Wikiquote itwikiquote https://it.wikiquote.org/wiki/Pagina_principale MediaWiki 1.47.0-wmf.7 first-letter Media Speciale Discussione Utente Discussioni utente Wikiquote Discussioni Wikiquote File Discussioni file MediaWiki Discussioni MediaWiki Template Discussioni template Aiuto Discussioni aiuto Categoria Discussioni categoria Portale Discussioni portale TimedText TimedText talk Modulo Discussioni modulo Evento Discussioni evento Bellezza 0 1869 1417869 1406709 2026-06-22T19:51:55Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1417869 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Jules Joseph Lefebvre - Nymph with morning glory flowers.jpg|thumb|Ninfa con i fiori della gloria mattutina]] Citazioni sulla '''bellezza'''. ==Citazioni== *Ad amare una ragazza bella tutti sono capaci. ([[Dino Campana]]) *{{Sic|[[Aristotele|Aristotile]]}} solea dire che vale più la bellezza che cento lettere di raccomandazione. ([[Giovanni Stobeo]]) *''Balen ch'in un sol punto acceso muore, | polve ch'in alto si disperde al vento, | paglia che si dilegua in un momento, | fumo che via sen va sciolto in vapore, ||'' [...] ''o donne (e pur v'insuperbite tanto) | della vostra bellezza è men fugace.'' ([[Alessandro Adimari]]) *Belle sono tutte le cose cui non si mescola il turpe. ([[Simonide]]) *''«Bellezza e [[verità]] sono una cosa». | Questo è quanto sappiamo sulla terra | E questo è tutto che sapere importa.'' ([[John Keats]]) *Bellezza (''s.f.''). Il mezzo con cui una donna conquista l'amante e terrorizza il marito. ([[Ambrose Bierce]]) *Bellezza senza cortesia è come un giardino senza fiori. ([[Aśvaghoṣa]]) *''Beltà crudel, che in due modi m'offende; | Pria col ferir, poi col vietar ch'io mostri | L'alte piaghe, onde il cor mercede attende''. ([[Angelo di Costanzo]]) *''Brev'ora han dato i cieli | alla beltà mortale.'' ([[Giovanni Prati]]) *Che cos'è la bellezza, che scrittori, poeti, musicisti, artisti contemplano e traducono nel loro linguaggio, se non il riflesso dello splendore del Verbo eterno fatto carne? ([[Papa Benedetto XVI]]) *''Che ggran dono de Ddio ch'è la bbellezza! | Sopra de li quadrini {{NDR|quattrini}} hai da tenella: | Pe vvia che la ricchezza nun dà cquella, | E cco cquella s'acquista la [[ricchezza]]''. ([[Giuseppe Gioacchino Belli]]) *Che la Bellezza, odimi bene, Fedro, la Bellezza soltanto è divina e visibile a un tempo, ed è per questo che essa è la via al sensibile, è, piccolo Fedro, la via che mena l'artista allo [[spirito]]. ([[Thomas Mann]]) *Cos'è la bellezza si domandano filosofi, esteti ed estetisti, pittori e cineasti, creativi e giornalisti. Cosa era e cosa si pensò che fosse, ai tempi di Venere, di Diana, di Elena, di Frine, di Isotta? Forza dissolvente, promesse de bonheur, via verso il bene supremo, manifestazione del divino, simmetria, equilibrio, armonia, entusiasmo, turbamento, eccitazione, ornamento del potere, ecc. Tante discettazioni e tanti dilettosi pensamenti sono stati da sempre scalzati dai [[concorso di bellezza|concorsi di bellezza]]. ([[Giulio Ferroni]]) *Da più cose, dunque, io sono avvinto, più persone, perciò, sento che mi avvincono, perché diversi e distinti sono i gradini della bellezza. ([[Giordano Bruno]]) *Definire il Bello è facile: è ciò che fa disperare. ([[Paul Valéry]]) *''Della mente di [[Dio]] candida figlia, | Prima d'Amor germana, e di Natura Amabile compagna e maraviglia, || Madre de' dolci affetti, e dolce cura | Dell'uom, che varca pellegrino errante | Questa valle d'esilio e di sciagura, || Vuoi tu, diva bellezza, un risonante | Udir inno di lode, e nel mio petto | Un raggio tramandar del tuo seminante? || Senza la luce tua l'egro intellelto | Langue oscurato, e i miei pensier sen vanno | Smarriti in faccia al nobile subbietto''. ([[Vincenzo Monti]]) *''Dirò insomma, ch'in lei dal capo al piede, | quant'esser può beltà, tutta si vede.'' ([[Ludovico Ariosto]]) *È bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro. ([[Umberto Eco]]) *E la bestia guardò in faccia la bellezza. E tolse le sue mani dall'uccidere. E da quel giorno, essa fu come un morto. (''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'') *E mi piace vestire sexy, mostrare le gambe. La bellezza è un potere. ([[Brooke Shields]]) *È sempre libera e aderente: libera perché non aderisce a una conoscenza concettuale, aderente perché aderisce a un'interpretazione della natura. ([[Luigi Pareyson]]) *È stata la bella che ha ucciso la bestia. (''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'') *{{NDR|«Che cos'è la bellezza, per te?»}} [[Fiducia]] in me stessa. Insomma, essere naturali, ecco. ([[Barbara Palvin]]) *{{NDR|«Qual è la prima cosa che ti viene in mente quando senti la parola "bellezza"?»}} Fortuna. O meglio, un momento fortunato. Perché il fascino — quello alla Meryl Streep per intenderci — dura, te lo porti dietro tutta la vita. La bellezza no, prima o poi svanisce: non è un caso che faccia rima con giovinezza. ([[Alessia Piovan]]) *Fra le tante definizioni del Bello, una è bellissima: «Il Bello è ciò che si capisce più facilmente». ([[Achille Torelli]]) *Gli Antichi facevano sì gran conto della Bellezza, che soltanto il bello della Natura sembrava loro degno d'essere imitato; cosicché si può assicurare, ch'eglino sono stati quelli, che formarono, e mantennero lo stile della Bellezza. ([[Anton Raphael Mengs]]) *I media hanno vinto. Il lavaggio del cervello è riuscito. Ormai sono tutti d'accordo. Bellezza uguale [[magrezza]] e addome piatto. ([[Volfango De Biasi]]) *''Il bello è bello, ma non dura.'' ([[Giovanni Pascoli]]) *Il Bello è ciò che sembra abominevole a occhi ineducati. Il Bello è ciò che la vostra amante e la vostra domestica trovano d'istinto orrendo. ([[Edmond e Jules de Goncourt]]) *Il bello è lo splendore del vero. (Attribuita a [[Platone]]) *Il Bello è principio di tutte le cose in quanto causa efficiente, che muove tutte le cose e le tiene insieme con l'amore verso la propria bellezza; e il Bello è il fine di tutte le cose. ([[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]) *''Il bello | è solo l'inizio del tremendo, che noi sopportiamo, | ancora ammirati perché tranquillo disdegna | di sgretolarci.'' ([[Rainer Maria Rilke]]) *Il bello nell'arte, nel pensiero, nell'azione, non deriva da un'armonia perfetta; l'umana natura noi comporta; ma nasce dalla guerra fra il bene e il male, nella quale il vero qualche volta vinto finisce col trionfare. ([[Giovan Battista Niccolini]]) *Il bello non dovrebbe essere che lo splendore del vero, la corona dell'utile, ma sovente non è che improduttiva consumazione di mezzi, la cui mancanza si deplora prossimamente dipoi. ([[Cristoforo Negri]]) *Il bello prodotto dalla poesia è inferiore sia alla bellezza ideale sia alla bellezza naturale (a quella del volto e del corpo, ma anche e soprattutto a quella dell'anima). ([[Vincenzo Cicero]]) *Il mio concetto di bellezza, parliamo di letteratura, di arte, ha sempre un po' a che vedere col trauma. Una cosa per essere bella deve farti un po' male, ti deve instillare un dubbio, togliere una certezza, o te la deve incrinare. Iconograficamente, un bravo regista è quello che ti sconvolge l'immaginario, quello che ti pone la realtà in una forma che non avevi previsto e che però arrivi a condividere. La bellezza ha qualcosa di rivoluzionario, di eversivo. Pensa alla bellezza in amore, in un rapporto sentimentale. Quando scopri la bellezza in una persona, quella è una esperienza traumatica, certo "bello", ma andiamo a decodificare quel "bello": vuol dire che tu non sei più la stessa persona e quel tipo di bellezza ti introduce in un mondo differente che spesso spaventa anche. "Oddio, mi piace, e mo'? Che si fa?". Quando ti poni questa domanda la tua vita sta già cambiando binario, è diventata un'altra cosa. ([[Diego De Silva]]) *Il più delle volte un'aria di dolcezza o fierezza in una donna, non significa che essa sia dolce o fiera: è semplicemente un modo d'esser bella. ([[Alphonse Karr]]) *{{NDR|«Il tuo segreto di bellezza?»}} È la mia felicità. ([[Ellen Hidding]]) *In fondo sono felice di non essere mai stato bello. Almeno non ho sofferto nel perdere la più inafferrabile tra le qualità. Anzi, come epitaffio tombale voglio: «Passò dai brufoli alle rughe senza un solo attimo di bellezza». ([[Tommaso Labranca]]) *In tutto quel che suscita in noi il sentimento puro ed autentico del bello, c'è realmente la presenza di Dio. C'è quasi una specie di [[incarnazione]] di Dio nel mondo, di cui la bellezza è il segno. Il bello è la prova sperimentale che l'incarnazione è possibile. ([[Simone Weil]]) *Infelice è colui che non consegue il Bello, il solo Bello. [...] Ciascuno diventi bello e simile al Dio se intende contemplare e Dio e il Bello. ([[Plotino]]) *Io amo la bellezza, ma a volte una cosa gradevole da osservare nasconde dentro di sé qualcosa di malefico e rivoltante. ([[George R. R. Martin]]) *Io desidero che la tua icona, [[Maria|Madre di Dio]], si rifletta continuamente nello specchio dell'[[anima]] e la conservi pura fino alla fine dei secoli. Rialzi coloro che sono curvi verso terra e doni la [[speranza]] a coloro che considerano e imitano l'eterno modello della bellezza. ([[Pseudo-Dionigi l'Areopagita]]) *Io l'associo all'amore, alla gentilezza e a un cuore generoso: queste sono le cose che mi toccano di più e che, se le vedo in una persona, me la fanno apprezzare sotto una luce speciale. ([[Naomie Harris]]) *– Io non sono bella.<br>– Be', magari non sei Miss Universo, ma sei umana e generosa. Sì, tu dai molto agli altri e non chiedi niente in cambio: è questa la vera bellezza, ed è una bellezza che non sfiorisce mai. (''[[Alfred Hitchcock presenta (serie televisiva 1985)|Alfred Hitchcock presenta]]'') *L'idea di bellezza umana che abbiamo oggigiorno è molto ridotta. In realtà, siamo molto più capaci di apprezzare la bellezza delle piante, degli animali o delle nuvole rispetto alla nostra. Verso di loro, le nostre menti sono molto più flessibili e aperte. Non li giudichiamo in funzione di alcuna norma. Non esigiamo che siano in alcun modo. Li accettiamo come sono e ci lasciamo commuovere dalla loro presenza. ([[Guadalupe Nettel]]) *L'idea di bellezza è soggettiva, non può esistere uno standard. Affascinante è chi si sente a proprio agio nel suo corpo e trasmette questa sensazione, questa "luce" agli altri. ([[Denise Capezza]]) *L'intelligenza è una cosa, pensava, la bellezza un'altra. E non importa quanto sia effimera e di breve durata, infida e immeritata. Anzi, proprio perché lo è – qualcosa che appartiene solo alla natura, allo stato primitivo dei sensi e del potere – è capace di un'attrazione che i pensieri e le parole non avranno mai. ([[Silvia Avallone]]) *L'uomo è capace di produrre il bello solo nella misura in cui, lasciandosi trascinare dal puro desiderio d'amore (''éros''), si volge dalla bellezza naturale verso questa Idea e ne diviene partecipe contemplandola. ([[Vincenzo Cicero]]) *La bellezza, anche nell'arte, non si può immaginare senza pudore. ([[Hugo von Hofmannsthal]]) * La bellezza appare sempre degna di fede. Il diavolo, che determina il giudizio degli uomini sulle donne, lotta fianco a fianco di quelle belle e piacenti. Alla verità di una donna brutta si crede di rado, ma con una donna bella si crede a tutto ciò che può inventare. ([[Joseph Roth]]) *La bellezza apre l'anima e ci fa vedere il paradiso. Solo lì troveremo tutte le risposte. ([[Renato Scarpa]]) *La bellezza attira, la bruttezza respinge. Che significa questo? Significa che dobbiamo cercare la bellezza e sfuggire la bruttezza? No, significa che dobbiamo cercare quello che dà come conseguenza la bellezza, e fuggire quello che dà come conseguenza la bruttezza: cercare di essere buoni, aiutare, servire le creature e gli uomini, e fuggire quello che fa male alle creature e agli uomini. La conseguenza di questo sarà la bellezza. Quando tutti saranno buoni, tutto sarà bello. ([[Lev Tolstoj]]) *La bellezza? Certo che mi ha aiutata, come potrei dire il contrario, ma non è tutto. ([[Florinda Bolkan]]) *La bellezza? E una questione che ha che fare con il piacersi e l'accettarsi. Io ci ho messo parecchio e ora non mi importa se la gente mi vede meno o più bella. C'è chi mi trova orrenda, ma va bene così. È normale. Ma ho lavorato parecchio su tanta crudeltà, sui giudizi di questo sistema. E sto bene: sono quella che sono. ([[Lea T]]) *La bellezza aiuta in generale, lo noti anche quando vai a comprare il pane e qualcuno ti sorride. Però è pieno di gente bella in giro, ciascuno di noi ha un più bello di sè da qualche parte. Me ne prendo cura finché posso ma non punto di certo su quello. ([[Stella Egitto]]) *La bellezza ci farà fiorire di nuovo. ([[Giancarlo Giannini]]) *La bellezza ci può trafiggere come un [[dolore]]. ([[Thomas Mann]]) *La bellezza della carne, la bellezza spirituale, tutto ciò che concerne la bellezza nasce solo dall'ignoranza e dalle tenebre. Non è consentito sapere e conservare la bellezza. ([[Yukio Mishima]]) *La bellezza deve essere giudicata non per le proporzioni matematiche del corpo e del viso, ma per l'effetto che produce. ([[Alphonse Karr]]) *La bellezza di ciò che è bello non dipende dal gusto del soggetto, ma è inscritta nelle cose, possiede una forza oggettiva. ([[Bruno Forte]]) *La bellezza, dopo tre giorni, è tanto noiosa come la [[virtù]]. ([[George Bernard Shaw]]) *La bellezza [è] la sola cosa che resta della stupidità del mondo antico e della ferocia del mondo futuro. ([[John Berger]]) *La bellezza è la sola qualità che ci rende uomini fin dalla nascita. Un corpo, un gesto e un colore che ci inebriano sono l'unico incentivo consentito all'uomo per creare l'opera d'arte e congiungersi a Dio. ([[Franco Zeffirelli]]) *La bellezza è ciò che permane come sostrato del divenire, non solo come manifestazione di ciò che è mutato, ma nell'agire stesso del mutare. ([[Ignazio Fresu]]) *La bellezza è fondamentale, ma è qualcosa di ben diverso da un’ estetismo vuoto, formalista e sterile, nel quale invece talvolta si cade. ([[Antonio Cañizares Llovera]]) *La bellezza è l'altra forma della verità. ([[Alejandro Casona]]) *La Bellezza è l'unica cosa contro cui la forza del tempo sia vana. Le filosofie si disgregano come la sabbia, le credenze si succedono l'una sull'altra, ma ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni, ed un possesso per tutta l'eternità. ([[Oscar Wilde]]) *La bellezza è mescolare in giuste proporzioni il finito e l'infinito. ([[Platone]]) *La Bellezza è spesso timidezza – forse ancora più spesso – sofferenza. ([[Emily Dickinson]]) *La bellezza è un dono gigantesco, immeritato, dato a caso, stupidamente. ([[Khaled Hosseini]]) *La bellezza è un'arma a doppio taglio perché, se in un primo momento ti apre molte porte, subito dopo ti costringe a dimostrare il doppio per renderti credibile agli occhi di chi continua a vederti solo come un involucro. ([[Antonella Salvucci]]) *La bellezza è una lettera aperta di raccomandazione che ci guadagna i cuori anticipatamente. ([[Arthur Schopenhauer]]) *La bellezza è una moneta che ha corso solo in un dato [[tempo]] e in un dato luogo. ([[Henrik Ibsen]]) *La bellezza è una sorta di crisi sociale: per fortuna non vuol dire niente e purtroppo vuol dire tutto. È una cosa che è oggettiva solo rispetto a dei canoni imposti socialmente e non è così importante rispetto a ciò che per noi è soggettivamente bello. ([[Federica Sabatini]]) *La bellezza è una visitatrice che viene senza preavviso, muta forma per un'ora, per un giorno, talvolta per più tempo; svapora ad un alito, dilegua da capo. ([[Rosamond Lehmann]]) *La bellezza è uno splendore che deve staccarsi da chi la possiede senza lui l'avverta e senza che ci torni sopra. ([[Jean Guitton]]) *La bellezza estetica è qualcosa di talmente mutevole e soggettivo che legarci l'identità di una persona è riduttivo. ([[Marianna Di Martino]]) *La bellezza fa promesse che non può mantenere. ([[Cormac McCarthy]]) *La bellezza femminile è il punto più vicino fra il genere umano e l'eternità. ([[Emir Kusturica]]) *La bellezza ha il potere di suscitare un dolore inaccessibile ad altre tragedie. La perdita di una grande bellezza può mettere in ginocchio un'intera nazione. Nient'altro può farlo. ([[Cormac McCarthy]]) *La bellezza, la gioia solo per la gioia, indipendente dal bene, è ripugnante. Io l'ho conosciuta e l'ho gettata via. Il bene senza bellezza dà tormento. Solo l'unione dei due o, piuttosto non l'unione, bensì la bellezza come aureola del bene. Mi sembra che questo sia vicino alla verità. ([[Lev Tolstoj]]) *''La bellezza mi riempie fino a morirne | Bellezza abbi pietà di me | ma se dovessi spirare oggi | lascia che sia guardando te.'' ([[Emily Dickinson]]) *La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori. ([[Alda Merini]]) *La bellezza non è ciò che piace ma ciò che emoziona, sia tra persone sia che si tratti di qualsiasi forma d'arte. ([[Melania Dalla Costa]]) *La bellezza non è il destino dell'arte. L'arte è perdita non guadagno. ([[Leonardo Sinisgalli]]) *La bellezza non è qualcosa per cui si gareggia: ciascuno ha qualcosa di bello da scoprire; l'attenzione è la chiave della scoperta. ([[Dacia Maraini]]) *La bellezza non è scomparsa del tutto. ([[Banana Yoshimoto]]) *La bellezza non è una qualità delle cose stesse: essa esiste soltanto nella mente che le contempla ed ogni mente percepisce una diversa bellezza. ([[David Hume]]) *La bellezza non rende felice colui che la possiede, ma colui che la può amare e desiderare. ([[Hermann Hesse]]) *La bellezza per anni l'ho considerata una sfortuna. Temevo che nessuno mi prendesse sul serio. ([[Chiara Baschetti]]) *La bellezza, senza dubbio, non fa le rivoluzioni. Ma viene un giorno in cui le rivoluzioni hanno bisogno della bellezza. ([[Albert Camus]]) *La bellezza, si diceva, è sempre altera e impenetrabile. Quando sedevano davanti ai caffè con le gambe accavallate, quel nudo gonfiava la vene dei passanti. ([[Rocco Scotellaro]]) *La bellezza si vede quando c'è qualche cosa dietro l'anima. ([[Riccardo Cocciante]]) *La bellezza sta negli occhi di chi guarda, non la si acquista a buon mercato sulla lingua del banditore. ([[William Shakespeare]]) *La bellezza tenta i ladri più dell'oro. ([[William Shakespeare]]) *La bellezza vera non ammette di esser vociferata ai quattro venti: una volta appurata da noi su di noi, se mai è il caso, bisogna che sia un po' occultata, perché la vera scoperta della nostra bellezza o la fa qualcun altro o non la fa nessun altro. ([[Aldo Busi]]) *La bellezza vince su tutte le cose. E ogni cosa perde di fronte alla bellezza. Non è nessuno dei valori di questa terra, nessuna delle forme che conosciamo. Il mistero la inghiotte. Ed è bene che in questo mondo alcuni misteri o segreti non vengano rivelati. Se pretendessimo di spiegare tutto più nulla nascerebbe. ([[Ko Un]]) *''La beltà vostra è così grande, e pura | Che 'nvidia, o biasmo in lei loco non trova; | Ma però nulla ciò rileva, o giova, | Che lo scoglio del cor via più s'indura''. ([[Berardino Rota]]) *La fonte originaria della bellezza è unicamente in Dio ed essa si manifesta nell'animo di coloro che sono entusiasticamente pervasi di lui. ([[Johann Gottlieb Fichte]]) *La forza della bellezza esiste in misura non minore della forza magnetica e di quella di gravità. ([[Pavel Aleksandrovič Florenskij]]) *La [[giovinezza]] senza la bellezza ha pur sempre del fascino; la bellezza senza la giovinezza non ne ha alcuno. ([[Arthur Schopenhauer]]) *La maschera è bellezza e la [[menzogna]] è l'[[amore]]. ([[Mario Mariani]]) *La natura della bellezza non può essere corpo. Perché se ella fusse corpo non converrebbe alle virtù dell'animo che sono incorporali.<br />... concludiamo brevemente che la Bellezza è una grazia, vivace e spirituale, la quale per il raggio divino prima si infonde negli Angeli, poi nelle anime degli uomini, dopo nelle figure e voci corporali... ([[Marsilio Ficino]]) *''La piaga | Sanar si può d'una beltà malvagia, | Ché in cor bennato amor malnato è breve: | Ma beltade è fatal quando è [[Pudore|pudica]]''. ([[Vincenzo Monti]]) *La più nobile specie di bellezza è quella che non trascina a un tratto, che non scatena assalti tempestosi e inebrianti (una tale bellezza suscita facilmente nausea), ma che si insinua lentamente, che quasi inavvertitamente si porta via con sé e che un giorno ci si ritrova davanti in sogno, ma che alla fine, dopo aver a lungo con modestia giaciuto nel nostro cuore, si impossessa completamente di noi e ci riempie gli occhi di lacrime e il cuore di nostalgia. ([[Friedrich Nietzsche]]) *{{NDR|«Lea, che cos'è la bellezza?»}} La verità. ([[Lea T]]) *La vera bellezza, dopotutto, consiste nella purezza del cuore. ([[Mahatma Gandhi]]) *La vera bellezza ha sempre qualcosa di estremo. ([[Mario Soldati]]) *La via della Bellezza si rivela così come la via di Dio Trinità, e perciò come la via della salvezza e della verità: nella bellezza tutto è unificato, tutto giustificato nel suo ultimo senso. ([[Bruno Forte]]) *Lo studio della bellezza è un duello in cui l'artista urla di spavento prima di esser vinto. ([[Charles Baudelaire]]) *Molte di noi per anni hanno aspettato questo momento storico in cui chiunque, di qualsiasi forma, di qualsiasi colore di pelle, può essere considerata bella. La bellezza è di tutte le taglie e tutto quello che è perfetto e senza difetti di solito è una vera noia. Finalmente la gente e i media se ne sono accorti. ([[Padma Lakshmi]]) *Nell'incanto di ciò che si rivela in assoluta impotenza, del bello, che è perfetto e nullo ad un tempo, l'apparenza dell'onnipotenza si rispecchia negativamente come speranza. Il bello è sottratto ad ogni prova di efficienza. La totale assenza di scopi smentisce la totalità di tutto ciò che è conforme agli scopi nel mondo del dominio, ed è solo in virtù di questa negazione, che il sussistente opera sul proprio principio razionale conducendolo alle streme conseguenze, che la società esistente è stata consapevole, fino ad oggi, della possibilità di una società diversa. La beatitudine della contemplazione consiste nell'incanto disincantato. Ciò che scintilla, è la conciliazione del mito. ([[Theodor W. Adorno]]) *Nessuno comprende che molta parte della bellezza è [[bontà]]. ([[Federigo Tozzi]]) *Noi della bellezza crediamo materia la verità morale. ([[Cesare Cantù]]) *Noi dobbiamo lottare per la bellezza perché senza Bellezza non si vive. E questa lotta deve investire ogni particolare: altrimenti come faremo un giorno a riempire piazza San Pietro? ([[Luigi Giussani]]) *Non amiamo tanto la bellezza per sopportare che l'azione fermandoci dia spazio a contemplarla ed abituarvi la mente. La scena moderna precipitandosi senza riposo verso il suo scopo, cangia incessantemente di luogo, d'interesse, di situazione, come la società stessa. Non vi ha cosa che la sospenda: un'ardente sollecitudine la spinge alla catastrofe. ([[Giovan Battista Niccolini]]) *Non credo [...] che la bellezza sia un talento: è semmai uno strumento interessante e unico che, quando si ha la fortuna di possederlo, può essere messo al servizio di altro. ([[Rosa Diletta Rossi]]) *Non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello. ([[Nino Frassica]]) *Non è detto che il bello sia tale perché risponde a un canone in sé: qualcosa è bella perché è autentica e racconta un animo. ([[Gabriella Pession]]) *Non è la bellezza ciò da cui si dovrebbe necessariamente partire? È un giacinto azzurro che attira col suo profumo Persefone nei regni sotterranei della conoscenza e del destino. Si può senza dubbio chiamare «esorcismo» questo attrarre, per mezzo di figure, lo spirito, che di certe cose ha sempre una grande paura. ([[Cristina Campo]]) *{{NDR|«Come definirebbe la bellezza vera?»}} Non è quella che vedi sui [[giornali]] o su [[Instagram]], dove quasi tutto è falso. La bellezza si trova nei momenti che vivi con la famiglia o che condividi con i tuoi amici. ([[Suki Waterhouse]]) *Non è vero che i belli siano poco intelligenti: sono i brutti, invece che hanno troppo sviluppato il cervello per compensare le deficienze estetiche. ([[Gianni Monduzzi]]) *Non mi piace la gente che parla della bellezza. Cosa è la bellezza? Uno ne potrebbe discutere come problema nella pittura. ([[Pablo Picasso]]) *Non mostri {{NDR|la figlia}} la sua bellezza | a qualsiasi uomo, | non segga a ciarlare | insieme con le altre [[donna|donne]], | perché dagli abiti esce la tignola | e dalla donna malizia di donna. ([[Bibbia|Bibbia, Siracide]]) *Non può essere bello chi ha in sé un male che porterà alla tomba. ([[Liala]]) *Non vi è cosa più divina della bellezza, la quale, non appartenendo al corpo e non avendo principio o esistenza se non nello spirito e nella ragione, può essere svelata e appresa da questa parte più divina di noi, quando essa contempla se stessa, unico oggetto degno di lei. ([[Anthony Ashley Cooper, III conte di Shaftesbury]]) *Oh, essa insegna alle torce come splendere. Sembra pendere sul volto della notte come ricca gemma all'orecchio d'una Etiope. Ma è bellezza di un valore immenso che mai nessuno avrà, troppo preziosa pe la terra. Come colomba bianca in una lunga fila di cornacchie sembra la fanciulla tra le sue compagne. La voglio vedere dopo questo ballo; come sarei felice se la mia mano rude sfiorasse quella sua. Ha mai amato il mio cuore? Negate, occhi: prima di questa notte non ho mai veduto la bellezza. (''[[Romeo e Giulietta]]'') *Oh, mio [[marito]] l'apprezzava, la mia bellezza. E come! Il guaio è che apprezzava anche quella di tutte le altre. ([[Allan Prior]]) *Oltre un certo grado la bellezza, come l'eleganza, non è più una semplice sfida all'imperfezione e alla miseria del mondo, è una provocazione, anzi un ''oltraggio'': ciò spiega l'odio che non poca gente nutre verso di essa. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Passa la bellezza, come profumo all'aria, e il suo ricordo sarà un rimpianto. Dura invece la [[bontà]], come l'incenso nel chiuso tabernacolo, la [[carità]] fatta non invecchia mai, ed è sempre sorella alla carità da farsi. ([[Ambrogio Bazzero]]) *Per la donna disposta ad amare, è una gran fortuna essere bella, ma per quella che vuole solo essere desiderata, è sufficiente che la si trovi bella. ([[Alphonse Karr]]) *Per le donne la bellezza è quello che per gli uomini è il denaro: potenza. ([[Dorothy May]]) *Per me la bellezza coincide con la sicurezza. Se una donna è sicura di sé, appare bella. E lo è. ([[Ashley Graham]]) *''Perché chi è bello, non è bello che il tempo di guardarlo, | chi è nobile sarà subito anche bello.'' ([[Saffo]]) *Personalmente penso che la bellezza sia la possibilità di creare emozioni. ([[Marcello Gandini]]) *Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla retina, la [[lacrima]] è il modo con cui la retina – come la lacrima stessa – ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza. ([[Iosif Aleksandrovič Brodskij]]) *Profondo è l'odio che l'animo volgare nutre contro la bellezza. ([[Ernst Jünger]]) *Qualcuno ha detto che la bellezza è una promessa di felicità. Nessuno ha mai detto che la promessa sia stata mantenuta. ([[Paul-Jean Toulet]]) *Quando riusciamo a vedere la bellezza, essa è sempre perduta. ([[Mario Soldati]]) *Quanto dura la bellezza? Lo spazio di un mattino. Poi appassisce, viene la morte vestita da [[Viola (botanica)|violetta]]. (''[[L'amore coniugale]]'') *''Questo nostro caduco e fragil bene | ch'è [[vento]] ed ombra ed à nome beltade''. ([[Francesco Petrarca]]) *{{NDR|«La tua bellezza ti ha aiutata o penalizzata nella vita e nello [[sport]]?»}} Sarei ipocrita a dire che non mi abbia aiutata, perché purtroppo l'aspetto fisico condiziona tanto, se sei bella ti ascoltano più volentieri, e per me è stato un elemento importante soprattutto a livello mediatico. Questa però può diventare un'arma a doppio taglio, bisogna agire con intelligenza. Io di certo non rinuncerò mai a una passata di mascara per essere meno appariscente. Bisogna avere la forza di dimostrare di essere brave anche se si è belle di aspetto. ([[Vicky Piria]]) *Scopo degli sport agonistici non è la bellezza, anche se gli sport ad alto livello sono luogo deputato per l'espressione della bellezza umana. Il rapporto è pressappoco quello che intercorre fra il [[coraggio]] e la [[guerra]]. La bellezza umana in questione è una bellezza di tipo particolare; si potrebbe definire bellezza cinetica. La sua forza e la sua attrattiva sono universali. Sesso o modelli culturali non c'entrano. C'entra, piuttosto, la riconciliazione degli [[Uomo|esseri umani]] e il fatto di avere un [[corpo]]. Negli sport maschili non si parla mai di bellezza, di [[Grazia (qualità)|grazia]] o del corpo. ([[David Foster Wallace]]) *Se sei bella e non sei brava crolli. Se sei brava, spesso ti abbellisci pure. ([[Enrico Lucherini]]) *Se volete poi sapere qualcosa di più sulla bellezza, che cos'è esattamente, consultate una storia dell'arte e vedrete che ogni epoca ha le sue veneri e che queste veneri (o apolli) messi assieme e confrontati, fuori dalle loro epoche, sono una famiglia di mostri. Non è bello quello che è bello, disse il rospo alla rospa, ma è bello quello che piace. ([[Bruno Munari]]) *Sembra che l'onesto non s'identifichi col bello. ([[Tommaso d'Aquino]]) *''Sembra gentile | Nel verno un fiore, | Che in sen d'aprile | Si disprezzò. || Fra l'ombra è bella | L'istessa stella | Che in faccia al Sole | Non si mirò.'' ([[Pietro Metastasio]]) *Troppo spesso, però, la bellezza che viene propagandata è illusoria e mendace, superficiale e abbagliante fino allo stordimento e, invece di far uscire gli uomini da sé e aprirli ad orizzonti di vera libertà attirandoli verso l'alto, li imprigiona in se stessi e li rende ancor più schiavi, privi di speranza e di gioia. Si tratta di una seducente ma ipocrita bellezza, che ridesta la brama, la volontà di potere, di possesso, di sopraffazione sull'altro e che si trasforma, ben presto, nel suo contrario, assumendo i volti dell'oscenità, della trasgressione o della provocazione fine a se stessa. L'autentica bellezza, invece, schiude il cuore umano alla nostalgia, al desiderio profondo di conoscere, di amare, di andare verso l'Altro, verso l'Oltre da sé. ([[Papa Benedetto XVI]]) *Tutto in questo mondo è importante. La vita delle persone è un dono prezioso, ma non è l'unica cosa che conta. Non ci sono solo gli uomini su questa terra. Ci sono gli alberi... e tanti altri esseri viventi. Chi vive in questo mondo condivide la vita con tutto il resto. La bellezza è un patrimonio di tutti e va protetto ad ogni costo. Ognuno ha i propri gusti, non a tutti piacciono le stesse cose... questo c'insegna l'esistenza... a rispettare la sensibilità di ogni essere. Qualsiasi cosa che esprima bellezza e provochi un'emozione ha diritto di esistere. Ogni essere umano è pronto a combattere per difendere le cose che ama. La verità è che ognuno di noi ha il diritto di esprimere la propria opinione... questo è l'insegnamento che la vita ha dato a chi abita su questo pianeta. (''[[Blue Dragon (serie animata)‎|Blue Dragon]]'') *Una bella donna è cento volte più attraente quando esce dal sonno che dopo una toeletta. ([[Giacomo Casanova]]) *Una sera, feci sedere la Bellezza sulle mie ginocchia. — E la trovai amara. — E l'ingiuriai. ([[Arthur Rimbaud]]) *La bellezza è una promessa di felicità ([[Stendhal]]) ===[[Agostino d'Ippona]]=== *Interroga la bellezza della terra, interroga la bellezza del mare, interroga la bellezza dell'aria diffusa e soffusa. Interroga la bellezza del cielo, interroga l'ordine delle stelle, interroga il sole, che col suo splendore rischiara il giorno; interroga la luna, che col suo chiarore modera le tenebre della notte. Interroga le fiere che si muovono nell'acqua, che camminano sulla terra, che volano nell'aria: anime che si nascondono, corpi che si mostrano; visibile che si fa guidare, invisibile che guida. Interrogali! Tutti ti risponderanno: Guardaci: siamo belli! La loro bellezza li fa conoscere. Questa bellezza mutevole chi l'ha creata, se non la Bellezza Immutabile? *Tardi ti amai, bellezza cosí antica e cosí nuova, tardi ti amai. Sí, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lí ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace. ===[[Hans Urs von Balthasar]]=== *Il criterio della verità è la bellezza. *In un mondo senza bellezza [...], in un mondo che non ne è forse privo, ma che non è più in grado di vederla, di fare i conti con essa, anche il bene ha perduto la sua forza di attrazione, l'evidenza del suo dover-essere-adempiuto; e l'uomo resta perplesso di fronte ad esso e si chiede perché non deve piuttosto preferire il male. *La bellezza è l'ultima parola che l'intelletto pensante può osare di pronunciare, perché essa non fa altro che incoronare quale aureola di splendore inafferrabile, il duplice astro del vero e del bene ed il loro indissolubile rapporto. ===[[Muriel Barbery]]=== *Alla bellezza si perdona tutto, persino la volgarità. *Dove si trova la bellezza? Nelle grandi cose che, come le altre, sono destinate a morire oppure nelle piccole che, senza nessuna pretesa, sanno incastonare nell'attimo una gemma di infinito? *Il bello è ciò che cogliamo mentre sta passando. È l'effimera configurazione delle cose nel momento in cui ne vedi insieme la bellezza e la morte. ===''[[American Beauty]]''=== *A volte c'è così tanta bellezza nel mondo, che non riesco ad accettarla... Il mio cuore sta per franare. *Potrei essere piuttosto incazzato per quello che mi è successo, ma è difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo. A volte è come se la vedessi tutta insieme, ed è troppa. Il cuore mi si riempie come un palloncino che sta per scoppiare. E poi mi ricordo, di rilassarmi, e smetto di cercare di tenermela stretta. E dopo scorre attraverso me come pioggia, e io non posso provare altro che gratitudine, per ogni singolo momento della mia stupida, piccola, [[vita]]. Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l'avrete. ===[[Fëdor Dostoevskij]]=== *"È vero, principe, che lei una volta ha detto che la 'bellezza' salverà il mondo? State a sentire, signori," gridò ad alta voce, rivolgendosi a tutti, "il principe sostiene che la bellezza salverà il mondo! E io sostengo che questi giocondi pensieri gli vengono in testa perché è innamorato. Signori, il principe è innamorato [...] Ma quale bellezza salverà il mondo? (''[[L'idiota]]'') *La bellezza: che tremenda e orribile cosa! [...] Là gli opposti si toccano, là vivono insieme tutte le contraddizioni! (''[[I fratelli Karamazov]]'') *Ma lo sapete, lo sapete voi che senza l'Inghilterra l'umanità potrebbe ancora vivere, senza la Germania pure, senza l'uomo russo potrebbe vivere e vivrebbe anche troppo bene; potrebbe vivere senza la scienza, senza il pane...; solo senza la bellezza non si potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe nulla da fare al mondo? *Oh, sì che è notevole; lei è una vera bellezza, Aglàja Ivànovna, una bellezza straordinaria. Lei è così bella che si ha addirittura paura di guardarla. [...] È difficile valutare la bellezza, e io non ci sono preparato. La bellezza è un enigma. (''L'idiota'') ===[[Friedrich Hölderlin]]=== *La prima figlia della bellezza umana, della bellezza divina è l'[[arte]]. In essa l'uomo divino ringiovanisce e si rinnova. Egli vuole sentire se stesso e perciò pone di fronte a sé la bellezza. Così l'uomo si diede i suoi dei, ché nel principio l'uomo e i suoi dei erano una sola cosa, poiché, ignota a se stessa, esisteva la bellezza eterna. *La seconda figlia della bellezza è la [[religione]]. Religione è amore della bellezza. Il saggio ama proprio lei, la infinita, che tutto abbraccia; il popolo ama i suoi figli, gli dei, che gli appaiono in varie fogge. *Vi sarà una sola bellezza, e umanità e natura si fonderanno in una universale divinità. ===[[Virna Lisi]]=== *Essere bella non significa avere lineamenti perfetti, una faccia di bambola come la mia. *La bellezza è quella cosa che fa fermare la gente ad aiutarti quando la tua automobile è in panne: per quanto incredibile possa sembrare, spesso io preferirei restar sola con la mia automobile in panne. *La bellezza non viene da un volto liscio, costruito bene, privo di rughe: viene da un volto interessante, intelligente. *La maggior parte delle donne belle che io conosco sono donne infelici, perseguitate oltretutto dalla fama di stupide. ===[[Marilyn Monroe]]=== *Ho sognato la bellezza per lo più a occhi aperti. Ho sognato di diventare tanto bella da far voltare le persone che mi vedevano passare. *Non sono interessata al denaro. Voglio solo essere meravigliosa. *Quando ero piccola, nessuno mi diceva mai che ero carina; bisognerebbe dirlo a tutte le ragazzine, anche se non lo sono. ===[[Elisa Sednaoui]]=== *Mi infastidisce solo l'[[ossessione]] per la bellezza: va bene, allora celebriamo tutte le età, non solo la [[giovinezza]]. [...] Diventare [[genitore]] ti insegna che esistono emozioni a tutte le età, basta con la morbosità sulla questione del tempo che passa! *{{NDR|«La bellezza è un [[talento]]?»}} Sì, devi imparare a capirla e a coltivarla. Per me è stare bene con me stessa. E anche questa è una cosa che impari crescendo. *{{NDR|«La bellezza è un [[potere]]?»}} Sì, ma può essere anche un [[limite]]. Se mi definiscono: "Non solo bella ma anche [[Intelligenza|intelligente]]", mi offendo: significa che noi donne dobbiamo provare di avere un [[cervello]]. ==[[Proverbi]]== *A bellessa a nö fa boggî a pûgnatta. ([[proverbi liguri|ligure]]) ===[[Proverbi italiani|Italiani]]=== *A donna bianca bellezza non manca. *Altezza mezza bellezza. *Anche l'[[occhio]] vuol la sua parte. *Bella faccia [[cuore]] allaccia. *Bella ragazza, specchietto per i pazzi. *Bellezza è come un fiore, che nasce e presto muore. *Bellezza e follia vanno sovente insieme. *Bellezza è già mezza [[dote]]. *Bellezza senza bontà è casa senza uscio, [[nave]] senza vento, fonte senz'[[acqua]]. *Bellezza senza bontà è come vino svanito. *Chi ha le buche nelle gote si marita senza dote. *Chi nasce bella non muore di [[fame]]. *Due begli occhi fanno una bella donna. *La bellezza dura poco. *La bellezza è il fiore, ma la virtù è il frutto della vita. *La bellezza ha belle foglie, ma il frutto è amaro. *Le belle senza dote trovan più amanti che mariti. *Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. *Occhio nero e capel biondo, la più bella son del mondo. *Onestà e gentilezza sovravvanza ogni bellezza. *Quando si è belli si è sempre quelli. *Se congiunta non è con la saggezza, un dono assai funesto è la bellezza. ===[[Proverbi toscani|Toscani]]=== *Bella donna, cattiva testa. *Bella moglie, dolce veleno. *Bello in fascia, brutto in piazza. *Beltà e follia vanno spesso in compagnia. *Brutto in fascia, bello in piazza. *Chi bella donna vuol parere, la pelle del viso gli convien dolere. *Chi è bello è bello e grazioso, chi è brutto è brutto e dispettoso. *Chi è brutta, e bella vuol parere, pena, patisce per bella parere. *Chi nasce bella, nasce maritata. *Chi nasce bella, non è in tutto povera. *Il bello piace a tutti. *Il bruno il bel non toglie, anzi arricchisce le voglie. *Il fumo va dietro ai belli. *L'occhio vuol la sua parte. *La beltà senza la grazia è un amo senza l'esca. *Le bellezze son le prime spedite. *Le donne per parer belle si fanno brutte. *Non fu mai sì bella scarpa, che non diventasse una ciabatta. *Non fu mai sì vaga rosa, che non diventasse un grattaculo. *Onestà e gentilezza sopravanza ogni bellezza. *Se non si maritassero altro che le belle, cosa farebbero le brutte? ==Bibliografia== *Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903 ==Voci correlate== *[[Bruttezza]] *[[Grazia (qualità)|Grazia]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sulla|wikt|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Qualità estetiche]] kwbsjvbrzcyhs863ddcz5qnn2axchyt Excalibur 0 2424 1417835 1417720 2026-06-22T15:12:09Z Skekzilla 17056 /* Frasi */ 1417835 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Excalibur |titolooriginale= Excalibur |immagine=Excalibur (1981) logo.png |paese= Irlanda/Usa |anno= 1981 |genere= Fantasy |regista= [[John Boorman]] |soggetto = [[Thomas Malory]] |sceneggiatore= [[John Boorman]], [[Rospo Pallenberg]] |attori= *[[Nigel Terry]]: [[Re Artù]] *[[Helen Mirren]]: [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] *[[Nicholas Clay]]: [[Lancillotto]] *[[Cherie Lunghi]]: [[Ginevra (ciclo arturiano)|Ginevra]] *[[Paul Geoffrey]]: [[Parsifal]] *[[Nicol Williamson]]: [[Mago Merlino|Merlino]] *[[Corin Redgrave]]: Duca di Cornovaglia *[[Patrick Stewart]]: [[Leodegrance]] *[[Keith Buckley]]: Uryens *[[Clive Swift]]: [[Sir Ector|Sir Hector]] *[[Liam Neeson]]: [[Gawain|Galvano]] *[[Gabriel Byrne]]: [[Uther Pendragon]] *[[Robert Addie]]: [[Mordred]] *[[Charley Boorman]]: Mordred (da bambino) *[[Katrine Boorman]]: [[Igraine]] *[[Ciarán Hinds]]: Lot *[[Niall O'Brien]]: [[Sir Kay|Kay]] *[[Eamonn Kelly]]: abate |doppiatori italiani = *[[Pino Colizzi]]: Re Artù *[[Maria Pia Di Meo]]: Morgana *[[Gianni Williams]]: Lancillotto *[[Emanuela Rossi]]: Ginevra *[[Romano Ghini]]: Parsifal *[[Sergio Rossi (attore)|Sergio Rossi]]: Merlino *[[Gianni Marzocchi]]: Duca di Cornovaglia *[[Renato Mori]]: Leodegrance *[[Sandro Iovino]]: Uryens *[[Sergio Fiorentini]]: Sir Hector *[[Paolo Poiret]]: Galvano *[[Romano Malaspina]]: Uther Pendragon *[[Sandro Acerbo]]: Mordred *[[Simona Izzo]]: Igraine *[[Luciano De Ambrosis]]: Kay *[[Roberto Villa]]: abate |note= }} '''''Excalibur''''', film del 1981 con [[Helen Mirren]], [[Patrick Stewart]], [[Liam Neeson]] e [[Gabriel Byrne]], regia di [[John Boorman]]. {{tagline|Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re}} ==[[Incipit]]== <div class="center">I tempi bui<br>La terra era divisa e senza un re<br>Da quei secoli perduti, emerse una leggenda...<br>Del mago, Merlino,<br>Dell'arrivo di un re,<br>Della spada del potere...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big> ('''Testo a schermo''')</div> :<div class="center">''The Dark Ages<br>The Land Was Divided And Without a King<br>Out Of Those Lost Centuries Rose A Legend...<br>Of The Sorcerer, Merlin,<br>Of The Coming Of A King,<br>Of The Sword Of Power...<br><big>{{maiuscoletto|Excalibur}}</big></div> ==Frasi== *Guardate la spada del potere, Excalibur! Forgiata quando il mondo era giovane e uccelli e bestie e fiori erano tutt'uno coll'uomo e la morte non era che un sogno. ('''Merlino''') *''Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha.''<ref>Traduzione dall'irlandese antico: «Il respiro del serpente, incantesimo della vita e della morte, il tuo presagio della creazione».</ref><ref group="fonte">Michael Everson, ''[https://www.evertype.com/misc/charm.html Merlin's Charm of Making]'', ''evertype.com''</ref> {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Il futuro ha già messo radici nel presente. ('''Merlino''') *Gli uomini so solo massacrarli. D'ora in avanti, imparerò ad amarli. ('''Uther Pendragon''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Nessuno avrà la spada! Nessuno impugnerà Excalibur eccetto me! ('''Uther Pendragon''') *Colui che estrarrà la spada dalla roccia sarà [[re]]. ('''Merlino''') *Non badate a questi [[Cavaliere|cavalieri]] ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. E tu, Artù, sii modesto e sincero, e aiuta tuo fratello a tenere alto il nome dei Morven. ('''Ector''') *Ricordo bene il mio primo [[torneo]]. Sembra molto peggio di quello che è. ('''Ector''') *Uno [[scudiero]] non lascia senza spada il suo cavaliere. ('''Ector''') *Chiunque voglia cimentarsi e seguire un re mi segua! ('''Artù''') *Guardare quel [[biscotto]] è come guardare il [[futuro]]: finché non l'hai assaggiato cosa ne sai in realtà? E allora, ormai è troppo tardi. ('''Merlino''') *C'è sempre qualcuno più furbo di te. ('''Merlino''') *Voi vi battereste all'ultimo sangue contro un cavaliere che non vi è nemico per un tratto di strada che potreste facilmente aggirare! ('''Lancillotto''') *Signore, noi siamo innocenti, ma non nei nostri cuori. Per tenerla una volta tra le braccia sacrificherei tutto: onore, verità, il mio sacro impegno. Signor Iddio, salvami da me stesso! Liberami di questo amore sicché io possa difenderla! ('''Lancillotto''') *Guarda negli occhi del [[drago]] e dispera! Io ti consegno all'oblio! Io ti distruggo! {{NDR|[[Incantesimi dai film|incantesimo]]}} ('''Merlino''') *Che sciocco! Credevi di intrappolarmi. Hai intrappolato te stesso con la stessa stregoneria che usasti per ingannare mia madre. Tu non sei niente! Tu non sei un dio, non sei un uomo! Io troverò un uomo e darò vita a un dio. ('''Morgana''') *Il re senza una spada! La terra senza un re! ('''Lancillotto''') *Ora potrei anche ucciderti, fratello. Ma voglio che tu viva per vedere nostro figlio divenire re. ('''Morgana''') *Merlino vive. Vive nei nostri sogni ora e parla a noi da lì. ('''Artù''') *Sono tornato, incantatrice. Sei bellissima. Sì, magnifica. Hai usato tutta la magia che mi hai rubato per mantenerti così giovane? Ti è rimasta un po' di magia per combattere Merlino? Non hai niente da temere da un vecchio mago che hai sconfitto tanto tempo fa che vuole solo vedere quanto sei diventata potente. Vedi, Morgana, tu mi hai trasformato in un'ombra, un sogno. {{NDR|Morgana ride}} Tu devi essere più grande di quanto io sia mai stato. Una volta liberai l'alito del drago perché Uther giacesse con tua madre e concepisse un re. Questo rischiò di distruggermi, ma suppongo che tu possa farlo con facilità. Non è così? Non vedo nebbia. Anche i tuoi poteri stanno svanendo, Morgana? La formula! Sì, ecco, usa la formula magica. Hai dimenticato la magia del fare? Usala! {{NDR|Morgana comincia ad incantare}} Sì, usala! {{NDR|dalla bocca di Morgana fuoriesce una nebbia che avvolge tutto il campo}} Ecco, così! Bene! Eccezionale! Molto meglio di quanto io sia mai stato! Attenta... Può danneggiare la tua bellezza! ('''Merlino''') *{{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Vieni, padre. E ora di abbracciarci, finalmente! ('''Mordred''') ==Dialoghi== [[File:London Film Museum (5094934492).jpg|thumb|La spada Excalibur utilizzata durante le riprese nella ''London Film Museum'']] *'''Uther Pendragon''': Merlino, sono il più forte! Sono il predestinato! La spada! Mi promettesti la spada!<br>'''Merlino''': E tu l'avrai, Uther. Ma per sanare, non per spaccare. Domani, una tregua. Io vi aspetterò al fiume.<br>'''Uther Pendragon''': Chiacchiere? Le chiacchiere sono per gli innamorati! Mi serve una spada per essere re. *'''Uther Pendragon''': Dove sei stato? <br/> '''Merlino''': Ho camminato per la mia strada fin dagli albori del tempo. A volte io do a volte io prendo. Sta a me il sapere cosa e quando.<br>'''Uther Pendragon''': Devi aiutarmi, Merlino!<br>'''Merlino''': Debbo?<br>'''Uther Pendragon''': Sono il tuo re!<br>'''Merlino''': Così hai di nuovo bisogno di me ora che la mia tregua è infranta? Anni da costruire, attimi per distruggere, e tutto per [[lussuria]].<br>'''Uther Pendragon''': Per Igraine. Una notte con lei... Tu non comprendi, non sei un uomo. Usa la magia! Fallo!<br>'''Merlino''': Igraine... Tu devi giurare sul tuo vero diritto sovrano, Uther, di accordare a me ciò che io desidero e sarai appagato.<br>'''Uther Pendragon''': Io lo giuro per Excalibur!<br>'''Merlino''': Ciò che è frutto della tua lussuria sarà mio. Giuralo di nuovo!<br>'''Uther Pendragon''': Lo giuro, Merlino! *'''Uther Pendragon''': Ho sognato il drago.<br>'''Merlino''': Sono stato io a risvegliarlo. Non lo vedi tutto intorno a te l'alito del drago? *'''Merlino''': Trasformerò le tue sembianze in quelle del duca. Igraine penserà che suo marito è tornato.<br>'''Uther Pendragon''': Ma il mare? La scogliera?<br>'''Merlino''': La tua lussuria ti sosterrà. Galleggerai sull'alito del drago. *'''Uther Pendragon''': Merlino! Tu arrivi non richiesto e m'ignori quando ti chiamo.<br>'''Merlino''': Ho dormito a lungo, per nove lune intere. Ciò che ho fatto per te non fu facile. Ora devi ripagarmi. Uther, il bambino è mio. Tu lo giurasti, ricordi?<br>'''Uther Pendragon''': Erano parole affrettate, Merlino. Questo è carne, è sangue.<br>'''Igraine''': Uther, è la verità? Non gli dare mio figlio!<br>'''Uther Pendragon''': Ho fatto giuramento, Igraine. Ho fatto un patto con Merlino.<br>'''Igraine''': Eri proprio tu! Venisti da me quella notte. Sei tu il padre!<br>'''Merlino''': No, casa e focolare, moglie e figlio, non è per te, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Uccidere ed essere re? Soltanto questo?<br>'''Merlino''': Forse nemmeno questo, Uther.<br>'''Uther Pendragon''': Mi colpisci con parole dure come il ferro.<br>'''Merlino''': Tu hai tradito il duca, gli hai rubato la moglie e hai preso il suo castello. Ora nessuno si fida di te. Tu non sei il predestinato. Dammi il bambino! Io lo proteggerò. *'''Lot''': Merlino! Non ti abbiamo dimenticato. Che stregoneria è questa?<br>'''Uryens''': Sta cercando di imporci con la frode un ragazzo senza padre! Volete un bastardo come re?<br>'''Lot''': Lord Leodegrance, unisciti a noi contro il ragazzo!<br>'''Leodegrance''': Io ho visto ciò che ho visto! Il ragazzo ha estratto la spada. Se un ragazzo è il predestinato, un ragazzo sarà re. *'''Artù''': Merlino, perché mi hai fatto questo?<br>'''Merlino''': Perché fosti procreato per essere re.<br>'''Artù''': Cosa significa essere re?<br>'''Merlino''': Tu sarai la terra e la terra sarà te. Se tu fallisci, la terra non darà più frutto. Se tu riesci, la terra prospererà. *'''Merlino''': Devo dirti cosa c'è là fuori?<br>'''Artù''': Sì, ti prego.<br>'''Merlino''': Il [[drago]], una bestia di tale potenza che se tu lo vedessi intero e tutto insieme in un solo sguardo ti ridurrebbe in cenere nel tempo di un respiro.<br>'''Artù''': E dov'è?<br>'''Merlino''': Il drago è ovunque. Il drago è ogni cosa. Le sue squame brillano nella corteccia degli alberi. Il suo ruggire si sente nel vento. E la sua forcuta lingua colpisce come... come... eccolo lì, il fulmine! Proprio così. *'''Artù''': Che genere d'uomo era mio padre?<br>'''Merlino''': Oh, era forte e molto coraggioso. Era un grande cavaliere.<br>'''Artù''': Era un grande re?<br>'''Merlino''': Beh, era avventato. Non imparò mai a guardare nel cuore degli uomini, tanto meno nel suo.<br>'''Artù''': Lo amavi?<br>'''Merlino''': Eh, è facile amare la [[follia]] in un [[ragazzo]]. *'''Merlino''': Tu hai un regno da governare.<br>'''Artù''': Ma come? Io non so come.<br>'''Merlino''': Eppure hai saputo estrarre la spada dalla roccia.<br>'''Artù''': È stato facile.<br>'''Merlino''': Davvero? Io non avrei potuto farlo.<br>'''Artù''': Tu no?!<br>'''Merlino''': Sei tu il re, non io. *'''Artù''': Giurami fedeltà e verrai graziato, cavaliere. Ho bisogno di uomini d'arme come te.<br>'''Uryens''': Un nobile cavaliere giurare fedeltà a uno scudiero?!<br>'''Lot''': No, mai! Mai!<br>'''Artù''': Hai ragione. Non sono ancora un cavaliere. Tu, Uryens, mi farai cavaliere. {{NDR|gli dà Excalibur e s'inchina}} Da cavaliere a cavaliere, posso offrirti mercé.<br>'''Merlino''': Ma che storia è? Che storia è?!<br>'''Lot''': Tienila, Uryens!<br>'''Uryens''': {{NDR|dopo una lunga esitazione}} In nome di Dio, San Michele e San Giorgio ti do il diritto di portare armi e di amministrare giustizia.<br/>'''Artù''': A quel dovere solennemente obbedirò, quale cavaliere e re.<br>'''Merlino''': Mai visto niente così...<br>'''Uryens''': Alzati, re Artù. {{NDR|s'inchina e ridà Excalibur ad Artù}} Sono il tuo umile cavaliere e giuro obbedienza al coraggio nelle tue vene che è così grande che la sua fonte può essere solo Uther Pendragon. Di te non dubito più. *'''Artù''': Un re deve sposarsi, no?<br>'''Merlino''': Già, così sembrerebbe.<br>'''Artù''': Io la amo. Vorrei che {{NDR|Ginevra}} fosse la mia regina. Merlino, puoi far sì che mi ami?<br>'''Merlino''': Adesso ascolta, una volta restai esposto all'alito del drago perché un uomo giacesse una notte con una donna. Nove lune mi ci sono volute per riavermi, e tutta per questa follia chiamata [[amore]], questo pazzo turbamento che colpisce i mendicanti e i re. Non lo rifarò mai più!<br>'''Artù''': Allora chi sposerò? Puoi dirmi almeno questo? Che cosa vedi?<br>'''Merlino''': Vedo Ginevra e un bene amato amico che di sicuro ti tradirà.<br>'''Artù''': Ginevra...<br>'''Merlino''': Non stai ascoltando, il tuo cuore neanche! L'amore è sordo oltre che cieco, ecco! Tu hai una terra da acquietare prima di iniziare a perdere tempo con stolte scaramucce d'amore! *'''Artù''': Abbiamo vinto battaglie contro eserciti e ora un solo uomo sconfigge tutti i miei cavalieri.<br>'''Ector''': È un potente avversario...<br>'''Leodegrance''': È durissimo... *'''Artù''': Fatevi da parte! Questa è la strada del re e i cavalieri contro cui vi siete battuto erano i suoi.<br>'''Lancillotto''': Io aspetto il re in persona. I suoi cavalieri hanno bisogno di addestramento.<br>'''Artù''': Sono io il re, e questa... {{NDR|sfodera la spada}} questa è Excalibur, spada dei re dagli albori del tempo. Voi chi siete? Che cosa volete?<br>'''Lancillotto''': Io sono Lancillotto del lago, da aldilà del mare e devo ancora trovare un re degno della mia spada.<br>'''Artù''': Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà.<br>'''Lancillotto''': Non un vanto, signore, ma una condanna, poiché non ho mai trovato il mio pari in torneo o in duello.<br>'''Artù''': Fatevi da parte!<br>'''Lancillotto''': Non lo farò. Dovete ritirarvi o dimostrare il vostro valore alla prova delle armi sotto gli occhi di Dio.<br>'''Artù''': Che mi dia allora la forza di disarcionarvi e di rimandarvi con un solo colpo aldilà del mare.<br>'''Lancillotto''': Allora attraversate, signore. *'''Artù''': {{NDR|dopo aver spezzato Excalibur duellando con Lancillotto}} Merlino, che cosa ho fatto?<br>'''Merlino''': Tu hai infranto ciò che non poteva essere infranto! Hai infranto la... la speranza...<br>'''Artù''': L'ha infranta il mio orgoglio! L'ha infranta la mia rabbia! {{NDR|getta Excalibur nell'acqua}} Questo grande cavaliere, che si è battuto con lealtà e con grazia, doveva vincere. Ho usato Excalibur per cambiare quel verdetto. Ho perduto per sempre l'antica spada degli eroi di una volta, il cui potere doveva unire tutti gli uomini, non servire la vanità di un solo uomo. Io non sono... niente. *'''Lancillotto''': Io, il miglior cavaliere del mondo, battuto! Questo è un grande giorno, poiché la mia ricerca è finita, oh mio re. Fate di me il vostro campione!<br>'''Artù''': Ma la tua vita e la tua terra sono lontane da qui.<br>'''Lancillotto''': Rinunzio ai miei castelli e alle mie terre. Qui è il mio dominio, dentro questa pelle di metallo. E do' in pegno tutto ciò che ancora ho: la mia carne, le mie ossa, il mio sangue e il cuore che lo pompa.<br>'''Artù''': Ed è un grande cuore. Ser Lancillotto, tu sarai il mio campione. *'''Merlino''': Pensate bene a questo momento. Assaporatelo. Rallegratevene con grande gioia. Grande gioia! Ricordatelo per sempre, poiché da esso siete uniti. Voi siete tutt'uno sotto le stelle. Ricordate bene, dunque, questa notte, questa grande vittoria, così che negli anni a venire possiate dire: «Io ero lì quella notte con Artù il re!». Poiché la maledizione degli uomini è che essi dimenticano.<br>'''Artù''': Merlino, la tua saggezza ha forgiato questo anello. D'ora in avanti, in modo da rammentarci i nostri vincoli, ci riuniremo sempre in un cerchio, per raccontare e sentire le azioni buone e coraggiose. Farò costruire una tavola rotonda intorno a cui ci riuniremo. E una volta sopra la tavola. E un castello sopra la volta. E io mi sposerò, e la terra avrà un erede per brandire Excalibur. Cavalieri della Tavola Rotonda! *'''Lancillotto''': Sono un uomo d'arme. Sono votato all'ideale.<br>'''Ginevra''': Ma di certo ci dev'essere una dama da qualche parte del mondo che t'ispira.<br>'''Lancillotto''': Sì, ce n'è una.<br>'''Ginevra''': E chi è? Suvvia, ditemi.<br>'''Lancillotto''': Voi.<br>'''Ginevra''': Ah, vi fate gioco di me!<br>'''Lancillotto''': Io vi amerò sempre. Vi amerò come mia regina e come moglie del mio migliore amico. E finché vivrete non amerò un'altra. *'''Merlino''': È una strada lunga e solitaria, sai, la strada del [[Negromanzia|negromante]]. Sì, conoscere troppo. ''Lacrimae mundi'', le sofferenze del mondo.<br>'''Morgana''': Ma il potere? La gioia?<br>'''Merlino''': Soltanto attimi, attimi fuggenti.<br>'''Morgana''': Io allevierò la tua solitudine. Fatti aiutare da me. Insegnami!<br>'''Merlino''': Ormai i giorni dei pari nostri sono numerati. Il Dio unico viene a cacciare via i molti dei, gli spiriti dei boschi e dei torrenti cominciano a tacere. È il destino delle cose. Sì, è il tempo degli uomini e dei loro modi. *'''Parsifal''': Chi mi darà l'armatura e la spada?<br>'''Kay''': Coltelli da cucina e spiedi unti saranno le tue armi, ragazzo. Alle cucine! *'''Morgana''': I tuoi occhi non mi lasciano mai, Merlino.<br>'''Merlino''': Non posso riconoscere la bellezza?<br>'''Morgana''': Non puoi riconoscere l'amore? Forse soffri per ciò che non hai mai conosciuto.<br>'''Merlino''': Forse tu agogni ciò che non puoi avere, Morgana.<br>'''Morgana''': Non posso avere?! Ma tu l'hai promesso, tutti i tuoi segreti! Hai detto che mi avresti mostrato tutto.<br>'''Merlino''': Ti ho già mostrato anche troppo. *'''Artù''': Per anni la pace ha regnato nel paese. Le messi crescono in abbondanza. Nessuno si lamenta. Ognuno dei miei sudditi gode della sua porzione di felicità e di giustizia. Dimmi, Merlino, abbiamo sconfitto il male come sembra?<br>'''Merlino''': Il bene e il male, non esiste mai uno senza l'altro.<br>'''Artù''': Dove si nasconde allora il male nel mio regno?<br>'''Merlino''': Sempre dove meno te lo aspetti. Sempre...<br>'''Galvano''': Io so dov'è.<br>'''Artù''': Dove, ser Galvano?<br>'''Galvano''': Non posso dirlo.<br>'''Artù''': Devi parlare dal cuore. Siedi alla Tavola Rotonda. Dov'è questo male?<br>'''Galvano''': Lui è il più bravo ed il più coraggioso. Perché, dunque, non è mai qui? Senza Lancillotto, questa tavola è niente. C'è qualcuno qui che non lo consideri un dio? Ed ora è allontanato da noi dalla bramosia di una donna. {{NDR|punta a Ginevra}}<br>'''Ginevra''': Nell'ozio che viene con la pace, vedo che le chiacchiere hanno concepito il loro male. Perdonerò le tue parole avventate. Ebbene, bevi dalla sua stessa coppa e partecipa della sua bontà. {{NDR|Galvano rovescia la coppa}}<br>'''Artù''': Tu osi accusare la regina?<br>'''Galvano''': L'accuso!<br>'''Ginevra''': Protesto la mia innocenza!<br>'''Artù''': Se non fossi io il re, ti farei pagare con la vita ciò che hai detto!<br>'''Ginevra''': Non sarai il mio campione?<br>'''Artù''': Io non posso. Sono il tuo re e devo anche essere il tuo giudice in questo. A Lancillotto spetta a esserlo. È stato accusato anche lui. Io decreto che, al levar del sole due giorni da oggi, i campioni si battano e venga conosciuto la verità, poiché per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *'''Artù''': Siete le due persone che amo di più in tutto il mondo.<br>'''Ginevra''': E allora perché non puoi difendermi?<br>'''Artù''': La legge! Le mie leggi devono legare tutti, alti e umili, se no non sono più leggi.<br>'''Ginevra''': Ma tu sei mio marito!<br>'''Artù''': Devo essere il re prima.<br>'''Ginevra''': Prima che marito?<br>'''Artù''': Se è necessario, sì.<br>'''Ginevra''': Prima dell'amore... *'''Artù''': Merlino, avrò mai un figlio?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Niente giri di parole? Solo un semplice "sì"? Ciò mi spaventa.<br>'''Merlino''': Ma un re dovrebbe sempre aver paura, Artù, sempre! Del nemico in agguato dovunque, nei lunghi corridoi nel suo grande castello, in ogni anfratto della sua foresta o in una più intricata foresta qui dentro. {{NDR|indica la testa}} *'''Lancillotto''': Non siamo più gli stessi, Artù.<br>'''Artù''': Non è facile esserlo senza il duro impegno della guerra e della giustizia. È solo il tuo esempio, Lancillotto, che li tiene uniti ora. *'''Artù''': Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>'''Merlino''': Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>'''Artù''': Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>'''Merlino''': Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. Dovreste saperlo! *'''Artù''': Hai ancora la vista, Merlino? Sono insieme ora?<br>'''Merlino''': Sì.<br>'''Artù''': Tu avevi previsto questo tanti, tanti anni fa. Che devo fare ora? Ucciderli?<br>'''Merlino''': Non posso dirti niente di più. I miei giorni sono finiti. Gli dei di una volta sono andati per sempre. È il tempo degli uomini ora. Il ''tuo'' tempo, Artù.<br>'''Artù''': Mi servi ora più che mai.<br>'''Merlino''': No, questo è il momento che devi finalmente affrontare: essere re e solo.<br>'''Artù''': E tu, vecchio amico? Ti rivedrò ancora?<br>'''Merlino''': No. Ci sono altri mondi e questo ha finito con me. *'''Merlino''': Ali di pipistrello, pelle di serpente! È tutto quello che hai imparato, Morgana? A usare pozioni e piccole stregonerie?<br>'''Morgana''': E i tuoi intrighi dove hanno portato il mondo? Sull'orlo della rovina!<br>'''Merlino''': Sono esaurito fino all'inverosimile, Morgana. Ho cercato di guidare gli uomini, o intrigare a loro danno come diresti tu, troppo a lungo. È giunto il momento che io me ne vada.<br>'''Morgana''': Perdonami! Dove te ne vai?<br>'''Merlino''': Là da dove venni.<br>'''Morgana''': Merlino, portami con te! La magia del fare giurasti di tramandarmela.<br>'''Merlino''': Credi di essere pronta? Ne sei degna?<br>'''Morgana''': Lo sono. Lo sono, credimi!<br>'''Merlino''': Allora seguimi! {{NDR|la conduce a una caverna}}<br>'''Morgana''': Cos'è questo posto?<br>'''Merlino''': Qui, tu entri nelle spire del drago. Qui è nato il mio potere. Qui ogni cosa è possibile e ogni cosa incontra il suo opposto.<br>'''Morgana''': Il futuro?<br>'''Merlino''': E il passato.<br>'''Morgana''': Desiderio?<br>'''Merlino''': E rimpianto.<br>'''Morgana''': La conoscenza?<br>'''Merlino''': E l'obblio.<br>'''Morgana''': L'amore?<br>'''Merlino''': Oh sì. Guarda. {{NDR|appaiono delle immagini di Lancillotto e Ginevra, e di Uther ed Igraine}}<br>'''Morgana''': Ancora! Mostrami di più! Mostrami il drago! Rivelami la sacra magia del fare!<br>'''Merlino''': Anche se il conoscerla ti brucerà, Morgana? E ti accecherà?<br>'''Morgana''': Allora bruciami! *'''Artù''': Dobbiamo trovare ciò che è perso, il [[Graal]]. Soltanto il Santo Graal può far rinascere foglia e fiore. Esplorate la terra, i labirinti delle foreste, fino ai confini di ciò che è in noi. Solo il Graal può redimerci. Esplorate... Cercate...<br>'''Parsifal''': Cosa ci guiderà?<br>'''Artù''': Presagi, segni... Seguite... *'''Morgana''': Per dieci anni e un giorno hai cercato.<br>'''Parsifal''': Così a lungo?<br>'''Morgana''': E dimmi, hai trovato ciò che cerchi?<br>'''Parsifal''': Non ho trovato altro che dolore e morte. Temevo di non sentir più ridere finché non ho visto questo ragazzo. Mi ha promesso il Graal. È qui?<br>'''Morgana''': Troppo a lungo hai cercato. Mettiti al tuo agio. Bevi e unisciti a me!<br>'''Parsifal''': Bors, sei qui? Meliot? Anche tu? Siete vivi!<br>'''Morgana''': Non esiste il Graal, come questi cavalieri hanno scoperto. Loro servono me invece. Ci sono molti piaceri al mondo, molte coppe da cui bere, e saranno tutte tue. Bevi!<br>'''Parsifal''': No! *'''Morgana''': Nessuna mazza, nessun'alabarda, nessun dardo, nessuna lancia, nessuna spada, nessun'arma forgiata dall'uomo ti nuocerà quando indosserai questa armatura.<br>'''Mordred''': Qualche messaggio per il tuo caro fratello, mio padre?<br>'''Morgana''': ''Tu'' sei il mio messaggio. *'''Artù''': Non posso darti la terra, solo il mio amore.<br>'''Mordred''': Quella è la sola cosa di te che non voglio! I cavalieri della ricerca hanno fallito. Sono morti tutti, e morto lo sei anche tu! Tornerò e prenderò la tua Camelot con la forza. *'''Uryens''': Parsifal, non abbandonare mai la ricerca!<br>'''Parsifal''': Io ho visto il Graal, Uryens. Lo avevo in pugno. Ho fallito. Ho fallito!<br>'''Uryens''': No! Tu sei l'ultimo di noi. Non rinunciare!<br>'''Parsifal''': Non sono degno.<br>'''Uryens''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Tu devi, tu... devi. Ascolta! Seguili. Ti chiamano... *'''Lancillotto''': Guardate quel grande cavaliere! Pace e abbondanza ci promisero, ma invece cosa ci hanno dato? Fame e pestilenza!<br>'''Parsifal''': Lancillotto?<br>'''Lancillotto''': E morte!<br>'''Parsifal''': Sei tu?<br>'''Lancillotto''': Per il loro orgoglio! Per i loro peccati!<br>'''Parsifal''': Lancillotto...!<br>'''Lancillotto''': Dio ci ha abbandonati!<br>'''Parsifal''': Sono io, Parsifal! Lancillotto!<br>'''Lancillotto''': Si sono eretti a Dio e Cristo ci ha abbandonato!<br>'''Parsifal''': Lancillotto, devi aiutarci! Torna da noi! Lancillotto, Artù ha bisogno di te! *'''Graal''': Qual è il segreto del Graal? Di chi è al servizio?<br>'''Parsifal''': Al tuo, mio signore.<br>'''Graal''': Chi sono io?<br>'''Parsifal''': Sei il mio signore e re. Tu sei Artù.<br>'''Graal''': Hai trovato il segreto che io ho perduto?<br>'''Parsifal''': Sì. Tu e la terra siete uno. *'''Artù''': Io mi sto consumando, non posso morire e non posso vivere.<br>'''Parsifal''': Bevi dal calice. Tu rinascerai e la terra con te.<br>'''Artù''': Parsifal... Non sapevo quanto la mia [[anima]] fosse vuota finché non è stata riempita.<br>'''Kay''': Artù?<br>'''Artù''': Preparatevi a combattere, cavalcherete di nuovo col vostro re. Ho vissuto troppo a lungo attraverso gli altri. Lancillotto ha sorretto il mio onore e Ginevra la mia colpa, Mordred i miei peccati, i miei cavalieri hanno combattuto le mie cause. Ora, fratello mio, io sarò ''re''. *'''Artù''': Accetta il mio perdono e metti pace nel tuo cuore. Abbiamo troppo sofferto. Io ti ho sempre amata e ancora ti amo.<br>'''Ginevra''': Ti ho amato come re, a volte come marito. Ma non si può guardare troppo a lungo il sole.<br>'''Artù''': Perdonami, moglie mia, se puoi. Non ero destinato ad una vita umana, ma ad essere l'essenza di memorie future. La fratellanza d'armi è stato un breve inizio, un bel momento, che non può essere dimenticato. E poiché esso non sarà dimenticato, quel bel momento potrà ripetersi. Ora, ancora una volta, devo guidare i miei cavalieri a difendere ciò che è stato e il sogno di ciò che potrebbe essere.<br>'''Ginevra''': {{NDR|mostra Excalibur}} L'ho conservata.<br>'''Artù''': Non ho mai osato sperare in tanti anni che fosse in tuo possesso. Ho pensato spesso che negli anni a venire di un'altra vita, quando non dovrò più niente al futuro e sarò ormai un uomo e basta, rivedendoci, correrai da me e mi reclamerai ricordando che sono tuo marito... È un sogno che ho sempre avuto. *'''Merlino''': Tu mi hai riportato qui. Il tuo amore mi ha riportato qui, qui dove tu sei adesso, nella terra dei sogni.<br>'''Artù''': Sei solo un sogno, Merlino?<br/>'''Merlino''': Un sogno per alcuni. Un incubo per altri! *'''Lancillotto''': Artù, perdona...<br>'''Artù''': Lancillotto...<br>'''Lancillotto''': La mia intenzione è morire cavaliere della Tavola Rotonda.<br>'''Artù''': Tu sei questo e molto di più. Tu sei il suo più grande cavaliere. Sei ciò che c'è di meglio negli uomini.<br>'''Lancillotto''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} È la vecchia ferita, mio re. Non è mai guarita. Ginevra... è di nuovo regina?<br>'''Artù''': Lo è, Lancillotto. {{NDR|Lancillotto spira tra le sue braccia}} ==[[Explicit]]== *'''Artù''': Parsifal, prendi Excalibur, vai a uno specchio d'acqua calma, chiara. Gettaci dentro la spada.<br>'''Parsifal''': No!<br>'''Artù''': Obbediscimi, Parsifal! Fallo e ritorna! {{NDR|Parsifal va a un lago, ma torna al campo di battaglia senza aver eseguito l'ordine}} Quando l'hai gettata, che cosa hai visto?<br>'''Parsifal''': Non ho visto niente, solo il vento sull'acqua. {{NDR|Artù si rende conto della menzogna}} Mio re, non ho potuto! Excalibur non può essere perduta. Altri uomini...<br>'''Artù''': {{NDR|[[Ultime parole dai film|Ultime parole]]}} Fai come ti comando! Un giorno un re verrà e la spada sorgerà di nuovo. {{NDR|Parsifal va ancora al lago e getta Excalibur, che viene presa dalla Dama del Lago. Al suo ritorno al campo, nota che Artù è scomparso}}<br>'''Parsifal''': Artù! Artù! {{NDR|nella distanza, vede il corpo di Artù trasportato nell'isola immortale di Avalon}} ==Citazioni su ''Excalibur''== [[File:Autographed Excalibur Armor.JPG|thumb|Armatura autografata usata durante le riprese in Cahir, Irlanda]] *Forgiata da un dio. Predetta da un mago. Trovata da un uomo. (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.warnerbros.it/scheda-film/genere-epico/excalibur/ warnerbros.it]''</ref> *La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Il Mereghetti]]'') *Quando ho accettato il ruolo {{NDR|di re Artù in ''[[King Arthur - Il potere della spada]]''}} mia madre mi ha ricordato che impatto ebbe ''Excalibur'' di John Boorman sulla mia infanzia. Colpì la mia immaginazione non solo per la storia di Arthur ma anche riguardo la logistica del fare cinema. Le domandavo continuamente cose a cui non sapeva rispondere, non sapendo come funzionava la produzione di un film. Sono cresciuto nella campagna intorno Newcastle, passavo le giornate a cercare bastoni da usare come spade per infilzare mio fratello. Penso non sia un caso se più di trent'anni dopo sia finito a interpretare Arthur, è un po' la conclusione di un percorso per me. ([[Charlie Hunnam]]) *Stavo girando ''Excalibur'' con John Boorman, il regista. Dopo essere stato dentro un'armatura tutto il giorno, non riuscivo più a stare davanti alla telecamera. Lo supplicai: "È il mio quarantesimo compleanno. Fammi fare una persona sullo sfondo!" Non lo fece. ([[Patrick Stewart]]) *Una spada<br>Forgiata da un dio<br>Annunciata da un mago<br>Trovata da un re (frase promozionale)<ref group="fonte">Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.mauvais-genres.com/en/movie-posters/38387-excalibur-italian-movie-poster-39x55-in-1981-john-boorman-nigel-terry-helen-mirren.html?srsltid=AfmBOorobUWhZlw1kn4cD3xtLz72JV0QW4QLtM5lA7LWKk2esEBSRjT9 mauvais-genres.com]''</ref> *Uno dei film che mi hanno spinto a diventare un cineasta è stato ''Excalibur'' di John Boorman, uscito all'inizio degli anni '80. È bellissimo da vedere e intenso nella rappresentazione. ([[Guy Ritchie]]) ===[[John Boorman]]=== *Cerco di evocare una sorta di Terra di Mezzo, in senso tolkieniano. È un mondo continuo; è simile al nostro, ma diverso. Voglio che possieda una limpidezza primordiale, la sensazione che le cose stiano accadendo per la prima volta. Il paesaggio, la natura e le emozioni umane appaiono tutti come nuovi. Dico agli attori che non stanno rievocando una leggenda: la stanno creando, e quindi nemmeno loro sanno cosa accadrà; la storia si sta dispiegando man mano. *Credo che la grande forza della leggenda risieda nella consapevolezza, condivisa da tutti noi, che da qualche parte, nel nostro passato più remoto, sia esistita un'età dell'oro in cui l'uomo viveva in armonia e in simbiosi con l'universo e la natura; un'armonia che è andata perduta e che, in qualche modo, dobbiamo cercare di ritrovare. È la storia di persone che hanno smarrito quell'equilibrio e il contatto con un mondo magico; una memoria che sopravvive parzialmente nella figura di Merlino — un essere sospeso tra i mondi, al contempo più e meno di un uomo — attraverso il quale è possibile giungere alla redenzione. Egli può offrire guida e consigli, pur non potendo agire direttamente: non partecipa più alle vicende terrene, ma ha il potere di sostenere un re come Artù. Può tentare una nuova strada — ed è proprio questo il cuore della storia: Merlino prende sotto la sua ala un giovane e lo trasforma in re, nel tentativo di far rivivere quell'epoca perduta e di portarla a compimento. *Ho scelto il cast senza ricorrere a star, senza attori realmente noti al pubblico. Il motivo principale è che volevo che gli spettatori incontrassero queste persone senza preconcetti, che entrassero in un mondo del tutto nuovo e conoscessero individui a loro sconosciuti. *Ho scritto io stesso la sceneggiatura originale [...] ma a un certo punto mi sono bloccato. Era un po' troppo lunga e contorta. Così ho coinvolto Rospo. In passato avevamo sempre lavorato insieme, seduti in una stanza a discutere le scene, a sviscerarle, a metterle per iscritto e poi a revisionarle. Ma in questo caso gli ho chiesto di lavorarci per conto suo, di riflettere sulla sceneggiatura e di vedere se riuscisse a trovare qualche idea per la struttura. Vedi, ero determinato [...] a raccontare l'intera storia de ''La morte di Artù'', e questo limitava il tempo a mia disposizione per sviluppare i personaggi e i temi, e per far sì che tutto funzionasse. Lui ha fatto un ottimo lavoro: ha davvero sistemato parecchio le cose, oltre ad aver avuto un paio di idee assolutamente geniali. Una consisteva nel far conficcare la spada nella roccia a Uther Pendragon – il vero padre di Artù e, se vogliamo, il "capostipite" dell'intera saga – anziché a Merlino, come avviene in Malory. L'altra era quella di far avanzare la storia attraverso alcuni audaci salti temporali. *I personaggi di ''Excalibur'' [...] cercano di trovare il proprio posto nel mondo, il proprio destino. Certo, oggi va molto poco di moda parlare di destino. Ma il destino significa trovare il proprio posto nella vita, la propria corrente nel fiume, trovare una completezza nel rapporto con la natura. E uno dei temi dell'opera è proprio l'armonia con il mondo naturale. All'inizio del film, Merlino pronuncia un discorso su Excalibur che si conclude con queste parole: "Fu forgiata quando il mondo era giovane, e uccelli, bestie e fiori erano tutt'uno con l'uomo, e la morte non era che un sogno". È una frase molto toccante, perché descrive il desiderio, l'anelito verso quell'età dell'oro, verso quel tempo di armonia. E ciò che vediamo nella storia [...] è l'orrore e la discordia dell'uomo, le sue guerre, le sue faide e la sua brutalità: la sua incapacità di realizzare davvero i propri ideali e le proprie aspirazioni più elevate. Ma credo che l'aspetto commovente risieda nei tentativi che le persone compiono per raggiungere quegli obiettivi. In un certo senso, è proprio questo a riscattare i personaggi: le loro aspirazioni, non le loro azioni. *Il film ha a che fare con la verità ''mitica'', non con quella storica; riguarda l'uomo che, per la prima volta, prende possesso del mondo secondo le proprie regole. Dunque, la prima insidia da evitare è quella di interrogarsi su quando – o se – Artù sia realmente esistito. Le storie che ci ispirano sono, in realtà, opere del XV secolo – di Thomas Malory e altri – che guardano con nostalgia al XII secolo. *La luce ha un che di magico e, a poca distanza da Dublino, ci si trova di fronte ad una incredibile varietà di paesaggi. Da lande desolate ad intrigante foreste che costituiscono una perfetta ambientazione per il regno di re Artù. *La Orion Pictures Production mi ha offerto non solo il finanziamento che mi occorre ma anche una totale libertà creativa per cui mi decisi a iniziare le riprese scegliendo l'Irlanda come ambientazione. *Merlino mi affascina perché è un misto di potere straordinario e stoltezza. Commette errori. È contemporaneamente meno umano e più umano delle persone comuni. Possiede un potere e una conoscenza immensi, eppure ci sono cose semplici che non coglie o non comprende. Nuove forze si contendono il campo con la sua magia e tra loro stesse. Entrano in gioco nuove passioni: amore, odio, vendetta. E queste emozioni sfuggono al suo controllo. Nella fase della vita di Merlino che rappresentiamo in ''Excalibur'' [...], suggeriamo che egli stia iniziando davvero a svanire. La sua presenza nelle vicende umane è intermittente; la sua efficacia è alterna. [...] Ed è proprio di questo che tratta la mia storia: l'avvento dell'uomo cristiano e la scomparsa delle antiche religioni, incarnate dalla figura di Merlino. Le forze della superstizione e della magia vengono inghiottite dall'inconscio. *Ogni volta che scegli gli interpreti di un film, riveli qualcosa di te. In questo caso specifico, ho trovato molto difficile individuare gli attori adatti a questi ruoli, poiché interpretare personaggi di questo tipo va, in larga misura, contro le tendenze della recitazione contemporanea. Essere audaci e diretti, parlare partendo dallo spirito: sono atteggiamenti a cui gli attori di oggi non sono abituati – e questo vale in particolare per quelli inglesi – perché, in gran parte, hanno perso fiducia e forza espressiva. Ma la sfida più ardua, in realtà, è stata trovare l'interprete di Merlino. Quando incontrai Nicol Williamson, ero piuttosto scettico sulla sua idoneità al ruolo: lo ammiravo enormemente come attore, ma non ne comprendevo appieno lo spirito. Tuttavia, dopo aver iniziato a parlarne, nel giro di dieci minuti capii che lui era quel personaggio. *Per compiere questo nuovo viaggio nelle meraviglie e negli orrori dell'immaginazione sono tornato a quella che è la nostra più immortale leggenda: la storia di Re Artù, dei cavalieri della Tavola Rotonda, dell'età dell'oro di Camelot, della ricerca del Sacro Graal e del mago Merlino. Non vi è dubbio che tutti noi ancora aneliamo alla magia e tutta la leggenda di Artù è intrisa di magia. *Sentivo profondamente, proprio come Merlino, che man mano che la cosa procedeva mi stava sfuggendo di mano; che una forza più profonda e oscura si era impadronita dell'intera impresa e che, alla fine, tutto ciò che potevo fare era impartirle la mia benedizione e lasciarla andare nel mondo. *Volevo collocarlo fuori dal tempo, senza situarlo in un'epoca precisa: né nell'Alto Medioevo, periodo a cui alcuni attribuiscono questi eventi, né nel XII secolo di cui parla Malory, bensì in una dimensione temporale sospesa, fuori dal tempo e da questo mondo. Così, nel design delle armature, dei costumi e delle scenografie, abbiamo cercato di evocare un mondo fatto di mito e immaginazione. ===[[Helen Mirren]]=== *{{NDR|Sul suo rapporto con Nicol Williamson durante le riprese}} Avevamo già lavorato insieme a una produzione del ''Macbeth'' e il nostro rapporto era stato pessimo. Nicol è un uomo di grande talento, ma anche molto cupo e tormentato. Possiede doti straordinarie in ambiti diversi, eppure... semplicemente non mi sopportava e si comportava in modo molto sgradevole con me. Non credo di essere mai stato sgradevole nei suoi confronti, ma lui proprio non mi poteva vedere. Quando parlai con John del film, lui mi disse: "Sto pensando a Nicol per la parte di Merlino"; io risposi che non credevo di poter accettare, proprio a causa di quel nostro pessimo rapporto. John mi convinse che avrebbe fatto in modo che le cose funzionassero e, naturalmente – spinto dall'ambizione e dal desiderio di ottenere il ruolo – mi dissi: "Al diavolo. Resisterò". E infatti, proprio grazie a quel progetto, io e Nicol finimmo per diventare ottimi amici! *Credo vada dato grande merito a John Boorman per aver creato un mondo così magico partendo da quello che avrebbe potuto rivelarsi un vero disastro! Alcune di quelle scene, quando le leggevamo durante le prove, sembravano davvero imbarazzanti! Ci chiedevamo tutti: "Mio Dio, come faremo a pronunciare queste battute?". Ma, grazie all'insieme degli altri elementi – in particolare l'illuminazione e la bellezza visiva del film – tutto ha iniziato ad andare al posto giusto. *{{NDR|Sulla sua interpretazione di Morgana}} È una figura che, credo, ricorre piuttosto spesso nelle mitologie: quella della strega, della seduttrice, dell'incantatrice, della maga. E nella mitologia c'è sempre una ragione, no, per la presenza di un simile personaggio, di una tale figura. [...] La costruzione di questo personaggio incarna la paura ancestrale che gli uomini nutrono nei confronti delle donne. [...] La paura, da parte degli uomini, di ciò che immaginano le donne possano essere. E molti uomini credono che tutte le donne siano delle Morgane, non è vero? ===[[Liam Neeson]]=== *Adoravo John Boorman. Divenne un mentore per noi, dato che non avevamo molta esperienza, e certamente non davanti alla macchina da presa. Avevo lavorato molto in teatro, ma non davanti all'obiettivo, e John è stato un mentore meraviglioso. Ti insegna le cose. Ci portava dietro la macchina da presa e diceva: "Guardate. Ecco cosa vedo io...". È stata un'esperienza davvero meravigliosa. *È stato il mio trampolino di lancio. Girando quel film mi sono innamorato follemente del cinema. Ho imparato ad andare a cavallo. Ha lanciato anche il mio amico Gabriel Byrne. Alcuni membri del cast sono venuti a mancare: Nicol Williamson – che Dio l'abbia in gloria – e Nigel Terry, che interpretava re Artù. Ma resta un film straordinario. *Ricordo di essere stato sul set e di essere rimasto in piedi con Ciarán Hinds mentre Helen camminava verso di noi vestita con il suo costume completo di Morgana Le Fey e abbiamo detto entrambi, "Oh f—". Ero innamorato. Penso che anche Ciarán lo fosse, ma io ero molto innamorato! ===[[Roberto Recchioni]]=== *Il racconto della materia di Bretagna da parte di Boorman è pervaso da un'atmosfera sognante e carnale al tempo stesso, intriso di meraviglia e di orrore, di amore e terribile violenza. *Una delle pellicole più pazze, eversive e fuori da ogni schema che vennero realizzate in quell'età confusa tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta [...]. Ma, per quelli che come me sono cresciuti proprio in quegli anni e che ''Excalibur'' lo hanno visto decine di volte grazie a una ossessiva programmazione televisiva, non credo che faranno alcuna fatica a riconoscere al film lo stato di cult dell'immaginifico. *Un film come l'''Excalibur'' di Boorman non sarebbe stato possibile pochi anni prima (per i limiti della tecnologia) e lo sarebbe stato ancora meno pochi anni dopo (per le leggi del mercato), ed è una fortuna che abbia trovato il suo spazio in quella ristretta finestra di tempo in cui il cinema ha potuto godere dei vantaggi di una profonda rivoluzione nei mezzi tecnici e di una grande libertà artistica. Oggi, un film del genere, così scomodo e spiazzante sotto ogni punto di vista, sarebbe impossibile. Ed è un gran peccato. ==Note== <references/> ===Fonti=== <references group="fonte" /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film fantasy]] as37y0puh9bq8lkwmxwjti6podds65g Cinema 0 2435 1417888 1373143 2026-06-23T00:03:59Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 / fix ordine alfabetico 1417888 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Cinemaaustralia.jpg|thumb|Un cinema]] Citazioni sul '''cinema''' o '''cinematografo'''. ==Citazioni== *A partire dal momento in cui l'uomo cominciò ad acquisire abilità manuali, sentì il desiderio di riprodurre la realtà che lo circondava in forme visive, che ne dessero la descrizione più oggettiva possibile. Da qui nacquero i primi graffiti, disegni, pitture e sculture. Nacque, in altre parole, l'arte. Ma questa era sostanzialmente statica, non riusciva a riprodurre il movimento delle cose reali, di uomini, animali, vegetali.<br>E così fu per migliaia di anni, sino alla fine dell'Ottocento, quando con l'invenzione del cinematografo, nato dalla precedente fotografia, non soltanto divenne possibile riprodurre esattamente, o quasi, la realtà, ma anche mostrarla in movimento. Dopo millenni, finalmente il sogno dell'uomo si era avverato! ([[Gianni Rondolino]]) *A un giovane che mi chiedeva come fare del cinema ho detto questo: prendi una telecamera video-8 o magari il nuovo super-8 digitale, metti un annuncio sul giornale "Si filmano battesimi, comunioni e matrimoni a prezzi modici" e comincia a girare quelli. Intanto ti guadagnerai da vivere e dopo due anni potremo vedere tutto quel che hai messo insieme e fare un film che potresti intitolare ''Il mondo''. ([[Marco Ferreri]]) *Amo il cinema, gli ho dedicato tutta la mia vita. ([[Gastone Moschin]]) *Amo il cinema, la libertà che si porta dentro. Un certo agio. La sensazione di dover fare il meglio possibile, e se non ci si è riusciti si continua finché non ci si riesce. Certo spesso queste condizioni di cui parlo sono ideali. ([[Elena Radonicich]]) *Andare al cinema è ridurre all'immobilità il corpo. Non molto ostacola la percezione. Tutto ciò che si può fare è guardare e ascoltare. Ci si dimentica dove si è seduti. Lo schermo luminoso diffonde un torbido chiarore attraverso l'oscurità. Fare un film è una cosa, guardarlo un'altra. Impassibile, muto, fermo siede lo spettatore. Il mondo esterno svanisce quando lo sguardo sonda lo schermo. Importa che film si sta guardando? Forse. Una cosa che tutti i film hanno in comune è il potere di portare la percezione da un'altra parte. ([[Robert Smithson]]) *C'è chi è poeta e sa esprimersi in modo meraviglioso usando le parole. Invece il linguaggio del cinema è il cinema stesso. Un linguaggio con cui puoi dire un'infinità di cose, perché hai a disposizione il tempo e le sequenze. I dialoghi. La musica. Gli effetti sonori. Hai un'infinità di mezzi. Così puoi esprimere un'emozione e un pensiero che non potresti comunicare altrimenti. È uno strumento magico. Per me è bellissimo pensare alle immagini e ai suoni che scorrono insieme nel tempo, una sequenza dopo l'altra, creando qualcosa di realizzabile solo ed esclusivamente attraverso il cinema. Non si tratta soltanto di parole o musica; è un'intera gamma di elementi che si uniscono per creare una cosa prima inesistente. È raccontare storie. Inventare un mondo, un'esperienza che gli altri non possono avere se non guardando quel film. ([[David Lynch]]) *Chiunque controlli il cinema, controlla il mezzo più potente di penetrazione delle masse! ([[Thomas Alva Edison]]) *- Cioè come la fotografia?<br>- La differenza è che le fotografie non si... le fotografie non si muovono.<br>- Perché le fotografie non mi piacciono molto... Voi affermate che siano oggettive, quando niente invece... niente sarà mai oggettivo.<br>- Però i racconti sulla vostra bellezza anche quelli non sono oggettivi, ma ora so che sono fondati. (''[[Il corsetto dell'imperatrice]]'') *Con un'espressione sintetica si può dire che il cinema scientifico ci ha permesso di "vedere l'invisibile". ([[Virgilio Tosi]]) *Credo che il cinema sia una vita al di là della vita. Deve essere in grado di far sognare e di rivestire anche una funzione sociale. ([[Anna Valle]]) *Da ogni spettacolo cinematografico, m'accorgo di ritornare, nonostante ogni vigilanza, più stupido e più cattivo. ([[Theodor W. Adorno]]) *Data l'esistenza della [[fotografia]] e della cinematografia, la riproduzione [[pittura|pittorica]] del vero non interessa né può interessare più nessuno. ([[Giacomo Balla]]) *È una forma d'arte stupenda che ti porta in una dimensione altra. ([[Paola Turci]]) *È una tecnica per cui viene superato, come la macchina da scrivere e il fax. Il cinema è stato ucciso dai telefonini. ([[Gabriele Lavia]]) *{{NDR|Sul confronto col [[teatro]]}} È veramente un luogo comune pensare che il cinema sia più facile! A volte capita di girare per prima una delle ultime scene, o di dover interrompere per un certo tempo la stessa scena per riprenderla successivamente. E là, è una sfida, tu devi, in quell'istante, tenere insieme il personaggio, concentrarti, ed esprimere un piccolo universo. ([[Milena Vukotic]]) *{{NDR|Dopo il successo delle prime pellicole sonore}} Era il tramonto del cinema muto. Fu un peccato, perché cominciava a perfezionarsi proprio allora. ([[Charlie Chaplin]]) *I personaggi del nostro cinema vivono tutti in solitudine. Nudi di sentimenti, nudi di ossessioni, agiscono in un modo del quale non è mai possibile vedere gli orizzonti, i confini. Mai proiettati in un paesaggio: alle loro spalle o dinnanzi ai loro occhi restano stanze fredde, spazi disabitati. ([[Giuseppe De Santis]]) *Il cinema, a furia di rendere tutto patetico e sentimentale, rende cinici. Non dà all'uomo che atteggiamenti. Così quando si fa una letteratura sentimentale. Vedere in pratica come la storia contemporanea e il costume sono atroci e crudeli. ([[Corrado Alvaro]]) *Il cinema assomiglia tantissimo alla [[musica]]. Anche quando è molto astratto, a tutti i costi le persone vogliono comprenderlo a livello razionale, traducendolo subito in parole. Non riuscirci è frustrante. Possono però riuscire a trovare una spiegazione dentro di sé, basta lasciare che ciò avvenga naturalmente. ([[David Lynch]]) *Il cinema deve avvalersi degli attori e la maggior parte di essi giungono da una formazione teatrale, però credo che sia stato il teatro ad avvalersi del cinema più che il contrario. ([[Eugenio Barba]]) *Il cinema deve essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito. Il cinema è mito. ([[Sergio Leone]]) *Il cinema deve usare necessariamente linguaggi diversi da quelli letterari. Il [[regista]] deve dare la sua lettura interpretativa. ([[Luigi Comencini]]) *{{NDR|In riferimento al "cinema di genere"}} Il cinema di genere non è che incorre invocarlo. Occorre farlo. Perché il genere oramai è nella tradizione. Chi fa cinema, anche non volendolo finisce per fare cinema di un certo genere. Qualsiasi film si fa è sempre di un certo genere. ([[Giulio Questi]]) *Il cinema dovrebbe parlare di contrasti: le cose non sono bianche o nere. Chi coglie la sfumatura, fa qualcosa di interessante. ([[Denise Capezza]]) *Il cinema è arte metafisica per eccellenza. Esso offre una finzione completa della vita ma, nel contempo, mostra la vita come completa finzione. Proiettato artificialmente su uno schermo, il mondo scopre la sua essenza più vera: un regno di ombre. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Il cinema è come il mondo di [[Alice (Alice nel Paese delle Meraviglie)|Alice nel paese delle meraviglie]], la creatività scorre senza filtri, è un flusso continuo di emozioni che si evolvono. ([[Nicolas Winding Refn]]) *Il cinema è il medium della continua ritestualizzazione [...]. ([[Alberto Farassino]]) *Il cinema è la lingua franca della nostra società. È un mezzo formidabile per indagare la verità sul mondo. ([[Angelo Scola]]) *Il cinema è l'unica forma d'arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore rimane immobile. ([[Ennio Flaiano]]) *Il cinema è principalmente immagine, se azzecchi quella giusta non hai quasi altro da fare. ([[Carole Bouquet]]) *Il cinema è solo una moda passeggera. È il dramma in lattina. Il pubblico vuole vedere storie di carne e di sangue rappresentate in palcoscenico. ([[Charlie Chaplin]]) *Il cinema è un alto artificio che mira a costruire realtà alternative alla vita vera, che gli provvede solo il materiale grezzo. ([[Umberto Eco]]) *Il cinema è un'industria culturale. Realizzare film significa anche assumersi una responsabilità sociale e morale. Pertanto non dobbiamo produrre quello che si può vendere, ma vendere quello che si vuol produrre. ([[Franco Cristaldi]]) *Il cinema è un mestiere... Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene al nostro tempo. È la cosa da fare. ([[Orson Welles]]) *Il cinema è un momento magico, dal buio della sala la fantasia si libera, può accadere qualsiasi cosa. [...] Amo ancora andare al cinema da sola, è davvero un altro tipo di visione, è un viaggio che ti lascia un'emozione anche dopo, una volta uscita dalla sala. È lì che sta la grandezza di un film, nella sua capacità di sconvolgerci. ([[Anna Favella]]) *Il cinema è uno dei tre linguaggi universali; gli altri due sono la [[matematica]] e la [[musica]]. ([[Frank Capra]]) *Il cinema ha anche responsabilità educative: se da adolescente non hai un modello da seguire, un film può aiutare. ([[Aaron Eckhart]]) *Il cinema, in fondo, è quanto di più simile ci sia ai sogni, al nostro immaginario. ([[Giada Colagrande]]) *Il cinema mi ha reso uno specialista del nulla. È l'onniscienza del [[regista]]: la specializzazione in nulla. ([[Emir Kusturica]]) *Il cinema non è un dono, ma una vocazione. I registi sono i santi del nostro tempo: danno la loro vita affinché la verità sia detta su pellicola. ([[Yusuf Shahin]]) *Il cinema non è un pezzo di vita, è un pezzo di torta. ([[Alfred Hitchcock]]) *Il cinema non ha dato molti grandi uomini. Abbiamo avuto molti grandi attori e supercantanti cinematografici, ma mai grandi uomini di cinema. Quelli che i publicisti definiscono tanto sovente «grandi», sono in generale creature sofferenti di gigantismo da nani. ([[Oswell Blakeston]]) *Il cinema non produce arte, crea al massimo cultura. ([[Mario Monicelli]]) *Il cinema per la sua esistenziale necessità di ricerca, di denuncia, di novità e di rinnovamento... e per la sua caratteristica irrinunciabile di spettacolo di massa... è per sua natura socialista in senso lato. ([[Alfredo Bini]]) *Il cinema «puro» come tutte le purità è distruttivo. Il cinema sta nel suo nascere come spettacolo, nel dover rispondere a una necessità: essere popolare. Esso vive in quanto c'è un milioni d'occhi che guardano. Naturalmente il mestierante è distruttivo e assurdo quanto il «puro». [...] L'arte cinematografica può diventare il fuoco centrale dell'espressione di un tempo e la più efficace educazione di un popolo. ([[Massimo Bontempelli]]) *Il cinema rappresenta la vita, in un certo senso, e quando vedi film che possono parlare di te può avvenire una catarsi. E grazie ai personaggi puoi trovare il coraggio di affrontare le cose, affrontare una riflessione... ([[Giulia Steigerwalt]]) *Il cinema ti fa incontrare delle persone straordinarie, anche se poi la vita quotidiana è un'altra cosa. ([[Maya Sansa]]) *Il cinema va comunque preservato: la sala è un luogo sacro, il posto dove scatta qualcosa di magico che sul divano non avviene. ([[Denise Capezza]]) *Il cinematografo, dimostrando alle donne che si può rimanere al buio, a pochi centimetri da uomini non consanguinei, senza per questo dover svenire di paura, contribuisce all'educazione morale in provincia, irrobustisce la coscienza dei propri doveri, tempra i caratteri. [...] Il cinematografo può essere considerato una conquista del [[femminismo]].<ref>Da Emilio Scaglione, ''Il cinematografo in provincia'', L'Arte Muta, I, 6-7, dicembre 1916-gennaio 1917, p. 15; citato in ''La filosofia del cinematografo'', La Stampa, 18 maggio 1907; citato in Francesco Casetti, Silvio Alovisio, ''L'esperienza del pubblico cinematografico'' in (a cura di) Silvio Alovisio, Giulia Carluccio, ''Introduzione al cinema muto italiano'', UTET, Torino, 2014, p. 292. ISBN 9788860083524</ref> *{{NDR|In riferimento al "cinema di genere"}} Il film di genere mi ha sempre interessato perché ti garantisce sempre una drammaturgia ben sostenuta. ([[Giulio Questi]]) *In America i film non sono inframmezzati da inserzioni pubblicitarie soltanto perché il cinema è in se stesso la maggior forma di [[propaganda]] per i beni di consumo. ([[Marshall McLuhan]]) *In cinema possono lavorare anche gli sprovveduti. Si girano migliaia di metri di pellicola per trarne una sequenza possibile, poi alla dizione ci pensano i doppiatori. Il cinema sovente è mistificazione. ([[Aldo Fabrizi]]) *In via XX Settembre c’erano tutti i cinema di prima visione. Si faceva la coda per entrare e spesso, specie la domenica pomeriggio, se non arrivavi in anticipo, rischiavi di rimanere fuori. Si andava tutti vestiti eleganti: gli uomini in giacca e cravatta, le donne con abiti lunghi, guanti e cappellino. È proprio cambiato tutto. ([[Claudio G. Fava]]) *Io accetto un film o non lo accetto in funzione della mia concezione del cinema. E non si tratta qui di dare una definizione del cinema politico, cui non credo, perché ogni film, ogni spettacolo, è generalmente politico. Il cinema apolitico è un'invenzione dei cattivi giornalisti. Io cerco di fare film che dicano qualcosa sui meccanismi di una società come la nostra, che rispondano a una certa ricerca di un brandello di verità. Per me c'è la necessità di intendere il cinema come un mezzo di comunicazione di massa, così come il teatro, la televisione. Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale: o si esprimono le strutture conservatrici della società e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere, oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario fra l'arte e la vita. ([[Gian Maria Volonté]]) *Io, lo ripeto, non son un amante del cinema, sono il marito. Per cui guardo tutto. Dal film di Baywatch al film uzbeko. Non ho pregiudizi. E questo mi ripaga con delle autentiche sorprese. Sia belle che brutte. Perché anche il film più brutto contiene almeno una perla. Anche i film dei Vanzina, quelli di vacanze natalizie in giro, contengono almeno una battuta memorabile. Così come certi film d'autore acclamato contengono una pesantezza e un'autoreferenzialità che vorresti uscire dopo dieci minuti, ma non puoi. ([[Leo Ortolani]]) *Io mi rifiuto di chiamare il cinema industria... Quando si parla di cinema come concezione, concepimento e fabbricazione di un prodotto che deve essere prototipo, quello deve essere artigianato. Se diventa industria, allora diventa serie, televisione, tutt'altra cosa. ([[Franco Cristaldi]]) *Io non sono un purista del cinema. Se un film mi piace, non mi importa che sia girato o meno in pellicola. ([[Brad Pitt]]) *Io sono il cineocchio. Io sono l'occhio meccanico. Io, macchina, vi illustro il mondo come io solo posso vederlo. Io mi libero, da oggi e per sempre, dall'immobilità umana, io sono in continuo movimento, io mi avvicino e mi allontano dagli oggetti, striscio sotto di essi, vi monto sopra, io mi muovo fianco a fianco col muso di un cavallo in corsa, io irrompo, a piena velocità, nella folla io corro davanti ai soldati in corsa, io mi lascio cadere sul dorso, io mi levo in volo con gli aeroplani, precipito e risalgo, in volo, con corpi che precipitano e risalgono. ([[Dziga Vertov]]) *Io sono di quelle che quando escono da un film di cow-boy camminano dal cinema all'autobus con le gambe un po' storte e le mani altezza-pistola, fissando i pali gialli dei semafori per vedere dove ho messo il cavallo. Credo che tutti lo facciano. Se no, per lo meno, non si capisce perché diavolo vadano a chiudersi due ore in un dannato cinema. Intendo dire, se poi esci di lì e la tua vita ti sembra soltanto più banale che mai. (''[[Porci con le ali]]'') *L'immagine è diabolica quando non è consacrata da una iconoclastia – l'iconoclastia, l'espiazione e la tomba da cui la immagine rinasce – in questo senso il cinema è diabolico, è la immagine senza valore artistico, perché senza iconoclastia né mediazione, né mistica morte, né resurrezione. Che può insegnarci, quale salvezza ci insegna un'arte, una immagine senza intima iconoclastia, senza intima negazione di sé, senza l'immagine della tragedia che è perciò stesso vittoria sulla tragedia? La vera arte è sempre un mistero di salvezza, anche quando è l'immagine di un mistero di perdizione; l'immagine senza iconoclastia è un mistero profano così profanato. ([[Andrea Emo]]) *L'industria del cinema, allo stesso modo, non è altro che imbonimento da fiera: trovate un'attrazione, presentatela nel modo più allettante possibile, fateci dei soldi e riprovateci. ([[David Mamet]]) *La cinematografia è il linguaggio di [[apparenze]], e le apparenze non parlano. Il linguaggio delle apparenze è la musica. Bisogna levare il cinematografo dalla letteratura e metterlo nella musica, perché deve essere il linguaggio visivo della musica. ([[Luigi Pirandello]]) *La cinematografia è l'arma più forte. ([[Benito Mussolini]]) *La cinematografia è un tipo di scrittura che va coltivata con una certa irruenza: un film commerciale non è un peccato, importante è vivere certi momenti, accorgersi di tutto. ([[Alberto Lattuada]]) *La cinematografia procura un foro e una tribuna allo stato mondiale: ne rende possibile l'esistenza. ([[Ernst Jünger]]) *La fotografia è la verità, e il cinema lo è ventiquattro volte al secondo. (''[[Le Petit Soldat]]'') *La politica io l'ho sempre aborrita. Politica cinematografica non ne ho mai fatta, perché trovo che non abbia nulla a che vedere. Io non sono mai andato oltre, forse per questo sono sempre stato considerato superficiale, ma non mi interessa. A me interessa lo spettacolo per lo spettacolo: la favola, la fiaba, chiamala come vuoi, il racconto, il racconto di fatti umani appassionanti dal punto di vista delle tragedie nostre, quotidiane: oggi si finisce in scazzottate da western, allora in duelli o in risse da taverna. ([[Riccardo Freda]]) *La [[radio]] e il cinema sono tra quei grandi automi che sempre più si occupano di dilettare le masse. ([[Friedrich Georg Jünger]]) *La storia del cinema si divide in due ere: una prima e una dopo ''Roma città aperta'' {{NDR|Film di [[Roberto Rossellini]], 1945}} ([[Otto Preminger]]) *La tv vive di cinema, ma il cinema muore di tv. ([[Dino Risi]]) *La verità è che il cinema, anzi ''il capitale cinematografico'', dovendo sfruttare al massimo la ''merce-film'' desidera mercato universale, cioè indifferenziato, in cui possano... liberamente accedere tutti senza limiti di età e di condizione. ([[Remo Branca]]) *Mentre in teatro si gioca sull'alfabeto della convenzione, al cinema bisogna restituire la verità assoluta, altrimenti si rischia di non essere credibili. Si può portare avanti un testo ma non una verità di personaggio. Nell'ambiente cinematografico la macchina da presa ti scava dentro, in teatro, invece, si è d’accordo con il pubblico che certe cose assumono quel determinato significato. ([[Enrico Lo Verso]]) *''Mi piace il cinema | e parecchio, | per questo mi chiamano vecchio.'' ([[Caparezza]]) *Mi sembra che oggi il cinema rischi una vera e propria regressione, trasformandosi in un intrattenimento puramente infantile. ([[Sergio Leone]]) *Nel secolo scorso, il cinema è stato la sintesi di letteratura, pittura e altre arti: parlo del cinema d'autore, non di quello industriale. Mi ha sempre ossessionato l'idea che un [[film]], con la persuasione delle immagini, potesse rovesciare l'accaduto, la realtà: in una parola, la storia. Fin da piccolo, quando già m'interessavo a tutto, il cinema mi è stato gemello: fatto per chi sa tutto e niente. ([[Emir Kusturica]]) *Nel cinema, gli attori sono la borghesia, l'immagine è il proletariato, la colonna sonora è la piccola borghesia, eternamente oscillante tra l'una e l'altro. L'immagine, in quanto proletariato, deve prendere il potere del film, dopo una lunga lotta. (''[[Io sono un autarchico]]'') *Nel mondo in cui viviamo - e nel sistema che abbiamo creato per noi stessi, in termini di grande industria {{NDR|cinematografica}} - non puoi perdere denaro. Quindi il punto è che sei costretto a fare un particolare tipo di film. E lo dicevo sempre, alle persone, sai, quando la Russia era l'[[Unione Sovietica|Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche]], e loro dicevano: "Oh, ma non sei così contento che sei in [[Stati Uniti|America]]?" E gli dicevo: "Beh, conosco molti registi russi e loro hanno molta più libertà di me. Tutto quello che devono fare è stare attenti a criticare il governo. Altrimenti, possono fare tutto ciò che vogliono. ([[George Lucas]]) *Non mi piace parlare di cinema, ne ho abbastanza, di parlare di film. [...] Giusto. Naturalmente hai ragione tu. Se il nostro amato cinema (e naturalmente quando dico "amato" sono serissimo, perché in effetti noi lo amiamo appassionatamente), be, se il nostro amato cinema smette di essere la grande ossessione contemporanea, allora la creta per le nostre amate statue resterà in mano ai distributori. Cioè, sará gettata ai cani – e noi dove andiamo a finire? ([[Orson Welles]]) *Non mi sembra affatto accettabile la distinzione che fa la critica tra cinema come ''prodotto'' (o film di intrattenimento) e cinema come ''opera'' (o film di autore, cioè film d'arte). La generale, aperta diffidenza – che spesso nell'impeto dei più giovani confina addirittura con il disprezzo – di cui il saggismo gratifica sempre i film di grande successo popolare equivale, a mio avviso, ad un improprio, inopportuno, qualche volta soltanto snobistico concetto del criterio intellettuale con cui deve essere valutato il cinema come arte; perché si tratta di un'arte, come ho detto, destinata alla più grande collettività umana. [...] Sono pienamente d'accordo che il film meritevole di un giudizio critico non debba essere solamente un «prodotto». Ma affermo che deve essere sempre ''anche'' un prodotto. ([[Alessandro Blasetti]]) *No so se la televisione oggi sia meglio del cinema. I brutti film ci sono sempre stati e ci sono ancora e c'è anche un sacco di brutta televisione. Ma certo quella distinzione non ha più significato. ([[Steve Buscemi]]) *{{NDR|Nel 2016}} Oggi è diventato un argomento troppo serio ed è cambiato il sistema. Prima lo vivevamo come un gioco, recitare era per noi davvero un play e un jouer, come dicono gli inglesi e i francesi. ([[Florinda Bolkan]]) *Pensavo che se il cinema, restando immobile, permette di riprodurre oggetti in movimento, forse si poteva, rovesciando le parti, tentare di riprodurre oggetti immobili con il cinema in movimento. ([[Alexandre Promio]]) *Penso che il cinema sia molto più bello del [[teatro]]. Sono rimasto incastrato nel mio destino. ([[Gabriele Lavia]]) *Penso sia il giocattolo più bello al mondo. E quando lavoro in un film, preferisco firmarne la regia, dato che è un viaggio incredibile dentro al senso delle cose. ([[Alessandro Benvenuti]]) *Per me il cinema si è fermato a quello di un tempo. Le attrici del passato erano autentiche, mai costruite. La mia preferita resta [[Brigitte Bardot]]. ([[Laura Torrisi]]) *Poiché il cinema non è solo un'esperienza linguistica, ma, proprio in quanto ricerca linguistica, è un'esperienza filosofica. ([[Pier Paolo Pasolini]]) *Quando simili macchine saranno a disposizione di tutti, quando tutti potranno fotografare i propri cari senza più ridurli all'immobilità, ma ritraendoli nei loro movimenti, nelle loro azioni, nei loro gesti familiari, con la parola sulle labbra, allora la morte cesserà di essere assoluta. (''La Poste'', 30 dicembre 1895<ref>Citato in Paolo Fabbri, Angela Andrisano, ''La favola di Orfeo: letteratura, immagine, performance'', UnifePress, 2009, p. 121. ISBN 9788896463017.</ref>) *«Riso amaro» (1949) occupa un posto importante nella storia del cinema e in quella del costume. [[Giuseppe De Santis]] seppe fondere realismo sociale e mélo, mitologia e riflessione sui media, con un occhio all'epica sovietica e uno al noir hollywoodiano; e la mondina Silvana Mangano si impose come oggetto di desiderio. ([[Alberto Pezzotta]]) *Se è ancora tutta da scrivere una storia erotica del cinema italiano, è certo che un capitolo dovrebbe essere dedicato alla figura della donna «bifronte». E la ''Anna'' interpretata da [[Silvana Mangano]] nel film di [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (per la cronaca: il primo film italiano a incassare più di un miliardo sul territorio nazionale) potrebbe benissimo esserne il simbolo. (citato in ''Corriere della sera'', 25 agosto 2006) *Se il mondo fosse come lo presenta un certo cinema d'oggi, sarebbe un incredibile bordello. ([[Alberto Sordi]]) *Se [[Platone]] avesse potuto conoscere il cinema, sarebbe morto di terrore. ([[Mario Andrea Rigoni]]) *Una storia vecchia, la relazione tra potere e cinema. Il potere sguazza nei film che creano consenso, chi va in una direzione contraria, ''[[Ladri di biciclette]]'', ''[[Il caso Mattei]]'', ''[[Le mani sulla città]]'', dà fastidio. [...] I manovratori delle coscienze sanno che il cinema può orientare il consenso. ([[Toni Servillo]]) *Tra cinema d'autore e cinema popolare non c'è assolutamente nessuna differenza. Anzi: [...] il cinema d'autore è molto bello quando è popolare, non a caso ''[[La dolce vita]]'' è ancora il più grande incasso del cinema italiano. [...] E il cinema popolare è bello quando c'è dentro il punto di vista di qualcuno che ne è l'autore. ([[Enrico Vanzina]]) *Voi conoscete l'arte dell'immagine in movimento? [...] Rimpiazzerà del tutto la pittura. (''[[Il corsetto dell'imperatrice]]'') *Vorrei tre vite: col cinema forse ne assecondo l'illusione. ([[Alberto Lattuada]]) ===''[[Boris - Il film]]''=== *E poi si vede che sei televisiva: in televisione si contano le battute, Arianna. Nel cinema conta altro: gli sguardi, i miei primi piani... ([[Stanis La Rochelle]]) *Lo sai quanto spende la rete per la [[fiction televisiva|fiction]] all'anno? Trecento milioni. E per il cinema? Quaranta. Sai cosa vuol dire questo? Che io, qui dentro, per sopravvivere, devo lottare come un pazzo. ([[Diego Lopez (personaggio)|Diego Lopez]]) *– Se faccio un'altra cazzata mi retrocedono, mi mandano alla sezione cinema dove ci sono i registi che non si lavano, che puzzano di zolfo, i dirigenti con la salmonella che tra di loro si chiamano "compagno consigliere". Cristo René, io non me li voglio mettere quei golfini pelosi con quegli occhialetti alla [[Antonio Gramsci|Gramsci]].<br>– Ma cosa dici? Ma quali occhialetti? Ma cosa stai dicendo?<br>– Mi lascio morire se finisco lì dentro, René. Perché dopo la sezione cinema c'è la radio. Dopo la radio, c'è la morte. ([[Diego Lopez (personaggio)|Diego Lopez]]) ===[[Federico Fellini]]=== *Il cinema è come una vecchia puttana, come il circo e il varietà, e sa come dare molte forme di piacere. *Il cinema è il modo più diretto di entrare in competizione con Dio. *Il cinema ha questo di salutare: anche se la voglia originaria si è dileguata, la realizzazione comporta una tale serie di problemi concreti che vai avanti a fare la cosa senza renderti conto di non ricordarla più. Il film lo giri senza sapere esattamente di che si tratta. *Il cinema non ha bisogno della grande idea, degli amori infiammati, degli sdegni: ti impone un solo obbligo quotidiano, quello di fare. ===[[Jean-Luc Godard]]=== *Il cinema non è un mestiere. È un'arte. Non significa [[lavoro]] di gruppo. Si è sempre soli; sul set così come prima la pagina bianca. E per [[Ingmar Bergman|Bergman]], essere solo significa porsi delle domande. E fare film significa risponder loro. Niente potrebbe essere più classicamente romantico. *Ora ho delle idee sulla realtà, mentre quando ho cominciato avevo delle idee sul cinema. Prima vedevo la realtà attraverso il cinema, e oggi vedo il cinema nella realtà. ===[[Peter Greenaway]]=== *Molti di quelli che vanno al cinema, dopo 105 anni di produzione cinematografica, si aspettano che venga loro raccontata una storia. Non credo che il cinema sia un mezzo adatto alla narrazione. Se vuoi raccontare una storia, è meglio che tu faccia il [[romanzo|romanziere]]. Il fatto che il cinema migliore non sia narrativo porta a paradossi e contraddizioni di cui mi sono occupato negli ultimi 15 anni. Ma c'è un problema: se si cerca di minimizzare o eliminare la narrazione, va trovato un altro modo di organizzare il materiale, altrimenti ci si trova nell'incoerenza e nel caos. Ho iniziato come pittore, mi interessavano molto i metodi e le classificazioni. Per questo ho usato spesso sistemi diversi dalla narrazione per organizzare il materiale cinematografico. Utilizzo le classificazioni numeriche, il simbolismo e la codificazione dei colori, e sicuramente anche i sistemi alfabetici. *Voglio riuscire a usare il cinema come un mezzo di discussione di idee, su tutto, ma soprattutto sulla rappresentazione, sull'estetica e su tutta l'industria cinematografica. Mi avvicinai alle nozioni [[Alfred Hitchcock|hitchcockiane]] e del [[potere]], ma penso che il cinema sia molto più di questo e che abbia molte altre possibilità. Una volta ho pericolosamente affermato che il cinema è un mezzo troppo ricco per essere lasciato ai cantastorie. ===[[Morando Morandini]]=== *Come il [[sogno]], il cinema risveglia il nostro inconscio, induce identificazioni vergognose e segrete, fa da valvola di scarico a desideri repressi e a tensioni latenti. *Come la [[letteratura]], il cinema può essere la continuazione della politica con altri mezzi. Attenzione, però, a non farsi ossessionare dal messaggio. Il film è anzitutto e soprattutto cinema, ossia una storia raccontata in un certo modo. Può contenere idee, proposte, punti di vista, giudizi, ma prima di tutto è cinema. L'[[ideologia]] c'è sempre, anche se non sempre appare, ma all'interno del testo e non può essere estrapolata e proposta in forma autonoma. L'ideologia è tra le righe, tra le immagini. *Il cinema è come l'[[ambiente]]: se lo si trascura, rischia di morire e allora ci si accorge che era indispensabile. ===[[Charlotte Rampling]]=== *Il cinema è questo, vivere in un continuo presente. È tutto dentro di te allo stesso tempo e per sempre. Nulla si distrugge. *Non è certo nell'ambiente del cinema che solitamente "pesco" le mie amicizie. Non "lego" molto, in definitiva, con gli abitanti del cosiddetto mondo dello spettacolo. *Quando entri in un meccanismo come quello del cinema, è estremamente difficile uscirne. Il [[teatro]] rimane uno dei cardini principali nel cinema, la mia esperienza teatrale rimane un fatto fondamentale. È stata la base. ==Note== <references /> ==Voci correlate== {{Div col}} *[[Attore cinematografico]] *[[Cinefilia]] *[[Cinema (luogo)]] *[[Cinema italiano]] *[[Cinema muto]] *[[Cinema sonoro]] *[[Cinématographe]] *[[Film]] *[[Industria dello spettacolo]] *[[Pellicola cinematografica]] *[[Pellicola cinematografica a colori]] {{Div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|commons_preposizione=sul|wikt|n=Categoria:Cinema|n_preposizione=sul}} [[Categoria:Cinema]] [[Categoria:Cultura]] [[Categoria:Spettacolo]] cid11gn9xmo656gpgoh8epyru8cmavc Template:SelezioneNuove 10 4465 1417842 1417746 2026-06-22T15:31:58Z Gaux 18878 David C. Cassidy 1417842 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. 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Cassidy]]{{,}} [[The Cloverfield Paradox]]{{,}} [[Roberto Benzoni]]{{,}} [[John Boorman]]{{,}} [[Giuseppe Regaldi]]{{,}} [[Ettore Stampini]]{{,}} [[Memorandum di Islamabad]]{{,}} [[Andrea Kimi Antonelli]]{{,}} [[Paolo Ravazzoli]]{{,}} [[Giandomenico Nardo]]{{,}} [[Ermanno Giglio-Tos]]{{,}} [[Rina Monti]]{{,}} [[Carlo Alfonso Nallino]]{{,}} [[Rinaldo Rigola]]{{,}} [[Pomponio Mela]]{{,}} [[Laurence Echard]]{{,}} [[Giovan Battista Nicolosi]]{{,}} [[Carlo Boselli]]{{,}} [[Bartolomeo Borghi]]{{,}} [[Romeo Venturelli]]{{,}} [[Toyoo Ashida]]{{,}} [[Muro di Sormano]]{{,}} [[Ken il guerriero 2]]{{,}} [[Ken il guerriero (serie animata)]]{{,}} [[I fuorilegge della valle solitaria]]{{,}} [[Fabio Casartelli]]{{,}} [[Ugo Bianchi]]{{,}} [[Víctor Simonetti]]{{,}} [[Germano Beringheli]]{{,}} [[L'avventuriero di Macao]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> crzgepq08g58y7n8bnqb87d7ydhgjf5 1417879 1417842 2026-06-22T20:00:45Z Danyele 19198 +1 1417879 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 30. AGGIUNGI QUI UNA NUOVA VOCE: NON DIMENTICARE IL SEPARATORE "{{,}}" --> [[Sotto il vestito niente]]{{,}} [[David C. Cassidy]]{{,}} [[The Cloverfield Paradox]]{{,}} [[Roberto Benzoni]]{{,}} [[John Boorman]]{{,}} [[Giuseppe Regaldi]]{{,}} [[Ettore Stampini]]{{,}} [[Memorandum di Islamabad]]{{,}} [[Andrea Kimi Antonelli]]{{,}} [[Paolo Ravazzoli]]{{,}} [[Giandomenico Nardo]]{{,}} [[Ermanno Giglio-Tos]]{{,}} [[Rina Monti]]{{,}} [[Carlo Alfonso Nallino]]{{,}} [[Rinaldo Rigola]]{{,}} [[Pomponio Mela]]{{,}} [[Laurence Echard]]{{,}} [[Giovan Battista Nicolosi]]{{,}} [[Carlo Boselli]]{{,}} [[Bartolomeo Borghi]]{{,}} [[Romeo Venturelli]]{{,}} [[Toyoo Ashida]]{{,}} [[Muro di Sormano]]{{,}} [[Ken il guerriero 2]]{{,}} [[Ken il guerriero (serie animata)]]{{,}} [[I fuorilegge della valle solitaria]]{{,}} [[Fabio Casartelli]]{{,}} [[Ugo Bianchi]]{{,}} [[Víctor Simonetti]]{{,}} [[Germano Beringheli]] <!-- NON DIMENTICARE DI TOGLIERE L'ULTIMO SEPARATORE "{{,}}" --></div><noinclude> [[Categoria:Template selezione]] </noinclude> k94jzlbizuk6gurado2ingla5vvuzz9 Città 0 4550 1417858 1403264 2026-06-22T18:47:17Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1417858 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Toronto Downtown Core at Night.jpg|thumb|right|Veduta aerea di un tessuto urbano (Toronto)]] Citazioni sulla '''città'''. ==Citazioni== *A fare bella una città non sono le skyline e i grattacieli. Una città è bella per la sua storia, perché accanto alla modernità conserva la sua memoria. Attenzione ad essere troppo contemporanei, insomma, perché il contemporaneo non dura mai a lungo. ([[Enrico Vanzina]]) *Amo le città, le strade, gli edifici, le finestre, i balconi, i muri, le strutture... La città è un concentrato di energia umana sul punto di esplodere. È lo scontro tra il vecchio e il nuovo, dove passato, presente e futuro sono compressi in un blocco unico. L'[[architettura]] per me è un simbolo. Rappresenta lo spirito del tempo, pietrificato nei muri e nelle finestre, fluido invisibile racchiuso nella pietra da misure, proporzioni e forme: gli edifici sono dei perfetti romanzi fatti di pietre e spazi vuoti... ma alla fine è l'energia umana, sono le vite vissute dietro queste pareti che conferiscono loro bellezza. ([[Danijel Žeželj]]) *Bisogna aver vissuto in una piccola città per sapere come i congegni della società vi giochino allo scoperto e fino a che punto i drammi e le farse della vita pubblica e privata vi siano messi a nudo. ([[Marguerite Yourcenar]]) *Calore. Ecco che cosa significano per me le città grosse. Si scende dal treno, si esce dalla stazione e si è presi dalla scalmana. Il calore dell'aria, del traffico, della gente. Il calore del cibo e del sesso. Il calore dei grattacieli. Il calore che esce dalla metropolitana e dalle gallerie. Nelle città grosse ci sono almeno cinque gradi di più. Il calore si leva dai marciapiedi e cala dal cielo inquinato. Gli autobus sbuffano calore. Emana dalle folle di acquirenti e impiegati. Tutta l'infrastruttura si basa sul calore, lo usa disperatamente, ne produce altro. La definitiva morte per calore dell'universo, di cui gli scienziati amano parlare, è già ben avviata a verificarsi: in qualsiasi città di dimensioni grandi o medie si sente ovunque che si sta realizzando. Calore e umidità. ([[Don DeLillo]]) *Cambiare la struttura urbanistica di una città significa cambiarne la morale. ([[Raffaele La Capria]]) *Chi non ha nel cuore una città [è] una persona da compiangere. ([[Fouad al-Tikerly]]) *Città s'addimanda una radunanza d'uomini per vivere insieme felicemente. E grandezza di città si chiama non lo spazio del sito o il giro delle mura ma la fortuna degli abitanti e la potenza loro. ([[Giovanni Botero]]) *Come la natura sensibile ben sottomessa alla ragione è più perfetta sul piano stesso della natura sensibile, così anche in una città bene ordinata il bene singolare dell'individuo sarà più perfettamente realizzato e assicurato. ([[Charles De Koninck]]) *Di chi è meglio che sia piena la città: di [[Ricchezza e povertà|ricchi]], che coi loro mezzi aiutano sé e gli altri, o di [[Ricchezza e povertà|poveri]], che né a sé né agli altri sono di aiuto? ([[Poggio Bracciolini]]) *''Dici: In un altro paese | a un altro mare me ne andrò | una città tanto più bella, di quanto | questa sarà mai o sia stata, troverò... | Ora a ogni passo il laccio stringe il morso: | il cuore è sepolto in corpo e non ha corso: | fino a quando, quanto devo restare qui | recluso in questa tetra periferia sfiorita | della mente qualunque? Dovunque guardi vedo | solo macerie nere della mia vita. | Sono tanti anni, tanti, che sono qui, | recluso in questa tetra periferia sfiorita | della mente qualunque? | Dovunque guardi vedo | solo macerie nere della mia vita. | Sono tanti anni, tanti, che sono qui, | spendere e spandere, senza un costrutto. | No, non ci sono paesi nuovi, amico, né | nuovi mari: la città ti segue dappertutto. | Nello stesso groviglio di vie girerai all'infinito, | gli stessi borghi mentali scivolano | all'età vecchia dall'età bella, | nella stessa casa di sempre incanutisci. | La città è una cella. || Nessun altro posto, sempre questo | tuo ancoraggio terrestre, e nessuna nave esiste | che ti porti lontano da te stesso. Ma non capisci? | La vita che hai rovinato fino in fondo su questo | unico lembo della terra, adesso | è rovinata per ogni parte del mondo.'' ([[Konstantinos Kavafis]]) *Dio creò la [[campagna]], e l'uomo creò la città. ([[William Cowper]]) *– È terribile quello che può succedere in una città.<br/>– Che vuoi dire?<br/>– Quando si blocca tutto contemporaneamente. Manca la corrente, non c'è più luce né gas, e anche se il cibo arriva in citta non si riesce a distribuirlo. L'acqua potabile, le fogne... ''Bleh!'' Queste cose qua. Non ci avevo mai pensato quando abitavo a Londra. La città è come un enorme bambina viziata. Migliaia di persone che la nutrono, la lavano e fanno in modo che tutto vada bene. (''[[I sopravvissuti]]'') *Il vento della protesta attraversa, una dopo l’altra, le città. Il che non stupisce. La storia dei movimenti rivoluzionari si è sviluppata sempre nel contesto urbano, in cui si concentra il capitale e si condensa il potere politico. ([[Donatella Di Cesare]]) *I [[Senso|sensi]] dell'uomo petreo si ravvivano, quand'egli si trova in mezzo al suo vero mondo. Esso è trattenuto tra le pietre dal solo desiderio di guadagno, e la donna e la famiglia sono costrette a rimanervi con lui. Ma il mondo cittadino è per l'uomo ciò ch'è l'acqua dell'acquedotto per il pesce dorato. Il mondo cittadino è per l'uomo ciò ch'è l'acqua dell'acquedotto per il pesce dorato. ([[Géza Gárdonyi]]) *Il futuro delle città non sta solo nelle grandi opere ma anche nella qualità della democrazia. Le città non sono macchine da aggiustare ma hanno un'anima e cambiano in modo lento. ([[Vittoria Ferdinandi]]) *In una città, come nel mare, bisogna identificarsi, per vedere realmente. Bisogna che qualcuno si dimentichi per quale motivo siete venuto, e vi confonda con un familiare. Allora, mille particolari segreti vengono alla superficie, e in quei particolari si ricompone anche per voi il volto sfaccettato della città, si ricompone in un'immagine unica. ([[Anna Maria Ortese]]) *Insomma, andammo ad abitare in città, dove gli infelici si trovano meglio. In città si può vivere cento anni senza rendersi conto di essere morti e putrefatti già da molto. Non c'è tempo di riflettere; si è sempre continuamente occupati. Gli affari, le relazioni mondane, la salute dei bambini e la loro istruzione, tutte queste cose ci assorbono continuamente. Bisogna ricevere questo o quell'altro, restituire le visite, vedere quello e ascoltare questo. In città c'è sempre una o due celebrità che non si può fare a meno di conoscere. Poi bisogna pensare a curarsi o cose del genere, infine ci sono i precettori, gli educatori, le governanti: nonostante tutto ciò la vita è vuota, vuotissima. ([[Lev Tolstoj]]) *Io credo che il migliore indicatore della qualità della vita di una città in cui si nasce sia la capacità che questo sia un luogo dove poter restare. [...] bisogna levarsi da questa ottica ossessiva per cui le città vanno pensate solo in termini di attrattività turistica. ([[Vittoria Ferdinandi]]) *''Jungla di città | dove il Cristo in croce | è rimasto senza voce | c'è l'industria che produce | troppo cancro per la civiltà | e chi fuma già ce l'ha | e lo sa''. ([[Adriano Celentano]]) *La città è come la donna, ha bisogno di essere bella e per essere più bella entra in ballo il maquillage, la ricerca dell'eleganza, il conforto dell'accessorio. Una situazione identica si verifica per la città, dove il maquillage è compito del solerte netturbino, il capo ricercato è disegnato dall'architetto e l'accessorio diventa l'arredo: quegli elementi semplici o elaborati che ingentiliscono strade, piazze e panorami. ([[Vito Elio Petrucci]]) *La città è la maestra dell'uomo. ([[Simonide]]) *La città è per il libertino le donne che la abitano. ([[Franco Cuomo]]) *La città è qualcosa di più di una congerie di singoli uomini e di servizi sociali, come strade, edifici, lampioni, linee tranviarie e via dicendo; essa è anche qualcosa di più di una semplice costellazione di istituzioni e di strumenti amministrativi, come tribunali, ospedali, scuole, polizia e funzionari di vario tipo. La città è piuttosto uno stato d'animo, un corpo di costumi e di tradizioni, di atteggiamenti e di sentimenti organizzati entro questi costumi e trasmessi mediante questa tradizione. ([[Robert Park]]) *La città non è la solitudine perché la città annienta tutto ciò che popola la solitudine. La città è il vuoto. ([[Pierre Drieu La Rochelle]]) *''La montagna è piena di insidie | la città è piena di invidie'' ([[Jovanotti]]) *La funzione principale di una città è di trasformare il potere in strutture, l'energia in cultura, elementi morti in simboli viventi di arte, e la riproduzione biologica in creatività sociale. ([[Lewis Mumford]]) *La gloria delle città dipende dall'immaginazione dei cittadini e questa, a sua volta, dai circuiti di esperienze e di scambi di cui sono partecipi: dipende, in definitiva, dalle energie dei luoghi. ([[Giancarlo De Carlo]]) *"Le città fatte di soli capolavori sarebbero mostruose" diceva. Le città non sono musei congelati nell'azoto liquido. Le città sono organismi viventi. Mutano pelle, svuotano gli intestini, crescono, decrescono, amputano arti, producono scarti che diventano a loro volta materia prima di nuove idee dell'abitare. ([[Gianni Biondillo]]) *Le città sono il vero motore propulsivo di un territorio. Non c'è provincia o regione che reggano il paragone. E soltanto unendo le città si potranno ottenere risultati ancor più competitivi. ([[Sergio Chiamparino]]) *Le cose che si fanno a Gerusalemme non sono molto diverse da quelle che si fanno a Roma o New York, a Berlino, a Parigi, ovunque. Ancora cento anni e tutte le città si assomiglieranno tra loro, un grigio uniforme. ([[Aldo Palazzeschi]]) *Le grandi città sono piene d'imprevisti: vi sono delle opportunità incredibili di fortuna e di favore. ([[Ferdinando Petruccelli della Gattina]]) *Lo schema delle città americane (il reticolo) è la conseguenza dello spirito americano. Una trama molto semplice su cui ricamare liberamente. Qualcosa che assicuri l'essenziale e che lasci aperte tutte le possibilità. ([[Michele Valori]]) *Lo sviluppo del capitalismo industriale, contrariamente a una visione naturale troppo diffusa, non provoca il rafforzamento della città ma la sua scomparsa quasi totale in quanto sistema istituzionale e sociale relativamente autonomo, organizzato attorno a obiettivi specifici. Infatti, la costituzione della mercanzia in quanto meccanismo di base del sistema economico, la divisione tecnica e sociale del lavoro, la diversificazione degli interessi economici e sociali su uno spazio più vasto, l'omogeneizzazione del sistema industriale causano il nascere della coincidenza di una forma spaziale, la città, con la sfera del dominio sociale di una classe ben determinata, la borghesia. La diffusione urbana equivale giustamente alla perdita del particolarismo ecologico e culturale della città. ([[Manuel Castells]]) *Meglio città guasta che perduta. ([[Niccolò Machiavelli]]) *Nel deserto, dice [[Honoré de Balzac|Balzac]], vi è tutto, e nulla: Dio, senza gli uomini. Nel deserto di pietre che è la città moderna, vi è il vuoto assoluto, il terrore senza nome: gli uomini, senza Dio. ([[Henry Furst]]) *Nelle città nessuno più nota la specificità del morire. Il morire è una componente dell'aria. Si trova ovunque e in nessun luogo. Morendo gli uomini gridano, per farsi notare, per farsi ricordare per un paio di secondi. Morire in un appartamento di città può deprimere l'anima, penso, per diverse vite a venire. Nelle cittadine di provincia invece ci sono le villette, le piante nei bovindi. La gente nota di più la morte. I morti hanno volti, automobili. Se non si sa un nome, si sa però quello di una strada, di un cane. «Aveva una Mazda arancione». Di una persona si sanno un paio di cose inutili che diventano importanti elementi di identificazione e collocazione cosmica, nel caso in cui essa muoia all'improvviso, dopo una breve malattia, nel proprio letto, con trapunta e cuscini rivestiti uguali, in un mercoledì pomeriggio piovoso, febbricitante, un po' congestionata nei seni nasali e al petto, pensando alla lavatura a secco. ([[Don DeLillo]]) *Non avevano ragione mia nonna, mia madre e la gente del mio isolotto: non è vero che chi sta male in un posto starà male dappertutto, che non si può stare meglio da un’altra parte, che si può viaggiare solo se costretti, solo per lavoro e sempre per tornare. Non tutti quelli che vanno via stanno meglio, ma qualcuno sì, io sì, io sto bene in una grande [[città]], dove posso cenare a qualunque ora, dove incontro visi stranieri, accenti stranieri, donne mai viste e belle e interessanti; dove ho incontrato e conosciuto una francese che ho sposato, e avuto figli che parlano due lingue e hanno compagni di scuola di tutti i posti dell’Europa e africani e indiani e cinesi e pakistani, diversi da loro e uguali. A me piace che nessuno mi conosca quando entro in un locale, o quando rincaso, e saluto il portiere del palazzo che ancora non ha imparato il mio nome, e non sa nulla di mio padre fuggito e mai lo saprà, di mia zia e della sua bottega e di mia madre costretta per anni a lavorare da lei per tirare avanti. ([[Flavio Soriga]]) *Ogni città è un palinsesto, un documento sul quale si continua a scrivere, giorno dopo giorno, secolo dopo secolo, senza che nulla venga davvero perduto. Magari nel nome di una via, nella pietra angolare di un edificio, nei ricordi dei suoi abitanti; la memoria, nelle città, non si fa tempo, si fa spazio. Ogni città racchiude in sé il passato e il futuro, il suo talento e la sua vocazione. Le città sono la scommessa dell'umanità, il luogo dove tutto può finire o tutto può ricominciare daccapo. ([[Gianni Biondillo]]) *Perché ogn[i città] ha la sua [anima nascosta] – in un crocevia, in un negozietto, in un museo, ai bordi di un parcheggio, di fronte ad una scuola, alla fermata di un autobus -, basta avere pazienza e la si trova. ([[Gianni Biondillo]]) *Per quanto si pubblichino statistiche e le popolazioni vengono contate a centinaia di migliaia di individui, per ogni uomo una città consiste soltanto in poche strade, in poche case, in poche persone. Se si eliminano queste poche cose, una città non esiste più, se non come una sofferenza nel ricordo, qualcosa di simile al dolore di una gamba amputata. ([[Graham Greene]]) *''Salvare una città vale più che fondarla.'' ([[Jean Bertaut]]) *''Se il Signore non custodisce la città, | invano veglia il custode.'' (''[[Salmi]]'') *Si sa com'è nelle piccole città: ti spiano da dietro le tende. La grande città è molto meglio, almeno lì ti accorgi quando ti fissano! (''[[Ai confini della realtà (serie televisiva 1959) (quinta stagione)|Ai confini della realtà]]'') *Si può affermare con un certo grado di attendibilità che la città attuale non possiede più né uno statuto prevalente né una vera e riconoscibile ''dimensione collettiva''. È una città che agisce in modo tribale, specializzandosi per rispondere a esigenze di gruppi ristretti o per erogare ''servizi'' di natura utilitaria. Il suo essere un testo complesso, insondabile nei suoi significati come un romanzo, il suo dovere essere ''bella'' non sono più ritenuti valori consustanziali alla sua realtà, ma qualcosa che forse le apparteneva una volta, ma che oggi non ha più alcun senso. ([[Franco Purini]]) *Tutti parlano dell'asprezza delle periferie, ma a mio parere vi sono parti della città che esprimono la stessa durezza in maniera diversa. [...] E mi opprimono le noiose palazzine cubiche dei quartieri della media borghesia, con gli alberi malati sui marciapiedi, le facciate dai colori spenti, le portinerie con gli ottoni e le stampe antiche. Vi si avverte un'ansia di rispettabilità, un'ossessiva rivendicazione di decoro che in molti casi è l'involucro della diffidenza e del rancore. ([[Stefano Brusadelli]]) *Un'assuefazione perfetta alla vita urbana odierna è segno di gravissimo squilibrio. È sano soltanto chi ne soffre. ([[Guido Ceronetti]]) *Una città è come una donna: ha soltanto l'età che dimostra. ([[Jerome K. Jerome]]) *Una città è come una moglie: o la sposi per amore o fai il matrimonio d'interesse. Allora, in quel caso, la subisci. (''[[Compagni di scuola]]'') *Una città è fatta di volti. Oltre che di monumenti e strade, facciate di palazzi e piazze, una città è fatta di volti. Volti scolpiti nel sasso e volti di gente che guarda e riflette negli occhi il volto stesso della città, come in uno specchio. È una scenografia mobile, quella delle città riflesse nei volti di chi ci vive o ci passa. Una topografia in movimento che cambia ad ogni secondo, ad ogni espressione, ad ogni alzare di ciglia o stringere di labbra, ogni mutamento di lineamenti che all'improvviso fanno di quella città una città diversa. Forse ci sono solo due momenti in cui quella città si ferma, si blocca e rimane immobile. La notte, quando la gente dorme e l'espressione del volto si ferma nel sonno, o nelle fotografie scattate all'improvviso e che si fissano per sempre nel tempo, siano quelle allegre dei turisti o quelle terribili della cronaca e dei delitti. ([[Carlo Lucarelli]]) *Una città, grande o piccola che sia, è sempre e nient'altro tutti gli uomini che l'abitano e la dirigono. È strumento, e direzione dello strumento. La sua importanza segreta non le viene dall'essere ricca, per esempio, o intelligente: ma dai fini che, misteriosamente, si propongono questa ricchezza e questa intelligenza. È come un bastimento, il cui valore è riconosciuto dalla bandiera che batte, ma soprattutto dal numero dei porti che raggiunge, dai Paesi che serve, che unisce. Potenza e finalità della potenza, ecco una grande nave, ecco una grande città. Senza finalità non esiste vera potenza. Una nave deve raggiungere dei porti, una città deve raggiungere l'uomo. ([[Anna Maria Ortese]]) *''Una grande città è quella che ha gli uomini, le donne più grandi, | anche con poche meschine capanne resta la più grande città della terra.'' ([[Walt Whitman]]) *Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T'investe la lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti, impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra. ([[Guido Ceronetti]]) *Vivere in montagna senza avere un rapporto con il Creatore e la creazione è impossibile, mentre abitare in città ci fa condurre un'esistenza allo stesso livello dell'asfalto. ([[Giovanni Lindo Ferretti]]) ===[[Italo Calvino]]=== *D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. *Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure. *Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone. *Viaggiando si può realizzare che le differenze sono andate scomparendo: tutte le città tendono ad assomigliarsi l'una all'altra, i posti hanno mutato le loro forme e ordinamenti. Una polvere senza forma ha potuto invadere i continenti. ===[[Carlo Maria Martini]]=== *Le città, dunque, a partire dalla prima, sono fondante sulla paura e si difendono facendo paura, imponendosi con l'altezza delle loro muraglie e la forza delle loro guarnigioni. *Per superare le maledizioni e le fatiche della città e per leggere dentro di essa la presenza di non poche benedizioni come pure di non poche gioie sincere, non occorre necessariamente avere davanti agli occhi una città ideale, ma almeno un ideale di città. *Spesso la paura non si prova di fronte a un pericolo o di fronte alle urgenze, anche gravi, se prese una per una; la paura coglie e sorprende quando ci si trova di fronte alla città non nei suoi elementi singoli, così come li scomponiamo ogni giorno per riuscire a ordinare le nostre azioni in maniera efficace, ma di fronte alla città allo stato puro, massiccia, inattaccabile. ==Voci correlate== *[[Città ideale]] *[[Cittadina]] *[[Metropoli]] *[[Urbanistica]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sulla|w_preposizione=riguardante la}} [[Categoria:Geografia umana]] [[Categoria:Sociologia urbana e rurale]] [[Categoria:Spazi]] kz51dogg5gzkzk96r2oam94cjq7bqa7 Milano 0 5196 1417855 1407410 2026-06-22T18:42:46Z Danyele 19198 /* Citazioni */ +1 1417855 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[Immagine:Milano, Duomo with Milan Cathedral and Galleria Vittorio Emanuele II, 2016.jpg|thumb|upright=1.4|Piazza del [[Duomo di Milano|Duomo]]]] Citazioni su '''Milano''' e i '''milanesi'''. ==Citazioni== *A Milano gli affari si combinano con un colpo di telefono, a Palermo anche con un colpo di lupara. ([[Enzo Biagi]]) *A parte qualche anziano tassista, chi lo parla più il dialetto, a Milano? ([[Guido Rossi]]) *{{NDR|Negli anni cinquanta}} A quei tempi c'era una Milano più di ringhiera, c'era un approccio di simpatia tra i banditi e i derubati. Perché io mi ricordo che quando andavo in banca a fare una rapina portavo via pure le cambiali e distruggendole automaticamente quelli che dovevano pagarle venivano beneficiati. ([[Luciano Lutring]]) *''Andà a torna per Milan | a cert'or, l'è on testament! | car, vicciur, on rabadan | de tramvaj, gent sora gent, | rebuttònen, pesten caj, | «aj! ch'el guarda in dove el va!» | se te gh'ee de traversà, | no te disi, poeu; l'è on guaj!'' ([[Delio Tessa]]) *Ascolto il vociare di tutti gli stranieri che mi circondano. Lingue differenti si sovrappongono in una specie di concerto fortuito, simile a certi esperimenti di Stockhausen degli anni Cinquanta. È la piccola babele di Milano che dispiega il suo canto policromatico, casuale e lo stesso armonico, un vociare di bassi, baritoni, soprano, un uso d'aria sotto l'accompagnamento del rumore del treno, della voce metallica che, ad intervalli prevedibili, annuncia il nome della stazione che arriva. E così per magia, mi rendo conto che il mondo è tutto uguale. Che non esistono differenze fra gli uomini. Siamo tutti vittime di questa vita. Agnelli sacrificali di una Pasqua che, ad ogni insorgere, ci trova soli, incapaci di renderci felici. ([[Franz Krauspenhaar]]) *C'è della gente che parla male della [[nebbia]] di Milano. Io non conosco quella degli altri paesi, ma questa di Milano è una gran nebbia, simpatica, affettuosa, cordiale. Ti fascia tutto come una carezza. (''[[Catene invisibili]]'') *C'era un mondo, subito dopo che mi diplomai all'Accademia dei Filodrammatici nel '59, che popolava Milano e da lì partiva per diffondersi in tutta Italia: e andare la sera in certi locali significava conoscere i protagonisti della scena, capirne i meccanismi. ([[Roberto Brivio]]) *Che solitudine in questa affollata città rombante! ([[Clemente Rebora]]) *Chi volta el cùu a Milan, il volta al pan.<ref>Chi gira il culo a Milano, lo gira al pane.</ref> ([[proverbi milanesi|proverbio milanese]]) *– Cosa fai tutto il giorno a Milano?<br />– Mah, niente. Faccio la trasmissione del pensiero. Ho una mira infallibile. Suono il triangolo. Faccio tre bagni al giorno. Piango sempre. E rido sempre. (''[[Prima della rivoluzione]]'') *''[[Cesare Cremonini|Cremonini]] girava in sella alla sua Vespa | ma io sto sopra a un Segway, perché Milano ti dà alla testa.'' ([[Pinguini Tattici Nucleari]]) *Da sempre cammino per Milano, da sempre sento dire, da chi non la conosce (milanesi di nascita compresi), che la città non offre spettacoli speciali, o addirittura che è grigia e brutta. Sciocchezze, naturalmente, luoghi comuni dovuti a ignoranza o accettazione passiva di stereotipi e banalità... Milano è una città che ti lascia passeggiare in pace, senza obbligarti a continui omaggi alle sue bellezze. ([[Maurizio Cucchi]]) *{{NDR|Nell'anno di [[Mani pulite]], il 1992}} Dietro le luci della città, dietro la sua voglia d'Europa, dietro i trionfi dei suoi stilisti, dietro le sue strade super-eleganti, c'è una potente rete di tangenti e di corruzioni che non ha risparmiato niente e nessuno. Da almeno un decennio una sorta di mafia in doppiopetto ha imposto ovunque il sistema delle mazzette. ([[Giuseppe Turani]]) *È diventata sempre più tecnologica e avanzata e la tradizione si è persa. I cambiamenti politici e sociali hanno portato alla perdita della nostra cultura. Mi ricordo le vecchiette di un tempo, sui pianerottoli, che durante il giorno parlavano tra di loro in dialetto. Ora non è più così. ([[Nanni Svampa]]) *{{NDR|Negli anni cinquanta}} È la Milano dei ricordi, dei navigli, del duomo, dei "marmorin" come si dice in milanese, i creduloni che credevano che le lucciole andassero con le pile, una Milano fatta di buonismo, più romantica. Le donne in chiesa entravano a sinistra, gli uomini a destra. ([[Luciano Lutring]]) *È la nostra seconda mamma. Anche se a Milano non ci sono più i negozi di una volta, quelli dove compravo le pipe per mio padre o le meringhe per mia madre. Adesso ci sono i negozi della Tim. Ma io non ci posso andare perché al presidente del Consiglio è vietato avere il telefonino perché sono controllato da tutte le procure d’Italia. Sono tornato a scrivere lettere d’amore. ([[Silvio Berlusconi]]) *È la "piccola New York d'Italia": funziona bene, è ordinata [...]. Tanto che quando vado in altre parti d'Italia, Milano mi manca. Dicono sia fredda, ma non è vero. O almeno io tutta questa nebbia non la vedo! ([[Francesca Cipriani]]) *È una città che, quando la pioggia la lava, si sporca. ([[Giuseppe Genna]]) *Gli anni cinquanta sono quelli della ricostruzione e dell'espansione. Io ricordo il centro di Milano, piazza San Babila, piazza Missori, che venivano sventrate e rifatte, si raddrizzavano strade, si cancellavano piazze, magari anche chiese, per metterci il vetro, il cemento, il marmo, l'alluminio. [...] L'architettura minore, quella che da il tono a una città, rendendola diversa, unica, veniva sostituita da quell'edilizia anonima, brutta, uniforme, che più di tutti ha sfigurato Milano. ([[Antonio Cederna]]) *Ho trovato persone con la mia stessa mentalità, persone che hanno fame, fame di diventare qualcuno, fame di avere una stabilità economica che ti permetta di non arrivare a fine mese con l'acqua alla gola. Fame di voler essere una persona completa senza dipendere da nessuno. [...] Milano è una città così veloce che la gente non ti calcola proprio. Non hanno il tempo di darti fastidio perché stanno facendo troppe cose. ([[BigMama]]) *Ho un amico romano che s'è trasferito a Milano, e soffre. Qui, dice, sono gay anche gli etero. ([[Guia Soncini]]) *I milanesi decisero di non fumare più per colpire duramente le finanze austriache. Poi presero di mira le cantanti e le ballerine austriache, come con la bellissima Fanny Elssler, costretta a lasciare il palco della Scala, subissata dai fischi. Come siamo lontani dalle modalità sanguinose del terrorismo di oggi. Furono quelli i primi segnali organizzati dei patrioti che poi sfociarono nelle [[cinque giornate di Milano]]. ([[Aldo Forbice]]) *I milanesi son tremendi a scippare cose, soprattutto a [[Torino]]. ([[Maria Sole Agnelli]]) *I milanesi sono l'unico popolo che io conosca che ha perso il senso della propria provenienza. Non hanno più un rapporto di identità culturale con le proprie istituzioni. Il pubblico milanese è bonario, critica poco e se mai non consuma. Gli si può dare foie gras per due anni e se poi si passa alla buseca non è che quelli dicano vogliamo il foie gras; mangiano meno buseca e se ne vanno. Son così i milanesi. ([[Philippe Daverio]]) *I milanesi sono produttivi, con una profonda visione etica del lavoro, un forte senso della giustizia sociale, della trasmissione del benessere alle generazioni future e con un rispetto totale della civiltà, dei diritti, della tolleranza e della solidarietà. ([[Umberto Veronesi]]) *I nuovi grattacieli non sono tutti belli, ma sono il simbolo palpabile di un'energia che tocca la città nel suo insieme, ed è stata il motore di un nuovo civismo. Sono le vie attorno ai grattacieli a essersi riempite, è rasoterra, non solo ai piani alti, che la città pulsa di nuova vita. [...] Là dove c'era l'erba verde, c'è una città: appunto, una città. E l'erba, dalle parti del Verziere (non lontano da via Cristoforo Gluck) non era per niente verde. Era color nafta. ([[Michele Serra]]) *I problemi di Milano sono di proporzioni nazionali perché discendono direttamente da scelte economiche e politiche che vengono compiute a [[Roma]]. ([[Aldo Aniasi]]) *Il freddo arriva a Milano dalle Alpi e passa sotto l'Arco della Pace come Napoleone; oppure viene dal Po radendo la via Emilia e la strada pavese: è vento, è corsa fino alle porte della città (Casalpusterlengo, Binasco, Busto Arsizio); poi si riassetta, si impettisce ed entra col passo di parata e con la grande uniforme. Si annette Milano, la presidia.<br>Sta addossato ai muri la notte e l'indomani riprende i suoi lentissimi andirivieni di piantone, di sentinella, di sgherro. ([[Giuseppe Marotta (scrittore)|Giuseppe Marotta]]) *Io non posso non ricordare la Milano dell'immediato dopoguerra, quando si andava a teatro quasi ogni sera, si fischiava e si applaudiva non a comando e la domenica mattina si parlava di teatro. ([[Piero Mazzarella]]) *Io resto convinto che [[Roma]] sia la più avanzata capitale del Nord Africa. Milano una delle capitali più avanzate dell'Europa. ([[Giovanni Fava]]) *L'alba; ma già dalla strada (via Vitruvio, a due passi dal corso Buenos Aires) viene un leggero brusio. L'intermittente e sommesso dialogo, fate conto, del sacrestano e della beghina fra due colonne di marmo o d'ombra. Milano è tagliata con l'accetta nei più concreti elementi; eppure ha le sue rare, fuggevoli trasfigurazioni. Vedrei, se m'affacciassi, una via Vitruvio sconosciuta, azzurrognola, punteggiata di nebbia sfioccante; l'agonia dei globi elettrici e le effimere stelle di un velocissimo trolley mi commuoverebbero, forse. ([[Giuseppe Marotta (scrittore)|Giuseppe Marotta]]) *L'architettura, l'illuminazione, la contaminazione continua tra classico e moderno, Milano è una città perfetta per farci un thriller. ([[Enrico Vanzina]]) *La bonomia milanese è celebre quanto l'avarizia genovese. ([[Stendhal]]) *{{NDR|Nel 1995}} La città di Milano si è rimessa in moto. Milano non è malata. Sconfitto e malato è chi per troppo tempo si è arrogato il diritto di essere interprete della società civile e che oggi non vuole cedere la rendita di posizione. ([[Marco Formentini]]) *La città è cambiata. Lascia perdere il romanticismo delle case di ringhiera, che di romantico non avevano un cazzo, specie quando dovevi andare a pisciare fuori, in inverno. Io sono vent'anni che non vivo più a Milano perché non la sopportavo già più. È una città piena di maleducati, che parcheggiano dove capita, che non hanno rispetto per nessuno. Poi la sporcizia, i grattacieli dove vanno ad abitare quelli pieni di soldi. Si è snaturata, ha perso le sue radici. Certo, dirai, la globalizzazione e via discorrendo. Ma è ovvio che non si possa mantenere l'identità in una capitale economica come Milano. ([[Nanni Svampa]]) *La cosa che mi ha colpito di più di Milano fin dalla prima volta, quella che per me rappresenta un po' l'immagine di Milano, è la [[nebbia]]. Per me Milano è la città della nebbia perché in autunno ho visto questa nebbia incredibilmente fitta, un tipo di nebbia che in Giappone non avevo mai visto, e l'ho trovata splendida, bellissima. ([[Banana Yoshimoto]]) *La gente guarda Milano e pensa: il lavoro, la moda, la [[Università commerciale Luigi Bocconi|Bocconi]]. Io qua vedo solo soldi sporchi. So' i soldi sporchi che tengono insieme i mattoni di questa città. 'na mazzetta e 'na mano a tia. È un virus, capisci? (''[[1992 (serie televisiva)|1992]]'') *{{NDR|Nel periodo di [[Mani pulite|Tangentopoli]]}} La magistratura deve andare fino in fondo in tutta Italia. Si capirà così che Milano è la città più pulita d'Italia. ([[Bobo Craxi]]) *La mia città mi piace sempre. Milano non va mai in crisi, perché a Milano c’è tutto: la moda, l’editoria, la finanza... Gli intelligentoni vanno all’estero, tornano e sentenziano: Milano non è [[New York]], non è [[Parigi]]. Bella scoperta! Neppure l’[[Italia]] è l’[[Stati Uniti d'America|America]]. ([[Fedele Confalonieri]]) *''Lascia pure che il mondo parli, | ma Milano è una gran Milano | Porta Cicca [Ticinese] e la Bovisa | che dintorni proprio sani | e la nebbia che bellezza, | la va giù per i polmoni.'' :''Lassa pur ch'el mond el disa, | ma Milan l'è un gran Milan | Pòrta Cicca e la Bovisa | che d'intorni pròpi san | e la nebbia che bellezza, | la va giò per i polmon.'' ([[Giovanni D'Anzi]]) *Le milanesi non hanno anima razzista. Forse un po' bigotta. ([[Afef Jnifen]]) *L'unico luogo che forse potrei scambiare con Napoli è Milano, l'altra grande metropoli italiana. ([[Toni Servillo]]) *Ma, dico, se i milanesi, a Milano, quando c'è la nebbia, non vedono, come si fa a vedere che c'è la nebbia a Milano? (''[[Totò, Peppino e... la malafemmina]]'') *Milano a differenza di altre città ha costruito cose che durano, ha costruito dei muri. Ma i muri non servono a niente se non hanno dei contenuti vivi. Non dico che dobbiamo farci da parte, ma che è venuto il momento di dare sempre più spazio, di creare le condizioni perché ci sia questo passaggio. Bisogna sapere cambiare perché nel cambiamento c'è la vitalità. È ciò che penso di Milano. Saprà cambiare, saprà dare spazio a chi si era spaventato dal ritmo della città ed era stato escluso, uno scrittore che non riusciva a pubblicare, un musicista che componeva la sua bella musica, un ragazzo che non si sentiva partecipe. Milano ha bisogno che io reagisca e che la si aiuti. Ma mentre dico queste parole avverto ancora una volta un atto d'arroganza. Non è Milano che ha bisogno di noi. Siamo noi che abbiamo bisogno di Milano. ([[Andrée Ruth Shammah]]) *''Milano da bere, Milano da pere, amori interinali, poliziotti di quartiere.'' ([[Le luci della centrale elettrica]]) *Milano di oggi non è certo un luogo dove si sostiene la cultura. E neanche il resto, date le condizioni di degrado ambientale in cui versa. Peccato, meriterebbe ben di più. ([[Claudio Abbado]]) *{{NDR|Sulla città ideale}} Milano, dove sono nata e dove ho cominciato a lavorare, negli anni '70: era vitale, meravigliosa, piena di incontri culturali e di scambi. Paradossalmente, mi piace anche l'odore. ([[Angela Finocchiaro]]) *Milano è "bilanciocentrica", la cultura e l'attenzione per il sociale non esistono. Ma confidiamo nei suoi eroi e nei loro maglioncini magici per risolvere la situazione: un esercito di Ferocissimi Bloggettari Anonimi contro il sistema, ma solo dopo l'aperitivo. ([[Manuel Agnelli]]) *Milano è diventata una città europea e come tutte le città europee ha nel suo interno anche delle componenti di intolleranza e quindi anche un po' di razzismo. ([[Paolo Pillitteri]]) *Milano è il prodotto fascinoso delle sue imperfezioni e la somma aritmetica di angoli d'altre città. Raramente le ha imitate, gli somiglia per caso. Milano è Madrid in piazzale Loreto, è Lisbona nelle strade a scacchiera dietro viale Piave, è Varsavia a Crescenzago e Bucarest in fondo a via Mecenate. È Londra in via Elba e in via Lorenteggio, dov'è identica a Shepherd's Bush. È Beirut in piazza Sant'Ambrogio: solo laggiù (forse) penserebbero di costruire un parcheggio interrato [...] davanti a una basilica del quarto secolo. ([[Beppe Severgnini]]) *Milano è sempre stata molto distante dai problemi della vita quotidiana, mi sembra abbia un rapporto abbastanza distaccato rispetto a quelle che sono le esigenze della nostra terra. È come se ci fossero molte persone che vivono fuori dalla realtà di tutti i giorni. ([[Attilio Fontana]]) *Milano è sempre stata una terra da conquistare, un concetto molto legato a chi abita in periferia. ([[Gianluca Gazzoli]]) *Milano è sicuramente Capitale economica d’Italia. Non è nostra volontà mettere in discussione il suo ruolo di leadership e non è nostra intenzione mettere in discussione i ruoli delle altre città italiane. ([[Gianni Alemanno]]) *''Milano è un gran bell'ideale da inseguire, | un sogno che fa solo chi non riesce mai a dormire.'' ([[Pinguini Tattici Nucleari]]) *Milano è un enorme conglomerato di eremiti. ([[Eugenio Montale]]) *Milano è una città che amo, ma che allo stesso tempo può opprimere. Tutti fanno qualche cosa e se tu non sei operativo quanto gli altri ti senti in colpa. ([[Joan Thiele]]) *Milano è una città dove stai per lavorare. Certo, è una città produttiva, però mi mette l'ansia pensare di viverci da grande. Troppi, troppi input che non mi servono. ([[Elodie (cantante)|Elodie]]) *''Milano è una corsia di un ospedale.'' ([[Calcutta (cantante)|Calcutta]]) *Milano {{NDR|negli anni Settanta}} era viva, molto viva. Io avevo una sorta din loft-studio, in via Plinio. Passavano in tanti da lì. Lavoravo per Vogue, per Annabella, per Amica. Frequentavo un giro di artisti, di intellettuali, andavamo la sera a bere da Oreste in piazza Mirabello. Mi ricordo di Piero Manzoni, di Umberto Eco... E poi vedevo nascere la moda italiana. Una mia bellissima amica, Rosanna Armani, che faceva la redattrice a Playboy, un giornò mi parlò di un fratello geniale che ancora non riusciva a sfondare ed era costretto a fare il vetrinista alla Rinascente,. Sì, [[Giorgio Armani|Giorgio]]. La storia è nota, Milano era quella. [[Gianni Versace]] e il suo genio totale, Krizia, e poi i grandi fotografi d'allora, Helmut Newton, Gianpaolo Barbieri, oppure i giovanissimi come Giovanni Gastel. Che Milano, che vitalità... Ma non era New York. Così partii. ([[Marco Glaviano]]) *Milano ha delle zone belle, è bella con la nebbia, è un po' una donna con la veletta. ([[Ornella Vanoni]]) *Milano ha voglia di emettere scontrino. ([[Neffa]]) *Milano non è più il centro nevralgico del jazz italiano di una volta. Eppure ci sono tanti musicisti che vengono da qui: ci vorrebbe più iniziativa da parte delle istituzioni, non dico più soldi, ma almeno la capacità di spenderli meglio. ([[Stefano Bollani]]) *Milano non è una bella città. Perché non è curata, è caotica, non ha armonia. E pensare che era bellissima, una delle più belle città d'Italia. {{NDR|«Quando è diventata "brutta"?»}} Dagli anni '30 del 900. La bruttezza è frutto di un misto di grettezza e avidità. È l'avidità che ha fatto coprire i Navigli, demolire le mura spagnole, sfasciare le periferie. Milano è stata ed è terra di scorrerie per gli avidi, che messi insieme non producono niente di bello. ([[Philippe Daverio]]) *Milano non piace quasi a nessuno di quelli che ci vivono. Non amano il ritmo che li spinge sempre di corsa. Hanno problemi di stomaco per i panini alla piastra e i piattini di verdura. Non sopportano la puzza di piscio dei sottopassaggi, l'odore del vomito dei tossici, il lastricato di preservativi nelle viuzze, la moquette di cacche di cane. Sognano il verde e trovano solo qualche albero morente e i parchi strapieni di polizia pronta a dirti che non sta bene sedersi sulla poca erba a farti i cavoli tuoi. Sono disorientati dalla mancanza di punti di ritrovo, dalle poche piazze senza panchine, dagli stili architettonici accrocchiati, dalle case a forma di cubo, di ananas, di pigna, di finto rococò e finto gotico. Non capiscono che Milano non è una città, ma un grumo di lava che ha subito tutte le Furie. Che è sterile, come il deserto, e per starci bisogna essere attrezzati. Che non è adatta ai dilettanti. Per questo la amo. ([[Sandrone Dazieri]]) *Milano, ormai è chiaro, è il mio ''Canada'' il paese straniero dove vorrei andare illudendomi forse di evadere le grane italiane. Bisognerebbe andarsene dall'Italia. ([[Michele Valori]]) *Milano sta vivendo un momento di oscurantismo, ma ne verrà fuori. Ci impiega poco a tornare grande: deve solo liberarsi dei politici che non capiscono la cultura ambrosiana o che l'hanno ripudiata. ([[Antonio Mazzi]]) *Milano. Vivo in una città occupata da gente occupatissima. Camminano tutti svelti, guardano le donne solo dopo le nove di sera. Questa città si sveglia ogni giorno un minuto prima. Sta già vivendo il gennaio del 1965. Qui gli uomini di affari ti dicono le cose delicate in automobile, su quattro ruote che girano a cento all'ora, coi paracarri che passano veloci. I paracarri non hanno orecchi. In questa città la gente viene a sapere che è primavera dai manifesti: "È primavera, cambiate l'olio al motore." È l'unica città in cui ho sentito tossire gli uccellini. ([[Marcello Marchesi]]) *Negli anni in cui l'ho frequentata, Milano mi ha conquistata, ogni volta di più. Perché è veloce e io sono veloce, mi piace che la gente abbia un obiettivo da rincorrere. E poi, per quanto veloce, è una città italiana e quindi è un paesino, dove incontri l'amico che ti conosce. ([[Levante (cantante)|Levante]]) *Non è mai facile fare il sindaco, ma a Milano, come capita nelle aziende, le dimensioni complicano le cose e rendono più difficile tutto. ([[Aldo Aniasi]]) *{{NDR|Nel 2022}} Penso che fosse molto più bella in passato. Milano è sempre stata business, si vive quando ci sono i soldi. Quindi la città da bere, quella notturna, oggi si è un po' persa. Questa è una Milano nuova, più alla portata di tutti e forse per questo meno affascinante. ([[Arianna Becheroni]]) *Penso che Milano sia l'unica città italiana veramente internazionale, l'unica metropoli di questo paese. Ma è molto facile sparirci dentro. Forse, come molti milanesi, non so vedermi altrove, e questo non è particolarmente positivo. ([[Franz Krauspenhaar]]) *Per Milano provo un attaccamento morboso. Qui ho ricevuto molto di più di quello che ho dato. ([[Umberto Smaila]]) *Quando [...] mi sono trasferita a Milano, prima ancora di cercare casa, ho cercato una terapeuta. ([[Brenda Lodigiani]]) *[...] Quando vogliamo lavorare per Milano, noi lo facciamo non soltanto per la città nostra in quanto milanesi, ma nostra, di tutti noi, in quanto italiani. ([[Piero Montagnani]]) *Rileggere [[Luciano Bianciardi|Bianciardi]] ora ha un sapore profetico. Con ''L'integrazione'' e ''La vita agra'' ha saputo mostrare l'anelito di futuro di questa città, qualcosa che Milano ha nel dna; ne ha svelato l'incessante tensione verso l'alto e il limite di questa tensione che pe procedere si dimentica del passato e si innalza nella notte come le Torri di Kiefer. Con qualcosa di bellissimo e decadente al tempo stesso. ([[Gaia Manzini]]) *''Sapessi amore mio come mi piace | partire quando Milano dorme ancora, | vederla sonnecchiare | e accorgermi che è bella | prima che cominci a correre e ad urlare.'' ([[Fabio Concato]]) *Se i milanesi tengono alquanto degli spagnuoli, antichi dominatori, nella stima soverchia delle cose proprie e nel far poco caso delle altrui, essi compensano largamente questo piccolo difetto municipale con molte virtù, e specialmente colla sodezza dell'ingegno, la lealtà dell'animo, un ricco tesoro di benevolenza, l'odio del barbaro, il senso vivo e costante della dignità patria. ([[Vincenzo Gioberti]]) *Se quand'era tempo avessi potuto compiacere ad un mio desiderio, io sarei andato a vivere alcuni anni a Napoli, alcuni a Milano. Queste due città, una per la sua grande popolazione, l'altra per molte particolari condizioni, sono da qualche tempo la stanza del pensare filosofico in Italia. Esse furono abitate da quasi tutti i nostri scrittori che s'innalzarono ad una certa elevatezza d'idee, ed abbracciarono una certa estensione di principii. ([[Giuseppe Bianchetti]]) *Se vuoi andare a 100 all'ora devi stare a Milano. ([[Dino Meneghin]]) *''Sei troppo bella per dirti addio | tu chiami e poi | noi tutti ubbidiamo.'' ([[Articolo 31]]) *Sì, Milano è proprio bella, amico mio, e credimi che qualche volta c'è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni, e restare al lavoro. Ma queste seduzioni sono fomite, eccitamento continuo al lavoro, sono l'aria respirabile perché viva la mente; ed il cuore, lungi dal farci torto non serve spesso che a rinvigorirla. Provasi davvero la febbre di fare; in mezzo a cotesta folla briosa, seducente, bella, che ti si aggira attorno, provi il bisogno d'isolarti, assai meglio di come se tu fossi in una solitaria campagna. E la solitudine ti è popolata da tutte le larve affascinanti che ti hanno sorriso per le vie e che son diventate patrimonio della tua mente. ([[Giovanni Verga]]) *Sì, Milano è una gran Milf. ([[Brenda Lodigiani]]) *Si usa dire che "''Milan la ga el cor an man''". Per chi – come me – non è milanese: che Milano ha il [[cuore]] in [[mano]]. Per voler esprimere, illustrare la capacità di integrazione progressiva su cui Milano ha basato anche il suo [[sviluppo]]: la laboriosità dell'[[immigrazione]] [[Veneto|veneta]], l'[[Esodo giuliano dalmata|esodo giuliano-dalmata]], l'ondata migratoria dal [[Meridione]]. Tutti hanno contribuito alla crescita e al [[progresso]] di Milano. In quello che era il triangolo industriale tutte le città recano i segni della industrializzazione e della immigrazione. Ma non sono i manufatti, gli edifici a comporre una città. Sono le persone. ([[Sergio Mattarella]]) *{{NDR|Con la [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2020|pandemia di covid-19]]}} Siamo passati da una città che si nutriva della sua stessa luce, conquistata con [[Expo 2015|Expo]], a questo deserto che invade, come ci direbbe [[Stefano Boeri]], le sue piazze. Siamo nella ''Terra desolata'' di [[Thomas Stearns Eliot|Eliot]]. ([[Salvatore Veca]]) *Sono russa, ma vivendo qui ho capito appieno la milanesità fatta di gentilezze silenziose e concrete. C'è una gran voglia di aiutare gli altri. Parlo in base alle mie esperienze. A Parigi o a Londra quando chiedi fanno finta di non capirti. ([[Natasha Stefanenko]]) *''Stringo il culo con mille cazzi intorno: | questo è il clima a Milano, sembra il set di un film porno.'' ([[Fabri Fibra]]). *Sul marciapiede era ormai un misto di schifo e lastre di ghiaccio. Erano ventiquattro ore che non nevicava più ma il cielo prometteva bufere scandinave.<br/>La città non riposava, comunque. Ubriachi di spirito controriformistico i milanesi sfidavano gli dei continuando ad andare al lavoro come fosse una qualsiasi giornata di primavera. ([[Gianni Biondillo]]) *''Tutto il mondo è paese | e siamo d'accordo | ma Milano è una gran Milano'' {{NDR|cioè, unica}}. :''Tutt el mond a l'è paes | e semm d'accord | ma Milan l'è on gran Milan.'' (dalla canzone popolare ''La Madunina'') *{{NDR|Su Milano negli anni novanta}} Una Milano non più "da bere", prova adesso a berla che ti intossichi, disastrata, infernale senza stimoli. ([[Piero Mazzarella]]) *Vorrei che Milano tornasse la città insorta del 1848, piena di virgulti e voglia di cambiamento, una Milano dove l'interesse privato e particolare venisse messo da parte per fare spazio al bene comune. ([[Antonio Scurati]]) *Un groviglio indistinguibile di strafottenza e disponibilità, aggressività e gentilezza, senso d'impunità e desiderio di giustizia. ([[Gianni Barbacetto]]) *Una volta girovagavo nei desolati quartieri periferici e vagabondavo lungo i terrapieni delle ferrovie, affascinato dal pittoresco romantico di Porta Ticinese, dei canali. Adesso c'è la metropoli dei grattacieli, la city un po' avveniristica, un po' provinciale: un misto tra il risotto e l'acciaio, che mi diverte. ([[Alberto Lattuada]]) *Verso la fine della serata è comparso Savarelli, un nostro amico che viene dal nord d'Italia. È innamorato di Milano; è la città del piacere, niente le può esser messo a confronto, per questo. ([[Stendhal]]) === [[Giorgio Armani]] === *Amo Milano, una città grande e generosa che anche quando trema non si lascia travolgere, che pensa al domani senza fermarsi all’oggi, e che non conosce la parola arrendersi. *Dopo la [[Seconda guerra mondiale|guerra]] i miei genitori decisero di trasferircisi: avevo 14 anni. Allora rappresentava il futuro, le mille possibilità di cambiamento, la speranza che solo una grande città poteva offrire, anche se malridotta e sconvolta. Perciò ho scelto di costruire qui la mia vita, ancora prima che nascesse il prêt-à-porter. Anzi, ancora prima che nascesse la figura dello [[stilista]]. *In questi giorni {{NDR|di [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2021 |pandemia COVID-19]]}} mi è capitato di percorrerne le strade la mattina presto e vederla vuota, senza nessuno. Era bellissima. Anche in un momento simile, la sua eleganza non scompare. Il mio omaggio {{NDR|dedica della collezione d'alta moda del 2021}} celebra questa sua capacità di resistenza. ===[[Enrico Bertolino]]=== *Milano è una città che dà tanto ma chiede tanto. Chi viene da fuori va via con il mal di testa, è come una giostra veloce, ma se ci sali è molto bello. *Sono orgogliosamente milanese, finché posso non me ne andrò dal mio quartiere, anche se a Milano non ci si sente più cittadini, partecipi dei progetti ma ci si sente arredo urbano. Non c'è più l'identità di cittadino, la gente non guarda più in là del proprio zerbino. *Ultimamente a Milano al posto dei teatri sorgono garage, i negozi chiudono per fare posto agli ipermercati. Siamo considerati come dei maiali, buoni per consumare, è come essere all'ingrasso, spero che un giorno non ci facciano a pezzi. ===[[Fabrizio De André]]=== *A Milano camminano tutti come topi, utilizzando in tempi brevissimi spazi ridottissimi; a Tempio succede l'esatto contrario: abbiamo tutti un passo da grandi distanze e da scarse preoccupazioni; gli spazi sono ancora enormi ed i tempi di realizzazione di molti progetti possono considerarsi addirittura «tempi geologici». Genova, da questo punto di vista, rappresenta un'invidiabile via di mezzo. *Genova sta a Milano come grossomodo l'Italia sta alla Germania. Le popolazioni infreddolite hanno sempre fatto di tutto per venire a pisciare nei nostri mari le loro nebbie invernali. *Parafrasando Flaubert, si può dire che mentre il Padreterno a Genova ha dato il sole ed il mare, ai milanesi ha lasciato la pioggia perché avessero un argomento di conversazione, poi ci ha ripensato e gli ha dato anche la nebbia, in modo che di argomenti di conversazione ancora oggi ne abbiano due. ===[[Francesco Guccini]]=== *''E fuori: Milano muore di malinconia, di sole che tramonta là in periferia, | di auto del ritorno, famiglie, freni e gas di scarico. | Lontano il centro è quasi un altro mondo, | San Siro un urlo che non cogli a fondo, | ti taglia un senso vago di infinito panico. | Spunta un gasometro dietro a muri neri, oziosi vagolano i tuoi pensieri | e in aria il cielo è un qualche cosa viola carico...'' *''Poveri bimbi di Milano, coi vestiti comprati all'Upim, | abituati ad un cielo a buchi che vedete sempre più lontano. | Poveri bimbi di Milano, così fragili, così infelici, | che urlate rabbia senza radici con occhi tinti e con niente in mano. | Poveri bimbi di Milano, derubati anche di speranza, | che danzate la vostra danza in quello zoo metropolitano. | Poveri bimbi di Milano, con fazzoletti come giardini, | poveri indiani nella riserva, povere giacche blu questurini...'' *''Poveri bimbi di Milano dall'orizzonte sempre coperto, | povera sete di libertà costretta a vivere nel deserto. | Poveri bimbi di Milano dalle musiche come un motore, | col più terribile dei silenzi la solitudine del rumore. | Poveri bimbi di Milano, figli di padri preoccupanti | con un esistere da nano e nella mente sogni giganti. | Poveri bimbi di Milano, numerosi come minuti, | viaggiatori di mete fisse, spettatori sempre seduti...'' ===[[Maurizio Nichetti]]=== *Abitando a Milano ero abituato al cambiamento senza dover emigrare altrove. *Il pregio e il limite è quello di essere una città complicata, eterogenea, ha il pregio di avere culture diverse e problematiche contraddizioni. A Milano ci sono state [[Strage di Piazza Fontana|piazza Fontana]], la contestazione, le bombe, è stata anche difficile da vivere, ma tutto accade prima qui. Anche [[Mani pulite]] col fenomeno delle denunce è accaduto 25 anni prima di mafia capitale. *Milano è piena di tutto. Negli ultimi dieci anni poi ci sono zone fantascientifiche, ma già allora accanto alle case di ringhiera di via Castillia c'erano i palazzoni, era già luogo di grattacieli. *Milano era l'isola felice della pubblicità, gli anni 70-80 erano un periodo d'oro, anche un po' esagerati. *{{NDR|Sulla "follia" della città}} Non per niente ''[[Ladri di biciclette]]'' è stato girato a Roma e ''[[Miracolo a Milano]]'' qui, con i barboni a cavalcioni di scope. ==[[Proverbi italiani]]== *A Milan anca i morón fan l'uga.<ref>A Milano anche i gelsi fanno l'uva. Tanto grandi sono lo spirito d'iniziativa e il talento imprenditoriale dei milanesi.</ref> *Chi volta el cùu a Milan, il volta al pan.<ref>Chi gira il culo a Milano, lo gira al pane.</ref> *Milan può far, Milan può dir, ma non può far dell'acqua vin. *Milano la grande, [[Venezia]] la ricca, [[Genova]] la superba, [[Bologna]] la grassa. ==Voci correlate== {{Div col}} *[[Arco della Pace]] *[[ASSI Milano]] *[[Associazione Calcio Milan‎]] *[[Baggio (Milano)|Baggio]] *[[Bicocca (Milano)|Bicocca]] *[[Bovisa]] *[[Carroccio]] *[[Cinque giornate di Milano]] *[[CityLife]] *[[Dialetto milanese]] *[[Duomo di Milano]] *[[Expo 2015]] *[[Football Club Internazionale Milano]]‎ *[[Galleria Vittorio Emanuele II]] *[[Gratosoglio]] *[[Milano-Sanremo]] *[[Modi di dire milanesi]] *[[Panettone]] *[[Piccolo Teatro (Milano)|Piccolo Teatro]] *[[Pinacoteca di Brera]] *[[Proverbi milanesi]] *[[Settimana della moda di Milano]] *[[Stadio Giuseppe Meazza]] *[[Strage di piazza Fontana]] *[[Teatro alla Scala]] *[[Università degli Studi di Milano-Bicocca]] *[[XXV Giochi olimpici invernali]] {{Div col end}} ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt=Milano}} [[Categoria:Comuni della Lombardia]] [[Categoria:Milano| ]] njzvi3c7hzc8bj9j0g25cnufaup6rot Nicole Kidman 0 6230 1417866 1387511 2026-06-22T19:49:29Z Danyele 19198 /* Citazioni su Nicole Kidman */ +1 1417866 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Nicole Kidman (29900974568).jpg|thumb|right|Nicole Kidman nel 2018]] {{Premio|Oscar|'''[[The Hours]]''' *Miglior attrice protagonista (2003)}} '''Nicole Mary Kidman''' (1967 – vivente), attrice, produttrice cinematografica e produttrice televisiva australiana con cittadinanza statunitense. ==Citazioni di Nicole Kidman== *Gli [[attore|attori]] hanno il privilegio di regalare sogni e amore a persone che non conoscono, che non hanno mai incontrato, ma la vita è un film molto più grande di uno spettacolo cinematografico.<ref>Dall'intervista di Giovanna Grassi, ''[http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cinema/2007/06_Giugno/18/nicole_kidman_40_anni.html I 40 anni di Nicole Kidman]'', ''Corriere.it'', 18 giugno 2007.</ref> *[...] ci sono molte cose che puoi comprare, materialisticamente, l'unica cosa che non potrai ottenere è il [[tempo]]. :''[...] there are so many things you can buy, that materialistically, the one thing you can't get is time.''<ref>Dall'intervista rilasciata alla trasmissione televisiva ''Good morning America'', 12 novembre 2007; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=WumjZmYb2QA YouTube.com]'' min. 5:55.</ref> *Ogni [[attore]] ha una cosa che lo fa andare avanti. Io ho la musica: ogni mattina dà il via alla mia giornata.<ref>Citato in ''il venerdì di Repubblica'', 23 ottobre 2009.</ref> ==Citazioni su Nicole Kidman== *A vent'anni fece un film in Italia, ''Un'australiana a Roma'', condito da flirt con Massimo Ciavarro. Ci lavoravo anche io. Quando la vidi dissi: "È una scopa secca. Non andrà lontano". Ho grande intuito, eh? ([[Enrico Lucherini]]) *È sempre stata una stella, e quella stella è andata su e giù, ma Nicole sa che non è questo che la rende felice. Ciò che la rende felice è il suo lavoro. :''She's always been a star, and that star has come up and come down, but Nicole knows that in itself is not what makes her happy. What makes her happy is her work.'' ([[Jane Campion]]) ==Note== <references/> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Ore 10: calma piatta]]'' (1989) *''[[Giorni di tuono]]'' (1990) *''[[Batman Forever]]'' (1995) *''[[Eyes Wide Shut]]'' (1999) *''[[Moulin Rouge!]]'' (2001) *''[[The Others (film 2001)|The Others]]'' (2001) *''[[The Hours]]'' (2002) *''[[Dogville]]'' (2003) *''[[In the Cut]]'' (2003) – produttrice *''[[La macchia umana]]'' (2003) *''[[Ritorno a Cold Mountain]]'' (2003) *''[[Birth - Io sono Sean]]'' (2004) *''[[La donna perfetta]]'' (2004) *''[[The Interpreter]]'' (2005) *''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]'' (2007) *''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009) *''[[Mia moglie per finta]]'' (2011) *''[[Stoker]]'' (2013) *''[[Queen of the Desert]]'' (2015) *''[[Il sacrificio del cervo sacro]]'' (2017) *''[[Aquaman (film)|Aquaman]]'' (2018) *''[[Being the Ricardos]]'' (2021) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Portale|donne}} {{DEFAULTSORT:Kidman, Nicole}} [[Categoria:Attori australiani]] [[Categoria:Attori statunitensi]] [[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]] [[Categoria:Produttori televisivi statunitensi]] slhcv1g6zdhqexnkzqvjmcung1vrgig Yuppies, i giovani di successo 0 16327 1417856 1410609 2026-06-22T18:45:40Z Danyele 19198 +1 / fix di stile 1417856 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Yuppies, i giovani di successo |immagine= |titolooriginale= Yuppies, i giovani di successo |paese=Italia |anno=1986 |genere=commedia |regista=[[Carlo Vanzina]] |sceneggiatore= [[Carlo Vanzina]], [[Enrico Vanzina]] |attori= *[[Massimo Boldi]]: Lorenzo *[[Jerry Calà]]: Giacomo *[[Corinne Cléry]]: Francesca *[[Christian De Sica]]: Sandro *[[Ezio Greggio]]: Willy *[[Federica Moro]]: Margherita *[[Ugo Bologna]]: suocero di Lorenzo *[[Sergio Vastano]]: Ispettore *[[Valeria D'Obici]]:Virginia *[[Guido Nicheli]]: direttore di Giacomo *[[Sharon Gusberti]]: Amanda *[[Isaac George]]: cameriere casa di Lorenzo }} '''''Yuppies, i giovani di successo''''', film italiano del 1986 con [[Massimo Boldi]], [[Christian De Sica]], [[Jerry Calà]] e [[Ezio Greggio]], regia di [[Carlo Vanzina]]. ==Frasi== *Visto cara con che facilità mi muovo nei parties? Ho la sincronizzazione di un [[Batteria (strumento musicale)|batterista]]: con una mano bevo, con l'altra coccolo, con l'altra... no, ne ho due, piede tamburellante e occhio a radar per captare focolai d'interesse! ('''Willy''') {{NDR|al party a casa del notaio}} *{{NDR|Rispondendo al telefono}} Pronto sì? Cavaliere, come sta tutto bene?! Ah sei tu amore? sì ti avevo riconosciuta subito! ('''Willy''') ==Dialoghi== *{{NDR|Dopo una prestazione a letto particolarmente focosa}} <br/>'''Willy''': Alla prossima riunione di condominio come minimo mi becco un applauso. Scusi, possiamo darci del tu?<br/>'''Francoise''': Come no?<br/>'''Willy''': La ringrazio. Senti, ma tu di nome come fai, Penthouse?<br/>'''Francoise''': No, mi chiamo Francoise.<br/>'''Willy''': Francoise! Come mia sorella Carla. *'''Margherita''': Vi piacerebbe passarmi il collant?<br/>'''Direttore di Giacomo''': Certo!<br/>'''Giacomo''': Tieni, Margherita... Oh, lei si giri, eh? {{NDR|Poco dopo}} Direttore! Si volti! Tu: ferma così, eh!?<br/>'''Margherita''': Chi c'è ancora?<br/>'''Giacomo''': Lei sa cosa sto pensando io, eh!?<br/>'''Direttore di Giacomo''': ...Beh, è una vita che pensiamo in tandem...<br/>'''Margherita''': Uè, non facciamo scherzi, eh?<br/>'''Direttore di Giacomo''': Stia ferma così, non si muova!<br/>'''Giacomo''': ...'Velatissimo'...<br/>'''Direttore di Giacomo''': Partorisca, Rambelli!<br/>'''Giacomo''': Sto entrando in travaglio, direttore...<br/>'''Direttore di Giacomo''': Spinga, coraggio!<br/>'''Giacomo''': Mi sa che domani mi deve mandare i fiori!<br/>'''Direttore di Giacomo''': Le mando tutto quello che vuole!<br/>'''Giacomo''': Eccolo! Nasce! 'Velatissimo... e vai fuori di gamba!'... Eeeh!?<br/>'''Direttore di Giacomo''': E-satto!"<br/>'''Giacomo''': Direttore, l'ho trovato! Siamo padri! 'Velatissimo'! ==Citazioni su ''Yuppies, i giovani di successo''== *In questa città nel 1986 c'era tutto quello che serviva per fare un film come ''Yuppies'', che di certo non voleva essere critica sociologica, né legittimazione né moralismo. Volevamo solo raccontare, con leggerezza e per tutti, un certo andazzo che stava prendendo una parte d'Italia. Ci dissero che ne eravamo complici, ma non è affatto vero. Basta pensare all'ultima scena, a Cortina, quando i rampanti sognano di diventare come Gianni Agnelli e si ritrovano a litigare per il conto al ristorante. ([[Enrico Vanzina]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Yuppies, i giovani di successo''}} [[Categoria:Film commedia]] 60t2qwrf5ymt7az5rg5a34a7iyzc8a2 1417859 1417856 2026-06-22T19:10:16Z Danyele 19198 eufonia / overlinking 1417859 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Yuppies, i giovani di successo |immagine= |titolooriginale= Yuppies, i giovani di successo |paese=Italia |anno=1986 |genere=commedia |regista=[[Carlo Vanzina]] |sceneggiatore= Carlo Vanzina, [[Enrico Vanzina]] |attori= *[[Massimo Boldi]]: Lorenzo *[[Jerry Calà]]: Giacomo *[[Corinne Cléry]]: Francesca *[[Christian De Sica]]: Sandro *[[Ezio Greggio]]: Willy *[[Federica Moro]]: Margherita *[[Ugo Bologna]]: suocero di Lorenzo *[[Sergio Vastano]]: Ispettore *[[Valeria D'Obici]]:Virginia *[[Guido Nicheli]]: direttore di Giacomo *[[Sharon Gusberti]]: Amanda *[[Isaac George]]: cameriere casa di Lorenzo }} '''''Yuppies, i giovani di successo''''', film italiano del 1986 con [[Massimo Boldi]], [[Christian De Sica]], [[Jerry Calà]] ed [[Ezio Greggio]], regia di [[Carlo Vanzina]]. ==Frasi== *Visto cara con che facilità mi muovo nei parties? Ho la sincronizzazione di un [[Batteria (strumento musicale)|batterista]]: con una mano bevo, con l'altra coccolo, con l'altra... no, ne ho due, piede tamburellante e occhio a radar per captare focolai d'interesse! ('''Willy''') {{NDR|al party a casa del notaio}} *{{NDR|Rispondendo al telefono}} Pronto sì? Cavaliere, come sta tutto bene?! Ah sei tu amore? sì ti avevo riconosciuta subito! ('''Willy''') ==Dialoghi== *{{NDR|Dopo una prestazione a letto particolarmente focosa}} <br/>'''Willy''': Alla prossima riunione di condominio come minimo mi becco un applauso. Scusi, possiamo darci del tu?<br/>'''Francoise''': Come no?<br/>'''Willy''': La ringrazio. Senti, ma tu di nome come fai, Penthouse?<br/>'''Francoise''': No, mi chiamo Francoise.<br/>'''Willy''': Francoise! Come mia sorella Carla. *'''Margherita''': Vi piacerebbe passarmi il collant?<br/>'''Direttore di Giacomo''': Certo!<br/>'''Giacomo''': Tieni, Margherita... Oh, lei si giri, eh? {{NDR|Poco dopo}} Direttore! Si volti! Tu: ferma così, eh!?<br/>'''Margherita''': Chi c'è ancora?<br/>'''Giacomo''': Lei sa cosa sto pensando io, eh!?<br/>'''Direttore di Giacomo''': ...Beh, è una vita che pensiamo in tandem...<br/>'''Margherita''': Uè, non facciamo scherzi, eh?<br/>'''Direttore di Giacomo''': Stia ferma così, non si muova!<br/>'''Giacomo''': ...'Velatissimo'...<br/>'''Direttore di Giacomo''': Partorisca, Rambelli!<br/>'''Giacomo''': Sto entrando in travaglio, direttore...<br/>'''Direttore di Giacomo''': Spinga, coraggio!<br/>'''Giacomo''': Mi sa che domani mi deve mandare i fiori!<br/>'''Direttore di Giacomo''': Le mando tutto quello che vuole!<br/>'''Giacomo''': Eccolo! Nasce! 'Velatissimo... e vai fuori di gamba!'... Eeeh!?<br/>'''Direttore di Giacomo''': E-satto!"<br/>'''Giacomo''': Direttore, l'ho trovato! Siamo padri! 'Velatissimo'! ==Citazioni su ''Yuppies, i giovani di successo''== *In questa città nel 1986 c'era tutto quello che serviva per fare un film come ''Yuppies'', che di certo non voleva essere critica sociologica, né legittimazione né moralismo. Volevamo solo raccontare, con leggerezza e per tutti, un certo andazzo che stava prendendo una parte d'Italia. Ci dissero che ne eravamo complici, ma non è affatto vero. Basta pensare all'ultima scena, a Cortina, quando i rampanti sognano di diventare come Gianni Agnelli e si ritrovano a litigare per il conto al ristorante. ([[Enrico Vanzina]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Yuppies, i giovani di successo''}} [[Categoria:Film commedia]] as1isiy9w8zdftag6qzcufnq2vrt2y1 Dario Argento 0 16496 1417884 1416993 2026-06-22T23:33:58Z Gmergm 107581 1417884 wikitext text/x-wiki [[File:Dario Argento 2014.jpg|thumb|Dario Argento, 2014]] '''Dario Argento''' (1940 – vivente), sceneggiatore, regista, attore e produttore cinematografico italiano. ==Citazioni di Dario Argento== {{cronologico}} ===1971=== *{{NDR|Su ''[[4 mosche di velluto grigio]]''}} Questo è il mio penultimo film. Ne girerò ancora un altro, non del genere ''thrilling'' e poi, via. [...] Prenderò moglie e bambina, ci ritireremo in un'isoletta del Pacifico che sto per comprarmi, avremo altri novantanove figli e non vedremo né giornali né film.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,7/articleid,1519_02_1971_0166_0007_21415033/ "Faccio ancora 1 miliardo e poi mi ritiro su un'isola deserta"]'', intervista di Piero Perona, ''La Stampa'', 21 luglio 1971.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,6/articleid,0138_01_1971_0167_0006_4601186/ Con il suo "thrilling" all'italiana scopre la formula dei miliardi]''|Intervista di Sandro Casazza, ''La Stampa'', 21 luglio 1971|h=4}} *Io racconto delle storie di persecuzione, di terrore, di fastidio che rispecchiano in chiave onirica le alienazioni e le ossessioni della nostra epoca, ma non ho mai calcato la mano sul macabro o sull'orrido. *{{NDR|«Quanto costano i suoi film?»}} Poco. Meno di quattrocento milioni ciascuno. Perché io costo poco. Di solito mi curo anche del soggetto e della sceneggiatura. [...] E poi non prendo mai "stelle" che chiedono compensi altissimi, ma scelgo bravi attori [...] anche se non popolarissimi. *{{NDR|Su ''[[4 mosche di velluto grigio]]''}} La conclusione non la conoscono nemmeno gli interpreti. Ho addirittura tolto le pagine dell'ultima scena dai copioni. ===1980=== {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,1058_01_1980_0021_0023_15061972/ Argento, elogio della paura]''|''La Stampa'', 26 gennaio 1980.|h=4}} *Immagino i miei film come una struttura dove si incollano i colori, la tecnica, il ritmo cronometrato di ogni istante, quell'attimo magico che fa tremare di paura prima me poi il pubblico. *Un fatto oggi si è capito con chiarezza: il pubblico segue un suo istinto selvaggio, prevedibile ma non tanto. Non ha più paura come qualche anno fa (come negli orribili, per il cinema, Anni Sessanta) di non apparire abbastanza colto o abbastanza intelligente, non ha paura di dire che quella cosa proprio proprio non gli piace, non gliene frega niente. Riflette più su se stesso. In barba al moralistico discorso del cosiddetto «riflusso» in cultura, parola inventata dai giornali che per me non esiste. *Negli Anni 80, qualcosa sta cambiando, un forte vento spira sul cinema. Le foglie che si sono dissecate in dibattiti sterili, in contorcimenti intellettualistici, le foglie che la sapevano tanto lunga e avevano sempre ragione loro, le foglie di tutti i colori, le foglie cattive e arroganti che «se questo ti piace allora sei stupido, se questo piace a me invece non ti piace sei ugualmente stupido», beh queste foglie il vento degli Anni 80 le sta portando via. {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,1062_01_1980_0093_0021_15104000/ Argento: Hitchcock, il genio artigiano]''|Su [[Alfred Hitchcock]], ''La Stampa'', 1 maggio 1980.|h=4}} *Mi telefonano: è morto Hitchcock. Ma come? È impossibile. Era vecchio, mi dicono, aveva ottantun anni. Lo so, ma poteva ancora vivere moltissimo, perché non centocinquanta, duecento anni? Io ancora non lo accetto. Perché lui non era un maestro del cinema, era il maestro. *Hitchcock ha innovato il cinema facendogli fare un passo così gigantesco che un suo vecchio film del muto ci appare girato tecnicamente oggi. I suoi bisogni espressivi fecero infatti progredire la tecnica, non il contrario. *Rivendico ad Hitchcock il grande artigianato fatto progredire e volare fino a diventare genio del cinema. Inventore dei tempi. Dei movimenti di macchina che raccontano da soli una storia interna alla storia del film e ancora più interna nei sogni del regista che l'ha realizzata. Inventore, insomma, del cinema moderno. *Io gli volevo tanto bene. Ogni volta che facevo un film pensavo: chissà se Hitchcock lo vedrà. Chissà se gli piacerà. ===1981=== {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,1047_01_1981_0033_0021_18284099/ Quel fifone di Dario Argento spiega la sua ricetta del terrore]''|''La Stampa'', 8 febbraio 1981.|h=4}} *Forse faccio questi film perché io sono il primo ad aver paura, io sono il Grande pauroso, io tremo (ma mi trattengo per pudore) quando scricchiolano le porte, sbattono le imposte, quando tuona. E come in una liberazione piena di felicità, in una sgangherata seduta psicanalitica, in un sogno assurdo ad occhi aperti, realizzo i miei film, li scrivo, li imposto, li propongo al pubblico. *Paura e rischio. Inscindibili fattori della stessa operazione. Per questa ragione, io, immeritatamente, mi considero talvolta non un regista, ma un medico ricercatore che sperimenta prima sul suo organismo le emozioni che poi darà al pubblico. *Io sono il primo spettatore dei miei film, il primo che si inietta il virus pauroso nelle vene. Perciò penso che tutti i miei film siano autobiografici e dentro ci sia buona parte della mia vita privata, dei miei sogni, dei miei terrori, delle mie speranze. E anche dei miei ideali e della mia coscienza. ===1982=== {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/1982/10/06/page_011.pdf Il pentimento di Argento]''|Intervista di [[Michele Anselmi]], ''L'Unità'', 6 ottobre 1982.|h=4}} *Io sono un famoso fifone, lo sanno tutti, per questo conosco così bene la [[paura]]. La paura è come un virus, mi piace sperimentarla su di me prima di farci un film. In questo caso, ad esempio, c'è di mezzo una disavventura americana. Ero a Los Angeles, in albergo, e un tizio cominciò a telefonarmi due, tre, quattro volte al giorno. All'inizio era gentile, cordiale, poi, lentamente, le sue parole cominciarono a farsi gelide, cattive, minacciose. Chi era? Che cosa voleva da me? Perché mi minacciava di morte? Ecco, pur avendo un terrore fottuto, ero affascinato da quella situazione. Volevo capire chi fosse, cercavo di leggere le sue paranoie per telefono. Poi il gioco si fece troppo pericoloso... e io cambiai, nel giro di una settimana, albergo, città e paese. *Certi critici, i professori di cinema, perfino parte del pubblico disprezza il piacere della paura perché lo ritiene sotto-cultura. Ma è un'equazione sbagliata. Io faccio del cinema perché amo, perché voglio amare e perché voglio essere amato. E dico benvenuti ai sanguinosi fantasmi della mia coscienza. *Diciamo che un buon [[Cinema dell'orrore|film dell'orrore]] ha bisogno, contemporaneamente, di una buona sceneggiatura, di ambienti adatti e di un uso intelligente della tecnica. Perché quello che fa sobbalzare non è un oggetto che esiste già. Altrimenti, basterebbe ricapitolare e incollare l'una all'altra tutte le situazioni paurose già viste in altri film. Il segreto sta nel modo personale con il quale queste scene vengono rappresentate: è una questione di tempi, di secondi, di inquadrature, di piani-sequenza. A volte un semplice carrello che avanza dentro una stanza inanimata, senza che nulla accada, è terrificante. *{{NDR|Su ''[[La cosa (film 1982)|La cosa]]''}} Sublime. Il vertice del disgustoso. {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,1043_01_1982_0215_0015_14928637/ Il regista: È un giallo classico tutto montagne russe della paura]''|Su ''[[Tenebre (film)|Tenebre]]'', ''La Stampa'', 6 ottobre 1982.|h=4}} *È accaduto che su ''Tenebre'', per vie a me ignote, sono uscite anticipazioni che non corrispondono alla verità. Ad esempio, ho letto che sarebbe la continuazione di ''Suspiria'' e ''Inferno'', completando così la trilogia delle tre «madri». E invece ''Tenebre'' non è affatto la continuazione di quei due film. *''Tenebre'' è un giallo. Un giallo classico. Secondo le vecchie regole, anche se nel suo profondo più argentiano, e quindi il più personale, dei miei film. *''Tenebre'' l'ho concepito come una specie di viaggio velocissimo e turbolento attraverso fatti terrificanti e sbalorditivi. Una sorta di montagne russe della paura. Un incubo ad occhi aperti nel reale, nel moderno, nell'oggi. ===1985=== *{{NDR|Su ''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''}} Di Lamberto mi fidavo ciecamente; il progetto di produrre un suo film era nell' aria da molto tempo. Volevo che venisse fuori la sua furia, la sua rabbia. E credo che tutto questo sia avvenuto. E poi i registi sono anche i migliori produttori; sono gente di cinema che capisce le esigenze e i problemi di chi lavora per loro. In America poi il fenomeno del regista produttore è molto diffuso: basti guardare Carpenter, Spielberg, Lucas.<ref>Citato in [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/09/13/tanti-demoni-prodotti-da-dario-argento.html ''Tanti "Demoni" prodotti da Dario Argento''], ''La Repubblica'', 13 settembre 1985.</ref> {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,22/articleid,0999_01_1985_0008_0038_13827774/ Dario Argento, thriller con insetti]''|Su ''[[Phenomena]]'', ''La Stampa'', 10 gennaio 1985.|h=4}} *Ho speso più di sei miliardi. La colpa è degli insetti: ho dovuto importare ragni, scorpioni, e vedove nere dall'Africa mentre mosche, cavallette e vespe le abbiamo allevate in più parti di Roma. *È stato difficile far recitare gli insetti, ma anche la scimmia mi ha fatto impazzire, poiché volevo che la sua interpretazione non fosse buffonesca. Gli insetti sono comunque degli animali simpaticissimi, che ho rappresentato affettuosamente e loro mi hanno ripagato evitandomi pizzichi e punture. *Perché utilizzare le mani di qualche altro, quando le mie sono così esperte che riescono a fare tutto da sole? {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,21/articleid,0999_01_1985_0025_0021_13836061/ Sono un samurai, sfido l'America con un film]''|Su ''[[Phenomena]]'', ''La Stampa'', 31 gennaio 1985.|h=4}} *Mi ero fissato in una sfida paranoica: volevo realizzare in un film la più alta tecnica che il cinema italiano in questo momento potesse esprimere. Una specie di super-sfida con il cinema americano dei grandi effetti, rispondendo colpo su colpo: i migliori mezzi, la tecnologia più sofisticata, i collaboratori più bravi. *Pensavo che ci volessero spalle grandi come quelle di Schwarzenegger per reggere tutto il peso del film. E non sospettavo che Jennifer avesse spalle così robuste. E una volontà così forte. *Mi dimenticai tutto. Paure. Amori. Amicizie. La mia vita privata. Mi sentivo come un samurai. Completamente catturato dalla disciplina di fare questo film, di vincere questa sfida, la sfida di fare un film compatto e sicuro, potente, impressionante, dei momenti favola e dei momenti pazzia. *Che ho voluto raccontare? Ancora non lo so. Lo so sempre quattro, cinque mesi dopo l'uscita. Così, a sensazione, a pelle, in ''Phenomena'' ci trovo tante cose mie. Tanto mio cinema. Ma anche tante storie private. Tanti personaggi che ho conosciuto, che ho amato, che mi hanno amato, cui ho fatto del bene, che mi hanno fatto del male, che ho aiutato, che mi hanno tradito, che conosco, che non conoscerò mai. [...] E mi viene in mente un'idea che certo non era cosciente, ma che dà una strana chiave di lettura per il film. Paul {{sic|Cordino}}, il personaggio che si nomina tanto nel film ma che non si vede mai, e se fossi io? Quest'idea mi turba, la stessa storia del film ora mi sembra diversa. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1985/06/22/libero-dario-argento-qualcuno-ha-voluto-farmi.html Libero Dario Argento. "Qualcuno ha voluto farmi una cattiveria"]''|''La Repubblica'', 22 giugno 1985.|h=4}} *Gli ho dato l'hashish e gli ho chiesto: è una cosa grave? E gli agenti hanno risposto: crediamo proprio che lei dovrà essere arrestato... Mi hanno portato in caserma, ed erano tutti molto gentili. L'hashish l'ho dovuto lasciare lì. Andandomene ho detto: mo' nun famo che appena giro le spalle qualcuno se fuma la robba mia... *Mi hanno messo in una cella minuscola, in isolamento con altre tre persone. Enrico Nicoletti, l'imprenditore coinvolto nello scandalo di Tor Vergata, e altri due che non ho capito chi fossero. In carcere sono stati tutti gentilissimi, sarà forse perché il mio è un cinema molto trasgressivo e allora dietro le sbarre va forte... Insomma, ho avuto una grande accoglienza. I travestiti, in fondo al corridoio, mi cantavano le serenate sulle note di "Yellow Submarine", ripetendo: "Quanto sei carino". *La notte in prigione è mostruosa. Di giorno sembra di potere sopravvivere, ma la notte è atroce, straziante, con quelle grida terribili dei tossicomani che vanno a rota. *Guardi: io non sono mai stato in Perù, non ho mai messo piede in Sud America. E se anche mi fossi voluto spedire della cocaina non l'avrei certo mandata al mio vecchio indirizzo, dove non vivo più da quasi due anni. {{Int|Da ''Creare incubi: parla Dario Argento''|Frammenti di interviste di [[Fabio Giovannini]] tra l'agosto 1985 e il febbraio 1986, riportato in ''Dario Argento. {{small|Il brivido, il sangue, il thrilling}}'', Edizioni Dedalo, 1986, pp. 133-164, ISBN 88-220-4516-5.|h=4}} *Una delle cose che avevo scritto capitò in mano a [[Sergio Leone]], e quello è stato l'incontro «fatale» della mia vita. Leone mi permise di frequentarlo. Parlavamo, lui mi spiegava cos'è un carrello, come si fa il cinema in concreto. Un giorno, quando appena aveva finito di girare ''[[Il buono, il brutto, il cattivo|Il Buono, il Brutto e il Cattivo]]'', mi disse che non sapeva quale film mettersi a fare. Mi ha chiesto: tu lo scriveresti? E io: con piacere! Leone conosceva bene un altro giovane, [[Bernardo Bertolucci]], che aveva già fatto dei film come regista ma che in quel momento era disoccupato, e allora ha proposto a noi due di scrivere il suo prossimo film. Io e Bertolucci ci siamo messi insieme a pensare questo nuovo film di Leone, e così è nato ''[[C'era una volta il West]]''. In questo modo ho scritto il mio primo film veramente professionale. *In Italia spesso sono i critici più «antiquati» a dirigere i centri in cui si studia il cinema: una scuola di cinema che ti imposta male è meglio non frequentarla perché ne esci sbandato e dissociato, ti insegna solo a fare un cinema che non esiste, il cnema di vent'anni fa. I critici, del resto, sono tutti passatisti, sono rimasti interessati solo a quello che è accaduto quando erano giovani. Il Centro Sperimentale di Cinematografia, ad esempio, è un disastro perché i ragazzi studiano nozioni sbagliate e in modo selettivo, studiano solo quel tipo di cinema che viene selezionato dal presidente del Centro. Poi i ragazzi vanno al cinema e si accorgono che si fanno altri film, mentre loro studiano per preparare film che non si fanno più da vent'anni e che nessuno vuole più. Sono fermi al cinema neorealista italiano e francese. *Fortunatamente io ho avuto [[successo]] subito, fin dal primo film, e questo mi ha tolto tante frustrazioni, tanti drammi e anche tante schiavitù: se hai successo subito, dopo puoi fare come ti pare, altrimenti devi subire i consigli e le imposizioni di chi ti dice come devi fare e cosa devi fare. *Anche un ambiente che sembra squallido può diventare bellissimo dando luce e utilizzando certe inquadrature. La realtà è bella per come la riprendi. Non è bella solo la Reggia di Caserta, Fointanebleu, Versailles: tutto può essere bello e interessante, al cinema. *Ho usato [[Torino]] tre volte, per ''[[Il gatto a nove code]]'', ''[[4 mosche di velluto grigio|Quattro mosche di velluto grigio]]'' e ''[[Profondo rosso]]''. Anche se Torino è una città emarginata dal cinema ho voluto lo stesso spostare là la troupe perché mi piaceva. Ho avuto una grande impressione da ragazzino, quando sono stato a Torino d'inverno, un'impressione morbosa. Per questo ho girato lì tanti esterni dei miei film. *Per ''[[Suspiria]]'' sono andato molto tempo in Germania e nel nord della Svizzera, perché volevo fare un film gotico. Avevo un soggetto, e per ispirarmi ho fatto un giro di tre mesi nel Nord Europa a scoprire il gotico, i suoi colori, gli ambienti, le punte, gli aculei. *Sei più solo in città che in campagna. In campagna ti possono sempre trovare, ma in città ti sperdi. *Non ho mai scritto a casa, né soggetti né sceneggiature. In casa riesco solo a scrivere articoli, ma per i film devo andare in una stanza d'albergo. *Non prendo mai appunti, è un'altra mia particolarità. Io penso, anche per mesi. Ho scoperto questo procedimento durante i primi film. Ai miei collaboratori sembra folle, ma io non appunto nulla, neanche una parola. Vado avanti con la storia, e inevitabilmente dimentico molte cose, ma sono sempre le più banali. Le cose più importanti non le dimentico mai. *Gli americani non si fidano delle sceneggiature scritte dai registi. Io sono un autore-scrittore, che non si fa dare uno script preconfezionato, ma scrive da sé i propri film. I produttori americani non si fidano, sono convinti che il [[regista]] ignori i gusti del pubblico. Quindi dovrei affidarmi a uno sceneggiatore americano, o addirittura prendere una sceneggiatura già scritta o un libro che ha avuto successo in America. Non riuscirei mai a lavorare su una sceneggiatura scritta da altri. Ogni anno gli americani mi chiamano e ogni volta ripeto loro che la sceneggiatura devo scriverla io. Non sarei capace, ad esempio, di mettere in scena un libro di [[Ken Follett]]: e non mi interessa. *L'[[attore]] per me è un momento del film, è una parte, come la scenografia. L'attore vorrei scolpirlo io, perché assomigli alla faccia, all'espressione e al modo di fare che ho in mente. Come penso alla storia, alla sceneggiatura, alla fotografia, così penso all'attore. Non mi piace lo spazio che a volte si prendono gli attori. Il film va fatto come voglio io, come l'ho pensato io. Non c'è nessun attore al mondo con cui desidererei ad ogni costo fare un film. Più è un attore di cui si dice che ha una grossa personalità, più non lo voglio. *I critici hanno i complessi nei confronti del cinema moderno, non sanno mai catalogarlo, e allora lo paragonano alle cose peggiori che riescono a pensare. Appena vedevano un film ben fatto e molto elegante dicevano subito che aveva uno stile pubblicitario. Adesso vedono un film girato con dinamismo e velocità e dicono che è come una video-clip. *{{NDR|Su ''[[Le cinque giornate]]''}} Prima che uscisse il film Nanni Balestrini mi disse: quando vedranno ''Le cinque giornate'' ti daranno dell'anarcosindacalista, anarchico di destra, qualunquista, perché quando il critico di sinistra trova un'opera che lo scavalca a sinistra, non lo ammette e allora la definisce fascista. Era il periodo in cui si diceva che non esiste guerriglia di sinistra e che i terroristi erano tutti fascisti, e poi si è dimostrato che non era così. È un film nato negli anni Settanta, quando tutti avevano quei pensieri. *Trovo che tanti registi si comportano come se facessero un altro mestiere. Più che gente che si occupa di cinema sembrano dei commercianti, parlano di tutto tranne che del cinema. Questo mi colpiva molto quando ero giornalista cinematografico, e mi dicevo: possibile che i registi siano così ignobili, a metà tra l'operaio e il venditore di pellami? *Io penso che l'atteggiamento del pubblico sia cambiato negli ultimi venti o trenta anni. Se parlo con degli amici scopro che quando vedevano un film da ragazzini avevano terrore dell'''assassino'' e del ''mostro'', lo odiavano. Invece negli ultimi dieci anni il pubblico «tifa» molto per l'assassino. *Non voglio perdere tempo a spiegare alle controfigure cosa devono fare. Io non appaio, appare solamente la mano, ma io so come la mano deve colpire, come deve essere minacciosa. Penso che continuerò. In ''L'uccello dalle piume di cristallo'' avevano scelto una persona per queste scene, doveva infilarsi i guanti, colpire con il pugnale, eccetera. Appena ha cominciato mi sono accorto che andava male, non interpretava quelle mani come pensavo io. Allora l'ho fatto io, e da quel momento ho deciso di farlo sempre io. *Io so di più sull'America attraverso un film americano degli anni Sessanta che leggendo i libri. Il film riflette realmente quello che accade, senza sociologia né politica. Il film ti comunica subito le emozioni e le mode di un periodo. *Il [[western]] è legato troppo a una fase storica precisa, mentre l'horror può essere ambientato nell'Ottocento, ai giorni nostri, nel futuro. *Io faccio questi film perché mi piace farli, e se qualcuno ne rimane turbato sono problemi suoi. Io fatico a fare questi film, ci metto anche molta sofferenza e se qualcuno rimane turbato vuol dire che ho saputo trasmettere bene questa sofferenza. *La polemica sulla nocività dei film dell'orrore è stata già stroncata da tempo in America. Hanno scoperto che solo gli adulti restano molto turbati dai film di orrore e di violenza, mentre i ragazzini sono i maggiori fans di questo cinema, si divertono, vanno a vederli in gruppo e si fanno grandi risate. Solo persone adulte e malate possono restare turbate da un film, e quindi sarebbero state turbate in ogni caso dalla famiglia, dalla moglie, dal figlio, da un rimprovero, dall'assistere a un incidente d'auto. *Una volta De Laurentiis mi ha chiesto di adattare Lovecraft per lo schermo, e sono stato con lui vari mesi in Inghilterra per lavorare a questo progetto. Però sentivo un distacco e una disaffezione, ho capito che era inutile continuare. E infatti mi misi a scrivere ''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''. *In ''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna|Dèmoni 2]]'' il legame con il film precedente sta nella cognizione che dei fatti tremendi sono avvenuti molto tempo prima, ma ormai tutti se ne sono dimenticati. *Quando ho pensato ''[[Phenomena]]'' mi immaginavo che dal 1940 al 1945 ci fosse stato un avvenimento molto grave, la guerra, e i nazisti avessero vinto. Passati trenta-quarant'anni la gente ha cancellato dalla memoria questo avvenimento così drammatico, non ne parla più. Però in realtà i nazisti hanno vinto la guerra, e la vita ha quindi tutto un altro senso, è la vita di un mondo dove ha vinto l'ordine nazista. Se il film viene guardato con attenzione, sotto questo aspetto, si scopre che chi lo ha fatto pensava a questo principio. Invece quando ho ideato ''Tenebre'' pensavo che il film fosse ambientato nel 1994, dopo una decina d'anni dalla realtà, che si situasse un leggerissimo passo in avanti rispetto ai nostri giorni. Non tanto, non venti o trenta anni, ma solo una decina, in un mondo un po' diverso, un po' idealizzato, quasi da fantascienza. *Io non mi sento l'erede di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Forse ho ereditato il suo pubblico, ma non certo le sue tematiche. [...] Hitchcock è puritano mentre io sono libertario fino ai limiti dello sberleffo, il mio cinema è trasgressivo. ===1987=== *''[[Opera (film)|Opera]]'' nasce come una sfida. Dovevo curare la regia di una vera opera lirica, ''Rigoletto'', ma le mie idee non andavano giù ai dirigenti del Teatro. Dicevano che era una interpretazione troppo ardita dell'opera verdiana. Insomma, non se ne fece niente. Per vendicarmi ho deciso di farci sopra un film, e di guadagnarci pure.<ref>Citato in ''[https://archivio.unita.news/assets/main/1987/12/08/page_021.pdf Un'opera rosso sangue]'', intervista di [[Michele Anselmi]] su ''[[Opera (film)|Opera]]'', ''L'Unità'', 8 dicembre 1987.</ref> *{{NDR|Su ''[[Opera (film)|Opera]]''}} Più di otto mesi abbiamo lavorato per preparare le simulazioni dei voli dei corvi telecomandati. A Parma, dove sono state girate le scene più spettacolari, avevamo affittato un casale per ospitare i corvi veri e la gente lo ribattezzò scherzosamente l'albergo dei corvi: al mattino li prelevavamo per portarli al Regio, e alla sera li riportavamo in "albergo".<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,23/articleid,0986_01_1987_0287_0023_23897590/ ''Macbeth con corvi firmato Argento''], ''La Stampa'', 8 dicembre 1987.</ref> *{{NDR|Su ''[[Opera (film)|Opera]]''}} Peccato, probabilmente il film sarà vietato ai minori di 14 anni, ma il mondo sta cambiando, oggi c'è [[Michail Gorbačëv|Gorbaciov]], la censura è destinata a sparire.<ref>Citato in ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/12/10/anche-orrore-sotto.html C'è anche l'orrore sotto l'albero. Esce a Natale "Opera" di Argento]'', ''La Repubblica'', 10 dicembre 1987.</ref> {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/08/02/argento-evviva-la-paura.html Argento: Evviva la paura]''|Intervista di Maria Pia Fusco su ''[[Opera (film)|Opera]]'', ''La Repubblica'', 2 agosto 1987.|h=4}} *Sì, ''Opera'' è il mio film più costoso, 9 miliardi, quasi il doppio di ''Phenomena''. *Ai ragazzi piacciono le emozioni forti, le cercano attraverso la musica, il linguaggio, i comportamenti. Per loro, lo dico da sempre, lo spavento al cinema serve da catarsi e, più degli adulti, lo vivono con la consapevolezza della finzione. E nel mio cinema la finzione è autentica. Nessuno viene mai ferito o ucciso veramente, mentre in un film d'amore gli attori si baciano sul serio, c'è più ambiguità. *Forse sono crudele perché mio padre è siciliano e mia madre sudamericana e in entrambe le culture la crudeltà è riconosciuta. Forse voglio esorcizzare la mia paura del buio. {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,24/articleid,1346_02_1987_0344_0024_19649579/ Argento: Natale di sangue]''|Intervista di Lamberto Antonelli su ''[[Opera (film)|Opera]]'', ''La Stampa'', 21 dicembre 1987.|h=4}} *{{NDR|Sulla scelta di [[Ronnie Taylor]] come direttore della fotografia}} L'ho scelto perché soltanto lui poteva creare quell'atmosfera con un colore senza particolari dominanti, facendo una fotografia tagliente nella luce, dura, cattiva, allucinante. In fondo «''Opera''» è un thriller più tecnologico che psicologico. *Ho cominciato a pensarci proprio dopo quell'esperienza mancata per il ''«Rigoletto»''. Ho cominciato a costruirlo isolandomi in un'asettica stanza d'albergo, radunando le confidenze che mi aveva fatto [[Cecilia Gasdia]] parlando di uno dei film che io ho più amato, ''«[[Il fantasma dell'Opera (film 1925)|Il fantasma dell'Opera]]»'' e tuffandomi nei ricordi di un altro grande film, ''«[[Gli uccelli]]»'' di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], non dimenticando l'insegnamento di ''«[[Psycho]]»''. *Certo l'aspetto più difficile è rappresentato dalle sequenze con i corvi, uccelli che non si riesce ad ammaestrare. Ne abbiamo presi una cinquantina e portati in un casale nei pressi di Parma per cercare di addestrarli alla meno peggio. Poi nelle riprese in teatro siamo dovuti ricorrere al rinforzo di corvi finti, telecomandati, ma che non sfigurano affatto nei riguardi di quelli veri. Sembrano più veri dei veri, proprio come quella battuta sui fiori finti... Quasi tutta la scena è come ripresa dai loro occhi, mentre svolazzano minacciosi sulla platea terrorizzando gli spettatori presenti. Sì, questa è stata una delle sequenze più difficili e più costose. ===1995=== *Avrò avuto quindici, sedici anni, quando la mia famiglia mi portò ad Atene a visitare l'Acropoli. Già vedere il teatro arrampicato sulla collina nel quale, mi diceva mio padre, erano andate in scena le tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide m'aveva dato un mancamento. Ma poi alla scoperta del [[Partenone]] ho perso la testa. Sono rimasto solo molte ore a vagare tra le rovine in preda alla [[sindrome di Stendhal]] mentre mio padre e mia madre, che mi sapevano fantasioso, s'immaginavano stessi passeggiando per la città.<ref name=svenire>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0717_01_1995_0211_0019_10610214/ ''Argento. "Lasciatemi svenire"''], ''La Stampa'', 6 agosto 1995.</ref> *{{NDR|Sulla [[sindrome di Stendhal]]}} Si sta proprio male. Malissimo. E non è neanche un fatto raro. All'ospedale psichiatrico di Firenze ci sono sempre tre letti pronti per ricevervi i turisti colpiti da questi sintomi.<ref name=svenire/> ===1996=== {{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,19/articleid,0628_01_1996_0023_0019_8549836/ Argento: «Il cinema Usa? Plastica»]''|Presentazione su ''[[La sindrome di Stendhal]]'', ''La Stampa'', 24 gennaio 1996.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Seven]]''}} Un film interessante e ben fatto che segue però le mode: basta guardare gli attori. Non c'è inventiva umana nei film americani. Quelli europei, più o meno discutibili, sono comunque frutto della fantasia degli autori. *Ho sempre creduto nei messaggi emotivi e conturbanti che sprigionano dai capolavori dell'arte e quando ho letto il libro della Magherini sono rimasto affascinato dai turbamenti che si possono vivere davanti alle opere dei grandi pittori. *È stata necessaria tutta l'esperienza di Giuseppe Rotunno per avere "la meglio" sui vetri protettivi dei capolavori, che per il loro spessore davano una colorazione verde alle opere, soprattutto a quelle del Botticelli. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/01/24/dario-argento-anche-arte-puo-uccidere.html Dario Argento: Anche l'arte può uccidere]''|Intervista di Roberto Rombi su ''[[La sindrome di Stendhal]]'', ''La Repubblica'', 24 gennaio 1996.|h=4}} *Il titolo può apparire bizzarro, in America credevano che Stendhal fosse una marca di profumi. *È successo anche a me di soffrirne, quando ero ragazzo, durante una visita in Grecia. Salendo verso il Partenone mi sono sentito male e i miei genitori pensarono che il cibo greco, decisamente un po' pesante, ne fosse la causa. Ma poi ho capito che si trattava di qualcosa di diverso, di più profondo. *Leggendo la recensione del libro della psichiatra Graziella Magherini ho cominciato a pensare agli effetti che l'arte può avere sulle persone. È stato questo lo spunto per una storia che racconta il reciproco darsi la caccia tra una donna poliziotto e un killer sanguinario. *In America è difficile rimanere fedeli alle proprie idee, avrei dovuto accettare troppi compromessi per allinearmi alle leggi del mercato. Lì i film sono fatti tutti al computer come ''[[Seven]]'', prodotto di moda, con attori alla moda con pettinature di moda. Ma il cinema americano sta suscitando una caduta di interesse. Troppi lavori finti, fatti di plastica. Si sta avviando insomma verso una salutare piccola crisi di cui speriamo sappia approfittare il cinema europeo. {{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1996/03/20/argento-cosi-nasce-la-mia-sindrome.html Argento: Così nasce la mia sindrome]''|Presentazione al Festival du Film Fantastique, de Science Fiction & Thriller su ''[[La sindrome di Stendhal]]'', ''La Repubblica'', 20 marzo 1996.|h=4}} *Prima di cominciare la lavorazione andavo tutte le mattine al Louvre per preparare il film e al quinto giorno quattro poliziotti mi hanno afferrato, picchiato e portato via in maniera brusca sospettando in me un ladro o un terrorista! *Nel film ''[[Opera (film)|Opera]]'', la musica era per me un incubo. Il film aveva arie d' opera e scene senza musica. Mi sono messo alla ricerca di una musica compatibile e ho scoperto che ''La Traviata'' si poteva accostare alla musica degli Heavy Metals, New Age o dei Goblin! *Mi causa molto dolore pensare che alla fine del lavoro qualcuno taglierà le scene del mio film. Ho avuto problemi dappertutto. In Scandinavia i miei film sono stati proibiti per 15 anni, poi sono cambiati i governi e le leggi. A un convegno ad Atlanta, dove ''Opera'' era stato distribuito dalla Orion e censurato di venti minuti, ho portato cassette complete che ho distribuito ai partecipanti. Ricordate che se fate un sogno o create qualcosa, c'è sempre qualcuno che vuol tagliare, e se dici che hai talento, non ti fanno lavorare. ===2002=== {{Int|Da ''Dario Argento su'' Profondo rosso|Intervista di Federico Patrizi, maggio 2002; riportato in [[Luigi Cozzi]], Federico Patrizi e [[Antonio Tentori]], ''Profondo rosso. {{small|Tutto sul film capolavoro di Dario Argento}}'', Mondo Ignoto S. R. L., 2003, pp. 209-222, ISBN 88-89084-13-8|h=4}} *Dopo il Natale del 1974 ebbi un piccolo spunto da una sensitiva. La donna, compiendo una seduta spiritica a casa sua, improvvisamente sentì che qualcuno era malvagio, malato mentalmente. Da questo piccolo episodio sono nate altre idee. *{{NDR|Su Daria Nicolodi e il ruolo di Gianna Brezzi}} Dopo aver fatto i provini rimasi col dubbio se scegliere [[Manuela Kustermann|Manuela Kusterman]] o lei, ma poi il suo essere spontanea, al contrario del corpo classicheggiante della Kusterman, mi convinse a scritturarla come attrice protagonista. *{{NDR|Su [[Villa Scott]]}} Rimasi sorpreso quando venni a sapere che la villa era un centro di accoglienza per ragazzi tossicodipendenti gestito da suore. Per girare in tutta tranquillità mandai suore e pazienti in vacanza in un albergo di Rimini per un mese o due, il tutto finanziato dalla produzione. Le riprese furono effettuate all'esterno e all'interno della villa. *Mio padre, mio fratello, lo scenografo Peppino Bassan e perfino il direttore di produzione, bocciarono la scena dell'assassinio di Giordani e dell'entrata in campo del pupazzo, perché troppo irrazionale: sino all'ultimo cercarono in tutti i modi di non farmela girare. Ancora oggi la gente mi chiede se sia Carlo o sua madre ad uccidere Giordani, ed io continuo a rispondere che non c'è una spiegazione razionale, ognuno ci vede quello che sente. *Per me l'[[infanzia]] è l'elemento fondante la personalità dell'individuo, quindi se si vuole analizzare, capire il carattere o il lato recondito di una persona bisogna risalire ad essa. Il presente di un uomo è subordinato al suo passato. *[[Giuliana Calandra|Giuliana]] nel prepararsi a girare la scena inspirò poca aria. Come tutti sanno, le mani guantate dell'assassino anche in quell'occasione furono le mie, e tirando fuori la sua testa dalla vasca, dopo averla immersa nel liquido, lei urlò, non per simulare il soffocamento e l'ustione, ma perché non respirava davvero. Inizialmente pensai che si stesse dibattendo in modo realistico e straordinario, ma una volta terminata la ripresa si incazzò a morte con me per averla trattenuta a lungo nell'acqua. Però quella scena fu così verosimile che decisi di inserirla nella versione definitiva del film. Bastò un solo ciak. ===2005=== *È il mondo del [[cinema]] che mi interessa. Nel mezzo di una scena inventata da me c'è una citazione, un parallelo con una scena che ho già visto, può provenire indifferentemente dall'espressionismo tedesco o dal cinema sperimentale.<ref>Dall'intervista di Gabrielle Lucantonio, ''Dario Argento, la televisione si tinge di nero'', ''Il Manifesto'', 20 luglio 2005.</ref> ===2009=== *Di fare un ''Profondo rosso 2'' non se ne parla, ma per un motivo semplice: chi ama o chi cerca il mio film ha bisogno di trovare la fisicità, i volti e le emozioni stesse che solo la versione originale è in grado di restituire completamente. Escludo perciò di mettermi a lavorare su una continuazione o sul rifacimento integrale della pellicola.<ref>Citato in [https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/07/03/dario-argento-vi-faro-paura-con-mia.html ''Dario Argento: Vi farò paura con mia figlia Asia''], ''Repubblica.it'', 3 luglio 2009</ref> ===2011=== {{Int|Da ''[https://intervistemadyur.blogspot.com/2011/09/intervista-dario-argento-ho-una.html Intervista a Dario Argento]''|''Intervistemadyur.blogspot.com'', 16 settembre 2011.|h=4}} *L'opera di Stroker è un classico della letteratura, che pone molte domande: che cos'è l'amore, che cos'è la solitudine, chi è il vero mostro. Io cerco di dare delle risposte a questi interrogativi. *{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} È un essere camaleontico. Secondo il mito, si trasforma solo in lupo o pipistrello. Io ho pensato che poteva assumere le sembianze di altri animali e insetti giganteschi: un topo, una cavalletta, uno scarafaggio…Inoltre, ha rapporti carnali con uomini e donne, ma questa non è una novità: nelle leggende, che li riguardano, i vampiri sono per natura bisessuali, non hanno pregiudizi *Dracula ha una ferocia inaudita, tuttavia nasconde un lato molto romantico. Il suo amore per Mina è folle e puro. Animalesco, direi. E lo porterà alla rovina. Oltre che all'aglio, lui è vulnerabile al fascino delle famiglie. *{{NDR|I vampiri}} non sono i soliti serial killer, ma figure piene di sentimenti e di conflitti interiori. *I vampiri sono una metafora. M'interesso molto all'esoterismo, ma lo considero un fatto culturale, non una realtà soprannaturale. Streghe e magia svelano qualcosa di noi: l'aspirazione dell'uomo a voler cambiare il proprio destino, il desiderio di raggiungere una felicità facile e impossibile. {{Int|Da ''[https://archivio.unita.news/assets/main/2011/12/08/page_040.pdf Il mio Dracula bello e spietato, mica Twilight]''|Intervista di Paolo Calcagno su ''[[Dracula 3D]]'', ''L'Unità'', 8 dicembre 2011.|h=4}} *C'è molto eros in questo film, l'ho messo in parallelo col Thanatos che segna i destini dei vari personaggi della storia. Il film viaggia proprio sul doppio binario di amore-morte e per farlo correre senza che "deragliasse" questa volta ho voluto curare molto la recitazione che, di solito, nei miei film affido liberamente agli interpreti per non sovraccaricare di progettualità il racconto. *Il mio "[[conte Dracula]]" non è tetro e spaventoso come quello di [[Christopher Lee]] e nemmeno il personaggio raccontato svogliatamente da Coppola. Anzi, ho incominciato a pensare a Dracula proprio dopo aver visto il [[Dracula di Bram Stoker|film di Coppola]] che mi aveva molto deluso. Il mio è un Dracula storico, affascinante per la sua bellezza e il suo messaggio di morte: è molto europeo ed è persino romantico nel suo inseguimento, per ben 400 anni, della perduta anima gemella. *Il 3D oltre che a sorprendere il pubblico, mi è stato utile per rappresentare visivamente il senso di profondità, l'interno e l'esterno dietro di noi. {{Int|Da ''[https://www.bestmovie.it/news/courmayeur-noir-dario-argento-%C2%ABper-dracula-3d-ho-rischiato-di-essere-sbranato-dai-lupi%C2%BB/129727/ Courmayeur Noir – Intervista a Dario Argento]''|Intervista di Valentina Torlaschi, ''Bestmovie.it'', 8 dicembre 2011.|h=4}} *Col 3D siamo ormai entrati nell'epoca della profondità al cinema e questo ci fa scoprire nuove bellezze. Dopo il colore, il 3D è la nuova rivoluzione del cinema. *Del romanzo di [[Bram Stoker]] mi ha affascinato molto la storia di amore e morte che aleggia sul personaggio. Poi mi interessavano molto le sue trasformazioni, quando prende le sembianze di animali e altre creature. Un aspetto che in pochi hanno esplorato. *Thomas Kretschmann, è un Dracula che ha una grande bellezza e fascino, non è certo il tetro [[Christopher Lee]], lui è romantico in un certo senso e mi piaceva questo contrasto con la vera identità del personaggio. Per quel che riguarda [[Rutger Hauer]], nel romanzo di Bram Stoker Van Helsing è olandese e Rutger Hauer è olandese, quindi è stata una scelta giusta anche per l'accento, la sua potenza fisica, la sua forza: è il Van Helsing più giusto di quelli che sono stati fatti. *In [[Transilvania]] abbiamo trovato solo castelli diroccati oppure trasformati in musei o bed and breakfast: erano talmente finti che a volte sembrava di essere a Disneyland! Delle pagliacciate... *Degli animali nessuno mi fa paura. In generale, non ho paura di nulla. C'è chi dice di aver terrore dei fantasmi... Magari! A me piacciano i fantasmi. E anche i vampiri, gli zombi. La cosa che più mi inquieta di tutte sono i fantasmi della mia coscienza, qualcosa di profondo, di inconoscibile che parte dal mio subconscio. ===2012=== {{Int|Da ''[https://www.film.it/film/festival/dettaglio/art/dario-argento-lintervista-esclusiva-5411/ Dario Argento, l'intervista esclusiva]''|Intervista di Pierpaolo Festa, ''Film.it'', 22 maggio 2012.|h=4}} *Volevo rinfrescare il suo look. Il mio [[Conte Dracula|Dracula]] è diverso, selvaggio e romantico. Intelligente e forte. Spesso, nelle altre versioni, si tratta solo di azione. Io ho cercato di puntare alla psicologia. E poi lui è un mito. Mi interessava anche esplorare la sua sessualità, dato che lui ama sia le donne che gli uomini. *{{NDR|Sul suo Dracula preferito}} Dai, [[Bela Lugosi]] decisamente no. Lui era troppo grasso! Mi piacevano i film della [[Hammer Film Productions|Hammer]] con [[Christopher Lee]]. Lui sì che era selvaggio e spaventoso. Ricordo che ero molto giovane e che il suo Dracula mi spaventò parecchio. Io volevo cambiare la visione di Dracula e non mi interessava fare come Coppola. Forse volevo un Dracula più espressionista. *{{NDR|Sul remake di ''Suspiria''}} È un'idea che non mi piace e di cui non conosco nulla. Nessuno me ne ha parlato. Non conosco il regista. Non ne so davvero nulla. *{{NDR|Sui [[Morto vivente|morti viventi]]}} Sono figure estremamente interessanti. Pensateci, guardate là fuori e vi accorgerete che è pieno di morti viventi! Nelle strade come nei film. Sono ovunque! {{Int|Da ''[https://www.comingsoon.it/cinema/interviste/dracula-3d-incontro-con-dario-argento-asia-argento-e-marta-gastini/n18419/ Dracula 3D: Incontro con Dario Argento, Asia Argento e Marta Gastini]''|Intervista di Daniela Catelli, ''Comingsoon.it'', 21 novembre 2012.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Dracula il vampiro]]''}} La prima volta che lo vidi {{NDR|il [[Conte Dracula]]}} era nel film [[Hammer Film Productions|Hammer]] di [[Terence Fisher]] e mi sconvolse. Quando l'ho rifatto, però, non mi sono ispirato affatto a quella pellicola, ma a film che ho visto in seguito, agli espressionisti tedeschi come ''Nosferatu'' di Murnau e ''Vampyr'' di Dreyer.<ref>Citato in ''[https://www.comingsoon.it/cinema/interviste/dracula-3d-incontro-con-dario-argento-asia-argento-e-marta-gastini/n18419/ Dracula 3D: Incontro con Dario Argento, Asia Argento e Marta Gastini]'', ''Comingsoon.it'', 21 novembre 2012.</ref> *Ho lavorato di nuovo con [[Luciano Tovoli|Tovoli]] perché volevo riprendere i colori potenti e saturi, che sono quelli di ''Suspiria'' e per me sono quelli della favola: dei colori forti, potenti, molto netti. Avere lui come direttore della fotografia è stata quindi una scelta obbligata. Per quanto riguarda [[Claudio Simonetti|Simonetti]], credo che per questo film abbia fatto la musica più bella degli ultimi 10 anni. Trovo che sia la sua musica più affascinante, anche se è stata molto elaborata e abbiamo avuto molte discussioni in merito: ma alla fine è venuta la musica più bella di tutte. *C'è quell'immagine, è vero, quando appare [[Christopher Lee]] {{NDR|in ''[[Dracula il vampiro]]''}} con tutta la bocca sporca di sangue. Quella in effetti sì, devo dire di averla presa dalla Hammer. ===2014=== {{Int|Da ''[https://quinlan.it/2014/12/01/intervista-dario-argento/ Dario Argento, nel cuore di Profondo rosso]''|Intervista di Alessandro Aniballi, Giampiero Raganelli e Raffaele Meale, ''Quinlan.it'', 1 dicembre 2014.|h=4}} *Non mi ha mai interessato il realismo nel raccontare un luogo, una città; ciò che mi interessa è solo raccontare una storia. In ''Profondo rosso'' c'è una città che io ho immaginato, tutto qui. *''Nighthawks'' di [[Edward Hopper]] è un quadro iperrealista, e mi piaceva che questo tipo di pittura indicasse una strada anche per l'interpretazione estetica del film, che volevo a mia volta che rientrasse nei canoni dell'iperrealismo. Il quadro di Hopper mi permetteva di donare una possibile chiave di lettura allo spettatore senza risultare pedissequo o senza affidarmi a una spiegazione troppo retorica. *In precedenza [...] avevo lavorato con [[Ennio Morricone]], che ha composto per L'uccello dalle piume di cristallo, Il gatto a nove code e Quattro mosche di velluto grigio delle musiche splendide; ma per Profondo rosso mi interessava esplorare universi diversi, approfondendo dei temi legati al rock progressive, che dessero al film le tonalità musicali che mi sembravano più consone al tipo di racconto. Ho avuto la fortuna di imbattermi in un gruppo di giovani, praticamente debuttanti, e per istinto ho capito che sarebbero stati perfetti per il film. *Volevo raccontare come la memoria potesse a volte metterti anche su delle false piste, suggerendoti soluzioni sbagliate. ===2015=== *Ho seguito il mio istinto anche per il titolo che, per molto tempo, prima delle riprese e a sceneggiatura già finita con attori pronti a girare, non c'era. Prima ho sviato la stampa dicendo che si sarebbe dovuto intitolare ''La tigre con i denti a sciabola'', poi mentre ero in macchina mi è venuto in mente ''[[Profondo rosso]]''. Ai produttori della CineRiz non piacque, dissero che era sbagliato, suggerivano al massimo Rosso Profondo. Per fortuna che m'impuntai.<ref name=Profondo>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/07/profondo-rosso-40-anni-dopo-dario-argento-storia-bellissima-scritta-in-pochi-giorni/1483119/ Profondo Rosso, Dario Argento: "Una storia bellissima scritta in pochi giorni tutta d'un fiato"]'', Davide Turrini ''Ilfattoquotidiano.it'', 7 marzo 2015.</ref> {{Int|Da ''[https://www.stefanocorradino.com/profondo-rosso-compie-40-anni-intervista-a-dario-argento-anche-io-ho-le-mie-paure-tra-cui-i-corridoi-pink-floyd-goblin/ "Profondo rosso" compie 40 anni.]''|Intervista di Stefano Corradino, ''Stefanocorradino.com'', 28 luglio 2015.|h=4}} *{{NDR|Su [[Carlo Rambaldi]]}} Era un genio. Quando scrivevo le sceneggiature andavo da lui e parlavamo di alcuni effetti possibili da inserire. Solo lui riusciva a metterli in pratica. E allora gli effetti non erano elettronici, tutto era fatto "a mano"... *{{NDR|Su ''Profondo rosso''}} È nato dai miei pensieri più profondi. Come in un sogno. Può darsi che sia per questo che varie generazioni ci si ritrovano, perché non è legato a un periodo storico particolare, e per questo non invecchia. È un film senza tempo. *Li cercai {{NDR|i [[Pink Floyd]]}} ed erano interessati. Purtroppo però in quel momento stavano lavorando al disco "The Wall" e all'omonimo film. Fu un peccato ma quando poi entrai in contatto con i Goblin un gruppo romano allora sconosciuto fui molto intrigato dalla loro musica. Il risultato lo conoscete... ===2018=== *{{NDR|Su ''[[Profondo rosso]]''}} Mentre giravo quel film sapevo esattamente ciò che volevo. Ero molto rilassato, non sentivo lo stress. E poi la storia è bellissima. L'ho scritta in pochi giorni tutta d'un fiato. Fu miracoloso. Basta guardare un film per capire come sta il regista nel momento in cui l'ha girato.<ref name=Profondo/> *Nella vita ho sempre scritto, prima recensioni sui giornali, sceneggiature per altri, e poi i miei film, e ora questi racconti {{NDR|''Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti''}} che sono incursioni nel mistero, dilatazioni sensoriali e psichiche, incubi e risvegli.<ref>Citato in Marco Lodoli, ''Dario Argento: non abbiate paura della paura'', ''il Venerdì di Repubblica'', 2 marzo 2018.</ref> {{Int|Da ''Profondo Nero - Dario Argento racconta il suo Dylan Dog''|articolo di Gianmaria Tammaro, da ''Best Movie'', rubrica ''Dentro le nuvole'', n. 8, anno XVII, agosto 2018, pp. 112 e 113.|h=4}} *Non sono un grande lettore di fumetti, ma ''[[Dylan Dog]]'' è un po' un'eccezione. L'ho scoperto da adulto, e mi ha molto affascinato fin da subito, per le passioni in comune che avevo con il suo [[Tiziano Sclavi|autore]] e per quei suoi continui rimandi a un mondo che era il mio: quello del cinema horror. E poi c'erano gli omaggi che Sclavi faceva ai miei film. Mi hanno sempre divertito e reso molto orgoglioso. *Negli uffici della Sergio Bonelli Editore mi aveva detto che voleva conoscermi{{NDR|Tiziano Sclavi}} e io sono andato. Abbiamo parlato a lungo: è stato un incontro molto interessante. Ho scoperto una persona con una grande umanità e una dolcezza che uno non si aspetta leggendo le sue cose. *Un film è una macchina estremamente complessa e faticosa. Il [[fumetto]], invece, è libero. Sereno. Si è solo in due, lo sceneggiatore e il disegnatore. E se vuoi mostrare qualcosa di spettacolare, che al cinema sarebbe costosissimo, in un albo a fumetti non devi nemmeno preoccuparti del budget. *Me lo hanno chiesto molte volte, e non so mai cosa rispondere. Sono molte le cose che mi fanno paura e che mi creano angoscia. Se così non fosse, del resto, non avrei scelto di diventare un regista di film horror. ===2019=== {{Int|Da ''[https://movieplayer.it/articoli/dario-argento-intervista-serie-tv-videogioco-nuovo-film_20810/ Dario Argento: "Tra serie tv e videogiochi, sto pensando a un film. Ci rivediamo tra un anno"]''|Intervista di Valentina D'Amico, ''Movieplayer.it'', 8 maggio 2019.|h=4}} *Certi aspetti del mio cinema non li capisco neanche io. Sono istintivo, aspetto che l'ispirazione mi arrivi chissà da dove. Sto alla finestra e aspetto che i pensieri della gente arrivino a me per metterli nei film. Il pensiero è una cosa solida, rimane e continua a vagare nella città. *Il cinema di paura racconta storie che nascono dall'inconscio, paure intime. Oggi a interpretare al meglio il genere è l'Estremo Oriente. Sono stato più volte in Corea del Sud, molti registi hanno ammesso di essere stati influenzati dal mio cinema. Anche il cinema giapponese e quello messicano sono molto interessanti. *{{NDR|Su [[Tony Musante]]}} I litigi con lui erano continui, sul set non ci parlavamo più, ma Tony non è stato l'unico con cui ho avuto problemi. Anche con la protagonista di ''[[Opera (film)|Opera]]'', [[Cristina Marsillach]], ho avuto un rapporto spaventoso. Siamo arrivati al punto che ci parlavamo solo tramite biglietti, oppure usavamo il mio aiuto regista come tramite anche quando ci trovavamo nella stessa stanza. Cristina era una persona molto capricciosa, bizzarra, era impossibile starle vicino. *Amo le innovazioni e apprezzo internet. È utile, interessante. Ma non ho un rapporto buono con i social. Non li uso, non mi va di raccontare il privato. Le mie esperienze e i miei pensieri li tengo dentro di me, in attesa che mi suggeriscano nuove storie. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/2019/07/24/news/rutger_hauer_dario_argento_-301002615/ Rutger Hauer, Dario Argento: "Amava la vita. La cosa di cui era più orgoglioso? Il monologo di 'Blade Runner'"]''|Intervista di Arianna Finos su [[Rutger Hauer]], ''Repubblica.it'', 24 luglio 2019.|h=4}} *Era molto creativo, intelligente, inventava battute, scene, situazioni. Aveva chiarissima la visione generale del film. Avrebbe potuto fare lo sceneggiatore, il regista. Quando arrivava sul set tutti erano emozionati. Diceva: "Che pensi di questa idea? Ci ho lavorato stanotte, ti piace?" Aveva voluto un Van Helsing scienziato, più che avventuriero. *{{NDR|Su ''[[Dracula 3D]]''}} Lo aspettavamo sul set, la sera. Non arrivava e chiamammo l'albergo: "È uscito stamattina". Ci allarmammo e dopo molte ore, mentre tutti lo cercavamo dappertutto, chiamammo i carabinieri. Finalmente accese il telefono "non so dove mi trovo". Lo localizzarono ed era in una specie di foresta dove aveva avuto un misterioso appuntamento con una signora e poi si era perso. *Amava mangiare e bere, in Piemonte mi portava sempre a mangiare in un ristorante giapponese. Soprattutto amava ridere ed era capace di battute folgoranti. I suoi racconti erano avvincenti, aveva avuto una vita avventurosissima, girato il mondo, lavorato con i registi più diversi, dai più intellettuali ai commerciali. {{Int|Da ''[https://www.mangialibri.com/interviste/intervista-dario-argento Intervista a Dario Argento]''|Intervista di Costanza Ciminelli, ''Mangialibri.com'', novembre 2019.|h=4}} *Ho amato molto il cinema muto, in particolare ''[[La corazzata Potëmkin]]''. [...] Considero il film di Ejzenštejn meraviglioso, sublime, un capolavoro ineguagliato della storia del cinema che, non a caso, ha ispirato tantissimi cineasti. *In Italia non ci sono più capitali per il cinema, si produrranno 60 film l'anno, di cui soltanto 6 o 7 decenti. I capitali si impiegano in fiction – che è una cosa incredibile e inverosimile, questa sì da far rizzare i capelli in testa – e non nel cinema. È, dunque, sempre più il modello televisivo a prendere piede e a condizionare il modo di concepire la regia, la sceneggiatura, i soggetti, la recitazione, per non parlare dei casting, oramai ci sono anche degli standard in fatto di fisiognomica filmica (facce tutte piuttosto simili, carucce, ma banali, senz'anima). Tutto all'insegna di un indegno livellamento, che si rivela la negazione della idea stessa di cinema. L'unica soluzione è girare in digitale, e solo in un secondo tempo pensare alla pellicola. Un'altra cosa importante è unirsi e dare vita a esperimenti di cooperativismo. *{{NDR|Le critiche}} a ''Suspiria'' sono state un massacro, qualcosa di talmente violento da indurre a cambiare lavoro: ricordo di aver ricevuto insulti personali molto pesanti ma anche di aver dovuto subire volgarità sulla mia famiglia. [...] Relativamente a ''Inferno'' le cose andarono ancora peggio: tanto che per qualche momento fui tentato di trasferirmi in un'altra nazione, cambiare professione o comunque cambiare genere. Non riuscivo a capacitarmi: era stato un lavoro molto pensato, ci avevo speso tempo, impegno, avevo studiato ogni cosa nei minimi particolari, documentandomi molto sull'alchimia su cui poggia il film. *Emblematica del mio rapporto con la censura, però, è stata l'uscita di ''[[Opera (film)|Opera]]''. In Italia ebbi una lite spaventosa con la Commissione censura. Tra liti e urla, il capo della commissione, un alto magistrato, non sapendo più come e cosa rispondere alle mie obiezioni, finì col chiamare i carabinieri. Venni allontanato dalle forze dell'ordine, come fossi un malfattore. Aver fatto ''Opera'' mi aveva tolto molta energia, ma il dopo mi ridusse a pezzi, caddi in depressione. La censura tagliò moltissimo il film, che, in Italia, venne ulteriormente accorciato di 20 minuti dalla compagnia di distribuzione che lo aveva acquistato (riuscii a carpire, con l'inganno, un'unica copia della versione originale al produttore Cecchi Gori dicendogli che l'avrei spedita per la distribuzione in Inghilterra, invece, me la sono tenuta). Per me la visione di ciò che restava risultò intollerabile, ero talmente abbattuto che partii da solo per un lunghissimo viaggio, pensando anche di non tornare più in Italia. ===2020=== {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/spettacolo/cinema/2020/09/06/dario-argento-ha-ottanta-anni-i-suoi-sogni-e-paure Dario Argento ha ottanta anni: i suoi sogni e paure]''|Intervista di Bruno Ployer, ''Tg24.sky.it'', 7 settembre 2020.|h=4}} *Per me Freud è un maestro di vita: dopo Freud tutto è cambiato. Le sue scoperte sull'Io, sulla sessualità sono state rivoluzionarie. *{{NDR|Su ''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''}} Ha dato il via a tanto cinema: molti registi americani, orientali, europei dicono che sono stati influenzati da quel film. *{{NDR|Su [[Asia Argento]]}} Lei è una attrice come gli altri, solamente che veniva sul set da quando era bambina, quindi conosceva molto bene il mio modo di fare il cinema, dunque per me era più facile parlare con lei. Era molto partecipativa e mi ha dato un grande aiuto nei momenti difficili, perché ci metteva la sua fantasia, la sua ribalderia. Asia è ribalda, ha un grande carattere. Era bello discutere dei film con lei. *Per me il [[Pandemia di COVID-19|Covid]] è una grande paura, perché è reale. Non è come le paure del profondo che racconto nei miei film. Quelle danno anche una certa gioia, ma il Covid no, non dà alcuna gioia: è terribile come le pestilenze che nel '400 e nel '500 distrussero mezza Europa. È una spaventosa pandemia che molta gente prende un po' sottogamba. Vedi le feste con gente senza mascherina: si abbracciano, bevono insieme per strada, si toccano. È una pazzia perché questo Covid è molto grave e stiamo vedendo che i mesi trascorrono, ma il virus non passa. Spero in Dio. ===2022=== {{Int|Da ''[https://www.panorama.it/lifestyle/cinema/intervista-dario-argento Dario Argento: «Sono tornato a farvi paura»]''|Intervista di Francesco D'Errico, ''Panorama.it'', 28 febbraio 2022.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Occhiali neri (film)|Occhiali neri]]''}} Nel 2001 ho scritto una sceneggiatura, l'ennesima storia di una donna, in questo caso una escort, che viene perseguitata da un serial killer. Però a differenza di altri miei film ho deciso di inserirvi un lato tenero, perché la protagonista incontrerà un bambino con cui stabilirà quasi un rapporto tra madre e figlio, che poi si capovolgerà. Credo di aver pensato al rapporto con mia figlia Asia, che è stata una delle esperienze più belle della mia vita. *La disabilità rende il protagonista più fragile, più esposto ai pericoli e alla malvagità, quindi deve combattere con ancora maggior vigore la propria battaglia per la sopravvivenza. *{{NDR|«Qual è stato il suo rapporto con i critici?»}} Pessimo fin dall'inizio della carriera, infatti qualche volta ho desiderato farli finire ammazzati come nei miei film. A parte gli scherzi, una volta mi arrabbiavo per le critiche negative, ora non mi importa più nulla. *Quando uscì ''[[Per un pugno di dollari]]'' facevo il critico cinematografico anch'io, per ''Paese Sera'', e scrissi che era uno dei più bei film visti negli ultimi anni. Il direttore mi chiamò per dirmi che non potevo pubblicare quella recensione perché il giornale aveva un pubblico colto. Questo snobismo però adesso è finito. *A dire la verità a me ''[[Titane (film)|Titane]]'', che ha vinto la Palma d'oro a Cannes, non è neanche piaciuto, l'ho trovato banale e pieno di trovate gratuite. Molto meglio ''Parasite'', quello sì un gran film, e ''La forma dell'acqua'' del mio amico Guillermo del Toro. *Sinceramente non sento di avere eredi, anche se molti si sono ispirati ai miei film. *{{NDR|«Tra i suoi film, di quale va particolarmente orgoglioso?»}} ''Suspiria'', perché quando l'ho girato mi sono prefissato di non realizzare neanche due inquadrature uguali e, salvo piccole eccezioni, penso di esserci riuscito. {{Int|Da ''[https://www.vulture.com/2022/06/dario-argento-on-acting-witchcraft-and-directing-a-chimp.html Dario Argento on Acting for Gaspar Noé, Witchcraft, and Directing Chimpanzees]''|Intervista di Simon Abrams, ''Vulture.com'', 23 giugno 2022.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Vortex (film 2021)|Vortex]]''}} Quando Gaspar mi fece visita a Roma per chiedermi se avrei voluto essere nel film, la mia risposta immediata fu "No". Non me la sentivo di fare l'attore. Ma ha trascorso tutta la giornata in casa mia. Non se n'è andato. E poi ha detto le parole magiche, che l'intero film sarebbe stato improvvisato. Quella parola in particolare, ''improvvisato'', mi fece sobbalzare. Dopotutto, sono un figlio del neorealismo italiano, quindi sono in un certo senso abituato alla pratica dell'improvvisazione. :''When Gaspar came to my house in Rome to ask me if I would be in the movie, my immediate answer was "No." I didn't feel like being an actor. But he spent the entire day at my house. He wouldn't leave. And then he said the magic words, that the entire film would be improvised. That word in particular,'' improvised, ''rang a bell. After all, I am a child of Italian neorealism, so I am sort of accustomed to the practice of improvisation.'' *Per quanto riguarda l'umorismo, m'ispiro ad Alfred Hitchcock, che ha molto umorismo nei suoi film. Mi piace quel tipo di umorismo britannico; è un genere di umorismo molto raffinato. Voglio che l'umorismo nei miei film sia così, un po' elegante. Non il genere di umorismo che si basa su una linea di dialogo buffa o una battuta qua e là. :''In terms of humor, I'm inspired by Alfred Hitchcock, who has a lot of humor in his films. I like that kind of British humor; it's a very refined sort of humor. I want the humor in my movies to be like that, kind of classy. Not the kind of humor that is about a funny line or quip here and there.'' *''Suspiria'', a quanto pare, s'ispira a storie vere di streghe e altri libri e scritture. ''Inferno'' è molto più enigmatico; lascia tanto all'interpretazione. :Suspiria'' is inspired by supposedly true stories of witches, as well as other books and writing.'' Inferno ''is much more enigmatic; it leaves a lot up to interpretation.'' *Il terzo film, ''[[La terza madre]]'', è un film molto violento perché le streghe in quel film sono più feroci e più numerose che nei film precedenti. :''The third film,'' Mother of Tears, ''is a very violent film because the witches in that movie are more ferocious and more numerous than they were in the previous movies.'' *{{NDR|Sulla scena finale di ''[[Phenomena]]''}} Fu l'ultima scena che girammo e, ripensandoci, fu piuttosto rischioso. Non so se lo sapete, ma gli scimpanzé sono incredibilmente forti. Ho perfino dovuto usare una controfigura per Jennifer in quella scena, perché lei e lo scimpanzé spesso non andavano d'accordo. Lo scimpanzé le afferrava il braccio e Jennifer urlava e si agitava. Anche lo scimpanzé si agitava un po', ma io ero ero fortunato. Parlavo con lo scimpanzé in italiano mentre stavo preparando la scena in cui lo scimpanzé doveva guardare attraverso le tende veneziane. Ho anche portato lo scimpanzé alla finestra con le tende veneziane e gli ho mostrato con le mani ciò che volevo facesse, e come doveva fare a pezzi le tende per poi semplicemente romperle. Lo scimpanzé mi guardò con aria molto seria. Quando abbiamo cominciato le riprese, lo posizionai e fece esattamente ciò che gli avevo mostrato. Compensò per il suo buon comportamento il giorno successivo. Stavamo girando una scena presso una foresta e lo scimpanzé fuggì. Era sparito nel nulla da tre giorni. Si dové chiamare la guardia forestale per rintracciarlo. Sapevano che alla fine lo scimpanzé avrebbe avuto fame e lo presero quando sbucò allo scoperto per mangiare. :''That was the last scene we shot, which, in hindsight, was kind of risky. I don't know if you know this, but chimpanzees are incredibly strong. I had to use a body double for that scene as well, for Jennifer, because she and the chimpanzee fought a lot. The chimp would grab her arm and Jennifer would scream and become very agitated. The chimp also became a little agitated, but I was lucky. I spoke to the chimpanzee in Italian when I was preparing for a scene where the chimp has to peer through Venetian blinds. I also brought the chimp to the window with the Venetian blinds and showed her, with my hands, what I wanted her to do, and how she was supposed to tear apart the Venetian blinds, and then just break them. The chimp looked at me very seriously. When we began the shoot, I put her in place and she did exactly what I had shown her. She made up for her good behavior the next day. We were shooting a scene near a forest and the chimp escaped. She was missing in action for three days. We had to call in the forest rangers to find her. They knew that the chimp would eventually get hungry, so they placed food around the forest and caught her when she came out to feed.'' {{Int|Da ''[https://www.rollingstone.it/cinema/interviste-cinema/dario-argento-i-politici-una-massa-di-ignoranti-i-critici-sono-cambiati-loro-non-io/651530/#Part1 Dario Argento: «I politici? Una massa di ignoranti. I critici? Sono cambiati loro, non io»]''|Intervista di Gianmarco Aimi, ''Rollingstone.it'', 15 luglio 2022.|h=4}} *Veramente sta per finire il governo Draghi? [...] Ma come è possibile? È una delle poche persone di valore che abbiamo in Italia. Ha delle idee, è un grande economista, proprio quello che serviva per il nostro Paese. E pensa un po', ora lo mandano via? E chi si prendono? Chi c'è come lui? Lo sostituiranno delle mezze cartucce... *L'arte ha sempre fatto il suo dovere. Se nelle grandi scelte non partecipa, è perché il gruppo dirigente che c'è in Italia oggi è molto più scarso del passato. Molti sono ignoranti, non conoscono l'arte, non sanno niente di niente. Conoscono solo quello che interessa alla loro combriccola. *È cambiata la critica, non sono cambiato io. C'è una nuova generazione al potere. Prima non si sarebbero mai immaginati di far vincere un festival a un film porno come ''[[La forma dell'acqua - The Shape of Water|La forma dell'acqua]]'' di [[Guillermo del Toro]]. O a ''[[Parasite]]'' del regista sudcoreano [[Bong Joon-ho]]. Certi film che un tempo venivano considerati di serie B ora sono sulla cresta dell'onda. *Se dieci persone vedono la stessa cosa, non è detto che tutte e dieci la ricordino nello stesso modo. Ognuno potrebbe dare la propria interpretazione. La memoria si confonde con quello che noi immaginiamo. Proprio come dice Carlo, interpretato da Gabriele Lavia, in ''Profondo rosso''. {{Int|Da ''[https://francescolocane.com/2022/11/22/dario-argento-lo-sguardo-imperfetto-intervista-inedita/ Dario Argento: lo sguardo imperfetto]''|Intervista di Francesco Locane, ''Francescolocane.com'', 22 settembre 2022.|h=4}} *Credo che, in maniera inconscia, un film che mi influenzò sotto questo aspetto fu ''La scala a chiocciola'' di Siodmak. Posso dire che mi influenzò perché era una delle prime volte che vedevo quel modo di guardare e di inseguire, in modo anche morboso, le persone. Mi influenzò un altro film, che era ''Il bacio della pantera''. Anche lì c'erano inquadrature di tipo soggettivo che mi hanno colpito. *[[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] divideva il cinema in cinema di prosa e di poesia. Il cinema di prosa è un cinema dove la macchina da presa non si vede mai, non si nota. Viene soltanto raccontata la vicenda, i personaggi… Nel cinema di poesia, invece, la macchina da presa interviene molto, lo stile è molto appariscente e visibile. Pasolini diceva di se stesso che faceva un cinema di prosa. Rimasi molto colpito da questo discorso, e quando cominciai a fare cinema capii che io, invece, stavo facendo un cinema di poesia. Nei miei film la macchina da presa si sente molto, ha un’importanza enorme, molta di più di quanto ne abbia la vicenda, che a volte si riduce a dei movimenti di macchina da presa. *Una delle soggettive che credo mi sia riuscita meglio si trova in ''Suspiria'', quando a un certo punto c'è una soggettiva che attraversa tutta quanta la scuola, e corre per i corridoi, per le scale, entra nello spogliatoio delle ragazze... È un'inquadratura molto lunga, una lunghissima soggettiva. È lo spirito malvagio della casa che va, vede la pioggia... In questo senso apparentemente la soggettiva è dell'autore, ma in realtà è dello spirito malvagio che sta nel film. *''Opera'' è il film iconoclasta della mia vita. È stato così disperato farlo che, finito, me ne sono andato in India, da solo, sentivo di dovermi purificare. Il film mi aveva molto prostrato, per molte ragioni: perché è un film nichilista, terribile, senza amore, senza nessun barlume di speranza, senza futuro, dove gli amici diventano nemici, un film veramente tremendo, dove nessuno riesce ad amare, nessuno. Durante la lavorazione del film, poi, morì mio papà, e questo portò ancora più cupezza nella mia visione. Finito il film mi prese una tristezza molto forte, non saprei se chiamarla depressione, e partii per Los Angeles, dove c'era la presentazione del film. Appena arrivato incontrai un mio amico americano che mi disse di avere visto ''Opera'' in cassetta. Io tremavo, avevo paura mi dicesse che faceva schifo, ero disperato per questo film, non riuscivo più a capirlo, mi aveva fatto talmente soffrire, era come se non fosse mio. Lui mi disse che gli era piaciuto moltissimo. Io mi sono messo a piangere, per la prima volta nella mia vita; a me non capita che uno mi faccia dei complimenti per un mio film e mi metta a piangere. Invece ero profondamente colpito dal film. Capii che avrei dovuto allontanarmi un po' da questo mondo. Era l'epoca dell'AIDS, non c'era più amore, non c'erano più rapporti sessuali, tutti erano terrorizzati da questa cosa, le donne si erano mascolinizzate, tutti si erano induriti e incattiviti. Quindi da Los Angeles sono andato in India, ci sono stato un mese, e mi ha fatto molto bene. *In effetti ''Tenebre'' è la mia tesi sul giallo, sul cinema giallo, sulla letteratura gialla. È una specie di studio, di saggio, sulle possibilità del giallo, ma anche sui suoi trucchi e trabocchetti. In alcuni momenti, però, se ne frega del giallo, come peraltro hanno fatto alcuni grandi autori di romanzi gialli, che se ne sono fregati delle regole. In quel film io enuncio le regole e poi le contraddico, come del resto ha fatto Agatha Christie, per esempio. È un film dove mi sono fermato per fare una riflessione importante sul cinema giallo, sul cinema horror... ===2023=== *{{NDR|Sulla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia}} Il rapporto con la Mostra? Non è eccezionale. Mai invitato con nessun film. Lo hanno fatto a Cannes e in tutto il mondo, non nel festival del mio Paese. È una cosa che mi ha molto offeso, ancora oggi lo sono. Non glielo perdono.<ref>Intervista di Arianna Finos, ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2023/08/24/news/dario_argento_a_venezia_mai_un_mio_film_i_coreani_invece_mi_amano_le_mie_figlie_asia_e_fiore_per_loro_sono_stato_padre_-412173826/amp/Dario Argento: "A Venezia mai un mio film. I coreani invece mi amano. Le mie figlie Asia e Fiore? Per loro sono stato padre e madre" ]'', ''Repubblica.it'', 23 agosto 2023.</ref> {{Int|Da ''[https://www.corriere.it/cronache/23_maggio_12/dario-argento-intervista-51da76b2-f02f-11ed-b11b-448a986dc43d.shtml «Mentre finivo Suspiria volevo buttarmi dalla finestra. Di cosa ho paura? Non vedere più le mie figlie Asia e Fiore»]''|Intervista di Candida Morvillo, ''Corriere.it'', 23 maggio 2023.|h=4}} *Ho fatto un lungo pensiero sul cinema horror in generale, dagli inizi a oggi. Sono partito dai primi film di [[Val Lewton]], che era il responsabile del "reparto B" della Rko Pictures che produceva film da proiettare dopo quelli che oggi chiameremmo blockbuster. Quella "B" indicava film piccoli, semplici, ma non di seconda scelta. Lewton era geniale e fece una serie di horror bellissimi. Io li scoprii a Parigi. Mio padre mi ci aveva mandato sperando che studiassi, ma io passavo i pomeriggi alla Cinémathèque française. E quando diventai regista, dopo tre film più polizieschi, pensai che volevo tornare a quei momenti bellissimi passati a Parigi vedendo i film di Lewton. *Mamma era una fotografa famosa, specializzata in ritratti femminili. Il pomeriggio andavo a fare i compiti nel suo studio, potevo sbirciare donne meravigliose come Sophia Loren o Claudia Cardinale. Dopo, quando ho fatto cinema, è stato naturale ricordare il modo di mia madre di muovere e illuminare quei volti celestiali. E mi sembrò giusto raccontare di donne, ragazze, bambine, come la tredicenne di ''Phenomena'' o le ballerine di ''Suspiria''. *Ho girato l'Europa in macchina cercando le streghe. Ho trovato qualche donna che si professava tale, parlava, parlava, ma non ho mai assistito a fenomeni inspiegabili. *Arrivati a Monaco per ''Suspiria'', trovammo strade e chiese imbandierate di nero: era morto un cardinale, l'impressione fu forte. Poi, impazzirono gli orologi di molti di noi. Una notte, eravamo io, il direttore di produzione, il direttore della fotografia, tornavamo in albergo. Uno dei due nota una vetrina di Mercedes e dice: accompagnatemi a guardarla. Attraversiamo e sentiamo un boato: era una bomba, un attentato terroristico della [[Rote Armee Fraktion|Raf]]. Se fossimo rimasti dall'altro lato della strada, saremmo morti. *Una cosa che mi fa paura è l'idea di non vedere più le mie figlie. ===2024=== {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2024/10/30/news/dario_argento_intervista_halloween-423588705/ Dario Argento: "Halloween l'ho inventato io. Conosco tante streghe, ma i vampiri sono più chic"]''|Intervista di Arianna Finos, ''Repubblica.it'', 30 ottobre 2024.|h=4}} *Sul set non ho mai amato scherzare, girare un film è complicato, ci vuole rigore. *Ne ho incontrate tante che si dicevano streghe. A Monaco una sera, dopo la cena, andammo a casa di questa strega – una bellissima donna – e del marito. Iniziammo a bere e bicchiere dopo bicchiere iniziò a raccontare storie che le erano successe, incontri, esperienze sovrannaturali. Il marito s'era addormentato di sasso. Io le chiesi "ma lui cosa dice nel sentirle fare questi racconti?", e lei sogghignò lasciando intendere che fosse opera sua. E ricordo due streghe in Grecia, anziane, le voci stridule, le facce maligne. E tante altre, le loro case sepolte di libri sull'occultismo. Si conoscevano, si scrivevano attraverso i Paesi, oggi immagino che il contatto sia facile, tra loro. *{{NDR|«Lei ci crede alle streghe?»}} No. Mi incuriosivano molto alcune di loro, orgogliose di essere streghe, a volte mi inquietavano. Ma ho sempre percepito qualcosa di falso, anche se molte di loro erano convinte sinceramente di esserlo. *[...] la stregoneria la vedo come un fenomeno culturale. Che riempie pagine di letteratura, e di opere d'arte. Nella pittura le streghe sono presenti in modo massiccio, tutti i più grandi pittori se ne sono occupati, non solo come soggetto diretto ma a margine di opere che raffigurano altro. *I vampiri sono spettacolari, glamour, grandi castelli, maggiordomi, saloni. Il vampiro è più elegante e caciarone. Le streghe sono silenziose, agiscono in modo sotterraneo, maligne... fanno più paura. ==''Mostri & C.''== *Tratto dal ''serial'' televisivo «The Quatermass Experiment», questo film costituisce uno dei classici della fantascienza di ogni tempo, in cui si incontrano-scontrano singolarmente le cadenze del fanta-thriller come dell'orrore, del film «di ricerca» con incursioni para-filosofiche (che non guastano) sulla condizione dell'uomo nei confronti del mistero dell'Universo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', p. 30) *Film di superbo rigore, con una sceneggiatura «tagliata» alla perfezione e con Baker, il regista, al meglio della forma. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]'', p. 31) *La storia stenta un po' ad acquisire la dovuta compattezza (forse nuoce in questo senso il compromesso con la struttura a episodi), ma [[Christopher Lee]] possiede sempre il necessario carisma interpretativo. (''[[La casa che grondava sangue]]'', p. 50) *[[Pupi Avati]] ha costruito un horror «semi-naif», con le atmosfere grasse e sanguigne della campagna padana, inserendovi un «plot» zeppo di intricati contraccolpi narrativi. (''[[La casa dalle finestre che ridono]]'', p. 51) *[[Freddie Francis]], specialista del genere, ci regala un «classico» dell'horror letto in chiave straniata e metafisica, ancora oggi «gemma» da non perdere per i veri appassionati. (''[[Le cinque chiavi del terrore]]'', p. 62) *Ulteriore versione del famoso romanzo di [[Bram Stoker|Bram Stocker]]. [...] Buona la ricostruzione ambientale, che segue a puntino i dettagli del romanzo originale. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]'', pp. 69-70) *Personalmente, posso dire di non aver mai assistito ad una pellicola di fantaorrore dove la cura e la dovizia poste nel trattamento e nella resa spettacolare degli effetti speciali stessi risalti in così grande e poderosa evidenza. (''[[La cosa (film 1982)|La cosa]]'', p. 71) *Film prodotto in Inghilterra per la televisione USA, «Il Demone Nero» ripercorre i punti salienti del celebre romanzo «[[Dracula (romanzo)|Dracula]]» di Bram Stocker: la leggenda del famoso vampiro viene qui riproposta fornendo al protagonista la maschera intensa di [[Jack Palance|Palance]] (che si rifà recitativamente al grande predecessore [[Bela Lugosi]]), e ricorrendo alla regìa esperta di [[Dan Curtis|Curtis]], specialista del genere orrorifico, cui ha legato le sue più rilevanti fortune. [...] In special modo nella prima parte, il film segue fedelmente le tracce del romanzo ispiratore. (''[[Il demone nero]]'', p. 78) *Un film che è servito da testo per tutta la produzione successiva, soprattutto in tema americano o anglosassone: la raffinatezza e la cultura europea che emergono al contrario da «Vampyr» o «Nosferatu» conducono il discorso su coordinate completamente diverse, e cioè verso lo spettacolo, l'effetto e l'horror sbalorditivo. (''[[Dracula (film 1931 Browning)|Dracula]]'', p. 97) *Un Dracula «moderno» trattato senza i rigidi e ferrei presupposti moraleggianti d'una volta, col giustiziere che «fa cilecca» ed un finalino ironico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'', p. 97) *In un assommarsi di espedienti emozionali, [[Terence Fisher|Fisher]] tende a creare un «schema» che esalta, e dilata, il meccanismo ipnotico nei confronti dello spettatore, con una bravura ed una spettacolarità tutta volta a produrre effetti di ''suspense'', orrido e morboso. (''[[Dracula il vampiro]]'', p. 99) *Un film nel quale è difficile trovare sbavature. (''[[La furia dei Baskerville]]'', p. 134) *«Godzilla» è tra i primi films di fantascienza giapponesi di una certa levatura internazionale, se non altro per la buona regia ([[Ishirō Honda|Inoshiro Honda]] è il «maestro» nipponico di questo filone) e per gli effetti speciali, più che dignitosi per l'epoca. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'', p. 143) *Rispetto al celebre «modello», questo film non presenta neanche il pregio degli effetti speciali, che qui appaiono maggiormente approssimativi, oltre che sicuramente inferiori a quelli dei prodotti più riusciti del genere. Ci sono addirittura momenti in cui, invece di provocare il classico «terrore in platea», corre il rischio di scatenare nello spettatore una sorta di ilarità (ma attenzione: che non si tratti di voluta ironia e demistificazione?), soprattutto se si osservano attentamente le scene di lotta del buon lucertolone con gli extraterrestri, che ricordano più un film di «kung-fu» che un vero e proprio prodotto fantascientifico. (''[[Godzilla contro i giganti]]'', p. 144) *In definitiva, si può affermare che questo film è privo ormai dell'originalità dei primi periodi, tanto da far quasi rimpiangere il Godzilla «mostro crudele» degli inizi. (''[[Godzilla contro i robot]]'', p. 144) *Al di là del valore (molto relativo) della storia, risultano apprezzabili la fotografia e la regia del veterano Inoshiro Honda. (''[[L'invasione degli astromostri]]'', p. 161) *Baker ha realizzato una pellicola equilibrata e spettacolare, che non manca di avvincere lo spettatore. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]'', p. 178) *Si può dire che con questa pellicola, datata 1956, nasca la tradizione dell'horror britannico; già vi sono presenti tre personaggi che ritroveremo spesso in qualità di inevitabili punti di riferimento per la produzione a venire: il regista [[Terence Fisher]] ed i due interpreti [[Peter Cushing|Cushing]] e [[Christopher Lee|Lee]]. (''[[La maschera di Frankenstein]]'', p. 197) *Un tentativo di contrapporre le tematiche dell'horror classico all'atmosfera della Londra post-beat, con i suoi giovani a volte un po' sfasati. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', p. 204) *[[Tobe Hooper|Hooper]] tira dritto allo scopo prefissosi: serie continue di agghiaccianti effetti che aggrediscono allo stomaco lo spettatore, e ritmo molto sostenuto. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]'', p. 232) *Il film [...] è un grandioso «arazzo» orrorifico realizzato con un talento visionario senza (o quasi) precedenti: prodigo di immagini inquietanti (la carrozza senza cocchiere che porta Hutter al castello, la nave deserta col suo carico mortale che giunge al porto, Nosferatu che esce di scatto dalla bara illuminando l'oscurità col suo profilo di rapace cadaverico, etc.), può degnamente considerarsi il «manifesto» ideale, vetta quasi insuperata, di tutto un genere cinematografico. (''[[Nosferatu il vampiro]]'', p. 236) *I quasi sessant'anni di differenza tra questo ''remake'' e l'originale non intaccano affatto la magia intramontabile del film di Murnau, ma rendono merito anche al prodotto di [[Werner Herzog|Herzog]], stupefacente quanto a cromatismo d'insieme, effetti speciali, impatto scenico (l'orda nauseabonda dei topi resa policromicamente è un «gioiello» da incastonare nelle antologie del cinema). Superbo [[Klaus Kinski]], con la sua maschera esangue e tagliente, nel ruolo di Nosferatu. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]'', pp. 236-237) *Buona cura nella regìa; dovizia di mezzi, ma troppi debiti di ispirazione con modelli quali «Lo Squalo» (per non risalire addirittura a «Moby Dick»). (''[[L'orca assassina]]'', p. 247) *Zeppo di scene memorabili e mozzafiato, e di una soluzione finale sbalorditiva, si avvale della sceneggiatura di ferro di Robert Bloch e della consueta, incredibile maestrìa di Hitchcock nel dirigere gli attori. (''[[Psyco]]'', p. 266) *Il personaggio del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] è ben nota agli appassionati del cinema di fantascienza: oltre che in due pellicole qui presenti, «[[L'astronave atomica del dottor Quatermass|L'Astronave atomica del dottor Quatermass]]» e «[[L'astronave degli esseri perduti|L'Astronave degli esseri perduti]]», la figura di Quatermass conobbe vasta popolarità tramite i «serials» televisivi della BBC, dal 1953 in poi; naturalmente, più di un attore si è avvicendato, tra cinema e televisione, nel ruolo principale in quasi un quarto di secolo. (p. 267) *[[Freddie Francis]] si distacca nettamente dalle raffinatezze intellettuali con cui Fisher aveva affrontato l'argomento in precedenza, tornando ad una «confezione» che punta grosso sullo spettacolare, e sulle citazioni dai films Universal. (''[[La rivolta di Frankenstein]]'', p. 278) *Come già in «Godzilla» (che però allora era solo, a battersi contro l'umanità), i difensori del nostro pianeta finiscono col prevalere dopo sanguinose battaglie e catastrofi in serie. Continuava, da parte della cinematografia giapponese, attraverso la creazione/distruzione di questi mostri sulla celluloide, l'espressione di un intero «inconscio collettivo», che era poi quello dell'intero popolo nipponico: la tremenda paura di una nuova, distruttrice esplosione nucleare. (''[[Rodan, il mostro alato]]'', p. 280) *Una delle migliori prove di Polanski, per un film che ha fatto già epoca, quale precursore di tutto il «filone» sul satanismo, la possessione diabolica, l'esorcismo, etc. Al di là, poi, dei meriti «storici», «Rosemary's Baby» si impone per il raggelante rigore espressivo e le atmosfere ricamate sul nulla, sospese come una spada di Damocle sull'ansiosa attesa dello spettatore. La maschera scavata e sofferta di [[Mia Farrow]] sembra plasmata apposta per il ruolo principale. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'', p. 280) *Pregevole horror britannico con protagonisti (e regista) lungamente rodati nel genere. (''[[Il terrore viene dalla pioggia]]'', p. 314) *Un Vincent Price «formato-esportazione», non certo all'altezza delle sue entusiasmanti performances britanniche; ma si eleva pur sempre di una buona spanna su tutti. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]'', p. 323) *Altro ottimo fantascientifico inglese tratto dalla ''serial'' televisivo «Quatermass». (''[[I vampiri dello spazio (film)|I vampiri dello spazio]]'', pp. 334-335) *Una delle prove più potenti e prestigiose di Terence Fisher. (''[[La vendetta di Frankenstein]]'', p. 340) *[[Sean Connery]] è ormai lontano dai fasti di 007, ma impersona il protagonista ribelle con sanguinario furore. [[John Boorman]], il regista, muove le varie parti con mano sapiente. In definitiva, un fantastico con tutte le carte in regola ed un pregevole sviluppo formale, molto spettacolarizzato. (''[[Zardoz]]'', p. 350) ==''Dario Argento. Confessioni di un maestro dell'horror''== *{{NDR|Su ''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''}} Prima di iniziare le riprese il film fu proposto anche al regista inglese [[Terence Young]], il quale rifiutò. Quando lo incontrai anni dopo gli chiesi di questo episodio, ma lui non ricordava nulla... però aggiunse di essere un ammiratore dei miei film. (p. 50) *{{NDR|Su ''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''}} Credo che [[Goffredo Lombardo|Lombardo]] si aspettasse un film diverso. Truce, un po' volgarotto, che avesse un buon successo di pubblico e che si vendesse bene all'estero. Non credeva assolutamente che avrei fatto un film interessante, al punto tale da lasciare un segno nel cinema italiano — a detta di alcuni — di dare il via a una sorta di movimento cinematografico tout court in campo internazionale. (p. 51) *{{NDR|Su ''[[4 mosche di velluto grigio]]''}} Con questo film volevo raccontare la storia di una coppia. Un marito e una moglie che vivono sotto lo stesso tetto ma che non sanno nulla l'uno dell'altro... ognuno di loro può avere segreti inconfessabili, tremendi. (p. 68) *{{NDR|Su ''[[4 mosche di velluto grigio]]''}} In questo film c'è sicuramente qualcosa di autobiografico, ma l'ho talmente esasperato che si perde nella narrazione. Del resto in tutti i film che faccio metto sempre un po' di me stesso, ma questo qualcosa si perde. (p. 68) *Mi piace la festosità degli omosessuali. Purtroppo oggi, con tutte le malattie che ci sono, non ve n'è più una traccia. Una volta c'era più allegria, più orgoglio... oggi c'è solo paura. (p. 70) *{{NDR|Su ''[[4 mosche di velluto grigio]]''}} Mi ha divertito molto inserire il personaggio di un detective omosessuale. Ho voluto scardinare la mitologia "chandleriana" e cinematografica del ''private eye''. Una figura che abbiamo sempre visto come un duro omaccione che mena pesante, che lancia l'auto a tutta velocità, che si ingozza di alcolici, che si scopa tutte le donne che gli capitano sulla strada. Io ho voluto creare l'esatto contrario. (p. 71) *{{NDR|Su ''[[Profondo rosso]]''}} Inizialmente il protagonista doveva essere [[Lino Capolicchio]], che avevo conosciuto sul set di ''[[Metti una sera a cena]]'' di [[Patroni Griffi]]. Purtroppo non si è fatto nulla perché si era ferito in seguito a un incidente d'auto. [[David Hemmings|Hemmings]] era perfetto nella parte dello straniero a Roma. Rendeva veramente bene l'idea di musicista inglese simpatico, moderno, intelligente. (p. 91) *[[Torino]] è una città affascinante, piena di sette sataniche e riti esoterici. Si dice che sia una porta infernale, ma anche il punto del famoso "triangolo magico" — insieme a Praga e Lione — di cui parlava [[Fulcanelli]]. (p. 94) *{{NDR|Su [[Clara Calamai]] in ''[[Profondo rosso]]''}} Il suo personaggio è quello di un'attrice ormai ritiratasi dal cinema. Una vecchia diva, come tante altre colleghe della sua generazione, alle quali gli uomini che avevano sposato impedivano di continuare una professione considerata frivola o fatua. Allora ho pensato di scegliere una vera ex attrice che davvero aveva smesso di fare quel mestiere... un po' per ragioni personali, un po' per vecchiaia e un po' perché superata dalle mode. Mi attirava il fatto che tutte queste dive anziane fossero amareggiate e che provassero risentimento verso quel mondo che prima le aveva rese belle e brave e poi le aveva dimenticate. Siccome ero dispiaciuto per tutto questo, ho voluto in qualche modo mostrare l'amarezza di queste brave professioniste. (p. 94) *{{NDR|Su [[Clara Calamai]] in ''[[Profondo rosso]]''}} Prima della Calamai ho cercato altre attrici, note e meno note, fra cui [[Olga Villi]]... Poi, a un certo punto, mi sono chiesto che fine avesse fatto Clara Calamai. La Calamai, oltre essere la più affascinante, era anche la più vigorosa. Aveva una vitalità incredibile, un bellissimo fisico. Dopo il film abbiamo mantenuto un bel rapporto di amicizia. (pp. 94-95) *{{NDR|Su ''[[Phenomena]]''}} Desideravo raccontare una storia dove ci fosse il rispetto per gli insetti. Tutti rispettano i mammiferi, ma di questi piccoli animali a nessuno gliene frega. Volevo dimostrare l'intelligenza e le straordinarie facoltà — superiori a quelle dell'uomo — di questi piccoli esserini che il cinema ha spesso raffigurato come mostri che mordono e assalgono le persone. Una volta sentii allo zoo un bambino che diceva alla madre: "Il [[leone]] è cattivo". La madre, giustamente, gli rispose: "Il leone non è cattivo, è feroce". Gli animali dimostrano l'aggressività quando sono molestati. È la loro natura... non sono cattivi. Gli uomini sono cattivi. (p. 156) *{{NDR|Su ''[[Phenomena]]''}} Volevo che [[Jennifer Connelly]] interpretasse la figlia di [[Al Pacino]]... e per renderlo più evidente, avrei inserito anche fotografie e filmati di lui. Purtroppo, tramite il suo agente, Pacino mi fece sapere che non avrebbe accettato. Non voleva soldi, ma non gradiva che si raccontasse la storia di una figlia che non ha neppure. (pp. 156-157) *{{NDR|Su ''[[Phenomena]]''}} Per la scena in cui Jennifer segue la mosca sarcofaga, mi sono ricordato di qualcuno che da bambino aveva ideato — per fare scherzi a scuola — un guinzaglietto di sottilissimo filo di nylon applicabile sul corpo di vespe e mosconi... senza assolutamente intaccare le ali degli insetti. (p. 158) *{{NDR|Su ''[[Phenomena]]''}} Non volevo peccare di insensibilità e tanto meno sostenere concetti odiosi. Volevo raccontare la deformità dell'anima e non quella fisica. Mrs Bruckner era una donna cattiva perché aveva tenuto quella povera creatura di suo figlio non solo segregata in casa, ma anche incatenata al muro. La pazza è lei. Per questo ho deciso di lasciare a lei la fine peggiore, mentre il bambino si disperde semplicemente tra le acque del laghetto. (p. 160) *{{NDR|Su ''[[Phenomena]]''}} Inga e Jennifer sono molto simili perché abbandonate a se stesse. Sono due anime solitarie che si sono battute per la vita. Nel momento in cui se ne rendono conto si abbracciano teneramente. (p. 160) ==Citazioni su Dario Argento== *A ogni nuovo film questo Argento mi entusiasma e mi irrita. Gira come un americano bravo, ma con la malizia europea che laggiù non possiedono. ([[Tullio Kezich]]) *Come giapponese magari potrà sembrare strano, ma ho visto tonnellate di film italiani, da [[Federico Fellini|Fellini]] a [[Vittorio De Sica|De Sica]] fino agli Spaghetti Western, così come ho letto molti libri italiani che mi hanno influenzato. Ma Dario Argento è quello che più mi ha segnato, sono un suo grande fan. I miei genitori non volevano che guardassi i suoi film perché troppo spaventosi ma a me non importava, li guardavo lo stesso. ([[Hideo Kojima]]) *Da ragazzina ero ossessionata dall'idea di non essere normale, ma quando ho visto le immagini dei film di Dario Argento ho sentito che mi veniva concessa la possibilità di stare al mondo. Sono numerosi i suoi sostenitori che, come me, dopo aver visto i suoi film hanno addirittura rinunciato all'idea di suicidarsi. ([[Banana Yoshimoto]]) *È assurdo che dopo tanti film di [[Mario Bava]], Antonio Margariti, [[Lucio Fulci]] e Dario Argento solo quest'ultimo sia rimasto a fare questo tipo di cinema. Dove è andato il vostro cinema dell'orrore dopo quella generazione? ([[Joe Dante]]) *Io devo tutto a Dario. Nasco con lui proprio grazie a ''[[Phenomena]]'', dove mi è stata data la prima opportunità davvero importante. Ero ancora un ragazzo che stava iniziando, ma per quanto mi riguarda credo d'aver raccolto la sfida mettendocela veramente tutta. Da allora, la fiducia che mi ha accordato Dario non si è mai più interrotta. ([[Sergio Stivaletti]]) *La prima volta che ci incontrammo Dario mi guardò e si mise a urlare. Si era convinto che io avessi gli occhi blu, ma in realtà li ho grigi e – considerata la sua attenzione maniacale per i dettagli – questo l'aveva mandato in crisi. Superato il primo momento, andò tutto a gonfie vele. ([[Michael Brandon (attore 1945)|Michael Brandon]]) *Ma perché non si fa scrivere, una volta tanto, un bel copione? Anche Verdi, che era un genio, aveva bisogno del librettista. ([[Tullio Kezich]]) *Mio padre è coraggioso proprio perché ingigantisce le sue paure per cancellarle. ([[Asia Argento]]) *Un autore molto particolare con una capacità unica di entrare nell'animo umano più profondo e tirare fuori sensazioni nascoste di paura, ansia, terrore. Utilizzando i mezzi a disposizione del regista: gli attori, le scenografie, il montaggio, la musica. ([[Stefania Casini]]) *Vedere i film di Dario Argento è bello come riascoltare (con qualche variante) una favola nera ben nota: sapendo già quando si avrà paura, quando illusoriamente si proverà il sollievo che l'incubo sia finito, quando si sussulterà perché tutto ricomincia, cosa significhino certi segni (la pioggia, la notte, l'agitarsi al vento dei rami degli alberi, l'apparizione di gechi o farfalle, il balenare dell'arma luccicante). Come nelle favole, la consapevolezza non riduce affatto l'emozione. È anzi un piacere che, mentre l'horror americano ha preso strade nuove (la macelleria insignificante, l'ironia o l'umorismo, il misticismo alto, lo pseudorealismo sociologico), Argento séguiti a percorrere i familiari sentieri della psicoanalisi freudiana, delle parascienze esoteriche, dello spavento puro. ([[Lietta Tornabuoni]]) *Venerava l'altare di Hitchcock e insisteva che io interpretassi un sicario che viene ucciso immediatamente nel suo film. Mi è piaciuto molto Dario Argento, un tipo strano che amava usare le mani per dirigere. ([[Reggie Nalder]]) ===[[Fabio Giovannini]]=== *La "scuola" di Argento è la scuola del cinema popolare italiano, in particolare del western. La bellezza dell'omicidio ha esordito al cinema nelle finte praterie calcate dai cowboy nostrani. Senza quel retroterra Dario Argento non avrebbe potuto costruire le perfette architetture dei delitti di ''[[4 mosche di velluto grigio|Quattro mosche di velluto grigio]]'' o di ''[[Tenebre (film 1982)|Tenebre]]''. La cinepresa di Leone diventava una colt che sparava proiettili micidiali sui toraci e sulle facce dei banditi del west, la cinepresa di Argento diventa un coltello, che sfreccia con crudeltà sui ventri, sulle braccia, sui corpi delle vittime. In Leone e in Argento c'è la stessa "concretezza" della morte. *Mentre i folli assassini dei suoi film fanno luccicare coltelli e rasoi prima di abbatterli sulle vittime più impaurite, Argento spia con la sua macchina da presa. Rende l'occhio dell'assassino il suo occhio (e quindi, nei cinematografi, l'occhio dello spettatore), immedesima se stesso e il pubblico nello squartatore, non più nella vittima come faceva il cinema americano dell'orrore. Più che "soggettive" dalla parte delle vittime, Argento predilige soggettive dalla parte del boia: il masochismo tipico del film dell'orrore (sentirsi martoriare e uccidere) si trasforma in sadismo (ammazzare, colpire in prima persona). *Purtroppo anch'io considero privi di innovazione gli ultimi lavori del regista. Rimane una pietra miliare del passato, ma non del presente. Ho una mia opinione, con tutto l'affetto che porto a Dario Argento, con me sempre cortese e amichevole: al contrario di altri registi anche italiani, Argento subisce le conseguenze di un eccessivo individualismo, non è stato in grado, o meglio non ha voluto creare una "factory" intorno a sé. Si è circondato sempre più di laudatores che gridavano al capolavoro di fronte a ogni sua regia, rendendogli difficile percepire la realtà. Si è rinchiuso nel suo personaggio creato nel corso degli anni e nei successi di un tempo, sempre meno permeabile alle novità esterne (al punto di circoscrivere in famiglia, con Asia, la scelta dei protagonisti principali delle sue pellicole). Eppure i suoi capolavori erano proprio caratterizzati dall'innovazione, dalla trasgressione. *Se c'è una peculiarità di Argento rispetto a tanti registi del terrore d'oltre oceano, questa risiede proprio nella passione estetica per l'assassinio. Quando si uccide, nei film di Argento, la macchina da presa si scatena, si muove selvaggiamente, segue tutte le fasi del delitto con compiacimento e quasi con gioia. Gli schizzi di sangue sono nettare per le raffinate cineprese che Argento utilizza per i suoi film. ===[[George A. Romero]]=== *A Dario riconosco il merito di avere rilanciato la mia carriera con ''Zombi''. Dopo ''La notte dei morti viventi'' mi ero opposto in modo irremovibile all'idea di girare un altro film di Zombi. *Io dico sempre che anche i miei zombi sono un po' commedia. L'ho detto anche a Dario, ma lui finisce col togliere sempre l'elemento di humour! *Penso che sia uno dei giganti del cinema e che alcune delle cose che ha fatto siano dei capolavori: Suspiria, ma anche i film precedenti sono fantastici. Abbiamo perfino girato un film insieme ma purtroppo non ci siamo mai trovati sullo stesso set. Decisamente è uno dei grandi maestri. ==Note== <references /> == Filmografia == ===Regista=== {{div col|strette}} *''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]'' (1970) *''[[Il gatto a nove code]]'' (1971) *''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971) *''[[Le cinque giornate]]'' (1973) *''[[Profondo rosso]]'' (1975) *''[[Suspiria]]'' (1977) *''[[Inferno (film)|Inferno]]'' (1980) *''[[Tenebre (film 1982)|Tenebre]]'' (1982) *''[[Phenomena]]'' (1985) *''[[La sindrome di Stendhal]]'' (1996) *''[[Non ho sonno]]'' (2001) *''[[Il cartaio]]'' (2004) *''[[La terza madre]]'' (2007) *''[[Giallo (film 2009)|Giallo]]'' (2009) *''[[Dracula 3D]]'' (2012) {{div col end}} ===Sceneggiatura=== {{div col|strette}} *''[[Metti, una sera a cena]]'' (1969) *''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]'' (1970) *''[[Il gatto a nove code]]'' (1971) *''[[Le cinque giornate]]'' (1973) *''[[Profondo rosso]]'' (1975) *''[[Suspiria]]'' (1977) *''[[Inferno (film)|Inferno]]'' (1980) *''[[Tenebre (film 1982)|Tenebre]]'' (1982) *''[[Phenomena]]'' (1985) *''[[Non ho sonno]]'' (2001) *''[[Il cartaio]]'' (2004) *''[[La terza madre]]'' (2007) *''[[Giallo (film 2009)|Giallo]]'' (2009) *''[[Dracula 3D]]'' (2012) {{div col end}} ===Soggetto=== *''[[C'era una volta il West]]'' (1968) *''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]'' (1970) *''[[Il gatto a nove code]]'' (1971) *''[[Profondo rosso]]'' (1975) *''[[Phenomena]]'' (1985) ===Produttore=== *''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]'' (1985) *''[[Phenomena]]'' (1985) *''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986) *''[[Non ho sonno]]'' (2001) *''[[Il cartaio]]'' (2004) *''[[La terza madre]]'' (2007) *''[[Giallo (film 2009)|Giallo]]'' (2009) ===Attore=== *''[[Il gatto a nove code]]'' (1971) ==Bibliografia== *Dario Argento, ''Mostri & C. {{small|Enciclopedia illustrata del cinema Horror e di Fantascienza}}'', Grandi Manuali Anthropos, 1982 *Fabio Maiello, ''Dario Argento. {{small|Confessioni di un maestro dell'horror}}'', Alarán Edizioni s.r.l., ISBN 978-88-89603-75-8 ==Voci correlate== *[[Asia Argento]] – figlia *[[Daria Nicolodi]] – moglie ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Argento, Dario}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] fl3nm0je3hhc4uq2ryjdxcpe59v4y44 Bonaventura da Bagnoregio 0 19491 1417896 1416741 2026-06-23T07:58:30Z Spinoziano 2297 +1 1417896 wikitext text/x-wiki [[File:François, Claude (dit Frère Luc) - Saint Bonaventure.jpg|thumb|San Bonaventura]] San '''Bonaventura da Bagnoregio''', nato '''Giovanni Fidanza''' (1217/1221 circa – 1274), cardinale, filosofo e teologo italiano. ==Citazioni di Bonaventura da Bagnoregio== *È insito nell'anima l'odio della falsità; ma ogni odio nasce dall'amore, perciò è molto più radicato nell'anima l'amore della [[verità]] e specialmente di quella verità per la quale l'anima è stata fatta.<ref>Dal ''De Mysterio Trinitatis'', q. 1, a. 1, in ''Itinerario della mente in Dio. Riconduzione delle arti alla teologia'', tradotto daS. Martignoni, O. Todisco, L. Mauro, Città Nuova, 2000.</ref> *L'[[maschio e femmina|uomo]], poiché è forte e presiede alla [[maschio e femmina|donna]], rappresenta la parte più elevata della ragione, invece la donna quella inferiore. E ciò a motivo della virilità da un lato, e della debolezza e fragilità dall'altro.<ref>Da ''Comm. in sec. librum Sententiarum Pietri Lombardi'', dist. XVI, art. 2, q. 2 e dist. XIX, a. 1, q. 1.</ref> *La [[materia]] è il principio di ogni limitazione.<ref>Citato in ''Focus'', n. 90, pag. 162.</ref> *{{NDR|Frate Pacifico}} meritò di vedere sulla fronte di [[Francesco d'Assisi|Francesco]] un grande [[Tau]], che spiccava per la varietà dei colori e rendeva meravigliosamente bella e adorna la sua faccia.<br>Poiché bisogna sapere che l'uomo di Dio venerava questo segno e gli era molto affezionato, lo raccomandava spesso nel parlare, con esso dava inizio alle sue azioni e lo scriveva di propria mano sotto quei bigliettini che inviava per motivo di carità, quasi che tutto il suo impegno fosse, come dice il profeta {{NDR|[[Libro di Ezechiele|Ezechiele]]}}, nel ''segnare il Tau sulla fronte degli uomini che gemono e piangono'', convertendosi a Cristo sinceramente.<ref>Da ''Leggenda minore'', cap. II, lezione IX, in ''Fonti francescane'', § 1347, p. 763.</ref> *O anima, adunque che pensi tu che sia la divina consolazione? Certo, o anima, quella dolcezza è tanto grande e tanto suave consolazione che solo nel cuore apparisce che sia la divina consolazione, certo, o anema, questa dolcezza è tanto grande e tanto suave delettazione che, solo nel cuore sentendo, pensi quel che sia la divina consolazione.<ref>Da ''Soliloquio'', ''Della consolazione divina''; citato in ''La Letteratura Religiosa'', p. 59, Fratelli Fabbri Editori, Milano 1965.</ref> *{{NDR|[[Francesco d'Assisi]]}} Un mattino, all'appressarsi della festa dell'Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide come la figura di un [[Serafino]], con sei ali tanto luminose quanto infocate, discendere dalle sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, giunse, tenendosi librato nell'aria, vicino all'uomo di Dio, e allora apparve non soltanto alato, ma anche crocifisso. Aveva le mani e i piedi stesi e confitti sulla croce e le ali disposte, da una parte e dall'altra, in così meravigliosa maniera che due ne drizzava sopra il capo, due le stendeva per volare e con le due rimanenti avvolgeva e velava tutto il corpo.<br>Ciò vedendo, stupì fortemente e sentì riversarsi nell'anima gaudio e dolore: provava in sé un eccesso di letizia all'aspetto gentile di Cristo, che gli si mostrava in forma così meravigliosa e pur così familiare, ma la cruda visione dell'affissione alla croce trapassava la sua anima con la spada dolorosa della compassione.<br>Ammaestrato interiormente da colui che gli si mostrava anche esteriormente, comprese che, certo, l'infermità della passione non si addice in alcuna maniera alla natura immortale e spirituale del Serafino; ma che, tuttavia, tale visione era stata offerta ai suoi sguardi per questo scopo: fargli conoscere anticipatamente che lui, l'amico di Cristo, stava per essere trasformato tutto nel ritratto visibile di Cristo Gesù crocifisso, non mediante il martirio della carne, ma mediante l'incendio dello spirito.<ref>Da ''Leggenda minore'', cap. VI, lezioni I-II, in ''Fonti francescane'', § 1375, p. 778.</ref> ==''Vita di San Francesco d'Assisi''== ===[[Incipit]]=== ''La grazia di Dio nostro Salvatore si è manifestata in questi ultimi tempi'' (Tit. 2,11), per mezzo del servo suo [[Francesco d'Assisi|Francesco]], ''a tutti'' i veri ed umili amici della santa povertà. Questi, venerando in lui l'infinita misericordia di Dio, vengono ammaestrati dal suo esempio a ''rinunciare'' decisamente ''all'empietà e alle vane cupidigie del mondo'', a conformare la propria vita a quella di [[Cristo]], ed a tendere con costante impegno al conseguimento della ''sperata beatitudine''. ===Citazioni=== *Pur vivendo nel mondo, egli imitò talmente la purezza degli [[Angelo|Angeli]], da essere proposto ad esempio ai perfetti imitatori di Cristo. (p. 7) *Venuta quindi a conoscenza di molti la notizia della semplicità della dottrina e dell'autentica vita di questo servo di Dio, alcuni uomini, attratti dal suo esempio, cominciarono a sentirsi incoraggiati ad abbracciare la vita di penitenza e, abbandonando tutto, unirsi a lui sia nel modo di vestire che di vivere.<br>Primo fra questi fu [[Bernardo di Quintavalle|Bernardo]], uomo veramente venerando. (p. 38) *Avendo chiesto i frati che insegnasse loro a pregare, egli rispose: «Quando pregate, dite il Pater noster, oppure: Ti adoriamo, o Cristo, in tutte le tue [[Chiesa (architettura)|chiese]] che sono in tutto il mondo e ti benediciamo, perché per mezzo della tua santa [[croce cristiana|croce]] hai redento il mondo». (p. 51) *Poiché all'uomo, avvolto ancora nelle infermità della carne, non è possibile seguire perfettamente il divino Agnello immacolato e crocifisso senza mescolarvi delle colpe, Francesco confermava con l'evidenza del suo esempio che, coloro i quali vogliono tendere alla perfezione, debbono purificarsi quotidianamente nelle acque delle [[Lacrima|lacrime]]. (p. 73) *{{NDR|[[Francesco d'Assisi|Francesco]]}} considerando l'origine di tutte le cose era colmato da una grande pietà e chiamava tutte le creature, non importa quanto piccole fossero, col nome di fratello e sorella, perché sapeva che esse provenivano dalla stessa sorgente dalla quale proveniva lui.<ref>Citato in [[Andrew Linzey]], ''Teologia animale'', traduzione di Alessandro Arrigoni, Cosmopolis, Torino, 1998, p. 11. ISBN 978-88-87947-01-4</ref> ==Citazioni su Bonaventura da Bagnoregio== *È noto il giudizio, spesso ripetuto, che [[Tommaso d'Aquino|Tommaso]] è l'[[Aristotele|{{sic|Aristotile}}]] cristiano, Bonaventura il secondo [[Agostino d'Ippona|Agostino]]. Questo giudizio non deve essere esagerato: i due santi si completano e si uniscono nel modo più bello. Tommaso è l'Angelo della scuola, Bonaventura il Maestro della vita attiva. Tommaso illumina la mente, Bonaventura eleva il cuore, proprio come si distinguono le scuole dei due Ordini. La filosofia dei Domenicani accorda la superiorità alla mente, la scuola dei Francescani alla volontà; queste diverse vedute spesso si rivelano e sono messe in valore negli scritti dei due Dottori, nelle speculazioni teologiche e nelle questioni pratiche. ([[Mariano Cordovani]]) *S. Tommaso è più sobrio, più laconico; S. Bonaventura fecondo e prolisso. L'Aquinate preferisce il senso naturale e schietto delle parole; l'amico suo ama la metafora e le figure che rivestono fantasticamente il pensiero. L'Angelico resta il professore con la trasparenza di un pensiero e di un concetto che ritraggono le cose per quello che sono; il dottore di Bagnorea è il mistico che anche in una discussione scientifica mira a suscitare gli affetti ed è sempre un po' oratore. ([[Mariano Cordovani]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Bonaventura da Bagnoregio, ''Leggenda minore (Vita breve di san Francesco)'', traduzione di Simpliciano Olgiati, in ''Fonti francescane'', Editrici Francescane, Padova, 2018. ISBN 978-88-8135-026-1 *Bonaventura da Bagnoregio, ''Vita di San Francesco d'Assisi'', traduzione di p. Pietro Ettorre, Edizioni Porziuncola, Assisi, 1974. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{Template:Dottori della Chiesa}} [[Categoria:Cardinali italiani]] [[Categoria:Dottori della Chiesa cattolica]] [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Neoplatonici]] [[Categoria:Personaggi citati nella Divina Commedia (Paradiso)]] [[Categoria:Santi italiani]] [[Categoria:Scolastici]] [[Categoria:Teologi italiani]] 65hijdecpywkncwmc90kmafggz68npk Alan Greenspan 0 24736 1417822 1267941 2026-06-22T13:27:20Z Udiki 86035 Deceduto 1417822 wikitext text/x-wiki {{W|motivo=Mancano i testi in lingua originale, alcuni link a testi in lingua originale non sono più attivi}} [[Immagine:Alan Greenspan color photo portrait.jpg|thumb|right|Alan Greenspan]] '''Alan Greenspan''' (1926 – 2026), economista statunitense. *Il mondo dell'[[Legislazione antimonopolistica|antitrust]] ricorda il paese delle meraviglie di Alice: ogni cosa allo stesso tempo apparentemente è, ma al tempo stesso non è. È un mondo in cui la concorrenza è lodata come l'assioma fondamentale e il principio guida, ma al tempo stesso "troppa" concorrenza è condannata in quanto "spietata". È un mondo in cui le azioni pensate per limitare la concorrenza sono marchiate come criminali nel momento in cui sono compiute dagli uomini d'affari, ma apprezzate e considerate "illuminate" quando intraprese dal governo. È un mondo in cui la legge è così vaga che gli uomini d'affari non hanno modo di sapere se specifiche azioni saranno dichiarate illegali fino al momento in cui non ascolteranno il verdetto del giudice: a fatto ormai compiuto.<ref>Da ''Antitrust: miti e leggende'', in Any Rand ''Capitalism: The Unknown Ideal'', Signet, New York, 1967; riportato in ''Antitrust: {{small|mito e realtà dei monopoli}}'', a cura di Alberto Mingardi, Rubbettino, Soveria Mannelli – Leonardo Facco Editore, Treviglio, 2004, [https://books.google.it/books?id=UUsFwl6oe_MC&newbks=1&newbks_redir=0&lpg=PA55&dq=&pg=PA55#v=onepage&q&f=false p. 55]. ISBN 88-498-0775-9</ref> *In assenza del sistema aureo non c'è modo di proteggere i risparmi dalla confisca attraverso l'inflazione.<ref>Da ''[http://www.constitution.org/mon/greenspan_gold.htm Capitalism: The Unknown Ideal]'', 1967</ref> *La spesa pubblica in ''deficit'' è semplicemente uno schema per la confisca della ricchezza. L'oro impedisce la strada a questo insidioso processo.<ref>Da ''[http://www.constitution.org/mon/greenspan_gold.htm Capitalism: The Unknown Ideal]'', 1967</ref> *Ma come sappiamo quando l'irrazionale esuberanza ha inopinatamente gonfiato i prezzi dei beni, che poi diventano soggetti a inaspettate e prolungate contrazioni come è accaduto in Giappone nel decennio passato?<ref>Da ''[http://www.federalreserve.gov/boarddocs/speeches/1996/19961205.htm www.federalreserve.gov]'', 5 dicembre 1996</ref> *I consumatori americani potrebbero beneficiarne se le finanziarie offrissero maggiori alternative rispetto ai tradizionali mutui a tasso fisso.<ref>Da ''[http://www.federalreserve.gov/boarddocs/speeches/2004/20040223/ www.federalreserve.gov]'', 23 febbraio 2004</ref> *Anche se un "bolla" immobiliare di scala nazionale non sembra probabile, sembra che ci siano al minimo segni di "schiuma" in alcuni mercati locali dove i prezzi degli immobili hanno raggiunto livelli insostenibili.<ref>Da ''[http://www.federalreserve.gov/boarddocs/testimony/2005/200506092/default.htm www.federalreserve.gov]'', 9 giungo 2005</ref> *La [[storia]] non è stata gentile con le conseguenze di lunghi periodi di bassi premi di rischio.<ref>Da ''[http://www.federalreserve.gov/Boarddocs/Speeches/2005/20050826/default.htm www.federalreserve.gov]'', 26 agosto 2005</ref> *Prima di entrare nell'euro l'Italia aveva oltre 500 punti base di differenziale con la Germania. Dopo la nascita della moneta unica questo differenziale si è sostanzialmente azzerato, un dividendo strepitoso per fare le riforme e ripartire. L'Italia non ha fatto nulla: com’è stato possibile?<ref>Citato in Federico Fubini, ''[http://www.corriere.it/economia/17_dicembre_03/grande-crisi-dell-europa-quella-lista-errori-trichet-ec0c1910-d867-11e7-83d0-5335217d8231.shtml La grande crisi dell’Europa e quella lista di errori di Trichet]'', ''Corriere.it'', 3 dicembre 2017.</ref> == Note == <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Greenspan, Alan}} [[Categoria:Economisti statunitensi]] ebtd1ml42px16vzbjl37cc0kreb5dyd Nanni Moretti 0 25265 1417870 1369364 2026-06-22T19:52:36Z Danyele 19198 /* Citazioni su Nanni Moretti */ +1 1417870 wikitext text/x-wiki [[Immagine:Nanni Moretti.jpg|thumb|Nanni Moretti nel 2007|alt=|300x300px]] '''Giovanni Moretti''' (1953 – vivente) attore, regista e produttore cinematografico italiano. ==Citazioni di Nanni Moretti== {{cronologico}} *Fa impressione che uno come il [[P2|piduista]] [[Maurizio Costanzo|Costanzo]] sia diventato un punto di riferimento della Sinistra, il simbolo della lotta contro la [[mafia]]. E' evidente che lui sta recitando, è così evidente... Come fanno a non accorgersene? Costanzo è diventato un intoccabile. Lui assegna i ruoli, decide il gioco, può fare domande di qualsiasi tipo, e tutti stanno lì e rispondono. Non possono fare domande, gli altri, sul suo passato, niente. L'importante è che lui non venga giudicato.''[http://temi.repubblica.it/micromega-online/sulla-rai-arriva-il-maurizio-costanzo-show-ma-e-firmato-minoli/]'' *In [[Italia]] non c'è più opinione pubblica. Non parlo dell'opposizione, ma di qualcosa o qualcuno trasversale ai partiti, che comunque si riconosca in comuni valori democratici. E che, come succede in altri paesi, dovrebbe "punire" – mettiamoci le virgolette, per carità – un capo del governo che non ha senso dello Stato, che non va alle celebrazioni del 25 aprile, che aggredisce la magistratura, che ha come braccio destro un condannato per corruzione e come braccio sinistro un condannato per concorso in associazione mafiosa. E invece passano concetti come "agli italiani non interessa il [[conflitto di interessi]], visto che hanno fatto vincere Berlusconi". Sì, ma interessa alla democrazia... La maggioranza delle persone, e non solo a destra, ormai considera normale che un uomo abbia il monopolio della tv, faccia politica e sia anche capo del governo. La sua vittoria è questa: ormai la bassa qualità della democrazia italiana è considerata un fatto normale, marginale.<ref>Dall'intervista di Paolo D'Agostini, ''[http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/spettacoli_e_cultura/torino-festival/moretti-intervista/moretti-intervista.html Moretti, cinema e politica: "Io, Veltroni e il Caimano"]'', ''Repubblica.it'', 21 novembre 2008.</ref> *Fin da quando ho cominciato a girare filmati in superotto, mi sono venute naturali tre cose: stare davanti alla camera da presa come corpo (in linguaggio critico si chiama così), parlare del mio mondo politico, e farlo con ironia. Ma non c'è un programma estetico dietro questa scelta.<ref name=":0">Citato in Sara Fruner, ''[http://www.lavocedinewyork.com/arts/spettacolo/2017/10/23/nanni-moretti-diffido-dei-registi-che-vogliono-cambiare-la-testa-degli-spettatori/ Nanni Moretti: "Diffido dei registi che vogliono cambiare la testa degli spettatori"]'', ''lavocedinewyork.com'', 23 ottobre 2017.</ref> *{{NDR|Parlando di ''[[Palombella rossa]]''}} Il film è del [[1989]]. Scoprii che in quell'anno ben quattro film erano ambientati in una sala cinematografica. Tra questi ''[[Nuovo Cinema Paradiso]]'', un film di [[Massimo Troisi|Troisi]], uno di [[Ettore Scola|Scola]] {{ndr|Si riferisce al film ''Splendor''}}. Perciò ho deciso di ambientare il film all'interno di una piscina... Del resto ho fatto il pallanuotista per molti anni, giocando anche nella Nazionale giovanile.<ref name=":0" /> *Quando uscì ''[[Ecce bombo]]'' molti dicevano che era troppo un film su [[Roma]], anzi troppo un film su Roma nord, anzi troppo sul quartiere Prati, anzi troppo su piazza Mazzini. Ed è successo perché quello era il luogo dove io vivevo e frequentavo amici.<ref>Citato in [[Paolo Di Paolo]], ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/03/07/news/i_40_anni_di_ecce_bombo_diario_di_una_generazione-190723335/ I 40 anni di "Ecce bombo", diario di una generazione]'', ''Rep.repubblica.it'', 7 marzo 2018.</ref>  *Fin dall’inizio, 45 anni fa, mi sono venute naturali tre cose: stare dietro ma anche davanti alla cinepresa, raccontare il mio ambiente, politico e generazionale, e farlo con autoironia. Ci ho preso gusto e mi sono divertito a costruire un personaggio: la passione per i dolci, una certa rissosità, le inquadrature delle scarpe, lo sport più praticato che visto. A un certo punto sono precipitato nella prima persona, con ''[[Caro diario]]''. Una delle tre parti racconta il tumore che ebbi, fu naturale interpretare me stesso.<ref name=":1">Citato in Stefania Ulivi, ''Le confessioni di Moretti'', ''Corriere della Sera'', 17 giugno 2018, p. 43.</ref> *Due mesi dopo [[Palombella rossa|''Palombella rossa'']] crollò il [[muro di Berlino]] e venne giù tutto. ''[[Il portaborse]]'' anticipò [[Mani pulite|Tangentopoli]]. [[Habemus Papam|''Habemus papam'']]? Il giorno che si dimise [[Papa Benedetto XVI|Ratzinger]] il cellulare impazzì. Al primo messaggio pensai a uno scherzo: non volevo crederci neanche io.<ref name=":1" /> *Ricordo [...] che quando uscì ''[[Palombella rossa]]'' un giovane critico del [[Partito Comunista Italiano|Pci]] (non un vecchio trombone) scrisse che il mio era un film vecchio e che non era sul Pci di allora, il Pci di [[Achille Occhetto|Occhetto]], che non aveva certo una crisi d’identità. Già dopo due mesi crollò il [[Muro di Berlino]] e il Pci non esisteva più.<ref>Citato in [[Paolo Di Paolo]], ''Palombella rossa trent’anni dopo Il culto è anche social'', ''la Repubblica'', 15 settembre 2019, p. 38.</ref> *Sono grato a [[Festival di Cannes|Cannes]], non so perché la Francia ha deciso da tempo di essere generosa con il mio lavoro. [...] Diciamo che finché dura la generosità dei francesi verso il mio lavoro me la prendo felice.<ref>Citato in Anais Ginori, ''[https://www.repubblica.it/dossier/spettacoli/cannes-2021/2021/07/12/news/cannes_nanni_moretti-310014352/ Cannes, la Francia ama Nanni Moretti ma si divide: ecco i giudizi su 'Tre piani']'', ''Repubblica.it'', 12 luglio 2021.</ref> {{Int|Da ''Nanni Moretti “Più passa il tempo più sul set mi sento insicuro”''|Intervista di Arianna Finos, ''la Repubblica'', 14 ottobre 2020, p. 34.}} * La frase che dico nel film {{NDR|''[[Caro diario]]''}} è: “Io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza”. Questa frase viene sempre percepita ideologicamente così: starò sempre dalla parte delle minoranze. In realtà la frase che dico ha un altro significato. * La [[memoria]] purtroppo non è una peculiarità del nostro Paese. Non a caso il protagonista di ''[[Palombella rossa]]'' aveva un’amnesia, dimenticandosi del proprio passato. * {{NDR|A proposito dell'emergenza da [[COVID-19]]}} A marzo e aprile sono stato naturalmente sempre a casa, uscendo solo la mattina per prendere il giornale e qualcosa da mangiare. Ho letto [[Thomas Bernhard]] e un librone piuttosto completo su [[Federico Fellini|Fellini]]. Ho visto tutte e sette le stagioni di [[Mad Men]] : 92 episodi. Cosa ho imparato? Niente. Ad agosto sono rimasto a Roma, mi sembrava di aver fatto fin troppe vacanze. ==Citazioni su Nanni Moretti== *A me ''La stanza del figlio'' è piaciuto, non mi piace come attore, ha rovinato ''Caos calmo''. È troppo politicizzato e etichettato. È il megafono della sinistra e dei suoi luoghi comuni. ([[Gabriella Carlucci]]) *A Roma hanno tutti un aneddoto su Nanni Moretti. Tizio racconta di quella volta che gli ha tolto il saluto perché amico di uno che aveva riportato una sua frase senza autorizzazione; Caio di quando passò dalla sua scuola mentre faceva la maturità; Sempronio del bar di Prati in cui l'ha visto pochi giorni fa e voleva avvicinarsi per scusarsi d'un articolo che scrisse nel Novecento e che non gli piacque [...] ma poi si è vergognato, perché insomma, è Nanni Moretti, mica lo avvicini in un bar come fosse Magalli. Ho abitato a Roma per diciassette anni, naturalmente ho il mio aneddoto su Nanni Moretti, e naturalmente è un aneddoto miserabile. [...] Era un convegno d'intellettuali che dovevano dire alla sinistra dove sbagliava, o qualcosa del genere. Non mi pare lui parlasse, era solo venuto a vedere, se ricordo bene. Ero lì a scrivere una cronaca, lo avvicinai chiedendogli se per caso volesse rilasciarmi una dichiarazione, mi rispose con la migliore imitazione del tono della ragazza che dice a Woody Allen «Sparisci, sgorbio». Fine del mio aneddoto su Nanni Moretti (che, come tutti quelli che non lo conoscono, chiamo «Nanni» come fosse un caro amico). Naturalmente fu una fortuna [...]. Se i santini della mia giovinezza non mi avessero pescinfacciata, magari sarei diventata una di quelle che si sentono amiche d'un poster solo perché il poster una volta ha rivolto loro la parola col sussiego che si riserva ai devoti. ([[Guia Soncini]]) *Ai tempi di ''Victor Victoria'' preparavo delle sigle reinterpretando videoclip musicali famosi. Avevo in mente di farne uno dei Bee Gees: ero riuscita a convincere Favino, io facevo l'altro Bee Gees, per il terzo, quello depresso, volevo coinvolgere Nanni Moretti, che adoro. L'ho chiamato alle 9 del mattino, ma stava guardando un film russo e mi ha richiamato quando è finito, quindi sette ore dopo... Mi disse che la richiesta era talmente folle che non poteva non rispondermi personalmente, abbiamo chiacchierato molto al telefono e abbiamo scoperto di avere una passione comune: lui adora cercare case in vendita, io mi addormento tutte le sere su immobiliare.it, guardando case che non potrò mai permettermi. ([[Victoria Cabello]]) *[[Roberto Benigni|Benigni]] sì, Moretti meno. Quando vedo i suoi film ho una strana impressione, mi sembra che si occupi troppo di se stesso. Quando lo vedo nell'inquadratura, mi viene da dirgli: spostati un po' e fammi vedere il film. ([[Dino Risi]]) *Credo che Nanni Moretti sia un bravo ragazzo. È simpatico, è spiritoso, forse è addirittura intelligente, e senza dubbio ha un sicuro talento mimetico, da entertainer televisivo, o da divo di cabaret. ([[Ruggero Guarini]]) *Critico implacabile degli aspetti cannibaleschi e fessacchiotti del '68, Moretti ne è uno dei pochi eredi nella voglia nevrotica, candida e assoluta di cambiare il mondo. Un moralista neoromantico. ([[Tullio Kezich]]) *Ho sempre condannato il morettismo. Lui è uomo di grande intelligenza. Di [[Luchino Visconti|Visconti]] si ricordano le immagini, di Nanni le battute. ([[Pasquale Squitieri]]) *Ho sempre pensato a Nanni Moretti come a uno di estrema destra. ([[Pasquale Squitieri]]) *I suoi film sembrano dei temi di liceo. [...] Per attorcigliarsi intorno al proprio ombelico e pretendere di farne, come pretende Moretti, un'opera, bisogna avere l'ombelico, e anche piuttosto grosso come Proust o come Bergman, sennò si fa solo dell'onanismo. ([[Massimo Fini]]) *Il cinema di Moretti è per me una sorta di paradigma di ciò che il cinema non deve essere. Non amo il suo minimalismo, il suo frammentismo, il suo autobiografismo; detesto la sua studiata (ma non per questo meno deprimente) sciatteria formale, il suo rimanere (non m'importa quanto voluto) al di qua, al di sotto di qualsiasi sintassi e di qualsiasi metafora. ([[Giovanni Raboni]]) *Il Moretti politico del ''Caimano'', ha delle turbe psichiche. ([[Maurizio Gasparri]]) *La sera in cui al Sacher ha presentato il film '''<small>[''[[La stanza del figlio]]'']</small>''', testimone una mia amica seduta accanto a me, si è avvicinato e mi ha detto: “Adesso presento il film, hai nulla in contrario se non ti chiamo?”. “Fai come ti pare”, gli ho risposto e la mia amica è rimasta a bocca aperta. Nanni dal palco ha chiamato [[Jasmine Trinca]], Giuseppe Sanfelice e poi ha detto “Laura non viene perché è troppo timida”. Roba da non credere! ([[Laura Morante]]) *Lavorare con persone come Calopresti e Moretti è davvero una grande occasione, umana anzitutto. So che Nanni ha fama di essere un uomo difficile, ma a me è apparso soprattutto geniale, capace di una coscienza storica, politica e artistica particolarmente acuta. ([[Valeria Bruni Tedeschi]]) *Lo conosco da una vita, gli voglio bene. È un grande regista, è stato dolce, presente. È un uomo generoso. Lavorare con lui è stato semplice. ([[Francesca Archibugi]]) *Lui è estremamente talentuoso e sicuramente c'è molta invidia nei suoi confronti. ([[Michel Piccoli]]) *{{NDR|Nel 1998}} Moretti è primo creativo e seccatissimo cantore di quella classe media acculturata che ora ha potere. Politici, economisti, registi e pure giornalisti, sognatori come Veltroni, scorbutici come D'Alema; che fanno cose, vedono gente, e quando il gioco si fa duro vanno a bere un latte macchiato. ([[Maria Laura Rodotà]]) *Moretti ha una sua strategia: tiene tutto segreto fino a tre giorni dall'uscita dei film. E così cresce la curiosità. ([[Enrico Lucherini]]) *Si annida nelle cerniere della storia come una ruggine corrosiva. ([[Alberto Moravia]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col|strette}} *''[[Io sono un autarchico]]'' (1976) *''[[Ecce bombo]]'' (1978) *''[[Sogni d'oro]]'' (1981) *''[[Bianca (film)|Bianca]]'' (1983) *''[[La messa è finita]]'' (1985) *''[[Palombella rossa]]'' (1989) *''[[Il portaborse]]'' (1991) *''[[Caro diario]]'' (1994) *''[[Aprile (film)|Aprile]]'' (1998) *''[[La stanza del figlio]]'' (2001) *''[[Il caimano]]'' (2006) *''[[Caos calmo]]'' (2008) *''[[Habemus Papam]]'' (2011) *''[[Mia madre]]'' (2015) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Moretti, Nanni}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Personalità dell'ateismo]] [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] 9mb5omj76y78k4gcpn52fqxi9cux58z Anna Galiena 0 38502 1417873 1229807 2026-06-22T19:56:04Z Danyele 19198 /* Filmografia */ +1 1417873 wikitext text/x-wiki [[File:Anna galiena in tres, teatro verdi (fi) 2013, 03.jpg|thumb|Anna Galiena]] '''Anna Galiena''' (1954 – vivente), attrice italiana. {{intestazione|Intervista di Davide Rondoni, ''Anna Galiena: il corpo della poesia'', in ''Avvenire'', 30 agosto 2009}} *Nella [[poesia]] c'è un personaggio da incarnare, un uomo a cui dar voce… Amo tantissimo fare letture. *Io credo che ci sia unità tra corpo e spirito. La separazione è all'origine di un finto amore per il corpo che invece è una specie di ossessione, un odio. Sì, un narcisismo che nasconde la mancanza di amore e accettazione per quel che si è. Non posso conoscere una persona se non tenendo conto di tale unità. *L'[[arte]] non è mai in esilio, perché è ricerca. Piuttosto è l'essere umano forse un po' in esilio oggi. ==Filmografia== *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) *''[[La scuola]]'' (1995) *''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995) *''[[Come te nessuno mai]]'' (1999) *''[[Lezioni di volo]]'' (2007) *''[[Un'estate in Provenza]]'' (2014) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Galiena, Anna}} [[Categoria:Attori italiani]] t2w4hl658xnnwc0o3pevfnj8ews9vss 1417875 1417873 2026-06-22T19:56:57Z Danyele 19198 fix intestazione 1417875 wikitext text/x-wiki [[File:Anna galiena in tres, teatro verdi (fi) 2013, 03.jpg|thumb|Anna Galiena]] '''Anna Galiena''' (1954 – vivente), attrice italiana. {{Int|''Anna Galiena: il corpo della poesia''|Intervista di Davide Rondoni, ''Avvenire'', 30 agosto 2009.|h=2}} *Nella [[poesia]] c'è un personaggio da incarnare, un uomo a cui dar voce… Amo tantissimo fare letture. *Io credo che ci sia unità tra corpo e spirito. La separazione è all'origine di un finto amore per il corpo che invece è una specie di ossessione, un odio. Sì, un narcisismo che nasconde la mancanza di amore e accettazione per quel che si è. Non posso conoscere una persona se non tenendo conto di tale unità. *L'[[arte]] non è mai in esilio, perché è ricerca. Piuttosto è l'essere umano forse un po' in esilio oggi. ==Filmografia== *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) *''[[La scuola]]'' (1995) *''[[Mosè (miniserie televisiva 1995)|Mosè]]'' (1995) *''[[Come te nessuno mai]]'' (1999) *''[[Lezioni di volo]]'' (2007) *''[[Un'estate in Provenza]]'' (2014) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Galiena, Anna}} [[Categoria:Attori italiani]] 8c4oa3ddeqqzaqvz5f1jku8vn0h1b9m Portal 2 0 69349 1417851 1390443 2026-06-22T18:09:56Z Emanuele6 54835 /* Frasi */ da→dà; un'ingegnere→un ingegnere 1417851 wikitext text/x-wiki {{Videogioco |immagine=Portal 2 beta logo.png |nomegioco=Portal 2 |sviluppo= Valve Software |pubblicazione= Valve Software |anno=2011 |genere= rompicapo/piattaforme |tema= fantascienza |piattaforma= macOS/Microsoft Windows/Xbox 360/PlayStation 3/Linux |preceduto = [[Portal (videogioco)|Portal]] }} '''''Portal 2''''', videogioco rompicapo del 2011 sviluppato dalla Valve. ==Incipit== {{NDR|Cinquanta giorni dopo ''Portal'', Chell si risveglia in una camera di sonno criogenico}}<br>'''Annunciatore''': Buongiorno Siete stati in sospensione per... CINQUANTA GIORNI. Nel rispetto delle normative statali e federali, tutti i partecipanti ai test nel Centro di relax prolungato di Aperture Science devono essere riavviati periodicamente affinché possano partecipare agli esercizi obbligatori per il benessere fisico e mentale. Verrà riprodotto un segnale acustico. Quando sentirete il segnale acustico, guardate il soffitto. {{NDR|Sirena. Chell guarda il soffitto}} Bene. Verrà riprodotto un segnale acustico. Quando sentirete il segnale acustico, guardate il pavimento. {{NDR|Sirena. Chell guarda il pavimento}} Bene. Questa l'ultima parte della sezione ginnica degli esercizi obbligatori dedicati al benessere fisico e mentale. Sulla parete c'è un dipinto incorniciato. Fermatevici davanti. {{NDR|Chell si mette davanti al quadro}} Questa è arte. Verrà riprodotto un segnale acustico. Quando sentirete il segnale acustico, fissate l'opera d'arte. {{NDR|Sirena e ticchettio}} Adesso dovreste sentirvi rinvigoriti. Se ritenete che fissare un'opera d'arte non vi abbia rifornito il sostentamento mentale richiesto, allora meditate brevemente sulle note di questa musica classica. {{NDR|Musica classica viene suonata e poi interrotta da una sirena}} Bene. Ora tornate a letto per favore.<br>{{NDR|20 anni dopo ''Portal'', la camera criogenica è rovinata}}<br>'''Annunciatore''': {{NDR|con voce disturbata}} Buongiorno. Siete stati in sospensione per nove nove nove... nove nove no- Questa chiamata di cortesia intende informarvi che tutti i soggetti dei test devono sgomberare immediatamente...<br>'''Wheatley''': Ehi? C'è qualcuno lì dentro? C'è nessunooooo? Che ne dici di aprire la porta? Con comodo? C'è nessuno? Potete s... no? Che ne dici di aprire la porta? È piuttosto urgente. Oh, apri la porta e basta! Troppo aggressivo. Salve! Perché non apri la porta? {{NDR|Chell apre la porta}} AH! Sapevo che qualcuno era ancora vi- AH! Oh-mio-Dio! hai un aspetto terrib... ottimo! Ti trovo benissimo. Stai bene? Stai... non rispondere, sono sicuro che stai bene. Hai un sacco di tempo per riprenderti. Fai con calma.<br>'''Annunciatore''': Prepararsi all'evacuazione di emergenza.<br>'''Wheatley''': Mantieni la calma. "Preparati", non dicono altro. "Preparati". Va tutto bene. Non muoverti, troverò come uscire di qui. Oh, può essere una buona idea aggrapparsi a qualcosa. È solo un consiglio, vedi tu. {{NDR| Wheatly, passando per un binario per nuclei, entra in una stazioncina nel soffitto. La camera inizia a tremare}} Tutto bene laggiù? Riesci a sentirmi? Ehiii? {{NDR|La stanza smette di tremare e Wheatly esce dalla stazioncina}} Dopo alcuni mesi in sospensione, la maggior parte dei soggetti rileva un deterioramento congiuntivo. Tu sei rimasta sotto per... perecchio tempo di più, perciò non è da escludere un lievissimo caso di danno cerebrale grave. Non allarmarti. Tuttavia, se ti senti allarmata, è un buon segno: è la reazione corretta quando qualcuno ti dice che hai un danno cerebrale esteso. Capisci quello che sto dicendo? Almeno qualcosa? Anche una sola parola? Dimmi soltanto: "Sì".<br>'''Chell''': {{NDR|Salta}}<br>'''Wheatley''': Okay. In realtà quello che hai appena fatto si chiama saltare. Hai solo... hai saltato. Ma niente paura. Dì: "mela". "Meeeeela".<br>'''Chell''': {{NDR|Salta}}<br>'''Wheatley''': Okay, sai una cosa? Così mi basta. {{NDR|Rientrando nella stazioncina}} Tieniti forte. ==Frasi== {{cronologico}} *L'energia di riserva si è esaurita, perciò l'intero centro di rilassamento smette di svegliare quei maledetti soggetti. [...] E ovviamente nessuno MI DICE niente. Nooooo. Perché dovrebbero dirmi qualcosa? Perché dovrei essere informato sulle funzioni vitali di diecimila maledetti soggetti di cui dovrei essere responsabile? [...] E secondo te chi si prenderà la colpa quando la dirigenza verrà quaggiù e troverà diecimila vegetali sparsi in giro? [...] Okay, ascolta, dovremmo prepararci la stessa storia, d'accordo? Se qualcuno te lo chiede, non succederà non preoccuparti, ma se qualcuno te lo chiede, tu racconta che per quanto ne sai, l'ultima volta che hai controllato, sembravano tutti piuttosto vivi. D'accordo? Non morti. *Se avvertite del liquido scorrere lungo il collo, rilassatevi, sdraiatevi sulla schiena e applicate una certa pressione alle tempie. State semplicemente sperimentando una reazione rara nella quale la griglia di emancipazione materiali potrebbe aver emancipato i tubicini di drenaggio auricolare nella vostra testa. ('''Annunciatore''') *Per garantire che l'alimentazione elettrica rimanente sia sufficiente per i protocolli di test base, tutti i dispositivi di sicurezza verranno disabilitati. Il Centro di arricchimento rispetta il vostro diritto di avere domande o dubbi riguardo a questa politica. ('''Annunciatore''') *Oh, fantastico. Hai trovato una Pistola Portale! Sai una cosa? Questo dimostra che le persone con danni cerebrali alla fine sono i veri eroi, giusto? ('''Wheatley''') *Guarda che roba! Nessuna rotaia a dirci dove andare! Oh, è fantastico! Possiamo spostarci in ogni direzione! Pero', aspetta, dove stiamo andando? Fammi orientare un secondo. Uhm. In effetti dobbiamo seguire la rotaia. ('''Wheatley''') *Sai qual è la lezione più importante che ho appreso dal tuo comportamento? Ho scoperto di disporre di una specie di funzione di salvataggio rapido della scatola nera. Nell'eventualità di un guasto catastrofico, gli ultimi due minuti della mia vita vengono conservati a fini di analisi. Sono stata in grado... beh, obbligata, a dire il vero... a rivivere la mia morte per mano tua. Ininterrottamente. Sempre. Sai, se avessi fatto una cosa del genere ad un'altra persona, la suddetta avrebbe potuto dedicare la sua esistenza a vendicarsi di te. ('''GLaDOS''') *Ottimo lavoro. Ecco i risultati del test: sei una persona orribile. Parlo sul serio, è quello che dice: una persona orribile. Il test non era neppure finalizzato a rilevare dettagli di quel tipo. ('''GLaDOS''') *Non farti scoraggiare da osservazioni come "persona orribile": è semplicemente un dato. Se ti fa sentire meglio, la decisione di tua madre di abbandonarti su una soglia di una porta è stata ora giustificata scientificamente. ('''GLaDOS''') *Congratulazioni. Non per il test. Al termine del periodo di ibernazione, la maggior parte dei soggetti appare terribilmente denutrita: volevo congratularmi con te per aver battuto la statistica ed essere riuscita in qualche modo ad acquistare qualche chilo. ('''GLaDOS''') *Lo sai che le persone con la coscienza sporca si allarmano più facilmente se esposte ai rumori for... {{NDR|Sirena}} Mi spiace, non so come si sia attivata. Comunque, è un interessante fatterello scientifico. ('''GLaDOS''') *{{NDR|Inseguito da un corvo}} UCCELLO! UCCELLO! UCCELLO! ('''Wheatley''') *Il prossimo test prevede l'utilizzo delle torrette. Te le ricordi, vero? Quelle cose sferiche, pallide e piene di pallottole. Un attimo, è una descrizione perfetta per te fra cinque secondi! Buona fortuna. ('''GLaDOS''') *La [[tuta]] che indossi ti dà un'aria stupida. Non sono io a parlare, è proprio qui nella tua pratica. Ad altri sta benissimo, ma proprio qui uno scienziato ha annotato che a te dia un'aria stupida. Bah, che ne sa di moda un ingegnere dal collo irsuto? Probabilmente... oh, aspetta, è una lei. Comunque che ne sa... un attimo, dice che ha una laurea in medicina... indirizzo moda. Conseguita in Francia. ('''GLaDOS''') *Non puoi licenziarmi! L'ho già fatto io. ('''Torretta Difettosa''') *Allora... dovremmo essere tutti ciechi, giusto? Non sono solo io, giusto? Bene, fantastico! ('''Torretta Difettosa''') *Lasciamo solo evidenziare una cosa: in base alla spia che è accesa su questo punto di controllo, l'intero edificio esploderà tra sei minuti. Sono quasi sicuro che la spia sia difettosa. Ma per non correre rischi mi toccherà ucciderti. Come dicevamo prima. Ipotizziamo quindi che mi ci vogliano tre minuti, e un altro minuto di riposo. Questo mi lascerà due comodi minuti per capire come spegnere qualunque cosa abbia fatto scoppiare questi incendi. Perciò, questo è il [[Piani dai videogiochi|piano]]. Inoltre ho guardato i video di quando tu l<nowiki>'</nowiki>''hai'' uccisa, e non ripeterò gli stessi errori. Il mio piano è diviso in quattro parti: Uno: nessuna superficie per i portali. Due: liberare subito le neurotossine. Tre: scudi anti-bomba per me. Il che porta direttamente al punto quattro: bombe. Da lanciare contro di te. Sai una cosa, il mio piano è così geniale che voglio essere sportivo e disattiverò le neurotossine. Sto scherzando, ovviamente. Addio. ('''Wheatley''') *Qual è la tua parte preferita dello spazio? La mia è lo spazio. ('''Spazio, la Sfera dello Spazio''') ==Dialoghi== {{cronologico}} *'''Wheatley''': {{NDR|Collegato ad un pannello di controllo in una sala piena di leve}} "E luce fu". Questo è, uh... Dio. Stavo citando Dio. Oh! Guarda là. Sta girando. Cattivo segno... ma probabilmente è tutto okay. Purché non inizi ad alzarsi... Ora, capsula di salvataggio... capsula di salvataggio... {{NDR|Il pannello si alza alzando molte leve}} Si... si sta alzando. Okay... Okay! No, niente paura! Niente paura! Lo tengo lo tengo lo tengo! QUESTO dovrebbe rallentarlo. No, va più veloce. {{NDR|Tutte le leve sono state azionate e il pannello finisce nella sala di GLaDOS, che si sta rimettendo a posto}} Uh oh.<br>'''Annunciatore''': Accensione attivata.<br>'''Wheatley''': Okay, niente panico! D'accordo? Niente panico! Posso ancora fermarlo. Ahh. Oh, c'è una password. D'accordo la violerò. Non è un problema... Uhmm... A... A... A... A... A... Uhmm... A.<br>'''Annunciatore''': Password errata.<br>'''Wheatley''': No. Okay. A... A... A... A.. A... C.<br>'''Annunciatore''': Password errata.<br>'''Wheatley''': No. Aspetta, ho messo una B? Hai una penna? Comincia a scrivere.<br>'''Annunciatore''': {{NDR|GLaDOS è attiva}} Accensione completata.<br>'''Wheatley''': Okay. Okay, senti: nuovo piano. Fai finta di niente. Non abbiamo fatto NULLA di male. Ehi!<br>'''GLaDOS''': Oh... sei tu.<br>'''Wheatley''': La CONOSCI?<br>'''GLaDOS''': È passato un bel po' di tempo. Come te la sei passata? Io sono stata occupatissima a essere morta. Hai presente, dopo che MI HAI ASSASSINATA.<br>'''Wheatley''': COS'HAI FATTO? {{NDR|Due ganci afferrano Chell e Wheatly}} Oh no! Nonononono! Oh no no no... No! Nooo! GAH!<br>'''GLaDOS''': Okay, senti: abbiamo detto entrambe un sacco di cose che rimpiangiamo, {{NDR|Wheatly sviene e viene gettato a terra}} ma credo sia possibile appianare le nostre divergenze. Per amore della scienza. Mostro. Comunque, devo dire che, visto che ti sei dato così tanto da fare per risvegliarmi, i test devono piacerti proprio, proprio tanto. {{NDR|Mette Chell sopra l'inceneritore (spento)}} Anche a me. C'è solo una cosetta di cui devo occuparmi prima. {{NDR|Chell viene gettata nell'inceneritore}} *'''GLaDOS''': Che sta succedendo? Chi ha spento le luci?<br>'''Wheatley''': Ehi, tu! Sto parlando con un tono non compreso nel suo spettro acustico...<br>'''GLaDOS''': Guarda che ti sento.<br>'''Wheatley''': Corri! Non mi serve più fare la voce strana. CORRI! *'''Chell''': {{NDR|Cerca di aprire una porta con scritto "spegnimento di emergenza di GLaDOS e dispensatore di torte", ma si rivela una trappola}}<br>'''GLaDOS''': A dirtì la verità, DAVVERO non pensavo ci saresti cascata. In effetti, avevo preparato una trappola molto più elaborata più avanti, per quando ti saresti liberata da questa sciocchezza. Se avessi saputo che ti saresti fatta catturare così facilmente, mi sarei limitata ad appendere una coscia di tacchino sul soffitto con una corda. Beh, è stato bello ritrovarsi. Adesso passiamo alle cose pratiche. {{NDR|Chell viene messa in una teca di vetro e portata nella sala di GLaDOS}} Spero che tu abbia portato qualcosa di più potente di una Pistola Portale. In caso contrario, temo che tu sia in procinto di diventare l'ex-presidentessa del club dei vivi. Ah, ah. Sul serio, comunque: addio. {{NDR|Le torrette vengono disposte accanto alla teca, ma si rivelano essere difettose, dopo il sabotaggio di Chell e Wheatly, che esplodono, crepando la teca}} Oh, ti sei data da fare laggiù. Beh, suppongo che potremmo rimanercene sedute in questa stanza a guardarci in cagnesco finché una di noi non casca per terra stecchita, ma io ho un'idea migliore. È la tua vecchia amica, la letale neurotossina. Se fossi in te, tirerei un bel respiro profondo ed eviterei di espirare. {{NDR|Un tubo penetra nella teca, ma esce solo Wheatly, che rompe la teca rotolando}}<br>'''Wheatley''': Ehi!<br>'''GLaDOS''': Ti odio così tanto. *'''Wheatley''': {{NDR|Cominciando il trasferimento di nucleo centrale}} Eccomi! Aspetta, e se fa male? Se fa DAVVERO male? Ohhhh, non ci avevo pensato.<br>'''GLaDOS''': Oh, è chiaro che farà male, credimi.<br>'''Wheatley''': Lo dici così per dire o farà male sul serio? Lo dici così per dire no, non è vero, farà davvero male, eh? Precisamente, quanto doloroso sarAGHHHHHH! *'''Wheatley''': Sapevo che sarebbe stato fico comandare tutto ma... Wow, è davvero mitico. E guarda qui! Ora sono un maledetto genio! Estás usando este software de traducción de forma incorrecta. Por favor, consulta el manual. Non so neanche che cos'ho appena detto! Ma posso scoprirlo! Oh! L'ascensore. Scusa. Continua a dimenticarmene. {{NDR|Chell, nell'ascensore, inizia a salire verso la superficie}} Questo corpo è davvero sorprendente! Non riesco a credere a quanto tu sia piccola! Ma io sono enorme! {{NDR|Ride, ma la risata diventa malvagia. L'ascensore torna a terra}} In effetti, perché dobbiamo andarcene proprio adesso? Hai idea di che bella sensazione sia? L'ho fatto io! L'ha fatto il piccolo, debole Wheatley!<br>'''GLaDOS''': Non hai fatto nulla. È stata lei a fare tutto il lavoro.<br>'''Wheatley''': Oh, sì. È questo che pensate voi due, vero? {{NDR|Afferra la testa di GLaDOS e inizia a smontarla}} Beh, forse questa volta farò qualcosa, dopotutto.<br>'''GLaDOS''': ... Cosa stai facendo?... NO! NO! NO!<br>'''Wheatley''': Non pensare che non stia pensando anche a te, signorina. Sai cosa sei? Egoista. Finora non ho fatto altro che sacrificarmi per farci arrivare qui! Tu cos'hai sacrificato? NIENTE. Zero. Tutto quello che hai fatto è COMANDARMI a bacchetta. Bene, ORA chi è il capo? Io. Ahhh... Vedi? È una batteria fatta con una patata. Un gioco per bambini. E ora [GLaDOS] ci vive dentro!<br>'''GLaDOS''': Ti conosco.<br>'''Wheatley''': Scusa, come dici?<br>'''GLaDOS''': I tecnici hanno fatto di tutto per far sì che... mi comportassi bene. Per rallentarmi. Una volta mi hanno persino applicato una sfera smorza-intelligenza: si è attaccata al mio cervello come un tumore, generando una serie infinita di idee terribili.<br>'''Wheatley''': No! Non ti ascolto! Non ti ascolto!<br>'''GLaDOS''': La voce era tua.<br>'''Wheatley''': No! No! BUGIARDA! BUGIARDA!<br>'''GLaDOS''': Sì, il tumore sei tu! Non sei semplicemente uno scemo qualsiasi: ti hanno PROGETTATO perché fossi scemo.<br>'''Wheatley''': NON SONO UNO SCEMO!<br>'''GLaDOS''': SÌ, PROPRIO COSÌ! SEI LO SCEMO CHE HANNO CREATO PER TRASFORMARMI IN UN'IDIOTA!<br>'''Wheatley''': Bene, che ne dici? {{NDR|Getta GLaDOS nell'ascensore e inizia a pestarlo}} ORA CHI È LO SCEMO? UNO SCEMO RIUSCIREBBE A SCARAVENTARTI NEL POZZO? Eh? Uno scemo potrebbe FARLO? Uh oh. {{NDR|L'ascensore cede con Chell e GLaDOS}}<br>'''GLaDOS''': Oh, ciao. Allora, come te la passi? PERCHÉ IO SONO UNA PATATA! {{NDR|Clap clap clap}} Oh, bene: il mio processore per gli applausi al rallentatore è attivo in questo affare: almeno quello. [...] Soffermiamoci su un paio questioni. Non è uno scemo qualsiasi: è il prodotto della collaborazione fra le più grandi menti dell'epoca con lo specifico intento di creare lo scemo più completo mai esistito... e tu lo hai appena messo a capo dell'impianto. {{NDR|Clap clap clap}} Bene, funziona ancora. *'''GLaDOS''': Beh, questa è la parte in cui ci uccide.<br>'''Wheatley''': Ciao! Qui è dove vi ucciderò.<br>{{NDR|Compare sullo schermo la scritta "Capitolo 9: qui è dove ti ucciderà", un traguardo sbloccato legge anch'esso "Qui è dove ti ucciderà" mentre il sottotitolo fa "È proprio quella parte"}} *'''Spazio''': Devo andare nello spazio. Sì. Devo andare nello spazio.<br>'''Wheatley''': NESSUNO ANDRÀ NELLO SPAZIO, DOLCEZZA! {{NDR|[[Ultime parole famose dai videogiochi|Ultime parole famose]]}} ==Explicit== *'''Annunciatore''': Attenzione: nucleo danneggiato al 100 percento. Richiesta sostituzione manuale del nucelo.<br>'''Wheatley''': Ohhhh. Capisco.<br>'''Annunciatore''': Sostituzione del nucelo: pronti a iniziare?<br>'''GLaDOS''': Sì, avanti!<br>'''Annunciatore''': Nucelo danneggiato: pronti a iniziare?<br>'''Wheatley''': Tu che ne pensi?<br>'''Annunciatore''': Le risposte vaghe saranno considerate dei SÌ.<br>'''Wheatley''': No! No! NO-NO-NO! Non hai colto il mio sarcasmo...<br>'''Annunciatore''': Rilevato stallo. [...] Incaricato alla soluzione trabocchetti: premere pulsante risoluzione trabocchetti.<br>'''GLaDOS''': Vai a premere il pulsante! Premilo!<br>'''Wheatley''': Non premere quel pulsante!<br>'''GLaDOS''': Ci siamo! Vai a premere quel pulsante!<br>'''Wheatley''': No! Non farlo! Ti proibisco di premerlo!<br>'''GLaDOS''': Premilo! Premi il pulsante!<br>'''Wheatley''': Non premere il pulsante!<br>'''GLaDOS''': Premilo!<br>'''Wheatley''': Non premerlo! TORNA INDIETRO!<br>'''Chell''': {{NDR|Sul punto di premere il pulsante, Wheatly rivela delle bombe nascoste, che esplodono, distruggendo il pulsante e ferendo Chell}}<br>'''Wheatley''': PARTE CINQUE! POSIZIONARE TRABOCCHETTI SUL PULSANTE FINALE! Come, sei ancora viva? Starai scherzando! Beh, io sono ancora installato, e comando io. E NON HO IDEA DI COME RIPARARE QUESTO POSTO! Dovevi proprio giocare al gatto col topo, vero? Mentre la gente cercava di lavorare. Sì, bene, ora pagheremo tutti le conseguenze. MORIREMO TUTTI, MALEDIZIONE! {{NDR|Il soffitto cede, mostrando la Luna}} Oh, sì! Brava! Dai un'occhiata alla tua preziosa Luna umana! PERCHÉ NON PUÒ AIUTARTI ORA!<br>'''Chell''': {{NDR|Spara un portale sulla luna. La pressione risucchia tutto nel portale sotto Wheatly}}<br>'''Wheatley''': MA CHE COSA... AH! AHHHHHHH! {{NDR|Anche Chell viene risucchiata, ma riesce ad aggrapparsi a Wheatley, ancora collegato al corpo di GLaDOS. I due si ritrovano dall'altra parte del portale}} SPAZIO! AH! LASCIAMI! SIAMO NELLO SPAZIO!<br>'''Spazio''': Spazio? {{NDR|Si lascia trasportare dal portale}} Spazio! SPAZIOOOOOOO!<br>'''Wheatley''': LASCIAMI! LASCIAMI! SONO ANCORA COLLEGATO! POSSO INSERIRMI DA SOLO! POSSO ANCORA SISTEMARE TUTTO!<br>'''GLaDOS''': L'ho già aggiustato ''io''. E ''TU'' non tornerai! {{NDR|Un braccio robotico si prepara a staccare il cavo di Wheatley}}<br>'''Wheatley''': Oh no. Cambio di programma. Tienimi forte. Più forte! {{NDR|Wheatley viene mollato in balia della gravità, mentre un altro braccio afferra Chell}} AH! Prendimi prendimi prendimi! Prendimiiii! *{{NDR|Qualche ora dopo la sconfitta di Wheatly, Chell si risveglia davanti a GLaDOS}}<br>'''GLaDOS''': Oh, grazie al cielo stai bene. Sai, essere Caroline mi ha insegnato una lezione importante: pensavo fossi la mia più grande nemica, mentre sei sempre stata la mia migliore amica. L'ondata di emozioni che mia ha travolto quando ti ho salvato la vita mi ha fatto capire una cosa ancora più importante: ora so in quale punto della mia mente vive Caroline.<br>'''Annunciatore''': Caroline eliminata.<br>'''GLaDOS''': Addio, Caroline. Sai, eliminare Caroline mi ha appena insegnato un'altra lezione importante: la miglior soluzione di un problema e solitamente la più semplice. E sarò onesta... ucciderti? È difficile. Lo sai come passavo le giornate una volta? A fare test. Nessuno mi assassinava, mi trasferiva in una patata o mi utilizzava come mangime per uccelli: facevo una vita niente male. Poi sei spuntata tu, pazza muta e pericolosa. Per cui sai che ti dico? Hai vinto. Vattene e basta. {{NDR|L'ascensore porta Chell verso la superficie assieme al suo Cubo di Compagnia del precedente capitolo}} È stato divertente: non tornare. *{{NDR|La scena si svolge nello spazio}}<br>'''Spazio''': {{NDR|eccitato}} Tanto spazio. Bisognerebbe vederlo tutto.<br>'''Wheatley''': Vorrei poter tornare indietro. Veramente, quanto lo vorrei. Se solo potessi tornare indietro. E non solo perché sono rimasto arenato nello spazio.<br>'''Spazio''': Sono nello spazio.<br>'''Wheatley''': Lo so che sei nello spazio. Infatti, siamo entrambi nello spazio.<br>'''Spazio''': SPAAAZIO!<br>'''Wheatley''': Comunque, se mai dovessi rivederla di nuovo, sai cosa direi?<br>'''Spazio''': Sono nello spazio.<br>'''Wheatley''': Direi: "Mi dispiace." Davvero, mi dispiace. Sono stato prepotente e mostruoso e me ne dispiaccio sinceramente.<br>'''Spazio''': Sono nello spazio.<br>'''Wheatley''': Fine. ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Portal 2''}} dscv6lk0o2qxnxzin6rs2vv6ekxx5a7 Adriano Pessina 0 70247 1417881 960082 2026-06-22T20:51:51Z Stefano20292 104467 Inserimento citazione da articolo relativo al Convegno dell'aprile 2011 in materia di disabilità 1417881 wikitext text/x-wiki '''Adriano Pessina''' (1953 – vivente), filosofo e scrittore italiano. ==''Il contributo delle università cattoliche''== *Se finora l'intervento sulla vita umana era regolata dalla nozione di terapia, cioè dalla volontà di ripristinare condizioni di salute e rimediare a ciò che si poteva definire in termini oggettivi, per quanto statistici e generali, la normalità, ora questa soglia che separa il normale dal patologico viene messa in discussione, insieme all'idea stessa di uomo e alla stesso criterio di norma. *In nome dell'uomo futuro si mette in gioco il futuro dell'uomo. *Quale libertà quando l'azione umana del generare figli è giudicata irrazionale perché non è controllata deterministicamente attraverso un procedimento di laboratorio? *La [[procreazione]], riletta con le categorie della medicina e della ginecologia, diventa affare prevalentemente femminile perché ridotta alla gestazione e al parto, e non è più questione di una costitutiva relazionalità della polarità maschio- femmina dell'umano, condivisione di un agire comune e di una storia personale. *La soglia che distingue i viventi tra loro, e i viventi dall'uomo è così varcata semplicemente perché diventa tecnicamente possibile varcarla. *Lo sviluppo tecno-scientifico, sorretto da un complesso intreccio di elementi economici, politici e conoscitivi, cerchi di autolegittimarsi ricorrendo ad una cultura di riferimento che storicamente si può definire con il termine di [[secolarizzazione]]. *Siamo in un'epoca di assenza di pensiero critico, in cui si assiste ad una banalizzazione dei problemi. *Soltanto ricorrendo ad una sapienza umana (che in ultima analisi è una filosofia dell'uomo e della vita) si può legittimare la ricerca scientifica e difenderne il valore, la libertà, le verità acquisite, senza cadere nelle forme della violenza e dell'arbitrio. *La "fiducia" della fede cattolica nella ragione, sia in quella scientifica, sia in quella filosofica, deriva dalla consapevolezza che il Dio della fede è anche il Dio che ha concesso la ragione all'uomo e che non bisogna temere di usarla a tutto campo. ==''Il «senso» del possibile''== *La tecnologia è, propriamente, il sapere che accompagna la tecnica, e ne integra la funzionalità, dandole già un orientamento preciso, mentre, in senso lato, la tecnica indica semplicemente la capacità operativa dell'uomo. *Tecnologia è infatti una forma del sapere e del saper fare e in questo coniuga, almeno sotto un aspetto, l'Homo faber e l'Homo sapiens. *Per la scienza sperimentale la verità, infatti, si trova al termine del processo sperimentale e non all'inizio: questo modello teorico è oggi pervasivo. *La diffusione di questo convincimento non dipende certo dal fatto che tutti noi partecipiamo dei processi metodologici delle scienze, ma è indotto dal processo di autolegittimazione sociale della tecnoscienza contemporanea, che a sua volta dipende in stretta misura dai processi economici. *L'avvento dell'ingegneria genetica comporta invece il convincimento che sia il progetto dell'uomo a essere l'unico orizzonte di senso, al punto che la nozione di salute si dilata alla nozione di "benessere", confondendo i piani epistemologici e quindi i rispettivi compiti della medicina, della filosofia e persino della religione. *La paura del crollo dell'ecosistema non è certo sufficiente a fermare l'illusione di chi pensa che ogni problema suscitato dall'estensione delle biotecnologie possa a sua volta essere corretto da nuovi potenziamenti tecnologici. *La distanza tra ciò che conosciamo della natura attraverso la nostra esperienza e ciò che ne sappiamo attraverso la mediazione delle scienze, diventa incolmabile. *Ad un modello speculativo che riconosce la verità della realtà (l'intelligibilità appartiene al reale e non è il prodotto dell'attività conoscitiva umana), si sostituisce progressivamente un modello operativo, che ritiene di poter garantire valore alla conoscenza là dove l'uomo ha a che fare con qualcosa di costruito e di costruibile (l'intelligibilità è l'operazione con cui l'uomo attribuisce senso alla realtà che lo circonda perché è in grado di costruire modelli teorici ed operativi che spiegano la realtà). *L'assorbimento della questione della verità nella prassi e quest'ultima nella prassi tecnoscientifica porta a considerare ogni approccio ulteriore e differente come puramente soggettivo, emotivo, confessionale, nel senso di frutto di pura opzione esistenziale. *Il possibile oggi è diventato il surrogato dell'eterno, così come la salute lo è diventata della salvezza. *La tecnologia, come forma di liberazione, induce una nuova esposizione esistenziale dell'uomo occidentale che si trova ad affrontare un nuovo mal di vivere, quello che emerge dalla difficoltà di comprensione della finitezza e perciò dall'impossibilità di riconoscere un senso (significato e direzione) dei possibili che la tecnologia mette a sua disposizione. ==''Libertà e tecnologia''== *Sul versante della ricerca scientifica, l'affermazione della libertà di ricerca si pone pressoché in termini di imperativo categorico. *La [[tecnologia]], come cultura e come linguaggio, è oggi un costitutivo dell'esperienza della libertà, ma nello stesso tempo, è uno dei fattori che rende più difficile pensare ed esprimere la libertà umana. *La libertà che viene affermata nel contesto tecnologico è traducibile nella proposta di esperire tutto il possibile. *Sulla spinta del modello tecnoscientifico, non ci si limita a dire che tutto ciò che è possibile é lecito (affermazione già problematica e gravida di conseguenze ambivalenti) ma si tende ad affermare che tutto ciò che si può è doveroso. *L'estendersi del carattere autoreferenziale della [[tecnologia]] oltre il proprio contesto metodologico conduce al convincimento che si possa pensare ogni limite come puro ostacolo (ciò che deve essere superato), e accentua la trasformazione dell'ideale della perfezione in ideale della funzionalità, capovolgendo il classico rapporto normativo tra naturale ed artificiale. *Da [[Julien Offray de La Mettrie|La Mettrie]] in poi è la macchina a diventare sempre più il metro di interpretazione dell'umano. *Alcune recenti tesi in ordine al concetto di qualità della vita, proposto come alternativa alla tesi della sacralità della vita umana, esprimono con efficacia l'estendersi del criterio della funzionalità. ==''Salute e salvezza nella civiltà tecnoscientifica''== *La paura dura l'intervallo di tempo che la separa dalla speranza, cioè dal convincimento che sia proprio l'ennesimo sviluppo delle tecnoscienze a rispondere alle paure di oggi che, come i tabù di ieri, possono essere sconfitti dal progresso. *Ciò che lentamente scompare dall'orizzonte del linguaggio umano è la nozione di [[verità]]: l'uomo occidentale non vuol più sentir parlare della verità perché gli bastano i risultati delle tecnoscienze, e pensa che questo concetto non possa essere esteso al di là del modello teorico delle scienze empiriche. *Una religione ridotta ad estrema consolazione non ha molto da offrire all'uomo di oggi. *La domanda a cui la [[cristianesimo|fede cristiana]] sa rispondere è prima di tutto una domanda che concerne la verità. Non è suo scopo quello di offrire una consolazione che possa aspirare alla verità, ma di proclamare una verità che si scopre anche in grado di consolare. *La fede cristiana è, infatti, capace di ridire con autorevolezza il fondamento della dignità dell'uomo e, quindi, della dignità delle sue imprese. *Non una teoria ma la persona stessa di [[Cristo]] è la misura dell'umano e la manifestazione piena della dignità umana. *Soltanto laddove è sollecitata la domanda sulla verità, e soltanto laddove la ragione strumentale cessa di essere l'unico modello di ragione, la fede cristiana è in grado di dispiegare pienamente la sua proposta. *La fede è interlocutrice della ragione laddove la ragione è ancora interessata alla verità. *La verità della fede, infatti, può fornire la consolazione al peso di alcune condizioni umane, ma questa consolazione è prima di tutto la vittoria della verità sulla disperazione, cioè sull'idea che il finito sia destinato alla fine. *Non tutti i vincoli che possiamo spezzare comportano una liberazione. ==Dall’articolo di Vita.it del 28 aprile 2011 "Disability Manager nasce Sidima”== * ''[Rispetto alle competenze del [[Disability Manager]]]'' si deve parlare di una nuova competenza che si inserisce in altre professioni. Per esempio, l’architetto [[Rodolfo Dalla Mora| Dalla Mora]] è prima di tutto un architetto, che ha imparato a guardare i mondi delle persone con uno sguardo più ampio.<ref>{{cita web |url= https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ |titolo=Disability manager nasce Sidima |giorno=26 |mese=aprile |anno=2011 |opera=Vita.it |autore=Antonietta Nembri |accesso=oggi }}</ref> * Bisogna prendere consapevolezza che non si fa nulla per i disabili, ma tutto per l’uomo e per il cittadino.<ref>{{cita web |url= https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ |titolo=Disability manager nasce Sidima |giorno=26 |mese=aprile |anno=2011 |opera=Vita.it |autore=Antonietta Nembri |accesso=oggi }}</ref> ==Bibliografia== *Adriano Pessina, ''Salute e salvezza nella civiltà tecnoscientifica'', in Aa. Vv., ''Scienza e fede'', Editoriale Jaca Book, 2002. *Adriano Pessina, ''Libertà e tecnologia: annotazioni teoretiche'', in Aa. Vv., ''Soggetto e libertà nella condizione postmoderna'', Vita e Pensiero, 2003 *Adriano Pessina, ''Il «senso» del possibile e l'orizzonte del limite nella civiltà tecnologica'', in ''Hermeneutica'', 2001, Morcelliana. *Adriano Pessina, ''Il contributo delle università cattoliche alle grandi sfide dell'umanità'', in [http://www.wccu.es/wccu_es/docs/Adriano%20Pessina.pdf documentazione] primo congresso mondiale università cattoliche, 12-14 agosto 2011. {{DEFAULTSORT:Pessina, Adriano}} [[Categoria:Filosofi italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] llv85v89737r5l1uxy410hylzn5g8hc Discussioni utente:Marte2007 3 105366 1417849 679624 2026-06-22T18:05:03Z Civvì 8222 Civvì ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Lord Spectre]] a [[Discussioni utente:Marte2007]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Lord Spectre|Lord Spectre]]" a "[[Special:CentralAuth/Marte2007|Marte2007]]" 679624 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 08:47, 21 dic 2014 (CET)}} 5wnqboug4gtyaf16hpi4zjefdpwe1qi Utente:Skekzilla 2 110782 1417861 1417748 2026-06-22T19:33:58Z Skekzilla 17056 /* Libro VI */ 1417861 wikitext text/x-wiki ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i cavalieri della Tavola Rotonda si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) * ====Libro VII==== ====Libro VIII==== ====Libro IX==== ====Libro X==== ====Libro XI==== ====Libro XII==== ====Libro XIII==== ====Libro XIV==== ====Libro XV==== ====Libro XVI==== ====Libro XVII==== ====Libro XVIII==== ====Libro XIX==== ====Libro XX==== ====Libro XXI==== ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 _____________________________ ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) rp3goxk4943l5s0wa0k6pr2p7ojp03x 1417862 1417861 2026-06-22T19:45:59Z Skekzilla 17056 /* Libro VI */ 1417862 wikitext text/x-wiki ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i cavalieri della Tavola Rotonda si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== ====Libro VIII==== ====Libro IX==== ====Libro X==== ====Libro XI==== ====Libro XII==== ====Libro XIII==== ====Libro XIV==== ====Libro XV==== ====Libro XVI==== ====Libro XVII==== ====Libro XVIII==== ====Libro XIX==== ====Libro XX==== ====Libro XXI==== ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 _____________________________ ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) j04h10ewiwfa9vdxxytks89wtr0ixiv 1417895 1417862 2026-06-23T06:50:07Z Skekzilla 17056 /* Libro VII */ 1417895 wikitext text/x-wiki ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i cavalieri della Tavola Rotonda si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola cortese potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un cavaliere deve tollerare qualunque cosa da parte di una damigella [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== ====Libro IX==== ====Libro X==== ====Libro XI==== ====Libro XII==== ====Libro XIII==== ====Libro XIV==== ====Libro XV==== ====Libro XVI==== ====Libro XVII==== ====Libro XVIII==== ====Libro XIX==== ====Libro XX==== ====Libro XXI==== ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 _____________________________ ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) mmnzkvcs0a21pjuseuh8ths84cx0oif 1417902 1417895 2026-06-23T10:03:29Z Skekzilla 17056 /* Libro VIII */ 1417902 wikitext text/x-wiki ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i cavalieri della Tavola Rotonda si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola cortese potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un cavaliere deve tollerare qualunque cosa da parte di una damigella [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) ====Libro IX==== ====Libro X==== ====Libro XI==== ====Libro XII==== ====Libro XIII==== ====Libro XIV==== ====Libro XV==== ====Libro XVI==== ====Libro XVII==== ====Libro XVIII==== ====Libro XIX==== ====Libro XX==== ====Libro XXI==== ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 _____________________________ ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) pabd1eeoz7mwkvl2mjyp91t14ed7115 1417904 1417902 2026-06-23T10:14:31Z Skekzilla 17056 /* Libro VIII */ 1417904 wikitext text/x-wiki ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i cavalieri della Tavola Rotonda si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola cortese potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un cavaliere deve tollerare qualunque cosa da parte di una damigella [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) * ====Libro IX==== ====Libro X==== ====Libro XI==== ====Libro XII==== ====Libro XIII==== ====Libro XIV==== ====Libro XV==== ====Libro XVI==== ====Libro XVII==== ====Libro XVIII==== ====Libro XIX==== ====Libro XX==== ====Libro XXI==== ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 _____________________________ ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) haj8wjl89h5xwhl12ghqe3m7prjcumf 1417905 1417904 2026-06-23T10:20:54Z Skekzilla 17056 /* Libro VIII */ 1417905 wikitext text/x-wiki ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i cavalieri della Tavola Rotonda si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola cortese potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un cavaliere deve tollerare qualunque cosa da parte di una damigella [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon cavaliere cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== ====Libro X==== ====Libro XI==== ====Libro XII==== ====Libro XIII==== ====Libro XIV==== ====Libro XV==== ====Libro XVI==== ====Libro XVII==== ====Libro XVIII==== ====Libro XIX==== ====Libro XX==== ====Libro XXI==== ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 _____________________________ ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) as14cvos1ggwzbvjfmonw78ugboe1dd 1417906 1417905 2026-06-23T10:27:38Z Skekzilla 17056 /* Libro VIII */ 1417906 wikitext text/x-wiki ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i cavalieri della Tavola Rotonda si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola cortese potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un cavaliere deve tollerare qualunque cosa da parte di una damigella [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon cavaliere cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== ====Libro X==== ====Libro XI==== ====Libro XII==== ====Libro XIII==== ====Libro XIV==== ====Libro XV==== ====Libro XVI==== ====Libro XVII==== ====Libro XVIII==== ====Libro XIX==== ====Libro XX==== ====Libro XXI==== ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 _____________________________ ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) bdkv0b4abzqpbpq7wmmk6k21dl8ynsx 1417910 1417906 2026-06-23T11:07:05Z Skekzilla 17056 /* Libro IX */ 1417910 wikitext text/x-wiki ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i cavalieri della Tavola Rotonda si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola cortese potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un cavaliere deve tollerare qualunque cosa da parte di una damigella [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon cavaliere cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Morded]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talatra colui che è meno meritevole mette in svantaggio che è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun cavaliere è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Lupo e pecora|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== ====Libro XI==== ====Libro XII==== ====Libro XIII==== ====Libro XIV==== ====Libro XV==== ====Libro XVI==== ====Libro XVII==== ====Libro XVIII==== ====Libro XIX==== ====Libro XX==== ====Libro XXI==== ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 _____________________________ ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) tmxyws6m3x7inwx0xlmxet8k42lurjl 1417920 1417910 2026-06-23T11:57:41Z Skekzilla 17056 /* Libro X */ 1417920 wikitext text/x-wiki ==Making of== {{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}} * :''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast) * :''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey) * :''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson) * :''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi) * :''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson) ==''La morte di Artù''== ===Incipit=== ====Originale==== Hit befel in the dayes of Uther pendragon when he was kynge of all Englond | and so regned that there was a myȝty duke in Cornewaill that helde warre ageynst hym long tyme | And the duke was called the duke of Tyntagil | and so by meanes kynge Uther send for this duk | chargyng hym to brynge his wyf with hym | for she was called a fair lady | and a passynge wyfe | and her name was called Igrayne | So whan the duke and his wyf were comyn unto the kynge by the meanes of grete lordes they were accorded bothe | the kynge lyked and loved this lady wel | and he made them grete chere out of mesure | and desyred to have lyen by her | But she was a passyng good woman | and wold not assente unto the kynge | And thenne she told the duke her husband and said I suppose that we were sente for that I shold be dishonoured Wherfor husband I counceille yow that we departe from hens sodenly that we maye ryde all nyghte unto oure owne castell<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== Al tempo in cui [[Uther Pendragon]] governava su tutta l'Inghilterra, vi era in Cornovaglia un potente duca, signore di Tintagel, che gli faceva guerra da molti anni. Attraverso degli emissari, un giorno il re lo convocò ordinandogli di portare con sé anche la moglie, che aveva nome [[Igraine]] e fama di essere molto assennata. Quando il duca arrivò alla presenza del sovrano, per intercessione dei più nobili baroni si riconciliò con lui, ma il re si innamorò di sua moglie, la festeggiò oltre misura e desiderò di giacere con lei. Igraine, che era una donna onesta e leale, non solo non vi consentì, ma anzi disse al marito:<br>«Credo che siamo stati chiamati qui perché io vi perdessi il mio onore. Vi consiglio quindi di andare via senza indugio e di raggiungere questa notte stessa il nostro castello.»<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume primo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ===Citazioni=== ====Libro I==== [[File:Story of Merlin - Arthur's conception.png|thumb|Il concepimento di Artù]] *«Ecco cosa voglio, sire» disse allora Merlino. «La prima notte che trascorrerete con Igraine concepirete in lei un figlio che mi farete consegnare appena sarà venuto alla luce. Io lo alleverò dove più mi piacerà, affinché a voi derivi onore e al bambino i vantaggi che gli spettano.»<br>«Sarà fatto come volete» accondiscese il re.<br>«Ora preparatevi» aggiunse Merlino. «Questa notte stessa vi coricherete al fianco di Igraine nel castello di Tintagel, e avrete le sembianze di suo marito; Ulfius assumerà l'aspetto di ser Brastias e io quello di ser Jordans, due cavalieri del duca. Ma badate di non rivolgere domande né a lei né ai suoi uomini; dite che non vi sentite bene, affrettatevi ad andare a letto, e domani mattina non vi alzate prima del mio arrivo. Il castello non è che a dieci miglia da qui.»<br>Fu dunque fatto come era stato deciso. Ma poiché il duca aveva visto il re lasciare l'assedio di Terrabil, quella stessa notte uscì dal castello attraverso una postierla per attaccare l'esercito regale e rimase ucciso nella sortita prima ancora che il sovrano fosse arrivato a Tintagel. Così re Uther giacque con Igraine più di tre ore dopo la morte del duca e, in quella notte, concepì Artù. Allo spuntare del giorno, dopo che Merlino fu arrivato per dirgli di prepararsi, egli baciò la dama e partì in gran fretta. E quando Igraine sentì dire che, secondo tutte le testimonianze, il marito era morto prima dell'arrivo di Uther, si chiese con grande stupore chi potesse essere l'uomo che si era coricato con lei nelle sembianze del suo signore e ne pianse segretamente senza farne parola ad alcuno. (p. 7) *Non passò molto, quindi, che un mattino Uther e Igraine si sposarono tra la gioia e il tripudio generale, e, per volere del re, nella stessa occasione re Lot di Lothian e di Orkney sposò Morgawse, che sarebbe stata la madre di Galvano, e re Nentres della terra di Garlot sposò Elaine. La terza sorella, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana la Fata]], fu invece messa a studiare in un convento dove divenne molto dotta in negromanzia. In seguito sarebbe stata maritata a re [[Urien|Uriens]] della terra di Gore, padre di ser [[Ywain|Ivano il Biancamano]]. (p. 8) *E quando i mattutini e la prima messa ebbero termine, nel camposanto dietro l'altare maggiore fu vista una grande roccia quadrangolare simile a un blocco di marmo, che sorreggeva nel mezzo una sorta di incudine d'acciaio alta un piede in cui era infitta una bella spada. Intorno all'arma una scritta in lettere d'oro diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Colui che estrarrà questa spada dalla roccia e dall'incudine è il legittimo re di tutta l'inghilterra.}} (p. 10) *Ser Ector e ser Kay si inginocchiarono a terra.<br>«Ahimè, perché vi inginocchiate davanti a me, voi che siete mio padre e mio fratello?» chiese loro Artù.<br>«No, mio signore, non è così. Io non sono vostro padre e non sono nemmeno del vostro stesso sangue. Vedo che discendete da un lignaggio ben più nobile di quanto credessi.»<br>Egli gli raccontò come gli fosse stato affidato, perché lo allevasse, dallo stesso Merlino. Nel sentire che ser Ector non era suo padre, il giovane provò un profondo dolore, ma il cavaliere continuò:<br>«Quando sarete re, vorrete essere il mio buono e grazioso signore?»<br>«In caso contrario sarei da biasimare» fu la risposta di Artù. «Siete l'uomo a cui devo di più insieme alla mia buona signora e madre, vostra moglie, che mi ha nutrito e allevato come figlio suo. Se Dio vorrà ch'io sia re come voi dite, potrete chiedermi tutto quello che sarà in mio potere di concedervi, e io non vi mancherò!» (pp. 12-13) *«Per quale motivo quel ragazzo è divenuto vostro re?»<br>«Signori, è figlio legittimo di Uther Pendragon e di Igraine, moglie del duca di Tintagel» rispose loro Merlino.<br>«Allora è bastardo!» esclamarono tutti.<br>«No; Artù fu concepito più di tre ore dopo la morte del duca, e tredici giorni più tardi re Uther sposò Igraine. È quindi provato che non è bastardo, e chi lo afferma sappia che Artù sarà re e avrà ragione di tutti i suoi nemici, e che, prima di morire, avrà regnato a lungo su tutta l'Inghilterra e avrà condotto sotto il proprio comando Galles, l'Irlanda, la Scozia e molti altri regni.» (p. 15) *Dovremmo forse accettare che un interprete di [[Sogno|sogni]] ci esorti alla viltà? ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 16) *Ecco allora giungere in campo re Ban, fiero come un leone e con le insegne a bande verdi in campo d'oro.<br>«Ahimè, ora temo davvero che saremo sconfitti!» esclamò re Lot vedendolo. «Quello è il cavaliere più valoroso del mondo e anche l'uomo più rinnomato. Moriremo o saremo costretti a ritirarci, ma se dovremo farlo sarà bene che impieghiamo valore e saggezza, perché altrimenti perderemo ugualmente la vita!» (p. 26) *[...] è preferibile uccidere un vile piuttosto che, a causa di un codardo, perdere tutti la vita. ([[Lot (ciclo arturiano)|Lot]], p. 28) *«Siete un uomo straordinario!» esclamò allora Artù.<br>«Però mi stupisce molto sentirvi dire che morirò in battaglia.»<br>«Non ve ne meravigliate, è la volontà di Dio che il vostro corpo sia punito per le vostre azioni impure. Io invece dovrei essere triste, perché morirò di una morte vergognosa, sotterrato ancora vivo. Almeno la vostra sarà una fine onorevole.» ([[Re Artù]] e [[Mago Merlino]], p. 34) *Merlino è a conoscenza, come del resto voi, ser Ulfius, di come re Uther venne da me nel castello di Tintagel con le sembianze di mio marito che era morto tre ore prima, e di come quella stessa notte mi fece concepire un figlio. Tredici giorni dopo egli mi sposò, e allorché il bambino nacque ordinò che fosse affidato a Merlino e allevato da lui. Da allora io non lo vidi mai più; né seppi quale nome gli era stato dato. ([[Igraine]], p. 35) *«Ora siete in mio potere, e sono libero di decidere se uccidervi o risparmiarvi la vita. Ma se non vi darete per vinto sarò costretto a mettervi a morte» gli disse lo sconosciuto.<br>«Quando vorrà venire, la morte sia la benvenuta! Del resto, preferisco morire che disonorarmi arrendendomi a te» esclamò Artù balzandogli addosso. ([[Pellinore]] e [[Re Artù]], p. 39) *«Ahimè, Merlino, lo avete ucciso!» gli disse Artù. «Era il cavaliere più nobile del mondo, ed io preferirei essere privato delle mie terre piuttosto che saperlo morto.»<br>«Non ve ne date pensiero, è più sano di voi» gli rispose Merlino. «È solo addormentato, ma si risveglierà fra tre ore. Vi avevo detto che era un cavaliere forte e coraggioso, e vi avrebbe ucciso se io non fossi intervenuto. Ma da ora in poi egli vi renderà ottimi servigi; il suo nome è [[Pellinore|Pellinor]], e un giorno avrà due figli di valore impareggiabile che si chiameranno Percival e Lamorak il Gallese. E sarà ancora Pellinor a rivelarvi il nome del figlio che avete concepito in vostra sorella e che sarà la rovina del regno.» (p. 40) *«Vi piace più l'arma o il fodero?» gli chiese Merlino.<br>«Preferisco la spada.»<br>«Non siete molto saggio, perché il fodero vale dieci volte di più! Finché lo avrete al fianco, esso impedirà alle vostre ferite di sanguinare, per quanto gravi possano essere. Quindi badate a non abbandonarlo mai.» (p. 41) *Poi re Artù fece cercare, sotto pena di morte, tutti i bambini che erano nati il primo di maggio concepiti da baroni e da dame, perché Merlino gli aveva detto che proprio in quella data aveva visto la luce di colui che lo avrebbe ucciso. Tra i numerosi figli di signori scovati e mandati a corte, si trovava anche [[Mordred]], il figlio della moglie di re Lot.<br>I fanciulli vennero messi su una nave che fu lasciata alla deriva sul mare, ma il caso volle che essa naufragasse ai piedi di un castello e che tutti i bambini morissero salvo proprio Mordred che ne era stato scagliato fuori e che fu ritrovato da un buon uomo che lo allevò. Quando poi il fanciullo ebbe compiuto i quattordici anni, fu mandato a corte, come narreremo verso la fine del libro della Morte di Artù. Ora diremo che i baroni del regno furono molto addolorati per la morte dei loro figli e ne incolparono più Merlino che Artù, ma poi rimasero in pace sia per timore sia per lealtà nei confronti del sovrano. (p. 43) ====Libro II==== *«Ah, bella damigella, dignità, virtù e valore non sono riposti solo nell'[[abbigliamento]]!» esclamò [[Sir Balin|Balin]]. «La virilità e l'onore sono celati nella persona, e vi sono molti insigni cavalieri ignoti a tutti, a riprova che il pregio e l'ardimento non hanno alcun rapporto con le vesti che indossano.» (p. 46) *Non pochi pensano di fare scorno a un [[avversario]], e poi scoprono che il loro intento si è ritorto a loro danno. ([[Sir Balin]], p. 50) *Badate, sire, di conservare con cura il fodero di Excalibur e ricordate che finché l'avrete con voi le vostre ferite, per quanto gravi, non sanguineranno. ([[Mago Merlino]], p. 57) *La lancia che aveva inferto il Colpo Doloroso era la stessa con cui Longino aveva ferito Nostro Signore al cuore, e poiché re Pellam era affine alla stirpe di Giuseppe e l'uomo più degno di quei tempi, la sua infermità provocò dolore, lutti e pene. (p. 62) *«Fratello, mi hai ucciso e io ho ucciso te. Il mondo intero parlerà di noi» disse poi Balin quando si fu ripreso.<br>«Perché mai non ti ho riconosciuto!» si lamentò Balan. «Avevo notato le due spade, ma dato che portavi uno scudo non tuo ti avevo creduto un altro.»<br>«È colpa di uno sciagurato cavaliere che facendomelo cambiare ci ha dato la morte. Se potessi sopravvivere distruggerei il castello per i malvagi costumi che alberga.»<br>«E sarebbe ben fatto!» approvò Balan. «Da quando vi arrivai non ebbi più la possibilità di ripartirne perché uccisi il cavaliere che era a guardia dell'isola. Lo stesso accadrà anche a te, fratello. Avresti dovuto uccidermi, come del resto hai fatto, ma poi metterti in salvo con la fuga.»<br>In quel mentre sopraggiungeva la signora del castello con quattro cavalieri, sei dame e sei servitori, e sentì le pietose parole che si scambiavano i fratelli.<br>«Uscimmo entrambi da un medesimo sacello, il ventre di nostra madre, e giaceremo insieme in una stessa fossa» dicevano. (p. 66) *Il mattino successivo comparve Merlino e fece incidere in lettere d'oro sulla tomba dei fratelli una scritta che diceva:<br><div class="center">{{maiuscoletto|Qui giace Balin il Selvaggio, che era il cavaliere dalle due spade che inferse il Colpo Doloroso.}}</div><br>Poi, presa la spada di Balin e sostituitone il pomo con un altro, ordinò a un cavaliere di brandirla, ma quello non vi riuscì nonostante i ripetuti sforzi. Allora Merlino scoppiò a ridere.<br>«Perché ridete?» gli chiese il cavaliere.<br>«Solo i campioni migliori del mondo potranno maneggiare questa spada, cioè [[Lancillotto]] e suo figlio [[Galahad]]. E con quest'arma Lancilotto ucciderà ser Galvano, il nipote di re Artù» gli rispose Merlino, che fece incidere la profezia sul pomo della spada.<br>Poi operò perché un ponte di ferro e di acciaio collegasse l'isola con la terraferma, e lo fece largo solo mezzo piede perché soltanto l'uomo più eccellente e mondo da malizia e villania potesse avere l'ardire di attraversarlo. Inoltre lasciò sull'isola il fodero della spada di Balin perché Galahad potesse trovarlo, e fece sì che per magia la spada restasse infissa in un blocco di marmo grande come la mola di un mulino, che galleggiò per molti anni nella corrente di un fiume fin sotto le mura di Camelot. Un giorno di Pentecoste Galahad, il nobile principe, che aveva già trovato il fodero, avrebbe estratto la spada così come è narrato nel libro del Sangrail. (p. 67) ====Libro III==== *Che un re tanto illustre per nobiltà e valore voglia prendere in moglie Ginevra è la notizia più bella che abbia mai ricevuto [...]. Gli offrirei volentieri anche le mie terre se pensassi di poterlo compiacere, ma ne ha già tante e sono certo che non ne ha bisogno. Gli farò quindi un dono che gradirà molto di più, perché gli consegnerò la [[Tavola Rotonda]] che mi fu data da Uther Pendragon. Essa può ospitare un massimo di centocinquanta cavalieri; cento li ho io stesso, ma gli altri mi sono stati uccisi. ([[Leodegrance]], p. 69) *«Ma perché vi sono due seggi vuoti alla Tavola Rotonda?» chiese poi Artù a Merlino.<br>«Sire, sono destinati a uomini degni del più alto onore, e sul [[Seggio Periglioso]] siederà solo un cavaliere senza pari. Chiunque altro sarà tanto ardito da tentare di prendervi posto, sarà annientato.» (p. 72) *Devi concedere [[misericordia]] a coloro che t'implorano, perché un cavaliere spietato è un cavaliere senza onore. ([[Gaheris]], p. 76) *Così, portate a termine le tre ricerche affidate a ser Galvano, a ser Tor e a re Pellinor, re Artù confermò la nomina di tutti i cavalieri, assegnò terre a quelli che non avevano e impose loro di non commettere mai oltraggi o omicidi, di rifuggire sempre dal tradimento, di non comportarsi mai con efferatezza, ma di concedere grazia a chi la implorasse, sotto sanzione di perdere per sempre l'onore e la sua protezione. Inoltre il re ingiunse loro, pena di morte, di soccorrere sempre le dame, le damigelle e le gentildonne e di non ingaggiare combattimenti in contese ingiuste per amore o per beni mondani. Tutti i [[cavalieri della Tavola Rotonda]] giurarono in tal senso, i giovani come i vecchi, e ogni anno rinnovavano il giuramento in occasione della festa solenne della Pentecoste. (p. 87) ====Libro IV==== *Ahimè, da quando sono stato incoronato non ho avuto un solo mese di riposo! ([[Re Artù]], p. 90) *{{NDR|Su [[Sir Tor]]}} Parla poco e agisce molto di più, e non conosco nessuno qui a corte che sia di nascita più nobile, o che gli sia pari in valore e in possanza. ([[Re Artù]], p. 94) *[...] mi sono impegnato a battermi ad oltranza e preferisco morire con onore piuttosto che vivere nella vergogna. Se mi fosse possibile perdere la vita cento volte, piuttosto che arrendermi a voi sceglierei lo stesso di morire. Sono senza armi, ma non senza onore, e del resto se ucciderete un uomo inerme, il disonore ricadrà su di voi. ([[Re Artù]], p. 101) *{{NDR|Sulla [[Fata Morgana (mitologia)|Fata Morgana]]}} Mi vendicherò su di lei con tale durezza che tutto il mondo cristiano ne dovrà parlare, perché Dio sa che l'ho onorata e venerata più di ogni altra del mio sangue e che avevo più fiducia in lei che in mia moglie e negli altri miei parenti. ([[Re Artù]], p. 103) *La gente dice che Merlino è figlio di un diavolo, ma io posso affermare di essere stato concepito da un demone sulla terra! ([[Ywain|Sir Ivano]], p. 105) *[...] non è cavalleresco che uno resti in arcioni mentre l'altro è a piedi. (Moroldo, p. 112) *Una dama tanto superba da non avere misericordia di un valoroso cavaliere non ha diritto alla felicità! ([[Dama del Lago|Nimue]], p. 121) ====Libro V==== *[...] io non pagherò mai il tributo a Roma! A quanto so Belino e Brenio, sovrani di Britannia, hanno tenuto a lungo l'impero nelle proprie mani, come anche Costantino figlio di Elena: vi è quindi la prova palese che non dobbiamo alcun tributo e che anzi, essendo noi i loro discendenti, abbiamo il diritto di reclamare il titolo all'impero. ([[Re Artù]], p. 132) *Artù presiedeva la Tavola Rotonda e appariva l'uomo più gagliardo che esista, capace di conquistare l'intera terra, che è ben poco per lui. (p. 134) *Mentre il re era assopito nella propria cabina ebbe un sogno meraviglioso: gli parve che un [[drago]] terrificante, giunto in volo dalla parte d'Occidente, affogasse molta della sua gente. Esso aveva la testa smaltata d'azzurro e le spalle che brillavano come oro, il ventre simile a maglie di straordinari colori, la coda coperta di scaglie, le zampe di splendido zibellino e gli artigli come oro fino. Dalla bocca gli scaturiva un'orrenda fiamma che faceva apparire di fuoco la terra e il mare. Poi, in una nuvola, giungeva dall'Oriente un feroce cinghiale nero dagli artigli grandi come pilastri. Coperta da pelame irsuto, era la bestia più ripugnante che si fosse mai vista, e ruggiva e muggiva in modo incredibilmente orribile. Il drago allora si sollevava nell'aria come un falco e assaliva con violenza il cinghiale che rispondeva ferendolo al petto con le zanne grigie, e quel sangue bollente faceva rosseggiare il mare. Allora il drago volava a grandi altezze, poi si precipitava fragorosamente a colpire il cinghiale sulla sommità del dorso, lungo dieci piedi dalla testa alla coda, riducendogli in polvere le ossa e la carne, che prendevano a volteggiare per tutta l'ampiezza del mare.<br>Il re si svegliò di colpo e, sconcertato dal sogno, mandò a chiamare un saggio filosofo cui ordinò di spiegarne il significato.<br>«Sire» fu la risposta del sapiente «il drago rappresenta la vostra persona, i colori delle sue ali sono i regni che avete conquistato e le scaglie di cui è irta la coda rappresentano i nobili cavalieri della Tavola Rotonda. Il cinghiale che usciva dalle nuvole e che fu ucciso dal drago simboleggia un tiranno che tormenta il popolo, o forse anche che voi dovrete battervi di persona contro il più orrido e abominevole gigante che avrete mai visto in tutta la vita. Non avete dunque nulla da temere da questo sogno: andate avanti da conquistatore.» (pp. 135-136) *Guardate quanto sono tronfi di orgoglio e di millanteria questi Britanni! [...] Si vantano come se avessero già conquistato il mondo intero! (p. 140) ====Libro VI==== *Poco tempo dopo che re Artù era tornato in Inghilterra da Roma i cavalieri della Tavola Rotonda si riunirono a corte per dedicarsi a giostre e a tornei. Non pochi cavalieri novelli compirono onorevoli gesta d'armi e superarono i compagni dando prova di valore e di prodezza, ma tra tutti spiccò ser [[Lancillotto]] del Lago che fu il migliore nei tornei, nelle giostre e nelle prove d'armi sia al primo sia all'ultimo sangue, e non si fece mai sopraffare se non per tradimento o per incantesimo.<br>Dunque ser Lancillotto si meritò una tale unanime ammirazione che il libro francese dice che era il cavaliere migliore della corte dopo il ritorno del re da Roma. Per tutti questi motivi, la regina Ginevra lo predilesse tra gli altri, e poiché anche egli la ricambiava amandola più di qualunque altra dama o damigella della sua vita, compì per lei molte prodezze d'armi. (p. 157) *[...] non posso impedire alla gente di dire quel che vuole, ma non penso affatto di prendere moglie, perché dovrei restare al suo fianco trascurando le armi, i tornei, le battaglie e le avventure. Quanto poi ad avere delle amiche, rifiuto il piacere che esse potrebbero darmi soprattutto perché sono timorato di Dio. Vedete, i cavalieri che si danno all'adulterio e al libertinaggio non sono felici o fortunati in battaglia, e sono quasi sempre sopraffatti da cavalieri meno abili, oppure per caso e per malasorte uccidono uomini migliori di loro. Credo quindi che sarà sempre un infelice l'uomo che ha delle amanti, e che tutto ciò che avrà a che fare con lui sarà perseguitato dalla sorte. ([[Lancillotto]], p. 170) *Ahimè, che peccato che un cavaliere debba morire senza le armi in mano! ([[Lancillotto]], p. 181) ====Libro VII==== *[...] non lasciatemi morire quando una parola cortese potrebbe salvarmi! (Sir Pertolepe, p. 199) *Un cavaliere deve tollerare qualunque cosa da parte di una damigella [...]. Per questo non ho badato alle vostre parole, per quanto ingiuriose fossero; anzi, quanto più mi offendevate e mi facevate montare in collera, tanto più sfogavo la mia ira contro gli avversari che incontravo. Così le vostre ingiurie mi hanno esortato a battermi e mi hanno indotto a cimentarmi per provarvi fino in fondo di cosa sono capace. Se ho cercato accoglienza nelle cucine di Artù, è stato solo per avventura, perché avrei potuto trovare di che sostentarmi in qualunque altro posto. Ma l'ho voluto fare per mettere alla prova i miei amici e perché un giorno si potesse sapere che sono un gentiluomo. ([[Sir Gareth]], p. 203) *{{NDR|Su [[Sir Gareth]]}} Ha sconfitto tutti e quattro i fratelli e ucciso il Cavaliere Nero [...]. Ma prima ancora aveva fatto di più: aveva disarcionato ser Kay lasciandolo a terra mezzo morto e aveva affrontato un duro scontro con ser Lancillotto concludendolo alla pari. È stato allora che ser Lancillotto lo ha armato cavaliere. (p. 206) ====Libro VIII==== *Al tempo in cui Artù era re supremo d'Inghilterra, del Galles, della Scozia e di numerosi regni, v'erano altri sovrani che regnavano su molte contrade: un paio nel Galles, altrettanti in Cornovaglia e nell'Occidente, due o tre in Irlanda e un gran numero nel Settentrione, ma tutti costoro gli dovevano obbedienza ed erano suoi vassalli, al pari del re di Francia, del re di Bretagna, e di tutti gli altri baroni fino a Roma. (p. 241) *Ah, figlioletto mio [...] hai dato la morte a tua madre! Se in così giovane età sai giù uccidere, suppongo che diverrai un uomo gagliardo e, poiché morrò per averti messo al mondo, voglio che la mia ancella preghi il mio signore e Meliodas che al battesimo ti imponga il nome di [[Tristano]], a significare il dolore della tua nascita. (Elisabetta, p. 242) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} [...] egli diede inizio alle buone regole del trattare ogni tipo di cacciagione e introdusse i termini appropriati che sono in uso ancor oggi, onde il libro della caccia col falcone, al cervo e a ogni altro animale selvatico, è chiamato il libro di ser Tristano. Mi sembra pertanto che tutti i gentiluomini di antico blasone debbano giustamente onorarlo, perché è proprio da tali termini, che resteranno in uso fino al giorno del Giudizio, che gli uomini d'onore possono distinguere un gentiluomo da un uomo libero e quest'ultimo da un villano. Colui che è [[Gentilezza|gentile]] sarà infatti attratto dalle virtù cortesi e seguirà i nobili costumi degli uomini d'onore! (p. 244) *Raccomandami a mio zio re Marco e pregalo, se sarò ucciso in battaglia, di seppellire il mio corpo nel modo che riterrà più opportuno [...]. Sappia che non mi arrenderò per viltà e che mi farò uccidere piuttosto che fuggire: in tal modo il regno non sarà costretto al tributo per causa mia; ma se mi arrendersi dichiarandomi sconfitto o se fuggissi, digli che non dovrà mai seppellirmi in terra consacrata. ([[Tristano]], p. 248) *Io non sono che un novello cavaliere e al primo cimento, ma piuttosto che tirarmi indietro preferirei essere fatto in cento pezzi! ([[Tristano]], p. 250) *Mio padre è ser Meliodas re di Liones e mia madre, che si chiamava Elisabetta, era sorella di re Marco di Cornovaglia. Ella morì nel darmi la luce nella foresta e, proprio per questo, prima di spirare ordinò che al battesimo mi fosse imposto il nome di Tristano, ch'io trasformai qui in Tamtrist poiché non volevo essere riconosciuto. Ho combattuto per il tributo della Cornovaglia per amore di mio zio e per il diritto di quella terra che egli possedeva da molti anni, e anche per accrescere il mio onore, perché ero stato fatto cavaliere proprio quel giorno ed ero al mio primo cimento. Solo per questo intrapresi la battaglia, e sappiate inoltre che ser Moroldo si sottrasse a me ancora in vita, abbandonando lo scudo e la spada. ([[Tristano]], p. 256) *[...] colui che ha una segreta [[ferita]] è riluttante a mostrare apertamente l'ingiuria subita! (p. 260) *Ser Lancillotto non ha pari per gentilezza e cavalleria e, per il grande affetto che nutro per lui, non combatterò più di mia volontà contro di voi. ([[Tristano]], p. 264) *Non è da buon cavaliere cogliere un altro in svantaggio [...]. ([[Tristano]], p. 284) *[...] uccisi ser Moroldo liberando la Cornovaglia dal tributo, e sono anche colui che salvò il re d'Irlanda da ser Blamor di Ganis e che vinse ser Palamede. Sono Tristrano di Liones e, con la grazia di Dio, libererò quest'infelice contrada. ([[Tristano]], p. 291) *[...] molti dicono dietro le spalle di un uomo quello che non gli direbbero mai in faccia. ([[Lamorak]], p. 295) ====Libro IX==== *Se alla tua prima giostra ti inviano un buffone a combatterti, sei davvero tenuto in poco conto alla corte di Artù! (Damigella Maldicente, p. 302) *Ah, bella damigella [...] vi prego di avere pietà e di non insultarmi oltre, perché la mia afflizione è grande abbastanza anche se non ne aggiungete del vostro. Tuttavia non mi considero un cattivo cavaliere per essere stato abbattuto da un compagno della Tavola Rotonda. ([[Sir Breunor]], p. 302) *{{NDR|Su [[Sir Breunor]]}} [...] vi dico apertamente che è un bravo cavaliere, e che si proverà nobile e prode. Se non si tiene ancora saldo in sella è solo perché gliene mancano la pratica e l'esperienza, ma quando è il momento di maneggiare la spada sa colpire con forza e valentia, ed è ciò che hanno compreso ser Bleoberis e ser Palamede che, da uomini scaltriti dall'uso delle armi, sanno giudicare dal modo di cavalcare di un avversario se saranno in grado di rovesciarlo di sella o di assestagli un buon colpo. Ma per lo più essi non sono disposti a combattere a piedi con i giovani cavalieri, che sono agili e vigorosi. ([[Morded]], p. 304) *{{NDR|Su [[Glatisant la Bestia]]}} Si trattava della bestia con la testa da serpente, il corpo da leopardo, le natiche da leone e le zampe da cervo; inoltre, ovunque essa andasse, dal suo ventre scaturiva uno strepito quasi vi fossero trenta coppie di veltri latranti. (p. 314) *[...] nessuno è conformato in modo da poter aver [[successo]] in ogni occasione: talvolta si ha la peggio per mala ventura e talatra colui che è meno meritevole mette in svantaggio che è migliore di lui. (p. 314) *«Chi vorreste assalire?» chiese ser Lamorak.<br>«Ser Lancillotto del Lago: se mai lo incontrassimo non potrebbe sfuggirci e lo metteremo a morte!»<br>«Vi assumete un compito molto arduo, perché è un cavaliere nobile e ben provato» fu la risposta di ser Lamorak.<br>«Non ne dubitiamo, ma ognuno di noi è sufficientemente forte per tenergli testa.»<br>«Non lo credo» replicò ser Lamorak. «In tutta la mia vita non ho mai inteso d'alcun cavaliere che ser Lancillotto non riuscisse a superare.» (p. 315) *[...] ognuno ritiene infatti che la propria dama sia superiore a ogni altra, e voi non dovete adirarvi se io lodo colei che maggiormente amo. Se la mia signora, la regina Ginevra, è ai vostri occhi la più avvenente, sappiate che la regina Morgawse sembra più bella ai miei, ed è ciò che ogni cavaliere pensa della propria dama. ([[Lamorak]], p. 316) *Ho ricevuto una bella ricompensa per aver combattuto contro ser Moroldo e liberato il regno dalla sudditanza; e anche per aver portato in Cornovaglia la regina Isotta sopportando gravi costi e pericoli. Quale compenso mi fu dato per essermi battuto con ser Blamor di Ganis in difesa di re Agwisance padre di Isotta la Bella, e cosa mi venne per aver abbattuto ser Lamorak il Gallese su richiesta di re Marco, o per aver vinto il Re dei Cento Cavalieri e il re del Galles del Nord che minacciavano le sue terre? E ancora, per aver salvato la regina dal buon cavaliere ser Palamede, e per aver ucciso il potente gigante Tawlas? Sappia re Marco, che ora mi dà tale mercede, che fu solo per amor mio che molti nobili cavalieri della Tavola Rotonda hanno finora risparmiato i baroni di questa contrada! ([[Tristano]], p. 326) *Ebbene, qui si può imparare che nessun cavaliere è tanto forte che non possa essere scavalcato, nessuno tanto saggio che non possa sbagliare, e che cavalca bene colui che non è mai caduto! ([[Dinadan]], p. 332) *{{NDR|Su [[Tristano]]}} Gesù misericordioso! Dacché presi le armi non vidi mai un cavaliere compiere gesta sì stupefacenti! Se lo assalissi ora, recherei onta a me stesso. ([[Lancillotto]], p. 335) *[...] un buon cavaliere deve sempre favorire un altro, giacché i simili sono attratti dai simili. (Re dei Cento Cavalieri, p. 336) *[...] nell'ardore della lotta spesso si colpiscono gli amici al pari dei nemici. ([[Lancillotto]], p. 343) *È difficile staccare la carne che è cresciuta intorno all'osso! ([[Lancillotto]], p. 348) *Anche il [[Lupo e pecora|lupo]] lascerebbe in pace la pecora se si trovassero insieme nella stessa prigione! ([[Dinadan]], p. 348) *Come dice il libro francese, [[Fata Morgana (mitologia)|Morgana]] preferiva ser Lancillotto a ogni altro, e lo desiderava in ogni momento benché egli non acconsentisse ad amarla né a far nulla su sua richiesta. (p. 351) ====Libro X==== *Un cavaliere così ardito non morrà per mano di un branco di vigliacchi! ([[Tristano]], p. 357) *Ahimè, Bella Isotta regina di Cornovaglia, perché mai vi amo? [...] Voi non avete colpa di questa mia pena e il biasimo ricade solo sui miei occhi: siete la più bella di tutte, e io da stolto non posso fare a meno di esservi devoto anche se non mi dimostrate né amore né cortesia, e amate riamata ser Tristano di Liones che è il cavaliere migliore del mondo. ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 373) *«Ecco un castello che non potrebbe essere preso o conquistato con alcuna macchina da guerra» disse ser Dinadan indicandolo al compagno. «Vi dimora la regina Morgana la Fata: lo ricevette dal fratello re Artù, che se ne è poi pentito amaramente. Da quel momento non c'è stato più accordo tra loro e la sorella gli ha fatto guerra ogni volta che ha potuto mantenendo proprio in questo maniero un folto gruppo di armati al solo scopo di distruggere quanti sono cari al re. Infatti non vi passa alcun cavaliere che non debba combattere contro uno, due o persino tre avversari. Se poi appartiene ad Artù ed è sconfitto, perde cavallo, armatura e ogni altra cosa che possiede, e persino la libertà qualora non riesca a fuggire.»<br>«Dio mi protegga!» esclamò ser Palamede. «Fare guerra al proprio signore che è chiamato il fiore della cavalleria cristiana e pagana è un costume malvagio e indegno di una regina, e io vi porrò fine di tutto cuore. Morgana non riceverà mai alcun servigio da me, e se come penso mi manderà contro i suoi cavalieri, essi avranno dì che combattere!» (p. 377) *«Ne ho visti di stolti come voi!» esclamò allora ser Dinadan adirato. «E uno proprio quest'oggi: se ne stava disteso accanto a una fonte con aria trasognata, lo scudo appoggiato al suolo e il cavallo poco distante, e sogghignava come un folle senza dire una parola. Compresi così che si trattava di un innamorato.»<br>«E voi non lo siete, bel cavaliere?» gli chiese ser Tristano.<br>«Maledetto chi lo è!» proruppe ser Dinadan.<br>«Avete torto, perché soltanto il cavaliere innamorato può essere prode» replicò ser Tristano. (pp. 408-409) *«In guardia, cavaliere» gridò poi a ser Epinogrus. «È abitudine dei cavlieri erranti sfidarsi alla giostra.»<br>«È forse costume di tali cavalieri imporre di combattere che lo si voglia o no?»<br>«È tale per me, e tanto vi basti» replicò ser Dinadan. (p. 409) *«[...] io non so cosa spinga ser Tristano e tanti altri innamorati a perdere la ragione e l'intendimento per delle donne!» commentò ser Dinadan.<br>«Come, siete un cavaliere e non siete innamorato? Vergognatevene: non potete certo essere chiamato prode se non venite a contesa per una dama.»<br>«Dio me ne guardi!» esclamò ser Dinadan. «Le gioie d'amore sono troppo brevi e le pene che ne derivano fin troppo durature.» (p. 412) *«Ma perché siete tanto incollerito?»<br>«Ah, codardo, disonori la cavalleria!» lo ingiuriò ser Dinadan.<br>«Poco importa dal momento che mi metterò al vostro servizio e rimarrò sotto la vostra salvaguardia. Siete così prode che mi proteggerete» replicò ser Tristano.<br>«Il diavolo mi liberi da te! D'aspetto sei il migliore uomo d'armi che abbia mai visto, ma anche il più pusillanime.» (p. 413) *"Date potere al villano e questi non ne avrà mai abbastanza". Infatti, laddove il governo è affidato a una persona di bassi natali mentre il signore delle terre è di nascita elevata, avverrà che il plebeo non tollererà al proprio fianco alcun gentiluomo, e ne perseguirà anzi la rovina. (p. 417) *{{NDR|Su [[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]]}} [...] tutti lo lodarono e affermarono che seppure ancora saraceno, era un credente della migliore specie, ben disposto d'animo e assolutamente leale e fedele alla parola data. (p. 420) *Ora oso dire che siete la dama più bella che abbia mai visto, e che ser Tristano è un cavaliere prode e prestante quant'altri mai. Mi sembra perciò che siate fatti l'uno per l'altra! ([[Re Artù]], p. 441) *Ah, Palamede, Palamede [...] perché sei così emaciato, tu che un tempo eri chiamato uno dei più bei cavalieri del mondo? Ah, non voglio più vivere questa vita perché amo colei che non potrò mai avere o conquistare! ([[Palamede (ciclo arturiano)|Palamede]], p. 452) *«Signore, ecco come mi discolpo: in quanto alla regina Isotta, sappiate che l'amo da lungo tempo più di ogni altra, e a lei debbo gli onori che ho conquistato, ché altrimenti sarei rimasto il cavaliere più indegno del mondo. Ovunque andavo, il suo ricordo mi accompagnava e mi spingeva a compiere imprese meritevoli. Tuttavia finora non ebbi mai da lei ricompensa e pur essendo il suo cavaliere non ricevetti alcun guiderdone! Perciò, ser Tristano, non temo la morte perché, sapendo che non possiederò mai la mia regina, mi è indifferente vivere o morire, e se fossi armato come lo siete voi, mi batterei di buon animo.»<br>«La vostra stessa bocca ha rivelato il tradimento!» proruppe ser Tristano.<br>«Non ho commesso alcuna slealtà» protestò l'altro. «Ogni uomo è libero di amare, e benché abbia riposto il cuore nella vostra dama, ella è mia quanto è vostra. Se questo è un torto, allora sono colpevole, ma voi godete di lei e appagate il vostro desiderio, mentre io non ebbi mai nulla né spero di averlo in futuro, e tuttavia l'amerò quanto voi fino all'ultimo istante della mia vita.» (p. 453) ====Libro XI==== ====Libro XII==== ====Libro XIII==== ====Libro XIV==== ====Libro XV==== ====Libro XVI==== ====Libro XVII==== ====Libro XVIII==== ====Libro XIX==== ====Libro XX==== ====Libro XXI==== ===Explicit=== ====Originale==== Here is the end of the booke book of kyng Arthur & of his noble knyghtes of the rounde table | that whan they were hole togyders there was ever an C and xl | and here is the ende of the deth of Arthur | I praye you all Ientyl men and Ientyl wymmen that redeth this book of Arthur and his knyghtes from the begynnyng to the endyng | praye for me whyle I am on lyve that god sende me good delyveraunce | & whan I am deed I praye you all praye for my soule | for this book was ended the ix yere of the reygne of kyng edward the fourth | by syr Thomas Maleore knyght as Ihesu helpe hym from hys grete myght | as he is servaunt of Ihesu bothe day and nyght |<br>{{NDR|Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/860/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889}} ====Traduzione==== ''Qui finisce il libro di re Artù e dei suoi nobili cavalieri della Tavola Rotonda, che nel loro insieme raggiungevano il numero di centocinquanta. E questa è anche la fine de'' La morte di Artù. '' Gentiluomini e gentildonne che avete letto il libro di Artù e dei suoi cavalieri dall'inizio alla fine, vi supplico di pregare finché sono in vita perché Dio mi mandi una buona liberazione. Quando poi sarò morto, vi chiedo di pregare tutti per la mia anima. Quest'opera fu terminata nel nono anno di re Edoardo IV dal cavaliere sir Thomas Malory che Gesù aiuti con la Sua grande potenza, poiché è servo di Cristo di giorno come di notte.''<br>{{NDR|Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', volume secondo, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6}} ==Bibliografia== *Thomas Malory, ''[https://archive.org/details/lemortedarthuror00malouoft/page/34/mode/2up Le Morte d'Arthur. The original edition of William Caxton now reprinted and edited with an introduction and glossary]'', a cura di H. Oskar Sommer, Londra, David Nutt, 1889. *Thomas Malory, ''Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri'', due volumi, a cura di Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini, Milano, Oscar Classici Mondadori, 1985. ISBN 88-04-41154-6 _____________________________ ==David Wright== * :[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.'' * :The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.'' ==[[Dracula - L'amore perduto]]== {{Film |titolo = Dracula - L'amore perduto |immagine = Dracula - A Love Tale (2025) logo.png |titolo originale = Dracula: A Love Tale |lingua originale = inglese |paese = Francia, Regno Unito |anno uscita = 2025 |genere = orrore, romantico |regista = [[Luc Besson]] |soggetto = dal romanzo ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' di [[Bram Stoker]] |sceneggiatore = Luc Besson |produttore = Virginie Besson-Silla |attori = * [[Caleb Landry Jones]]: [[Vlad III di Valacchia|Principe Vladimir]]/[[Conte Dracula|Dracula]] * [[Christoph Waltz]]: prete * [[Zoë Bleu]]: Elisabeta/[[Mina Murray|Mina]] * [[Guillaume de Tonquédec]]: Dumont * [[Matilda De Angelis]]: Maria de Montebello * [[Ewens Abid]]: [[Jonathan Harker]] * [[David Shields]]: Henry Spencer * [[Bertrand-Xavier Corbi]]: capitano Targol * [[Raphael Luce]]: Clerk Simon |doppiatori italiani = * [[Simone D'Andrea]]: Principe Vladimir/Dracula * [[Massimo De Ambrosis]]: prete * [[Martina Felli]]: Elisabeta/Mina * [[Alessio Cigliano]]: Dumont * [[Valentina Favazza]]: Maria de Montebello * [[Davide Perino]]: Jonathan Harker * [[Alessandro Campaiola]]: Henry Spencer }} ==[[Incipit]]== ==Frasi== ==Dialoghi== ==[[Explicit]]== ==Citazioni su ''Dracula - L'amore perduto''== *Dracula diventa reale attraverso l'immaginazione, e si trasforma in un amico o in un nemico a seconda della sensibilità dello spettatore. Quello di Luc Besson però per me non è solo un horror. [...] Non esiterei a definirlo anche un film musicale. Considero Besson un artista delle note nell'alchimia tra immagini e suono. Tra le ispirazioni delle atmosfere di Dracula c'è anche l'ultimo album di Billie Eilish. ([[Christoph Waltz]]) *È interessante che io, come eretico, sono nella posizione di difendere la religione, in questo caso il cattolicesimo. Sì, sono un ex cattolico. Ma non vedo alcuna contraddizione. Sai, ce ne sono molti di scienziati clericali. Sai, sono filosofi, sono avvocati, anche medico. Loro fanno ricerca in quanto tale, ma dal punto di vista storico tutte queste persone sono fondamentalmente scienziati. Devo lottare per loro, lo sai. Un chierico può essere uno scienziato. ([[Christoph Waltz]]) ===[[Luc Besson]]=== *Ci vuole coraggio! E il coraggio è proprio una delle cose di cui volevo parlare in questo film. Nella nostra società lo abbiamo perso, se hai anche solo un problema molli. Lui non ha paura dell'amore che sente: è romantico, coraggioso ed eroico in un certo senso. *Dimenticate la parte horror: è la storia di un uomo che aspetta quattrocento anni solo per dire addio, come si deve, alla donna che amava. È una cosa incredibilmente romantica. *Dracula ha molto tempo. Quindi sarà lento. Ogni volta che si tocca il collo... ho pensato: diamogli qualcosa da toccare. Abbiamo pensato a degli iguana. Non può amare le persone perché moriranno. Non può avere attaccamento con le persone... e dunque si attacca all'arte, che non muore mai. La pittura, la seta, i gioielli, la musica, e diventa un artista. Un dandy. Gli piace la seta, al tatto… scenografi e costumisti hanno lavorato così, scegliendo il color rame, cercando di far corrispondere una cosa con l'altra. Rame e porpora sono fantastici insieme. *Dracula non mi ha mai affascinato e detesto i film horror, che mi hanno sempre fatto troppa paura. Io avevo voglia di divertirmi col personaggio: il mio Dracula è particolare, in realtà non gli piace il sangue. *È molto più un film sulla solitudine e sull'amore che sulla fragilità psicologica del mostro. È un mostro, certo, ma lo amiamo. È come ne La bella e la bestia: lui è una bestia, ma perché? Perché era un uomo innamorato. Ed è proprio da lì che nasce la mia attrazione per il personaggio. *Forse è strano dirlo, ma credo che Dracula sia il mio film più luminoso. Parla di amore, non di tenebre. E anche se ha i canini affilati, in fondo, è un film che morde il cuore. *La fonte d’ispirazione è stata più la figura del dandy che Nosferatu [...], il mio Dracula è un esteta che ama le cose belle, i tessuti in seta, gli anelli, i profumi e i balli, ed è un buono, ovvero il contrario di ciò che ci si aspetta, perché in questo mondo oscuro c’è bisogno di più amore. *La religione può farti stare molto bene e se la fede aiuta persone, va bene. Non mi piace quando porta a uccidere. Quest'uomo a Dio chiede solo una cosa: risparmia mia moglie. Ma lei muore. Di chi è la colpa? Di Dio o degli uomini? Lui vuole solo trovare la moglie. Quindi deve trovare un modo per attirare le donne, non può essere ovunque. Per poterlo fare puoi usare un flauto magico, un giornale o un profumo, come nel suo caso. Ho spinto il direttore della fotografia a guardare più dipinti possibile nei musei, per creare la giusta atmosfera. Quelle cose non le trovi su Netflix, si chiamano arte. *Lo humour di Christoph mi ha permesso di alleggerire la tensione che si respira nelle scene in cui appare Dracula. E ci siamo divertiti insieme a giocare con alcuni cliché dei film di genere, come le croci che prendono fuoco. *Lui non può morire, anche se ci prova, quindi cosa può fare? Ha il tempo ma non può legarsi alle persone, perché moriranno. E quindi si appassiona all'arte, alla pittura, alla musica, a sete e gioielli. Ecco perché lui diventa un dandy. *Mi sono chiesto: "Questo uomo vive in un castello da quattro secoli… ma chi si prende cura del castello?" Schiavi? Persone che ha morso? Donne? Nel romanzo, per esempio, ha delle ninfe – tre ninfe che vivono con lui nel castello – ma è una cosa un po' strana: cerca sua moglie e intanto ha tre ragazze a casa. Così ho iniziato a cercare, a guardare Notre-Dame, i gargoyle di Notre-Dame, e mi sono detto: "Forse potrebbero essere loro a occuparsi del castello." Poi mi sono chiesto: "Ma da dove vengono questi gargoyle?" E ho pensato: "Forse sono bambini." Perché lui non vuole uccidere i bambini. Quindi li trasforma in gargoyle, così possono servirlo. *Non riuscivo a trovare la mia Elisabetta. Ho visto diverse attrici, ma non sentivo quella scintilla. Poi Caleb mi ha mandato una foto — credo tramite Instagram, per via della musica – dicendo: "Dovresti vedere questa ragazza". L'ho guardata, e poi ho capito di conoscerla: era Zoe, la figlia di Rosanna Arquette. L'avevo incontrata quando aveva tre settimane di vita! È cresciuta un po', diciamo. L'ho incontrata di nuovo e ha fatto molti provini, duri, perché un ruolo del genere richiede forza, non puoi interpretarlo se non sei pronta. È minuta, ma molto forte. E alla fine ha ottenuto la parte. *Non volevo un vampiro con superpoteri, ma un uomo che soffre. Caleb ha trovato un accento rumeno perfetto e una voce bassa, quasi rettiliana. Quando l’ho sentito parlare così, ho capito che avevamo trovato il nostro Dracula. *Per me non è affatto un film horror. Uso Dracula solo come sfondo. Si potrebbe anche togliere il suo nome dal titolo e chiamarlo semplicemente "Una storia d'amore". Non volevo rifare Dracula come genere, così come non chiedi a qualcuno "perché fai un western?" quando ne sono già stati fatti migliaia. Perché ha una storia da raccontare, tutto qui. So che ci sono persone che amano profondamente il personaggio di Dracula, ma questo film non è per loro. Forse c'è un po' di confusione. Non è per i fan dell'horror classico: loro resteranno delusi. Perché non è una storia di Dracula con sangue e terrore. *{{NDR|Su [[Danny Elfman]]}} Quando gli ho proposto il progetto, mi ha detto che era sempre stato il suo sogno fare un Dracula ma aveva già rifiutato tre film. Dopo aver letto la sceneggiatura mi ha mandato un tema che mi ha fatto piangere. Aveva capito tutto. *Quando ho girato ''Dogman'' e ho conosciuto Caleb Landry Jones mi sono reso conto che non avevo mai lavorato con un attore così bravo: è umile, nonostante il talento sopraffino. E per lavorare ancora insieme ho cercato un personaggio abbastanza complesso per lui: ho pensato a Mao, Gesù, Karl Marx o Fidel Castro, finché la nostra attenzione non è caduta su Dracula. Ho riletto il romanzo di Bram Stoker e sono rimasto sorpreso quando ho capito che raccontava una grande storia d'amore: la vicenda di un uomo che aspetta 400 anni con la speranza di ritrovare la moglie defunta. L'ho trovato così romantico che ho deciso che era la storia che volevo raccontare. *Sul set Caleb e Christoph si rispettavano come due spadaccini. Nessuno cercava di dominare l’altro. È stata una danza tra due anime. *Tutti conosciamo Londra e i castelli nebbiosi, ma Parigi mi sembrava più viva. Il 14 luglio tutti celebrano la libertà, nessuno si accorge di un vampiro che cammina tra la folla. Mi piaceva questa contraddizione. E poi amo Parigi, lo sanno tutti. *Volevo che alla fine del film il pubblico dicesse: "Oh mio Dio, ma perché Dracula deve morire?". Viviamo tempi cinici, in cui conta solo il denaro, e io volevo dire quanto è importante l'amore nella nostra vita. Rispetto al romanzo ci sono differenze: ad esempio mi sono chiesto che cosa avesse fatto Dracula nei 400 anni di attesa e la risposta che mi sono dato è che ha cercato la moglie ovunque. E per incontrare più donne possibile in questa ricerca ha creato un profumo irresistibile. Molti naturalmente penseranno al romanzo di Patrick Süskind. ===[[Zoë Bleu]]=== *Non volevo riferirmi ai Dracula del passato. Il nostro è più tenero e gentile. Non è un mostro e non volevo inquinarlo con la visione di qualcun altro. Ero una giovane donna quando sono arrivata sul set e ora sono molto cambiata. Non ho molta esperienza di cinema ma ho assorbito tutto rapidamente e velocemente. Anche per me un dono bellissimo, tutti molto pazienti e generosi. Amo l'amore, il mondo è oscuro e ce ne vuole tanto, questo film porta un messaggio d'amore. Il solito Dracula è un assassino egoista, sembra che non abbia capacità di amare, mentre il nostro ha un'essenza reimmaginata. La sua figura ha ossessionato tutti: chi pensa alle ombre, all'immortalità. A me piace che il pubblico si aspetti di spaventarsi, e trovi invece leggerezza e amore. Confermo invece le lezioni di danza, l'insegnante voleva che fossimo intimi... come una danza dei cigni. Ero nervosa, ma è stato molto interessante, un approccio nutriente per la dinamica tra me e Caleb. *Per me era un sogno. Io colleziono abiti dal 1700 fino al 1930, stavo sempre nel reparto costumi, a osservare, imparare. C'erano disegni di vestiti per i 400 anni di vita del personaggio! Mi dovevo ripetere: "Zoe tu sei un'attrice! Ricordatelo: sei qui come attrice! Concentrati!”. Ho adorato tutto. *Quando ho fatto l'audizione, ho percepito come un tintinnio dello spirito, una sensazione di eccitazione e paura totale. Sentivo che qualcosa nella mia vita si era allineato, al tempo stesso, mi dicevo: "Non mi prenderanno mai, non sono abbastanza brava, bella". Quando mi hanno scelta sono caduta in ginocchio e ho pianto. ===[[Matilda De Angelis]]=== *{{NDR|«A cosa ti sei ispirata per la scena della tua vampira in catene? Cosa ti ha chiesto il regista?»}} Quella scena è stata fondamentalmente divisa in due atti, anche per non stancarmi; era impegnativa fisicamente per me e molto verbosa per Christoph (Waltz). Abbiamo fatto le prove per definire i suoi movimenti con me al centro della stanza, legata stretta stretta: l'ho chiesto io, avevo bisogno di quel senso di costrizione. Mi preoccupava parecchio, è la scena di presentazione del mio personaggio, deve catturarti in pochissimo tempo e Besson mi aveva preparato: «ti chiederò tantissimi cambi di umore, di ridere, piangere, di ridere e piangere insieme, di essere aggressiva, sensuale, innocente». Dovevo sembrare un cucciolo in catene e l'attimo successivo una tigre inferocita, attraversare un'altalena emotiva. *{{NDR|Dracula}} non è un superuomo, non è l'eroe invincibile, anzi, è un reietto della società, un uomo condannato. E Besson parla spesso degli outcast nel suo cinema. È riuscito a trasformare Dracula in una specie di antieroe romantico, con tutte le sue fragilità e contraddizioni: si sente un emarginato da quando ha perso l'unica cosa importante per lui, l'amore. *Il mio personaggio è parecchio sopra le righe, ha il ruolo di "stordire" la protagonista, per portarla da Dracula, quindi Besson faceva un po' lo stesso con me. Mi chiedeva un livello di energia altissimo: mi stordiva. Passavo otto ore al giorno a ridere: «Devi essere super energica», mi diceva, «la devi trascinare, prendila per mano, devi correre, devi ridere, ridere, ridere». Arrivavo a fine giornata letteralmente sudata dentro i vestiti, come se avessi fatto ore di sport. È un ruolo che mi ha prosciugato fisicamente. *Il personaggio di Maria è imprevedibile. Come si può interpretare un vampiro? Non esistono, dunque puoi metterci molto del tuo. Prima un gattino sensuale che fa le fusa, un attimo dopo un animale in gabbia che attacca e morde. Grande romanticismo tra Caleb e Zoë ma anche io e Christoph abbiamo giocato con varie suggestioni, in una scena a strati dove ogni volta si poteva aggiungere qualcosa in più, di libero e divertente. Forse il giorno più divertente della mia vita. *L'uomo devoto, passionale, che si innamora di una donna e si innamora di quella donna per tutta la vita, ormai è un concetto praticamente alieno. Sembra una cosa tipo surreale. Più surreale dell'essere vampiro, è surreale che ami una donna per tutta la vita. Quindi questo ci dovrebbe far riflettere su tante cose. *Luc Besson ha messo tanto humour e ironia, il nostro Dracula è un antieroe che si prende in giro. *Per la prima volta sono andata sul set pensando: interpreto un vampiro, qualcosa che non esiste, quindi posso farlo come voglio. È stato liberatorio. Maria non è più semplicemente una donna, è un essere ultraterreno in preda a pulsioni profonde, animali. L'ho vissuta come un animale femmina, non come un essere umano. È una femminilità ruvida, atavica, una libertà assoluta. Interpretare una femminilità non stereotipata ma antica, fisica, è stato un divertimento massimo. *Questo è un Dracula romantico: morde per amore. Io, pur essendo un'attrice, non riesco a stare al gioco e ho il terrore degli horror, l'unico che ho visto nella mia vita è Paranormal Activity, ma non riuscivo a vedere la casa infestata e giravo la testa dall'altra parte, la paura di quello che non vedevo era più forte. *Sono affascinata dal personaggio e anche un po' dalla persona che lo ha ispirato, Vlad "l'impalatore", e il modo in cui lo racconta questo film è, tra tutti, quello che ho sentito più vicino: una storia d'amore perduto e poi ritrovato dopo una ricerca secolare. Lo trovo estremamente romantico, nel senso di Sturm und Drang, quindi capace di cliccare con qualcosa di mio. Mi emoziona l'idea del sentimento che sopravvive al tempo, che attraversa la morte. *Vi racconto una cosa divertente. I miei canini sono molto sviluppati e il primo giorno Zoe Bleu mi ha detto: te li hanno già messi? Le ho risposto: guarda che sono i miei! Si vede che ero una predestinata. ===[[Fabio Giovannini]]=== {{cronologico}} *Contrariamente a quanto si poteva presumere dai trailer, ''Dracula'' di Besson non è un remake del ''[[Dracula di Bram Stoker|Dracula]]'' di [[Francis Ford Coppola|Coppola]]. Certo, contiene diversi "omaggi" (o "rapine") che rimandano a Coppola, come l'acconciatura di Dracula al castello, i profili di guerrieri in controluce su un cielo rosso, il vampiro con capelli lunghi e cilindro, oltre ovviamente alla storia d'amore tra il conte e la presunta reincarnata. Ma la sceneggiatura si discosta ampiamente dal film di Coppola e in realtà da tutti i film ispirati al romanzo di Stoker. Besson, infatti, innova tutti i punti chiave e i "luoghi comuni" delle trasposizioni precedenti. *Gli appassionati più attenti noteranno una serie infinita di citazioni (forse a volte inconsce) dal cinema vampiresco. È il caso delle insopportabili scene con piccoli gargoyle animati che rimandano ai mostriciattoli di ''Subspecies'' (1991), il leggendario B movie sui vampiri diretto da Ted Nicolaou per la Full Moon. La scena al convento di suore richiama il televisivo ''[[Dracula (miniserie televisiva)|Dracula]]'' (2020) della BBC. E alla fine del film, senza spoilerare, c'è qualcosa di molto simile al volo del mantello dopo la distruzione del vampiro nel ''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1980) di John Badham. *Oltre a un Caleb Landry Jones nella parte di Dracula che sembra ammiccare al Klaus Kinski di ''[[Nosferatu a Venezia]]'', c'è un Jonathan Harker (Ewens Abid) da parodia che riassume, mettendole in ridicolo, tutte le caratteristiche dei predecessori cinematografici nello stesso ruolo. Il prete vampirologo è interpretato da Christoph Waltz che, per la noncuranza con cui recita, non sembra molto convinto della parte a lui assegnata. Da citare, infine, una inaspettata vampira bolognese, Matilda De Angelis, che riesce bene a fare le smorfie adatte al ruolo. *Io guardo volentieri ''[[Dracula 3D|Dracula]]'' di [[Dario Argento|Argento]] come divertissement che omaggia (all'italiana) la vecchia [[Hammer Film Productions|Hammer]] e riguarderò volentieri il delirante ''Dracula'' di Besson, capace di unire le più nobili tradizioni vampiriche a volteggi, per usare termini anglofoni, trash e camp. ===[[Caleb Landry Jones]]=== *Di solito, nelle versioni di Dracula, ti portano via il mostro, te lo nascondono. Qui invece il mostro te lo danno, te lo lasciano addosso per tutto il film. Luc voleva che io vivessi davvero nella sua pelle, che ci stessimo insieme, senza filtri. *È un film decisamente diverso da ''Dogman'', dove recitavo con pochi scenari e cento cani: non facile, ma a volte è molto meglio dividere il set con gli animali che con certi attori. Nei panni di Dracula mi vedrete muovermi tra castelli e colli da mordere, cavalcare, indossare l'armatura, maneggiare la spada, cosa che non avevo mai fatto prima. Aspettatevi un grande film. *Io, un vampiro? Non aveva alcun senso per me, ma Luc era così determinato! A poco a poco mi ha convinto con la sua visione romantica: non una vicenda gotico-horror, una love story piuttosto. *Luc è un mago. Ha fatto costruire tutto da zero, con clown, giocolieri e centinaia di comparse. Quando ho visto la scena finita, sembrava girata davvero nei giardini del Palais Royal. Mi sono commosso. *Luc mi ha detto: Dracula è un uomo gentile in un corpo maledetto. Non un mostro. È elegante, curioso, ama i profumi, la musica, i tessuti. Ho persino creato un profumo apposta per interpretarlo. *Zoë arrivava subito sul set insieme a me, lei usava una danza particolare, all’avanguardia. Luc ci ha fatto seguire da un’istruttore, lui mette a disposizione degli attori tutto ciò che serve. Abbiamo fatto un paio di lezioni. Riscaldamento, giochi di ballo... uno è arrivato fino all’inizio del film. E Luc ci guidava costantemente a ogni passo. Tutti guardavamo a lui chiedendoci cosa fare. Si parte con un’atmosfera leggera, poi arriva il dramma... ==labyrinth== {{Film |titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile |immagine = Labyrinth (1986) logo.png |didascalia = |titolo originale = Labyrinth |paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America |anno uscita = 1986 |durata = 101 min |lingua originale = inglese |genere = Fantastico, musicale, avventura |regista = [[Jim Henson]] |soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]] |sceneggiatore = [[Terry Jones]] |produttore = [[Eric Rattray]] |produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]] |casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]] |attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]] * [[Toby Froud]]: Toby * [[Shelley Thompson]]: Matrigna * [[Christopher Malcolm]]: Padre * [[Shari Weiser]]: Gogol * [[Rob Mills]]: Bubo * [[David Barclay]]: Sir Didimus * [[Karen Prell]]: Il verme * [[Warwick Davis]]: Goblin Corps * [[Frank Oz]]: Saggio * [[Natalie Finland]]: Fata |doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol * [[Ron Mueck]]: Bubo * David Shaughnessy: Sir Didymus * [[Percy Edwards]]: Ambrogio * [[Timothy Bateson]]: il verme * [[Dave Goelz]]: Coprisaggio * [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti * Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie * [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra * [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra * [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili |doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi * [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]] * [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna * [[Cesare Barbetti]]: Padre * [[Giancarlo Padoan]]: Gogol * [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo * [[Marco Mete]]: Sir Didymus * [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti * [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra * [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra * [[Vittorio Stagni]]: Firey * [[Sandro Sardone]]: Saggio * [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili }} {{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref> ==Incipit== {{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''') ==Frasi== *Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''') ==Dialoghi== *'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età. *'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante! *'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato... *'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''': ==Explicit== ==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''== ====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''==== ====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''==== ====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''==== ====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''==== ====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''==== ====Episodio 12, ''La caduta del regno''==== ====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''==== ==[[Alberto Pollera]]== Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano. ==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''== ===Incipit=== Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare. ===Citazioni=== *Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9) *A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15) *Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23) *Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24) *Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26) *Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26) *Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27) *[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31) *[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926. ==Irridentismo russo== *Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]]) *L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]]) *La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]]) *Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]]) *Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]]) ==Per Stepan Bandera== {{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}} ===Citazioni su Stepan Bandera=== *L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]]) *La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]]) ==Bibliografia== *Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1. ==Per [[Vera Politkovskaja]]== '''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa. {{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}} *Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?». *Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre. {{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}} *Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare. *Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini. *Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi. {{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}} *Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male. *Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio. *Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}} *Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora. *A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia. *Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica. {{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}} {{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}} {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}} *Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti. *Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace. *Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo. *Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora. *{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così? *Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi. {{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}} {{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}} *Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni. *Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani. *[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta. {{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}} *Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro. *Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene? *La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali. *Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata. *«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile. *La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}} *Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin. *L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata. *[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone. *[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla. {{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}} *Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli. *In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione. *Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone. *{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società. *Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe. *[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia. *Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa. *Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito. *Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato. *Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata. ==''Una madre''== ===Incipit=== Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione». ===Citazioni=== *I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10) *In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10) *In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10) *Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10) *Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16) *Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25) *{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32) *In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46) *Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53) *Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63) *{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66) *I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66) *Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69) *Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70) *La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76) *A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78) *Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90) *Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95) *Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105) *Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106) *Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107) *Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108) *{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120) *{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122) *{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139) *Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165) *In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170) *La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183) *Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184) ===Explicit=== ==Bibliografia== *Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2 ==Per [[Cristina Marsillach]]== {{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}} *Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni. :''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.'' *Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente. :''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.'' *Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico). :''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.'' ---------------------------------- '''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico. ==''Running with the fox''== *I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo. :''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10) *Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente. :''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15) *Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi. :''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16) *Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno. :''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32) *Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce. :''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45) *Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli. :''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45) *Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà. :''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56) *I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro. :''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58) *Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane. :''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61) *L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole. :''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173) *Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico. :''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181) *Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli. :''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) * :<nowiki>''''</nowiki> (p. ) klerqas3p9kdoos43nlhwnh2ld0zh0c Christian Raimo 0 112061 1417845 1405028 2026-06-22T15:54:25Z Danyele 19198 /* Citazioni di Christian Raimo */ link 1417845 wikitext text/x-wiki '''Christian Raimo''' (1975 – vivente), scrittore, traduttore e insegnante italiano. ==Citazioni di Christian Raimo== {{cronologico}} *Ogni generazione ha la sua storia. Quella nata in Italia nel 1910 ha condiviso la scuola dove la M era la lettera di mamma e di Mussolini e le parate militari il sabato, quella nata nel 1930 ha potuto ricominciare a parlare col tu e andarsi a vedere il film di De Sica a Rossellini al cinema, quelli nati nel 1950 hanno litigato con i genitori pur di mettersi la minigonna e i jeans attillati; per quelli nati nel 1970 invece c'è stata un'unica esperienza fondante, in un'adolescenza sospesa tra evanescenti luci della Milano da bere e la nera angoscia della scoperta dell'Aids e della nuvola di Chernobyl: fare [[zapping]].<ref name="Mendella">Da ''[https://www.linkiesta.it/2013/09/mendella-il-bancarottiere-visionario-tra-finanza-e-tv/ Mendella, il bancarottiere visionario tra finanza e tv]'', ''linkiesta.it'', 8 settembre 2013.</ref> *{{NDR|Su [[Giorgio Mendella]]}} In un Paese governato ancora dalle dinastie della finanza, sembra il primo capitalista con la faccia di un cantante della new-wave.<ref name="Mendella"/> *{{NDR|A proposito della retorica di [[Matteo Salvini]]}} "Ruspa!" è la versione che mette insieme il me ne frego [[fascista]] e il vaffa [[Beppe Grillo|grillino]], riuscendo ad accumulare l'energia malsana dell'antipolitica in una parola d'ordine che non è nemmeno uno slogan ma un singulto primitivo.<ref name="Salvini">Da [http://www.internazionale.it/opinione/christian-raimo/2015/06/22/salvini-pontida-lega ''L'analfabetismo politico di Matteo Salvini''], ''internazionale.it'', 22 giugno 2015</ref> *[[Matteo Salvini|Salvini]] a Pontida ha voluto far andare in scena la rappresentazione di uno pseudoeuropeismo autoritario se non fascista, che si richiama a [[Vladimir Putin]], [[Viktor Orbán]] e ai populisti danesi appena reduci dal successo alle elezioni. E poi ha declinato il tutto secondo una versione nostrana: il ruspismo. Un analfabetismo culturale rivendicato che è davvero pericoloso sottovalutare.<ref name="Salvini"/> *{{NDR|A proposito del [[Family Day]] del 30 gennaio 2016 a Roma}} La tutela dei valori tradizionali, di una famiglia composta da una mamma e da un papà non può essere letta anche come la reazione alla distruzione dello stato sociale? La piazza antiCirinnà non può essere allora interpretata al pari di altri populismi contemporanei anche come l'espressione di un ceto medio impoverito e impaurito che cerca nel baluardo della famiglia tradizionale anche una protezione sociale?<ref>Da [http://www.internazionale.it/opinione/christian-raimo/2016/02/02/chiesa-omosessualita-unioni-civili ''È necessario un confronto su Chiesa e omosessualità''], ''internazionale.it'', 2 febbraio 2016.</ref> *{{NDR|Su ''Dalla vostra parte''}} Mi sembra una meravigliosa trasmissione per il 1930.<ref>Visibile al minuto 01:05 di [https://twitter.com/alesallusti/status/902548373194121216 ''Il mio scontro di ieri sera con @christianraimo''], ''twitter.com'', 29 agosto 2017.</ref> *Io non sono "buonista." A me [[Alessandro Sallusti|Sallusti]] e [[Maurizio Belpietro |Belpietro]] stanno profondamente sulle balle, ho un odio profondo nei confronti del fascismo e di chi in qualche modo è ''comodamente'' fascista. [...] è giusto essere molto stronzi nei confronti di certe persone – non essendo insultanti ma usando altre armi: l'ironia, il sarcasmo, il dileggio.<ref>Citato in Leonardo Bianchi, [https://www.vice.com/it/article/gyy3vy/intervista-christian-raimo-dalla-vostra-parte-sallusti-belpietro-informazione-populista ''Combattere i populisti a casa loro funziona davvero?''], ''vice.com'', 30 agosto 2017.</ref> *Non ho mai festeggiato per la galera a qualcuno. Per me l'[[ergastolo]] andrebbe abolito, per me andrebbero abolite le galere.<ref>Da ''facebook.com''; citato in ''[https://www.agenpress.it/notizie/2019/01/13/christian-raimo-ho-firmato-quattordici-anni-fa-un-appello-per-la-liberazione-di-cesare-battisti/ Christian Raimo: Ho firmato quattordici anni fa un appello per la liberazione di Cesare Battisti]'', ''agenpress.it'', 13 gennaio 2019.</ref> *{{NDR|Sul dibattito parlamentare del 20 agosto 2019 a proposito della crisi del Governo Conte}} L'impressione agghiacciante è che quello che si è visto ieri in senato è stato uno spettacolo che ha mostrato l’incredibile mediocrità della nostra classe politica, quella che abbiamo votato, quella che di rappresenta. A un certo punto nemmeno il gusto del trash, dell’esibizione della rissa verbale da bar è riuscita a essere più appassionante, e ci ha consegnato una noia di retoriche così viete, sgrammaticate, usurate, da farci venir voglia non di cambiare governo, paese, politica, ma semplicemente canale.<ref name="MM">Da ''[http://www.minimaetmoralia.it/wp/vile-classe-politica/ Una vile classe politica]'', ''minimaetmoralia.it'', 21 agosto 2019.</ref> *{{NDR|Sul dibattito parlamentare del 20 agosto 2019 a proposito della crisi del Governo Conte}} [...] [[Matteo Salvini|Salvini]] è un ragazzone goffo che sbraita. Ieri con la telecamera fissa che non poteva usare a proprio uso, una claque ridotta ai suoi leghisti ancora parzialmente incantati, il suo eloquio che mischia aggressività a passivo-aggressività era non solo rivoltante come al solito e più del solito, ma terribilmente noioso, inceppato, affannato. L’epifania della mediocrità assoluta del personaggio che si è costruito (la maschera ghignante era l’unica cosa che copriva l’inettitudine brutale di un politico incompetente, fannullone, confusionario, privo di cultura istituzionale e politica, privo proprio di quel buonsenso che rivendica come proprio oriente morale) ha gettato un fascio di luce enorme sulla viltà e la scarsezza oltre della classe politica per intero, anche dei contropoteri come quello dei giornalisti<ref name="MM"/> *Cosa bisogna fare con i [[Neonazismo|neonazisti]]? Per me bisogna picchiarli.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20240330202014/https://www.adnkronos.com/politica/neonazisti-bisogna-picchiarli-bufera-su-raimo-sasso-annuncia-interrogazione_6Vy3MIZF6vLmbf78yjyEbG "Neonazisti? Bisogna picchiarli", bufera su Raimo: Sasso annuncia interrogazione]'', ''adnkronos.com'', 30 marzo 2024.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Raimo, Christian}} [[Categoria:Insegnanti italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] [[Categoria:Traduttori italiani]] 765o6do8wyv27febp9lze70nh0ci1r0 Kung Fu Panda 2 0 121333 1417847 1393603 2026-06-22T16:24:01Z Fleyzk 97459 Si sente chiaramente che dicono "Gongmin" invece di "Gong Ming" e infatti è riportato così anche nei sottotitoli in italiano 1417847 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano = Kung Fu Panda 2 |titolooriginale = Kung Fu Panda 2 |immagine = Jack Black Kung Fu Panda (5828471042).jpg |paese = USA |anno = 2011 |genere = animazione, azione, avventura, commedia, drammatico, fantastico |regista = [[Jennifer Yuh]] |casaproduzione = [[DreamWorks Animation]] |distribuzioneitalia = [[United International Pictures]] |soggetto = [[Ethan Reiff]], [[Cyrus Voris]], [[Jennifer Yuh]] |sceneggiatore = [[John Stevenson]], [[Jonathan Aibel]], [[Glenn Berger]] |produttore = [[Melissa Cobb]] |doppiatorioriginali = *[[Jack Black]]: Po *[[Angelina Jolie]]: Tigre *[[Dustin Hoffman]]: Shifu *[[Gary Oldman]]: Lord Shen *[[Jackie Chan]]: Scimmia *[[Seth Rogen]]: Mantide *[[Lucy Liu]]: Vipera *[[David Cross (attore)|David Cross]]: Gru *[[James Hong]]: Mr. Ping *[[Michelle Yeoh]]: Divinatrice *[[Danny McBride (attore)|Danny McBride]]: Capo dei lupi *[[Dennis Haysbert]]: Maestro Bue Infuriato *[[Jean-Claude Van Damme]]: Maestro Croc *[[Victor Garber]]: Maestro Rino Tuonante *[[Fred Tatasciore]]: Li Shan |doppiatoriitaliani = *[[Fabio Volo]]: Po *[[Francesca Fiorentini]]: Tigre *[[Eros Pagni]]: Shifu *[[Massimo Lodolo]]: Lord Shen *[[Angelo Maggi]]: Scimmia *[[Simone Mori]]: Mantide *[[Tiziana Avarista]]: Vipera *[[Danilo De Girolamo]]: Gru *[[Francesco Vairano]]: Mr. Ping *[[Roberta Greganti]]: Divinatrice *[[Stefano Mondini]]: Capo dei lupi *[[Francesco Pannofino]]: Maestro Bue Infuriato *[[Franco Mannella]]: Maestro Croc *[[Roberto Draghetti]]: Maestro Rino Tuonante *[[Alessandro Rossi]]: Li Shan |fotografo = |montatore = [[Clare Knight]] |musicista = [[Hans Zimmer]] e [[John Powell]] |sfondo = }} '''''Kung Fu Panda 2''''', film d'animazione statunitense del 2011 prodotto dalla DreamWorks Animation. ==[[Incipit]]== {{incipit film}} Molto tempo fa, nell'antica Cina, i pavoni regnavano sulla città di Gongmin. Portarono grande gioia e prosperità alla città, perché avevano inventato i fuochi d'artificio. Ma il loro figlio, Lord Shen, vedeva un potere più oscuro nei fuochi d'artificio. Ciò che aveva portato colore e gioia poteva anche portare tenebre e distruzione. I tormentati genitori di Shen consultarono una divinatrice. Lei previde che se Shen avesse proseguito per questo sentiero oscuro sarebbe stato sconfitto da un guerriero nero e bianco. Il giovane signore si propose di cambiare il suo destino, ma quello che fece in seguito servì solo a sigillarlo. Shen tornò dai suoi genitori colmo di orgoglio, ma sui loro volti egli vide solo orrore. Fu bandito dalla città per sempre, ma Shen giurò vendetta: un giorno sarebbe tornato e tutta la Cina si sarebbe inchinata ai suoi piedi. ('''Divinatrice''') {{NDR|voce fuori campo}} ==Frasi== *{{NDR|Al Capo dei lupi}} Cercate nei villaggi più remoti! Trovate altro metallo! La Cina sarà mia! ('''Lord Shen''') *Pericolo! Di' ai musici di suonare della musica d'azione, perché io ci do sotto! Tranquillo, Shifu, la padroneggio dopo la pace interiore. ('''Po''') *Il mio pugno ha fame di giustizia! {{NDR|il suo stomaco brontola rumorosamente}} Quello era il mio... pugno. ('''Po''') *Cavolo, sono fortunato. Io non ho problemi col mio papà. Forse perché mamma gli staccò la testa prima che nascessi, non lo so. ('''Mantide''') *{{NDR|Riferita a Po}} State tranquillo, signor Ping. Tornerà prima che voi diciate "spaghetti". ('''Tigre''') *{{NDR|A Po}} Beh, vedi, figliolo... le oche bebè vengono da un piccolo uovo. Adesso non chiedermi da dove viene l'uovo! ('''Mr. Ping''') *Insomma, come può il kung fu fermare una cosa che ferma il kung fu? ('''Po''') *{{NDR|A Tigre}} Mi prendi in giro? Siamo guerrieri, chiaro? Nervi d'acciaio! Anime di platino! Come te! Così tosti tosti da non sentire niente! ('''Po''') *{{NDR|Rivolta a Shen}} Anche con la sua pessima vista lui {{NDR|il capo dei lupi}} vede la verità! Come mai tu non riesci a farlo? ('''Divinatrice''') *{{NDR|Riferita a Po}} Come si fa a perdere uno così grosso? ('''Mantide''') *{{NDR|A un lupo}} Puoi incatenare il mio corpo, ma non incatenerai il mio {{NDR|con voce strozzata per il collare di ferro che gli è stato messo}} spirito guerriero... ('''Gru''') *Ah! Il mio vecchio nemico... le scale. ('''Po''') *{{NDR|A Po, riferita al massacro dei panda}} Mi sorprende che i tuoi ricordi siano così minuscoli. Ma eri così minuscolo quando è accaduto. ('''Divinatrice''') *{{NDR|A Po}} Smettila di combattere. Lascia che fluisca. ('''Divinatrice''') *{{NDR|A Po}} La tua storia magari non ha un inizio tanto felice, ma non è questo a renderti ciò che sei. È il resto della tua storia, chi tu scegli di essere. ('''Divinatrice''') *{{NDR|Rivolto ai Cinque Cicloni}} Che tristi, tristi facce. Ma ora è un momento solo per la gioia. Voi farete parte qualcosa di bellissimo. {{NDR|Tigre gli ringhia rabbiosamente}} Una volta raggiunto il porto, davanti a tutto il mondo, voi e il vostro prezioso kung fu morirete. {{NDR|ridacchia perfidamente}} Così la Cina... imparerà a chinarsi davanti a me. {{NDR|ai lupi}} Spiegate la vela! ('''Lord Shen''') *Sul serio, non avrei mai pensato di morire così. Avrei conosciuto una brava ragazza, mi sarei sistemato e... lei mi avrebbe staccato la testa. Che tristezza. ('''Mantide''') *{{NDR|Rivolta a Shen}} Sei un vigliacco! ('''Tigre''') *{{NDR|Riferito a Po}} Quante volte sono costretto a uccidere lo stesso schifoso panda?! ('''Lord Shen''') *Ali di Giustizia! ('''Gru''') *Vi adoro, ragazzi! ('''Po''') ==Dialoghi== *'''Mantide''': Fermatelo! È troppo pericoloso!<br />'''Cinque Cicloni''': Trentacinque...<br />'''Tigre''': Concentrati!<br />'''Cinque Cicloni''': Trentasei... Trentasette...<br />'''Mantide''': Come ce la fa con quella faccia?<br />'''Po''': Trentotto [[fagiolo azuki|azuki]] dolci!<br />'''Mantide''': Evvai! Nuovo record! Sei un mostro! *'''Po''': Mitico! Come ci siete riuscito? {{NDR|riferito alla tecnica di Shifu}}<br />'''Shifu''': Pace interiore.<br />'''Po''': Pace dell'interiora? Che fico! Dell'interiora di cosa?<br />'''Shifu''': È la prossima fase del tuo addestramento. Ogni maestro deve trovare la sua strada per la pace interiore. Alcuni scelgono di meditare per cinquant'anni in una grotta, in questo modo, senza il minimo assaggio di cibo o acqua.<br />'''Po''' {{NDR|sentendo lo stomaco brontolare}}: Oppure?<br />'''Shifu''': Altri la trovano attraverso dolore e sofferenza, come ho fatto io. Il giorno in cui sei stato scelto come Guerriero Dragone è stato il giorno peggiore della mia vita... di gran lunga. Non ce n'è stato un altro così. È stato il peggiore, più doloroso, devastante, orribile momento...<br />'''Po''': Ho capito.<br />'''Shifu''': ... che abbia mai vissuto. Ma quando ho realizzato che il problema non eri tu, ma era dentro di me, ho trovato la pace interiore. Sono riuscito a incanalare il flusso dell'Universo.<br />'''Po''': È tutto qui? Solo la pace interiore? Le mie budella sono già supersuperpacifiche... Non devo fare altro che darci dentro a questa cosa! *'''Maestro Bue Infuriato''': Shen?!<br />'''Lord Shen''': Buon pomeriggio, signori! Ora, tolti di mezzo i convenevoli, prego, lasciate la mia casa!<br />'''Maestro Bue Infuriato''': La ''tua'' casa?<br />'''Lord Shen''': Sì! Non avete visto il pavone all'ingresso? Oh, eccoti qua, divinatrice. Pare che la tua abilità di predire il futuro non sia buona quanto credevi.<br />'''Divinatrice''': Lo vedremo, Shen.<br />'''Lord Shen''': No, tu lo vedrai, vecchia capra. Dov'eravamo?<br />'''Maestro Rino Tuonante''': Che cosa vuoi, Shen?<br />'''Lord Shen''': Ciò che è mio di diritto: la città di Gongmin!<br />'''Maestro Rino Tuonante''': Gongmin è sotto l'amministrazione del consiglio dei maestri e noi la proteggeremo, perfino da te.<br />'''Lord Shen''' {{NDR|ridacchiando}}: Sono lieto che tu la pensi così, altrimenti avrei portato qui quello {{NDR|indicando una cassa}} per niente.<br />'''Maestro Bue Infuriato''': Cosa c'è nella cassa, Shen?<br />'''Lord Shen''': Vuoi vedere? È un dono... di cui farai parte. O meglio, che ti farà in tante parti: una parte qui, una parte lì, una parte ancora tanto lontano... una macchia sul muro!<br />'''Maestro Bue Infuriato''': Sciocco insolente!! {{NDR|lui e Croc duellano con Shen, ma il pavone li sconfigge; a difesa della città si erge Maestro Rino}}<br />'''Lord Shen''': Smargiasso...<br />'''Maestro Rino Tuonante''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: È un avvertimento. Non puoi competere con il nostro Kung Fu. <br/>'''Lord Shen''': Concordo, ma quello si. {{NDR|fa aprire la cassa, da cui esce un cannone che distrugge Rino}} *'''Shifu''': Conosci il maestro della città di Gongmin?<br />'''Po''': Maestro Rino Tuonante?<br />'''Shifu''': Sì.<br />'''Po''': Figlio del leggendario Rino Volante?<br />'''Shifu''': Sì.<br />'''Po''': E uccisore dei diecimila serpenti nella Valle del Dolore?<br />'''Shifu''': È morto.<br />'''Po''' {{NDR|tristemente}}: Dolore.<br />'''Gru''': È... è impossibile!<br />'''Tigre''': La difesa corno di Rino è impenetrabile a ogni tecnica.<br />'''Shifu''': Non c'è stata alcuna tecnica. Lord Shen ha creato un'arma, una che soffia fuoco e sputa metallo. Se lui non verrà fermato, questa potrebbe essere la fine del kung fu. *'''Lord Shen''': Ora, vecchia cara, perché non mi prevedi...<br />'''Divinatrice''': La fortuna?<br />'''Lord Shen''': ...Futuro. Stavo per dire il futuro. Guarda nella ciotola e dimmi quale gloria mi attende.<br />'''Divinatrice''': Se continuerai sull'attuale cammino... {{NDR|Shen scende le scale tendendo l'orecchio}} ti ritroverai... in fondo alle scale. {{NDR|Shen nota con aria annoiata che la divinatrice lo stava prendendo in giro}} Io vedo... {{NDR|Shen si avvicina}} io vedo... io vedo... dolore! {{NDR|strappa una piuma a Shen}} E rabbia! {{NDR|strappa una manica della veste di Shen coi denti}}<br />'''Lord Shen''': Come osi? È la migliore seta della provincia!<br />'''Divinatrice''': Seguiti dal diniego.<br />'''Lord Shen''': Questa non è divinazione! Stai dicendo quello che accade proprio...<br />'''Divinatrice''': Ora? Il momento più importante è ora. Ma se davvero vuoi vedere il futuro... {{NDR|getta una polvere nella ciotola e si forma del fumo}}<br />'''Lord Shen''': Cosa vedi?<br />'''Divinatrice''': Un pavone... viene sconfitto da un guerriero nero e bianco. Nulla è cambiato. {{NDR|Shen distrugge la ciotola e spazza il fumo con la coda}}<br />'''Lord Shen''' {{NDR|ridacchiando}}: È impossibile e tu lo sai.<br />'''Divinatrice''': Non è impossibile e lui lo sa. *'''Po''': Devono essere vicini. Sento un brivido kung fu lungo la spina dorsale.<br />'''Vipera''': Scusa, Po, sono solo io. *'''Capo dei lupi''': Non sai fare altro? Perché mi sembra di combattere con una vecchia nuvolona bambolosa!<br />'''Po''': Da questa nuvola sta per partire il tuono! *'''Po''': Sì! Assapora la sconfitta! Voglio dirti una cosa: la prossima volta che scocci un panda, meglio che ti porti un inter-oooh... {{NDR|viene circondato da un'armata di lupi}}<br />'''Capo dei lupi''': Forse nessuno l'ha detto a te: se scocci un [[lupo]], ti becchi le [[zanne]]! *'''Scimmia''': Al primo accenno di guai vi do un segnale: coccò, chicchì.<br />'''Po''': Vuoi dire come fa Gru?<br />'''Scimmia''': Sì.<br />'''Gru''': Scusa tanto, quand'è che ho mai fatto quel rumore? *'''Tigre''': Spero funzioni meglio del tuo [[Piani dai film|piano]] di cuocere il riso nel tuo stomaco ingerendolo crudo e bevendo acqua bollente.<br />'''Po''': Questo piano non è come quel piano.<br />'''Tigre''': Perché?<br />'''Po''': Perché questo funzionerà. *'''Po''': Tu! Sei mio!<br />'''Capo dei lupi''': Ti dico io cosa sarà tuo: il mio pugno sul tuo ''peluchoso'' coccoloso morbido muso! *'''Lord Shen''': Credi davvero che questo {{NDR|Po}} sia il guerriero che dovrebbe sconfiggermi?<br />'''Divinatrice''': Non credo. Io ''so'' che è lui.<br />'''Lord Shen''' {{NDR|ridacchiando}}: Oh, guardalo! Una vita per escogitare la sua vendetta e viene da me in ginocchio!<br />'''Po''': Come? Una vita? Whoa whoa whoa, io non ci ho messo una vita! Abbiamo saputo di maestro Rino solo pochi giorni fa e siamo qui per vendicarlo!<br />'''Divinatrice''': Non devi vendicare nient'altro?<br />'''Po''': Beh, sì! Tutte le padelle e le pentole che hai rubato! Quelle le voglio indietro!<br />'''Divinatrice''': Nient'altro?<br />'''Po''': Probabilmente hai fatto altre cosa malvagie lungo la strada, non lo so... Cos'altro hai fatto?<br />'''Divinatrice''': Tu non lo sai?<br />'''Po''': Che cosa? {{NDR|Shen continua a ridacchiare}} Che hai da ridere?<br />'''Lord Shen''': Per quella cosa che tu chiaramente non sai...<br />'''Po''': Sentite, basta con gli indovinelli! Ragazzi, volete sputare il rospo? Prima, insomma arriviamo e l'arma è piccola. Sorpresa, è grossa! E poi c'è la tizia qui {{NDR|la divinatrice}}, io la prendo per un tizio...<br />'''Lord Shen''' {{NDR|puntando un pugnale contro Po}}: L'unico motivo per cui sei ancora in vita è che trovo la tua stupidità lievemente divertente.<br />'''Po''': Beh, grazie. Ma io trovo la tua malvagità estremamente irritante!<br />'''Lord Shen''': Chi credi di essere, panda?<br />'''Po''': Tu chi credi che io sia, pavone? {{NDR|Shen ride e Po lo imita senza saperne il motivo}} Ma perché stiamo ridendo? *'''Po''' {{NDR|a Tigre}}: Senti, io vado. Io devo sapere. Chi è tosto tosto non può capire.<br />'''Vipera''': Tigre, no! {{NDR|crede che Tigre voglia uccidere Po e invece lo abbraccia, tra lo stupore generale}}<br />'''Tigre''': Chi è tosto tosto capisce. Ma non posso vedere ammazzare un mio amico. {{NDR|rivolgendosi ai Cinque Cicloni}} Andiamo.<br />'''Gru''': Ehi, ehm... forse non puoi vedere me ammazzato.<br />'''Tigre''': Non fare il mollusco.<br />'''Scimmia''': E... è tornata. *'''Scimmia''' {{NDR|lasciando ai lupi un carico di esplosivi}}: Regalo per l'anno nuovo!<br />'''Mantide''': Spero vi piaccia! Non potete riportarlo indietro! *'''Lord Shen''': Ti sbagliavi, divinatrice. Salpiamo per la vittoria stasera. Il tuo panda magico è un tale stupido.<br />'''Divinatrice''': Sei certo che sia il panda ad essere stupido? Hai appena distrutto la tua casa a vita, Shen!<br />'''Lord Shen''': Un sacrificio futile quando l'intera Cina è la mia ricompensa.<br />'''Divinatrice''': Allora sarai finalmente soddisfatto? La sottomissione di tutto il mondo finalmente ti farà sentire meglio?<br />'''Lord Shen''': È un inizio. Potrei convertire il seminterrato in una segreta.<br />'''Divinatrice''': La coppa che hai scelto di riempire non ha fondo. È il momento di fermare questa pazzia.<br />'''Lord Shen''': Perché diamine dovrei farlo?<br />'''Divinatrice''': I tuoi genitori riposeranno in pace.<br />'''Lord Shen''': I miei genitori... mi odiavano. Lo capisci? Mi hanno fatto un torto e... io vi porrò rimedio.<br />'''Divinatrice''': Ti amavano. Ti amavano così tanto che il doverti mandare via li ha uccisi.<br />'''Lord Shen''': I morti esistono nel passato e io devo tendere al futuro. {{NDR|rivolgendosi a un gorilla}} Che la divinatrice sia libera. Non mi è più utile.<br />'''Divinatrice''' {{NDR|tristemente}}: Addio, Shen. Ti auguro felicità.<br />'''Lord Shen''': La [[felicità]] dev'essere afferrata... e io afferrerò la mia. *'''Po''': Dimmi che è successo quella notte!<br />'''Lord Shen''': Quale notte?<br />'''Po''': ''Quella'' notte!<br />'''Lord Shen''': Ah, ''quella'' notte...<br />'''Po''': Sì! Parliamo della stessa notte, vero?<br />'''Lord Shen''': Sì, io ero lì, sì, guardavo mentre i tuoi genitori ti abbandonavano, è una cosa terribile! Credo che sia andata più o meno così! *'''Lord Shen''': Sei pronto a morire per trovare la verità?<br />'''Po''': Ci puoi scommettere! Anche se... preferirei di no. *'''Po''': Fine della corsa, Shen!<br />'''Lord Shen''': A quanto pare...<br />'''Po''': Ora, risposte!<br />'''Lord Shen''': Oh, vuoi saperlo disperatamente... Pensi che sapere ti guarirà, eh? Riempirà quel cratere che hai nell'animo? Bene, eccoti la risposta: i tuoi genitori ''non'' ti amavano. Ma vieni... lascia che io ti curi! {{NDR|rivela un cannone e spara un proiettile contro Po}} *'''Tigre''': Notevole, Guerriero Dragone! Qual è il tuo [[Piani dai film|piano]]?<br />'''Po''': Primo passo: liberare i Cinque!<br />'''Vipera''': Qual è il secondo?<br />'''Po''': Francamente non credevo di arrivare fino qua.<br />'''Tigre''': Po!<br />'''Po''': Ehm... fermare Shen prima che arrivi al porto!<br /> *'''Lord Shen''': Perché non spariamo?!<br />'''Capo dei lupi''' {{NDR|parlando di Po e i Cinque Ciclone con i loro maestri}}: Fanno fuori i nostri, signore! Si avvicinano!<br />'''Lord Shen''': Fuoco! Fuoco!<br />'''Capo dei lupi''': Cosa?!<br />'''Lord Shen''': Fuoco su di loro!<br />'''Capo dei lupi''': Ma signore, uccideremo i nostri!<br />'''Lord Shen''': Ho detto fuoco su di loro! {{NDR|gridandolo in piena crisi}} Fuoco!!!<br/>'''Capo dei lupi''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: No! {{NDR|Shen lo uccide con un pugnale}} *'''Lord Shen''' {{NDR|riferito alla tecnica della pace interiore}}: Come ci sei... come ci sei riuscito?<br />'''Po''': Sai basta tenere i gomiti alzati e le spalle sciolte...<br />'''Lord Shen''': Non quello! Come hai trovato la pace? Ti ho portato via i genitori... ogni cosa... T-ti ho lasciato una cicatrice a vita...<br />'''Po''': Vedi, le cicatrici, Shen, si rimarginano.<br />'''Lord Shen''': No, non è così. Le ferite si rimarginano.<br />'''Po''': Già, le cicatrici che fanno? Sbiadiscono, credo.<br />'''Lord Shen''': Non mi interessa cosa fanno le cicatrici.<br />'''Po''': Dovrebbe, Shen. Devi lasciare andare quella roba del passato, perché non ha nessuna importanza. La sola cosa che ha importanza è chi tu scegli di essere ora.<br />'''Lord Shen''' {{NDR|[[Ultime parole dai film|ultime parole]]}}: Hai ragione... Allora io scelgo... questo! {{NDR|estrae i pugnali e inizia il combattimento finale}} ==[[Explicit]]== {{Explicit film}} Mio figlio è vivo. ('''Li Shan''') ==Altri progetti== {{interprogetto|etichetta=''Kung Fu Panda 2''}} {{Kung Fu Panda}} [[Categoria:Film d'animazione]] 2gfi7h7nx1ye0yg9t0yvdm4oo9riydq Fabrizio Bentivoglio 0 130786 1417918 1377650 2026-06-23T11:52:04Z ~2026-35655-21 107537 /* Filmografia */ 1417918 wikitext text/x-wiki [[File:Fabrizio_Bentivoglio_2011-02.jpg|miniatura|Fabrizio Bentivoglio (2011)]] '''Fabrizio Bentivoglio''' (1957 – vivente), attore, sceneggiatore e regista italiano. ==Citazioni di Fabrizio Bentivoglio== {{cronologico}} *Ma non credo che esista un punto d'arrivo per un attore, anche l'esperienza di anni si può consumare e perdere. Né penso che esista una chiave per interpretare un personaggio. Nel caso di Piero Nava<ref>Testimone oculare dell'omicidio del giudice Rosario Livatino.</ref> per esempio, è stato fondamentale incontrarlo e parlare, cosa che non mi era mai capitata per nessun film.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/04/21/arricchito-dall-incontro-con-nava.html?ref=search "Arricchito dall'incontro con Nava"]'', ''la Repubblica,'' 21 aprile 1997.</ref> *Nel 1977 a Milano si sparava, si moriva per un loden o un eskimo. Ricordo che lavoravo alla ''[[La Tempesta|Tempesta]]'' per la regia di [[Giorgio Strehler|Strehler]]. Noi eravamo lì a muovere questa seta azzurra tutti vestiti di nero, al buio assoluto, e intanto da fuori, da via Larga, arrivavano i botti. C'erano loro che prendevano le manganellate, e io dentro a muovere la seta. Ma Strehler diceva che la poesia aiuta a vivere, ed aveva ragione.<ref>Citato in Enrico Comaschi, ''[http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2013/08/21/news/bentivoglio-e-la-rivoluzione-della-poesia-intervista-all-autore-di-lascia-perdere-johnny-1.7610878?ref=search Bentivoglio e la rivoluzione della poesia. Intervista all'autore di Lascia perdere, Johnny]'', ''Gazzettadimantova.gelocal.it'', 21 agosto 2013.</ref> {{int|Da ''[https://www.vanityfair.it/show/cinema/2018/01/14/fabrizio-bentivoglio-intervista-foto-film Fabrizio Bentivoglio: "La fama? Un incidente di percorso"]''|Intervista di Marina Cappa, ''Vanityfair.it'', 14 gennaio 2018.}} *Rifuggo dai [[social network|social]]. Il cosiddetto privato per me significa ancora privato, mi fa strano che ogni battito di ciglio venga comunicato a tutti. Non riesco a capirlo. *Amo sperimentare, cambiare. La fama è un incidente di percorso. E poi il segreto è accontentarsi di ciò che si è. *È più facile vedere i limiti degli altri, ma è fondamentale capire se stessi per allenarsi a migliorare. ==Note== <references /> ==Filmografia== {{div col}} *''[[Marrakech Express]]'' (1989) *''[[Turné]]'' (1990) *''[[Puerto Escondido]]'' (1992) *''[[La scuola]]'' (1995) *''[[La lingua del santo]]'' (2000) *''[[L'amico di famiglia]]'' (2006) *''[[Happy Family]]'' (2010) *''[[Scialla! (Stai sereno)]]'' (2011) *''[[Il capitale umano]]'' (2013) *''[[Forever Young (film 2016)|Forever Young]]'' (2016) *''[[Il testimone invisibile]]'' (2018) *''[[Loro (film)|Loro]]'' (2018) *''[[L'incredibile storia dell'Isola delle Rose]]'' (2020) *''[[La concessione del telefono - C'era una volta Vigata]]'' (2020) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bentivoglio, Fabrizio}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] eh4nzsfjc7bxko1zdf7e3k7jtx4bh1f Politicamente corretto 0 131449 1417890 1406386 2026-06-23T00:08:21Z Danyele 19198 +1 1417890 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:No Political Correctness.svg|thumb|Rappresentazione grafica del concetto di contrarietà al politicamente corretto]] Citazioni sull'espressione '''politicamente corretto''' (traduzione letterale dell'inglese '''politically correct'''). *– Che cosa le ha fatto di male il politicamente corretto? [...]<br/>– Tu come lo definisci un uomo che sposa un altro uomo?<br/>– Be', omosessuale.<br/>– Non è la parola che ho in mente io – disse Massimo, scuotendo la testa.<br/>– Gay? – chiese il ragazzo, aggrottando le sopracciglia. Adesso sembrava lievemente sulla difensiva.<br/>– Nemmeno.<br/>– Finocchio, allora? – provò il ragazzo, passando dalla difesa al sarcasmo. – Frocio ? Culattone? Come lo definisce lei un uomo che sposa un altro uomo?<br/>– Parroco.<br/>Il ragazzo, in preda all'inerzia dell'incazzatura, guardò Massimo senza sapere bene come reagire.<br/>– Non puoi credere di sapere quello che penso solo sulla base di quello che dico. Il linguaggio a volte è ambiguo. A volte invece è troppo preciso. ([[Marco Malvaldi]]) *È in campo storico, che la correttezza politica ha riportato i suoi maggiori successi. ([[Robert Hughes]]) *I mediocri del Politically Correct negano sempre il merito. Sostituiscono sempre la qualità con la quantità. Ma è la qualità che muove il mondo, cari miei, non la quantità. Il mondo va avanti grazie ai pochi che hanno qualità, che valgono, che rendono, non grazie a voi che siete tanti e scemi. ([[Oriana Fallaci]]) *Il politically correct si basa sulla rivendicazione del rango di vittima: la debolezza non è pensata come qualcosa che deve essere mutata in forza, perché ciò che importa, ciò che fa la forza, è proprio la sua ostentazione. Come scrive un critico, l'essenza della cultura "politicamente corretta" è il lamentarsi, il piagnisteo; il suo motto è "non calpestarmi, sono fragile" (Hughes 1993). Si tratta di una strategia paradossale, perché chi si lamenta pretende di vincere affermando la propria "differenza", che consiste nella sofferenza. Questa non può trasformarsi in gioia, perché in tal modo verrebbe meno la "differenza" rispetto al nemico. ([[Mario Perniola]]) *Il politically correct uccide le persone. ([[Ted Cruz]]) *Il politicamente corretto, da me soprannominato PC — che sta per "polizia cittadina" — è nato dall'idea marxista che tutto quello che separa socialmente gli esseri umani deve essere bandito per evitare il predominio di un gruppo sociale su un altro. In seguito, ironicamente, il politicamente corretto è diventato uno strumento delle "classi dominanti", l'idea di un comportamento appropriato per mascherare meglio il loro "predominio sociale" e mettersi la coscienza a posto. ([[Tom Wolfe]]) *L'epoca del "politically correct", che ha messo al bando tutti i pregiudizi basati sull'appartenenza etnica, religiosa, sessuale o sociale, ammette solo quello contro la Chiesa cattolica. ([[Antonio Socci]]) *La cosiddetta "correttezza politica" penetra ogni ambito e ogni situazione. In nome della più estesa inclusività dobbiamo rifuggire qualsiasi atteggiamento che possa creare uno "svantaggio percepito" nei confronti di determinate categorie di persone, spesso in acuta minoranza all'interno della collettività, pena l’essere apostrofati quali istigatori dell'odio, razzisti, omofobi conservatori e, pertanto, pericolosi asociali. ([[Roberto Vannacci]]) *La nozione di "politicamente corretto" è diventata popolare nei campus dei college un quarto di secolo fa, ma recentemente si è sviluppata fino a diventare la madre di tutti gli argomenti fantoccio.<ref>{{Cfr}} [[:w:Argomento fantoccio|Argomento fantoccio]].</ref> Un tempo termine peggiorativo che descriveva la determinazione dei liberali a non offendere alcun gruppo etnico o identitario, è adesso utilizzato con pigrizia da alcuni conservatori per etichettare qualsiasi cosa sotto la classificazione di "cose con cui non sono d'accordo". I candidati repubblicani ora si servono dell'etichetta "politicamente corretto" per evitare le discussioni – esattamente ciò di cui hanno accusato i liberali. ([[Dana Milbank]]) *Non è censurando, allontanando o ritentando l'esperienza fallimentare del ''politically correct'' che si ristabilisce un equilibrio ormai perduto di vista. Semmai, ''vigilando'': e dunque, entrando nel mondo dei simboli per osservarli e riconoscerli. Per renderli, forse e finalmente, innocui. ([[Loredana Lipperini]]) *Oppressione è ciò che facciamo in Occidente; ciò che fanno in Medio Oriente è «la loro cultura». ([[Robert Hughes]]) *Penso che il grande problema di questo paese sia il dover essere politicamente corretti. ([[Donald Trump]]) *Penso si possa dire che il "politicamente corretto" è l'espressione della democrazia nei confronti delle minoranze. (''[[Nymphomaniac]]'') *Prima del politicamente corretto funzionava la sincerità. ([[Enrico Remmert]]) *Quando ho deciso di aprire questo posto, gli avrebbe detto Massimo se quell'altro avesse alzato lo sguardo, non sapevo cosa significasse lavorare in un bar. Non avevo considerato che mi sarei dovuto alzare alle cinque di mattina sei giorni su sette, o quanto fosse difficile organizzare un magazzino in modo da avere quello che ti serve, non di più perché occupa spazio, non di meno perché sennò finisce. Non sapevo che casino fosse tenere in equilibrio il bilancio servendo solo cose che piacevano a me, che anche io avrei mangiato e bevuto volentieri. È stato molto più difficile di quello che pensavo. Ecco, a me impaurisce questo del politically correct: è facile. Ti illudi di aver fatto qualcosa, di aver dato un contributo semplicemente perché usi la schwa. Invece, a mio povero giudizio, l'unico modo per cambiare il mondo è farsi il culo tutti i giorni o quasi. Non conta quello che fai, conta come lo fai. Che tu studi medicina o teologia, che tu lavori in un bar o in una discarica. ([[Marco Malvaldi]]) *Se sei sincero, se racconti la realtà com'è, allora quando è scorretta ti autocensuri. Ma è sbagliato impostare il racconto sul politicamente corretto, che ha un limite enorme: spesso è un fatto moralistico, che cambia col cambiare delle epoche. Un racconto deve durare nel tempo. Se sei una persona seria, civile, morale, attenta, quel tanto che ti serve di politicamente corretto ce l'hai dentro di te. ([[Enrico Vanzina]]) *Se sei super politically correct, la vita è molto noiosa. ([[Aleix Espargaró]]) *{{NDR|«Cosa ne pensa del politicamente corretto, ormai dilagante in Italia?»}} Secondo me serviva uno scossone. C'erano discorsi molto patriarcali, di retaggio di cultura passata, c'era poco rispetto per tante identità di genere, ma anche per le donne. L'italiano medio non ha i guanti bianchi del rispetto quando parla. Ma io sono sempre per le mezze misure: a volte si esagera anche dal lato opposto. A volte il politicamente corretto è un po' troppo. Ma sono contenta di questa ondata di presa di coscienza. ([[Ludovica Martino]]) *Sì, il politicamente corretto è fuori controllo e le persone hanno il diritto di dire ciò che vogliono. Ma la domanda è: "Dovremmo dire ciò che vogliamo?"; non "Possiamo dire ciò che vogliamo." ([[Glenn Beck]]) *Siamo tutti stanchi del politically correct. Oggi siamo nel pieno della generazione "kiss-ass", la generazione "pussy": questo non si può dire, questo non si può fare, tutto è proibito. Altrimenti piovono accuse di razzismo. ([[Clint Eastwood]]) *Viviamo in un mondo dove le parole hanno perso il loro valore, il politically correct ha ucciso la creatività. Si reagisce con sdegno solo davanti a fatti o dichiarazioni che non hanno importanza. Il mondo è clonato anche mentalmente e nessuno ha l'energia per reagire e prevenire un'ulteriore perdita di significato. ([[Gerard Rancinan]]) ==Note== <references /> == Voci correlate == *[[Blackface]] *[[Cancel culture]] *[[Censura]] *[[Linguaggio inclusivo di genere]] *[[Ipocrisia]] *[[Woke (ideologia)|Woke]] ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Linguistica]] [[Categoria:Terminologia della politica]] pcbg5v5p66j6k6487dbjyjoh7u1tyf4 Zapping 0 132153 1417846 1032789 2026-06-22T15:55:42Z Danyele 19198 +1 1417846 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:TV remote control in hand 20170128.jpg|thumb|Zapping]] Citazioni sullo '''zapping'''. *Centoquaranta canali e non c'è niente! (''[[Jarod il camaleonte (prima stagione)|Jarod il camaleonte]]'') *Che schifo, quarantamila canali e solo centocinquanta trasmettono cose decenti! (''[[Futurama (prima stagione)|Futurama]]'') *Ogni generazione ha la sua storia. [...] Per quelli nati nel 1970 [...] c'è stata un'unica esperienza fondante, in un'adolescenza sospesa tra evanescenti luci della Milano da bere e la nera angoscia della scoperta dell'Aids e della nuvola di Chernobyl: fare zapping. ([[Christian Raimo]]) *Preferisci la prigione piuttosto che passare una notte a fare zapping con Zapp? (''[[Futurama (prima stagione)|Futurama]]'') *Sua Maestà la tv ha decretato che il nostro cervello debba essere soltanto una discarica. E a noi, bravi e diligenti utenti, ha riservato una sola libertà: quella dello zapping da un cassonetto per la plastica ad un contenitore per rifiuti organici. Il saltapicchio da un canale all'altro non è più motivato dalla ricerca di ciò che potrebbe sollecitare maggiormente la nostra intelligenza, il nostro interesse. ([[Mina (cantante)|Mina]]) ==Voci correlate== *[[Televisione]] ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|preposizione=sullo|w_preposizione=riguardante lo}} [[Categoria:Attività]] [[Categoria:Terminologia televisiva]] g2q6vgu8xd2pk8ssv4t0ufar8gazk1y Valerio Mastandrea 0 143056 1417864 1273204 2026-06-22T19:48:48Z Danyele 19198 +1 1417864 wikitext text/x-wiki [[File:Valerio Mastandrea 1 (cropped).JPG|miniatura|Valerio Mastandrea]] '''Valerio Mastandrea''' (1972 – vivente), attore e regista italiano. {{Int|Da ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2017/11/07/news/valerio_mastandrea-180511310/ Valerio Mastandrea, uomo che ascolta: "Ho fatto pazzie solo per amore"]''|Intervista di Arianna Finos, ''Repubblica.it'', 8 novembre 2017.}} *In un'epoca che non necessita più di parole mi piace l'idea di delegare il racconto all'immaginazione, alla sceneggiatura, alla possibilità per l'attore di evocare le cose, non solo compierle. *[[Silvio Muccino]] ha ancora una fiamma bella accesa, vorrei avere la sua passione nei confronti del mestiere. *[[Silvia D'Amico]] la considero una sorellina, dopo ''[[Non essere cattivo]]''. La considero una piccola [[Monica Vitti]], ha un potenziale immenso. *Essendo cresciuto senza fratelli maschi ho investito molto nell'amicizia e le più grosse delusioni le ho provate lì. Ma di amici ne ho tanti. Anche se devo imparare a chiedere aiuto. Nelle proprie difficoltà ci sentiamo unici e inaccessibili, e invece bisogna avere coraggio di aprirsi, affidarsi. *Le cose più pazze della mia vita le ho fatte per amore: prendere aeroplani senza soldi e senza pensare che può cadere, stare giorni senza soldi e la paura di non poter mangiare e bere per correre dietro a un amore impossibile. Per amore forse sarei disposto a tantissime cose ma adesso che ho un figlio, è tutto amore. *{{NDR|Sulla [[commedia all'italiana]]}} Quello era uno sguardo di un tempo in cui essere cinico e super sarcastico era molto più semplice. Oggi è più complicato. *Io nel [[cinismo]] non ci credo più. È stato parte di me con grande orgoglio consapevole per tanti anni. Ma quando ti nasce un figlio smetti di essere cinico. Il sarcasmo invece non me leva nessuno. *Il rigore non è mai negativo ma non deve diventare il metro di giudizio e comportamento ed esclude la voglia di lasciarsi andare diventa un limite. ==Citazioni su Valerio Mastandrea== *Lo Sean Penn de noantri. ([[Enrico Lucherini]]) ==Filmografia== ===Attore=== {{div col|strette}} *''[[Palermo Milano - Solo andata]]'' (1995) *''[[Tutti giù per terra]]'' (1997) *''[[Viola bacia tutti]]'' (1997) *''[[Notturno bus]]'' (2007) *''[[Il caimano]]'' (2006) *''[[Nine (film)|Nine]]'' (2009) *''[[Cose dell'altro mondo (film 2011)|Cose dell'altro mondo]]'' (2011) *''[[Viva la libertà]]'' (2013)‎ *''[[Pasolini (film)|Pasolini]]'' (2014)‎ *''[[Perfetti sconosciuti]]'' (2016) *''[[The Place]]'' (2017) *''[[Figli (film)|Figli]]'' (2020) {{Div col end}} ===Doppiatore=== *''[[Strappare lungo i bordi]]'' (2021 - in corso) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Mastandrea, Valerio}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] r8n8658oxj6veerbvv6a9fa063ual76 Carlo Vanzina 0 144307 1417878 1349374 2026-06-22T19:58:13Z Danyele 19198 /* Regista */ +1 1417878 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo Vanzina.png|thumb|Carlo Vanzina (2014)]] '''Carlo Vanzina''' (1951 – 2018), regista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Carlo Vanzina== {{cronologico}} *Da ragazzino tenevo degli album che riempivo con tutti i film che vedevo e ne vedevo tantissimi - raccontava - scrivevo le mie minicritiche, mettevo già le stellette anche se non si usava, scrivevo tutto il cast dagli attori al direttore della fotografia. Ero un vero malato di cinema.<ref name="Ugolini">Citato in Chiara Ugolini, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2018/07/08/news/carlo_vanzina-201007243/ È morto il regista Carlo Vanzina, col fratello Enrico ha proseguito la commedia "dei padri"]'', ''repubblica.it'', 8 luglio 2018.</ref> *Mio padre {{NDR|il regista [[Steno]], pseudonimo di Stefano Vanzina}} mi portò da [[Mario Monicelli|Monicelli]] che era un suo grande amico e col quale avevano lavorato tanto insieme; all'inizio mi trattò malissimo, non voleva certo che mi sentissi privilegiato in quanto figlio di.<ref name="Ugolini" /> {{Int|''C'è del bello in Danimarca''|Da ''Moda'' nº 39, marzo 1987, pp. 146-148.}} {{NDR|Su [[Renée Simonsen]]}} *La cosa che risalta di più quando la si incontra la prima volta è la sua allegria contagiosa. È sempre di buon umore, sorridente, pronta a divertirsi e a divertire gli altri. Mostra i suoi trentamila denti e capisci il suo magnetismo, la sua innata capacità di piacere. Ha il carisma, lo percepisci subito appena la incontri. *Riesce a sopportare orari da sfinimento ed essere sempre bella, perfetta, senza un filo di stanchezza, senza una goccia di sudore. Eppure, dopo un po' che la conosci, tutto ti sembra normale su di lei, appare come una creatura perfetta che non ha possibilità di sudare, piangere, stancarsi come una comune mortale. *È l'incarnazione delle donne disegnate, un'immagine tridimensionale della bellezza sognata da tutti noi. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20191109230347/http://www.cinespresso.com/2014/01/09/intervista-a-carlo-vanzina/ Intervista a Carlo Vanzina]''|''cinespresso.com'', 9 gennaio 2014.}} *In ''[[Sapore di mare]]'', che girammo nel 1983, raccontavamo una particolare estate degli anni '60, simile a quelle che io e mio fratello trascorrevamo da ragazzi nella vicina Castiglioncello. Quel film ebbe un grande successo e con gli anni è diventato un vero e proprio cult. *{{NDR|Sugli [[anni ottanta]]}} Si tratta di un'epoca abitualmente considerata superficiale e vuota ma in fondo in quel periodo non si parlava né di crisi, né di "spread". Erano gli anni in cui stava per cominciare l'edonismo della cosiddetta "Milano da bere" da noi raccontato in vari film. *{{NDR|Sugli anni ottanta}} Quegli anni sono stati gli ultimi spensierati; i momenti plumbei erano ancora lontani. ==Citazioni su Carlo Vanzina== *E poi andammo a girare ''[[Vacanze in America]]'', io facevo il prete burino, Don Buro. Andammo con [[Jerry Calà]] e [[Paolo Villaggio]] da [[Los Angeles]] a [[Las Vegas]], al Caesar Palace, e stemmo lì una notte. Ci facemmo un sacco di risate e poi alla fine chi pagò il conto fu Carlo Vanzina perché nessuno di noi aveva più una lira, avevamo perso tutti i soldi. E toccò a lui pagare cena e albergo. ([[Christian De Sica]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Regista=== *''[[Una vacanza bestiale]]'' (1980) *''[[I fichissimi]]'' (1981) *''[[Eccezzziunale... veramente]]'' (1982) *''[[Sapore di mare]]'' (1982) *''[[Viuuulentemente mia]]'' (1982) *''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'' (1983) *''[[Vacanze di Natale]]'' (1983) *''[[Vacanze in America]]'' (1984) *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) *''[[Yuppies, i giovani di successo]]'' (1986) *''[[Piedipiatti]]'' (1991) *''[[Sognando la California]]'' (1992) *''[[S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa]]'' (1994) *''[[Io no spik inglish]]'' (1995) *''[[Selvaggi]]'' (1995) *''[[A spasso nel tempo]]'' (1996) *''[[Banzai]]'' (1997) *''[[Vacanze di Natale 2000]]'' (1999) *''[[South Kensington]]'' (2001) *''[[Febbre da cavallo - La mandrakata]]'' (2002) *''[[2061 - Un anno eccezionale]]'' (2007) *''[[La vita è una cosa meravigliosa]]'' (2010) *''[[Buona giornata]]'' (2012) ===Sceneggiatore=== *''[[Il commissario Lo Gatto]]'' (1986) *''[[Fratelli d'Italia (film 1989)|Fratelli d'Italia]]'' (1989) *''[[Vacanze di Natale '95]]'' (1995) *''[[Benedetti dal Signore]]'' (2003) *''[[Matrimonio alle Bahamas]]'' (2007) ==Voci correlate== *[[Ely Galleani]] – ex moglie *[[Enrico Vanzina]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Vanzina, Carlo}} [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] c48t1e9vyath5w6a53q6xsi5zyebuw6 1417885 1417878 2026-06-22T23:37:40Z Danyele 19198 /* Citazioni di Carlo Vanzina */ +1 1417885 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo Vanzina.png|thumb|Carlo Vanzina (2014)]] '''Carlo Vanzina''' (1951 – 2018), regista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Carlo Vanzina== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[Sotto il vestito niente]]''}} La difficoltà maggiore è stata ottenere l'appoggio di stilisti e di tutto l'entourage che ruota attorno alla moda. [...] Alcuni hanno temuto che il film contenesse critiche dirette, ma non era questo il nostro intento. Al contrario, volevamo raccontare anche la condizione delle modelle: giovani donne proiettate in un ambiente duro, competitivo, spesso spietato. [...] Volevamo indagare cosa può scattare nella mente di una giovane donna catapultata in un universo che promette successo ma può anche rivelarsi crudele e alienante.<ref>Da un'intervista all'Istituto Luce, 1985; citato in ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2025/07/09/news/sotto_il_vestito_niente_film_vanzina_compie_40_anni-424719915/ "Sotto il vestito niente", il film di Carlo Vanzina compie 40 anni e torna al cinema]'', ''repubblica.it'', 9 luglio 2025.</ref> *Da ragazzino tenevo degli album che riempivo con tutti i film che vedevo e ne vedevo tantissimi - raccontava - scrivevo le mie minicritiche, mettevo già le stellette anche se non si usava, scrivevo tutto il cast dagli attori al direttore della fotografia. Ero un vero malato di cinema.<ref name="Ugolini">Citato in Chiara Ugolini, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2018/07/08/news/carlo_vanzina-201007243/ È morto il regista Carlo Vanzina, col fratello Enrico ha proseguito la commedia "dei padri"]'', ''repubblica.it'', 8 luglio 2018.</ref> *Mio padre {{NDR|il regista [[Steno]], pseudonimo di Stefano Vanzina}} mi portò da [[Mario Monicelli|Monicelli]] che era un suo grande amico e col quale avevano lavorato tanto insieme; all'inizio mi trattò malissimo, non voleva certo che mi sentissi privilegiato in quanto figlio di.<ref name="Ugolini" /> {{Int|''C'è del bello in Danimarca''|Da ''Moda'' n. 39, marzo 1987, pp. 146-148.}} {{NDR|Su [[Renée Simonsen]]}} *La cosa che risalta di più quando la si incontra la prima volta è la sua allegria contagiosa. È sempre di buon umore, sorridente, pronta a divertirsi e a divertire gli altri. Mostra i suoi trentamila denti e capisci il suo magnetismo, la sua innata capacità di piacere. Ha il carisma, lo percepisci subito appena la incontri. *Riesce a sopportare orari da sfinimento ed essere sempre bella, perfetta, senza un filo di stanchezza, senza una goccia di sudore. Eppure, dopo un po' che la conosci, tutto ti sembra normale su di lei, appare come una creatura perfetta che non ha possibilità di sudare, piangere, stancarsi come una comune mortale. *È l'incarnazione delle donne disegnate, un'immagine tridimensionale della bellezza sognata da tutti noi. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20191109230347/http://www.cinespresso.com/2014/01/09/intervista-a-carlo-vanzina/ Intervista a Carlo Vanzina]''|''cinespresso.com'', 9 gennaio 2014.}} *In ''[[Sapore di mare]]'', che girammo nel 1983, raccontavamo una particolare estate degli anni '60, simile a quelle che io e mio fratello trascorrevamo da ragazzi nella vicina Castiglioncello. Quel film ebbe un grande successo e con gli anni è diventato un vero e proprio cult. *{{NDR|Sugli [[anni ottanta]]}} Si tratta di un'epoca abitualmente considerata superficiale e vuota ma in fondo in quel periodo non si parlava né di crisi, né di "spread". Erano gli anni in cui stava per cominciare l'edonismo della cosiddetta "Milano da bere" da noi raccontato in vari film. *{{NDR|Sugli anni ottanta}} Quegli anni sono stati gli ultimi spensierati; i momenti plumbei erano ancora lontani. ==Citazioni su Carlo Vanzina== *E poi andammo a girare ''[[Vacanze in America]]'', io facevo il prete burino, Don Buro. Andammo con [[Jerry Calà]] e [[Paolo Villaggio]] da [[Los Angeles]] a [[Las Vegas]], al Caesar Palace, e stemmo lì una notte. Ci facemmo un sacco di risate e poi alla fine chi pagò il conto fu Carlo Vanzina perché nessuno di noi aveva più una lira, avevamo perso tutti i soldi. E toccò a lui pagare cena e albergo. ([[Christian De Sica]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Regista=== *''[[Una vacanza bestiale]]'' (1980) *''[[I fichissimi]]'' (1981) *''[[Eccezzziunale... veramente]]'' (1982) *''[[Sapore di mare]]'' (1982) *''[[Viuuulentemente mia]]'' (1982) *''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'' (1983) *''[[Vacanze di Natale]]'' (1983) *''[[Vacanze in America]]'' (1984) *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) *''[[Yuppies, i giovani di successo]]'' (1986) *''[[Piedipiatti]]'' (1991) *''[[Sognando la California]]'' (1992) *''[[S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa]]'' (1994) *''[[Io no spik inglish]]'' (1995) *''[[Selvaggi]]'' (1995) *''[[A spasso nel tempo]]'' (1996) *''[[Banzai]]'' (1997) *''[[Vacanze di Natale 2000]]'' (1999) *''[[South Kensington]]'' (2001) *''[[Febbre da cavallo - La mandrakata]]'' (2002) *''[[2061 - Un anno eccezionale]]'' (2007) *''[[La vita è una cosa meravigliosa]]'' (2010) *''[[Buona giornata]]'' (2012) ===Sceneggiatore=== *''[[Il commissario Lo Gatto]]'' (1986) *''[[Fratelli d'Italia (film 1989)|Fratelli d'Italia]]'' (1989) *''[[Vacanze di Natale '95]]'' (1995) *''[[Benedetti dal Signore]]'' (2003) *''[[Matrimonio alle Bahamas]]'' (2007) ==Voci correlate== *[[Ely Galleani]] – ex moglie *[[Enrico Vanzina]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Vanzina, Carlo}} [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] 2ef0brapxi00xptonmd7vqy03dt3j04 1417891 1417885 2026-06-23T00:09:05Z Danyele 19198 /* Citazioni su Carlo Vanzina */ +1 1417891 wikitext text/x-wiki [[File:Carlo Vanzina.png|thumb|Carlo Vanzina (2014)]] '''Carlo Vanzina''' (1951 – 2018), regista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Carlo Vanzina== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[Sotto il vestito niente]]''}} La difficoltà maggiore è stata ottenere l'appoggio di stilisti e di tutto l'entourage che ruota attorno alla moda. [...] Alcuni hanno temuto che il film contenesse critiche dirette, ma non era questo il nostro intento. Al contrario, volevamo raccontare anche la condizione delle modelle: giovani donne proiettate in un ambiente duro, competitivo, spesso spietato. [...] Volevamo indagare cosa può scattare nella mente di una giovane donna catapultata in un universo che promette successo ma può anche rivelarsi crudele e alienante.<ref>Da un'intervista all'Istituto Luce, 1985; citato in ''[https://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2025/07/09/news/sotto_il_vestito_niente_film_vanzina_compie_40_anni-424719915/ "Sotto il vestito niente", il film di Carlo Vanzina compie 40 anni e torna al cinema]'', ''repubblica.it'', 9 luglio 2025.</ref> *Da ragazzino tenevo degli album che riempivo con tutti i film che vedevo e ne vedevo tantissimi - raccontava - scrivevo le mie minicritiche, mettevo già le stellette anche se non si usava, scrivevo tutto il cast dagli attori al direttore della fotografia. Ero un vero malato di cinema.<ref name="Ugolini">Citato in Chiara Ugolini, ''[http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2018/07/08/news/carlo_vanzina-201007243/ È morto il regista Carlo Vanzina, col fratello Enrico ha proseguito la commedia "dei padri"]'', ''repubblica.it'', 8 luglio 2018.</ref> *Mio padre {{NDR|il regista [[Steno]], pseudonimo di Stefano Vanzina}} mi portò da [[Mario Monicelli|Monicelli]] che era un suo grande amico e col quale avevano lavorato tanto insieme; all'inizio mi trattò malissimo, non voleva certo che mi sentissi privilegiato in quanto figlio di.<ref name="Ugolini" /> {{Int|''C'è del bello in Danimarca''|Da ''Moda'' n. 39, marzo 1987, pp. 146-148.}} {{NDR|Su [[Renée Simonsen]]}} *La cosa che risalta di più quando la si incontra la prima volta è la sua allegria contagiosa. È sempre di buon umore, sorridente, pronta a divertirsi e a divertire gli altri. Mostra i suoi trentamila denti e capisci il suo magnetismo, la sua innata capacità di piacere. Ha il carisma, lo percepisci subito appena la incontri. *Riesce a sopportare orari da sfinimento ed essere sempre bella, perfetta, senza un filo di stanchezza, senza una goccia di sudore. Eppure, dopo un po' che la conosci, tutto ti sembra normale su di lei, appare come una creatura perfetta che non ha possibilità di sudare, piangere, stancarsi come una comune mortale. *È l'incarnazione delle donne disegnate, un'immagine tridimensionale della bellezza sognata da tutti noi. {{Int|''[https://web.archive.org/web/20191109230347/http://www.cinespresso.com/2014/01/09/intervista-a-carlo-vanzina/ Intervista a Carlo Vanzina]''|''cinespresso.com'', 9 gennaio 2014.}} *In ''[[Sapore di mare]]'', che girammo nel 1983, raccontavamo una particolare estate degli anni '60, simile a quelle che io e mio fratello trascorrevamo da ragazzi nella vicina Castiglioncello. Quel film ebbe un grande successo e con gli anni è diventato un vero e proprio cult. *{{NDR|Sugli [[anni ottanta]]}} Si tratta di un'epoca abitualmente considerata superficiale e vuota ma in fondo in quel periodo non si parlava né di crisi, né di "spread". Erano gli anni in cui stava per cominciare l'edonismo della cosiddetta "Milano da bere" da noi raccontato in vari film. *{{NDR|Sugli anni ottanta}} Quegli anni sono stati gli ultimi spensierati; i momenti plumbei erano ancora lontani. ==Citazioni su Carlo Vanzina== *Con lui se n'è andato un tipo di mondo corretto, più semplice, che se la tirava poco, che metteva grande tenacia nel lavoro, un mondo di grande scetticismo ma anche di grande ottimismo, un mondo gentile. Questo mi manca moltissimo. ([[Enrico Vanzina]]) *E poi andammo a girare ''[[Vacanze in America]]'', io facevo il prete burino, Don Buro. Andammo con [[Jerry Calà]] e [[Paolo Villaggio]] da [[Los Angeles]] a [[Las Vegas]], al Caesar Palace, e stemmo lì una notte. Ci facemmo un sacco di risate e poi alla fine chi pagò il conto fu Carlo Vanzina perché nessuno di noi aveva più una lira, avevamo perso tutti i soldi. E toccò a lui pagare cena e albergo. ([[Christian De Sica]]) ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Regista=== *''[[Una vacanza bestiale]]'' (1980) *''[[I fichissimi]]'' (1981) *''[[Eccezzziunale... veramente]]'' (1982) *''[[Sapore di mare]]'' (1982) *''[[Viuuulentemente mia]]'' (1982) *''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'' (1983) *''[[Vacanze di Natale]]'' (1983) *''[[Vacanze in America]]'' (1984) *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) *''[[Yuppies, i giovani di successo]]'' (1986) *''[[Piedipiatti]]'' (1991) *''[[Sognando la California]]'' (1992) *''[[S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa]]'' (1994) *''[[Io no spik inglish]]'' (1995) *''[[Selvaggi]]'' (1995) *''[[A spasso nel tempo]]'' (1996) *''[[Banzai]]'' (1997) *''[[Vacanze di Natale 2000]]'' (1999) *''[[South Kensington]]'' (2001) *''[[Febbre da cavallo - La mandrakata]]'' (2002) *''[[2061 - Un anno eccezionale]]'' (2007) *''[[La vita è una cosa meravigliosa]]'' (2010) *''[[Buona giornata]]'' (2012) ===Sceneggiatore=== *''[[Il commissario Lo Gatto]]'' (1986) *''[[Fratelli d'Italia (film 1989)|Fratelli d'Italia]]'' (1989) *''[[Vacanze di Natale '95]]'' (1995) *''[[Benedetti dal Signore]]'' (2003) *''[[Matrimonio alle Bahamas]]'' (2007) ==Voci correlate== *[[Ely Galleani]] – ex moglie *[[Enrico Vanzina]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Vanzina, Carlo}} [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] 8ucxhi6l58vzowxc8f5iob9oy59l2rr Enrico Vanzina 0 144313 1417854 1395826 2026-06-22T18:41:56Z Danyele 19198 +5 / fix di stile 1417854 wikitext text/x-wiki [[File:Cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello per l’anno 2023 09 (cropped).jpg|thumb|Enrico Vanzina nel 2023]] '''Enrico Vanzina''' (1949 – vivente), giornalista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Enrico Vanzina== {{cronologico}} {{Int|''[https://www.filmdoc.it/2014/07/intervista-a-enrico-vanzina/ Intervista a Enrico Vanzina]''|Renato Venturelli, ''filmdoc.it'', luglio 2014.}} *{{NDR|Sui protagonisti del cinema italiano negli anni ottanta}} Questi attori/autori come [[Carlo Verdone|Verdone]], che è mio grande amico da quando siamo ragazzini, hanno fatto molti bei film, ma hanno anche la colpa di aver distrutto un modo italiano di fare cinema. La forza della [[commedia all'italiana|commedia italiana]] era di avere grandi attori ma anche grandi [[Attore caratterista|caratteristi]], mentre loro hanno cominciato a fare film incentrati esclusivamente su se stessi. *''[[Sapore di mare]]'' è stato fondamentale. Con mio fratello ci eravamo detti: perché non raccontiamo i nostri anni '60, i personaggi che conoscevamo, le situazioni che abbiamo vissuto in prima persona? Abbiamo avuto successo e da allora abbiamo cercato di raccontare sempre le cose, l'ambiente e le persone che conoscevamo bene. *Noi non abbiamo mai fatto sociologia, la nostra semmai è quasi una forma di verismo! Non analizziamo dall'alto la società, parliamo di quello che abbiamo intorno. *La forza dell'ultimo [[Paolo Sorrentino|Sorrentino]], è anche di avere un attore come [[Toni Servillo]] che dà una grandezza al suo personaggio. *Con lui ho fatto un film carino, ''[[Io no spik inglish]]'', e poi uno dei film peggiori della mia carriera ''[[Banzai]]'', che lo facemmo solo perché [[Paolo Villaggio|Villaggio]] voleva andare in Giappone a mangiare sushi. *[[Carlo Vanzina|Carlo]] è stato per anni aiuto di [[Mario Monicelli|Monicelli]] nelle sue grandi commedie, io ho conosciuto bene [[Mario Camerini]]. Tutti e due dicevano, tre con mio [[Steno|padre]]: nella commedia, meno muovi la macchina da presa e meglio è. *Mio padre cercava di non dare mai lo stop, perché magari [[Totò]] poteva sempre inventare qualcosa in coda. Ma in generale tutto era rigorosamente provato prima, Totò improvvisava poco. *[[Pietro Germi]], il migliore di tutti, fece film di tutti i generi, era grande sceneggiatore, grande regista, ottimo attore: ma era socialdemocratico, e così venne sempre considerato ai margini. {{Int|''[https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/10/03/news/enrico_vanzina_sceneggiatore_milano-237594768/ In Via Montenapoleone con Enrico Vanzina: "Milano, mio fratello Carlo e gli anni Ottanta"]''|Intervista di Marco Bracconi, ''milano.repubblica.it'', 3 ottobre 2019.}} *In [[Milano|questa città]] nel 1986 c'era tutto quello che serviva per fare un film come ''[[Yuppies, i giovani di successo|Yuppies]]'', che di certo non voleva essere critica sociologica, né legittimazione né moralismo. Volevamo solo raccontare, con leggerezza e per tutti, un certo andazzo che stava prendendo una parte d'Italia. Ci dissero che ne eravamo complici, ma non è affatto vero. Basta pensare all'ultima scena, a Cortina, quando i rampanti sognano di diventare come Gianni Agnelli e si ritrovano a litigare per il conto al ristorante. *{{NDR|Su ''[[Sotto il vestito niente]]''}} Certamente allora capimmo che la moda poteva essere un grande motore italiano, per questo ci costruimmo attorno un thriller che si ispirava a modelli di cinema internazionale. E poi conoscevamo Francesco D'Alessio, l'uomo ucciso dalla modella Terry Broome. Il film era praticamente fatto. *Un posto che amavamo molto, con quelle volte in aria e la lunga prospettiva in uscita verso via Vittor Pisani. La verità è che la [[Stazione di Milano Centrale|stazione di Milano]] sembra un teatro dell'Opera. Non è un caso che nei nostri film ci sia quasi sempre una scena girata su quei binari, con i treni che sembrano i bisnonni degli odierni Frecciarossa. *L'architettura, l'illuminazione, la contaminazione continua tra classico e moderno, Milano è una città perfetta per farci un thriller. *[...] a fare bella una [[città]] non sono le skyline e i grattacieli. Una città è bella per la sua storia, perché accanto alla modernità conserva la sua memoria. Attenzione ad essere troppo contemporanei, insomma, perché il contemporaneo non dura mai a lungo. ==Filmografia== ===Sceneggiatura=== {{div col|strette}} *''[[Una vacanza bestiale]]'' (1980) *''[[I fichissimi]]'' (1981) *''[[Il tango della gelosia]]'' (1981) *''[[Eccezzziunale... veramente]]'' (1982) *''[[Sapore di mare]]'' (1982) *''[[Al bar dello sport]]'' (1983) *''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'' (1983) *''[[Vacanze di Natale]]'' (1983) *''[[Vacanze in America]]'' (1984) *''[[Il commissario Lo Gatto]]'' (1986) *''[[Yuppies, i giovani di successo]]'' (1986) *''[[Fratelli d'Italia (film 1989)|Fratelli d'Italia]]'' (1989) *''[[Piedipiatti]]'' (1991) *''[[Sognando la California]]'' (1992) *''[[S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa]]'' (1994) *''[[Io no spik inglish]]'' (1995) *''[[Selvaggi]]'' (1995) *''[[Vacanze di Natale '95]]'' (1995) *''[[A spasso nel tempo]]'' (1996) *''[[Banzai]]'' (1997) *''[[Vacanze di Natale 2000]]'' (1999) *''[[South Kensington]]'' (2001) *''[[Febbre da cavallo - La mandrakata]]'' (2002) *''[[Benedetti dal Signore]]'' (2003) *''[[2061 - Un anno eccezionale]]'' (2007) *''[[Matrimonio alle Bahamas]]'' (2007) *''[[La vita è una cosa meravigliosa]]'' (2010) *''[[Buona giornata]]'' (2012) *''[[Sotto il sole di Riccione]]'' (2020) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Carlo Vanzina]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Vanzina, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] ig2mx613vm3ex32mop45d61q6r8m7z3 1417860 1417854 2026-06-22T19:26:11Z Danyele 19198 sostituitsco una citazione con altre due più centrate 1417860 wikitext text/x-wiki [[File:Cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello per l’anno 2023 09 (cropped).jpg|thumb|Enrico Vanzina nel 2023]] '''Enrico Vanzina''' (1949 – vivente), giornalista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Enrico Vanzina== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[Sotto il vestito niente]]''}} Fummo chiamati dal produttore Achille Manzotti per realizzare un film dal romanzo omonimo. In un primo momento il film lo avrebbe dovuto fare [[Michelangelo Antonioni]]. [...] Noi leggemmo il libro: era bruttissimo. Ma decidemmo di andare avanti lo stesso perché il titolo era formidabile e l'idea di ambientare un thriller nel mondo della moda era ottima. Decidemmo di inventare tutto, al di fuori della trama del libro, e di fare un film alla [[Brian De Palma]] [...]. L'idea dei due gemelli è quella portante. Ci ha permesso di fare un film contaminato con presenze americane. Il film, poi, nella dinamica del delitto, è nato da uno spunto vero di cronaca nera: il caso Terry Broome, modella americana che uccise Francesco D'Alessio, un playboy che oltretutto Carlo ed io avevamo conosciuto bene.<ref name="Zender">Dall'intervista di Mauro Zender, ''[https://web.archive.org/web/20100209002956/http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=122&Itemid=79 Enrico Vanzina ci parla di SOTTO IL VESTITO NIENTE]'', ''davinotti.com'', 16 novembre 2007.</ref> *{{NDR|Su ''Sotto il vestito niente''}} Quando girammo il film, i grandi stilisti milanesi non ci aiutarono affatto. Avevano paura che il film fosse contro di loro. L'unico a partecipare fu Moschino, che organizzò una meravigliosa sfilata alla stazione Centrale di Milano. Ne ebbe un grande ritorno pubblicitario. [...] A Milano, la sera della prima, il mondo della moda disertò l'evento. In prima fila c'erano i posti vuoti di tutti i sarti famosi. [[Enrico Lucherini]], il nostro press agent, ci ricamò sopra. Uscirono tutti i giornali con il titolo "La Moda di Milano trema".<ref name="Zender"/> {{Int|''[https://www.filmdoc.it/2014/07/intervista-a-enrico-vanzina/ Intervista a Enrico Vanzina]''|Renato Venturelli, ''filmdoc.it'', luglio 2014.}} *{{NDR|Sui protagonisti del cinema italiano negli anni ottanta}} Questi attori/autori come [[Carlo Verdone|Verdone]], che è mio grande amico da quando siamo ragazzini, hanno fatto molti bei film, ma hanno anche la colpa di aver distrutto un modo italiano di fare cinema. La forza della [[commedia all'italiana|commedia italiana]] era di avere grandi attori ma anche grandi [[Attore caratterista|caratteristi]], mentre loro hanno cominciato a fare film incentrati esclusivamente su se stessi. *''[[Sapore di mare]]'' è stato fondamentale. Con mio fratello ci eravamo detti: perché non raccontiamo i nostri anni '60, i personaggi che conoscevamo, le situazioni che abbiamo vissuto in prima persona? Abbiamo avuto successo e da allora abbiamo cercato di raccontare sempre le cose, l'ambiente e le persone che conoscevamo bene. *Noi non abbiamo mai fatto sociologia, la nostra semmai è quasi una forma di verismo! Non analizziamo dall'alto la società, parliamo di quello che abbiamo intorno. *La forza dell'ultimo [[Paolo Sorrentino|Sorrentino]], è anche di avere un attore come [[Toni Servillo]] che dà una grandezza al suo personaggio. *Con lui ho fatto un film carino, ''[[Io no spik inglish]]'', e poi uno dei film peggiori della mia carriera ''[[Banzai]]'', che lo facemmo solo perché [[Paolo Villaggio|Villaggio]] voleva andare in Giappone a mangiare sushi. *[[Carlo Vanzina|Carlo]] è stato per anni aiuto di [[Mario Monicelli|Monicelli]] nelle sue grandi commedie, io ho conosciuto bene [[Mario Camerini]]. Tutti e due dicevano, tre con mio [[Steno|padre]]: nella commedia, meno muovi la macchina da presa e meglio è. *Mio padre cercava di non dare mai lo stop, perché magari [[Totò]] poteva sempre inventare qualcosa in coda. Ma in generale tutto era rigorosamente provato prima, Totò improvvisava poco. *[[Pietro Germi]], il migliore di tutti, fece film di tutti i generi, era grande sceneggiatore, grande regista, ottimo attore: ma era socialdemocratico, e così venne sempre considerato ai margini. {{Int|''[https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/10/03/news/enrico_vanzina_sceneggiatore_milano-237594768/ In Via Montenapoleone con Enrico Vanzina: "Milano, mio fratello Carlo e gli anni Ottanta"]''|Intervista di Marco Bracconi, ''milano.repubblica.it'', 3 ottobre 2019.}} *In [[Milano|questa città]] nel 1986 c'era tutto quello che serviva per fare un film come ''[[Yuppies, i giovani di successo|Yuppies]]'', che di certo non voleva essere critica sociologica, né legittimazione né moralismo. Volevamo solo raccontare, con leggerezza e per tutti, un certo andazzo che stava prendendo una parte d'Italia. Ci dissero che ne eravamo complici, ma non è affatto vero. Basta pensare all'ultima scena, a Cortina, quando i rampanti sognano di diventare come Gianni Agnelli e si ritrovano a litigare per il conto al ristorante. *Un posto che amavamo molto, con quelle volte in aria e la lunga prospettiva in uscita verso via Vittor Pisani. La verità è che la [[Stazione di Milano Centrale|stazione di Milano]] sembra un teatro dell'Opera. Non è un caso che nei nostri film ci sia quasi sempre una scena girata su quei binari, con i treni che sembrano i bisnonni degli odierni Frecciarossa. *L'architettura, l'illuminazione, la contaminazione continua tra classico e moderno, Milano è una città perfetta per farci un thriller. *[...] a fare bella una [[città]] non sono le skyline e i grattacieli. Una città è bella per la sua storia, perché accanto alla modernità conserva la sua memoria. Attenzione ad essere troppo contemporanei, insomma, perché il contemporaneo non dura mai a lungo. ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Sceneggiatura=== {{div col|strette}} *''[[Una vacanza bestiale]]'' (1980) *''[[I fichissimi]]'' (1981) *''[[Il tango della gelosia]]'' (1981) *''[[Eccezzziunale... veramente]]'' (1982) *''[[Sapore di mare]]'' (1982) *''[[Al bar dello sport]]'' (1983) *''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'' (1983) *''[[Vacanze di Natale]]'' (1983) *''[[Vacanze in America]]'' (1984) *''[[Il commissario Lo Gatto]]'' (1986) *''[[Yuppies, i giovani di successo]]'' (1986) *''[[Fratelli d'Italia (film 1989)|Fratelli d'Italia]]'' (1989) *''[[Piedipiatti]]'' (1991) *''[[Sognando la California]]'' (1992) *''[[S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa]]'' (1994) *''[[Io no spik inglish]]'' (1995) *''[[Selvaggi]]'' (1995) *''[[Vacanze di Natale '95]]'' (1995) *''[[A spasso nel tempo]]'' (1996) *''[[Banzai]]'' (1997) *''[[Vacanze di Natale 2000]]'' (1999) *''[[South Kensington]]'' (2001) *''[[Febbre da cavallo - La mandrakata]]'' (2002) *''[[Benedetti dal Signore]]'' (2003) *''[[2061 - Un anno eccezionale]]'' (2007) *''[[Matrimonio alle Bahamas]]'' (2007) *''[[La vita è una cosa meravigliosa]]'' (2010) *''[[Buona giornata]]'' (2012) *''[[Sotto il sole di Riccione]]'' (2020) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Carlo Vanzina]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Vanzina, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] 6e86zhlml66j77skj3t7c10j933sbyx 1417877 1417860 2026-06-22T19:57:57Z Danyele 19198 /* Sceneggiatura */ +1 1417877 wikitext text/x-wiki [[File:Cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello per l’anno 2023 09 (cropped).jpg|thumb|Enrico Vanzina nel 2023]] '''Enrico Vanzina''' (1949 – vivente), giornalista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Enrico Vanzina== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[Sotto il vestito niente]]''}} Fummo chiamati dal produttore Achille Manzotti per realizzare un film dal romanzo omonimo. In un primo momento il film lo avrebbe dovuto fare [[Michelangelo Antonioni]]. [...] Noi leggemmo il libro: era bruttissimo. Ma decidemmo di andare avanti lo stesso perché il titolo era formidabile e l'idea di ambientare un thriller nel mondo della moda era ottima. Decidemmo di inventare tutto, al di fuori della trama del libro, e di fare un film alla [[Brian De Palma]] [...]. L'idea dei due gemelli è quella portante. Ci ha permesso di fare un film contaminato con presenze americane. Il film, poi, nella dinamica del delitto, è nato da uno spunto vero di cronaca nera: il caso Terry Broome, modella americana che uccise Francesco D'Alessio, un playboy che oltretutto Carlo ed io avevamo conosciuto bene.<ref name="Zender">Dall'intervista di Mauro Zender, ''[https://web.archive.org/web/20100209002956/http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=122&Itemid=79 Enrico Vanzina ci parla di SOTTO IL VESTITO NIENTE]'', ''davinotti.com'', 16 novembre 2007.</ref> *{{NDR|Su ''Sotto il vestito niente''}} Quando girammo il film, i grandi stilisti milanesi non ci aiutarono affatto. Avevano paura che il film fosse contro di loro. L'unico a partecipare fu Moschino, che organizzò una meravigliosa sfilata alla stazione Centrale di Milano. Ne ebbe un grande ritorno pubblicitario. [...] A Milano, la sera della prima, il mondo della moda disertò l'evento. In prima fila c'erano i posti vuoti di tutti i sarti famosi. [[Enrico Lucherini]], il nostro press agent, ci ricamò sopra. Uscirono tutti i giornali con il titolo "La Moda di Milano trema".<ref name="Zender"/> {{Int|''[https://www.filmdoc.it/2014/07/intervista-a-enrico-vanzina/ Intervista a Enrico Vanzina]''|Renato Venturelli, ''filmdoc.it'', luglio 2014.}} *{{NDR|Sui protagonisti del cinema italiano negli anni ottanta}} Questi attori/autori come [[Carlo Verdone|Verdone]], che è mio grande amico da quando siamo ragazzini, hanno fatto molti bei film, ma hanno anche la colpa di aver distrutto un modo italiano di fare cinema. La forza della [[commedia all'italiana|commedia italiana]] era di avere grandi attori ma anche grandi [[Attore caratterista|caratteristi]], mentre loro hanno cominciato a fare film incentrati esclusivamente su se stessi. *''[[Sapore di mare]]'' è stato fondamentale. Con mio fratello ci eravamo detti: perché non raccontiamo i nostri anni '60, i personaggi che conoscevamo, le situazioni che abbiamo vissuto in prima persona? Abbiamo avuto successo e da allora abbiamo cercato di raccontare sempre le cose, l'ambiente e le persone che conoscevamo bene. *Noi non abbiamo mai fatto sociologia, la nostra semmai è quasi una forma di verismo! Non analizziamo dall'alto la società, parliamo di quello che abbiamo intorno. *La forza dell'ultimo [[Paolo Sorrentino|Sorrentino]], è anche di avere un attore come [[Toni Servillo]] che dà una grandezza al suo personaggio. *Con lui ho fatto un film carino, ''[[Io no spik inglish]]'', e poi uno dei film peggiori della mia carriera ''[[Banzai]]'', che lo facemmo solo perché [[Paolo Villaggio|Villaggio]] voleva andare in Giappone a mangiare sushi. *[[Carlo Vanzina|Carlo]] è stato per anni aiuto di [[Mario Monicelli|Monicelli]] nelle sue grandi commedie, io ho conosciuto bene [[Mario Camerini]]. Tutti e due dicevano, tre con mio [[Steno|padre]]: nella commedia, meno muovi la macchina da presa e meglio è. *Mio padre cercava di non dare mai lo stop, perché magari [[Totò]] poteva sempre inventare qualcosa in coda. Ma in generale tutto era rigorosamente provato prima, Totò improvvisava poco. *[[Pietro Germi]], il migliore di tutti, fece film di tutti i generi, era grande sceneggiatore, grande regista, ottimo attore: ma era socialdemocratico, e così venne sempre considerato ai margini. {{Int|''[https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/10/03/news/enrico_vanzina_sceneggiatore_milano-237594768/ In Via Montenapoleone con Enrico Vanzina: "Milano, mio fratello Carlo e gli anni Ottanta"]''|Intervista di Marco Bracconi, ''milano.repubblica.it'', 3 ottobre 2019.}} *In [[Milano|questa città]] nel 1986 c'era tutto quello che serviva per fare un film come ''[[Yuppies, i giovani di successo|Yuppies]]'', che di certo non voleva essere critica sociologica, né legittimazione né moralismo. Volevamo solo raccontare, con leggerezza e per tutti, un certo andazzo che stava prendendo una parte d'Italia. Ci dissero che ne eravamo complici, ma non è affatto vero. Basta pensare all'ultima scena, a Cortina, quando i rampanti sognano di diventare come Gianni Agnelli e si ritrovano a litigare per il conto al ristorante. *Un posto che amavamo molto, con quelle volte in aria e la lunga prospettiva in uscita verso via Vittor Pisani. La verità è che la [[Stazione di Milano Centrale|stazione di Milano]] sembra un teatro dell'Opera. Non è un caso che nei nostri film ci sia quasi sempre una scena girata su quei binari, con i treni che sembrano i bisnonni degli odierni Frecciarossa. *L'architettura, l'illuminazione, la contaminazione continua tra classico e moderno, Milano è una città perfetta per farci un thriller. *[...] a fare bella una [[città]] non sono le skyline e i grattacieli. Una città è bella per la sua storia, perché accanto alla modernità conserva la sua memoria. Attenzione ad essere troppo contemporanei, insomma, perché il contemporaneo non dura mai a lungo. ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Sceneggiatura=== {{div col|strette}} *''[[Una vacanza bestiale]]'' (1980) *''[[I fichissimi]]'' (1981) *''[[Il tango della gelosia]]'' (1981) *''[[Eccezzziunale... veramente]]'' (1982) *''[[Sapore di mare]]'' (1982) *''[[Al bar dello sport]]'' (1983) *''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'' (1983) *''[[Vacanze di Natale]]'' (1983) *''[[Vacanze in America]]'' (1984) *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) *''[[Il commissario Lo Gatto]]'' (1986) *''[[Yuppies, i giovani di successo]]'' (1986) *''[[Fratelli d'Italia (film 1989)|Fratelli d'Italia]]'' (1989) *''[[Piedipiatti]]'' (1991) *''[[Sognando la California]]'' (1992) *''[[S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa]]'' (1994) *''[[Io no spik inglish]]'' (1995) *''[[Selvaggi]]'' (1995) *''[[Vacanze di Natale '95]]'' (1995) *''[[A spasso nel tempo]]'' (1996) *''[[Banzai]]'' (1997) *''[[Vacanze di Natale 2000]]'' (1999) *''[[South Kensington]]'' (2001) *''[[Febbre da cavallo - La mandrakata]]'' (2002) *''[[Benedetti dal Signore]]'' (2003) *''[[2061 - Un anno eccezionale]]'' (2007) *''[[Matrimonio alle Bahamas]]'' (2007) *''[[La vita è una cosa meravigliosa]]'' (2010) *''[[Buona giornata]]'' (2012) *''[[Sotto il sole di Riccione]]'' (2020) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Carlo Vanzina]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Vanzina, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] 0fk3muuxd8w3p3bmf0j4eeyg7ko1rci 1417887 1417877 2026-06-23T00:02:09Z Danyele 19198 /* Citazioni di Enrico Vanzina */ +5 1417887 wikitext text/x-wiki [[File:Cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello per l’anno 2023 09 (cropped).jpg|thumb|Enrico Vanzina nel 2023]] '''Enrico Vanzina''' (1949 – vivente), giornalista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Enrico Vanzina== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[Sotto il vestito niente]]''}} Fummo chiamati dal produttore Achille Manzotti per realizzare un film dal romanzo omonimo. In un primo momento il film lo avrebbe dovuto fare [[Michelangelo Antonioni]]. [...] Noi leggemmo il libro: era bruttissimo. Ma decidemmo di andare avanti lo stesso perché il titolo era formidabile e l'idea di ambientare un thriller nel mondo della moda era ottima. Decidemmo di inventare tutto, al di fuori della trama del libro, e di fare un film alla [[Brian De Palma]] [...]. L'idea dei due gemelli è quella portante. Ci ha permesso di fare un film contaminato con presenze americane. Il film, poi, nella dinamica del delitto, è nato da uno spunto vero di cronaca nera: il caso Terry Broome, modella americana che uccise Francesco D'Alessio, un playboy che oltretutto Carlo ed io avevamo conosciuto bene.<ref name="Zender">Dall'intervista di Mauro Zender, ''[https://web.archive.org/web/20100209002956/http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=122&Itemid=79 Enrico Vanzina ci parla di SOTTO IL VESTITO NIENTE]'', ''davinotti.com'', 16 novembre 2007.</ref> *{{NDR|Su ''Sotto il vestito niente''}} Quando girammo il film, i grandi stilisti milanesi non ci aiutarono affatto. Avevano paura che il film fosse contro di loro. L'unico a partecipare fu Moschino, che organizzò una meravigliosa sfilata alla stazione Centrale di Milano. Ne ebbe un grande ritorno pubblicitario. [...] A Milano, la sera della prima, il mondo della moda disertò l'evento. In prima fila c'erano i posti vuoti di tutti i sarti famosi. [[Enrico Lucherini]], il nostro press agent, ci ricamò sopra. Uscirono tutti i giornali con il titolo "La Moda di Milano trema".<ref name="Zender"/> *[...] tra [[cinema]] d'autore e cinema popolare non c'è assolutamente nessuna differenza. Anzi: [...] il cinema d'autore è molto bello quando è popolare, non a caso ''La dolce vita'' è ancora il più grande incasso del cinema italiano. [...] E il cinema popolare è bello quando c'è dentro il punto di vista di qualcuno che ne è l'autore.<ref>Dall'intervista di Mattia Carzaniga, ''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/interviste-cinema-tv/unaltra-imperdibile-chiacchierata-con-enrico-vanzina/611424/ Un'altra imperdibile chiacchierata con Enrico Vanzina]'', ''rollingstone.it'', 29 gennaio 2022.</ref> {{Int|''[https://www.filmdoc.it/2014/07/intervista-a-enrico-vanzina/ Intervista a Enrico Vanzina]''|Renato Venturelli, ''filmdoc.it'', luglio 2014.}} *{{NDR|Sui protagonisti del cinema italiano negli anni ottanta}} Questi attori/autori come [[Carlo Verdone|Verdone]], che è mio grande amico da quando siamo ragazzini, hanno fatto molti bei film, ma hanno anche la colpa di aver distrutto un modo italiano di fare cinema. La forza della [[commedia all'italiana|commedia italiana]] era di avere grandi attori ma anche grandi [[Attore caratterista|caratteristi]], mentre loro hanno cominciato a fare film incentrati esclusivamente su se stessi. *''[[Sapore di mare]]'' è stato fondamentale. Con mio fratello ci eravamo detti: perché non raccontiamo i nostri anni '60, i personaggi che conoscevamo, le situazioni che abbiamo vissuto in prima persona? Abbiamo avuto successo e da allora abbiamo cercato di raccontare sempre le cose, l'ambiente e le persone che conoscevamo bene. *Noi non abbiamo mai fatto sociologia, la nostra semmai è quasi una forma di verismo! Non analizziamo dall'alto la società, parliamo di quello che abbiamo intorno. *La forza dell'ultimo [[Paolo Sorrentino|Sorrentino]], è anche di avere un attore come [[Toni Servillo]] che dà una grandezza al suo personaggio. *Con lui ho fatto un film carino, ''[[Io no spik inglish]]'', e poi uno dei film peggiori della mia carriera ''[[Banzai]]'', che lo facemmo solo perché [[Paolo Villaggio|Villaggio]] voleva andare in Giappone a mangiare sushi. *[[Carlo Vanzina|Carlo]] è stato per anni aiuto di [[Mario Monicelli|Monicelli]] nelle sue grandi commedie, io ho conosciuto bene [[Mario Camerini]]. Tutti e due dicevano, tre con mio [[Steno|padre]]: nella commedia, meno muovi la macchina da presa e meglio è. *Mio padre cercava di non dare mai lo stop, perché magari [[Totò]] poteva sempre inventare qualcosa in coda. Ma in generale tutto era rigorosamente provato prima, Totò improvvisava poco. *[[Pietro Germi]], il migliore di tutti, fece film di tutti i generi, era grande sceneggiatore, grande regista, ottimo attore: ma era socialdemocratico, e così venne sempre considerato ai margini. {{Int|''[https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/10/03/news/enrico_vanzina_sceneggiatore_milano-237594768/ In Via Montenapoleone con Enrico Vanzina: "Milano, mio fratello Carlo e gli anni Ottanta"]''|Intervista di Marco Bracconi, ''milano.repubblica.it'', 3 ottobre 2019.}} *In [[Milano|questa città]] nel 1986 c'era tutto quello che serviva per fare un film come ''[[Yuppies, i giovani di successo|Yuppies]]'', che di certo non voleva essere critica sociologica, né legittimazione né moralismo. Volevamo solo raccontare, con leggerezza e per tutti, un certo andazzo che stava prendendo una parte d'Italia. Ci dissero che ne eravamo complici, ma non è affatto vero. Basta pensare all'ultima scena, a Cortina, quando i rampanti sognano di diventare come Gianni Agnelli e si ritrovano a litigare per il conto al ristorante. *Un posto che amavamo molto, con quelle volte in aria e la lunga prospettiva in uscita verso via Vittor Pisani. La verità è che la [[Stazione di Milano Centrale|stazione di Milano]] sembra un teatro dell'Opera. Non è un caso che nei nostri film ci sia quasi sempre una scena girata su quei binari, con i treni che sembrano i bisnonni degli odierni Frecciarossa. *L'architettura, l'illuminazione, la contaminazione continua tra classico e moderno, Milano è una città perfetta per farci un thriller. *[...] a fare bella una [[città]] non sono le skyline e i grattacieli. Una città è bella per la sua storia, perché accanto alla modernità conserva la sua memoria. Attenzione ad essere troppo contemporanei, insomma, perché il contemporaneo non dura mai a lungo. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/interviste-cinema-tv/enrico-vanzina-mi-manca-un-mondo-piu-corretto-non-politicamente-corretto/524171/ Enrico Vanzina: «Mi manca un mondo più corretto, non politicamente corretto»]''|Intervista di Mattia Carzaniga, ''rollingstone.it'', 11 luglio 2020.}} *Se sei sincero, se racconti la realtà com'è, allora quando è scorretta ti autocensuri. Ma è sbagliato impostare il racconto sul [[politicamente corretto]], che ha un limite enorme: spesso è un fatto moralistico, che cambia col cambiare delle epoche. Un racconto deve durare nel tempo. Se sei una persona seria, civile, morale, attenta, quel tanto che ti serve di politicamente corretto ce l'hai dentro di te. *Se fai la [[commedia]], sei sempre un quarto d'ora avanti rispetto agli altri, e puoi raccontare la realtà senza fare del pietismo [...]. Mordendo la realtà, riesci a tirare fuori cose che sono in anticipo sui tempi. E anche quando metti al centro temi politicamente scorretti, non è perché sei dalla loro parte, è che sono così in quel momento della Storia. Quando gli italiani usavano il termine "[[negro]]", lo scrivevi anche nelle sceneggiature, per mettere in scena personaggi ancorati a pregiudizi stupidi. A distanza di anni, la critica ideologica diventa ridicola. *{{NDR|Su [[Carlo Vanzina]]}} [...] con lui se n'è andato un tipo di mondo corretto, più semplice, che se la tirava poco, che metteva grande tenacia nel lavoro, un mondo di grande scetticismo ma anche di grande ottimismo, un mondo gentile. Questo mi manca moltissimo. *L'aggettivo vanziniano non esiste. Siamo nati in una famiglia che ha cominciato prima di noi [...]. [[Steno|Papà]] mi diceva sempre: ho iniziato con [[Totò]], e l'Italia di Totò non finisce mai, continua. E che cos’è? È questo scarto tra le cose buffe e la realtà burocratica, di parvenu, di gente di potere che gli si para davanti. L'Italia vanziniana è la stessa cosa, personaggi che entrano in una storia e si scontrano con le buffonerie di un Paese ancora un po' retrogrado. Tu lo guardi e dici: non è possibile che si prenda sul serio. Eppure. È un'Italia fragile, piena di debolezze, che però s'approfitta degli altri. Ma gli altri [...] la sfottono. E vincono. ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Sceneggiatura=== {{div col|strette}} *''[[Una vacanza bestiale]]'' (1980) *''[[I fichissimi]]'' (1981) *''[[Il tango della gelosia]]'' (1981) *''[[Eccezzziunale... veramente]]'' (1982) *''[[Sapore di mare]]'' (1982) *''[[Al bar dello sport]]'' (1983) *''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'' (1983) *''[[Vacanze di Natale]]'' (1983) *''[[Vacanze in America]]'' (1984) *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) *''[[Il commissario Lo Gatto]]'' (1986) *''[[Yuppies, i giovani di successo]]'' (1986) *''[[Fratelli d'Italia (film 1989)|Fratelli d'Italia]]'' (1989) *''[[Piedipiatti]]'' (1991) *''[[Sognando la California]]'' (1992) *''[[S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa]]'' (1994) *''[[Io no spik inglish]]'' (1995) *''[[Selvaggi]]'' (1995) *''[[Vacanze di Natale '95]]'' (1995) *''[[A spasso nel tempo]]'' (1996) *''[[Banzai]]'' (1997) *''[[Vacanze di Natale 2000]]'' (1999) *''[[South Kensington]]'' (2001) *''[[Febbre da cavallo - La mandrakata]]'' (2002) *''[[Benedetti dal Signore]]'' (2003) *''[[2061 - Un anno eccezionale]]'' (2007) *''[[Matrimonio alle Bahamas]]'' (2007) *''[[La vita è una cosa meravigliosa]]'' (2010) *''[[Buona giornata]]'' (2012) *''[[Sotto il sole di Riccione]]'' (2020) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Carlo Vanzina]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Vanzina, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] 9cxl53x94edx91zlupqpysm6913sbpd 1417889 1417887 2026-06-23T00:04:32Z Danyele 19198 /* Citazioni di Enrico Vanzina */ link 1417889 wikitext text/x-wiki [[File:Cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello per l’anno 2023 09 (cropped).jpg|thumb|Enrico Vanzina nel 2023]] '''Enrico Vanzina''' (1949 – vivente), giornalista, produttore cinematografico e sceneggiatore italiano. ==Citazioni di Enrico Vanzina== {{cronologico}} *{{NDR|Su ''[[Sotto il vestito niente]]''}} Fummo chiamati dal produttore Achille Manzotti per realizzare un film dal romanzo omonimo. In un primo momento il film lo avrebbe dovuto fare [[Michelangelo Antonioni]]. [...] Noi leggemmo il libro: era bruttissimo. Ma decidemmo di andare avanti lo stesso perché il titolo era formidabile e l'idea di ambientare un thriller nel mondo della moda era ottima. Decidemmo di inventare tutto, al di fuori della trama del libro, e di fare un film alla [[Brian De Palma]] [...]. L'idea dei due gemelli è quella portante. Ci ha permesso di fare un film contaminato con presenze americane. Il film, poi, nella dinamica del delitto, è nato da uno spunto vero di cronaca nera: il caso Terry Broome, modella americana che uccise Francesco D'Alessio, un playboy che oltretutto Carlo ed io avevamo conosciuto bene.<ref name="Zender">Dall'intervista di Mauro Zender, ''[https://web.archive.org/web/20100209002956/http://www.davinotti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=122&Itemid=79 Enrico Vanzina ci parla di SOTTO IL VESTITO NIENTE]'', ''davinotti.com'', 16 novembre 2007.</ref> *{{NDR|Su ''Sotto il vestito niente''}} Quando girammo il film, i grandi stilisti milanesi non ci aiutarono affatto. Avevano paura che il film fosse contro di loro. L'unico a partecipare fu Moschino, che organizzò una meravigliosa sfilata alla stazione Centrale di Milano. Ne ebbe un grande ritorno pubblicitario. [...] A Milano, la sera della prima, il mondo della moda disertò l'evento. In prima fila c'erano i posti vuoti di tutti i sarti famosi. [[Enrico Lucherini]], il nostro press agent, ci ricamò sopra. Uscirono tutti i giornali con il titolo "La Moda di Milano trema".<ref name="Zender"/> *[...] tra [[cinema]] d'autore e cinema popolare non c'è assolutamente nessuna differenza. Anzi: [...] il cinema d'autore è molto bello quando è popolare, non a caso ''[[La dolce vita]]'' è ancora il più grande incasso del cinema italiano. [...] E il cinema popolare è bello quando c'è dentro il punto di vista di qualcuno che ne è l'autore.<ref>Dall'intervista di Mattia Carzaniga, ''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/interviste-cinema-tv/unaltra-imperdibile-chiacchierata-con-enrico-vanzina/611424/ Un'altra imperdibile chiacchierata con Enrico Vanzina]'', ''rollingstone.it'', 29 gennaio 2022.</ref> {{Int|''[https://www.filmdoc.it/2014/07/intervista-a-enrico-vanzina/ Intervista a Enrico Vanzina]''|Renato Venturelli, ''filmdoc.it'', luglio 2014.}} *{{NDR|Sui protagonisti del cinema italiano negli anni ottanta}} Questi attori/autori come [[Carlo Verdone|Verdone]], che è mio grande amico da quando siamo ragazzini, hanno fatto molti bei film, ma hanno anche la colpa di aver distrutto un modo italiano di fare cinema. La forza della [[commedia all'italiana|commedia italiana]] era di avere grandi attori ma anche grandi [[Attore caratterista|caratteristi]], mentre loro hanno cominciato a fare film incentrati esclusivamente su se stessi. *''[[Sapore di mare]]'' è stato fondamentale. Con mio fratello ci eravamo detti: perché non raccontiamo i nostri anni '60, i personaggi che conoscevamo, le situazioni che abbiamo vissuto in prima persona? Abbiamo avuto successo e da allora abbiamo cercato di raccontare sempre le cose, l'ambiente e le persone che conoscevamo bene. *Noi non abbiamo mai fatto sociologia, la nostra semmai è quasi una forma di verismo! Non analizziamo dall'alto la società, parliamo di quello che abbiamo intorno. *La forza dell'ultimo [[Paolo Sorrentino|Sorrentino]], è anche di avere un attore come [[Toni Servillo]] che dà una grandezza al suo personaggio. *Con lui ho fatto un film carino, ''[[Io no spik inglish]]'', e poi uno dei film peggiori della mia carriera ''[[Banzai]]'', che lo facemmo solo perché [[Paolo Villaggio|Villaggio]] voleva andare in Giappone a mangiare sushi. *[[Carlo Vanzina|Carlo]] è stato per anni aiuto di [[Mario Monicelli|Monicelli]] nelle sue grandi commedie, io ho conosciuto bene [[Mario Camerini]]. Tutti e due dicevano, tre con mio [[Steno|padre]]: nella commedia, meno muovi la macchina da presa e meglio è. *Mio padre cercava di non dare mai lo stop, perché magari [[Totò]] poteva sempre inventare qualcosa in coda. Ma in generale tutto era rigorosamente provato prima, Totò improvvisava poco. *[[Pietro Germi]], il migliore di tutti, fece film di tutti i generi, era grande sceneggiatore, grande regista, ottimo attore: ma era socialdemocratico, e così venne sempre considerato ai margini. {{Int|''[https://milano.repubblica.it/cronaca/2019/10/03/news/enrico_vanzina_sceneggiatore_milano-237594768/ In Via Montenapoleone con Enrico Vanzina: "Milano, mio fratello Carlo e gli anni Ottanta"]''|Intervista di Marco Bracconi, ''milano.repubblica.it'', 3 ottobre 2019.}} *In [[Milano|questa città]] nel 1986 c'era tutto quello che serviva per fare un film come ''[[Yuppies, i giovani di successo|Yuppies]]'', che di certo non voleva essere critica sociologica, né legittimazione né moralismo. Volevamo solo raccontare, con leggerezza e per tutti, un certo andazzo che stava prendendo una parte d'Italia. Ci dissero che ne eravamo complici, ma non è affatto vero. Basta pensare all'ultima scena, a Cortina, quando i rampanti sognano di diventare come Gianni Agnelli e si ritrovano a litigare per il conto al ristorante. *Un posto che amavamo molto, con quelle volte in aria e la lunga prospettiva in uscita verso via Vittor Pisani. La verità è che la [[Stazione di Milano Centrale|stazione di Milano]] sembra un teatro dell'Opera. Non è un caso che nei nostri film ci sia quasi sempre una scena girata su quei binari, con i treni che sembrano i bisnonni degli odierni Frecciarossa. *L'architettura, l'illuminazione, la contaminazione continua tra classico e moderno, Milano è una città perfetta per farci un thriller. *[...] a fare bella una [[città]] non sono le skyline e i grattacieli. Una città è bella per la sua storia, perché accanto alla modernità conserva la sua memoria. Attenzione ad essere troppo contemporanei, insomma, perché il contemporaneo non dura mai a lungo. {{Int|''[https://www.rollingstone.it/cinema-tv/interviste-cinema-tv/enrico-vanzina-mi-manca-un-mondo-piu-corretto-non-politicamente-corretto/524171/ Enrico Vanzina: «Mi manca un mondo più corretto, non politicamente corretto»]''|Intervista di Mattia Carzaniga, ''rollingstone.it'', 11 luglio 2020.}} *Se sei sincero, se racconti la realtà com'è, allora quando è scorretta ti autocensuri. Ma è sbagliato impostare il racconto sul [[politicamente corretto]], che ha un limite enorme: spesso è un fatto moralistico, che cambia col cambiare delle epoche. Un racconto deve durare nel tempo. Se sei una persona seria, civile, morale, attenta, quel tanto che ti serve di politicamente corretto ce l'hai dentro di te. *Se fai la [[commedia]], sei sempre un quarto d'ora avanti rispetto agli altri, e puoi raccontare la realtà senza fare del pietismo [...]. Mordendo la realtà, riesci a tirare fuori cose che sono in anticipo sui tempi. E anche quando metti al centro temi politicamente scorretti, non è perché sei dalla loro parte, è che sono così in quel momento della Storia. Quando gli italiani usavano il termine "[[negro]]", lo scrivevi anche nelle sceneggiature, per mettere in scena personaggi ancorati a pregiudizi stupidi. A distanza di anni, la critica ideologica diventa ridicola. *{{NDR|Su [[Carlo Vanzina]]}} [...] con lui se n'è andato un tipo di mondo corretto, più semplice, che se la tirava poco, che metteva grande tenacia nel lavoro, un mondo di grande scetticismo ma anche di grande ottimismo, un mondo gentile. Questo mi manca moltissimo. *L'aggettivo vanziniano non esiste. Siamo nati in una famiglia che ha cominciato prima di noi [...]. [[Steno|Papà]] mi diceva sempre: ho iniziato con [[Totò]], e l'Italia di Totò non finisce mai, continua. E che cos’è? È questo scarto tra le cose buffe e la realtà burocratica, di parvenu, di gente di potere che gli si para davanti. L'Italia vanziniana è la stessa cosa, personaggi che entrano in una storia e si scontrano con le buffonerie di un Paese ancora un po' retrogrado. Tu lo guardi e dici: non è possibile che si prenda sul serio. Eppure. È un'Italia fragile, piena di debolezze, che però s'approfitta degli altri. Ma gli altri [...] la sfottono. E vincono. ==Note== <references /> ==Filmografia== ===Sceneggiatura=== {{div col|strette}} *''[[Una vacanza bestiale]]'' (1980) *''[[I fichissimi]]'' (1981) *''[[Il tango della gelosia]]'' (1981) *''[[Eccezzziunale... veramente]]'' (1982) *''[[Sapore di mare]]'' (1982) *''[[Al bar dello sport]]'' (1983) *''[[Sapore di mare 2 - Un anno dopo]]'' (1983) *''[[Vacanze di Natale]]'' (1983) *''[[Vacanze in America]]'' (1984) *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) *''[[Il commissario Lo Gatto]]'' (1986) *''[[Yuppies, i giovani di successo]]'' (1986) *''[[Fratelli d'Italia (film 1989)|Fratelli d'Italia]]'' (1989) *''[[Piedipiatti]]'' (1991) *''[[Sognando la California]]'' (1992) *''[[S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa]]'' (1994) *''[[Io no spik inglish]]'' (1995) *''[[Selvaggi]]'' (1995) *''[[Vacanze di Natale '95]]'' (1995) *''[[A spasso nel tempo]]'' (1996) *''[[Banzai]]'' (1997) *''[[Vacanze di Natale 2000]]'' (1999) *''[[South Kensington]]'' (2001) *''[[Febbre da cavallo - La mandrakata]]'' (2002) *''[[Benedetti dal Signore]]'' (2003) *''[[2061 - Un anno eccezionale]]'' (2007) *''[[Matrimonio alle Bahamas]]'' (2007) *''[[La vita è una cosa meravigliosa]]'' (2010) *''[[Buona giornata]]'' (2012) *''[[Sotto il sole di Riccione]]'' (2020) {{div col end}} ==Voci correlate== *[[Carlo Vanzina]] – fratello ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Vanzina, Enrico}} [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Produttori cinematografici italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] f2fbtcl1g9kmi5y5i4cfzngnft69wy9 Template:Lingue/Dati 10 148341 1417883 1417785 2026-06-22T21:58:18Z ItwikiBot 66727 Bot: aggiornamento dati 1417883 wikitext text/x-wiki {{#switch:{{{1}}} |lingua1 = en |voci1 = 66092 |lingua2 = it |voci2 = 55408 |lingua3 = pl |voci3 = 31780 |lingua4 = ru |voci4 = 17962 |lingua5 = cs |voci5 = 15657 |lingua6 = et |voci6 = 13696 |lingua7 = uk |voci7 = 12306 |lingua8 = pt |voci8 = 12069 }} 8d8d586mojuqewlbc1x2skyjny5lkid Lillo Gullo 0 157161 1417852 1415773 2026-06-22T18:20:58Z Ibisco 49387 Foto + aforisma 1417852 wikitext text/x-wiki '''Lillo Gullo''', all'anagrafe '''Calogero Giovanni Gullo''' (1952 – vivente), poeta, aforista, giornalista e saggista italiano. [[File:Lillo Gullo 2026.jpg|thumb|Lillo Gullo nel 2026]] ==Citazioni di Lillo Gullo== {{cronologico}} *[[Hans Albert|Albert]], nell'introduzione del suo "trattato"<ref>Hans Albert, ''Per un razionalismo critico'', Il Mulino, Bologna, 1974.</ref>, contesta ai sostenitori degli indirizzi analitici (positivismo) ed ermeneutici (esistenzialismo) l'inconciliabilità di razionalità e impegno, per contro critica ai fautori degli indirizzi dialettici (marxismo) l'asserita semplicità e inscindibilità di nessi, che tuttavia riconosce, tra razionalità e impegno. Per superare l'angustia di questi indirizzi, Albert propone il "razionalismo critico" della Filosofia di Karl Popper, suo riconosciuto maestro, che consentirebbe di conciliare razionalità e impegno. La via dovrebbe essere quella di "un impegno critico per un pensiero razionale".<ref>Da ''Conoscenza e impegno: le proposte del razionalismo critico'', ''Verifiche'', Anno III, Numero 2, Giugno 1974, p. 213.</ref> *È stato sottolineato come le opere del [[Karl Popper|Popper]] "critico della società" in Italia abbiano avuto più fortuna di quelle del Popper "critico della scienza" – anche se i due livelli non sono facilmente separabili. Basti pensare a ''Miseria dello storicismo'': pubblicato per la prima volta in Italia presso l'editrice l'Industria e ristampato nel '73 da Mazzotta e recentemente da Feltrinelli. Probabilmente questo interessamento è dovuto al fatto che la critica alla società in Popper è critica allo storicismo e, segnatamente, alla sua variante politicamente più significativa: la teoria marxista della storia, che nel dibattito politico italiano occupa una posizione centrale.<ref>Da ''Popper e lo storicismo'', ''Verifiche'', Novembre 1975, Numero 3/4, Anno IV, pp. 328-343.</ref> *Il fumetto centrale, d'importazione estera, è [[Vampirella]], presentata nel 1970 come un'eroina approdata per puro caso sulla terra dopo essere scampata alla distruzione del mondo felice e non-violento di ''Drakulon'', dove l'acqua era equivalente al sangue dei terrestri.<ref name=Vamp>Da ''Vampira è bello'', ''La Città Futura'', Roma, 2 novembre 1977.</ref> *La terra che ha accolto [[Vampirella]] è popolata da dèmoni mostruosi e vendicativi e da uomini ributtanti e ambiziosi, «poteristi» che, pur di prolungare la vita sono disposti alle abiezioni più impensabili.<ref name=Vamp /> *Per [[Vampirella]] – come per i ''[[Beatles]]'' nella loro famosa canzone ''Black bird'' – il giorno non è «il giorno», ma «la morte della notte». Nonostante sia una creatura che agisce di preferenza nel freddo della notte (che però non le vieta di andare in giro sempre svestita), la nostra eroina, tiene a sottolineare la sua natura non terrificante e anzi tendenzialmente buona, a cui non si attiene solo quando è costretta, per sopravvivere, a succhiare sangue umano.<ref name=Vamp /> *{{NDR|Su [[Diego Armando Maradona|Maradona]]}} A Napoli abbiamo avuto conferma di questo binomio tifo-business. Sono tante le iniziative più o meno legali (il famoso "sommerso") collegati al Pibe de Oro: dalle magliette ai quaderni, dai pupazzetti ai posters, e così via. Chi non commercia "in Maradona", non per questo lascia in pace l'argentino, la cui presenza viene continuamente evocata con scritte sui muri, fotografie, dediche autografe e qualche striscione sopravvissuto agli eccessi del Maradona day. In altre parole, a noi è sembrato che il Pibe de Oro non solo sia lo sponsor forzato di buona parte dell'economia sommersa partenopea, ma anche il taumaturgo dell'intera città. E per il popolino, sempre alla ricerca di santi protettori, la febbre di Maradona – che ormai fa concorrenza perfino a [[San Gennaro]] – ha veramente qualcosa di religioso. Non a caso, come i santi, lo hanno messo recentemente nel presepe. Non a caso, sempre come si fa con i santi, hanno battezzato tanti bambini con il suo nome.<ref name=Maradona>Da ''I mariti con Maradona e le 80.000 mogli? <small>Napoli e il suo idolo / Grazie al Pibe de Oro si rivitalizza l'economia sommersa – L'asso argentino, ormai «santificato», fa concorrenza a S. Gennaro – Così la domenica partenopea</small>'', ''[[L'Ora]]'', Palermo, 23 gennaio 1985.</ref> *Cantava qualche anno fa [[Pino Daniele]]: "Napule è mille culure...". Da quando la squadra di [[Rino Marchesi|Marchesi]] ha ripreso a vincere e Maradona a segnare, la città partenopea non ha più "mille colori", ma solo due: il bianco e il celeste, cioè quelli della formazione di casa.<ref name=Maradona/> *{{NDR|Sulla tripletta di Maradona allo [[stadio San Paolo]] il 24 febbraio 1985}} Erano contro due squadre. Uno dei 22 calciatori ha segnato tre goal da antologia al povero portiere [[Fernando Orsi|Orsi]]: il primo agganciando di destro e calciando al volo di sinistro, il secondo con pallonetto, il terzo dalla bandierina del corner. Infine, lo stesso giocatore, con un assist impeccabile, ha fatto realizzare un quarto goal ad un suo compagno. Le due squadre, come tutti sanno, erano Napoli e Lazio. Il fuoriclasse, balzato nella classifica cannonieri al secondo posto dopo [[Platini]] non poteva che essere lui: Diego Armando Maradona che, come l'attore-regista [[Massimo Troisi]], può davvero ricominciare da tre.<ref>Da ''Una volta tanto la sfortuna gioca in casa <small>Una domenica positiva per quasi tutte le squadre ospiti – L'eccezione di Maradona</small>'', ''L'Ora'', Palermo, 26 febbraio 1985.</ref> *Un tavolinetto, un lettino, una sedia, pennelli e barattoli di colore, una cuccuma, un putto di gesso, una cornice e una spina elettrica. Questo scarno elenco di oggetti è tutto quello di cui [[Gianfranco Ferroni]] – pittore, incisore, ma soprattutto disegnatore – ha bisogno per rappresentare il mistero dell'esistenza umana. Per trovare un altro artista restio a varcare la soglia del proprio studio, bisogna andare indietro nel tempo fino al Seicento e bussare alla porta di [[Jan Vermeer|Vermeer]], il pittore olandese che ha saputo immortalare la vita silenziosa delle cose. Risulta più agevole trovare sodali di Ferroni tra i letterati, forse in ossequio all'etimologia comune, dal greco "graphein", di scrivere e disegnare. Vengono in mente almeno tre nomi: l'austriaco Adalbert Stifter, che fu anche pittore, e i francesi [[Georges Perec]] e [[Alain Robbe-Grillet|Robbe-Grillet]].<ref>Da ''Nei nostri poveri oggetti c'è il mistero dell'uomo. Intervista a Gianfranco Ferroni, uno dei maestri della pittura contemporanea, al quale è dedicata un'ampia retrospettiva a Conegliano Veneto'', ''L'Ora'', Palermo, 16 gennaio 1991.</ref> *Era un uomo mite, [[Aurelio Galleppini]], eppure il destino ha voluto che fosse proprio lui, 50 anni fa, il creatore grafico di [[Tex Willer]], il più manesco degli eroi italiani di carta. Altra singolarità: Galleppini non conosceva l'America, eppure dobbiamo a lui la più torrenziale ricostruzione a fumetti del vecchio West. Vero è che i disegnatori di talento – e Galep lo era in misura superlativa – possiedono una prodigiosa memoria fotografica che consente loro di "riprodurre" tutte le immagini intraviste anche per un solo istante: il fotogramma di un film, un quadro, un paesaggio, ecc. Ma certo sarebbe stata una risorsa di corto respiro e, comunque, del tutto inadeguata per una saga, come quella di Tex, destinata a macinare ininterrottamente centinaia di albi. Nell'Italia postbellica, tutto è da ricostruire: non solo le case ma pure l'immaginario. E se le ruspe animano i cantieri, i fumetti vivacizzano le edicole. [...] In questa fase di interesse quasi maniacale per la documentazione degli ambienti western Galep approda, per caso, in Trentino: un'autentica rivelazione per il disegnatore del West, una terra promessa, l'America – una certa America – a portata di mano e di pennello.<ref>Da ''Profumi trentini nell'America di Galep''; in AA. VV. ''Tex. I cinquant'anni di Tex. Omaggio a Aurelio Galleppini. L'evoluzione di un mito'', Comune di Trento, con la collaborazione di Sergio Bonelli Editore, pp. 29-41, 1998.</ref> *''Il [[Cielo e mare|cielo]] | si dà molte arie, | ma il [[Cielo e mare|mare]] | ha pensieri | più profondi.''<ref>''Cielo e mare'', pastello di [[Flora Graiff]], Edizioni [[Pulcinoelefante]], Osnago (LC), 1998.</ref> *''Per un'estate colma sui campi | basterà la giusta pioggia | di nuvole tascabili || mentre pozzi da pochi secchi | disseteranno rospi superstiti e la lucertola | che dimora nei quadrati dell'orto.''<ref> Da ''Rospi superstiti'', citato in ''Astolfo'', Anno VI, Numero 2, 1999, p. 71.</ref> *Nel secondo dopoguerra, [[Franz Lenhart|Lenhart]] volta le spalle al Pacifico e affronta l'oceano Atlantico: la "scoperta" dell'America è datata 1950. Grazie al suo multiforme talento, “il biondo pittore delle Dolomiti” non fatica a trovare estimatori che parlino inglese e portoghese: vive così una bohème di lusso tra i grattacieli di [[New York]] e la baia di [[Rio de Janeiro]]. Padrone indiscusso di generi e tecniche, è in Brasile, in particolare, che il vulcanico Lenhart si sbizzarrisce a fissare su carnets ciò che più lo colpisce: ponti e passanti, palazzi e favelas, camerieri in livrea e ballerine in costume (poco costume). A proposito di ballerine, un aneddoto: abituate ad essere molestate dai maschi, alcune ballerine di San Paolo rimasero così colpite dal comportamento del "biondo pittore" che decisero di soprannominarlo "O Pintor Santo", il pittore santo.<ref name=Lenhart>Da ''Quei beati anni dell'affiche'', in Roberto Festi, Lillo Gullo, ''Franz J. Lenhart'', Edizioni Banca di Trento e Bolzano, 2000, Trento, pp. 22, 24 e 28.</ref> *Ma la vera "trovata" cartellonistica di Lenhart consiste nell'assegnare alla donna il ruolo di testimonial degli svaghi montani. E che donna: bella, elegante e "nuova", cioè fortemente rinnovata nelle sue classiche proporzioni grazie a un buon numero di centimetri in più distribuiti lungo le gambe (prefigurazione della top model di oggi?). Ed ecco il manifesto tipo: sullo sfondo le guglie dolomitiche, in primo piano una bellezza femminile che mette tutto il suo fascino al servizio dell'appeal del bozzetto, espressamente finalizzato – mai scordarlo – a "sedurre" lo "spettatore" e ad accendere in lui il desiderio di trascorrere una vacanza in montagna. Certo, è il gusto personale che fa iscrivere Lenhart al partito del rinnovamento, ma è anche vero che il suo passo modernista e l'impulso a tratteggiare donne slanciate trovano un naturale incoraggiamento nel supporto cartaceo: 70 centimetri di base per 100 centimetri di altezza il manifesto più diffuso, il cosiddetto "elefante". Ossia, le "misure" giuste per contenere donne con misure "superbe". [...] D'altronde, perché stupirsi: non ci aveva insegnato [[Marshall McLuhan]] che il medium è il messaggio?<ref name=Lenhart /> *''Come chiocciole catafratte dal guscio | teste occhieggiano da scuri socchiusi | per indovinare recondite passioni | di imbacuccate figure frettolose. || Piove dall'alba sui tetti e sull'uscio | e su questa grasta negletta di latta | dove smorenti petali color arancio zucca | feriscono e illudono come pugnali di luce.''<ref>''Pugnali di luce'', citato in Centro Internazionale Eugenio Montale, ''Vent'anni di poesia. Antologia dei poeti premiati 1982-2002'', presentazione di [[Maria Luisa Spaziani]] e con un intervento di [[Mario Luzi]], Passigli Editori, 2002, p. 121.</ref> *''Quando ci chiederanno | di salvare gli oggetti | secondo il suono | che li designa, | sappiate che il mio voto | andrà all'[[imbuto]].''<ref>''L'imbuto'', citato in ''[[Corriere della Sera]]'', 11 aprile 2002.</ref> *''[[Bocca]] che taci, ascolta: | altra è oggi la tua missione: | dischiudere le labbra | e rispondere al violetto | invito di un [[bacio]] primaverile.''<ref>''Bocca che taci'', ''Resine'', ''Quaderni Liguri di Cultura'', (Nuova serie), Anno XXIV, n. 94, Ottobre-Dicembre 2002, p. 58.</ref> *''E pure a qualcosa dovrò [[rinunciare]]: | a un'arancia da sbucciare | all'avvistamento di un nibbio | o all'imperativo di un'alba chiara. || Oppure: a una luna piena | alla bugia d'una amorosa chimera | all'apertura delle imposte alle otto | o chissà: a un'intera primavera. || E magari: a un sobbalzo del cuore | a un tuo sorriso di seta | al dono di un verso d'oro | o al transito di una cometa. || E ancora: a una stretta di mano | o alla fioritura di una rosa: | non so a cosa ma al momento dell'addio | so già che dovrò rinunciare a qualcosa''.<ref>''La rinuncia'', citato in [[Maurizio Cucchi]], ''Scuola di Poesia'', ''Specchio della Stampa'', n. 383, 26 luglio 2003.</ref> *''Sul ramo che è un trono barcolla | la foglia vieppiù zavorrata dal giallo | e solo non crolla per un filamento | smorente eppure non domo dal vento. || Accadrà in una notte d'autunno | e più non sarà aquilone in catene | ma rondine di un unico volo | e di un morire per terra''.<ref>''La foglia-rondine'', Citato in ''[https://www.google.com/search?rlz=1C1PRFI_enIT711IT711&biw=1366&bih=576&tbm=bks&ei=843aXNyLIMSQkwWx_aSoCw&q=lillo+gullo+la+foglia-rondine&oq=lillo+gullo+la+foglia-rondine&gs_l=psy-ab.12...7776.10971.0.12355.12.12.0.0.0.0.98.943.12.12.0....0...1c.1.64.psy-ab..0.0.0....0.MdFqDBJt7Iw Il bosco dei poeti]'', Dolcè (VR), 2003.</ref> *''Vampe e lampi: | in cielo saette, | fuochi nei campi. || Scrofe sui marciapiedi. | [[Estate]] in leasing. | Sconosciuti con il cappuccio. || Sessi presi a sassate. | Ramarri impassibili. | Caldare con calce che bolle. || Pane raffermo | e coltello che non taglia. | Olio rancido e padella sfondata. || Tutti a [[rimpianto|rimpiangere]]: | i mandorli in [[rima fiore-amore|fiore]] | e l'amore (se fu vero [[rima fiore-amore|amore]]).''<ref>''Cavatina dell'orbo'', citato in ''Colophon'', n. 18, gennaio 2005, p. 53.</ref> *''Eppure, | da qualche parte | c'è una [[rosa (fiore)|rosa]] | appena fiorita''.<ref>''Eppure'', con un disegno di Giuseppe Maraniello inciso su legno di bosso da Adriano Porazzi, Edizioni Pulcinoelefante, edizione 6209 in 30 copie, Osnano (MI), settembre 2005.</ref> *Il pennello come una sgorbia. La pittura è per [[Remo Wolf]] la prosecuzione della xilografia. Elemento unificante per le due pratiche creative è il legno: matrici in pero per l'inchiostro, fogli di compensato per i colori ad olio. Artista per così dire "muscolare", Wolf, anche in pittura, avverte il richiamo del legno. È una materia che, non avendo "la pancia molliccia" come la tela, resiste alla manipolazione dell'uomo: ed è questa, la premessa, il necessario antefatto per una pittura "virile", una pittura si direbbe quasi affine alla scultura: e, a ben guardare, le figure wolfiane si offrono sovente con contorni netti e masse che sembrano sbozzate con lo scalpello. [...] Sfogliamo ''Il calzolaio di Messina'', plaquette tirata in pochi esemplari da Franco Sciardelli nel 1989. Il racconto è firmato da [[Leonardo Sciascia|Sciascia]] (sarà, questa, la sua ultima opera), le xilografie da Wolf. Nell'esemplare custodito dal Maestro leggiamo una dedica autografa: "A Remo Wolf, che ha così quel che ha donato, con animo grato e con cordiali saluti. Leonardo Sciascia." Da aggiungere che Sciascia, raffinato cultore e collezionista di stampe, apprezza Wolf fin dal 1957, quando, nella collana che dirige per Salvatore Sciascia, editore di Caltanissetta, ospita la monografia del Maestro scritta da Giorgio Trentin.<ref>Da ''Remo Wolf. La luce e l'ombra'', in ''Remo Wolf'', catalogo della mostra a cura di Giovanna Nicoletti, Comune di Arco, Assessorato alla Cultura, Palazzo dei Panni, Atelier Segantini, Arco (TN), 7 agosto – 18 dicembre 2005, pp. 17, 19 e 20.</ref> *''Affari di cuore'': non inganni il titolo dimesso del canzoniere amoroso di [[Paolo Ruffilli]]. È fine astuzia: quel titolo è la cenere con cui il poeta-affabulatore ricopre la brace che arde sulle pagine, ossia l'esplorazione impetuosa e impietosa di una scoperta sconvolgente: la smania che hanno gli amanti di divorarsi a vicenda: ''Può darsi | sia un retaggio | cannibalesco, | questo di mangiarsi | con gli occhi | con le mani | con la bocca e | tutto il resto''. La materia è scabrosa. Di più: uno scandalo! E non può essere che così per l'uomo di oggi ormai disavvezzo a concepire la congiunzione di due carni estranee come una dimensione del sacro. Con tutta evidenza, è lo stesso uomo che non sa più chiedersi perché Cristo, nell'offrire ai discepoli il pane spezzato e benedetto, abbia detto "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo" e non "Prendete e mangiate, questo è il mio spirito". Da lì, dunque, bisogna ripartire: dalla lezione evangelica. Che non smette di essere vera, e perciò scandalosa, laddove venga applicata al pasto amoroso.<ref>{{cita web|http://www.literary.it/dati/literary/G/gullo_lillo/affari_di_cuore.html|Da ''L'amor cannibale di Paolo Ruffilli'', ''literary.it'', 2011}}</ref> *Nel 1988 Trento ha ospitato la rimpatriata dei sessantottini, i ribelli in eskimo e barba lunga che vent'anni prima avevano portato un seme, per quanto scorbutico, di fantasia e modernizzazione. [...] Dunque, a Trento vent'anni dopo. Logo della kermesse: i pinguini. Location: il palazzo di Sociologia con un tocco vintage: la facciata pavesata con gli striscioni rossi delle occupazioni. Uno dei ''pinguini'' più attesi era [[Mauro Rostagno]]. A Trento tornava un uomo di 46 anni, dall'allegria ancora contagiosa ma profondamente segnato dalle sue tante vite vissute nel frattempo. Era stato a Milano animatore della controcultura con il centro sociale Macondo, era stato ''arancione'' con il nome di Sanatano e ora viveva in Sicilia, con la compagna Chicca Roveri e la figlia Maddalena, assorbito dall'impegno nella comunità ''Saman'' che aveva fondato per il recupero di tossicodipendenti.<ref>Da ''[https://www.giornaletrentino.it/cronaca/trento/quando-il-pinguino-ritornò-a-sociologia-vestito-da-pacificatore-1.1064813 Quando il «Pinguino» ritornò a Sociologia vestito da pacificatore]'', ''Trentino'', Trento, 26 settembre 2013.</ref> *''Quanto alla scena: sarà un'attesa | ma senza che si sappia di cosa: | potrà essere la fucilata di un bacio | come pure il cappio di una resa''.<ref>Da ''Il palco'', citato come epigrafe in Alessandro Dell'Aira, ''Ogni donna è una stella: {{small|Jane Wolfe & Aleister Crowley a Cefalù}}'', Torri del Vento Edizioni, giugno 2016. ISBN 978-88-99896-00-3</ref> {{Int2|1=''Gianni Rodari, «Grammatica della fantasia»''|2=''L'Ora'', 1 gennaio 1975.}} *[[Gianni Rodari]], vincitore del Premio Andersen nel 1970, autore di numerosi libri di favole e di filastrocche tradotti in tutto il mondo, è convinto che il processo dell'invenzione fantastica sia insito nella natura umana; con questa ''Grammatica'' – intaccando il culto e il mistero creatogli dal [[Romanticismo]] cerca di spiegare i meccanismi del processo creativo che nel bambino «anticipa quelli del pensiero logico e li rafforzano». *Secondo Rodari, la scintilla di una storia è data dall'accostamento insolito di due parole (ad esempio: cane, armadio), che «liberate dalle catene verbali di cui fanno parte quotidianamente», estraniate, danno luogo a un ''binomio fantastico'': «Il cane dell'armadio»; e così via, con tutti i possibili e immaginabili accostamenti. Poi viene l'''ipotesi fantastica'', con la tecnica del «che cosa succederebbe se la Sicilia perdesse i bottoni, se la città di Reggio Emilia (a cui è dedicato il libro, ''ndr'') si mettesse a volare, se un coccodrillo di presentasse a ''Rischiatutto''?», eccetera. Un'altra operazione proficua è l'utilizzo del ''prefisso arbitrario'', con cui si trasformano le parole: ad esempio, un attaccapanni può diventare uno «staccapanni», che, «in un paese di vetrine senza vetri, negozi senza cassa e guardaroba senza scontrino, serve per staccare gli abiti quando se ne ha bisogno». Si avranno così: lo «scannone» per disfare la guerra, la «bispipa» per fumatori accaniti, la «bispenna» per scolari gemelli, il «trinocolo», la «trimucca», eccetera. *Le favole, per Rodari possono anche essere messe al servizio della matematica. Ad esempio, la storia del ''Brutto anatroccolo'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]] – cioè del cigno capitato per errore in un branco di anatre – ha una struttura insiemistica, e può diventare «l'avventura di un elemento A capitato per errore nell'insieme degli elementi B, che non trova pace fino a quando non rientra nel suo insieme naturale, quello degli elementi A...». {{Int2|1=''La conversione di Diabolik''|2=''l'Unità'', 27 novembre 1975.}} *L'appellativo «nero» nell'espressione «cronaca nera» è stato usato dai quotidiani per riferire i delitti e gli episodi di violenza. Lo stesso attributo dato ai fumetti serve ad etichettare il genere in cui nella tradizionale lotta tra «bene» e «male» – volendo usare due categorie schematiche e dai lineamenti ideologici molto incerti – si è verificata una radicale inversione di tendenza: il «male» che trionfa sul «bene». [[Diabolik]], nella storia del fumetto italiano, è stato il primo ad attuare questo rovesciamento. *Diabolik andrebbe distinto dagli altri eroi «neri» e dai protagonisti delle pornofavole. E questo è ancor più vero oggi che le sue imprese «criminose» sono sempre più spesso rivolte contro speculatori, strozzini, ricettatori, dirigenti di multinazionali, golpisti, spacciatori di droga e carogne di ogni risma (un tempo invece ammazzava per un nonnulla anche il semplice poliziotto o il modesto impiegato). Ma più che di un antifascista o di un giustiziere ''sui generis'' (l'[[Ginko|ispettore Ginko]], eterno avversario di Diabolik, ne parla come di uno che contesta il mondo), è ancora il caso di parlare di un criminale ''con scrupoli'', poiché la molla che lo fa agire è sempre il lucro personale. *Ancor più di Diabolik è cambiata la sua fedele compagna [[Eva Kant]], inizialmente complice sottomessa, figura sbiadita, e adesso sempre più una protagonista degli enigmi che la coppia deve risolvere. Per questo Eva Kant, rivendicando giustamente il riconoscimento dei suoi meriti, attacca Diabolik con decisi toni femministi e lo apre a inaspettate riflessioni politiche (non va dimenticato che sono due donne, le sorelle [[Angela e Luciana Giussani]], le creatrici di questo fumetto). Nell'albo n. 24 del 1974, è lei a far capire a Diabolik che in un certo Paese dell'Asia, dove il popolo cerca di vivere in modo diverso «nell'uguaglianza» (chiaramente, la Cina), il furto è solo «un'inutile provocazione», poiché tutto appartiene a tutti. «Là, – alla fine ammette Diabolik – io non avrei ragione di esistere». {{Int2|1=''Un detective contro l'ordine''|2=''La Città Futura'', 6 luglio 1977.}} *New York, uno dei tanti ''slums'': alcuni camionisti inseguono un uomo che stava pisciando sulle ruote di un loro autocarro. Si tratta dell'investigatore [[Alack Sinner]], romantico, uomo solo del nostro tempo, ultimo grande acquisto del fumetto poliziesco, genere nato in Usa nel 1931 con ''[[Dick Tracy]]'' di [[Chester Gould]]. Ne sono autori due argentini giramondo, il disegnatore [[José Muñoz]] e il soggettista [[Carlos Sampayo]], che hanno il vezzo di raffigurarsi nelle loro ''strips''. *Alack Sinner (continuatore ideale di Marlowe, l'eroe letterario di [[Raymond Chandler|Chandler]]) compare per la prima volta nel 1975 su ''AlterLinus'' e subito gli viene decretato un meritato successo, dovuto anche all'insorgente domanda di ''intreccio'' e ''avventura''. *Il nostro investigatore, profondamente democratico e impegnato in un'appassionata ricerca di rapporti umani diversi, si discosta nettamente da tutti gli altri ''detectives law and order'' che abbiamo conosciuto, uomini perfetti e senza contraddizioni, convinti che la giustizia coincida sempre con la legge, che il bene sia sempre dalla parte del Palazzo, che la criminalità e la violenza altro non siano che inguaribile cattiveria ed egoismo umano (in una tavola Muñoz rappresenta ironicamente [[Dick Tracy (fumetto)|Dick Tracy]], antesignano di questa concezione). *Alack Sinner, mani in tasca, sigaretta pendula in un faccione somigliante a [[Jack Kerouac|Kerouac]] adulto (ma gli autori lo vogliono «un incrocio tra [[Richard Burton]] e un [[bulldog]]»), ha abbandonato la polizia nauseato dai suoi metodi poco democratici e da allora fa il ''detective'' privato, travagliato da una profonda crisi interiore, che lo porta talvolta ad entrare in conflitto con il suo ruolo professionale (per un periodo va a fare l'autista di taxi. *L'esistenza quotidiana di Alack Sinner, riflesso di questa generale anomia, è comunissima: cucina in casa, va al cesso, scopa con ''partners'' occasionali, tiene un acquario, frequenta il ''Trane's'' della 52ª strada dove suonano i jazzisti d'avanguardia come [[Gato Barbieri]], si ubriaca e racconta la sua vita al barista del ''Joe's cab'' ascoltando ''Cheryl blues'' di [[Charlie Parker]]. Le sue indagini si snodano nella New York della [[CIA]], della droga, dei cortei con le ''majorettes'' a favore di [[Ronald Reagan|Reagan]], del Vietnam; una metropoli popolata da ''businessmen'' senza scrupoli e ormai nevrotici o schizofrenici, pugili corrotti, prostitute, bambini tra i bidoni della spazzatura, neri e portoricani perduti per le strade, immigrati non integrati, ''hoboes''. *Il primissimo Sinner sembrava uscito dalla matita un po' tremolante di [[Hugo Pratt]], quello attuale dal feroce pennino di [[George Grosz]]. Tra questi due poli, Muñoz è riuscito in pochissimo tempo a raggiungere un originalissimo ed eccellente segno che, ancora ''in progress'', va sempre più accentuando la carica espressionista orientata verso una forte deformazione satirica. {{Int2|1=''Alla Fiat passando per palazzo Chigi''|2=''La Città Futura'', 4 gennaio 1978.}} *Inquadrato a mezzo busto sta parlando da dietro un tavolo con dei microfoni (è alla Tv?). Ha i capelli a forma di bernoccolo frastagliato, il viso pieno di rughe, l'espressione repellente, la lingua penzolante, il naso, oblungo e terminante a virgola, rattrappito. Con le dita sottili (per essere più pronto alla presa?) esorta gli elettori: «Sono corrotto, incapace? C'è un solo modo di scoprirlo: rieleggetemi». È una fulminante tavola del secondo libro di [[Francesco Tullio Altan|Altan]], ''Animo, Cipputi'' – significativamente proposto in una collana di saggi – volta a sintetizzare una figura politica divenuta in questi ultimi anni fin troppo familiare agli italiani: il ministro manovriero, cadreghino e busterallaro. *I personaggi e le tematiche delle vignette di Altan si susseguono a zompi, in modo non troppo dissimile dalle conversazioni di tutti i giorni; si possono pertanto leggere ricombinando in altro modo il loro ordine. Dal politico al militare. Da dietro una scrivania, un generale superdecorato, curiosamente alle prese con l'aborto e le ristrettezze economiche, ci fa sapere: «L'aborto è antieconomico: è meglio abbatterli quando raggiungono i sessanta chili». *In questo corrosivo spaccato della società italiana vengono largamente rappresentati gli operai, che poi sono i veri protagonisti dei fumetti di Altan. Non si tratta beninteso di fantomatici «operai sociali» di non meglio precisate «fabbriche diffuse», ma di operai che hanno ancora il vezzo di lavorare in tuta quaranta-ore-quaranta. Vengono sorpresi, prosaicamente e senza concessioni alla retorica di sinistra, a due a due nel luogo di lavoro o in casa a mangiare enormi pastasciutte sproloquiando con mogli e figli. È in questi posti che l'operaio, non negandosi argomenti «a scassare», dibatte con amarezza i grandi temi della politica. Ed è lì che Altan mette a punto uno straordinario linguaggio frutto di una felice commistione del parlato quotidiano con le categorie e il lessico politico, giornalistico e sindacale: «Non c'è cazzi, Cipputi. Al governo non ci vogliono mica.» «C'è il numero programmato, Lollis. Se no, è un caos». {{Int2|1=''Come Wenders scoprì Bosisio''|2=''Alto Adige'', 23 febbraio 1999.}} *Una pittura pura, lontana dal chiasso, quella di [[Robert Bosisio]], 36enne altoatesino di Trodena ma con la personalità in buona parte scolpita nelle prolungate tappe a Vienna, cinque anni, a Berlino, cinque anni, New York e Londra, un anno. È nel soggiorno a Berlino, a partire dal 1989 (l'ultimo anno del [[Muro di Berlino|muro]], che Bosisio vive le esperienze artistiche più significative. Ed è lì che matura l'amicizia con il cineasta [[Wim Wenders]]. *Wenders rimane colpito dagli spazi angusti dell'[[atelier]] dell'artista. Non ci pensa due volte e gli mette a disposizione un suo appartamento-studio, più ampio e luminoso, ubicato proprio sotto l'attico al settimo piano dove vive, quello con la terrazza che gli ha ispirato ''[[Il cielo sopra Berlino]]''. Qualche volta Wim bussa da Robert e poi si ferma a parlare di pittura, soprattutto della luce protagonista delle opere dell'artista di Trodena. Di tanto in tanto Wenders si presenta in compagnia di amici e una volta arriva con un signore garbato, timido, che farfuglia appena il suo nome: [[Krzysztof Kieślowski]]. *Bosisio trae ispirazione da una manciata di soggetti: interni (spesso il suo studio), nature morte, rari paesaggi e oggetti comuni. Il più "coccolato" è una teiera dipinta con il sorprendente dinamismo di una figura egizia di profilo. [...] Grande protagonista di questi interni, come avevano intuito Wenders e Kieślowski, è la luce, spesso un solo fascio di raggi rincorsi in tutti rimbalzi possibili tra pavimenti, pareti e monacali arredi. Sono interni raffigurati con una grande sapienza compositiva che tradisce la predilizione di Bosisio per [[Piero della Francesca]] e per i grandi fiamminghi, [[Jan Vermeer|Vermeer]] su tutti. Se aggiungiamo altri due nomi che risuonano nell'atelier di Trodena – [[Giorgio Morandi|Morandi]] e [[Balthus]] – si capirà meglio come Bosisio sia immerso in una ricerca appartata che poco ha da spartire con le onde effimere di certa arte contemporanea. *Osservando i quadri di Bosisio si avverte una strana sensazione: è come se lo sguardo fosse imprigionato. Vero è che questo succede sempre quando si è di fronte a opere di eccelsa qualità, ma nelle tele di Bosisio c'è qualcos'altro: un ingegnoso artificio, una specie di cornice tonale che "chiude" la composizione e in un certo qual modo ne protegge la fruizione "ostacolando" la fuga dell'occhio. Alla fine, dunque, ci si sofferma – e a lungo – su ciò che Robert Bosisio vuol farci vedere: una "bolla" di creato dipinta con francescano stupore e con una inquietudine moderna eppure priva dei fumi del malanno corrente. {{Int|''[https://www.ansa.it/sicilia/notizie/2016/02/10/ansa-mafia-maxiprocesso-regista-rai-era-clima-surreale_f170c00f-9722-4015-99cc-9e774c3c19b8.html Mafia: maxiprocesso; regista Rai, era clima surreale]''|Intervista di Giovanni Franco, ''ansa.it'', 10 febbraio 2016.}} *Fui invitato ad andare da [[Trento]] a [[Palermo]] per curare la regia del [[Maxiprocesso di Palermo|maxi processo alla mafia]], di cui oggi ricorre il trentennale della prima udienza, alternandomi ad altri mie colleghi per alcuni periodi tempo. Fui chiamato sia per la mia origine siciliana, sono nato ad [[Aliminusa]] nel Palermitano, che per avere diretto altri programmi nazionali, come ''L'Orecchiocchio''. Andai con la consapevolezza che vi potessero essere dei rischi, ma non potevo certo esimermi da questa prova anche perché militante di sinistra. Arrivato a Palermo appena ho visto il carro armato di fronte al bunker ho avuto conferma che i miei timori non fossero del tutto campati in aria. *Dal primo giorno dietro i monitor nella sala regia allestita all'interno della struttura dove si celebrava il processo ai boss ho trovato che non vi era né preoccupazione né tensione fra i tecnici e gli operatori in quanto l'evento era stato metabolizzata perdendo il pathos della dimensione politica e civile: la routine aveva preso il sopravvento. *Mentre in aula si combatteva una battaglia dello Stato contro Cosa nostra dai toni epocali, nella sala regia i problemi erano legati a vicende squisitamente di carattere sindacale e di rispetto degli orari. E durante le deposizioni dei capimafia o dei testimoni c'era anche chi trovava il tempo di vedere altri film per ingannare il tempo. [...] Alla fine, ho come la sensazione che sia stata un'occasione sprecata. Aver vissuto un'esperienza storica ed irripetibile senza avvertirla come tale.  ==''Il disertore''== *''Ed eccola, l'[[estate]]: | avvampa fichi d'India | il sole e viola stanze | protette da vane persiane. || Abbondano caraffe d'acqua | e nell'odorosa penombra limoni | curiosi come occhi forestieri | offrono il loro giallo guardare. || Frutti con spacchi che mostrano polpa | traboccano da panieri di canne | e sono come vergogne | coperti da foglie di fico. || C'è qualcosa di cortese | oggi nei suoni e nelle pose | incedere è l'andare | ma oscuro è il conversare. || E allora fermo le parole | pronte a salpare per l'immenso: | fatevi capire - le supplico – | aspettate, aspettatemi un momento''. (''Odorosa penombra'', p. 70) *''Essenziale è che abbia un bel giardino | e che confini con un buon vicino. | S'oda appena il fischio del treno | ma il suono delle campane sia pieno. || Non lontano ci siano: un ruscello | un'altura battuta dal vento | un campo coltivato a grano | un [[castagno]] gigante e un convento. || Abbia l'orto un pozzo e un albero almeno | da frutto già adulto: magari, un [[melograno]]. | Non manchino la menta e il rosmarino | e se avanza una zolla: una pianta di lino. || Poi: una siepe da cui sgusci una serpe, | fiori ovunque per il vanto di maggio | e in aggiunta: lo stagno e la fontana | e una cisterna per l'acqua piovana. || La [[soffitta]]: sia bianca e sia ampia | e dimora di [[due]] topi e una gatta | e per [[quattro]] mobili rotti, | ma sia lieve il rumore del legno che muore.'' (da ''La casa ideale'', p. 77) *''Le [[labbro|labbra]], ad esempio, sono una [[rima]]. | E sono rime anche le canne al vento, | due cotogne poggiate sulla credenza, | il miracolo dei pani e dei pesci. || Sono rime: i camini e le mani, | il topless esibito sulla sabbia, | i frutti che ruscellano dal pesco, | i balconi che sia affacciano sul Corso. || Rimano le viole sul davanzale, | le lettere d'amore che il laccio stringe, | le angurie nella cesta dell'ambulante, | due bassotti che si annusano per strada. || E sono rime: i campanili delle città, | le ossidate croci dei camposanti, | il nero fiocco degli anarchici al caffè, | i baci insaziabili degli amanti''. (''Rimario'', p. 78) *''È un guerriero la [[mano]] | e riposa sui fianchi: | è un bel seno la preda | o una mela che pende? || Spalmata di calce a far muri | o contro un bersaglio scagliata: | se la pietra ha un destino | lo risolve al momento una mano. || Sfoglia la mano un atlante | e non sbuccia patate: | mandante è la mente | e lo stomaco attende. || La mano benedice e predice | scrive lettere d'amore | conta i giorni dell'attesa | saluta chi parte per sempre. || Di troppe carezze esausta | se è mano di amante. | E punta da spine | di rose e di ortiche''. (''La mano'', p. 79) ==''Pensieri di legno''== *''Con il [[legno]] | l'uomo fa le porte, | [[Dio]] gli [[albero|alberi]].'' (''Il legno'', p. 15) *''Chi ha insegnato | l'utile al [[martello]] | e al [[pennello]] il bello?'' (''L'utile e il bello'', p. 19) *''Risuona nel ramo [[fiore|fiorito]] | l'urlo primordiale dell'universo: | il big bang di grazia e spavento | che moltiplica gli atomi | e incista vita dove c'era vento.'' (''Rami fioriti'', p. 23) *''Certi [[pomeriggio|pomeriggi]] | è troppo il blu del [[cielo]] | per una persona sola.'' (''Troppo blu'', p. 31) *''Lascio la mia terra, | dice chi parte per sempre. | Io lasciai il mio cielo''. (''Il mio cielo'', p. 55) ==''Paolo Vallorz: profumi di donne, ritratti di alberi''== ===[[Incipit]]=== *Ventiquattro mesi senza toccare pennelli e colori: un time-out necessario a smaltire quattro anni di sbornia astratto-informale. Poi, d'improvviso, un pomeriggio del 1958 – la città è Parigi, la stagione è l'inverno – al pittore, unico inquilino di rue Jean Zay, a Montparnasse, torna la voglia di dipingere. A propiziare il miracolo è l'opulenta nudità di una giovane amica esaltata dalla luce che filtra dalle vetrate alte sette metri dello studio appartenuto a uno scultore di successo: Poisson, allievo di [[Auguste Rodin|Rodin]]. ===Citazioni=== *L'atmosfera si fa sciamanica: il pennello, un tutt'uno con la mano del pittore, insegue con segni veloci e sicuri la danza degli occhi, un vertiginoso ping-pong tra la modella e la tela. Un quarto d'ora ed è tutto finito: Juliette può rivestirsi e allontanarsi dall'atelier. Quanto al pittore, interiormente esausto, rimane ancora un po' davanti al cavalletto a guardare in silenzio il suo ''Nudo in piedi'', una piccola tela dove sono rimasti impigliati per sempre il profumo, la seduzione, la gioia di vivere della bella parigina: una tela piccola, ma capace di contenere un grande urlo liberatorio: se ancorata alla realtà, la pittura figurativa è ancora possibile! Riconsacrato alla tavolozza (per il momento monopolizzata dai neri e dai bianchi), [[Paolo Vallorz]] può riprendere il cammino interrotto nel 1956. Manca solo un rito purificatorio e lo esegue: ricompra le sue poche tele astratte e vi ridipinge sopra: un gesto da leggenda! (p. 31) *Giova partire dal 1949, dall'approdo a Parigi del diciottenne pittore sans papier reduce dalla parentesi all'Accademia di Venezia con Guido Cadorin: per sei mesi Vallorz, affiliato ai blusons noirs, vive di espedienti tra [[Montmartre]] e il Quartiere Latino. Quanto alla pittura, ben presto diventa un alfiere della dissoluzione della figura: condivide i suoi "astratti furori" con pochissimi sodali (un lustro più tardi gli anti-figurativi diventeranno legioni): Tinguely, Riopelle, [[Yves Klein|Klein]], [[César Baldaccini|César]], [[Alberto Burri|Burri]], [[Lucio Fontana|Fontana]]. Il viaggio comune nella terra dell'ignoto prosegue per qualche anno, poi, nel 1956, proprio in coincidenza con i primi riconoscimenti internazionali, Vallorz fa un brusco dietrofront: quell'arte, così lontana da ogni riferimento con le cose che per lui contano, non lo soddisfa più. Con un taglio netto decide di lasciare agli altri la torta delle trovate, dei bluff e delle provocazioni. Se proprio deve essere "astrazione", ecco la sua ironica ricetta al fiele, bisogna celebrare l'astrazione perfetta: e smette di dipingere. (pp. 31-32) *Con l'aiuto iniziale di Jean Tinguely, progetta un'auto da corsa: degno figlio di suo padre (Amadio ''el feràr'', il fabbro di Caldès, il borgo della Val di Sole dove è nato), fabbrica con le sue stesse mani una carrozzeria avveniristica con stampi ultraleggeri in poliestere. Quanto al motore, ne rimedia uno stagionato da un bolide Renault d'occasione. Il risultato finale sarà eccellente e Vallorz nel 1958 potrà sfrecciare alla ''24 ore di Le Mans''. Mentre lavora al prototipo, un giorno riceve la visita di [[Pierre Restany]], il critico che nel 1954 aveva benedetto la sua prima mostra astratto-informale. Vuol vedere a che punto è con la "scultura cinetica". Ormai abissalmente distante da quella temperie culturale in cui tutto si può spacciare per arte, Vallorz, col suo consueto pacato e sommesso parlare, chiarisce l'equivoco: "Non è una scultura, ma una vettura". (p. 32) *Altra visita cruciale nel febbraio del 1958: è Yves Klein che va a trovarlo per un consiglio su come indurire le spugne a cui sta lavorando. Vallorz suggerisce di provare con l'immersione nel plastificante che utilizza per la carrozzeria. Valutato come ottimale il ''durcissiment'' ottenuto, Klein consegna a Vallorz duecentocinquanta spugne per il bagno nella resina già "accelerata" riservando per sé l'ultimo tocco: una spruzzata di puro pigmento blu oltremare da lui brevettato sul finire del 1956 con l'acronimo IKB: International Klein Blue. E voilà: la spugna non è più un dozzinale oggetto d'uso comune ma un'opera d'arte, ''S-E: Sculpture Éponge'', pronta a svettare come nuovo feticcio delle aste: diventerà, manco a dirlo, uno dei pezzi più contesi dai collezionisti fino agli anni Ottanta, quando scoppierà la "bolla" speculativa dell'arte contemporanea. (pp. 32-33) *''Mettere a nudo'': un'espressione corrente che indica nella nudità l'assenza di infingimenti e di corazze. E dunque: per Vallorz, la via dell'autenticità non può che ripartire da lì. Anche perché lui sa bene che il corpo altro non è che il prolungamento della testa. Di qui, una scelta conseguente: le modelle non possono essere professioniste ma vanno cercate nella vita. E così sarà sempre: sulla tela del pittore finiranno solo donne incontrate nella vita, spesso ai margini della vita, come ''Jeanne la prostituta''. Donne colte nel fiore degli anni, come pure nella stagione del declino, donne belle e donne non belle (meglio però se in carne). Data 1962 il nudo di ''Donna incinta allo specchio'': a posare è la moglie di allora, Mathilde, un'armena che in famiglia chiamano Seda: nascerà Nicola e sarà l'unico figlio di Vallorz: a lui andrà quella tela. Dopo la bellissima Eva incinta nuda immortalata nel Quattrocento da [[Jan van Eyck]] nel ''Polittico di Gand'' in Belgio, la pittura intona un nuovo canto alla gonfia maternità senza veli. Nel 1964 è la volta di [[Violette Leduc]], 59 anni, scrittrice "maledetta", intima amica di [[Simone de Beauvoir]]. Il suo nudo è un vero capolavoro: un essere rattrappito in piedi su un fondo scuro, il capo reclinato e le mani sul grembo: una figura dolente da Cristo in croce: se ne ricorderà [[Jean Clair]] nel 1989 al momento di selezionare le opere per la Biennale di Venezia del centenario. (pp. 33-34) *Cento le donne che hanno posato per Vallorz, cento meno una: la ragazza fuggita dal suo atelier perché aveva scambiato il cavalletto per una ghigliottina. A distanza di anni, Vallorz l'assolve: "Forse – sorride – non aveva tutti i torti". (p. 35) *Dapprima i nudi, poi gli alberi e gli artigiani della Val di Sole sono i soggetti che riconducono Vallorz alla pittura, il cui baricentro, intanto, si va progressivamente spostando da Parigi a Caldès: dal chiuso delle stanze al plein air, dallo smog della metropoli all'aria pura dei boschi, dal sofisticato spleen intellettuale a una rude festosità montanara. In questa nuova stagione creativa, un ruolo chiave tocca a un sontuoso maggiociondolo del monte Grum, in Val di Sole. (p. 36) *Torniamo al maggiociondolo: Vallorz lo ritrae nel giugno del 1985 e vorrebbe tornare a dipingerlo anche l'estate successiva ma lo aspetta un'amara sorpresa: la maestosa pianta è stata abbattuta: quando arriva lui è già legna, è sopravvissuto solo il ceppo e pare una testa mozzata da una ghigliottina. Per Vallorz, una fitta al cuore che lo induce a fare qualcosa di concreto per salvare gli alberi a lui più cari: i "nonni" della Vezzena, tre abeti con il fusto alto oltre quaranta metri che da un rialzo dominano la grande abetaia. Solo comprandoli, Vallorz può essere sicuro della loro incolumità. E così in cambio di un suo quadro donato al comune di Malè, proprietario dell'area interessata, Vallorz porta a casa un solenne impegno firmato dal sindaco: lui in vita, nessuno molesterà i giganti vegetali. La storia è bella ma non ha un lieto fine. Nella primavera del 2003, appena giunto da Parigi, il pittore va a salutare i tre abeti: li trova schiantati, radici all'insù: una tromba d'aria si è accanita su di loro. Tre amici persi per sempre. A Vallorz non rimane che celebrare quel trapasso con la sua arte: lo farà con due olii e un'ispirata serie di disegni. (pp. 37-38) ===[[Explicit]]=== Torniamo all'arboreto pittorico di Vallorz e diciamo subito che parlare di dipinti di alberi è nel suo caso riduttivo: è più che pertinente parlare di ''ritratti'' di alberi. Altra notazione significativa: gli alberi ritratti non annegano mai in una definizione generica: accanto al nome della specie, nel titolo figura sempre, quasi fosse un paronimico, anche il nome del luogo in cui esse vivono: Grum, Caldesa, Vezzena, malga Selva, pozze delle Ass, Frate, Mezòl, prà del Conz, lago delle Salate, Mas del Tolameott, Rocca, Cortinga alta, Samocleva. Anche i pittori unb tempo erano conosciuti con il loro nome associato al paese natale: [[Antonello da Messina]], [[Leonardo da Vinci]], [[Cima da Conegliano]]. Pure Vallorz, al pari dei suoi amati alberi, ha le sue radici in Val di Sole. Già, le ''radici'': non si riflette mai abbastanza sul fatto che questa nozione fondamentale per l'evoluzione dell'umanità è un calco dal regno vegetale. ma questo ''Paolo da Caldès'' lo ha sempre saputo. ==''Sfarzo d'inesistenza''== *''[[Estate]], molle stagione | di cocomeri e baci | e di pomeriggi felici | che non giungono a tradimento. || Eppure non mancano | afflizioni e mestizie, ma si vive | con una certezza: sempre al pianto | seguirà la dimenticanza del pianto''. (da ''La dimenticanza del pianto'', p. 13) *''L'inerzia: uno sfarzo | d'inesistenza che va oltre | l'ozio e rallegra le ore | – che non sono più tali. || Estromesso dall'oggi | e incurioso del poi: | era aceto e ora vino si mesce. || Esulta il cuore | per lo sgoverno dell'io | e incredulo ribalbetta | il suo canto più vero. || E le mani: lucertole | appagate da un sasso | ma tosto guizzanti | se vaghezza | s'insinua d'un seno.'' (''L'inerzia'', p. 17) *''[[Estate]], stagione pagana | dai piaceri roventi | e con i rovelli che svaporano | sull'arenile di un mare non più lontano''. (da ''Estate pagana'', p. 21) *''Pure oggi che invano il ticchettìo | abbiamo atteso della [[pioggia]] | non è mancato il ristoro | di ricordanze di scatarosci. || Dividiamo abusati pennacchi d'ombra | con formiche: eserciti di formiche | armate di faccia tosta a presidio | di tre acini purulenti di zibibbo. || Più tardi – all'imbrunire – ammireremo | l'esatta scienza di rospi-rabdomanti | diretti senza dissipazione di salti | verso stagni e freschi anfratti.'' (''Ferragosto'', p. 29) *''Onde come ventagli | (che sventolio di libeccio). || Nuvole come lenzuoli | (che calmeria di ozi). || Occhi come oceani | (che largheria di vedute). || Conchiglie come oceani | (che zampillio di baci)''. (''Salinelle (on the beach)'', p. 31) *''Un racimolo di cirri | in un cantuccio di cielo, | in lontananza un mare | solcato da lievi canizie: | e il mio allegro andare | da me a te. || In testa un chiaro [[cappello]] | e pensieri audaci | come primi [[bacio|baci]]: | e tra me e te | solo una porta senza casa | agghindata con fiori lillà.'' (''La porta lillà'', p. 35) *''[[Notte]] che difetta di luna | ma che non difetta di rena e di te. || Ci sono occhi: li sfioro. | Ci sono mani: le allontano | (sono manette le mani nelle mani). | Ci sono capelli: lunghi capelli e tanti. | Ci sono parole: parole contate | per l'alleanza tra il silenzio e i baci. || Notte che difetta di luna | ma che non difetta di rena e di te''. (''Notte che difetta di luna'', p. 39) *''Cavaliere errante | in un podere lillipuziano | cinto da fortificazioni | inesistenti eppure invalicabili. || Challenger catafratto | da un coppola appena | nella singolar tenzone | mezzogiorniera con Febo. || Pensatore per millimetri | e dicitore di cunti | affinati per anni | nella botte della ruminazione. || Vorrei esserti garzone | nell'arte stizzosa delle giostre | e perciò l'orecchio tendo: ma | annitrio di Brigliadoro più non sento''. (''Cavaliere dei campi'', p. 43) *''Marinaio dei campi, | cedi la tua lieve impronta | alle zolle della vigna | e tra l'intrico dei tralci | della dolcissima inzolia | con l'arte delle tue dita sosta | e con lo spago dell'ampelodesmo. || Esegui per i sarmenti la danza | alchemica dei legacci e dei nodi, | plasma l'antefatto | del grappolo e del palmento | e del brindisi degli amanti: | fosforo avranno negli occhi | e il sangue sarà un mosto che bolle''. (''La danza dei nodi'', p. 45) *''Meglio ancora un andare da foglia: | aquilone al guinzaglio | annodato a una zolla | per un andare e tornare col [[vento]]. || E pure avanzo pretese sul rancio | e comando che abbondi di [[zagara]] e sale. | E dunque: l'albero sia un arancio | e piantato al cospetto di un mare''. (Da ''La foglia d'arancio'', p. 53) *''Ed ecco – ed è un botto – il risveglio | per somma di luce e di voci: | imboscata inaudita che introna | le larve che a frotte e con ridde | inverano il sogno: | fiorita impostura | – un bacio proibito | o una rosa sull'onda – | per l'uomo angariato! da una soma che suda e che pesa: | il proprio corpo di muscoli e tarli. || Pure è norma | esser uno e sgomento! e rattoppare la vita | con lo spago del tempo: più corroso ogni giorno | ogni giorno più corto''. (''La morienza dei giorni'', p. 55) *''Imperiosa opulenza | di porpore e zafferani, | transiti impettiti | di nuvole aranciate. || E che oltranza di aromi | nelle serpaie occhiute di sassi | dove il grecale arpeggia | la cetra del rosmarino. || Ed ecco uno squinternato rabbuffo: | la ferula del pecoraio | percuote il ghigno del mascherone | che imbriglia e conclude la polla. || È vero: scarseggia il verde | ma se impasti il cobalto del cielo | con l'oro dei campi di grano | colma ne avrai la tavolozza degli occhi''. (''La tavolozza degli occhi'', p. 49) *''Datemi un andare | che non sia un ruscello | e neppure un uccello | e nemmeno un vascello. || Voglio un andare | che sia un appena andare, | un andare da zoppa lumaca | che abbia nell'indugio il suo ballo. || Meglio ancora un andare da foglia: | aquilone al guinzaglio | annodato a una zolla | per un andare e tornare col vento. || E pure avanzo pretese sul rancio | e comando che abbondi di zagara e sale. | E dunque: l'albero sia un [[arancio]] | e piantato al cospetto di un mare''. (''La foglia d'arancio'', p. 53) ==''Il centro del sempre''== *''Ed ecco all'aurora | un cricchiar di stivali | nella pervia giogaia: | un fondiglio sonoro | che è per le blatte | come il moto d'un tuono''. *''Ammutinamento in cielo: | una torma di nubi | fa schermo all'azzurro | ed esige l'esistere | di un tempo lungo: | l'infinito di un giorno''. *''Indifferenti al portamento | regale dell'errante | leoni di pietra | a guardia di bivieri | certificano il sacrificio | di moltitudini di mete''. *''La pasticceria vegetale | di un [[giardino]] rutilante | di loti e di arance | dà profumato conto | dell'oltranza di una pasciona | più munifica dello scialo''. *''La [[Fata morgana (ottica)|fata Morgana]] | è un'imboscata cortese: | torneamenti cerimoniosi | di catafratti cavalieri | per algide damigelle | tra la polvere e le stelle''. *''E sembrano fantasime | raccozzate dal farnetico | per imbrogliar la mente: | pure non rallenta il piede | perché è come un aratro l'arto che non vede''. *''Angeli musicanti | intonano stornelli | in un siciliano omerico | per foglie cipolline | in caduta libera | da onesti patiboli''. *''Il tinnire di campanacci | induce a indovinare | pasture di mucche | e silenti abitatori | di erbosi rialzi | con vista mare''. *''Transita la querimonia | di un asinaio orbo: | trasporta giare badiali | che il mastro conciabricche | ha acconciato sugli arcioni | con groppi da marinaio''. *''Ciclopico varco | e ostiario nano: | inservibile oltre | se il centro del sempre | è un cuore di seta | colmo d'[[attesa]].'' ==''Labbreggiature''== *''Il mio fu un [[viaggio|viaggiare]] | solo per sostare''. (''Elogio della sosta'', p. 19) *''Dopo i manicaretti | sempre si torna al pane''. (''Il pane'', p. 23) *''Imbrattare un foglio candido: | [[scrittura|scrivere]], in fondo, | è il gesto di un vandalo.'' (''Scrivere'', p. 31) *''Deleghiamo agli altri | ciò che non sappiamo più fare: | i lavori sporchi e il pensare''. (''La delega'', p. 33) *''Irrita a volte | lo strepito della [[pioggia]]: | che impari dalla [[neve]]!'' (''Lo strepito'', p. 45) *''Per una pugnalata alla schiena, | come per un [[bacio]], | bisogna essere in due''. (''La pugnalata'', p. 51) *''Fiato, fiato mio: | presto, [[bacio|baciami]] | e diventa mio fiato!'' (''Fiato mio'', p. 61) *''Come credere | alle [[parola|parole]] dette | se anche "ghiaccio" | è caldo di fiato.'' (''Le parole dette'', p. 69) *''Ogni tanto l'[[orizzonte]] | spalanca la bocca | e inghiotte gli sguardi | troppo indiscreti''. (''L'orizzonte'', p. 75) *''Per gustare appieno | quest'ora che vola, | dovrò aspettare | che diventi memoria?'' (''L'ora che vola'', p. 83) ==''Cerimonie della calura''== *''Lo skyline è quello prediletto: | il monte che sembra | un leone accucciato. | Poi: mandorli strinati | ulivi tarchiati | sassi strampalati | e incredibili case basse: | confortevoli containers | privi di copyright. || Basta un riverbero: | s'accendono le tegole | e nugoli di mosche | improvvisano danze | sui muri di calce e di gesso. | Si smorza la scorza dei volti | mentre si brinda con vino rosso | versato da ziri di terracotta''. (da ''Tramonto di luglio'', p. 11) *''Nardo tra i capelli | keora sul collo | champak sul seno | gelsomino sulle mani | patchouli sui polsi | sandalo sulle ginocchia | croco sulle caviglie. || Fummo dirimpettai del mare: | le sabbie per cuscino | e per lume un limone.|| Si è sfarinato ormai | il nostro bordeggiare: | sette [[profumo|profumi]] svaniti | e [[sette]] piaceri seppelliti''. (da ''Sette profumi'', p. 20) *''Quarantatré strade | dove le stagioni | arrivano a dorso di mulo | in figura di frutti di campo. || Bracieri che avvampano | sotto tetti di canne | per contadini orbi invitati | a declamare poemi omerici. || Ingramignati poderi | da tutti chiamati chiuse | sebbene le pietre del limite | siano ormai fili di seta. || Mandorli in fiore | punteggiano a Natale | una terra non marina | ma che il mare vede''. (''Terrae Harminusae'', p. 25) *''Varcano d'imperio la soglia di casa | le stradalinghe di [[Aliminusa]] | cariche di ceste ricolme di bucato. || Con canne aguzze percuotono in coro | anelli e tiranti in usurato metallo | e issano indomite i loro umidi vessilli. || All'improvviso il clangore si spegne | e la [[strada]] sassosa è un rigonfio veliero | ove s'ode appena il fileggiare dei lini''. (''Le stradalinghe di Aliminusa'', p. 26) *''Dipinta a mano campeggia solitaria | l'insegna della rinomata barbieria | di mastro Epifanio Lanza fu Gioacchino | in via delle Rimembranze, | vicino alla Matrice. || Dentro: quattro paesani in oziosa chiacchiera | e uno insaponato, un vassoio con sei caffè, | un ingrommato pendaglio moschicida | e un calendario consumato da occhi sbottonati. || Con polso sicuro il [[barbiere]] maneggia il rasoio | mentre con la mano libera accende sgraziati gesti | a significare passionali assensi o dissensi | che un vecchio specchio faticosamente raddoppia. || Non assolve e non guarisce mastro Lanza: | ad altri di uffici così estremi la spettanza. | Scipiti entrano i fatti nella bottega delle [[diceria|dicerie]] | e insaporiti escono con il pepe delle vanterie''. (''Le spezie della barbieria'', p. 27) *''E mentre due ridestati felini scuotono | dal torpore il pasciuto giardino | tu innaffi le trentasette [[rosa (fiore) |rose]] | che in agosto io coglierò per te''. (da ''Trentasette rose'', p. 32) *''Con il suo lesto compasso di gambe, | completa il compratore il perimetro del campo | e poi spara il suo prezzo al ribasso. || ''Non vedo il pozzo, incalza il compratore'' | – e pare san Tommaso agrimensore – | ''e non vedo la gebbia per l'acqua piovana | e nemmeno la vena d'una sorgiva di Soprana<ref>Soprana, detto anche Roccelito, è il monte che sovrasta il paese di [[Aliminusa]]. {{Cfr}} [[w:Monte Roccelito|voce]] su Wikipedia.</ref>: | e se vedo tre piedi di fichi, non vedo gli ulivi.'' || ''Non c'è terra in Sicilia più massara di questa'' | – godiamoci ora la recita del venditore – | ''qui il frumento è da mietere a maggio, | c'è un gelso già alto e dovizia di fave e foraggio | e se piove o c'è un sole che cuoce, ecco il noce.'' || Si sa già la stoccata finale – l'ha decisa il sensale – | ma il duello è rituale e s'infiamma di sputi e di vanti | tra frantumi di zolle e contanti con facce importanti. | Alla sera, la resa: e tra i due, ormai stanchi, una stretta di mano e le teste distanti''. (''Il negozio del campo'', p. 39) ==''Beati. {{small|On the road in the room. Aforismi e fotopastelli}}''== ===[[Incipit]]=== ''Non bastano il letto e i comodini: | diventerà stanza del sonno | solo con un enigma e due [[angelo|angeli]].'' ===Citazioni=== *''Nelle camere colme di cieli | dove l'indovino sgomitola sogni | il labbro morde musi di nuvola''. (''Morsi pindarici'', p. 18) *''Tra i quadrupedi sottomessi | dall'uomo, è lecito includere | anche il popolo delle [[sedia|sedie?]]'' (''Quadrupedi'', p. 22) *''L'erranza in una stanza | senza draghi con fiati di fiamma | è l'impresa che al paladino manca''. (''Erranza'', p. 26) *''L'occhio ciclopico della [[pentola]] | non si lascia accecare | dalle [[zucchina|zucchine]] della vivandiera''. (''Occhio di pentola'', p. 30) *''Già calce che cuoce | nel muro ancora ribolle | un fiato di [[vulcano]]''. (''Fiato di vulcano'', p. 34) *''Che sia la conta delle ore | o il conto dell'oste poco importa: | vince il numero e perde la parola''. (''Numero uno'', p. 50) *''Sguaina dalla tasca | la mano che fu una spada | e tra le dita lievita un pane.'' (''Pane di spada'', p. 54) *''Sulla soglia irrompe il dilemma: | sfidare la fucileria della strada | o sventolare un petalo per resa?'' (''Sulla soglia'', p. 58) ==''Lo scialo dei fatti''== *''Eccomi a [[mano|mani]] alzate: | e non è l'usato tic di chi vince | bensì il limato gesto di altra razza: | di chi da tempo si allena alla resa''. (''A mani alzate'', p. 19) *''Si assottiglia l'[[attesa]]: | era un mare ed è ora | la distanza di seta | di uno sguardo d'intesa.'' (''L'attesa'', p. 20) *''Non fu per ira | se quella notte | il [[vento]] spiccò dall'albero | cento mandarini e li lanciò in aria | senza la grazia del giocoliere''. (''Non fu per ira'', p. 21) *''In attesa di essere altro, | vaga svagata nel sommo | una [[nuvola]] color zafferano: | sarà il muso di un [[vento]] | o una pioggia sul giallo del grano''. (''Muso di vento'', p. 23) *''Il giogo non è più del genere canaglia: | catene al piede e un giaciglio di lurida paglia. | È piuttosto un indefinito senso di fodero, | un chiuso senza sbarre da cui non si evade | con la lima di un panettiere libertario''. (''Il giogo'', p. 25) *''Luogo di frodi è il [[dizionario]] alfabetico, | dove l<nowiki>'</nowiki>''incorrotto'' abita a fianco dell<nowiki>'</nowiki>''iniquo''. | Ci vorrebbero almeno due distinti volumi: | uno ad aprirsi con le trombe dell<nowiki>'</nowiki>''[[arcangelo]]'', | l'altro a chiudersi con lo ''zolfo'' di [[Belzebù]]. (''Dizionario di frodi'', p. 26) *''Posto che l'affanno è solo quello | – non farci sorprendere dal morire – | in fondo, per [[vivere]] basta poco: | osservare una tavola di comandamenti | o infoltire il catalogo di un Leporello''. (''Ricettario'', p. 27) *''Gli scuri spalanco | e sveglio all'aurora | la [[luce]] bambina | che un poco ancora | come un'arancia | vorrebbe dormire''. (''La luce bambina'', p. 32) *''Poi, all'[[tramonto|imbrunire]], la grande magia: | una [[luce]] stremata | si arrampicava sui muri di calce | e dal tetto più alto | cantava la sua ultima rosa.'' (''L'ultima rosa'', p. 33) *''Si sta sul chi va là | come marinai in vedetta | posseduti dalla smania | di additare per primi | la terra promessa di un germoglio''. (''Primavera'', p. 34) *''Con gli orli rinnovellati | da una copiosa canizie | sembrano i [[montagna|monti]] migranti: | in pacioso bivacco | in attesa di un prossimo | e più propizio partire''. (''Monti migranti'', p. 36) *''[[Bocca]] che a maggio | cerchi la bocca | per dire l'amore | che non sa dire parola. || Bocca un po' in colpa | per le cose mai dette: | bacia e continua a tacere''. (''Bocca di maggio'', p. 38) *''Il [[morso]] e il sorso, | il [[bacio]] e il sorriso. | E poi: le parole | morso, sorso, | bacio, sorriso. || Ah, la [[bocca]]! | (la bocca e la parola bocca)''. (''La parola bocca'', p. 39) *''Nel tuo cielo di pancia | ignaro di nuvole | fabbrichi il sole | e i giorni che verranno. || Busserai col pianto | e ti aprirà un [[angelo]] | e avrà per te un po' di mondo | che prima era del vento.'' (''Cielo di pancia'', p. 40) *''E, d'[[estate]], che ore d'incanto: | con l'arsura domata dal pozzo | casti baci tra spighe bollenti | e ghirlande di silenzi appassionati''. (da ''Le case di Granza'', p. 41) *''Brezze di menta pizzicano | [[platano|platani]] in figura di [[polena|polene]] | mentre carote come triglie | abboccano all'amo delle [[mano|mani]]. || Nel campo di mare | onde rapprese in solchi | a luglio schiumeranno | pennacchi di spighe d'oro''. (''Campo di mare'', p. 45) *''Plateale è l'impresa: | torcere disorientate nubi | in figura di lenzuola | incagliate tra pance di balconi. || E non manca chi guarda: | per lo più femmine | e un carrettiere che ubriaca | col vino del suo canto''. (''Femmine'', p. 47) *''Una mosca, la tosse, | una nube, un rumore: | basta un nonnulla | e son guaste le [[ora|ore]]. || Un canto, un ruscello | un'arancia, un rossore: | basta un nonnulla e son belle le ore''. (''Le belle ore'', p. 49) *''[[Rima]], non ti svelare, | resta non detta | o nel bianco nascosta, | dove il verso si concede una sosta. || Dalle ore sia bandito il dolore | e, dovendo fabbricare una croce, | non si vada alla catasta del noce. || Il conforto stia lontano dal torto | e l'amore... l'amore | si annunci pure a chi vuole | ma lo faccia senza più il garbo di un fiore''. (''Amore senza fiore'', p. 52) *''Porta briglie d'oro | e mani di mestolo: ho mari da riempire | (con cavallucci e coralli). || Porta mollette | e un canestro di vento: | ho cieli da stendere | (con rondini e con stelle). || Porta labbra di rose | e un pugnello di farina: | è la provvista degli amanti | (pani pochi, baci tanti)''. (''Pani e baci'', p. 53) *''[[mano|Mani]] che fasciarono seni | mani che dissero l'addio | mani che scalarono gambe | mani che che solcarono cieli | mani che colsero rose. || [[rosa (fiore)|Rose]] diacce di mistral | rose fustigate dal pampero | rose sabbiate dallo scirocco | rose scarmigliate dal libeccio. || Mani innamorate eppure devote | a San Tommaso: perciò per amare | pretendono prima di toccare l'amore''. (''Mani e rose'', p. 54) *''C'è chi allinea parole | come c'è chi affetta il pane | chi conta le ore o le stelle | e chi conta sempre balle. || C'è chi vuole eternare un cipiglio | chi il ribrezzo per lo sconcio di un colle | chi l'ostento del canto di un grillo | chi il traballo sul ramo di un merlo. || Quanto a me: non so domani | ma oggi [[scrittura|scrivo]] solo per somigliare | a una brezza di mare quando s'impiglia | tra le forche di un mandorlo in fiore.'' (''Brezza di mare'', p. 58) *''[[Vento]] con l'occhio lungo | e il fiato di zagara | e una coda inaudita | vento quassabondo | che grazi le vele | e rabbuffi le rose | vento mai sazio | di foglie cricchianti | e di ombrelli e cappelli | vento libertario | che beffi confini | e ingarbugli bandiere: | presto, entra a casa mia | e, se trovi un fosco cuore, | insuffla due grani di allegria''. (''La coda del vento'', p. 60) *''È d'un tratto sovrano tra i suoni | il gorgoglìo d'un fugace [[ruscello]]: | un equoreo fulmineo serpente | che percuote la strada in pendìo. || In fretta accendo il camino | e stappo una bottiglia di vino: | poi resto in silenzio e assaporo | dell'acqua che scorre il rumore. || Pure il fischio dei tordi | al riparo nei nidi tra i coppi | adesso si fa rado e sommesso: | e più non s'ode quel raglio lontano. || Altri ceppi non reclama la vampa | e più rosso che chiaro è il bicchiere: | è stata munta la nube in un niente. | [[pioggia|Piove]] ancora ma ora piove più piano''. (''Il rumore dell'acqua'', p. 68) *''Moriremo senza [[comprensione|capire]]. | Ma non è grave: | pure non capiscono | l'arancia che stringo in pugno | la serpe che si struscia sul sasso | il noce che mi ripara dal sole. || Capire: tarlo divino | cilicio di una folle ragione | mistura di arsenico e mile. || E allora: lasciarsi cullare | dall'indicibile. || Con misurate illusioni: | ché ha casa nell'uomo | il capire e mai rinuncerà | al suo mazzo di chiavi. || Sarà allora utile apparecchiare | un duplice piano di conforto: | il libro delle orazioni | e una cassa di Armagnac''. (''Tarlo divino'', p. 70) ==''Il tamburo delle vanvere''== *''Quando verrà il momento | di esalare l'ultimo respiro | sarò talmente rimbambito | da scambiare il culo di Belzebù | per la boccuccia di um cvherubino''. (''Vaticinio'', p. 11) *''Mentre Ieri mi squarcia la schiena, | Domani mi sbudella l'addome'' (''I pugnalatori'', p. 30) *''Evviva la [[bocca]] che cova bruchi | e con divino soffio ne fa [[farfalla|farfalle]]''. (''La bocca'', p. 33) *''Dio creò l'uomo. E l'uomo, | con minor modestia, creò Dio''. (''I creatori'', p. 36) *''S'avanza un formidabile domani: | la [[farfalla]] già grugnisce da [[maiale]]''. (''La farfalla-maiale'', p. 51) *''Il [[cammino]] sfama | l'appetito dei [[piede|piedi]]''. (''Piedi affamati'', p. 52) *''Ho provato a pensarti, | ma ho trovato occupato''. (''Occupato'', p. 56) *''Due innamorati che si baciano. | Finalmente due che stanno zitti''. (''La coppia zitta'', p. 57) *''Che coppia formidabile, | io e il mio taccuino. | E, assieme, che bevute: | lui inchiostro nero, | io rosso Marzemino''. (''Io e il mio taccuino'', p. 63) *''Tutte le innumerevoli [[alba|albe]] | in cui sono rinato | mai ho cercato l'ostia, | sempre il cornetto sfornato''. (''Il cornetto sfornato'', p. 65) *''Non chiedo poi molto: | un torto che mi induca a partire | un porto che mi inviti a tornare''. (''Un torto e un porto'', p. 66) *''Un ovile per regno, | gli è compagno un cane | e piluccando ciliegie | lieto rincasa col gregge''. (''Re pastore'', p. 72) *''Metterò le mie parole sotto sale, | come nei barili le acciugne. | Così, forse, non andranno a male''. (''Parole sotto sale'', p. 82) ==Citazioni su Lillo Gullo== *Abbreviature di realtà, certo. Di paesaggi e di storie. Nella sistole delle rime. E nell'abbrivo delle vicende. Una rimalmezzo, che alle "formiche" associa le "molliche", basta a evocare, e a far crescere attorno, la fiaba vegetale e profumata del giardino della memoria. Nel quale il paesaggio è una cantilena: ''Alba non è ancora, / buio fondo non è più: / è l'ora blu...'' Le voci e i suoni, certo. Ma perduti ed evocati. Amorevolmente e disperatamente evocati. [...] Sotto la calura, incalzata dall'arsura, l'isola-giardino di Lillo Gullo è il recinto magico di incantevoli metamorfosi. Saviniane. Se chi zappa "tre tumuli di sodaglie" è Nicàsio Dolcemascolo. Se l'assenza è un sogno goloso, un sollievo di parole. La memoria è pittorica. Più vicina a [[Rembrandt]] che a [[Renato Guttuso|Guttuso]]. E parla un lessico, che ha l'aroma arcano di un dialetto [[Omero|omerico]], e non disdegna la rimemorazione più recente. Da [[Salvatore Quasimodo|Quasimodo]] a [[Vitaliano Brancati|Brancati]]. Lillo Gullo è un miniaturista affabile. E la sua, è un'isola portatile. Quella che ogni isolano si porta nella memoria. E fa rivivere per magia e cerimonia di linguaggio. Come giardino dell'infanzia. Animato. Stupendamente animato. ([[Salvatore Silvano Nigro]]) *Accompagnato da una prefazione di Giorgio Barberi Squarotti, esce da Nicolodi (Rovereto) il secondo libro poetico del siculo-trentino Lillo Gullo, ''Sfarzo d'inesistenza''. Diario minimo di due estati in una («Estate, molle stagione / di cocomeri e baci»), le poesie di Gullo si traducono in una sorta di elogio della stasi e della lentezza, dell'inerzia e del torpore. Un io negato (o meglio «sgovernato») che muove passi di lumaca catturando «calmeria di ozi» e «largheria di vedute». Ma soprattutto una cifra ironica e lieve. Giochi di lettera e di parola, rime argute, lessico estroso, musicalità metastasiana per un canto che «scarroccia» tra dolcezza e volubilità. ([[Giovanni Tesio]]) *Da siciliano che vive fuori dalla sua isola e dal mondo contadino del suo paese natale, [[Aliminusa]], già oggetto dei suoi primi studi sociologici, Gullo ha inizialmente sviluppato una certa nostalgia, motivata dalla lontananza e soprattutto dalla mancanza della "luce accecante" della [[Sicilia]], luogo in cui, ricordava [[Giuseppe Tomasi di Lampedusa|Tomasi di Lampedusa]], l'estate con il suo "inferno" si prolunga oltre ogni limite di sopportazione. Invece da queste ''Parole sotto sale'' emerge per la prima volta «il controluce delle abetaie dolomitiche», dove i maestri liutai vanno a cercare il legno per i loro violini. Sono testi ispirati a due artisti verso i quali l'autore confessa un "debito". [[Nicolás Gómez Dávila]], autore di un fulminante aforisma riprodotto in esergo da Gullo: «Tra poche parole è difficile nascondersi, come tra pochi alberi». E [[Alberto Giacometti]], scultore, trasferitosi a Ginevra da Parigi allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Alla fine della quale Giacometti aveva ricevuto la visita dell'editore d'arte Albert Skirà, interessato a pubblicare un catalogo delle sue opere. Avvertito dell'intenzione di Giacometti di tornare in Francia, gli chiese come avrebbe fatto a traslocare le sue opere e se non ne avrebbe dovuto lasciare la maggior parte in Svizzera. «Me le porterò in tasca», fu la sua sorprendente risposta, essendosi negli ultimi anni dedicato soprattutto a sculture esili, di dimensioni minime. Un po' come Gullo ha voluto caratterizzare i suoi componimenti. ([[Marcello Sorgi]]) *È, Gullo, un poeta raffinatissimo, suasivo, giocoso e ironico, avventuroso e amoroso, ma, in fondo, con il ritmo agile, e profondo al tempo stesso, della "divina malinconia" del cuore. ''Sfarzo d'inesistenza'', nella vicenda di due anni, narra ed evoca due estati di mare, di luce, di presenze rapide e argute di corpi amorosi, con l'aggiunta, a tratti, di memoria e di racconto di luoghi paesani, non tuttavia proposti come descrizioni realistiche, ma piuttosto come fulminee e gioiose esperienze d'infanzia o come visioni un poco fantastiche, in quanto partono dal nome per giungere fino alla sicura musica del sogno preziosissimo della parola. Tutta la raccolta di Gullo si svolge in tanto fervore di immagini, di segni di vita, di piacere della descrizione della stagione della piena creatività dell'anima, sempre. Mare, estate, baci sono le allegorie supreme del valore e della persistenza del tempo, per il tramite di una poesia essenziale e sicura. Così il trascorrere delle ansie del cuore viene superato dalla musicalità e dalla giocosità della parola. È un risultato poetico davvero raro di trionfale conquista della poesia. ([[Giorgio Barberi Squarotti]]) *Ha molto talento: sia verbale che ritmico. ([[Pietro Citati]]) *Il demone aforistico ha fatto scoprire a Gullo quanta volontà definitoria riposasse dentro di lui e, messosi a servizio della sua vena lirica, gli ha consentito di dare forma di poesia ai tratti e ai contorni solitamente sfuggenti di cose, di atmosfere, di idee, di sensazioni... Gullo ha tutte le qualità del poeta di aforisma: prontezza puntuale e senso della situazione, incisività e gusto espressivo, misura verbale e musica efficace, riconducendo così all'unità della visione ogni oggetto mentale della sua capacità di definizione. ([[Paolo Ruffilli]]) *Il suo lirismo si stempera spesso in ironia e l'ironia si addolcisce di malinconia. ([[Giuseppe Conte (scrittore)|Giuseppe Conte]]) *La concisione è una virtù naturale della poesia: diciamo pure che senza concisione, senza economia del dire, difficilmente si arriva a trasformare la parola in poesia. Eppure esistono poemi epici e poemi fluviali, testi in cui l'essenzialità della parola può coincidere anche con un fiato ampio, con un dire narrativo. Non è questo, sicuramente, il caso di Lillo Gullo, che predilige le forme brevissime, e che le pratica con sicurezza e abilità: ''Quando ci chiederanno | di salvare gli oggetti | secondo il suono | che li designa, | sappiate che il mio voto | andrà all'imbuto''. Nell'introduzione a questi ''Pensieri di legno'', Paolo Ruffilli, uno dei poeti d'oggi più validi e attenti alle altrui esperienze, ci parla di una dimensione aforistica, e dunque di una tendenza alla definizione, che costituirebbe l'aspetto più chiaro e vivo della poesia di Gullo. In effetti è impossibile dargli torto. Se non ché, per paradosso, il tipo di definizione che pratica Gullo è quello di una definizione aperta, e dunque capace di ulteriori significati oltre quelli che pure enuncia senza timore. E infatti, oltre all'aforisma, quanto meno inteso secondo un'accezione occidentale del termine, risalta nelle poesie di Gullo una vicinanza spontanea con certi ben noti generi tradizionali di una poesia orientale, giapponese soprattutto, come l'[[haiku]] e il [[tanka]]. Eccone un esempio, delicato e semplice nella sua realizzazione, che tutti ci può coinvolgere o ritrarre di sorpresa: ''Senza i portoni, | il commiato | degli innamorati | sarebbe ugualmente | prodigo di baci?''. O, su un piano più alto: ''Risuona nel ramo fiorito | l'urlo primordiale dell'universo: | il big bang di grazia e spavento | che moltiplica gli atomi | e incista vita dove c'era vento''. ([[Maurizio Cucchi]]) *La poesia di Lillo Gullo è, al tempo stesso, elegantissima e ingegnosa, giocosa e sapiente, con l'eco sempre di divina malinconia e di saggezza che dà un sapore antico di vita di ricapitolata esperienza. I testi, per lo più, sono brevi, essenziali, nettissimi nel fissare il punto decisivo di un evento del tempo e del luogo, di una reazione dei sensi e dell'anima, di una lezione incisiva, di una fulminea comprensione di un'occasione da non perdere perché si offre come una prova per un istante e, se non è colta, allora subito prevarica nel senso della perdita, con il rimpianto che ne consegue. La parola poetica è data proprio per non perdere il momento decisivo della verità che si ha, d'improvviso, per dono divino. Come rapido è il testo, così il metro è breve, sempre sorretto da una suasosa musica che alacre suona e dice attesa, gioia, avventura, riflessione, soprattutto emozioni d'amore. ([[Giorgio Barberi Squarotti]]) *Un fresco naturalismo di quadrelle vivacemente colorate, talvolta, come in ''Odorosa penombra'', di amabile rilievo cavaraggesco. Dopo tante poesie che negli ultimi anni hanno privilegiato il negativo, l'oscuro, il minimalismo o il rassegnato, ecco un giovane che "canta" la gioia della convivenza umana tra il fraterno e l'erotico sullo sfondo di una natura decisamente amica. Una metrica leggera di eccezionale grazia e musicalità convoglia sentite e comunicative visioni di "piaceri terrestri" eppure "celesti". Mi piace segnalare l'ariosa ironia di ''Rimario'' (''Le labbra, ad esempio, sono una rima''). ([[Maria Luisa Spaziani]]) ==Note== <references /> ==Bibliografia== *Lillo Gullo, ''Il disertore'', in ''7 Poeti del Premio Montale'' (con Antonio Chiaravalloti, Annalisa Comes, Vittorino Curci, [[Paola Mastrocola]], Stefano Staffieri, Franco Trinchero), prefazione di [[Maria Luisa Spaziani]], Crocetti, Milano, 2000. <small>ISBN 88-8306-024-5</small> *Lillo Gullo, ''Pensieri di legno'', xilografie di Remo Wolf, prefazione di [[Paolo Ruffilli]], Nicolodi, Rovereto (TN), 2002. <small>ISBN 88-8447-044-7</small> *Lillo Gullo, ''Paolo Vallorz: profumi di donne, ritratti di alberi'', in Roberto Festi – Lillo Gullo, ''Adolf Vallazza – Paolo Vallorz, Disegni'', Banca di Trento e Bolzano, Trento, 2003, pp. 31-40. ISBN 88-85341-07-01 *Lillo Gullo, ''Sfarzo d'inesistenza'', prefazione di [[Giorgio Bàrberi Squarotti]], Nicolodi, Rovereto (TN), 2004. <small>ISBN 88-8447-108-7</small> *Lillo Gullo, ''Il centro del sempre'', collana Quadernetto, n. 12, Quaderni di Orfeo,<ref group="nota">Per scelta dell'editore il poemetto è privo del codice ISBN e della numerazione delle pagine.</ref> Milano, 2006. *Lillo Gullo, ''Labbreggiature'', disegni di Giuseppe Maraniello, Nicolodi, Rovereto (TN), 2007. <small>ISBN 978-88-8447-120-8</small> *Lillo Gullo, ''Cerimonie della calura'', prefazione di [[Salvatore Silvano Nigro]], Nicolodi, Rovereto (TN), 2007. <small>ISBN 978-88-8447-300-4</small> *[[Lillo Gullo e Flora Graiff]], ''Beati. {{small|On the road in the room. Aforismi e fotopastelli}}'', prefazione di [[Luca Beatrice]], con una poesia di [[Alda Merini]] dedicata agli autori, Edizione Stella,<ref group="nota">Questo libro documenta la mostra ospitata dal 26 luglio al 3 agosto 2008 nella cappella di Sant'Antonio di Padova a Castel Toblino, in Trentino, quale evento collaterale di ''Manifesta 7'', Biennale Europea di Arte Contemporanea.</ref> Rovereto (TN), 2008. <small>ISBN 978-88-8446-141-3</small> *Lillo Gullo, ''Lo scialo dei fatti'', prefazione di [[Giorgio Bàrberi Squarotti]], LietoColle, Faloppio (CO), 2012. <small>ISBN 9788878487222</small> *Lillo Gullo, ''Il tamburo delle vanvere'', prefazione di Paolo Ruffilli, Raffaelli Editore, Rimini, 2026.<small>ISBN 978-88-6792-484-4</small> ===Note alla bibliografia=== <references group="nota" /> ==Voci correlate== *[[Aliminusa]] *[[Flora Graiff]] *[[Lillo Gullo e Flora Graiff]] *[[Lillo Gullo e Tano Gullo]] *[[Modi di dire aliminusani]] *[[Proverbi aliminusani]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w|commons=Category:Lillo Gullo}} {{DEFAULTSORT:Gullo, Lillo}} [[Categoria:Aforisti italiani]] [[Categoria:Giornalisti italiani]] [[Categoria:Poeti italiani]] [[Categoria:Saggisti italiani]] ==Collegamenti esterni== * {{cita web|http://www.manifesta7.it/pages/1916405489|''Manifesta 7'', Biennale Europea di Arte Contemporanea, Trentino – Parallel Events, 2008.}} 5j30nfldraj3deylqxf8ry5gtzxr6a1 Cavaliere 0 162457 1417848 1137171 2026-06-22T16:57:16Z Skekzilla 17056 1417848 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Armored Knight with Visor Up Mounted on Horse.JPG|right|thumb|Illustrazione di un cavaliere]] Citazioni sui '''cavalieri'''. ==Citazioni== *Il bastardo è il cane del cavaliere, e questi è il cane del suo [[dio]]. Non è il dio dei papi, né dei teologi né dei chierici saputi che sfogliano libri ingialliti. Il suo dio è semplicissimo, composto dal Buon Dio dalla Madonna e da Nostro Signore Gesù Cristo. Non vi sono discussioni, non vi sono problemi. Dio esiste, categoricamente. Il [[Diavolo]] anche. Il Sole anche. Tutto è vero. ([[Jean Cau]]) *Il cavaliere, non potete immaginarlo, senza ridere, preso in un qualsiasi dialogo. Possiede appena alcune parole e queste non potrebbero essere scambiate con un compagno come leggere palle colpite dalla racchetta. Lui dice, ''sì'', o dice, ''no''. Afferma o rifiuta senza attorcigliare di commenti quel che dice. Non si può discutere con lui, è troppo semplice. Le parole di lui pronunciano l'Universale e formulano il Tutto. Non sa cavillare, ma vivere nel vero e morire per testimoniarlo con la sua morte. Sa che gli [[avvocato|avvocati]] non sono mai così loquaci come quando difendono cause abominevoli. Odia quella setta. Io anche. È vestita di nero. Il cavaliere monologa certezze nette. ([[Jean Cau]]) *Molti sostengono che non ci sia soddisfazione in un cavalierato, ma la maggioranza che lo sostengono non ce l'ha. (''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Terza stagione|House of Cards]]'') *Più di tutto, a un cavaliere servono tre cose: un Dio da servire, un re a cui obbedire e una signora da proteggere da tutti quelli che vorrebbero farle del male. A ogni ora del giorno o della notte dev'essere pronto. (''[[Ignazio di Loyola (film)|Ignazio di Loyola]]'') *Procurarsi la droga è così noioso e complicato. È un modo di sprecare la propria vita. Mi chiedo se sarà più facile da cavaliere. (''[[House of Cards (miniserie televisiva)#Prima stagione|House of Cards]]'') *Un cavaliere è votato al coraggio, <br> il suo cuore conosce solo la virtù, <br> la sua spada difende gli inermi, <br> la sua forza sostiene i deboli, <br> le sue parole dicono solo la verità, <br> la sua ira abbatte i malvagi. (''[[Dragonheart - Cuore di drago]]'') *Un vero cavaliere non cede mai neppure davanti alla lancia più aguzza! (''[[Il cavaliere dalla pelle di leopardo]]'') ===''[[Excalibur]]''=== *Non badate a questi cavalieri ladri. Tu, Kay, abbi valore, onestà e misericordia come si addice a un cavaliere. *Per la legge di Dio un cavaliere che dice il falso non può vincere in torneo contro colui che dice il vero. *– Qual è la più grande qualità di un cavaliere? Coraggio? Compassione? Fedeltà? Umiltà? Tu cosa dici, Merlino?<br>– Ehm, la più grande? Beh, si fondono come i metalli che uniamo per fare una buona spada.<br>– Niente poesia! Una risposta diretta! Qual è?<br>– Lo dirò, allora: verità. Ecco! Sì, dev'esserci verità soprattutto. Quando un uomo mente, assassina una parte del mondo. *Questo è un vanto borioso. Un cavaliere deve dimostrare umiltà. ===[[George R. R. Martin]]=== *I cani sono molto meglio dei cavalieri.[...] Un mastino morirà per te, ma non ti mentirà mai. E ti guarderà dritto in faccia. ([[Sandor Clegane]], ''[[George R. R. Martin#Il regno dei lupi|Il regno dei lupi]]'') *Non esistono veri cavalieri, così come non esistono dèi. ([[Sandor Clegane]], ''[[George R. R. Martin#La regina di draghi|La regina di draghi]]'') *Un cavaliere è una spada in sella a un cavallo. Tutto il resto non è altro che un nastro di seta legato alla lama della spada. Può darsi che quella lama sia più bella con un nastro attorno, ma vi uccide nello stesso identico modo. ([[Sandor Clegane]], ''[[George R. R. Martin#I fiumi della guerra|I fiumi della guerra]]'') *Un informatore coraggioso è inutile quanto un cavaliere vigliacco. ([[Varys]], ''[[George R. R. Martin#Il grande inverno|Il grande inverno]]'') ==Altri progetti== {{interprogetto|preposizione=sul|w_preposizione=riguardante il|wikt}} [[Categoria:Cavallo]] [[Categoria:Storia del cristianesimo]] [[Categoria:Storia medievale]] [[Categoria:Unità militari]] dij1y8f5ci3nuu7mk67cm0mjjehm7ng Causa (filosofia) 0 163189 1417839 1389446 2026-06-22T15:19:27Z Gaux 18878 David C. Cassidy 1417839 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Cause and Effect.jpg|thumb|Gary Faigin, ''Causa ed effetto'', 2001]] Citazioni sulla '''causa''' e la '''causalità'''. *Causalità e casualità si possono intrecciare. ([[Fiorenzo Facchini]]) *Dire che un avvenimento è dovuto ad un altro è sempre una proposizione molto azzardata. Poiché strettamente parlando, è possibile sostenere che qualsiasi cosa accada in qualsiasi luogo e tempo è una risultante di ciò che è accaduto ovunque in ogni momento precedente. Spiegare in modo esauriente la storia di qualsiasi cosa implica rifare in modo esauriente la storia di ogni cosa. Una causa isolata non esiste. ([[Lionel Robbins]]) *Il principio di causalità postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il principio d'indeterminazione, affermava Heisenberg, nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della [[Particella (fisica)|particella]]. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della meccanica quantistica assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica. ([[David C. Cassidy]]) *La [[mente]] è ossessionata dall'idea di causalità, perciò inventa una [[creazione]] e poi domanda: "Chi è il creatore?". Ma è la mente stessa; e anche questo non è del tutto vero, perché creato e creatore sono tutt'uno. La mente e il mondo non sono separati. Come non ti accorgi che, ciò che pensi essere il mondo, è la tua mente? ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Si potrebbe essere indotti erroneamente a supporre che al di là del mondo statistico percepito si celi ancora un mondo "reale", nel quale è valida la legge di causalità. Ma tali speculazioni ci sembrano, insistiamo su questo punto, infruttuose e insensate. [...] Si può caratterizzare molto meglio il vero stato delle cose in questo modo: poiché tutti gli esperimenti sono soggetti alle leggi della [[meccanica quantistica]], [...] mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità della legge di causalità. ([[Werner Karl Heisenberg]]) ==Pagine correlate== *[[Caso]] *[[Causa ed effetto]] *[[Sincronicità]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Concetti e principi filosofici]] 5oyrfyh8ece2ujb0ulqlitjab5l29qu 1417840 1417839 2026-06-22T15:23:21Z Gaux 18878 wlink 1417840 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Cause and Effect.jpg|thumb|Gary Faigin, ''Causa ed effetto'', 2001]] Citazioni sulla '''causa''' e la '''causalità'''. *Causalità e casualità si possono intrecciare. ([[Fiorenzo Facchini]]) *Dire che un avvenimento è dovuto ad un altro è sempre una proposizione molto azzardata. Poiché strettamente parlando, è possibile sostenere che qualsiasi cosa accada in qualsiasi luogo e tempo è una risultante di ciò che è accaduto ovunque in ogni momento precedente. Spiegare in modo esauriente la storia di qualsiasi cosa implica rifare in modo esauriente la storia di ogni cosa. Una causa isolata non esiste. ([[Lionel Robbins]]) *Il principio di causalità postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una [[Particella (fisica)|particella]] sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]], affermava [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della particella. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della meccanica quantistica assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica. ([[David C. Cassidy]]) *La [[mente]] è ossessionata dall'idea di causalità, perciò inventa una [[creazione]] e poi domanda: "Chi è il creatore?". Ma è la mente stessa; e anche questo non è del tutto vero, perché creato e creatore sono tutt'uno. La mente e il mondo non sono separati. Come non ti accorgi che, ciò che pensi essere il mondo, è la tua mente? ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Si potrebbe essere indotti erroneamente a supporre che al di là del mondo statistico percepito si celi ancora un mondo "reale", nel quale è valida la legge di causalità. Ma tali speculazioni ci sembrano, insistiamo su questo punto, infruttuose e insensate. [...] Si può caratterizzare molto meglio il vero stato delle cose in questo modo: poiché tutti gli esperimenti sono soggetti alle leggi della [[meccanica quantistica]], [...] mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità della legge di causalità. ([[Werner Karl Heisenberg]]) ==Pagine correlate== *[[Caso]] *[[Causa ed effetto]] *[[Sincronicità]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Concetti e principi filosofici]] 5o88gk9ractsz801ywbqzwy48exhl4w 1417841 1417840 2026-06-22T15:25:17Z Gaux 18878 wlink ripetuto 1417841 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Cause and Effect.jpg|thumb|Gary Faigin, ''Causa ed effetto'', 2001]] Citazioni sulla '''causa''' e la '''causalità'''. *Causalità e casualità si possono intrecciare. ([[Fiorenzo Facchini]]) *Dire che un avvenimento è dovuto ad un altro è sempre una proposizione molto azzardata. Poiché strettamente parlando, è possibile sostenere che qualsiasi cosa accada in qualsiasi luogo e tempo è una risultante di ciò che è accaduto ovunque in ogni momento precedente. Spiegare in modo esauriente la storia di qualsiasi cosa implica rifare in modo esauriente la storia di ogni cosa. Una causa isolata non esiste. ([[Lionel Robbins]]) *Il principio di causalità postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una [[Particella (fisica)|particella]] sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]], affermava [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della particella. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della [[meccanica quantistica]] assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica. ([[David C. Cassidy]]) *La [[mente]] è ossessionata dall'idea di causalità, perciò inventa una [[creazione]] e poi domanda: "Chi è il creatore?". Ma è la mente stessa; e anche questo non è del tutto vero, perché creato e creatore sono tutt'uno. La mente e il mondo non sono separati. Come non ti accorgi che, ciò che pensi essere il mondo, è la tua mente? ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Si potrebbe essere indotti erroneamente a supporre che al di là del mondo statistico percepito si celi ancora un mondo "reale", nel quale è valida la legge di causalità. Ma tali speculazioni ci sembrano, insistiamo su questo punto, infruttuose e insensate. [...] Si può caratterizzare molto meglio il vero stato delle cose in questo modo: poiché tutti gli esperimenti sono soggetti alle leggi della meccanica quantistica, [...] mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità della legge di causalità. ([[Werner Karl Heisenberg]]) ==Pagine correlate== *[[Caso]] *[[Causa ed effetto]] *[[Sincronicità]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Concetti e principi filosofici]] fgd31vf30lt1grpx6z5s77p35he3gdr 1417844 1417841 2026-06-22T15:37:24Z Gaux 18878 refuso 1417844 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Cause and Effect.jpg|thumb|Gary Faigin, ''Causa ed effetto'', 2001]] Citazioni sulla '''causa''' e la '''causalità'''. *Causalità e casualità si possono intrecciare. ([[Fiorenzo Facchini]]) *Dire che un avvenimento è dovuto ad un altro è sempre una proposizione molto azzardata. Poiché strettamente parlando, è possibile sostenere che qualsiasi cosa accada in qualsiasi luogo e tempo è una risultante di ciò che è accaduto ovunque in ogni momento precedente. Spiegare in modo esauriente la storia di qualsiasi cosa implica rifare in modo esauriente la storia di ogni cosa. Una causa isolata non esiste. ([[Lionel Robbins]]) *Il principio di causalità postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una [[Particella (fisica)|particella]] sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]], affermava [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliata la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della particella. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della [[meccanica quantistica]] assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica. ([[David C. Cassidy]]) *La [[mente]] è ossessionata dall'idea di causalità, perciò inventa una [[creazione]] e poi domanda: "Chi è il creatore?". Ma è la mente stessa; e anche questo non è del tutto vero, perché creato e creatore sono tutt'uno. La mente e il mondo non sono separati. Come non ti accorgi che, ciò che pensi essere il mondo, è la tua mente? ([[Nisargadatta Maharaj]]) *Si potrebbe essere indotti erroneamente a supporre che al di là del mondo statistico percepito si celi ancora un mondo "reale", nel quale è valida la legge di causalità. Ma tali speculazioni ci sembrano, insistiamo su questo punto, infruttuose e insensate. [...] Si può caratterizzare molto meglio il vero stato delle cose in questo modo: poiché tutti gli esperimenti sono soggetti alle leggi della meccanica quantistica, [...] mediante la meccanica quantistica viene stabilita definitivamente la non validità della legge di causalità. ([[Werner Karl Heisenberg]]) ==Pagine correlate== *[[Caso]] *[[Causa ed effetto]] *[[Sincronicità]] ==Altri progetti== {{Interprogetto|wikt|preposizione=sulla}} [[Categoria:Concetti e principi filosofici]] 1ydrkz2lg7k3si0atrrk3or783idysm Damasco 0 174725 1417914 1138200 2026-06-23T11:26:33Z Spinoziano 2297 removed [[Category:Luoghi della Siria]]; added [[Category:Città della Siria]] using [[Help:Gadget-HotCat|HotCat]] 1417914 wikitext text/x-wiki {{Voce tematica}} [[File:Damascus coll.jpg|miniatura|Damasco]] Citazioni su '''Damasco'''. *Damasco supera le altre città in bellezza e le oltrepassa con il suo splendore. Ogni descrizione, per quanto precisa, è sempre troppo limitata per dirle tutta l'avvenenza... ([[Ibn Battuta]]) *''Ecco, Damasco cesserà di essere una città, | diverrà un cumulo di rovine. | Le città di [[Aroer|Aroèr]] saranno abbandonate; | saranno pascolo delle greggi, | che vi riposeranno senza esserne scacciate. | A [[Efraim (tribù)|Èfraim]] sarà tolta la cittadella, | a Damasco la sovranità.'' (''[[Libro di Isaia]]'') *''Spossata è Damasco, si volge per fuggire; | un tremito l'ha colta, | angoscia e dolori l'assalgono | come una partoriente. | Come fu abbandonata la città gloriosa, | la città del tripudio? | Cadranno i suoi giovani nelle sue piazze | e tutti i suoi guerrieri periranno in quel giorno. | Oracolo del Signore degli eserciti. | Appiccherò il fuoco alle mura di Damasco | e divorerà i palazzi di Ben-Hadàd.'' (''[[Libro di Geremia]]'') ==Voci correlate== *[[Grande Moschea degli Omayyadi]] ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Città bibliche]] [[Categoria:Città della Siria]] gpkg07gb0owmu1sganz70icum8j5xsm Serafino 0 177440 1417897 1266944 2026-06-23T07:58:36Z Spinoziano 2297 +1, voce correl. 1417897 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Giotto - Legend of St Francis - -19- - Stigmatization of St Francis (cropped).jpg|thumb|Un serafino appare a [[Francesco d'Assisi|San Francesco]] nell'affresco ''Le stimmate'' di [[Giotto]]]] Citazioni sui '''serafini'''. *Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall'altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse: "''Ecco, questo ha toccato le tue labbra, | perciò è scomparsa la tua iniquità | e il tuo peccato è espiato''". (''[[Libro di Isaia]]'') *Io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l'uno all'altro: "''Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. | Tutta la terra è piena della sua gloria''". (''[[Libro di Isaia]]'') *Sì, vorrei proprio essere un serafino d'amore, vorrei invitare tutte le creature ad aiutarmi ad amare il mio Dio. ([[Corrado da Parzham]]) *{{NDR|[[Francesco d'Assisi]]}} Un mattino, all'appressarsi della festa dell'Esaltazione della santa Croce, mentre pregava sul fianco del monte, vide come la figura di un Serafino, con sei ali tanto luminose quanto infocate, discendere dalle sublimità dei cieli: esso, con rapidissimo volo, giunse, tenendosi librato nell'aria, vicino all'uomo di Dio, e allora apparve non soltanto alato, ma anche crocifisso. Aveva le mani e i piedi stesi e confitti sulla croce e le ali disposte, da una parte e dall'altra, in così meravigliosa maniera che due ne drizzava sopra il capo, due le stendeva per volare e con le due rimanenti avvolgeva e velava tutto il corpo.<br>Ciò vedendo, stupì fortemente e sentì riversarsi nell'anima gaudio e dolore: provava in sé un eccesso di letizia all'aspetto gentile di Cristo, che gli si mostrava in forma così meravigliosa e pur così familiare, ma la cruda visione dell'affissione alla croce trapassava la sua anima con la spada dolorosa della compassione.<br>Ammaestrato interiormente da colui che gli si mostrava anche esteriormente, comprese che, certo, l'infermità della passione non si addice in alcuna maniera alla natura immortale e spirituale del Serafino; ma che, tuttavia, tale visione era stata offerta ai suoi sguardi per questo scopo: fargli conoscere anticipatamente che lui, l'amico di Cristo, stava per essere trasformato tutto nel ritratto visibile di Cristo Gesù crocifisso, non mediante il martirio della carne, ma mediante l'incendio dello spirito. ([[Bonaventura da Bagnoregio]]) ==Voci correlate== *[[Angelo]] *[[Cherubino]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il|preposizione=sul|wikt}} [[Categoria:Entità spirituali]] [[Categoria:Figure bibliche]] fp4eo8hze2o4klcqi3ec74r2r4442f9 Agostina Belli 0 178097 1417853 1130719 2026-06-22T18:31:41Z Ibisco 49387 Inserimento sezione intervista con tre citazioni 1417853 wikitext text/x-wiki [[File:Agostina Belli cropped.jpg|thumb|280px|Agostina Belli nel film ''Profumo di donna'' di [[Dino Risi]], 1974.]] '''Agostina Belli''', pseudonimo di '''Agostina Maria Magnoni''' (1949 – vivente), attrice italiana. ==Citazioni di Agostina Belli== *{{NDR|Sull'omicidio della madre Adele Margherita Dossena nel 1970 archiviato senza un colpevole}} Decisi di investire risorse per compiere ulteriori indagini. Abitavo fuori città, in una località isolata. Dapprima mi avvelenarono il cane, poi rubarono la macchina, quindi iniziarono le telefonate anonime. Voci camuffato che ripetevano: "Smettila o farai la fine di tua mamma". Avevo paura, come detto, stavo da sola, indifesa. Ne parlai con la polizia che mi suggerì di lasciar perdere – lasciar perdere, esattamente così – e di tenere addosso una pistola. Io allora presi il porto d'armi. Ma spaventata da quelle chiamate, ecco, la smisi con la ricerca della verità.<ref name=Belli>Citato in Andrea Galli, ''«Uccise mia madre e la sua amica. Indagate sul mostro di Milano» <small>L'attrice Agostina Belli, figlia di una vittima: ricordo la Casarotto, si frequentavano</small>'', ''Corriere della Sera'', 5 gennaio 2021.</ref> *{{NDR|Sui casi irrisolti a Milano dell'uccisione della propria madre e, sei anni prima, della sua amica Elisa Casarotto, ritenute entrambe vittime di un serial killer}} Mia madre ed Elisa erano amiche. Molto amiche. Per quanto riguarda quegli elementi nell'appartamento, parvero strane delle cose. I bicchieri e il vassoio di caramelle posizionati sul tavolo confermavano che l'assassino fosse un uomo conosciuto. Mamma lo fece entrare e accomodare. Dopodiché, la presenza di orologio e anello, peraltro in bella mostra sopra un comodino, esclusero l'eventualità di un predatore in cerca di gioielli e denaro, eppure... Eppure, tempo soli dodici mesi e le indagini vennero chiuse. Perché? Me lo chiedo da mezzo secolo.<ref name=Belli/> *{{NDR|Su [[Profumo di donna]]}} Pensare che nessun produttore voleva farlo. A [[Dino Risi|Risi]] e [[Vittorio Gassman|Gassman]] dicevano: A chi volete che interessi la storia di un cieco?<ref> Citato in Eliana Giusto, ''[https://www.liberoquotidiano.it/gallery/sfoglio/13267996/agostina-belli-ho-fatto-la-007-per-scoprire-chi-ha-ucciso-mia-madre-.html Agostina Belli: "Ho fatto la 007 per scoprire chi ha ucciso mia madre"]‎'', ''liberoquotidiano.it'', 29 ottobre 2017.</ref> {{Int|''[https://www.corriere.it/spettacoli/cinema-serie-tv/26_giugno_21/agostina-belli-mille-vite-intervista-18162fa7-684d-4280-9538-563710148xlk.shtml Agostina Belli e le sue mille vite: «Gassman distante, Liz Taylor mi cacciò dalla roulotte. Ora mi ignorano, per alcuni brutti rapporti. L'assassinio di mia madre è un trauma irrisolto»]''|Intervista di Valerio Cappelli, ''corriere.it'', 21 giugno 2026.|h=2}} *{{NDR|In ''Sepolta viva'' stava annegando veramente?}} Sì, eccome. Rimproverai Enrico Lucherini, il press agent, che ne approfittò per far pubblicità al film. Mica fingevo. Il mio compagno di allora, l’attore norvegese Fred Robsahm, aveva gli occhi sbarrati e si buttò nella torre che si stava allagando dove io ero prigioniera. Quel film, costato 100 milioni, incassò 9 miliardi di lire. *{{NDR| Ha lavorato con i talenti più grandi.}} A Vittorio Gassman davo del lei, in Profumo di donna se ne stava sulle sue, e così in un’altra occasione Philippe Noiret. Kirk Douglas mi fece una scenata perché non sapevo l’inglese; con Trintignant, carino, facevo shopping; Mastroianni, un galantuomo, mi guardava incredulo perché sul set mi presentavo con la mia Yamaha SXL 650 di cilindrata e non si fidava che sul set guidassi io la Lambretta; Fred Astaire mi invitò a ballare il valzer a casa sua. Dirò tutto nella mia autobiografia che sta per uscire. *{{NDR|La sua famiglia d’origine?}} Soldi pochi. A Milano papà era passamantiere, mamma parrucchiera. Io da bambina ero tremenda. Vivevamo al Giambellino di Milano. Ho imparato presto a difendermi. Un giorno mi si ruppe la bici con le rotelle, uno di 16 anni (io ne avevo 10) mi disse fatti in là che l’aggiusto io, non riuscendoci diede una martellata sul sellino. Gli saltai addosso, lo presi a morsi, gli strappai i capelli, la portiera dovette dividerci con la scopa. Ero ribelle e curiosa. Alle scuole andavo dalle suore, tormentavo suor Serenilla con questa domanda: se Dio ha creato tutto, chi ha creato Dio? ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Mimì metallurgico ferito nell'onore]]'' (1972) *''[[Profumo di donna]]'' (1974) *''[[Virilità (film)|Virilità]]'' (1974) *''[[Soldati - 365 all'alba]]'' (1987) *''[[Uno su due]]'' (2006) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Belli, Agostina}} [[Categoria:Attori italiani]] 3sadgwsah37kgbaipoc8gi7cwu27okh Wikiquote:GLAM/BEIC/Voci 4 185964 1417909 1417395 2026-06-23T10:53:16Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1417909 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''951 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - 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<small>2021-10-18</small> #[[Giovanni Maria Bonardo]] - <small>2021-10-18</small> #[[Lorenzo Camerano]] - <small>2021-10-19</small> #[[Giuseppe Campani]] - <small>2021-10-19</small> #[[Domenico Martinelli]] - <small>2021-10-20</small> #[[Luigi Ferdinando Marsili]] - <small>2021-10-20</small> #[[Angelo Marchetti]] - <small>2021-10-20</small> #[[Carlo Antonio Manzini]] - <small>2021-10-20</small> #[[Antonio Maria Lorgna]] - <small>2021-10-20</small> #[[Bernardo Pulci]] - <small>2021-10-21</small> #[[Gustavo Bucchia]] - <small>2021-10-22</small> #[[Serafino Calindri]] - <small>2021-10-22</small> #[[Roberto Valturio]] - <small>2021-10-22</small> #[[Niccolò da Osimo]] - <small>2021-10-22</small> #[[Alberto Pappiani]] - <small>2021-10-25</small> #[[Raimondo da Capua]] - <small>2021-10-25</small> #[[Giordano Ruffo]] - <small>2021-10-25</small> #[[Panfilo Sasso]] - <small>2021-10-25</small> #[[Schiavo di Bari]] - <small>2021-10-25</small> #[[Serafino de' Cimminelli]] - <small>2021-10-25</small> #[[Giorgio Summaripa]] - <small>2021-10-25</small> #[[Girolamo Manfredi]] - <small>2021-10-25</small> #[[Gabriele Capodilista]] - <small>2021-10-25</small> #[[Lorenzo Spirito Gualtieri]] - <small>2021-10-26</small> #[[Guglielmo da Saliceto]] - <small>2021-10-26</small> #[[Jacopo da Cessole]] - <small>2021-10-26</small> #[[Antonio Matani]] - <small>2021-10-26</small> #[[Carlo Matteucci]] - <small>2021-10-26</small> #[[Pedro de Medina]] - <small>2021-10-26</small> #[[Friedrich Accum]] - <small>2021-10-27</small> #[[George Biddell Airy]] - <small>2021-10-27</small> #[[Joachim d'Alencé]] - <small>2021-10-27</small> #[[Carlo Amoretti]] - <small>2021-10-27</small> #[[Giovanni Antonelli (astronomo)]] - <small>2021-10-27</small> #[[Torbern Olof Bergman]] - <small>2021-10-27</small> #[[Belsazar Hacquet]] - <small>2021-10-27</small> #[[George Atwood]] - <small>2021-10-27</small> #[[Friederich Münter]] - <small>2021-10-27</small> #[[Franz Schott]] - <small>2021-10-28</small> #[[Lazzaro Spallanzani]] - <small>2021-10-28</small> #[[Isaac Abrabanel]] - <small>2021-10-28</small> #[[Giason Denores]] - <small>2021-10-29</small> #[[Juan de Jarava]] - <small>2021-10-29</small> #[[Alessandro Pascoli]] - <small>2021-10-29</small> #[[Euforbo]] - <small>2021-11-02</small> #[[Zaccaria Scolastico]] - <small>2021-11-02</small> #[[Battista Fregoso (1450-1505)]] - <small>2021-11-02</small> #[[Ugo Benci]] - <small>2021-11-04</small> #[[Jacopo Filippo Foresti]] - <small>2021-11-04</small> #[[Feo Belcari]] - <small>2021-11-08</small> #[[Pompeo Baldasseroni]] - <small>2021-11-08</small> #[[Sallustio Bandini]] - <small>2021-11-08</small> #[[Lodovico Bianchini]] - <small>2021-11-09</small> #[[Vladislav Iosifovič Bortkevič]] - <small>2021-11-09</small> #[[Richard Cantillon]] - <small>2021-11-09</small> #[[John Bates Clark]] - <small>2021-11-09</small> #[[Salvatore Cognetti de Martiis]] - <small>2021-11-09</small> #[[Girolamo Francesco Cristiani]] - <small>2021-11-10</small> #[[Alfons Dopsch]] - <small>2021-11-10</small> #[[Ruggero Giuseppe Boscovich]] - <small>2021-11-10</small> #[[Pietro Antonio Cataldi]] - <small>2021-11-10</small> #[[Ambrogio Contarini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Tavelli]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Colombini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Giovanni Pagnini]] - <small>2021-11-10</small> #[[Rhazes]] - <small>2021-11-15</small> #[[Antonio Pace]] - <small>2021-11-19</small> #[[Joseph-François Marie]] - <small>2021-11-29</small> #[[Alessandro Marchetti (matematico)]] - <small>2021-12-01</small> #[[Giambattista Magistrini]] - <small>2021-12-01</small> #[[Agostino Maccari]] - <small>2021-12-10</small> #[[Antonio Ludeña]] - <small>2021-12-12</small> #[[Doroteo Alimari]] - <small>2022-01-13</small> #[[Alessandro Canobbio]] - <small>2022-01-13</small> #[[Camillo Leonardi]] - <small>2022-01-21</small> #[[Ascanio Centorio Degli Ortensi]] - <small>2022-01-28</small> #[[Domenico Griminelli]] - <small>2022-02-02</small> #[[Guglielmo Gargiolli]] - <small>2022-02-03</small> #[[Giovanni Battista Gallicciolli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Guglielmo Grataroli]] - <small>2022-02-04</small> #[[Donato Calvi]] - <small>2022-02-04</small> #[[Flegomene]] - <small>2022-02-07</small> #[[Francesco Fuoco]] - <small>2022-02-19</small> #[[Francesco dal Sole]] - <small>2022-03-03</small> #[[Nicolao Colletti]] - <small>2022-03-12</small> #[[Cristoforo Clavio]] - <small>2022-03-17</small> #[[Jacques Peletier du Mans]] - <small>2022-03-17</small> #[[Pietro Apiano]] - <small>2022-03-18</small> #[[Francesco Cigalini]] - <small>2022-03-18</small> #[[Scipione Chiaramonti]] - <small>2022-03-23</small> #[[Antonio Brognoli]] - <small>2022-03-26</small> #[[Giuseppe Davia]] - <small>2022-03-30</small> #[[Francesco Vandelli (astronomo)]] - <small>2022-03-30</small> #[[Giuseppe Vergani]] - <small>2022-04-01</small> #[[Giovanni Camilla]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pompeo Colonna (scrittore)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Luigi Castiglioni (botanico)]] - <small>2022-04-07</small> #[[Guidobaldo Del Monte]] - <small>2022-04-08</small> #[[Federico Commandino]] - <small>2022-04-08</small> #[[Teone di Alessandria]] - <small>2022-04-09</small> #[[Francesco Maria II Della Rovere]] - <small>2022-04-11</small> #[[Pappo di Alessandria]] - <small>2022-04-12</small> #[[Sereno di Antinopoli]] - <small>2022-04-13</small> #[[Eutocio]] - <small>2022-04-13</small> #[[Alonso de Fuentes]] - <small>2022-04-15</small> #[[Francesco Zantedeschi]] - <small>2022-04-19</small> #[[Famiano Michelini]] - <small>2022-04-26</small> #[[Gregorio Bressani]] - <small>2022-05-02</small> #[[Francesco Eschinardi]] - <small>2022-05-13</small> #[[Andrea Zambelli (economista)]] - <small>2022-05-27</small> #[[Francesco Ginanni]] - <small>2022-07-25</small> #[[Elia Lombardini]] - <small>2022-08-22</small> #[[Leone Ebreo]] - <small>2022-11-18</small> #[[Jacopo Belgrado]] - <small>2022-12-29</small> #[[Jean-Baptiste Biot]] - <small>2022-12-29</small> #[[Vannoccio Biringuccio]] - <small>2022-12-29</small> #[[Luigi Valentino Brugnatelli]] - <small>2022-12-29</small> #[[Giovanni Nicolò Doglioni]] - <small>2022-12-29</small> #[[Paolo Silvio Boccone]] - <small>2022-12-30</small> #[[Bernardino Zendrini]] - <small>2023-01-10</small> #[[Eustachio Zanotti]] - <small>2023-01-10</small> #[[Leonardo Ximenes]] - <small>2023-01-10</small> #[[Jacques Charles François Sturm]] - <small>2023-01-10</small> #[[Sebastiano Serlio]] - <small>2023-01-10</small> #[[Lorenzo Selva]] - <small>2023-01-12</small> #[[Alexandre Savérien]] - <small>2023-01-12</small> #[[Girolamo Saladini]] - <small>2023-01-12</small> #[[Giovenale Sacchi]] - <small>2023-01-17</small> #[[Orazio Ricasoli Rucellai]] - <small>2023-01-18</small> #[[Guglielmo Libri Carucci dalla Sommaja]] - <small>2023-01-19</small> #[[John Claudius Loudon]] - <small>2023-01-19</small> #[[Antonio Dragoni]] - <small>2023-03-16</small> #[[Ugo Panziera]] - <small>2023-03-25</small> #[[Pacifico da Cerano]] - <small>2023-04-03</small> #[[Giuseppe Maria Figatelli]] - <small>2023-04-14</small> #[[Santo Brasca]] - <small>2023-06-19</small> #[[Pietro Martini]] - <small>2023-06-23</small> #[[Anselm Desing]] - <small>2023-06-26</small> #[[Gaspare Luigi Cassola]] - <small>2023-06-27</small> #[[Luigi Abello]] - <small>2023-07-03</small> #[[Giovanni Bracesco]] - <small>2023-07-06</small> #[[Domenico Michelessi]] - <small>2023-07-12</small> #[[Jabir ibn Hayyan]] - <small>2023-07-13</small> #[[Alessandro Capra]] - <small>2023-07-20</small> #[[Francesco Bruni (giurista medievale)]] - <small>2023-07-27</small> #[[Bartolomeo Dusi]] - <small>2023-08-01</small> #[[Giovanni Battista Venturi]] - <small>2023-09-14</small> #[[Vera Zamagni]] - <small>2023-10-01</small> #[[Isabella Moro]] - <small>2023-10-01</small> #[[Mary Boddington]] - <small>2023-10-07</small> #[[Paola Malanotte Rizzoli]] - <small>2023-10-10</small> #[[Giuseppe Unicorno]] - <small>2023-10-18</small> #[[Antonio Berga]] - <small>2023-11-06</small> #[[Gabriella Uluhogian]] - <small>2023-11-20</small> #[[Giovanni Paolo Gallucci]] - <small>2023-12-01</small> #[[Angelo Felice Capelli]] - <small>2023-12-05</small> #[[Giuseppe Del Papa]] - <small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> #[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small> #[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small> #[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small> #[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small> #[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small> #[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small> #[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small> #[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small> #[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small> #[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small> #[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small> #[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small> #[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small> #[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small> #[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small> #[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - <small>2024-06-25</small> #[[Finanza pubblica]] - <small>2024-11-14</small> #[[Tufo]] - <small>2024-11-14</small> #[[Seghedino]] - <small>2025-01-10</small> #[[Nervo]] - <small>2025-02-28</small> #[[Valore (economia)]] - <small>2025-03-13</small> #[[Induzione elettrostatica]] - <small>2025-04-08</small> #[[Salmonide]] - <small>2025-04-11</small> #[[Basalto]] - <small>2025-04-23</small> #[[Pomice]] - <small>2025-04-24</small> #[[Feldspato]] - <small>2025-04-24</small> #[[Grotta del Cane]] - <small>2025-04-28</small> #[[Pisciarelli (area idrotermale)]] - <small>2025-04-28</small> #[[Zeolite]] - <small>2025-05-15</small> #[[Vulcano (vulcano)]] - <small>2025-06-12</small> #[[Vulcanello]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Panarea]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Basiluzzo]] - <small>2025-06-12</small> #[[Isola di Salina]] - <small>2025-06-17</small> #[[Isola di Stromboli]] - <small>2025-06-17</small> #[[Stromboli (vulcano)]] - <small>2025-06-17</small> #[[Canneto (Lipari)]] - <small>2025-06-19</small> #[[Teatro romano di Verona]] - <small>2025-07-01</small> #[[Agro romano]] - <small>2025-07-15</small> #[[Isola Filicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Isola Alicudi]] - <small>2025-07-16</small> #[[Reno (Italia)]] - <small>2025-07-17</small> #[[Cerchia dei Navigli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Bevera (affluente dell'Olona)]] - <small>2025-07-23</small> #[[Santorini]] - <small>2025-07-23</small> #[[Cremasco]] - <small>2025-07-24</small> #[[Quattro elementi]] - <small>2025-07-31</small> #[[Candia]] - <small>2025-09-02</small> #[[Malvasia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Cocciniglia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Rondine riparia]] - <small>2025-09-09</small> #[[Domodossola]] - <small>2025-09-11</small> #[[Scilla (Italia)]] - <small>2025-09-11</small> #[[Medusa luminosa]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ascidie]] - <small>2025-09-23</small> #[[Polipo (zoologia)]] - <small>2025-09-23</small> #[[Flora]] - <small>2025-09-24</small> #[[Vegetazione]] - <small>2025-09-24</small> #[[Legge del taglione]] - <small>2025-09-25</small> #[[Grazia (diritto)]] - <small>2025-09-25</small> #[[Fanano]] - <small>2025-10-03</small> #[[Val di Chiana]] - <small>2025-10-03</small> #[[Pila di Volta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Lampreda]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carcere minorile]] - <small>2025-11-05</small> #[[Enfiteusi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Duomo di Como]] - <small>2025-12-18</small> #[[Ambra]] - <small>2026-01-08</small> #[[Papiro]] - <small>2026-01-12</small> #[[Regalbuto]] - <small>2026-01-12</small> #[[Tempio di Segesta]] - <small>2026-01-13</small> #[[Marsala]] - <small>2026-01-13</small> #[[Cella (convento)]] - <small>2026-01-20</small> #[[Sfacteria]] - <small>2026-01-28</small> #[[Navarino (Grecia)]] - <small>2026-01-28</small> #[[Calamata]] - <small>2026-01-29</small> #[[Taigeto]] - <small>2026-01-29</small> #[[Modone]] - <small>2026-01-29</small> #[[Teoria del flogisto]] - <small>2026-01-30</small> #[[Epizoozia]] - <small>2026-02-03</small> #[[Marna (roccia)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Nauplia]] - <small>2026-02-05</small> #[[Tiepidezza]] - <small>2026-02-06</small> #[[Tirinto]] - <small>2026-02-09</small> #[[Argo (città antica)]] - <small>2026-02-11</small> #[[Spetses]] - <small>2026-02-12</small> #[[Idra (isola)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Porto di Malamocco]] - <small>2026-02-12</small> #[[Eubea]] - <small>2026-02-18</small> #[[Monumento di Filopappo]] - <small>2026-02-18</small> #[[Psara]] - <small>2026-02-24</small> #[[Smirne]] - <small>2026-02-24</small> #[[Ezani]] - <small>2026-02-24</small> #[[Abuta rufescens]] - <small>2026-02-27</small> #[[Alcamo]] - <small>2026-03-16</small> #[[Aloe (botanica)]] - <small>2026-03-16</small> #[[Erice]] - <small>2026-03-16</small> #[[Mazara del Vallo]] - <small>2026-03-17</small> #[[Castelvetrano]] - <small>2026-03-18</small> #[[Eraclea Minoa]] - <small>2026-03-18</small> #[[Platani]] - <small>2026-03-19</small> #[[Siculiana]] - <small>2026-03-19</small> #[[Abbazia di San Martino delle Scale]] - <small>2026-03-23</small> #[[Livella]] - <small>2026-03-26</small> #[[Ruwenzori]] - <small>2026-04-09</small> #[[Monti della Luna]] - <small>2026-04-09</small> #[[Tempio della Concordia (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Tempio di Giunone (Agrigento)]] - <small>2026-04-16</small> #[[Riserva naturale integrale Macalube di Aragona]] - <small>2026-04-20</small> #[[Licata]] - <small>2026-04-21</small> #[[Palma di Montechiaro]] - <small>2026-04-21</small> #[[Kamarina]] - <small>2026-04-21</small> #[[Acradina]] - <small>2026-04-22</small> #[[Epipoli]] - <small>2026-04-22</small> #[[Mombasa]] - <small>2026-04-29</small> #[[Lago Vittoria]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kavirondo]] - <small>2026-04-29</small> #[[Kisumu]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tripanosomiasi africana umana]] - <small>2026-04-29</small> #[[Entebbe]] - <small>2026-04-29</small> #[[Acqua alta]] - <small>2026-05-04</small> #[[Carbonifero]] - <small>2026-05-08</small> #[[Isole Ssese]] - <small>2026-05-19</small> #[[Kampala]] - <small>2026-05-20</small> #[[Erba elefante]] - <small>2026-05-21</small> #[[Fort Portal]] - <small>2026-05-21</small> #[[Bahima]] - <small>2026-05-22</small> #[[Konjo]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Speke]] - <small>2026-06-03</small> #[[Monte Baker (Uganda)]] - <small>2026-06-03</small> #[[Canale artificiale]] - <small>2026-06-05</small> #[[Senecio]] - <small>2026-06-08</small> #[[Masera]] - <small>2026-06-09</small> #[[Bagolino]] - <small>2026-06-09</small> #[[Ornavasso]] - <small>2026-06-09</small> #[[Toce]] - <small>2026-06-09</small> #[[Marmo di Candoglia]] - <small>2026-06-09</small> #[[Varallo]] - <small>2026-06-09</small> #[[Pallanza]] - <small>2026-06-09</small> #[[Val Divedro]] - <small>2026-06-09</small> #[[Valle Cannobina]] - <small>2026-06-09</small> #[[Valle Leventina]] - <small>2026-06-09</small> #[[Valle Antigorio]] - <small>2026-06-10</small> #[[Rift Albertino]] - <small>2026-06-10</small> #[[Abbazia di Novalesa]] - <small>2026-06-11</small> #[[Valle Antrona]] - <small>2026-06-11</small> #[[Formazza]] - <small>2026-06-11</small> #[[Naviglio Grande]] - 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<small>2026-06-23</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} 9p2qgatly49hsn1bssbvsgaumus6bdx 1417917 1417909 2026-06-23T11:47:18Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1417917 wikitext text/x-wiki ==Voci create nell'ambito del progetto BEIC== {{vedi anche|w:Progetto:GLAM/BEIC}} Elenco delle voci create su Wikiquote nell'ambito del [[w:Progetto:GLAM/BEIC|progetto BEIC]], a partire da materiale messo a disposizione dalla [[w:Biblioteca europea di informazione e cultura|Fondazione BEIC]]. Totali: '''952 voci'''<!--, di cui 1 in inglese, 1 in spagnolo, 1 in francese e 1 in latino-->. {{div col}} ===Persone=== #[[Paolo Monti]] - <small>2014-09-30</small> #[[Giambattista Vasco]] - <small>2021-08-18</small> #[[Stefano da San Gregorio]] - <small>2021-08-29</small> #[[Christoph Scheiner]] - <small>2021-08-30</small> #[[Gian Rinaldo Carli]] - <small>2021-09-01</small> #[[Vittorio Saraceno]] - <small>2021-09-05</small> #[[Federico Sanvitale]] - <small>2021-09-06</small> #[[Antonio Sangiovanni]] - <small>2021-09-09</small> #[[Francesco Ricci (matematico)]] - <small>2021-09-11</small> #[[Charles-Joseph Mathon de la Cour]] - <small>2021-09-11</small> #[[Filippo Antonio Revelli]] - <small>2021-09-14</small> #[[Onofrio Puglisi]] - <small>2021-09-22</small> #[[Bartolomeo Pollastri]] - <small>2021-09-23</small> #[[Giovanni Battista Pisani]] - <small>2021-09-27</small> #[[Giovanni Giacomo Pierantoni]] - <small>2021-09-27</small> #[[Italo Zannier]] - <small>2021-09-29</small> #[[Auguste Marmont‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Giovanni Biagio Amico‎]] - <small>2021-10-11</small> #[[Stefano degli Angeli]] - <small>2021-10-12</small> #[[Benedetto degli Alessandri]] - <small>2021-10-14</small> #[[Angelo da Vallombrosa]] - <small>2021-10-14</small> #[[Domenico Benivieni]] - <small>2021-10-14</small> #[[Pietro di Fabrizio Accolti]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Adamucci]] - <small>2021-10-15</small> #[[Bernardino Baldi]] - <small>2021-10-15</small> #[[Cosimo Bartoli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Giusto Bellavitis]] - <small>2021-10-15</small> #[[Silvio Belli]] - <small>2021-10-15</small> #[[Abū-Ṭālib Ḫān]] - <small>2021-10-15</small> #[[Antonio Maria Bordoni]] - <small>2021-10-18</small> #[[Francesco Saverio Brunetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Filippo Calandri]] - <small>2021-10-18</small> #[[Stanislao Canovai]] - <small>2021-10-18</small> #[[Sigismondo Alberghetti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Antonio Alberti]] - <small>2021-10-18</small> #[[Giuseppe Averani]] - 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<small>2024-01-16</small> #[[Sébastien Leclerc]] - <small>2024-01-17</small> #[[Henry Dunning Macleod]] - <small>2024-01-23</small> #[[Niccolò Carletti]] - <small>2024-01-23</small> #[[Antonio Vassalli Eandi]] - <small>2024-01-23</small> #[[Ludovico degli Arrighi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Asclepi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Giuseppe Cassella]] - <small>2024-01-24</small> #[[Paolo Orsi]] - <small>2024-01-24</small> #[[Luigi Ferri (filosofo)]] - <small>2024-01-24</small> #[[Scipione Capece]] - <small>2024-02-06</small> #[[Cherubino da Spoleto]] - <small>2024-02-19</small> #[[Antonia Giannotti]] - <small>2024-02-26</small> #[[Antonio Abetti]] - <small>2024-02-27</small> #[[Giovan Battista Nani]] - <small>2024-02-28</small> #[[Nicolò di Nale]] - <small>2024-02-28</small> #[[Tolomeo I]] - <small>2024-03-04</small> #[[Erofilo]] - <small>2024-03-04</small> #[[Giuseppe Grippa]] - <small>2024-03-05</small> #[[Giovanni Battista Zanchi]] - <small>2024-03-06</small> #[[Cosimo de' Medici]] - <small>2024-03-18</small> #[[Piero il Gottoso]] - <small>2024-03-18</small> #[[Giovanni Drei]] - <small>2024-03-25</small> #[[Galasso Alghisi]] - <small>2024-03-29</small> #[[Domenico Cocoli]] - <small>2024-04-08</small> #[[Ercole Corazzi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Carlo Lambardi]] - <small>2024-04-15</small> #[[Domenico Manzoni]] - <small>2024-04-18</small> #[[Giuseppe Maria Bonomi]] - <small>2024-04-30</small> #[[Benedetto Di Falco]] - <small>2024-05-30</small> #[[Giovanni Fantuzzi (storico)]] - <small>2024-06-03</small> #[[Antonio Lupicini]] - <small>2024-06-10</small> #[[Luigi Lilio]] - <small>2024-06-10</small> #[[Tommaso Maria Gabrini]] - <small>2024-06-13</small> #[[Bernardo Giambullari]] - <small>2024-06-18</small> #[[Gaetano Marzagaglia]] - <small>2024-06-19</small> #[[Giorgio Gemisto Pletone]] - <small>2024-06-24</small> #[[Elena Dragaš]] - <small>2024-06-24</small> #[[Giuseppe Gatti (archeologo)]] - <small>2024-07-30</small> #[[Luigi Melegari]] - <small>2024-08-01</small> #[[Girolamo Borro]] - <small>2024-08-27</small> #[[Luis Collado de Lebrija]] - <small>2024-09-02</small> #[[Francesco Paolo Bozzelli]] - <small>2024-09-04</small> #[[Raffaele Ala]] - <small>2024-09-09</small> #[[Francesco Barberino Benici]] - <small>2024-09-27</small> #[[Antonio Lepschy]] - <small>2024-10-01</small> #[[Guglielmo Cavallo]] - <small>2024-10-01</small> #[[Oddone Longo]] - <small>2024-10-02</small> #[[Giovanni Aldini]] - <small>2024-10-02</small> #[[Jacopo Riccati]] - <small>2024-10-09</small> #[[Giovanni Maria Della Torre]] - <small>2024-10-10</small> #[[Giovanni Brunetti]] - <small>2024-10-11</small> #[[Iacopo Cicognini]] - <small>2024-10-14</small> #[[Domenico Guglielmini]] - <small>2024-10-15</small> #[[Gaspare Capone]] - <small>2024-10-29</small> #[[Teofilo Bruni]] - <small>2024-10-29</small> #[[Gaetano Gaspare Uttini]] - <small>2024-10-29</small> #[[Angelo Pietra]] - <small>2024-11-11</small> #[[Giuseppe Ricca Salerno]] - <small>2024-11-13</small> #[[Giovanni Battista Mazzini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Leopoldo Maggi]] - <small>2024-11-14</small> #[[Lorenzo Bellini]] - <small>2024-11-14</small> #[[Giovanni Battista De Toni]] - <small>2024-11-29</small> #[[Generoso Calenzio]] - <small>2024-12-03</small> #[[Girolamo Seripando]] - <small>2024-12-03</small> #[[Giacomo Venturoli]] - <small>2025-01-02</small> #[[Lodovico delle Colombe]] - <small>2025-01-03</small> #[[Cornelio Ghirardelli]] - <small>2025-01-07</small> #[[Pacifico Barilari]] - <small>2025-01-10</small> #[[Francesco Feliciano]] - <small>2025-01-10</small> #[[Angelo Salmoiraghi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Ottaviano Fabrizio Mossotti]] - <small>2025-01-14</small> #[[Michele Araldi]] - <small>2025-01-14</small> #[[Cornelio Malvasia]] - <small>2025-01-21</small> #[[Paolo Beni (gesuita)]] - <small>2025-01-28</small> #[[Luca Danesi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Onorio Longhi]] - <small>2025-01-28</small> #[[Antonio Cermisone]] - <small>2025-01-29</small> #[[Alessandro Papacino D'Antoni]] - <small>2025-02-13</small> #[[Angelo Querini]] - <small>2025-02-18</small> #[[Tommaso Temanza]] - <small>2025-02-18</small> #[[William Kingdon Clifford]] - <small>2025-02-25</small> #[[Girolamo Cortinovis]] - <small>2025-02-25</small> #[[William Watson (scienziato)]] - <small>2025-02-25</small> #[[Jean Antoine Nollet]] - <small>2025-02-26</small> #[[Jan Palfijn]] - <small>2025-02-26</small> #[[Michele de Jorio]] - <small>2025-03-11</small> #[[Cesare Cipolletti]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Carmignani]] - <small>2025-03-12</small> #[[Saverio Mattei]] - <small>2025-03-12</small> #[[Salvatore Barzilai]] - <small>2025-03-12</small> #[[Francesco Baglietto]] - <small>2025-03-12</small> #[[Giovanni Ambrogio Bertrandi]] - <small>2025-03-13</small> #[[Ersilia Caetani Lovatelli]] - <small>2025-03-13</small> #[[Giuseppe Palmieri (economista)]] - <small>2025-03-18</small> #[[Marsilio Cagnati]] - <small>2025-03-21</small> #[[Enrico Cimbali]] - <small>2025-03-25</small> #[[Enea Arnaldi]] - <small>2025-03-26</small> #[[Ferdinando Arrivabene]] - <small>2025-03-26</small> #[[Andrea Balletti]] - <small>2025-03-26</small> #[[Filippo Cavolini]] - <small>2025-03-26</small> #[[Amedeo Avogadro]] - <small>2025-03-28</small> #[[Gabriele Rosa]] - <small>2025-04-08</small> #[[Umberto D'Ancona]] - <small>2025-04-10</small> #[[Carlo Fea]] - <small>2025-04-11</small> #[[Pietro Quaroni]] - <small>2025-04-29</small> #[[Apollinare Calderini]] - <small>2025-05-05</small> #[[Giovanni Simonetta]] - <small>2025-05-07</small> #[[Felice Barnabei]] - <small>2025-05-07</small> #[[Gabriele Busca]] - <small>2025-05-21</small> #[[Gaetano Emanuele Bava di San Paolo]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giuseppe Avanzini]] - <small>2025-05-21</small> #[[Francesco Soave]] - <small>2025-05-21</small> #[[Simone Stratico]] - <small>2025-05-21</small> #[[Jacopo Durandi]] - <small>2025-05-21</small> #[[Giovanni Antonio Giobert]] - <small>2025-05-21</small> #[[Pietro Moscati]] - <small>2025-05-22</small> #[[Aldo Ferrabino]] - <small>2025-05-22</small> #[[Piero Giacosa]] - <small>2025-05-27</small> #[[Abramo Massalongo]] - <small>2025-05-27</small> #[[Benjamin Martin]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Heinrich Lambert]] - <small>2025-06-03</small> #[[Nicolaus de Béguelin]] - <small>2025-06-03</small> #[[John Hunter]] - <small>2025-06-03</small> #[[Louis-Bernard Guyton-Morveau]] - <small>2025-06-03</small> #[[Johann Georg Sulzer]] - <small>2025-06-03</small> #[[Maurizio Roffredi]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Pietro Maria Dana]] - <small>2025-06-04</small> #[[William Hewson]] - <small>2025-06-04</small> #[[Antoine Portal]] - <small>2025-06-04</small> #[[Giovanni Battista Palletta]] - <small>2025-06-04</small> #[[Vincenzo Malacarne]] - <small>2025-06-05</small> #[[Giovanni Andrea Dalla Croce]] - <small>2025-06-05</small> #[[Samuel-Auguste Tissot]] - <small>2025-06-05</small> #[[Conrad Gessner]] - <small>2025-06-05</small> #[[Willem 's Gravesande]] - <small>2025-06-05</small> #[[Gioacchino Pessuti]] - <small>2025-06-17</small> #[[Federigo Sclopis di Salerano]] - <small>2025-06-18</small> #[[Costanzo Gazzera]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Capellina]] - <small>2025-06-18</small> #[[Domenico Casimiro Promis]] - <small>2025-06-18</small> #[[Carlo Merkel]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giacinto Carena]] - <small>2025-06-18</small> #[[Giovanni Claudio Fromond]] - <small>2025-07-01</small> #[[Serafino Ricci]] - <small>2025-07-01</small> #[[Alberto Ablondi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Mario Morcone]] - <small>2025-07-02</small> #[[Bartolomeo Gastaldi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Narducci]] - <small>2025-07-02</small> #[[Torquato Taramelli]] - <small>2025-07-02</small> #[[Lorenzo Respighi]] - <small>2025-07-02</small> #[[Enrico Besta]] - <small>2025-07-03</small> #[[Francesco Mengotti]] - <small>2025-07-03</small> #[[Ignazio Danti]] - <small>2025-07-04</small> #[[Alessandro Cialdi]] - <small>2025-07-04</small> #[[Pietro Aldobrandini]] - <small>2025-07-04</small> #[[Andrea Bina]] - <small>2025-07-08</small> #[[Pietro Luigi Albini]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppe Basso]] - <small>2025-07-08</small> #[[Carlo Baudi di Vesme]] - <small>2025-07-08</small> #[[Luigi Bellardi]] - <small>2025-07-08</small> #[[Giuseppina Cattani]] - <small>2025-07-08</small> #[[Alessandro Barca]] - <small>2025-07-08</small> #[[Paolo Ballada di Saint Robert]] - <small>2025-07-10</small> #[[Angelo Battelli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Domenico Botto]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giuseppe Carle]] - <small>2025-07-10</small> #[[Giovanni Cavalli]] - <small>2025-07-10</small> #[[Antonio Zannoni]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Tadini]] - <small>2025-07-14</small> #[[Geminiano Montanari]] - <small>2025-07-14</small> #[[Antonio Salvagnoli Marchetti]] - <small>2025-07-15</small> #[[Giovanni Antonio Lecchi]] - <small>2025-07-15</small> #[[Antonio Cavalieri Ducati]] - <small>2025-07-15</small> #[[Vittorio Zonca]] - <small>2025-07-16</small> #[[Vincenzo De Grazia]] - <small>2025-07-16</small> #[[Pietro Maria Cavina]] - <small>2025-07-16</small> #[[Carlo Fontana]] - <small>2025-07-16</small> #[[Ferdinando d'Adda]] - <small>2025-07-16</small> #[[Giovanni Ceva]] - <small>2025-07-16</small> #[[Domenico Corradi d'Austria]] - <small>2025-07-16</small> #[[Raffaele Canevari]] - <small>2025-07-21</small> #[[Alfonso Sanseverino Vimercati]] - <small>2025-07-21</small> #[[Luigi Tatti]] - <small>2025-07-21</small> #[[Claudio Datei]] - <small>2025-07-21</small> #[[Ferdinando Morozzi]] - <small>2025-07-21</small> #[[Giovanni Marchelli]] - <small>2025-07-22</small> #[[Fulco Tosti di Valminuta]] - <small>2025-07-22</small> #[[Luigi Mazzocchi]] - <small>2025-07-22</small> #[[Emilio Bignami]] - <small>2025-07-22</small> #[[Jean de Thévenot]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi Pacinotti]] - <small>2025-07-23</small> #[[Joseph Pitton de Tournefort]] - <small>2025-07-23</small> #[[Luigi De Marchi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Paolo Frisi]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Paleocapa]] - <small>2025-07-23</small> #[[Barthélemy Faujas de Saint-Fond]] - <small>2025-07-23</small> #[[Pietro Vacchelli]] - <small>2025-07-23</small> #[[Lelio Bonsi]] - <small>2025-07-24</small> #[[Teodoro da Sovico]] - <small>2025-07-24</small> #[[Michele Carcano]] - <small>2025-07-24</small> #[[Carlo Ilarione Petitti di Roreto]] - <small>2025-07-25</small> #[[Sebastiano Tessitore]] - <small>2025-07-25</small> #[[Ermes Visconti]] - <small>2025-07-29</small> #[[Domenico Guerri]] - <small>2025-07-29</small> #[[Girolamo Parabosco]] - <small>2025-07-29</small> #[[Antonio Schinella Conti]] - <small>2025-07-30</small> #[[Francesco Rapolla]] - <small>2025-07-30</small> #[[Giuliano Barbolini]] - <small>2025-07-31</small> #[[Domenico Battaglia (cardinale)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Gerardo Bianco]] - <small>2025-07-31</small> #[[Luigi Biggeri]] - <small>2025-07-31</small> #[[Franco Bile]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Bruno (politico)]] - <small>2025-07-31</small> #[[Francesco Cascio]] - <small>2025-07-31</small> #[[Antonio Catricalà]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giacomo Micalori]] - <small>2025-07-31</small> #[[Giovanni Antonio Magini]] - <small>2025-08-01</small> #[[François Boissier de Sauvages de Lacroix]] - <small>2025-08-01</small> #[[Giulio Fagnano dei Toschi]] - <small>2025-08-04</small> #[[Domenico Cerato]] - <small>2025-08-05</small> #[[Bartolomeo Corte]] - <small>2025-08-05</small> #[[Andrea Gloria]] - <small>2025-08-06</small> #[[Alfredo Ascoli]] - <small>2025-08-06</small> #[[Scipione Barbò Soncino]] - <small>2025-08-07</small> #[[Gian Galeazzo Visconti]] - <small>2025-08-07</small> #[[Francesco Bellati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Vincenzo Riccati]] - <small>2025-08-25</small> #[[Angelo Maria Bandini]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giovanni Ciampoli]] - <small>2025-08-25</small> #[[Loris D'Ambrosio]] - <small>2025-08-25</small> #[[Giuseppe Ballo]] - <small>2025-08-25</small> #[[Luciano Banchi]] - <small>2025-08-26</small> #[[Marco Formentini (storico)]] - <small>2025-08-27</small> #[[Ferdinando Gabotto]] - <small>2025-08-27</small> #[[Camillo Corsanego]] - <small>2025-08-28</small> #[[Francesco Foggi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Pasquale Maria Liberatore]] - <small>2025-08-28</small> #[[Argisto Giuffredi]] - <small>2025-08-28</small> #[[Davide Carazzi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Wladimiro Dorigo]] - <small>2025-09-01</small> #[[Giovanni Sercambi]] - <small>2025-09-01</small> #[[Marisa Dalai Emiliani]] - <small>2025-09-01</small> #[[Carlo de' Dottori]] - <small>2025-09-02</small> #[[Niccolò II da Correggio]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giovanni Bordiga]] - <small>2025-09-02</small> #[[Camillo Manfroni]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giuseppe Gerola]] - <small>2025-09-02</small> #[[Giannino Ferrari dalle Spade]] - <small>2025-09-02</small> #[[Ugo Mazzola]] - <small>2025-09-08</small> #[[Pasquale Jannaccone]] - <small>2025-09-08</small> #[[William Stanley Jevons]] - <small>2025-09-09</small> #[[Giovanni Domenico Peri]] - <small>2025-09-09</small> #[[Girolamo Cattaneo]] - <small>2025-09-09</small> #[[Leone VI il Saggio]] - <small>2025-09-09</small> #[[Bonaiuto Lorini]] - <small>2025-09-10</small> #[[Pietro Mengoli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Giovan Battista Nelli]] - <small>2025-09-10</small> #[[Domenico Turazza]] - <small>2025-09-11</small> #[[Benedetto Baudi di Vesme]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giorgio Giorgi]] - <small>2025-09-11</small> #[[Nino Bazzetta de Vemenia]] - <small>2025-09-11</small> #[[Giovanni Battista Benedetti (matematico)]] - <small>2025-09-12</small> #[[Giovanni Abignente]] - <small>2025-09-16</small> #[[Eugenio Cais di Pierlas]] - <small>2025-09-16</small> #[[Raffaele Ciasca]] - <small>2025-09-16</small> #[[Enrico Costa (scrittore)]] - <small>2025-09-16</small> #[[Lando Ferretti]] - <small>2025-09-17</small> #[[Pier Silverio Leicht]] - <small>2025-09-17</small> #[[Giovanni Battista Castiglioni]] - <small>2025-09-18</small> #[[Ferruccio Mosetti]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giacinto Sigismondo Gerdil]] - <small>2025-09-18</small> #[[Giulio Claro]] - <small>2025-09-18</small> #[[Mario Lessona]] - <small>2025-09-18</small> #[[Edoardo Perroncito]] - <small>2025-09-18</small> #[[Gian Antonio Danieli]] - <small>2025-09-22</small> #[[Giuseppe Albertotti]] - <small>2025-09-23</small> #[[Gherardo Freschi]] - <small>2025-09-23</small> #[[Angelo Fumagalli]] - <small>2025-09-23</small> #[[Luigi Sante Da Rios]] - <small>2025-09-24</small> #[[Giuseppe Balsamo Crivelli]] - <small>2025-09-24</small> #[[Annibale Comessatti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Ciro Andreatta]] - <small>2025-09-24</small> #[[Carlo Cappelletti]] - <small>2025-09-24</small> #[[Mauro Rusconi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Francesco Carlini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Belli]] - <small>2025-09-25</small> #[[Tommaso Nani]] - <small>2025-09-25</small> #[[Antonio Caccianino]] - <small>2025-09-25</small> #[[Angelo Zendrini]] - <small>2025-09-25</small> #[[Giuseppe Bossi]] - <small>2025-09-25</small> #[[Pietro Cossali]] - <small>2025-09-25</small> #[[Agostino Reale]] - <small>2025-09-29</small> #[[Frederick Mario Fales]] - <small>2025-09-30</small> #[[Paolo Attavanti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Francesco Ghiretti]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alessandro Minelli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Giorgio Ravegnani]] - <small>2025-09-30</small> #[[Gherardo Ortalli]] - <small>2025-09-30</small> #[[Bartolomeo Bizio]] - <small>2025-09-30</small> #[[Alfonso Scirocco]] - <small>2025-10-01</small> #[[Carlo Ghisalberti]] - <small>2025-10-01</small> #[[Angelo Ventura]] - <small>2025-10-01</small> #[[Maria Francesca Tiepolo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Cortelazzo]] - <small>2025-10-02</small> #[[Manlio Pastore Stocchi]] - <small>2025-10-02</small> #[[Odoardo Corsini]] - <small>2025-10-03</small> #[[Tommaso Perelli]] - <small>2025-10-06</small> #[[Lelio Stragiotti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Augusto Ghetti]] - <small>2025-10-06</small> #[[Mariano Fontana]] - <small>2025-10-06</small> #[[Charles Bossut]] - <small>2025-10-06</small> #[[Adeodato Ressi]] - <small>2025-10-06</small> #[[Angelo Clareno]] - <small>2025-10-06</small> #[[Leopoldo Mazzarolli]] - <small>2025-10-09</small> #[[Sandro Ruffo]] - <small>2025-10-09</small> #[[Ercole Vidari]] - <small>2025-10-09</small> #[[Bernardino Ramazzini]] - <small>2025-10-10</small> #[[Luigi Genuardi]] - <small>2025-10-10</small> #[[Paolo Volpicelli]] - <small>2025-10-13</small> #[[Federico Sacco]] - <small>2025-10-13</small> #[[Tomaso Catullo]] - <small>2025-10-14</small> #[[Claudio D'Amato Guerrieri]] - <small>2025-10-15</small> #[[Vincenzo Brunacci]] - <small>2025-10-15</small> #[[Pietro Derossi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Francesco Gesualdi]] - <small>2025-10-15</small> #[[Fulvio Irace]] - <small>2025-10-15</small> #[[Giacomo Marramao]] - <small>2025-10-15</small> #[[Maurizio Pallante]] - <small>2025-10-15</small> #[[Franco Purini]] - <small>2025-10-15</small> #[[Paolo Antonio Foscarini]] - <small>2025-10-16</small> #[[Angelo Sismonda]] - <small>2025-10-16</small> #[[Pietro Savi]] - <small>2025-10-16</small> #[[Stefano Borson]] - <small>2025-10-16</small> #[[Cesare Razzaboni]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Bentivoglio]] - <small>2025-10-20</small> #[[Guido Fusinato]] - <small>2025-10-20</small> #[[Giulio Alessio]] - <small>2025-10-21</small> #[[Carlo Anti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Enrico Catellani]] - <small>2025-10-21</small> #[[Arnaldo Segarizzi]] - <small>2025-10-21</small> #[[Achille Forti]] - <small>2025-10-21</small> #[[Vittorio Polacco]] - <small>2025-10-21</small> #[[Giorgio Bidone]] - <small>2025-10-22</small> #[[Alberto de' Stefani]] - <small>2025-10-22</small> #[[Vincenzo Crescini]] - <small>2025-10-22</small> #[[Biagio Brugi]] - <small>2025-10-22</small> #[[Orazio Comes]] - <small>2025-10-23</small> #[[Giovanni Celoria]] - <small>2025-10-23</small> #[[Arnaldo Angelucci]] - <small>2025-10-23</small> #[[Gregorio Fontana (matematico)]] - <small>2025-10-24</small> #[[Pietro Configliachi]] - <small>2025-10-28</small> #[[Scipione Breislak]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Porta]] - <small>2025-10-28</small> #[[Bartolomeo Panizza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Paolo Frisiani]] - <small>2025-10-28</small> #[[Giovanni Codazza]] - <small>2025-10-28</small> #[[Emilio Cornalia]] - <small>2025-10-28</small> #[[Luigi Magrini]] - <small>2025-10-29</small> #[[Giulio Curioni]] - <small>2025-10-29</small> #[[Roberto Caracciolo (vescovo)]] - <small>2025-10-30</small> #[[Paolo Marzolo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Massimiliano Pavan]] - <small>2025-10-30</small> #[[Erminio Troilo]] - <small>2025-10-30</small> #[[Francesco Brandileone]] - <small>2025-10-30</small> #[[Carlo Francesco Gabba]] - <small>2025-10-30</small> #[[Luigi Pernier]] - <small>2025-10-30</small> #[[Serafino Biffi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Giovanni Labus]] - <small>2025-11-04</small> #[[Bartolomeo Catena]] - <small>2025-11-04</small> #[[Adriano Balbi]] - <small>2025-11-04</small> #[[Italo Mario Sacco]] - <small>2025-11-07</small> #[[Carlo Calisse]] - <small>2025-11-10</small> #[[Sebastiano Canterzani]] - <small>2025-11-11</small> #[[Carlo Possenti]] - <small>2025-11-13</small> #[[Piero Borgi]] - <small>2025-11-14</small> #[[Francesco Carnelutti]] - <small>2025-11-14</small> #[[Pio Fantoni]] - <small>2025-11-17</small> #[[Felice Casorati (matematico)]] - <small>2025-11-17</small> #[[Marco Galli (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Luigi Pepe (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Umberto Bottazzini]] - <small>2025-11-18</small> #[[Karl Georg Christian von Staudt]] - <small>2025-11-18</small> #[[Richard Baltzer]] - <small>2025-11-18</small> #[[Paolo Ruffini (matematico)]] - <small>2025-11-18</small> #[[Enrico Betti]] - <small>2025-11-19</small> #[[Giorgio Lapazaya]] - <small>2025-11-19</small> #[[Elia Del Re]] - <small>2025-11-20</small> #[[Giovanni Giacomo Lando]] - <small>2025-11-20</small> #[[Gemma Frisio]] - <small>2025-11-20</small> #[[David Veronese]] - <small>2025-11-20</small> #[[Stefano Ghebelino]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giacomo Gorrini]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista Balbis]] - <small>2025-11-24</small> #[[Giovanni Battista De Luca]] - <small>2025-11-25</small> #[[Vincenzo Manzini]] - <small>2025-11-25</small> #[[Pasquale Fiore (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Oreste Ranelletti]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giacomo Venezian]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Resti Ferrari]] - <small>2025-11-25</small> #[[Giuseppe Raffaelli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Eduardo Piola Caselli]] - <small>2025-11-25</small> #[[Domenico Moro (giurista)]] - <small>2025-11-25</small> #[[Donato Donati]] - <small>2025-11-25</small> #[[Sebastian Jenull]] - <small>2025-11-26</small> #[[Carlo Lessona]] - <small>2025-11-26</small> #[[Vincenzo Simoncelli]] - <small>2025-11-26</small> #[[Ilario Alibrandi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Pier Maria Campi]] - <small>2025-11-26</small> #[[Giorgio Orsoni]] - <small>2025-11-27</small> #[[Adriano Franceschini]] - <small>2025-11-27</small> #[[Pietro Vaccari]] - <small>2025-11-27</small> #[[Gaspare Bugati]] - <small>2025-11-27</small> #[[Filippo Carmagnini]] - <small>2025-12-02</small> #[[Giuliano Gosellini]] - <small>2025-12-05</small> #[[Rosa Russo Iervolino]] - <small>2025-12-09</small> #[[Michele Salvati]] - <small>2025-12-09</small> #[[Carlo Scognamiglio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Sabato Malinconico]] - <small>2025-12-09</small> #[[Andrea Monorchio]] - <small>2025-12-09</small> #[[Rolando Mosca Moschini]] - <small>2025-12-09</small> #[[Francesco Cognasso]] - <small>2025-12-12</small> #[[Guido Melis]] - <small>2025-12-12</small> #[[Renato Moro]] - <small>2025-12-12</small> #[[Adriano Ciaffi]] - <small>2025-12-12</small> #[[Abramo Colorni]] - <small>2025-12-15</small> #[[Antonio Tarlazzi]] - <small>2025-12-16</small> #[[Carlo Conti (matematico)]] - <small>2025-12-17</small> #[[Guido Bustico]] - <small>2025-12-18</small> #[[Santo Monti]] - <small>2025-12-18</small> #[[Giuseppe Amorelli]] - <small>2026-01-09</small> #[[Domenico Lo Faso Pietrasanta]] - <small>2026-01-14</small> #[[Francesco Giuntini]] - <small>2026-01-22</small> #[[Agnese di Montepulciano]] - <small>2026-01-26</small> #[[James Ferguson (1710-1776)]] - <small>2026-01-29</small> #[[Jacob Christian Schäffer]] - <small>2026-01-29</small> #[[William Heberden]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Lodovico Morozzo]] - <small>2026-01-30</small> #[[John Hill (botanico)]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean Sénébier]] - <small>2026-01-30</small> #[[Jean-Baptiste de La Chapelle]] - <small>2026-01-30</small> #[[Carlo Barletti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Marsilio Landriani (chimico)]] - <small>2026-02-02</small> #[[Bonaventura Corti]] - <small>2026-02-02</small> #[[Pierre Bertholon de Saint-Lazare]] - <small>2026-02-02</small> #[[Félix Vicq d'Azyr]] - <small>2026-02-03</small> #[[Charles Bonnet]] - <small>2026-02-03</small> #[[Johann Beckmann]] - <small>2026-02-03</small> #[[Benjamin Wilson (pittore)]] - <small>2026-02-03</small> #[[Filadelfo Fichera]] - <small>2026-02-03</small> #[[Élie Bertrand]] - <small>2026-02-03</small> #[[Francesco Forti]] - <small>2026-02-04</small> #[[Pietro da Verona]] - <small>2026-02-05</small> #[[Mauro (abate)]] - <small>2026-02-06</small> #[[Louis Agassiz]] - <small>2026-02-06</small> #[[Pier Vittorio Aldini]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Alessio]] - <small>2026-02-06</small> #[[Joseph Hilarius Eckhel]] - <small>2026-02-06</small> #[[Giovanni Capodistria]] - <small>2026-02-09</small> #[[Edward Daniel Clarke]] - <small>2026-02-09</small> #[[Achille Breda]] - <small>2026-02-10</small> #[[Raffaello Nasini]] - <small>2026-02-10</small> #[[Ulisse Gobbi]] - <small>2026-02-11</small> #[[Francesco Ardissone]] - <small>2026-02-11</small> #[[Giulio Cordero di San Quintino]] - <small>2026-02-11</small> #[[Ugo Morin]] - <small>2026-02-12</small> #[[Serafino Rafaele Minich]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Casoni]] - <small>2026-02-12</small> #[[Francesco Cortese]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Santini (scienziato)]] - <small>2026-02-12</small> #[[Giovanni Francesco Fiammelli]] - <small>2026-02-13</small> #[[Marco Folin]] - <small>2026-02-18</small> #[[Alberto Giovanni Biuso]] - <small>2026-02-18</small> #[[Giovanni Felice Azzone]] - <small>2026-02-18</small> #[[Pierre Rosenberg]] - <small>2026-02-18</small> #[[Thomas Bruce, VII conte di Elgin]] - <small>2026-02-19</small> #[[Louis-François-Sébastien Fauvel]] - <small>2026-02-25</small> #[[Alexandre Blacque]] - <small>2026-02-25</small> #[[John Canton]] - <small>2026-02-26</small> #[[Felice Fontana]] - <small>2026-02-26</small> #[[Jean Baptiste Christophore Fusée Aublet]] - <small>2026-02-26</small> #[[Johann Hieronymus Chemnitz]] - <small>2026-02-26</small> #[[Antonio da Vercelli]] - <small>2026-02-27</small> #[[Bernardino da Feltre]] - <small>2026-02-27</small> #[[Domenico Buonvicini]] - <small>2026-02-27</small> #[[François-Xavier de Feller]] - <small>2026-03-04</small> #[[Lorenzo Forestani]] - <small>2026-03-09</small> #[[Matteo Mainardi]] - <small>2026-03-13</small> #[[Gabriele Lancillotto Castello]] - <small>2026-03-16</small> #[[Juan de Ortega]] - <small>2026-03-23</small> #[[Giovanni Sfortunati]] - <small>2026-03-23</small> #[[Diego Orlando]] - <small>2026-03-24</small> #[[Francesco Galigai]] - <small>2026-03-25</small> #[[Pietro Cataneo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Latino di Camillo Orsini]] - <small>2026-03-25</small> #[[Oronzio Fineo]] - <small>2026-03-25</small> #[[Francesco Patrizi (filosofo)]] - <small>2026-03-25</small> #[[Nicola Fergola]] - <small>2026-03-26</small> #[[Baldassarre Orsini]] - <small>2026-03-26</small> #[[Francesco Maria Franceschinis]] - <small>2026-03-26</small> #[[Girolamo Pico Fonticulano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Fabrizio Mordente]] - <small>2026-03-31</small> #[[Oberto Cantone]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ottavio Fabri]] - <small>2026-03-31</small> #[[Lanfranco Mignoti]] - <small>2026-03-31</small> #[[Ferdinando di Diano]] - <small>2026-03-31</small> #[[Bartolomeo Ferrari (economista)]] - <small>2026-04-01</small> #[[Lodovico Flori]] - <small>2026-04-01</small> #[[Giuseppe Ciacchi]] - <small>2026-04-01</small> #[[Vitale Giordano]] - <small>2026-04-01</small> #[[Luigi Amedeo di Savoia-Aosta]] - <small>2026-04-08</small> #[[Filippo De Filippi (1869-1938)]] - <small>2026-04-13</small> #[[Giulio Ferrari (scrittore)]] - <small>2026-04-22</small> #[[Luigi Simeoni (storico)]] - <small>2026-04-24</small> #[[Franz Stuhlmann]] - <small>2026-04-28</small> #[[George Francis Scott Elliot]] - <small>2026-04-28</small> #[[Angelo Angelucci]] - <small>2026-04-29</small> #[[Franz Babinger]] - <small>2026-04-29</small> #[[Ruggero di Puglia (vescovo)]] - <small>2026-04-29</small> #[[Tito Bassetti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Giovanni Andrea Barotti]] - <small>2026-04-29</small> #[[Jacopo Bartolomeo Beccari]] - <small>2026-04-29</small> #[[Bartolomeo Nogara]] - <small>2026-05-04</small> #[[Piero Leonardi]] - <small>2026-05-04</small> #[[Dionisio Andrea Sancassani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Gabriele Manfredi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Francesco Maria De Regi]] - <small>2026-05-05</small> #[[Giovanni Bujovich]] - <small>2026-05-05</small> #[[Ermenegildo Pini]] - <small>2026-05-05</small> #[[Pietro Zuliani]] - <small>2026-05-05</small> #[[Augusto Pierantoni]] - <small>2026-05-07</small> #[[Robert Dudley, conte di Warwick]] - <small>2026-05-15</small> #[[Francesco Ventretti]] - <small>2026-05-18</small> #[[Harry Johnston (esploratore)]] - <small>2026-05-20</small> #[[Giuseppe Pisanelli]] - <small>2026-05-29</small> #[[Umberto Cagni di Bu Meliana]] - <small>2026-06-03</small> #[[Eugenio Villoresi]] - <small>2026-06-05</small> #[[Nicolaas Hartsoeker]] - <small>2026-06-08</small> #[[George Cheyne]] - <small>2026-06-08</small> #[[Jean Le Clerc (teologo)]] - <small>2026-06-09</small> #[[Caterina Santoro]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Errera]] - <small>2026-06-09</small> #[[Giacomo Carlo Bascapè]] - <small>2026-06-09</small> #[[Ginevra Zanetti]] - <small>2026-06-09</small> #[[Carlo Cipolla (1854-1916)]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Toaldo]] - <small>2026-06-11</small> #[[Giuseppe Biancani]] - <small>2026-06-12</small> #[[Aldo Cerlini]] - <small>2026-06-16</small> #[[Enrico Carli]] - <small>2026-06-16</small> #[[Bartolomeo Borghi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Giovan Battista Nicolosi]] - <small>2026-06-16</small> #[[Laurence Echard]] - <small>2026-06-16</small> #[[Pomponio Mela]] - <small>2026-06-16</small> #[[Carlo Alfonso Nallino]] - <small>2026-06-17</small> #[[Rina Monti]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ermanno Giglio-Tos]] - <small>2026-06-17</small> #[[Giandomenico Nardo]] - <small>2026-06-17</small> #[[Galeazzo Gualdo Priorato]] - <small>2026-06-17</small> #[[Ferdinando Cavalli]] - <small>2026-06-17</small> ===Tematiche=== #[[Moneta]] - <small>2021-08-18</small> #[[Proposizione (logica)]] - <small>2021-09-14</small> #[[Mercurio (astrologia)]] - <small>2021-09-23</small> #[[Pellicola per negativi]] - <small>2021-10-01</small> #[[Fotografo]] - <small>2021-10-04</small> #[[Palma]] - <small>2021-10-21</small> #[[Casuario]] - <small>2021-10-21</small> #[[Sferoide]] - <small>2021-10-28</small> #[[Teoria e pratica]] - <small>2021-10-28</small> #[[Scienza delle finanze]] - <small>2021-11-08</small> #[[Ragion di Stato]] - <small>2021-11-09</small> #[[Economia monetaria]] - <small>2021-11-10</small> #[[Numero perfetto]] - <small>2021-11-10</small> #[[Oggetto celeste]] - <small>2021-11-10</small> #[[Stelle fisse]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfericità della Terra]] - <small>2021-11-15</small> #[[Sfere celesti]] - <small>2021-11-15</small> #[[Seno di Abramo]] - <small>2021-12-10</small> #[[Regola del tre (matematica)]] - <small>2022-04-01</small> #[[Cosmografia]] - <small>2022-04-04</small> #[[Pineta di Ravenna]] - <small>2022-07-25</small> #[[Canale di Suez]] - <small>2022-08-22</small> #[[Ottica]] - <small>2023-01-16</small> #[[Simonia]] - <small>2023-05-02</small> #[[Eclettismo]] - <small>2023-05-02</small> #[[Maccabei]] - <small>2023-05-04</small> #[[Palla (sport)]] - <small>2023-05-12</small> #[[Solfeggio]] - <small>2023-08-02</small> #[[Tarantismo]] - <small>2023-08-08</small> #[[Tarantola]] - <small>2023-08-08</small> #[[Lenticchia d'acqua]] - <small>2023-10-01</small> #[[Lenticchia di palude]] - <small>2023-10-01</small> #[[Oceanografia]] - <small>2023-10-10</small> #[[Associazione (psicologia)]] - <small>2024-01-30</small> #[[Museo (Alessandria)]] - <small>2024-03-04</small> #[[Fortezza]] - <small>2024-03-08</small> #[[Animosità]] - <small>2024-03-13</small> #[[Traci]] - 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<small>2026-06-23</small> #[[Ivrea]] - <small>2026-06-23</small> ===Raccolte=== #[[So di non sapere]] - <small>2022-05-04</small> #[[Credi dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> #[[Voti dalle poesie]] - <small>2022-09-13</small> ===Opere=== #[[I viaggi di Mandeville]] - <small>2021-11-08</small> #[[Algurisimo]] - <small>2021-11-10</small> ===In altre lingue=== #[[:en:Paolo Monti]] - <small>2021-09-29</small> #[[:es:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:fr:Paolo Monti]] - <small>2021-09-30</small> #[[:la:Athanasius Kircherus]] - <small>2021-10-13</small> {{div col end}} f5fmusdzhry7esojidviu3j8ovs9i1b Enrico Lucherini 0 187743 1417863 1388706 2026-06-22T19:48:16Z Danyele 19198 +8 / fix di stile 1417863 wikitext text/x-wiki [[File:Enrico Lucherini 1950.jpg|thumb|Enrico Lucherini nel 1950]] '''Enrico Lucherini''' (1932 – 2025), imprenditore italiano. ==Citazioni di Enrico Lucherini== {{cronologico}} {{Int|''Corriere della Sera Magazine'', maggio 2009|Intervista di Vittorio Zincone; [https://vittoriozincone.it/2009/09/23/enrico-lucherini-magazine-maggio-2009/ disponibile] in ''vittoriozincone.it''.}} *{{NDR|Su [[Valerio Mastandrea]]}} Lo Sean Penn de noantri. *{{NDR|Su [[Nicole Kidman]]}} A vent'anni fece un film in Italia, ''Un''australiana a Roma'', condito da flirt con Massimo Ciavarro. Ci lavoravo anche io. Quando la vidi dissi: "È una scopa secca. Non andrà lontano". Ho grande intuito, eh? *{{NDR|«Attori che non le piacciono?»}} Quelli delle fiction. Spesso invece di recitare, sfiatano. Sembrano usciti da un fotoromanzo. *{{NDR|Su [[Sylva Koscina]]}} Tornata dagli Stati Uniti parlava di sé in terza persona. Un giorno mi complimentai con lei perché aveva una parte in ''Giulietta degli spiriti'' di Fellini. Mi rispose: "È solo uno schizzo, una pennellata". Rendiamoci conto. Ma che espressione è? Portai Visconti a casa sua, per sfotterla. *[...] io non promuovo mai le persone, lavoro per i film. E di ricatti non ne ho mai fatti. *Per un po' ho chiuso i rapporti con gli stilisti milanesi. {{NDR|«Perché?»}} Per il lancio di ''[[Sotto il vestito niente]]''. Non li invitai alla première, ma gli feci allestire una prima fila di poltrone riservate, con tanto di nome stampato. Le poltrone rimasero vuote. E tutti pensarono che non fossero intervenuti in polemica col film. *[...] se sei [[Bellezza|bella]] e non sei brava crolli. Se sei brava, spesso ti abbellisci pure. *[[Nanni Moretti|Moretti]] ha una sua strategia: tiene tutto segreto fino a tre giorni dall'uscita dei film. E così cresce la curiosità. {{Int|''[https://www.ilgiornaledivicenza.it/argomenti/cultura/bolkan-la-pi%C3%B9-bella-la-negata-la-koscina-e-vitti-la-pi%C3%B9-ribelle-1.941770 «Bolkan la più bella. La negata? La Koscina. E Vitti la più ribelle»]''|''ilgiornaledivicenza.it'', 31 luglio 2012.}} *Ero nella Compagnia dei giovani con [[Rossella Falk]], [[Giuseppe Patroni Griffi|Patroni Griffi]], [[Giorgio De Lullo|De Lullo]], partimmo per il Sud America in tournee e siccome ogni attore aveva anche anche altri incarichi a me toccò quello di organizzare la conferenza stampa. Cominciai così. *{{NDR|«L'attrice più negata che ha dovuto seguire?»}} [[Sylva Koscina]], una gallina ma molto molto simpatica. *{{NDR|«Ha saputo andare d'accordo con tutti»}} Tranne che una: [[Monica Vitti]]. Insopportabile, ribelle, una grande rompiscatole. A lei si deve il primo photoshop a penna: le mandai le foto della ''[[La ragazza con la pistola|Ragazza con la pistola]]'', le rimandò indietro corrette, alza qua, allarga là. ==Citazioni su Enrico Lucherini== ===[[Guia Soncini]]=== *Con quelli come Enrico Lucherini, l'umanità si divide in due. Chi s'illude di poter avere il controllo, e pensa che dai pettegoli bisogna star lontano, perché se parlano così degli altri chissà cosa diranno di te: come se, appunto, quel che dicono di te fosse una cosa che puoi arginare o evitare. Io appartengo al secondo gruppo, quello di chi si annoia facilmente, e preferisce una cattiveria ben detta a una conversazione noiosa. Enrico faceva ridere: se per far ridere doveva far ridere di me, pazienza. Ci sono attitudini che uniscono personalità tra loro diversissime, e Lucherini era gucciniano: per la battuta si sarebbe fatto ammazzare. *Enrico Lucherini era il reperto d'un mondo che non esiste più, d'un'industria italiana dello spettacolo che non esiste più, d'un sistema illusionista che non può esistere quando tutti si sentono l'investigatopo che fa il debunking e la magia dello spettacolo la distruggono con la pretesa della verità. Ma era anche una cosa che esisterà sempre e che lui incarnava con più classe di chiunque: questo posto in cui siamo cresciuti, in cui non si può fare la rivoluzione o anche solo un articolo cafone, perché prima o poi tutti ci troveremo a cena con tutti. *Il suo modo di essere il più snob del mondo era non essere snob per niente, e non piangere sulla via Veneto versata. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lucherini, Enrico}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] c4wa1knrtq88n3h54yt5hug7qg9eq2a 1417865 1417863 2026-06-22T19:49:10Z Danyele 19198 /* Citazioni di Enrico Lucherini */ typo 1417865 wikitext text/x-wiki [[File:Enrico Lucherini 1950.jpg|thumb|Enrico Lucherini nel 1950]] '''Enrico Lucherini''' (1932 – 2025), imprenditore italiano. ==Citazioni di Enrico Lucherini== {{cronologico}} {{Int|''Corriere della Sera Magazine'', maggio 2009|Intervista di Vittorio Zincone; [https://vittoriozincone.it/2009/09/23/enrico-lucherini-magazine-maggio-2009/ disponibile] in ''vittoriozincone.it''.}} *{{NDR|Su [[Valerio Mastandrea]]}} Lo Sean Penn de noantri. *{{NDR|Su [[Nicole Kidman]]}} A vent'anni fece un film in Italia, ''Un'australiana a Roma'', condito da flirt con Massimo Ciavarro. Ci lavoravo anche io. Quando la vidi dissi: "È una scopa secca. Non andrà lontano". Ho grande intuito, eh? *{{NDR|«Attori che non le piacciono?»}} Quelli delle fiction. Spesso invece di recitare, sfiatano. Sembrano usciti da un fotoromanzo. *{{NDR|Su [[Sylva Koscina]]}} Tornata dagli Stati Uniti parlava di sé in terza persona. Un giorno mi complimentai con lei perché aveva una parte in ''Giulietta degli spiriti'' di Fellini. Mi rispose: "È solo uno schizzo, una pennellata". Rendiamoci conto. Ma che espressione è? Portai Visconti a casa sua, per sfotterla. *[...] io non promuovo mai le persone, lavoro per i film. E di ricatti non ne ho mai fatti. *Per un po' ho chiuso i rapporti con gli stilisti milanesi. {{NDR|«Perché?»}} Per il lancio di ''[[Sotto il vestito niente]]''. Non li invitai alla première, ma gli feci allestire una prima fila di poltrone riservate, con tanto di nome stampato. Le poltrone rimasero vuote. E tutti pensarono che non fossero intervenuti in polemica col film. *[...] se sei [[Bellezza|bella]] e non sei brava crolli. Se sei brava, spesso ti abbellisci pure. *[[Nanni Moretti|Moretti]] ha una sua strategia: tiene tutto segreto fino a tre giorni dall'uscita dei film. E così cresce la curiosità. {{Int|''[https://www.ilgiornaledivicenza.it/argomenti/cultura/bolkan-la-pi%C3%B9-bella-la-negata-la-koscina-e-vitti-la-pi%C3%B9-ribelle-1.941770 «Bolkan la più bella. La negata? La Koscina. E Vitti la più ribelle»]''|''ilgiornaledivicenza.it'', 31 luglio 2012.}} *Ero nella Compagnia dei giovani con [[Rossella Falk]], [[Giuseppe Patroni Griffi|Patroni Griffi]], [[Giorgio De Lullo|De Lullo]], partimmo per il Sud America in tournee e siccome ogni attore aveva anche anche altri incarichi a me toccò quello di organizzare la conferenza stampa. Cominciai così. *{{NDR|«L'attrice più negata che ha dovuto seguire?»}} [[Sylva Koscina]], una gallina ma molto molto simpatica. *{{NDR|«Ha saputo andare d'accordo con tutti»}} Tranne che una: [[Monica Vitti]]. Insopportabile, ribelle, una grande rompiscatole. A lei si deve il primo photoshop a penna: le mandai le foto della ''[[La ragazza con la pistola|Ragazza con la pistola]]'', le rimandò indietro corrette, alza qua, allarga là. ==Citazioni su Enrico Lucherini== ===[[Guia Soncini]]=== *Con quelli come Enrico Lucherini, l'umanità si divide in due. Chi s'illude di poter avere il controllo, e pensa che dai pettegoli bisogna star lontano, perché se parlano così degli altri chissà cosa diranno di te: come se, appunto, quel che dicono di te fosse una cosa che puoi arginare o evitare. Io appartengo al secondo gruppo, quello di chi si annoia facilmente, e preferisce una cattiveria ben detta a una conversazione noiosa. Enrico faceva ridere: se per far ridere doveva far ridere di me, pazienza. Ci sono attitudini che uniscono personalità tra loro diversissime, e Lucherini era gucciniano: per la battuta si sarebbe fatto ammazzare. *Enrico Lucherini era il reperto d'un mondo che non esiste più, d'un'industria italiana dello spettacolo che non esiste più, d'un sistema illusionista che non può esistere quando tutti si sentono l'investigatopo che fa il debunking e la magia dello spettacolo la distruggono con la pretesa della verità. Ma era anche una cosa che esisterà sempre e che lui incarnava con più classe di chiunque: questo posto in cui siamo cresciuti, in cui non si può fare la rivoluzione o anche solo un articolo cafone, perché prima o poi tutti ci troveremo a cena con tutti. *Il suo modo di essere il più snob del mondo era non essere snob per niente, e non piangere sulla via Veneto versata. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Lucherini, Enrico}} [[Categoria:Imprenditori italiani]] niopchl3bpfsi7of82tikzr2nbsq818 Sylva Koscina 0 187744 1417867 1277872 2026-06-22T19:50:10Z Danyele 19198 /* Citazioni su Sylva Koscina */ +1 1417867 wikitext text/x-wiki [[File:Sylva Koscina Radiocorriere 1957.jpg|thumb|Sylva Koscina (1957)]] '''Sylva Koscina''' (1933 – 1994), attrice e modella jugoslava naturalizzata italiana. ==Citazioni su Sylva Koscina== *{{NDR|«L'attrice più negata che ha dovuto seguire?»}} Sylva Koscina, una gallina ma molto molto simpatica. ([[Enrico Lucherini]]) *Tornata dagli Stati Uniti parlava di sé in terza persona. Un giorno mi complimentai con lei perché aveva una parte in ''Giulietta degli spiriti'' di Fellini. Mi rispose: "È solo uno schizzo, una pennellata". Rendiamoci conto. Ma che espressione è? Portai Visconti a casa sua, per sfotterla. ([[Enrico Lucherini]]) ==Filmografia== {{div col}} *''[[Siamo uomini o caporali]]'' (1955) *''[[Il ferroviere]]'' (1956) *''[[Totò a Parigi]]'' (1958) *''[[Totò nella luna]]'' (1958) *''[[La cambiale]]'' (1959) *''[[Crimen (film)|Crimen]]'' (1960) *''[[Il vigile]]'' (1960) *''[[Giulietta degli spiriti]]'' (1965) *''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]'' (1969) *''[[Asso (film)|Asso]]'' (1981) {{div col end}} ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Koscina, Sylva}} [[Categoria:Attori italiani]] [[Categoria:Jugoslavi]] [[Categoria:Modelli italiani]] dmrovtkr5uht8tbfxxnk22ljy72vgwc Franco Ferrini 0 195993 1417876 1290647 2026-06-22T19:57:44Z Danyele 19198 /* Filmografia */ +1 1417876 wikitext text/x-wiki '''Franco Ferrini''' (1944 – vivente), sceneggiatore e regista italiano. ==Citazioni di Franco Ferrini== *''Occhiali Neri'' recupera [...] la maniera metafisica del primo Argento nell’incipit, con le musiche molto belle di Arnaud Rebotini, ma poi sfocia in un realismo quotidiano quasi "terra terra", la casa di lei affaccia sull’Aventino, il “quartiere dei ferrovieri” come lo chiama Enrico Vanzina in un suo libro. Poi però si riaccende di una certa visionarietà appunto nel finale, dove il buio, il bosco e la natura diventano un’idea pura, un’entità da pensare con l’iniziale maiuscola, il Bosco, il Buio, la Natura. Ad un certo punto abbiamo capito che il film era un unico grande inseguimento, un gioco del gatto col topo suddiviso in vari attacchi. Anche ''[[Phenomena]]'' è una favola nera, sicuramente più sbilanciata sul lato del fantastico, però anche lì ci sono i boschi, l’acqua, gli assalti degli animali. All’epoca Dario disse che si ispirava ai dipinti di [[Caspar David Friedrich]], artista tedesco che ritrae la natura e la figura umana in una concezione prettamente romantica.<ref>Citato in [https://www.sentieriselvaggi.it/occhiali-neri-intervista-allo-sceneggiatore-franco-ferrini/ Occhiali Neri. Intervista allo sceneggiatore Franco Ferrini], intervista di Sergio Sozzo, ''Sentieriselvaggi.it'', 25 febbraio 2022</ref> {{Int|Da ''[http://cinemacomicoitaliano.blogspot.com/2019/01/intervista-franco-ferrini.html Intervista a Franco Ferrini]''|Intervista di Andrea Pergolari, 29 marzo 2003; tratta dal volume "La fabbrica del riso - 32 sceneggiatori raccontano la storia del cinema italiano" - unmondoaparte edizioni 2004.|h=4}} *{{NDR|Su ''[[Qua la mano]]''}} È un film che ha un’importanza storica. [...] In quel periodo lì, per varie ragioni, politiche, sociali, la gente non andava più al cinema. Perché erano esplose le televisioni private… Non andavano più al cinema. Il film ''Qua la mano'' fu come un fulmine a ciel sereno. *{{NDR|Su ''[[Nessuno è perfetto]]''}} Questo film ha secondo me una particolarità. Il cast era molto importante, perché avrebbe rischiato di apparire o volgare o un sottoprodotto. Ecco, lì furono molto bravi i produttori a prendere come attrice Ornella Muti, che a quell’epoca era una star, la numero uno. Era in forma, giovanissima, bellissima. Dà un quid al film di non volgarità. In quell’epoca c’erano altre attrici, di cui non voglio fare il nome: avrebbero potuto prendere una di loro ed il film sarebbe stato molto popolare, ma sarebbe un po’ scaduto. Invece, con Pozzetto ed Ornella Muti fu un bellissimo cast. *{{NDR|«A chi è venuto in mente il titolo del film?»}} Sicuramente non a me, non so a chi venne in mente. All’epoca avemmo anche una certa ritrosia, perché ci sembrava molto sfacciato. Ci è stato anche rimproverato di usare questa battuta famosa dal film di Billy Wilder, però, insomma, ce ne siamo fregati. E comunque abbiamo scoperto, leggendo, che il titolo ''Nessuno è perfetto'' non era piaciuto né a Billy Wilder, né al suo sceneggiatore Diamond: per disperazione dovevano trovare un titolo per un lunedì, e durante la domenica precedente presero il titolo ''A qualcuno piace caldo'' da una barzelletta. Per cui si vergognava già Billy Wilder. Si vergognavano Wilder e Diamond, meno male che ci siamo vergognati anche noi. *{{NDR|Su ''[[Nessuno è perfetto]]''}} Il film fu un po’ una scommessa. Nel senso che il film è costruito quasi come un film drammatico. Quasi come un film giallo, sì. *''[[Bingo Bongo]]'' è un film che è stato fatto per cavalcare l’onda del successo dei film di Celentano precedenti, che anche quelli, nel bene o nel male, furono dei successi strepitosi. [...] Questi film avevano il merito di ridare il fiato, di mantenere in piedi un‘industria – ma dire industria è già tanto, perché venivano fatti pochi film – di dare un po’ di speranza ad esercenti e produttori. Hanno un’importanza quasi storica. *La storia era quasi un addentellato, era l’ultima ruota del carro. Il film aveva già le uscite. A Natale deve uscire il film di Celentano, non serviva nemmeno il titolo. Io sono incappato, anche casualmente, agli inizi del mio lavoro di sceneggiatore, in questo giro. Meno male, perché voleva dire lavorare, voleva dire fare dei film comunque importanti, da un certo punto di vista commerciale i film più importanti. Ma la storia non era importante, nasceva così. Chi aveva l’idea buona, che piaceva a tutti, poi si faceva. Nel caso di ''Bingo Bongo'', è chiaro che l’idea di Celentano che è come un animale, una scimmia, è un’idea che va bene per Celentano. Perché già lui è una specie di scimmia. *{{NDR|Su [[Pasquale Festa Campanile]]}} Insisteva molto sul fatto che il film comico è in realtà un film drammatico. Non è che noi non lo sapessimo, ma lui ci martellava. Il comico non è un genere ma una modalità, si può raccontare una stessa storia o in maniera drammatica o in maniera comica. *[[Sergio Corbucci|Corbucci]] era un uomo molto simpatico, molto scherzoso, molto ironico, molto brillante e intelligente, era molto piacevole lavorare con lui, però era molto dispersivo. *Secondo me non è vero che la commedia degli anni '50-'60 fosse neorealista. È vero che era radicata nel reale, in certe realtà. Però secondo me loro facevano dei film drammatici, come ''[[La grande guerra]]'', prendendo gli attori comici. Per cui ''La grande guerra'' è un film comico perché è un epica al ribasso, ma soprattutto è antiretorico. Però questo dipende molto anche dalla presenza dei dialetti, perché lo stesso film, se è parlato in dialetto è più comico. Il comico ha bisogno di una degradazione. *Perché le commedie sono così malviste dalla critica? Perché il critico è serio, un critico per sua natura è serio. Chi è che fa delle critiche? Sono i censori, quelli che vogliono determinare il gusto. Si sentono seri, a volte sono addirittura censori da regime totalitario. Bisogna vedere anche come nasce questa cosa qui. Sta di fatto che la commedia viene considerata un genere minore. Da condanna. Come succede. Anche gli attori, sento che vengono presi sul serio molto tardi. Anche loro hanno sofferto di non avere successo di critica, alcuni molto, si sono dati all’alcolismo, frustrati per tutta la vita. Ci sono questi esempi, anche nel cinema americano. Anche da loro è così. ==Filmografia== *''[[Acqua e sapone]]'' (1983) - sceneggiatura *''[[Al bar dello sport]]'' (1983) - sceneggiatura *''[[Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (miniserie televisiva)|Quer pasticciaccio brutto de via Merulana]]'' (1983) - sceneggiatura *''[[Sing Sing (film)|Sing Sing]]'' (1983) - soggetto e sceneggiatura *''[[C'era una volta in America]]'' (1984) - sceneggiatura *''[[Phenomena]]'' (1985) - soggetto e sceneggiatura *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) - sceneggiatura *''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]'' (1986) - soggetto e sceneggiatura *''[[La sindrome di Stendhal]]'' (1996) - soggetto *''[[Non ho sonno]]'' (2001) - soggetto e sceneggiatura *''[[Benedetti dal Signore]]'' (2004) - soggetto e sceneggiatura *''[[Il cartaio]]'' (2004) - sceneggiatura *''[[Carnera - The Walking Mountain]]'' (2008) - sceneggiatura *''[[Io ti assolvo]]'' (2008) - sceneggiatura ==References== <references/> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Bruni, Francesco}} [[Categoria:Registi italiani]] [[Categoria:Sceneggiatori italiani]] 5sowqx5wipyya6pdq5ppeb2y6hnkazs Sonia Raule 0 199509 1417874 1332591 2026-06-22T19:56:36Z Danyele 19198 +filmografia / fix di stile 1417874 wikitext text/x-wiki '''Sonia Raule''' (1963 – vivente), autrice televisiva, conduttrice televisiva, scrittrice, produttrice televisiva e modella italiana. ==Citazioni di Sonia Raule== *{{NDR|Sui [[salotto letterario|salotti]] romani}} Era bello entrare e uscire da tutti. Si sceglieva in base a chi c'era: dalla Verusio incontravi [[Eugenio Scalfari|Scalfari]]. Da Maria Angiolillo ne incrociavi altri: una sera mi trovai seduta tra [[Umberto Bossi]] e [[Pier Luigi Bersani|Bersani]]. Il cinema passava da Paola Sturchio. Non ricordo in quale, ma una sera c'era [[Bob Geldof]] che si innamorò delle mie scarpe di cavallino nero e disse: "I call your shoes ''fuck me shoes''". Evitai che mi accompagnasse a casa.<ref>Dall'intervista di Michela Proietti, ''La cotta per Carmelo Bene e le avances di Bob Geldof. Mio marito Franco Tatò riparò a una mia gaffe sulla Ferilli'', ''Corriere della Sera'', 31 maggio 2024.</ref> {{Int|''[https://www.grazia.it/stile-di-vita/interviste/sonia-raule-libri-franco-tato-figlia La mia vita da strega]''|Intervista di Stefania Rossotti, ''grazia.it'', 10 maggio 2017.}} *{{NDR|Quando è finita la caccia alle streghe?}} Mai, non vede? C'è ancora. In passato erano donne di grande carisma, ma anche e soprattutto figlie del popolo, diventate il capro espiatorio di tutti i problemi: carestie, incendi, malattie. Solo nel 1500 almeno 150 mila sono state mandate al rogo, dopo torture terribili. Alle streghe venivano strappati i seni, martoriati i genitali: cose atroci. *{{NDR|Le streghe di oggi chi sono?}} Sono le donne sfregiate dagli acidi, offese dalle violenze domestiche, stuprate dai padri. Quelle che, se lasciano il marito, vengono ammazzate. Ma sono anche le ragazze che studiano, si impegnano e non riescono a fare carriera. Lo ha spiegato bene [[Lilli Gruber]] nel suo saggio ''Streghe'': una donna troppo indipendente e autonoma è sempre vista come pericolosa. Conosco tante bravissime manager che stanno nell'ombra, per schivare le pietre del pregiudizio. *{{NDR|Lei, Sonia, si è mai sentita una donna potente? Ha mai avvertito la forza di essere se stessa?}} Sì, certo. *{{NDR|Adesso chi è lei, Sonia?}} Una moglie, una madre (di Tancredi, 29 anni, avuto dal primo marito Bernardino Campello, e di Carolina, 15 anni, figlia di Franco Tatò, che Sonia ha sposato nel 2002, ''ndr''), una donna che si è occupata di cose diverse, tutte legate alla cultura: produzione di eventi, mostre e cinema. E poi arte e politica in tv. *{{NDR|Mi parli della bellezza. Anche quella è un talento, può fare paura? Può condannarti al rogo?}} Io l'ho sempre vissuta come una peso terribile. Ecco, in questo non sono riuscita a essere abbastanza coraggiosa, non sono stata capace di fregarmene. Molte volte, di fronte a donne che mi guardavano male, ho abbassato gli occhi, per non incrociare quelli dei loro mariti. *{{NDR|Addirittura.}} Quando è iniziata la mia relazione con Franco, ci mancava solo il rogo. Di me hanno detto e scritto di tutto. Lui ha lasciato una moglie dopo 40 anni. È stato onesto, non ha mai nascosto la nostra relazione. Era un uomo molto potente, il fatto che avesse accanto una donna bella, giovane e autonoma era inaccettabile. Uno meno determinato di lui avrebbe rinunciato. ==Note== <references /> ==Filmografia== *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Raule, Sonia}} [[Categoria:Autori televisivi italiani]] [[Categoria:conduttori televisivi italiani]] [[Categoria:produttori televisivi italiani]] [[Categoria:Modelli italiani]] [[Categoria:Scrittori italiani]] n2ddqzmyywjxbuql7rx0v5z1ul9tvsv Principio di indeterminazione di Heisenberg 0 200346 1417836 1248885 2026-06-22T15:13:51Z Gaux 18878 David C. Cassidy 1417836 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Heisenberg-Gymnasium in Hamburg, Bild am Eingang.jpg|thumb|Cartello celebrativo del principio di indeterminazione nell'Heisenberg-Gymnasium di Amburgo]] Citazioni sul '''principio di indeterminazione'''. *È solo un completo fraintendimento del principio di indeterminazione di Heisenberg che conduce alla sua applicazione in situazioni del mondo macroscopico in cui osservatori macroscopici compiono misurazioni macroscopiche. ([[Douglas Hofstadter]]) *[[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]] dimostrò che non è possibile trovare un metodo per determinare rigorosamente la posizione di una particella subatomica senza che resti una totale incertezza sul suo moto. Reciprocamente, non è possibile determinare con precisione il moto di una particella senza che resti una notevole incertezza sulla sua posizione. Calcolare entrambe esattamente, nello stesso istante, è impossibile. ([[Isaac Asimov]]) *Il principio d'indeterminazione asserisce che la misurazione simultanea di due variabili coniugate, come la posizione e la quantità di moto (o momento lineare) di una particella, si può effettuare solo con precisione limitata. Quanto più precisa è la misurazione della posizione, tanto più imprecisa è quella della quantità di moto e viceversa. Nel caso limite, una precisione assoluta per una delle variabili comporterebbe un'imprecisione assoluta per l'altra.<br>Questa indeterminazione non è attribuibile all'errore sperimentale, ma è una conseguenza fondamentale delle equazioni quantistiche ed è caratteristica di qualsiasi esperimento quantistico. Inoltre, dichiarò [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], finché la meccanica quantistica resterà valida, il principio d'indeterminazione non sarà mai violato. Era la prima volta dalla rivoluzione galileiana che un fisico eminente proclamava l'esistenza di limiti alla comprensione scientifica. ([[David C. Cassidy]]) *Il principio d'indeterminazione di Heisenberg sancisce l'impossibilità di conoscere nello stesso momento con precisione arbitraria la posizione e la velocità di una particella. ([[Anton Zeilinger]]) *Il principio di indeterminazione di Heisenberg: "se studi una cosa, la cambi". (''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'') *Il semplice guardare, il guardare, cambia il fatto. E tu non puoi sapere cosa sia successo nella realtà o cosa sarebbe successo se tu non ci avessi ficcato il tuo grosso naso. Per cui non ha senso chiederci cosa è successo, il semplice guardare cambia il fatto. Si chiama principio di indeterminazione, sembra un'idea bislacca, ma anche Einstein l'ha presa in considerazione. La scienza. La percezione. La realtà. Il dubbio. Il ragionevole dubbio. Sto dicendo che alcune volte più guardi e meno conosci. È un fatto. È provato. (''[[L'uomo che non c'era]]'') *Questo principio della meccanica quantistica fu per la prima volta enunciato da Werner Heisenberg nel 1927. Da allora ne sono state proposte diverse volgarizzazioni che lo hanno spesso snaturato. Mi propongo quindi di chiarire il problema discutendo il vero principio di indeterminazione e smascherandone le contraffazioni. [...].<br>Lo pseudoprincipio di indeterminazione stabilisce che l'osservatore interferisce sempre col fenomeno osservato. Questo principio si cita spesso in situazioni particolari, in cui spesso il fenomeno riguarda una situazione in cui l'osservazione è reciproca. Ma anche in questi casi si tratta di una formulazione semplicistica che si fonda sul fraintendimento di come procedono gli esperimenti e di come avviene la spiegazione scientifica. La prima cosa da ricordare è che la scienza si occupa di classi di eventi e non di eventi singoli. La scienza spiega attraverso l'astrazione che si può compiere da un numero potenzialmente infinito di casi specifici. ([[Douglas Hofstadter]]) ==Voci correlate== *[[Werner Karl Heisenberg]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Meccanica quantistica]] glqdl8y9gbyzqin27eabclx7z60qebq 1417837 1417836 2026-06-22T15:15:09Z Gaux 18878 wlink ripetuto 1417837 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Heisenberg-Gymnasium in Hamburg, Bild am Eingang.jpg|thumb|Cartello celebrativo del principio di indeterminazione nell'Heisenberg-Gymnasium di Amburgo]] Citazioni sul '''principio di indeterminazione'''. *È solo un completo fraintendimento del principio di indeterminazione di Heisenberg che conduce alla sua applicazione in situazioni del mondo macroscopico in cui osservatori macroscopici compiono misurazioni macroscopiche. ([[Douglas Hofstadter]]) *[[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]] dimostrò che non è possibile trovare un metodo per determinare rigorosamente la posizione di una particella subatomica senza che resti una totale incertezza sul suo moto. Reciprocamente, non è possibile determinare con precisione il moto di una particella senza che resti una notevole incertezza sulla sua posizione. Calcolare entrambe esattamente, nello stesso istante, è impossibile. ([[Isaac Asimov]]) *Il principio d'indeterminazione asserisce che la misurazione simultanea di due variabili coniugate, come la posizione e la quantità di moto (o momento lineare) di una particella, si può effettuare solo con precisione limitata. Quanto più precisa è la misurazione della posizione, tanto più imprecisa è quella della quantità di moto e viceversa. Nel caso limite, una precisione assoluta per una delle variabili comporterebbe un'imprecisione assoluta per l'altra.<br>Questa indeterminazione non è attribuibile all'errore sperimentale, ma è una conseguenza fondamentale delle equazioni quantistiche ed è caratteristica di qualsiasi esperimento quantistico. Inoltre, dichiarò Heisenberg, finché la meccanica quantistica resterà valida, il principio d'indeterminazione non sarà mai violato. Era la prima volta dalla rivoluzione galileiana che un fisico eminente proclamava l'esistenza di limiti alla comprensione scientifica. ([[David C. Cassidy]]) *Il principio d'indeterminazione di Heisenberg sancisce l'impossibilità di conoscere nello stesso momento con precisione arbitraria la posizione e la velocità di una particella. ([[Anton Zeilinger]]) *Il principio di indeterminazione di Heisenberg: "se studi una cosa, la cambi". (''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'') *Il semplice guardare, il guardare, cambia il fatto. E tu non puoi sapere cosa sia successo nella realtà o cosa sarebbe successo se tu non ci avessi ficcato il tuo grosso naso. Per cui non ha senso chiederci cosa è successo, il semplice guardare cambia il fatto. Si chiama principio di indeterminazione, sembra un'idea bislacca, ma anche Einstein l'ha presa in considerazione. La scienza. La percezione. La realtà. Il dubbio. Il ragionevole dubbio. Sto dicendo che alcune volte più guardi e meno conosci. È un fatto. È provato. (''[[L'uomo che non c'era]]'') *Questo principio della meccanica quantistica fu per la prima volta enunciato da Werner Heisenberg nel 1927. Da allora ne sono state proposte diverse volgarizzazioni che lo hanno spesso snaturato. Mi propongo quindi di chiarire il problema discutendo il vero principio di indeterminazione e smascherandone le contraffazioni. [...].<br>Lo pseudoprincipio di indeterminazione stabilisce che l'osservatore interferisce sempre col fenomeno osservato. Questo principio si cita spesso in situazioni particolari, in cui spesso il fenomeno riguarda una situazione in cui l'osservazione è reciproca. Ma anche in questi casi si tratta di una formulazione semplicistica che si fonda sul fraintendimento di come procedono gli esperimenti e di come avviene la spiegazione scientifica. La prima cosa da ricordare è che la scienza si occupa di classi di eventi e non di eventi singoli. La scienza spiega attraverso l'astrazione che si può compiere da un numero potenzialmente infinito di casi specifici. ([[Douglas Hofstadter]]) ==Voci correlate== *[[Werner Karl Heisenberg]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Meccanica quantistica]] 20odujameb0vrekfb2zljf2ojrzkzdq 1417838 1417837 2026-06-22T15:16:08Z Gaux 18878 wlink 1417838 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Heisenberg-Gymnasium in Hamburg, Bild am Eingang.jpg|thumb|Cartello celebrativo del principio di indeterminazione nell'Heisenberg-Gymnasium di Amburgo]] Citazioni sul '''principio di indeterminazione'''. *È solo un completo fraintendimento del principio di indeterminazione di Heisenberg che conduce alla sua applicazione in situazioni del mondo macroscopico in cui osservatori macroscopici compiono misurazioni macroscopiche. ([[Douglas Hofstadter]]) *[[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]] dimostrò che non è possibile trovare un metodo per determinare rigorosamente la posizione di una particella subatomica senza che resti una totale incertezza sul suo moto. Reciprocamente, non è possibile determinare con precisione il moto di una particella senza che resti una notevole incertezza sulla sua posizione. Calcolare entrambe esattamente, nello stesso istante, è impossibile. ([[Isaac Asimov]]) *Il principio d'indeterminazione asserisce che la misurazione simultanea di due variabili coniugate, come la posizione e la quantità di moto (o momento lineare) di una particella, si può effettuare solo con precisione limitata. Quanto più precisa è la misurazione della posizione, tanto più imprecisa è quella della quantità di moto e viceversa. Nel caso limite, una precisione assoluta per una delle variabili comporterebbe un'imprecisione assoluta per l'altra.<br>Questa indeterminazione non è attribuibile all'errore sperimentale, ma è una conseguenza fondamentale delle equazioni quantistiche ed è caratteristica di qualsiasi esperimento quantistico. Inoltre, dichiarò Heisenberg, finché la meccanica quantistica resterà valida, il principio d'indeterminazione non sarà mai violato. Era la prima volta dalla rivoluzione [[Galileo Galilei|galileiana]] che un fisico eminente proclamava l'esistenza di limiti alla comprensione scientifica. ([[David C. Cassidy]]) *Il principio d'indeterminazione di Heisenberg sancisce l'impossibilità di conoscere nello stesso momento con precisione arbitraria la posizione e la velocità di una particella. ([[Anton Zeilinger]]) *Il principio di indeterminazione di Heisenberg: "se studi una cosa, la cambi". (''[[Il mondo perduto - Jurassic Park]]'') *Il semplice guardare, il guardare, cambia il fatto. E tu non puoi sapere cosa sia successo nella realtà o cosa sarebbe successo se tu non ci avessi ficcato il tuo grosso naso. Per cui non ha senso chiederci cosa è successo, il semplice guardare cambia il fatto. Si chiama principio di indeterminazione, sembra un'idea bislacca, ma anche Einstein l'ha presa in considerazione. La scienza. La percezione. La realtà. Il dubbio. Il ragionevole dubbio. Sto dicendo che alcune volte più guardi e meno conosci. È un fatto. È provato. (''[[L'uomo che non c'era]]'') *Questo principio della meccanica quantistica fu per la prima volta enunciato da Werner Heisenberg nel 1927. Da allora ne sono state proposte diverse volgarizzazioni che lo hanno spesso snaturato. Mi propongo quindi di chiarire il problema discutendo il vero principio di indeterminazione e smascherandone le contraffazioni. [...].<br>Lo pseudoprincipio di indeterminazione stabilisce che l'osservatore interferisce sempre col fenomeno osservato. Questo principio si cita spesso in situazioni particolari, in cui spesso il fenomeno riguarda una situazione in cui l'osservazione è reciproca. Ma anche in questi casi si tratta di una formulazione semplicistica che si fonda sul fraintendimento di come procedono gli esperimenti e di come avviene la spiegazione scientifica. La prima cosa da ricordare è che la scienza si occupa di classi di eventi e non di eventi singoli. La scienza spiega attraverso l'astrazione che si può compiere da un numero potenzialmente infinito di casi specifici. ([[Douglas Hofstadter]]) ==Voci correlate== *[[Werner Karl Heisenberg]] ==Altri progetti== {{interprogetto|w_preposizione=riguardante il}} [[Categoria:Meccanica quantistica]] o8s6i1rbdigsthg92vdj8wo8xwet9gu Renée Simonsen 0 208512 1417872 1306998 2026-06-22T19:55:50Z Danyele 19198 +filmografia / fix di stile 1417872 wikitext text/x-wiki '''Renée Toft Simonsen''' (1965 – vivente), ex modella e attrice danese. ==Citazioni su Renée Simonsen== ===[[Carlo Vanzina]]=== *È l'incarnazione delle donne disegnate, un'immagine tridimensionale della bellezza sognata da tutti noi. *La cosa che risalta di più quando la si incontra la prima volta è la sua allegria contagiosa. È sempre di buon umore, sorridente, pronta a divertirsi e a divertire gli altri. Mostra i suoi trentamila denti e capisci il suo magnetismo, la sua innata capacità di piacere. Ha il carisma, lo percepisci subito appena la incontri. *Riesce a sopportare orari da sfinimento ed essere sempre bella, perfetta, senza un filo di stanchezza, senza una goccia di sudore. Eppure, dopo un po' che la conosci, tutto ti sembra normale su di lei, appare come una creatura perfetta che non ha possibilità di sudare, piangere, stancarsi come una comune mortale. ==Filmografia== *''[[Sotto il vestito niente]]'' (1985) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Simonsen, Renee}} [[Categoria:Attori danesi]] [[Categoria:Modelli danesi]] t4zhdqjj8ye7y59glyxgjhb7twpk9qm Stazione di Milano Centrale 0 216882 1417857 1398059 2026-06-22T18:46:20Z Danyele 19198 +1 1417857 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Milan CentralStation 016 4294.jpg|thumb|Stazione di Milano Centrale, facciata]] Citazioni sulla '''stazione di Milano Centrale'''. *Federico Caproni, per molti lati un originale, tra l'altro trasportò pezzo per pezzo, facendola ricostruire identica, nella sua grande tenuta di Vizzola, l'ottocentesca Stazione Centrale di Milano, in puro stile francese, che nel mio ricordo (ancora ragazzo, quando fu demolita) era rimasta piena di una grazia poco ferroviaria. L'architetto, che aveva senza dubbio visto le stazioni di Parigi, si chiamava [[Louis-Jules Bouchot|Bouchot]] e nel ristorante liberty dai sontuosi carrelli ricoperti di alpacca lucente si gustava, era noto, il miglior risotto alla milanese della città. Abbandonata ora per un grottesco capriccio in mezzo ai prati, non faceva naturalmente più la sua figura, che sul piazzale cui era stata destinata era colma di dignità. ([[Alberto Vigevani]]) *Un posto che amavamo molto, con quelle volte in aria e la lunga prospettiva in uscita verso via Vittor Pisani. La verità è che la stazione di Milano sembra un teatro dell'Opera. Non è un caso che nei nostri film ci sia quasi sempre una scena girata su quei binari, con i treni che sembrano i bisnonni degli odierni Frecciarossa. ([[Enrico Vanzina]]) ==Altri progetti== {{interprogetto|wikt|w_preposizione=riguardante la|preposizione=sulla}} {{s}} [[Categoria:Ferrovie]] [[Categoria:Infrastrutture]] 9gvah2tn9lb88wacu50cjo1ixa3vwh3 Template:SelezioneAmpliate 10 223803 1417892 1417592 2026-06-23T00:10:41Z Danyele 19198 +2 1417892 wikitext text/x-wiki <noinclude>{{Protetta}}</noinclude> <div style="text-align:justify; margin-right:10px;"><!-- AGGIUNGI UNA NUOVA VOCE IN CIMA ALLA LISTA, CANCELLANDONE UNA DAL FONDO. La lista viene aggiornata periodicamente da un utente registrato qualunque (nessun timore!), per un totale di 25 (magari col tempo lo aumenteremo). 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Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU== ===Incipit=== Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13) ===Citazioni=== * «Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità». (pag. 39) * «Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra». (pag. 61) * «Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti». (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Autonomia == === Incipit === L'autonomia personale raggiunta nello svolgimento di azioni e compiti non è di per sé sufficiente per la persona ai fini della realizzazione del proprio progetto di vita e quindi di obbiettivi di autodeterminazione, di inclusione, di inserimento nel mondo del lavoro. Alla realizzazione di tali obbiettivi concorrono ulteriori fattori sociali, quali l'accessibilità dell'ambiente, l'assistenza personale, la disponibilità dei servizi sul territorio, la cultura dell'integrazione, i sostegni finanziari. (pag. 31) === Citazioni === * «L'adozione di comportamenti autodeterminanti non richiede necessariamente il possesso di una completa autonomia funzionale. ». (pag. 32) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== * «Onde nuove di Rodolfo Dalla Mora, Rod per gli intimi, non certo per gli intimissimi, su una strada accessibile a tutti. Architetto, disability manager, premiato dalla ministra Lorenzin con la medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica e different voice di Zona Franca. Appassionato di briccole vagabonde, le codifica in quello spazio virtuale dove il più e il meno si compensano, dove l’azzeramento si presta a riposizionare il moto a non luogo, ancorché a procedere; a riprendere forma ogni giorno in quello che Dalla Mora definisce da tempo il solito posto. Briccole che però tornano stanziali, come vecchie zingare finite a naufragare in un campo rom di là dal mare. Briccole qui sopra elaborate da uno scatto affettuoso dello stesso Rod. Briccole di una laguna mutevole eppur immutabile, dove le ultime forcole, orfane di remi e di vogatori, traghettano lo scintillar delle stelle sul pelo di torbide quanto morbide acque; fra Onde Rod Again Special, sorta d’omaggio all’acronimo Oras, struttura riabilitativa che da anni affida un significante ruolo al nostro avveduto visionario». ([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=1333&lang_id=ita</ref> *''[Rispetto alle competenze del [[Disability Manager]]]'' si deve parlare di una nuova competenza che si inserisce in altre professioni. Per esempio, l’architetto [[Rodolfo Dalla Mora| Dalla Mora]] è prima di tutto un architetto, che ha imparato a guardare i mondi delle persone con uno sguardo più ampio. ([[Adriano Pessina]])<ref>{{cita web |url= https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ |titolo=Disability manager nasce Sidima |giorno=26 |mese=aprile |anno=2011 |opera=Vita.it |autore=Antonietta Nembri |accesso=oggi }}</ref> * Bisogna prendere consapevolezza che non si fa nulla per i disabili, ma tutto per l’uomo e per il cittadino.([[Adriano Pessina]])<ref>{{cita web |url= https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ |titolo=Disability manager nasce Sidima |giorno=26 |mese=aprile |anno=2011 |opera=Vita.it |autore=Antonietta Nembri |accesso=oggi }}</ref> * *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) *«l’uomo delle disfunzionali onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri lucidi, solidali pensieri».([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=10057&lang_id=ita&cat=7 </ref> *''C’è chi si siede sugli allori / chi sui propri dolori''». ([[Norman Zoia]]) ==Citazioni tratte da canzoni== *''Sulla luna di Rod/ sboccian rose senza spine/sulla luna di Rod rimosso è ogni confine/ sulla luna di Rod/ un Poeta donò alla sua Silvia /parole divine.'' (da '' Sulla luna di Rod'' – [[Norman Zoia]] - Canzone in omaggio a Rodolfo Dalla Mora)<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=Ln-XrdKPzzU Sulla luna di Rod su YouTube]</ref> ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Autonomia'', Padova, Edizioni Il Prato, 2024. ISBN 978-88-6336-642-6 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] 8082964euogfle2sb085seq52e638ar 1417893 1417882 2026-06-23T05:23:08Z Stefano20292 104467 Modifica citazione Pessina 1417893 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU== ===Incipit=== Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13) ===Citazioni=== * «Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità». (pag. 39) * «Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra». (pag. 61) * «Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti». (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Autonomia == === Incipit === L'autonomia personale raggiunta nello svolgimento di azioni e compiti non è di per sé sufficiente per la persona ai fini della realizzazione del proprio progetto di vita e quindi di obbiettivi di autodeterminazione, di inclusione, di inserimento nel mondo del lavoro. Alla realizzazione di tali obbiettivi concorrono ulteriori fattori sociali, quali l'accessibilità dell'ambiente, l'assistenza personale, la disponibilità dei servizi sul territorio, la cultura dell'integrazione, i sostegni finanziari. (pag. 31) === Citazioni === * «L'adozione di comportamenti autodeterminanti non richiede necessariamente il possesso di una completa autonomia funzionale. ». (pag. 32) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== * «Onde nuove di Rodolfo Dalla Mora, Rod per gli intimi, non certo per gli intimissimi, su una strada accessibile a tutti. Architetto, disability manager, premiato dalla ministra Lorenzin con la medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica e different voice di Zona Franca. Appassionato di briccole vagabonde, le codifica in quello spazio virtuale dove il più e il meno si compensano, dove l’azzeramento si presta a riposizionare il moto a non luogo, ancorché a procedere; a riprendere forma ogni giorno in quello che Dalla Mora definisce da tempo il solito posto. Briccole che però tornano stanziali, come vecchie zingare finite a naufragare in un campo rom di là dal mare. Briccole qui sopra elaborate da uno scatto affettuoso dello stesso Rod. Briccole di una laguna mutevole eppur immutabile, dove le ultime forcole, orfane di remi e di vogatori, traghettano lo scintillar delle stelle sul pelo di torbide quanto morbide acque; fra Onde Rod Again Special, sorta d’omaggio all’acronimo Oras, struttura riabilitativa che da anni affida un significante ruolo al nostro avveduto visionario». ([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=1333&lang_id=ita</ref> *''[Rispetto alle competenze del [[Disability Manager]]]'' si deve parlare di una nuova competenza che si inserisce in altre professioni. Per esempio, l’architetto [[Rodolfo Dalla Mora| Dalla Mora]] è prima di tutto un architetto, che ha imparato a guardare i mondi delle persone con uno sguardo più ampio. ([[Adriano Pessina]])<ref>{{cita web |url= https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ |titolo=Disability manager nasce Sidima |giorno=26 |mese=aprile |anno=2011 |opera=Vita.it |autore=Antonietta Nembri |accesso=oggi }}</ref> * Non esistono categorie speciali, ma uomini che hanno bisogni quotidiani, come tutti, che però richiedono mezzi straordinari.([[Adriano Pessina]])<ref>{{cita web |url= https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ |titolo=Disability manager nasce Sidima |giorno=26 |mese=aprile |anno=2011 |opera=Vita.it |autore=Antonietta Nembri |accesso=oggi }}</ref> * *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) *«l’uomo delle disfunzionali onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri lucidi, solidali pensieri».([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=10057&lang_id=ita&cat=7 </ref> *''C’è chi si siede sugli allori / chi sui propri dolori''». ([[Norman Zoia]]) ==Citazioni tratte da canzoni== *''Sulla luna di Rod/ sboccian rose senza spine/sulla luna di Rod rimosso è ogni confine/ sulla luna di Rod/ un Poeta donò alla sua Silvia /parole divine.'' (da '' Sulla luna di Rod'' – [[Norman Zoia]] - Canzone in omaggio a Rodolfo Dalla Mora)<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=Ln-XrdKPzzU Sulla luna di Rod su YouTube]</ref> ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Autonomia'', Padova, Edizioni Il Prato, 2024. ISBN 978-88-6336-642-6 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] f90l8mpmuf9y801kd6c8oadczjnyflt 1417894 1417893 2026-06-23T05:23:51Z Stefano20292 104467 1417894 wikitext text/x-wiki [[File:Rodolfo Dalla Mora 2023.jpg|miniatura|Rodolfo Dalla Mora]] '''Rodolfo Dalla Mora''' (1964 – vivente), attivista italiano. ==Citazioni di Rodolfo Dalla Mora== {{cronologico}} *Il Disability Manager è un professionista che deve pensare in termini inclusivi liberandosi dalle maglie delle categorizzazioni.<ref>Dall'intervista di Valentina Tafuri, ''[https://csrstars.it/rodolfo-dalla-mora-disability-manager/ Rodolfo Dalla Mora: «Il Disability Manager? Un professionista che progetta in termini inclusivi»]'', ''csrstars.it'', 26 aprile 2023.</ref> *Il [[Linguaggio|linguaggio]] costruisce la cultura. E la cultura cambia la qualità della vita.<ref name="favotto">Dall'intervista di Francesca Favotto, ''[https://www.vanityfair.it/article/rodolfo-dalla-mora-larchitetto-che-ha-reinventato-la-figura-del-disability-manager-inclusione-significa-creare-pari-opportunita-per-tutti-non-progettare-stanze-speciali-per-pochi Rodolfo Dalla Mora, l'Architetto che ha reinventato la figura del Disability Manager: «Inclusione significa creare pari opportunità per tutti, non progettare stanze speciali per pochi»]'', ''vanityfair.it'', 3 dicembre, 2025.</ref> *Voglio lasciare due linee parallele che corrono verso l'infinito: le impronte delle mie ruote.<ref name="favotto"/> * Nel mondo del lavoro esistono ancora pregiudizi nei confronti dei lavoratori con disabilità, considerati “meno produttivi” e, per questo, penalizzati. Molti, pur essendo laureati e in possesso di curriculum di alto profilo, svolgono mansioni inferiori alle proprie competenze, pochissimi ricoprono posizioni apicali.<ref>[https://www.corriere.it/salute/disabilita/23_febbraio_06/trattati-diversamente-causa-disabilita-ecco-come-contrastare-discriminazioni-a0f7a910-9b0a-11ed-a6c0-015065345ec9.shtml Trattati diversamente a causa della disabilità: ecco come contrastare le discriminazioni], ''corriere.it'', 6 febbraio 2023.</ref> *La pandemia ha sdoganato lo smart working ma, per far sì che questo accomodamento ragionevole per antonomasia sia davvero una modalità di lavoro inclusiva per le persone con disabilità, va gestito con professionalità e competenza, per esempio, con tecnologie abilitanti e il ruolo del disability manager è cruciale<ref>{{cita web |url=https://www.corriere.it/salute/disabilita/20_luglio_25/meno-ostacoli-il-disability-manager-ma-pochi-conoscono-ae42f52a-c6af-11ea-a52c-6b2a448f1d2c.shtml |titolo=Meno ostacoli con il disability manager (ma pochi lo conoscono). Articolo di Maria Giovanna Faiella |descrizione=Articolo sul ruolo del Disability Manager in Italia e la sua diffusione, pubblicato dal Corriere della Sera |editore=Corriere della Sera |data=25 luglio 2020 |accesso=5 maggio 2026 }}</ref> == Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU== ===Incipit=== Spesso si pensa che il concetto di disabilità sia un concetto prettamente moderno o che riguardi strettamente la nostra epoca e la nostra società. Invece, volgendo lo sguardo al passato, ai miti greci e alle prime forme di civiltà, ritroviamo molti riferimenti alla disabilità e al modo di considerarla, nei pensieri e nelle parole e nel modo di occuparsene nelle cure e nelle pratiche. (pag. 13) ===Citazioni=== * «Per decenni si è fatto un uso scorretto di numerosi termini che si riferiscono alle persone con disabilità, quali “minorato”, “mutilato e invalido”, “portatore di handicap”, “infermo”, “infelice”, “ritardato”, “inabile” eccetera. Si tratta di termine che evidenziano l’aspetto negativo della disabilità». (pag. 39) * «Parlare della dinamicità della condizione umana, significa, innanzitutto, porci davanti all’evidenza (che può apparire scontata, ovvia, ma che non lo è) per la quale un uomo, nella sua vita, è sempre legato e determinato dalle condizioni interne ed esterne che incontra». (pag. 61) * «Il 03 maggio del 2008 entra in vigore la Convenzione dei Diritti delle Persone con Disabilità con lo scopo di migliorare la qualità di vita di circa 650 milioni di persone che nel mondo convivono con una disabilità, attraverso il riconoscimento e, soprattutto, la salvaguardia dell’esercizio dei loro diritti». (pag. 81) == L’equazione delle 4 A: Autonomia == === Incipit === L'autonomia personale raggiunta nello svolgimento di azioni e compiti non è di per sé sufficiente per la persona ai fini della realizzazione del proprio progetto di vita e quindi di obbiettivi di autodeterminazione, di inclusione, di inserimento nel mondo del lavoro. Alla realizzazione di tali obbiettivi concorrono ulteriori fattori sociali, quali l'accessibilità dell'ambiente, l'assistenza personale, la disponibilità dei servizi sul territorio, la cultura dell'integrazione, i sostegni finanziari. (pag. 31) === Citazioni === * «L'adozione di comportamenti autodeterminanti non richiede necessariamente il possesso di una completa autonomia funzionale. ». (pag. 32) == L’equazione delle 4 A: Accessibilità == === Incipit === Quello dell’accessibilità è un concetto molto complesso, che riguarda più ambiti della vita umana: da quello fisico a quello virtuale, da quello sociale a quello economico, lo spazio privato e quello pubblico, la politica, l’ambiente. Tradizionalmente il tema dell’accessibilità è stato trattato in relazione ai luoghi (l’abitazione, il complesso edilizio, l’azienda o l’ufficio, lo spazio pubblico ecc.) e alle difficoltà incontrate dalle persone nell’accesso e nella fruizione. Nel tempo il concetto di accessibilità ha conosciuto una profonda trasformazione, soprattutto per effetto dell’evoluzione del concetto di disabilità, al quale è strettamente legato. (pag. 17) === Citazioni === * «Nel tempo la convenzionale accezione di accessibilità, riferita quasi esclusivamente all’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata dunque superata in favore di una concezione inclusiva, mirata a favorire una piena fruizione dei luoghi di vita da parte delle persone con disabilità, garantendone l’autonomia e l’inclusione sociale». (pag. 18) == L’equazione delle 4 A: Ausili == === Incipit === Il termine ausilio deriva dal vocabolario latino ''"auxilium''" che significa "aiuto": l'ausilio è, quindi, un qualcosa che aiuta e che facilita. Nella vita quotidiana, tutti noi siamo circondati da strumenti e oggetti che svolgono una funzione di facilitazione e di mediazione tra le nostre abilità e il mondo che ci circonda, adottiamo strategie e tecniche per fare le cose con minore fatica e usiamo un vasto repertorio di codici di comunicazione, anche alternativi alla scrittura e al linguaggio verbale. Se nel corso della vita acquisiamo limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, gli oggetti e gli ambienti che ci circondano, le strategie e i codici utilizzati in precedenza possono diventare inadeguati rispetto le nostre esigenze. (pag. 17) === Citazioni === * «Il miglioramento della ''"performace"'' permette, dunque, di qualificare l'ausilio come un facilitatore, in quanto consente a una determinata persona con problematiche nelle ''"strutture e funzioni corporee"'' di avere una maggiore autonomia nella realizzazione di compiti e azioni all'interno dei suoi contesti di vita e di migliorare la sua partecipazione alla vita sociale ». (pag.34) == L’equazione delle 4 A: Assistenza == === Incipit === L'assistenza personale (erogata dal famigliare ''caregiver'' o da operatore professionale) è da intendersi come un insieme di azioni di ''care'' a supporto di una persona, per garantirle le migliori condizioni di vita possibile, nel rispetto delle sue volontà e dei diritti riconosciuti. Un'assistenza che non consiste nel sostituirsi alla persona nelle attività di vita quotidiana, né nelle decisioni che la riguardano, ma che piuttosto è mirata a sostenere le sue capacità e abilità, consentendole di fare le proprie scelte e fornendole il supporto necessario nel realizzarle. (pag. 13) === Citazioni === * «Diventa evidente come l'''assistenza personale'' sia uno strumento essenziale nell'ambito del percorso di autonomia, di ''empowerment'' e di ''capacitazione'' della persona, a cui contribuiscono molteplici fattori ambientali, quali per esempio, le cure mediche e riabilitative appropriate, l'assistenza protesica, l'accessibilità ambientale, la formazione e la consulenza (anche alla pari), gli interventi e i servizi socio-assistenziali sul territorio, la tutela legale dei diritti, i contributi economici e le agevolazioni fiscali, le reti sociali di supporto». (pag. 16) ==Citazioni su Rodolfo Dalla Mora== * «Onde nuove di Rodolfo Dalla Mora, Rod per gli intimi, non certo per gli intimissimi, su una strada accessibile a tutti. Architetto, disability manager, premiato dalla ministra Lorenzin con la medaglia di bronzo al merito della sanità pubblica e different voice di Zona Franca. Appassionato di briccole vagabonde, le codifica in quello spazio virtuale dove il più e il meno si compensano, dove l’azzeramento si presta a riposizionare il moto a non luogo, ancorché a procedere; a riprendere forma ogni giorno in quello che Dalla Mora definisce da tempo il solito posto. Briccole che però tornano stanziali, come vecchie zingare finite a naufragare in un campo rom di là dal mare. Briccole qui sopra elaborate da uno scatto affettuoso dello stesso Rod. Briccole di una laguna mutevole eppur immutabile, dove le ultime forcole, orfane di remi e di vogatori, traghettano lo scintillar delle stelle sul pelo di torbide quanto morbide acque; fra Onde Rod Again Special, sorta d’omaggio all’acronimo Oras, struttura riabilitativa che da anni affida un significante ruolo al nostro avveduto visionario». ([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=1333&lang_id=ita</ref> *''[Rispetto alle competenze del [[Disability Manager]]]'' si deve parlare di una nuova competenza che si inserisce in altre professioni. Per esempio, l’architetto Dalla Mora è prima di tutto un architetto, che ha imparato a guardare i mondi delle persone con uno sguardo più ampio. ([[Adriano Pessina]])<ref>{{cita web |url= https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ |titolo=Disability manager nasce Sidima |giorno=26 |mese=aprile |anno=2011 |opera=Vita.it |autore=Antonietta Nembri |accesso=oggi }}</ref> * Non esistono categorie speciali, ma uomini che hanno bisogni quotidiani, come tutti, che però richiedono mezzi straordinari.([[Adriano Pessina]])<ref>{{cita web |url= https://www.vita.it/disability-manager-nasce-sidima/ |titolo=Disability manager nasce Sidima |giorno=26 |mese=aprile |anno=2011 |opera=Vita.it |autore=Antonietta Nembri |accesso=oggi }}</ref> * *''Ha cavalcato al meglio | con orgoglio | la sua sfortuna || Fa passeggiar le briccole | come gondole | al chiar di luna.'' ([[Norman Zoia]]) *«l’uomo delle disfunzionali onde, sospese ancor verdi lungo il reticolato dei nostri lucidi, solidali pensieri».([[Norman Zoia]])<ref>https://www.ilpiave.it/index.php?id=10057&lang_id=ita&cat=7 </ref> *''C’è chi si siede sugli allori / chi sui propri dolori''». ([[Norman Zoia]]) ==Citazioni tratte da canzoni== *''Sulla luna di Rod/ sboccian rose senza spine/sulla luna di Rod rimosso è ogni confine/ sulla luna di Rod/ un Poeta donò alla sua Silvia /parole divine.'' (da '' Sulla luna di Rod'' – [[Norman Zoia]] - Canzone in omaggio a Rodolfo Dalla Mora)<ref>[https://www.youtube.com/watch?v=Ln-XrdKPzzU Sulla luna di Rod su YouTube]</ref> ==Note== <references /> ==Bibliografia== * Rodolfo Dalla Mora, "Disabilità: la storia, il linguaggio, la condizione, la Convenzione ONU", Padova Edizioni Il Prato, 2022. ISBN 978-88-6336-529-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Autonomia'', Padova, Edizioni Il Prato, 2024. ISBN 978-88-6336-642-6 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Accessibilità'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-643-3 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Ausili'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-644-0 * Rodolfo Dalla Mora, ''L’equazione delle 4 A – Assistenza'', Padova, Edizioni Il Prato, 2025. ISBN 978-88-6336-645-7 Note ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Dalla Mora, Rodolfo}} [[Categoria:Attivisti italiani]] nl276v478wmpr5q2e611qwjt22pljea Laurence Echard 0 225390 1417908 1417373 2026-06-23T10:49:28Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1417908 wikitext text/x-wiki [[File:Laurence Echard.jpg|miniatura|Laurence Echard]] '''Laurence Echard''' (1670 – 1730), storico britannico. ==''Dizionario geografico portatile''== *[[Albenga]], ''Albingaunum'', Città ant. e Fortezza d'Ita. nello Stato di Genova, sulla Costa Occid. con un Vesc. Suf. di Genova. Fu bruciata da i Pisani nel 1175. e fabbricata di nuovo qualche tempo dopo. I contorni della Città son pieni d'ulivi, la pianura è amenissima, e ben coltivata, ma l'aria non v'è sana. (p. 14) *[[ALEPPO]], ''Aleppum'', la più gr. Città di Soria, in As. la qual fu presa dagli Arabi sotto il R. d'Eraclio Imp. di Costantinopoli, verso l'anno 637. Vi sono quattro sorta di Cristiani, che hanno ciascuna un Vesc. e una Chiesa, col libero esercizio della loro Religione; 15. o 16000. Greci scismatici, 12.000. Armeni, 10000. Jacobiti, e Maroniti, o Cattolici Romani. Dopo Costantinopoli, e il Cairo, quest'è la Città più consid. di tutto l'Impero del Turco, poichè essa fa 250000. anime. Il suo maggior commercio consiste in seta, ciambelotti, e gallozzole. I Francesi, gl'Italiani, Inglesi, Olandesi vi hanno ciascuni un Console. (p. 17) *[[Andro (Grecia)|Andro]], ''Andros'', Isola, e Città della Turchia Eur. l'una delle Cicladi nell'Arcipelago. I suoi Abitanti sieguono il rito Greco, ed hanno un Vesc. con parecchi Monasteri. La principale ricchezza d'Andro consiste in seta, la quale non è buona, che per ricamare. Le campagne son molto belle, e fertili. Il suo ter. produce aranci, cedri, mori, giuggioli, melagrani, e fichi in gr. quantità. (p. 28) *[[Damietta|Damieta]], ''Damieta'', ant. città d'Afr. nell'Egitto, sit. sopra una delle bocche Orient. del Nilo, con buon porto, ed Arcivesc. Sufr. d'Alessandria. Que' della Crociata la presero nel 1219. ma nel 1221. la restituirono al Sultano. Nel 1249. [[Luigi IX di Francia|S. Luigi]] se ne imparonì di nuovo. Oltre il suo terr. fertilissimo, il fuo florido com. la rende una delle città più ricche dell'Egitto, dopo il gr. Cairo. (p. 171) ==Bibliografia== *Laurence Echard, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4816293 Dizionario geografico portatile {{small|ovvero Descrizione di tutti i regni, provincie, città, patriarcati, vescovadi, forti, fortezze, cittadelle, ed altri luoghi considerabili delle quattro parti del mondo. Traduzione dall'originale inglese nel francese, e da questo nell'italiano}}]'', vol. 1, Remondini, Bassano del Grappa, 1787. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Echard, Laurence}} [[Categoria:Storici britannici]] nu4jqwj5dsdy8hhl30ckbuss2m575xp 1417913 1417908 2026-06-23T11:25:24Z Spinoziano (BEIC) 86405 1417913 wikitext text/x-wiki [[File:Laurence Echard.jpg|miniatura|Laurence Echard]] '''Laurence Echard''' (1670 – 1730), storico britannico. ==''Dizionario geografico portatile''== *[[Albenga]], ''Albingaunum'', Città ant. e Fortezza d'Ita. nello Stato di Genova, sulla Costa Occid. con un Vesc. Suf. di Genova. Fu bruciata da i Pisani nel 1175. e fabbricata di nuovo qualche tempo dopo. I contorni della Città son pieni d'ulivi, la pianura è amenissima, e ben coltivata, ma l'aria non v'è sana. (p. 14) *[[Aleppo|ALEPPO]], ''Aleppum'', la più gr. Città di Soria, in As. la qual fu presa dagli Arabi sotto il R. d'Eraclio Imp. di Costantinopoli, verso l'anno 637. Vi sono quattro sorta di Cristiani, che hanno ciascuna un Vesc. e una Chiesa, col libero esercizio della loro Religione; 15. o 16000. Greci scismatici, 12000. Armeni, 10000. Jacobiti, e Maroniti, o Cattolici Romani. Dopo Costantinopoli, e il Cairo, quest'è la Città più consid. di tutto l'Impero del Turco, poichè essa fa 250000. anime. Il suo maggior commercio consiste in seta, ciambelotti, e gallozzole. I Francesi, gl'Italiani, Inglesi, Olandesi vi hanno ciascuni un Console. (p. 17) *[[Andro (Grecia)|Andro]], ''Andros'', Isola, e Città della Turchia Eur. l'una delle Cicladi nell'Arcipelago. I suoi Abitanti sieguono il rito Greco, ed hanno un Vesc. con parecchi Monasteri. La principale ricchezza d'Andro consiste in seta, la quale non è buona, che per ricamare. Le campagne son molto belle, e fertili. Il suo ter. produce aranci, cedri, mori, giuggioli, melagrani, e fichi in gr. quantità. (p. 28) *[[Damietta|Damieta]], ''Damieta'', ant. città d'Afr. nell'Egitto, sit. sopra una delle bocche Orient. del Nilo, con buon porto, ed Arcivesc. Sufr. d'Alessandria. Que' della Crociata la presero nel 1219. ma nel 1221. la restituirono al Sultano. Nel 1249. [[Luigi IX di Francia|S. Luigi]] se ne imparonì di nuovo. Oltre il suo terr. fertilissimo, il fuo florido com. la rende una delle città più ricche dell'Egitto, dopo il gr. Cairo. (p. 171) ==Bibliografia== *Laurence Echard, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4816293 Dizionario geografico portatile {{small|ovvero Descrizione di tutti i regni, provincie, città, patriarcati, vescovadi, forti, fortezze, cittadelle, ed altri luoghi considerabili delle quattro parti del mondo. Traduzione dall'originale inglese nel francese, e da questo nell'italiano}}]'', vol. 1, Remondini, Bassano del Grappa, 1787. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Echard, Laurence}} [[Categoria:Storici britannici]] 99ow5ojv9r5pnvuyl537m8crdzqntas 1417916 1417913 2026-06-23T11:45:44Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1417916 wikitext text/x-wiki [[File:Laurence Echard.jpg|miniatura|Laurence Echard]] '''Laurence Echard''' (1670 – 1730), storico britannico. ==''Dizionario geografico portatile''== *[[Albenga]], ''Albingaunum'', Città ant. e Fortezza d'Ita. nello Stato di Genova, sulla Costa Occid. con un Vesc. Suf. di Genova. Fu bruciata da i Pisani nel 1175. e fabbricata di nuovo qualche tempo dopo. I contorni della Città son pieni d'ulivi, la pianura è amenissima, e ben coltivata, ma l'aria non v'è sana. (p. 14) *[[Aleppo|ALEPPO]], ''Aleppum'', la più gr. Città di Soria, in As. la qual fu presa dagli Arabi sotto il R. d'Eraclio Imp. di Costantinopoli, verso l'anno 637. Vi sono quattro sorta di Cristiani, che hanno ciascuna un Vesc. e una Chiesa, col libero esercizio della loro Religione; 15. o 16000. Greci scismatici, 12000. Armeni, 10000. Jacobiti, e Maroniti, o Cattolici Romani. Dopo Costantinopoli, e il Cairo, quest'è la Città più consid. di tutto l'Impero del Turco, poichè essa fa 250000. anime. Il suo maggior commercio consiste in seta, ciambelotti, e gallozzole. I Francesi, gl'Italiani, Inglesi, Olandesi vi hanno ciascuni un Console. (p. 17) *[[Andro (Grecia)|Andro]], ''Andros'', Isola, e Città della Turchia Eur. l'una delle Cicladi nell'Arcipelago. I suoi Abitanti sieguono il rito Greco, ed hanno un Vesc. con parecchi Monasteri. La principale ricchezza d'Andro consiste in seta, la quale non è buona, che per ricamare. Le campagne son molto belle, e fertili. Il suo ter. produce aranci, cedri, mori, giuggioli, melagrani, e fichi in gr. quantità. (p. 28) *[[Damietta|Damieta]], ''Damieta'', ant. città d'Afr. nell'Egitto, sit. sopra una delle bocche Orient. del Nilo, con buon porto, ed Arcivesc. Sufr. d'Alessandria. Que' della Crociata la presero nel 1219. ma nel 1221. la restituirono al Sultano. Nel 1249. [[Luigi IX di Francia|S. Luigi]] se ne imparonì di nuovo. Oltre il suo terr. fertilissimo, il fuo florido com. la rende una delle città più ricche dell'Egitto, dopo il gr. Cairo. (p. 171) *Ivrea, ''Eporedia'', antica città d'Ital. con buona fortezza, un Vesc. Suf. di Torino, e titolo di Marchesato. Fu presa da' Fr. nel 1704. dopo lungo assedio, ma nel 1706. il D. di Savoja la ricuperò, in conseguenza della battaglia di Torino. Giace sulla Dora, tra due colline, ed è dist. 8. leghe al N. da Torino, 13. all'E. pel N. da Susa, 12. all'O. pel S. da Vercelli. lon. 25. 23. lat. 45. 12. (p. 273) ==Bibliografia== *Laurence Echard, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4816293 Dizionario geografico portatile {{small|ovvero Descrizione di tutti i regni, provincie, città, patriarcati, vescovadi, forti, fortezze, cittadelle, ed altri luoghi considerabili delle quattro parti del mondo. Traduzione dall'originale inglese nel francese, e da questo nell'italiano}}]'', vol. 1, Remondini, Bassano del Grappa, 1787. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Echard, Laurence}} [[Categoria:Storici britannici]] 3ynncy2tdqo5mu439d6fn1wxzgid8jc 1417919 1417916 2026-06-23T11:53:26Z Marcella Medici (BEIC) 84396 1417919 wikitext text/x-wiki [[File:Laurence Echard.jpg|miniatura|Laurence Echard]] '''Laurence Echard''' (1670 – 1730), storico britannico. ==''Dizionario geografico portatile''== *[[Albenga]], ''Albingaunum'', Città ant. e Fortezza d'Ita. nello Stato di Genova, sulla Costa Occid. con un Vesc. Suf. di Genova. Fu bruciata da i Pisani nel 1175. e fabbricata di nuovo qualche tempo dopo. I contorni della Città son pieni d'ulivi, la pianura è amenissima, e ben coltivata, ma l'aria non v'è sana. (p. 14) *[[Aleppo|ALEPPO]], ''Aleppum'', la più gr. Città di Soria, in As. la qual fu presa dagli Arabi sotto il R. d'Eraclio Imp. di Costantinopoli, verso l'anno 637. Vi sono quattro sorta di Cristiani, che hanno ciascuna un Vesc. e una Chiesa, col libero esercizio della loro Religione; 15. o 16000. Greci scismatici, 12000. Armeni, 10000. Jacobiti, e Maroniti, o Cattolici Romani. Dopo Costantinopoli, e il Cairo, quest'è la Città più consid. di tutto l'Impero del Turco, poichè essa fa 250000. anime. Il suo maggior commercio consiste in seta, ciambelotti, e gallozzole. I Francesi, gl'Italiani, Inglesi, Olandesi vi hanno ciascuni un Console. (p. 17) *[[Andro (Grecia)|Andro]], ''Andros'', Isola, e Città della Turchia Eur. l'una delle Cicladi nell'Arcipelago. I suoi Abitanti sieguono il rito Greco, ed hanno un Vesc. con parecchi Monasteri. La principale ricchezza d'Andro consiste in seta, la quale non è buona, che per ricamare. Le campagne son molto belle, e fertili. Il suo ter. produce aranci, cedri, mori, giuggioli, melagrani, e fichi in gr. quantità. (p. 28) *[[Damietta|Damieta]], ''Damieta'', ant. città d'Afr. nell'Egitto, sit. sopra una delle bocche Orient. del Nilo, con buon porto, ed Arcivesc. Sufr. d'Alessandria. Que' della Crociata la presero nel 1219. ma nel 1221. la restituirono al Sultano. Nel 1249. [[Luigi IX di Francia|S. Luigi]] se ne imparonì di nuovo. Oltre il suo terr. fertilissimo, il fuo florido com. la rende una delle città più ricche dell'Egitto, dopo il gr. Cairo. (p. 171) *[[Ivrea]], ''Eporedia'', antica città d'Ital. con buona fortezza, un Vesc. Suf. di Torino, e titolo di Marchesato. Fu presa da' Fr. nel 1704. dopo lungo assedio, ma nel 1706. il D. di Savoja la ricuperò, in conseguenza della battaglia di Torino. Giace sulla Dora, tra due colline, ed è dist. 8. leghe al N. da Torino, 13. all'E. pel N. da Susa, 12. all'O. pel S. da Vercelli. lon. 25. 23. lat. 45. 12. (p. 273) ==Bibliografia== *Laurence Echard, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE4816293 Dizionario geografico portatile {{small|ovvero Descrizione di tutti i regni, provincie, città, patriarcati, vescovadi, forti, fortezze, cittadelle, ed altri luoghi considerabili delle quattro parti del mondo. Traduzione dall'originale inglese nel francese, e da questo nell'italiano}}]'', vol. 1, Remondini, Bassano del Grappa, 1787. ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{DEFAULTSORT:Echard, Laurence}} [[Categoria:Storici britannici]] nud2qa58avs88qufyjxayk87gz5g6hm Cascata della Frua 0 225465 1417821 2026-06-22T13:07:52Z Spinoziano 2297 Redirect alla pagina [[Cascata del Toce]] 1417821 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Cascata del Toce]] ra9mnzpm5lnzqr7nbzob247yaoncmzy David C. Cassidy 0 225466 1417823 2026-06-22T14:26:13Z Gaux 18878 David C. Cassidy 1417823 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==Citazioni di David C. Cassidy== *Il principio di causalità postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese Laplace si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica newtoniana: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<ref>Da ''Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica'', ''Le Scienze'', n. 287, p. 74.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] igrinzpxjlqe5zv6zd7s2c9cvw0zo9h 1417824 1417823 2026-06-22T14:29:15Z Gaux 18878 link alla Pedia inglese 1417824 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==Citazioni di David C. Cassidy== *Il principio di causalità postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese Laplace si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica newtoniana: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<ref>Da ''Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica'', ''Le Scienze'', n. 287, p. 74.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] asvfgtnkemqr10h8ensa0mcn94q0ry5 1417825 1417824 2026-06-22T14:31:38Z Gaux 18878 /* Citazioni di David C. Cassidy */ wlink 1417825 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==Citazioni di David C. Cassidy== *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<ref>Da ''Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica'', ''Le Scienze'', n. 287, p. 74.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] jo2fiagotd7evyh51vxqh9n4lakrj03 1417826 1417825 2026-06-22T14:38:32Z Gaux 18878 /* Citazioni di David C. Cassidy */ ampliamento 1417826 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==Citazioni di David C. Cassidy== *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il principio d'indeterminazione, affermava Heisenberg, nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro sì può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità dì moto della particella. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della meccanica quantistica assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica.<ref>Da ''Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica'', ''Le Scienze'', n. 287, pp. 74-76.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] a0yjf9nnn7yif9ywkyj0lfs4ihfiria 1417827 1417826 2026-06-22T14:40:40Z Gaux 18878 /* Citazioni di David C. Cassidy */ riferimenti bibliografici 1417827 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==Citazioni di David C. Cassidy== *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il principio d'indeterminazione, affermava Heisenberg, nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro sì può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità dì moto della particella. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della meccanica quantistica assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992, pp. 74-76.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] 9ckoy31vfwrzhrcl09b45pi9hdoiglj 1417828 1417827 2026-06-22T14:45:09Z Gaux 18878 /* Citazioni di David C. Cassidy */ wlink 1417828 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==Citazioni di David C. Cassidy== *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]], affermava [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della [[Particella (fisica)|particella]]. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della [[meccanica quantistica]] assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992, pp. 74-76.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] 2mzvd67aldyicojopsopcxseeb0qcm8 1417829 1417828 2026-06-22T14:48:39Z Gaux 18878 /* Citazioni di David C. Cassidy */ la meccanica quantistica 1417829 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==Citazioni di David C. Cassidy== *Fra le tante conquiste della scienza di questo secolo, la più fondamentale è forse la [[meccanica quantistica]]. Formulata da un manipolo di fisici europei di grande talento, la scienza dell'atomo ci ha obbligato ad alcune profonde e controverse modificazioni delle nostre visioni sulla natura. A seconda di come si compiono le osservazioni, la materia si può presentare sotto l'orma di onde o di particelle e causa ed effetto non sono più intimamente legati.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992, p. 70.</ref> *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]], affermava [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della [[Particella (fisica)|particella]]. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della [[meccanica quantistica]] assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992, pp. 74-76.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] ly8cu75m463j8f01tgvfj44yzkgu93s 1417830 1417829 2026-06-22T14:49:38Z Gaux 18878 /* Citazioni di David C. Cassidy */ wlink ripetuto 1417830 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==Citazioni di David C. Cassidy== *Fra le tante conquiste della scienza di questo secolo, la più fondamentale è forse la [[meccanica quantistica]]. Formulata da un manipolo di fisici europei di grande talento, la scienza dell'atomo ci ha obbligato ad alcune profonde e controverse modificazioni delle nostre visioni sulla natura. A seconda di come si compiono le osservazioni, la materia si può presentare sotto l'orma di onde o di particelle e causa ed effetto non sono più intimamente legati.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992, p. 70.</ref> *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]], affermava [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. 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A seconda di come si compiono le osservazioni, la materia si può presentare sotto l'orma di onde o di particelle e causa ed effetto non sono più intimamente legati.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992, p. 70.</ref> *[...] il principio d'indeterminazione asserisce che la misurazione simultanea di due variabili coniugate, come la posizione e la quantità di moto (o momento lineare) di una particella, si può effettuare solo con precisione limitata. Quanto più precisa è la misurazione della posizione, tanto più imprecisa è quella della quantità di moto e viceversa. Nel caso limite, una precisione assoluta per una delle variabili comporterebbe un'imprecisione assoluta per l'altra.<br>Questa indeterminazione non è attribuibile all'errore sperimentale, ma è una conseguenza fondamentale delle equazioni quantistiche ed è caratteristica di qualsiasi esperimento quantistico. Inoltre, dichiarò Heisenberg, finché la meccanica quantistica resterà valida, il principio d'indeterminazione non sarà mai violato. Era la prima volta dalla rivoluzione galileiana che un fisico eminente proclamava l'esistenza di limiti alla comprensione scientifica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992, p. 70.</ref> *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]], affermava [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. 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Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della meccanica quantistica assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica.<ref>Da ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992, pp. 74-76.</ref> ==Note== <references /> ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{s}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] 030nb76kvrcl58uimlm5gy995vqw5te 1417832 1417831 2026-06-22T15:00:02Z Gaux 18878 sistemo e tolgo stub 1417832 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==''Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica''== *Fra le tante conquiste della scienza di questo secolo, la più fondamentale è forse la [[meccanica quantistica]]. Formulata da un manipolo di fisici europei di grande talento, la scienza dell'atomo ci ha obbligato ad alcune profonde e controverse modificazioni delle nostre visioni sulla natura. A seconda di come si compiono le osservazioni, la materia si può presentare sotto l'orma di onde o di particelle e causa ed effetto non sono più intimamente legati. (p. 70) *[...] il principio d'indeterminazione asserisce che la misurazione simultanea di due variabili coniugate, come la posizione e la quantità di moto (o momento lineare) di una particella, si può effettuare solo con precisione limitata. Quanto più precisa è la misurazione della posizione, tanto più imprecisa è quella della quantità di moto e viceversa. Nel caso limite, una precisione assoluta per una delle variabili comporterebbe un'imprecisione assoluta per l'altra.<br>Questa indeterminazione non è attribuibile all'errore sperimentale, ma è una conseguenza fondamentale delle equazioni quantistiche ed è caratteristica di qualsiasi esperimento quantistico. Inoltre, dichiarò Heisenberg, finché la meccanica quantistica resterà valida, il principio d'indeterminazione non sarà mai violato. Era la prima volta dalla rivoluzione galileiana che un fisico eminente proclamava l'esistenza di limiti alla comprensione scientifica. (p. 70) *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]], affermava [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della [[Particella (fisica)|particella]]. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della meccanica quantistica assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica. (pp. 74-76) ==Bibliografia== *David C. Cassidy, ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] rfjfplaas2rkdqorppcwrm7hngahwlj 1417833 1417832 2026-06-22T15:07:35Z Gaux 18878 wlink alla prima occorrenza 1417833 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==''Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica''== *Fra le tante conquiste della scienza di questo secolo, la più fondamentale è forse la [[meccanica quantistica]]. Formulata da un manipolo di fisici europei di grande talento, la scienza dell'atomo ci ha obbligato ad alcune profonde e controverse modificazioni delle nostre visioni sulla natura. A seconda di come si compiono le osservazioni, la materia si può presentare sotto l'orma di [[Radiazione elettromagnetica|onde]] o di [[Particella (fisica)|particelle]] e causa ed effetto non sono più intimamente legati. (p. 70) *[...] il principio d'indeterminazione asserisce che la misurazione simultanea di due variabili coniugate, come la posizione e la quantità di moto (o momento lineare) di una particella, si può effettuare solo con precisione limitata. Quanto più precisa è la misurazione della posizione, tanto più imprecisa è quella della quantità di moto e viceversa. Nel caso limite, una precisione assoluta per una delle variabili comporterebbe un'imprecisione assoluta per l'altra.<br>Questa indeterminazione non è attribuibile all'errore sperimentale, ma è una conseguenza fondamentale delle equazioni quantistiche ed è caratteristica di qualsiasi esperimento quantistico. Inoltre, dichiarò [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], finché la meccanica quantistica resterà valida, il principio d'indeterminazione non sarà mai violato. Era la prima volta dalla rivoluzione galileiana che un fisico eminente proclamava l'esistenza di limiti alla comprensione scientifica. (p. 70) *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]], affermava Heisenberg, nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della [[Particella (fisica)|particella]]. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della meccanica quantistica assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica. (pp. 74-76) ==Bibliografia== *David C. Cassidy, ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] lbopqwqkqkjmqq8r8ui84atxwf967bm 1417834 1417833 2026-06-22T15:09:49Z Gaux 18878 wlink 1417834 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==''Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica''== *Fra le tante conquiste della scienza di questo secolo, la più fondamentale è forse la [[meccanica quantistica]]. Formulata da un manipolo di fisici europei di grande talento, la scienza dell'atomo ci ha obbligato ad alcune profonde e controverse modificazioni delle nostre visioni sulla natura. 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Inoltre, dichiarò [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], finché la meccanica quantistica resterà valida, il principio d'indeterminazione non sarà mai violato. Era la prima volta dalla rivoluzione galileiana che un fisico eminente proclamava l'esistenza di limiti alla comprensione scientifica. (p. 70) *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il principio d'indeterminazione, affermava Heisenberg, nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliala la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della [[Particella (fisica)|particella]]. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della meccanica quantistica assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica. (pp. 74-76) ==Bibliografia== *David C. Cassidy, ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] erlu3d0r1497oklm8v8nj1abyx6qxnv 1417843 1417834 2026-06-22T15:36:50Z Gaux 18878 refuso 1417843 wikitext text/x-wiki '''David Charles Cassidy''' (1945 – vivente), fisico, docente universitario e storico della scienza statunitense. ==''Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica''== *Fra le tante conquiste della scienza di questo secolo, la più fondamentale è forse la [[meccanica quantistica]]. Formulata da un manipolo di fisici europei di grande talento, la scienza dell'atomo ci ha obbligato ad alcune profonde e controverse modificazioni delle nostre visioni sulla natura. A seconda di come si compiono le osservazioni, la materia si può presentare sotto l'orma di [[Radiazione elettromagnetica|onde]] o di [[Particella (fisica)|particelle]] e causa ed effetto non sono più intimamente legati. (p. 70) *[...] il [[Principio di indeterminazione di Heisenberg|principio d'indeterminazione]] asserisce che la misurazione simultanea di due variabili coniugate, come la posizione e la quantità di moto (o momento lineare) di una particella, si può effettuare solo con precisione limitata. Quanto più precisa è la misurazione della posizione, tanto più imprecisa è quella della quantità di moto e viceversa. Nel caso limite, una precisione assoluta per una delle variabili comporterebbe un'imprecisione assoluta per l'altra.<br>Questa indeterminazione non è attribuibile all'errore sperimentale, ma è una conseguenza fondamentale delle equazioni quantistiche ed è caratteristica di qualsiasi esperimento quantistico. Inoltre, dichiarò [[Werner Karl Heisenberg|Heisenberg]], finché la meccanica quantistica resterà valida, il principio d'indeterminazione non sarà mai violato. Era la prima volta dalla rivoluzione galileiana che un fisico eminente proclamava l'esistenza di limiti alla comprensione scientifica. (p. 70) *Il [[Causa (filosofia)|principio di causalità]] postula che ogni effetto sia preceduto da un'unica causa. Per oltre un secolo questa idea era stata a fondamento pressoché di tutte le forme di ricerca razionale. Al matematico francese [[Pierre Simon Laplace|Laplace]] si attribuisce la definizione forse più semplice di causalità applicata alla meccanica [[Isaac Newton|newtoniana]]: se la posizione e la quantità di moto di una particella sono noti con precisione in un istante dato, allora, conoscendo tutte le forze agenti sulla particella, il suo moto è completamente determinato in tutti gli istanti successivi dalle equazioni della meccanica.<br>Il principio d'indeterminazione, affermava Heisenberg, nega tutto ciò: «Nella formulazione rigorosa della legge di causalità, "se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro", non è sbagliata la conclusione, bensì la premessa.» I valori iniziali della quantità di moto e della posizione non possono essere misurati simultaneamente con precisione assoluta. Quindi per ogni istante futuro si può calcolare soltanto un intervallo di valori possibili della posizione e della quantità di moto della [[Particella (fisica)|particella]]. Il moto effettivo della particella indicherà una sola possibilità. Il legame causale tra presente e futuro è perduto e le leggi e le previsioni della meccanica quantistica assumono una natura puramente probabilistica, ossia statistica. (pp. 74-76) ==Bibliografia== *David C. Cassidy, ''[https://archive.org/details/lescienze-287/page/n25/mode/1up Heisenberg, l'indeterminazione e la rivoluzione quantistica]'', in ''Le Scienze'', n. 287, luglio 1992. ==Altri progetti== {{interprogetto|w|w_site=en}} {{DEFAULTSORT:Cassidy, David Charles}} [[Categoria:Fisici statunitensi]] [[Categoria:Insegnanti statunitensi]] [[Categoria:Storici della scienza statunitensi]] gzwrx62at3823wia89zadxlcwepfgrd Discussioni utente:Lord Spectre 3 225467 1417850 2026-06-22T18:05:03Z Civvì 8222 Civvì ha spostato la pagina [[Discussioni utente:Lord Spectre]] a [[Discussioni utente:Marte2007]]: Pagina spostata automaticamente durante la rinomina dell'utente "[[Special:CentralAuth/Lord Spectre|Lord Spectre]]" a "[[Special:CentralAuth/Marte2007|Marte2007]]" 1417850 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Discussioni utente:Marte2007]] 94esora8hgwkpcq493slwtn4wj29z00 Ken il guerriero (personaggio) 0 225468 1417868 2026-06-22T19:51:41Z Skekzilla 17056 Redirect alla pagina [[Kenshiro]] 1417868 wikitext text/x-wiki #RINVIA [[Kenshiro]] 72xal3ng93dlrkcxn4ith0gomejciz9 Sotto il vestito niente 0 225469 1417871 2026-06-22T19:53:11Z Danyele 19198 Creata pagina con "{{Film |titoloitaliano= Sotto il vestito niente |immagine= |titolooriginale= Sotto il vestito niente |paese=Italia |anno=1985 |genere=thriller |regista=[[Carlo Vanzina]] |sceneggiatore= Carlo Vanzina, [[Enrico Vanzina]], [[Franco Ferrini]] |attori = *[[Tom Schanley]]: Bob Crane *[[Renée Simonsen]]: Barbara *[[Donald Pleasence]]: commissario Danesi *[[Cyrus Elias]]: vice commissario *[[Nicole Perrin]]: Jessica Crane *[[Maria McDonald]]: Margot Wilson *[[Catherine Noyes]..." 1417871 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Sotto il vestito niente |immagine= |titolooriginale= Sotto il vestito niente |paese=Italia |anno=1985 |genere=thriller |regista=[[Carlo Vanzina]] |sceneggiatore= Carlo Vanzina, [[Enrico Vanzina]], [[Franco Ferrini]] |attori = *[[Tom Schanley]]: Bob Crane *[[Renée Simonsen]]: Barbara *[[Donald Pleasence]]: commissario Danesi *[[Cyrus Elias]]: vice commissario *[[Nicole Perrin]]: Jessica Crane *[[Maria McDonald]]: Margot Wilson *[[Catherine Noyes]]: Carrie Blynn *[[Paolo Tomei]]: Giorgio Zanoni *[[Anna Galiena]]: Diana *[[Sonia Raule]]: Cristina *[[Big Laura]]: proprietaria della pensione *[[Bruce McGuire]]: agente dell'Interpol *[[Mimmo Sepe]]: portiere d'albergo }} '''''Sotto il vestito niente''''', film italiano del 1985 con [[Tom Schanley]], [[Renée Simonsen]] e [[Donald Pleasence]], regia di [[Carlo Vanzina]]. ==Frasi== *Che cos'è una modella? Un corpo, un volto, un po' di trucco, un bel vestito... e sotto il vestito? Sotto il vestito... niente. ('''fotografo''') ==Citazioni su ''Sotto il vestito niente''== *Fummo chiamati dal produttore Achille Manzotti per realizzare un film dal romanzo omonimo. In un primo momento il film lo avrebbe dovuto fare [[Michelangelo Antonioni]]. [...] Noi leggemmo il libro: era bruttissimo. Ma decidemmo di andare avanti lo stesso perché il titolo era formidabile e l'idea di ambientare un thriller nel mondo della moda era ottima. Decidemmo di inventare tutto, al di fuori della trama del libro, e di fare un film alla [[Brian De Palma]] [...]. L'idea dei due gemelli è quella portante. Ci ha permesso di fare un film contaminato con presenze americane. Il film, poi, nella dinamica del delitto, è nato da uno spunto vero di cronaca nera: il caso Terry Broome, modella americana che uccise Francesco D'Alessio, un playboy che oltretutto Carlo ed io avevamo conosciuto bene. ([[Enrico Vanzina]]) *Per un po' ho chiuso i rapporti con gli stilisti milanesi. {{NDR|«Perché?»}} Per il lancio di ''Sotto il vestito niente''. Non li invitai alla première, ma gli feci allestire una prima fila di poltrone riservate, con tanto di nome stampato. Le poltrone rimasero vuote. E tutti pensarono che non fossero intervenuti in polemica col film. ([[Enrico Lucherini]]) *Quando girammo il film, i grandi stilisti milanesi non ci aiutarono affatto. Avevano paura che il film fosse contro di loro. L'unico a partecipare fu Moschino, che organizzò una meravigliosa sfilata alla stazione Centrale di Milano. Ne ebbe un grande ritorno pubblicitario. [...] A Milano, la sera della prima, il mondo della moda disertò l'evento. In prima fila c'erano i posti vuoti di tutti i sarti famosi. [[Enrico Lucherini]], il nostro press agent, ci ricamò sopra. Uscirono tutti i giornali con il titolo "La Moda di Milano trema". ([[Enrico Vanzina]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller]] 8oe1mwkr384jubcvpavo1yp83yv0w6x 1417880 1417871 2026-06-22T20:01:00Z Danyele 19198 /* Citazioni su Sotto il vestito niente */ overlinking 1417880 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Sotto il vestito niente |immagine= |titolooriginale= Sotto il vestito niente |paese=Italia |anno=1985 |genere=thriller |regista=[[Carlo Vanzina]] |sceneggiatore= Carlo Vanzina, [[Enrico Vanzina]], [[Franco Ferrini]] |attori = *[[Tom Schanley]]: Bob Crane *[[Renée Simonsen]]: Barbara *[[Donald Pleasence]]: commissario Danesi *[[Cyrus Elias]]: vice commissario *[[Nicole Perrin]]: Jessica Crane *[[Maria McDonald]]: Margot Wilson *[[Catherine Noyes]]: Carrie Blynn *[[Paolo Tomei]]: Giorgio Zanoni *[[Anna Galiena]]: Diana *[[Sonia Raule]]: Cristina *[[Big Laura]]: proprietaria della pensione *[[Bruce McGuire]]: agente dell'Interpol *[[Mimmo Sepe]]: portiere d'albergo }} '''''Sotto il vestito niente''''', film italiano del 1985 con [[Tom Schanley]], [[Renée Simonsen]] e [[Donald Pleasence]], regia di [[Carlo Vanzina]]. ==Frasi== *Che cos'è una modella? Un corpo, un volto, un po' di trucco, un bel vestito... e sotto il vestito? Sotto il vestito... niente. ('''fotografo''') ==Citazioni su ''Sotto il vestito niente''== *Fummo chiamati dal produttore Achille Manzotti per realizzare un film dal romanzo omonimo. In un primo momento il film lo avrebbe dovuto fare [[Michelangelo Antonioni]]. [...] Noi leggemmo il libro: era bruttissimo. Ma decidemmo di andare avanti lo stesso perché il titolo era formidabile e l'idea di ambientare un thriller nel mondo della moda era ottima. Decidemmo di inventare tutto, al di fuori della trama del libro, e di fare un film alla [[Brian De Palma]] [...]. L'idea dei due gemelli è quella portante. Ci ha permesso di fare un film contaminato con presenze americane. Il film, poi, nella dinamica del delitto, è nato da uno spunto vero di cronaca nera: il caso Terry Broome, modella americana che uccise Francesco D'Alessio, un playboy che oltretutto Carlo ed io avevamo conosciuto bene. ([[Enrico Vanzina]]) *Per un po' ho chiuso i rapporti con gli stilisti milanesi. {{NDR|«Perché?»}} Per il lancio di ''Sotto il vestito niente''. Non li invitai alla première, ma gli feci allestire una prima fila di poltrone riservate, con tanto di nome stampato. Le poltrone rimasero vuote. E tutti pensarono che non fossero intervenuti in polemica col film. ([[Enrico Lucherini]]) *Quando girammo il film, i grandi stilisti milanesi non ci aiutarono affatto. Avevano paura che il film fosse contro di loro. L'unico a partecipare fu Moschino, che organizzò una meravigliosa sfilata alla stazione Centrale di Milano. Ne ebbe un grande ritorno pubblicitario. [...] A Milano, la sera della prima, il mondo della moda disertò l'evento. In prima fila c'erano i posti vuoti di tutti i sarti famosi. Enrico Lucherini, il nostro press agent, ci ricamò sopra. Uscirono tutti i giornali con il titolo "La Moda di Milano trema". ([[Enrico Vanzina]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller]] ispmru1p8z7tr873wpekin6cv1b9hyo 1417886 1417880 2026-06-22T23:38:26Z Danyele 19198 /* Citazioni su Sotto il vestito niente */ +1 1417886 wikitext text/x-wiki {{Film |titoloitaliano= Sotto il vestito niente |immagine= |titolooriginale= Sotto il vestito niente |paese=Italia |anno=1985 |genere=thriller |regista=[[Carlo Vanzina]] |sceneggiatore= Carlo Vanzina, [[Enrico Vanzina]], [[Franco Ferrini]] |attori = *[[Tom Schanley]]: Bob Crane *[[Renée Simonsen]]: Barbara *[[Donald Pleasence]]: commissario Danesi *[[Cyrus Elias]]: vice commissario *[[Nicole Perrin]]: Jessica Crane *[[Maria McDonald]]: Margot Wilson *[[Catherine Noyes]]: Carrie Blynn *[[Paolo Tomei]]: Giorgio Zanoni *[[Anna Galiena]]: Diana *[[Sonia Raule]]: Cristina *[[Big Laura]]: proprietaria della pensione *[[Bruce McGuire]]: agente dell'Interpol *[[Mimmo Sepe]]: portiere d'albergo }} '''''Sotto il vestito niente''''', film italiano del 1985 con [[Tom Schanley]], [[Renée Simonsen]] e [[Donald Pleasence]], regia di [[Carlo Vanzina]]. ==Frasi== *Che cos'è una modella? Un corpo, un volto, un po' di trucco, un bel vestito... e sotto il vestito? Sotto il vestito... niente. ('''fotografo''') ==Citazioni su ''Sotto il vestito niente''== *Fummo chiamati dal produttore Achille Manzotti per realizzare un film dal romanzo omonimo. In un primo momento il film lo avrebbe dovuto fare [[Michelangelo Antonioni]]. [...] Noi leggemmo il libro: era bruttissimo. Ma decidemmo di andare avanti lo stesso perché il titolo era formidabile e l'idea di ambientare un thriller nel mondo della moda era ottima. Decidemmo di inventare tutto, al di fuori della trama del libro, e di fare un film alla [[Brian De Palma]] [...]. L'idea dei due gemelli è quella portante. Ci ha permesso di fare un film contaminato con presenze americane. Il film, poi, nella dinamica del delitto, è nato da uno spunto vero di cronaca nera: il caso Terry Broome, modella americana che uccise Francesco D'Alessio, un playboy che oltretutto Carlo ed io avevamo conosciuto bene. ([[Enrico Vanzina]]) *La difficoltà maggiore è stata ottenere l'appoggio di stilisti e di tutto l'entourage che ruota attorno alla moda. [...] Alcuni hanno temuto che il film contenesse critiche dirette, ma non era questo il nostro intento. Al contrario, volevamo raccontare anche la condizione delle modelle: giovani donne proiettate in un ambiente duro, competitivo, spesso spietato. [...] Volevamo indagare cosa può scattare nella mente di una giovane donna catapultata in un universo che promette successo ma può anche rivelarsi crudele e alienante. ([[Carlo Vanzina]]) *Per un po' ho chiuso i rapporti con gli stilisti milanesi. {{NDR|«Perché?»}} Per il lancio di ''Sotto il vestito niente''. Non li invitai alla première, ma gli feci allestire una prima fila di poltrone riservate, con tanto di nome stampato. Le poltrone rimasero vuote. E tutti pensarono che non fossero intervenuti in polemica col film. ([[Enrico Lucherini]]) *Quando girammo il film, i grandi stilisti milanesi non ci aiutarono affatto. Avevano paura che il film fosse contro di loro. L'unico a partecipare fu Moschino, che organizzò una meravigliosa sfilata alla stazione Centrale di Milano. Ne ebbe un grande ritorno pubblicitario. [...] A Milano, la sera della prima, il mondo della moda disertò l'evento. In prima fila c'erano i posti vuoti di tutti i sarti famosi. Enrico Lucherini, il nostro press agent, ci ricamò sopra. Uscirono tutti i giornali con il titolo "La Moda di Milano trema". ([[Enrico Vanzina]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} [[Categoria:Film thriller]] 3u0bhh76j108h4sa5h3svg1ctjf9k25 Discussioni utente:নৰুনা বৰুৱা 3 225470 1417898 2026-06-23T08:24:36Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1417898 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:24, 23 giu 2026 (CEST)}} 3y64oahor1yz1lwj8gx4tyfv0w6wyeh Discussioni utente:SaddoManno 3 225471 1417899 2026-06-23T08:42:40Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1417899 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 10:42, 23 giu 2026 (CEST)}} r5w4mwm7qf7trd76qcqk0kkbzni0uq1 Discussioni utente:Wangmynb123456 3 225472 1417900 2026-06-23T09:26:49Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1417900 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:26, 23 giu 2026 (CEST)}} e0r2sckpf6unv507q7gvkq9n4q8pj25 Discussioni utente:Gmergm 3 225473 1417901 2026-06-23T09:42:07Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1417901 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 11:42, 23 giu 2026 (CEST)}} 841x63wglqxlcd5khe62zlufnclaa8i Discussioni utente:MaestroLorenzo 3 225474 1417903 2026-06-23T10:04:51Z Homer 215 Benvenuto/a su Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà! 1417903 wikitext text/x-wiki {{Benvenuto2|nome={{PAGENAME}}|firma=[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 12:04, 23 giu 2026 (CEST)}} 749k56dqmwsi45fntukng9dsoxwc2hn Aleppo 0 225475 1417907 2026-06-23T10:48:50Z Marcella Medici (BEIC) 84396 creazione voce 1417907 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Drummond, Alexander Drummond – Travels through different cities of Germany, Italy, Greece, and several parts of Asia, as far as the banks of the Euphrates, 1754 – BEIC 6247245 Aleppo.jpg|thumb|Aleppo. Tavola tratta da ''Travels through different cities of Germany, Italy, Greece, and several parts of Asia, as far as the banks of the Euphrates'', 1754]] Citazioni su '''Aleppo'''. *ALEPPO, ''Aleppum'', la più gr. Città di Soria, in As. la qual fu presa dagli Arabi sotto il R. d'Eraclio Imp. di Costantinopoli, verso l'anno 637. Vi sono quattro sorta di Cristiani, che hanno ciascuna un Vesc. e una Chiesa, col libero esercizio della loro Religione; 15. o 16000. Greci scismatici, 12.000. Armeni, 10000. Jacobiti, e Maroniti, o Cattolici Romani. Dopo Costantinopoli, e il Cairo, quest'è la Città più consid. di tutto l'Impero del Turco, poichè essa fa 250000. anime. Il suo maggior commercio consiste in seta, ciambelotti, e gallozzole. I Francesi, gl'Italiani, Inglesi, Olandesi vi hanno ciascuni un Console. ([[Laurence Echard]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Città della Siria]] ae87rhbwdooe0hbieaikyw0bqpm0wex 1417911 1417907 2026-06-23T11:23:27Z Spinoziano (BEIC) 86405 1417911 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Drummond, Alexander Drummond – Travels through different cities of Germany, Italy, Greece, and several parts of Asia, as far as the banks of the Euphrates, 1754 – BEIC 6247245 Aleppo.jpg|thumb|Aleppo. Tavola tratta da ''Travels through different cities of Germany, Italy, Greece, and several parts of Asia, as far as the banks of the Euphrates'', 1754]] Citazioni su '''Aleppo'''. *ALEPPO, ''Aleppum'', la più gr. Città di Soria, in As. la qual fu presa dagli Arabi sotto il R. d'Eraclio Imp. di Costantinopoli, verso l'anno 637. Vi sono quattro sorta di Cristiani, che hanno ciascuna un Vesc. e una Chiesa, col libero esercizio della loro Religione; 15. o 16000. Greci scismatici, 12000. Armeni, 10000. Jacobiti, e Maroniti, o Cattolici Romani. Dopo Costantinopoli, e il Cairo, quest'è la Città più consid. di tutto l'Impero del Turco, poichè essa fa 250000. anime. Il suo maggior commercio consiste in seta, ciambelotti, e gallozzole. I Francesi, gl'Italiani, Inglesi, Olandesi vi hanno ciascuni un Console. ([[Laurence Echard]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Città della Siria]] ar867vfe97cw5fdd25nkmjh1bx42quy Categoria:Città della Siria 14 225476 1417912 2026-06-23T11:24:03Z Spinoziano (BEIC) 86405 Creata pagina con "{{NotaCategorie|Argomenti}} {{interprogetto}} [[Categoria:Città|Siria]] [[Categoria:Luoghi della Siria]]" 1417912 wikitext text/x-wiki {{NotaCategorie|Argomenti}} {{interprogetto}} [[Categoria:Città|Siria]] [[Categoria:Luoghi della Siria]] oi7sttwy8wmdosq2f4p6lrltw9liync Ivrea 0 225477 1417915 2026-06-23T11:45:39Z Marcella Medici (BEIC) 84396 creazione voce 1417915 wikitext text/x-wiki {{voce tematica}} [[File:Linux Day Ivrea 2021 - lunch break 07.jpg|thumb|Ivrea]] Citazioni su '''Ivrea'''. *Ivrea, ''Eporedia'', antica città d'Ital. con buona fortezza, un Vesc. Suf. di Torino, e titolo di Marchesato. Fu presa da' Fr. nel 1704. dopo lungo assedio, ma nel 1706. il D. di Savoja la ricuperò, in conseguenza della battaglia di Torino. Giace sulla Dora, tra due colline, ed è dist. 8. leghe al N. da Torino, 13. all'E. pel N. da Susa, 12. all'O. pel S. da Vercelli. lon. 25. 23. lat. 45. 12. ([[Laurence Echard]]) ==Altri progetti== {{interprogetto}} {{s}} [[Categoria:Città del Piemonte]] tinl2f2jzedsqd9f79h03ggkjqgjeps