amo chiamarla "comfort wagon". Non è una monovolume o una giardinetta, piuttosto un'evoluzione di una grande e comoda berlina due volumi. Filante e solida insieme. *Ho ricercato tre concetti: abitabilità, innovazione e tanta qualità. Questa Croma non voleva e non doveva essere un'auto edonistica o fascinosa [...]. Ispirandoci ai valori del marchio Fiat, volevamo un mezzo elegante e funzionale, una magnifica viaggiatrice che permettesse di spostarsi con grande comfort, offrendo uno spazio maggiore di quello di una berlina classica. Ho dedicato particolare cura all'impostazione aerodinamica, perchè volevo evitare consumi eccessivi e proporre un prodotto con un ottimo controvalore. *Nella mia attività di designer ho sempre pensato che in auto si deve privilegiare la comodità. [...] La Croma è nata intorno ai sedili posteriori. Un approccio, se volete, innovativo, ma è questa la sua forza. [...] Le sedute del divano sono più alte di quelle di una berlina, ma non tanto come quelle di un Suv o di un monovolume, dove ti devi arrampicare. Il passeggero non deve salire né scendere, ma accostarsi in orizzontale, favorito dall'abbassamento dell'ingombro del brancardo, che è quasi in linea con il pavimento. I piedi non rimangono infossati. Nello stesso tempo l'essere in una posizione sopraelevata rispetto alle poltrone anteriori permette di avere un'ampia visibilità. È uno studio ergonomico attento, che dà una sensazione di grande respiro. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0239_01_2005_0245_0007_1837328/ Giugiaro: una vettura sexy per emozionare]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 7 settembre 2005, p. 7.}} {{NDR|Sulla [[Fiat Grande Punto]]}} [[File:2006 Fiat Grande Punto Sporting T-J 1.4 Front.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Fiat Grande Punto]] disegnata da Giugiaro nel 2005: «ho immaginato un'auto [...] ricca di dinamismo, formosa. Italianissima nel senso che, pur essendo un modello di larga diffusione, si ispira alla tradizione [...] dei carrozzieri che creavano vetture filanti, piene di grinta e di carattere. Mi piace pensare [...] a una bella donna, il cui corpo solido e sexy è posto in risalto da un abito elegante ed attillato».]] *{{NDR|«C'è qualche elemento che unisce Punto e Grande Punto?»}} Uno solo: lo spirito di rinnovamento. Da allora a oggi molte cose sono cambiate nel mondo dell'auto e nei gusti della gente. Sono comparsi tanti altri modelli in questa fascia di mercato, spesso ispirati alla Punto, le dimensioni delle vetture sono cresciute, le norme di sicurezza sono diventate più rigide, i clienti vogliono vetture capaci di emozionare. Ecco, la Grande Punto, e hanno fatto davvero bene in Fiat a definirla così, interpreta questi fattori con la stessa carica innovativa della Punto. *[...] ho immaginato un'auto italianissima, ricca di dinamismo, formosa. Italianissima nel senso che, pur essendo un modello di larga diffusione, si ispira alla tradizione di sportività dei carrozzieri che creavano vetture filanti, piene di grinta e di carattere. Mi piace pensare alla Grande Punto come a una bella donna, il cui corpo solido e sexy è posto in risalto da un abito elegante ed attillato. *È sempre impegnativo rivestire un modello destinato a un pubblico vastissimo. Direi che qui il lavoro è stato ancora più scientifico, perchè bisognava tener conto di uIteriori vincoli, in particolare quelli fissati dalle nuove leggi di protezione per il pedone. [...] Certo, l'inventiva e la creatività rimangono, eccome: la mia sfida era di arrivare a una forma emozionante e di vedere i vincoli non come ostacoli ma come spunti per nuove linee e soluzioni estetiche. [...] un frontale forte, importante, modellato secondo i canoni delle normative urto pedone, che prevedono volumi più gonfi, taglio cofano più largo e una struttura paraurti rastremata. [...] Se guardate la vettura dall'alto, il "muso" appare smussato ai lati e nella vista di tre quarti posteriori sembra cortissimo. Il parabrezza e il cofano hanno un movimento omogeneo, senza interruzioni marcate. E la calandra propone in modo netto la linea di bipartizione tra cofano e paraurti. [...] La linea a cuneo [...] regala un senso di potenza, la terza luce sulla fiancata [...] migliora la visibilità nelle manovre, gli specchietti aerodinamici, simili a quelli di una vettura da corsa, le ruote grandi con i passaggi ruote di dimensioni generose. Nella parte posteriore abbiamo continuato la tradizione della Punto con i fanali carenati a sviluppo verticale e integrati nei due montanti, però più piccoli. E l'insieme, con il paraurti situato a una altezza da terra più elevata, è assai più muscoloso. *Un'auto dalla funzionalità emozionante. Pratica ed edonistica. Per gente giovane o dallo spirito giovane. Non è un modello "solo" per trasportare la famiglia. E ben di più: un'auto per divertirsi. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,37/articleid,0243_01_2005_0286_0043_1870828/ Il designer: mi sono voluto premiare per i miei cinquant'anni di scarabocchi]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 20 ottobre 2005, p. 37.}} {{NDR|Sulla [[Ferrari GG50]]}} *[...] ho pensato [...] a una Ferrari da poter usare con la mia famiglia, diversa da quelle della splendida tradizione della Pininfarina. [...] Montezemolo [...] mi ha dato il via libera, proponendomi come base di questo mio esercizio la Scaglietti e consegnandomi un giusto avvertimento: "Si diverta liberamente, ma, mi raccomando, faccia una Ferrari e non una Giugiaro". *Ho pensato a un oggetto che mantenesse lo spirito e l'identità Ferrari, ma che fosse più sportivo, compatto e pratico. Ad esempio, io amo sciare e volevo poter trasportare comodamente un paio di sci all'interno. [...] Ho mantenuto il passo della Scaglietti [...] ma ho ridotto la lunghezza [...]. Davanti ho compiuto interventi minimi, accorciando lo sbalzo [...], ma ho rivisto radicalmente il layout della zona posteriore. In particolare, invece del serbatoio del carburante verticale, ho voluto un contenitore che rimanesse interamente al di sotto del piano di carico. Così quest'ultimo è piatto e, abbattendo gli schienali dei sedili, si ha una capacità di 500 litri. Inoltre, ho scelto di utilizzare un vero e proprio portellone posteriore, incernierato alla fine del tetto. *{{NDR|«Ci sembra una vettura compatta e aggressiva: perde il terzo volume della Scaglietti per una coda chiaramente fastback...»}} Volevo che desse un'impressione di grande dinamicità, pronta a mordere l'asfalto, capace di nascondere i sedili posteriori, tanto da poter essere percepita come una biposto. Ho arrotondato gli spigoli di muso e coda, il fianco è pulito, la linea di cintura si inarca in corrispondenza della ruota posteriore per sottolineare il muscolo del passaruota. *{{NDR|«Qual è l'elemento forte del design della GG5O?»}} La semplicità, di frontale e coda. Il muso si prolunga al centro, la tipica calandra Ferrari è molto bassa, i proiettori anteriori sono verticali, il cofano lungo, integrato con i parafanghi e solcato da una V solo accennata. Le linee scorrono naturali, dietro i doppi fari tondi sono asimmetrici. C'è l'accenno di un minispoiler, la presenza del portellone è quasi impercettibile. E il tetto in vetro fotocromatico crea una superficie continua con il parabrezza. {{Int|''[https://www.alvolante.it/news/tu-tu-giorgetto-giugiaro-308413 A tu per tu con Giorgetto Giugiaro]''|Intervista di ''alvolante.it'', 14 giugno 2013.}} *[...] le [[Ruota|ruote]] costituiscono un elemento fondamentale nella percezione dell'automobile. Una ruota di grandi dimensioni alleggerisce l'impatto visivo e rende più dinamica la carrozzeria. Troppo a lungo, nel progettarle abbiamo fatto i conti solo con esigenze funzionali e di costo. Se mi si passa il paragone, le ruote per un'auto sono un po' come gli occhi per una donna. Se sono grandi, e proporzionate, valorizzano l'insieme. *{{NDR|Nel 2013, «che cosa pensa dei giovani designer?»}} Escono dalle scuole con una gran voglia di cambiare a la realtà, anche a costo di rischiare degli scivoloni sul piano del buon gusto. E, infatti, guardando i loro progetti, se ne trovano alcuni davvero barocchi. I giovani sono molto creativi, ma non hanno la percezione di quanto un progetto sia concretamente attuabile. Ci arrivano dopo anni di lavoro nel mondo della progettazione. Quando escono dalle scuole non sanno neanche come si fa uno stampo, non sanno nulla di saldatura, assemblaggio, costo del prodotto. Entrano nelle aziende e la loro creatività si confronta con la cultura degli ingegneri che, invece, conoscono perfettamente i processi, ma tendono a non condividere questo loro patrimonio di conoscenze. In fondo è una questione di potere. Si è mai visto un designer al vertice di una casa automobilistica? Ci arrivano ingegneri, uomini di marketing e di finanza, economisti. Ma i designer no. {{NDR|«Chi decide, nelle case automobilistiche, preferisce lasciare ai designer la creatività...»}} Sì, i designer si preferisce lasciarli nel loro Olimpo, anziché farli avvicinare alla vera conoscenza tecnica. Immaginate, invece, un ingegnere gestito da un designer con una robusta base tecnica. Sarebbe costretto a trovare quelle soluzioni che spesso vengono bocciate. Che rivoluzione! Lo dico per esperienza, perché nella mia carriera ho dovuto tantissime volte trovarle io, le soluzioni che avrebbero garantito la fattibilità di un progetto, al punto che sono diventato più ingegnere degli ingegneri. Dovevo difendere le mie idee. *Il design richiede umiltà e precisione, per certi versi è un po' come fare il manovale. Non è facile trovare questo approccio in chi magari si è laureato in architettura, ha seguito dei corsi di design e si trova a immaginare un prodotto industriale complesso come l'automobile. Fare il designer in modo logico, cioè con cognizione di causa, costa fatica. Il design, del resto, non è soltanto stile, anche se il mondo della comunicazione oggi pone l'accento soprattutto su questo aspetto e chiede prodotti emozionanti. Il rischio, per chi non ha una cultura adeguata, è di disegnare dei prodotti brutti. {{Int|''[https://www.automotivespace.it/intervista-giorgetto-giugiaro/ Intervista a Giorgetto Giugiaro]''|Artemisa Bega, ''automotivespace.it'', 10 ottobre 2014.}} *Il design svolge una insostituibile funzione di mediazione tra l'uomo e gli oggetti e i servizi che fanno parte del quotidiano: la creatività "applicata" per il designer assolve il bisogno di partire dall'esistente per trasformarlo mediante interventi capaci di procurare un beneficio sostanziale e non soltanto una valenza estetica. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *Non sono particolarmente affezionato alle auto che ho disegnato in passato. Non amo legarmi ad un'auto anche perché in tutta la mia carriera ho imparato, una volta terminato un progetto, a guardare sempre a quello futuro. Quando mi capita di guardare "vecchie glorie" come Panda, Golf o Uno non posso fare a meno di soffermarmi su alcuni aspetti che, oggi, inevitabilmente, farei in modo completamente diverso. {{Int|''[https://www.esquire.com/it/lifestyle/auto-e-motori/a13117409/giugiaro-desiger-auto-futuro/ Giorgetto Giugiaro: «Vi aspetto nel futuro»]''|Intervista di Paolo Briscese, ''esquire.com'', 31 ottobre 2017.}} *Provengo da una famiglia di artisti, pittori e affrescatori. Ho respirato creatività e arte figurativa sin da bambino, mio padre però è stato lungimirante imponendomi dei corsi di studi più tecnici da affiancare alla pittura. Sono entrato in Fiat a 17 anni, è stata la mia "università": disegnavo componenti, particolari, frigoriferi... poi fui assunto alla carrozzeria Bertone e lì per la prima volta, ho approcciato l'universo delle auto. *{{NDR|«[[Progettazione di automobili|Come si progetta un'automobile]]?»}} È un processo graduale e articolato. Il punto di partenza è il posizionamento dell'auto: occorre comprendere e condividere l'architettura e il target a cui si riferisce, per poi analizzare tutti gli aspetti di packaging, abitabilità, telaio, ingombri meccanici. Lo spazio e la funzione vengono prima della forma e dello stile. *{{NDR|«Quanto contano la forma, il tatto e l'utilizzo dei materiali nella progettazione di una macchina?»}} La forma incide moltissimo nella scelta di un prodotto. L'elemento visivo è il più immediato e deve appagare attraverso proporzioni e linee che ne caratterizzano l'esterno. I materiali e quindi gli interni devono saper comunicare il più possibile i valori del brand o del modello: pensiamo per esempio alle pelli, ai tessuti, alle superfici in cui entriamo in relazione quando utilizziamo questo prodotto. *Ogni progetto ha un suo percorso nel momento storico in cui si è affrontato. Con il passare del tempo tutto si data, invecchia e si supera. Non sono un nostalgico e la mia indole mi impone di guardare sempre avanti. *{{NDR|«[Qual è la vettura] che avrebbe voluto disegnare»?}} Sicuramente la [[Citroën DS|Citroen DS19]], inimitabile, geniale, timeless... {{Int|''[http://motori.quotidiano.net/autoemotonews/giorgetto-giugiaro.htm Giorgetto Giugiaro, il padre nobile del design italiano]''|Intervista di Giuseppe Tassi, ''motori.quotidiano.net'', 3 aprile 2018.}} [[File:DeLorean DMC-12 Classic-Days 2022 DSC 0050.jpg|thumb|upright=1.2|La [[DeLorean DMC-12]] disegnata da Giugiaro nel 1981: «era dichiaratamente una vettura da sogno, qualcosa che si sposava bene all'idea di un viaggio nel tempo. [...] quelle porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in acciaio inossidabile sembravano proiettate in un'altra epoca. Fu divertente ritrovarla protagonista di un film di successo».]] *La mia estetica ha sempre tenuto conto delle tecnologie. Tutto quello che è solo design svincolato dal resto cozza contro esigenze pratiche e non può avere successo. *{{NDR|Sulla [[DeLorean DMC-12]]}} Era dichiaratamente una vettura da sogno, qualcosa che si sposava bene all'idea di un viaggio nel tempo. Eravamo nel 1981, ma quelle porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in acciaio inossidabile sembravano proiettate in un'altra epoca. Fu divertente ritrovarla protagonista di un [[Ritorno al futuro|film di successo]]. *{{NDR|«Nella sua carriera ha disegnato di tutto: automobili ma anche un pallone per la Nba, macchine fotografiche per Nikon, macchine da cucire per Necchi, orologi per Seiko»}} Il design non cambia da un campo a un altro, devi sempre creare qualcosa che facilita la vita, la rende più semplice. Il design è logico perché è funzionale [...]. Non bisogna disegnare per stupire. Oggi vedo coltelli inutilizzabili e cucchiai affilatissimi da cui cola il brodo. Da piccolo guardavo mia madre sarta, china sulla macchina da cucire. Quando progettai Logica per la Necchi pensai a lungo a lei e alle sue fatiche. Così la disegnai una macchina alta e fiera sul suo supporto, perché tutte le sarte non dovessero più lavorare a capo chino. {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/08/07/giorgetto-giugiaro-compio-80-anni-senza-rimpianti-ho-dellautoTorino09.html Giorgetto Giugiaro: "Compio 80 anni senza rimpianti, ho disegnato la storia dell'auto"]''|Intervista di Stefano Parola, ''la Repubblica'', 7 agosto 2018.}} *Da bambino sono sempre stato immerso tra disegni e colori. I miei volevano che facessi il liceo artistico e poi l'accademia, invece mi sono ritrovato a fare uno stage in Fiat grazie a un professore che era lo zio di Giacosa [l'inventore della 500, ''ndr'']. Avevo fatto un corso di disegno tecnico e quando mi dissero che avevano bisogno di personale per un nuovo centro stile, accettai. Così sono rimasto intrappolato nell'industria. {{NDR|«Avrebbe preferito diventare un artista?»}} Non rimpiango nulla, perché l'auto mi ha dato in tempi piuttosto rapidi ciò che forse non avrei ottenuto con la pittura. *Se hai un Picasso in casa non lo vede nessuno, mentre l'auto sì. Anche il povero cristo, per la strada, può sentirsi come il dottore o l'industriale. Questo [[esibizionismo]] non tramonterà. *{{NDR|Su [[Sergio Marchionne]]}} È stato un uomo eccezionale, ma di finanza e non di prodotto. Ha salvato la Fiat, bisogna rendere onore al suo temperamento. {{Int|''[https://torino.corriere.it/cronaca/18_novembre_30/500-cosa-piu-vicina-all-uomo-giacosa-ha-fatto-spostare-l-italia-intera-d6cc9f96-f492-11e8-ab5f-9ee20dadd039.shtml «La 500 è la cosa più vicina all'uomo, Giacosa ha fatto spostare l'Italia intera»]''|Intervista di Andrea Rinaldi, ''torino.corriere.it'', 30 novembre 2018.}} *{{NDR|Su [[Dante Giacosa]]}} [...] non solo un ingegnere tout court, ma un uomo con una grande passione per il mondo artistico, che si divertiva a fare le caricature durante le riunioni. Ha realizzato prodotti che ancora oggi, dal punto di vista della logica, sono insuperabili: far stare 4 persone in una macchina e dare all'intero Paese l'opportunità di spostarsi... be' ci vuole una bravura unica. La bravura di chi sa fare le cose giuste in un contesto difficile, non dimentichiamoci che nel '57 eravamo poveri. [...] Pur essendo esperto di prodotti di una certa consistenza per i ricchi, Giacosa ha cercato di soddisfare i suoi operai e dargli l'opportunità di spostarsi come i più abbienti. *Sarà stata anche "una barzelletta che viaggia", come ci canzonavano gli americani, però con la [[Fiat Nuova 500|500]] ci siamo spostati in tutto il Paese con norme di sicurezza impensabili oggi. *Non ha cose inutili: la 500 è la cosa più vicina all'uomo. È un prodotto dell'intelligenza per muoversi senza sciupare spazi, pesi e costi e per mostrare il necessario, senza fare i superbi. {{Int|''[https://www.gazzettatorino.it/la-panda-di-giugiaro/ Panda, l'utilitaria dei tempi moderni raccontata da Giorgetto Giugiaro]''|Intervista di Matteo Comoglio, ''gazzettatorino.it'', 6 marzo 2020.}} {{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}} *Per ciò che riguarda l'interno [...] usai più un approccio da architetto, ispirandomi alle sedie come la chaise-longue che ha una struttura tubolare, per disegnare i sedili e, usando questa configurazione "a tubi" per l'intero abitacolo. Nella mia idea il sedile anteriore doveva essere più spartano di come poi è stato per la produzione in serie, mentre hanno mantenuto la "culla" per il sedile posteriore e per il grande vano portaoggetti anteriore. Per risparmiare peso anche il vetro discendente era stato inizialmente concepito da me con una semplice rotella che scorreva in una guida su e giù, ma poi si preferì optare per la classica manovella alzavetro. *Credo che la Panda, nonostante fosse una vettura estremamente semplice e sicuramente meno blasonata di tante altre che ho disegnato dopo, sia ancora oggi un buon esempio di utilitaria, con un unico difetto: è stata una vettura pensata con un approccio forse troppo da architetti che non da puristi del design. Inizialmente, infatti, nonostante molte soluzioni fossero all'avanguardia, soprattutto per gli interni, non venne compresa a fondo risultando troppo essenziale e spartana, soprattutto in Italia. *[...] in fondo la Panda, soprattutto nella sua prima serie è una vettura che ha un forte legame con l'architettura e non sfigurerebbe certo a fianco di molti altri oggetti che hanno fatto la storia del design. ===Interviste non datate=== [[File:1974 Alfa Romeo Alfasud 4-door sedan (2015-07-15) 01.jpg|thumb|upright=1.2|L'[[Alfa Romeo Alfasud]] disegnata da Giugiaro nel 1972: «per alcune nasce prima la musica (che per noi sarebbe la meccanica) e poi si va dal carrozziere perché ci appicchi su le parole (la carrozzeria); per altre canzoni parole e musica nascono contemporaneamente. Quest'ultimo è il caso dell'Alfasud».]] *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Alfasud]]}} L'ingegner Hruska aveva stabilito precise misure per il bagagliaio e non ha "mollato" neppure di un centimetro. Ha sempre detto che l'Alfasud doveva essere pratica, pratica, pratica; ha voluto che nel baule ci stessero quattro valigie enormi, che forse non sono neppure in commercio tanto solo alte e larghe, e io ho dovuto condizionare la linea a questa esigenza. [...] La meccanica ha influito moltissimo, è chiaro, e non potrebbe essere altrimenti. Però con l'Alfasud c'è stato un modo diverso di lavorare. Mi spiego: solitamente il carrozziere prende una vettura già esistente e le mette addosso l'abito che preferisce. Questa volta, invece, l'auto non c'era ancora, essa era delineata da un capitolato derivante da un approfondito studio di mercato dell'[[Alfa Romeo]], e quindi meccanica e linea hanno proseguito di pari passo. Ho lavorato sotto la continua guida dell'ingegner Hruska e posso dire di non aver tracciato un segno con la matita senza la sua approvazione. Insomma, è un po' quello che succede con le canzoni. Per alcune nasce prima la musica (che per noi sarebbe la meccanica) e poi si va dal carrozziere perché ci appicchi su le parole (la carrozzeria); per altre canzoni parole e musica nascono contemporaneamente. Quest'ultimo è il caso dell'Alfasud. E devo dire che è un sistema di lavoro molto più esaltante, che dona maggiori soddisfazioni.<ref>Da un'intervista a ''Gente Motori''; citato in Samuele Prosino, ''[https://www.formulapassion.it/automoto/classiche/alfasud-secondo-giorgetto-giugiaro-alfa-romeo-racconto-hruska-prototipo-592940.html Alfasud, secondo Giugiaro]'', ''formulapassion.it'', 13 novembre 2021.</ref> ==Citazioni su Giorgetto Giugiaro== *Conosco persone che, non avendo alcuna specifica scolarità tecnica, sono comunque più preparate di molti neo ingegneri, architetti o studenti di scuole di design. Questo grazie alla loro passione e impegno come autodidatti. Giorgetto Giugiaro, il designer del secolo, è un autodidatta, ma purtroppo oggi, a causa della sua mancanza di scolarità specifica, non verrebbe assunto in nessun Centro Stile. Questa è una situazione triste, ma reale. ([[Enrico Fumia]]) *Era un ragazzo scanzonato, sorridente. Mi è piaciuta subito la sua semplicità – direi quasi ingenuità. Era un uomo genuino e quindi facilmente formabile. ([[Nuccio Bertone]]) *Giorgetto Giugiaro è il designer per tutti e di tutti. Non ha disegnato auto stravaganti o da sogno, ma le auto che gli italiani hanno parcheggiato sotto casa [...]. Questo lo rende un personaggio familiare, non solo per la celebrità del suo nome, ammirato e ascoltato nel mondo. Ci ha lasciato l'Alfasud e la Panda, la Uno e la Punto, ma anche l'Alfa Romeo Gt, che magari non avevamo ma desideravamo. È il genio della porta accanto. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giugiaro, Giorgetto}} [[Categoria:Designer italiani]] [[Categoria:Imprenditori italiani]] tmnf93xe510gx5g5sah36jfkkwdn2dg 1415894 1415879 2026-06-06T18:16:10Z Danyele 19198 +link 1415894 wikitext text/x-wiki [[File:GiorgettoGiugiaro (cropped).jpg|thumb|upright=1.2|Giorgetto Giugiaro (2016)]] '''Giorgetto Giugiaro''' (1938 – vivente), designer e imprenditore italiano. ==Citazioni di Giorgetto Giugiaro== {{cronologico}} *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Alfasud]]}} C'è una precisa filosofia in questo lavoro: prima si è guardato all'uomo, cioè agli spazi che lui chiedeva per sé e per i suoi bagagli, poi al motore che doveva trasportarlo. I maggiori ostacoli ce li hanno dati i problemi di aerodinamica. Se infatti dovessi ridisegnare l'Alfasud, vi aggiungerei tutte quelle cose che l'aerodinamica mi ha fatto togliere o modificare.<ref>Citato in Fulvio Cinti, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,0140_01_1971_0266_0021_4833019/ I carrozzieri sono realisti, non è più tempo di sogni]'', ''La Stampa'', 13 novembre 1971, p. 21.</ref> *{{NDR|Sulla [[Italdesign Machimoto]]}} Dell'automobile conserva la parte meccanica, il concetto di pavimento-pianale, la stabilità e la sicurezza; della moto utilizza il modo di seduta, a cavallo di lunghe selle, e le sensazioni di viaggiare all'aria aperta. Machimoto non è una frivolezza o un'idea per stupire, ma nasce da due considerazioni di fondo: la drastica riduzione del costo del petrolio e la ripresa economica ormai in atto nei paesi industrializzati riaprono uno spazio per veicoli destinati al tempo libero e al divertimento. [...] mi sono ispirato a prodotti tipo i Dune Buggy degli Anni 70 e ho cercato di attualizzarli rendendoli più socializzanti: invece di due soli posti o degli scomodi due più due, Machimoto può ospitare fino a nove passeggeri: un modo di viaggiare all'aria aperta insieme e spensieratamente.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,1350_02_1986_0107_0021_19516347/ Una macchina o una moto? Per Giugiaro è provocazione]'', ''Stampa Sera'', 22 aprile 1986, p. 21.</ref> *{{NDR|Sulla [[Ferrari GG50]]}} [...] una Ferrari deve essere sempre riconoscibile come una Ferrari. Dunque questa macchina non cambia i canoni di Maranello. Io ho lavorato molto sul frontale, sulla coda, sulle linee della fiancata, ma in fondo ho preso un po' qua e un po' là, tra le tante suggestioni che fanno parte del mito Ferrari. Forse deluderò chi si aspettava una Ferrari rivoluzionaria. Sono quelli, dico io, che non sanno ascoltare la musica, e confondono Bach con Beethoven.<ref>Citato in Sebastiano Messina, ''[https://www.repubblica.it/2005/j/motori/ottobre05/messinaferrari/messinaferrari.html Ecco la Ferrari GG50, "la Rossa che vorrei"]'', ''repubblica.it'', 18 ottobre 2005.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia Delta (1979)|Lancia Delta]]}} Come per tutte le mie creazioni optai per una forma semplice e, secondo la moda del tempo, molto squadrata, perché a parità d'ingombro un cubo sembra più grande di una sfera.<ref>Da un evento del Gruppo Dirigenti Fiat al Museo dell'Automobile di Torino, 14 novembre 2019; citato in Piero Bianco, ''[https://www.veloce.it/news/lancia-delta-quarantanni-da-star-97541 Lancia Delta, quarant'anni da star]'', ''veloce.it'', 27 dicembre 2019.</ref> *{{NDR|Sulla Lancia Delta}} Mi chiesero di pensare una vettura elegante e funzionale ma non un modello che avesse la vocazione di competere. Sono stati la straordinaria evoluzione della meccanica e l'abilità dei piloti a trasformarla negli anni in un bolide vincente. Io per disegnarla mi ero ispirato al successo della Golf e ai suoi spigoli che piacevano molto, per proporre una compatta spaziosa e versatile. [...] mi lasciarono grande libertà creativa, il modello finale non fu molto diverso dai primi bozzetti di stile.<ref>Da un evento del Gruppo Dirigenti Fiat al Museo dell'Automobile di Torino, 14 novembre 2019; citato in Piero Bianco, ''[https://autologia.net/dopo-quarantanni-la-lancia-delta-continua-a-regalare-emozion/ Dopo quarant'anni la Lancia Delta continua a regalare emozioni]'', ''autologia.net'', 27 novembre 2019.</ref> ===Citazioni non datate=== *{{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)|Fiat Panda]]}} Carlo De Benedetti mi aveva chiesto di dettare lo stile di un'auto innovativa, compatta ma spaziosa e che venisse a costare poco. Stavo partendo per le vacanze, era l'estate 1976, e la voleva subito. Lavorai giorno e notte, poi cercai De Benedetti ma non mi rispondeva al telefono. Tornai a Torino per scoprire che non faceva più parte della Fiat. Telefonai a Mantovani, dicendogli che avevamo lavorato a vuoto, per niente. {{NDR|«Ma il nuovo ad Tufarelli salvò il progetto, con la sola condizione di non pesare sui costi. Grande sfida...»}} Doveva essere essenziale e... rustica, utilitaria ma spaziosa, economica. Durante lo sviluppo i costi erano aumentati per diversi imprevisti esterni che mi avevano costretto a intervenire sul progetto. Come il lunotto da ingrandire, o la soluzione per i vetri piatti perché non c'erano più attrezzature adeguate per produrli, in particolare per il parabrezza, e di conseguenza servivano nuovi investimenti. [...] Interni funzionali, semplici, sedili ridotti, forma squadrata per avere più spazio interno, soluzioni particolari, per gli alzacristalli e altro, una vettura molto utile, con un peso leggero da rispettare...<ref name="Torre">Citato in Adriano Torre, ''[https://www.auto.it/news/attualita/2024/07/11-7375799/giorgetto_giugiaro_racconta_la_sua_panda_ho_disegnato_un_frigorifero_ Giorgetto Giugiaro racconta la sua Panda: "Ho disegnato un frigorifero"]'', ''auto.it'', 11 luglio 2024.</ref> *{{NDR|Sulla Fiat Panda}} Ho sempre detto di aver disegnato un... frigorifero, perché per ottenere il massimo dello spazio Panda era squadrata. [...] A guardarla sembra tutto semplice, ma non è così... Ho pensato più volte che fosse più semplice disegnare una Ferrari piuttosto di questa Panda viste le difficoltà e i tanti vincoli imposti...<ref name="Torre"/> *{{NDR|Sulla [[Bugatti EB 112]]}} Vantava una serie di elementi stilistici nostalgici che rimandavano ai famosi modelli del leggendario marchio francese della fine degli anni Trenta, ma presentati in un'auto dalla meccanica innovativa. Per molti aspetti era un'auto da sogno e anticipava quelli che oggi conosciamo come modelli fastback ad alte prestazioni. Ha combinato in modo impeccabile il design con caratteristiche tecnologiche e ingegneristiche che erano decisamente in anticipo sui tempi.<ref>Citato in Şafak Soysal (adattato da Filippo Einaudi), ''[https://it.motor1.com/news/502471/bugatti-eb112-concept-1993-berlina/ Bugatti EB112, un sogno che si è quasi avverato]'', ''motor1.com'', 8 agosto 2023.</ref> ==Interviste== {{cronologico}} [[File:2007 Alfa Romeo Brera V6 coupe (23416268426).jpg|thumb|upright=1.2|L'[[Alfa Romeo Brera]] dsegnata da Giugiaro nel 2005: «è una sportiva a mio avviso molto "sexy" e avrei voluto battezzarla con un nome di donna. Abbiamo pensato [...] alle tante [...] belle creature "femminili" col marchio di Arese. Poi l'abbiamo chiamata Brera [...] per aumentarne ulteriormente il fascino: come fosse un saggio d'accademia».]] *{{NDR|Sulla [[Saab 9000]]}} Ho cominciato a lavorarci nel '78 [...]. Da allora ho cambiato molte idee, molti concetti. E poi disegnarla non è stato facile. In questo periodo la base meccanica sulla quale costruire la vettura è stata cambiata diverse volte e questo ha comportato modifiche al progetto. All'inizio, ad esempio, doveva essere più corta. [...] In questo progetto poi c'era la necessità di mantenere l'immagine Saab, che è richiamata nel frontale. Le novità più interessanti comunque sono nella portiera [...] e nella coda. La "9000" è una due volumi, ma vista di tre quarti sembra una tre volumi.<ref name="Sabadin">Dall'intervista di Vittorio Sabadin, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1016_01_1984_0129_0015_14473423/ Giugiaro: «Com'è difficile progettare per il futuro»]'', ''La Stampa'', 1º giugno 1984, p. 15.</ref> *{{NDR|Sulla [[Lancia Thema]]}} Vista in fotografia [...] appare molto pesante, massiccia. In strada invece sembra più leggera e armoniosa.<ref name="Sabadin"/> *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Brera]]}} Questa è una sportiva a mio avviso molto "sexy" e avrei voluto battezzarla con un nome di donna. Abbiamo pensato alla Giulietta, alle tante altre belle creature "femminili" col marchio di Arese. Poi l'abbiamo chiamata Brera, dopo lunghe riflessioni [...], per aumentarne ulteriormente il fascino: come fosse un saggio d'accademia.<ref>Dall'intervista di Piero Bianco, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0265_01_2002_0071_0073_2002623/ Il gioiello di Giugiaro «Brera è un'Alfa sexy che sa dare emozioni»]'', ''La Stampa'' sez. ''Speciale motori'', 14 marzo 2002, p. 15.</ref> *Tutta la storia della Casa milanese ruota intorno a quello [[Scudetto e trilobo Alfa Romeo|scudo]] che campeggia nella parte anteriore e che nella storia è stato visto in mille modi diversi.<ref name="Fenu">Dall'intervista di Michele Fenu, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,12/articleid,0162_01_2003_0152_0012_1093453/ Più bella che mai, si ispira alla Brera]'', ''La Stampa'', 4 giugno 2003, p. 12.</ref> *Per me le [[Alfa Romeo|Alfa]] hanno sempre rappresentato il simbolo dell'auto fascinosa, dalla meccanica fine e dalle prestazioni brillanti.<ref name="Fenu"/> *Alcuni hanno definito la [[Fiat Panda (1980)|Panda]] un oggetto-simbolo "inossidabile", un "mito" capace di conquistare generazioni di consumatori restando insensibile agli attacchi degli anni e degli imitatori. Certamente con la Panda siamo riusciti a centrare il prodotto ma io preferisco definirla una piccola auto intelligente, una ricerca di design e di engineering portata ai massimi livelli. Cioè, la Panda ha ribaltato il concetto tradizionale di vettura economica: non pretende di rendere in miniatura servizi e accessori di modelli più costosi e quindi offrire il massimo servizio nel minimo spazio. La Panda vuole offrire il massimo spazio abitabile in costi contenuti.<ref name="Panarella">Da Umberto Panarella, ''[http://www.archimagazine.com/dgiugiaro.htm Intervista a Giorgetto Giugiaro]'', ''archimagazine.com'', 8 ottobre 2004.</ref> *{{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]]}} [...] nel processo di concezione, sempre più attento e volto al raggiungimento di un alto standard di qualità del prodotto, non si può trascurare la parte forse meno "nobile" di un'autovettura ma senza dubbio la parte anche più "visibile". Quando siamo incolonnati, bloccati nel traffico cittadino, è la linea del posteriore e non quella dell'anteriore dell'auto che abbiamo tempo e modo di valutare. Certo, al momento dell'acquisto continuano ad essere il segno grafico del "muso" e la marca ad avere una maggiore forza attraente, ma è giusto investire tempo, energie e risorse da dedicare a ricerche per la personalizzazione anche della parte retrostante in egual misura rispetto a quanto normalmente e tradizionalmente si faccia per il frontale.<ref name="Panarella"/> *"Pensare italiano" significa attingere a una cultura che è dentro di noi, nei difetti, nella sua originalità e nella sua storia. Pensare italiano significa anche tutta una serie di atteggiamenti molto diversi tra loro: come si mangia, come ci si comporta, un insieme di esperienze che costituiscono il modo di vivere e di relazionarsi. Certo, è un modo di vedere molto singolare, non percepibile in termini di massa: non si tratta di un comune pensare, ma una qualità distintiva, quasi egoista. Il nostro è un modo di vedere molto personale, sintesi di un dna che viene da lontano e che fa sì che quello che si produce sia caratterizzato da una connotazione particolare. Il prodotto italiano si apprezza per l'approfondimento che reca in sé, come espressione di un gusto raffinato, sia che si tratti di cibo, di abbigliamento oppure di arredamento. La voglia far bene, la voglia di andare a fondo al di là delle necessità, di trovare una connotazione un po' unica. Ecco che cosa rappresenta per me il modo di lavorare e pensare all'italiana.<ref>Dall'intervista di Silvia Nani a ''Casastile''; citato in ''[https://www.arketipomagazine.it/giugiaro-il-made-in-italy-e-tensione-verso-la-qualita/ Giugiaro: «Il made in Italy è tensione verso la qualità»]'', ''arketipomagazine.it'', 15 aprile 2008.</ref> *{{NDR|Nel 2019}} L'apparato Fiat non è mai stato determinato nei confronti di [[Lancia (azienda)|Lancia]], hanno sempre pensato di realizzare le vetture con un occhio di riguardo al portafoglio e adottando un atteggiamento sbrigativo sia nel [[design]] che nello sviluppo, soprattutto dalla Thema in poi. {{NDR|«Un marchio sfortunato...»}} La vera sfortuna della Lancia è essere finita nelle mani della famiglia Agnelli. Dico questo perché sembra che non abbiano mai avuto la percezione di quanto Lancia dovesse essere trattata con cura.<ref>Dall'intervista di Leonardo Di Paco, ''[https://web.archive.org/web/20211113235038/https://www.cronacaqui.it/la-sfortuna-lancia-stata-la-fiat-agnelli-alla-delta-preferiva-la-ritmo/ «La sfortuna di Lancia è stata la Fiat: Agnelli alla Delta preferiva la Ritmo»]'', ''cronacaqui.it'', 14 settembre 2019.</ref> *L'occasione della vita mi è arrivata quando uno dei miei professori di Belle Arti mi consigliò di fare un'esperienza in ambito industriale in attesa di dare l'esame per entrare in Accademia [...]. Così presentai alcuni lavori a una mostra studentesca nel 1955, dove venni notato dal direttore tecnico della Fiat, Dante Giacosa. Fui assunto in Fiat e tre mesi dopo entrai a far parte come illustratore del Dipartimento Studi Progettazione Veicoli Speciali per visualizzare in bozzetti le idee dei creativi. Rimasi in Fiat per quattro anni, un periodo che è stato la mia "università". Iniziai qui a disegnare le automobili, ma anche prodotti industriali come treni, pullman, e anche componenti come i sedili fino ai frigoriferi. Disegnavo su carta lucida e su carta Canson, utilizzavo come tecnica l'acquerello e la tempera per illustrare e rendevo "fotorealistici" i disegni. Fui notato subito dai miei capi anche perché ero velocissimo a disegnare, e con grande stupore dei colleghi mi affidarono molti progetti.<ref name="ANSA">Dall'intervista ''[https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/mondo_motori/2024/07/11/fiat-dopo-il-1976-con-panda-e-uno-arriva-il-design-di-giugiaro_842ed35e-d941-424f-827e-a142a3e0e91a.html Fiat, dopo il 1976 con Panda e Uno arriva il design di Giugiaro]'', ''ansa.it'', 11 luglio 2024.</ref> *Quello della Panda è uno dei progetti a cui sono più legato perché seppur molto radicale e semplice è improntato all'utilità, all'essenzialità e alla versatilità e praticità. La Panda è risultata vincente perché è stata un'auto logica. Siamo partiti con un brief chiaro [...] dove si indicava che doveva essere un'auto alla francese, un'utilitaria per tutti, economica. Doveva pesare e costare poco, sia come produzione che come prezzo finale al pubblico. Ci imponemmo di rispettare i pesi e i costi della [[Fiat 126|126]] di allora e così [...] analizzammo tutte le vetture del medesimo segmento di mercato. Con l'obiettivo di migliorare le numeriche di spazio, abitabilità e capacità di carico. Impostammo uno schemino tecnico con il motore anteriore, che garantiva maggiore spazio per l'abitacolo, adottando vetri piatti, e pesi molto contenuti, la progettammo in meno di un mese. Il primo modello, al momento della presentazione in Fiat, rispecchiava tutte le aspettative. Anche gli interni erano volutamente essenziali, spartani ma estremamente funzionali e versatili. Poi in Fiat decisero di utilizzare anche un altro motore più grande (derivato dalla [[Fiat 127|127]]) e i pesi aumentarono un po'. Anche gli interni furono imborghesiti inficiando un po' la logica basic del progetto iniziale, ma la filosofia generale rimase la stessa. È sorprendente poi la longevità del progetto, ma il successo è perché ha sempre rispettato la logica di servizio con un'architettura semplice con le giuste proporzioni.<ref name="ANSA"/> *{{NDR|Sulla [[Fiat Grande Panda]]}} Il nome rimane ma la logica della Panda, che è la macchina più importante che ho fatto, non c'è più.<ref name="Mazzu">Da un'intervista a ''La Verità''; citato in Roberto Mazzu, ''[https://auto.everyeye.it/notizie/giugiaro-della-panda-non-rimasto-nulla-decidono-francesi-cina-morti-729179.html Giugiaro 'Della mia Panda non è rimasto nulla, ora decidono i francesi. Cina? Siamo morti']'', ''auto.everyeye.it'', 12 luglio 2024.</ref> *[...] l'[[Auto elettrica|elettrificazione del motore]], al di là di tutte le valutazioni pro e contro, è un passo importante di un prodotto in cui facilità di guida, silenzio e accelerazione hanno fatto un balzo in avanti incredibile. L'elettrico dà qualcosa di più, come prodotto. Il prodotto elettrico è un passo avanti enorme. La tecnologia è arrivata a soddisfare qualsiasi tipo di capriccio.<ref name="Mazzu"/> *Quello che è successo con la transizione all'elettrico è drammatico. Pensano di sostituire il motore termico, su cui abbiamo lavorato e investito per 150 anni, in pochi anni. L'auto elettrica è un gran prodotto, lo dico da utente [...]: 400 km di autonomia, silenziosa, ha una grande ripresa, non inquina. Ma crea problemi altrove, soprattutto a livello occupazionale. Non è possibile che [...] si siano prese decisioni così pesanti senza una reale pianificazione.<ref>Dall'intervista di Leonardo Di Paco, ''[https://www.lastampa.it/torino/2025/05/09/news/giugiaro_vendita_italdesign_volkswagen_elettrico_auto-15139400/ Giugiaro: "Che dolore vedere in vendita la mia Italdesign. C'è stata troppa fretta sull'elettrico"]'', ''lastampa.it'', 9 maggio 2025.</ref> {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,13/articleid,1059_01_1980_0026_0013_15064902/ «Con la Delta e la nuova Panda un modo diverso di vivere l'auto»]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 2 febbraio 1980, p. 13.}} *Non è l'uomo che si deve adattare alla vettura, ma la macchina. Tenendo ovviamente conto dei problemi tecnici, economici e commerciali, penso sia soprattutto importante considerare i movimenti strutturali dell'uomo: salire, scendere, sedersi. Vorrei [[Progettazione di automobili|cambiare]] le misure dell'auto, un oggetto la cui forma non è fissa ma in evoluzione. *La [[Lancia Delta (1979)|Delta]] rappresenta per me un traguardo, anche la chiusura di un certo periodo dell'automobile. La crisi petrolifera, i problemi economici stanno cambiando il modo di vivere, di vedere e usare le vetture. Direi che la Delta è un modello di lusso, i cui elementi di spicco, almeno dal mio punto di vista, sono l'ampio spazio concesso ai passeggeri, l'indovinato assetto di guida, la buona visibilità. *La [[Fiat Panda (1980)|Panda]] è come un paio di jeans, che sono poi un vestire semplice, pratico, senza fronzoli. L'ho vista come un mezzo di trasporto universale, un oggetto che nella sua essenzialità funzionale permette all'uomo di muoversi. Ho cercato di portare in questa auto lo spirito delle costruzioni militari, in particolare degli elicotteri, ossia di mezzi leggeri, razionali, nati per assolvere nel modo migliore a certi scopi. Per me la Panda è una vettura nata da dentro, uno spazio rivestito. In fondo, di mio come stilista c'è soltanto qualche tocco. È un modello che dimostra l'avvenuta maturazione del gusto, una mentalità più evoluta rispetto a qualche anno fa. Siamo a un punto di partenza: questo è solo un inizio. [...] Secondo me sarà la 500 degli Anni Ottanta, la continuazione logica, adeguata ai tempi, di un modello che è stato fondamentale per l'auto in Italia. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,1013_01_1984_0067_0027_22709211/ Giorgio Giugiaro. Se la casa fosse un'auto]''|Intervista di Simonetta Conti, ''La Stampa'' sez. ''Speciale casa'', 20 marzo 1984, p. I.}} *Genio è colui che si alza la mattina con un'idea brillante. A me non è mai capitato. Sono intuitivo, ma sul filo della razionalità. *È facile arredare un'abitazione dai grandi spazi: si fa scenografia. Ma in un alloggio di 45 metri quadri o poco più [...] si devono fare miracoli. È la differenza tra una Panda e una Rolls-Royce. Ad esempio, chi sta in cucina [...] non deve essere isolato dal salotto o dall'angolo tv; bisogna avere la possibilità di vedersi, di comunicare, di stare insieme. [...] Nelle camere da letto è il regno della privacy: un'anticamera-spogliatoio, un bagno, la stanza, non spazi "liberi". Se esco in mutande e c'è mio figlio che passa di fronte, nulla di male; ma se c'è anche la sua ragazza... Insomma, dove va a finire la riservatezza? *I soprammobili arricchiscono la casa, ma due o tre bei pezzi; il resto, tutte quelle cornicette con fotografie, quelle piccole collezioni, si dovrebbero buttare via. [...] Guardate i giapponesi; le loro case sono raffinatissime, moderne anche se antiche di 300 anni: non hanno niente di superfluo. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1010_01_1985_0277_0013_14118493/ Come ti disegno un'ammiraglia]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 13 dicembre 1985, p. 15.}} [[File:Fiat Croma 1989 grey.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Fiat Croma]] disegnata da Giugiaro nel 1985: «io, ovviamente, vedo le macchine sui tavoli da disegno o come modellini [...]. Bene, devo dire che ho trovato ancora più bella la "Croma" in strada, nel suo ambiente naturale. [...] appare per quel che è: una vettura dei nostri tempi, le cui forme possono essere istintivamente capite e apprezzate, il che non sempre capita».]] *{{NDR|Sul [[pianale Fiat Tipo 4]]}} Il progetto-base è legato alla "Thema". Poi, sono seguiti quelli della "9000" e della "Croma". Non tocca a me dirlo, ma ritengo che le tre vetture interpretino efficacemente gli obiettivi che Lancia, Saab e Fiat volevano perseguire. La "Thema" è una berlina a tre volumi di tipo classico. Una linea signorile, elegante, molto italiana. Una vettura grande ma non enorme, compatta, pulita, perfettamente coerente con lo spirito Lancia e raffinata nei dettagli. La "9000" è una due volumi piena di slancio, aggressiva, con un richiamo alla sportività. La "Croma" è una due volumi e mezzo. È ben proporzionata, moderna e giovanile. Un passo avanti notevole. *Da un punto di vista stilistico trovo che la parte posteriore della "[[Lancia Thema|Thema]]" sia estremamente valida. È innovativa, dà una sensazione di potenza e di classe, evoca immediatamente un'immagine di solidità e robustezza. Una bella coda, insomma. Sottolineo anche il raccordo tetto, vetri, fiancate. Non ci sono gradini, ma il tutto è armonico e omogeneo. *{{NDR|Sulla [[Saab 9000]]}} L'elemento dominante è il frontale: basso, discendente, aggressivo. E l'imponente lunotto "carica" l'insieme, contribuisce a dare un senso di spinta, di movimento. [...] la "9000" è stata [...] difficile da disegnare. Ci siamo arrivati per passi progressivi, sviluppando diverse soluzioni. *{{NDR|Sulla [[Fiat Croma]]}} È una berlina estremamente equilibrata. Non ci sono masse in dispersione, al colpo d'occhio si presenta come una vettura raccolta, proporzionata. Merito dello slancio del cofano anteriore e della compattezza di quello posteriore. C'è una sensazione di dinamicità. E lo sportellone fa subito intuire che questa è una vettura destinata al grandi viaggi, con una straordinaria capacità di carico. Io, ovviamente, vedo le macchine sui tavoli da disegno o come modellini o, in ogni caso, nelle presentazioni statiche. Bene, devo dire che ho trovato ancora più bella la "Croma" in strada, nel suo ambiente naturale. Ci si inserisce felicemente, appare per quel che è: una vettura dei nostri tempi, le cui forme possono essere istintivamente capite e apprezzate, il che non sempre capita. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1352_02_1986_0168_0015_19529863/ Quei rigatoni disegnati come auto lussuose...]''|Intervista di Donata Gianeri, ''Stampa Sera'', 26 giugno 1986, p. 15.}} *Essere [[Cuneo|cuneese]] significa anche possedere una certa pragmaticità, una tendenza a smitizzarsi, a non prendersi mai troppo sul serio. *Ho messo la stessa serietà professionale nel disegnare la pasta che nel disegnare automobili. *[...] sono un drogato del lavoro: dieci, dodici ore al giorno, mai una pausa, mai un sabato libero. La mia vita è impostata in un modo che gli altri definiscono dissennato: per funzionare bene, debbo esser sempre sotto stress, come un aereo a reazione, che se non tocca i mille chilometri, precipita giù. A questo punto o si smette o si deve per forza tenere il ritmo: allora il tempo si accorcia via via, i minuti diventano secondi, i giorni diventano ore, l'anno scorso hai prodotto tre, quest'anno dieci e sai già che l'anno prossimo dovrai produrre quindici. [...] È una sfida a se stessi, un voler vedere sin dove siamo capaci di arrivare. D'altronde, come si fa a fermarsi? C'è sempre la concorrenza che incalza, che obbliga a gettarsi in avanti, a sperimentare il nuovo, a rischiare; sennò gli altri ti fanno mangiare la polvere. Il mio è un lavoro da matematici e da musicisti, cioè quello di cambiare armonicamente le proporzioni, che va fatto, però, con la velocità del caricaturista da quotidiano. Mezzo mondo lavora alle cose cui lavori tu e il giorno dopo è già troppo tardi. *[...] voglio arrivare al fascino dell'essenziale, dove la struttura è l'estetica. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,43/articleid,0342_01_2001_0276_0051_3011833/ Giugiaro, re della matita e incompreso di successo]''|Intervista di Stefania Miretti, ''La Stampa'' sez. ''Torino e provincia'', 7 ottobre 2001, p. 43.}} [[File:Fiat panda 1 v sst.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Fiat Panda (1980)|Fiat Panda]] disegnata da Giugiaro nel 1980: «avevo due indicazioni, il peso e il costo: [...] fu progettata pensando a chi non ha possibilità economiche, fu invece apprezzata dal ceto medio-alto, da chi aveva già altre auto in garage. Le racconto questo per dire che a volte facciamo calcoli clamorosamente sbagliati».]] *Mai avuto interesse per le auto, da bambino. Sono figlio e nipote di decoratori, i miei affrescavano le case, qualche chiesa. Il primo ricordo è legato al nonno. Io guardavo mentre preparava i decori sulla carta, a volte per farmi stare bravo mi permetteva di bucherellare sulle linee: questo sì, mi piaceva. [...] terminate le medie mi iscrissi a un liceo artistico privato. Però mio padre mi impose di frequentare contemporaneamente un corso serale di disegno tecnico: voleva che fossi cosciente del fatto che esistevano più possibilità. Pensi che si iscrisse anche lui, per controllarmi meglio. Mi obbligava a fare un disegno al giorno: io qualche volta ne facevo tre in un pomeriggio, ero velocissimo, così mi restava tempo per giocare. [...] Oggi so che a volte, per salvare una tua idea estetica, devi diventare un tecnico. *Era il 59, c'era il salone dell'auto, volevo comprarmi un paio di sci e avevo bisogno di soldi, chiesi a un amico di presentarmi Bertone, nella speranza che mi commissionasse qualche lavoretto. Mi diede da progettare un coupé, e quando vide il disegno disse: "Bene, adesso bisogna svilupparlo"... Ero sbalordito: "Come faccio", risposi, "io sono alla Fiat, e poi devo fare il militare...". Il giorno dopo mi sono licenziato dalla Fiat, e sono andato a lavorare da Bertone: pensavo che mi sarei trovato all'interno di un team, invece ero solo, e lavoravo sempre, giorno e notte, sabato e domenica... {{NDR|«E il servizio militare?»}} Bertone aveva promesso che mi avrebbe fatto esonerare, invece dovetti partire. Però mi lasciarono vicino, a Bra; dove il mio datore di lavoro mi aveva affittato una stanza d'albergo. Durante le ore di permesso, andavo lì e disegnavo. Poi, siccome s'era sparsa la voce che disegnavo bene, venivano i marescialli a chiedermi di fare il ritratto alla moglie o alla madre, e questo mi fruttò un po' di tempo libero in più. Mi sbrigavo a fare il ritratto, e tornavo alle auto. *[...] quando ero in Fiat, tra i miei coetanei ce n'erano di veramente geniali. Però erano distratti da mille cose, e si sono persi. Io sono stato molto fortunato, avevo dalla mia la salute e la volontà, e ho lavorato più di altri. Magari, ho avuto meno svaghi, pochi divertimenti giovanili... *Avevo due indicazioni, il peso e il costo: la [[Fiat Panda (1980)|Panda]] fu progettata pensando a chi non ha possibilità economiche, fu invece apprezzata dal ceto medio-alto, da chi aveva già altre auto in garage. Le racconto questo per dire che a volte facciamo calcoli clamorosamente sbagliati. *Prendiamo la [[Smart Fortwo (W450)|Smart]]: non mi piace. Non amo un certo indirizzo frivolo e bambinesco [...] {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/06/26/giugiaro-rivela-ispirazione-fu-la-fiat.html Giugiaro rivela: "L'ispirazione? Fu la Fiat 128"]''|Intervista di Vincenzo Borgomeo, ''la Repubblica'', 26 giugno 2002.}} [[File:1975 Volkswagen Golf L 1.1 Front.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Volkswagen Golf I|Volkswagen Golf]] disegnata da Giugiaro nel 1974: «io avevo montato fari rettangolari, ma per problemi di costi alla fine li misero tondi. Mi opposi, protestai, dissi perfino che così [...] davanti somigliava troppo all'Alfa Romeo Giulia GT. Sapete che mi risposero? "Se somiglia a un'Alfa, è meglio così"».]] *Perché proprio io fui scelto per disegnare la [[Volkswagen Golf I|Golf]]? Facile: alla Volkswagen fecero un'indagine interna per stabilire quali erano le auto più belle nel 1970. Ne scelsero sei, e di queste quattro erano mie. [...] {{NDR|«E poi che accordi avete preso?»}} La storia è divertente: io avevo chiesto delle royalties per ogni esemplare prodotto, sarei diventato ricco, ma loro non potevano permetterselo. Così mi dissero che mi avrebbero messo una targhetta "Giugiaro" su ogni vettura. Lo faceva [[Pininfarina]] e per me andava bene. Fino a quando non mi chiesero gli stemmini da applicare sulle macchine: ne volevano 4000 al giorno. Sarei fallito per molto meno. *Arrivo in [[Germania]]. Centro ricerche Volkswagen. Era il gennaio del 1970. E al centro di un immenso stanzone trovo una [[Fiat 128]] tutta smontata e sezionata pezzo per pezzo. Chiedo spiegazioni e mi rispondono candidamente "non riusciremo mai fare una macchina con una meccanica così raffinata a questo prezzo, per questo la Golf deve essere più piccola". Insomma la 128 era la loro macchina di riferimento. *{{NDR|«E cos'è che invece non le è piaciuto della Golf?»}} Le confesso che il modello che avevo fatto io aveva il parabrezza più inclinato e il cofano più corto, ma allora la VW aveva paura di rispettare in pieno le norme [[USA]], per i riflessi, le prove di crash, eccetera. Poi io avevo montato fari rettangolari, ma per problemi di costi alla fine li misero tondi. Mi opposi, protestai, dissi perfino che così la Golf davanti somigliava troppo all'Alfa Romeo Giulia GT. Sapete che mi risposero? "Se somiglia a un'Alfa, è meglio così". {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,67/articleid,0192_01_2004_0138_0067_1349456/ Le seduzioni di Giugiaro «Edonismo e praticità per fare giocattoli belli»]''|Intervista di Piero Bianco, ''La Stampa'' sez. ''Speciale motori'', 20 maggio 2004, p. 3.}} {{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]]}} *{{NDR|«Quanto incidono sul design le nuove leggi votate alla sicurezza?»}} Le norme [...] mirano, giustamente, a tutelare non soltanto gli occupanti della vettura, ma anche i pedoni, ciclisti e motociclisti. Si pretende massima sicurezza in caso d'impatto. Tutto questo incide ovviamente sul modo di concepire all'origine un modello: c'è la necessità di studiare frontali diversi, con paraurti alti e predisposti per assorbire il più possibile l'urto e soprattutto non proiettare il pedone contro il parabrezza. Non è difficile fare queste modifiche, però bisogna renderle belle: la difficoltà è proprio conservare l'equilibrio dell'armonia d'insieme. Del resto [...] le norme sulla sicurezza hanno già imposto altri mille vincoli agli stilisti. Bisogna adeguarsi, le vetture di oggi sono certamente molto più sicure. *Se si esagera nella ricerca di soluzioni avveniristiche, talvolta si perde la misura del buon gusto. Qualcuno può restarne incantato, ad altri può non piacere. L'avanguardismo esagerato divide. Quando presentai la [[Alfa Romeo Brera|Brera]], pensai a una vettura che non fosse "sconvolgente", però doveva essere un'idea gradevole e facilmente comprensibile. Una linea fresca e armonica, senza frenesia di eccessi stilistici. Nella musica si direbbe una bella canzone per tutti. *{{NDR|«Nelle sue vetture non c'è mai rinuncia alla seduzione»}} Certo, un pizzico di edonismo non guasta: l'[[Automobile|auto]] è il giocattolo dell'uomo, uno sfogo psicologico. Come una bella donna, deve piacere a prima vista, essere sexy. Se non ti conquista al primo impatto, difficilmente avrà successo. *I giapponesi e gli europei hanno stuzzicato la creatività degli statunitensi, che si sono evoluti sia come qualità sia come forme. Tuttavia nel gusto europeo c'è la storia, che deriva da una lontana attività artigianale. La cultura dominante, più calma e riflessiva, resta la nostra: trasmettere tecnologia con la forma. L'ideale è una miscela ben equilibrata. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,18/articleid,0225_01_2005_0108_0022_1563123/ Giugiaro: un'idea nata da un incontro con Agnelli]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 20 aprile 2005, p. 18.}} {{NDR|Sulla [[Fiat Croma (2005)]]}} *Qui abbiamo una nuova tipologia di auto, con caratteristiche proprie, sviluppata con particolare attenzione alle normative legate alla protezione del pedone in caso di incidente. Cofano allungato, un corpo vettura robusto, dalle ampie vetrature, linee morbide e dinamiche insieme, una calandra importante, a sviluppo orizzontale. [...] Amo chiamarla "comfort wagon". Non è una monovolume o una giardinetta, piuttosto un'evoluzione di una grande e comoda berlina due volumi. Filante e solida insieme. *Ho ricercato tre concetti: abitabilità, innovazione e tanta qualità. Questa Croma non voleva e non doveva essere un'auto edonistica o fascinosa [...]. Ispirandoci ai valori del marchio Fiat, volevamo un mezzo elegante e funzionale, una magnifica viaggiatrice che permettesse di spostarsi con grande comfort, offrendo uno spazio maggiore di quello di una berlina classica. Ho dedicato particolare cura all'impostazione aerodinamica, perchè volevo evitare consumi eccessivi e proporre un prodotto con un ottimo controvalore. *Nella mia attività di designer ho sempre pensato che in auto si deve privilegiare la comodità. [...] La Croma è nata intorno ai sedili posteriori. Un approccio, se volete, innovativo, ma è questa la sua forza. [...] Le sedute del divano sono più alte di quelle di una berlina, ma non tanto come quelle di un Suv o di un monovolume, dove ti devi arrampicare. Il passeggero non deve salire né scendere, ma accostarsi in orizzontale, favorito dall'abbassamento dell'ingombro del brancardo, che è quasi in linea con il pavimento. I piedi non rimangono infossati. Nello stesso tempo l'essere in una posizione sopraelevata rispetto alle poltrone anteriori permette di avere un'ampia visibilità. È uno studio ergonomico attento, che dà una sensazione di grande respiro. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,0239_01_2005_0245_0007_1837328/ Giugiaro: una vettura sexy per emozionare]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 7 settembre 2005, p. 7.}} {{NDR|Sulla [[Fiat Grande Punto]]}} [[File:2006 Fiat Grande Punto Sporting T-J 1.4 Front.jpg|thumb|upright=1.2|La [[Fiat Grande Punto]] disegnata da Giugiaro nel 2005: «ho immaginato un'auto [...] ricca di dinamismo, formosa. Italianissima nel senso che, pur essendo un modello di larga diffusione, si ispira alla tradizione [...] dei carrozzieri che creavano vetture filanti, piene di grinta e di carattere. Mi piace pensare [...] a una bella donna, il cui corpo solido e sexy è posto in risalto da un abito elegante ed attillato».]] *{{NDR|«C'è qualche elemento che unisce Punto e Grande Punto?»}} Uno solo: lo spirito di rinnovamento. Da allora a oggi molte cose sono cambiate nel mondo dell'auto e nei gusti della gente. Sono comparsi tanti altri modelli in questa fascia di mercato, spesso ispirati alla Punto, le dimensioni delle vetture sono cresciute, le norme di sicurezza sono diventate più rigide, i clienti vogliono vetture capaci di emozionare. Ecco, la Grande Punto, e hanno fatto davvero bene in Fiat a definirla così, interpreta questi fattori con la stessa carica innovativa della Punto. *[...] ho immaginato un'auto italianissima, ricca di dinamismo, formosa. Italianissima nel senso che, pur essendo un modello di larga diffusione, si ispira alla tradizione di sportività dei carrozzieri che creavano vetture filanti, piene di grinta e di carattere. Mi piace pensare alla Grande Punto come a una bella donna, il cui corpo solido e sexy è posto in risalto da un abito elegante ed attillato. *È sempre impegnativo rivestire un modello destinato a un pubblico vastissimo. Direi che qui il lavoro è stato ancora più scientifico, perchè bisognava tener conto di uIteriori vincoli, in particolare quelli fissati dalle nuove leggi di protezione per il pedone. [...] Certo, l'inventiva e la creatività rimangono, eccome: la mia sfida era di arrivare a una forma emozionante e di vedere i vincoli non come ostacoli ma come spunti per nuove linee e soluzioni estetiche. [...] un frontale forte, importante, modellato secondo i canoni delle normative urto pedone, che prevedono volumi più gonfi, taglio cofano più largo e una struttura paraurti rastremata. [...] Se guardate la vettura dall'alto, il "muso" appare smussato ai lati e nella vista di tre quarti posteriori sembra cortissimo. Il parabrezza e il cofano hanno un movimento omogeneo, senza interruzioni marcate. E la calandra propone in modo netto la linea di bipartizione tra cofano e paraurti. [...] La linea a cuneo [...] regala un senso di potenza, la terza luce sulla fiancata [...] migliora la visibilità nelle manovre, gli specchietti aerodinamici, simili a quelli di una vettura da corsa, le ruote grandi con i passaggi ruote di dimensioni generose. Nella parte posteriore abbiamo continuato la tradizione della Punto con i fanali carenati a sviluppo verticale e integrati nei due montanti, però più piccoli. E l'insieme, con il paraurti situato a una altezza da terra più elevata, è assai più muscoloso. *Un'auto dalla funzionalità emozionante. Pratica ed edonistica. Per gente giovane o dallo spirito giovane. Non è un modello "solo" per trasportare la famiglia. E ben di più: un'auto per divertirsi. {{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,37/articleid,0243_01_2005_0286_0043_1870828/ Il designer: mi sono voluto premiare per i miei cinquant'anni di scarabocchi]''|Intervista di Michele Fenu, ''La Stampa'', 20 ottobre 2005, p. 37.}} {{NDR|Sulla [[Ferrari GG50]]}} *[...] ho pensato [...] a una Ferrari da poter usare con la mia famiglia, diversa da quelle della splendida tradizione della Pininfarina. [...] Montezemolo [...] mi ha dato il via libera, proponendomi come base di questo mio esercizio la Scaglietti e consegnandomi un giusto avvertimento: "Si diverta liberamente, ma, mi raccomando, faccia una Ferrari e non una Giugiaro". *Ho pensato a un oggetto che mantenesse lo spirito e l'identità Ferrari, ma che fosse più sportivo, compatto e pratico. Ad esempio, io amo sciare e volevo poter trasportare comodamente un paio di sci all'interno. [...] Ho mantenuto il passo della Scaglietti [...] ma ho ridotto la lunghezza [...]. Davanti ho compiuto interventi minimi, accorciando lo sbalzo [...], ma ho rivisto radicalmente il layout della zona posteriore. In particolare, invece del serbatoio del carburante verticale, ho voluto un contenitore che rimanesse interamente al di sotto del piano di carico. Così quest'ultimo è piatto e, abbattendo gli schienali dei sedili, si ha una capacità di 500 litri. Inoltre, ho scelto di utilizzare un vero e proprio portellone posteriore, incernierato alla fine del tetto. *{{NDR|«Ci sembra una vettura compatta e aggressiva: perde il terzo volume della Scaglietti per una coda chiaramente fastback...»}} Volevo che desse un'impressione di grande dinamicità, pronta a mordere l'asfalto, capace di nascondere i sedili posteriori, tanto da poter essere percepita come una biposto. Ho arrotondato gli spigoli di muso e coda, il fianco è pulito, la linea di cintura si inarca in corrispondenza della ruota posteriore per sottolineare il muscolo del passaruota. *{{NDR|«Qual è l'elemento forte del design della GG5O?»}} La semplicità, di frontale e coda. Il muso si prolunga al centro, la tipica calandra Ferrari è molto bassa, i proiettori anteriori sono verticali, il cofano lungo, integrato con i parafanghi e solcato da una V solo accennata. Le linee scorrono naturali, dietro i doppi fari tondi sono asimmetrici. C'è l'accenno di un minispoiler, la presenza del portellone è quasi impercettibile. E il tetto in vetro fotocromatico crea una superficie continua con il parabrezza. {{Int|''[https://www.alvolante.it/news/tu-tu-giorgetto-giugiaro-308413 A tu per tu con Giorgetto Giugiaro]''|Intervista di ''alvolante.it'', 14 giugno 2013.}} *[...] le [[Ruota|ruote]] costituiscono un elemento fondamentale nella percezione dell'automobile. Una ruota di grandi dimensioni alleggerisce l'impatto visivo e rende più dinamica la carrozzeria. Troppo a lungo, nel progettarle abbiamo fatto i conti solo con esigenze funzionali e di costo. Se mi si passa il paragone, le ruote per un'auto sono un po' come gli occhi per una donna. Se sono grandi, e proporzionate, valorizzano l'insieme. *{{NDR|Nel 2013, «che cosa pensa dei giovani designer?»}} Escono dalle scuole con una gran voglia di cambiare a la realtà, anche a costo di rischiare degli scivoloni sul piano del buon gusto. E, infatti, guardando i loro progetti, se ne trovano alcuni davvero barocchi. I giovani sono molto creativi, ma non hanno la percezione di quanto un progetto sia concretamente attuabile. Ci arrivano dopo anni di lavoro nel mondo della progettazione. Quando escono dalle scuole non sanno neanche come si fa uno stampo, non sanno nulla di saldatura, assemblaggio, costo del prodotto. Entrano nelle aziende e la loro creatività si confronta con la cultura degli ingegneri che, invece, conoscono perfettamente i processi, ma tendono a non condividere questo loro patrimonio di conoscenze. In fondo è una questione di potere. Si è mai visto un designer al vertice di una casa automobilistica? Ci arrivano ingegneri, uomini di marketing e di finanza, economisti. Ma i designer no. {{NDR|«Chi decide, nelle case automobilistiche, preferisce lasciare ai designer la creatività...»}} Sì, i designer si preferisce lasciarli nel loro Olimpo, anziché farli avvicinare alla vera conoscenza tecnica. Immaginate, invece, un ingegnere gestito da un designer con una robusta base tecnica. Sarebbe costretto a trovare quelle soluzioni che spesso vengono bocciate. Che rivoluzione! Lo dico per esperienza, perché nella mia carriera ho dovuto tantissime volte trovarle io, le soluzioni che avrebbero garantito la fattibilità di un progetto, al punto che sono diventato più ingegnere degli ingegneri. Dovevo difendere le mie idee. *Il design richiede umiltà e precisione, per certi versi è un po' come fare il manovale. Non è facile trovare questo approccio in chi magari si è laureato in architettura, ha seguito dei corsi di design e si trova a immaginare un prodotto industriale complesso come l'automobile. Fare il designer in modo logico, cioè con cognizione di causa, costa fatica. Il design, del resto, non è soltanto stile, anche se il mondo della comunicazione oggi pone l'accento soprattutto su questo aspetto e chiede prodotti emozionanti. Il rischio, per chi non ha una cultura adeguata, è di disegnare dei prodotti brutti. {{Int|''[https://www.automotivespace.it/intervista-giorgetto-giugiaro/ Intervista a Giorgetto Giugiaro]''|Artemisa Bega, ''automotivespace.it'', 10 ottobre 2014.}} *Il design svolge una insostituibile funzione di mediazione tra l'uomo e gli oggetti e i servizi che fanno parte del quotidiano: la creatività "applicata" per il designer assolve il bisogno di partire dall'esistente per trasformarlo mediante interventi capaci di procurare un beneficio sostanziale e non soltanto una valenza estetica. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *Non sono particolarmente affezionato alle auto che ho disegnato in passato. Non amo legarmi ad un'auto anche perché in tutta la mia carriera ho imparato, una volta terminato un progetto, a guardare sempre a quello futuro. Quando mi capita di guardare "vecchie glorie" come Panda, Golf o Uno non posso fare a meno di soffermarmi su alcuni aspetti che, oggi, inevitabilmente, farei in modo completamente diverso. {{Int|''[https://www.esquire.com/it/lifestyle/auto-e-motori/a13117409/giugiaro-desiger-auto-futuro/ Giorgetto Giugiaro: «Vi aspetto nel futuro»]''|Intervista di Paolo Briscese, ''esquire.com'', 31 ottobre 2017.}} *Provengo da una famiglia di artisti, pittori e affrescatori. Ho respirato creatività e arte figurativa sin da bambino, mio padre però è stato lungimirante imponendomi dei corsi di studi più tecnici da affiancare alla pittura. Sono entrato in Fiat a 17 anni, è stata la mia "università": disegnavo componenti, particolari, frigoriferi... poi fui assunto alla carrozzeria [[Bertone]] e lì per la prima volta, ho approcciato l'universo delle auto. *{{NDR|«[[Progettazione di automobili|Come si progetta un'automobile]]?»}} È un processo graduale e articolato. Il punto di partenza è il posizionamento dell'auto: occorre comprendere e condividere l'architettura e il target a cui si riferisce, per poi analizzare tutti gli aspetti di packaging, abitabilità, telaio, ingombri meccanici. Lo spazio e la funzione vengono prima della forma e dello stile. *{{NDR|«Quanto contano la forma, il tatto e l'utilizzo dei materiali nella progettazione di una macchina?»}} La forma incide moltissimo nella scelta di un prodotto. L'elemento visivo è il più immediato e deve appagare attraverso proporzioni e linee che ne caratterizzano l'esterno. I materiali e quindi gli interni devono saper comunicare il più possibile i valori del brand o del modello: pensiamo per esempio alle pelli, ai tessuti, alle superfici in cui entriamo in relazione quando utilizziamo questo prodotto. *Ogni progetto ha un suo percorso nel momento storico in cui si è affrontato. Con il passare del tempo tutto si data, invecchia e si supera. Non sono un nostalgico e la mia indole mi impone di guardare sempre avanti. *{{NDR|«[Qual è la vettura] che avrebbe voluto disegnare»?}} Sicuramente la [[Citroën DS|Citroen DS19]], inimitabile, geniale, timeless... {{Int|''[http://motori.quotidiano.net/autoemotonews/giorgetto-giugiaro.htm Giorgetto Giugiaro, il padre nobile del design italiano]''|Intervista di Giuseppe Tassi, ''motori.quotidiano.net'', 3 aprile 2018.}} [[File:DeLorean DMC-12 Classic-Days 2022 DSC 0050.jpg|thumb|upright=1.2|La [[DeLorean DMC-12]] disegnata da Giugiaro nel 1981: «era dichiaratamente una vettura da sogno, qualcosa che si sposava bene all'idea di un viaggio nel tempo. [...] quelle porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in acciaio inossidabile sembravano proiettate in un'altra epoca. Fu divertente ritrovarla protagonista di un film di successo».]] *La mia estetica ha sempre tenuto conto delle tecnologie. Tutto quello che è solo design svincolato dal resto cozza contro esigenze pratiche e non può avere successo. *{{NDR|Sulla [[DeLorean DMC-12]]}} Era dichiaratamente una vettura da sogno, qualcosa che si sposava bene all'idea di un viaggio nel tempo. Eravamo nel 1981, ma quelle porte ad ali di gabbiano e la carrozzeria in acciaio inossidabile sembravano proiettate in un'altra epoca. Fu divertente ritrovarla protagonista di un [[Ritorno al futuro|film di successo]]. *{{NDR|«Nella sua carriera ha disegnato di tutto: automobili ma anche un pallone per la Nba, macchine fotografiche per Nikon, macchine da cucire per Necchi, orologi per Seiko»}} Il design non cambia da un campo a un altro, devi sempre creare qualcosa che facilita la vita, la rende più semplice. Il design è logico perché è funzionale [...]. Non bisogna disegnare per stupire. Oggi vedo coltelli inutilizzabili e cucchiai affilatissimi da cui cola il brodo. Da piccolo guardavo mia madre sarta, china sulla macchina da cucire. Quando progettai Logica per la Necchi pensai a lungo a lei e alle sue fatiche. Così la disegnai una macchina alta e fiera sul suo supporto, perché tutte le sarte non dovessero più lavorare a capo chino. {{Int|''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/08/07/giorgetto-giugiaro-compio-80-anni-senza-rimpianti-ho-dellautoTorino09.html Giorgetto Giugiaro: "Compio 80 anni senza rimpianti, ho disegnato la storia dell'auto"]''|Intervista di Stefano Parola, ''la Repubblica'', 7 agosto 2018.}} *Da bambino sono sempre stato immerso tra disegni e colori. I miei volevano che facessi il liceo artistico e poi l'accademia, invece mi sono ritrovato a fare uno stage in Fiat grazie a un professore che era lo zio di Giacosa [l'inventore della 500, ''ndr'']. Avevo fatto un corso di disegno tecnico e quando mi dissero che avevano bisogno di personale per un nuovo centro stile, accettai. Così sono rimasto intrappolato nell'industria. {{NDR|«Avrebbe preferito diventare un artista?»}} Non rimpiango nulla, perché l'auto mi ha dato in tempi piuttosto rapidi ciò che forse non avrei ottenuto con la pittura. *Se hai un Picasso in casa non lo vede nessuno, mentre l'auto sì. Anche il povero cristo, per la strada, può sentirsi come il dottore o l'industriale. Questo [[esibizionismo]] non tramonterà. *{{NDR|Su [[Sergio Marchionne]]}} È stato un uomo eccezionale, ma di finanza e non di prodotto. Ha salvato la Fiat, bisogna rendere onore al suo temperamento. {{Int|''[https://torino.corriere.it/cronaca/18_novembre_30/500-cosa-piu-vicina-all-uomo-giacosa-ha-fatto-spostare-l-italia-intera-d6cc9f96-f492-11e8-ab5f-9ee20dadd039.shtml «La 500 è la cosa più vicina all'uomo, Giacosa ha fatto spostare l'Italia intera»]''|Intervista di Andrea Rinaldi, ''torino.corriere.it'', 30 novembre 2018.}} *{{NDR|Su [[Dante Giacosa]]}} [...] non solo un ingegnere tout court, ma un uomo con una grande passione per il mondo artistico, che si divertiva a fare le caricature durante le riunioni. Ha realizzato prodotti che ancora oggi, dal punto di vista della logica, sono insuperabili: far stare 4 persone in una macchina e dare all'intero Paese l'opportunità di spostarsi... be' ci vuole una bravura unica. La bravura di chi sa fare le cose giuste in un contesto difficile, non dimentichiamoci che nel '57 eravamo poveri. [...] Pur essendo esperto di prodotti di una certa consistenza per i ricchi, Giacosa ha cercato di soddisfare i suoi operai e dargli l'opportunità di spostarsi come i più abbienti. *Sarà stata anche "una barzelletta che viaggia", come ci canzonavano gli americani, però con la [[Fiat Nuova 500|500]] ci siamo spostati in tutto il Paese con norme di sicurezza impensabili oggi. *Non ha cose inutili: la 500 è la cosa più vicina all'uomo. È un prodotto dell'intelligenza per muoversi senza sciupare spazi, pesi e costi e per mostrare il necessario, senza fare i superbi. {{Int|''[https://www.gazzettatorino.it/la-panda-di-giugiaro/ Panda, l'utilitaria dei tempi moderni raccontata da Giorgetto Giugiaro]''|Intervista di Matteo Comoglio, ''gazzettatorino.it'', 6 marzo 2020.}} {{NDR|Sulla [[Fiat Panda (1980)]]}} *Per ciò che riguarda l'interno [...] usai più un approccio da architetto, ispirandomi alle sedie come la chaise-longue che ha una struttura tubolare, per disegnare i sedili e, usando questa configurazione "a tubi" per l'intero abitacolo. Nella mia idea il sedile anteriore doveva essere più spartano di come poi è stato per la produzione in serie, mentre hanno mantenuto la "culla" per il sedile posteriore e per il grande vano portaoggetti anteriore. Per risparmiare peso anche il vetro discendente era stato inizialmente concepito da me con una semplice rotella che scorreva in una guida su e giù, ma poi si preferì optare per la classica manovella alzavetro. *Credo che la Panda, nonostante fosse una vettura estremamente semplice e sicuramente meno blasonata di tante altre che ho disegnato dopo, sia ancora oggi un buon esempio di utilitaria, con un unico difetto: è stata una vettura pensata con un approccio forse troppo da architetti che non da puristi del design. Inizialmente, infatti, nonostante molte soluzioni fossero all'avanguardia, soprattutto per gli interni, non venne compresa a fondo risultando troppo essenziale e spartana, soprattutto in Italia. *[...] in fondo la Panda, soprattutto nella sua prima serie è una vettura che ha un forte legame con l'architettura e non sfigurerebbe certo a fianco di molti altri oggetti che hanno fatto la storia del design. ===Interviste non datate=== [[File:1974 Alfa Romeo Alfasud 4-door sedan (2015-07-15) 01.jpg|thumb|upright=1.2|L'[[Alfa Romeo Alfasud]] disegnata da Giugiaro nel 1972: «per alcune nasce prima la musica (che per noi sarebbe la meccanica) e poi si va dal carrozziere perché ci appicchi su le parole (la carrozzeria); per altre canzoni parole e musica nascono contemporaneamente. Quest'ultimo è il caso dell'Alfasud».]] *{{NDR|Sull'[[Alfa Romeo Alfasud]]}} L'ingegner Hruska aveva stabilito precise misure per il bagagliaio e non ha "mollato" neppure di un centimetro. Ha sempre detto che l'Alfasud doveva essere pratica, pratica, pratica; ha voluto che nel baule ci stessero quattro valigie enormi, che forse non sono neppure in commercio tanto solo alte e larghe, e io ho dovuto condizionare la linea a questa esigenza. [...] La meccanica ha influito moltissimo, è chiaro, e non potrebbe essere altrimenti. Però con l'Alfasud c'è stato un modo diverso di lavorare. Mi spiego: solitamente il carrozziere prende una vettura già esistente e le mette addosso l'abito che preferisce. Questa volta, invece, l'auto non c'era ancora, essa era delineata da un capitolato derivante da un approfondito studio di mercato dell'[[Alfa Romeo]], e quindi meccanica e linea hanno proseguito di pari passo. Ho lavorato sotto la continua guida dell'ingegner Hruska e posso dire di non aver tracciato un segno con la matita senza la sua approvazione. Insomma, è un po' quello che succede con le canzoni. Per alcune nasce prima la musica (che per noi sarebbe la meccanica) e poi si va dal carrozziere perché ci appicchi su le parole (la carrozzeria); per altre canzoni parole e musica nascono contemporaneamente. Quest'ultimo è il caso dell'Alfasud. E devo dire che è un sistema di lavoro molto più esaltante, che dona maggiori soddisfazioni.<ref>Da un'intervista a ''Gente Motori''; citato in Samuele Prosino, ''[https://www.formulapassion.it/automoto/classiche/alfasud-secondo-giorgetto-giugiaro-alfa-romeo-racconto-hruska-prototipo-592940.html Alfasud, secondo Giugiaro]'', ''formulapassion.it'', 13 novembre 2021.</ref> ==Citazioni su Giorgetto Giugiaro== *Conosco persone che, non avendo alcuna specifica scolarità tecnica, sono comunque più preparate di molti neo ingegneri, architetti o studenti di scuole di design. Questo grazie alla loro passione e impegno come autodidatti. Giorgetto Giugiaro, il designer del secolo, è un autodidatta, ma purtroppo oggi, a causa della sua mancanza di scolarità specifica, non verrebbe assunto in nessun Centro Stile. Questa è una situazione triste, ma reale. ([[Enrico Fumia]]) *Era un ragazzo scanzonato, sorridente. Mi è piaciuta subito la sua semplicità – direi quasi ingenuità. Era un uomo genuino e quindi facilmente formabile. ([[Nuccio Bertone]]) *Giorgetto Giugiaro è il designer per tutti e di tutti. Non ha disegnato auto stravaganti o da sogno, ma le auto che gli italiani hanno parcheggiato sotto casa [...]. Questo lo rende un personaggio familiare, non solo per la celebrità del suo nome, ammirato e ascoltato nel mondo. Ci ha lasciato l'Alfasud e la Panda, la Uno e la Punto, ma anche l'Alfa Romeo Gt, che magari non avevamo ma desideravamo. È il genio della porta accanto. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Giugiaro, Giorgetto}} [[Categoria:Designer italiani]] [[Categoria:Imprenditori italiani]] j9qtv2rqmp4vnlm1owpi617lhq9jgix Conflitto israelo-palestinese 0 190249 1415908 1415070 2026-06-06T20:52:48Z Darkcloud2222 10646 /* Ilan Pappé */ 1415908 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Palestine-Israel Historic Borders Over Time.png|thumb|Confini palestinesi lungo la storia]] Citazioni sul '''conflitto israelo-palestinese'''. ==Citazioni== *''Ancora fumo in Palestina. | Pietre volano contro [[Israele]]. | L'occupazione finirà! | Sventoliamo le nostre bandiere, | il piombo assassino non ci fermerà!'' ([[Banda Bassotti (gruppo musicale)|Banda Bassotti]]) *Ci vuole coraggio a guardare oltre il rancore, il dolore e la storia. ([[Roger Cohen]]) *Cosa c'è di tanto orribile nel dichiarare che il nemico è tutto il popolo palestinese? ([[Ayelet Shaked]]) *Credo che ognuno di noi, se fosse nato in un campo di concentramento e non avesse da cinquant’anni nessuna prospettiva da dare ai figli, sarebbe un terrorista. ([[Giulio Andreotti]]) *I diritti del popolo palestinese in lotta, compreso il diritto di costituire uno stato indipendente nazionale, debbono essere garantiti. Questo problema non può essere risolto attraverso trattative senza la partecipazione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, perché il destino del popolo della Palestina è il cuore della questione. ([[Nur Mohammad Taraki]]) *I sionisti non continueranno le loro scelleratezze se per rappresaglia per ogni palestinese ucciso in Palestina i palestinesi uccidono e mettono a morte, non in Palestina, cinque americani o britannici o francesi. Non è difficile uccidere americani o francesi. È un po' difficile uccidere israeliani. Ma ci sono così tanti americani e francesi ovunque nel mondo. ([[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani]]) *Io contesto all'OLP l'uso della lotta armata non perché ritenga che non ne abbia diritto, ma perché sono convinto che la lotta armata non porterà a nessuna soluzione. Sono convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della questione palestinese. L'esame del contesto mostra che lotta armata e terrorismo faranno solo vittime innocenti, ma non risolveranno il problema palestinese. Non contesto però la legittimità del ricorso alla lotta armata che è cosa diversa. [...] Quando [[Giuseppe Mazzini]], nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell'ideale dell'unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassini politici. Questa è la verità della storia. ([[Bettino Craxi]]) *Il conflitto israelo-palestinese è uno dei problemi centrali del nostro tempo [...]. A mio parere perché, oltre alle ragioni fattuali che lo definiscono, evoca ripetutamente nella dimensione fantasmatica, lo spettro dell'antisemitismo, quello del suo esito catastrofico, la Shoah, ma anche quello del suo doppio negativo, la vittima che diventa carnefice. ([[Moni Ovadia]]) *L'unico modo per porre fine a questo incubo che dura da 70 anni in Asia occidentale e nel mondo è ripristinare il diritto di tutti i palestinesi all'autodeterminazione. Proponiamo che tutto il popolo palestinese - sia quello che vive nella madrepatria sia quello che è stato costretto alla diaspora - determini il proprio futuro attraverso un referendum. Siamo fiduciosi che attraverso questo meccanismo si possa raggiungere una pace duratura, con musulmani, cristiani ed ebrei che vivono l'uno accanto all'altro in un'unica terra in tranquillità e pace, lontano dal razzismo e dall'apartheid. ([[Masoud Pezeshkian]]) *La verità è che un popolo oppresso che manifesta contro un'occupazione militare ricorda solo la nostra Liberazione e il diritto dei palestinesi sancito da ben tre risoluzioni dell'Onu. ([[Tommaso Di Francesco]]) *Non è nel nostro interesse governarvi. Noi vogliamo che siate voi [i palestinesi] a governarvi nella vostra nazione, uno stato democratico palestinese con contiguità territoriale in Giudea e Samaria, con un'economia stabile e che possa condurre normali relazioni di tranquillità, sicurezza e pace con Israele. Abbandonate il sentiero del terrore e fermate insieme a noi lo spargimento di sangue. Dirigiamoci insieme verso la pace. ([[Ariel Sharon]]) *Non ho mai scritto una riga sul conflitto tra Israele e il popolo palestinese [...] perché [...] diventa un tifo su una cosa drammatica e complicata. Israele doveva andare lì? No, [...] ma si è espanso come Stato in territori non suoi solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il luogo è stato scelto per ragioni religiose, come d'altra parte l'antisemitismo è nato per ragioni religiose, dal cristianesimo. È l'unica democrazia in Medio Oriente? Proprio per questo era meglio non starci. Gli Europei appoggiano Israele? Sì, perché sono responsabili del più grande genocidio del XX secolo. Questo significa che criticare Israele significa essere antisemiti? No, e tantomeno stare dalla parte degli integralisti islamici, e neppure dell'Islam tout court per quanto mi riguarda, visto che tutta questa tragedia è fondata prima che sui territori sull'insensatezza delle religioni, e sulle ideologie politiche che vi aderiscono. Tra l'altro [...] a nessuno Stato arabo è mai importato del popolo palestinese, se non usarlo come pretesto per odiare ancora di più l'Occidente (l'Occidente moderno, non certo quello cristiano, tant'è che Bin Laden attaccò il World Trade Center – simbolo del capitalismo e degli USA, odiati da fascisti, comunisti, complottisti, simpatizzanti di dittature varie – mica il Vaticano). Per me l'Occidente ha le sue radici nell'Illuminismo (non nel cristianesimo), nella rivoluzione borghese, liberale e scientifica, e un conflitto del genere ha altre radici, il cui albero cresce sottoterra da duemila anni. ([[Massimiliano Parente]]) *Non posso immaginare quale sia il nesso tra la lotta dei palestinesi nei monti più alti del Libano e la liberazione della Palestina. ([[Hafiz al-Asad]]) *Può non piacere la parola, ma quello che sta avvenendo è un'occupazione, teniamo 3.5 milioni di palestinesi sotto occupazione. Credo che sia una cosa terribile per Israele e per i palestinesi. ([[Ariel Sharon]]) *Sarebbe presuntuoso e temerario pensare che vi sia una formula magica, qualche rapida iniezione di droga, per risolvere il conflitto israelo-palestinese. Vi sono tuttavia alcuni princìpi fondamentali, che devono formare la base di ogni politica vitale. In primo luogo qualsiasi gruppo che rappresenti di fatto o che sostenga di rappresentare i palestinesi dovrà riconoscere il diritto di Israele a una esistenza pacifica e dovrà rifiutare l'uso del terrorismo o dell'azione armata contro Israele o i cittadini israeliani. Secondo, Israele dovrà uniformarsi alle clausole della Risoluzione 242 dell'ONU in merito alla restituzione di territori occupati. Tuttavia Israele ha diritto a confini sicuri e non possiamo né dobbiamo aspettarci che accetti la costituzione di uno Stato armato nemico a un tiro di schioppo in Cisgiordania. Terzo, i territori occupati da restituire dovrebbero essere smilitarizzati. Infine, la Giordania può rivestire un ruolo costruttivo nel risolvere il problema palestinese. ([[Richard Nixon]]) *Una volta furono gli Ebrei a conoscere la "diaspora". Vennero dispersi, cacciati dal Medio Oriente e dispersi per il mondo; adesso sono invece i Palestinesi.<br>Ebbene io affermo ancora una volta che i Palestinesi hanno diritto sacrosanto a una patria ed a una terra come l'hanno avuta gli Israeliti. ([[Sandro Pertini]]) ===[[Yasser Arafat]]=== *Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni. *Lei chiede quanto potremo resistere: la domanda è sbagliata. Lei deve chiedere quanto potranno resistere gli israeliani. Giacché non ci fermeremo mai fino a quando non saremo tornati a casa nostra e avremo distrutto Israele. *Se ci tenete tanto a dare una patria agli ebrei, dategli la vostra: avete un mucchio di terra in Europa, in America. Non pretendete di dargli la nostra. Su questa terra noi ci abbiamo vissuto per secoli e secoli, non la cederemo per pagare i vostri debiti. *Siamo soltanto all'inizio di questa guerra. Incominciamo solo ora a prepararci per quella che sarà una lunga, lunghissima guerra. Certo una guerra destinata a prolungarsi per generazioni. ===[[Zbigniew Brzezinski]]=== *Certo, il terrorismo palestinese va condannato e rifiutato. Ma ciò non si deve de facto tradurre in una politica di sostegno a una repressione sempre più brutale, agli insediamenti dei coloni, e a un nuovo muro. È in gioco il destino di un paese democratico, Israele, che gli Stati Uniti si sono impegnati a difendere da oltre 50 anni. Ben presto, però, svanirà la soluzione dei due Stati. Molto presto la realtà degli insediamenti - fortificazioni coloniali in cima a colline con piscine, accanto a favelas prive d'acqua potabile, e dove il 50 per cento della popolazione è disoccupata - farà sfumare la prospettiva della soluzione dei due Stati con un muro che frammenta ancor più la Cisgiordania e infligge ulteriori sofferenze umane. *I palestinesi devono compiere passi concreti per fermare i terroristi, ma affinché lo facciano gli israeliani debbono offrire contropartite tangibili che giustifichino lo sforzo. *Il sostegno alla politica repressiva di Israele rischia di trasformare quel Paese in un nuovo Sud Africa dell'apartheid. ===[[Muʿammar Gheddafi]]=== *Gli ebrei [...] non odiano i palestinesi. Non vogliono espellere i palestinesi dalla loro terra, la Palestina. Non hanno deciso di massacrarli, come suggeriscono le voci. Nemmeno il [[massacro di Deir Yassin]] ha avuto luogo. In effetti, furono gli arabi non palestinesi ad attaccare la Palestina e dichiarare guerra agli ebrei. *Gli ebrei, specialmente i più religiosi, non accetterebbero alcun sostituto per la terra che è, nelle loro credenze, sacra, e i palestinesi, in particolare gli intransigenti tra loro, non accetteranno alcun sostituto per la terra dei loro antenati. *Non siamo responsabili dell'uso che può essere fatto delle armi che diamo ai palestinesi. Noi le diamo ai palestinesi perché crediamo nella loro causa e riteniamo doveroso aiutarli. Quel che succede dopo non mi riguarda. Se devo essere condannato indirettamente, preferisco le accuse dirette. Ma non ci sono prove. *Per quanto riguarda la situazione palestinese, la soluzione dei due Stati è impossibile, non è pratica. Attualmente, questi due Stati si sovrappongono completamente. La partizione è destinata al fallimento. Questi due Stati non sono vicini, sono co-esistenti, sia in termini di popolazione che di geografia. Una zona di protezione non può essere creata tra i due Stati, perché ci sono mezzo milione di coloni israeliani in Cisgiordania e un milione di arabi palestinesi nel territorio conosciuto come Israele. La soluzione è quindi uno Stato democratico senza fanatismo religioso o etnico. La generazione di Sharon e Arafat è finita. Abbiamo bisogno di una nuova generazione, in cui tutti possano vivere in pace. Guardate i giovani palestinesi e israeliani, entrambi vogliono la pace e la democrazia, e vogliono vivere sotto un unico Stato. Questo conflitto avvelena il mondo. *Sarebbe semplicemente irrealizzabile e impraticabile dividere la Palestina in due Stati. Sotto la partizione non ci sarebbe uno Stato chiamato Israele, né ci sarebbe uno Stato chiamato Palestina. Coloro che chiedono la divisione della Palestina in due Stati ignorano così la natura della regione e la sua demografia, oppure vogliono sbarazzarsi del problema e metterlo nelle mani degli ebrei e dei palestinesi. Può sembrare che avessimo risolto così il problema ma in questo caso non saremmo sinceri: avremmo fatto poco più che gettare le basi per un nuovo conflitto. ===[[Ali Khamenei]]=== *Fin dal primo momento il regime sionista ha adottato, contro l’inerme popolo di Palestina, la politica del pugno di ferro: giorno dopo giorno, ha intensificato brutalità, terrore e repressione, nel totale disprezzo di tutti i valori morali, umani e religiosi. *I capi dell’egemonia globalista non hanno alcuna considerazione neanche per i più elementari fondamenti del vivere umano. Definiscono legittima difesa le crudeli e sanguinarie politiche israeliane, mentre dipingono come terrorista la Resistenza palestinese a difesa della propria libertà, sicurezza e diritto all’autodeterminazione! *Si può definire nazione terrorista un popolo che si difende nella propria terra dai crimini dei sionisti occupanti? Ed aiutare una cosiffatta nazione e rafforzarla può considerarsi un atto di terrorismo? ===[[Golda Meir]]=== *Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro? *La responsabilità verso i palestinesi non è nostra: è degli arabi. Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico ne una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta. *Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano. *Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei profughi palestinesi. Ma i paesi arabi risposero no. *Questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero? ===[[Benjamin Netanyahu]]=== *Hitler all'epoca non voleva sterminare gli ebrei ma espellerli. Il Muftì andò e gli disse "se li espelli, verranno in Palestina". "Cosa dovrei fare?" chiese e il Muftì rispose "Bruciali". *I leader palestinesi chiedono di avere uno stato palestinese a una condizione: che non ci siano ebrei. C'è un'espressione per questa cosa: pulizia etnica. *Penso che chiunque voglia creare uno stato palestinese e ritirarsi dai territori occupati da Israele favorirà gli attacchi contro Israele. ===[[Barack Obama]]=== *Da decenni tutto è fermo, in uno stallo senza soluzione: due popoli con legittime aspirazioni, ciascuno con una storia dolorosa alle spalle che rende il compromesso quanto mai difficile da raggiungere. È facile puntare il dito: è facile per i palestinesi addossare alla fondazione di Israele la colpa del loro essere profughi. È facile per gli israeliani addossare la colpa alla costante ostilità e agli attentati che hanno costellato tutta la loro storia all'interno dei confini e oltre. Ma se noi insisteremo a voler considerare questo conflitto da una parte piuttosto che dall'altra, rimarremo ciechi e non riusciremo a vedere la verità: l'unica soluzione possibile per le aspirazioni di entrambe le parti è quella dei due Stati, dove israeliani e palestinesi possano vivere in pace e in sicurezza. *I palestinesi devono abbandonare la violenza. Resistere con la violenza e le stragi è sbagliato e non porta ad alcun risultato. Per secoli i neri in America hanno subito i colpi di frusta, quando erano schiavi, e hanno patito l'umiliazione della segregazione. Ma non è stata certo la violenza a far loro ottenere pieni ed eguali diritti come il resto della popolazione: è stata la pacifica e determinata insistenza sugli ideali al cuore della fondazione dell'America. La stessa cosa vale per altri popoli, dal Sudafrica all'Asia meridionale, dall'Europa dell'Est all'Indonesia. Questa storia ha un'unica semplice verità di fondo: la violenza è una strada senza vie di uscita. *Noi tutti condividiamo la responsabilità di dover lavorare per il giorno in cui le madri israeliane e palestinesi potranno vedere i loro figli crescere insieme senza paura; in cui la Terra Santa delle tre grandi religioni diverrà quel luogo di pace che Dio voleva che fosse; in cui Gerusalemme sarà la casa sicura ed eterna di ebrei, cristiani e musulmani insieme, la città di pace nella quale tutti i figli di Abramo vivranno insieme in modo pacifico come nella storia di Isra, allorché Mosè, Gesù e Maometto (la pace sia con loro) si unirono in preghiera. ===[[Ilan Pappé]]=== *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il conflitto israelo-palestinese". *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. ===[[Bernie Sanders]]=== *Come per il nostro paese, la fondazione di Israele ha comportato l'allontanamento di centinaia di migliaia di persone che già vivevano lì, il popolo palestinese. Oltre 700.000 persone sono diventate profughi. Riconoscere questo fatto storico così doloroso non vuol dire però "delegittimare" Israele, così come riconoscere il "sentiero delle lacrime" non delegittima gli Stati Uniti d'America. *Dobbiamo riconoscere che la continua occupazione israeliana dei territori palestinesi e le restrizioni quotidiane imposte alle libertà politiche e civili del popolo palestinese sono in contrasto con i valori fondamentali americani. *Questo conflitto pluridecennale ha tolto già così tanto a così tanti. Nessuno vince quando Israele spende una parte enorme del suo bilancio in spese militari. Nessuno vince quando Gaza è cancellata e migliaia di persone sono uccise, ferite, o restano senza casa. Nessuno vince quando i bambini sono addestrati a diventare kamikaze. Nessuno vince quando anno dopo anno, decennio dopo decennio, si continua a parlare di guerra e odio piuttosto che di pace e sviluppo. Pensate all'incredibile potenziale che viene perso quando Israeliani e Palestinesi non uniscono le loro forze in modo efficace per affrontare le sfide ambientali ed economiche della regione. ==Voci correlate== {{Div col}} *[[Conflitto Israele-Striscia di Gaza del 2014]] *[[Esodo palestinese del 1948]] *[[Guerra Israele-Hamas]] :*[[Genocidio nella Striscia di Gaza]] *[[Guerra dei sei giorni]] *[[Hamas]] *[[Israele]] *[[Massacro di Monaco di Baviera]] *[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese]] *[[Piano di partizione della Palestina]] *[[Rifugiati palestinesi]] *[[Stato di Palestina]] {{Div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Eventi del XX secolo]] [[Categoria:Eventi del XXI secolo]] [[Categoria:Guerre]] [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Storia di Israele]] o2rmrpesnk0wbiedckylybg4kgcbd6y Josef Newgarden 0 190445 1415848 1415818 2026-06-06T15:40:44Z Danyele 19198 immagine migliore - senza occhiali 1415848 wikitext text/x-wiki [[File:Josef Newgarden Iowa 2022 (cropped).png|thumb|Josef Newgarden nel 2022]] '''Josef Newgarden''' (1990 – vivente), pilota automobilistico statunitense. ==Citazioni di Josef Newgarden== *La Formula non è un vero e proprio campionato piloti. Per me il fascino della [[Formula 1|F1]] sta nell'importanza delle auto [...] quando penso alla F1, penso a un campionato costruttori. Si cercano di costruire le auto più veloci possibili all'interno di un budget che dovrei definire irragionevole. Questo è quello che è emozionante. Più divento vecchio [...] e trascorro del tempo nel mondo delle corse, guardando la Formula 1, e non so se sia un posto nel quale voglio davvero correre. [...] Penso che la [[IndyCar Series|IndyCar]] sia davvero l'ambito in cui si ha la maggiore competitività per un pilota. Quando sei un pilota di alto livello, vuoi avere l'opportunità di competere, di vincere il campionato e di vincere grandi gare indipendentemente dalla tua situazione.<ref>Da un'intervista ad ''Autoweek''; citato in Matteo Senatore, ''[https://www.formulapassion.it/motorsport/indycar/newgarden-f1-non-e-un-campionato-piloti-indycar-hamilton-verstappen-601481.html Newgarden: "F1 non è un campionato piloti"]'', ''formulapassion.it'', 21 gennaio 2022.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Newgarden, Josef}} [[Categoria:Piloti automobilistici statunitensi]] 8iu0toywuhurat0q7p8krgglmr95h6f Lancia Stratos 0 190946 1415892 1412718 2026-06-06T18:09:55Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1415892 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Lancia Stratos Retro Classics 2020 IMG 0195.jpg|thumb|upright=1.5|Lancia Stratos]] Citazioni sulla '''Lancia Stratos'''. ==Citazioni== *Calza il pilota e il navigatore come una tuta con un atleta, mettendone quasi in mostra la muscolatura. ([[Nuccio Bertone]]) *La belva nata per vincere, che cambia letteralmente la storia delle competizioni a note navigate, esplodendo in faccia e nel cuore ai race fans di tutto il mondo con la sua eterna linea ininvecchiabile, innamorante e vasocostrittrice: perché da inizio Anni '70 a oggi, quando vedi una Stratos in Tv, sul telefono, o, rarissimamente per strada, se hai almeno un bicchiere di sangue nelle vene, si alza la pressione, il cuore ti manca un colpo e provi emozione, punto. ([[Mario Donnini]]) *La Stratos è un'auto nata in anticipo sui tempi e vi ricordo che la Lancia ha chiesto alla Pirelli un pneumatico specifico e più stabile dei precedenti. Così hanno creato il P7. Era un'auto splendida e coloro che ne disponevano all'epoca avevano una seria possibilità di vincere. Tre titoli mondiali, tre titoli europei e avrebbe potuto vincerne molti di più se la Fiat non avesse ordinato di metterla da parte per favorire la 131 Abarth. ([[Érik Comas]]) *La Stratos ha sempre corso nei miei sogni di ragazzino, con Munari e Pinto mi ha fatto innamorare dei rally. È eccezionale [...]. Bisogna guidarla molto di rilascio cercando di sfruttare al massimo l'uscita di curva, per non far pattinare le ruote. È più da traiettoria che da spettacolo [...]. La larghezza degli pneumatici posteriori è enorme. Con tanta differenza fra anteriore e posteriore, non è che permetta chissà quali derapate. Però questa signora dà ancora tanto gusto nel farti ascoltare il suono bellissimo del 6 cilindri, nella cambiata manuale vera. [...] se pensi che le vetture di grande produzione negli anni della Stratos erano la Fiat 127 e 128, immagina che stupore poteva suscitare una Stratos al suo arrivo! ([[Miki Biasion]]) *Quando abbiamo fatto la Stratòs – avevamo da poco presentato la Countach a Ginevra – non avevamo indicazioni da parte della Lancia così andavo avanti di testa mia. Insieme ai due collaboratori, abbiamo iniziato a fare un prototipo a grandezza naturale... uno dei due aveva fatto anche i disegni e si era basato molto su quello che avevo fatto con la Countach. In questo caso il tema era completamente diverso, ma l'ho lasciato fare perché se uno continua a dire "no", non si stimola. Quando il modello è stato abbozzato, non era proprio quello che avrei voluto, ma sono certo che se ne siano resi conto anche loro. Avevamo l'impegno di presentare l'auto al Salone di Torino, ad agosto andarono tutti in vacanza mentre restammo io e tre modellatori, i migliori che avevo. Ogni tanto andavo a farmi un giro con la Guzzi... in ogni caso in tre settimane abbiamo realizzato la Stratòs senza disegni, non sono mai esistiti. Tratteggiavo i pezzi che venivano ritagliati direttamente dal compensato. Al ritorno dalle ferie vennero tutti quelli della Lancia a vedere la macchina, che aveva una sola spennellata di ducatone e dei cartoni al posto dei vetri... chiaramente non era il massimo e questi avevano dei musi lunghi. Personalmente non ero preoccupato perché sapevo benissimo come sarebbe venuta. Quando abbiamo presentato il prototipo... i musi lunghi sono diventati dei sorrisi. La macchina da rally non aveva bisogno di essere bella, ma se non avesse vinto sarebbe rimasto almeno il bello! ([[Marcello Gandini]]) *Questa è un'auto iconica, è un vero e proprio monumento su ruote. Emozioni, vibrazioni, suoni, rumori: tutto questo fa parte della Stratos. Guidare quest'auto [...] non implica solo passione, ma anche senso di responsabilità. ([[Carlos Tavares]]) ===[[Cesare Fiorio]]=== *È la mia Lancia da rally preferita. Era una vettura nata e concepita per dominare i rally. Negli anni Settanta avevamo la Fulvia, ma vincevano solamente gare particolari o con meteo avverso. Io invece volevo un mezzo che potesse vincere in qualunque condizione di meteo o di strada, e per quello avevo concepito di costruire una vettura come la Stratos. Lancia non aveva un motore adatto per questa vettura, perciò andai a Maranello da Enzo Ferrari per chiedere e ricevere un motore. Rimasi sorpreso: Enzo Ferrari sapeva tutto di noi e ci diede i motori. Ad Enzo entusiasmava il fatto che vincevamo le competizioni con pochi soldi. *Gli oppositori, tanti, della Stratos dovettero assistere al suo grandissimo potenziale che le consentì di vincere i successivi tre Mondiali, il primo dei quali, vinto solo omologando per le gare la Stratos il primo di ottobre di quell'anno. Ma le gare mondiali erano ancora cinque, dopo quella gara, e la Stratos in queste poche gare si aggiudicò il primo dei Campionati del Mondo Rally. *{{NDR|Nel 1974}} La qualità vincente della Stratos è l'essere una macchina che è stata costruita sei-sette-otto anni le altre che le corrono insieme. Per cui innanzitutto è più moderna, in secondo luogo ancora tutta da sviluppare, mentre le altre sono secondo me abbastanza stagionate. [...] Poi c'è l'adattabilità della macchina che può passare dall'Inghilterra, cioè da uno sconnesso, improvvisato, sterrato ecc., a una Corsica asfalto, stretto, tortuosissimo, pieno di buche e di sassi, a un Giro d'Italia cioè circuiti veloci e compagnia bella. È una macchina polivalente adattabile proprio per la sua condizione, proprio per come è stata studiata per tutti i tipi di gare e nelle quali si possono evolvere i rallies. Cioè i rallies si evolvono domani solo sul tipo di sterrati da Inghilterra? Benissimo la macchina è competitiva lì. Domani i rallies vengono vietati sulle strade e si andrà ai soli circuiti? Va bene, l'adatteremo ai circuiti: non è una macchina che sui circuiti fa brutta figura. Domani i rallies si faranno solo in Corsica, cioè si faranno solo su strada di asfalto perché strade su terra non se ne trovano più o perché le asfaltano tutte o che so io? Benissimo va sull'asfalto. La Stratos è una macchina che può essere impegnata indifferentemente nei tipi di gare più diverse e sempre al massimo livello. *La Stratos aveva vinto tre Campionati del Mondo Rally, terrorizzando molti avversari che avevano poi abbandonato il WRC. A quel punto la Fiat, di cui nel frattempo ero diventato, insieme a Lancia, responsabile, mi chiese se avremmo potuto vincere anche con la 131. A quel punto dovetti dire di sì, anche perché sapevo che unendo le squadre Lancia e Fiat, avevamo la migliore squadra sul campo: in effetti, pur con qualche difficoltà vincemmo con la 131, anche se le Stratos, in mano a privati, vinsero ancora nel Campionato del Mondo, come fece Tony Fassina a Sanremo e Bernard Darniche a Monte Carlo. *Una macchina mia, voluta da me, concepita da me, per la quale andai a chiedere il motore 6 cilindri Dino a Enzo Ferrari. E me lo diede. Nacque così la più grande vettura da rally. ===[[Sandro Munari]]=== *Eravamo nel 1970, quando al reparto Corse Lancia, ci siamo resi conto che con la Fulvia HF diventava sempre più difficile contrastare l'agguerrita concorrenza. Così si è incominciato a pensare a come sostituirla. Ovviamente la nuova nata doveva avere caratteristiche molto più "bellicose". Il compito era ancora più arduo, perché le risorse aziendali da destinare ad un progetto così importante erano molto limitate. Era necessario raggruppare quante più informazioni possibili, per intraprendere un percorso che ci portasse direttamente all'obiettivo finale, tenendo sotto controllo i costi. Per questo si era puntato il nostro interesse sulla Dino Ferrari 246. Questo per vari motivi; il primo perché in quel periodo la Lancia era stata assorbita dal gruppo Fiat. Questo ovviamente ci avrebbe facilitato ad avere dei contatti diretti con la Ferrari. L'obiettivo era il motore che la casa del cavallino montava sul Dino 246. Però dal momento che non avevamo una conoscenza approfondita di questo propulsore, {{NDR|Cesare}} Fiorio decise di effettuare una prova. Previa disponibilità della Ferrari, l'idea era di partecipare al Tour de France con la Dino di serie. Idea al quanto impegnativa. Ma lo scopo era di ottenere delle informazioni, relative alle effettive prestazioni che una vettura con caratteristiche simili a quelle che si avrebbe voluto realizzare, (motore posteriore centrale) potesse fornire. Una volta ottenuta la vettura dalla Ferrari; Fiorio mi chiama per dirmi che avrei dovuto occuparmi io dei test. Neanche farlo a posta, tutto ciò accadeva in Agosto, era l'unico periodo, per me di riposo, perché non c'erano corse. Risultato, le "vacanze" le feci sulle strade delle montagne francesi e sui tracciati incandescenti delle piste transalpine. Il rapporto che feci al mio rientro non fu molto positivo in quanto una vettura di "serie" per quanto sportiva fosse, non ha mai quel "carattere" corsaiolo, elemento indispensabile per diventare interessante sotto il profilo prestazionale. [...] In conclusione non partecipammo al Tour de France, ma il test fu comunque valido perché ci aveva dato informazioni sufficienti per capire meglio come avrebbe dovuto essere la nuova Lancia: motore Dino 246 montato posteriormente in posizione centrale, rivisto e potenziato; carrozzeria due posti disegnata da Bertone, ingombri limitati, peso al limite della fiche d'omologazione. Era nata la Stratos! *La Stratos è stata la prima vettura apparsa sulla scena rallystica, ad essere concepita per questa disciplina. Quando in Lancia ci si accorse che la Fulvia stentava sempre più a contrastare lo strapotere delle avversarie, si decise di costruire una nuova vettura. In sostanza si voleva mettere in cantiere una macchina che potesse essere il massimo su tutti i terreni ed in qualsiasi condizione climatica. Per far questo {{NDR|Cesare}} Fiorio diede il "compito" a tutta la squadra. Ognuno di noi in funzione del ruolo che copriva nell'ambito del reparto corse: ingegneri, tecnici, meccanici, piloti, navigatori ecc... Tutti dovevamo fare una relazione e descrivere come doveva essere, nel proprio ambito, la vettura ideale. Una volta messo insieme il meglio del puzzle, ne uscì la Stratos. Devo dire che la bellezza estetica, opera di Bertone, stupì il mondo intero. Mancava il motore, infatti in Lancia non c'era un motore che avesse le caratteristiche per essere montato in posizione posteriore e centrale. Così si cominciò una trattativa serrata con la Ferrari per ottenere il 2.400 a 6 cilindri che equipaggiava la Dino 246GT. [...] io fui "adoperato" come "merce" di scambio: infatti, tra le clausole dell'accordo era previsto il mio prestito alla Ferrari in cambio del motore per correre la Targa Florio con la 312P. Tutti erano contenti perché finalmente potevamo avere la vettura che desideravamo. Ma quando cominciammo lo sviluppo della Stratos, io ero il pilota di riferimento, quindi tutto il lavoro di "sgrezzatura" lo portai avanti io, compreso il battesimo in gara al Tour de Corse del 1973. Mi resi conto che la vettura non era così "bella", e infatti le cose non andarono bene subito. Tanto affascinante dal punto di vista del design, quantoscorbutica ed imprevedibile da guidare. [...] Passavamo giorni e notti sulle strade per cercare di capire da dove arrivasse il "malessere" che affliggeva la neonata. I problemi maggiori di tenuta di strada emergevano sull'asfalto con le gomme slick. [...] In entrata in curva soffriva di un forte sottosterzo e quindi in uscita era sovrasterzante, ma non sempre era così, quindi era anche difficile capire il perché. Era come se le geometrie fossero sballate, anche se ai controlli statici era tutto ok. Quando si provava sulla terra con gomme ovviamente da sterrato, la vettura era assolutamente magnifica. Da qui nacque il sospetto che ci portò ad individuare il "male oscuro" sui porta mozzi delle ruote posteriori. Infatti alla nascita, la vettura montava dei porta mozzi in lamiera scatolata, ma si rilevarono inadatti perché con il forte attrito che le larghe slick posteriori esercitavano a terra, questi flettevano mandando in tilt le geometriche, ritornando in posizione normale quando la vettura era ferma. Quando furono sostituiti con dei porta mozzi presso-fusi, la Stratos diventò quella che tutti conoscono. *La Stratos ha rivoluzionato un po' l'ambiente rallistico [...]. La "rivoluzione" portata dalla Stratos è stata innanzitutto tecnica: fino all'inizio degli anni '70, le vetture che venivano adoperate per correre nei rally di solito provenivano dalla produzione di serie. Venivano un po' arrangiate, irrobustite in qualche parte, poi si andava a correre. [...] La Stratos è stata invece concepita per le competizioni [...] e, per la prima volta nei rally, con uno studio di aerodinamica, di cui fino a quel momento non si era mai parlato. Richiedeva una certa assistenza e controlli, ma si adattava benissimo a qualsiasi situazione e condizione stradale. Secondo me, e l'ha dimostrato anche con le sue vittorie, è stata la macchina più polivalente, perché ha corso in tutte le condizioni e ha vinto in tutte le condizioni, tranne il Safari... ==Voci correlate== *[[Bertone]] *[[Lancia (automobilismo)]] *[[Lancia nei rally]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili]] l54kj63e01nnc3egobijebmvoromg2s Progettazione di automobili 0 191442 1415878 1400062 2026-06-06T17:22:31Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1415878 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1961 AMC PRfoto Designers.jpg|thumb|upright=1.5|Designer della American Motors al lavoro (1961)]] Citazioni sulla '''progettazione di automobili''' o '''''automotive design'''''. ==Citazioni== *A quell'epoca non esisteva [...] la figura dello stilista puro, oggi chiamato designer. Stilista era il disegnatore di scocca, addirittura scocca senza parafanghi, che venivano applicati dopo e non erano parte integrante della carrozzeria. La scocca era ancora di legno, quindi facilissima da cambiare e adattare. Del resto il lavoro era tutto manuale, non esisteva produzione ma solo il soddisfare le esigenze del singolo cliente. Il tal Conte arrivava qui dicendo "ho visto una vettura con questo che mi piace e quest'altro no" e come in sartoria, con gli schizzi e l'intuizione, si cercava di dar forma ai suoi desideri. ([[Nuccio Bertone]]) *{{NDR|«Come nasce un macchina: testa, matita, computer?»}} Diciamo tutto insieme. Partire dal foglio bianco come molti pensano, in realtà significa poco o nulla. All'inizio si è sempre un po' visionari, per carità, perchè non si può dimenticare il fascino della dimensione del sogno. Ma, allo stesso tempo, bisogna essere anche un po' pragmatici perché se poi quel sogno rimane solo un sogno... La forma deve materializzare l'essenza del progetto, avere la capacità di comunicare con il suo linguaggio formale il significato del progetto stesso, le caratteristiche più importanti. A mio modo di vedere, non c'è design se non c'è innovazione. Ma serve grandissimo rigore nel fondere forma e funzione. Dietro ogni scelta c'è sempre un elemento razionale che va interpretato con l'anima artistica. Qualsiasi progetto [...] parte da obiettivi precisi, che siano performance, peso, efficienza aerodinamica, consumi... ([[Flavio Manzoni]]) *{{NDR|Nel 2023}} È importante stabilire una definizione chiara del termine "designer" e in particolare di "car designer". Da anni ricordo che "design" in inglese significa "progetto" o "disegno" inteso come progetto piuttosto che come opera d'arte. Questo perché a partire dagli anni '70 il termine "design" è stato sostituito intenzionalmente (per non dire astutamente) con "stile", soprattutto nel settore automobilistico, tanto che tutti sono diventati "designer", mentre molti non possono essere paragonati agli stilisti di un tempo, capaci di "misurare lo stile", il primo passo per qualificarsi come designer. Ciò che è estremamente raro oggi nei cosiddetti "designer" è la capacità di creare, ovvero di concepire, filtrare e realizzare la propria creatività. Invece, molti sanno solo schizzare e dipingere, ma non sanno creare. Non voglio essere riduttivo con la parola "solo", ma sarebbe onesto ammetterlo. ([[Enrico Fumia]]) *I designer di automobili amano antropomorfizzare le loro opere. Tigri, ghepardi, squali e persino velocisti olimpici ai blocchi di partenza vengono spesso citati come fonte di ispirazione nel linguaggio stilistico del settore. A quanto pare, abbiamo bisogno di queste pietre di paragone visive per dare un senso a ciò che stiamo guardando. Il che rende interessante il concetto di "volto" di un'auto e in particolare il ruolo svolto dai gruppi ottici. Sono gli equivalenti degli occhi? Sono qualcosa che tendiamo a dare per scontato, ma senza di loro saremmo persi, a prescindere dal ruolo che svolgono nel plasmare la nostra risposta emotiva. ([[Jason Barlow]]) *Il progetto non è cosa che nasce dal­la mente del progettista come Ate­na è scaturita dal cervello di Giove. Il progettista è una pedina nel grande gioco dell'evoluzione scientifica e tec­nica che determina il progresso. Le sue idee non sorgono dal nulla; si allacciano sempre a studi, o progetti, o realizza­zioni compiute in precedenza da altri, o da lui stesso. Perciò ogni nuovo model­lo racchiude in sé qualcosa di affine, o comune, a modelli precedenti. Li colle­ga un filo talvolta tanto esile da essere impercettibile, talvolta molto evidente. ([[Dante Giacosa]]) *L'auto come macchina ideata dall'uomo per spostarsi più rapidamente si è tanto perfezionata da trasformarsi in una casa mobile. Il progettista di automobili è para­gonabile a un architetto. È quindi naturale che in fatto di automobili si parli spesso di estetica e di stile. [...] Lo stile è per l'automobile un mezzo efficace per suscitare secondo la moda una reazione estetica favorevole in un contesto di concorrenza commerciale. Un'auto­mobile può anche essere brutta, ma esteticamente valida nel momento in cui vie­ne presentata al pubblico e lanciata sul mercato. La sua vita non sarà però di lunga durata, perché la reazione estetica cambia nel tempo. Molti ricorderanno le grosse vetture americane del 1960 che si ornavano di grandi pinne sui parafanghi poste­riori, tanto brutte quanto inutili, caricature di ispirazione aeronautica, espressione di una estetica decadente. Ancora oggi c'è chi ha gusto per il rombo provocato dallo scarico dei motori, e chi si entusiasma per forme da fantascienza, ma si tratta di reazioni estetiche di breve durata. Solo la bellezza è immutabile. [...] Nell'automobile come in tutte le opere dell'ingegneria e della scienza la si ottiene con l'ostinato perfezionamento di ogni parte, armonicamente con il tutto, secondo il principio supremo dell'economia. Economia come scienza, come arte di giusta distribuzione delle parti nel tutto, del giusto rapporto fra i valori energetici come fra i valori intrinseci ed estetici. ([[Dante Giacosa]]) *Per quanto riguarda il mio gusto, la mia sensibilità, trovo che le vetture degli anni '60 abbiano rappresentato degli archetipi di stile impareggiabili. Sono vetture dalle forme sensuali, di una bellezza quasi romantica, ma anche prorompente, molto morbida; vetture che hanno trovato nella semplicità e nella plasticità delle forme la loro cifra stilistica principale. Un altro periodo che mi ha molto affascinato è quello degli anni '70, che ha visto la nascita delle cosiddette "Dream Car". Queste macchine, che traggono ispirazione dalla fantascienza, più utopie che auto vere e proprie, prefiguravano il futuro. Molte di esse erano ispirate all'aerospace, durante la cosiddetta "Space Age". [...] sembrano delle astronavi, oggetti fortemente ispirati anche al product design dell'epoca. ([[Flavio Manzoni]]) *Purtroppo ho sempre disegnato automobili che non posso permettermi. ([[Pietro Camardella]]) *{{NDR|Nel 2003, sul futuro dello stile automobilistico}} Sembra che la traccia sia già netta: le auto di domani in gran parte saranno dolci da guidare e rotonde da ammirare. Tranne poche eccezioni, i più suggeriscono il rifiuto degli spigoli salvo che per una loro presenza furbetta proprio per accentuare l'armonia morbida dell'insieme. La ruga come il neo, insomma, per attirare l'attenzione e far apprezzare tutto il resto. ([[Carlo Cavicchi]]) *{{NDR|«Come ci si può distinguere nel mondo dell'auto e del design [...]?»}} Sicuramente allontanandosi dalla costa. Navigare sotto costa è facile, non è rischioso, ma quando vuoi scoprire delle cose nuove ti devi allontanare. Nel mio piccolo, il suggerimento che posso dare è cercare di fare qualcosa di originale, di unico, anche di sbagliato, ma provando a fare qualcosa che abbia una sua unicità. Tutto questo senza fare una banalità ovviamente. Bisogna studiare, disegnare, creare qualcosa e metterla in dubbio una, due tre o anche quattro volte. Occorre studiare la cultura dell'automobile, del design. {{NDR|«Bisogna coltivare la cultura del dubbio quindi...»}} Assolutamente. Noi {{NDR|in Pagani}} lo facciamo con tutti i progetti. Quando ne completiamo uno ed è pronto per andare in produzione, noi lo mettiamo interamente in dubbio. Ci dedichiamo un anno in più di lavoro [...] {{NDR|«Non si fa l'approvazione del progetto, ma la messa in dubbio...»}} Sì. Quando hai fatto due progetti, dopo aver analizzato bene quello più fresco ed essere ritornato al primo, solo allora puoi sentirti più tranquillo. ([[Horacio Pagani]]) *Uno dei miei pallini è accertarmi che il design dell'auto sia identico al concept iniziale. Secondo me, è l'unico modo per vendere un sogno diventato realtà. ([[Luca de Meo]]) ===[[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]=== *{{NDR|«Qual è, se c'è, il periodo automobilistico che più le piace e perché, dal punto di vista del design?»}} Direi senza dubbio gli anni Sessanta e anche i decenni seguenti. Per i progettisti quegli anni rappresentarono una specie di rivincita della Bellezza, con la B maiuscola, dopo gli orrori della guerra. Non penso sia un caso che le auto di maggior valore, sul mercato delle "storiche", appartengano a quel periodo. *{{NDR|Nel 2023, «le piace la strada che ha preso il design automobilistico nella grande produzione negli ultimi dieci anni?»}} La risposta si ha esaminando attentamente le parti frontali di tutte le marche: tutte hanno tre buchi, con i due laterali spesso finti! *Le automobili sono delle belle cose tridimensionali e, quindi, almeno per noi disegnatori di automobili, la prima cosa da cui partiamo sono le posizioni delle parti meccaniche e delle persone a bordo. Ma, siccome questi oggetti si muovono longitudinalmente lungo delle strade, la prima cosa che vediamo, spesso, è la vista laterale. Questo profilo laterale non è solo una questione estetica ma ha un impatto significativo anche sul design funzionale. È qui che entrano in gioco considerazioni di ergonomia, sicurezza e, soprattutto, aerodinamica. Come appassionato di aerodinamica, trovo che la forma laterale di un'automobile sia cruciale. L'aerodinamica, o la scienza che studia il movimento dell'aria attorno ai corpi in movimento, incide profondamente sull'efficienza del veicolo, sul consumo di carburante, sulla stabilità ad alta velocità e sul rumore prodotto. La vista laterale di un'auto rappresenta come l'aria interagisce con la carrozzeria, creando resistenza o facilitando il flusso. *{{NDR|Nel 2025}} Molte automobili sembrano tutte uguali, spesso brutte e senza funzioni vere. Un esempio lampante sono le griglie frontali [...]: spesso sono fintamente aperte, con dietro nulla, solo per dare l'illusione di un design sportivo o aerodinamico. Poi ci sono gli "scavi" nelle portiere che imitano i prototipi da corsa... Quelle scanalature non hanno una funzione reale; sono solo estetiche, scimmiottano i veri elementi funzionali delle auto da corsa. E poi, c'è l'aspetto ancora più tremendo nei paraurti posteriori: spesso si vedono due piccole alette nere che pretendono di creare un effetto suolo, mentre chi conosce bene l'aerodinamica sa che l'effetto suolo inizia dalla parte anteriore e si estende fino al posteriore. È il contrario della bellezza, dove l'estetica non parte da una funzione vera ma da un'illusione. ===[[Marcello Gandini]]=== *Adesso i prototipi presentati sono tutti finti, non sono neppure prodotti nei materiali giusti. Talvolta fatti in vetroresina, sono semplicemente dei modelli, perfettamente fatti, ben finiti, ma trovo inutile spendere dei soldi così. Invece una volta erano delle automobili e bisognava che funzionassero. *{{NDR|«Dicono che sei più interessato all'architettura, alla costruzione e alla sostanza meccanica dei veicoli. Puoi separare il design dalla sostanza meccanica?»}} Credo non si possa. In effetti, è forse uno degli aspetti più importanti del design. La forma più eccitante segue sempre la funzione. *Ho avuto un certo successo facendo un progettino, relativo alla riduzione della superficie degli stabilimenti per la costruzione di automobili. Lo scopo dello studio era quello di ridurre il numero degli operai, degli orari di lavoro, del costo degli stabilimenti, sia di costruzione che di gestione: in breve vuol dire ridurre le dimensioni. [...] Per fare tutto ciò bisogna, principalmente, cambiare l'automobile. In certi stabilimenti si cerca, con i robot, di migliorare la produzione e di ridurre i costi... e qualcosa si ottiene. La mia visione era più drastica. L'ambizione del mio progetto era di ridurre tantissimo la dimensione degli stabilimenti. Per costruire un'automobile bisogna: comprare un terreno, costruire uno stabilimento, si deve attrezzare all'interno con tutti gli impianti... poi ci sono i costi di gestione... la somma di tutte le spese deve essere suddivisa per il numero delle automobili prodotte dall'impianto. Se si dimezza lo stabilimento, da subito si dimezzano le spese. *Ho costruito la mia identità di designer, in particolare per ciò che riguarda l'ambito delle supercar che ho creato per Lamborghini, su un concetto unico: ogni nuovo modello doveva essere completamente diverso rispetto al precedente. Il coraggio, la capacità di creare rottura senza attaccarsi al successo dell'auto precedente, la sicurezza nel non voler cedere all'abitudine sono stati l'essenza stessa del mio lavoro. È chiaro che mercati e marketing sono cambiati molto da allora, ma per quanto mi riguarda me stesso ripetere un modello del passato rappresenta, secondo me, la negazione dei principi fondanti del mio DNA di car designer. *Io l'automobile l'ho vissuta marginalmente fin da bambino. È stata un sogno come lo era il tappeto volante, o come potrebbe essere la possibilità di spostamenti volando come l'Araba Fenice, ritrovandosi in qualunque posto senza fatica. *L'automobile ferma è un'altra cosa. Le vetture vanno viste in movimento. Nella mia vita ho fatto una quantità enorme di modelli, di studi, per alcune case produttrici come la Renault o la Volkswagen, e ricordo che tutte le volte, per ciascuno di questi modelli, il giorno che la dovevamo caricare sul camion, anche spinta a mano, faceva subito un'altra impressione: nel bene e a volte anche nel male. {{NDR|«Il movimento cambia la visuale?»}} Il movimento, anche se lentissimo cambia il punto di visuale. Il moto cambia la forma della macchina, contemporaneamente si vedono le parti nascoste e le parti visibili cambiano forma. Si percepisce completamente il volume della vettura, come in un ologramma. Certe volte anche in peggio! La fotografia di una vettura è ben difficile che dia l'idea della linea, perché è un'immagine fissa e può ingannare. La macchina ha bisogno di essere vista nel suo volume. *L'automobile non è una cosa artistica, ma è comunque un'attività della mente... anche della mente inconscia del bambino. Da piccolo sognavo le macchine e c'è qualcosa che mi ha accompagnato negli anni. Personalmente non mi sono mai spaventato nel fare una cosa nuova o diversa, la paura del foglio bianco non l'ho mai avuta, anzi ho sempre amato il foglio bianco. Potrei partire integralmente da zero, meccanica, carrozzeria, metodo di costruzione. Il foglio bianco è stimolante. *{{NDR|«Non considera l'auto un'opera d’arte?»}} Personalmente no, però ha in comune con l'arte quella di generare emozioni, come si diceva prima sulla bellezza. A mio avviso, in ogni caso, è una cosa molto diversa. Ha qualche parentela con la scultura. Le automobili hanno le stesse esigenze di una scultura, quella di dare delle emozioni e poi il fatto di essere tridimensionale. Anche la scultura, se lei prende, il David e gli gira intorno, ha la sensazione di un qualcosa di vivo, di una persona. *{{NDR|«Lei vive nei dintorni di Torino, una regione che forse più di qualsiasi altra al mondo ha plasmato la storia dello styling automobilistico. Cosa [...] hanno reso il torinese epicentro d'innovazione progettuale e industriale in Italia e nel mondo?»}} Sembra un paradosso ma quest'innovazione industriale dipendeva in gran parte dalla presenza di tradizioni artigianali altamente qualificate. Nell'ambito dell'automobilismo, in particolare, si è beneficiato del gran numero di scoccai e battilastra bravissimi, gente che per tradizione lavorava le scocche in legno delle carrozze, e che nel dopoguerra si è trovata senza lavoro. A Torino c'era questa grandissima facilità di fare modelli di prototipi, e con la facilità d'esecuzione viene fuori la domanda. Di conseguenza c'è stata per molti la possibilità d'inserirsi nel settore come stilisti, come disegnatori; specialmente qui a Torino, fino a dopo la guerra, lo stilista vero e proprio non c'era. Fino a quel momento, stilista era il cliente stesso, nel senso che il tizio che voleva la Ferrari carrozzata fuoriserie, o la Lancia carrozzata in modo particolare andava dallo scoccaio e cercava di spiegare cosa voleva. [...] Erano artigiani abilissimi, prendevano il telaio e poi tiravano su il filo di ferro che simulava le linee della carrozzeria. A quel punto il cliente diceva: "Mah, la vorrei un po' più lunga". Questo, allora, era lo stilista. La mia prima auto è stata fatta così, tirando su questi fili di ferro da un carrozziere oscuro, uno che più che altro faceva riparazioni. Si batteva l'alluminio e, servendosi solo di questi fili di ferro, si formavano le lamiere. Dopodiché venivano tolti e si facevano strutture per reggere i pannelli della carrozzeria. [...] Allora non c'era disegno. Al massimo un bozzetto. *{{NDR|«Un'auto economica può essere attraente quanto una costosa?»}} Sì, può essere. L'aspetto o il design devono essere relativi a ciò che rappresenta un'auto. ===[[Roberto Giolito]]=== *I concetti chiave da cui partire quando si parla, oggi, di design automobilistico (e non solo), sono: innovazione, identità e usabilità. Il primo perché le automobili rappresentano da sempre la possibilità di rendere l'innovazione tecnologica alla portata di tutti. Ad esse è connessa un'aspettativa di progresso e modernità. Nel corso della mia carriera, in particolare, mi sono sempre occupato di vetture che coniugassero la sperimentazione con il concetto di ''work cars''. Poi c'è l'identità, qualunque essa sia, che dà corpo e sostanza alla riconoscibilità di un prodotto, lasciando intravedere il "ceppo" di origine: altrimenti si corre il rischio di perdersi ed essere costretti a fare marcia indietro. Infine, è diventato sempre più centrale il concetto di usabilità, che significa studiare i comportamenti delle persone e creare prodotti che, meglio di quelli esistenti, si adattino alla vita in continua evoluzione. In quest'ottica, si potrebbe estendere al campo delle automobili la pratica di generare "versioni beta", nell'accezione utilizzata dagli sviluppatori di software, per sondare i mix giusti e tarare i contenuti sulle esigenze reali delle persone. *Il mio approccio al design è stato sempre basato sulla decostruzione: mi piaceva esplodere il disegno e capire cosa c'era sotto la superficie, con l'obiettivo di rappresentare la vera essenza dell'auto, fino alle ossature. Mi interessava capire come funzionasse la vettura e come sarebbe stato possibile realizzarla. Guardavo con interesse ai diversi approcci nel disegno, come quelli basati sulla scultura, ma alla fine ho trovato la mia strada nella realizzazione pratica di maquette abitabili essenziali e facili da costruire, fatte di tondino di ferro, spinto dalla voglia di creare qualcosa di concreto e sperimentabile. Durante il mio lavoro, ho adottato un approccio basato sulla destrutturazione riverente. La mia idea è sempre stata quella di fare di più con meno. Ma questo lo puoi fare solo quando il contesto te lo consente. *Il progetto di un nuovo modello di automobile è il risultato di un lavoro complesso che vede coinvolte professionalità diverse. Un iter metodologico articolato che ha inizio sin dalle prime fasi di impostazione e non si esaurisce nemmeno nell'assemblaggio finale sulle linee di produzione. *Il successo di un'automobile è il risultato di una scommessa vinta, di un lampo d'intuizione stilistica mediato dagli studi sulle nuove tendenze del gusto e sulle emergenti necessità della clientela. Nasce, insomma, da una ricetta che viene messa alla prova dal giudice più severo: il tempo. *Non si disegna un'auto solo con i dati di mercato, ci vogliono confronti e passi indietro. *{{NDR|Nel 2019}} Trovandomi spesso coinvolto nello studio dei trend del momento e nell'analisi degli scenari futuri, ritengo che la tendenza che ha maggiormente condizionato il design automobilistico negli ultimi vent'anni sia stata la valorizzazione dell'identità del marchio. Non sto parlando di un fenomeno retrò, a cui attribuisco poco valore, in quanto riutilizza stilemi già visti. Parlo invece della creazione di un vero e proprio linguaggio stilistico, capace di donare un'identità alle vetture di una determinata casa automobilistica. Negli ultimi vent'anni si è coltivato sempre di più il Dna aziendale; e se prima questo fenomeno riguardava quasi esclusivamente le mascherine delle auto, ora coinvolge l'intero design degli esterni e, soprattutto, degli interni. *Una volta era prassi comune andare in galleria del vento e definire i dettagli della carrozzeria, utilizzando dei fili di lana attaccati a una canna da pesca. Se il filo di lana esposto al getto d'aria rimaneva "sdraiato" sul tetto puntado verso la zona posteriore della vettura, significava che i flussi filavano lisci e aderenti alla carrozzeria. Al contrario, se "impazziva" e puntava verso l'altro rivelava delle turbolenze. Senza le tecnologie moderne era impossibile disegnare le forme complesse e gli "scalini" che tanto aiutano ad "addomesticare" i flussi d'aria, come invece avviene oggi. Ma c'è un rovescio della medaglia; il disegno della vettura dipende molto dai software di simulazione ed è lasciato ai progettisti e ai designer l'arduo compito di riproporre questi risultati aerodinamici con linee più semplici e pulite, un po' come quelle di un tempo che a volte rimpiangiamo. Forse in un futuro prossimo lo sviluppo della meccatronica permetterà alle superfici della carrozzeria di modificarsi in base alle velocità; a quel punto sarà possibile tornare a linee più semplici, ma allo stesso tempo efficaci anche ad andature elevate. ===[[Giorgetto Giugiaro]]=== *{{NDR|«Come si progetta un'automobile?»}} È un processo graduale e articolato. Il punto di partenza è il posizionamento dell'auto: occorre comprendere e condividere l'architettura e il target a cui si riferisce, per poi analizzare tutti gli aspetti di packaging, abitabilità, telaio, ingombri meccanici. Lo spazio e la funzione vengono prima della forma e dello stile. *I giapponesi e gli europei hanno stuzzicato la creatività degli statunitensi, che si sono evoluti sia come qualità sia come forme. Tuttavia nel gusto europeo c'è la storia, che deriva da una lontana attività artigianale. La cultura dominante, più calma e riflessiva, resta la nostra: trasmettere tecnologia con la forma. L'ideale è una miscela ben equilibrata. *Io dico sempre che un bravo designer deve essere anche un po' ingegnere. Deve cioè possedere un bagaglio minimo di conoscenze che gli permetta di supportare, anche nel processo produttivo, le soluzioni estetiche e progettuali che ha in mente. È una conoscenza che ho potuto apprendere dalla mia esperienza in Fiat e che ho continuato a coltivare negli anni; mi ha consentito di vincere la resistenza di più di un ingegnere soprattutto verso soluzioni inedite, che però poi si sono rivelate vincenti e sono divenute uno standard di produzione. Se non avessi avuto la certezza che la mia idea poteva essere realizzata, probabilmente avrei dovuto abbandonarla e sarebbe stato un peccato. *{{NDR|«Quanto contano la forma, il tatto e l'utilizzo dei materiali nella progettazione di una macchina?»}} La forma incide moltissimo nella scelta di un prodotto. L'elemento visivo è il più immediato e deve appagare attraverso proporzioni e linee che ne caratterizzano l'esterno. I materiali e quindi gli interni devono saper comunicare il più possibile i valori del brand o del modello: pensiamo per esempio alle pelli, ai tessuti, alle superfici in cui entriamo in relazione quando utilizziamo questo prodotto. *{{NDR|«Quanto incidono sul design le nuove leggi votate alla sicurezza?»}} Le norme [...] mirano, giustamente, a tutelare non soltanto gli occupanti della vettura, ma anche i pedoni, ciclisti e motociclisti. Si pretende massima sicurezza in caso d'impatto. Tutto questo incide ovviamente sul modo di concepire all'origine un modello: c'è la necessità di studiare frontali diversi, con paraurti alti e predisposti per assorbire il più possibile l'urto e soprattutto non proiettare il pedone contro il parabrezza. Non è difficile fare queste modifiche, però bisogna renderle belle: la difficoltà è proprio conservare l'equilibrio dell'armonia d'insieme. Del resto [...] le norme sulla sicurezza hanno già imposto altri mille vincoli agli stilisti. Bisogna adeguarsi, le vetture di oggi sono certamente molto più sicure. *[...] nel processo di concezione, sempre più attento e volto al raggiungimento di un alto standard di qualità del prodotto, non si può trascurare la parte forse meno "nobile" di un'autovettura ma senza dubbio la parte anche più "visibile". Quando siamo incolonnati, bloccati nel traffico cittadino, è la linea del posteriore e non quella dell'anteriore dell'auto che abbiamo tempo e modo di valutare. Certo, al momento dell'acquisto continuano ad essere il segno grafico del "muso" e la marca ad avere una maggiore forza attraente, ma è giusto investire tempo, energie e risorse da dedicare a ricerche per la personalizzazione anche della parte retrostante in egual misura rispetto a quanto normalmente e tradizionalmente si faccia per il frontale. *Non è l'uomo che si deve adattare alla vettura, ma la macchina. Tenendo ovviamente conto dei problemi tecnici, economici e commerciali, penso sia soprattutto importante considerare i movimenti strutturali dell'uomo: salire, scendere, sedersi. Vorrei cambiare le misure dell'auto, un oggetto la cui forma non è fissa ma in evoluzione. *Se si esagera nella ricerca di soluzioni avveniristiche, talvolta si perde la misura del buon gusto. Qualcuno può restarne incantato, ad altri può non piacere. L'avanguardismo esagerato divide. ===[[Alejandro Mesonero-Romanos]]=== *L'unica cosa che io dico ai designer è di non essere ossessionati dall'idea di lavorare su un'[[auto elettrica]]. È una vettura con una struttura diversa, nient'altro. Dobbiamo ancora trasmettere emozioni, doppiamo ancora veicolare gli stessi valori, tutto quello che ci fa amare il design. *Nel design, tutto il nostro lavoro inizia da una semplice idea, un'intuizione su cui è poi necessario lavorare in profondità per "addomesticarla" e renderla realtà, con la forma di un'auto di successo. *Oggi disegnare macchine sta diventando sempre più difficile per gli aspetti legislativi, per le regolamentazioni, per le omologazioni, per i vincoli finanziari e tecnici. E quindi diventa un po' come la Formula 1 dove ogni anno si ha una regolamentazione più dura e ogni anno le auto vanno un po' più veloci. Questa per me è la vera sfida, il vero stimolo. *Se mostriamo un'auto e non c'è quell'effetto "wow", vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa. ==Voci correlate== *[[Automobile]] *[[Automobile in stile rétro]] *[[Design]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla}} [[Categoria:Automobili| ]] [[Categoria:Disegno industriale| ]] 6cfr0t3zie9nwf2oso78axmw3az1gjv Wikiquote:GUS2Wiki 4 194895 1415889 1414964 2026-06-06T17:56:34Z Alexis Jazz 80744 Updating gadget usage statistics from [[Special:GadgetUsage]] ([[phab:T121049]]) 1415889 wikitext text/x-wiki {{#ifexist:Project:GUS2Wiki/top|{{/top}}|This page provides a historical record of [[Special:GadgetUsage]] through its page history. To get the data in CSV format, see wikitext. To customize this message or add categories, create [[/top]].}} I dati che seguono sono estratti da una copia ''cache'' del database, il cui ultimo aggiornamento risale al 2026-06-04T15:10:33Z. Un massimo di {{PLURAL:5000|un risultato è disponibile|5000 risultati è disponibile}} in cache. {| class="sortable wikitable" ! 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Stilista era il disegnatore di scocca, addirittura scocca senza parafanghi, che venivano applicati dopo e non erano parte integrante della carrozzeria. La scocca era ancora di legno, quindi facilissima da cambiare e adattare. Del resto il lavoro era tutto manuale, non esisteva produzione ma solo il soddisfare le esigenze del singolo cliente. Il tal Conte arrivava qui dicendo "ho visto una vettura con questo che mi piace e quest'altro no" e come in sartoria, con gli schizzi e l'intuizione, si cercava di dar forma ai suoi desideri. *{{NDR|Su [[Giorgetto Giugiaro]]}} Era un ragazzo scanzonato, sorridente. Mi è piaciuta subito la sua semplicità – direi quasi ingenuità. Era un uomo genuino e quindi facilmente formabile. *[[Enzo Ferrari]] aveva una grande simpatia per me e mi diceva molto apertamente: "Mi piace come lei vede le automobili". Una volta andai a trovarlo a Maranello con un'Iso Grifo. Accompagnandomi alla porta vide la vettura e mi disse: "Bertone, sarebbe ora che lei avesse ''una'' automobile". Fui sincero: gli confessai che da tempo desideravo una ''mia'' Ferrari, ma non volevo invadere il campo di [[Pininfarina]], che era il suo carrozziere di fiducia [...]. Lui mi disse semplicemente "Mi chieda un telaio". Lo chiesi e così nacque questa bellissima [[Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Speciale|250 GT con il muso a bocca di squalo]]. Era la mia vettura personale, ma la trovavo così riuscita che non resistetti alla tentazione di presentarla in qualche salone. La stampa subito ci ricamò sopra: "ecco il pomo della discordia tra Ferrari e Pininfarina". Non era vero niente e personalmente chiamai [[Sergio Pininfarina]] per rassicurarlo. Mi credette, ma lo trovai turbato. *Sono geloso dei nostri prodotti. E non sono capace di scindere la creatività dalla produzione: se mi chiedessero di costruire un'auto che non abbiamo anche disegnato direi di no, a rischio di perdere la commessa, perché una [[Bertone]] deve essere realmente tipica delle nostre tradizioni. ==Citazioni su Nuccio Bertone== *Nuccio Bertone faceva l'industriale, ed era bravo a fare il suo mestiere. Le automobili dovevo farle io e devo dire che lui non si intrometteva mai. ([[Marcello Gandini]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bertone, Nuccio}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] 5u9lub2c2mscx77hujva6hj2johw6cm 1415882 1415877 2026-06-06T17:37:37Z Danyele 19198 +voci correlate 1415882 wikitext text/x-wiki [[File:1980s Nuccio Bertone, Countach and Miura.jpg|thumb|Nuccio Bertone]] '''Giuseppe Bertone''' (1914 – 1997), imprenditore italiano. ==Citazioni di Nuccio Bertone== *{{NDR|Sulla [[Lancia Stratos]]}} Calza il pilota e il navigatore come una tuta con un atleta, mettendone quasi in mostra la muscolatura.<ref>Citato in ''[https://www.fcaheritage.com/it-it/heritage/storie/lancia-stratos Lancia Stratos HF]'', ''fcaheritage.com''.</ref> {{Int|''[https://web.archive.org/web/19970520051435/http://www.repubblica.it/auto/bertone/bertone/bertone.html Dalle scocche di legno al mito della Miura]''|Citato in Luca Ciferri, ''repubblica.it'', maggio 1997.}} *{{NDR|Sulla [[progettazione di automobili]]}} A quell'epoca non esisteva [...] la figura dello stilista puro, oggi chiamato designer. Stilista era il disegnatore di scocca, addirittura scocca senza parafanghi, che venivano applicati dopo e non erano parte integrante della carrozzeria. La scocca era ancora di legno, quindi facilissima da cambiare e adattare. Del resto il lavoro era tutto manuale, non esisteva produzione ma solo il soddisfare le esigenze del singolo cliente. Il tal Conte arrivava qui dicendo "ho visto una vettura con questo che mi piace e quest'altro no" e come in sartoria, con gli schizzi e l'intuizione, si cercava di dar forma ai suoi desideri. *{{NDR|Su [[Giorgetto Giugiaro]]}} Era un ragazzo scanzonato, sorridente. Mi è piaciuta subito la sua semplicità – direi quasi ingenuità. Era un uomo genuino e quindi facilmente formabile. *[[Enzo Ferrari]] aveva una grande simpatia per me e mi diceva molto apertamente: "Mi piace come lei vede le automobili". Una volta andai a trovarlo a Maranello con un'Iso Grifo. Accompagnandomi alla porta vide la vettura e mi disse: "Bertone, sarebbe ora che lei avesse ''una'' automobile". Fui sincero: gli confessai che da tempo desideravo una ''mia'' Ferrari, ma non volevo invadere il campo di [[Pininfarina]], che era il suo carrozziere di fiducia [...]. Lui mi disse semplicemente "Mi chieda un telaio". Lo chiesi e così nacque questa bellissima [[Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Speciale|250 GT con il muso a bocca di squalo]]. Era la mia vettura personale, ma la trovavo così riuscita che non resistetti alla tentazione di presentarla in qualche salone. La stampa subito ci ricamò sopra: "ecco il pomo della discordia tra Ferrari e Pininfarina". Non era vero niente e personalmente chiamai [[Sergio Pininfarina]] per rassicurarlo. Mi credette, ma lo trovai turbato. *Sono geloso dei nostri prodotti. E non sono capace di scindere la creatività dalla produzione: se mi chiedessero di costruire un'auto che non abbiamo anche disegnato direi di no, a rischio di perdere la commessa, perché una [[Bertone]] deve essere realmente tipica delle nostre tradizioni. ==Citazioni su Nuccio Bertone== *Nuccio Bertone faceva l'industriale, ed era bravo a fare il suo mestiere. Le automobili dovevo farle io e devo dire che lui non si intrometteva mai. ([[Marcello Gandini]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Bertone]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bertone, Nuccio}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] pxkh0nne1ebv7mhsilg1g7q8bqxt7se Carlo Abarth 0 201802 1415896 1370506 2026-06-06T18:18:42Z Danyele 19198 fix didascalia 1415896 wikitext text/x-wiki [[File:1952 Abarth 1500 Biposto Bertone Carlo Abarth.jpg|thumb|Carlo Abarth (a sinistra) e il socio Carlo Scagliarini alla [[Bertone]] nel 1952]] '''Karl Albert Abarth''', poi italianizzato in '''Carlo Abarth''' (1908 – 1979), imprenditore austriaco naturalizzato italiano. ==Citazioni su Carlo Abarth== *Nel '59 collaudo una vettura per Abarth e relaziono a Karl che a 170 all'ora sul bagnato i tergicristalli si alzano. Allora mi fa: "Poltronieri foi fa ta Enzo Ferrari a kietere konziglio". Vado dal Vecchio, gli spiego il problema e lui mi risponde secco: "Chi è quello stupido che già rischia la pelle sotto l'acqua a 170 all'ora e si preoccupa dei tergicristalli?". Insomma, Karl Abarth poteva diventare un altro Enzo Ferrari, ma non aveva la stessa grinta. ([[Mario Poltronieri]]) ==Voci correlate== *[[Abarth]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Abarth, Carlo}} [[Categoria:imprenditori austriaci]] [[Categoria:imprenditori italiani]] fku46cmzyj1whb73aygn58xn2zslcjq Ferrari Testarossa 0 205130 1415897 1400066 2026-06-06T18:23:43Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1415897 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Testaross Festival of speed.jpg|thumb|Ferrari Testarossa (1984)]] Citazioni sulla '''Ferrari Testarossa'''. *Iniziai a pensare a una soluzione per il raffreddamento del V12. Da lì nacquero le lunghe prese d'aria che hanno la funzione di convogliare il flusso verso i radiatori, montati posteriormente appena davanti ai passaruota. Con il senno di poi, il retrotreno è divenuto un po' troppo largo per i miei gusti, ma la carreggiata era proprio dovuta alla soluzione dei radiatori e me ne assumo la piena responsabilità. ([[Leonardo Fioravanti (designer)|Leonardo Fioravanti]]) ==Voci correlate== *[[Ferrari]] *[[Ferrari Testarossa Pininfarina Mythos]] *[[Pininfarina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] rrd60k0l456lgx9b1utvlgng5zwubl4 Giuseppe Finzi (letterato) 0 208803 1415826 1415748 2026-06-06T13:21:59Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Finzi */ i giuramenti sull'asino 1415826 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Giuseppe Finzi''' (1852 – 1922), letterato italiano. ==Citazioni di Giuseppe Finzi== *[...] il fermarsi del pensiero sopra certi postulati o certe verità o certi aspetti e contrasti delle cose è spesso opportuno, talvolta necessario, sempre dilettevole. Oltre a ciò il significare un concetto che magari alla prima abbiamo creduto nostro, con la configurazione datagli da un altro e maggior scrittore non pure gli accresce autorità agli occhi altrui, ed anco ai nostri, ma eziandio procura a noi una sorta di soddisfazione. Il più importante poi è che assai frequentemente noi vediamo in queste [[citazioni]] prendere determinatezza e consistenza delle idee che, a così dire, s'appiattavano timide, vaghe, indefinite, come in nube, nella nostra mente; onde ci sembra che esprimerle con parole altrui debba conferir loro pienezza ed efficacia.<ref>Dal proemio del ''[https://archive.org/details/finzi_dizionariodicitazionilatineeditaliane_1902 Dizionario di citazioni latine ed italiane]'', Remo Sandron, Milano-Palermo-Napoli, 1902, p. XI.</ref> *Il [[pensiero]] è un patrimonio universale, che si trasmette senza inventario di generazione in generazione; il tempo lo modifica, qualcosa via via di caduco o avvizzito ne toglie, molto vi aggiunge e le menti tanto più largamente lo fruiscono quanto più hanno capacità di comprenderlo e di possederlo.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', [https://books.google.it/books?id=PJdFAQAAMAAJ vol. IV, parte II], Ermanno Loescher, Torino-Roma, 1895, p. 211.</ref> *La nota più spiccata e singolare della personalità del [[Francesco Petrarca|Petrarca]] consiste forse nella complessità della sua natura morale; complessità difficile a raccogliere in un solo sguardo d'insieme. Eppure essa è il suo maggior titolo alla gloria; giacché per essa egli non solamente compendia in sé e significa tutto quanto v'era di più elevato e squisito nello spirito del tempo suo, ma eziandio certe generali tendenze, certi pensieri e sentimenti che formarono il sostrato del movimento intellettuale e letterario dei secoli posteriori. Onde [[Edgar Quinet|Edgardo Quinet]] poté con poetica iperbole affermare che l'originalità del Petrarca consiste nell'essere egli stato il primo a sentire che ogni momento della nostra esistenza può contenere un poema, che non v'è un'ora della vita che non possa racchiudere un'immortalità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/111/mode/1up La personalità morale di Francesco Petrarca]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, pp. 111-112.</ref> *La [[prosa]], scrisse il De Sanctis, ''è la riflessione della vita''. Conviene pertanto che il prosatore, quanto alla contenenza, sappia e possa accogliere in sé gli elementi universali della vita e dello spirito umano non meno che i particolari della storia, delle circostanze vogliam dire transitorie, ma necessarie, dei tempi e dei luoghi. E quanto alla forma, poiché il genio delle nazioni e la storia e lo spirito delle lingue non sono sempre e da per tutto uguali, conviene che il prosatore s'adegui agli elementi formali e tradizionali che sono in fiore quando e dove egli scrive.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', cit., p. 196.</ref> *Presso i Gentili il giuramento più sacro era quello che si faceva tenendo la mano distesa sopra un teschio d'[[asino]], e gli antichi re di Sicilia facevano appunto conservare un teschio d'asino nel tempio di Bacco, affinché su di esso potesse affermarsi innocente la donna incolpata d'adulterio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/1/mode/1up L'asino nella leggenda e nella letteratura]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, p. 18.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Finzi, Giuseppe}} [[Categoria:Letterati italiani]] ougk3x0oet4twpx97hm8e9plvqc88op 1415827 1415826 2026-06-06T13:24:44Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Finzi */ wlink 1415827 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Giuseppe Finzi''' (1852 – 1922), letterato italiano. ==Citazioni di Giuseppe Finzi== *[...] il fermarsi del pensiero sopra certi postulati o certe verità o certi aspetti e contrasti delle cose è spesso opportuno, talvolta necessario, sempre dilettevole. Oltre a ciò il significare un concetto che magari alla prima abbiamo creduto nostro, con la configurazione datagli da un altro e maggior scrittore non pure gli accresce autorità agli occhi altrui, ed anco ai nostri, ma eziandio procura a noi una sorta di soddisfazione. Il più importante poi è che assai frequentemente noi vediamo in queste [[citazioni]] prendere determinatezza e consistenza delle idee che, a così dire, s'appiattavano timide, vaghe, indefinite, come in nube, nella nostra mente; onde ci sembra che esprimerle con parole altrui debba conferir loro pienezza ed efficacia.<ref>Dal proemio del ''[https://archive.org/details/finzi_dizionariodicitazionilatineeditaliane_1902 Dizionario di citazioni latine ed italiane]'', Remo Sandron, Milano-Palermo-Napoli, 1902, p. XI.</ref> *Il [[pensiero]] è un patrimonio universale, che si trasmette senza inventario di generazione in generazione; il tempo lo modifica, qualcosa via via di caduco o avvizzito ne toglie, molto vi aggiunge e le menti tanto più largamente lo fruiscono quanto più hanno capacità di comprenderlo e di possederlo.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', [https://books.google.it/books?id=PJdFAQAAMAAJ vol. IV, parte II], Ermanno Loescher, Torino-Roma, 1895, p. 211.</ref> *La nota più spiccata e singolare della personalità del [[Francesco Petrarca|Petrarca]] consiste forse nella complessità della sua natura morale; complessità difficile a raccogliere in un solo sguardo d'insieme. Eppure essa è il suo maggior titolo alla gloria; giacché per essa egli non solamente compendia in sé e significa tutto quanto v'era di più elevato e squisito nello spirito del tempo suo, ma eziandio certe generali tendenze, certi pensieri e sentimenti che formarono il sostrato del movimento intellettuale e letterario dei secoli posteriori. Onde [[Edgar Quinet|Edgardo Quinet]] poté con poetica iperbole affermare che l'originalità del Petrarca consiste nell'essere egli stato il primo a sentire che ogni momento della nostra esistenza può contenere un poema, che non v'è un'ora della vita che non possa racchiudere un'immortalità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/111/mode/1up La personalità morale di Francesco Petrarca]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, pp. 111-112.</ref> *La [[prosa]], scrisse il De Sanctis, ''è la riflessione della vita''. Conviene pertanto che il prosatore, quanto alla contenenza, sappia e possa accogliere in sé gli elementi universali della vita e dello spirito umano non meno che i particolari della storia, delle circostanze vogliam dire transitorie, ma necessarie, dei tempi e dei luoghi. E quanto alla forma, poiché il genio delle nazioni e la storia e lo spirito delle lingue non sono sempre e da per tutto uguali, conviene che il prosatore s'adegui agli elementi formali e tradizionali che sono in fiore quando e dove egli scrive.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', cit., p. 196.</ref> *Presso i Gentili il [[giuramento]] più sacro era quello che si faceva tenendo la mano distesa sopra un teschio d'[[asino]], e gli antichi re di Sicilia facevano appunto conservare un teschio d'asino nel tempio di Bacco, affinché su di esso potesse affermarsi innocente la donna incolpata d'adulterio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/1/mode/1up L'asino nella leggenda e nella letteratura]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, p. 18.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Finzi, Giuseppe}} [[Categoria:Letterati italiani]] pftq2ycpxdz0u0kwo1ii1nrum1t7ux4 1415830 1415827 2026-06-06T13:28:06Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Finzi */ wlink 1415830 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Giuseppe Finzi''' (1852 – 1922), letterato italiano. ==Citazioni di Giuseppe Finzi== *[...] il fermarsi del pensiero sopra certi postulati o certe verità o certi aspetti e contrasti delle cose è spesso opportuno, talvolta necessario, sempre dilettevole. Oltre a ciò il significare un concetto che magari alla prima abbiamo creduto nostro, con la configurazione datagli da un altro e maggior scrittore non pure gli accresce autorità agli occhi altrui, ed anco ai nostri, ma eziandio procura a noi una sorta di soddisfazione. Il più importante poi è che assai frequentemente noi vediamo in queste [[citazioni]] prendere determinatezza e consistenza delle idee che, a così dire, s'appiattavano timide, vaghe, indefinite, come in nube, nella nostra mente; onde ci sembra che esprimerle con parole altrui debba conferir loro pienezza ed efficacia.<ref>Dal proemio del ''[https://archive.org/details/finzi_dizionariodicitazionilatineeditaliane_1902 Dizionario di citazioni latine ed italiane]'', Remo Sandron, Milano-Palermo-Napoli, 1902, p. XI.</ref> *Il [[pensiero]] è un patrimonio universale, che si trasmette senza inventario di generazione in generazione; il tempo lo modifica, qualcosa via via di caduco o avvizzito ne toglie, molto vi aggiunge e le menti tanto più largamente lo fruiscono quanto più hanno capacità di comprenderlo e di possederlo.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', [https://books.google.it/books?id=PJdFAQAAMAAJ vol. IV, parte II], Ermanno Loescher, Torino-Roma, 1895, p. 211.</ref> *La nota più spiccata e singolare della personalità del [[Francesco Petrarca|Petrarca]] consiste forse nella complessità della sua natura morale; complessità difficile a raccogliere in un solo sguardo d'insieme. Eppure essa è il suo maggior titolo alla gloria; giacché per essa egli non solamente compendia in sé e significa tutto quanto v'era di più elevato e squisito nello spirito del tempo suo, ma eziandio certe generali tendenze, certi pensieri e sentimenti che formarono il sostrato del movimento intellettuale e letterario dei secoli posteriori. Onde [[Edgar Quinet|Edgardo Quinet]] poté con poetica iperbole affermare che l'originalità del Petrarca consiste nell'essere egli stato il primo a sentire che ogni momento della nostra esistenza può contenere un poema, che non v'è un'ora della vita che non possa racchiudere un'immortalità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/111/mode/1up La personalità morale di Francesco Petrarca]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, pp. 111-112.</ref> *La [[prosa]], scrisse il De Sanctis, ''è la riflessione della vita''. Conviene pertanto che il prosatore, quanto alla contenenza, sappia e possa accogliere in sé gli elementi universali della vita e dello spirito umano non meno che i particolari della storia, delle circostanze vogliam dire transitorie, ma necessarie, dei tempi e dei luoghi. E quanto alla forma, poiché il genio delle nazioni e la storia e lo spirito delle lingue non sono sempre e da per tutto uguali, conviene che il prosatore s'adegui agli elementi formali e tradizionali che sono in fiore quando e dove egli scrive.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', cit., p. 196.</ref> *Presso i Gentili il [[giuramento]] più sacro era quello che si faceva tenendo la mano distesa sopra un teschio d'[[asino]], e gli antichi re di Sicilia facevano appunto conservare un teschio d'asino nel tempio di [[Bacco]], affinché su di esso potesse affermarsi innocente la donna incolpata d'adulterio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/1/mode/1up L'asino nella leggenda e nella letteratura]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, p. 18.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Finzi, Giuseppe}} [[Categoria:Letterati italiani]] qpsxqbf5uoh6sfjifsykfjqxu788891 1415831 1415830 2026-06-06T13:33:02Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Finzi */ altra sull'asino 1415831 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Giuseppe Finzi''' (1852 – 1922), letterato italiano. ==Citazioni di Giuseppe Finzi== *Dal Vecchio Testamento l'[[asino]] passò glorioso e pur sempre trionfante nel Nuovo e nel Corano. Fra i sette animali che [[Maometto]] volle assunti alle glorie del cielo, furono l'asino Agazzi e la sua sposa Borac, prediletta cavalcatura del profeta. E narrano le storie che Merivano, ventunesimo califfo di Bagdad, fu soprannominato l'''asino'' a cagione del suo grande valore nelle armi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/1/mode/1up L'asino nella leggenda e nella letteratura]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, pp. 20-21.</ref> *[...] il fermarsi del pensiero sopra certi postulati o certe verità o certi aspetti e contrasti delle cose è spesso opportuno, talvolta necessario, sempre dilettevole. Oltre a ciò il significare un concetto che magari alla prima abbiamo creduto nostro, con la configurazione datagli da un altro e maggior scrittore non pure gli accresce autorità agli occhi altrui, ed anco ai nostri, ma eziandio procura a noi una sorta di soddisfazione. Il più importante poi è che assai frequentemente noi vediamo in queste [[citazioni]] prendere determinatezza e consistenza delle idee che, a così dire, s'appiattavano timide, vaghe, indefinite, come in nube, nella nostra mente; onde ci sembra che esprimerle con parole altrui debba conferir loro pienezza ed efficacia.<ref>Dal proemio del ''[https://archive.org/details/finzi_dizionariodicitazionilatineeditaliane_1902 Dizionario di citazioni latine ed italiane]'', Remo Sandron, Milano-Palermo-Napoli, 1902, p. XI.</ref> *Il [[pensiero]] è un patrimonio universale, che si trasmette senza inventario di generazione in generazione; il tempo lo modifica, qualcosa via via di caduco o avvizzito ne toglie, molto vi aggiunge e le menti tanto più largamente lo fruiscono quanto più hanno capacità di comprenderlo e di possederlo.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', [https://books.google.it/books?id=PJdFAQAAMAAJ vol. IV, parte II], Ermanno Loescher, Torino-Roma, 1895, p. 211.</ref> *La nota più spiccata e singolare della personalità del [[Francesco Petrarca|Petrarca]] consiste forse nella complessità della sua natura morale; complessità difficile a raccogliere in un solo sguardo d'insieme. Eppure essa è il suo maggior titolo alla gloria; giacché per essa egli non solamente compendia in sé e significa tutto quanto v'era di più elevato e squisito nello spirito del tempo suo, ma eziandio certe generali tendenze, certi pensieri e sentimenti che formarono il sostrato del movimento intellettuale e letterario dei secoli posteriori. Onde [[Edgar Quinet|Edgardo Quinet]] poté con poetica iperbole affermare che l'originalità del Petrarca consiste nell'essere egli stato il primo a sentire che ogni momento della nostra esistenza può contenere un poema, che non v'è un'ora della vita che non possa racchiudere un'immortalità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/111/mode/1up La personalità morale di Francesco Petrarca]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, pp. 111-112.</ref> *La [[prosa]], scrisse il De Sanctis, ''è la riflessione della vita''. Conviene pertanto che il prosatore, quanto alla contenenza, sappia e possa accogliere in sé gli elementi universali della vita e dello spirito umano non meno che i particolari della storia, delle circostanze vogliam dire transitorie, ma necessarie, dei tempi e dei luoghi. E quanto alla forma, poiché il genio delle nazioni e la storia e lo spirito delle lingue non sono sempre e da per tutto uguali, conviene che il prosatore s'adegui agli elementi formali e tradizionali che sono in fiore quando e dove egli scrive.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', cit., p. 196.</ref> *Presso i Gentili il [[giuramento]] più sacro era quello che si faceva tenendo la mano distesa sopra un teschio d'[[asino]], e gli antichi re di Sicilia facevano appunto conservare un teschio d'asino nel tempio di [[Bacco]], affinché su di esso potesse affermarsi innocente la donna incolpata d'adulterio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/1/mode/1up L'asino nella leggenda e nella letteratura]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, p. 18.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Finzi, Giuseppe}} [[Categoria:Letterati italiani]] 08yp9ozthqw80qq9tc91ntoupgtyxb2 1415833 1415831 2026-06-06T13:43:25Z Gaux 18878 /* Citazioni di Giuseppe Finzi */ raggruppo 1415833 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Giuseppe Finzi''' (1852 – 1922), letterato italiano. ==Citazioni di Giuseppe Finzi== *[...] il fermarsi del pensiero sopra certi postulati o certe verità o certi aspetti e contrasti delle cose è spesso opportuno, talvolta necessario, sempre dilettevole. Oltre a ciò il significare un concetto che magari alla prima abbiamo creduto nostro, con la configurazione datagli da un altro e maggior scrittore non pure gli accresce autorità agli occhi altrui, ed anco ai nostri, ma eziandio procura a noi una sorta di soddisfazione. Il più importante poi è che assai frequentemente noi vediamo in queste [[citazioni]] prendere determinatezza e consistenza delle idee che, a così dire, s'appiattavano timide, vaghe, indefinite, come in nube, nella nostra mente; onde ci sembra che esprimerle con parole altrui debba conferir loro pienezza ed efficacia.<ref>Dal proemio del ''[https://archive.org/details/finzi_dizionariodicitazionilatineeditaliane_1902 Dizionario di citazioni latine ed italiane]'', Remo Sandron, Milano-Palermo-Napoli, 1902, p. XI.</ref> *Il [[pensiero]] è un patrimonio universale, che si trasmette senza inventario di generazione in generazione; il tempo lo modifica, qualcosa via via di caduco o avvizzito ne toglie, molto vi aggiunge e le menti tanto più largamente lo fruiscono quanto più hanno capacità di comprenderlo e di possederlo.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', [https://books.google.it/books?id=PJdFAQAAMAAJ vol. IV, parte II], Ermanno Loescher, Torino-Roma, 1895, p. 211.</ref> *La [[prosa]], scrisse il De Sanctis, ''è la riflessione della vita''. Conviene pertanto che il prosatore, quanto alla contenenza, sappia e possa accogliere in sé gli elementi universali della vita e dello spirito umano non meno che i particolari della storia, delle circostanze vogliam dire transitorie, ma necessarie, dei tempi e dei luoghi. E quanto alla forma, poiché il genio delle nazioni e la storia e lo spirito delle lingue non sono sempre e da per tutto uguali, conviene che il prosatore s'adegui agli elementi formali e tradizionali che sono in fiore quando e dove egli scrive.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', cit., p. 196.</ref> ==''Saggi e conferenze''== *Presso i Gentili il [[giuramento]] più sacro era quello che si faceva tenendo la mano distesa sopra un teschio d'[[asino]], e gli antichi re di Sicilia facevano appunto conservare un teschio d'asino nel tempio di [[Bacco]], affinché su di esso potesse affermarsi innocente la donna incolpata d'adulterio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/1/mode/1up L'asino nella leggenda e nella letteratura]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, p. 18.</ref> *Dal Vecchio Testamento l'[[asino]] passò glorioso e pur sempre trionfante nel Nuovo e nel Corano. Fra i sette animali che [[Maometto]] volle assunti alle glorie del cielo, furono l'asino Agazzi e la sua sposa Borac, prediletta cavalcatura del profeta. E narrano le storie che Merivano, ventunesimo califfo di Bagdad, fu soprannominato l'''asino'' a cagione del suo grande valore nelle armi.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/1/mode/1up L'asino nella leggenda e nella letteratura]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, pp. 20-21.</ref> *La nota più spiccata e singolare della personalità del [[Francesco Petrarca|Petrarca]] consiste forse nella complessità della sua natura morale; complessità difficile a raccogliere in un solo sguardo d'insieme. Eppure essa è il suo maggior titolo alla gloria; giacché per essa egli non solamente compendia in sé e significa tutto quanto v'era di più elevato e squisito nello spirito del tempo suo, ma eziandio certe generali tendenze, certi pensieri e sentimenti che formarono il sostrato del movimento intellettuale e letterario dei secoli posteriori. Onde [[Edgar Quinet|Edgardo Quinet]] poté con poetica iperbole affermare che l'originalità del Petrarca consiste nell'essere egli stato il primo a sentire che ogni momento della nostra esistenza può contenere un poema, che non v'è un'ora della vita che non possa racchiudere un'immortalità.<ref>Da ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/page/111/mode/1up La personalità morale di Francesco Petrarca]'', in ''Saggi e conferenze'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907, pp. 111-112.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Finzi, Giuseppe}} [[Categoria:Letterati italiani]] 6qbmafzgsygz14z4rfrlgq1j6l1v4n6 1415834 1415833 2026-06-06T13:48:28Z Gaux 18878 sistemo nuova sezione 1415834 wikitext text/x-wiki {{PDA}} '''Giuseppe Finzi''' (1852 – 1922), letterato italiano. ==Citazioni di Giuseppe Finzi== *[...] il fermarsi del pensiero sopra certi postulati o certe verità o certi aspetti e contrasti delle cose è spesso opportuno, talvolta necessario, sempre dilettevole. Oltre a ciò il significare un concetto che magari alla prima abbiamo creduto nostro, con la configurazione datagli da un altro e maggior scrittore non pure gli accresce autorità agli occhi altrui, ed anco ai nostri, ma eziandio procura a noi una sorta di soddisfazione. Il più importante poi è che assai frequentemente noi vediamo in queste [[citazioni]] prendere determinatezza e consistenza delle idee che, a così dire, s'appiattavano timide, vaghe, indefinite, come in nube, nella nostra mente; onde ci sembra che esprimerle con parole altrui debba conferir loro pienezza ed efficacia.<ref>Dal proemio del ''[https://archive.org/details/finzi_dizionariodicitazionilatineeditaliane_1902 Dizionario di citazioni latine ed italiane]'', Remo Sandron, Milano-Palermo-Napoli, 1902, p. XI.</ref> *Il [[pensiero]] è un patrimonio universale, che si trasmette senza inventario di generazione in generazione; il tempo lo modifica, qualcosa via via di caduco o avvizzito ne toglie, molto vi aggiunge e le menti tanto più largamente lo fruiscono quanto più hanno capacità di comprenderlo e di possederlo.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', [https://books.google.it/books?id=PJdFAQAAMAAJ vol. IV, parte II], Ermanno Loescher, Torino-Roma, 1895, p. 211.</ref> *La [[prosa]], scrisse il De Sanctis, ''è la riflessione della vita''. Conviene pertanto che il prosatore, quanto alla contenenza, sappia e possa accogliere in sé gli elementi universali della vita e dello spirito umano non meno che i particolari della storia, delle circostanze vogliam dire transitorie, ma necessarie, dei tempi e dei luoghi. E quanto alla forma, poiché il genio delle nazioni e la storia e lo spirito delle lingue non sono sempre e da per tutto uguali, conviene che il prosatore s'adegui agli elementi formali e tradizionali che sono in fiore quando e dove egli scrive.<ref>Da ''Lezioni di storia della letteratura italiana'', cit., p. 196.</ref> ==''Saggi e conferenze''== *Presso i Gentili il [[giuramento]] più sacro era quello che si faceva tenendo la mano distesa sopra un teschio d'[[asino]], e gli antichi re di Sicilia facevano appunto conservare un teschio d'asino nel tempio di [[Bacco]], affinché su di esso potesse affermarsi innocente la donna incolpata d'adulterio. (''L'asino nella leggenda e nella letteratura'', p. 18) *Dal Vecchio Testamento l'[[asino]] passò glorioso e pur sempre trionfante nel Nuovo e nel Corano. Fra i sette animali che [[Maometto]] volle assunti alle glorie del cielo, furono l'asino Agazzi e la sua sposa Borac, prediletta cavalcatura del profeta. E narrano le storie che Merivano, ventunesimo califfo di Bagdad, fu soprannominato l'''asino'' a cagione del suo grande valore nelle armi. (''L'asino nella leggenda e nella letteratura'', pp. 20-21) *La nota più spiccata e singolare della personalità del [[Francesco Petrarca|Petrarca]] consiste forse nella complessità della sua natura morale; complessità difficile a raccogliere in un solo sguardo d'insieme. Eppure essa è il suo maggior titolo alla gloria; giacché per essa egli non solamente compendia in sé e significa tutto quanto v'era di più elevato e squisito nello spirito del tempo suo, ma eziandio certe generali tendenze, certi pensieri e sentimenti che formarono il sostrato del movimento intellettuale e letterario dei secoli posteriori. Onde [[Edgar Quinet|Edgardo Quinet]] poté con poetica iperbole affermare che l'originalità del Petrarca consiste nell'essere egli stato il primo a sentire che ogni momento della nostra esistenza può contenere un poema, che non v'è un'ora della vita che non possa racchiudere un'immortalità. (''La personalità morale di Francesco Petrarca'', pp. 111-112) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Giuseppe Finzi, ''[https://archive.org/details/finzi-saggi-conferenze/mode/1up Saggi e conferenze]'', Successori Le Monnier, Firenze, 1907. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Finzi, Giuseppe}} [[Categoria:Letterati italiani]] lcb58nyt3grgou24u43znnvorqndxq7 George Cukor 0 210807 1415925 1407097 2026-06-07T07:51:04Z Spinoziano 2297 /* Filmografia */ 1415925 wikitext text/x-wiki [[File:George Cukor - 1946.jpg|thumb|George Cukor nel 1946]] {{Premio|Oscar|'''''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]''''' *Miglior regista (1965)}} '''George Dewey Cukor''' (1899 – 1983), regista statunitense. ==Citazioni su George Cukor== *«Regista di attori» e «regista di donne» sono le due definizioni che l'hanno consegnato alla storia del cinema. ([[Fernaldo Di Giammatteo]]) *Sebbene non fosse molto noto al grande pubblico, costituì per mezzo secolo una garanzia di qualità per Hollywood, e la sua fama di regista arguto, colto, sensibile e sofisticato ha continuato a crescere negli anni. [...] Sebbene C. ostentasse un apparente disinteresse per la conoscenza tecnica della macchina da presa, il suo stile visivo, pur ingannevole ed elegante, si rivela invece complesso e personale. Profondamente in sintonia con la gente di spettacolo e i suoi interpreti, tanto che venne definito un "regista di attori", fu abile soprattutto con le primedonne inquiete. Nei suoi film, con i quali esplorò vari generi cinematografici, preferendo comunque le commedie e i drammi sentimentali, cercò di esplorare i lati umani dei personaggi piuttosto che mettersi al servizio delle caratteristiche rituali del melodramma. ([[Patrick McGilligan]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[A che prezzo Hollywood?]]'' (1932) *''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]'' (1932) *''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]'' (1935) *''[[Il diavolo è femmina]]'' (1935) *''[[Margherita Gauthier]]'' (1936) *''[[Scandalo a Filadelfia]]'' (1940) *''[[Angoscia (film 1944)|Angoscia]]'' (1944) *''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960) *''[[My Fair Lady (film)|My Fair Lady]]'' (1964) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cukor, George}} [[Categoria:Registi statunitensi]] 5wy53dgonmyyu4yg4jfzixkpmxl44bc Ilan Pappé 0 212582 1415904 1415670 2026-06-06T20:48:06Z Darkcloud2222 10646 /* La fine di Israele */ 1415904 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]] '''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico e politologo israeliano. ==Citazioni di Ilan Pappé== *Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref> {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}} *La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire. *A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire. *Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta. ==''La pulizia etnica della Palestina''== * [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48) *Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49) *Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53) ==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''== *Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14) *Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18) *La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20) *Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40) *I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i coloni {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41) *Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44) *La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75) *[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76) *La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109) *Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128) *Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130) *L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130) *I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132) *Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133) ==''La fine di Israele''== *Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23) *{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24) *Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31) *Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31) *Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35) *Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40) *[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43) *{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61) *Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83) *{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85) *Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89) *Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111) *La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112) *Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113) *Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116) *Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116) *Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117) *{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124) *L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124) *Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129) *La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136) *Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161) *Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197) *Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227) *Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228) *La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241) *Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242) ==Citazioni su Ilan Pappé== *Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]]) *Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]]) ==Note== <references /> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Bibliografia== *Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089. *Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634. *Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273. ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Politologi]] [[Categoria:Storici israeliani]] 0y7d9ymjb0xyt5x3gehxehz9qeouvu1 Bernardette Chirac 0 214411 1415893 1346230 2026-06-06T18:14:10Z Udiki 86035 Deceduta 1415893 wikitext text/x-wiki [[File:Bernadette Chirac 2 (2009).jpg|miniatura|Bernadette Chirac nel 2009]] '''Bernadette Thérèse Marie Chirac''', nata '''Chodron de Courcel''' (1933 – 2026), politica francese, vedova dell'ex presidente della Repubblica francese Jacques Chirac. ==Citazioni su Bernardette Chirac== *Non si può dire che fosse femminista. Era abbastanza classica nella sua posizione e generazione. Ma lei non stava dietro [[Jacques Chirac|Chirac]]. Stava da parte. Non è la stessa cosa. Perché aveva le sue idee su tanti temi che ha anche esposto al marito. Che quando non le ha seguite ha sbagliato. ([[Catherine Deneuve]]) ==Voci correlate== *[[Jacques Chirac]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Chirac, Bernardette}} [[Categoria:Politici francesi]] 29hvmu1hbgy66kzmvlui1a6j4zeg5co Andrej Soldatov 0 215956 1415837 1355242 2026-06-06T13:58:46Z Mariomassone 17056 /* Citazioni di Andrej Soldatov */ 1415837 wikitext text/x-wiki [[File:Andrei Alexeevich Soldatov.jpg|thumb|Soldatov nel 2019]] '''Andrej Alekseevič Soldatov''' (1975 – vivente), giornalista russo. ==Citazioni di Andrej Soldatov== {{cronologico}} {{Int|''[https://www.internazionale.it/opinione/andrei-soldatov/2020/04/18/coronavirus-mosca-controllo Tentativi maldestri di controllo sociale a Mosca]''|''internazionale.it'', 18 aprile 2020.}} {{NDR|Sulla [[pandemia di COVID-19 in Russia]]}} *[...] è stata presentata una nuova app creata dal ministero dello sviluppo digitale [...] chiamata Gosuslugi, Stop coronavirus. Quando hanno cominciato a scaricarla, gli abitanti di Mosca hanno scoperto che l'app richiedeva all'utente un permesso speciale per ogni uscita di casa – per andare in farmacia, al supermercato e anche per portare a spasso il cane – smentendo la dichiarazione di Sobjanin secondo cui l'autorizzazione sarebbe stata necessaria solo per spostarsi in automobile. *[...] fonti ufficiali hanno accusato gli abitanti di Mosca di essere troppo stupidi per inviare un messaggino e ottenere un permesso digitale. Molte persone hanno provato a richiedere il permesso usando un codice QR sul sito del comune, ma la pagina si è bloccata diverse volte. Le autorità si sono giustificate parlando di un attacco DDoS da parte di hacker stranieri. *All'ingresso di quasi tutte le stazioni della metropolitana si sono formate lunghe code. E così i moscoviti si sono ritrovati ammassati negli atri e nei sottopassaggi, in paziente attesa che gli agenti di polizia posizionati agli ingressi esaminassero i loro documenti. A differenza di quello che è successo in Cina, la polizia russa non ha in dotazione scanner elettronici, dunque ha dovuto controllare ogni permesso manualmente, in alcuni casi contattando qualche ufficio imprecisato. Nel frattempo le attese si prolungavano.<br>Se il virus fosse un'entità senziente, non avrebbe potuto immaginare un posto migliore di un corridoio sotterraneo per diffondersi e infettare una massa di persone stipate una accanto all'altra. *{{NDR|Sul [[disastro di Černobyl']]}} Quella vicenda evidenziò la palese incompetenza, la stupidità criminale e la totale incapacità del regime sovietico di prendere decisioni tempestive. Anche i cittadini che si interessavano poco alla politica rimasero sorpresi dalla scelta di organizzare la parata nonostante la catastrofe. L'episodio distrusse ciò che restava della fiducia nel Partito comunista e minò la credibilità del leader sovietico Michail Gorbačëv.<br>Almeno Gorbačëv e le autorità di Kiev non avevano dovuto affrontare la reazione delle persone sui social network. *Questa deprimente previsione di una progressiva sottomissione al controllo governativo avrebbe potuto avverarsi nella Mosca del 2020. Ma la clamorosa incompetenza e la tradizionale arroganza burocratica delle autorità hanno cancellato questa possibilità. {{Int|''[https://www.internazionale.it/opinione/andrei-soldatov/2020/08/21/russia-navalny-veleno L'avvelenamento di Navalnyj serve a intimorire l'intera Russia]''|''internazionale.it'', 21 agosto 2020.}} *Il programma di Navalnyj lo presenta come un politico con inclinazioni socialiste, che promette aumenti salariali e delle pensioni minime, oltre pesanti tasse per gli oligarchi che hanno approfittato della privatizzazione a prezzi stracciati delle fabbriche sovietiche negli anni novanta. Ma il cuore del suo programma rimane la lotta alla corruzione dei funzionari governativi, insieme all'allontanamento di quanti hanno rubato dalle casse pubbliche o violato diritti umani in Russia. *Il Cremlino ha provato in vari modi a neutralizzare Navalnyj, che ha trascorso parecchi mesi in prigione con diverse accuse, e un anno agli arresti domiciliari. Ha quasi perso un occhio quando è stato aggredito in strada da alcuni individui che gli hanno spruzzato una sostanza tossica in faccia. Il suo appartamento è stato oggetto d'irruzione innumerevoli volte. È stato pedinato da agenti dei servizi di sicurezza e da sostenitori del Cremlino, il suo account di posta elettronica è stato violato e il suo contenuto rivelato ai mezzi d'informazione filogovernativi, con le foto e filmati privati diffusi in rete. Anche la sua famiglia è stata attaccata: suo fratello Oleg ha trascorso tre anni e mezzo in prigione prima di trasferirsi in Germania. La Fondazione anticorruzione è da anni oggetto costante d'irruzioni, multe, denunce giudiziarie e appena un mese fa, il 20 luglio, Navalnyj ne ha annunciato la chiusura a causa dell'enorme mole di debiti provocata dalle decisioni dei tribunali. Poi è arrivato l'avvelenamento. *L'uso del veleno sta diventando ancora più devastante nel mondo contemporaneo, perché i suoi effetti circolano grazie ai mezzi d'informazione internazionali e i social network. È questo avvertimento, rivolto a un pubblico più ampio, il principale messaggio dell'avvelenamento di Navalnyj, che forse poteva anche non avere l'obiettivo di eliminare definitivamente l'oppositore dalla scena politica russa. {{Int|''[https://www.internazionale.it/magazine/andrei-soldatov/2023/01/26/gli-esuli-preoccupano-il-cremlino Gli esuli preoccupano il Cremlino]''|''internazionale.it'', 27 gennaio 2023.}} *Il Cremlino sta mettendo a punto una nuova strategia per affrontare un'emigrazione senza precedenti, con centinaia di migliaia di persone che hanno lasciato la Russia. In particolare Mosca non ha gradito le dichiarazioni di alcuni attori e comici famosi, che hanno approfittato dell'esilio per criticare la guerra. [...] Tra i provvedimenti proposti ci sono la confisca dei beni e il ritiro del passaporto. In questo modo gli esuli verrebbero sostanzialmente privati della cittadinanza russa, una misura usata in passato dalle autorità sovietiche contro dissidenti e scrittori come Aleksandr Solženitsyn. *Quello usato da Medvedev è un linguaggio chiarissimo a tutti i russi. Ha sostanzialmente chiesto l'invio di squadroni della morte per uccidere i russi che hanno lasciato il paese ma restano politicamente impegnati. Dall'inizio dell'invasione russa Medvedev ha lanciato messaggi sempre più estremi contro l'occidente, ma è la prima volta che un alto funzionario del Cremlino accenna alla possibilità di eliminare gli oppositori. *La strategia nei confronti dei russi fuggiti è ancora in fase di sviluppo, ma da quello che emerge sembra essere ispirata all'epoca di Stalin. Di sicuro Putin non parla più dell'emigrazione come di un processo di disintossicazione della società russa. Chi possiede capacità utili per lo sforzo bellico e in generale per la sopravvivenza della Russia sarà attirato con gratifiche e protezioni. Le persone in esilio che si sono opposte al Cremlino e alla sua guerra, invece, appartengono a una categoria speciale. A loro Mosca vuol far sentire il mirino puntato alle spalle. {{Int|''[https://www.internazionale.it/magazine/andrei-soldatov/2024/02/22/come-aleksej-navalnyj-ha-cambiato-la-politica-russa Come Aleksej Navalnyj ha cambiato la politica russa]''|''internazionale.it'', 23 febbraio 2024.}} {{NDR|Sulla [[morte di Aleksej Naval'nyj]]}} *Con ogni probabilità, non sarebbe mai stato rilasciato con Putin al potere. Ma a quanto pare nemmeno questo bastava al Cremlino. *Per il presidente russo metterlo a tacere una volta per tutte aveva perfettamente senso, anche se i portavoce del Cremlino hanno cercato di negarlo. In fondo Navalnyj era un maestro nell'uso dei social ed era spesso riuscito a battere Putin al suo stesso gioco mediatico, denunciando gli abusi e i misfatti del regime e facendoli conoscere a milioni di persone attraverso YouTube e altre piattaforme online. In questo modo era riuscito a eludere gli sforzi del Cremlino per metterlo a tacere. *A differenza di tutte le figure dell'opposizione attive negli ultimi vent'anni, Navalnyj era stato in grado di costruirsi un seguito che andava ben oltre le élite urbane della Russia. Aveva raggiunto persone provenienti da ogni angolo del paese, dagli operai agli ingegneri informatici, dai liberali ai professionisti. Aveva sostenitori devoti tanto in patria quanto all'estero. Ed era riuscito a far appassionare alla politica anche i giovani, che altrimenti ne sarebbero rimasti del tutto esclusi. *Dagli anni novanta in poi i liberali russi sembravano condannati a trovare un pubblico pronto ad appoggiare le loro proposte democratiche esclusivamente nelle città più grandi, come Mosca e San Pietroburgo. Solo in quei contesti urbani c'erano persone con una mentalità aperta, interessate alla costruzione d'istituzioni liberali e di uno stato di diritto. Il resto del paese non capiva in cosa consistesse la democrazia. Come praticamente ogni autocrate russo, dagli zar a Stalin, Putin ha alimentato questa spaccatura. Nell'immagine promossa dal Cremlino, "la vera Russia", cioè il paese al di là delle grandi città, non capiva le libertà occidentali: per questi cittadini liberalismo significava anarchia, cosa che rendeva sempre troppo prematura la concessione di diritti politici di stampo occidentale. I liberali russi erano scollati dal loro stesso paese, diceva il regime. [...] Navalnyj è stata la prima figura dell'opposizione capace di demolire questa narrazione. Mettendo insieme la sua bravura con i social network, innate doti di comunicatore, un'acuta sensibilità per i problemi che i russi hanno più a cuore e la sua abilità di avvocato nel portare alla luce prove precise e circostanziate, Navalnyj ha saputo attaccare il regime di Putin in modi impensabili per i democratici più convenzionali. *Navalnyj non solo ha costruito un'organizzazione politica di opposizione su scala nazionale per la prima volta nella storia della Russia postsovietica, con un ampio seguito e in grado di parlare a strati diversi della società russa. Ha anche affascinato i giovani russi come il Cremlino non è mai riuscito a fare, rappresentando quindi una reale minaccia per la continuità del regime. E tutto ciò è stato ottenuto nonostante la repressione sempre più serrata. {{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/03/26/news/soldatov_fsb_attentato_mosca-422372044/ Soldatov: "I servizi segreti russi incapaci di prevenire gli attacchi, ora cooperino con gli stranieri per la sicurezza di tutti"]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''repubblica.it'', 26 marzo 2024.}} {{NDR|Sull'[[attentato al Crocus City Hall]]}} *L'Fsb è un'agenzia molto abile nel reprimere, intimidire, uccidere o indagare su crimini già commessi. I quattro terroristi sono stati arrestati, ad esempio, in meno di 24 ore. Ma per prevenire un attacco, servono strumenti e capacità completamente diverse. Bisogna investire nella condivisione e nella raccolta di informazioni, ma anche nella fiducia. La fiducia tra diverse agenzie di intelligence, fiducia all'interno della stessa agenzia, fiducia tra agenzie russe e partner stranieri. E già prima del conflitto in Ucraina, questa fiducia era scarsa. Ora ancora di più. *La risposta dei servizi di emergenza è stata tutt'altro che competente. C'è stata una chiara mancanza di coordinamento e un evidente ritardo nella risposta il che ha provocato un fatto orribile: la maggior parte delle persone sono morte non perché uccisa dai terroristi, ma dall'incendio non domato. Lo abbiamo già visto tante volte in Russia. Significa che questi problemi continuano a non essere risolti *Se espandi a dismisura l'elenco delle organizzazioni terroristiche per includere la comunità Lgbt, dissidenti e attivisti, naturalmente sprechi risorse. *I servizi hanno sempre torturato i detenuti in passato, ma non lo hanno mai reso pubblico. A giudicare dal modo in cui hanno diffuso i filmati delle torture degli attentatori, sembra che un nuovo livello di brutalità sia la nuova norma. Non riguarda solo i terroristi. Potrebbe toccare a chiunque, perché le nuove norme tendono ad espandersi molto rapidamente ad altre categorie di nemici. *Putin evita di accusare direttamente l'Isis o l'Ucraina perché ha bisogno di avere un margine di manovra per i suoi giochi tattici. E per poter creare diverse narrazioni e lasciare spazio alla sua macchina di propaganda per sfruttare le opportunità offerte da questo attacco. {{Int|''[https://www.repubblica.it/esteri/2026/05/16/news/intervista_andrei_soldatov_stallo_ucraina_putin_guerra-425349603/ Soldatov: "Il grande stallo in Ucraina, Putin non può vincere la guerra ma non la fermerà mai"]''|Intervista di Antonello Guerrera, ''repubblica.it'', 16 maggio 2026.}} *Personalmente, purtroppo non vedo alcun segno di un colpo di stato in Russia, perché all’intelligence Fsb sono stati dati enormi poteri per spiare le élites russe e l’esercito, dopo l’ammutinamento e il tentato golpe di Prigozhin. Da allora, tutte le voci di militari che provavano a parlare dei problemi, o magari a resistere, sono state silenziate. Sono stati uccisi, oppure mandati in prigione. Non è che i russi non siano arrabbiati, anzi. Ma è difficile rovesciare un regime senza una impalcatura organizzativa e senza una sorta di fiducia nei tuoi alleati. *Tutti i russi [...] si sono accorti come la parata di quest’anno sia stata ridimensionata, per paura di attacchi ucraini a Mosca. È chiaro a molti perché, anche se non possono dirlo: Putin non può vincere la guerra in Ucraina e allo stesso tempo non la vuole fermare. Bastava vedere i volti degli alti militari russi: erano visibilmente nervosi, nonostante Putin fosse riuscito a convincere Trump a raggiungere un mini-cessate il fuoco con l’Ucraina per l’occasione. Insomma, altro che orgoglio: la Parata della Vittoria 2026 è stata una enorme umiliazione per tutti a Mosca. *La paura è palpabile in Russia. L’unica cosa per cui possono arrabbiarsi pubblicamente sono i malfunzionamenti di Internet. In privato, però, i russi sono stanchi e umiliati da questa guerra, anche perché si erano illusi che potevano terminarla grazie a Trump. ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Andrei Soldatov|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Soldatov, Andrej}} [[Categoria:Dissidenti russi]] [[Categoria:Giornalisti russi]] i5jj0190je28yzmp33ke2mxd9k7ut6i Fiat 8V 0 218274 1415898 1371363 2026-06-06T18:23:52Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1415898 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1953 Fiat 8V Berlinetta Rapi, Grand Basel 2018 (Ank Kumar).jpg|thumb|upright=1.2|Fiat 8V (1952)]] Citazioni sulla '''Fiat 8V'''. *Le prime prove del motore ''104-8V'' avevano indotto a ridisegnare completamente le testate e il comando della distribuzione allo scopo di aumentare la potenza. In seguito ai buoni risultati delle prove si decise [...] di costruire un autotelaio direttamente derivato da quello della ''1400'' aumentandone semplicemente il passo [...]. L'autotelaio, denominato "104", venne consegnato a [[Pininfarina]] perché [...] potes­se eseguire un primo studio della carrozzeria. Tutto ciò nel 1950. [...] Per mio conto ero contrario, perché la vettura era troppo grande e pesante per un motore di appena due litri di cilindrata o poco più, sia pure a otto cilindri. Il prototipo carrozzato da Pininfarina confermò le previsioni. Destò poco interesse e fu giudicato inadatto alla produzione Fiat. Nel frattempo ci eravamo dedicati al perfezionamento del motore, in previsione che venisse approvata la proposta di costruire la vettura sportiva "106" a quattro ruote indipendenti. [...] suggerivo di derivare da questa, non dalla ''[[Fiat 1400|1400]]'', la vettura da turismo col motore ''8V''. Ne seguì la decisione di costruire il prototipo "106" e di attendere i risultati. Per non sovraccaricare l'officina sperimentale si pensò di affidare la costruzione del telaio e il montaggio delle parti meccaniche alla STATA, [...] specializ­zata nella trasformazione di vetture Fiat di serie in vetture sportive [...]. La carrozzeria fu disegnata dall'ingegner [[Luigi Rapi|Rapi]], aiutato da me nella scelta del disegno e [...] nella definizione della forma finale. La vettura fu rapidamente messa a punto. [...] Con una opportuna taratura delle barre antirollio, ottenne un comportamento fortemente sottosterzante che permetteva una maggior velocità in curva, ma che a tutta prima sconcertò i piloti sportivi, abituati a vetture sovrasterzanti. La produzione [...] si limitò a 114 esemplari. Uscita con la sigla ''8V'' nel 1952, la vettura colse parecchi allori sportivi ed ebbe ammiratori particolarmente appassionati ed entusiasti. Una scocca costruita in plastica rinforzata presso l'officina sperimentale di carroz­zeria del Lingotto venne presentata al Salone di Ginevra nel 1954, ma la produzione proseguì, in lamiera di alluminio, fino alla fine dello stesso anno, quando per ragioni economiche ebbe termine. ([[Dante Giacosa]]) ==Voci correlate== *[[Fiat]] *[[Pininfarina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 1koarm9jb9jb75nuojo1oxvqwd0j9rh Peugeot 403 0 218351 1415900 1371857 2026-06-06T18:26:41Z Danyele 19198 /* Voci correlate */ +1 1415900 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Peugeot 403 front.jpg|thumb|Peugeot 403]] Citazioni sulla '''Peugeot 403'''. *A discapito della sua meccanica tranquilla è una vettura da libri di storia. Immaginata da Jean Pierre Peugeot all'inizio degli anni '50 – per dare, alla media borghesia francese, una nuova voglia di viaggiare dopo le privazioni del dopoguerra – la 403 venne disegnata da [[Pininfarina]] [...] e fece il suo debutto al Salone di Parigi del 1955. Il carrozziere italiano, autore di uno stile classico ma molto ben proporzionato, avrebbe voluto, probabilmente, osare di più. [...] Ma contrariamente alla spregiudicatezza di [[Citroën]], e allo stile un po' kitch di Simca, la [[Peugeot|Casa del leone]] puntava su un'immagine sobria, solida, concreta. La pubblicità diceva: «Peugeot: c'est serieux» (è una cosa seria!) e infatti la macchina venne fuori ottima, ma un poco noiosa. La [[Citroën DS|Ds 19]], lanciata lo stesso anno a qualche stand di distanza, le rubò la scena. I Peugeot non se la presero più di tanto: mentre la futuribile Deésse colpiva a prima vista (ma costava all'azienda più del prezzo di listino e si guastava continuamente) la più classica 403 funzionava come un orologio, era l'auto «tipo» della middle-class d'oltralpe e equipaggiava i taxi parigini (con il primo Diesel della marca). Ma anche le furgonette dei fruttivendoli e i rustici pick-up dell'Africa coloniale. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Voci correlate== *[[Colombo (serie televisiva)]] *[[Peugeot]] *[[Pininfarina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] aw1aatbfwq4273nd479bc8993mgvi49 World Trade Center 0 219382 1415862 1415807 2026-06-06T16:35:51Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +ndr 1415862 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:World Trade Center, New York City - aerial view (March 2001).jpg|thumb|Il World Trade Center nel marzo 2001]] Citazioni sul '''World Trade Center''' e sulle '''Torri gemelle'''. ==Citazioni== *Chi ogni giorno andava a lavorare nel World Trade Center se ne vantava, era orgoglioso: le torri, al momento della costruzione, erano i grattacieli più alti di New York, 410 metri. Battevano il record dell'Empire State Building, 381 metri, fino a quel momento l'edificio più famoso e ammirato. Avevano letteralmente modificato, stravolto il profilo della città. Per chi arrivava dal mare, in transatlantico, da turista di lusso o sul ferry boat da pendolare, lo sguardo si posava subito con ammirazione sulle due torri. Costruirle, era stata un'impresa titanica, che aveva suscitato anche molte polemiche. ([[Alberto Angela]]) *Ci sono alcuni edifici che non possono essere ricostruiti, né imitati, e che al contrario continuano a vivere nella loro assenza. Le Torri Gemelle sono tra questi. Quei due edifici privi di dettagli di qualità si imposero fin da subito per la loro forza. Non solo: riuscivano a giocare molto bene con la prospettiva, a dialogare con il resto degli edifici, rappresentavano uno strumento di orientamento da qualsiasi parte della città. ([[Stefano Boeri]]) *Erano una parte centrale dell'identità di Manhattan. Quando guardavi Tony Soprano uscire dall'Holland Tunnel poteva vedere le torri direttamente nel suo specchietto retrovisore. Sembravano così forti. ([[Bjarke Ingels]]) *''Hai presente le stelle, le torri gemelle? | Quelle che non esistono più | quelle che non esistono più''. ([[Lorenzo Fragola]]) *{{NDR|Nel 2007}} Il motore del centro finanziario era il World Trade Center e per la sopravvivenza della città e della regione, dobbiamo recuperare quei posti di lavoro [...]. Ricordo che, una volta raggiunta la sommità del 7 World Trade Center, alzai lo sguardo verso le Torri Gemelle e pensai: il mio edificio è enorme, ma le Torri Gemelle lo fanno sembrare minuscolo. Così mi dissi: non sarebbe incredibile possederle un giorno? ([[Larry Silverstein]]) *{{NDR|Nel 1970, durante la sua costruzione}} Il World Trade Center dell'Autorità Portuale di New York, alto 110 piani, è il classico esempio di inutile gigantismo ed esibizionismo tecnologico che sta eviscerando il tessuto vivente di ogni grande città [...]. i Dinosauri erano penalizzati dall'assenza di cervelli, e il World Trade Center è solamente un altro Dinosauro. ([[Lewis Mumford]]) *Il World Trade Center è come un computer illuminato, con le sue due torri simili a lunghi amplificatori visivi. ([[Philippe Sollers]]) *Il World Trade Center è il simbolo della libertà internazionale dei commerci, una bandiera sulla linea d'orizzonte di una delle città più libere e operose del mondo: essere stati costretti ad assistere al crollo delle Torri Gemelle è tremendo, una battaglia perduta la cui eco rimbomberà per una o due generazioni. ([[Silvio Berlusconi]]) *Le torri gemelle erano obiettivi legittimi, esse sostenevano il potere economico degli Stati Uniti. ([[Osama Bin Laden]]) *Le torri non piacevano ai critici di architettura: si scherzava dicendo "Benvenuti a New York, dimora di bellissimi edifici come l’Empire State Building, il Chrysler Building e le scatole dentro cui sono arrivati". Tuttavia, col tempo, le torri iniziarono a piacere. Nei giorni infrasettimanali potevano anche esserci 70-80 mila persone solo in quei sei ettari e mezzo, era una città dentro una città. (''[[Turning Point: l'11 settembre e la guerra al terrorismo]]'') *{{NDR|Nell'ambito delle [[teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001]]}} Per quanto sorgessero su uno dei terreni più prestigiosi e redditizi del mondo, dopo trent'anni le Torri Gemelle erano diventate decisamente obsolete. Con ciascun piano costruito come uno spazio aperto di quattromila metri quadrati, il costo per riscaldare questi due giganti d'inverno e per mantenerli freschi d'estate, era diventato astronomico. Dopo l'attentato del '93, inoltre, il numero degli affittuari era fortemente calato ed era stato molto difficile riportarlo ai livelli di normalità. Ma il problema più grave per le Torri Gemelle, era rappresentato dall'enorme quantità di amianto che contenevano. Costruite in un'epoca in cui l'amianto non era ancora stato proibito, almeno quattrocento tonnellate di questo materiale altamente tossico, furono usate sia come protezione antincendio per le strutture in acciaio, sia come isolante termico per chilometri e chilometri di tubatura d'acqua e per i condotti dell'aria condizionata. L'amianto era anche presente nei pannelli dei controsoffitti, nelle trombe degli ascensori e nelle piastrelle in vinile dei pavimenti [...]. A quel punto la proprietà delle Torri Gemelle si trovò fra l'incudine e il martello: da una parte non si potevano più effettuare le manutenzioni senza dover affrontare anche i costi per la rimozione dell'amianto, dall'altra non si poteva far demolire gli edifici, proprio per la grande quantità di amianto che contenevano. L'unica possibilità che restava era di smontarle e portarle via un pezzo alla volta, ma questo avrebbe comportato un costo tale, che nessuno si sognò mai nemmeno di calcolarlo. ([[Massimo Mazzucco]]) *Quarantatremila e seicento finestre; questo è il totale delle due torri. Cioè, poco meno di ventiduemila finestre ciascuna, tutte larghe cinquanta centimetri. Un dato da tener presente, perché ci aiuta a comprendere la struttura delle torri e anche la dinamica del crollo. I grattacieli tradizionali, infatti, hanno una struttura portante all'interno e le pareti sottilissime. Le torri di New York invece, erano sostenute da un'intelaiatura esterna, da sottili nervature d'acciaio distanti tra loro appunto cinquanta centimetri, cioè la larghezza delle finestre. Insomma, erano come dei parallelepipedi vuoti. La maggiore difficoltà per le due torri era il vento: infatti, in questo punto di Manhattan a questa quota, il vento può soffiare fino a duecentoventi chilometri orari e quando questo avveniva le torri si piegavano ed erano in grado di oscillare persino di un metro. Le torri erano diventate un simbolo e proprio per questo, un gruppo di fanatici decise di attaccarle già nel 1993. ([[Alberto Angela]]) *Voi ragazzi le ammirerete solamente in fotografia: oppure le rivedrete nei film girati prima dell'11 settembre 2001. Se ne stavano l'una accanto all'altra, come due sentinelle silenziose. E spesso ci affascinavano, ci intimorivano e ci incuriosivano: ma dietro quei cristalli scintillanti alti 110 piani, brulicavano di affari e di vita. Le Torri Gemelle erano l'anima della Grande Mela. ([[Sergio Zavoli]]) ===''[[9/11: The Twin Towers]]''=== *Era un posto fantastico in cui lavorare. E in una giornata limpida, potevi vedere la curvatura della terra. Mi dicevo "no, non è possibile che la mia vita finisca così". *Non potevi dire di aver vissuto o essere stato a New York senza aver prima visitato il World Trade Center. E se eri davvero coraggioso, potevi anche salirci in cima. *Quando i grattacieli del World Trade Center erano in costruzione, mio padre mi disse "Quando verranno completati, ci saliremo in cima". Mi disse "questi edifici dureranno millenni, saranno qui per sempre". ===[[Paolo Colombo (storico)|Paolo Colombo]]=== *Colpire le torri gemelle così, significava far sapere al governo statunitense a ai suoi cittadini, che non erano invulnerabili e che Al Qaeda non era uno sprovveduto manipolo di fanatici sperduti in qualche villaggio ai confini del mondo, ma un'organizzazione potente e strutturata, capace di sferrare un colpo micidiale, direttamente al cuore della società americana. *Le Twin Towers erano infatti anche l'obiettivo che garantiva la maggiore probabilità di causare spettacolari danni collaterali, con la massima visibilità. L'abbiamo detto, erano altissime, enormi, con oltre 64 metri per lato [...], dunque relativamente agevoli da centrare con un aeroplano: erano affacciate sul mare, quindi dal punto di vista televisivo, facilmente inquadrabili, senza altri edifici che ne ostruissero la visuale [...]. Infine, garantivano un alto numero potenziale di vittime, per l'elevata densità di lavoratori che vi erano impiegati [...]. Da questo punto di vista, un bersaglio molto più rilevante rispetto, per dire, alla Casa Bianca [...]. *Nelle Twin Towers ci si poteva vedere tutt'altro che delle venerande cattedrali [...]. Osama bin Laden, era sicuramente d'accordo sul fatto che fossero il perfetto simbolo degli Stati Uniti d'America: ma le guardava, proprio per questo, con disprezzo e risentimento e ci vedeva l'imperialismo e la nefasta influenza internazionale americana. Erano sì un'ostentazione di prosperità, ma basata sullo sfruttamento degli altri popoli e sulla omologazione al modello economico statunitense e non solo: la maestosità delle Twin Towers era una sfida al cielo, immagine tangibile e ancestrale [...] dell'arroganza dell'uomo che si mette in competizione con Dio e deve riceverne il castigo. Per non dire dell'espressione di potenza virile, fin troppo evidente esibizione voyeristica di simboli fallici, che possono titillare il compiacimento machista a stelle e strisce, ma che fanno inorridire la ben più pudica osservanza islamica. ===[[Donald Trump]]=== [[File:Model of Gardner WTC design.jpg|thumb|upright|Modello delle Torri Gemelle II, progetto ideato da Donald Trump per la ricostruzione del sito e mai realizzato.]] *Il World Trade Center era sempre stato considerato un edificio molto, molto solido [...]. Voglio dire, era un edificio incredibilmente potente. Se non si pensa alla struttura, è stato uno dei primi edifici costruiti dall'esterno in acciaio. Il motivo per cui il World Trade Center aveva finestre così strette è che tra tutte le finestre c'era l'acciaio all'esterno e l'acciaio all'esterno dell'edificio [...]. ricordate la larghezza delle finestre del World Trade Center, penso che sappiate che se siete mai stati lassù erano piuttosto strette e in mezzo c'era solo acciaio pesante. Mi sono chiesto come potesse entrarci un aereo, anche un 767 o un 747 o qualsiasi altro tipo di aereo. *Molte aziende avevano tutti i loro uffici nel World Trade Center. Si trattava di otto milioni di piedi quadri, ovvero la superficie di alcune città. Avevamo otto milioni di piedi quadri, quattro milioni in ogni edificio. Erano edifici enormi non solo in altezza, ma anche in superficie, con ogni piano che misurava 50.000 piedi. C'erano molti piani. Ogni piano era quasi una città a sé stante e gli edifici ne avevano circa 110. *Penso che una delle cose più tristi sarà quando guarderete lo skyline di New York, che è diventato così radicato nella vostra memoria, e vedete questi edifici, questi due edifici, che vi piacciano o meno, che facevano parte dello skyline. E poi, quando lo guarderete dopo il 2001 e lo vedrete senza di loro, capirete cosa è successo. La gente non ci crederà. ==Voci correlate== *[[Attentati dell'11 settembre 2001]] *[[Teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul}} [[Categoria:Palazzi degli Stati Uniti d'America]] [[Categoria:New York]] 011tadveyh74d6lsghwsu4uk7dlyvlz Alfa Romeo TZ Bertone Canguro 0 222174 1415891 1396328 2026-06-06T18:09:34Z Danyele 19198 +voci correlate 1415891 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Alfa Romeo Canguro - Left Front3 Quarter.jpg|thumb|Alfa Romeo TZ Bertone Canguro (1964)]] Citazioni sull{{'}}'''Alfa Romeo TZ Bertone Canguro'''. *Era una coupé dall'aspetto corsaiolo, in realtà destinata al turismo veloce. Sperimentava, tra l'altro, il parabrezza incollato alla carrozzeria. Non fu capita ad Arese e fu realizzato un solo prototipo. ([[Giosuè Boetto Cohen]]) ==Voci correlate== *[[Alfa Romeo]] *[[Bertone]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|preposizione=sull'}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] q11o8me0am9ccxqlegfabyf1zy9pzcq Rivalità calcistica Messi-Cristiano Ronaldo 0 222937 1415859 1415330 2026-06-06T16:28:33Z SirPsych0 33615 /* Citazioni */ +1 1415859 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Cristiano Ronaldo and Lionel Messi - Portugal vs Argentina, 9th February 2011.jpg|thumb|Cristiano Ronaldo e Lionel Messi prima di un'amichevole tra le nazionali di Portogallo e Argentina nel 2011]] Citazioni sulla '''rivalità calcistica tra [[Lionel Messi|Messi]] e [[Cristiano Ronaldo]]'''. ==Citazioni== *A livello sportivo è stata una lotta molto positiva, ci siamo cibati reciprocamente di questa rivalità perché siamo due tipi molto competitivi, vogliamo vincere tutto e sempre, è stato bello per noi stare ai vertici per tantissimi anni perché non è facile farlo, ma è stato bello anche per i tifosi e gli appassionati che ci hanno seguito in tutti questi anni. ([[Lionel Messi]]) *Amo Messi non in contrapposizione a Cristiano, ma perché per me è il più grande della storia, perché l'emozione che riesce a darmi è unica [...]. A me piace da matti il tennis. Ecco, Cristiano è come Nadal, un atleta fantastico, costruito sul talento ma anche grazie al lavoro, alla volontà. Federer invece è Messi. È classe pura, artistica. Sono due fenomeni diversi e ovviamente si può preferire o tifare per l'uno o per l'altro, ci mancherebbe. Io sto con Messi, perché è uno che potrebbe fare la differenza anche da fermo, che non ha quasi bisogno del fisico. Ho anche chiamato il mio secondo figlio col suo nome. ([[Antonio Cassano]]) *{{NDR|Nel 2020}} C'è molto equilibrio ma mi sembra che oggi Cristiano Ronaldo sia il più stabile, ormai da dieci anni è ad altissimi livelli, si mantiene stabilmente al top. Non è tanto talentuoso quanto Neymar sul piano tecnico, ma è più abile in tutte le altre qualità che fanno un grande giocatore. Penso che il portoghese sia il migliore perché è più continuo, anche se non si può dimenticare Messi, ovviamente. Però il numero 10 del Barcellona non è un attaccante. ([[Pelé]]) *Cristiano è la tecnica applicata alla perfezione atletica, raggiunta con grandi sacrifici. Ronaldo è una macchina costruita per essere la migliore. Lui vuole essere il più forte, il più ricco, il più vincente. Ma io tra i due scelgo Messi. Mai visto uno come lui. Oggi molti dicono che passeggia tra le linee aspettando il momento. Non è vero. Lui lo crea il momento. Sa sempre dove stare, come e quando accelerare. Nessuno vince le partite da solo, ma Messi in forma può fare tre gol da solo. E allora è difficile che poi le perdi. ([[Thiago Motta]]) *Cristiano Ronaldo è un grande realizzatore ma non ha il genio di Messi [...]. Messi era un genio già a 17-18 anni, Cristiano era invece un buon giocatore che si è costruito attraverso il duro lavoro diventando poi un crack. Il portoghese è un ottimo giocatore, ha tutto il mio rispetto, tuttavia non ha nel suo repertorio la giocata geniale, impossibile, quella che gli altri non possono immaginare. La differenza è lì, Messi è un talento innato, Cristiano è diventato un campione con il passare del tempo. ([[Fabio Capello]]) *{{NDR|Nel 2015}} Cristiano è un predatore davanti alla porta. Non puoi permettergli di tirare da nessuna parte nella metà campo avversaria. I portieri hanno paura di lui. Bisogna essere onesti, i portieri hanno paura di Cristiano. Non hanno poi così tanta paura di Messi da quel punto di vista, perché non ha la stessa potenza di Cristiano. Cristiano è un professionista incredibile. Credo che in questo momento sia allo stesso livello di Messi. Non è che Messi sia migliore di Ronaldo o che Ronaldo sia migliore di Messi. Penso che siano allo stesso livello. ([[Diego Armando Maradona]]) *Cristiano Ronaldo? Lui gioca da solo, corre, ha fisico e segna. Messi, per essere Messi, ha bisogno di una squadra. Se mettete Messi nel Portogallo farebbe numeri pazzeschi in contropiede. ([[Hernán Crespo]]) *Essere Cristiano Ronaldo è molto più difficile che essere Messi. Il mio attaccante non è mai stato tutelato fisicamente, non è mai protetto da niente o da nessuno. ([[José Mourinho]]) *La mia scelta ricade su Messi, anche se non posso ammirare Ronaldo più di quanto già faccia. La mia spiegazione per questo è la seguente. Abbiamo giocato contro entrambi ed è quasi impossibile difendere contro questi due. Ma Messi ha meno qualità fisiche dalla nascita. Se dovessi pescare un giocatore perfetto, avrebbe l'altezza, la velocità e la potenza di salto di Ronaldo [...]. Queste qualità fisiche includono anche il suo atteggiamento totale, che è perfetto e professionale. Difficilmente potrebbe fare meglio. D'altra parte, c'è il 'piccolo' Messi, che fa sembrare tutto così semplice. Ecco perché penso che potrebbe essere un po' meglio. Ma anche Cristiano è assolutamente un grande giocatore. È una scelta molto difficile, ma hanno una cosa in comune: hanno lasciato la loro impronta nel calcio per così tanto tempo. Ci sono molti giovani giocatori che hanno un potenziale simile, ma è un risultato incredibile fare qualcosa del genere per un periodo di tempo così lungo. ([[Jürgen Klopp]]) *La velocità mentale e fisica di Messi è insuperabile. Cristiano Ronaldo ha raggiunto un livello straordinario, ma ha avuto la sfortuna di capitare nella stessa epoca di Messi. Non c'è paragone tra i due, è chiaro a tutto il mondo. A meno che tu non sia del Real Madrid... ([[Xavi]]) *{{NDR|Dopo un gol segnato su punizione al Liverpool nella semifinale di andata della UEFA Champions League 2018-2019}} Leo Messi fenomeno. Per il bene del calcio, per favore non paragonatelo più al 7 della Juve.<ref>All'epoca Cristiano Ronaldo giocava con la Juventus.</ref> ([[Mario Balotelli]]) *Messi è cresciuto nella squadra in cui gioca e i suoi compagni con lui. Ronaldo invece è arrivato dall'Inghilterra, si è affermato in un ambiente a lui sconosciuto, entrando a far parte di un team al tempo perdente. ([[José Mourinho]]) *Messi è invece l'accelerazione e l'accensione, il portatore di superiorità numerica oltre che un finalizzatore come al mondo ce n'è soltanto un altro, Ronaldo. ([[Ivan Zazzaroni]]) *{{NDR|«Chi è il più forte calciatore del mondo tra Cristiano Ronaldo e Messi?»}} Messi, perché rappresenta la poesia del calcio. Vederlo in azione è un inno alla gioia e alla bellezza. Appartiene alla categoria dei Pelé, dei Maradona, dei Neymar. Ronaldo è potenza, folgore, uno che fisicamente non conosce rivali, mi sembra di rivedere Eusebio e Batistuta. Ma non è un poeta. Per questo, io amante dei versi sciolti sul prato verde, preferisco il fuoriclasse argentino. ([[José Altafini]]) *Messi talento puro e Ronaldo solo duro lavoro? Dimmi che Cristiano non ha talento o che Messi non è un lavoratore instancabile. Solo chi non ha mai giocato può dire una cosa del genere. È molto semplice. ([[Kylian Mbappé]]) *Mi piace più di Messi, questo sì. [...] Messi è Messi, per carità. È nato così, nessuno gli ha insegnato niente, anzi è lui che insegna a noi. Ronaldo si è fatto col tempo, è un maniaco della perfezione, ogni giorno chiede di più a se stesso: mi ci riconosco. ([[Federico Bernardeschi]]) *Non c'è astio tra loro due, sono entrambi i migliori giocatori del mondo. Ci saranno sempre grandi giocatori. Come negli anni '60 con Alfredo Di Stefano, Ferenc Puskas ed Eusebio. Negli anni '70 c'erano Johan Cruyff e Franz Beckenbauer e poi negli anni '80 Marco van Basten. Penso che quello che stiamo vedendo in questo momento è che Messi è un giocatore eccezionale di questo decennio, insieme a Cristiano. Non credo che la rivalità tra loro li infastidisca. Credo che abbiano il loro orgoglio personale e vogliano essere i migliori, almeno per quanto riguarda Cristiano, perché ha giocato qui allo United per sei anni. ([[Alex Ferguson]]) *Nonostante la mia amicizia con Cristiano, sto con Messi. Leo è differente. Se Ronaldo è implacabile e assassino in area di rigore, Messi ti tortura prima di ucciderti. ([[Wayne Rooney]]) *Per me è sicuramente più forte di Cristiano Ronaldo, tanto più che io sono abituato a vedere anche l'uomo, non solo il calciatore: Messi, per come si comporta in campo, è un esempio per i ragazzi. ([[Paolo Maldini]]) *{{NDR|Nel 2023}} Quando non ci saranno più, ci renderemo conto di quanto ci hanno dato entrambi. Mi rifiuto sempre di fare una gerarchia perché sono due giocatori diversi. Giocatori completamente diversi, ma eccezionali che da 15 anni dimostrano al mondo quanto può essere grandioso il calcio. ([[Arsène Wenger]]) *Quando smetteranno di giocare Ronaldo e Messi, prenderò la tv, la butterò dalla finestra e me ne andrò al cinema per divertirmi. ([[Christian Vieri]]) *{{NDR|[[Ultime parole famose]] nel 2019}} Ronaldo è riuscito in qualcosa che a Messi invece è sempre mancato: vincere un titolo importante con la maglia della sua Nazionale. ([[Massimo Marianella]]) *Ronaldo è un grande giocatore. Ma chi sostiene che sia più forte di Messi non capisce di calcio oppure è in malafede. Messi è unico. Inimitabile e irripetibile. Come lui, uno ogni cinquant'anni. Da bambino è caduto nella pentola del genio calcistico. ([[Marco van Basten]]) *{{NDR|Nel 2012}} Ronaldo ha segnato e vinto tanto sia in Premier che in Liga. Magari fa il bello e la gente lo fischia. C'è un sacco di gente che lo odia, e lui replica con i gol. A me piacciono i personaggi così, di carattere ma anche generosi, che danno tutto. Messi ovunque va è apprezzato. Ma poi non so se farebbe altrettanto bene altrove: la prova è che in Champions League non ha mai segnato in Inghilterra. ([[Adel Taarabt]]) *Sono stelle totalmente diverse. Lionel Messi è un bravo ragazzo che ogni padre e ogni madre vorrebbero portare a casa. È un brav'uomo, è molto veloce, e non è esuberante, gioca bene, balla. È un uomo gentile, un bravo ragazzo. Questo è ciò che lo rende così popolare e, naturalmente, otterrà sempre molti voti perché gioca bene e segna gol. L'altro è un'altra cosa. È come un comandante sul campo di gioco. Questo è l'altro lato del calcio ed è bene avere dei comandanti sul campo. Non hanno lo stesso atteggiamento e questo aggiunge brio al calcio. Uno ha più spese per il parrucchiere rispetto all'altro, ma questo non ha importanza. Non posso dire chi sia il migliore [...]. Mi piacciono entrambi, ma preferisco Messi. ([[Joseph Blatter]]) *Spesso sentiamo parlare del confronto tra Messi e Cristiano, tuttavia l'argentino andrebbe paragonato solo a gente come Pelè, Maradona e Cruyff, i simboli della storia del calcio mondiale. C'è una differenza tra i due ed è grande. Uno è un Dio, l'altro ci sono giorni nei quali può fare qualcosa... ([[Hristo Stoičkov]]) ===[[Fabio Licari]]=== *{{NDR|Messi}} È in vantaggio anche nei Palloni d'oro: 8-5. Ronaldo non può competere, anche se con lui, oltre al famoso palleggio e al bel gioco, i portoghesi saranno ricordati per un Europeo, due Nations League, la semifinale mondiale. C'è un Portogallo prima CR7 e dopo CR7, Messi ha semplicemente ricevuto l'eredità di Diego. *I due fenomeni non sono la stessa cosa. Il portoghese merita applausi speciali: non ha ricevuto da madre natura gli stessi doni del rivale, ma si è costruito con un'abnegazione che ha del disumano e che potrebbe avere a che far con i file sugli Ufo desecretati da Trump. Ci starebbe un bel paragone tra l'eleganza e la naturalezza dei colpi di Alcaraz e il carattere e la forza di migliorarsi di Sinner, ma i due fenomeni del tennis sembrano più vicini tra loro di quelli del pallone. Quando Messi fa il Messi, e in Qatar più o meno è successo, è come quando sul ring si muoveva Mohammed Ali, o sul campo calciava Maradona. Non ce n'è per nessuno. Sollevando la coppa a Doha, Messi ha definitivamente staccato CR7. *Mai visto un dominio così prepotente, complice anche un apparato social-mediatico di cui Di Stefano, Cruijff, Pelé, Maradona e Platini non potevano certo disporre [...]. Messi e CR7 sono così superiori al resto del mondo che il discorso del contesto più o meno "allenante" non li riguarda. ===[[Cristiano Ronaldo]]=== {{cronologico}} [[File:Widawa Messi Ronaldo.jpg|thumb|Un cestino di sigarette in Polonia recante la scritta "Chi è il giocatore migliore?", nel tentativo di stabilire una preferenza tra le persone.]] *Penso che siamo stati da stimolo l'uno con l'altro ed è anche per questo che la competizione è a livelli altissimi e perché Real e Barça sono le squadre migliori al mondo. *{{NDR|Riferendosi ai paragoni tra loro}} Questa storia comincia a stancarmi e credo valga anche per lui. Non si può paragonare una Ferrari a una Porsche perché i motori sono diversi. Lui fa del suo meglio per il Barça, io per il Real. *È un ragazzo e un giocatore fantastico. È nella storia del calcio, credo che dovrò vincere altri sei, sette o otto Palloni d'Oro per essere sopra di lui. Non siamo amici, ma abbiamo condiviso questo palcoscenico per 15 anni. Abbiamo un buon rapporto. So che mi ha spinto a diventare un giocatore migliore, così come io ho spinto lui a diventare un giocatore migliore. *La nostra rivalità c'era ma era un'ottima cosa. Ai tifosi piaceva. Ma anche adesso, chi ama Cristiano Ronaldo non deve odiare Messi, e viceversa [...]. Siamo due buoni, o molto buoni, calciatori. Abbiamo caratterizzato la storia del calcio, e continuiamo a farlo, siamo rispettati in tutto il mondo e questo è molto importante. Io faccio la mia strada, e lui la sua [...]. Abbiamo condiviso i maggiori palcoscenici per 15 anni e abbiamo finito per essere non dico amici, perché non siamo mai andati a cena insieme, ma molto rispettosi uno dell'altro ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w=Messi–Ronaldo rivalry|w_site=en|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} ==Voci correlate== *[[Lionel Messi]] *[[Cristiano Ronaldo]] [[Categoria:Rivalità calcistiche]] af5aap84ec6js8urwc9yhu3cykre6eg Flora Tabanelli 0 223571 1415854 1405483 2026-06-06T16:20:49Z Vale93b 2254 /* Citazioni di Flora Tabanelli */ 1415854 wikitext text/x-wiki [[File:Flora_Tabanelli_2025_(1).jpg|thumb|Flora Tabanelli (2025)]] '''Flora Tabanelli''' (2007 – vivente), sciatrice freestyle italiana. ==Citazioni di Flora Tabanelli== {{cronologico}} *I miei [...] gestiscono un rifugio sull'Appennino e lì, a due anni, ho messo gli sci ai piedi.<ref name=cotto2>Dall'intervista di Daniela Cotto, ''"Quando salto mi sento libera, Tomba veniva al nostro rifugio"'', ''La Stampa'', 28 marzo 2025.</ref> *Quando eravamo piccoli {{ndr|[[Alberto Tomba]]}} veniva al rifugio dei miei genitori. E ora la cosa bella è che chiama me e Miro quando facciamo bene nelle gare.<ref name=cotto2 /> *{{ndr|[[Federica Brignone]]}} Per me è un'ispirazione. Il suo sostegno mi ha aiutato tanto, mi ha dato forza.<ref>Dall'intervista di Mario Nicoliello, ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/flora-tabanelli-vi-racconto-la-mia-medaglia-con-il-crociato-rotto_104715 Flora Tabanelli: «Vi racconto la mia medaglia con il crociato rotto»]'', ''avvenire.it'', 17 febbraio 2026.</ref> *{{ndr|Durante i salti}} Blocco il tempo, per chi guarda la gara da fuori il salto sembra velocissimo. Ma, dalla mia prospettiva, invece il tempo non passa mai.<ref name=cotto>Dall'intervista di Daniela Cotto, ''"Dopo il bronzo mi aspetta la maturità Quando salto il tempo si ferma"'', ''La Stampa'', 18 febbraio 2026.</ref> *Noi tre fratelli [...] abbiamo avuto la migliore infanzia possibile [...] a casa avevamo tappeti, giochi e un fantastico giardino. Siamo cresciuti all'aria aperta senza telefonino fino a undici anni. Poi per tornare al rifugio dove abitavamo c'era da camminare tantissimo. Da piccola io ero pigra e piangevo. Non ce la facevo ma non avevo alternative, ho dovuto imparare.<ref name=cotto /> *Facevo sci, pattinaggio sul ghiaccio, ginnastica artistica, snowboard. Mio fratello si costruiva i salti da solo, mi ha incuriosita. E quando avevo 13/14 anni ho provato il primo salto, sulla neve fresca, così da attutire la caduta [...] sono atterrata di collo. Ma ho subito voluto riprovarci.<ref name=sessa>Dall'intervista di Francesco Sessa, ''[https://www.corriere.it/sport/olimpiadi-invernali/26_marzo_01/flora-tabanelli-intervista-sci-freestyle-62a8341b-d84f-433f-a6ac-3403e92e6xlk.shtml Flora Tabanelli: «Io timida, parlo sciando. Quattro anni fa il primo salto: sono caduta di collo. La medaglia è sempre in tasca»]'', ''corriere.it'', 1º marzo 2026.</ref> *Non mi abituerò mai a parlare in pubblico. Sono timida, non sono chiacchierona nemmeno tra amici.<ref name=sessa /> ==Citazioni su Flora Tabanelli== *Averla in squadra con me mi ha insegnato ad essere anche più responsabile non solo per me stesso ma anche per gli altri, lasciandole i suoi spazi. ([[Miro Tabanelli]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Tabanelli, Flora}} [[Categoria:Sportivi italiani]] o0k6r5iuoz3900ktycag47wmsd5fuxk 1415864 1415854 2026-06-06T16:38:24Z Danyele 19198 +voci correlate 1415864 wikitext text/x-wiki [[File:Flora_Tabanelli_2025_(1).jpg|thumb|Flora Tabanelli nel 2025]] '''Flora Tabanelli''' (2007 – vivente), sciatrice freestyle italiana. ==Citazioni di Flora Tabanelli== {{cronologico}} *I miei [...] gestiscono un rifugio sull'Appennino e lì, a due anni, ho messo gli sci ai piedi.<ref name=cotto2>Dall'intervista di Daniela Cotto, ''"Quando salto mi sento libera, Tomba veniva al nostro rifugio"'', ''La Stampa'', 28 marzo 2025.</ref> *Quando eravamo piccoli {{ndr|[[Alberto Tomba]]}} veniva al rifugio dei miei genitori. E ora la cosa bella è che chiama me e Miro quando facciamo bene nelle gare.<ref name=cotto2 /> *{{ndr|[[Federica Brignone]]}} Per me è un'ispirazione. Il suo sostegno mi ha aiutato tanto, mi ha dato forza.<ref>Dall'intervista di Mario Nicoliello, ''[https://www.avvenire.it/agora/sport/flora-tabanelli-vi-racconto-la-mia-medaglia-con-il-crociato-rotto_104715 Flora Tabanelli: «Vi racconto la mia medaglia con il crociato rotto»]'', ''avvenire.it'', 17 febbraio 2026.</ref> *{{ndr|Durante i salti}} Blocco il tempo, per chi guarda la gara da fuori il salto sembra velocissimo. Ma, dalla mia prospettiva, invece il tempo non passa mai.<ref name=cotto>Dall'intervista di Daniela Cotto, ''"Dopo il bronzo mi aspetta la maturità Quando salto il tempo si ferma"'', ''La Stampa'', 18 febbraio 2026.</ref> *Noi tre fratelli [...] abbiamo avuto la migliore infanzia possibile [...] a casa avevamo tappeti, giochi e un fantastico giardino. Siamo cresciuti all'aria aperta senza telefonino fino a undici anni. Poi per tornare al rifugio dove abitavamo c'era da camminare tantissimo. Da piccola io ero pigra e piangevo. Non ce la facevo ma non avevo alternative, ho dovuto imparare.<ref name=cotto /> *Facevo sci, pattinaggio sul ghiaccio, ginnastica artistica, snowboard. Mio fratello si costruiva i salti da solo, mi ha incuriosita. E quando avevo 13/14 anni ho provato il primo salto, sulla neve fresca, così da attutire la caduta [...] sono atterrata di collo. Ma ho subito voluto riprovarci.<ref name=sessa>Dall'intervista di Francesco Sessa, ''[https://www.corriere.it/sport/olimpiadi-invernali/26_marzo_01/flora-tabanelli-intervista-sci-freestyle-62a8341b-d84f-433f-a6ac-3403e92e6xlk.shtml Flora Tabanelli: «Io timida, parlo sciando. Quattro anni fa il primo salto: sono caduta di collo. La medaglia è sempre in tasca»]'', ''corriere.it'', 1º marzo 2026.</ref> *Non mi abituerò mai a parlare in pubblico. Sono timida, non sono chiacchierona nemmeno tra amici.<ref name=sessa /> ==Citazioni su Flora Tabanelli== *Averla in squadra con me mi ha insegnato ad essere anche più responsabile non solo per me stesso ma anche per gli altri, lasciandole i suoi spazi. ([[Miro Tabanelli]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Miro Tabanelli]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Tabanelli, Flora}} [[Categoria:Sportivi italiani]] r98ufunxkxhg7ddsxlqkdj82ktwoko5 Dichiarazione Balfour 0 225074 1415914 1415055 2026-06-07T06:58:17Z Mariomassone 17056 1415914 wikitext text/x-wiki [[File:Balfour declaration unmarked.jpg|thumb|Dichiarazione Balfour]] '''''Dichiarazione Balfour''''', documento ufficiale del 2 novembre 1917 con il quale il governo del Regno Unito affermava di guardare con favore alla creazione di una "dimora nazionale per il [[Ebrei|popolo ebraico]]" in [[Palestina]]. ==Citazione== *Il Governo di sua Maestà vede con favore la nascita in Palestina di una patria per il popolo ebraico, e tenterà nel migliore dei modi di facilitare il raggiungimento di questo scopo, tenendo chiaramente conto che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle esistenti comunità non ebraiche in Palestina o i diritti e stato politico di cui gli ebrei godono in altri paesi.<ref>''[https://israeled.org/wp-content/uploads/2019/08/1917.11.2-Nov-Dichiarazione-Balfour-1.pdf La Dichiarazione Balfour (2 Novembre 1917)]'', ''israeled.org'', 2012</ref> ==Citazioni sulla ''Dichiarazione Balfour''== *Il vero intento alla base della Dichiarazione era quello di liberare l’Europa dagli ebrei, piuttosto che esprimere simpatia per loro. ([[Muʿammar Gheddafi]]) *Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. ([[Ilan Pappé]]) ==Note== <references/> ==Voci correlate== *[[Conflitto israelo-palestinese]] *[[Impero britannico]] *[[Israele]] *[[Palestina]] *[[Stato di Palestina]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|testo|testo_preposizione=della}} {{s}} [[Categoria:Documenti]] [[Categoria:Palestina]] [[Categoria:Storia del Regno Unito]] [[Categoria:XX secolo]] g86vy66ibyqf53okslb790b48qhzjfj Massimo Mazzucco 0 225179 1415861 1415802 2026-06-06T16:32:49Z Danyele 19198 non più uno stub / fix minori 1415861 wikitext text/x-wiki [[File:MassimoMazzucco2019.jpg|thumb|Massimo Mazzucco nel 2019]] '''Massimo Mazzucco''' (1954 – vivente), regista, sceneggiatore e blogger italiano. ==Citazioni di Massimo Mazzucco== *Il [[debunker]] non è affatto la persona dello [[scetticismo|scettico]], anzi, è il suo esatto opposto. Lo scettico è una persona che è alla ricerca della verità, che è quindi aperto teoricamente a tutte le soluzioni possibili, ma che esige giustamente una serie di prove concrete, prima di prendere posizione in un modo o nell'altro. In questo senso, anzi, lo scettico sul nostro sito è la figura più rispettata di tutte, perché questo è il nostro modo di lavorare, cioè prima i fatti, poi le analisi e poi eventualmente le conclusioni.Il debunker invece, non è necessariamente dalla parte della verità: lui sta sempre e comunque dalla parte della versione ufficiale. Parte quindi dalla conclusione, dicendo "non è possibile che sia stato un auto attentato", oppure "non è vero che a Dallas ci fosse stato un complotto" e poi lavora all'indietro, cioè cerca di far quadrare i fatti che esistono e che tutti conoscono, per farli combaciare con questa sua conclusione che lui ha scelto all'inizio [...]. Quindi quello del debunker è un lavoraccio, intendiamoci, è molto difficile, perché ti trovi in certe situazioni in cui è veramente difficile cavartela.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=dQmXAHsYpf4 11 settembre : La demolizione controllata di Paolo Attivissimo]'', video disponibile su ''youtube.com'', min. 0:23.</ref> *{{NDR|Nell'ambito delle [[teorie del complotto sugli attentati dell'11 settembre 2001]]}} Per quanto sorgessero su uno dei terreni più prestigiosi e redditizi del mondo, dopo trent'anni le [[World Trade Center|Torri Gemelle]] erano diventate decisamente obsolete. Con ciascun piano costruito come uno spazio aperto di quattromila metri quadrati, il costo per riscaldare questi due giganti d'inverno e per mantenerli freschi d'estate, era diventato astronomico. Dopo l'attentato del '93, inoltre, il numero degli affittuari era fortemente calato ed era stato molto difficile riportarlo ai livelli di normalità. Ma il problema più grave per le Torri Gemelle, era rappresentato dall'enorme quantità di amianto che contenevano. Costruite in un'epoca in cui l'amianto non era ancora stato proibito, almeno quattrocento tonnellate di questo materiale altamente tossico, furono usate sia come protezione antincendio per le strutture in acciaio, sia come isolante termico per chilometri e chilometri di tubatura d'acqua e per i condotti dell'aria condizionata. L'amianto era anche presente nei pannelli dei controsoffitti, nelle trombe degli ascensori e nelle piastrelle in vinile dei pavimenti [...]. A quel punto la proprietà delle Torri Gemelle si trovò fra l'incudine e il martello: da una parte non si potevano più effettuare le manutenzioni senza dover affrontare anche i costi per la rimozione dell'amianto, dall'altra non si poteva far demolire gli edifici, proprio per la grande quantità di amianto che contenevano. L'unica possibilità che restava era di smontarle e portarle via un pezzo alla volta, ma questo avrebbe comportato un costo tale, che nessuno si sognò mai nemmeno di calcolarlo.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=PRGt3_xeW9k Il piccolo segreto delle Torri Gemelle]'', video disponibile su ''youtube.com''.</ref> ==Citazioni su Massimo Mazzucco== *{{NDR|Rivolgendosi a Mazzucco}} Wikipedia! Almeno legga Wikipedia! Tutti i nostri ragazzi la leggono prima di aprire bocca. ([[Gianni Riotta]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Teoria del complotto]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mazzucco, Massimo}} [[Categoria:Blogger italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] 7yntb87l6qt1onjoasxqhmpdeuplans Larry Silverstein 0 225189 1415849 1415808 2026-06-06T15:44:56Z Danyele 19198 /* Citazioni di Larry Silverstein */ ripetizione 1415849 wikitext text/x-wiki [[File:Larry Silverstein for UJA-Federation of New York (3x4 cropped).jpg|thumb|Larry Silverstein nel 2014]] '''Larry A. Silverstein''' (1931 – vivente), imprenditore statunitense. ==Citazioni di Larry Silverstein== *Il motore del centro finanziario {{NDR|di New York}} era il [[World Trade Center]] e per la sopravvivenza della città e della regione, dobbiamo recuperare quei posti di lavoro [...]. Ricordo che, una volta raggiunta la sommità del 7 World Trade Center, alzai lo sguardo verso le Torri Gemelle e pensai: il mio edificio è enorme, ma le Torri Gemelle lo fanno sembrare minuscolo. Così mi dissi: non sarebbe incredibile possederle un giorno? :''The financial center's locomotive was the World Trade Center and for the sustenance of the city and the region, we need to get those jobs back [...]. I remember at the topping out of 7 World Trade looking up at the twin towers and thinking, my building is huge, but it is made diminutive by the twin towers. So I said to myself, wouldn't it be incredible someday to own those?<ref>{{en}} Da Steven Malanga, ''[https://manhattan.institute/article/the-weekend-interview-with-larry-silverstein-rebuilding-ground-zero The Weekend Interview with Larry Silverstein: Rebuilding Ground Zero]'', ''manhattan.institute'', 12 maggio 2007.</ref> ==Note== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Silverstein, Larry}} [[Categoria:Imprenditori statunitensi]] c840ghgmrv2aciatgjcpt4sz67jqp9j Daniele Massaro 0 225190 1415824 1415823 2026-06-06T12:26:03Z SirPsych0 33615 /* */ 1415824 wikitext text/x-wiki [[File: Daniele Massaro.JPG|thumb|Massaro nel 2010]] '''Daniele Massaro''' (1961 – vivente), ex calciatore italiano. ==Citazioni su Daniele Massaro== *Uno che i tifosi adottano presto soprannominandolo "Provvidenza", per i suoi gol decisivi o, più simpaticamente "Beeb Beep!" [...] Per la velocità che lo contraddistingue e per il suo modo tutto personale di correre, che si direbbe a trazione anteriore. Sugli spalti di San Siro si dice di lui "con accondiscendente affetto che spesso corra così veloce da arrivare prima della palla indirizzatagli e che a quel punto, stupito, si guardi attorno non capendo più perché mai si trovi lì". Insomma, a dire che la sua forza, sta soprattutto nella sua dedizione e nel suo impegno. È uno veloce, appunto, lo abbiamo detto, come il suo presidente. ([[Paolo Colombo (storico)|Paolo Colombo]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{stub}} {{DEFAULTSORT:Massaro, Daniele}} [[Categoria:Calciatori italiani]] mopy0ffwxt46rd5yd7qz9defhotnj02 1415850 1415824 2026-06-06T15:47:58Z Danyele 19198 fix 1415850 wikitext text/x-wiki [[File: Daniele Massaro.JPG|thumb|Daniele Massaro nel 2010]] '''Daniele Massaro''' (1961 – vivente), ex calciatore italiano. ==Citazioni su Daniele Massaro== *Uno che i tifosi adottano presto soprannominandolo "Provvidenza", per i suoi gol decisivi o, più simpaticamente "Beeb Beep!" [...] Per la velocità che lo contraddistingue e per il suo modo tutto personale di correre, che si direbbe a trazione anteriore. Sugli spalti di San Siro si dice di lui "con accondiscendente affetto che spesso corra così veloce da arrivare prima della palla indirizzatagli e che a quel punto, stupito, si guardi attorno non capendo più perché mai si trovi lì". Insomma, a dire che la sua forza, sta soprattutto nella sua dedizione e nel suo impegno. È uno veloce, appunto, lo abbiamo detto, come il suo presidente. ([[Paolo Colombo (storico)|Paolo Colombo]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{S}} {{DEFAULTSORT:Massaro, Daniele}} [[Categoria:Calciatori italiani]] f842fp4c75t543dpd08iitx9qis1n19 Santorre Debenedetti 0 225191 1415844 2026-06-06T14:47:03Z Gaux 18878 Santorre Debenedetti 1415844 wikitext text/x-wiki '''Santorre Zaccaria Debenedetti''' (1878 – 1948), filologo e critico letterario italiano. ==Citazioni su Santorre Debenedetti== *Dire che Debenedetti aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile. ([[Gianfranco Contini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Debenedetti, Santorre}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] fqd8qbnqxu8tm8xxsagz93oihdkodks 1415847 1415844 2026-06-06T14:56:25Z Gaux 18878 /* Citazioni su Santorre Debenedetti */ la persona curva 1415847 wikitext text/x-wiki '''Santorre Zaccaria Debenedetti''' (1878 – 1948), filologo e critico letterario italiano. ==Citazioni su Santorre Debenedetti== *Dire che Debenedetti aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile. ([[Gianfranco Contini]]) *Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia. ([[Gianfranco Contini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Debenedetti, Santorre}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] ok8i2aj00kpaef6dqj798oo8crpnogq 1415874 1415847 2026-06-06T16:59:58Z Gaux 18878 /* Citazioni su Santorre Debenedetti */ viveva solitario 1415874 wikitext text/x-wiki '''Santorre Zaccaria Debenedetti''' (1878 – 1948), filologo e critico letterario italiano. ==Citazioni su Santorre Debenedetti== *Dire che Debenedetti aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile. ([[Gianfranco Contini]]) *Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia. ([[Gianfranco Contini]]) *Viveva solitario, poco amato, oggetto di leggende abborracciate e approssimative: quella d'una giovinezza galante; quella d'una malignità inesausta. In realtà, quello ch'egli esercitava era l'italo aceto d'una «''médisance sublime''», secondo la celebre formula milanese di [[Stendhal]]: intera nell'aggettivo e per così dire nulla nel sostantivo; priva in tutto del greve corpo della malvagità, conclusa e paga in un arabesco di fantasia e di linguaggio. ([[Gianfranco Contini]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Debenedetti, Santorre}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] 41x4vwfkcn2e12uatugb1sckjj97kqi 1415875 1415874 2026-06-06T17:01:32Z Gaux 18878 no stub 1415875 wikitext text/x-wiki '''Santorre Zaccaria Debenedetti''' (1878 – 1948), filologo e critico letterario italiano. ==Citazioni su Santorre Debenedetti== ===[[Gianfranco Contini]]=== *Dire che Debenedetti aveva respinto la parola in quanto ornante, aggiungere che s'era dedicato a un ideale di silenzio, non vuol poi significare che la sua parola funzionale fosse arida quale cifra algebrica. La funzionalità è un ideale morale, ma ontologicamente la parola è parola, e Debenedetti aveva uno stile, non un'assenza di stile. *Già annunciava qualcosa di eccezionale la persona curva, come nevicata precocemente d'una cenere di canizie, con quegli occhi straordinarî, appaiati vicinissimi, che scomparivano sotto le palpebre, lasciando solo il bianco della sclerotica, nei gesti frequenti dell'ironia e del raccoglimento; e a loro si accompagnava una voce lamentosa, trenodica, come avesse incorporato qualche cadenza di parodia. *Viveva solitario, poco amato, oggetto di leggende abborracciate e approssimative: quella d'una giovinezza galante; quella d'una malignità inesausta. In realtà, quello ch'egli esercitava era l'italo aceto d'una «''médisance sublime''», secondo la celebre formula milanese di [[Stendhal]]: intera nell'aggettivo e per così dire nulla nel sostantivo; priva in tutto del greve corpo della malvagità, conclusa e paga in un arabesco di fantasia e di linguaggio. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Debenedetti, Santorre}} [[Categoria:Critici letterari italiani]] [[Categoria:Filologi italiani]] kh9m7ojcywpzr1wlfxb9ki17n27u3pn Miro Tabanelli 0 225192 1415852 2026-06-06T16:12:54Z Vale93b 2254 Creata pagina con "[[File:Miro_Tabanelli.jpg|thumb|Miro Tabanelli (2025)]] '''Miro Tabanelli''' (2004 – vivente), sciatore freestyle italiana. <!--==Citazioni di Miro Tabanelli== {{cronologico}}--> ==Citazioni su Miro Tabanelli== * A proposito di gelo: c'è un bambino di nome Miro che pattina su un lago ghiacciato, sotto il [[monte Cimone]]. Qualcuno lo ha ripreso con uno smartphone e lo ha messo in Rete, così adesso Miro pattina per tutti noi. [...] Il video è molto semplice, non h..." 1415852 wikitext text/x-wiki [[File:Miro_Tabanelli.jpg|thumb|Miro Tabanelli (2025)]] '''Miro Tabanelli''' (2004 – vivente), sciatore freestyle italiana. <!--==Citazioni di Miro Tabanelli== {{cronologico}}--> ==Citazioni su Miro Tabanelli== * A proposito di gelo: c'è un bambino di nome Miro che pattina su un lago ghiacciato, sotto il [[monte Cimone]]. Qualcuno lo ha ripreso con uno smartphone e lo ha messo in Rete, così adesso Miro pattina per tutti noi. [...] Il video è molto semplice, non ha niente di sofisticato o "spettacolare", riflette l'immagine senza tempo di un bambino felice della propria destrezza nello scenario, anch'esso senza tempo, di un lago gelato in mezzo ai monti. La sola traccia dell'epoca è la riproducibilità di quelle immagini, al tempo stesso irrisoria (basta un telefonino) e infinita. Ma Miro a questo non pensa, Miro pattina e basta. E compie un miracolo vero: tra i commenti on line non uno che si chieda che cosa c'è dietro, di chi è figlio, che cosa vuole da noi, se è sotto contratto, se i pattini sono del [[Partito Democratico|Pd]] o di [[Beppe Grillo|Grillo]]. No, dicono tutti la stessa cosa: che bella cosa, che meraviglia. Ma questo non diciamolo a Miro, lasciamolo pattinare in santa pace. ([[Michele Serra]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tabanelli, Miro}} [[Categoria:Sportivi italiani]] 6sqnpt9df62jqg0hljj71e7lvq8nnl0 1415853 1415852 2026-06-06T16:20:06Z Vale93b 2254 1415853 wikitext text/x-wiki [[File:Miro_Tabanelli.jpg|thumb|Miro Tabanelli (2025)]] '''Miro Tabanelli''' (2004 – vivente), sciatore freestyle italiana. ==Citazioni di Miro Tabanelli== {{cronologico}} *Credo di aver capito che la [[paura]] non sia un muro, un ostacolo, ma sia qualcosa da plasmare a proprio modo. È qualcosa che la nostra mente ci impone, mettendoci alla prova per farci capire se siamo veramente disposti e pronti ad affrontare quel momento.<ref name=cosmopolitan>Dall'intervista di Martina Mozzati, ''[https://www.cosmopolitan.com/it/lifestyle/lifestyle-sport/a69805069/miro-tabanelli-intervista-cover/ Miro Tabanelli, stella azzurra: «Io e Flora nessuna rivalità, uniti come da piccoli»], Cosmopolitan, 19 dicembre 2025</ref> *{{ndr|Sulla sorella [[Flora Tabanelli|Flora]]}} Averla in squadra con me mi ha insegnato ad essere anche più responsabile non solo per me stesso ma anche per gli altri, lasciandole i suoi spazi.<ref name=cosmopolitan /> ==Citazioni su Miro Tabanelli== * A proposito di gelo: c'è un bambino di nome Miro che pattina su un lago ghiacciato, sotto il [[monte Cimone]]. Qualcuno lo ha ripreso con uno smartphone e lo ha messo in Rete, così adesso Miro pattina per tutti noi. [...] Il video è molto semplice, non ha niente di sofisticato o "spettacolare", riflette l'immagine senza tempo di un bambino felice della propria destrezza nello scenario, anch'esso senza tempo, di un lago gelato in mezzo ai monti. La sola traccia dell'epoca è la riproducibilità di quelle immagini, al tempo stesso irrisoria (basta un telefonino) e infinita. Ma Miro a questo non pensa, Miro pattina e basta. E compie un miracolo vero: tra i commenti on line non uno che si chieda che cosa c'è dietro, di chi è figlio, che cosa vuole da noi, se è sotto contratto, se i pattini sono del [[Partito Democratico|Pd]] o di [[Beppe Grillo|Grillo]]. No, dicono tutti la stessa cosa: che bella cosa, che meraviglia. Ma questo non diciamolo a Miro, lasciamolo pattinare in santa pace. ([[Michele Serra]]) ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tabanelli, Miro}} [[Categoria:Sportivi italiani]] 8tphpd8bcgfeovljfj714xmu3utuv21 1415865 1415853 2026-06-06T16:39:26Z Danyele 19198 +voci correlate / fix di stile 1415865 wikitext text/x-wiki [[File:Miro_Tabanelli.jpg|thumb|Miro Tabanelli nel 2025]] '''Miro Tabanelli''' (2004 – vivente), sciatore freestyle italiana. ==Citazioni di Miro Tabanelli== *{{NDR|Sulla sorella [[Flora Tabanelli|Flora]]}} Averla in squadra con me mi ha insegnato ad essere anche più responsabile non solo per me stesso ma anche per gli altri, lasciandole i suoi spazi.<ref name=cosmopolitan /> *Credo di aver capito che la [[paura]] non sia un muro, un ostacolo, ma sia qualcosa da plasmare a proprio modo. È qualcosa che la nostra mente ci impone, mettendoci alla prova per farci capire se siamo veramente disposti e pronti ad affrontare quel momento.<ref name=cosmopolitan>Dall'intervista di Martina Mozzati, ''[https://www.cosmopolitan.com/it/lifestyle/lifestyle-sport/a69805069/miro-tabanelli-intervista-cover/ Miro Tabanelli, stella azzurra: «Io e Flora nessuna rivalità, uniti come da piccoli»]'', ''cosmopolitan.com'', 19 dicembre 202.</ref> ==Citazioni su Miro Tabanelli== *A proposito di gelo: c'è un bambino di nome Miro che pattina su un lago ghiacciato, sotto il [[monte Cimone]]. Qualcuno lo ha ripreso con uno smartphone e lo ha messo in Rete, così adesso Miro pattina per tutti noi. [...] Il video è molto semplice, non ha niente di sofisticato o "spettacolare", riflette l'immagine senza tempo di un bambino felice della propria destrezza nello scenario, anch'esso senza tempo, di un lago gelato in mezzo ai monti. La sola traccia dell'epoca è la riproducibilità di quelle immagini, al tempo stesso irrisoria (basta un telefonino) e infinita. Ma Miro a questo non pensa, Miro pattina e basta. E compie un miracolo vero: tra i commenti on line non uno che si chieda che cosa c'è dietro, di chi è figlio, che cosa vuole da noi, se è sotto contratto, se i pattini sono del [[Partito Democratico|Pd]] o di [[Beppe Grillo|Grillo]]. No, dicono tutti la stessa cosa: che bella cosa, che meraviglia. Ma questo non diciamolo a Miro, lasciamolo pattinare in santa pace. ([[Michele Serra]]) ==Note== <references /> ==Voci correlate== *[[Flora Tabanelli]] – sorella ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Tabanelli, Miro}} [[Categoria:Sportivi italiani]] 58uzil1v0ej38v5zhsu7cvenigyl47p Bertone 0 225193 1415883 2026-06-06T17:39:31Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{voce tematica}} [[File:1971 Fiat Dino Coupe - Flickr - The Car Spy (1).jpg|thumb|Logo]] Citazioni sulla '''Bertone''', azienda italiana attiva nel settore delle carrozzerie per automobili. *Sono geloso dei nostri prodotti. E non sono capace di scindere la creatività dalla produzione: se mi chiedessero di costruire un'auto che non abbiamo anche disegnato direi di no, a rischio di perdere la commessa, perché una Bertone deve essere realmente tipica delle nostre tradiz..." 1415883 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1971 Fiat Dino Coupe - Flickr - The Car Spy (1).jpg|thumb|Logo]] Citazioni sulla '''Bertone''', azienda italiana attiva nel settore delle carrozzerie per automobili. *Sono geloso dei nostri prodotti. E non sono capace di scindere la creatività dalla produzione: se mi chiedessero di costruire un'auto che non abbiamo anche disegnato direi di no, a rischio di perdere la commessa, perché una Bertone deve essere realmente tipica delle nostre tradizioni. ([[Nuccio Bertone]]) ==Voci correlate== *[[Nuccio Bertone]] *[[Progettazione di automobili]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Aziende italiane]] 7lkmvd2wn2jk437472tatdwfcg3nh3y 1415895 1415883 2026-06-06T18:17:52Z Danyele 19198 +1 1415895 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:1971 Fiat Dino Coupe - Flickr - The Car Spy (1).jpg|thumb|Logo]] Citazioni sulla '''Bertone''', azienda italiana attiva nel settore delle carrozzerie per automobili. *Fui assunto alla carrozzeria Bertone e lì per la prima volta, ho approcciato l'universo delle auto. ([[Giorgetto Giugiaro]]) *Sono geloso dei nostri prodotti. E non sono capace di scindere la creatività dalla produzione: se mi chiedessero di costruire un'auto che non abbiamo anche disegnato direi di no, a rischio di perdere la commessa, perché una Bertone deve essere realmente tipica delle nostre tradizioni. ([[Nuccio Bertone]]) ==Voci correlate== *[[Nuccio Bertone]] *[[Progettazione di automobili]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Aziende italiane]] aec8js0aqi6khi7gyj05tj3ke9ul5z2 Discussioni utente:Thepigeon8 3 225194 1415888 2026-06-06T17:55:51Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415888 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 19:55, 6 giu 2026 (CEST)}} jejoecpth07ljf1mrf6v5yjo4veho9k Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Speciale 0 225195 1415890 2026-06-06T18:03:51Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{Voce tematica}} [[File:Ferrari 250 GT Bertone sn3269GT Retromobile 2018 (cropped).jpg|thumb|Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Speciale "Sharknose" (1962)]] Citazioni sulla '''Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Speciale''', detta '''"Sharknose"'''. *[[Enzo Ferrari]] aveva una grande simpatia per me e mi diceva molto apertamente: "Mi piace come lei vede le automobili". Una volta andai a trovarlo a Maranello con un'Iso Grifo. Accompagnandomi alla porta vide la vettura e mi disse:..." 1415890 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Ferrari 250 GT Bertone sn3269GT Retromobile 2018 (cropped).jpg|thumb|Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Speciale "Sharknose" (1962)]] Citazioni sulla '''Ferrari 250 GT SWB Berlinetta Speciale''', detta '''"Sharknose"'''. *[[Enzo Ferrari]] aveva una grande simpatia per me e mi diceva molto apertamente: "Mi piace come lei vede le automobili". Una volta andai a trovarlo a Maranello con un'Iso Grifo. Accompagnandomi alla porta vide la vettura e mi disse: "Bertone, sarebbe ora che lei avesse ''una'' automobile". Fui sincero: gli confessai che da tempo desideravo una ''mia'' Ferrari, ma non volevo invadere il campo di [[Pininfarina]], che era il suo carrozziere di fiducia [...]. Lui mi disse semplicemente "Mi chieda un telaio". Lo chiesi e così nacque questa bellissima 250 GT con il muso a bocca di squalo. Era la mia vettura personale, ma la trovavo così riuscita che non resistetti alla tentazione di presentarla in qualche salone. La stampa subito ci ricamò sopra: "ecco il pomo della discordia tra Ferrari e Pininfarina". Non era vero niente e personalmente chiamai [[Sergio Pininfarina]] per rassicurarlo. Mi credette, ma lo trovai turbato. ([[Nuccio Bertone]]) ==Voci correlate== *[[Bertone]] *[[Ferrari]] ==Altri progetti== {{interprogetto|commons=Category:1962 Ferrari 250 GT SWB Bertone s/n 3269GT|preposizione=sulla}} {{S}} [[Categoria:Automobili]] 3f80uy7ssumln72n5m6ejlgtlf6thrs Discussioni utente:BrahimOuaissa13 3 225196 1415901 2026-06-06T18:40:41Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415901 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:40, 6 giu 2026 (CEST)}} 1bvg2edw50rsyr6ijfvbr16rf0jd6jq Discussioni utente:Diste93 3 225197 1415902 2026-06-06T19:20:40Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415902 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 21:20, 6 giu 2026 (CEST)}} 9mjqif0ruf1z3n6f261zhmtfw7ctrl8 Discussioni utente:Nigos9 3 225198 1415903 2026-06-06T20:10:00Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1415903 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 22:10, 6 giu 2026 (CEST)}} 0da00f8kqlppi2m4eeokcfjexk76kw7 Il diavolo alle quattro 0 225199 1415916 2026-06-07T07:37:52Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Il diavolo alle 4]] 1415916 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Il diavolo alle 4]] 5abgff010l74xc0qc5aitgtyb2v5vhc Il diavolo è femmina 0 225200 1415918 2026-06-07T07:40:08Z Spinoziano 2297 Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Il diavolo è femmina |titolo alfabetico = Diavolo è femmina |immagine = Sylvia Scarlett (1935 poster).jpg |genere = commedia/romantico |regista = [[George Cukor]] |soggetto = [[Compton Mackenzie]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[Gladys Unger]], [[John Collier (sceneggiatore)|John Collier]], [[Mortimer Offner]] |attori = *[[Katharine Hepburn]]: Sylvia Scarlett *[[Cary Grant]]: Jimmy Monkley *[[Brian Aherne]]: Michael Fane *[[Edmund Gwenn]]: H..." 1415918 wikitext text/x-wiki {{Film |titolo italiano = Il diavolo è femmina |titolo alfabetico = Diavolo è femmina |immagine = Sylvia Scarlett (1935 poster).jpg |genere = commedia/romantico |regista = [[George Cukor]] |soggetto = [[Compton Mackenzie]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[Gladys Unger]], [[John Collier (sceneggiatore)|John Collier]], [[Mortimer Offner]] |attori = *[[Katharine Hepburn]]: Sylvia Scarlett *[[Cary Grant]]: Jimmy Monkley *[[Brian Aherne]]: Michael Fane *[[Edmund Gwenn]]: Henry Scarlett *[[Dennie Moore]]: Maudie *[[Natalie Paley]]: Lily Levetsky |doppiatori italiani = Ridoppiaggio TV (1978): *[[Maria Pia Di Meo]]: Sylvia Scarlett *[[Cesare Barbetti]]: Jimmy Monkley *[[Gianni Marzocchi]]: Michael Fane *[[Bruno Persa]]: Henry Scarlett *[[Vittoria Febbi]]: Lily Levetsky }} '''''Il diavolo è femmina''''', film statunitense del 1935 con [[Katharine Hepburn]] e [[Cary Grant]], regia di [[George Cukor]]. ==[[Incipit]]== {{Incipit film}} Per gli [[Avventuriero|avventurieri]], per tutti coloro che si allontanano dai sentieri battuti, la vita è un gioco fantasioso in cui il riso, la fortuna e l'amore giungono per strane vie, inaspettatamente. Ma non per questo sono meno dolci. ('''testo a schermo''') ==Frasi== *I polli e le [[Faina|faine]]: ecco [[Gli uomini si dividono in due categorie|l'umanità]]. E le faine si mangiano i polli, è naturale. E allora, tu vuoi essere un pollo? Guardati tutt'attorno, cosa sono? Degli schiavi. Ma io... io me ne infischio: io sono libero e vivo la vita. Oggi qua, domani là: ecco il [[Motti dai film|mio motto]]. Io mi butto su ogni occasione: sono una faina. ('''Jimmy''') ==Citazioni su ''Il diavolo è femmina''== *Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[il Morandini]]'') *Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]]. (''[[Il Mereghetti]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film commedia romantica]] allp0294y7ridru9uxp2fw78ufriej6 Sylvia Scarlett 0 225201 1415919 2026-06-07T07:40:52Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Il diavolo è femmina]] 1415919 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Il diavolo è femmina]] rj9lsjjm7uu4befbs6h5dr4m1chbktr