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Scienza
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2026-06-20T15:19:06Z
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/* Citazioni */ Roberto Benzoni
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[[File:Sanzio 01 Euclid.jpg|thumb|upright=1.4|Gruppo di matematici e astronomi nella ''Scuola di Atene'' di [[Raffaello Sanzio|Raffaello]].]]
Citazioni sulla '''scienza'''.
==Citazioni==
*Affermazione e negazione esistono sempre e dovunque, non solo in rapporto a ogni individuo, ma per l'umanità nel suo insieme. Se mezza umanità afferma una cosa, l'altra metà la nega. Per esempio, ci sono due correnti contrarie, la scienza e la [[religione]]. Ciò che la scienza afferma, la religione nega, e viceversa. È una legge meccanica, e non può essere altrimenti. Essa opera ovunque a ogni livello, nel mondo, nelle città, nella famiglia, nella vita interiore dell'individuo umano. Un centro dell'uomo afferma, un altro nega. Noi siamo sempre divisi tra i due. Questa è una legge oggettiva, e tutti noi ne siamo schiavi; per esempio, io devo essere schiavo o della scienza, o della religione. In entrambi i casi, l'uomo è schiavo di questa legge oggettiva. È impossibile liberarsene. È libero soltanto colui che sta nel mezzo: chi ne è capace, sfugge a questa legge di schiavitù. ([[Georges Ivanovič Gurdjieff]])
*Ahimè la nostra scienza, se fosse tutta fredda e destinata solo a mantenere i minuti piaceri del corpo, a che cosa servirebbe? Sarebbe un'ancella del materialismo e dell'egoismo! E perciò per metterla al riparo di simile accusa, noi medici, in momenti supremi, ricordiamoci di avere di fronte a noi, oltre che un corpo, un'anima, creatura di Dio. ([[Giuseppe Moscati]])
*Amare la Scienza per se stessa è distintivo di nobiltà; servirla bene è una gioia e un dovere. ([[Pierre Devaux]])
*Anche la scienza, a differenza della filosofia, cerca la verità ultima, non maneggiando idee, concetti, parole, ma usando numeri, formule, equazioni, potenze. La scommessa della scienza è di scoprire la chiave capace di aprire tutte le porte, fino all'ultima che custodisce il numero d'oro, la formula finale, la legge che chiarisce e svela l'ultima incognita. Ecco perché la Chiesa non si sente insidiata dalla scienza: perseguono infatti lo stesso obiettivo. ([[Eugenio Scalfari]])
*Anzi è chiaro che tutto il genere umano, non solo questo o quell'individuo, è tenuto a dedicarsi alle scienze. Infatti Dio creò l'uomo, affinché lo conoscesse, e conoscendolo lo amasse, e amandolo ne godesse; per questa ragione l'uomo è stato creato razionale e dotato di sensi. Invece l'uomo, se è vero che la ragione è fatta per le scienze, qualora non utilizzasse questo dono di Dio secondo il progetto divino, agirebbe contro l'ordine naturale di Dio – come suole notare Crisostomo – quasi non volesse usare i piedi per camminare. ([[Tommaso Campanella]])
*C'è una fondamentale differenza tra la religione, che è basata sull'autorità, e la scienza, che è basata su osservazione e ragionamento. E la scienza vincerà perché funziona. ([[Stephen Hawking]])
*Che cos'è la scienza? Con questa parola di solito s'intendono tre cose diverse, o un misto delle tre. Non credo ci sia bisogno di essere precisi: essere troppo precisi non è sempre una buona idea. «Scienza» a volte significa un metodo speciale di scoprire le cose; a volte significa l'insieme delle conoscenze che si originano dalle cose scoperte, ma può anche significare tutte le cose nuove che si possono fare usando la conoscenza acquisita, o il fare effettivamente queste cose. ([[Richard Feynman]])
*Celeste dono, ammirabile produzione è la scienza. Veneranda, sacra cosa ella è, sia che si riguardi in ordine al Donatore Supremo, sia che in rapporto alla creata intelligenza cooperante si contempli: perciocchè nel primo aspetto è una libera procedenza del primo Amore; sotto l'altro è libero parto di una immagine di Dio, la quale scrutando la grandezza delle opere del suo Sommo Fattore, mercè del lume di quella gloria, che penetra per l'universo, e con misura diversa nelle sue parti risplende, ne imita la sapientissima creazione. ([[Giovanni Antonelli (astronomo)|Giovanni Antonelli]])
*Come ci sono due modi di conoscere la Cina, visitarla con una guida affidabile o addentrandovi nella lingua e nelle usanze, ci sono due modi di conoscere la [[scienza]]: o imparate il suo linguaggio, o vi avvalete di una guida esperta.<br/>Detto in parole povere: o studiate la materia di cui si parla, o vi fidate di chi l'ha studiata, e quindi ne sa più di voi. Sono due atteggiamenti umani e condivisibili, soprattutto il primo; ma dato il tempo limitato che abbiamo a disposizione su questa terra, e i nostri gusti personali, non sempre praticabile.<br/>C'è il terzo modo, ovviamente. Andare all'avventura, liberi e spensierati nel paese del pensiero come un adolescente con l'iPod a manetta nelle orecchie, sicuri che le proprie convinzioni diventeranno realtà, basta crederci forte forte, e quel che succede succede.<br/>Se poi vi fate male, o create un incidente diplomatico, non venite a romperci i coglioni. Visto che non conoscete il posto in cui siete andati a passare le vacanze, e che la cosa potrebbe non riguardare solo voi, potevate anche fidarvi. ([[Marco Malvaldi]])
*Comprendere bene il significato di un lavoro scientifico richiede una notevole esperienza, e non è alla portata di tutti. Per questo i dibattiti scientifici devono avvenire secondo me tra esperti, e non tra esperti e persone che non lo sono. Io stesso mai potrei dibattere con il mio amico Adriano Aguzzi di neuropatologia: gli chiederei di spiegarmi tante cose, ma non sarei in grado di discutere con lui. Non lo vivo come una limitazione: semplicemente per parlare di qualcosa, in campo scientifico e non solo, bisogna avere studiato. La cosa peraltro è accettata in campo sportivo: non sentirete mai una partita di basket commentata da chi non ne conosce le regole o un telecronista di calcio che non sa cosa sia il fuorigioco; qui invece dovrebbe tenersi una discussione sui batteri con chi non sa cosa sia un clone batterico. Non lo ritengo giusto. La mia frase "la scienza non è democratica" significa infatti che i dati scientifici non sono sottoposti a validazione elettorale: se anche il 99% del mondo votasse dicendo che due più due fa cinque, ancora continuerebbe a fare quattro. Poi ognuno è libero di dimostrare che non è vero; ma fino a quando non l'ha dimostrato, due più due fa quattro anche se molti non sono d'accordo. ([[Roberto Burioni]])
*Credo nel futuro della scienza, se almeno qualche cometa o il raffreddamento della corteccia terrestre non verrà a guastare l'opera dei secoli. Credo all'entusiasmo delle anime che irrompendo quandocchesia nella vita sociale anticiperanno di qualche millennio il trionfo della scienza, come il matematico calcolatore è prevenuto nelle sue scoperte dalle audaci ipotesi del poeta! ([[Ippolito Nievo]])
*Dal progresso delle scienze dipende in modo diretto il progresso complessivo del genere umano. Chi frena il primo frena anche il secondo. ([[Johann Gottlieb Fichte]])
*Dannosa, servile, incerta riesce ogni [[arte]], quando non fondasi nella scienza, come edificio in roccia viva. Appartenendo solo alla scienza di mirare nel fondo, per così dire, stabile e invariato delle cose, da lei soltanto può lo spirito acquistare la certezza; e soltanto lo spirito che sia possessore della certezza, è padrone di sé, cioè libero. ([[Vito Fornari]])
*''Dio ha dato agli uomini la scienza | perché potessero gloriarsi delle sue meraviglie.'' (''[[Siracide]]'')
*È comprensibile che gran pane della storiografia della scienza si occupi dei suoi successi, di scoperte fortunate, di brillanti deduzioni o dei grandi, quasi magici balzi in avanti di un [[Isaac Newton|Newton]] o di un [[Albert Einstein|Einstein]]. Io ritengo però che non sia possibile capire veramente i successi della scienza se non si capisce anche quanto essi siano ''sofferti'': quanto sia facile essere fuorviati, quanto sia difficile sapere, in ogni circostanza, qual è la prossima cosa da fare. ([[Steven Weinberg]])
*È nata così la scienza moderna, figlia dello stupore e della curiosità: queste due molle segrete le assicurano sempre progressi incessanti. ([[Louis-Victor Pierre Raymond de Broglie]])
*E usare la "scienza" per denigrare e magari anche per eliminare tutte le alternative significa usare una reputazione meritata per incoraggiare un dogmatismo contrario allo spirito di coloro che se la sono guadagnata. ([[Paul Feyerabend]])
*Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza. ([[Ippocrate]])
*Finché la scienza cerca di rendere più spessa la lastra di ghiaccio su cui, come dire, pattiniamo, tutto va bene. Se cerca di trovare, o pretende di aver trovato, il terreno solido in fondo all'oceano, non va affatto bene. Il nostro compito è quello di rendere più spessa la lastra, estendendo la nostra conoscenza dai livelli superiori a quelli sottostanti, così come il ghiaccio si fa più spesso finché dura il gelo. Non dovremmo mai cercare di far gelare l'oceano dal fondo in su. ([[Samuel Butler]])
*''Guardate! la torreggiante scienza dagli occhi aguzzi, | come da eccelsi picchi domina il mondo moderno, | e promulga una serie di comandi assoluti.'' ([[Walt Whitman]])
*Ha posseduto la scienza, ma non l'ha resa gravida. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*Il massimo trionfo della scienza sembra consistere nella velocità crescente con cui lo stupido può trasferire la sua stupidità da un luogo a un altro. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Il [[mito]], come la scienza, sorge dalla sete di vedere, narrare e pensare il mondo con altri occhi, sotto altra luce. Il mito è sintesi, la scienza è analisi. Il mito genera la visione, l'arte e il racconto. La scienza invece induce alla ricerca, la sperimentazione e la scoperta. Ambedue non si accontentano dei fatti apparenti e della loro sequenza, li oltrepassano. ([[Marcello Veneziani]])
*Il modo scientifico di pensare, di ragionare sulle cose e sui fatti, sta perdendo terreno. Ci sono motivi banali e motivi profondi perché questo avvenga, ma purtroppo i due tipi si mescolano e si accavallano. Per esempio, tra i motivi banali c'è il fatto che lo sviluppo delle tecnologie ha riempito il nostro mondo di agenti invisibili, l'elettrosmog, i gas serra, la radioattività, gli ogm, e via discorrendo. L'invisibilità già mette paura di per sé, figuriamoci se poi qualcuno si mette a pescare nel torbido per usarla per farci "politica": niente come la paura riesce a far proseliti e a creare movimenti di protesta. Tra i motivi profondi c'è un cronico desiderio di irrealtà, irrazionalità, "miracolosità", che spinge molti a coltivare paure di altro tipo (anch'esse sfruttate spesso per realizzare forme di dominio): questa volta le paure sono spontanee e le forme di dominio sono attuate promettendo speranza senza che nulla dimostri il potere di chi la promette. ([[Carlo Bernardini]])
*In fondo la pratica della scienza non è altro che lanciare uno sguardo al di là delle ideologie, e riuscire infine a ridimensionarle. ([[Robert Laughlin]])
*Il corso della [[storia]] e la natura reale degli uomini, sono il vero tribunale che decide circa i motivi di ogni sistema filosofico, e però circa lo stesso sistema. La scienza, come il santo della leggenda, deve cercare il padrone più forte. ([[Friedrich Julius Stahl]])
*In assenza di prove fisiche, la scienza non ammette spiriti, anime, angeli, diavoli o corpi di dharma del Buddha. O visitatori provenienti da altri mondi. ([[Carl Sagan]])
*In un certo senso fare scienza è come andare a caccia dell'assassino, con lo scienziato nei panni dell'investigatore. ([[Margherita Hack]])
*Insomma, la scienza è umiliata dalla politica, che a sua volta è succube del Vaticano. ([[Margherita Hack]])
*L'[[arte]] è idealista: si crea dal nulla un mondo fantastico. La scienza invece è empirista: cerca di ricreare il mondo com'è, copiando la natura. ([[Rita Levi-Montalcini]])
*L'aspetto più triste della vita in questo momento è che la scienza raccoglie conoscenza più velocemente di quanto la società raccolga saggezza. ([[Isaac Asimov]])
*L'[[epistemologia]] chiarisce che la scienza non solo giova alla moralità, attenuando i mali gravissimi che procedono dalla miseria e dall'ignoranza, ma è eziandio essa stessa un esercizio di virtù elette, una speciale purificazione, come la intesero i Greci, dell'animo. Chi vuole accogliere e intuire il vero, deve liberare l'animo dalle suggestioni della vanità, dell'interesse personale, dei pregiudizi di classe e temprarlo alla modestia, alla fermezza, alla moderazione, alla chiarezza delle convinzioni, qualità e attitudini che sono altrettante virtù morali. ([[Roberto Benzoni]])
*L'investigazione razionale, vale a dire scientifica, dell'universo rivela le sue meraviglie come nessuna introspezione o rivelazione potrebbe fare. Noi stessi siamo davvero tali da suscitare timore e meraviglia e altrettanto lo è un'allodola, un ranuncolo e persino un granello di sabbia. Nessun poeta e nessun profeta ha mai contemplato prodigi così profondi come quelli che si rivelano allo scienziato. Pochi possono essere così ottusi da non reagire alla conoscenza ''materiale'' di questo nostro mondo con un senso di timore reverenziale che merita di essere definito religioso. ([[George Gaylord Simpson]])
*L'onnipotenza dell'uomo non trova più posto nella visione scientifica del mondo, giacché egli ammette la propria piccolezza, è rassegnato alla morte ed è sottomesso a tutte le necessità della natura. Tuttavia una parte dell'originaria credenza nella propria onnipotenza sopravvive con la fiducia nella potenza dell'intelletto umano, che impugna le leggi della realtà. ([[Sigmund Freud]])
*L'unità di tutte le scienze è trovata nella geografia. Il significato della geografia è che essa presenta la terra come la sede duratura delle occupazioni dell'uomo. ([[John Dewey]])
*La cosa grandiosa della scienza è che non importa affatto con quanti scienziati sei in disaccordo. Alla fine vince l'idea giusta. La scienza non è democratica, non ha a che vedere col consenso, con la popolarità. ([[Neil Turok]])
*La differenza tra la scienza e le altre discipline confuse è che la scienza richiede il ragionamento, mente le altre discipline richiedono soltanto l'erudizione. ([[Robert Anson Heinlein]])
*La natura, così come oggi siamo in grado di capirla, si comporta in modo tale che risulta fondamentalmente impossibile prevedere esattamente cosa succederà in un dato esperimento. È una cosa orribile. Infatti i filosofi avevano stabilito come uno dei requisiti fondamentali della scienza che nelle stesse condizioni debba verificarsi la stessa cosa. Questo è semplicemente ''falso'': non si tratta di una condizione fondamentale della scienza. Il fatto è che non succede la stessa cosa, e possiamo trovare solo una media dei risultati, con metodi statistici. Ciò nonostante, la scienza non è completamente crollata. Tra l'altro, i filosofi dicono un sacco di cose su cosa sia ''assolutamente necessario'' per la scienza, ed è sempre (per quello che si può vedere) piuttosto ingenuo, e probabilmente sbagliato. ([[Richard Feynman]])
*[La] ''nobile e vera scienza, | ''[...]'' non ha mai dimostrato verso la superstizione | tanta intolleranza quanto quest'ultima | ne ha nutrita verso di lei.'' ([[Frigyes Karinthy]])
*La nostra bella scienza – è inutile dissimularlo – non è riuscita ancora a fondersi intimamente con la nostra [[cultura]] e a diventarne un elemento essenziale. La scienza si studia più o meno largamente in tutte le scuole, ma la nostra cultura rimane ostinatamente filosofico-letteraria. Il fatto è dovuto, tra l'altro, allo stesso progresso scientifico che rende la scienza inaccessibile o quasi ai non iniziati e anche, purtroppo, all'isolamento in cui si compiacciono, in generale, di chiudersi gli scienziati; alla mancanza, nel campo della storia della scienza, di un critico geniale paragonabile al [[Francesco de Sanctis|De Sanctis]] e soprattutto alla scarsissima simpatia che hanno per la scienza i nostri principali filosofi, che sono i veri direttori della nostra cultura. ([[Sebastiano Timpanaro senior]])
*La nostra scienza, tanto grandiosa paragonata alla debolezza dei nostri mezzi, così misera di fronte ai limbi sconfinati dell'ignoto, che cosa conosce dell'assoluta realtà? Nulla. Il mondo c'interessa unicamente per l'idea che ne abbiamo. Scomparsa l'idea, tutto diventa sterile, caos, niente. Un'accozzaglia di dati non è la scienza; è un freddo catalogo. Bisogna farlo sgelare, vivificarlo al focolare dell'anima; bisogna far intervenire l'idea e le luci della ragione; bisogna interpretarlo. ([[Jean-Henri Fabre]])
*La scienza apre le porte della conoscenza agli uomini e li rende liberi. Non è la scienza a spaventare. Ma un esercito di uomini liberi, dotati di senso critico e capacità di ragionamento – forse – può spaventare qualcuno. Non riusciamo a immaginare nulla che non abbia uno scopo, un disegno, una finalità. Anche il caos privo di senso è un'idea che da sola può fare tanta paura. ([[Edoardo Boncinelli]])
*La scienza che si diparte dalla giustizia è da chiamarsi inganno, piuttosto che sapienza. ([[Marco Tullio Cicerone]])
*La scienza ci dice ciò che possiamo sapere, ma ciò che possiamo sapere è poco, e se dimentichiamo quanto ''non'' possiamo sapere diventiamo insensibili a molte cose di grandissima importanza. ([[Bertrand Russell]])
*La scienza, come la poesia, si sa che sta ad un passo dalla follia. ([[Leonardo Sciascia]])
*La scienza conferma le nostre immaginazioni errate. ([[Stanisław Jerzy Lec]])
*La scienza, così esaltata nel mondo sovietico, non ha mai conosciuto una persecuzione così feroce come quella vissuta proprio in quel paese, nel paradiso del comunismo statolatrico e scientista. È assai strano che questa verità storica sia così occultata dalla [[Margherita Hack|Hack]] e da tutti coloro che, come [[Piergiorgio Odifreddi|Odifreddi]], Dawkins, Veronesi, Flamigni ecc., si ergono a paladini della scienza, dimostrando nello stesso tempo grande simpatia per il comunismo e le sue "libertà". ([[Francesco Agnoli]])
*La scienza coabitava fruttuosamente coi saperi magici ed esoterici, con le invenzioni fantastiche e prodigiose, con le affatturazioni «miracolose» e i «prestigi» anche in persone che, abilissime nelle arti meccaniche «dove interviene», precisava [[Tommaso Garzoni|Tomaso Garzoni]], «lima e martello» (orologiai, ingegneri militari, esperti di idraulica, maestri delle arti del fuoco...), avrebbero dovuto essere meno sensibili ai richiami dell'occulto. Il fascino dell'arcano, delle «secrete e maravigliose cose» contagiava tutti. ([[Piero Camporesi]])
*La scienza, dicevo, è fra noi e ci accompagna nel nostro vivere quotidiano. ([[Giorgio Tecce]])
*La scienza è fatta al 99% di cose noiose. (''[[Steins;Gate]]'')
*La scienza e il [[comunismo]] sono inseparabili. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]])
*La scienza è il pensiero nei fatti; il metodo scientifico è la speculazione nell'osservazione: la scienza non è nel {{sic|teloscopio}}, nei lambicchi, nelle ampolle, e nei fatti positivi, come oggi li chiamano, ma nel pensiero che nel fatto sa scoprire una legge, nel contingente sa vedere l'assoluto e l'eterno. ([[Luigi Settembrini]])
*La scienza è l'arte di fare previsioni. Tutto il sapere scientifico nasce da regole trovate a partire da osservazioni sperimentali, da situazioni note e misurate. Se corretta, la regola ci dirà quello che succederà in situazioni analoghe mai sperimentate prima.<br/>A patto che la regola sia corretta. E che l'analogia regga. ([[Marco Malvaldi]])
*La scienza è l'esperienza, e l'esperienza è un manto che si trama a fila di secoli; e più il manto si distende e più la scienza è completa e sicura. ([[Carlo Bini]])
*La scienza è la forza dell'uomo. (''[[Neon Genesis Evangelion]]'')
*La scienza e la [[tecnica]], preziose risorse dell'uomo quando si pongono al suo servizio e ne promuovono lo sviluppo integrale a beneficio di tutti, non possono da sole indicare il senso dell'esistenza e del progresso umano. (''[[Donum vitae]]'')
*La Scienza è poesia, armonia del mondo, iniziazione alla grandezza; ma questa grandezza è riservata a pochi eletti, a quelli che possiedono fede, entusiasmo e perseveranza. ([[Pierre Devaux]])
*La scienza è un'impresa di uomini e la gente potrà accedere ai suoi resoconti dettagliati e valutarne la portata solo se c'è qualcuno che ne può discutere liberamente. ([[Halton Arp]])
*La scienza è un'impresa essenzialmente anarchica: l'anarchismo teorico e umanitario è più aperto a incoraggiare il progresso che non le sue alternative fondate sulla legge e sull'ordine. ([[Paul Feyerabend]])
*La scienza è un metodo di conoscenza, ma non è l'unico. ([[Francisco J. Ayala]])
*La scienza è un sacerdozio, ed ha, come la religione, i suoi martiri e le sue battaglie. ([[Giuseppe Lipparini]])
*La scienza è una ricchezza immateriale che si diffonde senza dissiparsi e di cui possiamo essere prodighi senza timore di impoverirci. ([[Mariano José Pereira da Fonseca]])
*''La scienza ha fallito nel nostro mondo, | la scienza ha fallito con la nostra Madre Terra'' ([[System of a Down]])
*La scienza in quanto tale, insomma, non è in alcun modo garanzia di saggezza e di umanità. ([[Ernesto Galli della Loggia]])
*La scienza infatti è un processo discorsivo, e tale processo implica una molteplicità. Essa dunque si allontana dall'[[Uno (filosofia)|uno]] per cadere nel numero e nella molteplicità. ([[Plotino]])
*La Scienza, la Materia e la Storia sono le tre principali "novità" (anche se non certo le sole) che la modernità non eredita dal patrimonio della filosofia greca, ma che trova costituite nel suo stesso orizzonte temporale, storico e sociale. ([[Costanzo Preve]])
*La scienza modifica sempre le idee (della stessa scienza o della cultura), mentre la [[tecnica]] ha su di esse scarso rilievo e per lo più solo indirettamente attraverso il sovvertimento dei processi di esistenza ordinari. ([[Vittorino Andreoli]])
*La scienza nelle sue stupefacenti conquiste, il pensiero nelle sue vie che sembrano infinite, non hanno fatto che limitare, porre confini e barriere alla ricerca di una realtà che non esiste, giacché tutto è reale e tutto è irreale. ([[Aldo Palazzeschi]])
*La scienza non è esatta, come si dice volgarmente, ma ha un certo grado di incertezza, piccolo o grande che sia, ma l'autorevolezza, l'affidabilità della scienza non si basa sul fatto che abbiamo eliminato l'incertezza ma sul fatto che la scienza, e soprattutto la [[fisica]], è stata in grado di definire, di misurare, quindi anche di gestire proprio l'incertezza dei risultati delle [[scoperte]]. ([[Lucia Votano]])
*La scienza non è mai ferma: essa è come un panorama che si dissolve impercettibilmente e si trasforma sotto i nostri occhi. Non è possibile in un momento qualsiasi coglierla in tutti i suoi particolari senza trovarsi immediatamente superati. ([[Isaac Asimov]])
*La ''scienza'' non è tutta la conoscenza, bensì solamente l'insieme e, al limite, il sistema delle ''costanti'' o ''invarianti'' verificate nelle nostre esperienze. ([[Francesco Orestano]])
*La scienza non è un'illusione. Sarebbe invece un'illusione credere di poter ottenere da altre fonti ciò che essa non è in grado di darci. ([[Sigmund Freud]])
*La scienza non ha fatto progressi che dopo aver eliminato Dio. ([[Pierre-Joseph Proudhon]])
*La scienza non sostenuta dal senno è raddoppiata follia. ([[Baltasar Gracián]])
*La scienza non va abbastanza svelta per noi! ([[Arthur Rimbaud]])
*La scienza si basa sulla [[condivisione]]. (''[[Numb3rs]]'')
*La scienza si ha quando si supera il dato immediato, l'apparenza; si ha con un salto dialettico. ([[Luciano Gruppi]])
*La scienza stessa ha bisogno, spingendosi in ipotesi non verificabili direttamente, di 'atti di fede'. ([[Roberto Giovanni Timossi]])
*La scienza sostituisce i pregiudizi personali con prove verificabili pubblicamente. ([[Richard Dawkins]])
*– La scienza viene sempre usata per la guerra.<br />– No, è come con le armi: la scienza è solo uno strumento. Dipende da chi la controlla. (''[[Metal Gear Rising: Revengeance]]'')
*La [vera] Scienza nasce nell'Immanente, ma porta l'uomo verso il Trascendente. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*La vera scienza, nel senso superiore della parola, ha a che fare unicamente con oggetti ideali; ''non può essere altro che [[Idealismo (filosofia)|idealismo]]''; poiché ha la sua ultima ragione d'essere in bisogni che originano dallo [[spirito]]. La natura suscita in noi problemi che domandano una soluzione. Ma essa non può, da sé, fornire tale soluzione. Solo il fatto che, nella nostra facoltà conoscitiva, sorge di fronte alla natura un mondo superiore, crea pure esigenze superiori. Per un essere che non fosse dotato di tale natura superiore, simili problemi non sorgerebbero neppure. Perciò non possono nemmeno ottenere risposta se non da tale natura superiore. Le questioni scientifiche sono dunque essenzialmente una faccenda che lo spirito deve sbrigare con se stesso. Esse non lo conducono fuori dal suo elemento. ([[Rudolf Steiner]])
*Le scienze deono adoperarsi in grazia di se medesime, né altra grazia o altro giovamento o altro piacere o altra gloria è necessario che si ricerchi. ([[Torquato Tasso]])
*Le scienze nutrono i giovani e sono la consolazione dei vecchi. La scienza ci abbrevia la vita, che è già breve di suo. ([[Michail Afanas'evič Bulgakov]])
*Le scienze sono monumenti dedicati al bene pubblico; ogni cittadino deve loro un tributo proporzionale al proprio talento. ([[Charles Augustin de Coulomb]])
*Lo scopo della scienza non è la credenza, ma l'investigazione. ([[Camille Flammarion]])
*Ma, si dirà, la scienza è fede? Sì. Per avere potenza sul mondo, la scienza ha rinunciato da tempo ad essere "verità", nel senso attribuito a questa parola dalla tradizione filosofica. La scienza è divenuta sapere ipotetico. Sa di non essere sapere assoluto ("verità", appunto) – e in questo senso non è fede ma dubbio –, tuttavia per aver potenza sul mondo deve aver fede nella propria capacità di trasformarlo; ed è all'interno di questa fede che essa elabora, risolve o conferma i propri dubbi. ([[Emanuele Severino]])
*Mentre la scienza progredisce a velocità esponenziale, tanto la scienza di base quanto le sue ricadute pratiche, il divario tra i suoi protagonisti, o almeno i dilettanti coltivati, e la massa di chi non ha la più pallida idea delle sue poste in gioco aumenta più rapidamente rispetto a quello dei redditi. Il divario tra i paesi che si impegnano nella ricerca scientifica e quelli che ne sono alieni, nonché, all'interno di ognuno di essi, tra l'élite scientifica e i più carenti nel campo della conoscenza, aumenta più velocemente di quello delle ricchezze. ([[Marc Augé]])
*Nata con un atto di fede nel creato, la scienza non ha mai tradito suo padre. Essa ha scoperto – nell'immanente – nuove leggi, nuovi fenomeni, inaspettate regolarità, senza però mai scalfire, anche in minima parte, il trascendente. ([[Antonino Zichichi]])
*Nella inferiorità rispetto al fine che le è fatalmente imposto dalla propria essenza, nel mistero sempre diradantesi e sempre impenetrabile di quel fine, è tutta la maestosa bellezza, tutta la infinita poesia della scienza. ([[Giovanni Bordiga]])
*Nella scienza nulla vi è di certo: né le asserzioni generali né le asserzioni di osservazione. ([[Dario Antiseri]])
*Nella scienza si viene giudicati per la propria creatività e per i propri contributi, indipendentemente dall'età, dalle convinzioni religiose, dal sesso o dall'origine etnica. La ricerca scientifica insegna a pensare senza pregiudizi, a confrontarsi sulla base del ragionamento, a rispettare e ad accettare le evidenze della realtà. [...] Sebbene non guarisca le debolezze e le cattiverie umane, la scienza ha una naturale tendenza a sviluppare certi principi nelle menti delle donne e degli uomini che la praticano, portandoli a coltivare determinati valori: è una fortunata coincidenza che questi principi e questi valori siano proprio quelli che rendono una società più tollerante, più onesta e più giusta. ([[Gian Francesco Giudice]])
*Nelle scienze naturali sembra non esservi posto alcuno per opposizioni come giusto/sbagliato, sensato/insensato, bellezza/bruttezza, buono/cattivo, amore/odio, e così via. Il successo della scienza contemporanea sembra aver detronizzato gli dei senza lasciare alcun fondamento su cui possano poggiare valori irreprensibili. ([[Terrence William Deacon]])
*Non è con la fiducia che la scienza fa strada, ma con la curiosità. (''[[Ultimatum alla Terra]]'')
*Non ignoriamo, che la scienza in molte e gravi questioni non è ancor giunta a tradurre in una teorica razionale l'impulso e la voce immediata della [[coscienza]]; ma l'[[ignoranza]] di una causa non c'indurrà mai a disconoscere l'evidenza d'un fatto; e noi abbiamo tanta fede nella rettitudine e nella sapienza della [[natura]], che non esiteremo punto a subordinare le rigide esigenze della dialettica alle nobili inspirazioni dell'[[anima]]. ([[Cristoforo Bonavino]])
*Non immaginavo che la scienza... che la mia stessa ricerca... potessero causare tanta sofferenza. Non che noi scienza-dipendenti siamo dei [[Satanismo|satanisti]] o robe simili, per carità. Ma... Anche con le migliori intenzioni... finiamo per essere usati dagli altri a scopi malefici. (''[[Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots]]'')
*Non si conosce a fondo una scienza finché non se ne conosce la storia. ([[Auguste Comte]])
*Non si può imparare una scienza finché non si sa di che cosa si tratta. ([[Aldous Huxley]])
*Non si tratta di abbandonare la scienza, la quale nel suo tortuoso cammino ha pur mostrato di essere ricerca docile alla verità, e dalla quale proprio oggi ci vengono le meno incerte indicazioni di speranza anche teoretica. Si tratta piuttosto di accompagnarle una ricerca filosofica che, in costante sforzo di attenzione, recuperi le necessarie armonie (con la natura e con gli altri) nelle regioni più proprie dell'umano: fantasia, sentimenti, esperienza storica, intelligenza. Questa collaborazione tra scienza e filosofia è indispensabile. Come l'opera manipolatrice e distruttiva della scienza non sarebbe giunta tanto lontano senza l'avallo e la spinta dell'idea filosofica dell<nowiki>'</nowiki>''homo faber'', così l'attuale riconversione della scienza a un'attività conoscitiva e conservativa non può dare tutti i suoi frutti se la filosofia non riproporrà l'idea perenne dell<nowiki>'</nowiki>''homo sapiens'', che illumina di sapienza anche il suo fare.<br/>Oggi molti scienziati mostrano di aver inteso la lezione di questa sapienza che conosce il limite e la misura. Hanno compreso che, quand'anche si abbia di mira soltanto il fare e il produrre, non è più possibile continuare a provocare la natura. Ma occorre esplorarla riconoscendone la realtà, davvero inesauribile sul piano della conoscenza, e fors'anche sul piano di una utilizzazione sapientemente rispettosa; ma esauribile (e quanto rapidamente!) sul piano della manipolazione <ref>fabbrileProprio del fabbro e, per estensione, di ogni attività manuale. Manipolazione fabbrile è quindi un utilizzo indiscriminato delle ricchezze naturali.</ref> che obbedisce alla misura egocentrica dell'uomo. ([[Sergio Cotta]])
*Obiezione contro la scienza: questo mondo non merita di essere conosciuto. ([[Emil Cioran]])
*Oggidì la scienza è quasi sempre un lusso intellettuale, oppure la serva pagata dall'industria capitalistica o dallo Stato nazionalista; ed essa e i suoi risultati, quando non si adattano al sistema esistente, non solo rimangono ignorati, ma l'organizzazione della ricerca scientifica perde il suo equilibrio per la soverchia importanza attribuita a certi rami della scienza rispetto ad altri in tutto o in parte trascurati. ([[Julian Huxley]])
*Ogni scienza sarebbe superflua se l'essenza delle cose e la loro forma fenomenica direttamente coincidessero. ([[Karl Marx]])
*[[Paul Feyerabend]] ha descritto la scienza come un luogo d'anarchia fondato non sul metodo logico-razionale ma sui protocolli, i mezzi del mestiere. La scienza è, dunque, una disciplina «relativa», in grado di affermare la verità solo in relazione a dati posti convenzionalmente a confronto: una verità-errore. ([[Vittorino Andreoli]])
*Per me la scienza è fatalmente portatrice di valori. Pensando al discorso sul metodo mi viene in mente Galileo e le sue ragioni metodologiche. Non credo che la sua scienza fosse innocua, neutrale, innocente. Per la semplice ragione che le sue ricerche misero in crisi una prospettiva ideologica forte: quella fino ad allora sostenuta dalla Chiesa e dall'autorità scientifica appoggiata dal cardinal [[Roberto Bellarmino|Bellarmino]]. È impossibile separare la scienza dal suo contesto storico sociale concreto. L'immagine dello scienziato chiuso in laboratorio che fa la grande scoperta è un po' comica. A promuovere la scienza sono innanzitutto i gruppi interessati a usarne le ricadute: l'università, l'[[industria]] sempre più immateriale, i grandi centri medici e farmacologici, l'esercito. La portata ideologica della scienza lievita dentro questi interessi. ([[Edoardo Sanguineti]])
*Più la scienza allarga i confini dell'[[universo]], più gli abitanti della Terra sentono il richiamo della [[religione]]. ([[Riccardo Pazzaglia]])
*Poco importa se i metafisici e i letterati si bisticciano; ma non va senza danno del genere umano il discordare e il traviare de' pubblicisti. E già si disse che il fine criterio degli uomini illuminati coglie il certo e il sodo della scienza, ma non la crea e non l'ordina. ([[Terenzio Mamiani]])
*Proprio perché fenomeno essenzialmente collettivo, la scienza ha potuto progredire con continuità nel corso dei quattro secoli che ci separano dalla nascita di Galileo; e – fatto estremamente significativo – i suoi progressi sono stati resi possibili non già dall'accettazione unanime delle teorie di volta in volta elaborate, ma dalle critiche cui tali teorie venivano costantemente sottoposte, dalle obiezioni che sorgevano all'interno di esse in virtù del loro stesso coerente sviluppo. ([[Ludovico Geymonat]])
*Qualcuno vorrà ch'io conti, tra le disposizioni singolarmente creatrici di umanità, la ''conquista scientifica''. Ma questa, con le sue maraviglie, supera l'animalità solamente come ampiezza di svolgimento. La scienza è la capacità di ''esplorare'' il mondo fisico, e riconoscere le regole secondo cui esso si comporta e si regge, e sfruttarle per il benessere quotidiano degli uomini. Ora, così i rudimenti della conoscenza dell'esterno fisico, quanto l'uso di qualche sua legge a proprio vantaggio, son pur noti dalla bestia: le rondini mostrano di possedere nozioni di geografia e di meteorologia{{sic|:}} si videro cani gettare in un fiume un pezzo di legno per valutarne l'intensità di corrente prima di avventurarsi. Penso pure che la scienza, per la sua stessa natura, non può servire alla vera vera conoscenza se non per diffonderla; la sua funzione rispetto a essa è puramente strumentale. Dite «la [[matematica]]»? Ma la matematica solo strumentalmente serve le scienze fisiche{{sic|:}} idealmente essa va forse allineata con la filosofia. ([[Massimo Bontempelli]])
*Quel che dice la scienza, è la natura o l'universo che glielo detta; non può essere un'altra voce, no, non può essere altro; e la cosa non è rassicurante. Noi siamo oggi fin troppo portati a non ascoltar che la scienza, in questioni che escono dal suo dominio. ([[Maurice Maeterlinck]])
*Questa è l'essenza della scienza: fai una domanda impertinente e sei sulla via della risposta pertinente. ([[Jacob Bronowski]])
*Questa è la prima legge della scienza: niente è scontato. (''[[Deep Core 2000]]'')
*Sai, mi illudevo di poter usare la scienza per aiutare l'umanità... Ma [...] usare la scienza per aiutare l'umanità... funziona solamente nei film... (''[[Metal Gear Solid]]'')
*Scienza e [[fede]] non sono in contrasto, sono espressioni delle due componenti di cui siamo fatti: il [[trascendente]] e l'[[immanente]]. ([[Antonino Zichichi]])
*Scienza e [[musica]] sono i due estremi opposti, i due poli dell'idealità intellettuale e artistica del secolo. Mentre quella rappresenta oggi agli occhi de' più il ''sapere'' per eccellenza, questa è certo, per eccellenza, l'''arte'' dei nostri tempi. ([[Giacomo Barzellotti (filosofo)|Giacomo Barzellotti]])
*Se c'è [[amore]] per l'[[uomo]], ci sarà anche amore per la scienza. ([[Ippocrate]])
*Se il [[pensiero]] taglia i legami col basso, perde le radici. Il pensiero funzionale della scienza è per esempio un pensiero privo di radici – gli manca il rapporto col motivo primo – la ''[[religione|religio]]''. (''[[Malattia e destino]]'')
*Se la Chiesa è stata, a volte, contro la scienza, la causa risiede nella cattiva lettura che ha fatto della Bibbia. ([[Jean Guitton]])
*Se mai sorgesse tra la scienza e la moralità una vera opposizione, e la scienza si volgesse in nome del vero a combattere quel principio per il quale solo il vero può esigere da noi un illimitato rispetto, allora dite pure con sicurezza che quella scienza è prossima alla sua rovina. ([[Carlo Cantoni]])
*Secondo [[Charles Robert Richet|Richet]], la scienza che già conosciamo si può paragonare a una sfera, quella futura è rappresentata dallo spazio che circonda la sfera, cioè dall'infinito; sicché più la scienza cresce più aumentano le scoperte da farsi immediatamente, restando però sempre trascurabili in confronto di quelle che restano da fare. ([[Sebastiano Timpanaro senior]])
*Sì, non c'è niente di male nella scienza. Sai, io tra l'[[condizionatore d'aria|aria condizionata]] e il papa, scelgo l'aria condizionata. (''[[Harry a pezzi]]'')
*Si va dicendo che la Scienza ha distrutto la fede nei miracoli e che dal canto suo la Religione ha ceduto sempre a quella, cercando con dei sofismi un accordo del tutto impossibile.<br>Ma la fede cristiana ha invece una potente alleata nella Scienza quando, obliando le proprie manifestazioni materiali, cioè i miracoli, s'inchina riverente soprattutto ai sublimi principi di fratellanza, di carità e di giustizia banditi per primo da Cristo; principi che ne sono i veri miracoli, principi che ne costituiscono la vera divinità. E sarà sempre gloria somma della Scienza di esser giunta alle stesse affermazioni, espresse implicitamente, se non esplicitamente, dal genio di uomini quali Leonardo da Vinci, Galileo, Newton, Volta e tanti altri. ([[Gustavo Uzielli]])
*Sono fra coloro che pensano che la scienza abbia una grande bellezza. Uno studioso nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino messo di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come una fiaba. ([[Marie Curie]])
*Sulla soglia della scienza, come sulla porta dell'[[inferno]], si deve porre questo ammonimento: <br>Qui si convien lasciare ogni sospetto <br> Ogni viltà convien che qui sia morta. ([[Karl Marx]])
*Una delle nostre bandiere è la Scienza senza segreti e senza frontiere. ([[Antonino Zichichi]])
*Uno dei doni più grandi che la scienza ha fatto al mondo è la continua eliminazione del soprannaturale. ([[James Dewey Watson]])
*Vi sono due grandi classi di scienze: quelle che, come la fisica, la chimica, la meccanica, possono avere ricorso all'esperienza, e quelle che, come la meteorologia, l'astronomia, l'economia politica, non possono, o difficilmente possono, avere ricorso all'esperienza, e che si debbono contentare dell'osservazione. ([[Vilfredo Pareto]])
*Vivere è di tutti, viver bene di pochi; viver con scienza e [[conoscenza]] di pochissimi. ([[Paolo Mantegazza]])
*Vivere è imparare. La scienza si evolve in maniera darwiniana: attraverso tentativi ed errori. ([[Dario Antiseri]])
*Voglio sapere molte cose, e dunque ho rispetto per la scienza. Ma non ne sarò mai schiavo, così come in altri tempi non sarei stato schiavo della teologia. ([[Elias Canetti]])
===[[Piero Angela]]===
*La scienza è un po' come lo sport: non può negare certi risultati, a condizione, ovviamente, che siano controllati da giudici indipendenti.
*La scienza ha questo di bello: che unisce le generazioni, perché le regole non cambiano, come le mode, da una generazione all'altra, ed è un percorso di conoscenza lungo il quale tutti possono inoltrarsi, a condizione, naturalmente, che il racconto sia fatto in modo chiaro e comprensibile.
*La scienza non è democratica. Non è come in Parlamento, dove ogni voto conta e ogni voce ha diritto di cittadinanza: la velocità della luce non la si stabilisce a maggioranza, per alzata di mano.
===[[Bertolt Brecht]]===
*Il frutto dell'albero della conoscenza. Ecco, lo azzanna subito. Sarà dannato in eterno, ma non può fare a meno di azzannarlo, sciagurato ghiottone!
*Il misfatto di Galileo può esser considerato il «peccato originale» delle scienze naturali moderne. Della moderna astronomia, che interessava profondamente una classe nuova, la borghesia, perché appoggiava le correnti sociali rivoluzionarie dell'epoca, egli fece una scienza specialistica strettamente limitata, la quale naturalmente proprio grazie alla sua «purezza», ossia alla sua indifferenza per il sistema di produzione, poté svilupparsi relativamente indisturbata. La [[bomba atomica]], come fenomeno tecnico non meno che sociale, è il classico prodotto terminale delle sue conquiste scientifiche e del suo fallimento sociale.
*Non credo che la scienza possa proporsi altro scopo che quello di alleviare la fatica dell'esistenza umana. Se gli uomini di scienza non reagiscono all'intimidazione dei potenti egoisti e si limitano ad accumulare sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, ed ogni nuova macchina non sarà che fonte di nuovi triboli per l'uomo. E quando, coll'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità.
*Una delle principali cause della miseria delle scienze sta, molto spesso, nella loro presunzione di essere ricche. Scopo della scienza non è tanto quello di aprire la porta all'infinito sapere, quanto quello di porre una barriera all'infinita ignoranza. ([[Bertolt Brecht]])
===[[Freeman Dyson]]===
*La scienza è la somma totale di una grande moltitudine di misteri. È un argomento senza fine tra una grande moltitudine di voci. Assomiglia a Wikipedia molto più di quanto non assomigli all'''Enciclopedia Britannica''.
*La scienza non è un corpo dottrinale monolitico ma una cultura che cresce ed evolve costantemente. La scienza attuale è derivata dalla matrice di quella classica del secolo XIX, proprio come la pittura di Pablo Picasso e di Jackson Pollock è derivata dalle matrici dell'arte del secolo XIX. La scienza ha tendenze in competizione proprio come la pittura e la poesia.
*Non esiste una visione scientifica unica come non esiste una visione poetica unica. La scienza è un mosaico di visioni parziali e conflittuali. In tutte queste visioni c'è però un elemento comune: la ribellione contro le restrizioni imposte dalla cultura localmente dominante, occidentale o orientale che sia. La visione della scienza non è specificamente occidentale: non è più occidentale di quanto possa essere araba o indiana o giapponese o cinese.
===[[Albert Einstein]]===
*L'intera scienza non è che un affinamento del pensiero quotidiano.
*La scienza è una cosa meravigliosa quando non serve a guadagnarsi il pane quotidiano. È meglio guadagnarsi da vivere con un lavoro che si ha la certezza di poter fare. Solo quando non bisogna rendere conto delle nostre attività a nessuno, si può provare vero piacere e soddisfazione nella ricerca scientifica.
*La scienza può solo accertare ciò che ''è'', ma non ciò che ''dovrebbe essere'', e fuori dal suo ambito tutti i tipi di giudizi di valore restano necessari.
*La scienza, tuttavia, non può creare fini e ancora meno inculcarli negli esseri umani; la scienza, al massimo, può fornire i mezzi con cui perseguire eventuali fini. Ma i fini in sé sono concepiti da personalità dotate di alti ideali etici.
*Quale varietà di stili nel tempio della scienza! E come diversi sono gli uomini che lo frequentano e diverse le forze morali che ve li hanno condotti! Più di uno si dedica alla scienza con la gioia di rendersi conto delle proprie superiori facoltà intellettuali: per lui la scienza è lo sport preferito che gli permette di vivere una vita intensa e di appagare le sue ambizioni. Ve ne sono anche molti i quali, unicamente allo scopo utilitario, vogliono portare la loro offerta alla effervescenza del cervello. Basterebbe che un angelo divino cacciasse dal tempio gli uomini di queste categorie e l'edificio rimarrebbe vuoto in modo inquietante, se non vi restassero alcuni uomini del presente e del passato: di questo numero fa parte il nostro [[Max Planck|Plank]] ed è questa la ragione per cui lo amiamo.
*Sono due i modi in cui la scienza influenza le faccende umane. Il primo è a tutti familiare: quello diretto. Ma in maniera ancora più estesa, quella indiretta, la scienza fornisce aiuti che hanno trasformato completamente l'esistenza umana. Questo secondo modo è di natura educativa: agisce sulla mente. Benché possa apparire meno ovvio al nostro esame superficiale, non meno incisivo del primo.
*Sta a imperituro credito della scienza l'aver permesso, agendo sulla mente umana, di superare l'insicurezza dell'uomo davanti a se stesso e davanti alla natura.
===[[Silvano Fuso]]===
*Così funziona la scienza: si evolve nel tempo, sulla base dei dati disponibili. Non si può sostenere un'affermazione se non vi sono concrete evidenze per farlo. Se poi col tempo queste evidenze emergono, è perfettamente legittimo e doveroso cambiare posizione.
*La scienza moderna ha fornito gli strumenti cognitivi, culturali e morali indispensabili alla nascita della democrazia.
*L'identificazione della scienza con il potere [...] denota un notevole livello di confusione e approssimazione su cosa sia realmente la scienza. [...] La scienza, per sua natura, è quanto di più lontano possa esistere dal potere e sarebbe opportuno che ci si sforzasse affinché questa consapevolezza diventasse patrimonio di tutti. La scienza moderna nasce proprio storicamente dal rifiuto di ogni principio di autorità e tale rifiuto caratterizza costantemente l'attività scientifica. Qualsiasi affermazione viene valutata per quello che è, indipendentemente da chi l'ha pronunciata. Nella comunità scientifica è normale che anche un giovane ricercatore possa contraddire le affermazioni di un autorevole premio Nobel, purché abbia valide argomentazioni per farlo. Il metodo scientifico consiste innanzi tutto nel prendere atto dei fatti, umilmente e senza alcun pregiudizio ideologico. E anche se i fatti possono contrastare con convinzioni diffuse e radicate o con le nostre idee pregresse, sono queste ultime a dover essere messe in discussione, non i fatti. Se questo atteggiamento venisse applicato in tutti gli ambiti umani, sicuramente le cose migliorerebbero. Naturalmente però anche gli scienziati sono esseri umani e con una certa frequenza possono cadere vittima di errori, barare, esercitare pressioni grazie alla loro posizione accademica, ecc. Però giustamente qualcuno ha detto che "la scienza funziona, nonostante gli scienziati". La comunità scientifica si è infatti dotata di meccanismi auto-correttivi e di controllo che consentono, in tempi più o meno lunghi, di riparare gli errori, di scoprire le eventuali frodi, di correggere devianze, ecc. La scienza nasce proprio dalla necessità di superare l'inevitabile fallibilità dei singoli ricercatori, con l'obiettivo di raggiungere un accordo intersoggettivo.
*Nella scienza non vi è mai niente di definitivo e le sue affermazioni sono inevitabilmente sempre provvisorie. Ma si basano sulla valutazione razionale dei migliori dati disponibili al momento. Sono affermazioni mutevoli, certo, ma di meglio noi umani non sappiamo fare. Le affermazioni ideologiche sono sicuramente meno mutevoli e apparentemente più confortanti. Ma il fatto stesso che non cambino nel tempo dovrebbe destare una salutare preoccupazione: infatti non cambiano semplicemente perché non tengono conto della realtà.
*Qualche scienziato afferma, ''tranchant'', che "la scienza non è democratica". Si tratta però di un'affermazione che va chiarita, altrimenti può fornire armi agli oppositori della scienza e consolidare la loro identificazione tra scienza e potere. La scienza non è democratica nel senso che le sue affermazioni non si decidono a maggioranza ([...] la velocità della luce non si stabilisce per alzata di mano). Tuttavia sotto molti altri aspetti la scienza è una delle attività umane maggiormente democratica. Oltre al rifiuto di ogni principio di autorità, la scienza è caratterizzata infatti dalla libera circolazione delle idee, dalla disponibilità al confronto e all'accettazione delle critiche. Queste caratteristiche sono altrettanto fondamentali per una democrazia degna di questo nome. Ogni forma di autoritarismo, di censura e di arroccamento su idee preconcette sono egualmente deleterie sia per la scienza che per la democrazia. La scienza si basa inoltre sulla condivisione del sapere. Questo non è affatto scontato. Sono esistiti in passato (ed esistono tuttora) sistemi di pensiero esoterici, ovvero riservati a pochi (ne è un esempio la magia in cui i cosiddetti "babbani", per usare un termine tratto da Harry Potter, non possono accedere alla conoscenza). Il sapere scientifico è pubblico e accessibile a chiunque: richiede solamente studio e impegno (come del resto qualsiasi altra cosa).
===[[Umberto Galimberti]]===
*Che la scienza grondi di metafore teologiche non c'è alcun dubbio. [[Bacone]], quando nel 1600 ideò il primo abbozzo del metodo scientifico, scrisse che attraverso la scienza e la tecnica l'uomo avrebbe riguadagnato le virtù preternaturali che Adamo aveva perso col peccato originale. E avrebbe concorso alla redenzione riscattando l'umanità dalla fatica del lavoro e dalla sofferenza del dolore, che erano le due pene che Dio aveva inflitto ad Adamo in occasione della cacciata dal paradiso terrestre. A ciò si aggiunga che la visione [[religione|religiosa]] del tempo, che prevede il passato come colpa, il presente come redenzione e il futuro come salvezza, viene riproposta dalla scienza in quell'analoga prospettiva dove il passato appare come male, la scienza come redenzione, il progresso come [[salvezza]].
*In questo senso è possibile dire che sia la scienza, sia l'[[utopia]], sia la [[rivoluzione]] sono animate da una visione del tempo e della storia profondamente [[religione|religiosa]], dove alla fine si realizza ciò che all'inizio era stato annunciato.
*Oggi la ragione ha trovato la sua più alta espressione nella scienza che non confligge con la fede, solo se la fede rinuncia a proporsi come verità. La scienza infatti non ha rapporti con la [[verità]], perché ciò che essa produce sono solo proposizioni "esatte", cioè "ottenute da (ex actu)" premesse che sono state anticipate in via ipotetica. Che poi l'ipotesi sia confermata dall'esperimento dice solo che noi conosciamo la validità operativa di quell'ipotesi, non la natura della cosa indagata con quell'ipotesi, perché, interrogata, la cosa non ha mostrato il suo volto, ma ha semplicemente risposto all'ipotesi anticipata.
===''[[Nadia - Il mistero della pietra azzurra]]''===
*Fintanto che al mondo ci saranno esseri umani buoni e cattivi, anche la scienza sarà buona e cattiva, perché dopotutto sono gli uomini ad applicarla. Così quando un uomo può attingere ad una forza immensa quasi sempre ne abusa causando rovina.
*Jean, la scienza è una cosa meravigliosa: rende possibile, l'impossibile però deve assumersi la responsabilità dei crimini commessi da quelli che hanno assaggiato i frutti del sapere.
*Il seme di tutte le scoperte sta nell'intuizione dell'essere umano e nel bisogno di metterla in pratica. È su questo che si fonda la scienza.
===[[Karl Popper]]===
*La scienza è ricerca della [[verità]]. Ma la verità non è verità ''certa''.
*Tutta la [[conoscenza]] prescientifica, sia essa animale o umana, è dogmatica; e con la scoperta del metodo non dogmatico, cioè del metodo critico, comincia la scienza.
*Una [[teoria]] che non può venire confutata da nessun evento concepibile non è scientifica. L'inconfutabilità di una teoria non è (come spesso si ritiene) una virtù, bensì un vizio.
===[[Lewis Wolpert]]===
*Cucinare è un esempio tipico, perché in effetti facciamo degli esperimenti; tuttavia questa non è scienza perché non è necessaria alcuna teoria: per ottenere il giusto «sapore» si procede semplicemente per prove ed errori. Fare scienza, invece, richiede di prendere le distanze dalla propria esperienza personale e cercare di capire fenomeni che non influiscono direttamente sulla propria vita quotidiana, sui propri costrutti personali. Nella vita di ogni giorno non ci serve alcun costrutto sul perché i corpi cadano o perché i bambini somiglino o no ai genitori; ci basta sapere che è così. Il senso comune non fornisce altro che un po' della materia prima necessaria al pensiero scientifico.
*Le pubblicazioni scientifiche hanno vita breve e dopo qualche anno neppure quelle veramente importanti vengono più citate. Gli scienziati non possono lavorare in isolamento, perché l'impresa scientifica è essenzialmente accumulativa. Paragoniamo tutto questo alle arti: per pittori, romanzieri e poeti l'elemento fondamentale è l'originalità della creazione. L'artista non partecipa a un'impresa comune; il suo lavoro non è assimilato ad un corpo più ampio e la sua essenza è l'individualità. Per contro, per lo scienziato lo scopo è che gli altri accettino le sue idee, è ottenere il consenso.
*Vorrei insegnare al mondo che la scienza è il miglior modo di capire il mondo, e che per ogni sequenza di osservazioni c'è una sola spiegazione. Inoltre la scienza è oggettiva, e spiega il mondo così come è. Le questioni etiche sorgono solo quando la scienza è applicata alla tecnologia – dalla medicina all'industria.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi di scienza è amatore, a lungo andare avrà onore.
*È la miglior scienza quella che fa gli uomini buoni.
*Fra sepolto tesoro e occulta scienza non c'è gran differenza.
*La scienza ben vale il denaro che si spende per acquistarla.
*La scienza è follia, se il senno non la governa.
*La scienza è nulla rispetto alla virtù.
*La scienza è un buon bastone nel pellegrinaggio della vita.
*La scienza è un tesoro che accompagna chi la possiede in ogni dove.
*La scienza è una fonte di cui nessuno esplora le origini.
*La scienza ha una seconda vista ed ha occhi brillanti.
*La scienza nei ricchi è una perla nell'oro.
*La scienza per alcuni è uno scettro, per altri un berretto a sonagli.
*La scienza val più della ricchezza: gli averi se ne vanno, la scienza rimane.
*La scienza viene dallo studio.
*Le scienze sono l'argento della gente comune, l'oro della nobiltà e la gemma dei principi.
*Nella scienza non vi sono né vecchi né giovani: chi più sa ha precedenza.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Antiscienza]]
*[[Metodo scientifico]]
*[[Pseudoscienza]]
*[[Ricerca scientifica]]
*[[Scienza e religione]]
*[[Scienziato]]
*[[Teoria scientifica]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sulla|wikt|s=Progetto:Testi scientifici|s_preposizione=che trattano di|n=Categoria:Scienza e tecnologia|b=Ripiano:Scienza|b_preposizione=di}}
[[Categoria:Discipline]]
[[Categoria:Scienza| ]]
[[Categoria:Scienze matematiche, fisiche e naturali]]
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Giovanni Giolitti
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[[Immagine:Giolitti2.jpg|thumb|right|Giovanni Giolitti]]
'''Giovanni Giolitti''' (1842 – 1928), politico italiano.
==Citazioni di Giovanni Giolitti==
*[[Karl Marx|Carlo Marx]] è stato mandato in soffitta. (da un discorso alla Camera dei Deputati, 8 aprile 1911; da ''Discorsi parlamentari di Giovanni Giolitti'', vol. III, Tipografia della Camera dei Deputati, Roma, 1953-1956; citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 202)
*{{NDR|Scrivendo da Nizza a [[Luigi Ambrosini]] il 1º gennaio 1923, dopo la formazione del governo [[Benito Mussolini|Mussolini]]}} Certo le cose politiche e specialmente le parlamentari non potevano continuare senza portare il Paese alla rovina. La maledetta legge elettorale (fondata sulla proporzionale anziché sul collegio uninominale) aveva frazionato la Camera in modo da rendere impossibile un governo omogeneo, forte, capace di avere e di attuare un programma. Le cose erano giunte ad un punto che un pretuncolo intrigante {{NDR|don [[Luigi Sturzo]]}}, senza alcuna qualità superiore, dominava tutta la politica italiana e ciò unicamente per raggiungere miseri fini elettorali. Riuscirà il nuovo ordine di cose? Io lo spero, intanto è certo che ha tratto il Paese dal fosso in cui finiva per imputridire. Caro Ambrosini, non riesco a essere pessimista. (citato in [[Nino Valeri]], ''Giovanni Giolitti'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, p. 377)
*{{NDR|Nel suo ultimo discorso alla Camera il 16 marzo 1928}} Con la presentazione del disegno di legge ora in discussione il governo ha riconosciuto che un grande paese civile come l'Italia deve avere, fra gli organi costituzionali dello Stato, una rappresentanza nazionale. Però il metodo proposto per la formazione della nuova Camera, non può costituire una rappresentanza. Affinché un'assemblea possa essere la rappresentazione della nazione occorre che i suoi componenti siano scelti, con piena libertà, dagli elettori, nei collegi elettorali, come del resto prescrive l'articolo 39 dello Statuto. Ogni facoltà di scelta invece qui è esclusa dal fatto che, per legge, una sola lista può essere proposta agli elettori. Questa legge la quale, affidando la scelta dei deputati al Gran Consiglio fascista, esclude dalla Camera qualsiasi opposizione di carattere politico, segna il decisivo distacco del regime fascista dal regime retto dallo Statuto. Per queste ragioni a me e ad alcuni colleghi non è possibile dare voto favorevole al disegno di legge. (citato in [[Nino Valeri]], ''Giovanni Giolitti'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, pp. 386-387)
*{{NDR|Parlando di [[Antonio Salandra|Salandra]]}} Egli afferma che io esprimevo avviso contrario all'entrata in guerra per sfiducia del valore dell'esercito. Ciò è falso. Il valore del nostro esercito fu sempre fuori di discussione... Non uscì mai dalla mia bocca il turpe linguaggio che Salandra mi attribuisce. Non io potevo dimenticare il valore dimostrato dai nostri soldati in Libia ed in tutte le guerre. (citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 666-667)
*Il [[Governo]] ha due doveri, quello di mantenere l'ordine pubblico a qualunque costo ed in qualunque occasione, e quello di garantire nel modo il più assoluto la libertà di [[lavoro]]. (30 aprile 1901; da ''Discorsi parlamentari di Giovanni Giolitti'', vol. II)
*Il paese, dice l'onorevole [[Sidney Sonnino|Sonnino]], è ammalato politicamente e moralmente, ed è vero: ma la causa più grave di tale malattia è il fatto che le classi dirigenti spesero enormi somme a beneficio proprio quasi esclusivo e vi fecero fronte con imposte, il peso delle quali cade in gran parte sulle classi più povere; noi abbiamo un gran numero di imposte sulla miseria: il sale, il lotto, la tassa sul grano, sul petrolio, il dazio di consumo, ecc.; non ne abbiamo una sola che colpisca esclusivamente la ricchezza vera; perfino le tasse sugli affari e le tasse giudiziarie sono progressive a rovescio; quando nel 1893, per stringenti necessità finanziarie, io dovetti chiedere alle classi più ricche un lieve sacrificio, sorse da una parte delle medesime una ribellione assai più efficace contro il governo che quella dei poveri contadini siciliani; e l'onorevole Sonnino, andato al governo dopo di me, dovette provvedere alle finanze rialzando ancora il prezzo del sale e il dazio sui cereali. Io deploro quanto altri mai la lotta di classe; ma, siamo giusti, chi l'ha iniziata?<ref>Citato in Denis Mack Smith, ''Storia d'Italia dal 1861 al 1997'', volume I (''Modern Italy. A Political History'', 1997), Laterza, Bari, 1997, pp. 237-238.</ref>
*{{NDR|Riferendosi alla [[secessione dell'Aventino]]}} L'onorevole [[Benito Mussolini|Mussolini]] ha tutte le fortune politiche: a me l'opposizione ha sempre dato fastidi e travagli, con lui se ne va dal Parlamento e gli lascia libero il campo.<ref>Citato in Arrigo Petacco, ''L'uomo della provvidenza. {{small|Mussolini, ascesa e caduta di un mito}}'', Mondadori, Milano, [https://books.google.it/books?id=4omDr5MY3fkC&pg=PT85#v=onepage&q&f=false p. 85]. ISBN 9788852012921. Citato anche in Alessandro Marzo Magno, ''[http://www.linkiesta.it/it/article/2011/10/13/vi-piace-laventino-rilancio-il-fascismo/6172/ Vi piace l’Aventino? Rilanciò il Fascismo]'', ''Linkiesta'', 13 ottobre 2011.</ref>
*La ragione principale per cui si osteggiano le Camere del Lavoro è questa: che l'opera loro tende a far crescere i salari. Il tenere i salari bassi comprendo che sia un interesse degli industriali, ma che interesse ha lo Stato? Il governo quando interviene per tener bassi i salari commette un'ingiustizia, un errore economico e un errore politico. Commette un'ingiustizia perché manca al suo dovere di assoluta imparzialità tra i cittadini, prendendo parte alla lotta contro una classe. Commette un errore economico perché turba il funzionamento economico della legge della domanda e dell'offerta, la quale è la sola legittima regolatrice della misura salari come del prezzo di qualsiasi altra merce. Il Governo commette infine un errore politico perché rende nemiche dello stato quelle classi le quali costituiscono in realtà la maggioranza del Paese. Il moto ascendente delle classi popolari si accelera ogni giorno di più ed è un moto invincibile perché comune a tutti i paesi civili e perché poggiato sul principio dell'uguaglianza fra gli uomini. (da ''Discorso alla Camera dei Deputati'', 4 dicembre 1901)
*La [[retorica]] è un [[veleno]] micidiale. (citato in [[Alfredo Frassati]], ''Giolitti'', Parenti, 1959)
*{{NDR|A [[Camillo Corradini]] in una lettera scritta il 30 aprile 1927}} La vita politica è una gran brutta cosa. Io vi entrai senza volerlo{{sic|:}} ma dovessi nascere un'altra volta mi farei frate{{sic|:}} e sono molto contento che nessuno dei miei figli, né dei miei nipoti sia entrato o accenni menomamente al proposito di entrarvi. (citato in [[Nino Valeri]], ''Giovanni Giolitti'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, p. 384)
*Nessuno si può illudere di potere impedire che le classi popolari conquistino la loro parte di influenza economica e di influenza politica. Gli amici delle istituzioni hanno un dovere soprattutto, quello di persuadere queste classi, e di persuaderle con i fatti, che dalle istituzioni attuali esse possono sperare assai più che dai sogni dell'avvenire. (da un discorso alla Camera dei Deputati, 1901; da ''Discorsi parlamentari di Giovanni Giolitti'', vol. II)
*[[Perdono|Perdonare]] sempre, ma dimenticare mai. (citato in [[Pitigrilli]], ''La donna di 30, 40, 50, 60 anni'', Sonzogno, Milano 1967)
*Potrebbe essere, e non apparirebbe improbabile, che nelle attuali condizioni dell'Europa, parecchio possa ottenersi senza una guerra; ma su di ciò chi non è al governo non ha elementi per un giudizio completo. (24 gennaio 1915, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/661#c1840|629]])
*Quando si va in [[Cucina (architettura)|cucina]], bisogna pur [[cucina]]re con gli ingredienti che si trovano. (citato in Alfredo Frassati, ''Giolitti'')
*{{NDR|Confidandosi col socialista [[Leonida Bissolati]] il 29 ottobre 1903}} Se voi sapeste il numero sterminato di accuse che contro tutto e tutti riceve un povero diavolo incaricato di fare un ministero! Quanti sfoghi di rancori, di invidie, di ambizioni deluse! Verrà anche il giorno in cui il partito socialista dovrà sobbarcarsi di questo antipatico mestiere, e vedrete allora (se il mondo non sarà mutato) quale arrabbiato mestiere sia il mettere insieme le persone! (citato in [[Nino Valeri]], ''Giovanni Giolitti'', Unione Tipografico-Editrice Torinese, Torino, 1971, p. 385)
*Un sarto quando taglia un abito per un [[gobbo]], deve far la gobba anche all'abito.<ref>In risposta a chi lo criticava per i metodi troppo "disinvolti" nel procurar voti ai candidati governativi.</ref><ref>Citato in Paolo Granzotto, ''Indro Montanelli'', Il Mulino, Bologna, 2004, p. 13. ISBN 88-15-09727-9 </ref>
===Attribuite===
*Le [[legge|leggi]] si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici.<ref>Citato in ''Storia e critica'', edizioni 69-72, Deutsches Historisches Institut in Rom, 1996, [https://books.google.it/books?id=LwgiAQAAIAAJ&q=giolitti+%22le+leggi+si+applicano%22&dq=giolitti+%22le+leggi+si+applicano%22&hl=it&sa=X&ei=-yRzVeWkEuW17gaazoPAAw&ved=0CC0Q6AEwAzgK p. 36].</ref>
==''Memorie della mia vita''==
*Primo dovere del governo è e sarà sempre di mantenere l'[[ordine]] a qualunque costo; [...]. (vol. 1, p. 158)
*Agli uomini politici che passano dalla critica all'azione, assumendo le responsabilità del governo, si muove spesso l'accusa di mutare le loro idee; ma in verità ciò che accade, non è che essi le mutino, ma le limitano adattandole alla realtà e alle possibilità dell'azione nelle condizioni in cui si deve svolgere necessariamente. (vol. 1, pp. 190-191)
*[...] la mia [[esperienza]] è che nelle masse il [[buon senso]] domina più che generalmente non si creda. (vol. 1, p. 192)
*La [[libertà]], se è indispensabile al progresso di un [[popolo]] civile, non è fine a se stessa; [...]. (vol. 1, p. 194)
*Le mie previsioni ottimiste infatti si avverarono totalmente, perché lo [[Sciopero generale del 1904|sciopero {{NDR|generale del 1904}}]] non poté durare che pochissimi giorni. Esso si esaurì per stanchezza, e i primi a stancarsene furono gli scioperanti stessi, i quali, rendendosi a poco a poco conto della mancanza di vere ragioni che giustificassero e i loro sacrifizi e il turbamento recato alla vita generale del paese, cominciarono un po' da per tutto a ritornare al lavoro. Le classi borghesi, che da principio si erano assai spaventate, come avviene pur troppo frequentemente per qualunque minaccia, quando ebbero visto finalmente in faccia questo spauracchio dello sciopero generale, di cui si era parlato con tanto allarme prima di conoscerne i reali effetti, ed ebbero constatato che non produceva i guai temuti, si rinfrancarono. Gli stessi elementi rivoluzionari finirono per comprendere che questo strumento, che poteva parere così terribile sino a quando si limitavano a parlarne ed a minacciarne l'uso, alla prova dei fatti si era rivelato presso a che innocuo, e tale da mettere forse in maggiori imbarazzi chi lo usava che quelli contro i quali era diretto. (vol. 1, pp. 211-212)
*L'on. [[Antonino Paternò Castello, marchese di San Giuliano|San Giuliano]], di cui ricordo sempre la fidata amicizia e il grande disinteresse patriottico, era un uomo di ingegno pronto, sottile, ed equilibrato ad un tempo; [...]. Egli aveva la capacità piuttosto rara, di considerare le questioni in tutte le loro {{sic|faccie}} prima di prendere una risoluzione: come pure di fare giusta ragione alle critiche che si potevano opporre alle sue vedute, assimilando le opinioni degli altri. (vol. 2, pp. 331-332)
*Ricordo che {{NDR|il 12 maggio 1915}} in un comizio tenuto al teatro Costanzi<ref>Attuale Teatro dell'Opera di Roma.</ref>, vicino a casa mia<ref name="dimora_Giolitti">Dal 1891 al 1928, durante i suoi soggiorni romani, Giolitti dimorava in un edificio di via Cavour 72, nei pressi del rione Esquilino, a poche centinaia di metri dal teatro Costanzi.</ref>, il D'Annunzio incitò il pubblico ad ammazzarmi; e difatti la folla, uscendo dal teatro, si diresse tumultuosamente verso casa mia. Gli agenti di polizia la lasciarono passare, ma uno squadrone di cavalleria ed un plotone di carabinieri l'arrestò e non permise che arrivasse fino a me. La sera dopo, quando non c'era più alcuna minaccia, si fece intorno a casa mia uno spiegamento enorme di forze, bloccando tutte le strade che conducevano a Piazza Esquilino. (vol. 2, p. 543)
==Citazioni su Giovanni Giolitti==
*È stata fatta una politica di incubazione del [[fascismo]]. Il signor [[Winston Churchill|Churchill]], il signor [[Édouard Daladier|Daladier]], hanno fatto con [[Adolf Hitler|Hitler]] esattamente quello che ha fatto in Italia Giolitti con [[Benito Mussolini|Mussolini]]. ([[Emilio Lussu]])
*Egli ha un fondo di invincibile antipatia e diffidenza delle cose francesi, che lo trae ad esagerare tutto ciò che appaia loro sfavorevole nella situazione. Così mi osserva che l'esercito francese con l'aiuto dei belgi, degli inglesi e dei coloniali non è riuscito a cacciare metà dell'esercito tedesco. Alla mia obbiezione che non metà, ma la gran parte dell'esercito tedesco era stata rovesciata in Francia, passa ad altro argomento, fornitogli da [[Enrico Ferri]]. I francesi sono degli alcoolisti; bevono un milione e centomila ettolitri di alcool all'anno contro trecentomila che consumano gli italiani. L'alcoolismo rende proclivi alla polmonite, e i francesi non reggeranno l'inverno nelle trincee come i loro avversari, di fibra assai più robusta e sana. ([[Olindo Malagodi]])
*Giolitti amministrò il flusso delle rimesse migratore con un criterio tuttora sub judice: per [[Gaetano Salvemini]], veemente accusatore del "ministro della malavita", ingrassò cinicamente il Nord a spese del Mezzogiorno, rendendo cronica e insolubile la "[[questione meridionale]]". ([[Paolo Pavolini]])
*Giolitti credeva di poter allevare [[Benito Mussolini|Mussolini]]: lo riscaldò, lo accarezzò, lo portò persino con sé trionfalmente alle elezioni politiche, sicuro di servirsene per domare il partito socialista; ma l'uccello ha dimostrato quello che era, e noi sappiamo che cosa è successo. ([[Emilio Lussu]])
*Giolitti è un piemontese riservato e taciturno, che non ama la retorica corrente, i suoi discorsi sono raramente brillanti, redatti in stile burocratico o notarile, ma hanno almeno il pregio della chiarezza. ([[Romano Bracalini]])
*Incolore, amorfo, banale, era passato attraverso la vita levandosi solo di tanto in tanto verso l'alto come fa il passero. Impiegato civile fino all'età di quarant'anni, poi funzionario amministrativo e quindi parlamentare, non amava né la retorica di [[Francesco Crispi|Crispi]] né la magniloquenza di [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]; gli piacevano l'aritmetica e la contabilità, il che lo rendeva particolarmente sensibile alle sottili sfumature della cupidigia umana e alle debolezze degli altri nella misura in cui esse gli potevano essere addebitate oppure accreditate. ([[Robert Katz]])
*Merita schiaffi, pugni e fucilate nella schiena l'italiano che manifesta in sé la più piccola traccia del vecchio pessimismo imbecille, denigratore e straccione che ha caratterizzata la vecchia Italia ormai sepolta, la vecchia Italia di mediocristi antimilitari (tipo Giolitti). (''[[Manifesti futuristi]]'')
*Quando, il 10 maggio 1892, l'on. Giolitti divenne per la prima volta presidente del Consiglio, il tempo, gli parve maturo a un suo esperimento: fare nella vita pubblica una parte più larga agli uomini del ceto industrioso. Per lui, gli antichi uomini politici sino al Rudinì, al quale succedeva, avevano commesso l'errore di non riconoscere accanto alla monarchia altro potere se non i «partiti».<br>Giolitti pensava invece che i «partiti» fossero spuma e schiuma e che la realtà vera d'Italia fossero, oltre la forza rappresentata dalla monarchia, le classi del commercio e dell'industria. ([[Arturo Labriola]])
*Se ci fu una personalità politica totalmente estranea all'idea della romanità, nella sua accezione trionfalistica, si trattò certamente di Giovanni Giolitti: anche come uomo, pur dopo aver vissuto per lunghi decenni nella capitale, egli rimase sostanzialmente un ospite di passaggio in Roma. Vissuto in un edificio e in un quartiere<ref name="dimora_Giolitti"/> che ripeteva i modi edilizi ed urbanistici della lontana Torino, il Giolitti fu espressione fedele di quel ceto impiegatizio che ha sempre considerato e continua a considerare Roma la città dove è comandato, non la propria vera città. ([[Armando Ravaglioli]]
*Soprattutto accentuò la sua sfiducia nell'Esercito che probabilmente, a suo dire, non si sarebbe battuto o non avrebbe resistito ad una lunga guerra. In Libia, egli diceva, si era vinto soltanto quando eravamo dieci contro uno. ([[Antonio Salandra]])
*Trovo Giolitti, contro il quale sono state organizzate, d'accordo col ministero degli interni e la polizia, manifestazioni tanto alla sua partenza da Torino che al suo arrivo a Roma, assai eccitato.<br>Ha perduta la sua bella freddezza abituale. Per prima cosa mi dice: – La gente che è al governo meriterebbe di essere fucilata. Vogliono portare l'Italia alla guerra, per gli altri, senza bisogno; quando sono già state fatte concessioni adeguate. E una idea fissa di [[Sidney Sonnino|Sonnino]], di fare la guerra per salvare la Monarchia, che non è affatto in pericolo. ([[Olindo Malagodi]])
*Uomo di molta accortezza e di grande sapienza parlamentare [...] di profonda perizia amministrativa, di concetti semplici o, meglio, ridotti nella sua mente e nella sua parola alla loro semplice e sostanziosa espressione la quale vinceva le opposizioni con l'evidenza del buon senso. ([[Benedetto Croce]], da ''Storia d'Italia dal 1871 al 1915'', Napoli 1927)
*Uomo astuto, ma poco sincero. ([[Vittorio Emanuele III]], da ''Parla Vittorio Emanuele III'', Bologna 1993, p. 3)
*Se il fascismo, oggi all'apogeo della sua gloria, con le armi tolte al nemico sbaragliato, elevasse un monumento di proporzioni mai viste, una specie di Colosso di Rodi, allo statista piemontese, farebbe atto di commendevole gratitudine. ([[Emilio Lussu]])
===[[Emilio Gentile]]===
*Alla fine della sua lunga egemonia nella vita politica ed amministrativa, Giolitti non era riuscito a risolvere i principali problemi da lui stesso indicati come fondamentali per lo sviluppo del paese e della democrazia: la conquista del consenso delle classi popolari e la conversione dei cattolici e dei socialisti allo Stato liberale per il consolidamento delle istituzioni.
*Giolitti aveva cercato di conservare lo Stato risorgimentale con l'apertura verso gli «esclusi» – socialisti e cattolici –, ed una politica favorevole all'integrazione delle masse, con la concessione di miglioramenti economici. Alla fine del periodo che da lui prende il nome, lo Stato appariva più screditato, più instabile, con un bilancio in grave passivo e una burocrazia pletorica, irrequieta e inefficiente.
*L'avvento di Giolitti al potere non modificò la sostanza della politica estera iniziata da Visconti Venosta e continuata da Prinetti. Uomo di politica interna, Giolitti ebbe sempre chiaro il disegno di una politica di equilibrio, cercando di mantenere distinte la politica interna e quella estera, con una pacifica ricerca di collaborazione con tutte le potenze europee, senza progetti immediati di alterazione dello status quo e delle tradizionali relazioni ufficiali.
===[[Orazio Raimondo]]===
*Egli non sa vivere fuori del Parlamento, non sa vedere più lontano del parlamentarismo.
*{{NDR|Dopo la caduta del IV governo Giolitti}} Giolitti ora, come sempre, ha voluto la crisi extraparlamentare, non solo, ma ha voluto cadere senza un voto appunto perché il Re non avesse indicazione di sorta per il successore. Più la situazione gli sarebbe apparsa torbida e più egli avrebbe potuto dominarla.
*Giolitti riduce tutta la politica ad un fenomeno eminentemente e soltanto elettorale.
*Giolitti vede chiaro, e vede chiaro appunto perché miope, in un orizzonte limitato da percepire. Non arriva lontano collo sguardo, ma dove arriva vede.
*Quello è un masso erratico. Occorre o scavalcarlo o frantumarlo. Non c'è nessuno che abbia le gambe tanto lunghe da scavalcarlo, e non credo ci sarà mai chi avrà il coraggio di frantumarlo.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Giovanni Giolitti, ''[https://archive.org/details/memoriedellamiav01giol/page/n6 Memorie della mia vita]'', con uno studio di Olindo Malagodi, volume primo, Fratelli Treves Editori, Milano 1922.
*Giovanni Giolitti, ''[https://archive.org/details/memoriedellamiav02giol/page/n6 Memorie della mia vita]'', volume secondo, Fratelli Treves Editori, Milano 1922.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Antifascisti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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Conoscenza
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[[File:Knowledge-Reid-Highsmith.jpeg|thumb|''Conoscenza'' (R. L. Reid, 1896)]]
Citazioni sulla '''conoscenza''' e sul '''sapere'''.
==Citazioni==
*Anche da giovane non riuscivo a condividere l'opinione che, se la conoscenza è pericolosa, la soluzione ideale risiede nell'ignoranza. Mi è sempre parso, invece, che la risposta autentica a questo problema stia nella saggezza. Non è saggio rifiutarsi di affrontare il pericolo, anche se bisogna farlo con la dovuta cautela. Dopotutto, è questo il senso della sfida posta all'uomo fin da quando un gruppo di primati si evolse nella nostra specie. Qualsiasi innovazione tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; si può dire che entrambi siano ancora pericolosi al giorno d'oggi, ma nessun uomo potrebbe dirsi tale senza il fuoco e senza la parola. ([[Isaac Asimov]])
*Certo sono più sapiente io di quest'uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo. ([[Socrate]])
*Che in tutte le cose o minime o, per l'occhio esterno, mutue e imperfettissime ci sia conoscenza, possiamo concluderlo da quanto già detto; giacché, sebbene per difetto di organi o di altre circostanze in alcune cose non vediamo in atto l'intelligenza, e tuttavia in potenza tutto è in tutto, e di conseguenza anche l'intelligenza, la quale concorre con l'anima del mondo e accompagna la divinità stessa che dappertutto è tutta, nella misura dell'effetto che desideriamo osservare nella materia o che provenga dalla materia, concludiamo che una certa partecipazione d'intelligenza, secondo una certa potenza, è in tutte le cose, ma è in atto in alcuni esseri i quali più s'avvicinano a nostra somiglianza, o stanno in somiglianza con noi, o noi a somiglianza con loro, come gli eroi e gli dèi. ([[Giordano Bruno]])
*Chi geme sotto un'oppressione alimenta con sudore e sangue la pianta della conoscenza; per il potente la conoscenza è oggetto di disprezzo o di curiosità o di ornamento, solo la vittima ne ha fame e bisogno. ([[Elémire Zolla]])
*Chi poco sa, vada sempre per la strada maestra. ([[Baltasar Gracián]])
*Ciò che possiamo definire, immaginiamo di conoscerlo! ([[Nisargadatta Maharaj]])
*Come può essere conosciuto Colui dal quale tutto questo è fatto conoscere? (''[[Bṛhadāraṇyaka Upaniṣad]]'')
*Conoscenza e [[azione]] sono sempre indispensabili l'una all'altra, come gli occhi e le gambe: senza gambe, gli occhi non possono camminare; senza occhi, le gambe non possono vedere. ([[Zhu Xi]])
*Conoscere è il primo passo verso una soluzione. ([[Vittorio Arrigoni]])
*''Considerate la vostra semenza: | fatti non foste a viver come bruti, | ma per seguir virtute e canoscenza.'' ([[Dante Alighieri]], ''[[Divina Commedia]]'')
*Decisivo non è tanto lo sviluppo lineare di conoscenza in conoscenza, quanto piuttosto il salto che esiste in ogni singola conoscenza. È questo il marchio di autenticità, per quanto poco appariscente, che la contraddistingue da qualsiasi merce in serie riprodotta secondo dei modelli. ([[Walter Benjamin]])
*Da qui l'''impasse'': se il sapere è potere, l'istanza che deve produrre emancipazione, cioè il sapere, è al tempo stesso l'istanza che produce subordinazione e dominio. Ed è per questo che, con un ennesimo salto mortale, l'emancipazione radicale si può avere solo nel non-sapere, nel ritorno al mito e alla favole. L'emancipazione, così, gira a vuoto. Per amore della verità e della realtà, si rinuncia alla verità e alla realtà, ecco il senso della "crisi dei grandi racconti" di legittimazione del sapere. ([[Maurizio Ferraris]])
*È meglio essere infelici, ma ''sapere'', piuttosto che vivere felici... in una sciocca incoscienza. ([[Fëdor Dostoevskij]], ''[[L'idiota]]'')
*È molto meglio sapere troppo poco piuttosto che troppo. Chi sa troppo poco viene condannato, ma chi sa troppo odiato, non appena la gente sia obbligata a seguirlo. ([[Samuel Butler]])
*Esistono soltanto due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza. ([[Ippocrate]])
*Gli uomini di perfetta conoscenza non devono turbare le menti delle persone che hanno una conoscenza imperfetta. Ingannato dagli attributi della Natura primordiale, l'ignorante si attacca alle attività generate dai guna [proprie azioni]. (''[[Bhagavadgītā]]'')
*Il dominio dell'uomo consiste solo nella conoscenza: l'uomo tanto può quanto sa. ([[Francesco Bacone]])
*Il [[dubbio]] cresce con la conoscenza. ([[Johann Wolfgang von Goethe]])
*Il non sapere, quando non è restato da te, non è vergogna, ma sì bene, il non volere imparare. ([[Benedetto Varchi]])
*Il nucleo della conoscenza è questo: se la possiedi, applicala; se non la possiedi, confessa la tua ignoranza. ([[Confucio]])
*''Il percorso normale della conoscenza | è come non lo usassimo più. Il percorso del pensiero | che ogni giorno diventa più avaro.'' ([[Giorgio Gaber]])
*Il sapere è la memoria che ha a mente l'essere. Ecco perché [[Mnemosine|Μνημοσύνη]] è la madre delle Muse. Il sapere non è scienza in senso moderno. Il sapere è la salvaguardia pensante della verità dell'essere. ([[Martin Heidegger]])
*Il secondo criterio interno per stabilire la qualità sapienziale delle mie conoscenze consiste nel chiedersi se vi è ''proporzione tra le cose che so e quelle che dovrei sapere''.<br>Proporzione cioè tra ''scita'' e ''scienda'', tra le cose che so professionalmente e le cose che dovrei sapere come uomo. Questo è chiaramente un criterio contro la tabe dello specialismo in cui tizio sa tutto, come direbbe [[Arthur Schopenhauer|Schopenhauer]], sugli intestini dei vermi intestinali, ma non sa nulla, né mai ha avuto l'interesse ad occuparsene, su quello che lo riguarda come uomo, su quei messaggi anzitutto religiosi che gli dicono che ha un [[destino]], che va inesorabilmente verso un certo posto chiamato morte, che ha una [[vita]] sola in cui è imbarcato e che deve giocare. ([[Emanuele Samek Lodovici]])
*Impara tutto. Vedrai che in seguito nulla sarà superfluo. La conoscenza ristretta non è gioiosa. ([[Ugo di San Vittore]])
*Imparate dal mio esempio, se non dalle mie parole, quanto sia pericoloso acquisire la conoscenza e quanto sia più felice l'uomo convinto che il suo paese sia tutto il mondo, di colui che aspira a un potere più grande di quanto la natura non conceda. ([[Victor Frankenstein]], ''[[Frankenstein o il moderno Prometeo]]'')
*Impegnatevi nella ricerca del Sapere, dovreste per questo andare sino in [[Cina]]. ([[Maometto]])
*Indossa il tuo sapere come il tuo orologio in una tasca privata: non estrarlo e non scuoterlo soltanto per far vedere che ne possiedi uno. ([[Philip Stanhope, IV conte di Chesterfield]])
*Io credo infatti che faccia parte del sapere il volersi rendere manifesto e non contentarsi di un'esistenza nascosta. Il sapere muto mi pare pericoloso, perché, ammutolendo sempre più, finisce per diventare un sapere segreto che poi deve vendicarsi della propria segretezza. ([[Elias Canetti]])
*Io dunque ho dovuto sopprimere il sapere per sostituirvi la [[fede]]. ([[Immanuel Kant]])
*Io in questo deserto mi sento ogni giorno con i miei collaboratori. Questa è l'immagine che amo, perché mi dà l'idea dell'ignoto da esplorare. Sapete che cosa succede? Noi studiamo una malattia del cervello, ma per tutta la disciplina della conoscenza vale lo stesso ragionamento. Quando siete in questo deserto, quello che dovete immaginare è di ruotare a 360 gradi su voi stessi e di non vedere nessuno. Quante volte succede? Rita Levi Montalcini era sola nel suo deserto che stava esplorando. Non c'era nessuno. Sapete cosa succede in quel momento? Si trema. Ti viene voglia di scappare, ma noi invece dobbiamo avere il coraggio di restare. ([[Elena Cattaneo]])
*Io non lo vedrò, ma i miei nipoti vivranno in un mondo in cui non si sarà discriminati per i soldi o il colore della pelle, ma per l'accesso al sapere. ([[Carlo De Benedetti]])
*In ogni caso val più il sapere, che l'havere; perche se la fortuna si ribella, la scienza non abbandona mai l'huomo: la robba si consuma, e la scienza cresce, e è in maggiore stima il poco saper del savio, ch'il molto possedere del ricco. ([[Mateo Alemán]])
*L'[[amore]] è un canale di conoscenza diverso da quello della ragione e per questo in esso non si deve 'dimostrare' tutto, 'spiegare' ogni cosa. ([[Gianfranco Ravasi]])
*L'aumento del sapere è solo un agente per progredire, in quanto porta le persone a ragionare sulle questioni sociali, sull'abolizione dei privilegi di classe, sull'eguaglianza delle probabilità in questa lotta per l'esistenza, che si fa sempre più acuta. ([[Edward Clodd]])
*L'uomo che cerca di raggiungere la conoscenza deve vivere di preferenza nella foresta (''vanaprastha''), libero da ogni preoccupazione materiale. Deve trovarsi un maestro qualificato e fare di tutto per piacergli e servirlo. (''[[Śiva Purāṇa]]'')
*La Conoscenza, chiamata dischiudimento della intima luce, è definita come lo schiudersi improvviso nel principio puro, provocato dalla penetrazione nella realtà che è soltanto coscienza: essa è l'essenza del mantra, la sua suprema natura recondita. ([[Bhāskara]])
*La conoscenza è cibo. ([[Vasugupta]])
*La Conoscenza è il rivelarsi della suprema non-dualità. ([[Kṣemarāja]])
*La conoscenza è l'artificio che la vita ha inventato per dimenticare ciò che essa è: una vertigine immane. ([[Mario Andrea Rigoni]])
*La conoscenza è la via non solo per acquisire valore aggiunto sul mercato, è in primo luogo la libera costruzione della personalità di ciascuno di noi. ([[Stefano Rodotà]])
*La conoscenza è potere. La scrittura è fonte di potere nelle società moderne, perché rende possibile trasmettere conoscenza meglio, più rapidamente e più lontano. ([[Jared Diamond]])
*La conoscenza è un bricolage, e le forme della conoscenza non si esauriscono nella scienza, ma si estendono a ogni manifestazione culturale. ([[Enrico Bellone]])
*La conoscenza libera il genere umano dalla superstizione. ([[James Dewey Watson]])
*La conoscenza non può essere considerata come un attrezzo ready made, che si può utilizzare senza esaminarne la natura. ([[Edgar Morin]])
*La conoscenza non è fatta solo di biblioteche piene di carta e inchiostro, è anche fatta dai volumi di conoscenza che sono scritti nel cuore degli uomini, modellati sull'animo umano e incisi nella psiche di tutti noi. ([[Michael Jackson]])
*La conoscenza riluce all'interno e all'esterno, in forme svariate; e non c'è essere di oggetto che esista fuori della conoscenza. Il mondo intero è dunque fatto di conoscenza. Nessuna entità è percepita senza la conoscenza: se ne deduce che la conoscenza costituisce la natura essenziale dell'oggetto. [...] L'unicità di natura del conoscere e del conoscibile è provata dal fatto che di essi si ha esperienza sempre insieme allo stesso tempo. (''[[Kālikākrama]]'')
*La conoscenza rimane sempre come dovere, essa rimane sempre il divino compito dell'uomo. ([[Hermann Broch]])
*La differenza tra le persone sta solo nel loro avere maggiore o minore accesso alla conoscenza. ([[Lev Tolstoj]])
*La diversità de' [[Giudizio|giudizi]] nasce dalla diversità de' saperi, perché quanto ciascuno sa più, tanto giudica meglio. ([[Benedetto Varchi]])
*La fede non sarebbe necessaria, se conoscessimo tutto. Grazie a Dio, non sappiamo tutto; se lo sapessimo la nostra vita ne sarebbe smisuratamente impoverita. È una cosa meravigliosa potersi fidare di qualcuno, e dire con interiore certezza: quest'uomo è onesto, questa donna è fedele. Se lo sapessimo per conoscenza, sarebbe come dire che la pietra è dura e l'acqua è liquida. ([[Louis de Wohl]])
*La mia conclusione è che non soltanto le leggi di [[natura]], ma anche le costanti di natura possono essere dedotte da considerazioni epistemologiche, in modo che possiamo averne una conoscenza a priori. ([[Arthur Eddington]])
*La nostra «sete» di conoscenza non è in fondo se non una forma di emulazione. Noi non vogliamo conoscere quello che ignoriamo, ma quello che altri conosce già. E se la nostra volontà di conoscere davanti al mistero non si arresta, è perché il mistero per «qualcuno» tale non è, non fosse che per Dio. E che questo «qualcuno» sia Dio non placa il nostro spirito di emulazione – il nostro «sportivo» spirito di emulazione: anzi! Togliamoci dalla mente questo «formidabile» rivale, e ogni velleità di emulazione sparirà; guarderemo senza curiosità e senza desiderio il mistero, per meglio dire il mistero vanirà, la nostra vita si sanerà dei suoi struggenti desideri, e una pace senza incrinature scenderà a benedire il mondo. ([[Alberto Savinio]])
*La scienza non sostenuta dal senno è raddoppiata follia. ([[Baltasar Gracián]])
*La storia ha un senso? Quale senso? L'unico senso è la conoscenza. E l'unico ostacolo alla conoscenza è l'arroganza intellettuale degli allucinati di ogni sorta che vogliono imporre le loro convinzioni all'umanità. ([[Marc Augé]])
*La vedi bene la mia faccia? Una volta, tempo fa, questa era una bellissima faccia, ma poi ho acquisito la conoscenza. (''[[Dark Crystal: La resistenza]]'')
*La vera conoscenza non si accumula, la si smaltisce. ([[Aldo Busi]])
*Le cognizioni non sono come le ricchezze, che si dividono e si adunano, e sempre fanno la stessa somma. Dove tutti sanno poco, e' si sa poco; perché la scienza va dietro alla scienza, e non si sparpaglia. ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'')
*Le conoscenze di un individuo hanno valore soltanto se possono permettergli di capire il mondo in cui vive e eventualmente permettergli di modificarlo a suo vantaggio. ([[Piero Angela]])
*Ma color che mi cercano per edificar se stessi, sono prudenti; gli altri che m'osservano per edificare altrui, sono umani; quei che mi cercano absolutamente, sono curiosi; gli altri che m'inquireno per amor della suprema e prima verità, sono sapienti, e per conseguenza felici. ([[Giordano Bruno]])
*Ma la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l'amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Prima lettera ai Corinzi]]'')
*Ma nulla si conosce interamente finché non vi si è ''girato tutt'attorno'' per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Nella Bibbia l'uomo e la donna «si conoscono» quando una vita sigilla l'altra con le parole e i gesti dell'amore. E questa «conoscenza» è il massimo che un essere umano possa dare a un altro essere umano. ([[Sándor Márai]])
*Noi abbiamo lume di conoscenza. Chi si dà molto da fare per acquistarla fa sospettare di volerla invece respingere. ([[Franz Kafka]])
*Noi diciamo di non conoscere, perché da ogni parte la verità ultima ci sfugge: e nondimeno sentiamo che il processo del conoscere non è un tentativo irragionevole e disperato, ma un tendere infinito, che ha la sua ragione nei compiti più gravi della nostra natura. Ogni grado del conoscere non è per sé, ma per elevarci verso un grado più alto: e questa elevazione è possibile solo per una trasformazione di tutto l'essere nostro. Il conoscere non è solo un processo quantitativo di accrescimento, ma una continua trasformazione del soggetto stesso: come la fenice, il conoscere arde, traducendosi in una nuova personalità ed in una nuova vita, da cui continuamente risorge rinnovato ed elevato. ([[Piero Martinetti]])
*Noi sappiamo soltanto in quanto operiamo. ([[Novalis]])
*Non c'è motivo sociale evidente nell'acquisto di puro sapere, non c'è chiaro beneficio sociale nel procurarselo. ([[John Dewey]])
*Non c'è una conoscenza dell'assoluto, ma ci sono bensì conoscenze assolutamente certe. ([[Ernst Cassirer]])
*Non è importante la spiegazione della conoscenza che noi tutti abbiamo, l'importante è il nuovo, la conoscenza rivoluzionaria, quella conoscenza che non coincide con quanto già sappiamo e che quasi ci obbliga a rivederne o a rifiutarne alcuni aspetti. ([[Karl Popper]])
*Non è possibile una vera chiarezza, ma solo una [[chiarezza]] generica, approssimativa, non è possibile una conoscenza effettiva, ma solo approssimativa, tutto è sempre solo approssimativo e può essere sempre solo approssimativo. ([[Thomas Bernhard]])
*Non si può pretendere che uno conosca tutto, ma che, avendo conoscenza di una cosa, abbia conoscenza di tutto. ([[Hugo von Hofmannsthal]])
*Nulla può diventare vera conoscenza se non ci ha tormentato implacabilmente. Tutte le altre acquisizioni hanno carattere matematico o tecnico. Le loro conseguenze ci colgono di sorpresa, perché non ci hanno fatto soffrire. ([[Elias Canetti]])
*Ogni acquisto di conoscenza rende superbi gli sciocchi e modesti gli uomini che intendono come l'ampliarsi del mondo, lo schiudersi di nuovi orizzonti, renda infinitamente più problematica l'esistenza umana. ([[Remo Cantoni]])
*Ogni conoscenza non è altro se non coscienza del proprio corpo nel senso più alto. La frase più celebre di [[Cartesio]] si può intendere così: «Io penso ''così come'' sono». ([[Ernst Jünger]])
*Ogni nuova conoscenza determina scomposizione e reintegrazione. ([[Hugo von Hofmannsthal]])
*Oso dire che quello che dobbiamo ignorare è più importante di quello che dobbiamo sapere. ([[Joseph de Maistre]]
*Per avere di più, è necessario produrre di più. Per produrre di più, è necessario sapere di più. ([[Slogan comunisti|slogan comunista]])
*Più cose vedo, più cose conosco. Più cose conosco, meno cose capisco. (''[[PKNA - Paperinik New Adventures]]'')
*Prima che incontrassi il mio maestro, sapevo molte cose. Ora non so nulla, perché ogni conoscenza appartiene al [[sogno]], e non è valida. (''[[Nisargadatta Maharaj]]'')
*Quando arriva la conoscenza, arriva anche la [[memoria]]. ([[Gustav Meyrink]])
*Quanto viene a porsi come oggetto della nostra conoscenza diventa per ciò stesso parte della nostra vita. ([[Papa Giovanni Paolo II]])
*Quest'idea che si potesse raggiungere la realtà attraverso la conoscenza mi appagò prodigiosamente. In epoche più vicine a noi, i savi dell'India, considerando le infermità umane, hanno ammesso che la salvezza si può raggiungere attraverso l'amore e le opere, ma non hanno mai negato che la via più nobile, anche se la più ardua, sia quella della conoscenza, giacché il suo strumento è la facoltà più preziosa dell'uomo: la sua ragione. ([[William Somerset Maugham]])
*Ricordate, amico mio, che la conoscenza è più solida della memoria, e noi non dobbiamo fidarci di più debole. ([[Abraham Van Helsing]], ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'')
*Sapere e non agire equivale a non sapere. ([[Yukio Mishima]])
*Sapere, Passato e Bellezza rappresentano le tre grandi prospettive che da sempre caratterizzano e per più versi racchiudono l' intera nostra vicenda, le tre prospettive che da secoli sono valse a mantenere questa piccola penisola mediterranea al centro dell'attenzione del mondo, portando il nome italiano oltre ogni confine. ([[Ernesto Galli della Loggia]])
*Se [[comprensione|comprendere]] è impossibile, conoscere è necessario. ([[Primo Levi]])
*Senza amore l'acquisizione della conoscenza non fa che aumentare la confusione e condurci all'autodistruzione. ([[Jiddu Krishnamurti]])
*Senza conoscenza non c'è conoscibile e senza conoscibile non c'è conoscenza, e Tu hai detto che conoscenza e conoscibile sono privi di natura propria. ([[Nāgārjuna]])
*Se sai, nessun potere esterno potrà costringerti. Al contrario se non sai, finirai preda del primo demagogo di turno. ([[Mario Capanna]])
*Se si vuole vedere, o meglio, se nel destino è scritto che si veda a tutti i costi, se si vuole desiderare, se si vuole conoscere (così si capisce quanto poco la conoscenza abbia a che fare con principi puramente razionali), si deve diventare mortali. Gli dei sono indifferenti. Per gli uomini inizia così la differenza.<br/>Finché non conosci, finché non mangi il frutto dall'albero della conoscenza, sarai eterno. Non saprai cosa sono il [[bene e male|bene]] e il male, il desiderio, l'attrazione dei corpi, la [[morte]]. ([[Roberto Peregalli]])
*Si possono conoscere diecimila cose a partire dalla conoscenza profonda di una sola cosa. ([[Miyamoto Musashi]])
*Tutta la conoscenza è illuminata in quanto è penetrata dalla parola. ([[Bhartṛhari]])
*Tutta la conoscenza, originariamente e secondo la sua essenza, è al servizio della volontà. Il punto di partenza della conoscenza non è altro se non volontà oggettiva. ([[Arthur Schopenhauer]], ''[[Il mondo come volontà e rappresentazione]]'')
*Tutta la conoscenza prescientifica, sia essa animale o umana, è dogmatica; e con la scoperta del metodo non dogmatico, cioè del metodo critico, comincia la [[scienza]]. ([[Karl Popper]])
*Tutti desiderano possedere la conoscenza, ma relativamente pochi sono disposti a pagarne il prezzo. ([[Giovenale]])
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il sapere, come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]]. ([[Roberto Benzoni]])
*Un [[professore]] adulto giunge a una acquisizione di [[esperienza|esperienze]] e di conoscenze pari a circa il 33% di quelle che aveva a quattro anni. ([[Eric Berne]])
*Una conoscenza superficiale è più dannosa dell'ignoranza. ([[Miyamoto Musashi]])
*Vi sono due forme di conoscenza, l'una genuina e l'altra oscura; e a quella oscura appartengono tutti quanti questi oggetti: vista, udito, odorato, gusto e tatto. L'altra forma è la genuina, e gli oggetti di questa sono nascosti. ([[Sesto Empirico]])
=== [[Albert Einstein]] ===
*Più l'uomo avanza nella sua evoluzione spirituale, più mi appare certo che il sentiero verso una religiosità genuina non passa per la paura della vita e la paura della morte, o per una fede cieca, ma attraverso gli sforzi compiuti in direzione di una conoscenza razionale.
*Risalta meravigliosamente bene dai lavori mirabili ai quali Keplero ha consacrato la sua vita, che la conoscenza non può derivare dall'esperienza sola, ma che occorre il paragone fra ciò che lo spirito umano ha concepito e ciò che ha osservato.
*Via via che la profondità della nostra conoscenza aumenta, dobbiamo rinunciare a questo vantaggio nella nostra ricerca di semplicità logica e di uniformità nei fondamenti della teoria fisica.
===''[[Imitazione di Cristo]]''===
*Il desiderio di sapere è connaturale all'uomo: ma che vale la scienza senza il timore di Dio? È più perfetto – senza discussione – un contadino umile che non uno studioso superbo che trascura sé per scrutare il moto degli astri. [...] Quand'anche io conoscessi tutto lo scibile del creato, ma non fossi in stato di grazia, che cosa mi gioverebbe davanti a Dio che mi giudicherà secondo la mia condotta?
*Modera il soverchio desiderio di sapere, perché vi si trova troppo motivo di distrazione e inganno. Chi sa molto, tiene a che lo si sappia e ad essere chiamato dotto. Ma tante cose vi sono la cui conoscenza conta poco o nulla per l'anima: ed è ben stolto chi volge le sue cure ad altro invece che alle cose che gli giovano per la propria salvezza.
*Quanto più vasto e più profondo sarà il tuo sapere, tanto più severamente sarai giudicato se non avrai vissuto altrettanto santamente.
===[[Ezra Pound]]===
*Meno sappiamo, più lunghe sono le nostre spiegazioni.
*Nessuno ne sa abbastanza, abbastanza presto.
*Non sappiamo MAI abbastanza.
*[[Pensiero|Pensiamo]] perché non sappiamo.
==Proverbi==
*La via del sapere non ammette scorciatoie. ([[Proverbi giapponesi|giapponese]])
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Dove stringe la scarpa, lo sa chi ce l'ha nei piedi.
*Ognuno sa che cosa bolle nella sua pentola.
*Ognuno sa in quanti metri d'acqua si trova.
*Ognuno sa quanto corre il suo cavallo.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Comprensione]]
*[[Conoscere sé stessi]]
*[[Erudizione]]
*[[Ignoranza]]
*[[Saggezza]]
*[[Sapienza]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Conoscenza| ]]
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Economia
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/* Citazioni */ Roberto Benzoni
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[[File:Boerse 01 KMJ.jpg|miniatura|upright=1.2|Tabellone di una [[Borsa valori|borsa]]]]
Citazioni sull''''economia''' come scienza e come aspetto sociale.
==Citazioni==
*Accaparrati il mercato e aumenta i prezzi: è la base dell'economia. ([[Breaking Bad (seconda stagione)|''Breaking Bad'', seconda stagione]])
*All'epoca, per risolvere problemi che mettevano a repentaglio la sopravvivenza dell'intera popolazione, i greci consultavano l'oracolo, cioè un tizio con seri problemi nei rapporti sociali convinto di parlare per conto degli dei; mica come oggi, che si affidano alla Bundesbank e alle indicazioni degli economisti, cioè tizi con seri problemi nei rapporti sociali che però sono convinti di poter risolvere col denaro. ([[Marco Malvaldi]])
*Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all'infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista. ([[Kenneth Boulding]])
*Dal punto di vista degli economisti nulla è sacro. Perché chiamare qualcosa sacro significa dire che non ha [[prezzo]]. Ma nel mondo valoriale degli economisti, tutto ha un prezzo. ([[Michael Sandel]])
*Fondamento dell'economia politica ed in generale di ogni scienza sociale è evidentemente la [[psicologia]]. ([[Vilfredo Pareto]])
*Gli economisti credevano d'avere scoperto e definitivamente {{sic|formolato}} le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'economia classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società [[Capitalismo|capitalistica]], insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono. ([[Roberto Benzoni]])
*Gli economisti si sono posti un compito troppo facile, troppo inutile se nelle stagioni tempestose possono solo dirci che quando la tempesta è passata l'oceano è di nuovo piatto.([[John Maynard Keynes]])
*Gli economisti sono economi tra l'altro anche in idee. E ancor oggi fanno così. Fanno durare per tutta la vita quelle che hanno imparato all'università. I cambiamenti in economia vengono soltanto col cambio di generazione. ([[John Kenneth Galbraith]])
*I mezzi drastici e meccanici sono sempre pericolosi. Lo sono massivamente in economia! Non s'illuda l'onorevole ministro di poter fare tutto quello che vuole. Le leggi economiche si ribellano a qualunque autorità! ([[Giovanni Battista Adonnino]])
*Il problema dell'economia di mercato libera è che richiede così tante guardie per farla funzionare. ([[Neal Ascherson]])
*Imperocché l'economia è come la politica, la quale ha anch'essa una base immutabile, in quanto si fonda sulla natura dell'uomo e sulle regole eterne dell'onestà e della giustizia. ([[Vincenzo Gioberti]])
*L'accrescimento dell'annua riproduzione debb'essere lo scopo della Economia Politica: questo non può ottenersi se non col facile e pronto sfogo di tutta la porzione eccedente i bisogni interni dello Stato. ([[Pietro Verri]])
*L'economia è la più occulta delle scienze; perciò gli specialisti sbagliano sempre le previsioni: in fondo, non sono minimamente attrezzati. ([[Fausto Gianfranceschi]])
*L'economia è la scienza che studia il comportamento umano come relazione tra fini e mezzi scarsi suscettibili di usi alternativi. ([[Lionel Robbins]])
*L'economia è la scienza che tratta i fenomeni dal punto di vista del prezzo. ([[Herbert J. Davenport]])
*L'economia è lo studio del modo in cui gli uomini si guadagnano da vivere. ([[Alfred Marshall]])
*L'economia guarda il mondo dalla prospettiva dell'individuo che sceglie i beni: la relazione le sfugge. ([[Luigino Bruni]])
*L'economia mondiale, oggi, come ieri e sempre sarà gestita dall'insidiosa razza dei banchieri internazionali! Questi individui adorano il denaro! La loro religione è il profitto economico! La loro reliquia è l'oro! La loro fedeltà è prima di tutto e unicamente verso il Dio denaro! (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quarta stagione)|Ai confini della realtà]]'')
*L'economista è il fiduciario di una civiltà possibile e se gli interessi costituiti prevalgono sulle idee, tuttavia l'economista deve stare attento alle idee. ([[Federico Caffè]])
*La [[storia]] che trascura l'economia è pura sciocchezza; una mostra di ombre, e non più comprensibile di quanto lo sia la lanterna magica per un selvaggio ignaro della causa delle immagini. È una sorta di magia, come il grammofono o il telefono per un beduino che li ascolta per la prima volta. ([[Ezra Pound]])
*Mentre le funzioni economiche un tempo rappresentavano solo una parte secondaria, esse ora stanno al primo posto. Di fronte a loro vediamo arretrare sempre più le funzioni militari, amministrative, religiose. ([[Émile Durkheim]])
*Non consiste tanto la prudenzia della economica in sapersi guardare dalle spese, perché sono molte volte necessarie, quanto in sapere spendere con vantaggio, cioè uno grosso per 24 quattrini. ([[Francesco Guicciardini]])
*Oggi è l'economia che comanda. Per millenni le società umane si sono costruite ognuna l'economia che gli serviva. Oggi è il contrario. Oggi è l'economia che si costruisce la società che le serve. ([[Beppe Grillo]])
*Paradigma dell'economista è non spacciarsi da profeta. ([[Federico Caffè]])
*Quando si parla di economia, si pensa di parlare di una materia tecnica, quando, invece, l'economia forse, oggi, è la materia più politica che esiste, certamente una materia estremamente umanistica oggi. ([[Andrea Tremaglia]])
*Se fatto con onesta [[umiltà]], il perverso mestiere dell'economista accorda la [[memoria]] ai numeri, e alla più pacata [[ragione]]. ([[Geminello Alvi]])
*Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco, l'economia non gira, perché l'ingiustizia fa male all'economia. ([[Pierluigi Bersani]])
*Se tutti gli economisti fossero stesi uno accanto all'altro, non raggiungerebbero una conclusione. ([[George Bernard Shaw]])
*Separare l'economia dalla [[politica]] e sottrarre la prima agli interventi regolatori della seconda comporta la totale perdita di potere della politica, e fa prevedere ben altro che una semplice ridistribuzione del potere nella società. ([[Zygmunt Bauman]])
*Serve un'economia meno falsa di quella che c'è adesso e meno truccata. Si dice che bisogna fare Stability Forum, ma è come mettere i topi a guardia del formaggio. ([[Giulio Tremonti]])
*Tu non puoi fare una buona economia con una cattiva [[etica]]. ([[Ezra Pound]])
*Tutto il processo economico è quindi un problema di scelte: scelte da parte dei consumatori e scelte da parte dei produttori. In ultima analisi le scelte si impongono perché le risorse sono limitate rispetto ai desideri. ([[Carlo Maria Cipolla]])
===[[Sergio Ricossa]]===
*Difficilmente chi non si occupa della libertà economica potrà occuparsi delle altre libertà dell'uomo.
*L'economia è una parte consistente della vita e va considerata con semplicità da una parte e consapevoli che rispondere alle questioni economiche vere è rispondere a questioni umane.
*La libertà economica ha anche una dimensione spirituale. La libertà economica è gran parte della libertà tout court.
*Non si può riassumere in una formuletta la complessità dell'economia. Per andare in cattedra dovetti farlo anch'io ma poi la vita è tutt'altra cosa.
==Voci correlate==
*[[Risparmio]]
==Altri progetti==
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Alexandre Dumas padre
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Udiki
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/* Il conte di Montecristo */ -4 non significative, solo enfatiche. L'explicit non era tale e l'ho lasciato come semplice citazione. Prossimamente ci sarà una revisione generale e delle aggiunte
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text/x-wiki
[[Immagine:Alexandre Dumas.jpg|thumb|Alexandre Dumas]]
'''Alexandre Dumas''' (1802 – 1870), scrittore e drammaturgo francese.
==Citazioni di Alexandre Dumas==
*Abitualmente comincio un libro solo dopo ch'è stato già scritto.
:''En général, je ne commence un livre que lorsqu'il est écrit''.<ref>Da ''Propos d'art et de cuisine''.</ref>
*C'è una donna in ogni caso; appena mi portano un rapporto, io dico: "Cherchez la femme."<ref>Da ''I Mohicani di Parigi'', 1854; vedi anche [[w:Cherchez la femme|la voce]] in Wikipedia.</ref>
:''Il y a une femme dans toutes les affaires; aussitôt qu'on me fait un rapport, je dis:'' Cherchez la femme!.
*Chi legge la [[storia]], se non gli [[storico|storici]] quando correggono le loro bozze?<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name="e" />
*Ci sono certe città sconosciute il cui nome, per inattese, terribili, clamorose catastrofi, talvolta acquista improvvisa fama europea e che s'ergono in mezzo al secolo come una di quelle paline storiche piantate dalla mano di Dio per l'eternità: tale è il destino di [[Pizzo Calabro|Pizzo]]. Senza annali nel passato e probabilmente senza storia nell'avvenire, essa vive sulla sua gloria di un giorno ed è diventata una delle stazioni omeriche dell'Iliade napoleonica. Infatti è noto che fu nella città di Pizzo che [[Gioacchino Murat]] venne a farsi fucilare, là che quest'altro Aiace trovò una morte oscura e cruenta.<ref>Da ''Viaggio in Calabria''.</ref>
*{{NDR|In ricordo di Emma Mannoury-Lacour}} Credo proprio che tre quarti del mio cuore, se non il cuore intero, siano morti con lei.<ref>Citato in ''Corriere della Sera'', 4 novembre 2004.</ref>
*Dio, nella sua divina previdenza, non ha dato la [[barba]] alle [[donna|donne]] perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.<ref>Citato in Franco Fossati, ''Chi dice donna...'', Armenia, 1987, p. 41. ISBN 8834401786.</ref>
*E il genio, che ne sarà mentre baderò all'ordine?<ref>Da ''Kean o Genio e sregolatezza'', IV, 2.</ref><ref name=e>Citato in Elena Spagnol, ''Enciclopedia delle citazioni'', Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894</ref>
*{{NDR|[[Francesco Mario Pagano]]}} Godeva di una grande reputazione e la meritava sotto tutti i rapporti. [...] La dolcezza della sua parola, la soavità della sua morale l'avea fatto soprannominare il Platone campano, ancora giovane aveva scritto la giurisdizione criminale opera che fu tradotta in tutte le lingue, e che fu menzionata dall'assemblea nazionale francese.<ref>Da ''I Borboni di Napoli: Vol. III'', Napoli, 1862, p. 10-11.</ref>
*L'[[orgoglio]] ha quasi sempre una compagna ancora peggiore: l'[[invidia]].
:''L'orgueil a presque toujours une compagne encore pire que lui: cest l'envie''.<ref>Da ''Le Roi des quilles- racconto per bambini'', 1859.</ref>
*La sorella era degna compagna del fratello. Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, [[Lucrezia Borgia|Lucrezia]] bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi. Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.<ref>Da ''I Borgia''; citato in [[Corrado Augias]], ''I segreti di Roma'', Oscar Mondadori, 2007, p. 264.</ref>
*Nulla riesce meglio del [[successo]], che è la calamita morale che tutto attira a sé.<ref>Da ''Il corricolo''.</ref><ref name=e />
*Roma e Venezia si riuniranno all'Italia ma chissà se [[Napoli]] non sfuggirà all'Italia. Facile prender Napoli, difficile il conservarla.<ref>Dal giornale ''L'Indipendente'' del 19 dicembre 1862.</ref>
*Tutto il delitto della prima {{NDR|[[Eleonora Pimentel Fonseca]]}} fu d'esser una {{sic|patriotta}} ardente; d'aver prima d'ogni altro levato il grido di libertà, quando la libertà apparve in Napoli; d'aver fondato il ''Monitore {{sic|Napolitano}}''. Questo delitto bastò a mandarla al patibolo, anzi alla forca.<br />Per un'oscena cortesia del tribunale verso la plebaglia {{sic|napolitana}}, la forca era alta trenta piedi.<br />Eleonora Pimentel camminò al supplizio col sorriso sulle labbra; nel lasciar {{sic|la}} carcere aveva bevuto una tazza di caffè: nel giunger a piè della forca, le fu chiesto se desiderava qualcosa: avevano l'ordine di accordarle l'ultima sua domanda: speravasi che chiederebbe la vita.<br /> – Datemi un paio di mutande, disse.<br />Lucrezia<ref>Allusione alla Lucrezia romana, moglie di Collatino, suicida per l'oltraggio di Sesto Tarquinio.</ref> non avrebbe nulla trovato di meglio.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_Ty7nnZyBCFMC/page/n6/mode/1up Da Napoli a Roma]'', traduzione di Eugenio Torelli, Stabilimento tipografico del Plebiscito, Napoli, 1863, cap. III, p. 71.</ref>
==''Ascanio''==
===[[Incipit]]===
Alle quattro pomeridiane del 10 luglio dell'anno di grazia 1540, un bel giovane, alto, bruno con grandi occhi neri, vestito con elegante semplicità e armato soltanto d'un pugnaletto dal manico mirabilmente cesellato, stava presso la pila dell'acqua benedetta che è sull'entrata della chiesa dei Grandi Agostini, nel recinto dell'Università di Parigi.<br />Questo giovane, senza dubbio per pia umiltà, non si era mosso dal suo posto per tutta la durata dei vespri, e a fronte china, in atteggiamento di dovuta contemplazione, aveva mormorato non so quali parole, forse le preghiere, poiché le aveva dette a voce tanto bassa, che soltanto lui e Dio potevano sapere ciò che egli dicesse.
===Citazioni===
*V'è una sola cosa al mondo eternamente bella, giovane e feconda: l'arte divina. (p. 205)
*Che cos'è, per lo più, l'amore? Il capriccio d'un giorno, un'allegra unione, mediante la quale due esseri s'ingannano reciprocamente e spesso in buona fede. (p. 205)
==''I tre moschettieri''==
===[[Incipit]]===
====Originale====
''Le premier lundi du mois d'avril 1626, le bourg de Meung, où naquit l'auteur du ''Roman de la Rose'', semblait être dans une révolution aussi entière que si les huguenots en fussent venus faire une seconde Rochelle. Plusieurs bourgeois, voyant s'enfuir les femmes le long de la grande rue, entendant les enfants crier sur le seuil des portes, se hâtaient d'endosser la cuirasse, et appuyant leur contenance quelque peu incertaine d'un mousquet ou d'une pertuisane, se dirigeaient vers l'hôtellerie du ''Franc-Meunier'', devant laquelle s'empressait, en grossissant de minute en minute, un groupe compacte, bruyant et plein de curiosité.''
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[[s:fr:Les Trois Mousquetaires|Les Trois Mousquetaires]]'', MM. Dufour et Mulat, Paris, 1849.}}
====Giuseppe Aventi====
Il primo lunedì dell'aprile 1625, il borgo di Meung, che diede i natali all'autore del ''Romanzo della Rosa'', era in preda al più grande disordine, come se vi fossero capitati gli Ugonotti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, nel veder le donne scappare verso la Strada Grande, e nel sentir gli strilli dei bambini sugli usci delle case, si affrettavano a indossare la corazza, e fortificando la loro risolutezza un po' dubbia, con un moschetto o una partigiana, si avviavano alla locanda del Buon Mugnaio, davanti alla quale c'era un gruppo compatto, chiassoso e pieno di curiosità, che ingrossava di momento in momento.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}utT5qmal_gIC I tre moschettieri]'', traduzione di Giuseppe Aventi, Rizzoli, 2011. ISBN 88-58-61145-6}}
====Maria Bellonci====
Il primo lunedì d'aprile del 1625 nella città di Meung (dove nacque l'autore del ''Roman de la rose''), sembrava che fosse scoppiata una violenta rivoluzione come se stessero arrivando gli ugonotti per una seconda La Rochelle. Molti cittadini, vedendo le donne precipitarsi verso la strada principale e sentendo i bambini gridare sulle porte di casa, corsero ad armarsi, e, resi più sicuri dal loro moschetto o dalla loro alabarda, si diressero verso l'osteria del ''Franc Meunier'' dove stava ammassandosi, di minuto in minuto più fitta, una folla vociante e curiosa.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}gztjEAAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Maria Bellonci]], Giunti, 2010. ISBN 9788809753570}}
====Antonio Beltramelli====
Il primo lunedì del mese d'aprile del 1625, il borgo di Meung, dove nacque l'autore del ''Romanzo della Rosa'', sembrava essere in piena rivoluzione, come se gli ugonotti fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Parecchi abitanti, vedendo le donne fuggire verso la Grande-Rue e sentendo i bimbi strillare sulle soglie, si affrettarono a indossare la corazza e, puntellando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossando di minuto in minuto, un gruppo di persone compatto, rumoroso e molto incuriosito.
{{NDR|Alexandre Dumas, ''[https://books.google.it/books?id{{=}}uuN_DQAAQBAJ I tre moschettieri]'', traduzione di [[Antonio Beltramelli]] revisionata da Stefano Mazzurana, Mondadori, 2016. ISBN 9788852077920}}
====Angiolo Orvieto====
Il primo lunedì del mese d'aprile 1625 il borgo di Méung ove nacque l'autore del Romanzo della Rosa, sembrava esser in una così completa rivoluzione, come se gli ugonotti vi fossero venuti a fare una seconda Rochelle. Molti borghigiani vedendo correre le donne lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sul limitare delle porte, si sollecitavano ad indossare la corazza, equilibrando il loro portamento alquanto incerto col mezzo di un moschetto o di una partigiana, o dirigendosi verso l'osteria del Franc-Meunier, davanti alla quale si affrettava ed ingrossava di minuto in minuto, un gruppo compatto, rumoroso e pieno di curiosità.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853}}
====Guido Paduano====
Il primo lunedì d'aprile del 1625 la cittadina di Meung, dove nacque l'autore del ''Roman de la Rose'', sembrava completamente sconvolta, come se gli ugonotti fossero venuti a farne una seconda Rochelle. Molti borghesi, vedendo fuggire le donne dalla parte della Grande-Rue e sentendo piangere i bambini sulle porte, si affrettarono a indossare la corazza e, rafforzando il loro contegno un po' incerto con un moschetto o una partigiana, si diressero verso la locanda del ''Franc Meunier'', davanti alla quale si accalcava, ingrossandosi di minuto in minuto, una folla compatta, rumorosa e curiosa.
====C. Siniscalchi====
Il primo lunedì d'aprile del 1625 il borgo di Meung sembrava in aperta rivoluzione come se gli Ugonotti, vi fossero venuti a formare una seconda Rocella. Diversi borghesi, vedendo le donne fuggire lungo la strada maestra, sentendo i fanciulli gridare sulla soglia delle porte, si affrettavano ad indossare la corazza, ed animando il loro coraggio, sebbene poco marziale con un moschetto od una partigiana, correvano tutti verso l'albergo del Franc-Meunier, dinanzi al quale si stipava un gruppo compatto, clamoroso e pieno di curiosità.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975}}
===Citazioni===
*{{NDR|Sul [[XVII secolo]]}} [...] quell'epoca di libertà minima e d'indipendenza massima [...]. (cap. II, ''L'anticamera del signor de Tréville''; 2013)
*Quest'altro moschettiere formava un perfetto contrasto con colui che lo interrogava e che gli aveva dato il nome di Aramis. Era un giovane di ventidue o ventitré anni appena, dall'espressione candida e dolce, dall'occhio nero e mite e dalle gote rosee e vellutate come una pesca d'autunno; i suoi baffi sottili disegnavano sul labbro superiore una linea perfettamente diritta, le sue mani pareva evitassero di abbassarsi per timore di fare un po' gonfie le vene, e di tanto in tanto lo si vedeva pizzicarsi l'orlo delle orecchie, per mantenerle di un incarnato tenero e trasparente. Per abitudine, egli parlava poco e con lentezza, salutava molto, rideva senza far strepito e mostrando i denti, di cui pareva avere molta cura come il resto della persona. (cap. II, ''L'anticamera del signor Tréville'')
*Il [[coraggio]] è sempre rispettato, anche in un nemico. (cap. V, ''I moschettieri del re e e le guardie del cardinale''; 2013)
*[...] tutti per uno e uno per tutti [...]. {{NDR|[[Motti dai libri|motto]]}} (D'Artagnan: cap. IX, ''D'Artagnan si rivela''; 2013)
*– Non avete qualche amico con l'orologio che va indietro?<br />– E allora?<br />– Allora andate a trovarlo, in modo che possa testimoniare che alle nove e mezza eravate da lui. È quello che in linguaggio giudiziario si chiama avere un [[alibi]]. (cap. X, ''Una trappola per topi nel secolo diciassettesimo''; 2013)
*L'[[amore]] è la più egoista di tutte le passioni. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*[...] quella brutalità ingenua che le donne preferiscono spesso all'affettazione della cortesia, perché scopre il fondo del pensiero e prova che il sentimento ha la meglio sulla ragione. (cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*[...] ciò che è [[perdita|perduto]] oggi può non essere perduto per l'avvenire. (Signora Bonacieux: cap. XI, ''L'intrigo si complica''; 2013)
*— Milord, — esclamò [[Anna d'Asburgo (1601-1666)|la regina]] — voi dimenticate che io non ho mai detto di amarvi.<br />— Ma nemmeno mi avete detto che non mi amavate, e veramente dirmi tali parole sarebbe, da parte della Maestà Vostra, un'ingratitudine troppo grande. Poiché, dove troverete, ditemi, un amore simile al mio, un amore che né il tempo, né la lontananza, né la disperazione possono spegnere; un amore che si accontenta di un nastro smarrito, di uno sguardo perduto, di una parola sfuggita? (Buckingham: cap. XII)
*In piedi davanti al caminetto, c'era un uomo di media statura, di aspetto nobile e altero, con gli occhi penetranti, la fronte ampia, un volto smagrito e ancor più allungato dal pizzo e dai baffi. Benché quell'uomo avesse trentasei o trentasette anni appena, capelli, baffi e pizzo cominciavano a farsi grigi. Quell'uomo non aveva spada, ma sembrava, in tutto il resto, un uomo di guerra: i suoi stivali di pelle di bufalo leggermente coperti di polvere indicavano che nella giornata era stato a cavallo. Quell'uomo era [[Armand-Jean du Plessis de Richelieu|Armand Jean Duplessis, cardinale di Richelieu]], non quale viene di solito rappresentato a noi, affranto come un vecchio, sofferente come un martire, il corpo piegato, la voce spenta, sepolto in una grande poltrona come in una tomba anticipata, vivo solo per il suo genio e capace ancora di sostenere la lotta con l'Europa soltanto per la forza del suo pensiero, diuturnamente applicato, ma quale egli era realmente in quel tempo, vale a dire destro e galante cavaliere, già debole nel corpo, ma sostenuto da quella potenza morale che ha fatto di lui uno degli uomini più straordinari che siano mai esistiti; quale egli era in quel tempo in cui si preparava, dopo aver validamente appoggiato il duca di Nevers nel ducato di Mantova, dopo aver preso Nimes, Castres e Uzès, a cacciare gli inglesi dall'isola di Ré, e ad assediare la Rochelle. (cap. XIV, ''L'uomo di Meung'')
*D'Artagnan non poté fare a meno di pensare quanto fragili e sconosciuti siano i fili che talora regolano i destini di un popolo e la vita degli uomini. {{NDR|Dopo che il Duca di Buckingham decide di stabilire l'embargo e dichiarare guerra alla Francia soltanto per una questione d'amore}} (cap. XXI, ''La contessa di Winter'')
*— Noialtri diciamo: fiero come uno [[Scozia|scozzese]], — mormorò Buckingham.<br />— E Noi. fiero come un [[Guascogna|guascone]], — disse di rimando D'Artagnan. — I guasconi sono gli scozzesi della Francia. (cap. XXI, ''La contessa di Winter'')
*C'è un Dio per gli ubriachi e gli innamorati. (cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013)
*In tutti i casi, ragazzo mio, credete a un uomo che vive da trent'anni alla corte: non vi addormentate nella vostra sicurezza, o siete perduto. Al contrario, ve lo dico io, dovete vedere nemici dappertutto. Se cercano di attaccare briga con voi, evitatelo, fosse anche un bambino di dieci anni; se vi attaccano, di notte o di giorno, battete in ritirata senza vergogna; se attraversate un ponte, tastate le assi, che non vi manchino sotto i piedi; se passate davanti a una casa in costruzione, guardate bene che non vi cada una pietra sulla testa; se rientrate tardi, fatevi seguire dal vostro domestico, e che sia armato, purché siate sicuro del vostro domestico. Diffidate di tutti, del vostro amico, di vostro fratello, della vostra amante... soprattutto della vostra amante. (Signor de Tréville: cap. XXIII, ''L'appuntamento''; 2013)
*Un mariuolo non ride alla stessa maniera di un uomo onesto, un ipocrita non piange le stesse lacrime di un uomo in buona fede. Ogni [[falsità]] è una [[maschera]], e per bene che sia fatta la maschera, con un po' d'attenzione si arriva sempre a distinguerla dal viso. (cap. XXV, ''L'amante di Porthos''; 2013)
*[...] non c'è [[amicizia]] che resista a un segreto scoperto, soprattutto quando questo segreto tocca l'amor proprio; inoltre si ha sempre una certa superiorità morale sulle persone di cui si conosce la vita. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013)
*[...] nascondete bene le vostre ferite quando ne avrete. Il [[silenzio]] è l'ultima gioia degli infelici; guardatevi bene dal mettere chicchessia sulla traccia dei vostri dolori: i curiosi succhiano le nostre lacrime come le mosche il sangue d'un daino ferito. (Aramis: cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013)
*Niente fa passare il tempo e abbrevia la strada come un [[pensiero]] che assorbe su di sé tutte le facoltà di chi pensa. L'esistenza esterna assomiglia allora a un sonno, di cui quel pensiero è il sogno. Grazie al suo influsso, il tempo non ha più misura, lo spazio non ha più distanza. Si parte da un luogo e si arriva a un altro, ecco tutto. Dell'intervallo percorso, non resta presente al vostro ricordo che una vaga foschia in cui svaniscono mille immagini confuse di alberi, montagne, paesaggi. (cap. XXVI, ''La tesi di Aramis''; 2013)
*[...] l'[[amore e morte|amore]] è una lotteria dove chi vince vince la [[amore e morte|morte]]. (Athos: cap. XXVII, ''La moglie di Athos''; 2013)
*La [[vita]] stessa si può riassumere in tre parole: ''erat'', ''est'', ''fuit''. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013)
*[...] in tutte le cose il merito sta nella [[difficoltà]]. (Aramis: cap. XXVIII, ''Il ritorno''; 2013)
*[...] si domandano [[consigli]] solo per non seguirli, o, se li si segue, per avere qualcuno a cui si possa rimproverare di averli dati. (Athos: cap. XXXIV, ''Dove si tratta dell'equipaggiamento di Aramis e di Porthos''; 2013)
*Il cuore della donna migliore è spietato verso i dolori d'una rivale. (cap. XXXV, ''La notte tutti i gatti sono bigi''; 2013)
*Milady sorrise di un sorriso strano.<br />— Così, voi mi amate? — disse.<br />— Ho forse bisogno di dirvelo? Non ve ne siete accorta?<br />— Oh, sì, ma come sapete, i cuori più fieri sono più difficili da conquistare.<br />— Oh, le difficoltà non mi sgomentano — disse d'Artagnan; — temo solo le cose impossibili.<br />— Non c'è nulla di impossibile, — disse Milady — per un vero amore. (cap. XXXVI, ''Sogno di vendetta'')
*[...] dietro a ogni [[felicità]] presente è nascosto un timore futuro. (cap. XXXIX, ''Una visione''; 2013)
*Nessuna speranza è folle, tranne che per gli sciocchi [...]. (Richelieu: cap. XL, ''Il cardinale''; 2013)
*Il [[tempo]], amico mio, il tempo porta con sé l'occasione, e l'occasione è la martingala<ref>Tipo di scommessa che prevede a ogni successiva puntata il raddoppio della posta. [N.d.T.]</ref> dell'uomo: più ha scommesso e più guadagna, se sa aspettare. (Athos: cap. XLII, ''Il vino d'Angiò''; 2013)
*In tutti i tempi e tutti i paesi, soprattutto se sono divisi in materia di religione, ci saranno fanatici che non chiedono di meglio che diventare [[martiri]]. (Richelieu: cap. XLIV, ''L'utilità dei tubi di stufa''; 2013)
*– Allora, – disse d'Artagnan, lasciando cadere le braccia con scoraggiamento, – è inutile lottare ancora: tanto vale che [[Suicidio|mi bruci le cervella]] e facciamola finita!<br />– Questa è l'ultima sciocchezza da fare, – disse Athos, – perché è la sola cui non c'è rimedio. (cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013)
*[...] ci prendono per pazzi o per [[eroi]], due categorie di imbecilli molto simili tra loro. (Athos: cap. XLVII, ''Il consiglio dei moschettieri''; 2013)
*[...] bisogna puntare sui [[Vizio e virtù|difetti]] delle persone, non sulle loro [[Vizio e virtù|virtù]]. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'')
*[[Beneficio]] rinfacciato, offesa arrecata. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia'')
*La [[vita]] è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. (Athos: cap. XLVIII, ''Una questione di famiglia''; 2013)
*L'[[amore]] è un sentimento che si nutre di agi e ingigantisce attraverso la corruzione. (cap. LVI)
*I grandi [[criminali]] portano con sé una specie di predestinazione che fa loro superare tutti gli ostacoli, li salva da tutti i pericoli, fino al momento che la Provvidenza, stanca, ha fissato come scoglio per la loro empia fortuna. (cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013)
*[...] non conosco nessun uomo che meriti di essere rimpianto durante tutta la vita di un altro uomo [...]. (Buckingham: cap. LIX, ''Il convento delle Carmelitane a Béthune''; 2013)
===Citazioni su ''I tre moschettieri''===
*Da mia parte, non provo il rossore di cui altri sentirebbe inondato il volto nel dire che mi piacciono e giudico condotti con grande brio e spigliatezza i ''Trois mousquetaires'' di Alessandro Dumas padre. Ancora molti li leggono e li godono senza nessun'offesa della poesia, ma nascondono in seno il loro compiacimento come si fa per gli illeciti diletti; ed è bene incoraggiarli a deporre la falsa vergogna e il congiunto imbarazzo. ([[Benedetto Croce]])
*''I tre moschettieri'' è in verità la storia del quarto. ([[Umberto Eco]])
*Il romanzo ''I tre moschettieri'' è una serie ininterrotta di vendette, dal principio alla fine. C'è una vendetta ad ogni pagina. Ogni tanto, una esaltazione tutta esplicita della vendetta, definita qualche volta come "le plaisir des dieux", il piacere degli Dei. ([[Beniamino Placido]])
*In questa favola, Alessandro Dumas sfoggia non poche qualità del grande scrittore: e non delle secondarie. In primo luogo una sovrana impudenza; un insieme di complicità ed oltraggio nei confronti del lettore; nessun patetismo, neppure quando ricorre a situazioni obiettivamente patetiche: giacché nelle sue mani anche la morte dell'innocente si fa avventura, è «divertente». E ancora, il gusto del gioco, della mistificazione; l'onesta carenza morale, che ci rassicura che nei labirinti di questa deliziosa macchinazione non si nasconde la pia frode di un messaggio; una nobile guitteria, che gli detta la mossa esatta per scatenare la saggiamente consenziente credulità del pubblico, e che insieme proibisce qualsiasi identificazione emotiva: il lettore è tenuto a bada nel momento stesso in cui è affascinato; è e deve restare spettatore. ([[Giorgio Manganelli]])
===[[Pietro Citati]]===
*Il personaggio di d'Artagnan è uno dei più straordinari ritratti simbolici della prima parte del secolo. Athos è degno di Dostoevskij. Milady è una bellissima creatura del male. E quella leggerezza, che ci trascina di pagina in pagina, non nasce soltanto da una natura felice, ma da una squisita arte intellettuale.
*Non credete ai denigratori. ''I tre moschettieri'' emana un vero profumo storico: non meno di ''Guerra e Pace''; un profumo che Dumas ricava con astuzia e grazia dalle memorie, dalle lettere e dai romanzi del primo Seicento.
*Come in una cavalcata fantastica, tutta la geografia, la storia e la letteratura della Francia, sfilano davanti ai nostri occhi. Conosciamo i guasconi, i piccardi, i normanni, gli abitanti del Berry, e il loro dialetto, che il colto Aramis si rifiuta di capire; e quanti paesi e chiese e osterie sorvolate dal vento dell'avventura. C'è Parigi, avvolta da una nebbia cupa. I moschettieri bevono generosamente, attaccano briga, pagano malvolentieri i conti degli osti, come gli eroi di Rabelais e di Scarron. ''Il borghese gentiluomo'', ''L'Avaro'' e ''Il Barbiere di Siviglia'' ci fanno conoscere i loro lacchè e le loro soubrettes, che danzano ancora per noi. Abbiamo mercanti e avvocati, avidi e sordidi come nel ''Romanzo borghese'' di Furetière. Aramis ci ricorda la mondanità preziosa degli abati. Gli epigrammi della tradizione moralistica francese brillano alla fine di ogni capitolo. Poi il tempo cambia. Entriamo nella Parigi del primo Ottocento, nei teatri e nei piccoli giornali. C'è qualche traccia della sapienza filosofica e fisionomica di Balzac. E il giovane d'Artagnan, che a diciott'anni arriva dalla Guascogna per far fortuna, l'abbiamo già incontrato nelle vesti di Gil Blas e di Jacob: l'abbiamo ritrovato in quelle di Lucien de Rubempré e di Julien Sorel, che come lui cercano di conquistare la Francia.
*Non so se Dumas avesse letto Baltasar Gracián: una parte dei ''Tre moschettieri'' ha un sapore che ci ricorda, sebbene mescolato e manipolato dall'"abile irrigatore", le massime del gesuita spagnolo. Il Seicento si incarna nella figura del cardinale di Richelieu, per il quale Dumas ha una vera passione. Richelieu è la rapidità e l'astuzia, che solo d'Artagnan sa fronteggiare. Rappresenta gli ''Arcana imperii'': il segreto profondissimo del potere e la macchinazione; l'arte di spiare e di ascoltare i segreti.
*Ormai è tempo di riprendere in mano ''I tre moschettieri''. Non possiamo fermarci: gli oggetti non ci arrestano con il loro volume, e i personaggi sembrano (e non sono) formati di una sola dimensione. Tutto quello che, nella vita, ci sbarra il passo, viene trascinato dal volo velocissimo della fantasia. Il cavallo di d'Artagnan corre verso l'Inghilterra più rapido del nostro occhio che legge, le navi attraversano in un baleno i mari, Milady ripete le sue affascinanti menzogne, un'occhiata fa scoccare all'improvviso un amore... La leggerezza trionfa sul peso: la frivolezza sul significato, l'immaginazione sull'esperienza. Mentre leggiamo, rimbalzando di fatto in fatto, anche noi senza peso, tutto ci accade: siamo d'Artagnan e Richelieu, Buckingham e Athos, l'uomo dal mantello rosso e Milady, eppure nulla ci tocca e ci ferisce. Veloci come il vento, indenni e inconsapevoli come l'aria, attraversiamo senza conoscerle tutte le esperienze del mondo.
==''Il conte di Montecristo''==
===[[Incipit]]===
====Giovanni Ferrero====
Il 24 febbraio 1815 la vedetta di Nostra Signora della Guardia segnalò il tre-alberi ''Pharaon'' che arrivava da Smirne, via Trieste e [[Napoli]].<br/> Come al solito, un pilota costiero partì immediatamente dal porto, costeggiò il castello d'If e raggiunse la nave tra il Capo Morgiou e l'isola di Rion. E tosto, come al solito, il belvedere del forte Saint-Jean si riempì di curiosi poiché a Marsiglia l'arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Fhochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento.<br/>
{{NDR|Alessandro Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001}}
====Emilio Franceschini====
Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre-alberi il ''Faraone'', che veniva da Smirne, Trieste e [[Napoli]].<br/> Com'è d'uso, un pilota costiere [''sic''] partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.<br />Contemporaneamente com'è egualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si ricoprì di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il ''Faraone'', si sapeva costrutto, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città.<br/>
{{NDR|Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, RCS Libri, 1998}}
===Citazioni===
*I rossi sono buoni del tutto, o del tutto cattivi.
*Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti a diventare misericordiosi, quando la disgrazia del nemico oltrepassa i limiti della loro collera.
*Non sarei artista se non mi restasse qualche illusione.
*Siate in guardia: un consiglio è peggio d'un favore. (Conte di Montecristo)
*A chi vuol male accade male.
*È degli spiriti deboli vedere tutte le cose attraverso un velo nero.
*Un uomo dell'indole del Conte non poteva fluttuare lungamente in quella malinconia che può far vivere gli spiriti volgari dando loro un'apparente originalità, ma che uccide le anime elevate.
*[...] le [[invenzione|invenzioni]] umane progrediscono dal composto al semplice, e il semplice è sempre la perfezione. (Conte di Montecristo: Rizzoli)
*Gli uomini veramente generosi sono sempre pronti a diventare misericordiosi quando la disgrazia del loro nemico oltrepassa la loro collera.
*Negli [[affari]] non ci sono amici, solo soci.
*Se qualcuno avesse fatto morire fra le torture inaudite, in mezzo a tormenti senza fine, vostro padre, vostra madre, la vostra donna, uno di questi esseri, insomma che quando vengono rapiti al nostro cuore lasciano un vuoto eterno e una piaga sempre sanguinosa, vi parrebbe sufficiente la riparazione accordatavi dalla società, sareste soddisfatti solo perché il ferro della ghigliottina è passato fra la base dell'occipite e i muscoli delle spalle dell'uccisore, e perché chi vi ha fatto patire anni di morali sofferente ha provato qualche secondo di dolore fisico? (Conte di Montecristo)
*Io sono uno di questi esseri eccezionali; sì, monsieur, lo credo; fino a oggi nessun uomo si è trovato in circostanze simili alle mie. I regni dei monarchi sono circoscritti da montagne, da fiumi, da cambiamenti di costumi o di lingua. Il mio regno, invece, è grande come l'universo perché non sono né italiano, né francese, né indiano, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere; Dio solo sa quale terra mi vedrà morire. Io adotto tutti gli usi, parlo tutte le lingue. Voi mi credete francese, non è vero? Perché parlo il francese con la stessa facilità e purezza di voi. Ebbene! Alì, il mio moro, mi crede arabo; Bertuccio, il mio intendente, mi crede romano; Haydée, la mia schiava, mi crede greco. Dunque capirete che, non essendo di alcun paese, non chiedo protezione ad alcun governo; non riconoscendo alcun uomo per mio fratello, non può arrestarmi né paralizzarmi alcuna sorta di scrupoli che arrestano i potenti o di ostacoli che paralizzano i deboli. Io non ho che due avversari, non dirò due vincitori, perché li sottometto con la tenacia: la distanza e il tempo. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]])
*Questa specie di confettura verde è l'ambrosia che [[Ebe]] serviva alla tavola di [[Giove (divinità)|Giove]]. [...] Siete un uomo positivo, e l'[[oro]] è il vostro idolo? Gustate di questa, e le miniere del [[Perù]], di [[Gizerate]] e di [[Golgonda]] vi saranno aperte. Siete un uomo di immaginazione? Siete [[poeta]]? Gustate di questa, e le barriere del possibile spariranno; vi si apriranno i campi dell'[[infinito]], e passeggerete libero di [[cuore]], di spirito nei domini senza confine dell'ideale. Siete ambizioso? Correte dietro le grandezze della terra? Gustate di questa, e dopo un'ora sarete idealmente, non re di un piccolo regno nascosto in un angolo d'[[Europa]], come la [[Francia]], la [[Spagna]] o l'[[Inghilterra]], ma sarete il Re del mondo. Il vostro [[trono]] sarà eretto sopra le montagne di Satanasso, e senza aver bisogno di fargli omaggio, senza essere costretto a baciarne gli artigli, sarete il sovrano, padrone di tutti i regni della terra. [...] Una certa erba che li trasportava nell'[[Eden]], in mezzo a piante sempre fiorite, a frutti sempre maturi. [...] Questo è [[hashish]], tutto ciò che si fa di meglio e di più puro in hashish ad Alessandria, l'hashish d'Abou Gor, il gran confetturiere, l'uomo al quale si dovrebbe fabbricare un palazzo con questa iscrizione:<br /> AL MERCANTE DELLA FELICITÀ, IL MONDO RICONOSCENTE. (cap. 31, p. 235) <!--le due precedenti da http://worldpubliclibrary.org/eBooks/Wordtheque/it/aaadec.txt-->
*Che cosa è la [[morte]] per me? Un grado di più nella calma, e forse due nel silenzio. ([[Edmond Dantès]])
*«Non c'è alcuna speranza», rispose Faria, scuotendo la testa, «ma non importa. Dio vuole che l'uomo da lui creato e nel cuore del quale ha profondamente scolpito l'amore della vita, faccia tutto ciò che può per conservare questa esistenza, spesso penosa, ma sempre cara.» (p. 211)
*Certamente, quantunque meno espansiva, la gioia di Montecristo non era meno grande: la [[gioia]], per i cuori che hanno lungamente sofferto, è simile alla rugiada, cuore e terra assorbono la pioggia benefica, e niente appare al di fuori. (cap. XCI, ''Suicidio''; 2010, p. 743)
*Ci vuole la [[Disgrazia|sciagura]] per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana; ci vuole la pressione per far esplodere la polvere. Con la prigionia tutte le facoltà che fluttuavano qua e là si sono adunate in un sol punto, hanno colliso in uno spazio angusto, e voi lo sapete, dal cozzo delle nubi si genera l'elettricità, dall'elettricità la folgore, dalla folgore la luce. ([[Abate Faria]]: Donzelli, p. 132)
*La [[filosofia]] non si apprende; la filosofia è l'incontro tra le scienze acquisite e il genio che le applica. ([[Abate Faria]]: Donzelli, p. 139)
*[Il] grande lago che chiamano il [[Mediterraneo]] [...]. (XXII: Donzelli, p. 177)
*«Ah, il [[duello]]!», esclamò il conte. «Sull'anima mia, risibile modo di raggiungere il proprio scopo, quando lo scopo è la vendetta! Un uomo vi ha rubato la vostra amante, un uomo ha sedotto vostra moglie, un uomo ha disonorato vostra figlia. Di una vita intera, che aveva il diritto di aspettarsi la parte di felicità che Iddio ha promesso a ogni essere umano nel crearlo, egli ha fatto un'esistenza di dolore, di miseria o d'infamia, e voi vi ritenete vendicato perché a quest'uomo, che vi ha gettato il delirio nella mente e la disperazione nel cuore, voi avete sferrato un fendente in petto o piazzato una pallottola in capo? Suvvia, dunque! Senza contare che spesso è costui a uscire trionfante dalla tenzone, mondato agli occhi del mondo e in qualche modo assolto da Dio. No, no – rincarò il conte – se mai dovessi vendicarmi, non è in questo modo che mi vendicherei». (Donzelli, p. 323)
*Forse quel che sto per dire sembrerà bizzarro a lor signori socialisti, progressisti, umanitari, ma io non mi curo mai del prossimo, ma io non tento mai di tutelare la [[società]] che non mi tutela e, dirò di più, che in generale di me non si cura se non per nuocermi. ([[Edmond Dantès|Conte di Montecristo]]: LV; Donzelli, pp. 388-389)
*{{NDR|[[Lettere dai libri|Lettera]]}} Soltanto colui che provò le più grandi sventure è atto a godere le più grandi felicità. Vivete dunque e siate felici, figli diletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Dio si degnerà di svelare all'uomo i segreti dell'avvenire, tutta la più alta sapienza d'un uomo consisterà in queste due parole: "Attendere e sperare". Il vostro amico. ([[Edmond Dantès]])
===Citazioni su ''Il conte di Montecristo''===
*È forse il più «oppiaceo» dei romanzi popolari: quale uomo del popolo non crede di aver subito un'ingiustizia dai potenti e non fantastica sulla «punizione» da infliggere loro? Edmondo Dantès gli offre il modello, lo «ubbriaca» di esaltazione, sostituisce il credo di una giustizia trascendente in cui non crede più «sistematicamente». ([[Antonio Gramsci]])
*È il romanzo di una vendetta, ma è anche una descrizione impareggiabile del gran mondo parigino. Tutti i suoi nemici hanno fatto carriera, ma Dantès con ogni genere di astuzia riesce a stroncarli uno per uno. Tutti lo ammirano, tutti lo invitano, neppure la sua ex fidanzata, che ha sposato un alto funzionario, lo riconosce. Quando si deciderà a parlare?, ci chiediamo col fiato sospeso.<br />Siamo ben lontani da ''I tre moschettieri'', libro di cappa e spada più celebre e molto più sempliciotto. È Montecristo il vero eroe romantico creato dallo straripante Dumas. È a lui (se ci fosse una giustizia letteraria suprema) che andrebbe appesa la fama di Alexandre Dumas. ([[Carlo Fruttero]])
*Forse Edmond Dantès si sbagliava, e l'unica soluzione era non fidarsi e non sperare. ([[Arturo Pérez-Reverte]])
*''Il Conte di Monte-Cristo'' è una sterminata hilarotragedia, dove il riso e il delitto, il gioco e il Male Assoluto si sfiorano e si intrecciano. Il lieve tocco ironico, lo spirito settecentesco, l'allegretto sono presenti in ogni capitolo. ([[Pietro Citati]])
*– "''Il conte di Montecrisco''".<br />– "Montecristo", deficiente.<br />– Di Alessandro... Dum-azz... Due mazzi...<br />– È francese. Sì, si legge Dumas. Lo sai di che parla? Ti piacerebbe, parla di un'evasione.<br />– Allora va messo nel settore didattico. O sbaglio? (''[[Le ali della libertà]]'')
*La prima parte di ''Montecristo'', fino alla scoperta del tesoro, è un pezzo perfetto di racconto a effetto; non c'è mai stato un uomo che abbia partecipato a queste commoventi avventure senza un fremito, eppure Faria è un personaggio di cartapesta e Dantès poco più di un nome. Il seguito non è che il dilungarsi di un errore, cupo, sanguinoso, innaturale e stupido; ma quanto a questi primi capitoli, non credo esista un altro volume nel quale si possa respirare la stessa inconfondibile atmosfera di romanzo. ([[Robert Louis Stevenson]])
*L'architettura del ''Conte di Monte-Cristo'' possiede una meravigliosa precisione ed esattezza. Non saprei dire se il libro sia composto di romanzi diversi, che la facoltà affabulatrice di Dumas fa coabitare: o se moltissimi fili narrativi procedano gli uni accanto agli altri, fino a riunirsi ed esplodere in spettacolosi colpi di scena. Dovunque regna l'enigma: la soluzione dell'enigma viene sospesa e rinviata; ora una pagina ci suggerisce cosa accadrà, ora una voce sotterranea ci fa capire che avverranno cose completamente diverse. Il racconto corre veloce, trascina gli ostacoli, attraversa i tempi e gli spazi, copre immense tele scriveva Sainte-Beuve – «senza stancare mai il pennello di Dumas né il suo lettore». ([[Pietro Citati]])
==''Il visconte di Bragelonne''==
===[[Incipit]]===
Era circa la metà di maggio dell'anno 1660, alle nove del mattino, quando una piccola cavalcata composta di tre uomini e due paggi, attraverso il ponte della città di Blois, senza fare altra impressione sopra coloro che passeggiavano sulla riva che un primo moto della mano per salutare, ed un altro della lingua per esprimere la seguente idea "Ecco Monsignore che ritorna dalla caccia". Un altro. Però mentre i cavalli salivano l'erta che dal fiume conduce al castello, molti garzoni di bottega si avvicinarono all'ultimo cavallo che portava appesi all'arcione della sella vari uccelli legati per il becco. <br />A quella vista i curiosi manifestarono con una franchezza affatto zotica il loro disprezzo per una preda così magra, e dopo una discussione sullo svantaggio della caccia al volo, ritornarono tutti alle loro occupazioni. <br />Monsignore montava un piccolo cavallo di bel portamento, con una larga sella di velluto rosso di Fiandra. Il cavallo era di color fulvo; la giubba di Monsignore era di color chermisi e soltanto dall'insieme di quel rossastro si poteva distinguere il principe tra i suoi due compagni, l'uno vestito di violetto, l'altro di verde. Quello a sinistra, vestito di violetto, era lo scudiero; quello a dritta, vestito di verde, era il cacciatore. <br />Uno dei paggi portava sopra un bastone due girifalchi, l'altro un corno da caccia nel quale soffiò a venti passi dal castello. <br />A quel segnale, otto guardie che passeggiavano al sole nella corte quadrata corsero a prendere le alabarde, e Monsignore fece il suo solenne ingresso nel castello. <br />Le otto guardie, le quali sapevano che il loro servizio era terminato per tutto il resto della giornata, si coricarono al sole, sopra le panchette di pietra; i palafrenieri scomparvero coi cavalli nelle scuderie, e, meno alcuni uccelli che si spaventavano a vicenda con acute strida tra i ciuffi di viole, si sarebbe detto che tutti dormissero. <br />A un tratto, in mezzo a quel dolce silenzio.
===Citazioni===
*Planchet aprì la finestra, come gli era stato prescritto, e la ventata di tumulto che s'ingolfò nella stanza, grida, stridor di ruote, abbaiamenti e passi, assordò anche d'Artagnan, come aveva desiderato.<br />Bevve, allora, un bicchiere di vino bianco, e incominciò in questi termini:<br />"Planchet, ho un'idea".<br />"Ah, signore, come vi riconosco!", rispose il droghiere, ansante d'emozione.
*"D'Artagran, D'Artagnan!", fece Athos, posando la mano sulla spalla del moschettiere, "voi non siete equo."<br />"Ne ho il diritto."<br />"No, perché non conoscete l'avvenire."
*"Continuo", disse Luigi XIV. "È vero anche che un uomo solo abbia potuto penetrare fino a Monck, nel suo accampamento, e l'abbia portato via?"<br />"Quell'uomo aveva dieci ausiliari presi tra gente inferiore"<br />"Nessun altro?"<br />"Nessuno."<br />"E si chiama?"<br />"Il signor d'Artagnan, ex luogotenente dei moschettieri di Vostra Maestà"<br />Anna d'Austria arrossì, Mazzarino diventò giallo di vergogna, Luigi XIV si fece cupo e una goccia di sudore cadde dalla sua fronte pallida.<br />"Che uomini!", mormorò.
*Destinato a tutta prima al commercio, Colbert era stato commesso presso un mercante di Lione, che aveva poi lasciato per recarsi a Parigi nello studio di un procuratore allo Chatelet, chiamato Biterne. In tal modo, aveva appreso l'arte di preparare un bilancio e l'arte più preziosa d'imbrogliarlo.
*Allora, per finirla con quello sguardo da inquisitore che bisogna far abbassare ad ogni costo, come ad ogni costo un generale riduce al silenzio una batteria che lo disturba, Aramis stende la sua bella mano bianca, nella quale riluce l'ametista dell'anello pastorale, fende l'aria col segno della croce e fulmina i sui due amici con la sua benedizione.<br />Forse, distratto dai propri pensieri, empio a sua insaputa, d'Artagnan non si sarebbe affatto inchinato a quella santa benedizione; ma Porthos s'è accorto della distrazione dell'amico, e, appoggiando affettuosamente la sua mano sulla schiena del moschettiere, lo schiaccia verso terra.<br />D'Artagnan si piegò: ci volle poco che non cadesse bocconi. Intanto Aramis è passato. D'Artagnan, come Anteo, non ha fatto che toccare la terra, e si rivolge verso Porthos pronto a litigare.
*"Buongiorno, signor d'Artagnan. Parlavamo di Belle-Isle sul Mare", disse Fouquet con quell'arte del mondo e quella scienza dello sguardo che richiedono metà della vita per impararle bene, e a cui certa gente, nonostante tutto il suo studio, non arriva mai.
*Aramis, l'abbiamo detto, era ancora alzato. Comodamente avvolto in una veste da camera di velluto, scriveva lettere su lettere, con quella scrittura così fine e così densa che d'una pagina fa un quarto di volume.
*Monsieur era troppo gran signore per notare un tal particolare. Non c'è nulla d'efficace come l'idea ben stabilita della propria superiorità per assicurare l'inferiorità dell'uomo che ha una tale opinione di sé.
*"Lo so, e ho agito di conseguenza: niente spazio, niente comunicazioni, niente donne, niente gioco, ma, adesso, è d'un patetico che non vi so dire", aggiunse Aramis con uno di quei sorrisi che appartenevano solo a lui, "vedere come i giovani cerchino di divertirsi, e come, di conseguenza, simpatizzino per colui che paga i divertimenti"
*Però Dio è tanto buono per gli errori giovanili, tutto quello che è amore, anche amore colpevole, trova così facilmente grazia ai suoi sguardi paterni, che all'uscir dalla messa Luigi, levando gli occhi al cielo, poté vedere, attraverso gli strappi di una nuvola, un angolo del tappeto azzurro che è calpestato dal piede del Signore.
*E Porthos si fece severo.<br />"E la botola, signore", disse, "e la botola?"<br />Di Sant-Agnan divenne estremamente pallido. Buttò indietro la sedia in tal modo, che Porthos, con tutta la sua ingenuità, s'accorse che il colpo aveva fatto centro.<br />"La botola", mormorò il conte.<br />"Ebbene, signore, datene una spiegazione, se potete", fece Porthos scuotendo il capo.<br />Di Sant-Agnan abbassò la fronte.<br />"Oh! sono tradito!", mormorò; "si sa tutto!"<br />"Si sa sempre tutto", replicò Porthos, che non sapeva nulla.
*"No, è l'impotenza! Abbiamo forse la pretesa di prendere, in tre, la Bastiglia?"<br />"Se ci fosse d'Artagnan", esclamò Porthos, "non dico di no."<br />Raul fu preso d'ammirazione davanti a quella fiducia, eroica tanto era candida. Erano quelli gli uomini famosi che, in tre o quattro, affrontavano eserciti o attaccavano fortezze! Uomini che avevano spaventato la morte e che, sopravvissuti a tutto un secolo ormai in dissoluzione, erano ancora più forti dei più forti giovani del giorno.
*Baisemeaux impallidì di fronte a quella fredda sicurezza. Gli parve che la voce di Aramis, così gaia e sorridente poco prima, fosse divenuta funebre e sinistra; che i ceri dei candelabri si fossero cambiati in ceri da cappella sepolcrale; che i bicchieri di vino si fossero trasformati in calici di sangue.
*Ad un tratto, il capo del giovane si inchinò. Il suo pensiero ridiscese sulla terra. il suo sguardo si indurì, la fronte gli si coprì di rughe, la bocca assunse una espressione di feroce risolutezza; poi il suo sguardo divenne fisso ancora una volta; ma ora rifletteva la fiamma dei mondani splendori; ora somigliava allo sguardo di Satana sulla montagna, quando passava in rivista i regni e le potenze della terra per sedurre Gesù.
*"Colpite, Porthos!", risuonò la voce sepolcrale di Aramis.<br />Porthos mandò un gran sospiro, ma obbedì.<br />La sbarra di ferro calò verticalmente sul capo di Biscarat, che fu ucciso prima ancora di finire il suo grido. Poi la leva formidabile si alzò e si abbassò dieci volte in dieci secondi, e fece dieci cadaveri.
*Ed ora cercate in questa tomba ardente, in questo vulcano sotterraneo, cercate le guardie del re dagli abiti azzurri gallonati d'argento.<br />Cercate gli ufficiali splendenti d'oro, cercate le armi su cui essi avevano contato per difendersi, cercate le pietre che li hanno uccisi, cercate il suolo che li sosteneva.<br />Un solo uomo ha fatto di tutto questo un caos più confuso, più informe, più terribile del caos che esisteva un'ora prima che Dio avesse avuto l'idea di creare il mondo.
*Per un istante, le braccia di Porthos si piegarono; ma l'ercole riunì tutte le forze, e si videro le due pareti della prigione, in cui era sepolto, aprirsi lentamente fargli largo. Per un attimo, apparve in quella cornice di granito, simile all'angelo antico del caos;
==''La regina Margot''==
===[[Incipit]]===
Il lunedì, diciottesimo giorno del mese di agosto 1572, vi era festa grande al Louvre. Le finestre dell'antico palazzo reale, sempre tanto cupe, erano sfarzosamente illuminate; le piazze e le vie attigue, di solito tanto deserte sin da quando a Saint-Germain-l'Auxerrois erano suonate le nove, erano, benché fosse mezzanotte, affollate di gente.
{{NDR|Alessandro Dumas, ''La regina Margot'', BUR Rizzoli, Milano 2017, Traduzione di M. Dazzi}}
===Citazioni===
*{{NDR|su [[Margherita di Valois]]}} La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della corona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa familiarità il re Carlo IX chiamava sempre ''mia sorella Margot''. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Caterina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle donne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in italiano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicendo nel suo entusiasmo:<br />«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».<br />Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla giovane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecondi. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'avvenire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indirizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:<br />«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».<br />La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poiché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buona coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pensiero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27)
==''La signora di Monsoreau''==
===[[Incipit]]===
La sera della domenica di carnevale del 1578, nel magnifico palazzo dei Montmoreney, situato quasi in faccia al Louvre, ma sull'altra riva della Senna, si svolgeva una sontuosa festa per celebrare le nozze di Francesco d'Epinay di Saint-Luc, intimo e favorito del re Enrico III, con Giovanna di Cossé-Brissac, figlia del Maresciallo di Francia.
===Citazioni===
*[...] in tempi in cui la canaglia veste come i principi, credo che questi diano prova di buon gusto vestendosi, per distinguersi, come la canaglia. (p. 9)
*No, non è il [[anima e corpo|corpo]] che è ammalato. È l'[[anima e corpo|anima]]! Piuttosto che un medico... un confessore. (p. 37)
==''Lo Schiaccianoci''==
===[[Incipit]]===
Vi fu un tempo a [[Norimberga]] un presidente assai famoso, il dottor Silberhaus, nome che in tedesco significa «casa d'argento». Il presidente aveva un figlio e una figlia: Fritz di nove anni, e Maria di sette e mezzo: due bambini simpaticissimi, ma molto diversi per carattere e per aspetto fisico, tanto che era difficile credere, così a prima vista, che potessero essere fratelli. Fritz era grassottello, spaccone e piuttosto birichino: faceva le bizze alla minima contrarietà, convinto come era che tutto fosse stato creato per il suo divertimento e per sottostare ai suoi capricci; e restava di questa opinione finché il dottor Silberhaus, stanco delle sue grida, dei suoi pianti e del suo batter di piedi, usciva dallo studio e, levando il dito all'altezza del sopracciglio aggrottato, si limitava a esclamare: – Signor Fritz!...
===Citazioni===
*[[Norimberga]] è una città della [[Germania]] famosissima per i giocattoli, le bambole e i fantocci che spedisce a casse piene in tutti gli altri paesi del mondo: per questo i bambini di Norimberga sono i più felici della terra, a meno che non succeda a loro come agli abitanti di [[Ostenda]] che le ostriche a ceste piene se le vedono soltanto passare sotto il naso. (p. 11)
*''A perpendicolo | ticchetta il [[orologio a pendolo|pendolo]], | avanza e arretra | bello squadron! || L'orologio piano piano | mezzanotte suonerà; | quando arriva la civetta | fugge fugge sua maestà''. (p. 45)
*''Sorella, un pezzetto di lardo | per me devi avere riguardo, | anch'io come te son regina | e gusto la buona cucina.'' (p. 50)
*''Dal tuo consorte uccisi, senza peccati o torti, | i miei figli e nipoti ormai son tutti morti, | ma guai a te, regina! | ché sul bimbo regale da te tanto aspettato | sul tuo tenero amore ho già deliberato | di far la mia vendetta! | Tuo marito ha fortezze, ha cannoni e soldati, | consiglieri e ministri illustri e illuminati, | e tu hai ciò che chiedi. | La regina dei topi non ha nulla, però | denti aguzzi e potenti la sorte le donò | da usar contro i tuoi eredi!'' (p. 56)
==''Mastro Adamo il calabrese''==
===[[Incipit]]===
Se i nostri lettori provano qualche curiosità per gli episodi, della veridica storia che stiamo per raccontare è necessario che abbiano la compiacenza di seguirci in Calabria dove li abbiamo già condotti due volte, la prima per raccontare loro le avventure di Cherubino e Celestino, la seconda per farli assistere alla morte di Murat.
===Citazioni===
*La [[Calabria]] è una magnifica regione; d'estate ci si arrostisce come a Tambouctou, d'inverno vi si gela come a San Pietroburgo; inoltre non vi si conta punto ad anni, a lustri o a secoli come negli altri paesi, ma a terremoti. (p. 7)
*Era un vecchio uomo felice mastro Adamo; una di quelle persone facile a illuminarsi e che si aprono naturalmente alla speranza ed alla gioia come i fiori.
*In effetti l'[[posta|ufficio postale]] sembrava una di quelle case miracolose trasportate dagli angeli come il duomo della madonna di Loreto.
*Non c'era nessun dubbio sulla decisione. Le urla di: Viva la [[Maria|Madonna]]! Abbasso gli sbirri! risuonarono da ogni lato e le povere guardie, richiamate dai diversi luoghi dove vegliavano da otto giorni con una tenacia ed un coraggio degni di maggior ricompensa, partirono la stessa notte per Monteleone.
==''Pascal Bruno''==
===[[Incipit]]===
Bellini era di Catania. La prima cosa che i suoi occhi, aprendosi, avevano visto, erano state le onde che, dopo aver bagnato le mura di Atene, vengono a spegnersi melodiosamente sulle rive di un'altra Grecia; e l'Etna favolosa e antica, sui cui fianchi vivono ancora, dopo diciotto secoli, la mitologia di Ovidio e i racconti di Virgilio. Ecco perché l'indole di Bellini era tra le più poetiche che si potessero incontrare; e il suo genio, che bisogna apprezzare con il sentimento e non giudicare con la ragione, un canto eterno, dolce e malinconico come un ricordo; un'eco simile a quella che se ne sta assopita nei boschi e sulle montagne, e che sussurra appena fino a quando il grido delle passioni e del dolore non venga a svegliarla. Bellini era l'uomo che faceva al caso mio. Aveva lasciato la Sicilia ancora giovane, e dell'isola nativa gli era rimasta una memoria crescente, dentro la quale custodiva religiosamente, lontano dai luoghi in cui era cresciuto, i ricordi poetici dell'infanzia.
===Citazioni===
* Era un giovane di venticinque ventisei anni che, a prima vista, si pensava dovesse appartenere alla classe del popolo. Portava un cappello calabrese, fasciato da un largo nastro che gli ricadeva ondeggiante sulla spalla; una giacca di velluto con bottoni d'argento; pantaloni della stessa stoffa e con le stesse guarnizioni, stretti alla vita da una fascia di seta rossa con ricami e frange verdi come quelle che si fanno a Messina, a imitazione di quelle lavorate in Oriente. Infine, gambaletti e scarpe di cuoio completavano il costume montanaro, che non mancava di una certa eleganza e che sembrava fatto apposta per mettere in risalto le belle e armoniose forme del corpo di chi lo indossava. Il volto era di una bellezza selvaggia: aveva tratti fortemente marcati propri dell'uomo meridionale, occhi arditi e fieri, capelli e barba neri, naso aquilino e denti perfetti.
==''Vent'anni dopo''==
{{vedi anche|Vent'anni dopo}}
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Garibaldi e Montevideo''===
Al viaggiatore che viene d'Europa su quelle navi che i primi abitanti di quel paese scambiarono per case volanti, prime ad aprirsi allo sguardo, dopo il grido del marinaio in vedetta che annunzia la terra, son due montagne. L'una di mattoni, che è la cattedrale, la chiesa-madre, la ''matriz'', come la si chiama; l'altra poi di massi e verdura, su cui s'innalza un faro, vien detta il ''Cerro''.
===''Robin Hood''===
Era il tramonto di un giorno di primavera dell'anno di grazia 1162, sotto il regno di Enrico II Plantageneto. Due uomini a cavallo percorrevano i sentieri della foresta di Sherwood, nella contea di Nottingham; essi apparivano sfiniti almeno quanto le loro cavalcature.<ref>Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, ''Incipit'', Skira, 2018. ISBN 9788857238937</ref>
===''Storia di uno schiaccianoci''===
''Norimberga, 2010.''<br />
Da qualche giorno, la piccola Maria, è attratta dalla porta chiusa della soffitta, in casa della nonna. La nonna si chiamava Maria, proprio come lei, come la bisnonna e... Che strano, quasi tutte le donne della famiglia, tranne sua madre e una prozia, si chiamavano Maria.<br />
La porta della soffitta è lì, massiccia, chiusa da una grossa chiave annerita dal tempo. La piccola Maria la guarda, poi, finalmente, la fa girare: tac tac, un rumore secco, come di noci rotte, due giri. Ora appoggia la mano sulla maniglia, che cede facilmente. La porta si sta aprendo, si apre, gira piano sui cardini, senza rumore:<br />
- Vieni, vieni, piccola Maria, ti stavamo aspettando.
==Citazioni su Alexandre Dumas==
*I due Dumas hanno capovolto la teoria dell'economia. Il padre è stato il prodigo, e il figlio è stato l'avaro. ([[Jules Renard]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Alexandre Dumas, ''Ascanio'', Adriano Salani Editore, Firenze 1930.
*Alexandre Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/53485/53485-h/53485-h.htm Garibaldi e Montevideo]'', F. Manini, 1859.
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, Rizzoli, 1998.
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Giovanni Ferrero, Fabbri Editori, 2001.
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Emilio Franceschini, introduzione di Umberto Eco, Rizzoli, 2010. ISBN 9788817009676
*Alexandre Dumas, ''Il conte di Montecristo'', traduzione di Gaia Panfili, Donzelli, 2010. ISBN 8860364035
*Alexandre Dumas, ''Il visconte di Bragelonne'', Tipografia Editoriale Lucchi, Milano 1964.
*Alexandre Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di A. Beltramelli, Mondadori, 2004.
*Alessandro Dumas, ''[https://www.gutenberg.org/files/60641/60641-h/60641-h.htm I tre moschettieri]'', traduzione di Angiolo Orvieto, G. Rondinella Editore, 1853.
*Alessandro Dumas, ''I tre moschettieri'', traduzione di C. Siniscalchi, Tipografia editoriale Lucchi, Milano, 1975.
*Alexandre Dumas, ''[https://web.archive.org/web/20130603210423/http://ed.espresso.repubblica.it/speciali_web/2013/igrandiromanzi/itremoschettieri.epub I tre moschettieri]'', introduzione e traduzione di Guido Paduano, Gruppo Editoriale L'Espresso, 2013.
*Alexandre Dumas, ''La regina Margot'', traduzione di Maria Dazzi, BUR, Milano, 2008.
*Alexandre Dumas, ''La signora di Monsoreau'', traduzione di Luigi A. Garrone, Tipografia Editoriale Lucchi, Milano, 1937.
*Alexandre Dumas, ''Lo Schiaccianoci'' (''Histoire d'un casse-noisette''), traduzione di Antonio Lugli, EDIPEM, Novara 1974.
*Alexandre Dumas, ''Mastro Adamo il calabrese'', traduzione di A. Coltellaro, Pellegrini Editore, 1999.
*Alexandre Dumas, ''Pasquale Bruno'' (''Romanzo storico siciliano''), traduzione di C. Rizza, La Zisa Edizioni. ISBN 978-8881280421
*Alexandre Dumas, ''Storia di uno schiaccianoci (liberamente tratta dal racconto di Alexandre Dumas)'', traduzione e cura di Gabriella Messi, Edizioni Angolo Manzoni, 2010. ISBN 9788862040761
*Alexandre Dumas, ''Viaggio in Calabria'', traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 1996. ISBN 884981545X
==Filmografia==
*''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il conte di Montecristo]]'' (1934)
*''[[I tre moschettieri (film 1993)|I tre moschettieri]]'' (1993)
*''[[La regina Margot]]'' (1994)
*''[[Il conte di Montecristo (miniserie televisiva 1998)|Il conte di Montecristo]]'' (1998)
*''[[La maschera di ferro (film 1998)|La maschera di ferro]]'' (1998)
*''[[Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri|Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri]]'' (2004)
==Voci correlate==
*[[Alexandre Dumas (figlio)]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|s2=fr:Auteur:Alexandre Dumas|s2_lingua=francese}}
===Opere===
{{Pedia|I tre moschettieri||(1844)}}
{{Pedia|Il conte di Montecristo||(1844-1846)}}
{{Pedia|La regina Margot (romanzo)|''La regina Margot''|(1845)}}
{{Pedia|Vent'anni dopo (romanzo)|''Vent'anni dopo''|(1845)}}
{{Pedia|Il visconte di Bragelonne||(1847-1850)}}
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[[Categoria:Drammaturghi francesi]]
[[Categoria:Scrittori francesi]]
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*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
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*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
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*[[Roberto Villa]]: abate
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}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù!
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! ([[Helen Mirren]])
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. ([[Helen Mirren]])
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Film fantasy]]
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/* John Boorman */
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Mallory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù!
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! ([[Helen Mirren]])
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. ([[Helen Mirren]])
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Film fantasy]]
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2026-06-20T15:16:06Z
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/* Citazioni su Excalibur */
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Mallory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù!
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Helen Mirren]]===
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Film fantasy]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Mallory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù!
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Helen Mirren]]===
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film fantasy]]
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2026-06-20T21:17:13Z
Skekzilla
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Malory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù!
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ([[Liam Neeson]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Helen Mirren]]===
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Film fantasy]]
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/* Citazioni su Excalibur */
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Malory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù!
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Helen Mirren]]===
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
===[[Liam Neeson]]===
*Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa.
*È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario.
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato!
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film fantasy]]
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Malory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù!
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Helen Mirren]]===
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
===[[Liam Neeson]]===
*Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa.
*È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario.
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato!
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Film fantasy]]
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Malory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù!
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Helen Mirren]]===
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
===[[Liam Neeson]]===
*Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa.
*È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario.
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato!
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Film fantasy]]
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Malory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordina}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! {{NDR|nella distanza, vede il corpo di Artù trasportato nell'isola immortale di Avalon}}
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Helen Mirren]]===
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
===[[Liam Neeson]]===
*Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa.
*È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario.
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato!
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Malory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordine}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! {{NDR|nella distanza, vede il corpo di Artù trasportato nell'isola immortale di Avalon}}
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Helen Mirren]]===
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
===[[Liam Neeson]]===
*Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa.
*È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario.
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato!
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
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wikitext
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{{Film
|titoloitaliano= Excalibur
|titolooriginale= Excalibur
|immagine=Excalibur (1981) logo.png
|paese= Irlanda/Usa
|anno= 1981
|genere= Fantasy
|regista= [[John Boorman]]
|soggetto = [[Thomas Malory]]
|sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]]
|attori=
*[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]]
*[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]]
*[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]]
*[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]]
*[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]]
*[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]]
*[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia
*[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]]
*[[Keith Buckley]]: Uryens
*[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]]
*[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]]
*[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]]
*[[Robert Addie]]: [[Mordred]]
*[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino)
*[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]]
*[[Ciarán Hinds]]: Lot
*[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]]
*[[Eamonn Kelly]]: abate
|doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù
*[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana
*[[Gianni Williams]]: Lancillotto
*[[Emanuela Rossi]]: Ginevra
*[[Romano Ghini]]: Parsifal
*[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino
*[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia
*[[Renato Mori]]: Leodegrance
*[[Sandro Iovino]]: Uryens
*[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector
*[[Paolo Poiret]]: Galvano
*[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon
*[[Sandro Acerbo]]: Mordred
*[[Simona Izzo]]: Igraine
*[[Luciano De Ambrosis]]: Kay
*[[Roberto Villa]]: abate
|note=
}}
'''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]].
{{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}}
==[[Incipit]]==
<div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div>
:<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div>
==Frasi==
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''')
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''')
*Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''')
*Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà re. ('''Merlino''')
*Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''')
*Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''')
*Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''')
*Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''')
*Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''')
*C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''')
*Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''')
*Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''')
*Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''')
*Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''')
*Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''')
*Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''')
*Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''')
*Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''')
*{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''')
==Dialoghi==
[[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']]
*'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino!
*'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò.
*'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re.
*'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]].
*'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io.
*'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più.
*'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo...
*'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore.
*'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente.
*'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione.
*'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda!
*'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra.
*'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine!
*'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo.
*'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero.
*'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore...
*'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora.
*'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo!
*'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami!
*'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite...
*'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No!
*'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio.
*'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza.
*'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano...
*'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te!
*'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno.
*'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''.
*'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto.
*'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}}
==[[Explicit]]==
*'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordine}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! {{NDR|nella distanza, vede il corpo di Artù trasportato nell'isola immortale di Avalon}}
==Citazioni su ''Excalibur''==
[[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]]
*Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref>
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'')
*Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]])
*Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]])
*Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref>
*Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]])
===[[John Boorman]]===
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia de ''La morte di Artù'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio.
*Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
===[[Helen Mirren]]===
*{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
*Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
===[[Liam Neeson]]===
*Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa.
*È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario.
*Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato!
===[[Roberto Recchioni]]===
*Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza.
*Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico.
*Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato.
==Note==
<references/>
===Fonti===
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==Altri progetti==
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Re
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[[File:William the Conqueror by an unknown artist circa 1620.jpg|thumb|Ritratto del re Guglielmo il Conquistatore]]
Citazioni sui '''re'''.
==Citazioni==
*Ai Re non rimane ormai che il prestigio del fasto e se fanno la vita dei piccoli borghesi, come Vittorio Emanuele, è naturale che a qualche piccolo borghese loro suddito venga l'idea di prenderne il posto. ([[Maria Sofia di Baviera]])
*Basta coi re. Occupano troppo spazio. ([[Francis Urquhart]], [[Michael Dobbs]])
*{{NDR|Per conservare la propria carica di re}} bisogna concedere agli amici di parlare con franchezza, quando è il caso, e non permettere che i proprio sudditi vengano offesi, per quanto è possibile. ([[Teopompo]])
*Che in un secolo di rivoluzioni sociali esistano ancora re e regine, a me pare semplicemente grottesco. ([[Nguyễn Cao Kỳ]])
*Che un re ami più se stesso che il suo popolo è molto triste. Che un popolo ami più il suo re che se stesso è molto pericoloso. ([[Quino]])
*È preferibile che il titolo di re sia in possesso di chi dispone del corrispondente potere e non di colui che ne è rimasto privo. ([[Franco Cuomo]])
*È vecchio privilegio dei re di governar tutto, ma non le loro passioni. ([[Charles Dickens]])
*I re sono uomini come tutti gli altri: rari sono, anche tra loro, quelli che hanno una natura da capi e da autocrati. Insieme alla corona, i sovrani ereditano anche un'etichetta, tradizioni e limiti, con la conseguenza che non sono numerosi tra loro quelli che mostrano tendenze a governare in maniera davvero regale, da monarca assoluto. ([[Milovan Gilas]])
*Il mondo a te appare semplice, amico mio, ma per chi è re poche scelte sono semplici. ([[Ulisse]]: ''[[Troy]]'')
*Il politico può cambiare idea, ma il simbolo della monarchia, il re, deve rimanere imparziale. La persona del re appartiene a tutti i cittadini di tutti i gradini sociali. Deve essere al di sopra della politica. ([[Reza Ciro Pahlavi]])
*Il re non chiede, comanda. (''[[Il Trono di Spade (seconda stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*Il re regna e non [[governo|governa]]. ([[Adolphe Thiers]])
*In cosa il re è superiore al povero se egli in terra non ha fatto del bene? Il loro cadere nella fossa è lo stesso e il loro percorso nel profondo è lo stesso. (''[[Gloria dei Re]]'')
*Io vorrei che l'ultimo dei re fosse strangolato con gli intestini dell'ultimo dei preti. ([[Jean Meslier]])
*L'uomo sensibile ha anche bisogno d'aver provati i mali, o di averli conosciuti, per sentirli. Il cuore de' re ha ordinariamente la disgrazia di esser privo dell'uno, e dell'altro soccorso. Riparate dunque a questa disgrazia della vostra istessa grandezza. ([[Gaetano Filangieri]])
*La generosità dei re è una pianta del paradiso stesso; essa tutti conquista ad essa obbedisce ognuno: anche i traditori più noti. (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'')
*Non c'è [[Sifilide|lue]] senza re. ([[Marcello Marchesi]])
*Non sapeva che per i re il mondo è alquanto semplificato. Tutti gli uomini sono sudditi. ([[Antoine de Saint-Exupéry]])
*Non sarà mai detto ch'io mi sia dannato per l'amore d'alcun figlio di re cristiano. ([[William Shakespeare]])
*– 'O ssaje come se dice, Malammo'? Ca 'o viceré prima o poi diventa 'o peggio nemico dô rre.<br/>– Se dice pure ca ô funerale dô rre l'unico ca nun chiagne è 'o figlio. (''[[Gomorra - La serie (terza stagione)|Gomorra - La serie]]'')
*Perché la parola "re" fa diventare idioti persino le persone ragionevoli? (''[[Vikings]]'')
*Prima d'esser un uomo, io sono un re. Un re il cui destino è dominato da una missione da compiere. E il resto non conta. ([[Mohammad Reza Pahlavi]])
*Quando uccidi un re, non lo fai in silenzio. Lo uccidi dove tutta la corte può vederlo morire. (''[[Gangs of New York]]'')
*''Re vincitor non serba odio a nemico | Di cui non teme''. ([[Vittorio Alfieri]])
*Raoul, sappiate sempre distinguere il re dalla regale sovranità; il re non è che un uomo, la sovranità è lo spirito di Dio. ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'')
*''Regnar non può l'uom vïolento e reo, | ch'esser pastor non può lupo rapace. || Tal re che ingiusto prendasi costume, | scrolla del regno suo le fondamenta.'' ([[Saˁdi]])
*{{NDR|I personaggi regali}} sanno che per loro è impossibile uscire dal seminato della buona creanza, perché la buona creanza consiste nel fare esattamente ciò che fanno. ([[Marcel Thiry]])
*Sorrisi di re tagliano più di fili di spade ben affilate. ([[Antonio Pérez (statista)|Antonio Pérez]])
*Tom Canty contemplò intorno a sé il mare di facce entusiaste, e il cuore gli si gonfiò di esultanza e sentì che la sola cosa per cui valesse la pena di vivere a questo mondo consisteva nell'essere un re e l'idolo di una nazione. ([[Mark Twain]])
*Tutti volevano che un re fosse scelto perché non avevano ancora gustato la dolcezza della libertà. ([[Tito Livio]])
*Un ladro è un re finché non viene colto. (''[[Il viaggio fantastico di Sinbad]]'')
*Un vero re non ha bisogno dell'amore degli altri. (''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'')
*Un re ha molti nemici ma pochi amici. Per questo deve fare il possibile per consolidare il suo potere, prima che venga minacciato. (''[[Vikings]]'')
*Un re non deve mai rimpiangere la forza. Le cattive necessità sono necessità, e un re non deve arrestarsi di fronte a nessuna necessità. Neppure quando essa gli dà un dispiacere. Noi non abbiamo mai avuto paura d'esser duri: lo sa il re cosa ci vuole per il popolo, non lo sa mica il popolo. ([[Haile Selassie]])
*Un re non edifica, se non quando ha con sé o Dio o lo spirito di Dio. ([[Alexandre Dumas padre]], ''[[Vent'anni dopo]]'')
*Un re non piange mai per sé stesso. Non ne ha il diritto. Un re è anzitutto dovere, e il senso di dovere è sempre stato così forte in me. ([[Mohammad Reza Pahlavi]])
*Un re non s'inginocchia mai. ([[Raoul (Ken il guerriero)|Raoul]], ''[[Ken il guerriero (serie animata)|Ken il guerriero]]'')
*Voglio essere libero. Un re non è mai libero. Gli dicono anche chi deve sposare. ([[Sindbad il marinaio]], ''[[Il viaggio fantastico di Sinbad]]'')
===''[[Excalibur]]''===
*– Cosa significa essere re?<br>– Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*– Devo essere il re prima.<br>– Prima che marito?<br>– Se è necessario, sì.<br>– Prima dell'amore...
*Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re.
*Un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
===''[[La leggenda di Beowulf]]''===
*Il re non deve mai impegnarsi in uno scontro diretto.
*Quando ero giovane, io pensavo che essere re volesse dire andare in battaglia ogni mattina, contare l'oro e il bottino nel pomeriggio e giacere con bellissime donne ogni notte. Ma ora, niente è piacevole come avrebbe dovuto essere.
*Serve molto fascino per diventare re.
===''[[Shāh-Nāmeh]]''===
*''Ingiusto re non guarda | Al suo regno giammai, ma sol la mano | I suoi tesori a ricolmar distende | E sol per avarizia alto è signore | D'ogni prence quaggiù d'eretto capo.''
*''Possanza | Di re non userai con tristo core.''
*''Son due della persona | I re, core e cerèbro, e l'altre membra | Gli strumenti ne son, ne son le squadre | Armate e pronte; ma se guasti e infetti | Sono cerèbro e cor, per poca speme | Di consiglio leal contaminati, | Ratto in quel corpo l'anima si turba | E si confonde, e lieto oh! di qual foggia | Vivrebbesi uno stuol di combattenti | Senza il suo duce? Ratto elli si sperdono, | Poi che lieti non sono, e ratto al suolo | Orbe di spirto lasciano lor spoglie. | Così, se ingiusto è il re sovrano, tutte | Vanno per lui confuse e capovolte | L'opre del regno, e biasimo gli tocca | Dopo la morte sua; re senza fede | È il nome che gli dànno.''
==Proverbi==
===[[Proverbi italiani|Italiani]]===
*Al re non è necessaria la barba, ma l'ingegno.
*Al tuo signore e re, guardar convien la fè.
*[[Avarizia]] dei re, peste dei regni.
*Ben possono dieci poveri dormir sotto un tetto, ma non due re in un regno.
*Dov'è un re debole, governa la [[nobiltà]].
*Dove siede il re, ivi è la cima.
*È meglio ricorrere al re che ai suoi ministri.
*Guai al paese che ha per re un fanciullo.
*I popoli si ammazzano, e i re si abbracciano.
*Il re è l'occhio del cieco e il braccio del debole.
*Il re è la [[legge]] vivente.
*L'amico del re è quello che gli dice il vero.
*La grazia del re è per l'uomo, quel che per la terra è la luce del [[sole]].
*La parola del re è giuramento.
*La volontà del re è comando.
*Meglio un buon re che una buona legge.
*Non può essere buon re degli altri chi non lo è di sé stesso.
*Nuovo re, nuova legge.
*Quando i re si accapigliano, i popoli ci lasciano il pelo.
*Quando il re è ammalato, il popolo non è in salute.
*Quando il re starnuta, tutta la corte dice: Salve.
*Quando vai nella dimora del re, entra cieco ed esci muto.
*Re tiranno non regna a lungo.
*Se il re sputa sopra un abete, chiamasi subito abete reale.
*Un buon re è una benedizione per il paese ed una fortuna per il suo popolo.
*Un re che disprezza le leggi, è disprezzato.
*Un re non letterato è un [[asino]] incoronato.
*Un re sconsigliato rovina popolo e paese.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Corona]]
*[[Monarchia]]
*[[Regina]]
*[[Trono]]
==Altri progetti==
{{Interprogetto|wikt|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}}
[[Categoria:Titoli sovrani]]
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Explicit
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2026-06-20T19:12:06Z
Udiki
86035
Annullata la modifica [[Special:Diff/1416232|1416232]] di [[Special:Contributions/Udiki|Udiki]] ([[User talk:Udiki|discussione]])
1417698
wikitext
text/x-wiki
Quello che segue è un elenco ordinato per autore di '''explicit''' di opere letterarie inseriti nelle voci degli autori e dei libri ([[Speciale:PuntanoQui/Explicit|qui]] un elenco delle voci che rimandano alla presente pagina, fra queste alcune contengono una sezione di explicit).
{{explicit}}
==A==
*'''[[Giuseppe Acerbi]]'''
**Viaggio al Capo Nord fatto l'anno 1799
*'''[[Richard Adams]]'''
**I cani della peste
**La ragazza sull'altalena
**La valle dell'orso
**Traveller
*'''[[Louisa May Alcott]]'''
**Piccoli uomini
*'''[[Augusto Alfani]]'''
**Il carattere degl'Italiani
*'''[[Vittorio Alfieri]]'''
**Vita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da esso
*'''[[Carlo Alianello]]'''
**L'Alfiere
*'''[[Dante Alighieri]]'''
**[[Divina Commedia]], Inferno
**Divina Commedia, Purgatorio
**Divina Commedia, Paradiso
**Vita nuova
*'''[[Isabel Allende]]'''
**La casa degli spiriti
**D'amore e ombra
**Paula
**Eva Luna
**Eva Luna Racconta
**Inés dell'anima mia
**Oltre l’inverno
**Ritratto in seppia
*'''[[Piero Angela]]'''
**A cosa serve la politica?
**Da zero a tre anni
**L'uomo e la marionetta
**Nel Cosmo alla ricerca della vita
**Quark Economia
**Ti amerò per sempre
**Viaggi nella scienza
*'''[[Angelo da Vallombrosa]]'''
**Omelia in laude di Maria
*'''[[Dario Antiseri]]'''
**Due grandi patriarchi viennesi: Karl R. Popper e Konrad Lorenz
*'''[[Apuleio]]'''
**Le metamorfosi
*'''[[Paolo Flores d'Arcais]]'''
**Gesù. L'invenzione del Dio cristiano
*'''[[Pietro Aretino]]'''
**Angelica
**Dialogo nel quale la Nanna insegna alla Pippa
**Ragionamento della Nanna e della Antonia
**Sonetti lussuriosi
*'''[[Ludovico Ariosto]]'''
**Orlando furioso
*'''[[Giuseppe Arnaud]]'''
**La crudeltà ne' giuochi
*'''[[Antonia Arslan]]'''
**La masseria delle allodole
*'''[[Antonin Artaud]]'''
**Eliogabalo o l'anarchico incoronato
*'''[[Neal Asher]]'''
**Neve nel deserto
*'''[[Maria Attanasio]]'''
**La ragazza di Marsiglia
*'''[[Jane Austen]]'''
**Orgoglio e pregiudizio
*'''[[Avvakum]]'''
**Vita dell'Arciprete Avvakum scritta da lui stesso
==B==
*'''[[Robert Baden-Powell]]'''
**La mia vita come un'avventura
**Manuale dei Lupetti
**Scautismo per ragazzi
*'''[[Clive Barker]]'''
**Schiavi dell'inferno
*'''[[Franco Baldini]]'''
**Il Piave mormorava
*'''[[James Graham Ballard]]'''
**L'impero del sole
*'''[[Honoré de Balzac]]'''
**Papà Goriot
*'''[[Kage Baker]]'''
**Benvenuto nell'Olimpo, Signor Hearst
*'''[[Anna Banti]]'''
**Noi credevamo
*'''[[Muriel Barbery]]'''
**L'eleganza del riccio
*'''[[Henri Barbusse]]'''
**Il coltello fra i denti
*'''[[Luigi Barzini senior]]'''
**U.R.S.S. l'impero del lavoro forzato
*'''[[Giorgio Bassani]]'''
**Il giardino dei Finzi-Contini
*'''[[Roberto Battaglia]]'''
** Storia della Resistenza italiana
**Un uomo, un partigiano
*'''[[William Beckford]]'''
**Vathek
*'''[[Giulio Bedeschi]]'''
**Centomila gavette di ghiaccio
*'''[[Maria Bellonci]]'''
**Lucrezia Borgia
*'''[[Elia Benamozegh]]'''
**Storia degli Esseni: Lezioni
*'''[[Benedetto XVI]]'''
**Deus caritas est
**Il Dio di Gesù Cristo
**Spe Salvi
*'''[[Felice Benuzzi]]'''
**Fuga sul Kenya
*'''[[Eric Berne]]'''
**A che gioco giochiamo
**"Ciao!" ...E poi?
*'''[[Silvio Bertoldi]]'''
**La chiamavamo Patria
*'''[[Romano Bilenchi]]'''
**Il capofabbrica
**Il bottone di Stalingrado
*'''[[Enzo Biagi]]'''
**Quello che non si doveva dire
*'''[[Harold Bloom]]'''
**Gesù e Yahvè
*'''[[Giorgio Bocca]]'''
**In che cosa credono gli italiani?
**Storia della Repubblica italiana
*'''[[Umberto Boccioni]]'''
**Manifesto tecnico della scultura futurista
*'''[[Remo Bodei]]'''
**Paesaggi Sublimi. Gli uomini davanti alla natura selvaggia
*'''[[Walter Bonatti]]'''
**K2 La verità. 1954 – 2004
*'''[[Antonmaria Bonetti]]'''
**Il volontario di Pio IX
*'''[[Emilio Bossi]]'''
**Gesu Cristo non è mai esistito
*'''[[Gaston Bouthoul]]'''
**La sovrappopolazione
*'''[[Ray Bradbury]]'''
**Fahrenheit 451
*'''[[Michela Vittoria Brambilla]]'''
**Manifesto animalista
*'''[[Tito Brandsma]]'''
**Per vivere senza crudeltà sugli animali
*'''[[Lucas Bridges]]'''
**Ultimo confine del mondo
*'''[[Max Brod]]'''
**Kafka
*'''[[Dan Brown]]'''
**Il simbolo perduto
*'''[[Giordano Bruno]]'''
**De la causa, principio et uno
**De l'infinito, universo e mondo
**L'asino cillenico
**Spaccio de la bestia trionfante
*'''[[Ernesto Buonaiuti]]'''
**Lutero e la Riforma in Germania
**Pellegrino di Roma
*'''[[Edgar Rice Burroughs]]'''
**Sotto le lune di Marte
*'''[[William Seward Burroughs]]'''
**Ragazzi selvaggi
*'''[[Aldo Busi]]'''
**Altri abusi
**Casanova di se stessi
**La delfina bizantina
**Madre Asdrubala
**Manuale del perfetto single
**Nudo di Madre (Manuale del perfetto scrittore)
**Seminario sulla gioventù
**Sodomie in corpo 11
*'''[[Samuel Butler]]'''
**Alpi e santuari
**Così muore la carne
**Erewhon
**Il buon porto
**L'autrice dell'Odissea
**Life and Habits
**Ritorno in Erewhon
*'''[[Dino Buzzati]]'''
**Il deserto dei tartari
==C==
*'''[[Gérard Calvet]]'''
**La santa liturgia
*'''[[Italo Calvino]]'''
**Il barone rampante
*'''[[Albert Camus]]'''
**Il mito di Sisifo
*'''[[Giorgio Candeloro]]'''
**Storia dell'Italia moderna
*'''[[Elias Canetti]]'''
**La lingua salvata
*'''[[Luciano Canfora]]'''
**La natura del potere
**La metamorfosi
*'''[[Scipione Capece]]'''
**Carme genetliaco di Gesù Cristo
*'''[[Gaetano Cappelli]]'''
**Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo
*'''[[Giampiero Carocci]]'''
**Storia del fascismo
*'''[[Gianrico Carofiglio]]'''
**Le tre del mattino
*'''[[Emmanuel Carrère]]'''
**L'avversario
**Limonov
*'''[[Giacomo Casanova]]'''
**Storia della mia fuga dai Piombi
*'''[[Riccardo Cassini]]'''
**Nutella Nutellae
*'''[[Carlo Cassola]]'''
**La ragazza di Bube
*'''[[Carlos Castaneda]]'''
**Una realtà separata
*'''[[Gaio Valerio Catullo]]'''
**Carmi
*'''[[Matei Cazacu]]'''
**Dracula
*'''[[Louis-Ferdinand Céline]]'''
**Viaggio al termine della notte
*'''[[Umberto Cerroni]]'''
**Il pensiero politico italiano
*'''[[Miguel de Cervantes]]'''
**Don Chisciotte della Mancia
*'''[[Charlie Chaplin]]'''
**La mia autobiografia
*'''[[Henri Charrière]]'''
**Banco
**Papillon
*'''[[François-René de Chateaubriand]]'''
**Genio del Cristianesimo
*'''[[Gilbert Keith Chesterton]]'''
**Autobiografia
**Eretici
**Il Napoleone di Notting Hill
**L'osteria volante
**L'Uomo che fu Giovedì. Storia di un incubo
**San Francesco d'Assisi
**Uomovivo
*'''[[Piero Chiara]]'''
**Il piatto piange
**La spartizione
*'''[[Vere Gordon Childe]]'''
**I frammenti del passato
**Preistoria della società europea
*'''[[Agatha Christie]]'''
**Dieci piccoli indiani
**Poirot a Styles Court
*'''[[Luigi Cibrario]]'''
**La morte del conte Carmagnola
*'''[[Domenico Cirillo]]'''
**Discorsi accademici
*'''[[Giuseppe Citanna]]'''
**La poesia di Ugo Foscolo
*'''[[Pietro Citati]]'''
**Kafka
*'''[[Tom Clancy]]'''
**La grande fuga dell'Ottobre Rosso
*'''[[Antonio Cocchi]]'''
**Del vitto pitagorico per uso della medicina
*'''[[Diablo Cody]]'''
**Candy Girl – Memorie di una ragazzaccia perbene
*'''[[Egmont Colerus]]'''
**Piccola storia della matematica
*'''[[Pietro Colletta]]'''
**Storia del reame di Napoli
*'''[[John Connolly]]'''
**Anime morte
**Gente che uccide
**Gli amanti
**Il ciclo delle stagioni
**Il libro delle cose perdute
**L'angelo delle ossa
**Palude
**The Reapers
**Tutto ciò che muore
*'''[[Robert Conquest]]'''
**Il grande terrore
**Stalin
*'''[[Joseph Conrad]]'''
**Tifone
*'''[[Pat Conroy]]'''
**I ragazzi di Charleston
*'''[[Antonio Conte]]'''
**Testa, cuore e gambe
*'''[[Jean Campbell Cooper]]'''
**Yin e Yang. L'armonia taoista degli opposti
*'''[[Gianni Corbi]]'''
**L'avventurosa nascita della repubblica
*'''[[Michael Crichton]]'''
**L'isola dei pirati
*'''[[Lidija Korneevna Čukovskaja]]'''
**Sof'ja Petrovna
*'''[[Carlo Maria Curci]]'''
**Il Vaticano regio
*'''[[Annette Curtis Klause]]'''
**Il bacio d'argento
==D==
*'''[[Ugo D'Andrea]]'''
**Mussolini motore del secolo
*'''[[Silvio D'Arzo]]'''
**Casa d'altri
**Penny Wirton e sua madre
*'''[[Lorenzo Da Ponte]]'''
**Don Giovanni
*'''[[Charles Darwin]]'''
**L'origine dell'uomo e la selezione sessuale
**L'origine delle specie
*'''[[Richard Dawkins]]'''
**Il fiume della vita
**Il gene egoista
*'''[[Moshe Dayan]]'''
**Storia della mia vita
*'''[[Lauro de Bosis]]'''
**Storia della mia morte
*'''[[Giancarlo De Cataldo]]'''
**Romanzo criminale
*'''[[Lodovico De Cesare]]'''
**Lo psicanalista senza divano
*'''[[Filippo De Filippi (1869-1938)]]'''
**Il Ruwenzori
**La spedizione di sua altezza reale il principe Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi al Monte Sant'Elia
*'''[[Concita De Gregorio]]'''
**Mi sa che fuori è primavera
*'''[[Georges de Pimodan]]'''
**Memorie della guerra d'Italia sotto il maresciallo Radetzky
*'''[[Léon Degrelle]]'''
**Militia
*'''[[Grazia Deledda]]'''
**Canne al vento
*'''[[Yehiel De-Nur]]'''
**La casa delle bambole
*'''[[Gian Carlo Di Negro]]'''
**Vita di Gian Carlo Di Negro patrizio genovese scritta da esso
*'''[[Jared Diamond]]'''
**Armi, acciaio e malattie
**Collasso
*'''[[Philip K. Dick]]'''
**La svastica sul sole
*'''[[Charles Dickens]]'''
**Impressioni italiane
**La bottega dell'antiquario
**Le campane
**Le due città
**Oliver Twist
**Racconto di due città
*'''[[Fëdor Dostoevskij]]'''
**Delitto e castigo
**[[L'idiota]]
**I demoni
**[[I fratelli Karamazov]]
**Memorie dalla Casa dei morti
*'''[[Alan Duff]]'''
**Erano guerrieri
*'''[[Alexandre Dumas figlio|Alexandre Dumas]] figlio'''
**La signora delle camelie
*'''[[Alexandre Dumas padre|Alexandre Dumas]] padre'''
**[[Vent'anni dopo]]
*'''[[Giacomo Durando]]'''
**Della nazionalità italiana
==E==
*'''[[Umberto Eco]]'''
**Il nome della rosa
**Il pendolo di Foucault
*'''[[Greg Egan]]'''
**Axiomatic
***L'assassino infinito
***Diario da cento anni-luce
***Eugene
***La carezza
***Sorelle di sangue
***Assiomatico
**Luminous
***Pagliuzze
***Eva Mitocondriale
***Luminous
***Mister Voglio
***Nel suo bozzolo
**Singleton
**Incandescence
*'''[[Pietro Egidi]]'''
**Viterbo
*'''[[Albert Einstein]]'''
**Annus Mirabilis Papers
***Il moto delle particelle in sospensione nei fluidi in quiete, come previsto dalla teoria cinetico-molecolare del calore
***L'elettrodinamica dei corpi in movimento
***L'inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia?
***Un punto di vista euristico relativo alla generazione e alla trasformazione della luce
**Altri lavori di ricerca
***La teoria della generazione e dell'assorbimento della luce
***La teoria planckiana della radiazione e la teoria dei calori specifici
***Lo stato attuale del problema della radiazione
***L'effetto della gravitazione sulla propagazione della luce
***I fondamenti della teoria della relatività generale
***La teoria quantica della radiazione
***Considerazioni cosmologiche sulla relatività generale
**Autobiografia scientifica
*'''[[Friedrich Engels]]'''
**Dell'autorità
**Ludovico Feuerbach e il punto d'approdo della filosofia classica tedesca
*'''[[Epicuro]]'''
**Lettera ad Erodoto
**Lettera a Meneceo
**Lettera a Pitocle
*'''[[Ermete Trismegisto]]'''
**Asclepio
*'''[[Jeffrey Eugenides]]'''
**Le vergini suicide
*'''[[Euripide]]'''
**Oreste
*'''[[Valerio Evangelisti]]'''
**Tortuga
**Veracruz
==F==
*'''[[Giorgio Faletti]]'''
**Io sono Dio
*'''[[Oriana Fallaci]]'''
**I sette peccati di Hollywood
**Insciallah
**Intervista con il Potere
**Intervista con la storia
**La forza della ragione
**La rabbia e l'orgoglio
**Lettera a un bambino mai nato
**Niente e così sia
**Oriana Fallaci intervista sé stessa – L'Apocalisse
**Penelope alla guerra
**Quel giorno sulla luna
**Se il sole muore
**Un cappello pieno di ciliege
**Un uomo
*'''[[William Faulkner]]'''
**Santuario
*'''[[Gaetano Fazzari]]'''
**Breve storia della matematica dai tempi antichi al medio-evo
*'''[[Leslie Feinberg]]'''
**Stone Butch Blues
*'''[[Luigi Fenizi]]'''
**Icaro è caduto
*'''[[Beppe Fenoglio]]'''
**Il partigiano Johnny
*'''[[Joachim Fest]]'''
**Il volto del Terzo Reich
*'''[[Heinrich Fichtenau]]'''
**L'Impero carolingio
*'''[[Charles Coleman Finlay]]'''
**Prigioniero politico
*'''[[Tibor Fischer]]'''
**Sotto il culo della rana
*'''[[Camille Flammarion]]'''
**L'astronomia popolare
*'''[[Gustave Flaubert]]'''
**L'educazione sentimentale
*'''[[Gavin Flood]]'''
**L'induismo
*'''[[Giovanni Floris]]'''
**La fabbrica degli ignoranti
*'''[[Jonathan Safran Foer]]'''
**Ogni cosa è illuminata
**Se niente importa
*'''[[Dino Formaggio]]'''
**Il Barocco in Italia
*'''[[Edward Morgan Forster]]'''
**Casa Howard
**Passaggio in India
*'''[[Ugo Foscolo]]'''
**Le ultime lettere di Jacopo Ortis
*'''[[Alan Dean Foster]]'''
**Alien
**Alien<sup>3</sup>
**Aliens scontro finale
*'''[[Francesco di Sales]]'''
**Filotea
*'''[[Jonathan Franzen]]'''
**Le correzioni
==G==
*'''[[Carlo Emilio Gadda]]'''
**La cognizione del dolore
*'''[[Neil Gaiman]]'''
**American Gods
*'''[[Prospero Gallinari]]'''
**Un contadino nella metropoli
*'''[[Andrea Gallo]]'''
**Come un cane in chiesa
*'''[[Max Gallo]]'''
**Napoléon. La voce del destino
**Napoléon. Il sole di Austerlitz
**Napoléon. I cieli dell'impero
**Napoléon. L'ultimo immortale
*'''[[Géza Gárdonyi]]'''
**Gli schiavi di Dio
*'''[[Eugenio Garin]]'''
**Storia della filosofia italiana
*'''[[Federico Garlanda]]'''
**La terza Italia
*'''[[Garzo]]'''
**Ave, Vergene gaudente
*'''[[Giuseppe Genna]]'''
**Assalto a un tempo devastato e vile
**Dies Irae
*'''[[Mu'ammar Gheddafi]]'''
**Il libro verde
*'''[[Antonio Ghirelli]]'''
**Aspettando la rivoluzione
*'''[[Tommaso Giartosio]]'''
**Doppio ritratto
*'''[[Martin Gilbert]]'''
**La grande storia della prima guerra mondiale
*'''[[Giovanni da Pian del Carpine]]'''
**Historia Mongalorum
*'''[[Friedrich Glauser]]'''
**Gourrama
**Il grafico della febbre
**Il regno di Matto
*'''[[Tom Godwin]]'''
**Gli esiliati di Ragnarok
*'''[[Nikolaj Vasil'evič Gogol']]'''
**Le anime morte
*'''[[Almudena Grandes]]'''
**Troppo amore
*'''[[Graham Greene]]'''
**Il nostro agente all'Avana
**Il potere e la gloria
**Il terzo uomo
*'''[[François Grégoire]]'''
*I grandi problemi metafisici
*'''[[Pierre Grimal]]'''
**La civiltà dell'antica Roma
**La letteratura latina
*'''[[Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen]]'''
**L'avventuroso Simplicissimus
*'''[[David Grossman]]'''
**Qualcuno con cui correre
*'''[[Maria Giuseppa Guacci]]'''
**Canzone alle donne sebezie
*'''[[Giovannino Guareschi]]'''
**Il compagno don Camillo
*'''[[Francesco Guicciardini]]'''
**Considerazioni intorno ai Discorsi del Machiavelli sopra la prima Deca di Tito Livio
**Discorsi politici
**Ricordi
*'''[[Waldemar Gurian]]'''
**Il bolscevismo
==H==
*'''[[Ernest Hemingway]]'''
**Fiesta (Il sole sorgerà ancora)
**Addio alle armi
*'''[[Gustaw Herling-Grudziński]]'''
**Un mondo a parte
*'''[[Hermann Hesse]]'''
**Il coraggio di ogni giorno
**Narciso e Boccadoro
**Sull'amore
*'''[[Thomas Hardy]]'''
**Tess dei d'Uberville
*'''[[Jaroslav Hašek]]'''
**Il buon soldato Sc'vèik
*'''[[Julia Butterfly Hill]]'''
**La ragazza sull'albero
*'''[[Eric Hobsbawm]]'''
**La fine della cultura
*'''[[Harald Høffding]]'''
**Storia della filosofia moderna
*'''[[Ernst Theodor Amadeus Hoffmann]]'''
**Lo Schiaccianoci e il re dei sorci
*'''[[Werner Hofmann]]'''
**Da Babeuf a Marcuse
*'''[[John Holloway (sociologo)|John Holloway]]'''
**Cambiare il mondo senza prendere il potere
*'''[[Albert Howard]]'''
**I diritti della terra
*'''[[Victor Hugo]]'''
**Notre-Dame de Paris
*'''[[Edmund Husserl]]'''
**La filosofia come scienza rigorosa
*'''[[Aldous Huxley]]'''
**Il mondo nuovo
==I==
*'''[[Keiko Ichiguchi]]'''
**La promessa dei ciliegi
*'''[[Iperide]]'''
**Contro Filippide
**Per Eussenippo
**Per Licofrone
*'''[[Washington Irving]]'''
**La leggenda di Sleepy Hollow
*'''[[Isocrate]]'''
**Avvertimenti morali a Demonico
==J==
*'''[[Piero Jahier]]'''
**Canto di marcia
*'''[[Arturo Carlo Jemolo]]'''
**Chiesa e Stato in Italia
**Crispi
*'''[[Jerome K. Jerome]]'''
**Tre uomini a zonzo
*'''[[Paul Johnson]]'''
**Storia degli ebrei
*'''[[Jennifer Johnston]]'''
**Quanto manca per Babilonia?
*'''[[Diana Wynne Jones]]'''
**Il castello errante di Howl
**Il castello in aria
**La casa per Ognidove
*'''[[Francesco Jovine]]'''
**Le terre del Sacramento
*'''[[Carl Gustav Jung]]'''
**La psicologia dei processi inconsci
*'''[[Ernst Jünger]]'''
**Lo Stato mondiale. Organismo e organizzazione
==K==
*'''[[Franz Kafka]]'''
**Il processo
*'''[[Immanuel Kant]]'''
**Sogni d'un visionario
*'''[[Robert Katz]]'''
**La fine della monarchia
*'''[[Stephen King]]'''
**The Dome
*'''[[Ernst August Klingemann]]'''
**I notturni di Bonaventura
*'''[[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]'''
**Nella mente di Vladimir Putin
*'''[[Viktor Andrijovyč Kravčenko]]'''
**Ho scelto la libertà
*'''[[Pëtr Alekseevič Kropotkin]]'''
**La morale anarchica
==L==
*'''[[Jean de La Fontaine]]'''
**Gli amori di Psiche e Cupido
*'''[[Rodolfo Lanciani]]'''
**L'antica Roma
**La distruzione dell'antica Roma
*'''[[Björn Larsson]]'''
**L'occhio del male
**La vera storia del pirata Long John Silver
*'''[[Stieg Larsson]]'''
**Uomini che odiano le donne
*'''[[Mario Lattes]]'''
**Il borghese di ventura
*'''[[Gustave Le Bon]]'''
**Leggi psicologiche della evoluzione dei popoli
*'''[[Joseph Sheridan Le Fanu]]'''
**Carmilla
*'''[[Ursula K. Le Guin]]'''
**Il giorno del perdono
**Il mondo di Rocannon
*'''[[Charles Webster Leadbeater]]'''
**Vegetarismo ed occultismo
*'''[[Gottfried Wilhelm von Leibniz]]'''
**Monadologia
*'''[[Giacomo Leopardi]]'''
**[[Operette morali|Cantico del gallo silvestre]]
**[[Operette morali|Dialogo della Natura e di un Islandese]]
**[[Operette morali|Dialogo di Plotino e di Porfirio]]
**[[Operette morali|Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare]]
*'''[[Gaston Leroux]]'''
**Il fantasma dell'Opera
*'''[[Carlo Levi]]'''
**Cristo si è fermato a Eboli
*'''[[Primo Levi]]'''
**La tregua
*'''[[C. S. Lewis]]'''
**Sorpreso dalla gioia
*'''[[Nicolai Lilin]]'''
**Educazione siberiana
*'''[[Mario Vargas Llosa]]'''
**La città e i cani
**Pantaleón e le visitatrici
*'''[[Alan Lomax]]'''
**L'anno più felice della mia vita
*'''[[Alfred Loisy]]'''
**Le origini del cristianesimo
*'''[[Longo Sofista]]'''
**Gli amori pastorali di Dafne e Cloe
*'''[[Tito Lucrezio Caro]]'''
**De rerum natura
*'''[[Emilio Lussu]]'''
**Un anno sull'Altipiano
==M==
*'''[[Niccolò Machiavelli]]'''
**Dell'arte della guerra
**Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio
**Il principe
**La mandragola
*'''[[Maurizio Maggiani]]'''
**La regina disadorna
*'''[[Ida Magli]]'''
**Gesù di Nazareth
**La sessualità maschile
**Teresa di Lisieux
**Contro l'Europa
*'''[[Claudio Magris]]'''
**La curva e il cerchio
*'''[[Naguib Mahfouz]]'''
**Vicolo del mortaio
*'''[[Danilo Mainardi]]'''
**Dalla parte degli animali
*'''[[Marco Malvaldi]]'''
**Dodici
**L'infinito tra parentesi
**Le due teste del tiranno
**Negli occhi di chi guarda
**Piomba libera tutti
*'''[[Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone]]'''
**Chi si ferma è perduto
*'''[[Laura Mancinelli]]'''
**Il miracolo di santa Odilia
*'''[[Thomas Mann]]'''
**Carlotta a Weimar
**La montagna incantata
*'''[[Alessandro Manzoni]]'''
**[[I promessi sposi]]
*'''[[Mao Zedong]]'''
**Citazioni del presidente Mao Tse-tung
**Combattere il liberalismo
*'''[[Sándor Márai]]'''
**I ribelli
**Le braci
*'''[[Marcello Marchesi]]'''
**Diario futile di un signore di mezza età
**Il malloppo
**Sette zie
*'''[[Herbert Marcuse]]'''
**L'uomo a una dimensione
**Ragione e rivoluzione
*'''[[Filippo Tommaso Marinetti]]'''
**Manifesto del futurismo
**Manifesto tecnico della letteratura futurista
*'''[[Javier Marías]]'''
**Un cuore così bianco
*'''[[Gabriel García Márquez]]'''
**Cent'anni di solitudine
**Cronaca di una morte annunciata
*'''[[Michael Marshall Smith]]'''
**Il libro dei numeri irrazionali
*'''[[Piero Martinetti]]'''
**Breviario spirituale
**Pietà verso gli animali
*'''[[Karl Marx]]'''
**Tesi su Feuerbach
**Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte
**Il Capitale
*'''[[Tucker Max]]'''
**Spero che servano birra all'inferno
*'''[[Jeffrey Moussaieff Masson]]'''
**Chi c'è nel tuo piatto?
**La vita emotiva dei gatti
**Nel regno dell'armonia
**Quando gli elefanti piangono
*'''[[Francesco Mastriani]]'''
**I misteri di Napoli
**I vermi
**Le ombre
*'''[[Antonio Matani]]'''
**Ragionamento filosofico istorico sopra la figura della terra
*'''[[Richard Matheson]]'''
**Io sono leggenda
*'''[[Paolo Maurensig]]'''
**La variante di Lüneburg
*'''[[Daphne Du Maurier]]'''
**I parassiti
*'''[[Marco Maurizi]]'''
**Le parole e le cozze
*'''[[André Maurois]]'''
**Storia degli Stati Uniti
*'''[[Angelo Mazza]]'''
**Dei dolori di Maria Vergine
*'''[[Frank McCourt]]'''
**Che paese, l'America!
*'''[[Ian McEwan]]'''
**Espiazione
*'''[[Robert McLiam Wilson]]'''
**Eureka Street
*'''[[Efraim Medina Reyes]]'''
**C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo
*'''[[Herman Melville]]'''
**Moby Dick
*'''[[Thomas Merton]]'''
**Il segno di Giona
*'''[[Joseph-François Michaud]]'''
**Viaggio in Grecia ed a Smirne
*'''[[Jules Michelet]]'''
**Storia della rivoluzione francese
*'''[[Bruno Migliorini]]'''
**Storia della lingua italiana
*'''[[Lorenzo Milani]]'''
**Lettere di don Lorenzo Milani priore di Barbiana
*'''[[Henry Miller]]'''
**Primavera nera
**Tropico del Cancro
*'''[[Mark Alan Miller]]'''
**''Hellraiser: Il tributo''
*'''[[Eraldo Miscia]]'''
**Profilo d'uomo
*'''[[Felice Momigliano]]'''
***Leone Tolstoi
*'''[[Marc Monnier]]'''
**La camorra
*'''[[Giuseppe Montanelli]]'''
**Dello ordinamento nazionale
**Memorie sull'Italia e specialmente sulla Toscana dal 1814 al 1850
*'''[[Indro Montanelli]]'''
**L'Italia in camicia nera
**Storia di Roma
*'''[[Giorgio Montefoschi]]'''
**La gioia del racconto
*'''[[Alberto Moravia]]'''
**Il conformista
**La noia
*'''[[Bruno Morchio]]'''
**Bacci Pagano. Una storia da carruggi
**Colpi di coda
**Con la morte non si tratta
**Fragili verità
**La crêuza degli ulivi
**Le cose che non ti ho detto
**Le ombre della sera
**Le sigarette del manager
**Lo spaventapasseri
**Maccaia
**Nel tempo sbagliato
**Rossoamaro
**Un conto aperto con la morte
**Uno sporco lavoro
**Voci nel silenzio
*'''[[Mario Moretti]]'''
**Brigate rosse
*'''[[Desmond Morris]]'''
**La scimmia nuda
*'''[[Toni Morrison]]'''
**Amatissima
*'''[[Guido Morselli]]'''
**Dissipatio H.G.
*'''[[George Mosse]]'''
**La nazionalizzazione delle masse
*'''[[Alice Munro]]'''
**Nemico, amico, amante...
*'''[[Haruki Murakami]]'''
**Norwegian Wood
==N==
*'''[[Vladimir Vladimirovič Nabokov]]'''
**Lolita
*'''[[Steven Nadler]]'''
**Spinoza e l'Olanda del Seicento
**Un libro forgiato all'inferno
*'''[[Aleksej Naval'nyj]]'''
**Patriot
*'''[[Ippolito Nievo]]'''
**Le confessioni di un italiano
**Storia filosofica dei secoli futuri
*'''[[Paul Nizan]]'''
**Aden Arabia
*'''[[Lodovico Nocentini]]'''
**Il primo sinologo P. Matteo Ricci
*'''[[Amélie Nothomb]]'''
**Diario di Rondine
==O==
*'''[[Sofi Oksanen]]'''
**Contro le donne
*'''[[Lauren Oliver]]'''
**Delirium
*'''[[Shôhei Ôoka]]'''
**La guerra del soldato Tamura
*'''[[Emma Orczy]]'''
**La Primula Rossa
*'''[[Felice Orsini]]'''
**Memorie politiche
*'''[[Leo Ortolani]]'''
**Due figlie e altri animali feroci
*'''[[George Orwell]]'''
**[[1984]]
**La fattoria degli animali
*'''[[Frank Oski]]'''
**Don't Drink Your Milk!
==P==
*'''[[Pacifico da Cerano]]'''
**Sommola di pacifica coscienza
*'''[[Luisa Amalia Paladini]]'''
**La famiglia del soldato
*'''[[Chuck Palahniuk]]'''
**Cavie
**[[Fight Club (romanzo)|Fight Club]]
**[[Soffocare (romanzo)|Soffocare]]
**Survivor
*'''[[Corrado Pallenberg]]'''
**Perché è in crisi la giustizia italiana
*'''[[Orhan Pamuk]]'''
**Il mio nome è rosso
**Neve
*'''[[Vasilij Nikolajevič Panov]]'''
**Capablanca mito intramontabile
*'''[[Ugo Enrico Paoli]]'''
**Vita romana
*'''[[Petronilla Paolini Massimi]]'''
**Canzone
*'''[[Papa Giovanni Paolo II]]'''
**Evangelium Vitae
**Redemptoris Mater
*'''[[Frances Parkinson Keyes]]'''
**Camelia blu
*'''[[Giuseppe Parini]]'''
**Dialogo sopra la nobiltà
*'''[[Domenico Parisi]]'''
**Simulazioni. La realtà rifatta nel computer
*'''[[Giovanni Pascoli]]'''
**Il fanciullino
*'''[[Borís Leonídovič Pasternàk]]'''
**Il dottor Zivago
*'''[[Patañjali]]'''
**Yoga Sūtra
*'''[[Cesare Pavese]]'''
**Il compagno
**Il mestiere di vivere
**La casa in collina
**La luna e i falò
*'''[[Enrico Pea]]'''
**Il servitore del diavolo
*'''[[David Peace]]'''
**Il maledetto United
*'''[[Arturo Pérez-Reverte]]'''
**La Regina del Sud
*'''[[Emma Perodi]]'''
**Roma italiana. 1870-1895
*'''[[Giuseppe Pezzarossa]]'''
**Nel terzo anniversario della battaglia di Solferino
*'''[[Boris Andreevič Pil'njak]]'''
**Il Volga si getta nel Caspio
*'''[[Max Planck]]'''
**Scienza, filosofia e religione
*'''[[Luigi Pirandello]]'''
**Il fu Mattia Pascal
*'''[[Ermenegildo Pistelli]]'''
**Per la Firenze di Dante
*'''[[Platone]]'''
**Apologia di Socrate
**Critone
**Menone
**Gorgia
**[[La Repubblica (dialogo)|La Repubblica]]
**Fedone
**Simposio
**Parmenide
**Teeteto
**Fedro
**Sofista
**Lettera VII
*'''[[Plutarco]]'''
**Vite parallele
***Demostene
*'''[[Edgar Allan Poe]]'''
**Gordon Pym
**L'uomo della folla
*'''[[Edmond Pognon]]'''
**La vita quotidiana nell'anno Mille
*'''[[Anna Stepanovna Politkovskaja]]'''
**Cecenia
**Un piccolo angolo d'inferno
**La Russia di Putin
**Per questo
**Proibito parlare
*'''[[Agnolo Poliziano]]'''
**Fabula di Orfeo
*'''[[Mario Pomilio]]'''
**Introduzione a Il papa
**La compromissione
*'''[[Giuseppe Pontiggia]]'''
**Nati due volte
*'''[[Edmond Potonié]]'''
**Il bilancio della guerra
*'''[[John Powell]]'''
**Storie dal mio cuore
*'''[[Marco Pozza]]'''
**L'odore del gregge
*'''[[Paola Presciuttini]]'''
**Trotula
*'''[[Marco Presta]]'''
**Un calcio in bocca fa miracoli
*'''[[Paul Preston]]'''
**La guerra civile spagnola
*'''[[Michele Prospero]]'''
**Il pensiero politico della destra
*'''[[Annie Proulx]]'''
**Gente del Wyoming
*'''[[Dino Provenzal]]'''
**Il letto
*'''[[Luigi Pulci]]'''
**Le frottole
**La giostra
**Morgante
*'''[[Philip Pullman]]'''
**Queste oscure materie
***La bussola d'oro
***La lama sottile
***Il cannocchiale d'ambra
**La serie di Sally Lockhart
***Il rubino di fumo
***L'ombra del nord
***La tigre nel pozzo
***La principessa di latta
==Q==
*'''[[Raymond Queneau]]'''
**Odile
*'''[[Francisco de Quevedo]]'''
**Vita del pitocco
==R==
*'''[[François Rabelais]]'''
**Gargantua e Pantagruele
*'''[[Pierre Rabhi]]'''
**Manifesto per la terra e per l'uomo
*'''[[Gianfrancesco Rambelli]]'''
**Elogio del cavalier Vincenzo Monti
*'''[[Donald Rayfield]]'''
**Stalin e i suoi boia
*'''[[Tullio Regge]]'''
**Infinito
*'''[[Erich Maria Remarque]]'''
**Niente di nuovo sul fronte occidentale
*'''[[Louis Renou]]'''
**L'induismo
*'''[[Matthieu Ricard]]'''
**Sei un animale!
*'''[[Fortunato Riccardo]]'''
**Metodo aritemetico di far molto con poco
*'''[[Jeremy Rifkin]]'''
**La civiltà dell'empatia
*'''[[Mario Rigoni Stern]]'''
**Sentieri sotto la neve
*'''[[Angelo Maria Ripellino]]'''
**Praga magica
*'''[[Gianni Rocca]]'''
**Stalin
*'''[[Mercè Rodoreda]]'''
**La piazza del Diamante
*'''[[Carlo Rosselli]]'''
**Socialismo liberale
*'''[[Nello Rosselli]]'''
**Carlo Pisacane nel Risorgimento italiano
*'''[[Valentino Rossi]]'''
**Pensa se non ci avessi provato
*'''[[Joseph Roth]]'''
**Ebrei erranti
**Il profeta muto
**La cripta dei cappuccini
*'''[[Carlo Rubbia]]'''
**Il dilemma nucleare
*'''[[Hans Ruesch]]'''
**Imperatrice nuda
*'''[[Giorgio Ruffolo]]'''
**Quando l'Italia era una superpotenza
*'''[[Salman Rushdie]]'''
**I figli della mezzanotte
*'''[[Bertrand Russell]]'''
**La conquista della felicità
==S==
*'''[[Carl Sagan]]'''
**Contact
*'''[[Antoine de Saint-Exupéry]]'''
**Il piccolo principe
*'''[[Edoardo Sanguineti]]'''
**Genova per me
*'''[[José Saramago]]'''
**Cecità
**Il vangelo secondo Gesù Cristo
**La caverna
**Memoriale del convento
*'''[[Giovanni Sartori]]'''
**Democrazia: cosa è
*'''[[Jean-Paul Sartre]]'''
**Il muro
**La nausea
*'''[[Robert J. Sawyer]]'''
**Flashforward – Avanti nel tempo
**L'equazione di Dio
**La genesi della specie
**Processo alieno
*'''[[Eric Schlosser]]'''
**Fast Food Nation
*'''[[James H. Schmitz]]'''
**La seconda notte d'estate
*'''[[Arthur Schnitzler]]'''
**Doppio sogno
*'''[[Leonardo Sciascia]]'''
**A ciascuno il suo
**Candido
**Il giorno della civetta
**Una storia semplice
*'''[[René Sédillot]]'''
**La storia del mondo in 300 minuti
*'''[[Amartya Sen]]'''
**Identità e violenza
*'''[[Senofonte]]'''
**Elleniche
*'''[[Augusto Serena]]'''
**Fra' Giovanni Giocondo veronese
*'''[[Michele Serra]]'''
**Le cose che bruciano
*'''[[Jean-Jacques Servan-Schreiber]]'''
**La sfida americana
*'''[[Robert Service]]'''
**Storia della Russia nel XX secolo
*'''[[William Shakespeare]]'''
**Sogno di una notte di mezza estate
*'''[[Charles Sheffield]]'''
**Il colpo dei diamanti
**Le sfere del cielo
**Punto di convergenza
*'''[[Vandana Shiva]]'''
**Ritorno alla terra
*'''[[Luigi Silori]]'''
**La gran vecchia
**La casa di Atene
**Ping pong e vecchie glorie
*'''[[Georges Simenon]]'''
**Hôtel del ritorno alla natura
**Lettera al mio giudice
**Maigret e il pazzo di Bergerac
*'''[[Dan Simmons]]'''
**Endymion
**Hyperion
**Il risveglio di Endymion
**La caduta di Hyperion
*'''[[George Gaylord Simpson]]'''
**Evoluzione una visione del mondo
*'''[[Peter Singer]]'''
**Liberazione animale
*'''[[Samuel Smiles]]'''
**Il carattere
*'''[[Aleksandr Isaevič Solženicyn]]'''
**Arcipelago Gulag
*'''[[Adrienne von Speyr]]'''
**Il mistero della morte
**L'ancella del Signore
**L'uomo di fronte a Dio
**Le parabole del Signore
**Maria nella redenzione
**Mistica oggettiva
*'''[[Gastone Silvano Spinetti]]'''
**Civiltà in crisi
*'''[[Pietro Spino]]'''
**Istoria della vita e fatti dell'eccellentissimo capitano di guerra Bartolomeo Colleoni
*'''[[Baruch Spinoza]]'''
**Breve trattato su Dio, l'uomo e il suo bene
**Epistolario
**[[Ethica]]
**Lettere sugli spiriti
**Principi della filosofia di Cartesio
**Riflessioni metafisiche
**Trattato politico
**Trattato sull'emendazione dell'intelletto
**Trattato teologico-politico
*'''[[Bruce Springsteen]]'''
**[[Born to Run (autobiografia)|Born to Run]]
*'''[[Jean Stafford]]'''
**Il puma
*'''[[Vilhjalmur Stefansson]]'''
**Una persona che non dimenticherò mai
*'''[[George Steiner]]'''
**Il correttore
**Una certa idea di Europa
*'''[[Stendhal]]'''
**La Certosa di Parma
*'''[[Laurence Sterne]]'''
**Vita e opinioni di Tristram Shandy
*'''[[Robert Louis Stevenson]]'''
**L'isola del tesoro
**La freccia nera
**La spiaggia di Falesà
*'''[[Enzo Striano]]'''
**Il resto di niente
*'''[[Charles Stross]]'''
**Palinsesto
*'''[[Italo Svevo]]'''
**La coscienza di Zeno
*'''[[Paolo Sylos Labini]]'''
**Saggio sulle classi sociali
*'''[[Jonathan Swift]]'''
**I viaggi di Gulliver
==T==
*'''[[Antonio Tabucchi]]'''
**Tristano muore
*'''[[Paco Ignacio Taibo II]]'''
**Niente lieto fine
*'''[[Jirō Taniguchi]]'''
**Al tempo di papà
**La ragazza scomparsa
*'''[[Iginio Ugo Tarchetti]]'''
**Fosca
*'''[[Torquato Tasso]]'''
**Gerusalemme liberata
*'''[[A. J. P. Taylor]]'''
**Storia della prima guerra mondiale
*'''[[Teresa di Lisieux]]'''
**Manoscritto autobiografico A
**Manoscritto autobiografico B
**Manoscritto autobiografico C
*'''[[Hunter Stockton Thompson]]'''
**Cronache del rum
**Hell's Angels
**Paura e disgusto a Las Vegas
*'''[[Filippo Timi]]'''
**E lasciamole cadere queste stelle
*'''[[John Ronald Reuel Tolkien]]'''
**Il Signore degli anelli
*'''[[Lev Tolstoj]]'''
**[[Anna Karenina]]
**Che cos'è la religione e quale ne è l'essenza?
**Che cosa è l'arte?
**[[Della vita]]
**Discorso sulle edizioni popolari
**[[Il regno di Dio è in voi]]
**Ivàn lo scemo
**La morte di Ivan Il'ic
**Resurrezione
*'''[[Giuseppe Tomasi di Lampedusa]]'''
**Il gattopardo
*'''[[Girolamo Tornielli]]'''
**Canzonetta
*'''[[Elena Tregubova]]'''
**I mutanti del Cremlino
*'''[[Gaetano Trezza]]'''
**Confessioni d'un scettico
*'''[[Antonino Trizzino]]'''
**Navi e poltrone
*'''[[Lev Trockij]]'''
**Storia della rivoluzione russa
*'''[[Felice Trojani]]'''
**L'ultimo volo
*'''[[Didier Tronchet]]'''
**Piccolo trattato di ciclosofia
*'''[[Henri Troyat]]'''
**Rasputin
*'''[[Ivan Turgenev]]'''
**Padri e figli
*'''[[Will Tuttle]]'''
**Cibo per la pace
*'''[[Mark Twain]]'''
**Il principe e il povero
**Le avventure di Huckleberry Finn
**Le avventure di Tom Sawyer
**Viaggio in paradiso
==U==
*'''[[Gaetano Gaspare Uttini]]'''
**Dei vasi linfatici della placenta
==V==
*'''[[Roberto Vacca]]'''
**Il medioevo prossimo venturo
*'''[[Jorge Valdano]]'''
**Il sogno di Futbolandia
*'''[[Roberto Vannacci]]'''
**Il mondo al contrario
*'''[[Giuseppe Vannicola]]'''
**De profundis clamavi ad te
*'''[[Jean Varenne]]'''
**Il tantrismo
*'''[[Giambattista Vasco]]'''
**Della moneta
*'''[[Giovanni Verga]]'''
**I Malavoglia
**Mastro-don Gesualdo
**Storia di una capinera
*'''[[Jules Verne]]'''
**Dalla Terra alla Luna
**Il dottor Oss
**Il giro del mondo in 80 giorni
*'''[[Sandro Veronesi]]'''
**Caos calmo
*'''[[Umberto Veronesi]]'''
**Perché dobbiamo essere vegetariani
*'''[[Paolo Villaggio]]'''
**Fantozzi
**Fantozzi contro tutti
**Fantozzi subisce ancora
*'''[[Giovanni Villani]]'''
**Nova Cronica
*'''[[Paolo Vittorelli]]'''
**Un uomo, un capo
*'''[[Elio Vittorini]]'''
**Il garofano rosso
*'''[[Alfred Elton van Vogt]]'''
**Il Rull
**L'occhio dell'infinito
*'''[[Voltaire]]'''
**Candido
*'''[[Kurt Vonnegut]]'''
**Ghiaccio-nove
==W==
*'''[[Edgar Wallace]]'''
**King Kong
*'''[[Nigel Warburton]]'''
**Breve storia della filosofia
*'''[[Simone Weil]]'''
**L'ombra e la grazia
**Riflessioni sulla guerra
**Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale
*'''[[Steven Weinberg]]'''
**I primi tre minuti
*'''[[Herbert George Wells]]'''
**Gli astrigeni
**L'isola del dottor Moreau
**L'uomo invisibile
**Nei giorni della cometa
*'''[[Morris West]]'''
**La salamandra
*'''[[Terence Hanbury White]]'''
**La spada nella roccia
*'''[[Walt Whitman]]'''
**Giorni rappresentativi
**Prospettive democratiche
*'''[[Ludwig Wittgenstein]]'''
**Tractatus logico-philosophicus
**Conferenza sull'etica
*'''[[Louis de Wohl]]'''
**L'ultimo crociato
*'''[[Gene Wolfe]]'''
**Gli scudi di Marte
*'''[[Tom Wolfe]]'''
**Io sono Charlotte Simmons
*'''[[Virginia Woolf]]'''
**Gita al faro
**La Signora Dalloway
*'''[[Richard Wright]]'''
**Ragazzo negro
*'''[[Wu Ming]]'''
**Altai
**Asce di guerra
**Manituana
**Q
==Y==
*'''[[Banana Yoshimoto]]'''
**Il coperchio del mare
*'''[[Marguerite Yourcenar]]'''
**Memorie di Adriano
==Z==
*'''[[Bruno Zevi]]'''
**Architettura della modernità
==Opere==
===Film===
{{vedi anche|:Categoria:Film con explicit}}
===Fumetti===
{{vedi anche|:Categoria:Fumetti con explicit}}
===Libri===
*[[Come mangiamo]]
*[[La descrizione quantica della realtà può essere considerata completa?]]
*[[Manifesti futuristi]]
**L'orgoglio italiano: Manifesto futurista
**Manifesto dei Pittori futuristi
**Manifesto tecnico della pittura futurista
*[[Sette punti neri]]
*[[Vento in scatola]]
*[[Welcome to the NHK#Explicit_3|Welcome to the NHK]]
===Serie televisive===
{{vedi anche|:Categoria:Serie televisive con explicit}}
===Testi sacri===
*Antico Testamento
**[[Levitico]]
**[[Deuteronomio]]
**[[Libro di Giosuè]]
**[[Libro di Isaia]]
**[[Libro di Ezechiele]]
**[[Libro di Osea]]
**[[Libro di Abdia]]
**[[Libro di Giona]]
**[[Libro di Michea]]
**[[Libro di Sofonia]]
**[[Libro di Aggeo]]
**[[Libro di Zaccaria]]
**[[Salmi]]
**[[Libro di Giobbe]]
**[[Cantico dei cantici]]
**[[Qoelet]]
**[[Libro delle Lamentazioni]]
**[[Libro di Daniele]]
**[[Libro di Tobia]]
**[[Libro di Giuditta]]
**[[Libro della Sapienza]]
**[[Siracide]]
**[[Libro di Baruc]]
*[[Corano]]
*[[Pāśupata Sūtra]]
*Upaniṣad
**[[Śvetāśvatara Upaniṣad]]
*Vangeli apocrifi
**[[Protovangelo di Giacomo]]
**[[Vangelo arabo dell'infanzia]]
**[[Vangelo dell'infanzia di Tommaso]]
**[[Vangelo dello pseudo-Matteo]]
**[[Vangelo di Bartolomeo]]
**[[Vangelo di Giuda]]
**[[Vangelo di Pietro]]
===Videogiochi===
{{vedi anche|:Categoria:Videogiochi con explicit}}
==Voci correlate==
*[[Incipit]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante l'|etichetta=''explicit''}}
[[Categoria:Explicit]]
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Roberto Donadoni
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[[File:Roberto Donadoni - SSC Neapel (1).jpg|thumb|Roberto Donadoni (2009)]]
'''Roberto Donadoni''' (1963 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Roberto Donadoni==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Arrigo Sacchi]].}} Con lui mi divise, almeno inizialmente, la posizione in campo. Venivo dalla provincia, ero abituato al mio tran-tran di ala tornante: pretese che mi sdoppiassi, trequartista in fase d'attacco, esterno destro di centrocampo quando la palla l'avevano gli avversari. {{NDR|«Un po' numero sette, un po' numero dieci...»}} Più o meno. Non è stato facile, ma bello sì: bellissimo.<ref name="Beccantini">Dall'intervista di [[Roberto Beccantini]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0217_01_2005_0021_0039_1676266/ Donadoni e il Milan, «lo contro Berlusconi sembra impossibile»]'', ''La Stampa'', 22 gennaio 2005, p. 31.</ref>
*{{NDR|SU [[Marco van Basten]].}} Era un falso lento. Quando andava, andava: poche balle.<ref name="Beccantini"/>
*{{NDR|In merito al card. Wojtyla e al card. Joseph Ratzinger}} Credo che in questo momento non ci sia bisogno solo di difensori ma anche di attaccanti, come coloro che chiaramente propongono e danno qualcosa. Quindi, li schiererei chiaramente dal centrocampo in avanti. [...] {{NDR|Sono entrambi}} ispiratori del gioco visto che sono anche ispiratori di [[vita]] e di [[comportamento]].<ref>Citato in [https://www.tio.ch/sport/364875/calcio-donadoni-wojtyla-e-ratzinger-attaccanti-in-grado-di-proporre-valori ''Calcio: Donadoni, Wojtyla e Ratzinger 'attaccanti' in grado di proporre valori''], ''Adnkronos'', 26 novembre 2007 (via Tio.ch).</ref>
*Ero un [[attaccante]] e non potevo certo limitarmi al lavoro oscuro. Nella vita, però, mi considero un uomo del [[Centrocampista|centrocampo]], un [[Luciano_Ligabue#Miss_Mondo|mediano alla Ligabue]].<ref>Citato in Marco Azzi, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/28/donadoni-il-san-paolo-attrazione-degli.html Donadoni e il San Paolo, l'attrazione degli opposti]'', ''la Repubblica'', 28 aprile 2009.</ref>
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] come la vita evolve continuamente come le culture di ogni paese. È un evolversi continuo in funzione di quello che è l'andamento sociale di ogni paese. Ho vissuto esperienze da calciatore ottime, belle, all'estero, penso sia un peccato non averle fatte anche prima, così come mi sto rendendo conto, da allenatore, che lavorare in realtà diverse sia molto positivo, costruttivo, migliora anche quella che è la tua visione uscendo dal proprio orticello.<ref>Dall'intervista di Nicholas Gineprini, ''[https://www.ultimouomo.com/intervista-roberto-donadoni-shenzhen-cina/ Il calcio evolve continuamente, intervista a Roberto Donadoni]'', ''Ultimouomo.com'', 10 ottobre 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Igor Protti]]}} Conoscerlo di persona è stata una grande opportunità. Ha dato molto, non solo dal punto di vista professionale. Trasmetteva voglia, passione e attaccamento ai compagni[...] Aveva un carattere forte, ma sempre rispettoso e garbato [...] Prima delle partite non faceva mai il riscaldamento sul terreno di gioco con i compagni. Preferiva restare nello spogliatoio per concedersi un breve sonnellino: si ritirava da solo in uno stanzino e dormiva per una quindicina di minuti. Era il suo modo di rilassarsi e ritrovare la concentrazione. Poi entrava in campo carico come sempre<ref>Dall'intervista a ''La Stampa''; citato in Niccolò Righi, ''[https://m.tuttomercatoweb.com/serie-a/donadoni-ricorda-igor-protti-carattere-forte-garbato-racconto-match-2245962 Donadoni ricorda Igor Protti: "Carattere forte e garbato, vi racconto che faceva prima dei match"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 20 giugno 2026.</ref>
{{Int2|''[https://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/sport/calcio/nazionale/donadoni-intervista/donadoni-intervista/donadoni-intervista.html "Io, il ct senza contratto, ho imparato a emozionarmi"]''|Intervista di [[Gianni Mura]], ''Repubblica.it'', 29 aprile 2008}}
*[Fin da bambino] ero [[Associazione Calcio Milan|milanista]] perché mi piaceva [[Gianni Rivera|Rivera]]. A 12 anni ho potuto infilare le prime Adidas Rivera della mia vita, nere con strisce rosse. Mi piaceva Rivera ma anche [[Johan Cruijff|Cruyff]], [[Franz Beckenbauer|Beckenbauer]], insomma i giocatori eleganti. Anche se capivo l'importanza di quelli grandi e grossi, sapevo di essere dall'altra parte.
*{{NDR|«Si ritiene un predestinato?»}} A 9 anni avevo già la maglia della Cisanese. In quinta elementare, la mia classe giocava contro i ragazzi di terza media e qualche volta li batteva. All'oratorio, mi era proibito passare la metà campo, oppure potevo passarla ma non [[Gol|segnare]]. Così [[Dribbling|dribblavo]] tutti quelli che potevo e al momento di fare gol passavo a qualcuno.
*Faccio fatica a ricordare quanti scudetti ho vinto. Non so dire qual è il mio gol più bello perché non me ne viene in mente uno. Non ricordo i nomi di tutti quelli con cui ho giocato, né quelli degli arbitri che mi hanno diretto. Al Milan ho vinto molto e ogni volta azzeravo tutto, pensavo alla prossima. Non mi piacevano i riflettori allora, non mi piacciono adesso.
{{Int2|''[https://www.rivistaundici.com/2016/05/10/donadoni-intervista/ Il mestiere di allenare]''|Dall'intervista a ''Undici'' nº 9; citato in Giorgio Burreddu, ''Rivistaundici.com'', 10 maggio 2016}}
*[Mio padre] veniva a vedermi giocare senza dire una parola. Di commenti non ne faceva. Né prima né dopo. Mi ha insegnato i valori, a fare le cose con rigore e serietà. L'unica minaccia, esagerata, me la fece quando venne a sapere, non so da chi, che avevo dato un pugno sulla spalla a una compagna di scuola perché non voleva darmi la figurina che mi mancava per finire la collezione. Papà mi disse, con calma, un'altra lamentela dalla scuola e ti inchiodo le orecchie al banco. Non ci fu un'altra lamentela.
*{{NDR|«L'inizio in [[Campionato italiano di calcio|A]] se lo ricorda?»}} Solo che prima della partita correvo all'impazzata nel tunnel. Mi pare fosse contro l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]. A un certo punto mi sono detto: «Ma cosa stai facendo? Vuoi arrivare in campo senza fiato?». Poi è andato tutto bene.
*{{NDR|«Oggi che fa l'[[allenatore]] ha capito come si fa a creare un gruppo?»}} Si crea da solo con le capacità dei singoli. Bisogna saper stare insieme, coi difetti e i pregi: è quella la chiave. Però credo sia una cosa abbastanza naturale, viviamo in una [[società]] e la squadra è una società in miniatura.
*{{NDR|«Che mestiere è quello dell'allenatore?»}} Non è un mestiere. Non mi piace definirlo così. È una [[passione]] legata un po' a quello che ho sempre fatto, e quindi è soltanto la continuazione. Vuol dire rimanere sempre nello stesso ambiente, sentire gli stessi odori, le stesse sensazioni.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Donadoni, Roberto}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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/* Citazioni di Roberto Donadoni */
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text/x-wiki
[[File:Roberto Donadoni - SSC Neapel (1).jpg|thumb|Roberto Donadoni (2009)]]
'''Roberto Donadoni''' (1963 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Roberto Donadoni==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Arrigo Sacchi]].}} Con lui mi divise, almeno inizialmente, la posizione in campo. Venivo dalla provincia, ero abituato al mio tran-tran di ala tornante: pretese che mi sdoppiassi, trequartista in fase d'attacco, esterno destro di centrocampo quando la palla l'avevano gli avversari. {{NDR|«Un po' numero sette, un po' numero dieci...»}} Più o meno. Non è stato facile, ma bello sì: bellissimo.<ref name="Beccantini">Dall'intervista di [[Roberto Beccantini]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0217_01_2005_0021_0039_1676266/ Donadoni e il Milan, «lo contro Berlusconi sembra impossibile»]'', ''La Stampa'', 22 gennaio 2005, p. 31.</ref>
*{{NDR|SU [[Marco van Basten]].}} Era un falso lento. Quando andava, andava: poche balle.<ref name="Beccantini"/>
*{{NDR|In merito al card. Wojtyla e al card. Joseph Ratzinger}} Credo che in questo momento non ci sia bisogno solo di difensori ma anche di attaccanti, come coloro che chiaramente propongono e danno qualcosa. Quindi, li schiererei chiaramente dal centrocampo in avanti. [...] {{NDR|Sono entrambi}} ispiratori del gioco visto che sono anche ispiratori di [[vita]] e di [[comportamento]].<ref>Citato in [https://www.tio.ch/sport/364875/calcio-donadoni-wojtyla-e-ratzinger-attaccanti-in-grado-di-proporre-valori ''Calcio: Donadoni, Wojtyla e Ratzinger 'attaccanti' in grado di proporre valori''], ''Adnkronos'', 26 novembre 2007 (via Tio.ch).</ref>
*Ero un [[attaccante]] e non potevo certo limitarmi al lavoro oscuro. Nella vita, però, mi considero un uomo del [[Centrocampista|centrocampo]], un [[Luciano_Ligabue#Miss_Mondo|mediano alla Ligabue]].<ref>Citato in Marco Azzi, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/28/donadoni-il-san-paolo-attrazione-degli.html Donadoni e il San Paolo, l'attrazione degli opposti]'', ''la Repubblica'', 28 aprile 2009.</ref>
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] come la vita evolve continuamente come le culture di ogni paese. È un evolversi continuo in funzione di quello che è l'andamento sociale di ogni paese. Ho vissuto esperienze da calciatore ottime, belle, all'estero, penso sia un peccato non averle fatte anche prima, così come mi sto rendendo conto, da allenatore, che lavorare in realtà diverse sia molto positivo, costruttivo, migliora anche quella che è la tua visione uscendo dal proprio orticello.<ref>Dall'intervista di Nicholas Gineprini, ''[https://www.ultimouomo.com/intervista-roberto-donadoni-shenzhen-cina/ Il calcio evolve continuamente, intervista a Roberto Donadoni]'', ''Ultimouomo.com'', 10 ottobre 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Igor Protti]]}} Conoscerlo di persona è stata una grande opportunità. Ha dato molto, non solo dal punto di vista professionale. Trasmetteva voglia, passione e attaccamento ai compagni. [...] Aveva un carattere forte, ma sempre rispettoso e garbato. [...] Prima delle partite non faceva mai il riscaldamento sul terreno di gioco con i compagni. Preferiva restare nello spogliatoio per concedersi un breve sonnellino: si ritirava da solo in uno stanzino e dormiva per una quindicina di minuti. Era il suo modo di rilassarsi e ritrovare la concentrazione. Poi entrava in campo carico come sempre.<ref>Dall'intervista a ''La Stampa''; citato in Niccolò Righi, ''[https://m.tuttomercatoweb.com/serie-a/donadoni-ricorda-igor-protti-carattere-forte-garbato-racconto-match-2245962 Donadoni ricorda Igor Protti: "Carattere forte e garbato, vi racconto che faceva prima dei match"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 20 giugno 2026.</ref>
{{Int2|''[https://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/sport/calcio/nazionale/donadoni-intervista/donadoni-intervista/donadoni-intervista.html "Io, il ct senza contratto, ho imparato a emozionarmi"]''|Intervista di [[Gianni Mura]], ''Repubblica.it'', 29 aprile 2008}}
*[Fin da bambino] ero [[Associazione Calcio Milan|milanista]] perché mi piaceva [[Gianni Rivera|Rivera]]. A 12 anni ho potuto infilare le prime Adidas Rivera della mia vita, nere con strisce rosse. Mi piaceva Rivera ma anche [[Johan Cruijff|Cruyff]], [[Franz Beckenbauer|Beckenbauer]], insomma i giocatori eleganti. Anche se capivo l'importanza di quelli grandi e grossi, sapevo di essere dall'altra parte.
*{{NDR|«Si ritiene un predestinato?»}} A 9 anni avevo già la maglia della Cisanese. In quinta elementare, la mia classe giocava contro i ragazzi di terza media e qualche volta li batteva. All'oratorio, mi era proibito passare la metà campo, oppure potevo passarla ma non [[Gol|segnare]]. Così [[Dribbling|dribblavo]] tutti quelli che potevo e al momento di fare gol passavo a qualcuno.
*Faccio fatica a ricordare quanti scudetti ho vinto. Non so dire qual è il mio gol più bello perché non me ne viene in mente uno. Non ricordo i nomi di tutti quelli con cui ho giocato, né quelli degli arbitri che mi hanno diretto. Al Milan ho vinto molto e ogni volta azzeravo tutto, pensavo alla prossima. Non mi piacevano i riflettori allora, non mi piacciono adesso.
{{Int2|''[https://www.rivistaundici.com/2016/05/10/donadoni-intervista/ Il mestiere di allenare]''|Dall'intervista a ''Undici'' nº 9; citato in Giorgio Burreddu, ''Rivistaundici.com'', 10 maggio 2016}}
*[Mio padre] veniva a vedermi giocare senza dire una parola. Di commenti non ne faceva. Né prima né dopo. Mi ha insegnato i valori, a fare le cose con rigore e serietà. L'unica minaccia, esagerata, me la fece quando venne a sapere, non so da chi, che avevo dato un pugno sulla spalla a una compagna di scuola perché non voleva darmi la figurina che mi mancava per finire la collezione. Papà mi disse, con calma, un'altra lamentela dalla scuola e ti inchiodo le orecchie al banco. Non ci fu un'altra lamentela.
*{{NDR|«L'inizio in [[Campionato italiano di calcio|A]] se lo ricorda?»}} Solo che prima della partita correvo all'impazzata nel tunnel. Mi pare fosse contro l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]. A un certo punto mi sono detto: «Ma cosa stai facendo? Vuoi arrivare in campo senza fiato?». Poi è andato tutto bene.
*{{NDR|«Oggi che fa l'[[allenatore]] ha capito come si fa a creare un gruppo?»}} Si crea da solo con le capacità dei singoli. Bisogna saper stare insieme, coi difetti e i pregi: è quella la chiave. Però credo sia una cosa abbastanza naturale, viviamo in una [[società]] e la squadra è una società in miniatura.
*{{NDR|«Che mestiere è quello dell'allenatore?»}} Non è un mestiere. Non mi piace definirlo così. È una [[passione]] legata un po' a quello che ho sempre fatto, e quindi è soltanto la continuazione. Vuol dire rimanere sempre nello stesso ambiente, sentire gli stessi odori, le stesse sensazioni.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Donadoni, Roberto}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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/* Citazioni di Roberto Donadoni */
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[[File:Roberto Donadoni - SSC Neapel (1).jpg|thumb|Roberto Donadoni (2009)]]
'''Roberto Donadoni''' (1963 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Roberto Donadoni==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Arrigo Sacchi]]}} Con lui mi divise, almeno inizialmente, la posizione in campo. Venivo dalla provincia, ero abituato al mio tran-tran di ala tornante: pretese che mi sdoppiassi, trequartista in fase d'attacco, esterno destro di centrocampo quando la palla l'avevano gli avversari. {{NDR|«Un po' numero sette, un po' numero dieci...»}} Più o meno. Non è stato facile, ma bello sì: bellissimo.<ref name="Beccantini">Dall'intervista di [[Roberto Beccantini]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0217_01_2005_0021_0039_1676266/ Donadoni e il Milan, «lo contro Berlusconi sembra impossibile»]'', ''La Stampa'', 22 gennaio 2005, p. 31.</ref>
*{{NDR|SU [[Marco van Basten]].}} Era un falso lento. Quando andava, andava: poche balle.<ref name="Beccantini"/>
*{{NDR|In merito al card. Wojtyla e al card. Joseph Ratzinger}} Credo che in questo momento non ci sia bisogno solo di difensori ma anche di attaccanti, come coloro che chiaramente propongono e danno qualcosa. Quindi, li schiererei chiaramente dal centrocampo in avanti. [...] {{NDR|Sono entrambi}} ispiratori del gioco visto che sono anche ispiratori di [[vita]] e di [[comportamento]].<ref>Citato in [https://www.tio.ch/sport/364875/calcio-donadoni-wojtyla-e-ratzinger-attaccanti-in-grado-di-proporre-valori ''Calcio: Donadoni, Wojtyla e Ratzinger 'attaccanti' in grado di proporre valori''], ''Adnkronos'', 26 novembre 2007 (via Tio.ch).</ref>
*Ero un [[attaccante]] e non potevo certo limitarmi al lavoro oscuro. Nella vita, però, mi considero un uomo del [[Centrocampista|centrocampo]], un [[Luciano_Ligabue#Miss_Mondo|mediano alla Ligabue]].<ref>Citato in Marco Azzi, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/28/donadoni-il-san-paolo-attrazione-degli.html Donadoni e il San Paolo, l'attrazione degli opposti]'', ''la Repubblica'', 28 aprile 2009.</ref>
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] come la vita evolve continuamente come le culture di ogni paese. È un evolversi continuo in funzione di quello che è l'andamento sociale di ogni paese. Ho vissuto esperienze da calciatore ottime, belle, all'estero, penso sia un peccato non averle fatte anche prima, così come mi sto rendendo conto, da allenatore, che lavorare in realtà diverse sia molto positivo, costruttivo, migliora anche quella che è la tua visione uscendo dal proprio orticello.<ref>Dall'intervista di Nicholas Gineprini, ''[https://www.ultimouomo.com/intervista-roberto-donadoni-shenzhen-cina/ Il calcio evolve continuamente, intervista a Roberto Donadoni]'', ''Ultimouomo.com'', 10 ottobre 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Igor Protti]]}} Conoscerlo di persona è stata una grande opportunità. Ha dato molto, non solo dal punto di vista professionale. Trasmetteva voglia, passione e attaccamento ai compagni. [...] Aveva un carattere forte, ma sempre rispettoso e garbato. [...] Prima delle partite non faceva mai il riscaldamento sul terreno di gioco con i compagni. Preferiva restare nello spogliatoio per concedersi un breve sonnellino: si ritirava da solo in uno stanzino e dormiva per una quindicina di minuti. Era il suo modo di rilassarsi e ritrovare la concentrazione. Poi entrava in campo carico come sempre.<ref>Dall'intervista a ''La Stampa''; citato in Niccolò Righi, ''[https://m.tuttomercatoweb.com/serie-a/donadoni-ricorda-igor-protti-carattere-forte-garbato-racconto-match-2245962 Donadoni ricorda Igor Protti: "Carattere forte e garbato, vi racconto che faceva prima dei match"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 20 giugno 2026.</ref>
{{Int2|''[https://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/sport/calcio/nazionale/donadoni-intervista/donadoni-intervista/donadoni-intervista.html "Io, il ct senza contratto, ho imparato a emozionarmi"]''|Intervista di [[Gianni Mura]], ''Repubblica.it'', 29 aprile 2008}}
*[Fin da bambino] ero [[Associazione Calcio Milan|milanista]] perché mi piaceva [[Gianni Rivera|Rivera]]. A 12 anni ho potuto infilare le prime Adidas Rivera della mia vita, nere con strisce rosse. Mi piaceva Rivera ma anche [[Johan Cruijff|Cruyff]], [[Franz Beckenbauer|Beckenbauer]], insomma i giocatori eleganti. Anche se capivo l'importanza di quelli grandi e grossi, sapevo di essere dall'altra parte.
*{{NDR|«Si ritiene un predestinato?»}} A 9 anni avevo già la maglia della Cisanese. In quinta elementare, la mia classe giocava contro i ragazzi di terza media e qualche volta li batteva. All'oratorio, mi era proibito passare la metà campo, oppure potevo passarla ma non [[Gol|segnare]]. Così [[Dribbling|dribblavo]] tutti quelli che potevo e al momento di fare gol passavo a qualcuno.
*Faccio fatica a ricordare quanti scudetti ho vinto. Non so dire qual è il mio gol più bello perché non me ne viene in mente uno. Non ricordo i nomi di tutti quelli con cui ho giocato, né quelli degli arbitri che mi hanno diretto. Al Milan ho vinto molto e ogni volta azzeravo tutto, pensavo alla prossima. Non mi piacevano i riflettori allora, non mi piacciono adesso.
{{Int2|''[https://www.rivistaundici.com/2016/05/10/donadoni-intervista/ Il mestiere di allenare]''|Dall'intervista a ''Undici'' nº 9; citato in Giorgio Burreddu, ''Rivistaundici.com'', 10 maggio 2016}}
*[Mio padre] veniva a vedermi giocare senza dire una parola. Di commenti non ne faceva. Né prima né dopo. Mi ha insegnato i valori, a fare le cose con rigore e serietà. L'unica minaccia, esagerata, me la fece quando venne a sapere, non so da chi, che avevo dato un pugno sulla spalla a una compagna di scuola perché non voleva darmi la figurina che mi mancava per finire la collezione. Papà mi disse, con calma, un'altra lamentela dalla scuola e ti inchiodo le orecchie al banco. Non ci fu un'altra lamentela.
*{{NDR|«L'inizio in [[Campionato italiano di calcio|A]] se lo ricorda?»}} Solo che prima della partita correvo all'impazzata nel tunnel. Mi pare fosse contro l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]. A un certo punto mi sono detto: «Ma cosa stai facendo? Vuoi arrivare in campo senza fiato?». Poi è andato tutto bene.
*{{NDR|«Oggi che fa l'[[allenatore]] ha capito come si fa a creare un gruppo?»}} Si crea da solo con le capacità dei singoli. Bisogna saper stare insieme, coi difetti e i pregi: è quella la chiave. Però credo sia una cosa abbastanza naturale, viviamo in una [[società]] e la squadra è una società in miniatura.
*{{NDR|«Che mestiere è quello dell'allenatore?»}} Non è un mestiere. Non mi piace definirlo così. È una [[passione]] legata un po' a quello che ho sempre fatto, e quindi è soltanto la continuazione. Vuol dire rimanere sempre nello stesso ambiente, sentire gli stessi odori, le stesse sensazioni.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Donadoni, Roberto}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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/* Citazioni di Roberto Donadoni */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Roberto Donadoni - SSC Neapel (1).jpg|thumb|Roberto Donadoni (2009)]]
'''Roberto Donadoni''' (1963 – vivente), ex calciatore e allenatore di calcio italiano.
==Citazioni di Roberto Donadoni==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su [[Arrigo Sacchi]]}} Con lui mi divise, almeno inizialmente, la posizione in campo. Venivo dalla provincia, ero abituato al mio tran-tran di ala tornante: pretese che mi sdoppiassi, trequartista in fase d'attacco, esterno destro di centrocampo quando la palla l'avevano gli avversari. {{NDR|«Un po' numero sette, un po' numero dieci...»}} Più o meno. Non è stato facile, ma bello sì: bellissimo.<ref name="Beccantini">Dall'intervista di [[Roberto Beccantini]], ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,0217_01_2005_0021_0039_1676266/ Donadoni e il Milan, «lo contro Berlusconi sembra impossibile»]'', ''La Stampa'', 22 gennaio 2005, p. 31.</ref>
*{{NDR|SU [[Marco van Basten]].}} Era un falso lento. Quando andava, andava: poche balle.<ref name="Beccantini"/>
*{{NDR|In merito al card. Wojtyla e al card. Joseph Ratzinger}} Credo che in questo momento non ci sia bisogno solo di difensori ma anche di attaccanti, come coloro che chiaramente propongono e danno qualcosa. Quindi, li schiererei chiaramente dal centrocampo in avanti. [...] {{NDR|Sono entrambi}} ispiratori del gioco visto che sono anche ispiratori di [[vita]] e di [[comportamento]].<ref>Citato in [https://www.tio.ch/sport/364875/calcio-donadoni-wojtyla-e-ratzinger-attaccanti-in-grado-di-proporre-valori ''Calcio: Donadoni, Wojtyla e Ratzinger 'attaccanti' in grado di proporre valori''], ''Adnkronos'', 26 novembre 2007 (via Tio.ch).</ref>
*Ero un [[attaccante]] e non potevo certo limitarmi al lavoro oscuro. Nella vita, però, mi considero un uomo del [[Centrocampista|centrocampo]], un [[Luciano_Ligabue#Miss_Mondo|mediano alla Ligabue]].<ref>Citato in Marco Azzi, ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/04/28/donadoni-il-san-paolo-attrazione-degli.html Donadoni e il San Paolo, l'attrazione degli opposti]'', ''la Repubblica'', 28 aprile 2009.</ref>
*Il [[Calcio (sport)|calcio]] come la vita evolve continuamente come le culture di ogni paese. È un evolversi continuo in funzione di quello che è l'andamento sociale di ogni paese. Ho vissuto esperienze da calciatore ottime, belle, all'estero, penso sia un peccato non averle fatte anche prima, così come mi sto rendendo conto, da allenatore, che lavorare in realtà diverse sia molto positivo, costruttivo, migliora anche quella che è la tua visione uscendo dal proprio orticello.<ref>Dall'intervista di Nicholas Gineprini, ''[https://www.ultimouomo.com/intervista-roberto-donadoni-shenzhen-cina/ Il calcio evolve continuamente, intervista a Roberto Donadoni]'', ''Ultimouomo.com'', 10 ottobre 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Igor Protti]]}} Conoscerlo di persona è stata una grande opportunità. Ha dato molto, non solo dal punto di vista professionale. Trasmetteva voglia, passione e attaccamento ai compagni. [...] Aveva un carattere forte, ma sempre rispettoso e garbato. [...] Prima delle partite non faceva mai il riscaldamento sul terreno di gioco con i compagni. Preferiva restare nello spogliatoio per concedersi un breve sonnellino: si ritirava da solo in uno stanzino e dormiva per una quindicina di minuti. Era il suo modo di rilassarsi e ritrovare la concentrazione. Poi entrava in campo carico come sempre.<ref>Dall'intervista a ''La Stampa''; citato in Niccolò Righi, ''[https://m.tuttomercatoweb.com/serie-a/donadoni-ricorda-igor-protti-carattere-forte-garbato-racconto-match-2245962 Donadoni ricorda Igor Protti: "Carattere forte e garbato, vi racconto che faceva prima dei match"]'', ''tuttomercatoweb.com'', 20 giugno 2026.</ref>
{{Int2|''[https://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/sport/calcio/nazionale/donadoni-intervista/donadoni-intervista/donadoni-intervista.html "Io, il ct senza contratto, ho imparato a emozionarmi"]''|Intervista di [[Gianni Mura]], ''Repubblica.it'', 29 aprile 2008}}
*[Fin da bambino] ero [[Associazione Calcio Milan|milanista]] perché mi piaceva [[Gianni Rivera|Rivera]]. A 12 anni ho potuto infilare le prime Adidas Rivera della mia vita, nere con strisce rosse. Mi piaceva Rivera ma anche [[Johan Cruijff|Cruyff]], [[Franz Beckenbauer|Beckenbauer]], insomma i giocatori eleganti. Anche se capivo l'importanza di quelli grandi e grossi, sapevo di essere dall'altra parte.
*{{NDR|«Si ritiene un predestinato?»}} A 9 anni avevo già la maglia della Cisanese. In quinta elementare, la mia classe giocava contro i ragazzi di terza media e qualche volta li batteva. All'oratorio, mi era proibito passare la metà campo, oppure potevo passarla ma non [[Gol|segnare]]. Così [[Dribbling|dribblavo]] tutti quelli che potevo e al momento di fare gol passavo a qualcuno.
*Faccio fatica a ricordare quanti scudetti ho vinto. Non so dire qual è il mio gol più bello perché non me ne viene in mente uno. Non ricordo i nomi di tutti quelli con cui ho giocato, né quelli degli arbitri che mi hanno diretto. Al Milan ho vinto molto e ogni volta azzeravo tutto, pensavo alla prossima. Non mi piacevano i riflettori allora, non mi piacciono adesso.
{{Int2|''[https://www.rivistaundici.com/2016/05/10/donadoni-intervista/ Il mestiere di allenare]''|Dall'intervista a ''Undici'' nº 9; citato in Giorgio Burreddu, ''Rivistaundici.com'', 10 maggio 2016}}
*[Mio padre] veniva a vedermi giocare senza dire una parola. Di commenti non ne faceva. Né prima né dopo. Mi ha insegnato i valori, a fare le cose con rigore e serietà. L'unica minaccia, esagerata, me la fece quando venne a sapere, non so da chi, che avevo dato un pugno sulla spalla a una compagna di scuola perché non voleva darmi la figurina che mi mancava per finire la collezione. Papà mi disse, con calma, un'altra lamentela dalla scuola e ti inchiodo le orecchie al banco. Non ci fu un'altra lamentela.
*{{NDR|«L'inizio in [[Campionato italiano di calcio|A]] se lo ricorda?»}} Solo che prima della partita correvo all'impazzata nel tunnel. Mi pare fosse contro l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]]. A un certo punto mi sono detto: «Ma cosa stai facendo? Vuoi arrivare in campo senza fiato?». Poi è andato tutto bene.
*{{NDR|«Oggi che fa l'[[allenatore]] ha capito come si fa a creare un gruppo?»}} Si crea da solo con le capacità dei singoli. Bisogna saper stare insieme, coi difetti e i pregi: è quella la chiave. Però credo sia una cosa abbastanza naturale, viviamo in una [[società]] e la squadra è una società in miniatura.
*{{NDR|«Che mestiere è quello dell'allenatore?»}} Non è un mestiere. Non mi piace definirlo così. È una [[passione]] legata un po' a quello che ho sempre fatto, e quindi è soltanto la continuazione. Vuol dire rimanere sempre nello stesso ambiente, sentire gli stessi odori, le stesse sensazioni.
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Donadoni, Roberto}}
[[Categoria:Allenatori di calcio italiani]]
[[Categoria:Calciatori italiani]]
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Code Geass: Lelouch of the Rebellion
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/* Episodio 1, Il giorno in cui si risvegliò il demonio */ Allungato citazione
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wikitext
text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano= Code Geass: Lelouch of the Rebellion
|tipofiction= serie TV anime
|titolooriginale= コードギアス 反逆のルルーシュ
|titolotraslitterato= Kōdo Giasu - Hangyaku no Rurūshu
|immagine=Code Geass Lelouch Of The Rebellion DVD Ita.jpg
|dimensioneimmagine=200
|paese= Giappone
|anno= 2006
|genere= fantascienza, fantasy
|episodi= 48
|regista = Gorō Taniguchi
|doppiatorioriginali=
*Jun Fukuyama: Lelouch Lamperouge
*Takahiro Sakurai: Suzaku Kururugi
*Ami Koshimizu: Kallen Kozuki
*Yukana: C.C.
*Ken Narita: Jeremiah Gotwald
*Norio Wakamoto: Charles zi Britannia
*Kaori Nazuka: Nunnally Lamperouge
*Takahiro Mizushima: Rolo Lamperouge
*Fumiko Orikasa: Shirley Fenette
*Mitsuaki Maodono: Kaname Ogi
*Satomi Arai: Sayoko Shinozaki
*Norihiro Inoue: Schneizel el Britannia
*Jouji Nakata: Diethard Ried
*Omi Minami: Euphemia Li Britannia
*Junko Minagawa: Cornelia Li Britannia
*Sayaka Ohara: Milly Ashford
*Noriaki Sugiyama: Rivalz Cardemonde
*Akeno Watanabe: Villetta Nu
|doppiatoriitaliani=
*[[Massimiliano Alto]]: Lelouch Lamperouge
*[[Davide Perino]]: Suzaku Kururugi
*[[Domitilla D'Amico]]: Kallen Kozuki
*[[Alessia Amendola]]: C.C.
*[[Roberto Certomà]]: Jeremiah Gotwald
*[[Pietro Biondi]]: Charles zi Britannia
*[[Veronica Puccio]]: Nunnally Lamperouge
*[[Valentina Mari]]: Shirley Fenette
*[[Gabriele Patriarca]]: Rolo Lamperouge
*[[Alessio Puccio]] : Rivalz Cardemonde
*[[Francesco Bulckaen]]: Schneizel el Britannia
*[[Massimo Bitossi]]: Diethard Ried
*[[Maria Letizia Scifoni]]: Euphemia Li Britannia
*[[Emanuela Baroni]]: Cornelia Li Britannia
*[[Rachele Paolelli]]: Milly Ashford
*[[Fabrizio Manfredi]]: Kaname Ogi
*[[Valeria Vidali]]: Sayoko Shinozaki
*[[Federica Bomba]]: Villetta Nu
|note=
}}
'''''Code Geass: Lelouch of the Rebellion''''', serie televisiva d'animazione giapponese del 2006.
==Stagione 1==
===[[Incipit]]===
{{Incipit serie televisive}}
10 agosto 2010. Il Sacro Impero di Britannia dichiara guerra al Giappone. L'arcipelago neutrale dell'estremo oriente contro il regno più potente del mondo: Britannia. Tra i due paesi si era aperta una profonda crisi diplomatica a causa delle risorse del sottosuolo del Giappone. Nella battaglia decisiva sulla terraferma, l'esercito di Britannia introduce per la prima volta gli armamenti umanoidi denominati Knightmare Frame. La loro potenza si rivela di gran lunga superiore alle aspettative, e tutte le linee difensive sul suolo giapponese vengono sbaragliate. Il Giappone viene annesso all'impero e perde la libertà, i diritti e il suo stesso nome. Area 11: questa è la nuova denominazione del paese sconfitto. ('''Narratore''')
===Episodio 1, ''Il giorno in cui nacque il demonio''===
*'''Lelouch''': I [[Nobiltà|nobili]] non valgono assolutamente niente, sono solo parassiti attaccati ai loro privilegi.
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}} Maledetti... britanni... viva... il Giappone! ('''Takeshi Nagata''')
*'''Lelouch''': Da quel giorno, non ho fatto altro che mentire. Anche sul semplice fatto di essere vivo: è una menzogna. La mia storia è una menzogna. Sono tutte indegne menzogne. Ho vissuto annoiato in un mondo che non cambiava mai, ma nemmeno la disperazione poteva distogliermi dalle mie bugie. Però ho ottenuto... Il potere! E ora...
===Episodio 2, ''Il risveglio del cavaliere bianco''===
*10 agosto dell'anno 2010. Si conclude la guerra tra il Sacro Impero di Britannia e il Giappone. Il Giappone non seppe opporsi ai Knightmare Frame, le nuove armi dell'Impero Britannico. Sconfitto, le sue libertà, diritti e perfino il nome vennero strappati. Area 11. Fu questo il nuovo nome dato al popolo nipponico. ('''Narratore''') {{NDR|incipit}}
*Ho imparato che quando si tratta di uomini non ci sono certezze. ('''Lelouch''')
*'''Lelouch''': Sono il primogenito della defunta imperatrice Marianne, diciassettesimo erede al trono per ordine di successione, Lelouch Vi Britannia.<br/>'''Principe Clovis''': Lelouch? Eppure tu dovresti...<br/>'''Lelouch''': Dovrei essere morto, giusto? E invece sono tornato, Vostra Altezza. Sono tornato a cambiare ogni cosa.
===Episodio 3, ''Un'infiltrata in classe''===
*Le belle parole non cambiano il mondo. ('''Lelouch''')
===Episodio 4, ''Il suo nome è Zero''===
*Io sono... Zero! ('''Lelouch''')
*Credo che la verità sia una cosa che il più delle volte viene manipolata. ('''Lloyd''')
*Se è così che questo mondo gira, io non voglio più farne parte! ('''Suzaku''')
*Io voglio restare per cambiare Britannia, guarirla dall'interno. ('''Suzaku''')
*Non sono convinto che il fine debba sempre giustificare i mezzi. ('''Suzaku''')
*Se devo morire, voglio farlo per il bene altrui. ('''Suzaku''')
===Episodio 5, ''La principessa e la strega''===
*È parecchia la gente che si fa influenzare da piccole sciocchezze simili, per poi costruirci sopra scenari assurdi. ('''Lelouch''')
*{{NDR|Euphie è appena caduta addosso a Suzaku}}<br/>'''Suzaku''': Ehm... sei tutta intera? <br/>'''Euphie''': Mi dispiace! Non credevo ci fosse qualcuno di sotto! <br/>'''Suzaku''': Oh, no... nemmeno io ho pensato che una ragazza potesse piovermi in testa.
*L'amore incondizionato è sinonimo di bontà d'animo. ('''Euphie''')
*È davvero una colpa essere deboli? ('''Suzaku''')
===Episodio 6, ''Il furto della maschera''===
*Molteplici sono le esistenze dell'uomo, da cui nascono spontaneamente innumerevoli conflitti e incertezze. Il mondo non è nella disuguaglianza, bensì nell'uguaglianza stessa! ('''Imperatore''')
*Gli esseri umani non sono uguali tra loro: chi sa correre più velocemente, chi è dotato di bellezza, chi nasce da una famiglia povera, chi è costretto a sopportare la malattia, perché nascita, sviluppo e talento portano diversità, e non esiste un solo uomo uguale ad un altro. Anzi, ogni uomo esiste per essere diverso dall'altro. Gli individui lottano e competono tra loro perché dalla rivalità scaturisce il progresso. La diversità no!! Non è il male, al contrario, l'eguaglianza è il nemico! Guardate l'Euro Universe, dove chiunque ha gli stessi diritti, la demagogia di un paese comandato da tutti ha preso il sopravvento, o la Federazione Cinese, ove la parità di ricchezza ha condotto all'ozio, ma la nostra Britannia si distingue, lottiamo, ci misuriamo tra noi e continuiamo ad evolverci! [...] Soltanto noi britanni guardiamo avanti, siamo l'unico popolo proteso al futuro! La morte di mio figlio Clovis è l'ennesima conferma che la Britannia persegue l'evoluzione! Combattete tra voi, uomini, alimentate la rivalità, rubate, vincete e dominate! Al di là troverete ad aspettarvi il nostro futuro! All hail Britannia! ('''Imperatore''')
===Episodio 7, ''Fuoco su Cornelia''===
*Sei un morto. Sei stato un morto fin dalla nascita. Chi ti ha dato i vestiti con cui ora ti copri? La tua casa, il tuo cibo, la tua vita! Sono stato io a darti tutto quanto! Non sei padrone di nessuno neppure un attimo della tua esistenza! Come puoi essere tanto sciocco?! Lelouch, un morto non ha alcun diritto. ('''Imperatore''')
*Perdurando un'[[amicizia]], anche in circostanze avverse, si riesce sempre a ritrovarsi. ('''Cecil''')
*In [[battaglia]] bisogna rischiare la propria vita per prenderne un'altra. ('''Cornelia''')
*Prima di incontrarti non ero che cadavere. Un impotente cadavere che faceva finta di vivere... Una vita senza avere possibilità, in cui il destino è immutabile, equivale a una lenta morte. ('''Lelouch''', a C.C.)
*Al potere serva anche l'abilità per far girare il tutto. ('''C.C.''')
===Episodio 8, ''L'ordine dei cavalieri neri''===
*Un giovane ragazzo, Lelouch, riceve in dono uno strano potere da parte di una misteriosa ragazza: il Geass, un potere che permette al suo portatore di dare ordini assoluti a chiunque. Per il bene della sorella minore, Nunnally, Lelouch progetta la distruzione dell'Impero Britannico. Nel mentre, il suo caro amico Kururugi Suzaku diventa parte integrante dell'esercito imperiale. A questo punto, lo scontro appare inevitabile. O forse, fa semplicemente parte del loro destino. ('''Narratore''', incipit)
*Io non amo combattere, ma il fatto che ci siano coloro che uccidono i deboli perché tali non può essere ignorato! ('''Zero''')
*Può sparare... solo chi è pronto a ricevere il [[proiettile]]! ('''Zero''')
*Chi ha potere ci tema! Chi non lo ha, invochi il nostro aiuto! Il mondo, sarà giudicato, dall'Ordine dei Cavalieri Neri! ('''Zero''')
===Episodio 9, ''Refrain''===
*Un giovane Britannico, Lelouch, ottiene due poteri. Il primo è il Geass, l'abilità di dare ordini assoluti, a cui è impossibile disubbidire. L'altro è l'Ordine dei Cavalieri Neri, la sua personale armata, creata allo scopo di distruggere l'Impero di Britannia e suo padre, che ne è al capo. Dietro le spoglie del misterioso Zero, Lelouch comincia la sua lotta, allo scopo di vendicare la propria madre e costruire un mondo di pace per la sua sorellina minore, Nunnally. A quale risultato porteranno le sue azioni? È una cosa che ancora nessuno può sapere. ('''Narratore''', incipit)
*Chiudendo dentro di noi le cose spiacevoli, un giorno si potrebbe esplodere. ('''Milly''')
*Con le false lacrime straziamo il nostro prossimo; con i falsi sorrisi straziamo noi stessi. ('''C.C.''')
===Episodio 10, ''La danza del Guren''===
*'''C.C.''': Oh, Lelouch... perché sei tu, Lelouch?<br/>'''Lelouch''': Non ho tempo per le citazioni letterarie.
*Nonostante tu abbia cambiato il tuo cognome in Lamperouge, hai mantenuto il tuo nome, Lelouch. Che ingenuità. Non sei riuscito a lasciarti il passato alle spalle. ('''C.C.''')
*Dimmi Lelouch, tu sai perché la [[neve]] è bianca? Perché non riesce più a ricordare qual era un tempo il suo colore. ('''C.C.''')
*Visto che siete entrati a far parte dell'Ordine dei Cavalieri Neri, avete solo due scelte: sopravvivere con me... o morire al mio fianco! ('''Zero''')
===Episodio 11, ''Scontro a Narita''===
*Le persone, non importa chi siano, vogliono sempre credere che la vittoria sia possibile. Eppure, confrontato al tempo e al destino, credere è davvero una cosa da ingenui, nonché futile. ('''Narratore''', incipit)
*'''Lloyd''': Suzaku-kun, vorrei chiederti solo un'altra cosa.<br/>'''Suzaku''': Cosa?<br/>'''Lloyd''': Detesti davvero quando la gente muore, non è vero? Però ti sei arruolato nell'esercito. Perché mai?<br/>'''Suzaku''': Mi sono arruolato per far sì che non muoia nessuno.<br/>'''Lloyd''': Sai, un simile [[paradossi dalle serie televisive|paradosso]] ti farà ammazzare, un giorno...
*Chi può provare l'odio riesce anche a comprendere la tristezza. ('''Ougi''')
*Lasci sempre che il tuo orgoglio intralci il tuo cammino nei momenti meno opportuni. ('''C.C.''' a Lelouch)
*'''Lelouch''': Penso che questo sia il momento più opportuno per farlo. Già, prima mi hai salvato... Fino ad ora, per tutto, incluso il Geass... Quindi, lo dirò una volta sola: ti ringrazio.<br/>'''C.C.''': È la prima volta che vengo ringraziata...
*'''C.C.''': Non ti spiace se ti chiedo un altro piccolo favore? Dillo ancora, come hai fatto prima.<br/>'''Lelouch''': Ah, intendi quel nome?<br/>'''C.C.''': Solo una volta, con cura e gentilezza, dal profondo del tuo cuore.<br/>'''Lelouch''': Se ci tieni tanto...<br/>...<br/>'''Lelouch''': Va bene così?<br/>'''C.C.''': Non andava bene. Non andava assolutamente bene. Non c'era alcuna gentilezza. Inoltre non rifletteva il profondo del tuo cuore. E poi la pronuncia era alquanto strana, e mancava di calore.<br/>'''Lelouch''': Sei una donna davvero egoista.<br/>'''C.C.''': Certamente! Dopotutto sono C.C., no?
*C.C., non so perché la neve sia bianca. Comunque, penso che la neve bianca sia meravigliosa. Non mi dispiace affatto. ('''Zero''')
===Episodio 13, ''Nel mirino di Shirley''===
*[[Causa ed effetto|Un'azione comporta sempre una reazione]], denominata "conseguenza". Non ci sono eccezioni. Neppure il potere di Lelouch può cambiare tutto ciò. Anche se detiene un potere di comando assoluto che costringe chiunque ad eseguire i suoi ordini, gli è impossibile sfuggire all'inevitabile. Per vendicare la morte di sua madre e per creare un mondo in cui la sua sorellina, Nunnally, possa vivere in pace, Lelouch ha fatto la sua mossa. Eppure il mondo, le persone continuano a minacciarlo, con conseguenze diverse da quelle che si aspettava, e continuano a dargli la caccia. Se quelle conseguenze dovessero essere dilagate per il mondo, dove sarà colui che dovrà accollarsi le proprie colpe e subire la punizione? ('''Narratore''', incipit)
*'''Shirley''': Lo sai, Shirley... Shirley diventerà la nuova moglie di papà!<br/>'''Padre di Shirley''': Ne sono felice. Però...è come ti ha detto la maestra all'asilo. Un giorno, troverai qualcuno di cui ti innamorerai.<br/>'''Shirley''': Più di papà?<br/>'''Padre di Shirley''': Sì. Ci sono molti tipi di amore. Comunque, Shirley, se amerai davvero quella persona, e quella persona ti amerà davvero, il tuo papà ti incoraggerà dal profondo del suo cuore.
*È inutile ottenere risultati utilizzando metodi scorretti. ('''Suzaku''')
*Lelou, mi dispiace. Sono stata astuta, no? Perché...sono stata davvero astuta, no? Non avevi altra scelta che farlo. Quindi, dimentica tutto. Mi spiace se ti ho causato dei problemi. Io... ho usato l'approccio sbagliato. Vedi, anche se mi hai baciato, non riesco ad essere del tutto felice... ('''Shirley''')
*In modo che il sangue che è già stato versato non sia stato vano, non abbiamo altra scelta che versare ancora altro sangue. ('''Zero''')
*Zero! Con i tuoi metodi non riuscirai a cambiare nulla! Ti preoccupi solo dei risultati... ma non pensi mai al dolore altrui?! ('''Suzaku''')
===Episodio 14, ''Geass contro Geass''===
*'''Shirley''': Come mai sei qui? Hai perso anche tu dei familiari?<br>'''Lelouch''': Beh… non esattamente dei familiari. Ho perso un’amica. Un amica… io credo… molto importante.<br>'''Shirley''': Capisco perfettamente.<br> '''Lelouch''': A volte ti rendi conto dell’importanza di una persona solo dopo averla persa. Ti viene in mente di quando ti rincuorava con il suo sorriso. E capisci che non potrai più bisticciare o ridere come facevi quand’eri con lei.<br>'''Shirley''': Le volevi molto bene, vero?<br>'''Lelouch''': In realtà… adesso non lo so più.<br>'''Shirley''': Ma domani è un altro giorno! {{NDR|Lelouch sussulta}} Ti confesso che fino a qualche istante fa non avrei nemmeno saputo dire per quale ragione sono venuta fin qui {{NDR|al memoriale delle vittime di Narita}}, da sola, ma adesso credo che sia perché ho bisogno di dare un taglio al passato e di cambiare atteggiamento. Certo, le cose non si possono dimenticare, e ci sono stati tanti avvenimenti dolorosi nelle nostre vite. Però, il domani arriva lo stesso. Piangersi addosso non serve.<br>'''Lelouch''': È vero, hai ragione… anch’io la penso esattamente come te. Grazie di cuore… per ciò che hai fatto.
===Episodio 16, ''Il rapimento di Nunnally''===
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]], a Suzaku}} Il tuo altruismo è una forma di autogratificazione, sei solo un ragazzino viziato che desidera essere punito! ('''Mao''')
===Episodio 18, ''Un ordine per Suzaku Kururugi''===
*{{NDR|Discussione riguardante la carica ricoperta da Diethard}}<br />'''Nagisa Chiba''': Zero, non discuto le sue capacità professionali, ma per quale motivo vuoi servirti proprio di un britanno?<br />'''Zero''': Il motivo? Guarda la persona che hai di fronte: come ben sapete neanche io sono giapponese. Io cerco persone capaci di produrre risultati: razza, passato e metodi usati non mi interessano.
*Zero, non esistono notizie del tutto obiettive, il [[giornalismo]] è soltanto una convenzione costruita dalla volontà delle persone. ('''Diethard''')
*Certo, sottomettersi agli ordini altrui è facile, è quello che hai sempre fatto! ('''Zero''' {{NDR|a Suzaku}})
===Episodio 23, ''Almeno con tristezza''===
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Suzaku...conoscerti per me...è stato... ('''Euphemia''')
===Episodio 25, ''Zero''===
*'''Cornelia''': Così, dietro alla maschera di Zero... ti celavi tu!<br />'''Lelouch''': Proprio così. Io distruggerò questo mondo e darò il via ad una nuova era!
*'''C.C.''': Tutto quel che mi resta sono i ricordi di una strega, perché ormai non so nemmeno più se sono un essere umano. Le persone che mi hanno odiato e quelle che sono state benevole con me sono sparite tutte, sprofondate dentro il fiume del tempo. In questo flusso che scorre all'infinito e senza sosta, io sono sola.<br>'''Lelouch''': Tu non sei sola. Tu e io siamo complici: se tu sei una strega allora basterà che io mi trasformi in uno stregone.
*'''C.C.''': Tutti gli esseri umani, tutti gli individui, sono alla ricerca della felicità. Ciò a cui il giovane britanno Lelouch aspirava era un po' di serenità. Niente di speciale. All'origine di tutte le sue imprese c'era soltanto un piccolo e modesto desiderio personale, come quello di tanti altri. Chi avrebbe mai potuto negargli un sogno del genere, una simile promessa?! Chi ne avrebbe avuto il diritto? Eppure, le persone, nella rete intricata delle relazioni con il loro prossimo, corrono il rischio di ridursi a stereotipi di sé stessi, e così le aspettative realmente personali finiscono con l'essere spazzate via di fronte alla coscienza del mondo, e l'intera esistenza diventa evanescente. Delitto e castigo, destino e giudizio. Ciò che si è presentato al cospetto di Lelouch, non è che il passato creato da lui stesso, un passato intriso di odio causato dalla natura stessa dell'uomo. Eppure, nonostante tutto, ora bisogna dire grazie: proprio così, perlomeno gli uomini sono creature che inseguono la felicità. Un filo di speranza, o una flebile preghiera, nascono dalla distruzione.
==Stagione 2==
===Episodio 1, '' Il giorno in cui si risvegliò il demonio''===
*'''Lelouch''': Se l'assenza di forza costituisce il male, allora il potere rappresenta il bene? Chi insegue la vendetta è malvagio? L'amicizia può essere comparata alla giustizia?
*'''Lelouch''': Trascorrevo delle giornate che non sentivo mie. Il tempo scorreva in modo anomalo. E io conducevo una vita da animale domestico con una memoria fasulla. Nonostante questo, la verità ha continuato ad invocarmi. Non ero io ad essere in errore, ma il mondo intero!
*'''Lelouch''': Il mondo può cambiare e perciò cambierà.
===Episodio 4, ''Il patibolo del contrattacco''===
*'''Lelouch''': Voglio farti una domanda, Lord Guilford. Se esistesse un male che la giustizia non può affrontare, cosa faresti? Fronteggeresti quel male macchiandoti di una colpa maggiore, oppure accetteresti l'impotenza della giustizia a costo di soccombere a quel male?<br/>'''C.C.''': In ogni caso il male resterebbe.<br/>'''Li Xingke''': Un paradosso?!<br/>'''Lord Guilford''': La mia giustizia, è vicino alla principessa Cornelia!<br/>'''Lelouch''': Ovviamente, io invece scelgo di essere il male che combatte un male peggiore!
===Episodio 7, ''Giù la maschera''===
*Se la felicità avesse una forma, che forma avrebbe? Chissà, magari Suzaku aveva ragione, forse avrebbe la forma del vetro... esatto... di solito non ci accorgiamo nemmeno che c'è, eppure c'è eccome! E la prova è il fatto che osservandolo con attenzione, il vetro riflette la luce e questa luce è la dimostrazione più eloquente dell'aspetto che assume la felicità! ('''Lelouch''' {{NDR|pensando, dopo aver raggiunto Shirley e gli altri sul tetto, dopo i fuochi d'artificio}})
===Episodio 9, ''La sposa della città proibita''===
*Mi sorprende vedere Llyod mostrare interesse nei confronti di un altro essere umano! ('''Kanon''' {{NDR|a Milly dopo averla vista con Llyod durante la festa nel Palazzo degli ospiti di stato}})
*{{NDR|Interrompendo la cerimonia di nozze}} Domando alla voce del Cielo, al grido della Terra e ai cuori della gente se è vero che queste nozze rappresentano la volontà della Federazione! ('''Li Xingke''')
===Episodio 11, ''La forza dei sentimenti''===
*{{NDR|Trasmissione fra i Grandi Eunuchi e Zero}}<br/>'''Primo Eunuco''': Oh! Oh! E così ammetti spontaneamente la sconfitta? Peccato, ormai è tardi!<br/>'''Zero''': Non volete concederci una tregua? Morirà anche la Venerabile Tianzi.<br/>'''Primo Eunuco''': La Tianzi è solo un ingranaggio del sistema!<br/>'''Secondo Eunuco''': Possiamo rimpiazzarla in qualsiasi momento!<br/>'''Terzo Eunuco''': La tua merce di scambio non ha alcun valore!<br/>'''Zero''': O quanto meno non ho nulla che per voi possa valere come un titolo nobiliare britanno!<br/>'''Primo Eunuco''': Oh! Oh! Come corrono le voci!<br/>'''Secondo Eunuco''': Devo ammettere che è stato uno scambio molto vantaggioso!<br/>'''Zero''': Cedere territori e firmare un trattato umiliante sarebbe vantaggioso?<br/>'''Primo Eunuco''': Questi dettagli non c'interessano!<br/>'''Secondo Eunuco''': Esatto! Ti rammento che siamo nobili di Britannia adesso!<br/>'''Zero''': E ai cittadini, non pensate?<br/>'''Primo Eunuco''': Zero, quando cammini per strada fai forse attenzione a non calpestare le formiche?<br/>'''Secondo Eunuco''': La carta igienica si butta via dopo averla usata no? È la stessa cosa!<br/>'''Zero''': Avete venduto il paese e la vostra padrona e tradito il popolo! Cosa pensate di ottenere da tutto ciò?<br/>'''Primo Eunuco''': Zero, continui a sorprendermi! Sei un idealista di altri tempi.<br/>'''Secondo Eunuco''': Il mondo brulica letteralmente di popoli e di padroni!<br/>'''Terzo Eunuco''': Sono come gli insetti!<br/>'''Eunuchi al completo''': Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
*{{NDR|Scambio di battute dopo un'importante decisione mediatica}}<br/>'''Li Xingke''': Zero, con questo credo di essermi fatto un'idea del tipo di persona che sei.<br/>'''Zero''': La strada che dobbiamo percorrere è in salita.<br/>'''Li Xingke''': Proprio per questo, siamo destinati ad arrivare in alto.
===Episodio 13, ''L'assassino dal passato'' ===
*'''Lelouch''': No, Shirley! ...Chi è stato a farti questo? <br/> '''Shirley''': Lelou? Sono felice… di parlarti un'ultima volta! <br/>'''Lelouch''' :Non è l'ultima! Ora chiamo un dottore! Cerca... {{NDR|Shirley rifiuta i soccorsi scostando il cellulare di Lelouch con la mano}}<br/> '''Shirley''': Sai, Lelou? Ho riacquistato la memoria e sono rimasta sconvolta. Un'insegnante fasulla, amici privati dei loro ricordi, tutti erano qualcos'altro. D'un tratto mi è sembrato che il mondo intero mi stesse sorvegliando. Lelou, tu stavi combattendo da solo in un ambiente simile. Tutto solo. Per questo io, sì, sognavo di diventare la tua realtà. Almeno io, Lelou.<br/>'''Lelouch''': Shirley!<br/> '''Shirley''': Io ti amo... ti amo, Lelou! Anche se ora so che mio padre è morto per causa tua… per me odiarti è impossibile. Tu hai rimosso dalla mia memoria tutto quello che ti riguardava, eppure io mi sono di nuovo innamorata di te. Anche se hai cancellato tutto mi sono... di nuovo innamorata di te.<br/>'''Lelouch''': Non morire! Shirley! Noo! {{NDR|Lelouch usa il Geass su di lei}}<br/> '''Shirley''': Per quante volte possa rinascere, ormai sono sicura che mi innamorerei ancora e ancora di te. È questo il mio destino, non lo pensi anche tu?<br/>'''Lelouch''': Resisti, Shirley! Non morire! Non morire! {{NDR|Ritenta di nuovo con il Geass}}<br/> '''Shirley''' {{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}}: Dev'essere così. Non sei d'accordo, Lelou? Poter rinascere... e... innamorarmi ancora una volta di te. Perché sarà... perché sarà... sempre... così... per me...<br/>
===Episodio 19, ''Tradimento''===
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|ultime parole]]}} Eh già... proprio così... per me tu sei come un libro aperto, Lelouch... non c'è niente... che tu... possa... nascondermi. ('''Rolo''')
===Episodio 24, ''I cieli della Damocles''===
*'''Lelouch''': L'imperatore Charles desiderava il passato. Tu desideri il presente. Ma io miro al futuro!<br/>'''Schneizel''': Il futuro potrebbe essere peggiore del presente.<br/>'''Lelouch''': No, sarà migliore! Perché la gente persegue la felicità, a prescindere dal tempo che le occorre per ottenerla.<br/>'''Schneizel''': Ma è proprio questo che induce a coltivare delle ambizioni. La tua stupidità ha raggiunto il culmine. Tu parli sull'onda delle emozioni, è tutta una precaria messinscena a cui diamo il nome di "sogni" e "speranze".<br/>'''Lelouch''': Il tuo limite è quello di osservare il mondo dall'alto del blasone della famiglia imperiale, il che genera disprezzo. Io ho visto la gente lottare contro le avversità, combattere per il proprio futuro. Ognuno cerca la felicità e in nome di questo si ribella.
===Episodio 25, ''Re;''===
*KNIGHT OF ZERO<br/>SUZAKU KURURUGI<br/>2000-2018<br/>Qui giace un consumato e inestimabile Cavaliere di Sua Altezza Lelouch vi Britannia, 99° Imperatore del Sacro Impero di Britannia.
:''KNIGHT THE ZERO<br/>SUZAKU KURURUGI<br/>2000-2018<br/>Here lies a consummate and invaluable Knight to His Highness Lelouch vi Britannia, 99th Emperor of the Holy Britannia Empire.''
::('''[[Epitaffi dalle serie televisive|Epitaffio]] di Suzaku Kururugi''')
*Lelouch Vi Britannia ordina: che il mondo intero, obbedisca! ('''Lelouch Lamperouge''')
*'''Lelouch''': Suzaku, come promesso sarai tu a uccidermi.<br/>'''Suzaku''': Sei convinto della tua scelta?<br/>'''Lelouch''': Come avevo programmato, adesso l'odio del mondo è concentrato tutto su di me. Con la mia dipartita, finalmente questa catena potrà essere spezzata. {{NDR|Porge la maschera di Zero a Suzaku}} Fra i membri dell'Ordine dei Cavalieri Neri, il mito di Zero è ancora vivo. Anche Schneizel continuerà a servirlo. In questo modo, il mondo potrà sedersi a un tavolo di discussione, e non sarà più necessario dare voce alle armi. Potrete creare un futuro migliore per tutti. {{NDR|Suzaku prende la maschera fra le sue mani}}<br/>'''Suzaku''': Sei sicuro?<br/>'''Lelouch''': Sì.
*Sappi che questa sarà una punizione anche per te. Non potrai più toglierla. Quella maschera da paladino della giustizia ti accompagnerà ovunque andrai. Non avrai più una vita come Suzaku Kururugi. Mai più. Sacrificherai la tua felicità, per recitare la tua parte di fronte al mondo. Per sempre. ('''Lelouch Lamperouge''')
*{{NDR|[[Ultime parole dalle serie televisive|Ultime parole]]}} Già. Io... con le mie mani... ho distrutto... e ricreato... il mondo. ('''Lelouch Lamperouge''')
*Sai, Lelouch? Da allora il mondo è diventato un posto migliore. Le risorse che un tempo venivano assorbite dalla guerra adesso vengono impiegate per combattere la fame e la povertà. Ti sono stati attribuiti molti più atti malvagi di quanti ne abbia commessi in realtà. Forse perché per la gente è più facile accettare come capro espiatorio una persona in carne e ossa piuttosto che un oggetto come la Damocles. Quanto siamo meschini, eh, Lelouch? Però, adesso le catene che ci tenevano legati al passato sono state spezzate, e possiamo davvero guardare avanti. Quasi ti vedo, ridere dicendo che è andato tutto secondo i tuoi piani. Ovviamente ci sono ancora molti problemi da risolvere. Nonostante ciò... ('''Kallen''')
*Il Potere dei Re, conosciuto come Geass, costringe chi lo ottiene a una vita solitaria. Ma forse questo non è del tutto esatto... Non è vero... eh, Lelouch? ('''C.C.''')
==Altri progetti==
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Alessandro Diamanti
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[[File:Alessandro Diamanti.jpg|thumb|Alessandro Diamanti, 2003]]
'''Alessandro Diamanti''' (1983 – vivente), allenatore di calcio ed ex calciatore italiano.
*[[Francesco Totti|Totti]] è un grande giocatore, un grande campione, non dico una bandiera perché le bandiere per me non esistono. Ha fatto una grande carriera ma se gli chiedessero di giocare gratis sarebbe una bandiera, con 10 milioni di stipendio è facile.<ref>Citato in ''[http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/calcio/2012/01/27/visualizza_new.html_70206279.html Diamanti punzecchia Totti]'', ''Ansa.it'', 27 gennaio 2012.</ref>
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[[Categoria:Calciatori italiani|Diamanti, Alessandro]]
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Discussione:Giovanni Giolitti
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==Senza fonte==
*Il miglior sedativo per le smanie rivoluzionarie consiste in una poltrona ministeriale, che trasforma un insorto in un burocrate.
*Mi mancheranno le parole, mi mancherà non so che cosa, ma quando ho finito di dire quello che devo dire mi è impossibile continuare ancora a parlare.
===Attribuite===
*Governare l'[[Italia]] non è impossibile, è inutile.
:Sarebbe in realtà una frase di [[Benito Mussolini]].
===Citazioni su Giovanni Giolitti===
*Chi oggi dunque intenda fare opera politica, anche nuova e propria, non può a meno di fondarsi sulla precedente opera di Giovanni Giolitti, anche quando pensi di contraddirla e modificarla. Il che equivale a riconoscere che essa, è ormai parte della storia, del Paese. ([[Olindo Malagodi]])
== Citazioni da Emilio Gentile ==
Sono a oggi riportate tre citazioni indicate come di Emilio Gentile. Queste citazioni non riportano però la fonte. Potrebbe essere tutte tratte dal volume Le origini dell'Italia contemporanea:l'età giolittiana, edito nel 2011 da Laterza. Si domanda una cortese verifica a chiunque possiede tale opera. [[Speciale:Contributi/~2026-35904-61|~2026-35904-61]] ([[Discussioni utente:~2026-35904-61|discussione]]) 13:29, 21 giu 2026 (CEST)
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==Senza fonte==
*Il miglior sedativo per le smanie rivoluzionarie consiste in una poltrona ministeriale, che trasforma un insorto in un burocrate.
*Mi mancheranno le parole, mi mancherà non so che cosa, ma quando ho finito di dire quello che devo dire mi è impossibile continuare ancora a parlare.
===Attribuite===
*Governare l'[[Italia]] non è impossibile, è inutile.
:Sarebbe in realtà una frase di [[Benito Mussolini]].
===Citazioni su Giovanni Giolitti===
*Chi oggi dunque intenda fare opera politica, anche nuova e propria, non può a meno di fondarsi sulla precedente opera di Giovanni Giolitti, anche quando pensi di contraddirla e modificarla. Il che equivale a riconoscere che essa, è ormai parte della storia, del Paese. ([[Olindo Malagodi]])
== Citazioni da Emilio Gentile ==
Sono a oggi riportate tre citazioni indicate come di Emilio Gentile. Queste citazioni non riportano però la fonte. Potrebbe essere tutte tratte dal volume Le origini dell'Italia contemporanea:l'età giolittiana, edito nel 2011 da Laterza. Si domanda una cortese verifica a chiunque possiede tale opera. [[Speciale:Contributi/~2026-35904-61|~2026-35904-61]] ([[Discussioni utente:~2026-35904-61|discussione]]) 13:29, 21 giu 2026 (CEST)
:La fonte è nella pagina ''[[Emilio Gentile]]'' e non è riportata anche nella pagina ''Giovanni Giolitti'' perché così è previsto per le "sezioni tematiche", vedi [[WQ:Voce tematica#Provenienza e fonti]]. [[Utente:Udiki|Udiki]] ([[Discussioni utente:Udiki|scrivimi]]) 13:49, 21 giu 2026 (CEST)
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I Simpson (decima stagione)
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Ariele 511
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/* Episodio 1, Tanto va Homer al lardo che... */
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{{torna a|I Simpson}}
{{TOCright}}
'''''[[I Simpson]]''''', decima stagione.
==Episodio 1, ''Tanto va Homer al lardo che...''==
{{cronologico}}
*Il grasso usato vale quattrini? Allora le mie arterie sono intasate di oro giallo! Sono ricco! ('''Homer''')
*Milhouse, abbassa quelle sopracciglia! Tutte e due! ('''Skinner''')
*Signore, so che sei occupato visto che hai la facoltà di vedere le donne mentre si cambiano d'abito, ma se potessi aiutarci questa notte a rubare del grasso io ti prometto che donerò la metà dei profitti in beneficenza. {{NDR|[[Voti dalle serie televisive|voto]]}} ('''Homer''')
*'''Homer''': Signore, so che sei occupato visto che hai la facoltà di vedere le donne mentre si cambiano d'abito, ma se potessi aiutarci questa notte a rubare del grasso io ti prometto che donerò la metà dei profitti in beneficenza.<br />'''Bart''': Papà, lui non è mica scemo.<br />'''Homer''': Lui no, ma tu sì!
*Se fosse per me andare per la tua strada ti lascerei, ma la bestia dentro il mio corpo feroce è e assetata di sangue! ('''Willie''')
*'''Willie''': Uhh! Volevo dire: D'oh! Volevo dire... che ci fate qui?<br />'''Homer''': Siamo degli studenti stranieri in visita... dalli... dalle... dall... dalle sardegne!<br />'''Willie''': Coccobello santo! Anch'io sono sardo! Da quale città venite?<br />'''Homer''': Da... uh..Nord! Pecurone! Pecurone!<br />'''Willie''': Non mi dire! Anch'io sono di Nord Pecurone! Conosci Salvatore Udda?<br />'''Homer''' A-A-Aspetta un momento! Non c'è nessun Salvatore Udda a Nord Pecurone, no tu non sei affatto sardo!
*Siamo ancora piccoli! [...] Possiamo gingillarci in chiesa, masticare con la bocca aperta e non farci il bagno per giorni! ('''Lisa''')
==Episodio 2, ''L'inventore di Springfield''==
{{cronologico}}
*Non intenterò cause legali frivole. ('''Frase alla lavagna''')
*{{NDR|Homer immagina il proprio funerale celebrato da Flanders}} Homer non era un grande uomo e neanche un uomo mediocre e di sicuro non ha realizzato niente nella vita. ('''Ned Flenders''')
*{{NDR|Guardando un filmato}} Ah! Le foto stanno prendendo vita! ('''Nonno Abe''')
*'''Homer''': Bene, mi sono licenziato proprio come mi hai detto tu.<br>'''Marge''': Io non ti ho detto di licenziarti!<br>'''Homer''': E invece sì! Ricordo le tue esatte parole! Hai detto che dovevo licenziarmi e diventare un inventore altrimenti avresti incendiato casa.<br>'''Marge''': Non mi sembrano parole dette da me...
*'''Homer''': Lascia a me la parte creativa, Marge. Tu non sai come funziona la mente creativa, eh, cara. Guardi questo tavolo e cosa vedi? solo un tavolo. Una persona creativa come me guarda questo tavolo e vede ogni genere di cosa creativa, ma non un tavolo!<br>'''Marge''': Papi, questo non è un tavolo, è l'asciugatrice!
*'''Homer''': Andate tutti e due in camera vostra e sculacciatevi!<br />'''Lisa''': Padre pigrone.<br />'''Bart''': Non sa neanche sculacciare i propri figli...
*{{NDR|A Homer}} Ti ho portato un panino al tonno: cibo per il cervello. Forse perché contiene molto delfino. Tipi intelligentissimi quelli. ('''Marge''')
*'''Professor Frink''': {{NDR|Caricando Homer di libri}} E questi dovrebbero darle la base necessaria per la termodinamica... l'ipermatematica... e ovviamente per la microcalifragilistica applicata.<br />'''Homer''': Senta voglio solo sapere come inventare le cose. Me lo dica lei.<br />'''Professor Frink''': Non deve fare altro che pensare a ciò che serve alla gente ma che ancora, ecco... non esiste.<br />'''Homer''': Intende come una coperta elettrica senza fili?<br />'''Professor Frink''': Può darsi. Oppure potrebbe prendere qualche cosa che già esiste e individuarne un nuovo utilizzo. Come ad esempio...<br />'''Homer''': Hamburger paraorecchie?
*'''Homer''': Quante volte voi donne siete in ritardo per una mega riunione d'affari e vi rendete conto di non esservi truccate? Eh, vero?<br>'''Marge''': È l'incubo di ogni donna.<br>'''Homer''': È per questo che ho inventato il rivoluzionario Fucile Truccatore! È per quelle donne che hanno solo quattro quinti di secondo per prepararsi.<br>[...]<br>'''Lisa''': Alle donne non piace farsi sparare addosso...
*Non sono bravo ad imitare [[Thomas Edison|Thomasino Edison]] tanto quanto non sono bravo a essere Homer Simpson... ('''Homer''')
*Ehi papà, ti ho sentito imprecare! Posso unirmi a te? Culo! Tette! Culo! ('''Bart''')
*Chi sa dirmi quanti geni occorrono per inventare una [[lampadina]] come questa? Solo uno: [[Thomas Edison]]. ('''Guida turistica''')
*'''Homer''': Guarda, figlioncello! Edison era proprio come me!<br>'''Bart''': Cioè cacco-ciccio-puzzolo?<br>'''Homer''': NO! Entrambi abbiamo vissuto all'ombra di un altro! Io e questo secchione imbambolato abbiamo vissuto la stessa frustrazione ''et'' angoscia, ''et'' non siamo rivali. Siamo solo una coppia di sognatori che hanno fissato la meta un po' troppo, troppo troppo in alto.
*Le autorità dicono che il Papa fasullo può essere riconosciuto dalle sue scarpe da ginnastica e dalla bocca blasfema. ('''Kent Brockman''')
==Episodio 3, ''Mamma Bart''==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sul go-kart}} Chi va piano ha la vittoria in mano! ('''Marge''')
*'''Bart''': Wow, me lo fai provare qualche volta?<br />'''Nelson''': Sì, certo, non fa mai male avere altre impronte digitali su un fucile.
*'''Marge''': Sta alla larga da Nelson Muntz!<br>'''Bart''': Ma mamma!<br>'''Marge''': Nelson è un bambino triste solo e con problemi! Dev'essere lasciato isolato da tutti.<br>'''Bart''': Ma mamma!<br>'''Marge''': Sì?<br>'''Bart''': Non ho altro da dire.
*'''Homer''': Odio piegare le lenzuola...<br />'''Marge''': Sono le tue mutande.
*Salve, sono Troy McClure. Forse vi ricordate di me per documentari sulla natura come ''Bacarozzi che schifo'' e ''Uomo contro la natura: la strada della vittoria''. ('''Troy McClure''' in ''Uccelli: nostri bei colleghi pennuti'')
*'''Bibliotecaria''': Lei ha preso questa Bibbia tutti i week-end negli ultimi nove anni. Ho controllato sullo schedario. Non sarebbe più semplice comprarsene una?<br>'''Reverendo Lovejoy''': Con una paga da bibliotecaria me la potrei permettere forse!
*{{NDR|Guardando dalla finestra Bart nella casa sull'albero}}<br>'''Marge''': Mh, secondo che cosa sta facendo lassù?<br>'''Homer''': Non lo so. Narcoroba?<br>'''Marge''': Narco-che?!<br>'''Homer''': O legge fumetti. Chi sono io, [[Nostradamus]]? Dimmelo tu cosa sta facendo!<br>'''Marge''': Non lo so e non voglio neanche saperlo! ...E ho intenzione di scoprirlo!
*L'uccellino che ho ucciso era la loro mamma. Non voglio che muoiano anche i suoi piccini. ('''Bart''')
*'''Homer''': {{NDR|Le uova che si stanno per schiudere}} È la cosa più eccitante da quando la [[cometa di Halley]] si è scontrata con la Luna!<br>'''Lisa''': Non è mai successo, pà.
*'''Homer''': {{NDR|Aspettando la schiusa delle uova}} Perché ci mettono tutto questo tempo?! Bart in fondo è nato in cinque minuti! Ma scusa!<br>'''Marge''': Per la verità ha impiegato cinquantatré ore!<br>'''Homer''': Davvero? Be', il tempo era volato, no?<br>'''Marge''': {{NDR|Irritata}} Mmmh...
*Questo è sconcertamento! ('''Apu''')
*'''Marge''': Mi dispiace ma non possiamo far nulla: le tue lucertole sono proibite dalla legge federale.<br />'''Bart''': Tutti pensano che siano dei mostri, ma io le ho allevate e io le amo. Lo so che è difficile da capire...<br />'''Marge''': Mh, non è così difficile come credi...
*{{NDR|Vedendo le lucertole boliviane arboricole<ref>Una specie fittizia.</ref> planare con la membrana aperta}} Evvai, bat-lucertole! ('''Bart''')
*{{NDR|Il [[piccione]]}} Noto anche come "il topo piumato" o "uccello fogna". ('''Kent Brockman''')
*Sindaco di Springfield. Estremamente corrotto. ('''Stemma del sindaco''')
:''Mayor of Springfield. Corruptus in extremis.''<ref>Appare anche nell'episodio ''[[I Simpson (quarta stagione)#Episodio 21, Marge in catene|Marge in catene]]''.</ref>
*{{NDR|La città è invasa dalla specie fittizia di "lucertole boliviane arboricole", [[specie aliena|aliena]] a questo habitat}}<br> '''Sindaco Quimby''': Per aver decimato la nostra popolazione di piccioni ed aver reso Springfield un luogo meno opprimente dove trascorrere la nostra vita inutile, ti conferisco questa candela profumata al valore civile.<br />'''Skinner''': Be', avevo torto. Le lucertole sono una manna.<br />'''Lisa''': È una visione un po' miope. Che succederà quando saremo sommersi dalle lucertole?<br />'''Skinner''': Nessun problema: sguinzaglieremo ondate su ondate di serpenti spillo cinesi. Le stermineranno loro.<br />'''Lisa''': Ma i serpenti non sono peggio?<br />'''Skinner''': Sì, ma ci siamo premuniti. Arriverà una specie di gorilla che si nutre di carne di serpente.<br />'''Lisa''': Ma poi rimarranno i gorilla!<br />'''Skinner''': No, questa è la cosa bella: quando arriva l'inverno, i gorilla moriranno tutti per il freddo.
*{{NDR|Annusando la "candela profumata al valore civile" di Bart}} Mmmm... lampone bonone... ('''Homer''')
==Episodio 4, ''La paura fa novanta IX''==
{{cronologico}}
*Il nono special di Halloween dei Simpson. ('''Frase alla lavagna''')
*'''Winchester''': Questo è il tuo terzo reato. Prima ha incendiato l'orfanotrofio e poi hai fatto scoppiare un pullman di suore.<br />'''Serpente''': Ehi, ma quella era legittima difesa!<br />'''Winchester''': Di suore ne vedrai a strafottere dove sei diretto tu, amico... all'inferno! La pena per il terzo reato è la sedia elettrica!
*...e il micino vaporoso giocò con quel gomitolo di lana tutta la notte. Una notizia più leggera: commesso del Quick-e mart brutalmente ucciso. ('''Kent Brockman''')
*'''Bart''': Oddio, tutti quelli ai quali Vipera ha giurato vendetta sono morti!<br />'''Marge''': È quasi come se uccidesse dall'oltretomba.<br />'''Lisa''': Ve l'ho detto che la [[Pena di morte|pena capitale]] non è un deterrente.
*Homer Simpson, sei in arresto per gli omicidi di Boe Szyslak e Apu Nahasa... hasa... Be', solo di Boe. ('''Winchester''')
*'''Krusty''': Preparatevi per il più violentissimo, sbudellatissimo, vomitosissimo Special di Halloween di Grattachecca e Fichetto!<br />{{NDR|Marge spegne la tv}}<br />'''Bart''': E che diamine!<br />'''Lisa''': Ehi!<br />'''Marge''': Scusate, ma se io vi permettessi di guardare un cartone macabro di Halloween sarei una pessima madre.
*''Mamma ha tolto le pile | Se le è portate via | Mamma ha tolto le pile | Misura doppia A''('''Homer''')
*{{NDR|Bart e Lisa entrano nel cartone animato di Grattachecca e Fichetto}}<br />'''Bart''': Ehi Lisa, siamo i personaggi di un [[cartone animato]]!<br />'''Lisa''': Che umiliazione.
*'''Fichetto''': Ehi, stanno ridendo del tuo dolore!<br>'''Grattachecca''': Che cattivi!
*Alfiere Kodos, stabilire coordinate per l'oscuro pianeta produttore di T-Shirt chiamato Terra. ('''Kang''')
*'''Kodos''': Congratulazioni, sei stata scelta per il nostro programma di incrocio biologico.<br />'''Kang''': Per metterti a tuo agio abbiamo ricreato i luoghi più comuni di procreazione della tua specie. Puoi scegliere tra il sedile posteriore di una Camaro, la toilette di un aereo, il matrimonio di un amico oppure un viottolo dietro un cinema a luci rosse.<br />'''Marge''': Mi rifiuto nella maniera più assoluta di aderire a questa cosa. Ma visto che non ho scelta opto per il viottolo.
==Episodio 5, ''Dalle stelle alle stalle''==
{{cronologico}}
*Chiappe.com non è il mio indirizzo email. ('''Frase alla lavagna''')
*{{NDR|Dopo aver sognato di essere l'[[orso Yoghi]]}} Oh, stavo facendo un sogno bellissimo... portavo un cappello, la cravatta e niente pantaloni. ('''Homer''')
*'''Homer''': A voi prometto un sacco di cose, è questo che fa di me un buon [[padre]].<br />'''Lisa''': Mantenere le [[promessa|promesse]] farebbe di te un buon padre.<br />'''Homer''': No, quello farebbe di me un ottimo padre.
*'''Noleggiatore di barche''': Non si può guidare la barca in preda ai fumi dell'alcol.<br>'''Homer''': Ah, questa mi suona da sfida!
*Sto volando! Volo maestosamente come l'incarto di una caramella in un vortice! [...] Voglio volare più in alto di quanto abbia fatto qualsiasi altro uomo! Voglio guardare giù le nuvole con disprezzo! Voglio sghignazzare sulla creazione di Dio! [...] ('''Homer''')
*'''Homer''': Comunque, cosa ci fate voi due grandi stelle di Hollywood nella vecchia Springfield?<br>'''[[Kim Basinger]]''': Spesso abbiamo bisogno di evadere da [[Hollywood]]. Los Angeles è una città finta.<br>'''Homer''': Oh, e perché non vi trasferite direttamente a [[Kansas City]]?<br>'''[[Alec Baldwin]]''': Non è abbastanza finta.<br>'''Kim Basinger''': Quello che ci piace qui è la privacy. Molta gente non sa nemmeno dove si trova Springfield.<br>'''Homer''': Già, a dire il vero non ne sono sicuro neanch'io.
*{{NDR|Kim Basinger lucida un [[premio Oscar]]<ref>Kim Basinger nel 1998 vinse l'Oscar alla miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione di Lynn Bracken nel film ''[[L.A. Confidential (film)|L.A. Confidential]]'', regia di [[Curtis Hanson]].</ref>}}<br>'''Alec Baldwin''': Tesoro, perché non dai a quel coso un po' di tregua? Gli stai togliendo la doratura!<br>'''Kim Basinger''': Quando ne vincerai uno tu potrai spupazzartelo a modo tuo!
*'''[[Ron Howard]]''': Io sento odore di vodka e gramigna.<br>'''Homer''': Si chiama "Tagliaerba". L'ho inventato io. Ne vuoi uno?<br>'''Ron Howard''': Sì.<br>'''Kim Basinger''': Io prendo rum e zinco. {{NDR|[[ricette dalle serie televisive|ricetta]] per cocktail}}
*'''Marge''': Papi, quando sei diventato membro della Protezione Animali?<br>'''Homer''': Tu mi conosci, io amo gli animali... manzo, pollo, vitello...
*{{NDR|Esponendo la trama della sceneggiatura da lui scritta intitolata ''Il terminazzo: un thriller erotico''}} Si tratta di un robot killer istruttore di guida che viaggia indietro nel tempo per qualche ragione [...] ('''Homer''')
*Alla faccia tua, molliccia e lentigginosa! ('''[[Kim Basinger]]''') {{NDR|dopo aver battuto [[Ron Howard]] a tennis}}
*{{NDR|Ad Alec Baldwin, Kim Basinger e Ron Howard}} Mi dispiace di aver spifferato il vostro segreto, ma non sapete cosa si prova a essere nessuno! Volevo solo sguazzare nella vostra gloria riflessa! Gloria riflessa! ('''Homer''')
*{{NDR|A Homer}} Alec Baldwin? Wow, è la persona più fica che ti abbia mai [[licenziamento|licenziato]]! ('''Bart''')
*E cosa hanno fatto per voi? Quand'è stata l'ultima volta che [[Barbra Streisand]] ha pulito il vostro garage? E quand'è ora di lavare i piatti dov'è, dov'è [[Tom Cruise]]? Ve lo dico io! Tom Cruise sta pensando a Tom Cruise! ('''Homer''')
*Homer era veramente un brav'uomo e noi l'abbiamo buttato via come un [[Premio Golden Globe|Golden Globe]]... ('''Alec Baldwin''')
*'''Kim Basinger''': Il fatto è che non siamo stati leali con Homer. Ha sbagliato, però meritava un'altra chance.<br>'''Alec Baldwin''': Già, tutti commettono errori. Insomma, se noi avessimo fatto un brutto film ci piacerebbe avere un'altra chance, giusto?<br>{{NDR|Alec Baldwin, Kim Basinger e Ron Howard restano in silenzio guardandosi intorno imbarazzati}}
*{{NDR|A Homer}} Hai ucciso [[Ron Howard]]! ('''[[Kim Basinger]]''')
*'''Giudice Roy Snyder''': Signor Simpson, ha qualcosa da dire in sua difesa?<br>'''Homer''': Sì, ce l'ho. Credo che le persone famose abbiano un debito verso la società. Se le [[celebrità]] non desiderano che si rovisti nella loro spazzatura e che si dica che sono gay, non dovrebbero tentare di esprimersi creativamente. E per finire: voi dovete rendervi conto che il pubblico vi possiede a vita! E quando sarete defunti ballerete negli spot pubblicitari con gli {{sic|aspirapolveri}}. Grazie, Vostro Onore. {{NDR|[[Arringhe dalle serie televisive|arringa]]}}<br />'''Giudice Roy Snyder''': Signor Simpson, lei deve tenersi a una distanza minima di duecentocinquanta chilometri da una qualsiasi celebrità viva o morta. {{NDR|batte il martelletto}}
*Pronto, vecchia signora del [[Titanic (film)|Titanic]]? Fai acqua! ('''Homer''') {{NDR|al telefono}}
*'''Ron Howard''': ...e cresce, cresce, cresce sino a raggiungere un clue travolgente ed emotivo sino a quando il padre deve scegliere tra quale figlio vivrà... e quale figlio... morirà!<br>'''Produttore''': Scartato. Altra proposta.<br>'''Ron Howard''': Ehm... Be', c'è un soggetto... è su un killer robot istruttore di guida che viaggia indietro nel tempo per qualche ragione.<br>'''Produttore''': Sto ascoltando.<br>'''Ron Howard''': Ok-ok. Questo robot deve prendere una decisione drammatica: fare vivere il suo miglior amico oppure... farlo morire! {{NDR|il produttore è annoiato}} ...il suo migliore amico è una crostata parlante!<br>'''Produttore''': Che idea! Ron Howard, sei grande! {{NDR|gli consegna due sacchi pieni di dollari e parte la sigla di ''[[Happy Days]]''}}
==Episodio 6, ''Homer figlio dei fiori''==
{{cronologico}}
*A nessuno importa qual è la mia definizione di "è". ('''Frase alla lavagna''')
*'''Burns''': Ah, l'ora del pranzo! Vediamo un po' cosa mi sono preparato oggi... {{NDR|prende il sacchetto del pranzo}} Un dado per brodo, un chicco d'uva, un paninone col formaggio e un barattolo di cetriolini all'aglio. Eh-eh-eh! Nessuno vorrà baciarmi dopo che l'avrò mangiato, eh?<br>'''Smithers''': Be', sarebbe a loro scapito.
:''- Ah, lunchtime! Well, let's see what I've packed for myself today. One bouillon cube. One Concord grape. One Philly cheesesteak. And a jar of garlic pickles. No one will want to kiss me after these, eh, Smithers?<br>– Well, it's their loss, sir.''
*{{NDR|Burns non riesce ad aprire un barattolo di cetriolini perciò Smithers lo aiuta}}<br>'''Smithers''': Non ci riesco. Le faccio portare su il cinese?<br>'''Burns''': No, quelli sono tutti fiacchi. Questo barattolo dev'essere aperto!
*{{NDR|Homer fa vedere alla famiglia il filmato per pubblicizzare la centrale nucleare presso i neolaureati a cui ha partecipato}}<br>'''Lenny''': Wow, finalmente laureati!<br>'''Carl''': Z'è beo!<br>'''Homer''': Ma ora che abbiamo finito gli studi ci serve una carriera. Una carriera coi fiocchi.<br>'''Carl''': Vi va di arrostire le castagne? la gente ha sempre bisogno di castagne.<br>'''Lenny''': O elemosinare. Conosco un posto dove ti segano le gambe!<br>'''Homer''': Frenate ragazzi, io conosco un modo per tenerci le gambe e aver comunque un futuro brillante.<br>'''Carl''': Ti s'è completamente 'mbriaco.<br>'''Homer''': Dici davvero?<br>'''Lenny''': Ma certo, l'energia nucleare!<br>'''Homer''': È il lavoro di domani... oggi!<br>'''Carl''': Viva il nuclear!<br>'''Homer''': Allora è deciso! Per tutti questi motivi e mille altri scegliamo una carriera elettrizzante nel... Battuta?<br>'''Burns''': {{NDR|suggerendo da dietro le quinte}} Energia nucleare! {{NDR|apparendo nell'inquadratura}} Brutti scimuniti scioperati che non siete altro!<br>{{NDR|Testo a schermo: "Fine. Un film di Alan Smithee"}}<br>{{NDR|Nel salotto di casa Simpson, alla fine del filmato}}<br>'''Marge''': Ehi... {{NDR|Applaudono perplessi}}<br>'''Homer''': Niente male, eh?<br>'''Marge''': Be', è sempre molto meglio dell'ultimo film di [[Barbra Streisand]]...<br>'''Lisa''': Non ho capito a cosa mira. Perché Lenny vorrebbe che qualcuno gli segasse le gambe?<br>'''Homer''': Ci sono stati problemi con il copione fin dal primo giorno.<br>'''Bart''': Secondo me nessuno l'ha letto il copione!<br>'''Homer''': Era proprio questo il problema.
*Non ho scelto io di essere un attore, ci sono nato! Non sono altro che un vaso attraverso il quale fluisce il genio! ...ora aiutami ad inventare delle credenziali fasulle. ('''Homer''')
*'''Homer''': Ehi, papà cosa rappresenta la "J" {{NDR|del secondo nome}}?<br>'''Abraham''': E che ne so io? Era compito di tua madre darti un nome, amarti e tutto il resto! A me spettava solo sculacciarti!
*'''Bart''': Eh senti papà, riguardo a quel modulo, perché non inventi un secondo nome?<br>'''Lisa''': Giusto, ti sei già inventato un curriculum fasullo.<br>'''Homer''': No! Homer Simpson non mente due volte sullo stesso modulo! Non l'ha mai fatto e non lo farà mai! Lo [[giuramenti dalle serie televisive|giuro]]!<br>'''Marge''': Hai mentito dodici volte nel modulo per il mutuo.<br>'''Homer''': Già, ma facevano parte della stessa matassa di bugie.
*'''Homer''': Tu sei andato a Woodstock?!?<br>'''Abraham''': Tua madre ci ha trascinati tutti e due a quel diabolico festival dell'amore libero!
*{{NDR|Nel 1969, durante il festival a Woodstock}}<br>'''Abraham''': Buuu! Vogliamo gli [[Sha Na Na]]! {{NDR|mostra il cartello con scritto "''Bowzer for president''"}}<br>'''Mona''': Ehi! Pace, Abe! Il piccolo Homer sta rockeggiando.<br>{{NDR|Primo piano su Homer, nudo, che balla nel fango sulle note della canzone di Jimi Hendrix}}<br>'''Abraham''': Vergogna ragazzo! Infilati un paio di calzoni e poi tirateli giù per beccarti una bella sculacciata-ta!
*{{NDR|Nel 1969, durante il festival a Woodstock}}<br> '''Homer''': Ma voglio giocare nel fango e fare l'hippie, l'hippie!<br>'''Abraham''': Mai! Quello che ti serve è un periodo di fermo in Vietnam! Deve pur esserci una tenda per arruolarsi da queste parti...
*Con amore, a mio figlio Homer Jay Simpson. ('''Dedica del murale realizzato dalla madre di Homer nel 1969''')
:''With love, to my son, Homer Jay Simpson''
*Ma non si può mica possedere una patata! È una semplice creatura di Madre Terra... ('''Homer''') {{NDR|atteggiandosi a hippie}}
*Ma perché devi trasformare tutto in una mega palla asettica?! ('''Homer''') {{NDR|a Marge che si lamenta della sua sporcizia}}
*I miei occhi sono stati violentati! ('''Maude''') {{NDR|vedendo Homer nudo in giardino}}
*Ce l'avevamo un autobus... Gli anni 60 sono morti quando l'abbiamo venduto... il 31 dicembre del '69... ('''Munchie''', l'hippie)
*Ehi, giurassico! Espandi la mente! Le porte della percezione si sono spalancate! ('''Homer''') {{NDR|attengiandosi a hippie}}
*Niente paura! Il buffone cosmico avrà cura di sfondare la porta del vostro mondo conformista a chiusura stagna! ('''Homer''') {{NDR|attengiandosi a hippie}}
*Udite, udite! Il giullare galattico dichiara questa fabbrica della conformità chiusa! ('''Homer''') {{NDR|attengiandosi a hippie, nella scuola elementare}}
*'''Homer''': Io non ho la stoffa per essere un hippie...<br>'''Marge''': Significa che riprenderai a farti la doccia?
*Grazie Rosafante, ci sei sempre quando ho bisogno! (''Barney''') {{NDR|vedendo un elefante rosa col cilindro durante un'allucinazione}}
*È arrivata finalmente l'ora per una bella manganellata all'antica! ('''Winchester''')
*'''Homer''' {{NDR|attengiandosi a hippie}}: Vacci piano, sbirro! Poniamo resistenza! Resistenza da fricchettoni! Potete demolire questa baracca della droga quanto vi pare, ma prima dovrete spaccarci il cranio come meloni maturi!<br>'''Munchie, l'hippie''': Quest'uomo non è autorizzato a rappresentarci.<br>'''Winchester''': Forza uagliò, selezionare "bastonare" sui vostri manganelli!
*{{NDR|Homer è ricoverato in ospedale con un fiore conficcato nel cranio}}<br>'''Marge''': Che dice, dottore, se la caverà?<br>'''Dr. Hibbert''': Sì, è stato fortunato. Se fosse stato un gladiolo sarebbe morto sul colpo.<br>'''Bart''': Perché non glielo toglie?<br>'''Dr. Hibbert''': Sono un dottore, non un giardiniere!<ref>Citando Leonard McCoy di ''[[Star Trek]]''.</ref>
==Episodio 7, ''Lisa 10 e lode''==
{{cronologico}}
*Non griderò "Voglio il gelato!" ('''Frase alla lavagna''')
*'''Bart''': Possiamo diventare cattolici per fare la zuppetta con l'ostia e il vino?<br>'''Marge''': No, nessuno diventerà cattolico! Tre figli sono sufficienti, grazie.
*'''Homer''': Il pranzo è servito!<br>'''Marge''': Mi sento in colpa a venire qua tutte le domeniche e non comprare mai niente.<br>'''Homer''': Perché? Seguiamo le [[regole dalle serie televisive|regole]]: se è infilzato con uno [[stuzzicadenti]] è gratis! {{NDR|infilza un pollo intero}}
*{{NDR|nel reparto gelati del supermercato}}<br>'''Homer''': Lisa aiuta papino a trovare un gusto normalino.<br>'''Lisa''': [[Picasso]]stacchio...[[Emiliano Zapata|Zapata]]ione...<br>'''Homer''': No, niente gelato con gente morta.
*'''Marge''': {{NDR|vede Lisa guardare il ''Canale Didattico''}} No, no, non dovresti guardare il ''Canale Didattico'', hai bisogno di riposo...<br/>'''Lisa''': Ma non sto imparando quasi niente...<br/>'''Marge''': {{NDR|le dà una console simile alla ''PlayStation''}} Perché non ti trastulli con uno dei videogiochi di Bart? Dicono che sono la mania del momento...
*{{NDR|Sulla bilancia con la sua aragosta}} Ok, insieme pesiamo centotrentasei chili. Stando a quanto è riportato sulla mia patente io peso sessantaquattro chili. Significa che tu pesi... ehm, settantadue chili! De hi hi ho! Stai andando alla grande! ('''Homer''', a ''Pizzicottina'', l'aragosta)
*'''Bart''': Come ci si merita tanta credibilità?!<br>'''Marge''': Con otto anni di scrupolosa sincerità.<br>'''Bart''': Nah, non ne vale la pena!
*{{NDR|Marge scarica Lisa davanti a scuola}}<br/>'''Lisa''': Ma potrei contagiare gli altri ragazzi...<br/>'''Marge''': E' un rischio che sono pronta a correre, ci vediamo... {{NDR|Mette in moto la macchina}}
*Questi sono aiuti didattici, servono solo per rinfrescare la memoria. Se poi qualche mela marcia li usa per imbrogliare io non ne sono certo responsabile! ('''Nelson''') {{NDR|vendendo le risposte ai compiti in classe}}
*'''Lisa''': Mamma dove l'hai preso quello? {{NDR|il suo compito in classe}}<br>'''Marge''': Mi è capitato tra le mani durante il mio frugare quotidiano. A proposito ho oliato il lucchetto del tuo diario.
*Oh, Signore che postaccio! Non c'è da meravigliarsi che in passato questa scuola sia stata considerata la più cadente di tutto il Missouri! ...Per questo è stata spostata qui mattone per mattone. ('''Chalmers''')
*Salve SovraNintendo Chalmers! ('''Ralph''') {{NDR|al Sovrintendente Chalmers}}
*{{NDR|mentre è davanti all'unico computer dell'aula informatica}} Sto {{sic|imparlando}}! ('''Ralph''')
==Episodio 8, ''Homer Simpson in: "Problemi di reni"''==
{{cronologico}}
*Io non ho il diploma da parrucchiere. ('''Frase alla lavagna''')
*È perché sono [[stupidità|stupidi]], ecco perché! È per questo che tutti fanno qualunque cosa ecco! ('''Homer''')
*Homer, non litigare con i [[robot]]! ('''Marge''')
*'''Abraham Simpson''': Quanto mi rimane da vivere, dottore?<br>'''Dr. Hibbert''': Mi stupisce che lei sia ancora vivo!
*La [[colpa]] è di tutti tranne che la mia! ('''Homer''')
*'''Abraham Simpson''': Sono già morto?<br />'''Marge''': No.<br />'''Abraham Simpson''': ...e adesso?<br />'''Marge''': No.<br />'''Abraham Simpson''': ...adesso?<br />'''Marge''': Te lo dirò io quando sei morto nonno.<br />'''Abraham Simpson''': Grazie.
*Il mare [[perdono|perdona]] tutti. Non come quelle montagne crudeli. Le odio! ('''Homer''')
*'''Capitano McAllister''': Ragazzo mio, benvenuto a bordo della nave delle anime perdute!<br>'''Homer''': Ma il nome sul cofano è "Tesoruccio". {{NDR|"Honeybunch"}}
*'''Marge''': Non gli darà l'estrema unzione, reverendo?<br>'''Reverendo Lovejoy''': È un rito cattolico, Marge. Tanto vale chiedermi di fare una danza [[voodoo]]!
*'''Lisa''': Dottore, non aveva detto di aver trovato un altro rene per mio nonno?<br>'''Dr. Hibbert''': Se l'è preso [[Larry Hagman]], [[Dallas|J.R.]] Adesso ne ha cinque e ha anche tre cuori. Noi non volevamo darglielo ma ha comprato l'ospedale.
*È stata la paura a farmi fuggire, ma l'amore mi ha fatto tornare. ('''Homer''')
*'''Lisa''': Hai fatto una cosa meravigliosa!<br>'''Marge''': Sì, hai accorciato notevolmente la tua vita per far sì che qualcun altro potesse allungare la sua di pochissimo.
==Episodio 9, ''Sindacato con la mafia''==
{{cronologico}}
*"È stato il presidente" non è una buona scusa. ('''Frase alla lavagna''')
*Ed ora la conclusione de nostro film da mille dollari: il ''Titanic'' di [[Roger Corman]]. ('''Annunciatore televisivo''')
*'''Agente''': Gente! Gente! Quest'uomo é stato per davvero nello spazio!<br>'''Edna''': Ah...! Chissenefrega!<br>'''[[Neil Armstrong]]''': Questo é un piccolo passo verso il tuo licenziamento!
*{{NDR|L'uomo dei fumetti ci prova con una ragazza al convegno bimestrale di fantascienza "Con-Fa-SCI-BI-MES"}}<br>'''Uomo dei fumetti''': Dimmi, cosa ne pensi dei [[Quarantacinquenne|quarantacinquenni]] vergini che vivono ancora con mamma e papà?<br>'''Ragazza''': Togliti quelle briciole di brioche dalla barba ed è fatta.<br>'''Uomo dei fumetti''': Non puoi cambiarmi, baby!
*Questa città non sa vivere senza una rissa al giorno?! ('''Sindaco Quimby''')
*{{NDR|Al Sindaco Quimby}} È un vero onore guardare il suo corpo, signore. ('''Homer''')
*{{NDR|Parlando ad Homer che gli fa da guardia del corpo}} Devi ricordarti che rappresenti l'ufficio del sindaco, perciò comportati sempre in maniera idonea... presto: strombazza a quella pupa! ('''Quimby''')
*Certo, il sindaco intasca qualche tangente, ma fa anche in modo che i treni partano in orario. ('''Homer''')
*Mungono topi! ('''Homer''')
*'''Homer''': Mi scusi...<br>'''Yes Guy''': Sììì.<br>'''Homer''': Ha un tavolo per il sindaco?<br>'''Yes Guy''': Sììì.<br>'''Homer''': Ma perché parla così?<br>'''Yes Guy''': Ho sofferto da piccolo.
*Buon Dio, ti prego, fa che lo spettacolo di stasera sia migliore dell'[[Otello]] con [[Eddy Murphy]]. ('''Ned Flanders''')
*{{NDR|Il musical ''[[Guys and Dolls]]'' con [[Mark Hamill]] nei panni di Nathan Detroit}}<br>'''Coro''': ''Bulli e pupe, | siamo un mucchio di bulli e pupe pazzi! | Oh, sì sì sì sì sì sì! | Bulli e pupe!''<br>[...]<br>'''[[Mark Hamill]]''': ''Luke, sii uno Jedi stasera. | Solo uno Jedi stasera. | Fallo per Yoda mentre serviamo ai nostri ospiti una soda. | Fallo per Chewbecca e per gli Ewok | e tutti gli altri pupazzi.''<br>'''Coro''': ''Luke, sii uno Jedi stasera!''
*'''[[Mark Hamill]]''': Homer usa la for...<br>'''Homer''': La forza?<br>'''[[Mark Hamill]]''': ...la forchetta!
==Episodio 10, ''Viva Ned Flanders''==
{{cronologico}}
*La mia mamma non frequenta [[Jerry Seinfeld]]. ('''Frase alla lavagna''')
*{{NDR|all'auto lavaggio}}<br>'''Cletus''': Forza marmocchi, è l'ora del bagno! Copritevi gli occhi e abbassate le braghe! Chi vuole la cera?<br>'''Bambini''' {{NDR|in coro}}: Evviva!
*L'altra mia auto è un Millennium Falcon.<ref name="Star Wars">Riferimento a ''[[Star Wars]]''.</ref>
:''My other car is a Millennium Falcon.'' ('''Adesivo sull'auto dell'Uomo Fumetto''') {{NDR|gli fu regalato da un sosia di [[Harrison Ford]]}}
*La verità è qua dentro.<ref>Riferimento alla tagline di ''[[X-Files]]'': «La verità è là fuori.»</ref>
:''The truth is in here'' ('''Adesivo sull'auto dell'Uomo Fumetto''')
*Kang è il mio co-pilota.
:''Kang is my co-pilot'' ('''Adesivo sull'auto dell'Uomo Fumetto''')
*Rallento per i triboli.<ref name="Star Trek">Riferimento all'episodio ''[[Star Trek (serie classica)#Episodio 13, Animaletti pericolosi (The trouble with tribbles)|Animaletti preicolosi]]'' (''The Trouble with Tribbles'') della serie classica di ''[[Star Trek (serie classica)|Star Trek]]''.</ref>
:''I brake for tribbles'' ('''Adesivo sull'auto dell'Uomo Fumetto''')
*Continua a suonare il clackson, sto caricando il mio phaser.
:''Keep honking, I'm charching my phaser''<ref name="Star Trek"/> ('''Adesivo sull'auto dell'Uomo Fumetto''')
*Mio figlio è studente della Starfleet Academy.<ref name="Star Trek"/>
:''My child is a senior student at Starfleet Academy'' ('''Adesivo sull'auto dell'Uomo Fumetto''')
*Ho solo seguito le tre "P": vivere Pulitamente, masticare Piano e una dose giornaliera di vitamina Preghiera! E naturalmente resisto a tutti i desideri più impellenti! ('''Ned Flanders''')
*{{NDR|tornando da Las Vegas in auto}}<br>'''Dr, Gonzo''': Las Vegas è stata uno schianto.<br>'''Raoul Duke''': Mh... Troppi ragazzi...<ref>Animazione ispirata a un'illustrazione di [[Ralph Steadman]] dei personaggi Raoul Duke e Dr. Gonzo del romanzo ''[[Paura e disgusto a Las Vegas]]'' di [[Hunter Stockton Thompson]]. {{Cfr}} [https://media2.wnyc.org/i/620/372/c/80/1/fear-and-loathing_1.jpg ''Original cover art for Fear and Loathing in Las Vegas by Hunter S. Thompson, painting by Ralph Steadman, Courtesy of Ralph Steadman/Sony Pictures Classics''], ''studio360.org''.</ref>
*Le luci, il chiasso, lo spogliarello! È tutto escogitato per infiammare i sensi! Mi sento iperstimolato! Devo andarmene da questa città! ('''Ned Flanders''') {{NDR|a Las Vegas}}
*'''Homer''' {{NDR|cercando un numero su cui puntare alla roulette russa}}: Vediamo, quand'è il compleanno di Marge? Quello di Barney è il 15 luglio, come [[Lassie]]... Perciò Marge deve avere 50... Oh, be', lascia perdere... Flanders, quand'è il tuo compleanno?<br>'''Ned Flanders''': Ah, non tirarmi in ballo. I giochi di probabilità sono proibiti nel [[Deuteronomio]] numero 7.<br>'''Homer''': 7! {{NDR|puntando}}<br>'''Croupier''': 7 rosso!<br>'''Homer''': Bel colpo, Flanders! Finalmente la Bibbia si sta rivelando utile!
*'''Ned''': Come ci riesci, Homer? Come riesci ad azzittire quella vocina che ti dice "Pensa!"?<br />'''Homer''': Intendi Lisa?<br />'''Ned''': No, intendo il buon senso.<br />'''Homer''': Ah, quello. Quello può essere curato con l'aiuto di un buon amico: l'[[Bevanda alcolica|alcool]]!
*'''Ned''': Dobbiamo aver perso la bussolina ieri sera. Io ho un'emicrania martellante, la mia bocca sa di vomita e non mi ricordo assolutamente niente.<br />'''Homer''': Benvenuto nel mio mondo.
*{{NDR|guardando il filmato del matrimonio a Las Vegas con le cameriere mentre erano ubriachi}}<br>'''Ned Flanders''': Lo voglio, lo voglino e lo voglione io!<br>'''Sacerdote''': E tu prendi questa cameriera appena conosciuta come tua legittima sposa, Homer?<br>'''Homer''': Come mi hai chiamato?!<br>'''Sacerdote''': Ti vuoi sposare? Sposare!<br>'''Homer''': Certo! Diamoci dentro bello... Diamoci...<br>'''Sacerdote''': Con l'autorità conferitami dalla mafia di Chicago vi dichiaro marito e moglie.
*Nessuno tradisce le promesse di matrimonio qui a Las Vegas! ('''Controllore del casinò''')
==Episodio 11, ''Schermaglie fra generazioni''==
{{cronologico}}
*Sherri non è chiappona. ('''Frase alla lavagna''')
*{{NDR|Cantando l'inno americano prima di una partita di baseball}} ''O'er the land, of the free, and the home...'' {{NDR|Sotto le note di ''Girls Just Wanna Have Fun''}} ''...home of the bra-ave! Oh, America, the home of the bra-ave! The brave, America the brave, the brave! Home of the bra-ave!'' Grazie Springfield! Ti amo! Pace! ('''[[Cyndi Lauper]]''')
*'''Lisa''': Perché detesti così tanto gli Isotopi, pà?<br>'''Homer''': Una volta ne andavo pazzo e loro mi hanno spezzato il cuore. Che questa sia una lezione per te, tesoro: non amare mai niente.<br>'''Lisa''': Neanche te?<br>'''Homer''': Specialmente me.
*'''Lisa''': Se azzeccassero una buona sostituzione arriverebbero in finale!<br>'''Homer''': Ti ritroverai nella tua fredda fredda tomba prima che questo accada.<br>'''Marge''': Homer, per favore, la vuoi smettere di parlare delle tombe dei ragazzi?
*{{NDR|A Lisa}} Ciao grande Maggie! ('''Homer''')
*'''Lisa''': Non è giusto! Gli adulti incolpano sempre di tutto i giovani.<br>'''Homer''': Ma se i giovani sono tanto innocenti perché tutte le cose cattive portano il loro nome? Azioni bambinesche, molestie ai minori, sfruttamento di minori...<br>'''Bart''': E che ne dici di "adulterio"?
*{{NDR|Parodia di ''[[Il villaggio dei dannati]]''}} Quarant'anni fa apparve un film che era così impressionante, così terrificante, da essere sepolto in un caveau di cemento. Ma nulla riuscì a contenere l'influsso maligno di...''Il sanguinamento''! [...] Un'infermiera specializzata in terapie anti-panico sarà in sala durante la proiezione de...''Il sanguinamento''! {{NDR|Risata malefica}}
*{{NDR|Parodia di ''[[Il villaggio dei dannati]]''}}<br>'''Bambina dannata''': Ora lei sta pensando: "Come fanno a sapere cosa sto pensando?"<br>'''Bambino dannato''': Ora lei sta pensando: "Spero che quello nei miei pantaloni sia budino al cioccolato."
*{{NDR|Vedendo gli occhi dei ragazzi brillanti di luce blu}}<br>'''Winchester''': Maronna du' Cammine, Eddy, per poco nun m'hai fatto schiatta'!<br />'''Eddy''': Scusi, commissa'.
*{{NDR|A Lisa che vuole accendere la radio al posto della tv}} Basta che accendi qualcosa! Sto cominciando a pensare! ('''Homer''')
*Spero che non rivelino che questo è un [[riporto (acconciatura)|riporto]]... ('''Homer''')
*'''Nelson''': Voi adulti non fate altro che darci ordini!<br>'''Skinner''': E voi non fate che disubbidire!<br>'''Milhouse''': Gli adulti trattano i bambini come dei poppanti!<br>'''Kirk''': I bambini trattano gli adulti come bancomat!<br>'''Bambini''': ''Adulti!''<br>'''Adulti''': ''Bambini!''<br>'''Bambini''': ''Adulti!''<br>'''Adulti''': ''Bambini!''<br>'''Bambini''': ''Adulti!''<br>'''Reverendo Lovejoy''': ''Bambini! Vi siete divertiti. Ora ne abbiamo abbastanza.''<br>'''Homer''': ''Vi trovate qui solo perché Marge ha dimenticato la pillola!''<br>'''Winchester''': ''Bambini, non siete altro che dei teppistelli che sconquassano e fanno scandalo!''<br>'''Krusty''': ''Scimmiette che rompono e fanno zapping! | Vi prego non ritiratevi dal mio fan club!''<br>'''Marge''': ''Bambini, posso sgridarvi fino ad avere i capelli blu!''<br>'''Edna''': ''Bambini, mi scroccate le sigarette e non dite neanche grazie.''<br>'''Rod e Tod''': ''Perché non potete essere come noi?''<br>'''Adulti''': ''Oh, che mucchio di canagliette!''<br>'''Boe''': ''Dovremmo annegarvi come gatti!''<br>'''Bart''': ''Adulti, dirigete la nostra vita come se foste il [[Gli eroi di Hogan|Colonnello Klink]]!''<br>'''Nelson''': Adulti, vi pavoneggiate come se i vostri peti fossero profumati!<br>'''Lisa''': ''Adulti, non fate altro che sbavare, russare, tracannare e scocciare! | Siete perfidi e vi scolate tre [[Martini (cocktail)|Martini]] a pranzo!''<br>'''Ralph''': Ho appena ingoiato una puntina.<br>'''Milhouse''': ''Adulti, non fate che dirci...''<br>'''Nonno Abe''': Chiudete il becco!<br>'''Jasper''': ''Siamo stufi di tutte le vostre sfacciataggini!''<br>'''Vecchietti''': ''Stiamo cercando di dormire qui! | Sono quasi le diciotto e un quarto! | Si può sapere che succede?''<br>'''Adulti''': ''Non trattateci come...''<br>'''Bambini''': ''Non potete lasciarci in pace?''<br>'''Vecchietti''': ''Siamo disgustati di tutti voi...''<br>'''Vecchietti e adulti''': ''...bambini oggi!''
==Episodio 12, ''Domenica, orrenda domenica''==
{{cronologico}}
*Non farò l'uccello del malaugurio. ('''Frase alla lavagna''')
*Nessuna tomba mi può domare! {{NDR|Risata malefica}} ('''[[Vincent Price]]''')
*'''Annunciatore''': {{NDR|In uno spot con alcune donne in abiti succinti che lavano un'auto}} La Chiesa Cattolica: ci siamo aggiornati.<br>'''Lisa''': Queste pubblicità del Super Bowl fanno schifo.
*{{NDR|I commentatori sportivi statunitensi [[:w:John Madden (allenatore di football americano)|John Madden]] e Pat Summerall commentano l'episodio}}<br>'''Pat Summerall''': Beh, John, che ne pensi di questa puntata?<br>'''John Madden''': Mi è piaciuta. L'aggiunta nel cast di [[Fred Willard|Wally Kogen]] è stata un po' un azzardo, ma ha dato i suoi frutti.<br>'''Pat Summerall''': E Marge e Lisa che dipingono uova? Ha funzionato?<br>'''John Madden''': Alla grande. Devo dire che la loro bravura in un ruolo quasi marginale ha dato maggior risalto a Homer e Bart.<br>'''Pat Summerall''': Non ti è sembrato strano che in uno show di Super Bowl con [[Dolly Parton]] non abbiamo visto né football né cantare?<br>'''John Madden''': Non ci avevo pensato Pat, ma a posteriori è stata quasi una fregatura! Che brutto modo di trattare i tifosi che hanno dovuto tollerare tante stupidaggini per lo sponsor!<br>'''Pat Summerall''': Un ultimo commento?<br>'''John Madden''': No, no, sono troppo arrabbiato! Andiamocene di qui!
==Episodio 13, ''Homer il Max-imo''==
*Nessuno vuol sapere della mia [[sciatalgia|sciatica]]. ('''Frase alla lavagna''')
*{{NDR|[[Canzoni dalle serie televisive|Cantando]] mentre cambia il nome sulla targhetta, riprendendo la canzone del film ''[[Agente 007 - Missione Goldfinger]]''}} ''Max Poweeer! | Questo è l'uomo il cui nome vorresti toccaaar! | Ma non devi toccaaar! | Il suo nome l'orecchio fa godeeer! | Ma quando lo dici tu non devi temeeer! | Perché il suo nome | può dirlo chiunque! | Chiunque siaaa!'' ('''Homer''')
*'''Homer''': Nessuno si coccola con Max Power ti allacci la cintura e ti becchi i briiividi! E non finisce in camera da letto, oooh no! Le redini le prendo io! Ragazzi, ragazzi ci sono tre modi di fare le cose: il modo giusto, il modo sbagliato o il modo di Max Power!<br />'''Bart''': Non è il modo sbagliato quello?<br />'''Homer''': Sì, ma più svelto!
==Episodio 14, ''Io sto con Cupido''==
{{cronologico}}
*Anche gli zoticoni sono persone. ('''Frase alla lavagna''')
*'''Homer''': {{NDR|Raccontando la "favola della buonanotte" a Lisa}} E poi il bel principe si rese conto di dover andare urgentemente a fare dei chicchettini di caffè in bagno, ma l'orco cattivo Barney aveva lasciato la toilette in pessime condizioni! Allora il principe andò nel viottolo incantato...<br>'''Lisa''': Ma questa non è una favola, è solo una cosa che ti è successa da Boe!<br>'''Homer''': Sshh! Comunque, il principe perse conoscenza per cento anni finché non venne risvegliato dal bacio di un nobile procione.
*...e ti ringrazio Dio per le cattive azioni degli adulti che distolgono l'attenzione da quelle che faccio io. Amen. ('''Bart''') {{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive]]}}
*'''Marge''': Mi hai salvato la vita Apu. Tutti gli altri negozi sono già chiusi.<br>'''Apu''': A 23 e 30?! Ma questa è ora di punta per adolescenti strafatti che comprano cose luccicose!<br>{{NDR|Viene inquadrato Secco che viene ammaliato da un rotolo di carta stagnola}}<br>'''Secco''': Wow, è uno specchio vivente!
*{{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive|Pregando]] prima di cenare}} Buon curry, buon riso, buon [[Gandhi]]. Pappiamo. ('''Apu''')
*Mi avevi detto che era tradizione di qui lavorare sempre e non vedere propria moglie! ('''Manjula''')
*Jet Market è un'amante che ti consuma. ('''Apu''')
*'''Apu''': Mia negligenza vergognosa l'ha fatta sentire non amata. Ora temo che lei mi voglia lasciare.<br>'''Homer''': Ah, non ti lascerà poco prima di [[San Valentino (festa)|San Valentino]]. Sarebbe come andare a uno spettacolo aereo e andarsene prima che l'aereo precipiti.<br>'''Apu''': Hai ragione. Mancano ancora sette giorni a San Valentino. Oh, sette occasioni per dimostrare mio amore a mia dolce moglie.<br>'''Homer''': Aaah... Manjula dolcemente.
:''- Seven chances to prove my love for sweet Manjula.<br>– Mmmm... Sweet Mint Julep.''<ref>Cfr.: [[:w:Mint Julep|Mint Julep]]</ref>
*''Mia deliziosa sposa Manjula | Riparerò ad ogni mio errore | Ti ricoprirò di doni di San Valentino | Per sette giorni colmi d'amore'' ('''Poesia di Apu dedicata a Manjula''')
*{{NDR|A Homer}} Ti coccolerò fino a farti diventare una dolce polpettina. ('''Marge''')
*'''Manjula''': Oh, amore non ci posso credere, hai chiuso Jet Market solo per me.<br />'''Apu''': Be', per te e per ufficio d'igiene!
==Episodio 15, ''Marge ingrana la marcia''==
{{cronologico}}
*La [[grammatica]] non è una perdita di tempo. {{NDR|La frase scritta in inglese inverte: "..time of waste"}} ('''Frase alla lavagna''')
*{{NDR|Allo show della scuola elementare gli insegnanti si esibiscono in una parodia di ''[[Saranno famosi]]''}}<br>'''Insegnanti''': ''Siamo fieri di essere insegnanti | La sapienza è il nostro mestiere | Ma venderemmo nostra madre | per quindici minuti di fama!''<br>'''Edna Caprapall''': ''Non insegnerò per sempre...''<br>'''Maestra Hoover''': ''...allo show business mi darò!''<br>'''Insegnanti''': ''Mi darò!''<br>'''Bart''': Non credevo che fosse possibile, ma questo fa sia schifo che pena.<br>'''Insegnanti''': ''Questa è fama!''
*{{NDR|Sbavando su un'auto}} Mmmm...Canyonero... ('''Homer''')
*'''Lisa''': Io ho letto che è più probabile avere un incidente fatale a bordo di un fuoristrada.<br>'''Bart''': Fatale per le persone nell'altra macchina!
*Perché [[Courtney Love]] è sulla scatola dei cereali?<ref>Sui cereali [[:w:en:Wheaties|Wheaties]].</ref> ('''Lisa''')
*Mamma, Bart ripete quello che dico trasformandolo in un insulto! ('''Lisa''')
*Ti condanno...ad andare a quel paese! ('''Giudice''')
*{{NDR|Video educativo sulla rabbia stradale}} La [[rabbia]] è ciò che rende grande l'America. Ma voi dovete trovare il giusto sfogo per la vostra furia: sparate al vostro televisore, pestate chi è più debole di voi, o scrivete una lettera minatoria ad una celebrità. Così quando vi metterete alla guida ricorderete di lasciare la vostra furia omicida dove deve stare: a casa! ('''Sergente''')
*Nati liberi, poi ingabbiati.<ref>Dai sottotitoli ufficiali.</ref> ('''Iscrizione dello zoo Wild Animal Kingdom''')
*{{NDR|Per fermare gli animali in fuga dallo zoo}} So io cosa fare: [[Jumanji]]! {{NDR|Non succede niente}} Non c'è niente tratto dai [[film]] che funzioni davvero! ('''Homer''')
*Oh, morirò! [[Gesù]], [[Allah]], [[Buddha]]-Buddha! Vi adoro tutti, tutti quanti! ('''Homer''')
*'''Lisa''': Come sapevi che il tuo piano avrebbe funzionato?<br>'''Marge''': Grazie per averlo chiesto. Stavo guardando ''Piloti si nasce''<ref>Nel doppiaggio originale è ''[[:w:en:Dateline NBC|Dateline NBC]]''.</ref> e hanno detto che i fuoristrada si cappottano sempre quando si sterza bruscamente e il serbatoio della benzina esplode in un baleno.<br>'''Guardia dello zoo''': E sapeva anche che se un rinoceronte vede una fiamma cerca istintivamente di spegnerla.<br>'''Marge''': Sempre ''Piloti si nasce''.<br>'''Homer''': Ma che razza di programma è quello, scusa?<br>'''Guardia dello zoo''': Sembra un programma a 360°. Qual è il network che lo trasmette?<br>'''Bart''': La NBC naturalmente.<br>'''Lisa''': Ha un sacco di bei programmi e i loro notiziari e cronache sportive sono imbattibili.<br>'''Winchester''': Credi che adesso stiano trasmettendo qualcosa di bello?<br>'''Homer''': Ah, ne sono certo.<br>'''Marge''': Ma c'è solamente un modo per scoprirlo! {{NDR|Iniziano i titoli di coda}}<br>'''Homer''': Vorrei leggere la seguente dichiarazione. Lo faccio di mia spontanea volontà. {{NDR|Si sente il rumore di un'arma che viene caricata}} Mi è giunta voce che la NBC fa schifo. Chiedo scusa per avervi tratto in inganno e vi sollecito a guardare il maggior numero possibile di programmi della Fox. Ricapitolando: NBC schifo, Fox buono, CBS eccellente.
==Episodio 16, ''Fate largo a Lisa''==
*Io non godo dell'immunità diplomatica. ('''Frase alla lavagna''')
*'''Lisa''': Papà, non ti ricordi? È il nostro sabato speciale.<br />'''Marge''': Hai acconsentito di passare un sabato al mese facendo qualcosa con i figli.<br />'''Homer''': Awww.<br />'''Bart''': Ah, non ti lamentare, è metà del lavoro di un padre divorziato.<br />'''Homer''': Già, ma è il doppio di quello di un padre snaturato!
*'''Bart''': Chi è Fonzie?<br />'''Homer''': Chi è Fonzie?! Ma non ti hanno insegnato niente a scuola?! Ha liberato i conformisti!
*{{NDR|Lisa deve decidere dove trascorrere il "sabato speciale" con Homer}}<br>'''Lisa''': ...la fiera del libro.<br>'''Homer''': Ah no! Non ci casco un'altra volta, se non vendono "un topolino per due soldi" non è una vera fiera quella!
==Episodio 17, ''Homer il camionista''==
*Non fa schifo essere te. ('''Frase alla lavagna''')
*{{NDR|Al ristorante di carne "Il Mattatoio" Homer fa la sua ordinazione}}<br>'''Cameriere''': C'è una bistecca, disponibile solo su richiesta speciale, e la chiamiamo "bistecchissima". È grossa quanto una tavola da wind surf.<br>'''Homer''': Mitico! Prendo quella!<br>'''Cameriere''': E per bere?<br>'''Homer''': Polpette!
==Episodio 18, ''Brani biblici''==
{{cronologico}}
*Non posso assolvere i peccati. {{NDR|Solo nel doppiaggio italiano}} Peccato! ('''Frase alla lavagna''')
*Mentre passiamo il piatto delle offerte vi prego di donare come se la persona accanto a voi vi stesse osservando. ('''Reverendo Lovejoy''')
*{{NDR|Ad [[Eva]] interpretata da Marge}} Pare che Dio ti abbia creato dalla mia costola più sexy! ('''[[Adamo]]/Homer''')
*{{NDR|Parlando della mela del [[peccato originale]]}} Ricordo che un dinosauro ne prese un morso e quella fu la fine dei... {{NDR|Vede che Homer sta facendo una scorpacciata di mele proibite}} Oh My God! ('''Maiale parlante nel Giardino dell'Eden''')
*Per Belzebù! ('''[[Dio]]/Ned Flanders''')
*Oh, mia cara dolce Eva, ti amo ancor più del laghetto di miele e del cespuglio di zucchero filato. ('''[[Adamo]]/Homer''')
*{{NDR|Giocando alla corda}} E Abramo generò Isacco e Isacco generò Giacobbe...e lui chi Generò? ('''Sherry o Terry''')
*{{NDR|Chiudendo Mosè e Sefora in una piramide}} Addio scugnizzi, e salutatemi tanto il British Museum! ('''Winchester/Guardia egizia''')
*Non ne posso più, mi converto! Salvaci o potente Ra! ('''[[Mosè]]/Milhouse''') {{NDR|[[Preghiere dalle serie televisive]]}}
*'''[[Mosè]]/Milhouse''': Bene Lisa, siamo fuori dall'Egitto. Cosa c'è in serbo per gli Israeliti, una terra di latte e miele?<br>'''Lisa''': Uhm...non esattamente. {{NDR|Leggendo una pergamena}} Qui dice "quarant'anni di peregrinazione nel deserto".<br>'''[[Mosè]]/Milhouse''': Quarant'anni?! Ma dopo questi la via sarà spianata per gli ebrei, vero?<br>'''Lisa''': Ehm...non esattamente...
*Non dico che Jezabel sia una donna facile, però prima che arrivasse lei a Sodoma facevano soltanto vasi da notte! ('''Krusty/Giullare alla corte di Re [[Davide]]''') {{NDR|[[Barzellette dalle serie televisive]]}}
*'''Golia II''': Fate che la mia proclamazione si diffonda in tutto il paese: ah-ah!<br>'''Popolo''': {{NDR|In coro}} Ah-ah!
*{{NDR|È l'Apocalisse}}<br>'''Marge''': Come mai non ascendiamo al cielo? Ah, giusto. I peccati.<br>{{NDR|Lisa comincia ad ascendere ma Homer la afferra per una caviglia}}<br>'''Homer''': Tu dove credi di andare, signorinella?<br>'''Lisa''': Papà!<br>{{NDR|Nel suolo si apre una voragine che porta all'inferno}}<br>'''Homer''': Uh, odore di barbeque!
==Episodio 19, ''Homer e la pop art''==
*Una scimmia addestrata non può [[insegnante di ginnastica|insegnare educazione fisica]]. ('''Frase alla lavagna''')
*Va tutto bene? Mi sono preoccupata quando non ho sentito gli spari. ('''Marge''')
*{{NDR|Al museo, davanti a un quadro di [[Joseph Turner]] che ritrae i canali di Venezia}} Stupefacent! Mitico! Le strade sono pavimentate d'acqua... potresti guidare un [[tricheco]] per andare al lavoro! ('''Homer''')
*''Mi rado le spalle, liscine liscine!'' ('''Homer''') {{NDR|Cantando, in bagno, mentre si sta radendo le spalle}}
==Episodio 20, ''I vecchi e il mare''==
*I denti dondolanti non hanno bisogno del mio aiuto. ('''Frase alla lavagna''')
*'''Homer''': Ne butti giù una, gira che ti rigira, novecentonovantanove molle ancor da scaricar!<br>'''Marge''' {{NDR|Bussando alla porta del bagno}}: Non starai mica scaricando quelle molle nel water eh?<br>'''Homer''': Ma certo che no! {{NDR|Si sente in sottofondo il rumore dello sciacquone}} novecentonovantasei molle da scaricar...novecentooo! novantasei...
==Episodio 21, ''Monty non può comprare amore''==
{{cronologico}}
*Non sono né stato lì né ho fatto quella cosa. ('''Frase alla lavagna''')
*'''Marge''': Questa famiglia sta diventando pigrissima!<br>'''Bart''': Io non sono pigro. Sono solo... Ehm... Lisa, finiscila tu la frase per me.<br>'''Lisa''': Finiscitela da solo la tua schifosa... {{NDR|Si assopisce}}
*Musica nuova? Tutti questi gruppi non fanno altro che plagiare i vecchi [[Led Zeppelin]]! ('''Otto''')
*{{NDR|Lisa ascolta il commento del regista del film ''[[L'uomo del giorno dopo]]''}}<br>'''[[Kevin Costner]]''': Mi dispiace! Mi dispiace molto! Non so cosa mi sia saltato in testa! Però ''[[L'uomo dei sogni]]'' era bello, no? Ci ha fatto credere di nuovo in noi stessi...<br>'''Lisa''': Oh, povero signor Costner... Ce la mette tutta...
*''Conga, conga, conga | Amiamo Monty Burns! | Conga più convinto, la scossa non pigliar!'' ('''Burns''') {{NDR|Obbligando Smithers a fare un "trenino" (da solo) in suo onore}}
*'''Burns''': Credevo di avere tutto. Soldi, fascino, lunghi canini appuntiti... ah, ma a cosa serve se non piaci a nessuno?<br />'''Smithers''': Lei piace a me, signore.
*'''Burns''': Simpson, ho bisogno del tuo aiuto. Voglio essere amato.<br>'''Homer''': {{NDR|Imbarazzato}} Capisco... Be', mi serve un po' di birra...
*{{NDR|A Burns}} Se desidera cambiare la sua immagine deve mettere in mostra la sua faccia! Ehm... alla radio. ('''Lisa''')
*Vedete, i bianchi hanno nomi tipo Lenny Latte e i [[nero (antropologia)|neri]] hanno nomi tipo Carl Cioccolatte! ('''Homer''')
:'' You see, white people have names like Lenny whereas black people have names like Carl.''
*Io non mi sbalordisco facilmente... Oh! Mitico! Un'auto blu! ('''Homer''')
*'''Burns''': [...] io offrirò una cosa che l'uomo ha cercato fin dagli albori della vita...<br />'''Homer''': Un [[Irlanda|irlandese]] sobrio?<br />'''Burns''': Ancor più raro!
*'''Homer''': Crede davvero di poter a catturare il [[mostro di Loch Ness]]? Insomma hanno fottuto persino [[X-Files|Fox Mulder e Dana Skully]].<br />'''Burns''': Quelli non riuscirebbero a trovare un ubriaco all'[[Oktoberfest]].
*Single? Be', ha superato il Selma Test. ('''Selma''') {{NDR|Si rinfresca l'alito con uno spray}}
*Per essere [[amore e odio|amati]] bisognerebbe essere gentili con la gente, e tutti i giorni... ma per essere [[amore e odio|odiati]] non bisogna fare un tubo! ('''Homer''')
==Episodio 22, ''Springfield utopia delle utopie''==
{{cronologico}}
*Nessuno vuole sentire le mie ascelle. ('''Frase alla lavagna''')
*'''Homer''': Guarda un po', ho preso il secondo premio!<br />'''Lisa''': Sei arrivato secondo?<br />'''Homer''': No. Ma l'ho preso. {{NDR|Va via. Poi riapre la porta}} Rubare è peccato, eh.
*Papà dice che mi manca tanto così per vivere in giardino. ('''Ralph''') {{NDR|rotolandosi per terra}}
*'''Dr. Hibbert''' {{NDR|tramite il citofono}}: Lisa Simpson, sei pronta a intraprendere un viaggio di auto-scoperta intellettuale?<br />'''Lisa''': Credo di sì.<br />'''Dr. Hibbert''': Quella è una crostata o una torta salata?<br />'''Lisa''': Crostata.<br />'''Dr. Hibbert''' {{NDR|pausa}}: Puoi entrare.
*{{NDR|Ad una riunione del Mensa<ref>{{Cfr}} [[:w:Mensa (associazione)|Mensa]]</ref>}}<br />'''Lisa''': La mia famiglia non parla mai della qualità della biblioteca e ogni volta che cerco di virare sul discorso mi fa sentire una secchiona.<br />'''Uomo dei fumetti''': Non siamo affatto dei secchioni. Un secchione indosserebbe una maglietta così?<br />{{NDR|'''C:\DOS'''<br />'''C:\DOS\RUN'''<br />'''RUN\DOS\RUN'''}}<br />'''Lisa''' {{NDR|ride}}: Solo una persona su un milione la troverebbe divertente.<br />'''Prof. Frink''': Sì, noi la chiamiamo grammatica informatica.
*'''Lisa''': Oh, pa', ho trascorso la giornata con persone meravigliose.<br />'''Homer''': Mi fa piacere, tesoro. raccontami il più possibile prima che termini la pubblicità.<br />'''Lisa''': Per la prima volta in vita mia ho sentito che qualcuno capisce... {{NDR|Homer la zittisce perché la pubblicità è finita}}
*'''Lindsey Naegle''': Nessuno si presentava nelle vesti di giurato perciò abbiamo reso l'esperienza più eccitante sinergizzandola con la sua collezione di fumetti.<br />{{NDR|Nel frattempo Boe riceve una lettera}}<br />'''Boe''': "Lei è statos celto per unirsi allo squadrone della giustizia alle ore 8 di lunedì alla Fortezza Municipale della Vendetta." Ah, non vedo l'ora!
*Esaminando alcuni schemi del traffico abbiamo riscontrato che gli automobilisti vanno più veloci quando il [[semaforo]] è giallo. Abbiamo deciso di tenere il rosso e il giallo. Chiaro, no? ('''Prof. Frink''')
*Springfield è salita al 299esimo posto nella lista delle 300 città più vivibile d'America. Prendi questo East St. Louis! ('''Uomo dei fumetti''')
*'''Lindsey Naegle''': Aumentando le imposte di 5 centesimi costruiremo un teatro delle ombre.<br />'''Dr. Hibbert''': Cinesi o giapponesi?<br />'''Lindsey Naegle''': Perché non entrambe? Così accontentiamo tutti.<br />'''Uomo dei fumetti''': {{NDR|Sarcastico}} Già, così saranno tutti contenti.<br />'''Lindsey Naegle''': Capto forse una nota di sarcasmo?<br />'''Prof. Frink''': {{NDR|Analizzando i dati del Rivelatore di Sarcasmo ("Sarcasm Detector")}} Altroché! Qui dice che è alle stelle ragazzi, guardate!<br />'''Uomo dei fumetti''': {{NDR|Sarcastico}} Oh, un rivelatore di sarcasmo. Davvero un'invenzione utile!<br />{{NDR|Il rivelatore di sarcasmo esplode}}
*Prendendo ispirazione dalla razza più logica della galassia, i vulcaniani, permetteremo la procreazione una volta sola ogni sette anni. Questo significherà un minor numero di accoppiamenti. Per me, un numero maggiore. ('''Uomo dei fumetti''')
*Silenzio! Non ho bisogno che nessuno parli per me. Tranne questo computer. ('''[[Stephen Hawking]]''')
*'''[[Stephen Hawking]]''': Non te la prendere, Lisa. A volte i più intelligenti di noi possono essere i più infantili.<br />'''Lisa''': Anche lei?<br />'''[[Stephen Hawking]]''': No, io no. Io mai.
*{{NDR|A Homer}} La tua teoria di un universo a forma di [[ciambella]] è intrigante. Forse te la rubo. ('''[[Stephen Hawking]]''')
==Episodio 23, ''Da Tokyo con orrore''==
{{cronologico}}
*Sono proprio stanchissimo. ('''Frase alla lavagna''')
*[[Internet]]? Quel coso esiste ancora? ('''Homer''')
*'''Homer''': Ho investito in una cosa detta News Corp...<br />'''Lisa''': Papà, quella è la [[Fox News|Fox]]!<br />'''Homer''': Oddio, annulla! Annulla! Oh...
*'''Homer''': Procurerò io i soldi, anche se mi costerà fare un secondo lavoro.<br>{{NDR|La scena si sposta su Homer che ruba in casa Flanders}}<br>'''Flanders''': Salve salvino vicino, di nuovo in bolletta?
*'''Homer''': È solo che tu e Maude vivete da re nel vostro lussuoso castello mentre io ho marge intrappolata lì come un maiale in un alveare di fango... capisci?<br>'''Flanders''': Oh, ma noi non ce la passiamo affatto così bene come credi tu. Doniamo ad otto chiese di fede diverse per andare sul sicuro e gli affari al Mancinorium da quando ci hanno aperto accanto il Mancinopolis.
*Seminario mega-risparmio. Portatevi la sedia. ('''Insegna''')
*Questi bifolchi sono tipici abitanti di Vicolo Corto! Oh, vado. Mi aspettano al Parco della Vittoria. ('''Miliardario del [[Monopoly]]''')
*'''Homer''': E poi se volevamo vedere i giapponesi bastava andare allo zoo.<br>'''Marge''': Homer!<br>'''Homer''': Cosa? Quello che lava gli elefanti è giapponese. Si chiama Takashi. Frequentiamo lo stesso club.
*Royal Tokyo. Ora con l 20% in più di inchini. ('''Insegna dell'Hotel''')
:''Royal Tokyo. Now with 20% more bowing!''
*Benvenuto. Sono onorato di accettare i suoi rifiuti. ('''Water giapponese''')
*Ed ora ritorna ''Robot guerrieri epilettici''!<ref>{{Cfr}} [[Pokémon shock]]</ref> (''''Annunciatore televisivo''')
*Non chiederlo a me, io non so niente, sono un prodotto d'istruzione americano. Costruisco anche auto di scarsa qualità e prodotti elettronici di stile inferiore. ('''Cameriere giapponese''') {{NDR|imitando un americano}}
*Oh, salve, molte gallette di riso sostengono di essere ipocaloriche, ma solo le gallette di riso Fujikawa ti fanno dire "I love you". ('''[[Woody Allen]]''') {{NDR|[[pubblicità dalle serie televisive|spot pubblicitario]]}}
*''Infilare coltello, | estrarre budella. | La Pesca Fresca Osaka | ci manda in padella.'' ('''Canzone fedeltà all'azienda Pesca Fresca Osaka''')
*Vi avverto: i nostri [[telequiz|quiz]] sono un tantino diversi dai vostri. I vostri premiano la conoscenza, i nostri puniscono l'ignoranza. ('''Wink''', presentatore televisivo giapponese)
*{{NDR|Prima di cadere in un vulcano}}<br>'''Marge''': Temo che questa sia la fine dei Simpson!<br>'''Homer''': Be', almeno moriremo facendo quello che ci piace... inalare la lava.
*I [[telequiz|quiz]] non si basano sulla crudeltà, si basano sull'avidità e sulla grandiosità dei premi, come catamarani malcostruiti. Ma voi, signori miei, avete smarrito la retta via, vergogna! ('''Homer''') {{NDR|rivolto al pubblico giapponese}}
*Arigato, Giappone, mi mancheranno i vostri McDonald e i vostri mari senza più balene. ('''Bart''')
*Signori siamo entrati in una moderata turbolenza [[Godzilla|godzilliana]] perciò dovrò chiedervi di riallaciare le cinture. Di solito quando si raggiungono i 35 mila piedi ci lascia andare, da quel momento in poi non ci resta che preoccuparci di Mothra. Ci giunge notizia che al momento è occupato con Gamera e Rodan. Molte grazie. ('''Pilota''')
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{Simpson}}
{{DEFAULTSORT:I Simpson, 10}}
[[Categoria:Stagioni de I Simpson]]
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Libri delle Cronache
0
91007
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2026-06-21T07:40:37Z
Spinoziano
2297
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1417722
wikitext
text/x-wiki
{{Antico Testamento}}
'''''Libri delle Cronache''''', due testi contenuti nella Bibbia ebraica (dove sono contati come un testo unico) e in quella cristiana.
==[[Incipit]]==
<poem>
[[Adamo]], [[Set (Bibbia)|Set]], [[Enos]],
Kenan, Maalaleèl, Iared,
[[Enoch (antenato di Noè)|Enoch]], [[Matusalemme]], [[Lamech (padre di Noè)|Lamech]],
[[Noè]], [[Sem (Bibbia)|Sem]], [[Cam (Bibbia)|Cam]] e [[Jafet|Iafet]].
</poem>
{{NDR|''La sacra Bibbia'', edizione CEI, 1974}}
==Citazioni==
*Etiopia generò [[Nimrod|Nimròd]], che fu il primo eroe sulla terra. (I, 1, 10; 1974)
*[[Iabez]] fu più onorato dei suoi fratelli; sua madre l'aveva chiamato Iabez poiché diceva: "Io l'ho partorito con dolore". Iabez invocò il Dio di Israele dicendo: "Se tu mi benedicessi e allargassi i miei confini e la tua mano fosse con me e mi tenessi lontano dal male sì che io non soffra!". Dio gli concesse quanto aveva chiesto. (I, 4, 9 – 10; 1974)
*Egli {{NDR|[[Ruben]]}} era il primogenito, ma, poiché aveva profanato il letto del padre, la primogenitura fu assegnata ai figli di [[Giuseppe (patriarca)|Giuseppe]], figlio d'Israele. Ma questa primogenitura non fu registrata. [[Giuda (patriarca)|Giuda]] infatti prevalse sui fratelli e un suo discendente divenne capo; tuttavia la primogenitura appartiene a Giuseppe. (I, 5, 1 – 2; 2008)
*Così [[Saul]] morì a causa della sua infedeltà al Signore, perché non ne aveva ascoltato la parola e perché aveva evocato uno spirito per consultarlo. Non aveva consultato il Signore; per questo il Signore lo fece morire e trasferì il regno a [[Davide]] figlio di Iesse. (I, 10, 13 – 14; 1974)
*Davide con tutto Israele andò a Gerusalemme, cioè Gebus, dove c'erano i [[Gebusei]], abitanti della regione. Gli abitanti di Gebus dissero a Davide: «Tu qui non entrerai». Ma Davide espugnò la rocca di Sion, cioè la [[Città di David|Città di Davide]]. Davide aveva detto: «Chi colpirà per primo i Gebusei diventerà capo e principe». Salì per primo [[Ioab]], figlio di Seruià, che divenne così capo. Davide si stabilì nella rocca, che perciò fu chiamata Città di Davide. Egli fortificò la città tutt'intorno, dal Millo per tutto il suo perimetro; Ioab restaurò il resto della città. (I, 11, 4 – 8; 2008)
*Alcuni dei figli di Beniamino e di Giuda andarono da Davide fino alla sua fortezza. Davide uscì loro incontro e presa la parola disse loro: "Se siete venuti da me con intenzioni pacifiche per aiutarmi, sono disposto a unirmi a voi; ma se venite per tradirmi e consegnarmi ai miei avversari, mentre io non mi abbandono affatto alla violenza, il Dio dei nostri padri veda e punisca". Allora lo spirito invase Amasài, capo dei Trenta: "''Siamo tuoi, Davide; | con te, figlio di Iesse! | Pace, pace a te, | pace a chi ti aiuta, | perché il tuo Dio ti aiuta''". Davide li accolse e li costituì capi di schiere. (I, 12, 17 – 19; 1974)
*''Gloriatevi sul suo santo nome; | gioisca il cuore di quanti ricercano il Signore. | Cercate il Signore e la sua forza, | ricercate sempre il suo volto.'' ([[Davide]]: I, 16, 10 – 11; 1974)
*''Tutti gli dèi venerati dai popoli sono un nulla; | il Signore, invece, ha formato il cielo.'' (Davide: I, 16, 26; 1974)
*''Frema il mare con quanto contiene; | tripudi la campagna con quanto è in essa. | Gridino di giubilo gli alberi della foresta | di fronte al Signore, perché viene | per giudicare la terra. | Lodate il Signore, perché è buono, | perché la sua grazia dura sempre.'' (Davide: I, 16, 32 – 34; 1974)
*Davide pensava: "Mio figlio [[Salomone]] è ancora giovane e inesperto, mentre la costruzione da erigersi per il Signore deve essere straordinariamente grande, tale da suscitare fama e ammirazione in tutti i paesi; per questo ne farò i preparativi io". Davide, prima di morire, effettuò preparativi imponenti. Poi chiamò Salomone suo figlio e gli comandò di costruire [[Tempio di Salomone|un tempio]] al Signore Dio di Israele. Davide disse a Salomone: "Figlio mio, io avevo deciso di costruire un tempio al nome del Signore mio Dio. Ma mi fu rivolta questa parola del Signore: Tu hai versato troppo sangue e hai fatto grandi guerre; per questo non costruirai il tempio al mio nome, perché hai versato troppo sangue sulla terra davanti a me. Ecco ti nascerà un figlio, che sarà uomo di pace; io gli concederò la tranquillità da parte di tutti i suoi nemici che lo circondano. Egli si chiamerà Salomone. Nei suoi giorni io concederò pace e tranquillità a Israele. Egli costruirà un tempio al mio nome; egli sarà figlio per me e io sarò padre per lui. Stabilirò il trono del suo regno su Israele per sempre". (I, 22, 5 – 10; 1974)
*Tu, Salomone figlio mio, riconosci il Dio di tuo padre, servilo con cuore perfetto e con animo volenteroso, perché il Signore scruta i cuori e penetra ogni intimo pensiero; se lo ricercherai, ti si farà trovare; se invece l'abbandonerai, egli ti rigetterà per sempre. ([[Davide]]: I, 28, 9; 1974)
*Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, la gloria, lo splendore e la maestà, perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Signore, tuo è il regno; tu ti innalzi sovrano su ogni cosa. Da te provengono la ricchezza e la gloria; tu domini tutto; nella tua mano c'è forza e potenza; dalla tua mano ogni grandezza e potere. Ora, nostro Dio, ti ringraziamo e lodiamo il tuo nome glorioso. E chi sono io e chi è il mio popolo, per essere in grado di offrirti tutto questo spontaneamente? Ora tutto proviene da te; noi, dopo averlo ricevuto dalla tua mano, te l'abbiamo ridato. Noi siamo stranieri davanti a te e pellegrini come tutti i nostri padri. Come un'ombra sono i nostri giorni sulla terra e non c'è speranza. Signore nostro Dio, quanto noi abbiamo preparato per costruire una casa al tuo santo nome proviene da te, è tutto tuo. So, mio Dio, che tu provi i cuori e ti compiaci della rettitudine. Io, con cuore retto, ho offerto spontaneamente tutte queste cose. Ora io vedo il tuo popolo qui presente portarti offerte con gioia. Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Israele, nostri padri, custodisci questo sentimento per sempre nell'intimo del cuore del tuo popolo. Dirigi i loro cuori verso di te. ([[Davide]]: I, 29, 11 – 18; 1974)
*Salomone sedette sul trono del Signore come re al posto di Davide suo padre; prosperò e tutto Israele gli fu sottomesso. Tutti gli ufficiali, i prodi e anche tutti i figli del re Davide si sottomisero al re Salomone. Il Signore rese grande Salomone di fronte a tutto Israele e gli diede uno splendore di regno, che nessun predecessore in Israele aveva avuto. (I, 29, 23 – 25; 1974)
*Il re fece in modo che in Gerusalemme l'argento e l'oro abbondassero come i sassi e i cedri fossero numerosi come i sicomòri nella Sefela. (II, 1, 15; 1974)
*Ecco ho deciso di costruire un tempio al nome del Signore mio Dio, per consacrarlo a lui sì che io possa bruciare profumi fragranti davanti a lui, esporre sempre i pani dell'offerta e presentare olocausti mattina e sera, nei sabati, nei noviluni e nelle feste del Signore nostro Dio. Per Israele questo è un obbligo perenne. Il tempio, che io intendo costruire, deve essere grande, perché il nostro Dio è più grande di tutti gli dèi. Ma chi avrà la capacità di costruirgli un tempio, quando i cieli e i cieli dei cieli non bastano per contenerlo? E chi sono io perché gli costruisca un tempio, anche solo per bruciare incenso alla sua presenza? ([[Salomone]]: II, 2, 3 – 5; 1974)
*Salomone cominciò a costruire il tempio del Signore in Gerusalemme sul monte [[Moriah|Moria]] dove il Signore era apparso a Davide suo padre, nel luogo preparato da Davide sull'aia di Ornan il Gebuseo. (II, 3, 1; 1974)
*Il Signore apparve di notte a Salomone e gli disse: "Ho ascoltato la tua preghiera; mi sono scelto questo luogo come casa di sacrificio. Se chiuderò il cielo e non ci sarà più pioggia, se comanderò alle cavallette di divorare la campagna e se invierò la peste in mezzo al mio popolo, se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome, si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese. Ora i miei occhi sono aperti e i miei orecchi attenti alla preghiera fatta in questo luogo. Ora io mi sono scelto e ho santificato questo tempio perché la mia presenza vi resti sempre; e lì saranno sempre i miei occhi e il mio cuore". (II, 7, 12 – 16; 1974)
*Gli uomini di Curam e quelli di Salomone, che caricavano oro da Ofir, portarono legno di [[Sandalo citrino|sandalo]] e pietre preziose. Con il legno di sandalo il re fece le scale del tempio e della reggia, cetre e arpe per i cantori; strumenti simili non erano mai stati visti nel paese di Giuda. (II, 9, 10 – 11; 1974)
*Quando il regno fu consolidato ed egli si sentì forte, [[Roboamo]] abbandonò la legge del Signore e tutto Israele lo seguì. Nell'anno quinto del re Roboamo, [[Sisach]] re d'Egitto marciò contro Gerusalemme, perché i suoi abitanti si erano ribellati al Signore. Egli aveva milleduecento carri, sessantamila cavalli. Coloro che erano venuti con lui dall'Egitto non si contavano: Libi, Succhei ed Etiopi. Egli prese le fortezze di Giuda e giunse fino a Gerusalemme. Il profeta [[Semaia]] si presentò a Roboamo e agli ufficiali di Giuda, che si erano raccolti in Gerusalemme per paura di Sisach, e disse loro: "Dice il Signore: Voi mi avete abbandonato, perciò anch'io vi ho abbandonati nelle mani di Sisach". Allora i capi di Israele e il re si umiliarono e dissero: "Giusto è il Signore!". Poiché si erano umiliati, il Signore parlò a Semaia: "Si sono umiliati e io non li distruggerò. Anzi concederò loro la liberazione fra poco; la mia ira non si rovescerà su Gerusalemme per mezzo di Sisach. Tuttavia essi saranno a lui sottomessi; così conosceranno la differenza fra la sottomissione a me e quella ai regni delle nazioni". (II, 12, 1 – 8; 1974)
*Sisach, re d'Egitto, venne a Gerusalemme e prese i tesori del tempio e i tesori della reggia, li vuotò. Prese anche gli scudi d'oro fatti da Salomone. Il re Roboamo li sostituì con scudi di bronzo, che affidò agli ufficiali delle guardie addette alla reggia. Ogni volta che il re andava nel tempio, le guardie li prendevano, quindi li riportavano nella sala delle guardie. Perché Roboamo si era umiliato, lo sdegno del Signore si ritirò da lui e non lo distrusse del tutto. Anzi in Giuda ci furono avvenimenti felici. (II, 12, 9 – 12; 1974)
*Egli {{NDR|[[Roboamo]]}} fece il male, perché non aveva applicato il cuore alla ricerca del Signore. (II, 12, 14; 1974)
*Ricostruiamo quelle città circondandole di mura e di torri con porte e sbarre, mentre il paese è ancora in nostro potere perché abbiamo ricercato il Signore nostro Dio; noi l'abbiamo ricercato ed egli ci ha concesso la pace alle frontiere. ([[Asa di Giuda|Asa]]: II, 14, 6; 1974)
*Signore, fuori di te, nessuno può soccorrere nella lotta fra il potente e chi è senza forza; soccorrici, Signore nostro Dio, perché noi confidiamo in te e nel tuo nome marciamo contro questa moltitudine; Signore, tu sei nostro Dio; un uomo non prevalga su di te! (Asa: II, 14, 10; 1974)
*In quel tempo il veggente Canàni si presentò ad [[Asa di Giuda|Asa]] re di Giuda e gli disse: "Poiché ti sei appoggiato al re di [[Aramei|Aram]] e non al Signore tuo Dio, l'esercito del re di Aram è sfuggito al tuo potere. Etiopi e Libi non costituivano forse un grande esercito, con numerosissimi carri e cavalli? Poiché ti appoggiasti al Signore, egli non li consegnò forse in tuo potere? Difatti il Signore con gli occhi scruta tutta la terra per mostrare la sua potenza a favore di chi si comporta con lui con cuore sincero. Tu in ciò hai agito da stolto; per questo d'ora in poi avrai guerre". Asa si sdegnò contro il veggente e lo mise in prigione, essendo adirato con lui per tali parole. In quel tempo Asa oppresse anche parte del popolo. (II, 16, 7 – 10; 1974)
*{{NDR|A [[Giosafat]], che si era alleato con [[Acab]]}} Si doveva forse recare aiuto a un empio? Potevi dunque amare coloro che odiano il Signore? Per questo lo sdegno del Signore è contro di te. Tuttavia in te si sono trovate cose buone, perché hai bruciato i pali sacri nella regione e hai rivolto il tuo cuore alla ricerca di Dio. ([[Ieu (profeta)|Ieu]]: II, 19, 2 – 3; 1974)
*Egli {{NDR|Giosafat}} stabilì [[Giudice|giudici]] nella regione, in tutte le fortezze di Giuda, città per città. Ai giudici egli raccomandò: "Guardate a quello che fate, perché non giudicate per gli uomini, ma per il Signore, il quale sarà con voi quando pronunzierete la sentenza. Ora il timore del Signore sia con voi; nell'agire badate che nel Signore nostro Dio non c'è nessuna iniquità; egli non ha preferenze personali né accetta doni". (II, 19, 5 – 7; 1974)
*Anche in Gerusalemme Giòsafat costituì alcuni leviti, sacerdoti e capifamiglia di Israele, per dirimere le questioni degli abitanti di Gerusalemme. Egli comandò loro: "Voi agirete nel timore del Signore, con fedeltà e con cuore integro. Su ogni causa che vi verrà presentata da parte dei vostri fratelli che abitano nelle loro città – si tratti di omicidio o di una questione che riguarda la legge o un comando, gli statuti o i decreti – istruiteli in modo che non si rendano colpevoli davanti al Signore e il suo sdegno non si riversi su di voi e sui vostri fratelli. Agite così e non diventerete colpevoli. Ecco Amaria sommo sacerdote vi guiderà in ogni questione religiosa, mentre Zebadia figlio di Ismaele, capo della casa di Giuda, vi guiderà in ogni questione che riguarda il re; in qualità di scribi sono a vostra disposizioni i leviti. Coraggio, mettetevi al lavoro. Il Signore sarà con il buono". (II, 19, 8 – 11; 1974)
*Signore, Dio dei nostri padri, non sei forse tu il Dio che è in cielo? Tu domini su tutti i regni dei popoli. Nelle tue mani sono la forza e la potenza; nessuno può opporsi a te. Non hai scacciato tu, nostro Dio, gli abitanti di questa regione di fronte al tuo popolo Israele e non hai consegnato il paese per sempre alla discendenza del tuo amico Abramo? Gli Israeliti lo hanno abitato e vi hanno costruito un santuario al tuo nome dicendo: Se ci piomberà addosso una sciagura, una spada punitrice, una peste o una carestia, noi ci presenteremo a te in questo tempio, poiché il tuo nome è in questo tempio, e grideremo a te dalla nostra sciagura e tu ci ascolterai e ci aiuterai. Ora, ecco gli Ammoniti, i Moabiti e quelli delle montagne di Seir, nelle cui terre non hai permesso agli Israeliti di entrare, quando venivano dal paese d'Egitto, e perciò si sono tenuti lontani da quelli e non li hanno distrutti, ecco, ora ci ricompensano venendoci a scacciare dalla eredità che tu hai acquistata per noi. Dio nostro, non ci vorrai rendere giustizia nei loro riguardi, poiché noi non abbiamo la forza di opporci a una moltitudine così grande piombataci addosso? Non sappiamo che cosa fare; perciò i nostri occhi sono rivolti a te. ([[Giosafat]]: II, 20, 6 – 12; 1974)
*Allora lo spirito del Signore, in mezzo all'assemblea, fu su Iacazièl [...]. Egli disse: "Porgete l'orecchio, voi tutti di Giuda, abitanti di Gerusalemme e tu, re Giòsafat. Vi dice il Signore: Non temete e non spaventatevi davanti a questa moltitudine immensa perché la guerra non è diretta contro di voi, ma contro Dio. Domani, scendete contro di loro; ecco, saliranno per la salita di Ziz. Voi li sorprenderete al termine della valle di fronte al deserto di Ieruel. Non toccherà a voi combattere in tale momento; fermatevi bene ordinati e vedrete la salvezza che il Signore opererà per voi, o Giuda e Gerusalemme. Non temete e non abbattetevi. Domani, uscite loro incontro; il Signore sarà con voi". (II, 20, 14 – 17; 1974)
*Il quarto giorno si radunarono nella valle di [[Beracà]]; poiché là benedissero il Signore, chiamarono quel luogo valle della Benedizione, nome ancora in uso. Quindi tutto Giuda e tutti quelli di Gerusalemme, con Giòsafat alla testa, partirono per tornare in Gerusalemme, pieni di gioia perché il Signore li aveva riempiti di letizia a spese dei loro nemici. (II, 20, 26 – 27; 1974)
*Egli {{NDR|[[Amasia (re)|Amasia]]}} fece ciò che è retto agli occhi del Signore, ma non con cuore perfetto. (II, 24, 2; 1974)
*{{NDR|[[Ioas (re di Giuda)|Ioas]]}} Radunò i sacerdoti e i [[leviti]] e disse loro: "Andate nelle città di Giuda e raccogliete ogni anno da tutti gli Israeliti denaro per restaurare il tempio del vostro Dio. Cercate di sollecitare il lavoro". Ma i leviti non mostrarono nessuna fretta. Allora il re convocò [[Ioiadà]] loro capo e gli disse: "Perché non hai richiesto dai leviti che portassero da Giuda e da Gerusalemme la tassa prescritta da Mosè servo del Signore e fissata dall'assemblea di Israele per la tenda della testimonianza? L'empia [[Atalia di Giuda|Atalia]], infatti, e i suoi adepti hanno dilapidato il tempio di Dio; perfino tutte le cose consacrate del tempio hanno adoperato per i [[Baal]]". (II, 24, 5 – 7; 1974)
*Finché visse [[Ioiadà]], si offrirono sempre olocausti nel tempio. Ma Ioiadà, divenuto vecchio e sazio di anni, morì a centotrenta anni. Lo seppellirono nella città di Davide con i re, perché aveva agito bene in Israele per il servizio del Signore e per il suo tempio. (II, 24, 14 – 16; 1974)
*Dopo la morte di Ioiadà, i capi di Giuda andarono a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. Costoro trascurarono il tempio del Signore Dio dei loro padri, per venerare i pali sacri e gli idoli. Per questa loro colpa si scatenò l'ira di Dio su Giuda e su Gerusalemme. Il Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui. Essi comunicarono loro il proprio messaggio, ma non furono ascoltati. Allora lo spirito di Dio investì [[Zaccaria (figlio di Ioiadà)|Zaccaria]], figlio del sacerdote Ioiadà, che si alzò in mezzo al popolo e disse: "Dice Dio: perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch'egli vi abbandona". Ma congiurarono contro di lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio. Il re [[Ioas (re di Giuda)|Ioas]] non si ricordò del favore fattogli da Ioiadà padre di Zaccaria, ma ne uccise il figlio, che morendo disse: "Il Signore lo veda e ne chieda conto!". (II, 24, 17 – 22; 1974)
*[...] marciò contro [[Ioas (re di Giuda)|Ioas]] l'esercito degli [[Aramei]]. Essi vennero in Giuda e in Gerusalemme, sterminarono fra il popolo tutti i capi e inviarono l'intero bottino al re di Damasco. L'esercito degli Aramei era venuto con pochi uomini, ma il Signore mise nelle loro mani un grande esercito, perché essi avevano abbandonato il Signore Dio dei loro padri. Gli Aramei fecero giustizia di Ioas. Quando furono partiti, lasciandolo gravemente malato, i suoi ministri ordirono una congiura contro di lui per vendicare il figlio del sacerdote Ioiadà e lo uccisero nel suo letto. Così egli morì e lo seppellirono nella città di Davide, ma non nei sepolcri dei re. (II, 24, 23 – 25; 1974)
*Egli {{NDR|[[Ozia]]}} ricercò Dio finché visse Zaccaria, che l'aveva istruito nel timore di Dio, e finché egli ricercò il Signore, Dio lo fece prosperare. (II, 26, 5; 1974)
*Dio lo aiutò contro i Filistei, contro gli Arabi abitanti in Gur-Baal e contro i Meuniti. Gli Ammoniti pagavano un tributo a [[Ozia]], la cui fama giunse sino alla frontiera egiziana, perché egli era divenuto molto potente. Ozia costruì torri in Gerusalemme alla porta dell'Angolo e alla porta della Valle e sul Cantone e le fortificò. Costruì anche torri nella steppa e scavò molte cisterne perché possedeva numeroso bestiame nella pianura e nell'altipiano; aveva campagnoli e vignaioli sui monti e sulle colline, perché egli amava l'agricoltura. (II, 26, 7 – 10; 1974)
*La fama di Ozia giunse in regioni lontane; divenne potente perché fu molto assistito. Ma in seguito a tanta potenza si insuperbì il suo cuore fino a rovinarsi. Difatti si mostrò infedele al Signore suo Dio. Penetrò nel tempio per bruciare incenso sull'altare. Dietro a lui entrò il sacerdote [[Azaria II|Azaria]] con ottanta sacerdoti del Signore, uomini virtuosi. Questi si opposero al re Ozia, dicendogli: "Non tocca a te, Ozia, offrire l'incenso, ma ai sacerdoti figli di Aronne che sono stati consacrati per offrire l'incenso. Esci dal santuario, perché hai commesso un'infrazione alla legge. Non hai diritto alla gloria che viene dal Signore Dio". Ozia, che teneva in mano il braciere per offrire l'incenso, si adirò. Mentre sfogava la sua collera contro i sacerdoti, gli spuntò la lebbra sulla fronte davanti ai sacerdoti nel tempio presso l'altare dell'incenso. Azaria sommo sacerdote, e tutti i sacerdoti si voltarono verso di lui, che apparve con la lebbra sulla fronte. Lo fecero uscire in fretta di lì; anch'egli si precipitò per uscire, poiché il Signore l'aveva colpito. (II, 26, 15 – 20; 1974)
*Egli {{NDR|[[Iotam (re)|Iotam]]}} fece ciò che è retto agli occhi del Signore come agì Ozia suo padre, ma non entrò nel tempio e il popolo continuava a pervertirsi. Egli restaurò la porta Superiore del tempio; lavorò molto anche per le mura dell'Ofel. Ricostruì città sulle montagne di Giuda; costruì castelli e torri nelle zone boscose. Attaccò il re degli Ammoniti, vincendolo. Gli Ammoniti gli diedero in quell'anno – e anche nel secondo e terzo anno – cento talenti d'argento, diecimila kor di grano e altrettanti di orzo; questo gli consegnarono gli Ammoniti. Iotam divenne potente, perché aveva sempre camminato davanti al Signore suo Dio. (II, 27, 2 – 6; 1974)
*Anche [[Tiglatpileser III|Tiglat-Pilèzer]], re d'Assiria, venne contro di lui {{NDR|[[Acaz]]}} e lo oppresse anziché aiutarlo. Acaz spogliò il tempio, il palazzo del re e dei principi e consegnò tutto all'Assiria, ma non ne ricevette alcun aiuto. Anche quando si trovava alle strette, questo re Acaz continuava a essere infedele al Signore. Sacrificò agli dèi di Damasco, che lo avevano sconfitto, dicendo: "Poiché gli dèi dei re di Aram aiutano i loro fedeli, io sacrificherò loro ed essi mi aiuteranno". In realtà, essi provocarono la sua caduta e quella di tutto Israele. Acaz radunò gli arredi del tempio e li fece a pezzi; chiuse le porte del tempio, mentre eresse altari in tutti i crocicchi di Gerusalemme. In tutte le città di Giuda eresse alture per bruciare incenso ad altri dèi, provocando così lo sdegno del Signore Dio dei suoi padri. (II, 28, 20 – 25; 1974)
*[[Ezechia]] riuscì in ogni sua impresa. Ma quando i capi di Babilonia gli inviarono messaggeri per informarsi sul prodigio avvenuto nel paese, Dio l'abbandonò per metterlo alla prova e conoscerne completamente il cuore. (II, 32, 30 – 31; 1974)
*[[Manasse (re di Giuda)|Manàsse]] fece traviare Giuda e gli abitanti di Gerusalemme spingendoli ad agire peggio delle popolazioni che il Signore aveva sterminate di fronte agli Israeliti. Il Signore parlò a Manàsse e al suo popolo, ma non gli badarono. Allora il Signore mandò contro di loro i capi dell'esercito del re assiro; essi presero Manàsse con uncini, lo legarono con catene di bronzo e lo condussero in Babilonia. Ridotto in tale miseria, egli placò il volto del Signore suo Dio e si umiliò molto di fronte al Dio dei suoi padri. Egli lo pregò e Dio si lasciò commuovere, esaudì la sua supplica e lo fece tornare in Gerusalemme nel suo regno; così Manàsse riconobbe che solo il Signore è Dio. (II, 33, 9 – 13; 1974)
*Nell'anno ottavo del suo regno, {{NDR|[[Giosia]]}} era ancora un ragazzo, cominciò a ricercare il Dio di Davide suo padre. Nell'anno decimosecondo cominciò a purificare Giuda e Gerusalemme, eliminando le alture, i pali sacri e gli idoli scolpiti o fusi. (II, 34, 3; 1974)
*Nell'anno decimottavo del suo regno, dopo aver purificato il paese e il tempio, {{NDR|Giosia}} affidò a Safàn figlio di Asalia, a Maaseia governatore della città, e a Ioach figlio di Ioacaz, archivista, il restauro del tempio del Signore suo Dio. Costoro si presentarono al sommo sacerdote [[Chelkia]] e gli consegnarono il denaro depositato nel tempio [...]. Mentre si prelevava il denaro depositato nel tempio, il sacerdote Chelkia trovò il libro della legge del Signore, data per mezzo di Mosè. Chelkia prese la parola e disse allo scriba Safàn: "Ho trovato nel tempio il libro della legge". Chelkia diede il libro a Safàn. Safàn portò il libro dal re; egli inoltre riferì al re: "Quanto è stato ordinato, i tuoi servitori lo eseguiscono". (II, 34, 8 – 16; 1974)
*[...] fu disposto tutto il servizio del Signore per celebrare la [[Pesach|pasqua]] e per offrire gli olocausti sull'altare del Signore, secondo l'ordine del re [[Giosia]]. Gli Israeliti presenti celebrarono allora la pasqua e la festa degli azzimi per sette giorni. Dal tempo del profeta [[Samuele (profeta)|Samuele]] non era stata celebrata una pasqua simile in Israele; nessuno dei re di Israele aveva celebrato una pasqua come questa celebrata da Giosia, insieme con i sacerdoti, i leviti, tutti quelli di Giuda, i convenuti da Israele e gli abitanti di Gerusalemme. (II, 35, 16 – 18; 1974)
*Dopo tutto ciò, dopo che Giosia aveva riorganizzato il tempio, [[Necao II|Necao]] re d'Egitto andò a combattere in Carchemis sull'Eufràte. Giosia marciò contro di lui. Quegli mandò messaggeri a dirgli: "Che c'è fra me e te, o re di Giuda? Io non vengo contro di te, ma contro un'altra casa sono in guerra e Dio mi ha imposto di affrettarmi. Pertanto non opporti a Dio che è con me affinché egli non ti distrugga". Ma Giosia non si ritirò. Deciso ad affrontarlo, non ascoltò le parole di Necao, che venivano dalla bocca di Dio, e attaccò battaglia nella valle di [[Battaglia di Megiddo (609 a.C.)|Meghiddo]]. Gli arcieri tirarono sul re Giosia. Il re diede l'ordine ai suoi ufficiali: "Portatemi via, perché sono ferito gravemente". I suoi ufficiali lo tolsero dal suo carro, lo misero in un altro carro e lo riportarono in Gerusalemme, ove morì. Fu sepolto nei sepolcri dei suoi padri. Tutti quelli di Giuda e di Gerusalemme fecero lutto per Giosia. [[Geremia]] compose un lamento su Giosia; tutti i cantori e le cantanti lo ripetono ancora nei lamenti su Giosia; è diventata una tradizione in Israele. (II, 35, 20 – 25; 1974)
*Egli {{NDR|[[Ioiachin]]}} fece ciò che è male agli occhi del Signore. All'inizio del nuovo anno il re [[Nabucodonosor II|Nabucodònosor]] mandò a imprigionarlo per deportarlo in Babilonia con gli oggetti più preziosi del tempio. Egli nominò re su Giuda e Gerusalemme il fratello di suo padre Sedecìa. (II, 36, 9 – 10; 1974)
*Egli {{NDR|[[Sedecia]]}} fece ciò che è male agli occhi del Signore suo Dio. Non si umiliò davanti al profeta Geremia che gli parlava a nome del Signore. Si ribellò anche al re Nabucodònosor, che gli aveva fatto giurare fedeltà in nome di Dio. Egli si ostinò e decise fermamente in cuor suo di non far ritorno al Signore Dio di Israele. (II, 36, 12 – 13; 1974)
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
*''[https://www.bibbiaedu.it/CEI2008/at/1Cr/ La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 2008.
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sui}}
[[Categoria:Antico Testamento|Cronache]]
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Cloverfield
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Spinoziano
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/* Voci correlate */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titoloitaliano = Cloverfield
|immagine = Cflogoblack2.png
|genere = fantascienza/azione/horror/thriller
|regista = [[Matt Reeves]]
|sceneggiatore = [[Drew Goddard]]
|attori =
*[[Michael Stahl-David]]: Robert Hawkins
*[[T. J. Miller]]: Hudson "Hud" Platt
*[[Jessica Lucas]]: Lily Ford
*[[Odette Yustman]]: Elizabeth "Beth" McIntyre
*[[Lizzy Caplan]]: Marlena Diamond
*[[Mike Vogel]]: Jason "Hawk" Hawkins
*[[Margot Farley]]: Jenn
*[[Theo Rossi]]: Antonio
*[[Brian Klugman]]: Charlie
*[[Kelvin Yu]]: Clark
*[[Liza Lapira]]: Heather
*[[Lili Mirojnick]]: Lei
*[[Ben Feldman]]: Travis
*[[Tim Griffin]]: Ufficiale Zane
*[[Chris Mulkey]]: Tenente Colonnello Graff
|doppiatoriitaliani =
*[[Emiliano Coltorti]]: Robert Hawkins
*[[Stefano Crescentini]]: Hudson "Hud" Platt
*[[Domitilla D'Amico]]: Lily Ford
*[[Myriam Catania]]: Elizabeth "Beth" McIntyre
*[[Ilaria Latini]]: Marlene Diamond
*[[Marco Vivio]]: Jason "Hawk" Hawkins
}}
'''''Cloverfield''''', film statunitense del 2008, regia di [[Matt Reeves]].
==Frasi==
*{{NDR|Frase ricorrente}} Io documento.
*In conclusione le possibilità sono... moriamo qui, moriamo nelle gallerie o... moriamo per strada, giusto? ('''Hudson Platt''')
*Se è l'ultima cosa che vedrete, significa che sarò morto. ('''Hudson Platt''')
*Mi chiamo Robert Hawkins. Sono le 6 e 22 di mattina di sabato 23 maggio. Approssimativamente 7 ore fa qualcosa ha attaccato la città. Non so che cosa sia. Se troverete la videocamera quando mi guarderete probabilmente ne saprete più di me. Qualunque cosa sia, ha ucciso mio fratello Jason Hawkins e il mio migliore amico Hudson Platt e Marlena Diamond e molti, molti altri. Ci siamo schiantati a Central Park e ora siamo qui sotto un ponte. I militari stanno bombardando la creatura e noi siamo proprio nel mezzo. ('''Robert Hawkins''')
==Dialoghi==
*'''Jason Hawkins''': Devi cogliere l'attimo, lo capisci? È solo questo che... impara a dire "al diavolo il mondo", a tenerti strette le persone più importanti!<br>{{NDR|Si sente una scossa di terremoto e si spengono le luci}}<br>'''Jason Hawkins''': Che è stato?<br>'''Hudson Platt''': Oh, mio Dio, ma che diavolo è stato?!
*'''Robert Hawkins''': Stai ancora filmando?<br>'''Hudson Platt''': Sì, la gente vorrà sapere. Sai, com'è successo.<br>'''Robert Hawkins''': Glielo racconterai tu com'è successo, Hud.<br>'''Hudson Platt''': Ah, non funzionerebbe! Devono vederlo, capisci? Sarà un documento importante. Dovranno vederlo tutti.
==[[Explicit]]==
{{Explicit film}}
{{NDR|Da un filmato precedente alla vicenda}}<br>'''Robert Hawkins''': È quasi finito il nastro: restano tre secondi. Che cosa vuoi dire? Forza, dì una cosa alla videocamera!<br>'''Elizabeth "Beth" MacIntyre''': È stata una gran giornata.<br>{{NDR|La telecamera si spegne}}
==Voci correlate==
*''[[10 Cloverfield Lane]]'' (2016)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
[[Categoria:Film in stile falso documentario]]
[[Categoria:Film thriller d'azione]]
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Cocomero
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{{voce tematica}}
[[File:Watermelons.jpg|thumb|Cocomeri]]
Citazioni sul '''cocomero''' o '''anguria'''.
*Anche le angurie, sempre di stagione, sono molto popolari nella nostra famiglia, soprattutto da quando i miei figli videro un camion a Berkeley con la scritta: ''Anguria, il frutto magico: lo mangi, lo bevi e ti ci lavi la faccia''. Potete immaginare che avrei preferito non vedessero mai quel cartello. ([[Jeffrey Moussaieff Masson]])
*{{NDR|[[Haiku]]}} ''Dell'estate, rosso e fresco | scoppio di risa, | fetta | di cocomero!'' ([[José Juan Tablada]])
*''Eia tunnö e nûn eia palla | eia verde e nûn eia erva | eia russö e nûn eia fuocö | eia acqua e nûn sï vevë.'' ([[Indovinelli calitrani|indovinello calitrano]])
*Fetta di cocomero: luna di sangue. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*I cortigiani hanno solate le scarpe di buccie di cocomero. ([[Proverbi toscani|proverbio toscano]])
*Il vero cocomero meridionale è un dono del Signore, e non va confuso con le cose comuni della terra. È eccelso fra i piaceri di questo mondo, re, per grazia di Dio, di tutti i frutti della terra. Quando lo si assaggia, si sa qual è il cibo degli angeli. Quello di Eva non era un cocomero meridionale: lo sappiamo, perché lei si pentì. ([[Mark Twain]])
*L'anguria è un salvadanaio di tramonti. ([[Ramón Gómez de la Serna]])
*– Lily vi dice: non fate che i semi vi impediscano di gustare il cocomero.<br>– Quando c'è, il cocomero.<br>– Non dite così, signora Mason. Voi avete un bel cocomero, ma però tutti quei semi vi si mettono di traverso. E allora Lily vi dice: sputateli! Sputateli prima che vi sciupino il gusto. (''[[Ritorna l'amore]]'')
*– Potremmo riavere la nostra anguria? Il giovanotto è affammato, e... <br />– Niente affatto! Queste sono le nostre scorte per l'era glaciale! Il clima sub-artico ci terrà sotto terra per un milione di miliardi di anni! <br />– E avete solo tre angurie? (''[[L'era glaciale]]'')
*– Tu che sei sempre preoccupata per i pasticci che ci sono nel mondo, hai sentito parlare di Adamo e Eva?<br />– Sì, certo, perché?<br />– Perché sembra che sia cominciato tutto da lì, e per una mela, pensa un po'! Per una misera mela, guarda come sono andate a finire le cose! Ti figuri se gli veniva in mente di mangiarsi un'anguria? '''Mamma mia!''' ([[Quino]])
*Un'anguria può esprimere quello che le parole non dicono. In questo caldo, poi, un'anguria è il più grande gesto d'amore. Regalare angurie è il modo più sincero ed economico per dire quello che abbiamo in fondo al cuore, per comunicare alla persona amata quello che altrimenti non oseremmo mai. Il codice delle angurie è diretto, immediato e preciso. Una piccola anguria gialla significa: tra noi due c'è solo amicizia. Una grande anguria rossa in dono testimonia il più rovente di tutti gli amori. Una piccola anguria rossa indica un amore timido, che attende di esplodere. (''[[Il gusto dell'anguria]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Frutta]]
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Elio Germano
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/* Filmografia */
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[[File:Elio Germano.jpg|thumb|Elio Germano nel 2008]]
'''Elio Germano''' (1980 – vivente), attore e regista teatrale italiano.
==Citazioni di Elio Germano==
*De Niro, Al Pacino? Se dovessi prendere uno dei grandi cui ispirarmi direi [[Tomas Milian]], per come è passato dal Monnezza a Antonioni e anche per le distanze che ha saputo prendere dal mondo delle copertine e dei giornali scandalistici. I più grandi sono quelli che non somigliano mai al loro personaggio precedente, come [[Daniel Day-Lewis]]. Citerei anche un altro grande di cui si parla pochissimo: [[Enrico Maria Salerno]].<ref>Citato in Laura Laurenzi, ''Macché De Niro o Pacino: il mio vero maestro è Milian-Monnezza'', ''Il Venerdì di Repubblica'', 10 agosto 2007.</ref>
*[...] l'Italia è malata di leaderismo: siamo alla costante ricerca di un eroe a cui credere ciecamente. Se qualcuno ci piace, appoggiamo ogni sua posizione in maniera acritica. Rinunciamo a pensare. Basta stare su un palco e qualsiasi cosa detta passa per vera.<ref name=Verdelli>Dall'intervista di Nina Verdelli, ''[https://www.vanityfair.it/show/cinema/2019/05/24/elio-germano-film-vita-privata-spettacolo Elio Germano, l'uomo del mistero: «La mia battaglia»]'', ''Vanity Fair.it'', 24 maggio 2019.</ref>
*Con lui {{NDR|[[Daniele Luchetti]]}} c'è sempre questo mettersi in gioco, il voler trovare linguaggi nuovi, ribaltare luoghi comuni e giocare con gli stereotipi. I suoi personaggi non riescono a essere schiacciati in una direzione: credo che in una parola possiamo definirla umanità, che al cinema non fa mai comodo, perché alle sue strutture narrative sono necessarie le divisioni manichee tra buoni e cattivi. La complessità di ciò che siamo noi è una sfida difficilissima da rendere sul grande schermo e Daniele lo fa, riuscendo a consegnarci uomini ambigui, difficili da inquadrare, pieni di contraddizioni, che possono essere simpaticissimi o insopportabili. Anche contemporaneamente.<ref name=Sollazzo>Dall'intervista di Boris Sollazzo, ''[https://www.rollingstone.it/cinema/interviste-cinema/elio-germano-rivendico-la-mia-incoerenza/408055/#Part1 Elio Germano, l'intervista: «Rivendico la mia incoerenza»]'', ''RollingStone.it'', 11 aprile 2018.</ref>
*Io di [[Marco Giallini]] sono amico e un fan sfegatato da spettatore. Ci conosciamo da 3,87, il corto d'esordio di [[Valerio Mastandrea]], era una vita fa. Conoscendoci abbiamo subito eliminato ogni convenevole, sapevo che ci saremmo trovati bene e quindi c'è stato solo il piacere di lavorare insieme, dell'andare sempre oltre a ogni ciak, di farci sorprendere l'uno dall'altro, anche grazie alla totale libertà di spazi, tempi, contenuti che ti lascia un regista come Daniele Luchetti. A volte dovevo impormi di non ascoltarlo, altrimenti finivo per ridere o avere reazioni che avrebbero rovinato la scena.<ref name=Sollazzo />
*La politica mi interessa, ma non basta mettere una croce vicino a una faccina. La vera politica si fa prendendo posizione: sul proprio posto di lavoro, nella propria città, interessandosi al bene comune.<ref name=Verdelli />
*Sono sempre stato incapace di essere coerente in questo lavoro, ho sempre sentito l'esigenza di cambiare visione, pelle, compagni di lavoro.<ref name=Sollazzo />
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col|strette}}
*''[[Concorrenza sleale]]'' (2001)
*''[[Ora o mai più]]'' (2003)
*''[[Melissa P. (film)|Melissa P.]]'' (2005)
*''[[Romanzo criminale (film)|Romanzo criminale]]'' (2005)
*''[[Quo vadis, baby?]]'' (2005)
*''[[Mio fratello è figlio unico]]'' (2007)
*''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009)
*''[[Diaz - Don't Clean Up This Blood]]'' (2012)
*''[[Magnifica presenza]]'' (2012)
*''[[Suburra (film)|Suburra]]'' (2015)
*''[[Il sogno di Francesco]]'' (2016)
*''[[La tenerezza]]'' (2017)
*''[[Io sono Tempesta]]'' (2018)
*''[[Favolacce]]'' (2020)
*''[[L'incredibile storia dell'Isola delle Rose]]'' (2020)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Germano, Elio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
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Mercenario
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Hajducy from Bartosz Paprocki Hetman (1578).png|miniatura|upright=1.2|Mercenari polacchi del XVI secolo]]
Citazioni sui '''mercenari'''.
*Gli unici che hanno bisogno di una ragione per combattere sono i mercenari, che si fanno pagare per andare in guerra. (''[[Metal Gear Solid: Portable Ops]]'')
*I mercenari come noi sono chiamati Cani da Guerra. È vero, siamo tutti in vendita per un prezzo o per un altro. (''[[Metal Gear Solid]]'')
*Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. ([[Gesù]])
*''Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra | e i suoi giorni non sono come quelli d'un mercenario? | Come lo schiavo sospira l'ombra | e come il mercenario aspetta il suo salario, | così a me son toccati mesi d'illusione | e notti di dolore mi sono state assegnate.'' (''[[Libro di Giobbe]]'')
*Un mercenario non vince e non perde, gli unici vincitori in guerra sono le persone. (''[[Metal Gear Solid]]'')
*Ungheri, Saraceni, Normanni non furono i soli venturieri, che militassero per mercede in Italia prima dell'instaurazione de' Comuni. La piaga de' mercenarii era realmente ingenita a qualsiasi [[Feudalesimo|reggimento feudale]]. Infatti, quando i vassalli ribellavansi in massa, quali altre forze se non se le stipendiarie, poteva il principe adoperare a soggettarli? Ed essendo il servigio feudale limitato per tempi e luoghi, quali altre armi, oltre quelle, potean vegliare nella stagione di pace alla persona di lui, alla esecuzione degli ordini più delicati, alla guardia de' luoghi più cari, infine all'adempimento d'imprese non contemplate ne' patti d'infeudazione? Né da questa necessità furono esenti i principi di stirpe normanna: ma allorché le grandi venture e gli splendidi guadagni della conquista furono cessati, e i discendenti di [[Roberto il Guiscardo|Guiscardo]] e di [[Ruggero I di Sicilia|Ruggiero]] presero a regnare sopra sudditi, lasciando il primeggiare tra compagni, apparvero nel regno le armi mercenarie; e qual re cominciò a ricettare a soldo venturieri nostrali e francesi, quale a mantener di continuo co' denari suoi proprii le squadre armate di questo o quel barone. Gli effetti di siffatto consiglio furono quali quest'istoria nostra per lunga serie di esempi mostrerà: abbiezione da una parte, insolenza dall'altra: or gli stipendiarii unirsi a' sudditi per imprigionare il re; ora innalzare con sovversione dello Stato uomo indegnissimo a massimo potere: ora star devoti all'obbedienza d'un eunuco, e quest'eunuco aver la somma delle cose; ora far massa con altri venturieri accorsi di Spagna al rumor de' tumulti. ([[Ercole Ricotti]])
==Voci correlate==
*[[Guerra]]
*[[Soldato]]
==Altri progetti==
{{Interprogetto||w_preposizione=riguardante il|commons_preposizione=sul|wikt}}
[[Categoria:Professioni militari e paramilitari]]
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Preghiere dai film
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{{Raccolta}}
[[File:Benvenuto reverendo! (1950) Aldo Fabrizi.jpg|miniatura|upright=1.3|[[Aldo Fabrizi]] nella preghiera del film ''[[Benvenuto reverendo!]]'' (1950)]]
Raccolta di '''preghiere''' tratte '''dai film'''.
==Preghiere dai film==
*Adesso che vado a dormire, io prego il Signore di proteggere la mia anima, se dovessi morire prima di svegliarmi, prego il Signore di prendere la mia anima. Amen. (''[[The Untouchables - Gli intoccabili]]'')
*Beato Padre celeste, ti rendo grazie per un altro giorno di vita, per l'aria che respiro, per la pace che mi dai, per esser sempre il mio alleato, la mia guida e il mio scudo protettivo. Ti prego, dammi la salvezza. (''[[Sorella Morte]]'')
*– Benedetta sia la tua purezza e eternamente lo sia.<br>– Poiché Dio stesso si diletta della tua graziosa bellezza.<br>– A te, principessa celeste, [[Maria|Santa Vergine Maria]].<br>– Ti offro in questo giorno, anima, vita e cuore. Guardami con compassione e non lasciarmi, madre mia. (''[[Sorella Morte]]'')
*Benedetto sia il far del mattino, [[Gesù]], a cui prego e mi inchino. Benedetta sia la Vergine pura, che saluto con fede sicura. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]'')
*Benedici noi, o Signore, e questi tuoi doni che stiamo per ricevere dalla tua bontà. Benedici anche tutti coloro che non possono condividere questo pasto con noi. E mentre mangiamo e beviamo, aiutaci a ricordarci: ricordarci di quelli che hanno fame, quelli che hanno sete, di chi è malato, di chi si trova solo, e delle sorelle che hanno preparato questo cibo per noi. Per Cristo nostro Signore, amen. (''[[Conclave (film)|Conclave]]'')
*Benedici noi, o Signore, e questi tuoi doni che stiamo per ricevere, per la tua misericordia. (''[[Cinderella Man - Una ragione per lottare]]'')
*Benedici, o Signore, questa casa e la mia famiglia, benedici il cibo su questa tavola e fa' che i giorni futuri siano sempre felici. Amen. (''[[L'amore arriva dolcemente]]'')
*Benedici questi preziosi doni per noi miseri peccatori. O Signore, rendici degni di questi e delle tue molteplici grazie. Allontana i nostri cuori dal peccato e dalle cose terrene, e fa' che si rivolgano verso te. Amen. (''[[Il club dei 39]]'')
*Benedici Signore il mio sonno, inteso a ristorare le mie forze per servirti meglio. [...] Santa Vergine madre di Dio, unica e sola speranza mia, Angelo custode, miei santi protettori, pregate per me e proteggetemi in questa notte, per tutta la vita e specialmente nell'ora della morte. Amen. (''[[L'anima e la carne]]'')
*Buon Dio, benedici la nostra casa, grazie per questo cibo e grazie di tutto. Amen. (''[[La protesta del silenzio]]'')
*Buon Dio, guidaci e proteggici. Siamo troppo giovani per regnare. (''[[Marie Antoinette]]'')
*Che Dio suggelli l'unità del nostro Paese come questa ferrovia suggella l'unione dei due grandi oceani della Terra. (''[[La via dei giganti]]'')
*Conservami nella luce di Dio, proteggimi dal pericolo, salvami con la tua volontà, ascolta la mia preghiera e tienimi al sicuro. (''[[X-Men - Apocalisse]]'')
*Crom! Non ti ho mai pregato prima d'ora, non saprei come farlo. Nessuno, neanche tu ricorderai se eravamo uomini buoni o cattivi, perché abbiamo combattuto, o perché siamo morti. No, ciò che conta è solo che due si son battuti contro molti, ecco cos'è importante! Tu ammiri il coraggio, Crom, quindi accogli la mia unica richiesta: fa' sì che mi vendichi! E se tu non m'ascolti, allora va' alla malora! (''[[Conan il barbaro (film)|Conan il barbaro]]'')
*Cuore compassionevole di Gesù, accetta ogni mia lacrima come una supplica per tutti quelli che soffrono. Dammi, te ne supplico, il pane del distacco dalle creature, il pane della pazienza per sopportare le pene, il pane del nostro amato Signore. Così sia. (''[[La passione di Bernadette]]'')
*Dio e Padre di Nostro Signore Gesù Cristo, io invoco il tuo sacro nome supplicandoti umilmente affinché tu ci conceda il tuo aiuto contro questo spirito malvagio che ora sta tormentando queste tue creature per Nostro Signore Gesù Cristo. Guarda questi tuoi sudditi avvolti in questa spira. Dove sei? Gesù? Dove sei? (''[[Il signore del male]]'')
*Dio, fammi sapere, prova il mio amore, perché niente potrà distruggerlo mai, niente. (''[[Il giardino di Allah]]'')
[[File:La fortuna viene dal cielo 19.png|miniatura|upright=1.3|[[Anna Magnani]] nella preghiera del film ''[[La fortuna viene dal cielo]]'' (1942)]]
*Dio mio, perdonami. Anche se non vado a messa tutte le domeniche, aiutami lo stesso, fa' qualcosa anche per me. (''[[La fortuna viene dal cielo]]'')
*Dio onnipotente, dammi il coraggio: è così pesante il mio compito, non bastano le forze di cui dispongo per sanare i torti fatti ai poveri. Ho bisogno di aiuto, Signore, per tornare a vivere. (''[[Resurrezione (film 1934)|Resurrezione]]'')
*Dio, Padre in cielo, guidami lungo questo cammino, proteggi la mia famiglia e placa i loro cuori. Quando entrerò nel tuo [[Tempio di Gerusalemme|Tempio]], ti prego accogli le mie domande e fa' sì che io riceva delle risposte. Sia fatta la tua volontà. Amen. (''[[The Young Messiah]]'')
*Dio, perdonami di cercare la vendetta, ma la mia via è segnata. Alle tue mani affido la mia vita. Fa' di me ciò che vuoi. (''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'')
*Dio, ti prego, se esisti, accarezza i miei sogni, non mi lasciare solo nella notte buia. (''[[Biagio (film)|Biagio]]'')
*Dio, ti prego, ti scongiuro, dammi ancora un po' di forza, non voglio più fuggire di fronte alle cose. (''[[La forma della voce - A Silent Voice]]'')
*E a tutti i santi verso i quali ho peccato con il pensiero, con le parole e le azioni, mia colpa, mia colpa, mia massima colpa. Supplico la Santa Vergine Maria Immacolata, san Michele arcangelo, san Giovanni Battista, e i Santi Apostoli Pietro e Paolo di intercedere [...] E misericordioso nostro Dio, ci concedi il perdono, l'assoluzione e la remissione dei peccati. Amen. (''[[Via col vento]]'')
*''È finita un'altra giornata | che tu Signore ci hai regalata, | veglia stanotte su di me | e insegnami ad avere fede in te, | bambini poveri e malati | fa' che non siano abbandonati | e ti prego mio buon Gesù | la mia famiglia proteggi tu. | Amen.'' (''[[Il bambino con il pigiama a righe]]'')
*Ecco, là io vedo mio padre. Ecco, là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli. Ecco, là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro, nella sala del Valhalla, dove l'impavido può vivere per sempre. (''[[Il 13º guerriero]]'')
*Fa' che non cada in tentazione, dammi forza, aiutami, o Signore, abbi pietà, cambia l'odio in amore, muta le tenebre in luce, dammi la fede, salvami, salvami dal demonio che mi tenta. (''[[Il grande peccatore]]'')
*Fa' o mio Signore che ti conosca e ti faccia conoscere, che ti ami e ti faccia amare, che ti serva e ti faccia servire, che ti lodi e ti faccia lodare da tutte le creature. Amen. (''[[Claret (film)|Claret]]'')
*Fa' o Signore che ardiamo di carità e diffondiamo un fuoco d'amore ovunque noi passiamo. (''[[Claret (film)|Claret]]'')
*Gesù, sia benedetto mille volte il momento in cui tu sei venuto su questa terra. Tu che hai sofferto per noi, tu che sei stato martoriato nelle carni e umiliato, tu solo puoi capirmi. Tu che sei supremamente buono, perdonami. Ti supplico, dammi la forza di continuare a vivere. (''[[Storia di una monaca di clausura]]'')
*Gesù, so che sai quello che sto per chiederti, ma te lo voglio chiedere comunque. Mio fratello ha bisogno del suo amico! E lo so che non puoi farlo liberare perché non interferisci in certe cose. Io non conosco le regole. Ma se tu mi aiutassi con un sogno o due e mi facessi vedere qualcosa che aiuti la polizia, o me, o chiunque altro a trovarlo, io ti seguirò per sempre. (''[[Black Phone]]'')
*Gesù! Togli l'amarezza dal mio cuore. Ti prego, aiutami a vedere la tua divina volontà in ogni cosa. Aiutami. Ti prego. (''[[Le campane di Santa Maria]]'')
*Giacché ti sei degnata di essere la [[Maria|Signora]] dei miei pensieri, offri a tuo [[Gesù|Figlio]] la mia preghiera. Prendi e accetta tutta la mia libertà, la mia mente, i miei propositi e la mia volontà. Tutto quello che io possiedo, me lo hai dato tu, Signora, a te e al tuo divin Figliuolo ora lo rendo. Datemi il vostro amore e la vostra grazia, e così sia. (''[[Il cavaliere della croce]]'')
*Grazie Maria Vergine per avermi ascoltata, per questa nuova opportunità. So di essere pronta. Ho bisogno del tuo aiuto. Ti prego, dammi il coraggio e la forza che mi servono. (''[[La jefa]]'')
*Grazie per il cibo che mangiamo, grazie per l'acqua che beviamo, grazie per la tua bontà infinita, grazie per tutti i beni della vita. (''[[Quella nostra estate]]'')
*Grazie Signore per avermi dato questo cibo e la mia vita. So che oggi sarà una giornata magnifica. Amen. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]'')
*In nomine patrem, spiritus morbosus, dios madre nepotes, omnia Gallia est divisa in tres partes, corpus dilecti duros, qui pro quo, veni vidi vici, ipso facto, habemus papam, resistentia te salutant, cammina de pari passu dietro amme, noli te tangere, noli te dicere, nonmiterompere, e daje e vaje e faje e su e giù e su e ancora giù più su, et tempus fugit et toto cessat, caveat emp... ah... emptor, coitus interruptus, urges sangui, sangui sug, prom... promulien... che cazzus dicus. Amen. (''[[Top Secret!]]'')
*– Io devo tutto a George Bailey. Aiutalo tu, Signore.<br>– Gesù, Giuseppe e Maria, salvate il mio amico Bailey.<br>– Aiuta mio figlio, Signore, stanotte. (''[[La vita è meravigliosa]]'')
*''Io ti vedo, Fratello e ti ringrazio. | Il tuo spirito va con Eywa. | Il tuo corpo rimane qui, per diventare parte del Popolo.'' (''[[Avatar (film 2009)|Avatar]]'') {{NDR|quando uccide il suo primo animale, recitando la preghiera per tale occasione}}
*Madonna mia bella, Madonna mia, voi sapete che appetito c'ho. Me servirebbero quelle cento lire. Non sarebbe un furto, sarebbe un prestito. Poi ve giuro che appena il parroco me dà lavoro, ce le rimetto. Però, me dovreste da' un segno che lo posso fa'. Ecco, io conto fino a dieci: se durante il tempo che conto non entra nessuno, vuol di' che me lo permettete. (''[[Benvenuto reverendo!]]'') {{NDR|prima di rubare dalla cassetta delle offerte}}
*Mai permettere che l'orgoglio ti impedisca di inginocchiarti di fronte a Dio. Com'è possibile che un Paese vada in pezzi così? In che cos'ho sbagliato? L'ho aperto alla Cina, l'ho portato alla pace con la Russia, ho posto fine alla guerra, ho fatto ciò che ritenevo giusto. Dio, perché? Perché mi odiano tanto? Non lo capisco, non riesco a capirli, è una cosa senza ragione... Oh, mamma, scusa! Non ce la faccio più, scusa! Dio, ti chiedo perdono. Ho fatto tutto quello che potevo, tutto! Non hanno fatto altro che odiarmi, odiarmi... perché?! (''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'')
*[[Matteo apostolo ed evangelista|Matteo]], [[Marco evangelista|Marco]], [[Luca evangelista|Luca]] e [[Giovanni apostolo ed evangelista|Giovanni]], portate via tutti gli affanni. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]'')
*Mio Dio, allontana da noi la guerra. Tu conosci il nostro animo: noi non vogliamo altra cosa che la pace. La pace con te, con la nostra coscienza, col nostro prossimo. (''[[11 settembre 1683]]'')
*– Mio Dio, dacci una mano per favore, non ti chiedo altro.<br />– Qui dovrebbe sentirci, siamo più vicini. (''[[Armageddon - Giudizio finale]]'') {{NDR|su un asteroide}}
*Mio Dio, dammi ciò che ti rimane, dammi ciò che non ti chiedono mai. Non ti chiedo né il riposo né la tranquillità, né quella dell'anima né quella del corpo. Queste cose, mio Dio, te le chiedono tanto che non ne avrai più. Dammi, mio Dio, ciò che ti resta, dammi quello che gli altri rifiutano, quello che gli altri non vogliono. Ma dammi anche coraggio e forza, poiché sei l'unico a dare ciò che non si può avere che da se stessi. (''[[Léon Morin, prete]]'')
*Mostrami la via che devo seguire, poiché sono smarrita. Concedimi la pace e perdona i miei errori. (''[[La campana del convento]]'')
*Noi crediamo in te, o Dio che ami gli uomini, e ti presentiamo la nostra debolezza, pregandoti di esser tu la nostra forza. Perdonaci i peccati passati, rimettici le colpe di un tempo, fa' di noi degli uomini nuovi. (''[[Santa Barbara (film)|Santa Barbara]]'')
*Noi saremo come pastori per te, o mio Signore; tu ci hai investito della tua potenza, siamo pronti ad eseguire ciò che tu comandi, faremo scorrere fiumi di sangue riportando a te schiere di anime perse. In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. (''[[The Boondock Saints - Giustizia finale]]'')
*Noi ti ringraziamo, o Signore, di avere chiamato a te e accolto nel tuo seno quest'uomo, togliendolo dai disastri del mondo. Salvaci, o Signore: salvaci dalla plastica, salvaci dalle scorie radioattive, salvaci dalla politica di potere, salvaci dalle multinazionali, salvaci dalla ragione di Stato, salvaci dalle parate, dalle uniformi e dalle marce militari, salvaci dal disprezzo per il più debole, salvaci dal mito dell'efficienza e della produttività, salvaci dai falsi moralismi, salvaci dalle menzogne della propaganda. Rispettate la natura, amate la vita, congiungetevi carnalmente nel rispetto del prossimo: fornicare non è peccato, se fatto con amore. Amen. (''[[L'ingorgo (film)|L'ingorgo]]'')
*Noi umilmente imploriamo la tua guida divina, o Signore. Liberaci dal terrore che si è impadronito di noi, dal male che si avvicina sempre di più, dal nemico implacabile che presto verrà a bussare alla porta di questa tua stessa divina casa. O Signore, ti supplichiamo: concedici il miracolo del tuo divino intervento! (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'')
*Nostro Padre celeste, ti ringraziamo perché continui a guidarci in questa terra ostile. Ti ringrazio per il conforto che hai dato a chi era in bisogno della tua grazia. Noi ti chiediamo di spingerci alla bontà, alla gentilezza e all'amore verso il nostro prossimo. E ogni giorno ci insegni a vivere a cuore aperto e a dividere col nostro simile i tuoi doni, la tua infinita grazia, a seconda delle sue necessità. Amen. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'')
*O Dio, allontana le ombre dal mio cuore, fa' che io sia degno della tua chiamata, fa' che io sia degno di te, rendimi degno della tua luce. (''[[San Giovanni - L'apocalisse]]'')
*O Dio, donami la serenità di accettare di essere un ragazzo vestito da donna, il coraggio di cambiare con le mode, la saggezza di vedere la differenza. (''[[A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar]]'')
*O Dio, se non posso morire, mostrami come vivere, ti prego. Ascoltami, ti prego. (''[[Joni (film)|Joni]]'')
*O Dio, ti prego, non farla morire. Farò qualunque cosa, se non la farai morire. Hai preso il bambino, va bene, ma non farla morire. Ti prego, ti prego, mio Dio, non farla morire. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]'')
*O ignoto spirito traboccante di odio e di furore, io umilmente mi chino al tuo cospetto. Innalzeremo un tumulo e officeremo riti funebri qui dove sei caduto. La pace sia con te, non portarci odio. (''[[Princess Mononoke]]'')
*O Isis, aiutami tu! Ascolta la preghiera della tua vestale! Ascolta, ti prego, la mia supplica! Insegnami gli antichi comandi, i sacri incanti che ho dimenticato! Mi rivolgo a te come una volta! (''[[La mummia (film 1932)|La mummia]]'')
*O Padre nostro che sei nei Cieli, sia benedetto il tuo nome per avermi condotto qui. E per favore, non permettere a nessuno di portami via. Per piacere, fa' che io abbia di nuovo una casa, come quando vivevo con la mamma. E fa' che ce l'abbiano tutti i bambini. Perdonami, Dio, se parlo quasi dormendo, ma ho camminato per tanto tanto tempo e sono stanco. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]'')
*O Santo Dio! Concedici un gesto di ira dei vecchi tempi e colpisci a morte quel piccolo bastardo {{NDR|il cane dei vicini che abbaia sempre}} così magari ricomincio a darti ascolto! (''[[La famiglia omicidi]]'')
*O Signore, aiuta Franz Kemmerich, che ha solo diciannove anni. Lui non vuole morire. Ti prego, non farlo morire. (''[[All'ovest niente di nuovo]]'')
*O Signore, aiutami a sconfiggere lo sconosciuto che mi affianca, che mi toglie ogni forza. Signore, mi hai mostrato il fine, ora mostrami ciò che temo, cosicché non lo temerò più! (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]'')
*O Signore che sei alto nei cieli, tu che hai ridato pane e lavoro alla nostra ditta che versava sull'orlo del fallimento, ti prego di perdonare questo peccatore che si fa prestare le mani delle donne per costruire un idrocaccia. (''[[Porco Rosso]]'')
*O Signore, perdonami se ho dubitato. Aiutami. Aiuta questa gente e tutta la valle. Ascolta la mia preghiera. Non abbandonarmi, ti prego. (''[[L'esorcista - La genesi]]'')
*O Signore, se è tua volontà che il mio popolo sia sfinito da questo lungo cammino, aiutami a nascondere la mia fatica. Dacci la forza nei giorni a venire di superare la miseria della nostra carne e l'arsura che ci secca la gola. E aiutaci a vincere la paura che attanaglia i nostri cuori. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'')
*"O Signore, ti preghiamo non perché non accadano i naufragi, ma finché, se accadono, tu voglia guidarli verso le coste delle Cornovaglia, per il beneficio di noi poveri abitanti". Così dice una loro vecchia preghiera dei primi del diciannovesimo secolo. (''[[La taverna della Giamaica]]'')
*O Signore, ti ringraziamo per averci salvato. Affidiamo l'anima dei nostri morti alla tua misericordia, preghiamo per la pronta guarigione dei nostri feriti. Ed ora c'è un'altra faccenda. O Signore, senza consultarci con te, ti abbiamo inviato alcune anime la cui condotta peccaminosa passa ogni concezione! Ti chiediamo umilmente di riceverle, anche se non le volessi. Amen. (''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'')
*O Signore, tu che sei padrone della mia anima, ti prego salvami dalla tentazione. [...] Voglio appartenere soltanto a te. (''[[Storia di una capinera]]'')
*Oggi, o Signore, è venuta a me motivo di lieve perplessità. Liberaci, ti preghiamo, dall'avidità di certe abbondanze, e liberaci dalla vanità e dal falso orgoglio. Sia fatto comunque il tuo volere. Proteggici nella notte che viene. Amen. (''[[Il castello di Dragonwyck]]'')
*Padre celeste, creatore di ogni cosa e autore di qualsivoglia armonia nel creato, ridona armonia alla nostra vita. (''[[La legge del Signore]]'')
*Padre celeste, tu hai detto ad Adamo nell'Eden dopo quella faccenda con il serpente che l'uomo avrebbe dovuto guadagnarsi da vivere con il sudore della fronte. Bene, per quanto mi riguarda, Padre, quello che era vero nell'Eden è vero anche a Whittier in California. Quindi ti chiediamo di ricordare a qualcuno dei nostri giovani qui che l'unico modo per avere una nuova giacca, per andare a passeggio con Margaret O'Herlihy, che oltretutto è anche una cattolica, è di lavorare di più. Amen. (''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'')
*Padre, condividiamo il pasto in tuo onore, ti ringraziamo di aver riunito la famiglia, grazie per questo cibo. Benedici i nostri cuori, Signore, guida la nostra parola a tavola e indirizza i nostri cuori verso di te. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. (''[[La dimora del male]]'')
*Padre misericordioso, ho sperperato i miei giorni nella speranza di fare tante cose; questa {{NDR|andare in battaglia}} non era nei miei piani. Ma in questo momento la mia preghiera è: vivere i prossimi minuti con onore. (''[[Il 13º guerriero]]'')
*Padre Nostro che sei nei cieli, mi prostro umilmente dinnanzi a te. Che il tuo spirito mi illumini. Perdonaci, Padre, per ciò che abbiamo fatto. (''[[Bagliori nel buio]]'')
*Per ciò che stiamo per ricevere, possa Iddio renderci veramente riconoscenti. Amen. (''[[La zona morta]]'') {{NDR|prima del pasto}}
*Più ci allontaniamo da casa, più diventa chiaro che esiste una forza infinitamente più grande di noi. Sii misericordioso, e fa' sì che l'acceleratore funzioni questa volta, e ci fornisca l'energia che ci serve, scongiurando la guerra tra le nostre nazioni. Ti preghiamo, Dio, di essere dei nostri. Amen. (''[[The Cloverfield Paradox]]'')
*Povero me, me sventurato. Liberami da questo corpo, e dalla miseria che con esso porto e che è più morte che vita. Soccorrimi, Signore, tendimi dall'alto la tua mano. Dio mio, mio difensore, in te solo spero, perché tra gli uomini in nessuna parte della terra ho pace e riposo. Tu solo, mio Dio, tu solo puoi indicarmi la via giusta. (''[[Il cavaliere della croce]]'')
*Preghiamo per l'onorevole Aldo Moro, a noi caro, sequestrato in vile agguato. Con accorato appello, affinché sia restituito ai suoi cari. (''[[Esterno notte (film)|Esterno notte]]'')
*Proteggici, o Signore, mantienici puri. E se questo è ancora possibile, vorremmo che tu ci conservassi come siamo sempre stati. E se i nostri figli e i figli dei nostri figli vivranno nella stessa pace e appagamento dei loro nonni, saremo più che soddisfatti. Questo è di più di quanto può chiedere chiunque. Amen. (''[[Nuove frontiere]]'')
*– Rendiamo grazie a Dio e preghiamo per affrontare con forza le terribile tragedie di questi ultimi giorni.<br />– Amen, tesoro. È stato un giorno di follia, non è vero?<br />– Benedici, o Signore, questi cibo che servi a noi che siamo al tuo servizio. Amen. (''[[La signora ammazzatutti]]'')
*Santa Maria, madre di Dio, ti prego, fa' che Harry mi trovi. Nel tuo immenso cuore trova posto per la mia preghiera. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'')
*Se c'è un Dio nei cieli ed ha per noi lateranense simpatia, ti prego, dammi voce che possa raggiungere le orecchie di popoli di cielo, di mare e di lago, che siano la metà dell'ultima volta, i marziani Mimimmi siano vinti e per loro comincia l'era della dominazione fascista. (''[[Fascisti su Marte]]'')
[[File:Prigionieri del male (1955) May Britt (5).jpg|miniatura|upright=1.3|[[May Britt]] nella preghiera del film ''[[Prigionieri del male]]'' (1955)]]
*Se è vero che ascolti chi soffre e tutto perdoni, abbi pietà di lui. Io non ho mai pregato, ti ho deriso, insultato. Puniscimi, ma lui risparmialo. È disperato, salvalo. (''[[Prigionieri del male]]'')
*Senti, devi rallentare un poco... devi darmi il tempo per riprendere il fiato. Non sono pronto a farmi da parte. Che cazzo, non sono pronto! Quindi per favore stammi a sentire, se ho una possibilità, cazzo, anche una soltanto, dammi un segno! Dammi un cazzo di segno! (''[[Dallas Buyers Club]]'')
*Signore, abbiamo dissodato questa terra, l'abbiamo arata, seminata e adesso abbiamo cucinato il raccolto. Non staremmo qui mangiando se non avessimo fatto tutto da soli. Abbiamo lavorato come cani per ogni briciola, comunque Signore ti ringraziamo lo stesso per questo cibo che stiamo per mangiare. Amen. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]'')
*Signore, anche se riesce a esasperarmi all'infinito, ti sono grata per mio figlio, perché so che l'hai creato per uno scopo, di cui solo tu sei a conoscenza. Benedici il cibo per tutti noi. Amen. (''[[Atto di fede (film)|Atto di fede]]'')
*Signore, aprimi gli occhi. Vivo nell'oscurità. Da molto tempo sento che mi guidi, ma per fare cosa? So che hai un progetto per me, o Signore, ma sono cieco, non riesco a vederlo. Stasera eri lì, o Signore, ti ho sentito vicino. Ti prego, non mi abbandonare. Mostrami la via. (''[[There Be Dragons - Un santo nella tempesta]]'')
*Signore, fa' che i tuoi figli condividano il tuo amore per gli uomini e non restituiscano male per male, violenza per violenza. Trasforma le loro spade in vomeri e le loro armi in falci. E i fanciulli conoscano soltanto la pace, per sempre. (''[[La legge del Signore]]'')
*Signore, fammi diventare un uccello così posso volare lontano lontano da qui. Signore, fammi diventare un uccello così posso volare lontano lontano da qui... (''[[Forrest Gump]]'')
*Signore, fammi essere buono, proteggi mamma e papà e tutti noi, e così sia. (''[[Il figlio di Frankenstein]]'')
*Signore Gesù, ho bisogno di te. Ti ringrazio perché sei morto sulla croce per i miei peccati. Confesso i miei peccati e mi pento. Ti apro la porta della mia vita e ti ricevo come mio salvatore e Signore. Grazie per aver perdonato i miei peccati e per avermi dato la vita eterna. Fa' di me il genere di persona che tu vuoi che io sia, ora che ho scelto di seguirti. Amen. (''[[Jesus (film 1979)|Jesus]]'')
*Signore Gesù, mi aiuterai? Ho bisogno di te. Signore, ci sono i giganti della paura e del fallimento che guardano verso di me e che vogliono schiacciarmi, ma non so come sconfiggerli. Sono stanco di avere paura. Se vuoi che io faccia qualcosa, dammi un segno. (''[[Affrontando i giganti]]'')
*''Signore Gesù, | sono una peccatrice | e ho bisogno di un salvatore. | So per certo che tu sei il mio salvatore | quindi adesso | voglio riporre la mia fede | in te soltanto | perché perdoni i miei peccati. | Ti prego vieni a vivere in me | nel tuo santo nome. | Amen.'' (''[[Correre per ricominciare]]'')
*Signore, Johnny ed io non abbiamo che quel bambino, ce lo hai dato da poco tempo. O Signore, gran Dio ti supplico, fa' che possiamo vederlo diventare buono, soccorri quel bambino, è il nostro unico bene, è così piccolo e inerme: egli non può far nulla per difendersi e nulla possiamo fare noi per lui. Pietà, pietà, pietà. (''[[Ritorna l'amore]]'')
*Signore, mi sento abbandonata, ma se questa è la tua volontà accetto e ti offro con gioia questa sofferenza, l'incertezza di ciò che sarà, in riparazione delle ferite del tuo cuore e per la conversione dei peccatori. (''[[Mother Cabrini]]'')
*Signore mio Dio, di me abbi pietà, in te soltanto mi posso salvare, sperare nella tua bontà. Signore mio Dio, di me abbi pietà, in te soltanto mi posso salvare, posso fidare nella tua bontà. Signore mio Dio, mio santo Gesù, dal male e dall'odio proteggimi tu. Amen. (''[[La spirale del terrore]]'')
*Signore, noi ti ringraziamo per averci fatti arrivare fino qui. Daniel e il mio povero marito sono morti per mano di quei banditi senza patria e senza Dio, sono morti ma si sono difesi e hanno fatto tutto quello che potevano. E grazie anche per Josey Wales, che hai trasformato da un avventuriero senza scrupoli, alleato di Satana, in un uomo di cuore, che ci ha dato il suo aiuto e la sua assistenza. E grazie ancora per averci fatto arrivare nel Texas. (''[[Il texano dagli occhi di ghiaccio]]'')
*Signore, perché mi fai questo? Mi hai sentito? Non hai clemenza verso di me? Sei stato tu a darmi i sogni! Mi hai conferito il dono! Che bel dono, i miei sogni sono bugie! Che ho fatto per meritarlo? (''[[Giuseppe il re dei sogni]]'')
[[File:Tralci d'una terra forte (1969) Lucetta Prono (3).png|miniatura|upright=1.3|Lucetta Prono nella preghiera del film ''[[Tralci d'una terra forte]]'' (1969)]]
*Signore, se nella vostra bontà volete concedermi ancora anni di vita, fate che io li trascorra ignorata da tutti, e fuorché da voi, da tutti dimenticata. (''[[Tralci d'una terra forte]]'')
*Signore, se t'ho adorato solo per timore dell'inferno, fammi bruciare nell'inferno! E se ora t'adoro nella speranza del paradiso, scacciami, ti prego! Però se t'adoro per te stesso, abbi pietà di me. (''[[La novizia indemoniata]]'')
*Signore, ti prego, fa' che tutti noi siamo felici. Non farci smettere mai di sognare e di sperare. Amen. (''[[Maria Goretti (film)|Maria Goretti]]'')
*Signore, ti prego, non abbandonare Sara. A volte ci sentiamo soli, confusi e tormentati. Tu ci sei, ma è facile non accorgersene. Come quando da piccoli eravamo al buio e avevamo paura perché credevamo che sotto al letto ci fosse un mostro orribile. Siamo così spaventati che dimentichiamo che mamma e papà sono accanto a noi. Aiuta Sara a ricordare che sei qui. Che la ami e la guidi. E che lei ti procura gioia. E che ogni suo passo è per te fonte di gioia. E che soffri se lei soffre. Ti prego, ricordaglielo. Ti prego, benedicila e ricordale che sei qui. Ti prego, aiutala a ricordare di fermarsi a respirare profondamente per calmarsi. Per fermare il cuore che batte forte e tutti i pensieri. (''[[Ferma il tuo cuore in affanno]]'')
*Signore, ti prego per Tony, torna a farti sentire nel suo cuore. Aiutami ad amarlo e a risvegliare il suo amore per me. Io ti riconosco come mio Signore e ti chiedo di benedirlo, se lui ti onora, e di correggerlo se cammina nell'inganno. Aiutalo ad essere la persona che tu vuoi che sia, aiutami a sostenerlo e a rispettarlo. Io ti invoco, aiutami ad amarlo. Io ti prego, nel nome di Gesù. (''[[Le armi del cuore]]'')
*Signore, ti rendiamo grazie per questo pane quotidiano, per quest'uomo che con le sue buone notizie ci ha testimoniato la tua volontà di tenere unita la nostra nazione. Amen. (''[[L'uomo del giorno dopo]]'')
*– Signore, ti ringraziamo per questo giorno e per averci portato Grazia che si è unita alla nostra famiglia oggi e che speriamo possa essere felice con noi. E grazie anche per Carl... ehm, cioè... Mark...<br>– David.<br>– ...David. David. Conosciuto anche lui solo oggi, in realtà. Ma che ci sembra, ehm, davvero un... ehm, così bravo giovane.<br>– Amen. (''[[La famiglia omicidi]]'')
*Signore, ti siano rese grazie per questo pane quotidiano. Dacci la saggezza di saper ascoltare senza parlare. Amen. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'')
*Signore, veglia su di me mentre sto per imbarcarmi in un nuovo incarico. Dovrò alzarmi alle 6 domattina. Il dolore alla pancia persiste, anzi è peggiorato per via delle mestruazioni. Ho preso due pastiglie di ibuprofene e latte di magnesia. Perdona la mia impazienza, ma spero che mi rivelerai presto il progetto che hai in serbo per me. Non riesco a liberarmi dalla sensazione che tu mi abbia riservato qualcosa di più grande. È chiaro che non mi sto lamentando. Amen. (''[[Santa Maud]]'')
*Signori! Signor Presidente. Io non sono portato ai sentimentalismi, ma so quello che provate voi tutti in questo momento. E penso che dobbiamo chinare tutti la testa ed elevare una preghiera di ringraziamento. Signore! Eh... noi abbiamo sentito l'angelo della morte aleggiare sulle nostre teste dalla valle del terrore. Ma tu hai creduto opportuno salvarci dalle forze del male... (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'')
*So di non meritare il Natale anche se ho fatto una buona azione. Non voglio nessun regalo. Invece, voglio rimangiarmi tutte le cose cattive che ho detto alla mia famiglia. Anche se loro non si rimangiano quelle che hanno detto a me. Non mi importa. Li amo tutti. Incluso Buzz. Se non è possibile poterli vedere tutti, mi basterebbe la mamma. E finché vivrò non desidererò nient'altro. Voglio solo rivedere la mamma. So che questa sera non sarà possibile, ma promettimi che potrò rivederla, prima o poi. Quando vuoi tu. Anche se per una volta sola e per un paio di minuti. Voglio solo chiederle scusa. (''[[Mamma, ho riperso l'aereo - Mi sono smarrito a New York]]'')
*Sommo Onnipotente, noi ti preghiamo di benedire tutti coloro che soffrono nel cuore e nell'anima, corpo e spirito. Concedi loro la benedizione e la fede, e l'amore e la pace. Amen. (''[[La casa rossa]]'')
*Sono Eddie, Signore. Edward Brock Junior. Mi presento a te umile... E umiliato, per chiederti una sola cosa... Voglio che tu uccida Peter Parker! (''[[Spider-Man 3]]'')
*Stavo proprio recitando la preghiera di Shepard, la preghiera di Alan Shepard: "O Signore, fa' che non vada tutto a puttane". (''[[Space Cowboys]]'')
*''Stelle che illuminate il cielo, | brezza gentile che soffia sulle colline, | vi prego, proteggete i viaggiatori alla conquista di antiche città...'' (''[[Sword Art Online - The Movie: Ordinal Scale]]'')
*Ti preghiamo, Padre Celeste, onnipotente ed eterno Iddio, che ci hai voluto proteggere durante questa giornata, di difenderci con la tua potenza e con la tua pietà. Da' coraggio ai nostri cuori e salvaci dai pericoli della notte. (''[[Il giorno dopo la fine del mondo]]'')
*Ti prego, caro Gesù, ti prego, mi dispiace aver detto che non esisti, ti prego esisti, ti prego! (''[[Black Phone]]'')
*Ti prego, perdonami di essere solo una marionetta invece di un ragazzo vero per il mio papà. (''[[Le straordinarie avventure di Pinocchio]]'')
*Ti prego, prima di dormire, l'anima mia di custodire. [...] Se non dovessi svegliarmi più, l'anima mia prendila tu. Amen. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'')
*Ti prego Signore, liberami Dio, da questo demonio! (''[[Scary Movie 2]]'')
*Ti prego! Ti prego! Ti prego! Non posso farlo! Dimmi che non devo farlo! Ti prego! Non ho fatto forse tutto ciò che mi hai chiesto? Non è abbastanza? Perché non mi rispondi? Perché? Non ti deluderò. Io non ti deluderò. Non ti deluderò. Sarà fatto. (''[[Noah (film 2014)|Noah]]'')
*Ti ringraziamo, o Signore, per il cibo che ci hai concesso. Insegna ai tuoi figli a esserti grati della tua bontà, e fa' che non si allontanino dalla retta via e non debbano subire la tua collera e la tua punizione. Benedici, o Signore, noi e i nostri ospiti, e perdona loro gli spregevoli motivi che li hanno condotti fin qui. Amen. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]'')
*Ti ringraziamo, Seamus, per il frutto della terra. Benedici tutti noi, santissimo padre, che hai creato tutte le scimmie a tua immagine. Affretta il giorno in cui tornerai e porterai pace fra i tuoi figli. Amen. (''[[Planet of the Apes - Il pianeta delle scimmie]]'')
*Ti ringraziamo, Signore, per le piante, gli animali e tutte le cose belle, per le cose grandi e per le cose piccole, per tutti i giorni belli e tutti i giorni brutti, per gli uccelli del cielo e per i pesci del mare, per i familiari, gli amici e l'amore che condividiamo. Amen. (''[[Aporia (film 2023)|Aporia]]'')
*Ti sono grata, Signore, ti sono grata per tutte le prove che mi hai dato nella mia vita e per il tuo cammino che hai tracciato per me. (''[[Heretic (film)|Heretic]]'')
*Ti supplichiamo, Signore, soccorrici e confortaci con la tua grazia. Proteggici tu. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]'')
*– Ti va di dire una preghiera per tuo padre? "Niente cadaveri per papà questa notte".<br />– Niente cadaveri per papà questa notte.<br />– Amen. (''[[Grindhouse - Planet Terror]]'')
*Una visita, non chiedo altro. Un viandante possa aiutarmi a passare qualche ora della mia vita solitaria... (''[[Frankenstein Junior]]'')
===''[[Codice Genesi]]''===
*Grazie per l'amica che ho trovato, ti prego veglia su di lei come hai vegliato su di me. Grazie di avermi finalmente permesso di riposare, sono molto stanco, ma ora vado verso il mio riposo in pace, sapendo di aver impiegato bene il mio tempo su questa terra.
*O Signore, grazie di avermi dato la forza e la determinazione di portare a termine il compito che mi avevi affidato. Grazie di avermi guidato, diretto e sincero, attraverso i molti ostacoli sul mio cammino. E per avermi dato la determinazione, quando tutto intorno sembrava perduto. Grazie della tua protezione e dei tuoi tanti segni lungo la strada. Grazie per il bene che posso aver compiuto e ti chiedo scusa per il male.
*O Signore, grazie per questo cibo, grazie per mia madre, grazie per il tetto sulla nostra testa e per i nostri nuovi amici. E... be', direi che è tutto per adesso.
*Signore, ti ringraziamo per questo cibo, ti ringraziamo di averci dato un letto caldo e un tetto sulla testa nelle notti fredde come questa, dopo tanto tempo. [...] E ti ringraziamo del dono dell'amicizia, in tempi duri come questi. Amen.
===''[[Il cantico di Maddalena]]''===
*[[Gesù]], dimmi dove il mio destino vuol condurmi in questa confusione che è il mondo e che ha tanto bisogno della tua presenza.
*In mezzo ad ogni tumulto, ti prego Gesù, fa' ch'io viva per te e che per te muoia, fa' che ogni uomo sulla terra abbia a riconoscerti e ad amarti.
*Quando non sai come pregare e cosa dire al Signore, così rivolgiti a lui: "Mio solo bene, mi apro a te e ti mostro questo povero cuore così debole, infermo e talvolta abbattuto, esitante, trepido, smarrito. Guardalo, mio sommo bene, oh amore mio, tu che puoi tutto, accendi, feconda, incendia ogni cuore rivolto a te, caro Gesù. Lascia che io viva per te e muoia in te".
*Sì, ti supplico con tutto lo spirito mio di entrare in me ogni giorno, per tutti i giorni, per saziarmi di te, perché io sappia di te, perché io sia tutta tua.
===''[[L'apostolo Pietro e l'ultima cena]]''===
*Dio Padre, ci hai donato la salvezza, tocca questi cuori in quanto riconoscono il loro bisogno di te e desiderano accettare Gesù come salvatore.
*Padre, sono grato di poter soffrire per te. Sì. Sia fatta la tua volontà.
*Signore Gesù, grazie per questo cibo, benedici il mio corpo e il corpo sarà al tuo servizio.
===''[[Le onde del destino]]''===
*"Bess McNeill, mi hai pregato anni interi per avere qualcuno da amare. Ora devo nuovamente portartelo via. È questo quello che vuoi?" Oh, no... ti sono ancora grata per questo amore... "Che cos'è che vuoi, allora?!" Ti prego, fa che Jan torni a casa da me. "Fra dieci giorni lo riavrai a casa. Devi imparare a resistere senza di lui. Lo sai già." No, non so aspettare. "Questo non è da te, Bess. C'è gente laggiù che ha molto bisogno di Jan e del suo lavoro. Tu non ci pensi a loro?" Di quelli non mi interessa. Di nessuno, di niente mi interessa. Io voglio solo Jan di nuovo a casa. Ti chiedo solo questo. Oh, per favore, non me lo puoi rimandare a casa da me? "Sei sicura che è davvero quello che vuoi?" Sì...
*Caro padre, che cosa sta succedendo? Padre? Dove sei? Dove?
*Dio caro, la nostra preghiera è che tu tieni la tua mano alta sopra a Jan e che non lo fai morire.
*E ti ringrazio per il dono più grande in assoluto: il dono dell'amore. Ti ringrazio per Jan. Sono così fortunata da aver ricevuto questi doni da te. "Ma ora e per sempre sii buona, ricordatelo Bess. Perché tu sai che do e tolgo a mio piacimento." Cosa? Io non dicevo in quel senso. Certo, sarò buona. Sarò tanto tanto buona.
*Non farlo morire. "E perché non dovrei farlo morire?" Io lo amo. "Questo è quello che ti ostini a dire, ma io non lo vedo." Non c'è niente che possa fare? Non c'è niente in assoluto? "Tu dammi la prova che lo ami veramente, allora io lo farò vivere."
*Padre, ci sei? Ci sei ancora? "È naturale che ci sono, Bess. E tu lo sai." Che succede, padre? Hai voluto tu che Jan tornasse a casa. Ci ho ripensato... perché... perché te l'avrei chiesto? "Perché tu sei solo una stupida ragazzina, Bess. Ho dovuto metterti alla prova. Il tuo amore per Jan doveva essere messo alla prova." Di ringrazio per non avermelo fatto morire. "Oh, prego, Bess."
*Signore, noi non siamo degni della tua misericordia. Ti rendiamo grazie per questo cibo. Perdona i nostri peccati per Gesù Cristo. Amen.
*"Tu ti sei resa colpevole di egoismo, Bess. Tu non ti sei degnata di considerare neppure per un secondo quanto dev'essere stato doloroso per lui! Tu metti i tuoi sentimenti al di sopra di chiunque altro! Non riesco a vedere che in te c'è amore per lui quando ti comporti in questa maniera! Ora perciò devi promettemri che sarai buona, Bess!" Ti prometto che sarò buona.
===''[[Petali di rosa]]''===
*[[Maria|Madre]], donaci un'armatura, e dal cielo mostraci la via sicura.
*Mio Dio, mi hai chiamato ad assolvere questo compito di madre generale per continuare il cammino di suor Rosa. Altro non posso che asciugare le lacrime di chi piange quaggiù. Dammi la forza, il coraggio, l'ardore, di guardare negli occhi e di trovarti ovunque, in mille sguardi spersi, in mille parole mute, in mille piccole cose, in un mondo immenso e senza più amore.
*O mio amato salvatore, sposo dolcissimo dell'anima mia, che sei venuto sulla terra a portare il fuoco, e null'altro desideri fuorché si accenda nel cuore delle tue spose, fammi pura come un angelo, ardente come un serafino, così il mio cuore sarà realmente unito al tuo, e la tua volontà sarà la regola di tutti i miei desideri e di tutte le mie azioni, ripetendo di continuo, con l'Immacolata Madre Maria: "Ecce ancilla Domini, fiat mihi secundum verbum tuum".
===''[[The Witch (film 2015)|The Witch]]''===
*Ho vissuto nel peccato, lo confesso. Sono stata pigra nel mio lavoro, disobbediente con i miei genitori, negligente con le mie preghiere. Ho in segreto giocato durante il tuo Sabbath, infranto ogni tuo comandamento col pensiero. Ho seguito i miei desideri e non lo Spirito Santo. So di meritare tutta la vergogna e la miseria di questa vita e le fiamme eterne dell'inferno, ma io ti prego, in nome di tuo Figlio, perdonami, abbi pietà di me, mostrami la tua luce.
*''O Signore la preghiera ho cominciato, | aiutami e lascerò il mio peccato. | La penitenza ho dentro di me | e quindi mi rivolgerò a te. | Nessuno la mia fede può incrinare, | non sento ciò che Satana può affermare.''
*Perdona i peccati che abbiamo commesso oggi contro di te, liberaci dai tormenti che ci sono dovuti per causa loro. Ti preghiamo, aumenta la nostra fede nel Vangelo, il timore del tuo nome e l'odio per tutti i nostri peccati. Assicuraci che lo Spirito Santo viva sempre in noi e che saremo i tuoi figli nel tuo amore e nella tua pietà. Come noi abbiamo fame di cibo per i nostri corpi, così le nostre anime hanno fame della vita eterna. Fa' terminare i nostri giorni da peccatori e portaci nell'eterna pace attraverso il sangue purificante di tuo Figlio, il nostro Signore e solo salvatore Gesù Cristo. Amen.
===''[[Yentl]]''===
*Ascoltami, oh padrone dell'universo, tu mi hai voluto dare una figlia che... che mi procura sempre tanto orgoglio e tanta gioia. E per la tua bontà non cesserò mai di ringraziarti.
*''Oh Dio... e mio padre | anche lui in Paradiso. | Possa la luce | di questa candela tremolante | illuminare la notte così come | il tuo spirito illumina la mia anima.''
*Signore, mio padre misericordioso, sono avvolta in un drappo di luce, vestita della tua gloria, che spiega le sue ali sulla mia anima, possa io esserne degna. Amen.
==Voci correlate==
*[[Preghiera]]
{{Raccolte dai media|Preghiere|dai film}}
[[Categoria:Preghiere dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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Dream High
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{{FictionTV
|titoloitaliano= Dream High
|tipofiction= Serial TV
|immagine=
|titolooriginale= Dream High
|paese= Corea del Sud
|anno= 2011
|genere= musicale
|episodi= 32
|ideatore=
|attori=
* [[Suzy]]: Sam
* [[Kim Soo-hyun]]: Brian
* [[Taecyeon]]: Dylan
* [[Eunjung]]: Becky
* [[Wooyoung]]: Jason
* [[IU]]: Kim
|doppiatoriitaliani=
* [[Giuliana Atepi]]: Sam
* [[Maurizio Merluzzo]]: Brian
* [[Ruggero Andreozzi]]: Dylan
* [[Valentina Pallavicino]]: Becky
* [[Federico Zanandrea]]: Jason
* [[Sabrina Bonfitto]]: Kim
}}
'''''Dream High''''', serial televisivo sudcoreano del 2011.
==Stagione 1==
===Episodio 1, ''A scuola con Sam''===
*'''Intervistatore''': In un'intervista alla CNN, K ha detto che lei è stato il break di apertura della sua vita. <br /> '''Julian''': Lei sa che cos'è un break di apertura, vero? <br /> '''Intervistatore''': Nel biliardo, è il tiro iniziale che serve a spargere le palline con un colpo secco. <br /> '''Julian''': Esatto. È il tiro con cui comincia il gioco. E... deve sapere che la sua particolarità è che, anche imprimendo la stessa forza e angolazione, una volta colpite le palle, è praticamente impossibile prevedere in che modo entreranno in contatto. Dopo il tiro iniziale, il gioco si trasforma in una vera battaglia, una lotta che ci sfugge di mano.
===Episodio 2, ''Prime selezioni alla Kirin''===
*Dopo il tiro iniziale, quando le palle vanno in direzioni diverse, comincia il gioco. Lo stesso capita quando nella vita avviene un cambiamento. Come il break di apertura, che colpisce all'improvviso portando scompiglio nella quotidianità. E, di fronte al cambiamento, soprattutto se si è giovani, ci si sente confusi e spaventati. Se potessi tornare indietro nel tempo, c'è una cosa che direi a quei ragazzi: il gioco è appena cominciato, non abbiate paura e divertitevi. ('''Julian Myung''')
===Episodio 14, ''L'emozione del palco''===
*Signore e signori, benvenuti, sono il professor Kang. Vorrei ringraziare genitori e amici per essere qui oggi, segno dell'interesse per il duro lavoro svolto. Vi ringrazio tutti di cuore. Ma il vero motivo per cui mi trovo sul palco è per chiedere scusa a ognuno di voi. Il saggio a cui avete assistito oggi... era solo un falso showcase. Mi dispiace. Gli studenti che si sono esibiti sono stati esclusi dal vero showcase. La verità è che abbiamo organizzato questo spettacolo perché non volevamo che lo sapeste. Voi genitori ci domandate sempre se i vostri ragazzi sono in grado di diventare dei grandi artisti, chiedete se questa è la strada giusta, e se hanno davvero talento. Vi preoccupate che un giorno i loro sogni di successo possano crollare di fronte a una dura realtà e rimanere delusi. Vedete, non sono sicuro se questi studenti abbiano davvero del talento. Di una cosa, però, sono sicuro: questi studenti vogliono raggiungere il successo più di chiunque altro! Più di chiunque altro amano esibirsi sul palco. Hanno tagliato coriandoli di carta per molti giorni; per questo falso showcase hanno fatto le ore piccole lavorando duramente, proprio perché amano il palcoscenico. Perché un giorno i loro sogni possano diventare realtà. Dire a questi studenti di mollare tutto sarebbe un errore. Io penso che il talento venga fuori se si è convinti dei propri mezzi, e io l'ho visto in questi ragazzi. Sono certo che questi studenti possano spiccare il volo. Io non so quanto grandi siano le loro ali, ma vorrei che provassero a spalancarle, e ho intenzione di metterci tutto il mio impegno per fare in modo che riescano a volare. Certamente avranno bisogno di sostegno e credo che questo sostegno sia la famiglia. Da questo momento in poi, voi tutti dovete incoraggiarli come non avete mai fatto. Hanno bisogno di acquisire sicurezza. La sicurezza che serve per diventare grandi. Signori, vi chiedo di aiutarmi, e questi ragazzi potranno volare realizzando il loro sogno. ('''Matt Kang''')
===Episodio 16, ''La rivelazione''===
*'''Sam''': Di' la verità. Tu com'è che mi vedi? Più come Candy Candy o come Elisa? <br />'''Matt''': Da quanto ho avuto modo di capire fino a questo momento... come Elisa. <br /> '''Sam''': Ma non potevi dirmi una bugia? <br /> '''Matt''': Sai come sono. Il mio pregio è la sincerità. <br /> '''Sam''': Non ho molta voglia di scherzare. <br /> '''Matt''': Non sto scherzando. Prova a vederla così. Se la tua storia finisse qui, saresti la perfida Elisa: sei stata arrogante con i tuoi amici, e guarda caso proprio loro hanno successo prima di te. Però, questa è una parte della storia, è il passato, e adesso c'è il futuro, e forse un altro finale. Se quella ragazzina ammettesse i suoi errori, cambiasse e diventasse più matura, tutti i suoi sogni si realizzerebbero. E a quel punto sarebbe l'eroina della storia. Hai ancora tanto da vivere prima di arrivare al finale, sii paziente. Magari il tuo cammino è solo più lento. Chi ha il tempo di guardarsi intorno vede più di coloro che corrono. Sono convinto che chi vive senza fretta potrà godere di un finale inaspettato.
===Episodio 27, ''L'altra faccia del successo''===
*Sei una persona speciale, perché pensi sempre agli altri prima di pensare a te stesso. Prima di aiutare qualcuno, tutti si chiedono se non è rischioso. Tu no. Tu non sei così. E hai corso un rischio solo per proteggermi. Quello che hai fatto è stato veramente... più di quanto meritassi. ('''Becky''' a Dylan)
===Episodio 30, ''Una nuova possibilità''===
*Non mi sembra affatto giusto che debba vergognarmi di quello... che sono stata in passato. In fondo, anche se ero grassa, ero molto felice. Ho superato le audizioni alla Kirin e per la prima volta mi sono esibita su un palco, ho conosciuto tanti amici fantastici e, per finire... ho incontrato te. Ma, quando la gente vedrà quelle vecchie foto, mi giudicherà per l'aspetto fisico e penserà che ero orribile. Anche se io ero felice. Ho paura che, eliminando le foto di quando ero grassa, rischierei di dimenticare com'ero, e finirei per odiare la persona che sono stata, e questo mi spaventa. ('''Kim''' a Jason)
===Episodio 31, ''Squadra vincente''===
*Una volta ho letto da qualche parte che in questo mondo esistono due diversi tipi di felicità. Uno è quello che provi ripensando a un momento che hai vissuto che ti ha dato una gioia particolare. L'altro è la gioia esplosiva che senti nel preciso istante in cui ti accade qualcosa di bello, ed è una felicità molto preziosa: si dice che il suo ricordo resti per sempre nel cuore di chi l'ha provata ed illumini la sua vita come una luce magica, e io credo che oggi stiamo assaporando quel tipo di felicità e che ricorderemo questo momento per il resto della nostra vita. ('''Brian'''<ref>In originale lo dice Dylan.</ref>)
===Episodio 32, ''Il sogno realizzato''===
*Fin da quando ci siamo conosciuti, per me tu rappresenti la musica. Sei tu la musica. Per questo resterò qui. Se tu non ci sei, non c'è la musica. ('''Brian''' a Sam)
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto|etichetta=''Dream High''}}
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Liam Neeson
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/* Citazioni di Liam Neeson */
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[[File:Liam Neeson Deauville 2012.jpg|thumb|Liam Neeson nel 2012]]
'''Liam Neeson''' (1952 – vivente), attore e doppiatore britannico.
==Citazioni di Liam Neeson==
*{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} Adoravo [[John Boorman]]. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa.
:''I loved John Boorman. He became a mentor to us, because we hadn't much experience, certainly not on camera. I had done a lot of theater work, but not on-camera work, and John was a wonderful mentor. He teaches things. He'd bring us behind the camera and say, "Look. Here's what I'm seeing..." It was a wonderful experience. It really was.''<ref name=movieweb/>
*''{{NDR|[[Excalibur]]}}'' è stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario.
:''{{NDR|It}} gave me a start. I fell madly in love with cinema doing that film. I learned to ride horses. {{NDR|The movie}} also launched my pal Gabriel Byrne. A couple people have died - Nicol Williamson, God rest him. Nigel Terry, who played King Arthur. But, it's a rich film.''<ref name=movieweb>Citato in ''[https://movieweb.com/excalibur-liam-neeson-40th-anniversary/ Liam Neeson Looks Back at His Breakout Excalibur Role 40 Years Later]'', ''movieweb.com'', 19 gennaio 2021.</ref>
*Non sono su Facebook né su Twitter. Queste frontiere senza legge né regole mi paiono terrificanti e, dal punto di vista politico, pericolose.<ref name=Anton>Dall'intervista di Virginia Anton, ''[https://www.iodonna.it/personaggi/interviste-gallery/2018/01/13/liam-neeson-volte-e-meglio-fare-la-spia/ Liam Neeson: «A volte è meglio fare la spia»]'', ''IoDonna.it'', 13 gennaio 2018.</ref>
*Seguo il monito dei soldati del [[Special Air Service]], addestrati a ogni evenienza: al primo segno di provocazione – in un bar, ristorante, ovunque – esci immediatamente.<ref name=Anton />
*Un attore, come un regista, non si giudica per una sola prestazione, ma per il complesso delle sue prove. Passare dai film d'autore ai blockbuster per me non fa differenza anche perché, da ragazzo, non ho studiato solo arte drammatica, ma praticato boxe e arti marziali. Ciò che conta è sempre il tuo impegno e, come nella vita, ciò che conquisti e ciò che perdi dipendono da quello, e dal tuo desiderio di crescere e maturare, sempre.<ref>Citato in Grassi Giovanna, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/2014/agosto/24/Neeson_detective_tormentato_ragazzino_rida_co_0_20140824_da11c9a0-2b52-11e4-8af2-28ae013ccf8e.shtml Neeson detective tormentato: ma un ragazzino mi ridà il sorriso]'', ''Corriere della Sera'', 24 agosto 2014, p. 34.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre [[Helen Mirren|Helen]] camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana Le Fey]] e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche [[Ciarán Hinds|Ciarán]] lo fosse, ma io ero molto innamorato!<ref>Citato in ''[https://www.105.net/liam-neeson-ho-chiuso-con-lamore-non-frequento-piu-nessuno/ Liam Neeson: “Ho chiuso con l’amore, non frequento più nessuno”]'', ''105.net'', 25 ottobre 2024.</ref>
==Citazioni su Liam Neeson==
*Ho fatto un sogno con Liam Neeson. Volevo rapire sua figlia e lui proprio non ci stava. Lo sai, ne hanno fatti tre di quei film, a un certo punto viene da chiedersi se non sia un pessimo padre.<ref>Riferito ai film ''[[Io vi troverò]]'' (2008), ''[[Taken - La vendetta]]'' (2012) e ''[[Taken 3 - L'ora della verità]]'' (2015).</ref> (''[[Deadpool (film)|Deadpool]]'')
*Per me è il tipo di attore che incarna come dovrebbe essere una star del cinema. Solido, talentuoso, eclettico, rispettoso di tutti quelli che ha intorno. ([[Patrick Wilson (attore statunitense)|Patrick Wilson]])
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col|strette}}
*''[[Mission]]'' (1986)
*''[[Scommessa con la morte]]'' (1988)
*''[[Darkman]]'' (1990)
*''[[Mariti e mogli]]'' (1992)
*''[[Vite sospese]]'' (1992)
*''[[Schindler's List]]'' (1993)
*''[[Michael Collins (film)|Michael Collins]]'' (1996)
*''[[Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma]]'' (1999)
*''[[K-19]]'' (2002)
*''[[Gangs of New York]]'' (2002)
*''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003)
*''[[Kinsey]]'' (2004)
*''[[Batman Begins]]'' (2005)
*''[[Le crociate - Kingdom of Heaven]]'' (2005)
*''[[Io vi troverò]]'' (2008)
*''[[After.Life]]'' (2009)
*''[[Scontro tra titani]]'' (2010)
*''[[The Next Three Days]]'' (2010)
*''[[Unknown - Senza identità]]'' (2011)
*''[[Il cavaliere oscuro - Il ritorno]]'' (2012)
*''[[Battleship]]'' (2012)
*''[[Ted 2]]'' (2015)
*''[[Il cacciatore e la regina di ghiaccio]]'' (2016)
*''[[Silence (film 2016)|Silence]]'' (2016)
*''[[L'uomo sul treno - The Commuter]]'' (2018)
*''[[La ballata di Buster Scruggs]]'' (2018)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Neeson, Liam}}
[[Categoria:Attori britannici]]
[[Categoria:Doppiatori britannici]]
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==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan.}}
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.'' (John Boorman)
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.'' (John Boorman)
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.'' (John Boorman)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
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==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan.}}
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.'' (John Boorman)
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.'' (John Boorman)
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.'' (John Boorman)
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.'' (John Boorman)
:''Tony Pratt and I decided to make it of silver and gold, and the reason for this was that it would be seen at a distance like a beacon: stone covered in silver, inside stone covered in gold leaf. And we decided to have it quite bare so that, in a way, they built this thing and they didn't know how to fill it and it was a bit empty, really. They didn't have anything to put on the walls really, they didn't have any furniture, and you get the feeling they've just moved into it.'' (John Boorman)
:''When you start to make a film like this, which doesn't bare any relation to any existing period, your problems are immense because, if you're doing a picture in the 18th century, for instance, then all the people are helping you: the set decorators, the prop men. They can look up the books they can refer to if they want a jug or a knife, they can look it up and see the kind of things that were on it. Without that, everything had to be referred to me and to Tony Pratt. What should a jug look like? What should a lamp look like? What should anything look like? Every item, like clothing and jewelery, every little bit had to be made, so we spent nearly a year designing thousands of drawings of all the items, of all the things that were going to make up this film.'' (John Boorman)
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.'' (John Boorman)
:''Obviously it was very difficult to find an Arthur who could span the years, who could play the boy and the aging king, who had the energy, vitality and also the attractiveness. It was a prince who could be a king, and Nigel Terry does that supremely well.'' (John Boorman)
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know. I told the extras from the very beginning: "Look, I want you to play these roles and to experience these things as though they were happening for the first time. You're not retelling a familiar story, you are acting out for the first time. The emotions you're experiencing are fresh and untrampled".'' (John Boorman)
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade and Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
:''It's a character that crops up I think quite often in mythologies, this, you know, witch, seductress, enchantress, sorceress. And there's always a reason, isn't there, in mythology for a character to be there, a persona.'' [...] ''The forming of her character represents men's basic fear of women.'' [...] ''Men's fear of what they think women could be. And a lot of men think all women are Morgana, don't they?'' (Helen Mirren)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan.}}
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.'' (John Boorman)
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.'' (John Boorman)
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.'' (John Boorman)
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.'' (John Boorman)
:''Tony Pratt and I decided to make it of silver and gold, and the reason for this was that it would be seen at a distance like a beacon: stone covered in silver, inside stone covered in gold leaf. And we decided to have it quite bare so that, in a way, they built this thing and they didn't know how to fill it and it was a bit empty, really. They didn't have anything to put on the walls really, they didn't have any furniture, and you get the feeling they've just moved into it.'' (John Boorman)
:''When you start to make a film like this, which doesn't bare any relation to any existing period, your problems are immense because, if you're doing a picture in the 18th century, for instance, then all the people are helping you: the set decorators, the prop men. They can look up the books they can refer to if they want a jug or a knife, they can look it up and see the kind of things that were on it. Without that, everything had to be referred to me and to Tony Pratt. What should a jug look like? What should a lamp look like? What should anything look like? Every item, like clothing and jewelery, every little bit had to be made, so we spent nearly a year designing thousands of drawings of all the items, of all the things that were going to make up this film.'' (John Boorman)
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.'' (John Boorman)
:''Obviously it was very difficult to find an Arthur who could span the years, who could play the boy and the aging king, who had the energy, vitality and also the attractiveness. It was a prince who could be a king, and Nigel Terry does that supremely well.'' (John Boorman)
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know. I told the extras from the very beginning: "Look, I want you to play these roles and to experience these things as though they were happening for the first time. You're not retelling a familiar story, you are acting out for the first time. The emotions you're experiencing are fresh and untrampled".'' (John Boorman)
:''Excalibur is a focus of those magical forces that have been submerged into the unconscious of man, giving power to a selected individual: Athur.'' (John Boorman)
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade and Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
:''It's a character that crops up I think quite often in mythologies, this, you know, witch, seductress, enchantress, sorceress. And there's always a reason, isn't there, in mythology for a character to be there, a persona.'' [...] ''The forming of her character represents men's basic fear of women.'' [...] ''Men's fear of what they think women could be. And a lot of men think all women are Morgana, don't they?'' (Helen Mirren)
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Skekzilla
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, , 1981.}}
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.'' (John Boorman)
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.'' (John Boorman)
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.'' (John Boorman)
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.'' (John Boorman)
:''Tony Pratt and I decided to make it of silver and gold, and the reason for this was that it would be seen at a distance like a beacon: stone covered in silver, inside stone covered in gold leaf. And we decided to have it quite bare so that, in a way, they built this thing and they didn't know how to fill it and it was a bit empty, really. They didn't have anything to put on the walls really, they didn't have any furniture, and you get the feeling they've just moved into it.'' (John Boorman)
:''When you start to make a film like this, which doesn't bare any relation to any existing period, your problems are immense because, if you're doing a picture in the 18th century, for instance, then all the people are helping you: the set decorators, the prop men. They can look up the books they can refer to if they want a jug or a knife, they can look it up and see the kind of things that were on it. Without that, everything had to be referred to me and to Tony Pratt. What should a jug look like? What should a lamp look like? What should anything look like? Every item, like clothing and jewelery, every little bit had to be made, so we spent nearly a year designing thousands of drawings of all the items, of all the things that were going to make up this film.'' (John Boorman)
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.'' (John Boorman)
:''Obviously it was very difficult to find an Arthur who could span the years, who could play the boy and the aging king, who had the energy, vitality and also the attractiveness. It was a prince who could be a king, and Nigel Terry does that supremely well.'' (John Boorman)
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know. I told the extras from the very beginning: "Look, I want you to play these roles and to experience these things as though they were happening for the first time. You're not retelling a familiar story, you are acting out for the first time. The emotions you're experiencing are fresh and untrampled".'' (John Boorman)
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade and Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
:''It's a character that crops up I think quite often in mythologies, this, you know, witch, seductress, enchantress, sorceress. And there's always a reason, isn't there, in mythology for a character to be there, a persona.'' [...] ''The forming of her character represents men's basic fear of women.'' [...] ''Men's fear of what they think women could be. And a lot of men think all women are Morgana, don't they?'' (Helen Mirren)
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Skekzilla
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/* Making of */
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
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:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.'' (John Boorman)
*
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.'' (John Boorman)
*
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.'' (John Boorman)
*
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.'' (John Boorman)
*
:''Tony Pratt and I decided to make it of silver and gold, and the reason for this was that it would be seen at a distance like a beacon: stone covered in silver, inside stone covered in gold leaf. And we decided to have it quite bare so that, in a way, they built this thing and they didn't know how to fill it and it was a bit empty, really. They didn't have anything to put on the walls really, they didn't have any furniture, and you get the feeling they've just moved into it.'' (John Boorman)
*
:''When you start to make a film like this, which doesn't bare any relation to any existing period, your problems are immense because, if you're doing a picture in the 18th century, for instance, then all the people are helping you: the set decorators, the prop men. They can look up the books they can refer to if they want a jug or a knife, they can look it up and see the kind of things that were on it. Without that, everything had to be referred to me and to Tony Pratt. What should a jug look like? What should a lamp look like? What should anything look like? Every item, like clothing and jewelery, every little bit had to be made, so we spent nearly a year designing thousands of drawings of all the items, of all the things that were going to make up this film.'' (John Boorman)
*
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.'' (John Boorman)
*
:''Obviously it was very difficult to find an Arthur who could span the years, who could play the boy and the aging king, who had the energy, vitality and also the attractiveness. It was a prince who could be a king, and Nigel Terry does that supremely well.'' (John Boorman)
*
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know. I told the extras from the very beginning: "Look, I want you to play these roles and to experience these things as though they were happening for the first time. You're not retelling a familiar story, you are acting out for the first time. The emotions you're experiencing are fresh and untrampled".'' (John Boorman)
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''It's a character that crops up I think quite often in mythologies, this, you know, witch, seductress, enchantress, sorceress. And there's always a reason, isn't there, in mythology for a character to be there, a persona.'' [...] ''The forming of her character represents men's basic fear of women.'' [...] ''Men's fear of what they think women could be. And a lot of men think all women are Morgana, don't they?'' (Helen Mirren)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
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==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* Making of */
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''[https://americancinemapapers.homestead.com/files/EXCALIBUR.htm John Boorman – In Interview]''|2=Intervista di Harlan Kennedy, ''American Film'', marzo 1981.}}
*
:''The film has to do with'' mythical ''truth, not historical truth; it has to do with man taking over the world on his own terms for the first time. So the first trap to avoid is to start worrying about when or whether Arthur existed. The stories that inspire us were really fifteenth-century works, by Thomas Malory and the rest, looking back nostalgically on the twelfth.''
*
:''Malory was really the first hack writer'' [...]. ''When Caxton built his printing press, he asked poor old Malory to write something, and he obliged by putting together all the stories he knew: all the stories that had been handed down through the oral tradition. And then slowly, as books proliferated, people forgot the stories or didn't bother to remember them. So these tales set by Malory in the twelfth century described events which had happened much earlier'' [...]. ''And as with all myths, they took on the color of the age in which they were written. Tennyson's'' Idylls of the King, ''for instance, or Burne-Jones and the Pre-Raphaelites described and painted the twelfth-century Arthurian tales in terms of their era. And they ended by telling you more about the Victorian age than about the legend.''
*
:''I'm trying to suggest a kind of Middle Earth, in Tolkien terms. It's a contiguous world; it's'' like ''ours but different. I want it to have a primal clarity, a sense that things are happening for the first time. Landscape and nature and human emotions are all fresh. I tell the actors that they are not reenacting a legend. They are creating it, and so they themselves don't know what's going to happen – it's unfolding.''
*
:''I wrote the original script myself,'' [...] ''but at some point I got stuck on it. It was a bit too long and convoluted. So I got Rospo in. In the past we'd always worked together sitting in a room talking out scenes, thrashing them out, writing them down, and then revising them. But in this case I asked him to go away and think about the script and try to see if he could come up with any ideas about the structure. You see, I was determined'' [...] ''to tell the whole story of the'' Morte D'Arthur, ''and that restricted the amount of time I had to develop the characters, the themes, and to make everything work. He did a very good job, and he actually straightened it out quite a lot, as well as coming up with one or two extremely brilliant ideas. One was to have Uther Pendragon, Arthur's real father and the "primogenitor" of the whole saga, if you like, drive the sword into the stone, rather than Merlin, as in Malory. The other was to progress the story in several bold jumps forward in time.''
*
:''I've always been absolutely obsessed with the whole Grail story'' [...] ''and I've used the iconography and also the structures – the "quest" structures particularly – in the various films I've done. The whole legend kept impinging on me.''
*
:''Merlin fascinates me because he's a mixture of real awesome power and foolishness. He gets things wrong. He's both less human and more human than ordinary people. He has enormous power and knowledge, and yet there are simple things he doesn't grasp or understand. New forces are contending with his magic and each other. New passions – love, hatred, revenge – are in play. And these emotions are beyond him. At the stage in Merlin's life that we depict in'' Excalibur [...] ''we are suggesting that he's really beginning to fade out. He's drifting in and out of the affairs of men. He functions better at some times than at others.'' [...] And that's what my story is about: the coming of Christian man and the disappearance of the old religions which are represented by Merlin. The forces of superstition and magic are swallowed up into the unconscious.''
*
:''The characters in'' Excalibur [...] ''are seeking to find their place in the world, their destiny. Of course, it's very unfashionable today to talk of destiny. But what destiny means is to find your place in life, your stream in the river, to find a wholeness in relation to nature. And one of the themes of the piece is that of harmony with the natural world. At the beginning of the film, there's a speech that Merlin makes about Excalibur which ends with the line, "It was forged when the world was young, and bird, beast, and flower were one with man, and death was but a dream." That's a very poignant line because it describes the longing, the yearning for that golden age, that time of harmony. And what we see in the story'' [...] ''is the horror and dissension of man, and his warring, feuding, and brutality – his inability to really attain his higher aims and ideals. But I think the moving thing about it is the attempts that people make to try to reach those things. In a sense, that's what redeems the characters – their aspirations, not their deeds.''
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.'' (John Boorman)
*
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.'' (John Boorman)
*
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.'' (John Boorman)
*
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.'' (John Boorman)
*
:''Tony Pratt and I decided to make it of silver and gold, and the reason for this was that it would be seen at a distance like a beacon: stone covered in silver, inside stone covered in gold leaf. And we decided to have it quite bare so that, in a way, they built this thing and they didn't know how to fill it and it was a bit empty, really. They didn't have anything to put on the walls really, they didn't have any furniture, and you get the feeling they've just moved into it.'' (John Boorman)
*
:''When you start to make a film like this, which doesn't bare any relation to any existing period, your problems are immense because, if you're doing a picture in the 18th century, for instance, then all the people are helping you: the set decorators, the prop men. They can look up the books they can refer to if they want a jug or a knife, they can look it up and see the kind of things that were on it. Without that, everything had to be referred to me and to Tony Pratt. What should a jug look like? What should a lamp look like? What should anything look like? Every item, like clothing and jewelery, every little bit had to be made, so we spent nearly a year designing thousands of drawings of all the items, of all the things that were going to make up this film.'' (John Boorman)
*
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.'' (John Boorman)
*
:''Obviously it was very difficult to find an Arthur who could span the years, who could play the boy and the aging king, who had the energy, vitality and also the attractiveness. It was a prince who could be a king, and Nigel Terry does that supremely well.'' (John Boorman)
*
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know. I told the extras from the very beginning: "Look, I want you to play these roles and to experience these things as though they were happening for the first time. You're not retelling a familiar story, you are acting out for the first time. The emotions you're experiencing are fresh and untrampled".'' (John Boorman)
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''It's a character that crops up I think quite often in mythologies, this, you know, witch, seductress, enchantress, sorceress. And there's always a reason, isn't there, in mythology for a character to be there, a persona.'' [...] ''The forming of her character represents men's basic fear of women.'' [...] ''Men's fear of what they think women could be. And a lot of men think all women are Morgana, don't they?'' (Helen Mirren)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
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==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* Making of */
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''[https://americancinemapapers.homestead.com/files/EXCALIBUR.htm John Boorman – In Interview]''|2=Intervista di Harlan Kennedy, ''American Film'', marzo 1981.}}
*
:''The film has to do with'' mythical ''truth, not historical truth; it has to do with man taking over the world on his own terms for the first time. So the first trap to avoid is to start worrying about when or whether Arthur existed. The stories that inspire us were really fifteenth-century works, by Thomas Malory and the rest, looking back nostalgically on the twelfth.''
*
:''Malory was really the first hack writer'' [...]. ''When Caxton built his printing press, he asked poor old Malory to write something, and he obliged by putting together all the stories he knew: all the stories that had been handed down through the oral tradition. And then slowly, as books proliferated, people forgot the stories or didn't bother to remember them. So these tales set by Malory in the twelfth century described events which had happened much earlier'' [...]. ''And as with all myths, they took on the color of the age in which they were written. Tennyson's'' Idylls of the King, ''for instance, or Burne-Jones and the Pre-Raphaelites described and painted the twelfth-century Arthurian tales in terms of their era. And they ended by telling you more about the Victorian age than about the legend.''
*
:''I'm trying to suggest a kind of Middle Earth, in Tolkien terms. It's a contiguous world; it's'' like ''ours but different. I want it to have a primal clarity, a sense that things are happening for the first time. Landscape and nature and human emotions are all fresh. I tell the actors that they are not reenacting a legend. They are creating it, and so they themselves don't know what's going to happen – it's unfolding.''
*
:''I wrote the original script myself,'' [...] ''but at some point I got stuck on it. It was a bit too long and convoluted. So I got Rospo in. In the past we'd always worked together sitting in a room talking out scenes, thrashing them out, writing them down, and then revising them. But in this case I asked him to go away and think about the script and try to see if he could come up with any ideas about the structure. You see, I was determined'' [...] ''to tell the whole story of the'' Morte D'Arthur, ''and that restricted the amount of time I had to develop the characters, the themes, and to make everything work. He did a very good job, and he actually straightened it out quite a lot, as well as coming up with one or two extremely brilliant ideas. One was to have Uther Pendragon, Arthur's real father and the "primogenitor" of the whole saga, if you like, drive the sword into the stone, rather than Merlin, as in Malory. The other was to progress the story in several bold jumps forward in time.''
*
:''Merlin fascinates me because he's a mixture of real awesome power and foolishness. He gets things wrong. He's both less human and more human than ordinary people. He has enormous power and knowledge, and yet there are simple things he doesn't grasp or understand. New forces are contending with his magic and each other. New passions – love, hatred, revenge – are in play. And these emotions are beyond him. At the stage in Merlin's life that we depict in'' Excalibur [...] ''we are suggesting that he's really beginning to fade out. He's drifting in and out of the affairs of men. He functions better at some times than at others.'' [...] And that's what my story is about: the coming of Christian man and the disappearance of the old religions which are represented by Merlin. The forces of superstition and magic are swallowed up into the unconscious.''
*
:''The characters in'' Excalibur [...] ''are seeking to find their place in the world, their destiny. Of course, it's very unfashionable today to talk of destiny. But what destiny means is to find your place in life, your stream in the river, to find a wholeness in relation to nature. And one of the themes of the piece is that of harmony with the natural world. At the beginning of the film, there's a speech that Merlin makes about Excalibur which ends with the line, "It was forged when the world was young, and bird, beast, and flower were one with man, and death was but a dream." That's a very poignant line because it describes the longing, the yearning for that golden age, that time of harmony. And what we see in the story'' [...] ''is the horror and dissension of man, and his warring, feuding, and brutality – his inability to really attain his higher aims and ideals. But I think the moving thing about it is the attempts that people make to try to reach those things. In a sense, that's what redeems the characters – their aspirations, not their deeds.''
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.'' (John Boorman)
*
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.'' (John Boorman)
*
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.'' (John Boorman)
*
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.'' (John Boorman)
*
:''Tony Pratt and I decided to make it of silver and gold, and the reason for this was that it would be seen at a distance like a beacon: stone covered in silver, inside stone covered in gold leaf. And we decided to have it quite bare so that, in a way, they built this thing and they didn't know how to fill it and it was a bit empty, really. They didn't have anything to put on the walls really, they didn't have any furniture, and you get the feeling they've just moved into it.'' (John Boorman)
*
:''When you start to make a film like this, which doesn't bare any relation to any existing period, your problems are immense because, if you're doing a picture in the 18th century, for instance, then all the people are helping you: the set decorators, the prop men. They can look up the books they can refer to if they want a jug or a knife, they can look it up and see the kind of things that were on it. Without that, everything had to be referred to me and to Tony Pratt. What should a jug look like? What should a lamp look like? What should anything look like? Every item, like clothing and jewelery, every little bit had to be made, so we spent nearly a year designing thousands of drawings of all the items, of all the things that were going to make up this film.'' (John Boorman)
*
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.'' (John Boorman)
*
:''Obviously it was very difficult to find an Arthur who could span the years, who could play the boy and the aging king, who had the energy, vitality and also the attractiveness. It was a prince who could be a king, and Nigel Terry does that supremely well.'' (John Boorman)
*
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know. I told the extras from the very beginning: "Look, I want you to play these roles and to experience these things as though they were happening for the first time. You're not retelling a familiar story, you are acting out for the first time. The emotions you're experiencing are fresh and untrampled".'' (John Boorman)
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''It's a character that crops up I think quite often in mythologies, this, you know, witch, seductress, enchantress, sorceress. And there's always a reason, isn't there, in mythology for a character to be there, a persona.'' [...] ''The forming of her character represents men's basic fear of women.'' [...] ''Men's fear of what they think women could be. And a lot of men think all women are Morgana, don't they?'' (Helen Mirren)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Skekzilla
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/* Making of */
1417658
wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.'' (John Boorman)
*
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.'' (John Boorman)
*
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.'' (John Boorman)
*
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.'' (John Boorman)
*
:''Tony Pratt and I decided to make it of silver and gold, and the reason for this was that it would be seen at a distance like a beacon: stone covered in silver, inside stone covered in gold leaf. And we decided to have it quite bare so that, in a way, they built this thing and they didn't know how to fill it and it was a bit empty, really. They didn't have anything to put on the walls really, they didn't have any furniture, and you get the feeling they've just moved into it.'' (John Boorman)
*
:''When you start to make a film like this, which doesn't bare any relation to any existing period, your problems are immense because, if you're doing a picture in the 18th century, for instance, then all the people are helping you: the set decorators, the prop men. They can look up the books they can refer to if they want a jug or a knife, they can look it up and see the kind of things that were on it. Without that, everything had to be referred to me and to Tony Pratt. What should a jug look like? What should a lamp look like? What should anything look like? Every item, like clothing and jewelery, every little bit had to be made, so we spent nearly a year designing thousands of drawings of all the items, of all the things that were going to make up this film.'' (John Boorman)
*
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.'' (John Boorman)
*
:''Obviously it was very difficult to find an Arthur who could span the years, who could play the boy and the aging king, who had the energy, vitality and also the attractiveness. It was a prince who could be a king, and Nigel Terry does that supremely well.'' (John Boorman)
*
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know. I told the extras from the very beginning: "Look, I want you to play these roles and to experience these things as though they were happening for the first time. You're not retelling a familiar story, you are acting out for the first time. The emotions you're experiencing are fresh and untrampled".'' (John Boorman)
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''It's a character that crops up I think quite often in mythologies, this, you know, witch, seductress, enchantress, sorceress. And there's always a reason, isn't there, in mythology for a character to be there, a persona.'' [...] ''The forming of her character represents men's basic fear of women.'' [...] ''Men's fear of what they think women could be. And a lot of men think all women are Morgana, don't they?'' (Helen Mirren)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
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==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Skekzilla
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/* Making of */
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
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:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''It's a character that crops up I think quite often in mythologies, this, you know, witch, seductress, enchantress, sorceress. And there's always a reason, isn't there, in mythology for a character to be there, a persona.'' [...] ''The forming of her character represents men's basic fear of women.'' [...] ''Men's fear of what they think women could be. And a lot of men think all women are Morgana, don't they?'' (Helen Mirren)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
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:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
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==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
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:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
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:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
*Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90)
*{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94)
*[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101)
*{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103)
*La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Ser Ivano]], p. 105)
*[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112)
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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2026-06-21T07:51:07Z
Skekzilla
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/* Libro IV */
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
*Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90)
*{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94)
*[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101)
*{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103)
*La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105)
*[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112)
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* Libro IV */
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
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:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
*Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90)
*{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94)
*[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101)
*{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103)
*La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105)
*[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112)
*Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121)
====Libro V====
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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/* Libro V */
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wikitext
text/x-wiki
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
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:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
*Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90)
*{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94)
*[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101)
*{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103)
*La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105)
*[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112)
*Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121)
====Libro V====
*[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132)
*Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134)
*Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136)
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
----------------------------------
'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==''La morte di Artù''==
===Incipit===
====Originale====
Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
===Citazioni===
====Libro I====
[[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]]
*«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7)
*Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8)
*E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10)
*Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13)
*«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15)
*Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16)
*Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26)
*[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28)
*«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34)
*Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35)
*«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39)
*«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40)
*«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41)
*Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43)
====Libro II====
*«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46)
*Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50)
*Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57)
*La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62)
*«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66)
*Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67)
====Libro III====
*Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69)
*«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72)
*Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76)
*Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87)
====Libro IV====
*Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90)
*{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94)
*[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101)
*{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103)
*La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105)
*[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112)
*Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121)
====Libro V====
*[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132)
*Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134)
*Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136)
*Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140)
====Libro VI====
====Libro VII====
====Libro VIII====
====Libro IX====
====Libro X====
====Libro XI====
====Libro XII====
====Libro XIII====
====Libro XIV====
====Libro XV====
====Libro XVI====
====Libro XVII====
====Libro XVIII====
====Libro XIX====
====Libro XX====
====Libro XXI====
===Explicit===
====Originale====
Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}}
====Traduzione====
''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}}
==Bibliografia==
*Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889.
*Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6
_____________________________
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==[[Dracula - L'amore perduto]]==
{{Film
|titolo = Dracula - L'amore perduto
|immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png
|titolo originale = Dracula: A Love Tale
|lingua originale = inglese
|paese = Francia, Regno Unito
|anno uscita = 2025
|genere = orrore, romantico
|regista = [[Luc Besson]]
|soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]]
|sceneggiatore = Luc Besson
|produttore = Virginie Besson-Silla
|attori =
* [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]]
* [[Christoph Waltz]]: prete
* [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]]
* [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont
* [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello
* [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]]
* [[David Shields]]: Henry Spencer
* [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol
* [[Raphael Luce]]: Clerk Simon
|doppiatori italiani =
* [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula
* [[Massimo De Ambrosis]]: prete
* [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina
* [[Alessio Cigliano]]: Dumont
* [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello
* [[Davide Perino]]: Jonathan Harker
* [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer
}}
==[[Incipit]]==
==Frasi==
==Dialoghi==
==[[Explicit]]==
==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''==
*Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]])
*È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]])
===[[Luc Besson]]===
*Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso.
*Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica.
*Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme.
*Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue.
*È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio.
*Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore.
*La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore.
*La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte.
*Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco.
*Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy.
*Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo.
*Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte.
*Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula.
*Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore.
*{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto.
*Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare.
*Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime.
*Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti.
*Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind.
===[[Zoë Bleu]]===
*Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb.
*Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto.
*Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto.
===[[Matilda De Angelis]]===
*{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva.
*{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore.
*Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente.
*Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita.
*L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose.
*Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro.
*Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo.
*Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte.
*Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte.
*Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata.
===[[Fabio Giovannini]]===
{{cronologico}}
*Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti.
*Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham.
*Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo.
*Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp.
===[[Caleb Landry Jones]]===
*Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri.
*È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film.
*Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto.
*Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso.
*Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo.
*Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma...
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Incantesimi dai film
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wikitext
text/x-wiki
{{Raccolta}}
[[File:Torin Thatcher in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|«Da una terra inesplorata e misteriosa, dove gli dei non possiedono templi né altari, enigmatico genio, io ti invoco, appari!» (Sokurah il mago ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'')]]
Raccolta di '''incantesimi''' tratti '''dai film'''.
==Incantesimi dai film==
*Aemeth. (''[[Il Golem - Come venne al mondo]]'') {{NDR|parola magica che dà vita al Golem}}
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha''. ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'')
*Da una terra inesplorata e misteriosa | Dove gli dei non possiedono templi né altari | Enigmatico genio, io ti invoco, appari! (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'')
*Destati, oh legno inanimato! Perché la vita io t'ho donato! (''[[Pinocchio (film 1940)|Pinocchio]]'')
*Ecco, vediamo... un filtro che possa trasformare la mia perfetta beltà in bruttezza e il mio manto regale in un mucchio di poveri stracci. Polvere di mummia per invecchiare. Per tingere le vesti, il nero della notte. Per arrochire la voce, risata di strega. Per imbiancare i capelli, un urlo di terrore. Turbine di vento, per agitare il mio odio. Schianto di folgore, per mischiare il tutto. E adesso, filtro, compi la tua magia. (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'')
*''Eth El Emm... Namura. Eth El Gunn Duhess. Ess El Gunn Nan Naugran Iniera!'' [...] ''Ess Et Nammar Hadad. Et Surra Ess Naman Et Surra Ess!'' Sono rinata... finalmente. (''[[Hellboy (film 2019)|Hellboy]]'')
*Fermo lì. A B C, per di qui, per di lì. (''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'')
*Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! ([[Mago Merlino]], ''[[Excalibur]]'')
*''Kadeesh mal. Kadeesh mal. Pared oos. Pared oos.'' (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'')
*''Klaatu, Barada, Nikto.'' (''[[L'armata delle tenebre]]'')
*Mago dello specchio magico, sorgi dallo spazio profondo, tra vento e oscurità io ti chiamo. Parla! Mostrami il tuo volto! (''[[Biancaneve e i sette nani (film 1937)|Biancaneve e i sette nani]]'')
*Nel luogo da cui vieni, tu finirai... finché integro non tornerai! (''[[Tenacious D e il destino del rock]]'')
*Nel nome del vento e dell'acqua racchiusi in te, scioglila! (''[[La città incantata]]'')
*Oh sangue che si fa maligno, placati ordunque! Indietro, indietro, indietro, indietro! (''[[Ponyo sulla scogliera]]'')
*Ortous orceda, et ubu udite, fiumano o vespro, os capitorzolo oh capra santa, così sia! {{NDR|Formula magica per viaggiare nel tempo}} (''[[I visitatori]]'')
*Rasheem oola Kashka. Hootash im Ahmenophus. (''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'')
*Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! Tu sei sotto il potere Mobu! (''[[Weekend con il morto 2]]'')
*''Zamur cassamanda ora damir u mar tu oss. Camir tu amiss o mir dei de miri u martu samanda ora... Olen daar... Aann daar...'' (''[[La casa]]'')
===''[[La bella addormentata nel bosco]]''===
*Principessina, il mio dono è quello della beltà.
*Principessina, il mio dono è il dono del canto.
*Principessina, se la triste profezia si avverasse, bimba mia, non per questo morirai, ma nel sonno tu cadrai. E il tuo sonno cesserà se l'amor ti bacerà. Sia questo il più fulgido dei tuoi doni, che la speranza mai ti abbandoni.
*La sua tomba sarà una foresta di rovi, folta e intricata che nessuno la scovi! Ora va' e porta nella tua spira l'oscura forza della mia ira!
*Spada di Verità, vola diritta e del Male provoca la sconfitta!
===''[[La spada nella roccia]]''===
===Saga di ''[[Harry Potter]]''===
====''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]''====
*''Alohomora''!
*''Lumus solem!''
*''Oculus Reparo''!
*''Petrificus Totalus''!
*''Wingardium Leviósa!''
====''[[Harry Potter e la camera dei segreti]]''====
*''Aparecium''!
*''Aragna Exumai''!
*''Expelliarmus''!
*''Finite Incantatem''!
*''Oblivion''!
*''Peskipiksi Pesternomi''!
*''Rictusempra''!
*''Serpensortia''!
*''Vipera Evanesca''!
====''[[Harry Potter e il prigioniero di Azkaban]]''====
*''Arresto Momentum''!
*''Expecto Patronum''!
*''Riddikulus''!
====''[[Harry Potter e il calice di fuoco]]''====
*''Accio Firebolt''!
*''Avada Kedavra''!
*''Crucio''!
====''[[Animali fantastici e dove trovarli]]''====
*''Accio''!
*''Alohomora''!
*''Revelio''!
{{Raccolte dai media|Incantesimi|dai film}}
[[Categoria:Incantesimi dai media|Film]]
[[Categoria:Raccolte dai film]]
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J. J. Abrams
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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[[File:J. J. Abrams by Gage Skidmore.jpg|thumb|J. J. Abrams nel 2015]]
'''Jeffrey Jacob Abrams''' (1966 – vivente), regista, sceneggiatore e produttore statunitense.
==Citazioni su J. J. Abrams==
*Abrams è così: inizia bene e poi finisce giù per una china, tutto storto. Non riesco a capire perché abbiano scelto lui per fare sia ''Star Wars'' che ''Star Trek''. ([[Leo Ortolani]])
*Non ne sono un entusiasta sostenitore. È bravo, ma a volte pare che il film, mentre lo sta girando, non gli interessi più e si abbandoni alle immagini. ''[[Super 8]]'' è un esempio piuttosto negativo di quello che può fare Abrams, pur partendo da basi interessanti. I due Star Trek sono abbastanza dimenticabili, soprattutto il secondo. Come se vivesse sulla scia dei ricordi e delle emozioni che i materiali maneggiati suscitano. ([[Leo Ortolani]])
==Filmografia==
*''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'' (2001-2006) – ideatore, regista, sceneggiatore, produttore
*''[[Radio Killer]]'' (2001) – sceneggiatore, produttore
*''[[Lost]]'' (2004-2010) – ideatore, regista, sceneggiatore, produttore
*''[[Mission: Impossible III]]'' (2006) – regista, sceneggiatore
*''[[Cloverfield]]'' (2008) – produttore
*''[[Fringe]]'' (2008-2013) – ideatore, sceneggiatore, produttore
*''[[Super 8]]'' (2011) – regista, sceneggiatore, produttore
*''[[Star Trek (film 2009)|Star Trek]]'' (2009) – regista, produttore
*''[[Mission: Impossible - Protocollo fantasma]]'' (2011) – produttore
*''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013) – regista, produttore
*''[[Mission: Impossible - Rogue Nation]]'' (2015) – produttore
*''[[Star Wars: Il risveglio della Forza]]'' (2015) – regista, sceneggiatore, produttore
*''[[10 Cloverfield Lane]]'' (2016) – produttore
*''[[Mission: Impossible - Fallout]]'' (2018) – produttore
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018) – produttore
*''[[Star Wars: L'ascesa di Skywalker]]'' (2019) – regista, sceneggiatore, produttore
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{S}}
{{DEFAULTSORT:Abrams, J. J.}}
[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Sceneggiatori statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
[[Categoria:Produttori televisivi statunitensi]]
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Drago
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Skekzilla
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/* Citazioni */
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{{voce tematica}}
[[File:Diagon Alley5.jpg|thumb|upright=1.4|Drago raffigurato a Universal Studios, Florida]]
Citazioni sui '''draghi'''.
==Citazioni==
*Anni or sono, quando l'uomo era giovane e il drago già vecchio, il più saggio della nostra razza ebbe pietà dell'uomo. Egli radunò tutti i draghi facendo giurare loro di vegliare sull'uomo, sempre. E al momento della sua morte, la notte divenne viva con quelle stelle. Fu così che nacque il Paradiso dei Draghi. Ma quando moriamo, non tutti i draghi sono ammessi in questo luogo lucente. No, dobbiamo guadagnarlo. E se non lo facciamo il nostro spirito sparisce come se non fossimo mai esistiti. (''[[Dragonheart - Cuore di drago]]'')
*C'è un punto debole sotto la gola, lì. Vede? Devi trafiggerlo con un coltello o una daga. ''Zak''! È l'unico modo per uccidere un drago. ([[Hroðgar|Hrothgar]], ''[[La leggenda di Beowulf]]'')
*E cos'è una favola, senza un drago da uccidere? (''[[Desperate Housewives (terza stagione)|Desperate Housewives]]'')
*È meglio testa di lucertola che [[Coda (anatomia)|coda]] di drago. ([[proverbi italiani|proverbio italiano]])
*È pur vero che anch'io ho ucciso draghi, come tuo padre. Ma come per molti, sfortunatamente, i draghi erano solo nella mia testa. (''[[Vikings]]'')
*I Draghi mi hanno sempre attratto come elementi mitologici. Sembrano in grado di unire malizia umana e bestialità, saggezza malevola e spietatezza... Creature terrificanti. ([[J. R. R. Tolkien]])
*I draghi non vincono una guerra da trecento anni, gli eserciti la vincono in ogni momento. (''[[Il Trono di Spade (quarta stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*I draghi sono draghi proprio perché gli uomini non possono nulla contro di loro. (''[[Berserk]]'')
*I draghi vivono in tane maleodoranti sotto le profondità di montagne che si sgretolano, e per raggiungerli bisogna attraversare laghi di fuoco e cercare in qualche modo di evitare di essere divorato vivo da draghetti cuccioli. ([[Roger Ebert]])
*Il drago è una creatura temibile ed essi devono aver visto in esso un'alternativa all'assenza del Creatore e al silenzio della Sua Andraste. (''[[Dragon Age: Origins]]'')
*Il drago senza [[san Giorgio]] non sarebbe stato nemmeno grottesco. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*Il fuoco non uccide un drago. ([[Daenerys Targaryen]], ''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*– Il loro numero sta diminuendo per i cercatori di tesoro. Ma i draghi esistono. Quelli che la gente chiama ''draghi verdi'', come quello che abbiamo qui, sono i più comuni. I ''draghi rossi'' lo sono meno. Quelli neri sono i più rari.<br>– I ''draghi d'oro'' sono i più rari. (''[[The Witcher (serie televisiva)|The Witcher]]'')
*Il Valacco crede che l'eclisse sia un combattimento di dragoni cacciati dall'inferno, e giudicano, che facendo un gran rumore, tirando assai colpi d'archibugio, si possa impedire che il sole sia divorato da questi dragoni. ([[Giulio Ferrario]])
*L'uccisione del Drago è un tema che si ritrova nella mitologia della maggior parte dei popoli. In Grecia specialmente, dove abbondavano le leggende dedicate agli dei e agli eroi, non c'era quasi personaggio del mito che non avesse ucciso il suo drago; tra essi Eracle e Perseo, per non ricordare che i più famosi. In epoca cristiana sono stati i santi a compiere quest'impresa, come dimostrano la storia di san Giorgio e tutte quelle analoghe. Solo i nomi dei personaggi e le circostanze variano secondo i paesi e le leggende. Ma donde provengono tutti questi racconti? Poiché l'uccisione del Drago era un tema familiare nella mitologia sumerica sin dal III millennio a.C., è legittimo supporre che le leggende greche, al pari di quelle che si vedono ricomparire agli inizi del cristianesimo, siano nate a Sumer. ([[Samuel Noah Kramer]])
*La diffusione di miti con i draghi nelle leggende popolari di molte culture non è probabilmente casuale. L'implacabile, reciproca ostilità tra uomo e drago, esemplificata nella leggenda di S. Giorgio, è molto sentita in Occidente. (Nel terzo libro della ''Genesi'' Dio sancisce una rivalità eterna tra uomini e rettili.) Ma non si tratta di una peculiarità dell'Occidente: è un fenomeno diffuso in tutto il mondo. Ed è solo un caso che il verso fatto comunemente dall'uomo, per imporre il silenzio o per attirare l'attenzione, assomigli in modo così singolare al sibilo di un rettile? Può darsi che i draghi rappresentassero un grosso problema per i nostri antenati preumani di alcuni milioni di anni fa e che il terrore che essi evocavano e i decessi che causavano abbiano stimolato l'evoluzione dell'intelligenza umana? O forse la metafora del serpente si riferisce all'uso fatto della componente aggressiva e ritualistica del nostro cervello, che risale ai rettili, nell'ulteriore evoluzione del neopallio? Con una sola eccezione, il racconto della Genesi, sulla tentazione del serpente dell'Eden, è il solo esempio che si abbia nella Bibbia della comprensione da parte degli uomini del linguaggio degli animali. Quando temevamo i draghi, temevamo forse una parte di noi stessi? In un modo o nell'altro, nell'Eden, i draghi esistevano. ([[Carl Sagan]])
*''La [[Tiamat|Madre-Abisso]], | che tutto ha formato, | ha preparato Armi irresistibili: | ha messo al mondo Dragoni giganti | dai denti aguzzi, | dalle zanne (?) spietate, | a cui ha riempito il corpo | di veleno al posto del sangue.'' (''[[Enûma Eliš]]'')
*Le mappe una volta dicevano "ci sono i draghi qui". Adesso non lo dicono, ma non vuol dire che i draghi non ci siano. (''[[Fargo (serie televisiva)#Episodio 1, Il dilemma del coccodrillo|Fargo]]'')
*Mi auguro che non stiamo dando la caccia a un drago. [...] La seccatura di un normale troll marino basterebbe per un giorno. ([[Caitlín R. Kiernan]])
*Non vi sembra un po' curioso che quello che Hagrid desidera di più sia un drago e che si presenti uno sconosciuto che per caso ne ha uno? Quante persone vanno in giro con un uovo di drago in tasca? (''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'')
*Ora tu vedi il passato e il presente, come le altre creature inferiori: non hai facoltà più elevate della memoria e della percezione. Ma i draghi, ragazzo mio, hanno una mente assai diversa. [...] Vediamo come se ci trovassimo in vetta a una montagna: tutto il tempo, tutto lo spazio. In un istante scorgiamo la visione appassionata e il tumulto. Non che le cose falliscano per colpa ''nostra'', intendimi. [...] I draghi non s'immischiano nel vostro insignificante libero arbitrio. Puah! ([[Drago (Beowulf)|Il drago]], [[John Gardner]])
*«Perché uccidono i draghi?» chiede alla madre che sospira e striscia lungo il bordo della pozza.<br>«Perché loro non sono draghi. [...] Gli uomini non possiedono né il respiro infuocato né le ali dei draghi [...] Sono gelosi di queste cose e le temono.» ([[Caitlín R. Kiernan]])
*Quando ero piccola, molto più piccola di adesso, Pa mi disse che in un certo dialetto cinese il mio nome, Loung, significa "drago". Disse che i draghi sono gli animali degli dèi, se non dèi loro stessi. I draghi sono molto potenti e saggi, e spesso vedono il futuro. Mi spiegò anche che, come nei film, di tanto in tanto un paio di draghi cattivi possono venire sulla terra a seminare distruzione tra gli uomini, anche se la maggior parte di loro ci proteggono. ([[Loung Ung]])
*Questa parola nella Bibbia ha tre significati. Spesso, quando si vede unita ad altri nomi, come struzzi, ulule, deserti, rovine, dinota lo [[sciacallo]], le cui caratteristiche sono infati "gli ululati" e "il sorbire il vento", Ger. 14: 6. Così in Giob. 30: 29; Sal. 44: 19; Ger. 9: 11; Mich. 1: 8, in cui sono descritte la solitudine e la desolazione. In alcuni passi la parola dragone dinota mostri dell'abisso, ossia grossi rettili terrestri, come in Deut. 32: 33; Sal. 91; 13. Il senso figurativo di essa, come in Ezech. 29; 3; Apoc. 12: 3, è sufficientemente chiaro. ([[Philip Schaff]])
*Ogni drago genera un S. Giorgio che lo uccide. ([[Khalil Gibran]])
*Solo un cavaliere può uccidere un drago – ad esempio, non un militare di carriera, né un campione sportivo. Ci sono cavalieri che si vantano di aver ucciso più draghi: mentono. Non è nel disegno del mondo consentire l’uccisione di più di un drago ad un Cavaliere [...] Dei draghi non si sa molto, ma in genere i cavalieri ignorano anche il poco che se ne conosce. Che esistano regioni in cui i draghi dimorano, regioni lontane e forse tecnicamente inaccessibili, molti credono, e pare verosimile. Da quella regione si allontanano; viaggiano sempre soli: nessuno ha mai saputo di una coppia di draghi, una famiglia, due draghi amici. Il drago si dirige verso la propria uccisione. Che si sappia, questo è il solo modo di morire consentito ai draghi. Il drago si dirige verso le mura della città, in cui tuttavia non penetra mai; non ha interesse per i villani, ma cerca cavalieri, giacché solo da uno di questi otterrà la morte. Talora il drago si apparta in una grotta, se ne fa ricetto, accumula sassi sulla soglia. Il drago emette dalla bocca fuoco: che tiene luogo di favella. Egli ha verosimilmente molte cose da dire, ma la lunga solitudine l’ha reso disavvezzo, e l’intima fatica esce in lingua di fiamma. ([[Giorgio Manganelli]])
*Tra tutti li serpenti il dragone è grandissimo, quale ha li denti acuti, e serrati: ma ha maggior forza nella coda, che nei i denti, ne ha tento veleno, quanto gli altri serpenti. Se egli liga alcuno con la coda, l'amazza, ne lo elefante è securo con la sua grandezza. Impero che ascondendosi per le vie: dove caminano li elefanti, con la coda gli liga le gambe, e gli affoga. ([[Sebastian Münster]])
*Uccidere i draghi è un concetto occidentale. In Oriente sono sacri, creature divine che hanno portato la saggezza, la forza, la redenzione perfino. (''[[Godzilla II - King of the Monsters]]'')
*Un drago non è una fantasia oziosa. Quali che possano essere le sue origini, nella realtà o nell'invenzione, nella leggenda il drago è una potente creazione dell'immaginazione umana, ricca di significato più che il suo tumulo sia ricco d'oro. ([[J. R. R. Tolkien]])
*Una leggenda dice che discendiamo dai draghi. Anche i ragazzi che si nascondono dalla guerra nella caverna dicono che il drago li protegge. Il drago li farà rinascere come figli suoi. Avranno una loro lingua, creeranno un mondo destinato a loro. E in quel mondo nuovo, non esisterà una parola per omicidio o assassinio, non erediteranno le nostre ostilità, gli avvoltoi non li divoreranno. Quando riemergeranno, li riconosceremo come figli del drago, poiché ne porteranno i geni. Azanu ed io abbiamo chiamato nostro figlio Tesfaye e la nostra speranza verrà cresciuta dal drago, assieme agli altri suoi figli nella caverna, che li prepara a riemergere e creare la loro nuova società. (''[[Teza (film)|Teza]]'')
*Vi era un gran drago e i Babilonesi lo veneravano. Il re disse a Daniele: "Non potrai dire che questo non è un dio vivente; adoralo, dunque". Daniele rispose: "Io adoro il Signore mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago". Soggiunse il re: "Te lo permetto". Daniele prese allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi ne preparò focacce e le gettò in bocca al drago che le inghiottì e scoppiò; quindi soggiunse: "Ecco che cosa adoravate!". (''[[Libro di Daniele]]'')
===[[Jorge Luis Borges]]===
*Il drago occidentale è, nel migliore dei casi, terrificante, nel peggiore ridicolo.
*Il tempo ha notevolmente intaccato il loro prestigio. Crediamo nel leone come realtà e come simbolo; crediamo nel minotauro come simbolo, non più come realtà; il drago è forse il più conosciuto ma anche il meno fortunato degli animali fantastici. Ci appare puerile e contamina con tale puerilità le storie in cui figura. Conviene non dimenticare, tuttavia, che si tratta di un pregiudizio moderno, forse provocato dall'eccesso di draghi nelle fiabe.
*Un serpente grosso e alto con artigli e ali è forse la più fedele descrizione del drago. Può essere nero, ma è essenziale che sia splendente; di solito poi si esige che esali boccate di fuoco e di fumo. Si tratta, naturalmente, della sua immagine attuale; pare che i greci dessero il suo nome a qualunque serpente di taglia considerevole.
===''[[Il drago del lago di fuoco]]''===
*Come si può scendere a patti con un drago? Bisogna ucciderlo, come ho fatto io.
*Guardate queste scaglie, queste creste. Quando un drago è così vecchio, non conosce altro che pene, continuamente. Diventa decrepito, storpio, miserevole.
*Sapete una cosa? Maghi, la magia, stanno sparendo da questo mondo. Si estingueranno, e mi rende molto felice, perché con loro spariranno anche i draghi.
*Un tempo i cieli ne erano pieni. Magnifici dorsi crestati e ali squamose s'innalzavano nel caldo abbraccio del vento.
===''[[Excalibur]]''===
*– Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>– Sì, ti prego.<br>– Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.
*Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*Una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata amore, questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!
===[[George R. R. Martin]]===
[[File:A Song of Ice and Fire arms of House Targaryen no scroll.jpg|thumb|Drago rosso tricefalo, emblema della casata di Targaryen nelle opere di [[George R. R. Martin]]]]
*Dopo aver visto un drago in volo, la cosa migliore che un uomo può fare è continuare a zappare l'orto, perché al mondo non c'è meraviglia più grande.
*Gli occhi erano il punto più vulnerabile dei draghi. Gli occhi e il cervello dietro di essi. Non il ventre, come raccontavano certe favole: le scaglie in quella zona erano robuste quanto quelle sulla schiena e sui fianchi. E nemmeno la gola. Era follia. Tanto valeva che quegli aspiranti uccisori di draghi cercassero di domare un incendio con delle lance. "La morte esce dalla bocca del drago [...] però non entra dalla medesima via."
*I draghi non amano la pioggia.
*I draghi non cessano mai di crescere, basta che abbiano cibo e libertà.
*I draghi non sono né maschi né femmine, mutevoli come la fiamma, sono ora gli uni ora le altre.
*Il drago di ghiaccio era di un bianco cristallino, quella sfumatura così nitida e fredda che vira quasi all'azzurro. Era ricoperto di brina, per cui quando si muoveva la pelle di rompeva e crepava come la crosta della neve sotto gli stivali di un uomo, e perdeva scaglie di ghiaccio. Gli occhi erano chiari e profondi e glaciali. Le ali enormi e simili a quelle di un pipistrello coloravano tutto di un tenue azzurro traslucido. Aveva denti cristallini, in triplice fila, lance frastagliate di altezza irregolare, bianche contro le fauci blu. Quando il drago di ghiaccio batteva le ali, spirava un'aria gelida, si alzavano vortici di neve e il mondo pareva ritirarsi e rabbrividire. Il drago di ghiaccio respirava il gelo. Il suo alito formava ghiaccio.
*Il fuoco non può uccidere un drago.
*I signori dei draghi dell'antica Valyria controllavano le loro cavalcature tramite sortilegi e corni magici. Daenerys aveva solo la voce e la frusta. Una volta montata sul dorso del drago, le era sembrato di dover reimparare a cavalcare. Quando frustava la sua purosangue argentata sul fianco destro, la puledra andava a sinistra, perché il primo istinto per un cavallo è quello di allontanarsi dal pericolo. Invece, colpendo il fianco destro di Drogon, il drago virava a destra, perché il primo istinto per un drago è sempre quello di attaccare. Certe volte, però, non sembrava avere importanza da che lato lo colpiva: Drogon andava dove voleva, portandola con sé. Se Drogon non voleva girare, nessuna parola e nessuna frusta al mondo sarebbero servite. La frusta, più che fargli male, lo irritava.
*"L'osso di drago è di colore nero a causa del suo elevato contenuto di ferro" spiegava il libro. "È anche resistente come l'acciaio ma al tempo stesso leggero e flessibile, e naturalmente del tutto inattaccabile dal fuoco."
*Si commette un grave errore a rubare al drago. Perché il drago ricorda.
*Solamente i draghi e gli uomini mangiano carne cotta.
*Troppi draghi sono altrettanto pericolosi quanto troppo pochi draghi.
*Un drago ''non'' è uno schiavo.
*Una volta un mercante di Qarth mi disse che i draghi provengono dalla luna. [...] Mi disse che la luna è un grande uovo.[...] Un tempo nel cielo c'erano due lune. Ma poi una si avvicinò troppo al sole e il suo calore la frantumò. Migliaia di draghi si riversarono dalla luna frantumato e bevvero il fuoco del sole. Ecco perché il respiro dei draghi è fatto di fuoco. Verrà il giorno in cui anche la seconda luna accetterà il bacio del sole. Anch'essa si frantumerà, e i draghi faranno ritorno.
===''[[Il regno del fuoco]]''===
*C'è solo una cosa peggiore dei draghi: gli americani.
*Noi crediamo che siano come i pesci: le femmine depongono le uova, il maschio passa e le feconda con il suo seme a migliaia.
*Non hanno niente di magico. Sono solo un insieme di organi. Hanno un cervello, un cuore e un fegato. Se colpisci un punto vitale, uccidi la bestia.
*Non riuscivamo a credere che fossero reali. Gli uomini li avevano trasformati in mito. Ma la natura aveva generato qualcosa di più spaventoso. Troppo tardi i nostri scienziati scoprirono la loro vera identità: la specie che aveva ridotto in polvere i dinosauri, le cui ceneri scatenarono le glaciazioni, che nel corso dei millenni spazzarono via ogni forma di vita al mondo. Allora, affamati, entrarono in letargo in attesa che il pianeta si popolasse, aspettando di dare nuova vita al loro ciclo.
*Questi mostri vivono di cenere, si cibano di morte. Non ci si può contrattare, nessun compromesso per nessuno di noi.
*{{NDR|Sul tempo ideale per uccidere un drago}} Tu sai che ci vedono benissimo di giorno e forse anche meglio di notte, ma al crepuscolo non riescono a mettere a fuoco. È l'ora magica.
===''[[Il volo dei draghi]]''===
*Come potevo mettermi a pensare alle equazioni quando in testa avevo solo i draghi?
*– Dato che i draghi tendono a bruciare i letti normali, devono trovare un metallo duttile su cui dormire, e l'oro si è dimostrato molto confortevole.<br>– Ah, ecco perché amano tanto gli oggetti d'oro!
*Mio padre mi ripeteva sempre di non far mai credito a un drago.
*– Non hai mai avuto diamanti nel gozzo?<br>– Non ho mai avuto un gozzo.<br>– Servono a sminuzzare la bianca pietra di fuoco. Fai come me.<br>– È roccia calcarea?<br>– I nomi che usa l'uomo sono sempre così squallidi! Mangia! Ti consumeresti i denti masticandola, quindi mandala giù a pezzi e poi agita la testa affinché le gemme la polverizzino.<br>– Anche i polli usano un accorgimento simile.<br>– Vuoi stare zitto? Non si parla con la bocca piena!<br>– Ma che c'entra questo con il volo?<br>– Ti fa produrre nella pancia il fuoco che serve ad alzarsi da terra.<br>– Hmm? Dunque, la pietra calcarea è ricca di calcio. Il calcio, a contatto con gli acidi dello stomaco, libera idrogeno. L'idrogeno, essendo più leggero dell'aria, ti permette di sollevarti da terra, un po' come un dirigibile.<br>– Cosa? Ascolta, tu mangi la pietra, il fuoco compare e puoi spiccare il volo. È tutto qui!<br>– Ma non è logico. Come può la mia pancia contenere un fuoco? Se solo potessi visualizzare.<br>– Oh, proprio a me doveva capitare... Visualizza!<br>– Grazie! Ah ragazzi, è davvero fantastico! Allora, mentre tu spieghi io farò un disegno.<br>– Ah, gli uomini... Guarda, lo faccio solo per Carolinus. Vedi, noi abbiamo qui dentro una specie di grande nido d'ape fatto di ossa e muscoli.<br>– {{NDR|disegnando con un carboncino}}: Qualcosa del genere?<br>– Sì, sì, proprio così.<br>– I vari comparti si espandono e si contraggono, e quando si espandono l'idrogeno... ehm, voglio dire il fuoco dei draghi, giusto, aumenta, rendendoci più leggeri dell'aria e via, si sale! {{NDR|comincia a galleggiare nell'aria}} Ehi, ora come faccio a scendere?<br>– A scendere?! Rutta!<br>– Certo! Apro le valvole ed espello gas dalla bocca.<br>– Sì, appunto. Prova. {{NDR|Peter sputa una scia di fiamme che colpisce Smrgol in faccia}} Per mille draghi, vuoi girare quella testa?! {{NDR|Peter precipita per terra}}<br>– Ancora non capisco perché si forma il fuoco...<br>– Perché noi siamo dei draghi, e i draghi sputano fuoco!<br>– Sì, ma cos'è che crea la scintilla?<br>– Il ditale di Thor, sciocco! Dunque, sul palato della tua bocca... Ecco, prova a toccare con la lingua.<br>– È vero, sembra proprio un ditale. {{NDR|appaiono scariche elettriche nella sua bocca}} Ho preso la scossa! L'elettricità dà fuoco all'idrogeno ed ecco che escono le fiamme. Ma allora il fuoco dei draghi, il volo dei draghi ha tutto perfettamente senso. Cosa darei per la mia macchina da scrivere!<br>– Ah, taci e mangia la tua "pietra calcarea"!
*Vi fu un tempo, a metà tra il declino dell'era incantata e l'alba dell'età della logica, nel quale i draghi volavano liberi e alti nei cieli.
*– Vuole sapere una cosa, signor Dickinson? Non se la prenda, ma lei è un po' matto con la sua mania dei draghi.<br>– In effetti mi affascinano fin da quando ero piccolo e sono sicuro che siano esistiti molto tempo fa. Vede, sto cercando di capire come potessero sputare fuoco, come volavano...<br>– Ritiro le parole "un po' matto". Lei è ''fanatico'' dei draghi.<br>– Giusto! Io mangio, respiro e dormo con loro.
==Voci correlate==
*[[Drago (Beowulf)]]
*[[Leviatano]]
*[[Smaug]]
*[[Tiamat]]
==Altri progetti==
{{Interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul}}
[[Categoria:Creature leggendarie]]
[[Categoria:Iconografia]]
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/* Excalibur */
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text/x-wiki
{{voce tematica}}
[[File:Diagon Alley5.jpg|thumb|upright=1.4|Drago raffigurato a Universal Studios, Florida]]
Citazioni sui '''draghi'''.
==Citazioni==
*Anni or sono, quando l'uomo era giovane e il drago già vecchio, il più saggio della nostra razza ebbe pietà dell'uomo. Egli radunò tutti i draghi facendo giurare loro di vegliare sull'uomo, sempre. E al momento della sua morte, la notte divenne viva con quelle stelle. Fu così che nacque il Paradiso dei Draghi. Ma quando moriamo, non tutti i draghi sono ammessi in questo luogo lucente. No, dobbiamo guadagnarlo. E se non lo facciamo il nostro spirito sparisce come se non fossimo mai esistiti. (''[[Dragonheart - Cuore di drago]]'')
*C'è un punto debole sotto la gola, lì. Vede? Devi trafiggerlo con un coltello o una daga. ''Zak''! È l'unico modo per uccidere un drago. ([[Hroðgar|Hrothgar]], ''[[La leggenda di Beowulf]]'')
*E cos'è una favola, senza un drago da uccidere? (''[[Desperate Housewives (terza stagione)|Desperate Housewives]]'')
*È meglio testa di lucertola che [[Coda (anatomia)|coda]] di drago. ([[proverbi italiani|proverbio italiano]])
*È pur vero che anch'io ho ucciso draghi, come tuo padre. Ma come per molti, sfortunatamente, i draghi erano solo nella mia testa. (''[[Vikings]]'')
*I Draghi mi hanno sempre attratto come elementi mitologici. Sembrano in grado di unire malizia umana e bestialità, saggezza malevola e spietatezza... Creature terrificanti. ([[J. R. R. Tolkien]])
*I draghi non vincono una guerra da trecento anni, gli eserciti la vincono in ogni momento. (''[[Il Trono di Spade (quarta stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*I draghi sono draghi proprio perché gli uomini non possono nulla contro di loro. (''[[Berserk]]'')
*I draghi vivono in tane maleodoranti sotto le profondità di montagne che si sgretolano, e per raggiungerli bisogna attraversare laghi di fuoco e cercare in qualche modo di evitare di essere divorato vivo da draghetti cuccioli. ([[Roger Ebert]])
*Il drago è una creatura temibile ed essi devono aver visto in esso un'alternativa all'assenza del Creatore e al silenzio della Sua Andraste. (''[[Dragon Age: Origins]]'')
*Il drago senza [[san Giorgio]] non sarebbe stato nemmeno grottesco. ([[Gilbert Keith Chesterton]])
*Il fuoco non uccide un drago. ([[Daenerys Targaryen]], ''[[Il Trono di Spade (prima stagione)|Il Trono di Spade]]'')
*– Il loro numero sta diminuendo per i cercatori di tesoro. Ma i draghi esistono. Quelli che la gente chiama ''draghi verdi'', come quello che abbiamo qui, sono i più comuni. I ''draghi rossi'' lo sono meno. Quelli neri sono i più rari.<br>– I ''draghi d'oro'' sono i più rari. (''[[The Witcher (serie televisiva)|The Witcher]]'')
*Il Valacco crede che l'eclisse sia un combattimento di dragoni cacciati dall'inferno, e giudicano, che facendo un gran rumore, tirando assai colpi d'archibugio, si possa impedire che il sole sia divorato da questi dragoni. ([[Giulio Ferrario]])
*L'uccisione del Drago è un tema che si ritrova nella mitologia della maggior parte dei popoli. In Grecia specialmente, dove abbondavano le leggende dedicate agli dei e agli eroi, non c'era quasi personaggio del mito che non avesse ucciso il suo drago; tra essi Eracle e Perseo, per non ricordare che i più famosi. In epoca cristiana sono stati i santi a compiere quest'impresa, come dimostrano la storia di san Giorgio e tutte quelle analoghe. Solo i nomi dei personaggi e le circostanze variano secondo i paesi e le leggende. Ma donde provengono tutti questi racconti? Poiché l'uccisione del Drago era un tema familiare nella mitologia sumerica sin dal III millennio a.C., è legittimo supporre che le leggende greche, al pari di quelle che si vedono ricomparire agli inizi del cristianesimo, siano nate a Sumer. ([[Samuel Noah Kramer]])
*La diffusione di miti con i draghi nelle leggende popolari di molte culture non è probabilmente casuale. L'implacabile, reciproca ostilità tra uomo e drago, esemplificata nella leggenda di S. Giorgio, è molto sentita in Occidente. (Nel terzo libro della ''Genesi'' Dio sancisce una rivalità eterna tra uomini e rettili.) Ma non si tratta di una peculiarità dell'Occidente: è un fenomeno diffuso in tutto il mondo. Ed è solo un caso che il verso fatto comunemente dall'uomo, per imporre il silenzio o per attirare l'attenzione, assomigli in modo così singolare al sibilo di un rettile? Può darsi che i draghi rappresentassero un grosso problema per i nostri antenati preumani di alcuni milioni di anni fa e che il terrore che essi evocavano e i decessi che causavano abbiano stimolato l'evoluzione dell'intelligenza umana? O forse la metafora del serpente si riferisce all'uso fatto della componente aggressiva e ritualistica del nostro cervello, che risale ai rettili, nell'ulteriore evoluzione del neopallio? Con una sola eccezione, il racconto della Genesi, sulla tentazione del serpente dell'Eden, è il solo esempio che si abbia nella Bibbia della comprensione da parte degli uomini del linguaggio degli animali. Quando temevamo i draghi, temevamo forse una parte di noi stessi? In un modo o nell'altro, nell'Eden, i draghi esistevano. ([[Carl Sagan]])
*''La [[Tiamat|Madre-Abisso]], | che tutto ha formato, | ha preparato Armi irresistibili: | ha messo al mondo Dragoni giganti | dai denti aguzzi, | dalle zanne (?) spietate, | a cui ha riempito il corpo | di veleno al posto del sangue.'' (''[[Enûma Eliš]]'')
*Le mappe una volta dicevano "ci sono i draghi qui". Adesso non lo dicono, ma non vuol dire che i draghi non ci siano. (''[[Fargo (serie televisiva)#Episodio 1, Il dilemma del coccodrillo|Fargo]]'')
*Mi auguro che non stiamo dando la caccia a un drago. [...] La seccatura di un normale troll marino basterebbe per un giorno. ([[Caitlín R. Kiernan]])
*Non vi sembra un po' curioso che quello che Hagrid desidera di più sia un drago e che si presenti uno sconosciuto che per caso ne ha uno? Quante persone vanno in giro con un uovo di drago in tasca? (''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'')
*Ora tu vedi il passato e il presente, come le altre creature inferiori: non hai facoltà più elevate della memoria e della percezione. Ma i draghi, ragazzo mio, hanno una mente assai diversa. [...] Vediamo come se ci trovassimo in vetta a una montagna: tutto il tempo, tutto lo spazio. In un istante scorgiamo la visione appassionata e il tumulto. Non che le cose falliscano per colpa ''nostra'', intendimi. [...] I draghi non s'immischiano nel vostro insignificante libero arbitrio. Puah! ([[Drago (Beowulf)|Il drago]], [[John Gardner]])
*«Perché uccidono i draghi?» chiede alla madre che sospira e striscia lungo il bordo della pozza.<br>«Perché loro non sono draghi. [...] Gli uomini non possiedono né il respiro infuocato né le ali dei draghi [...] Sono gelosi di queste cose e le temono.» ([[Caitlín R. Kiernan]])
*Quando ero piccola, molto più piccola di adesso, Pa mi disse che in un certo dialetto cinese il mio nome, Loung, significa "drago". Disse che i draghi sono gli animali degli dèi, se non dèi loro stessi. I draghi sono molto potenti e saggi, e spesso vedono il futuro. Mi spiegò anche che, come nei film, di tanto in tanto un paio di draghi cattivi possono venire sulla terra a seminare distruzione tra gli uomini, anche se la maggior parte di loro ci proteggono. ([[Loung Ung]])
*Questa parola nella Bibbia ha tre significati. Spesso, quando si vede unita ad altri nomi, come struzzi, ulule, deserti, rovine, dinota lo [[sciacallo]], le cui caratteristiche sono infati "gli ululati" e "il sorbire il vento", Ger. 14: 6. Così in Giob. 30: 29; Sal. 44: 19; Ger. 9: 11; Mich. 1: 8, in cui sono descritte la solitudine e la desolazione. In alcuni passi la parola dragone dinota mostri dell'abisso, ossia grossi rettili terrestri, come in Deut. 32: 33; Sal. 91; 13. Il senso figurativo di essa, come in Ezech. 29; 3; Apoc. 12: 3, è sufficientemente chiaro. ([[Philip Schaff]])
*Ogni drago genera un S. Giorgio che lo uccide. ([[Khalil Gibran]])
*Solo un cavaliere può uccidere un drago – ad esempio, non un militare di carriera, né un campione sportivo. Ci sono cavalieri che si vantano di aver ucciso più draghi: mentono. Non è nel disegno del mondo consentire l’uccisione di più di un drago ad un Cavaliere [...] Dei draghi non si sa molto, ma in genere i cavalieri ignorano anche il poco che se ne conosce. Che esistano regioni in cui i draghi dimorano, regioni lontane e forse tecnicamente inaccessibili, molti credono, e pare verosimile. Da quella regione si allontanano; viaggiano sempre soli: nessuno ha mai saputo di una coppia di draghi, una famiglia, due draghi amici. Il drago si dirige verso la propria uccisione. Che si sappia, questo è il solo modo di morire consentito ai draghi. Il drago si dirige verso le mura della città, in cui tuttavia non penetra mai; non ha interesse per i villani, ma cerca cavalieri, giacché solo da uno di questi otterrà la morte. Talora il drago si apparta in una grotta, se ne fa ricetto, accumula sassi sulla soglia. Il drago emette dalla bocca fuoco: che tiene luogo di favella. Egli ha verosimilmente molte cose da dire, ma la lunga solitudine l’ha reso disavvezzo, e l’intima fatica esce in lingua di fiamma. ([[Giorgio Manganelli]])
*Tra tutti li serpenti il dragone è grandissimo, quale ha li denti acuti, e serrati: ma ha maggior forza nella coda, che nei i denti, ne ha tento veleno, quanto gli altri serpenti. Se egli liga alcuno con la coda, l'amazza, ne lo elefante è securo con la sua grandezza. Impero che ascondendosi per le vie: dove caminano li elefanti, con la coda gli liga le gambe, e gli affoga. ([[Sebastian Münster]])
*Uccidere i draghi è un concetto occidentale. In Oriente sono sacri, creature divine che hanno portato la saggezza, la forza, la redenzione perfino. (''[[Godzilla II - King of the Monsters]]'')
*Un drago non è una fantasia oziosa. Quali che possano essere le sue origini, nella realtà o nell'invenzione, nella leggenda il drago è una potente creazione dell'immaginazione umana, ricca di significato più che il suo tumulo sia ricco d'oro. ([[J. R. R. Tolkien]])
*Una leggenda dice che discendiamo dai draghi. Anche i ragazzi che si nascondono dalla guerra nella caverna dicono che il drago li protegge. Il drago li farà rinascere come figli suoi. Avranno una loro lingua, creeranno un mondo destinato a loro. E in quel mondo nuovo, non esisterà una parola per omicidio o assassinio, non erediteranno le nostre ostilità, gli avvoltoi non li divoreranno. Quando riemergeranno, li riconosceremo come figli del drago, poiché ne porteranno i geni. Azanu ed io abbiamo chiamato nostro figlio Tesfaye e la nostra speranza verrà cresciuta dal drago, assieme agli altri suoi figli nella caverna, che li prepara a riemergere e creare la loro nuova società. (''[[Teza (film)|Teza]]'')
*Vi era un gran drago e i Babilonesi lo veneravano. Il re disse a Daniele: "Non potrai dire che questo non è un dio vivente; adoralo, dunque". Daniele rispose: "Io adoro il Signore mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago". Soggiunse il re: "Te lo permetto". Daniele prese allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi ne preparò focacce e le gettò in bocca al drago che le inghiottì e scoppiò; quindi soggiunse: "Ecco che cosa adoravate!". (''[[Libro di Daniele]]'')
===[[Jorge Luis Borges]]===
*Il drago occidentale è, nel migliore dei casi, terrificante, nel peggiore ridicolo.
*Il tempo ha notevolmente intaccato il loro prestigio. Crediamo nel leone come realtà e come simbolo; crediamo nel minotauro come simbolo, non più come realtà; il drago è forse il più conosciuto ma anche il meno fortunato degli animali fantastici. Ci appare puerile e contamina con tale puerilità le storie in cui figura. Conviene non dimenticare, tuttavia, che si tratta di un pregiudizio moderno, forse provocato dall'eccesso di draghi nelle fiabe.
*Un serpente grosso e alto con artigli e ali è forse la più fedele descrizione del drago. Può essere nero, ma è essenziale che sia splendente; di solito poi si esige che esali boccate di fuoco e di fumo. Si tratta, naturalmente, della sua immagine attuale; pare che i greci dessero il suo nome a qualunque serpente di taglia considerevole.
===''[[Il drago del lago di fuoco]]''===
*Come si può scendere a patti con un drago? Bisogna ucciderlo, come ho fatto io.
*Guardate queste scaglie, queste creste. Quando un drago è così vecchio, non conosce altro che pene, continuamente. Diventa decrepito, storpio, miserevole.
*Sapete una cosa? Maghi, la magia, stanno sparendo da questo mondo. Si estingueranno, e mi rende molto felice, perché con loro spariranno anche i draghi.
*Un tempo i cieli ne erano pieni. Magnifici dorsi crestati e ali squamose s'innalzavano nel caldo abbraccio del vento.
===''[[Excalibur]]''===
*– Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>– Sì, ti prego.<br>– Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.
*Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo!
*Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*Una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata amore, questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!
===[[George R. R. Martin]]===
[[File:A Song of Ice and Fire arms of House Targaryen no scroll.jpg|thumb|Drago rosso tricefalo, emblema della casata di Targaryen nelle opere di [[George R. R. Martin]]]]
*Dopo aver visto un drago in volo, la cosa migliore che un uomo può fare è continuare a zappare l'orto, perché al mondo non c'è meraviglia più grande.
*Gli occhi erano il punto più vulnerabile dei draghi. Gli occhi e il cervello dietro di essi. Non il ventre, come raccontavano certe favole: le scaglie in quella zona erano robuste quanto quelle sulla schiena e sui fianchi. E nemmeno la gola. Era follia. Tanto valeva che quegli aspiranti uccisori di draghi cercassero di domare un incendio con delle lance. "La morte esce dalla bocca del drago [...] però non entra dalla medesima via."
*I draghi non amano la pioggia.
*I draghi non cessano mai di crescere, basta che abbiano cibo e libertà.
*I draghi non sono né maschi né femmine, mutevoli come la fiamma, sono ora gli uni ora le altre.
*Il drago di ghiaccio era di un bianco cristallino, quella sfumatura così nitida e fredda che vira quasi all'azzurro. Era ricoperto di brina, per cui quando si muoveva la pelle di rompeva e crepava come la crosta della neve sotto gli stivali di un uomo, e perdeva scaglie di ghiaccio. Gli occhi erano chiari e profondi e glaciali. Le ali enormi e simili a quelle di un pipistrello coloravano tutto di un tenue azzurro traslucido. Aveva denti cristallini, in triplice fila, lance frastagliate di altezza irregolare, bianche contro le fauci blu. Quando il drago di ghiaccio batteva le ali, spirava un'aria gelida, si alzavano vortici di neve e il mondo pareva ritirarsi e rabbrividire. Il drago di ghiaccio respirava il gelo. Il suo alito formava ghiaccio.
*Il fuoco non può uccidere un drago.
*I signori dei draghi dell'antica Valyria controllavano le loro cavalcature tramite sortilegi e corni magici. Daenerys aveva solo la voce e la frusta. Una volta montata sul dorso del drago, le era sembrato di dover reimparare a cavalcare. Quando frustava la sua purosangue argentata sul fianco destro, la puledra andava a sinistra, perché il primo istinto per un cavallo è quello di allontanarsi dal pericolo. Invece, colpendo il fianco destro di Drogon, il drago virava a destra, perché il primo istinto per un drago è sempre quello di attaccare. Certe volte, però, non sembrava avere importanza da che lato lo colpiva: Drogon andava dove voleva, portandola con sé. Se Drogon non voleva girare, nessuna parola e nessuna frusta al mondo sarebbero servite. La frusta, più che fargli male, lo irritava.
*"L'osso di drago è di colore nero a causa del suo elevato contenuto di ferro" spiegava il libro. "È anche resistente come l'acciaio ma al tempo stesso leggero e flessibile, e naturalmente del tutto inattaccabile dal fuoco."
*Si commette un grave errore a rubare al drago. Perché il drago ricorda.
*Solamente i draghi e gli uomini mangiano carne cotta.
*Troppi draghi sono altrettanto pericolosi quanto troppo pochi draghi.
*Un drago ''non'' è uno schiavo.
*Una volta un mercante di Qarth mi disse che i draghi provengono dalla luna. [...] Mi disse che la luna è un grande uovo.[...] Un tempo nel cielo c'erano due lune. Ma poi una si avvicinò troppo al sole e il suo calore la frantumò. Migliaia di draghi si riversarono dalla luna frantumato e bevvero il fuoco del sole. Ecco perché il respiro dei draghi è fatto di fuoco. Verrà il giorno in cui anche la seconda luna accetterà il bacio del sole. Anch'essa si frantumerà, e i draghi faranno ritorno.
===''[[Il regno del fuoco]]''===
*C'è solo una cosa peggiore dei draghi: gli americani.
*Noi crediamo che siano come i pesci: le femmine depongono le uova, il maschio passa e le feconda con il suo seme a migliaia.
*Non hanno niente di magico. Sono solo un insieme di organi. Hanno un cervello, un cuore e un fegato. Se colpisci un punto vitale, uccidi la bestia.
*Non riuscivamo a credere che fossero reali. Gli uomini li avevano trasformati in mito. Ma la natura aveva generato qualcosa di più spaventoso. Troppo tardi i nostri scienziati scoprirono la loro vera identità: la specie che aveva ridotto in polvere i dinosauri, le cui ceneri scatenarono le glaciazioni, che nel corso dei millenni spazzarono via ogni forma di vita al mondo. Allora, affamati, entrarono in letargo in attesa che il pianeta si popolasse, aspettando di dare nuova vita al loro ciclo.
*Questi mostri vivono di cenere, si cibano di morte. Non ci si può contrattare, nessun compromesso per nessuno di noi.
*{{NDR|Sul tempo ideale per uccidere un drago}} Tu sai che ci vedono benissimo di giorno e forse anche meglio di notte, ma al crepuscolo non riescono a mettere a fuoco. È l'ora magica.
===''[[Il volo dei draghi]]''===
*Come potevo mettermi a pensare alle equazioni quando in testa avevo solo i draghi?
*– Dato che i draghi tendono a bruciare i letti normali, devono trovare un metallo duttile su cui dormire, e l'oro si è dimostrato molto confortevole.<br>– Ah, ecco perché amano tanto gli oggetti d'oro!
*Mio padre mi ripeteva sempre di non far mai credito a un drago.
*– Non hai mai avuto diamanti nel gozzo?<br>– Non ho mai avuto un gozzo.<br>– Servono a sminuzzare la bianca pietra di fuoco. Fai come me.<br>– È roccia calcarea?<br>– I nomi che usa l'uomo sono sempre così squallidi! Mangia! Ti consumeresti i denti masticandola, quindi mandala giù a pezzi e poi agita la testa affinché le gemme la polverizzino.<br>– Anche i polli usano un accorgimento simile.<br>– Vuoi stare zitto? Non si parla con la bocca piena!<br>– Ma che c'entra questo con il volo?<br>– Ti fa produrre nella pancia il fuoco che serve ad alzarsi da terra.<br>– Hmm? Dunque, la pietra calcarea è ricca di calcio. Il calcio, a contatto con gli acidi dello stomaco, libera idrogeno. L'idrogeno, essendo più leggero dell'aria, ti permette di sollevarti da terra, un po' come un dirigibile.<br>– Cosa? Ascolta, tu mangi la pietra, il fuoco compare e puoi spiccare il volo. È tutto qui!<br>– Ma non è logico. Come può la mia pancia contenere un fuoco? Se solo potessi visualizzare.<br>– Oh, proprio a me doveva capitare... Visualizza!<br>– Grazie! Ah ragazzi, è davvero fantastico! Allora, mentre tu spieghi io farò un disegno.<br>– Ah, gli uomini... Guarda, lo faccio solo per Carolinus. Vedi, noi abbiamo qui dentro una specie di grande nido d'ape fatto di ossa e muscoli.<br>– {{NDR|disegnando con un carboncino}}: Qualcosa del genere?<br>– Sì, sì, proprio così.<br>– I vari comparti si espandono e si contraggono, e quando si espandono l'idrogeno... ehm, voglio dire il fuoco dei draghi, giusto, aumenta, rendendoci più leggeri dell'aria e via, si sale! {{NDR|comincia a galleggiare nell'aria}} Ehi, ora come faccio a scendere?<br>– A scendere?! Rutta!<br>– Certo! Apro le valvole ed espello gas dalla bocca.<br>– Sì, appunto. Prova. {{NDR|Peter sputa una scia di fiamme che colpisce Smrgol in faccia}} Per mille draghi, vuoi girare quella testa?! {{NDR|Peter precipita per terra}}<br>– Ancora non capisco perché si forma il fuoco...<br>– Perché noi siamo dei draghi, e i draghi sputano fuoco!<br>– Sì, ma cos'è che crea la scintilla?<br>– Il ditale di Thor, sciocco! Dunque, sul palato della tua bocca... Ecco, prova a toccare con la lingua.<br>– È vero, sembra proprio un ditale. {{NDR|appaiono scariche elettriche nella sua bocca}} Ho preso la scossa! L'elettricità dà fuoco all'idrogeno ed ecco che escono le fiamme. Ma allora il fuoco dei draghi, il volo dei draghi ha tutto perfettamente senso. Cosa darei per la mia macchina da scrivere!<br>– Ah, taci e mangia la tua "pietra calcarea"!
*Vi fu un tempo, a metà tra il declino dell'era incantata e l'alba dell'età della logica, nel quale i draghi volavano liberi e alti nei cieli.
*– Vuole sapere una cosa, signor Dickinson? Non se la prenda, ma lei è un po' matto con la sua mania dei draghi.<br>– In effetti mi affascinano fin da quando ero piccolo e sono sicuro che siano esistiti molto tempo fa. Vede, sto cercando di capire come potessero sputare fuoco, come volavano...<br>– Ritiro le parole "un po' matto". Lei è ''fanatico'' dei draghi.<br>– Giusto! Io mangio, respiro e dormo con loro.
==Voci correlate==
*[[Drago (Beowulf)]]
*[[Leviatano]]
*[[Smaug]]
*[[Tiamat]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Creature leggendarie]]
[[Categoria:Iconografia]]
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Mohammad Reza Pahlavi
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Gaux
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refuso
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Mohammad Reza Pahlavi.png|thumb|Mohammad Reza Pahlavi]]
'''Mohammad Reza Pahlavi''' (1919 – 1980), Scià d'Iran.
==Citazioni di Mohammad Reza Pahlavi==
{{Cronologico}}
*{{NDR|Sul [[Mazandaran]]}} Là si trovano [[Tigre|tigri]] più belle che nel Bengala.<ref name="annoia">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0003_01_1949_0029_0003_24707883/ ''L'Imperatore si annoia''], ''La Stampa'', 3 febbraio 1949</ref>
*L'Italia è così viva perché sa di aver perduta la guerra, la Francia è così morta perché crede di averla vinta.<ref name="annoia"/>
*Non c'è naturalmente nessun dubbio che certi presupposti politici vanno rispettati. L'esperienza del passato ha dimostrato che quando questi presupposti non vengono rispettati, si decono affrontare enormi difficoltà. Viceversa, una politica accorta porta sempre dei frutti positivi. Tuttavia, l'accortezza e la cautela vanno sempre inserite nel quadro degli interessi del Paese. In politica estera, noi applichiamo il principio dell'amicizia con altri Paesi quando esso coincide con l'interesse dell'Iran, ed è saggio colui che lo sa utilizzare. In caso contrario, non si può evidentemente parlare di amicizia; ma l'importante è di non perdere la testa e non agire sulla base di giudizi sbagliati, come sono quelli della gente debole e rassegnata ai soprusi degli altri.<ref>Citato in [[Vittorio Gorresio]], [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0031_01_1957_0231_0003_14092105/ ''Lo Scià vorrebbe fare un po' di «rivoluzione» in Persia''], ''La Stampa'', 28 settembre 1957</ref>
*{{NDR|Sul divorzio da [[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]}} È stato il futuro del Paese e le sorti della monarchia che mi hanno costretto a separarmi dalla mia amata consorte.<ref name="amaresoraya">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0064_01_1958_0069_0003_16313202/ ''Lo Scià con voce commossa dice d'amare ancora Soraya''], ''La Stampa'', 21 marzo 1958</ref>
*Per assicurare il futuro al Paese e per salvare la monarchia ereditaria io ho dovuto separarmi dalla mia adorata sposa, che nei tempi più difficili dei sette anni trascorsi insieme ha condiviso con me le mie pene ed i miei dolori, e mi è sempre stata compagna fedele al fianco.<ref name="amaresoraya"/>
*Fin dai primi giorni del mio regno, io mi sono proposto, ed è stata questa la mia norma di condotta costante di dimenticare me stesso nell'interesse del Paese. E anche in quest'ultima occasione, una delle più difficili che abbia mai sperimentato, non ho considerato che l'interesse del Paese.<ref name="amaresoraya"/>
*Ma c'è da impazzire. Io una volta pensavo che la [[corruzione]] dipendesse dal fatto che i piccoli impiegati non avevano da vivere decentemente, e che bastasse aumentare gli stipendi perché essi fossero al riparo dalle tentazioni della disonestà. Sono costretto a riconoscere che i più corrotti sono i più ricchi. Rischio di perdere la testa in questa lotta: ma mi dico che debbo invece procedere in maniera freddamente efficace, "more scientifically".<ref name="ricchezzenaturali">Citato in [[Vittorio Gorresio]], [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0096_01_1964_0092_0003_6068351/ ''Ricchezze naturali e uno Scià "riformitore" non bastano a sollevare l'Iran dalla miseria''], ''La Stampa'', 17 aprile 1964</ref>
*Io non ho niente contro la [[Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia|Jugoslavia]], ma sbaglio, forse a domandare se non sia strano che un paese comunista riceva il doppio di noi che siamo alleati dell'Occidente?<ref name="ricchezzenaturali"/>
*Se gli Stati Uniti abbandonano il Vietnam del Sud, allora perderanno la fiducia degli altri loro alleati.
:[...] ''if the US abandons the South Vietnamese, then they lose the trust of their other allies.''<ref name="cwihp">{{en}} Citato in ''[https://digitalarchive.wilsoncenter.org/document/119603 Minutes of Conversation between the Shah and Nicolae Ceaușescu, Teheran]'', 3 settembre 1969, History and Public Policy Program Digital Archive, ANIC, Foreign Relations, Central Committee of the Romanian Communist Party. Obtained and translated for CWIHP by Roham Alvandi and Eliza Gheorghe and included in CWIHP Working Paper, "The Shah's Petro-Diplomacy with Ceaușescu."</ref>
*L'addestramento militare ha un grande impatto. Vedemmo ciò che successe nel giugno del 1967. Questo, ovviamente, non accadrà di nuovo. Non verranno sorpresi, e indubbiamente le forze aeree arabe non verranno distrutte in poche ore. Ma non credo che gli arabi siano arrivati al punto di poter distruggere le forze armate israeliane. In ogni caso, abbiamo detto a Israele: potete fare un'altra guerra, ma dove vi ritroverete infine? Ci sono cento milioni di arabi, e col passar del tempo, impareranno a combattere.
:''Military training has a great impact. We saw what happened in June 1967. Of course, this will not happen again, they will not be taken aback and undoubtedly the entire Arab air forces will not be destroyed in a couple of hours. But I think the Arabs have not reached a point where they can destroy Israel's armed forces. In any case, we told Israel: you can wage another war, but eventually where will you end up? There are 100 million Arabs and as time passes by, they will learn how to fight.''<ref name="cwihp"/>
*Ovviamente Israele esiste come Stato, e non si può sterminare un popolo; il desiderio manifestato da certe persone di sterminare la razza ebraica non può avverarsi.
:''Of course, Israel exists as a state and a people cannot be exterminated; the desire manifested by some to exterminate the Jewish race cannot be fulfilled.''<ref name="cwihp"/>
*Non sono un sanguinario. Sto lavorando per il mio paese e le generazioni future. Non posso sprecare il mio tempo con una manciata di giovani stolti. Non credo che le torture attribuite alla [[SAVAK]] siano così abituali come si dice, ma non posso controllare tutto. Inoltre, abbiamo metodi di impiego della pressione psicologica che sono molto più efficaci della tortura. [...] Il mio popolo ha ogni genere di libertà, eccetto quella di tradire.
:''I am not bloodthirsty. I am working for my country and the coming generations. I can't waste my time on a few young idiots. I don't believe the tortures attributed to the SAVAK are as common as people say, but I can't run everything. Besides, we have ways of using psychological pressure that are much more effective than torture ''[...]'' My people have every kind of freedom, except the freedom to betray.''<ref name="villiers">{{en}} Citato in Gérard de Villiers, ''The Imperial Shah: An Informal Biography'', Weidenfeld & Nicholson, 1975.</ref>
*Voi occidentali semplicemente non capite la filosofia che sta dietro il mio potere. Gli iraniani considerano il loro sovrano come un padre. [...] La monarchia è il cemento della nostra unità. [...] Ora, se per te un padre è inevitabilmente un dittatore, quello è un problema tuo, non mio.
:''You Westerners simply don't understand the philosophy behind my power. The Iranians think of their sovereign as a father. The monarchy is the cement of our unity. ''[...]'' Now, if to you, a father is inevitably a dictator, that is your problem, not mine.''<ref name="villiers"/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Voglio che fra dieci anni il tenore di vita in Iran sia esattamente allo stesso livello di quello in Europa. Fra venti, avremo superato gli Stati Uniti.
:''I want the standard of living in Iran in ten years' time to be exactly on a level with that in Europe today. In twenty years' time we shall be ahead of the United States.''<ref name="villiers"/>
*Saremo certo lieti di vedere Israele mettere gli arabi al loro posto, ma abbiamo ripetutamente condannato la loro occupazione del territorio arabo. (19 maggio 1969)
:''We may be delighted to see Israel putting the Arabs in their place, but we have repeatedly condemned their occupation of Arab territory.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 65.</ref>
*Malgrado tutta la loro apparente tolleranza, gli Stati Uniti mantengono un particolare equilibrio tra le forze del capitalismo e quelle della democrazia. Sono sicuro che, per ottenere ciò, il paese è guidato da qualche forza nascosta, un'organizzazione che lavora in segreto, abbastanza potente da far fuori i Kennedy e chiunque lo ostacoli. (9 settembre 1970)
:''For all its apparent tolerance, the USA maintains a peculiar balance between the forces of capitalism and democracy. To achieve this I feel sure the country is guided by some hidden force; an organization working in secrecy, powerful enough to dispose of the Kennedys and of anyone else who gets in its way.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 169.</ref>
*Con l'esperienza, ho imparato che una tragica fine attende chiunque osi scontrarsi con me; Nasser non c'è più, John e Robert Kennedy perirono per mano di assassini, il loro fratello Edward è stato umiliato, Nikita Chruščëv è stato deposto, la lista non ha fine. (16 febbraio 1970)
:''I have learned by experience that a tragic end awaits anyone who dares cross swords with me; Nasser is no more, John and Robert Kennedy died at the hands of assassins, their brother Edward has been disgraced, Krushchev was toppled, the list is endless.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 202.</ref>
[[File:ShahanshahAriamehrFest2500ShahanshahiIran.jpg|thumb|Lo scià elogiando [[Ciro II di Persia|Ciro il grande]] durante la [[Celebrazione dei 2500 anni dell'Impero Persiano]]]]
*A te Ciro, gran re, re dei re, re Achemenide, da parte mia, lo Sciainscià dell'Iran e da parte del mio popolo, salve. [...] Eccoci davanti alla tua dimora eterna, per dirti solennemente, dormi in pace. (Dichiarazione davanti alla tomba di [[Ciro II di Persia]] durante la [[Celebrazione dei 2500 anni dell'Impero Persiano]], 12 ottobre 1971)<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,11/articleid,0139_01_1971_0239_0011_4620258/ ''"Ciro, gran re, re dei re"''], ''La Stampa'', 13 ottobre 1971.</ref>
*Grazie a Dio noi in Iran non abbiamo né la voglia né il bisogno di soffrire a causa della democrazia. (5 agosto 1972)
:''Thank God we in Iran have neither the desire nor the need to suffer from democracy.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 233.</ref>
*Avevamo torto nel credere che i britannici fossero nostri amici. Siete ossessionati unicamente dai vostri interessi egoistici, e ci trattate come un popolo inaccettabile. Ma il vostro atteggiamento è una questione di profondo disinteresse. Il vostro sistema democratico è già esploso nel caos. Presto noi vi supereremo, e fra un decennio faticherete a starci dietro. Forse allora vi ricorderete di come ci avete trattati. (16 agosto 1972)
:''We were wrong to believe that the British are our friends. You are obsessed solely with your own selfish interests and treat us as a people beyond the pale. But your attitude is a matter of profound disinterest. Your democratic system has already erupted into chaos. We shall soon overtake you and in a decade you will be struggling in our wake. Perhaps then you will remember how you treated us.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 236.</ref>
*{{NDR|Su Hasan II del Marocco}} Passa metà del suo tempo addormentato e il resto tra le gambe del gentil sesso. (17 agosto 1972)
:''He spends half his time asleep and the rest of it buried between the legs of the fairer sex.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 237.</ref>
*Nixon è un capo forte con una buona comprensione dei problemi mondiali. Lui sa che l'unico modo per discutere con i comunisti è da una posizione di forza. (8 november 1972)
:''Nixon is a strong leader with a good grasp of the world's problems. He knows that the only way to argue with the communists is from a position of strength.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 254.</ref>
*Le [[Grande potenza|grandi potenze]] affermano che tutto ciò che possiedono appartiene loro di diritto, ma qualsiasi cosa che noi, i paesi più piccoli, possediamo è negoziabile. (29 novembre 1972)
:''The great powers claim that whatever they possess is theirs by right, but whatever we, the smaller countries possess is negotiable.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 262.</ref>
*Nixon ci relegherebbe al livello dei paesi più arretrati dell'intero medio oriente. Perché abbassarci agli standard dell'[[Arabia Saudita]] invece di elevare i sauditi al nostro livello? (27 gennaio 1973)
:''Nixon would like to consign us to to the level of the most backward countries in the whole Middle East. Why lower us to the standard of the Saudis rather than raising the Saudis to meet us?''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 281.</ref>
*{{NDR|Sui paesi arabi}} Al diavolo la «fratellanza musulmana»; sono i nostri peggior nemici. Lei stesso sa che sono musulmano, persino un musulmano fanatico, ma ciò non cambia la mia opinione sugli arabi. (28 ottobre 1973)
:''Muslim brothers be damned; they're our greatest enemies. You know yourself that I'm a Muslim, even a fanatical Muslim. But that does nothing to alter my opinion of the Arabs.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 330.</ref>
*Essere primi nel Medio Oriente non basta. Dobbiamo innalzarci al livello di una grande potenza mondiale. (22 marzo 1974)
:''To be first in the Middle East is not enough. We must raise ourselves to the level of a great world power.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 360.</ref>
*{{NDR|Su [[Henry Kissinger]]}} Prima della rovina viene l'orgoglio, ma nel suo caso si tratta più di presunzione che orgoglio. (10 ottobre 1974)
:''Pride comes before a fall- although in his case it's more conceit than pride.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 391.</ref>
*Chi mai gli americani pensano che siano i loro alleati nel mondo arabo? Sembra persino che considerino l'Arabia Saudita nient'altro che un serbatoio di petrolio e denaro. (18 marzo 1976)
:''Who on earth do the Americans suppose their allies are amongst the Arab world? Even Saudi Arabia they seem to regard as nothing more than a resevoir of oil and money.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 474.</ref>
*''The Times'' e il ''Guardian'' ci accusano di messo in atto uno stato di polizia. Il programma persiano della Bbc ha fatto accuse simili, dichiarando che ai paesi come l'Iran e l'Arabia Saudita dovrebbe essere negato l'accesso alla tecnologia militare occidentale. Di che stanno parlando questi maledetti idioti? Credono sul serio che l'Iraq, o l'Algeria, o la Libia siano regimi liberali? (1 giugno 1976)
:The Times ''and the'' Guardian ''accuse us of operating a police-state. The BBC Persian programme has made similair allegations, saying that countries such as Iran and Saudi Arabia should be denied access to Western military technology. What are the bloody fools on about? Do they seriously regard Iraq, or Algeria, or Libya as liberal regimes?''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 490.</ref>
*Ciò che è successo di recente in [[Pakistan]],<ref>In riferimento alla perdita del [[Bangladesh]] durante la [[guerra di liberazione bengalese]]</ref> [[India]]<ref>In riferimento allo stato d'emergenza dichiarato da [[Indira Gandhi]]</ref> e [[Kuwait]] non fa che dimostrare quanto sia inutile imitare la democrazia occidentale. Si sono ritrovati esattamente al punto di partenza. (6 settembre 1976)
:''What's happened recently in Pakistan, India and Kuwait only goes to show that it's futile to imitate Western democracy. They've ended up exactly where they started.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 506.</ref>
*La propaganda sovietica è notevolmente efficace e gli americani sono ancora più notevolmente stupidi. (14 settembre 1976)
:''Soviet propaganda is remarkably effective and the Americans are even more remarkably stupid.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 508.</ref>
*I sauditi non hanno mai dimostrato alcun rispetto per i diritti umani, sia ora che in passato. Persino un semplice ladro deve subire il taglio di una mano. La stampa liberale in America preferisce ignorare tutto questo, ma non esita gettare il discredito sull'Iran. (1 gennaio 1977)
:[...] ''the Saudis have never shown any respect for human rights, either now or in the past. Even a petty burglar faces having one of his hands chopped off. The liberal press in America prefers to ignore all this, although they don't hesitate to blacken the reputation of Iran.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 535.</ref>
*Come si può sperare di sviluppare una nazione frammentando la sua politica in campi opposti? Qualsiasi cosa un campo costruisca, l'altro cercherà di distruggerlo. (5 giugno 1977)
:''How can you hope to build up a nation by fragmenting its politics into opposing camps? Whatever one group builds, the other will endeavour to destroy.''<ref>{{en}} Citato in Asadollah Alam, p. 552.</ref>
*I cinesi sono un popolo solo. Possono parlare dialetti diversi, ma il loro linguaggio scritto è lo stesso. Ovunque si trovino essi sviluppano un forte senso comunitario, sia in [[Cina]] che all'estero. Per quanto possano violentemente dissentire su istanze politiche, alla fine si considerano tutti cinesi e sono tutti orgogliosi delle loro tradizioni nazionali. L'[[India]], al contrario, è un'incredibile amalgama di razze, culture, religioni e linguaggi. Non esiste nemmeno una lingua nazionale comune. Al Parlamento, per capirsi, i deputati sono costretti a parlare in inglese. (dichiarazione a Richard Nixon fatta in esilio nel Messico nel 1979)<ref>Citato in [[Richard Nixon]], Leaders, traduzione di Tullio Ciarrapico, Ciarrapico editore, 1984, p. 384, ISBN 88-7518-039-3</ref>
*Se io fossi rimasto al potere, l'Urss non avrebbe invaso l'Afghanistan e si sarebbero perse meno vite umane in Iran. (da un'intervista data al ''Washington Post'', maggio 1980)<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1062_01_1980_0114_0004_18915071/ ''Lo Scià: ho sbagliato a non usare la forza per restare al potere''], ''La Stampa'', 28 maggio 1980.</ref>
*In realtà l'Iran attuale è lontanissimo dalla religione, che non è certo la violenza, il sangue e l'arbitrio del regime di Khomeini. In Iran, i religiosi rubano e distruggono. Il popolo ha fame. Nessuno riesce a nutrirlo, nessuno l'aiuta, e finirà per barattare la propria libertà con il tozzo di pane che il comunismo può offrirgli.<ref name="preghiamo">Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,4/articleid,1063_01_1980_0141_0004_15135811/ ''Lo Scià gravissimo Sadat: «Preghiamo»''], ''La Stampa'', 29 giugno 1980</ref>
*{{NDR|Su [[Ruhollah Khomeyni]]}} È un pazzo con una mentalità di un altro secolo. Quando si oppose alla "rivoluzione bianca", anziché mandarlo in esilio, avrei dovuto sbatterlo in prigione.<ref name="preghiamo"/>
*Io credo che l'Iran sarà la prossima vittima dell'Unione Sovietica. Come dall'Afghanistan, forse un giorno i russi riceveranno l'«invito» a intervenire, e l'Occidente, tutto preso dai suoi problemi, non farà niente per impedirlo.<ref name="preghiamo"/>
{{Int|Dall'intervista di [[Oriana Fallaci]]|in ''Intervista con la storia'', Rizzoli, Milano, 1974.|h=4}}
*Forse in fondo al cuore sono un uomo triste. Ma la mia è una tristezza mistica, credo. Una tristezza che dipende dal mio lato mistico. Non saprei in quale altro modo spiegare la cosa visto che non v'è alcuna ragione per cui dovrei essere triste. Ormai ho tutto ciò che volevo come uomo e come [[re]]. Ho davvero tutto, la mia vita procede come un bellissimo sogno. Nessuno al mondo dovrebbe esser più felice di me e invece...
*Prima d'esser un uomo, io sono un re. Un re il cui destino è dominato da una missione da compiere. E il resto non conta.
*Non nego la mia solitudine. Essa è profonda. Un re, quando non deve rendere conto a nessuno di ciò che dice e che fa, inevitabilmente è assai solo. Però non sono del tutto solo perché mi accompagna una forza che gli altri non vedono. La mia forza mistica. E poi ricevo messaggi. Messaggi religiosi. Sono molto, molto religioso. Credo in Dio e ho sempre detto che, se Dio non esistesse, bisognerebbe inventarlo. Oh, mi fanno tanta pena quei poveretti che non hanno Dio. Non si può vivere senza Dio. Io vivo con Dio dall'età di cinque anni. Cioè da quando Dio mi dette quelle visioni.
*Non ci si può ribellare al destino quando si ha una missione da compiere. E, in un re, i sentimenti personali non contano. Un re non piange mai per sé stesso. Non ne ha il diritto. Un re è anzitutto dovere, e il senso di dovere è sempre stato così forte in me.
*Nessuno può influenzarmi: nessuno. E una donna ancor meno. Nella vita di un uomo, le donne contano solo se sono belle e graziose e mantengono la loro femminilità e... Questa storia del [[femminismo]], ad esempio. Cosa vogliono queste femministe? Cosa volete? Dice: l'uguaglianza. Oh! Non vorrei apparire sgarbato ma... siete uguali per legge ma, scusatemi, non per capacità.
*{{NDR|Sulle donne}} Non avete mai avuto un Michelangelo o un Bach. Non avete mai avuto nemmeno un gran cuoco. E se mi parlate di opportunità vi rispondo: vogliamo scherzare? V'è forse mancata l'opportunità di dare alla storia un gran cuoco? Non avete dato nulla di grande, nulla!
*Tutto ciò che posso dire è che le donne, quando governano, sono molto più dure degli uomini. Molto più crudeli. Molto più assetate di sangue. Mi riferisco a fatti, non a opinioni. Siete senza cuore quando avete il potere. Pensi a Caterina de' Medici, a Caterina di Russia, a Elisabetta d'Inghilterra. Per non citare la vostra Lucrezia Borgia e i suoi veleni, i suoi intrighi. Siete intriganti, siete cattive. Tutte.
*{{NDR|Sul perché gli abitanti di Teheran non osino pronunciare il suo nome}} Per eccesso di rispetto, suppongo. Con me, infatti, non si comportano davvero così.
*[...] per mandare avanti le riforme, non si può non essere autoritari. Specialmente quando le riforme avvengono in un paese che, come l'Iran, ha solo il 25 per cento di abitanti che sanno leggere e scrivere. Non bisogna dimenticare che l'analfabetismo è drammatico qui: ci vorranno almeno dieci anni per cancellarlo. E non dico cancellarlo per tutti: dico cancellarlo per quelli che oggi sono sotto i cinquanta anni. Mi creda: quando tre quarti di una nazione non sa né leggere né scrivere, alle riforme si provvede solo attraverso l'autoritarismo più rigido: altrimenti non si ottiene nulla.
*Le assicuro che in molti sensi l'Iran è più democratico di quanto lo siano i vostri paesi in Europa. A parte il fatto che i contadini sono i proprietari della terra, che gli operai partecipano alla gestione delle fabbriche, che i grandi complessi industriali sono di proprietà dello Stato anziché di privati, deve sapere che le elezioni qui incominciano nei villaggi e si svolgono al livello dei consigli locali, municipali, provinciali. In Parlamento vi sono soltanto due partiti, d'accordo. Ma sono quelli che accettano i dodici punti della mia Rivoluzione Bianca e quanti partiti dovrebbero rappresentare l'ideologia della mia Rivoluzione Bianca? Del resto quei due sono i soli che possono ricevere abbastanza voti: le minoranze sono una entità così trascurabile, così ridicola, che non potrebbero neanche eleggere un deputato. E, comunque sia, io non voglio che certe minoranze eleggano alcun deputato. Così come non voglio che il Partito comunista sia permesso. I comunisti sono fuori legge in Iran. Non vogliono che distruggere, distruggere, distruggere, e giurano fedeltà a qualcun altro anziché al loro paese e al loro re. Sono traditori e sarei pazzo a permettere loro di esistere.
*Prenda un seme di mela e lo pianti a Teheran, poi prenda un altro seme della stessa mela e lo pianti a Roma: l'albero che nascerà a Teheran non sarà mai uguale all'albero che nascerà a Roma. Qui fucilare certa gente è giusto e necessario. Qui il pietismo è assurdo.
*{{NDR|Su [[Salvador Allende]]}} Penso che la sua morte ci insegna una lezione: bisogna essere una cosa o l'altra, stare da una parte o dall'altra, se si vuol combinare qualcosa e vincere. Le vie di mezzo, i compromessi, non sono possibili. In altre parole, o si è un rivoluzionario o si è qualcuno che esige l'ordine e la legge. Tantomeno nella tolleranza.
*Ah, questa sinistra! Ha corrotto perfino il clero. Perfino i preti! Ormai anche loro stanno diventando elementi che mirano solo a distruggere, distruggere, distruggere. Addirittura nei paesi dell'America Latina, addirittura in Spagna! Sembra incredibile. Abusano della loro stessa chiesa. Della loro stessa chiesa! parlano di ingiustizie, di uguaglianza... Ah, questa sinistra! Vedrete, vedrete dove vi porterà.
*Nemmeno [[Reza Pahlavi|mio padre]] poteva influenzarmi. Nessuno può influenzarmi, le ho detto! Io ero legato a mio padre da affetto: sì. Ma nient'altro. Non ho mai tentato di copiarlo, di imitarlo. Né sarebbe stato possibile, anche se lo avessi voluto. Eravamo due personalità troppo diverse, e anche le circostanze storiche in cui ci siamo trovati erano troppo diverso.
*Molti pensano che la Terza guerra mondiale possa esplodere solo per il Mediterraneo, io dico invece che potrebbe esplodere molto più facilmente per l'Iran. Oh, molto più facilmente! Siamo noi, infatti, che controlliamo le risorse energetiche del mondo. Per raggiungere il resto del mondo, il petrolio non passa attraverso il Mediterraneo: passa attraverso il Golfo Persico e l'Oceano Indiano. Quindi, se l'Unione Sovietica ci attaccasse, noi resisteremmo. E saremmo probabilmente travolti e allora i paesi non comunisti ci guarderebbero bene dallo stare con le mani in mano. E interverrebbero. E sarebbe la Terza guerra mondiale. Evidente. Il mondo non comunista non può accettare la scomparsa dell'Iran perché sa bene che perdere l'Iran significherebbe perdere tutto.
*Va dappertutto, il nostro petrolio: perché non dovrebbe andare a Israele? E perché dovrebbe importarmi se va a Israele? Dove va, va. E quanto alle nostre personali relazioni con Israele, è noto che non abbiamo un'ambasciata a Gerusalemme ma abbiamo tecnici israeliani in Iran. Siamo musulmani ma non arabi. E in politica estera seguiamo un atteggiamento assai indipendente.
*Non sono soltanto gli arabi a spendere enormi quantità di denaro in materiale bellico: sono anche gli israeliani. E non vedo come, sia gli arabi che gli israeliani, possano continuare su questa strada. Inoltre, in Israele, cominciano a verificarsi fenomeni nuovi: gli scioperi, ad esempio. Fino a quando Israele continuerà a nutrire lo spirito fantastico e terribile che l'animava ai tempi della sua formazione? Io penso soprattutto alle nuove generazioni di Israele, e agli israeliani che vengono dall'Europa orientale per essere trattati in modo diverso dagli altri.
*{{NDR|Sull'Iran}} Dire che diverrà il paese più ricco del mondo è forse esagerato. Ma dire che si allineerà tra i cinque paesi più grandi e potenti del mondo, non lo è affatto.
*Guardi, quel signor [[Mu'ammar Gheddafi|Gheddafi]] io non posso prenderlo affatto sul serio. Posso solo augurargli di riuscire a servire il suo paese come riesco a servirlo io, posso solo ricordargli che non dovrebbe strillare tanto.
*Noi iraniani non siamo poi diversi da voi europei. Se le nostre donne hanno il velo, anche voi ce l'avete. Il velo della Chiesa cattolica. Se i nostri uomini hanno più mogli, anche voi ce le avete. Le mogli chiamate amanti. E, se noi crediamo alle visioni, voi credete ai dogmi. Se voi vi credete superiori, noi non abbiamo complessi. Non dimentichiamo mai che tutto ciò che avete ve lo insegnammo noi tremila anni fa.
*{{NDR|Rivolto a [[Oriana Fallaci]]}} Anche se è sulla lista nera delle mie autorità, io la metto sulla lista bianca del mio cuore.
{{Int|1=Da [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,1101_03_1976_0003_0001_21767688/ ''Lo Scià: È giunto per noi il momento della saggezza'']|2=Intervista di Jacqueline Grapin, ''La Stampa'', 2 marzo 1976|h=4}}
*Molta gente che si è precipitata verso l'Iran credeva di raccogliervi la manna senza fare troppi sforzi. Oggi ci si rende conto che non è così. Il nostro è un Paese serio in cui si lavora dopo un'accurata pianificazione. Evidentemente ciò seleziona le persone.
*Noi esportiamo ora automobili, camion, materiale ferroviario, prodotti tessili, scarpe: tutto ciò prova che siamo già un Paese industrializzato. Esportiamo non soltanto nei Paesi confinanti ma anche all'est, ed abbiamo intenzione di esportare anche nell'Europa dell'Ovest. Nel volgere di non molti anni raggiungeremo la produzione delle Nazioni più industrializzate nel campo della siderurgia, della petrolchimica, dell'elettronica e di certi beni di consumo.
*Non avremo problemi di energia perché le nostre riserve sono praticamente inestinguibili: inoltre non si tratterà più di estrarre il petrolio come fonte di energia. Lo riserveremo per la petrolchimica. Ecco perché abbiamo ideato un importante piano di costruzioni di centrali nucleari.
*Non crediate che lo sviluppo dell'Iran avvenga mediante l'arricchimento dei più ricchi. Io ho costretto tutti i proprietari di società a cedere il 49 per cento del loro capitale, prima ai loro dipendenti e poi ai contadini.
*In materia di partecipazione ho preso dall'Europa certe idee che voi non siete mai stati in grado di applicare nella vostra cosiddetta democrazia.
{{Int|Da ''Sono un re autoritario: non ammetto oppositori''|Intervista di Luigi Bazzoli, ''Domenica del Corriere'', maggio 1977.|h=4}}
*Molto tempo dopo la mia morte il popolo si ricorderà che sono stato io a tirarlo fuori dal medioevo.
*L'unica forma di governo in Iran è la monarchia. Per tremila anni il nostro Paese è stato governato da re. Per me quindi il potere significa avere i mezzi per raggiungere gli obiettivi che mi sono prefisso.
*[[Mohammad Mossadeq|Mossadeq]] divise l'Iran e rinfocolò le forze estremiste di destra e di sinistra.
*Sono ambizioso [...] per il mio Paese. Quindici anni fa ho lanciato la rivoluzione bianca per debellare i mali antichi di questo Paese: analfabetismo, povertà, latifondismo. E per raggiungere questo scopo non ammetto ostacoli, né oppositori.
*Io accetto la democrazia finché questa rispetta i diritti degli altri. Ma se democrazia significa permettere a ciascuno di fare ciò che vuole, allora io mi oppongo e, come dicono, divento un re autoritario.
*Le donne nella mia vita non hanno mai giocato un ruolo importante. Un re spesso non è padrone neppure dei propri sentimenti: gli si chiede di sacrificare tutto. [...] Non c'è tempo per i sentimenti quando si è chiamati a doveri molto più gravosi.
*Io ho sempre nel cuore un italiano. Si chiamava [[Enrico Mattei|Mattei]]. Un uomo fantastico. Peccato che non ci sia un altro Mattei.
*Io sono profondamente religioso, mistico. Credo in Dio, nel suo potere miracoloso, e credo che Dio mi protegga.
{{Int|1=Da [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,14/articleid,1485_02_1977_0281_0014_20925983/ ''Scusi Maestà, lei è un dittatore?'']|2=Intervista di [[Alberto Moravia]], ''La Stampa'', 15 dicembre 1977|h=4}}
*Nella nostra storia, che risale tremila anni fa, abbiamo avuto sempre un regime monarchico. E il Re per il popolo è un padre, un professore, una guida. Così stanno le cose. Se chiedo qualcosa al mio popolo lui lo accetta, perché sa che questa richiesta proviene da qualcuno a cui stanno a cuore i suoi problemi.
*Nel campo della petrolchimica sappiamo che esistono già 70 mila derivati. Il loro valore assume una dimensione straordinaria. Per esempio, persino l'aspirina è fabbricata a base di petrolio. Dunque, quanti grammi di petrolio sono necessari per fabbricare una pastiglia di aspirina? E a che prezzo vendere questa pastiglia? Credo che non soltanto sulle automobili bisognerebbe controllare i consumi. È soprattutto per riscaldare le case e per fare l'elettricità che io trovo quasi criminale l'uso del petrolio. Perché queste cose si possono ottenere per altre vie, con il carbone per esempio, per chi ha il carbone. O con l'energia atomica. O tramite nuove fonti di energia che i ricercatori stanno scoprendo.
*Il Partito Unico comprende tutto il paese. Si parla di partito unico ma in realtà tutto il paese è dentro il partito. In seno al partito si può dire tutto ciò che si vuole, si possono esprimere tutte le idee, intraprendere ogni tipo di discussione e chiarire ogni tipo di faccende. Dunque, tutto il paese, tutto il popolo partecipa nel partito alla vita nazionale. Poi voi parlate di «limiti nelle libertà individuali». Non c'è che un solo limite, quello di tradire il paese. Di venderlo allo straniero. Questo è il solo limite che esiste. Non lo permetteremo mai. E non vedo perché dovremmo permetterlo. Evidentemente nel nostro paese il comunismo è illegale.
{{Int|1=Da [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,1079_01_1979_0264_0024_15785526/ ''Lo Scià: «Carter mi lodò ma dodici mesi dopo...»'']|2=Intervista di Frank Giles, ''La Stampa'', 18 novembre 1979|h=4}}
*Ciò che accadde fu strano e imprevedibile. Attraversando con un'auto aperta la città di Mashad appena quattro mesi prima che la situazione si deteriorasse, fui acclamato da 300 mila persone. Poco dopo gli incidenti di Tabriz il mio primo ministro andò sul luogo ed ebbe una straordinaria accoglienza. Non ricordo nulla nella storia del mondo - neppure la rivoluzione francese - paragonabile a quanto è accaduto dopo in Iran.
*Poiché ero un re e non un dittatore non mi parve giusto organizzare né autorizzare una massiccia repressione, sebbene fosse proprio questo il consiglio di molti.
*Quando il presidente Carter mi fece visita nel dicembre 1977, non solo parlò dell'Iran come di ''"un'isola di stabilità in una delle zone più agitate del mondo"'', ma si complimentò caldamente con me in persona. Dodici mesi dopo...
*Mi si dia il nome di una sola persona che durante il mio regno sia stata uccisa per colpe politiche. I terroristi sono un'altra cosa: occorre trattarli con fermezza. Basta vedere che cosa accade adesso in Iran: questa è la migliore risposta che posso dare ai miei critici.
*Mi sono sempre piegato alla volontà di Dio. Che cosa cambierebbe con la mia morte? In ogni caso non esiste una protezione totale contro killers decisi a tutto. I più pericolosi sono gli aspiranti martiri.
*Alcuni dicono che non sono disposto a tollerare opinioni diverse dalle mie. È falso. Non ho obiezioni, a patto che le critiche vengano da uomini di buona volontà. Quello che non posso tollerare sono le persone che cercano di creare problemi a proprio beneficio.
{{Int|Dall'intervista di [[David Frost]]|teletrasmesso su ''20/20'' (ABC), 17 gennaio 1980.|h=4}}
*{{NDR|Riguardo Khomeyni e i suoi sostenitori}} Chi sono loro per processarmi? In un mondo serio, dovrebbero essere loro i primi ad essere processati; sono persone che stanno scartando le risoluzioni dell'Onu, della [[Corte penale internazionale]] dell'Aia, dell'opinione pubblica mondiale, che non hanno alcun rispetto per nessuna legge internazionale, e stanno massacrando, giustiziando le persone, semplicemente imprigionandone migliaia e migliaia senza alcuna ragione. Chi li processerà?
:''Who are they to try me? They should be tried first if we have a serious world; people who are rejecting the United Nations resolutions, who are rejecting the Hague Court resolution, who are rejecting the world public opinion, who have no respect for any internation law, and who are massacring people, executing people, just imprisoning thousands and thousands and thousands without any reasons. Who is going to try them?''
*È sempre stato alla moda paragonare il nostro paese durante il mio regno alle democrazie più perfette del mondo. Non do importanza a questo. Ma ora stanno dicendo «oh, cerchiamo di capire queste persone. Dopo tutto, l'Islam è qualcosa di speciale», quando ciò che stanno facendo è totalmente contrario all'Islam. Ora, tutti dicono «beh, ''cerchiamo'' di capirli», capire queste persone che ne stanno uccidendo, massacrando altre, le persone che odiano, come mosche. Nel mio caso, però, paragonano il paese al governo più perfetto del mondo.
:''It's always a tendency to compare our country in my time to the most perfect democracies of the world. I don't mind that. But now, what we hear is "oh let's try to understand these people. After all, Islam is something special," when what they are doing is absolutely contrary to Islam. Now, everybody is trying to say "well, let's try to understand these people", these people who are killing, massacring others, the people they don't like just like flies. But in my case, it is to compare it to the most perfect government of the world.''
*{{NDR|Sul perché non ha adottato una linea dura contro i rivoluzionari}} Una corona, un trono non possono reggersi sull'instabile fondamento del sangue.
:''A crown, a throne could not be based on the not too very solid foundation of blood.''
==''Missione per il mio Paese''==
===[[Incipit]]===
Ho scritto questo libro per colmare una lacuna esistente da lungo tempo. In Persia la monarchia venne fondata venticinque secoli fa, ma, per quanto mi risulta, sono io il primo sovrano persiano che abbia scritto un'autobiografia del genere di questa, che si potrebbe dire sistematica. (p. 5)
===Citazioni===
*Su qualsiasi mappamondo o carta geografica la [[Persia]] è sempre chiaramente segnata. Si tratta di un territorio più grande dell'Alaska, vasto due volte il Texas: la sua superficie supera quelle messe insieme di Francia, Svizzera, Italia, Spagna, Portogallo, Belgio, Lussemburgo e Olanda. La nostra posizione geografica è tale che per migliaia d'anni abbiamo funzionato da crocevia alle strade del mondo. Ciò avveniva al tempo delle grandi carovane e séguita ad avvenire oggi, nell'era dei reattori e dei missili teleguidati. (p. 10)
*Gran parte del cosiddetto [[caviale]] russo è di produzione iraniana; noi lo esportiamo non solo in Russia, ma anche negli Stati Uniti e in altri paesi. Un burlone ha insinuato che sono stati i motivi ideologici a far emigrare gli storioni, con le cui uova si fa il caviale, verso la sponda meridionale del Caspio; io però devo far presente che la loro preferenza per le acque, più calde, della riva sud di quel mare, gli storioni cominciarono a rivelarla molto prima della rivoluzione russa. Tuttora possediamo vaste riserve di pesce. (p. 12)
*Secoli prima che fosse scoperto il Nuovo Mondo, e quando ancora la maggior parte degli europei usava mangiare sulla nuda terra portandosi il cibo alla bocca con le mani, i persiani già conoscevano le posate e mangiavano in piatti di ceramica decorata. Fatta eccezione per la Cina, la nostra è la più antica civiltà "continua" del mondo, e non credo di esagerare affermando che sotto certi aspetti la nostra cultura è superiore a quella cinese.<br>In ogni caso è indubbio che la cultura persiana è molto più affine all'occidentale di quanto non lo siano la cultura cinese e quella dei nostri vicini arabi. L'Iran fu una delle prime sedi degli ariani, ai quali gli americani e gli europei attribuiscono la propria ascendenza. Razzialmente, noi persiani siamo molto diversi dagli arabi, che sono di ceppo semitico. La stessa cosa vale per la [[lingua persiana]], che appartiene al gruppo dei linguaggi indo-europei, assieme all'inglese, il francese, al tedesco e ai più importanti idiomi occidentali. Benché attraverso i secoli siano avvenute frequenti mescolanze tra la nostra popolazione e altre razze e, in seguito alla conquista araba, anche la lingua abbia ricevuto notevoli apporti di parole arabe, la nostra identità sociale e idiomatica è rimasta immutata. (p. 13)
*Ideammo noi il sistema delle satrapie, o governatori provinciali, senza di cui sarebbe stato impossibile amministrare l'impero. Precedemmo i [[Civiltà romana|romani]] nella creazione di una rete stradale di comunicazioni a vasto raggio e di un sistema postale degno di tal nome. I corrieri reali, percorrendo con cavalli sempre freschi le tappe, brevissime, tra una stazione di posta e l'altra, erano in grado di attraversare l'impero da un capo all'altro in quindici giorni. Comunicazioni ancor più rapide, per quei tempi, erano possibili con l'uso del telegrafo ottico, anch'esso inventato dai persiani, basato su un sistema di torri semaforiche situate a intervalli regolari su una superficie di centinaia di miglia. (pp. 14-15)
*L'unità dell'impero di [[Ciro II di Persia|Ciro il Grande]] era frutto non soltanto di conquiste territoriali ma anche di tolleranza fra le nazioni e di comprensione. I diritti d'ogni popolo soggetto erano salvaguardati, e le sue leggi e i suoi costumi godevano del massimo rispetto. In quel nostro primo impero io sono portato a trovare qualcosa dello spirito delle Nazioni Unite, la cui istituzione doveva avvenire circa venticinque secoli più tardi. (p. 18)
*Il persiano fu l'unico popolo che seppe sempre opporsi alla potenza di Roma, la quale, nonostante le sue più o meno continue campagne, non riuscì mai a conquistarci. (p. 19)
*Mi sono spesso chiesto con meraviglia perché alcuni si ostinino a considerare una figura romantica [[Gengis Khan]], il condottiero mongolo che invase l'Iran attorno al 1220. Per noi è tuttora difficile dimenticare le spietate e selvagge distruzioni compiute dalle sue orde, che sterminarono a sangue freddo la popolazione delle nostre fiorenti città, massacrando centinaia di migliaia di donne e bambini. (p. 22)
*{{NDR|Su [[ʿAbbās I il Grande]]}} Sotto di lui la Persia raggiunse un grado di prosperità che non conosceva da secoli. (p. 23)
*I re [[Dinastia Qajar|quajar]] non fecero mai molto per opporsi all'infiltrazione di stranieri nel paese; anzi, la loro politica tentennante incoraggiò gli allogeni a immischiarsi nelle nostre questioni interne. Sotto il loro, il clero influì in modo eccessivo sugli affari civili. Nessun quajar affrontò mai risolutamente il problema della repressione del brigantaggio e del controllo delle tribù. La loro politica irresoluta e gli eccessi personali di alcuni (ad esempio, i frequenti viaggi di piacere all'estero) portarono il paese sull'orlo della rovina economica. Per pagare le proprie stravaganze i quajar contrassero gravosi debiti con le potenze straniere. Il penultimo monarca di questa dinastia fece, inutilmente, quanto era in suo potere per reprimere l'aspirazione a un governo costituzionale che andava serpeggiando in tutto il paese. (p. 24)
*Mi risulta che gli storici sia occidentali che orientali concordano tutti nel considerare la dinastia dei quajar scarsamente importante, ma va detto a suo discarico che essa fu la prima dinastia persiana a dover sopportare il peso dell'[[imperialismo russo]] e inglese. (p. 25)
*[[Dario I di Persia|Dario il Grande]] sottolineò a più riprese l'importanza di parlare con sincerità e di bandire ogni menzogna. (p. 30)
*[[Cosroe I|Khosro Nushirwan]] [...] meritò l'appellativo di "Giusto", benché talvolta si comportasse in modo inutilmente crudele. [...] Fra le altre cose, Khosro accolse anche alla sua corte i filosofi greci neoplatonici perseguitati dagli imperatori romani e li ospitò per un certo periodo, fino a quando non gli fu garantito che essi avrebbero potuto tornare sani e salvi alle loro case senza subire ulteriori persecuzioni. Anche verso i cristiani Khosro Nushirwan dimostrò la massima tolleranza. (pp. 30-31)
*[[Reza Shah Pahlavi|Mio padre]] era un uomo di carattere forte e dalla personalità dominante. Per questo la sua carriera procedette rapidamente. A quei tempi l'esercito persiano non aveva ufficiali di complemento, e il balzo da soldato semplice a ufficiale di carriera che mio padre riuscì a compiere fu enorme. In realtà sarebbe stato molto difficile ignorare e tener nell'ombra le sue qualità eccezionali. Ampio di spalle e di statura imponente, aveva tratti marcati e rudi. Il suo sguardo colpiva chiunque lo avvicinasse. Gli bastava un'occhiata per far tremare anche gli uomini più coraggiosi. A me è stato raccontato in seguito che gli ufficiali russi della brigata cosacca provavano davanti a lui paura mista ad ammirazione.<br>La passione per lo studio non abbandonò mai mio padre. Benché fosse ormai adulto, volle egualmente cominciare dal principio e imparar a leggere e scrivere. (p. 37)
*Mio padre si servì con parsimonia delle procedure democratiche perché nell'Iran non esisteva ancora un elettorato sufficientemente istruito e vasto da consentire l'esercizio della democrazia. Fu lui in definitiva che, sviluppando sia pure con mezzi drastici i sistemi educativi dell'intero paese, additò la via che il primo governo realmente democratico avrebbe dovuto seguire. (p. 47)
*Se fossi vissuto ai suoi tempi e nelle identiche situazioni storiche, le nostre due personalità, ne sono convinto, si sarebbero sviluppate in modo diverso. Una fortuna circostanza decise la sua sorte: le doti di mio padre servirono il paese meglio di quanto ai suoi tempi avrebbero fatto le mie, così come, pur restando immutata la mia ammirazione per lui, io penso che la mia personalità sia più adatta della sua alla situazione politica attuale; se mio padre fosse vivo credo che si troverebbe d'accordo con me. (p. 48)
*Aveva un'abilità straordinaria nel giudicare la natura umana. Come se fosse in possesso di un raggio elettronico segreto, riusciva quasi istantaneamente a valutare la forza e la debolezza, l'integrità e la corruzione. Moltissimi non osavano guardarlo negli occhi.<br>Eppure, contrariamente a quanto molti credevano, mio padre era una persona gentile, dai sentimenti tenerissimi, soprattutto nei riguardi dei propri familiari. La sua scostante durezza si trasformava in dolcezza, amabilità e lieta confidenza non appena rientrava in famiglia. Con me, specialmente, suo legittimo erede al trono, si comportava in modo affabile e scherzoso. Quando ci trovavamo soli lui e io, mi cantava delle canzoncine; non ricordo che lo abbia mai fatto in presenza di terzi. (p. 49)
*Molti, vedendo che spesso se la prendeva coi preti, pensavano che non fosse religioso, ma io posso affermare il contrario. Se minimizzò e ridusse l'importanza del clero lo fece perché a quel tempo molti religiosi si opponevano al progresso del paese e interferivano negli affari di stato. Se non li avesse trattati con una certa durezza gli ci sarebbe voluto un tempo triplo o quadruplo di quello che effettivamente impiegò per portare a compimento il suo programma di riforme. Ciò non significa che fosse indifferente ai problemi religiosi. Egli rispettò il clero più illuminato e progressista. (p. 51)
*Proverbialmente, in Persia, per indurre qualcuno a fare una determinata cosa, è necessario premiare o punire. Mio padre puniva più di quanto non premiasse o incoraggiasse. Secondo lui, non c'era nessuna ragione di compiacersi del retto comportamento d'una persona, essendo, quello di far bene, suo preciso dovere. Se qualcuno, poi, si comportava in modo meschino oppure disonesto, e mio padre lo veniva a sapere, per lui era finita: avrebbe trascorso il resto dei suoi giorni a rimpiangere il malfatto. (pp. 53-54)
*Fin dall'infanzia ho saputo che il mio destino era quello di diventare il capo di un paese di cui venero l'antica e magnifica tradizione culturale. Desidero migliorare le condizioni di vita del mio popolo, e sopratutto quelle della gente modesta. In questo difficile compito sento che la fede mi è di aiuto. Sarebbe superbia il pensare di poter assolvere tale missione senza l'ausilio divino. (p. 64)
*Sono calmo di natura, sia di fronte al pericolo sia in altre circostanze. Raramente mi accade di perdere il controllo, e mi piace creder di avere un certo senso dell'umorismo, sebbene in me esso sia assai più riservato e tranquillo che non in altri. So apprezzare i buoni scherzi e mi diverto moltissimo a guardare le vignette politiche o d'altro genere. (p. 68)
*Non deve meravigliare il fatto che mio padre coltivasse stretti rapporti economici con la Germania. I tecnici tedeschi e il macchinario costruito in Germania erano conosciuti in tutto il mondo, e il governo di Berlino offriva vantaggiose condizioni commerciali. La Germania non aveva nei confronti dell'Iran nessun preoccupante passato imperialistico, raramente aveva interferito nei nostri affari interni e in più era avversaria delle due grandi potenze che per lungo tempo avevano fatto il bello e il brutto tempo nel paese. I nazisti sembravano tenere in gran conto la comune origine ariana dei due popoli, mentre i persiani, i quali erano già abituati a un regime autoritario, non si rendevano pienamente conto che Hitler, più o meno come Stalin, non rispettava i diritti essenziali dell'uomo. (pp. 73-74)
*{{NDR|Sull'[[invasione anglo-sovietica dell'Iran]]}} Il nostro esercito era stato colto completamente di sorpresa. Le truppe di terra avevano avuto gli accampamenti e i depositi bombardati, e le nostre esigue unità navali erano state affondate con perdite considerevoli di vite umane. È naturale che mio padre e molti altri persiani pensassero che gli alleati avevano tradito il nostro paese. A mio padre sembrava assurdo che le potenze alleate avessero potuto violare la nostra indipendenza e sovranità in modo così flagrante. Naturalmente si rendeva conto che essi avevano tutti i mezzi necessari per invadere il paese, ma in fondo pensava che, per ragioni morali e per rispetto alle leggi internazionali, avrebbero presto interrotto le operazioni. (p. 79)
*Mio padre non era né sciocco né del tutto digiuno di strategia militare. Se gli inglesi e i russi avessero spiegato chiaramente il loro punto di vista egli avrebbe senz'altro capito. Invece si limitarono al ritornello senza fine dei tedeschi nell'Iran. Ho già spiegato come la maggior parte di questi si trovasse nel nostro paese per ragioni di lavoro, e a noi risultava che la colonia germanica era formata al massimo da circa quattrocentosettanta persone con le relative famiglie. Anche ammettendo che qualche altro cittadino tedesco si trovasse nel paese illecitamente e senza permesso di residenza, è logico che mio padre si ribellasse alle richieste alleate. Essi poi sapevano come egli fosse sensibile su questioni del genere, e quanto a me non posso fare a meno di credere che le loro note fossero state redatte in malafede: penso infatti che avessero maggior interesse a cercare un pretesto per invadere il paese, che a raggiungere un accordo. (p. 81)
*Se davvero gli alleati si preoccupavano di un'eventuale offensiva da parte dei tedeschi, perché non chiesero il nostro aiuto sotto forma di un'alleanza militare e politica? Qualcuno potrebbe obiettare che a causa del neutralismo di mio padre la proposta sarebbe stata assurda. Io dirò allora che mio padre era una persona ragionevole e che per lui la cosa più importante consisteva nel benessere del proprio paese. Se gli alleati fossero stati più precisi e avessero prospettato onestamente allo scià Reza il quadro esatto delle loro necessità strategiche in relazione al nostro paese, sono certo che mio padre avrebbe compreso il loro punto di vista. E sono sempre del parere che egli o avrebbe accettato le loro proposte oppure si sarebbe messo in disparte in modo da permettere a me di farlo. Gli alleati non sarebbero stati così costretti a dislocare nell'Iran truppe di cui avevano gran bisogno altrove, mentre a noi sarebbero stati risparmiati l'affronto e il caos dell'invasione, il che ci avrebbe permesso di collaborare molto tempo prima alla lotta comune contro la tirannia di Hitler. (pp. 82-83)
*{{NDR|Su [[Mohammad Mossadeq]]}} In apparenza egli non si legò mai ai comunisti, ma in realtà il suo potere era fondato sul loro appoggio e lui stesso non era altro che un loro strumento. (p. 94)
*Che cosa mancava a Mossadeq per essere un vero statista? Per prima cosa era di una ignoranza sbalorditiva. Benché avesse studiato all'estero, ignorava praticamente tutto sugli altri paesi del mondo. Di economia capiva meno che niente. Io non sono un economista di professione, eppure so qualcosa sui fatti e sui princìpi più comuni dell'economia nazionale e internazionale. Come scià ho avuto modo di trattare con un'infinità di funzionari d'ogni genere e di diversa formazione politica, ma in tutta franchezza devo dire che raramente ho trovato qualcuno che, essendo in una posizione di responsabilità, eguagliasse l'ignoranza da lui mostrata dei princìpi più elementari della produzione, del commercio e degli altri fattori economici. (p. 94)
*Aveva cominciato con l'affermare, e la cosa in se stessa era esatta, che l'Iran aveva sopportato troppo a lungo l'influsso e la dominazione delle potenze straniere. Da un'osservazione del genere era saltato alla conclusione che la cosa migliore per l'Iran era di non accordare concessioni a nessuna potenza e di non accettare favori da nessuno. A prima vista il contenuto negativistico della sua posizione richiamava l'isolazionismo politico prevalso per un verto periodo in alcuni stati dell'America prima della seconda guerra mondiale. Ma il negativismo di Mossadeq superava anche tale precedente, abbracciando nella sua estensione la politica estera e quella interna del paese. (p. 95)
*Probabilmente, mi è stato prospettato, Mossadeq era soltanto un romantico il quale pensava di poter far retrocedere nel tempo la Persia. (p. 96)
*Mossadeq non sosteneva la non-violenza come sistema di vita: non era Gandhi. Bisognava infatti tener presente che bande di malviventi controllate da lui o da suoi sostenitori scorrazzarono per molti mesi nella capitale, aggredendo persone innocenti e terrorizzando la cittadinanza. Fra l'altro va considerato il fatto che i seguaci di Gandhi, dopo l'indipendenza dell'India, non hanno mai interpretato la dottrina della non-violenza come un principio morale che giustifichi l'irresponsabilità in fatto di sicurezza interna. (p. 98)
*Il potere rivela la misura dell'uomo. Alcuni ingigantiscono di fronte alla sfida morale della potenza di cui dispongono, altri invece si perdono. Alla luce dei fatti, Mossadeq si rivelò un uomo assai meschino. (p. 126)
*I comunisti in genere capiscono subito quando la loro politica non è proficua. (p. 130)
*Ritengo che gli storici del futuro stabiliranno che la [[guerra fredda]] ebbe inizio proprio nell'Iran. Dovunque ve n'erano i segni, ma i primi indizi si delinearono chiaramente nel nostro paese. In seguito a quanto era successo nell'Azerbaijan, l'America, per la prima volta nella storia, cominciò ad assumere una funzione di guida nel Medio Oriente. L'esperienza indusse Truman alla formulazione di quella dottrina che salvò la Grecia e Turchia dall'imperialismo comunista, e aprì la strada alla politica di Eisenhower. (p. 135)
*Le [[Organizzazione delle Nazioni Unite|Nazioni Unite]] sono diventate più forti, e l'idea di un corpo di polizia internazionale è stata accettata da tutto il mondo, sia in teoria sia in pratica. (p. 142)
*Noi non facciamo affidamento su una politica di supina e passiva neutralità; siamo franchi amici dei nostri amici, e contiamo sulla loro amicizia. Se qualcuno ci irrita, ci insulta o ci minaccia, non intendiamo per questo smentire il nostro modo di pensare o il nostro modo di agire nei suoi riguardi. Non facciamo come le civette che appollaiate sulle rovine lanciano (o dalla rete radiofonica internazionale) per condannare il prossimo e rimanere nello stesso tempo infelici, poveri e deboli. Al contrario diventiamo giorno per giorno più forti e più ricchi; stiamo edificando una nuova nazione e contemporaneamente cerchiamo di conservare gli aspetti più positivi del sentimento nazionalistico. (p. 143)
*Sia il [[nazionalismo]] sia l'imperialismo possono essere a doppio taglio. Nella sua autentica forma il nazionalismo può guidare una nazione verso grandi imprese. Esso, per esempio, è stato indubbiamente alla base di molti notevoli progressi americani; non è certo piccolo il merito di mio padre per aver saputo risvegliare l'istintivo nazionalismo del suo popolo.<br>D'altra parte lo spirito nazionalistico, abilmente manovrato da politicanti o da un potere esterno, costituisce un ideale strumento per infiltrazioni imperialistiche, per il sovvertimento o per il suicidio nazionale. (p. 144)
*Chiunque è capace di demolire, ma pochi sanno edificare. È caratteristica strana ma universale della natura umana reagire con maggior entusiasmo ai richiami di forze negative piuttosto che all'incitamento alla riedificazione di una nazione. Demolire è facile ed emozionante; edificare è invece un processo lento e difficile. (p. 145)
*Un [...] mezzo per scoprire il vero e il falso [[nazionalismo]] consiste nel chiedere spietatamente a questa gente qual è il loro effettivo programma per edificare il paese. Se essi non hanno un piano positivo, oppure se il loro programma consiste in frasi vaghe che non dicono nulla, oppure ancora, se essi hanno idee ragionevoli, ma si rifiutano di concentrarsi su attività pratiche per realizzarle, farete bene a diffidare del loro millantato nazionalismo. Se sono invece in grado di mostrarvi un programma positivo, di esporvi progetti praticamente realizzabili, e di dimostrarvi una serena e tenace risolutezza a operare per il benessere del paese, allora avrete buone ragioni di prestar fede alle loro affermazioni nazionalistiche. (p. 146)
*Permettere al popolo di esprimere i propri pensieri non soltanto costituisce un mezzo di sfogo, ma può anche portare alla scoperta di abusi che hanno bisogno di urgente rimedio. (p. 147)
*L'[[Stati Uniti d'America|America]] non ha mai tentato di dominarci come hanno fatto i vecchi imperialisti, e noi non lo tollereremmo se lo facesse; allo stesso modo ci comporteremo nei nostri rapporti tutti gli altri paesi. (p. 150)
*Una corte orientale che ha dietro le spalle una tradizione millenaria è naturalmente ricca di elementi romantici e fastosi. Ma se qualcuno vuol fare la mia conoscenza deve anche rendersi conto delle mie convinzioni di uomo e di capo di stato. La verità pura e semplice è che i miei maggiori piaceri io li traggo dalla soluzione di problemi assai complessi e non soltanto di carattere economico. Lo scià non può venire separato dall'uomo che, come tale, è profondamente interessato al progresso economico, alla riforma agraria e ai problemi della scuola. (p. 162)
*Quando si costruisce una nazione, i bei discorsi non riescono mai a sostituire il lavoro intenso e sistematico. (p. 163)
*Non è un caso che ogni anno migliaia di persone fuggano, attraverso la cortina di ferro, dalla Germania orientale verso quella occidentale. Esse sanno cosa significa la libertà e sono pronte a rischiare la vita, oltre che i loro beni, per conquistarla. Per la maggior parte si tratta di intellettuali e di professionisti che hanno sofferto particolarmente sotto il regime comunista. Molti potrebbero pure fuggire dalla Germania occidentale verso quella orientale, se lo volessero, ma praticamente nessuno lo ha mai fatto. (p. 187)
*Per giudicare uno qualsiasi di questi regimi si possono usare due mezzi. Uno consiste nel vedere quale rapporto esista fra i governanti, da un lato e il proletariato o gente comune, dall'altro. Sono, questi governanti, membri del proletariato come vorrebbero farci credere e identificano veramente i loro interessi con quelli del semplice cittadino? Sembra invece che tutte le [[Dittatura del proletariato|dittature proletarie]] siano in effetti controllate da una piccola élite che si preoccupa molto poco dei diritti dell'uomo comune.<br>In secondo luogo bisogna domandarsi se il proletariato abbia voce in capitolo per quanto riguarda la linea politica dei governanti. In base alla mia esperienza devo dire che la gente del popolo ha pochissimo, o addirittura nessuno influsso sul governo, sulla propria vita e sul proprio futuro.<br>I dittatori comunisti hanno in comune coi fascisti la loro simpatia per le elezioni. Con ciò sperano di dare al semplice lavoratore l'impressione di contribuire al governo del paese. Essi però accettano un solo partito politico; chiunque tenti di farne sorgere un alto, o chiunque esprima un'opinione contraria al partito al governo, corre il rischio di venire eliminato. Nelle elezioni (ammesso che le si possa chiamare tali) l'elettore non ha scelta, giacché i soli candidati in lista sono quelli del partito al potere. Il cittadino viene sollecitato a votare (o gli viene ordinato di votare) semplicemente per una questione di forma; poi le autorità annunciano trionfalmente che, diciamo, il novantanove per cento dei voti era a favore del partito al governo. Mi domando come tante persone intelligenti possano lasciarsi ingannare da questo genere di cose. (p. 188)
*Se fossi un dittatore potrei patrocinare un singolo partito come fece Hitler in Germania e come accade nei paesi comunisti. Essendo sovrano di una monarchia costituzionale, invece, posso permettermi solo d'incoraggiare su vasta scala la loro attività, ben lunghi dal legarmi a un partito e alla concezione di uno stato monopartitico. Come simbolo dell'unità del mio popolo, io posso promuovere due o più partiti senz'avere alcun rapporto con loro. (pp. 200-201)
*La [[democrazia]] politica non può funzionare come un apparecchio elettrico che si accende e spegne quando si vuole. Una vera democrazia politica richiede intelligenza; gli elettori devono avere un'idea dei meriti dei candidati e dei loro programmi. Ciò esige maturità e tolleranza; il ricco deve accontentarsi dello stesso voto di cui fruisce il povero, e il partito che viene sconfitto (anche se soltanto per alcuni voti) deve accettare pacificamente la cosa e agire lealmente invece di ricorrere a un'opposizione negativa. È indispensabile l'onestà, e i funzionari politici e civili devono resistere all'umana tentazione di derubare o ingannare il popolo. È necessaria una continua vigilanza; la negligenza politica o amministrativa e la falsità devono essere denunciate dai cittadini amanti della patria e punite severamente. Infine una reale democrazia richiede dedizione, entusiasmo, dinamismo. Io non sostengo quindi questo sistema politico come qualcosa che sia facile da realizzare e da mantenere; sto semplicemente mettendo in rilievo che, secondo noi, i valori umani impliciti in una vera democrazia politica valgono qualsiasi prezzo. (pp. 206-207)
*Un vero governo democratico è la cosa più complessa e difficile che si possa organizzare, ma è anche la forma migliore di governo scoperta dagli uomini. (p. 225)
*La [[donna]] è una creatura così paradossale che forse proprio per questo la questione femminile suscita ovunque vivaci discussioni. (p. 254)
*{{NDR|Su [[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]}} Benché Soraya frequentasse la scuola elementare tedesca a Isfahan e in casa parlasse tedesco oltre che persiano, la sua fu un'infanzia tipicamente persiana. (p. 258)
*Durante i sette anni in cui la regina Soraya e io vivemmo insieme, ella s'impegnò sempre più attivamente nell'assistenza sociale. Per esempio, ricordo la sua indignazione non priva di fascino allorché visitò uno dei più vecchi orfanotrofi del paese, diretto da amministratori incapaci e corrotti. Con occhi fiammeggianti mi parlò delle miserevoli condizioni dei bambini ivi ospitati e del suo desiderio ch'io facessi immediatamente qualcosa per migliorarle. Senza indugio disposi che l'orfanotrofio venisse ricostruito dalla Fondazione Pahlavi e che ad amministrarlo in seguito fosse la Società Soraya affiliata alla fondazione stessa. Raramente mi è accaduto di assistere a una trasformazione così radicale come quella che avvenne nei bambini di quell'orfanotrofio. (p. 261)
*{{NDR|Su [[Farah Pahlavi]]}} Dopo il matrimonio ella si dedicò completamente all'adempimento dei suoi compiti di regina, ed è per me motivo costante di conforto l'interesse profondo che lei mostra verso i problemi sociali del paese. (p. 265)
*Molti occidentali dimenticano che quando Maometto parlò di quattro mogli come del massimo numero consentito, intendeva ridurre appunto a quattro il numero a quel tempo esorbitante di mogli che un uomo poteva prendere. Inoltre il profeta specificò che un uomo poteva tenere più di una moglie se aveva la possibilità di trattarle tutte con giustizia, risultato questo difficilmente conseguibile anche da parte del più diligente degli uomini. In effetti, quindi, il profeta operò una vera e propria riduzione di numero. (pp. 272-273)
*La donna, come pure l'uomo, ha ricevuto dalla natura caratteristiche inconfondibili che fanno apparire senza senso qualsiasi definizione superficiale di uguaglianza dei sessi. Il danno maggiore che si possa fare alla causa della vera emancipazione femminile è di confondere l'eguaglianza con la parità dei diritti. La religione musulmana e tutte le grandi dottrine religiose del mondo insegnano che i rapporti tra uomo e donna sono complementari, e respingono il concetto di "eguale" nell'accezione di identico e di sinonimo. L'osservazione e il buonsenso insegnano la medesima cosa. (p. 275)
*{{NDR|Sul [[hijab]]}} Personalmente sono contrario all'usanza, e non solo per motivi estetici. Devo però ammettere di avere incontrato abbastanza spesso, per esempio nei sobborghi di molte città americane, donne che erano assai più trasandate di quanto le persiane non lo siano normalmente. (p. 272)
*La [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|NATO]] è molto di più di una pura alleanza militare secondo la vecchia accezione del termine: è il simbolo della fratellanza fra popoli che hanno i medesimi ideali e lo stesso amore per la pace. (p. 343)
*Voglio sottolineare il fatto che il sistema di cooperazione internazionale di difesa non esautora le Nazioni Unite: al contrario, fa pieno uso dei due princìpi fondamentali dell'ONU. Da un lato i dipartimenti specializzati dell'ONU svolgono una funzione fondamentale nel dare assistenza tecnica e nell'anticipare fondi per i programmi di sviluppo, dall'altro lato le Nazioni Unite assolvono una funzione di sicurezza collettiva che è ugualmente essenziale. Chi può, ad esempio, dimenticare ciò che l'ONU ha fatto per bloccare l'aggressione comunista in Corea, oppure durante l'aspra contesa fra Israele e gli stati arabi? (p. 346)
===[[Explicit]]===
Con un sistema di governo democratico lo scià dovrà essere come il punto focale di un'unità che trascende gli interessi particolari. Noi persiani siamo fra i popoli più individualisti della terra, ma nel corso dei secoli abbiamo saputo dimostrare di possedere grandi doti di lealtà e di patriottismo. Sotto questo aspeto credo che l'avvenire non ci riservi sorprese.<br>La metamorfosi del mondo ha assunto un ritmo così veloce che assai facilmente ogni forma i ordinamento può perdere il proprio equilibrio. Credo che i recenti sensazionali progressi del mio paese testimonino la buona volontà con cui accogliamo i cambiamenti positivi, anche se nel medesimo tempo rimaniamo fermi nel sostenere certi valori che io ritengo essere esclusivamente nostri. Coltiviamo i giardini e la poesia, la vita familiare e l'ospitabilità; veneriamo questo paese di deserti e di bianche montagne nevose, di cedri e di platani, di fiumi e di sorgenti, di ruscelli leggiadri, di rose, di fiori d'arancio e di usignuoli. Siamo infine orgogliosi delle nostre istituzioni politiche e sociali. (p. 385)
==''L'Iran che ho costruito''==
[[File:Pro-Shah Propaganda Poster, issued by the Government offices.jpg|thumb|Lo scià rappresentato su arte propagandistica]]
===[[Incipit]]===
Sedici anni fa veniva pubblicato il mio primo libro intitolato «Mission for my Country», ed undici anni fa il secondo, «The White Revolution». Il primo riguardava soprattutto il passato, il secondo il presente. Oggi ritengo necessario mettere a disposizione del popolo iraniano un mio terzo libro che riguarda soprattutto il futuro.<br>Ciò che maggiormente mi induce ad intraprendere una tale opera è la convinzione che ogni iraniano, per poter adempiere pienamente la propria missione nei confronti del paese, dei figli e della società umana debba necessariamente avere una conoscenza comprensiva dei principi e degli imperativi sui quali la società iraniana attuale e futura, nonché la comunità mondiale, largamente si fondano. In una società composta di persone pienamente consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri e responsabilità, il raggiungimento di ogni grande fine necessita, naturalmente, della libertà ed avveduta partecipazione di tutti.
===Citazioni===
*Durante questo periodo {{NDR|1953-1978}}, il nostro paese è diventato una delle potenze reali ed effettive del quadro politico internazionale la cui importanza e ruolo nessuno può ignorare. Il nuovo posto che oggi occupiamo a livello mondiale ha necessariamente comportato responsabilità internazionali specifiche.<br>Sul piano interno siamo impegnati in una delle più grandi campagne economiche e sociali del mondo moderno: un programma che in breve tempo trasformerà la nostra nazione in una delle più floride e moderne società del mondo. (p. XVI)
*Se crediamo nella nostra eredità storica, che è grande quanto antica, come potremo, nella nostra marcia in avanti, fermarci prima della meta? Potremo forse accontentarci, limitandoci a guardare gli altri? In che modo giustificheremo la rinuncia ad un'impresa che consiste essenzialmente in un sacro impegno per assicurare la felicità e la prosperità alle generazioni future del nostro paese? E in che modo potremo scusare il nostro atteggiamento di passività di fronte all'evoluzione ed al progresso di altri che in nessun senso possono vantare privilegi nei nostri confronti, né per il retaggio storico o per valori personali ed intellettuali? (p. XVII)
*Sottovalutare le difficoltà di un'impresa significa condannarla al fallimento. Se siamo veramente decisi a raggiungere una grande meta, dobbiamo in primo luogo avere la necessaria disposizione psicologica, adeguata alla grandezza del nostro ideale ed alla forza della nostra decisione. (p. XVII)
*Sono solo 5 anni che la nazione iraniana è entrata nella gara mondiale per il progresso e lo sviluppo, mentre gli attuali paesi progrediti sono impegnati in questa competizione da quasi due secoli ed alcuni molo di più. (p. XIX)
*Grazie ai continui miglioramenti susseguitisi negli ultimi 15 anni, ed alle ripercussioni positive che hanno avuto sulla situazione politica ed economica del paese la nostra nazione dispone oggi delle più favorevoli condizioni politiche, economiche e sociali, atte a garantire il successo delle proprie aspirazioni. I nostri obbiettivi, così come la natura del piano approntato per realizzarli, sono chiari. Tutti i presupposti necessari per ottenere il trionfo in questa importantissima lotta sono a nostra disposizione: una leadership stabile e risoluta, una solida infrastruttura culturale nazionale, il rispetto dei valori morali, genialità e talento intrinsechi, una sempre crescente fiducia e speranza e il forte legame che unisce la nazione al suo centro di comando. (pp. XIX-XX)
*La storia movimentata della nostra terra, vecchia di migliaia di anni, con i suoi alti e bassi e le sue straordinarie vicissitudini, dimostra inequivocabilmente che solo mediante la grazia divina il nostro paese è riuscito di volta in volta a sopravvivere sano e con le energie intatte a colpi mortali che in altri casi hanno fatto scomparire intere nazioni dalla faccia della terra. È solo grazie a questa benedizione che il nostro paese è stato in grado di proseguire nell'adempimento della sua interminabile missione umanitaria. Sono convinto che un aiuto incondizionato continuerà ad assisterci se anche questa volta ci mobiliteremo ed uniremo tutte le nostre forze ed energie per la realizzazione del sacro fine (che non potrà essere che conforme alla volontà di Dio) di costruire per i bambini di questa terra per la loro felicità ed il loro onore, un glorioso futuro; in altre parole, per gettare le fondamenta della società iraniana del domani, in modo tale che ne risulti una comunità ricca di valori spirituali e di virtù morali. (p. XX)
*Vari ed importanti eventi della mia vita mi hanno convinto, al di là del dubbio, che una forza sovrumana guida il mio destino e quello della mia nazione lungo il cammino che essa ha stabilito, e che tutto ciò che faccio prende ispirazione da tale forza e che fino ad oggi è stata garante del mio comando e ne ha stabilito la direzione. (pp. XX-XXI)
*La speciale posizione della monarchia iraniana richiede, come afferma il Christensen in un suo passo molto conosciuto, che un vero re in questo paese deve essere non solo il capo dello Stato, ma allo stesso tempo la guida e il maestro del suo popolo. Io accetto di tutto cuore di adempiere la mia missione di leader e di maestro, conscio dell'altissima conoscenza che ho dei problemi nazionali ed internazionali del mio paese e del fatto che io stesso sono l'iniziatore e l'ideatore di quella rivoluzione sociale dalla quale l'attuale progresso della nazione iraniana ha avuto inizio. Nelle condizioni attuali della società iraniana, lo status di maestro è uno status di cui un individuo non può non essere orgoglioso. (p. XXIII)
*Il nostro mondo, ha dunque a disposizione tutto ciò che occorre per rendere la terra un luogo più che adatto ad ospitare i suoi quattro miliardi di abitanti (che alla fine di questo secolo diventeranno sette miliardi) ma il vero problema è costituito dal fatto che la crescita mentale e sociale dell'uomo non ha tenuto il passo con l'enorme progresso scientifico ed industriale. Ancor oggi nell'era spaziale, il destino delle nazioni è spesso in balia degli istinti più sfrenati e di cupe passioni, retaggio dei periodi più oscuri del nostro passato. (pp. 6-7)
*Le vicende storiche degli ultimi secoli hanno creato una situazione per cui alcune società godono già delle migliori condizioni in tutti questi campi. Non c'è dubbio che tale privilegio è in parte dovuto al genio e ai meriti delle stesse società, ma sappiamo anche che in parte è il risultato dell'età del colonialismo ormai estinta. La storia recente, così come viene insegnata in quasi tutte le scuole e che è stata scritta principalmente da studiosi occidentali, ci ha spiegato che l'economia di una parte dei paesi industrializzati si è basata per lungo tempo sulla colonizzazione di altre comunità e sullo sfruttamento delle loro risorse naturali ed energie umane. (pp. 9-10)
*Se ho spesso rivolto i miei ammonimenti ai paesi progrediti del mondo occidentale per questioni di carattere sociale e culturale, è perché sono veramente preoccupato del loro benessere e della loro potenza e non perché desidero la loro caduta. Una logica stringente mi porta a concludere che dobbiamo unire i nostri sforzi nel cercare di salvare il mondo piuttosto che allargare il divario esistente fra di noi aumentando le cause di dissenso che di separano. Ho sempre affermato che non vogliamo assolutamente che il mondo industrializzato crolli perché ci sentiamo sempre più parte di tale mondo, e se questo dovesse succedere noi cadremmo con lui. Comunque, devo constatare con rammarico che le mie dichiarazioni a questo riguardo, sono spesso ignorate, forse a causa delle responsabilità che comporterebbe il prenderne atto. (p. 31)
*Lasciateci sperare, insieme con tutti i sostenitori di giuste cause, i realisti e quanti hanno a cuore la sopravvivenza e la perpetuazione della società umana e della civiltà da essa creata, che il mondo futuro sarà un mondo fatto di coesistenza e cooperazione fruttuosa fra tutti i popoli e le nazioni della terra. Lasciateci sperare in un mondo in cui tutti lavoreranno insieme e dedicheranno i loro sforzi congiunti alla realizzazione di obbiettivi comuni: un mondo nel quale i calcoli meschini, l'egoismo, i pregiudizi, gli istinti sfrenati e la pericolosa grettezza lasceranno il posto alla comprensione e ad una visione più lungimirante; un mondo nel quale lo spirito della giustizia e il rispetto per la dignità umana verranno riconosciuti e riveriti da tutti gli esseri umani; un mondo nel quale le risorse che Dio stesso ha elargito, verranno sfruttate nel rispetto dei diritti legittimi, nell'interesse dell'intera società umana e distribuite in maniera più equa, perché possano servire ad eliminare la povertà, l'ignoranza, le malattie, le carestie e le varie forme di discriminazione esistenti. In un mondo del genere i benefici della pace e della stabilità garantiranno il cammino dell'umanità verso quel futuro che merita in ragione dei suoi sforzi passati, dei sacrifici e delle sue grandi conquiste. (p. 33)
*Lasciateci sperare che nel [[2000]] il nostro sarà un mondo basato sulla collaborazione e non una vittima delle frizioni. Se crediamo nella necessità di combattere l'isolamento e di promuovere la coesistenza, dobbiamo riconoscere che può esistere solo un tipo di società. Il dovere più importante ed urgente di una tale società sarà di accelerare le attività costruttive su scala mondiale. Tale obbiettivo richiederà che il destino del mondo si fondi su di una politica nuova, fatta di pace e di cooperazione, l'opposto della vecchia distruttiva politica da [[guerra fredda]]. Il mondo dell'anno 2000 dovrà essere un mondo unito, nel quale tutti gli esseri umani vivranno gli uni accanto agli altri nell'ambito di una struttura internazionale basata sulla cooperazione, in spirito di comprensione e sicurezza. (p. 34)
*{{NDR|Sulla [[Rivoluzione bianca]]}} Si tratta di una Rivoluzione che incide sul destino, che guarda al futuro mantenendo un saldo legame con il passato e deriva la sua forza non solo dalla tecnologia e dalle scienze umane ma dai valori nobili ed eterni del suo antico retaggio. (p. 37)
*Secondo i nostri piani e le nostre previsioni, la società iraniana entrerà nell'era della Grande Civiltà nell'ultima decade del ventesimo secolo. Stando a questi calcoli, il cammino storico compiuto dalla nazione iraniana per uscire dalle tenebre alla luce e da uno stadio di declino ad uno di grandezza, durerà soltanto due terzi di secolo, ovvero meno della vita media di una generazione. L'iraniano che ha aperto gli occhi in anni precedenti quel 22 febbraio 1921, in una delle nazioni più deboli e misere, potrà ormai chiuderli in un paese fra i più avanzati e progrediti del mondo. (p. 38)
*{{NDR|Sull'Iran sotto la dinastia Cagiara}} Le manifestazioni ordinarie della civiltà materialista occidentale, tipiche allora dei paesi dell'Europa e dell'America, ma anche dell'Impero Ottomano, dell'India e degli altri paesi limitrofi, erano assolutamente sconosciute in Iran. Ferrovie, viadotti, automobili, elettricità, telefono, non esistevano o venivano considerati un lusso. A queste gravi carenze materiali e spirituali si aggiungevano una serie di sventure derivanti dal dilagare della corruzione, falsità, slealtà e lotte interne, dal gran numero di oppiomani e dall'enorme diffusione di superstizioni di ogni tipo. (p. 41)
*{{NDR|Nel 1978}} La nuova società iraniana, fondata 15 anni fa, si regge su tre pilastri principali: l'ordine monarchico, la legge costituzionale e la Rivoluzione dello Shah e del Popolo. Ognuno di questi pilastri presiede ad aspetti differenti della vita nazionale e tutti insieme costituiscono la guida che la società iraniana deve seguire per poter avanzare sulla strada della sua evoluzione. (p. 46)
*L'ordine monarchico dell'Iran è il garante della solidarietà nazionale, della direzione stabile e forte del paese, della sua potenza militare, dell'indipendenza politica e dell'adempimento del ruolo universale della nazione iraniana. (p. 46)
*{{NDR|Sulla [[Rivoluzione bianca]]}} La caratteristica distintiva di questa Rivoluzione è che, a differenza di tante altre, è stata imposta da una grande maggioranza su di una piccola ma influente minoranza. La Rivoluzione è stata attuata seguendo la volontà della maggioranza liberamente espressa mediante votazione e la sua forma di azione, nonché le garanzie per la sua continuità, sono state elaborate con la partecipazione della stessa maggioranza. (p. 47)
*In Iran non saranno in alcun modo tollerati o scusati atti intesi ad impedire o ritardare il progresso della nazione. Di conseguenza non c'è spazio nel paese per quei pazzi, traviati o malvagi, appartenenti alla stessa razza d'individui presente anche in molti paesi progrediti, che costituiscono una sorta di «internazionale del terrorismo». Questi individui, o per ignoranza ed irrazionalità congenita, o perché plagiati, o perché malati di mente, compiono azioni di sabotaggio ed assassinii a danno del proprio paese (e naturalmente a beneficio di stranieri), prendendo a pretesto «ideologie» stupide come «Il Marxismo Islamico», una combinazione, ridicola, la cui assurdità appare evidente anche ad un bambino. Si tratta d'individui che considerano «un impegno eroico» l'ostacolare ogni sforzo positivo e costruttivo. Ma è superfluo dire che le attività, stupide o traditrici di questi individui, non causano nessuna seria preoccupazione, perché non possono incidere minimamente sulla realtà di un paese dove prevale un ordine forte e militante. (pp. 48-49)
*La nostra democrazia progressista, ma disciplinata, se non tollera attività reazionarie e retrograde, allo stesso modo non sopporta alcuna forma di terrorismo o di tradimento, perché gli effetti deleteri dell'oscurantismo e dell'ostruzionismo sull'evoluzione sociale sono altrettanto seri di quelli del tradimento e del terrorismo. Alla luce dei veri interessi della nazione iraniana, gli uni e gli altri sono ugualmente colpevoli. (p. 49)
*La posizione geografica dell'Iran è talmente vitale e delicata che un qualsiasi ritardo sulla via del progresso, potrebbe mettere in pericolo la stabilità e la pacifica esistenza di tutta questa area mondiale. (p. 50)
*Con la Rivoluzione, il lavoro ha perso una volta per tutte ogni caratteristica di sfruttamento e l'integrità personale degli individui è stata assicurata ovunque. Ogni iraniano ha così potuto comprendere, fino in fondo, la dignità del suo stato di essere umano in grado di usufruire di una piena giustizia sociale e di godere dei diritti umani e delle libertà individuali. (p. 50)
*Il nuovo ordine della società iraniana, ha rifiutato ogni forma di capitalismo assoluto, ma allo stesso tempo non solo ha mantenuto, ma anche protetto ed incoraggiato, il ruolo produttivo del settore privato nei differenti campi dell'industria, del commercio, dell'agricoltura e simili. Il concetto di democrazia economica, come è oggi applicato nell'Iran moderno, significa che il maggior numero possibile degli imprenditori indipendenti, debba essere autorizzato a condurre imprese commerciali e produttive, nel rispetto delle leggi che regolano il lavoro e l'economia. (p. 52)
*{{NDR|Sulla [[Rivoluzione bianca]]}} È stata una Rivoluzione che a differenza di molte altre, ha favorito tutte le classi e tutti gli individui della società. Una Rivoluzione i cui benefici sono andati a vantaggio di tutti gli iraniani: proprietari terrieri, contadini, imprenditori, operai, abitanti delle aree urbane, o dei villaggi, vecchi e giovani, uomini e donne, madri e bambini, intellettuali ed analfabeti. Di conseguenza, la caratteristica distintiva di questa Rivoluzione è stata nella piena partecipazione del popolo tutto, al progresso ed allo sviluppo materiale e spirituale del paese in ogni campo. (p. 52)
*L'elasticità della nostra Rivoluzione è la migliore garanzia per il suo trionfo, perché l'esperienza insegna che ogni movimento rivoluzionario, una volta inquadrato nelle rigide strutture di principi inflessibili, finisce col perdere ogni capacità di adeguarsi alle esigenze, alle richieste, ed alle mutate condizioni della società cui appartiene. (p. 53)
*La questione dell'acqua è stata fin dalle origini della storia dell'Iran uno dei problemi vitali e fondamentali di questa terra ed uno dei fattori che maggiormente hanno pesato sul suo sviluppo economico. Un elemento che non solo ha inciso sull'economia nazionale, ma ha influenzato l'essenza stessa della cultura e della civiltà iraniana. Molte credenze religiose e riflessioni filosofiche dell'antico Iran, così come diverse tradizioni ed usanze nazionali, sono state ispirate dall'interminabile lotta del popolo di questo paese contro la siccità e la scarsità d'acqua. L'esigenza di perseverare in questa lotta ha fatto sì che determinanti concetti, acquistassero un valore speciale. Il ruolo dell'acqua nella vita e nell'economia della nazione iraniana è così vitale che Dario, il re Achemenide, nella sua famosa inscrizione su pietra, indica la siccità come uno dei tre mali dai quali chiede a Dio di proteggere il paese, gli altri due sono l'ostilità e l'inganno. (p. 65)
*Le [[Condizione della donna nello Stato Imperiale dell'Iran|donne]] iraniane che nella società attuale svolgono un ruolo attivo, costruttivo e rispettabile, hanno potuto partecipare a pieno diritto alla vita nazionale del paese ed accedere a posti importanti in qualità di ministro, ambasciatore, membro di tutte e due le camere del Parlamento, professore universitario, giudice, avvocato, sindaco, direttore di compagnia ecc. Ci sono donne anche nelle forze armate come ufficiali ed in ranghi inferiori. (p. 78)
*L'insegnamento della religione continuerà a ricevere la massima attenzione anche in futuro, perché il rafforzamento ed il consolidamento delle convinzioni religiose e la più profonda e generale consapevolezza a riguardo, sono condizioni necessarie per la solidarietà ed il benessere della società. (p. 82)
*La storia del petrolio è uno dei capitoli più tumultuosi della storia dei nostri tempi, perché dall'inizio alla fine è caratterizzata da intrighi, complotti, crisi politiche ed economiche, assassinii, colpi di stato e sanguinose rivoluzioni. L'imperialismo del petrolio è sempre stato dei più disumani perché, pur di realizzare il massimo profitto, non ha esitato ha calpestare ogni principio morale e sociale. Le ingiustizie, le privazioni, i soprusi e gli insulti che il nostro paese ebbe a soffrire per tutto il periodo della concessione petrolifera, furono alcuni dei mali derivanti da tale situazione. (p. 119)
*Oggi l'industria petrolchimica è in grado di derivare dal petrolio più di 70.000 generi di consumo. Quale altra fonte energetica, fra quelle esistenti e quelle future, come l'energia nucleare, quella idroelettrica e quella solare, sono in grado di fornire tanti derivati? In base a quale logica assurda questa preziosa sostanza che può essere impiegata a fini produttivi altrimenti irraggiungibili, deve essere utilizzata per esigenze che potrebbero venire ugualmente soddisfatte ricorrendo ad altre fonti di produzione energetica?<br>La natura ha impiegato centinaia di milioni di anni per creare questi giacimenti. Quale logica ha indotto l'uomo moderno ad esaurirli, per usi spesso irragionevoli ed inutili, nell'arco di poche generazioni e cioè 120 anni, ad un ritmo 50.000 volte superiore a quello occorso per la loro formazione? (p. 131)
*Prima o poi il mondo capirà che bruciare petrolio e gas naturale per creare energia, è un peccato imperdonabile. Allora il petrolio troverà il giusto prezzo, perché in realtà quello attuale è ancora troppo basso perché qualcuno sia disposto a ricercare altre fonti di energia. Lo stesso varrà per il consumo di gas naturale, quando in futuro saranno state messe a punto altre forme di produzione energetica, perché anche questa sostanza è troppo preziosa perché la si possa continuare a bruciare invece che impiegarla nell'industria petrolchimica. (pp. 131-132)
*Sul piano internazionale appoggiamo l'[[Organizzazione delle Nazioni Unite]] quale sede universale più importante per la composizione delle controversie ed il luogo dove tutti i membri della grande famiglia umana possono discutere e risolvere i loro problemi e giungere a decisioni che s'impegnano a rispettare. Noi ci auguriamo sinceramente che la leale collaborazione di tutti i membri possa garantire all'ONU l'espletamento delle sue funzioni e delle sue responsabilità, benché al momento questa organizzazione manchi di potere esecutivo. (p. 135)
*Il nostro paese è stato tra i primi a firmare l'accordo che proibiva l'espansione degli armamenti nucleari ed in ogni circostanza ha sempre dato il suo appoggio ad iniziative volte alla limitazione degli armamenti ed a maggior ragione a quelle per il disarmo mondiale. (p. 138)
*Il [[Golfo Persico]] fornisce oggi all'Europa più del 70% del suo fabbisogno petrolifero ed il 90% di quello del Giappone. Cosa succederebbe per esempio se con un'azione di aperto sabotaggio o con manovre nascoste si riuscisse a far esplodere una grande petroliera negli stretti di Ormuz, chiudendo così questa vitale via di comunicazione marittima alla navigazione internazionale? E come potremmo mai permettere una cosa del genere? (p. 138)
*La potenza militare non rappresenta soltanto una necessità per la difesa del paese, ma è sempre stata un fattore determinante nel garantire la nostra evoluzione sociale, soprattutto nella fase di attuazione della Rivoluzione. Se non fosse stato per il potere deterrente di questo fattore di ordine e di stabilità, l'applicazione costante dei principi della Rivoluzione si sarebbe scontrata contro intrighi, agitazioni e cospirazioni messe in atto dai seguaci del regime feudale o dagli agenti dei movimenti reazionari rossi e neri. In realtà è stata questa stessa forza che nei recenti anni ha neutralizzato gli atti di sabotaggio preparati da terroristi, assassini ed anarchici al soldo delle potenze straniere. (p. 140)
*La mia più grande aspirazione è quella di condurre la nazione iraniana alla Grande Civiltà e considero mio dovere fondamentale, quale responsabile del destino del paese, guidarlo nella sua avanzata verso la meta finale. L'Iran sta percorrendo oggi la strada giusta, ma per poter realizzare questo grande obiettivo è necessario che non devii, né che la sua avanzata venga in qualche modo ostacolata o ritardata. (p. 143)
*Venticinque secoli fa, la monarchia iraniana, facendo la sua comparsa sulla scena mondiale, inaugurò una nuova era nella storia dell'evoluzione della civiltà umana. Perché ritenere impossibile che i nostri sforzi presenti possano inaugurare un'altra nuova era nella storia di questa evoluzione? Perché non dovremmo lottare per gettare le basi della Grande Civiltà del domani, nella quale gli elementi migliori di tutte le civiltà umane concorreranno a risolvere i problemi di cui il nostro mondo tribolato è profondamente conscio? (p. 143)
*Che cosa s'intende per «Grande Civiltà»? Si tratta di una civiltà nella quale i migliori elementi della conoscenza e dell'intuito umano concorreranno ad assicurare ad ogni individuo il più alto tenore di vita materiale e morale e nella quale le nuove acquisizioni scientifiche, industriali e tecnologiche saranno state armonizzate con gli alti valori morali e con le norme più progredite della giustizia sociale. S'intende una civiltà fondata all'insegna della creatività e della umanità, nella quale ogni individuo, oltre al completo benessere materiale, potrà godere della massima sicurezza sociale e possedere eminenti virtù spirituali e morali. Naturalmente ogni nazione e società ha il diritto di lottare per giungere ad una meta ed è nostro sincero desiderio che ogni impresa del genere, ovunque venga intrapresa, possa avere successo perché in quanto tale appartiene alla missione più nobile della società umana. Per quanto ci compete miriamo in primo luogo e soprattutto a garantire la prosperità ed il benessere della società iraniana. Senza dubbio se la nostra «Grande Civiltà» saprà mostrarsi attraente, la sua importanza supererà i confini del paese ed altri potranno allora pronunciarsi a proposito. (p. 144)
*Non dobbiamo essere imitatori servili dell'occidente, ma neanche ostili, contrari ad ogni forma di modernismo; dobbiamo avere il massimo riguardo per la nostra cultura nazionale, ma non tradurre questo atteggiamento in venerazione di costumi antiquati. Dobbiamo essere nazionalisti al massimo grado, ma nel senso positivo e costruttivo del termine, contrari dunque ad ogni forma di fanatismo ed odio che nella nostra epoca ha portato soltanto distruzione e morte. (p. 145)
*L'Iran di oggi è artefice dell'Iran di domani e l'erede dell'Iran di ieri. La sua eredità consiste in 25 secoli d'imprese gloriose di cui la storia scritta porta testimonianza. La storia ci ha tramandato i valori, che compongono la nostra identità nazionale e sono alla base della struttura morale e sociale e dei costumi della società attuale. Ogni iraniano fin dalla nascita porta in sé i valori che nel corso dei secoli hanno formato il destino dell'Iran ed hanno costituito lo scudo protettivo che ha salvaguardato l'integrità nazionale di fronte ad attacchi spaventosi. Ogni iraniano riceve questa eredità e la tramanda alle generazioni future. Si tratta di una lezione che la storia ha insegnato a noi ed a quanti hanno avuto a che fare con la storia del paese e che nel futuro anche i nostri figli impareranno.<br>La storia della monarchia iraniana, fondata su questi valori imperituri, è proseguita per oltre 25 secoli ed al supporto di questi stessi valori è dovuta la sua continuità che ha meravigliato tanti ricercatori. Durante questo lungo periodo il paese ha dovuto assistere a ripetuti attacchi ed a massacri spaventosi nei quali migliaia e migliaia di suoi figli sono caduti sotto colpi durissimi. Ma nessun attacco, per quanto sufficiente a distruggere un intero paese, è riuscito a trionfare sui valori iraniani ma, come tutti gli altri, è passato lasciando dietro di sé soltanto un cattivo ricordo. (p. 146)
*L'autentica civiltà ariana si basa sulla forza e la creatività. In essa la luce è considerata la più grande manifestazione della creazione perche fonte di ogni bellezza e di ogni energia. Questo concetto raggiunge la sua massima espressione nella civiltà iraniana, che costituisce la prima fioritura storica della grande civiltà iraniana, che costituisce la prima fioritura storica della grande civiltà ariana (ed è per questo che Hegel la definisce «la vera origine della civiltà mondiale»), perche è qui che la luce, fonte di tutta la creazione, avvolge l'intero essere materiale e spirituale dell'uomo, permettendogli di distinguere fra bellezza e bruttezza, fra purezza ed impurità e di relefagare tutti i fenomeni non creativi al dominio delle tenebre e della non-esistenza. L'essenza della personalità di ogni vero iraniano, quale viene forgiata dagli strumenti della filosofia e della cultura, è costituita dalla fede in una vita trionfante assegnata all'uomo come missione, una vita dunque vissuta all'insegna dell'eroismo, del coraggio, della purezza di cuore, della generosità, della speranza, dell'onestà e della salute. Nella nostra concezione filosofica ogni attributo contrario come malvagità, falsità, paura, scoraggiamento, ozio, malattia, inganno, egoismo e simili, genera tenebre e morte. L'immutabile missione di un ariano-iraniano è dunque quella di difendere la luce dalle tenebre, la vita dalla morte, la creatività della distruzione, la giustizia dall'ingiustizia. Ed è su questa concezione di base che nel mondo occidentale Hugo fondò la sua «Legende des Siècles» e Nietzsche l'immagine del superuomo in Zoroastro, opera quest'ultima, che come l'epiteto «ariano» fu poi vittima di un'interpretazione dissennata. (p. 148)
*Dal giorno in cui gli iraniani gettarono le basi del primo stato ariano nella storia del mondo, nessuna forza è stata mai in grado di trionfare della volontà di vivere radicata nella nazione iraniana, né lo sarà mai in futuro. Se questa straordinaria costanza nel difendere in maniera tanto eminente la propria identità nazionale la si trova soltanto nel popolo iraniano fra tutti i popoli antichi è perché l'«energia vitale» dalla quale discendono tutte le altre manifestazioni della creatività, è stata fin dal primo momento il fermento dal quale è sorto e si è sviluppato il carattere iraniano. (p. 149)
*La cultura iraniana è stata fin dalle origini profondamente umana, apportatrice di un messaggio estremamente nobile e bello. Umanità e buona volontà sono le due caratteristiche maggiori della storia dell'Iran. La ritroviamo nei principi religiosi e filosofici dell'antico Iran, nel sistema monarchico e nei diversi aspetti del pensiero, della scienza, della letteratura, dell'arte e del misticismo iraniano. (pp. 149-150)
*Gli antichi iraniani fondarono la loro monarchia, che fu il primo esempio di governo ariano ed allo stesso tempo il primo impero nella storia del mondo, sulla base degli stessi principi di giustizia e di amore per l'umanità, di cui l'ormai noto editto di Ciro il Grande fu un'insigne incarnazione. (p. 150)
*Il ruolo culturale dell'Iran, per quanto riguarda la scienza, la letteratura e l'arte, è ormai riconosciuto quale elemento indiscutibile della storia della civiltà. La letteratura dell'Iran che costituisce uno dei contributi più preziosi di questa nazione alla civiltà ed alla cultura mondiale è caratterizzata da spiritualità, altruismo ed affetto. Un messaggio che raggiunge il suo vertice nella letteratura mistica dell'Iran. L'arte iraniana è uno specchio permanente di amore e bellezza. Anche la filosofia iraniana si è sempre fondata sulla saggezza, la moralità e la spiritualità. (p. 150)
*L'iraniano percepisce profondamente il legame che unisce il destino di tutti gli esseri umani ed è convinto che la felicità di ogni nazione sia indissolubilmente legata a quella delle altre. Si direbbe che il popolo iraniano sia stato sempre consapevole di una missione a lui assegnata a questo riguardo che presuppone responsabilità di cui deve essere cosciente in ogni momento. (p. 150)
*La storia dimostra che il pensiero e la civiltà iraniani non sono mai stati contaminati dall'egoismo. Contrariamente a molte altre, la civiltà iraniana non ha mai innalzato barriere di carattere razziale, geografico o religioso. Nella prospettiva culturale dell'Iran diritto e giustizia sono indivisibili. Se oggi affermiamo che la nostra politica internazionale si fonda sul rispetto dei diritti umani, della sovranità nazionale e dell'ideologie di ogni società è perché c'ispiriamo ai valori immortali della civiltà iraniana. (p. 151)
*L'ordine monarchico dell'Iran è stato fin dall'inizio un'emanazione ed allo stesso tempo il garante di tutti gli altri valori che costituiscono l'identità della nazione. I vari tipi di governo o di regime e le varie ideologie ed istituzioni che nel corso della storia sono stati sperimentati nel paese da varie potenze straniere, direttamente o attraverso emissari interni, sono andati invariabilmente incontro al fallimento ed ogni volta il corso degli eventi politici e sociali del paese ha riportato tali esperimenti nell'unico canale che abbia avuto la piena approvazione e la conferma della nazione iraniana. Niente è mai riuscito ad avere il sopravvento sullo spirito nazionalista degli iraniani, né gli attacchi furibondi di Alessandro, né le incursioni degli Arabi e dei Mongoli, né i disordini interni dell'era feudale, né le anarchie, il colonialismo o i recenti tentativi compiuti da potenze straniere ed è anche certo che non ci sarà mai niente in grado di farlo. (p. 152)
*È importante capire il vero significato della parola Shahanshahi (monarchico) che non può essere spiegata ricorrendo a nozioni e definizioni di tipo ordinario. In genere, nel tentativo di tradurre questo termine gli stranieri ricorrono all'aggettivo «imperiale». Ma il termine «imperiale» è usato dagli occidentali con un significato prettamente politico e geografico, mentre per gli iraniani la parola Shahanshahi trascende l'indicazione materiale per assumere valori di carattere spirituale, filosofico, ideale e largamente sentimentale. In altre parole questo concetto è legato alla logica ed al pensiero degli iraniani come lo è al loro cuore ed alla loro anima. Nel lessico iraniano Shahanshahi sta ad indicare una unità geografica e politica ed allo stesso tempo l'identità nazionale e tutti i valori immutabili che hanno concorso a formare tale identità. Di conseguenza nessun cambiamento o innovazione potrà mai sperare di attecchire nel paese senza adattarsi all'ordine monarchico e conformarsi ai suoi principi ed alle sue norme fondamentali. Da questo punto di vista anche i periodi più oscuri della storia dell'Iran, nei quali ogni nozione di «impero», governo centrale e sovranità nazionale si sarebbe detta perduta, appartengono ugualmente alla storia della monarchia iraniana perché anche allora, al di là degli aspetti esteriori e visibili, la monarchia conserva intatta la propria struttura ideale e spirituale. (p. 153)
*{{NDR|Sulla conquista della [[Persia]] di [[Alessandro Magno]]}} Si trattò dell'imposizione di una cultura e di una civiltà progredite contro la cultura e la civiltà monarchica iraniana. Ma il paese non solo riconquistò in pieno la propria personalità ed identità nazionale, ma lo stesso Alessandro finì con l'identificarsi con l'Iran e si fece chiamare il successore dei re achemenidi. Molti storici occidentali hanno cercato di attribuire a questo generale macedone un piano per la creazione di uno stato ed una civiltà mondiali, ma si tratta di un'opinione che più di costituire un fatto storicamente provato, rappresenta l'ennesimo tentativo di glorificare il ruolo storico della cultura greca di cui l'occhio si considera l'erede naturale. Una conseguenza di questo settarismo prevenuto e tendenzioso è data dalla falsa interpretazione dell'incontro fra Grecia ed Iran. Si tratta di un tipico caso di colonialismo culturale. (pp. 153-154)
*{{NDR|Sulla [[Conquista islamica della Persia]]}} In quell'occasione la fede islamica, i cui principi monoteisti erano molto vicini a quelli iraniani, venne ben accolta ed accettata dalla maggioranza della popolazione. Ma attraverso i vari scambi culturali il pensiero e la civiltà iraniani erano destinati a costituire nel corso dei secoli un solido fondamento per la civiltà islamica. Allo stesso tempo, malgrado una profonda affinità religiosa e culturale, l'Iran non accettò di aderire politicamente alla causa araba, il che sarebbe equivalso da parte sua ad una negazione della propria identità nazionale. In questo modo si formò uno stato islamico indipendente, al di fuori dell'impero arabo avente come propria lingua ufficiale il persiano e non l'arabo. (pp. 154-155)
*{{NDR|Sull'invasione mongola della Persia}} Si trattò di una prova terribile, rimasta probabilmente unica nella storia del mondo. La sola considerazione che può giustificare il ricordo di un evento così tragico nella storia dell'Iran è il fatto che anche quell'immensa e selvaggia mobilitazione di forze sataniche in una delle loro manifestazioni più orride, non fu in grado di abbattere lo spirito invincibile dell'Iran, il quale anche allora, dopo un breve lasso di tempo, tornò a sollevare il capo più vivo che mai, per riassumere la propria missione creativa. (p. 155)
*Va in primo luogo sottolineato che la civiltà occidentale, pur basandosi dal punto di vista politico sulla [[democrazia]], ha ugualmente partorito un fenomeno come il [[comunismo]], la cui ideologia e le cui prospettive sono totalmente contrarie ai principi ed alle norme della democrazia occidentale. Ovviamente tutto ciò che riguarda atteggiamenti o relazioni delle singole società occidentali nei confronti di questo fenomeno e dei suoi aspetti ideologici e governativi nonché le politiche adottate a proposito, sono affari che non ci riguardano. Per quanto ci compete, possiamo affermare che tale ideologia è assolutamente estranea ed inammissibile per la società iraniana perché si basa sull'assoluto materialismo e sul rifiuto di ogni principio religioso e spirituale. È dunque estranea ai valori fondamentali della nostra cultura e della nostra civiltà, a tutti gli elementi che costituiscono l'identità nazionale, al nostro tessuto sociale ed intellettuale, alle tradizioni storiche, al nostro governo ed alla nostra civiltà. Proprio come un corpo sano rigetta ogni corpo estraneo e dannoso, così la società iraniana rifiuta questo elemento improprio ed ogni tentativo in tal senso sarebbe, come per il passato, destinato al sicuro fallimento. (pp. 156-157)
*L'Europa colonialista mostrava di non considerare le altre razze egli altri popoli esseri umani aventi gli stessi diritti degli occidentali. Il loro ruolo e la loro funzione era, secondo l'occidente, di porre le risorse naturali o quelle umane al servizio delle potenze coloniali. Il concetto di democrazia era dunque eccellente, ma veniva applicato a vantaggio esclusivo di una minoranza privilegiata di nazioni. (p. 157)
*Sappiamo che gli anarchici, i nichilisti e gli altri gruppi estremisti che sfortunatamente trovano sempre dei fiancheggiatori nei paesi industrializzati, non sono creazioni del mondo in via di sviluppo, ma di quello progredito. Scopo dichiarato di questi individui è di distruggere e cancellare ogni valore sociale, e se si chiede loro il perché, non sanno dare risposta, perché dietro questo comportamento c'è solo il desiderio di negare e di distruggere. (p. 159)
*Nessuna civiltà o cultura, nessuna grande conquista politica o sociale, nessuna dottrina o fede ed in genere nessun fattore positivo per la società umana è mai stato conseguito con la ricerca del piacere o seguendo orientamenti conservativi, ma soltanto con la volontà e con la fede di chi ha coltivato grandi ideali. La Storia che come è stato spesso detto, si ripete, dimostra che se le basi morali e culturali di una civiltà s'indeboliscono, il suo involucro materiale, per quanto vistoso ed attraente, sarà incapace d'impedire il collasso dell'intera struttura.<br>Questo è stato vero per la brillante civiltà greca, la grande civiltà romana, l'antica civiltà cinese, la civiltà islamica dei primi secoli e per il nostro stesso paese in alcuni periodi della sua storia. Come ben si sa il declino di queste civiltà iniziò nel momento stesso in cui l'indulgenza generale ad una vita di piaceri e di comodità materiali, aveva raggiunto il suo più alto vertice. Anche in quei paesi in cui ancora alto era il livello conoscitivo, filosofico, artistico e letterario, una volta crollate le basi morali che avevano permesso di giungere a quel grado di sviluppo materiale ed intellettuale, iniziava un graduale processo di declino. (p. 160)
*Nell'Iran della Grande Civiltà non ci sarà più traccia degli antichi fattori negativi e distruttivi come la povertà, l'ignoranza, l'analfabetismo, la corruzione, lo sfruttamento, la discriminazione e simili. L'espansione dell'assistenza sanitaria pubblica permetterà ad ogni iraniano di poter godere di un'ottima salute e di poter disporre delle proprie energie nel miglior modo possibile. La diffusione dell'istruzione si risolverà in un benessere mentale ed intellettuale generale. Ogni iraniano, indipendentemente dalla propria situazione individuale e sociale, sarà protetto fin dalla nascita da ogni tipo di assicurazione sociale. I salari ed i redditi saranno proporzionati al lavoro onestamente svolto (che sarà disponibile per tutti) e tali da assicurare ad ognuno la piena autonomia economica. Molte spese individuali diminuiranno grazie all'assistenza del governo. L'istruzione sarà gratuita per tutti senza alcuna condizione fino a un certo livello, mentre per l'università ed i corsi di specializzazione, saranno poste alcune condizioni. Il tenore di vita sarà tale che nessun iraniano conoscerà la fame (e tuttavia il governo continuerà a prendersi cura dei bambini fino all'età di due anni). Ogni persona avrà un alloggio confortevole. L'ambiente fisico sarà salubre, puro e corroborante; e quello culturale e mentale profondamente umano. Vigerà il principio dell'impegno comune e della programmazione; contadini, operai, imprenditori, studenti, impiegati statali, liberi professionisti, artisti ed in generale le persone di ogni classe e condizione sociale potranno svolgere le loro funzioni nel pieno possesso di ogni diritto umano, sociale ed economico, in maniera positiva ed in spirito di collaborazione e partecipazione fra di loro, senza alcuna contrapposizione ed ostilità. Sarà il popolo stesso ad occuparsi per quanto possibile, delle questioni che lo riguardano. In ogni circostanza lo spirito generale di comprensione, una critica costruttiva ed una guida illuminata apriranno la via al progresso. Una piena e diffusa consapevolezza politica completerà nel senso più profondo l'educazione generale. La fede religiosa, quale manifestazione suprema della spiritualità, eleverà le anime di tutti i cittadini. Circoli culturali, artistici e sportivi e centri di sano divertimento saranno aperti a tutti. Ognuno avrà libero accesso agli strumenti atti a risolvere le sue esigenze culturali, come le biblioteche, i musei, le sale per conferenze, i teatri, la musica ed in generale tutto ciò che si riferisca alla cultura nazionale ed internazionale. Le persone anziane senza famiglia o che preferiscano vivere indipendentemente, avranno a disposizione case adeguatamente attrezzate. Saranno create le condizioni migliori perché tutti possano sviluppare il proprio ingegno ed il proprio talento in un'atmosfera sana e costruttiva per il bene del singolo ed il progresso della società. (pp. 161-162)
*L'Iran è ovunque un museo vivente ed un'autentica mostra di tesori artistici e storici. Ogni angolo di questa terra porta le testimonianze eloquenti delle eroiche imprese e dei sacrifici dei nostri antenati. Le bellezze naturali dell'Iran, estremamente varie, a seconda delle condizioni climatiche delle differenti regioni, sono fra le più splendide del mondo. (p. 190)
*La fede religiosa costituisce l'essenza spirituale di ogni società, perché senza un tale sostegno, qualsiasi società, per quanto progredita e materialmente ricca, è destinata a vivere in maniera confusa e senza scopo. Una fede autentica è la migliore garanzia della salute spirituale e dell'integrità morale di una società, il suo sostegno più valido nell'affrontare i problemi quotidiani, piccoli o grandi che siano e la protezione migliore contro ogni attacco sferrato alla moralità. Nessuna società può ritenere di poter sostituire questo essenziale fattore di forza e di continuità con una qualsiasi ideologia. Tutti i tentativi fatti fino ad oggi in tal senso si sono dimostrati perdenti. (p. 195)
*È superfluo dire che il vero significato dell'Islam è incompatibile con l'abuso maligno, demagogico o reazionario che viene fatto dei suoi principii. Tutte le manovre che si fondano su di un tale abuso (sfortunatamente la nostra stessa società è stata più volte vittima di tali manovre nel passato e nel presente) costituiscono l'opposto del vero spirito e del vero significato dell'Islam. Nostro obiettivo fondamentale nel costruire la società iraniana presente e futura è di promulgare e fortificare il più possibile il vero spirito ed il vero significato dell'Islam in modo che la società dell'era della Grande Civiltà possa godere dei privilegi della fede, della purezza, della virtù e della massima spiritualità. (p. 196)
===[[Explicit]]===
Il motto principale che vi indico quale sprone ai vostri sforzi per ottenere la vittoria è: lavorare, lavorare ed ancora lavorare.<br>In questa gloriosa strada affidataci dal destino sarò con voi fino all'ultimo giorno della mia missione. Senza dubbio Dio aiuterà e sosterrà tutti noi.
==''Risposta alla storia''==
[[File:Shah and Shahbanu leaving Iran, Mehrabad International Airport - 16 January 1979 (2).jpg|thumb|Lo Scià partendo in esilio durante la [[rivoluzione iraniana]]]]
===[[Incipit]]===
Poco più di un anno fa usciva a Teheran il mio ultimo libro. Era un libro di speranza, in cui sottoponevo al mio popolo le mie vedute e i miei progetti per il suo avvenire – avvenire che mi auguravo glorioso, felice e prospero, degno della Storia più volte millenaria di un Paese che è sempre stato un dei principali costruttori della civiltà universale.</br>Volevo, alle soglie del terzo millennio, un Iran completamente modernizzato, progredito, una società iraniana altamente evoluta che potesse godere di una economia prospera, un istruzione superiore e strutture democratiche solide.</br>Vedevo le future generazioni iraniane occupare orgogliosamente il posto che spettava loro nella grande famiglia umana, assumendo degnamente le proprie responsabilità. Speravo di vedere diradate per sempre le tenebre medievali da cui l'Iran era stato strappato da appena mezzo secolo e che s'instaurasse il regno di quella luce che è l'essenza stessa della civiltà e della cultura iraniane.
===Citazioni===
*Nessun popolo può vivere nel [[passato]], ma non può nemmeno vivere senza il suo passato. Se nulla lo collega più alla propria storia, è destinato a sparire. (p. 11)
*Noi siamo un Paese antichissimo: la storia della [[Persia]] si perde nella notte dei tempi. (p. 11)
*A partire dal 652 dopo Cristo, l'Iran subì l'[[Conquista islamica della Persia|invasione araba]], quindi una dominazione straniera che avrebbe dovuto annientarlo: il Paese rimase per vari secoli sotto il giogo dei califfi di Bagdad ma, come era accaduto con i Greci, i vinti conquistarono i loro vincitori. (p. 18)
*La leggenda ha forse esagerato gli eccessi di [[Tamerlano]]; tuttavia è innegabile che questi regnò con il terrore. La Persia sembrava definitivamente sommersa, cancellata per sempre dalla Storia. (p. 19)
*{{NDR|Su [[ʿAbbās I il Grande]]}} Ci rese potenti, temuti e prosperi. (p. 19)
*{{NDR|Su [[Nadir Shah]]}} Colui che la storia ha chiamato il «Napoleone persiano» ci restituirà splendore e potenza. (p. 20)
*Nadir Scià è stato paragonato a Napoleone poiché fu sempre vittorioso nel corso di folgoranti campagne, ma se Napoleone fu finalmente battuto dalle ultime coalizioni, Nadir rimase invitto; se però l'imperatore francese era un amministratore senza pari, non si può dire certo altrettanto di Nadir, il quale ebbe anche l'abominevole crudeltà di far accecare il proprio figlio. (p. 21)
*[[Reza Pahlavi|Mio padre]] ci amava teneramente, profondamente. Eravamo undici figli; nutrivamo per lui un amore pieno di ammirazione, ma poiché ci sembrava potente e temibile, nutrivamo nei suoi confronti anche una sorta di timore reverenziale. Io non tardai a capire che sotto il suo aspetto di rude cavaliere nascondeva un'infinita bontà. Lo hanno riconosciuto anche i suoi avversari: fu uno di quegli uomini provvidenziali che appaiono nel corso dei secoli per impedire che la patria sprofondi nel nulla ed è stato il suo carattere integro, impetuoso, che gli permise di superare durante il suo regno le peggiori difficoltà, ma fu anche la causa della sua partenza.</br>Non aveva nulla del monarca orientale e i suoi compiti imperiali rappresentavano per lui un vero servizio militare. Dormiva per terra, su un semplice materasso, si alzava alle cinque del mattino, consumava nel corso della giornata due soli pasti frugalissimi e per il resto del tempo lavorava. (pp. 36-37)
*La mia fede ha sempre dettato la mia condotta – sia come uomo sia come capo di Stato – e ho sempre ritenuto che uno dei miei principali doveri era di dare e di conservare alla nostra religione il posto che le spetta.</br>Una civiltà atea non è una civiltà e io ho sempre vegliato affinché la Rivoluzione bianca alla quale ho consacrato tanti anni del mio regno fosse conforme sotto ogni punto di vista ai principi dell'Islam. La [[religione]] è il cemento che permette all'edificio sociale di restare in piedi; è la base stessa della vita familiare e nazionale. (p. 45)
*Se non condividevo l'entusiasmo di alcuni parlamentari per il leader del Fronte nazionale, era perché avevo osservato in passato alcune curiose contraddizioni tra i propositi di Mossadegh e le sue azioni.</br>Ufficialmente era il difensore del sentimento nazionalistico anticolonialistico, il campione del patriottismo più intransigente, dichiarava che non bisognava accordare alle potenze straniere concessioni o vantaggi di sorta. Chiamava la sua dottrina la dottrina dell'«equilibrio negativo» e il suo più grande difetto era proprio quello di essere completamente negativo. (pp. 65-66)
*{{NDR|Su [[Mohammad Mossadeq]]}} Le contraddizioni di quel rètore – contraddizioni perpetue – fra parola e azione, i suoi improvvisi e imprevedibili salti di umore – dall'esaltazione alla depressione – il suo passare da certezze violentemente espresse in discorsi isterici a lacrime, singhiozzi, malattie «diplomatiche», commedie macabre: «Io muoio... eccetera», ne fanno un politico difficile da giudicare. Alcuni lo hanno paragonato a Robespierre, altri a un personaggio della commedia dell'arte. (p. 66)
*Non ignorando nulla dei progetti e delle ambizioni di Mossadegh, avevo deciso di lasciare l'Iran prima del colpo di forza; volevo evitare uno spargimento di sangue e lasciare il Paese libero di fare la propria scelta. Correvo un rischio, ma un rischio calcolato. (pp. 70-71)
*{{NDR|Sul rovescio di Mohammad Mossadeq}} Io rientrai subito a Teheran dove ricevetti un'accoglienza popolare entusiastica. Fu veramente in tutto l'Iran un plebiscito irresistibile. Prima di queste prove, ero stato soltanto un sovrano ereditario; adesso avevo il diritto di dire di essere veramente eletto dal popolo. (pp. 71-72)
*{{NDR|Su [[Mohammad Mossadeq]]}} Poiché sua madre era una discendente dei Khadjar, forse odiava la nostra dinastia. (p. 72)
*Erano occorsi circa trenta mesi per far apparire Mossadegh agli occhi di tutti gli iraniani l'incarnazione stessa dell'apprendista stregone, incapace di controllare e dominare le forze distruttrici da lui stesso scatenate. (p. 73)
*L'impero del petrolio resta uno dei più inumani del pianeta: i principi morali e sociali più elementari vi sono sistematicamente calpestati. Se le spoliazioni e le umiliazioni inflitte al nostro Paese dai potenti ''trust'' petroliferi erano terminate, non è che questi rapaci si fossero umanizzati; era che noi avevamo vinto lottando aspramente una battaglia che era stata impegnata fin dall'inizio del secolo. (pp. 75-76)
*Ecco dunque uno dei miei principali «crimini»: aver voluto far passare l'Iran dall'èra del petrolio all'èra atomica prima che fosse troppo tardi. Devo arrossirne? L'impiego pacifico dell'energia nucleare non poneva da noi problemi di radiazione o di contaminazione, poiché nel nostro Paese esistono vaste distese desertiche. [...] Sono stato accusato di aver fatto adottare questi progetti, quelli delle centrali nucleari e gli altri, «per ambizione personale». Non era forse chiaro che io sarei stato probabilmente morto prima che la maggior parte di questi progetti venisse portata a termine? Perché dunque parlare di ambizione personale? Si trattava piuttosto di prevedere le necessità dell'Iran, Le mie ambizioni «personali» sono conosciute da tutti gli uomini di buona fede: salvaguardare l'unità nazionale, dare al popolo iraniano tutta la felicità possibile, preparare per le giovani generazioni un avvenire più sereno. È vero, adesso si incomincia a capirlo, e persino a dirlo, nonostante i fantasmi del Medio Evo e nonostante il terrore. Il mio scopo non era né chimerico né «diabolico» come sostengono oggi alcuni, aggiungendo addirittura che «io ho rovinato il Paese e fatto retrocedere l'Iran». (pp. 88-89)
*Serbo un ricordo particolarmente gradevole dei miei incontri e colloqui con [[Nicolae Ceaușescu|Ceausescu]], che non mutò mai atteggiamento nei miei confronti, nemmeno quando dovetti lasciare l'Iran. Ceausescu è un uomo che credo capace di qualsiasi cosa per garantire l'indipendenza del suo Paese. (pp. 184-185)
*I nostri rapporti con la Turchia non ponevano problemi. Fin da quando mio padre vi aveva soggiornato ai tempi di [[Kemal Ataturk]], le nostre relazioni erano improntate a una grande amicizia e solidarietà. Per l'Iran, la prosperità e la grandezza della Turchia erano di importanza fondamentale. E oggi prego con ardore per il benessere di questo popolo coraggioso. (p. 185)
*[[Nikita Sergeevič Chruščёv|Nikita Kruscev]] era un interlocutore difficile, talvolta assai duro e sempre molto ostinato. Ciò nonostante, il suo lato contadino, la sua furbizia mista a bonarietà, lo rendevano simpatico. (p. 198)
*A parte ogni differenza ideologica, non posso impedirmi di nutrire una sincera ammirazione per [[Leonid Il'ič Brežnev|Breznev]], che è innegabilmente un diplomatico impareggiabile. (p. 198)
[[File:ShahEisenhower.jpg|thumb|Lo scià col presidente [[Dwight D. Eisenhower]] nel 1959]]
*Probabilmente gli storici del futuro faranno del generale Eisenhower soprattutto un uomo di guerra. Per parte mia, ricorderò soprattutto le sue doti di cuore. Era una persona fondamentalmente buona, che seppe farsi amare da tutti gli americani: ''I like Ike''. (pp. 199-200)
*Per quanto riguarda la politica estera degli Stati Uniti, Nixon ebbe sempre, ed ha tuttora, una visione sorprendentemente esatta di uomini e cose. La sua politica di disimpegno nel Vietnam e di relazioni normali con la Repubblica popolare cinese, fu una politica ragionevole, impostata al buon senso e alla prudenza. Allo stesso modo, la sua concezione rigorosa dell'equilibrio delle forze mondiali aveva dato indiscusso prestigio agli Stati Uniti. (p. 200)
*Persona di intelligenza superiore, [[Henry Kissinger]] possiede inoltre due qualità che, purtroppo, mancano a certi grandi di questo mondo: sa ascoltare e ha un sottile senso dell'umorismo. (p. 201)
*Mi intrattenni sempre che grande piacere con l'imperatore d'Etiopia [[Haile Selassie|Hailé Selassié]], che aveva dato prova di grande vigore patriottico resistendo all'Italia. Le nostre conversazioni erano franche, animate, e qualche volta mi permisi anche di suggerirgli certe riforme.</br>Ero un giovane studente quando lo sentii difendere invano il suo Paese dall'alto della tribuna della Società delle Nazioni, a Ginevra. La Sdn non poté impedire nulla. Ma neanche l'Onu ai giorni nostri si è mostrata più efficace. Cosa ne è successo dell'Etiopia? (p. 203)
*Solidi vincoli d'amicizia mi legano al presidente Senghor. Capo di Stato di prestigio internazionale, ottimo amministratore, [[Léopold Sédar Senghor|Léopold Sedar Senghor]] è un maestro della lingua francese e un autentico poeta. Ho parlato a lungo con lui della «negritude», vera e propria dottrina di sintesi culturale. (p. 203)
*Hassan è un sovrano di rara eleganza mentale. Discendente del Profeta e laureato in legge all'Università di Bordeaux, incarna perfettamente una duplice cultura, coranica ed europea. (p. 204)
*Non dobbiamo dimenticare neppure [[Anwar al-Sadat|Anuar El-Sadat]] che succeduto a Nasser, si trovò a capo di un Paese non soltanto schiacciato, ma anche umiliato, e dove nonostante tutto parte dell'opinione pubblica continuava a essere fuorviata e distratta da slogan menzogneri. Egli riprese la lotta e, grazie alle armi sovietiche, certo, strappò una prima vittoria. Ma il prezzo di questa vittoria gli parve troppo alto e fu davvero per salvare la pace che ringraziò i consiglieri sovietici e instaurò una politica d'indipendenza, a solo beneficio del popolo egiziano.</br>Per compiere un simile sconvolgimento, bisognava essere dotati di grande senso politico e di coraggio non meno grande. Così Sadat è già entrato nella Storia come uno dei più autentici geni politici che l'Egitto abbia mai conosciuto. (p. 204)
*Quanto al [[Husayn di Giordania|re Hussein]] di Giordania non risparmierò elogi al suo riguardo: non è solo un amico, è un fratello. Alle doti umane – nel senso più alto del termine – al cuore, egli unisce un grande coraggio, reso più grande da un amore autentico per il proprio Paese. (p. 204)
*La [[Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia|Jugoslavia]] è, insieme con l'Iran, l'unico Paese che abbia saputo tener testa a Stalin pur in circostanze difficili se non addirittura angosciose. Non era facile unificare le etnie e modernizzare un Paese come la Jugoslavia, e bisogna ammettere che il maresciallo [[Josip Broz Tito|Tito]] ha realizzato un'opera straordinaria. Dio voglia che i suoi successori si dimostrino altrettanto capaci. (p. 205)
*Del presidente rumeno vorrei lodare il patriottismo intransigente e l'ostinata volontà d'indipendenza. Una vera amicizia mi legava a lui. (p. 205)
*L'Iran è sempre stato ed è tuttora ''un impero'', cioè un insieme di popoli dove, nonostante una stragrande maggioranza musulmana, le etnie, le lingue, i costumi e perfino i culti sono diversi. Donde la necessità di un sovrano unificante dall'alto, per la realizzazione di un'autentica democrazia imperiale. [...] La democrazia imperiale è nel contempo l'unione entro le nostre frontiere di tutti i gruppi etnici sotto una stessa bandiera, e il raggruppamento di tutte le classi sociali in seno a una comunità in lotta per il vero progresso. C'è da meravigliarsi che ci si sia affannati a distruggerla? (p. 209)
*Mi sono sempre sforzato, conformemente al mio doppio dovere di credente e di sovrano, di seguire i precetti del sacro Libro dell'Islam, precetti che sono quelli dell'equilibrio, della giustizia e della moderazione. Se nel ricevere la mia educazione religiosa ho seguito alla lettera i precetti del Corano, imparando a rispettarli conformemente al testo, è noto che in diverse circostanze della mia vita mi sono particolarmente sentito sotto la protezione dell'Onnipotente. (p. 234)
*Sono convinto che oggi la maggioranza di religiosi deplorano le prove inflitte al nostro popolo. Non parlo solo dei martiri, ma delle famiglie disperse, terrificate, senza risorse, dei quattro milioni di disoccupati che il caos economico ha creato in un Paese che soltanto un anno prima offriva lavoro a un milione di stranieri. Coloro che hanno scelto di servire Dio non possono, senza una profonda tristezza, vedere schernire i più sacri principi della nostra religione. (p. 235)
*Non posso fare a meno di interrogarmi anche sui sentimenti che devono provare coloro che oggi sono gli apparenti padroni dell'Iran. Nonostante i loro errori e i delitti che hanno fatto commettere, sono degli uomini di fede, che si appellano a Dio. Mi auguro comprendano finalmente che la rivoluzione che essi credono di aver condotta a buon esito non è offerta alla gloria di Dio, ma è al servizio delle forze del male. (p. 235)
*L'Iran non aveva maggiori ragioni di adattarsi al terrorismo di quanto non ne abbiano gli italiani di adattarsi all'attività delle Brigate Rosse, o i tedeschi dalle estorsioni della Banda Baader. E quando nello stesso giorno, in Germania, sei prigionieri si suicidano sparandosi alla nuca per non fallire il colpo, ci si meraviglia appena che nella cella abbiano avuto un'arma a loro disposizione e questa serie di coincidenze davvero straordinarie viene presentata come del tutto normale. L'opinione pubblica mondiale accetta questa versione quasi senza batter ciglio. (p. 246)
*La [[SAVAK|Savak]] era stata creata nel nostro Paese per combattere la sovversione comunista dopo la funesta esperienza Mossadegh. Non sta a me giudicare l'atteggiamento dei Paesi occidentali nei confronti dei loro comunisti, ma il fatto di non poter vedere le cose allo stesso modo dipende dall'avere o meno delle frontiere comuni con l'Unione Sovietica. (p. 246)
*In Iran, come altrove, vi erano traditori, spie, agitatori e sabotatori di professione, sui quali il nostro governo e i nostri alti comandi dovevano essere informati e contro i quali il nostro popolo doveva essere difeso: era il compito della [[SAVAK|Savak]]. Servizio di informazione e di controspionaggio, essa agiva anche a richiesta dei magistrati civili, ma quest'ultimo compito le fu tolto per essere affidato alla gendarmeria e alla polizia ordinaria, in seguito a raccomandazioni da parte di commissioni di giuristi internazionali. (p. 247)
*In nessun Paese la responsabilità dei servizi di polizia e di informazione incombe al sovrano o al capo dello Stato, bensì ai ministri dell'Interno e della Guerra, o al primo ministro.</br>In Iran, la [[SAVAK|Savak]] dipendeva direttamente dal primo ministro. I capi di Stato intervengono, a richiesta del ministro della Giustizia, soltanto per esercitare il loro diritto di grazia nei confronti dei condannati; per quanto mi riguarda, non feci eccezione a questa regola. (p. 248)
*Era inevitabile che alcuni terroristi trovassero la morte nei loro scontri con la [[SAVAK|Savak]] e, ancora più spesso, con le forze dell'ordine. Nessuno li obbligava ad appiccare degli incendi, a darsi ad atti di saccheggio o ad attentare alle vite umane; essi sono stati vittime della scelta che avevano fatto.</br>Per quanto riguarda le persone arrestate per ragioni politiche, e non posso evidentemente porre in questa categoria i sabotatori e gli incendiari, affermo che sono state trattate in modo corretto e che non sono mai state molestate. Nessuno potrà mai citarmi il nome di un uomo politico «liquidato» dalla Savak. (p. 249)
*Alcuni interlocutori mi dicono oggi che avrei dovuto applicare la legge marziale in tutto il suo rigore. Sarebbe certamente stato possibile ristabilire l'ordine usando i mezzi di cui disponevo, ma a quale prezzo?</br>Mi si dice anche che ciò sarebbe costato meno caro al mio Paese di quanto non costi l'anarchia sanguinaria che vi si è instaurata. Posso rispondere che è facile atteggiarsi a profeti a posteriori e che un sovrano non può salvare il proprio trono facendo scorrere il sangue dei suoi compatrioti. Può farlo un dittatore, perché agisce in nome di una ideologia che ritiene di dover far trionfare a qualunque prezzo. Ma un sovrano non è un dittatore; tra lui e il suo popolo esiste un'alleanza che egli non può rompere. Un dittatore non ha nulla da trasmettere; lui, e lui soltanto, rappresenta il potere. Un sovrano riceve una corona e deve trasmetterla. (p. 257)
*Il modo in cui quei carnefici che, volontariamente dimentichi della nostra storia, hanno asserito di rendere giustizia in nome di Dio, rappresenta una derisione.</br>Prima dell'Islam, più di undici secoli di glorie e di prove nel corso delle quale i Persiani offrirono al mondo alcune delle sue più preziose invenzioni e creazioni sarebbero secondo loro, da scartare come pagani, o estranei alla vera fede. Dopo l'Islam e a parte i dieci anni del regno di Alì, regnò, secondo loro, un potere temporale usurpatore. (p. 274)
*Un fanatismo cieco ha instaurato nel Paese il regno del terrore, della follia e della stupidità.</br>Ma ciò che è molto più difficile da comprendere è che gli stessi mass media che avevano visto nel nostro Paese troppi poliziotti, troppi prigionieri, dei morti inesistenti e cento volte moltiplicati nelle strade delle nostre città, all'improvviso non hanno più visto nulla, oppure hanno assistito senza indagarsi a un'ecatombe che ha fatto centinaia di vittime. Ancora più incomprensibile è il fatto che le associazioni di giuristi internazionali che ci avevano dato dei buoni consigli per «umanizzare» la nostra giustizia, abbiano taciuto all'avvento di inquisizione selvaggia. (p. 274)
*I «tribunali islamici» sono caratterizzati da un disprezzo totale dei più elementari diritti alla difesa. Secondo i «giudici» religiosi, gli accusati sono dei criminali evidenti per il solo fatto che hanno partecipato alla vita politica, sociale ed economica dell'Iran durante il nostro regno. Quanto ai «corrotti», che protestano la loro innocenza osservando anche i mollah hanno vissuto assai bene durante tutto quel periodo, aggravano la propria posizione. Inutile, dunque, ascoltare dei testimoni o delle arringhe. (p. 275)
*Durante il mio regno, i rappresentanti della Croce Rossa poterono visitare tutti gli istituti di pena del Paese: è un fatto. I nostri penitenziari erano aperti a qualsiasi investigatore qualificato, e l'avvocato di qualsiasi detenuto poteva prendere conoscenza del fascicolo di accusa e aveva il tempo di preparare la difesa, di citare i testimoni necessari. Il condannato, infine, poteva appellarsi e ricorrere in cassazione, dopodiché usavo spesso del diritto di grazia. Ora non è più così; i cosiddetti «tribunali islamici» rappresentano un insulto agli elevati principi del Corano. (p. 283)
===[[Explicit]]===
Prego per coloro che, bracciati, calunniati, devono traversare le dure prove dell'esilio; e prego per le decine di milioni di iraniani che sono esiliati nel loro stesso Paese.</br>Prego per le madri di famiglia angosciate.</br>Prego per la nostra gioventù, ingannata, schernita, che rimane senza speranza.</br>Prego per coloro che piangono un essere caro.</br>Prego per i milioni di senza lavoro. Prego per coloro che hanno perduto ogni cosa. Prego per coloro che soffrono in silenzio e per coloro che, laggiù, sono imbavagliati, forse hanno piedi e mani legati, e soffrono.</br>Prego, infine, per tutti coloro che rimangono accecati dalla menzogna e dall'impostura. Che Dio li illumini e strappi per sempre l'odio dal loro cuore.</br>Dio Onnipotente, nel quale ho creduto tutta la vita, proteggi il nostro Paese e salva il nostro popolo. <!--(p. 302)-->
==Citazioni su Mohammad Reza Pahlavi==
[[File:Statue of Shah Revolution.jpg|thumb|Studenti dell'Università di Teheran abbattono una statua dello scià durante la [[Rivoluzione iraniana]]]]
*A me sembra che tutte le tue esperienze passate col pericolo posto dai comunisti, e così via, sembrano averti condotto al punto dove, per preservare lo Stato come lo vedevi tu, quasi ognuno che ti opponeva finiva coll'essere dichiarato un nemico dello Stato, quando magari non lo erano. ([[David Frost]])
*Altro che Ciro, Dario, Serse. Erede vulnerabile di un usurpatore forestiero privo di scrupoli e di religione, seduto sul Trono del Pavone vagheggiando di congiungere gli oleodotti dell'Iran energetico al glorioso impero di Persepoli, egli ignorava quasi tutto dell'atavica anima islamica e sciita dell'Iran. Conosceva il calcolo infinitesimale, la chimica, la merceologia industriale, le lingue occidentali, ma non capiva i bottegai del bazar musulmano, che a loro volta non capivano il despota orientale che si dava le arie dell'ingegnere petrolifero. ([[Enzo Bettiza]])
*Aveva grande presenza e dignità, ma era in realtà un uomo timido e onesto. La sua unica passione e la sua unica ossessione era il suo paese, e il progresso del suo paese. ([[Leila Pahlavi]])
*Certamente, come tutti i sovrani, anche Mohammad Reza Pahlavi può aver commesso degli errori, ma l'uomo che è senza difetti e peccati me lo faccia sapere. Non possiamo non riconoscere le virtù di un uomo capace di dialogare e di far fiorire l'economia. ([[Ramin Bahrami]])
*Era indubbiamente quello che io chiamerei un sovrano illuminato. Avrebbe certamente trovato posto nella galleria di quei personaggi che Voltaire considerava positivamente, come Federico il Grande, che non rientrava nell'abito stretto dei monarchi assoluti. Era una persona che teneva molto al suo Paese. Era fiero della posizione geopolitica che l'Iran occupava. Sembrava molto sicuro di sé, convinto che questo Paese avrebbe raggiunto un livello alto alla pari delle grandi democrazie occidentali sotto il profilo delle forze armate, della situazione politica, dello sviluppo sociale. ([[Umberto Vattani]])
*Era troppo tardi per lo scià, che ora raccoglieva i frutti di quello che aveva seminato nel corso del trentennio precedente: la repressione dei mezzi d'informazione, la tortura e l'assassinio degli intellettuali e di chi gli si opponeva, il pugno di ferro con cui aveva governato il paese. La gente era stufa della sua tirannia e non aveva alcuna fiducia nella restaurazione di una monarchia costituzionale. ([[Arash Hejazi]])
*Grazie alla grandezza dello Scià, l'Iran è un'isola di stabilità nel Medio Oriente. ([[Jimmy Carter]])
*Guardando indietro e riflettendo sul fatto che l'Occidente fece di tutto per far andare via lo Scià - soprattutto per sporchi interessi economici - penso che allora avessimo davvero tutto e non lo abbiamo capito. Per quel 5% di errori e di sbagli di cui è stato accusato, è stata cancellata un'epoca florida e condannato un popolo. ([[Ramin Bahrami]])
*Io non voglio che sia giustiziato all'estero. Io voglio che sia catturato e riportato in Iran e processato in pubblico per cinquant'anni di reati contro il popolo, inclusi i reati di tradimento e di furto. Furto di capitali. Se muore all'estero, quel denaro va perduto. Se lo processiamo qui, ce lo riprendiamo. No, no: io lo voglio qui. Qui! Lo voglio tanto che prego per la sua salute come l'ayatollah Modarres pregava per la salute dell'altro Pahlavi, il padre di questo Pahlavi che era fuggito anche lui portandosi dietro un mucchio di soldi. So che è malato. Me ne dispiace perché potrebbe morire di malattia. Guai se morisse di malattia e mentre sta all'estero. ([[Ruhollah Khomeyni]])
*Lo scià era stato un despota a tratti illuminato e innovatore, a tratti incline alla repressione e ignaro della rivolta che covava tra i sudditi. Aveva regnato trentasette anni e anche lui aveva fatto la sua [[Rivoluzione bianca]]. In particolare una riforma agraria che non aveva colpito troppo i latifondisti. A restituirgli il trono travolto da un'insurrezione popolare, nel 1953, era stata la Cia. Non gli erano poi mancati gli ossequi di mezzo mondo. Ossequi di un'intensità proporzionata alla produzione petrolifera della [[Persia]]. Persia era il nome che lo scià preferiva per il suo paese. Lo voleva storicamente collegato all'epoca preislamica. La protezione della superpotenza americana gli era garantita. Migliaia di esperti militari venuti dagli Stati Uniti erano la prova concreta che per questi ultimi la Persia di Pahlevi era il migliore alleato nella regione, insieme a Israele. L'idea di poter essere scalzato dai religiosi non l'aveva forse mai sfiorato. Lui aveva seguito le orme del padre, umiliandoli in più occasioni. ([[Bernardo Valli]])
*Lo Scià era un burattino degli Usa. Era estraneo, aveva un contatto superficiale con noi. ([[Kader Abdolah]])
*Lo scià ha distrutto la cultura, l'economia e l'agricoltura. Noi demoliremo il sistema da lui messo in piedi. ([[Ruhollah Khomeyni]])
*Lo sciainscià si arma perché ha grandi piani: occupare l'Iraq e il Golfo Persico nonché sbarrare la via ad una eventuale invasione proveniente dal Caucaso o dal Mar Caspio. Non è forse il successore degli illustri imperatori dell'Impero Pesiano, di cui ha recentemente festeggiato i duemilacinquecento anni di vita con una spesa colossale?! Lo scià dell'Iran conduce una vita favolosa come al tempo di [[Hārūn al-Rashīd|Harun El Rascid]], mentre il popolo iraniano soffre come al tempo della schiavitù. ([[Enver Hoxha]])
*Malgrado tre ore di domande e risposte l'uomo restava un mistero. Era idiota, ad esempio, o intelligente? Probabilmente è come Bhutto, un personaggio dove i contrasti più paradossali si fondono per regalare alla tua ricerca un enigma. Crede ai sogni premonitori, ad esempio, alle visioni, a un infantile misticismo, e poi discute sul petrolio come un esperto. (Lo è). Governa come un re assolutista, ad esempio, e poi si rivolge al popolo col tono di chi crede al popolo e lo ama: dirigendo una Rivoluzione Bianca che a quanto pare qualche sforzino lo fa per combattere l'analfabetismo e il sistema feudale. Ritiene che le donne vadano giudicate alla stregua di accessori graziosi, incapaci di pensare come un uomo e poi, in una società dove le donne portano ancora il velo, ordina addirittura alle ragazze di fare il servizio militare. Ma insomma che è questo Mohammad Reza Pahlavi che da trentadue anni siede solidamente sul trono più scottante del mondo? Appartiene all'epoca dei tappeti volanti o a quella dei computer? È un residuo del profeta Maometto o un accessorio dei pozzi di Abadan? Io non l'ho capito. ([[Oriana Fallaci]])
*Mi ritorna di riflesso in mente l'atmosfera d'insoddisfazione e di protesta che serpeggiava per la capitale iraniana negli ultimi giorni del potere, ormai scalfito e usurato, di Shahanshah Aryamehr Mohammad Reza Pahlavi. Pure lui, con il suo realismo ingegneristico e poliziesco, come dopo di lui gli ayatollah e i pasdaran, pensava che la forza d'urto e di ricatto del petrolio avrebbe potuto sanare i molti mali del regno che la politica, da sola, non riusciva a risolvere. Pure lui appariva in ritardo sulle esigenze e le aspettative di costituzionalità, di modernità democratica, che gl'indirizzavano i ceti istruiti ed evoluti di una società mediorientale tutt'altro che primitiva. Riteneva di poter mettere le cose a posto con una megalomaniaca e stonata combinazione di elementi disparati, a cui concorrevano, sul piano ideologico, il pugno di ferro di un kemalismo di riporto, poi sul piano d'immagine un classicismo anch'esso di riporto, imperniato in funzione antireligiosa sul mito di Ciro il Grande, infine sul piano della potenza una polizia segreta spietata e un esercito alimentato dai ricavi del petrolio. ([[Enzo Bettiza]])
*Non si imbarazzò affatto a parlare dell'Italia. Bisogna ricordare che in quel dato periodo avevamo il Presidente [[Aldo Moro]] prigioniero delle Brigate Rosse. Ricordo che lui manifestò il massimo stupore per la vicenda, dicendo che non era pensabile che un Paese come il nostro non fosse in grado di frenare dei terroristi, sbaragliarli e fare in modo che ci fosse un ordine pubblico ben attuato. Si disse basito nell'apprendere che una personalità politica di tale importanza, il capo della Democrazia Cristiana, potesse essere sequestrata in quel modo, fosse in prigionia da tanto tempo, senza che noi sapessimo in quale luogo si trovasse. Insomma ci sentimmo fare una specie di lezione su come andrebbe governato uno Stato, su come le forze armate e quelle di polizia dovrebbero fare il proprio lavoro. ([[Umberto Vattani]])
*Per molti aspetti Mohammed Reza appartiene di diritto alla piccola cerchia di quegli uomini di Stato che cercarono di rinnovare secondo modelli occidentali i costumi politici e civili delle società musulmane: Mohammed Ali, fondatore dell'Egitto moderno, il padre [[Reza Pahlavi|Reza]], fondatore dell'ultima dinastia iraniana, il grande [[Kemal Ataturk|Kemal Atatürk]], creatore della Turchia moderna, e per certi aspetti persino [[Saddam Hussein]], dittatore dell'Iraq sino alla guerra americana del 2003.<br>Ma non aveva, a differenza del padre e di Kemal, la tempra del combattente, il rigore strategico, lo stile puritano del potere. Amava lo sfarzo della corte, le uniformi sgargianti, le villeggiature a Saint Moritz e le stravaganti feste imperiali con cui celebrò nel 1971 l'improbabile discendenza dello Stato iraniano da quello di Dario e di Ciro. ([[Sergio Romano]])
*Quando c'era lo Scià funzionava tutto molto bene, il Paese era molto aperto. Lo Scià era un mio grande amico, abbiamo lavorato moltissimo insieme, con le industrie italiane abbiamo fatto grandi cose in Iran. ([[Vittorio Emanuele di Savoia]])
*Se lo Scià di Persia fosse stato un buon democratico, ovvero un uomo che ama e rispetta il suo popolo, avrebbe evitato al suo Paese la drammatica esperienza della Repubblica islamica. ([[Tahar Ben Jelloun]])
*Spendere cento milioni di dollari come fece lui per celebrare se stesso a Persepolis quale discendente di Ciro il Grande la dice lunga sull’uomo. ([[Gian Antonio Stella]])
*Un bandito e figlio di bandito, che gli americani hanno fatto rientrare in Iran in aereo dall'esilio, dopo aver represso con i dollari e con i suoi agenti la rivolta di Mossadegh e soffocato nel sangue il movimento Tudeh! Questo tiranno oggi opprime senza pietà il popolo iraniano e gli succhia il sangue. In questo paese grandi masse non hanno lavoro, non hanno niente né da mangiare né da vestirsi, non hanno una capanna in cui ripararsi (senza parlare poi delle zone distrutte dai terremoti) mentre lo scià in persona e la sua cerchia intascano ogni anno miliardi di dollari! ([[Enver Hoxha]])
*Un monarca che si richiamava a Ciro il Grande, ossia all'epoca preislamica, e che pensava di essere sotto la tutela della superpotenza americana. ([[Bernardo Valli]])
===[[Ali Ansari]]===
*Credo che la grande debolezza dello Scià fu legata alla sua personalità, a una mancanza di fiducia in se stesso. Quando il Paese fu attraversato da diverse crisi, non riuscì a gestirle: nel 1963, nel 1964 durante la crisi iniziale prima della Rivoluzione Bianca e infine ovviamente alla fine del 1978 durante l'inizio della Rivoluzione islamica. Ma definire lo Scià come un 'cliente' è troppo. Ritengo che fondamentalmente fu più forte dagli anni Settanta in poi, con l'aumento del prezzo del petrolio. Quella fu veramente la sua prova più grande, alla fine del 1973, quando assunse il controllo delle risorse petrolifere iraniane in una maniera piuttosto drammatica, mandando sostanzialmente le economie occidentali sotto shock, in una situazione di recessione. Dal 1973, lo Scià fu in una posizione di comando, in una posizione di assoluto potere; gli americani, in termini di rapporti, vedevano sempre più lo Scià come un partner, non come un cliente. Credo che siano stati i suoi nemici a screditarlo in questo modo.
*Quando lo Scià orchestrò l'aumento del prezzo del petrolio alla fine del 1973, trasformò completamente la natura dei rapporti con i suoi alleati occidentali. Fece il suo ingresso nel club, entrò a far parte di diritto di questo club di potenze emergenti estremamente ricche. Credo che quello fosse il momento opportuno in cui lo Scià, al massimo del potere, avrebbe potuto e dovuto iniziare un processo di democratizzazione sistematica del sistema politico. Lo Scià, proseguendo l'opera di suo padre, aveva continuato il processo di educazione di massa del Paese. Non vi erano mai stati tanti investimenti nel campo dell'istruzione universitaria e secondaria generale. Si stava formando una popolazione giovane e istruita, nella quale in tanti desideravano essere anche politicamente attivi, e non venne data loro l'opportunità di esserlo. Invece lo Scià si mosse in una direzione molto più autocratica di quanto perfino i suoi successori si aspettassero. Anche se consideriamo che avesse le migliori intenzioni per ottenere i suoi obbiettivi, è anche vero che molte politiche vennero ottenute utilizzando metodi che non sarebbero stati considerati accettabili in nessun Paese occidentale; praticamente, abusò dei diritti umani in vari modi. Quindi, in quel periodo, invece di muoversi verso una situazione di maggior democrazia e rispetto per i diritti umani, in realtà utilizzò questo suo immenso potere per limitare la libertà politica ed esercitare pressioni sugli oppositori, quelli che considerava i 'neri' e i 'rossi', ovvero i reazionari e i comunisti, questi due gruppi essenzialmente. Non ci sono dubbi che perse un'occasione facendo una serie di errori molto gravi a quel tempo.
*Uno dei problemi [...] è che gli Stati Uniti e il Regno Unito, più di ogni altra potenza occidentale, credevano nella figura dello Scià più di quanto lo Scià stesso credesse in se stesso, per così dire. Iniziarono a vederlo come colui che veramente era padrone del proprio destino. Quindi lo trattarono come un 'giocatore alla pari' e di conseguenza le loro politiche furono mal interpretate, se così possiamo dire. Non gestirono queste politiche nel modo migliore possibile, sopravvalutarono il potere dello Scià, la durata del regime, ma soprattutto sopravvalutarono la sua stessa capacità di gestire la crisi politica. In un certo senso, credevano in questa immagine del 'Shahanshah/Re dei Re'.
===[[Soraya Esfandiary Bakhtiari]]===
[[File:SorayaAndShah.jpg|thumb|Lo Scià durante il matrimonio con [[Soraya Esfandiary Bakhtiari|Soraya]]]]
*Come può sapere con certezza se la sua nuova moglie gli darà un figlio? Eppure, non posso biasimarlo. Sarebbe ingiusto. Lo Scià è vittima di rigide tradizioni.
*L'Imperatore è entrato nel mio cuore e non ne uscirà mai, anche se si sposasse e se mi dimenticasse, anche se smettesse di mandarmi i suoi fiori o se mi privasse dell'assegno mensile che mi ha concesso. Nulla potrà farmelo dimenticare, anche se finalmente avesse un erede. Io l'ho amato come fanciulla, come donna, come essere umano, e l'amerò sempre.
*La decisione di divorziare non mi ha colto di sorpresa. L'aspettavo da sei mesi. Ma ho sempre sperato che Dio facesse comprendere allo Scià che l'amore è più importante di un trono.
*Lo amavo e continuerò ad amarlo. Forse, se avesse potuto agire di propria iniziativa, lo Scià avrebbe dato la preferenza a me e non al trono. Le vere cause della nostra infelicità sono i suoi consiglieri e sua madre. Hanno continuato a dirgli che nell'interesse dello Stato deve avere un erede, hanno insistito fino a quando egli ha dovuto cedere.
*Lo Scià non sa che cosa sia l'amore e ama soltanto il trono di Persia.
*Non posso dire che Mohammed Reza fosse dotato di un gran senso dell'umorismo. Giudicava gli altri con estrema perspicacia ma non sopportava la minima critica. Abituato ai complimenti dei cortigiani, suscettibile come tutti gli iraniani, di fronte a un giudizio negativo si rannuvolava, stringeva la labbra e richiudeva gli occhi a una fessura, a volte spaventando i suoi familiari stessi e persino la principessa Ashraf, che pure amava tenergli testa.
*Nonostante il primo matrimonio, nonostante le numerose avventure avute prima di conoscermi, Mohammed Reza era eccessivamente timido con le donne. Allevato con estremo rigore nelle scuole militari, abituato alla disciplina, consapevole delle sue responsabilità al sovrano, non amava rivelare i suoi sentimenti e ancor meno dire parole d'amore. Il suo pudore gliele rendeva difficili. Solo i suoi occhi scurissimi e brillanti, ora severi, ora tristi, ora dolci, erano pieni di fascino e riflettevano la sua anima.<br>Solo quelli parlavano.
*Per la prima volta in vita mia, mi ero innamorata. Non come l'eroina di un film o la protagonista di un romanzo, ma come un essere umano che scopre, insieme, la passione e il senso della responsabilità. Fra lo scià e me si era stabilito immediatamente un forte legame. Senza che ci fossimo scambiati confidenze essenziali, avevamo sentito passare fra noi una corrente di fiducia e di tenerezza. Nella vita che intendeva dividere con me, lo scià mi aveva offerto, fin dal primo sguardo, molti punti di riferimento: la sua timidezza, da cui s'intuiva un romanticismo che mi incantava, poiché ero molto giovane, un'eleganza innata e la sua perfetta educazione, arricchite da una vasta cultura, la sua impazienza che lusingava il mio orgoglio ancora quasi infantile. Fra tutte le ragazze che la corte gli aveva proposto non aveva forse scelto me vedendo una semplice fotografia?<br>Me, Soraya Esfandiary Bakhtiary.
*Quando ero bambina, lo scià era un aeroplano blu che sorvolava il cielo di Isfahan.<br>«Guarda là... in alto!» mi dicevano le amiche prendendomi per un braccio. «Lassù c'è il nostro re.»<br>Scrutavo il cielo socchiudendo gli occhi.<br>Lo scià era anche la grande festa che si era tenuta il giorno del suo matrimonio con la principessa Fawzia: tutta la città illuminata, la cameriera che mi teneva per mano, i fuochi d'artificio, la folla in delirio, le ovazioni... e, naturalmente, le pecore sgozzate.
*Quando lo Scià mi telefonò per dirmi che un divorzio era inevitabile, la sua voce era spezzata dai singhiozzi. Non ebbi la forza di ascoltarlo, la sua disperazione era straziante, attaccai il ricevitore.
*«Sua Altissima Maestà lo scià!» annuncia all'improvviso un servitore.<br>Tutti si alzano.<br>Compare lo scià, in uniforme da parata di generale dell'esercito. Lo trovo imponente, magnifico, splendido.<br>Sono magnetizzata. È affascinante.<br>Chams si sbaglia, lo scià è bello e sa sorridere. Ha un fisico ben proporzionato. È giovane. Ha l'età delle responsabilità e una bellissima uniforme.<br>Sì, lo confesso, per me è stato un colpo di fulmine.
===[[Vittorio Gorresio]]===
*Che lo Scià oggi distribuisca le terre della corona, che egli lottizza e concede a condizioni estremamente convenienti alle famiglie dei coltivatori, alle comunità dei villaggi, alle embrionali cooperative, non è un provvedimento che gli valga indulgenza presso i reduci. Non li commuove la dilazione dei pagamenti, né il tasso di interesse praticamente irrilevante, né l'assistenza prestata ai contadini, né il fatto stesso della liquidazione del patrimonio terrierio dello Scià, il quale in proprio possedeva una volta più di duemila villaggi comprendenti delle venti alle cinquanta famiglie ciascuno: ''«Sono terre e villaggi che suo padre aveva rubati, e lui fa bene a restituirli, ma non fa niente più del giusto, redistribuendoli.»''
*Gli sfoghi dello Scià, quando conversa con amici che egli stima, o con illustri visitatori occidentali, o con alcuni diplomatici cui dà la sua fiducia, sono larghi e sinceri. Parlando apertamente, nel discorso egli mette molta passione, fin quasi ad essere violento; ma ci si trova pure un pizzico d'angoscia, un desiderio forse disperato di ottenere comprensione, ed un accento di estremo appello che non manca, per chi abbia orecchio, di riuscire patetico. Egli espone difatti la condizione del suo Paese con una chiarezza così lucida che può fare pensare ad una forma di cinismo o crudeltà; e che invece è coraggio.
*Lo Scià difatti è il più volenteroso dei governanti del Medio Oriente, il meglio intenzionato, ma anche il più incatenato alle palle di piombo della tradizione e dei costumi locali, e il più impigliato nel groviglio delle sue involontarie contraddizioni personali, che sono le stesse, d'altra parte, che tormentano il re del Nepal, Mahendra, coraggioso riformatore anche lui; che angustiano il presidente delle Filippine, Macapagal, il premier indiano Nehru, e tanti e tanti altri capi di Stato depressi in tutto il mondo, fino al presidente del Venezuela, Betancourt, e a quello deposto pochi giorni fa in Brasile, Joao Goulart.
*[[Mohammad Mossadeq|Mossadeq]] si era fidato dell'appoggio sovietico ed aveva cercato sostegno presso i comunisti del Paese; lo Scià ha tolto di mezzo i comunisti e vorrebbe potersi fidare dell'appoggio occidentale.
*Uno dei problemi che più tormentano lo Scià, è l'atteggiamento degli studenti, che sono quasi tutti contro di lui. Nell'Università di Teheran riesce quasi impossibile condurre a termine regolarmente un corso annuale di lezioni; anche adesso, difatti, vi si tengono sessioni di esame, ma l'insegnamento è saltuario. Le autorità di polizia non credono opportuno che troppi giovani si aggruppino, sia pure nella sede universitaria; turbolenti per natura, forti del numero in cui si trovassero adunati e quindi più facilmente eccitabili, probabilmente si lascerebbero andare a dimostrazioni di protesta politica.
===[[Ryszard Kapuściński]]===
*Agli occhi dell'iraniano medio, la Grande Civiltà, ossia la Rivoluzione dello Scià e del Popolo, si configura soprattutto come una Grande Rapina praticata dall'élite. Chiunque ha il potere ruba. Chi occupa una carica e non ruba si fa il vuoto intorno, viene sospettato di essere una spia mandata a scoprire quanto rubino gli altri, per poi riferirlo al nemico, avido di informazioni del genere.
*È difficile farsi un'idea del fiume di soldi che affluisce nelle casse dello scià, della sua famiglia e di tutta l'élite cortigiana. I parenti dello scià intascano tangenti dai tre ai quattro miliardi di dollari, ma il grosso del capitale si trova nelle banche estere. Primi ministri e generali prendono bustarelle dai venti ai cinquanta milioni di dollari. Per le cariche inferiori le tangenti sono più modeste, ma non per questo inesistenti, anzi. Con l'aumento dei prezzi aumentano anche le tangenti: la gente si lamenta di dover sacrificare una parte sempre maggiore dei propri guadagni al moloch della corruzione.
*Il sovrano adorava leggere libri che trattavano di lui e sfogliare gli album pubblicati in suo onore. Amava molto anche presenziare all'inaugurazione di statue e ritratti che lo raffiguravano. Non bisognava cercarli lontano. Bastava fermarsi a caso in un posto qualsiasi e guardarsi intorno: lo scià appariva dappertutto.
*La vera passione, l'hobby della sua vita è l'esercito. Una passione e un hobby non del tutto disinteressati. L'esercito è sempre stato il principale e poi anche l'unico sostegno del trono. Una volta dissolto l'esercito, lo scià smette di esistere.
*Un iraniano in patria non può leggere i libri dei suoi migliori scrittori (che vengono stampati solo all'estero), non può vedere i film dei suoi migliori registi (proibiti nel paese), non può ascoltare la voce dei suoi intellettuali (condannati al silenzio). Lo scià lascia i sudditi liberi di scegliere tra Savak e mullah, e quelli ovviamene scelgono i mullah.</br>Quando si parla della caduta di una dittatura (e il regime dello scià è stato una dittatura particolarmente brutale ed efferata) c'è poco da illudersi che con essa svanisca di colpo, come un brutto sogno, anche l'intero sistema. Finisce di esistere fisicamente, ma le sue conseguenze psicologiche e sociali permangono per anni, sopravvivendo in comportamenti inconsapevoli. Una dittatura che annienta intellighenzia e cultura laica dietro di sé terre incolte, dove l'albero del pensiero faticherà molto a rinascere.
===[[David Menashri]]===
*Credo che l'Iran, negli ultimi anni dello Scià, si comportò, o desiderava comportarsi, come il 'poliziotto' dell'area del Golfo.
*Credo che lo Scià abbia ignorato il fatto che il suo Paese sia molto religioso e che le persone siano devote all'Islam. La storia dell'Iran si fonda su due pilastri. Uno è l'Islam, l'eredità del profeta Maometto, nel loro caso l'eredità dell'Imam Ali; va detto che gli iraniani sono molto devoti all'Islam e gli sciiti sono solitamente molto più devoti rispetto ai sunniti. L'altro pilastro è la monarchia o nazionalismo iraniano. Ciò che possiamo vedere nelle politiche dello Scià, se guardiamo ai risultati, è che da un lato lo Scià non ebbe la possibilità di ignorare, o non fu in grado di diminuire, il potere della religione. D'altro canto, potrei dire lo stesso della Rivoluzione islamica, che non poté ignorare il potere del nazionalismo e del patriottismo iraniano, che erano in contrasto con la filosofia che tutti i musulmani sono un'unica nazione. Questi sono i due elementi: Islam e nazionalismo.
*Sostanzialmente, dal punto di vista delle ambizioni e della visione dello Scià, riuscì a proteggere gli interessi nazionali iraniani. Non so cosa potrebbe essere detto degli aspetti negative delle politiche dello Scià, tranne il fatto che nelle questioni di politica interna fu un sovrano assoluto, che decise e condusse autonomamente le politiche in qualsiasi situazione. Credo che per quanto riguarda i rapporti con l'estero, non si possa davvero dire molto sugli aspetti negativi, ma quando si parla di questioni interne, come la religione e le donne, forse si potrebbe dire qualche parola in più.
===[[Abbas Milani]]===
*Il padre pensava che la modernità potesse arrivare in Iran se avesse limitato il ruolo del clero; il figlio, che temeva il comunismo, pensava che l'unico modo per assicurare la propria sopravvivenza era dare più potere al clero. Questo finì per essere la sua rovina.
*Io penso che lo Scià amasse l'Iran, che volesse il meglio per il proprio Paese, e raggiunse molti risultati. Ma penso anche che abbia avuto il grande difetto di essere convinto di sapere meglio di chiunque altro cosa fosse il bene per l'Iran, in relazione all'economia, alla sfera politica e culturale.
*Non ero un sostenitore dello Scià quando era al potere, ma il modo in cui lo trattarono fu davvero vergognoso; lo Scià non era stato peggio di altri dittatori come [[Idi Amin Dada|Idi Amin]], per esempio, o Marcos. A queste persone venne permesso di vivere in pace, venne dato un posto sicuro dove vivere, mentre lo Scià venne trasformato in una sorta di paria, costretto a spostarsi da un Paese all'altro, con la paura di essere arrestato.
*Proprio quando l'Iran necessitava di un po' più di democrazia, diventò più autoritario. E al primo segno di crisi, perse il coraggio, perse la capacità di prendere decisioni sagge e approfondite. Quando era forte, ruggiva come un leone; al primo segno di crisi, diventava debole come un gattino.
===[[Richard Nixon]]===
[[File:Shah of Iran Richard Nixon.png|thumb|upright=1.4|Lo scià con [[Richard Nixon]] nel 1973]]
*Considerai lo scià uomo intelligente, dignitoso, calmo e non troppo sicuro di sé. Era, tuttavia, buon ascoltatore e dimostrava profonda conoscenza dei problemi del suo paese e del mondo attorno a lui.
*I sovietici hanno invaso l'Afghanistan, cosa che probabilmente non avrebbero osato fare le lo scià fosse stato ancora sul trono, alleato degli Stati Uniti e con un esercito formidabile sotto la sua autorità.
*L'Iran ha perso un capo valido. Il mondo ha perso uno di quei ''leader'' che, lunghi dall'essere ottusi, capiscono meglio di altri, anche appartenenti a importanti paesi, quali sono le grandi forze che muovono il mondo. Quando l'ho rivisto nel Messico lo scià mi ha fornito, dietro mia richiesta, una valutazione degli sviluppi in URSS, Cina, India, Medio Oriente, Africa e America latina, parlando per un'ora. La sua conoscenza era enciclopedica, la sua saggezza acuta.
*Lo scià fu duro con se stesso, ammettendo la propria parte di errori. Ma aveva tentato disperatamente di fare il meglio. Aveva ancora grande affetto e stima per gli Stati Uniti. Gli riusciva tuttavia difficile capire la politica del governo americano verso di lui. Nonostante lo sviluppo economico raggiunto dall'Iran sotto il suo regno e il lento ma certo movimento verso una maggiore democrazia, gli Stati Uniti, in privato e in pubblico, lo avevano spinto a dare di più. Egli si era sforzato di accontentarli. Ma, ripensandoci, ora ha la sensazione di avere voluto fare forse troppo e troppo presto, economicamente e politicamente. Più il popolo otteneva, più voleva.
*Oltre a rifiutarsi di partecipare agli embarghi petroliferi arabi del 1967 e del 1973, lo scià aveva continuato a riconoscere Israele e a rifornire di petrolio la nostra flotta nel Mediterraneo. Aveva pure impedito all'Irak di avere una parte significativa nella guerra del Kippur, inviando truppe al confine iracheno e aiutando segretamente le forze ribelli curde. Durante quella guerra l'Iran fu il solo paese della zona a proibire ai sovietici di sorvolare il proprio territorio; inviò anche celermente petrolio a una portaerei americana nell'Oceano Indiano per mantenerla in attività. Quando fu chiesto ai nostri alleati di spedire armi al Vietnam del Sud prima che gli accordi di Parigi lo proibissero, lo scià si privò di apparecchi F-5 per favorirci.
*Siamo diventati amici. L'ho visto crescere in potenza e saggezza. Negli Anni Sessanta, quando non avevo alcuna carica, feci quattro viaggi a Teheran per vederlo. A quel tempo era maturato, diventato un leader mondiale di primo rango. E, cosa ancor più importante ed eccitante, aveva attuato una rivoluzione. In meno di un ventennio aveva portato l'Iran nel secolo ventesimo.
===[[Farah Pahlavi]]===
[[File:FPMHPmariage.jpg|thumb|Farah Pahlavi e lo scià durante il loro matrimonio nel 1959]]
*Credo che a Dio debba essere piaciuto di averlo portato via prima che potesse vedere la nazione iraniana in quello stato e soprattutto l'attacco di Hussein contro l'Iran.
*Mio marito e io credevamo sinceramente che il cambiamento richiedeva qualche trasformazione culturale. In questo, fummo ispirati ed aiutati da molti iraniani che credevano nel cambiamento sociale e che avevano una conoscenza profonda della nostra cultura. Non è un caso che quelli, come certi mullah che erano contrari allo sviluppo, sono anche virulentemente contrari all'arte, alla bellezza e alla felicità.
*Mio marito innescò la riforma agraria per porre fine al sistema feudale; diritti uguali per le donne; i diritti per gli operai, e la nazionalizzazione delle foreste e delle forniture idriche. L'istruzione, gli ospedali, le biblioteche, l'economia e l'industria: Volevamo creare progresso. I religiosi, ovviamente, come l'Ayatollah Khomeyni, erano contrari a tutto ciò.
*Molti parlano tuttora di mio marito. Mi dà energia e coraggio il fatto che gli iraniani per strada, sia qui a Parigi che negli Stati Uniti, mi baciano e mi abbracciano spontaneamente, specialmente i giovani; persone nate dopo che fummo costretti a partire. Tramite internet e la televisione, sanno com'era l'Iran a quell'epoca. Sanno cosa avrebbe potuto essere oggi, e incolpano i loro genitori per ciò che successe.
*Non dimenticherò mai le lacrime negli occhi dello scià il giorno in cui lasciammo l'Iran. In quella pista deserta e nell'aereo, il mio solo pensiero era se fosse l'ultima volta o se saremmo mai tornati.
*Non potevamo crederci che, dopo tutto quello che lo scià fece per il paese, sarebbe stato rimpiazzato con qualcuno come Khomeyni.
*Penso che, come politico, si fosse reso conto che i leader perseguivano i loro interessi politici e che avrebbero gradito molto stabilire relazioni con l'imminente regime in Iran. Per anni mi sono sempre chiesto, come poterono restare in silenzio tutti quelli che all'epoca scrivevano sul tema dei diritti umani, dopo tutti gli avvenimenti disumani verificatisi in Iran negli ultimi anni? Non fu un caso che la caduta dello scià portò ad un Iran nel quale gli Iraniani non avevano più diritti umani.
*Lo Scià era un visionario, sapeva dove andava il mondo e ricordo che sottolineava l'importanza della Cina e dell'India. Aveva previsto che se un giorno l'Iran avesse avuto problemi, non ci sarebbero state gravi ripercussioni solo per il nostro Paese, ma per l'intera regione. Così avvenne.
===[[Reza Ciro Pahlavi]]===
*Guardi, mio padre è oggi popolare in Iran come non lo è mai stato finché fu al potere o in vita.
*Mio padre non era un tiranno, nel senso che non credeva nel dispotismo, e voleva portare l'Iran verso la democrazia. Non penso che fosse isolato dalla gente, o che non conoscesse la realtà del suo paese. Certo, ha commesso degli errori, il più grave è stato quello di svolgere un ruolo politicamente attivo, che istituzionalmente non gli spettava.
*Mio padre seppe portare l'Iran all'avanguardia nella regione e tra gli attori della scena internazionale. Ma troppo tardi capì l'importanza della partecipazione popolare.
*Non dimentichi che mio padre agiva in un mondo diverso da quello di oggi, un mondo diviso in blocchi: la contrapposizione est-ovest fece porre in secondo piano in molte parti del mondo i valori della democrazia e dei diritti umani.
*Non era perfetto, mio padre, ma era un nazionalista, amava l'Iran, e credo che sia più popolare oggi, nel suo paese, di quando lo lasciò.
*Sono orgoglioso dei risultati di mio padre e [[Reza Pahlavi|mio nonno]], penso che abbiano portato l'Iran fuori dall'oscurità alla modernità.
*Sotto di lui il paese compì grandi balzi in avanti, ma le riforme politiche non arrivarono a tempo.
===''[[Persepolis (film)|Persepolis]]''===
*Io però penso che amo lo scià. È stato scelto da Dio. Sì, è verissimo. È più persona che me l'ha detto; Dio e la mia maestra.
*Mio zio è stato in prigione sotto il regime dello scià, ma è il nuovo regime che ha ordinato la sua esecuzione. Dite che non ci sono più prigionieri politici, ma dai tremila sotto lo scià siamo passati a trecentomila con voi. Come osa mentirci in questo modo!
*Sì, il padre dello scià è stato molto duro. Ha perfino messo in prigione tuo nonno. Ma il figlio fu anche peggiore.
===[[Amir Taheri]]===
*Il decennio che seguì la partenza dello Scià fu un periodo di indicibili sofferenze per il popolo iraniano. In quel periodo più di un milione di persone fu ucciso in operazioni di guerriglia urbana, da plotoni di esecuzione, in prigione sotto tortura e, soprattutto, durante gli otto anni della guerra Iran-Iraq. Questo significa che ogni ora di governo dei mullah costò la vita di almeno dieci iraniani. In circa 38 anni di regno dello Scià, furono giustiziate in tutto 312 persone – molte delle quali per omicidio. Nel decennio che seguì alla caduta dello Scià il numero degli iraniani giustiziati dal nuovo regime salì a più di 12.000 secondo Amnesty International. Nello stesso periodo il numero dei prigionieri politici, che sotto lo Scià non aveva mai superato i 4000, salì a più di 55.000 secondo le stime più basse.
*La caduta dello Scià era, in un certo senso, il preludio a più di un decennio di instabilità nella regione, culminante nell'invasione irachena del Kuwait e nel successivo massacro dei curdi e degli sciiti in Mesopotamia. Potrebbero volerci molti più anni all'Iran e alla sua regione prima che le ripercussioni scatenate dalla caduta dello Scià siano completamente riassorbite.
*Lo Scià definì la modernizzazione dell'Iran come il principale obiettivo della sua vita, eppure rifiutava categoricamente di vedere che non ci poteva essere nessuna vera modernizzazione senza democrazia. Spesso accennava alla sua istruzione svizzera come parte delle sue credenziali di democratico profondamente impegnato, ma, allo stesso tempo, era convinto che l'Iran non fosse ancora maturo per la democrazia, e che fosse suo dovere come «padre della nazione» salvare gli iraniani da una vita indolente fatta di preghiera, pellegrinaggio, piccolo commercio, agricoltura arretrata, e artigianato a domicilio. Voleva inoltre trasformare l'Iran in un secondo Giappone, facendone una delle cinque o sei grandi potenze mondiali alla fine del secolo. Considerava se stesso come il custode della grandezza e della libertà dell'Iran, e negli ultimi anni estese la sua autoproclamata missione di salvare l'Iran fino a includere il mondo intero.
*La visione dello Scià della forma ideale di governo non era molto lontana da quella di Mossadeq. In quel modello ideale un solo uomo, il re, primo ministro o Pishva [Führer] avrebbe agito come il guardiano dei più alti interessi della nazione. Il Pishva, poiché ama il suo popolo, non avrebbe mai potuto fare nulla che potesse essere dannoso per il popolo e il paese. Avrebbe potuto sacrificare gli interessi dei pochi a beneficio di molti. Ma non avrebbe mai nuociuto "al popolo" o "alla nazione" nel suo complesso. La versione di Mossadeq dello stesso modello immaginava un ruolo per le masse, per i gruppi politici – ma non per i partiti politici – e le associazioni religiose, la cui funzione era di sostenere il Pishva lottando contro i suoi avversari e facendolo sentire amato e stimato. Nel modello dello Scià, le decisioni del Pishva dovevano essere eseguite esclusivamente attraverso la burocrazia, con le forze armate sempre pronte a schiacciare qualsiasi opposizione. Tutto ciò che restava da fare "alla nazione" era di applaudire il Pishva e farlo sentir bene. Mossadeq e lo Scià avanzavano esattamente la stessa argomentazione in difesa dei loro rispettivi modelli: l'essere l'Iran costantemente preda dell'appetito diabolico delle rapaci potenze straniere, l'influenza degli ajnabi (stranieri), moltiplicando i centri di potere politico, avrebbe permesso agli ajnabi di infiltrarsi nelle strutture della nazione. Nessuno dei due poteva immaginare una situazione in cui diversi settori della società iraniana avrebbero potuto, per ragioni proprie, opporsi al Leader. Non potevano concepire una qualsiasi circostanza in cui un movimento d'opposizione avrebbe potuto emergere senza il sostegno o l'intrigo straniero.
*Lo Scià non aveva mai voluto che il popolo iraniano votasse per lui. Egli credeva che era dov'era grazie alla volontà divina – e, grazie al reddito del petrolio, aveva poco bisogno degli iraniani per finanziare il suo governo.
*Lo Scià stesso non era a suo agio nel ruolo del martire. La sua personalità favoriva gli atti di eroismo. Voleva essere un vincitore, come lo era stato nei tornei sportivi scolastici a Lucerna. La sua formazione europea gli impediva di capire la psicologia del suo proprio popolo. Non sapeva che i persiani istintivamente sospettavano e detestavano il forte, il vincitore e l'eroe. Obbedirono a Reza Scià ma non lo amarono mai: ora amavano Mohammad Reza Scià, ma non volevano obbedirgli. La repulsione quasi patologica che lo Scià aveva per ciò che considerava «sporca politica» gli impediva di capire la necessità – per non dire la legittimità – di blandire almeno in parte i pregiudizi popolari.
*Mohammad Reza doveva essere il primo Scià dell'Iran in forse mille anni a non conoscere una lingua turca. Fu anche il primo a parlare correntemente in una lingua occidentale.
*Più di un decennio dopo la morte dello Scià, non è più necessario essere pro o contro di lui su tutti i temi. Come si potrebbe essere pro o contro tutto ciò che successe durante un regno di quasi trentotto anni? Come potevano gli iraniani non sostenerlo quando ha combattuto per l'Azerbaigian o quando diede l'assenso reale alla legge che nazionalizzò il petrolio dell'Iran? Come si potrebbe essere contrari al principio della riforma agraria o all'elevazione della condizione delle donne? E non meritava appoggio quando ha combattuto per un sistema più equo di produzione e di determinazione del prezzo del petrolio, che lui chiamò «una sostanza nobile»? Ma come si poteva sostenerlo quando chiuse tutte le porte alla discussione e al dibattito, e spinse di fatto molti iraniani intelligenti e patriottici nelle braccia dei mullah reazionari? E come si poteva approvare l'illimitata ingerenza della polizia segreta SAVAK in quasi tutti gli aspetti della vita, soprattutto negli anni settanta? Infine, ma non meno importante, sarebbe difficile capire, tanto meno giustificare, la sua convinzione quasi patologica che solo le grandi potenze fossero capaci di proteggere o di destabilizzare il suo regime.
===[[Ferdinando Vegas]]===
*L'ambizioso progetto dello Scià di ammodernare l'Iran facendo leva sugli ingenti proventi del petrolio ha certamente ottenuto dei risultati positivi: consistente diminuzione dell'analfabetismo, aumento sensibile nel reddito medio annuo ''pro capite'', abolizione del rapporto feudale fra i contadini ed i proprietari delle terre. Il prezzo pagato è stato però troppo alto sul piano sociale, per lo sconvolgimento provocato dal tentativo di innestare un eccesso di sviluppo in una situazione che era pur sempre, sostanzialmente, di sottosviluppo.
*Per un quarto di secolo l'esercizio d'un potere sempre più personale, gli ingenti proventi del petrolio, la posizione di favore goduta presso gli Stati Uniti, come pilastro del sistema occidentale nella cerniera tra Oceano Indiano e Medio Oriente, tutto questo ha tolto al second Pahlavi una visione realistica delle forze che contavano nell'Iran: quelle suscitate dalla sua stessa «rivoluzione bianca», quelle nazionalistiche e quelle tradizionali religiose.
*Resta intanto a merito dello Scià l'aver tentato di rompere la crosta millenaria che soffocava la società persiana, incanalando il Paese lungo linee di sviluppo relativamente equilibrate. In questo senso il regime autoritario del sovrano si può rassomigliare al dispotismo illuminato dei monarchi europei del Settecento, che imponevano dall'alto le riforme ritenute indispensabili per il progresso.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*{{en}} Asadollah Alam, ''The Shah and I: The Confidential Diary of Iran's Royal Court, 1968-77'', I.B. Tauris, 1991. ISBN 1845113721
*Mohammad Reza Pahlavi, ''Missione per il mio Paese'', traduzione di Augusto Marcell, Rizzoli, 1961.
*Mohammad Reza Pahlavi, ''L'Iran che ho costruito'', Dino Editori S.P.A., 1979.
*Mohammad Reza Pahlavi, ''Risposta alla storia'', traduzione di Maria Gallone, Adriana Crespi Bortolini e Ada Traversi, Editoriale Nuova, 1979.
==Voci correlate==
*[[Celebrazione dei 2500 anni dell'Impero Persiano]]
*[[Ashraf Pahlavi]] – sorella
*[[Farah Pahlavi]] – terza moglie
*[[Leila Pahlavi]] – figlia
*[[Operazione Ajax]]
*''[[Persepolis (film)|Persepolis]]'' – film 2007
*[[Reza Ciro Pahlavi]] – figlio
*[[Reza Pahlavi]] – padre
*[[Rivoluzione bianca]]
*[[SAVAK]]
*[[Soraya Esfandiary Bakhtiari]] – seconda moglie
*[[Stato Imperiale dell'Iran]]
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Pahlavi, Mohammad Reza}}
[[Categoria:Personalità della guerra fredda]]
[[Categoria:Politici iraniani]]
[[Categoria:Sovrani di Persia]]
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*[[Sophia Loren]]: Agnese Tirabassi
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*[[Tina Pica]]: zia Tina
*[[Vittorio De Sica]]: Alessio Spano
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*[[Maurizio Arena]]: Maurice, l'automobilista dell'incidente
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*[[Leopoldo Trieste]]: il pittore
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'''''Il segno di Venere''''', film italiano del 1955 con [[Sophia Loren]], [[Franca Valeri]], [[Vittorio De Sica]] e [[Alberto Sordi]], regia di [[Dino Risi]].
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{{NDR|Si apre una finestra}}<br /> '''Cesira''': Si sposa oggi! Toh, fra tre ore è bella e fatta. Oddio, fa sempre effetto uno che si sposa; e poi, mica per dire, ma anche nello stesso stabile. Che è, a te ti piace quello li? <br /> '''Agnese''': Niente niente, c'è stato qualcosa tra voi due? <br /> '''Cesira''': Ma figurati! L'avrò visto un paio di volte. <br /> '''Agnese''': Ma che soffri? Se non le dici a me 'ste cose. Eh? <br /> '''Cesira''': Ma dai!
==Frasi==
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*Dico che non siamo più nel medioevo, che la donna cià lo stesso giro dell'uomo, anche in campo amoroso, perché cià la sua indipendenza lavorativa, almeno dalle mie parti! ('''Cesira''')
*Quante volte fa soffrire anche la felicità, almeno lo dicono sui romanzi! ('''Cesira''')
*I fotografi caro mio, sono degli artisti. Io scruto, io osservo, io guardo, io penetro lo sguardo, io, io sono un obiettivo vivente. ('''Mario''')
==Dialoghi==
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*'''Cesira''' {{NDR|cantando}}: ''O mia bela Madonina, | che te brilet de lontan, | tota d'ora e piscinina, | ti te dominet Milan.'' 'Giorno zia, dormito bene? <br /> '''Tina''': Che vi stavate chiacchierando di la voi due? <br /> '''Cesira''': Niente! Si parlava. <br /> '''Tina''': D'amore! Qui non si parla che d'amore. Amore alla mattina, amore a mezzogiorno, amore di sera!
*'''Agnese''': Ecco guarda! Cercasi giovani ambosessi, lavoro facile e buon guadagno. Io ci vado! <br /> '''Tina''': E tu non sei ambosesso, tu sei donna, e il tuo posto è la casa, la cucina!
*'''Agnese''': Scusi, lei è il signor Mario? <br /> '''Mario''': Io? <br /> '''Agnese''': Cesira non è venuta e allora.. Be' io a lei la conosco, Cesira me ne ha parlato tante volte. Io sono la cugina di Cesira. <br /> '''Mario''' {{NDR|incantato}}: Lei è cugina di Cesira?
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*[[Alberto Sordi]]: Romolo Proietti
*[[Peppino De Filippo]]: Mario
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*[[Eloisa Cianni]]: Daisy
*[[Leopoldo Trieste]]: il pittore
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*Dico che non siamo più nel medioevo, che la donna cià lo stesso giro dell'uomo, anche in campo amoroso, perché cià la sua indipendenza lavorativa, almeno dalle mie parti! ('''Cesira''')
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*I fotografi caro mio, sono degli artisti. Io scruto, io osservo, io guardo, io penetro lo sguardo, io, io sono un obiettivo vivente. ('''Mario''')
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*'''Cesira''' {{NDR|cantando}}: ''O mia bela Madonina, | che te brilet de lontan, | tota d'ora e piscinina, | ti te dominet Milan.'' 'Giorno zia, dormito bene? <br /> '''Tina''': Che vi stavate chiacchierando di la voi due? <br /> '''Cesira''': Niente! Si parlava. <br /> '''Tina''': D'amore! Qui non si parla che d'amore. Amore alla mattina, amore a mezzogiorno, amore di sera!
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[[File:Nuremberg chronicles f 138r 5.jpg|thumb|Merlino rappresentato sulle ''Cronache di Norimberga'']]
'''Mago Merlino''', personaggio del ciclo bretone e delle leggende arturiane.
==Citazioni di Merlino==
*I sogni spesso racchiudono i semi della realtà, Denis. Non puoi mai sapere quando metteranno radici e cominceranno a fiorire. I sogni rendono la vita degna di essere vissuta, ragazzo mio, rappresentano il tuo futuro ed è giusto che tu lotti per loro. Ricorda: sono il tuo bene più prezioso. (''[[Principe Valiant]]'')
*Il destino degli uomini. Un enigma impenetrabile. Quanto poco conosciamo dei suoi piani misteriosi, dei suoi oscuri percorsi dentro il quale l'uomo nasce e muore, sa odiare ed amare, trionfare e cadere. Ed ogni singolo percorso poi inevitabilmente si lega con un altro, e con un altro ancora, e ancora dipingere insieme l'affresco dell'esistenza, il delirio delle passioni, la meschinità di ogni potere. Desiderio di onori e glorie ed antichi conti insoluti all'ombra del grande ordine, se un fiore sboccia un altro appassisce. (''[[Principe Valiant]]'')
*Quando si è tristi [...] la cosa migliore è apprendere qualcosa. Questo è l'unico rimedio infallibile. Puoi diventare vecchio e tremante nella persona, puoi restar sveglio la notte prestando attenzione ai disturbi delle tue arterie, puoi sentire la mancanza del tuo unico amore, vedere il mondo circostante devastato da perfidi folli o sapere che il tuo onore viene calpestato e gettato nelle cloache da menti abiette. C'è un unico rimedio, allora, per questo: apprendere. Capire perché il mondo si muove e che cosa lo muove. Questo è l'unico argomento che la mente non può mai esaurire, da cui non può mai essere tormentata, che non può temere e di cui non può diffidare né rammaricarsi. Conoscere è quello che ti ci vuole. Guarda quante cose vi sono da imparare! Scienza pura, l'unica purezza che esista. Puoi apprendere l'astronomia nel corso di una vita, la storia naturale in tre, la letteratura in sei. E poi, dopo aver esaurito un miliardo di vite per medicina, biologia, teocritica, geografia, storia ed economia... ebbene, puoi cominciare a costruire una ruota da carro col legno giusto, oppure trascorrere cinquant'anni imparando a cominciare a imparare come battere il tuo avversario nella scherma. Dopo di che potrai ricominciare da capo con la matematica, fino a che non sarà giunto il momento di imparare ad arare. ([[T. H. White]])
*Terapeutico,<br/>Elefantiaco,<br/>Diagnosi,<br/>Bum!<br/>Pancreatico,<br/>Microstatico,<br/>Antitossico,<br/>Tum!<br/>Con un normale catabolismo,<br/>Farfuglismo e balbettismo,<br/>Snip, Snap, Snorum,<br/>Taglia via il suo addomorum.<br/>Dispepsia,<br/>Anemia,<br/>Tossiemia.<br/>Uno, due, tre,<br/>E Lui sen va,<br/>Con le cinque ghinee,<br/>Cantando trallalà. ([[T. H. White]])
===''[[Excalibur]]''===
*Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno.
*Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.
*Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per lussuria.
*''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.'' {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}}
*Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato. [...] Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio.
*Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago?
*La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago.
*Il futuro ha già messo radici nel presente.
*No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther. [...] Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato.
*Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà.
*Devo dirti cosa c'è là fuori? [...] Il drago, una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.
*Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così.
*{{NDR|[[Uther Pendragon]]}} era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere. {{NDR|«Era un grande re?»}} Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.
*Eh, è facile amare la follia in un ragazzo.
*Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata amore, questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!
*L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore!
*Guardare quel biscotto è come guardare il futuro: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi.
*C'è sempre qualcuno più furbo di te.
*Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.
*È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del negromante. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.
*Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi.
*Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.
*Un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}}
*Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo.
*Ci sono altri mondi e questo ha finito con me.
*Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?
*Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.
*Guarda negli occhi del drago e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}}
*Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni. {{NDR|«Sei solo un sogno, Merlino?»}} Un sogno per alcuni. Un incubo per altri!
*{{NDR|Rivolto a Morgana}} Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza!
===''[[La spada nella roccia]]''===
*Anche il mondo acquatico ha la sue foresta e le sue giungle, e così ha anche le sue tigri e i suoi lupi. E questo il mondo fa girar. Ed anche tu ti accorgerai ''che ogn'or difenderti dovrai | e per non farti conquistar | dovrai il cervello adoperar | perché in natura ben si sa | il forte il debol sopraffà! | Gatto e uccel, | lupo e agnel | questo il mondo fa girar...''
*Grandi notizie, eh? Non posso aspettare di leggerle sul ''Times'', la prima edizione uscirà solo tra... 12 secoli!
*Tempi oscuri davvero.. e maledettamente scomodi! Niente idraulica... niente elettricità... niente di niente!
*{{NDR|Rivolto a Re Artù}} Tu diventerai un eroe leggendario. Scriveranno libri su di te per secoli e secoli. E chissà, magari faranno anche un film su di te.
*Vedi, giovanotto, questa faccenda dell'amore... è una cosa potentissima! [...] Io direi che è la forza più grande sulla terra!
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi della mitologia]]
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Stefano Crescentini
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Spinoziano
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'''Stefano Crescentini''' (1974 – vivente), doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
{{Int|''[https://www.teatrodigitale.com/intervista-a-stefano-crescentini/ Intervista a Stefano Crescentini doppiatore per il cinema e la TV]''|Vanessa Daviddi, ''teatrodigitale.com'', 22 giugno 2018.|h=2}}
*Come ogni doppiatore, il mio lavoro si svolge un po’ nell'ombra. Ciò che amo di più è riuscire a ricreare in poco tempo, ciò che un attore ha fatto in carne e ossa in settimane di riprese, avvalendosi anche della mimica facciale. Dar vita alle emozioni che vedete sul grande schermo con un unico strumento, la voce, sembra semplice, ma è davvero complicato.
*Il mio consiglio è che se davvero questo lavoro piace bisogna dedicarcisi con anima, corpo e soprattutto con molta pazienza, perché la concorrenza è tanta. Se si riesce ad avere un provino bisogna concentrarsi soprattutto sulla dizione. Si hanno a disposizione poco più di 30 secondi, ed è quella a risaltare. La seconda cosa su cui lavorare è la recitazione perché in effetti un doppiatore è un attore. Terza e ultima cosa imparate a essere svelti. Purtroppo i tempi sono cambiati e ora si va sempre e solo di corsa. Faccio un esempio, oggi per doppiare Twilight ci si impegna una sola settimana. Dizione-recitazione-sveltezza nel capire ciò che ti chiede il direttore, sono i miei consigli.
*In questi anni, ci sono tante scuole di doppiaggio e recitazione, ma molte sono specchietti per allodole. Ti chiedono tanti soldi ma non offrono concreti sbocchi professionali.
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Furyo]]'' (1983)
*''[[L'impero del sole (film)|L'impero del sole]]'' (1987)
*''[[Terminator 2 - Il giorno del giudizio]]'' (1991)
*''[[Salvate il soldato Ryan]]'' (1998)
*''[[Shakespeare in Love]]'' (1998)
*''[[American Pie]]'' (1999)
*''[[Echi mortali]]'' (1999)
*''[[Final Destination]]'' (2000)
*''[[American Pie 2]]'' (2001)
*''[[Donnie Darko]]'' (2001)
*''[[Harry Potter e la pietra filosofale]]'' (2001)
*''[[Jay & Silent Bob... Fermate Hollywood!]]'' (2001)
*''[[L'ultimo sogno]]'' (2001)
*''[[American Pie - Il matrimonio]]'' (2003)
*''[[Ong-bak: Nato per combattere]]'' (2003)
*''[[Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà]]'' (2003)
*''[[Alexander (film)|Alexander]]'' (2004)
*''[[Cinderella Story]]'' (2004)
*''[[Perfect Score]]'' (2004)
*''[[Spider-Man 2]]'' (2004)
*''[[The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo]]'' (2004)
*''[[Hostel]]'' (2005)
*''[[Jarhead]]'' (2005)
*''[[King Kong (film 2005)|King Kong]]'' (2005)
*''[[Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio]]'' (2005)
*''[[Flags of Our Fathers]]'' (2006)
*''[[L'ultimo regalo]]'' (2006)
*''[[Scary Movie 4]]'' (2006)
*''[[Smokin' Aces]]'' (2006)
*''[[L'onda (film 2008)|L'onda]]'' (2008)
*''[[Never Back Down - Mai arrendersi]]'' (2008)
*''[[RocknRolla]]'' (2008)
*''[[Superhero - Il più dotato fra i supereroi]]'' (2008)
*''[[The Ramen Girl]]'' (2008)
*''[[Tropic Thunder]]'' (2008)
*''[[Twilight (film)|Twilight]]'' (2008)
*''[[Wanted - Scegli il tuo destino]]'' (2008)
*''[[Bride Wars - La mia miglior nemica]]'' (2009)
*''[[Carriers - Contagio letale]]'' (2009)
*''[[Fanboys]]'' (2009)
*''[[Fast & Furious - Solo parti originali]]'' (2009)
*''[[Hachiko - Il tuo migliore amico]]'' (2009)
*''[[Laureata... e adesso?]]'' (2009)
*''[[Star Trek (film 2009)|Star Trek]]'' (2009)
*''[[The Twilight Saga: New Moon]]'' (2009)
*''[[Un alibi perfetto]]'' (2009)
*''[[Una notte al museo 2 - La fuga]]'' (2009)
*''[[After.Life]]'' (2010)
*''[[L'apprendista stregone]]'' (2010)
*''[[Prince of Persia: Le sabbie del tempo]]'' (2010)
*''[[Remember Me]]'' (2010)
*''[[The Twilight Saga: Eclipse]]'' (2010)
*''[[Amici, amanti e...]]'' (2011)
*''[[Hostel: Part III]]'' (2011)
*''[[La cosa (film 2011)|La cosa]]'' (2011)
*''[[Source Code]]'' (2011)
*''[[The Roommate - Il terrore ti dorme accanto]]'' (2011)
*''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 1]]'' (2011)
*''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011)
*''[[American Pie: Ancora insieme]]'' (2012)
*''[[Bel Ami - Storia di un seduttore]]'' (2012)
*''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012)
*''[[Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato]]'' (2012)
*''[[The Twilight Saga: Breaking Dawn - Parte 2]]'' (2012)
*''[[Into Darkness - Star Trek]]'' (2013)
*''[[Lo Hobbit - La desolazione di Smaug]]'' (2013)
*''[[Nymphomaniac]]'' (2013)
*''[[Parkland (film)|Parkland]]'' (2013)
*''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014)
*''[[Exodus - Dei e re]]'' (2014)
*''[[Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate]]'' (2014)
*''[[Lo sciacallo - Nightcrawler]]'' (2014)
*''[[Maze Runner - Il labirinto]]'' (2014)
*''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014)
*''[[Carol (film)|Carol]]'' (2015)
*''[[Joker - Wild Card]]'' (2015)
*''[[Queen of the Desert]]'' (2015)
*''[[Sinister 2]]'' (2015)
*''[[The Program (film 2015)|The Program]]'' (2015)
*''[[Star Trek Beyond]]'' (2016)
*''[[X-Men - Apocalisse]]'' (2016)
*''[[Il guardiano invisibile]]'' (2017)
*''[[La truffa dei Logan]]'' (2017)
*''[[Life - Non oltrepassare il limite]]'' (2017)
*''[[Okja]]'' (2017)
*''[[Saw Legacy]]'' (2017)
*''[[Scappa - Get Out]]'' (2017)
*''[[Wonder Woman (film 2017)|Wonder Woman]]'' (2017)
*''[[Mowgli - Il figlio della giungla]]'' (2018)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[Diamanti grezzi]]'' (2019)
*''[[Il re (film)|Il re]]'' (2019)
*''[[It - Capitolo due]]'' (2019)
*''[[Spider-Man: Far from Home]]'' (2019)
*''[[The Irishman]]'' (2019)
*''[[Velvet Buzzsaw]]'' (2019)
*''[[X-Men - Dark Phoenix]]'' (2019)
*''[[Cosa mi lasci di te]]'' (2020)
*''[[Le strade del male]]'' (2020)
*''[[Tenet]]'' (2020)
*''[[The Batman]]'' (2022)
*''[[Foglie al vento]]'' (2023)
*''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023)
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===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953; riddoppiaggio 1986)
*''[[Pocahontas (film 1995 Disney)|Pocahontas]]'' (1995)
*''[[Hercules (film 1997)|Hercules]]'' (1997)
*''[[Koda, fratello orso]]'' (2003)
*''[[Koda, fratello orso 2]]'' (2006)
*''[[WALL E]]'' (2008)
*''[[Piovono polpette]]'' (2009)
*''[[Megamind]]'' (2010)
*''[[Big Hero 6 (film)|Big Hero 6]]'' (2014)
*''[[Spider-Man - Un nuovo universo]]'' (2018)
*''[[Spider-Man: Across the Spider-Verse]]'' (2023)
{{div col end}}
===Serie animate===
{{div col|strette}}
*''[[Kimagure Orange Road]]'' (1987 - 1988)
*''[[Neon Genesis Evangelion]]'' (1995)
*''[[Winx Club]]'' (2004 - in corso)
*''[[Avatar - La leggenda di Aang]]'' (2005)
*''[[Farhat - Il principe del deserto]]'' (2005)
*''[[Death Note]]'' (2006 - 2007)
*''[[Soul Eater]]'' (2008)
*''[[Titans]]'' (2018-2023)
{{div col end}}
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[E.R. - Medici in prima linea]]'' (1994 - 2009)
*''[[Dawson's Creek]]'' (1998 - 2003)
*''[[Malcolm]]'' (2000 - 2006)
*''[[Due uomini e mezzo]]'' (2003 - 2015)
*''[[NCIS - Unità anticrimine]]'' (2003)
*''[[One Tree Hill]]'' (2003 - 2012)
*''[[Dr. House - Medical Division]]'' (2004)
*''[[Lost]]'' (2004 - 2010)
*''[[Miss Marple (serie televisiva 2004)|Miss Marple]]'' (2004 - 2013)
*''[[Veronica Mars]]'' (2004 - 2007)
*''[[Numb3rs]]'' (2005 - 2010)
*''[[My Name Is Earl]]'' (2005 - 2009)
*''[[Supernatural (serie televisiva)|Supernatural]]'' (2005 - in corso)
*''[[The Office]]'' (2005 - 2013)
*''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005 - 2007)
*''[[Kebab for Breakfast]]'' (2006 - 2008)
*''[[Psych]]'' (2006 - 2014)
*''[[Mad Men]]'' (2007 - 2015)
*''[[Moonlight]]'' (2007)
*''[[Being Human]]'' (2009 - 2013)
*''[[The Vampire Diaries]]'' (2009 - 2017)
*''[[Hart of Dixie]]'' (2011 - 2015)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011 - 2019)
*''[[New Girl]]'' (2011 - 2018)
*''[[The Blacklist]]'' (2013 - in corso)
*''[[Dieci piccoli indiani (miniserie televisiva)|Dieci piccoli indiani]]'' (2015)
*''[[Poldark (serie televisiva 2015)|Poldark]]'' (2015 - 2019)
*''[[Sense8]]'' (2015 - in corso)
*''[[Supergirl (serie televisiva)|Supergirl]]'' (2015 - in corso)
*''[[I Medici]]'' (2016 - 2019)
*''[[Moon Knight (serie televisiva)|Moon Knight]]'' (2022)
*''[[Peaky Blinders]]'' (2013 - 2022)
*''[[Adolescence (miniserie televisiva)|Adolescence]]'' (2025)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Crescentini, Stefano}}
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Massimo De Ambrosis
0
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
'''Massimo De Ambrosis''' (1964 – vivente), attore, doppiatore, dialoghista e direttore del doppiaggio italiano.
== Citazioni di Massimo De Ambrosis ==
*È la cosa fondamentale {{NDR|per imparare a doppiare}}: si ascolta e si riprova di rifare. Nessuno inventa nulla, hanno già inventato tutto. Bisogna solo rifare quelle cose.<ref name= Razza>Dall'intervista di Andrea Razza e Gerardo di Cola, ''EnciclopediadelDoppiaggio.it '', 27 novembre 2011. [https://www.youtube.com/watch?v=sZyRLfxnHGQ Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Ho fatto teatro fino intorno ai trent'anni e poi per fare teatro bisogna essere un po' "zingari" e li si fanno anche scelte personali.<ref name= Razza/>
*No. Odio andare in [[automobile]], per i viaggi oltre i 100 km vorrei prendere l'aereo. Il tele-trasporto è l'auto dei miei sogni.<ref>https://web.archive.org/web/20040201231433/http://www.alerossi.com/deambrosis.html.</ref>
*[[Doppiatore|Questo]] è un mestiere fatto di ladri, un mestiere di furti. Si ruba tutto. Si rubano le intonazioni. Si rubano i suoni dagli altri, da quelli che li sanno fare. E poi vanno fatti propri e rielaborati. Questa è una cosa importantissima, secondo me.<ref name= Razza/>
*Questo lavoro se sei bravo, lo continui a farlo, se non sei bravo non vai da nessuna parte.<ref name= Razza/>
*{{NDR|il [[doppiaggio]]}} Un lavoro da sorci chiusi in sale buie sottoterra a fare qualcosa che non deve essere visto, che non deve essere sentito. Il massimo per un doppiatore è non farsi notare. Se uno spettatore vede un film e non nota il doppiaggio, ha raggiunto il massimo del suo scopo. Quindi un lavoro da sorci.<ref>https://web.archive.org/web/20040201231433/http://www.alerossi.com/deambrosis.html.</ref>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Brian di Nazareth]]'' (1979)
*''[[Monty Python - Il senso della vita]]'' (1983)
*''[[Mystic Pizza]]'' (1988)
*''[[Fuoco assassino]]'' (1991)
*''[[Philadelphia (film)|Philadelphia]]'' (1993)
*''[[Quel che resta del giorno]]'' (1993)
*''[[Rudy - Il successo di un sogno]]'' (1993)
*''[[Tombstone (film)|Tombstone]]'' (1993)
*''[[Forrest Gump]]'' (1994)
*''[[Apollo 13 (film)|Apollo 13]]'' (1995)
*''[[Il primo cavaliere]]'' (1995)
*''[[Larry Flynt - Oltre lo scandalo]]'' (1996)
*''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]'' (1997)
*''[[L'urlo dell'odio]]'' (1997)
*''[[Geremia il profeta]]'' (1998)
*''[[Il giocatore - Rounders]]'' (1998)
*''[[Out of Sight]]'' (1998)
*''[[Taxxi]]'' (1998)
*''[[Big Daddy - Un papà speciale]]'' (1999)
*''[[Fight Club]]'' (1999)
*''[[Giovanna d'Arco (film)|Giovanna d'Arco]]'' (1999)
*''[[Il miglio verde]]'' (1999)
*''[[American Psycho]]'' (2000)
*''[[FBI: Protezione testimoni]]'' (2000)
*''[[L'ombra del vampiro]]'' (2000)
*''[[Snatch - Lo strappo]]'' (2000)
*''[[Black Hawk Down - Black Hawk abbattuto]]'' (2001)
*''[[I ragazzi della mia vita]]'' (2001)
*''[[Moulin Rouge!]]'' (2001)
*''[[Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco]]'' (2001)
*''[[Pearl Harbor (film)|Pearl Harbor]]'' (2001)
*''[[Duetto a tre]]'' (2002)
*''[[Equilibrium]]'' (2002)
*''[[Le regole dell'attrazione]]'' (2002)
*''[[Red Dragon]]'' (2002)
*''[[San Giovanni - L'apocalisse]]'' (2002)
*''[[Due cavalieri a Londra]]'' (2003)
*''[[Identità (film)|Identità]]'' (2003)
*''[[Una settimana da Dio]]'' (2003)
*''[[Ocean's Twelve]]'' (2004)
*''[[Spider-Man 2]]'' (2004)
*''[[Starsky & Hutch (film)|Starsky & Hutch]]'' (2004)
*''[[2 single a nozze - Wedding Crashers]]'' (2005)
*''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005)
*''[[Il vento del perdono]]'' (2005)
*''[[Saw II - La soluzione dell'enigma]]'' (2005)
*''[[Stealth - Arma suprema]]'' (2005)
*''[[Cambia la tua vita con un click]]'' (2006)
*''[[Little Miss Sunshine]]'' (2006)
*''[[Disturbia]]'' (2007)
*''[[Il treno per il Darjeeling]]'' (2007)
*''[[Juno]]'' (2007)
*''[[Ocean's Thirteen]]'' (2007)
*''[[Redacted]]'' (2007)
*''[[Saw IV]]'' (2007)
*''[[Su×bad - Tre menti sopra il pelo]]'' (2007)
*''[[Transformers (film)|Transformers]]'' (2007)
*''[[Un'impresa da Dio]]'' (2007)
*''[[Agente Smart - Casino totale]]'' (2008)
*''[[Hancock]]'' (2008)
*''[[Killshot]]'' (2008)
*''[[RocknRolla]]'' (2008)
*''[[Stargate: L'arca della verità]]'' (2008)
*''[[Il primo dei bugiardi]]'' (2009)
*''[[La dura verità]]'' (2009)
*''[[Sherlock Holmes (film 2009)|Sherlock Holmes]]'' (2009)
*''[[Hereafter]]'' (2010)
*''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'' (2011)
*''[[Crazy, Stupid, Love]]'' (2011)
*''[[Hostel: Part III]]'' (2011)
*''[[J. Edgar]]'' (2011)
*''[[Killer Elite (film 2011)|Killer Elite]]'' (2011)
*''[[Lanterna Verde (film)|Lanterna Verde]]'' (2011)
*''[[Candidato a sorpresa]]'' (2012)
*''[[Che cosa aspettarsi quando si aspetta]]'' (2012)
*''[[Magic Mike]]'' (2012)
*''[[Men in Black 3]]'' (2012)
*''[[Come ti spaccio la famiglia]]'' (2013)
*''[[Gli stagisti]]'' (2013)
*''[[Big Eyes]]'' (2014)
*''[[Calvario (film)|Calvario]]'' (2014)
*''[[Come ammazzare il capo 2]]'' (2014)
*''[[Grand Budapest Hotel]]'' (2014)
*''[[Spectre (film)|Spectre]]'' (2015)
*''[[Arrival (film)|Arrival]]'' (2016)
*''[[Midnight Special - Fuga nella notte]]'' (2016)
*''[[Risorto]]'' (2016)
*''[[Baywatch (film)|Baywatch]]'' (2017)
*''[[John Wick - Capitolo 2]]'' (2017)
*''[[La truffa dei Logan]]'' (2017)
*''[[Saw Legacy]]'' (2017)
*''[[War Machine (film)|War Machine]]'' (2017)
*''[[Shark - Il primo squalo]]'' (2018)
*''[[Soldado]]'' (2018)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[Godzilla II - King of the Monsters]]'' (2019)
*''[[The Irishman]]'' (2019)
*''[[Emma.]]'' (2020)
*''[[Rifkin's Festival]]'' (2020)
*''[[Army of the Dead]]'' (2021)
*''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023)
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===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Dragon Ball Z - Il Super Saiyan della leggenda]]'' (1993)
*''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero]]'' (1999)
*''[[Cowboy Bebop - Il film]]'' (2001)
*''[[Porco Rosso]]'' (2002)
*''[[Le follie di Kronk]]'' (2005)
*''[[Ratatouille]]'' (2007)
*''[[Fantastic Mr. Fox]]'' (2009)
*''[[Piovono polpette]]'' (2009)
*''[[Dragon Ball Z: La battaglia degli dei]]'' (2013)
*''[[Si alza il vento]]'' (2013)
{{div col end}}
===Serie animate===
*''[[Dragon Ball Z - La storia di Trunks]]'' (1993)
*''[[Cowboy Bebop]]'' (1998-1999)
*''[[Great Teacher Onizuka]]'' (1999-2000)
*''[[Kill la Kill]]'' (2013-2014)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Friends]]'' (1994-2004)
*''[[Davide (miniserie televisiva)|Davide]]'' (1997)
*''[[Salomone (miniserie televisiva)|Salomone]]'' (1997)
*''[[CSI - Scena del crimine]]'' (2000-2015)
*''[[Paso adelante]]'' (2002-2005)
*''[[Las Vegas (serie televisiva)|Las Vegas]]'' (2003-2008)
*''[[Il Trono di Spade]]'' (2011-2019)
*''[[Quando chiama il cuore]]'' (2014-in corso)
*''[[Servitore del popolo (serie televisiva)|Servitore del popolo]]'' (2015-2019)
*''[[La casa di carta]]'' (2017-2021)
*''[[Ted Lasso]]'' (2020-2023)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Luciano De Ambrosis]], padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:De Ambrosis, Massimo}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Barbara De Bortoli
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Spinoziano
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/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
'''Barbara De Bortoli''' (1971 – vivente), attrice e doppiatrice italiana.
==Citazioni di Barbara De Bortoli==
*{{NDR|Alla domanda del doppiaggio a cui tiene di più}} ''[[21 grammi]]'' che ho fatto già una decina di anni fa con [[Naomi Watts]], un film bellissimo, struggente veramente poi lì vivo sempre me li porto a casa. [...] Facevo delle scene terribili, Emotivamente molto coinvolgenti. E quello mi è piaciuto tantissimo e poi un altro che è ''[[Volver - Tornare|Volver]]'', in cui ho doppiato per la prima volta [[Penelope Cruz]] ed è stata una bellissima prova.<ref name= Cigliano>Dall'intervista di Alessio Cigliano, ''Radio Cigliano'', 1 marzo 2018. [https://www.youtube.com/watch?v=BVRj3rQDdNE Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*È una questione anche di carattere, nel senso che se noi poi ci siamo ritrovati in questo contesto del doppiaggio, che ci accoglie e ci fa esprimere la nostra, diciamo, vena creativa-artistica, tra virgolette, però senza essere troppo in evidenza. Per quello che è il mio carattere, va bene. È perfetto.<ref name= Cigliano />
*Io ai [[Audizione|provini]] ancora devo capire come si fanno. Se c'è una cosa a cui tengo particolarmente, spesso non va bene. Non so. Devo ancora capire bene... o mi concentro troppo, o mi concentro poco. Quando vai, senza pensare e dici: "Mamma mia, questo è andato malissimo"... Hai vinto il provino! Sempre così, sempre.<ref name= Cigliano />
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]'' (1939)
*''[[Fanny e Alexander]]'' (1982)
*''[[Creature del cielo]]'' (1994)
*''[[Patch Adams (film)|Patch Adams]]'' (1998)
*''[[Il 13º guerriero]]'' (1999)
*''[[100 ragazze]]'' (2000)
*''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]'' (2000)
*''[[Mulholland Drive (film)|Mulholland Drive]]'' (2001)
*''[[Non ho sonno]]'' (2001)
*''[[La morte può attendere]]'' (2002)
*''[[Magdalene]]'' (2002)
*''[[The Bourne Identity]]'' (2002)
*''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'' (2002)
*''[[21 grammi]]'' (2003)
*''[[L'amore arriva dolcemente]]'' (2003)
*''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003)
*''[[Matrix Revolutions]]'' (2003)
*''[[The Italian Job]]'' (2003)
*''[[Tutto può succedere - Something's Gotta Give]]'' (2003)
*''[[The Assassination]]'' (2004)
*''[[The Bourne Supremacy]]'' (2004)
*''[[The Libertine]]'' (2004)
*''[[2 single a nozze - Wedding Crashers]]'' (2005)
*''[[Stealth - Arma suprema]]'' (2005)
*''[[The Ring 2]]'' (2005)
*''[[A Scanner Darkly - Un oscuro scrutare]]'' (2006)
*''[[The Prestige]]'' (2006)
*''[[Halloween - The Beginning]]'' (2007)
*''[[I Fantastici 4 e Silver Surfer]]'' (2007)
*''[[La promessa dell'assassino]]'' (2007)
*''[[The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo]]'' (2007)
*''[[Certamente, forse]]'' (2008)
*''[[Milk]]'' (2008)
*''[[Sex and the City (film)|Sex and the City]]'' (2008)
*''[[Transsiberian]]'' (2008)
*''[[La dura verità]]'' (2009)
*''[[Una notte da leoni]]'' (2009)
*''[[Buried - Sepolto]]'' (2010)
*''[[Come lo sai]]'' (2010)
*''[[Il cigno nero (film)|Il cigno nero]]'' (2010)
*''[[Scontro tra titani]]'' (2010)
*''[[Contagion]]'' (2011)
*''[[Il dilemma]]'' (2011)
*''[[J. Edgar]]'' (2011)
*''[[The Lincoln Lawyer]]'' (2011)
*''[[Una notte da leoni 2]]'' (2011)
*''[[40 carati]]'' (2012)
*''[[Flight (film 2012)|Flight]]'' (2012)
*''[[Il lato positivo - Silver Linings Playbook]]'' (2012)
*''[[Storia di una ladra di libri]]'' (2013)
*''[[Birdman (film)|Birdman]]'' (2014)
*''[[Divergent]]'' (2014)
*''[[L'amore bugiardo - Gone Girl]]'' (2014)
*''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014)
*''[[Storia d'inverno]]'' (2014)
*''[[Mad Max: Fury Road]]'' (2015)
*''[[Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto]]'' (2015)
*''[[Pixels (film 2015)|Pixels]]'' (2015)
*''[[Sinister 2]]'' (2015)
*''[[The Divergent Series: Insurgent]]'' (2015)
*''[[The Vatican Tapes]]'' (2015)
*''[[Animali fantastici e dove trovarli]]'' (2016)
*''[[Criminal (film 2016)|Criminal]]'' (2016)
*''[[La grande Gilly Hopkins]]'' (2016)
*''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016)
*''[[Alien: Covenant]]'' (2017)
*''[[Spider-Man: Homecoming]]'' (2017)
*''[[Green Book]]'' (2018)
*''[[Insidious - L'ultima chiave]]'' (2018)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[The Titan]]'' (2018)
*''[[I Am Mother]]'' (2019)
*''[[Midsommar - Il villaggio dei dannati]]'' (2019)
*''[[Spider-Man: Far from Home]]'' (2019)
*''[[The Lodge (film)|The Lodge]]'' (2019)
*''[[Il bar delle grandi speranze]]'' (2021)
*''[[Spider-Man: No Way Home]]'' (2021)
*''[[Gli occhi del diavolo]]'' (2022)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Dragon Ball Z - Il Super Saiyan della leggenda]]'' (1993)
*''[[Shrek terzo]]'' (2007)
*''[[Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento]]'' (2010)
*''[[Si alza il vento]]'' (2013)
===Serie animate===
*''[[Dragon Ball Z - La storia di Trunks]]'' (1993)
*''[[Sakura Mail]]'' (1997)
*''[[Excel Saga]]'' (1999)
*''[[Inuyasha]]'' (2000 - 2004)
*''[[Winx Club]]'' (2004 - in corso)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Friends]]'' (1994 - 2004)
*''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997 - 2003)
*''[[Dawson's Creek]]'' (1998 - 2003)
*''[[Sex and the City]]'' (1998 - 2004)
*''[[Streghe]]'' (1998 - 2006)
*''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'' (2001 - 2006)
*''[[La vita secondo Jim]]'' (2001 - 2009)
*''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso)
*''[[Psych]]'' (2006 - 2014)
*''[[Ugly Betty]]'' (2006 - 2010)
*''[[The Good Wife]]'' (2009 - 2016)
*''[[Nikita (serie televisiva 2010)|Nikita]]'' (2010 - 2013)
*''[[Pretty Little Liars]]'' (2010 - 2017)
*''[[C'era una volta]]'' (2011 - 2018)
*''[[Fairly Legal]]'' (2011 - 2012)
*''[[Suits]]'' (2011 - in corso)
*''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso)
*''[[A.D. - La Bibbia continua]]'' (2015)
*''[[Flesh and Bone]]'' (2015)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Federica De Bortoli]], sorella
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:De Bortoli, Barbara}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Fabrizio Pucci
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Spinoziano
2297
/* Film */
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wikitext
text/x-wiki
'''Fabrizio Pucci''' (1957 – vivente), doppiatore, direttore del doppiaggio, dialoghista, attore e regista italiano.
==Citazioni di Fabrizio Pucci==
*I doppiatori non sono una categoria a sé stante. I doppiatori sono attori e hanno alle spalle una preparazione teatrale, televisiva o cinematografica. A volte si diventa doppiatori per casualità o per necessità e poi si rimane nell'ambiente.<ref name="D'Amico">Citato in Valentina D'Amico, ''[https://movieplayer.it/articoli/lo-hobbit-l-incontro-con-i-doppiatori-della-saga_11551/ Lo Hobbit: l'incontro con i doppiatori della saga]'', ''Movieplayer.it'', 4 novembre 2013.</ref>
*In Italia vengono presi personaggi televisivi, veline, showgirl perché la speranza è quella di aumentare l'hype. E una questione di marketing che spesso crea problematiche grosse al direttore del doppiaggio il quale si trova a gestire un talent privo di capacità tecnica mettendolo a confronto con attori tecnicamente perfetti.<ref name="D'Amico"/>
*Non fatevi ingannare dalle scuole di doppiaggio, perché la recitazione è fondamentale. Se non si sa recitare avere una bella voce e aver frequentato una scuola di doppiaggio non serve a niente.<ref name="D'Amico"/>
==Note==
<references/>
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989)
*''[[King of New York]]'' (1990)
*''[[Alien3]]'' (1992)
*''[[Fusi di testa - Wayne's World]]'' (1992)
*''[[Tartarughe Ninja III]]'' (1993)
*''[[Una vita al massimo]]'' (1993)
*''[[Il prezzo di Hollywood]]'' (1994)
*''[[I soliti sospetti]]'' (1995)
*''[[Dal tramonto all'alba]]'' (1996)
*''[[Conflitto d'interessi (film)|Conflitto d'interessi]]'' (1998)
*''[[La mummia (film 1999)|La mummia]]'' (1999)
*''[[X-Men (film)|X-Men]]'' (2000)
*''[[A Beautiful Mind]]'' (2001)
*''[[Kate & Leopold]]'' (2001)
*''[[La mummia - Il ritorno]]'' (2001)
*''[[Kill Bill vol. 1]]'' (2003)
*''[[Love Actually - L'amore davvero]]'' (2003)
*''[[Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà]]'' (2003)
*''[[X-Men 2]]'' (2003)
*''[[Kill Bill vol. 2]]'' (2004)
*''[[Van Helsing (film)|Van Helsing]]'' (2004)
*''[[The Island]]'' (2005)
*''[[L'amore non va in vacanza]]'' (2006)
*''[[Scary Movie 4]]'' (2006)
*''[[The Fountain - L'albero della vita]]'' (2006)
*''[[X-Men - Conflitto finale]]'' (2006)
*''[[American Gangster]]'' (2007)
*''[[Mongol]]'' (2007)
*''[[Il cavaliere oscuro]]'' (2008)
*''[[Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo]]'' (2008)
*''[[Milk]]'' (2008)
*''[[Traitor - Sospetto tradimento]]'' (2008)
*''[[Bastardi senza gloria]]'' (2009)
*''[[G.I. Joe - La nascita dei Cobra]]'' (2009)
*''[[I Love Radio Rock]]'' (2009)
*''[[State of Play]]'' (2009)
*''[[X-Men le origini - Wolverine]]'' (2009)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1]]'' (2010)
*''[[Red (film 2010)|Red]]'' (2010)
*''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010)
*''[[The Whistleblower]]'' (2010)
*''[[Cappuccetto rosso sangue]]'' (2011)
*''[[Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2]]'' (2011)
*''[[Millennium - Uomini che odiano le donne]]'' (2011)
*''[[Mission: Impossible - Protocollo fantasma]]'' (2011)
*''[[X-Men - L'inizio]]'' (2011)
*''[[Biancaneve e il cacciatore]]'' (2012)
*''[[Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato]]'' (2012)
*''[[Magic Mike]]'' (2012)
*''[[The Bourne Legacy]]'' (2012)
*''[[Gangster Squad]]'' (2013)
*''[[Lo Hobbit - La desolazione di Smaug]]'' (2013)
*''[[Prisoners (film 2013)|Prisoners]]'' (2013)
*''[[Wolverine - L'immortale]]'' (2013)
*''[[Dracula Untold]]'' (2014)
*''[[Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate]]'' (2014)
*''[[Million Dollar Arm]]'' (2014)
*''[[Noah (film 2014)|Noah]]'' (2014)
*''[[Notte al museo - Il segreto del faraone]]'' (2014)
*''[[Vizio di forma (film)|Vizio di forma]]'' (2014)
*''[[X-Men - Giorni di un futuro passato]]'' (2014)
*''[[Child 44 - Il bambino n. 44]]'' (2015)
*''[[Garm Wars - L'ultimo druido]]'' (2015)
*''[[Humandroid]]'' (2015)
*''[[Mortdecai]]'' (2015)
*''[[Sicario (film 2015)|Sicario]]'' (2015)
*''[[The Hateful Eight]]'' (2015)
*''[[Gold - La grande truffa]]'' (2016)
*''[[The Divergent Series: Allegiant]]'' (2016)
*''[[I segreti di Wind River]]'' (2017)
*''[[Logan - The Wolverine]]'' (2017)
*''[[Jurassic World - Il regno distrutto]]'' (2018)
*''[[La ballata di Buster Scruggs]]'' (2018)
*''[[Mowgli - Il figlio della giungla]]'' (2018)
*''[[Soldado]]'' (2018)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[Panama Papers (film)|Panama Papers]]'' (2019)
*''[[The Lodge (film)|The Lodge]]'' (2019)
*''[[Clean (film 2021)|Clean]]'' (2021)
*''[[Nope]]'' (2022)
*''[[Bussano alla porta]]'' (2023)
*''[[I Cavalieri dello zodiaco (film)|I Cavalieri dello zodiaco]]'' (2023)
*''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
{{div col|strette}}
*''[[Porco Rosso]]'' (1992)
*''[[Il libro della giungla 2]]'' (2003)
*''[[Le follie di Kronk]]'' (2005)
*''[[Sword of the Stranger]]'' (2007)
*''[[Kung Fu Panda]]'' (2008)
*''[[Up]]'' (2009)
*''[[Le 5 leggende]]'' (2012)
*''[[Madagascar 3 - Ricercati in Europa]]'' (2012)
*''[[Gli Incredibili 2]]'' (2018)
{{div col end}}
===Serie animate===
*''[[L'attacco dei giganti]]'' (2013 - in corso)
*''[[BoJack Horseman]]'' (2014 - 2020)
===Serie televisive===
*''[[Desperate Housewives]]'' (2004 - 2012)
*''[[Grey's Anatomy]]'' (2005 - in corso)
*''[[Prison Break]]'' (2005 - 2009)
*''[[Mad Men]]'' (2007 - 2015)
*''[[Barabba (miniserie televisiva)|Barabba]]'' (2012)
*''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014 - in corso)
*''[[Star Trek: Discovery]]'' (2017 - in corso)
*''[[Ted Lasso]]'' (2020-2023)
==Voci correlate==
*[[Giuppy Izzo]], ex moglie
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pucci, Fabrizio}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
[[Categoria:Registi italiani]]
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Alberto Bognanni
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Spinoziano
2297
/* Film */
1417647
wikitext
text/x-wiki
''' Alberto Bognanni''' (1963 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Alberto Bognanni==
*Per le serie americane, dove chiedono i provini, loro chiedono dei provini perché vogliono un'aderenza vocale all'originale. Anche perché il provino ascoltato da un americano, ovviamente un americano non è in grado di stabilire se la mia interpretazione è eccellente, perché non conosce la mia lingua, però loro cercano proprio la maggiore aderenza vocale possibile all'originale.<ref name= Tommasi>Dall'intervista di Lorenzo Forese e Andrea Tommasi, ''Doppiatori Italiani'', 28 maggio 2015. [https://www.youtube.com/watch?v=Rdhto6X5oj0 Video] disponibile su ''Youtube.com''.</ref>
*Spesso ci sono dei... come dire, dei luoghi comuni sul lavoro del doppiatore che secondo me vanno sfatati. E semplicemente: il doppiatore è un attore. Questo lo dico per chi magari si vuole approcciare al mondo del doppiaggio. È difficilissimo fare il doppiatore se prima non sei un attore. Perché il doppiatore deve saper dare colore a una battuta come solo un attore sa fare. E anche riprodurre il suono di un attore che è stato emesso in un'altra lingua. se non hai la capacità di reinterpretare nella tua lingua quella battuta, non, non puoi farlo.<ref name= Tommasi/>
*Tinky Winky devo dire mi ha portato sull'orlo dell'alienazione e ho capito che non dovevo più farlo, quando uscendo dalla sala di doppiaggio ho visto Tinky Winky sulla mia moto. Ho capito che c'avevo delle allucinazioni da Tinky Winky. No, perché in realtà i [[Teletubbies]] hanno un ritmo cadenzato, lento perché sono per i bambini da zero a sei anni e quindi noi a volte eravamo tre ore, se non sei ore, in sala a ripetere: "Ciao, ciao", "Tante coccole".<ref name= Tommasi/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col}}
*''[[Cime tempestose (film 1992)|Cime tempestose]]'' (1992)
*''[[Catwoman (film)|Catwoman]]'' (2004)
*''[[Il gusto dell'anguria]]'' (2005)
*''[[Shooter (film)|Shooter]]'' (2007)
*''[[The Chaser]]'' (2008)
*''[[Valérie - Diario di una ninfomane]]'' (2008)
*''[[Robin Hood (film 2010)|Robin Hood]]'' (2010)
*''[[Thor (film)|Thor]]'' (2011)
*''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]'' (2013)
*''[[Jobs]]'' (2013)
*''[[Thor: The Dark World]]'' (2013)
*''[[Edge of Tomorrow - Senza domani]]'' (2014)
*''[[The Invitation (film 2015)|The Invitation]]'' (2015)
*''[[Youth - La giovinezza]]'' (2015)
*''[[Blade Runner 2049]]'' (2017)
*''[[The Equalizer 2 - Senza perdono]]'' (2018)
*''[[Barabba (film 2019)|Barabba]]'' (2019)
*''[[Army of the Dead]]'' (2021)
*''[[Killers of the Flower Moon]]'' (2023)
{{div col end}}
===Film d'animazione===
*''[[Akira (film)|Akira]]'' (1988)
===Serie animate===
*''[[Teletubbies]]'' (1997)
*''[[Death Parade]]'' (2015)
===Serie televisive===
*''[[Miss Marple (serie televisiva 2004)|Miss Marple]]'' (2004 - 2013)
*''[[Teen Angels]]'' (2007 - 2010)
*''[[C'era una volta]]'' (2011 - 2018)
*''[[Peaky Blinders]]'' (2013 - 2022)
*''[[Penny Dreadful]]'' (2014 - 2016)
*''[[Tribes and Empires: Storm of Prophecy]]'' (2017 - 2018)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Bognanni, Alberto}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Loris Loddi
0
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Spinoziano
2297
riordino filmografia
1417741
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Loris loddi.jpg|miniatura|Loris Loddi]]
'''Loris Loddi''' (1957 – vivente), attore e doppiatore italiano.
==Citazioni di Loris Loddi ==
*In molte/i si dannano ad avere un curriculum di tutto rispetto ma serve a poco se poi vediamo, inconfutabilmente che non c’è nessuna volontà da parte di registi o produttori che continuano ad ostinarsi ad investire su la solita bambolotta o cucciolone di turno. Essere attore o attrice in Italia è riservato a pochi, raccomandati preferibilmente.<ref name=Torre>Dall'intervista di Elena Torre ''[https://www.dasapere.it/2011/05/12/titoli-di-coda-intervista-a-loris-loddi-attore-e-doppiatore/ “Titoli di coda”: intervista a Loris Loddi, attore e doppiatore]'', ''dasapere.it'', 12 maggio 2011.</ref>
*{{NDR|Il consiglio che darebbe a chi vuole intraprendere la carriera dell’attore}} Perdete ogni speranza o voi che entrate.<ref name=Torre/>
*[[Renato Izzo]] non era solo un direttore del doppiaggio, un attore, un attore doppiatore, uno sceneggiatore, un uomo di cinema … era un uomo di una intelligenza straordinaria e di una sensibilità come pochi conosciuti. […] uomo fedelissimo con accanto una donna straordinaria, Liliana {{NDR|Liliana D'Amico}}, una famiglia descritta con queste caratteristiche: simpatica, creativa, altruista … sono pregi che tutte le figlie hanno ereditato senza ombra di dubbio… una famiglia che ha sempre lavorato bene, che non si è mai prestata a drammi, che ha sempre cercato di risolvere i problemi con il sorriso e con competenza.<ref name=Sgambelluri>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2009/08/film-disney-per-loris-loddi-che-ricorda-renato-izzo Film Disney per Loris Loddi che ricorda Renato Izzo]'', ''GuideSuperEva.it'', agosto 2008.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Le inchieste del commissario Maigret]]'' (1964-1972)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[1941: Allarme a Hollywood]]'' (1979)
*''[[Apocalypse Now]]'' (1979)
*''[[Gremlins]]'' (1984)
*''[[Scuola di polizia (film)|Scuola di polizia]]'' (1984)
*''[[Ladyhawke]]'' (1985)
*''[[Platoon]]'' (1986)
*''[[Stand by Me - Ricordo di un'estate]]'' (1986)
*''[[Full Metal Jacket]]'' (1987)
*''[[Good Morning, Vietnam]]'' (1987)
*''[[Batman (film 1989)|Batman]]'' (1989)
*''[[Enrico V (film 1989)|Enrico V]]'' (1989)
*''[[Sesso, bugie e videotape]]'' (1989)
*''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]'' (1990)
*''[[Tremors]]'' (1990)
*''[[The Doors (film)|The Doors]]'' (1991)
*''[[Assassini nati - Natural Born Killers]]'' (1994)
*''[[Clerks - Commessi]]'' (1994)
*''[[Batman Forever]]'' (1995)
*''[[Braveheart - Cuore impavido]]'' (1995)
*''[[I soliti sospetti]]'' (1995)
*''[[L'odio]]'' (1995)
*''[[Bound - Torbido inganno]]'' (1996)
*''[[Dal tramonto all'alba]]'' (1996)
*''[[Il corvo 2]]'' (1996)
*''[[Nome in codice: Broken Arrow]]'' (1996)
*''[[La sottile linea rossa]]'' (1998)
*''[[Rapimento e riscatto]]'' (2000)
*''[[I cavalieri che fecero l'impresa]]'' (2001)
*''[[Ritorno a Cold Mountain]]'' (2003)
*''[[A testa alta]]'' (2004)
*''[[La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler]]'' (2004)
*''[[Troy]]'' (2004)
*''[[Kiss Kiss Bang Bang (film 2005)|Kiss Kiss Bang Bang]]'' (2005)
*''[[Le crociate - Kingdom of Heaven]]'' (2005)
*''[[Match Point]]'' (2005)
*''[[Red Eye]]'' (2005)
*''[[Casino Royale (film)|Casino Royale]]'' (2006)
*''[[Chiamata da uno sconosciuto]]'' (2006)
*''[[Eragon]]'' (2006)
*''[[Flags of Our Fathers]]'' (2006)
*''[[Mission: Impossible III]]'' (2006)
*''[[Lonely Hearts]]'' (2006)
*''[[Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma]]'' (2006)
*''[[The Sentinel - Il traditore al tuo fianco]]'' (2006)
*''[[Grindhouse - Planet Terror]]'' (2007)
*''[[Hitman - L'assassino]]'' (2007)
*''[[Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo]]'' (2007)
*''[[Stardust (film)|Stardust]]'' (2007)
*''[[Teza (film)|Teza]]'' (2008)
*''[[The Chaser]]'' (2008)
*''[[Traitor - Sospetto tradimento]]'' (2008)
*''[[Basta che funzioni]]'' (2009)
*''[[Giallo (film 2009)|Giallo]]'' (2009)
*''[[Il maledetto United]]'' (2009)
*''[[Obsessed (film)|Obsessed]]'' (2009)
*''[[The Road (film)|The Road]]'' (2009)
*''[[Watchmen (film)|Watchmen]]'' (2009)
*''[[Scontro tra titani]]'' (2010)
*''[[Midnight in Paris]]'' (2011)
*''[[Super 8]]'' (2011)
*''[[Cosmopolis (film)|Cosmopolis]]'' (2012)
*''[[Freelancers]]'' (2012)
*''[[Lawless]]'' (2012)
*''[[Giovani ribelli - Kill Your Darlings]]'' (2013)
*''[[Magic in the Moonlight]]'' (2014
*''[[Maleficent]]'' (2014)
*''[[Jurassic World]]'' (2015)
*''[[La grande scommessa]]'' (2015)
*''[[Jack Reacher - Punto di non ritorno]]'' (2016)
*''[[Blade Runner 2049]]'' (2017)
*''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water]]'' (2017)
*''[[La fratellanza (film 2017)|La fratellanza]]'' (2017)
*''[[Jurassic World - Il regno distrutto]]'' (2018)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Il libro della giungla (film 1967)|Il libro della giungla]]'' (1967)
*''[[Lupin III: Il castello di Cagliostro]]'' (1979)
*''[[Capitan Harlock: L'Arcadia della mia giovinezza]]'' (1982)
*''[[A Christmas Carol]]'' (2009)
====Serie animate====
*''[[Black Lagoon]]'' (2006)
*''[[Soul Eater]]'' (2008)
====Serie televisive====
{{div col}}
*''[[Prison Break]]'' (2005-2009)
*''[[Roma (serie televisiva)|Roma]]'' (2005-2007)
*''[[Dexter]]'' (2006-2013)
*''[[True Blood]]'' (2008-2014)
*''[[Peaky Blinders]]'' (2013-2022)
*''[[Fargo (serie televisiva)|Fargo]]'' (2014-2024)
*''[[Better Call Saul]]'' (2015-2022)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Loddi, Loris}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
h8r12uuqxu91xs2j4syak1ck0skga51
Asa di Giuda
0
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Spinoziano
2297
amplio
1417723
wikitext
text/x-wiki
[[File:Asa of Judah.jpg|thumb|Asa]]
'''Asa''', personaggio biblico, re di Giuda.
==Citazioni di Asa==
*Ricostruiamo quelle città circondandole di mura e di torri con porte e sbarre, mentre il paese è ancora in nostro potere perché abbiamo ricercato il Signore nostro Dio; noi l'abbiamo ricercato ed egli ci ha concesso la pace alle frontiere. (''[[Libri delle Cronache]]'')
*Signore, fuori di te, nessuno può soccorrere nella lotta fra il potente e chi è senza forza; soccorrici, Signore nostro Dio, perché noi confidiamo in te e nel tuo nome marciamo contro questa moltitudine; Signore, tu sei nostro Dio; un uomo non prevalga su di te! (''[[Libri delle Cronache]]'')
==Citazioni su Asa==
*In quel tempo il veggente Canàni si presentò ad Asa re di Giuda e gli disse: "Poiché ti sei appoggiato al re di Aram e non al Signore tuo Dio, l'esercito del re di Aram è sfuggito al tuo potere. Etiopi e Libi non costituivano forse un grande esercito, con numerosissimi carri e cavalli? Poiché ti appoggiasti al Signore, egli non li consegnò forse in tuo potere? Difatti il Signore con gli occhi scruta tutta la terra per mostrare la sua potenza a favore di chi si comporta con lui con cuore sincero. Tu in ciò hai agito da stolto; per questo d'ora in poi avrai guerre". Asa si sdegnò contro il veggente e lo mise in prigione, essendo adirato con lui per tali parole. In quel tempo Asa oppresse anche parte del popolo. (''[[Libri delle Cronache]]'')
==Voci correlate==
*[[Abia di Giuda|Abia]] – padre
*[[Giosafat]] – figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Re di Giuda]]
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Helen Mirren
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text/x-wiki
[[File:Helen Mirren-2208.jpg|thumb|Helen Mirren nel 2020]]
{{Premio|Oscar|
'''[[The Queen - La regina]]'''
*Miglior attrice protagonista (2007)
}}
'''Helen Mirren''' (1945 – vivente), attrice britannica.
==Citazioni di Helen Mirren==
*{{NDR|Sulla sua interpretazione di [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] in ''[[Excalibur]]''}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero?
:''It's a character that crops up I think quite often in mythologies, this, you know, witch, seductress, enchantress, sorceress. And there's always a reason, isn't there, in mythology for a character to be there, a persona.'' [...] ''The forming of her character represents men's basic fear of women.'' [...] ''Men's fear of what they think women could be. And a lot of men think all women are Morgana, don't they?''<ref>''The Making of Excalibur: Myth into Movie'', regia di Neil Jordan, 1981.</ref>
{{Int|''[https://thehollywoodinterview.blogspot.com/2008/05/helen-mirren-hollywood-interview.html Helen Mirren: The Hollywood Interview]''|Alex Simon, ''thehollywoodinterview.blogspot.com'', 25 gennaio 2013.}}
*{{NDR|Su ''[[Caligola (film)|Caligola]]''}} [[Malcolm McDowell|Malcolm]] non dovrebbe vergognarsene. È stato bravissimo! Io di certo non mi vergogno di ''Caligola''; anzi, ne sono sempre andata molto fiera. Per quel che è, è un film davvero grandioso su Roma. Il fatto è che [[Gore Vidal|Gore]] volle ritirare il proprio nome dal progetto, ma noi realizzammo proprio il film che lui aveva concepito. Ci attenemmo fedelmente alla sceneggiatura, e lui aveva scritto un film davvero estremo, fuori dagli schemi. È curioso ricordare quando ci incontrammo tutti per la prima volta: [[Bob Guccione]] ci offrì il pranzo e, alzandosi in piedi, disse: "Questo sarà il film più grande di tutti, perché abbiamo i migliori attori, il miglior regista, il miglior sceneggiatore..." e continuò a lungo su questa scia. Mentre Bob parlava, il regista [[Tinto Brass]], seduto accanto a me, mi sussurrò: "Le persone migliori... per fare il film peggiore!"
:''Malcolm shouldn't be ashamed of it. He's wonderful in it! I'm certainly not ashamed of Caligula. In fact, I've always been very proud of it. Within its form, ther's a really great movie about Rome in there. The fact is, Gore took his name off it, but we made Gore's movie. We really did stick to the script, and he wrote a really full-on, "out there" movie. It's funny, when we all met together for the first time and Bob Guccione gave us lunch, and he stood up and said "This is going to be the greatest film because we've got the best actors, and the best director, and the best writer..." and kept going on and on. And the director, Tinto Brass, was sitting next to me as Bob was talking and whispered "The best people, to make the worst movie!"''
*{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}} [...] credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto.
:[...] ''I think it was very much to John Boorman's credit that he crafted this very magical world out of what could have been a real mess! Some of those scenes when we read them during rehearsal sounded absolutely embarrassing! We were all like "My God, how can we say these lines?" But with all the other elements, it all started falling into place, especially the lighting and the beauty of the film.''
*{{NDR|Sul suo rapporto con [[Nicol Williamson]] durante le riprese di ''Excalibur''}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici!
:''We had done a production of'' MacBeth ''prior to that, and our relationship was horrendous. Nicol is a very brilliant, but very dark, troubled man. He has so much talent in so many different directions, but he just... he couldn't bear me, and was very nasty to me. I don't think I was nasty to him at all, but he just hated me. When I went to see John about the film, he said "I'm thinking about Nicol for Merlin," I said I didn't think I could do it then, because we had this horrible relationship. John convinced me that he would help to make it work, and of course, being greedy and wanting the role, I said "Fuck it. I'll just put up with it." In fact, Nicol and I wound up becoming very good friends on it!''
{{Int|''[https://www.vogue.it/news/article/berlino-helen-mirren-orso-d-oro-carriera-intervista Berlino, Helen Mirren Orso d'Oro alla carriera. L'intervista di Vogue]''|Alessandra De Tommasi, ''vogue.it'', 20 febbraio 2020.}}
*{{NDR|Il consiglio più saggio}} Dalla sceneggiatrice Lynda La Plante, che mi ha detto: “Smetti di sorridere”. Jane, in effetti, non vuole ingraziarsi nessuno ma spesso noi donne lo facciamo in automatico per far sentire gli altri a sicuro e a loro agio. E funziona. Da allora non ho più sorriso e ha seguito la sua strada.
*{{NDR|Come sceglie i ruoli}} […] leggo il copione iniziando dall’ultima pagina. Se il mio personaggio è ancora vivo allora è buon segno, se invece l’hanno fatto fuori procedo a ritroso fino a capire com’è uscito di scena, magari con un suicidio magnifico dove tutti piangono per la perdita. Se è così allora comincio a leggere la sceneggiatura dal principio, altrimenti se scompare nel nulla non mi prendo neppure la briga di andare avanti. Ce l'ha insegnato Shakespeare, no?
*Secondo me il primo errore quando ci si riferisce a personaggi femminili è quello di definirli “forti”. Non credo che quello che le contraddistingue sia la presunta forza quanto la loro vulnerabilità, il lato che più attrae il pubblico. Investigando su questo aspetto si capisce cosa c’è dietro questa apparenza magari da dura e ci si può relazione con maggiore facilità.
{{Int|''[https://d.repubblica.it/beauty/benessere/2026/01/24/news/helen_mirren_nessuna_e_perfetta_e__la_nostra_forza_a_renderci_speciali-425113740/ Helen Mirren: “Nessuna è perfetta. È la nostra forza a renderci speciali”]''|Alessandra D'Acunto, ''repubblica.it'', 24 gennaio 2026.}}
*A lungo le donne sono state in competizione, come se l’unico modo per raggiungere i traguardi personali fosse lasciare le altre in un angolo. Adesso le cose sono cambiate: nel mondo del teatro e del cinema ci siamo sempre incoraggiate, anche perché eravamo poche. Quando ho iniziato io le colleghe erano meno del 30%. Oggi siamo più rappresentate, ma la strada da percorrere è ancora lunga.
*Jane Fonda è straordinaria, ammirata e rispettata da tutti per la sua energia, il suo impegno costante nella vita. Un faro da seguire. Di Viola Davis mi colpiscono la determinazione e il talento, di Gillian Anderson l’indipendenza.
*La moda riesce a rendere reale l’immaginazione e il design prende vita attraverso il lavoro sartoriale.
*Sono estremamente affascinata dal calore del [[Italia meridionale|Sud Italia]] e della sua gente. In termini estetici, mi attrae la grande autenticità che si ritrova in uomini e donne di ogni età e nelle loro fisicità, una diversa dall’altra.
==Filmografia==
===Attrice===
{{div col|strette}}
*''[[Caligola (film)|Caligola]]'' (1979)
*''[[Excalibur]]'' (1981)
*''[[2010 - L'anno del contatto]]'' (1984)
*''[[Gosford Park]]'' (2001)
*''[[Quando meno te lo aspetti]]'' (2004)
*''[[The Last Station]]'' (2009)
*''[[State of Play]]'' (2009)
*''[[Red (film 2010)|Red]]'' (2010)
*''[[The Door]]'' (2012)
*''[[Red 2]]'' (2013)
{{div col end}}
===Doppiatrice===
*''[[Il principe d'Egitto]]'' (1998)
*''[[Guida galattica per autostoppisti]]'' (2005)
*''[[Monsters University]]'' (2013)
*''[[Barbie (film)|Barbie]]'' (2023)
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Mirren, Helen}}
[[Categoria:Attori britannici]]
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Emanuela D'Amico
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/* Film */
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text/x-wiki
'''Emanuela D'Amico''' (1971 – vivente), doppiatrice, dialoghista e attrice italiana.
==Citazioni di Emanuela D'Amico==
*Adesso non si lavora più insieme al leggio, non possiamo nemmeno stare insieme nelle sale d’attesa e quindi è molto più difficile creare quei legami che una volta nascevano quasi spontaneamente.<ref name=Bosso>Dall'intervista di Giuseppe Bosso, ''[https://www.telegiornaliste.com/interviste/2020/intervista-emanuela_d_amico.htm Emanuela D’Amico, il mio percorso senza sosta]'', ''Telegiornaliste.com'', 14 ottobre 2020.</ref>
*Dire “hai una bella voce, puoi fare il doppiatore” è una cosa sbagliata. E io lo posso dire, per il percorso che ho attraversato, dove ho ricevuto qualche porta in faccia, ma mi sono servite per forgiare la grinta e il carattere che metto oggi nei miei personaggi.<ref name=Bosso/>
*{{NDR|Quale attrice si sente più in sintonia}} [[Mandy Moore]] nella serie ''[[This is us]]''; un personaggio con una storia lacerante, un profondo amore per Jack, interpretato da [[Milo Ventimiglia]], e con la quale ho sentito davvero di avere molte cose in comune.<ref name=Bosso/>
==Note==
<references />
==Doppiaggio==
===Film===
{{div col|strette}}
*''[[Face/Off - Due facce di un assassino]]'' (1997)
*''[[Lost in Translation - L'amore tradotto]]'' (2003)
*''[[La donna perfetta]]'' (2004)
*''[[Il gusto dell'anguria]]'' (2005)
*''[[The Descent - Discesa nelle tenebre]]'' (2005)
*''[[Hostel: Part II]]'' (2007)
*''[[La leggenda di Beowulf]]'' (2007)
*''[[Fast & Furious - Solo parti originali]]'' (2009)
*''[[Red (film 2010)|Red]]'' (2010)
*''[[Fast & Furious 5]]'' (2011)
*''[[Take Shelter]]'' (2011)
*''[[The Roommate - Il terrore ti dorme accanto]]'' (2011)
*''[[Storie pazzesche]]'' (2014)
*''[[Adaline - L'eterna giovinezza]]'' (2015)
*''[[Cinquanta sfumature di grigio (film)|Cinquanta sfumature di grigio]]'' (2015)
*''[[The Do-Over]]'' (2016)
*''[[Bright (film)|Bright]]'' (2017)
*''[[Samson - La vera storia di Sansone]]'' (2018)
{{div col end}}
===Serie animate===
*''[[Inuyasha]]'' (2000 - 2004)
*''[[Titans]]'' (2018 - 2023)
===Serie televisive===
{{div col|strette}}
*''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'' (1997 – 2003)
*''[[Streghe]]'' (1998 - 2006)
*''[[Dr. House - Medical Division]]'' (2004 – 2012)
*''[[Miss Marple (serie televisiva 2004)|Miss Marple]]'' (2004 - 2013)
*''[[The Office]]'' (2005 – 2013)
*''[[Dexter]]'' (2006 - 2013)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Fabio Boccanera]], marito
*[[Laura Boccanera]], cognata
*[[Emanuela Rossi]], cugina
*[[Massimo Rossi (doppiatore)|Massimo Rossi]], cugino
*[[Riccardo Rossi (doppiatore)|Riccardo Rossi]], cugino
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:D'Amico, Emanuela}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Dialoghisti italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Elizabeth Debicki
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Spinoziano
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/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Elizabeth_Debicki_3_(cropped).jpg|miniatura|Elizabeth Debicki nel 2012]]
'''Elizabeth Debicki''' (1990 – vivente), attrice australiana.
==Citazioni di Elizabeth Debicki==
*L'ignoranza è beatitudine. Se non hai ancora nulla di cui aver paura, non hai costruito nemmeno i meccanismi di pensiero che ti permettano di temerlo abitualmente, o dubitare della tua capacità di farlo, perché non hai mai provato a farlo prima.
:''Ignorance is bliss. If you have nothing to be afraid of yet, you haven’t built up even the thought mechanisms that allow you to kind of habitually fear this, or doubt your capacity to do that, because you’ve never tried to even do it before.''<ref>{{en}} Citato in Sophie Heawood, ''[https://www.theguardian.com/film/2020/jul/12/elizabeth-debicki-interview-im-not-interested-in-being-comfortable-spy-thriller Elizabeth Debicki On Body Image, TENET & Lockdown Fails]'', ''theguardian.com'', 12 luglio 2020.</ref>
*La cosa confortante per gli attori australiani è che c'è una forte comunità a L.A. [anche] - è quasi come se si scambiasse casa con un altro. Non ho sentito alcuna pressione. Ancora non vivo qui; Viaggio e passo qui molto tempo.
:''The comforting thing for Australian actors is that there’s a strong community in L.A. [as well]—it’s almost like you swap one home for another. I didn’t feel any pressure. I still don’t live here; I just travel through and spend a lot of time here.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Emma Brown, ''[https://www.interviewmagazine.com/culture/elizabeth-debicki-1 Elizabeth Debicki’s All-Consuming Character]'', ''interviewmagazine.com'', 19 aprile 2016.</ref>
*Penso che l'immagine del corpo sia qualcosa di molto complesso, perché non ha mai a che fare con l'intelligenza e puoi conoscere di meglio. Ma questo non impedisce che qualcosa ti venga indottrinato. È scioccante quanto sia stato sistemico, come sia entrato nel modo di pensare collettivo.
:''I think the body image is something that's highly complex, cause it's never to do with intelligence and you can know better. But that doesn't stop something being indoctrinated into you. It's shocking how systemic it's been, how it's come in your thinking.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Josh Smith, ''[https://www.glamourmagazine.co.uk/article/elizabeth-debicki-interview-2020 Elizabeth Debicki On Body Image, TENET & Lockdown Fails]'', ''glamourmagazine.com'', 20 novembre 2020.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Il grande Gatsby (film 2013)|Il grande Gatsby]]'' (2013)
*''[[Operazione U.N.C.L.E.]]'' (2015)
*''[[Guardiani della Galassia Vol. 2]]'' (2017)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[Tenet]]'' (2020)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Debicki, Elizabeth}}
[[Categoria:Attori australiani]]
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Gugu Mbatha-Raw
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Spinoziano
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text/x-wiki
[[Immagine:Gugu Mbatha-Raw Belle (9711624561) (cropped).jpg|miniatura|Gugu Mbatha-Raw nel 2013]]
'''Gugulethu Sophia Mbatha-Raw''' (1983 – vivente), attrice britannica.
==Citazioni di Gugu Mbatha-Raw==
*È una responsabilità dell'attore, aiutare la cultura ad evolversi e provocare conversazioni. Si tratta di mantenere la tua anima nutrita. Di essere in grado di tenere la testa alta e conversare sul tuo lavoro. Non voglio essere un prodotto.
:''It's an actor's responsibility, help the culture to evolve, and provoke conversations. It's about keeping your soul nourished. About being able to hold your head up and have a conversation about your work. I don't want to be a product.''<ref name="theguardian">{{en}} Dall'intervista di Alex Godfrey, ''[https://www.theguardian.com/film/2019/nov/30/san-juniperos-gugu-mbatha-raw-its-an-actors-duty-to-help-the-culture-evolve San Junipero's Gugu Mbatha-Raw: "It's an actor's duty to help the culture evolve"]'', ''theguardian.com'', 30 novembre 2019.</ref>
*Preferisco sentirmi libera di esprimermi piuttosto che sentirmi come se stessi facendo qualcosa per i soldi, come se mi fossi venduta e la mia anima fosse appassita durante il processo.
:''I'd rather feel free to express myself than feel like I was doing something for the money, than feel like I'd sold out and my soul had withered in the process.''<ref name="theguardian"/>
*Come attrice, voglio interpretare personaggi tridimensionali e sfumati, quindi tendo a gravitare verso le persone che me lo offrono. Non ho cercato esclusivamente donne, ma in realtà ho scoperto che il lavoro è spesso molto soddisfacente. Si spera che lavorare con registe donne diventi così normale che non saranno "registe donne", saranno solo "registe".
:''As an actor, I want to play nuanced, three-dimensional characters, so I tend to gravitate towards people who offer me that. I haven't exclusively sought out women but I actually have found that the work is often very satisfying. Hopefully, working with female directors will become so normal that they won't be "female directors", they will just be "directors".''<ref>{{en}} Dall'intervista di Annie Lord, ''[https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/films/features/gugu-mbatha-raw-interview-misbehaviour-film-miss-world-harvey-weinstein-times-up-a9400021.html Gugu Mbatha-Raw: "True equality is being able to do anything and everything"]'', ''independent.co.uk'', 14 marzo 2020.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Doctor Who]]'' (2007)
*''[[Touch (serie televisiva)|Touch]]'' (2012)
*''[[Black Mirror (serie televisiva)|Black Mirror]]'' (2016)
*''[[Free State of Jones]]'' (2016)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[Loki (serie televisiva)|Loki]]'' (2021)
{{div col end}}
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Mbatha-Raw, Gugu}}
[[Categoria:Attori britannici]]
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Valentina Pallavicino
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Spinoziano
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text/x-wiki
'''Valentina Pallavicino''' (1985 – vivente), doppiatrice italiana.
{{Int2|1=''[https://www.telegiornaliste.com/interviste/2015/intervista-valentina_pallavicino.htm Valentina Pallavicino, eterna ragazza del doppiaggio]''|2=Intervista di Giuseppe Bosso, ''telegiornaliste.com'', 13 aprile 2015.|h=2}}
*Ho scoperto il meraviglioso mondo del doppiaggio a 8 anni perché da bambina facevo parte di un coro, ''I piccoli cantori'' di Milano, e per delle registrazioni canore mi capitò di entrare a registrare nelle storiche sale della Merak; nella sala accanto alla nostra due bravissimi colleghi, [[Pietro Ubaldi]] e Jasmine Laurenti, stavano incidendo un episodio di un cartone animato; rimasi come ipnotizzata dalla magia del riuscire a dare vita tramite la voce e l'interpretazione a dei disegni e quel giorno decisi che da grande avrei fatto la doppiatrice. Il mio esordio avvenne dopo qualche anno e molti studi presso il ''Centro teatro attivo'' a Milano da adolescente, e l'''Accademia teatrale Corrado Pani'' a Roma da adulta, fino all’esordio nel 2007 a Roma nella miniserie ''Salem witch trials'' in cui diedi voce ad Abigail, una bambina decisamente antipatica e crudele nella miniserie che trattava della storia di Salem e dei roghi delle streghe.
*Nel percorso affrontato con il "Coro" l’incontro con [[Adriano Celentano]] è stata personalmente una dell’esperienze più forti; ho un ricordo bellissimo di questo "mito" che ci parlava e cantava con noi per spiegarci al meglio cosa fare; era gentile, perfezionista e simpaticissimo... solo una cosa: non mi è piaciuta di quei due giorni di sala di registrazione non essere riuscita a fare il suo "passo" di ballo che ha cercato di insegnarci sfidandoci a riuscirci – scoppia a ridere, ''ndr'' - ma ci riproverò!
*È sempre emozionante lavorare con doppiatori più grandi, che per anni ho solo ascoltato e che mi hanno fatto amare questo bellissimo, divertentissimo e impegnativo lavoro; ancora oggi adoro imparare e cercare di assorbire i segreti e i suoni della loro bravura, e la fortuna in più è che adesso, che sono anche colleghi posso finalmente conoscere anche "le persone oltre le voci" con cui sono cresciuta.
*Mi piacerebbe riprendere a studiare canto che amo profondamente e che un po' mi manca... e magari un bel corso di cucina, che è l'altra mia grande passione! Ma sicuramente spero di continuare al meglio nel mio lavoro, affrontando sempre nuove sfide e personaggi, cercando di emozionarmi, crescere ed emozionare...
==Doppiaggio==
{{div col}}
*''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'' (2008)
*''[[Ragazze di successo]]'' (2009-2010)
*''[[Dream High]]'' (2011)
*''[[I Thunderman]]'' (2013-2018)
*''[[Il film Pokémon - Diancie e il bozzolo della distruzione]]'' (2014)
*''[[Il film Pokémon - Hoopa e lo scontro epocale]]'' (2015)
*''[[Il film Pokémon - Volcanion e la meraviglia meccanica]]'' (2016)
*''[[Sword Art Online - The Movie: Ordinal Scale]]'' (2017)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[Violet Evergarden]]'' (2018)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pallavicino, Valentina}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Discussioni utente:Renamed user a62fceb2952fbd155fd044a8688d4fd6
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Little Sunshine
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Little Sunshine ha spostato la pagina [[Discussioni utente:M.a.salgado11]] a [[Discussioni utente:Renamed user a62fceb2952fbd155fd044a8688d4fd6]] senza lasciare redirect: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/M.a.salgado11|M.a.salgado11]]" a "[[Special:CentralAuth/Renamed user a62fceb2952fbd155fd044a8688d4fd6|Renamed user a62fceb2952fbd155fd044a8688d4fd6]]"
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{{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 16:45, 6 gen 2022 (CET)}}
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David Oyelowo
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/* Filmografia */
1417736
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text/x-wiki
[[Immagine:David Oyelowo Golden Globes.jpg|miniatura|David Oyelowo nel 2015]]
'''David Oyetokunbo Oyelowo''' (1976 – vivente), attore britannico.
==Citazioni di David Oyelowo==
*{{NDR|Su ''[[The Midnight Sky]]''}} [[George Clooney|George]] è stato molto bravo a guidarci: ci ha parlato spesso della sua esperienza sul set di ''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', durante la quale pronunciava molto rapidamente e con sicurezza ciò che doveva dire. Se credi in quello che stai dicendo il pubblico ci crede a sua volta e si può far trasportare dalle emozioni del tuo personaggio, dimenticando la terminologia. Le emozioni che proviamo in questo film sono gigantesche. Se dovessi riassumerle come se fossero un esercizio alla scuola di recitazione sarebbe: sei in una stanza con i tuoi amici e fuori c'è la fine del mondo. È impossibile immaginare in astratto questo sentimento, devi focalizzarti su ciò che hai davanti: un apparecchio si rompe, il tuo amico va nel panico, la donna che ami sta per avere il vostro bambino.<ref>Dall'intervista di Valentina Ariete, ''[https://movieplayer.it/articoli/the-midnight-sky-intervista-george-clooney-cast_24034/ The Midnight Sky è su Netflix, George Clooney torna nello spazio: “È un film pieno di speranza”]'', ''movieplayer.it'', 24 dicembre 2020.</ref>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[L'ultimo re di Scozia]]'' (2006)
*''[[L'alba del pianeta delle scimmie]]'' (2011)
*''[[Jack Reacher - La prova decisiva]]'' (2012)
*''[[Interstellar]]'' (2014)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[The Midnight Sky]]'' (2020)
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==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Oyelowo, David}}
[[Categoria:Attori britannici]]
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Alexis Jazz
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Cabayi
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Lorenzo Scattorin
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Spinoziano
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[[File:Chiavari in cosplay 2025 24.jpg|thumb|Lorenzo Scattorin nel 2025]]
'''Lorenzo Scattorin''' (1971 – vivente), doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Lorenzo Scattorin==
{{cronologico}}
{{Int|Da ''[https://www.animeemanga.it/2013/06/08/intervista-a-lorenzo-scattorin/ Intervista a Lorenzo Scattorin]''|''animeemanga.it'', 8 giugno 2013.}}
*{{NDR|«Qual è il tuo anime preferito?»}} In senso assoluto per una questione di cuore e nostalgia, i miei anime preferiti sono stati ''Goldrake'' e ''Lupin III'', ma potrei citarne almeno altri 10-15 che ricordo con grande passione, vuoi per il periodo in cui li guardavo, vuoi per altri motivi affettivi.
*Quale personaggio mi è piaciuto di più? Io credo che doppiare un personaggio in 50 episodi come Hayato Shingu o in 500-600 come [[Sanji]] faccia la differenza; il cuoco dal cuore buono ho imparato a conoscerlo bene davvero e per questo è il mio preferito, di gran lunga.
*Mi ricordo quando mi affidarono il ruolo di [[Kenshiro|Ken]] nel primo film della pentalogia, ''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto|La leggenda di Hokuto]]'', ero emozionato ma tranquillo, pian piano però, riflettendo nei giorni immediatamente precedenti alla lavorazione, ho cominciato ad avere una grande confusione in testa. Ken è un simbolo per tantissimi appassionati, come approciare? Seguire la vecchia strada del doppiaggio originale? Crearne una tutta mia? Fondere insieme le due cose? Sapevo che comunque non sarei potuto piacere a tutti, ma essendo Ken, per l'appunto, un personaggio tanto amato, non volevo deludere le aspettative di nessuno. Quindi... stress!!!!!!
*Magari fossi Kenshiro e potessi eliminare prepotenza e ingiustizia nel mondo!!!
*Un bravo [[Doppiaggio|doppiatore]] è prima ancora un grande attore? Sì, per me è verissimo. So che questo discorso non trova tutti gli addetti ai lavori d'accordo ma io la penso proprio così. Infatti, a tutti i ragazzi che mi chiedono come fare per diventare doppiatori dico sempre la stessa cosa: iscrivetevi ad un corso di recitazione, una scuola di teatro, un accademia. Questa è la condizione basilare, a mio parere, per poi imparare l'arte del doppiaggio.
{{Int|Da ''[https://www.opgt.it/intervista-a-lorenzo-scattorin-doppiatore-di-sanji/ Intervista a Lorenzo Scattorin – Doppiatore di Sanji]''|''opgt.it'', 21 agosto 2016.}}
*La giornata di un doppiatore si suddivide, normalmente in tre turni di tre ore ciascuno ma spesso se il lavoro e tanto, i turni possono essere quattro o, più raramente, anche cinque. Nelle pause tra un turno e l'altro o nella pausa pranzo può capitare di registrare speakeraggi o pubblicità. Visto che ci siamo, anche se non si tratta di doppiaggio ma molti doppiatori lo fanno, dal pomeriggio tardo in avanti, per chi ama fare teatro, capita di avere le prove fino a notte fonda per qualche settimana e poi, dopo il debutto, lo spettacolo in media, per 5 giorni a settimana.
*Personalmente non ho mai amato replicare "frasi famose" di personaggi che ho doppiato perché trovo impossibile ricreare a freddo ciò che si riproduce in sala di doppiaggio con video, musica e in un'atmosfera di immedesimazione assoluta.Speaker portatili.
*[...] censurare è snaturare un'opera, quindi a quel punto diventa inutile guardarla.
*[...] la mia simpatia per Sanji è stata immediata, mi permette di spaziare tantissimo vocalmente, per via dei suoi eccessi, da spasimante innamorato e difensore strenuo del gentil sesso a cuoco serio e concentrato ai fornelli, a lottatore e combattente senza paura, a bambinone, a inguaribile romantico, a insopportabile lagna.
{{Int|Da ''[https://anime.everyeye.it/articoli/intervista-dragon-ball-super-broly-lorenzo-scattorin-voce-beerus-42736.html Dragon Ball Super Broly: Intervista a Lorenzo Scattorin, voce di Beerus]''|Gabriele Laurino, ''anime.everyeye.it'', 18 febbraio 2019.}}
*[[Beerus]], effettivamente, inizialmente mi sembrava un personaggio prettamente cattivo. La sua trasformazione è stata graduale, ma anche continua: ha inanellato una serie di gag comiche una dietro l'altra, ma ti confesso che il mio desiderio è che non rimanga un personaggio esclusivamente divertente. Credo anche che non sarà così, d'altronde stiamo pur sempre parlando di un dio della distruzione... ti dirò, è un personaggio che sento molto sulla mia pelle. Io amo le figure che passano da un eccesso all'altro, proprio come lui.
*Mi piacerebbe che questo personaggio abbia un inizio, uno svolgimento e una conclusione. A me piacciono le cose che cominciano e poi finiscono, non amo molto ciò che si protrae a lungo senza vedere l'orizzonte. Ribadisco che non vorrei che Beerus finisca col diventare una macchietta, praticamente l'eccesso di un opposto che già di per sé era estremo: forse persino all'inizio era troppo acidello...
*Dragon Ball non l'ho mai seguito, né da appassionato né tanto meno da addetto ai lavori. Non fraintendermi, mi sono fatto negli anni un'infarinatura della storia, anche tramite i miei colleghi, ma resta il fatto che sono un mezzo profano.
*[[Goku]] sarà anche bello, ma è un personaggio abbastanza piatto. È un personaggio positivo e come tale si comporta.
*Sanji è il personaggio a cui sono più legato, in assoluto. Anno più anno meno, lo doppio dal 2002 circa. Il primo commento che mi viene da fare è che spero di non diventare troppo vecchio per doppiarlo, vista la lunghezza della serie! Negli ultimi anni c'è stato anche un rallentamento nella distribuzione degli episodi, anche se non mi permetto di giudicare queste dinamiche commerciali. Dal mio punto di vista, però, non posso che esprimere il mio dispiacere nei confronti di una serie così amata e - lasciatemelo dire - così figa.
*Iruka è uno dei personaggi a cui sono meno legato, dal punto di vista emotivo. Non so perché, non chiedetemelo... non l'ho mai trovato brutto o noioso, ma a pelle non riesco a provare empatia. [...] pur riconoscendo il fascino di Iruka e la sua importanza psicologica nei confronti del protagonista, io proprio non sono riuscito ad affezionarmici. Forse perché è un personaggio poco dinamico, è un insegnante ed è un esempio per i giovani, ma su di lui ho sempre molto poco da dire.
*{{NDR|Su All Might}} Lavorare su questo personaggio non è stato semplice. Ricordo di aver discusso non poco con il direttore di doppiaggio (sempre in maniera tranquilla e professionale): io avevo un'idea e lui ne aveva un'altra, spesso non riuscivamo a trovarci. C'è voluto del tempo, è vero, ma credo che sia questo il modo giusto di affrontare questo lavoro. Quello di Allmight è stato un chiaro caso di costruzione del personaggio, abbiamo lavorato tanto sulle diverse sfumature che lo compongono.
*[[Seto Kaiba|Seto]] è il classico personaggio che vorrebbe essere un cattivo di quelli tosti... ma sotto sotto, in fondo, è buono persino lui! Ciò lo porta a essere una specie di eterno secondo, perché non gli permette di arrivare fino in fondo ai suoi obiettivi. È un aspetto che mi piace molto nelle storie: un presunto cattivo non può mai esistere senza un presunto buono.
*''[[The Last of Us]]'' è stupendo. Ed è stata un'esperienza enormemente diversa rispetto agli anime, per ovvi motivi. Ormai alcuni videogiochi vengono prodotti con budget così importanti che è difficile stare al passo con la tecnologia, ma è anche vero che sono sempre più assimilabili al linguaggio cinematografico. Ciò che, secondo me, ha reso straordinario il lavoro dietro ''The Last of Us'' è che l'abbiamo doppiato come se fosse un film vero e proprio.
*Ti svelo un segreto: io adoro doppiare i [[Cattivo (personaggio tipo)|cattivi]]. Li trovo più "veri". Per quanto ci piacciano i personaggi positivi, spesso il buono è fasullo. Ciò che davvero è simile ai comuni mortali è il villain, si fa portatore di sentimenti molto umani.
==Doppiaggio==
{{div col}}
*''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]'' (1979)
*''[[Dragon Ball Z: Le origini del mito]]'' (1990)
*''[[Jin-Roh - Uomini e lupi]]'' (1999)
*''[[Requiem for a Dream]]'' (2000)
*''[[Memories of Murder]]'' (2003)
*''[[Planetes]]'' (2003-2004)
*''[[I Cavalieri dello zodiaco: Le porte del paradiso]]'' (2004)
*''[[Inferno e paradiso (manga)|Inferno e paradiso]]'' (2004)
*''[[L'alba dei morti dementi]]'' (2004)
*''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]'' (2006)
*''[[Claymore]]'' (2007)
*''[[Genghis Khan - Il grande conquistatore]]'' (2007)
*''[[Ken il guerriero - La leggenda di Julia]]'' (2007)
*''[[Ken il guerriero - La leggenda di Raoul]]'' (2007)
*''[[Ken il guerriero - La leggenda di Toki]]'' (2008)
*''[[Ken il guerriero - La leggenda del vero salvatore]]'' (2008)
*''[[Scandal]]'' (2012-2018)
*''[[The Neon Demon]]'' (2016)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[Una canzone per mio padre]]'' (2018)
*''[[Il film Pokémon - I segreti della giungla]]'' (2020)
*''[[The Last of Us (serie televisiva)|The Last of Us]]'' (2023)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Scattorin, Lorenzo}}
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Igor Protti
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/* Citazioni su Igor Protti */ +1
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[[File:Igor Protti in 2020 at Stadio San Nicola in Bari.jpg|thumb|Igor Protti nel 2020]]
'''Igor Protti''' (1967 – 2026), calciatore e dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Igor Protti ==
*Quando ero ragazzino avevo [[Arrigo Sacchi|Sacchi]] come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. Sacchi in quel momento aveva ragione: guardando quel calciatore, più della Serie C non poteva fare. Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/sport/calcio/26_marzo_28/igor-protti-malattia-cancro-film-0629632b-8bea-47f4-9ad9-c9217f214xlk.shtml Igor Protti: «Il cancro è un avversario subdolo, tante complicazioni: sto ricominciando a camminare»]'', ''corriere.it'', 28 marzo 2026.</ref>
*{{NDR|Poco prima della sua morte}} Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio.<ref>Da un comunicato diffuso dalla sua famiglia sul suo profilo ''Instagram''; citato in Alessandro Latini, ''[https://www.lanazione.it/sport/calcio/igor-protti-ultimo-messaggio-7c4540de Igor Protti, l'ultimo messaggio: "Uno splendido viaggio è arrivato al triplice fischio". Sabato la salma al Picchi]'', ''lanazione.it'', 19 giugno 2026.</ref>
==Citazioni su Igor Protti==
Conoscerlo di persona è stata una grande opportunità. Ha dato molto, non solo dal punto di vista professionale. Trasmetteva voglia, passione e attaccamento ai compagni. [...] Aveva un carattere forte, ma sempre rispettoso e garbato. [...] Prima delle partite non faceva mai il riscaldamento sul terreno di gioco con i compagni. Preferiva restare nello spogliatoio per concedersi un breve sonnellino: si ritirava da solo in uno stanzino e dormiva per una quindicina di minuti. Era il suo modo di rilassarsi e ritrovare la concentrazione. Poi entrava in campo carico come sempre. ([[Roberto Donadoni]])
*Protti era il nostro grande centravanti, uno di quelli che hanno scritto pagine indelebili della storia del Livorno. Parliamo di un numero 9 di livello assoluto, ma soprattutto del primo tifoso della squadra. Lui e Lucarelli ci hanno portato fino all'Europa: basta questo per capire cosa abbiano rappresentato per questa città [...]. Protti era l'amico della Curva, era il volto e il cuore di Livorno. Aveva un rapporto speciale con la gente, un legame che andava oltre il calcio. Per i tifosi era un punto di riferimento assoluto. E poi c'era una cosa che rende bene l'idea di chi fosse: ciò che diceva Protti a Livorno era Vangelo. Era rispettato da tutti, amato da tutti. E questo, forse, vale ancora più dei suoi gol. ([[Aldo Spinelli]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Protti, Igor}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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[[File:Igor Protti in 2020 at Stadio San Nicola in Bari.jpg|thumb|Igor Protti nel 2020]]
'''Igor Protti''' (1967 – 2026), calciatore e dirigente sportivo italiano.
==Citazioni di Igor Protti ==
*Quando ero ragazzino avevo [[Arrigo Sacchi|Sacchi]] come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. Sacchi in quel momento aveva ragione: guardando quel calciatore, più della Serie C non poteva fare. Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti.<ref>Citato in ''[https://www.corriere.it/sport/calcio/26_marzo_28/igor-protti-malattia-cancro-film-0629632b-8bea-47f4-9ad9-c9217f214xlk.shtml Igor Protti: «Il cancro è un avversario subdolo, tante complicazioni: sto ricominciando a camminare»]'', ''corriere.it'', 28 marzo 2026.</ref>
*{{NDR|Poco prima della sua morte}} Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio.<ref>Da un comunicato diffuso dalla sua famiglia sul suo profilo ''Instagram''; citato in Alessandro Latini, ''[https://www.lanazione.it/sport/calcio/igor-protti-ultimo-messaggio-7c4540de Igor Protti, l'ultimo messaggio: "Uno splendido viaggio è arrivato al triplice fischio". Sabato la salma al Picchi]'', ''lanazione.it'', 19 giugno 2026.</ref>
==Citazioni su Igor Protti==
*Conoscerlo di persona è stata una grande opportunità. Ha dato molto, non solo dal punto di vista professionale. Trasmetteva voglia, passione e attaccamento ai compagni. [...] Aveva un carattere forte, ma sempre rispettoso e garbato. [...] Prima delle partite non faceva mai il riscaldamento sul terreno di gioco con i compagni. Preferiva restare nello spogliatoio per concedersi un breve sonnellino: si ritirava da solo in uno stanzino e dormiva per una quindicina di minuti. Era il suo modo di rilassarsi e ritrovare la concentrazione. Poi entrava in campo carico come sempre. ([[Roberto Donadoni]])
*Protti era il nostro grande centravanti, uno di quelli che hanno scritto pagine indelebili della storia del Livorno. Parliamo di un numero 9 di livello assoluto, ma soprattutto del primo tifoso della squadra. Lui e Lucarelli ci hanno portato fino all'Europa: basta questo per capire cosa abbiano rappresentato per questa città [...]. Protti era l'amico della Curva, era il volto e il cuore di Livorno. Aveva un rapporto speciale con la gente, un legame che andava oltre il calcio. Per i tifosi era un punto di riferimento assoluto. E poi c'era una cosa che rende bene l'idea di chi fosse: ciò che diceva Protti a Livorno era Vangelo. Era rispettato da tutti, amato da tutti. E questo, forse, vale ancora più dei suoi gol. ([[Aldo Spinelli]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Protti, Igor}}
[[Categoria:Calciatori italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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10 Cloverfield Lane
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Spinoziano
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/* Voci correlate */
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wikitext
text/x-wiki
{{Film
|titolo italiano = 10 Cloverfield Lane
|genere = fantascienza/horror/thriller
|regista = [[Dan Trachtenberg]]
|soggetto = [[Josh Campbell (sceneggiatore)|Josh Campbell]], [[Matthew Stuecken]]
|sceneggiatore = Josh Campbell, Matthew Stuecken, [[Damien Chazelle]]
|attori =
*[[Mary Elizabeth Winstead]]: Michelle
*[[John Goodman]]: Howard Stambler
*[[John Gallagher Jr.]]: Emmet DeWitt
|doppiatori originali =
*[[Bradley Cooper]]: Ben
|doppiatori italiani =
*[[Letizia Scifoni]]: Michelle
*[[Edoardo Siravo]]: Howard Stambler
*[[Edoardo Stoppacciaro]]: Emmet DeWitt
*[[Massimiliano Plinio]]: Ben
}}
'''''10 Cloverfield Lane''''', film statunitense del 2016 con [[Mary Elizabeth Winstead]], [[John Goodman]] e [[John Gallagher Jr.]], regia di [[Dan Trachtenberg]].
==Dialoghi==
*'''Emmet''': È delizioso: il miglior sugo che ho mai assaggiato.<br>'''Howard''': Mi prendi in giro?<br>'''Emmet''': No, davvero. Se consideriamo che l'alternativa era essere bruciati in un attacco chimico o nucleare, direi che essere vivi qui sotto darebbe un buon sapore anche a uno stronzo fritto, perciò... al miglior sugo mai mangiato! {{NDR|[[Brindisi dai film|brindisi]]}}
==Citazioni su ''10 Cloverfield Lane''==
*Chi soffre di claustrofobia è meglio che stia alla larga. Ma probabilmente anche Dracula si annoierebbe a morte. ([[Massimo Bertarelli]])
*Pur innervato da connessioni con la sci-fi, ''10 Cloverfield Lane'' dell'esordiente Dan Trachtenberg è in sostanza un thriller paranoico e claustrofobico a tre personaggi, sapiente nell'instaurare una tensione progressiva e affidato in massima parte alla credibilità degli interpreti. Tra i quali spicca un eccezionale [[John Goodman]] in una delle sue interpretazioni maiuscole: imprevedibile e generoso, indecifrabile e collerico, sempre sull'orlo dell'eccesso ma capace di fermarsi sempre un attimo prima di strafare. ([[Roberto Nepoti]])
==Voci correlate==
*''[[Cloverfield]]'' (2008)
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
[[Categoria:Film thriller psicologici]]
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Giuseppe Regaldi
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Gaux
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citazioni di
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text/x-wiki
[[File:Giuseppe Regaldi, morto il 14 febbraio, a Bologna.jpg|thumb|upright=0.8|Giuseppe Regaldi]]
'''Giuseppe Regaldi''' (1809 – 1883), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Giuseppe Regaldi==
Poeta, un tempo i salici piangenti | cantavi meco sul gemente rio, | meco, al cielo guardando, i tuoi lamenti | della luna fidavi al raggio pio; | or guardi luna e salici, | e più non mesci a' miei sospiri il pianto, | Più non conforti l'amor mio col canto!
==Citazioni su Giuseppe Regaldi==
*Ebbe il Regaldi, nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie. ([[Ettore Stampini]])
*Il Regaldi considera con roseo ottimismo tutte le cose e gli uomini tutti. Egli, come ogni poeta da natura e nello stato di natura, è buono. Ammira facilmente, facilissimamente loda; per lui non vi sono né scuole, né partiti, né sette: cita Giuseppe Mazzini e il commendatore Minghetti; ama il Cibrario e il Brofferio; il Prati, Norberto Rosa ed il Révere. È un uomo egregio, che vi apre le braccia e vi sorride di primo acchito; che si esalta della sua stessa parola, e prorompe nella lirica. La sua critica in fatti non è altro che lirica. ([[Giosuè Carducci]])
*Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise. ([[Ettore Stampini]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Regaldi, Giuseppe}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Gaux
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/* Citazioni di Giuseppe Regaldi */ riferimenti
1417643
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text/x-wiki
[[File:Giuseppe Regaldi, morto il 14 febbraio, a Bologna.jpg|thumb|upright=0.8|Giuseppe Regaldi]]
'''Giuseppe Regaldi''' (1809 – 1883), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Giuseppe Regaldi==
*Poeta, un tempo i salici piangenti | cantavi meco sul gemente rio, | meco, al cielo guardando, i tuoi lamenti | della luna fidavi al raggio pio; | or guardi luna e salici, | e più non mesci a' miei sospiri il pianto, | Più non conforti l'amor mio col canto!<ref>Da ''Canti nazionali'', p. 5.</ref>
==Citazioni su Giuseppe Regaldi==
*Ebbe il Regaldi, nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie. ([[Ettore Stampini]])
*Il Regaldi considera con roseo ottimismo tutte le cose e gli uomini tutti. Egli, come ogni poeta da natura e nello stato di natura, è buono. Ammira facilmente, facilissimamente loda; per lui non vi sono né scuole, né partiti, né sette: cita Giuseppe Mazzini e il commendatore Minghetti; ama il Cibrario e il Brofferio; il Prati, Norberto Rosa ed il Révere. È un uomo egregio, che vi apre le braccia e vi sorride di primo acchito; che si esalta della sua stessa parola, e prorompe nella lirica. La sua critica in fatti non è altro che lirica. ([[Giosuè Carducci]])
*Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise. ([[Ettore Stampini]])
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Regaldi, Giuseppe}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Gaux
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riferimenti bibliografici
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text/x-wiki
[[File:Giuseppe Regaldi, morto il 14 febbraio, a Bologna.jpg|thumb|upright=0.8|Giuseppe Regaldi]]
'''Giuseppe Regaldi''' (1809 – 1883), poeta e scrittore italiano.
==Citazioni di Giuseppe Regaldi==
*''L'amica''<br>Poeta, un tempo i salici piangenti | cantavi meco sul gemente rio, | meco, al cielo guardando, i tuoi lamenti | della luna fidavi al raggio pio; | or guardi luna e salici, | e più non mesci a' miei sospiri il pianto, | Più non conforti l'amor mio col canto!<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_V7Mtg0bm49IC/page/n4/mode/1up Canti nazionali]'', Napoli, 1848, p. 5.</ref>
==Citazioni su Giuseppe Regaldi==
*Ebbe il Regaldi, nel fortunoso periodo della sua vita di poeta estemporaneo, una rinomanza universale. In tutti i paesi dell'Europa, nell'Egitto, nell'Oriente, risonava il suo nome: dovunque si fermasse, già l'aveva preceduto la fama ad annunziarne l'avvento, a predicarne il felicissimo portentoso talento d'improvvisatore, a suscitare febbre di aspettazione, a preparargli esultanza d'accoglienze, fremiti di ammirazione, fragori d'entusiasmo. Il suo peregrinare da una terra all'altra era come la marcia d un conquistatore, che di tratto in tratto s'arresta, per dar battaglia, sicuro di vincere le più difficili prove, e di {{sic|commovere}} il mondo con lo strepito delle sue vittorie. ([[Ettore Stampini]])
*Il Regaldi considera con roseo ottimismo tutte le cose e gli uomini tutti. Egli, come ogni poeta da natura e nello stato di natura, è buono. Ammira facilmente, facilissimamente loda; per lui non vi sono né scuole, né partiti, né sette: cita Giuseppe Mazzini e il commendatore Minghetti; ama il Cibrario e il Brofferio; il Prati, Norberto Rosa ed il Révere. È un uomo egregio, che vi apre le braccia e vi sorride di primo acchito; che si esalta della sua stessa parola, e prorompe nella lirica. La sua critica in fatti non è altro che lirica. ([[Giosuè Carducci]])
*Si è scritto che il Regaldi era uno di que' poeti i quali «non cantano perché siano commossi, ma si {{sic|commovono}} perchè cantano». Che il Regaldi s'esaltasse della sua stessa parola lo sanno quelli che l'hanno udito improvvisare, lo sanno quelli che hanno conversato con lui; ma è pervertire totalmente il processo del pensiero poetico del Regaldi nella formazione de' suoi canti migliori l'affermare della sua poesia meditata quello che qualche volta, e solo qualche volta, poté esser vero delle sue creazioni improvvise. ([[Ettore Stampini]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Regaldi, Giuseppe}}
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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John Boorman
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Skekzilla
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/* Citazioni di John Boorman */
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text/x-wiki
[[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]]
Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico.
==Citazioni di John Boorman==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su ''[[Zardoz]]''}} Per il finale del film volevo girare una scena in cui Sean Connery e Charlotte Rampling invecchiano e muoiono. Questo comportava riprese con una cinepresa fissa, in modo da poterli farli uscire dall'inquadratura, invecchiare i loro vestiti e i loro volti, rimetterli davanti all'obiettivo, riprenderli ancora un po', poi toglierli e invecchiarli ulteriormente, finché alla fine erano scheletri che, a loro volta, si sgretolavano. Questo processo è durato un giorno intero. Poi, l'assistente operatore ha scaricato la cinepresa e ha esposto accidentalmente la pellicola alla luce. Questo significa che abbiamo dovuto passare un'altra giornata intera a girare. Dovetti anche impedire a Connery di uccidere l'assistente, che poco dopo cambiò nome e si trasferì a Los Angeles. Un giorno lo vidi in un caffè di Los Angeles. "Sean è in città?", chiese con voce tremante.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/john-boorman-perche-film-non-dovrebbero-essere-piu-chiamati-film John Boorman spiega perché oggi quasi tutti i film non dovrebbero essere più chiamati "film"]'', ''badtaste.it'', 18 marzo 2023.</ref>
{{Int|1=''[https://americancinemapapers.homestead.com/files/EXCALIBUR.htm John Boorman – In Interview]''|2=Intervista di Harlan Kennedy, ''American Film'', marzo 1981.}}
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di [[Thomas Malory]] e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
:''The film has to do with'' mythical ''truth, not historical truth; it has to do with man taking over the world on his own terms for the first time. So the first trap to avoid is to start worrying about when or whether Arthur existed. The stories that inspire us were really fifteenth-century works, by Thomas Malory and the rest, looking back nostalgically on the twelfth.''
*Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando Caxton costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di Tennyson, per esempio, oppure le opere di Burne-Jones e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa.
:''Malory was really the first hack writer'' [...]. ''When Caxton built his printing press, he asked poor old Malory to write something, and he obliged by putting together all the stories he knew: all the stories that had been handed down through the oral tradition. And then slowly, as books proliferated, people forgot the stories or didn't bother to remember them. So these tales set by Malory in the twelfth century described events which had happened much earlier'' [...]. ''And as with all myths, they took on the color of the age in which they were written. Tennyson's'' Idylls of the King, ''for instance, or Burne-Jones and the Pre-Raphaelites described and painted the twelfth-century Arthurian tales in terms of their era. And they ended by telling you more about the Victorian age than about the legend.''
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
:''I'm trying to suggest a kind of Middle Earth, in Tolkien terms. It's a contiguous world; it's'' like ''ours but different. I want it to have a primal clarity, a sense that things are happening for the first time. Landscape and nature and human emotions are all fresh. I tell the actors that they are not reenacting a legend. They are creating it, and so they themselves don't know what's going to happen – it's unfolding.''
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
:''I wrote the original script myself,'' [...] ''but at some point I got stuck on it. It was a bit too long and convoluted. So I got Rospo in. In the past we'd always worked together sitting in a room talking out scenes, thrashing them out, writing them down, and then revising them. But in this case I asked him to go away and think about the script and try to see if he could come up with any ideas about the structure. You see, I was determined'' [...] ''to tell the whole story of the'' Morte D'Arthur, ''and that restricted the amount of time I had to develop the characters, the themes, and to make everything work. He did a very good job, and he actually straightened it out quite a lot, as well as coming up with one or two extremely brilliant ideas. One was to have Uther Pendragon, Arthur's real father and the "primogenitor" of the whole saga, if you like, drive the sword into the stone, rather than Merlin, as in Malory. The other was to progress the story in several bold jumps forward in time.''
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
:''Merlin fascinates me because he's a mixture of real awesome power and foolishness. He gets things wrong. He's both less human and more human than ordinary people. He has enormous power and knowledge, and yet there are simple things he doesn't grasp or understand. New forces are contending with his magic and each other. New passions – love, hatred, revenge – are in play. And these emotions are beyond him. At the stage in Merlin's life that we depict in'' Excalibur [...] ''we are suggesting that he's really beginning to fade out. He's drifting in and out of the affairs of men. He functions better at some times than at others.'' [...] And that's what my story is about: the coming of Christian man and the disappearance of the old religions which are represented by Merlin. The forces of superstition and magic are swallowed up into the unconscious.''
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
:''The characters in'' Excalibur [...] ''are seeking to find their place in the world, their destiny. Of course, it's very unfashionable today to talk of destiny. But what destiny means is to find your place in life, your stream in the river, to find a wholeness in relation to nature. And one of the themes of the piece is that of harmony with the natural world. At the beginning of the film, there's a speech that Merlin makes about Excalibur which ends with the line, "It was forged when the world was young, and bird, beast, and flower were one with man, and death was but a dream." That's a very poignant line because it describes the longing, the yearning for that golden age, that time of harmony. And what we see in the story'' [...] ''is the horror and dissension of man, and his warring, feuding, and brutality – his inability to really attain his higher aims and ideals. But I think the moving thing about it is the attempts that people make to try to reach those things. In a sense, that's what redeems the characters – their aspirations, not their deeds.''
{{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*[...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di [[Re Artù]], dei [[cavalieri della Tavola Rotonda]], dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del [[Graal|Sacro Graal]] e del [[mago Merlino]]. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Pensi ad [[Obi-Wan Kenobi]] come a Merlino e a [[Luke Skywalker]] come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di [[Dart Fener|Darth Vader]] ne ''[[L'impero colpisce ancora]]''. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*Non è una coincidenza che il mio film ''[[Zardoz]]'', del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo ''[[Un tranquillo weekend di paura|Un tranquillo week-end di paura]]'' riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda.
{{Int|1=''[https://www.pangea.news/john-boorman-intervista-film/ "Avrei dovuto girare Il Signore degli Anelli, ho Excalibur sotto al tavolo". Dialogo con John Boorman, il regista che è diventato eremita]''|2=Intervista di Xan Brooks, ''pangea.news'', 15 febbraio 2020.}}
*Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte.
*La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno.
*''[[Un tranquillo weekend di paura]]'' mi convince ancora, è fatto bene. ''[[Zardoz]]'' non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male.
*{{NDR|Sul suo progetto di girare ''Il signore degli anelli''}} L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no.
*Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori.
*Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Excalibur]]'', regista
*''[[Il sarto di Panama]]'', regista
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Boorman, John}}
[[Categoria:Giornalisti britannici]]
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
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/* Citazioni di John Boorman */
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text/x-wiki
[[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]]
Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico.
==Citazioni di John Boorman==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su ''[[Zardoz]]''}} Per il finale del film volevo girare una scena in cui Sean Connery e Charlotte Rampling invecchiano e muoiono. Questo comportava riprese con una cinepresa fissa, in modo da poterli farli uscire dall'inquadratura, invecchiare i loro vestiti e i loro volti, rimetterli davanti all'obiettivo, riprenderli ancora un po', poi toglierli e invecchiarli ulteriormente, finché alla fine erano scheletri che, a loro volta, si sgretolavano. Questo processo è durato un giorno intero. Poi, l'assistente operatore ha scaricato la cinepresa e ha esposto accidentalmente la pellicola alla luce. Questo significa che abbiamo dovuto passare un'altra giornata intera a girare. Dovetti anche impedire a Connery di uccidere l'assistente, che poco dopo cambiò nome e si trasferì a Los Angeles. Un giorno lo vidi in un caffè di Los Angeles. "Sean è in città?", chiese con voce tremante.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/john-boorman-perche-film-non-dovrebbero-essere-piu-chiamati-film John Boorman spiega perché oggi quasi tutti i film non dovrebbero essere più chiamati "film"]'', ''badtaste.it'', 18 marzo 2023.</ref>
{{Int|1=''[https://americancinemapapers.homestead.com/files/EXCALIBUR.htm John Boorman – In Interview]''|2=Intervista di Harlan Kennedy, ''American Film'', marzo 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di [[Thomas Malory]] e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
:''The film has to do with'' mythical ''truth, not historical truth; it has to do with man taking over the world on his own terms for the first time. So the first trap to avoid is to start worrying about when or whether Arthur existed. The stories that inspire us were really fifteenth-century works, by Thomas Malory and the rest, looking back nostalgically on the twelfth.''
*Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando Caxton costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di Tennyson, per esempio, oppure le opere di Burne-Jones e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa.
:''Malory was really the first hack writer'' [...]. ''When Caxton built his printing press, he asked poor old Malory to write something, and he obliged by putting together all the stories he knew: all the stories that had been handed down through the oral tradition. And then slowly, as books proliferated, people forgot the stories or didn't bother to remember them. So these tales set by Malory in the twelfth century described events which had happened much earlier'' [...]. ''And as with all myths, they took on the color of the age in which they were written. Tennyson's'' Idylls of the King, ''for instance, or Burne-Jones and the Pre-Raphaelites described and painted the twelfth-century Arthurian tales in terms of their era. And they ended by telling you more about the Victorian age than about the legend.''
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
:''I'm trying to suggest a kind of Middle Earth, in Tolkien terms. It's a contiguous world; it's'' like ''ours but different. I want it to have a primal clarity, a sense that things are happening for the first time. Landscape and nature and human emotions are all fresh. I tell the actors that they are not reenacting a legend. They are creating it, and so they themselves don't know what's going to happen – it's unfolding.''
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
:''I wrote the original script myself,'' [...] ''but at some point I got stuck on it. It was a bit too long and convoluted. So I got Rospo in. In the past we'd always worked together sitting in a room talking out scenes, thrashing them out, writing them down, and then revising them. But in this case I asked him to go away and think about the script and try to see if he could come up with any ideas about the structure. You see, I was determined'' [...] ''to tell the whole story of the'' Morte D'Arthur, ''and that restricted the amount of time I had to develop the characters, the themes, and to make everything work. He did a very good job, and he actually straightened it out quite a lot, as well as coming up with one or two extremely brilliant ideas. One was to have Uther Pendragon, Arthur's real father and the "primogenitor" of the whole saga, if you like, drive the sword into the stone, rather than Merlin, as in Malory. The other was to progress the story in several bold jumps forward in time.''
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
:''Merlin fascinates me because he's a mixture of real awesome power and foolishness. He gets things wrong. He's both less human and more human than ordinary people. He has enormous power and knowledge, and yet there are simple things he doesn't grasp or understand. New forces are contending with his magic and each other. New passions – love, hatred, revenge – are in play. And these emotions are beyond him. At the stage in Merlin's life that we depict in'' Excalibur [...] ''we are suggesting that he's really beginning to fade out. He's drifting in and out of the affairs of men. He functions better at some times than at others.'' [...] And that's what my story is about: the coming of Christian man and the disappearance of the old religions which are represented by Merlin. The forces of superstition and magic are swallowed up into the unconscious.''
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
:''The characters in'' Excalibur [...] ''are seeking to find their place in the world, their destiny. Of course, it's very unfashionable today to talk of destiny. But what destiny means is to find your place in life, your stream in the river, to find a wholeness in relation to nature. And one of the themes of the piece is that of harmony with the natural world. At the beginning of the film, there's a speech that Merlin makes about Excalibur which ends with the line, "It was forged when the world was young, and bird, beast, and flower were one with man, and death was but a dream." That's a very poignant line because it describes the longing, the yearning for that golden age, that time of harmony. And what we see in the story'' [...] ''is the horror and dissension of man, and his warring, feuding, and brutality – his inability to really attain his higher aims and ideals. But I think the moving thing about it is the attempts that people make to try to reach those things. In a sense, that's what redeems the characters – their aspirations, not their deeds.''
{{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*[...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di [[Re Artù]], dei [[cavalieri della Tavola Rotonda]], dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del [[Graal|Sacro Graal]] e del [[mago Merlino]]. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Pensi ad [[Obi-Wan Kenobi]] come a Merlino e a [[Luke Skywalker]] come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di [[Dart Fener|Darth Vader]] ne ''[[L'impero colpisce ancora]]''. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*Non è una coincidenza che il mio film ''[[Zardoz]]'', del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo ''[[Un tranquillo weekend di paura|Un tranquillo week-end di paura]]'' riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda.
{{Int|1=''[https://www.pangea.news/john-boorman-intervista-film/ "Avrei dovuto girare Il Signore degli Anelli, ho Excalibur sotto al tavolo". Dialogo con John Boorman, il regista che è diventato eremita]''|2=Intervista di Xan Brooks, ''pangea.news'', 15 febbraio 2020.}}
*Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte.
*La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno.
*''[[Un tranquillo weekend di paura]]'' mi convince ancora, è fatto bene. ''[[Zardoz]]'' non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male.
*{{NDR|Sul suo progetto di girare ''Il signore degli anelli''}} L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no.
*Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori.
*Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Excalibur]]'', regista
*''[[Il sarto di Panama]]'', regista
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Boorman, John}}
[[Categoria:Giornalisti britannici]]
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
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/* Citazioni di John Boorman */
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text/x-wiki
[[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]]
Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico.
==Citazioni di John Boorman==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su ''[[Zardoz]]''}} Per il finale del film volevo girare una scena in cui Sean Connery e Charlotte Rampling invecchiano e muoiono. Questo comportava riprese con una cinepresa fissa, in modo da poterli farli uscire dall'inquadratura, invecchiare i loro vestiti e i loro volti, rimetterli davanti all'obiettivo, riprenderli ancora un po', poi toglierli e invecchiarli ulteriormente, finché alla fine erano scheletri che, a loro volta, si sgretolavano. Questo processo è durato un giorno intero. Poi, l'assistente operatore ha scaricato la cinepresa e ha esposto accidentalmente la pellicola alla luce. Questo significa che abbiamo dovuto passare un'altra giornata intera a girare. Dovetti anche impedire a Connery di uccidere l'assistente, che poco dopo cambiò nome e si trasferì a Los Angeles. Un giorno lo vidi in un caffè di Los Angeles. "Sean è in città?", chiese con voce tremante.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/john-boorman-perche-film-non-dovrebbero-essere-piu-chiamati-film John Boorman spiega perché oggi quasi tutti i film non dovrebbero essere più chiamati "film"]'', ''badtaste.it'', 18 marzo 2023.</ref>
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.''
*''[[Zardoz]]'' è una rielaborazione molto più esplicita della leggenda del Graal, sviluppata in "termini fantascientifici" – se vogliamo –, anche se tenderei a dissentire parzialmente da questa definizione, dato che ho cercato di creare una sorta di "loop temporale": la vicenda sembra svolgersi sia nel passato che nel futuro.
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.''
*Volevo collocarla fuori dal tempo, senza situarla in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.''
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.''
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai [[Nicol Williamson]], ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui ''era'' quel personaggio.
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.''
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know.''
{{Int|1=''[https://americancinemapapers.homestead.com/files/EXCALIBUR.htm John Boorman – In Interview]''|2=Intervista di Harlan Kennedy, ''American Film'', marzo 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di [[Thomas Malory]] e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
:''The film has to do with'' mythical ''truth, not historical truth; it has to do with man taking over the world on his own terms for the first time. So the first trap to avoid is to start worrying about when or whether Arthur existed. The stories that inspire us were really fifteenth-century works, by Thomas Malory and the rest, looking back nostalgically on the twelfth.''
*Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando Caxton costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di Tennyson, per esempio, oppure le opere di Burne-Jones e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa.
:''Malory was really the first hack writer'' [...]. ''When Caxton built his printing press, he asked poor old Malory to write something, and he obliged by putting together all the stories he knew: all the stories that had been handed down through the oral tradition. And then slowly, as books proliferated, people forgot the stories or didn't bother to remember them. So these tales set by Malory in the twelfth century described events which had happened much earlier'' [...]. ''And as with all myths, they took on the color of the age in which they were written. Tennyson's'' Idylls of the King, ''for instance, or Burne-Jones and the Pre-Raphaelites described and painted the twelfth-century Arthurian tales in terms of their era. And they ended by telling you more about the Victorian age than about the legend.''
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
:''I'm trying to suggest a kind of Middle Earth, in Tolkien terms. It's a contiguous world; it's'' like ''ours but different. I want it to have a primal clarity, a sense that things are happening for the first time. Landscape and nature and human emotions are all fresh. I tell the actors that they are not reenacting a legend. They are creating it, and so they themselves don't know what's going to happen – it's unfolding.''
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
:''I wrote the original script myself,'' [...] ''but at some point I got stuck on it. It was a bit too long and convoluted. So I got Rospo in. In the past we'd always worked together sitting in a room talking out scenes, thrashing them out, writing them down, and then revising them. But in this case I asked him to go away and think about the script and try to see if he could come up with any ideas about the structure. You see, I was determined'' [...] ''to tell the whole story of the'' Morte D'Arthur, ''and that restricted the amount of time I had to develop the characters, the themes, and to make everything work. He did a very good job, and he actually straightened it out quite a lot, as well as coming up with one or two extremely brilliant ideas. One was to have Uther Pendragon, Arthur's real father and the "primogenitor" of the whole saga, if you like, drive the sword into the stone, rather than Merlin, as in Malory. The other was to progress the story in several bold jumps forward in time.''
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
:''Merlin fascinates me because he's a mixture of real awesome power and foolishness. He gets things wrong. He's both less human and more human than ordinary people. He has enormous power and knowledge, and yet there are simple things he doesn't grasp or understand. New forces are contending with his magic and each other. New passions – love, hatred, revenge – are in play. And these emotions are beyond him. At the stage in Merlin's life that we depict in'' Excalibur [...] ''we are suggesting that he's really beginning to fade out. He's drifting in and out of the affairs of men. He functions better at some times than at others.'' [...] And that's what my story is about: the coming of Christian man and the disappearance of the old religions which are represented by Merlin. The forces of superstition and magic are swallowed up into the unconscious.''
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
:''The characters in'' Excalibur [...] ''are seeking to find their place in the world, their destiny. Of course, it's very unfashionable today to talk of destiny. But what destiny means is to find your place in life, your stream in the river, to find a wholeness in relation to nature. And one of the themes of the piece is that of harmony with the natural world. At the beginning of the film, there's a speech that Merlin makes about Excalibur which ends with the line, "It was forged when the world was young, and bird, beast, and flower were one with man, and death was but a dream." That's a very poignant line because it describes the longing, the yearning for that golden age, that time of harmony. And what we see in the story'' [...] ''is the horror and dissension of man, and his warring, feuding, and brutality – his inability to really attain his higher aims and ideals. But I think the moving thing about it is the attempts that people make to try to reach those things. In a sense, that's what redeems the characters – their aspirations, not their deeds.''
{{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*[...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di [[Re Artù]], dei [[cavalieri della Tavola Rotonda]], dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del [[Graal|Sacro Graal]] e del [[mago Merlino]]. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Pensi ad [[Obi-Wan Kenobi]] come a Merlino e a [[Luke Skywalker]] come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di [[Dart Fener|Darth Vader]] ne ''[[L'impero colpisce ancora]]''. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*Non è una coincidenza che il mio film ''[[Zardoz]]'', del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo ''[[Un tranquillo weekend di paura|Un tranquillo week-end di paura]]'' riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda.
{{Int|1=''[https://www.pangea.news/john-boorman-intervista-film/ "Avrei dovuto girare Il Signore degli Anelli, ho Excalibur sotto al tavolo". Dialogo con John Boorman, il regista che è diventato eremita]''|2=Intervista di Xan Brooks, ''pangea.news'', 15 febbraio 2020.}}
*Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte.
*La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno.
*''[[Un tranquillo weekend di paura]]'' mi convince ancora, è fatto bene. ''[[Zardoz]]'' non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male.
*{{NDR|Sul suo progetto di girare ''Il signore degli anelli''}} L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no.
*Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori.
*Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Excalibur]]'', regista
*''[[Il sarto di Panama]]'', regista
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Boorman, John}}
[[Categoria:Giornalisti britannici]]
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
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[[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]]
Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico.
==Citazioni di John Boorman==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su ''[[Zardoz]]''}} Per il finale del film volevo girare una scena in cui Sean Connery e Charlotte Rampling invecchiano e muoiono. Questo comportava riprese con una cinepresa fissa, in modo da poterli farli uscire dall'inquadratura, invecchiare i loro vestiti e i loro volti, rimetterli davanti all'obiettivo, riprenderli ancora un po', poi toglierli e invecchiarli ulteriormente, finché alla fine erano scheletri che, a loro volta, si sgretolavano. Questo processo è durato un giorno intero. Poi, l'assistente operatore ha scaricato la cinepresa e ha esposto accidentalmente la pellicola alla luce. Questo significa che abbiamo dovuto passare un'altra giornata intera a girare. Dovetti anche impedire a Connery di uccidere l'assistente, che poco dopo cambiò nome e si trasferì a Los Angeles. Un giorno lo vidi in un caffè di Los Angeles. "Sean è in città?", chiese con voce tremante.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/john-boorman-perche-film-non-dovrebbero-essere-piu-chiamati-film John Boorman spiega perché oggi quasi tutti i film non dovrebbero essere più chiamati "film"]'', ''badtaste.it'', 18 marzo 2023.</ref>
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.''
*''[[Zardoz]]'' è una rielaborazione molto più esplicita della leggenda del Graal, sviluppata in "termini fantascientifici" – se vogliamo –, anche se tenderei a dissentire parzialmente da questa definizione, dato che ho cercato di creare una sorta di "loop temporale": la vicenda sembra svolgersi sia nel passato che nel futuro.
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.''
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.''
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.''
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai [[Nicol Williamson]], ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui ''era'' quel personaggio.
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.''
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know.''
{{Int|1=''[https://americancinemapapers.homestead.com/files/EXCALIBUR.htm John Boorman – In Interview]''|2=Intervista di Harlan Kennedy, ''American Film'', marzo 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di [[Thomas Malory]] e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
:''The film has to do with'' mythical ''truth, not historical truth; it has to do with man taking over the world on his own terms for the first time. So the first trap to avoid is to start worrying about when or whether Arthur existed. The stories that inspire us were really fifteenth-century works, by Thomas Malory and the rest, looking back nostalgically on the twelfth.''
*Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando Caxton costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di Tennyson, per esempio, oppure le opere di Burne-Jones e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa.
:''Malory was really the first hack writer'' [...]. ''When Caxton built his printing press, he asked poor old Malory to write something, and he obliged by putting together all the stories he knew: all the stories that had been handed down through the oral tradition. And then slowly, as books proliferated, people forgot the stories or didn't bother to remember them. So these tales set by Malory in the twelfth century described events which had happened much earlier'' [...]. ''And as with all myths, they took on the color of the age in which they were written. Tennyson's'' Idylls of the King, ''for instance, or Burne-Jones and the Pre-Raphaelites described and painted the twelfth-century Arthurian tales in terms of their era. And they ended by telling you more about the Victorian age than about the legend.''
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
:''I'm trying to suggest a kind of Middle Earth, in Tolkien terms. It's a contiguous world; it's'' like ''ours but different. I want it to have a primal clarity, a sense that things are happening for the first time. Landscape and nature and human emotions are all fresh. I tell the actors that they are not reenacting a legend. They are creating it, and so they themselves don't know what's going to happen – it's unfolding.''
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia della ''Morte d'Arthur'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
:''I wrote the original script myself,'' [...] ''but at some point I got stuck on it. It was a bit too long and convoluted. So I got Rospo in. In the past we'd always worked together sitting in a room talking out scenes, thrashing them out, writing them down, and then revising them. But in this case I asked him to go away and think about the script and try to see if he could come up with any ideas about the structure. You see, I was determined'' [...] ''to tell the whole story of the'' Morte D'Arthur, ''and that restricted the amount of time I had to develop the characters, the themes, and to make everything work. He did a very good job, and he actually straightened it out quite a lot, as well as coming up with one or two extremely brilliant ideas. One was to have Uther Pendragon, Arthur's real father and the "primogenitor" of the whole saga, if you like, drive the sword into the stone, rather than Merlin, as in Malory. The other was to progress the story in several bold jumps forward in time.''
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
:''Merlin fascinates me because he's a mixture of real awesome power and foolishness. He gets things wrong. He's both less human and more human than ordinary people. He has enormous power and knowledge, and yet there are simple things he doesn't grasp or understand. New forces are contending with his magic and each other. New passions – love, hatred, revenge – are in play. And these emotions are beyond him. At the stage in Merlin's life that we depict in'' Excalibur [...] ''we are suggesting that he's really beginning to fade out. He's drifting in and out of the affairs of men. He functions better at some times than at others.'' [...] And that's what my story is about: the coming of Christian man and the disappearance of the old religions which are represented by Merlin. The forces of superstition and magic are swallowed up into the unconscious.''
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
:''The characters in'' Excalibur [...] ''are seeking to find their place in the world, their destiny. Of course, it's very unfashionable today to talk of destiny. But what destiny means is to find your place in life, your stream in the river, to find a wholeness in relation to nature. And one of the themes of the piece is that of harmony with the natural world. At the beginning of the film, there's a speech that Merlin makes about Excalibur which ends with the line, "It was forged when the world was young, and bird, beast, and flower were one with man, and death was but a dream." That's a very poignant line because it describes the longing, the yearning for that golden age, that time of harmony. And what we see in the story'' [...] ''is the horror and dissension of man, and his warring, feuding, and brutality – his inability to really attain his higher aims and ideals. But I think the moving thing about it is the attempts that people make to try to reach those things. In a sense, that's what redeems the characters – their aspirations, not their deeds.''
{{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*[...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di [[Re Artù]], dei [[cavalieri della Tavola Rotonda]], dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del [[Graal|Sacro Graal]] e del [[mago Merlino]]. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Pensi ad [[Obi-Wan Kenobi]] come a Merlino e a [[Luke Skywalker]] come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di [[Dart Fener|Darth Vader]] ne ''[[L'impero colpisce ancora]]''. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*Non è una coincidenza che il mio film ''[[Zardoz]]'', del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo ''[[Un tranquillo weekend di paura|Un tranquillo week-end di paura]]'' riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda.
{{Int|1=''[https://www.pangea.news/john-boorman-intervista-film/ "Avrei dovuto girare Il Signore degli Anelli, ho Excalibur sotto al tavolo". Dialogo con John Boorman, il regista che è diventato eremita]''|2=Intervista di Xan Brooks, ''pangea.news'', 15 febbraio 2020.}}
*Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte.
*La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno.
*''[[Un tranquillo weekend di paura]]'' mi convince ancora, è fatto bene. ''[[Zardoz]]'' non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male.
*{{NDR|Sul suo progetto di girare ''Il signore degli anelli''}} L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no.
*Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori.
*Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Excalibur]]'', regista
*''[[Il sarto di Panama]]'', regista
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Boorman, John}}
[[Categoria:Giornalisti britannici]]
[[Categoria:Produttori cinematografici britannici]]
[[Categoria:Registi britannici]]
[[Categoria:Sceneggiatori britannici]]
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wikitext
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[[File:John Boorman Cannes 2014.jpg|thumb|Boorman nel 2014]]
Sir '''John Boorman''' (1933 – vivente), regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e televisivo e giornalista britannico.
==Citazioni di John Boorman==
{{cronologico}}
*{{NDR|Su ''[[Zardoz]]''}} Per il finale del film volevo girare una scena in cui Sean Connery e Charlotte Rampling invecchiano e muoiono. Questo comportava riprese con una cinepresa fissa, in modo da poterli farli uscire dall'inquadratura, invecchiare i loro vestiti e i loro volti, rimetterli davanti all'obiettivo, riprenderli ancora un po', poi toglierli e invecchiarli ulteriormente, finché alla fine erano scheletri che, a loro volta, si sgretolavano. Questo processo è durato un giorno intero. Poi, l'assistente operatore ha scaricato la cinepresa e ha esposto accidentalmente la pellicola alla luce. Questo significa che abbiamo dovuto passare un'altra giornata intera a girare. Dovetti anche impedire a Connery di uccidere l'assistente, che poco dopo cambiò nome e si trasferì a Los Angeles. Un giorno lo vidi in un caffè di Los Angeles. "Sean è in città?", chiese con voce tremante.<ref>Citato in ''[https://www.badtaste.it/articoli/john-boorman-perche-film-non-dovrebbero-essere-piu-chiamati-film John Boorman spiega perché oggi quasi tutti i film non dovrebbero essere più chiamati "film"]'', ''badtaste.it'', 18 marzo 2023.</ref>
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento.
:''I think the great power of the legend is that we all sense that, somewhere in our deep deep past, there was a golden age when man was one with the universe, with nature, that it was in harmony, and that that harmony has been lost, and that somehow we have to search and find it again. You've got a story about people who have lost their harmony, lost their contact with this world of magic and this is half-remembered by this figure of Merlin, who is half in the world and half not, who is both more than a man and less than a man, and through him redemption can be found. He can guide, he can advise, he can't actually do anything. He's no longer engaged in the affairs of the world, but he can promote a king like Arthur. He can make a new attempt, because that's what this story is: Merlin takes hold of this boy and makes him into a king in an attempt to revive the lost times and bring them to fruition.''
*''[[Zardoz]]'' è una rielaborazione molto più esplicita della leggenda del Graal, sviluppata in "termini fantascientifici" – se vogliamo –, anche se tenderei a dissentire parzialmente da questa definizione, dato che ho cercato di creare una sorta di "loop temporale": la vicenda sembra svolgersi sia nel passato che nel futuro.
:Zardoz ''is a much more overt rendering of the Grail legend played out in "science fiction terms", if you like, although I would somewhat resist that description because I tried to make a kind of "time loop": it seems to take place both in the past and in the future.''
*Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione.
:''I wanted to set it outside of time, not put it in any particular period, not in the Dark Ages when some people think these events occurred, not in the twelfth century which is what Malory talks about, but in some dislocated time out of time, out of this world. So, in the design of the armour, the costumes, the settings, we tried to evoke the world of myth and imagination.''
*Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo.
:''I felt very much, as Merlin did, that as the thing progressed that it had got out of my control, that some deeper, darker power had hold of the whole venture and eventually all I could do was to give it a blessing and send it out in the world.''
*Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai [[Nicol Williamson]], ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui ''era'' quel personaggio.
:''Every time you cast a character you give away something. In this particular film I found it very difficult to find people who could play these roles because to a large extent to play this kind of character is somewhat against the kind of trends of contemporary acting. To be bold and direct, to speak from the spirit, is something that actors are not accustomed to doing in contemporary drama and particularly in English actors, because to a large extent they've lost confidence, they've lost power. And the most difficult of all, really, was to find a Merlin. When I met Nicol Williamson, I was sceptical really about him playing the role. I admired him enormously as an actor, but I didn't understand his spirit really and we met and began to talk about it and within ten minutes I knew he was this character.''
*Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti.
:''I cast the film without stars, without people who are really known to audiences. The main reason is that I wanted the audience to encounter these people without any preconceptions about them, to enter a world that was completely new and to meet people they didn't know.''
{{Int|1=''[https://americancinemapapers.homestead.com/files/EXCALIBUR.htm John Boorman – In Interview]''|2=Intervista di Harlan Kennedy, ''American Film'', marzo 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di [[Thomas Malory]] e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo.
:''The film has to do with'' mythical ''truth, not historical truth; it has to do with man taking over the world on his own terms for the first time. So the first trap to avoid is to start worrying about when or whether Arthur existed. The stories that inspire us were really fifteenth-century works, by Thomas Malory and the rest, looking back nostalgically on the twelfth.''
*Malory fu in realtà il primo scrittore su commissione [...]. Quando Caxton costruì la sua pressa da stampa, chiese al povero vecchio Malory di scrivere qualcosa, ed egli acconsentì mettendo insieme tutte le storie che conosceva: tutte le storie tramandate dalla tradizione orale. Poi, a poco a poco, con la proliferazione dei libri, la gente dimenticò quelle storie o non si curò di ricordarle. Così, i racconti che Malory ambientò nel XII secolo descrivevano eventi accaduti molto tempo prima [...]. E, come accade per tutti i miti, essi assunsero le tinte dell'epoca in cui vennero scritti. Gli ''Idilli del re'' di Tennyson, per esempio, oppure le opere di Burne-Jones e dei Preraffaelliti, descrissero e dipinsero le leggende arturiane del XII secolo secondo la sensibilità della propria epoca. Finendo così per rivelare più cose sull'età vittoriana che sulla leggenda stessa.
:''Malory was really the first hack writer'' [...]. ''When Caxton built his printing press, he asked poor old Malory to write something, and he obliged by putting together all the stories he knew: all the stories that had been handed down through the oral tradition. And then slowly, as books proliferated, people forgot the stories or didn't bother to remember them. So these tales set by Malory in the twelfth century described events which had happened much earlier'' [...]. ''And as with all myths, they took on the color of the age in which they were written. Tennyson's'' Idylls of the King, ''for instance, or Burne-Jones and the Pre-Raphaelites described and painted the twelfth-century Arthurian tales in terms of their era. And they ended by telling you more about the Victorian age than about the legend.''
*Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano.
:''I'm trying to suggest a kind of Middle Earth, in Tolkien terms. It's a contiguous world; it's'' like ''ours but different. I want it to have a primal clarity, a sense that things are happening for the first time. Landscape and nature and human emotions are all fresh. I tell the actors that they are not reenacting a legend. They are creating it, and so they themselves don't know what's going to happen – it's unfolding.''
*Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia de ''La morte di Artù'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali.
:''I wrote the original script myself,'' [...] ''but at some point I got stuck on it. It was a bit too long and convoluted. So I got Rospo in. In the past we'd always worked together sitting in a room talking out scenes, thrashing them out, writing them down, and then revising them. But in this case I asked him to go away and think about the script and try to see if he could come up with any ideas about the structure. You see, I was determined'' [...] ''to tell the whole story of the'' Morte D'Arthur, ''and that restricted the amount of time I had to develop the characters, the themes, and to make everything work. He did a very good job, and he actually straightened it out quite a lot, as well as coming up with one or two extremely brilliant ideas. One was to have Uther Pendragon, Arthur's real father and the "primogenitor" of the whole saga, if you like, drive the sword into the stone, rather than Merlin, as in Malory. The other was to progress the story in several bold jumps forward in time.''
*Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio.
:''Merlin fascinates me because he's a mixture of real awesome power and foolishness. He gets things wrong. He's both less human and more human than ordinary people. He has enormous power and knowledge, and yet there are simple things he doesn't grasp or understand. New forces are contending with his magic and each other. New passions – love, hatred, revenge – are in play. And these emotions are beyond him. At the stage in Merlin's life that we depict in'' Excalibur [...] ''we are suggesting that he's really beginning to fade out. He's drifting in and out of the affairs of men. He functions better at some times than at others.'' [...] And that's what my story is about: the coming of Christian man and the disappearance of the old religions which are represented by Merlin. The forces of superstition and magic are swallowed up into the unconscious.''
*I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni.
:''The characters in'' Excalibur [...] ''are seeking to find their place in the world, their destiny. Of course, it's very unfashionable today to talk of destiny. But what destiny means is to find your place in life, your stream in the river, to find a wholeness in relation to nature. And one of the themes of the piece is that of harmony with the natural world. At the beginning of the film, there's a speech that Merlin makes about Excalibur which ends with the line, "It was forged when the world was young, and bird, beast, and flower were one with man, and death was but a dream." That's a very poignant line because it describes the longing, the yearning for that golden age, that time of harmony. And what we see in the story'' [...] ''is the horror and dissension of man, and his warring, feuding, and brutality – his inability to really attain his higher aims and ideals. But I think the moving thing about it is the attempts that people make to try to reach those things. In a sense, that's what redeems the characters – their aspirations, not their deeds.''
{{Int|1=''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,31/articleid,1431_02_1981_0123_0031_20250604/ La guerra di Merlino e Artù]''|2=Intervista di Lamberto Antonelli, ''La Stampa'', 8 maggio 1981.}}
{{NDR|Su ''[[Excalibur]]''}}
*[...] per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di [[Re Artù]], dei [[cavalieri della Tavola Rotonda]], dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del [[Graal|Sacro Graal]] e del [[mago Merlino]]. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia.
*Pensi ad [[Obi-Wan Kenobi]] come a Merlino e a [[Luke Skywalker]] come al giovane Artù e non le sembrerà sorprendente scoprire la vera identità di [[Dart Fener|Darth Vader]] ne ''[[L'impero colpisce ancora]]''. Ciò che distingue le antiche leggende della moderna "fiction" è che i personaggi sono spinti a scoprire il proprio destino piuttosto che a cercare se stessi.
*La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione.
*La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù.
*Non è una coincidenza che il mio film ''[[Zardoz]]'', del 1974, concernesse il trionfo della magia sulla scienza in un mondo futuro e che il fortunatissimo ''[[Un tranquillo weekend di paura|Un tranquillo week-end di paura]]'' riecheggiasse un tema di Artù, la perduta armonia dell'uomo che lo circonda.
{{Int|1=''[https://www.pangea.news/john-boorman-intervista-film/ "Avrei dovuto girare Il Signore degli Anelli, ho Excalibur sotto al tavolo". Dialogo con John Boorman, il regista che è diventato eremita]''|2=Intervista di Xan Brooks, ''pangea.news'', 15 febbraio 2020.}}
*Sono stato molto fortunato. Certo, c'è sempre quella fastidiosa percezione… avrei potuto fare di più… A volte è questa idea che mi tiene sveglio, la notte.
*La vecchiaia è una serie di rinunce. Non posso nuotare, non posso correre, non posso andare a cavallo o guidare una macchina. Faccio una passeggiata. Mi siedo su una panchina. Ritorno.
*''[[Un tranquillo weekend di paura]]'' mi convince ancora, è fatto bene. ''[[Zardoz]]'' non so cosa sia. Eppure, credo di aver fatto sempre dei film audaci, nel bene o nel male.
*{{NDR|Sul suo progetto di girare ''Il signore degli anelli''}} L'ho costruito come una grande storia distopica. Ho pensato tutto il film, l'ho disegnato, scena per scena, ho pensato a ogni possibile soluzione. Avrei scelto dei ragazzini di dieci anni per fare gli hobbit, truccandoli a dovere, è ovvio. Magari sarebbe venuto fuori un disastro. Magari no.
*Tanti amici sono morti, ho la sensazione di essere abbandonato. La mia generazione è quasi scomparsa. Devo solo accettare che le cose vanno così: una cosa dopo l'altra scompare. Sei solo. Infine, muori.
*Forse c'è una connessione tra i film e gli alberi. Quando giri un film, ne cerchi la verità fondamentale. Hai la sceneggiatura, gli attori, ma… dove stai andando? Il film cambia e solo fino a un certo punto puoi domarlo. Devi seguire il flusso. Lo stesso accade per gli alberi. Li pianti. Molti muoiono. Alcuni sono consumati dagli animali. Altri sopravvivono, diventando dei giganti.
==Note==
<references />
==Filmografia==
*''[[Excalibur]]'', regista
*''[[Il sarto di Panama]]'', regista
==Altri progetti==
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Il gusto dell'anguria
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Il gusto dell'anguria |titolo alfabetico = Gusto dell'anguria |genere = erotico |regista = [[Tsai Ming-liang]] |sceneggiatore = Tsai Ming-liang |attori = *[[Lee Kang-sheng]]: Hsiao-kang *[[Chen Shiang-chyi]]: Shiang-chyi |doppiatori italiani = *[[Alberto Bognanni]]: Hsiao Kang *[[Emanuela D'Amico]]: Shang Chyi }} '''''Il gusto dell'anguria''''', film franco-taiwanese del 2005 con [[Lee Kang-sheng]] e [[Chen Shiang-chyi]], regia di Tsai Ming..."
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'''''Il gusto dell'anguria''''', film franco-taiwanese del 2005 con [[Lee Kang-sheng]] e [[Chen Shiang-chyi]], regia di [[Tsai Ming-liang]].
==Frasi==
*Un'[[Cocomero|anguria]] può esprimere quello che le parole non dicono. In questo caldo, poi, un'anguria è il più grande gesto d'amore. Regalare angurie è il modo più sincero ed economico per dire quello che abbiamo in fondo al cuore, per comunicare alla persona amata quello che altrimenti non oseremmo mai. Il codice delle angurie è diretto, immediato e preciso. Una piccola anguria gialla significa: tra noi due c'è solo amicizia. Una grande anguria rossa in dono testimonia il più rovente di tutti gli amori. Una piccola anguria rossa indica un amore timido, che attende di esplodere. ('''voce alla televisione''')
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{{Film
|titolo italiano = Il gusto dell'anguria
|titolo alfabetico = Gusto dell'anguria
|titolo originale = 天邊一朵雲
|titolo traslitterato = Tiānbiān yī duǒ yún
|genere = erotico
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|sceneggiatore = Tsai Ming-liang
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*[[Lee Kang-sheng]]: Hsiao-kang
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*[[Alberto Bognanni]]: Hsiao-kang
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'''''Il gusto dell'anguria''''', film franco-taiwanese del 2005 con [[Lee Kang-sheng]] e [[Chen Shiang-chyi]], regia di [[Tsai Ming-liang]].
==Frasi==
*Un'[[Cocomero|anguria]] può esprimere quello che le parole non dicono. In questo caldo, poi, un'anguria è il più grande gesto d'amore. Regalare angurie è il modo più sincero ed economico per dire quello che abbiamo in fondo al cuore, per comunicare alla persona amata quello che altrimenti non oseremmo mai. Il codice delle angurie è diretto, immediato e preciso. Una piccola anguria gialla significa: tra noi due c'è solo amicizia. Una grande anguria rossa in dono testimonia il più rovente di tutti gli amori. Una piccola anguria rossa indica un amore timido, che attende di esplodere. ('''voce alla televisione''')
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Roberto Benzoni
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Roberto Benzoni
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==Citazioni di Roberto Benzoni==
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il sapere , come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un Mida si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza ; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla stupidità.<ref>Da ''Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico'', p. 9.</ref>
==Note==
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
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*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]] , come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un Mida si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]].<ref>Da ''Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico'', p. 9.</ref>
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
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riferimenti bibliografici
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==Citazioni di Roberto Benzoni==
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]], come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 9.</ref>
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==Citazioni di Roberto Benzoni==
*Gli economisti credevano d'avere scoperto e definitivamente formolato le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'economia classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società capitalistica, insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono.<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 3.</ref>
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]], come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 9.</ref>
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==Citazioni di Roberto Benzoni==
*Gli economisti credevano d'avere scoperto e definitivamente {{sic|formolato}} le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'[[economia]] classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società [[Capitalismo|capitalistica]], insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono.<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 3.</ref>
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
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*Gli [[Economia|economisti]] credevano d'avere scoperto e definitivamente {{sic|formolato}} le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'economia classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società [[Capitalismo|capitalistica]], insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono.<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 3.</ref>
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]], come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 9.</ref>
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/* Citazioni di Roberto Benzoni */ l'epistemologia
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==Citazioni di Roberto Benzoni==
*Gli [[Economia|economisti]] credevano d'avere scoperto e definitivamente {{sic|formolato}} le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'economia classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società [[Capitalismo|capitalistica]], insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono.<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 3.</ref>
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]], come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 9.</ref>
L'[[epistemologia]] chiarisce che la scienza non solo giova alla moralità, attenuando i mali gravissimi che procedono dalla miseria e dall'ignoranza, ma è eziandio essa stessa un esercizio di virtù elette, una speciale purificazione, come la intesero i Greci, dell'animo. Chi vuole accogliere e intuire il vero, deve liberare l'animo dalle suggestioni della vanità, dell'interesse personale, dei pregiudizi di classe e temprarlo alla modestia, alla fermezza, alla moderazione, alla chiarezza delle convinzioni, qualità e attitudini che sono altrettante virtù morali.<ref>Da ''Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 24.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==Citazioni di Roberto Benzoni==
*Gli [[Economia|economisti]] credevano d'avere scoperto e definitivamente {{sic|formolato}} le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'economia classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società [[Capitalismo|capitalistica]], insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono.<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 3.</ref>
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]], come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 9.</ref>
*L'[[epistemologia]] chiarisce che la scienza non solo giova alla moralità, attenuando i mali gravissimi che procedono dalla miseria e dall'ignoranza, ma è eziandio essa stessa un esercizio di virtù elette, una speciale purificazione, come la intesero i Greci, dell'animo. Chi vuole accogliere e intuire il vero, deve liberare l'animo dalle suggestioni della vanità, dell'interesse personale, dei pregiudizi di classe e temprarlo alla modestia, alla fermezza, alla moderazione, alla chiarezza delle convinzioni, qualità e attitudini che sono altrettante virtù morali.<ref>Da ''Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 24.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==Citazioni di Roberto Benzoni==
*Gli [[Economia|economisti]] credevano d'avere scoperto e definitivamente {{sic|formolato}} le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'economia classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società [[Capitalismo|capitalistica]], insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono.<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 3.</ref>
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]], come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]].<ref>Da ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 9.</ref>
*L'[[epistemologia]] chiarisce che la [[scienza]] non solo giova alla moralità, attenuando i mali gravissimi che procedono dalla miseria e dall'ignoranza, ma è eziandio essa stessa un esercizio di virtù elette, una speciale purificazione, come la intesero i Greci, dell'animo. Chi vuole accogliere e intuire il vero, deve liberare l'animo dalle suggestioni della vanità, dell'interesse personale, dei pregiudizi di classe e temprarlo alla modestia, alla fermezza, alla moderazione, alla chiarezza delle convinzioni, qualità e attitudini che sono altrettante virtù morali.<ref>Da ''Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, p. 24.</ref>
==Note==
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text/x-wiki
'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==''Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico''==
*Gli [[Economia|economisti]] credevano d'avere scoperto e definitivamente {{sic|formolato}} le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'economia classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società [[Capitalismo|capitalistica]], insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono. (p. 3)
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]], come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]]. (p. 9)
*L'[[epistemologia]] chiarisce che la [[scienza]] non solo giova alla moralità, attenuando i mali gravissimi che procedono dalla miseria e dall'ignoranza, ma è eziandio essa stessa un esercizio di virtù elette, una speciale purificazione, come la intesero i Greci, dell'animo. Chi vuole accogliere e intuire il vero, deve liberare l'animo dalle suggestioni della vanità, dell'interesse personale, dei pregiudizi di classe e temprarlo alla modestia, alla fermezza, alla moderazione, alla chiarezza delle convinzioni, qualità e attitudini che sono altrettante virtù morali. (p. 24)
==Note==
*Roberto Benzoni, ''Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, via del Tritone.
==Altri progetti==
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==''Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico''==
*Gli [[Economia|economisti]] credevano d'avere scoperto e definitivamente {{sic|formolato}} le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'economia classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società [[Capitalismo|capitalistica]], insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono. (p. 3)
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]], come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]]. (p. 9)
*L'[[epistemologia]] chiarisce che la [[scienza]] non solo giova alla moralità, attenuando i mali gravissimi che procedono dalla miseria e dall'ignoranza, ma è eziandio essa stessa un esercizio di virtù elette, una speciale purificazione, come la intesero i Greci, dell'animo. Chi vuole accogliere e intuire il vero, deve liberare l'animo dalle suggestioni della vanità, dell'interesse personale, dei pregiudizi di classe e temprarlo alla modestia, alla fermezza, alla moderazione, alla chiarezza delle convinzioni, qualità e attitudini che sono altrettante virtù morali. (p. 24)
==Note==
*Roberto Benzoni, ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, via del Tritone.
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'''Roberto Benzoni''' (1860 – 1944), filosofo e pedagogista italiano.
==''Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico''==
*Gli [[Economia|economisti]] credevano d'avere scoperto e definitivamente {{sic|formolato}} le leggi naturali, cioè oggettive, assolute, immutabili, eterne, che governano la produzione e la distribuzione delle ricchezze; ma il progresso della vita sociale e un esame più accurato dei fatti hanno mostrato che le famose leggi dell'economia classica sono tutto al più le leggi di una determinata forma economica, e precisamente di quella forma che si effettua nella società [[Capitalismo|capitalistica]], insufficienti quindi a spiegare le forme anteriori e quelle che necessariamente le seguono. (p. 3)
*Un numero immenso di dati empirici non basta a costituire il [[Conoscenza|sapere]], come non basta per essere ricco possedere quantità grande di metalli preziosi e vasti possedimenti, quando non si sa, o non si può, trarne profitto; un [[Mida]] si vide costretto a morir di fame. Perché le nostre cognizioni ci possano giovare, bisogna averle nei momenti opportuni presenti alla coscienza; ma la memoria, se non è aiutata da concetti generali che unificano, abbreviano e condensano la molteplice varietà dei dati, ci presenta le cognizioni successivamente, a piccolissimi frammenti, e così il nostro sapere praticamente equivale ad un'ignoranza assoluta. Un caos indecifrabile di impressioni successive e incoerenti, anziché alla vera scienza, danno luogo alla [[stupidità]]. (p. 9)
*L'[[epistemologia]] chiarisce che la [[scienza]] non solo giova alla moralità, attenuando i mali gravissimi che procedono dalla miseria e dall'ignoranza, ma è eziandio essa stessa un esercizio di virtù elette, una speciale purificazione, come la intesero i Greci, dell'animo. Chi vuole accogliere e intuire il vero, deve liberare l'animo dalle suggestioni della vanità, dell'interesse personale, dei pregiudizi di classe e temprarlo alla modestia, alla fermezza, alla moderazione, alla chiarezza delle convinzioni, qualità e attitudini che sono altrettante virtù morali. (p. 24)
==Bibliografia==
*Roberto Benzoni, ''[https://archive.org/details/BenzoniRecentiConquiste/mode/1up Recenti conquiste e nuove battaglie del pensiero filosofico]'', Estratto dal fascicolo di gennaio 1904 della ''Rivista d'Italia'', Roma, via del Tritone.
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Creata pagina con "'''Oren Uziel''' (1974 – vivente) è uno sceneggiatore statunitense. ==Citazioni di Oren Uziel== *{{NDR|Su ''[[The Cloverfield Paradox]]''}} L'avevo scritto prima di ''[[10 Cloverfield Lane]]'', quando ancora non si parlava di un universo espanso di ''[[Cloverfield]]''. Dopo anni in cui la sceneggiatura passava di mano senza risultati, tutti gli ingranaggi sono andati a posto con [[J. J. Abrams|J.J. Abrams]], la sua Bad Robot e Paramount. Non so dire esattamente quand..."
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'''Oren Uziel''' (1974 – vivente) è uno sceneggiatore statunitense.
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*{{NDR|Su ''[[The Cloverfield Paradox]]''}} L'avevo scritto prima di ''[[10 Cloverfield Lane]]'', quando ancora non si parlava di un universo espanso di ''[[Cloverfield]]''. Dopo anni in cui la sceneggiatura passava di mano senza risultati, tutti gli ingranaggi sono andati a posto con [[J. J. Abrams|J.J. Abrams]], la sua Bad Robot e Paramount. Non so dire esattamente quando è diventato un film di ''Cloverfield'', ma visto che nel mercato attuale è sempre più difficile lanciare un film originale di qualsiasi tipo, e in particolare di fantascienza, devono aver pensato che si potesse incastrare nel mondo di ''Cloverfield'' e che quello potesse solo aiutare.<ref>Citato in Andrea Fornasiero, ''[https://www.mymovies.it/film/2018/cloverfieldfilm/ Salvezza o morte? Tutto è cominciato nel futuro]'', ''mymovies.it''.</ref>
==Note==
<references/>
==Filmografia==
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'''Oren Uziel''' (1974 – vivente), sceneggiatore statunitense.
==Citazioni di Oren Uziel==
*{{NDR|Su ''[[The Cloverfield Paradox]]''}} L'avevo scritto prima di ''[[10 Cloverfield Lane]]'', quando ancora non si parlava di un universo espanso di ''[[Cloverfield]]''. Dopo anni in cui la sceneggiatura passava di mano senza risultati, tutti gli ingranaggi sono andati a posto con [[J. J. Abrams|J.J. Abrams]], la sua Bad Robot e Paramount. Non so dire esattamente quando è diventato un film di ''Cloverfield'', ma visto che nel mercato attuale è sempre più difficile lanciare un film originale di qualsiasi tipo, e in particolare di fantascienza, devono aver pensato che si potesse incastrare nel mondo di ''Cloverfield'' e che quello potesse solo aiutare.<ref>Citato in Andrea Fornasiero, ''[https://www.mymovies.it/film/2018/cloverfieldfilm/ Salvezza o morte? Tutto è cominciato nel futuro]'', ''mymovies.it''.</ref>
==Note==
<references/>
==Filmografia==
*''[[The Cloverfield Paradox]]'' (2018)
*''[[Escape Room 2 - Gioco mortale]]'' (2021)
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The Cloverfield Paradox
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|titolo italiano = The Cloverfield Paradox
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|regista = [[Julius Onah]]
|soggetto = [[Oren Uziel]], [[Doug Jung]]
|sceneggiatore = Oren Uziel
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*[[Gugu Mbatha-Raw]]: Ava Hamilton
*[[Daniel Brühl]]: Ernst Schmidt
*[[Elizabeth Debicki]]: Mina Jensen
*[[Chris O'Dowd]]: Mundy
*[[John Ortiz]]: Monk Acosta
*[[David Oyelowo]]: Kiel
*[[Zhang Ziyi]]: Tam
*[[Aksel Hennie]]: Volkov
*[[Roger Davies (attore)|Roger Davies]]: Michael Hamilton
*[[Clover Nee]]: Molly
*[[Donal Logue]]: Mark Stambler
|doppiatori originali =
*[[Simon Pegg]]: speaker radiofonico
*[[Greg Grunberg]]: Joe
|doppiatori italiani =
*[[Gea Riva]]: Ava Hamilton
*[[Massimo De Ambrosis]]: Ernst Schmidt
*[[Barbara De Bortoli]]: Mina Jensen
*[[Fabrizio Pucci]]: Mundy
*[[Alessandro Messina]]: Monk Acosta
*[[Alessandro Maria D'Errico]]: Kiel
*[[Loris Loddi]]: Volkov
*[[Stefano Crescentini]]: Michael Hamilton
*[[Valentina Pallavicino]]: Molly
*[[Lorenzo Scattorin]]: Mark Stambler
*[[Matteo Brusamonti]]: speaker radiofonico
}}
'''''The Cloverfield Paradox''''', film statunitense del 2018 con [[Gugu Mbatha-Raw]], regia di [[Julius Onah]].
==Frasi==
*Più ci allontaniamo da casa, più diventa chiaro che esiste una forza infinitamente più grande di noi. Sii misericordioso, e fa' sì che l'acceleratore funzioni questa volta, e ci fornisca l'energia che ci serve, scongiurando la guerra tra le nostre nazioni. [[Preghiere dai film|Ti preghiamo]], Dio, di essere dei nostri. Amen. ('''Monk''')
==Dialoghi==
*'''Molly''': Che cosa succede?<br>'''Michael''': Non lo sappiamo. Accadono cose brutte. Ma i buoni troveranno una soluzione.<br>'''Molly''': Serviranno tantissimi buoni.
==Citazioni su ''The Cloverfield Paradox''==
*L'avevo scritto prima di ''[[10 Cloverfield Lane]]'', quando ancora non si parlava di un universo espanso di ''[[Cloverfield]]''. Dopo anni in cui la sceneggiatura passava di mano senza risultati, tutti gli ingranaggi sono andati a posto con [[J. J. Abrams|J.J. Abrams]], la sua Bad Robot e Paramount. Non so dire esattamente quando è diventato un film di ''Cloverfield'', ma visto che nel mercato attuale è sempre più difficile lanciare un film originale di qualsiasi tipo, e in particolare di fantascienza, devono aver pensato che si potesse incastrare nel mondo di ''Cloverfield'' e che quello potesse solo aiutare. ([[Oren Uziel]])
==Voci correlate==
*''[[Cloverfield]]'' (2008)
*''[[10 Cloverfield Lane]]'' (2016)
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film horror fantascientifici]]
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