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Vincenzo Monti
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2026-07-23T15:53:01Z
Gaux
18878
/* Citazioni su Vincenzo Monti */ Giuseppe Pecchio: considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra
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[[File:VincenzoMonti.jpg|thumb|Vincenzo Monti ritratto da Andrea Appiani (1809)]]
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'''Vincenzo Monti''' (1754 – 1828), poeta, drammaturgo e scrittore italiano.
==Citazioni di Vincenzo Monti==
*''[[Amore|Amor]] vince ogni cosa, e i cuori amanti | Spoglia d'ogni più indocile austerezza, | Sian Cannibali, o Traci, o Garamanti. | Egli per tutto si ravvolge, e sprezza | Ogni riparo, e variando toglie | Alle cose create la rozzezza''. (da ''Ad un amico che prendeva moglie'', p. 604)<ref name=Ope>citato in ''Opere'' di Vincenzo Monti, Volume unico, Francesco Rossi-Romano, Napoli 1862</ref>
*''[[Amore|Amor]] diè norma ai cieli, Amor governa | Il non mutabil corso, e la secreta | Dei lucid'astri consonanza eterna''. (da ''Ad un amico che prendeva moglie'', p. 604)<ref name=Ope/>
*''Bella [[Italia]], amate sponde, | Pur vi torno a riveder | Trema in petto, e si confonde | L'alma oppressa dal piacer. Tua bellezza, che di pianti | Fonte amara ognor ti fu, | Di stranieri e crudi amanti | T'avea posta in servitù''. (da ''Inno per la battaglia di Marengo'', p. 411)<ref name=Ber/>
*''Dolce dell'alme universal sospiro, | Libertà, santa dea''. (da ''Il fanatismo'', 1-2)
*''Finché l'uom la desia, leggiadro oggetto | Certo è la [[donna]], e cosa alma e divina; | Ma nel possesso il ben cangia d'aspetto; | Muore la [[rosa e spina|rosa]] e vi riman la [[rosa e spina|spina]].'' (''Per le nozze Paolucci-Mazza'', 1789<ref name=Ope/>)
*''Ha cuor villano, e libertà non merta | chi l'amico lasciò nella catena''. (da ''Il pericolo'', p. 413)<ref name=Ber/>
*Il [[cuore e cervello|cuore]] vuole sempre la parte sua nelle operazioni dell'[[cuore e cervello|intelletto]]. (da ''Lezioni di eloquenza e Prolusioni accademiche'')
*{{NDR|Sull'ideale}} ''Il nudo | Arido vero che de' vati è tomba''.<ref>Da ''Sermone sulla Mitologia'', 92-93, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 547.</ref>
*Il secondo articolo delle vostre Osservazioni è un capo d'opera. Io ne sono incantato dopo la quarta e la decima lettura, e non v'è prosa che in soggetto di critica mi abbia mai fatta una si gagliarda e dolce impressione. Chiunque abbia fior di senno argomenterà dal vostro scritto che voi sarete un giorno il massimo de' Critici e per sicurezza di giudizio, e per profondila di sentimento, e per evidenza e precisione di stile, e per tutte quelle prerogative che distinguono dallo scrittore pedante lo scrittore eloquente e filosofo .... Niuno ha mai parlato di [[Dante]] così degnamente; niuno ne ha mai più sottil mente sviluppato lo spirito. Ma il vostro capo d'opera ha un difetto universale, e questo è la troppa lode che date all'imitatore di [[Dante]]. In verità mi sento impotente a sostener questo peso, e vi prego di mitigarlo. A saziare il mio amor proprio mi basta quell' ''Eliseo avviluppato nel mantello del suo maestro''; mantello che non darei per tutte le porpore dell'universo.<ref>Da una lettera a [[Francesco Torti]], citato in [[Francesco Torti]], ''Dante rivendicato: Lettera al sig. Cavalier Monti'', Tipografia Tomassini, Fuligno, 1825, p. 11.</ref>
*''L'[[amicizia|amistà]] fra tiranni è malsicura | E le fiere talor sbranan le fiere''.<ref>Da ''Congresso di Vienna'', in "Poesie liriche", a cura di [[Giosuè Carducci|G. Carducci]], ed. Barbèra, p. 378.</ref>
*L'[[Iliade]] fu sempre il poema de' valorosi. Sono ancor celebri le generose lagrime d'[[Alessandro Magno|Alessandro]] sulla tomba di Achille; ed è pure fra gli uomini divulgato che quel grande conquistatore solea chiamare l'Iliade il viatico delle sue spedizioni. (dalla dedica a Eugenio Napoleone, Milano 1810)<ref name=Ope/>
*''L'ira di [[Dio]] su te mormora e rugge, | O [[Italia]], o donna sonnolenta ed orba, | Sanguigno il [[Sole]] le fresch'aure adugge, | L'aure, che il lezzo di tue colpe ammorba''. (''All'Italia'')<ref name=Ope/>
*''La stella | del viver mio s'appressa | al suo tramonto; ma sperar ti giovi | che tutto io non non morrò; pensa che un nome | non oscuro io ti lascio, e tal che un giorno | fra le italiche donne | ti fia bel vanto il dire: Io fui l'amore | del cantor di Basville, | del cantor che di care itale note | vestì l'ira di Achille.''<ref>Da ''[[s:Pel giorno onomastico della mia donna Teresa Pikler|Pel giorno onomastico della mia donna Teresa Pikler]]'', vv. 13-22.</ref>
*''[[Morte]], che se' tu dunque? Un'ombra oscura, | un bene, un male, che diversa prende | dagli affetti dell'uom forma e natura.''<ref>Da ''[[s:Sopra la morte|Sopra la morte]]'', vv. 12-14.</ref>
*''Non il silenzio sempre di natura, | Né dei venti la calma e delle stelle | I disegni di [[Dio]] compie e matura: | Talvolla ancor fra i lampi e le procelle | Più luminoso il suo pensier traluce, | E le divine idee fansi più belle''. (da ''Il pellegrino apostolico'', canto II, p. 230)<ref name=Ber/>
*{{NDR|A [[Francesco Torti]]}} Non posso saziarmi di leggere e rileggere il primo articolo delle vostre Aristoteliche Osservazioni {{NDR|Sulla ''Basvilliana''}}. Sto quasi sul punto, di progettarvi il cambio delle nostre fatiche, pigliandomi io la gloria delle Osservazioni, e voi quella della Cantica. Non vi adulo: non si può scrivere ne con più forza, né con più precisione, né con più senno. Quanti l'han letta (e son molti, perché vi so dire che qui v'ha molti che vi stimano) tanti ne sono rimasti incantati . Perloché sollecitate il vostro lavoro, che essendo in compagnia noi voleremo ambedue più allegri e più sicuri nella carriera della gloria.<ref>Da una lettera a [[Francesco Torti]], citato in [[Francesco Torti]], ''Dante rivendicato: Lettera al sig. Cavalier Monti'', Tipografia Tomassini, Fuligno 1825.</ref>
*''Oh! perché non poss'io la mia deporre | d'uom tutta dignitade, e andar confuso | col turbine che passa, e su le penne | correr del vento a lacerar le nubi, | o su i campi a destar dell'ampio mare | gli addormentati nembi e le procelle!'' (da ''Al Principe Don Sigismondo Chigi'', vv. 200-205)
*''Oh! squarciatemi il velo, e l'inumana | storia m'aprite di que' vili astuti; | date agli occhi di pianto una fontana! | La voce alzate, o secoli caduti! | Gridi l'Africa all'Asia, e l'innocente | ombra d'[[Ipazia]] il grido orrendo aiuti. | Gridi irata l'Aurora all'Occidente, | narri le stragi dall'altare uscite; | e l'Occaso risponda all'Oriente.'' (da ''Il fanatismo'')
*[...] quando si [[Traduzione|traduce]] non è più la lingua del tradotto, a cui si debbano i primi riguardi, ma quella del traduttore.<ref>Da ''Considerazioni sulla difficoltà di ben tradurre la protasi dell'Iliade'', in ''Opere'', vol. V, Stamperia delle Muse, Bologna, 1827, p. [https://books.google.it/books?id=VFY0AAAAMAAJ&pg=PA10 10].</ref>
*''Quando ti pose [[Amore|amor]] luci sì belle | lo giurerei che per gli eterei varchi | In quel dì si perdettero due stelle. | Da voi, begli [[Occhio|occhi]], a riguardar sì parchi | Piovon dolci sul cuore auree fiammelle''. (da ''Sotto due neri sottilissim'archi'')<ref name=Ope/>
*''Questi è il rosso di pel, [[Ugo Foscolo|Foscolo]] detto | sì falso che falsò fino sé stesso | quando in Ugo cambiò ser Nicoletto. | Guarda la borsa se ti vien appresso''.<ref>Questa quartina fu scritta dal Monti in risposta al distico dedicatogli dal Foscolo. L'ultimo verso è un riferimento alla passione del Foscolo per il gioco, nel quale egli perdeva regolarmente forti somme.</ref> (dalla lettera all'abate Urbano Lampredi, Milano, 27 marzo 1827, in ''Epistolario'')
*Se [[Salvatore Viganò|Viganò]] si fosse dato alla poesia, egli aveva tutte le attitudini per diventare un altro Ariosto.<ref>Citato in [[Gino Monaldi]], ''Le regine della danza nel secolo XIX'', Fratelli Bocca editori, Torino, 1910, [https://archive.org/details/lereginedelladan00mona/page/61/mode/1up p. 61].</ref>
*{{NDR|Né}} Sillaba di Dio mai si cancella. (da ''Sulla morte di Giuda'', 3, 14)
*''Sognai d'essere venuto alle nozze d'una bella e casta vergine, e mi sono svegliato fra le braccia d'una laida [[Prostituzione|meretrice]]''.<ref>Citato in [[Gianfrancesco Rambelli]], ''Notizie intorno alla vita e alle opere del cavaliere Vincenzo Monti''.</ref>
==''Al signor di Montgolfier''==
===Citazioni===
*''Il gran prodigio immobili | i riguardanti lassa, | e di terrore un palpito | in ogni cor trapassa. | Tace la terra, e suonano | del ciel le vie deserte: | stan mille volti pallidi | e mille bocche aperte. | Sorge il diletto e l'estasi | in mezzo allo spavento, | e i piè mal fermi agognano | ir dietro al guardo attento.'' (vv. 69-80)
*''Ma già di Francia il Dedalo {{NDR|Noël Robert}} | nel mar dell'aure è lunge: | lieve lo porta zeffiro, | e l'occhio appena il giunge. | Fosco di là profondasi | il suol fuggente ai lumi, | e come larve appaiono | città, foreste e fiumi.'' (vv. 97-104)
*''Umano ardir, pacifica | filosofia sicura, | qual forza mai, qual limite | il tuo poter misura? | Rapisti al ciel le folgori {{NDR|con l'invenzione del [[parafulmine]]}} | che debellate innante | con tronche ali ti caddero | e ti lambîr le piante''. (vv. 113-120)
===[[Explicit]]===
<poem>Che più ti resta {{NDR|filosofia}}? Infrangere
anche alla Morte il tèlo,
e della vita il nèttare
libar con Giove in cielo.</poem>
==''Amor peregrino''==
*''Degl'incostanti secoli | Propagator divino, | Alle cittadi incognito | Negletto peregrino, | Io ti saluto, o tenera | De' cor conquistatrice: | [[Amore|Amor]] son io; ravvisami : | Ascolta un infelice''.
===Citazioni===
*''[[Virtù|Virtude]] e [[Amore|Amor]] sorgevano | Con un medesmo volo, | Ed eran ambo un impeto, | Un sentimento solo. | Amor vegliava ai talami, | Amor sedea sul core; | Le leggi, i patti, i limiti, | Tutto segnava Amore''. (p. 24)
*''Rival possente ei d'ozio | E di lascivia nacque: | Nome d'[[Amore|Amor]] gli diedero | Le cieche genti, e piacque''. (p. 25)
*''A far dell'alme strazio | Venne così quel crudo | Di ree vicende artefice | Fanciul bendato e nudo''. (p. 26)
*''Entro i vietati talami | II piè furtivo ei mise, | E su le piume adultere | Lasciò l'impronta, e rise''.
*{{NDR|[[Amore]]}} ''A far dell'alme strazio | Venne così quel crudo | Di ree vicende artefice | Fanciul bendato e nudo''. (p. 251)
*''Nome d'[[Amore|Amor]] gli diedero | Le cieche genti, e piacque''. (da ''L'amor pellegrino'', p. 251)<ref name=Ber>''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855</ref>
===[[Explicit]]===
''Deh per le guance eburnee | Che di rossor tingesti, | Per gli occhi tuoi deh piacciati | Voler che teco io resti. || Io di virtudi amabili | Sarò custode e padre ; | E tu d'Amor, bellissima, | Ti chiamerai la madre''.
==''Amor vergognoso''==
===[[Incipit]]===
''[[Pudore|Pudor]], virtude incomoda, | Pudor, virtude ingrata; | Da colpa (ahi turpe origine !) | E da rimorso nata; | Pudor, che all'uom contamini | I più soavi affetti, | Onde in amaro aconito | Si cangiano i diletti''.
===Citazioni===
*''Calmi ella dunque i fremiti | Del vinto [[Cuore|cor]] smarrito | Pria che gli sguardi attendere | Del vincitor gradito. | Corregga al rivo argenteo | Del biondo crin gli errori, | II colmo petto adornino | Più ben disposti i fiori''. (p. 31)
*''Tutta è ne' sensi attonita, | E dove sia non vede. | Al caro viso il timido | Sguardo levar non osa, | O a mezzo sguardo arrestasi | Incerta e vergognosa''. (p. 32)
*''Ogni più lieve immagine | Nel cor le versa il foco. | Ed un desire incognito | La morde intanto e preme: | Vorria confuso intenderlo, | E intenderlo pur teme''. (p. 34)
===[[Explicit]]===
''Ma che? le gote esprìmono | L'[[Ardore|ardor]] che il labbro occulta, | Né molto andrà l'ingiuria | Di quel silenzio inulta. | Tirsi ed [[Amore|Amor]] congiurano | Ambo d'accordo; e Pille | Taccia, se vuol: parlarono | Assai le sue [[Pupilla|pupille]]''.
==''Aristodemo''==
===[[Incipit]]===
'''Lisandro''' ''Si, Palamede: alla regal Messene | Di pace apportator Sparta m'invia. | Sparta di guerra è stanca, e i nostri allori, | Di tanto sangue cittadin, bagnati, | Son di peso alla fronte e di vergogna. | [[Ira]] fu vinta da pietà. Prevalse | Ragione, e persuase esser follia | Per un'avara gelosia di Stato | Troncarsi a brani, e desolar la terra. | Poiché dunque a bramar pace il primiero | Fu l'inimico, la prudente Sparta| Volentier la concede, ed io la reco. | Né questo sol, ma libertade ancora | A quanluque de' nostri è qui tenuto | In servitude; e a te, diletto amico, | Principalmente, che bramato e pianto, | Compie il terz'anno, senza onor languisci | Illustre prigioniero in queste mura.''
===Citazioni===
*'''Aristodemo''': ''Han forse i [[Figlio|figli]] scudo migliore del paterno petto?'' (Atto II, Scena IV, p. 297)
*'''Aristodemo''': ''Se Messenia piange, [[Sparta]] non ride''. (Atto II, scena VII, p. 298)
*''A franco | Parlar risponderò franche parole''. (II, 7)
*''Lisandro, siedi, e libero m'esponi | Di Sparta amica od inimica i sensi''. (II, 7)
*'''Aristodemo''': ''Tutti siamo infelici. Altro di bene | Non abbiam che la [[morte]]''. (Atto III, Scena VII, p. 304)
*'''Cesira''': ''Qualunque ei sia | il tuo misfatto nel mio [[Cuore|cor]] sta scritta | La tua difesa''. (Atto IV, Scena II, p. 306)
*'''Aristodemo''': ''In ciel sta scritta ancora | La mia condanna, e ve la scrisse il sangue | D'un innocente''. (Atto IV, Scena II, p. 306-307)
*'''Cesira''': ''I [[mali]] | Han lor confine. La [[pietà]] del cielo | Tarda sovente, ma giammai non manca''. (Atto IV, Scena II, p. 307)
*''Severi, imperscrutabili, profondi | Sono i decreti di lassù, né lice | A mortal occhio penetrarne il buio''. (IV, 2)
*'''Aristodemo''': ''Dite ai regi | che mal si compra co' delitti il soglio''.<ref>Citato in Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'', [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/491|p. 459]].</ref> (V, 4) {{NDR|[[ultime parole dalle opere teatrali|ultime parole]]}}
===Citazione sull'opera===
*Dove lascio il ''Ben ti riveggo con piacer Lisandro'' (a. I, sc. 1) che gli esce (al popolano di Venezia) in tuono [''sic''] di scherzo abbattendosi in un amico che da vario tempo non vede; e il ''Sì Palamede'' (a. I, sc. 1) quando risponde su chicchessia in modo affermativo; tolti entrambi dall<nowiki>'</nowiki>''Aristodemo'', così popolare che ''butarla in Ristodemo'' denota anche oggi prendere una faccenda sul serio, anzi in tragico addirittura. (Cesare Musatti, ''Dal palcoscenico alla bocca del popolo'', pubblicato nel "Mente e cuore" di Trieste, 1 aprile 1896, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 714)
*Io leggo e rileggo, e poi torno a rileggere questa sua Tragedia, e quanto più la leggo, tanto più mi rapisce e mi piace. Ella ha cominciato ove altri si recherebbe a gloria il finire. Qual forza, qual energia di stile! Qual vivacità d'immagini! Qual varietà di affetti! Il terribile [[Prosper Jolyot de Crébillon|Crebillon]] non è mai giunto a inspirar quel terrore, che genera nei lettori questa Tragedia. ([[Girolamo Tiraboschi]])
*Si narra che il Monti scegliesse questa fanciulla {{NDR| Teresa Pikler}} senza averla vista, per la sola riverenza alla grande fama del padre e a quella dell'ingegno e della virtu della figlia. E si aggiunge che ella accettasse la mano di lui, senza pure vederlo, ma solo per sapere ch'egli era l'autore dell'' 'Aristodemo''. Sicché può dirsi che a tali nozze furono veramente pronube le sole muse. ([[Francesco Cassi]])
*Splende però nell'''Aristodemo'' nobiltà di caratteri, energia di concetti, semplicità d'intreccio, e maraviglioso allettamento, che senza pompa esterna, e senz'amori dura vivissimo sino alla fine. Lo stile poi è portato a tale che superando quello d'[[Vittorio Alfieri|Alfieri]] in armonia ed eleganza poetica, si ha queìla notabile sentenza che alla perfezione dell'italiana tragedia non manca se non questo, che la grandezza e pretrazione di Vittorio si congiunga allo stile del Monti. ([[Gianfrancesco Rambelli]])
==''Cajo Gracco''==
===[[Incipit]]===
''Eccoti, Cajo, in [[Roma]]. Io qui non visto | Entrai protetto dalla notte amica. | Oh [[patria]] mia, fa cor, chè Gracco è teco. | Tutto tace d'intorno, e in alto sonno | Dalle cure del dì prendon riposo | Gli operosi plebei. Oh buoni, oh veri, | Soli Romani! Il vostro sonno è dolce, | Perché fatica lo condisce; è puro, | Perché rimorso a intorbidar nol viene. | Tra il fumo delle mense ebbri frattanto | Gavazzano i patrizi, gli assassini | Del mio caro fratello; o veramente, | Chiusi in congrega tenebrosa, i vili | Stan la mia morte macchinando, e ceppi | Alla romana libertà; né sanno || Qual tremendo nemico è sopraggiunto.''
===Citazioni===
*'''Cajo Gracco''': ''Ho tale un [[Cuore|cor]] nel petto, | Che ne' disastri esulta ; un cor che gode | Lottar col fato, e superarlo''. (Atto I, p. 123)
*'''Fulvio''': ''Aura che passa, | Ed or da questo or da quel lato spira, | È amor di [[plebe]]''. (Atto I, p. 124)
*'''Cajo Gracco''': ''Lìon che dorme | È la plebe romana, e la mia voce | Lo sveglierà : vedrai''. (Atto I, p. 124)
*'''Fulvio''': ''Ha qualche volta | I suoi segreti l'[[Amicizia|amistà]]''. (Atto I, p, 126)
*'''Cajo Gracco''': ''Da chi m'[[Odio|odia]], m'è caro aver la morte | Pria che la vita''. (Atto II, p. 133)
*'''Fulvio''': ''I miei misfatti, o donna, | Son due: l'[[odio]] a' [[Superbia|superbi]], e immenso, e ardente | Amor di [[libertà]].'' (Atto II, p. 135)
*'''Opimio''': ''È la plebe romana una tal belva | Che, come manco il pensi, apre gli artigli, | E inferocita ciecamente sbrana | Del par chi l'accarezza, e chi l'offende. | Oggi t'adora, e dimani t'uccide, | Per tornar poscia ad onorarti estinto''. (Atto II, p. 136)
*'''Opimio''': ''Tripudia, esulta, sfogati, | Stolida plebe, generata in seno | Alla paura: imparerai tra poco | A tacer''. (Atto II, p. 139)
*'''Cajo Gracco''': ''[[Popolo]] ingiusto è popolo [[Tirannia|tiranno]]; Ed io l'amore de' tiranni abborro''. (Atto II, p. 139)
*'''Opimio''': ''La [[virtù]] difese | L'iniquità; ma pur soggiacque''. (Atto II, p. 145)
*'''Cajo Gracco''': ''Ben io ti dico, che mia [[patria]] è quella | Che nel popolo sta''. (Atto II, p. 146)
*'''Cajo Gracco''': ''[[Consiglio]] di nemico è tradimento''. (Atto II, p. 147)
*'''Cajo Gracco''': '' Fulmine colga, | Sperda que' [[Malvagità|tristi]] che per vie di [[sangue]] | Recando [[libertà]] recan catene, | Ed infame e crudel più che il servaggio | Fan la medesma libertà''. (Atto II, p. 154)
*'''Cornelia''': ''Il [[tempo]] | È d'alto prezzo, e in altro che lamenti | Adoprarlo convien''. (Atto III, p. 158)
*'''Cajo Gracco''': ''Ahi nome vano, [[Virtù]], | ludibrio de' [[Malvagità|malvagi]]!'' (Atto III, p. 175)
*'''Primo cittadino''': ''No, [[Italia|Itali]] siam tutti, un popol solo | Una sola famiglia''. (Atto III, p. 176)
*'''Cornelia''': ''Al giusto nuoce | Chi al malvagio perdona; e ti ricorda | Che comun benefizio è la [[vendetta]] | De' beneficj''. (Atto IV, p. 185)
*'''Cajo Gracco''': ''Anche de' rei | Il [[sangue]] è sacro, né versarlo debbe | Che il ferro della legge''. (Atto IV, p. 185)
*'''Cornelia''': ''—Amato figlio, | Vuoi tu [[Legge|leggi]] ascoltar? | Quella sol odi | Divina, eterna, che natura a tutti | Grida: Alla [[forza]] oppon la forza. —Il [[Arma|brando]] | Qui di [[giustizia]] è senza taglio, o solo | Il debole percuote, e col potente | Patteggia''. (Atto IV, p. 186)
===Citazioni sull'opera===
*È questa maraviglioaa per grandiloquenza, profondi sensi, ricchissime immagini e forse in ciò all'altre superiore. I romani caratteri veggonsi dipinti con tal dignità, forza, e verità, che l'autore non sembra averli tolti dagli storici latini, ma pare li abbia tratti dal proprio fondo. I proteggitori della romana libertà mai non furono difesi con più di affetto, e di eloquenza. Essendo poi il fine del ''Cajo Gracco'' al tutto politico, quest'opera può meritamente locarsi allato a ''Bruti'' dell'immortale Astigiano {{NDR|[[Vittorio Alfieri]]}}. ([[Gianfrancesco Rambelli]])
*In quel infelice esilio {{NDR|in Francia a Chambery}}, con poca speranza del ritornare, e fra terribili strette d'ogni maniera, egli scrisse la cantica ''Mascheroniana'', e la tragedia del ''Cajo Gracco''. La quale tragedia è per alcuni rispetti da mettere sopra l'''Aristodemo'', specialmente per la sua grandiloquenza, e i profondi sensi, e le ricchissime imagini; se non che il fine essendo pienamente politico, ed assai lontano dalla presente condizione de' tempi, la ragione di quell'opera si può dire per noi perduta. ([[Francesco Cassi]])
==''Elegie''==
===''Elegie I''===
====[[Incipit]]====
''Or son pur solo, e in queste selve amiche | Non v'è chi ascolti i mici lugubri accenti | Altro che i tronchi delle piante antiche. || Flebile fra le tetre ombre dolenti | Regna il silenzio, e a lagrimar m'invoglia | Sotto del cupo mormorio de' venti. || Qui dunque posso piangere a mia voglia; | Qui posso lamentarmi, e alla fedele | Foresta confidar l'alta mia doglia. || Donde prima degg'io, Ninfa crudele, | II tuo sdegno accusar? donde fia mai | Ch'io cominci le mie giuste querele?''
====Citazioni====
*''E perché dunque dal mio cor costante | Così diverso è il tuo? perché le parti | Di nemica tu compi, ed io d'amante? || Qual natura, qual Dio poté crearti || Sotto aspetto si mite alma si dura | Che non giunga l'altrui pianto a toccarti!'' (p. 225)
*''[[Pace]], pace una volta al mio [[tormento]], | Stanco di più patir, dai suoi legami | Fugge il mio [[Spirito|spirto]], e si dilegua al [[vento]]''. (p. 225)
*''Su le penne d'Amor sciolti e leggieri | Vadan cercando pur, ch'io ti perdono, | Oggetto più felice i tuoi [[Pensiero|pensieri]]. || Chieggo meno da te. Misero dono | Fammi d'un guardo sol che mi conforte: | Dimmi sol che non m'[[Odio|odii]], e pago io sono''. (p. 225)
*''Del cammin della vita io non passai | Pur anco in mezzo: ma finor s'io vissi | Sol fra gli affanni, ho già vissuto assai''. (p. 226)
*''Ah che incauto mirarlo io non dovea! Ma nella calma d'un amabil [[viso]] | Tanta [[Tempesta|procella]] chi temer potea?'' (p. 226)
*''Quel ritenuto lusinghier [[sorriso]], | Quei lenti sguardi, quel parlar soave, | Quel dolce non so che di [[paradiso]]; || Ecco l'[[Arma|arme]] fatali, ecco la chiave | Che il sen m'aperse, e al giogo di costei | Trasse le voglie mie legate e schiave''. (p. 226)
===''Elegie II''===
*''Tu certo non ancor conoscerai | L'almo sembiante del mio Ben; ma molto | Per rintracciarlo da vagar non hai. || Ove l'aria è più pura, ove più folto | È il suol di rose in solitaria parte, | Ivi è la luce del gentil suo [[volto]]''. (p. 226)
===''Elegie III''===
*''Il [[viso]] | a lambirti leggero e rispettoso | verró su l'ali d'un'auretta assiso; || ed or m'asconderò nel rugiadoso | grembo di qualche fortunato [[rima fiore-amore|fiore]], || che andrà sopra il tuo petto a far riposo. || Oh soggiorno beato! oh sorte! oh [[rima fiore-amore|amore]]! || Se lice in guiderdon di tanto affetto | dopo morte abitar presso quel core, || in cui vivo non ebbi unqua ricetto''. (p. 226)
==''Galeotto Manfredi''==
===[[Incipit]]===
'''Zambrino''': ''Ubaldo, udisti?''<br />'''Ubaldo''': ''Udii, Zambrino''.<br />'''Zambrino''': ''Intendi | Quell'acerbo parlar?''<br />'''Ubaldo''': ''L'intendo assai''.<br />'''Zambrino''': ''Di profondi sospetti ingombra è certo | La gelosa Matilde. In altro amore | Traviato ella teme il suo Manfredi, | E complice ti crede''.<br />'''Ubaldo''': ''E tu sei quello | Che tal credenza le risvegli in petto; | Queste ancóra v'aggiungi''.
===Citazioni===
*'''Ubaldo''': ''Non ha forza il braccio | Se dal [[Cuore|cor]] non la prende'', (p. 234)
*'''Manfredi''': ''E del capo, lo sai, dovunque è regno, | Mal procede il [[governo]] ove sia rotta | L'armonia delle braccia''.<br />'''Ubaldo''': ''E dove il capo | Mostrarsi infermo, delle braccia è nulla | La concordia''. (Atto I, p. 237)
*'''Ubaldo''': ''La piaga | Sanar si può d'una [[Bellezza|beltà]] malvagia, | Ché in cor bennato amor malnato è breve: | Ma beltade è fatal quando è [[Pudore|pudica]]''. (Atto I, p. 240)
*'''Matilde''': ''Gran forza inspira | E fierezza il [[Dolore|dolor]] quando lo move | [[Amore|Amor]] tradito''. (Atto I, p. 246)
*'''Elisa''': ''Il [[Cuore|cuor]] si serra | Nelle [[Fortuna|fortune]], e sol lo schiude il tocco | Delle grandi sventure.''. (Atto II, p. 252)
===Citazioni sull'opera===
*E scrisse la tragedia del Manfredi, mosso da certi spiriti in lui destati dalla lettura di [[William Shakespeare|Shàkspeare]]. Perciò quel suo Manfredi ha molti colori che tengono a quelli della poesia inglese, per quanto l'indole de' nostri teatri il comporta; e la imitazione ne apparisce chiarissima ne' caratteri, e specialmente in quello di Zambrino, coniato ad imagine dell'Iago dell' ''Otello''. ([[Francesco Cassi]])
*Vuolsi che questo patrio componimento senta della imitazione di [[William Shakespeare|Sakespeare]], e non sia totalmente collocato in mezzo a costumi italici del medio evo. Le gelosie però di Matilde, le sventure d'Eloisa, la lealtà d'Ubaldo, la perfidia di Zambrino, ed il cuor grande di Galeotto che fra l'amore e il dovere si decide per quest'ultimo sono caratteri degni dell'autore dell' ''Aristodemo''. ([[Gianfrancesco Rambelli]])
==''Il bardo della Selva Nera''==
===[[Incipit]]===
''Quando al terzo di Marte orrido Ludo | Dal Brittannico roar sul congiurato | Istro discese fulminando il Sire | Delle battaglie, e d'atro nembo avvolta | Al fianco gli venia la provocata | Dal tedesco spergiuro ira del Cielo, | Sentì dali'alta Ercinia la procella | De' volanti guerrieri il Bardo Ullino; | Ullino germe di forti, ed animoso | Cantor de' forti, e dello spirto erede | Dell'indovina vergine Velleda, | Cui l'antica paura incensi offria | Nelle selve Brutere, ove implorata | L'aspra donzella con responsi orrendi | Del temulo avvenire apria l'arcano''.
===Citazioni===
*''Dell'[[Innocenza|innocente]] | [[Sangue]] versato | In scellerata [[guerra]] | Conta il [[Cielo]] le stille, e le schernite | Lagrime tutte della stanca terra''. (Canto I, p. 366)
*''Perde il nome la [[Forza|Possanza]], | che di barbari s'aita: | Vile è il trono, a cui sostegno | son quell'[[Arma|armi]], ed onta il regno''. (Canto I, p. 366)
*''Pallido intanto sull'Abnobie rupi | Il [[Sole|Sol]] cadendo raccogliea d'intorno | Dalle cose i colori, e alla pietosa | [[Notte]] del mondo concedea la cura''. (Canto I, p. 368)
*''[[Infelicità|Infelice]] a far mia degl'infelici | La [[sventura]] imparai''. (Canto II, p. 368)
*''[...] e gli brillava il [[viso]] | Come raggio di [[Sole|Sol]], che dopo il nembo | Ravviva il [[fiore]] dal furor battuto | D'aquilon tempestoso''. (Canto II, p. 369)
*''Ben di senso è privo | Chi ti conosce, [[Italia]], e non t'adora''. (Canto II, p. 371)
*''Non sempre di [[viltà|Codardia]] compagna è la [[Paura]]''. (Canto III, p. 371)
*''Ma più ch'altri invade, | e al cor s'attacca del racchiuso in [[Ulma]] Austriaco duce {{NDR|[[Karl Mack von Leiberich]]}}. | Di quel cor già donno | la Paura ritrova un altro Nume | più deforme d'assai, la Codardia, | che d'Arcoli, di Dego e di Marengo | incessante gli tuona entro l'orecchio | i terribili nomi, né midollo | né fibrilla gli lascia che non tremi.'' (Canto III, p. 372-373)
*''Su le Noriche nevi ella già sparge | Le sue rose l'[[Aurora]], e saltellante | Di ramo in ramo il [[passero|passer]] mattutino | In suo garrire la saluta, e chiama | Alle cure campestri il villanello''. (Canto IV, p. 373)
*''Dietro il valor di sue vittorie è lento | Della parola e del pensiero il corso {{NDR|[[Napoleone Bonaparte]]}}''. (Canto V, p. 379)
*''Nel [[Gioia|tripudio]] ognun corre ad abbracciarte | Sia nemico, od amico; l'[[Allegria|allegrezza]] | Non distingue i sembianti; un caro errore | Dona gli amplessi, e negli amplessi il core''. (Canto VI, p. 382)
==''Il cespuglio delle quattro rose''==
===[[Incipit]]===
''Dimmi, Amore: In questo eletto | Giardin sacro alla pudica | Dea del senno e tua nemica, | Temerario fanciulletto, | A che vieni? O fuggì, o l'ali | Tu vi perdi, ed arco e strali''.
===Citazioni===
*''[[Virtù|Virtude]] io servo [[fede]] | Più che il volgo non si crede''. (p. 70)
*''E per lei qui appunto or vegno | A spiccar dal cespo un raro | Fior gentile, un fior che caro | A lei crebbe, e di me degno. | Cosi parla; e con baldanza | Nella chiostra il passo avanza''. (p. 70)
*''Dolce l'aura l'accarezza, | Schietto il Sol di rai l'indora, | Fresca piove a lei l'Aurora | Le sue perle; e una vaghezza, | Uno spirto intorno gira | Che ti grida al cor: Sospira'' (p. 72)
*''L'agitò, le luci affisse | Nel bel fiore, e cosi disse: | Desio d'alma generosa, | Di Minerva dolce cura, | Dolce riso di natura, | Cara al ciel Trivulzia Rosa, | II tesor che in te si chiude | Io consacro alla [[Virtù|virtude]]''. (p. 72)
*''E Virtù che sola al mondo | Fa l'uom chiaro e lo sublima, | La Virtù che sola è cima | Di grandezza, e il resto è fondo''. (p. 73)
===[[Explicit]]===
''Di' che saggio ognorsarò, | Di' che al cespo tornerò, | E corrò... Ma posto il dito | Su le labbra, il dir sostenne, | E disparve. Allor mi venne | Nella mente'appien chiarito | Che a Virtude Amor tien fede | Più che il volgo non si crede''.
==''Il consiglio''==
''Le tue vaghe alme [[Pupilla|pupille]], | I celesti tuoi sembianti | Già t'acquistano, o mia Fille, | I sospir di cento amanti. | Ciascheduno i merti suoi | Spiega in pompa lusinghiera, | E su i cari affetti tuoi | Ciaschedun gareggia e spera''.
===Citazioni===
*''Se d'[[Amore|Amor]] l'acuto strale | A ferirti il sen non va, | Che ti giova, che ti vale, | Fille mia, la tua beltà? Dunque scegli qual più vuoi, | Cui del [[cuore]] aprir le porte''. (p. 62)
*''Ma non prendere consiglio | Sol dagli occhi; e saggia intanto | Della scelta sul periglio | I miei detti ascolta alquanto''. (p. 62)
*''Pur sovente in bocca a un vate | Della [[lode]] il suon seduce, | Ed acquista una beltate | Maggior grido e maggior lode''. (p. 64)
*''Quel vivace tuo talento | Qualche volta un po' incostante, | Che ti fa con bel portento | Presto irata e presto amante. | Ciò che importa? Un genio instabile | Colpa è sol di fresca età: | Non saresti sì adorabile | Senza qualche infedeltà''. (p. 65)
===[[Explicit]]===
''Tal saravvi che dolente | Sempre in atto di morire, | Sempre muto e penitente | Avveleni il tuo gioire. | Norma e legge io prenderò | Dallo stato del tuo viso, | E fedele alternerò | Teco il pianto e teco il riso''.
==''In morte di Lorenzo Mascheroni''==
===[[Incipit]]===
''Come face al mancar dell'alimento | Lambe gli aridi stami, e di pallore | Veste il suo lume ognor più scarso e lento | E guizza irresoluta, e par che amore | Di vita la richiami, infin che scioglie | L'ultimo volo, e sfavillando muore: | Tal quest'alma gentil, che morte or toglie | All'[[Italia|Italica]] speme, e sullo stelo | Vital, che verde ancor floria, la coglie; | Dopo molto affannarsi entro il suo velo, | E anelar stanca sull'uscita, alfine | L'ali aperse, e raggiante alzossi al cielo''.
===Citazioni===
*{{NDR|Al lettore}} Ben provvide alla dignità delle Muse quella legge del divino [[Licurgo]], la quale vietava l'incidere, non che il cantar versi sulla tomba degli uomini volgari, non accordando questo alto onore che alle anime generose e della patria benemerite. (p. 387)
*''Lui che primiero dell'intatto Urano / Co' numeri frenò la via segreta, / [[Barnaba Oriani|Orian]] degli astri indagator sovrano''<ref>Da ''[https://digital.onb.ac.at/OnbViewer/viewer.faces?doc=ABO_%2BZ202807101&query=text%3Aorian&ref=primo-search In morte di Lorenzo Mascheroni]'', Milano, 1801, p. 9.</ref>
*''Oh mio [[Lorenzo Mascheroni|Lorenzo]] — oh [[Jean-Charles de Borda|Borda]] mio! fur dette | Queste, e non più per lor, parole: il resto | Disser le braccia al collo avvinte e strette''. (Canto I, p. 389)
*''Pace, austero intelletto. Un'altra volta | Salva è la [[patria]]: un nume entro le chiome | La man le pose, e lei dal fango ha tolta. | [[Napoleone Bonaparte|Bonaparte]]... Rizzossi a tanto nome | L'acciglialo [[Giuseppe Parini|Parini]], e la severa | Fronte spianando balenó, siccome | Raggio di sole che, rotta la nera | Nube, nel fior che già parea morisse | Desta ii riso e l'amor di primavera''. (Canto II, p. 390)
*''[[Reggio nell'Emilia|Reggio]] ancor non obblia che dal suo seno | La favilla scoppiò, donde primero | Di nostra libertà corse il baleno. Mostrò [[Bergamo]] mia che puote il vero | Amor di patria e lo mostrò l'ardita | [[Brescia]], sdegnosa d'ogni vil pensiero''. (Canto II, p. 392)
*''O voi che state ad ascoltar, voi puri | Spirti del ciel, cui veggio al rio pensiero | Farsi i bei volti per pietade oscuri; | Che cor fu il vostro allor che per sentiero | D'orrende stragi inferocir vedeste | E stugger [[Francia]] un solo, un [[Maximilien de Robespierre|Robespiero]]?'' (Canto III, p. 393)
*''Perché la [[colpa]] de' regnanti, o Padre, | Negli innocenti [[Popolo|popoli]] è punita?'' (Canto III, p. 393)
===Citazioni sull'opera===
*Alla ''Mascheroniana'' poi fu cagione la morte del celebre matematico e letterato [[Lorenzo Mascheroni]], il quale essendo in vita tenero amico del Monti, fu da lui in morte con versi gravissimi lacrimato. ([[Francesco Cassi]])
*Questi nuovi canti che deploravano la morte del celebre matematico, e letterato [[Lorenzo Mascheroni]] sono anch'essi un frammento, che gli amici vietarono al Monti e continuarli e pubblicarli. ([[Gianfrancesco Rambelli]])
==''In morte di Ugo Bassville''==
===[[Incipit]]===
<poem>Già vinta dell'inferno era la pugna,
E lo spirto d'abisso si partìa
Vòta stringendo la terribil ugna.
Come lion per fame egli ruggìa
Bestemmiando l'Eterno, e le commosse
Idre del capo sibilâr per via.
Allor timide l'ali aperse e scosse
L'anima d'Ugo alla seconda vita
Fuor delle membra del suo sangue rosse;
E la mortal prigione ond'era uscita
Subito indietro a riguardar si volse
Tutta ancor sospettosa e sbigottita.
Ma dolce con un riso la raccolse
E confortolla l'angelo beato
Che contro Dite a conquistarla tolse.</poem>
===Citazioni===
*''Vôta stringendo la terribil ugna''. (canto I, v. 3<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 249.</ref>)
*''Oltre il rogo non vive ira nemica''. ([[s:In morte di Ugo Bassville/Canto I|canto I]], v. 49)
*''Stolto, che volli coll'immobil fato | cozzar della gran [[Roma]], onde ne porto | rotta la tempia, e il fianco insanguinato; | ché di Giuda il Leon non anco è morto; | ma vive e rugge, e il pelo arruffa e gli occhi''. ([[s:In morte di Ugo Bassville/Canto III|canto III]], vv. 7-11)
*''Tremanti i polsi e riverente il ciglio''. ([[s:In morte di Ugo Bassville/Canto III|canto III]], v. 21)
*''Ei sol tarpò del Franco ardir le penne; | l'onor d'[[Italia]] vilipesa e quello | del Borbonico nome egli sostenne''. ([[s:In morte di Ugo Bassville/Canto III|canto III]], vv. 55-57)
*''L'ali apersi a un sospiro; e l'infinito | amor nel libro, dove tutto è scritto, | il mio [[peccato]] cancellò col dito''. ([[s:In morte di Ugo Bassville/Canto III|canto III]], vv. 85-87)
*''Non altrimenti a volo strano e vago | d'ogni parte erompea l'oscena schiera; | ed ulular s'udiva, a quell'immago | che fan sul margo d'una fonte nera | i [[Lupo|lupi]] sospettosi e vagabondi | a ber venuti a truppa in sulla sera''. ([[s:In morte di Ugo Bassville/Canto III|canto III]], vv. 214-219)
*[...] ''il piè sì [[Lentezza|lento]], | che le lumacce al paragon son veltri.'' ([[s:In morte di Ugo Bassville/Canto III|canto III]], 296-297)
*{{NDR|Su [[Paul Henri Thiry d'Holbach]]}} ''Colui che al discoperto e senza téma | venne contro l'Eterno ad accamparse; | e ne sfidò la folgore suprema, | secondo Capaneo, sotto lo scudo | d'un gran delirio ch'ei chiamò sistema.'' ([[s:In morte di Ugo Bassville/Canto III|canto III]], vv. 320-324)
===Citazioni su ''In morte di Ugo Bassville''===
*Assai edizioni della ''Bassvilliana'' si moltiplicarono per Italia, e specialmente in [[Milano]], dove l'immortale [[Giuseppe Parini|Parini]], maravigliato all'ardire dal nuovo poeta, disse quella memorabile sentenza, ''che il Monti'' cioè ''sempre minaccia di cadere colla repentina sublimità de' suoi voli, e non cade mai''. Nell'edizione di [[Pavia]] si posero alcune forti note, nelle quali magnificandosi l'autore col titolo di ''Dante redivivo'', fu censurata quella espressione di freddo e caldo. ([[Francesco Cassi]])
*I classici versi che cantano ''Basville'' levarono plauso tale, che li più schivi appresero a venerare l'[[Dante Alighieri|Alighieri]]; ed allora il felice autore fu salutato col titolo di ''Dante redivivo'' e l'acuto [[Giuseppe Parini|Parini]] escì in quella memorabile sentenza ''che il Monti sempre minaccia cadere colla repentina sublimità de'suoi voli, e non cade mai''. Ma la ''Basvilliana'' non è che un frammento del gran poema che la vasta mente di Vincenzo avea concepito. ([[Gianfrancesco Rambelli]])
==''L'entusiasmo melanconico''==
===[[Incipit]]===
<poem>Dolce de' mali obblio, dolce dell'alma
Conforto, se le cure egre talvolta
Van de' pensieri a intorbidar la calma,
O cara [[Solitudine]], una volta
A sollevar deh! vieni i miei tormenti
Tutta nel velo della notte avvolta.
Te chiamano le amiche ombre dolenti
Di questa selva, e i placidi sospiri
Tra fronda e fronda de' nascosti venti.</poem>
===Citazioni===
*''Il [[Pensiero|pensier]] si sprigiona, e senza briglia | va scorrendo, quai turbo inferocito | che il dormente Ocean desta e scompiglia. | In quai caverne, in qual deserto lito | or vien egli sospinto? È forse questo | il sentier d'Acheronte e di Cocito?'' (p. 224)
*''[[Maledizioni dalle poesie|Maledetto]] il pensier che ti donai; | maledette le tracce, e la scaltrita | sembianza, onde sedurre io mi lasciai; || maledetta l'infausta ombra romita | conscia de' miei trionfi, e della spene | lungo tempo felice, e poi tradita''. (p. 224)
*''Mugge il tuono fra' lampi, e dappertutto | dal sen de' nembi la [[tempesta]] sbalza | e schianta i boschi il ruinoso flutto''. (p. 224)
*''Sostienmi, o mio coraggio. Ecco l'orrendo | volto di [[morte]]! Arricciasi ogni pelo, | e l'alma al cor precipita fremendo''. (p. 224)
*''Oh Morte! oh Morte! Eppur terribil tanto | non sei qual sembri. Tu sugli occhi adesso | mi chiami, in vece di spavento, il pianto. || Dunque più non fuggir, vienmi dappresso. | Ah, perché tremo ancor? Vieni, ch'io voglio | ne' tuoi sembianti contemplar me stesso''. (p. 225)
==''La bellezza dell'universo''==
===[[Incipit]]===
''Della mente di [[Dio]] candida figlia, | Prima d'Amor germana, e di Natura Amabile compagna e maraviglia, || Madre de' dolci affetti, e dolce cura | Dell'uom, che varca pellegrino errante | Questa valle d'esilio e di sciagura, || Vuoi tu, diva [[bellezza]], un risonante | Udir inno di lode, e nel mio petto | Un raggio tramandar del tuo seminante? || Senza la luce tua l'egro intellelto | Langue oscurato, e i miei pensier sen vanno | Smarriti in faccia al nobile subbietto''.
===Citazioni===
*''Tu coronasti di sereni lampi | Al [[Sole|Sol]] la fronte: e per te avvien che il crine | Delle comete rubiconde avvampi; || Che agli occhi di quaggiù, spogliate alfine | Del reo presagio di feral fortuna, Invian flamme innocenti e porporine, || Di tante faci alla silente e brunà || Notte trapunse la tua mano il lembo. E un don le festi della bianca Luna''. (vv. 41-51; 1855, p. 232)
*''Alla terra indirizzasti l'ali, | Еd ebber dal poter de' tuoi splendori | Vita le cose inanimate e frali. | Tumide allor di nutritivi umori | Si fecondàr le glebe, e si fèr manto | Di molli erbette e d'olezzanti fiori''. (vv. 55-60; 1855, p. 232)
*''Dalle gravide glebe, oh maraviglia! | Fuori allor si lanciò scherzante e presta | la vaga delle [[Animale|belve]] ampia famiglia. | Ecco dal suolo liberar la testa, | scuoter le giubbe, e tutto uscir d'un salto | il biondo imperator della foresta: | ecco la tigre, e il leopardo in alto | spiccarsi fuora della rotta bica, | e fuggir nelle selve a salto a salto: | vedi sotto la zolla, che l'implica, | divincolarsi il bue, che pigro e lento | isviluppa le gran membra a fatica: | vedi pien di magnanimo ardimento | sovra i piedi balzar ritto il destriero, | e nitrendo sfidar nel corso il vento; | indi il cervo ramoso, ed il leggiero | daino fugace, e mille altri animanti, | qual mansueto, e qual ritroso e fiero. | Altri per valli e per campagne erranti, | altri di tane abitator crudeli, | altri dell'uomo difensori e amanti. | E lor di macchia differente i peli | tu di tua mano dipingesti, o Diva, | con quella mano, che dipinse i cieli.'' (vv. 80-105; 1797, p. [[s:Pagina:Poemetti italiani, vol. X.djvu/133|129]])
*''Anche sul dorso dei petrosi monti | Talor t'assidi maestosa, e rendi | Belle dell'[[alpi]] le nevose fronti: | Talor sul giogo abbrustolato ascendi | Del fumante [[Etna]], e nell'orribil veste | Delle sue fiamme ti ravvolgi e splendi''. (vv. 133-138; 1855, p. 233)
*''Chi può cantar le tue bellezze? Al petto | Manca la lena, ed il verso non ascende | Tanto, che arrivi all'alto mio concetto''. (vv. 169-171; 1855, p. 233)
===Citazioni sull'opera===
*Né faremo parola di quella miracolosa ''Bellezza dell'Universo'', che recitata in Arcadia per le nozze Braschi e Falconieri stordì di guisa le menti d'ogni uomo, che narrasi (dopo uditi que' carmi divini) niuno degli arcadi aver voluto leggere li suoi componimenti: tanto fu il trionfo del giovane poeta. ([[Gianfrancesco Rambelli]])
==''La musogonia''==
===[[Incipit]]===
''Cor di ferro ha nel petto, alma villana | Chi fa de' carmi alla bell'arte oltraggio, | Arte figlia del Cielo, arte sovrana, | Voce di Giove e di sua menle raggio. | O Muse, o sante Dee, la vostra arcana | Origine vo' dir con pio linguaggio, | Se mortal fantasia troppo non osa | Prendendo incarco di celeste cosa''.
===Citazioni===
*''Chè nuova [[tirannia]] sta sempre in tema, | E cruda è sempre tirannia che trema''. (p. 235)
*''Amor che già scendea propizio e pio, | Manifestossi in quella all'amatore, | E gli [[Sorriso|sorrise]] cosi caro un riso, | Che di dolcezza un sasso avria diviso''. (p. 236)
*''E tu pur desti agli empi sepoltura, | Terribile [[Vesuvio|Vesevo]], che la piena | Versi rugghiando di tua lava impura | Vicino ahi troppo alla regal Sirena. | Deh sul giardin d'Italia e di natura | I tuoi torrenti incenditori affrena; | Ti basti, ohimè! l'aver di [[Pompei|Pompejano]] | I bei colli sepolto e d'[[Ercolano]]''. (p. 239)
*''Molta [[virtù]] sepolta giace accanto | Alla [[viltà]], perché non ebbe un prode | Vate amico al suo fianco: e le bell'opre, | Che non hanno cantor, l'[[oblio]] ricopre''. (p. 240)
==''La pace di Campoformio''==
===[[Incipit]]===
''Dolce brama delle genti, | Cara [[Pace]], alfin scendesti, | E le spade combattenti | La tua fronda separó. || Nell'orribile vagina | Già nasconde il brando Marte; | Già l'invitto [[Napoleone Bonaparte|Bonaparte]] | Il suo fulmine posó''.
===Citazioni===
*''E sian scherno sulle scene | In catene — trascinati | I [[Tirannia|tiranni]] detestati | Della fiera gioventù''. (p. 417)
*''Per le case, per la via | Scorre libero il [[piacere]]; | Un'amabile follia | La ragion rapisce e il cor''. (p. 418)
*''Libertade o morte, tutti | Esclamate, e mano al brando: | Fortunato chi pugnando | Per la [[patria]] morirá''. (p. 418)
===[[Explicit]]===
''Prodi all'[[Arma|armi]]; alzate un grido | Di coraggio, e mano al brando. | Fortunato chi pugnando | Per la patria sua spirò''.
==''La spada di Federico II''==
===[[Incipit]]===
''Sul muto degli Eroi sepolto frale | Eterna splende di virtù la face. | Passa il Tempo, e la sventola coll'ale, | E più bella la rende e più vivace. | Corre a inchinarla la virtù rivale; | [[Alessandro Magno|Alessandro]] alla tomba entro cui tace | L'ira d'Achille, e, maggior d'ogni antico, | [[Napoleone Bonaparte|Bonaparte]] all'avel di [[Federico II di Prussia|Federico]]''.
===Citazioni===
*''La man vi stese, e disse: Entra nel mio | Pugno, o fatal tremenda spada. Il trono | Ch'alto levasti, e i lauri onde coprio | Un dì la fronte il tuo Signor, miei sono. | Dal gorgo intatta dell'umano obblio | Sua gloria volerà''. (p. 458)
*''Spinge l'Elba atterrile e rubiconde | Al mar le spume; e il mar incalza al lido | Anglo muggendo, e su le torbid'onde | Gl'invia del sangue sì mal compro il grido. | A quel muggir l'Odera alto risponde, | E: Rispetta il Lion, bada al tuo nido, | Crida allo Sveco dalla riva estrema; | Bada al tuo nido, Re pusillo, e trema''. (p. 459)
*''D'[[Europa]] intanto alla [[Cina]] reina | Viaggia della Spree la trionfata | Spada, e la segue con la fronte china | La Borussa Superbia incatenata. | Densa al passar dell'arme pellegrina | Corre la gente stupefatta, e guata; | E già la fama con veloce penna | Ne pronuncia la giunta in su la [[Senna]]''. (p. 459)
===[[Explicit]]===
''In questa di valor sacra contrada | Alti onori t'avrai; che riverita | Pur de' nemici è qui la gloria, e schietti | Della tua faran fede i nostri petti. | Si dicendo scoprir le rilucenti | Còlte in Rosbacco cicatrici antiche, | E vivo scintillò negli occhi ardenti | Il pensier| delle belliche fatiche. | Parve l'inclita spada a quegli accenti | Abitarsi, e sentir che fra nemiche | Desire non cadde; parve di più pura | Luce ornarsi, e obbliar la sua sventura''.
==''Lettera a nome di Francesco Piranesi al generale D. Giovanni Acton ''==
===[[Incipit]]===
Voi dormite tranquillo, signor Generale, sopra i vostri allori marittimi e sul timone della nave di cui sedete al governo, e tutt'altro vi sognate sicuramente, che di ricevere una mia lettera. Perché son io costretto di scrivervela? Qual linguaggio, qual formolario userò io con voi, io consagrato al servigio d'un principe ingiustamente offeso dal vostro? E quale sarà il Galateo che adoprerò se, nel mentre ch'io parlo, la [[Svezia]] da voi provocata prepara i suoi vascelli per portarvi a [[Napoli]] le sue ragioni sulla bocca eloquente de' suoi cannoni? Frattanto egli m' è necessario di scrivervi e voi siete quello che mi forzate. Se voi non aveste attaccata che in privato la mia persona, se aveste ancora ciò fatto in Napoli al cospetto solamente de' vostri schiavi, io vi avrei lasciato, senza commovermi, eternamente latrare e mentire. Ma voi mi avete oltraggiato alla presenza del pubblico, voi mi avete atrocemente calunniato per proteggere il traditore barone d'Armfeldt, denunciandomi a tutta l'[[Italia]] e a tutta l'[[Europa]] ordinatore d'un assassinio contro di lui voi avete cercato di dirigere a questo scopo la pubblica opinione con ogni sorta di maneggi e di scritti, e non vi siete avveduto che, togliendomi l'onore, mi toglievate egualmente la libertà di soffrire, disprezzarvi e tacere.
===Citazioni===
*La [[verità]] non ha mai atterrito gli amici della [[virtù]] e non vi sono che i vili, che consigliano di tacerla, e le sporche coscienze, a cui torna conto che la sua luce resti sepolta nel cuore degli uomini, come una lucerna dentro una tomba. (p. 23)
*La massima, che sotto [[Luigi XIII di Francia|Luigi XIII]] lasciò scritta nel suo testamento politico un gran ministro di Stato, ''che i sovrani si guardino con diligenza dall'impiegare nelle cariche le persone d'onore, perché non possono trarne verun partito'', questa massima tanto esecrabile, quanto osservata, è del tutto sconosciuta, se nol sapete, in Isvezia. Se lo sia egualmente nel sistema della vostra politica, accordatemi l'onesta libertà di deciderlo e allora vi dirò io la ragione perché non siete ancora in grado di rispettarmi e conoscermi. (p. 24)
*Oh [[verità]]! sentimento divino, idolo dei cuori onorati e tormento eterno dei perfidi, io potrò dunque far sì, che il pubblico ti contempli a viso scoperto e ti tocchi? L'impostura avea tentato di seppellirti, e nascondere, ai tanti occhi che ti cercano, le tue pure attrattive. Ma la mia mano strapperà con coraggio il velo che ti hanno posto sul volto. La tua luce brillerà come il sole, confonderà i vili che ti hanno tradito, e i buoni esulteranno tutti della tua giusta vendetta. (p. 31)
*[...] per disonore dell'umana ragione non v'e cosa in [[Napoli]] tanto notoria, quanto la libera e pubblica vendita che vi si fa dei falsi attestati. La tariffa loro ordinaria è di tre ducati, o di quattro, secondo la fame di chi vende, e il bisogno di chi compra. Se tu vuoi dunque soppiantare un processo, alterare una particola di testamento, falsificare qualunque carattere, tu non hai ch'a gittar via i rimorsi, e dar mano alla borsa. Le botteghe de' falsari son sempre aperte. Tiriamo un velo sopra queste incredibili e non mai più udite abbominazioni. Il pensiero non può fissarle senza raccapriccio. (p. 32-33)
*Noi entriamo in un [[mare]] che non ha sponde, in un mare di ribalderie, ove l'ingiustizia e la soverchieria veleggiano col vento in poppa, e la sola [[innocenza]] è in burrasca, da tutti abbandonata, fuorché dal Cielo che la vuole afflitta, ma non sommersa. (p. 38)
==''Pensieri d'amore''==
===[[Incipit]]===
''Sallo il [[Cielo|ciel]] quante volte al sonno, ahi lasso! | Col desire mi corco e colla speme di mai svegliarmi | E sul [[Mattino|mattin]] novello| Apro le luci, a mirar torno il Sole, | Ed infelice un'allra volta io sono. | Quale sovente con maggior disdegna | Vedi sul mar destarsi le procelle, | Che fallo dianzi avean silenzio e tregua; | Tale al tornar delia diurna luce | Più fiero de' miei mali il sentimento | Risorge, e tal dell'alma le [[Tempesta|tempeste]], | Che la calma notturna avea sopite, | Svegliansi tutte, e le solleva in alto | Quel terribile Iddio che mi persegue''.
===Citazioni===
*''Ah! qnando ancora colle chiuse ciglia | Tra veglia e sonno d'abbracciarla io credo, | E deluso mi desto, ahi! che del cuore | La grave oppressïon sgorgar repente | Fa di lagrime un rio dalle pupille. E al [[Pensiero|pensier]] disperato mi dischiude | Un avvenir d'orrendi mali, a cui | Termine non vegg'io fuorché la [[tomba]]''. (p. 267)
*''Oh come del [[Pensiero|pensier]] batte alle porte | Questa fatale [[Immagine|immago]] e mi persegue! | Come d'incontro mi s'arresta immota, | E tutta tutta la mia [[mente]] ingombra! | Chiudo ben io per non mirarla i rai, | E con ambe le man la fronte ascondo. | Ma su la fronte e dentro i rai la veggio | Un'allra voila comparir, fermarsi, | Riguardarmi pietosa e non far motto''. (p. 267)
*''Torna, o [[delirio]] lusinghier deh! torna; | Né cosi ratto abbandonarmi. Io dunque | Suo sposo! ella mia sposa! Eterno Iddio, | Di cui fu dono questo cor che avvampa, | Se un tanto ben mi preparavi, io tutti | Spesi gl'istanti in adorarti avrei''. (p. 268)
*''Oh se lontano dalle ree cittadi | In solilario lido i giorni miei | Teco mi fosse trapassar concesso! | Oh se mel fosse! Tu sorella e sposa, | Tu mia ricchezza, mia grandezza e regno, | Tu mi saresti il ciel, la terra e tutto. | Io ne' tuoi sguardi e tu ne' miei felice, | Come di schietto rivo onda soave | Scorrer gli anni vedremmo, e fonte in noi | Di perenne gioir fóra la vita.'' (p. 268)
*''Tutto pere quaggiù. Divora il Tempo | L'opre, i pensieri. Colà dove immenso | Gli astri dan suono, e qui dov'io mi assido, | E coll'aura che passa mi lamento, | Del nulla tornerà l'ombra e il silenzio. | Ma non l'intera Eternilà potria | Spegner la fiamma che non polsi e vene, | Ma la sostanza spirital n'accese, | Fiamma immortal, perché immortal lo spirito | Entro cui vive, e di cui vive e cresce''. (p. 269)
===[[Explicit]]===
*''E sarà nosco Amore. Noi de' sofferti | Oltraggi allor vendicheremo Amore, | Né d'uomo tirannia né di fortuna | Franger potranne, o indebolir quel nodo | Che le nostre congiunse alme fedeli. | Perché dunque a venir lenta è cotanto, | Quando è principio del gioir, la [[Morte]]? | Perché si rado la chiamata ascolta | Degl'infelici, e la sua man disdegna | Troncar le vile d'amarezza asperse?''
==''Poesie varie''==
*''Di velo, il sai, compiacesi | amor modesto e puro. | Va, fra quell'[[Ombra|ombre]] tacite | mi troverai, tel giuro.'' (da ''La fecondità'', p. 275)
*''Finché l'[[età]] n'invita, | cerchiam di goder. | L'[[aprile]] del piacer | passa, e non torna più. | Grave divien la vita | se non ne [[carpe diem|cogli il fior]]''. (da ''All'amica'', p. 275)
*''I nostri cori a gara | lasciamo [[Delirio|delirar]] | chi sa fervente amar, | solo è felice''. (da ''All'amica'', p. 275)
*''Per due fedeli [[Amore|amanti]] | tutto, tutto è [[Gioia|gioir]]''. (da ''All'amica'', p. 275)
*''Più sei bella, più devi | ad [[Amore|Amor]] voti e fè''. (p. 275)
*''[[Amare|Amiam]], che i dì son brevi; | un [[giorno]] senza amor, | è giorno di dolor, | Giorno perduto''. (da ''All'amica'', p. 275)
*''E meglio tra capanne in umil sorte, | che nel tumulto di ribalta corte, | [[filosofia]] s'impara''. (da ''Invito d'un solitario a un cittadino'', p. 275)
*''Vieni dunque, infelice, a queste selve; | fuggi l'empie [[città]], fuggi i lucenti | d'oro palagi, tane di serpenti, | e di perfide belve''. (da ''Invito d'un solitario a un cittadino'', p. 276)
*''E te pur, dolce amico, e te pur prende | del mio soffrir pietade; ed in me fitto | lo sguardo, mostri che il dòlor ti fende | di che misero io porto il coi- trafitto. || Né la virtù che agli altrui mali intende, | in te si spense al meditar lo scritto | del fiero vate che in sentenze orrende | di Farsaglia cantò l'alto delitto''. (da ''Al sig. conte Francesco Cassi'', p. 18<ref name=Rac>Vincenzo Monti, ''Poesie varie'', ''Raccolta di poeti classici italiani antichi e moderni'', Milano 1834.</ref>)
*''E diran tutti: L'italo cantore | vinse il latino; chè le Furie a quello | fur Mute, e a te, leggiadro spirto, il core''. (da ''Al sig. conte Francesco Cassi'', p. 18<ref name=Rac/>)
*''Più la contemplo, più vaneggio in quella | mirabil tela: e il cor, che | ne sospira, | sì nell'obbietto del suo arnor delira, | che gli amplessi n'aspetta e la favella''. (da ''Per un dipinto del celebre sig. Filippo Agricola rappresentante la Figlia dell'Autore'', p. 21<ref name=Rac/>)
*''Nel fiso riguardar l'amato obbietto | del mio lungo desir tanta è la piena, | la dolce piena del paterno affetto, | che il gaudio quasi a delirar mi mena. || L'anima, tutto abbandonando il petto, | corre negli occhi, e Amor ve l'incatena''. (da ''Agli amici'', p. 22<ref name=Rac/>)
===''Canzonetta''===
*''Amo, ed ardo per cosa | Si vaga e graziosa, | Che vederla, e trafitto | Non sentirsi è delitto''. (p. 276)
*''Ardon dolci e tranquille | Le cerulee [[Pupilla|pupille]]. | Oh pupille beate! | Stolto è ben chi vi mira, | E d'[[Amore|amor]] non sospira''. (p. 276)
*''Del color non dipende | Degli [[Occhio|occhi]] la [[bellezza]], | Ma sol dalla dolcezza | Che da lor piove e scende''. (p. 276)
*''Quante [[Pupilla|pupille]] brune | Passano disprezzate | Senza palme e fortune, | Perché mute, insensate | Non san piegarsi in giro, | Né destare un sospiro? ''. (p. 277)
*''Ma voi, [[Pupilla|pupille]] amabili, | Pupille incomparabili, | Se uno sguardo volgete, | Già il cor rapito avete''. (p. 277)
*''Chi misura mai puote | Il valor d'un [[sorriso]], | Che ravviva le gote | D'un delicato [[viso]]? ''. (p. 277)
*''So che [[Immagine|immago]] è del cor | La forma esterïore; | Ma l'immago sovente | È Fallace, o languente''. (p. 277)
*''Un [[Amore|amor]] senza stento | Invita al tradimento; | E una [[Rosa (fiore)|rosa]] d'aprile | Quattro volte odorata | Perde il suo bello, e vile | Sen muore al suol gittata''. (p. 278)
==''Prometéo''==
===[[Incipit]]===
''L'accorto [[Prometeo|Prometéo]], l'inclito figlio | A cantar di Giapeto il cor mi sprona, | E quantji sopportò travagli e pene | Per amor de' mortali, e qual raccolse | Di largo beneficio empia mercede, | Se la Diva, cui tutta a parte a parte | La peregrina istoria è manifesta, | Del suo favor m'aita, e non ricusa | Sovra italico labbro alcuna stilla | D'antica derivar greca dolcezza''.
===Citazioni===
*La [[Mitologia]] ci offre in Prometeo il più interessante personaggio che mai esercitasse, pe' suoi rapporti morali e politici, l'intelletto de' filosofi e l'immaginazione de' poeti. Ma tante sono e si diverse e sconnesse le maraviglie che di lui si raccontano, che volendo noi trattarne l'argomento in poema, sarà pregio dell'opera il riunire a maggior comodo di chi legge le molte e disperse fila di questa tela. (in prefazione)
*''E dove in trono non s'asside il [[Giustizia|giusto]], | Colpa divien, che mai non si perdona, | Dell'ingegno l'altezza e la virtude; | E fortunata è l'[[ignoranza]] sola''. (Canto I)
*''[[Sangue]] corrono i campi, e sangue i fiumi; | Sangue si vende, oh dio! sangue si compra, | E tradimento e forza a piè del trono | Fan l'orrendo contratto''. (Canto I)
*''Così talvolta il [[Sole|Sol]], poiché di Giove | Tacquero i lampi procellosi e i tuoni, | Delle nuvole straccia il fosco velo, | E più bella che pria mostra la fronte | Che tutto allegra di suo riso il mondo''. (Canto II)
*''Era il tempo che stanche in occidente | Piegava il [[Sole|Sol]] le rote, e raccogliendo | Dalle cose i colori, all'inimica | [[Notte]] del mondo concedea la cura''. (Canto II)
*''Lascivo il [[vento]] le gonfiava il [[seno]] | Del bel ceruleo velo, e steso a tergo | Iva il crin somigliante ad una [[stella]] | Che di nembi foriera per la quota | [[Notte]] del ciel precipita, e fa lungo | Dopo sé biancheggiar solco di [[luce]]''. (Canto III)
*''Oh Delo ! oh culla | Del signor delle Muse e della luce, | Salve! Né mai con sanguinoso piede | Ti giunga Marte a calpestar, né mai | S'acquisii Pluto in te ragione alcuna. | Salve, o terra beata, e sempre suoni | Sul labbro de'poeti il tuo bel nome''. (Canto III)
*''Prima e sola cagion che moto e vita | A tutte impresse le create cose, | Alma [[natura]], che tue sante leggi | Rivelasti ai mortali, e la grandezza | Sempre narri di Lui ch'è tuo principio''. (Canto IV)
== Citazioni su Vincenzo Monti ==
*Alla testa degli Oratori Italiani dee esser posto il cav. Monti, il quale è primo nella eloquenza cosi come nella poesia, nella critica e nella filologia. ([[Ambrogio Levati]])
*Amico mio, seguitate la vostra fatica la quale ad onta della debolezza dell'argomento che vi siete proposto va a procacciarvi una luminosa riputazione; e s'egli è vero che le anime di [[Dante]] e dell'autore del ''Basville'' si siano toccate in tutte le loro parti, tenete per certo che la vostra entra per terza in questo contatto, e compisce il mistero d'una triade letteraria in un'anima sola. ([[Francesco Torti]])
*Così ella vede che il Monti è assai più famoso per l'''[[Iliade]]'' che per il ''Persio''. ([[Giacomo Leopardi]])
*Dalle ossa di Vincenzo sorga lo spirito illustre, illumini le belle contrade d'un altro ''Aristodemo'', d'un altro ''Basville'', e ponendosi a bocca la tromba d'[[Omero]] colle calde parole del Ghibellino fuggiasco {{NDR|[[Dante Alighieri]]}} facciane uscire un tuono degno della tua gloria, degno del popolo più poetico dell'universo. ([[Gianfrancesco Rambelli]])
*Fuvvi chi dalle opere e dalle azioni di lui volle dirlo l'uomo di tutti i tempi, di tutti i partiti . Non è mio instituto purgarlo di tale accusa: io parlo del gran letterato, del sommo poeta, Monti considerato come uomo avrà qualche volta operato debolmente. E che monta codesto? Condanneremo per ciò l'autore della ''Basvilliana'', e dell'''Aristodemo''? ov'è uomo sulla terra che niuna macchia possa rimproverarsi? se v'ha venga costui, e getti la prima pietra a coprire d'infamia il principe de' poeti del nostro tempo. ([[Gianfrancesco Rambelli]])
*Il cav. Monti ha pur esso voluto tradurre un latino poeta, e per esercitare il suo ingegno ha scelto il più oscuro, qual è [[Aulo Persio Flacco|Persio]]. Ma per quanti sforzi egli abbia fatto per rischiararlo, noi siam costretti ancora a {{sic|sclamare}} con San Girolamo: ''Si non vis intelligi, non debes legi''. ([[Ambrogio Levati]])
*Il Manzoni, in un'ora d'entusiasmo, chiamò "divino" il Monti; ma nella fuga dei giorni, quella parola è svanita. Pure, "divino" è il Monti nella meravigliosa signoria di {{sic|tutt' i}} metri poetici, nella vena inesauribile, come Ovidio; è divino nell'armonia del verso, che al pari d'una "voce" di cui parla lord Byron, sembra discendere da un trono. Ma, nello stile, gli mancano i chiaroscuri, talvolta grandiosi, del Foscolo. ([[Raffaello Barbiera]])
*Il Monti fu, dunque rispetto ai poeti che con lui si usa mettere a contrasto, poeta di orecchio e d'immaginazione, e non punto rappresentante di un'età contro un'altra età: differenza di conformazione mentale, non di contenuto storico. E tanto poco egli chiuse un'età o appartenne a un'età chiusa, che, per contrario, formò scuola: una scuola certamente di valore scarso o nullo, ma sol perché scarso o nullo è il valore di tutte le scuole poetiche; e che per estensione e diffusione non fu inferiore ma piuttosto superiore alla foscoliana e alla leopardiana. ([[Benedetto Croce]])
*Il Monti non traduce, ma interpreta: che è pur l'unico modo di tradurre. Subito egli coglie di un episodio, di un personaggio, di un'azione, l'accento fondamentale; e a quello volge e piega il suo interpretare, che è il suo tradurre, e intona il suo canto. Non ha deviazioni o urti o arresti, come chi sia preoccupato di altro e ad altro intenda: come chi, per esempio, si affatichi su l'analisi verbale del testo, o si adoperi di seguir certo stile e di provocare e ottenere effetti voluti. Egli ha dentro una sua musica: e quella ode e a quella obbedisce. ([[Manara Valgimigli]])
*La Poesia Italiana degradata ed invilita dagli Arcadi, che l'avevan ridotta ad una obbrobriosa povertà di idee ed a sole inezie canore, risurse mercé l'ingegno e le cure del cav. Vincenzo Monti. Egli rialzò gli altari di Dante risuscitando lo studio della Divina Commedia; e pieno delle immagini dell'Alighieri e delle visioni ''del rapito di Patmo Evangelista'' spiccò il suo volo e si innalzò al cielo nelle due Cantiche della ''Basvilliana'' e della ''Mascheroniana'', nel ''Pellegrino Apostolico'', nella ''Visione di Ezechiello'', nella ''Bellezza dell'Universo''. ([[Ambrogio Levati]])
*Nella Roma di Pio VI, [...] non si perdonerà al Monti – e lo si piglierà da quel momento in sospetto – di avere, ripigliando la tesi degli Enciclopedisti, ricongiunto il suo pensiero a quello del Parini, dell'Alfieri e di tutti i contemporanei riformisti, lombardi e napoletani, {{sic|intuonando}} nell'ode al Montgolfier l'inno trionfale della ragione e della scienza. ([[Ernesto Masi]])
*Nella severa maestà del suo volto (sì vivamente rappresentata dalla scultura di [[Giovanni Battista Comolli|Giambatista Comolli]]), la grazia (non rara) di un sorriso dolce e delicato rivelava pienamente un animo sincerissimo e affettuoso. E la sincerità fu perfetta; che né voleva né poteva dissimulare non che fingere verun pensiero: e perciò detestava forte ogni falsità e simulazione: così avesse saputo da falsi e simulati difendersi! ([[Pietro Giordani]])
*''O VIATORE | IN QUESTA CASA | ADI' XIX. FEBBRAIO MDCCLI | NACQUE VINCENZO MONTI | ETERNO VANTO ALLE MUSE ALLA PATRIA ALL'ITALIA''. (Epigrafe sulla casa natale)
*''Questi è Monti poeta e cavaliero, | Gran traduttor dei traduttor d'Omero''.<ref>Il distico sarcastico allude al fatto che Vincenzo Monti tradusse in italiano l'''Iliade'' avvalendosi di una traduzione latina o di altra italiana in prosa.</ref>([[Ugo Foscolo]])
*Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. ([[Giuseppe Pecchio]])
*''Salve, o Divino a cui largì natura | il cor di [[Dante]] e nel suo Duca il canto: | Questo fia il grido dell'età ventura, | Ma l'età che fu tua tel dice il canto''. ([[Alessandro Manzoni]])
*Sempre minaccia di cadere colla repentina sublimità de' suoi voli, e non cade mai. ([[Giuseppe Parini]])
*Vincenzo Monti è stato uno de' poeti che più hanno mescolato l'arte alla politica corrente; e dacché i tempi, in cui si abbatté a vivere, furono de' più burrascosi, ed egli dalla fantasia prepotente e dal sentimento mobilissimo si lasciava condurre e aggirare in mezzo a que' vortici, nella rappresentazione che ne faceva impresse non solamente il suo genio, ma anche la variabilità appariscente del suo carattere. Nell'età posteriore, allorché preparandosi dalle generazioni novelle la redenzione d'Italia, la fermezza del carattere era più che mai necessaria, anche come poeta egli fu giudicato, più che co' criteri dell'arte, con quelli della politica, e spesso senza riguardo alle circostanze attenuanti, che si possono trarre da un esame imparziale di quelle mutazioni vertiginose, dalle condizioni particolari della sua vita, dal suo sempre vivo sentimento dell'onestà e dal suo amore costante per la grandezza e la gloria d'Italia. ([[Giovanni Mestica]])
*Vincenzo Monti formò su primi classici le precipue bellezze di suo stile, ma non ne seguì servilmente alcuno. Additò a poeti il vero modo d'imitar [[Dante]] più che non fecero [[Onofrio Minzoni |Minzoni]] e il [[Alfonso Varano|Varano]], e richiamò dal torto sentiero i traviati italici verseggiatori. ([[Gianfrancesco Rambelli]])
*Vincenzo Monti sta a cavaliere dei due secoli, e partecipa delle cortigianerie dell'uno e delle libere aspirazioni dell'altro. Egli è plebeo quando segue i mutevoli omaggi resi dalle plebi a mutevoli padroni; è aristocratico nelle guise elette del dire, nelle classiche tradizioni italiane, che ricevono da lui {{sic|novo}} lustro magnifico. Più pompa che forza in lui. ([[Raffaello Barbiera]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Vincenzo Monti, ''[[s:Al signor di Montgolfier|Al signor di Montgolfier]]'', in ''Poesie'', a cura di Alfonso Bertoldi, Sansoni, Firenze, 1891.
*Vincenzo Monti, ''Amor peregrino'', in ''Poesie varie'', ''Raccolta di poeti classici italiani antichi e moderni'', Milano, 1834.
*Vincenzo Monti, ''Amor vergognoso'', in ''Poesie varie'', ''Raccolta di poeti classici italiani antichi e moderni'', Milano 1834.
*Vincenzo Monti, ''Aristodemo'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''Cajo Gracco'', ''Tragedie del cavaliere Vincenzo Monti'', Leonardo Giardetti, Firenze 1825.
*Vincenzo Monti, ''Elegie'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''Galeotto Manfredi'', ''Tragedie del cavaliere Vincenzo Monti'', Leonardo Giardetti, Firenze 1825.
*Vincenzo Monti, ''Il bardo della Selva Nera'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''Il cespuglio delle quattro rose'', in ''Poesie varie'', ''Raccolta di poeti classici italiani antichi e moderni'', Milano 1834.
*Vincenzo Monti, ''Il consiglio'', in ''Poesie varie'', ''Raccolta di poeti classici italiani antichi e moderni'', Milano 1834.
*Vincenzo Monti, ''In morte di Lorenzo Mascheroni'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''L'entusiasmo melanconico'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''La bellezza dell'universo'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''La musogonia'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''La pace di Campoformio'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''La spada di Federico II'', ''Opere'' di Vincenzo Monti, Volume unico, Francesco Rossi-Romano, Napoli 1862.
*Vincenzo Monti, ''Lettera a nome di Francesco Piranesi al generale D. Giovanni Acton '', in ''Prose varie'', Tomo V, Giovanni Resnati e G. Bernardoni, Milano 1841.
*Vincenzo Monti, ''Pensieri d'amore'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''Poesie varie'', ''Poesie'', Tipografia Bernardo Virzì, Palermo 1855.
*Vincenzo Monti, ''Prometeo'', ''Opere'' di Vincenzo Monti, Volume unico, Francesco Rossi-Romano, Napoli 1862.
==Voci correlate==
*''[[Iliade]]''
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
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[[Categoria:Drammaturghi italiani]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Dylan Thomas
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Spinoziano
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immagine migliore; tolgo altra che ora pare superflua
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[[File:Dylan Thomas icon Blashford 1937.jpg|thumb|Dylan Thomas nel 1937]]
'''Dylan Marlais Thomas''' (1914 – 1953), poeta gallese.
==Citazioni di Dylan Thomas==
*''In principio era il verbo, il verbo | che dalle solide basi della luce | astrasse tutte le lettere dal vuoto; | e dalle nebulose basi del respiro | il verbo affluì, traducendo al cuore | primi caratteri di nascita e di morte.''
:''In the beginning was the word, the word | that from the solid bases of the light | abstracted all the letters of the void; | and from the cloudy bases of the breath | the word flowed up, translating to the heart | first characters of birth and death.''<ref group="fonte">{{en}} Da ''[https://allpoetry.com/In-The-Beginning In the beginning]'', ''allpoetry.com''.</ref>
*''Mi ci vogliono dieci [[paradosso|paradossi]] per ricomporre in me una verità.''
:''In me ten paradoxes make one truth.''<ref group="fonte">{{en}} Da ''Notebook 3'', 39, luglio 1933; in ''The Notebooks of Dylan Thomas'', New Directions, 1967, p. 315.</ref>
*''Nella loro rovina vedo i ragazzi dell'estate | desolare i campi d'oro, | trascurare la messe, raggelare il suolo.''
:''I see the boys of summer in their ruin | lay the gold tithings barren, | setting no store by harvest, freeze the soils; |'' [...].<ref group="fonte">{{en}} Da ''[https://allpoetry.com/I-See-The-Boys-Of-Summer I see the boys of summer]'', ''allpoetry.com''.</ref>
*Quando uno brucia i propri ponti, fa un gran bel fuoco!<ref group="fonte">Citato in ''Selezione dal Reader's Digest'', dicembre 1962.</ref>
*''Questo lato della verità | puoi non vederlo, figlio mio, | re dei tuoi occhi azzurri nel paese | dell'accecante gioventù, | che ogni cosa è disfatta, | sotto i cieli noncuranti.''
:''This side of the truth, | you may not see, my son, | king of your blue eyes | in the blinding country of youth, | that all is undone, | under the unminding skies, | '' [...].<ref group="fonte">{{en}} Da ''[https://allpoetry.com/This-Side-Of-The-Truth This side of the truth]'', ''allpoetry.com''.</ref>
===Citato in ''Dylan Thomas. Essere un poeta e vivere di astuzia e birra''===
*Sceglierei in qualunque momento di essere un poeta e vivere di astuzia e birra.
*La poesia, per un poeta, è il lavoro più remunerativo del mondo. Una buona [[poesia]] è un contributo alla realtà. Il mondo non è più lo stesso dopo che una buona poesia gli si è aggiunta.<ref group="fonte" name=sullapoesia>Da ''Sulla poesia'', trasmissione radiofonica alla BBC, giugno 1946.</ref>
*Il momento magico d'una poesia è sempre casuale. Nessun poeta faticherebbe tanto su questa complicata arte che è il far poesia se non sperasse in un improvviso e accidentale verificarsi di quel momento. [...] E la poesia migliore è quella in cui le parti faticate e non magiche sono più vicine, per struttura e intensità, a quei momenti di casuale magia.<ref group="fonte" name=sullapoesia/>
*La posizione che un poeta assume di fronte alla guerra è la posizione eretta.
*Quello che mi piace è trattare le parole come un artista il suo legno o pietra o quello che volete, per tagliarle, scolpirle, avvolgerle, spianarle e lucidarle in disegni, sequenze, sculture, fughe di suoni.<ref group="fonte">Da ''Poetic Manifesto'', ''Texas Quarterly'', inverno 1961.</ref>
*Sono un gallese, sono un ubriacone, e amo il genere umano, specialmente la parte femminile.<ref>Rispondendo alla dichiarazione di Thomas S. Eliot: «In politica sono un monarchico, in religione un anglocattolico, in letteratura un classicista».</ref>
*Un [[alcolismo|alcolizzato]] è qualcuno che non vi piace che beve quanto voi.
*[[Uomo]] sii la mia metafora.
==''Poesie''==
*''La forza che nella verde miccia spinge il fiore | spinge i {{sic|mei}} verdi anni; quella che fa scoppiare le radici degli alberi | è la mia distruttrice.'' (''La forza che nella verde miccia'', p. 17)
*''Rinchiuso in una torre di parole, | traccio sull'orizzonte che cammina con gli alberi | verbali forme di donne e le file | dei bimbi nel parco nel parco che hanno gesti di stella. | Fatemi farvene alcune con vocali di faggi, | alcune con voci di quercia, dirvi note | dalle radici di molte spinose contee. | Fatemi farvene alcune con discorsi dell'acqua.'' (''Specialmente se il vento d'ottobre'', p. 21)
*''Svuotato è il [[cuore]] che, compitando nello zampettio | dell'alchemico sangue, avvertiva l'avvento della furia.'' (''Specialmente se il vento d'ottobre'', p. 23)
*''La luce appare dove non splende sole; | dove non scorre mare, le acque del cuore | spingono i loro flutti; | e, sparsi fantasmi con lucciole nel capo, | le creature di luce | sfilano lungo la carne dove nessuna carne copre le ossa.'' (''La luce appare dove non splende sole'', p. 25)
*''L'alba appare dietro gli occhi; | dai poli del cranio e dall'alluce il sangue ventoso | scivola come un mare; | non picchettati, non recinti, i pozzi del cielo | sgorgano sotto la verga | che divina in un sorriso il petrolio del pianto.'' (''La luce appare dove non splende sole'', p. 25)
*''La luce appare su segreti apprezzamenti, | sugli scarti del pensiero dove i pensieri esalano alla pioggia; | quando le logiche muoiono, | il segreto del suolo cresce attraverso l'occhio | e il sangue balza nel sole; | sopra i terreni esausti l'alba arresta il suo corso.'' (''La luce appare dove non splende sole'', p. 25)
*''Tutto tutto e tutto gli aridi mondi sollevano, | piattaforma del ghiaccio, il solido oceano, | tutto dal petrolio, dal pestare della lava.'' (''Tutto tutto e tutto gli aridi mondi sollevano'', p. 37)
*''Qui in primavera, le stelle navigano il vuoto; | qui nell'inverno ornamentale | il nudo cielo viene giù a rovesci; | l'estate seppellisce l'uccello nato in primavera.'' (''Qui in primavera'', p. 45)
*''La mano che firmò il trattato abbatté una città; | cinque dita sovrane tassarono il respiro, | raddoppiarono il globo dei morti e dimezzarono un paese; | quei cinque re misero a morte un re.'' (''La mano che firmò il trattato'', p. 57)
*''Dai sospiri nasce qualcosa, | ma non dolore, questo l'ho annientato | prima dell'agonia; lo spirito cresce, | scorda, e piange.'' (''Dai sospiri'', p. 59)
*''Mi fu detto: ragiona con il [[cuore e cervello|cuore]]; | ma il cuore, come la [[cuore e cervello|testa]], è un'inutile guida.'' (''Splendessero lanterne'', p. 59)
*''La [[palla (sport)|palla]] che lanciai giocando nel parco | ancora non ha raggiunto il suolo.'' (''Splendessero lanterne'', p. 59)
*''Ribellati alle leggi della luna | e al parlamento del cielo, | al governo del mare perverso, | a tirannia del giorno e della notte, | a dittatura del sole.'' (''Cerca la carne su ossa'', p. 61)
*''I morti nudi saranno una cosa | con l'uomo nel vento e la luna d'occidente; | quando le loro ossa saranno spolpate e le ossa pulite scomparse, | ai gomiti e ai piedi avranno stelle; | benché impazziscano saranno sani di mente, | benché sprofondino in mare risaliranno a galla, | benché gli amanti si perdano l'amore sarà salvo; | e la morte non avrà più dominio.'' (''E la morte non avrà più dominio'', p. 65)
*''Quando i miei cinque e campagnoli sensi vedranno | le dita scoderanno i verdi pollici e con l'occhio | vegetale della luna dell'unghia indicheranno, | manciata di zodiaco e pula di giovani stelle, | amore spellato nel gelo e affidato all'inverno.'' (''Quando i miei cinque e campagnoli sensi vedranno'', p. 79)
*''Dopo la prima morte, non ce ne saranno altre.'' (''Rifiuto a piangere la morte tra le fiamme d'una bambina di Londra'', p. 103)
*''E io vidi in quel mutamento così chiaramente i mattini | dimenticati d'un bimbo che camminava con la madre | attraverso le parabole | della luce del sole | e le leggende delle verdi cappelle.'' (''Poesia in ottobre'', p. 107)
*''Amico da nemico io ti sfido. || Tu con monete false nelle borse degli occhi, | tu amico mio dall'aria accattivante | che mi appioppasti la menzogna | mentre spiavi bronzeo i miei più gelosi pensieri.''<ref name=bobby>Poesia recitata nel film ''[[Una canzone per Bobby Long]]'' (2004). {{cfr}} doppiaggio italiano: «''Amico, io da nemico, ti voglio sfidare. | Tu che hai monete false nelle borse dei tuoi occhi, | tu, amico mio, con quella tua aria accattivante | che per vera mi rifilasti la menzogna mentre spiavi | bronzeo i miei segreti | e un martello contro il mio cuore; | che per quanto li amassi per i loro difetti, | come pure pei loro pregi, | i miei amici non erano nemici sui trampoli | con la testa tra le nuvole d'astuzia.''»</ref> (''Ad altri da te'', p. 115)
*''Che sebbene li amassi per i loro difetti | quanto pei loro pregi, | i miei [[amico e nemico|amici]] non erano che [[amico e nemico|nemici]] sui trampoli | con le teste in una nuvola d'astuzia.''<ref name=bobby/> (''Ad altri da te'', p. 115)
*''Non per il superbo che s'apparta | dalla luna che infuria io scrivo | su queste pagine di spuma | né per i morti che torreggiano | con i loro usignoli e i loro salmi, | ma per gli amanti, per le loro braccia | attorno alle angosce dei secoli, | che non pagano lodi né salario | e non si curano del mio mestiere o arte.'' (''Nella mia arte scontrosa o mestiere'', p. 155)
*''Quand'ero giovane e ingenuo sotto i rami del melo | presso la casa armoniosa e felice come l'erba verde, | la notte alta sulla valletta stellata, | il tempo mi lasciava esultare e arrampicarmi | dorato nel fulgore dei suoi occhi, | e fra i carri ero il principe onorato della città del miele.'' (''Colle delle felci'', p. 213)
*''Nel [[sole]] che soltanto allora è giovane, | il tempo mi lasciava giocare tutto d'oro | nella misericordia dei suoi mezzi, e verde e d'oro.'' (''Colle delle felci'', p. 213)
*''E la [[domenica]] lenta rintoccava | nei ciottoli dei sacri ruscelli.'' (''Colle delle felci'', p. 213)
*''E fra le volpi e i fagiani onorato presso la casa ridente, | sotto nuvole appena create e felice quanto il cuore durava, | al sole che più volte era già nato, | percorsi le mie strade spensierate.'' (''Colle delle felci'', p. 215)
*''Verde e morente mi trattenne il tempo, | benché cantassi nelle mie catene come fa il mare.'' (''Colle delle felci'', p. 215)
*''Non andartene docile in quella buona notte, | i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno; | infuria, infuria, contro il morire della luce. || Benché i saggi conoscano alla fine che la tenebra è giusta, | perché dalle loro parole non diramarono fulmini; | non andartene docile in quella buona notte.''<ref>Poesia citata più volte nel film ''[[Interstellar]]'' (2014).</ref> (''Non andartene docile in quella buona notte'', p. 231)
*''E tu, padre mio, là sulla triste altura maledicimi, | benedicimi, ora, con le tue lacrime furiose, te ne prego. | Non andartene docile in quella buona notte. | Infuriati, infuriati contro il morire della luce.'' (''Non andartene docile in quella buona notte'', p. 231)
*''La fede nel divino risolverebbe molte cose, | perché allora il vento fallace sarebbe con certezza | vento del diavolo, e l'alta trinità | sarebbe incolpevole dei misfatti ventosi.'' (''Con i mulini a vento che girano a rovescio'', p. 295)
*''Un buco nello spazio manterrà forma di pensiero | i contorni della terra, la curvatura del cuore, | e da quel buio ruoterà l'anima d'oro. | Il mio mondo incorporeo dissolverà nel nulla, | il mondo reale avvizzirà al calore, | presto, così presto, oh signore della rossa grandine!'' (''Non per sempre il Signore della rossa grandine'', p. 303)
==''Ritratto del poeta attraverso le lettere''==
*Contengo in me una bestia, un angelo e un pazzo. E la mia ricerca riguarda la loro azione, e la mia difficoltà consiste nel loro soggiogamento e nella loro vittoria, negli abbassamenti e nei sollevamenti, e il mio sforzo è la loro autoespressione.
*Tutto ciò che è nascosto dovrebbe essere messo a nudo. Essere spogliati dall'oscurità significa essere puliti, spogliare dall'oscurità è rendere puliti.
*La mia poesia è, o dovrebbe essermi, utile per una sola ragione: è il resoconto del mio sforzo individuale per passare dall'oscurità a una qualche misura di luce.
*È ingiusto tutto ciò che vieta la libertà dell'individuo. I governi sono ingiusti perché sono i comitati dei proibenti; le rotative sono ingiuste perché ci nutrono di ciò con cui vogliono nutrirci, e non di ciò che desideriamo mangiare; le chiese sono ingiuste perché standardizzano i nostri dei, perché etichettano la nostra morale, perché lodano la morte di un Cristo scomparso e temono il pianto di un nuovo Cristo nel deserto; i poeti sono ingiusti perché la loro visione non è una visione, ma uno strabuzzare gli occhi; guardano il mondo d'oggi e tuttavia i loro occhi sono rivolti all'indietro lungo le strade dei secoli trascorsi, mai verso l'enorme, elettrica promessa del futuro.
*Ci sono ingiustizia, confusione, criminale ignoranza, virtù corrotta e invertita, ipocrisia e cecità di pietra in ogni sfera della vita. Se soltanto per un momento il mondo occidentale potesse far cadere i veli che, fin dai tempi della Riforma, gli si sono attaccati addosso come le croste di una malattia, e guardare, con occhi illuminati, il cesso che ha creato, la grandezza che ha spaccato e strangolato, l'inedia che ha promosso, le perversioni e le ignoranze che ha insegnato, alla fine morirebbe di vergogna. E noi, che non abbiamo vissuto abbastanza per essere completamente corrotti, potremmo costruire con le sue ossa, buone per concime, la base di una civiltà giusta e ragionevole.
*Una mia poesia ha bisogno di una schiera di immagini... Io creo un'immagine – sebbene "creo" non sia la parola giusta; lascio, forse, che un'immagine "si crei" in me emozionalmente, e poi vi applico quel tanto di potere intellettuale e critico che posseggo – lascio che ne generi un'altra, lascio che questa nuova immagine contraddica la prima, faccio, della terza immagine, generata dalla contraddizione delle altre due, una quarta immagine contraddittoria, e le lascio tutte, nei limiti formali che mi sono imposto, cozzare insieme. Ciascuna immagine contiene in sé il germe della propria distruzione, e il mio metodo dialettico, così come io lo intendo, è un costante ergersi e crollare delle immagini che si sprigionano dal germe centrale, che è esso stesso distruttivo e costruttivo allo stesso tempo... Dall'inevitabile conflitto delle immagini cerco di concludere quella pace momentanea che è la poesia.
*Un poesia è, o dovrebbe essere, un tratto impermeabile del fiume che sta scorrendo in tutte le direzioni, e tutte le immagini in conflitto entro di esso dovrebbero essere riconciliate per quel breve fermarsi del tempo.
*Tutto ciò che facciamo evoca un demone.
*Nella vita devi tirare avanti mediocremente con la routine del guadagno, innamorarti, accoppiarti e morire. L'artista differisce dai suoi simili in questo: per lui non si tratta dell'unico mondo, lui ha la luminosità interiore.
*Non importa se i tuoi scritti saranno pubblicati o no. È meglio un fascio di fogli sui quali ti sei sforzato per qualcosa per cui valeva la pena di lottare, che un racconto in ogni rivista e la fama internazionale.
*L'artista non ha alcuna necessità di fare qualsiasi cosa: egli è una legge di per sé, e la sua grandezza o la sua modestia salgono e scendono in base a ciò.
*La scrittura automatica è indegna come letteratura, interessante che possa essere per lo psicologo e il patologo... La mia facilità, come la chiamano, è in realtà un lavoro tremendamente duro. Scrivo alla velocità di due versi l'ora. Ho scritto centinaia di poesie e ognuna mi è costata ore e ore di dolore, sudore e tortura cerebrale.
*Io non voglio esprimere soltanto ciò che altre persone hanno sentito; voglio lacerare qualcosa e mostrare quanto non hanno mai veduto.
*Le leggi medievali di questo emisfero corrotto hanno imposto una verginità più o meno obbligatoria durante il periodo della vita in cui la verginità dovrebbe essere considerata un reato contro i dettami del corpo. Durante l'adolescenza, quando il sangue e il seme della carne che cresce necessitano, per la prima volta e come non mai, di comunione e contatto con il sangue e il seme di un'altra carne, i rapporti sessuali sono considerati inutili e impuri.
*Questa è l'arte d'oggi: posa, simulazione, plagio, e tutti gli artifici di una generazione condannata.
*La sostanza della vita è e sarà sempre per me meno dell'irrealtà.
*Non vi è nulla su questa terra di Dio che sia, di per sé, una brutta cosa; è la malattia della mente, ed è l'oscenità della mente a rendere una cosa oscena.
*Nulla a questo mondo è privo di interesse. Come può non rivestire interesse una cosa che ''sia'' a questo mondo, che abbia il mondo intorno a sé, che abbia incluse in sé le associazioni di milioni e milioni di menti?
*Voglio credere alla magia di questo ardente e stupefacente universo, al significato e al potere dei simboli, al miracolo di me stesso e di tutti i mortali, alla divinità che è così vicina a noi e che tanto anela ad essere più vicina, alla sbalorditiva, dannata meraviglia del cielo che io posso vedere sopra di me e pensare sotto di me.
*Voglio dimenticare tutto ciò che ho scritto finora e ricominciare daccapo, informato di una nuova meraviglia, svuotato di tutta la mia antica tristezza e liberato dalla sofisticazione che è malattia.
*Voglio credere, credere in eterno, che il cielo è essere, una condizione di essere, e che il solo inferno è l'inferno di me stesso. Voglio bruciare il cielo con le sue stesse fiamme. Voglio vivere e amare ed essere amato; voglio lodare ed essere lodato, voglio dormire e destarmi, e considerare il mio sonno soltanto come un altro risveglio; voglio vivere e morire.
*L'universo è selvaggio e colmo di meraviglie.
*La società dovrebbe conformarsi all'uomo, non ostacolarlo; ma è cresciuta corrotta con il suo bambino capitalista, e soltanto il socialismo rivoluzionario può ripulirla.
*Guardiamo una cosa mille volte; forse dovremmo guardarla un milione di volte prima di vederla per la prima volta.
*La manna di Dio non è la minestra tiepida e inamidata delle cappelle, ma i chicchi incandescenti dell'amore e della vita distribuiti ugualmente e imparzialmente tra noi tutti, e alle radici del nostro essere sta non l'avidità di proprietà o di denaro, ma il desiderio, grande quanto l'universo, di esprimere noi stessi liberamente e fino agli estremi limiti delle nostre capacità individuali.
*Mi sembra assurdo che tutta la buona poesia debba necessariamente essere semplice. Non vedo alcuna necessità per cui le più grandi verità del mondo, e le più grandi variazioni di tali verità, dovrebbero essere così semplici da essere capite dalla mente più ingenua. Vi sono cose, e cose preziose, così complicate che anche colui il quale ne scrive non capisce che cosa sta scrivendo.
*La vita scorre davanti alle finestre e io la odio ancor più di minuto in minuto. Vedo i gesti triti e ritriti, i sorrisi compiti, le cellule grigie che girano intorno al nulla sotto le pie bombette. [...] I passanti sono spaventosi. Li vedo in tutti i loro piccoli orrori.
*Sto diventando più oscuro di giorno in giorno. È per me una sofferenza fisica, adesso, scrivere poesia. [...] Non sarò mai compreso. Credo che non manderò altre poesie, ma scriverò soltanto racconti. [...] Sono un eccentrico utente di parole, non un poeta. Questa è la reale verità. Nessun autocompatimento in questo caso. Un eccentrico ''utente'' di parole non è un poeta. È terribilmente vero.
*Quelle che noi consideriamo perversioni sono, per la maggior parte, sentieri appartati sani e naturali della vita sessuale.
*Il demone [[Bevanda alcolica|alcol]] da qualche tempo è divenuto un amico un po' troppo opprimente e un po' troppo intimo.
*Lo scopo di una poesia è il segno che essa stessa produce: è la pallottola e il centro del bersaglio; il bisturi, il tumore, il paziente. Una poesia si muove soltanto verso la propria fine, che è l'ultimo verso. Ogni altra cosa più in là di questa è la sostanza problematica della poetica, non della poesia.
*Non ho niente da sciogliere nel bicchiere di birra, tranne una libbra d'amore.
*Il solo modo che io conosca di parlare di poesie – delle poesie di altri – (a meno che non siano ''tutte'' perfette, il che significa a meno che non siano state scritte in Paradiso con la Waterman di un Gabriele alato, intinta nel nettare e nel sangue di Dio) consiste nel tentare di esaminarle nei particolari per quanto concerne il suono e la forma e il colore. Del ''significato'' di una poesia non si può, in quanto poeti, parlare in alcun modo costruttivamente: questo compito va lasciato ai teorici, ai logici, ai filosofi, ai sentimentali eccetera.
*Bisogna sentire e pesare la forma, il suono, il contenuto di ogni parola in rapporto alla forma, al suono, al contenuto eccetera delle parole intorno ad essa. Non è soltanto il ''significato'' delle parole che deve svilupparsi armonicamente, ogni sillaba contribuendo alla singola esistenza della successiva, ma è anche questo che immette nelle parole la loro vita particolare: il suono, cioè, da esse prodotto nell'aria e nell'orecchio, i contorni entro i quali giacciono sulla pagina e nella mente, i loro colori e la loro densità.
*Preferisco di gran lunga leggere i versi degli altri, anziché i miei: li trovo più chiari. Un'ora di miei versi a voce alta è un inferno, e produce grandi chiazze brucianti di fronte alla mente.
*Mio mondo felice, buffo, maledetto, peccaminoso, osceno, bello. Oh, perché non sono con te, mio tesoro!
*Mi piacciono le cose difficili a scriversi e difficili a capirsi; mi piace "controbilanciare i contrari" con immagini segrete; mi piace contraddire le mie immagini dicendo due cose alla volta con una sola parola, quattro con due e una con sei. Ma quel che mi piace non è una teoria, anche se do stabilità con il dogma alle mie preferenze personali. La poesia, pesante nella tara anche se agile, dovrebbe essere orgiastica e organica come una copulazione, dividendo e unificando, personale ma non privata, propagando l'individuo nella massa e la massa nell'individuo. Secondo me dovrebbe agire dalle parole, dalla sostanza delle parole e dal ritmo delle parole sostanziali messe insieme, e non verso le parole. La poesia è un mezzo, non una stimmate sulla carta. Gli uomini dovrebbero essere forniti di due arnesi e la gamba di mezzo di un poeta è la sua matita. Se la sua fallica matita si trasforma in un trapano elettrico, spezzando il catrame e il cemento del linguaggio assottigliato dalle gomme del triciclo dei poeti della natura e dalle pesanti sei ruote dei Sir accademici, tanto meglio; ed è il lavoro che conta, il genio essendo così spesso una capacità di dolorose sofferenze.
*Devo rovinarmi di nuovo la salute: mi sento così assurdamente ''bene''...
*Voglio costruire poesie grosse e solide abbastanza perché la gente possa camminarvi e sedervi sopra, mangiarvi e bere e farci l'amore.
*A prima vista, sembra che non vi sia alcuna realtà in questa vita: è tutta un'enorme facciata di rapidità ed efficienza e potenza dietro la quale milioni di piccoli individui stanno lottando, invano, alle prese con le loro ansie.
*Il fronte del [[Porto di Genova|porto a Genova]] è meraviglioso. Caldo e colori e sporcizia e rumori e vicoli chiassosi e malfamati, con tutta la biancheria del mondo appesa alle alte finestre. (lettera del 5 maggio 1947 a D. J. e Florence Thomas; p. 341)
==[[Incipit]] di ''Ritratto dell'artista come giovane cane''==
Il carretto verde-erba con scritto sopra, in lettere sbilenche, «J. Jones – Gorsehill», andò a fermarsi nello stretto vicolo tra l'osteria della ''Goccia d'Oro'' e quella dello ''Zampetto di Lepre''.<ref group="fonte">Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993.L'incipit citato in Papi, Presutto, Renzi, Stella, ''Incipit'' (Skira, 2018. ISBN 9788857238937), indicato dell'opera ''Ritratto dell'artista da cucciolo'' e con traduzione non indicata, è: Il carretto color erba, su cui stava scritto in caratteri malsicuri J. Jones Gorsehill, si fermò sull'acciottolato del vicolo cieco tra la Zampa di lepre e la Goccia d'ambrosia.</ref>
==Citazioni su Dylan Thomas==
*Forse è nella poesia di Dylan Thomas che si compie uno dei passaggi fondamentali: la natura non è più sentita come alterità, il tessuto delle analogie distrugge la distizione tra l'uomo e il coacervo della materia vivente. Il passo più in là è quello della pittura informale, che affonda nella continuità della vita biologica che tutti ci percorre. ([[Italo Calvino]])
*Il volto e la pelle avevano il gonfiore provocato dall'eccesso del bere, il naso era un bulbo rosso e gli occhi erano vitrei. Continuava ad essere preoccupato per sua moglie, e mi disse che avrebbe dovuto tornare presto nel Galles, altrimenti sarebbe stato troppo tardi. ([[Igor Strawinsky]])
*La parola balenava nei versi magici di Dylan Thomas come un raggio di sole riflesso in un orecchio. ([[Charlie Chaplin]])
*La sua voce non assomigliava a nessun'altra; lo spirito è quello dell'origine delle cose create; non v'è qui traccia d'immaginazione separata, di sovrastruttura. Dalle profondità dell'Essere, dalle radici del mondo, una voce parla. Dylan vedeva il mondo come un'aspra terra rotolante, come una sede della gioia e delle sante guerre dello Spirito. Con lui tutto è preghiera e lode. ([[Edith Sitwell]])
*L'idea che lo sforzo creativo e le sostanze che alterano la mente siano strettamente legati è una delle grandi mistificazioni pop-intellettuali del nostro tempo. I quattro scrittori del ventesimo secolo il cui lavoro è soprattutto responsabile di questa mitologia sono probabilmente [[Ernest Hemingway|Hemingway]], [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]], [[Sherwood Anderson]] e il poeta Dylan Thomas. [...] Lo scrittore tossicodipendente è nient'altro che un tossicodipendente, sono tutti in altre parole comunissimi ubriaconi e drogati. La pretesa che droghe e alcol siano necessari per sopire una sensibilità più percettiva non è che la solita stronzata autogiustificativa. [...] Hemingway e Fitzgerald non bevevano perché erano creativi, diversi o moralmente deboli. Bevevano perché è quello che fanno gli alcolisti. Probabilmente è vero che le persone creative sono più vulnerabili di altri all'alcolismo e alla dipendenza dagli stupefacenti, e allora? Siamo tutti uguali quando vomitiamo ai bordi della strada. ([[Stephen King]])
*''Oggi con la rabbia | dei miei cinquantadue anni | con timore e stupore insieme ti saluto | spettro fraterno di Dylan Thomas | che tanto giovane sapesti | mettere fuoco nelle parole | incendiarle | e farle esplodere con fragore e | con Dio nell'infinito.'' ([[Miltos Sachtouris]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte"/>
==Bibliografia==
*Paul Ferris, ''Dylan Thomas. Essere un poeta e vivere di astuzia e birra'', Mattioli, 2008.
*Dylan Thomas, ''Poesie'' (''Poems''), testo a fronte, introduzione e cura di Renzo S. Crivelli, traduzione e note al testo di Ariodante Marianni, Einaudi, Torino, 2016. ISBN 88-06-23121-7
*Dylan Thomas, ''Ritratto del poeta attraverso le lettere'', traduzione di Bruno Oddera, Einaudi, Torino, 1970.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Poeti britannici]]
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Giornalista
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Danyele
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[[File:Reporter from CN8 at the Petco gas explosion 20050304.jpg|thumb|Giornalista televisiva]]
Citazioni sui '''giornalisti'''.
==Citazioni==
*A [[Roma]] ci sono giornalisti con la “g” maiuscola e giornalisti organici, che fanno il tifo per le ipotesi care al loro editore. In questo caso non sono liberi. ([[Roberto Maroni]])
*A volte la gente, purtroppo, ha ragione a pensare di noi quello che pensa di noi. Di noi giornalisti, intendo. ([[Maurizio Crosetti]])
*– Ascolta! Stiamo per entrare nel mio posto di lavoro, va bene? Sta zitto finché qualcuno non ti rivolge la parola e andrà tutto bene! Gli unici giudicati peggio degli yankee sono gli sbirri e i giornalisti.<br />– Cosa avete contro i giornalisti?<br />– Quanto tempo hai? Sono dei figli di puttana che scriverebbero qualsiasi cosa pur di riempire il giornale! (''[[Hooligans (film 2005)|Hooligans]]'')
*C'è chi ha parlato di prostituzione intellettuale ma c'è una grande differenza tra una prostituta e certi giornalisti: ci sono cose che una prostituta non fa. Per questo esistono le escort. ([[Daniele Luttazzi]])
*Ci sono tre tipi di persone che corrono incontro ai [[disgrazia|disastri]] anziché scappare: i [[poliziotto|poliziotti]], i [[vigile del fuoco|vigili del fuoco]] e i giornalisti. ([[Rod Dreher]])
*Chi di voi vorrà fare il giornalista, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore. ([[Indro Montanelli]])
*Chi manda al diavolo un giornalista, lo manda a casa di suo nonno. Il divino poeta ha detto che il diavolo è il padre della menzogna, e noi siamo i figli della figlia.... capite. ([[Emilio De Marchi]])
*Colleghi giornalisti che avete dato ampio spazio a ciarlatani, cialtroni, imbroglioni, sedicenti sensitivi, cartomanti, ipnotisti, promotori di cure "alternative" con la scusa di "far sentire l'altra campana", compiacetevi. Avete fatto un grande lavoro.<br />Ora godetene i risultati. ([[Paolo Attivissimo]])
*''Dare e tôr quel che non s'ha | è una nuova abilità. | Chi dà fama? | I giornalisti. | Chi diffama? | I giornalisti. | Chi s'infama? | I giornalisti. | Ma chi sfama | i giornalisti? | Gli ozïosi, ignoranti, invidi, tristi.'' ([[Vittorio Alfieri]])
*Devo trovare un lavoro che mi consenta di tenere le orecchie aperte. E di non insospettire la gente... se voglio andare in posti pericolosi a fare domande. (''[[L'uomo d'acciaio]]'')
*Di tutti i giochi del mondo quello più universalmente popolare è il gioco della scuola. Si raccolgono sei bambini, facendoli sedere su un gradino, poi ci si mette a camminare avanti e indietro con un libro e un bastone. [...] È un gioco che non stanca mai, che non annoia mai. Soltanto una cosa guasta un po' quel gioco: la tendenza degli altri sei bambini a reclamare a gran voce il loro turno di tenere in mano il libro e il bastone. Secondo me, il motivo per cui il giornalismo è una professione che attrae tanta gente, a dispetto di tutti i suoi svantaggi, è questo: ogni giornalista è convinto dentro di sé di essere quel tal ragazzo che cammina avanti e indietro col bastone e il libro. Il governo, le classi sociali, le masse, la società, l'arte e la letteratura sono gli altri bambini seduti sullo scalino. Il giornalista li istruisce e li migliora. ([[Jerome K. Jerome]])
*Disprezzo i cosiddetti giornalisti che si servono dei blog come di una fonte credibile. Il fatto che riprendano e propaghino una voce senza fondamento, diffusa da una fonte anonima, mi sembra sia una deriva per la democrazia e un rischio per la nobiltà di un mestiere il cui stesso significato è l'integrità dell'informazione. ([[Carla Bruni]])
*Dunque voi dite di voler ''fare'' il giornalista. Cominciamo male. Si può ''fare'' il medico, l'ingegnere, l'avvocato. Non si ''fa'' il giornalista. Giornalisti si è o non si è. Il giornalismo – il vero giornalismo – non può essere né un mestiere né una professione. ([[Mario Borsa]])
*È ridicolo che ci siano dei giornalisti di sessant'anni che guardano a [[internet]] come al "mostro" perché non sanno accendere un [[computer]], ma verranno spazzati via loro dalla rivoluzione (tecnologica, ''ndr'') che sta arrivando, perché non la si può fermare. Nel '700 i luddisti in Inghilterra spaccavano le macchine, ma la [[rivoluzione industriale]] non si è fermata, così non si fermerà la tecnologia e chi non sarà in grado di usarla o miscelarla con la carta, chi non saprà adeguarsi ai nuovi linguaggi, verrà fatto fuori, come già sta accadendo. Il web sta portando alla ribalta figure di riferimento dal punto di vista giornalistico che sulla carta stampata non erano così brave, così come esistono giornalisti di "carta" fortissimi e autorevolissimi che oggi non lo sono, o lo sono meno, perché non hanno saputo unire anche l'aspetto tecnologico. Oggi un giornalista non può più essere solo uno [[scrittore]], ma dev'essere capace di stare sul web, stare in televisione, parlare in [[radio]], capire le diversità del linguaggio tra [[blog]] e articolo stampato. Insomma, o si ha la capacità di rimettersi in discussione o si è spazzati via. ([[Matteo Marani]])
*– E così da grande tu vuoi fare il giornalista. {{NDR|Arturo annuisce}} Ma tu lo sai che un giornalista non prende applausi, non c'ha amici tra gli amici, è considerato un rompiscatole, c'è sempre qualcuno che si lamenta per i suoi articoli...<br />– Però può scrivere quello che vuole.<br />– Eh no! È questo il problema... che alle volte sei costretto a scrivere quello che vogliono... e se non lo fai ti mandano allo sport, come al sottoscritto!<br />– Ah, ti piace lo sport?<br />– No, mi fa schifo! Vedi, capisci, ci vuole tenacia, capacità di sopportazione, forza d'animo, tu ce l'hai?<br />– Sì!<br />– Oh, bravo! E allora, Arturo, un bravo giornalista si vede nelle interviste. (''[[La mafia uccide solo d'estate]]'')
*Fare il giornalista ''free lance'', nella maggior parte dei casi, vuol dire scegliere di non avere padroni. È un tentativo continuo di stare lontano dalle lobby di redazione e dai protettori politici che condizionano le carriere. È il bisogno, in fondo, di esprimere una libertà fondamentale: ribellarsi ai soprusi (magari sbattendo la porta in faccia quando la pressione si fa insostenibile) e dire no ai compromessi con il potente di turno. ([[Enzo Di Frenna]])
*Ho sempre considerato il lavoro del giornalista politico un pesante dovere sociale. È come il mestiere dell'orafo: il nome dice "oro", ma in realtà la persona pulisce i liquami. Un lavoro piuttosto sgradevole: comunicare con uomini sgradevoli e poco interessanti come fonte di informazioni. ([[Elena Tregubova]])
*I giornalisti... ah! Un branco di analfabeti con la forfora sul collo e le pezze al sedere, che spiano dai buchi delle serrature e svegliano la gente nel cuore della notte per domandargli se hanno visto passare un bruto in mutande, che rubano alle vecchie madri le fotografie delle figlie violentate in Oak Park e tutto perché? Perché un milione di commesse e di mogli di camionisti ci piangono sopra. E poi... il giorno dopo la [[prima pagina]] serve per incartare un chilo di trippa. (''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'')
*I giornalisti mi sembrano costituiti come gli Dei del Valhalla, che si facevano in pezzi ogni giorno, e che tutte le mattine si alzavano in perfetta salute. ([[Edgar Allan Poe]])
*I giornalisti non sanno niente di calcio. E se li chiudi in una stanza non riescono nemmeno a scrivere una lettera alla mamma. ([[César Luis Menotti]])
*I giornalisti sono come le [[Donna|donne]]: le amanti che non domandano niente sono quelle che costano di più. ([[Georges Clemenceau]])
*I giornalisti sono ignoranti, anzi devono esserlo, per non farsi sommergere dagli eventi e per conservare un po' di sana meraviglia verso la vita. In compenso, imparano in fretta ciò che non sanno. ([[Paolo Rumiz]])
*I giornalisti sono impermeabili a tutto. Arrivano sul cadavere caldo, sulla partita, a teatro, sul villaggio terremotato e hanno già il pezzo incorporato. Il mondo frana sotto i loro piedi, s'inabissa davanti ai loro taccuini e tutto quanto per loro è intercambiabile letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera. Cinici? No frigidi. ([[Carmelo Bene]])
*I giornalisti sono tutti uguali, fanno pressing, non hanno mezze misure. Dipende da noi. ([[Ronaldinho]])
*I giornalisti ti battono continuamente la mano sulla spalla: sempre alla ricerca del punto dove conficcare il pugnale più facilmente. ([[Robert Lembke]])
*– Il caso Martini è un sintomo, è una spia della situazione. Non si è mai chiesto perché ''Il Giornale'' riceve tante lettere? Perché per la gente comune questo assassinio è un simbolo dello sfacelo del Paese e la gente ha paura.<br>– Ma questa realtà bisogna spiegarla, raccontarla obiettivamente. Invece lei la distorce, se ne frega di passare sulla pelle e sulla testa della gente e di un caso qualsiasi ne fa un sintomo, come dice lei.<br>– D'accordo, io, ''Il Giornale'', provochiamo. La realtà non la raccontiamo obiettivamente. Ma quale obiettività, Roveda? [...] Lei vede il giornalista come un osservatore imparziale. Ebbene io le dico che questi osservatori imparziali mi fanno pena. Bisogna essere protagonisti, non osservatori. Siamo in guerra! La lotta di classe la facciamo anche noi! Non l'hanno inventata [[Marx]] e [[Lenin]]. (''[[Sbatti il mostro in prima pagina]]'')
*Il contributo probabilmente di maggior importanza per la falsificazione di tesi sociali false lo offre nella società aperta il giornalista libero. Egli è, per così dire, l'occhio, l'orecchio e la bocca dell'organismo sociale. ([[Peter Michael Lingens]])
*Il giornalista deve essere scomodo, deve essere un rompiscatole. ([[Daniele Vimercati]])
*Il giornalista è un testimone, cioè uno che le cose le racconta quando le vede. Bisogna muoversi, viaggiare. Il [[giornalismo]] da computer vede una realtà già filtrata, e la legge in questo modo. ([[Riccardo Cucchi]])
*Il giornalista italiano è ignorante; salvo belle e poche eccezioni. Dovrebbe conoscere le lingue straniere, la geografia, la storia antica e la moderna, le amministrazioni del nostro paese comparate con quelle degli altri, la statistica, i principii generali della legislazione, tenere il lettore informato di quanto avviene di più rilevante presso le altre nazioni, raffrontare il presente col passato e dedurre prevedimenti per l'avvenire, porgere intorno alle cose di momento che avvengono dentro o fuori un dilettevole e quotidiano ammaestramento. Ma egli non ha quelle cognizioni, né può ammaestrare altrui di ciò che non mai seppe imparare. Che cosa fare allora? Polemica, impreteribilmente polemica. ([[Michele Lessona]])
*Il giornalista non lo fa il tesserino. Il giornalismo è talento, professionalità, lavoro. Il giornalista [...] è chi il giornalista lo fa. ([[Selvaggia Lucarelli]])
*Il grande torto dei giornalisti è di parlare solo dei [[libri]] nuovi, come se la verità fosse mai nuova. A me sembra che fino a quando non si siano letti tutti i libri antichi, non ci sia alcuna ragione di preferire i nuovi. ([[Montesquieu]])
*Il nostro è un mestiere strano, affascinante, incerto: ti assorbe del tutto. Sei sempre in giro: per cercare notizie o in viaggio. Siamo come gli allenatori di calcio, soggetti ai trasferimenti. [...] la vita della famiglia ne risente; e qualche volta può saltare. Ricordo che il mio primo Direttore diceva: per essere un buon giornalista, bisogna essere orfani, vedovi o scapoli. ([[Domenico Morace]])
*Il religioso annuncia la verità, il giornalista la ricerca. E se crede di averla trovata deve appurarla, non fidarsene subito. Il filo della verità è una necessità per il giornalista che racconta: cercare la ragione delle cose, vuol dire concentrarsi, analizzare, studiare, dare importanza alla parola che si sta usando. ([[Giovanni Floris]])
*In [[Italia]] fare il giornalista è un mestiere pericoloso se si vuole essere liberi e senza condizionamenti. La libertà dei giornalisti è sgradita al potere politico. ([[Roberto Saviano]])
*Io non sono mai stato un giornalista professionista, che vende la sua penna a chi gliela paga meglio e deve continuamente mentire, perché la menzogna entra nella qualifica professionale. ([[Antonio Gramsci]])
*L'arma del giornalista è la penna o la macchina da scrivere. L'arma del giornalista sotto vetro smerigliato è la bacchetta o la carta geografica. ([[Sergio Saviane]])
*L'errore è nel pensare che il giornalista debba specializzarsi in un solo argomento. È un male italiano. Bisogna interessarsi di tutto, farlo in maniera onesta, rimanendo fedeli alla propria natura senza ingannare lo spettatore. ([[Francesca Barra]])
*Ma andate all'inferno; laggiù cari colleghi ci incontreremo tutti, più tardi possibile. ([[Vittorio Feltri]])
*Ma che avete voi giornalisti? Vi appropriate delle tragedie e le diffondete come un'epidemia, costringete il mondo a subirle. (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]'')
*Ma tu lo sai che cosa deve fare un giornalista? Tu hai idea di che cosa è un giornalista? Secondo te il giornalista è uno che lecca il culo ai politici? È uno che dice che va tutto bene quando invece va tutto male? ([[Marco Travaglio]])
*{{NDR|Nel 2021}} Mai come in questo momento l'informazione è al centro delle nostre vite e mai c'è stata nella storia dell'uomo così tanta informazione. Talmente tanta che diventa fondamentale il nostro ruolo nel cercare, selezionare e gerarchizzare cosa sia importante per i lettori, trovare una chiave di lettura e andare oltre la notizia. Perché, sebbene quella esclusiva sia ancora il pane più ricercato, siccome le notizie sono messe a disposizione di tutti conta la selezione, l'interpretazione, il commento, la loro evoluzione. ([[Pier Bergonzi]])
*Nei riguardi del regno minerale, il giornalista rassomiglia alla pietra, poiché non vi è scalpellino che non faccia saltare da lui una scheggia e non vi dia una martellata; deve avere tanti colori come il diaspro, poiché deve piacere a tutti; deve essere freddo come il marmo sotto ai piedi del magnate; deve essere dùttile come l'oro: d'argento non deve averne nemmeno il più lontano sentore; deve avere i piedi di piombo; deve servire come il bronzo per immortalare perfino le sciocchezze degli eroi; deve saldar tutto come lo stagno; deve possedere più vene d'una miniera, e più virtù di un'acqua termale. E, dopo tanto lavoro e tante qualità, deve saltare infine come l'acciaio quando cozza su cosa dura.<br>In una parola, il giornalista deve essere una cosa impossibile. ([[Mariano José de Larra]])
*Noi giornalisti vogliamo vedere proprio quello che non vogliono farci vedere... ([[Barbara Demick]])
*Non capisco perché i giornalisti cercano sempre di trovare una diversa prospettiva. Abbiamo avuto a che fare con molti giornalisti e tutti pensano di dover trovare assolutamente uno scoop! [...] Si dimenticano qual è il punto, si concentrano su qualcosa che non lo è. Costruiscono tutta la storia su qualcosa di marginale. ([[Anthony Kiedis]])
*Non me ne frega un cazzo dell'opinione di un giornalista, non mi interessa cosa possa pensare lui della mia band!... Certo, a chi non fa piacere una cazzo di recensione positiva, però non si può dipendere dalle opinioni altrui. E la maggioranza dei giornalisti che scrivono di musica sono dei poveracci. ([[Flea]])
*Non posso essere razionale quando parlo con i giornalisti, perché loro non sono persone razionali. ([[John McEnroe]])
*Non tutti i giornalisti italiani mentono. Ma una parte di noi, in epoche diverse, ha sempre mentito. Abbiamo mentito per conto del padrone del giornale, soprattutto quando l'interesse numero uno del padrone non era quello di vender notizie. Abbiamo mentito per riguardo al potere politico dominante. Abbiamo mentito per favorire l'opposizione. ([[Giampaolo Pansa]])
*Oggi certi giornalisti non escono mai dall'ufficio. Scrivono gli articoli navigando in internet. Ma non c'è alternativa: bisogna uscire! Quando dei giovani scrittori o giornalisti mi chiedono un consiglio, cosa che capita raramente, io rispondo sempre: "Esci!". ([[Tom Wolfe]])
*Per me il giornalista è colui che cerca la notizia e non chi ha ricevuto un patentino di pelle bordeaux nonostante una notizia in vita sua non l'abbia mai trovata. ([[Maurizio Belpietro]])
*Qualsiasi giornalista, perfino nel più democratico dei Paesi, deve essere sempre, per definizione, all'opposizione, semplicemente perché ha una funzione importantissima: esprimere gli interessi di chi il potere non lo detiene, e non ha la possibilità di esprimere pubblicamente la sua posizione. Il potere può senz'altro difendersi da solo: ha il suo apparato repressivo, l'esercito e un secondo esercito di giornalisti comprati e molti altri diffusori della propaganda ufficiale. Per questo la missione del giornalista, secondo la mia profonda convinzione, è quella di essere sempre non dalla parte degli offensori, ma dalla parte degli offesi, non dalla parte dei forti, ma dalla parte dei deboli. ([[Elena Tregubova]])
*Quando ho cominciato a fare il giornalista, il mondo sembrava una cosa remota, le notizie arrivavano lentamente e noi eravamo in grado di assorbirle. Non c'erano satelliti né dirette da luoghi lontani. Ora, invece, Idaho e Pakistan potrebbero essere uno accanto all'altro. L'intero globo si accende nei nostri monitor come sugli schermi delle città di tutta l'America, e questo ci cambia tutti. E tu ripeti a te stesso: "Sono un professionista, quindi sono in grado di trattare passioni e emozioni senza farmi intralciare dai miei sentimenti". Almeno questo è quello che ripeti a te stesso. (''[[La seconda guerra civile americana]]'')
*Quella del giornalista è la condizione ideale per osservare il cancro del [[razzismo]]. ([[Robert Fisk]])
*Quello che bisogna dire ai giornalisti giovani è proprio questo: fare il mestiere senza avere nessuna intenzione di uscirne, allora il mestiere è una cosa seria, altrimenti diventa un veicolo, uno strumento per altre cose. ([[Ugo Stille]])
*Questo vale per i giornalisti giovani. Non per tutti, certo, ma per molti sì. Sono ignoranti. Magari intelligenti, ma ignoranti. Nel senso che la scuola di questi anni gli ha insegnato poco. E da soli hanno imparato anche di meno. ([[Giampaolo Pansa]])
*Regola generale, per un giornalista, un misfatto esiste sempre e specialmente quando si accorge che non esiste. Questo processo del prete ha troppo interessato i nostri buoni lettori perché si possa ora disgustarli con un non farsi luogo a procedere. Noi abbiamo bisogno di galvanizzare il nostro morto, di farlo vivere oggi per ammazzarlo dimani, seppellirlo dopo, esumarlo più tardi, e ciò almeno fino alle prossime elezioni politiche, cioè fino a nuovi assassini politici. E perché non faremo tutto ciò con un morto, se lo facciamo sempre coi vivi? ([[Emilio De Marchi]])
*Ritengo un dovere dei giornalisti non porgere altro che i [[fatti]] ai loro lettori. ([[Mahatma Gandhi]])
*''Saltella da un politico ad un altro | il giornalista scaltro. | Ma il politicante, ch'è più furbo, | lo paga del disturbo.'' ([[Luigi Compagnone]])
*Sarebbe un guaio se l'inviato divenisse una razza in estinzione. L'alternativa è quella di schiacciare un bottone per ottenere tutte le informazioni. Ma è un'illusione quella di poter fare un reportage stando a tavolino, perché non senti l'odore delle cose. ([[Ettore Mo]])
*Se Cristo venisse oggi sulla terra, com'è vero che io vivo, non prenderebbe di mira i sommi sacerdoti, ecc. – ma i giornalisti. ([[Søren Kierkegaard]])
*Se il giornalista è cieco vede solo le ombre. Se il giornalista non è cieco vedrà anche le luci. ([[Giorgio Napolitano]])
*Se nelle battaglie politiche tu dovrai impugnare la penna e farti giornalista, scrivi sul suo tavolo di studio, incidi sul suo calamaio, dappertutto dove giunga il tuo occhio, tre sole parole: onestà, onestà e onestà. Innalza la massima sublime di illuminare l'opinione pubblica e di dirigerla; pensa al potere micidiale e salutare di quello strumento che innalza e uccide, che corrompe ed educa, che prostituisce e idealizza gli uomini, e che si chiama la penna del giornalista. ([[Edmondo De Amicis]])
*Se sei giornalista e il tuo Paese bombarda un altro Paese e uccide civili, devi essere lì, accanto a quelle persone. ([[Elena Kostjučenko]])
*Se sei un giornalista non inviti uno a dire "fuori piove" e l'altro a dire "c'è il sole". Non sei un reggimicrofono. Il tuo mestiere è aprire la finestra e raccontare al pubblico come stanno le cose. ([[Dario Bressanini]])
*Se un giornalista dovesse scrivere solamente le cose alle quali crede, i giornali uscirebbero in bianco. ([[Pitigrilli]])
*– Sei una giornalista nell'animo.<br />– Origliare alle porte, correre dietro ai pompieri, svegliare la gente di notte per chiedergli che cosa pensa di Hitler o del delitto della sera prima? La so a memoria ormai tutta questa roba: siamo solo un branco di disperati alla caccia di ignobili avvenimenti di cronaca nera da ammannire alle casalinghe e alle dattilografe. (''[[La signora del venerdì]]'')
*Se uno sogna di fare il giornalista, deve avere prima di tutto una grande passione. E poi imparare a guardare la realtà con i propri occhi, senza lasciarsi guidare o condizionare dalle idee altrui. Imparare a capire le cose e ad esercitare un grande spirito critico, che è una cosa che dovrebbero avere tutti i giornalisti e non, cioè non essere mai supini o passivi di fronte alle cose e soprattutto conservare o ritrovare il senso e la capacità di indignarsi di fronte alle cose che non vanno, perché ormai passa tutto in una sovrana indifferenza. Mi piacerebbe vedere le persone tornare ad indignarsi di fronte alle cose non giuste. ([[Maria Grazia Capulli]])
*''Sono andato a confessarmi | in preda al mio tormento | «Padre, son giornalista | e del diavolo strumento». | Il buon confessore | benedicendo con la mano. | «Leggi per penitenza | l'Osservatore Romano».'' ([[Luigi Compagnone]])
*Siamo degli avvoltoi attratti dall'odore di carne putrefatta. (''[[American Horror Story]]'')
*Strano, c'è una cosa che tutti dimenticano: che io sono un reporter, non posso svignarmela come un vigliacco. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]'')
*Ti dirò in breve che cosa penso dei giornalisti: la mano di Dio, se affondasse nella melma, non riuscirebbe a innalzarne uno solo agli abissi della degradazione. (''[[Nulla sul serio]]'')
*Tocca al giornalista denunciare il tradimento dei letterati, e si capisce perché. Il giornalista conosce meglio il pubblico, e sente l'ondata del ribrezzo che sale ormai dal basso; sente lo spirito di rivolta che sta per sovrapporsi alla perplessità con cui, fino a oggi, erano sopportati gli eccessi e le prevaricazioni. Dal basso si comincia a capire che, per migliorare il mondo, non c'è alcun bisogno di ricoprirlo con lo sterco della società che si vuole, appunto, rinnovare. ([[Vladimiro Cajoli]])
*Tra i macellai si può certamente trovare della brava gente, ma una certa rudezza è inseparabile dal loro mestiere, fa parte della loro professione. Accade di peggio con l'essere giornalista: un certo grado di disonestà è inseparabile perfino dal più onesto giornalista. ([[Søren Kierkegaard]])
*Tutti i giornalisti dovrebbero essere portati al macero, insieme ai loro giornali! (''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'')
*Tutti i giornalisti sono, per via del mestiere che fanno, degli allarmisti: è il loro modo di rendersi interessanti. Essi somigliano in ciò a dei botoli che, appena sentono un rumore, si mettono ad abbaiare forte. Bisogna perciò badare ai loro squilli d'allarme solo quel tanto che non guasti la digestione. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Un giornalista che debba opinioneggiare e gigioneggiare ogni giorno, che debba maneggiare quello strumento antiveritativo che è la tv, dove tutto o quasi si equivale ed intrattiene, insomma il tipo ideale di mentecatto dei nostri giorni, può ben avere nascosto in qualche parte del suo fegato, delle sue viscere, del suo psichismo, per non scomodare la parola cuore, un gusto non spento del significato delle cose e delle persone. Capita dunque a lui, come a molti altri che magari tendono a curare di più la forma e però anche un poco a rannicchiarsi nelle buone maniere, di tirar fuori quel gusto, che non è solo estetico o teorico, ma spirituale, e il gioco di fratello embrione, di sorella libertà o della doppia moratoria è fatto. Ti ritrovi sul fronte della sacralità della vita senza nemmeno sapere bene come ci sei arrivato. ([[Giuliano Ferrara]])
*Un giornalista come si deve ha due compiti: uno è raccontare le notizie mentre accadono e l'altro è di essere sempre pronto a scriverle prima, tralasciando il finale. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]'')
*Un giornalista deve essere prima di tutto un cronista, assolutamente un cronista. ([[Ettore Mo]])
*Un giornalista ''free lance'' assomiglia a un cane sciolto. ([[Enzo Di Frenna]])
*Un giornalista in buone condizioni di salute fisica e mentale non trova mai belli gli articoli di un altro, neppure se è suo figlio. Anzi, specialmente se è suo figlio. ([[Vittorio Zucconi]])
*Un giornalista non si deve schierare. I giornalisti hanno una funzione simile a quella dei giudici. ([[Mario Giordano]])
*Un vero giornalista spiega benissimo quello che non sa. ([[Leo Longanesi]])
*Una donna ricca, di ritorno da un viaggio all'estero, sbarcò all'inizio di Kneedeep Street, e provava a camminare nel fango fino al suo albergo. «Signora», intervenne un poliziotto, «non posso permettere che si infanghi così calze e scarpe.» «Non importa, davvero», disse la donna ricca con un sorriso allegro. «Sarebbe un peccato, signora, non vede che davanti all'albergo c'è un'ininterrotta fila di giornalisti prostrati che muoiono dalla voglia di essere calpestati da lei?» «Se è così», disse lei, riparandosi in un portone e aprendo la valigia, «mi metterò gli stivali di gomma». ([[Ambrose Bierce]])
*Vedi, molti giornalisti sono come me, sono pignoli, passano un sacco di tempo a controllare delle quisquilie come... come i fatti. (''[[Capricorn One]]'')
*{{NDR|In riferimento al proprio lavoro di giornalista di guerra}} Visto il mestiere che faccio, dovrei finire all'[[inferno]], dove troverei certamente storie particolari da raccontare. ([[Ettore Mo]])
===[[Karl Kraus]]===
*I giornalisti scrivono perché non hanno niente da dire, e hanno qualcosa da dire perché scrivono.
*Il giornalista è sempre uno che dopo sapeva tutto prima.
*Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo.
*Non avere un pensiero e saperlo esprimere: è questo che fa di qualcuno un giornalista.
===[[Anna Stepanovna Politkovskaja]]===
*I giornalisti non "sfidano" l'ordine costituito, non è questo il loro ruolo. Descrivono soltanto quello di cui sono testimoni. È il loro dovere, così come è dovere di un medico curare un malato e dovere di un ufficiale difendere la patria. È molto semplice: la deontologia giornalistica ci vieta di abbellire la realtà.
*Il giornalista deve produrre reportage, servizi, interviste. E le lacrime che versa nell'una o nell'altra occasione non interessano, in fondo, nessuno. Descrivi quello che vedi, metti insieme dei fatti e analizzali. Punto e basta.
*Io non lotto per nessuna causa, sono solo una giornalista. E il compito del giornalista è semplicemente di informare su quello che succede.
*L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede.
==[[Proverbi italiani]]==
*Con l'[[inchiostro]], una mano può innalzare un furfante ed abbassare un galantuomo.
*I giornalisti lodano chi li paga, e mordono chi li disprezza.
*I giornalisti sono come i camaleonti: si nutrono d'aria.
*I giornalisti sono come le donne: dicono il vero, ma non lo dicono tutto intero.
*I giornalisti sono i bagatellieri della stampa.
*L'inchiostro è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna, il mio aratro; le parole, la mia semente.
*L'inchiostro è nero, e tinge le dita e la reputazione.
*Un giornalista è un brontolone, un censore, un consigliere dei sovrani, un tutore delle nazioni; e quattro [[Giornale|giornali]] ostili son più da temere di mille baionette.
==Bibliografia==
*Annarosa Selene, ''Dizionario dei proverbi'', Pan libri, 2004. ISBN 8872171903
==Voci correlate==
*[[Cronaca]]
*[[Cronaca nera]]
*[[Giornale]]
*[[Libertà di stampa]]
*[[Ordine dei giornalisti]]
*[[Stampa]]
==Altri progetti==
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'''Rajneesh Chandra Mohan Jain''' (1931 – 1990), mistico e maestro spirituale indiano.
==Citazioni di Osho Rajneesh==
*Il problema autentico è risvegliare nell'individuo quel tanto di consapevolezza capace di generare in lui il desiderio di divenire libero, intelligente, autorealizzato e pienamente consapevole. (da ''L'immortalità dell'anima'')
*L'[[ego]] è uno sforzo costante per andare [[controcorrente]]. (da ''Ridere la vita'' (1976), traduzione di S. A. Videha e di M. A. Tea, Margini – Stampa alternativa, Roma, 2000. ISBN 8872266599)
*L'uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione. (da ''La via delle nuvole bianche'')
*La [[meditazione]] è l'unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all'interno di un tempio. (da ''L'immortalità dell'anima'', Mondadori, 2003)
*Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L'amore non può venir aggiunto dall'esterno. Non è un indumento che puoi indossare. (da ''Il lungo, il corto, il nulla'')
*{{NDR|Commentando una lettera ricevuta da Madre Teresa che rispondeva alle proprie critiche espresse in occasione del suo premio Nobel}} Secondo me [[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] e le persone come lei sono degli ipocriti: dietro una bella faccia dicono una cosa ma ne fanno un'altra. Tutto questo è strategia politica – la politica dei numeri.<br />E lei dice: "Per gli aggettivi che aggiungi al mio nome ti perdono con grande amore." Innanzitutto, l'amore non ha bisogno di perdonare poiché per principio non è irritazione. Per perdonare qualcuno, prima devi essere arrabbiato; è un prerequisito.<br />Io non perdono affatto Madre Teresa, dato che non sono per niente arrabbiato. Perché dovrei perdonarla? È lei che doveva essere arrabbiata. Questo è il motivo per cui voglio iniziare a meditare su queste cose. Si dice che Buddha non perdonò mai nessuno per la semplice ragione che non era mai arrabbiato. Come si può perdonare senza rabbia? È impossibile. Doveva essere arrabbiata. Questo è ciò che io chiamo incoscienza: lei non si rende conto di ciò che sta scrivendo.<ref>''To me Mother Teresa and people like her are hypocrites: saying one thing but doing something else behind a beautiful facade. It is the whole game of politics–the politics of numbers.<br />And she says, 'For the adjectives you add to my name I forgive you with great love.' First of all, love need not forgive because in the first place it is not angered. To forgive somebody first you have to be angry; that is a prerequisite.<br />I don't forgive Mother Teresa at all, because I am not angry at all. Why should I forgive her? She must have been angry. This is why I want you to start meditating on these things. It is said that Buddha never forgave anybody for the simple reason that he was never angry. How can you forgive without anger? It is impossible. She must have been angry. This is what I call unconsciousness: she is not aware of what she is writing.'' (Da ''[http://www.oshoworld.com/biography/innercontent.asp?FileName=biography7/07-67-teresa.txt Osho exposes Mother Teresa]'', ''oshoworld.com'').</ref>
{{Int|''[http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/maestri/biagi.htm Intervista di Enzo Biagi]''|''SPOT'', Rai Uno, 28 gennaio 1986}}
*Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non dò nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di [[concetto|concetti]], coi quali vive poi tutta la vita.
*Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l'uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l'incontro di due anime. E questo è l'[[amore e sesso|amore]]. L'amore può contenere in sé il sesso. Il [[amore e sesso|sesso]] non può inglobare in sé l'amore.
*Osserva un [[bambino]] che raccoglie [[conchiglia|conchiglie]] sulla spiaggia: è più felice dell'uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l'aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. È qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa. Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti.
==''Con te e senza di te''==
*Per essere sani mentalmente si devono attraversare molte follie.
*Fa' di ogni passo una tua scelta. Crea te stesso e assumitene l'intera responsabilità.
*Se non c'è uno [[specchio]], non vuol dire che non hai un volto.
*Le persone controllate sono sempre ansiose, perché in profondità si cela ancora il tormento. Se sei privo di controllo, se sei fluido e vivo, non sei nervoso. È impossibile: qualsiasi cosa accade, accade. Non ti aspetti niente dal futuro, non stai recitando un ruolo. La gente ha imparato a essere fredda, a toccare senza toccare, a guardare senza guardare, a sfiorare senza sfiorare. Si vive di cliché: "Ciao, [[come stai]]?". Nessuno vuole dire niente dicendolo, queste parole servono solo a evitare l'incontro autentico tra due persone. La gente non si guarda negli occhi, non si tiene per mano, non cerca di sentire l'energia dell'altro. Non si permette di scorrere liberamente. Tira avanti in qualche modo, piena di paura, fredda e smorta, dentro una camicia di forza. In latino c'è un detto: "Agere sequitur esse", il fare segue l'essere. Non cercare di cambiare le tue azioni; cerca di scoprire il tuo essere e le azioni cambieranno. L'azione è qualcosa che fai, l'essere è qualcosa che sei. L'azione viene da te, ma è solo un frammento. Se si mettessero insieme tutte le tue azioni, esse rappresenterebbero solo il tuo passato. E il futuro? Il tuo essere contiene il tuo passato, il tuo futuro e il tuo presente: contiene la tua eternità. Se ti sei visto a fondo, acquisti la capacità di vedere a fondo anche gli altri.
==''Il libro dei segreti''==
===''Il libro dei segreti'' (vol. I)===
====[[Incipit]]====
Alcuni punti introduttivi. Primo, il mondo del ''[[Vijñānabhairava Tantra|Vigyana Bhairava Tantra]]'' non è intellettuale, non è filosofico. Per esso la dottrina non ha senso. Si occupa del metodo, della tecnica, per niente dei principi. La parola "[[Tantra|tantra]]" significa tecnica, il metodo, il sentiero, perciò non è filosofico: ricordalo. Non si occupa di problemi e di indagini intellettuali. Non si occupa del "perché" delle cose: si occupa del "come", non di che ''cosa'' sia la verità ma di ''come'' possa essere raggiunta.
====Citazioni====
*Se affronti [[Shiva]] con una domanda e hai una mente chiusa, non ti risponderà subito: prima si dovrà spezzare la tua chiusura, per cui dovrà essere aggressivo, in questo caso devono essere distrutti i tuoi pregiudizi, i tuoi preconcetti. Se non ti ripulisci completamente dal passato, nulla ti potrà essere dato. (p. 21)
*Non un solo metodo potrebbe essere aggiunto ai centododici metodi di Shiva, e questo libro, il ''Vigyana Bhairava Tantra'', ha cinquemila anni: nulla vi può essere aggiunto, non c'è alcuna possibilità di aggiungervi qualcosa. È esaustivo, completo. È il più antico, e malgrado ciò, il più recente, il più nuovo. (p. 30)
*Prendi un metodo e giocaci per tre giorni almeno. Se ti darà una particolare sensazione di affinità, di benessere, se ti darà la sensazione particolare che questo fa per te, dovrai diventare serio. (p. 37)
*Lo [[Yoga|yoga]] è repressione consapevole, il Tantra è indulgenza consapevole. (p. 41)
*Per il Tantra Dio e il [[diavolo]] non sono due: in realtà non esiste un'entità che si possa chiamare "diavolo", tutto è divino, ogni cosa è sacra, e questo sembra essere il giusto punto di vista, il più profondo. (p. 49)
*L'intera tecnica [[Buddhismo Zen|Zen]] è basata sulla quarta tecnica di Shiva. (p. 88)
*Attenzione implica esclusivamente una cosa. La [[consapevolezza]] è molto diversa, non è esclusiva. Non è fare attenzione: è essere attenti, è semplicemente essere coscienti. Sei cosciente quando sei inclusivamente cosciente. (p. 103)
*Ogni [[paura]] è fondamentalmente orientata verso la [[morte]]. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver [[tanatofobia|paura della morte]]. (p. 114)
*Questa tecnica<ref>La quinta tecnica.</ref> fu data a [[Pitagora]], che la riportò in Grecia e, così, divenne il principio, lo strumento che diede vita a tutto il misticismo occidentale. Pitagora è dunque il padre di tutto il misticismo occidentale. (p. 120)
*Shiva dice di diventare l'amare. Quando sei nell'amplesso, diventa l'amplesso, diventa il bacio. Dimenticati di te stesso così totalmente da poter dire: "Io non esisto più. Esiste solo l'amore". [...] Il Tantra intende proprio questo: la trasformazione dell'amore in meditazione. Ora puoi capire perché il Tantra parla tanto dell'amore e del sesso. Come mai? Perché l'amore è la soglia più naturale e più facile da cui trascendere questo mondo, questa dimensione orizzontale. (p. 188)
*Confucio andò da [[Laozi|Lao Tzu]]. La mente di Lao Tzu è quella di un individuo risvegliato tantricamente. Non conobbe mai la parola "Tantra": la parola è priva di significato per lui. Non conobbe mai nulla del Tantra, ma tutto quello che disse è Tantra. [[Confucio]] è un esempio tipico della nostra mente, è l'esempio tipico per antonomasia. Pensa continuamente in termini di bene e di male, di quel che dovrebbe essere fatto e di quello che non dovrebbe essere fatto. È un legalista, il più grande legalista mai nato. (p. 206)
*Perciò per i [[prete|preti]], per la gente religiosa, per i [[morale|moralisti]], tu sei naturalmente cattivo. La bontà sarà una disciplina imposta dall'esterno. Tu sei un caos e l'ordine deve essere instaurato da loro; saranno loro a portare l'ordine. E hanno fatto del mondo intero un pasticcio, una confusione, un manicomio, perché hanno continuato a fare ordine per secoli e secoli, a disciplinare per secoli e secoli. Hanno insegnato così tanto che coloro cui è stato insegnato sono impazziti.<br />Il Tantra crede nella tua bontà interiore: ricordati questa differenza. Il Tantra dice che ognuno è nato buono, che la bontà è la tua natura. È una condizione di fatto! Sei già buono! (pp. 208-209)
*I [[pericolo|pericoli]] attraggono perché nel pericolo la tua coscienza ordinaria e quotidiana non può funzionare. Il pericolo penetra profondamente. La tua mente non è più necessaria; diventi una nonmente. ''Tu sei!'' Sei consapevole, ma senza che vi sia alcun pensiero. (p. 236)
*Se insisti e non obbedisci alla [[mente]]... è difficile perché hai sempre obbedito. Non hai mai dato ordini alla mente, non ne sei mai stato il padrone. Non puoi esserlo perché, in realtà, non ti sei mai disidentificato dalla mente: tu pensi di essere la mente. Questo errore dà alla mente una libertà totale, perché non c'è nessuno che la domini, che la controlli. Non c'è nessuno! La mente stessa diventa il padrone, ma questa supremazia è soltanto apparente. Provaci una volta e riuscirai a infrangere questa supremazia è falsa. (p. 238)
*E nella [[meditazione]] non si permette alla mente neppure di esistere. La meditazione è nonmente. (p. 269)
*Questa è la differenza fondamentale tra il Tantra e i cosiddetti insegnamenti moralistici. Gli insegnanti di morale non potrebbero mai usare il centro sessuale per una trasformazione: hanno paura. E chi ha paura dell'[[sesso|energia sessuale]] troverà veramente molto, molto difficile trasformare se stesso, o se stessa, perché lotta controcorrente, nuotando senza alcuna necessità in senso opposto al fiume. (p. 312)
*Se devi scegliere tra Shiva e Krishnamurti, scegli Shiva. [[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] non ti serve a nulla. Per aiutarti posso dirti perfino questo: Krishnamurti sbaglia completamente. Ed è dannoso. Ricorda: anche questo lo dico per aiutarti, perché se segui le sue parole non raggiungerai il ''samadhi''. Raggiungerai solo una conclusione: che non è necessario alcun metodo. E questo è pericoloso. Per te il metodo è necessario! (p. 370)
*Perciò la [[psicologia]] occidentale in realtà è solo terapeutica, è solo una branca della medicina. Cerca, ti aiuta a riadattarti. Non è un andare oltre. Lo sforzo orientale è diretto a trascendere la mente, perché per noi non esistono malattie mentali, ricordalo! Anzi, la mente è la malattia. Per la psicologia occidentale la mente non è la malattia. La mente sei tu: non è la malattia. La mente può essere sana, la mente può essere malata. (p. 420)
*[[Nāgārjuna|Nagarjuna]] fu uno dei più grandi Maestri che l'India abbia mai prodotto, del calibro del [[Buddha]], [[Mahavira]] e [[Krishna]]. E Nagarjuna era un genio raro. A livello intellettuale non esiste paragone possibile con nessun altro al mondo. Capita raramente un intelletto così acuto e penetrante. (p. 428)
===''I segreti della trasformazione'' (vol. II)===
====[[Incipit]]====
La vita ha due polarità: l'essere e il fare. L'essere è la tua natura: è sempre con te, non devi fare nulla per averlo. È qualcosa che esiste già, che sei fin da ora; non è qualcosa che possiedi. Non esiste nessuna distanza: sei già il tuo essere. Il fare è una conquista.
====Citazioni====
*Nel ''[[samādhi|samadhi]]'' entri in te stesso totalmente presente e consapevole. E una volta che sei nel centro totalmente sveglio, non sarai mai più lo stesso, saprai chi sei, saprai che i beni e le azioni non sono la tua natura, bensì la tua periferia: null'altro che increspature sulla superficie. (p. 21)
*L'energia è sempre in movimento verso l'esterno o verso l'interno. Non può mai restare ferma: se fosse ferma non sarebbe energia, ma non esiste nulla che non sia energia. Quindi, tutto si sta muovendo in qualche modo. (p. 26)
*Le antiche tradizioni, le vecchie religioni, il cristianesimo in particolare, predicano continuamente contro il sesso. Le nuove credenze degli hippy e non solo, vanno nella direzione opposta. Sostengono che il sesso è bene, il sesso è felicità, il sesso è la sola cosa vera al mondo. Entrambe sono interpretazioni. Non considerare il tuo [[desiderio]] secondo qualche insegnamento. Limitati a considerano nella sua purezza, per ciò che è: un fatto. Non interpretarlo. (p. 32)
*[[Vita e morte]] non sono due estremi lontani l'uno dall'altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell'arco di settant'anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero. (p. 73)
*Se l'[[amore]] diventa profondo, resti in silenzio perché le parole diventano inutili. Se non riesci a stare in silenzio con il tuo amante, sappi che non c'è amore, perché è molto difficile vivere in silenzio insieme a qualcuno con cui non si è in amore. (p. 90)
*Se tu non sei da nessuna parte, l'amato sarà ovunque. Se tu sei da qualche parte, l'amato non sarà da nessuna parte. (p. 96)
*Da un altro punto di vista, il [[pensiero]] è il tempo. Se non pensi, il tempo non esiste. Ecco perché, in meditazione, avverti l'eternità. Ecco perché, in amore, avverti l'eterno. (p. 102)
*Il tantra non condanna il [[anima e corpo|corpo]]. Il tantra è una totale accettazione delle cose per quello che sono. I teologi cristiani e quelli delle altre religioni condannano il corpo. Creano un dualismo, una dicotomia, scindendoti in due e dicendo che il corpo è il nemico, il male e va combattuto. Questa dualità è fondamentalmente sbagliata: dividerà il tuo [[anima e corpo|animo]] in due e creerà una personalità scissa. (p. 109)
*Il [[corpo]] è un veicolo meraviglioso, molto misterioso e complesso. Usalo, non lottarci contro; aiutalo. Nell'istante in cui vai contro di lui, vai contro te stesso. (p. 111)
*[[Laozi|Lao Tzu]] ha affermato che ciò che può essere detto non può essere vero e ciò che è vero non può essere detto. Egli rimase in silenzio; per la maggior parte della sua vita non scrisse nulla. (p. 131)
*Osserva gli occhi di un [[bambino]], la loro freschezza, la loro radiosa vitalità, la loro vivacità. Assomigliano a uno specchio, silenzioso ma penetrante: solo occhi simili possono raggiungere le profondità del mondo interiore. (p. 142)
*Fissa dunque il tuo sguardo nel blu del cielo. È un oggetto infinito, senza limiti. Non pensare, non dire: "Che bello!", non fare apprezzamenti. Se cominci a pensare, ti sei bloccato. I tuoi occhi non si muovono più dentro il blu infinito. Muoviti e osserva, non fare altro. Non creare parole: diventerebbero una barriera. Non dire nemmeno "cielo blu". Non verbalizzare. Deve restare solo uno sguardo puro e innocente, perso nel blu del cielo. Quello sguardo non ha fine; continuerai senza sosta a guardare in esso, e all'improvviso diventerai consapevole di te stesso, poiché non esiste alcun oggetto, ma solo un [[Śūnyatā|vuoto]]. Come mai? Perché quando esiste un vuoto, i sensi diventano inutili. (p. 186)
*Nessuno può farti sorgere dei [[dubbio|dubbi]] se questi non si nascondono già dentro di te; gli altri, possono solo aiutarli a venire fuori, non possono crearli. E lo stesso vale per la fede: gli altri possono solo aiutarla a manifestarsi, non a crearla. (p. 200)
*Devi capire che il [[linguaggio]] è una creazione umana; una creazione necessaria, utile, ma i significati delle parole sono una nostra creazione. Se riesci a capirlo, tutto sarà più facile. Se qualcuno insulta il Corano o i Veda, come ti senti? Riesci a riderne o ti arrabbi? Se qualcuno insulta la Gita, oppure Krishna, o Rama, o Cristo, riesci a riderne? Se non riesci a vedere attraverso le parole, se non riesci a vedere che si tratta di semplici parole, se la cosa ti ferisce, ti sarà difficile abbandonarle. (p. 239)
*Sii totalmente muto e sordo, anche solo per pochi istanti. Non potrai andare da nessun'altra parte, se non dentro te stesso; ti accorgerai improvvisamente di stare in te stesso, senza poterti più muovere. Ecco perché il silenzio è stato tanto usato. In esso, tutti i ponti per andare verso l'altro vengono rotti. (p. 246)
*L'animale è il tuo seme. Non lottare contro di esso. Il tantra non lo condanna, lo ama, perché tutto il futuro è nascosto in lui. Conoscilo a fondo, e a quel punto potrai usarlo e dirgli grazie. (p. 259)
*Tu hai sentito dire che Dio ha creato il mondo, ma io ti dico che tu hai il potenziale di creare Dio, e a meno che non lo crei, non sarai mai appagato. Per cui non pensare che Dio sia all'inizio. (p. 261)
*La [[mente]] vuole certezze, ma la vita è incertezza. Per questo la mente è contro l'amore e a favore del matrimonio, perché il matrimonio è una cosa fissa: è una certezza. (p. 270)
*L'[[Oṃ|AUM]] è il limite del suono, oltre non puoi andare. Per questo l'AUM è stato tanto usato, non solo in India, ma in tutto il mondo. L'"Amen" dei cristiani-musulmani non è altro che l'AUM in altra forma, ma con gli stessi suoni. (p. 281)
*La prima è questa: quando ti addormenti attraverso i mantra o l'ipnosi, crei con facilità delle illusioni che ti sembreranno estremamente reali. Nel sonno comune puoi produrre sogni, ma quando ti svegli sai che erano solo dei sogni. (p. 288)
*Osserva il momento in cui il [[suono]] non è presente, poi chiudi gli occhi. Quindi osserva l'attimo in cui il suono viene creato, il colpo iniziale e accompagnati a esso. Il suono si affievolirà sempre più, diventerà sempre più sottile e alla fine non ci sarà più. A quel punto ricreane un altro; sii consapevole, all'erta. Accompagnati il suono sino alla fine: osserva entrambe le polarità del suono, l'inizio e la fine. (p. 292)
*L'iniziazione ai [[mantra]] significa che, quando ti sei arreso, il Maestro entra in te, nel tuo corpo, nella tua mente e nel tuo spirito, alla ricerca di un suono tale per cui, cantandolo, ti trasformerai in un altro uomo, in un'altra dimensione. (p. 316)
*L'[[Uno (filosofia)|Uno]] si manifesta come due a causa delle nostre limitazioni, poiché non siamo in grado di vedere il Tutto. Nell'istante in cui riusciamo a vederlo, l'Uno appare come tale. La divisione non esiste nella realtà, ma nelle nostre conoscenze limitate. (p. 325)
*Il [[suono]] deve essere usato come un passaggio verso la sensazione. (p. 330)
*La [[felicità]] non è un risultato: è una conseguenza. Se ti dico che amando sarai felice, la felicità sarà una conseguenza, non un risultato. Se pensi che devi amare, poiché vuoi essere felice, non ne verrà fuori nulla. (p. 354)
*In amore profondo, gli amanti hanno sempre avuto la sensazione che questo fosse il momento giusto per morire. Se la morte arrivasse, sarebbe benvenuta, perché sono aperti anche alla morte. Se sei aperto alla vita, sarai aperto alla morte. Se sei chiuso alla vita, sarai chiuso alla morte. (p. 363)
*Ma lo [[yoga]] attira perché tutti sono egoisti. Il tantra non attira mai all'inizio. Il tantra attira solo ai livelli più profondi, attira solo coloro che hanno veramente lavorato su se stessi, lottando tramite lo yoga per molte vite. A quel punto il tantra li attira perché sono in grado di capire. Di solito, non sei attratto dal tantra. E se ne sei attratto, lo sei per i motivi sbagliati, quindi cerca di comprendere anche questi. (p. 407)
*Il tantra dice di scordarti di Dio. Se sei l'animale, comprendi questo animale nella sua totalità. Proprio in quella comprensione Dio crescerà; se non riesce a crescere attraverso quella comprensione, scordatelo; non potrà mai venire alla luce. (p. 416)
===''I segreti del Tantra'' (vol. III)===
====[[Incipit]]====
Sigmund Freud ha detto, da qualche parte, che l'uomo nasce nevrotico. Questa è solo una mezza verità. L'[[uomo]] non nasce nevrotico, ma viene al mondo all'interno di un'umanità nevrotica e la società che ci circonda conduce tutti, prima o poi, alla [[nevrosi]]. L'uomo nasce naturale, autentico, normale, ma quando il neonato diventa parte della società la nevrosi comincia a manifestarsi.
====Citazioni====
*Resta nel [[presente]]. Godi dell'incontro di due corpi, di due anime; unitevi, fondetevi e dissolvetevi l'uno nell'altra. Dimentica che stai andando da qualche parte. Resta nel momento senza dirigerti altrove, dissolviti. Tepore e amore dovrebbero diventare la situazione in cui due persone si dissolvono l'una nell'altra. Ecco perché, se non c'è amore. (p. 23)
*Il [[sesso]] è solo l'inizio, non la fine. Ma se manchi l'inizio, mancherai anche la fine; non puoi evitare l'inizio, se vuoi raggiungere la fine. (p. 45)
*La [[morale]] è come la magia. Parla in continuazione dell'uomo perfetto, ma non sa cosa sia l'uomo reale. (p. 46)
*E terzo: nel sesso sei naturale per la prima volta. Il falso viene perso; le maschere, le facciate cadono; la società, la cultura e la civiltà non ci sono più. Sei parte della natura, come gli alberi, gli animali e le stelle. Sei all'interno di qualcosa di più grande: il cosmo, il Tao. Galleggi in esso. Non puoi nemmeno nuotare: non esisti più. Galleggi semplicemente, (p. 48)
*Uccidere una [[madre]] è il peccato più grande, e mi chiedo se ti sei mai chiesto il perché. Il motivo è che ognuno avverte un profondo odio verso la propria madre. (p. 78)
*[[Śaṅkara|Shankara]] sostiene che, tramite i sensi, è impossibile sapere se ciò che ti sta di fronte sia reale o irreale. Shankara chiama questo stato ''[[maya]]'': illusione. Illusione non vuol dire irreale. Ricorda: illusione significa che è impossibile decidere se una cosa sia reale o irreale. Nelle lingue occidentali ''maya'' è stato tradotto in modo assai improprio, suggerendo che "illusione" volesse dire "irreale". Non è cosi! "Illusione" indica l'impossibilità di decidere se una cosa sia reale o irreale. Tale confusione e ''maya''. Questo mondo intero è ''maya'', confusione. Non puoi decidere, né arrivare a delle conclusioni. Il mondo ti sfugge continuamente, cambia, si trasforma in qualcos'altro. È una fantasia, qualcosa di simile ai sogni. (pp. 82-3)
*In realtà, il mondo non è un'illusione, non è ''[[maya]]''. È ''maya'' perché i tuoi occhi sono illusori. Sono pieni di sogni. Proietti intorno a te i tuoi sogni e la realtà viene falsificata. Quando i tuoi occhi saranno reali, lo stesso mondo diventerà reale. Quando il centro fittizio viene spezzato e sei di nuovo radicato nel tuo centro reale, nel tuo essere, questo mondo diventerà il [[nirvana]]. I Maestri Zen hanno ripetuto in continuazione che questo mondo è nirvana, ''[[moksha]]'', liberazione. È solo questione di occhi. Con occhi falsi, tutto è falsificato: con occhi autentici, tutto è reale. La tua falsa entità crea un mondo falso intorno a te. E non pensare che tutti vivano nello stesso mondo. Non possono! Ognuno vive nel proprio mondo; esistono tanti mondi quante sono le menti, perché ogni mente crea il proprio mondo, il proprio ambiente. Persino in una famiglia, il marito vive in un mondo e la moglie in un altro, e ogni giorno si verificano scontri tra questi due mondi. Non si incontrano mai; si urtano. L'incontro è impossibile. Con la mente non può esserci incontro, ma solo scontro, conflitto. Quando la mente non esiste, può avvenire l'incontro. [...] Ognuno vive nel suo mondo, nei suoi sogni, nelle sue aspettative, nelle sue proiezioni. Esistono tanti mondi quante sono le menti. Questi mondi sono un'illusione, ''maya''. Quando il tuo centro falso scompare, tutto il mondo cambia, diventa autentico. Allora, per la prima volta, vedi le cose per quello che sono. Non esiste più infelicità, perché insieme all'illusione sparisce I'aspettativa, e con la realtà non può esistere infelicità. Si arriva a percepire: "È cosi! II reale è reale!". Solo le cose finte creano problemi, ed esse non ti permettono mai di conoscere il reale. Queste finzioni della mente sono ''maya''. Il ruolo del guru è distruggere il falso, in modo che il reale diventi alla tua portata e tu sia alla sua portata. Quell'"evidenza dei fatti", quella realtà è la verità. Una volta che conosci tale realtà, anche il guru sarà diverso. (pp. 102-3)
*Quando prendi molto sul serio il mondo, non puoi sapere cosa sia la felicità. La [[felicità]] accade unicamente quando hai messo radici in una visione del mondo secondo la quale tutto non è altro che un gioco. (p. 128)
*Porta tutto alla superficie. Accetta la tua umanità, la tua animalità. Qualunque cosa sia presente, accettala senza condanne. Esiste, siine consapevole. C'è l'[[avidità]]: non provare a farne una non-avidità, non puoi. (p. 136)
*Senza un grande sforzo, è difficile avere la percezione di sé in quanto spazio infinito. Ci si identifica con i limiti. È più facile sentirsi limitati. (p. 144)
*Nei monasteri Zen i monaci siedono per anni, tutto il giorno. Penserai che stiano meditando. No! Stanno semplicemente seduti, in silenzio. (p. 160)
*Il divino non è solo in te, ricorda: è in tutti gli animali. E non solo negli animali: è in ogni albero e nelle rocce. Il divino è il centro fondamentale di ogni cosa. Puoi perderlo solo diventando falso, e puoi ottenerlo solo tornando a essere autentico. (p. 163)
*Prova, innanzitutto, a comprendere che cos'è un'onda, e poi potrai capire in che modo tale consapevolezza delle onde può aiutarti a entrare in meditazione. (p. 170)
*Quando la tua mente fluttua, esistono due entità: una sono le nuvole, i pensieri, gli oggetti, le immagini; l'altra è la consapevolezza, la mente stessa. Se presti troppa attenzione alle nuvole, agli oggetti, ai pensieri e alle immagini, hai dimenticato il cielo. (p. 178)
*Le [[donna|donne]] sono molto sensibili al riguardo: non le puoi ingannare. Possiedono una maggiore sensibilità al tocco fisico, per cui sanno. (p. 184)
*La mente divide. Dice che "questa" è la morte e "quella" la vita. Non solo divide: ma sostiene anche che siano opposte, nemiche, che la morte cerchi di distruggere la vita. E sembra giusto: "la morte sta cercando di distruggere la vita". Ma, se penetri più a fondo della mente, la morte non sta provando a distruggere la vita! Tu non puoi esistere senza la morte. La morte ti sta aiutando a essere. Se, solo per un istante, la morte cessasse di funzionare, moriresti.<br>A ogni istante la morte sta espellendo da te parti inutili, che non funzionano più. Molte cellule muoiono e vengono rimosse dalla morte. Quando sono rimosse, ne nascono di nuove. Stai crescendo: qualcosa muore e qualcos'altro nasce, in continuazione. A ogni istante sono presenti la vita e la morte, entrambe in funzione. Nel linguaggio le devo chiamare come se fossero due cose. Non lo sono! Sono due aspetti di uno stesso fenomeno. [[Vita e morte]] sono una cosa sola: "vita-morte" è un processo. Ma la mente divide. Tale divisione ci sembra giusta, ma è falsa. (p. 197)
*La [[vita]] è un [[paradossi dai film|paradosso]]. Per arrivare vicino devi viaggiare lontano, e ciò che è già conseguito lo devi conseguire un'altra volta. (p. 219)
*Sei già ciò che va raggiunto. Per quanto riguarda l'essenza, non bisogna conseguire nulla di nuovo. Devi solo scoprire, svelare, schiudere quella che è già la realtà. (p. 219)
*Il ''[[saṃsāra|samsara]]'' e il nirvana, il mondo e lo stato liberato di consapevolezza, non sono due cose, ma solo due atteggiamenti, due scelte. Puoi scegliere entrambi. A causa di una certa attitudine mentale puoi essere nel mondo, ma lo stesso mondo si trasforma nel nirvana, nell'estasi assoluta, semplicemente cambiando attitudine. (p. 219)
*La [[morte]] è improvvisa, e così il ''samadhi''. Anche l'esplosione spirituale è subitanea! È come la morte. È più simile alla morte che alla vita: è improvvisa; può avvenire in qualsiasi momento. (p. 225)
*Azioni molto semplici come uno [[starnuto]] possono essere usate come stratagemmi, perché, per quanto semplici appaiano, sono molto complesse, e il meccanismo interiore è qualcosa di molto delicato (p. 226)
*Se definisci [[santi|santo]] un uomo, hai creato il peccatore. Adesso, da qualche parte, dovrai condannare qualcuno, perché il santo non può esistere senza il peccatore. (p. 237)
*Non lottare contro l'[[immoralità]]. Prova semplicemente a trasformare il tuo sonno. (p. 251)
*Solo una cosa può trasformarti, può operare un mutamento, ed è la [[consapevolezza]]. (p. 251)
*Osserva le persone [[castità|caste]]: la loro mente diventa totalmente sessuale. Fanno sogni sessuali, ingaggiano una battaglia contro il sesso. Hanno sempre qualche fantasia al riguardo, sono ossessionate. (p. 261)
*Lo [[fare|sforzo]] è necessario per tutte le cose del mondo. Se vuoi fare qualcosa nel mondo, qualsiasi cosa, è necessario lo sforzo. Ma se vuoi fare qualcosa nella dimensione interiore, non è necessario alcuno sforzo. Il semplice rilassamento è sufficiente. Il non fare è l'arte necessaria in questo contesto, così come il fare lo è nel mondo esterno.<br/>Questa consapevolezza passiva è la chiave, ma non farti confondere dal linguaggio. Comincia con lo sforzo. Tieni a mente che lo devi abbandonare, e abbandonalo. Anche abbandonarlo sarà uno sforzo, ma arriverà un momento in cui ogni cosa se ne sarà andata. A quel punto sei, senza fare nulla: semplicemente presente, puro essere. Questo "essere" e il ''samadhi'', la consapevolezza cosmica, e tutto ciò che vale la pena conoscere, vale la pena avere, vale la pena essere ti accade in quello stato. (p. 266)
*La [[conoscere se stessi|conoscenza di sé]] è un processo negativo. Non puoi conoscerti direttamente; puoi solo eliminare progressivamente gli oggetti di conoscenza; continua a eliminarli. (p. 285)
*Nessuna [[rivoluzione]] è davvero necessaria. Il mondo è già una rivoluzione, in perenne mutamento. (p. 289)
*L'amore è vita, ed è più grande dite: non puoi possederlo. Desidero ripeterlo: l'amore è più grande dite, non puoi possederlo. Puoi solo permetterti di esserne posseduto, non di controllarlo. (p. 296)
*I [[cristianesimo|cristiani]] hanno interpretato Gesù in modo sbagliato: secondo loro Dio è buono, amorevole. Non è questo il significato. Gesù dice che Dio è amore. Semplicemente uguaglia Dio e l'amore. Puoi dire "amore" o "Dio": significano la stessa cosa. [[Dio]] non ama: è l'amore stesso. Se riesci ad amare, sei entrato nel divino. (p. 300)
*Quindi la vera domanda non è come conoscere se stessi. La vera domanda è conoscere in che modo non stai conoscendo te stesso, come stai mancando una realtà tanto ovvia, una verità tanto fondamentale da esserti così vicina; com'è possibile che continui a non vedere. Devi aver creato uno stratagemma, altrimenti è difficile scappare da se stessi. Devi aver eretto dei muri; in un certo senso, stai ingannando te stesso. (p. 321)
*Quando [[tatto (senso)|tocchi]] qualcuno, limitati a toccare; non dire che la pelle è liscia e bellissima. In quel caso stai mancando: ti sei spostato nei sogni. Qualunque cosa sia la pelle, è qui e ora. Toccala e lascia che ti sia rivelata. Quando vedi un bel viso, lascia entrare quel volto. Non interpretarlo, non dire nulla. Non mettere in mezzo la tua vecchia mente. (p. 323)
*L'[[uomo]] vive nella speranza, ma questa non è vita, perché speranza vuoi dire sogno. Se non vivi qui e ora, non sei vivo. Sei un peso morto, e quel domani che appagherà tutte le tue speranze non arriverà mai. (p. 330)
*Secondo questo sutra, il mondo e il nirvana non sono due cose, ma una sola; [[Paradiso e inferno|il paradiso e l'inferno]], la schiavitù e la liberazione non sono due cose, ma una sola. È difficile, perché riusciamo a concepire una cosa solo se pensiamo in termini di polarità opposte. (p. 336)
*Qualsiasi [[desiderio]] è una schiavitù; anche se desideri Dio o la liberazione è una schiavitù. Né la liberazione può accadere se questo desiderio non sparisce totalmente. Per cui, ricorda, non puoi desiderare la liberazione: è impossibile, contraddittorio. (p. 345)
*Il sesso è la sorgente della creatività; il divino l'ha usato per la creazione. La sessualità è esattamente come la gelosia, la rabbia e l'avidità: è sempre distruttiva. Il sesso non lo è, ma noi non conosciamo il sesso puro. Conosciamo solo la sessualità. (p. 361)
*La [[colonna vertebrale]] ha due estremità. L'inizio è il centro sessuale, la fine il ''sahasrara'', il settimo centro in cima alla testa. L'inizio della spina dorsale è collegato alla Terra, e il sesso rappresenta la cosa più terrena in te. Dal primo centro della tua spina dorsale sei in contatto con la natura, con quella che il Shankya ha definito ''prakriti'', la Terra, il materiale. Dall'ultimo centro, o secondo polo, il ''sahasrara'', situato nella testa, sei in contatto con il divino. Questi sono i due poli della tua esistenza. (p. 375)
*Qui sono descritte le tecniche affinché questo avvenga, affinché l'energia possa muoversi verticalmente ed elevarsi dentro di te, raggiungendo nuovi centri; affinché nuove energie ti siano rivelate, rendendoti una persona nuova a ogni movimento. E nell'istante in cui la tua energia si sprigiona dal ''sahasrara'', il polo opposto al sesso, non sei più un uomo. A quel punto non appartieni a questa Terra; sei diventato divino. (p. 376)
*Chiudi gli occhi e immaginati come se fossi luce. Non è semplicemente immaginazione. All'inizio lo è, ma si tratta anche di una realtà, perché ogni cosa è fatta di luce. (p. 378)
*Esistono due tipi di [[orgasmo]]: quello sessuale e quello spirituale. L'orgasmo sessuale viene dal centro inferiore, quello spirituale dal centro superiore. Dal punto più elevato incontri ciò che è più elevato, dal punto più in basso ciò che sta più in basso. Puoi fare questo esercizio anche mentre sei concretamente impegnato nell'atto sessuale: entrambi i partner possono farlo. Muovi l'energia verso l'alto, e l'atto sessuale diventa una ''sadhana'' tantrica, si trasforma in meditazione. (p. 383)
*Se hai preso droghe come l'[[LSD]] o cose del genere, sai che in quei momenti tutto il mondo intorno a te si trasforma in un fenomeno di luce e colori traslucidi, vividi. Questo non accade grazie all'LSD. Il mondo è così, ma i tuoi occhi sono spenti. L'LSD non crea un mondo vivido intorno a te. Il mondo è già vivido: non c'è nulla di sbagliato in esso. È un arcobaleno di colori, un mistero di luce vivida e trasparente. Ma i tuoi occhi sono spenti: ecco perché non puoi mai sperimentare il mondo in tale vividezza. (p. 387)
*Quando dico che la consapevolezza non può essere raggiunta dalla mente, voglio dire che non puoi raggiungerla pensandoci su. Puoi continuare a pensarci all'infinito, ma ti muoverai in un circolo. La devi praticare, la devi "fare". (p. 412)
===''I segreti della gioia'' (vol. IV)===
====[[Incipit]]====
Quando guardo nei tuoi occhi, non ti vedo presente; è come se fossi assente. Vivi distrattamente, immemore: questa è l'origine di ogni sofferenza. Puoi essere vivo senza essere affatto presente, ma in quel caso la tua esistenza diventerà noiosa; ed è ciò che è successo. Pertanto, quando guardo nei tuoi occhi, non ti trovo; devi ancora venire alla luce, devi ancora essere. C'è una possibilità, un'occasione favorevole, ma tu ancora non sei.
====Citazioni====
*La [[psicologia]] occidentale si è accorta solo di recente della dimensione onirica. In realtà, solo con Freud i sogni sono diventati importanti. Ma presso gli hindu questa è una delle idee più antiche: non puoi conoscere davvero una persona se non sai cosa sta facendo nei suoi sogni. (p. 34)
*L'[[oscurità]] è la madre, l'utero: sdraiati e immagina di trovarti dentro l'utero di tua madre. Diventerà qualcosa di reale, di caldo, e prima o poi comincerai a sentire che l'oscurità, l'utero, ti sta avvolgendo da ogni lato. Tu sei in esso. (p. 78)
*[[Meditazione]] vuol dire creare uno zero interiore in cui tutti i limiti e le divisioni scompaiono. Questo ti dona l'occhio autentico, il terzo occhio, il ''darshan''. Adesso possiedi i veri occhi per vedere. Per questi occhi autentici la realtà è limpida, aperta e rivelata. E quando la realtà è rivelata, non esistono problemi. (p. 100)
*E, per me, quando stai lavorando sul mondo esteriore, devi avere una mentalità scientifica, quando stai lavorando su te stesso, devi avere una mentalità religiosa. Non creare conflitti: non sono necessari. Non portare la scienza nel mondo interiore né la religione in quello esteriore. (p. 106)
*Come puoi temere qualcosa che non hai mai incontrato? Come puoi farti spaventare da ciò che non conosci? Per averne paura, lo devi almeno conoscere. Quindi, in realtà, non hai paura della [[morte]]. La paura riguarda qualcos'altro. Non hai mai vissuto: questo crea la paura della morte. (p. 126)
*Pensaci per un momento: se la [[vita]] fosse davvero sicura, sarebbe già morta. Una vita totalmente sicura non può essere viva, perché è andata perduta l'avventura stessa. Se sei protetto da tutti i pericoli, sei morto. L'essenza della vita è l'avventura, il pericolo, l'insicurezza. È coinvolta la morte. (p. 134)
*La [[paura]] crea il nemico, il nemico crea la difesa e la difesa crea l'attacco. Diventi violento, stai costantemente in guardia, sei contro tutti. Questo va compreso: sei hai paura, sei contro tutti. (p. 145)
*L'[[ego]] è irreale, perché tu non sei isolato: sei tutt'uno con la realtà. Esisti come sua parte organica, non puoi esserne separato. Se ne fossi separato, non potresti vivere nemmeno per un istante. A ogni respiro sei collegato con il cosmo, a ogni istante vai avanti e indietro, incontri il reale e torni indietro. (p. 167)
*Sviluppa la tua sensibilità. Quando tocchi, ascolti, mangi o fai un bagno, permetti ai tuoi sensi di essere aperti. E non pensare: senti. (p. 174)
*Se senti la presenza dei pensieri, il loro affollamento, puoi avvertire anche questo: che i pensieri non sono tuoi. Quella calca è arrivata fino a te, ti si è radunata intorno, ma non ti appartiene. (p. 175)
*La [[spiritualità]] è la ricerca dell'essere autentico che è dentro dite: io devo conoscere qual è la mia realtà. Una volta conosciuta, termina qualsiasi ricerca di esperienze. Non occorre più cercare qualche nuova avventura. Quando conosci la vera realtà interiore, l'essere autentico, cessa ogni ricerca. (p. 207)
*Non è il [[corpo]] a porsi come una barriera tra te e la realtà, ma il tuo attaccamento a esso. Una volta che saprai che l'attaccamento non esiste, per te il corpo non ci sarà più. Piuttosto, l'esistenza intera si trasformerà nel tuo corpo, quest'ultimo diventerà parte dell'esistenza totale, non sarà più qualcosa di separato. (p. 216)
*Se sei confinato in un luogo, sarai infelice, perché tu sei sempre più vasto dello spazio in cui ti limiti. (p. 219)
*Il primo sutra serve a mettere da parte il corpo; il secondo, la mente, il corpo interiore. Nemmeno la morte può separarvi: solo la meditazione è in grado di farlo. Ecco perché la meditazione è una grande morte, una chirurgia più profonda della morte stessa. Per questo fa tanta paura. La gente parla sempre di meditazione, ma non la pratica mai. Parla, scrive e discute su di essa, ma non la fa mai. La meditazione suscita una paura profonda, la paura della morte. (p. 226)
*E l'uomo ha completamente smarrito il silenzio. Anche quando non stai facendo nulla, non sei in silenzio, la mente continua a fare una cosa o l'altra. A causa di questo incessante chiacchiericcio interiore, non ti relazioni ad alcunché. Non sei connesso nemmeno con le persone che ami, perché questo chiacchiericcio è sempre presente. (p. 230)
*Dopo la crocifissione di [[Gesù]], l'umanità non è entrata nel regno di Dio. Se lui ha sofferto per noi, se la sua crocifissione è stata l'espiazione della nostra colpa e dei nostri peccati, allora Gesù è un fallimento, perché la colpa, i peccati e la sofferenza continuano. In tal caso, la sua sofferenza è stata inutile, perché la crocifissione non ha avuto successo. Il cristianesimo, semplicemente, presta fede a un mito. (p. 250)
*[[Dio]] non esiste, ma sarà presente quando arriverai alla fine. Non è qualcosa che esiste già, è un'evoluzione, la tua stessa evoluzione. Quando raggiungi un punto in cui sei totalmente conscio, Dio esiste. Ma non discutere, anziché sprecare energia in discussioni, usala per trasformare te stesso. (p. 253)
*Il Tantra afferma che non puoi raggiungere l'uno lottando nella dualità, non puoi giungere a un punto non-duale scegliendo uno dei due poli. Non sarà la scelta a condurti all'uno, ma l'osservazione priva di scelta: una testimonianza [[imparzialità|imparziale]]. (p. 263)
*Io vedo te, poi qualcun altro, e così all'infinito. Dalla nascita alla morte non faccio altro che vedere oggetti. Ma colui che vede, che osserva questo processo, viene dimenticato, smarrito nella folla. La folla è costituita di oggetti e il soggetto va perduto. (p. 266)
*E non porre limiti a questa percezione, sentila in modo illimitato. Non crearle un confine intorno: non ce ne sono. Essa non finisce mai. Il mondo non comincia e non finisce da nessuna parte, l'esistenza non ha [[inizio e fine|inizio né fine]]. Anche tu non hai inizio né fine. (pp. 280-281)
*Se riesci a percepire in te stesso un punto che è sia il conoscitore sia il conosciuto, hai trasceso l'oggetto e il soggetto, la materia e la mente, l'esteriore e l'interiore. Sei arrivato a un punto in cui il conoscitore e il conosciuto sono una cosa sola: non esiste divisione. (p. 318)
*Il tempo esiste per chi deve raggiungere una meta. Ricorda: il tempo può esistere solo quando devi arrivare da qualche parte. Se non devi raggiungere nulla, il tempo che senso ha? Non c'è fretta. (p. 337)
*La vita è [[contraddizione|contraddittoria]] in sé, quindi la verità non può essere non-contraddittoria, solo le bugie possono essere [[coerenza|coerenti]]. (p. 338)
*L'unica cosa presente nelle profondità del tuo essere è il tuo sé testimone, la tua consapevolezza: essa resta uguale, mentre tutto il resto cambia. E se ti aggrappi a un oggetto del mondo dei mutamenti, soffrirai. Non puoi farci nulla. Stai cercando l'impossibile, ecco perché soffri. So che non l'hai scelto, ma non è questo il punto. Se soffri, hai scelto indirettamente di soffrire. (p. 392)
===''I segreti del risveglio'' (vol. V)===
====[[Incipit]]====
La vita non è un problema, ma un mistero. Per la scienza la vita è un problema, ma per la religione è un mistero. Un problema può essere risolto, un mistero no: può essere vissuto, ma non risolto. La [[religione]] non offre soluzioni né risposte. La [[scienza]] offre risposte, la religione non ne ha alcuna.
====Citazioni====
*La [[materia]] – l'esistenza materiale, il mondo – e Dio non sono due cose distinte, due prospettive, due modi di vedere le cose: sono lo stesso fenomeno osservato da due diversi centri dell'essere. (p. 32)
*Un [[poeta]] è una persona che, per alcuni secondi, è volata nel mondo dei mistici, ha intravisto qualcosa. (p. 34)
*Concentrati sui [[seno|seni]], diventa una cosa sola con essi e dimentica il resto del corpo. Sposta tutta la tua consapevolezza sui seni, e ti accadranno molte cose. Se riesci a farlo, se riesci a concentrarti totalmente sui seni, tutto il corpo perderà peso e una sensazione di profonda dolcezza ti avvolgerà. Pulserà intorno, dentro, sopra e sotto di te. (p. 88)
*Tutte le religioni nascono in un clima festoso... E quando la festa scompare, sappi che la religione è morta. Ogni volta che nasce una nuova religione, tutte quelle antiche vi si oppongono, perché di nuovo la festa farà la sua comparsa. (p. 105)
*La [[solitudine]] diventa lo specchio. La società è l'inganno. Ecco perché hai sempre paura di stare da solo: sarai costretto a conoscerti nella tua nudità. Essere soli è difficile, ti spaventa. Ogni volta che sei solo, cominci immediatamente a fare qualcosa per uscire dalla solitudine. (p. 123)
*La [[madre]] è fondamentale, il [[padre]] è un frutto della società, e può essere accantonato. Dipende dall'istituzione, dal modo di pensare della società. Viceversa la madre non può essere scartata. Per cui, le religioni che concepiscono Dio come una madre in realtà sono più profonde: quando entri in Dio Madre e diventi una cosa sola con lei, sei entrato nell'utero eterno. Non soffrirai più; non sarai più espulso. (p. 163)
*Ma l'amore deve accaderti come un'ombra della pace interiore. Normalmente, si verifica il contrario: la pace ti accade come un'ombra dell'amore. L'amore deve accaderti come un'ombra della pace, allora è splendido. Altrimenti, anche l'amore crea orrori e brutture; diventa una malattia, una febbre. (p. 177)
*Purtroppo, non appena ti [[matrimonio|sposi]], sei morto; la relazione non è viva. A quel punto, è diventata una legge, non una relazione; è un fenomeno legale, non una cosa viva. (p. 184)
*Il matrimonio è definibile, l'amore indefinibile. In questo modo, sei entrato nel mondo delle definizioni. (p. 184)
*La paura della [[cambiamento|trasformazione]] è come la paura della morte. È una morte; perché il vecchio scomparirà e il nuovo verrà alla luce. Tu non ci sarai più, darai origine a qualcosa che ignori totalmente; se non sei pronto a morire, il tuo interesse per la meditazione è falso, perché solo chi è pronto a morire rinascerà. Il nuovo non può essere un proseguimento del vecchio. (p. 217)
*Per una persona illuminata, le cose si trovano all'esterno e non ci sono ponti tra lei e le cose. Il ponte si è rotto. L'illuminato procede da solo. Vive da solo. Segue se stesso. Nient'altro può possederlo; ecco perché abbiamo chiamato questa realizzazione ''moksha'', libertà totale, ''mukti''. Egli è totalmente libero. (p. 225)
*In [[Occidente]] si fanno molte ricerche sul fenomeno del sesso, perché le persone sono sempre meno capaci di orgasmi profondi; fanno sesso, ma senza estasi. È diventato qualcosa di noioso, tutti si sentono solo frustrati e indeboliti. È una routine. Non sanno cosa stanno facendo. Il senso dell'[[sesso|attività sessuale]] è un'estasi profonda attraverso l'orgasmo; se non accade, è inutile, futile e anche dannoso. Molte scuole di psicologia lavorano sulla domanda: "Cos'è successo all'uomo? Perché non raggiunge l'orgasmo tramite il sesso? Perché c'è tanta insoddisfazione? ". (p. 260)
*Il ''[[samādhi|samadhi]]'', lo scopo supremo dello Yoga e del Tantra, è un orgasmo profondo con l'universo stesso, con l'esistenza stessa. Il guru sta solo cercando di aiutarti, di portarti al punto in cui puoi almeno abbandonare l'ego. (p. 261)
*In una delle sue lettere, [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] scrive: "Posso credere solo in un dio danzante", ma non riuscì a trovarne. Se avesse conosciuto qualcosa di Shiva, la sua vita sarebbe stata totalmente diversa: Shiva è il dio che danza. (p. 270)
*Ricorda una cosa fondamentale: se non elimini gli schemi mentali, se non ti de-strutturi, se non annulli il tuo condizionamento e ti de-condizioni, non conoscerai la realtà, ma solo interpretazioni. Quelle interpretazioni sono frutto della tua mente. (p. 278)
*Quando sorge il [[desiderio]], proprio all'inizio, al primo bagliore, al primo accenno che un desiderio sta nascendo, osservalo con la tua consapevolezza totale, con la totalità del tuo essere. Non fare nulla. Non occorre altro: in presenza della totalità dell'essere l'osservazione è così vivida che il seme viene incenerito, senza alcuna lotta, né conflitto o antagonismo. (p. 282)
*Se chiedi agli hindu cosa pensano di Gesù, si metteranno a ridere. La follia si replica ovunque, e la realtà è che ognuno di noi è il figlio unigenito di Dio, lo siamo tutti indistintamente! Non è possibile altrimenti: voi venite dalla stessa sorgente, che tu sia Gesù, Krishna, A, B o C, un qualcuno o un nessuno. E ogni ''io'', ogni consapevolezza, si relaziona immediatamente al divino. Gesù stava dando semplicemente una tecnica. Fu frainteso. (p. 289)
*La vita è sesso. La parola sesso non va limitata alla riproduzione: l'intero gioco dell'energia vitale è sesso. La riproduzione è solo una parte di quel gioco. Ogni volta che due energie si incontrano – negativa e positiva – entra in gioco il sesso. (p. 293)
*[[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] attrae, perché consiglia di abbandonare tutti i sistemi. Se riesci ad abbandonare ogni sistema, non sarai più confuso, ma dipende da te. Può succedere – come succede quasi sempre – che accanto a questo nuovo sistema basato sulla demolizione di ogni sistema, restino anche tutti i vecchi sistemi. Ragion per cui si è aggiunto un elemento di confusione in più. (p. 312)
*Le ''[[Upaniṣad|Upanishad]]'' dicono che il mondo è illusorio, la materia è illusoria, ma solo dopo cinquemila anni la scienza può fare la stessa affermazione. Le ''Upanishad'' affermano che in profondità l'energia è consapevole: la scienza impiegherà altri cinquemila anni. Il misticismo è un salto, la scienza un movimento molto lento. (p. 333)
*Tu ''[[essere|sei]]'' soltanto quando smetti di pensare. Non appena smetti di pensare, l'interiorità accade; se non pensi, va tutto bene. È come se una guida interiore fosse all'opera. (p. 335)
*Ogni volta che qualcosa arriva dall'inconscio freudiano, ti sentirai disturbato, a disagio, irrequieto; ogni volta che qualcosa arriva dalla guida, ti sentirai così felice, sereno, rilassato, a casa, da non riuscire neppure a immaginarlo: avvertirai con estrema naturalezza che questo è [[inconscio]] autentico. (p. 357)
*La dimensione del [[gioco]] va applicata a tutta la tua vita: qualunque cosa tu stia facendo, sii in quell'attività in modo così totale che lo scopo è irrilevante; puoi ricavarne qualcosa, oppure niente, non ci pensi: tu stai giocando, ti stai divertendo. Ecco cosa intende Krishna quando dice ad Arjuna di lasciare il futuro nelle mani del divino. Il risultato della tua attività è nelle mani del divino: tu agisci semplicemente; un simile agire diventa un gioco. (p. 382)
==''La dottrina suprema''==
===[[Incipit]]===
Non so dove iniziare o dove finire perché la vita stessa non ha principio e non ha fine. Come queste colline che vi circondano, o le nuvole che vagano sopra di voi, o come il cielo, anche voi siete senza principio e senza fine. Nulla inizia mai, né finisce. E ciò che può avere un inizio o una fine sarà inevitabilmente artificiale. La natura permane sempre, è imperitura. Esiste sempre.
===Citazioni===
*Quando voi non siete, il Divino si manifesta. Quando voi siete, il Divino è assente.
*Quando dentro di te non esistono più parole, quando ogni schema verbale scompare definitivamente, quando l'intelletto non funziona più, quando la mente non è affatto presente per ricordare, allora accade: allora esperimenti.<br />E quando la mente riappare, quando la memoria riprende a funzionare, quando l'intelletto si impadronisce di nuovo del tuo essere, l'esperienza è già tramontata.
==''La mente che mente''==
*Mangiare carne è sensibilità, se sei stato allevato in una casa in cui nessuno ha mai pensato al {{sic|[[vegetarianismo|vegetarianesimo]]}}; se anche se ne è parlato, lo si è fatto per deridere i vegetariani: "Quegli sciocchi che pensano, diventando vegetariani, di essere diventati religiosi!". Se invece sei nato in una casa di vegetariani, in una famiglia vegetariana, vedrai chi mangia carne come un mostro: "Non sono affatto persone, sono intoccabili, non sono esseri umani, sono animali!" (p. 220)
*Il mio insegnamento è semplicissimo, dritto al punto essenziale: vivi momento per momento, muori al passato, non proiettare alcun futuro ... godi il silenzio, la gioia, la bellezza di questo momento. (p. 233)
==''La vita è gioco''==
*Un [[ottimismo e pessimismo|pessimista]] può diventare ottimista; un [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] può diventare pessimista. Un pessimista non è altro che un pessimista a testa in giù, e viceversa.
*Il pessimista continua a cercare il lato oscuro delle cose, negando quello più luminoso; accetta solo una mezza verità. L'ottimista nega il lato oscuro delle cose, accettandone solo quello luminoso; anche lui è nel vero solo a metà.
*Se il pessimista ha torto, l'ottimista non ha ragione; né l'uno né l'altro sono pronti ad accettare la verità così com'è. Entrambi scelgono.
*L'[[amore e morte|amore]] è la vera [[amore e morte|morte]], perché l'ego si dissolve completamente.
==Citazioni su Osho Rajneesh==
*Abbiamo gli pseudoguru di tradizione indiana o simile Rajneesh (Bahgwan Shree, detto Osho), il Guru della psicologia può costituire un esempio significativamente negativo. ([[Josef Sudbrack]])
*Era un uomo dagli occhi grandi e profondi, con un sorriso ammaliante e un naturale, per quanto a volte sboccato, senso dell'umorismo. La sua voce sibilante, solitamente diffusa a basso volume da un microfono durante il ''darshan'' mattutino, possedeva un timbro vagamente ipnotico. In qualche modo, essa serviva ad alleviare l'altrettanto ipnotica banalità dei suoi sermoni. ([[Christopher Hitchens]])
*Nel complesso, il suo insegnamento era innocuo, se non fosse stato per un cartello – affisso all'ingresso della tenda dove il guru predicava – che non ha mai mancato di irritarmi e che recitava: «Calzature e teste devono essere lasciate all'ingresso». Lì vicino c'era una pila di scarpe e sandali e io, nella mia condizione ispirata, riuscivo quasi a figurarmi una catasta di menti vuote e abbandonate attorno a questo motto meschino e letteralmente insensato. ([[Christopher Hitchens]])
==Bibliografia==
*Osho Rajneesh, ''Con te e senza di te'', traduzione di D. Petrini e S. A. Videha, Oscar Mondadori, Milano, 2005. ISBN 8804551739
*Osho Rajneesh, ''Il libro dei segreti'' (''The book of the secrets'', vol. I), traduzione di Tea Pecunia Bassani e Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della trasformazione'' (''The book of the secrets'', vol. II), traduzione di Gagan Daniele Pietrini e Swami Anand Videha, Bompiani, 2007.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del tantra'' (''The book of the secrets'', vol. III), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della gioia'' (''The book of the secrets'', vol. IV), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del risveglio'' (''The book of the secrets'', vol. V), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''La dottrina suprema'' (''The Supreme Doctrine''), traduzione di Swami Anand Videha, Bompiani, 1998.
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=xQstB3lt83kC La mente che mente]'', traduzione di S. A. Videha, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-81908-2
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=GH7gosrTqwQC La vita è gioco: La risposta consapevole alla legge dell'abbondanza]'', DeAgostini. ISBN 8841877243
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi indiani]]
[[Categoria:Mistici indiani]]
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wikitext
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[[File:Bhagwan beweging gekwetst door reclame-affiche van het NRC met de tekst profeet, Bestanddeelnr 933-0734-cropped.jpg|thumb|Osho Rajneesh]]
'''Rajneesh Chandra Mohan Jain''' (1931 – 1990), mistico e maestro spirituale indiano.
==Citazioni di Osho Rajneesh==
*Il problema autentico è risvegliare nell'individuo quel tanto di consapevolezza capace di generare in lui il desiderio di divenire libero, intelligente, autorealizzato e pienamente consapevole. (da ''L'immortalità dell'anima'')
*L'[[ego]] è uno sforzo costante per andare [[controcorrente]]. (da ''Ridere la vita'' (1976), traduzione di S. A. Videha e di M. A. Tea, Margini – Stampa alternativa, Roma, 2000. ISBN 8872266599)
*L'uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione. (da ''La via delle nuvole bianche'')
*La [[meditazione]] è l'unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all'interno di un tempio. (da ''L'immortalità dell'anima'', Mondadori, 2003)
*Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L'amore non può venir aggiunto dall'esterno. Non è un indumento che puoi indossare. (da ''Il lungo, il corto, il nulla'')
*{{NDR|Commentando una lettera ricevuta da Madre Teresa che rispondeva alle proprie critiche espresse in occasione del suo premio Nobel}} Secondo me [[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] e le persone come lei sono degli ipocriti: dietro una bella faccia dicono una cosa ma ne fanno un'altra. Tutto questo è strategia politica – la politica dei numeri.<br />E lei dice: "Per gli aggettivi che aggiungi al mio nome ti perdono con grande amore." Innanzitutto, l'amore non ha bisogno di perdonare poiché per principio non è irritazione. Per perdonare qualcuno, prima devi essere arrabbiato; è un prerequisito.<br />Io non perdono affatto Madre Teresa, dato che non sono per niente arrabbiato. Perché dovrei perdonarla? È lei che doveva essere arrabbiata. Questo è il motivo per cui voglio iniziare a meditare su queste cose. Si dice che Buddha non perdonò mai nessuno per la semplice ragione che non era mai arrabbiato. Come si può perdonare senza rabbia? È impossibile. Doveva essere arrabbiata. Questo è ciò che io chiamo incoscienza: lei non si rende conto di ciò che sta scrivendo.<ref>''To me Mother Teresa and people like her are hypocrites: saying one thing but doing something else behind a beautiful facade. It is the whole game of politics–the politics of numbers.<br />And she says, 'For the adjectives you add to my name I forgive you with great love.' First of all, love need not forgive because in the first place it is not angered. To forgive somebody first you have to be angry; that is a prerequisite.<br />I don't forgive Mother Teresa at all, because I am not angry at all. Why should I forgive her? She must have been angry. This is why I want you to start meditating on these things. It is said that Buddha never forgave anybody for the simple reason that he was never angry. How can you forgive without anger? It is impossible. She must have been angry. This is what I call unconsciousness: she is not aware of what she is writing.'' (Da ''[http://www.oshoworld.com/biography/innercontent.asp?FileName=biography7/07-67-teresa.txt Osho exposes Mother Teresa]'', ''oshoworld.com'').</ref>
{{Int|''[http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/maestri/biagi.htm Intervista di Enzo Biagi]''|''SPOT'', Rai Uno, 28 gennaio 1986}}
*Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non dò nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di [[concetto|concetti]], coi quali vive poi tutta la vita.
*Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l'uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l'incontro di due anime. E questo è l'[[amore e sesso|amore]]. L'amore può contenere in sé il sesso. Il [[amore e sesso|sesso]] non può inglobare in sé l'amore.
*Osserva un [[bambino]] che raccoglie [[conchiglia|conchiglie]] sulla spiaggia: è più felice dell'uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l'aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. È qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa. Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti.
==''Con te e senza di te''==
*Per essere sani mentalmente si devono attraversare molte follie.
*Fa' di ogni passo una tua scelta. Crea te stesso e assumitene l'intera responsabilità.
*Se non c'è uno [[specchio]], non vuol dire che non hai un volto.
*Le persone controllate sono sempre ansiose, perché in profondità si cela ancora il tormento. Se sei privo di controllo, se sei fluido e vivo, non sei nervoso. È impossibile: qualsiasi cosa accade, accade. Non ti aspetti niente dal futuro, non stai recitando un ruolo. La gente ha imparato a essere fredda, a toccare senza toccare, a guardare senza guardare, a sfiorare senza sfiorare. Si vive di cliché: "Ciao, [[come stai]]?". Nessuno vuole dire niente dicendolo, queste parole servono solo a evitare l'incontro autentico tra due persone. La gente non si guarda negli occhi, non si tiene per mano, non cerca di sentire l'energia dell'altro. Non si permette di scorrere liberamente. Tira avanti in qualche modo, piena di paura, fredda e smorta, dentro una camicia di forza. In latino c'è un detto: "Agere sequitur esse", il fare segue l'essere. Non cercare di cambiare le tue azioni; cerca di scoprire il tuo essere e le azioni cambieranno. L'azione è qualcosa che fai, l'essere è qualcosa che sei. L'azione viene da te, ma è solo un frammento. Se si mettessero insieme tutte le tue azioni, esse rappresenterebbero solo il tuo passato. E il futuro? Il tuo essere contiene il tuo passato, il tuo futuro e il tuo presente: contiene la tua eternità. Se ti sei visto a fondo, acquisti la capacità di vedere a fondo anche gli altri.
==''Il libro dei segreti''==
===''Il libro dei segreti'' (vol. I)===
====[[Incipit]]====
Alcuni punti introduttivi. Primo, il mondo del ''[[Vijñānabhairava Tantra|Vigyana Bhairava Tantra]]'' non è intellettuale, non è filosofico. Per esso la dottrina non ha senso. Si occupa del metodo, della tecnica, per niente dei principi. La parola "[[Tantra|tantra]]" significa tecnica, il metodo, il sentiero, perciò non è filosofico: ricordalo. Non si occupa di problemi e di indagini intellettuali. Non si occupa del "perché" delle cose: si occupa del "come", non di che ''cosa'' sia la verità ma di ''come'' possa essere raggiunta.
====Citazioni====
*Se affronti [[Shiva]] con una domanda e hai una mente chiusa, non ti risponderà subito: prima si dovrà spezzare la tua chiusura, per cui dovrà essere aggressivo, in questo caso devono essere distrutti i tuoi pregiudizi, i tuoi preconcetti. Se non ti ripulisci completamente dal passato, nulla ti potrà essere dato. (p. 21)
*Non un solo metodo potrebbe essere aggiunto ai centododici metodi di Shiva, e questo libro, il ''Vigyana Bhairava Tantra'', ha cinquemila anni: nulla vi può essere aggiunto, non c'è alcuna possibilità di aggiungervi qualcosa. È esaustivo, completo. È il più antico, e malgrado ciò, il più recente, il più nuovo. (p. 30)
*Prendi un metodo e giocaci per tre giorni almeno. Se ti darà una particolare sensazione di affinità, di benessere, se ti darà la sensazione particolare che questo fa per te, dovrai diventare serio. (p. 37)
*Lo [[Yoga|yoga]] è repressione consapevole, il Tantra è indulgenza consapevole. (p. 41)
*Per il Tantra Dio e il [[diavolo]] non sono due: in realtà non esiste un'entità che si possa chiamare "diavolo", tutto è divino, ogni cosa è sacra, e questo sembra essere il giusto punto di vista, il più profondo. (p. 49)
*L'intera tecnica [[Buddhismo Zen|Zen]] è basata sulla quarta tecnica di Shiva. (p. 88)
*Attenzione implica esclusivamente una cosa. La [[consapevolezza]] è molto diversa, non è esclusiva. Non è fare attenzione: è essere attenti, è semplicemente essere coscienti. Sei cosciente quando sei inclusivamente cosciente. (p. 103)
*Ogni [[paura]] è fondamentalmente orientata verso la [[morte]]. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver [[tanatofobia|paura della morte]]. (p. 114)
*Questa tecnica<ref>La quinta tecnica.</ref> fu data a [[Pitagora]], che la riportò in Grecia e, così, divenne il principio, lo strumento che diede vita a tutto il misticismo occidentale. Pitagora è dunque il padre di tutto il misticismo occidentale. (p. 120)
*Shiva dice di diventare l'amare. Quando sei nell'amplesso, diventa l'amplesso, diventa il bacio. Dimenticati di te stesso così totalmente da poter dire: "Io non esisto più. Esiste solo l'amore". [...] Il Tantra intende proprio questo: la trasformazione dell'amore in meditazione. Ora puoi capire perché il Tantra parla tanto dell'amore e del sesso. Come mai? Perché l'amore è la soglia più naturale e più facile da cui trascendere questo mondo, questa dimensione orizzontale. (p. 188)
*Confucio andò da [[Laozi|Lao Tzu]]. La mente di Lao Tzu è quella di un individuo risvegliato tantricamente. Non conobbe mai la parola "Tantra": la parola è priva di significato per lui. Non conobbe mai nulla del Tantra, ma tutto quello che disse è Tantra. [[Confucio]] è un esempio tipico della nostra mente, è l'esempio tipico per antonomasia. Pensa continuamente in termini di bene e di male, di quel che dovrebbe essere fatto e di quello che non dovrebbe essere fatto. È un legalista, il più grande legalista mai nato. (p. 206)
*Perciò per i [[prete|preti]], per la gente religiosa, per i [[morale|moralisti]], tu sei naturalmente cattivo. La bontà sarà una disciplina imposta dall'esterno. Tu sei un caos e l'ordine deve essere instaurato da loro; saranno loro a portare l'ordine. E hanno fatto del mondo intero un pasticcio, una confusione, un manicomio, perché hanno continuato a fare ordine per secoli e secoli, a disciplinare per secoli e secoli. Hanno insegnato così tanto che coloro cui è stato insegnato sono impazziti.<br />Il Tantra crede nella tua bontà interiore: ricordati questa differenza. Il Tantra dice che ognuno è nato buono, che la bontà è la tua natura. È una condizione di fatto! Sei già buono! (pp. 208-209)
*I [[pericolo|pericoli]] attraggono perché nel pericolo la tua coscienza ordinaria e quotidiana non può funzionare. Il pericolo penetra profondamente. La tua mente non è più necessaria; diventi una nonmente. ''Tu sei!'' Sei consapevole, ma senza che vi sia alcun pensiero. (p. 236)
*Se insisti e non obbedisci alla [[mente]]... è difficile perché hai sempre obbedito. Non hai mai dato ordini alla mente, non ne sei mai stato il padrone. Non puoi esserlo perché, in realtà, non ti sei mai disidentificato dalla mente: tu pensi di essere la mente. Questo errore dà alla mente una libertà totale, perché non c'è nessuno che la domini, che la controlli. Non c'è nessuno! La mente stessa diventa il padrone, ma questa supremazia è soltanto apparente. Provaci una volta e riuscirai a infrangere questa supremazia è falsa. (p. 238)
*E nella [[meditazione]] non si permette alla mente neppure di esistere. La meditazione è nonmente. (p. 269)
*Questa è la differenza fondamentale tra il Tantra e i cosiddetti insegnamenti moralistici. Gli insegnanti di morale non potrebbero mai usare il centro sessuale per una trasformazione: hanno paura. E chi ha paura dell'[[sesso|energia sessuale]] troverà veramente molto, molto difficile trasformare se stesso, o se stessa, perché lotta controcorrente, nuotando senza alcuna necessità in senso opposto al fiume. (p. 312)
*Se devi scegliere tra Shiva e Krishnamurti, scegli Shiva. [[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] non ti serve a nulla. Per aiutarti posso dirti perfino questo: Krishnamurti sbaglia completamente. Ed è dannoso. Ricorda: anche questo lo dico per aiutarti, perché se segui le sue parole non raggiungerai il ''samadhi''. Raggiungerai solo una conclusione: che non è necessario alcun metodo. E questo è pericoloso. Per te il metodo è necessario! (p. 370)
*Perciò la [[psicologia]] occidentale in realtà è solo terapeutica, è solo una branca della medicina. Cerca, ti aiuta a riadattarti. Non è un andare oltre. Lo sforzo orientale è diretto a trascendere la mente, perché per noi non esistono malattie mentali, ricordalo! Anzi, la mente è la malattia. Per la psicologia occidentale la mente non è la malattia. La mente sei tu: non è la malattia. La mente può essere sana, la mente può essere malata. (p. 420)
*[[Nāgārjuna|Nagarjuna]] fu uno dei più grandi Maestri che l'India abbia mai prodotto, del calibro del [[Buddha]], [[Mahavira]] e [[Krishna]]. E Nagarjuna era un genio raro. A livello intellettuale non esiste paragone possibile con nessun altro al mondo. Capita raramente un intelletto così acuto e penetrante. (p. 428)
===''I segreti della trasformazione'' (vol. II)===
====[[Incipit]]====
La vita ha due polarità: l'essere e il fare. L'essere è la tua natura: è sempre con te, non devi fare nulla per averlo. È qualcosa che esiste già, che sei fin da ora; non è qualcosa che possiedi. Non esiste nessuna distanza: sei già il tuo essere. Il fare è una conquista.
====Citazioni====
*Nel ''[[samādhi|samadhi]]'' entri in te stesso totalmente presente e consapevole. E una volta che sei nel centro totalmente sveglio, non sarai mai più lo stesso, saprai chi sei, saprai che i beni e le azioni non sono la tua natura, bensì la tua periferia: null'altro che increspature sulla superficie. (p. 21)
*L'energia è sempre in movimento verso l'esterno o verso l'interno. Non può mai restare ferma: se fosse ferma non sarebbe energia, ma non esiste nulla che non sia energia. Quindi, tutto si sta muovendo in qualche modo. (p. 26)
*Le antiche tradizioni, le vecchie religioni, il cristianesimo in particolare, predicano continuamente contro il sesso. Le nuove credenze degli hippy e non solo, vanno nella direzione opposta. Sostengono che il sesso è bene, il sesso è felicità, il sesso è la sola cosa vera al mondo. Entrambe sono interpretazioni. Non considerare il tuo [[desiderio]] secondo qualche insegnamento. Limitati a considerano nella sua purezza, per ciò che è: un fatto. Non interpretarlo. (p. 32)
*[[Vita e morte]] non sono due estremi lontani l'uno dall'altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell'arco di settant'anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero. (p. 73)
*Se l'[[amore]] diventa profondo, resti in silenzio perché le parole diventano inutili. Se non riesci a stare in silenzio con il tuo amante, sappi che non c'è amore, perché è molto difficile vivere in silenzio insieme a qualcuno con cui non si è in amore. (p. 90)
*Se tu non sei da nessuna parte, l'amato sarà ovunque. Se tu sei da qualche parte, l'amato non sarà da nessuna parte. (p. 96)
*Da un altro punto di vista, il [[pensiero]] è il tempo. Se non pensi, il tempo non esiste. Ecco perché, in meditazione, avverti l'eternità. Ecco perché, in amore, avverti l'eterno. (p. 102)
*Il tantra non condanna il [[anima e corpo|corpo]]. Il tantra è una totale accettazione delle cose per quello che sono. I teologi cristiani e quelli delle altre religioni condannano il corpo. Creano un dualismo, una dicotomia, scindendoti in due e dicendo che il corpo è il nemico, il male e va combattuto. Questa dualità è fondamentalmente sbagliata: dividerà il tuo [[anima e corpo|animo]] in due e creerà una personalità scissa. (p. 109)
*Il [[corpo]] è un veicolo meraviglioso, molto misterioso e complesso. Usalo, non lottarci contro; aiutalo. Nell'istante in cui vai contro di lui, vai contro te stesso. (p. 111)
*[[Laozi|Lao Tzu]] ha affermato che ciò che può essere detto non può essere vero e ciò che è vero non può essere detto. Egli rimase in silenzio; per la maggior parte della sua vita non scrisse nulla. (p. 131)
*Osserva gli occhi di un [[bambino]], la loro freschezza, la loro radiosa vitalità, la loro vivacità. Assomigliano a uno specchio, silenzioso ma penetrante: solo occhi simili possono raggiungere le profondità del mondo interiore. (p. 142)
*Fissa dunque il tuo sguardo nel blu del cielo. È un oggetto infinito, senza limiti. Non pensare, non dire: "Che bello!", non fare apprezzamenti. Se cominci a pensare, ti sei bloccato. I tuoi occhi non si muovono più dentro il blu infinito. Muoviti e osserva, non fare altro. Non creare parole: diventerebbero una barriera. Non dire nemmeno "cielo blu". Non verbalizzare. Deve restare solo uno sguardo puro e innocente, perso nel blu del cielo. Quello sguardo non ha fine; continuerai senza sosta a guardare in esso, e all'improvviso diventerai consapevole di te stesso, poiché non esiste alcun oggetto, ma solo un [[Śūnyatā|vuoto]]. Come mai? Perché quando esiste un vuoto, i sensi diventano inutili. (p. 186)
*Nessuno può farti sorgere dei [[dubbio|dubbi]] se questi non si nascondono già dentro di te; gli altri, possono solo aiutarli a venire fuori, non possono crearli. E lo stesso vale per la fede: gli altri possono solo aiutarla a manifestarsi, non a crearla. (p. 200)
*Devi capire che il [[linguaggio]] è una creazione umana; una creazione necessaria, utile, ma i significati delle parole sono una nostra creazione. Se riesci a capirlo, tutto sarà più facile. Se qualcuno insulta il Corano o i Veda, come ti senti? Riesci a riderne o ti arrabbi? Se qualcuno insulta la Gita, oppure Krishna, o Rama, o Cristo, riesci a riderne? Se non riesci a vedere attraverso le parole, se non riesci a vedere che si tratta di semplici parole, se la cosa ti ferisce, ti sarà difficile abbandonarle. (p. 239)
*Sii totalmente muto e sordo, anche solo per pochi istanti. Non potrai andare da nessun'altra parte, se non dentro te stesso; ti accorgerai improvvisamente di stare in te stesso, senza poterti più muovere. Ecco perché il silenzio è stato tanto usato. In esso, tutti i ponti per andare verso l'altro vengono rotti. (p. 246)
*L'animale è il tuo seme. Non lottare contro di esso. Il tantra non lo condanna, lo ama, perché tutto il futuro è nascosto in lui. Conoscilo a fondo, e a quel punto potrai usarlo e dirgli grazie. (p. 259)
*Tu hai sentito dire che Dio ha creato il mondo, ma io ti dico che tu hai il potenziale di creare Dio, e a meno che non lo crei, non sarai mai appagato. Per cui non pensare che Dio sia all'inizio. (p. 261)
*La [[mente]] vuole certezze, ma la vita è incertezza. Per questo la mente è contro l'amore e a favore del matrimonio, perché il matrimonio è una cosa fissa: è una certezza. (p. 270)
*L'[[Oṃ|AUM]] è il limite del suono, oltre non puoi andare. Per questo l'AUM è stato tanto usato, non solo in India, ma in tutto il mondo. L'"Amen" dei cristiani-musulmani non è altro che l'AUM in altra forma, ma con gli stessi suoni. (p. 281)
*La prima è questa: quando ti addormenti attraverso i mantra o l'ipnosi, crei con facilità delle illusioni che ti sembreranno estremamente reali. Nel sonno comune puoi produrre sogni, ma quando ti svegli sai che erano solo dei sogni. (p. 288)
*Osserva il momento in cui il [[suono]] non è presente, poi chiudi gli occhi. Quindi osserva l'attimo in cui il suono viene creato, il colpo iniziale e accompagnati a esso. Il suono si affievolirà sempre più, diventerà sempre più sottile e alla fine non ci sarà più. A quel punto ricreane un altro; sii consapevole, all'erta. Accompagnati il suono sino alla fine: osserva entrambe le polarità del suono, l'inizio e la fine. (p. 292)
*L'iniziazione ai [[mantra]] significa che, quando ti sei arreso, il Maestro entra in te, nel tuo corpo, nella tua mente e nel tuo spirito, alla ricerca di un suono tale per cui, cantandolo, ti trasformerai in un altro uomo, in un'altra dimensione. (p. 316)
*L'[[Uno (filosofia)|Uno]] si manifesta come due a causa delle nostre limitazioni, poiché non siamo in grado di vedere il Tutto. Nell'istante in cui riusciamo a vederlo, l'Uno appare come tale. La divisione non esiste nella realtà, ma nelle nostre conoscenze limitate. (p. 325)
*Il [[suono]] deve essere usato come un passaggio verso la sensazione. (p. 330)
*La [[felicità]] non è un risultato: è una conseguenza. Se ti dico che amando sarai felice, la felicità sarà una conseguenza, non un risultato. Se pensi che devi amare, poiché vuoi essere felice, non ne verrà fuori nulla. (p. 354)
*In amore profondo, gli amanti hanno sempre avuto la sensazione che questo fosse il momento giusto per morire. Se la morte arrivasse, sarebbe benvenuta, perché sono aperti anche alla morte. Se sei aperto alla vita, sarai aperto alla morte. Se sei chiuso alla vita, sarai chiuso alla morte. (p. 363)
*Ma lo [[yoga]] attira perché tutti sono egoisti. Il tantra non attira mai all'inizio. Il tantra attira solo ai livelli più profondi, attira solo coloro che hanno veramente lavorato su se stessi, lottando tramite lo yoga per molte vite. A quel punto il tantra li attira perché sono in grado di capire. Di solito, non sei attratto dal tantra. E se ne sei attratto, lo sei per i motivi sbagliati, quindi cerca di comprendere anche questi. (p. 407)
*Il tantra dice di scordarti di Dio. Se sei l'animale, comprendi questo animale nella sua totalità. Proprio in quella comprensione Dio crescerà; se non riesce a crescere attraverso quella comprensione, scordatelo; non potrà mai venire alla luce. (p. 416)
===''I segreti del Tantra'' (vol. III)===
====[[Incipit]]====
Sigmund Freud ha detto, da qualche parte, che l'uomo nasce nevrotico. Questa è solo una mezza verità. L'[[uomo]] non nasce nevrotico, ma viene al mondo all'interno di un'umanità nevrotica e la società che ci circonda conduce tutti, prima o poi, alla [[nevrosi]]. L'uomo nasce naturale, autentico, normale, ma quando il neonato diventa parte della società la nevrosi comincia a manifestarsi.
====Citazioni====
*Resta nel [[presente]]. Godi dell'incontro di due corpi, di due anime; unitevi, fondetevi e dissolvetevi l'uno nell'altra. Dimentica che stai andando da qualche parte. Resta nel momento senza dirigerti altrove, dissolviti. Tepore e amore dovrebbero diventare la situazione in cui due persone si dissolvono l'una nell'altra. Ecco perché, se non c'è amore. (p. 23)
*Il [[sesso]] è solo l'inizio, non la fine. Ma se manchi l'inizio, mancherai anche la fine; non puoi evitare l'inizio, se vuoi raggiungere la fine. (p. 45)
*La [[morale]] è come la magia. Parla in continuazione dell'uomo perfetto, ma non sa cosa sia l'uomo reale. (p. 46)
*E terzo: nel sesso sei naturale per la prima volta. Il falso viene perso; le maschere, le facciate cadono; la società, la cultura e la civiltà non ci sono più. Sei parte della natura, come gli alberi, gli animali e le stelle. Sei all'interno di qualcosa di più grande: il cosmo, il Tao. Galleggi in esso. Non puoi nemmeno nuotare: non esisti più. Galleggi semplicemente, (p. 48)
*Uccidere una [[madre]] è il peccato più grande, e mi chiedo se ti sei mai chiesto il perché. Il motivo è che ognuno avverte un profondo odio verso la propria madre. (p. 78)
*[[Śaṅkara|Shankara]] sostiene che, tramite i sensi, è impossibile sapere se ciò che ti sta di fronte sia reale o irreale. Shankara chiama questo stato ''[[maya]]'': illusione. Illusione non vuol dire irreale. Ricorda: illusione significa che è impossibile decidere se una cosa sia reale o irreale. Nelle lingue occidentali ''maya'' è stato tradotto in modo assai improprio, suggerendo che "illusione" volesse dire "irreale". Non è cosi! "Illusione" indica l'impossibilità di decidere se una cosa sia reale o irreale. Tale confusione è ''maya''.<br>Questo mondo intero è ''maya'', confusione. Non puoi decidere, né arrivare a delle conclusioni. Il mondo ti sfugge continuamente, cambia, si trasforma in qualcos'altro. È una fantasia, qualcosa di simile ai sogni. (pp. 82-3)
*In realtà, il mondo non è un'illusione, non è ''[[maya]]''. È ''maya'' perché i tuoi occhi sono illusori. Sono pieni di sogni. Proietti intorno a te i tuoi sogni e la realtà viene falsificata. Quando i tuoi occhi saranno reali, lo stesso mondo diventerà reale. Quando il centro fittizio viene spezzato e sei di nuovo radicato nel tuo centro reale, nel tuo essere, questo mondo diventerà il [[nirvana]]. I Maestri Zen hanno ripetuto in continuazione che questo mondo è nirvana, ''[[moksha]]'', liberazione. È solo questione di occhi. Con occhi falsi, tutto è falsificato: con occhi autentici, tutto è reale. La tua falsa entità crea un mondo falso intorno a te. E non pensare che tutti vivano nello stesso mondo. Non possono! Ognuno vive nel proprio mondo; esistono tanti mondi quante sono le menti, perché ogni mente crea il proprio mondo, il proprio ambiente. Persino in una famiglia, il marito vive in un mondo e la moglie in un altro, e ogni giorno si verificano scontri tra questi due mondi. Non si incontrano mai; si urtano. L'incontro è impossibile. Con la mente non può esserci incontro, ma solo scontro, conflitto. Quando la mente non esiste, può avvenire l'incontro. [...] Ognuno vive nel suo mondo, nei suoi sogni, nelle sue aspettative, nelle sue proiezioni. Esistono tanti mondi quante sono le menti. Questi mondi sono un'illusione, ''maya''. Quando il tuo centro falso scompare, tutto il mondo cambia, diventa autentico. Allora, per la prima volta, vedi le cose per quello che sono. Non esiste più infelicità, perché insieme all'illusione sparisce I'aspettativa, e con la realtà non può esistere infelicità. Si arriva a percepire: "È cosi! II reale è reale!". Solo le cose finte creano problemi, ed esse non ti permettono mai di conoscere il reale. Queste finzioni della mente sono ''maya''. Il ruolo del guru è distruggere il falso, in modo che il reale diventi alla tua portata e tu sia alla sua portata. Quell'"evidenza dei fatti", quella realtà è la verità. Una volta che conosci tale realtà, anche il guru sarà diverso. (pp. 102-3)
*Quando prendi molto sul serio il mondo, non puoi sapere cosa sia la felicità. La [[felicità]] accade unicamente quando hai messo radici in una visione del mondo secondo la quale tutto non è altro che un gioco. (p. 128)
*Porta tutto alla superficie. Accetta la tua umanità, la tua animalità. Qualunque cosa sia presente, accettala senza condanne. Esiste, siine consapevole. C'è l'[[avidità]]: non provare a farne una non-avidità, non puoi. (p. 136)
*Senza un grande sforzo, è difficile avere la percezione di sé in quanto spazio infinito. Ci si identifica con i limiti. È più facile sentirsi limitati. (p. 144)
*Nei monasteri Zen i monaci siedono per anni, tutto il giorno. Penserai che stiano meditando. No! Stanno semplicemente seduti, in silenzio. (p. 160)
*Il divino non è solo in te, ricorda: è in tutti gli animali. E non solo negli animali: è in ogni albero e nelle rocce. Il divino è il centro fondamentale di ogni cosa. Puoi perderlo solo diventando falso, e puoi ottenerlo solo tornando a essere autentico. (p. 163)
*Prova, innanzitutto, a comprendere che cos'è un'onda, e poi potrai capire in che modo tale consapevolezza delle onde può aiutarti a entrare in meditazione. (p. 170)
*Quando la tua mente fluttua, esistono due entità: una sono le nuvole, i pensieri, gli oggetti, le immagini; l'altra è la consapevolezza, la mente stessa. Se presti troppa attenzione alle nuvole, agli oggetti, ai pensieri e alle immagini, hai dimenticato il cielo. (p. 178)
*Le [[donna|donne]] sono molto sensibili al riguardo: non le puoi ingannare. Possiedono una maggiore sensibilità al tocco fisico, per cui sanno. (p. 184)
*La mente divide. Dice che "questa" è la morte e "quella" la vita. Non solo divide: ma sostiene anche che siano opposte, nemiche, che la morte cerchi di distruggere la vita. E sembra giusto: "la morte sta cercando di distruggere la vita". Ma, se penetri più a fondo della mente, la morte non sta provando a distruggere la vita! Tu non puoi esistere senza la morte. La morte ti sta aiutando a essere. Se, solo per un istante, la morte cessasse di funzionare, moriresti.<br>A ogni istante la morte sta espellendo da te parti inutili, che non funzionano più. Molte cellule muoiono e vengono rimosse dalla morte. Quando sono rimosse, ne nascono di nuove. Stai crescendo: qualcosa muore e qualcos'altro nasce, in continuazione. A ogni istante sono presenti la vita e la morte, entrambe in funzione. Nel linguaggio le devo chiamare come se fossero due cose. Non lo sono! Sono due aspetti di uno stesso fenomeno. [[Vita e morte]] sono una cosa sola: "vita-morte" è un processo. Ma la mente divide. Tale divisione ci sembra giusta, ma è falsa. (p. 197)
*La [[vita]] è un [[paradossi dai film|paradosso]]. Per arrivare vicino devi viaggiare lontano, e ciò che è già conseguito lo devi conseguire un'altra volta. (p. 219)
*Sei già ciò che va raggiunto. Per quanto riguarda l'essenza, non bisogna conseguire nulla di nuovo. Devi solo scoprire, svelare, schiudere quella che è già la realtà. (p. 219)
*Il ''[[saṃsāra|samsara]]'' e il nirvana, il mondo e lo stato liberato di consapevolezza, non sono due cose, ma solo due atteggiamenti, due scelte. Puoi scegliere entrambi. A causa di una certa attitudine mentale puoi essere nel mondo, ma lo stesso mondo si trasforma nel nirvana, nell'estasi assoluta, semplicemente cambiando attitudine. (p. 219)
*La [[morte]] è improvvisa, e così il ''samadhi''. Anche l'esplosione spirituale è subitanea! È come la morte. È più simile alla morte che alla vita: è improvvisa; può avvenire in qualsiasi momento. (p. 225)
*Azioni molto semplici come uno [[starnuto]] possono essere usate come stratagemmi, perché, per quanto semplici appaiano, sono molto complesse, e il meccanismo interiore è qualcosa di molto delicato (p. 226)
*Se definisci [[santi|santo]] un uomo, hai creato il peccatore. Adesso, da qualche parte, dovrai condannare qualcuno, perché il santo non può esistere senza il peccatore. (p. 237)
*Non lottare contro l'[[immoralità]]. Prova semplicemente a trasformare il tuo sonno. (p. 251)
*Solo una cosa può trasformarti, può operare un mutamento, ed è la [[consapevolezza]]. (p. 251)
*Osserva le persone [[castità|caste]]: la loro mente diventa totalmente sessuale. Fanno sogni sessuali, ingaggiano una battaglia contro il sesso. Hanno sempre qualche fantasia al riguardo, sono ossessionate. (p. 261)
*Lo [[fare|sforzo]] è necessario per tutte le cose del mondo. Se vuoi fare qualcosa nel mondo, qualsiasi cosa, è necessario lo sforzo. Ma se vuoi fare qualcosa nella dimensione interiore, non è necessario alcuno sforzo. Il semplice rilassamento è sufficiente. Il non fare è l'arte necessaria in questo contesto, così come il fare lo è nel mondo esterno.<br/>Questa consapevolezza passiva è la chiave, ma non farti confondere dal linguaggio. Comincia con lo sforzo. Tieni a mente che lo devi abbandonare, e abbandonalo. Anche abbandonarlo sarà uno sforzo, ma arriverà un momento in cui ogni cosa se ne sarà andata. A quel punto sei, senza fare nulla: semplicemente presente, puro essere. Questo "essere" e il ''samadhi'', la consapevolezza cosmica, e tutto ciò che vale la pena conoscere, vale la pena avere, vale la pena essere ti accade in quello stato. (p. 266)
*La [[conoscere se stessi|conoscenza di sé]] è un processo negativo. Non puoi conoscerti direttamente; puoi solo eliminare progressivamente gli oggetti di conoscenza; continua a eliminarli. (p. 285)
*Nessuna [[rivoluzione]] è davvero necessaria. Il mondo è già una rivoluzione, in perenne mutamento. (p. 289)
*L'amore è vita, ed è più grande dite: non puoi possederlo. Desidero ripeterlo: l'amore è più grande dite, non puoi possederlo. Puoi solo permetterti di esserne posseduto, non di controllarlo. (p. 296)
*I [[cristianesimo|cristiani]] hanno interpretato Gesù in modo sbagliato: secondo loro Dio è buono, amorevole. Non è questo il significato. Gesù dice che Dio è amore. Semplicemente uguaglia Dio e l'amore. Puoi dire "amore" o "Dio": significano la stessa cosa. [[Dio]] non ama: è l'amore stesso. Se riesci ad amare, sei entrato nel divino. (p. 300)
*Quindi la vera domanda non è come conoscere se stessi. La vera domanda è conoscere in che modo non stai conoscendo te stesso, come stai mancando una realtà tanto ovvia, una verità tanto fondamentale da esserti così vicina; com'è possibile che continui a non vedere. Devi aver creato uno stratagemma, altrimenti è difficile scappare da se stessi. Devi aver eretto dei muri; in un certo senso, stai ingannando te stesso. (p. 321)
*Quando [[tatto (senso)|tocchi]] qualcuno, limitati a toccare; non dire che la pelle è liscia e bellissima. In quel caso stai mancando: ti sei spostato nei sogni. Qualunque cosa sia la pelle, è qui e ora. Toccala e lascia che ti sia rivelata. Quando vedi un bel viso, lascia entrare quel volto. Non interpretarlo, non dire nulla. Non mettere in mezzo la tua vecchia mente. (p. 323)
*L'[[uomo]] vive nella speranza, ma questa non è vita, perché speranza vuoi dire sogno. Se non vivi qui e ora, non sei vivo. Sei un peso morto, e quel domani che appagherà tutte le tue speranze non arriverà mai. (p. 330)
*Secondo questo sutra, il mondo e il nirvana non sono due cose, ma una sola; [[Paradiso e inferno|il paradiso e l'inferno]], la schiavitù e la liberazione non sono due cose, ma una sola. È difficile, perché riusciamo a concepire una cosa solo se pensiamo in termini di polarità opposte. (p. 336)
*Qualsiasi [[desiderio]] è una schiavitù; anche se desideri Dio o la liberazione è una schiavitù. Né la liberazione può accadere se questo desiderio non sparisce totalmente. Per cui, ricorda, non puoi desiderare la liberazione: è impossibile, contraddittorio. (p. 345)
*Il sesso è la sorgente della creatività; il divino l'ha usato per la creazione. La sessualità è esattamente come la gelosia, la rabbia e l'avidità: è sempre distruttiva. Il sesso non lo è, ma noi non conosciamo il sesso puro. Conosciamo solo la sessualità. (p. 361)
*La [[colonna vertebrale]] ha due estremità. L'inizio è il centro sessuale, la fine il ''sahasrara'', il settimo centro in cima alla testa. L'inizio della spina dorsale è collegato alla Terra, e il sesso rappresenta la cosa più terrena in te. Dal primo centro della tua spina dorsale sei in contatto con la natura, con quella che il Shankya ha definito ''prakriti'', la Terra, il materiale. Dall'ultimo centro, o secondo polo, il ''sahasrara'', situato nella testa, sei in contatto con il divino. Questi sono i due poli della tua esistenza. (p. 375)
*Qui sono descritte le tecniche affinché questo avvenga, affinché l'energia possa muoversi verticalmente ed elevarsi dentro di te, raggiungendo nuovi centri; affinché nuove energie ti siano rivelate, rendendoti una persona nuova a ogni movimento. E nell'istante in cui la tua energia si sprigiona dal ''sahasrara'', il polo opposto al sesso, non sei più un uomo. A quel punto non appartieni a questa Terra; sei diventato divino. (p. 376)
*Chiudi gli occhi e immaginati come se fossi luce. Non è semplicemente immaginazione. All'inizio lo è, ma si tratta anche di una realtà, perché ogni cosa è fatta di luce. (p. 378)
*Esistono due tipi di [[orgasmo]]: quello sessuale e quello spirituale. L'orgasmo sessuale viene dal centro inferiore, quello spirituale dal centro superiore. Dal punto più elevato incontri ciò che è più elevato, dal punto più in basso ciò che sta più in basso. Puoi fare questo esercizio anche mentre sei concretamente impegnato nell'atto sessuale: entrambi i partner possono farlo. Muovi l'energia verso l'alto, e l'atto sessuale diventa una ''sadhana'' tantrica, si trasforma in meditazione. (p. 383)
*Se hai preso droghe come l'[[LSD]] o cose del genere, sai che in quei momenti tutto il mondo intorno a te si trasforma in un fenomeno di luce e colori traslucidi, vividi. Questo non accade grazie all'LSD. Il mondo è così, ma i tuoi occhi sono spenti. L'LSD non crea un mondo vivido intorno a te. Il mondo è già vivido: non c'è nulla di sbagliato in esso. È un arcobaleno di colori, un mistero di luce vivida e trasparente. Ma i tuoi occhi sono spenti: ecco perché non puoi mai sperimentare il mondo in tale vividezza. (p. 387)
*Quando dico che la consapevolezza non può essere raggiunta dalla mente, voglio dire che non puoi raggiungerla pensandoci su. Puoi continuare a pensarci all'infinito, ma ti muoverai in un circolo. La devi praticare, la devi "fare". (p. 412)
===''I segreti della gioia'' (vol. IV)===
====[[Incipit]]====
Quando guardo nei tuoi occhi, non ti vedo presente; è come se fossi assente. Vivi distrattamente, immemore: questa è l'origine di ogni sofferenza. Puoi essere vivo senza essere affatto presente, ma in quel caso la tua esistenza diventerà noiosa; ed è ciò che è successo. Pertanto, quando guardo nei tuoi occhi, non ti trovo; devi ancora venire alla luce, devi ancora essere. C'è una possibilità, un'occasione favorevole, ma tu ancora non sei.
====Citazioni====
*La [[psicologia]] occidentale si è accorta solo di recente della dimensione onirica. In realtà, solo con Freud i sogni sono diventati importanti. Ma presso gli hindu questa è una delle idee più antiche: non puoi conoscere davvero una persona se non sai cosa sta facendo nei suoi sogni. (p. 34)
*L'[[oscurità]] è la madre, l'utero: sdraiati e immagina di trovarti dentro l'utero di tua madre. Diventerà qualcosa di reale, di caldo, e prima o poi comincerai a sentire che l'oscurità, l'utero, ti sta avvolgendo da ogni lato. Tu sei in esso. (p. 78)
*[[Meditazione]] vuol dire creare uno zero interiore in cui tutti i limiti e le divisioni scompaiono. Questo ti dona l'occhio autentico, il terzo occhio, il ''darshan''. Adesso possiedi i veri occhi per vedere. Per questi occhi autentici la realtà è limpida, aperta e rivelata. E quando la realtà è rivelata, non esistono problemi. (p. 100)
*E, per me, quando stai lavorando sul mondo esteriore, devi avere una mentalità scientifica, quando stai lavorando su te stesso, devi avere una mentalità religiosa. Non creare conflitti: non sono necessari. Non portare la scienza nel mondo interiore né la religione in quello esteriore. (p. 106)
*Come puoi temere qualcosa che non hai mai incontrato? Come puoi farti spaventare da ciò che non conosci? Per averne paura, lo devi almeno conoscere. Quindi, in realtà, non hai paura della [[morte]]. La paura riguarda qualcos'altro. Non hai mai vissuto: questo crea la paura della morte. (p. 126)
*Pensaci per un momento: se la [[vita]] fosse davvero sicura, sarebbe già morta. Una vita totalmente sicura non può essere viva, perché è andata perduta l'avventura stessa. Se sei protetto da tutti i pericoli, sei morto. L'essenza della vita è l'avventura, il pericolo, l'insicurezza. È coinvolta la morte. (p. 134)
*La [[paura]] crea il nemico, il nemico crea la difesa e la difesa crea l'attacco. Diventi violento, stai costantemente in guardia, sei contro tutti. Questo va compreso: sei hai paura, sei contro tutti. (p. 145)
*L'[[ego]] è irreale, perché tu non sei isolato: sei tutt'uno con la realtà. Esisti come sua parte organica, non puoi esserne separato. Se ne fossi separato, non potresti vivere nemmeno per un istante. A ogni respiro sei collegato con il cosmo, a ogni istante vai avanti e indietro, incontri il reale e torni indietro. (p. 167)
*Sviluppa la tua sensibilità. Quando tocchi, ascolti, mangi o fai un bagno, permetti ai tuoi sensi di essere aperti. E non pensare: senti. (p. 174)
*Se senti la presenza dei pensieri, il loro affollamento, puoi avvertire anche questo: che i pensieri non sono tuoi. Quella calca è arrivata fino a te, ti si è radunata intorno, ma non ti appartiene. (p. 175)
*La [[spiritualità]] è la ricerca dell'essere autentico che è dentro dite: io devo conoscere qual è la mia realtà. Una volta conosciuta, termina qualsiasi ricerca di esperienze. Non occorre più cercare qualche nuova avventura. Quando conosci la vera realtà interiore, l'essere autentico, cessa ogni ricerca. (p. 207)
*Non è il [[corpo]] a porsi come una barriera tra te e la realtà, ma il tuo attaccamento a esso. Una volta che saprai che l'attaccamento non esiste, per te il corpo non ci sarà più. Piuttosto, l'esistenza intera si trasformerà nel tuo corpo, quest'ultimo diventerà parte dell'esistenza totale, non sarà più qualcosa di separato. (p. 216)
*Se sei confinato in un luogo, sarai infelice, perché tu sei sempre più vasto dello spazio in cui ti limiti. (p. 219)
*Il primo sutra serve a mettere da parte il corpo; il secondo, la mente, il corpo interiore. Nemmeno la morte può separarvi: solo la meditazione è in grado di farlo. Ecco perché la meditazione è una grande morte, una chirurgia più profonda della morte stessa. Per questo fa tanta paura. La gente parla sempre di meditazione, ma non la pratica mai. Parla, scrive e discute su di essa, ma non la fa mai. La meditazione suscita una paura profonda, la paura della morte. (p. 226)
*E l'uomo ha completamente smarrito il silenzio. Anche quando non stai facendo nulla, non sei in silenzio, la mente continua a fare una cosa o l'altra. A causa di questo incessante chiacchiericcio interiore, non ti relazioni ad alcunché. Non sei connesso nemmeno con le persone che ami, perché questo chiacchiericcio è sempre presente. (p. 230)
*Dopo la crocifissione di [[Gesù]], l'umanità non è entrata nel regno di Dio. Se lui ha sofferto per noi, se la sua crocifissione è stata l'espiazione della nostra colpa e dei nostri peccati, allora Gesù è un fallimento, perché la colpa, i peccati e la sofferenza continuano. In tal caso, la sua sofferenza è stata inutile, perché la crocifissione non ha avuto successo. Il cristianesimo, semplicemente, presta fede a un mito. (p. 250)
*[[Dio]] non esiste, ma sarà presente quando arriverai alla fine. Non è qualcosa che esiste già, è un'evoluzione, la tua stessa evoluzione. Quando raggiungi un punto in cui sei totalmente conscio, Dio esiste. Ma non discutere, anziché sprecare energia in discussioni, usala per trasformare te stesso. (p. 253)
*Il Tantra afferma che non puoi raggiungere l'uno lottando nella dualità, non puoi giungere a un punto non-duale scegliendo uno dei due poli. Non sarà la scelta a condurti all'uno, ma l'osservazione priva di scelta: una testimonianza [[imparzialità|imparziale]]. (p. 263)
*Io vedo te, poi qualcun altro, e così all'infinito. Dalla nascita alla morte non faccio altro che vedere oggetti. Ma colui che vede, che osserva questo processo, viene dimenticato, smarrito nella folla. La folla è costituita di oggetti e il soggetto va perduto. (p. 266)
*E non porre limiti a questa percezione, sentila in modo illimitato. Non crearle un confine intorno: non ce ne sono. Essa non finisce mai. Il mondo non comincia e non finisce da nessuna parte, l'esistenza non ha [[inizio e fine|inizio né fine]]. Anche tu non hai inizio né fine. (pp. 280-281)
*Se riesci a percepire in te stesso un punto che è sia il conoscitore sia il conosciuto, hai trasceso l'oggetto e il soggetto, la materia e la mente, l'esteriore e l'interiore. Sei arrivato a un punto in cui il conoscitore e il conosciuto sono una cosa sola: non esiste divisione. (p. 318)
*Il tempo esiste per chi deve raggiungere una meta. Ricorda: il tempo può esistere solo quando devi arrivare da qualche parte. Se non devi raggiungere nulla, il tempo che senso ha? Non c'è fretta. (p. 337)
*La vita è [[contraddizione|contraddittoria]] in sé, quindi la verità non può essere non-contraddittoria, solo le bugie possono essere [[coerenza|coerenti]]. (p. 338)
*L'unica cosa presente nelle profondità del tuo essere è il tuo sé testimone, la tua consapevolezza: essa resta uguale, mentre tutto il resto cambia. E se ti aggrappi a un oggetto del mondo dei mutamenti, soffrirai. Non puoi farci nulla. Stai cercando l'impossibile, ecco perché soffri. So che non l'hai scelto, ma non è questo il punto. Se soffri, hai scelto indirettamente di soffrire. (p. 392)
===''I segreti del risveglio'' (vol. V)===
====[[Incipit]]====
La vita non è un problema, ma un mistero. Per la scienza la vita è un problema, ma per la religione è un mistero. Un problema può essere risolto, un mistero no: può essere vissuto, ma non risolto. La [[religione]] non offre soluzioni né risposte. La [[scienza]] offre risposte, la religione non ne ha alcuna.
====Citazioni====
*La [[materia]] – l'esistenza materiale, il mondo – e Dio non sono due cose distinte, due prospettive, due modi di vedere le cose: sono lo stesso fenomeno osservato da due diversi centri dell'essere. (p. 32)
*Un [[poeta]] è una persona che, per alcuni secondi, è volata nel mondo dei mistici, ha intravisto qualcosa. (p. 34)
*Concentrati sui [[seno|seni]], diventa una cosa sola con essi e dimentica il resto del corpo. Sposta tutta la tua consapevolezza sui seni, e ti accadranno molte cose. Se riesci a farlo, se riesci a concentrarti totalmente sui seni, tutto il corpo perderà peso e una sensazione di profonda dolcezza ti avvolgerà. Pulserà intorno, dentro, sopra e sotto di te. (p. 88)
*Tutte le religioni nascono in un clima festoso... E quando la festa scompare, sappi che la religione è morta. Ogni volta che nasce una nuova religione, tutte quelle antiche vi si oppongono, perché di nuovo la festa farà la sua comparsa. (p. 105)
*La [[solitudine]] diventa lo specchio. La società è l'inganno. Ecco perché hai sempre paura di stare da solo: sarai costretto a conoscerti nella tua nudità. Essere soli è difficile, ti spaventa. Ogni volta che sei solo, cominci immediatamente a fare qualcosa per uscire dalla solitudine. (p. 123)
*La [[madre]] è fondamentale, il [[padre]] è un frutto della società, e può essere accantonato. Dipende dall'istituzione, dal modo di pensare della società. Viceversa la madre non può essere scartata. Per cui, le religioni che concepiscono Dio come una madre in realtà sono più profonde: quando entri in Dio Madre e diventi una cosa sola con lei, sei entrato nell'utero eterno. Non soffrirai più; non sarai più espulso. (p. 163)
*Ma l'amore deve accaderti come un'ombra della pace interiore. Normalmente, si verifica il contrario: la pace ti accade come un'ombra dell'amore. L'amore deve accaderti come un'ombra della pace, allora è splendido. Altrimenti, anche l'amore crea orrori e brutture; diventa una malattia, una febbre. (p. 177)
*Purtroppo, non appena ti [[matrimonio|sposi]], sei morto; la relazione non è viva. A quel punto, è diventata una legge, non una relazione; è un fenomeno legale, non una cosa viva. (p. 184)
*Il matrimonio è definibile, l'amore indefinibile. In questo modo, sei entrato nel mondo delle definizioni. (p. 184)
*La paura della [[cambiamento|trasformazione]] è come la paura della morte. È una morte; perché il vecchio scomparirà e il nuovo verrà alla luce. Tu non ci sarai più, darai origine a qualcosa che ignori totalmente; se non sei pronto a morire, il tuo interesse per la meditazione è falso, perché solo chi è pronto a morire rinascerà. Il nuovo non può essere un proseguimento del vecchio. (p. 217)
*Per una persona illuminata, le cose si trovano all'esterno e non ci sono ponti tra lei e le cose. Il ponte si è rotto. L'illuminato procede da solo. Vive da solo. Segue se stesso. Nient'altro può possederlo; ecco perché abbiamo chiamato questa realizzazione ''moksha'', libertà totale, ''mukti''. Egli è totalmente libero. (p. 225)
*In [[Occidente]] si fanno molte ricerche sul fenomeno del sesso, perché le persone sono sempre meno capaci di orgasmi profondi; fanno sesso, ma senza estasi. È diventato qualcosa di noioso, tutti si sentono solo frustrati e indeboliti. È una routine. Non sanno cosa stanno facendo. Il senso dell'[[sesso|attività sessuale]] è un'estasi profonda attraverso l'orgasmo; se non accade, è inutile, futile e anche dannoso. Molte scuole di psicologia lavorano sulla domanda: "Cos'è successo all'uomo? Perché non raggiunge l'orgasmo tramite il sesso? Perché c'è tanta insoddisfazione? ". (p. 260)
*Il ''[[samādhi|samadhi]]'', lo scopo supremo dello Yoga e del Tantra, è un orgasmo profondo con l'universo stesso, con l'esistenza stessa. Il guru sta solo cercando di aiutarti, di portarti al punto in cui puoi almeno abbandonare l'ego. (p. 261)
*In una delle sue lettere, [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] scrive: "Posso credere solo in un dio danzante", ma non riuscì a trovarne. Se avesse conosciuto qualcosa di Shiva, la sua vita sarebbe stata totalmente diversa: Shiva è il dio che danza. (p. 270)
*Ricorda una cosa fondamentale: se non elimini gli schemi mentali, se non ti de-strutturi, se non annulli il tuo condizionamento e ti de-condizioni, non conoscerai la realtà, ma solo interpretazioni. Quelle interpretazioni sono frutto della tua mente. (p. 278)
*Quando sorge il [[desiderio]], proprio all'inizio, al primo bagliore, al primo accenno che un desiderio sta nascendo, osservalo con la tua consapevolezza totale, con la totalità del tuo essere. Non fare nulla. Non occorre altro: in presenza della totalità dell'essere l'osservazione è così vivida che il seme viene incenerito, senza alcuna lotta, né conflitto o antagonismo. (p. 282)
*Se chiedi agli hindu cosa pensano di Gesù, si metteranno a ridere. La follia si replica ovunque, e la realtà è che ognuno di noi è il figlio unigenito di Dio, lo siamo tutti indistintamente! Non è possibile altrimenti: voi venite dalla stessa sorgente, che tu sia Gesù, Krishna, A, B o C, un qualcuno o un nessuno. E ogni ''io'', ogni consapevolezza, si relaziona immediatamente al divino. Gesù stava dando semplicemente una tecnica. Fu frainteso. (p. 289)
*La vita è sesso. La parola sesso non va limitata alla riproduzione: l'intero gioco dell'energia vitale è sesso. La riproduzione è solo una parte di quel gioco. Ogni volta che due energie si incontrano – negativa e positiva – entra in gioco il sesso. (p. 293)
*[[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] attrae, perché consiglia di abbandonare tutti i sistemi. Se riesci ad abbandonare ogni sistema, non sarai più confuso, ma dipende da te. Può succedere – come succede quasi sempre – che accanto a questo nuovo sistema basato sulla demolizione di ogni sistema, restino anche tutti i vecchi sistemi. Ragion per cui si è aggiunto un elemento di confusione in più. (p. 312)
*Le ''[[Upaniṣad|Upanishad]]'' dicono che il mondo è illusorio, la materia è illusoria, ma solo dopo cinquemila anni la scienza può fare la stessa affermazione. Le ''Upanishad'' affermano che in profondità l'energia è consapevole: la scienza impiegherà altri cinquemila anni. Il misticismo è un salto, la scienza un movimento molto lento. (p. 333)
*Tu ''[[essere|sei]]'' soltanto quando smetti di pensare. Non appena smetti di pensare, l'interiorità accade; se non pensi, va tutto bene. È come se una guida interiore fosse all'opera. (p. 335)
*Ogni volta che qualcosa arriva dall'inconscio freudiano, ti sentirai disturbato, a disagio, irrequieto; ogni volta che qualcosa arriva dalla guida, ti sentirai così felice, sereno, rilassato, a casa, da non riuscire neppure a immaginarlo: avvertirai con estrema naturalezza che questo è [[inconscio]] autentico. (p. 357)
*La dimensione del [[gioco]] va applicata a tutta la tua vita: qualunque cosa tu stia facendo, sii in quell'attività in modo così totale che lo scopo è irrilevante; puoi ricavarne qualcosa, oppure niente, non ci pensi: tu stai giocando, ti stai divertendo. Ecco cosa intende Krishna quando dice ad Arjuna di lasciare il futuro nelle mani del divino. Il risultato della tua attività è nelle mani del divino: tu agisci semplicemente; un simile agire diventa un gioco. (p. 382)
==''La dottrina suprema''==
===[[Incipit]]===
Non so dove iniziare o dove finire perché la vita stessa non ha principio e non ha fine. Come queste colline che vi circondano, o le nuvole che vagano sopra di voi, o come il cielo, anche voi siete senza principio e senza fine. Nulla inizia mai, né finisce. E ciò che può avere un inizio o una fine sarà inevitabilmente artificiale. La natura permane sempre, è imperitura. Esiste sempre.
===Citazioni===
*Quando voi non siete, il Divino si manifesta. Quando voi siete, il Divino è assente.
*Quando dentro di te non esistono più parole, quando ogni schema verbale scompare definitivamente, quando l'intelletto non funziona più, quando la mente non è affatto presente per ricordare, allora accade: allora esperimenti.<br />E quando la mente riappare, quando la memoria riprende a funzionare, quando l'intelletto si impadronisce di nuovo del tuo essere, l'esperienza è già tramontata.
==''La mente che mente''==
*Mangiare carne è sensibilità, se sei stato allevato in una casa in cui nessuno ha mai pensato al {{sic|[[vegetarianismo|vegetarianesimo]]}}; se anche se ne è parlato, lo si è fatto per deridere i vegetariani: "Quegli sciocchi che pensano, diventando vegetariani, di essere diventati religiosi!". Se invece sei nato in una casa di vegetariani, in una famiglia vegetariana, vedrai chi mangia carne come un mostro: "Non sono affatto persone, sono intoccabili, non sono esseri umani, sono animali!" (p. 220)
*Il mio insegnamento è semplicissimo, dritto al punto essenziale: vivi momento per momento, muori al passato, non proiettare alcun futuro ... godi il silenzio, la gioia, la bellezza di questo momento. (p. 233)
==''La vita è gioco''==
*Un [[ottimismo e pessimismo|pessimista]] può diventare ottimista; un [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] può diventare pessimista. Un pessimista non è altro che un pessimista a testa in giù, e viceversa.
*Il pessimista continua a cercare il lato oscuro delle cose, negando quello più luminoso; accetta solo una mezza verità. L'ottimista nega il lato oscuro delle cose, accettandone solo quello luminoso; anche lui è nel vero solo a metà.
*Se il pessimista ha torto, l'ottimista non ha ragione; né l'uno né l'altro sono pronti ad accettare la verità così com'è. Entrambi scelgono.
*L'[[amore e morte|amore]] è la vera [[amore e morte|morte]], perché l'ego si dissolve completamente.
==Citazioni su Osho Rajneesh==
*Abbiamo gli pseudoguru di tradizione indiana o simile Rajneesh (Bahgwan Shree, detto Osho), il Guru della psicologia può costituire un esempio significativamente negativo. ([[Josef Sudbrack]])
*Era un uomo dagli occhi grandi e profondi, con un sorriso ammaliante e un naturale, per quanto a volte sboccato, senso dell'umorismo. La sua voce sibilante, solitamente diffusa a basso volume da un microfono durante il ''darshan'' mattutino, possedeva un timbro vagamente ipnotico. In qualche modo, essa serviva ad alleviare l'altrettanto ipnotica banalità dei suoi sermoni. ([[Christopher Hitchens]])
*Nel complesso, il suo insegnamento era innocuo, se non fosse stato per un cartello – affisso all'ingresso della tenda dove il guru predicava – che non ha mai mancato di irritarmi e che recitava: «Calzature e teste devono essere lasciate all'ingresso». Lì vicino c'era una pila di scarpe e sandali e io, nella mia condizione ispirata, riuscivo quasi a figurarmi una catasta di menti vuote e abbandonate attorno a questo motto meschino e letteralmente insensato. ([[Christopher Hitchens]])
==Bibliografia==
*Osho Rajneesh, ''Con te e senza di te'', traduzione di D. Petrini e S. A. Videha, Oscar Mondadori, Milano, 2005. ISBN 8804551739
*Osho Rajneesh, ''Il libro dei segreti'' (''The book of the secrets'', vol. I), traduzione di Tea Pecunia Bassani e Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della trasformazione'' (''The book of the secrets'', vol. II), traduzione di Gagan Daniele Pietrini e Swami Anand Videha, Bompiani, 2007.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del tantra'' (''The book of the secrets'', vol. III), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della gioia'' (''The book of the secrets'', vol. IV), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del risveglio'' (''The book of the secrets'', vol. V), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''La dottrina suprema'' (''The Supreme Doctrine''), traduzione di Swami Anand Videha, Bompiani, 1998.
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=xQstB3lt83kC La mente che mente]'', traduzione di S. A. Videha, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-81908-2
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=GH7gosrTqwQC La vita è gioco: La risposta consapevole alla legge dell'abbondanza]'', DeAgostini. ISBN 8841877243
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi indiani]]
[[Categoria:Mistici indiani]]
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wikitext
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[[File:Bhagwan beweging gekwetst door reclame-affiche van het NRC met de tekst profeet, Bestanddeelnr 933-0734-cropped.jpg|thumb|Osho Rajneesh]]
'''Rajneesh Chandra Mohan Jain''' (1931 – 1990), mistico e maestro spirituale indiano.
==Citazioni di Osho Rajneesh==
*Il problema autentico è risvegliare nell'individuo quel tanto di consapevolezza capace di generare in lui il desiderio di divenire libero, intelligente, autorealizzato e pienamente consapevole. (da ''L'immortalità dell'anima'')
*L'[[ego]] è uno sforzo costante per andare [[controcorrente]]. (da ''Ridere la vita'' (1976), traduzione di S. A. Videha e di M. A. Tea, Margini – Stampa alternativa, Roma, 2000. ISBN 8872266599)
*L'uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione. (da ''La via delle nuvole bianche'')
*La [[meditazione]] è l'unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all'interno di un tempio. (da ''L'immortalità dell'anima'', Mondadori, 2003)
*Puoi amare solo quando sei felice dentro di te. L'amore non può venir aggiunto dall'esterno. Non è un indumento che puoi indossare. (da ''Il lungo, il corto, il nulla'')
*{{NDR|Commentando una lettera ricevuta da Madre Teresa che rispondeva alle proprie critiche espresse in occasione del suo premio Nobel}} Secondo me [[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] e le persone come lei sono degli ipocriti: dietro una bella faccia dicono una cosa ma ne fanno un'altra. Tutto questo è strategia politica – la politica dei numeri.<br />E lei dice: "Per gli aggettivi che aggiungi al mio nome ti perdono con grande amore." Innanzitutto, l'amore non ha bisogno di perdonare poiché per principio non è irritazione. Per perdonare qualcuno, prima devi essere arrabbiato; è un prerequisito.<br />Io non perdono affatto Madre Teresa, dato che non sono per niente arrabbiato. Perché dovrei perdonarla? È lei che doveva essere arrabbiata. Questo è il motivo per cui voglio iniziare a meditare su queste cose. Si dice che Buddha non perdonò mai nessuno per la semplice ragione che non era mai arrabbiato. Come si può perdonare senza rabbia? È impossibile. Doveva essere arrabbiata. Questo è ciò che io chiamo incoscienza: lei non si rende conto di ciò che sta scrivendo.<ref>''To me Mother Teresa and people like her are hypocrites: saying one thing but doing something else behind a beautiful facade. It is the whole game of politics–the politics of numbers.<br />And she says, 'For the adjectives you add to my name I forgive you with great love.' First of all, love need not forgive because in the first place it is not angered. To forgive somebody first you have to be angry; that is a prerequisite.<br />I don't forgive Mother Teresa at all, because I am not angry at all. Why should I forgive her? She must have been angry. This is why I want you to start meditating on these things. It is said that Buddha never forgave anybody for the simple reason that he was never angry. How can you forgive without anger? It is impossible. She must have been angry. This is what I call unconsciousness: she is not aware of what she is writing.'' (Da ''[http://www.oshoworld.com/biography/innercontent.asp?FileName=biography7/07-67-teresa.txt Osho exposes Mother Teresa]'', ''oshoworld.com'').</ref>
{{Int|''[http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/maestri/biagi.htm Intervista di Enzo Biagi]''|''SPOT'', Rai Uno, 28 gennaio 1986}}
*Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non dò nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di [[concetto|concetti]], coi quali vive poi tutta la vita.
*Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l'uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l'incontro di due anime. E questo è l'[[amore e sesso|amore]]. L'amore può contenere in sé il sesso. Il [[amore e sesso|sesso]] non può inglobare in sé l'amore.
*Osserva un [[bambino]] che raccoglie [[conchiglia|conchiglie]] sulla spiaggia: è più felice dell'uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l'aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. È qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa. Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti.
==''Con te e senza di te''==
*Per essere sani mentalmente si devono attraversare molte follie.
*Fa' di ogni passo una tua scelta. Crea te stesso e assumitene l'intera responsabilità.
*Se non c'è uno [[specchio]], non vuol dire che non hai un volto.
*Le persone controllate sono sempre ansiose, perché in profondità si cela ancora il tormento. Se sei privo di controllo, se sei fluido e vivo, non sei nervoso. È impossibile: qualsiasi cosa accade, accade. Non ti aspetti niente dal futuro, non stai recitando un ruolo. La gente ha imparato a essere fredda, a toccare senza toccare, a guardare senza guardare, a sfiorare senza sfiorare. Si vive di cliché: "Ciao, [[come stai]]?". Nessuno vuole dire niente dicendolo, queste parole servono solo a evitare l'incontro autentico tra due persone. La gente non si guarda negli occhi, non si tiene per mano, non cerca di sentire l'energia dell'altro. Non si permette di scorrere liberamente. Tira avanti in qualche modo, piena di paura, fredda e smorta, dentro una camicia di forza. In latino c'è un detto: "Agere sequitur esse", il fare segue l'essere. Non cercare di cambiare le tue azioni; cerca di scoprire il tuo essere e le azioni cambieranno. L'azione è qualcosa che fai, l'essere è qualcosa che sei. L'azione viene da te, ma è solo un frammento. Se si mettessero insieme tutte le tue azioni, esse rappresenterebbero solo il tuo passato. E il futuro? Il tuo essere contiene il tuo passato, il tuo futuro e il tuo presente: contiene la tua eternità. Se ti sei visto a fondo, acquisti la capacità di vedere a fondo anche gli altri.
==''Il libro dei segreti''==
===''Il libro dei segreti'' (vol. I)===
====[[Incipit]]====
Alcuni punti introduttivi. Primo, il mondo del ''[[Vijñānabhairava Tantra|Vigyana Bhairava Tantra]]'' non è intellettuale, non è filosofico. Per esso la dottrina non ha senso. Si occupa del metodo, della tecnica, per niente dei principi. La parola "[[Tantra|tantra]]" significa tecnica, il metodo, il sentiero, perciò non è filosofico: ricordalo. Non si occupa di problemi e di indagini intellettuali. Non si occupa del "perché" delle cose: si occupa del "come", non di che ''cosa'' sia la verità ma di ''come'' possa essere raggiunta.
====Citazioni====
*Se affronti [[Shiva]] con una domanda e hai una mente chiusa, non ti risponderà subito: prima si dovrà spezzare la tua chiusura, per cui dovrà essere aggressivo, in questo caso devono essere distrutti i tuoi pregiudizi, i tuoi preconcetti. Se non ti ripulisci completamente dal passato, nulla ti potrà essere dato. (p. 21)
*Non un solo metodo potrebbe essere aggiunto ai centododici metodi di Shiva, e questo libro, il ''Vigyana Bhairava Tantra'', ha cinquemila anni: nulla vi può essere aggiunto, non c'è alcuna possibilità di aggiungervi qualcosa. È esaustivo, completo. È il più antico, e malgrado ciò, il più recente, il più nuovo. (p. 30)
*Prendi un metodo e giocaci per tre giorni almeno. Se ti darà una particolare sensazione di affinità, di benessere, se ti darà la sensazione particolare che questo fa per te, dovrai diventare serio. (p. 37)
*Lo [[Yoga|yoga]] è repressione consapevole, il Tantra è indulgenza consapevole. (p. 41)
*Per il Tantra Dio e il [[diavolo]] non sono due: in realtà non esiste un'entità che si possa chiamare "diavolo", tutto è divino, ogni cosa è sacra, e questo sembra essere il giusto punto di vista, il più profondo. (p. 49)
*L'intera tecnica [[Buddhismo Zen|Zen]] è basata sulla quarta tecnica di Shiva. (p. 88)
*Attenzione implica esclusivamente una cosa. La [[consapevolezza]] è molto diversa, non è esclusiva. Non è fare attenzione: è essere attenti, è semplicemente essere coscienti. Sei cosciente quando sei inclusivamente cosciente. (p. 103)
*Ogni [[paura]] è fondamentalmente orientata verso la [[morte]]. Qualunque sia la sua forma, la sua modalità, qualunque sia il suo aspetto, il suo nome, ogni paura è orientata verso la morte. Se vai in profondità, scoprirai di aver [[tanatofobia|paura della morte]]. (p. 114)
*Questa tecnica<ref>La quinta tecnica.</ref> fu data a [[Pitagora]], che la riportò in Grecia e, così, divenne il principio, lo strumento che diede vita a tutto il misticismo occidentale. Pitagora è dunque il padre di tutto il misticismo occidentale. (p. 120)
*Shiva dice di diventare l'amare. Quando sei nell'amplesso, diventa l'amplesso, diventa il bacio. Dimenticati di te stesso così totalmente da poter dire: "Io non esisto più. Esiste solo l'amore". [...] Il Tantra intende proprio questo: la trasformazione dell'amore in meditazione. Ora puoi capire perché il Tantra parla tanto dell'amore e del sesso. Come mai? Perché l'amore è la soglia più naturale e più facile da cui trascendere questo mondo, questa dimensione orizzontale. (p. 188)
*Confucio andò da [[Laozi|Lao Tzu]]. La mente di Lao Tzu è quella di un individuo risvegliato tantricamente. Non conobbe mai la parola "Tantra": la parola è priva di significato per lui. Non conobbe mai nulla del Tantra, ma tutto quello che disse è Tantra. [[Confucio]] è un esempio tipico della nostra mente, è l'esempio tipico per antonomasia. Pensa continuamente in termini di bene e di male, di quel che dovrebbe essere fatto e di quello che non dovrebbe essere fatto. È un legalista, il più grande legalista mai nato. (p. 206)
*Perciò per i [[prete|preti]], per la gente religiosa, per i [[morale|moralisti]], tu sei naturalmente cattivo. La bontà sarà una disciplina imposta dall'esterno. Tu sei un caos e l'ordine deve essere instaurato da loro; saranno loro a portare l'ordine. E hanno fatto del mondo intero un pasticcio, una confusione, un manicomio, perché hanno continuato a fare ordine per secoli e secoli, a disciplinare per secoli e secoli. Hanno insegnato così tanto che coloro cui è stato insegnato sono impazziti.<br />Il Tantra crede nella tua bontà interiore: ricordati questa differenza. Il Tantra dice che ognuno è nato buono, che la bontà è la tua natura. È una condizione di fatto! Sei già buono! (pp. 208-209)
*I [[pericolo|pericoli]] attraggono perché nel pericolo la tua coscienza ordinaria e quotidiana non può funzionare. Il pericolo penetra profondamente. La tua mente non è più necessaria; diventi una nonmente. ''Tu sei!'' Sei consapevole, ma senza che vi sia alcun pensiero. (p. 236)
*Se insisti e non obbedisci alla [[mente]]... è difficile perché hai sempre obbedito. Non hai mai dato ordini alla mente, non ne sei mai stato il padrone. Non puoi esserlo perché, in realtà, non ti sei mai disidentificato dalla mente: tu pensi di essere la mente. Questo errore dà alla mente una libertà totale, perché non c'è nessuno che la domini, che la controlli. Non c'è nessuno! La mente stessa diventa il padrone, ma questa supremazia è soltanto apparente. Provaci una volta e riuscirai a infrangere questa supremazia è falsa. (p. 238)
*E nella [[meditazione]] non si permette alla mente neppure di esistere. La meditazione è nonmente. (p. 269)
*Questa è la differenza fondamentale tra il Tantra e i cosiddetti insegnamenti moralistici. Gli insegnanti di morale non potrebbero mai usare il centro sessuale per una trasformazione: hanno paura. E chi ha paura dell'[[sesso|energia sessuale]] troverà veramente molto, molto difficile trasformare se stesso, o se stessa, perché lotta controcorrente, nuotando senza alcuna necessità in senso opposto al fiume. (p. 312)
*Se devi scegliere tra Shiva e Krishnamurti, scegli Shiva. [[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] non ti serve a nulla. Per aiutarti posso dirti perfino questo: Krishnamurti sbaglia completamente. Ed è dannoso. Ricorda: anche questo lo dico per aiutarti, perché se segui le sue parole non raggiungerai il ''samadhi''. Raggiungerai solo una conclusione: che non è necessario alcun metodo. E questo è pericoloso. Per te il metodo è necessario! (p. 370)
*Perciò la [[psicologia]] occidentale in realtà è solo terapeutica, è solo una branca della medicina. Cerca, ti aiuta a riadattarti. Non è un andare oltre. Lo sforzo orientale è diretto a trascendere la mente, perché per noi non esistono malattie mentali, ricordalo! Anzi, la mente è la malattia. Per la psicologia occidentale la mente non è la malattia. La mente sei tu: non è la malattia. La mente può essere sana, la mente può essere malata. (p. 420)
*[[Nāgārjuna|Nagarjuna]] fu uno dei più grandi Maestri che l'India abbia mai prodotto, del calibro del [[Buddha]], [[Mahavira]] e [[Krishna]]. E Nagarjuna era un genio raro. A livello intellettuale non esiste paragone possibile con nessun altro al mondo. Capita raramente un intelletto così acuto e penetrante. (p. 428)
===''I segreti della trasformazione'' (vol. II)===
====[[Incipit]]====
La vita ha due polarità: l'essere e il fare. L'essere è la tua natura: è sempre con te, non devi fare nulla per averlo. È qualcosa che esiste già, che sei fin da ora; non è qualcosa che possiedi. Non esiste nessuna distanza: sei già il tuo essere. Il fare è una conquista.
====Citazioni====
*Nel ''[[samādhi|samadhi]]'' entri in te stesso totalmente presente e consapevole. E una volta che sei nel centro totalmente sveglio, non sarai mai più lo stesso, saprai chi sei, saprai che i beni e le azioni non sono la tua natura, bensì la tua periferia: null'altro che increspature sulla superficie. (p. 21)
*L'energia è sempre in movimento verso l'esterno o verso l'interno. Non può mai restare ferma: se fosse ferma non sarebbe energia, ma non esiste nulla che non sia energia. Quindi, tutto si sta muovendo in qualche modo. (p. 26)
*Le antiche tradizioni, le vecchie religioni, il cristianesimo in particolare, predicano continuamente contro il sesso. Le nuove credenze degli hippy e non solo, vanno nella direzione opposta. Sostengono che il sesso è bene, il sesso è felicità, il sesso è la sola cosa vera al mondo. Entrambe sono interpretazioni. Non considerare il tuo [[desiderio]] secondo qualche insegnamento. Limitati a considerano nella sua purezza, per ciò che è: un fatto. Non interpretarlo. (p. 32)
*[[Vita e morte]] non sono due estremi lontani l'uno dall'altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell'arco di settant'anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero. (p. 73)
*Se l'[[amore]] diventa profondo, resti in silenzio perché le parole diventano inutili. Se non riesci a stare in silenzio con il tuo amante, sappi che non c'è amore, perché è molto difficile vivere in silenzio insieme a qualcuno con cui non si è in amore. (p. 90)
*Se tu non sei da nessuna parte, l'amato sarà ovunque. Se tu sei da qualche parte, l'amato non sarà da nessuna parte. (p. 96)
*Da un altro punto di vista, il [[pensiero]] è il tempo. Se non pensi, il tempo non esiste. Ecco perché, in meditazione, avverti l'eternità. Ecco perché, in amore, avverti l'eterno. (p. 102)
*Il tantra non condanna il [[anima e corpo|corpo]]. Il tantra è una totale accettazione delle cose per quello che sono. I teologi cristiani e quelli delle altre religioni condannano il corpo. Creano un dualismo, una dicotomia, scindendoti in due e dicendo che il corpo è il nemico, il male e va combattuto. Questa dualità è fondamentalmente sbagliata: dividerà il tuo [[anima e corpo|animo]] in due e creerà una personalità scissa. (p. 109)
*Il [[corpo]] è un veicolo meraviglioso, molto misterioso e complesso. Usalo, non lottarci contro; aiutalo. Nell'istante in cui vai contro di lui, vai contro te stesso. (p. 111)
*[[Laozi|Lao Tzu]] ha affermato che ciò che può essere detto non può essere vero e ciò che è vero non può essere detto. Egli rimase in silenzio; per la maggior parte della sua vita non scrisse nulla. (p. 131)
*Osserva gli occhi di un [[bambino]], la loro freschezza, la loro radiosa vitalità, la loro vivacità. Assomigliano a uno specchio, silenzioso ma penetrante: solo occhi simili possono raggiungere le profondità del mondo interiore. (p. 142)
*Fissa dunque il tuo sguardo nel blu del cielo. È un oggetto infinito, senza limiti. Non pensare, non dire: "Che bello!", non fare apprezzamenti. Se cominci a pensare, ti sei bloccato. I tuoi occhi non si muovono più dentro il blu infinito. Muoviti e osserva, non fare altro. Non creare parole: diventerebbero una barriera. Non dire nemmeno "cielo blu". Non verbalizzare. Deve restare solo uno sguardo puro e innocente, perso nel blu del cielo. Quello sguardo non ha fine; continuerai senza sosta a guardare in esso, e all'improvviso diventerai consapevole di te stesso, poiché non esiste alcun oggetto, ma solo un [[Śūnyatā|vuoto]]. Come mai? Perché quando esiste un vuoto, i sensi diventano inutili. (p. 186)
*Nessuno può farti sorgere dei [[dubbio|dubbi]] se questi non si nascondono già dentro di te; gli altri, possono solo aiutarli a venire fuori, non possono crearli. E lo stesso vale per la fede: gli altri possono solo aiutarla a manifestarsi, non a crearla. (p. 200)
*Devi capire che il [[linguaggio]] è una creazione umana; una creazione necessaria, utile, ma i significati delle parole sono una nostra creazione. Se riesci a capirlo, tutto sarà più facile. Se qualcuno insulta il Corano o i Veda, come ti senti? Riesci a riderne o ti arrabbi? Se qualcuno insulta la Gita, oppure Krishna, o Rama, o Cristo, riesci a riderne? Se non riesci a vedere attraverso le parole, se non riesci a vedere che si tratta di semplici parole, se la cosa ti ferisce, ti sarà difficile abbandonarle. (p. 239)
*Sii totalmente muto e sordo, anche solo per pochi istanti. Non potrai andare da nessun'altra parte, se non dentro te stesso; ti accorgerai improvvisamente di stare in te stesso, senza poterti più muovere. Ecco perché il silenzio è stato tanto usato. In esso, tutti i ponti per andare verso l'altro vengono rotti. (p. 246)
*L'animale è il tuo seme. Non lottare contro di esso. Il tantra non lo condanna, lo ama, perché tutto il futuro è nascosto in lui. Conoscilo a fondo, e a quel punto potrai usarlo e dirgli grazie. (p. 259)
*Tu hai sentito dire che Dio ha creato il mondo, ma io ti dico che tu hai il potenziale di creare Dio, e a meno che non lo crei, non sarai mai appagato. Per cui non pensare che Dio sia all'inizio. (p. 261)
*La [[mente]] vuole certezze, ma la vita è incertezza. Per questo la mente è contro l'amore e a favore del matrimonio, perché il matrimonio è una cosa fissa: è una certezza. (p. 270)
*L'[[Oṃ|AUM]] è il limite del suono, oltre non puoi andare. Per questo l'AUM è stato tanto usato, non solo in India, ma in tutto il mondo. L'"Amen" dei cristiani-musulmani non è altro che l'AUM in altra forma, ma con gli stessi suoni. (p. 281)
*La prima è questa: quando ti addormenti attraverso i mantra o l'ipnosi, crei con facilità delle illusioni che ti sembreranno estremamente reali. Nel sonno comune puoi produrre sogni, ma quando ti svegli sai che erano solo dei sogni. (p. 288)
*Osserva il momento in cui il [[suono]] non è presente, poi chiudi gli occhi. Quindi osserva l'attimo in cui il suono viene creato, il colpo iniziale e accompagnati a esso. Il suono si affievolirà sempre più, diventerà sempre più sottile e alla fine non ci sarà più. A quel punto ricreane un altro; sii consapevole, all'erta. Accompagnati il suono sino alla fine: osserva entrambe le polarità del suono, l'inizio e la fine. (p. 292)
*L'iniziazione ai [[mantra]] significa che, quando ti sei arreso, il Maestro entra in te, nel tuo corpo, nella tua mente e nel tuo spirito, alla ricerca di un suono tale per cui, cantandolo, ti trasformerai in un altro uomo, in un'altra dimensione. (p. 316)
*L'[[Uno (filosofia)|Uno]] si manifesta come due a causa delle nostre limitazioni, poiché non siamo in grado di vedere il Tutto. Nell'istante in cui riusciamo a vederlo, l'Uno appare come tale. La divisione non esiste nella realtà, ma nelle nostre conoscenze limitate. (p. 325)
*Il [[suono]] deve essere usato come un passaggio verso la sensazione. (p. 330)
*La [[felicità]] non è un risultato: è una conseguenza. Se ti dico che amando sarai felice, la felicità sarà una conseguenza, non un risultato. Se pensi che devi amare, poiché vuoi essere felice, non ne verrà fuori nulla. (p. 354)
*In amore profondo, gli amanti hanno sempre avuto la sensazione che questo fosse il momento giusto per morire. Se la morte arrivasse, sarebbe benvenuta, perché sono aperti anche alla morte. Se sei aperto alla vita, sarai aperto alla morte. Se sei chiuso alla vita, sarai chiuso alla morte. (p. 363)
*Ma lo [[yoga]] attira perché tutti sono egoisti. Il tantra non attira mai all'inizio. Il tantra attira solo ai livelli più profondi, attira solo coloro che hanno veramente lavorato su se stessi, lottando tramite lo yoga per molte vite. A quel punto il tantra li attira perché sono in grado di capire. Di solito, non sei attratto dal tantra. E se ne sei attratto, lo sei per i motivi sbagliati, quindi cerca di comprendere anche questi. (p. 407)
*Il tantra dice di scordarti di Dio. Se sei l'animale, comprendi questo animale nella sua totalità. Proprio in quella comprensione Dio crescerà; se non riesce a crescere attraverso quella comprensione, scordatelo; non potrà mai venire alla luce. (p. 416)
===''I segreti del Tantra'' (vol. III)===
====[[Incipit]]====
Sigmund Freud ha detto, da qualche parte, che l'uomo nasce nevrotico. Questa è solo una mezza verità. L'[[uomo]] non nasce nevrotico, ma viene al mondo all'interno di un'umanità nevrotica e la società che ci circonda conduce tutti, prima o poi, alla [[nevrosi]]. L'uomo nasce naturale, autentico, normale, ma quando il neonato diventa parte della società la nevrosi comincia a manifestarsi.
====Citazioni====
*Resta nel [[presente]]. Godi dell'incontro di due corpi, di due anime; unitevi, fondetevi e dissolvetevi l'uno nell'altra. Dimentica che stai andando da qualche parte. Resta nel momento senza dirigerti altrove, dissolviti. Tepore e amore dovrebbero diventare la situazione in cui due persone si dissolvono l'una nell'altra. Ecco perché, se non c'è amore. (p. 23)
*Il [[sesso]] è solo l'inizio, non la fine. Ma se manchi l'inizio, mancherai anche la fine; non puoi evitare l'inizio, se vuoi raggiungere la fine. (p. 45)
*La [[morale]] è come la magia. Parla in continuazione dell'uomo perfetto, ma non sa cosa sia l'uomo reale. (p. 46)
*E terzo: nel sesso sei naturale per la prima volta. Il falso viene perso; le maschere, le facciate cadono; la società, la cultura e la civiltà non ci sono più. Sei parte della natura, come gli alberi, gli animali e le stelle. Sei all'interno di qualcosa di più grande: il cosmo, il Tao. Galleggi in esso. Non puoi nemmeno nuotare: non esisti più. Galleggi semplicemente, (p. 48)
*Uccidere una [[madre]] è il peccato più grande, e mi chiedo se ti sei mai chiesto il perché. Il motivo è che ognuno avverte un profondo odio verso la propria madre. (p. 78)
*[[Śaṅkara|Shankara]] sostiene che, tramite i sensi, è impossibile sapere se ciò che ti sta di fronte sia reale o irreale. Shankara chiama questo stato ''[[Māyā|maya]]'': illusione. Illusione non vuol dire irreale. Ricorda: illusione significa che è impossibile decidere se una cosa sia reale o irreale. Nelle lingue occidentali ''maya'' è stato tradotto in modo assai improprio, suggerendo che "illusione" volesse dire "irreale". Non è cosi! "Illusione" indica l'impossibilità di decidere se una cosa sia reale o irreale. Tale confusione è ''maya''.<br>Questo mondo intero è ''maya'', confusione. Non puoi decidere, né arrivare a delle conclusioni. Il mondo ti sfugge continuamente, cambia, si trasforma in qualcos'altro. È una fantasia, qualcosa di simile ai sogni. (pp. 82-3)
*In realtà, il mondo non è un'illusione, non è ''[[maya]]''. È ''maya'' perché i tuoi occhi sono illusori. Sono pieni di sogni. Proietti intorno a te i tuoi sogni e la realtà viene falsificata. Quando i tuoi occhi saranno reali, lo stesso mondo diventerà reale. Quando il centro fittizio viene spezzato e sei di nuovo radicato nel tuo centro reale, nel tuo essere, questo mondo diventerà il [[nirvana]]. I Maestri Zen hanno ripetuto in continuazione che questo mondo è nirvana, ''[[moksha]]'', liberazione. È solo questione di occhi. Con occhi falsi, tutto è falsificato: con occhi autentici, tutto è reale. La tua falsa entità crea un mondo falso intorno a te. E non pensare che tutti vivano nello stesso mondo. Non possono! Ognuno vive nel proprio mondo; esistono tanti mondi quante sono le menti, perché ogni mente crea il proprio mondo, il proprio ambiente. Persino in una famiglia, il marito vive in un mondo e la moglie in un altro, e ogni giorno si verificano scontri tra questi due mondi. Non si incontrano mai; si urtano. L'incontro è impossibile. Con la mente non può esserci incontro, ma solo scontro, conflitto. Quando la mente non esiste, può avvenire l'incontro. [...] Ognuno vive nel suo mondo, nei suoi sogni, nelle sue aspettative, nelle sue proiezioni. Esistono tanti mondi quante sono le menti. Questi mondi sono un'illusione, ''maya''. Quando il tuo centro falso scompare, tutto il mondo cambia, diventa autentico. Allora, per la prima volta, vedi le cose per quello che sono. Non esiste più infelicità, perché insieme all'illusione sparisce I'aspettativa, e con la realtà non può esistere infelicità. Si arriva a percepire: "È cosi! II reale è reale!". Solo le cose finte creano problemi, ed esse non ti permettono mai di conoscere il reale. Queste finzioni della mente sono ''maya''. Il ruolo del guru è distruggere il falso, in modo che il reale diventi alla tua portata e tu sia alla sua portata. Quell'"evidenza dei fatti", quella realtà è la verità. Una volta che conosci tale realtà, anche il guru sarà diverso. (pp. 102-3)
*Quando prendi molto sul serio il mondo, non puoi sapere cosa sia la felicità. La [[felicità]] accade unicamente quando hai messo radici in una visione del mondo secondo la quale tutto non è altro che un gioco. (p. 128)
*Porta tutto alla superficie. Accetta la tua umanità, la tua animalità. Qualunque cosa sia presente, accettala senza condanne. Esiste, siine consapevole. C'è l'[[avidità]]: non provare a farne una non-avidità, non puoi. (p. 136)
*Senza un grande sforzo, è difficile avere la percezione di sé in quanto spazio infinito. Ci si identifica con i limiti. È più facile sentirsi limitati. (p. 144)
*Nei monasteri Zen i monaci siedono per anni, tutto il giorno. Penserai che stiano meditando. No! Stanno semplicemente seduti, in silenzio. (p. 160)
*Il divino non è solo in te, ricorda: è in tutti gli animali. E non solo negli animali: è in ogni albero e nelle rocce. Il divino è il centro fondamentale di ogni cosa. Puoi perderlo solo diventando falso, e puoi ottenerlo solo tornando a essere autentico. (p. 163)
*Prova, innanzitutto, a comprendere che cos'è un'onda, e poi potrai capire in che modo tale consapevolezza delle onde può aiutarti a entrare in meditazione. (p. 170)
*Quando la tua mente fluttua, esistono due entità: una sono le nuvole, i pensieri, gli oggetti, le immagini; l'altra è la consapevolezza, la mente stessa. Se presti troppa attenzione alle nuvole, agli oggetti, ai pensieri e alle immagini, hai dimenticato il cielo. (p. 178)
*Le [[donna|donne]] sono molto sensibili al riguardo: non le puoi ingannare. Possiedono una maggiore sensibilità al tocco fisico, per cui sanno. (p. 184)
*La mente divide. Dice che "questa" è la morte e "quella" la vita. Non solo divide: ma sostiene anche che siano opposte, nemiche, che la morte cerchi di distruggere la vita. E sembra giusto: "la morte sta cercando di distruggere la vita". Ma, se penetri più a fondo della mente, la morte non sta provando a distruggere la vita! Tu non puoi esistere senza la morte. La morte ti sta aiutando a essere. Se, solo per un istante, la morte cessasse di funzionare, moriresti.<br>A ogni istante la morte sta espellendo da te parti inutili, che non funzionano più. Molte cellule muoiono e vengono rimosse dalla morte. Quando sono rimosse, ne nascono di nuove. Stai crescendo: qualcosa muore e qualcos'altro nasce, in continuazione. A ogni istante sono presenti la vita e la morte, entrambe in funzione. Nel linguaggio le devo chiamare come se fossero due cose. Non lo sono! Sono due aspetti di uno stesso fenomeno. [[Vita e morte]] sono una cosa sola: "vita-morte" è un processo. Ma la mente divide. Tale divisione ci sembra giusta, ma è falsa. (p. 197)
*La [[vita]] è un [[paradossi dai film|paradosso]]. Per arrivare vicino devi viaggiare lontano, e ciò che è già conseguito lo devi conseguire un'altra volta. (p. 219)
*Sei già ciò che va raggiunto. Per quanto riguarda l'essenza, non bisogna conseguire nulla di nuovo. Devi solo scoprire, svelare, schiudere quella che è già la realtà. (p. 219)
*Il ''[[saṃsāra|samsara]]'' e il nirvana, il mondo e lo stato liberato di consapevolezza, non sono due cose, ma solo due atteggiamenti, due scelte. Puoi scegliere entrambi. A causa di una certa attitudine mentale puoi essere nel mondo, ma lo stesso mondo si trasforma nel nirvana, nell'estasi assoluta, semplicemente cambiando attitudine. (p. 219)
*La [[morte]] è improvvisa, e così il ''samadhi''. Anche l'esplosione spirituale è subitanea! È come la morte. È più simile alla morte che alla vita: è improvvisa; può avvenire in qualsiasi momento. (p. 225)
*Azioni molto semplici come uno [[starnuto]] possono essere usate come stratagemmi, perché, per quanto semplici appaiano, sono molto complesse, e il meccanismo interiore è qualcosa di molto delicato (p. 226)
*Se definisci [[santi|santo]] un uomo, hai creato il peccatore. Adesso, da qualche parte, dovrai condannare qualcuno, perché il santo non può esistere senza il peccatore. (p. 237)
*Non lottare contro l'[[immoralità]]. Prova semplicemente a trasformare il tuo sonno. (p. 251)
*Solo una cosa può trasformarti, può operare un mutamento, ed è la [[consapevolezza]]. (p. 251)
*Osserva le persone [[castità|caste]]: la loro mente diventa totalmente sessuale. Fanno sogni sessuali, ingaggiano una battaglia contro il sesso. Hanno sempre qualche fantasia al riguardo, sono ossessionate. (p. 261)
*Lo [[fare|sforzo]] è necessario per tutte le cose del mondo. Se vuoi fare qualcosa nel mondo, qualsiasi cosa, è necessario lo sforzo. Ma se vuoi fare qualcosa nella dimensione interiore, non è necessario alcuno sforzo. Il semplice rilassamento è sufficiente. Il non fare è l'arte necessaria in questo contesto, così come il fare lo è nel mondo esterno.<br/>Questa consapevolezza passiva è la chiave, ma non farti confondere dal linguaggio. Comincia con lo sforzo. Tieni a mente che lo devi abbandonare, e abbandonalo. Anche abbandonarlo sarà uno sforzo, ma arriverà un momento in cui ogni cosa se ne sarà andata. A quel punto sei, senza fare nulla: semplicemente presente, puro essere. Questo "essere" e il ''samadhi'', la consapevolezza cosmica, e tutto ciò che vale la pena conoscere, vale la pena avere, vale la pena essere ti accade in quello stato. (p. 266)
*La [[conoscere se stessi|conoscenza di sé]] è un processo negativo. Non puoi conoscerti direttamente; puoi solo eliminare progressivamente gli oggetti di conoscenza; continua a eliminarli. (p. 285)
*Nessuna [[rivoluzione]] è davvero necessaria. Il mondo è già una rivoluzione, in perenne mutamento. (p. 289)
*L'amore è vita, ed è più grande dite: non puoi possederlo. Desidero ripeterlo: l'amore è più grande dite, non puoi possederlo. Puoi solo permetterti di esserne posseduto, non di controllarlo. (p. 296)
*I [[cristianesimo|cristiani]] hanno interpretato Gesù in modo sbagliato: secondo loro Dio è buono, amorevole. Non è questo il significato. Gesù dice che Dio è amore. Semplicemente uguaglia Dio e l'amore. Puoi dire "amore" o "Dio": significano la stessa cosa. [[Dio]] non ama: è l'amore stesso. Se riesci ad amare, sei entrato nel divino. (p. 300)
*Quindi la vera domanda non è come conoscere se stessi. La vera domanda è conoscere in che modo non stai conoscendo te stesso, come stai mancando una realtà tanto ovvia, una verità tanto fondamentale da esserti così vicina; com'è possibile che continui a non vedere. Devi aver creato uno stratagemma, altrimenti è difficile scappare da se stessi. Devi aver eretto dei muri; in un certo senso, stai ingannando te stesso. (p. 321)
*Quando [[tatto (senso)|tocchi]] qualcuno, limitati a toccare; non dire che la pelle è liscia e bellissima. In quel caso stai mancando: ti sei spostato nei sogni. Qualunque cosa sia la pelle, è qui e ora. Toccala e lascia che ti sia rivelata. Quando vedi un bel viso, lascia entrare quel volto. Non interpretarlo, non dire nulla. Non mettere in mezzo la tua vecchia mente. (p. 323)
*L'[[uomo]] vive nella speranza, ma questa non è vita, perché speranza vuoi dire sogno. Se non vivi qui e ora, non sei vivo. Sei un peso morto, e quel domani che appagherà tutte le tue speranze non arriverà mai. (p. 330)
*Secondo questo sutra, il mondo e il nirvana non sono due cose, ma una sola; [[Paradiso e inferno|il paradiso e l'inferno]], la schiavitù e la liberazione non sono due cose, ma una sola. È difficile, perché riusciamo a concepire una cosa solo se pensiamo in termini di polarità opposte. (p. 336)
*Qualsiasi [[desiderio]] è una schiavitù; anche se desideri Dio o la liberazione è una schiavitù. Né la liberazione può accadere se questo desiderio non sparisce totalmente. Per cui, ricorda, non puoi desiderare la liberazione: è impossibile, contraddittorio. (p. 345)
*Il sesso è la sorgente della creatività; il divino l'ha usato per la creazione. La sessualità è esattamente come la gelosia, la rabbia e l'avidità: è sempre distruttiva. Il sesso non lo è, ma noi non conosciamo il sesso puro. Conosciamo solo la sessualità. (p. 361)
*La [[colonna vertebrale]] ha due estremità. L'inizio è il centro sessuale, la fine il ''sahasrara'', il settimo centro in cima alla testa. L'inizio della spina dorsale è collegato alla Terra, e il sesso rappresenta la cosa più terrena in te. Dal primo centro della tua spina dorsale sei in contatto con la natura, con quella che il Shankya ha definito ''prakriti'', la Terra, il materiale. Dall'ultimo centro, o secondo polo, il ''sahasrara'', situato nella testa, sei in contatto con il divino. Questi sono i due poli della tua esistenza. (p. 375)
*Qui sono descritte le tecniche affinché questo avvenga, affinché l'energia possa muoversi verticalmente ed elevarsi dentro di te, raggiungendo nuovi centri; affinché nuove energie ti siano rivelate, rendendoti una persona nuova a ogni movimento. E nell'istante in cui la tua energia si sprigiona dal ''sahasrara'', il polo opposto al sesso, non sei più un uomo. A quel punto non appartieni a questa Terra; sei diventato divino. (p. 376)
*Chiudi gli occhi e immaginati come se fossi luce. Non è semplicemente immaginazione. All'inizio lo è, ma si tratta anche di una realtà, perché ogni cosa è fatta di luce. (p. 378)
*Esistono due tipi di [[orgasmo]]: quello sessuale e quello spirituale. L'orgasmo sessuale viene dal centro inferiore, quello spirituale dal centro superiore. Dal punto più elevato incontri ciò che è più elevato, dal punto più in basso ciò che sta più in basso. Puoi fare questo esercizio anche mentre sei concretamente impegnato nell'atto sessuale: entrambi i partner possono farlo. Muovi l'energia verso l'alto, e l'atto sessuale diventa una ''sadhana'' tantrica, si trasforma in meditazione. (p. 383)
*Se hai preso droghe come l'[[LSD]] o cose del genere, sai che in quei momenti tutto il mondo intorno a te si trasforma in un fenomeno di luce e colori traslucidi, vividi. Questo non accade grazie all'LSD. Il mondo è così, ma i tuoi occhi sono spenti. L'LSD non crea un mondo vivido intorno a te. Il mondo è già vivido: non c'è nulla di sbagliato in esso. È un arcobaleno di colori, un mistero di luce vivida e trasparente. Ma i tuoi occhi sono spenti: ecco perché non puoi mai sperimentare il mondo in tale vividezza. (p. 387)
*Quando dico che la consapevolezza non può essere raggiunta dalla mente, voglio dire che non puoi raggiungerla pensandoci su. Puoi continuare a pensarci all'infinito, ma ti muoverai in un circolo. La devi praticare, la devi "fare". (p. 412)
===''I segreti della gioia'' (vol. IV)===
====[[Incipit]]====
Quando guardo nei tuoi occhi, non ti vedo presente; è come se fossi assente. Vivi distrattamente, immemore: questa è l'origine di ogni sofferenza. Puoi essere vivo senza essere affatto presente, ma in quel caso la tua esistenza diventerà noiosa; ed è ciò che è successo. Pertanto, quando guardo nei tuoi occhi, non ti trovo; devi ancora venire alla luce, devi ancora essere. C'è una possibilità, un'occasione favorevole, ma tu ancora non sei.
====Citazioni====
*La [[psicologia]] occidentale si è accorta solo di recente della dimensione onirica. In realtà, solo con Freud i sogni sono diventati importanti. Ma presso gli hindu questa è una delle idee più antiche: non puoi conoscere davvero una persona se non sai cosa sta facendo nei suoi sogni. (p. 34)
*L'[[oscurità]] è la madre, l'utero: sdraiati e immagina di trovarti dentro l'utero di tua madre. Diventerà qualcosa di reale, di caldo, e prima o poi comincerai a sentire che l'oscurità, l'utero, ti sta avvolgendo da ogni lato. Tu sei in esso. (p. 78)
*[[Meditazione]] vuol dire creare uno zero interiore in cui tutti i limiti e le divisioni scompaiono. Questo ti dona l'occhio autentico, il terzo occhio, il ''darshan''. Adesso possiedi i veri occhi per vedere. Per questi occhi autentici la realtà è limpida, aperta e rivelata. E quando la realtà è rivelata, non esistono problemi. (p. 100)
*E, per me, quando stai lavorando sul mondo esteriore, devi avere una mentalità scientifica, quando stai lavorando su te stesso, devi avere una mentalità religiosa. Non creare conflitti: non sono necessari. Non portare la scienza nel mondo interiore né la religione in quello esteriore. (p. 106)
*Come puoi temere qualcosa che non hai mai incontrato? Come puoi farti spaventare da ciò che non conosci? Per averne paura, lo devi almeno conoscere. Quindi, in realtà, non hai paura della [[morte]]. La paura riguarda qualcos'altro. Non hai mai vissuto: questo crea la paura della morte. (p. 126)
*Pensaci per un momento: se la [[vita]] fosse davvero sicura, sarebbe già morta. Una vita totalmente sicura non può essere viva, perché è andata perduta l'avventura stessa. Se sei protetto da tutti i pericoli, sei morto. L'essenza della vita è l'avventura, il pericolo, l'insicurezza. È coinvolta la morte. (p. 134)
*La [[paura]] crea il nemico, il nemico crea la difesa e la difesa crea l'attacco. Diventi violento, stai costantemente in guardia, sei contro tutti. Questo va compreso: sei hai paura, sei contro tutti. (p. 145)
*L'[[ego]] è irreale, perché tu non sei isolato: sei tutt'uno con la realtà. Esisti come sua parte organica, non puoi esserne separato. Se ne fossi separato, non potresti vivere nemmeno per un istante. A ogni respiro sei collegato con il cosmo, a ogni istante vai avanti e indietro, incontri il reale e torni indietro. (p. 167)
*Sviluppa la tua sensibilità. Quando tocchi, ascolti, mangi o fai un bagno, permetti ai tuoi sensi di essere aperti. E non pensare: senti. (p. 174)
*Se senti la presenza dei pensieri, il loro affollamento, puoi avvertire anche questo: che i pensieri non sono tuoi. Quella calca è arrivata fino a te, ti si è radunata intorno, ma non ti appartiene. (p. 175)
*La [[spiritualità]] è la ricerca dell'essere autentico che è dentro dite: io devo conoscere qual è la mia realtà. Una volta conosciuta, termina qualsiasi ricerca di esperienze. Non occorre più cercare qualche nuova avventura. Quando conosci la vera realtà interiore, l'essere autentico, cessa ogni ricerca. (p. 207)
*Non è il [[corpo]] a porsi come una barriera tra te e la realtà, ma il tuo attaccamento a esso. Una volta che saprai che l'attaccamento non esiste, per te il corpo non ci sarà più. Piuttosto, l'esistenza intera si trasformerà nel tuo corpo, quest'ultimo diventerà parte dell'esistenza totale, non sarà più qualcosa di separato. (p. 216)
*Se sei confinato in un luogo, sarai infelice, perché tu sei sempre più vasto dello spazio in cui ti limiti. (p. 219)
*Il primo sutra serve a mettere da parte il corpo; il secondo, la mente, il corpo interiore. Nemmeno la morte può separarvi: solo la meditazione è in grado di farlo. Ecco perché la meditazione è una grande morte, una chirurgia più profonda della morte stessa. Per questo fa tanta paura. La gente parla sempre di meditazione, ma non la pratica mai. Parla, scrive e discute su di essa, ma non la fa mai. La meditazione suscita una paura profonda, la paura della morte. (p. 226)
*E l'uomo ha completamente smarrito il silenzio. Anche quando non stai facendo nulla, non sei in silenzio, la mente continua a fare una cosa o l'altra. A causa di questo incessante chiacchiericcio interiore, non ti relazioni ad alcunché. Non sei connesso nemmeno con le persone che ami, perché questo chiacchiericcio è sempre presente. (p. 230)
*Dopo la crocifissione di [[Gesù]], l'umanità non è entrata nel regno di Dio. Se lui ha sofferto per noi, se la sua crocifissione è stata l'espiazione della nostra colpa e dei nostri peccati, allora Gesù è un fallimento, perché la colpa, i peccati e la sofferenza continuano. In tal caso, la sua sofferenza è stata inutile, perché la crocifissione non ha avuto successo. Il cristianesimo, semplicemente, presta fede a un mito. (p. 250)
*[[Dio]] non esiste, ma sarà presente quando arriverai alla fine. Non è qualcosa che esiste già, è un'evoluzione, la tua stessa evoluzione. Quando raggiungi un punto in cui sei totalmente conscio, Dio esiste. Ma non discutere, anziché sprecare energia in discussioni, usala per trasformare te stesso. (p. 253)
*Il Tantra afferma che non puoi raggiungere l'uno lottando nella dualità, non puoi giungere a un punto non-duale scegliendo uno dei due poli. Non sarà la scelta a condurti all'uno, ma l'osservazione priva di scelta: una testimonianza [[imparzialità|imparziale]]. (p. 263)
*Io vedo te, poi qualcun altro, e così all'infinito. Dalla nascita alla morte non faccio altro che vedere oggetti. Ma colui che vede, che osserva questo processo, viene dimenticato, smarrito nella folla. La folla è costituita di oggetti e il soggetto va perduto. (p. 266)
*E non porre limiti a questa percezione, sentila in modo illimitato. Non crearle un confine intorno: non ce ne sono. Essa non finisce mai. Il mondo non comincia e non finisce da nessuna parte, l'esistenza non ha [[inizio e fine|inizio né fine]]. Anche tu non hai inizio né fine. (pp. 280-281)
*Se riesci a percepire in te stesso un punto che è sia il conoscitore sia il conosciuto, hai trasceso l'oggetto e il soggetto, la materia e la mente, l'esteriore e l'interiore. Sei arrivato a un punto in cui il conoscitore e il conosciuto sono una cosa sola: non esiste divisione. (p. 318)
*Il tempo esiste per chi deve raggiungere una meta. Ricorda: il tempo può esistere solo quando devi arrivare da qualche parte. Se non devi raggiungere nulla, il tempo che senso ha? Non c'è fretta. (p. 337)
*La vita è [[contraddizione|contraddittoria]] in sé, quindi la verità non può essere non-contraddittoria, solo le bugie possono essere [[coerenza|coerenti]]. (p. 338)
*L'unica cosa presente nelle profondità del tuo essere è il tuo sé testimone, la tua consapevolezza: essa resta uguale, mentre tutto il resto cambia. E se ti aggrappi a un oggetto del mondo dei mutamenti, soffrirai. Non puoi farci nulla. Stai cercando l'impossibile, ecco perché soffri. So che non l'hai scelto, ma non è questo il punto. Se soffri, hai scelto indirettamente di soffrire. (p. 392)
===''I segreti del risveglio'' (vol. V)===
====[[Incipit]]====
La vita non è un problema, ma un mistero. Per la scienza la vita è un problema, ma per la religione è un mistero. Un problema può essere risolto, un mistero no: può essere vissuto, ma non risolto. La [[religione]] non offre soluzioni né risposte. La [[scienza]] offre risposte, la religione non ne ha alcuna.
====Citazioni====
*La [[materia]] – l'esistenza materiale, il mondo – e Dio non sono due cose distinte, due prospettive, due modi di vedere le cose: sono lo stesso fenomeno osservato da due diversi centri dell'essere. (p. 32)
*Un [[poeta]] è una persona che, per alcuni secondi, è volata nel mondo dei mistici, ha intravisto qualcosa. (p. 34)
*Concentrati sui [[seno|seni]], diventa una cosa sola con essi e dimentica il resto del corpo. Sposta tutta la tua consapevolezza sui seni, e ti accadranno molte cose. Se riesci a farlo, se riesci a concentrarti totalmente sui seni, tutto il corpo perderà peso e una sensazione di profonda dolcezza ti avvolgerà. Pulserà intorno, dentro, sopra e sotto di te. (p. 88)
*Tutte le religioni nascono in un clima festoso... E quando la festa scompare, sappi che la religione è morta. Ogni volta che nasce una nuova religione, tutte quelle antiche vi si oppongono, perché di nuovo la festa farà la sua comparsa. (p. 105)
*La [[solitudine]] diventa lo specchio. La società è l'inganno. Ecco perché hai sempre paura di stare da solo: sarai costretto a conoscerti nella tua nudità. Essere soli è difficile, ti spaventa. Ogni volta che sei solo, cominci immediatamente a fare qualcosa per uscire dalla solitudine. (p. 123)
*La [[madre]] è fondamentale, il [[padre]] è un frutto della società, e può essere accantonato. Dipende dall'istituzione, dal modo di pensare della società. Viceversa la madre non può essere scartata. Per cui, le religioni che concepiscono Dio come una madre in realtà sono più profonde: quando entri in Dio Madre e diventi una cosa sola con lei, sei entrato nell'utero eterno. Non soffrirai più; non sarai più espulso. (p. 163)
*Ma l'amore deve accaderti come un'ombra della pace interiore. Normalmente, si verifica il contrario: la pace ti accade come un'ombra dell'amore. L'amore deve accaderti come un'ombra della pace, allora è splendido. Altrimenti, anche l'amore crea orrori e brutture; diventa una malattia, una febbre. (p. 177)
*Purtroppo, non appena ti [[matrimonio|sposi]], sei morto; la relazione non è viva. A quel punto, è diventata una legge, non una relazione; è un fenomeno legale, non una cosa viva. (p. 184)
*Il matrimonio è definibile, l'amore indefinibile. In questo modo, sei entrato nel mondo delle definizioni. (p. 184)
*La paura della [[cambiamento|trasformazione]] è come la paura della morte. È una morte; perché il vecchio scomparirà e il nuovo verrà alla luce. Tu non ci sarai più, darai origine a qualcosa che ignori totalmente; se non sei pronto a morire, il tuo interesse per la meditazione è falso, perché solo chi è pronto a morire rinascerà. Il nuovo non può essere un proseguimento del vecchio. (p. 217)
*Per una persona illuminata, le cose si trovano all'esterno e non ci sono ponti tra lei e le cose. Il ponte si è rotto. L'illuminato procede da solo. Vive da solo. Segue se stesso. Nient'altro può possederlo; ecco perché abbiamo chiamato questa realizzazione ''moksha'', libertà totale, ''mukti''. Egli è totalmente libero. (p. 225)
*In [[Occidente]] si fanno molte ricerche sul fenomeno del sesso, perché le persone sono sempre meno capaci di orgasmi profondi; fanno sesso, ma senza estasi. È diventato qualcosa di noioso, tutti si sentono solo frustrati e indeboliti. È una routine. Non sanno cosa stanno facendo. Il senso dell'[[sesso|attività sessuale]] è un'estasi profonda attraverso l'orgasmo; se non accade, è inutile, futile e anche dannoso. Molte scuole di psicologia lavorano sulla domanda: "Cos'è successo all'uomo? Perché non raggiunge l'orgasmo tramite il sesso? Perché c'è tanta insoddisfazione? ". (p. 260)
*Il ''[[samādhi|samadhi]]'', lo scopo supremo dello Yoga e del Tantra, è un orgasmo profondo con l'universo stesso, con l'esistenza stessa. Il guru sta solo cercando di aiutarti, di portarti al punto in cui puoi almeno abbandonare l'ego. (p. 261)
*In una delle sue lettere, [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] scrive: "Posso credere solo in un dio danzante", ma non riuscì a trovarne. Se avesse conosciuto qualcosa di Shiva, la sua vita sarebbe stata totalmente diversa: Shiva è il dio che danza. (p. 270)
*Ricorda una cosa fondamentale: se non elimini gli schemi mentali, se non ti de-strutturi, se non annulli il tuo condizionamento e ti de-condizioni, non conoscerai la realtà, ma solo interpretazioni. Quelle interpretazioni sono frutto della tua mente. (p. 278)
*Quando sorge il [[desiderio]], proprio all'inizio, al primo bagliore, al primo accenno che un desiderio sta nascendo, osservalo con la tua consapevolezza totale, con la totalità del tuo essere. Non fare nulla. Non occorre altro: in presenza della totalità dell'essere l'osservazione è così vivida che il seme viene incenerito, senza alcuna lotta, né conflitto o antagonismo. (p. 282)
*Se chiedi agli hindu cosa pensano di Gesù, si metteranno a ridere. La follia si replica ovunque, e la realtà è che ognuno di noi è il figlio unigenito di Dio, lo siamo tutti indistintamente! Non è possibile altrimenti: voi venite dalla stessa sorgente, che tu sia Gesù, Krishna, A, B o C, un qualcuno o un nessuno. E ogni ''io'', ogni consapevolezza, si relaziona immediatamente al divino. Gesù stava dando semplicemente una tecnica. Fu frainteso. (p. 289)
*La vita è sesso. La parola sesso non va limitata alla riproduzione: l'intero gioco dell'energia vitale è sesso. La riproduzione è solo una parte di quel gioco. Ogni volta che due energie si incontrano – negativa e positiva – entra in gioco il sesso. (p. 293)
*[[Jiddu Krishnamurti|Krishnamurti]] attrae, perché consiglia di abbandonare tutti i sistemi. Se riesci ad abbandonare ogni sistema, non sarai più confuso, ma dipende da te. Può succedere – come succede quasi sempre – che accanto a questo nuovo sistema basato sulla demolizione di ogni sistema, restino anche tutti i vecchi sistemi. Ragion per cui si è aggiunto un elemento di confusione in più. (p. 312)
*Le ''[[Upaniṣad|Upanishad]]'' dicono che il mondo è illusorio, la materia è illusoria, ma solo dopo cinquemila anni la scienza può fare la stessa affermazione. Le ''Upanishad'' affermano che in profondità l'energia è consapevole: la scienza impiegherà altri cinquemila anni. Il misticismo è un salto, la scienza un movimento molto lento. (p. 333)
*Tu ''[[essere|sei]]'' soltanto quando smetti di pensare. Non appena smetti di pensare, l'interiorità accade; se non pensi, va tutto bene. È come se una guida interiore fosse all'opera. (p. 335)
*Ogni volta che qualcosa arriva dall'inconscio freudiano, ti sentirai disturbato, a disagio, irrequieto; ogni volta che qualcosa arriva dalla guida, ti sentirai così felice, sereno, rilassato, a casa, da non riuscire neppure a immaginarlo: avvertirai con estrema naturalezza che questo è [[inconscio]] autentico. (p. 357)
*La dimensione del [[gioco]] va applicata a tutta la tua vita: qualunque cosa tu stia facendo, sii in quell'attività in modo così totale che lo scopo è irrilevante; puoi ricavarne qualcosa, oppure niente, non ci pensi: tu stai giocando, ti stai divertendo. Ecco cosa intende Krishna quando dice ad Arjuna di lasciare il futuro nelle mani del divino. Il risultato della tua attività è nelle mani del divino: tu agisci semplicemente; un simile agire diventa un gioco. (p. 382)
==''La dottrina suprema''==
===[[Incipit]]===
Non so dove iniziare o dove finire perché la vita stessa non ha principio e non ha fine. Come queste colline che vi circondano, o le nuvole che vagano sopra di voi, o come il cielo, anche voi siete senza principio e senza fine. Nulla inizia mai, né finisce. E ciò che può avere un inizio o una fine sarà inevitabilmente artificiale. La natura permane sempre, è imperitura. Esiste sempre.
===Citazioni===
*Quando voi non siete, il Divino si manifesta. Quando voi siete, il Divino è assente.
*Quando dentro di te non esistono più parole, quando ogni schema verbale scompare definitivamente, quando l'intelletto non funziona più, quando la mente non è affatto presente per ricordare, allora accade: allora esperimenti.<br />E quando la mente riappare, quando la memoria riprende a funzionare, quando l'intelletto si impadronisce di nuovo del tuo essere, l'esperienza è già tramontata.
==''La mente che mente''==
*Mangiare carne è sensibilità, se sei stato allevato in una casa in cui nessuno ha mai pensato al {{sic|[[vegetarianismo|vegetarianesimo]]}}; se anche se ne è parlato, lo si è fatto per deridere i vegetariani: "Quegli sciocchi che pensano, diventando vegetariani, di essere diventati religiosi!". Se invece sei nato in una casa di vegetariani, in una famiglia vegetariana, vedrai chi mangia carne come un mostro: "Non sono affatto persone, sono intoccabili, non sono esseri umani, sono animali!" (p. 220)
*Il mio insegnamento è semplicissimo, dritto al punto essenziale: vivi momento per momento, muori al passato, non proiettare alcun futuro ... godi il silenzio, la gioia, la bellezza di questo momento. (p. 233)
==''La vita è gioco''==
*Un [[ottimismo e pessimismo|pessimista]] può diventare ottimista; un [[ottimismo e pessimismo|ottimista]] può diventare pessimista. Un pessimista non è altro che un pessimista a testa in giù, e viceversa.
*Il pessimista continua a cercare il lato oscuro delle cose, negando quello più luminoso; accetta solo una mezza verità. L'ottimista nega il lato oscuro delle cose, accettandone solo quello luminoso; anche lui è nel vero solo a metà.
*Se il pessimista ha torto, l'ottimista non ha ragione; né l'uno né l'altro sono pronti ad accettare la verità così com'è. Entrambi scelgono.
*L'[[amore e morte|amore]] è la vera [[amore e morte|morte]], perché l'ego si dissolve completamente.
==Citazioni su Osho Rajneesh==
*Abbiamo gli pseudoguru di tradizione indiana o simile Rajneesh (Bahgwan Shree, detto Osho), il Guru della psicologia può costituire un esempio significativamente negativo. ([[Josef Sudbrack]])
*Era un uomo dagli occhi grandi e profondi, con un sorriso ammaliante e un naturale, per quanto a volte sboccato, senso dell'umorismo. La sua voce sibilante, solitamente diffusa a basso volume da un microfono durante il ''darshan'' mattutino, possedeva un timbro vagamente ipnotico. In qualche modo, essa serviva ad alleviare l'altrettanto ipnotica banalità dei suoi sermoni. ([[Christopher Hitchens]])
*Nel complesso, il suo insegnamento era innocuo, se non fosse stato per un cartello – affisso all'ingresso della tenda dove il guru predicava – che non ha mai mancato di irritarmi e che recitava: «Calzature e teste devono essere lasciate all'ingresso». Lì vicino c'era una pila di scarpe e sandali e io, nella mia condizione ispirata, riuscivo quasi a figurarmi una catasta di menti vuote e abbandonate attorno a questo motto meschino e letteralmente insensato. ([[Christopher Hitchens]])
==Bibliografia==
*Osho Rajneesh, ''Con te e senza di te'', traduzione di D. Petrini e S. A. Videha, Oscar Mondadori, Milano, 2005. ISBN 8804551739
*Osho Rajneesh, ''Il libro dei segreti'' (''The book of the secrets'', vol. I), traduzione di Tea Pecunia Bassani e Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della trasformazione'' (''The book of the secrets'', vol. II), traduzione di Gagan Daniele Pietrini e Swami Anand Videha, Bompiani, 2007.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del tantra'' (''The book of the secrets'', vol. III), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti della gioia'' (''The book of the secrets'', vol. IV), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''I segreti del risveglio'' (''The book of the secrets'', vol. V), traduzione di Gagan Daniele Pietrini, a cura di Swami Anand Videha, Bompiani, 2008.
*Osho Rajneesh, ''La dottrina suprema'' (''The Supreme Doctrine''), traduzione di Swami Anand Videha, Bompiani, 1998.
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=xQstB3lt83kC La mente che mente]'', traduzione di S. A. Videha, Feltrinelli, 2006. ISBN 88-07-81908-2
*Osho Rajneesh, ''[https://books.google.it/books?id=GH7gosrTqwQC La vita è gioco: La risposta consapevole alla legge dell'abbondanza]'', DeAgostini. ISBN 8841877243
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Filosofi indiani]]
[[Categoria:Mistici indiani]]
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Giuseppe Parini
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Gaux
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/* Citazioni su Giuseppe Parini */ Giuseppe Pecchio
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[[Immagine:Giuseppe Parini_pastel on paper.jpg|thumb|Giuseppe Parini]]
'''Giuseppe Parini''' (1729 – 1799), poeta e abate italiano.
==Citazioni di Giuseppe Parini==
*''Aborro in su la scena | un canoro elefante, | che si strascina a pena | su le adipose piante, | e manda per gran foce | di bocca un fil di voce''. (da ''La Musica'', 1)
*''Con altri e spessi | segni del tuo valore, o Sfregia, impressi''. (da ''In morte del barbiere'', 25-26)
*''Dall'alma origin solo | han le lodevol'opre. | Mal giova illustre sangue | ad animo che langue. |'' [...] ''| Chi de la gloria è vago | sol di virtù sia pago. |'' [...] ''| È d'uopo, Achille, alzare | nell'alma il primo [[altare]]. | Giustizia entro al tuo seno | sieda e sul labbro il vero, | e le tue mani sieno | qual albero straniero | onde soavi unguenti | stillin sopra le genti.'' (da ''L'educazione'', 1764)
*E a che credete voi che servir possano le [[gotta|gotte]], o sia quel mal che gotta artetica chiamasi più comunemente? A vivere, risponderete voi, sempre in continove doglie, a star lì confitto in s'una seggiola senza moversi mai. Eh! perdonatemi, Chè può servire a tutt'altro ne gli uomini cotesto male. Egli m'è stato socio fido ed amico nel corso di varii giorni, e di varie notti: e stato è causa ch'io abbia fatto i lontani e lunghissimi viaggi ch'io ho fatto. [...] Adunque siavi noto, che quando vennemi ad aflliggere giovine com'io son la gotta artetica per sollevarmi un poco da la doglia, e da la noia di quel male, diedimi a studiare un poco sopra un piccolo Libretto Geografico; ed in simile guisa mi vendicai di quello stranio mal che volea rapirmi a i dolci studii.<ref>Da ''Opera'', Volume 3, a cura di Francesco Reina, 1802, [http://books.google.it/books?id=qi5LAAAAcAAJ&pg=PA147 p. 147].</ref>
*''E se i duri mortali | a lui voltano il tergo, | ei si fa, contro ai mali, | de la costanza suo scudo ed usbergo''. (da ''La caduta'', str. 14)
*Ho scritto sull'amore, e non ho mai avuto una donna. (da una lettera a Febo d'Adda, 1798)
*''Me non nato a percotere | le dure illustri porte, | nudo accorrà, ma libero, | il regno de la morte. | No, ricchezza né onore | con frode o con viltà | il secol venditore | mercar non mi vedrà''. (da ''La vita rustica'', 4)
*''O s'a un marito alcuna | d'anima generosa orma rimane, | ad altra mensa il piè rivolga, e d'altra | dama al fianco s'assida il cui marito | pranzi altrove lontan d'un'altra al fianco | ch'abbia lungi lo sposo, e così nuove | anella intrecci a la catena immensa | onde alternando Amor l'anime avvince.''<ref>Ci si riferisce alla pratica del cicisbeismo, forma di adulterio istituzionalizzato.</ref> (da ''Il mezzogiorno'', 59-66)
*{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Sempre minaccia di cadere colla repentina sublimità de' suoi voli, e non cade mai.<ref>Citato in [[Francesco Cassi]], ''Notizie intorno alla vita ed alle opere di [[Vincenzo Monti]]'' in ''Tragedie del cavaliere Vincenzo Monti'', Leonardo Giardetti, Firenze, 1825.</ref>
*Tutta la sapienza consiste nel diffidare de' nostri sensi e delle nostre passioni.<ref>Da ''Frammenti varii'', IX. Citato in ''Dizionario delle citazioni'', a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X</ref>
*''Va per negletta via | ognor l'util cercando | la calda fantasia, | che sol felice è quando | l'utile unir può al vanto | di lusinghevol canto''.<ref>Da ''La salubrità dell'aria'', 22, citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 546.</ref>
*Voglio, ordino e comando che le spese funebri mi siano fatte nel più semplice e mero necessario, ed all'uso che si costuma per il più infimo dei cittadini.<ref>Da ''Testamento'', Milano, 15 ottobre 1798, in ''Poesie e prose'', Ricciardi, 1951.</ref>
==''Dialogo sopra la nobilità''==
===[[Incipit]]===
''Benché l'umana superbia sia discesa fino ne' sepolcri, d'oro e di velluto coperta, unta di preziosi aromi e di balsami, seco recando la distinzione de' luoghi perfino tra' cadaveri, pure un tratto, non so per quale accidente, s'abbatterono nella medesima sepoltura un Nobile ed un Poeta, e tennero questo ragionamento'':
'''Nobile''': Fatt'in là mascalzone!<br/>'''Poeta''': Ell'ha il torto, Eccellenza. Teme Ella forse che i suoi vermi non l'abbandonino per venire a me? Oh! le so dir io ch'e' vorrebbon fare il lauto banchetto sulle ossa spolpate d'un Poeta.
===Citazioni===
*Colui ch'è inferiore è tenuto a rispettar l'altro, che gli è superiore; e il non osare accostarsi è segno di rispetto; laddove il contrario è indizio di troppa famigliarità, come dianzi ti accennai. ('''Nobile''')
*Il [[Rispetto]] non è altro che un certo sentimento dell'animo posto fra l'affetto e la meraviglia, che l'uomo pruova naturalmente al cospetto di colui ch'ei vede fornito d'eccellenti virtù morali o d'eccellenti doti dell'ingegno o del corpo. Questo sentimento per lo più stassi rinserrato nel cuore di chi lo prova; e talvolta ancora per una certa ridondanza prorompe di fuora ne' cenni o nelle parole. ('''Poeta''')
===[[Explicit]]===
'''Poeta''': Egli non può più parlare; la lingua gli si è infracidita. Riposatevi, Eccellenza, sul vostro letame. La lingua de' [[poeta|Poeti]] è sempre l'ultima a guastarsi. Beato voi, se colassù aveste trovato uno sì coraggioso che avesse ardito di trattarvi una sola volta da sciocco! Se io avessi a risuscitare, io per me, prima d'ogni altra cosa, desidererei d'esser uomo dabbene, in secondo luogo d'esser uomo sano, dipoi d'esser uomo d'ingegno, quindi d'esser uomo ricco, e finalmente, quando non mi restasse più nulla a desiderare, e mi fosse pur forza di desiderare alcuna cosa, potrebbe darsi che per istanchezza io mi gettassi a desiderar d'esser uomo nobile, in quel senso che questa voce è accettata presso la moltitudine.
==''Il mattino''==
===[[Incipit]]===
''Giovin Signore, o a te scenda per lungo<br />di magnanimi lombi ordine il sangue<br />purissimo celeste, o in te del sangue<br />emendino il difetto i compri onori<br />e le adunate in terra o in mar ricchezze<br />dal genitor frugale in pochi lustri,<br />me Precettor d'amabil Rito ascolta.<br />Come ingannar questi nojosi e lenti<br />giorni di vita, cui sì lungo tedio<br />e fastidio insoffribile accompagna<br />or io t'insegnerò. Quali al Mattino,<br />quai dopo il Mezzodì, quali la Sera<br />esser debban tue cure apprenderai,<br />se in mezzo agli ozj tuoi ozio ti resta<br />pur di tender gli orecchi a' versi miei.''
===Citazioni===
*{{NDR|Dalla dedicatoria Alla Moda che precede l'opera}} Lungi da queste carte i cisposi occhi già da un secolo rintuzzati [...]<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Chi l'ha detto?|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. [[s:Pagina:Chi l'ha detto.djvu/38|6]]</ref>
*''Ben folle è quegli | che a rischio de la vita onor si merca.'' (21)
*''Ti feron troppo i queruli ricinti | ove l'arti migliori e le scïenze, | cangiate in mostri e in vane orride larve'' | [...]. (26-28)
*''Ma che? Tu inorridisci e mostri in capo | qual istrice pungente irti i capelli | al suon di mie parole? Ah il tuo mattino | signor questo non è...'' (53)
*''Oh se te in sì gentil atto mirasse | il duro capitan, quando tra l'arme, | sgangherando la bocca, un grido innalza | lacerator di ben costrutti orecchi, | onde a le squadre vari moti impone''. (106-110)
*''Se noiosa ipocondria t'opprime, | o troppo intorno a le vezzose membra | adipe cresce, de' tuoi labbri onora | la [[caffè|nettarea bevanda]], ove abbronzato | fuma et arde il legume a te d'Aleppo | giunto, e da Moca, che di mille navi | popolata mai sempre insuperbisce''. (138-144)
*''[[Eruttazione|Ruttar]] plebeiamente il giorno intero''. (185)
*''Che segga intorno a te, manchi, o Signore, | il precettor del tenero idioma | che da la Senna, de le Grazie madre, | pur ora a sparger di celeste ambrosia | venne all'Italia nauseata i labbri. | All'apparir di lui l'itale voci | tronche cedano il campo al lor tiranno; | e a la nova ineffabile armonia | de' soprumani accenti, odio ti nasca | più grande in sen contra a le impure labbra | ch'osan macchiarle ancor di quel sermone | onde in Valchiusa fu lodata e pianta | già la bella Francese, e i culti campi | a l'orecchio dei re cantati furo | lungo il fonte gentil da le bell'acque. | Misere labbra, che temprar non sanno | con le galliche grazie il sermon nostro, | sì che men aspro a' dilicati spirti | e men barbaro suon fieda gli orecchi!'' (202-220)
*''A voi, divina schiatta, | più assai che a noi mortali, il ciel concesse | domabili midolle entro al cerèbro, | sì che breve lavor nove scïenze | vale a stamparvi. Inoltre a voi fu dato | tal de' sensi e de' nervi e degli spirti | moto e struttura, che ad un tempo mille | penetrar puote e concepir vostr'alma | cose diverse, e non però turbate | o confuse giammai, | ma scevre e chiare | nei loro alberghi ricovrarle in mente.'' (244-254)
*{{NDR|Su [[Voltaire]]}} [...] ''maestro | di coloro che mostran di sapere''. (602-603<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', U. Hoepli, Milano, 1921, p. 409.</ref>)
*''Ma a possente signor scender non lice | dale stanze superne infin che al gelo | o al meriggio non abbia il cocchier stanco | durato un pezzo, onde l'uom servo intenda | per quanto immensa via natura il parta | dal suo signore.'' (1049-1054)
==''Odi''==
===[[Incipit]]===
O Genovese ove ne vai? qual raggio<br/>brilla di speme su le audaci antenne?<br/>Non temi oimè le penne<br/>non anco esperte degli ignoti venti?
===Citazioni===
*''Amor con l'età fervida | convien che si dilegue; | ma l'[[Amicizia|amistà]] ne segue | fino a l'estremo dì. || Le belle, ch'or s'involano | schife da noi lontano, | verranci | allor pian piano | lor [[Brindisi dalle poesie|brindisi]] ad offrir. || E noi compagni amabili | che far con esse allora? | Seco un bicchiere ancora | bevere, e poi morir.'' (da ''Il brindisi'')
*''Lascia, mia [[Silvia]] ingenua, | Lascia cotanto orrore | All'altre belle, stupide | E di mente e di core.'' (da ''A Silvia'')
*''Mal giova [[nobiltà|illustre sangue]] | ad animo che langue''. (da ''La educazione'')
*Oh beato terreno del vago Eupili mio, ecco al fin nel tuo seno m'accogli; e del natìo aere mi circondi, e il petto avido inondi [...] Austro scortese qui suoi vapor non mena: e guarda il bel paese alta di monti schiena, cui sormontar non vale Borea con rigid' ale [...] Io de' miei colli ameni nel bel clima innocente passerò i dì sereni tra la beata gente, che di fatiche onusta è vegeta e robusta. (dal secondo libro)
*''Perché turbarmi l'anima, | o d'oro e d'onor brame, | se del mio viver Atropo | presso è a troncar lo stame?'' (da ''[[s:Odi (Parini)/La vita rustica|La vita rustica]]'', vv. 1-2)
*''[...] se i duri mortali | a lui voltano il tergo, | ei si fa, contro ai mali, | della costanza sua scudo ed usbergo.'' (da ''[[s:Odi (Parini)/La caduta|La caduta]]'', vv. 93-96)
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Canzone in morte del barbiere''===
''O Sfregia, o Sfregia mio,<br/>o dolce mio barbieri, o delle guance amor, delizia e cura,<br/>ahimè, che farò io,<br/>poiché ti trasse ai regni oscuri e neri<br/>empia morte immatura?''
{{NDR|citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993}}
===''Il giorno''===
Sorge il mattino in compagnia dell'alba<br/>dinanzi al sol che di poi grande appare<br/>su l'estremo orizzonte a render lieti<br/>gli animali e le piante e i campi e l'onde.<br/>
===''La vita rustica''===
Perché turbarmi l'anima,<br />o d'oro e d'onor brame,<br />se del mio viver Atropo<br />presso è a troncar lo stame?<br />e già per me si piega<br />sul remo il nocchier brun<br />colà donde si niega<br />che più ritorni alcun?
==Citazioni su Giuseppe Parini==
*Abbondavano i satirici. Era la moda. [[Carlo Goldoni|Goldoni]] e [[Giancarlo Passeroni|Passeroni]], ci erano i fratelli Gozzi {{NDR|[[Carlo Gozzi]] e [[Gasparo Gozzi]]}}, ci era [[Pietro Verri]], ci era [[Pier Jacopo Martello|Martelli]] e [[Giovanni Battista Casti|Casti]]. Tutti mordevano quella vecchia società, per un verso o per l'altro, a frammenti. Ci era tutto un materiale, più o meno elaborato. Mancava l'artista. e quando uscì il ''Mattino'', tutti s'inchinarono. Era comparso l'artista. ([[Francesco De Sanctis]])
*Ben era quel Parini che richiesto di gridare Viva la Repubblica e muoiono i tiranni rispose: – Viva la Repubblica e morte a nessuno! Ben era quel [[Ugo Foscolo|Foscolo]] che diede l'ultima pennellata al suo ritratto dicendo: – Morte sol mi darà pace e riposo. ([[Ippolito Nievo]])
*''E tu gli ornavi del tuo riso i canti | che il lombardo pungean Sardanapalo | cui solo è dolce il muggito de' [[bue|buoi]], | che dagli antri abdüani e dal Ticino | lo fan d'ozi beato e di vivande''.<ref>Parlando a Talia dei versi che ispirava a Giuseppe Parini, critico verso i nobili nullafacenti.</ref> ([[Ugo Foscolo]])
*Giuseppe Parini fu alla nostra memoria uno dei pochissimi Italiani che all'eccellenza nelle lettere congiunsero la profondità dei pensieri, e molta notizia ed uso della filosofia presente: cose oramai sì necessarie alle lettere amene, che non si comprenderebbe come queste se ne potessero scompagnare, se di ciò non si vedessero in Italia infiniti esempi. Fu eziandio, come è noto, di singolare innocenza, pietà verso gl'infelici e verso la patria, fede verso gli amici, nobiltà d'animo, e costanza contro le avversità della natura e della fortuna, che travagliarono tutta la sua vita misera ed umile, finché la morte lo trasse dall'oscurità. Ebbe parecchi discepoli: ai quali insegnava prima a conoscere gli uomini e le cose loro, e quindi a dilettarli coll'eloquenza e colla poesia. ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'')
*Io amo moltissimo il Parini; sono uno dei pochi ad amarlo. Ma come possono i critici scrivere, ancora oggi, che {{maiuscoletto|Il giorno}} «sferza i costumi effeminati del secolo» mentre (quello che Parini credeva di fare non importa) un liceale dovrebbe vedere che la sua vena secreta, quella senza la quale il poema non sarebbe nato, è l'invidia del plebeo per il nobile, inasprita da una sfumatura di quel sentimento amoroso, o quasi amoroso, che ispirò i sonetti di [[William Shakespeare|Shakespeare]], rivolti anche quelli a un «giovane signore»? ([[Umberto Saba]])
*Parini è come uomo, a cui sanguina il cuore e che fa il viso allegro. Appunto perché ha la forza di contenere il suo sentimento, l'ironia è possibile, e non diviene una sconciatura o una dissonanza. Il che gli riesce per quell'interno equilibrio delle sue facoltà, che gli dà un'assoluta padronanza su' moti e sulle sue impressioni. ([[Francesco De Sanctis]])
*Parini che in pieno teatro, contro chi urlava: «Morte agli aristocratici!» grida: «Viva la libertà! Morte a nessuno!» doveva avere un cuore meglio temperato del nostro, che ai primi bisbigli di abbasso e di viva, scantoniamo nel viottolo più buio. ([[Emilio De Marchi]])
*Viveva ancora in que' tempi l'abate Parini che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. ([[Giuseppe Pecchio]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Giuseppe Parini, ''[[s:Dialogo sopra la nobiltà|Dialogo sopra la nobiltà]]'', in ''Opere scelte'', a cura di G. M. Zurardelli, Torino, UTET, 1961,
*Giuseppe Parini, ''Il giorno'', Fabbri Editori, 2001.
*Giuseppe Parini, ''Le odi'', Fabbri Editori, 2001.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Abati italiani]]
[[Categoria:Poeti italiani]]
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Resistenza italiana
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[[File:01 partigiani a milano1.jpg|thumb|Combattenti del CLN a Milano il 26 aprile 1945]]
Citazioni sulla '''Resistenza italiana'''.
==Citazioni==
*Allora era la guerra, la guerra contro chi aveva voluto la guerra, contro chi non meritava altro che la guerra. Oggi è la pace, la pace voluta da un popolo che ha contribuito a conquistarsela, da un popolo che chiede lavoro e serenità. ([[Paolo Emilio Taviani]])
*Avevo un paesaggio. Ma per poterlo rappresentare occorreva che esso diventasse secondario rispetto a qualcos'altro: a delle persone, a delle storie. La Resistenza rappresentò la fusione tra paesaggio e persone. ([[Italo Calvino]])
*Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire. ([[Sandro Pertini]])
*È indubbio che senza il PCI non ci sarebbe stata nessuna guerra partigiana. E la Resistenza si sarebbe rivelata un'impresa modesta. Ma con il PCI la [[guerra di liberazione]] è diventata anche una guerra rivoluzionaria, per la conquista del potere in Italia. ([[Giampaolo Pansa]])
*Fuori, nei pascoli montani, fra rupi e bucaneve, veglia paterna l'indomita famiglia partigiana. ([[Carlo Perasso]])
*Gli anni e i decenni passeranno: i giorni duri e sublimi che noi viviamo oggi appariranno lontani, ma generazioni intere si educheranno all'amore per il loro paese, all'amore per la libertà, allo spirito di devozione illimitata per la causa della redenzione umana sull'esempio dei mirabili garibaldini che scrivono oggi, col loro sangue rosso, le più belle pagine della storia italiana. ([[Giovanni Pesce]])
*Gli iscritti al [[Partito Comunista Italiano|Partito Comunista]] a Torino, durante la Resistenza, dovevano resistere alle torture per 8 ore. {{NDR|I [[Fascismo|fascisti]]}} Ti toglievano gli occhi coi cucchiaini, ti strappavano le unghie con le pinze. E tu dovevi stare zitto per 8 ore, poi dopo potevi confessare e fare i nomi dei tuoi compagni, perché la direttiva del Partito consentiva a questi di sapere che in 8 ore dovevano scappare. E quegli uomini e quelle donne sono morti per quest'idea. E cos'è la [[politica]] oggi? Ma si rivoltano nella tomba, lo capite. ([[Marco Rizzo]])
*{{NDR|Riguardo al raccontare la Resistenza italiana attraverso il cinema e la letteratura}} Ho avuto offerte di fare film sull'argomento della resistenza, e io stranamente mi sono sempre tirato indietro. Non me la sentivo, perché finché questa esperienza stava nella mia memoria, andava tutto bene. Ho persino scritto dei racconti pubblicati. Ma scrivere racconti è un'altra cosa: è un gioco proprio con la tua memoria, che rimane intatta, disponibile, sempre. Tramutare questo in un film non me lo sono mai sentito, perché mi sembrava quasi di demolire la memoria, demolire me stesso, rendendo oggettivo - come fa il cinema - persone, situazioni. Per cui non l'ho mai fatto. ([[Giulio Questi]])
*{{NDR|Nel 1975}} Il cammino verso una autentica giustizia sociale è stato meno rapido e sicuro di quanto avevano sperato gli eroi della Resistenza. La direzione di marcia, però, non va mutata. ([[Giovanni Spagnolli]])
*In Italia c'è oggi qualcuno che dice che il mito della Resistenza era una bugia comunista. È vero che i comunisti hanno sfruttato la Resistenza come una proprietà personale, dal momento che vi ebbero un ruolo primario; ma io ricordo partigiani con fazzoletti di diversi colori. ([[Umberto Eco]])
*L'azione armata della Resistenza non fu fine a se stessa; si tradusse, malgrado tutte le difficoltà, nell'instaurazione della Repubblica italiana e nella promulgazione della carta fondamentale del nuovo Stato: la Costituzione. Punto di partenza e non d'arrivo. Qualunque siano le vicende che il futuro riserba all'Italia è certo che la strada dell'avvenire passa per la Resistenza, è certo che le forze popolari hanno messo nel paese quelle radici profonde che erano mancate nel primo Risorgimento, è certo che mai più un qualsiasi tentativo di dominazione straniera o interna potrà strappare al popolo italiano la patria così faticosamente conquistata. N'è prova lo stesso fatto che, a tanti anni di distanza, la lotta di liberazione si sottrae a qualsiasi facile schema celebrativo, rifiuta d'essere «imbalsamata», ma conserva intatta la sua carica polemica e il suo messaggio di speranza. ([[Roberto Battaglia]])
*L'idea che dopotutto la Resistenza abbia avuto poco o nessun peso, in termini strettamente militari, è da relegare nell'armamentario dei luoghi comuni, apparentemente così veri e invece imprecisi e faziosi. ([[Alessandro Barbero]])
*L'ispirazione fondamentale della Resistenza è stata la conquista della libertà. Libertà per tutti e di tutti. ([[Mariano Rumor]])
*La [[Costituzione della Repubblica italiana|Costituzione]] è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta. In questo senso la Resistenza continua. ([[Sandro Pertini]])
*La guerra partigiana ha dato agli italiani una viva coscienza soggettiva di non essere inferiori agli altri popoli, li ha salvati da un aggravarsi di quel complesso di inferiorità, che può poi tramutarsi di colpo nel suo opposto, e far luogo a episodi di nazionalismo frenetico, ad eccessi di violenza orgogliosa e folle. ([[Aldo Garosci]])
*La Resistenza e il [[Movimento Studentesco]] sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c'è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline. ([[Pier Paolo Pasolini]])
*La Resistenza è stata bellissima. Anche se io non l'ho fatta, perché all'epoca militavo nei Gruppi Universitari Fascisti. ([[Giorgio Napolitano]])
*La Resistenza è stata una battaglia di libertà che ha coinvolto tutti, anche chi non era antifascista, chi non si era schierato contro il fascismo ma voleva ugualmente la libertà. ([[Marcello Flores]])
*La Resistenza era stata un fatto straordinario. Aveva realizzato una unità veramente eccezionale che andava dagli ufficiali badogliani agli operai comunisti. ([[Nilde Iotti]])
*La Resistenza, non bisogna mai dimenticarlo, non si può ridurre alla sola azione armata, non è solo una storia militare, ma è stata una lunga catena di solidarietà tra uomini e donne che in modi diversi hanno dato il loro fondamentale contributo. Certo ci sono state le avanguardie armate come noi gappisti, ma senza l'aiuto della gente non saremmo durati a lungo. ([[Mario Fiorentini]])
*La Resistenza non è soltanto un episodio militare della storia recente d'Italia, anche se ormai questa interpretazione restrittiva farebbe comodo a molti. La Resistenza non è soltanto un episodio politico, un momento di transizione tra la caduta della monarchia e del fascismo e l'avvento di uno Stato democratico e repubblicano. E neppure la si può considerare alla stregua di un «bel gesto», di un fatto di redenzione culturale e civile necessario per far uscire l'Italia dalla barbarie e rimetterla in linea con i paesi progrediti. La Resistenza fu tutte queste cose e altre ancora. Ma fu anzitutto, come già s'è detto, ''guerra di popolo''. ([[Sebastiano Vassalli]])
*La Resistenza non è una pagina controversa della nostra storia: c'era una parte giusta e c'era una parte sbagliata, e oggi siamo qui e siamo così perché ha vinto la parte giusta. ([[Maurizio Crosetti]])
*L'esperienza resistenziale è stata a lungo culturalmente minoritaria in Italia, oggetto di denigrazione tra gli anni Quaranta e Cinquanta da parte dell'opinione moderata: e in quegli anni - a differenza degli azionisti e dei comunisti - sia la cultura cattolica che quella liberale rinunciarono a difenderla. ([[Paolo Pezzino]])
*Libertà e giustizia, per generale riconoscimento, sono stati i massimi ideali della Resistenza. ([[Giovanni Spagnolli]])
*{{NDR|Riguardo alla lotta partigiana a Firenze}} Non avevamo coraggio. La verità è che eravamo incoscienti. ([[Vittore Branca]])
*Non è ora – dopo 70 anni – di affrontare una semplice verità? Eccola: la Resistenza in Italia era completamente irrilevante dal punto di vista militare. In ogni caso, nell'estate del 1944 non esisteva una Resistenza in Italia. Dopo, invece – dall'autunno del 1944 in poi – che cosa di concreto ha portato questa Resistenza? Peggio. Secondo la storiografia la Resistenza lottava per la [[patria]], la libertà e la [[democrazia]]. Non è vero. I suoi elementi comunisti (quelli dominanti) lottavano per l'[[Unione sovietica]], la [[dittatura]] e il [[comunismo]].([[Nicholas Burgess Farrell]])
*Seguitiamo a chiamare Resistenza il movimento di liberazione in Italia, ma non dimentichiamo mai che non è stata una resistenza, ma è stato un attacco, una iniziativa, una innovazione ideale, non un tentativo di conservare qualche cosa. Il dato fondamentale non è la lotta contro lo straniero, è la lotta contro il [[fascismo]], e il tedesco è combattuto quasi unicamente perché incarnazione ultima del fascismo suo alleato e complice. ([[Enzo Enriques Agnoletti]])
*Se si guarda alla sorte dell'[[Italia]] dopo la sconfitta militare da parte della coalizione antinazista e la si confronta con quella della [[Germania]], non può esser dubbio per nessuno che ben diversa sarebbe stata la sorte internazionale dell'Italia e una qualunque possibilità di ripresa democratica, senza la guerra partigiana. Oggi il governo italiano discute sul prezzo del «biglietto di ritorno», ma questo prezzo è stato, per ammissione delle stesse potenze, in buona parte saldato nella guerra partigiana. ([[Aldo Garosci]])
*Signor Presidente {{NDR|[[Luigi Einaudi]]}}, Lei che tanto bene conosce la storia del Piemonte, ricorderà la fiera risposta data da Vittorio Amedeo II agli emissari di Luigi XIV i quali gli spiegavano come le condizioni del suo esercito gli togliessero ogni possibilità di resistere alle potenti armate d'oltralpe: «Batterò col piede la terra, e n'usciran soldati d'ogni banda». Ebbene, l'8 settembre, e in seguito, a Cuneo e intorno a Cuneo avvenne proprio così: i soldati, cioè i partigiani uscivano da ogni parte, perché qualcuno aveva battuto col piede la terra; ma non era stato un sovrano, re o principe che fosse, bensì una forza più alta e maestosa, quella che si chiama la coscienza civile, la vocazione nazionale, il senso dei valori supremi, quella essenziale virtù insomma, che, magari sotterranea ed invisibile per lungo volgere di anni, erompe nei momenti decisivi, e spinge un popolo a non mancare nell'ora del dovere storico. ([[Dante Livio Bianco]])
*Simili a giganti incandescenti, cirri maestosi si ergono diritti nella seta del cielo, segnando la porte del Paradiso.<br/>L'arte sublime del creato invita l'uomo al simposio divino, ma noi combattenti del quarto reparto non possiamo obbedire al solenne richiamo. ([[Carlo Perasso]])
*''Tu non sai le colline | dove si è sparso il sangue. | Tutti quanti fuggimmo <br /> tutti quanti gettammo <br /> l'arma e il nome.'' ([[Cesare Pavese]])
*Un giorno, all'improvviso, mi hanno detto che non potevo più andare a scuola. C'erano i bombardamenti, io frequentavo il secondo anno dell'istituto magistrale e, da un momento all'altro, non ho potuto più rivedere nessuno. Mio padre mi diceva di restare a casa e di continuare a studiare perché uscire era pericoloso. Ma io, a 16 anni, volevo contribuire a cambiare il mondo in cui vivevo, non pensavo ad altro, con le scuole chiuse e il rumore delle bombe in sottofondo. Avevamo impressa sulla pelle l'avversione per quella violenza e le angherie che stavamo subendo, i rastrellamenti, i saccheggi, gli incendi, le uccisioni pubbliche. La nostra coscienza era alimentata da queste sensazioni, ed era normale essere sfacciatamente antifascisti. ([[Teresa Vergalli]])
===[[Giorgio Bocca]]===
*Attraverso la somma dei sacrifici e dei dolori sopportati, col grandioso apporto dato alla causa della libertà, con i risultati militari ottenuti, il movimento partigiano è riuscito ad assumere un significato morale di valore altissimo. Ha riscattato dinnanzi al mondo, insieme a coloro che nei campi di Germania tennero fede alla loro patria, la dignità del popolo italiano; ha dimostrato ben altrimenti, che generiche e facili affermazioni verbali, la sua volontà di essere un popolo libero degno di essere riammesso nella vita delle libere nazioni.
*C'è una campagna di denigrazione della Resistenza: diretta dall'alto, coltivata dal cortigiano. Il loro gioco preferito è quello dei morti, l'uso dei morti: abolire la festa del 25 aprile e sostituirla con una che metta sullo stesso piano partigiani e combattenti di Salò [...].
*Come aveva intuito [[Vittorio Foa]], la politica partigiana era la politica delle larghe alleanze democratiche già sperimentata nella guerra di Spagna. In sostanza un riformismo socialdemocratico che per la prima volta annullava le millenarie divisioni di classe facendo rientrare tra i cittadini di pieno diritto gli operai e i contadini.
*{{NDR|In risposta alla domanda: «Eppure lei si lamenta, secondo "Liberazione", dell'"egemonia rossa" sulla Resistenza, non è così?»}} Non ho mai detto che la Resistenza è stata egemonizzata dai [[Partito Comunista Italiano|comunisti]]. Strumentalizzata sì, eccome. Dopo la guerra il pci aveva bisogno della base partigiana e popolare e se ne è appropriato con una propaganda molto intensa e metodica. D'altronde questo faceva anche gioco ai conservatori e gliel'hanno lasciato fare. Basta leggere il libro di [[Roberto Battaglia|Battaglia]]: non è storia, è un'agiografia della Resistenza.
===[[Piero Calamandrei]]===
*Facciamo comprendere a questi ridicoli vociferatori, che ogni tanto risognano, come nel macabro festino di Arcinazzo, di ritrovarsi a cantare le loro sconce canzoni di violenza, facciamo comprendere a questi miserabili superstiti che domani, se occorresse, ''se occorrerà'', tutti quanti coloro che si sentirono fratelli nella Resistenza, democristiani e comunisti, liberali e socialisti, contadini e operai e studiosi e sacerdoti, tutti quanti si troverebbero, ''si troveranno'' ancora insieme, tutti uniti contro il mostro, tutti uniti in difesa della civiltà indivisibile. Tra noi lo sappiamo bene; ma è bene che tutti lo sappiano in Italia e fuori d'Italia.
*I ragazzi delle scuole imparano chi fu [[Gaio Muzio Scevola|Muzio Scevola]] o [[Orazio Coclite]], ma non sanno chi furono i [[fratelli Cervi]]. Non sanno chi fu quel giovanetto della Lunigiana che, crocifisso ad una pianta perché non voleva rivelare i nomi dei compagni, rispose: «Li conoscerete quando verranno a vendicarmi», e altro non disse. Non sanno chi fu quel vecchio contadino che, vedendo dal suo campo i tedeschi che si preparavano a fucilare un gruppo di giovani partigiani trovati nascosti in un fienile, lasciò la sua vanga tra le zolle e si fece avanti dicendo: «Sono io che li ho nascosti (e non era vero), fucilate me che sono vecchio e lasciate la vita a questi ragazzi». Non sanno come si chiama colui che, imprigionato, temendo di non resistere alle torture, si tagliò con una lametta da rasoio le corde vocali per non parlare. E non parlò. Non sanno come si chiama quell'adolescente che, condannato alla fucilazione, si rivolse all'improvviso verso uno dei soldati tedeschi che stavano per fucilarlo, lo baciò sorridente dicendogli: «Muoio anche per te… viva la Germania libera!».
*Il carattere che distingue la Resistenza da tutte le altre guerre, anche da quelle fatte da volontari, anche dall'epoca garibaldina, è stato quello di essere più che un movimento militare, un movimento ''civile''.
*Il compito degli uomini della Resistenza non è finito. Bisogna che essa sia ancora in piedi.
*Il dramma della Resistenza e del nostro Paese è stato questo: che la Resistenza, dopo aver trionfato in guerra, come epopea partigiana, è stata soffocata e bandita dalle vecchie forze conservatrici appena essa si è affacciata alla vita politica del tempo di pace, ov'essa era chiamata a dar vita a una nuova classe politica che riempisse il vuoto lasciato dalla catastrofe. I morti della Resistenza vollero essere, credettero di essere, le avanguardie di una nuova classe dirigente, pulita ed onesta, fatta di popolo, destinata a prendere il posto di tutti i profittatori e di tutti i corruttori. Quei morti furono la testimonianza e la promessa di un autogoverno popolare in formazione: ma, finita la guerra, i vecchi vivi risalirono sulle poltrone e la voce dei giovani morti fu ricoperta da quelle vecchie querele. [...] Eppure, amici, questa è stata la sorte singolare dell'Italia dopo il breve esperimento del governo Pani: che essa è tornata ad essere governata dalla classe dirigente prefascista; governata dai fantasmi.
*Oggi le persone benpensanti, questa classe intelligente così sprovvista di intelligenza, cambiano discorso infastidite quando sentono parlar di [[antifascismo]]. [...] Finita e dimenticata la resistenza, tornano di moda gli «scrittori della desistenza»: e tra poco reclameranno a buon diritto cattedre ed accademie.<br />Sono questi i segni dell'antica malattia. E nei migliori, di fronte a questo rigurgito, rinasce il disgusto: la sfiducia nella libertà, il desiderio di appartarsi, di lasciare la politica ai politicanti. Questo il pericoloso stato d'animo che ognuno di noi deve sorvegliare e combattere, prima che negli altri, in se stesso: se io mi sorprendo a dubitare che i morti siano morti invano, che gli ideali per cui son morti fossero stolte illusioni, io porto con questo dubbio il mio contributo alla rinascita del fascismo.<br />Dopo la breve epopea della resistenza eroica, sono ora cominciati, per chi non vuole che il mondo si sprofondi nella palude, i lunghi decenni penosi ed ingloriosi della resistenza in prosa. Ognuno di noi può, colla sua oscura resistenza individuale, portare un contributo alla salvezza del mondo: oppure, colla sua sconfortata desistenza, esser complice di una ricaduta che, questa volta, non potrebbe non esser mortale.
*Quando io considero questo misterioso e miracoloso moto di popolo, questo volontario accorrere di gente umile, fino a quel giorno inerme e pacifica, che in una improvvisa illuminazione sentì che era giunto il momento di darsi alla macchia, di prendere il fucile, di ritrovarsi in montagna per combattere contro il terrore, mi vien fatto di pensare a certi inesplicabili ritmi della vita cosmica, ai segreti comandi celesti che regolano i fenomeni collettivi, come le gemme degli alberi che spuntano lo stesso giorno, come certe piante subacquee che in tutti i laghi di una regione alpina affiorano nello stesso giorno alla superficie per guardare il cielo primaverile, come le rondini di un continente che lo stesso giorno s'accorgono che è giunta l'ora di mettersi in viaggio. Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.
*Quel miracoloso soprassalto dello spirito che si è prodotto, quando ogni speranza pareva perduta, in tutti i popoli europei agonizzanti sotto il giogo della tirannia interna ed esterna, ha ormai ed avrà nella storia del mondo un nome: «resistenza». Sotto la morsa del dolore o sotto lo scudiscio della vergogna, gli immemori, gli indifferenti, i rassegnati hanno ritrovata dentro di sé, insospettata, una lucida chiaroveggenza: si sono accorti della coscienza, si sono ricordati della libertà. Prima che schifo della fazione interna, prima che insurrezione armata contro lo straniero, questo improvviso sussulto morale è stato la ribellione di ciascuno contro la propria cieca e dissennata assenza: sete di verità e di presenza, ritorno alla ragione, all'intelligenza, al senso di responsabilità. La resistenza è stata, nei migliori, riacquisto della fede nell'uomo e in quei valori razionali e morali coi quali l'uomo si è reso capace, nei millenni, di dominare la stolta crudeltà della belva che sta in agguato dentro di lui.<br />Si è scoperto così che il fascismo non era un flagello piombato dal cielo sulla moltitudine innocente, ma una tabe spirituale lungamente maturata nell'interno di tutta una società, diventata incapace, come un organismo esausto che non riesce più a reagire contro la virulenza dell'infezione, di indignarsi e di insorgere contro la bestiale follia dei pochi. Questo generale abbassamento dei valori spirituali da cui son nate in quest'ultimo ventennio tutte le sciagure d'Europa, merita di avere anch'esso il suo nome clinico, che lo isoli e lo collochi nella storia, come il necessario opposto dialettico della resistenza: "Desistenza". Di questa malattia profonda di cui tutti siamo stati infetti, il fascismo non è stato che un sintomo acuto: e la Resistenza è stata la crisi benefica che ci ha guariti, col ferro e col fuoco, da questo universale deperimento dello spirito.
*Quando si dice che la guerra partigiana si distingue da tutte le altre guerre perché fu una guerra fatta interamente da volontari, si dice giusto, ma non si dice tutto. Essa fu qualcosa di più: un'adunata spontanea e collettiva: un movimento di popolo, una iniziativa di popolo. [...]<br />L'8 settembre, quando cominciò spontaneo e non ordinato da qualcuno questo accorrere di uomini liberi verso la montagna, avvenne qualcosa di misterioso che a ripensarlo oggi sembra un miracolo di cui si stenta a trovare una spiegazione umana. Nessuno aveva ordinato l'adunata: questi uomini accorsero da tutte le parti e si cercarono e si adunarono da sé. [...] Quella chiamata fu anonima, non venne dal di fuori: era la chiamata di una voce diffusa come l'aria che si respirava, che si svegliava da sé in ogni cuore, nei più generosi e nei più pigri, un'ispirazione che sussurrava dentro: «Se sei un uomo, se hai dignità d'uomo, questa è l'ora!».
===[[Michela Ponzani]]===
*Abbiamo il dovere di tenere viva la memoria di una generazione che ha avuto il coraggio di fare una scelta anche molto sofferta e dolorosa, non presa certamente a cuor leggero. Giovani ragazze e ragazzi che poco più che ventenni, molto spesso adolescenti, hanno avuto il coraggio di imbracciare le armi – perché la Resistenza ha avuto sì un grande valore politico, ma è stata soprattutto un fatto militare – entrare in clandestinità e restituire la libertà al Paese che aveva dato i natali al fascismo nel 1922. Abbiamo il dovere di respingere la retorica antiresistenziale che si è diffusa in questi ultimi anni, che dipinge i partigiani come dei guerriglieri assetati di sangue che non si rendevano conto delle ritorsioni che potevano essere scatenate nei confronti dei civili. Contrapponendo a questa retorica la verità: perché in realtà quei ragazzi questo dilemma, questo dramma interiore lo sentivano moltissimo. A un certo punto fare la Resistenza ha significato soprattutto assumersi questa responsabilità e lottare nonostante tutto.
*Donne comuni senza armi, madri di famiglia hanno dato cibo e medicinali ai soldati, ai renitenti, nascosto antifascisti e partigiani. Una rete anonima fondamentale. Saranno il bersaglio strategico di quella che i tedeschi chiamano la guerra ai civili: sole, i mariti al fronte, pronte a correre nei rifugi, in fila per il pane e la farina. Sono loro che assalteranno i forni, rovesceranno la farina bianca, quella buona, destinata ai tedeschi. Falcidiate per questo [...]. {{NDR|«Un punto di non ritorno»}} Affrontano una guerra che è una guerra di sterminio totale ai civili, che le espone a forme di violenza inaudita e la cosa importante e che si ribellano al fatto che per secoli in guerra il corpo delle donne era stato bottino e preda degli eserciti. Lanciano il messaggio: "noi non siamo più spettatrici, prendiamo le armi, rivendichiamo il diritto di lottare per la nostra libertà presente e futura". Rianimeranno poi la politica del dopo guerra. La società italiana l'hanno svecchiata le donne che hanno fatto la guerra, che immaginavano già prima un mondo migliore.
*La violenza in Italia non la inaugura certamente la Resistenza. La Resistenza risponde, anche con la violenza, a una violenza che è mille volte maggiore scatenata contro le popolazioni civili. Se vogliamo andare indietro nel tempo e capire da dove ha origine l'idea che il nemico si debba abbattere, estirpare dal corpo della nazione dobbiamo ritornare alle piazze interventiste del 1915, quando per decidere se entrare in guerra o no gli italiani si sparavano addosso e poi ancora alle masse che vengono sobillate all'uso della violenza da parte di abili agitatori come Benito Mussolini o Gabriele D'Annunzio. E ancora alla violenza dello squadrismo, che poi finisce con la presa del potere da parte di Mussolini, al quale il potere viene regalato da una classe dirigente liberale incapace di risolvere il problema della violenza nelle piazze e assuefatta dalla psicosi della paura rivoluzionaria, cioè dal terrore della rivoluzione bolscevica in Italia.
*Se c'è qualcosa di rivoluzionario nella Resistenza è proprio incarnato dalla scelta antifascista che fecero le donne, le ragazze che tra il '43 e il '45 decidono di aderire a formazioni partigiane, animate da un moto rivoluzionario di libertà che è anche una guerra privata. Non combattere solo l'occupante. Si vuole andare a combattere contro le discriminazioni di genere e tutto quel che la società patriarcale gerarchica fascista aveva imposto alle nuove generazioni, dove l'uomo poteva comandare su moglie e figli.
*{{NDR|«L'Italia di oggi?»}} Vive nella rappresentazione caricaturale di un derby tra fascisti e comunisti, quando alla Resistenza parteciparono invece uomini e donne di ogni tendenza politica e sociale. E alla disobbedienza ai tedeschi si unirono anche decine di migliaia di militari italiani internati in Germania dopo l'8 settembre. I fatti sono chiari, non vanno travisati.
===[[Pietro Secchia]]===
*Dietro alla bandiera della Resistenza marciano oggi nuove possenti forze, giovani generazioni che aspirano a conquistare il loro avvenire. Portiamo avanti, portiamo al successo le bandiere della Resistenza.
*Il programma della Resistenza italiana fu quello della creazione d'un regime politico e sociale nuovo: proprio per questo è stato detto che la Resistenza è stata il secondo [[Risorgimento]].
*L'aggressione all'[[Unione Sovietica]] e la sua entrata nel conflitto non soltanto mutò le sorti della guerra, ma cambiò completamente anche il carattere e l'ampiezza della Resistenza. L'esempio d'ardimento offerto dai giovani, dalle donne, dai vecchi dell'Unione Sovietica, dalla popolazione tutta che non piegava, che non disperava, che non dava tregua e colpiva il nemico ovunque, suscitò non soltanto l'entusiasmo e l'ammirazione dei popoli in lotta contro il fascismo, ma l'emulazione delle forze nazionali in ogni paese occupato.
*La grande [[borghesia]] non ha alcun interesse a fare conoscere la vera storia della Resistenza in Italia perché questa suona condanna per le classi dominanti che hanno portato il paese alla rovina e si sono poi messe al servizio dello straniero.
*La guerra partigiana assunse in Italia una così grande ampiezza proprio perché essa fu sempre, sin dal primo giorno, accompagnata, alimentata e sostenuta dalle centinaia e centinaia di scioperi, dal sabotaggio della produzione nelle fabbriche, dall'azione gappista nelle città e dalle rivolte dei contadini nei villaggi. Senza i grandi scioperi nei centri industriali, senza l'azione dei contadini e delle grandi masse popolari l'avanguardia eroica dei combattenti sarebbe rimasta isolata, i distaccamenti partigiani non si sarebbero mai trasformati in brigate e poi in divisioni, l'insurrezione nazionale non ci sarebbe stata.
*Nessun altro partito ha dato alla guerra di liberazione nazionale un contributo di azione e di sacrificio, di forze militanti e dirigenti quanto il [[Partito Comunista Italiano|partito comunista]]. Tra l'altro perché nessun altro partito disponeva di una organizzazione e di una influenza tra la classe operaia e i lavoratori pari a quelle del nostro.
*Protagonista principale della lotta partigiana e della Resistenza fu la nuova classe dirigente, la classe operaia, ed il contributo maggiore assieme a tutte le altre forze democratiche venne dato dall'avanguardia della classe operaia, il [[Partito Comunista Italiano|partito comunista]]. Questo dev'essere detto. Tutte le formazioni partigiane, qualunque fosse il loro colore politico, si sono appoggiate direttamente o indirettamente sulle lotte della classe operaia, dei contadini e dei lavoratori.
*Si falsifica la storia della guerra di liberazione nazionale; si vuol far dimenticare che classe operaia, i lavoratori sono stati la forza motrice e decisiva della resistenza e della guerra partigiana; che i partiti [[comunismo|comunisti]] sono stati alla testa di quella lotta, l'hanno diretta e organizzata, hanno inviato al combattimento contro lo straniero, per la libertà della patria, le loro forze migliori; si tenta di insinuare, con l'orchestrazione di insistenti campagne, che la guerra di liberazione e stata condotta in Francia dai gaullisti e in Italia dai conservatori borghesi, dai "democristiani" e si presentano i comunisti come delinquenti che hanno cercato di approfittare della lotta per scopi criminali.
*Specialmente nell'Italia del nord l'iniziativa e la direzione dei C.L.N. e della lotta partigiana fu sempre nelle mani dei partiti antifascisti, dei partiti più avanzati ed in modo particolare del [[Partito Comunista Italiano|partito comunista]]: il che naturalmente era tutt'altro che gradito agli angloamericani per i quali la Resistenza avrebbe dovuto soltanto essere uno strumento di guerra, un'arma in più da impiegare per sconfiggere l'esercito hitleriano. Battuti i tedeschi i partiti non avrebbero più avuto nulla da fare, né da chiedere. Per gli angloamericani il dovere dei [[partigiani]] era uno solo: combattere e tacere. Non così la pensavano i partigiani ed i loro comandi i quali non si consideravano agli ordini degli «alleati», e volevano mantenere la loro indipendenza, la loro libertà d'azione.
==Voci correlate==
*[[Anniversario della liberazione d'Italia]]
*[[Gruppi di Azione Patriottica]]
*[[Guerra civile in Italia (1943-1945)]]
*[[Partigiano]]
==Altri progetti==
{{interprogetto|w_preposizione=riguardante la|s=:Categoria:Canti_antifascisti_e_della_Resistenza|s_oggetto=alcuni canti|s_preposizione=della|s_etichetta=}}
[[Categoria:Movimenti di liberazione nazionale]]
[[Categoria:Seconda guerra mondiale]]
[[Categoria:Storia d'Italia]]
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Benito Mussolini
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Danyele
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{{Nota disambigua||[[Mussolini (disambigua)]]|Mussolini}}
[[Immagine:Benito Mussolini (primo piano).jpg|miniatura|Benito Mussolini]]
'''Benito Amilcare Andrea Mussolini''' (1883 – 1945), politico, dittatore e giornalista italiano.
==Citazioni di Benito Mussolini==
*[...] ad impiccare questa ribelle genia d'Italia, ci vuole corda assai. Non ne ha abbastanza il boia. [[Franz Conrad von Hötzendorf|Conrad]]<ref>Franz Conrad von Hötzendorf, feldmaresciallo austriaco, capo di Stato Maggiore dell'esercito austroungarico nella prima guerra mondiale.</ref> non ha avuto abbastanza uomini e cannoni per costringerci alla resa. Ci credevano ancora percossi, piegati nella rovina triste di Caporetto e ci hanno trovati in piedi, pronti a tutti i sacrifici. (da ''Dall'intervento al fascismo'', Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1934, [https://archive.org/details/DallInterventoAlFascismo/page/n173 p. 336])
*Amate il [[pane]], cuore della casa, profumo della mensa, gioia del focolare. Rispettate il pane, sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio. (da un articolo scritto in occasione delle Giornate del pane (14-15 aprile 1928), pubblicato su ''Il Popolo d'Italia'', n. 73, 25 marzo 1928, p. 15; ora in ''Opera omnia'', vol. 23)
*{{NDR|Su [[Joachim von Ribbentrop]]}} Basta guardargli la testa per capire che ha un piccolo cervello. (citato in [[Galeazzo Ciano]], ''Diario, 1937-1938'', Cappelli, 1948)
*Chi non è pronto a morire per la sua [[fede]] non è degno di professarla. (da ''Scritti e discorsi'', vol. VII, p. 225)
*Chi vuol governare, deve imparare a dir: no. (citato in Margherita Sarfatti, ''Dux'', Mondadori, 1926)
*Con le nostre macchine, come, soprattutto, col nostro popolo e con la nostra fede, andremo sicuramente verso la [[vittoria]]. (da ''Opera omnia'', vol. 29, p. 298)
*Comunichi al senatore Agnelli che nei nuovi stabilimenti Fiat devono esserci comodi e decorosi refettori per gli operai. Gli dica che l'operaio che mangia in fretta e furia vicino alla macchina non è di questo tempo fascista. Aggiunga che l'uomo non è una macchina adibita a un'altra macchina. (telegramma datato 16 luglio 1937, indirizzato al prefetto di Torino, in ''Opera Omnia'', vol XLII, pp. 189-190)
*[[Emilio De Bono|De Bono]] è un vecchio cretino: non a causa degli anni, che possono rispettare l'ingegno se c'è stato, ma perché è sempre stato cretino ed ora è anche invecchiato. (citato in [[Galeazzo Ciano]], ''Diario, 1937-1938'', Cappelli, 1948)
*Di fronte a una [[Razzismo|razza]] inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. [...] I confini d'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.<ref>Citato in Luigi Salvatorelli e Giovanni Mira, ''Storia d'Italia nel periodo fascista'', Giulio Einaudi, Torino, 1964, p. 161.</ref>
*{{NDR|Dopo aver parlato con [[Mahatma Gandhi|Gandhi]], nel 1931}} È un santone, un genio, che, cosa rara, usa la bontà come arma.<ref>Citato in ''Storia del fascismo'', diretta da [[Enzo Biagi]], ed. Sadea, Firenze, 6 agosto 1964, fascicolo n. 23<!--non vidi-->; citato in [[Aldo Capitini]], ''La compresenza dei morti e dei viventi'', Il Saggiatore, Milano, 1966, p. 139.</ref>
*{{NDR|Su [[Filippo Corridoni]]}} Egli era un nomade della vita, un pellegrino che portava nella sua bisaccia poco pane e moltissimi sogni e camminava così, nella sua tempestosa giovinezza, combattendo e prodigandosi, senza chiedere nulla. Leviamoci un momento dalle bassure della vita parlamentare; allontaniamoci da questo spettacolo mediocre e sconfortante; andiamo altrove col nostro pensiero che non dimentica; portiamo altrove il nostro cuore, le nostre angosce segrete, le nostre speranze superbe, e inchiniamoci sulla pietra che, nella desolazione dell'Altipiano di Trieste, segnò il luogo dove Filippo Corridoni cadde in un tumulto e in una rievocazione di vittoria.<ref>Il "Il Popolo d'Italia", 23 ottobre [[1917]], ora, in Andrea Benzi, a cura di ''…Come per andare più avanti ancora – Filippo Corridoni, gli scritti'', SEB, Milano, 2001</ref>
*Era necessario farci strada con la violenza, con il sacrificio, con il sangue; era necessario stabilire un ordine e una disciplina voluti dalle masse, ma impossibili da ottenere con una propaganda all'acqua di rose, con parole, parole e ancora parole e con ingannevoli battaglie parlamentari e giornalistiche. (da ''La mia vita'', 1983, p. 101)
*Fate che le glorie del [[passato]] siano superate dalle glorie dell'avvenire. (da ''Scritti e discorsi'', vol VII, p. 256)
*Governare gli [[italiani]] non è difficile, è inutile.<ref>Si tratta di un aforisma presente in [[Giulio Andreotti]], ''Governare con la crisi'', Rizzoli, 1991, e [[Indro Montanelli]], ''La mia eredità sono io. Pagine da un secolo'', Rizzoli, 2008, desunto dalla pubblicazione di [[Emil Ludwig]], ''Colloqui con Mussolini'', Mondadori, 1932, in cui l'autore, durante la sua intervista con Mussolini, gli chiese: "Ma deve essere ben difficile governare gente così individualista ed anarchica come gli italiani!", a cui Mussolini rispose: "Difficile?" Ma per nulla. È semplicemente inutile!". La frase è stata attribuita anche a [[Giovanni Giolitti]].</ref>
*{{NDR|Dopo il primo incontro con [[Adolf Hitler|Hitler]]}} [I tedeschi] sono sempre i barbari di Tacito e della Riforma, in perpetua lotta contro Roma. Non ho alcuna fiducia in loro.<ref>Citato in ''[https://lanostrastoria.corriere.it/2021/05/06/lincontro-di-stra-del-1934-quando-mussolini-studio-hitler/ L'incontro di Stra del 1934: quando Mussolini studiò Hitler]'', ''lanostrastoria.corriere.it'', 6 maggio 2021.</ref>
*I vecchi governi hanno inventato, allo scopo di non risolverla mai, la [[questione meridionale]]. Non esistono questioni settentrionali o meridionali. Esistono questioni nazionali. (da un discorso del 31 marzo 1939; citato in Indro Montanelli e Mario Cervi, ''L'Italia dell'Asse'', Milano, Rizzoli, 1980)
*{{NDR|Parlando con Galeazzo Ciano}} Forse ti parrà mefistofelico quanto ti esporrò, ma conviene far così. Il [[Cesare Maria De Vecchi|De Vecchi]] ha sempre creato una massa di guai dovunque io lo abbia messo. Non ha mai saputo far niente. Ora a Rodi, va malissimo. Ma non importa. Anzi, bisogna incoraggiarlo perché vada sempre peggio. Dargli la sensazione di approvare il suo operato, insaponargli la via e attendere che prenda uno scivolone così grosso, così definitivo da sentirsi liquidato ancor prima che davanti agli altri, davanti a sé stesso. E allora, me lo sarò levato dai piedi per sempre. (citato in Galeazzo Ciano, ''Diario 1937-1943'', liberliber.it, prima edizione elettronica del 13 gennaio 2015, [https://archive.org/details/tntvillage_434812/page/n301 10 ottobre 1938, pp. 302-303])
*Il fascismo è un metodo, non un fine; se volete è una autocrazia sulla via della democrazia.<ref>Da ''Dall'attentato Zaniboni al discorso dell'ascensione (5 novembre 1925-26 maggio 1927)'', La Fenice, 1957, p. 287.</ref>
*Il fascismo è una grande mobilitazione di forze materiali e morali. Che cosa si propone? Lo diciamo senza false modestie: governare la Nazione. Con quale programma? Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano. Parliamo schietto. Non importa se il nostro programma concreto, com'è stato notato giorni sono da un redattore del ''Resto del Carlino'', non è antitetico ed è piuttosto convergente con quello dei socialisti, per tutto ciò che riguarda la riorganizzazione tecnica, amministrativa e politica del nostro Paese. Noi agitiamo dei valori morali e tradizionali che il socialismo trascura o disprezza; ma soprattutto lo spirito fascista rifugge da tutto ciò che è ipoteca arbitraria sul misterioso futuro. (da ''Dopo due anni'', ''Il Popolo d'Italia'', 23 marzo 1921)
*Il fascismo femminile che porta bravamente la gloriosa camicia nera e si raccoglie intorno ai nostri gagliardetti, è destinato a scrivere una storia splendida, a lasciare tracce memorabili, a dare un contributo sempre più profondo di passioni e di opere al fascismo italiano. (da ''Scritti e discorsi'', vol. III, p. 109)
*Il fascismo non fece una rivoluzione: c'era una monarchia prima e una monarchia rimase. Se la Camera appariva un'emanazione del partito, il Senato sottolineava il suo lealismo monarchico per la sua nomina regia e la sua stessa composizione. Il numero dei generali, degli ammiragli, dei senatori per censo, era sempre imponente, una forza materiale e una riserva dello Stato in favore della monarchia. Tutta l'aristocrazia italiana, prima la bianca, poi dopo la Conciliazione anche la nera, costituiva un'altra forza monarchica. Definita la Questione Romana, la curia e il clero entrarono nell'orbita regia. La grossa borghesia industriale, agraria, bancaria, pur non esponendosi in prima linea, marciava anch'essa sotto le insegne regie. (citato in [[Paolo Pavolini]], ''1943, la caduta del fascismo'')
*Il [[lavoratore]] che assolve il dovere sociale senz'altra speranza che un pezzo di pane e la salute della propria famiglia, ripete ogni giorno un atto di [[eroismo]]. (dall'intervista di Ivanoe Fossani, ''Soliloquio in «libertà» all'isola Trimellone'', Isola del Trimelone, 20 marzo 1945, da ''Opera omnia'', vol. 32)
*Il Mondo, me scomparso, avrà bisogno ancora dell'Idea che è stata e sarà la più audace, la più originale e la più mediterranea ed europea delle idee. (da ''Testamento politico di Mussolini: Dettato, corretto, siglato da lui il 22 aprile 1945'', a cura di Gian Gaetano Cabella, Arti Grafiche Pedanesi, 1972)
*Il "[[oltreuomo|superuomo]]" ecco la grande creazione Nietzschiana. Qual impulso segreto, quale interna rivolta hanno suggerito al solitario professore di lingue antiche dell'università di Basilea questa superba nozione? Forse il ''taedium vitae''... della nostra vita. Della vita quale si svolge nelle odierne società civili dove l'irrimediabile mediocrità trionfa a danno della pianta-uomo. E [[Friedrich Nietzsche|Nietzsche]] suona la diana di un prossimo ritorno all'ideale. Ma a un ideale diverso fondamentalmente da quelli in cui hanno creduto le generazioni passate. Per comprenderlo, verrà una nuova specie di "liberi spiriti" fortificati nella guerra, nella solitudine, nel grande pericolo, spiriti che conosceranno il vento, i ghiacci, le nevi delle alte montagne e sapranno misurare con occhio sereno tutta la profondità degli abissi. (da ''La filosofia della forza'', ''Il pensiero romagnolo'', 1908; in ''Scritti politici'', a cura di Enzo Santarelli, Feltrinelli, 1979)
*Il [[Città del Vaticano|Vaticano]] odierno è identico al Vaticano del secolo XVI. È il covo dell'intolleranza e di una banda di rapinatori. (da ''L'Avvenire del Lavoratore'', 22 luglio 1909; in ''Opera omnia'', vol. 2)
*I leoni di Traù sono stati distrutti; ma ecco che, distrutti, sono, come non mai, divenuti simbolo vivo e testimonianza certa. Solo uomini arretrati ed incolti possono illudersi che, demolendo le pietre, si cancelli la [[storia]]. (da ''La Dalmazia nella storia d'Italia'', Ed. Hoepli)
*Improntare il [[giornale]] a ottimismo, fiducia e sicurezza nell'avvenire. Eliminare le notizie allarmistiche, pessimistiche e deprimenti. (da ''Magazine'', 4 giugno 2009)
*I neutrali non hanno mai dominato gli avvenimenti. Li hanno sempre subiti. (da ''Scritti e discorsi'', vol. I, p. 24)
*I nostri generali, anche i migliori, sono rimasti all'800. Credono ancora che vincere una guerra sia una questione di mezzi. Ignorano l'elemento psicologico e gli effetti di quella super-arma che si chiama fede. I [[carro armato|carri armati]] sono pezzi d'acciaio. Ma la [[storia]] non si fa con l'acciaio. Si fa con lo spirito. (1939: citato in Gian Carlo Fusco, ''Guerra d'Albania'', Sellerio, 2001, p. 19)
*Io ho del socialismo una nozione barbarica. Io lo immagino come il più grande atto di negazione e di distruzione che la storia registri. Io penso ad un socialismo che non "distingue", che non "patteggia" che non si "mortifica". (da ''Lotta di classe'', 1910. Citato in Paolo Alatri, ''Mussolini'', Tascabili economici Newton, Roma, 1995, p. 18)
*Io mi vanto soprattutto di essere un rurale. (da ''Opera omnia'', vol. 29)
*Io sono l'uomo più disobbedito della storia.<ref>Citato in [[Denis Mack Smith]], ''Storia d'Italia dal 1861 al 1997'', volume I (''Modern Italy. A Political History'', 1997), traduzione di Alberto Acquarono, Giovanni Ferrara Degli Uberti e Michele Sampaolo, Laterza, Bari, 1997, p. 469.</ref>
*L'Italia non può rimanere neutrale per tutta la durata della guerra, senza dimissionare dal suo ruolo, senza squalificarsi, senza ridursi al livello di una [[Svizzera]], moltiplicata per dieci. Il problema non è quindi di sapere se l'Italia entrerà in guerra; si tratta di sapere quando e come; si tratta di ritardare il più a lungo possibile, compatibilmente con l'onore e la dignità, la nostra entrata in guerra.<ref>Citato in Ennio Di Nolfo, ''Storia delle relazioni internazionali. Dal 1918 ai giorni nostri'', Editori Laterza, Roma, 2008, p. 351. ISBN 978-88-420-8734-2</ref>
*La [[cinema]]tografia è l'arma più forte.<ref>Tale motto, a firma di Mussolini, fu posto su di una parete nel cantiere degli studi di Cinecittà a Roma, in occasione della posa della prima pietra, il 26 gennaio 1936. In Amedeo Benedetti, ''Gli archivi delle immagini'', Erga, è descritto come «una scritta cubitale in caratteri moderni, seguiti dalla firma in facsimile»; si veda l'[http://eco86.altervista.org/_altervista_ht/cinema/duce.jpg immagine] della parete e l'[http://www.terramedia.co.uk/Chronomedia/years/Mussolini_opening_Cinecitta.jpg immagine] della posa della pietra, nella quale, sullo sfondo, si può intravedere parte della scritta e della firma.</ref>
*La [[democrazia]] ha tolto lo «stile» alla vita del popolo. Il fascismo riporta lo «stile» nella vita del popolo: cioè una linea di condotta; cioè il colore, la forza, il pittoresco, l'inaspettato, il mistico; insomma, tutto quello che conta nell'animo delle moltitudini. (da ''I discorsi della rivoluzione'', Casa editrice del Partito Nazionale Fascista, Imperia, 1923)
*La [[disciplina]] deve cominciare dall'alto, se si vuole che sia rispettata in basso. (da ''Scritti e discorsi'', vol. I, p. 35)
*La geniale [[invenzione]] nasce quasi sempre nel cervello dell'uomo isolato, ma solo l'opera tenace di pazienti ricercatori, con mezzi larghi ed adatti, può efficacemente svilupparla ed utilizzarla. (da ''Opera omnia'', vol. 23)
*La Germania si compone di diverse razze, più o meno felicemente miscelate fra loro come ognuno può constatare girando in Germania. Vedremo se il nazismo riuscirà a trarne un «armento» di sangue puro. Nella migliore delle ipotesi, secondo i calcoli degli esperti nella materia, occorrono sei secoli, fra matrimoni razziali e non meno razziali castrature. (da ''Opera omnia'', vol. 26, p. 310)
*La [[guerra]] si accetta in blocco o si respinge in blocco. Se questo processo deve essere eseguito, saremo noi che lo faremo e non gli altri. (da ''Scritti e discorsi'', vol. I, p. 372)
*La [[Basilicata|Lucania]] ha un primato che la mette alla testa di tutte le regioni italiane: il primato della fecondità, la quale è la giustificazione demografica e quindi storica dell'impero. (da ''Opera omnia'', vol. 28)
*Le persone intelligenti hanno meno amici e se l'invidia richiama l'astio altrui, non importa, molti nemici molto onore. (da "Scritti e discorsi", vol. II, p. 142)
*Libertà di pensiero, di parola e di stampa? Sì, purché regolata e moderata da limiti giusti, chiaramente stabiliti. Senza di che, si avrebbe anarchia e licenza. E ricordatevi, sopra tutto la morale deve avere i suoi diritti. (da ''Testamento politico di Mussolini: Dettato, corretto, siglato da lui il 22 aprile 1945'', a cura di Gian Gaetano Cabella, Arti Grafiche Pedanesi, 1972)
*Libro e moschetto, fascista perfetto!<ref>Motto ideato nel 1927 in occasione dell'inaugurazione della Libreria del Littorio a Roma (Giuseppe Fumagalli, ''Chi l'ha detto?'' Hoepli); attribuita anche a [[Leo Longanesi]].</ref>
*Mentre in tante parti del mondo tuona il cannone, farsi delle illusioni è follia, non [[Preparazione|prepararsi]] è delitto. Noi non ci illudiamo e ci prepariamo. (da ''Opera omnia'', vol. 29)
*{{NDR|Telegramma inviato ad [[Adolf Hitler]] successivo all'annessione dell'[[Austria]]}} Mio atteggiamento è determinato dall'amicizia tra i nostri due Paesi consacrata nell'Asse.<ref>Citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,1129_01_1938_0063_0001_16721757/ Il Duce a Hitler]'', ''La Stampa'', 14 marzo 1938.</ref>
*Molto spesso il [[Trento|Trentino]] impiega il suo dialetto, anche conversando con «regnicoli» che parlano italiano. Alcuni difetti di pronuncia ci spiegano questa specie di boicottaggio dell'italiano. Il Trentino pronuncia la ''u'', come i lombardi e i francesi, la ''s'' strisciante, aspra; le doppie, come può. ''Ferro'' diventa ''fero'' e ''querela'' aggiunge una ''l''. Non insisto, per non sembrare pedante. Del resto nessuna regione d'Italia può vantarsi di parlare l'italiano vero: neppure i toscani, specie i fiorentini, colle loro aspiranti... teutoniche. L'italiano trentino si mantiene abbastanza puro data la vicinanza col confine linguistico.<ref>Da ''Il Trentino visto da un socialista'', con uno scritto di Franco Cardini, La Finestra , Trento, 2003, pp. 101-102. ISBN 88-88097-29-05</ref>
*Mutevolissimo è lo spirito degli [[italiani]]. Quando io non sarò più, sono sicuro che gli storici e gli psicologi si chiederanno come un uomo abbia potuto trascinarsi dietro per vent'anni un popolo come l'italiano. Se non avessi fatto altro basterebbe questo capolavoro per non essere seppellito nell'oblio. Altri forse potrà dominare col ferro e col fuoco, non col consenso come ho fatto io. La mia dittatura è stata assai più lieve che non certe democrazie in cui imperano le plutocrazie. Il fascismo ha avuto più morti dei suoi avversari e il 25 luglio al confino non c'erano più di trenta persone. [...] Quando si scrive che noi siamo la guardia bianca della [[borghesia]], si afferma la più spudorata delle menzogne. Io ho difeso, e lo affermo con piena coscienza, il progresso dei [[lavoro|lavoratori]]. [...] Tra le cause principali del tracollo del fascismo io pongo la lotta sorda e implacabile di taluni gruppi industriali e finanziari, che nel loro folle egoismo temevano ed odiano il fascismo come il peggior nemico dei loro inumani interessi. [...] Devo dire per ragioni di giustizia che il [[Capitale (economia)|capitale]] italiano, quello legittimo, che si regge con la capacità delle sue imprese, ha sempre compreso le esigenze sociali, anche quando doveva allungare il collo per far fronte ai nuovi patti di lavoro. L'umile gente del lavoro mi ha sempre amato e mi ama ancora. (da ''Opera omnia'', vol. 32, pp. 170-171)<ref>Erroneamente, si indica spesso come fonte di questa citazione un falso testamento di Mussolini, a volte definito "politico", diffuso in rete e composto da brani riportati in un ordine totalmente arbitrario e con omissioni non segnalate; si noti, a titolo di esempio, come l'incipit di tale falso testamento si ritrovi a pagina 182 del 32esimo volume dell'''Opera omnia'', mentre la sua conclusione sia a pagina 181.</ref>
*{{NDR|Alludendo alla diversabilità di [[Franklin Delano Roosevelt]]}} Nella storia non si è mai visto un popolo retto da un paralitico. Si sono avuti Re calvi, Re grossi, Re belli e magari stupidi, ma mai Re che per andare al gabinetto, al bagno o a tavola avessero bisogno d'essere retti da altri uomini. (28 maggio 1941, citato in G. Ciano, ''Diario 1937-1943'', Rizzoli, 1980, p. 517)
*Niente c'è di definitivo nel mondo, ma le cose meno definitive di questo mondo sono le vittorie elettorali. (da ''Scritti e discorsi'', vol. II, p. 44)
*{{NDR|Sul [[Germania|popolo tedesco]]}} Noi possiamo guardare con un sovrano disprezzo talune dottrine d'oltralpe, di gente che ignorava la scrittura con la quale tramandare i documenti della propria vita, in un tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio ed Augusto.<ref>Dal discorso di Bari, 6 settembre 1934. ([http://www.youtube.com/watch?v=j3ClvAk-0sw Link Youtube])</ref>
*Non c'è dubbio che, dopo il Concordato del Laterano, non tutte le voci, che si sono levate nel campo cattolico, erano intonate. Taluni hanno cominciato a fare il processo al Risorgimento; altri ha trovato che la statua di [[Giordano Bruno]] a Roma è quasi offensiva. Bisogna che io dichiari che la statua di Giordano Bruno, malinconica come il destino di questo frate, resterà dov'è? È vero che, quando fu collocata in Campo di Fiori, ci furono delle proteste violentissime; perfino Ruggero Bonghi era contrario e fu fischiato dagli studenti di Roma; ma, oramai, ho l'impressione che parrebbe di incrudelire contro questo filosofo, che, se errò e persisté nell'errore, pagò. Naturalmente, non è nemmeno il caso di pensare che il monumento a [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] sul Gianicolo possa avere una ubicazione diversa.<ref>Dal discorso alla Camera, 13 maggio 1929, citato in Corrado Marvasi, ''I disaccordi nei rapporti personali fra coniugi nel diritto vivente'', Maggioli editore, 2011.</ref>
*Oggi non ci sono più italiani di ponente o di levante, del continente o delle isole: ci sono soltanto degli italiani. (21 settembre 1938; da ''Opera omnia'', vol. 29, p. 156)
*O il governo accetta questa necessità, o il proletariato saprà imporgliela con tutti i mezzi: è giunta l'ora delle grandi responsabilità. Il proletariato italiano permetterà dunque che lo si conduca al macello ancora una volta ? Noi non lo pensiamo, ma occorre muoversi, agire, non perdere tempo, mobilitare le nostre forze: sorga dai circoli politici, dalle organizzazioni economiche, dai comuni, dalle province dove il nostro partito ha i suoi rappresentanti, dalle moltitudini profonde del proletariato, un solo grido e sia ripetuto per le piazze e le strade d'Italia: abbasso la [[prima guerra mondiale|guerra]]. E venuto il giorno per il proletariato italiano di tener fede alla vecchia parola d'ordine: non un uomo, non un soldo per la guerra a qualunque costo. (da ''Abbasso la guerra'', ''Avanti!'', 1914<ref>All'inizio della prima guerra mondiale; citato in Luciano Canfora, ''1914'', Sellerio editore, 2006, p. 139.</ref>)
*Quando mancasse il [[consenso]], c'è la [[forza]]. Per tutti i provvedimenti anche i più duri che il Governo prenderà, metteremo i cittadini davanti a questo dilemma: o accettarli per alto spirito di patriottismo o subirli. (7 marzo 1923, da ''Scritti e discorsi'', vol. III, p. 82)
*Quella che chiamiamo «vita» non è che un quasi impercettibile «punto» fra due eternità, quella di prima e quella di dopo. — Confortante pensiero. (da ''Pensieri pontini e sardi'' n.º 4; citato ne ''La domenica di Repubblica'', 22 luglio 2007, p. 36)
*{{NDR|[[Franklin D. Roosevelt]]}} Quella sinistra figura. (citato in Piero Baroni, ''8 settembre 1943: il tradimento!'', p. 44)
*{{NDR|Sul [[nazismo]]}} Razzismo al cento per cento. Contro tutto e contro tutti: ieri contro la civiltà cristiana, oggi contro la civiltà latina; domani, chissà, contro la civiltà di tutto il mondo! (da ''Teutonica'', ''Il Popolo d'Italia'', 26 maggio 1934)
*Regimi [[democrazia|democratici]] possono essere definiti quelli nei quali, di tanto in tanto, si dà al popolo l'illusione di essere sovrano, mentre la vera effettiva sovranità sta in altre forze talora irresponsabili e segrete. La democrazia è un regime senza re, ma con moltissimi re talora più esclusivi, tirannici e rovinosi che un solo re che sia tiranno. (da ''La dottrina del fascismo'', con Luigi Contu, Hoepli, 1936)
*{{NDR|Telegramma al prefetto di Torino riferendosi a [[Piero Gobetti]]}} Rendere nuovamente difficile vita questo insulso oppositore governo e fascismo.<ref>Citato in Bruno Quaranta, ''[https://www.repubblica.it/cultura/2021/06/19/news/piero_gobetti_un_intellettuale_di_penna_e_spada-306667075/?ref=RHTP-VS-I287621970-P13-S4-L Piero Gobetti. Un intellettuale di penna e spada]'', ''Repubblica.it'', 18 giugno 2021.</ref>
*Ripetiamo che la parola fascista comprende anche gli Arditi e i Volontari di guerra, poiché le tre associazioni sono distinte nella forma, ma fuse e confuse nella sostanza: si tratta di tre corpi e di un'anima sola. Ora, il blocco fascista [...] potrà anche chiamarsi il blocco delle «teste di ferro». (da ''Scritti e discorsi'', vol. II, p. 39)
*Sarei grandemente ingenuo se chiedessi di essere lasciato in pace dopo morto. Attorno alle tombe dei Capi di quelle grandi trasformazioni, che si chiamano rivoluzioni, non ci può essere pace; ma tutto quello che fu fatto non potrà essere cancellato. Mentre il mio spirito, ormai liberato dalla materia, vivrà, dopo la piccola vita terrena, la vita immortale e universale di Dio. Non ho che un desiderio, quello di essere sepolto accanto ai miei nel cimitero di San Cassiano. (da ''Vita di Arnaldo'', a cura di Gian Guglielmo Rebora, Edizioni FPE, Milano, 1966)
*Se Dio esiste, gli do due minuti per fulminarmi. (citato in [[Indro Montanelli]], ''Storia d'Italia'')
*Se la [[libertà]] dev'essere l'attributo dell'uomo reale, e non di quell'astratto fantoccio a cui pensava il liberalismo individualistico, il Fascismo è per la libertà. È per la sola libertà che possa essere una cosa seria, la libertà dello Stato e dell'individuo nello Stato. (dalla voce "Fascismo" redatta per l'Enciclopedia Treccani, 1932<ref>Tale voce fu presumibilmente scritta con la collaborazione di [[Giovanni Gentile]]</ref>; da ''Scritti e discorsi'', vol. VIII, p. 71)
*Se le [[operaio|masse lavoratrici]] rimangono in uno stato di miseria e di abbrutimento, non v'è grandezza di popolo, né dentro, né oltre i confini della Patria. (da ''Discorso da ascoltare'', ''Il Popolo d'Italia'', 1° maggio 1919)
*Secondo le norme elementari dell'economia, fra massa di beni reali e massa di beni simbolici, ci dovrebbe essere un rapporto di equilibrio. Quando aumentano i beni simbolici – carta valuta – e diminuiscono gli altri, si ha il fenomeno dell'inflazione cartacea, con relative conseguenze tangibili a chiunque. (''Il Popolo d'Italia'', 8 dicembre 1920)<ref>Citato in Federico Lordi, [https://www.lintellettualedissidente.it/cartucce/draghi-mario-euro-storia/ ''A chi conviene seppellire la storia?''], ''L'intellettuale dissidente'',11 maggio 2019.</ref>
*Senza sforzo, senza sacrifìcio e senza sangue nulla si conquista nella storia. (da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 444)
*So che a casa vostra siete dei buoni padri di famiglia, ma qui voi non sarete mai abbastanza ladri, assassini e stupratori. (ai soldati della Seconda Armata in Dalmazia, 1943; citato in ''Fascist Legacy'', documentario BBC sui crimini di guerra italiani, diretto da Ken Kyrby)
*Solo dall'armonia costituita dai tre principi, capitale, tecnica, lavoro, vengono le sorgenti della [[fortuna]]. (da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 350)
*{{NDR|Alla notizia dell'attacco dei bombardieri inglesi in Campania}} Sono lieto che Napoli abbia delle notti così severe. La razza diventerà più dura. La guerra farà dei napoletani un popolo nordico.<ref>Citato in [[Paolo Alatri]], ''[https://books.google.it/books?id=kUIcAAAAMAAJ Le origini del fascismo]'', Editori Riuniti, 1956, p. 349</ref>
*Sono pentito di aver dato 30 mila lire a quella p.....a della [[Paola Borboni|Borboni]], antipatica e odiosa. Per poi fare di queste belle produzioni. Il teatro francese è porco, però lei che è una v...a sceglie naturalmente le peggiori. E noi paghiamo per due di queste belle commedie. Mi viene l'anemia cerebrale. Credi, la prima e unica volta che ho visto la Borboni mi ha fatto l'effetto della scabbia, sì, proprio un senso di schifo. Venne da me con un lungo velo nero, il viso semicoperto, funereo. Sai come io detesti tutto ciò che è macabro e triste. Sono pentito d'averla aiutata, non corrisponde in nulla.<ref>Dalla lettera a Claretta Petacci, 26 ottobre 1937; citato in Claretta Petacci, ''Mussolini segreto. {{small|Diari 1932-1938}}'', a cura di Mauro Suttora, Rizzoli, Milano, 2010, p. [https://books.google.it/books?id=cmjbnVFcvw8C&pg=PT67 67]. ISBN 9788858601501</ref>
*{{NDR|Sul [[Trentino|Dialetto trentino]]}} Sono tuttavia visibili ancora le tracce di questa infiltrazione tedesca. Il vocativo frequentissimo ''toi'' o ''tei'' deve provenire dal tedesco ''du''. I residui del tedeschismo nel dialetto trentino vanno scomparendo e il dialetto stesso s'italianizza nelle sue parole e nelle sue costruzioni. Già trent'anni fa il Malfatti notava che le parole tedesche ''grobian'', ''fraila'', ''pinter'', ''tissler'' cadevano in disuso e cedevano il posto alle parole italiane ''vilan'', ''siorata'', ''botar'', ''marangon''. Questo processo eliminatore dei tedeschismi continua.<ref>Da ''Il Trentino visto da un socialista'', con uno scritto di Franco Cardini, La Finestra , Trento, 2003, p. 101. ISBN 88-88097-29-05</ref>
*Tutte le leggi umane, non quelle divine, sono il risultato di uno sforzo di uomini. Altri uomini vengono, modificano, aboliscono, perfezionano. Non ci vuole nulla ad abolire. Distruggere è facile, ma ricostruire è difficile. (1924, da ''Scritti e discorsi'', vol. IV, p. 297-298)
*{{NDR|[[Italo Balbo|Balbo]]}} Un bell'alpino, un grande aviatore, un autentico rivoluzionario. Il solo che sarebbe stato capace di uccidermi. (citato in [[Enzo Biagi]], ''Storia del fascismo'', Sadea-Della Volpe, 1964)
*Un grande [[popolo]] è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia. (dall'annuncio della dichiarazione di guerra, 10 giugno 1940)
*{{NDR|Gli [[Inghilterra|inglesi]]}} Un popolo che pensa col culo. (citato in [[Galeazzo Ciano]], ''Diario, 1937-1943'', Rizzoli, 1980, 14 settembre 1937)
*Un'[[idea]] è al tramonto, quando non trova più nessuno capace di difenderla anche a prezzo della vita. (da ''Scritti e discorsi'', vol. I, p. 257)
*{{NDR|Gli [[Italia|italiani]]}} Un popolo di santi, di eroi e di navigatori.<ref>Citato in [[Roberto Gervaso]], ''Il dito nell'occhio. {{small|Interviste coi contemporanei}}'', Rusconi, Milano, 1977, p. 25.</ref>
*{{NDR|Destituendo [[Guido Buffarini Guidi|Buffarini Guidi]] ministro degl'Interni il 21 febbraio 1945}} Un uomo che ha molti meriti ma è odiato da tutti, antifascisti e fascisti: è odiato persino più di me. (citato in [[Indro Montanelli e Mario Cervi]], ''L'Italia della guerra civile (8 settembre 1943 – 9 maggio 1946)'', Rizzoli, Milano, 2001, p. 271)
*Vado verso il popolo e sono col popolo per comunione di intenti e di spirito. (da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 132)
{{int|Intervista di [[Emil Ludwig]], 1932}}
*A tavola noi ragazzi sedevamo in tre reparti. Io dovevo sempre sedere in fondo e mangiare coi più poveri. Potrei forse dimenticare le formiche nel pane della terza classe. Ma che noi bambini fossimo divisi in classi, mi brucia ancora nell'anima!<ref name=ludw/>
*Chi marcia non si diminuisce [...] ma si moltiplica attraverso tutti quelli che marciano con lui.<ref name=ludw/>
*Con la [[libertà di stampa]] i giornali pubblicano solo ciò che vogliono veder stampato le grandi industrie o le banche, le quali pagano il giornale.<ref name=ludw/>
*Gli uomini possono pregare Dio in molti modi. Si deve lasciare assolutamente a ciascuno il proprio modo. {{NDR|passo eliminato dalla censura}}<ref name=ludw/>
*In ogni [[anarchia|anarchico]] sta dentro un dittatore fallito.<ref name=ludw/>
*L'interesse del popolo è una cosa drammatica. In quanto io lo servo, moltiplico la mia vita.<ref name=ludw/>
*La [[donna]] deve obbedire. [...] Essa è analitica, non sintetica. Ha forse mai fatto dell'architettura in tutti questi secoli? Le dica di costruirmi una capanna, non dico un tempio! Non lo può! Essa è estranea all'architettura, che è la sintesi di tutte le arti, e ciò è un simbolo del suo destino. La mia opinione della sua parte nello Stato è in opposizione ad ogni femminismo. Naturalmente essa non dev'essere una schiava, ma se io le concedessi il diritto elettorale, mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare.<ref name=ludw>Citato in [[Emil Ludwig]], ''Colloqui con Mussolini'', traduzione di Tomaso Gnoli, Mondadori, 2000.</ref>
*La gente oggi non vuol governare; essa vuole esser governata, e avere la sua pace. Se fossero di più i grandi uomini di stato in Europa, ci sarebbero meno partiti.<ref name=ludw/>
*La [[massa]] ama gli uomini forti. La massa è donna.<ref name="biagi88">Citato in [[Enzo Biagi]], ''Amori'', Rizzoli, Milano, 1988, p. 139. ISBN 88-17-85139-6</ref>
*La massa per me non è altro che un [[gregge]] di pecore, finché non è organizzata. Non sono affatto contro di essa. Soltanto nego che essa possa governarsi da sé. Ma se la si conduce, bisogna reggerla con due redini: entusiasmo e interesse. Chi si serve solo di uno dei due, corre pericolo.<ref name=ludw/>
*Non posso avere amici, non ne ho. Ma non ne sento la mancanza.<ref name=biagi88/>
*Ogni [[rivoluzione|rivoluzionario]] a un certo momento diventa [[conservatorismo|conservatore]].<ref name=biagi88/>
*Razza: questo è un sentimento, non una realtà. Il 95% è sentimento. [...] L'orgoglio nazionale non ha affatto bisogno dei deliri di razza.<ref name=ludw/>
*So [...] ciò che si pubblica: che sono sorvegliato da mille poliziotti e che dormo ogni notte in un luogo diverso. Lo so. Ma io dormo ogni notte nella Villa Torlonia, e vado in auto e cavalco quando e dove mi piace. Se dovessi pensare alla mia sicurezza, mi sentirei umiliato.<ref name=ludw/>
{{Int|Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,1/articleid,0029_01_1936_0117_0001_16416095/ L'intervista del Matin]''|Da un'intervista del ''Matin'', riportato in ''La Stampa'', 16 maggio 1936.}}
*Nessuno al mondo può dubitare che il [[Italia|Popolo italiano]] non sia volto verso una pace di cui ha bisogno per completare l'opera intrapresa. Esso vuole la pace e vuole lavorare per la pace.
*Se si tentasse di carpirci i frutti di una vittoria pagata con tanti sacrifici ci si troverebbe in piedi pronti ad ogni resistenza.
*Oggi l'[[Etiopia]] è irrevocabilmente, integralmente, unicamente italiana.
*Irrevocabile, ripetetelo, ripetetelo ancora. Occorre che l'Europa intera intenda queste parole, questo grido di tutto un popolo che ha voluto il suo Impero e che saprà, se domani fosse necessario, difenderlo con tutto il suo coraggio e tutte le sue forze.
===Citazioni tratte dalle lettere===
===Citazioni tratte dai discorsi===
*Bisogna che non appena questa gente tenterà di sbarcare, sia congelata su questa linea che i marinai chiamano del bagnasciuga. (Discorso del 24 giugno 1943 al Direttorio del Partito nazionale fascista)
*Bisogna porsi delle [[meta|mète]] per avere il coraggio di raggiungerle. (Milano, 28 ottobre 1925; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 163)
*Bisogna volere, fortemente volere!<ref>Questa prima frase non è originale, vedi [[Prospero Padoa]], ''Intorno ai governi rappresentativi'', 1859: "Bisogna durare ne' virili propositi, bisogna volere e fortemente volere, ed essere parati sempre e spiare e cogliere tutte le opportunità". Confronta anche [[Vittorio Alfieri]]: "Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli".</ref> Solo con questa potenza di volontà potremo superare ogni ostacolo. Dobbiamo essere pronti a tutti i sacrifici. (Milano, 2 aprile 1923; da ''Scritti e discorsi'', vol. III, p. 99)
*Noi non daremo un solo minuto di tregua al partito socialista, sino a quando non la smetterà di parlare di comunismo, di dittatura, di Russia. Come si può disarmare dalla lotta contro un partito di vigliacchi e di mistificatori che, dopo tutto quel po' po' di roba riferita dai missionari italiani reduci dalla Russia, ha ancora la faccia tosta di invitare le masse a inneggiare al bolscevismo nella ricorrenza dell'anniversario del colpo di Stato di Lenin? Complessivamente sono state giustiziate a Mosca in un mese 1182 persone. E noi non dovremmo combattere - sino all'ultimo sangue - contro l'abietto partito che si propone di mascherare l'Italia alla moda di Lenin? Contro un partito che pratica, quando può, l'insurrezione, i mezzi blandi non contano: ci vogliono i nostri. È una dura, spietata, implacabile battaglia quella che abbiamo impegnato, buttando tutto nella posta in giuoco. (discorso tenuto il 6 novembre 1920)<ref>https://www.repubblica.it/cultura/2022/01/09/news/ezio_mauro_racconta_le_cronache_della_marcia_su_roma_gennaio_1922-333201810/</ref>
*Camicie Nere della Rivoluzione, uomini e donne di tutta Italia! Una tappa del nostro cammino è raggiunta. Continuiamo a marciare nella pace per i còmpiti che ci aspettano domani e che fronteggeremo col nostro coraggio, con la nostra fede, con la nostra volontà. Viva l'Italia! (dal discorso tenuto il 5 maggio 1936)
*Camminare, costruire e, se necessario, combattere e vincere! (Roma, Piazza Venezia, 28 ottobre 1932; dal discorso in occasione del decennale della [[Marcia su Roma]])
*Chi non è con noi è contro di noi. (Teatro Costanzi, Roma, 24 marzo 1924; da ''Scritti e discorsi'', vol. IV, p. 81)
*D'altra parte è pacifico, oramai, che sul terreno della violenza le masse operaie saranno battute [...]. Le masse operaie sono naturalmente, oserei dire santamente, pacifondaie, perché rappresentano sempre le riserve statiche della società umana, mentre il rischio, il pericolo, il gusto dell'avventura sono stati sempre il compito, il privilegio delle piccole aristocrazie. E allora, o [[socialisti]], se voi convenite e ammettete e confessate che su questo terreno noi vi batteremo, allora dovete concludere che avete sbagliato strada. (dal primo discorso alla Camera, 21 giugno 1921)
*Desidero rivolgere un elogio alla gente di Puglia perché è feconda e crede coi fatti nell'unico primato che veramente conta nella vicenda e nella lotta dei popoli: il primato dei figli, il primato della vita. (Lecce, 7 settembre 1934; da ''Opera omnia'', vol. 26)
*Dissi che avremmo spezzato le reni al Negus. Ora, con la stessa certezza assoluta, ripeto assoluta, vi dico che spezzeremo le reni alla Grecia. (Discorso del 18 novembre 1940 dal balcone di Palazzo Venezia)
*Dodici anni della mia vita di partito {{NDR|[[socialismo|socialista]]}} sono o dovrebbero essere una sufficiente garanzia della mia fede socialista. Il socialismo è qualche cosa che si radica nel sangue. Quello che mi divide ora da voi non è una piccola questione, è una grande questione che divide il socialismo tutto. (Teatro del popolo, Milano, 24 novembre 1914; da ''II Popolo d'Italia'', n. 11, 25 novembre 1914 – anche in ''Scritti e discorsi''<ref>Pronunciato al teatro del popolo di Milano, la sera del 24 novembre 1914, durante l'assemblea della sezione socialista milanese che decreta l'espulsione di Benito Mussolini dal partito socialista ufficiale.</ref>)
*Dopo la [[Roma]] dei Cesari, dopo quella dei Papi, c'è oggi una Roma, quella fascista, la quale con la simultaneità dell'antico e del moderno, si impone all'ammirazione del mondo. (18 aprile 1934; da ''Opera omnia'', vol. 26)
*Durante i trenta secoli della sua storia, l'Italia ha vissuto molte ore memorabili, ma questa è certamente una delle più solenni.<br/>Annuncio al popolo italiano che la guerra è finita. Annuncio al popolo italiano e al mondo che la pace è ristabilita. (dal discorso tenuto il 5 maggio 1936)
*È l'[[aratro]] che traccia il solco, ma è la [[spada]] che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori. (dal discorso per l'inaugurazione della Provincia di Littoria, 18 dicembre 1934; da ''Scritti e discorsi'', vol. IX, p. 154)
*È questa un'altra giornata di decisioni solenni nella storia d'Italia e di memorabili eventi, destinati ad imprimere un nuovo corso nella storia dei continenti. (dall'annuncio della dichiarazione di guerra agli Stati Uniti, Palazzo Venezia, Roma, 11 dicembre 1941; da ''Opera omnia'', vol. 30)
*Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto [...]. Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa soggezione a delinquere! [...] Il governo è abbastanza forte per stroncare definitivamente la secessione dell'Aventino. (dal discorso alla Camera, 3 gennaio 1925<ref>Citato in Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto, ''Il mondo contemporaneo. {{small|Dal 1848 a oggi}}'', Laterza, Roma, 2008, p. 332. ISBN 978-88-420-8741-0</ref>)
*Fermarsi è male; fermarsi significa retrocedere. (Piazza De Ferrari, Genova, 24 maggio 1926; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 342)
*Il concetto di [[libertà]] non è assoluto perché nulla nella vita vi è di assoluto. La libertà non è un diritto: è un dovere. Non è una elargizione: è una conquista; non è un'uguaglianza; è un privilegio. Il concetto di libertà muta col passare del tempo. C'è una libertà in tempo di pace che non è più la libertà in tempo di guerra. C'è una libertà in tempo di ricchezza che non può essere concessa in tempo di miseria. (Teatro Costanzi, Roma, 24 marzo 1924; da ''La nuova politica dell'Italia: Volume 3'', Alpes, 1925, p. 31)
*Il [[contadino]] deve rimanere fedele alla terra, dev'essere orgoglioso di essere contadino, fiero di lavorare il suo campo, né cercare altrove una vita più facile perché una vita più facile non esiste. (Sala Regia, Palazzo Venezia, Roma, 27 ottobre 1937, da ''Scritti e discorsi di Benito Mussolini dal novembre 1936 al maggio 1938'', Ulrico Hoepli Editore, Milano, 1938)
*Il fascismo stabilisce l'uguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro e di fronte alla nazione. (Milano, 6 ottobre 1934; da ''Opera omnia'', vol. 26)
*Il fascismo è tutto il popolo italiano. (Palazzo Municipale di Vercelli, 28 settembre 1925; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 136)
*Il [[libro]] ha qualche volta il valore di una ambasciata. (dal discorso alla Società Italiana degli Autori, Roma, 1° agosto 1926; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 375)
*Il pittoresco ci ha fregati per tre secoli. (dal discorso al consiglio nazionale del PNF, 25 ottobre 1938; da ''Opera omnia'', vol. 29)
*Il [[italiani|popolo italiano]] ha creato col suo sangue l'impero. Lo feconderà col suo [[lavoro]] e lo difenderà contro chiunque con le sue armi. (dal [[s:Italia - 9 maggio 1936, Discorso di proclamazione dell'Impero|discorso di proclamazione dell'impero]], 9 maggio 1936)
*Il problema di scottante attualità è quello [[Razzismo|razziale]]. Anche in questo campo noi adotteremo le soluzioni necessarie. Coloro i quali fanno credere che noi abbiamo obbedito a imitazioni, o peggio, a suggestioni, sono dei poveri deficienti ai quali non sappiamo se dirigere il nostro disprezzo o la nostra pietà. Il problema razziale non è scoppiato all'improvviso, come pensano coloro i quali sono abituati ai bruschi risvegli, perché sono abituati ai lunghi sonni poltroni: è in relazione con la conquista dell'impero, poiché la storia ci insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono col prestigio. E per il prestigio occorre una chiara, severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze ma delle superiorità nettissime. (dal discorso a Trieste, 19 settembre 1938)<ref>Riportato su ''[https://www.archivioluce.com/2019/09/18/il-discorso-di-trieste/ Archivio Luce''.</ref>
*Il solo pensiero di una famiglia [[povertà|senza il necessario]] per vivere, mi dà un'acuta sofferenza fisica. Io so, per averlo provato, che cosa vuol dire la casa deserta ed il desco nudo. (Torino, 23 ottobre 1932; citato in ''Scritti e discorsi'')
*Io amo piuttosto di pensare a quello che faremo nel decennio prossimo. Del resto basta guardarsi attorno, per convincersi che il nostro consuntivo è semplicemente immenso. (dal rapporto tenuto alle gerarchie del Regime, 17 ottobre 1932)
*L'Europa sarà dominata dalla Germania. Gli stati vinti saranno vere e proprie colonie. Gli stati associati saranno province confederate. Tra queste la più importante è l'Italia. Bisogna accettare questo stato di cose perché ogni tentativo di reazione ci farebbe declassare dalla condizione di provincia confederata a quella ben peggiore di colonia. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*L'Italia fascista può, se sarà necessario, portare oltre il suo tricolore. Abbassarlo mai! (Parlamento, 5 febbraio 1926; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 269)
*L'Italia ha finalmente il suo impero. Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del Littorio romano, perché questa è la meta verso la quale durante quattordici anni furono sollecitate le energie prorompenti e disciplinate delle giovani, gagliarde generazioni italiane. Impero di pace, perché l'Italia vuole la pace per sé e per tutti e si decide alla guerra soltanto quando vi è forzata da imperiose, incoercibili necessità di vita. Impero di civiltà e di umanità per tutte le popolazioni dell'Etiopia. Questo è nella tradizione di Roma, che, dopo aver vinto, associava i popoli al suo destino. (dal discorso di proclamazione dell'impero, 9 maggio 1936)
*La [[lotta]] è l'origine di tutte le cose perché la vita è tutta piena di contrasti. (Teatro Rossetti, Trieste, 20 settembre 1920; da ''Scritti e discorsi'', vol. II, 99)
*La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: [[vincere]]! E vinceremo, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo. (dall'[[s:Italia - 10 giugno 1940, Annuncio della dichiarazione di guerra|annuncio della dichiarazione di guerra]], 10 giugno 1940)
*La Sicilia è fascista fino al midollo. (Palermo, 20 agosto 1937; da ''Opera omnia'', vol. 28)
*La [[stampa]] più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime; è libero perché, nell'ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione. (Palazzo Chigi, 10 ottobre 1928; da ''Scritti e discorsi'', vol. VI, 250-251)
*La storia ci dice che la [[guerra]] è il fenomeno che accompagna lo sviluppo dell'umanità. Forse è il destino tragico che pesa su l'uomo. La guerra sta all'uomo, come la maternità alla donna. (dal discorso al Parlamento, 26 maggio 1934; da ''Scritti e discorsi'', vol. IX, p. 98)
*Là dove si è voluto esasperare ancora di più il [[capitalismo]], facendone un capitalismo di Stato, la miseria è semplicemente spaventosa. (dal rapporto tenuto alle gerarchie del Regime, il 17 ottobre 1932, davanti a 25.000 adunati)
*Lo schieramento è ormai completo. Da una parte Roma, Berlino, Tokio; dall'altra Londra, Washington, Mosca. Nemmeno il più lontano dubbio ci sfiora circa l'esito di questa immane battaglia: noi vinceremo. Vinceremo perché la storia dice che i popoli i quali rappresentano le idee del passato devono perdere dinnanzi ai popoli che rappresentano le idee dell'avvenire. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*Nella nuova organizzazione io voglio sparire, perché voi dovete guarire del mio male e camminare da voi. (Teatro Augusteo, Roma, 7 novembre 1921; da ''Scritti e discorsi'', vol. II, p. 206)
*Nessuno ha potuto fermarci.<ref>Come nota Massimo Cardillo in ''Il duce in moviola: politica e divismo nei cinegiornali e documentari'', Edizioni Dedalo, questa prima frase non è rintracciabile nelle registrazioni audio del discorso, mentre appare nelle trascrizioni successive.</ref> Nessuno ci fermerà. (Udine, 20 settembre 1938; da ''Opera omnia'', vol. 29)
*Nessuno pensi di piegarci senza avere prima duramente combattuto. Un [[popolo]] geloso del suo onore non può usare linguaggio, né avere atteggiamento diverso! (dal discorso tenuto in occasione dell'adunata generale delle forze del Regime il 2 ottobre 1935)
*Neve e freddo vanno benissimo, così muoiono le mezze cartucce e si migliora questa mediocre razza italiana. Una delle principali ragioni per cui ho voluto il rimboschimento dell'Appennino è stata per rendere più fredda e nevosa l'Italia. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*Noi marceremo con la Germania per dare all'Europa quella pace con giustizia che è nel desiderio profondo di tutti i popoli. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*Noi, oggi, con l'inaugurazione ufficiale del nuovo comune di [[Latina|Littoria]], consideriamo compiuta la prima tappa del nostro cammino. Abbiamo, cioè, vinto la nostra prima battaglia.<br/>Sarà forse opportuno ricordare che una volta, per trovare lavoro, occorreva valicare le [[Alpi]] o traversare l'Oceano. Oggi la terra è qui, a mezz'ora soltanto da [[Roma]]. È qui che noi abbiamo conquistato una nuova provincia. È qui che abbiamo condotto e condurremo delle vere e proprie operazioni di [[guerra]]. È questa la guerra che noi preferiamo. Ma occorrerà che tutti ci lascino intenti al nostro lavoro. (dal discorso tenuto a [[Latina|Littoria]], dalla terrazza del Municipio, il 19 dicembre 1932)
*Noi tireremo diritto. (Palazzo Venezia, Roma, 8 settembre 1935; da ''Scritti e discorsi'', vol. IX, 215)
*Non è più permesso a nessuno di vivere su quello che fu fatto da altri prima di noi. Bisogna che noi creiamo. (Reggio Emilia, 30 ottobre 1926; da ''Scritti e discorsi'', vol. V, p. 454)
*Non possiamo dare la libertà a coloro che ne approfitterebbero per assassinarci. (Circolo rionale Sciesa, Milano, 4 ottobre 1922; da ''Scritti e discorsi'', vol. II, 333)
*{{NDR|Sulla [[seconda guerra mondiale]]}} Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione. È la lotta dei [[popolo|popoli]] poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutte le ricchezze e di tutto l'oro della terra. È la lotta dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto. È la lotta tra due secoli e due idee. (dall'annuncio della dichiarazione di guerra, 10 giugno 1940)
*Ricordate che oggi non ci sarebbe la marcia su Mosca, marcia che sarà infallibilmente vittoriosa, se vent'anni prima non ci fosse stata la [[marcia su Roma]], se primi tra i primi non avessimo alzata la bandiera dell'antibolscevismo. (da ''Storia – idee, fatti, protagonisti'', Vol. 3a, SEI)
*Rinunziare alla [[lotta]] significa rinunciare alla vita. (Palazzo Chigi, 20 dicembre 1923; da ''Scritti e discorsi'', vol. III, p. 290)
*Se è per fare onore alla vostra firma che il vostro governo ha dichiarato guerra alla Germania, voi {{NDR|Winston Churchill}} comprenderete che lo stesso senso d'onore e di rispetto agli impegni assunti col trattato italo-tedesco guidi oggi e domani la politica italiana di fronte a qualsiasi evento.<ref>Dalla lettera di risposta a quella del 16 maggio 1940 di [[Winston Churchill]], con la quale lo statista inglese, appena divenuto capo del governo in sostituzione di [[Neville Chamberlain]], invitava Mussolini a non schierarsi in guerra a fianco della Germania. Citato in Richard Lamb, ''Mussolini e gli inglesi'', Corbaccio, p. 409.</ref>
*Se veramente, cosa che io escludo sin da oggi, si meditasse, veramente, di soffocare la vita del Popolo Italiano in quel mare che fu il mare di Roma, ebbene si sappia che il Popolo Italiano balzerebbe come un solo uomo in piedi pronto al combattimento con una decisione che avrebbe rari precedenti nella storia. (Milano, 1° novembre 1936; da ''Scritti e discorsi'', vol. X)
*Temo più uno [[iettatura|iettatore]] di un antifascista.<ref>Citato in [[Roberto Gervaso]], ''Ve li racconto io'', Milano, Mondadori, 2006, p. 235. ISBN 88-04-54931-9</ref>
*Tutti i nodi furono tagliati dalla nostra spada lucente e la vittoria africana resta nella storia della patria, integra e pura, come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano. (dal discorso di proclamazione dell'impero, 9 maggio 1936)
*Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili. (dall'[[s:Italia - 10 giugno 1940, Annuncio della dichiarazione di guerra|annuncio della dichiarazione di guerra]], 10 giugno 1940)
*Venti milioni di italiani sono in questo momento raccolti nelle piazze di tutta Italia. È la più gigantesca dimostrazione che la storia del genere umano ricordi. (dall'annuncio radiofonico della dichiarazione di guerra all'Etiopia, 2 ottobre 1935)
===Attribuite===
*Che in Italia si faccia del razzismo e dell'antisemitismo è cosa tanto importante nella sua apparenza politica quanto priva di peso nella sua sostanza reale. La purità della razza in questo popolo sul quale sono passate tante invasioni e che ha assorbito tante genti dai quattro punti cardinali, e il pericolo semita in una Nazione come la nostra dove persino l'alta finanza, e persino se manovrata dagli ebrei, non può non diventare qualcosa di cattolico [...], sono evidentemente fandonie da lasciar scrivere a certi zelatori. Ma se le circostanze mi avessero portato a un asse Roma-Mosca anziché a un asse Roma-Berlino, avrei forse ammannito ai lavoratori italiani, intenti alla loro fatica con tanta alacrità e però con un distacco che i razzisti potrebbero chiamare mediterraneo, l'equivalente fandonia dell'etica stakanovista e della felicità in essa racchiusa.
:Riferito da Edvige Mussolini, ''Mio fratello Benito'', La Fenice, Firenze, 1957, p. 175.
*{{NDR|Su [[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]]}} È come un dente cariato: non c'è che da estirparlo o coprirlo d'oro.<ref>Riferito da Dino Provenzal, ''Fascismo e dannunzianesimo'', in "L'Italia che scrive", 29 novembre 1945, p. 8.</ref>
*Dio e Patria. Ogni altro affetto, ogni altro dovere vien dopo.
:È in realtà il primo precetto di un decalogo di [[Giovanni Giuriati]], pubblicato su ''Gioventù fascista'' il 20 settembre 1931.
*Il manifesto della razza poteva evitarsi. Si è trattato di una astruseria scientifica di alcuni docenti e giornalisti [...] C'è molta distanza da quanto io ho detto, scritto e firmato in materia. [...] Io ho sempre considerato il popolo italiano un mirabile prodotto di diverse fusioni etniche sulla base di una unitarietà geografica, economica e specialmente spirituale. È lo spirito che ha messo la nostra civiltà sulle strade del mondo. Uomini che avevano sangue diverso furono i portatori di un'unica splendida civiltà. Ecco perché io sono lontano dal mito di Rosenberg. Anche quella è una posizione da rettificare.
:Riferito da Bruno Spampanato, ''Contromemoriale'', C.E.N., Roma, 1974, vol. III, p. 638
*Maestà, vi porto l'Italia di Vittorio Veneto. (30 ottobre 1922)
:Secondo quanto riporta [[Antonio Spinosa]] in ''Mussolini: il fascino di un dittatore'', Mondadori, 1989, l'ossequio di Mussolini al re [[Vittorio Emanuele III]] non è mai stato pronunciato; Mussolini confidò al figlio che la frase era "un'invenzione storica a posteriori". [[Romano Bracalini]], in ''Il re vittorioso: la vita, il regno e l'esilio di Vittorio Emanuele III'', Feltrinelli, 1980, riporta la testimonianza di [[Rachele Guidi]], moglie di Mussolini: secondo la consorte, lui stesso ammetteva che la frase non era mai stata pronunciata, "è venuta fuori e gliel'hanno attribuita; gli era piaciuta e la lasciava correre".
*Ringrazia ogni giorno devotamente Dio, perché ti ha fatto Italiano e Fascista.
:Decimo precetto del decalogo di Giovanni Giuriati (v. sopra).
*Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi.
:{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è comunemente attribuita a Mussolini. Benito pronunciò realmente la citazione al termine di un discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista, citando «il vecchio combattitore». In realtà, la frase appartiene a [[Henri de la Rochejaquelein]] ed è stata pronunciata dopo la vittoria nella battaglia di Les Aubiers il 25 aprile 1793.<ref>Cfr. Antonello Capurso, Le frasi celebri nella storia d'Italia, Edizioni Mondadori, 2012, [http://books.google.it/books?id=yvQeJfDmY8MC&pg=PT258 p. 258]. ISBN 885203126X</ref>
*[[Dio]] stramaledica gli inglesi.
:Diverse fonti (per citarne alcune, Umberto Eco, ''Sulla letteratura'', Bompiani, 2003; [[Arrigo Petacco]], ''Come eravamo negli anni di guerra: cronaca e costume, 1940/1945'', Istituto geografico De Agostini, 1984; Marco Innocenti, ''L'Italia del 1945: come eravamo nell'anno in cui scoppiò la pace'', Mursia, 1994) indicano come coniatore della frase il giornalista [[Mario Appelius]]. Appelius, durante la Seconda guerra mondiale, fu radiocronista: alla radio italiana ripeteva di continuo tale motto.
*Siamo quelli che siamo.
:Motto del battaglione "Barbarigo", reparto di fanteria di marina della Xª Flottiglia MAS della Repubblica Sociale Italiana (1943-1945); è riportato sul gagliardetto<ref>Luca Villoresi, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/06/03/barbarigo-teschi-memorie.html Barbarigo teschi e memorie]'', ''la Repubblica'', 3 giugno 1994.</ref> e citato nell'[[s:Inno del battaglione "Barbarigo"|inno del battaglione]].
*Una calamità, nefasto per la religione: peggio di questo papa in questo periodo non poteva capitare... Tu non sai il male che fa alla Chiesa. Fa cose indegne. Come quella di dire che noi siamo simili ai semiti. Come, li abbiamo combattuti per secoli, li odiamo, e ora siamo come loro. Abbiamo lo stesso sangue! Ah! Credi, è nefasto.
:Sono le parole riportate a proposito di [[Pio XI]] in una lettera dell'8 ottobre 1938 all'amante Claretta Petacci. Fonte: Mauro Suttora, ''Pio XI fu assassinato dal padre di Claretta?'' edito nel «Sette – Corriere della Sera» n. 20 del 18 maggio 2012.
====[[Ultime parole]]====
*Ma... ma... ma, signor colonnello.<ref>Citato in Franco Bandini, ''Vita e morte segreta di Mussolini'', ''A. Mondadori'', 1978, p. 314.</ref>
*Mirate al cuore!<ref>Citato in Aldo Lampredi, ''Documento inedito sulla fine del Duce'', "L' Unità", 1972.</ref>
==''Preludio al Machiavelli''==
*Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione. Vi immaginate voi una guerra proclamata per ''[[referendum]]''? Il referendum va benissimo quando si tratta di scegliere il luogo più acconcio per collocare la fontana del villaggio, ma quando gli interessi supremi di un popolo sono in gioco, anche i Governi ultrademocratici si guardano bene dal rimetterli al giudizio del popolo stesso.
*Il [[popolo]] non fu mai definito. È una entità meramente astratta, come entità politica. Non si sa dove cominci esattamente, né dove finisca. L'aggettivo di sovrano applicato al popolo è una tragica burla. Il popolo tutto al più, delega, ma non può certo esercitare sovranità alcuna. I sistemi rappresentativi appartengono più alla meccanica che alla morale.
*L'individuo tende ad evadere continuamente. Tende a disubbidire alle leggi, a non pagare i tributi, a non fare la guerra. Pochi sono coloro – eroi o santi – che sacrificano il proprio io sull'altare dello Stato. Tutti gli altri sono in stato di rivolta potenziale contro lo Stato.
*Regimi esclusivamente consensuali non sono mai esistiti, non esistono, non esisteranno mai.
{{NDR|Benito Mussolini, ''Preludio al Machiavelli'', in ''Gerarchia'', aprile 1924 - anche in ''Scritti e discorsi'', vol. IV.}}
==''Memorie del commesso di Mussolini''==
*Sono andato da lui per la prima volta in borghese. Continuerà a vedermi così! <small>Rispondendo alla domanda: "Perché non va mai dal re in divisa?"</small>
*Fino a ieri ero espulso. Ora invece sono ospite! <small>Quando seppe che il governo svizzero voleva ospitarlo in occasione di una conferenza</small>
*E' bene che i primi a ridere delle storielle antifasciste siamo noi.
*[[Gabriele D'Annunzio|D'Annunzio]] gioca come un ragazzo. È un vecchio bambino che costa caro.
*L'ammirazione e la paura sono sempre un po' parenti.
*La pioggia può scolorirmi le parole, ma non le idee! <small>A chi gli disse che la pioggia poteva rovinargli le pagine del discorso pronunciato a Berlino nel 1937, in occasione della visita a Hitler</small>
*[[Emilio De Bono|De Bono]]: "Con la morte di [[Lenin]] abbiamo un avversario in meno". Mussolini: "No, abbiamo un immortale in più!"
*Le donne, prima di sposarle, bisogna provarle.
*Temo più uno iettatore che un antifascista!
*Se fossi sicuro di essere lo Stellone d'Italia, non esiterei a dichiarare guerra alla Germania oggi stesso: credo nei segni del destino!
*Ci vorrebbe una bella guerra per metterli a posto! <small>Vedendo un gruppo di studenti tirarsi i coriandoli durante le vacanze di Carnevale</small>
*Per governare gli italiani ci vogliono soprattutto due cose: i poliziotti e le musiche in piazza.
*Gli inglesi sono dei tedeschi che hanno viaggiato!
*Ricordatevi che bisogna odiare il nemico!
*Se gli italiani provassero un mese di governo di [[Stalin]], farebbero un vitalizio con Mussolini.
*Se la Russia non viene da noi, noi andremo verso la Russia.
*In Italia possiamo benissimo fare a meno di [[Alberto Rabagliati|Rabagliati]] e di [[Arturo Toscanini|Toscanini]]!
*Questa faccia di feto di [[Pietro Badoglio|Badoglio]]! Quante anticamere ha mai fatto! Se c'è un uomo che io ho aiutato, che ho coperto di onori e di denaro è stato lui, il responsabile di Caporetto... Si salvò perché era massone, e massone rimase tutta la vita!
*Io, io solo farò davvero il socialismo in Italia!
*Il gioco dell'Inghilterra è molto rischioso. La Russia non si lascerà facilmente ingabbiare. La responsabilità di questa guerra, del resto, contrariamente a quanto si crede, non ricade su di me. Un giorno, ad esempio, si saprà che la guerra in Spagna io l'ho fatta con l'appoggio inglese!
*Fa' il tuo dovere <small>Rispondendo al giudice Vecchini che gli chiedeva se era il caso di condannare a morte [[Galeazzo Ciano|Ciano]], nonostante fosse suo genero</small>
{{NDR|Quinto Navarra, ''Memorie del commesso di Mussolini'', Milano, Longanesi, II ed. 1983 - anche nella stessa opera, I. ed., 1946}}
==Citazioni su Benito Mussolini==
*A molte riprese, la politica italiana, l'incapacità militare dell'Italia cacciarono la Germania in difficoltà gravi e fatali, e tuttavia mai una parola d'impazienza o di offesa uscì dalle labbra veementi del [[Adolf Hitler|Führer]]. Perché Mussolini era un compagno di lotta. Era nato, anche lui, in mezzo ai poveri e aveva, anche lui, servito e sofferto sotto l'uniforme anonima del soldato delle trincee. Il parallelismo fra le loro due vite e le loro carriere colpiva Hitler che vi vedeva un simbolo. ([[Raymond Cartier]])
*A sei anni gli scrissi una lettera. "Caro duce io mi chiamo come te. Quando tu morirai – gli dissi – io prenderò il tuo posto". Mi rispose: "Stai tranquillo, io vivrò a lungo". ([[Benito Jacovitti]])
*Abbiamo in Italia il regime fascista, abbiamo a capo del fascismo Benito Mussolini, abbiamo una ideologia ufficiale in cui il "capo" è divinizzato, è dichiarato infallibile, è preconizzato organizzatore e ispiratore di un rinato Sacro Romano Impero [...] Conosciamo quel viso: conosciamo quel roteare degli occhi nelle orbite che nel passato dovevano, con la loro ferocia meccanica, far venire i vermi alla borghesia e oggi al proletariato. Conosciamo quel pugno sempre chiuso alla minaccia [...] Mussolini [...] è il tipo concentrato del piccolo borghese italiano, rabbioso, feroce impasto di tutti i detriti lasciati sul suolo nazionale da vari secoli di dominazione degli stranieri e dei preti: non poteva essere il capo del proletariato; divenne il dittatore della borghesia, che ama le facce feroci quando ridiventa borbonica, [...]. ([[Antonio Gramsci]])
*Alla [[Leda Rafanelli|Rafanelli]], che gli chiedeva se fosse sentimentalmente impegnato, {{NDR|Mussolini}} rispondeva di essere libero «come l'aria». Leda sapeva benissimo del suo rapporto con Rachele e non gliene fece mistero, ma Benito replicava giurandole e spergiurandole di non essere legato a nessuna. Le rivelava tuttavia l'esistenza di due donne che lo amavano «follemente». Ma egli non le voleva: «Una è troppo brutta, pur avendo un'anima nobile e generosa. L'altra è bella, ma ha l'anima subdola, avara, sordida anzi. È ebrea». Le fece i nomi: Angelica Balabanoff e Margherita Sarfatti. ([[Antonio Spinosa]])
*Aveva un'autentica paura per gli iettatori di cui vietava si pronunciasse il nome in suo cospetto. ([[Julius Evola]])
*Benito Mussolini, dopo una delle sue tante umilianti sconfitte, se la prese, come spesso faceva, con gli italiani imbelli. Coronò una figuraccia, l'impresa sciagurata di Grecia, con una stentore sciocchezza. Disse che sarebbe stato meglio per l'Italia avere meno statue nei suoi musei e più bandiere strappate al nemico. Per nostra fortuna, la storia non è un supermarket dove si possano scambiare statue e bandiere. Fosse così, dubito comunque che oggi qualcuno sarebbe disposto a rinunciare alla ''Primavera'' di Botticelli per i gagliardetti di qualche vittoriosa strage. ([[Giorgio Ruffolo]])
*Che attore comico sarebbe stato! Il più grande, altro che Sordi. Era un po' tutti noi messi insieme: Villaggio, Gassman, Verdone, Manfredi, Montesano. ([[Enrico Montesano]])
*Ci voleva tutta la stupidità di Mussolini per dire che l'[[Inghilterra]] è il nostro eterno nemico. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*Cosa avrebbe detto il povero [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], il profeta dell'idealismo democratico del diciannovesimo secolo, al suo connazionale Mussolini! ([[Jawaharlal Nehru]])
*Credo che l'istituzione mussoliniana di una terza via in alternativa al comunismo sia ancora attualissima. ([[Gianfranco Fini]])
*Da giovane, come si è detto, Mussolini era stato ferocemente anticlericale e perfino ateo, e non aveva nascosto questi suoi sentimenti, ma anzi li aveva ostentati, non senza manifestazioni clamorose e volgari. Ma una volta al governo, girò di 180 gradi. L'appoggio della Chiesa gli era prezioso per solidificare il suo potere, ed egli non esitò sia a manifestare opinioni personali lontanissime da quelle giovanili, sia a fare vistose concessioni politiche al Vaticano. ([[Paolo Alatri]])
*Dalla finestra della mia stanza ora vedo con il cannocchiale Mussolini: è anch'egli alla finestra, in maniche di camicia e si passa nervosamente il fazzoletto sulla fronte. Scherzi del destino! Trent'anni fa eravamo in carcere assieme [...] legati da un'amicizia che sembrava dover sfidare il tempo e le tempeste della vita. Oggi eccoci entrambi confinati nella stessa isola {{NDR|Ponza}}: io per decisione sua, egli per decisione del re […] Mussolini è oramai un vinto, è l'eroe dannunziano che, ruzzolato dal suo trono di cartapesta, morde la polvere. ([[Pietro Nenni]])
*Davanti al male era pauroso e trepido, non aveva più quella sicurezza delle sue qualità fisiche che in altre occasioni ostentava. Anche da giovanotto, quando faceva l'eversore e il rivoluzionario, aveva una gran paura delle malattie; gli amici di Forlì sapevano di questa sua debolezza, si divertivano a spaventarlo, chiedendogli quando lo incontravano: «Cos'hai professore, che sei così pallido?» E lui impallidiva davvero. ([[Paolo Monelli]])
*«Del resto,» aggiunse Lippolis, «vivessimo in un paese serio, Benito Mussolini sarebbe freddo cadavere da un pezzo. Eh: se indietreggio uccidetemi,» e rovesciò le mani con un gesto avvocatesco. ([[Beppe Fenoglio#Primavera di Bellezza|''Primavera di bellezza'']])
*Dobbiamo dire che siamo stati anche dall'altra parte nobilmente assecondati. E forse ci voleva anche un uomo come quello che la Provvidenza Ci ha fatto incontrare; un uomo che non avesse le preoccupazioni della scuola liberale, per gli uomini della quale tutte quelle leggi, tutti quegli ordinamenti, o piuttosto disordinamenti, tutte quelle leggi, diciamo, e tutti quei regolamenti erano altrettanti feticci e, proprio come i feticci, tanto più intangibili e venerandi quanto più brutti e deformi. ([[Papa Pio XI]])
*È un grande uomo, molto più grande di [[Stalin]]. ([[Emil Ludwig]])
*{{NDR|[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]}} è un personaggio da ridere e Mussolini era come lui! ([[Fidel Castro]])
*Egli non ha nulla di religioso, sdegna il problema come tale, non sopporta la lotta con il dubbio: ha bisogno di una fede per non doverci più pensare, per essere il braccio temporale di un'idea trascendente. Avrebbe potuto riuscire il duce di una Compagnia di Gesù, l'arma di un pontefice persecutore di eretici, con una sola idea in testa da ripetere e da far entrare "a suon di randellate" nei "crani refrattari". ([[Piero Gobetti]])
*Era il 1939, quando fui invitato a villa Torlonia per insegnare i colpi al Duce. Ricordo che un giorno gli proposi di perfezionare il rovescio e lui mi rispose citando scherzosamente uno dei suoi celebri motti: "Belardinelli, noi tireremo diritto". ([[Mario Belardinelli]])
*Fino alla fine Mussolini, quando si è trattato di intervenire in guerra, ha a lungo sfogliato la margherita. ([[Renzo De Felice]])
*Fra gli allievi di quegli anni Benito Mussolini gode di una reputazione molto discutibile nonostante sia entrato alla Scuola Normale già con la fama del "genio giovinetto" destinato a un grande futuro proprio in quel campo che i romagnoli di allora prediligevano sopra ogni altra cosa: la [[politica]]. ([[Chino Alessi]])
*Giorni fa è venuto a [[Napoli]] Mussolini e ha pronunciato un lungo discorso al "popolo", si dice che in quel discorso abbia dichiarato che entro il 1935 egli intende riformare radicalmente tutta la vita dell'Italia. "La grande [[Roma]] deve essere quella d'un tempo: il centro della cultura mondiale, e il Vaticano sarà il ghetto del cattolicesimo". Un giornale ha pubblicato questa frase, ma è stato subito sequestrato e trovarlo è impossibile. ([[Maksim Gor'kij]])
*Il Duce, per quanto si sentisse lo sforzo fisico, imprimeva alle sue frasi l'energia, con la quale egli aspirava al dominio delle masse [che stavano] ai suoi piedi; il Duce nuotava sempre nella corrente sonora della sua madrelingua, le si abbandonava con tutte le sue rivendicazioni territoriali, era un parlatore, anche quando scivolava dall'oratoria alla retorica, parlatore senza distorsioni, senza convulsioni. [[Adolf Hitler|Hitler]] al contrario voleva procedere patetico o beffardo – due toni tra i quali egli amava sempre oscillare – parlava, o piuttosto urlava, sempre convulsamente. Si può, anche nella più forte eccitazione, mantenere una certa dignità, una calma interiore, un'autoconsapevolezza, un sentimento di concordia tra sé e la propria comunità. Di questo mancò fin dall'inizio in poi il consapevole, l'esclusivo, l'essenziale retore, Hitler. ([[Victor Klemperer]])
*Il mussolinismo è [...] un risultato assai più grave del [[fascismo]] stesso perché ha confermato nel popolo l'abito cortigiano, lo scarso senso della propria responsabilità, il vezzo di attendere dal duce, dal domatore, dal deus ex machina la propria salvezza. ([[Piero Gobetti]])
*Il nostro Mussolini non è un socialista ordinario. Credetemi, lo vedremo forse un giorno alla testa di un battaglione sacro salutare con la spada la bandiera italiana. È un italiano del XV secolo. Un condottiero. ([[Georges Eugène Sorel]])
*Il più grande statista del secolo. Se vivesse oggi garantirebbe la libertà degli italiani. ([[Gianfranco Fini]])
*Io non mi opposi [alla campagna italiana in Abissinia]. Desideravo anzi distruggere la ridicola illusione che è nobile parteggiare per i deboli... Ho anche affermato che era immorale mandare armi a quei crudeli e brutali Abissini e, al tempo stesso, negarle ad altri che compiono azioni onorevoli. ([[Lord Mottistone]])
*L'ego smisurato che innalzò Mussolini ai vertici del potere fu lo stesso che in seguito lo tradì. Il Duce si fidava così ciecamente del suo istinto e credeva talmente nei suoi proclami che si rifiutava di chiedere o accettare consigli. Per gran parte del suo governo riunì nelle sue mani le redini dei ministeri più importanti, arrivando a guidare fino a sei contemporaneamente. A differenza di Hitler, che delegò ad altri il grosso del lavoro, Mussolini si dedicò con fierezza al governo della nazione. Un'arte nella quale, tuttavia, non eccelleva. ([[Madeleine Albright]])
*''L'enorme tragedia del sogno sulle spalle curve del | contadino | Manes! Manes fu conciato e impagliato, | Così Ben e ''[[Clara Petacci|la Clara]]'' a [[Milano]] | per i calcagni a Milano | Che i vermi mangiassero il torello morto | [[Dioniso|DIGENES]], διγενές, ma il due volte crocifisso | dove lo trovate nella storia? | eppure dite questo al [[Thomas Stearns Eliot|Possum]]: uno schianto, non una lagna, | con uno schianto, non con una lagna, | Per costruire la città di Dioce che ha terrazze color delle stelle, | Gli occhi miti, sereni, non sdegnosi, | fa parte del processo anche la pioggia. | Quello di partire non è il modo | e l'albero di olivo soffiata bianchezza nel vento | lavata nel [[Fiume Azzurro|Kiang]] e nell'[[Fiume Han (Cina)|Han]] | che bianchezza aggiungerai a questo candore, quale candore?'' ([[Ezra Pound]])
*L'onorevole Mussolini ha tutte le fortune politiche: a me l'opposizione ha sempre dato fastidi e travagli, con lui se ne va dal Parlamento e gli lascia libero il campo. ([[Giovanni Giolitti]])
*L'uomo, nella sua realtà, era di corta intelligenza, correlativa alla sua radicale deficienza di sensibilità morale, ignorante di quella ignoranza sostanziale che è nel non intendere e non conoscere gli elementari rapporti della vita umana e civile, incapace di autocritica al pari che di scrupoli di coscienza, vanitosissimo, privo di ogni gusto in ogni sua parola o gesto, sempre tra il pacchiano e l'arrogante. ([[Benedetto Croce]])
*La destra [[Fascismo|fascista]] e [[Nazionalsocialismo|nazista]] sono nate con dei barlumi sociali ma poi si sono subito acconciate una volta preso il potere. Mussolini, mangiapreti, ha fatto i Patti lateranensi col Vaticano, ha appoggiato i latifondisti. [[Adolf Hitler|Hitler]] ha fatto gli accordi con gli industriali, con i banchieri, da Krupp a tutti gli altri, e ha scelto una via chiaramente dentro il meccanismo capitalistico. ([[Marco Rizzo]])
*La fine miserabile di Benito Mussolini è la giusta conclusione di una vita miserabile. (''The New York Times''<ref>30 aprile 1945; citato in AA.VV., ''Il libro della Seconda guerra mondiale'', traduzione di Sandro Matteoni, Gribaudo, 2022, p. 297. ISBN 9788858041406</ref>)
*Labbra diritte, mandibole prominenti, mento quadrato: è il suo volto fisso, volontario, diciamo classico. ([[Ugo Ojetti]])
*[[Max Weber]] distingueva tre tipi di capo carismatico. Il profeta religioso, il grande demagogo e il capo militare. Mussolini è stato soprattutto un gran demagogo. ([[Norberto Bobbio]])
*Mi piace la storia del Duce, perché finisce bene. ([[Maurizio Crosetti]])
*Mussolini è il più grande bluff d'Europa. Anche se domattina mi facesse arrestare e fucilare, continuerei a considerarlo un bluff. Sarebbe un bluff anche la fucilazione. Provate a prendere una buona foto del signor Mussolini ed esaminatela. Vedrete nella sua bocca quella debolezza che lo costringe ad accigliarsi nel famoso cipiglio mussoliniano imitato in Italia da ogni fascista diciannovenne. Studiate il suo passato. Studiate quella coalizione tra capitale e lavoro che è il fascismo e meditate sulla storia delle coalizioni passate. Studiate il suo genio nel rivestire piccole idee con paroloni. Studiate la sua predilezione per il duello. Gli uomini veramente coraggiosi non hanno nessun bisogno di battersi a duello, mentre molti vigliacchi duellano in continuazione per farsi credere coraggiosi. E guardate la sua camicia nera e le sue ghette bianche. C’è qualcosa che non va, anche sul piano istrionico, in un uomo che porta le ghette bianche con una camicia nera. ([[Ernest Hemingway]])
*Mussolini è il primo uomo politico del mondo, a cui nessuno può paragonarsi nemmeno lontanamente. ([[Adolf Hitler]])
*Mussolini è sempre stato tirchio con le sue amanti, e più che tirchio con la Claretta. Per razza e per educazione pensava che gli omaggi delle donne gli fossero dovuti, ed esse dovevano ringraziarlo per quello che faceva loro. ([[Paolo Monelli]])
*Mussolini è stato un grande uomo della storia, e bisogna dire la verità: ha fatto tante cose positive, come nelle infrastrutture, e nel rilancio dell'[[Italia]]. Pensiamo a [[Bolzano]]. Quando arrivò il fascismo qui c'erano ancora le fogne a cielo aperto. Chi inventò le fogne in Italia, e non solo in Alto Adige, fu Mussolini, fu il Ventennio. Prima i bagni erano fuori dalle abitazioni e i bambini morivano di broncopolmonite perché per andare fuori, in questi bagni fatti di legno, prendevano un freddo glaciale... È vero che è stato un dittatore, ma i dittatori talvolta lasciano delle cose ben fatte, non lo possiamo dimenticare. ([[Michaela Biancofiore]])
*Mussolini è una di quelle figure solitarie di tutti i tempi che non sono prodotti della storia, ma sono essi stessi artefici della storia. ([[Adolf Hitler]])
*Mussolini è un enigma per me. Molte delle riforme che ha fatto mi attirano. Sembra aver fatto molto per i contadini. In verità, il guanto di ferro c'è. Ma poiché la forza (la violenza) è la base della società occidentale, le riforme di Mussolini sono degne di uno studio imparziale. La sua attenzione per i poveri, la sua opposizione alla superurbanizzazione, il suo sforzo per attuare una coordinazione tra il capitale e il lavoro, mi sembrano richiedere un'attenzione speciale. [...] Il mio dubbio fondamentale riguarda il fatto che queste riforme sono attuate mediante la costrizione. Ma accade anche nelle istituzioni democratiche. Ciò che mi colpisce è che, dietro l'implacabilità di Mussolini, c'è il disegno di servire il proprio popolo. Anche dietro i suoi discorsi enfatici c'è un nocciolo di sincerità e di amore appassionato per il suo popolo. Mi sembra anche che la massa degli italiani ami il governo di ferro di Mussolini. ([[Mahatma Gandhi]])
*Mussolini era davvero un grande ipnotizzatore, come il mio Mandrake. Peccato non leggesse i fumetti: forse avrebbe preso la vita con più humour. ([[Lee Falk]])
*{{ndr|Il 25 aprile 1945}} Mussolini fa sapere al Comando del CVL e al CLNAI, tramite il cardinale Schuster, che è disposto ad incontrarsi con i suoi delegati per trattare la resa. Da tempo il cardinale manteneva i contatti con le due parti in lotta. [...] Mussolini chiede quali condizioni gli vengono fatte. Gli risponde Achille Marazza, dicendo che gli si può offrire soltanto la resa senza condizioni. Irritazione del "duce", il quale osserva di aver accettato il colloquio perché gli erano state offerte garanzie per lui, per la sua famiglia e per i fascisti. [...] Intervento aspro di [[Rodolfo Graziani|Graziani]] per chiarire che mai essi avrebbero firmato un accordo all'insaputa dei tedeschi. Cadorna, Marazza e il cardinale Schuster provarono allora, documenti alla mano, che già da tempo i tedeschi trattavano la resa all'insaputa dei fascisti. Esplosione indignata di Mussolini: "I tedeschi ci hanno sempre trattato come schiavi, vado a telefonare al viceconsole tedesco Wolff e gli dirò che i tedeschi ci hanno tradito e che noi riprendiamo la nostra libertà d'azione." [...] Mussolini esita, alla fine sollecitato a prendere una decisione, si alza, dice che va a parlare con Wolff e che alle 20 avrebbe fatto conoscere la sua risposta. Alle 21 quelli rimasti all'Arcivescovado vengono a sapere che Mussolini e Graziani avevano deciso di rompere le trattative ed erano partiti per ignota destinazione. ([[Pietro Secchia]])
*Mussolini ha commesso tanti errori, tipo l'entrata in guerra quando gli sembrava di dover semplicemente salire sul carro dei vincitori. Andò a invadere l'Albania e la Grecia in modo insensato e persino [[Hitler]], che era folle ma non fesso, s'infuriò. ([[Giorgio Bocca]])
*Mussolini, l'eroe che schiaccia il mostro col piede, era del nostro mondo: per questo, tutte le teste del mostro si slanciavano su di lui giurandogli morte. Per noi, gli altri, egli sarà un astro luminoso che ci infonderà speranza: sarà per noi la prova che l'idra può essere vinta. Una prova delle nostre possibilità di vittoria. ([[Corneliu Zelea Codreanu]])
*Mussolini non aveva nessuna filosofia: aveva solo una retorica. ([[Umberto Eco]])
*Mussolini non era un fine conoscitore dell'animo umano, ma sapeva cosa desideravano le masse: spettacolarità. Paragonava la folla a una donna che resta inerme (nella sua fantasia) di fronte alla possenza dell'uomo, e si faceva riprendere dai mezzi d'informazione governativi al volante di auto sportive, a torso nudo nei campi di frumento, in sella al suo stallone bianco di nome Frufrù, o in uniforme militare, corredata da stivali lucenti e una fila di medaglie sul petto, e accettava ogni invito che la sua agenda gli consentiva, passando da feste di matrimonio a inaugurazioni di fabbriche, a manifestazioni pattriotiche. ([[Madeleine Albright]])
*Mussolini pretendeva di essere un uomo di grande cultura e amava molto le adulazioni di chi si riferiva a lui come un grande scrittore. Ostentava interesse e competenza in fatto, oltre che di letteratura e di filosofia, anche di musica, di architettura, di arti e di cinema. Favorì il realismo e avversò ogni forma di astrattismo e di avanguardia, come del resto gli altri due dittatori {{NDR|[[Adolf Hitler]] e [[Stalin]]}} a lui contemporanei. ([[Paolo Alatri]])
*Mussolini si comportò come un vigliacco, senza un gesto, senza una parola di fierezza. Presentendo l'insurrezione si era rivolto al cardinale arcivescovo di Milano chiedendo di potersi ritirare in Valtellina con tremila dei suoi. Ai [[partigiani]] che lo arrestarono offrì un impero, che non aveva. Ancora all'ultimo momento piativa di aver salva la vita per parlare alla radio e denunciare Hitler che, a suo parere, lo aveva tradito nove volte. ([[Sandro Pertini]])
*Nel suo paese [Mussolini] funse da antidoto a un mortale veleno. Per l'Europa è stato un tonico, che ha fatto molto bene a tutti. Posso pretendere con sincera soddisfazione di essere la prima autorevole persona che ha presentato nella giusta luce gli splendidi risultati conseguiti da Mussolini: egli è la più grande possibilità del nostro tempo. ([[Lord Rothermere]])
*Nessuno dubita che il Plebiscito del 24 marzo, anziché il giudizio sui singoli candidati, abbia espresso la certezza unanime del popolo italiano nel Capo che con polso sicuro traccia il destino della Patria. ([[Giovanni Giurati]])
*Non s'era mai inteso, dalla costituzione del regno d'Italia in poi, un Presidente del Consiglio chiamar popolo l'Italia e professarsi suo servitore, come Mussolini. ([[Vincenzo Cardarelli]])
*Oggi vi è un Governo: il capo mostra volontà ferma ; si sente uno che comanda: dopo circa due anni che non si sentiva la parola ''voglio'', c'è un uomo che vuole. L'Italia ha bisogno di chi comandi e di chi voglia, e dimentichi i torti. ([[Luigi Sturzo]])
*{{NDR|Nel 1996}} Penso che Mussolini fosse un buon politico. Ossia che tutto ciò che ha fatto, l'ha fatto per l'[[Italia]]. E ciò non succede con i [[Politico|politici]] che abbiamo avuto negli ultimi 50 anni. ([[Giorgia Meloni]])
*Per la paternità universale, che che è propria del nostro ufficio, formiamo nell'intimo del cuore il voto ardente che siano risparmiati all'Europa, grazie alle tue iniziative, alla fermezza, al tuo animo di italiano, più vaste rovine e più numerosi lutti; e in particolar modo sia risparmiata al nostro popolo e al tuo diletto paese una così grande calamità. ([[Papa Pio XII]])
*Per quanto riguarda l'episodio abissino, meno se parla e meglio è. Quando vecchi amici si riconciliano dopo una disputa, è sempre pericoloso andare alla ricerca delle cause prime. ([[Duff Cooper]])
*Persone ignoranti e piene di pregiudizi parlano degli affari italiani come se quella nazione fosse sottomessa a una tirannia, da cui vorrebbe liberarsi. Con quella quasi morbosa simpatie per le minoranza fanatiche, che è di regola presso certe sezioni dell'opinione pubblica britannica male informata, troppo a lungo questo paese ha chiuso gli occhi davanti agli splendidi risultati conseguiti dal regime fascista. Parecchie volte Mussolini in persona mi ha manifestato la sua gratitudine per il ''Daily Mail'', il primo quotidiano inglese che abbia onestamente esposto al mondo gli scopi che egli si prefigge. ([[Ward Price]])
*Possedeva l'idealismo di [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]], unito alla pratica scienza di governo del [[Camillo Benso Conte di Cavour|Conte di Cavour]] e all'eroica tempra di [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]]. ([[John Arthur Ransome Marriott]])
*Qualunque giudizio di si dia di Mussolini, la verità è che egli fu sempre un nemico della [[Francia]]. ([[Francesco Saverio Nitti]])
*''Quando c'era lui i treni partivano in orario, | quando c'era lui ci deportavano in orario, | quando c'era lui non c'eravamo noi | che se c'eravamo noi saremo stati impallinati.'' ([[Caparezza]])
*Quando [[Bill Clinton|Clinton]] chiese a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] cosa ne pensasse di Mussolini, lui rispose: "Ha fatto delle cose buone"! Ma dico, se neanche di Mussolini si può parlar male, ma che deve fare uno perché si possa parlarne male? Deve stuprare le capre in via Frattina? Che deve fare? Dice "Ha fatto delle cose buone", certamente: anche [[Adolf Hitler]] o [[Stalin]], un ponte, una strada l'avranno fatta! Anche il Mostro di Firenze l'avrà detto "Buongiorno" a qualcuno qualche volta [...]. Sarebbe come se io invitassi un elettricista a casa, no?. Dico: "Scusi, mi rifà l'impianto?". "Prego". Quello mi rifà l'impianto, fatto bene, nel frattempo mi tromba la moglie, mi sventra la figlia, mi violenta la cognata, mi stupra il nonno. Dico: "Oh, ma questo è matto!". "No, però ha fatto delle cose buone: guarda che impianto." ([[Roberto Benigni]])
*Quando il suo destino sarà compiuto, nessun eroe della storia sarà stato più saggio di {{maiuscoletto|Mussolini}}<ref>Così nel testo.</ref>, nessun uomo avrà lasciato maggior retaggio di grandi opere, nessuno avrà maggiormente contribuito alla vita unitaria del Continente europeo. ([[Ugo D'Andrea]])
*Quanto a Mussolini, lasciando da parte la politica, naturalmente, le confesso che come uomo mi era simpatico. Ricordo che una volta, ad una esposizione milanese che lui venne a visitare in forma ufficiale, due o tre carrozzieri lo aspettavano al varco, ai loro stands, per chiedergli non so più quali favori. Arrivò il mio turno e Mussolini mi chiese: «E voi, cosa avete da chiedermi?» «Niente» dissi. «Come niente!» E io ripetei: «Niente». Allora lui mi rivolse qualche parola di elogio e poi, rivolto a uno del seguito, ordinò di prendere il mio nome e di ricordargli l'episodio a Roma. Effettivamente qualche tempo dopo ricevetti non so quale agevolazione. ([[Battista Farina]])
*Quell'uomo, ragazzo mio, fa rapidi progressi, e invaderà tutto con la forza di un elemento naturale. Mussolini è un uomo formidabile. Mi ha capito bene? Un uomo formidabile! ([[Papa Pio XI]])
*Rivendico l'onore di essere stato in radiotelegrafia il primo fascista, il primo a riconoscere l'utilità di riunire in fascio i raggi elettrici, come Mussolini ha riconosciuto per primo in campo politico la necessità di riunire in fascio le energie sane del Paese per la maggiore grandezza d'Italia. ([[Guglielmo Marconi]])
*Rivoluzionario, socialista, pacifista, interventista, repubblicano, monarchico, e infine Duce e condottiero, egli si distingue da Lenin, da Hitler e dagli altri dittatori del suo tempo proprio per questa sua funambolica capacità di trasformarsi. Quelli conquistarono il potere fidando su incrollabili certezza e obbedendo a schemi precedentemente stabiliti, lui lo conquistò mutando i suoi programmi in corso d'opera con la disinvoltura di un esperto giocoliere. ([[Arrigo Petacco]])
*Salvo che la statura di Mussolini era ben altra {{NDR|rispetto a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]}}. Mussolini era un uomo colto che sapeva di politica, che era andato a scuola dai socialisti. ([[Giorgio Bocca]])
*Se Mussolini fosse nato negli anni Sessanta non avrebbe fatto le camicie nere, le leggi razziali, le guerre. Era un uomo che mirava a trasformare la società, usando gli strumenti e i bisogni dell’epoca. Oggi farebbe tutt'altro. ([[Giordano Bruno Guerri]])
*Secondo me è un onore per gli italiani che Mussolini abbia fatto la fine che ha fatto. ([[Alexandros Panagulis]])
*Senza farne una radiografia, tutto fa supporre che Mussolini abbia una tiroide eccezionale. ([[Enrico Ferri]])
*Senza Mussolini, impossibile capire il fascismo, impossibile capire l'Italia contemporanea. Al principio e alla fine dell'evoluzione politica denominata [[fascismo]] sta Mussolini. Con Mussolini il fenomeno fascismo è entrato per la prima volta nel mondo fenomenico. A Mussolini il fascismo non deve solamente tutto il proprio nucleo ideale, bensì e inoltre la sua forma, struttura, organizzazione. In ogni espressione vivente dell'Italia contemporanea è impresso così, e profondamente, il sigillo inimitabile di codesta individualità di specie unica. ([[Joseph Goebbels]])
*Soltanto Napoleone può paragonarsi a lui. ([[Roald Engelbreth Amundsen]])
*Sono certo di non offendere la verità affermando che contro il [[Criminalità organizzata|crimine organizzato]] solo Benito Mussolini ha fatto meglio di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. ([[Mario Landolfi]])
*Sui «vizi» del nostro popolo esiste una copiosissima letteratura, quasi tutta di terz'ordine. Quando vogliamo averli davanti alla memoria, basta pensare che quell'ignobile attore, quell'astuto evocatore di fantasmi che fu Mussolini seppe individuarli tutti nelle pieghe più nascoste del nostro paese, e li portò ingigantiti sulla scena pubblica: la mediocrità intellettuale, la fragilità nervosa, la bassa furbizia, la vanteria fallica, la presunzione immotivata, la fantasticheria ad occhi aperti, il rozzo buon senso, il disprezzo per le idee, l'arroganza verbale... ([[Pietro Citati]])
*Tutto il mondo ha già detto di Mussolini. Non si può parlare che con entusiasmo del vostro eccezionale Capo del Governo, che nel giro di pochi anni è riuscito a trasformare la vostra Nazione in una formidabile Potenza, di già affermatasi in tutti i campi, all'estero ed all'interno. ([[Eleutherios Venizelos]])
*Un giorno fui convocato a Palazzo Venezia, era il 1932 e avevo 23 anni, perché il duce voleva vedermi. Ero emozionatissimo, entrai e mi misi sull'attenti, e il duce che faceva finta di scrivere mi lasciò lì per un quarto d'ora e alla fine mi disse: "Ho letto il vostro articolo sul razzismo (avevo scritto un articolo contro il razzismo). Bravo, vi elogio. Il razzismo è roba da biondi (non si era accorto che ero biondo), continuate così. Sei anni dopo fece le leggi razziali. Perché questo era Mussolini, diceva una cosa e ne faceva un'altra, secondo il vento del momento. Non creava il vento, vi si accodava da buon italiano. ([[Indro Montanelli]])
*{{NDR|Sulla resa intimata a Benito Mussolini}} Vidi la grossa faccia davanti a me sollevarsi e contrarsi per un momento, quasi per un moto riflesso, un ritorno inconscio alla consueta burbanza, poi le parole vennero frammentarie: "Non è per questo che io sono venuto qui... allora mi hanno ingannato..." ([[Achille Marazza]])
===[[Walter Audisio]]===
*Adesso gli sono di fronte, come prima: egli non si è mosso, continua il suo balbettio di invocazione. Vuol salvare solo quel grosso corpo tremante. E su quel corpo scarico cinque colpi. Il criminale si afflosciò sulle ginocchia, appoggiato al muro, con la testa reclinata sul petto. Non era ancora morto, gli tirai una seconda raffica di quattro colpi. La [[Clara Petacci|Petacci]], fuori di sé, stordita, si mosse confusamente, fu colpita e cadde di quarto a terra. Mussolini respirava ancora e gli diressi, sempre col Mas, un ultimo colpo al cuore. L'autopsia constatò più tardi che l'ultima pallottola gli aveva troncato netto l'aorta. Erano le 16.10 del 28 aprile 1945.
*Ogni uomo normale avrebbe pensato di difendersi ma Mussolini era al di sotto di ogni uomo normale e continuava a balbettare, a tremare, immobile con la bocca semiaperta e le braccia penzoloni.
*Tremava livido di terrore e balbettava con quelle grosse labbra in convulsione: "Ma...ma...ma...ma signor colonnello. Ma...ma...ma signor colonnello". Nemmeno a quella donna {{NDR|[[Clara Petacci]]}} che gli saltellava vicino, che si muoveva di qua e di là, disse una sola parola. No: si raccomandava nel modo più vile, per quel suo grosso corpo tremante: solo a quello pensava: a quel grosso corpo appoggiato al muretto.
===[[Silvio Berlusconi]]===
*È ingovernabile questo Paese. Mussolini diceva che è inutile governare l'Italia, poi un giorno ha detto "È impossibile governare l'Italia" e io lo ripeto. Sto leggendo, tra l'altro, i diari di Mussolini e le lettere della Petacci e devo dire che mi ci ritrovo in molte situazioni.
*Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino.
*Non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello di paragonarlo a Mussolini, è una semplificazione dei giornali... Mussolini è stato un protagonista della storia, [[Romano Prodi|Prodi]] invece è una comparsa della cronaca.
*Oso citarvi una frase di colui che era considerato come un grande dittatore: dicono che ho potere, ma io non ho nessun potere, forse ce l'hanno i gerarchi, ma non io. Io posso solo decidere se far andare il mio cavallo a destra o a sinistra, ma nient'altro.
===[[Mario Borsa]]===
*A Predappio dicono che il bambino Benito appena nato e attaccato al seno della madre ne morse il capezzolo. Ma questa storiella si spiega con la vanità dei suoi compaesani, i quali si compiacevano nel crederlo un leone. Ora, a parte che il leone è un nobile animale, non c'è stato mai nulla di leonino in Mussolini, che ha fatto il male solo per insensibilità È inutile paragonarlo al leone o ad altri animali più o meno nobili: quando si è detto che Mussolini è stato il più grande e più demagogico ciarlatano che mai si sia prodotto in quel circo equestre comunemente detto mondo politico, si è detto tutto.
*L'uomo non mi ha mai persuaso. Mi ha sempre urtato quel suo ''io'' brutalmente presuntuoso, cupo e chiuso. I suoi occhi mi facevano venire in mente le parole di Macbeth allo spettro di Banco: «Tu non hai virtù visiva in quegli occhi che sbarri».
*Mussolini dovette la sua fortuna alla conoscenza degli italiani e la sua disgrazia alla non conoscenza degli inglesi.
*Mussolini non è stato un grand'uomo. «Alcuni nascono grandi», dice un clown di Shakespeare, «alcuni lo diventano, altri sono sorpresi dalla grandezza che è loro gettata sulle spalle». La grandezza di Benito Mussolini fu tutta in questa sorpresa. È stata la borghesia italiana a gettargli sulle spalle una grandezza, di cui nemmeno la sua incommensurabile vanità avrebbe mai osato sognare. Presa dalla paura del bolscevismo, la nostra borghesia credette di vedere in lui un baluardo contro il suo dilagare. Lo incoraggiò, lo applaudì, aiutò con tutti i mezzi lo squadrismo, gli aprì la strada che conduceva a Roma e, quando fu là, gli fece omaggio di tutte le sue libertà, di tutte le sue guarentigie, di tutte le sue dignità, mettendosi in ginocchio e leccandogli i piedi.
===[[Armando Carlini]]===
*Il principio [[Friedrich Nietzsche|nietzschiano]] s'è venuto trasformando nell'animo e nella mente di Mussolini in un principio d'interiorità spirituale, che liberando l'uomo da ogni interesse mondano lo innalza per questo stesso sul mondo e gli dà la forza di dominarlo; ma, nello stesso tempo, raccogliendolo nella solitudine di se stesso, gli fa scoprire la sorgente eterna d'ogni valore spirituale, la quale è, in fine, anche, la fonte segreta della sua forza e azione nel mondo.
*L'immagine più divulgata di Mussolini, anche all'estero, è quella di una potente e fiera e intransigente [[volontà]]: egli è un «dominatore». Chi non ricorda il motto: «agli amici, tutto il bene, ai nemici tutto il male possibile»? I ''Colloqui'' del [[Emil Ludwig|Ludwig]] hanno ancor più divulgato il senso suo della «solitudine interiore», e il suo acuto pessimismo intorno agli uomini fatto di compassione e di disprezzo.
*Mussolini è un [[laico]], un purissimo laico. Della [[religione]] comprende e sente il lato umano e storico in generale: non ha mai lasciato trapelare un interesse a questioni dogmatiche, anzi s'e guardato accuratamente dall'entrarvi anche quando l'occasione gli veniva offerta naturalmente. È vero che con lui il nome di Dio risuonò, forse per la prima volta, solenne e ammonitore, nella fredda e grigia aula del Parlamento. È vero che si deve a lui la distruzione in Italia della [[Massoneria]], e la [[Patti lateranensi|Conciliazione col Vaticano]]. Ma queste imprese non furono da lui eseguite, e di fatto giustificate, con ragioni che non fossero essenzialmente politiche e sociali. E se pure si ha da concedere qualche valore religioso alla invocazione di Dio, essa non va più in là di una fede in un principio del tutto indeterminato, troppo più vicino al vago principio di una fede di stile [[Giuseppe Mazzini|mazziniano]], che a quello ben definito, preciso e impegnativo, del Cristianesimo, anzi del [[Cattolicesimo|Cattolicismo]].
===[[Giampiero Carocci]]===
*Era quasi un grande giornalista e ne aveva, anche politicamente, le qualità e i difetti: acuta capacità di diagnosi della situazione politica, intuito sicurissimo di ciò che il pubblico desidera, abilità di polemista, intelligenza rapida, vivace e superficiale, cultura disordinata, approssimativa e dilettantesca.
*Fu un corruttore sapiente che all'occorrenza sapeva solleticare tutti i difetti degli uomini, quelli del popolo e quelli dei potenti. Non credeva negli uomini e li disprezzava. Non aveva amici. Restò sempre vicino al popolo nella misura in cui il capofazione è vicino ai suoi seguaci e, ancora più, nella misura in cui l'attore è vicino alla platea degli ammiratori.
*Mussolini, romagnolo ed ex socialista, era stato accesamente anticlericale. La sua politica ecclesiastica e la mira di sfruttare la religione come ''instrumentum regni'' furono atti di una spregiudicatezza che si può definire cinica e che nessuno dei suoi predecessori al governo avrebbe mai pensato di compiere.
*Più che dei collaboratori Mussolini voleva degli esecutori. Era disposto a chiudere un occhio se molti di costoro si arricchivano in modo più o meno lecito.
===[[Winston Churchill]]===
*Che sia un grand'uomo io non lo nego... ma è anche un criminale.
*Così finirono i ventuno anni della dittatura di Mussolini in Italia durante i quali egli aveva salvato il popolo Italiano dal Bolscevismo per portarlo in una posizione in Europa quale l'Italia non aveva mai avuto prima... Le grandi strade che egli tracciò rimarranno un monumento al suo prestigio personale e al suo lungo governo.
*Gettare un esercito di un quarto di milione di uomini, comprendente il fior fiore della popolazione maschile italiana, su uno sterile lido distante duemila miglia dalla patria, contro l'opinione del mondo intero e senza controllo dei mari e quindi, in questa situazione, imbarcarsi in quella che può essere una serie di campagne contro un popolo ed in regioni che nessun conquistatore in quattromila anni ha ritenuto che valesse la pena di sottomettere, è un rendersi ostaggio del destino che non ha un parallelo in tutta la storia.
*Il signor Mussolini è il più grande legislatore fra i viventi.
*L'Italia [...] è retta da un governo che, sotto la sicura guida del signor Mussolini, non arretra di fronte alle logiche conseguenze della realtà economica e ha il coraggio di imporsi i correttivi finanziari indispensabili per stabilizzare la ripresa del paese.
*Se io fossi italiano sarei stato con voi {{NDR|Mussolini}} fin dal principio [...] il vostro movimento ha reso un servigio al mondo intero.
*Se fossi stato un italiano, sono sicuro che avrei dato la mia entusiastica adesione alla Vostra vittoriosa lotta contro gli appetiti e le passione bestiali del [[leninismo]]... L'Italia ci ha offerto l'antidoto necessario al veleno russo. D'ora in poi nessuna grande nazione sarà priva dei mezzi decisivi per proteggersi contro la crescita del cancro bolscevico.
===[[Marcello Dell'Utri]]===
*Mussolini ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come poteva essere Stalin. Leggendo i diari, giorno per giorno, per 5 anni dal '35 al '39, cioè alla vigilia della decisione di entrare in un conflitto mondiale già iniziato, le posso assicurare che trovo Mussolini un uomo straordinario e di grande cultura. Un grande scrittore, alla Montanelli, i suoi diari sembrano cronache di un inviato speciale, con frasi brevi e aggettivazioni efficaci come raramente ho letto.
*Nei suoi diari Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande. Tra gli Ebrei, il duce, spiega di avere i suoi più cari amici e si chiede perché seguire Hitler con le sue idee sulle razze ariane, razze pure che non esistono.
*Non è colpa di Mussolini se il fascismo diventò un orrendo regime. Ci sono testimonianze autografe del duce in cui critica i suoi uomini che hanno falsato il fascismo, costruendosene uno a proprio modo, basato sul ricatto e sulla violenza. Il suo fascismo era di natura socialista.
*Non ho paura di diventare impopolare con queste rivelazioni, perseguo solo la ricerca della verità. Io non ho alcuna intenzione di fare apologia né del fascismo né di Mussolini. Ho scoperto nei diari di Mussolini la figura di un grande uomo. Ha commesso errori ed è già stato condannato dalla storia. Ma da questi scritti viene fuori una figura diversa da quella che ci è stata propinata dagli storici dei vincitori, non era un buffone, non era un ignorante e tantomeno un sanguinario. Era un uomo buono. Mussolini era solo una brava persona che ha fatto degli errori.
*Sono state le sanzioni a costringere Mussolini a trovare un accordo con la Germania di Hitler. Se non ci fossero state le sanzioni, probabilmente non si sarebbe mai alleato con Hitler che non stimava per niente, anzi temeva. Ci sono pagine inedite, scritte da Mussolini su questi anni, che faranno discutere molto e che dimostrano la disaffezione del duce nei confronti del Führer, tanto che definisce il suo Mein Kampf un rigurgitevole testo.
===[[Anthony Eden]]===
*Guardai le finestre e il balcone {{NDR|del Palazzo Venezia}} da cui tante volte aveva recitato davanti alla folla i suoi evanescenti trionfi. Adesso era solo, uno sparuto prigioniero dei nazisti. Un dittatore non ha amici.
*Le imprese di Mussolini nell'Africa Orientale avevano messo a repentaglio la pace in Europa.
*Mussolini è, mi pare, un vero e proprio gangster e la sua parola d'onore non significa niente.
*Mussolini ha la mentalità di un gangster e se stesse meditando un atto di aggressione contro di noi il suo modo attuale di procedere sarebbe il più confacente al suo carattere. Proclama di aver paura di essere attaccato e così può eccitare il suo popolo e nello stesso tempo prepararsi una scusa davanti al mondo, se ne avrà bisogno.
*Se Mussolini pensa che gli basti strizzare l'occhio per indurci ad aprire le braccia, si sbaglia di grosso
===[[Carlo Emilio Gadda]]===
*La Italia la era padronescamente polluta dallo spiritato: lo spiritato l'era imperialescamente grattato e tirato a pruriggine dal plauso d'un poppolo di quarantaquattro milioni di miliardi di animalini a cavattappo.
*Lui, il primo Racimolatore e Fabulatore ed Ejettatore delle scemenze e delle enfatiche cazziate, quali ne sgrondarono giù dal balcone ventitré anni durante: sulle povere e macre spalle di una gente sudata, convocata birrescamente a' sagrati maledetti, a' rostri delle future isconfitte, incitata alle acclamazioni obbligative. [...]
*Vorrei, e sarebbe il mio debito, essere al caso d'aver dottrina di psichiatra e di frenologo di studio consumato in Sorbona: da poter indagare e conoscere con più partita perizia la follia tetra del [[Marco Aurelio]] ipocalcico dalle gambe a ìcchese: autoerotomane affetto da violenza ereditaria. [...] Frenologo non essendo, e tanto meno sifolologo, farò icché potrò.
===[[Leo Longanesi]]===
*Fra [[Luigi Facta|Facta]] e Mussolini, il paese aveva già fatto la sua scelta: il primo è un onest'uomo, con due baffi bianchi, ignoto a tutti, incapace di uscire dalla tutela giolittiana; il secondo ha due occhi autoritari, il passo spedito, la voce risoluta. Il primo ''spera'', il secondo vuole, e tutti gli italiani ''vogliono''.
*Mussolini ha sempre ragione!
*Se si osserva attentamente il nascere della sua personalità, se si leggono tutti i suoi scritti dal 1910 in poi, ci si accorge che il segreto della sua fortuna è racchiuso, soprattutto, nella sua eclettica cultura, in quel suo continuo passare da una tendenza all'altra, da una precisa ideologia a una opposta, in quel suo costante contraddirsi e ripetere sempre due o tre formule a lui care.
===[[Nino Longobardi (giornalista)|Nino Longobardi]]===
*Ci veniva inculcata un'immagine del duce superuomo, semidio, "inviato dalla Provvidenza". Per dogma, il duce era buono, leale, saggio, forte, coraggioso. E chi non era con lui, non soltanto era contro di lui, ma non era come lui, supremo modello da imitare.
*Il duce era capace di tutto. Quando chiesi al professore di "Cultura fascista": «Vorrei sapere se il duce è più forte di [[Primo Carnera|Carnera]]...», quel professore, un centurione della Milizia che teneva le sue lezioni in impataccata divisa, così mi rispose: «Ecco una domanda intelligente e mi fa piacere che proprio tu me l'abbia posta...». E scandendo: «Il duce, Carnera lo butta giù con un dito solo...».
*Mussolini assommava in sé molte personalità o dava ad intendere di assommarle. E in una regione come la Lombardia, ad esempio, si ammirava in lui il "realizzatore"; in Piemonte, il suo senso della storia; in Toscana, certe sue pose di principe rinascimentale; nel Veneto, il "defensor fidei".<br>Nel Napoletano, di Mussolini piaceva soprattutto l'attore, che autorizzava, nella imitazione dei suoi più teatrali atteggiamenti, una perenne Piedigrotta in nero.
===[[Emilio Lussu]]===
*Mussolini era incapace di covare, da sé, l'uovo [[Fascismo|fascista]].
*È stata fatta una politica di incubazione del [[fascismo]]. Il signor [[Winston Churchill|Churchill]], il signor [[Édouard Daladier|Daladier]], hanno fatto con [[Adolf Hitler|Hitler]] esattamente quello che ha fatto in Italia [[Giovanni Giolitti|Giolitti]] con Mussolini.
*[[Giovanni Giolitti|Giolitti]] credeva di poter allevare Mussolini: lo riscaldò, lo accarezzò, lo portò persino con sé trionfalmente alle elezioni politiche, sicuro di servirsene per domare il partito socialista; ma l'uccello ha dimostrato quello che era, e noi sappiamo che cosa è successo.
===[[Denis Mack Smith]]===
*È un fatto che durante tutta la sua vita il vero Mussolini fu largamente occultato da una successione di maschere, e forse ognuna di tali maschere rivela in qualche modo aspetti autentici del suo carattere.
*Il nuovo presidente del Consiglio s'era fatto le ossa come direttore di giornale, ed il giornalismo restò una delle sue grandi passioni. Era probabilmente il miglior giornalista popolare del suo tempo, abilissimo nel semplificare e volgarizzare le grandi questioni sul tappeto (quel ch'egli chiamava iperdrammatizzare o addirittura inventare i fatti), e nell'ignorare in caso di necessità ogni vincolo di coerenza. Ebbene, tutte queste lezioni, precocemente apprese nell'esercizio del mestiere giornalistico, contribuirono grandemente a farlo eccellere in quel tipo di politica populistica verso cui era istintivamente attratto. Esse lo porteranno al successo come uomo politico, anche se fecero di lui un cattivo statista.
*Mussolini amava ricordare che la sua nascita seguiva a soli pochi mesi di distanza la morte di Garibaldi, come se l'eroe dell'unificazione nazionale dell'Italia avesse consegnato la fiaccola nelle mani di un successore destinato a creare un impero italiano.
*Quando gli si chiedeva quale tra le varie arti amasse di più, Mussolini talvolta indicava il teatro, talaltra la musica, o magari il cinema o l'architettura. Ma sempre era ansioso di mostrare che s'occupava attivamente di ogni aspetto della cultura. Amava essere elogiato come un uomo che aveva pochi eguali per la vastità di conoscenze.
=== [[Curzio Malaparte]]===
*Fra le molte piacevoli storie che si raccontano a bassa voce in Italia su Mussolini, ve n'è una che dipinge assai bene quelle che saranno le condizioni morali del popolo tedesco fra qualche tempo. Una sera Mussolini, stanco di stare solo in casa, infilò un pastrano, si calò un cappello sugli occhi, e, col viso nascosto dal bavero del cappotto, uscì a piedi a spasso per Roma. Giunto davanti ad un cinematografo, gli venne il desiderio di divertirsi come tutti quanti, prese un biglietto ed entrò. Lo spettacolo incominciò con delle ''News Picture'' e, naturalmente, l'eroe delle ''News Picture'' era lo stesso Mussolini, sempre lui, sempre il solito Mussolini, a cavallo, in automobile, a piedi, in uniforme, in borghese, in camicia nera, in frack, in aeroplano, in motoscafo. Mussolini passava in rivista truppe fasciste, inaugurava un monumento, presiedeva un congresso di filosofi, stringeva la mano a un Cardinale, visitava una caserma, saliva sul Campidoglio, pronunciava un discorso, due discorsi, tre discorsi, un'infinità di discorsi. Appena il Duce era apparso sullo schermo, tutto il pubblico s'era alzato in piedi battendo le mani: soltanto Mussolini, che non era abituato ad alzarsi in piedi in proprio onore, era rimasto tranquillamente a sedere. Un modesto piccolo borghese, si era alzato anche lui, e vedendo quel signore accanto rimaner seduto con tanta inutile imprudenza, gli toccò la spalla, si chinò al suo orecchio, e gli disse: – Scusi, signore, anch'io la penso come lei, ma è meglio alzarsi. – Fra qualche tempo tutto il popolo tedesco la penserà come quel piccolo borghese italiano nel cinema di Roma, e, come lui, si alzerà subito in piedi battendo le mani appena [[Hitler]] apparirà sullo schermo.
*Il Cardinale Gasparri, che era obbligato, dalla natura delle sue funzioni di Segretario di Stato del Vaticano, ad avere una certa conoscenza della miseria e della grandezza umane, diceva che «Mussolini certamente è un grand'uomo, se per grandi uomini s'intende degli uomini del genere di Mussolini.»
*La sua voce è calda, grave, eppur delicata. Una voce che talvolta ha strani, profondi accenti femminili, un che di morbosamente femmineo.
*Non si può fare il ritratto di Mussolini senza fare il ritratto del popolo italiano. Le sue qualità e i suoi difetti non gli sono propri: sono le qualità e i difetti di tutti gli italiani. Il dir male di Mussolini è legittimo: ma è un dir male del popolo italiano.
*Quanti guai si sarebbero risparmiati, se Mussolini, invece di parlare dal balcone di Palazzo Venezia, avesse parlato dal terrazzino di Palazzo Vecchio.
*Stringeva nella mano una rosa color carne. Mussolini ha sempre una rosa stretta con delicatezza nel pugno. [...] Quel gesto all'[[Oscar Wilde]], quel gesto, in un certo senso, [[George Gordon Byron|byroniano]], quel gesto decadente, mi mise a disagio. Egli non sa il valore, il senso di quel suo gesto, di quella sua rosa. Il giorno in cui egli sarà fucilato, io vorrei esser presente per mettergli una rosa nella mano rattrappita. Non per insultarlo, per mancargli di rispetto: no. Non mi piace mancar di rispetto ai morti.
===[[Paolo Pavolini]]===
*Mai Mussolini fu tanto seguito e ammirato come quando scatenò un'altra volta in [[Etiopia]] un esercito di 300.000 uomini contro le scalze armate del Negus: per la conquista inutile di uno "scatolone di sassi" che al pari dell'altra conquista, parimenti inutile, dello "scatolone di sabbia" libico segnò l'inizio di un conflitto mondiale.
*Mussolini aveva perso la guerra delle armi, aveva perso la guerra della propaganda. Gli restava un'estrema carta: anticipare tutti i possibili aspiranti alla sua successione, inforcando per primo (ci perdoni il bisticcio) il cavallo vincente della sconfitta sicura.
*Mussolini contribuì egregiamente ad accelerare la sconfitta delle sue truppe, tanto che qualche antifascista particolarmente sottile proclamò che Mussolini, a quel punto, lavorava contro Mussolini.
===[[Joseph Franklin Rutherford]]===
*Confessando un peccato, per quanto odioso esso sia, si può ricevere l'assoluzione, e quindi andare a commetterne immediatamente un altro. Mussolini ne è un lampante esempio. Prima di fare la pace colla Gerarchia Cattolico-Romana egli era un ateo confesso, ed aveva fatto tutto un po', ma da quando fu entrato in Vaticano ed ebbe fatto alleanza col papato, egli si sentì autorizzato a commettere dei più gravi delitti. Infatti egli condusse una crudele guerra di conquista in Abissinia violando così la legge di Dio, e senza dubbio ricevette dal papa ciò che vien chiamato "l'assoluzione", poiché "quell'augusto personaggio" mandò la sua "benedizione" all'attività guerresca di lui.
*L'ambizione di Mussolini è quella di diventare un grande signore della guerra e di reggere il mondo intero mediante la forza. L'organizzazione Cattolico-Romana, operando d'accordo con lui, appoggia la sua ambizione. Quando egli intraprese la guerra di conquista contro i poveri negri dell'Abissinia, durante la quale delle migliaia di vite umane furono sacrificate, il papa e l'organizzazione Cattolica lo spalleggiarono, e "benedissero" le sue micidiali armi. Oggi il Dittatore d'Italia cerca di costringere uomini e donne a procreare bestialmente, allo scopo di produrre in gran quantità degli uomini da essere sacrificati nelle guerre future, ed anche in questo egli è spalleggiato dal papa.
*Si dice che Mussolini non si fida di nessuno, ch'egli non ha alcun vero amico, che non perdona mai un nemico. Temendo di perdere il controllo sul popolo, egli regge in modo inflessibile e con mano implacabile. Egli diffida di tutte le altre nazioni, ed è molto superstizioso. Quando s'impadronì del potere in Italia era un ateo, ma d'allora in poi è divenuto religiosissimo.
===[[António de Oliveira Salazar]]===
*Mussolini [...] è un meraviglioso opportunista dell'azione.
*Non dimentichiamo che Mussolini è un Italiano discendente dai Condottieri del Medioevo, e non dimentichiamo, parimenti, le sue origini, la sua formazione socialista, quasi comunista.
*Non pongo in dubbio l'azione moralizzatrice di Mussolini. Dico che certe affermazioni e certi atteggiamenti nell'ordine morale sono imposti da Mussolini al Fascismo, non sono imposti dal Fascismo a Mussolini. Egli ''vuole'' così, e potrebbe volere tutto l'opposto senza contraddirsi.
*Sfiorando un po' il ridicolo (per uno straniero che non vive la vita dell'Italia d'oggi) giovani appena adolescenti imitano la ferma andatura, l'aggrottar di ciglia, l'espressione dura, lo sguardo altero, l'aria di sfida e di assoluta padronanza di sè con che Mussolini si impone alle masse italiane. A me non stupisce il fatto, essendo certo che le moltitudini hanno tendenza a copiare i tratti salienti dei propri idoli, a volte anche i loro più gravi difetti.
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Benito Mussolini, ''La mia vita'', traduzione di Monica Mazzanti, Rizzoli, Milano 1983.
*Benito Mussolini, ''Scritti e discorsi di Benito Mussolini'', Hoepli, Milano 1934.
*Benito Mussolini, ''Opera omnia'', a cura di Edoardo e Duilio Susmel, La Fenice, Firenze 1951.
*Richard Lamb, ''Mussolini e gli inglesi'', Ed. Corbaccio, Milano, 1998, ISBN 88-7972-286-7
==Voci correlate==
*[[Italia fascista]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Mussolini, Benito}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Personalità della seconda guerra mondiale]]
[[Categoria:Politici italiani]]
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Gianni Bugno
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Danyele
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[[File:Tour de France 1995 - Gianni Bugno.jpg|thumb|Gianni Bugno nel 1995]]
'''Gianni Bugno''' (1964 – vivente), dirigente sportivo ed ex ciclista su strada italiano.
==Citazioni di Gianni Bugno==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Che cosa le ha insegnato il [[ciclismo]]?»}} A lottare e a credere. Può capitare [...] che ti alzi e vedi la pioggia, sai che dovrai soffrire come un cane, vuoi quasi tornare a letto. Poi vai e alla fine sei felice.<ref>Dall'intervista di Gianni Romeo, ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,33/articleid,0566_01_1998_0281_0041_7576609/ Bugno: solo Bartoli poteva vincere]'', ''La Stampa'', 13 ottobre 1998, p. 33.</ref>
*Non ho bellissimi ricordi delle salite, che per me significavano [[sofferenza]].<ref>Da ''SportWeek'', 12 maggio 2007.</ref>
*{{NDR|«Lei è stato tra i primi ciclisti a essere il testimonial di grande aziende per gli spot pubblicitari»}} In realtà io credo che la grande svolta sia arrivata nel 1993 quando [[Mediaset]] acquistò i diritti per la trasmissione in tv del [[Giro d'Italia]]. Prima di allora la [[Rai]] si limitava a trasmettere la diretta della tappa il pomeriggio con qualche ripresa nei vari notiziari. Capisce il problema per una manifestazione che si disputa su tre settimane correndo tutti i giorni: la gente che lavorava nei giorni feriali era quasi tagliata fuori dal racconto quotidiano del Giro. Mediaset, forse perché anche aveva bisogno di ripagare gli sponsor che avevano finanziato l'investimento, iniziò a fare programmi dedicati sia al mattino che soprattutto la sera [...] permettendo così a tutti di seguire passo per passo lo sviluppo giornaliero della corsa rosa. In questa maniera tonificò ovviamente anche la visibilità degli sponsor che quindi erano più propizi a investire nel ciclismo. Quando poi la Rai si riappropriò dei diritti [nel 1998, ''ndr''], queste buone pratiche continuarono e ora [...] c'è una copertura completa della gara in tutte le ore. Con beneficio degli sponsor.<ref>Da ''[https://www.calcioefinanza.it/2021/02/27/gianni-bugno-intervista-calcio-e-finanza/ Intervista/ Bugno: «I vertici dello Stato al Giro. Il finale? Sempre al Colosseo»]'', ''calcioefinanza.it'', 27 febbraio 2021.</ref>
*[...] io [[Vittoria e sconfitta|ho imparato a vincere imparando a perdere]]. Le bastonate, nella vita e nella corsa, mi sono servite per migliorare. Nessuno nasce "imparato". E le vittorie per me sono tutte importanti, da quelle da juniores fino al Giro. Cambia solo il contesto. Il resto, conta poco.<ref name="Lucidi">Dall'intervista di Fabrizio Lucidi, ''[https://www.ilgiorno.it/sport/gianni-bugno-3f2624b2 Il paradosso di Gianni Bugno: "Del mio passato non ho neanche una maglia"]'', ''ilgiorno.it'', 29 aprile 2021.</ref>
*Il ciclismo di oggi, come tutti i settori, deve adattarsi alle nuove tecnologie. È uno sport più preparato rispetto ai nostri tempi, dove si inventava molto. Non è meglio o peggio, è diverso.<ref name="Lucidi"/>
*[...] la mia vita è sempre stata un'incognita. Non ho mai saputo quello che potevo realmente fare. Anche quando ho iniziato col ciclismo cercavo principalmente di stare fuori dal gruppo perché avevo paura. [...] Temevo alcuni tipi di percorsi, non mi sentivo mai sicuro... e invece sono riuscito a primeggiare pur senza diventare un corridore funambolo. [...] quello che ho fatto è stato semplicemente adattarmi, provando a fare tutto e cercando di non cadere. [...] Non essendo uno specialista e non primeggiando in una specialità mi sono dovuto adattare ai vari tipi di corridori che mi trovavo davanti e che erano tutti più forti di me in qualcosa. Alla fine, il mio è stato un lavoro di resistenza.<ref name="Vergari">Da Federico Vergari, ''[https://mowmag.com/sport/gianni-bugno-le-piste-ciclabili-non-servono-a-niente-manca-l-educazione-stradale Un Bugno nello stomaco: "Le piste ciclabili non servono a niente". Intervista a Gianni Bugno, prima che cominci il Giro]'', ''mowmag.com'', 5 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|«Il [[Giro d'Italia 1990|Giro del 1990]] lo fai in maglia rosa dalla prima all'ultima tappa»}} Iniziai quel Giro d'Italia con l'idea di prendere la maglia presto e di tenerla il più possibile. In tanti si aspettavano che la mollassi, perché era troppo presto. Dicevano: ''ma adesso la perde, adesso la perde...'' e io onestamente ero consapevole che potesse succedere. Poi arrivato all'ultima settimana ho pensato solo a tenerla. Ormai c'eravamo quasi. Contava la resistenza. Si entrava nel mio campo.<ref name="Vergari"/>
{{Int|''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,17/articleid,0906_01_1990_0130_0017_12423230/ Bugno]''|Intervista di [[Massimo Gramellini]], ''La Stampa'', 7 giugno 1990, p. 17.}}
*La [[maglia rosa]], come il potere, logora chi non ce l'ha. Conservarla è meno faticoso che inseguirla. [...] Però, quando ero stanco, mi chinavo a guardarla e la fatica scivolava lontano...
*Non dite che sono un campione, altrimenti mi arrabbio. Fignon, LeMond, Delgado, quelli sì. Ma io! Esaltare me significa insultare i veri fuoriclasse.
*Da accanito ex-perdente, ho fatto una scoperta meravigliosa: che chi non è mai in lizza per il primo posto si perde la poesia del ciclismo.
{{Int|''[https://www.indiscreto.info/per-non-cadere-intervista-a-gianni-bugno/ Per non cadere, intervista a Gianni Bugno]''|Simone Sacco, ''indiscreto.info'', 1º maggio 2021.}}
*[...] una volta che il risultato è stato conseguito, a cosa servirà mai una [[Trofeo|coppa]]? A prendere polvere su di una mensola? Come atteggiamento mentale sono sempre stato un uomo proiettato nel futuro. Del passato agonistico me ne frega fino ad un certo punto. Tant'è che ora se mi chiedessi che fine hanno le mie due medaglie di campione del mondo, non saprei nemmeno dirti dove siano...
*La verità è che io ho sempre pedalato da persona normale, come uno che va a girare al parco la domenica mattina. Non sono mai stato lo "specialista" su due ruote o uno che, durante la gara, si metteva a fare i numeri. Andavo forte, quello sì, ma lì devo solo ringraziare la natura che mi ha donato un fisico speciale.
*Polemizzare nello [[sport]] è stupido visto che chi arriva secondo resta pur sempre il primo degli sconfitti.
*[[Gianni Mura|Gianni]] era uno che scriveva basandosi su quello che vedeva con i suoi occhi. E aveva questa dote di sapere raccontare sulla carta quello che io non sarei mai riuscito a tirar fuori con le mie parole.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2024/02/10/news/gianni_bugno_60_anni_pantani_bici_moto_ciclismo_vittorie-422101371/ Gianni Bugno: "In bici vado poco, preferisco la moto. La gente continua a volermi bene ma non ero niente di speciale. Pantani? Si isolava, non è morto di sport"]''|Intervista di [[Maurizio Crosetti]], ''repubblica.it'', 10 febbraio 2024.}}
*Il Giro delle Fiandre mi stava sfuggendo perché alzai le mani troppo presto, e lo stesso uno dei due mondiali. Che fesso. Diciamo che ho corso in un'epoca in cui si poteva vincere in quindici, le grandi corse, intendo. Adesso le vincono soltanto in sei: se ci sono loro, meglio lasciar perdere.
*I sei fuoriclasse di questa epoca, dove il migliore secondo me è [[Tadej Pogačar|Pogacar]], creano l'evento con la loro stessa presenza, altrimenti è un piattume. La figura dell'outsider è scomparsa.
*Feci una scommessa con l'autista della Nazionale, Giacomo Carminati, che ci portava al mondiale di Benidorm. Gli dissi: se vinco, mi fai guidare il pullman al ritorno? Avevo la patente giusta. Vinsi, e il giorno dopo mi misi al volante per centinaia di chilometri. Bellissimo.
{{Int|''[https://www.corriere.it/sport/25_marzo_31/gianni-bugno-intervista-0a65d3ea-104e-4f0c-bbee-cce166d53xlk.shtml Gianni Bugno: «Nascondevo i trofei in casa per paura dell'invidia. Non sono stato un buon marito, Chiappucci mi ha salvato dalla depressione»]''|Intervista di Marco Bonarrigo, ''corriere.it'', 31 marzo 2025.}}
*{{NDR|«La fuga metafora di libertà?»}} Macché. Non sapevo stare in bici e in gruppo avevo paura di cadere. Scappavo per non combinare disastri.
*{{NDR|«Braccia alzate sul traguardo?»}} Mai stato capace. In due vittorie importanti, il Mondiale di Benidorm e il Giro delle Fiandre, le ho tirate su in modo così goffo che quasi mi battevano. Le foto infatti fanno schifo.
*{{NDR|«La decisione di diventare ciclista?»}} In quarta liceo, colpa di una professoressa convinta che chi faceva sport non potesse andare bene a scuola. Bravo in fisica, chimica e matematica, pessimo in italiano e latino: per la timidezza mi esprimevo in modo disastroso. Lei mi rimandò in due materie, per ripicca non mi presentai agli esami di riparazione e mi bocciarono. Andai dai miei spiegando che con la scuola avevo chiuso: avrei fatto il ciclista.
*{{NDR|«Ma è vero che nascondeva le coppe e i trofei?»}} Prima di arrivare a casa le avvolgevo in carta da giornale e poi le mettevo nei sacchetti della spesa. [...] La gente [[invidia]] chi vince o ha successo. L'invidia è un brutto sentimento. Mi piaceva essere considerato come gli altri, uno normale.
*A posteriori ho capito che apprezzavo di più le [[Sconfitta|sconfitte]]: mi facevano rimuginare sugli errori e su come correggerli. Ho imparato tantissimo da come ho perso.
{{Int|''[https://www.settimananews.it/societa/bugno-giro-la-bici-la-vita/ Bugno: il Giro, la bici, la vita]''|Giordano Cavallari (a cura), ''settimananews.it'', 10 maggio 2025.}}
*Non c'era nessun sportivo nella mia famiglia e nessuno mi ha avvicinato alla bici: è arrivata casualmente, quando è passato il [[Giro d'Italia]] sotto casa mia.
*Portare la [[maglia rosa]] è un onore, è sentire di portare addosso qualcosa di importante: tanta gente ti vede, ti riconosce, confida in te. Quando l'hai sulle spalle, fai di tutto per difenderla; viene da sé.
*Nel [[ciclismo]] la [[Squadra (sport)|squadra]] è importante. Ma poi sei tu – se sei il capitano – che devi cercare di portare a casa la vittoria.
*Se fai le cose con passione, la fatica non la senti. Chi va in bici, ci va per passione. La fatica è qualcosa di negativo. Per me la fatica è piuttosto quella di chi va a lavorare controvoglia – che so, in miniera – per campare. La fatica vera non è quella di chi sceglie di correre in bicicletta. Per me, andare in bici da corsa e sudare per mia volontà, non è mai stata una fatica, semmai una gratificazione.
==Citazioni su Gianni Bugno==
*Gianni Bugno, straordinario campione di modestia, atleta dal talento più grande delle sue ambizioni. ([[Pier Bergonzi]])
*La storia di Gianni Bugno si discosta dal copione per la normalità del personaggio, tratto caratteriale del tutto anomalo in un pianeta di muscolari che si atteggiano a divinità, suscitando fanatismi, non certo desideri di emulazione. La gente [...] non cercava un idolo da venerare, ma un segnale di speranza, il modello in cui identificarsi: un ragazzo qualunque e quindi imitabile. Non sulla bici, s'intende, perché bisognerebbe avere [...] un regalo concesso da madre natura solo ai campioni veri. Ma ognuno, nel suo campo d'azione, ha una qualità eccezionale: basta scovarla e crederci fino in fondo, come ha fatto lui. Che è uno come noi. ([[Massimo Gramellini]])
*Tutti i suoi cimeli sono nelle mani dei tanti appassionati, di persone che hanno avuto a che fare con questo fantastico atleta, che se solo avesse avuto un po' di cattiveria agonistica in più chissà quello che avrebbe potuto vincere. Ma a noi piace così. A noi Gianni Bugno è sempre piaciuto proprio perché era fatto in questo modo, nel suo genere era assolutamente unico, un [[Tadej Pogačar|Pogacar]] timido e generoso. Tadej vince e sorride? Gianni vinceva e si scusava. Tadej vince e regala borracce ai bimbi? Gianni regala ciò che vince. Lo sloveno si autoalimenta vincendo corse a raffica? Gianni doveva essere spronato, perché per lui in partenza erano tutti più forti. Poco importa che abbia vinto una coppa del mondo e due mondiali consecutivi, un [[Giro d'Italia]] vestendo la maglia rosa dalla prima all'ultima tappa. Un Giro delle Fiandre e una [[Milano-Sanremo|Sanremo]]. Due titoli italiani e per due volte sul podio del [[Tour de France]]. In totale 72 corse, mica poche. Lui si è sempre sentito inadeguato, ma nella vita non si può avere tutto: in bicicletta Gianni era dotato di classe purissima. Talento da autentico fuoriclasse, però non chiedetegli mai chi è stato Gianni Bugno. È il meno indicato a darvi una risposta. ([[Pier Augusto Stagi]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Bugno, Gianni}}
[[Categoria:Ciclisti italiani]]
[[Categoria:Dirigenti sportivi italiani]]
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Gianni Mura
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Danyele
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[[File:Gianni Mura IJF 2010.jpg|thumb|Gianni Mura nel 2010]]
'''Gianni Mura''' (1945 – 2020), giornalista e scrittore italiano.
==Citazioni di Gianni Mura==
*Consiglierei [[Antônio José da Silva Filho|Birobiro]] del Corinthias, vien via per 500 milioni. E poi si può far sponsorizzare dalla Bic.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 27. ISBN 88-8598-826-2</ref>
*{{NDR|Su [[Gianni Brera]]}} Ha alfabetizzato il tifoso di calcio con la sua rubrica della posta: stufo di Mazzola e Rivera, parlava più di Leopardi e Manzoni.<ref>Citato in Mario Pagliara, ''[http://milombardia.gazzetta.it/milano/2012-11-17/artista-un-ambiente-artigiani-milano-ha-ricordato-gianni-brera-913242889180.shtml "Un artista in un ambiente di artigiani". Milano ha ricordato Gianni Brera]'', ''Gazzetta.it'', 17 novembre 2012.</ref>
*Ho perso il conto dei miei padroni, secondo le missive. [[Gianni Agnelli|Agnelli]], [[Massimo Moratti|Moratti]], [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], [[Franco Sensi|Sensi]], [[Diego Della Valle|Della Valle]], Ferlaino, perfino [[Paolo Mantovani|Mantovani]] ai tempi della Samp. Quasi rimpiango i tempi in cui arrivavano le cartoline postali, rigorosamente anonime, con su scritto: "cambia mestiere, di calcio non capisci niente". Meglio ignorante che prezzolato. In questa identificazione dell'attività più sputtanata agli occhi, si fa per dire, dell'opinione pubblica, tra giornalisti e arbitri vincono i [[politico |politici]]. Un grato pensiero e via di corsa.<ref name=arbitro/>
*Il fondo, come spiega il nome, consiste nell'arrivare in fondo. Chi ci riesce è un fondista, chi si ferma a metà strada è un mezzofondista, chi non parte è un messicano.<ref>Citato in [[Marco Pastonesi]] e Giorgio Terruzzi, ''Palla lunga e pedalare'', Dalai Editore, 1992, p. 90. ISBN 88-8598-826-2</ref>
*{{NDR|Sugli [[arbitro|arbitri]]}} Mi erano più simpatici quando, in A almeno, guadagnavano meno di un cardiochirurgo, ma mi sforzo di pensare a quelli delle serie inferiori, molto più a rischio, anche fisicamente, e molto meno ricompensati. Se non ho voglia di sforzarmi, penso che in Italia giornalisti e arbitri sono gemellati dalle certezze del tifo: servi e corrotti, giacchette nere (ora variopinte) e pennivendoli, infami.<ref name="arbitro" />
*Sono contrario alla moviola in campo. Dopo questa captatio benevolentiae, posso divagare. Mai pensato in vita mia di fare l'arbitro. Il medico sì, e anche l'archeologo, il cuoco, il pianista, l'allevatore di conigli, il fruttivendolo, il fiorista. Da giovani si cambia spesso idea.<ref name=arbitro>Citato in ''Arbitri e giornalisti gemellati dal tifo'', ''L'arbitro'', dicembre 2014, p.16.</ref>
*Ultima considerazione: da cinquant'anni sento dire che la simulazione fa parte del gioco. Non è vero: fa parte dell'imbroglio, esattamente come truccare le carte o pilotare gli appalti. Quando i calciatori italiani la smetteranno di simulare, non dico un rigore, ma anche una gomitata non presa, un fallo non subìto, gli arbitri italiani arbitreranno con più serenità.<ref name=arbitro/>
*Uno dei più grandi responsabili dello sfacelo del [[giornalismo sportivo]] è stato [[Aldo Biscardi]]. E con lui, tutte le trasmissioni simili al ''Processo del lunedì'' che sono nate successivamente. Biscardi ha trasformato il giornalista sportivo da firma in faccia.<ref>Dalla conferenza "Narrare lo sport" all'Università Luiss Guido Carli di Roma; citato in Gianluca Modolo, ''[http://www.reporternuovo.it/2012/03/19/lo-sport-raccontato-da-gianni-mura-tra-calcio-ciclismo-e-il-mestiere-di-cronista/ Lo sport raccontato da Gianni Mura tra calcio, ciclismo e il mestiere di cronista]'', ''reporternuovo.it'', 19 marzo 2012.</ref>
===''Epoca''===
{{Int|Da ''Compagno centravanti''|''Epoca'' nº 1268, 25 gennaio 1975, pp. 24-25.|h=4}}
*{{NDR|Sull'[[Associazione Calcio Perugia 1974-1975]]}} In questa bella città c'è una bella squadra di calcio. Campionato di Serie B. L'obiettivo, alla partenza, era quello di non retrocedere in C. Invece sta arrivando la promozione in A. Caratteristiche della squadra: l'allenatore, Ilario Castagner, trentaquattro anni, è il più giovane del settore professionistico; il centravanti, Paolo Sollier, ventisette anni, è il più impegnato politicamente.
*{{NDR|Su [[Paolo Sollier]]}} A Cossato, un paesino di quattromila abitanti, aveva scritto una lettera aperta ai tifosi, spiegando perché si rifiutava di firmare autografi. Non se l'avessero a male, ma l'autografo era un segno di divismo e lui si sentiva esattamente uguale agli altri.
*Ho visto Sollier segnare un magnifico gol all'Atalanta e rispondere agli applausi levando il pugno chiuso. Ma più d'ogni cosa m'ha impressionato il suo modo di comportarsi in campo. Gioca da centravanti arretrato e lo si trova in ogni zona del campo, in continuo movimento. Non protesta mai, non fa scene, se lo atterrano dà per primo la mano a chi lo ha steso. Chi abbia pratica dei campi di calcio, a questo livello, sa quanto sia difficile trovare un atleta che rifugga dalla tentazione (ormai cronica) di recitare, sul grande palcoscenico della domenica.
===''Guerin Sportivo''===
*A me [[José Mourinho|Mourinho]] non ha mai dato l'immagine dell'allenatore. Non somiglia a nessuno di quelli del presente né del passato, tolto forse [[Helenio Herrera]], molto più modesto di Mourinho [...] e comunque svantaggiato, il Mago rispetto a Mourinho, da un apparato televisivo gracile, inadeguato. Mourinho ha l'aria del condottiero, del duce, del capitano di ventura, di [[John Wayne]] ma solo quando vincono i soldati blu. Mourinho non predica l'aggressione degli spazi. Li occupa. Molti colleghi (in genere sotto i 40 anni, bisogna capirli o almeno provarci) sono affascinati da Mourinho, che effettivamente è bravissimo a incantare i serpenti, a maggior ragione le bisce d'acqua dolce. Oh, che grande comunicatore. Sì, ma cosa comunica? Uh, finalmente uno che parla chiaro in un mondo di sepolcri imbiancati. Parlerà chiaro, ma solo ''pro domo sua''.<ref>{{cfr}} locuzione latina: «''Cicero pro domo sua''» («Cicerone {{NDR|che parla}} per la propria casa»). {{cfr}} [[w:Cicero pro domo sua|voce]] su Wikipedia.</ref> Mourinho [...] non consente le mezze misure, le tinte sfumate. O con me o contro di me.<ref>Da ''[http://www.guerinsportivo.it/news/altro/2010/12/11-1138696/furbinho_non_mi_manchi/ Furbinho non mi manchi]'', ''guerinsportivo.it'', 11 dicembre 2010.</ref>
*{{NDR|Sullo [[stadio delle Alpi]]}} A Torino, dove è costato il doppio del preventivato [...], lo stadio è nuovo e bisogna battezzarlo. Così l'Acqua Marcia, e non dirmi che dovrebbe farsi ribattezzare, costruttrice dello stadio, non s'è presa la responsabilità di scegliere il nome, ma ha affidato il compito a un équipe interdisciplinare di Roma, che si chiama S3 Acta. Potrei osservare [...] che pure la S3 Acta farebbe bene a scegliersi un nome [...]. Costoro, tutti professionisti in Scienze organizzative (non chiedermi cosa vuol dire) [...], ci hanno pensato un bel po' sopra e hanno partorito una rosa di cinque nomi: Agorà, Des Alpes, Eracles, Zeus e Summit. [...] perché tre nomi greci, uno francese e uno inglese che non c'entra un cavolo? Des Alpes è un nome da albergo di Claviere e poi non è che l'esclusiva delle Alpi ce l'abbia il Piemonte. Tutti gli altri nomi vanno male per uno stadio ma vanno bene per un rasoio, un'auto, un profilattico, una discoteca. [...] pare che passerà Des Alpes. Non è possibile prenotare una suite. Ma saranno contenti i portieri.<ref>Da ''Santi nomi!'', ''Guerin Sportivo'' nº 12 (787), 21-27 marzo 1990, p. 51.</ref>
*{{NDR|Sugli [[ultras]]}} [...] leggo i loro blog, quasi tutti terrificanti per la quantità d'odio che fanno circolare; leggo i loro striscioni, ascolto i loro cori. Terrificante è pure la scarsa conoscenza della lingua italiana [...]. Il buon senso no, il gusto per una civile convivenza no. Chi dà a una curva il diritto di stabilire se il calciatore Y è un uomo o no? Chi gli dà il diritto di controllare con chi Y va a cena e magari anche con chi va a letto? Cos'è questo talebanismo da custodi della purezza? Cosa sono questi ossessivi richiami all'identità e all'onore, molto pericolosi se maneggiati male? Quanto valgono i cori "Milano siamo noi" (o Roma, Genova, Torino, Verona)? Sì, siete anche voi, la passione aiuta fino a che non diventa un cappio, un giustizialismo da quattro soldi. Siete voi, come lo sono quelli che hanno fondato un club, ne hanno segnato la storia, come lo sono quelli che nella città ci lavorano o sperano di poterci lavorare, quelli che tirano su le case, quelli che spazzano le strade, quelli che guidano i tram, quelli che fanno il caffè, quelli che vendono i giornali. C'è un razzismo schifoso, ed è basato sul colore della pelle. C'è un razzismo stupido, basato sul [[Razzismo nel calcio|colore delle maglie]]. Per cui l'altro (o uno dei tuoi, giudicato indegno) è un bersaglio da irridere, un nemico da abbattere, uno di un'altra fede, quindi un infedele. [...] Si parla tanto di integralisti islamici, ma di quelli nostrani no, il silenzio delle società e della società li aiuterà a crescere.<ref>''Dalla parte di Milanetto'', dalla rubrica ''Murales''; ''Guerin Sportivo'' nº 9, settembre 2011, pp. 36-37.</ref>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*La [[Maria Canins|Maria]] non è come [[Sara Simeoni|Sara]], come [[Dorina Vaccaroni|Dorina]] nella trilogia dello sport femminile italiano. La Maria, dicono tutti, perché il ciclismo al femminile parla lombardo e triveneto, quindi usa l'articolo. La Maria ha capelli cortissimi e occhi molto azzurri, quasi blu. Può vincere la medaglia d'oro, può anche non vincerla e non cambia nulla. [...] E di questo movimento ignorato e spesso deriso, la Maria è capofila ma non ambasciatrice.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/07/27/ecco-maria-la-bestia-una-maratoneta-in.html Ecco "Maria la bestia" una maratoneta in bici]'', ''la Repubblica'', 27 luglio 1984.</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Silvio Berlusconi]]}} S'è sparsa voce che ce l'ho con lui, mica vero. Anzi, sta contribuendo, un po' alla volta, a chiarire l'identikit dell'allenatore del Milan. Devotamente leggendo l'accademia di Brera, venerdì, ho appreso che, propostagli la candidatura-Bagnoli, Berlusconi ha obiettato "è comunista". Chissà se è vero, certo mette malvolentieri la cravatta.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/01/25/il-piccolo-re-delle-telenovelas.html Il piccolo re delle telenovelas]'', ''la Repubblica'', 25 gennaio 1987.</ref>
*{{NDR|Su [[Arrigo Sacchi]]}} Ha una strana faccia, sospesa fra il giovane degli occhi e della pelle e il vecchio dei capelli, grigi e pochi. [...] pare più anziano in divisa da allenatore, maglietta e calzoncini. Toni heribertiani (urla molto, quando allena), e, dalla tribuna, sembra un contabile del Minnesota. Strano tipo [...]<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1987/07/03/un-giorno-sacchi-gioco-in-difesa.html E un giorno Sacchi giocò in difesa]'', ''la Repubblica'', 3 luglio 1987.</ref>
*Io da Berlusconi preferirei non imparare nulla su come si vive, e in particolare a consumare i pasti mediamente in 7' 42".<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/05/15/la-rivoluzione-del-sor-capanna.html La rivoluzione del Sor Capanna]'', ''la Repubblica'', 15 maggio 1988.</ref>
*{{NDR|Su Arrigo Sacchi}} Era e resta un uomo che brucia di idee e fervore. Alle solite, Sacchi ha predicato umiltà dal suo pulpito mistico.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/09/07/gigante-milan-alla-ribalta.html Gigante Milan alla ribalta]'', ''la Repubblica'', 7 settembre 1988.</ref>
*A [[Gaetano Scirea|Scirea]], studente a Coverciano, un collega aveva chiesto qualche mese fa un'occhiata sul futuro. Mi basta continuare a essere quello che sono e chiedo solo un po' di salute. Tutto questo non ha più senso, solo il dolore ha un senso. Tutti noi, che abbiamo frequentato Scirea per lavoro, l'abbiamo amato e rispettato, il contrario era impensabile. Domani ci sarà, sui campi, un minuto di silenzio per ricordarlo. Un minuto è poco, ma vorrei che fosse davvero di silenzio. Senza [[applausi]], senza cori: a lui non sarebbe piaciuto, Gaetano non era di quelli che battono le mani ai morti. Avrebbe abbassato la testa, come si usa nei paesi, ancora, e avrebbe pianto. E solo questo per lui possiamo fare, ed è poco, nulla per la sua vita così bella e chiara, per la sua morte così brutta e assurda.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/09/05/scirea-la-faccia-pulita.html Scirea, la faccia pulita]'', ''la Repubblica'', 5 settembre 1989, p. 37.</ref>
*{{NDR|Dopo la vittoria della [[Generazione di fenomeni]] al [[campionato europeo maschile di pallavolo 1989]]}} [...] non ricordo un così radicale salto in avanti di una squadra.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1989/12/24/liberta-sport-in-cima-al-mondo.html Libertà e sport in cima al mondo]'', ''la Repubblica'', 24 dicembre 1989.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1989-1990]]}} Proprio Maradona ha già definito meno bello questo scudetto, rispetto al primo arrivato sotto il Vesuvio. Meno bello per le polemiche, i sospetti, le risse verbali e no che l'hanno caratterizzato. Il Milan si sente scippato, il Napoli legittimo vincitore, il tempo smusserà gli spigoli ma intanto la Lega Lombarda ha calcolato circa 50 mila voti in più, perché naturalmente [...] il discorso calcistico s'è allargato e infiammato nei soliti rimbalzelli Nord-Sud. Questo campionato è stato tutto il contrario di quel che doveva e voleva essere. Colpa anche di un calendario troppo fitto, con quasi tutti i mercoledì occupati, e il nostro calcio non è ancora attrezzato, nella testa e negli organici, per reggere tre partite in una settimana.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/04/29/addio-campionato-amaro.html Addio, campionato amaro...]'', ''la Repubblica'', 29 aprile 1990.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1989-1990]], dopo la vittoria della Coppa UEFA}} La gente juventina grida due nomi, Dino e Stefano. La gente festeggia tutta la Juve ma ci tiene a isolare i due attori più cari: uno in panchina, uno che ha centrato il piccolo slam con la valigia in mano, un altro in campo, a parare tutto quello che c'era da parare. Non c'è tristezza in questi cori, dell'addio di Zoff si sapeva da tempo, ma intanto deve essere una bella soddisfazione per lui vedere alzare dal suo capitano questa coppa: due traguardi su tre, qualcuno in questa stagione ha fatto meglio?<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/05/17/ai-ragazzi-di-zoff-anche-la-coppa.html Ai ragazzi di Zoff anche la coppa bis]'', ''la Repubblica'', 17 maggio 1990.</ref>
*{{NDR|Dopo la vittoria della Generazione di fenomeni al [[campionato mondiale maschile di pallavolo 1990]]}} Ho fatto un tifo disperato, da voyeur, sarà vero che la pallavolo è molto televisiva ma è più bello sentire il rumore delle schiacciate da bordo campo, le frasi sibilate a rete, vedere le occhiate e le scie di sudore che rigano il parquet. Quando a Lucchetta è spuntato un tentacolo al posto del braccio sinistro ha capito che era fatta, e poi Bernardi ha messo giù quella maledetta palla del 16-14. [...] Grazie ragazzi, lo ripeto. Per la gioia che mi avete buttato addosso, per gli anni che mi avete levato. Ho seguito la pallavolo dei vostri zii, se non dei vostri padri, quando i tecnici erano Anderlini, Federzoni, quando i giocatori erano dilettanti, come Roncoroni che avrebbe fatto il cardiochirurgo, De Angelis l'avvocato, Mattioli l'allenatore. Quando si andava in Bulgaria, vent'anni fa, e si poteva perdere anche col Belgio, si finiva a Yambol (posto terrificante) a giocare con la Mongolia e il Venezuela per conquistare un quindicesimo posto che non importava nulla a nessuno. Allora, perdere 3-0 con le squadre dell'est era normale, già bravi a tenerli in campo più di un'ora. È cambiato tutto, non il fascino del gioco.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/10/30/vent-anni-dopo-non-piu-clandestini.html Vent'anni dopo, non più clandestini...]'', ''la Repubblica'', 30 ottobre 1990.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1990-1991]]}} [...] come la Fiat crea posti di lavoro al sud (qualche migliaio), la Juve ne crea in città (qualche decina). Da un esame del nuovo assetto juventino, mi sembra manchino: un datore di luci, un coreografo, uno chef che prepari i flan d'asparagi [...] a Montezemolo, un sociologo della comunicazione, un art director (mai capito a che serva, ma ormai ce l'hanno tutti). A scanso di equivoci, preciso che non ironizzo su Enrico Bendoni, anzi buon lavoro: non ha solo una faccia simpatica da batterista, ma anche qualche idea. Però, un 7 di solidarietà a Morini: uno s'addormenta direttore sportivo e la mattina dopo si risveglia team manager.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/12/02/ora-ci-manca-art-director.html Ora ci manca l'art director]'', ''la Repubblica'', 2 dicembre 1990.</ref>
*Chissà com'è venuto in mente ad [[Adriano Galliani]] di imbastire quella sceneggiata sul campo, che ha richiamato alla memoria quella dell'emiro kuwaitiano ai mondiali dell'82. Peccato che Galliani non sia un emiro, ma un industriale brianzolo, nonché l'amministratore delegato del Milan e il vicepresidente della Lega. La responsabilità del ritiro della squadra è tutta sua. Non erano d'accordo né Sacchi né i giocatori né Ramaccioni, che di regolamenti capisce e temeva sanzioni disciplinari che sicuramente arriveranno. [...] Il guaio di certe farse è che non fanno ridere. E i primi a giudicare sono stati molti tifosi del Milan. Che vergogna, hanno detto. D'accordo, inutile aggiungere altro.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/03/22/bisogna-saper-perdere.html Bisogna saper perdere]'', ''la Repubblica'', 22 marzo 1991.</ref>
*La Repubblica prima e il Giornale poi hanno aperto sulle pagine sportive un inizio di discussione sugli Europei. È difficile pretendere dall'[[UEFA|Uefa]] una fermezza che non hanno organismi più rappresentativi. Ma è impossibile far finta di nulla. Per i massacratori, avere la Jugoslavia in campo in Svezia non è un traguardo sportivo, è anche un segnale di accettazione politica. Come non è un fatto sportivo che il ct Osim e la sua famiglia siano minacciati di morte, che i giocatori croati e sloveni che si rifiutano di giocare in una nazionale che non rappresenta più quasi nessuno, e tanto meno una nazione, siano ugualmente minacciati. Contro la Jugoslavia dovrebbero rifiutarsi di giocare le squadra del suo girone. Ma non succederà. Però potrebbero giocare col lutto al braccio, come [[Marco Pannella|Pannella]]. O ritardare l'inizio della partita. O pretendere un minuto di silenzio. Non ci sono molti giorni per preparare qualcosa ma qualcosa va fatto (ho più speranze nel pubblico che nelle squadre).<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/05/24/almeno-il-lutto-al-braccio.html Almeno il lutto al braccio]'', ''la Repubblica'', 24 maggio 1992.</ref>
*{{NDR|Sul [[campionato europeo di calcio 1992]]}} Grazie alla [[Nazionale di calcio della Danimarca|Danimarca]], di cuore e di testa. Perché molti dei giocatori li hanno richiamati dalle vacanze, dove facevano vita allegra e, si spera, sesso. Perché hanno corso anche nei supplementari, con uno zoppo in attacco. Perché era l'unica nazionale senza "italiani" [...] e non se ne poteva più di questo metter le mani sulle partite degli altri, come se Olanda-Germania fosse Milan-Juventus. Perché siamo stati costretti a tifare per i danesi. Perché i tifosi danesi non fischiano gli inni degli altri, non accoltellano gli altri, non conoscono il tifo contro, in cui noi siamo specializzati. Perché non dev'essere facile giocare a pallone sapendo di avere una figlia all'ospedale con la leucemia, ed è tutto più difficile quando la storia finisce sui giornali (grazie Vilfort per la dignità). Grazie a nome di quelli che credono alle favole e sono chiamati sognatori, poco realisti, moralisti a volte.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/27/quanti-grazie-per-una-sorpresa.html Quanti grazie per una sorpresa]'', ''la Repubblica'', 27 giugno 1992.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 1992-1993]]}} La vittoria del Marsiglia si chiama difesa e fuorigioco: strano che il Milan sia caduto tante volte in un trappolone che ha brevettato e perfezionato a Milanello. [...] Al Marsiglia è bastato ostruire i corridoi laterali, senza nemmeno l'ansia di contrattaccare, e mettere in mezzo la Maginot nera (Angloma, Boli, Desailly). Il centrocampo? Da saltare. L'attacco? S'arrangiassero. È stata una lezione di praticità, non di grande strategia, e la considerazione aumenta il rammarico.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/05/28/illusioni-da-grande-slam.html Illusioni da grande slam]'', ''la Repubblica'', 28 maggio 1993.</ref>
*{{NDR|Su [[Beppe Grillo]]}} Quando dice che i giornali sbagliano a titolare "Montagna assassina" invece di "Alpinista pirla", gli rispondo che le montagne (i fiumi, i vulcani, i mari) non hanno parenti né avvocati e dunque non hanno mai querelato nessuno. Che i giornali sbaglino è vero. Avrebbero dovuto occuparsi, molto prima di lui, delle linee calde, della carriera di [[Biagio Agnes]], dell'acqua minerale che costa più del petrolio, dei medicinali pericolosi. Penso che Grillo non faccia satira, ma buon giornalismo (di costume e malcostume).<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/12/05/pagliacci-avvoltoi.html Pagliacci e avvoltoi]'', ''la Repubblica'', 5 dicembre 1993.</ref>
*{{NDR|Dopo Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998}} Povera Juve, con tutta 'sta gente in malafede che vede ombre sul suo scudetto. Come si permettono? Forse è tempo di precisare che su Ronaldo non c'era rigore, Iuliano voleva solo aiutarlo a non cadere, e naturalmente i gol di Bierhoff e Bianconi non erano gol, e non bisogna credere ai numeri, secondo cui la Juve è la squadra più fallosa del campionato ma, in rapporto al numero delle scorrettezze, con la minor percentuale di ammoniti ed espulsi. Ho deciso di essere solidale con questa squadra tartassata dagli arbitri, tutti in buonafede, al massimo con disturbi di vista che colpiscono i meno giovani, gli internazionali. Boggi, Messina, Collina, Cesari, Rodomonti, infine Ceccarini. Gente al culmine della carriera, che non ha bisogno di chiedere favori, né di farne. Un'epidemia. Preoccupante, su vasta scala. Infatti il campionato ha la febbre, sta malissimo. Per contro la Juve sta bene, ha praticamente vinto il suo scudetto numero 25, non è una novità che la Juve vinca uno scudetto. Forse i suoi dirigenti farebbero bene a chiedersi come mai tante persone al disopra o al di sotto della mischia (né juventine né interiste) solo adesso, solo quest'anno dicono che la credibilità del campionato è ai minimi termini. Sicuramente, ed esco dall'ironia delle prime righe, i dirigenti della Juve hanno vinto lo scudetto ma hanno perso un'occasione per dimostrarsi sportivi, un po' o tanto potevano sceglierlo loro. Cosa costava dire: per l'Inter c'era un rigore, mica potevamo fischiarlo noi dalla tribuna, e comunque a calcio negli scontri diretti abbiamo giocato meglio noi. Non costava nulla. Ma non l'ha fatto nessuno, né Chiusano né Bettega né Moggi. Tutti con la stessa faccia, la stessa arroganza nemmeno un po' annacquata. Parlavano le facce, le espressioni, non le parole di giocatori, Peruzzi in particolare. Perché sarà vero che conta solo vincere, ma conta anche il modo. E in nessun campionato che io ricordi c'erano stati tanti episodi a favore della Juve come in questo, e il rischio vero è che solo questi episodi si ricordino, e non anche i meriti della squadra, spesso in emergenza, e di Lippi (anche lui allineato e coperto, nella circostanza). Se il calcio in Italia è ancora uno sport, un minimo di sportività è indispensabile in tutti quelli che se ne occupano, dai tifosi ai giornalisti, dai calciatori ai dirigenti. Quelli della Juve non hanno dato un buon esempio [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/online/sport/scudetto/mura/mura.html L'importante è anche come si vince]'', ''la Repubblica'', 28 aprile 1998.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 1997-1998]]}} Questo, il venticinquesimo in un secolo, potrebbe essere uno degli scudetti più belli della Juve. Per chi lo ha sofferto in campo lo è senz'altro. Ha ragione Lippi quando dice che forse non aveva la squadra più forte, ma la più continua, la più disposta alla sofferenza e alla lotta. Ci sono valori interni che non è il caso di discutere. Ci sono meriti obiettivi, quando si strappano risultati con una difesa (rotto il migliore, Ferrara) di Birindelli e Iuliano, Pessotto e Tacchinardi. Così come ci sono meriti del tecnico [...]. Ma è stato proprio Lippi, da buon toscano che non ama i giri di parole, a parlare di merda tirata sulla squadra, che la metà bastava, e a correggere poi il vocabolo in fango. Merda o fango (facciamo mango, un bel frutto maturo) è chiaro che gli schizzi vanno addosso anche agli innocenti. Che c'entra Peruzzi, se Rodomonti non vede un gol e Ceccarini non fischia un rigore su Ronaldo, che fa il giro del mondo e in tutto il mondo dicono che è rigore? Peruzzi non c'entra nulla. Ma un errore arbitrale, se danneggia tizio va a favore di caio, e siccome tutti gli errori arbitrali in questo campionato sono andati a favore della Juve, con una densità impressionante, eccessiva, ecco esplodere gli schizzi di mango. Si possono fare tanti discorsi, ma non si può far finta che nulla sia successo. [...] Io penso che, più di tutti, questo sia lo scudetto di Marcello Lippi, che ridisegna secondo quanto gli mettono a disposizione i dirigenti. Che avranno molte doti, ma non quella della simpatia. Che non è indispensabile per vincere, ma può servire ad evitare palate supplementari di mango, e poi basta così, a persone navigate è inutile spiegare quando tira il vento. Però, una riflessione. Non è il primo o secondo scudetto della Juve, è il venticinquesimo, e quindi bisognerebbe esserci abituati. Se da tante parti, non solo dagli interisti, sono nate tante proteste e tanto forti, un minimo di ragione ci sarà pure. Questo resta un bellissimo campionato con qualche zona d'ombra e uno scudetto che forse sarebbe arrivato lo stesso ma qualche zona d'ombra ce l'ha. Fra qualche anno non se ne ricorderà più nessuno, ma oggi solo questo si può dire.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1998/05/11/bello-avvincente-con-un-ombra-stata.html Bello, avvincente e con un'ombra]'', ''la Repubblica'', 11 maggio 1998.</ref>
*Per un mendicante di bel calcio come mi definisco (la definizione è ripresa da Eduardo Galeano), uno come [[Ariel Ortega|Ortega]] è un infiltrato, forse un raccomandato (in effetti, gioca sempre), è una barzelletta che non fa ridere, fa più danni della grandine ed è scelta da condannare quella di avergli dato la maglia numero 10 dell'Argentina.<ref>Da ''la Repubblica'', 13 giugno 2002.</ref>
*Un bilancio quasi definitivo dei [[Campionato mondiale di calcio 2002|mondiali]] non passa soltanto per il bello ma anche per il brutto. Belli sono gli stadi, in assoluto e se pensiamo ai nostri. Bella è la mancanza di violenza. Tanti si sono scandalizzati (veh, che maniere) per quell'Again 1966 che ha salutato gli azzurri a Daejeon. In Italia, invece, si usano anche i morti per provocare i vivi, e notoriamente si va allo stadio con mogli e bambini piccoli. D'accordo, arbitri e soprattutto guardalinee non sono il massimo. Però che bello veder battere centinaia di calci d'angolo senza che piova di tutto su chi li tira.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/online/mondiali2002/megpeg/mura/mura.html?refresh_ce Il meglio e il peggio dei Mondiali 2002]'', ''repubblica.it'', 24 giugno 2002.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2002-2003]]}} La Juve ha avuto il solito carattere, ma meno gioco. Il Milan lo stesso carattere, ma più gioco. La vittoria ai rigori è, a rigor di logica, ineccepibile.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/online/calcio2002_coppe/murafinale/murafinale/murafinale.html Alla fine Ancelotti merita la vittoria]'', ''repubblica.it'', 29 maggio 2003.</ref>
*{{NDR|[[Kaká]]}} Uno dei più belli {{NDR|tra i brasiliani che hanno giocato in Italia}} da vedere in azione. Sempre a testa alta (come [[Falcão]], ma con maggiore ritmo), nel tiro ricorda un po' [[Rivelino]]. Ormai ai brasiliani atipici ci siamo abituati, la sua atipicità è un'altra. Dimostra che un brasiliano può essere un campione senza esser nato povero. Promette di trasformarsi in trequartista alla [[Platini]], con diversa velocità d'esecuzione. Per ora si può definire un attaccante mascherato. È molto intelligente, sa quando prolungare l'azione individuale e quando servire il compagno. Dà il meglio arrivando lanciato agli ultimi 20 metri, sembra patire la marcatura stretta. Già a pochi mesi dal suo arrivo a Milanello di lui circolava un'immagine molto positiva: ragazzo molto serio, più maturo della sua età. I rischi che si smarrisca sono pochissimi. Ha tutto per diventare una stella mondiale (se non lo è già). Se al [[Milan]] inseguono [[Ronaldinho]] sono matti. Il vero affare è blindare Kaká (e ogni anno a Natale ricordarsi di chi l'ha segnalato).<ref>Da ''[http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/sport/calcio/mura/mura/mura.html Falcao, Careca e altri maestri la top ten dei nostri brasiliani]'', ''repubblica.it'', 3 novembre 2006.</ref>
*[[Antonio Cassano|Cassano]] non è uno da mezze tinte né da 6. O 3 o 9.<ref>Da ''la Repubblica'', 24 agosto 2007, p. 57.</ref>
*{{NDR|Dopo la partita Inter-Milan 2-1 del 23 dicembre 2007}} [L'Inter] Ha vinto nel modo che piace al più sadico dei tifosi: in rimonta e per un clamoroso errore degli avversari.<ref name="Repubblica-2007">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/12/24/all-inter-il-derby-del-fair-play.html All'Inter il derby del fair play ora, è campione d'inverno]'', ''la Repubblica'', 24 dicembre 2007.</ref>
*L'ultima considerazione riguarda il Torino. Mi sfugge il motivo per cui non abbia giocato in maglia granata contro il Napoli in maglia azzurra. Mi resta la certezza che quella maglia arancione a righe nere è la più brutta in assoluto vista su un campo di calcio.<ref name="Repubblica-2007"/>
*{{NDR|Sulla [[tessera del tifoso]]}} [...] Mi sembra di vedere una limitazione alla libertà individuale. Detto in altri termini, e per puro comodo, immaginiamo di dividere i tifosi in bravi e cattivi. I cattivi identificati, in teoria, sono già soggetti a Daspo, quindi schedati e controllati. Ma che bisogno c'è di schedare quelli bravi? Questo è il punto. Mentre i bagarini continuano a fare buoni affari e se ne fanno un baffo del biglietto individuale, mentre i non cattivi, fino a prova contraria, ma un po' agitati si muovono comunque, poi si vedrà, vorrei che qualcuno mi spiegasse perché un cittadino incensurato, senza precedenti specifici, non è libero di muoversi nel suo paese e di andare allo stadio pagando un biglietto e basta, come si fa nel resto del mondo. Se poi delinque, ci pensi la polizia. Trattare i bravi da cattivi, tanto sappiamo che sono bravi, non è fascismo, è piuttosto una gestione abbastanza ottusa del potere. Si seppellisce così, senza un fiore, la domenica della brava gente che i coltelli li usa solo in trattoria, prima o dopo la partita. Si colpiscono i diritti di una stragrande maggioranza per limitare gli eventuali danni di un'esigua minoranza. Se questo è normale, ditelo voi. A me non pare. Se la libertà di movimento passa per una schedatura (questo è, né più né meno), a me pare condizionamento di libertà. C'è per caso un costituzionalista che ha qualcosa da dire?<ref>Da ''la Repubblica'', 23 agosto 2009.</ref>
*{{NDR|Dopo la partita Inter-Sampdoria 0-0 del 20 febbraio 2010}} È molto pericoloso, anche per l'Inter, l'atteggiamento di [[José Mourinho|Mourinho]], che non è un ingenuo e quindi deve sapere che si rischia a camminare in una polveriera sempre col cerino in mano. Molti speravano che aiutasse il nostro calcio a guadagnare in maturità, in cultura. Invece, siamo tornati ai tempi dei Borgia, sai che bell'affare.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/22/quanti-altri-scudetti-per-non-sentirsi-perseguitati.html Quanti altri scudetti per non sentirsi perseguitati?]'', ''la Repubblica'', 22 febbraio 2010.</ref>
*I veri [[Capitano (sport)|capitani]] possono morire o anche scegliere di morire, ma dimenticarli è impossibile.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/09/17/il-calcio-di-ago.html Il calcio di Ago]'', ''la Repubblica'', 17 settembre 2012.</ref>
*[[Pietro Mennea|Mennea]] ha passato più di un terzo della sua vita sui campi d'allenamento, anche a Capodanno. Era un asceta, sopportava carichi di lavoro che altri atleti avrebbero rifiutato prima ancora di cominciare. E durare vent'anni, per uno sprinter, è una specie di miracolo. Ma lo è ancora di più il restare affezionato a una vita ripetitiva, ore e ore d'allenamento per limare qualcosa, ore di isolamento e di sacrifici: dieta perenne, il suo maestro e allenatore Vittori gli vietava anche l'acqua minerale gassata, solo liscia doveva essere. E non parliamo degli altri grandi e piccoli piaceri della vita. Però nessuno ha mai sentito Pietro lamentarsi di quegli anni. Fedele al ruolo che s'era ritagliato: l'atleta-asceta, l'atleta-monaco o fachiro, l'atleta-soldato. Perché era nero dentro e sapeva che nella vita e nello sport, tanto più uno sport come il suo, nessuno ti regala nulla, tutto quello che puoi vincere te lo devi guadagnare col sudore, la fatica, il lavoro. Noi italiani, ci ha fatto pensare di essere i più veloci al mondo. A lui la fatica, a noi la gioia.<ref name="Mennea">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/22/la-lezione-dimenticata.html La lezione dimenticata]'', ''la Repubblica'', 22 marzo 2013.</ref>
*Di {{NDR|Mennea}} dicevano che avesse un brutto carattere, che vedesse nemici dappertutto. Ne aveva, in effetti, a cominciare da quelli che tuonano contro il doping e poi lo fanno entrare dalla porta di servizio, per continuare con quelli che pensano solo alle medaglie e ai guadagni e non hanno capito che c'è una rivoluzione culturale da fare, cominciando dalla scuola, dall'etica, e che non c'è solo lo sport di vertice ma anche lo sport per tutti, e che comunque non ci si deve aiutare mai con farmaci proibiti. «Perché la fatica non è mai sprecata. Soffri, ma sogni». Parole sue. A fare da eco, il nostro silenzio: che sia pieno di rispetto, d'ammirazione, di qualcosa che vorrebbe essere un «grazie» tardivo, forse inutile, ma per Pietro Mennea da Barletta doveroso e dolente, adesso che la corsa è finita.<ref name="Mennea"/>
*[[Giacomo Losi]] nel campo dei ricordi ha il numero 3, ma andrebbero bene anche il 2, il 5 e il 6. Tutti i ruoli della difesa li ha coperti, semmai c'è da chiedersi come riuscisse, lui alto 1.68, a marcare giganti come John Charles.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2014/02/17/news/giacomo_losi_difensore_partigiano_il_calcio_oggi_far_west-78825547/ Giacomo Losi, difensore partigiano: "Il calcio oggi è Far West"]'', ''repubblica.it'', 17 febbraio 2014.</ref>
*Quanti ebrei avrà salvato [[Gino Bartali|Bartali]] e anche non ebrei destinati ai lager? Più di 300, dicono, coi documenti falsi. Ma lui ne nascondeva in casa, rischiava la pelle e sì, è stato un eroe, uno degli ultimi eroi popolari espresso dal ciclismo. Il più puro, credo.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/rubrica/2018/01/27/news/il_razzismo_non_e_un_problema_per_i_presidenti_delle_societa_di_calcio-187445588/ Il razzismo? Non è un problema per i presidenti delle società di calcio]'', ''rep.repubblica.it'', 28 gennaio 2018.</ref>
*{{NDR|Su [[Antonella Bellutti]]}} Lei, [[Giochi olimpici|a Sydney]], mi ha fatto venire in mente ''L'Angélus'' di [[Jean-François Millet|Millet]], ha posato la bici come si poteva posare nel campo una vanga o un forcone, e c'era, o almeno mi è parso, una preghiera di silenzio in mezzo a quel casino festante. E poi quel sorriso esitante, un sorriso da bucaneve che fatica a fiorire. E poi tutti quei capelli che saltano fuori dal casco. In genere le cicliste su pista portano capelli corti. Tre rimandi solo per i capelli: un quadro di [[Gustav Klimt|Klimt]], ''Il vento dell'est'' di Pieretti-Gianco, [[Giovanna d'Arco]].<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/sorelle-italia/2019/03/07/news/antonella_bellutti_ho_conosciuto_i_miei_limiti_andando_da_sola_in_bici_-220148492/ Antonella Bellutti: "Ho conosciuto i miei limiti andando da sola in bici"]'', ''repubblica.it'', 7 marzo 2019.</ref>
*Era la tenacia, [[Felice Gimondi|Gimondi]]. L'ostinazione, la cocciutaggine, che dicono tipica dei bergamaschi, la dignità, anche.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/08/16/news/addio_a_gimondi_il_lottatore_che_non_si_arrese_mai-233769002/ Addio a Gimondi, il lottatore che non si arrese mai]'', ''rep.repubblica.it'', 16 agosto 2019.</ref>
*[[Andrea Agnelli]] è certamente uomo calato nel presente, ma credo che a volte rimpianga i tempi in cui avrebbe potuto chiamarsi Andrea III, così come c'erano [[Enrico IV di Francia|Enrico IV]], [[Carlo V d'Asburgo|Carlo V]] e [[Luigi XII di Francia|Luigi XII]]. Un bell'editto e si vietava l'ingresso nella capitale ai villani, ai bifolchi, ai questuanti, alle meretrici. Con l'[[Atalanta Bergamasca Calcio|Atalanta]] e la [[UEFA Champions League|Champions]] non si può fare, o non ancora, ma come cantava Nicola Arigliano «è solo questione di tempo». Oppure, come canterebbe [[Marco Masini]], «perché lo fai?». [...] Perché l'Atalanta è in Champions e la [[Associazione Sportiva Roma|Roma]] no? Perché l'Atalanta è arrivata terza in campionato, ha fatto più punti della Roma e non ha rubato il posto a nessuno. Perché le regole d'accesso sono queste, almeno finché non cambieranno in peggio. Come quando si decise che non solo chi aveva vinto il campionato poteva partecipare, ma anche la seconda, la terza, la quarta in classifica. Per le più ricche di storia, di tifosi e di quattrini [...] è prevista una rete di sicurezza, un cammino quasi garantito mentre i villici sul campo insistono a cercarsi un posto al sole. Più che un'uscita, quella di Andrea Agnelli è un'entrata a gamba tesa su quel che sopravvive dell'idea di sport.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2020/03/08/la-barba-di-moscardelli-campione-di-sincerita43.html La barba di Moscardelli campione di sincerità]'', ''la Repubblica'', 8 marzo 2020.</ref>
*{{NDR|Su [[Vincenzo Nibali]] al [[Tour de France 2014]]}} Ha vinto da finisseur a Sheffield, da scalatore sui Vosgi, sulle Alpi, sui Pirenei, ha vinto a nord, a est, a sud.<ref name="molliche">Citato in [[Emanuela Audisio]], ''Le molliche di Gianni Mura uno scrittore fra i giganti'', ''la Repubblica'', 16 aprile 2020, p. 37.</ref>
*Le undici di mattina, e come aperitivo [[Jacques Anquetil|Anquetil]] mette in tavola una bottiglia di whisky e una di vecchio Calvados. Servez- vous.<ref name="molliche" />
{{Int|Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/05/04/quanta-strada-signor-nessuno.html Quanta strada signor nessuno]''|''la Repubblica'', 4 maggio 1988.|h=4}}
*Ho gli occhi per vedere come gioca il [[Milan Associazione Calcio 1987-1988|Milan]], non all'italiana, ma questo non è un riferimento al modulo tattico, piuttosto all'impostazione mentale. Come se il fattore-campo non esistesse.
*{{NDR|Su [[Arrigo Sacchi]]}} È un fanatico, un paranoico della vittoria (Silvius dixit), un ginnasiarca, uno che ci marcia, uno che ci crede? In panchina, ha atteggiamenti da raptus agonistico, sembra seduto sui carboni ardenti. Gli occhi, che sono piccoli e vivaci, mobilissimi, spesso coperti da Rayban agghiaccianti (chi ricorda "Nick manofredda"?) hanno convinto Berlusconi che l'omarino valeva il rischio.
*Per Sacchi, semplicemente, l'avversario non esiste, non è da prendere in considerazione. Chi impone il suo gioco non ha da preoccuparsi di quello altrui, chi si diverte giocando diverte chi guarda, chi si diverte giocando non soffre lo stress, chi gioca meglio vince.
{{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1990/07/10/ma-tutti-meritano-il-cartellino-rosso.html Ma tutti meritano il cartellino rosso]''|''la Repubblica'', 10 luglio 1990.|h=4}}
{{NDR|Sul [[campionato mondiale di calcio 1990]]}}
*Non sono l'Argentina e l'Italia ad aver perso il mondiale. Prima, e in modo molto più vistoso, l'hanno perso gli arbitri, la Fifa (parola d'ordine: tutto bene) e il molto illustre signor [[Joseph Blatter|Joseph S. Blatter]].
*Codesal finisce sulla lista nera degli argentini ma l'anagramma del suo cognome (c'è saldo del caso) dovrebbe far capire che in una sera gli argentini hanno pagato con gli interessi tutti i regali precedenti, specie quelli con Urss e Jugoslavia. Arrivo a dire che, in questo mondiale, avrebbe vinto la squadra provvista di un [[Luciano Chiarugi|Chiarugi]], per stare a un esempio di [[Concetto Lo Bello|Lo Bello padre]]. Sarà la mondovisione, sarà che Blatter gli ha fatto una capa tanta, fatto sta che gli arbitri hanno punito severamente falli mai esistiti, bastava un bel volo e la punizione era assicurata. Codesal ha espulso Monzon per un fallo da ammonizione e ha concesso un rigore molto molto dubbio, peraltro ignorandone un altro, pure non clamoroso, di [[Lothar Matthäus|Matthaeus]] su Calderon. Ma già prima, secondo me, aveva concesso il rigore del 3-2 all'Inghilterra quando nessuno del Camerun aveva sfiorato [[Gary Lineker|Lineker]] e aveva ammonito [[Roger Milla|Milla]] per proteste. Giustamente, ma avrebbe anche dovuto sentire il dovere di tutelare le sue caviglie.
*Un conto è la prevenzione del gioco duro, un conto il killeraggio degli arbitri. In altri termini, ho il forte sospetto che, per salvare il calcio, la Fifa lo stia strangolando ed è come buttare via il bambino con l'acqua sporca. Direttive ferree, arbitraggi ridicoli, in molti casi, e discutibili in altri. La regolarità del gioco non dipende solo dagli interventi fallosi e dal modo di punirli, ma anche dalla credibilità dell'arbitro e dal suo rapporto fiduciario con i giocatori. Non è accettabile, per esempio, che un Kohl continui a zompare su chi effettua un normale contrasto come fosse l'educatore che sorprende il ragazzino con un giornale porno. Non è accettabile moralmente, anche se il regolamento lo prevede, che un Roethlisberger, enfant chéri del molto illustre signor Blatter, ammonisca uno jugoslavo perché sta a otto metri anziché a nove dal pallone e dopo 6' lo butti fuori per un normalissimo, quasi banale fallo su Maradona. Perché questo significa falsare la partita, obbligare una squadra a giocare in dieci per 90' a quasi 40 gradi.
*Questo è stato un mondiale con poco pressing [...] e sostanzialmente corretto: meritato il premio Fairplay agli inglesi. Ma troppe volte s'è visto l'arbitro lontano dall'azione e scarsamente sintonizzato coi guardalinee. Penso che il doppio arbitro sarebbe una buona idea, almeno da sperimentare, perché non si può pretendere da ultraquarantenni che corrano come ventenni. Altra cosa poco logica, da parte della Fifa: rispedire a casa gli arbitri dei paesi che hanno superato gli ottavi: un buon arbitro come Petrovic, fuori la Jugoslavia, poteva tornare utile. A parte un rigore non concesso all'Italia, di veramente bravo ho visto un arbitro solo, nella seconda fase: il brasiliano Wright. Un po' poco. Ma per la Fifa son tutti bravi, altrimenti non sarebbero venuti ad arbitrare qui. È questo il vero guaio.
{{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/07/18/sconfitti-testa-alta.html Sconfitti a testa alta]''|''la Repubblica'', 18 luglio 1994.|h=4}}
*Ha vinto il Brasile. Ha vinto ai rigori. Grazie lo stesso. L'Italia perde con dignità una [[Finale del campionato mondiale di calcio 1994|finale]] brutta e noiosa, condizionata dalla voglia di non prendere gol (subito d'accordo anche il grande Brasile, sia chiaro) e da un caldo spaventoso. Mi piacerebbe invitare i signori del calcio a ragionare sul bene che può fare al calcio una finale così, ma è inutile: ragionano col conto in banca, non con la testa. E così la partita del secolo si riduce a una serie di vorrei ma non posso, di slanci frenati, di errori dovuti all'annebbiamento da fatica.
*Brucia perdere così, ma il Brasile nell'arco del [[Campionato mondiale di calcio 1994|Mondiale]] ha sicuramente giocato e divertito più dell'Italia. Ieri ha fatto qualcosa in più, non molto, ma è stato più pericoloso sotto porta. Giusto così, tutto sommato. Sacchi non si porterà addosso l'etichetta di fortunello (vincendo ai rigori, non gliela toglieva nessuno) e la soddisfazione di avere comunque mostrato una squadra vera ce l'ha. Non era la squadra che ci aspettavamo, né quella che si aspettava lui: di grandissimo gioco, solo mezz'ora con la Bulgaria (tritata poi dalla Svezia). Non era la squadra che domina, che impone il suo gioco, ma sa adattarsi, sa lottare, sa sgobbare con una umiltà e una intensità (uso due sostantivi cari a Sacchi) che raramente hanno diritto di cittadinanza nelle grandi squadre. Grazie lo stesso, e poi non è un male che abbia vinto il Brasile, paralizzato a lungo dalla paura di vincere, dopo ventiquattro anni di digiuno. E adesso chi darà più dell'asino al povero Parreira?
*Fa un certo effetto vedere Carlos Dunga, pettinato da marine, alzare la quarta Coppa del Mondo per il Brasile, Dunga ritenuto inutile dal Pescara, Dunga che passa la coppa ad altri scartati dal nostro campionato, come Branco e Mazinho, forse anche Aldair e Taffarel. Tutta gente che nell'82 non sarebbe stata nemmeno convocata, nell'82, quando Baresi e Massaro non fecero che panchina. È un Mondiale senza nuovi grandi personaggi, senza goleador irresistibili, senza registi di talento continui, senza portieri che fanno miracoli. Bisogna dirlo. Bisogna aggiungere che è stato un Mondiale con tanto pubblico e nessuna violenza, piuttosto corretto anche sul campo, correttissima nella sua bruttezza tesa questa finale.
*Non è vero che i [[Tiri di rigore|rigori]] sono una lotteria, richiedono anche abilità e lucidità. I nostri rigoristi erano più cotti dei brasiliani, tutto qui. Appena ho visto Baresi avviarsi a calciare il primo rigore, ho detto a Bocca "tira alto", ma subito Pagliuca ha rimesso le cose a posto. Qui hanno sbagliato Massaro e Baggio, quattro anni fa con l'Argentina Donadoni e Serena. Il Brasile era l'unica americana contro sette europee e ha ribadito che da questa parte del mare le europee non vincono mai. L'Italia esce l'ultimo giorno come il primo, sconfitta. Con l'Eire a testa bassa, stavolta a testa alta. La differenza è questa, e non è poi da buttar via. In mezzo c'è tanta fatica, tanta sofferenza, tante contrarietà e l'ostinazione di prolungare un sogno il più a lungo possibile, è arrivato fino a undici metri dalla felicità. Grazie lo stesso.
{{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2000/09/18/ma-il-nuoto-non-fa-divertire.html Ma il nuoto non fa divertire]''|''la Repubblica'', 18 settembre 2000, p. 46.|h=4}}
*Il [[nuoto]] è esaltante ai massimi livelli, ma per arrivare a quei livelli richiede allenamenti pesantissimi, vasche e vasche in solitudine, all'alba, in un'acqua che sa di cloro, che irrita gli occhi.
*[...] il nuoto è noioso, ripetitivo e dà sempre l'idea di essere quello che è: uno sport. A calcio, a tennis, a basket, anche a pallanuoto si gioca. Il nuoto, si fa. Assente il gioco, assente la fantasia, resta il dubbio fascino del lavoro paziente, di settimane e mesi per abbassare il proprio limite [...]
*Non credo si troverebbero tanti ventenni che nuotano per cinque giorni e si rilassano la domenica pescando trote nelle cave. Si troveranno, sempre più, tante famiglie con bambini troppo grassi, o troppo gracili, o con la spina dorsale un po' così, e il [[nuoto]] farà bene a questi bambini, poi cresceranno e troveranno qualche altra attività più interessante. Il nuoto è uno sport-ponte che porta ad altri sport, e questa è una ricchezza rispetto ad altri, come il [[Calcio (sport)|calcio]], che portano in una sola direzione.
{{Int|Da ''[http://www.repubblica.it/online/sport/pel/pel/pel.html Auguri re del calcio, una vita senza rivali]''|''repubblica.it'', 23 ottobre 2000.|h=4}}
{{NDR|Su [[Pelé]]}}
*Pelé è sempre stato nero e mai nessuno si è permesso di fare il verso delle scimmie, quando giocava lui, né di trattarlo male per il colore che aveva e che ha. Nel 1977 l'Onu gli ha conferito il titolo di Cittadino del mondo. Pelé è stato e continua a essere il calcio.
*A guardarlo infagottato nella tuta Pelé non aveva nulla di speciale, né i muscoli né la statura. In campo sapeva fare tutto, per scienza infusa. Nessuno gli aveva insegnato nulla.
*Non capitava spesso, in Italia, di veder giocare Pelé. Non c'erano tutte le tv di oggi. In genere, bisognava aspettare i mondiali. Basiamoci su '58 e '70, Pelé è sempre uguale. Tecnica meravigliosa, velocità, dribbling. Forte coi due piedi, forte di testa, forse sarebbe stato bravo anche come portiere (ruolo scelto da suo figlio). Ugualmente abile nella conclusione come nell'assist e di un'intelligenza calcistica totale: sapeva sempre quello che bisognava fare, e lo faceva meglio degli altri. In Brasile il suo nome compare in più di cento canzoni (in Italia, in una del Quartetto Cetra).
*Pelé sarebbe certamente venuto a giocare per una squadra italiana (Juve, Milan o Inter, di qui non si scappa) se il governo brasiliano non l'avesse definito patrimonio nazionale vietandone l'esportazione. Lui non aveva ancora 20 anni. Ed è un simbolo da più di 40. Chi ama il calcio ama Pelé, per quello che ha fatto e per come s'è conservato. Disponibile, simpatico, molto alla mano, esattamente come quando giocava.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/italia-germania-4-3/2020/06/16/news/gigi_riva_i_miei_gol_per_dovere_-259150634/ Gigi Riva: "I miei gol per dovere"]''|''la Repubblica'', 2004; ripubblicato in ''repubblica.it'', 15 giugno 2020.|h=4}}
*[[Gigi Riva|Riva]] non ha mai amato i giornalisti. Poteva rispettarli (è il caso di Brera) o sopportarli (era il caso mio). Ma la sua specialità era dribblarli. Non essendoci telefonini, ai campioni si faceva la posta sotto casa. Per Riva, la casa di Fausta, la sorella che gli ha fatto da madre. O era in ritardo l'aereo dalla Sardegna, o Gigi era appena uscito e chissà quando sarebbe rientrato. Nell'attesa, spesso inutile, Fausta faceva un caffè, mi mostrava i quadri (paesaggi) che dipingeva suo marito, gli album di ritagli su Gigi calciatore.
*[[Manlio Scopigno|Scopigno]] era un bel terzino destro, paragonato a Maroso. Era nel Napoli e chiuse la carriera (rottura legamenti) dopo uno scontro con Sivori. È morto il 26 settembre del '93 e non ci fu a ricordarlo nessun minuto di silenzio, nemmeno a Cagliari. Il nostro calcio faceva già abbastanza tristezza allora.
*[...] se uno mi chiedesse di stringere Riva (Giggirrivva) in due parole, dovrei ricorrere allo spagnolo: hombre vertical.
{{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/08/23/70-anni-dell-insolente-mariolino-il.html I 70 anni dell'insolente Mariolino il sinistro che creò la foglia morta]''|''la Repubblica'', 23 agosto 2011.|h=4}}
{{NDR|Su [[Mario Corso]]}}
*Mai stato bugiardo, Corso ha ammesso di non averlo letto tutto, ma, con grande piacere, solo le parti che lo riguardavano. Ora si può discutere se sia più importante ispirare un libro o leggerlo. Oppure si possono rivedere dei gol di Corso (nell'Inter, 94 in 502 partite), belli e beffardi anche a distanza di mezzo secolo. O, ancora, ricordare che a Milano un paio di generazioni pendenti a sinistra ha affiancato la bandiera nerazzurra a quella rossa solo perché nell'Inter c'era Corso. Tanti campioni, ma Corso era il più diverso, nel senso che tutto sembrava tranne un grande giocatore. Un fil di ferro con le orecchie a sventola, pochi capelli, un'aria ciondolona, i calzettoni abbassati sulle caviglie (a cacaiola, avrebbe chiosato Brera). Era il suo omaggio a [[Omar Sívori|Sivori]], che con dribbling e tunnel lo entusiasmava. Quando Corso se lo trovò di fronte, gli fece un tunnel.
*Corso era il più diverso, ancora, per questi motivi: vocina chioccia, occhi di chi s'è appena alzato dal letto, numero 11 sulla schiena ma non era un'ala sinistra, anzi spesso giocava sulla destra per avere più porta davanti con l'unico piede buono, il sinistro. «Meglio uno buono che due scarsi». Centrocampista non era di sicuro, punta nemmeno. Oggi lo chiameremmo trequartista. Difficile trovare chi gli somigli. In parte [[Ryan Giggs|Giggs]]. Non aveva un ruolo definito ma valeva il prezzo del biglietto. Era un 10 targato da 11. Coi giornalisti parlava pochissimo, in spogliatoio molto, e stava terribilmente sulle scatole al Mago {{NDR|[[Helenio Herrera]]}}. Che ogni anno lo metteva in testa all'elenco di quelli da cedere e ogni anno [[Angelo Moratti]] gli diceva che non era il caso.
*Era fatto così: indisponente quando, sotto il sole, in campo giocava nella zona d' ombra. Ma sempre con un colpo a sorpresa nascosto da qualche parte, da vero prestipedatore.
*E bisogna essere grati a Corso, perché la foglia morta sopravvive ancora in un mucchio di cannonate, spingardate, siluri, missili, fucilate. È una presenza gentile e lieve, va dove la porta il vento così come Corso andava dove lo portava l'estro. Insofferente agli schemi, anarchico, imprevedibile, lunatico, geniale, per noi Mario Corso era la libertà, ma non lo sapevamo.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2012/05/07/news/conte_pirlo_scudetto-34591444/ Juve, la stagione perfetta di una squadra europea]''|''repubblica.it'', 7 maggio 2012.|h=4}}
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2011-2012]]}} C'è un dato interessante, nella Juve di Conte. Ha sempre avuto un possesso di palla superiore agli avversari, piccoli e grandi. [...] Il lavoro di Conte è stato fondamentale, perché alla Juve non ha portato solo questo scudetto, che non è poco. Ha dato un gioco, che già pare più europeo che italiano. Ha dato o ridato orgoglio di appartenenza. [...] Conte aveva fatto giocar bene le sue squadre, ma in B. Innamorato del 4-2-4 l'ha mandato in soffitta quando ha capito che Pirlo non ci rientrava. Ha adottato spesso il 3-5-2, che protegge di più la difesa. Forse pensa al 4-3-3, ma sono dettagli. Non sono dettagli invece una squadra mai morta e molto aggressiva, in particolare all'inizio di ogni tempo, né la gran quantità di tiri in porta [...]. E nemmeno la disponibilità a fare il suo gioco e a non subire quello altrui.
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2011-2012]]}} Penso che senza un giocatore con le caratteristiche di [[Andrea Pirlo|Pirlo]] questo scudetto forse la [[Juventus Football Club|Juve]] non l'avrebbe vinto. O forse sì, ma proviamo per un attimo a immaginare come sarebbe stato, senza Pirlo, il gioco della Juve. Pirlo è un gol della Juve o un autogol del [[Associazione Calcio Milan|Milan]] o tutt'e due le cose insieme? Ognuno decida, io sono per la terza opzione. Al di là dei colori delle maglie e del tifo, è la riprova che un giocatore di classe fa sempre comodo, specie se il suo gioco esalta quello dei compagni.
*{{NDR|Sulla Juventus Football Club 2011-2012}} Portiere a parte, la Juve non ha una difesa di grossi nomi, eppure è di gran lunga la meno battuta. Ha realizzato gli equilibri tra i reparti che sono una delle cose più utili e difficili da ottenere. Il centrocampo è forte, Marchisio nella prima metà del campionato e Vidal nella seconda si sono segnalati come incursori d'area oltre che nel recuperare palloni. Gli attaccanti, spesso alternati, non figurano nelle parte alta della classifica dei goleador. Il più prolifico, Matri, ha segnato meno della metà di Ibrahimovic. Però non è detto che nel gioco di Conte sia la punta centrale a dover fare la parte del leone. Altri dettagli: Vidal da oggetto misterioso a insostituibile, Vucinic più dinamico. Hanno risposto alle attese gli acquisti più illustri, ma anche quelli meno: Giaccherini, Caceres. È molto migliorato De Ceglie, Bonucci si distrae meno. È una squadra ringiovanita ma già matura.
{{Int|Da ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/10/15/news/ricordo_beppe_viola-44571598/ C'era una volta il sorriso di Beppe Viola]''|''repubblica.it'', 15 ottobre 2012.|h=4}}
{{NDR|Su [[Beppe Viola]]}}
*Forse amato più da morto che da vivo, e non parlo di famiglia, amici (ne aveva tanti), ma di attenzione, rispetto, riconoscimenti ufficiali. Era consapevole del distacco, per non dire emarginazione, derivanti dal suo modo "altro" di essere giornalista sportivo.
*So che ai funerali c'era un mare di gente, anche facce famose dello sport e dello spettacolo, ma soprattutto facce di gente qualunque, molti del triangolo in cui aveva piantato le tende dalla nascita (piazza Adigrat, via Sismondi, via Lomellina), ma tanti fuori, alcuni ai margini (clanda, zanza, nel gergo della strada). Lettera significava menagramo, ricotta affare, bevuto arrestato. Sacco era mille lire, scudo cinquemila, deca diecimila (oggi, decaffeinato), marengo ventimila, gamba centomila, testa un milione.
*Certo, Beppe era "uno della tv", ma guai a chiamarlo dottore. Era anche un instancabile osservatore, frequentatore di bar, osterie, pasticcerie, salumerie. Sempre cose pesanti.
*Nel meticciato culturale il talento emergeva, quando c'era. Questo spiega perché Beppe sia stato giornalista di carta stampata, radiocronista, telecronista, autore di testi per cabaret e canzoni, sceneggiatore, partendo da un innato senso dell'umorismo e da una cultura classica (mai laureato, ma quanti libri in casa sua) e insieme popolare. Posso aggiungere: la persona più generosa che abbia mai incontrato, quasi sempre con problemi economici ma sempre disposto a dare le ultime mille lire a uno che stava peggio. Molti dicono che è arrivato molto presto, troppo per essere capito subito. Invece no, è arrivato quando doveva arrivare, in quegli anni, e se n'è andato troppo presto.
*Beppe era lo sport senza piedistallo, ma anche la spalla di due guru (Gualtiero Zanetti e Gianni Brera) non particolarmente portati per la tv. Beppe toccava i tasti giusti, dava i tempi. Ma era giudicato poco telegenico: la cravatta sembrava lo strangolasse, sudava per tre, non era abbronzato. Anche suo nonno aveva la passione del gioco: carte. Il padre, cavalli. Beppe tutt'e due. Dei cavalli sbagliati ("le bestie") non ha mancato uno. Era molto bravo a scopa d'assi, quasi come Pantera Danova, nelle partite con Pizzul e Facchetti. Sembrava svagato, ma sul lavoro non sgarrava. Sembrava pigro e ha sgobbato come un mulo tutta la sua corta vita.
{{Int|Da ''[http://www.repubblica.it/rubriche/punto-e-svirgola/2012/12/17/news/quel_giorno_da_malta-48978813/ "Ciao Gianni, sei morto con i tuoi amici"]''|''repubblica.it'', 20 dicembre 2012.|h=4}}
{{NDR|Su [[Gianni Brera]]}}
*E scrivevi come vivevi, da persona piena di umori e di amori, con una cultura larga e profonda che andava dalla pesca degli storioni all'uso del verso alessandrino. E le invenzioni, Giovanni, i neologismi. Ne hai inventate di parole.
*E tu con coscienza e scrupolo artigianale (ma io non dimentico tutti i libri che hai in casa) avevi inventato una lingua viva, piena di venature, di rimandi, come uno che aveva letto Runyon ma anche Folengo. Eri nato con l'atletica e il ciclismo, sapevi raccontare gli uomini e le strade.
*Io non sarò il tuo erede, Giovanni. Siamo onesti, come te non c'è stato nessuno e non ci sarà più nessuno. Mica solo per lo sport. Se c'è un libro di gastronomia da salvare, è "La pacciada", che hai scritto tu con Luigi Veronelli. Che adesso starà bevendo in memoria tua. Se si vuol capire qualcosa di ciclismo, degli anni eroici del ciclismo, bisogna leggere "Addio bicicletta", l'hai scritto tu un sacco di anni fa. E pochi letterati da Strega e da Campiello avrebbero descritto il paese di Coppi come hai fatto tu.
*Sei morto come auguravi ai tuoi eroi sportivi, assunti in cielo su un carro di fuoco. Non sei morto di cuore né di fegato né di polmone, Giovanni, tu che fumavi cento sigarette al giorno e non parliamo di quello che hai bevuto, oppure parliamone, e parliamo del culo che ti sei fatto sgobbando fra le stanghe della Olivetti (il computer mai, avevi ragione tu, non fa rumore, ti cambia le parole già in testa) più di cinquant'anni.
{{Int|Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/02/22/ma-nessuno-fa-cultura-sul-cibo.html Ma nessuno fa cultura del cibo]''|''la Repubblica'', 22 febbraio 2013.|h=4}}
{{NDR|Su [[MasterChef Italia]]}}
*Mica si può saziare la voglia di umiliazione della platea spaccando un'ottantina di piatti nell'imitazione di [[Gordon Ramsay]], chef molto stellato e molto sopravvalutato, assai più popolare per la sua dirompente cafonaggine televisiva che per le sue ricette. Ramsay, per inciso, sputa nelle pentole, spiaccica uova sulle giacche degli esaminandi, ha un linguaggio da bullo attaccabrighe.
*La sua parte {{NDR|quella di Gordon Ramsay nella versione americana del talent}}, quella del cattivo, il copione l'ha riservata a mister [[Joe Bastianich]]. [[Bruno Barbieri]], forse perché bolognese, è il meno contundente del trio, è come il poliziotto buono dei telefilm americani, quello che offre una sigaretta durante l'interrogatorio. [[Carlo Cracco]], il più bello del reame (sarà meglio l'inquadratura della camera 3 o della 4?) è quello che, inarcando luciferinamente le sopracciglia, leva la sigaretta prima che sia accesa.
*Tempo di crisi o no, c'è qualcosa di eccessivo nel diluvio di trasmissioni sul cibo, nessuna delle quali fa cultura sul cibo, come tanto tempo fa Ave Ninchi e Luigi Veronelli, ma solo audience. Giudizio critico su Masterchef: mappazzone, digestione a rischio.
{{Int|1=Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/longform/2017/12/28/news/i_cento_nomi_dell_anno_di_gianni_mura-185404450/?ref=RHPPTP-BH-I0-C12-P1-S2.4-T1 I cento nomi dell'anno di Gianni Mura]''|2=''rep.repubblica.it'', 30 dicembre 2017.|h=4}}
*{{NDR|Su [[Gualtiero Marchesi]]}} Detestava esser chiamato chef, non gli farò questo torto. Nemmeno gli piaceva esser chiamato maestro, ma lo è stato. Un grande maestro. Di quelli che non hanno bisogno d'una cattedra per insegnare. Di quelli che hanno una cultura vasta (pittura, musica, scultura). Che hanno belle idee. L'ultima di Gualtiero era una Casa di riposo per cuochi, dove i vecchi cuochi potessero portare la loro esperienza ai giovani cuochi. Sorgerà a [[Varese]]. Ancora una volta [[Milano]] non ha capito, Milano sta a guardare.
*{{NDR|Su [[Nanni Svampa]]}} "Certe tue traduzioni sono migliori delle mie canzoni". Se a dirlo è Georges Brassens, è detto tutto, o quasi. Da aggiungere: il cabaret, quando era una cosa seria, e la canzone dialettale milanese gli devono molto.
*{{NDR|Su [[Daniel Viglietti]]}} Amico di [[Víctor Jara|Victor Jara]] e Violeta Parra, figlio di musicisti, chitarrista e compositore, è considerato l'espressione più alta della canzone uruguayana. Quando fu incarcerato, si formò a suo sostegno un movimento d'opinione che comprendeva [[Jean-Paul Sartre|Sartre]], [[François Mitterrand|Mitterand]], Niemeyer, Cortázar. Undici anni in esilio tra Argentina e Francia. Poi il trionfale ritorno a Montevideo (1984). Ha sempre cantato dalla parte degli ultimi.
==''La fiamma rossa. Storie e strade dei miei tour''==
===Incipit===
La [[fiamma rossa]] (''la flamme rouge'') è una bandierina triangolare che segnala gli ultimi mille metri di corsa. È comparsa per la prima volta nel Tour de France del 1906 e da allora non solo è rimasta sulle strade del Tour, ma si è moltiplicata su quelle del Giro, della Vuelta, delle classiche, insomma fa parte di un alfabeto universale delle due ruote. La fiamma rossa può essere una marcia trionfale o un calvario. Dipende da come ci si arriva. Quell'ultimo chilometro da percorrere può essere pedalato a tutta forza in salita (per abbreviare l'agonia, diceva Pantani) oppure con più calma, amministrando lo sforzo, o, ancora, con l'angoscia di non chiudere entro i limiti del tempo massimo.
===Citazioni===
*Nella maggior parte dei casi, comunque, la fiamma rossa è l'ingresso nel territorio dove tutto è possibile. È la zona dei sogni.
*La fiamma rossa è un punto preciso, fermo, e ancora tutto può cambiare, muoversi, ribaltarsi. IL rosso è il colore della passione, in senso etimologico. Nella vita ordinata, ai semafori, è il colore che ferma. Nel ciclismo scatena.
*{{NDR|Il [[Mont Ventoux]]}} Era una montagna che negava la vita. Solo pietre bianche e ghiaioni e lui {{NDR|[[Tom Simpson]]}} è andato a finire proprio lì. Lui, che amava la vita, lo dicono tutti, e il mare, e gli alberi, lui, che in Corsica dissodava il terreno attorno alla futura casa, e gli piaceva il Lago di Garda, e raccontare barzellette, e fare il pioniere.
*{{NDR|Sulla morte di Tom Simpson sul Mont Ventoux}} Un uomo morto è più vero di tutte le verità a posteriori.
*Aveva una bella storia Simpson, una storia che non gli sopravvive. Adesso è un cadavere scomodo.
*[[Morte|Morire]] è come aprire una porta e chiudersela dietro: chi è senza chiave non entra.
*Il Ventoux è una bruttissima bestia che non somiglia a nessun'altra salita. È unico.
*Il Ventoux non è Pirenei, non è Alpi, anche se tecnicamente può considerarsi una propaggine delle Alpi Marittime. È una sentinella della pianura, un avamposto maligno e calvo che nei secoli ha entusiasmato solo Petrarca. È un bubbone che i corridori eviterebbero volentieri.
*Adesso il mio atteggiamento è più duro perché di [[doping]], di questo doping, si muore. Al di là dei motori truccati, muoiono i ciclisti, muore il ciclismo.
==Citazioni su Gianni Mura==
*Alla fine dei suoi racconti sulle vite degli amici persi scriveva sempre: ti sia lieve la terra. Paola {{NDR|la moglie}} l'ha vestito con i jeans, una polo, un golf e scarpe sportive. Non era tipo da cravatta, ma era elegantissimo nella sua semplicità da Mura. Io invece vorrei che la terra diventasse dura, ferrosa, respingente. Che ci restituisse Gianni che credeva nella libertà e che la poesia è un po' come la Provenza: non sei tu che ci entri, al chilometro tale, ma è lei che ti viene incontro, che s'annuncia con i colori dei campi di lavanda e di girasole. E che voleva bene alle fisarmoniche appoggiate su una sedia. Diceva che sono l'unico strumento che si dilata. Dimenticava il suo cuore. ([[Emanuela Audisio]])
*Gianni era un talento puro. I suoi racconti dal tour de France resteranno vette rare, e non solo quelli. Aveva cuore, talento, ego, spigoli, genio e generosità. Molti lo definiranno una volta di più "l'unico erede di Brera", che peraltro adorava e aveva ben conosciuto, ma per me Mura era Mura: aveva il suo stile, la sua originalità, la sua musica, la sua utopia. Per chi ha amato la letteratura sportiva, e per chi ha creduto anche in tempi non sospetti che lo sport potesse essere epica, Gianni è stato un amico, un faro, un punto di riferimento. Un compagno di strada e di sogni. Oggi questo paese perde un grande uomo e un irripetibile scriva. Sono molto triste. ([[Andrea Scanzi]])
*Gianni era uno che scriveva basandosi su quello che vedeva con i suoi occhi. E aveva questa dote di sapere raccontare sulla carta quello che io non sarei mai riuscito a tirar fuori con le mie parole. ([[Gianni Bugno]])
*Ho imparato anche da Gianni Mura che al Tour mi chiedeva: "Cosa hai visto, mi racconti?" E quando dovevi riferire a Mura sentivi che dovevi farti acuta e sincera perché la responsabilità era enorme. ([[Alessandra De Stefano]])
*Lo avevo quasi convinto a scrivere un libro che raccontasse a modo suo la grande transizione del giornalismo, dalle linotype al digitale, dalla sua Olivetti 32 all'iPad, dalla carta a Instagram.<br /> Si capiva da che parte stava: un giorno in Francia un quotidiano giapponese fece una pagina su di lui: era l'ultimo inviato con una macchina da scrivere (e faceva anche un discreto rumore). Doveva raccontarlo ancora una volta a tutti noi, fratelli, figli e lettori suoi, con una risata: «Vogliono farmi sentire come l'orso marsicano, la foca monaca: ma come scriverete sul pc se manca la luce?».<br /> Il titolo del libro era pronto: "Ci siamo divertiti".<br /> Ma ora è finita. ([[Giuseppe Smorto]])
*Mura ha significato per me, credo per molti di noi, un riferimento alto e costante, sia pensando alla qualità dello scrivere, sia al significato dello sport, sia alle storie di chi con lo sport traccia una via, una avventura preziosa. Ci conoscemmo quando ero un ragazzo, grazie a [[Beppe Viola]]. Lavoravamo nelle stesse stanze di viale Arbe a Milano, in quello che Beppe definì "il marchettificio" perché si trattava di guadagnare il pane scrivendo per chiunque chiedesse pezzi di varia umanità. Era un appartamento trasformato in ufficio, c'era una piccola cucina dove mettevamo su delle moka in continuazione, dove mettevamo in tavola roba varia e unta in arrivo da improbabili rosticcerie limitrofe, dove Beppe, Gianni e Sergio Meda soprattutto giocavano a carte arrabbiandosi moltissimo. Avere attorno gente così è stato un privilegio e un onore per me, visto che si impara meglio da chi sa cosa significa non accontentarsi, non piegarsi, non metterla giù dura. E chi ha ricevuto da Gianni una quantità straordinaria di racconti e storie sa benissimo di cosa sto parlando. Parole scelte, se possibile, sempre. Era una persona non sempre facile; era una persona per bene. ([[Giorgio Terruzzi]])
*Per Gianni Mura il primo giorno di primavera è stato l'ultimo. Niente fiori, niente mare di Ischia e vino gelido con le pesche. Fine della corsa per un grandissimo giornalista che ha amato lo sport del pedale più di ogni altra cosa. Ha amato il ciclismo di memoria, più che di cronaca, nonostante fosse sempre sul pezzo, sempre sulla notizia, come pochi altri. ([[Pier Augusto Stagi]])
*Quando leggendo il racconto di Gianni Mura su un tappa del Tour sentivi il profumo della lavanda in Provenza. ([[Ezio Mauro]])
*Vi chiedo, ovunque voi siate, di stappare una bottiglia per lui, e levare il bicchiere, così come stanno facendo i suoi amici. Una delle cose più tremende di questi giorni è che non si possono fare i funerali. Il suo sarebbe stato — e sarà, appena possibile — pieno di cose da mangiare e di cose da cantare. Se conoscete qualche canzone di [[Sergio Endrigo|Endrigo]] cantatela per lui, era il suo preferito. Basta anche qualche verso. Basta un sorso, un pensiero, un ringraziamento, una pedalata sulle Alpi francesi o sui Pirenei, e Gianni Mura sarà di nuovo insieme a noi. Per sempre insieme a noi. ([[Michele Serra]])
===[[Maurizio Crosetti]]===
{{cronologico}}
*Prima le persone e poi le parole, e lui le parole le aveva bellissime, le più belle di tutti. E andare, andare sempre a guardare. Parlare con gli altri, osservare i dettagli, gli oggetti, le forme e le tinte delle cose. Scrivere, quello viene dopo. [...] Gianni Mura mi ha insegnato che scrivere è prima di tutto leggere, ed è ascoltare una canzone. È curiosità degli altri, altrimenti cosa scrivi a fare. Scrivere è ricordare, certo, ma anche immaginare.
*Da Gianni ho imparato che la cosa degli aggettivi da togliere è una scemenza. Bisogna metterli, invece, ma solo quelli giusti, Ma vale per tutto, i nomi, i predicati, i complementi, le virgole, i punti. Solo il punto e virgola non gli garbava: è come il vino rosé, diceva. E il vino o è rosso o e bianco, meglio naturalmente il rosso.
*Da Gianni ho imparato che le parole sono un gioco. Nella loro forma più intima, corporea, le assonanze, le sillabe, lo sposalizio tra vocali e consonanti, la rima, il ritmo, c'è già il loro destino nel mondo. Scivoleranno nella frase proprio dal modo in cui sono fatte. C'è chi la chiama poesia, io lo chiamo Gianni Mura. Lui le parole le conosceva tutte, amando di più quelle francesi così come amava il Tour quasi più di ogni cosa.
*Da Gianni ho imparato che le cose si dicono e si scrivono, costi quel che costi. E che la tenerezza è la migliore forma di forza. Lui era un mite duro, un romantico con la faccia da romanzo. Il bicchiere, diceva Gianni, sempre mezzo pieno. E il pezzo, sempre dieci righe in più che in meno.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Gianni Mura, ''La fiamma rossa. Storie e strade dei miei tour'', Minimum Fax, Roma, pp. 464, ISBN 9788875211905
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Mura, Gianni}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Giornalisti sportivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Maurizio Crosetti
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Danyele
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'''Maurizio Crosetti''' (1962 – vivente), giornalista e scrittore italiano
==Citazioni di Maurizio Crosetti==
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20140210033839/http://www.ju29ro.com/interviste/4335-crosetti-risponde-al-team Crosetti risponde al Team]''|Intervista a ''ju29ro.com'', 13 settembre 2012.}}
*[...] io rispondo solo di quello che scrivo e mi basta e avanza: è il bello del [[giornalismo]]. Uno sport individuale, anche se sembra un gioco di squadra.
*[...] stuzzicare il fuocherello con la benzina garantisce l'incendio, ma non è questo il giornalismo in cui mi riconosco.
*[[Oliviero Beha]] è molto bravo, ma fa da sempre il bastian contrario: uno schema fisso.
*{{NDR|Parlando di Calciopoli}} Non ho mai seguito direttamente il processo, nel senso dell'inchiesta giudiziaria. Ho scritto qualche commento, certo. E ho sempre sostenuto, carta canta, che [[Serie A 2005-2006|quello scudetto]] non dovesse essere assegnato. Non restituito alla Juventus, ma non assegnato.
*Esiste un solo Crosetti, che [...] da ragazzino era più juventino di Andrea Agnelli. Poi, il mestiere cancella il tifo, altrimenti si resta giornalisti ultrà con la sciarpa, come dite giustamente voi. Purtroppo, il tifoso lettore pensa che il giornalista sia amico quando dice o scrive cose che anche lui pensa, e immediatamente nemico quando critica.
==Citazioni tratte da articoli==
*[[Michael Laudrup]] non poteva che nascere a Copenaghen, la città di Kierkegaard, il filosofo della disperazione e del dubbio, personaggio che si sentiva sospeso tra il tutto e il nulla e interpretava la vita come alternativa drammatica tra opposte possibilità. Un «essere o non essere» molto amletico (toh, ancora la Danimarca) che il campione della Juve deve accettare, ma non sa risolvere. A 23 anni è già stato più volte promosso, bocciato, accusato, assolto in appello, rinviato a giudizio e di nuovo condannato.<ref name="Laudrup">Da ''In ginocchio da re'', ''Guerin Sportivo'' nº 6 (680), 10-16 febbraio 1988, pp. 20-24.</ref>
*{{NDR|Su Michael Laudrup}} È nato in una notte di tempesta e chiede scusa se non somiglia a quei fulmini; mica è una colpa. Non si fa violenza e si accetta così, preferisce le inquietudini e le nevrosi di Woody Allen agli incanti molto mediterranei di Fellini. Non crede più alle favole, neppure a quelle di Andersen, danese dall'animo gentile: perché non è mica vero che il brutto anatroccolo poi diventa sempre un cigno.<ref name="Laudrup"/>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Nell'alfabeto miliardario del calcio esiste una singolare sequenza di lettere: la A di Agnelli è seguita dalla B di Berlusconi e dalla C di Cragnotti [...]. Fin qui tutto bene. Ma da qualche mese si passa direttamente alla G, quella di [[Luciano Gaucci|Gaucci Luciano]]. "Luciano uragano", come lo acclamano i tifosi del Perugia da lui avvolto di nuova e fresca ricchezza. Gaucci compra, investe, programma, promette. E spende, spende cifre da lussuosa serie A: contratti pluriennali [...], movimenti di mercato a nove zeri, nomi e cognomi illustri. [...] I suoi nemici, pare in numero crescente, continuano però a chiamarlo il "sor ramazza". E lui, re delle imprese di pulizia e dei cavalli da corsa, invece di offendersi la ramazza la usa. E spazza via gli avversari.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/24/meglio-pagare-caro-come-con-cavalli.html "Meglio pagare caro, come con i cavalli"]'', ''la Repubblica'', 24 giugno 1992.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1993-1994]]}} Uova marce sull'ambizione di grandezza, sulla presunzione di nobiltà. Insulti e schiaffi a quel che resta della Juventus, cioè un gruppo di calciatori sbandati, un allenatore in congedo, una società che non esiste. [...] una cinquantina di ultrà hanno offerto l'esatta misura della distanza che ormai separa la gente e la Juve, la gente arrabbiata dalla Juve finita e svuotata. [...] Il tutto mentre cresce il malessere pacifico e amaro di dieci milioni di tifosi stufi di chiacchiere e sconfitte, sprechi miliardari e pseudo rivoluzioni. [...] La Juventus di Boniperti non c'è più, quella di Bettega non c'è ancora: insieme, unite nella sconfitta come nell'incertezza, rimediano una figuraccia storica.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/03/20/violenza-all-allenamento.html Violenza all'allenamento]'', ''la Repubblica'', 20 marzo 1994.</ref>
*[...] una squadra di controbalzo. La [[Juventus Football Club|Juve]] addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/04/22/sono-arrivati-fino-meno-poi-magia-nedved.html Sono arrivati fino a meno 5 poi magia Nedved]'', ''la Repubblica'', 22 aprile 2002.</ref>
*Basta con questo vecchiume, basta con questi nomi ammuffiti e totalmente privi di appeal. Ha ragione [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]: per un futuro più glamour, occorre ribattezzare il mondo. Non solo la Fiat Stilo dovrebbe chiamarsi Young Ferrari o Ferrari Woman, ma tutta [[Torino]] avrebbe bisogno di un bel restyling che parta dal vocabolario.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/12/05/berlusconi-ha-ragione-quanti-nomi-da-cambiare.html Berlusconi ha ragione. Quanti nomi da cambiare]'', ''la Repubblica'', 5 dicembre 2002.</ref>
*"[[Luciano Moggi|Moggi]] si rivolge a Cristo con umiltà, con desiderio di ricostruire: è un uomo che nella vita ha dato il suo contributo". E non solo agli arbitri. Finalmente anche la Chiesa, nella persona del vescovo [[Domenico Sigalini]], ha capito quello che in Italia ormai sapevano tutti: cioè che Lucianone è un perseguitato, un martire, uno che dava fastidio e per questo l'hanno incastrato. Altro che buon ladrone o figliol prodigo: la parabola vivente è lui, l'evangelico Moggi, appena tornato da Lourdes dove, al solito, non si è fatto notare. San Giovanni Rotondo, Lourdes, la Madonna del Divino Amore: sono posti miei. Al termine di una simile Champions League della fede, bisognerebbe farlo santo subito.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/09/04/santo-subito.html Santo subito]'', ''la Repubblica'', 4 settembre 2007, p. 51.</ref>
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.<ref>Da ''[http://torino.repubblica.it/dettaglio/La-Juventus-È-un¿opera-d¿arte-Compleanno-con-Pinturicchio/1380529 La Juventus? È un'opera d'arte. Compleanno con Pinturicchio]'', ''torino.repubblica.it'', 23 ottobre 2007, p. 60.</ref>
*{{NDR|Sull'[[equipaggiamento calcistico]]}} La maglia è una bandiera, e l'hanno sporcata. La divisa della nostra squadra di calcio è una casa dove tornare, uno specchio dove vedere riflessa la passione di tanti anni, un ricordo d'infanzia, un segno di appartenenza tribale, è un colore dell'anima che non può sbiadire. Ma se arriva lo stilista e la pennella di fucsia o verde pisello, se insieme allo stilista c'è l'esperto di marketing che cancella simboli, tinte, riferimenti [...]. Li chiamavano "colori sociali": sono diventati una tavolozza confusa e griffata, un carnevale, un delirio creativo che spesso crea solo imbarazzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/2009/07/sport/calcio/maglie-pallone/maglie-pallone/maglie-pallone.html Se il calcio cambia colori. Le maglie nel pallone]'', ''repubblica.it'', 11 luglio 2009.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2009-2010]]}} ...l'incompetenza, il senso di abbandono e di addio che ormai circonda i bianconeri. Perché la Juve, prima, poteva essere qualcosa da combattere e al limite da odiare, oppure da tifare e amare, ma sempre qualcosa. Adesso è diventata niente.<ref>Da ''la Repubblica'', 11 gennaio 2010; citato in ''[https://web.archive.org/web/20140818090342/http://www.ju29ro.com/terzo-anello/1663-maurizio-crosetti-qla-juve-e-nienteq Maurizio Crosetti: "La Juve è niente"]'', ''ju29ro.com'', 12 gennaio 2010.</ref>
*Ora, anche se non si capisce bene cosa c'entrassero con Calciopoli i pranzi e le cene a casa Mou, qui si fa pacatamente notare quanto segue: nella stagione sportiva 2003-2004, il Porto allenato da [[José Mourinho]] fu coinvolto nell' inchiesta "apito dourado" (fischietto dorato) per un tentato illecito sportivo e tentata corruzione. Risultato: 6 punti di penalizzazione e due anni di squalifica al presidente. Chi è senza peccato scagli il primo fischietto.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/26/calciopoli-in-portoghese.html Calciopoli in portoghese]'', ''la Repubblica'', 26 febbraio 2010, p. 65.</ref>
*Dalla [[Tifoseria dell'ACF Fiorentina|curva Fiesole]] s'alza quello che potremmo chiamare un coro di repertorio, perché appartiene a decenni di vergogna. Riesumato, come una carcassa putrescente [...]. È una canzone terribile: inneggia alla [[strage dell'Heysel]]. Fa il tifo per gli assassini. [...] Per chi l'avesse dimenticato, la sera del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, prima di Juventus-Liverpool, morirono 39 persone [...]. Decine di famiglie ancora piangono. Tifare per chi ha ucciso è come essere complici, significa uccidere ancora un po' la memoria, la pietà, il ricordo, e quel poco di umanità che resta.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/12/06/news/crosetti_heysel-9875776/ Quelli che esaltano l'Heysel e che nessuno vuole punire]'', ''repubblica.it'', 6 dicembre 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Non erano balordi di provincia, non erano un fruttivendolo, un dentista, un ex centravanti malato di scommesse. Erano l'amministratore delegato e il direttore generale della Juventus, e il vice presidente della Federcalcio. Erano il massimo del potere possibile. Erano un enorme nucleo di pressioni, complicità, clientele. Erano i piloti occulti di arbitri e arbitraggi. Erano un'associazione a delinquere [...]. Erano: e non saranno mai più. [...] Se non eri loro amico, diventavi un nemico. Se non accettavi favori e resistevi alle intimidazioni, eri fuori dal gioco. Perché volevano giocare solo loro, truccando le carte. [...] Eppure la Juve rivuole indietro uno degli scudetti di questa banda: serve del coraggio anche solo per chiederlo.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/16/ci-vuole-coraggio-chiedere-indietro-quello-scudetto.html Ci vuole coraggio a chiedere indietro quello scudetto]'', ''la Repubblica'', 16 giugno 2011.</ref>
*{{NDR|Sull'equipaggiamento calcistico}} Quando il mondo, del calcio e non, era più semplice [...] vigeva una regoletta elementare: la squadra di casa mantiene la prima divisa, e quella che gioca in trasferta la cambia se la prima ha tinte più o meno simili a quelle dell'avversario [...]. Ancora non esisteva la tirannia del marketing, né lo strapotere della grafica che tanti danni ha provocato non solo nello sport: trattasi di forma che si sovrappone al contenuto e lo confonde, lo indebolisce anziché potenziarlo. E quando non si ha nulla da dire, lo si disegna. Poi è arrivata la stagione dello sponsor tecnico che impone prima, seconda e terza casacca, e bisogna – per contratto – indossarle a rotazione, altrimenti non si vendono. E il tifoso, poveretto, è stato preso nella trappola delle nuove collezioni neanche fosse un cliente di Prada, ogni campionato nuovi campionari, disegni, sfumature, colorazioni, e chi non sta al passo è un poveraccio. Mica come quando si comprava una maglia della propria squadra, la si indossava per anni, e più era stinta e infeltrita più testimoniava fedeltà alla causa. Ora, invece, è tutto sintetico come i tessuti di queste casacche da carnevale [...]. Poi, forse, c'è anche un senso nascosto in tutto questo sport di terital: e cioè il calcio si è talmente impoverito di identità, che ripudiare i colori della propria storia è quasi un atto di involontaria coerenza. Insomma, bisognerebbe essere degni di certe tinte, bisognerebbe meritarle [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/10/26/news/magliette_crosetti-23888032/ La Juventus "pantera rosa", quando il marketing fa danni]'', ''repubblica.it'', 26 ottobre 2011.</ref>
*E poi c'era anche lui. Con quella tuta celeste che pareva un pigiama, a bersi tutta l'ombra che le leggende si lasciano dietro, una corrente che porta via ogni cosa. Perché il prezzo della gloria lo paga sempre la gente comune. La luce abbagliante di [[Dino Zoff]] gli cadde addosso come un sacco, e [[Massimo Piloni]] ci restò dentro per anni. Era il portiere di riserva, ma Zoff avrebbe giocato anche da moribondo, anche nel sonno, anche a briscola. Non gli serviva a niente, una riserva.<ref name="Piloni">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/27/piloni-eterna-riserva-io-per-lui.html Piloni, l'eterna riserva: "Io per lui non esistevo"]'', ''la Repubblica'', 27 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Su Massimo Piloni}} Non più un giocatore di pallone ma una metafora, forse una vittima, più probabilmente un eroe della resistenza, della cieca fiducia, perché domani sia migliore. Non lo è quasi mai.<ref name="Piloni"/>
*Tutto il calcio possibile sta chiuso dentro [[El Clásico|Barcellona-Real Madrid]] [...]. E forse non solo il calcio. Perché queste meraviglie spagnole non sono soltanto due formidabili squadre, ma due autentiche visioni del mondo. La tradizione un po' algida del Real Madrid, da sempre espressione del potere centralista (era la squadra amata da Franco e vicina ai sovrani) contro gli indipendentisti catalani, puro talento e un po' di anarchia. Il Real dei colossi atletici, il Barcellona dei piccoletti geniali.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2012/04/20/news/e_tu_sei_barcellona_o_real_-33641338/ E tu sei Barcellona o Real? Proviamo a giocare anche noi]'', ''repubblica.it'', 20 aprile 2012.</ref>
*Aveva occhi un po tristi e un'aria da persona sola, chiusa. Come molti introversi, non gli apparteneva la preoccupazione di piacere a tutti. Però ogni suo gesto, dentro e fuori lo sport, è stato di orgogliosa sostanza. Campione inarrivabile, velocista "nero" d'Europa, figlio del profondo sud italiano vissuto sapendo che i luoghi comuni si possono combattere e vincere con la forza interiore, con una spinta anche morale. In questo, anche in questo, [[Pietro Mennea]] è stato un esempio.<ref name="Mennea">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/vari/2013/03/21/news/mennea_un_fenomeno_magnetico_e_cocciuto-55044204/ Mennea, un fenomeno magnetico e cocciuto]'', ''repubblica.it'', 21 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|Su Pietro Mennea}} Sembrava in eterna lotta col mondo e in parte lo era. Ha rappresentato molto, non solo nello sport e nell'atletica. La possibilità di riscatto per chi non nasce al centro dell'universo e non ha predestinazione, ne santi in paradiso. Era magnetico, cocciuto, emanava una forza contagiosa e a volte imbarazzante, difficile da reggere e guardare negli occhi. Non sembrava neanche italiano, eppure era il meglio di tante cose che misteriosamente, magicamente il nostro paese ogni tanto sa proporre.<ref name="Mennea"/>
*Questa è anche una storia araldica, in perfetta sintonia con il gusto tutto italiano per stemmi e scudi, probabile retaggio cavalleresco e medievale. Nessuno al mondo [...] possiede ad esempio lo [[Scudetto (sport)|scudetto]]: lo inventò nientemeno che Gabriele D'Annunzio nel 1924, perché fosse apposto sulla divisa della selezione del Comando Militare Italiano per una partita amichevole. Il triangolo tricolore piacque, e dalla stagione successiva sarebbe rimasto sul petto dei campioni d'Italia. Siccome la Juventus fu il primo club a vincerne dieci, nel 1958 venne premiata dal Coni con la stella al merito sportivo: l'allora presidente Umberto Agnelli [...] propose alla Lega di poter cucire quella stellina sulla maglia, e il Consiglio federale – con delibera 3 maggio 1958 – diede il permesso e avviò la consuetudine.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/01/20/la-stella-dargento.html La stella d'argento]'', ''la Repubblica'', 20 gennaio 2014.</ref>
*È stato un gran centravanti, [[Michele Padovano]]. Scaltro, brevilineo, cattivo. Cresciuto in una barriera operaia tenuta sempre dentro, nel profondo. I giocatori della Juve al campo d'allenamento potevano parcheggiare solo automobili Fiat? Ok, lui fermava la sua Bmw più distante e arrivava a piedi. Un tipo così.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/05/29/ho-alzato-la-coppa-ma-adesso-nessuno-mi-risponde-al-telefono40.html "Ho alzato la Coppa ma adesso nessuno mi risponde al telefono"]'', ''la Repubblica'', 29 maggio 2017.</ref>
*Agricola, 71 anni, rappresenta dunque il più clamoroso dei ritorni in bianconero e forse non il più opportuno. Perché ai giocatori [[Juventus Football Club|juventini]], giovani e sanissimi, venivano somministrati psicofarmaci? Perché il sangue di alcuni di loro era denso come marmellata? Sono alcune tra le molte domande che tre gradi di giudizio non hanno mai del tutto chiarito. Se poi la giustizia ha fatto i conti con i consueti tempi biblici, e se quell’ombra di prescrizione non si è mai davvero dissolta, era proprio il caso di insistere riproponendo il dottor Agricola? Una scelta ai limiti della provocazione o della sfida, non si capisce bene a chi. Oppure, semplicemente, la categoria dei medici sportivi negli ultimi dieci anni non ha prodotto nulla più di questa vecchia gloria. [...] Si ha un bel dire che esiste un accanimento mediatico contro quella lunga stagione bianconera, tra legittimi trionfi sportivi, processi per doping, scudetti cancellati, schede telefoniche e retrocessione in B, ma è la stessa Juventus a non incoraggiare un oblio che in parte le gioverebbe.<ref>Da ''Il ritorno inopportuno di Agricola'', ''la Repubblica'', 18 giugno 2017.</ref>
*[...] la Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.<ref>Da ''repubblica.it''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/crosetti-repubblica-la-juve-sa-reagire-dalle-sue-morti-i-bianconeri-non-rubano-sono-feroci-mezza-italia-dovrebbe-imitarli-419599 Crosetti (Repubblica): "La Juve sa reagire dalle sue morti, i bianconeri non rubano, sono feroci. Mezza Italia dovrebbe imitarli"]'', ''tuttojuve.com'', 29 aprile 2018.</ref>
*Rimbalzano le parole dei comunicati e le frasi sulle condizioni ancora peggiorate, lui che “non potrà riprendere l’attività lavorativa”, i ringraziamenti, il commiato inevitabile ormai: tutti frammenti che dall’Italia precipitano fin quassù {{NDR|Ospedale Universitario di Zurigo}}, dove erano partite. Scorrono insieme alle immagini dell’ultima uscita pubblica di [[Sergio Marchionne]], il 26 giugno, lui un po’ gonfio che respira a fatica mentre consegna la nuova Jeep alla sua amata [[Arma dei Carabinieri]]. Un altro segno del destino. Così dice addio il figlio del maresciallo maggiore Concezio, in fondo siamo figli per sempre, e insieme dice ciao papà.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/07/21/news/marchionne_prima_dell_operazione_diceva_staro_via_poco_poi_le_speranze_sono_svanite-202386537/ Marchionne prima dell'operazione diceva: “Starò via poco?”, poi le speranze sono svanite]'', ''rep.repubblica.it'', 21 luglio 2018.</ref>
*La gioventù scavalca i muri, non si cura delle pietre lungo la strada e vola. Così un ragazzo toscano, [[Alberto Bettiol]], va a vincere quella che i malati di ciclismo conoscono come la più grande corsa al mondo, più della Roubaix, più del Lombardia e della Sanremo: il Giro delle Fiandre che nell’epoca dei patriarchi venne conquistato per tre volte di fila da [[Fiorenzo Magni]], diventato per questo “il leone delle Fiandre”. Ieri {{NDR|7 aprile 2019}}, sulla stessa via abbiamo finalmente trovato un leoncino.<ref>Da ''Alberto e Marta una doppietta nella corsa più grande'', ''la Repubblica'', 8 aprile 2019, p. 35.</ref>
*Il signor Sonaglia era un uomo grosso, ed era il proto. Il proto, lo dice il nome, è il primo, è il re della tipografia. Papà era linotipista. Si stimavano. [...] Un giorno, non saprei dire come, il signor Sonaglia riuscì a procurarsi tre biglietti per Juventus-Atletico Bilbao, [[Finale della Coppa UEFA 1976-1977|finale d'andata della Coppa Uefa 1977]]: uno per sé, uno per papà e uno per me. Erano i primi di maggio, il giorno 4. [...] Avevo quindici anni. [...] Il bello delle partite è aspettarle. Si andò [...] allo stadio [...] con il tram numero 10. Quei corpi stretti, quella gente che già cantava. Noi, tutti maschi e tutti insieme. Noi, tutti adulti, anche i ragazzini. Noi, in qualche modo, la Juve. I biglietti erano di un settore inaudito: i Distinti. Vale a dire la tribuna di fronte a quella centrale, luogo che forse nella realtà neppure esisteva, ma anche i Distinti segnavano una lontananza assoluta. Ben che andasse, a quei tempi, la partita si guardava in curva Filadelfia, naturalmente tutti in piedi. Chissà quanto avrà speso, papà, per portarmi lì. La partita non arrivava mai [...]. Ecco le squadre in campo. Gli altri, vestiti di blu. Io quella formazione la ricordo a memoria: Zoff Gentile Cuccureddu (pausa), Furino Morini Scirea (pausa), Causio Tardelli Boninsegna Benetti Bettega (fine). La Juve segna presto, nella porta di destra rispetto a noi che guardiamo. C'è un cross di Scirea, e Tardelli colpisce la palla di testa ma di più con la spalla, si torce in un modo strano e ne vien fuori una parabola bizzarra, imparabile. Uno a zero. Sarà anche il risultato finale. La Juve attacca ma non segna più, dunque in Spagna sarà dura. Come poi sarebbe andata, alla Juventus e a me, conta poco. La Juventus vincerà la Coppa Uefa con un gol di Bettega in tuffo di testa al San Mamés, i baschi segneranno due volte ma non abbastanza. [...] Juve-Atletico Bilbao fu un sogno, un regalo enorme. Papà mi dava la mano per non perdermi tra la folla. Dopo una quarantina d'anni, la pelle d'oca allo stadio quando stanno per entrare le squadre la sento ancora, e mi piace quando la gente grida. Poi mi volto a cercare papà.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/la-partita-della-vita/2019/09/10/news/_indimenticabile_juve-atletico_bilbao_allo_stadio_per_mano_con_mio_padre_-235681324/ "Indimenticabile Juve-Atletico Bilbao, allo stadio per mano con mio padre"]'', ''repubblica.it'', 10 settembre 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Dejan Kulusevski]]}} Centrocampista d'attacco rock [...] è un gigante di quasi un metro e novanta che corre come un matto, pressa, recupera, passa la palla, talvolta segna e sempre spacca il campo.<ref>Da ''[https://parma.bologna.repubblica.it/sport/2019/11/24/news/kulusevski_non_lascio_il_parma_a_gennao_ho-241842367/ Kulusevski: "Non lascio il Parma a gennaio. Ho bisogno di crescere qui"]'', ''parma.bologna.repubblica.it'', 24 novembre 2019.</ref>
*Erano piene di nebbia, a quel tempo, le mattine d'inverno a Torino, ed era dura rimettersi a battere la lastra nel reparto presse della Fiat. Ma c'erano giorni diversi, c'erano i magici lunedì in cui l'operaio "[[Terrone|terùn]]", naturalmente [[Tifoseria della Juventus Football Club|juventino]], poteva dimenticare ogni gelo nella strada e nel cuore, ogni amarezza, ogni sporca fatica della vita grama. Perché la domenica la Goeba aveva vinto. E al centro dell'attacco di quella squadra c'era lui, [[Pietro Anastasi]] da [[Catania]], Pietruzzu, Pietro 'u turco.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/2020/01/18/news/pietruzzu_la_fiat_e_la_juve_con_i_gol_fece_saltare_le_divisioni_sociali-246056076/ Pietruzzu, la Fiat e la Juve. Con i gol fece saltare le divisioni sociali]'', ''repubblica.it'', 18 gennaio 2020.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Cinque maggio: prima [[5 maggio|era solo Manzoni]], poi sarebbe stato [[Ronaldo]] il fenomeno. Il brasiliano, non Cristiano. Il dentone, che in quel 5 maggio 2002 pianse tutte le lacrime che gli erano rimaste, dentro uno stadio che già lo aveva fatto gridare di dolore due anni prima, e per un motivo ancora più serio: quel tremendo infortunio al ginocchio, quell'urlo straziante in Lazio-Inter di Coppa Italia. [...] Sarebbe ritornato il più forte al mondo, dopo quel ginocchio saltato? Certo che sarebbe tornato, anche se in quel 5 maggio 2002 non riuscì e non fu in grado di aiutare l'Inter in alcun modo. Eppure lo scudetto, solo un mese prima, sembrava ormai nerazzurro dopo tredici anni. L'Inter volava, la Juventus no. E la Roma teneva il passo a fatica. Insomma, la storia pareva già segnata. Ma il mese di aprile non fu propizio per l'Inter [...] mentre la Juve quasi inabissata riemerse a Piacenza grazie a Pavel Nedved [...]. Sarebbe bastato, ai torinesi? In pochi ci credevano, quasi nessuno. E quando Inter e Juve, con la Roma appena alle spalle, andarono a giocarsi lo scudetto in quel pomeriggio fatale, la classifica diceva: Inter 69, Juventus 68, Roma 67. Il paradosso fu che i tifosi della Lazio avrebbero preferito che l'Inter battesse la squadra del cuore davanti ai loro stessi occhi, pur di evitare il rischio che lo scudetto finisse alla Roma. Non accadde né l'una né l'altra cosa. La Juve di Lippi, squadra mai doma e mai morta, vinse 2-0 a Udine in un sole scintillante, gol di Trezeguet e Del Piero: poi, certo, sarebbe servita anche una vittoria della Lazio. E così andò. Fu un'ecatombe nerazzurra: 4-2 per i laziali, con un crudelissimo gol del "cholo" Simeone, quello del 3-2: un vecchio cuore nerazzurro condannava la sua ex squadra.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2020/05/05/news/le_lacrime_di_ronaldo_e_quel_5_maggio_2002_che_l_inter_non_dimentica-255740413/ Le lacrime di Ronaldo e quel 5 maggio 2002 che l'Inter non dimentica]'', ''repubblica.it'', 5 maggio 2020.</ref>
*Mai visto un simile maestro di calcio. Mai conosciuto un tale costruttore di giocatori, talenti e uomini. [[Sergio Vatta]] era un allenatore di persone, un tattico evoluto e raffinato, un padre, un nonno. [...] La sua casa era il [[Stadio Filadelfia|campo Filadelfia]], dove Vatta ha scovato, allevato e consegnato al football personaggi che si chiamano Lentini, Cravero, Fuser, Vieri, Mandorlini, Cois, Pancaro, Rambaudi, Dino Baggio e ne dimentichiamo moltissimi. Calciatori che hanno dato anima e corpo all'idea del Toro ancor prima che ai risultati in campo [...]. Il senso di appartenenza della tradizione granata venne modernizzato da Vatta, e reso più attuale senza che mai si perdesse il filo del racconto e dell'avventura, con la forza evocativa di un luogo fisico, il vecchio stadio di Valentino Mazzola, Gabetto e Maroso, che quasi per magia entrava nel sangue dei ragazzini [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/torino/2020/07/23/news/torino_si_e_spento_sergio_vatta_il_mago_delle_giovanili_granata-262688635/ Torino, è morto Sergio Vatta, il mago delle giovanili granata. Fu lui a scoprire Vieri]'', ''repubblica.it'', 23 luglio 2020.</ref>
*[[Jenő Károly|Jeno Károly]] era stato un grande giocatore, un "medio/centro" come si diceva allora, capitano addirittura dell'Ungheria. [...] fu tra i migliori centrocampisti europei prima della Grande Guerra, e dopo diventò allenatore, guidando tra l'altro la trionfale M.T.K. Budapest [...] prima che Edoardo Agnelli e il barone Mazzonis decidessero nel 1923 di affidare a Jeno la Juventus tutta intera: le operazioni sul campo ma anche il mercato. Nacque così il primo allenatore professionista della Juve, un general manager all'inglese. Fu una svolta epocale. Le rare ma intense cronache dell'epoca raccontano un uomo severo ma giusto, cordiale con tutti ma fermissimo, pieno di stile, magnetico e ancora in grado [...] di fare meglio col pallone di non pochi suoi giovani calciatori. Era il trainer della Belle Époque juventina, amore e ginnastica e naturalmente vittorie. Jeno Károly le costruiva con applicazione maniacale, la stessa che pretendeva dalla squadra. Uno stakanovista ossessivo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2020/11/23/news/karoly_il_manager_ungherese_che_regalo_il_primo_scudetto_agli_agnelli-275501026/ Karoly, il manager ungherese che regalò il primo scudetto agli Agnelli]'', ''repubblica.it'', 23 novembre 2020.</ref>
{{Int|''[https://torino.repubblica.it/dettaglio/ruspe-in-azione-al-delle-alpi-demolito-lo-stadio-di-italia-90/1555795 Ruspe in azione al Delle Alpi, demolito lo stadio di Italia '90]''|''torino.repubblica.it'', 2 dicembre 2008.|h=4}}
{{NDR|Sullo [[stadio delle Alpi]]}}
*C'è tutta la terribilità di una demolizione, nella morte dello stadio Delle Alpi [...]. La sera dell'inaugurazione, nella primavera del 1990 c'era tanto di quel traffico da diventare matti. Mista di Juve/Toro contro il Porto. I mondiali a un passo, e la città orgogliosa di un catino per il calcio finalmente grandioso. E ne sarebbero successe di cose, qui dentro, fino alle ruspe di ieri: chiamate ad abbattere cemento, ma anche errori. Perché se una città si disfa di un ciclope del genere dopo neppure vent'anni, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. E che sono stati demoliti anche tanti, tanti soldi. [...] L'astronave viene fatta a pezzi: via i seggiolini della tribuna, anche se gli ultrà seppero a suo tempo fare di meglio, cioè di peggio. Via l'erba di Del Piero e Zidane, ma anche quella di ToroAjax, antica finale di Coppa Uefa. [...] Oppure quell'altra volta: una festa scudetto per la Juve di Vialli e Ravanelli, quando i tifosi smontarono il campo quasi come ieri. Resterà indelebile, per chi c'era, la scena del tifoso bianconero che uscì con una traversa sottobraccio.
*[...] l'astronave aveva un sacco di spazio vuoto: quando le si camminava nella pancia, i passi rimbombavano forte e non si finiva mai di passeggiare. Stanzoni, corridoi, scale: un labirinto, un posto perfetto per quei sogni terribili dove si scappa e non si esce.
*Si ritorna con la memoria alle "notti magiche" di [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia 90]], a tutti i ruderi che sono stati poi abbandonati [...]. Quella colossale occasione sciupata, la cascata di denaro pubblico e privato ingoiata dall'Evento: eppure, dopo neanche vent'anni abbiamo gli stadi più vecchi d'Europa, scomodi, pericolosi.
*[...] qui la Juve vinse un bel po' di cose, ma sempre sentendosi ospite in casa d'altri, dentro lo stadio troppo grande, troppo freddo (in ogni senso: ambientale e climatico, perché d'inverno si moriva di freddo, c'erano correnti dappertutto) e troppo vuoto. Perché il Delle Alpi è stato affossato anche dalla crisi del calcio, da un modello televisivo sempre più invadente (ma anche più comodo, economico e sicuro) e dalla grandiosità diventata inutile. Torino non è Milano, e il pienone si è verificato ben poche volte: l'ultimo ad esserci riuscito, non è Del Piero ma Vasco Rossi.
*Povero e neanche vecchio Delle Alpi: meglio sarebbe stato non averti mai costruito, con quella pista d'atletica che servì una volta sola, per il Grand Prix. Una volta sola, dal 1990 a ieri. Insieme al tuo corpo, al tuo scheletro e alle tue carni di cemento, cade anche quel ridicolo nome più adatto a una pensione in Val di Lanzo. Delle Alpi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/11/08/news/dietro_il_giornalista_c_un_tifoso-46203217/ Dietro un giornalista c'è un tifoso?]''|''repubblica.it'', 8 novembre 2012.|h=4}}
*A volte succede che la vera curva sia la tribuna, nel senso di tribuna stampa: non dovrebbe accadere, ma tant'è. Se tu non fossi stato tifoso da ragazzino, difficilmente avresti deciso di dedicarti poi al giornalismo sportivo perché, come il calcio, anche lo scrivere di sport nasce dalla passione e non è materiale freddo. Lo diventa, nel tempo, quando al tifo si sovrappone il mestiere [...]. Quando non succede, sono possibili pericolosi e antipatici cortocircuiti.
*Accadde che dopo la [[Finale della Coppa dei Campioni 1982-1983|finale di Coppa dei Campioni]] persa dalla Juventus ad Atene nel 1983 contro ogni pronostico, un gruppetto di giornalisti non proprio filo-bianconeri pensasse di premiare l'autore della rete decisiva, cioè l'occhialuto Felix Magath, con una medaglia ricordo. La cerimonia ebbe luogo qualche tempo più tardi di fronte a un Magath invero assai sorpreso, probabilmente incapace di comprendere il senso dell'evento. Senso che non sfuggì a Boniperti: il presidente ci mise del tempo, usò tutte le sue doti di 007 e alla fine venne a capo di nomi e cognomi. Ogni colpevole fu scritto per sempre sulla lista nera.
*Nella storia del giornalismo sportivo non mancano casi di firme illustri che hanno sempre saputo tenere separate passione (sportiva) e professione. [...] All'epoca dello storico [[90º minuto|Novantesimo Minuto]] condotto da Paolo Valenti (amava la Fiorentina) e Maurizio Barendson (lui era del Napoli), molti corrispondenti non nascondevano le loro passioni, dal napoletano Luigi Necco all'ascolano Tonino Carino, però sempre con eleganza: nessuno di loro avrebbe mai esultato contro qualcuno.
*[...] oggi va di moda la telecronaca del "giornalista tifoso" come opzione per il telespettatore: in parte è un gioco, in parte se ne potrebbe discutere, quando il telecronista è anche un cronista. Ben altra cosa è l'esibizione delle caricature dei giornalisti-tifosi nelle molte, e per lo più inguardabili, trasmissioni televisive sul calcio di piccole emittenti o bizzarre catene nazionali: lì ci sono "opinionisti" che recitano apposta la parte della macchietta, dando vita a teatrini che non sono proprio il vanto della categoria, però fanno audience.
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
*A volte la gente, purtroppo, ha ragione a pensare di noi quello che pensa di noi. Di noi [[Giornalista|giornalisti]], intendo.<ref>Da un [https://x.com/m_crosetti/status/2079888977801187532 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 22 luglio 2026.</ref>
*Ci odiano, noi [[Baby boomer|boomer]], perché siamo stati più felici di loro.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1723300857528156546 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 novembre 2023.</ref>
*[[Giorgio Chiellini]] [...] è il più forte di tutti, dentro e fuori.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1167695670872031232 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 31 agosto 2019.</ref>
*L'educazione, la gentilezza, la competenza, il giornalismo di [[Gianfranco De Laurentiis]]. Non era meglio perché è passato, era meglio perché era meglio.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1316309841753899008 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 14 ottobre 2020.</ref>
*[...] l'Italia è quella cosa che perde tempo con [[Marco Travaglio]].<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1419619232468201476 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 26 luglio 2021.</ref>
*La [[Resistenza italiana|Resistenza]] non è una pagina controversa della nostra storia: c'era una parte giusta e c'era una parte sbagliata, e oggi siamo qui e siamo così perché ha vinto la parte giusta.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1216730671080787969 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 13 gennaio 2020.</ref>
*Mi piace la storia del [[Benito Mussolini|Duce]], perché finisce bene.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1253975486692196352 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 aprile 2020.</ref>
*Quando una squadra rinuncia a [[Mario Mandžukić]] [...] comincia a essere un po' meno squadra. La mia idea di calcio: Marione più altri dieci.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1209915889438597120 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 dicembre 2019.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Crosetti, Maurizio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Danyele
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wikitext
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'''Maurizio Crosetti''' (1962 – vivente), giornalista e scrittore italiano
==Citazioni di Maurizio Crosetti==
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20140210033839/http://www.ju29ro.com/interviste/4335-crosetti-risponde-al-team Crosetti risponde al Team]''|Intervista a ''ju29ro.com'', 13 settembre 2012.}}
*[...] io rispondo solo di quello che scrivo e mi basta e avanza: è il bello del [[giornalismo]]. Uno sport individuale, anche se sembra un gioco di squadra.
*[...] stuzzicare il fuocherello con la benzina garantisce l'incendio, ma non è questo il giornalismo in cui mi riconosco.
*[[Oliviero Beha]] è molto bravo, ma fa da sempre il bastian contrario: uno schema fisso.
*{{NDR|Parlando di Calciopoli}} Non ho mai seguito direttamente il processo, nel senso dell'inchiesta giudiziaria. Ho scritto qualche commento, certo. E ho sempre sostenuto, carta canta, che [[Serie A 2005-2006|quello scudetto]] non dovesse essere assegnato. Non restituito alla Juventus, ma non assegnato.
*Esiste un solo Crosetti, che [...] da ragazzino era più juventino di Andrea Agnelli. Poi, il mestiere cancella il tifo, altrimenti si resta giornalisti ultrà con la sciarpa, come dite giustamente voi. Purtroppo, il tifoso lettore pensa che il giornalista sia amico quando dice o scrive cose che anche lui pensa, e immediatamente nemico quando critica.
==Citazioni tratte da articoli==
*[[Michael Laudrup]] non poteva che nascere a Copenaghen, la città di Kierkegaard, il filosofo della disperazione e del dubbio, personaggio che si sentiva sospeso tra il tutto e il nulla e interpretava la vita come alternativa drammatica tra opposte possibilità. Un «essere o non essere» molto amletico (toh, ancora la Danimarca) che il campione della Juve deve accettare, ma non sa risolvere. A 23 anni è già stato più volte promosso, bocciato, accusato, assolto in appello, rinviato a giudizio e di nuovo condannato.<ref name="Laudrup">Da ''In ginocchio da re'', ''Guerin Sportivo'' nº 6 (680), 10-16 febbraio 1988, pp. 20-24.</ref>
*{{NDR|Su Michael Laudrup}} È nato in una notte di tempesta e chiede scusa se non somiglia a quei fulmini; mica è una colpa. Non si fa violenza e si accetta così, preferisce le inquietudini e le nevrosi di Woody Allen agli incanti molto mediterranei di Fellini. Non crede più alle favole, neppure a quelle di Andersen, danese dall'animo gentile: perché non è mica vero che il brutto anatroccolo poi diventa sempre un cigno.<ref name="Laudrup"/>
===''la Repubblica''===
{{cronologico}}
*Nell'alfabeto miliardario del calcio esiste una singolare sequenza di lettere: la A di Agnelli è seguita dalla B di Berlusconi e dalla C di Cragnotti [...]. Fin qui tutto bene. Ma da qualche mese si passa direttamente alla G, quella di [[Luciano Gaucci|Gaucci Luciano]]. "Luciano uragano", come lo acclamano i tifosi del Perugia da lui avvolto di nuova e fresca ricchezza. Gaucci compra, investe, programma, promette. E spende, spende cifre da lussuosa serie A: contratti pluriennali [...], movimenti di mercato a nove zeri, nomi e cognomi illustri. [...] I suoi nemici, pare in numero crescente, continuano però a chiamarlo il "sor ramazza". E lui, re delle imprese di pulizia e dei cavalli da corsa, invece di offendersi la ramazza la usa. E spazza via gli avversari.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/06/24/meglio-pagare-caro-come-con-cavalli.html "Meglio pagare caro, come con i cavalli"]'', ''la Repubblica'', 24 giugno 1992.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 1993-1994]]}} Uova marce sull'ambizione di grandezza, sulla presunzione di nobiltà. Insulti e schiaffi a quel che resta della Juventus, cioè un gruppo di calciatori sbandati, un allenatore in congedo, una società che non esiste. [...] una cinquantina di ultrà hanno offerto l'esatta misura della distanza che ormai separa la gente e la Juve, la gente arrabbiata dalla Juve finita e svuotata. [...] Il tutto mentre cresce il malessere pacifico e amaro di dieci milioni di tifosi stufi di chiacchiere e sconfitte, sprechi miliardari e pseudo rivoluzioni. [...] La Juventus di Boniperti non c'è più, quella di Bettega non c'è ancora: insieme, unite nella sconfitta come nell'incertezza, rimediano una figuraccia storica.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/03/20/violenza-all-allenamento.html Violenza all'allenamento]'', ''la Repubblica'', 20 marzo 1994.</ref>
*[...] una squadra di controbalzo. La [[Juventus Football Club|Juve]] addomestica i palloni, li blandisce e non li giudica mai perduti. Adora le carambole sghembe e l'impossibile. E chi crede nell'impossibile, qualche volta lo raggiunge.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/04/22/sono-arrivati-fino-meno-poi-magia-nedved.html Sono arrivati fino a meno 5 poi magia Nedved]'', ''la Repubblica'', 22 aprile 2002.</ref>
*Basta con questo vecchiume, basta con questi nomi ammuffiti e totalmente privi di appeal. Ha ragione [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]: per un futuro più glamour, occorre ribattezzare il mondo. Non solo la Fiat Stilo dovrebbe chiamarsi Young Ferrari o Ferrari Woman, ma tutta [[Torino]] avrebbe bisogno di un bel restyling che parta dal vocabolario.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/12/05/berlusconi-ha-ragione-quanti-nomi-da-cambiare.html Berlusconi ha ragione. Quanti nomi da cambiare]'', ''la Repubblica'', 5 dicembre 2002.</ref>
*"[[Luciano Moggi|Moggi]] si rivolge a Cristo con umiltà, con desiderio di ricostruire: è un uomo che nella vita ha dato il suo contributo". E non solo agli arbitri. Finalmente anche la Chiesa, nella persona del vescovo [[Domenico Sigalini]], ha capito quello che in Italia ormai sapevano tutti: cioè che Lucianone è un perseguitato, un martire, uno che dava fastidio e per questo l'hanno incastrato. Altro che buon ladrone o figliol prodigo: la parabola vivente è lui, l'evangelico Moggi, appena tornato da Lourdes dove, al solito, non si è fatto notare. San Giovanni Rotondo, Lourdes, la Madonna del Divino Amore: sono posti miei. Al termine di una simile Champions League della fede, bisognerebbe farlo santo subito.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/09/04/santo-subito.html Santo subito]'', ''la Repubblica'', 4 settembre 2007, p. 51.</ref>
*{{NDR|Nel 2007, sulla mostra ''Juventus. 110 anni a opera d'arte''}} Squadra anche fisica, la Juve lo è sempre stata. Non si sospettava che fosse anche metafisica.<ref>Da ''[http://torino.repubblica.it/dettaglio/La-Juventus-È-un¿opera-d¿arte-Compleanno-con-Pinturicchio/1380529 La Juventus? È un'opera d'arte. Compleanno con Pinturicchio]'', ''torino.repubblica.it'', 23 ottobre 2007, p. 60.</ref>
*{{NDR|Sull'[[equipaggiamento calcistico]]}} La maglia è una bandiera, e l'hanno sporcata. La divisa della nostra squadra di calcio è una casa dove tornare, uno specchio dove vedere riflessa la passione di tanti anni, un ricordo d'infanzia, un segno di appartenenza tribale, è un colore dell'anima che non può sbiadire. Ma se arriva lo stilista e la pennella di fucsia o verde pisello, se insieme allo stilista c'è l'esperto di marketing che cancella simboli, tinte, riferimenti [...]. Li chiamavano "colori sociali": sono diventati una tavolozza confusa e griffata, un carnevale, un delirio creativo che spesso crea solo imbarazzo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/2009/07/sport/calcio/maglie-pallone/maglie-pallone/maglie-pallone.html Se il calcio cambia colori. Le maglie nel pallone]'', ''repubblica.it'', 11 luglio 2009.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2009-2010]]}} ...l'incompetenza, il senso di abbandono e di addio che ormai circonda i bianconeri. Perché la Juve, prima, poteva essere qualcosa da combattere e al limite da odiare, oppure da tifare e amare, ma sempre qualcosa. Adesso è diventata niente.<ref>Da ''la Repubblica'', 11 gennaio 2010; citato in ''[https://web.archive.org/web/20140818090342/http://www.ju29ro.com/terzo-anello/1663-maurizio-crosetti-qla-juve-e-nienteq Maurizio Crosetti: "La Juve è niente"]'', ''ju29ro.com'', 12 gennaio 2010.</ref>
*Ora, anche se non si capisce bene cosa c'entrassero con Calciopoli i pranzi e le cene a casa Mou, qui si fa pacatamente notare quanto segue: nella stagione sportiva 2003-2004, il Porto allenato da [[José Mourinho]] fu coinvolto nell' inchiesta "apito dourado" (fischietto dorato) per un tentato illecito sportivo e tentata corruzione. Risultato: 6 punti di penalizzazione e due anni di squalifica al presidente. Chi è senza peccato scagli il primo fischietto.<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/26/calciopoli-in-portoghese.html Calciopoli in portoghese]'', ''la Repubblica'', 26 febbraio 2010, p. 65.</ref>
*Dalla [[Tifoseria dell'ACF Fiorentina|curva Fiesole]] s'alza quello che potremmo chiamare un coro di repertorio, perché appartiene a decenni di vergogna. Riesumato, come una carcassa putrescente [...]. È una canzone terribile: inneggia alla [[strage dell'Heysel]]. Fa il tifo per gli assassini. [...] Per chi l'avesse dimenticato, la sera del 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles, prima di Juventus-Liverpool, morirono 39 persone [...]. Decine di famiglie ancora piangono. Tifare per chi ha ucciso è come essere complici, significa uccidere ancora un po' la memoria, la pietà, il ricordo, e quel poco di umanità che resta.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/12/06/news/crosetti_heysel-9875776/ Quelli che esaltano l'Heysel e che nessuno vuole punire]'', ''repubblica.it'', 6 dicembre 2010.</ref>
*{{NDR|Su [[Calciopoli]]}} Non erano balordi di provincia, non erano un fruttivendolo, un dentista, un ex centravanti malato di scommesse. Erano l'amministratore delegato e il direttore generale della Juventus, e il vice presidente della Federcalcio. Erano il massimo del potere possibile. Erano un enorme nucleo di pressioni, complicità, clientele. Erano i piloti occulti di arbitri e arbitraggi. Erano un'associazione a delinquere [...]. Erano: e non saranno mai più. [...] Se non eri loro amico, diventavi un nemico. Se non accettavi favori e resistevi alle intimidazioni, eri fuori dal gioco. Perché volevano giocare solo loro, truccando le carte. [...] Eppure la Juve rivuole indietro uno degli scudetti di questa banda: serve del coraggio anche solo per chiederlo.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/06/16/ci-vuole-coraggio-chiedere-indietro-quello-scudetto.html Ci vuole coraggio a chiedere indietro quello scudetto]'', ''la Repubblica'', 16 giugno 2011.</ref>
*{{NDR|Sull'equipaggiamento calcistico}} Quando il mondo, del calcio e non, era più semplice [...] vigeva una regoletta elementare: la squadra di casa mantiene la prima divisa, e quella che gioca in trasferta la cambia se la prima ha tinte più o meno simili a quelle dell'avversario [...]. Ancora non esisteva la tirannia del marketing, né lo strapotere della grafica che tanti danni ha provocato non solo nello sport: trattasi di forma che si sovrappone al contenuto e lo confonde, lo indebolisce anziché potenziarlo. E quando non si ha nulla da dire, lo si disegna. Poi è arrivata la stagione dello sponsor tecnico che impone prima, seconda e terza casacca, e bisogna – per contratto – indossarle a rotazione, altrimenti non si vendono. E il tifoso, poveretto, è stato preso nella trappola delle nuove collezioni neanche fosse un cliente di Prada, ogni campionato nuovi campionari, disegni, sfumature, colorazioni, e chi non sta al passo è un poveraccio. Mica come quando si comprava una maglia della propria squadra, la si indossava per anni, e più era stinta e infeltrita più testimoniava fedeltà alla causa. Ora, invece, è tutto sintetico come i tessuti di queste casacche da carnevale [...]. Poi, forse, c'è anche un senso nascosto in tutto questo sport di terital: e cioè il calcio si è talmente impoverito di identità, che ripudiare i colori della propria storia è quasi un atto di involontaria coerenza. Insomma, bisognerebbe essere degni di certe tinte, bisognerebbe meritarle [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2011/10/26/news/magliette_crosetti-23888032/ La Juventus "pantera rosa", quando il marketing fa danni]'', ''repubblica.it'', 26 ottobre 2011.</ref>
*E poi c'era anche lui. Con quella tuta celeste che pareva un pigiama, a bersi tutta l'ombra che le leggende si lasciano dietro, una corrente che porta via ogni cosa. Perché il prezzo della gloria lo paga sempre la gente comune. La luce abbagliante di [[Dino Zoff]] gli cadde addosso come un sacco, e [[Massimo Piloni]] ci restò dentro per anni. Era il portiere di riserva, ma Zoff avrebbe giocato anche da moribondo, anche nel sonno, anche a briscola. Non gli serviva a niente, una riserva.<ref name="Piloni">Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/27/piloni-eterna-riserva-io-per-lui.html Piloni, l'eterna riserva: "Io per lui non esistevo"]'', ''la Repubblica'', 27 febbraio 2012.</ref>
*{{NDR|Su Massimo Piloni}} Non più un giocatore di pallone ma una metafora, forse una vittima, più probabilmente un eroe della resistenza, della cieca fiducia, perché domani sia migliore. Non lo è quasi mai.<ref name="Piloni"/>
*Tutto il calcio possibile sta chiuso dentro [[El Clásico|Barcellona-Real Madrid]] [...]. E forse non solo il calcio. Perché queste meraviglie spagnole non sono soltanto due formidabili squadre, ma due autentiche visioni del mondo. La tradizione un po' algida del Real Madrid, da sempre espressione del potere centralista (era la squadra amata da Franco e vicina ai sovrani) contro gli indipendentisti catalani, puro talento e un po' di anarchia. Il Real dei colossi atletici, il Barcellona dei piccoletti geniali.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/esteri/2012/04/20/news/e_tu_sei_barcellona_o_real_-33641338/ E tu sei Barcellona o Real? Proviamo a giocare anche noi]'', ''repubblica.it'', 20 aprile 2012.</ref>
*Aveva occhi un po tristi e un'aria da persona sola, chiusa. Come molti introversi, non gli apparteneva la preoccupazione di piacere a tutti. Però ogni suo gesto, dentro e fuori lo sport, è stato di orgogliosa sostanza. Campione inarrivabile, velocista "nero" d'Europa, figlio del profondo sud italiano vissuto sapendo che i luoghi comuni si possono combattere e vincere con la forza interiore, con una spinta anche morale. In questo, anche in questo, [[Pietro Mennea]] è stato un esempio.<ref name="Mennea">Da ''[http://www.repubblica.it/sport/vari/2013/03/21/news/mennea_un_fenomeno_magnetico_e_cocciuto-55044204/ Mennea, un fenomeno magnetico e cocciuto]'', ''repubblica.it'', 21 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|Su Pietro Mennea}} Sembrava in eterna lotta col mondo e in parte lo era. Ha rappresentato molto, non solo nello sport e nell'atletica. La possibilità di riscatto per chi non nasce al centro dell'universo e non ha predestinazione, ne santi in paradiso. Era magnetico, cocciuto, emanava una forza contagiosa e a volte imbarazzante, difficile da reggere e guardare negli occhi. Non sembrava neanche italiano, eppure era il meglio di tante cose che misteriosamente, magicamente il nostro paese ogni tanto sa proporre.<ref name="Mennea"/>
*Questa è anche una storia araldica, in perfetta sintonia con il gusto tutto italiano per stemmi e scudi, probabile retaggio cavalleresco e medievale. Nessuno al mondo [...] possiede ad esempio lo [[Scudetto (sport)|scudetto]]: lo inventò nientemeno che Gabriele D'Annunzio nel 1924, perché fosse apposto sulla divisa della selezione del Comando Militare Italiano per una partita amichevole. Il triangolo tricolore piacque, e dalla stagione successiva sarebbe rimasto sul petto dei campioni d'Italia. Siccome la Juventus fu il primo club a vincerne dieci, nel 1958 venne premiata dal Coni con la stella al merito sportivo: l'allora presidente Umberto Agnelli [...] propose alla Lega di poter cucire quella stellina sulla maglia, e il Consiglio federale – con delibera 3 maggio 1958 – diede il permesso e avviò la consuetudine.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/01/20/la-stella-dargento.html La stella d'argento]'', ''la Repubblica'', 20 gennaio 2014.</ref>
*È stato un gran centravanti, [[Michele Padovano]]. Scaltro, brevilineo, cattivo. Cresciuto in una barriera operaia tenuta sempre dentro, nel profondo. I giocatori della Juve al campo d'allenamento potevano parcheggiare solo automobili Fiat? Ok, lui fermava la sua Bmw più distante e arrivava a piedi. Un tipo così.<ref>Da ''[https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/05/29/ho-alzato-la-coppa-ma-adesso-nessuno-mi-risponde-al-telefono40.html "Ho alzato la Coppa ma adesso nessuno mi risponde al telefono"]'', ''la Repubblica'', 29 maggio 2017.</ref>
*Agricola, 71 anni, rappresenta dunque il più clamoroso dei ritorni in bianconero e forse non il più opportuno. Perché ai giocatori [[Juventus Football Club|juventini]], giovani e sanissimi, venivano somministrati psicofarmaci? Perché il sangue di alcuni di loro era denso come marmellata? Sono alcune tra le molte domande che tre gradi di giudizio non hanno mai del tutto chiarito. Se poi la giustizia ha fatto i conti con i consueti tempi biblici, e se quell’ombra di prescrizione non si è mai davvero dissolta, era proprio il caso di insistere riproponendo il dottor Agricola? Una scelta ai limiti della provocazione o della sfida, non si capisce bene a chi. Oppure, semplicemente, la categoria dei medici sportivi negli ultimi dieci anni non ha prodotto nulla più di questa vecchia gloria. [...] Si ha un bel dire che esiste un accanimento mediatico contro quella lunga stagione bianconera, tra legittimi trionfi sportivi, processi per doping, scudetti cancellati, schede telefoniche e retrocessione in B, ma è la stessa Juventus a non incoraggiare un oblio che in parte le gioverebbe.<ref>Da ''Il ritorno inopportuno di Agricola'', ''la Repubblica'', 18 giugno 2017.</ref>
*[...] la Juve è da sempre la più forte anche per come si nutre di antagonismo, per come distilla l'odio e lo trasforma in nettare. Ben più degli arbitri, il segreto della Juve è la Juve con il suo senso estremo di tutto [...]. La Juventus, si dice in piemontese, è una "bestia grama", una creatura solo in apparenza del Male: è invece una macchina mostruosa che si alimenta di cattiveria non soltanto agonistica, ma che sa rinascere da ogni sua piccola morte apparente [...]. Mezza Italia la odia, invece dovrebbe imitarla anche nello sporcarsi le mani, nel saper soffrire. Non è rubare, è ferocia. È una vocazione.<ref>Da ''repubblica.it''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/crosetti-repubblica-la-juve-sa-reagire-dalle-sue-morti-i-bianconeri-non-rubano-sono-feroci-mezza-italia-dovrebbe-imitarli-419599 Crosetti (Repubblica): "La Juve sa reagire dalle sue morti, i bianconeri non rubano, sono feroci. Mezza Italia dovrebbe imitarli"]'', ''tuttojuve.com'', 29 aprile 2018.</ref>
*Rimbalzano le parole dei comunicati e le frasi sulle condizioni ancora peggiorate, lui che “non potrà riprendere l’attività lavorativa”, i ringraziamenti, il commiato inevitabile ormai: tutti frammenti che dall’Italia precipitano fin quassù {{NDR|Ospedale Universitario di Zurigo}}, dove erano partite. Scorrono insieme alle immagini dell’ultima uscita pubblica di [[Sergio Marchionne]], il 26 giugno, lui un po’ gonfio che respira a fatica mentre consegna la nuova Jeep alla sua amata [[Arma dei Carabinieri]]. Un altro segno del destino. Così dice addio il figlio del maresciallo maggiore Concezio, in fondo siamo figli per sempre, e insieme dice ciao papà.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2018/07/21/news/marchionne_prima_dell_operazione_diceva_staro_via_poco_poi_le_speranze_sono_svanite-202386537/ Marchionne prima dell'operazione diceva: “Starò via poco?”, poi le speranze sono svanite]'', ''rep.repubblica.it'', 21 luglio 2018.</ref>
*La gioventù scavalca i muri, non si cura delle pietre lungo la strada e vola. Così un ragazzo toscano, [[Alberto Bettiol]], va a vincere quella che i malati di ciclismo conoscono come la più grande corsa al mondo, più della Roubaix, più del Lombardia e della Sanremo: il Giro delle Fiandre che nell’epoca dei patriarchi venne conquistato per tre volte di fila da [[Fiorenzo Magni]], diventato per questo “il leone delle Fiandre”. Ieri {{NDR|7 aprile 2019}}, sulla stessa via abbiamo finalmente trovato un leoncino.<ref>Da ''Alberto e Marta una doppietta nella corsa più grande'', ''la Repubblica'', 8 aprile 2019, p. 35.</ref>
*Il signor Sonaglia era un uomo grosso, ed era il proto. Il proto, lo dice il nome, è il primo, è il re della tipografia. Papà era linotipista. Si stimavano. [...] Un giorno, non saprei dire come, il signor Sonaglia riuscì a procurarsi tre biglietti per Juventus-Atletico Bilbao, [[Finale della Coppa UEFA 1976-1977|finale d'andata della Coppa Uefa 1977]]: uno per sé, uno per papà e uno per me. Erano i primi di maggio, il giorno 4. [...] Avevo quindici anni. [...] Il bello delle partite è aspettarle. Si andò [...] allo stadio [...] con il tram numero 10. Quei corpi stretti, quella gente che già cantava. Noi, tutti maschi e tutti insieme. Noi, tutti adulti, anche i ragazzini. Noi, in qualche modo, la Juve. I biglietti erano di un settore inaudito: i Distinti. Vale a dire la tribuna di fronte a quella centrale, luogo che forse nella realtà neppure esisteva, ma anche i Distinti segnavano una lontananza assoluta. Ben che andasse, a quei tempi, la partita si guardava in curva Filadelfia, naturalmente tutti in piedi. Chissà quanto avrà speso, papà, per portarmi lì. La partita non arrivava mai [...]. Ecco le squadre in campo. Gli altri, vestiti di blu. Io quella formazione la ricordo a memoria: Zoff Gentile Cuccureddu (pausa), Furino Morini Scirea (pausa), Causio Tardelli Boninsegna Benetti Bettega (fine). La Juve segna presto, nella porta di destra rispetto a noi che guardiamo. C'è un cross di Scirea, e Tardelli colpisce la palla di testa ma di più con la spalla, si torce in un modo strano e ne vien fuori una parabola bizzarra, imparabile. Uno a zero. Sarà anche il risultato finale. La Juve attacca ma non segna più, dunque in Spagna sarà dura. Come poi sarebbe andata, alla Juventus e a me, conta poco. La Juventus vincerà la Coppa Uefa con un gol di Bettega in tuffo di testa al San Mamés, i baschi segneranno due volte ma non abbastanza. [...] Juve-Atletico Bilbao fu un sogno, un regalo enorme. Papà mi dava la mano per non perdermi tra la folla. Dopo una quarantina d'anni, la pelle d'oca allo stadio quando stanno per entrare le squadre la sento ancora, e mi piace quando la gente grida. Poi mi volto a cercare papà.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/dossier/sport/la-partita-della-vita/2019/09/10/news/_indimenticabile_juve-atletico_bilbao_allo_stadio_per_mano_con_mio_padre_-235681324/ "Indimenticabile Juve-Atletico Bilbao, allo stadio per mano con mio padre"]'', ''repubblica.it'', 10 settembre 2019.</ref>
*{{NDR|Su [[Dejan Kulusevski]]}} Centrocampista d'attacco rock [...] è un gigante di quasi un metro e novanta che corre come un matto, pressa, recupera, passa la palla, talvolta segna e sempre spacca il campo.<ref>Da ''[https://parma.bologna.repubblica.it/sport/2019/11/24/news/kulusevski_non_lascio_il_parma_a_gennao_ho-241842367/ Kulusevski: "Non lascio il Parma a gennaio. Ho bisogno di crescere qui"]'', ''parma.bologna.repubblica.it'', 24 novembre 2019.</ref>
*Erano piene di nebbia, a quel tempo, le mattine d'inverno a Torino, ed era dura rimettersi a battere la lastra nel reparto presse della Fiat. Ma c'erano giorni diversi, c'erano i magici lunedì in cui l'operaio "[[Terrone|terùn]]", naturalmente [[Tifoseria della Juventus Football Club|juventino]], poteva dimenticare ogni gelo nella strada e nel cuore, ogni amarezza, ogni sporca fatica della vita grama. Perché la domenica la Goeba aveva vinto. E al centro dell'attacco di quella squadra c'era lui, [[Pietro Anastasi]] da [[Catania]], Pietruzzu, Pietro 'u turco.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/2020/01/18/news/pietruzzu_la_fiat_e_la_juve_con_i_gol_fece_saltare_le_divisioni_sociali-246056076/ Pietruzzu, la Fiat e la Juve. Con i gol fece saltare le divisioni sociali]'', ''repubblica.it'', 18 gennaio 2020.</ref>
*{{NDR|Sul campionato di [[Serie A 2001-2002]]}} Cinque maggio: prima [[5 maggio|era solo Manzoni]], poi sarebbe stato [[Ronaldo]] il fenomeno. Il brasiliano, non Cristiano. Il dentone, che in quel 5 maggio 2002 pianse tutte le lacrime che gli erano rimaste, dentro uno stadio che già lo aveva fatto gridare di dolore due anni prima, e per un motivo ancora più serio: quel tremendo infortunio al ginocchio, quell'urlo straziante in Lazio-Inter di Coppa Italia. [...] Sarebbe ritornato il più forte al mondo, dopo quel ginocchio saltato? Certo che sarebbe tornato, anche se in quel 5 maggio 2002 non riuscì e non fu in grado di aiutare l'Inter in alcun modo. Eppure lo scudetto, solo un mese prima, sembrava ormai nerazzurro dopo tredici anni. L'Inter volava, la Juventus no. E la Roma teneva il passo a fatica. Insomma, la storia pareva già segnata. Ma il mese di aprile non fu propizio per l'Inter [...] mentre la Juve quasi inabissata riemerse a Piacenza grazie a Pavel Nedved [...]. Sarebbe bastato, ai torinesi? In pochi ci credevano, quasi nessuno. E quando Inter e Juve, con la Roma appena alle spalle, andarono a giocarsi lo scudetto in quel pomeriggio fatale, la classifica diceva: Inter 69, Juventus 68, Roma 67. Il paradosso fu che i tifosi della Lazio avrebbero preferito che l'Inter battesse la squadra del cuore davanti ai loro stessi occhi, pur di evitare il rischio che lo scudetto finisse alla Roma. Non accadde né l'una né l'altra cosa. La Juve di Lippi, squadra mai doma e mai morta, vinse 2-0 a Udine in un sole scintillante, gol di Trezeguet e Del Piero: poi, certo, sarebbe servita anche una vittoria della Lazio. E così andò. Fu un'ecatombe nerazzurra: 4-2 per i laziali, con un crudelissimo gol del "cholo" Simeone, quello del 3-2: un vecchio cuore nerazzurro condannava la sua ex squadra.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/inter/2020/05/05/news/le_lacrime_di_ronaldo_e_quel_5_maggio_2002_che_l_inter_non_dimentica-255740413/ Le lacrime di Ronaldo e quel 5 maggio 2002 che l'Inter non dimentica]'', ''repubblica.it'', 5 maggio 2020.</ref>
*Mai visto un simile maestro di calcio. Mai conosciuto un tale costruttore di giocatori, talenti e uomini. [[Sergio Vatta]] era un allenatore di persone, un tattico evoluto e raffinato, un padre, un nonno. [...] La sua casa era il [[Stadio Filadelfia|campo Filadelfia]], dove Vatta ha scovato, allevato e consegnato al football personaggi che si chiamano Lentini, Cravero, Fuser, Vieri, Mandorlini, Cois, Pancaro, Rambaudi, Dino Baggio e ne dimentichiamo moltissimi. Calciatori che hanno dato anima e corpo all'idea del Toro ancor prima che ai risultati in campo [...]. Il senso di appartenenza della tradizione granata venne modernizzato da Vatta, e reso più attuale senza che mai si perdesse il filo del racconto e dell'avventura, con la forza evocativa di un luogo fisico, il vecchio stadio di Valentino Mazzola, Gabetto e Maroso, che quasi per magia entrava nel sangue dei ragazzini [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/torino/2020/07/23/news/torino_si_e_spento_sergio_vatta_il_mago_delle_giovanili_granata-262688635/ Torino, è morto Sergio Vatta, il mago delle giovanili granata. Fu lui a scoprire Vieri]'', ''repubblica.it'', 23 luglio 2020.</ref>
*[[Jenő Károly|Jeno Károly]] era stato un grande giocatore, un "medio/centro" come si diceva allora, capitano addirittura dell'Ungheria. [...] fu tra i migliori centrocampisti europei prima della Grande Guerra, e dopo diventò allenatore, guidando tra l'altro la trionfale M.T.K. Budapest [...] prima che Edoardo Agnelli e il barone Mazzonis decidessero nel 1923 di affidare a Jeno la Juventus tutta intera: le operazioni sul campo ma anche il mercato. Nacque così il primo allenatore professionista della Juve, un general manager all'inglese. Fu una svolta epocale. Le rare ma intense cronache dell'epoca raccontano un uomo severo ma giusto, cordiale con tutti ma fermissimo, pieno di stile, magnetico e ancora in grado [...] di fare meglio col pallone di non pochi suoi giovani calciatori. Era il trainer della Belle Époque juventina, amore e ginnastica e naturalmente vittorie. Jeno Károly le costruiva con applicazione maniacale, la stessa che pretendeva dalla squadra. Uno stakanovista ossessivo.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/juventus/2020/11/23/news/karoly_il_manager_ungherese_che_regalo_il_primo_scudetto_agli_agnelli-275501026/ Karoly, il manager ungherese che regalò il primo scudetto agli Agnelli]'', ''repubblica.it'', 23 novembre 2020.</ref>
{{Int|''[https://torino.repubblica.it/dettaglio/ruspe-in-azione-al-delle-alpi-demolito-lo-stadio-di-italia-90/1555795 Ruspe in azione al Delle Alpi, demolito lo stadio di Italia '90]''|''torino.repubblica.it'', 2 dicembre 2008.|h=4}}
{{NDR|Sullo [[stadio delle Alpi]]}}
*C'è tutta la terribilità di una demolizione, nella morte dello stadio Delle Alpi [...]. La sera dell'inaugurazione, nella primavera del 1990 c'era tanto di quel traffico da diventare matti. Mista di Juve/Toro contro il Porto. I mondiali a un passo, e la città orgogliosa di un catino per il calcio finalmente grandioso. E ne sarebbero successe di cose, qui dentro, fino alle ruspe di ieri: chiamate ad abbattere cemento, ma anche errori. Perché se una città si disfa di un ciclope del genere dopo neppure vent'anni, vuol dire che qualcuno ha sbagliato. E che sono stati demoliti anche tanti, tanti soldi. [...] L'astronave viene fatta a pezzi: via i seggiolini della tribuna, anche se gli ultrà seppero a suo tempo fare di meglio, cioè di peggio. Via l'erba di Del Piero e Zidane, ma anche quella di ToroAjax, antica finale di Coppa Uefa. [...] Oppure quell'altra volta: una festa scudetto per la Juve di Vialli e Ravanelli, quando i tifosi smontarono il campo quasi come ieri. Resterà indelebile, per chi c'era, la scena del tifoso bianconero che uscì con una traversa sottobraccio.
*[...] l'astronave aveva un sacco di spazio vuoto: quando le si camminava nella pancia, i passi rimbombavano forte e non si finiva mai di passeggiare. Stanzoni, corridoi, scale: un labirinto, un posto perfetto per quei sogni terribili dove si scappa e non si esce.
*Si ritorna con la memoria alle "notti magiche" di [[Campionato mondiale di calcio 1990|Italia 90]], a tutti i ruderi che sono stati poi abbandonati [...]. Quella colossale occasione sciupata, la cascata di denaro pubblico e privato ingoiata dall'Evento: eppure, dopo neanche vent'anni abbiamo gli stadi più vecchi d'Europa, scomodi, pericolosi.
*[...] qui la Juve vinse un bel po' di cose, ma sempre sentendosi ospite in casa d'altri, dentro lo stadio troppo grande, troppo freddo (in ogni senso: ambientale e climatico, perché d'inverno si moriva di freddo, c'erano correnti dappertutto) e troppo vuoto. Perché il Delle Alpi è stato affossato anche dalla crisi del calcio, da un modello televisivo sempre più invadente (ma anche più comodo, economico e sicuro) e dalla grandiosità diventata inutile. Torino non è Milano, e il pienone si è verificato ben poche volte: l'ultimo ad esserci riuscito, non è Del Piero ma Vasco Rossi.
*Povero e neanche vecchio Delle Alpi: meglio sarebbe stato non averti mai costruito, con quella pista d'atletica che servì una volta sola, per il Grand Prix. Una volta sola, dal 1990 a ieri. Insieme al tuo corpo, al tuo scheletro e alle tue carni di cemento, cade anche quel ridicolo nome più adatto a una pensione in Val di Lanzo. Delle Alpi.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/sport/calcio/2012/11/08/news/dietro_il_giornalista_c_un_tifoso-46203217/ Dietro un giornalista c'è un tifoso?]''|''repubblica.it'', 8 novembre 2012.|h=4}}
*A volte succede che la vera curva sia la tribuna, nel senso di tribuna stampa: non dovrebbe accadere, ma tant'è. Se tu non fossi stato tifoso da ragazzino, difficilmente avresti deciso di dedicarti poi al giornalismo sportivo perché, come il calcio, anche lo scrivere di sport nasce dalla passione e non è materiale freddo. Lo diventa, nel tempo, quando al tifo si sovrappone il mestiere [...]. Quando non succede, sono possibili pericolosi e antipatici cortocircuiti.
*Accadde che dopo la [[Finale della Coppa dei Campioni 1982-1983|finale di Coppa dei Campioni]] persa dalla Juventus ad Atene nel 1983 contro ogni pronostico, un gruppetto di giornalisti non proprio filo-bianconeri pensasse di premiare l'autore della rete decisiva, cioè l'occhialuto Felix Magath, con una medaglia ricordo. La cerimonia ebbe luogo qualche tempo più tardi di fronte a un Magath invero assai sorpreso, probabilmente incapace di comprendere il senso dell'evento. Senso che non sfuggì a Boniperti: il presidente ci mise del tempo, usò tutte le sue doti di 007 e alla fine venne a capo di nomi e cognomi. Ogni colpevole fu scritto per sempre sulla lista nera.
*Nella storia del giornalismo sportivo non mancano casi di firme illustri che hanno sempre saputo tenere separate passione (sportiva) e professione. [...] All'epoca dello storico [[90º minuto|Novantesimo Minuto]] condotto da Paolo Valenti (amava la Fiorentina) e Maurizio Barendson (lui era del Napoli), molti corrispondenti non nascondevano le loro passioni, dal napoletano Luigi Necco all'ascolano Tonino Carino, però sempre con eleganza: nessuno di loro avrebbe mai esultato contro qualcuno.
*[...] oggi va di moda la telecronaca del "giornalista tifoso" come opzione per il telespettatore: in parte è un gioco, in parte se ne potrebbe discutere, quando il telecronista è anche un cronista. Ben altra cosa è l'esibizione delle caricature dei giornalisti-tifosi nelle molte, e per lo più inguardabili, trasmissioni televisive sul calcio di piccole emittenti o bizzarre catene nazionali: lì ci sono "opinionisti" che recitano apposta la parte della macchietta, dando vita a teatrini che non sono proprio il vanto della categoria, però fanno audience.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/21/news/le_parole_piu_belle_di_tutti-251867145/ Le parole più belle di tutti]''|''repubblica.it'', 21 marzo 2020.|h=4}}
{{NDR|Su [[Gianni Mura]]}}
*Prima le persone e poi le parole, e lui le parole le aveva bellissime, le più belle di tutti. E andare, andare sempre a guardare. Parlare con gli altri, osservare i dettagli, gli oggetti, le forme e le tinte delle cose. Scrivere, quello viene dopo. [...] Gianni Mura mi ha insegnato che scrivere è prima di tutto leggere, ed è ascoltare una canzone. È curiosità degli altri, altrimenti cosa scrivi a fare. Scrivere è ricordare, certo, ma anche immaginare.
*Da Gianni ho imparato che la cosa degli aggettivi da togliere è una scemenza. Bisogna metterli, invece, ma solo quelli giusti, Ma vale per tutto, i nomi, i predicati, i complementi, le virgole, i punti. Solo il punto e virgola non gli garbava: è come il vino rosé, diceva. E il vino o è rosso o e bianco, meglio naturalmente il rosso.
*Da Gianni ho imparato che le parole sono un gioco. Nella loro forma più intima, corporea, le assonanze, le sillabe, lo sposalizio tra vocali e consonanti, la rima, il ritmo, c'è già il loro destino nel mondo. Scivoleranno nella frase proprio dal modo in cui sono fatte. C'è chi la chiama poesia, io lo chiamo Gianni Mura. Lui le parole le conosceva tutte, amando di più quelle francesi così come amava il Tour quasi più di ogni cosa.
*Da Gianni ho imparato che le cose si dicono e si scrivono, costi quel che costi. E che la tenerezza è la migliore forma di forza. Lui era un mite duro, un romantico con la faccia da romanzo. Il bicchiere, diceva Gianni, sempre mezzo pieno. E il pezzo, sempre dieci righe in più che in meno [...]
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
*A volte la gente, purtroppo, ha ragione a pensare di noi quello che pensa di noi. Di noi [[Giornalista|giornalisti]], intendo.<ref>Da un [https://x.com/m_crosetti/status/2079888977801187532 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 22 luglio 2026.</ref>
*Ci odiano, noi [[Baby boomer|boomer]], perché siamo stati più felici di loro.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1723300857528156546 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 11 novembre 2023.</ref>
*[[Giorgio Chiellini]] [...] è il più forte di tutti, dentro e fuori.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1167695670872031232 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 31 agosto 2019.</ref>
*L'educazione, la gentilezza, la competenza, il giornalismo di [[Gianfranco De Laurentiis]]. Non era meglio perché è passato, era meglio perché era meglio.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1316309841753899008 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 14 ottobre 2020.</ref>
*[...] l'Italia è quella cosa che perde tempo con [[Marco Travaglio]].<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1419619232468201476 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 26 luglio 2021.</ref>
*La [[Resistenza italiana|Resistenza]] non è una pagina controversa della nostra storia: c'era una parte giusta e c'era una parte sbagliata, e oggi siamo qui e siamo così perché ha vinto la parte giusta.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1216730671080787969 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 13 gennaio 2020.</ref>
*Mi piace la storia del [[Benito Mussolini|Duce]], perché finisce bene.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1253975486692196352 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 aprile 2020.</ref>
*Quando una squadra rinuncia a [[Mario Mandžukić]] [...] comincia a essere un po' meno squadra. La mia idea di calcio: Marione più altri dieci.<ref>Da un [https://twitter.com/m_crosetti/status/1209915889438597120 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 25 dicembre 2019.</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Crosetti, Maurizio}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Marco Travaglio
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2026-07-23T19:16:48Z
Danyele
19198
/* Citazioni su Marco Travaglio */ +1
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Marco Travaglio.jpg|thumb|Marco Travaglio nel 2010]]
'''Marco Travaglio''' (1964 – vivente), giornalista e scrittore italiano.
{{vedi anche|Peter Gomez e Marco Travaglio|Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio}}
==Citazioni di Marco Travaglio==
{{cronologico}}
*Come lo spieghi ad un extracomunitario che per avere l'onore di votare per un pregiudicato deve essere incensurato?<ref>Dal programma televisivo ''Anno Zero'', 14 settembre 2006.</ref><ref>In riferimento alla proposta di legge che prevede il diritto di voto agli extracomunitari non coinvolti in processi in corso e non soggetti a condanne definitive, e al fatto che nelle Camere sono presenti onorevoli rispondenti alle suddette caratteristiche.</ref>
*Personalmente non sono pregiudizialmente contro le [[guerra|guerre]], purché le guerre abbiano una legalità internazionale, purché abbiano un obiettivo, venga verificato questo obiettivo, purché siano l'ultima ratio, e soprattutto purché non si giochi con le parole, cioè non si prenda in giro la gente.<ref>Dal programma televisivo ''Anno Zero'', 28 settembre 2006.</ref>
*[[Governo Conte]]? Ho notato un enorme pregiudizio che non ha paragone coi governi precedenti.<ref>Da ''Otto e mezzo'', ''La7'', riportato in Gisella Ruccia, ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/09/governo-travaglio-quando-arrivarono-monti-e-renzi-cerano-articoli-che-sembravano-i-cinegiornali-luce/4415512/ Governo, Travaglio: "Quando arrivarono Monti e Renzi c'erano articoli che sembravano i cinegiornali Luce"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 9 giugno 2018.</ref>
*[[Beppe Grillo|Grillo]] non fa altro che aizzare la piazza su temi che fanno o facevano parte del programma dell'Unione.<ref>Dal programma televisivo ''Annozero'', Rai 2, 4 ottobre 2007.</ref>
*{{NDR|[[Giorgio Gaber]]}} Io l'ho visto una volta sola in vita mia, quando l'ho intervistato per ''[[la Repubblica (giornale)|la Repubblica]]'' nel 1998, e di lui mi colpì soprattutto la totale equidistanza dalla [[politica]]. Che non credo fosse geometrica, nel senso che non penso proprio che Gaber facesse calcoli su quanto lo separava dalla destra e quanto invece dalla sinistra. Mi sembrò un atteggiamento interiore, una categoria dello spirito che segnava la sua alterità assoluta da un far politica nei partiti. [...] Non c'era in lui snobismo, né atteggiamento di superiorità nei confronti dei politici. Però, un certo disprezzo per come si era degradata la politica, questo lo si avvertiva. [...] Certo, l'equidistanza costa, anche perché presuppone un livello culturale e morale veramente molto superiore alla media, in una società infestata come la nostra, ovunque si vada, dalla politica. [...] Per me somigliava molto a [[Indro Montanelli]], e pure questo è curioso, perché Montanelli veniva da destra, mentre Gaber veniva da sinistra. Eppure, grazie al loro essere equidistanti nello spirito da ogni partigianeria, erano arrivati esattamente alle stesse conclusioni, riguardo questo nostro assurdo Paese.<ref>''L'equidistanza dello spirito''; in ''Gaber, Giorgio, il Signor G. Raccontato da intellettuali, amici, artisti'', a cura di Andrea Pedrinelli, Kowalski, Milano, 2008, pp. 123-124. ISBN 978-88-7496-754-4</ref>
*I [[immigrazione|migranti]] sono munizioni umane usate in una guerra più grossa di noi e di loro.<ref>Dalla trasmissione [https://www.raiplay.it/video/2019/01/Che-Tempo-Che-Fa-0d2ff4f8-2cf1-4464-ad17-dde3579039ed.html ''Che tempo che fa''], intervista di Fabio Fazio, puntata del 27 gennaio 2018.</ref>
*I sempre più stanchi e retorici rituali delle commemorazioni ufficiali che si susseguono di anno in anno, anziché aiutare a fare memoria, alimentano l'effetto-melassa. Puntando tutto sull'agiografia dell'eroico giudice antimafia e nulla su quei particolari dei suoi ultimi giorni di vita che, presi uno per uno, non dicono nulla. Ma che composti nel mosaico cronologico aiutano a capire molto, se non tutto. E cioè la natura politico-terroristica della [[strage di via D'Amelio]], con le peculiarità che la distinguono da quella di Capaci a dispetto della ravvicinata ''consecutio temporum'', e la proiettano piuttosto su quello che accadrà molti mesi dopo: le bombe della primavera-estate del 1993 a Milano, Firenze e Roma e poi la «pax mafiosa» iniziata con il mancato (anzi, revocato) attentato allo stadio Olimpico della capitale, coincisa con la discesa in campo politico di [[Silvio Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri]], e proseguita fino ad oggi.<ref>Dalla prefazione a Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza, ''L'agenda rossa di Paolo Borsellino'', Chiarelettere, [https://books.google.it/books?id=r-A49p5-pf8C&pg=PT12 p. 12]. ISBN 886190145X</ref>
*I vincitori {{NDR|delle elezioni politiche 2008}} sono Di Pietro e la [[Lega Nord|Lega]], che hanno uno raddoppiato e l'altro triplicato i voti. Perché... perché la Lega ha vinto? Secondo alcuni la Lega ha vinto perché è radicata nel territorio e questo è vero. Perché è vista come un movimento non organico alla casta... Ed è vero che è vista così, il problema è che non è vero che sia così, perché se i leghisti duri e puri, che vanno a Pontida travestiti da ''Obelix'' e da ''Panoramix'' sapessero cosa fanno i loro rappresentanti quando arrivano a Roma Ladrona, probabilmente quei 300.000 fucili salterebbero fuori, ma per sparare nelle chiappe ai loro rappresentanti... Perché il leghista integrato a Roma è peggio del peggiore forchettone democristiano o socialista della Prima Repubblica, perché essendo neofita arraffa tutto rapidamente perché sa che gli rimane poco tempo, mentre il democristiano ha tempi medio-lunghi... Il leghista ha sempre l'impressione che finisca subito... quindi porta via tutto! Mette anche spaghetti in tasca... Il leghista ricorda la scena di [[Totò]] sul tavolo in ''Miseria e nobiltà''... (da un incontro avvenuto il 29 maggio 2008 a L'Aquila)
*Un giorno, in un teatro di provincia, un baritono fu sommerso di fischi. Lui s'interruppe e si rivolse al loggione: "Fischiate me? Sentirete il tenore!". Ecco, in Italia bisogna sempre conservare una riserva di fischi per quelli che verranno dopo. I quali, sicuramente, saranno peggiori di quelli che c'erano prima. Prendete il Tg1. Quando lo dirigeva Clemente J. Mimun, si pensava che peggio di così non si potesse fare, invece si poteva eccome. Infatti arrivò [[Gianni Riotta|Johnny Raiotta]], quello che fra l'altro consentì ad Al Tappone di negare impunemente l'editto bulgaro e di sostenere che [[Enzo Biagi]] si era epurato da solo.<ref>Da ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2009/07/11/tagliolini/11847/ Tagliolini]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 11 luglio 2009.</ref>
*Il [[morbillo]] era considerato non la peste bubbonica come è considerata ultimamente ma era considerato quasi un tagliando che un bambino doveva fare assieme ad altre malattie.<ref>Dal programma televisivo ''Otto e mezzo''; citato in ''[https://www.nextquotidiano.it/senso-marco-travaglio-vaccini/ Il senso di Marco Travaglio per i vaccini]'', ''nextquotidiano.it'', 12 gennaio 2018.</ref>
*[[Ferdinando Imposimato|Imposimato]] mi ha un po' meravigliato nel senso che non pensavo avesse tutte queste simpatie. Imposimato è sicuramente molto simpatico, è un napoletano, anche lui un po' anzianotto, credo abbia 77 anni, è stato tre volte parlamentare, se non erro, anche lui nella sinistra, nell'ex PCI e poi ebbe una parentesi che io francamente non ho capito e che denota secondo me un po' di confusione mentale, quando si candidò con i socialisti, con lo Sdi quindi i socialisti post-craxiani ma erano ancora molto craxiani e ricordo che in quella campagna al fianco di Enrico Manca, del [[Bobo Craxi|figlio di Craxi]], di Boselli si abbandonò a alcuni apprezzamenti davvero spiacevoli nei confronti del pool di Mani Pulite, di [[Francesco Saverio Borrelli|Borrelli]], di [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]], così magari per gasare un po' la platea revanscista che ancora considerava [[Bettino Craxi|Craxi]] una vittima dei giudici cattivi. Per un magistrato come lui che aveva fatto indagini importanti a Roma sul terrorismo, sulla Banda della Magliana etc., fu una cosa che non gli fece onore.<ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/2010/04/passaparola_gli.html#*mtq3* Passaparola - Gli impresentabili al Quirinale]'', ''beppegrillo.it'', 15 aprile 2013.</ref>
*La [[Costituzione della Repubblica italiana|Costituzione]] è molto più avanzata dell'[[Italia]] e di noi italiani: è uno [[smoking]] indossato da un maiale.<ref>Da una dichiarazione a un incontro al Lingotto di Torino per illustrare l'articolo 21 della Costituzione, 12 maggio 2008; citato ne ''la Repubblica'', 13 maggio 2008, p. 4.</ref>
*{{NDR|Sul [[lodo Alfano]]}} La legge è uguale per tutti meno quattro.<ref>Dal programma televisivo ''Anno Zero'', 2 ottobre 2008.</ref>
*{{NDR|Su [[Oriana Fallaci]]}} Non c'era un intervistato che si riconoscesse nelle interviste perché lei intervistava sempre sé stessa. Scriveva da Dio, e quindi il fatto che scrivesse da Dio la autorizzava a dire delle cose anche iperboliche come quando affermò che, se avessero costruito una moschea a Colle Val d'Elsa, l'avrebbe fatta saltare in aria. Se questa è la civiltà occidentale che dobbiamo difendere, ho i miei dubbi. Quelle della Fallaci erano provocazioni, ma l'errore è averla scambiata per una politologa e non averla considerata una scrittrice.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e Mezzo'', ''La7'', 26 novembre 2015; citato in ''[http://www.today.it/rassegna/marco-travaglio-oriana-fallaci.html Marco Travaglio: "Oriana Fallaci non era una grande giornalista"]'', ''today.it'', 27 novembre 2015.</ref>
*Oltre all'offesa sanguinosa di salvarmi dalla torre a discapito di [[Filippo Facci]], il buon [[Renato Farina]] mi definisce pure «cattivo e falsario» (Magazine n. 33). Falsario è uno che mente sapendo di mentire: gradirei sapere da [[Renato Farina|Farina]], noto specialista del ramo, quando l'ho fatto (possibilmente con le prove). Quanto alla cattiveria, per carità: da uno che su ''Libero'' ha insultato Enzo Baldoni rapito e poi Enzo Baldoni ammazzato, ma in compenso porta oro incenso e mirra (soprattutto incenso) all'amato [[Silvio Berlusconi]], a Villa San Martino per il Santo Natale e a Villa La Certosa per il Ferragosto, le lezioni d'amore sono ben accette. Anche perché, quando il presidente del Consiglio dona a un giornalista un orologio Cartier e il giornalista lo accetta, il giornalista medesimo tende poi spontaneamente alla bontà. (dalla lettera al ''Corsera Magazine'', 9 settembre 2005)
*Perché non sembra ma [[Roberto Castelli|Castelli]] è stato cinque anni ministro della giustizia, non sa ancora distinguere la giustizia penale da quella civile, quindi quei cinque anni sono passati per lui totalmente invano, ma è rimasto lì cinque anni... Non era mai capitato che un ministro facesse il ministro per cinque di fila, perché non era mai capitato che un governo durasse cinque anni... Poi uno si domanda perché la giustizia è in questo stato?! Cinque anni consecutivi di Castelli... Voglio vedere voi come sareste ridotti al posto della giustizia! (da un incontro avvenuto il 29 maggio 2008 a L'Aquila)
*{{NDR|Su [[Daniela Santanchè]]}} Qui ci vuole il TSO, mettetele la camicia di forza. (dal programma televisivo ''La Gabbia'', 11 settembre 2013; citato in ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/09/12/scontro-santanche-travaglio-delinquente-mettetele-camicia-di-forza/244383/ Scontro Santanchè-Travaglio. "Delinquente". "Datele la camicia di forza"]'', ''Ilfattoquotidiano.it'')
*Su [[Wikipedia]] ho letto che mi ero laureato in paleontologia, non so neanche che cosa sia io la paleontologia, lì ho cominciato a diffidare parecchio anche di [[Wikipedia]] (prima puntata di ''@week'' – disponibile [http://it.youtube.com/watch?v=GQQWGmoSrNY qui])
*{{NDR|Sulle leggi per la sicurezza}} Tanto fumo e pochi arresti. (dal programma televisivo ''Anno Zero'', 2 ottobre 2008)
*{{NDR|Durante un faccia a faccia con [[Daniele Capezzone]]}} Tu non sei il padrone, tu sei il maggiordomo... Il padrone è un altro! È [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] il padrone. [...] Ma vedi che parla come il suo padrone. {{NDR|Capezzone ha appena dato del coglione a Travaglio}} Gli ha insegnato anche il vocabolario...! [...] Ma che rispetta gli altri?! Se ogni elezione stai dall'altra parte rispetto a quella precedente! Dai, su... Rispetta gli altri! (dalla puntata [http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=ottoemezzo&video=19358 ''Berlusconi: o si ama o si odia?''] del programma ''Otto e mezzo'', 17 novembre 2008)
*Volete farvi quattro risate? Leggete Francesco Alberoni – sociologo del nulla, scalatore delle discese, esperto dell'ovvio – sul Corriere di oggi. (citato su ''[http://www.beppegrillo.it/2008/05/pp_balle_spaziali.html Blog di Beppe Grillo - Balle spaziali]'', 26 maggio 2008 – ''[http://it.youtube.com/watch?v=qQMmt2AiebU video originale]'')
*Quando uno si informa è molto più difficile prenderlo per il culo. (citato su ''[http://www.beppegrillo.it/2008/05/pp_balle_spaziali.html Blog di Beppe Grillo - Balle spaziali]'', 26 maggio 2008 – ''[http://it.youtube.com/watch?v=qQMmt2AiebU video originale]'')
*{{NDR|Tenendo in mano una copia de [[Il Giornale]]}} Questo c'è da aver paura a prenderlo in mano perché ci si sporca. (citato su ''[http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/ Passaparola]'', 13 aprile 2009 – ''[http://www.youtube.com/watch?v=a7Yt0n8kPlo video originale]'')
*[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dice "Hanno intercettato il presidente del consiglio, è una vergogna", ma non è vero niente: lui non è mai stato intercettato in vita sua, sono gli altri che vengono intercettati, quelli con cui lui parla, esattamente come quando parlava con [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]], con [[Salvatore Cuffaro|Cuffaro]], con [[Agostino Saccà|Saccà]], con [[Gianpiero Fiorani|Fiorani]], con [[Gianpaolo Tarantini|Tarantini]] e le escort. Gli interessati sono sempre gli altri, il guaio è quello che dice e a chi lo dice: ogni anno in [[Italia]] si intercettano circa ventimila persone su sessanta milioni di abitanti, possibile che lui non riesca mai a parlare con gli altri cinquantanove milioni novecentoottantamila? Poi il cavaliere dice "Ma io le stesse cose contro Annozero le ho sempre dette anche in pubblico"; a parte che non è vero, perché nelle intercettazioni c'è ben di più, anche se fosse? Cioè, è come se uno dicesse per tutta la vita "Mi piacerebbe ammazzare mia moglie", dopodiché scoprono che ha assoldato un killer per farla ammazzare, lo processano, lui va in tribunale e dice "E va be', ma l'avevo detto, no?, che l'ammazzavo". (a ''Raiperunanotte'', visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=DJ5rTZ6TftE Youtube]'', al min. 36.55)
*Prima sembrava che la Juve fosse riuscita ad accettare lo scandalo Calciopoli e le condanne di Moggi e Giraudo. I tifosi sembrava avessero smesso di parlare di campionati in realtà mai vinti perché revocati. Sembrava si potesse di nuovo parlare di [[stile Juventus|stile Juve]]. Ma ora che la squadra è tornata a vincere Andrea Agnelli ha subito ricominciato a giustificare Moggi, dicendo che tanto lo facevano tutti; le stesse scuse che usano anche i politici. È un po' come se dopo aver rapinato una banca davanti ai giudici ci si giustifichi sostenendo la regolarità dell'azione perché lo fanno in tanti. Le sentenze sono pertanto giuste e vanno accettate. Altrimenti rischiano di non accettarle nemmeno i tifosi. E questo può rivelarsi pericoloso. Lo scudetto appena conquistato è pulito e sudato. Un'altra cosa rispetto a quelli di Calciopoli. (dal programma televisivo ''Quelli che... il calcio'', 13 maggio 2012)
*{{NDR|Nel 2004 dopo la sentenza in primo grado del processo ordinario per abuso di farmaci}} Pare passato un secolo, da quel giorno di fine luglio del '98 quando Zdenek Zeman dichiarò all'Espresso che il calcio era finito in farmacia. Gli diedero del pazzo, del calunniatore, del visionario, assicurando che "nel mondo del pallone il doping non esiste". Poi si capì che non lo cercavano, per questo – ufficialmente – non esisteva. E saltò il laboratorio Coni dell'Acqua Acetosa. Ora, per la prima volta nella storia del calcio italiano (e non solo), una società viene condannata per doping. Ed è la più prestigiosa e blasonata d'Europa: la Juventus. [...] Secondo il Tribunale di Torino, la Juventus ha "dopato" i suoi giocatori con l'Epo e altri farmaci, in parte vietati, in parte leciti ma solo per curare patologie (in questo caso inesistenti), nelle stagioni comprese fra il 1994 al 1998. Le prime quattro stagioni dell'era Lippi, sotto la regia della nuova dirigenza Giraudo-Moggi-Bettega, contrassegnate da una messe di successi (una Champions League e tre scudetti). (citato in ''[http://www.repubblica.it/2004/k/sezioni/sport/calcio/commejuv/commejuv/commejuv.html Doping alla Juventus? Aveva ragione Zeman...]'', ''la Repubblica.it'', 26 novembre 2004)
*[...] [[Maurizio Gasparri|Gasparri]] ha questa funzione sociale, ha il compito di andare a dire in pubblico, in televisione, quello che una persona normale si vergognerebbe di pensare anche in privato... (da ''Signori entra il lavoro. Tutti in piedi'', 17 giugno 2011)
*{{NDR|[[Stefano Rodotà]]}} Quando svolse le sue funzioni di parlamentare come indipendente di sinistra le svolse da vero indipendente quale è sempre stato custode dei diritti, custode dei diritti delle minoranze, soprattutto dei diritti civili, un uomo che ha difeso le nostre vite proprio con la privacy, con la bioetica, con l'eguaglianza, con l'intransigenza sulla Costituzione e sui conflitti di interesse.<ref>Citato in ''[http://news.supermoney.eu/economia/2013/04/marco-travaglio-su-franco-marini-e-stefano-rodota-candidati-come-presidente-della-repubblica-0014150.html# Marco Travaglio su Franco Marini e Stefano Rodotà, candidati come Presidente della Repubblica]'', ''news.supermoney.eu'', 18 aprile 2013.</ref>
*Ma tu lo sai che cosa deve fare un [[giornalista]]? Tu hai idea di che cosa è un giornalista? Secondo te il giornalista è uno che lecca il culo ai politici? È uno che dice che va tutto bene quando invece va tutto male? (ad ''Announo'' del 5 giugno 2014; visibile su ''[http://www.serviziopubblico.it/2014/06/elisa-la-fiducia-a-renzi/?cat_id=6818 serviziopubblico.it]'')
*Il [[Ponte sullo stretto di Messina]] è un progetto irrealizzabile. Silvio Berlusconi ha fatto cose orribili, ma questa cosa si è limitata a dirla e poi non l'ha fatta. Nel frattempo, però, abbiamo speso mezzo miliardo di euro solo per progettare e riprogettare. È un modo come un altro per consentire ad Alfano e alle sue clientele di fare un'ottima campagna elettorale alle prossime elezioni regionali in Sicilia. È il ponte che collega il Pd ad Alfano.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Otto e mezzo'', ''La7'', 12 novembre 2015; citato in Mario Ventriglia, ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/11/13/travaglio-ponte-sullo-stretto-collega-pd-ad-alfano-che-potra-fare-campagna-elettorale-in-sicilia/438508/ Travaglio: "Ponte sullo Stretto? Collega Pd ad Alfano che potrà fare campagna elettorale in Sicilia"]'', ''tv.ilfattoquotidiano.it'', 13 novembre 2015.</ref>
*Nella Russia di [[Vladimir Vladimirovič Putin|Putin]] gli oppositori vengono arrestati alla vigilia delle elezioni e i giornalisti che scrivono contro Putin incredibilmente muoiono sempre di morte violenta e misteriosa.<ref>Dalla trasmissione ''Otto e mezzo'', La7, 3 dicembre 2015.</ref>
*{{NDR|A [[Pietro Grasso]]}} Ecco il ritratto che le fece il suo vecchio allenatore, nel 2004: "[[Pietro Grasso|Grasso]], da giovane, giocava a calcio nella mia squadra, Bacigalupo, ed era famoso perché a fine partita usciva sempre pulito dal campo: anche quando c'era il fango, riusciva sempre a non schizzarsi". Era [[Marcello Dell'Utri]]. Messaggio chiarissimo: mentre i suoi colleghi prendevano palate di fango, lei usciva sempre immacolato. Anche Dell'Utri la giudica furbo, per questo gli piace. Negli ultimi giorni l'ha elogiata tre o quattro volte: "Grasso è equilibrato, è un uomo di Stato, lui sa chi sono io... Grasso è una brava persona, sono contento per la sua elezione a presidente del Senato... Grasso non è un pm fanatico come [[Antonio Ingroia|Ingroia]]...". [...] Un'altra bugia riguarda le tre leggi del governo Berlusconi che nel 2005 hanno eliminato il suo unico concorrente [[Gian Carlo Caselli|Caselli]] dalla Procura nazionale antimafia, lasciando lei tutto solo a vincere per mancanza di avversari. Lei si offende perché ho detto che quelle leggi lei le ha ottenute, e risponde che non le ha chieste. Ma, per ottenere, non serve chiedere: basta meritare. S'è mai domandato cos'ha fatto per meritare tre leggi che eliminavano il suo unico rivale? E cos'ha fatto Caselli per essere eliminato? Berlusconi doveva avere degli ottimi motivi per preferire lei a Caselli, altrimenti non avrebbe fatto tre norme contro Caselli e pro Grasso. Lei dice che le leggi non ebbero effetto perché il Csm poteva fare di corsa un plenum straordinario e decidere prima che le leggi passassero. Ma non si poteva: intanto c'erano solo otto giorni, e poi i 13 consiglieri, tra cui i 5 di destra, chiesero al vicepresidente Rognoni quel plenum straordinario e non ebbero neppure risposta: perché la proposta era irricevibile. Se lei non voleva vincere quel concorso truccato, poteva ritirarsi, per sportività e per rispetto dell'art. 105 Costituzione, che affida al Csm e non al governo le nomine dei magistrati: rifiutare la nomina in attesa che la Consulta dichiarasse incostituzionale l'ultima legge truffa e rifare il concorso regolare. Anche perché l'esclusione di Caselli gli ha impedito di ricorrere al Tar contro la nomina di Grasso: ricorso che poteva vincere, avendo più titoli e più anzianità di lei. Invece lei ha approfittato di quelle leggi e poi ha detto che non le aveva chieste. Un po' come la casa di Scajola, pagata a sua insaputa. Ma questa, appunto, è roba da furbi. Come non vistare un appello e poi inventarsi una scusa dopo. Come se una sera le consegnassero tre pizze, lei le mangiasse e poi dicesse: buone, chissà chi le ha ordinate e pagate. E lei sapeva benissimo chi aveva ordinato le tre leggi: [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. E ora le pare strano, infamante, minaccioso, mafioso, che un giornalista faccia stecca nel coro degli osanna e le ponga una domanda semplice semplice, mentre si parla di lei per un governissimo Pd-Pdl o addirittura per il [[Quirinale]]: per quale motivo, negli ultimi 20 anni, lei è l'unico pm antimafia elogiato da Dell'Utri e applaudito e premiato da Berlusconi?<ref>Da ''[http://www.antimafiaduemila.com/home/opinioni/235-politica/41964-caro-grasso-ora-accetti-un-vero-duello-in-tv.html Caro Grasso, ora accetti un vero duello in tv]'', ''antimafiaduemila.com'', 29 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|Su [[Paolo Ruffini (giornalista)|Paolo Ruffini]]}} Nominato direttore di Rai3 dal centrosinistra chiuse Raiot di [[Sabina Guzzanti|Guzzanti]] e nel 2008 mi attaccò per aver raccontato da [[Fabio Fazio|Fazio]] le liaisons dangereuses di [[Renato Schifani|Schifani]].<ref>Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/25/caso-grasso-scontro-dentro-la7.html Caso Grasso, è scontro dentro La7]'', ''ricerca.repubblica.it'', 25 marzo 2013.</ref>
*{{NDR|In difesa del [[Movimento 5 Stelle]]}} Trovo curioso che ci si debba vergognare di avere sostenuto un governo legittimo, come quello di Maduro, e prima, come quello di [[Hugo Chávez|Chavez]], mentre invece quelli che hanno sostenuto un golpista come [[Juan Guaidó|Guaidò]], fotografato in compagnia di narcos, che ha dichiarato il golpe con l'appoggio degli [[Stati Uniti|americani]], siano i buoni.<ref>Citato in ''[https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/06/17/m5s-travaglio-su-la7-finanziamenti-presunti-da-venezuela-sono-favorevole-a-indagini-ma-non-me-lo-vedo-casaleggio-con-le-valigette/5837694/ M5s, Travaglio su La7: "Finanziamenti presunti da Venezuela? Sono favorevole a indagini. Ma non me lo vedo Casaleggio con le valigette"]'', ''ilfattoquotidiano.it''.</ref>
*Gli scemi di guerra raccontano che armiamo la gente comune per resistere. Ma il trasporto è affidato ad agenzie private di mercenari, che non le consegnano certo al ragioniere di Kiev o al panettiere di Mariupol aspiranti partigiani: le passano a gente del mestiere, come le milizie paramilitari che affiancano le truppe regolari senza che il governo faccia un plissé. Incluso il [[battaglione Azov]], la milizia neonazista inquadrata nella Guardia nazionale, che sventola vessilli con la [[svastica]] e bandiere [[NATO]], segnalata da [[ONU]] e OSCE per crimini di guerra, torture e stragi di civili in Donbass e non solo.<ref>Citato in ''[https://books.google.it/books?id=k7RmEAAAQBAJ&pg=PA429 ANNO 2022 L'ACCOGLIENZA UNDICESIMA PARTE]'', Antonio Giangrande. Articolo del 18 marzo 2022.</ref>
*Nella propaganda di Kiev e dell'Occidente in [[Donbass]] non è successo niente. La guerra è cominciata il 24 febbraio 2022. Prima, non è successo niente. [[Putin]] è impazzito. Non ci sono stati 8 anni di guerra civile dove l'aggressore era Kiev e l'aggredito erano i russofili e i russofoni bombardati e massacrati dalle milizie regolari e da quelle neonaziste, e adesso abbiamo un assaggio di un'altra bugia. Noi ci siamo raccontati per un anno che l'Ucraina è una democrazia: non è vero. Non è una democrazia come noi la intendiamo. In Ucraina ci sono gli 11 partiti di opposizione che [[Zelensky]] ha messo fuori legge.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=8r4qTsOsVbU Otto e Mezzo]'', La7, 23 febbraio 2023.</ref>
*Sono uno che non frequenta. Io non frequento premi letterari, non frequento salotti di imprenditori, non frequento politici, non frequento affaristi, lobbisti, logge, eccetera. Me ne sto per i fatti miei. Io per fortuna ho una vita oltre al lavoro, per cui a me non mi fa né caldo né freddo se non la fatica, appunto, di difendersi continuamente dalle cause civili e penali che arrivano non solo per le cose che scrivo io, ma adesso che sono direttore, pure per le cose che scrivono gli altri. Ma al di là di quello non mi fa veramente né caldo né freddo, anzi, sono talmente abituato a stonare rispetto al coro che se poi mi rendessi conto che tutti mi fanno i complimenti vorrebbe dire che sono rincoglionito e che quindi è meglio che vada in pensione.<ref>Da ''[https://www.youtube.com/watch?v=XB7_XFcffvA Marco Travaglio e Il Fatto Quotidiano: sostieni o abbonati oggi]'', ''youtube.com'', 23 giugno 2023.</ref>
*{{NDR|Parlando con [[Fedez]] e riferendosi a [[Selvaggia Lucarelli]]}} Continui a chiamarla falsa giornalista, non mi risulta tu sia giornalista o pubblicista. Che titolo hai per dare lezioni di giornalismo ad una giornalista che vale molto più di tanti iscritti? È la tua fissazione, perché ha trasformato la tua compagna in [[Wanna Marchi]]. Questa è la verità.<ref>Citato in {{Cita web|url=https://www.ilgiornale.it/news/personaggi/fedez-e-trappolone-travaglio-contro-selvaggia-lucarelli-2286009.html|titolo=Fedez e quel "trappolone" a Travaglio contro Selvaggia Lucarelli}}</ref>
*{{NDR|Parlando di [[Aleksej Naval'nyj]]}} Oppositore coraggioso al di là delle idee xenofobe e fascistoidi, che in Italia l'avrebbero portato in carcere per istigazione al razzismo in base alla legge Mancino.<ref>{{Cita web|url=https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2024/02/20/a-targhe-alterne/7452370/|titolo=A targhe alterne}}</ref>
===Citazioni tratte da interviste===
{{Intestazione|''L'Adige'', a cura di [[Claudio Sabelli Fioretti]], 16 agosto 2001}}
*Mi riconoscono per strada. Mi fa piacere. Ma siccome sono timido diventa anche imbarazzante.
*Ho lavorato otto anni con [[Indro Montanelli|Montanelli]] e credevo di essere di destra nel senso che la destra era Montanelli. Quando ho visto la destra all'opera ho deciso che non potevo essere di destra. Di sinistra non lo ero prima e non posso esserlo adesso visto che la sinistra ha spianato la strada a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. Non sono più niente. In un paese normale voterei per i conservatori. Ma la destra di Montanelli era già minoritaria prima. Senza di lui è praticamente in estinzione.
*Rubare per il partito è diverso che rubare per se stessi. [...] Se uno ruba per se stesso non altera il mercato politico. Se uno ruba per il partito contribuisce al fatto che il partito si avvantaggi indebitamente rispetto agli altri.
*La destra scopre legge e ordine solo quando si tratta di manganellare manifestanti pacifici. Per il resto preferisce illegalità e disordine. Lo diceva Montanelli: la destra non sa fare altro che cadere nel manganello ogni volta che da élite diventa fenomeno di massa.
{{Intestazione|[http://www.marcotravaglio.it/interviste/satyricon.htm ''Satyricon''], a cura di [[Daniele Luttazzi]], 14 marzo 2001}}
*In Italia abbiamo inventato questo genere letterario dell'intervista senza domanda, specie quando il politico è l'ospite.
*[[Marcello Dell'Utri]] è il braccio destro di [[Silvio Berlusconi]], palermitano, l'uomo che nel 1974 quando Berlusconi ha bisogno di uno stalliere va a Palermo, prende un boss mafioso glielo porta a Milano e glielo mette in Villa per un anno e mezzo: si chiamava [[Vittorio Mangano|Mangano]] questo boss, è stato poi processato al maxiprocesso di Falcone e Borsellino e poi è stato condannato all'ergastolo per traffico di droga, mafia e omicidio, ed era in rapporto con Dell'Utri fino almeno al '93-'94. Chiusa la parentesi. Stavamo dicendo?
*Allora, Cartotto racconta il movente della nascita di Forza Italia: "[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], in una convention di quadri della Fininvest tenuta a Montecarlo, tenne un discorso che posso definire di attacco, dicendo specificamente: i nostri amici che ci aiutavano, Craxi & c., contano sempre di meno, i nostri nemici contano sempre di più, dobbiamo prepararci a qualsiasi evenienza per combatterli" . Ma racconta un'altra cosa secondo me strepitosa, e cioè che nel 1992-93, quando Caselli non era nemmeno procuratore di Palermo, quando nessuno si sognava di ipotizzare alcunché di rapporti tra mafia e Fininvest, Berlusconi, secondo Cartotto, si aggirava per le sue aziende dicendo "se non andiamo in politica ci accuseranno di essere mafiosi". Ora, a me francamente non è mai capitato di temere di essere accusato di essere mafioso. A te non credo.
*No, sarà che le conosco e quindi do un po' meno peso. C'è un atto assolutamente pubblico, la requisitoria del pubblico ministero Luca Tescaroli al processo di appello per la [[strage di Capaci]] dove sono stati condannati tutti i boss di Cosa Nostra, da Riina in giù, per avere ordinato e realizzato la strage che ha visto la morte di Falcone, della moglie, degli uomini della scorta; in questo processo di appello Tescaroli fa un accenno ad un'altra indagine che è in corso alla procura di Caltanissetta, e che riguarda i mandanti a volto coperto, cioè coloro che avrebbero diciamo suggerito se non altro la tempistica per quelle due stragi in sequenza che erano Capaci e poi [[Strage di via D'Amelio|via D'Amelio]]: voi ricorderete che in quei 50 giorni saltarono in aria i due giudici più famosi d'Italia, a Palermo, cioè Falcone e Borsellino: intere autostrade sventrate, cioè una cosa mai vista; forse in Colombia. E questo pubblico ministero nella requisitoria ha sostenuto, ha ricordato, le parole di alcuni collaboratori di giustizia i quali sostengono che [[Totò Riina]], prima di mettere a punto queste stragi, aveva incontrato alcune persone importanti, come le chiamava lui, e questi pentiti riferiscono che erano [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]]. Naturalmente tutto ciò è una requisitoria, è un documento pubblico, è una cosa che è stata letta in udienza e noi l'abbiamo pubblicata, non è una sentenza, ci mancherebbe altro, è semplicemente uno spunto di indagine, indagine che mentre Tescaroli parlava era in corso: e altre indagini ci sono sulle [[Bombe del 1992-1993|stragi del '93]], perché voi ricorderete che nel '93 ci fu quella replica, quando la mafia stranamente cominciò ad occuparsi del patrimonio artistico: cioè, la mafia uscì dal territorio siciliano e cominciò a mettere bombe agli Uffizi, a via Palestro a Milano e qui a Roma, a San Giovanni in Laterano, per non parlare dell'attentato a [[Maurizio Costanzo]], che è un altro caso clamoroso: è molto interessante, soltanto a livello cronologico, leggere quello che racconta Cartotto, e cioè che Maurizio Costanzo era uno, all'interno della Fininvest, ferocemente contrario alla nascita del partito della Fininvest, cioè alla "scesa in campo" della Fininvest in politica. Insomma, è un bel quadretto.
*Bè, è un'intervista abbastanza agghiacciante, per chi la vede soprattutto col senno di poi, cioè la vede come il testamento spirituale. [[Paolo Borsellino|Borsellino]] dice alcune cose: a) che la procura di Palermo in quel momento sta indagando sui rapporti tra Berlusconi, Dell'Utri e Mangano; e poi dice un'altra cosa: dice che in una intercettazione del 1981 tra Mangano e Dell'Utri, Mangano sta contrattando con Dell'Utri a proposito di un cavallo. E Borsellino dice che "nel maxiprocesso noi abbiamo appurato che Mangano quando parla di cavalli intende partite di droga". Quando poi il giornalista, che è un francese, quindi fa domande, gli dice "se ricordo bene nell'inchiesta c'è un'intercettazione fra Mangano e Dell'Utri in cui si parla di cavalli". Borsellino, che evidentemente è un fine umorista, risponde "bè, nella conversazione nel maxiprocesso, se non piglio errore, si parla di cavalli che dovevano essere mandati in un albergo. Quindi non credo che potesse trattarsi effettivamente di cavalli: se qualcuno mi deve recapitare due cavalli me li recapita all'ippodromo oppure al maneggio, non certamente dentro a un albergo". Allora, voi immaginate un'intervista di questo genere rilasciata oggi da Borsellino vivo, che cosa si direbbe di Borsellino, che è una toga rossa, che è arrivata la cavalleria comunista, che non a caso è un complotto politico, la giustizia a orologeria. Il problema è che pare che Paolo Borsellino votasse Movimento Sociale; cioè apparteneva a quella tradizione della destra, la nobile tradizione della destra legalitaria, che in Sicilia faceva fronte contro la mafia. Per cui, andava perfettamente d'accordo con suoi colleghi che erano di sinistra. Immaginatevi se un uomo come Borsellino fosse sopravvissuto e avesse rilasciato oggi questa intervista dove sarebbe già finito, come minimo davanti al CSM, come minimo. Il fatto che in questo paese un'intervista del genere non trovi un programma che la trasmetta in prima serata ma debba andare di notte è abbastanza significativo.
*Oggi è venuto ad interessarsi di questo libro e a farmi una piccola intervista un giornalista del Financial Times, il quale mi raccontava dell'avventura di un dirigente molto promettente del partito conservatore britannico, mi ha lasciato anche un appunto con il nome e quindi voglio essere preciso: si chiama Jonathan Atkin, il quale un giorno, convocato ad un processo che riguardava chi avesse pagato il conto di albergo da 3 milioni di lire a sua figlia ha mentito, cioè ha detto una cosa invece di un'altra, ed è stato immediatamente impacchettato e portato in carcere, un ex ministro nonché parlamentare conservatore, è rimasto in carcere 6 mesi ed è uscito l'altro giorno. Ha ovviamente la carriera politica finita, ma aveva mentito su un conto di 3 milioni della figlia. Io non oso immaginare quanta gente ci sarebbe nel Parlamento Italiano se vigessero le stesse leggi, probabilmente sarebbe semideserto.
*Mi veniva in mente una cosa: quel governatore della Pennsylvania che un giorno si presentò in televisione e si infilò la canna di una pistola in bocca e si sparò: credo che tu stasera, più o meno... Avresti fatto molto prima.
{{Intestazione|''Che tempo che fa'', a cura di [[Fabio Fazio]], 10 maggio 2008}}
*È molto istruttivo quando vengono elette le alte cariche dello stato perché i giornali pubblicano tutti i nomi dei personaggi che hanno ricoperto quella carica nella storia repubblicana, e uno si rende conto – perché ci passa di mente quando vediamo certe facce – che una volta avevamo [[Alcide De Gasperi|De Gasperi]], [[Luigi Einaudi|Einaudi]], [[Enrico De Nicola|De Nicola]], [[Cesare Merzagora|Merzagora]], [[Ferruccio Parri|Parri]], [[Sandro Pertini|Pertini]], [[Pietro Nenni|Nenni]]... Che ne so, possiamo fare una lunga lista – [[Amintore Fanfani|Fanfani]] – cioè, uno vede tutta la trafila, poi arriva e vede [[Renato Schifani|Schifani]]. C'è un elemento di originalità: la seconda carica dello stato, Schifani. [...] No, mi domando chi sarà quello dopo. In questa parabola a precipizio – cioè – dopo c'è solo la muffa probabilmente, il lombrico come forma di vita credibile. [...] Dalla muffa si ricava la penicillina, quindi era un esempio sbagliato.
*Certo. Noi abbiamo delle responsabilità gravissime, in un sistema che premia coloro che si mettono al servizio dei politici. Anche nella scelta delle notizie, perché i giornalisti sbagliano magari, ma un senso di cos'è una notizia e cosa no ce l'hanno. È chiaro che se il clima politico, induce diciamo a un rapporto di distensione tra l'opposizione e la nuova maggioranza, [[Renato Schifani|Schifani]] ha avuto delle amicizie con dei mafiosi... Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perché non lo vuole né la destra né la sinistra, e io che c'entro con la destra e con la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che vogliono, ma io devo fare il [[giornalista]]. Io devo raccontarlo, l'ha raccontato [[Lirio Abbate]] nel libro che ha scritto con [[Peter Gomez|Gomez]], e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla mafia. Allora, o hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone, un mentitore, oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello Stato, e chiedere semplicemente alla seconda carica dello Stato di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia; invece noi, purtroppo, andiamo a rimorchio del clima politico. Se ci fosse scontro qualcuno dice: vabbè, alla sinistra fa comodo lo scrivo. Oggi che nemmeno la sinistra vuole sentir parlare di certe cose, non ne parla più nessuno: è un dramma.
{{Intestazione|''Deejay chiama Italia'', 18 maggio 2011}}
*Io sarei "di destra" nel senso che una volta, quando c'era da una parte Einaudi e dall'altra Togliatti, io sicuramente sarei stato dalla parte di Einaudi... Ho dei principi un po' conservatori, non sono mai stato particolarmente progressista. Adesso dire "di destra" è impossibile, perché ti vengono in mente la Santanchè o Gasparri. Non ho proprio nulla in comune con loro, non c'entro niente.
*{{NDR|Fuorionda}} [...] Quando è arrivato quel ladro di [[Luciano Moggi|Moggi]] ho smesso di tifare per la [[Juventus Football Club|Juventus]]... non ho cambiato squadra perché non si può cambiare squadra. Quando lo abbiamo cacciato ho ricominciato a tifare per loro, però adesso hanno ripreso il potere... Moggi è sempre a [[Torino]], [[Antonio Giraudo|Giraudo]] accompagna [[Andrea Agnelli]] a fare tutti... tutti i giri... mi hanno raccontato... quindi insomma mi sono strarotto e non tifo più Juve.
{{Intestazione|Dalla trasmissione radiofonica ''Un giorno da pecora'', Radio Due, 14 giugno 2012; citato in Gisella Ruccia, ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/15/travaglio-tifo-germania-litalia-sbianchetterebbe-calciopoli-vittoria/199704/ Travaglio: "Tifo Germania, l'Italia spazzerebbe calciopoli con la vittoria"]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 15 giugno 2012}}
*Io tifo quasi sempre [[Rivalità calcistica Germania-Italia|Germania]], raramente ho tifato Italia. Ho tifato Italia quando c'erano delle squadre che mi piacevano particolarmente tipo l'Italia di [[Enzo Bearzot|Bearzot]], l'Italia di [[Dino Zoff|Zoff]] e l'Italia di [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]]. Quelle sono le uniche volte in cui ho tifato Italia, per il resto ho sempre tifato Germania.
*{{NDR|Alla domanda: «Tifa più Germania o più contro l'Italia?»}} Contro l'Italia. Soprattutto in questa occasione dove, se per disgrazia, dovessimo vincere l'Europeo, un'altra volta ci dimenticheremmo lo scandalo di Calciopoli come è stato fatto l'altra volta.
*{{NDR|Alla domanda: «Quanti scudetti ha vinto?»}} Ventotto [...] Io sono per il rispetto delle sentenze, le sentenze ne hanno tolti due e, quindi, è giusto che non siano trenta, ma ventotto.
*{{NDR|Sulle parole di [[Antonio Ingroia]] che aveva definito l'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] «la squadra della legalità»}} Insomma hanno avuto anche loro delle disavventure: passaporti falsi, cose strambe, [...] hanno avuto anche alcuni presidenti arrestati, insomma, non è che brilla... Diciamo che il mondo del calcio non è mai brillato per legalità.
{{Int|Da ''Marco Travaglio alla festa nazionale di Articolo Uno''|2=intervista di Chiara Geloni, [https://www.youtube.com/watch?v=gTQqxgIykZk Video] disponibile su ''youtube.com'', 26 luglio 2021}}
*[...] non li hanno mandati via per i loro errori {{NDR|il [[Governo Conte II]]}}. Li hanno mandati via per i loro meriti. E hanno messo al loro posto l'esatta antitesi {{ndr|Mario Draghi}}, che è un figlio di papà, un curriculum ambulante, uno che visto che ha fatto bene il banchiere europeo ci hanno raccontato che quindi è competente anche in materia di sanità, di giustizia, di vaccini, eccetera, mentre, mi spiace dirlo, non capisce un cazzo né di giustizia, né di sociale, né di sanità. Mi dispiace dirlo. Capisce di finanza, ma non esiste l'onniscienza o la scienza infusa [...]. (min. 20:09-20:49)
===Citazioni tratte da articoli===
====Annozero====
*[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ha sfatato il mito dell'imprenditore avvenente e impegnato. Allontanandosi dalla carriera accademica, ha dimostrato di essere prepotente e disimpegnato. Così ha illuso migliaia di elettori nella speranza di un futuro social liberale, costruendo una macchina per soldi imponente e concorrenziale con lo Stato. Neanche a dirlo che è diventato la persona più amata dell'Italia – e sicuramente più odiata. Confidenzialmente mi aveva detto che preferiva la pera alla mela, ma ho smascherato i suoi intenti faziosi e altisonanti, e oggi posso dire che preferisce la mela alla pera. Signori, siamo di fronte ad uno scandalo di livello globale. (dalla copertina di ''Annozero'', 16 novembre 2008)
====''l'Espresso''====
*Finalmente una buona notizia: il governo Prodi ripristina il falso in bilancio com'era prima di Berlusconi, autore della controriforma del 2002 che di fatto cancellava per legge il reato di cui lui stesso era imputato. E che, come scrisse la bibbia del capitalismo mondiale, 'The Economist', "farebbe vergognare anche una repubblica delle banane". Per i reati futuri non leggeremo più sentenze di assoluzione con l'imbarazzante formula "il fatto non è più previsto dalla legge come reato". Tutti i veri liberali, sempre pronti a tirar fuori dal taschino il 'modello americano', dovrebbero esultare. O magari chiedere – come fa Giacomo Lunghini sul 'Sole 24 ore' – che la nuova legge venga ritoccata per farvi rientrare le sanzioni previste dalla 231/2001 sulla responsabilità penale delle società (pare che il testo del governo se la sia scordata). (''Falso non fare, paura non avere'', 9 novembre 2007)
*{{NDR|[[Ultime parole famose]], nel 2011}} Due anni fa il ramo cadetto degli Agnelli si riprende il giocattolo {{NDR|la [[Juventus Football Club|Juventus]]}} con il giovane [[Andrea Agnelli|Andrea]], figlio di [[Umberto Agnelli|Umberto]] e vecchio sodale di [[Luciano Moggi|Moggi]] e [[Antonio Giraudo|Giraudo]]. Risultato: zero titoli sul campo, ma centinaia sui giornali, cavalcando il revanscismo della parte più becera della [[Tifoseria|tifoseria]] [...]. Ora Andrea Agnelli, per non passare alla storia come l'unico presidente juventino che non ha vinto neppure la Coppa del Nonno, rivuole addirittura indietro i due scudetti di [[Calciopoli]]. (''[https://espresso.repubblica.it/opinioni/carta-canta/2011/08/22/news/agnelli-tre-scudetti-da-restituire-1.34451 Agnelli, tre scudetti da restituire]'', 22 agosto 2011)<ref>Dalla successiva stagione 2011-12 la Juventus, sotto la presidenza di Andrea Agnelli, instaurerà il ciclo più vincente nella storia del campionato italiano con la conquista di nove scudetti consecutivi.</ref>
*A vent'anni da [[Mani pulite]], c'è chi non si rassegna all'evidenza nota a tutti: e cioè che Tangentopoli scoppiò perché c'erano le tangenti. (''Altro che CIA, quelli rubavano'', 11 settembre 2012)
====''l'Unità''====
*Da molti anni [[Israele]] ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'[[Italia]] avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? [[Israele]], pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. Certo, ha risposto con le rappresaglie e le incursioni per stanare stragisti e mandanti nei loro covi, nascosti nei territori occupati. Ma quale governo, sapendo che i terroristi si annidano in un luogo preciso, li lascerebbe circolare? L'unica misura strutturale adottata finora per arginare gli assalti contro le popolazioni inermi (israeliane e arabe) è un muro. Un muro a fronte di una strage di piazza Fontana alla settimana. Sdegno unanime, orrore internazionale, condanna mondiale. Ora arriva il sondaggio della Commissione europea. Che è una benedizione dal cielo. Perché dà la misura della penetrazione del pregiudizio non antisemita, ma antisionista, nell'Europa del 2003. Ma anche perché mette a nudo i retropensieri di una burocrazia internazionale che, preparando le domande, non ha neppure pensato di inserire l'Autorità nazionale palestinese fra i governi che minacciano la pace. E dire che l'Anp è presieduta da [[Yasser Arafat]], il leader di Al Fatah che mantiene un braccio armato: le brigate Al Aqsa, protagoniste dei più feroci attentati terroristici contro civili degli ultimi anni, in diretta concorrenza con [[Hamas]] e la Jihad. Arafat è lo stesso personaggio che sabota regolarmente ogni trattativa di pace, stracciando gli accordi con Barak, defenestrando il troppo autonomo Abu Mazen e commissariando Abu Ala che minacciava di pensare con la sua testa. (5 novembre 2003)
*{{ndr|Sulla richiesta degli scudetti 2004-05 e 2005-06 da parte di [[Silvio Berlusconi]] nel 2006}} Quanto agli scudetti da restituire, e quali, e a chi, segnaliamo un bel libro di Carlo Petrini: «Le corna del diavolo» (Kaos). Vi si racconta come il [[Associazione Calcio Milan|Milan]] ha vinto i suoi, di scudetti. A cominciare da quello del 1987-88, quando il [[Società Sportiva Calcio Napoli|Napoli]] di [[Diego Maradona|Maradona]] ormai sicuro vincitore si suicidò a fine stagione. Poi si scoprì che alcuni giocatori partenopei avevano rapporti con la [[camorra]], terrorizzata dall'idea di restituire le alte quote promesse col totonero a chi scommetteva sul Napoli. Ma soprattutto c'è il caso di [[Gianluigi Lentini]], il fantasista passato nel '92 dal [[Torino Football Club|Toro]] al Milan per 64 miliardi [di lire], di cui 10 versati in nero da Berlusconi e [[Adriano Galliani|Galliani]] al presidente-bancarottiere Gianmauro Borsano. L'acquisto avvenne in periodo proibito: marzo '92. Borsano voleva i soldi subito, ma il Milan non si fidava e pretendeva garanzie: alla fine ottenne «in pegno» la maggioranza azionaria della società granata sino al termine della stagione. Così, per mesi, il Cavaliere controllò due società di serie A: un illecito sportivo clamoroso, sul quale ovviamente la giustizia sportiva sorvolò. Non però quella penale: la Procura di [[Milano]] fece rinviare a giudizio Berlusconi e Galliani per falso in bilancio. Ma niente paura. Il processo fu poi assassinato nella culla dalla legge Berlusconi sul falso in bilancio. Prescrizione garantita per tutti: per il Cavaliere, quello che rivuole indietro gli scudetti, e per Galliani, quello del codice etico. (da ''Il Codice da Perdi'', ''l'Unità'', 22 maggio 2006)
*Le vittime della [[censura]] non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano. (2 dicembre 2006)
*È ancora in vigore, la [[Costituzione della Repubblica Italiana]] che sta per compiere 60 anni? Sì, formalmente lo è ancora. Di fatto, non più. Quel che sta accadendo tra Roma e Catanzaro è una sorta di golpe bianco che, diversamente dai golpe-golpe, mantiene la parvenza della legittimità. Il ministro della Giustizia ha la facoltà di ispezionare un magistrato, di proporlo al Csm per una sanzione disciplinare o per un trasferimento immediato. Il procuratore capo ha la facoltà di revocargli la delega su un'indagine e il procuratore generale di avocargli un fascicolo. Nessuno ha violato la legge, nella guerra scatenata da pezzi del potere politico e giudiziario contro il pm [[Luigi De Magistris]]. Tutte le carte sono a posto, anche se il risultato finale di queste azioni legittime è clamorosamente incostituzionale. (''Avocazione e Costituzione'', 22 ottobre 2007)
*Oggi il Consiglio di Stato, dopo nove anni di battaglie legali in Italia e in Europa, decide di quanto lo Stato debba risarcire [[Europa7]] per la mancata assegnazione delle frequenze e se consentirle finalmente di trasmettere su scala nazionale. Nella causa il governo è rappresentato dall'Avvocatura dello Stato. La quale sorprendentemente è stata incaricata dal ministro delle Comunicazioni [[Paolo Gentiloni]] di respingere le richieste dell'editore Francesco Di Stefano e di difendere lo status quo: cioè la legge Gasparri e il diritto di Rete4 a occupare le frequenze anche senza concessione (perduta da Mediaset e vinta da Europa7 nel 1999). Un fatto già abbastanza singolare: l'Unione aveva promesso di abrogare la Gasparri e il 31 gennaio la Corte Europea di Giustizia ha sostenuto i diritti di Europa7 contro quelli di Rete4. (''Stato-Mediaset, copia e incolla'', 6 maggio 2008)
{{Intestazione|''Uliwood party''}}
*Il cosiddetto ministro della Giustizia [[Clemente Mastella|Mastella]] ha subito capito qual è il problema: non [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che si compra i senatori un tanto al chilo, ma i magistrati che l'hanno scoperto e i giornalisti che l'hanno scritto. Diagnosticata la malattia, ecco la cura: «Ho presentato un ddl sulle intercettazioni che ha raccolto ampi consensi alla Camera, ma è fermo al Senato. Se si sblocca, si risolve il problema. Che esiste. Ma non solo quando tocca qualcuno. Se tocca me, nessuno interviene». (14 dicembre 2007)
{{Intestazione|''Ora d'aria''}}
*L'altro giorno (come riferisce il sito articolo21.info) quello della spagnola Tve riportava il primo incidente diplomatico scatenato dal nostro futuro premier prim'ancora di insediarsi al governo, con una frase riportata col dovuto rilievo solo dall'Unità (subito rimbrottata dall'interessato): "[[José Luis Rodríguez Zapatero|Zapatero]] avrà una certa difficoltà, troppe donne nel suo governo". In effetti Zapatero non ha la fortuna di avere come ministri [[Umberto Bossi|Bossi]], [[Roberto Calderoli|Calderoli]] e [[Roberto Maroni|Maroni]]. Così il Cainano ha compiuto il miracolo di mettere d'accordo la destra e la sinistra spagnole. "La risposta al vincitore delle elezioni italiane – riferiva la Tve il 16 aprile – è stata unanime, al di là del colore politico". E giù critiche feroci dalle neoministre Bibiana Aido e Magdalena Alvarez, ma anche da Esperanza Aguirre, presidente del Comune di Madrid (Partito Popolare, centrodestra): "Questo è il secolo delle donne, e una delle cose migliori del presidente è stata la nomina di così tante donne nel governo". Il socialista Alfonso Guerra ha sintetizzato il comune sentire iberico con una frase lapidaria: "[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è un delinquente, non c'è altro da dire su questo signore". Insomma l'immagine internazionale dell'Italia, oscurata da due anni di comunismo, torna finalmente a rifulgere nel mondo intero. In Spagna se ne sono già accorti. Il Tg1 seguirà. (''Liscia la notizia'', 22 aprile 2008)
*Chiedendo scusa per il disturbo, senza voler guastare questo bel clima di riverenze bipartisan al neopresidente del Senato [[Renato Schifani]], vorremmo allineare qualche nota biografica del noto statista palermitano che ora troneggia là dove sedettero De Nicola, Paratore, Merzagora, Fanfani, Malagodi e Spadolini. Il quale non è omonimo di colui che insultò Rita Borsellino e Maria Falcone ("fanno uso politico del loro cognome", sic) perché erano insorte quando Berlusconi definì i magistrati "disturbati mentali, antropologicamente estranei al resto della razza umana": è proprio lui. Non è omonimo dell'autore del lodo incostituzionale che nel 2003 regalò l'impunità alle 5 alte cariche dello Stato, soprattutto a una, cioè a Berlusconi, e aggredì verbalmente Scalfaro in Senato perché osava dissentire: è sempre lui. (''Scusate il disturbo'', 1 maggio 2008)
*[[Silvio Berlusconi|Al Tappone]] ha voluto festeggiare il suo 72° compleanno nel solco della tradizione: raccontando [[falsità|balle]]. Ha fatto la solita lista di processi a suo carico, esagerando un po' ("100 procedimenti, 900 magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 587 visite della polizia giudiziaria, 2500 udienze, 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti") e senza rendersi conto che anche un decimo di quelle cifre in qualunque altro paese avrebbe catapultato il premier, se non in galera, almeno fuori da Palazzo Chigi. Ha ripetuto di essere "sempre stato assolto", mentre ha avuto 6 prescrizioni perché lui stesso ha dimezzato i termini di prescrizione (controriforma del falso in bilancio e legge ex-Cirielli) e 2 assoluzioni perché "il fatto non costituisce più reato" in quanto lui stesso l'ha depenalizzato (sempre il falso in bilancio). Ha raccontato che la legge Alfano è "comune ad altri Paesi europei", mentre non esiste democrazia al mondo che preveda l'immunità per il premier (Grecia, Portogallo, Francia e Israele la contemplano solo per il capo dello Stato). E s'è dimenticato di spiegare come mai, appena passato il Dolo Alfano, il suo avvocato on. Niccolò Ghedini annunciò che lui non l'avrebbe usato perché voleva essere assolto, mentre ora pretende di applicarlo pure al coimputato Mills con la sospensione urbi et orbi del processo. (''I padrini ricostituenti'', 30 settembre 2008)
*Negli Stati Uniti il [[Parlamento]], libero e sovrano, boccia sonoramente il piano di salvataggio della finanza tossica americana a spese dei contribuenti, firmato dal presidente [[George Bush|Bush]] con l'accordo dei vertici dei partiti democratico e repubblicano. In Italia il Parlamento è una pròtesi del [[Silvio Berlusconi|presidente del Consiglio]], che lo convoca e lo sconvoca a seconda delle scadenze dei suoi processi e dei finti impedimenti dei suoi onorevoli avvocati, per il resto bypassandolo allegramente con continui decreti legge (su 12 leggi approvate finora, 11 sono dl e solo uno è un ddl, la porcata Alfano, ovviamente incostituzionale). E le possibilità che il Parlamento bocci il piano delinquenziale che scarica sui contribuenti i debiti dell'Alitalia per regalarne la parte sana a una compagnia di giro di profittatori di regime, capitanata da Colaninno condannato dal Tribunale di Brescia a 4 anni per la bancarotta del gruppo Italcase-Bagaglino, è pari a zero. (''I pompieri di Viggiù'', 1 ottobre 2008)
{{Intestazione|''Zorro''}}
*La boiata razzista del [[Silvio Berlusconi|Cainano]] s'inserisce in una tradizione che l'ha reso celebre nel mondo, perché è fuori dai patrii confini che dà il meglio. Le corna a Caceres, in Spagna. L'atterraggio in Estonia ("Bella, l'Estuania"). Le molestie a un'operaia della Merloni in Russia ("voglio baciare la lavoratrice più bella", con Putin che osservava gelido l'amico Silvio intento ad arrampicarsi sulla giunonica ragazza in fuga). Il ricordo dell'11 settembre ("voglio ricordare l'attacco del comunismo alle due torri"). Gl'insulti al mondo islamico ("Dobbiamo esser consapevoli della superiorità della nostra civiltà su quella islamica, ferma a 1400 anni fa)". Le ganassate da latrin lover col danese Rasmussen ("È più bello di Cacciari, lo presenterò a Veronica") e col tedesco Schroeder ("Parliamo di donne: tu te ne intendi, ne hai cambiate tante, eh eh"). Il "kapò nazista" al socialista tedesco Schulz. La mania di regalare orologi a chiunque, anche durante il G8 mentre parlava Chirac. E poi i tentativi di rimediare alle gaffes, raddoppiandole. [...] ''Pexo el tacon del buso''. Infatti l'altroieri ha dato degli "imbecilli" e poi dei "coglioni" a quelli che non hanno gradito il suo umorismo da Ku Klux Klan, mandandolo alla fine "affanculo". Ora si spera che non incontri mai Mandela: "Ohè, Nelson, troppe lampade eh?". (''Nulla è impossibile'', 7 novembre 2008)
*A lui non frega nulla di [[Eluana Englaro|Eluana]]. A lui interessa affermare il principio che una sentenza definitiva può essere ribaltata per decreto, o per legge ordinaria, o per legge costituzionale. A lui non frega nulla della vita e della morte. A lui interessa compiacere il Vaticano con un decreto impopolare ma a costo zero, fatto già sapendo che il Quirinale non lo firmerà, dunque senza pagare alcun prezzo di impopolarità. A lui non frega nulla delle questioni etiche. A lui interessa coprire il colpo di mano contro la giustizia e la civiltà: i medici trasformati in questurini e delatori contro i malati clandestini; le ronde illegali legalizzate; le intercettazioni legali proibite; gli avvocati promossi a padroni del processo, che faranno durare decenni convocando migliaia di testimoni inutili per procacciare ai clienti ricchi l'agognata prescrizione; i pm degradati ad «avvocati dell'accusa», come negli stati di polizia, dove appunto la polizia, braccio armato del governo, fa il bello e il cattivo tempo senza controlli della magistratura indipendente; dulcis in fundo, abolito l'appello del pm contro l'assoluzione o la prescrizione in primo grado, ma non quello del condannato (non hai vinto? Ritenta, sarai più fortunato), sempre all'insegna della «parità fra difesa e accusa». Tutte leggi incostituzionali che, dopo il no del Quirinale al decreto contra Eluana, hanno molte possibilità in più di passare. Per giunta, inosservati. Parlare di colpo di Stato è puro eufemismo. E poi, che sarà mai un colpo di Stato? Se la Costituzione non lo prevede, si cambia la Costituzione. (''Tecnica di un colpo di Stato'', 11 febbraio 2009)
*L'altro giorno, a Torino, due tizi hanno rapinato una banca mascherati da [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]]. Sulle prime il cassiere era terrorizzato. Poi ha capito che erano solo maschere. (''L'audace colpo del solito noto'', 12 febbraio 2009)
*Sulla continuità fra [[Bettino Craxi|Craxi]] e [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], niente da dire: la testimoniano anche i 23 miliardi di lire passati dai conti esteri del secondo a quelli del primo nei primi anni 90. Più controversa la questione del grande leader modernizzatore: forse [[Gianni Alemanno]] si riferisce alle due condanne per il magnamagna di Tangentopoli, o al rapporto [[debito pubblico|debito]]-pil passato nei 4 anni del governo Craxi dal 70 al 92%, o all'alleanza coi generali argentini e col tiranno somalo Siad Barre, o alla fuga organizzata per sottrarre alla giustizia il terrorista palestinese Abu Abbas dopo il sequestro della nave Achille Lauro e l'assassinio di un ebreo paralitico americano. La via di Roma dedicata all'unico premier corrotto e latitante della storia dell'Occidente sarà quella antistante l'hotel Raphael. Una scelta non casuale: proprio lì, nell'aprile '93 gli elettori del Msi, e poi di An e poi di Alemanno tirarono le monetine a Bettino urlando «via Craxi». Ora, finalmente, verranno esauditi. (''[http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/290000/285738.xml Gianni Alemagna]'', 20 febbraio 2009)
{{Intestazione|''V-day after'', 10 settembre 2007}}
*A vedere i telegiornali di regime, cioè praticamente tutti, sabato a Bologna e nelle altre piazze non è successo niente (molto spazio invece al matrimonio di [[Marco Baldini|Baldini]], l'amico di [[Fiorello]]). A leggere i giornali di regime (molti), il [[V-Day]] è stato il trionfo dell'"antipolitica", del "populismo", del "giustizialismo" e del "qualunquismo". In un paese che ha smarrito la memoria e abolito la logica, questa inversione del vocabolario ci sta tutta: la vera politica diventa antipolitica, la partecipazione popolare diventa populismo, la sete di giustizia diventa giustizialismo, fare i nomi dei ladri anziché urlare "tutti ladri" è qualunquismo. E infatti, che il V-Day fosse antipolitico, populista, giustizialista e qualunquista, lorsignori l'avevano stabilito prim'ancora di vederlo, di sapere che cos'era. A prescindere.
*È antipolitica difendere la dignità del Parlamento infangata dalla presenza di 24 pregiudicati e un'ottantina di indagati, imputati, condannati provvisori e prescritti? È antipolitica chiedere di restituire la sovranità al popolo con una legge elettorale qualsiasi, purché a scegliere gli eletti siano gli elettori e non gli eletti medesimi? È antipolitica pretendere che la politica torni a essere un servizio che si presta per un limitato periodo di tempo (dieci anni al massimo), dopodiché si torna a lavorare o, se non s'è mai fatta questa elettrizzante esperienza, si cerca un lavoro come tutti gli altri? È antipolitica chiedere rispetto per i magistrati e dire grazie a Clementina Forleo e ai giudici indipendenti come lei? Chi era a Bologna in piazza Maggiore, o in collegamento nel resto d'Italia e all'estero, ha visto decine di migliaia di persone restare in piedi da mezzogiorno a mezzanotte. Ha sentito [[Beppe Grillo|Grillo]] chiedere il superamento "di questi" partiti, i partiti delle tessere gonfiate, dei congressi fasulli, delle primarie dimezzate (vedi esclusione di Furio Colombo, Di Pietro e Pannella), della legge uguale per gli altri; smentire di volerne creare uno nuovo; e rammentare che gli "abusivi" da cacciare non sono ambulanti e lavavetri, ma politici e banchieri corrotti o collusi.
*Ho trascorso l'intero pomeriggio sotto il palco e sul palco, e mai ho sentito parlare non dico "contro" [[Marco Biagi]], ma "di" Marco Biagi. Il nome "Marco Biagi" non è mai stato citato per esteso. S'è parlato un paio di volte della [[Legge Biagi|legge 30]] che abusivamente il governo Berlusconi intestò al professore assassinato, che non poteva più ribellarsi, mentre un ministro di quel governo lo chiamava "rompicoglioni". E ne ha parlato [[Beppe Grillo|Grillo]] per chiedere di riformarla, insieme alla legge Treu, aggiungendo che però "il vero problema non sono neppure le leggi: è che in Italia non c'è lavoro". Lo dico perché un amico, l'ex giudice ora assessore [[Libero Mancuso]], che nessuno ha visto alla manifestazione, ha parlato di presunte "offese a Biagi". Posso assicurare che se qualcuno, dal palco, avesse davvero mancato di rispetto a Marco Biagi, su quel palco nessuno di noi, nemmeno Grillo, sarebbe rimasto un minuto di più.
====''MicroMega''====
*Due anni fa votai per l'Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava [[Franca Rame]], persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di [[Antonio Di Pietro]], che tra le altre cose non candida né condannati né inquisiti. [...] Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l'[[astensione]] – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri. A convincermi a votare per l'Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d'informazione. [...] E poi c'è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra. (''Con Di Pietro, per fare il guastafeste'', n.º 2/2008, 25 marzo 2008)
====''A''====
*Non sto facendo del facile scivionismo (il calcio deve molto a decine di bravissimi calciatori e allenatori stranieri). Né voglio infliggervi un articolo sullo sport. Infatti parlo di [[José Mourinho|Mourinho]], che sta allo sport come [[Vittorio Sgarbi]] sta alla politica.<ref>{{NDR|[[proporzioni|Proporzione]]}}</ref> Vorrei provare a comprendere com'è possibile che questi fenomeni da baraccone, queste versioni moderne della donna barbuta e del mangiafuoco, dopo tanto girovagare per il mondo con alterne fortune, riescano sempre a trovare l'America in Italia. [...] In un paese controllato da 15 anni da [[Silvio Berlusconi|un nanerottolo]] che promette tagli alle tasse, lavoro e soldi per tutti, ponti sullo stretto e no, dimezzamento dei reati e chi più ne ha più ne metta, senza mantenere mai un solo impegno, c'è speranza anche per i Mourinho. [...] Fare i furbi è il nostro sport nazionale. Ma non potremmo farci furbi? (''[http://files.splinder.com/71b586940c7786f8d33fbdfc795c4ebd.pdf Special-one o furb-one?]'')
====''Il Fatto Quotidiano''====
*Dipendesse da me, il [[Croce cristiana|crocifisso]] resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch'io. [...] Se dobbiamo difendere il crocifisso come "arredo", tanto vale staccarlo subito. [[Gesù]] in croce non è nemmeno il simbolo di una "tradizione" (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta "civiltà ebraico-cristiana" (furbesco gingillo dei Pera, dei [[Giuliano Ferrara|Ferrara]] e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare). Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno "scandalo" sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L'immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all'ingiustizia, ma soprattutto di laicità ("date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio") e gratuità ("Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"). [[Gratuità]]: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all'asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l'ideologia più pagana della storia, il nazismo – l'ha ricordato [[Antonio Socci]] – a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. [...] Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia – si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all'uscita della sentenza europea, nessun uomo di [[Chiesa cattolica|Chiesa]] è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l'8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere [[Dan Brown]] e [[Halloween]], e le manca il tempo per quell'uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i [[Chierico|chierici]]. E i clericali. (da ''Ma io difendo quella croce'', 5 novembre 2009)
*Non si censurano le balle, ma la verità. (da ''Un colpo al cerchio e l'altro pure'', 3 marzo 2010)
*Le intercettazioni di [[Massimo Moratti]] e altri dirigenti dell'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] rese note dalla difesa di [[Luciano Moggi|Luciano Moggi]] sono senz'altro indice di un diffuso malcostume. E dunque è un bene che siano state pubblicate. Ma dal punto di vista penale non modificano di una virgola l'esito del processo in corso a Napoli, che ipotizza un'associazione per delinquere finalizzata alla truffa sportiva per alterare risultati di partite ed esiti di campionati. E la disdicevole dimestichezza dei dirigenti nerazzurri con il mondo arbitrale, per quello che è emerso, non configura alcuna notizia di reato, dunque bene han fatto i magistrati di Napoli a escluderla dal processo. Solo un'informazione smemorata e superficiale può metterle sullo stesso piano dei gravissimi fatti emersi a carico delle dirigenze della [[Juventus Football Club|Juventus]], del [[Associazione Calcio Milan|Milan]], della Fiorentina e della [[Società Sportiva Lazio|Lazio]]. (da ''Moratti al telefono non cambia nulla'', 4 aprile 2010)
*È più facile che un [[cammello]] passi per la cruna di un ago che un [[evasione fiscale|evasore]] passi per le porte di un carcere. (da ''Le mani in tasca ai ladri'', 27 maggio 2010)
* [...] Stampa e tv di regime vigilano occhiute su questa impar condicio, disperdendo con gli idranti chi osa criticare il governo e minimizzando le sparate del governo. Ieri, sul solito Pompiere {{NDR|riferendosi al Corriere della Sera}}, il solito Pigi Cerchiobattista {{NDR|riferendosi a [[Pierluigi Battista]]}} conciava per le feste il mite Nicola Zingaretti, reo di aver dichiarato che, grazie alla Gelmini, "la scuola italiana vive uno dei giorni più brutti del dopoguerra". Parole che Pigi, tutto spettinato, definisce "lessico apocalittico", "oltranzismo", "demagogia", "esasperazione", "grillismo di maniera", "invettive e insulti che ammorbano la politica italiana". E manca poco che chiami la forza pubblica. Silenzio invece sulla lucida difesa della Gelmini per la scuola statal-leghista di Adro: "Chi polemizza con il sindaco di Adro dovrebbe farlo per coerenza anche quando sono simboli della sinistra a entrare in classe". Si ignora quali simboli della sinistra abbia in mente la poveretta: probabilmente, i libri. (da ''Digitale extraterrestre'', 15 settembre 2010)
*{{NDR|Riferendosi a [[Piero Ostellino]]}} Se non si professasse "liberale" ogni due per tre e non scrivesse perciò sul Corriere della Sera, Piero Ostellino meriterebbe la considerazione pressoché nulla che si deve ai tipici intellettuali italiani che attaccano sempre il cavallo alla mangiatoia giusta: craxiani quando comanda Craxi, berlusconiani ora che comanda B., domani dipende da chi comanda. Invece molti lo credono un "liberale" per davvero, al punto che ha finito col crederci persino lui. Tant'è che nei suoi articoli – usati in molte sale operatorie al posto dell'anestesia totale e riassumibili quasi sempre nel motto "I love B." – egli usa citare a sostegno delle sue corbellerie ora Tocqueville, ora Stuart Mill, ora Locke, ora Montesquieu, ora tutti e quattro insieme (ovviamente ignari e incolpevoli di tutto). (da ''Credere, obbedire e leccare'', 4 aprile 2011)
*{{NDR|Dopo la sentenza in primo grado nel processo penale dello Scandalo del calcio italiano del 2006 a Napoli, nel 2011}} Bastava leggere le intercettazioni per ritenere giuste, anzi troppo lievi, le sanzioni sportive a Juve, Milan, Fiorentina, Lazio e Reggina (la Juve evitò la Serie C solo perché si doveva salvare il Milan dalla B). E basta rileggerle oggi per ritenere sacrosanta la sentenza del Tribunale di Napoli che ha condannato gran parte degli imputati per associazione per delinquere e frode sportiva. Tre giudici, con una presidente tutt'altro che tenera con l'accusa (che tentò addirittura di ricusarla) e sempre elogiata dalle difese, hanno ritenuto provate le accuse dopo tre anni di dibattimento. E si son fatte una risata dinanzi alla linea difensiva moggian-craxiana del "così fan tutti". Sia perché l'eventuale responsabilità altri non cancella quella di un imputato colpevole; sia perché le mirabolanti intercettazioni sfoderate dalla difesa dimostrano al massimo che l'Inter tentò di entrare nel giro, non che ha commesso reati. Ora Moggi manda a dire che lui ha fatto tutto per conto della Juve: bella novità. [...] Quando [[Umberto Agnelli]] lo ingaggiò, [[Luciano Moggi|Moggi]] era imputato a Torino per aver fornito prostitute ad arbitri per le partite di Uefa del Torino. Quindi fu assunto proprio perché si sapeva chi era e come operava. [...] Anziché lasciarsi lo [[Calciopoli|scandalo]] alle spalle, come aveva fatto suo cugino [[John Elkann]], [[Andrea Agnelli]] figlio di [[Umberto Agnelli|Umberto]] e amico di [[Luciano Moggi|Moggi]] e [[Antonio Giraudo|Giraudo]] ha ripreso a gridare al complotto e a rivendicare gli scudetti dello scandalo, giustamente revocati. Ora, con la sentenza di Napoli e i messaggi di Moggi, ha quel che si merita. Forse, anziché vellicare gli istinti peggiori della tifoseria peggiore, farebbe bene a guardare al futuro. A farsi spiegare lo "stile Juventus" da chi ancora sa cos'è come [[Giampiero Boniperti|Boniperti]], [[Giovanni Trapattoni|Trapattoni]], [[Dino Zoff|Zoff]] e [[Michel Platini|Platini]]. E magari a costruire stadi più sicuri. (citato in ''Sapevano tutti, anzi nessuno'', 10 novembre 2011)
*[[Oscar Luigi Scalfaro|Scalfaro]] non rubava. Non firmava le leggi incostituzionali (tipo il decreto-spugna Amato-Conso del '93). Era religioso dunque non clericale. Difendeva la Costituzione e l'indipendenza dei magistrati dunque era contro le bicamerali e i conflitti d'interessi. Era un intransigente dunque era contro gli inciuci e i "terzismi" paraculi dei berlusconiani travestiti da equidistanti ("chi si dice equidistante fra il ladro e il carabiniere, sta dalla parte del ladro"). Per questo non piaceva a B. e ai suoi servi, ma nemmeno ai finti oppositori di sua maestà. E bene ha fatto B. a non dire una parola sulla sua scomparsa, evitando di scegliere tra lo sputo sulla bara e l'ipocrisia dell'elogio postumo. (da ''L'estremo oltraggio'', 31 gennaio 2012)
*Gentile [[John Elkann]], Le scrivo da appassionato di calcio, ma soprattutto da juventino che aveva appena smesso di vergognarsi di esserlo dopo la dipartita di Moggi & C. grazie allo scandalo di Calciopoli. Ora, se possibile, gli juventini perbene, che hanno iniziato a tifare ai tempi di Boniperti, Trapattoni, Zoff, Scirea, Gentile, Cabrini, Tardelli, Platini, e anche di Conte, quando la società indossava un certo "[[stile Juventus|stile]]", sono costretti a vergognarsi ancor più di prima. Mai infatti, nemmeno negli anni bui di Calciopoli, la Juventus si era spinta a tanto: manipolava arbitri e campionati, ma non negava alla giustizia sportiva il diritto di fare il suo dovere. Oggi invece Suo cugino – il signorino Andrea, che porta il cognome francamente eccessivo degli Agnelli – ha trasformato la società in una succursale del Pdl: da mesi insulta la Federazione di cui è uno dei soci più autorevoli e demolisce le regole e le istituzioni della giustizia sportiva, quasi fossero frutto di un complotto planetario contro la Juve, decise all'insaputa del club più potente d'Italia. Ma non sempre: solo quando danno torto alla Real Casa. (da ''L'ostile Juventus'', 24 agosto 2012)
*Presunto sarà lei. [[Giovanni Fiandaca|Fiandaca]] parla di "cosiddetta trattativa" e "presunta trattativa". Cominciamo bene. La [[Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra|trattativa Stato-mafia]] è giudiziariamente indiscutibile in quanto confermata da sentenze definitive della Cassazione sulle [[Bombe del 1992-1993|stragi del 1992-'93]], oltreché dai diretti protagonisti e testimoni, non solo mafiosi: Mori e De Donno parlano a verbale di "trattativa" con i capi di Cosa Nostra tramite Vito Ciancimino, e non di una semplice "presa di contatto", come fa loro dire Fiandaca. Che deve farsene una ragione: se vuol parlare di trattativa, si legga almeno le sentenze. (da ''[http://www.antimafiaduemila.com/2013070743888/marco-travaglio/un-eroe-dei-nostri-tempi.html Un eroe dei nostri tempi]'', 7 luglio 2013)
*Da 15 anni è irrevocabilmente accertato che l'[[Omicidio Calabresi|assassinio di Calabresi]] fu organizzato nel servizio d'ordine di Lotta continua, ordinato da Giorgio Pietrostefani con l'assenso del leader [[Adriano Sofri]] e materialmente eseguito da Ovidio Bompressi, con la complicità di Leonardo Marino, che rubò e guidò l'auto durante l'agguato, e di altri fiancheggiatori miracolati dalla mancanza di prove certe. [...] Eppure, nella fiction, queste quattro figure diventano invisibili. Non pervenute, se non nei titoli di coda che danno conto delle quattro condanne. Uno degli aspetti più positivi del film-tv di Graziano Diana è quello di mostrare la campagna d'odio che si scatenò contro Calabresi dopo la tragica fine alla questura di Milano dell'anarchico Pinelli, ingiustamente sospettato di aver avuto un ruolo nella strage di Piazza Fontana: prime pagine di ''Lotta continua'' e altri giornali, appelli di intellettuali, manifestazioni con slogan assassini. [...] Ma il peccato originale della fiction è che mancano i volti e le imprese dei colpevoli. Non c'è la riunione in cui si decise l'omicidio, non c'è l'ordine di uccidere, non c'è il viaggio di Marino a Pisa dove Sofri gli confermò il mandato, non c'è il processo costellato dalle bugie degli imputati e ancor più dei falsi testimoni ingaggiati dalla nota lobby. Nulla di nulla: nel 2013, alla Rai, è ancora proibito. [...] Eppure questo banalissimo rilievo nessuno degli ipercritici della libera stampa ha osato muoverlo. Strano, eh? Chissà come mai. (da ''Il suicidio Calabresi'', 11 gennaio 2014)
*La tesi, naturalmente, era che il processo dovesse traslocare a Roma, infatti i giudici decisero che restasse a Palermo. Non appena partì, Fiandaca scrisse in fretta e furia un "saggio" con lo storico Salvatore Lupo in cui si rimangiava anni di negazionismo: dopo aver sempre definito la trattativa "cosiddetta" e "presunta", ammise che "la [[Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra|trattativa]] c'è stata", ma la assolse in quanto "insindacabile penalmente" e "giuridicamente legittima", ispirata dallo "stato di necessità" e "a fin di bene". Quel bene che costò la vita a 16 persone e la salute a una quarantina nelle stragi di via D'Amelio, via dei Georgofili e via Palestro. Effetti collaterali. E soprattutto nessun reato e nessun colpevole. (da ''[http://www.antimafiaduemila.com/2014042049107/attualita/diversamente-antimafia.html Diversamente antimafia]'', 18 aprile 2014)
*È vero o no che [[Bruno Contrada|Contrada]] tradì lo Stato per cui lavorava, mettendosi al servizio di Cosa Nostra che era pagato per combattere? La risposta è sì. E non – come vaneggia il solito amico di tutte le canaglie [[Giuliano Ferrara]] – per un processo fondato su "pentitismo e intercettazioni a strascico". Ma per i fatti spaventosi raccontati da una miriade di autorevolissimi testimoni. A cominciare dai colleghi di [[Giovanni Falcone|Falcone]] e [[Paolo Borsellino|Borsellino]], che raccontano la diffidenza nutrita dai giudici – come pure da [[Boris Giuliano]] – nei confronti di "'u Dutturi": i magistrati Del Ponte, [[Antonino Caponnetto|Caponnetto]], Almerighi, Vito D'Ambrosio, Ayala. [...] Tutti a ripetere davanti ai giudici di Palermo che Contrada passava informazioni a Cosa Nostra, incontrando anche personalmente alcuni boss, tipo Saro Riccobono e Calogero Musso. Le sentenze hanno accertato che: Contrada concesse la patente ai boss [[Stefano Bontate]] e [[Giuseppe Greco]]; agevolò la latitanza di [[Salvatore Riina|Totò Riina]] e la fuga di Salvatore Inzerillo e John Gambino; intrattenne rapporti privilegiati con Michele e Salvatore Greco; spifferava segreti d'indagine ai mafiosi in cambio di favori e regali (come i 10 milioni di lire accantonati dal bilancio di Cosa Nostra a Natale del 1981 per acquistare un'auto a un'amichetta del superpoliziotto); e portò al suo processo falsi testimoni a sua difesa. [...] E nulla di tutto questo è messo in dubbio dalla sentenza di Strasburgo. Chi piagnucola per l'"uomo innocente" e il "meccanismo infernale" si legga le carte e poi, se ci riesce, si vergogni. (da ''Contrada mafioso a sua insaputa'', 16 aprile 2015)
*La [[Trattativa tra Stato italiano e Cosa nostra|trattativa]] è anche uno stato di necessità per le nostre classi dirigenti che, invece, di fare la guerra alla criminalità organizzata per vincerla ti dicono "ma che se matto? Quelli ricominciano a sparare". E poco importa che noi abbiamo 350mila uomini in armi che potrebbe sconfiggere camorra, 'ndrangherta e mafia che insieme hanno massimo 40mila uomini. E così ancora oggi il sistema italiano di combattere la criminalità organizzata è solo quello di mettersi d'accordo. (da ''[http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/07/12/trattativa-travaglio-stato-di-necessita-per-classi-dirigenti-di-matteo-italiani/393493/ Trattativa, Travaglio: "Stato di necessità per classi dirigenti". Di Matteo: "Italiani meritano verità"]'', ''Tv.il Fatto Quotidiano.it'', 12 maggio 2015)
==''Voglio Scendere – il blog di Corrias, Gomez, Travaglio''==
*Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei PM è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo. Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un [[PM]] apre un fascicolo sugli amici di un [[ministro]], se ne chiede il trasferimento (del PM, non del ministro). [...] Si chiama "guerra preventiva", e non l'ha neppure inventata Mastella. L'aveva già teorizzata [[Mao Zedong|Mao]]: "Colpirne uno per educarne cento". Funziona. (da ''La soluzione finale'', 15 settembre 2007)
*Scusate se dico un'altra parolaccia, ma ho scoperto una cosa che mi ha lasciato basito: il cosiddetto ministro della Giustizia [[Clemente Mastella]] (parlando con pardòn) è tuttora iscritto all'Ordine dei giornalisti professionisti. Colui che ha definito Annozero il "Ku Klux Klan dell'informazione" e ne ha chiesto la normalizzazione minacciando, altrimenti, di sfiduciare il Cda Rai e di far cadere il governo, che ha insultato Santoro, il sottoscritto e [[Beatrice Borromeo]], che ha definito [[Giovanni Floris]] "un farabutto", che chiede i danni all'Espresso "reo" di aver scoperto la sua gita di Stato aviotrasportata al gran premio di Formula Uno e le sue sei case comprate a prezzi da box auto nel centro di Roma, che paragona al terrorismo ogni critica nei suoi confronti, che scrive nel suo blog "qual'è" con l'apostrofo e "come se io sia", che ha scritto una legge liberticida per far condannare fino a 100 mila euro i giornalisti che pubblicano atti d'indagine non segreti e dunque pubblici, ecco: questo bel tipo è un "collega". (da ''Fuori lui o fuori noi'', 15 ottobre 2007)
*[[Silvio Berlusconi]], tra una serata al Bagaglino e una spallata fallita al governo, ha trovato il tempo e soprattutto la faccia tosta di ricordare [[Enzo Biagi]]. Con queste testuali parole: «Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima». Le vicende che li hanno qualche volta divisi si chiamano [[Editto bulgaro|diktat bulgaro]] del 18 aprile 2002, quando l'allora presidente del Consiglio ordinò la cacciata dalla Rai di Biagi, Santoro e Luttazzi per "uso criminoso della televisione", trovando subito uno stuolo di servi furbi, da Agostino Saccà a Fabrizio Del Noce, pronti a obbedirgli. Morire a 87 anni può capitare. Rovinare gli ultimi anni di vita a un grande giornalista è un crimine. (da ''L'estremo oltraggio'', 7 novembre 2007)
*[[Totò]] paragonava la morte alla "livella" che, alla fine della vita, rende finalmente tutti uguali. Ma, per sua fortuna, non aveva visto all'opera il Parlamento italiano della XV legislatura, che due giorni fa, approvando la legge finanziaria, ha deciso di tenere separate le sorti delle vittime del terrorismo da quella delle vittime della mafia. Le prime ricevono dallo Stato un sussidio più che doppio rispetto alle seconde. Le vite dei magistrati, poliziotti, carabinieri, giornalisti, politici, sacerdoti, semplici cittadini ammazzati dai mafiosi valgono meno di quelle di chi ha avuto la fortuna di essere assassinato dai brigatisti rossi e neri. [...] Rientrando in albergo, ho acceso la tv per vedere se per caso qualche tg o qualche talk show si stava occupando della faccenda. A ''Speciale Tg1'' [[Gianni Riotta]], con quella faccia da Riotta, stava inscenando il solito minuetto tra politici (Matteoli di An e Rutelli del Pd) e alcuni direttori di giornale sulla vera emergenza del Paese: i partiti che non "dialogano" a sufficienza sulle "grandi riforme". A ''Matrix'' [[Enrico Mentana]], con quella faccia da Mentana, ospitava l'altra metà della famiglia Rutelli, cioè [[Barbara Palombelli]], per risolvere un'altra emergenza nazionale: il delitto di Perugia. Tra spegnere e vomitare, ho preferito spegnere. (da ''Morti di serie B'', 17 novembre 2007)
*Alla parola "moralità", il [[Silvio Berlusconi|Cavaliere]] chiama Bonaiuti e chiede un dizionario: dev'essere un termine australiano, comunque arcaico. (da ''Chi vuol essere milionario'', 13 dicembre 2007)
*Nella scorsa legislatura ebbero grande risonanza mediatica (almeno sui giornali) gli appelli promossi e firmati da alcuni fra i nostri più prestigiosi giuristi e docenti universitari contro le leggi vergogna del governo [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e contro gli attacchi dell'allora premier all'indipendenza e all'autonomia della magistratura. Qualcuno si domanderà: che fine han fatto quei giuristi e docenti universitari ora che le leggi vergogna (dall'indulto al bavaglio di Mastella ai giornalisti su intercettazioni e atti d'indagine) le promuove il centrosinistra, ora che gli attacchi all'indipendenza e all'autonomia della magistratura li muove l'Unione all'unisono col centrodestra? (da ''Non disturbare i manovratori'', 18 dicembre 2007)
*Non c'è più niente da fare. Ormai [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ha vinto. Dopo 15 anni di slogan falsi bombardati con gli ordigni radioattivi delle sue televisioni e della sua Rai, è riuscito a contaminare tutto il paese, tutto l'ambiente che lo circonda, compresi i politici del centrosinistra che dovrebbero opporglisi, compresi tanti intellettuali e giornalisti. Per cui, ormai, parlano e pensano (si fa per dire) quasi tutti come lui. Lo dimostrano, se ve ne fosse ancora bisogno, gli alti lai del Club degli Intoccabili – da [[Fausto Bertinotti|Bertinotti]] a [[Clemente Mastella|Mastella]], da Franceschini a Berlusconi, per non parlare delle mosche cocchiere dalemian-veltroniane Latorre, Caldarola e [[Antonio Polito|Polito]] e dei cerchiobottisti alla [[Sergio Romano]] – contro le intercettazioni, chi le effettua e chi le pubblica. (da [http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/1728512.html ''Nient'altro che la verità''], 23 dicembre 2007)
*[[Israele]] non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un'organizzazione terroristica come [[Hamas]] che, essa sì, attacca civili israeliani (di origine ebraica e palestinese, cittadini di uno Stato discutibile finché si vuole, ma democratico). Da tre anni, dopo il ritiro di tutti i soldati israeliani dalla Striscia, quel che accade a Gaza non è più responsabilità di Israele, ma del governo di Hamas, che anziché lavorare a costruire lo Stato palestinese, s'è occupato di distruggere quello di Israele. L'ultima volta l'ha fatto un mese fa violando unilateralmente la tregua a suo tempo firmata e riprendendo il lancio di missili su centri abitati e uccidendo civili, anche bambini. Di qui la reazione di Israele. I paragoni fra il sequestro della Achille Lauro da parte di una frazione dell'Olp negli anni '80 e il terrorismo sionista degli anni '30 e '40 del secolo scorso non hanno alcun senso: sequestrare una nave italiana piena di civili e uccidere a sangue freddo un ebreo paralitico in carrozzella non c'entra nulla con la guerriglia finalizzata allo stato palestinese. E salvare un assassino come Abu Abbas dalla giustizia (che l'avrebbe condannato per omicidio e sequestro di persone all'ergastolo) per consegnarlo a Saddam Hussein, cosa che fece [[Bettino Craxi|Craxi]] dopo Sigonella, è un atto inqualificabile che non va mai dimenticato. (14 gennaio 2009)
*Ma non possiamo non occuparci, ancora una volta, di un governo indecente e di un [[Silvio Berlusconi|premier]] fuori controllo che ieri, dopo la bocciatura del suo demenziale decreto incostituzionale e vergognoso, ha sostenuto che Eluana sta benissimo, tanto che potrebbe persino avere figli. In attesa che ci racconti una barzelletta sui malati terminali in coma vegetativo, sulla scia di quelle sull'Olocausto e sulle ragazze stuprate, sarebbe il caso che qualcuno provvedesse a un Tso (trattamento sanitario obbligatorio). In un paese perlomeno decente, in casi come questo arrivano due infermieri e portano via il soggetto in ambulanza, per sottoporlo ad accurati accertamenti. (da [http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2009/02/06/so_creature.html ''Edizione straordinaria. Portatelo via''], 6 febbraio 2009)
*[[Fausto Bertinotti|Bertinotti]], già segretario della Federazione operai tessili, già segretario della Cgil Piemonte, per 2 anni presidente della Camera e tuttora presidente della Fondazione Camera dei Deputati, già segretario di Rifondazione Comunista per 13 anni, già deputato per quattro legislature, già ospite dello yacht di Vittorio Cecchi Gori per le vacanze estive a Salina con Valeria Marini [...], già primatista mondiale delle ospitate a Porta a Porta nel salotto dell'amico Bruno, già ospite fisso del salotto della signora Maria Angiolillo, già protagonista della caduta del governo Prodi I (in nome della leggendaria battaglia sulle 35 ore) e coprotagonista della caduta del Prodi II, dunque due volte corresponsabile e del ritorno di Al Tappone a Palazzo Chigi, [...] già protagonista della disfatta della sinistra ridotta ai minimi storici alle ultime elezioni (memorabile la conferenza stampa-funerale convocata all'Hard Rock Cafè di Via Veneto in Roma, affollatissimo di operai delle presse), già teorizzatore dell'abolizione della proprietà privata, già seguace dello psicoguru Massimo Fagioli, già titolare del quarto più alto reddito di Montecitorio con 213.195 euro nel 2006, ha scritto che [[Romano Prodi]] – cioè l'unico esponente del centrosinistra che sia riuscito a battere Berlusconi due volte su due, nonostante Bertinotti – è «uno spregiudicato uomo di potere», simbolo dello «smacco complessivo del centrosinistra». Prodi. (da ''[http://voglioscendere.go.ilcannocchiale.it.ilcannocchiale.it/?TAG=fausto%20bertinotti Bertinotte]'', maggio 2009)
==''MarcoTravaglio.it''==
*Così le pagine più corrosive sono quelle sulla sinistra all'italiana, che di [[Berlinguer]] ha seppellito il meglio, la questione morale, e ha salvato il peggio, cioè il compromesso storico, riuscendo per giunta a corromperlo nell'eterno inciucio: "È un antico vezzo della sinistra voler apparire furba come i padroni". Oggi siamo ammorbati dalla figura del "berlusconiano però di sinistra, ultimo esito barocco del decadentismo intellettuale", dalla Bicamerale all'ultima spartizione della Rai. Intanto, a destra come a sinistra, s'avanza quello strano anfibio che è l'''ateo clericale'', da [[Marcello Pera|Pera]] a [[Francesco Rutelli|Rutelli]], molto distratto sul Padreterno ma devotissimo al cardinal Ruini, insensibile all'imitazione di Cristo ma perfetto in quella di Andreotti. (da [http://www.marcotravaglio.it/vetrinalibri/cometiseiridotto.htm ''presentazione Come ti sei ridotto di Curzio Maltese''])
*I singoli [[magistrato|magistrati]] possono avere opinioni politiche, come è garantito dalla Costituzione a ogni cittadino (del resto, a [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] piacciono magistrati come Tiziana Parenti, Carlo Nordio, Melchiorre Cirami, Nitto Palma... a cui il suo schieramento ha offerto posti in Parlamento e ricchi contratti giornalistici). L'importante è che ogni magistrato, a prescindere dalle sue opinioni politiche, giudichi poi i FATTI, non le opinioni, e le giudichi CON IMPARZIALITÀ a prescindere da chi gli è davanti. È stato commesso un reato? Questo deve decidere il giudice. Le idee politiche non c'entrano. Altrimenti chi è di destra non potrebbe essere giudicato da chi è di sinistra e viceversa. Ma allora ciascuno dovrebbe essere giudicato da un giudice della sua parte. E allora ciascuno dovrebbe scegliere il proprio giudice: una follia... (da [http://www.marcotravaglio.it/articoli/040203.htm ''PINOCCHIO BAZAR - Ovvero le bugie nel videomessaggio di Berlusconi''])
*Il risultato è la scomparsa del talento, l'"involuzione autarchica del gusto", il trionfo del "finto bello", del fasullo, del provinciale, del mediocre. Nell'arte, nel design, nell'architettura, nell'industria. E dire che solo mezzo secolo fa l'Italia spopolava nel mondo grazie alla bellezza, all'originalità, al genio: la Vespa, la Guzzi, la Cinquecento, la Giulietta, l'Olivetti Lettera 22, la sedia Superleggera di Giò Ponti, le lampade Fontana e Castiglioni. Anche in questo senso Berlusconi è l'effetto, non la causa: le sue mirabolanti imprese televisive non hanno mai varcato la cinta daziaria, e appena si sono affacciate oltre Chiasso sono miseramente fallite (Francia e Germania) o finite in tribunale (Spagna). (da [http://www.marcotravaglio.it/vetrinalibri/cometiseiridotto.htm ''presentazione Come ti sei ridotto di Curzio Maltese''])
{{intestazione|''Stoccata e Fuga''}}
*Ha ragione [[Francesco Cossiga|Cossiga]]: uno come me non può misurarsi con uno come lui. Io sono un cialtrone, un tipaccio, e soprattutto sono astemio. (9 gennaio 2006)
*Che il Presidente Emerito [[Francesco Cossiga]] fosse un uomo sempre molto lucido, lo si era capito da tempo. Ora sappiamo che è anche molto colto. L'altro giorno, replicando a un mio articolo con un comunicato di 30 righe in cui precisava di non volermi replicare e nemmeno insultare, s'è avventurato in una citazione dotta: "Forse aveva ragione l'ex presidente peruviano Fujimori, che diceva che 'la storia è proprio finita'". Per la verità, la "fine della storia" è di [[Francis Fukuyama]]. L'ex presidente peruviano Fujimori è famoso per altre circostanze: dovette fuggire all'estero per evitare un arresto per corruzione. Ma si sa, al cuore non si comanda. (10 gennaio 2006)
*[[Piero Fassino|Fassino]] trova che "Travaglio dice spesso cose improprie". [[Massimo D'Alema|D'Alema]] minaccia di trascinarmi in tribunale. [[Fausto Bertinotti|Bertinotti]] dice che "Travaglio mi dà l'orticaria". [[Francesco Cossiga|Cossiga]] mi dà del "fascista e bugiardo". Poi [[Silvio Berlusconi|Bellachioma]] va a Pompa a Pompa e mi definisce "un animale a sé stante". Il più bel complimento che mi abbia fatto un politico, è arrivato da lui. Non so chi debba preoccuparsi di più, se io o lui. (1º febbraio 2006)
*Il [[Francesco Cossiga|Poveraccio Emerito della Repubblica Francesco Prozac Cossiga]] rende noto, tramite un suo portavoce, di aver presentato un'interpellanza parlamentare al ministro dell'Interno: Per sapere se alla luce dell'articolo di Pier Luigi Battista sul quotidiano Corriere della Sera, se corrisponda a verità l'ipotesi da detto autorevole giornalista formulata, e pur considerando, se vera, la cosa assolutamente lecita se nell'interesse della tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e della necessaria attività di informazione, disinformazione e controinformazione, i giornalisti Marco Travaglio e Giuseppe D'Avanzo siano nel 'libro paga' e per quale somma, del Capo della Polizia dott. Gianni De Gennaro, cui sono notoriamente legati da vincoli di amicizia e collaborazione, come dimostrato dalla loro campagna contro il SISMI; e per sapere inoltre, qualora l'ipotesi sia vera, se non ritenga di rendere permanente e più ampia la loro collaborazione, facendoli assumere come informatori occulti dal SISDE". Alcuni amici mi hanno telefonato per invitarmi a rispondere al Poveraccio Emerito: dicendo, per esempio, che (purtroppo) non ho mai conosciuto il dott. Gianni De Gennaro. Ma ho deciso di non rispondere. Attendo con sempre maggiore impazienza una soluzione più risolutiva: l'arrivo dell'ambulanza. Purtroppo è in ritardo. Di una quindicina d'anni. (12 giugno 2006)
*"Il presidente del Consiglio, dottor [[Silvio Berlusconi]]", come lo chiamava idealmente inginocchiato l'altra sera il suo dipendente [[Paolo Bonolis]] a "Il senso della vita", ha definito il mio ultimo libro "Inciucio" addirittura "un sacrilegio". Lo ringrazio di cuore. Non abbiamo avuto molte recensioni, ma questa è indubbiamente la più lusinghiera. (da ''Stoccata e Fuga'', 25 gennaio 2007)
*[[Piero Fassino]] alle Invasioni Barbariche: "Tra Ferrara e Travaglio, preferisco Ferrara". La stessa risposta che avrebbe dato Berlusconi. Comunque l'ho scampata bella. (3 febbraio 2007)
*Avviso ai congressisti DS: quando passate davanti al pantheon, occhio al portafoglio. (19 aprile 2007)
==''BeppeGrillo.it''==
{{intestazione|''Passaparola''}}
*Ci pisciano addosso e ci dicono che sta piovendo (da [http://www.beppegrillo.it/2008/05/passaparola_in/index.html#comments ''Ci pisciano addosso e ci dicono che piove''], 19 maggio 2008)
*{{NDR|Dopo l'intervista al programma Che tempo che fa, a cura di Fabio Fazio, del 10 maggio 2008}} Mi ha molto colpito il fatto che tra i più solerti a intervenire contro il fatto che avessi raccontato una cosa vera, documentata e già nota, c'è stato il direttore di Rai3 [[Paolo Ruffini (giornalista)|Paolo Ruffini]], già noto per aver collaborato alla chiusura del programma di [[Sabina Guzzanti]] "Raiot" - anche lì perché si dicevano troppe cose vere tutte insieme. Ha dichiarato che ho "gratuitamente offeso la seconda carica dello Stato". Effettivamente era gratis, perché nessuno mi ha pagato per farlo. In realtà, Ruffini ha un conflitto di interessi quando parla di [[Renato Schifani|Schifani]]. Forse nessuno, o pochi, lo sanno ma Paolo Ruffini non è [solo] omonimo dell'ex ministro democristiano e dell'ex Cardinale di una certa Palermo anni Settanta: è il figlio del ministro e il nipote del Cardinale. Ma di più: la mamma del direttore di Rai3 Ruffini è la sorella dell'On. [[Enrico La Loggia|La Loggia]] che non è omonimo dell'attuale parlamentare di Forza Italia (che era socio di Schifani e di [[Nino Mandalà]], poi condannato per mafia, nella famosa società Siculabroker tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanta): è proprio lui! Praticamente, Ruffini è il nipote di La Loggia. Quindi, le storie della Siculabroker gli basterebbe fare un giro di opinioni in famiglia per conoscerle...<ref>Da ''[http://www.ilblogdellestelle.it/2008/05/passaparola_in.html Ci pisciano addosso e ci dicono che piove]'', ''ilblogdellestelle.it'', 19 maggio 2008.</ref><ref>Da ''[http://www.beppegrillo.it/ci-pisciano-addosso-e-ci-dicono-che-piove/ Ci pisciano addosso e ci dicono che piove]'', ''beppegrillo.it'', 19 maggio 2008.</ref>
*Un commando di terroristi dell'OLP, capitanati da Abu Abbas, aveva sequestrato una nave da crociera dell'Achille Lauro in acque italiane, nel mediterraneo. Il governo italiano, presidente del Consiglio Craxi, ministro degli esteri Andreotti, ministro della difesa Spadolini, trattarono con il presidente egiziano Mubarak perché si arrivasse ad una soluzione incruenta e promisero a lui, e quindi ai palestinesi che erano in collegamento diretto con Arafat che come al solito faceva il doppio gioco, che se se si fossero consegnati non sarebbero stati affidati agli americani ma sarebbero stati giudicati dalla giustizia italiana. Questo ufficialmente venne detto, cosa fu pattuito segretamente lo possiamo immaginare da quello che successe dopo. Quando i terroristi, una volta consegnati, arrivarono su un aereo militare nella base americana di Sigonella, successe che gli americani tentarono di farseli consegnare per portarli in America e processarli. Li volevano processare perché, contrariamente a quello che si erano impegnati a fare, cioè una fine incruenta del sequestro, si era scoperto che questi tagliagole [...] avevano assassinato un ebreo paralitico anziano americano, che era in crociera in carrozzella, Leo Klinghofer, e avevano lanciato il cadavere nel mare. [...] Questi assassini gli americani li volevano processare nel loro Paese: giustamente, l'Italia disse: "il delitto è avvenuto in Italia, li processiamo noi". Certo, ma si sarebbe dovuto prendere questi terroristi e affidarli alla giustizia italiana. Invece, si presero i pesci piccoli cioè i membri del commando, ma il capo della banda, l'ideatore del sequestro, Abu Abbas, fu caricato su un aereo dei servizi segreti, spedito in [[Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia|Iugoslavia]] e di lì mandato in Irak, dove c'era [[Saddam Hussein]] pronto ad accoglierlo a braccia aperte. Il governo Craxi ha preso il capo di una banda di terroristi che hanno sequestrato una nave e hanno assassinato un ebreo paralitico anziano in carrozzella a sangue freddo e lo ha gentilmente consegnato a Saddam Hussein, per evitare che venisse processato in base a un delitto commesso in Italia. Tant'è che Abu Abbas fu condannato in contumacia all'ergastolo, ma non scontò mai la pena ed è morto due o tre anni fa a Baghdad durante le operazioni di guerra, peraltro per ragioni naturali. Questo è il [[Crisi di Sigonella|caso Sigonella]]: non è vero che Craxi difese a spada tratta la sovranità italiana, Craxi sottrasse il capo di una banda di assassini terroristi alla giustizia italiana per farlo scappare in Irak, dove in quel periodo c'erano le armi di distruzione di massa perché Saddam Hussein si stava occupando di gassare curdi e altre minoranze. (da ''[http://www.beppegrillo.it/2009/01/passaparola_lun_11.html#pp_3 Bettino nostro che sei nei cieli]'', 5 gennaio 2009)
*È strano che non si trovi più nessuno, ma nemmeno all'estrema sinistra, che ricordi questi fatti documentati. Ancora nel novembre del 1993 quando ormai per [[Forza Italia]] si tratta proprio di stabilire i colori delle coccarde e delle bandierine, c'erano i kit del candidato, stavano facendo i provini nel parco della villa di Arcore per vedere i candidati più telegenici; in quel periodo, a tre mesi dalle elezioni del marzo del 1994, [[Vittorio Mangano|Mangano]] incontra due volte [[Marcello Dell'Utri|Dell'Utri]] a Milano. E questa non è una diceria, c'è nelle agende della segretaria di Dell'Utri: Palazzo Cellini, sede di Publitalia, Milano 2, i magistrati arrivano e prendono le agende e nell'agenda del mese di novembre del 1993 si trovano due appuntamenti fra Dell'Utri e Mangano, il 2 novembre e il 30 novembre. E Mangano chi era, in quel periodo? Non era più il giovane disinvolto del '73-'74 quando fu ingaggiato e portato ad Arcore come stalliere: qui siamo vent'anni dopo. Mangano era stato in galera undici anni a scontare una parte della pena complessiva di 13 anni che aveva subito al processo Spatola per mafia e al maxiprocesso per droga, due processi istruiti da Falcone e Borsellino insieme. È stato definitivamente condannato per mafia e droga a 13 anni, ne aveva scontati 11, uscito dal carcere nel 1991 era diventato il capo reggente della famiglia mafiosa di Portanuova e grazie al suo silenzio in quella lunga carcerazione aveva fatto carriera e partecipato alle decisioni del vertice della mafia di fare le stragi. E poche settimane dopo le ultime [[Bombe del 1992-1993||stragi di Milano e Roma]], Dell'Utri incontra un soggetto del genere a Milano negli uffici dove sta lavorando alla nascita di Forza Italia. Io non so se tutto questo sia penalmente rilevante, lo decideranno i magistrati: penso che sia politicamente e storicamente fondamentale saperlo, mentre si vede [[Gianfranco Fini]] che cita [[Paolo Borsellino]] al congresso che sta incoronando il responsabile di tutto questo, cioè [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. Verrebbe da dire "pulisciti la bocca". Possibile che invece di abboccare a tutti i suoi doppi giochi, quelli del centrosinistra non – ma dico uno, non dico tutti, li conosciamo, fanno inciuci dalla mattina alla sera e sono pronti a ricominciare con la Costituente come se non gli fosse bastata la bicamerale – uno, di quelli anche più informati, che dica "ma come ti permetti di parlare di Borsellino? Leggiti quello che diceva, Borsellino, di questi signori in quella famosa intervista prima di morire". Leggiti quello che c'è scritto nella sentenza Dell'Utri e poi vergognati, perché quel partito lì non l'ha fondato lo Spirito Santo, l'hanno fondato Berlusconi, Dell'Utri, [[Bettino Craxi|Craxi]] con l'aiuto di Mangano che faceva la spola fra Palermo e Milano, infatti le famiglie mafiose decidono di votare per Forza Italia e di abbandonare Sicilia Libera – che viene sciolta nell'acido probabilmente – quando Mangano arriva giù a portare le garanzie. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009)
*In quei mesi la mafia decide di abbandonare il progetto di Sicilia Libera che essa stessa aveva patrocinato e fondato e tutto ciò avviene in seguito a una serie di riunioni, nell'ultima delle quali Bernardo Provenzano – ce lo racconta il suo braccio destro, Nino Giuffré che ora collabora con la giustizia e che è stato ritenuto attendibile in decine e decine di processi compreso quello Dell'Utri – convoca le famiglie mafiose, la cupola, per sapere che cosa scelgono: se preferiscono andare avanti col progetto del partitino regionale Sicilia Libera o se invece non preferiscano una soluzione più tradizionale come quella che sta affacciandosi a Milano grazie all'opera di un loro vecchio amico: Marcello Dell'Utri che conoscevano fin dai primi anni Settanta come minimo, cioè da quando Dell'Utri, in rapporto con un mafioso come Cinà e un mafioso come Mangano, aveva portato quest'ultimo dentro la casa di Berlusconi. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009)
*Non per guastare la festa a questa bella incoronazione imperiale del leader del popolo delle libertà che, come avete visto, a sorpresa è stato eletto primo, unico, ultimo imperatore del partito che aveva fondato sul predellino di una macchina e che quando l'aveva fondato [[Gianfranco Fini]] l'aveva subito fulminato dicendo: "siamo alla comica finale, noi non entreremo mai nel [[Il Popolo della Libertà|Popolo della Libertà]] e [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] non tornerà mai più a Palazzo Chigi con i voti di [[Alleanza Nazionale]]". E quando qualcuno gli aveva chiesto "Possibilità che AN rientri all'ovile?", risposta di Fini: "Noi non dobbiamo tornare all'ovile perché non siamo pecore". Poi come avete visto sono tornati all'ovile quindi ne dobbiamo concludere che sono pecore o pecoroni. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009)
*Perché in quello stesso periodo in Sicilia e in tutto il sud ovest, anche Calabria, si muovevano delle strane leghe meridionali che, in sintonia con la Lega Nord – c'era stato addirittura a Lamezia Terme con un rappresentante della Lega Nord – si proponevano di secedere, di staccare Sicilia, Calabra... infatti si chiamavano "Sicilia libera", "Calabria libera". Era tutto un fronte di leghe molto strano: invece di esserci i padani inferociti lì c'erano strani personaggi legati un po' alla mafia, un po' alla 'ndrangheta e un po' alla [[P2]] e uno di questi, il principe Orsini che aveva legami con questi personaggi, aveva legami anche con Marcello Dell'Utri. Quindi noi sappiamo che Dell'Utri – lo ha dimostrato [[Gioacchino Genchi]], ma guarda un po', andando a incrociare i telefoni e i tabulati di questi personaggi – aveva contatti diretti con questo Principe Orsini. Dell'Utri inizialmente tiene d'occhio questi ambienti, perché sono le organizzazioni mafiose, legate a personaggi della P2 e dell'eversione nera, che si stanno mettendo insieme perché sentono odore di colpo di Stato, sentono odore di nuova Repubblica e vogliono far pesare, ancora una volta, la loro ipoteca con un partito o una serie di partiti nuovi. Come Sicilia Libera, della quale si interessano direttamente boss come Tullio Cannella, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano e Giovanni Brusca. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/03/passaparola_lun_22.html#comments ''I nuovi padri della patria''], 30 marzo 2009)
*{{NDR|Riferendosi all'editoriale del 7 gennaio 1994 sul ''Messaggero''}} Sapete chi era questo signore che si stracciava le vesti contro [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ed [[Emilio Fede]]: Paolo Bonaiuti. Non è un omonimo. È proprio lo stesso che oggi fa da portavoce a Berlusconi e che voi trovate... È quel signore che compare soprattutto la domenica quando va in riposo [[Daniele Capezzone|Capezzone]], anche Capezzone chiude per riposo settimanale come le pizzerie, in quel caso subentra Bonaiuti. È quel signore che voi vedete vestito in modi variopinti, che fa sempre così con la testa, come quei cagnolini che stanno sul retro delle macchine degli agricoltori vicino al cappello di paglia. Ecco, quello è Bonaiuti. All'epoca era vicedirettore del Messaggero, era di sinistrissima naturalmente, e sparava a zero, scrivendo delle cose anche condivisibili. Nel senso che anche lui ha avuto un periodo in cui ragionava con la sua testa, poveretto. Poi ha smesso... (da [http://www.beppegrillo.it/2009/04/passaparola_lun_24.html#comments ''RAI: la voce del padrone''], 20 aprile 2009)
*Come sapete e come purtroppo non sa [[Eugenio Scalfari]], il quale ieri ha parlato di un processo che è finito in assoluzione in parte con formula piena e in parte con formula dubitativa. Non c'è nessuna assoluzione con formula piena nel processo [[Giulio Andreotti|Andreotti]], Andreotti fu assolto con la vecchia insufficienza di prove in primo grado, in appello gli fu peggiorata la sentenza di primo grado, ribaltandone la parte del periodo fino al 1980 e lì fu dichiarato colpevole, ma prescritto per il reato commesso di associazione a delinquere con la mafia fino alla primavera del 1980. Dopo il 1980 fu confermata l'assoluzione per insufficienza di prove, che era stata data in primo grado. La Cassazione confermò la sentenza d'appello, per cui so che è suggestivo dire " be', ma quelli sono dei mafiosi che hanno sciolto i bambini nell'acido": è vero, infatti è proprio per quello che sono dei testimoni privilegiati per raccontare quello che succede dentro la mafia, perché loro ne hanno fatto parte; certo, sarebbe bellissimo poter avere dei testimoni di mafia che hanno sempre fatto, nella loro vita, i frati francescani o le suore clarisse, ma purtroppo i frati francescani e le suore clarisse della mafia non sanno una mazza, perché non ne hanno mai fatto parte e conseguentemente è ovvio che, per sapere quello che succede in un'organizzazione criminale, bisogna sperare che qualcuno all'interno di quell'organizzazione criminale ce lo racconti. (da [http://www.beppegrillo.it/2009/11/passaparola_lun_45.html#comments ''La mafia non esiste, Berlusconi e Dell'Utri invece sì''], 30 novembre 2009)
*Prendiamo la politica estera: per quanto riguarda la politica estera [[Bettino Craxi|Craxi]], che viene dipinto come un fedele atlantista, uno anticomunista, uno ancorato all'occidente e quindi quello che aveva fatto la scelta giusta tra l'est e l'ovest, mentre l'Unione Sovietica voleva colpire etc., gli euromissili e tutta la retorica che si fa sugli euromissili, Craxi è quello che fa entrare nel Parlamento italiano [[Yasser Arafat]] con la pistola nel cinturone, non lo disarmano neanche, non lo perquisiscono neanche prima di farlo entrare in Parlamento e, quando qualcuno protesta, lui dice che Arafat è come [[Giuseppe Mazzini|Mazzini]] e [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]], Arafat come Mazzini e Garibaldi! Il capo di un'organizzazione che, in quel periodo, era ancora un'organizzazione terroristica, che faceva gli attentati negli aeroporti e sequestrava le navi, come poi successe qualche anno dopo con l'Achille Lauro, che non aveva ancora neanche riconosciuto il diritto all'esistenza dello Stato di [[Israele]], questo sarebbe quello che le aveva azzeccate tutte! (da [http://www.beppegrillo.it/2010/01/passaparola_lun_50.html ''Craxi al netto delle tangenti''], 18 gennaio 2010)
*Cosa successe il [[Processo 7 aprile|7 aprile]] {{NDR|1979}}? Ci fu una grande retata disposta dall'allora sostituto Procuratore di Padova [[Pietro Calogero]], magistrato, che fece arrestare i più importanti leader dell'Autonomia Operaia in tutta [[Italia]], sostenendo che avevano un progetto comune strategico con le [[Brigate Rosse]] per cercare di sollecitare un'insurrezione, una rivolta, un fenomeno eversivo nei confronti dello Stato italiano, [...] questo è il 7 aprile, Potere Operaio, Autonomia Operaia, Brigate Rosse, connivenze nelle università nei movimenti sindacali, nelle fabbriche, [[Toni Negri]] il più famoso tra gli arrestati di quell'operazione. [...] Il 7 aprile questi signori di Autonomia Operaia ho detto Toni Negri ma c'erano anche Ibesci, Scalzone, Ferrari Bravo, Piperno, le associazioni sovversive, insurrezione armata contro lo Stato, alcuni vennero accusati di avere a che fare anche con il rapimento di [[Aldo Moro|Moro]] di qualche mese prima, si parlò di teorema Calogero che naturalmente ipotizzava che l'Autonomia fosse una specie di cervello che un'organizzazione molto più ampia, Autonomia Operaia Organizzata che poi si esplicitava in varie forme, [...] Toni Negri è stato poi condannato in primo grado a 30 anni e in appello a 17<ref>In realtà la Corte d'Assise d'Appello condannò Negri a 12 anni nel 1987.</ref>, grazie a [[Marco Pannella|Pannella]] è stato eletto parlamentare così si è sottratto alla giustizia per 14 anni latitante in [[Francia]] e poi è rientrato in Italia e ha scontato un pezzettino della pena, Scalzone ha avuto una pena definitiva di 8 anni, altri hanno avuto pene minori, per alcuni le accuse sono cadute, per altri sono rimaste, come sempre nei processi, quindi non era affatto un teorema, era una cosa che poi è stata dimostrata con tanto di sentenze definitive. (da ''Minority Gasparri'', 20 dicembre 2010)
*Hanno ammazzato [[Osama bin Laden|Bin Laden]] e pace all'anima sua, un assassino in meno anche se bisognerebbe ricordare quanti lo hanno utilizzato in questi anni e soprattutto bisognerebbe ricordare che, se poi sarà tutto confermato ciò che ci hanno raccontato questa mattina, lo hanno preso in Pakistan, dove peraltro si è sempre saputo che si era rifugiato e quindi resta da domandare come mai abbiamo fatto una guerra in Iraq, una guerra in Afghanistan, adesso una guerra in Libia, prima ne avevamo fatta una in Serbia e il Pakistan, paese tradizionalmente protettore di Bin Laden, come del resto gli emirati sauditi, tradizionalmente finanziatori di Bin Laden, non siano mai stati neanche sfiorati dalla furia dell'occidente nella guerra al terrorismo, anzi siano stati sostenuti e siano considerati tutt'ora nostri ottimi alleati. (da ''[http://www.beppegrillo.it/2011/05/rassicurazioni_al_posto_della_sicurezza.html Rassicurazioni al posto della sicurezza]'', 2 maggio 2011)
==''Promemoria. La storia d'Italia ai confini della realtà da Tangentopoli a oggi''==
===Citazioni===
*Ecco: pazienza la mafia, le corruzioni, i giudici comprati, i fondi neri, le società off-shore, i falsi in bilancio, le frodi fiscali, le leggi vergogna, i condoni, i conflitti d'interessi, ma le puttane no, perdio!
*[[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] fiuta l'aria che tira e, terrorizzato di finire come i politici di cui prese il posto 18 anni fa, si arrocca come [[Hitler]] nel bunker, con le escort al posto di Eva Braun: fa chiudere i programmi giornalistici televisivi per tutta la campagna elettorale delle regionali, tenta di imbavagliare la stampa e la magistratura, escogita ogni giorno nuovi lodi impunitari per sé e i suoi, nomina ministro di Nonsisaché il fido Brancher per sottrarlo al processo (poi Brancher, come [[Claudio Scajola|Scajola]] e Cosentino, sarà costretto alle dimissioni). Ormai è un pugile suonato: se il suo avversario non avesse abbandonato il ring potrebbe persino perdere la partita. Fa quasi tenerezza mentre ripete il suo mantra quotidiano: "Non è la nuova Tangentopoli... non è la nuova Tangentopoli... ghe pensi mi..." Intanto la sua coalizione si sfalda, [[Gianfranco Fini|Fini]] si smarca, [[Umberto Bossi|Bossi]] drizza le antenne, ogni tanto sembra svegliarsi persino [[Giorgio Napolitano|Napolitano]]. Forse è il momento di aggiornare il vecchio slogan degli anni '70, "Una risata li seppellirà", con il più attuale "Una retata li seppellirà".
==''La scomparsa dei fatti''==
===[[Incipit]]===
Il sistema più semplice per cancellare i fatti è — molto banalmente — quello di non parlarne. Ignorarli. E sostituirli con altri della stessa specie e della stessa importanza, usati come diversivi, come coprenti. Non sempre, però, i fatti sostitutivi sono disponibili quando occorrono: in questo caso, non resta che inventarne qualcuno di sana pianta, oppure gonfiarne uno già esistente, ma di poco conto.<br>
Il maestro ineguagliato nell'arte del parlar d'altro è [[Bruno Vespa]] col suo teatrino quasi quotidiano di Porta a Porta su Rai1, la rete ammiraglia del cosiddetto servizio pubblico. Dopo la condanna in primo grado di [[Cesare Previti]] al processo Sme per corruzione del giudice Renato Squillante, Vespa si occupa del Viagra. Quando il tribunale di Milano condanna [[Marcello Dell'Utri]] per estorsione insieme a un boss mafioso, a Porta a Porta si parla di calcioscommesse con [[Aldo Biscardi]] e [[Maurizio Mosca]]. Quando il Parlamento europeo boccia [[Rocco Buttiglione]], aspirante commissario Ue, per le sue tirate contro le donne e i gay, Vespa convoca [[Alba Parietti]] e alcuni malati in stato comatoso per raccontare il loro improbabile risveglio dal coma. Quando il centrosinistra vince in sette collegi su sette le elezioni suppletive del 2004, a Porta a Porta si discute dell'isola dei famosi, con [[Simona Ventura]] & Co.
===Citazioni===
*C'è chi nasconde i fatti perché è nato [[servitù|servo]] e, come diceva [[Victor Hugo]], "c'è gente che pagherebbe per vendersi".
*C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso perché ha paura di dover [[cambio di opinione|cambiare opinione]].
*Se in [[America]] il giornalismo è il cane da guardia del potere, in Italia è il cane da compagnia. O da riporto.
*{{NDR|In riferimento alla missione americana in Iraq}} In principio erano le armi di distruzione di massa. Per prevenire il terribile attacco di Saddam al resto del mondo, partì la guerra in Iraq. Poi si scoprì che le armi non c'erano, nulla non c'era nulla da prevenire. Allora si disse che bisognava colpire, a Baghdad, il più terribile alleato e foraggiatore e protettore di Al Quaeda. Poi si scoprì che i due nemmeno si conoscevano, anzi si odiavano. Poi si disse che eravamo lì per liberare gli Iracheni da Saddam [...] Allora si disse che dovevamo restare lì perché gli Iracheni lo volevano, infatti ci accoglievano come liberatori. Poi si scoprì che ci sparavano addosso. Allora si disse che eravamo lì per esportare la democrazia. Poi si scoprì che, già che c'eravamo, esportavamo anche la tortura (per esempio nel carcere di Abu Ghraib), dalla quale peraltro l'Iraq era da tempo un discreto produttore. Allora [[Giuliano Ferrara]], che è molto intelligente, disse che c'è una bella differenza fra la tortura di Saddam e la nostra: lui i torturati mica li fotografa, noi sì perché siamo democratici. Clic. Volete mettere la differenza? Allora si disse che bisognava restare per riportare la Pace in Iraq, contro una guerra che prima non c'era e che avevamo scatenato noi. Poi si scoprì che la pace faceva più morti della guerra. Allora si disse che bisognava restare per combattere il terrorismo. Poi si scoprì che di terroristi in Iraq, non ce n'erano, almeno prima dello sbarco delle truppe occidentali: ne arrivarono a migliaia da tutto il mondo arabo e ne sorsero molti in loco, dopo il nostro arrivo; insomma, il [[terrorismo]], da quando lo combattiamo, aumenta. Allora si disse che bisognava restare perché altrimenti sarebbe scoppiata la guerra civile fra sciiti e sunniti. Poi, consultando i libri di storia, si scoprì che quella irachena non conosce guerre civili, ma grazie alla nostra presenza sul posto ottenemmo anche questo risultato: scatenare la prima guerra civile della storia dell'Iraq.
*{{NDR|In riferimento all'inchiesta "Mani Pulite" del pool di magistrati di Milano}} Gli Italiani, quando scoprirono di essere stati derubati e grassati per anni dai loro sedicenti rappresentanti, s'incazzarono. Finché durò il fruscio delle mazzette negli orecchi degli Italiani, fu facile per loro comprendere chi fossero le vittime della Grande Ruberia: erano loro. I partiti, per mantenere i loro apparati elefantiaci ed il tenore di vita principesco di molti loro boss, imponevano il pizzo su ogni loro appalto; gli imprenditori gonfiavano i prezzi dei lavori con continue varianti in corso d'opera, lo Stato si svenava con una spesa pubblica sempre più fuori controllo, ed ogni anno veniva da noi a bussare a quattrini con leggi finanziarie sempre più giugulatorie. Nel 1993 eravamo sull'orlo della bancarotta. Lo Stato italiano non aveva letteralmente più un soldo in cassa: mancava persino di che pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici. Una situazione pre-Argentina, che costrinse il governo Amato a varare la più spaventosa legge finanziaria della storia d'Europa. Era, quello, lo scontrino fiscale di Tangentopoli. E toccò ai cittadini pagare il conto. Che dovevano fare i derubati? Metter mano ai portafogli e ringraziare chi li aveva ridotti così? Il minimo che si dovesse fare era quel che fecero decine di veneziani, inseguendo De Michelis per le calli della Laguna al grido di «ladròn, ladròn». E quel che fecero migliaia di romani di destra e di sinistra, lanciando banconote false contro Craxi che usciva dalla sua suite all'Hotel Raphael, cantando beffardamente sull'aria Guantanamera: «Vuoi pure queste? Bettino, vuoi pure queste?». Fu una reazione normale, e non c'è proprio nulla di cui vergognarsi. Anche perché il Craxi in questione era stato appena salvato dalla Camera dei deputati, che aveva respinto gran parte delle richieste di autorizzazione a procedere nei suoi confronti per gravi episodi di corruzione, e tutte le richieste di arresto e perquisizione avanzate dal pool di Milano. Lo stesso Craxi, pochi mesi prima, si era presentato alla Camera con l'aria dell'accusatore per tenere un discorso ricattatorio puntando il dito sui colleghi e chiamandoli a correo dei propri reati.
*Il lancio delle banconote fu uno dei momenti più alti della nostra democrazia. I cittadini, correttamente e compiutamente informati come mai era accaduto in passato sul tradimento degli eletti ai danni degli elettori, reagivano con l'unica arma democratica a loro disposizione: l'indignazione e la protesta di piazza, per chiedere una politica più trasparente e più onesta e una legge finalmente uguale per tutti. Il discorso di Craxi alla Camera, il 3 luglio 1992, fu invece uno dei momenti più bassi della storia repubblicana: un ex presidente del Consiglio che aveva governato l'Italia personalmente per quattro anni e – in coalizione con i partiti alleati – per quindici, violando sottobanco le leggi che lui stesso, il suo partito ed i suoi alleati pretendevano di imporre agli altri, ma dal rispetto delle quali si sentiva – chissà perché – esentato, pretendeva di farla franca intonando il «così fan tutti», trafficando con dossier fasulli e «poker d'assi» pieni di due di picche per screditare i magistrati che l'avevano preso con le mani nel sacco. E presto sarebbe fuggito all'estero, latitante travestito da esule, per sottrarsi alla giustizia e alle leggi del suo Paese. Che dovevano fare gli italiani? Battergli le mani? Stendergli il tappeto rosso sotto i piedi? Ringraziarlo del gentile pensiero?
*Se le [[notizia|notizie]] fanno paura, le parole che le raccontano ne fanno ancor di più. In fondo è la parola che si conficca nella memoria e aiuta a ricordare questo o quel fatto, richiamandolo come il sibilo agli ultrasuoni che fa scattare il cane. Così – l'abbiamo visto per la guerra e per la pace – le parole diventano più importanti dei fatti. Perché, giocando con le parole, si possono manipolare i fatti, e, alla fine della catena, tutta la memoria collettiva.
*[[Giuliano Ferrara]], oltre a lavorare per la CIA, è stato ministro e portavoce del primo [[governo]] [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], nonché direttore di due giornali della famiglia Berlusconi, ''Il Foglio'' e ''Panorama'': con quale credibilità può commentare o intervistare [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e i suoi avversari?
*L'[[arbitro]] neutrale non fischia mai per non scontentare nessuno, cioè è un pessimo arbitro. L'arbitro ''[[cerchiobottismo|cerchiobottista]]'' cerca di fischiare una volta da una parte e una volta dall'altra e anche lui è un pessimo arbitro. L'arbitro imparziale fischia ogni volta che gli pare giusto farlo, alla luce di regolamenti, della sua coscienza, dei pesi e delle misure che è abituato ad applicare in ogni partita, su tutti i campi, nei confronti di chiunque gli capiti a tiro. A parità di comportamenti pari sanzioni. Ecco questo e solo questo è un buon arbitro. (2010, [https://books.google.it/books?id=SV2Jdz30ymEC&pg=PA23 p. 23])
==[[Incipit]] di alcune opere==
===''Ad personam''===
Ho deciso di scrivere questo libro quando ho letto sui giornali che il «processo breve» e il «legittimo impedimento» sarebbero, nell'ordine, la diciannovesima e la ventesima legge ''ad personam'' della Seconda Repubblica, intendendo come ''personam'' Silvio Berlusconi. Scorrendo gli elenchi degli ultimi mesi, ho subito scoperto che non era mai citata la prima: il decreto Biondi del 1994. Vuoi vedere — mi son detto — che ne dimenticano qualcuna?<ref>Prima dell'inizio vero e proprio del libro vi sono tre "pretesti". Qui il primo:
{|
| '''PRETESTO 1'''
|
| "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."<br>''Art. 3 della Costituzione italiana.''
|}
"Silvio Berlusconi e tutti i suoi parenti e discendenti fino al quarto grado sono esentati dal rispetto delle leggi dello Stato che si intendono vigenti soltanto per tutti gli altri cittadini."<br>''Da aggiungere in coda alla Costituzione come nuova norma transitoria.''</ref>
===''Bananas''===
Il cosiddetto ministro della Giustizia Roberto Castelli, tutto giulivo per la sua trovata sulla sinistra che fomenta i «moti di piazza» e la rivolta nelle carceri, insiste: «Sono cosciente – dice in tournée a Copenhagen – della gravità delle mie affermazioni. Ma la sinistra dimostri che quanto ho detto non è vero». Già è sorprendente scoprire che Castelli è cosciente di qualcosa. E fa tenerezza sentir parlare nel 2002 di «moti di piazza», espressione che non si ascoltava dai tempi di Bava-Beccaris. Ora manca soltanto la «radunata sediziosa».
===''Berluscomiche''===
Il presidente del consiglio ha preso la pastiglia e ora sta un po' meglio. Le terapie funzionano, il decorso post-esternatorio è stabile. Negli ultimi due giorni non ha più detto «kapò» agli infermieri, ha chiesto soltanto trentacinque volte della Boccassini e, nel sonno, ha ripetuto il nome di Previti per sole tre ore. Poi basta. L'unico accenno di ricaduta si è avuto quando l'ha chiamato George W. Bush per parlare del processo di pace in Medio Oriente. Alla parola «processo», Berlusconi si è sentito male, ma poi si è riavuto subito.
===''L'odore dei soldi''===
Quando sia arrivato nella villa di Arcore, nessuno esattamente lo sa. Chi dice nel 1974, chi nel 1975. E anche la data e le modalità del suo allontanamento restano un mistero. Ma una cosa è certa: per alcuni anni un boss di prima grandezza della mafia siciliana, Vittorio Mangano, ha soggiornato nella villa di Silvio Berlusconi, con moglie e due figlioletti, ufficialmente per svolgervi le mansioni di «fattore» o di «stalliere». Grazie alla raccomandazione di un conterraneo e amico di vecchia data: [[Marcello Dell'Utri]].
==Citazioni su Marco Travaglio==
*C'è una banda in Italia oggi di giornalisti, di cui Travaglio fa sicuramente parte, che ha scoperto una cosa per loro molto interessante: se parli male dei politici fai i soldi, diventi ricco. [...] E quindi bisogna parlar male dei politici a prescindere. Per esempio il mio caso è paradossale: Travaglio su ''l'Unità'' e anche su un suo libro scrive che io sono stato condannato. Dov'è il paradosso? Che il condannato Travaglio, perché Travaglio è stato condannato in passato, quindi possiamo definirlo tecnicamente un pregiudicato, scrive di un uomo politico, Castelli, che è stato condannato quando io non sono mai stato condannato. È questo il paradosso. Castelli cosa deve fare a questo punto? O Travaglio mi chiede scusa dicendo che s'è sbagliato e si dimette da giornalista visto che lui vuole che i politici si dimettano, giustamente, da politici se sbagliano oppure sono costretto mio malgrado ad andare a intasare un'altra volta la giustizia e fare l'ennesima causa. Io credo che non ce ne sia bisogno di questo fatto, però c'è questo malcostume di questi giornalisti. [...] Ma dov'è il gioco sottile che fanno lui, Stella e quant'altro? Per esempio se io dico che Travaglio è amico dei mafiosi lui mi può querelare e probabilmente vince la causa, ma se io adotto una tecnica più raffinata, che è esattamente quella che adotta lui nei suoi libri, e dico "c'è scritto su Repubblica che Travaglio si fa pagare le vacanze da un mafioso" a quel punto io dico la verità e quindi di fatto però diffamo comunque Travaglio ma sono al riparo da ogni accusa. Ecco io credo che bisognerebbe uscire da questo malcostume, bisognerebbe criticare i politici ferocemente quando se lo meritano ma quantomeno quando si sbaglia o quando si diffama una persona che cerca di essere onesta qual son io magari si riconosca anche l'errore. Invece no, si fa un altro libro perché tanto gli introiti del libro son talmente alti che possono consentire poi di pagare il povero disgraziato che è stato diffamato. ([[Roberto Castelli]])
*Certo, per un direttore di giornale, avere sottomano un Travaglio, che su qualsiasi protagonista, comprimario e figurante della vita politica italiana è pronto a fornirti su due piedi una istruttoria rifinita nel minimo dettaglio è un bel conforto. Ma anche una bella inquietudine. Il giorno in cui gli chiesi se in quel suo archivio, in cui non consente a nessuno di ficcare il naso, ci fosse anche un fascicolo intitolato al mio nome, Marco cambiò discorso. ([[Indro Montanelli]])
*Dispiace che giornalisti come Travaglio, che stimavamo perché estremo baluardo di una informazione libera e quanto più possibile veritiera, si siano messi l'elmetto dell'esercito israeliano. ([[Vittorio Arrigoni]])
*È un mascalzone tremendo però la sua capacità di documentazione è eccezionale. Per il 90 per cento del materiale sul quale lavoro debbo ringraziare lui. Dico ai giovani giornalisti: imparate a documentarvi come si documenta questo ragazzino. Io ne sono ammirato. Se Travaglio dovesse smettere io sarei nei guai. Purtroppo si concentra su Mani pulite. Avrei bisogno che si dedicasse di più alla Sicilia, mi farebbe più comodo. ([[Lino Jannuzzi]])
*I danni che ha fatto Marco Travaglio alla prosa degli elzeviristi italiani, non c'è risarcimento che basti, ci vorrebbe una ''class action''. ([[Guia Soncini]])
*Il nostro amico {{NDR|Marco Travaglio}} sceglie un comodo, stortissimo espediente. Si disinteressa del "vero" e del "falso". Afferra un "fatto" controverso (ne è consapevole, perché non è fesso) e lo getta in faccia agli spettatori lasciandosi dietro una secrezione velenosa che lascia credere. […] Il "metodo Travaglio" e delle "agenzie del risentimento" è una pratica giornalistica che, con "fatti" ambigui e dubbi, manipola cinicamente il lettore/spettatore. Ne alimenta la collera. Ne distorce la giustificatissima rabbia per la malapolitica. È un paradigma professionale che, sulla spinta di motivazioni esclusivamente commerciali (non civiche, non professionali, non politiche), può distruggere chiunque abbia la sventura di essere scelto come target (gli obiettivi vengono scelti con cura tra i più esposti, a destra come a sinistra). ([[Giuseppe D'Avanzo]])
*Io non credo che Travaglio sia in malafede [...] Penso che sia ciuccio. Non sa quasi niente di diritto e così scrive sciocchezze. Specie se parla di Berlusconi. ([[Piero Sansonetti]])
*Io sono un grande ammiratore di Marco Travaglio. Lui di me ha una pessima idea. E io non so perché. Ma è uno dei migliori giornalisti italiani. Dice cose che spesso non condivido. Ma ci mette la faccia. Non è ipocrita. ([[Salvatore Cuffaro]])
*L'ex dipendente del Gruppo editoriale ''l'Espresso'', Marco Travaglio, ora direttore del ''Fatto Quotidiano'', coltiva un'ossessione per Repubblica che non conosce requie. E a cui dedica fiumi di inchiostro. Ancora ieri. E questa volta per il lavoro di questo giornale sulla tempesta di tweet che, nella notte tra il 27 e il 28 maggio, investì il Capo dello Stato minacciato di impeachment dai 5 Stelle di Luigi Di Maio. Un ennesimo grammelot fascistoide di quelli con cui normalmente gratifica i reprobi di turno scelti per la bastonatura. Ora con la storpiatura del cognome, ora con un profluvio di locuzioni mascella in fuori ("mecojoni"). Ragione per cui si potrebbe continuare ad ignorarlo, abbandonandolo al solitario e narcisistico esercizio proprio di chi si nutre ormai di soli ritagli di giornale, sapientemente manipolati a sostegno di una tesi. ([[Carlo Bonini]])
*L'Italia è quella cosa che perde tempo con Marco Travaglio. ([[Maurizio Crosetti]])
*Marco Travaglio! Fighetto! ([[Natalino Balasso]])
*No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un'arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente: l'archivio. ([[Indro Montanelli]])
*Non nominatemelo. Perché a sentire il suo nome mi viene l'orticaria. ([[Fausto Bertinotti]])
*Quand'è che Marco Travaglio è diventato un tronista di ''Uomini e donne'', di quelli che litigano con la corteggiatrice, sclerano, se ne vanno dallo studio, e alla De Filippi tocca attendere pazientemente seduta sui gradini che una redattrice li convinca a rientrare? ([[Guia Soncini]])
*Ritengo Travaglio una delle poche voci libere nel mondo dell'informazione, un serio professionista che svolge pienamente il ruolo di cane da guardia della democrazia. Le osservazioni e critiche di Marco, delle quali io stesso sono stato spesso oggetto, dovrebbero servire da monito per i politici. ([[Antonio Di Pietro]])
*Se [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] dovesse morire, Travaglio resterebbe disoccupato. ([[Pier Ferdinando Casini]])
*Siamo un grande paese con un pezzo di merda come te, questo siamo. Siamo un grande Paese! Siamo un grande paese con un diffamatore abituale. ([[Vittorio Sgarbi]])
*Su Marco Travaglio si sono dette e si dicono tante cose, ma penso sia una persona che si deve ascoltare. ([[Valentina Lodovini]])
*Travaglio è cattivo, è un genio del male, ma è in assoluto il giornalista più intelligente che abbia mai calcato la scena del giornalismo italiano. ([[Silvio Berlusconi]])
*Travaglio è cattivo, falsario, ma intelligente. ([[Renato Farina]])
*Travaglio è il capolavoro di Santoro, televisivamente inventato da lui come Sgarbi fu inventato da Maurizio Costanzo, come Lorella Cuccarini da Pippo Baudo. E ha funzionato benissimo finché Santoro lo ha diretto nel ruolo di attor giovane, gli ha permesso di leggere la sua pungente letterina senza contraddittorio, senza esporlo mai, senza risposte da dare e senza domande da fare, e infatti non ne fece neppure a Berlusconi quando finalmente se lo trovò davanti. Chiuso e dunque protetto nel recinto del monologo sprezzante, Travaglio era il momento militare, l'esibizione per sadici in panciolle del campione di batteria, un grande spettacolo di ferocia "il cui core business", gli disse Berlusconi, "sono io", non corrida ma rodeo, il combattimento del Selvaggio West ma sotto il tendone da circo. Ogni tanto il padre padrone Santoro gli muoveva qualche dolce rimprovero paterno, "buono, stai buono", che era anche il segnale del viatico dal padrino al figlioccio, dal professore all'allievo, dal vecchio al giovane, dall'uomo al cucciolo. ([[Francesco Merlo]])
*Travaglio è un monumento vivente alla libertà d'informazione. ([[Michele Santoro]])
*Travaglio è uno sporco fascista di destra. ([[Francesco Cossiga]])
*Travaglio mi fa ridere. Non per ciò che dice: per lo sguardo, per i silenzi. È il [[Massimo Troisi|Troisi]] del nord. ([[Gigi D'Alessio]])
*Travaglio non ha un cuore, ha uno schedario giudiziario. ([[Filippo Facci]])
*Travaglio se la prende coi giornalisti diffamatori, ma è un diffamatore anche lui. Travaglio dice che una prescrizione non equivale a un'assoluzione bensì a una condanna: quindi lui è stato condannato. Travaglio dice che un innocente che si reputasse tale dovrebbe rinunciare alla prescrizione: ma lui alla prescrizione non rinuncia. Travaglio è favorevole all'abolizione dell'Appello: ma poi ricorre in Appello. Travaglio ha scritto che le corti d'Appello sono solo degli «scontifici» che mantengono inalterato l'impianto accusatorio e che limano soltanto la pena: è proprio quello che è successo a lui. Un italiano vero. ([[Filippo Facci]])
*Travaglio si ciba della decadenza dell'Italia come un bambino del latte, e ce lo ricorda ogni giorno. ([[Umberto Contarello]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Marco Travaglio, ''Ad personam'', Chiarelettere, 2010. ISBN 9788861901049
*Marco Travaglio, ''Bananas. Un anno di cronache tragicomiche dallo stato semilibero di Berlusconia'', Garzanti, 2003. ISBN 8811600278
*Marco Travaglio, ''Berluscomiche. Bananas 2 la vendetta: le nuove avventure del Cavalier Bellachioma dal kapò al kappaò'', Garzanti, 2005. ISBN 881159765X
*Marco Travaglio, ''La scomparsa dei fatti'', il Saggiatore, Milano 2006. ISBN 8842813958
*Elio Veltri, Marco Travaglio, ''L'odore dei soldi'', Editori Riuniti, 2001. ISBN 883595007-4
==Voci correlate==
*''[[Servizio pubblico (programma televisivo)|Servizio pubblico]]''
==Altri progetti==
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{{Crediti|http://www.sabellifioretti.com|Sabellifioretti}}
{{DEFAULTSORT:Travaglio, Marco}}
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Henry Hathaway
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[[File:Henry Hathaway 1944 press photo (cropped).jpg|miniatura|Henry Hathaway nel 1944]]
'''Henry Hathaway''', pseudonimo di '''Henri Leonard de Fiennes''' (1898 – 1985), regista e produttore cinematografico statunitense.
==Citazioni di Henry Hathaway==
*{{NDR|Su [[Marilyn Monroe]]}} L'ho trovata splendida per lavorarci assieme, e terribilmente desiderosa di far meglio. E sveglia. Può darsi che non abbia avuto un'istruzione, ma era proprio sveglia di suo.<ref>Citato in Evans, p. 149.</ref>
*{{NDR|Su Marilyn Monroe}} Ogni sua mossa, ogni suo gesto può essere irresistibilmente allusivo.<ref>Citato in Evans, p. 151.</ref>
*{{NDR|Sulla direzione degli [[attore|attori]]}} Rispetto il loro talento e assisto un capace interprete in un ruolo difficile, ma ho poca pazienza con l'incompetenza e il lavoro superficiale.
:''I respect their talent and nurse an able performer through a difficult role, but I have little patience with incompetence and careless work.''<ref>{{en}} Citato in Albin Krebs, ''[https://www.nytimes.com/1985/02/13/arts/henry-hathaway-dies-at-86-directed-more-than-60-films.html Henry Hathaway dies at 86; directed more than 60 films]'', ''nytimes.com'', 13 febbraio 1985.</ref>
==Citazioni su Henry Hathaway==
*Ero solo una comparsa {{NDR|nel film ''[[Il comandante Johnny]]''}}. Ma il regista, Henry Hathaway, mi prese in simpatia e mi chiese di venire a Hollywood. Mi trovò un agente ma non mi ingaggiò perché ero una comparsa. Quindi Hathaway mi diede dei dialoghi e mi rese un attore. Hathaway mi trovò in quel film, trovò [[Charles Bronson]] e trovò [[Jack Warden]]. Quindi, forse aveva occhio. ([[Lee Marvin]])
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Mike Evans, ''Marilyn'' (''Marilyn Handbook'', 2004), traduzione di Michele Lauro, Giunti Editore, 2006. ISBN 880904634X
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Sogno di prigioniero]]'' (1935)
*''[[Il grande tormento]]'' (1941)
*''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]'' (1947)
*''[[Chiamate Nord 777]]'' (1948)
*''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]'' (1952)
*''[[Il prigioniero della miniera]]'' (1954)
*''[[Ossessione di donna]]'' (1959)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[I 4 figli di Katie Elder]]'' (1965)
*''[[Nevada Smith]]'' (1966)
*''[[Il Grinta]]'' (1969)
*''[[Il solitario di Rio Grande]]'' (1971)
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==Altri progetti==
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[[Categoria:Registi statunitensi]]
[[Categoria:Produttori cinematografici statunitensi]]
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Israele
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[[Immagine:Flag of Israel.svg|right|thumb|Bandiera israeliana]]
Citazioni su '''Israele''' e gli '''israeliani'''.
==Citazioni su Israele==
*Chi ritiene di boicottare Israele non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro. ([[Matteo Renzi]])
*Come ha affermato l'Imam {{NDR|[[Ruhollah Khomeyni]]}}, Israele deve essere cancellato. Il regime sionista rappresenta una minaccia incontrastata per il mondo islamico. Germania e Austria fatevi avanti e concedete due vostre province o quelle che volete al regime sionista in modo che possano creare uno stato sostenuto dall'intera Europa e il problema sarà risolto alla radice. È una minaccia per il mondo islamico. È un albero marcio, rinsecchito che sarà annientato da un'unica tempesta. ([[Mahmud Ahmadinejad]])
*Da molti anni Israele ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'[[Italia]] avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? Israele, pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. ([[Marco Travaglio]])
*Gli israeliani sono gli unici che nel Medio Oriente pratichino la democrazia e rispettino in condizioni di normalità le libertà civili. ([[Marco Pannella]])
*Il primo effetto della colonizzazione ebraica fu quello d'ingentilire il panorama. I primi villaggi sionisti non erano mai ricchi, ma avevano un loro fascino rustico, e creavano un'atmosfera di stabilità e tranquillità. I sionisti di tutto il mondo cominciarono ad avere l'ossessione degli alberi, che venivano prenotati, acquistati e infine piantati in tale profusione che negli anni Trenta il confine tra una zona araba e una ebraica si poteva distinguere dal colore: era semplicemente una linea che divideva il verde dal giallo. ([[Abba Eban]])
*Il governo di Israele si macchia di sangue innocente e determina l'insopportabilità della permanenza dell'azione di occupazione militare di Gaza, della negazione al popolo palestinese della propria terra e del proprio destino. È giunto il momento di costruire una mobilitazione internazionale che rappresenti, a fronte delle mille codardie e delle ipocrisie diplomatiche della comunità degli Stati, la leva per produrre cambiamento laddove imperversa invece la logica del muro, la provocazione delle colonie e la violenza di un vero e proprio apartheid etnico. ([[Nichi Vendola]])
*In Israele vige questa strana situazione in cui gli extracomunitari legiferano e fanno leggi razziali contro la popolazione autoctona che adesso è rappresentata dal 20% degli arabi. ([[Vittorio Arrigoni]])
*Io sono convinto che Israele va difeso, credo nella dolorosa necessità di un esercito efficiente. Ma sono convinto che anche al governo israeliano faccia bene confrontarsi con un nostro appoggio sempre condizionato. ([[Primo Levi]])
*Israele è un Paese che nasce dai sogni e dalla speranza. ([[Amos Oz]])
*Israele è uno degli importanti avamposti della democrazia nel mondo, è un meraviglioso esempio di come una terra arida può essere trasformata in un'oasi di fratellanza e di democrazia. Pace per Israele significa sicurezza, e la sicurezza deve essere reale. ''(erroneamente attribuita a [[Martin Luther King]])''
*Israele non è uno Stato di tutti i suoi cittadini. [...] Israele è lo Stato-Nazione del popolo ebraico, e di nessun altro. ([[Benjamin Netanyahu]])
*Israele non ha una costituzione, non ha mai dichiarato i propri confini e non cerca la pace. ([[Moni Ovadia]])
*L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]])
*La realtà è che la società israeliana sta cambiando: [[Benjamin Netanyahu|Netanyahu]], Smotrich e Ben Gvir stanno portando avanti il loro golpe giudiziario sotto la coperta di Gaza. Comunque vada a finire questa guerra, questa nazione sarà sempre più religiosa e estremista. ([[Omer Bartov]])
*L'Europa oggi è una tana enorme di [[Antisemitismo|antisemiti]] che s'ignorano e si mascherano. Quando si trattasse di accogliere i nostri fratelli israeliani profughi le porte spontaneamente aperte sarebbero poche; le molte cristiane e atee chiuse farebbero il ripugnante gesto della quenelle di Dieudonné. I preti si affannano per accogliere islamici da tutta l’Africa, ma non so quanti parroci e vescovi per il controesodo degli Ebrei che scegliessero la via della nuova Golah si muoverebbero. Nello stesso tempo non ci sarebbe nessun ritorno a una [[Stato di Palestina|Palestina]] indipendente come predicano i nostri intellettuali: non ci sarebbe che un immenso vuoto. Israele di cento anni dopo insediato dalla fine del secolo XIX e l’entità Palestina sono due siamesi: se li separi li uccidi: Intendersi o morire. Gaza di Hamas esulterebbe, forse, Teheran avrebbe raggiunto il fine insensato di [[Khomeini]], ma Gerusalemme non pullulerebbe che di focolari spenti, di fornelli con ragnatele. ([[Guido Ceronetti]])
*La decisione della Nazioni Unite, che riconosceva il diritto di Israele di esistere come stato, era d'importanza storica. L'approvazione della risoluzione costituiva un successo politico di enorme risonanza, e il merito principale ne spettava a Ben-Guiron. Ma, sottesa alla nostra gioia, era un'emozione ben più profonda, che avvertivo in quanto ebreo, e che mi faceva sentire più che mai tale. Esultavo, con ogni fibra del mio corpo, per la vittoria del giudaismo che durante i duemila anni d'esilio dalla Terra di Israele aveva resistito alle persecuzioni, all'Inquisizione spagnola, a pogrom, a legislazioni antiebraiche, a restrizioni d'ogni sorta e, per quanto riguardava la nostra generazione, al genocidio perpetrato dai nazisti, e che aveva conosciuto la realizzazione delle sue secolari aspirazioni, il ritorno a una Sion libera e indipendente. ([[Moshe Dayan]])
*La nazione israeliana nasce con lo Stato di Israele, e preceduta da una grande operazione culturale che fu il sionismo, e ha come condizione preliminare l'olocausto. ([[Eugenio Scalfari]])
*La peggior minaccia per Israele non proviene dagli arabi, ma dai dissidi interni fra gli ebrei stessi... ([[Sebastian Faulks]])
*La solidarietà che si manifesta in tutto il mondo verso il popolo [[Stato di Palestina|palestinese]] e la condanna dello stato di Israele, anche da parte di migliaia di ebrei, non ha nulla a che vedere con l'"[[antisemitismo]]". ([[Dīmītrios Koutsoumpas]])
*Lo Stato d'Israele sarà aperto per l'immigrazione ebraica e per la riunione degli esuli, incrementerà lo sviluppo del paese per il bene di tutti i suoi abitanti, sarà fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla pace come predetto dai profeti d'Israele, assicurerà completa uguaglianza di diritti sociali e politici a tutti i suoi abitanti senza distinzione di religione, razza o sesso, garantirà libertà di religione, di coscienza, di lingua, di istruzione e di cultura, preserverà i luoghi santi di tutte le religioni e sarà fedele ai principi della Carta delle Nazioni Unite. Lo Stato d'Israele sarà pronto a collaborare con le agenzie e le rappresentanze delle Nazioni Unite per l'applicazione della risoluzione dell'Assemblea Generale del 29 novembre 1947 e compirà passi per realizzare l'unità economica di tutte le parti di Eretz Israel. (''[http://digilander.libero.it/thatsthequestion/indipendenza.htm Dichiarazione della Fondazione dello Stato d'Israele]'')
*Ma proprio, direi, guardi, che è il momento di fare le Brigate Internazionali come in [[Spagna]], eh! E certo, perché lì c'è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero. In Spagna non era niente in confronto a questo: questo è un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista, e qui ci vuole una resistenza [...]. Contro gli Israeliani, che bombardano ospedali, cliniche private, bambini eccetera eccetera sparerei, certo; purtroppo non sono capace, ché non ho fatto il servizio militare, essendo figlio unico di madre vedova, però imparerei volentieri [...]. Vado lì e combatto contro questi bastardi di Israeliani sionisti, che non hanno niente a che fare con gli Ebrei [...]. Io sono a favore della libertà dei [[Stato di Palestina|Palestinesi]], che sono stati cacciati dalla loro terra e vengono distrutti, distrutti, genocizzati da questi qui con la scusa dell'[[Olocausto]] [...]. Stanno facendo l'Olocausto al rovescio e stanno sterminando i Palestinesi, in tutti i modi [...]. {{NDR|Israele}} È uno stato razzista dove c'è una minoranza perseguitata, maltrattata, tenuta senz'acqua, espropriata, murata via via, altro che democrazia, belli miei! ([[Gianni Vattimo]])
*Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con ... [Israele]. Mai. Mai ([[Anwar al-Sadat]])
*Orbene, appare evidente che solo all'epoca di Davide e Salomone Israele era una «grande nazione», né prima né dopo, e ciò chiaramente nel senso politico dell'espressione, anche se, nuovamente, nulla esclude una rilettura posteriore di questi concetti in chiave per es. escatologico-messianica, quando il popolo viveva della speranza che il regno davidico sarebbe stato ristabilito se non come grandezza terrena, almeno come regno celeste, escatologico. ([[Alberto Soggin]])
*Per noi Israele non ha diritto di esistere, il diritto è dei proprietari della terra palestinesi. Quindi, invece di parlare di una soluzione per i palestinesi, noi chiediamo una soluzione per gli ebrei. Domandate perché non riconosciamo Israele, noi ci chiediamo come mai Israele e l'Occidente non riconoscano i diritti degli arabi. ([[Naim Qassem]])
*Per quanto riguarda la situazione palestinese, la soluzione dei due Stati è impossibile, non è pratica. Attualmente, questi due Stati si sovrappongono completamente. La partizione è destinata al fallimento. Questi due Stati non sono vicini, sono co-esistenti, sia in termini di popolazione che di geografia. Una zona di protezione non può essere creata tra i due Stati, perché ci sono mezzo milione di coloni israeliani in Cisgiordania e un milione di arabi palestinesi nel territorio conosciuto come Israele. La soluzione è quindi uno Stato democratico senza fanatismo religioso o etnico. La generazione di Sharon e Arafat è finita. Abbiamo bisogno di una nuova generazione, in cui tutti possano vivere in pace. Guardate i giovani palestinesi e israeliani, entrambi vogliono la pace e la democrazia, e vogliono vivere sotto un unico Stato. Questo conflitto avvelena il mondo. ([[Mu'ammar Gheddafi]])
*Se gli israeliani vogliono la pace, gli arabi sono pronti a farla, a riconoscere l'esistenza di Israele e delle sue frontiere stabilite dall'ONU. Questo da ad Israele il cinquantaquattro percento del territorio della Palestina, che era sotto mandato britannico. ([[Habib Bourghiba]])
*Se gli israeliani vogliono rimanere colonialisti e annessionisti, allora ci sarà la guerra. ([[Habib Bourghiba]])
*Te l'immagini avere Israele al posto della [[Svizzera]]? ([[Marcello Marchesi]])
*Un'ingiustizia storica è stata fatta al popolo [[Stato di Palestina|palestinese]], e finché non finirà l'occupazione illegale e brutale di Israele, non ci sarà pace per nessuno, compresi gli israeliani. ([[John Pilger]])
*Un sistema di apartheid con due popoli sulla stessa terra ma completamente separati uno dall'altro, con gli israeliani completamente dominanti che reprimono la violenza privando i palestinesi dei loro elementari diritti umani. Questa è la politica perseguita attualmente. ([[Jimmy Carter]])
*Voglio che sia chiaro che sono fiero di far parte di uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. ([[Ehud Olmert]])
*Voglio chiarire che non sono certo antisemita: uno scienziato non può credere alle razze. Però altra cosa è l'antisionismo, come dice [[Noam Chomsky]], il mio maestro. Il progetto dello Stato ebraico si basa sul principio che la Palestina sia stata destinata da Dio a Israele.<br />{{NDR|L'intervistatore: «[[Theodor Herzl]], il fondatore del sionismo era un laico»}} Non importa, il risultato è che oggi Israele è uno Stato fascista. ([[Piergiorgio Odifreddi]])
*Se Israele accogliesse tre o quattromila palestinesi, [[Gerusalemme]], il supremo esito del 1967, sarebbe subito, com’è già in parte, casa loro. (Guido Ceronetti)
*Un aforisma ebraico paragona Israele «alle stelle del cielo e alla polvere della terra». È una nazione di netti contrasti, di volta in volta innalzata e abbassata dagli elementi della sua propria natura. Il passaggio degli uomini da una nobile elevatezza alla decadenza occupa gran parte della storia, della letteratura e, soprattutto, del dramma. Non vi è molto da temere che Israele diventi l'ultima delle nazioni, per vitalità e forza creativa. Ma riuscirà ad andare oltre e a realizzare le più nobili speranze dei suoi fondatori? Il punto interrogativo riguarda tre problemi: i suoi rapporti con i paesi vicini, la natura della sua società democratica e il grado di fedeltà ai valori ebraici. ([[Abba Eban]])
*Voglio urlare ad Israele: vai e colpisci ovunque essi siano, vai e fai quello che un occidente mentitore e senza spina dorsale non ha il coraggio di fare. [...] Io voglio gridare, io voglio esaltare la guerra di Israele. [...] Oh Israele se solo potessi marciare nella tua guerra, se potessi vegliare nei tuoi campi in attesa, se potessi fare l'autostop per raggiungere la mia unità, se potessi lasciare il mio kibbutz o villaggio o città biblica con i capelli sotto il berretto, il fucile in spalla, l'abito da guerra di Israele e la sua bandiera. Oh Israele se soltanto potessi non essere solidale ma esserci, non scrivere ma combattere, come vorrei Israele essere alla guida di un carro con due materassi legati fuori, insieme a giovani con la chitarra come quelli che incontrai in Libano un quarto di secolo fa e parlare con loro di cinema e sparare e di poesia e sparare e di musica e correre e far tuonare il corto cannone che non sbaglia mentre il cielo viene tagliato a lama di coltello dai nostri jet. Oh Israele. ([[Paolo Guzzanti]])
===[[Yasser Arafat]]===
*{{NDR|Sugli israeliani}} Bisogna ammettere che alcune delle loro tattiche di guerra sono rispettabili, intelligenti. Ma come persone, no: perché si comportano sempre da barbari, in essi non c'è mai un goccio di umanità.
*Ciò che lei chiama Israele è casa mia.
*Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni.
*{{NDR|Sugli israeliani}} Corpo a corpo, faccia a faccia, non sono neanche soldati. Hanno troppa paura di morire, non dimostrano alcun coraggio.
*I civili sono i primi complici della banda che governa Israele. Perché se i civili non approvano i sistemi della banda al potere, non hanno che dimostrarlo.
*È sempre la solita storia con gli israeliani: attaccano bene con gli aerei perché sanno che non abbiamo aerei, coi carri armati perché sanno che non abbiamo carri armati, ma quando trovano una resistenza faccia a faccia non rischiano più. Scappano. E cosa vale un soldato che non rischia, che scappa?
*La pace per noi significa distruzione di Israele e nient'altro.
*{{NDR|Sugli israeliani}} Non si muovono mai se non sono certi che andrà tutto benissimo e, se li cogli di sorpresa, non s'impegnano mai fino in fondo. Tutte le volte che hanno attaccato in forze i fedayn, gli israeliani sono stati sconfitti. Con noi i loro commandos non passano.
===[[Ayaan Hirsi Ali]]===
*Dalla mia esperienza superficiale, il paese deve affrontare il problema dei fondamentalisti. Gli ultra-ortodossi saranno all'origine di un problema demografico perché questi fanatici hanno più bambini dei laici e dagli altri ortodossi.
*Ho visitato Israele alcuni anni fa, innanzitutto per capire come gestisce così bene tanti immigranti di tante origini diverse. La mia impressione principale è stata che Israele è una democrazia liberale. Nei luoghi che ho visitato, tra i quali Gerusalemme, Tel Aviv e le sue spiagge, ho notato l'uguaglianza tra uomini e donne. Non si può sapere cosa succede in privato, ma questo è quanto capisce un turista. Le tante donne in armi sono ugualmente molto visibili.<br>Capisco che un elemento cruciale di successo è un fattore unificante tra gli immigranti in Israele. C'è chi arriva dall'Etiopia o dalla Russia o ha il nonno che è giunto dall'Europa, ciò che li unisce è l'essere ebrei. Questo legame manca in Olanda. La storia dei nostri immigrati è diversa anche da quella dell'Olanda, incluso la religione.
*Israele è ritenuto di un livello morale eccezionalmente elevato. Gli israeliani, tuttavia, faranno sempre bene perché loro stessi applicano standard morali molto elevati nel loro agire.<br>Il livello morale che ci si attende dai palestinesi è, invece, molto basso.
===[[Saddam Hussein]]===
*Dal momento che "Israele" possiede la bomba atomica, tutti i popoli pacifici dovrebbero aiutare gli arabi ad acquisire una tale arma per amore della pace, indipendentemente alle intenzioni e dalle risorse di costoro. Questo aiuto compenserà lo squilibrio che esiste ora tra il possesso di "Israele" della bomba atomica e la mancanza di qualunque arma simile per gli arabi. Ciò farà sì che "Israele" esiti ad utilizzarla contro di loro.
*È diventato praticamente chiaro per tutti gli arabi, inclusi gli iracheni, che Israele non è una compagine di ebrei, siano essi palestinesi o d'altre origini, che cerca rifugio in seguito alle persecuzioni subite sotto i nazisti. Si tratta invece di un'entità che non esita ad intraprendere atti d'aggressione contro la nazione araba ogni volta che disponga dell'abilità tecnica.
*Sapete che 'Israele' attaccò Baghdad, anche se Iraq non ne è collegato militarmente o geograficamente. Ovviamente, questo significa che 'Israele' è infatti psicologicamente preparato a lanciare l'aggressione contro di noi in qualsiasi momento.
===[[Golda Meir]]===
[[File:Golda Meir2.jpg|thumb|[[Golda Meir]]]]
*Io pensavo che in uno Stato ebreo non vi sarebbero stati i mali che affliggono le altre società. I furti, gli assassini!, la prostituzione... Lo pensavo perché ci eravamo avviati bene: quindici anni fa in Israele non c'erano quasi furti, e non c'erano assassini!, non c'era prostituzione. Ora invece abbiamo tutto, tutto... Ed è una cosa che fa male al cuore: ferisce più che scoprire di non avere ancora fatto una società più giusta, più uguale.
*Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico ne una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta.
*Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità.
*Se dobbiamo parlare di profughi io le rammento che per secoli gli ebrei furono i profughi per eccellenza! Sparpagliati in paesi dove non si parlava la loro lingua, non si osservava la loro religione, non si conoscevano i loro costumi... Russia, Cecoslovacchia, Polonia, Germania, Francia, Italia, Inghilterra, Arabia, Africa... Chiusi nei ghetti, perseguitati, sterminati. Eppure sopravvissero, e non smisero mai d'essere un popolo, e si ritrovarono per fondare una nazione...
*Senta, anche noi durante la guerra di Indipendenza avevamo i nostri gruppi terroristici: lo Stem, la Irgun. E io li avversavo, li avversai sempre. Però nessuno di loro si macchiò mai delle infamie di cui gli arabi si macchiano con noi. Nessuno di loro mise mai bombe nei supermarket, o dinamite negli autobus dei bambini. Nessuno di loro provocò mai tragedie come quella di Monaco o di Lidda.
===[[Mohammad Reza Pahlavi]]===
*Abbiamo detto a Israele: potete fare un'altra guerra, ma dove vi ritroverete infine? Ci sono cento milioni di arabi, e col passar del tempo, impareranno a combattere.
*Ovviamente Israele esiste come Stato, e non si può sterminare un popolo; il desiderio manifestato da certe persone di sterminare la razza ebraica non può avverarsi.
*Saremo certo lieti di vedere Israele mettere gli arabi nel loro posto, ma abbiamo ripetutamente condannato la loro occupazione del territorio arabo.
===[[Ilan Pappé]]===
*A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro.
*Finché Israele conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]].
*Il problema di Israele non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi.
*Implicito nell'esistenza di Israele come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione.
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a Israele fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo.
*Israele fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica.
*L'identità di Israele come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario.
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-Israele si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore.
*Quando Israele divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale.
===[[Ariel Sharon]]===
*Abbiamo tante cose da fare, oltre che combattere. Ad esempio sviluppare la nostra educazione, la nostra cultura, la nostra agricoltura, la nostra industria, la nostra scienza. Ad esempio assorbire gli ebrei che arrivano continuamente da più di settanta paesi, fare una nazione con loro. E non partecipiamo a nessuna corsa alle armi: stiamo solo tentando di migliorare le nostre capacità di difesa per essere pronti a reagire quando ce n'è bisogno.
*Israele potrà anche avere il diritto di processare altri, ma certamente nessuno ha il diritto di portare il popolo ebraico e lo Stato di Israele davanti a un tribunale internazionale.
*Non ci servono i protettori. Così non dico che si possa ignorare l'opinione dei nostri alleati, però dichiaro che non prendiamo ordini da nessuno.
*Non dimentichi che abbiamo uno degli eserciti migliori del mondo, che da trentacinque anni non facciamo che combattere, che siamo stati in guerra con tutti i paesi arabi, che abbiamo moltissima esperienza.
*Quando si tratta della nostra sicurezza siamo uniti, non c'è dubbio. Non ci sono né falchi né colombe ma ebrei. Né Partito laburista né Partito Likud ma ebrei.
*Sebbene la simpatia del mondo ci interessi, quando si tratta della nostra sicurezza e della nostra esistenza possiamo farne benissimo a meno.
===[[Leo Valiani]]===
*Certo, farebbe bene a evacuare i territori occupati con la guerra del 1967, fatta eccezione per Gerusalemme, che è un caso a parte. Ma non si può pretenderlo, se in questi territori s'installa un'organizzazione che pratica il terrorismo contro Israele e la cui finalità è la distruzione di quello Stato. Il suicidio non può essere chiesto a nessuno.
*Sono il primo a criticare la politica israeliana in Cisgiordania, gli insediamenti, le limitazioni alle libertà democratiche, tutto ciò che c'è di reazionario, di repressivo. Critico la permanenza stessa di Israele in quei territori. Ma non pretendo il suo suicidio.
*Israele non è l'Austria che teneva sotto il tallone il Lombardo-Veneto. È come l'Austria ormai costituzionale del 1867 che aveva aperto il proprio Parlamento anche alle minoranze, agli italiani di Trento, di Trieste, di Pola. Nessuno nega ai palestinesi che vivono nei territori occupati il diritto all'irredentismo. Lo riconosco in pieno. Ma sotto quell'Austria, gli irredentisti italiani avrebbero fatto bene a ricorrere al terrorismo? Anche a Trieste, molti presero le distanze dal progetto di regicidio di Oberdan. Il suo tentativo avrebbe avuto conseguenze drammatiche, se fosse stato portato a termine.
==Voci correlate==
*[[Conflitto israelo-palestinese]]
*[[Ebrei]]
*[[Regno di Giuda]]
*[[Regno di Israele]]
*[[Regno Unito di Israele]]
*[[Rifugiati palestinesi]]
*[[Sionismo]]
*[[Stato di Palestina]]
*[[Terra Santa]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Luoghi di Israele| ]]
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Matteo Renzi
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[[Immagine:Matteo Renzi crop new.png|thumb|Matteo Renzi nel 2012]]
'''Matteo Renzi''' (1975 – vivente), politico italiano.
==Citazioni di Matteo Renzi==
{{Cronologico}}
===2010===
*Se vogliamo sbarazzarci di nonno [[Silvio Berlusconi|Silvio]], io così lo chiamo e non caimano, dobbiamo liberarci di un'intera generazione di dirigenti del mio [[Partito Democratico|partito]]. Non faccio distinzioni tra [[Massimo D'Alema|D'Alema]], [[Walter Veltroni|Veltroni]], [[Pier Luigi Bersani|Bersani]]... Basta. È il momento della rottamazione. Senza incentivi.<ref name="Repubblica29Aug2010">Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2010/08/29/news/nuovo_ulivo-6587119/ "Il Nuovo Ulivo fa sbadigliare è ora di rottamare i nostri dirigenti"]'', ''la Repubblica'', 29 agosto 2010.</ref>
*Ma li vedete? [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] ha fallito e noi stiamo a giocare ancora con le formule, le alchimie delle alleanze: un cerchio, due cerchi, nuovo Ulivo, vecchio Ulivo...<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*[...] [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]], un altro che da 20 anni pontifica su tutto, e abbiamo visto i risultati.<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*[[Gianfranco Fini|Fini]]? Uno che passa da [[Giorgio Almirante|Almirante]] e [[Jean-Marie Le Pen|Le Pen]] alla Tulliani e Barbareschi, di certo non fa per me.<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*Facevo ancora la maturità e già [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] e [[Giulio Tremonti|Tremonti]] promettevano la riduzione a due sole aliquote. Quando siamo andati al governo noi, l'unico slogan era l'agghiacciante pagare le [[tasse]] è bellissimo. Ci sarà pure una via di mezzo...<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*{{NDR|Su [[Nicola Zingaretti]]}} Abbiamo litigato, ci siamo chiariti davanti ad una bistecca alla fiorentina. Ma poi, chissenefrega della polemica, di qualche parola di troppo se poi in realtà sei sulla stessa lunghezza d'onda. Io penso che oggi Nicola sia fra quelli che nel Pd rappresentano le novità.<ref name="Repubblica29Aug2010"/>
*{{NDR|Su [[Gianfranco Fini]]}} Io con uno che cita [[Giorgio Almirante|Almirante]] ho poco da spartire.<ref name="Ilpost7Set2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/09/07/mateo-renzi-su-fini-io-con-uno-che-cita-almirante-ho-poco-da-spartire/ Matteo Renzi su Fini: «Io con uno che cita Almirante ho poco da spartire»]'', ''ilpost.it'', 7 settembre 2010.</ref>
*[...] cosa vuol dire nuovo Ulivo quando le persone che sono lì sono sempre le stesse?<ref name="Ilpost10Set2010">Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/09/10/matteo-renzi-fini/ Matteo Renzi: «Se cambiare idea è segno di intelligenza, Fini può vincere il premio Nobel»]'', ''ilpost.it'', 10 settembre 2010.</ref>
*Questo sarebbe l'ultimo anno del Governo Prodi. Se [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è al Governo la colpa è del centrosinistra.<ref name="Ilpost10Set2010"/>
*Se cambiare idea è segno di intelligenza, [[Gianfranco Fini|Fini]] può vincere il premio Nobel.<ref name="Ilpost10Set2010"/>
*Rottamare ha offeso qualcuno e non va bene? Guardi che la stessa cosa la so dire anche in un altro modo, in politichese, appunto: molti dei nostri dirigenti sono una risorsa, sono delle "riserve della Repubblica", come si dice. Ma intanto lascino la prima linea...<ref name="Stampa14Set2010">Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2010/09/14/news/i-dirigenti-hanno-fallito-1.37000742/ "I dirigenti hanno fallito]'', ''La Stampa'', 14 settembre 2010.</ref>
*Marcia avanti, al contrario. A partire dai gruppi parlamentari: fatte tre legislature, che sono tante, si va a casa. Noi del Pd lo abbiamo scritto anche nello Statuto: e ho pronto un ordine del giorno per la prossima Assemblea nazionale così da capire se crediamo almeno in quello che abbiamo scritto nello Statuto del Partito democratico.<ref name="Stampa14Set2010"/>
*[...] proporre alleanze che vadano dall'estrema sinistra fino a [[Gianfranco Fini]], rappresenta l'unica vera chance di sopravvivenza per il [[Silvio Berlusconi|premier]]: tutti assieme contro di lui, così da farlo rivincere per l'ennesima volta.<ref name="Stampa14Set2010"/>
*[[Pier Luigi Bersani|Bersani]] insiste su una grande campagna porta a porta in autunno. Può anche andare, ma dovremmo avere qualcosa da dire: perchè non è che il porta a porta lo possiamo fare contro [[Augusto Minzolini|Minzolini]]. Alla gente di Minzolini non frega niente.<ref name="Stampa14Set2010"/>
*Io non ho nulla di personale contro [[Massimo D'Alema|D'Alema]], [[Rosy Bindi|Bindi]], [[Walter Veltroni|Veltroni]] e gli altri: ma non ce l'hanno fatta. E allora lo dico, col massimo rispetto e col massimo dell'umiltà, però lo dico: adesso basta, tocca ad altri. Il loro tempo è davvero finito.<ref name="Stampa14Set2010"/>
*Bastonano me perché parlo con [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]: e intanto loro vogliono fare un governo con [[Gianfranco Fini|Fini]] o - ancora peggio -, addirittura un'alleanza elettorale con lui. A me pare assurdo: soprattutto perché non si rendono conto di quanto quell'idea sia lontana dal sentire della nostra gente.<ref name="Corriere7Dic2010">Citato in ''[https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2010/7-dicembre-2010/renzi-ad-arcore-berlusconi-il-pdl-dia-legge-speciale-firenze--18126991391.shtml Renzi-Pd, lo scontro non si ferma «Arcore? Loro vogliono Fini alleato...»]'', ''Corriere della Sera'', 7 dicembre 2010.</ref>
*Non ho capito qual è la questione. Perché se il punto è che non ci si fida di Renzi, allora qualunque cosa io dica è inutile. E se invece il problema è che sono andato ad Arcore, beh, mi passi la frase fatta, ma è come guardare il dito invece che la luna. [...] [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] è venuto in [[Toscana]] per tre campagne elettorali di fila – quelle del 2008, del 2009 e del 2010 – a promettere una legge speciale per Firenze che non abbiamo mai visto. Allora l'ho chiamato per chiedergli a che gioco si giocava.<ref name="Corriere7Dic2010"/>
*Lasciamo stare il [[Partito Democratico|Pd]], dove ormai c'è chi è sempre pronto – qualunque cosa io faccia – ad aprire campagne contro di me. Mi colpiscono certe reazioni avvelenate della gente comune, perché danno il senso del clima che si respira nel Paese. Viviamo da tre lustri come fossimo in un derby continuo: ci vorranno anni per ripulire le menti.<ref name="Corriere7Dic2010"/>
*Spero cambi il Governo e il centrosinistra vinca le elezioni, ma finchè sono sindaco, e finché [[Berlusconi]] resta presidente del Consiglio, parlo con lui e con i suoi ministri. Lo farò tutte le volte che sarà necessario. Non consentirò a nessuno di barattare per un motivo ideologico l'impegno per [[Firenze]]. Volevo andare, portare a casa un risultato e poi comunicarlo.<ref name="Corriere7Dic2010"/>
*le critiche sono sempre utili ed è fantastico dialogare in modo libero. Chi però ogni due ore riposta le stesse domande ha un'emergenza affettiva preoccupante. Da una settimana rispondo a tutti su Arcore: interviste, video, tv, post. L'ho spiegata ovunque. Non vi ho convinto? Succede. Ora però anche basta. C'è una domenica là fuori che vi aspetta. Io scappo, vado con [[Roberto Benigni|Benigni]] nel lettone di [[Vladimir Putin|Putin]]. Un abbraccio!<ref name="Ilpost12Dic2010">Da un post su Facebook del 12 dicembre 2010. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2010/12/12/renzi-ora-su-arcore-anche-basta/ Renzi: «Ora su Arcore anche basta»]'', ''ilpost.it'', 12 dicembre 2010.</ref>
===2011===
*Io sto dalla parte di [[Sergio Marchionne|Marchionne]] {{NDR|amministratore delegato di FIAT S.p.A.}}, dalla parte di chi sta investendo sul futuro delle aziende, quando tutte le aziende chiudono, è un momento in cui bisogna cercare di tenere aperte le fabbriche.<ref>Da un'intervista al ''TG La7''; citato in ''[http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Fiat-Renzi-sto-dalla-parte-di-Marchionne-senza-se-e-senza-ma_311526998725.html Fiat: Renzi, sto dalla parte di Marchionne senza se e senza ma]'', ''Adnkronos.com'', 11 gennaio 2011.</ref>
*Il Ministro {{NDR|[[Mariastella Gelmini]]}} avrebbe dovuto avere il coraggio di chiudere la metà delle università italiane: servono più a mantenere i baroni che a soddisfare le esigenze degli studenti.<ref>Da un'initervista a ''Max''; citato in ''[http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/02/03/news/renzi_mat_delle_universit_dovrebbero_essere_chiuse-12010731/ Renzi: "Metà delle università dovrebbero essere chiuse"]'', ''Repubblica.it'', sezione Firenze, 3 febbraio 2011</ref>
*Non si può parlare di emergenza democratica per il caso Ruby, ma al massimo di emergenza sessuale.<ref name="Stampa8feb2011">Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2011/02/08/news/renzi-l-antiberlusconismo-br-danneggia-l-opposizione-1.36978330/ Renzi: l'antiberlusconismo danneggia l'opposizione]'', ''La Stampa'', 8 febbraio 2011</ref>
*Mi verrebbe da dire, "meno male che [[Giorgio Napolitano|Giorgio]] c'è", perché il [[Presidente della Repubblica Italiana|Capo dello Stato]], in questo momento di palude della vita politica, è un grande punto di riferimento.<ref name="Stampa8feb2011"/>
*Non voglio fare tutte le volte il grillo parlante del [[Partito Democratico|Pd]] che dice "ci vorrebbe ben altro", ma sono convinto che non sarà la piazza a mandar via [[Berlusconi]]. Fermo restando che in un paese civile il premier si difende in tribunale e non in tv.<ref name="Stampa8feb2011"/>
*Rispetto profondamente chi ci invita a cavalcare l'antiberlusconismo, ma penso che può vincere solo una sinistra che esca dal muro contro muro.<ref name="Stampa8feb2011"/>
*[...] compito della [[Sinistra in Italia|sinistra]] è esser credibile perché non potrà essere una manifestazione o un processo a risolvere il problema: non si può continuare a pensare che tutti quelli che votano Berlusconi siano deficienti o criminali: se non si conquista almeno una parte di loro si perde ancora.<ref name="Stampa17feb2011">Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2011/02/17/news/renzi-non-capisco-bersani-br-basta-inseguire-il-senatur-1.36979663/ Renzi: "Non capisco Bersani Basta inseguire il Senatur"]'', ''lastampa.it'', 17 febbraio 2011.</ref>
*È innegabile che le procedure con cui finiscono sui giornali le [[Intercettazione|intercettazioni]] in questo Paese siano inqualificabili.<ref name="Stampa17feb2011"/>
*{{NDR|Su [[Pier Luigi Bersani]]}} Rinuncio a capire la logica del suo percorso: per mesi abbiamo inseguito [[Gianfranco Fini|Fini]], malgrado alcuni di noi dicessero che fosse una follia. Ora che ci ha detto di no, continuiamo a corteggiarlo, inseguendo pure [[Umberto Bossi|Bossi]]. Sembra quasi il compagno di classe sfigato che cerca sempre di abbordare quella tipa pur sapendo che gli dice di no. Con questa gente noi non abbiamo niente a che vedere!<ref name="Stampa17feb2011"/>
*Nel mio libro propongo qualcosa per caratterizzarci: l'idea di dimezzare le università, di tassare di più le rendite finanziarie e meno il lavoro, di smettere di pensare che ogni imprenditore è un potenziale evasore.<ref name="Stampa17feb2011"/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] [[Pier Luigi Bersani|Bersani]] deve fare le primarie e se ha voglia di candidarsi lo faccia, se vince lo appoggeremo tutti. Io non mi candiderò. Da questa partita ho già detto che sono fuori.<ref name="Stampa17feb2011"/>
*{{NDR|Parlando delle elezioni comunali a Milano}} Se [[Michele Santoro|Santoro]] invita [[Daniela Santanchè|Santanchè]] un altro paio di volte in tv, [[Giuliano Pisapia|Pisapia]] vince facile facile.<ref>Da un'intervista a Repubblica. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/05/17/renzi-su-come-far-vincere-pisapia/ Renzi su come far vincere Pisapia]'', ''ilpost.it'', 17 maggio 2011.</ref>
*Se uno mi dice: "O mi dai un posto o me ne vado", il sindaco di Firenze risponde ciao.<ref>Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/05/20/renzi-evangelisti-assessori-firenze/ Renzi, Evangelisti e gli assessori di Firenze]'', ''ilpost.it'', 20 maggio 2011.</ref>
*Quando siamo stati al governo, abbiamo avuto posizioni giustamente assai liberalizzatrici. Ora chiediamo di votare sì al quesito numero due sull'acqua, cioè sulla remunerabilità degli investimenti per l'erogazione dell'acqua pubblica. Vorrei ricordare che la norma la introdusse nel 2006 il governo Prodi: con un provvedimento firmato dall'allora ministro [[Antonio Di Pietro|Di Pietro]]…<ref>Citato in ''[https://www.lastampa.it/politica/2011/06/10/news/renzi-domenica-il-voto-non-e-contro-il-premier-1.36955590/ Renzi: domenica il voto non è contro il premier]'', ''lastampa.it'', 10 giugno 2011.</ref>
*Penso che la vittoria alle amministrative e ai referendum sancisca la fine del [[Nuovo Polo per l'Italia|Terzo Polo]], semmai c'è stato un inizio. A [[Pier Ferdinando Casini|Casini]] consiglierei di staccarsi prima possibile da [[Gianfranco Fini|Fini]]. Prende più voti da solo.<ref>Intervista a ''La repubblica''. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/06/15/per-renzi-il-terzo-polo-e-finito/ Per Renzi il Terzo Polo è finito]'', ''ilpost.it'', 15 giugno 2011.</ref>
*{{NDR|Sui [[tassisti]]}} Se pensano di intimidirci con l'aumento delle tariffe, si sappia che l'unico aumento su cui siamo pronti a discutere è l'aumento delle licenze…<ref>[https://www.facebook.com/matteorenziufficiale/posts/10150211001204915 Post su Facebook], 21 giugno 2011.</ref>
*Può sembrare strano che lo dica un fiorentino ma il [[Palio di Siena]] è una bellissima tradizione che consente a quella città di essere ben governata e l'attenzione che c'è a Siena per i cavalli non c'è da altre parti.<ref>Citato in Maurizio Bologni, ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/02/muore-un-cavallo-il-ministro-attacca.html Muore un cavallo, il ministro attacca]'', ''la Repubblica'', 2 luglio 2011, p. 9.</ref>
*{{NDR|Sulle primarie per il candidato premier del [[PD]]}} Sì, mi candiderei ma spero lo faccia anche gente più brava di me, magari una donna.<ref>Intervista a ''Repubblica''. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/09/02/matteo-renzi-si-mi-candiderei-alle-primarie/ Matteo Renzi: «Sì, mi candiderei alle primarie»]'', ''ilpost.it'', 2 settembre 2011.</ref>
*Certo, se [[Rosy Bindi]] questa estate ha avuto il tempo per rileggere lo statuto del PD non può non aver visto che c'è una norma che impedisce di candidarsi per più di tre legislature. Lei è alla sesta.<ref>Intervista a ''La Nazione'', 4 settembre 2011. Citato in ''[https://www.ilpost.it/2011/09/04/matteo-renzi-chiede-a-rosy-bindi-se-lo-statuto-del-pd-lo-ha-letto-proprio-tutto/ Matteo Renzi chiede a Rosy Bindi se lo statuto del PD lo ha letto proprio tutto]'', ''ilpost.it'', 4 settembre 2011.</ref>
*{{NDR|Su [[Giuseppe Civati]]}} Ho grande rispetto per lui. Nell'ultimo anno ha avuto posizioni distanti, in modo legittimo, dalle mie. E detto che ci unisce la questione anagrafica, le nostre strade si sono divise sui contenuti: non sono io che gli dico di non venire alla Leopolda Due. Certo non capisco il suo astio.<ref name="corriere9set2011">Citato in ''[https://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/politica/2011/9-settembre-2011/io-sotto-attacco-pd-tace-1901488670765.shtml «Io sotto attacco, e il Pd tace»]'', ''corriere.it'', 9 settembre 2011.</ref>
*Non capisco certi toni, gli insulti, la violenza verbale contro di me: non capisco questa ansia della [[Sinistra in Italia|sinistra]] che mi dà di Berluschino, di trovare un nemico. È proprio questa sinistra che facendo così è molto berlusconiana.<ref name="corriere9set2011"/>
===2012===
*Dimostreremo che non è vero che l'Italia e l'Europa sono state distrutte dal [[liberismo]] ma che al contrario il liberismo è un concetto di [[sinistra]], e che le idee degli [[Luigi Zingales|Zingales]], degli [[Pietro Ichino|Ichino]] e dei [[Tony Blair|Blair]] non possono essere dei tratti marginali dell'identità del nostro partito, ma ne devono essere il cuore.<ref>Citato in Claudio Cerasa, ''[https://www.ilfoglio.it/articoli/2012/06/08/news/la-sfida-di-renzi-a-bersani-59272/ La sfida di Renzi a Bersani]'', ''ilFoglio.it'', 8 giugno 2012.</ref>
*Arriva un momento in cui il coraggio deve essere più forte della comodità e la speranza deve prendere il posto della rassegnazione.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2012/09/11/logo-primarie-matteo-renzi/ Il logo della "campagna elettorale" di Matteo Renzi]'', ''il Post.it'', 11 settembre 2012.</ref>
*I sondaggi si cambiano, non si leggono.<ref>Citato in Giovanni Cocconi, ''[//www.europaquotidiano.it/2012/11/17/renzi-infiamma-la-leopolda-i-sondaggi-si-cambiano/ Renzi infiamma la Leopolda. «I sondaggi si cambiano»]'', ''Europa'', 17 novembre 2012.</ref>
===2013===
*Il Governo è come una bicicletta. Se pedala va, altrimenti no. Io faccio il tifo perché pedali.<ref>Citato in ''[http://www.estense.com/?p=315775/ Renzi e il PD che sogna]'', ''Estense.com'', 16 luglio 2013.</ref>
*Non serve avere una tessera di partito per avere buona idea. Non dobbiamo più vedere respingere chi sta fuori. In un paese civile non può bastare l'iscrizione al sindacato per fare carriera. Il sindacato deve cambiare con noi.<ref>Dal discorso di vittoria delle primarie del PD 2013; citato in ''[http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/03/19/Quasi-3-mln-gazebo-Renzi-stravince_9748924.html Quasi 3 mln ai gazebo, Renzi stravince]'', ''Ansa.it'', 9 dicembre 2013.</ref>
===2014===
*[[Stefano Fassina|Fassina]] chi?<ref>Citato in ''[http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-09/fassina-chi-se-battuta-diventa-moda-102613.shtml?uuid=ABUqeXo «Fassina chi?»: se la battuta diventa moda]'', ''Il Sole 24 Ore.com'', 9 gennaio 2014.</ref> {{NDR|alla domanda su cosa ne pensasse delle critiche avanzate dal sottosegretario Fassina}}
*Enrico {{NDR|[[Enrico Letta|Letta]]}} non si fida di me, gliel'ho detto l'altro giorno. Ma sbaglia. Io le cose le dico in faccia. E sono le stesse che dico in pubblico: non uso due registri diversi. Impareremo a conoscerci.<ref name=leale>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/14_gennaio_12/governo-avanti-ma-non-cosi-sono-leale-quindici-giorni-decisivi-757b2d78-7b59-11e3-9133-a99f1617dd47.shtml «Governo avanti ma non così Sono leale, quindici giorni decisivi»]'', ''Corriere.it'', 12 gennaio 2014.</ref>
*Ma guardiamo la realtà: la popolarità del [[Governo Letta|governo]] {{NDR|Letta}} è ai minimi, non ci sono più le larghe intese, né l'emergenza finanziaria. Se uno mi chiede cosa ho fatto da sindaco in questi undici mesi, so cosa rispondere: piazze, asili, pedonalizzazioni. Se mi chiedono cos'ha fatto il governo in questi undici mesi faccio più fatica a rispondere. Per questo motivo bisogna cambiare passo.<ref name=leale/>
*Ognuno di noi, quando a scuola il professore lo interrogava e non aveva studiato, aveva il suo argomento a piacere. Il mio era la [[seconda guerra mondiale]]. Quello di Alfano sono le [[matrimonio tra persone dello stesso sesso|nozze gay]]: se si trova in difficoltà su qualcosa lancia un'agenzia su questo tema e "mette in guardia" da questa sinistra pericolosa. Io non parlo di matrimonio [[gay]]. Parlo di [[unione civile|unioni civili]]. Siamo l'unico Paese dell'Occidente a non avere una legge che le riconosca. La faremo.<ref name=leale/>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Diamo un hashtag: #enricostaisereno. Vai avanti, fai le cose che devi fare. Io mi fido di Letta, è lui che non si fida. Non sto facendo manfrine per togliergli il posto.<ref>Durante la trasmissione televisiva ''Le invasioni barbariche'', La7; citato in ''[http://www.corriere.it/foto-gallery/politica/14_gennaio_17/renzi-lancia-enricostaisereno-twitter-risponde-9e13526a-7fb9-11e3-aa77-33cce3d824e3.shtml#1 Renzi lancia #enricostaisereno e Twitter risponde]'', ''Corriere.it'', 17 gennaio 2014.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]], rispondendo al quesito se non volesse fare il Presidente del Consiglio}} Passando dalle elezioni, non passando dagli inciuci di palazzo.<ref>Durante la trasmissione ''Le Invasioni Barbariche'', La7, 17 aprile 2013; citato in ''[http://video.corriere.it/quando-renzi-diceva-mai-palazzo-chigi-inciuci-palazzo/74e5f616-9618-11e3-9817-5b9e59440d59]'', ''Video.corriere.it'', 15 febbraio 2014.</ref>
*Il [[futuro]] non è uno spazio da aspettare, il futuro è un luogo da conquistare.<ref>Citato in [[Andrea Scanzi]], ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/27/renzi-slogan-tanti-fatti-pochi-coerenza-zero/928449/ Renzi: slogan tanti, fatti pochi, coerenza zero]'', ''ilFattoQuotidiano.it'', 27 marzo 2014. [https://www.youtube.com/watch?v=Z3loUvJbgo0 Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} L'Eni è oggi un pezzo fondamentale della nostra politica energetica, della nostra politica estera, della nostra politica di intelligence. Cosa vuol dire intelligence? I servizi, i servizi segreti.<ref>Durante la trasmissione ''Otto e mezzo'', 3 aprile 2014; citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/04/eni-renzi-a-otto-e-mezzo-pezzo-fondamentale-della-nostra-intelligence-brunetta-gaffe-inqualificabile/939651/ Renzi, gaffe in tv su Eni: "È un pezzo fondamentale dei nostri servizi segreti"]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 4 aprile 2014.</ref>
*[[Sergio Chiamparino|Chiampa]] è stato un modello per tanti noi. Abbiamo bisogno di gente così per rinnovare l'[[Italia]]: gente più esperta, capace di dirci su cosa stiamo sbagliando.<ref>Citato in ''[https://torino.repubblica.it/cronaca/2014/04/12/news/chiamparino_d_un_consiglio_a_renzi_taglia_l_iperf_a_chi_ha_pensioni_da_meno_mille_euro_al_mese-83404541/ Chiamparino dà un consiglio a Renzi: "Taglia l'Irpef a chi ha pensioni da meno mille euro al mese"]'', ''repubblica.it'', 12 aprile 2014.</ref>
*Caro presidente {{NDR|[[Jean-Claude Juncker]]}}, desidero informarla che il governo italiano ha deciso di designare [[Federica Mogherini]], attuale ministro degli esteri, come candidato al ruolo di Alto rappresentante e vicepresidente della Commissione europea.<ref>Dalla [http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2014/07/31/ue-renzi-designa-mogherini-per-guida-pesc_f199ac75-d557-4ca8-8f41-03138c9b0d00.html lettera] al neoeletto presidente della Commissione europea [[Jean-Claude Juncker]].</ref>
*{{NDR|In risposta alla domanda su cosa lo "tenesse sveglio la notte"}} La mancanza di fiducia, perché tutto è possibile per l'[[Italia]]. Lo so, molte persone in Italia pensano che io sia troppo ambizioso, ma sono assolutamente sicuro che l'Italia potrebbe essere il leader dell'[[Europa]] nei prossimi dieci anni, nonostante le difficoltà di questo periodo. Ne sono assolutamente convinto, perché guardo gli occhi degli imprenditori: "Noi investiamo nel futuro, nonostante il problema della [[burocrazia]], della giustizia civile e del mercato del lavoro". Guardo gli occhi delle giovani donne: in Italia sono il primo presidente ad avere metà del governo composto da donne.
:''The lack of confidence, because everything is possible for Italy. I know, a lot of people in Italy believe I am too ambitious, but I am absolutely confident Italy could be in the next ten years the leader of Europe, despite the difficulties of this moment. I am absolutely convinced, because I see the eyes of enterpreneurs: "We invest in the future, despite the problem of bureaucracy, of civil justice, of labour market". I see the eyes of young women: in Italy I'm the first president with the half presence in my cabinet of women.''<ref name=CNN>Da un'intervista alla CNN, 3 ottobre 2014. [https://www.youtube.com/watch?v=VB1yTEwOBI0 Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|Sull'emigrazione e sulla fuga di cervelli}} Non so se questo è un problema. [...] Mi permetta di essere molto franco. Ovviamente la disoccupazione è un problema grave, questo è chiaro e nello scorso anno sono nati più di ottantamila nuovi posti di lavoro, ma sono fiducioso, perché penso che, se alla fine risolveremo il problema della burocrazia, della [[giustizia]] e della mancanza di coraggio nel mercato del lavoro, se risolveremo questo problema, la disoccupazione diminuirà naturalmente nei prossimi anni. Perché ho detto che non è un problema se una parte degli italiani ha lasciato l'Italia? Perché penso che nel mondo ci sono numerosi italiani molto capaci, molto intelligenti, molto brillanti che cambiano il [[mondo]]. Non chiedo loro: "Tornate nel mio paese", chiedo loro: "Aiutatemi a portare l'Italia nel futuro".
:''I don't know if this is a problem. Let me very frank. Let me be very frank. Obviously it's a big problem unemployment, this is clear and in the last year we have more than eighty thousand new jobs, but I'm confident, because I think, if finally we solve the problem of bureaucracy, justice and lack of courage in labour market, if finally we solve this problem, unemployment naturally decreases in the next years. Why I've said it's not a problem if a part of italian people left Italy? Because I think around the world there are a lot of italians very able, very intelligent, very smart, who change the world. I don't ask them: "Come back to my country", I ask: "Give me a hand to bring Italy in the future".''<ref name=CNN/>
===2015===
*Abbiamo pensato di proporre una persona la cui esperienza personale e istituzionale garantisca sette anni di autorevole guida al Colle. [...] La proposta che vogliamo formularvi è quella che riguarda [[Sergio Mattarella]].<ref>Citato in ''Quirinale, Renzi propone Mattarella. Grandi elettori del Pd approvano all'unanimità '', Corriere della Sera, 29 gennaio 2015.</ref>
*Ma se tu pensi che la [[RAI]] sia il pezzo dell'identità culturale educativo del nostro Paese, è chiaro che per definizione non può essere disciplinata da una legge che si chiama Legge [[Maurizio Gasparri|Gasparri]]. Se è una cosa identitaria, culturale, educativa non può essere disciplinata da una legge che si chiama [[Legge Gasparri]]. È proprio ontologico, viene automatico; è un percorso ovvio. Quindi cambieremo questo.<ref>Dall'intervento al convegno ''La scuola cambia'' di Milano del 22 febbraio 2015; visibile su ''[http://video.repubblica.it/dossier/governo-renzi/riforma-rai-gasparri-contro-renzi-scontro-al-vetriolo-su-twitter-e-in-tv/192869/191840 Riforma Rai, Gasparri contro Renzi: scontro al vetriolo su Twitter e in tv]'', ''Repubblica.tv'', 22 febbraio 2015.</ref>
*Tutti vogliamo il rispetto dell'indipendenza e della sovranità dell'[[Ucraina]]. Siamo totalmente impegnati e interessati a che torni la pace in questo pezzo straordinario della nostra Europa.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2015/03/04/news/renzi_ucraina_kiev-108730862/?ref=HRER1-1 Renzi a Kiev, colloquio Russia-Ucraina con Poroshenko: "Vogliamo rispetto della sovranità"]'', ''Repubblica.it'', 4 marzo 2015.</ref>
*Ho sempre detto che non ci si [[dimissioni|dimette]] per un avviso di garanzia. E se parliamo di faccia, le dico con sguardo fiero che per me un cittadino è innocente finché la sentenza non passa in giudicato. Del resto, è scritto nella Costituzione. Se si dice che è la più bella del mondo, poi bisogna almeno leggerla, altrimenti non vale. Quindi perché dovrebbe dimettersi un politico indagato? Le condanne si fanno nei tribunali, non sui giornali: è un principio di decenza oltre che di buon senso.<ref name="dimissioni">Dall'intervista di Goffredo De Marchis, ''[http://www.repubblica.it/politica/2015/03/22/news/renzi_no_a_dimissioni_per_gli_avvisi_di_garanzia_non_caccio_gli_indagati_-110172431/?ref=HREA-1 Renzi: "No a dimissioni per gli avvisi di garanzia, non caccio gli indagati"]'', ''Repubblica.it'' 22 marzo 2015.</ref>
*[...] tanta gente che viene indagata e poi assolta finisce stritolata dalle circostanze esterne. Non è colpa dei magistrati, che devono fare indagini. Non è colpa dei giornalisti, che devono dare notizie. Ma una soluzione va trovata perché le persone meritano di essere giudicate in tribunale e non dall'opinione pubblica.<ref name="dimissioni"/>
*In questo momento è molto forte l'attenzione degli investitori [[Cina|cinesi]] verso il nostro paese e ne siamo ben felici.<ref>Citato in ''Perché la Pirelli ha bisogno degli stranieri'', ''Ulrike Sauer, Süddeutsche Zeitung''; tradotto in ''Internazionale'', n. 1095 del 27 marzo 2015, p. 35.</ref>
*Le intercettazioni {{NDR|telefoniche}} sono uno strumento molto utile: rinunciarvi sarebbe stupido e autolesionista. Ma il modo con il quale vengono diffuse da alcuni avvocati e alcuni magistrati, da alcuni addetti ai lavori e anche da alcuni media è francamente incredibile e inaccettabile. Siamo tutti d'accordo sulla necessità di intervenire con misure che non blocchino i magistrati e contemporaneamente consentano di soddisfare il sacrosanto diritto di cronaca.<ref>Dall'intervista di Barbara Jerkov ''[http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/renzi_intervista_basta_sacrifici_tasse_intercettazioni/notizie/1280104.shtml Intervista al premier Matteo Renzi: «Basta sacrifici e nuove tasse. Interverremo sulle intercettazioni»]'', ''Il Messaggero.it'', 5 aprile 2015.</ref>
*L'ipotesi di una uscita della [[Grecia]] dall'[[Euro]] sarebbe un errore economico e geopolitico.<ref>Citato in ''[http://www.corriere.it/economia/15_giugno_07/g7-via-germania-obama-contrastare-fermezza-l-aggressione-all-ucraina-fe0b14e6-0cf8-11e5-8612-1eda5b996824.shtml G7 in Germania, Obama: «Contrastare con fermezza l'aggressione all'Ucraina»]'', ''Corriere.it'', 7 giugno 2015.</ref>
*{{NDR|Su [[Enrico Letta]], Presidente del Consiglio dei Ministri}} Lui non è capace, non è cattivo, non è proprio capace.<ref>Da una conversazione telefonca con Michele Adinolfi avvenuta l'11 gennaio 2014 ed intercettata dalla Procura della Repubblica nell'ambito dell'indagine sulla cd. Cpl Concordia; citato in Vincenzo Iurillo e Marco Lillo, ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/10/renzi-la-strategia-per-palazzo-chigi-spiegata-al-generale-adinolfi-letta-incapace-berlusconi-e-con-me/1861589/ Renzi: "Letta incapace, Berlusconi è con me". La strategia per Palazzo Chigi spiegata al generale Adinolfi]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 10 luglio 2015.</ref>
*Penso che [[Abd al-Fattah al-Sisi|al-Sisi]] sia un grande leader. [...] In questo momento l'[[Egitto]] può essere salvato soltanto dalla ''leadership'' di al-Sisi, questa è la mia opinione personale. Sono orgoglioso della nostra amicizia e lo aiuterò a proseguire nella direzione della pace perché il Mediterraneo senza Egitto sarà senza dubbio un posto senza pace.
:''I think el-Sisi is a great leader. [...] In this moment Egypt will be saved only with the leadership of el-Sisi, this is my personal position and I am proud of my friendship with him and I will support him in the direction of peace because the Mediterranean without Egypt will be absolutely a place without peace.''<ref>{{en}} Dall'intervista di Barbara Serra, ''[http://www.aljazeera.com/indepth/features/2015/07/qa-italian-pm-sisi-great-leader-150711221822599.html Q&A with Italian PM: "I think Sisi is a great leader"]'', ''Aljazeera.com'', 12 luglio 2015.</ref>
*Chi ritiene di boicottare [[Israele]] non si rende conto di boicottare se stesso, di tradire il proprio futuro.<ref name=israele>Citato in ''[http://www.corriere.it/politica/15_luglio_22/renzi-boicottare-israele-tradire-proprio-futuro-sterile-stupido-c729753c-305f-11e5-8ebc-a14255a4c77f.shtml Renzi: «Boicottare Israele è sterile» Sulla Palestina: due popoli, due Stati]'', ''Corriere.it'', 23 luglio 2015.</ref>
*{{NDR|Sulla questione israelopalestinese}} L'Italia persegue la soluzione di due popoli due stati. È l'unica che per noi può condurre a un risultato.<ref name=israele/>
*Eravamo a un vertice e si parlava di un bilaterale. Nella mia testa bisogna farli nella città e allora ho proposto di farlo a Palermo. Il leader UE mi ha detto: a Palermo si spara nella strada. Gli ho risposto: Come si spara nella strada? Io non voglio più sentire una cosa del genere. È un racconto per stereotipi che diamo all'estero che grida vendetta.<ref>Citato in ''[http://www.lasicilia.it/articolo/renzi-premier-ue-mi-disse-palermo-si-spara-strada Renzi: «Premier Ue mi disse "a Palermo si spara per strada"»]'', ''LaSicilia.it'', 7 agosto 2015.</ref>
*{{NDR|Incontrando [[Fayez Al-Serraj]] designato premier dopo l'accordo di Skhirat del 17 dicembre 2015}} Piena fiducia nella capacità delle nuove autorità libiche di far fronte alle imminenti sfide che le attendono, a cominciare dalla formazione del governo e dal completamento del quadro istituzionale nel segno dell'inclusività e della riconciliazione nazionale.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2015/12/28/news/libia_renzi_a_premier_designato_piena_fiducia_nuove_autorita_-130274427/?ref=HREC1-22 Libia, Renzi al premier designato: "Piena fiducia nuove autorità"]'', ''Repubblica.it'', 28 dicembre 2105.</ref>
*Come tutti voi sapete seguendomi da qualche anno la mia posizione sull'Ordine {{NDR|dei giornalisti}} è una posizione per la quale, toccasse a me, lo abolirei domani mattina.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2015/12/29/renzi-ordine-giornalisti/ Renzi sull'Ordine dei giornalisti: «Lo abolirei domani mattina»]'', ''Il Post.it'', 29 dicembre 2015.</ref>
===2016===
*Da [[Isola di Lampedusa|Lampedusa]] arrivi un messaggio all'Europa: questa non è periferia, lontana dagli occhi dell'Europa ma un luogo di bellezza che ha permesso di salvare migliaia di vite. Guai a pensare che di fronte alle grandi emergenze del nostro tempo si possa far finta di niente o essere superficiali. I lampedusani ci hanno insegnato a restare umani. Compito dell'Europa è tenere insieme la nostra identità con i nostri valori.<ref>Citato in ''[http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Renzi-Lampedusa-ci-rende-orgogliosi-di-essere-europei-275a9710-94ec-468e-b7ce-311d25d6881a.html Renzi: Lampedusa è il cuore dell'Europa, ci rende orgogliosi di essere europei]'', ''Rainews.it'', 25 marzo 2016.</ref>
*{{NDR|Su [[Isola di Lampedusa|Lampedusa]]}} Questa non è solo la porta dell'Europa, è anche un luogo di rara bellezza con gente di rara bellezza. Lo Stato vuole aiutare Lampedusa a essere rappresentata per quello che è.<ref name=lamp>Citato in Emanuele Lauria ''[http://palermo.repubblica.it/politica/2016/03/25/news/renzi_a_lampedusa_isola_centrale_deve_essere_luogo_vivo_e_vissuto_-136284113/ Renzi a Lampedusa: "Isola centrale, deve essere luogo vivo e vissuto"]'', ''Repubblica.it'', 25 marzo 2016.</ref>
*{{NDR|Su [[Isola di Lampedusa|Lampedusa]]}} Questa terra non è periferia, è il cuore dell'Europa. Se non geografico, spirituale.<ref name=lamp/>
*[[Matteo Salvini|Salvini]] e [[Maurizio Landini|Landini]], in modo molto diverso, sono due fenomeni televisivi. Ma se la politica non ha attinenza con la realtà e smette di essere vita quotidiana produce personaggi che sono solamente soprammobili da talk tv.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/30/legge-elettorale-renzi-chiedo-voto-per-futuro-dignita-governo/1550492/ Renzi: "Landini come Salvini: sono fenomeni tv, soprammobili da talk show"]'', ''Il Fatto Quotidiano.it'', 30 marzo 2015.</ref>
*{{NDR|Parlando dell'[[omicidio di Giulio Regeni]]}} Ci fermeremo solo quando troveremo la verità, quella vera e non di comodo: il dolore della famiglia Regeni è il dolore di tutta l'Italia.<ref>Citato in ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/03/31/il-testimone-smonta-la-pista-dei-rapinatori09.html Il testimone smonta la pista dei rapinatori]'', ''Repubblica.it'', 31 marzo 2016</ref>
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Siamo l'unico Paese al mondo che sta facendo tre tunnel, tre opere strepitose per il collegamento con l'Europa: il [[Galleria di base del San Gottardo|Gottardo]] che si inaugura il primo giugno con la Svizzera<ref>In realtà la Galleria di base del San Gottardo si trova interamente in territorio svizzero ed è stata finanziata al 100% dal governo elvetico.</ref>, il Brennero che abbiamo sbloccato noi e ci collega all'Austria, la Torino-Lione con la Francia. Stiamo investendo 28 miliardi di euro, ovviamente cofinanziati, per collegarci con l'Europa.<ref>Citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/15/renzi-gaffe-internazionale-stiamo-per-inaugurare-il-tunnel-del-gottardo-che-e-totalmente-in-svizzera-lironia-social/2641585/ Renzi, gaffe internazionale: "Stiamo per inaugurare il tunnel del Gottardo". Che è totalmente in Svizzera. L'ironia social e le reazioni istituzionali elvetiche]'', ''ilfattoquotidiano.it'', 15 aprile 2016.</ref>
*[[Catania]] è una città bella. L'ho appena visitata dall'alto, piazze, chiese, il rapporto con la cultura romana e greca. E subito pensi, in questo teatro, alla cultura e a quanto è grande il nostro Paese. Un paese di straordinarie bellezze.<ref>Citato in ''[http://palermo.repubblica.it/politica/2016/04/30/news/renzi_in_sicilia_firma_il_patto_per_catania_e_riapre_il_viadotto_chiuso_sulla_palermo-catania-138787503/ Renzi in Sicilia firma i patti per Catania e Palermo e riapre il viadotto sull'A19: "Mai più scandali come questo]'', ''Repubblica.it'', 30 aprile 2016.</ref>
*{{NDR|Il [[Referendum costituzionale del 2016 in Italia]]}} È un grandissimo [[bivio]] tra l'italia che dice sì e quella che sa solo dire no.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2016/05/02/news/renzi_a_firenze_comitati_si_referendum-138896402/ Referendum riforme, Renzi a Firenze lancia i comitati: "La partita più grande è tornare all'Italia che dice sì"]'', ''La Repubblica.it'', 2 maggio 2016.</ref>
*La scelta di fare il prossimo G7 in Sicilia più che logistica è una scelta di politica culturale. Quale migliore terra della Sicilia che è la terra della bellezza, del volontariato, del medico Pietro Bartolo e dell'innovazione?<ref>Citato in ''[http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/05/26/news/renzi_al_g7_porto_l_orgoglio_dell_italia_che_salvano_le_vite_umane_-140621889/ Migranti, Ue: "Serve sostegno del G7". Renzi: "Il prossimo a Taormina, è scelta politica"]'', ''Repubblica.it'', sezione Palermo, 26 maggio 2016.</ref>
*Nel nostro G7 terremo insieme sogno e concretezza. Farlo in Sicilia non è un caso. La Sicilia della Magna Grecia, della bellezza, della filosofia, del barocco ma anche del volontariato e del farsi carico degli altri.<ref>Citato in ''[http://www.lastampa.it/2016/05/27/italia/politica/renzi-il-g-italiano-sar-sogno-e-concretezza-ewOyY6Vcj7CjyCBt7CPajL/pagina.html Renzi: il G7 italiano sarà sogno e concretezza]'', ''La Stampa.it'', 27 maggio 2016.</ref>
*Ho scelto di fare il G7 in [[Sicilia]] perché un importante leader di un paese altrettanto importante mi ha detto qualche tempo fa: "Il bilaterale a Palermo con te non lo faccio perché c'è la mafia". Il G7 lo faremo a Taormina e dovranno ricredersi tutti, dovranno innamorarsi della bellezza di questa terra. Nel racconto esterno, complice talvolta la pigrizia degli altri ma anche per nostre responsabilità, la straordinaria bellezza del Sud non viene raccontata come si dovrebbe. Io vado invece lì per aiutare la comunicazione e il racconto della bellezza. Il G7 del prossimo anno lo facciamo a Taormina e vediamo poi cosa scoprono quando gli metteremo nel programma dell'evento il Teatro Greco, l'Etna, il mare, e le signore le manderemo a Siracusa, ad Ortigia e a vedere il Barocco e l'Etna Valley. A quel punto gli chiederò: cos'è la Sicilia? Cos'è il Sud? Prego, ditemi…<ref>Durante un intervento all'iniziativa ''The Future Makers'' presso il Boston Consulting Group, Milano; citato in ''[http://www.blogtaormina.it/2016/05/31/taormina-g7-renzi-perche-scelto-la-perla/224637 Taormina. G7, Renzi: «Ecco perché ho scelto la Perla»]'', ''Taormina Today'', 31 maggio 2016.</ref>
*Io sono molto orgoglioso di una caratteristica che ha il mio paese, l'[[Italia]]: noi siamo il secondo paese per [[longevità]] al mondo, per aspettative di vita, ma, se guardo i dati, vedo che ci sono spazi, e gli studi del mio paese lo dimostrano, per immaginare che da qui a qualche anno vivremo almeno fino a un secolo di età media.<ref>Da un intervento al ''Forum economico internazionale'', 17 giugno 2016. [https://www.youtube.com/watch?v=_TmxNR9vKwo Video] disponibile su ''YouTube.com''.</ref>
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} Se perdo il referendum considero fallita la mia esperienza politica.<ref>Dalla conferenza stampa di fine anno, 29 dicembre 2015; citato in ''[http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/22/referendum-tutte-le-volte-che-renzi-e-i-suoi-hanno-promesso-se-vince-il-no-andiamo-via-e-non-ci-vedete-piu/2988184/ Referendum, tutte le volte che Renzi e i suoi hanno promesso: "Se vince il no andiamo via e non ci vedete più"]'', ''IlFattoQuotidiano.it'', 22 agosto 2016.</ref>
*In [[Sport in Italia|Italia]] si fa politica con lo sport, nel senso che la politica si occupa di sport e riconosce nello sport un valore universale e di cittadinanza.<ref>Citato in ''[http://www.coni.it/it/news/primo-piano/12513-sport-e-periferie,-definito-il-piano-dei-183-interventi-renzi-in-italia-facciamo-politica-con-lo-sport-e-sinonimo-di-comunit%C3%A0-e-civilt%C3%A0.html Sport e Periferie, definito il piano dei 183 interventi. Il Premier Renzi: facciamo politica con lo sport]'', Comunicato Stampa CONI, 12 ottobre 2016.</ref>
*Un autorevole leader in occasione di un meeting ha fatto una battuta particolarmente stupida. Avevo fatto un passaggio sulla Sicilia. E questa personalità ha fatto una battuta tipica dei pregiudizi che ancora subite e subiamo. Ha detto "la Sicilia è il luogo della mafia". Io ho detto che la Sicilia è cultura, teatro, passione, cibo. E che prima di parlare di Sicilia questa persona avrebbe dovuto studiare. Allora ho deciso di fare il G7 qui e non a Firenze.<ref>Citato in ''[http://livesicilia.it/2016/10/21/renzi-di-scena-a-palermo-folla-e-contestazioni_793930/ Matteo Renzi di scena a Palermo "Col Sì addio alla vecchia guardia"]'', ''Live Sicilia'', 21 ottobre 2016.</ref>
*Il valore straordinario di [[Palermo]] sta nell'incrocio di strade e tradizioni, nell'incrocio di civiltà. Palermo è la città della complessità anche nel racconto esterno.<ref name=pale>Citato in ''[http://www.siciliainformazioni.com/redazione/444507/444507 Anno accademico, Renzi: "C'è un Matteo che mi toglie il sonno"]'', ''Siciliainformazioni. com'', 22 ottobre 2016.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Sicilia]]}} Questa terra ha bisogno di riflettere su se stessa e ragionare sul proprio futuro. La vostra regione ha un ruolo fondamentale per la qualità che ha espresso nei secoli e che dimentichiamo di dirlo a noi stessi. Ha un potenziale pazzesco ma un problema di autostima. Come l'Italia che non si rende conto di com'è percepita nel mondo. Abbiamo opportunità impressionanti.<ref name=pale/>
*Fare politica andando contro qualcuno è molto facile, fare politica per qualcosa è più bello, è più difficile ma più bello. E siate orgogliosi di questa bellezza. Non smettete mai di pensare che si fa politica pensando ai propri figli e non alle alchimie dei gruppi dirigenti.<ref>Dal discorso durante il quale ha annunciato l'intenzione di rassegnare le dimissioni dopo l'esito del [[Referendum costituzionale del 2016 in Italia|referendum costituzionale]], Palazzo Chigi, 5 dicembre 2016. Visibile al minuto 03:20 di [http://video.corriere.it/referendum-trionfa-no-discorso-renzi/5dc37392-ba7c-11e6-99a2-8ca865283c9e ''Referendum, Renzi si dimette: il discorso integrale da Palazzo Chigi''], ''Video.Corriere.it'', 5 dicembre 2016.</ref>
*Nella politica italiana non perde mai nessuno. Non vincono, ma non perde mai nessuno. Dopo ogni elezione resta tutto com'è. Io sono diverso, ho perso e lo dico a voce alta... anche se con il nodo in gola, perché non siamo robot. (dal discorso durante il quale ha annunciato l'intenzione di rassegnare le dimissioni dopo l'esito del [[Referendum costituzionale del 2016 in Italia|referendum costituzionale]], Palazzo Chigi, 5 dicembre 2016<ref>Visibile al minuto 04:20 di [http://video.corriere.it/referendum-trionfa-no-discorso-renzi/5dc37392-ba7c-11e6-99a2-8ca865283c9e ''Referendum, Renzi si dimette: il discorso integrale da Palazzo Chigi''], ''Video.Corriere.it'', 5 dicembre 2016.</ref>)
*Lo dico qui, prendendomene la responsabilità, che se non riesco a superare il bicameralismo perfetto non considero chiusa l'esperienza del governo, considero chiusa la mia esperienza politica<ref>Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2014, citato in ''[http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/12/14/news/se-perdo-al-referendum-non-mi-vedrete-piu-1.290955 "Se perdo al referendum non mi vedrete più" Tutte le promesse non mantenute di Renzi e Pd]'', ''L'Espresso'', 14 dicembre 2016.</ref>
*Non è personalizzazione, ma serietà. Se io perdo [il Referendum costituzionale - NdR], con che faccia rimango? Ma non è che vado a casa, smetto proprio di fare politica.<ref>Che tempo che fa dell'8 maggio 2016, citato in ''[http://espresso.repubblica.it/palazzo/2016/12/14/news/se-perdo-al-referendum-non-mi-vedrete-piu-1.290955 "Se perdo al referendum non mi vedrete più" Tutte le promesse non mantenute di Renzi e Pd]'', ''L'Espresso'', 14 dicembre 2016.</ref>
===2017===
*{{NDR|Al padre}} Io spero che tu riesca a capire la fase che stiamo vivendo [...] se tu vai in un interrogatorio [...] e pensi di poter dire non so chi sono, non so chi sono questi, ti portano via e fanno bene!<ref>Da una intercettazione telefonica del 2 marzo 2017. Citato in [https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/matteo-devi-portare-a-casa-il-culo-niente-provocazioni/ Consip, le intercettazioni tra i Renzi. Matteo: "Devi portare a casa il culo, niente provocazioni"], ''Il Fatto Quotidiano'', 7 novembre 2018</ref>
*Le notizie che arrivano dalla [[Cecenia]] lasciano senza parole. Pensare che nel 2017 esistano dei campi per rieducare uomini "dall'[[orientamento sessuale]] non tradizionale o sospetto" fa davvero rabbrividire. La dignità e la libertà degli uomini, a prescindere dal proprio orientamento sessuale, non possono essere lese così per nessun motivo ed in nessuna parte del mondo. I [[campi di concentramento]] per [[gay]] ci riportano al [[nazismo]]: tutti dobbiamo far sentire il nostro sdegno.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/esteri/2017/04/11/news/cecenia_diritti_gay-162727272/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P6-S1.8-T1 "In Cecenia campi di rieducazione per gay". Radicali, Pd e Sinistra italiana: "Mogherini e Alfano intervengano"]'', ''Repubblica.it'', 11 aprile 2017.</ref>
*Ci vuole un passo di buon senso, mi permetto di dire che se quelli non prendono il 5 per cento e stanno fuori non è un dramma, è così dappertutto, in tantissimi paesi. Cioè, se dopo anni che sei stato al governo, hai fatto il ministro di tutto, non riesci a prendere il 5 per cento del voto degli italiani è evidente che non possiamo fermar tutto per dare un potere di ricatto ai partitini.<ref>Citato in ''[http://www.ilpost.it/2017/06/01/matteo-renzi-ha-fatto-una-leggerissima-allusione-contro-angelino-alfano/ Matteo Renzi ha fatto una leggerissima allusione contro Angelino Alfano]'', ''Il Post.it'', 31 maggio 2017.</ref>
*In Italia il [[Partito Democratico|Pd]] è la diga contro i populisti: chi piccona la diga, mette a rischio il Paese.<ref>Da intervista di Aldo Cazzullo, ''«Abbiamo quasi un anno davanti per occuparci dell'Italia Uniti con Giuliano possibile il 40%»'', ''Corriere della Sera'', 10 giugno 2017, p. 3</ref>
*{{NDR|Su rifondazione del calcio e stadi di proprietà, dopo la mancata qualificazione ai mondiali 2018}} La visita allo stadio del Frosinone ha un doppio significato: il primo è un grande in bocca al lupo al [[Maurizio Stirpe|presidente Stirpe]]. [...] C'è un secondo elemento [...]: il calcio purtroppo dopo l'eliminazione della Nazionale vive un momento molto difficile. C'è bisogno di rifondarlo, c'è bisogno di riorganizzare la Federazione. Ha fatto bene Tavecchio a dimettersi, ha fatto bene Ventura ad andarsene, però bisogna ripartire con tutto il movimento calcistico. Quello che ha fatto Stirpe qui a Frosinone secondo me è molto interessante: questa {{NDR|lo stadio [[Stadio Benito Stirpe|Benito Stirpe]]}} è la casa del tifoso. C'è un investimento sugli aspetti infrastrutturali [...] ma c'è anche tutto un percorso dietro: il crowdfunding per i tifosi, la possibilità di fare di questa struttura un luogo per le famiglie [...], insomma il lato bello del calcio.<ref>Dall'intervista trasmessa sul TG di ITR 7Gold, 23 novembre 2017. [https://www.youtube.com/watch?v=HCAPatnvwbc Video] disponibile sul canale dell'emittente TV su ''YouTube.com'' (dal minuto 2:30).</ref>
*Noi {{NDR|dal PD}} siamo diversi da M5s e dal centrodestra. Noi abbiamo aumentato i posti di lavoro, Berlusconi lo spread e Di Maio i followers. Di Maio non è quello dei congiuntivi. I Cinquestelle, vedete Torino, tagliano sulla cultura quando governano, noi siamo diversi dai Cinquestelle e dal Centrodestra. Noi siamo garantisti, non facciamo leggi ad personam o cambiamo le regole interne del partito in base agli amici. Noi crediamo nell'Europa, la vogliamo cambiare, non siamo quelli della doppia moneta. Noi siamo per la crescita, con il centrodestra c'è stata la recessione e il M5s ha teorizzato la decrescita. C'è una differenza ontologica tra noi, M5s e centrodestra.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/politica/2017/11/26/news/leopolda_intervento_matteo_renzi_partito_democratico_pd_dem-182187120/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1 Leopolda, Renzi: "80 euro a famiglie con figli". "Sul Web M5s e Lega usano stessi codici, li abbiamo sgamati"]'', ''Repubblica.it'', 26 novembre 2017.</ref>
===2019===
*{{NDR|[[Ultime parole famose]]}} [...] oggi dico semplicemente, se ci fosse da votare un governo o con i Cinque Stelle o con la Lega, io voterei contro, in Parlamento. Penso che sia un atteggiamento molto serio, no polemics, nessuna discussione polemica.<ref>Dalla trasmissione televisiva ''Omnibus'', ''La7'', 23 luglio 2019; video disponibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=xrt136jM80E YouTube.com]'', min. 11:04.</ref>
*La Leopolda è la più grande manifestazione politica degli ultimi dieci anni, di donne e uomini che credono nella politica e se la sono finanziata. Tutti i finanziamenti sono stati [NdT: ''capoverso a capo''] fatti con bonifico, sono tutti tracciabili.<ref>Citato da [https://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2019/12/01/news/la-leopolda-non-e-un-reato-renzi-critica-i-magistrati-e-avverte-accanto-alle-sardine-ci-vogliono-i-salmoni-1.38039164/ ''"La Leopolda non è un reato". Renzi critica i magistrati e avverte: "Accanto alle sardine ci vogliono i salmoni"''], su ''Il Tirreno'', Pistoia, 1 dicembre 2019. URL archiviato l'[http://archive.is/SEZMc/ 1 dicembre 2019].</ref>
===2020===
* {{NDR|Riguardo l'approvazione della riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità}} Davanti alla crisi pandemica stavolta l'Europa ha risposto battendo un segno positivo e l'Italia è protagonista di questa svolta. La riforma del [[Meccanismo Europeo di Stabilità| Mes]] è una piccola parte ma va in giusta direzione.<ref>Citato in ''[https://www.ilmessaggero.it/video/politica/mes_matteo_renzi-5635314.html Mes, Renzi: «Riforma piccola parte ma va in giusta direzione»]'', ''IlMessaggero.it'', 9 dicembre 2020.</ref>
===2021===
*Pieno rispetto per le opinioni di tutti ma le leggi le fanno i parlamentari, non i cardinali.<ref>Citato in ''[https://www.repubblica.it/politica/2021/06/26/news/omofobia_renzi_il_ddl_zan_e_fondamentale_e_necessario_trovare_un_accordo_-307787197/?ref=RHTP-VS-I287409039-P6-S6-T1 Omofobia, Renzi: "Il ddl Zan è fondamentale. È necessario trovare un accordo"]'', ''Repubblica.it'', 26 giugno 2021.</ref>
===2026===
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere [[Odissea (film)|Odissea]] di [[Christopher Nolan|Nolan]] e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull’uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film.<ref>Da un [https://www.instagram.com/p/Da71NguHKN_/ post] sulla pagina ufficiale ''instagram.com'', 19 luglio 2026.</ref>
==''Fuori!''==
*Provate a immaginare che guazzabuglio di emozioni si possa provare guidando una città di cui mezzo mondo è innamorata. Una responsabilità struggente e straordinaria. La stanza da lavoro del sindaco è intitolata a Papa Clemente VII. I personaggi degli affreschi del Vasari sembrano prenderti le misure. Stanno lassù, sui muri, quasi imbronciati o annoiati; del resto in questa sala ne hanno viste di tutti i colori. Ti copre le spalle, quasi a proteggerti, la solenne rappresentazione dell'assedio della città voluto dalle truppe di Carlo V: battaglia storica, finita male. Per fortuna i fiorentini fecero in tempo a inventare il calcio, in piazza Santa Croce. E a salvare l'onore. Sulla destra la battaglia di Gavinana ricorda l'episodio in cui perse la vita Francesco Ferrucci, per mano di Maramaldo, il vigliacco per eccellenza. Quasi un'esortazione ad agire sempre con coraggio. Anche dal pavimento salgono messaggi subliminali, come il simbolo della tartaruga con la vela, voluto da Cosimo: ti invita ad essere veloce, ma saggio. Deciso, ma prudente. Quando la sera clicchi sull'interruttore per andartene e le finestre lasciano intravvedere la penombra della sala, ti rendi conto di essere davvero un nano sulle spalle di giganti. (p. 10)
*Attenzione. Decidere non significa non ascoltare nessuno. Al contrario: è importante ascoltare tutti. Ma poi bisogna agire. Altrimenti la discussione politica diventa il bar dello sport: tutti dicono la loro, ma alla fine non cambia nulla. (p. 16)
*Ero all'ultimo anno di mandato come presidente della Provincia di Firenze. Appena qualche mese e si sarebbe tornati al voto. Tutti i dirigenti locali del centrosinistra fiorentino erano favorevoli alla possibilità che io proseguissi il lavoro in Provincia, con il secondo mandato. Contenti per come avevo amministrato? Forse, ma a dir la verità non ci avrei giurato. Qualcuno, infatti, voleva solo evitare la mia candidatura alle elezioni comunali che si sarebbero svolte contestualmente. (p. 22)
*Un pezzo grosso del mio partito sentì la necessità di spiegarmelo in modo sbrigativo: «Ciccio, a me hanno insegnato che a trentaquattro anni si rispetta la [[fila]]». Disse proprio così: si rispetta la fila. Come al supermercato, quando tutti abbiamo da svuotare il carrello. Uno per volta, rispettando la fila. Solo che facendo così in politica non si svuota il carrello, si svuota l'entusiasmo. Decisi che non volevo (e ancora oggi non voglio) fare il pollo di batteria. Non volevo che gli altri, loro decidessero i tempi. Non volevo stare alle loro regole, le regole di una generazione che ha già dato tutto quello che poteva dare. (pp. 23-24)
*Ve lo ricordate, il governo dell'Unione? Dai, il governo più litigioso della storia repubblicana. Quello in cui un ministro presentava un'idea e il giorno dopo un altro ministro diceva l'opposto, magari scendendo in piazza con i contestatori. Perché loro erano l'Unione. Si erano chiamati così apposta, si vede... Pensandoci bene, verrebbe da domandarsi: ma chi glieli sceglie i nomi ai partiti politici? (p. 24)
*Ma in realtà passeggiando per le strade di Firenze mi rendo conto che non solo i capolavori universali, ma ogni luogo della città mi dice qualcosa: un campo sportivo dove ho giocato, un giardino dove ho pianto, persino una fermata dell'autobus dove ho aspettato qualcosa o forse qualcuno. Ogni angolo della città deve scatenare un sentimento in chi vuol fare il [[sindaco]]. Altrimenti ha sbagliato mestiere. Potrà ragionare di culture politiche, discutere sulle grandi riforme. Magari sarà il più colto dei deputati o il più elegante tra i senatori. Ma non potrà mai fare il sindaco. Può provare a fare il primo cittadino solo chi crede che amministrare sia davvero un'estensione del verbo amare. L'etimologia della parola ci porterebbe altrove. Dovremmo dire infatti che amministrare significa servire. E il tema del servizio civico, della cosa pubblica è uno degli aspetti più intriganti della politica fatta con passione. Nell'abisso di solitudini che caratterizza il nostro tempo, c'è proprio bisogno di costruire una comunità, di incrociare sogni, di stabilire legami. Evitare l'individualismo dedicando del tempo al servizio del bene comune è già una suggestiva scelta controcorrente. Ma questo vale per ogni tipo di impegno politico. La peculiarità dell'esperienza come sindaco – o come candidato sindaco – sta proprio nel legame intimo e inebriante con la propria città. (pp. 26)
*Un fiorentino sopporta tutto. L'importante è evitare – accuratamente – di passare da bischero, espressione difficilmente traducibile. I Bischeri erano una nobile famiglia fiorentina che si ritrovò rovinata per alcuni errori strategici. Diciamo che devi evitare di compiere un errore gratuito, di tirarti la zappa sui piedi, di segnare un autogol. Perché se passi da bischero non hai diritto neanche alla compassione che in genere un popolo dotato di umanità come il nostro riserva agli sconfitti. Se te la sei cercata, affari tuoi: sei passato da bischero. (p. 27)
*Una signora con i capelli rossi, di mezza età, ben vestita si fece largo tra la gente che mi circondava, si avvicinò e si incaricò di riportarmi alla realtà. «Dunque, lei ha detto che nel caso in cui perderà le elezioni tornerà a lavorare e non farà come fanno tutti, vero?» «Certo signora, penso che dobbiamo dare il buon esempio per primi noi.» «Giusto, molto interessante. Come interessanti sono le altre cose che ha detto, in particolar modo sulla macchina comunale e le cose da fare nei primi cento giorni. Condivido.» Bene, penso, questa è presa. Vediamo se riusciamo anche a coinvolgerla nella campagna elettorale. «Grazie signora. Se vuole può darci una mano. Vorremmo che la campagna elettorale fosse l'occasione per avvicinare nuove persone a un modo diverso di fare politica.» «No, guardi, non ha capito proprio niente. Io non la voto. È vero che condivido praticamente tutte le vostre idee e mi piace il vostro modo di proporle. Ma lei ha detto che se perde le primarie torna a lavorare. E siccome io credo che la sua scelta sarebbe utile come segnale nazionale, non solo non la voto, ma spero anche che perda, così da mantenere la sua promessa. Arrivederci.» Sono un chiacchierone e spesso ho la battuta pronta, ma quella volta non trovai le parole per risponderle. Persi l'attimo. E dietro al ragionamento stringente della signora rimasi come inebetito. Condivideva il nostro progetto al punto di sperare che noi perdessimo. Mitica! Mi sentivo scartato e buttato a terra come un difensore ubriacato da un dribbling del miglior Messi. (pp. 30-31)
==''Avanti: Perché l'Italia non si ferma''==
* Un vecchio adagio della politica dice che le dimissioni in Italia si devono solo minacciare, non rassegnare per davvero.
* Fare la parte della vittima funziona sempre in un paese in cui si ha più simpatia per chi non ce la fa che per chi ci prova.
* Non credo nell'azzardo come metodo politico, ma se fai politica e non ti prendi mai un rischio potrai vivere un'onesta carriera collezionando poltrone, ma non cambierai mai il tuo paese.
*{{NDR|Sul [[Movimento_5_Stelle|Movimento 5 Stelle]]}} Non solo scie chimiche e congiuntivi, dunque: proprio una visione del mondo che fatica a mettere a fuoco la distanza tra Venezuela e Cile, così come la distanza tra il mondo virtuale degli algoritmi e la realtà.
==Citazioni su Matteo Renzi==
*Abbiamo avuto di meglio. Come Berlusconi e tutti i politici della Prima Repubblica, da Spadolini ad Andreotti. Avevano carisma, erano un modello. ([[Pamela Prati]])
*All'Inferno probabilmente ci finirà anche Renzi, non solo come cattolico. Per lui è questione di tempo perché voi sapete che nell'Inferno dantesco c'era un girone per ogni tipologia. [...] Quello che è certo è che se {{NDR|Renzi}} non è ancora andato all'Inferno non è perché non se lo meriti. [...] Non ne hanno ancora fatto uno {{NDR|di girone per}} quello che i peccati li ha fatti tutti perché bisognerà scavare un buco talmente profondo per mettercelo che addirittura [...] io penso che alla fine [...] tanti tanti peccati alla fine fanno un satanasso veramente. Io non so, concorrerà con [[Lucifero]] nella collocazione della scala dei valori all'Inferno. ([[Roberto Calderoli]])
*Cito l'amico [[Alberto Bagnai|Bagnai]], che, ieri, ha fatto una distinzione, secondo me, significativa, nella discussione generale, tra [[populismo]] e [[demagogia]]. Allora sarà populismo cialtrone quello che era contenuto nelle frasi [...] di alcuni esponenti di varie forze politiche del Parlamento? Forse sì. Ma, allora, è demagogia quella di chi {{NDR|Matteo Renzi}} dice "mi do un anno di tempo per far cadere un Governo", è demagogia quella di chi dice "oggi, se non passerà questo referendum, abbandonerò la politica e non mi vedrete mai più" e oggi ce lo troviamo ancora qui, con il 6 per cento, a ricattare il mondo. ([[Marco Osnato]])
*Con Berlusconi non c'era tutto questo servilismo che c'è verso Renzi. È una cosa insopportabile. La Rai è già renziana ma si adegua sempre, a volte anticipa i tempi. Mi colpisce la stampa, è un inno continuo. La7? Sì, [[Enrico Mentana|Mentana]] è abbastanza renziano, senza dubbio. E poi Renzi dà il cellulare a tutti. C'è una forma di cameratismo coi giornalisti che vuol dire tante cose. Con Berlusconi non c'era, non c'era. Ci deve essere un distacco. ([[Carlo Freccero]])
*Del giovane caudillo Renzi, che dire? Un maleducato di talento. Il Corriere ha appoggiato le sue riforme economiche, utili al Paese, ma ha diffidato fortemente del suo modo di interpretare il potere. Disprezza le istituzioni e mal sopporta le critiche. ([[Ferruccio de Bortoli]])
*Deve essere ogni giorno difeso dalla scorta, lui che diceva: «mi difende la gente», ma forse intendeva: «l'agente». ([[Alessandro Di Battista]])
*È abbastanza triste vedere che chi doveva riformare la sinistra - e lo dice uno che l'ha sostenuto quando era segretario dem - voglia costruire un Centro, piccolissimo e alleato del centrodestra. Del resto Renzi non ha più spazio politico nel centrosinistra: c'è una frattura tra lui e l'elettorato di sinistra. ([[Matteo Ricci (politico)|Matteo Ricci]])
*È circondato, però, da mezze tacche: gli ex lacchè di Berlusconi. Fini, che ho conosciuto bene, quando faceva l'attendente ossequioso di Giorgio Almirante cui prestavo denari per il Msi. Soldi sempre resi... quello sì che era uomo di parola. E poi Schifani, Alfano: personaggi non certo di livello. Berlusconi ha sbagliato con le giovani donne, ma soprattutto circondandosi di personaggi di bassa levatura... Penso a Verdini, un mediocre uomo di finanza; è un massone... credo, ma non della nostra squadra. ([[Licio Gelli]])
*{{NDR|Durante le consultazioni per la formazione del nuovo governo nel 2014}} È la prima volta che mi succede di non dare la fiducia a una persona come te, ma non perché sei tu, per quello che rappresenti. Tu rappresenti le banche, i poteri forti: dici una cosa e poi la smentisci il giorno dopo. Sei un ragazzo giovane, ma nello stesso tempo vecchio. ([[Beppe Grillo]])
*È [[misoginia|misogino]], costruito a tavolino e [[maschilismo|maschilista]]. È uno che quando ti vede ti fa sempre prima un complimento su quanto sei carina, e poi parla di lavoro... A me queste cose mi fanno diventare una iena. ([[Alessandra Moretti]])
*È uno che sta su un cavallo. Non sa da dove è partito né dove vuole andare, l'importante è continuare a galoppare, altrimenti finisce disarcionato. ([[Mario Capanna]])
*È un [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] che non ce l'ha fatta. ([[Fedez]])
**Il nostro Presidente del Consiglio è francamente imbarazzante, perché è imbarazzante un Presidente del Consiglio che si presenta in Aula senza conoscere i provvedimenti che ha adottato. [...] È evidente che non conosce il contenuto del provvedimento e non conosce nemmeno la differenza tra una società per azioni e una società quotata in borsa. Ma ancora più imbarazzanti e gravi sono le menzogne che offendono quest'Aula, che offendono questa istituzione, che offendono il Paese, quando viene a dire in questa sede che ha salvato un milione di correntisti – termine roboante – quando poi i correntisti della più grande delle quattro banche salvate sono solo 70.000. Che cosa dobbiamo pensare colleghi? Che siamo di fronte a persona che mente spudoratamente! ([[Mario Michele Giarrusso]])
*Il nuovo segretario ha messo in moto riforme fondamentali per il Paese, ma le accompagna con un'intolleranza inaccettabile verso le posizioni diverse dalla sua. Chi guida il partito non può pretendere soltanto opportunismo, conformismo e servilismo. ([[Stefano Fassina]])
*Io questo Renzi non lo capisco. È giovane e fa il sindaco di [[Firenze]], più spazio di così! ([[Emanuele Macaluso]])
*Io sono più liberale di Renzi, su questo non ci piove proprio. ([[Pier Luigi Bersani]])
*La capisco, si starà chiedendo come possa un Presidente non votato avere forza nelle proprie azioni, la necessaria credibilità internazionale e l'autorevolezza di chi deve difendere i diritti del proprio Paese. La risposta è semplice, la do io: non può! Ecco la ragione per cui da potenziale rottamatore oggi si è trasformato nel garante degli interessi dei potenti, dei venditori di armi, della [[finanza]] internazionale. ([[Angelo Tofalo]])
*Lei non è affatto l'onesto ed esuberante sindaco che vuol far credere. Perché non ci dice chi sono i burattinai che la manovrano? Solo pochi giorni fa, parlando del Governo, aveva liquidato la questione con un «ma chi ce lo fa fare?». Beh, oggi conosciamo la risposta, almeno parziale: glielo fa fare [[Carlo De Benedetti]], tessera n. 1 del PD, di certo uno dei massimi esperti italiani di rottamazione, essendo il demolitore di un gioiello italiano come l'[[Olivetti]]. Chi ha pagato la sua campagna alle primarie, presidente Renzi? Pensa davvero che il popolo italiano sia così ingenuo da bersi la storiella del mercato rionale, che non sappia delle sue cene a porte chiuse con gli squali dei veri mercati che le interessano, cioè quelli finanziari, o della sua benevola investitura da parte della troika e delle banche speculatrici che ci hanno condotto sull'orlo della catastrofe? Ormai solo chi sceglie consapevolmente di non sapere può ignorare l'evidenza dei fatti. ([[Paola Taverna]])
*Matteo Renzi è un vero imbecille. [...] Caro Renzi, sei di una abissale ignoranza, privo di basi culturali, solo chiacchiere distintivo e insider trading. [...] In quale loggia massonica di tuo padre ti hanno dettato le presunte norme per scuola e banche? [...] Sei davvero una persona spregevole, torna nella loggia del babbo. ([[Maurizio Gasparri]])
*Matteo Renzi non dice mai una cosa vicina alla gente comune, all'operaio che, tornato dalle ferie, ha trovato la fabbrica chiusa, al disoccupato, all'infermiere. Niente. È più forte di lui. Non ci riesce. Il fu giovane Renzie lo si ricorda per le sue comparsate, in giubbetto di pelle, da [[Maria De Filippi]] e per le sue blindate cene milanesi con l'alta finanza. È l'uomo delle banche e dei capitali. ([[Beppe Grillo]])
*Matteo Renzi non sta bene dove può essere messo in discussione, non ama il confronto democratico e si comporta da primadonna, ma ne abbiamo già avuta una e si chiamava [[Silvio Berlusconi]]. Sta portando in giro per l'Italia uno show televisivo e fa degli slogan lo stile di questa campagna elettorale. ([[Alessandra Moretti]])
*Mi è sembrata una persona che vuole davvero cambiare le cose. Da lui mi sentirei rappresentata. Credo che ad avvicinarci non siano le idee politiche ma la stessa cultura generazionale. ([[Barbara Berlusconi]])
*Mi sembra che Renzi si sia chiamato fuori definitivamente {{NDR|dal [[Governo Conte II|Governo Conte]]}} e poi la politica non è una sceneggiata napoletana. Nel momento in cui decidi di rompere è finita. Dovrebbe interrogarsi, chiedersi perché non ci sia un leader o un giornale straniero che gli dia ragione e perché solo il 10% degli italiani pensa stia facendo una cosa intelligente. ([[Enrico Letta]])
*Non è una persona affidabile. Va per la sua strada, come dimostra anche il [[salario minimo]]. ([[Roberto Fico]])
*Non mi pare che al successo mediatico di Renzi corrisponda una straordinaria ricchezza e novità di contenuti. ([[Massimo D'Alema]])
*Oggi ha parlato il presidente del consiglio di Paperopoli {{NDR|riferendosi a Matteo Renzi}} [...]. Cara signora [[Cécile Kyenge|Kyenge]], rimettiti a parlare, perché da quando non dici più le tue cazzate quotidiane contro di noi, non abbiamo più una spinta elettorale. Renzi è un gran figlio di zoccola perché ci ha tolto questo personaggio. ([[Mario Borghezio]])
*Oggi l'80% degli italiani quando sente il nome di Renzi chiude la porta e corre a toccare tutti gli amuleti possibili. ([[Ernesto Abaterusso]])
*Presidente, metta il cellulare in tasca ed accenda il [[cervello]]. ([[Angelo Tofalo]])
*Quando guardo Renzi, è come se vedessi un cocktail in cui ci sono shakerati un terzo di [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], un terzo del peggior [[Bettino Craxi|Craxi]] e un terzo di [[Jerry Calà]]. Ecco, quando vedo un presidente del Consiglio così, un po' di paura onestamente mi viene. ([[Andrea Scanzi]])
*{{NDR|Sulla riforma elettorale}} Renzi, come ha fatto [[Walter Veltroni|Veltroni]] alla sua epoca, vuole uccidere col voto utile tutto ciò che è alla sua sinistra, diciamo così; ossia tutte le liste che si presentano togliendo voti al [[Partito Democratico|Pd]] da sinistra. ([[Giovanni Russo Spena]])
*Renzi continua a fare prevalere le sue aspirazioni personali rispetto agli interessi del Paese e mi sembra irresponsabile. ([[Stefano Fassina]])
*Renzi è come [[Beppe Grillo|Grillo]], è la personificazione della poca consistenza politica al servizio di interessi terzi. ([[Franco Marini]])
*Renzi è tecnicamente un figlio di puttana. ([[Vittorio Sgarbi]])
*Renzi è un bambinone, visto il suo comportamento che è pieno di parole e molto ridotto nei fatti: non è destinato a durare a lungo... ([[Licio Gelli]])
*Renzi [...] era uguale nella versione pubblica e privata, sempre arrogante. Però mi aveva colpito per quello, era coerente con sé stesso, credeva in quello che diceva. Forse poi ha esagerato con l'[[arroganza]]. ([[Pif]])
*Renzi, io ti devo dire delle cose, a te. [...] Guarda, tu sei in età fertile, per cui è il tuo momento! È il tuo momento! Non ascoltare quei vecchi babbioni. Vai! Fai! Fai! Se fai le cose belle, poi ti veniamo tutti dietro! Fai delle cose per la città importanti, lo so che ce l'hai il cuore. Hai l'età in cui [[Lorenzo il Magnifico]] faceva delle figate pazzesche, certo non aveva le elezioni, però insomma… ([[Jovanotti]])
*Renzi ha le caratteristiche, per quel poco della sua visione che conosciamo (che non è molto), di persona liberal-moderata. Se lui diventa il capo del partito, cambia l'antropologia del partito, perché il partito è un partito riformista di centro sinistra, non è un liberale-moderato il partito. ([[Eugenio Scalfari]])
*Renzi ha un livello di ambizione sfrenata, a volte parla e non si sa quello che dice, cerca solo i titoli sui giornali. Se non modera questa ambizione finisce fuori strada. ([[Franco Marini]])
*Renzi, nonostante i teatrini di facciata e le finte risse con i vari leader europei, non conta assolutamente nulla. Lui può muoversi solamente entro i paletti che le ''lobby'' che lo sostengono gli hanno imposto: quando li tradirà, sarà fatto fuori anche lui. ([[Manlio Di Stefano]])
*Renzi stufo dei rigori sbagliati dalla Fiorentina: «Il prossimo verrà trasformato per decreto». ([[Gene Gnocchi]])
*Se non sarò schiantato dalla mezza maratona che correrò al mattino, andrò a votare alle primarie del [[PD|Pd]] e voterò Renzi. Mi sembra che sia l'unico candidato che interpreta meglio la rottura necessaria in questo momento, rottura rispetto alla politica e ai partiti. Gli altri no [...] temo che inseguino i processi, piuttosto che anticiparli come tenta di fare Renzi. ([[Sergio Chiamparino]])
*{{NDR|Sulle primarie del candidato premier del PD}} Se Renzi vuole correre per le primarie si dimetta dal [[PD]], perché il candidato è il segretario del PD per statuto. E se fosse modificato, allora sappia che non sarà solo. ([[Rosy Bindi]])
*Se Renzi vuole dare la dimostrazione che il Paese cambi, provi a cambiare la Rai: è una riforma senza costi, l'unico prezzo per lui è rinunciare al controllo sulla tv di Stato. Se da un cambiamento della Rai e della governance cambia il sistema è un punto, altrimenti non si arriverà a un mercato in cui ci si sfida liberamente, come Renzi ha promesso. ([[Michele Santoro]])
*{{NDR|Alle elezioni primarie del Partito democratico 2012}} Se si va sulla strada di Renzi si va al disastro politico. ([[Massimo D'Alema]])
*Secondo Matteo Renzi, [[Giovanni Falcone]] lavorava poco e aveva troppe ferie. ([[Saverio Lodato]])
*Sono tra quelli che hanno sperato in Renzi, ho sperato che la sinistra volesse continuare a essere partito di governo, e non eternamente un partito diviso. Se possono far resuscitare la destra ce la mettono tutta. ([[Gigliola Cinquetti]])
*Tanti uomini della [[Sinistra in Italia|sinistra]] hanno riversato su Renzi attacchi senza senso, in un mix di intolleranza, cultura del sospetto e stupidità. ([[Daniele Capezzone]])
*Tra Renzi e Berlusconi vedo similitudini, vedo Renzi come continuatore della modernità. Renzi poi non è mai stato un antiberlusconiano viscerale, non parla con astio di nessuno, gioca, scherza… tratti simili a Berlusconi. ([[Denis Verdini]])
*Un rottamatore da rottamare. Ha messo una pietra tombale sulla cultura a Firenze. È arrivato, giovane e pimpante, ha ammazzato tutto. Un berluschino che fa gite ad Arcore. ([[Piero Pelù]])
===[[Silvio Berlusconi]]===
*Ha fatto fuori più comunisti lui in due mesi che io in venti anni... ([[Silvio Berlusconi]])
*Renzi comunque è certamente un gran lavoratore, solo che secondo me ha sbagliato lavoro. Avrebbe dovuto fare il presentatore televisivo.
*{{NDR|Nel 2017}} Renzi ha commesso tanti errori. Ha creduto che essere brillante nei dibattiti e avere la battuta pronta, significhi avere un progetto in grado di convincere gli italiani. Di fatto ha svuotato di significato il Pd senza modernizzarlo. Oggi è in evidente difficoltà, anche nel suo partito. Può uscirne ma deve capire che in politica non basta essere brillanti, occorre avere delle idee e dei valori nei quali credere con forza. ([[Silvio Berlusconi]])
===[[Massimo Gramellini]]===
*Dopo il prepensionamento di [[Romano Prodi|Prodi]], Renzi è l'unico politico del centrosinistra in grado di battere [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] in una campagna elettorale.
*Conosco tanti berlusconiani delusi, ma neanche uno disposto a votare per [[Pier Luigi Bersani|Bersani]], [[Nichi Vendola|Vendola]] o chiunque altro sia stato iscritto al [[Partito Comunista Italiano|Pci]]. Mentre ne conosco parecchi che, nauseati da [[Silvio Berlusconi|Silvio]], sarebbero pronti a dirottare la loro preferenza su questo boy scout spregiudicato e post-ideologico, che a [[Firenze]] si è candidato in barba al Cremlino locale e l'ha fatto secco.
*Renzi, nel bene e nel male, appartiene all'attualità. Gli altri, al museo del Novecento.
===[[Nicola Morra (politico)|Nicola Morra]]===
*È facile costruire discorsi artatamente convincenti. Lo facevano già i sofisti e magari qualcuno che ha letto Platone queste cose le ha imparate sui libri, standoci, e non citando le serie televisive. Lei, forse, adesso sarà andato a vedersi «[[House of Cards - Gli intrighi del potere|House of cards]]» per imparare qualche altra mossa.
*Matteo Renzi dimostra la sua grettezza intellettuale e dunque morale perché le tasse non si tolgono a torto o a ragione perché sono considerate insopportabili. Noi abbiamo una Costituzione che ci dice che la fiscalità deve essere progressiva e questa è stata una conquista di chi adesso approva uno stravolgimento di quei principi, a torto o a ragione!
*{{NDR|Riguardo l'assunzione dello specialista di comunicazione politica Jim Messina da parte di Matteo Renzi}} Perché chi non ha il polso della situazione, chi non ha il controllo di quanto venga sentito dalle persone, dai cittadini, dai lavoratori, dai disoccupati, da tutti coloro che stanno pensando da troppo tempo all'emigrazione come unica via di fuga da questa situazione insopportabile, bene, chi quel rapporto non ce l'ha può anche pensare di spendere un botto di soldi per far venire un professionista statunitense di comunicazione politica.
===[[Michele Prospero]]===
*È raro trovare nella storia dei partiti altri capi che, in pochi anni, abbiano distrutto alla radice la propria organizzazione senza trovare ostacoli. Da corpo estraneo è diventato corpo contundente.
*La sua linea demolitrice suggerisce di aspettare, con i pop corn in mano, che il governo dei peggiori vada a sbattere. Con questi gesti di pura follia ha regalato gratis i pentastellati (che non hanno esitato un attimo al gran salto) alla destra radicale.
*Renzi ha cercato la salvezza nella via del populismo dall'alto inscenando battaglie da operetta contro i burocrati di Bruxelles (ha accantonato la bandiera europea dalle riprese ufficiali), per depistare dalle grane dell'Etruria ha messo sotto processo i vertici della Banca d'Italia convocando surreali commissioni parlamentari di inchiesta, ha giocato la carta della rivolta contro la casta proseguendo il cammino di Letta per l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Ha celebrato un referendum sulla sua persona e, dopo averlo perso, non ha mantenuto la promessa di abbandonare la scena.
===[[Norma Rangeri]]===
*{{NDR|Nel 2017}} Ha costruito un partito sulla sua persona, contro sindacati e forze intermedie. Solo che così, come all'indomani delle primarie del 2013 scrivevamo "di un uomo solo al comando", oggi, 5 anni dopo, è ormai ora di cambiare definizione perché con tutta evidenza siamo di fronte a un uomo solo allo sbando.
*{{NDR|Nel 2017}} Il giovane leader, ha perseguito e affermato una linea politica neocentrista e, coerentemente, lavorato alla rottamazione della sinistra interna, volendo portare a termine una profonda metamorfosi del Pd.
*{{NDR|Nel 2018}} Il perdente di successo dimostra di portare il Pd dove vuole. Probabilmente alla stazione finale, al fallimento della ditta, vista la lunga teoria di sconfitte incassate in questa legislatura. Prima o poi questo lutto andrà elaborato, ma niente del genere è neppure iniziato alla direzione del Pd. Dove purtroppo si è replicato il solito copione: Renzi comanda, gli altri obbediscono.
*Il segretario del Pd voleva scassare la Costituzione a colpi di "o me o il diluvio", "se perdo lascio tutto". Obiettivo fallito. Ma è riuscito invece pienamente nell'impresa di annullare il parlamento soffocandolo con il record di due leggi elettorali ottenute a colpi di voti di fiducia. Quel che non ha potuto cancellare ha tentato di svilirlo.
*{{NDR|Nel 2017}} L'immagine offerta dal capo del governo {{NDR|Paolo Gentiloni}} – all'Italia e all'Europa – durante gli ultimi mesi, non è stata evanescente e tantomeno impalpabile, e ha dimostrato che i danni prodotti dall'arroganza politica renziana si potevano in parte evitare. Forse sarebbe bastato che Renzi mantenesse la parola data un anno fa, dopo la batosta del referendum: lasciare la politica.
*{{NDR|Nel 2016, dimissioni del governo Renzi}} La pagliacciata delle dimissioni televisive, offerte al pubblico di terza serata, hanno imbarazzato e intralciato il lavoro del presidente della Repubblica, l'unico che le avrebbe dovute ricevere in prima battuta, senza lacrimucce e abbracci. E purtroppo non sarà questo l'ultimo strappo che il rottamatore, l'uomo del cambiamento, il rinnovatore della politica italiana, il riformatore della Costituzione, ci lascia come pesante eredità da smaltire.
*{{NDR|Nel 2017}} Non lo farà, non farà un passo di lato così come non accetterà i buoni consigli che alcuni commentatori gli inviano a mezzo stampa (fai autocritica, buttati a sinistra), perché, molto semplicemente, certi suggerimenti vanno a sbattere contro il progetto e la cultura politica di Renzi.
*{{NDR|Nel 2018}} Renzi lascia la segreteria e un partito stremato ma non abbandona l'idea di essere ancora lui la carta vincente, di essere colui che possiede la giusta linea e, proprio per questo, punta tutta la posta che ha davanti sull'ingovernabilità.
*{{NDR|Nel 2016}} Secondo Berlusconi adesso Renzi sarebbe pronto per ''l'Isola dei famosi''. La realtà è sfuggita al premier e il reality è la sua fallace dimensione. Lo dice questo voto {{NDR|[[referendum costituzionale del 2016 in Italia]]}}, un terremoto politico e non solo per il significato che assume nel contesto italiano.
*{{NDR|Nel 2016}} Un leader che perde voti, che è sfrattato dalle grandi città, che fallisce nel suo progetto di partito "omnibus", che non sfonda in quell'elettorato di centrodestra che pure si era attribuito nel giudizio sul 40% delle elezioni europee, dovrebbe fare un passo indietro e delegare la ricostruzione del partito a qualcun altro. Ma non sarebbe più l'uomo solo al comando che ogni volta che perde rilancia la posta.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Matteo Renzi, ''Avanti: Perché l'Italia non si ferma'', Feltrinelli, 2017. ISBN 9788807173134
*Matteo Renzi, ''Fuori!'', Rizzoli, 2011. ISBN 8817048992
==Voci correlate==
*[[Riforma costituzionale Renzi-Boschi]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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Māyā
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Citazioni sulla '''māyā''' (in devanāgarī '''माया''').
==Citazioni==
*Che io debba tenere in gran conto il mio io e volgermi da ogni parte, gettando ombre colorate sulla tua radiosità – questo è il tuo maya. ([[Rabindranath Tagore]])
*Ciò che sembra una pluralità non è altro che una serie di aspetti differenti della stessa cosa, prodotta da un'illusione (il maya indiano). ([[Erwin Schrödinger]])
*In realtà, il mondo non è un'illusione, non è ''maya''. È ''maya'' perché i tuoi occhi sono illusori. Sono pieni di sogni. Proietti intorno a te i tuoi sogni e la realtà viene falsificata. Quando i tuoi occhi saranno reali, lo stesso mondo diventerà reale. Quando il centro fittizio viene spezzato e sei di nuovo radicato nel tuo centro reale, nel tuo essere, questo mondo diventerà il [[nirvana]]. I Maestri Zen hanno ripetuto in continuazione che questo mondo è nirvana, ''[[moksha]]'', liberazione. È solo questione di occhi. Con occhi falsi, tutto è falsificato: con occhi autentici, tutto è reale. La tua falsa entità crea un mondo falso intorno a te. E non pensare che tutti vivano nello stesso mondo. Non possono! Ognuno vive nel proprio mondo; esistono tanti mondi quante sono le menti, perché ogni mente crea il proprio mondo, il proprio ambiente. Persino in una famiglia, il marito vive in un mondo e la moglie in un altro, e ogni giorno si verificano scontri tra questi due mondi. Non si incontrano mai; si urtano. L'incontro è impossibile. Con la mente non può esserci incontro, ma solo scontro, conflitto. Quando la mente non esiste, può avvenire l'incontro. [...] Ognuno vive nel suo mondo, nei suoi sogni, nelle sue aspettative, nelle sue proiezioni. Esistono tanti mondi quante sono le menti. Questi mondi sono un'illusione, ''maya''. Quando il tuo centro falso scompare, tutto il mondo cambia, diventa autentico. Allora, per la prima volta, vedi le cose per quello che sono. Non esiste più infelicità, perché insieme all'illusione sparisce I'aspettativa, e con la realtà non può esistere infelicità. Si arriva a percepire: "È cosi! II reale è reale!". Solo le cose finte creano problemi, ed esse non ti permettono mai di conoscere il reale. Queste finzioni della mente sono ''maya''. Il ruolo del guru è distruggere il falso, in modo che il reale diventi alla tua portata e tu sia alla sua portata. Quell'"evidenza dei fatti", quella realtà è la verità. Una volta che conosci tale realtà, anche il guru sarà diverso. ([[Osho Rajneesh]])
*La dottrina della maya, dell'illusione, non implica di per sé la totale irrealtà di questo mondo, il quale, piuttosto, è simile a un gioco d'ombre, a un riflesso. ([[Jean Campbell Cooper]])
*Māyā è contemporaneamente la sorgente del cosmo e quella della coscienza che lo percepisce. Entrambi sono interdipendenti. Il cosmo non percepito non esiste e la coscienza che non percepisce nulla non ha realtà. ([[Alain Daniélou]])
*Māyā non è altro se non questo nascondimento di sé, operato dal Signore, nonostante la sua natura sia scoperta ed evidente. ([[Abhinavagupta]])
*''Māyā'', perciò, non significa che il mondo è un'illusione, come spesso viene erroneamente affermato. L'illusione, semplicemente, si trova nel nostro punto di vista, se pensiamo che le forme e le strutture, le cose e gli eventi attorno a noi siano realtà della natura, invece di comprendere che sono concetti della nostra mente la quale misura e classifica. ''Māyā'' è l'illusione che deriva dallo scambiare questi concetti per realtà, dal confondere la mappa con il territorio. ([[Fritjof Capra]])
*Questa così detta ''māyā'' è la stessa potenza del Dio, da Lui inseparata, la Sua stessa libertà, (la quale si esprime nell')apparire della differenziazione, la quale, infatti, è creata da essa. ([[Abhinavagupta]])
*[[Śaṅkara|Shankara]] sostiene che, tramite i sensi, è impossibile sapere se ciò che ti sta di fronte sia reale o irreale. Shankara chiama questo stato ''maya'': illusione. Illusione non vuol dire irreale. Ricorda: illusione significa che è impossibile decidere se una cosa sia reale o irreale. Nelle lingue occidentali ''maya'' è stato tradotto in modo assai improprio, suggerendo che "illusione" volesse dire "irreale". Non è cosi! "Illusione" indica l'impossibilità di decidere se una cosa sia reale o irreale. Tale confusione e ''maya''.<br>Questo mondo intero è ''maya'', confusione. Non puoi decidere, né arrivare a delle conclusioni. Il mondo ti sfugge continuamente, cambia, si trasforma in qualcos'altro. È una fantasia, qualcosa di simile ai sogni. ([[Osho Rajneesh]])
*Tale assenza di discernimento è Māyā, la proliferazione che è fondata sulla non percezione della vera realtà. ([[Kṣemarāja]])
==Voci correlate==
*[[Induismo]]
*[[Velo di Māyā]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Concetti del buddhismo]]
[[Categoria:Concetti dell'induismo]]
[[Categoria:Concetti e principi filosofici]]
[[Categoria:Filosofia orientale]]
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Grazie per avermele fatte notare. Facendo la trascrizione col riproduttore vocale purtroppo saltano lettere e accenti e nella rilettura manco ci faccio caso... Sei un controllore fantastico! ;-) --[[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 21:43, 1 nov 2016 (CET)
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Ciao, al bar si è quagliato consenso sul modello di voce per personaggi, quindi puoi copiare [[Utente:DonatoD/prove]] in [[Wikiquote:Modello di voce/Personaggi]] ;-) lascio a te l'onore, avendo tu iniziato la pagina ed essendo una tua sottopagina utente. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 14:59, 20 dic 2016 (CET)
:Ok, grazie ;-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 08:29, 21 dic 2016 (CET)
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--[[:m:User:EGalvez (WMF)|EGalvez (WMF)]] ([[:m:User talk:EGalvez (WMF)|talk]]) 23:25, 13 gen 2017 (CET)
</div>
<!-- Messaggio inviato da User:EGalvez (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=Community_Engagement_Insights/MassMessages/Lists/2016/57-VAEOP&oldid=16205400 -->
<references />
== Re: Proverbi napoletani ==
Ciao, ho letto la lista dei modi di dire da ricollocare. Cerco di sistemare tutto domani. Grazie, Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:39, 19 mar 2017 (CET)
== Modi di dire ==
Ciao, ho ricollocato nelle citazioni con fonte. Ti auguro una buona giornata, Grazie, Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 05:54, 22 giu 2017 (CEST)
== Aldo Busi, ''Vita standard di un venditore provvisorio di collant'' ==
Ciao Donato, buone feste fatte e buon anno, come va? Quando hai un pochino di tempo daresti un'occhiata alle aggiunte in ''Vita standard di un venditore provvisorio di collant'' di [[Aldo Busi]], si rifanno ad un'altra edizione rispetto a quelle da te citata. Grazie, [[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 23:33, 2 gen 2018 (CET)
:Perfetto! Grazie mille!--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 20:45, 4 gen 2018 (CET)
== Emerson, Lake & Palmer ==
Ciao, sei riuscito a controllare le citazioni di [[Emerson, Lake & Palmer]]? Al momento sono corrette? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 11:11, 2 feb 2018 (CET)
:Ok, grazie :-) --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 22:12, 2 feb 2018 (CET)
== Curzio Malaparte ==
Ciao, la citazione su Napoli di Curzio Malaparte risulta correttamente riportata dal romanzo ''[[La pelle]]'', capitolo "La Peste", pertanto mi sono permesso di reinserirla.--[[Utente:IppolitoN|IppolitoN]] ([[Discussioni utente:IppolitoN|scrivimi]]) 19:08, 22 apr 2018 (CEST)
== Citazioni su Archimede ==
Salve, rispetto la tua impostazione ma la contesto fortemente: in bibliografia è lecito citare anche fonti che hanno generalmente <<aiutato>> nella composizione di un lavoro, non è necessario che tutti i brani siano per forza citati. In un libro di storia o filosofia o di scienza è possibile citare fonti che hanno aiutato ad impostare il lavoro senza che alcuna frase sia riportata nel testo.
Permettimi un'osservazione: il mio testo che hai cancellato è l'unico -a livello mondiale- che riporti integralmente tutti i passi greci e latini che si riferiscono, anche implicitamente, ad Archimede e non mi sembra una proficua azione cancellarlo.
Sia comunque come vuoi, non so se tu sei un moderatore con diritto d'intervento o un autore, non perderò ulteriore tempo per dare una visualizzazione a questo mio contributo che potrebbe essere d'interesse generale, considerando l'unicum del lavoro sia come contenuto sia come impostazione tipografica.
Saluti, Heinrich F. Fleck.
==Re:Porta a Porta==
Ciao, sì hai ragione. Ho modificato il Ndr, grazie --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 11:56, 5 mag 2018 (CEST)
== Re: blocco ==
Anche se sono passati 4 anni vorrei sapere per quale motivo sono stato [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Speciale:Registri/block&page=Utente%3ATizio+Incognito bloccato] per un mese dopo che io ho modificato la pagina delle prove inserendo nell’oggetto delle modifiche caratteri a caso per provare in essi alcune funzioni dei [[Wikiquote:Wikilink|Wikilink]]. Ho visto che hai anche [https://it.wikiquote.org/w/index.php?limit=50&title=Speciale%3AContributi&contribs=user&target=Tizio+Incognito&namespace=4&tagfilter=&start=&end= rimosso] l’oggetto delle mie modifiche. Ovviamente non sto dicendo che non avresti dovuto farlo né mi sto lamentando della tua decisione ma semplicemente vorrei sapere perché quello che ho fatto non andava bene visto che si trattava della pagina delle prove. --[[Utente:Tizio Incognito|Tizio Incognito]] ([[Discussioni utente:Tizio Incognito|scrivimi]]) 11:57, 20 mag 2018 (CEST)
==[[Marcello Aprile]]==
<nowiki>{{da cancellare|Ciao, ho proposto la voce per la cancellazione perché non presente su WP, e da alcuni messaggi di chiarimento scambiati in passato mi è stato spiegato che quote si deve rifare a pedia per la presenza delle citazioni}}</nowiki>--[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 10:19, 16 giu 2018 (CEST)
:La voce in WP è stata cancellata in immediata come C4, promozionale e non enciclopedica --[[Utente:Caulfield|Caulfield]] ([[Discussioni utente:Caulfield|scrivimi]]) 10:33, 16 giu 2018 (CEST)
== Salmo_136 ==
motivo della cancellazione: "pagina cancellata e ricreata più volte senza valido motivo".
Ma le discussioni vengono lette, o anche quelle sono censurate per divertimento? Si può motivare la cancellazione di una voce, dicendo che il testo ebraico-greco-latino è il risultato di un traduttore automatico?
Oppure scrivere che le citazioni provenienti dal sito augustinus.it sono di qualcun altro? Se è sfuggito, si cancellano le citazioni, non l'intera voce che nelle ultime versioni non è riportata. Oppure si consiglia di spostarla su Wikisource (quando le voci sono editabili).
C'è da domandarsi seriamente in che modo viene amministrato il sito{{non firmato|84.223.68.25|22:14, 13 dic 2018}}
:Ciao. Già è anomalo che io risponda nella mia ''talk'' a un altro utente, poiché dovrei rispondere nella sua, di ''talk''. Per di più l'utente è anonimo e non si firma, cosa che non agevola per niente il dialogo. Pertanto conviene: uno, che l'utente si registri; due, che il registrato si legga le nostre convenzioni (e tra l'altro non spetta agli utenti spostare le voci su altri progetti come Wikisource); tre, che il registrato si legga le voci che già hanno a che fare con la tematica in oggetto per capire come sono strutturate, quali citazioni già contengono e come intervenire al meglio senza violare convenzioni, senza inserire duplicati, eccetera. A sinistra l'utente può trovare le pagine di Aiuto, e nella Ricerca può ricercare voci che già hanno a che fare con la tematica in oggetto per capire come intervenire al meglio. Si consiglia l'utente di creare una sottopagina utente per sperimentare prima di capire come intervenire senza violare le convenzioni. Infine si avverte l'utente che "censurare" è termine offensivo: nessuno ha censurato niente, ma voci fuori norma non sono consentite, tutto qui. Saluti.<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 21:14, 14 dic 2018 (CET)
== Re:Struttura delle voci ==
Ciao, grazie della segnalazione: era da un po' che non operavo più su Wikiquote e ho fatto un po' di confusione sulle modalità di redazione della voce.--[[Utente:K.Weise|K.Weise]] ([[Discussioni utente:K.Weise|scrivimi]]) 12:30, 20 giu 2019 (CEST)
== Proverbi napoletani ==
Ciao, Donato, ti scrivo in amicizia e fuori da ogni intento polemico. Ho letto le tue modifiche alla voce Proverbi napoletani. Non sono le modifiche, pur rispettabilissime, di un utente al debutto, sono le modifiche di un amministratore esperto e rispettato. Solo perché la mia passività su queste modifiche non sia intesa come un tacito consenso, mi permetto, con tutto il rispetto possibile, di rendere esplicito il mio completo dissenso. E questo proprio perché io − e qui ovviamente parlo per me solo – una competenza linguistica anche minimamente solida nel dialetto napoletano me la posso solo sognare con il telescopio del Monte Palomar. Spero che non sia stato aperto il vaso di Pandora di tutte le innumerevoli possibili modifiche ortografiche del napoletano che un canone ortografico unanimemente accettato dagli studiosi non lo possiede. Per quel poco che ho potuto leggere ci sono dissensi anche fra studiosi autorevoli. Es: Raffaele Bracale ''Fà'', non lo scriverebbe mai Fà', Zazzera sì. Ma gli esempi potrebbero moltiplicarsi all'infinito. Ecco perché – pur sapendo benissimo, ad esempio, che l'articolo ''a'' "dovrebbe" essere scritto '''a'' – io ho benedetto l'esistenza di una fonte scritta che mi (ci) solleva da questi problemi spinosi (vedi caso Gomorra che tu hai certo presente benissimo...). Tempo fa corressi un refuso nella pagina Giorello e ne seguì quel che ne seguì; perché ricordo l'episodio? Solo per dire che io sono il primo ad essere convinto che i refusi macroscopici siano da correggere, magari riportando in nota il refuso che è nella fonte. Ma qui la questione è sensibilmente diversa: il canone non c'è, non c'è accordo neppure fra i pesi massimi esperti di dialetto napoletano; esistono in Campania e nella stessa città Napoli varianti diatopiche, esistono varianti diacroniche, e Dio solo sa quant'altro. Chi potrà impedire adesso ad un utente di correggere 'na con na, come già è avvenuto in un esempio in napoletano scritto da me ed io ovviamente lì non ho corretto nulla per i motivi già detti; ma chi potrà impedire di correggere nel testo del proverbio o modo di dire 'na con na oppure na con 'na, doje con ddoje, ruje, duie, dduje, dduie e tutti i casi di raddoppio possibile; nei dativi sostituire a con â, e con ê, o con ô, o au o a 'o oppure a 'u, ecc. ecc. ecc. ecc. elevato all'ennesima potenza. Chi impedirà di sostituire con ''o'' in termine di parola la cd. [[Cava de' Tirreni|"cavese"]] ''e'' che tanto cavese non deve essere se andiamo a leggere in wikisource Ferdinando Russo, dove "e" finali dove ci si aspetterebbe di trovare una "o" ne troviamo tante insieme ad altre particolarità ortografiche. Senza contare che a volte, come ho letto, nello stesso autore ricorrono varie soluzioni ortografiche. Magari non tutti gli esempi riportati sono calzanti, ma una volta dato l'avvio a queste modifiche la logica conseguenza finisce per essere quella. Se si apre la possibilità, se si dà la stura a questo tipo di modifiche, io ho le mani legate legatissime: rollback non ne posso fare più: 1) Perché se non faccio il revert alle modifiche di Donato, non lo posso fare più per nessun altro utente senza commettere una macroscopica ingiustizia. 2) Dove mai il non-esperto di napoletano {{small|sun-crops}} va a pescare le competenze scientifiche per decidere caso per caso cosa si può cambiare o meno? Io, ''io'', questa forza ovviamente non ce l'ho (ma anche un esperto peso massimo è contestabile da un pari requisiti) e quindi dovrò per le ragioni dette restare inerte di fronte ad interventi successivi di modifiche dell'ortografia. Chi si farà carico e si prenderà la responsabilità di vagliare caso per caso? Tutto questo lo dico – sia chiaro − fuori da ogni intento polemico. Non mi piacciono le polemiche e cerco di non farne mai, qui come nella cd. vita reale. Ancor meno mi piace e conta per me "avere ragione", non è mai questo il punto. Solo, ci tengo a dire molto rispettosamente che <s>queste modifiche ed</s> il mio non intervenire non equivale ad un consenso. Sempre in amicizia, ti auguro di cuore una buona serata, Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:42, 25 lug 2019 (CEST)
:Ciao Donato, che dire? Un po' di pazienza con me perché ho un'intelligenza piuttosto limitata e quindi avrò bisogno di rileggere più volte il tuo messaggio, confrontarlo con la cronologia e cercare di capire. Scrivi che io ho usato un argomento non appropriato, richiamando il fatto che sei amministratore. Potrò rileggere questo passaggio altre mille volte, non riesco a vedere la mia "scorrettezza", quale argomento avrei richiamato? Ma, per l'amor di Dio, mi guarderò bene dal dire in futuro che sei un amministratore. Io non ho nessuna paura di fare un revert all'amministratore. La probabile conseguenza, però, sarebbe innescare: o un war editing o andare tutti al Bar ad estenuarci in discussioni linguistiche complesse, per le quali io (non so gli altri collaboratori...) non ho preparazione adeguata, per approdare infine ad un nulla di fatto su modifiche che per il momento neppure capisco. Se senza aver detto nulla, mi sono già macchiato di non so bene cosa... Bene, tu sai quello che fai perché sei un utente (si può dire utente?) esperto. Più di me che non capisco nemmeno un messaggio che mi viene inviato, per cui... si è in buone mani. Passiamo ora ad altro argomento. Nella loro infinita generosità e bontà alcuni amministratori vorrebbero candidarmi come amministratore. Onore grandissimo della cui importanza sono pienamente consapevole e non dirò mai grazie abbastanza. Onore grandissimo per un utente appena passabile, forse sufficiente come il sottoscritto. Tu che sei ascoltato, potresti per favore dissuadere questi miei amici amministratori dal candidarmi? Altrimenti non potrei più farmi sfottere per diversi giorni da Ibisco in cospetto di due amministratori e di tutta la comunità, non potrei più farmi chiamare da Ibisco, sia pure fra le righe, "due volte fesso", non potrei più dialogare con 151.21.138.187 (à propos: c'è una sua pagina piuttosto nulla...) con una certa nonchalance, non potrei più inserire le non-fonti-confutanti in Carlo Ernesto Accetti (e voi vorreste perdervi per sempre tutto questo?) Senza contare che da non molto, apprendo, i miei originalissimi oggetti di modifica hanno anche - incredible dictu! mirabile dictu!- ricadute commerciali, ri -ca- du- te com- mer- cia- li. Yes!, yes!, yes! & Uanema! Chissà se sono già quotato a Wall Street, chissà se potrò contribuire al PIL e tirare fuori quest'Italietta nostra sempre affannata dai pasticci e farne risplendere lo stellone in Europa. E voi vi vorreste prendere la responsabilità di far cessare questo po' di circolo virtuoso?, in tempi di crisi poi? La Patria, anzitutto. Dulce et decorum est! Ma tu capisci bene che un personaggio siffatto, appena passabile come utente (e ci è voluto un Creed per trarne il meglio, cioè il sangue da una rapa), sarebbe un'autentica calamità come amministratore. Che ciò non sia mai! Difendetevi, difendetevi, per l'amor di Dio. Conto su di te per la moral suasion (dissuasion), non mi deluderai, vero? Ciao, Donato, ti auguro una buona serata e se senza volerlo ho detto qualcosa che ti è dispiaciuta (ma come? come?) sono pronto a chiederti due volte, quattro volte scusa. Ti saluta {{smile}}, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:12, 26 lug 2019 (CEST)
== Re: Ligotti ==
Ciao, Donato, ti sento con grande piacere. Io stesso ho "fatto conoscenza" con Ligotti stamattina chiedendo una pagina a caso. È ben possibile che la tua interpretazione colga nel segno. Lascio decidere a te perché su queste voci sei molto più allenato e sei molto più intuitivo di me. Ti lascio questo link all'opera in questione [https://books.google.it/books?id=myhhDwAAQBAJ&lpg=PT50&dq=&pg=PT50#v=onepage&q&f=false]: alla citazione – dal contenuto un po' triste in verità – seguono altri passi del libro la cui lettura potrebbe esserti utile per decidere. Decisione che faccio già mia. Ti ringrazio per aver dato un'occhiata al mio inserimento. Ciao, ti auguro una buona serata, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:55, 4 set 2019 (CEST)
:Perfetto, Donato. Grazie. Buona domenica, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 12:59, 8 set 2019 (CEST)
== Community Insights Survey ==
<div class="plainlinks mw-content-ltr" lang="it" dir="ltr">
'''Condividi la tua esperienza con questo sondaggio'''
Gentile {{PAGENAME}},
La Wikimedia Foundation chiede il tuo parere in un sondaggio sulla tua esperienza con {{SITENAME}} e Wikimedia. Lo scopo di questo sondaggio è quello di capire come la Foundation sta supportando il tuo lavoro su wiki e come possiamo cambiare o migliorare le cose in futuro. Le tue opinioni condivise influenzeranno direttamente il lavoro attuale e futuro della Wikimedia Foundation.
Per favore prenditi circa da 15 a 25 minuti per '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_0pSrrkJAKVRXPpj?Target=CI2019List(other,act3) fornire il tuo parere tramite questo sondaggio]'''. È disponibile in varie lingue.
Il sondaggio è ospitato da una terza parte e [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Community_Insights_2019_Survey_Privacy_Statement gestita in base a questa informativa sulla privacy] (in inglese).
Per [[m:Community Insights/Frequent questions|saperne di più su questo progetto]]. [mailto:surveys@wikimedia.org Inviaci una mail] se hai delle domande, o se non vuoi ricevere futuri messaggi riguardo a questo sondaggio.
Cordialmente,
</div> [[User:RMaung (WMF)|RMaung (WMF)]] 16:31, 9 set 2019 (CEST)
<!-- Messaggio inviato da User:RMaung (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=CI2019List(other,act3)&oldid=19352826 -->
== Guido del Giudice ==
Ciao, Donato, nella voce [[Guido del Giudice]] sono intervenute delle modifiche e mi sembra di riscontrare qualche problema con il link. Siccome sei il creatore della voce e cultore – mi pare di capire – del pensiero di Bruno, chi meglio di te può dare, per favore, un'occhiata? Ti ringrazio. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:05, 17 set 2019 (CEST)
== Re: Guido del Giudice_re ==
Ciao, Donato. Ma hai assolutamente ragione su tutta la linea! Difatti io non ho toccato neppure un apice, non c'è stata nessuna mia modifica su questa pagina, a parte quella quasi insignificante del 30 gen 2016 che non ha rimosso nulla. Ti ho scritto solo per darti modo di verificare tu stesso soprattutto la modifica fatta da un altro utente e poi, molto subordinatamente, anche il link (e questo solo nel caso fosse stato tuo desiderio sostituirlo, lo so benissimo che questi link sono soggetti a mutazioni per i motivi che hai detto). Solo questo, né più né meno. Non ho pensato neppure per un istante che la citazione dovesse essere rimossa. Perdonami se non ho mantenuto la promessa di essere sintetico. Mi sforzerò di fare meglio. Ciao, ti auguro una buona serata, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:39, 18 set 2019 (CEST)
== Reminder: Community Insights Survey ==
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'''Condividi la tua esperienza con questo sondaggio'''
Gentile {{PAGENAME}},
Un paio di settimane fa ti abbiamo invitato a partecipare al Community Insights Survey. È il sondaggio annuale della Wikimedia Foundation sulle nostre comunità globali. Vogliamo capire quanto bene sosteniamo il tuo lavoro su wiki. Siamo al 10% del nostro obiettivo di partecipazione. Se non hai già partecipato al sondaggio, puoi aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo! '''La tua opinione è importante per noi.'''
Per favore prenditi circa da 15 a 25 minuti per '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_0pSrrkJAKVRXPpj?Target=CI2019List(other,act3) fornire il tuo parere tramite questo sondaggio]'''. È disponibile in varie lingue.
Il sondaggio è ospitato da una terza parte e [https://foundation.wikimedia.org/wiki/Community_Insights_2019_Survey_Privacy_Statement gestita in base a questa informativa sulla privacy] (in inglese).
Per [[m:Community Insights/Frequent questions|saperne di più su questo progetto]]. [mailto:surveys@wikimedia.org Inviaci una mail] se hai delle domande, o se non vuoi ricevere futuri messaggi riguardo a questo sondaggio.
Cordialmente,
</div> [[User:RMaung (WMF)|RMaung (WMF)]] 21:12, 20 set 2019 (CEST)
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== Reminder: Community Insights Survey ==
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Mancano solo poche settimane per partecipare al Community Insights Survey! Siamo al 30% del nostro obiettivo di partecipazione. Se non hai già partecipato al sondaggio, puoi aiutarci a raggiungere il nostro obiettivo!
Con questo sondaggio, la Wikimedia Foundation raccoglierà dei pareri su come sosteniamo il tuo lavoro su wiki. Ci vorranno solo 15-25 minuti per completarlo e avrà un impatto diretto sul sostegno che forniamo.
Per favore prenditi circa da 15 a 25 minuti per '''[https://wikimedia.qualtrics.com/jfe/form/SV_0pSrrkJAKVRXPpj?Target=CI2019List(other,act3) fornire il tuo parere tramite questo sondaggio]'''. È disponibile in varie lingue.
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Cordialmente,
</div> [[User:RMaung (WMF)|RMaung (WMF)]] 19:02, 4 ott 2019 (CEST)
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== Re: Corsivo per versi ==
Salve! Intanto, grazie dell'attenzione. Ora una domanda: nell'incipit e nell'explicit il carattere dei versi può restare il tondo? Altra domanda conseguente: se, invece, il carattere debba essere il corsivo, con quale "sintassi" wikiquotiana vanno scritti? Grazie. Un cordiale saluto, --[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 21:30, 9 ott 2019 (CEST)
:Sì, questo lo so. La mia domanda, che evidentemente ho mal formulato, riguardava la sintassi da utilizzare per pubblicare in corsivo i versi dell'incipit. Ma poiché va bene il tondo, il problema non si pone più. Ancora grazie. Saluti, --[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 21:43, 9 ott 2019 (CEST)
== Auguri ==
Ciao, Donato, è veramente un piacere grandissimo rivederti in azione. Ti auguro, sia pure con un po' di ritardo, un felice 2020. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:52, 7 gen 2020 (CET)
:Ciao, Donato. Tu fai una cosa certamente ottima a gettare acqua sul fuoco. Condivido pienamente al 100% la tua iniziativa. Il mio più intimo modo di essere è questo, lo sai bene e penso di averne dato molte prove negli anni. C'è però un particolare, la cosa è ben lungi dall'essere finita ed inchiodato a questa sedia a quest'ora e non solo ora – si potrebbe dire da stamattina fra tanti altri impegni concomitanti, che come tutti ho anche io – e dopo una giornata non facile, qui ''hic et nunc'', ora, dietro il monitor come tante e tante e tante altre volte, giorno per giorno ci sono io. A questo punto qualcuno dovrà farsi carico di seguire molto attentamente questa utenza perché io non posso farlo più ed è molto meglio che non sia più io a farlo. Certo, da tutta questa somma di eventi dovrò prima o poi trarre le necessarie conseguenze. Con affetto e stima, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:08, 22 gen 2020 (CET) P. S. Dimenticavo di dirti una cosa. Talmente ovvia che mi è sfuggita, ma la dico comunque; la dico a te, ma per dirla a tutti, non a te specificamente: sai bene che le decisioni di un amministratore possono essere riviste da un altro amministratore e ancor meglio sai che se la decisione che ho preso dovesse essere per qualsiasi ragione e in qualsiasi modo <s>essere</s> rivista ora o in seguito, non c'è bisogno di chiedere il mio parere, non considererei mai questo né un vulnus, né una diminutio, né me la prenderei. Tu e non solo tu questo lo sai bene, no? Ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:29, 22 gen 2020 (CET)
:::Va bene Donato. È così, sono io che vedo le cose in una prospettiva completamente errata, lo pensavo anche io da un po' di tempo. Farò sicuramente tesoro delle tue parole e a questa linea giusta ed equilibrata mi ispirerò rigorosamente a partire da ora. Ti saluto con affetto e con gratitudine. {{smile}} --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 23:19, 22 gen 2020 (CET)
== Vāsudeva ==
Ciao, non mi ricordo se te l'ho già chiesto, ma [[Vāsudeva]] è presente su Wikidata? O su altre Wiki? --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 10:14, 3 apr 2020 (CEST)
:Se non si trovano fonti, probabilmente è meglio, sì. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 21:36, 6 apr 2020 (CEST)
== Eneide ==
Per me possono anche essere eliminate, io ho solo spostato il contenuto e aggiunto qualcosa. --[[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 18:59, 11 apr 2020 (CEST)
== Re: Verifica ==
Ciao Donato. Va bene, se sarò sicuro che tutto è veramente veramente a posto segnerò come verificato. Mi fa davvero un grandissimo piacere vederti in azione. Devo inoltre chiederti un parere su una cosa da mettere a posto. Su questo ti scriverò domani (che sarebbe già oggi in verità...). Per ora c'è una discussione nella voce [[Alfredo Maiolese]], se tu volessi dare il tuo parere sarebbe molto gradito. Buon weekend. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 01:00, 14 giu 2020 (CEST)
:Ciao Donato, buona domenica. Questo è il problema di cui volevo parlarti. Nalla voce [[Nadia Toffa]] creata da GryffindorD, collaboratore validissimo, c'è una Citazione su che deve essere messa a norma con il doppio inserimento. Si può creare una voce [[Le Iene (programma televisivo)]] tenendo presente che autore delle citazioni è uno staff o un collettivo e quindi si dovrà poi attribuire nella sezione Citazioni su la citazione alle Iene? Altra questione: in un nome come [[Francisco Elías de Tejada| Elias de Tejada]] la particella de minuscola deve essere tenuta presente per l'ordine alfabetico? Il Defaultsort dovrebbe essere: Tejada, Elias de? Infine: cosa si deve fare con la voce [[Annie Wilkes]] di cui tempo fa ho parlato con Superchilum [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Superchilum&diff=prev&oldid=1066907] [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente%3ASun-crops&type=revision&diff=1066930&oldid=1064698]. Sono un po' tante domande, scusami, ma non è necessario rispondermi subito, fallo pure quando ti sarà possibile. Ti ringrazio tanto. Ciao, {{smile}} --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:07, 14 giu 2020 (CEST)
::Ciao Donato. Pensavo di essere il solo a non avere più la televisione... vedo con piacere che sono in ottima compagnia. Facebook – absit iniuria verbis – in verità non l'ho mai usato, non mi attira molto. Cosa si può comunicare attraverso mezzi così immateriali, incorporei, spettrali?: bene vixit qui bene latuit (ammesso che in un'epoca di messa sotto assedio totale degli individui sia ancora possibile farsi illusioni su questo). Per varie captazioni e combinazioni so che le Iene è un programma televisivo, quindi la voce si può creare. In facebook, nella relativa pagina Le Iene (la redazione credo) hanno lasciato un messaggio, è una fonte usata, quindi... Grazie per aver chiarito a quell'ignorantone di Sun-crops :-) la questione della particella e per la risposta tempestiva. Ciao Donato. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:59, 14 giu 2020 (CEST)
== Re: Piccolezze... importanti ==
Ciao. Grazie delle correzioni, ma, ancor di più, lo dico senza ironia (vero è che l'ironia si dovrebbe cogliere da sola, ma non conoscendoci è bene esser chiari), per averne graduato il peso con la bilancia di un elegante ossimoro.
Detto ciò, passo a una questione operativa che mi sta a cuore. Volendo creare la Categoria:Personaggi de I promessi sposi, è corretto farlo con la sintassi che ho qui trascritto?
<nowiki>{{NotaCategorie|Entità immaginarie, mitologiche oppure religiose}}</nowiki>
<nowiki>{{interprogetto}}</nowiki>
<nowiki>[[Categoria:I promessi sposi]]</nowiki>
<nowiki>[[Categoria:Personaggi letterari]]</nowiki>
Se tale sintassi non è corretta, mi puoi dire, per cortesia, come dovrei procedere? --[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 08:28, 14 giu 2020 (CEST)
: P.s. Preso atto del colore rosso che evidenzia l'inesistenza della Categoria:I promessi sposi, aggiungo: essa è necessaria alla creazione della Categoria:Personaggi de I promessi sposi, oppure può, al momento, essere tenuta fuori? --[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 08:51, 14 giu 2020 (CEST)
::Grazie. Qui non si finisce mai d'imparare, e aggiungo: per fortuna! Ora so anche a cosa serve il tag <nowiki>. Ciao,--[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 19:08, 14 giu 2020 (CEST)
== Ip ==
Non sono io 188.152.75.180. Non vedo assolutamente alcun motivo di avere un altro alias. Ho notato però che mi aiuta a redigere la lista film ed è senza alcun dubbio molto più veloce e più preciso di me. [[Utente:Laportoghese|Laportoghese]] ([[Discussioni utente:Laportoghese|scrivimi]]) 20:14, 14 giu 2020 (CEST)
== Ottavio Rosati ==
Salve, le scrivo in riferimento alle citazioni che lei ha cancellato sulla pagina di Ottavio Rosati di Fernanda Pivano, mi può spiegare perchè le citazioni non sono a norma?
Ho scritto molte citazioni su wikiquote e creato molte pagine utilizzando lo stesso modello, mi spieghi cosa sbaglio.
Le citazioni sono tratte da fonti certe, libri, video, archivi on line verificabili, per cui non comprendo il suo appunto.
Sto cercando di collaborare attivamente a wikiquote su molti fronti, cercando anche di imparare il suo complesso sistema di inserimento dati, mi piacerebbe quindi crescere e migliorare.
Per cui mi piacerebbe poter correggere il materiale e rinserirlo visto che è frutto di una meticolosa e lunga ricerca, magari ho sbagliato la forma e vorrei riparare.
Grazie per l'attenzione
--[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 00:28, 20 giu 2020 (CEST)
== Re: Wikificare fonti ==
Buonasera, ho modificato la pagina di Anne Schutzenberger come da lei suggerito e ho inserito la bibliografia, dovrebbe essere corretto.
Se mi conferma, toglierò l'avviso e provvederò a correggere tutte le altre pagine.
Grazie Buona serata
--[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 00:52, 21 giu 2020 (CEST)
== Re: Manganelli ==
Salve! D'accordo. Provo a sistemare la voce, cominciando con l'aggiungere il numero di pagina alle citazioni che ne sono prive. Ci vorrà un po' di tempo. Per lo sfoltimento dei brani, provvederò alla fine. Intanto, grazie della fiducia. Ciao, --[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 08:40, 23 giu 2020 (CEST)
:Va bene. Restiamo intesi così: vado avanti e poi ci aggiorniamo. Ciao, --[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 20:50, 23 giu 2020 (CEST)
::{{ping|Sun-crops}} Nel ''Lunario'' cartaceo del 1991, da cui ho tratto i brani da me inseriti, figura, ovviamente, anche la citazione (si trova a pag. 67) che è stata prelevata dall'anteprima del ''Lunario'' online del 2014. Dunque: sono in grado di allineare tutto all'edizione del 1991. In tal caso, se ho capito bene, bisognerebbe anche eliminare il secondo ''Lunario'' presente in bibliografia. Prima di operare, comunque, ritengo sia doveroso sentire Sun-crops, dal momento che è stato lui a inserire e la citazione in oggetto linkata e, in bibliografia, l'edizione corrispondente. Fatemi sapere qualcosa in merito, e, se possibile, anche il "verdetto" sull'altra questione dibattuta nella pagina [[Discussione:Giorgio Manganelli]]. Un cordiale saluto, --[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 19:36, 1 lug 2020 (CEST)
:::{{ping|Sun-crops}} Buongiorno Ibisco, se le citazioni da ''Lunario'' possono essere riferite tutte ad una fonte unica in sezione e bibliografia, è certo la cosa migliore in assoluto, quindi proceda pure in questo senso. Per la citazione in [[Discussione:Giorgio Manganelli]] DonatoD ha preso una decisione, è tutto motivato nella stessa pagina nella quale lei può, se lo desidera, ancora esprimere il suo parere. Saluto cordialmente lei e Donato. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 08:48, 2 lug 2020 (CEST)
== Autocertificato ==
Ho appena fatto il mio primo edit da "autocertificato". Grazie a te! Ciao,--[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 18:23, 3 lug 2020 (CEST)
:Certo. Lo spirito non può essere che quello: una maggiore responsabilità. E, comunque, grazie lo stesso. --[[Utente:Ibisco|Ibisco]] ([[Discussioni utente:Ibisco|scrivimi]]) 20:06, 3 lug 2020 (CEST)
== B XVI_re ==
Ciao Donato. Sarò brevissimo. Ciccio81ge, 185.51.12.101 e Micheledisaveriosp sono, non penso di essere in errore, lo stesso utente. La citazione di Benedetto XVI è tratta da questo blog [https://www.sabinopaciolla.com/il-papa-emerito-benedetto-xvi-nella-nuova-biografia-parla-dellanti-cristo/], ripresa da qui in alcuni siti come [http://www.totustuus.it/papa-benedetto-xvi-parla-ancora-ce-dittatura-mondiale-di-ideologie-apparentemente-umanistiche/] e parzialmente in una testata [https://www.ilgiornale.it/news/cronache/ratzinger-parla-ancora-ecco-chi-sono-i-lupi-suo-pontificato-1859840.html], forse anche in altre. La sorgente è il blog. È utilizzabile come fonte? Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 15:34, 4 lug 2020 (CEST) P. S. Dimenticavo: riesci a capire, leggendo il blog, se questa traduzione è uffficiale? Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 15:48, 4 lug 2020 (CEST)
::Ok grazie. Ho rimosso. Stavo per ricollocare da [https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/ratzinger-e-la-dittatura-ideologica Avvenire], ma la catena di trasmissione è sempre quella, quindi... Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 16:04, 4 lug 2020 (CEST)
== Chiarimento Bukowski ==
Salve, le citazioni sulla pagina di Bukowski, almeno per le opere modificate da me, corrispondono esattamente alla versione dei libri più recenti, per quanto riguarda gli anni di pubblicazione e i traduttori, inserisco il primo anno di pubblicazione e il traduttore più recente. Per quanto riguarda il codice ISBN inserisco quello dal libro cui faccio riferimento. Avevo già inserito tempo fa una bibliografia COMPLETA di tutte le opere di Bukowski, ma fu annullata perché "la regola dice che bisogna inserire le bibliografie delle opere inserite". Ora non vorrei puntare il dito contro qualcuno ma per come ho trovato la pagina dedicata a Bukowski si capisce che le regole non servono proprio a niente, siete proprio opprimenti. Cioè che regola è che le opere devono essere inserite in ordine alfabetico?! Anche i bambini dell'asilo ci arriverebbero che uno scrittore completo andrebbe suddiviso per categorie, invece quel che si crea è una minestra sfatta. Io ritengo che sia molto più opportuno creare delle categorie e inserire le opere per anno di pubblicazione. Del tipo i romanzi: Post Office, Factotum, Donne, Panino Al Prosciutto, Hollywood, Hollywood! , Pulp, Una Storia Del XX Secolo. Tutto sommato, e con tutte le vostre censure e regole, sto facendo un lavoro migliore rispetto a quello che ho trovato. --[[Utente:Henrycharlesbukowski|Henrycharlesbukowski]] ([[Discussioni utente:Henrycharlesbukowski|scrivimi]]) 16:51, 5 lug 2020 (CEST)
:Le citazioni inserite/modificate da me fanno riferimento alle opere inserite nella bibliografia, il massimo che si può fare è inserire l'anno di pubblicazione in base alle opere cui fanno riferimento le citazioni in quanto ho inserito il primo anno di pubblicazione.<br>--[[Utente:Henrycharlesbukowski|Henrycharlesbukowski]] ([[Discussioni utente:Henrycharlesbukowski|scrivimi]]) 16:57, 5 lug 2020 (CEST)
== re: ottavio rosati grandi feste ==
Scusi il ritardo. Rispondo ai vari punti.
GRANDI FESTE CON FUOCO è un testo teatrale di Ottavio Rosati, cioè il copione di una sua commedia ispirata all'ipertesto in quattro puntate "Quattro decenni di plays...".
Plays lo ho pubblicato sia in forma di estratti/citazioni in un file, sia integralmente come PDF. La prima messa in scena del testo è avvenuta al Teatro OFF OFF di via Giulia a Roma in occasione della serie di sociodrammi sul neuropsicologo Jaak Panksepp intitolata SETTE EMOZIONI.
Ho tratto l'incipit dal copione in PDF e non dal file.
Che devo fare: cambio la nota o elimino l'incipit?
Poi,
non capisco bene che vuol dire "ci sono degli atti?".
Intende dire 'primo atto, secondo atto, terzo atto?' come in certe opere teatrali?
In questo caso andrebbe indicato da che atto proviene ogni citazione?
cordiali saluti
Varu --[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 14:35, 7 lug 2020 (CEST)
ore 17,20: FACCIO SEGUITO AL MIO MESSAGGIO:
Ho controllato ancora una volta e vedo che le righe dell'incipit in cima alla pagina ci sono:
http://www.plays.it/ipod/scritti/ottavio-rosati/671-grandi-feste-con-fuoco-un-play-di-ottavio-rosati
a meno che io non abbia capito cosa mi sta indicando...
--[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 17:23, 7 lug 2020 (CEST)
buongiorno, credo di aver sistemato tutto, Per la vommefia ho seguito i criteri dei testi teatrali, Inootre ho usato il testo invioato alla Siae, edito su carta da Plays, che è definitivo. Ho lasciato anche il riferimento agli estratti ma, se crede, posso eliminarlo.
--[[Speciale:Contributi/93.34.89.255|93.34.89.255]] 11:05, 8 lug 2020 (CEST)
Salve, Donato,
Per quel che riguarda "Da Storia nasce storia" ho davanti a me il libro edito da ERi RAI e cambierò l'incipit. Non sapevo che le pagine non vanno indicate nell'incipit e nell'explicit. OK!
Per GRANDI FESTE CON FUOCO a questo punto lascio in nota la prima fonte ed elimino il riferimento al grande file online con fotografie e citazioni della commedia. L'avevo aggiunto perché avrebbe fornito ai lettori un'informazione ulteriore mentre il testo stampato da Plays, che ho avuto all'OFF PFF THEATRE, non è fi facile reperimento. Ciò fatto, procedo al ripristino.
Saluti, Varu --[[Speciale:Contributi/93.34.89.255|93.34.89.255]] 16:00, 10 lug 2020 (CEST)
Salve Donato,
Ho capito. Ora ho unificato la fonte delle citazioni da Atti dello psicodramma, riferendomi solo alla rivista edita da Ubaldini, togliendo il rif.nto alla versione online che credevo potesse giovare.
Ho anche alleggerito Cacatoa. Il DVD in mio possesso contiene varie scene del teaser promozionale che figurano anche su You tube nel canale ipodplays. Mi dica se posso fare meglio. Spero che apprezzi i miei sforzi... sto imparando e voglio dare anche un contributo positivo. Amo molto lo spirito di wikipedia che è una vera tivoluione!
Saluti, Varu --[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 18:21, 12 lug 2020 (CEST)
<del>==Citazione di...==
La citazione che hai appena inserito ([https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Ottavio_Rosati&type=revision&diff=1084598&oldid=1084521]), capisco che è tratta dall'ipertesto di Rosati che citi (e che ho rintracciato), ma di chi è?... Rosati che parla di sé stesso in terza persona?... Si tratta di un "commento di scena"?<br>--[[Utente:DonatoD|DonatoD]] ([[Discussioni utente:DonatoD|scrivimi]]) 19:33, 17 lug 2020 (CEST)
</del>
salve, Donato. Scusi il ritardo ma ho avuto un colpo di calore mentre andavo a prendere in prestito dei libri della Von Franz! Oltretutto Le avevo già scritto stamattina verso le sette ma devo aver fatto un errore nell'invio perché la mia risposta è sparita. Allora mi ripeto e mi scuso nel caso che le arrivi due volte lo stesso messaggio. Per quel che riguarda QUATTRO DECENNI di Ottavio Rosati si tratta di un ipertesto di cui Rosati è senza dubbio l'unico autore. Il testo è strano perché, come disse lui in una conferenza al teatro OFF OFF, lo ha fatto per la terapia di un trauma che crea dissociazione dell'Io: a tratti scrive in terza persona, a tratti in prima, come se fossero pagine di un diario clinico-storico. Nei dialoghi con l'analista M.L. von Franz lei appare come Madama Pace in 'sei personaggi in cerca d'autore' di Pirandello, cioè un fantasma della vera von Franz, fantasma che appare in quella tecnica junghiana che si chiama IMMAGINAZIONE ATTIVA e che il protagonista dell'ipertesto (Rosati) fa abbracciando un albero. Ma le parole sono tutte scritte e immaginate da Rosati. Avevo già fatto la ricerca per rispondere a Creed il mio primo 'maestro' di wikipedia. Le uniche righe prese da un'intervista alla Pivano sono quelle che si riferiscono all'incendio del festival e le ho controllate sull'archivio digitale de LA STAMPA. Il passaggio da un tipo di prosa in prima o terza persona fa parte della ricerca di questo lavoro che ha occupato Rosati cinque anni e che secondo lui non potrebbe essere stampato su carta ma solo edito on line perché risponde (coi vari link ad articoli e testi esterni) per reagire alla cancellazione storica del film GENERAZIONI D'AMORE. Se crede le faccio inviare dalla dr.ssa Fazio dell'Istituto Luce il link vimeo del remake del docu-film.
Potrei inserire una citazione dell'introduzione dell'ipertesto dove questa struttura narrativa è chiarita ma so che le introduzioni non andrebbero riportate.
Poi stamane Le facevo due domande:
Ho citato un'intervista della analista Nadia Neri alla von Franz dove lei (von Franz) parla di Jung dicendo che gli uomini attorno a lui erano GELOSI. Sospettavo un errore di traduzione (INVIDIOSI non GELOSI) e infatti ho telefonato alla dr.ssa Neri (che conoscevo dall'università) e ho avuto conferma che è effettivamente così. Come faccio? Lascio GELOSI e aggiungo una nota di redazione tra parentesi quadre? O che altro?
Ultima domanda: si può creare una pagina wikiquote di un autore che non ha una pagina wikipedia?
Grazie e saluti,
sua Varu--[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 14:59, 20 lug 2020 (CEST)
Buongiorno Donato, ho eliminato dalle citazioni di "Quattro decenni" quelle scritte in terza persona, onde evitare confusioni ed equivoci. Tuttavia Le confermo che il testo è TUTTO di Ottavio Rosati. Lo confermano anche le "citazioni su" firmate da Moscati, Gandolfi e Mulassano.
Come faccio a conoscere la sua genesi? La redazione di questo ipertesto è descritta nelle sue prime pagine. L'unica volta che ho sentito parlare Rosati è stata al teatro Off Off di Roma dove narrò che l'ipertesto derivava dal suo trauma per il suo cortometraggio sabotato, alla base anche della commedia "Grandi Feste". Ho avuto invece dei contatti mail (che Creed conosceva) per aver info i materiali con Vera Fazio dell'istituto Luce. Cosa altro devo migliorare? Riporterò la traduzione di von Franz senza correggere la trad. dal francese perché temo di fare degli errori.
Avrei una nuova e ultima domanda:
ho scoperto sul web TRE citazioni importanti su dei DVD americani prodotti dallo Jung Institute di Los Angeles e penso che per i lettori di Wikipedia sia un buon contributo. Come devo riportarle?
In inglese con la traduzione in nota? Potrei aver un esempio, per favore?
Varu--[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 16:51, 21 lug 2020 (CEST)
Salve Donato, ho provveduto a wikificare ulteriormente 4 decenni, e ho inserito nella pagina Von Franz alcune traduzioni secondo modello, va ben così?
Saluti
--[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 18:23, 24 lug 2020 (CEST)
== Parapsicologi per nazionalità ==
Carissimo, come va la vita a Napule? {{smile}} [[:Categoria:Parapsicologi per nazionalità]] l'hai creata per sbaglio o ti sei dimenticato di metterci dentro qualcosa? -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 10:12, 23 lug 2020 (CEST)
:Qui a Milano si lavora sempre (come a Napoli del resto) e negli ultimi tempi ho avuto meno tempo per Wiki, l'importante è trovarne comunque un pochetto, di tempo da passare qua, che ne vale sempre la pena... Ciao.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:31, 24 lug 2020 (CEST)
== È arrivata la felicità ==
Ciao Donato! Sto notando che elimini tutte le pagine che creo, sostenendo che le fonti non sono significative. Mi potresti spiegare quali sono le fonti valide e quali no? Grazie e buona serata! :)
Potresti crearla tu? --[[Utente:2001:B07:644E:FDC2:782A:2517:5C6E:C2E5]] ([[Discussioni utente:2001:B07:644E:FDC2:782A:2517:5C6E:C2E5|scrivimi]]) 18:14, 26 luglio 2020 (CET)
== Brenda Blethyn ==
Ciao DonatoD, ti volevo chiedere di creare la pagina dell'attrice britannica [[Brenda Blethyn]], poiché è un'attrice molto importante (è stata candidata 2 volte al Premio Oscar). Buona serata --[[Utente:2001:B07:644E:FDC2:782A:2517:5C6E:C2E5]] ([[Discussioni utente:2001:B07:644E:FDC2:782A:2517:5C6E:C2E5|scrivimi]]) 18:21, 26 luglio 2020 (CET)
== Discussioni ==
Grazie e arrivederci.{{non firmato|2001:b07:644e:fdc2:782a:2517:5c6e:c2e5}}
== errore ==
Salve, ho cancellato per sbaglio una parte della pagina, che non riesco a reinserire. Mi scusi{{non firmato|2001:b07:644e:fdc2:782a:2517:5c6e:c2e5}}
== Re: Made in America ==
Ciao Donato,
mah... sono un po' perplesso anche io... allo stato attuale secondo me si potrebbe cancellare tranquillamente. Vero è che le voci dei film hanno più probabilità di tirarsi dritte con il tempo, magari qualcuno guarda il film e la migliora. Quindi secondo me allo stato attuale sia che la lasci in attesa di sviluppi sia che la cancelli non sbagli. --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:12, 27 lug 2020 (CEST)
: Non avevo visto chi era il contribuitore... altrimenti ti avrei detto di buttarla subito... --[[Utente:Homer|Homer]] ([[Discussioni utente:Homer|scrivimi]]) 20:20, 27 lug 2020 (CEST)
== Re: Fonti inadeguate ==
Ciao, Donato, ho notato anche io la stessa alluvione. Ti ringrazio molto per il suggerimento. Credo, salvo errore, che abbiamo problemi di fonte anche in [[Timothy Spall]]. Grazie, ti auguro una Buona Domenica. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:21, 1 ago 2020 (CEST)
== Re: Significatività ==
Salve, sì quella frase è importante nel gioco, ma ho capito cosa intendi. I dialoghi e le frasi devono avere un senso al di fuori del contesto del gioco. Starò più attento e sistemerò la pagina. Grazie per l'avviso. -- [[Utente:Alessandro9331|Alessandro9331]] ([[Discussioni utente:Alessandro9331|scrivimi]]) 21.50, 3 ago 2020 (CEST)
== Re: Raat Akeli Hai ==
Metto in inglese [[Utente:Laportoghese|Laportoghese]] ([[Discussioni utente:Laportoghese|scrivimi]]) 19:50, 7 ago 2020 (CEST)
== Zampino d'Oro alla Carriera ==
[[Immagine:Nuvola apps kugar.png|right|200px]]
{| style="width:200px; border:1px solid #c0c0c0; background:#F9F9F9; {{#ifeq:200px|100%||{{#switch:{{{allineamento}}}
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}}}}" id="{{anchorencode:Albo d'oro}}"
|-
! style="background:#C3D0DF; padding:2px;" | Albo d'oro
|-
| style="font-size:95%" |
* [[Discussioni utente:Micione/Archivio3#Zampino d'Oro|2012: Micione]]
* [[Discussioni utente:AssassinsCreed/Archiviomaggioluglio2015#Zampino d'Oro|2015: AssassinsCreed]]
* [[w:Discussioni utente:Superchilum/Archivio35#25 gennaio 2006 – 25 gennaio 2016|2016: Superchilum]]
* [[w:Discussioni utente:Bradipo Lento/Archivio03#Zampino d'Oro alla Carriera|2018: Bradipo Lento]]
* [[Discussioni utente:Sun-crops/Archivio2017-2019#Zampino d'Oro alla Carriera|2019: Sun-crops]]
|}
Lo meritavi già da diversi anni, ma finora il rappresentante [[Prelatura della Santa Croce e Opus Dei|Opus Dei]] della commissione "Zampino d'Oro" aveva sempre posto il veto sul tuo nome. Beh, quest'estate anche lui si è convinto che ''chillo è troppo nu buono guaglione per tutto o patròllin ch'ancora stà a fà'', e così eccoti il riconoscimento dovuto! Complimenti!! -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 09:59, 8 ago 2020 (CEST)
== Luigi Bruzza Wikiquote ==
Buonasera,
grazie per le dritte. Ho cercato di migliorare la pagina ma, riguardo al fatto che le citazioni possano sembrare "poco significative", non posso farci niente: l'argomento è quello, Bruzza era un barnabita, i documenti a mia disposizione sono le lettere...quindi se il succo è quello ben poco si può fare nel renderle più allettanti. Inoltre servono come riferimento alla neonata pagina Wikipedia sempre sul Bruzza. Le citazioni infatti mi servono per dare degli spunti interessanti ai cultori della materia che visitano wikipedia...
Ad ogni modo, grazie!
--[[Utente:La Luna91|La Luna91]] ([[Discussioni utente:La Luna91|scrivimi]]) 01:25, 12 ago 2020 (CEST)
== Saluti ==
Ciao, Donato, mi accorgo che nella mia pagina di discussione ti ho augurato Buona Domenica con molti giorni di anticipo. Il Sun-crops è proprio arrugginito dopo tanti anni... Bisognerà rottamarlo. Mi sono permesso di scrivere in napoletano, con qualche errore nell'uso degli ausiliari, per scherzare un po'. Penso che tu lo abbia capito. Ciao Donato, buon fine settimana. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 19:40, 14 ago 2020 (CEST)
== Cancellazione mio profilo utente ==
Buonasera,
le chiedo gentilmente di aiutarmi nella rimozione di questo profilo possibilmente, come ha già fatto un suo collega su Wikipedia, allegandomi il link per tale richiesta, così da far prima.
Grazie.--[[Utente:La Luna91|La Luna91]] ([[Discussioni utente:La Luna91|scrivimi]]) 17:45, 19 ago 2020 (CEST)
== Re: Al riguardo ==
Ciao, Donato, ti confermo che sono corrette nella lingua italiana le espressioni: "al riguardo" e " a questo riguardo". Se la fonte originaria della citazione porta "a riguardo", pur essendo un refuso, non va corretta. Se però la citazione è presa da fonte secondaria, oppure è la semplice traduzione in italiano di una citazione straniera, andrebbe corretta.--[[Utente:Eumolpo|Eumolpo]] ([[Discussioni utente:Eumolpo|scrivimi]]) 19:04, 1 set 2020 (CEST)
== Žižek e Rancière ==
ok. Grazie --[[Utente:Cris77|Cris77]] ([[Discussioni utente:Cris77|scrivimi]]) 11:00, 12 set 2020 (CEST)
== Ibn Battuta ==
Scopro grazie a te il significato di questa [https://dizionario.internazionale.it/parola/precellenza parola]. Purtroppo gli errori sono sviste in quanto il testo è ottenuto tramite scansione da libro e capita che venga letto male. L'ultima citazione in inglese era già nella voce prima che ci mettessi mano, pertanto non fa parte del testo che uso... --[[Utente:Codas|Codas]] ([[Discussioni utente:Codas|scrivimi]]) 21:45, 24 set 2020 (CEST)
== Re il futuro dell'alta moda ==
Daccordo . E grazie per aver detto che il mio contributo ha anche un'importanza. Sul resto del tuo messaggio: io rifletto spesso e al meglio sulle correzioni formali. Ammetto che on sono una programmatrice di livello. Però sono una ricercatrice che va in biblioteche e persino in librerie. Cerco di trovare modelli più adatti in giro ma spesso sono diversi. Ognuno di noi contribuisce a questo grande progetto di Wiki a modo suo. Cercherò di fare più attenzione ma puoi dirmi per cortesia dove sono i miei errori formali? Ne terrò conto. Grazie me saluti--[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 00:41, 28 set 2020 (CEST)
== Re:il futuro... dell'alta moda ==
Ok, visto che sono molto criticabile (anche a ragione su certe cose, lo ammetto) ma pochissimo apprezzata per inserimenti che elaboro con tempo e ricerche come altri contributori seri o più seri di me - ci sono anche quelli che citano solo banalità o inseriscono contenuti errati - veda la pagina delle Gorgoni su Wikipedia - che è imbarazzante e può forviare molti) mi vedo costretta a fermarmi. Io sono una studiosa di arte, teatro, psicodramma e psicoanalisi transgenerazionale, video terapia, psicocinema, fototerapia (che nel 2020 hanno rivoluzionato in tutto il mondo a fatica le tecnica della psicoanalisi tradizionale e dei quali Wikipedia Italia era mancante) ovviamente la ricorrenza dei nomi di Moreno, Zerka Toeman, Rosati (l'unico italiano) e Shutzemberger, di cui ho creato le pagine e inserito aforismi e citazioni, è consequenziale allo stato obbiettivo delle cose, traduzioni, ricerche, tramissioni scientifiche ect.
Sul fatto degli errori tecnici, ribadisco che le cose che per lei sono scontate, tipo comprendere le rettifiche, che purtroppo sono riuscita a capire solo qualche mese fa, come ad esempio nello strumento CRONOLOGIA, spesso, non c'è scritta nessuna nota che mi permetta di comprendere quale sia la forma corretta, oppure io non sono capace a vederla, inoltre se cerco e faccio un semplice copia-incolla di pagine simili, trovo sempre qualcuno che modifica qualcosa, in fondo è poco più di un anno e mezzo che contribuisco a Wikipedia e penso di aver inserito molti contenuti interessanti per i giovani lettori in ricerca di psicologia contemporanea. Detto ciò inserisco la foto di Osvaldo Guerrieri, mi fermo e la saluto.
--[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 09:10, 30 set 2020 (CEST)
== Zootropolis ==
Guarda che stavo solo ampliando una citazione. Ci mancava solo un pezzo di frase. O c'è bisogno di un dialogo perché prenda "senso"?
--[[Utente:Zack8|Zack8]] ([[Discussioni utente:Zack8|scrivimi]]) 23:10, 3 ott 2020 (CEST)
Ok, adesso che ho il film migliorerò il tutto.
== Re: Ciao. Tematiche ==
Ciao! Grazie per i fix, intanto. Sì, sì, sono registrato, e quindi tramite feed RSS tengo monitorata ogni voce da me modificata; vedo tutto! Mi rendo conto che la comunicazione, quanto meno per voi, sia più difficoltosa in quanto all'occorrenza dovreste scrivere a un IP ogni volta diverso ma il non firmare i miei edit fa parte di una filosofia che ho scelto di abbracciare! :-)<br>
Ho notato che hai aggiunto la preposizione nel template dell'interprogetto, anche se non vedo dove venga utilizzata. <br>
E ho preso atto dell'inserimento in Wikidata, sino a oggi da me mai utilizzato. Ma allo stesso modo non conviene inserire, per completezza, anche l'interlink alla voce ''gadget'' del Wikizionario italiano? --[[Speciale:Contributi/95.245.186.33|95.245.186.33]] 00:51, 16 nov 2020 (CET)
== Alba ==
Ciao Donato, da quanto tempo? Come va? Mi permetto di disturbarti solo perché avevo segnato io [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alba&type=revision&diff=1112426&oldid=1112233 questa modifica] come verificata e poi ho visto che l'hai annullata. Ora, ok, giustissimo il discorso sulla trascrizione (che però si risolve in non più di un minuto) però la citazione mi sembra assolutamente pertinente, perché rimuoverla?--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 00:09, 24 nov 2020 (CET)
:Perfetto, grazie mille!--[[Utente:AssassinsCreed|AssassinsCreed]] ([[Discussioni utente:AssassinsCreed|scrivimi]]) 07:02, 25 nov 2020 (CET)
== Re:Tagli ==
Salve Donato, ho fatto i tagli perché ho letto l'avviso dove mi si diceva che le citazioni erano troppe. Se crede le ripristino.
Buona serata--[[Utente:Varu1971|Varu1971]] ([[Discussioni utente:Varu1971|scrivimi]]) 14:10, 25 nov 2020 (CET)
== [[ORLAN]] ==
Ciao, Donato, vuoi per favore dare un'occhiata alla voce; in particolare la didascalia dell'immagine. Io avevo scritto solo il nome dell'artista. Ora è diverso, c'è il nome dell'autore della foto. Va bene questo? A me sembrerebbe di no, ma potrei essere in errore. Fa sempre piacere vederti all'opera. Ciao. Grazie. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 17:46, 19 dic 2020 (CET)
:Grazie infinite, Donato. Buona serata. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 17:59, 19 dic 2020 (CET)
==re: Genova==
Uh, grazie :-) è un po' lunghetto, ma quando avrò un po' di tempo me lo ascolterò molto volentieri. --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 17:32, 3 gen 2021 (CET)
==Re: Pagine di discussione==
Su Wikipedia non mi è mai stato detto nulla su questa cosa, anzi lì c'è anche il [[w:Template:Pingami]]. Se però qui magari è stata discussa e si è deciso così vedrò di adattami. Però perdonami la curiosità, è stata quindi discussa questa cosa? O bisogna farlo perché ''"qui facciamo tutti così"''. --[[Discussioni utente:GryffindorD|<span style="color:#007FFF">'''GryffindorD'''</span>]] 21:08, 12 gen 2021 (CET)
:Perdonami Donato, tu mi hai solo detto perché ''secondo te'' bisogna fare così, questa non è Wikipedia ma rimane un progetto collaborativo e per dire che una cosa non va bene (addirittura scorretta) ci dev'essere stata almeno una discussione. Non voglio farne una questione, però se vuoi apriamo una discussione al Bar. Secondo me ognuno risponde come vuole, basta che l'utente riceva una notifica che lo avverta della risposta. --[[Discussioni utente:GryffindorD|<span style="color:#007FFF">'''GryffindorD'''</span>]] 01:02, 13 gen 2021 (CET)
== Voci tematiche: ordinamento cronologico. ==
Ciao Donato, puoi darmi un chiarimento, per favore: c'è la possibilità di dare ad una sezione di una voce tematica un ordinamento cronologico? Così è stata impostata da Gaux ― utente, sia detto con la massima chiarezza – di valore assoluto, la sezione ''Storia degli scacchi in Italia'' della voce [[Scacchi per corrispondenza]], può andar bene? Ti auguro una buona giornata. Ciao, grazie --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 07:05, 5 feb 2021 (CET)
:{{ping|Gaux|Spinoziano}} Grazie, Donato, credo anch'io che l'ordine alfabetico sia invariabile. Sentiamo il bravissimo Gaux, utente, come già ho detto, di assoluto valore e Spinoziano. Ciao, buona serata, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:16, 5 feb 2021 (CET)
::{{ping|Sun-crops}} A mio avviso è opportuno quando le citazioni di una sezione risultano molto più intellegibili se messe in ordine cronologico, appunto; può valere in tematiche di taglio storico come [[Pandemia di COVID-19 del 2019-2021]] o in tematiche di taglio biblico come [[Bastone di Mosè]]. Mi sembra quindi un'opzione lecita, seppure da intendersi come eccezione e non come regola. -- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:36, 6 feb 2021 (CET)
:::Bene {{ping|Spinoziano}}, grazie, è tutto chiarissimo e, in più, ho imparato un'altra cosa. {{ping|Gaux}} è davvero un validissimo collaboratore, da ogni punto di vista. Auguro a Donato, a Gaux e a te una buona giornata. Grazie. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 09:31, 6 feb 2021 (CET)
== Never, never ever stop that. ==
Ciao Donato. Un dopocena, spero, interessante. No, no reply is needed, not at all, just look, please: [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Registri?type=delete&user=&page=+Art+Aia+-+Creatives+%2F+In+%2F+Residence&wpdate=&tagfilter=&subtype=], and, of course, [https://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Contributi/Neverstopthat]. Mi fermo così, mi fermo qui (qui, cioè wikipedia). Buona serata. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:49, 5 feb 2021 (CET) Scusa, Donato, ma è una notizia fresca. Lupus in fabula: e già attivo. In-cre-di-ble! Uanema! Chiste so' veramente nummere! Chissa se {{ping|Homer}} ha visto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:54, 5 feb 2021 (CET) Cioè, mentre ti scrivevo il fatto si è materializzato, sono senza parole. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:57, 5 feb 2021 (CET) Con tanto rispetto, il dovuto rispetto per gli inglesi, 'a faccia mia sotto 'e piede lloro (la mia faccia sotto il loro piedi), sott'a sola d'e scarpe lloro (sotto la suola delle loro scarpe), ma ho l'impressione, per carità, mi sbaglierò, pronto a ricredermi, che sulla faccenda "never ever", hanno proprio schiacciato un bel pisolino... Scusami, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:10, 5 feb 2021 (CET)
== [[Cinema (luogo)]] ==
Ciao Donato, forse puoi aiutarmi: in questa voce ci sono due inserimenti irregolari da autori che, a quanto pare, non sono di rilevanza enciclopedica. Sai se a suo tempo si decise che rientrano nel caso eccezionale di citazione particolarmente significativa e, se così fosse, in questi casi il doppio inserimento può essere omesso? Ti ringrazio. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 19:37, 6 mar 2021 (CET)
:Su Emilio Scaglione, direttore del Roma e condirettore con Paolo Scarfoglio del Risorgimento che nel dopoguerra riunì le testate napoletane «Corriere di Napoli», il «Roma» e «Il Mattino» chiuse dagli Alleati, abbiamo una menzione in wikipedia [[w:Il Risorgimento (Napoli)|Il Risorgimento (Napoli)]], ho trovato anche questo documento [https://books.google.it/books?id=tgXPGhhJbHsC&lpg=PA44&ots=44w75fKsMH&dq=Emilio%20Scaglione%20Paolo%20Scarfoglio%20%20il%20Risorgimento&hl=it&pg=PA44#v=onepage&q=Emilio%20Scaglione%20Paolo%20Scarfoglio%20%20il%20Risorgimento&f=false].Secondo te è enciclopedico questo autore? io non direi di no. Per Tullio Panteo, biografo di Marinetti, ho questo documento [https://books.google.it/books?id=h9nbCgAAQBAJ&lpg=PT172&dq=Tullio%20Panteo%20i%20torinesi&hl=it&pg=PT172#v=onepage&q=Tullio%20Panteo%20i%20torinesi&f=false], non so se aiuta molto. Ma Scaglione sembra di rilevanza enciclopedica. È stato, <s>mi sembra</s> se capisco bene, uno dei protagonisti della stampa italiana in una fase cruciale della sua storia. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:04, 6 mar 2021 (CET)
::Ti ringrazio molto Donato, sei stato davvero utile e, grazie alla tua esperienza, mi hai chiarito delle particolarità che mi sfuggivano. Annunziata non riesco a trovarlo nella voce di cui parliamo, ma non è così importante, il problema si poneva per Scaglione e Panteo. Creerò senz'altro la voce Scaglione qui visto che concordi sulla rilevanza; in wikipedia ho meno dimestichezza; ma, direi, l'importante è regolarizzare qui almeno una citazione. Grazie infinite, buon fine settimana. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:08, 6 mar 2021 (CET) P. S. Chiaro anche il riferimento a G. Annunziata, era la fonte che ho linkato. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:17, 6 mar 2021 (CET)
== Re: Thomas Nagel ==
Ciao a te, la citazione che ho riportato è testuale, trascritta ''verbatim'' dalla fonte. Concordo che il traduttore avrebbe potuto rendere meglio questa frase, nel senso che il punto di vista oggettivo diventi la base dell'azione. Volendo si può aggiungere un NDR, o proseguire la nota con una precisazione, o aggiungere la frase in originale... --[[Utente:AnjaQantina|AnjaQantina]] ([[Discussioni utente:AnjaQantina|scrivimi]]) 12:43, 27 mar 2021 (CET)
== [[Robespierre]] ==
Ciao Donato, scusami se ti sollecito ancora. A notte fonda e palpebre piuttosto pesanti ho oscurato una versione della pagina, ma ne residua un'altra e, per coerenza, dovrei oscurarla, facendo poi il copia-incolla di una citazione valida. È necessario o la cosa tutto sommato può restare così (e magari non era necessario oscurare nessuna versione)? Che si deve fare con questo personaggio che fa questi inserimenti, in quiescenza da tempo forse perché soddisfatto del colpo andato a segno per mesi. Spero che tu abbia trascorso buone feste. Grazie, scusami. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 12:55, 6 apr 2021 (CEST)
:Ok, Donato, grazie. Hai ragione, da un anno circa è diventato tutto un po' surreale. Cosa farci? Passerà anche questo brutto momento, come passa tutto, del resto. Il caffé, almeno, continua a piacermi tantissimo; resto sempre un aficionado, non mi viene, non mi verrà mai a noia, come la pizza. Peccato che ormai non possa berne più come un tempo; tiempe belle 'e 'na vota... Il tempo passa, Donato... Ciao, Grazie {{smile}} {{smile}} --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:43, 6 apr 2021 (CEST)
== Romanzi ==
Ciao :-) non mi trovi concorde nel mettere le categorie di Tolstoj e Dostoevskij come sottocategorie di "Romanzi". Piuttosto "Romanzi di X", ma non "X". --'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 18:41, 30 apr 2021 (CEST)
== Schema tematiche ==
Ciao, Donato, buona domenica. Posso chiederti dove posso ritrovare l'utilissimo schema che hai elaborato per guidare gli utenti nella scelta delle citazioni per le voci tematiche? Grazie. Ciao --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 16:40, 2 mag 2021 (CEST)
== Parere ==
Ciao Donato, è bellissimo vederti all'opera in grande stile e con inserimenti, come sempre, di assoluto interesse. Vuoi, per favore, darmi un parere sulla pertinenza dell'ultimo inserimento in [[campo di sterminio]] che mi sembra oltre che di dubbia pertinenza, per il solo segmento inserito, in conseguenza del taglio di tutto quel che segue nella citazione che riguarda [[internet]], un de relato. Se lo si può mantenere, tanto meglio, ma personalmente – potrei sbagliarmi – ho molti dubbi. Grazie, buona settimana. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 13:35, 17 mag 2021 (CEST) P. S. sembra che ci sia qualche perplessità dell'utente sul mio annullamento in [[Masturbazione]]: [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Discussioni_utente%3AMauro_Lanari&type=revision&diff=1145878&oldid=1145869]; puoi darmi un parere anche su questo, per favore? Se ho sbagliato, annulla, per favore, senz'altro il mio annullamento. Ciao,
:Bene Donato, ti ringrazio tantissimo. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:45, 17 mag 2021 (CEST)
== Barbero e Israele ==
Ciao. Riguardo a questo [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Alessandro_Barbero&diff=1146664&oldid=1134552 tuo inserimento] in Alessandro Barbero, ti segnalo che era già presente poco più sopra (nota 21) lo stesso intervento. Vedi tu quale versione ti pare migliore.--[[Utente:Matafione|Matafione]] ([[Discussioni utente:Matafione|scrivimi]]) 00:03, 23 mag 2021 (CEST)
== [[Bhagavadgītā]] ==
Ciao, Donato. Buon sabato e buon fine settimana. Se hai un po' di tempo puoi dare un'occhiata alle ultime modifiche nella voce? Mi rivolgo a te perché su tutti gli aspetti di questo tema sei molto esperto. Ciao, grazie. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 11:02, 5 giu 2021 (CEST)
== Re: Blade Wiki Editor ==
Ciao! Grazie, troppo gentile. --'''<span style="letter-spacing:2px; font-size:11px;">[[Utente:Dread83|<span style="color:black;">DOPPIA•</span>]][[Discussioni utente:Dread83|<span style="color:darkblue;">DI</span>]]</span>''' 22:09, 27 giu 2021 (CEST)
== [[Saul Friedländer]] ==
Ciao, Donato, ho aggiunto il testo originale alla citazione su Kafka perché non riesco a trovarla nella fonte indicata. È così o sono in errore? Scusami per l'ora tarda. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 22:59, 8 set 2021 (CEST)
:Ciao, Donato, grazie infinite per gli utili chiarimenti. Se a te fa piacere ho sistemato così [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Saul_Friedl%C3%A4nder&type=revision&diff=1167594&oldid=1167408], lasciando il link precedente. È ovvio che se vuoi disporre in altro modo, resta a te l'ultima parola. Ti saluto. Buon sabato e buon fine settimana. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 01:48, 10 set 2021 (CEST)
::Nel frattempo ho pensato che sia meglio rimuovere un link, per non generare confusione e nel timore che in futuro un collaboratore che non è al corrente di questa discussione riduca l'overlinking. Ma, come ho detto, a te l'ultima parola. Ciao e ancora grazie. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 01:59, 10 set 2021 (CEST)
==Parere==
Ciao, Donato, ogni tuo contributo è sempre un motivo di gioia, ti ringrazio di essere ancora attivo dopo tanti anni di collaborazione. Tu sei un collaboratore espertissimo e a te posso chiedere un parere. Come forse sai in questi giorni ho "incrociato le armi" con un utente che – nonstante l'andamento acceso della discussione – è certamente una persona più che per bene. Ad un certo punto mi sono sentito come "sfidato" a dire il mio nome, che, come sai, in questo progetto è più o meno il segreto di Pulcinella. Ho dato il mio nome, e fin qui nulla quaestio; però, per fare un gesto splendido, ho aggiunto anche il nome e soprannome con cui talvolta mi chiamano o, in certi contesti, sono conosciuto. Siccome quel soprannome è un soprannome di famiglia e alcuni congiunti portano il mio stesso nome e soprannome, e, sono perciò facilmente identificabili e reperibili, quest'ultimo fatto mi preoccupa. In questo progetto facciamo solo cose lecite e lodevoli, ma può capitare di aver contatto con sconosciuti: il più, se non la quasi totalità delle volte, si tratta di persone con cui si interagisce in modo pacifico; ma c'è sempre l'alea di potersi misurare con qualche persona problematica o più che problematica ed altre alee che tu, tanto esperto, puoi comprendere al volo. Mi chiedo, ti chiedo se, in ragione di queste omonimie, e quindi scambi di persona, non sia possibile oscurare la penultima modifica della pagina di discussione di quella voce, la modifica 07:16, 22 set 2021 che, in fondo, a parte il problema di cui ti parlo, non contiene in sé nulla di oggettivamente importante. Grazie, Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 17:40, 27 set 2021 (CEST)
::Vorrei precisare bene Donato. Non è per me che mi preoccupo. Se si trattasse di me, sono avvezzo, mitridatizzato, saturato a cose che, per fortuna, voglio veramente sperare, tu neppure immagini. È per questi omonimi – che per me oltretutto non hanno davvero alcuna simpatia – che ti ho scritto. Ciao, --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 18:48, 27 set 2021 (CEST).
:::Va buo' Dona'. È cumme dice tu. A chi vulimmo 'nquita', a chi vulimmo cunsulta', è inutile ca facimmo ato rummore 'ncopp'a sto fatto. Si se po' ffa' o ffanno, e si no, no; i' cuntinuo a splennere. Chi è causa del suo mal... 'A verità, Dona'? Proprio 'a verità? I' m'aggia piglia' nu poco 'e feste, 'o ddico sempe e nun 'o faccio maje, ma ll'aggio fa' pe fforza, pecche' 'sti tarantelle 'e ll'una a notte e a primma matina e tant'ate ccose m'hanno ammaccato nu poco. Ciao, Donato. Grazie. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:20, 27 set 2021 (CEST)
::::Dona', amico mio – te pozzo chiammà accussì? –, doppo tant'anne, ancora me porto 'a botta (portarse 'a botta, come tu sai: tener testa, resistere, "incassare il colpo", andare avanti nonostante tutto), ma 'e fforze so sempe cchiù poche. Suncruppiello ammaccatiello vicchiariello primm'o poje s'adda ferma'. E se ferma, nun ce stanno Sante, se ferma. S' ''adda'' ferma', s' ''ha da'' fermare. Quanto alla mia "richiesta", si deciderà spontaneamente, sans faire de bruit, se si può fare si fa. Scusami. Ciao. Ti auguro di cuore una bella serata. Con affetto {{smile}}, ti saluta la cadente stella splendente, splendente-cadente. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 20:47, 27 set 2021 (CEST)
:::::{{ping|Sun-crops}} {{fatto}}. Un caro saluto a entrambi.-- [[Utente:Spinoziano|Spinoziano]] ([[Discussioni utente:Spinoziano|msg]]) 08:27, 28 set 2021 (CEST)
== [[Wikiquote:Progetti/Citazioni wikimediane/Wikipedia]] ==
Ciao, Donato. Scusami se ti sollecito a quest'ora. Se sei ancora presente, puoi dirmi se è il caso di annullare la modifica di Potenza2021 in questa voce? En passant, se posso chiederti: ho visto che dal 20 ottobre hai rilasciato diversi contributi su voci femminili, anche creando voci. Perché non riportare le voci create e migliorate a partire dal 20 ottobre in [[Wikiquote:SheSaid 2021]]? Oh, ma, se non vuoi, OK, naturalmente. Grazie. Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 21:20, 14 dic 2021 (CET)
:Ciao Donato. Se mi sono preso la ibertà di ricordarti l'iniziativa di quest'anno è solo perché l'anno scorso avevi partecipato con 4 voci. Un mio professore di filosofia ripeteva spesso che è diritto dell'intelligenza cambiare idea, ed è assolutamente così. Se solo avessi immaginato che avevi cambiato idea su quest'iniziativa, mai mi sarei permesso di proporti di unire il tuo nome all'edizione di quest'anno. Per l'altra questione comprendo che non hai tempo e mi spiace avere forse arrecato disturbo; ti presento le mie scuse. Consolati pensando che comunque sei messo meglio di me, che non solo ho poco tempo, ma sempre più scarse energie. E per me collaborare ogni giorno, diventa ogni giorno sempre più difficile. Scusami anche per queste ultime parole, per questo, forse anche ormai trito, soliloquio. Ti saluto. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:42, 15 dic 2021 (CET)--[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:42, 15 dic 2021 (CET)
== Grazie del grazie ==
Ciao. Credo di aver fatto un buon lavoro sulla pagina del mitico Ivan, non poteva restare così. Sono contento che tu abbia apprezzato. Buon anno. [[Utente:AlbertoNonSocial|AlbertoNonSocial]] ([[Discussioni utente:AlbertoNonSocial|scrivimi]]) 20:54, 31 dic 2021 (CET)
Ok per gli aggiustamenti che hai fatto. Ma il produttore del singolo non lo trovo da nessuna parte forse non so cercare... [[Utente:AlbertoNonSocial|AlbertoNonSocial]] ([[Discussioni utente:AlbertoNonSocial|scrivimi]]) 21:26, 31 dic 2021 (CET)
Da nessuna parte, (virgola), forse non so cercare. Sull'ortografia sono preciso. Ciao. [[Utente:AlbertoNonSocial|AlbertoNonSocial]] ([[Discussioni utente:AlbertoNonSocial|scrivimi]]) 21:27, 31 dic 2021 (CET)
Salve. Ti spiego il mio errore. Pensavo, nella mia poca esperienza, che, all'interno di uno stesso brano, le citazioni non dovessero essere per forza CONTIGUE, ma potessero lasciare spazio a pezzi di testo intermedi non pubblicati. Adesso so che non è così. Penso che ora di citazioni da controllare nella pagina di Ivan Graziani non ce ne siano più. Ciao. [[Utente:AlbertoNonSocial|AlbertoNonSocial]] ([[Discussioni utente:AlbertoNonSocial|scrivimi]]) 18:52, 1 gen 2022 (CET)
== How we will see unregistered users ==
<section begin=content/>
Ciao!
Ti è arrivato questo messaggio perché hai i diritti di amministratore su un wiki di Wikimedia.
Quando qualcuno modifica un wiki di Wikimedia senza effettuare prima l'accesso, il suo indirizzo IP diventa visibile pubblicamente. Come forse già sai, presto ciò non sarà più così. Il dipartimento legale di Wikimedia Foundation ha preso questa decisione alla luce del fatto che le normative sulla privacy online sono ormai cambiate.
Un'identità mascherata sarà mostrata al posto degli IP, ma gli amministratori '''avranno ancora accesso a questa informazione'''. Sarà anche introdotto un nuovo diritto utente per gli utenti non amministratori che hanno bisogno di conoscere gli IP degli anonimi per combattere il vandalismo, le molestie e lo spam. Senza questo diritto, i patroller potranno comunque visualizzare un segmento dell'IP. Altri [[m:IP Editing: Privacy Enhancement and Abuse Mitigation/Improving tools|nuovi strumenti]] sono in fase di progettazione per ridurre l'impatto di questo cambiamento.
Se la notizia ti è nuova, puoi leggere [[m:IP Editing: Privacy Enhancement and Abuse Mitigation|maggiori informazioni su Meta]]. Esiste anche un [[m:Tech/News|bollettino tecnico settimanale]] a cui è possibile [[m:Global message delivery/Targets/Tech ambassadors|iscriversi]] per non perdere nessuna novità sui cambiamenti tecnici dei wiki di Wikimedia.
Quanto al come saranno implementate le identità mascherate, sono state avanzate [[m:IP Editing: Privacy Enhancement and Abuse Mitigation#IP Masking Implementation Approaches (FAQ)|due proposte]]. '''Gradiremmo un tuo commento''' sulla proposta che ritieni migliore per te e per il tuo wiki. Scrivi pure il commento nella lingua che preferisci [[m:Talk:IP Editing: Privacy Enhancement and Abuse Mitigation|sulla pagina di discussione]]. Le proposte sono state pubblicate a ottobre e la migliore sarà scelta dopo il 17 gennaio.
Grazie.
/[[m:User:Johan (WMF)|Johan (WMF)]]<section end=content/>
19:17, 4 gen 2022 (CET)
<!-- Messaggio inviato da User:Johan (WMF)@metawiki usando l'elenco su https://meta.wikimedia.org/w/index.php?title=User:Johan_(WMF)/Target_lists/Admins2022(5)&oldid=22532651 -->
== Citazioni da controllare ==
Ciao. Vorrei segnalare una cosa, a proposito di citazioni da controllare. Nella pagina dei Pooh, tra le citazioni da canzoni, ne ho suddivise due che non erano, come dico io, '' 'contigue' '' , cioè mancava del testo al loro interno.. Ma non conosco a memoria tutte le canzoni dei Pooh, per cui potrebbero essercene altre che non soddisfano questo criterio. Grazie dell'attenzione e buon anno. [[Utente:AlbertoNonSocial|AlbertoNonSocial]] ([[Discussioni utente:AlbertoNonSocial|scrivimi]]) 19:52, 7 gen 2022 (CET)
== [[Eugen Herrigel]] ==
Ciao Donato. Ho corretto un refuso in una citazione. Puoi, per cortesia, se hai tempo, confermare? Ciao. --[[Utente:Sun-crops|Sun-crops]] ([[Discussioni utente:Sun-crops|scrivimi]]) 00:53, 11 apr 2022 (CEST)
== [[Velimir Chlebnikov]] ==
Ciao {{ping|DonatoD}}, ti scrivo perché ho un dubbio su una citazione inserita nel (lontano!) 2013 sulla pagina dell'autore [[Velimir Chlebnikov]]: ho notato che hai inserito il testo completo della poesia ''I numeri'' e mi chiedevo se questo sia accettato, ed entro quali limiti, dalle linee guida di Wikiquote. Ad esempio nella pagina di Ungaretti ci sono alcuni testi integrali di poesie brevi, come ''Soldati''. Grazie! --[[Utente:Italaid|Italaid]] ([[Discussioni utente:Italaid|scrivimi]]) 10:04, 23 apr 2022 (CEST)
== Avviso ==
{{Cancellazione|Wikiquote:Scherzi e STUBidaggini/Imprecazioni famose}}--'''[[Utente:Superchilum|<span style="color:#209090;">Superchilum</span>]]'''<sup>([[Discussioni_utente:Superchilum|scrivimi]])</sup> 10:16, 23 giu 2023 (CEST)
== Maratona ==
Ciao. Circa [https://it.wikiquote.org/w/index.php?title=Maratona&oldid=prev&diff=1421529 questa] tua modifica, faccio solo notare che le categorie '''non '''sono visibili da versione mobile. Un saluto '''''[[Utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:black;">– dany</span>]][[Discussioni utente:Danyele|<span style="font-family:Times New Roman; color:grey;">ele</span>]]''''' 19:43, 23 lug 2026 (CEST)
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Ezio Mauro
0
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1402271
2026-07-23T19:34:11Z
Danyele
19198
/* Citazioni di Ezio Mauro */ +1
1421549
wikitext
text/x-wiki
[[Immagine:Ezio Mauro Valeria Defilippis 10.jpg|thumb|Ezio Mauro nel 2011]]
'''Ezio Mauro''' (1948 – vivente), giornalista italiano.
==Citazioni di Ezio Mauro==
{{cronologico}}
*L’estate italiana dei suicidi {{Ndr|dell'anno 1993}} sarà ricordata come una delle stagioni più drammatiche del dopoguerra. Muore in carcere il campione dell’impresa pubblica, [[Gabriele Cagliari]], e tre giorni dopo gli risponde lo sparo di [[Raul Gardini]], campione di un’impresa privata che ha sfidato il grande mistero della chimica di Stato, fino a ripiegare sconfitto davanti al terzo interlocutore: i signori dei partiti, regolatori e padroni degli anni Ottanta. I due epiloghi, umanamente pietosi e politicamente feroci, ci dicono che quegli anni e quel potere sono finiti davvero, ma per dirlo scelgono la strada estrema del suicidio. Quasi che non si potesse sciogliere altrimenti l’ultima dipendenza da quell’epoca.<ref>Da ''Orgoglio e mistero'', ''La Stampa'', 24 luglio 1993.</ref>
*Nel momento più acuto dello scontro sociale, con i sindacati divisi e il governo all'attacco della Cgil, scoppia il caso delle lettere di Marco Biagi, cento giorni dopo l'[[Omicidio di Marco Biagi|assassinio]] del giuslavorista da parte delle Brigate Rosse. [...] Nei testi c'è l'angoscia lucida e disperata di un uomo che si sente bersaglio del terrorismo, che riceve telefonate minatorie, che teme di fare la fine di Massimo D'Antona: e che vede revocata la sua scorta senza un motivo spiegabile, "per ragioni che ignoro", come scrive impotente [...]. È un documento terribile. Mentre si susseguono le telefonate anonime, informatissime sui suoi spostamenti e sulla sua inermità , Biagi si preoccupa per l'angoscia in cui vive la sua famiglia, e chiede a tutti di aiutarlo a portare avanti il suo lavoro, ripristinando la protezione: invano. [...] L'angoscia di un uomo che si sentiva ed era condannato a morte, merita considerazione e rispetto, e il governo e la polizia non hanno avuto né l'una né l'altro, lasciando Biagi solo. Oggi le parole del professore devono far riflettere tutti, a partire dal sindacato e dal governo, troppo spesso abituati nel loro linguaggio a scambiare gli avversari per nemici.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/online/politica/biagisette/mauro/mauro.html Un caso politico]'', ''repubblica.it'', 28 giugno 2002.</ref>
*Arriviamo al punto finale. Perché è evidente che a partire dalla concezione della Nato, alla nuova fratellanza con Putin, all'isolazionismo protezionista americano, al primitivo immaginario europeo di Trump, è lo stesso concetto di [[Occidente]] che uscirà modificato, menomato e probabilmente manomesso da quest'avventura. E l'Occidente, come terra della democrazia delle istituzioni e della democrazia dei diritti, è ciò che noi siamo, o almeno ciò che vorremmo essere.<ref name=":0">Da ''[http://www.repubblica.it/politica/2017/02/01/news/occidente_minoranza-157326683/?ref=HRER2-1 L'Occidente che va in minoranza]'', ''repubblica.it'', 1º febbraio 2017.</ref>
*Se la sovranità nazionale è più ristretta e meno forte della dimensione dei problemi e della loro potenza, allora si vive da apolidi a casa propria, con l'impossibilità effettiva di esercitare il diritto di cittadinanza. Diciamo di più: poiché il pendolo tra la tutela e i diritti oscilla sempre nella storia dello Stato moderno, il cittadino più inquieto oggi sarebbe anche disposto a cedere quote minori della sua libertà in cambio di quote crescenti di garanzia securitaria, com'è avvenuto altre volte in passato, dovunque.<ref name=":0" />
*Aggiungiamo pure [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], che mentre cercava l'amnistia ha trovato per strada l'amnesia degli italiani e si spaccia per Cavour, ma in realtà ha scosso per primo i muri maestri del sistema con la legislazione ad personam, il conflitto di interessi, la compravendita di parlamentari, la confisca totale del mercato televisivo del consenso. Avremo un perimetro completo dell'antisistema, che ci porta a un inevitabile paradosso democratico: anche se non lo sa, tocca alla sinistra di governo difendere il pensiero liberale, vero nemico dei due populismi.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/editoriale/2018/03/01/news/che_cosa_tocca_alla_sinistra-190142160/ Che cosa tocca alla sinistra]'', ''rep.repubblica.it'', 1º marzo 2018.</ref>
*Mutando partner internazionali come in una quadriglia, passando da [[Konrad Adenauer|Adenauer]] a Orban, scambiando [[Vladimir Vladimirovič Putin|Putin]] per [[Franklin Delano Roosevelt|Roosevelt]], preferendo Erdogan a [[Angela Merkel|Merkel]], Salvini e Di Maio stanno in effetti accompagnando l'Italia fuori dalla collocazione internazionale della sua tradizione, senza assumersi la responsabilità di questo passaggio, delle sue ragioni e delle conseguenze davanti al Parlamento, muto e inconsapevole.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/editoriale/2018/08/29/news/immigrazione_orban_salvini_bandiera_nera_sovranista-205198954/ Orban, Salvini e la bandiera nera sovranista del governo italiano]'', ''rep.repubblica.it'', 29 agosto 2018.</ref>
*Quando leggendo il racconto di [[Gianni Mura]] su un tappa del Tour sentivi il profumo della lavanda in Provenza.<ref>Da un [https://twitter.com/eziomauro/status/1241435617805963264 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 21 marzo 2020.</ref>
*Negli ultimi giorni pulsioni fasciste clandestine e segnali facinorosi pubblici si sono intrecciati, costringendo la destra politica a renderne conto. [[Giorgia Meloni]] ha risolto la questione spiegando che questi atti danneggiano la destra, come se fosse questo il problema, mentre è evidente che la destra è danneggiata dalla sua indulgenza, insidiata dalla sua ambiguità.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2021/10/10/news/l_editoriale_di_ezio_mauro_di_lunedi_11_ottobre_2021-321647653/?ref=RHTP-BC-I279994148-P9-S1-T1 Scontri a Roma, la destra e i suoi fantasmi]'', ''repubblica.it'', 11 ottobre 2021.</ref>
*Il virus {{NDR|[[COVID-19]]}} ha fatto politica, attaccando le istituzioni e costringendo il meccanismo burocratico e regolamentare di Bruxelles a stravolgere se stesso fuoriuscendo dai parametri e dai controlli per inventarsi una nuova missione: la ricostruzione, finanziata con gli Eurobond, la mutualizzazione del debito tra i diversi Paesi, cioè una misura straordinaria che soltanto pochi anni fa era impensabile e che cambia il volto dell’[[Unione europea|Unione]].<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2021/11/01/news/mauro-324527557/?ref=RHTP-BC-I279994148-P10-S1-T1 Europa, ora riscriviamo il Patto]'', ''repubblica.it'', 31 ottobre 2021.</ref>
*Non c'è [...] soltanto un'ossessione difensiva di sicurezza nella pretesa di [[Vladimir Putin|Putin]] di ricreare intorno alla [[Russia]] un'area d'influenza che tenga a distanza i missili e gli uomini della [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Nato]]. C'è l'inseguimento della dimensione imperiale su cui in realtà si regge il patto autoritario tra ogni Capo del Cremlino e il suo popolo, perennemente orfano e pretendente di quell'aura di potere sovrano allargato: o per estensione territoriale, o per egemonia politica, o per preminenza culturale, o addirittura per destino della storia. Quel mandato che diventa missione assegnata dalla Russia a se stessa, rispondendo nel caso dell'[[Ucraina]] a una vocazione naturale e a un vincolo metafisico che Putin non ha avuto esitazione a definire "spirituale".<ref>Da [https://www.repubblica.it/editoriali/2022/02/20/news/crisi_in_ucraina_leditoriale_di_ezio_mauro_di_lunedi_21_febbraio_2022-338524817/?ref=RHTP-BC-I279994148-P8-S1-T1 ''La crisi in Ucraina e il fronte dell'Est''], ''repubblica.it'', 20 febbraio 2022.</ref>
*Non rimpiange il [[comunismo]], la bandiera rossa, la falce e il martello: ma la solidità del comando che quella dottrina conferiva a Mosca, l'autorità che quello stendardo portava con sé, la differenza originaria e perpetua che quel simbolo attribuiva alla [[Russia]], dandole la potestà di rappresentare l'altra metà del mondo, nella lunga contesa bipolare con l'Ovest. [[Vladimir Putin|Putin]] non ha bisogno dell'investitura bolscevica per esercitare un dominio assoluto sul Paese, garantito da un metodo autoritario che ha raso al suolo ogni opposizione, concentrando direttamente sulla sua persona l'esercizio del potere assoluto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2022/03/13/news/se_si_rompe_la_storia-341278685/?ref=RHTP-BC-I279994148-P4-S1-T1 Se si rompe la Storia]'', ''repubblica.it'', 13 marzo 2022.</ref>
*Qui sta – nel piccolo spazio della vicenda italiana – addirittura qualcosa di universale, che consente a ''Bella ciao'' di diventare un canto che non ha confini e non ha fraintendimenti, si può intonare a qualsiasi latitudine perché parla a tutti i popoli proprio della semplicità radicale di un assoluto: l'opposizione e la lotta contro il sopruso dell'occupazione straniera e l'abuso di un potere dispotico ai danni della libertà.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2022/04/25/news/ezio_mauro_25_aprile_liberazione_resistenza_guerra_ucraina_russia_lotta_partigiana-346732486/?ref=RHTP-BL-I346802477-P1-S1-T1 La responsabilità del 25 aprile]'', ''repubblica.it'', 24 aprile 2022.</ref>
*[[Giorgia Meloni|Meloni]] è atlantista, a differenza di [[Matteo Salvini|Salvini]]: ma entrambi possono dire di essere [[Occidente|occidentali]]? Non è la Nato che definisce quell’identità (se mai la difende), ma la democrazia dei diritti e la democrazia delle istituzioni, nate dalle costituzioni ispirate ai valori liberali. Resta dunque un dubbio, capitale: il giorno dopo il voto, se vince questa destra, ci sveglieremo ancora occidentali?<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2022/09/18/news/europa_democrazia-366239332/?ref=RHTP-BC-I279994148-P11-S1-T1 Cosa ci aspetta se vince la destra]'', ''repubblica.it'', 18 settembre 2022.</ref>
*Non per caso [[Benito Mussolini|Mussolini]] appena arrivato al potere recide quel nodo che tiene insieme solidarietà, organizzazione, tutela, passione in un'embrionale proiezione inevitabilmente politica, e dopo aver devastato e incendiato in soli due mesi del 1921 59 Case del Popolo, 119 Camere del lavoro, 197 cooperative, 83 Leghe contadine, il 19 aprile del 1923 abolisce per decreto la festa del [[Festa dei lavoratori|Primo Maggio]].<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2023/04/30/news/primo_maggio_festa_lavoro_diritti_meloni-398220687/?ref=RHRT-BG-I279994148-P3-S1-T1 Primo Maggio, parte la sfida per l’egemonia sociale]'', ''repubblica.it'', 30 aprile 2023.</ref>
*Questo è il vero obiettivo della destra estrema che ci governa: cancellare l’''imprinting'' che la [[Resistenza italiana|Resistenza]], con la lotta armata al [[fascismo]] e al [[Nazionalsocialismo|nazismo]], ha dato alla democrazia italiana riconquistata, alla [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] che la traduce in principi, regole e valori, alle istituzioni che coerentemente ne derivano. Una Repubblica disossata, senza più una spina dorsale costruita nella lotta per il recupero della libertà, neutralizzata negli ideali, liberata dal mito fondatore della democrazia che spodesta la dittatura e recupera il concetto di Patria nello spirito della Costituzione.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2024/08/04/news/italicus_strage_bologna_memoria_insidiata_meloni_destra-423431318/?ref=RHRT-BG-P4-S1-T1 Dall’Italicus alla strage di Bologna, la memoria insidiata], repubblica.it'', 4 agosto 2024.</ref>
*{{NDR|Sul [[vertice Russia-Stati Uniti del 2025]]}} Chi cercava la tregua in Alaska, con un cessate il fuoco per fermare le bombe e preparare un vero negoziato tra Russia e Ucraina verso la pace, ha trovato l’impero. Si è mostrato per la prima volta a viso scoperto nel summit di tre ore tra Donald Trump e Vladimir Putin, in questo tramonto politico di una lunga stagione che porta il nome di democrazia. L’impero americano che parla per sé, fa solo ciò che gli conviene, non riconosce i valori e gli ideali di una tradizione di libertà, punta sui diritti della forza piuttosto che sulla forza del diritto e si considera sciolto dai vincoli di ogni alleanza. E l’impero russo, che recupera dal passato zarista e bolscevico lo spirito di potenza, la grandeur perduta, la politica come dominio, il territorio come protezione, l’abuso come supremazia. I due imperatori si sono riconosciuti a vicenda, compiacendosi e intendendosi, e hanno gettato le basi per una relazione bilaterale che può dare risultati sul piano economico, commerciale e persino sul controllo degli armamenti. Ma questo patto a due appare incapace di controllare la guerra d’Ucraina, che era la vera posta in gioco sotto gli occhi di tutto il mondo, dopo che il marketing politico della Casa Bianca e del Cremlino aveva fatto crescere a dismisura le attese per un miracolo trumpiano. Trump torna dal vertice con le mani vuote. Putin è già ripartito per Mosca con il bottino pieno.<ref name=":1">Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2025/08/17/news/summit_trump_putin_latenagliache_i_due_imperichiamano_pace_ezio_mauro-424792302/ La tenaglia che i due imperi chiamano pace]'', ''repubblica.it'', 17 agosto 2025.</ref>
*{{NDR|Sul vertice Russia-Stati Uniti del 2025}} L’assenza di Zelensky, in un vertice che aveva al centro la crisi ucraina, è un altro punto per il capo del Cremlino. Nel nuovo ordine mondiale, solo gli imperatori hanno l’autorità, la perizia e dunque l’autorizzazione per sbrogliare i nodi del mondo, anche se li hanno costruiti con le loro mani e persino se riguardano la sovranità altrui. La sedia vuota di Zelensky è un’umiliazione storica e politica per l’Ucraina, ma è soprattutto la conferma che la neo-logica imperiale determina scelte imperialiste, elevando gli imperatori al ruolo di plenipotenziari del mondo e riducendo tutti gli altri soggetti al rango di sudditi e vassalli. Lo stesso trattamento riservato a Zelensky ha escluso dalla discussione con Putin l’Unione Europea e i leader dei principali Paesi del nostro continente. Anzi, per la prima volta un presidente americano ha parlato di noi come di una categoria anomala, sopravvissuta alla storia, ancora alle prese con gli ideologismi della democrazia e del diritto: «gli europei», un mondo a parte distinto da quell’identità congiunta nell’Occidente che faceva di Europa e America una comunità di destino all’insegna (spesso tradita, e tuttavia sempre riconfermata) della libertà e dei diritti.<ref name=":1"/>
{{Int2|''[https://www.repubblica.it/commenti/2025/11/23/news/pace_kiev_russia_putineziomauro-424998265/ La pace e la sovranità limitata]''|''repubblica.it'', 23 novembre 2025.|h=2}}
*Non è vero che non c'è nulla di nuovo nel "piano americano" per la pace in Ucraina scritto da Russia e Stati Uniti alle spalle di Kiev. Gli inviati speciali del Cremlino e della Casa Bianca, Witkoff e Dmitriev, che hanno soppiantato i ministri degli Esteri (come se l'intesa tra i due presidenti fosse una forma sopraelevata e onnipotente della politica, cancellando la diplomazia), nella bozza d'intesa scritta a Miami hanno raccolto tutte le richieste di Putin per risolvere quelle che il leader russo chiama "le cause profonde del conflitto": e Trump le ha accettate pur di incassare una fine qualsiasi delle ostilità. Il problema è che la bozza è nata fuori da qualsiasi negoziato, in cui contano certo i rapporti di forza sul campo, ma pesano anche i ruoli diversi dell'aggressore e dell'aggredito, e le rispettive responsabilità: e soprattutto, i due contendenti discutono direttamente del loro destino, senza che uno dei due lo trovi stabilito dall'altro, d'intesa con il presunto arbitro che gli impone di firmarlo, con le spalle al muro.
*L'impressione è che Trump chiami pace quella che in realtà è una resa, con condizioni capestro che l'Ucraina ha sempre rifiutato. Ma oggi tutto congiura contro Kiev: la fatica di una resistenza armata eroica che dura da tre anni, la spaccatura occidentale tra Europa e America, le faglie nel sostegno dell'Unione europea, il lavorio russo per minare la coesione del Paese, la debolezza di Zelensky che venerdì ha rivolto al suo popolo un appello drammatico all'unità, "in uno dei momenti più difficili della nostra storia" con il Paese sottoposto a una pressione senza precedenti: "Possiamo trovarci davanti a una scelta cruciale, tra la perdita della nostra dignità e la perdita di un partner fondamentale". Un'ammissione esplicita della strettoia in cui si trova oggi l'Ucraina e che Zelensky affronterà da solo, chiedendo al suo popolo di essere consapevole del momento: dopo la sfida della guerra, ecco la sfida della pace.
*Stiamo assistendo a un esperimento a cuore aperto, e il cuore è quello dell'Europa. Perché il piano americano ispirato dal Cremlino reintroduce nel mezzo del vecchio continente il concetto di "sovranità limitata", con cui la [[Dottrina Brežnev|dottrina Breznev]] teorizzava il vincolo sovietico permanente sulle decisioni dei Paesi satelliti dell'Urss, e di conseguenza il potere egemone dello Stato-guida. L'Ucraina sarà esattamente questo, un Paese a sovranità limitata, in un'Unione di Stati liberi, di democrazia sovrana. Ecco che il cerchio della storia russa si chiude — se il piano diventerà realtà — con la vera vittoria di Putin: il restauro della logica imperiale che la Russia aveva smarrito con la caduta del Muro, la sconfitta nella guerra fredda, la dissoluzione dell'Urss.
{{Int2|''[https://www.repubblica.it/commenti/2026/01/31/news/minneapolis_democrazia_crisi_potere_eziomauro-425130744/ Minneapolis, la violenza che nega la realtà]''|''repubblica.it'', 31 gennaio 2025.|h=2}}
*Improvvisamente, e senza che la Casa Bianca potesse prevederlo, i fatti di Minneapolis si trasformano da segno di onnipotenza e impunità sovrana a spia di una crisi del potere, davanti all'America che guarda e non può fingere di non vedere. Il segnale è doppio. Prima di tutto la gravità di quanto è accaduto, l'esecuzione da parte dell'Ice — con dieci colpi di pistola — di un cittadino senza alcuna colpa o imputazione, un delitto di polizia assorbito dall'amministrazione come una variabile difettosa nella forsennata routine della repressione dei migranti irregolari, un errore d'eccesso statisticamente compatibile con quel 65 per cento in più registrato negli arresti dell'ultimo anno. Ma subito dopo, anzi insieme, quei fatti sono la prova tangibile, esemplare della menzogna del potere di fronte al popolo, defraudato di verità allo scopo non soltanto di proteggere i colpevoli ma di negare i fatti, perché nella loro evidenza non formino un pensiero critico.
*Sul primo punto, proprio l'irragionevolezza dell'[[Uccisione di Alex Pretti|omicidio di Alex Pretti]] svela il vero carattere dell'Ice come polizia ideologica, con un obiettivo politico e non di governo: ingigantire la figura del migrante come principale nemico interno riplasmando la percezione del pericolo, reindirizzando la paura sociale e ridefinendo la gerarchia di reati e sanzioni, fino a trasformare l'irregolarità da condizione amministrativa in colpa identitaria.
*Naturalmente c'è una vittima, in questa [[Operazione Metro Surge|operazione]]: la verità, che cessa di essere un obiettivo, un vincolo e un valore perché non è più intesa come la misura delle cose e, grazie a questo criterio, come il punto di riferimento comune per le azioni dei cittadini, l'unico elemento di garanzia nelle diverse interpretazioni e nelle opposte rappresentazioni della realtà. Ma la verità è scaduta, non è più commerciabile, ha perso peso e valore, è stata banalizzata, svuotata e infine neutralizzata, moltiplicata fino a confonderla, così che il cittadino non la distingue più, non la pretende e quando se la trova davanti non le crede.
==''La felicità della democrazia''==
===[[Incipit]]===
Per rassicurarci, potremmo cominciare col dire che la "cosa-democrazia" diventa rilevante quando la "parola-democrazia" non è più in discussione. Siamo una democrazia giovane ma ormai consolidata e non revocabile. Non si può ragionevolmente credere che oggi qui, in mezzo all'Europa, qualcuno sia capace di attentare al sistema democratico. Dunque si può ragionare senza rischi e senza ambiguità sul funzionamento delle nostre istituzioni e del meccanismo democratico. Potremmo dire che finalmente la società non si accontenta più di avere la democrazia, non le basta contemplarla, come un orizzonte statico di riferimento, immutabile: pretende di misurarla nel suo divenire. C'è per fortuna un'autonomia della società anche rispetto alle regole di funzionamento del sistema che, nel momento in cui vengono riconosciute, sono anche valutate e giudicate. E c'è per fortuna una vitalità della democrazia che si muove e muta insieme con la società che le dà forma. Non si tratta di una fede immobile o, peggio, di un'ideologia. Altrimenti sarebbe inutile misurarla nel tempo.
===Citazioni===
*L'equivoco è nei concetti. La democrazia non ha bisogno di qualcuno che agisca "per il popolo" in quanto il popolo è sovrano. O meglio: se il popolo è sovrano, agire per il popolo sta nel mandato dei rappresentanti, non nella loro discrezionalità. Mi pare che qui stia anche l'insidia di un altro concetto, quello della cosiddetta "democrazia compassionevole", che sostituisce la benevolenza individuale e dei gruppi sociali alle strutture dello Stato-benessere, la carità al welfare e ai diritti. Com'è evidente, la beneficenza non ha bisogno della democrazia. Ma in democrazia, la solidarietà sociale ha bisogno di qualcosa di più della beneficenza. Insomma, la forma democratica pretende una sostanza democratica. (p. 26)
== ''L'uomo bianco'' ==
=== [[Incipit]] ===
Preannunciata dalla musica molto alta, con i Disturbed che uscivano dalle casse e sembravano martellare proprio lui con i timbri dell'hard rock ("Are you ready? We see you"), l'auto risaliva piano via dei Velini e il sabato mattina impigrito di [[Macerata]], quel 3 febbraio 2018, giorno di san Biagio. Con i finestrini abbassati, l'uomo guardava i due marciapiedi, a destra e a sinistra, rallentava dovunque vedeva persone muoversi da lontano, sole o in gruppo. Faceva così da qualche chilometro, come se cercasse qualcosa, o aspettasse qualcuno, o avesse un appuntamento in città, nelle strade, nelle piazze, nei giardini e poi, svoltando, davanti ai bar del centro. L'andatura dell'Alfa 147 nera era sempre la stessa, lui non aveva fretta. Non doveva arrivare da nessuna parte, doveva solo trovare quel che stava braccando, senza sapere quando e dove lo avrebbe incontrato.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*[[Gustavo Zagrebelsky]] ed Ezio Mauro, ''La felicità della democrazia'', Editori Laterza, 2011.
*Ezio Mauro, ''L'uomo bianco'', Feltrinelli, 2018.
==Altri Progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Danyele
19198
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[[Immagine:Ezio Mauro Valeria Defilippis 10.jpg|thumb|Ezio Mauro nel 2011]]
'''Ezio Mauro''' (1948 – vivente), giornalista italiano.
==Citazioni di Ezio Mauro==
{{cronologico}}
*L’estate italiana dei suicidi {{Ndr|dell'anno 1993}} sarà ricordata come una delle stagioni più drammatiche del dopoguerra. Muore in carcere il campione dell’impresa pubblica, [[Gabriele Cagliari]], e tre giorni dopo gli risponde lo sparo di [[Raul Gardini]], campione di un’impresa privata che ha sfidato il grande mistero della chimica di Stato, fino a ripiegare sconfitto davanti al terzo interlocutore: i signori dei partiti, regolatori e padroni degli anni Ottanta. I due epiloghi, umanamente pietosi e politicamente feroci, ci dicono che quegli anni e quel potere sono finiti davvero, ma per dirlo scelgono la strada estrema del suicidio. Quasi che non si potesse sciogliere altrimenti l’ultima dipendenza da quell’epoca.<ref>Da ''Orgoglio e mistero'', ''La Stampa'', 24 luglio 1993.</ref>
*Nel momento più acuto dello scontro sociale, con i sindacati divisi e il governo all'attacco della Cgil, scoppia il caso delle lettere di Marco Biagi, cento giorni dopo l'[[Omicidio di Marco Biagi|assassinio]] del giuslavorista da parte delle Brigate Rosse. [...] Nei testi c'è l'angoscia lucida e disperata di un uomo che si sente bersaglio del terrorismo, che riceve telefonate minatorie, che teme di fare la fine di Massimo D'Antona: e che vede revocata la sua scorta senza un motivo spiegabile, "per ragioni che ignoro", come scrive impotente [...]. È un documento terribile. Mentre si susseguono le telefonate anonime, informatissime sui suoi spostamenti e sulla sua inermità , Biagi si preoccupa per l'angoscia in cui vive la sua famiglia, e chiede a tutti di aiutarlo a portare avanti il suo lavoro, ripristinando la protezione: invano. [...] L'angoscia di un uomo che si sentiva ed era condannato a morte, merita considerazione e rispetto, e il governo e la polizia non hanno avuto né l'una né l'altro, lasciando Biagi solo. Oggi le parole del professore devono far riflettere tutti, a partire dal sindacato e dal governo, troppo spesso abituati nel loro linguaggio a scambiare gli avversari per nemici.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/online/politica/biagisette/mauro/mauro.html Un caso politico]'', ''repubblica.it'', 28 giugno 2002.</ref>
*Arriviamo al punto finale. Perché è evidente che a partire dalla concezione della Nato, alla nuova fratellanza con Putin, all'isolazionismo protezionista americano, al primitivo immaginario europeo di Trump, è lo stesso concetto di [[Occidente]] che uscirà modificato, menomato e probabilmente manomesso da quest'avventura. E l'Occidente, come terra della democrazia delle istituzioni e della democrazia dei diritti, è ciò che noi siamo, o almeno ciò che vorremmo essere.<ref name=":0">Da ''[http://www.repubblica.it/politica/2017/02/01/news/occidente_minoranza-157326683/?ref=HRER2-1 L'Occidente che va in minoranza]'', ''repubblica.it'', 1º febbraio 2017.</ref>
*Se la sovranità nazionale è più ristretta e meno forte della dimensione dei problemi e della loro potenza, allora si vive da apolidi a casa propria, con l'impossibilità effettiva di esercitare il diritto di cittadinanza. Diciamo di più: poiché il pendolo tra la tutela e i diritti oscilla sempre nella storia dello Stato moderno, il cittadino più inquieto oggi sarebbe anche disposto a cedere quote minori della sua libertà in cambio di quote crescenti di garanzia securitaria, com'è avvenuto altre volte in passato, dovunque.<ref name=":0" />
*Aggiungiamo pure [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]], che mentre cercava l'amnistia ha trovato per strada l'amnesia degli italiani e si spaccia per Cavour, ma in realtà ha scosso per primo i muri maestri del sistema con la legislazione ad personam, il conflitto di interessi, la compravendita di parlamentari, la confisca totale del mercato televisivo del consenso. Avremo un perimetro completo dell'antisistema, che ci porta a un inevitabile paradosso democratico: anche se non lo sa, tocca alla sinistra di governo difendere il pensiero liberale, vero nemico dei due populismi.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/editoriale/2018/03/01/news/che_cosa_tocca_alla_sinistra-190142160/ Che cosa tocca alla sinistra]'', ''rep.repubblica.it'', 1º marzo 2018.</ref>
*Mutando partner internazionali come in una quadriglia, passando da [[Konrad Adenauer|Adenauer]] a Orban, scambiando [[Vladimir Vladimirovič Putin|Putin]] per [[Franklin Delano Roosevelt|Roosevelt]], preferendo Erdogan a [[Angela Merkel|Merkel]], Salvini e Di Maio stanno in effetti accompagnando l'Italia fuori dalla collocazione internazionale della sua tradizione, senza assumersi la responsabilità di questo passaggio, delle sue ragioni e delle conseguenze davanti al Parlamento, muto e inconsapevole.<ref>Da ''[https://rep.repubblica.it/pwa/editoriale/2018/08/29/news/immigrazione_orban_salvini_bandiera_nera_sovranista-205198954/ Orban, Salvini e la bandiera nera sovranista del governo italiano]'', ''rep.repubblica.it'', 29 agosto 2018.</ref>
*Quando leggendo il racconto di [[Gianni Mura]] su un tappa del Tour sentivi il profumo della lavanda in Provenza.<ref>Da un [https://twitter.com/eziomauro/status/1241435617805963264 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 21 marzo 2020.</ref>
*Negli ultimi giorni pulsioni fasciste clandestine e segnali facinorosi pubblici si sono intrecciati, costringendo la destra politica a renderne conto. [[Giorgia Meloni]] ha risolto la questione spiegando che questi atti danneggiano la destra, come se fosse questo il problema, mentre è evidente che la destra è danneggiata dalla sua indulgenza, insidiata dalla sua ambiguità.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2021/10/10/news/l_editoriale_di_ezio_mauro_di_lunedi_11_ottobre_2021-321647653/?ref=RHTP-BC-I279994148-P9-S1-T1 Scontri a Roma, la destra e i suoi fantasmi]'', ''repubblica.it'', 11 ottobre 2021.</ref>
*Il virus {{NDR|[[COVID-19]]}} ha fatto politica, attaccando le istituzioni e costringendo il meccanismo burocratico e regolamentare di Bruxelles a stravolgere se stesso fuoriuscendo dai parametri e dai controlli per inventarsi una nuova missione: la ricostruzione, finanziata con gli Eurobond, la mutualizzazione del debito tra i diversi Paesi, cioè una misura straordinaria che soltanto pochi anni fa era impensabile e che cambia il volto dell’[[Unione europea|Unione]].<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2021/11/01/news/mauro-324527557/?ref=RHTP-BC-I279994148-P10-S1-T1 Europa, ora riscriviamo il Patto]'', ''repubblica.it'', 31 ottobre 2021.</ref>
*Non c'è [...] soltanto un'ossessione difensiva di sicurezza nella pretesa di [[Vladimir Putin|Putin]] di ricreare intorno alla [[Russia]] un'area d'influenza che tenga a distanza i missili e gli uomini della [[Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord|Nato]]. C'è l'inseguimento della dimensione imperiale su cui in realtà si regge il patto autoritario tra ogni Capo del Cremlino e il suo popolo, perennemente orfano e pretendente di quell'aura di potere sovrano allargato: o per estensione territoriale, o per egemonia politica, o per preminenza culturale, o addirittura per destino della storia. Quel mandato che diventa missione assegnata dalla Russia a se stessa, rispondendo nel caso dell'[[Ucraina]] a una vocazione naturale e a un vincolo metafisico che Putin non ha avuto esitazione a definire "spirituale".<ref>Da [https://www.repubblica.it/editoriali/2022/02/20/news/crisi_in_ucraina_leditoriale_di_ezio_mauro_di_lunedi_21_febbraio_2022-338524817/?ref=RHTP-BC-I279994148-P8-S1-T1 ''La crisi in Ucraina e il fronte dell'Est''], ''repubblica.it'', 20 febbraio 2022.</ref>
*Non rimpiange il [[comunismo]], la bandiera rossa, la falce e il martello: ma la solidità del comando che quella dottrina conferiva a Mosca, l'autorità che quello stendardo portava con sé, la differenza originaria e perpetua che quel simbolo attribuiva alla [[Russia]], dandole la potestà di rappresentare l'altra metà del mondo, nella lunga contesa bipolare con l'Ovest. [[Vladimir Putin|Putin]] non ha bisogno dell'investitura bolscevica per esercitare un dominio assoluto sul Paese, garantito da un metodo autoritario che ha raso al suolo ogni opposizione, concentrando direttamente sulla sua persona l'esercizio del potere assoluto.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2022/03/13/news/se_si_rompe_la_storia-341278685/?ref=RHTP-BC-I279994148-P4-S1-T1 Se si rompe la Storia]'', ''repubblica.it'', 13 marzo 2022.</ref>
*Qui sta – nel piccolo spazio della vicenda italiana – addirittura qualcosa di universale, che consente a ''Bella ciao'' di diventare un canto che non ha confini e non ha fraintendimenti, si può intonare a qualsiasi latitudine perché parla a tutti i popoli proprio della semplicità radicale di un assoluto: l'opposizione e la lotta contro il sopruso dell'occupazione straniera e l'abuso di un potere dispotico ai danni della libertà.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2022/04/25/news/ezio_mauro_25_aprile_liberazione_resistenza_guerra_ucraina_russia_lotta_partigiana-346732486/?ref=RHTP-BL-I346802477-P1-S1-T1 La responsabilità del 25 aprile]'', ''repubblica.it'', 24 aprile 2022.</ref>
*[[Giorgia Meloni|Meloni]] è atlantista, a differenza di [[Matteo Salvini|Salvini]]: ma entrambi possono dire di essere [[Occidente|occidentali]]? Non è la Nato che definisce quell’identità (se mai la difende), ma la democrazia dei diritti e la democrazia delle istituzioni, nate dalle costituzioni ispirate ai valori liberali. Resta dunque un dubbio, capitale: il giorno dopo il voto, se vince questa destra, ci sveglieremo ancora occidentali?<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2022/09/18/news/europa_democrazia-366239332/?ref=RHTP-BC-I279994148-P11-S1-T1 Cosa ci aspetta se vince la destra]'', ''repubblica.it'', 18 settembre 2022.</ref>
*Non per caso [[Benito Mussolini|Mussolini]] appena arrivato al potere recide quel nodo che tiene insieme solidarietà, organizzazione, tutela, passione in un'embrionale proiezione inevitabilmente politica, e dopo aver devastato e incendiato in soli due mesi del 1921 59 Case del Popolo, 119 Camere del lavoro, 197 cooperative, 83 Leghe contadine, il 19 aprile del 1923 abolisce per decreto la festa del [[Festa dei lavoratori|Primo Maggio]].<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2023/04/30/news/primo_maggio_festa_lavoro_diritti_meloni-398220687/?ref=RHRT-BG-I279994148-P3-S1-T1 Primo Maggio, parte la sfida per l’egemonia sociale]'', ''repubblica.it'', 30 aprile 2023.</ref>
*Questo è il vero obiettivo della destra estrema che ci governa: cancellare l’''imprinting'' che la [[Resistenza italiana|Resistenza]], con la lotta armata al [[fascismo]] e al [[Nazionalsocialismo|nazismo]], ha dato alla democrazia italiana riconquistata, alla [[Costituzione della Repubblica Italiana|Costituzione]] che la traduce in principi, regole e valori, alle istituzioni che coerentemente ne derivano. Una Repubblica disossata, senza più una spina dorsale costruita nella lotta per il recupero della libertà, neutralizzata negli ideali, liberata dal mito fondatore della democrazia che spodesta la dittatura e recupera il concetto di Patria nello spirito della Costituzione.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/editoriali/2024/08/04/news/italicus_strage_bologna_memoria_insidiata_meloni_destra-423431318/?ref=RHRT-BG-P4-S1-T1 Dall’Italicus alla strage di Bologna, la memoria insidiata], repubblica.it'', 4 agosto 2024.</ref>
*{{NDR|Sul [[vertice Russia-Stati Uniti del 2025]]}} Chi cercava la tregua in Alaska, con un cessate il fuoco per fermare le bombe e preparare un vero negoziato tra Russia e Ucraina verso la pace, ha trovato l’impero. Si è mostrato per la prima volta a viso scoperto nel summit di tre ore tra Donald Trump e Vladimir Putin, in questo tramonto politico di una lunga stagione che porta il nome di democrazia. L’impero americano che parla per sé, fa solo ciò che gli conviene, non riconosce i valori e gli ideali di una tradizione di libertà, punta sui diritti della forza piuttosto che sulla forza del diritto e si considera sciolto dai vincoli di ogni alleanza. E l’impero russo, che recupera dal passato zarista e bolscevico lo spirito di potenza, la grandeur perduta, la politica come dominio, il territorio come protezione, l’abuso come supremazia. I due imperatori si sono riconosciuti a vicenda, compiacendosi e intendendosi, e hanno gettato le basi per una relazione bilaterale che può dare risultati sul piano economico, commerciale e persino sul controllo degli armamenti. Ma questo patto a due appare incapace di controllare la guerra d’Ucraina, che era la vera posta in gioco sotto gli occhi di tutto il mondo, dopo che il marketing politico della Casa Bianca e del Cremlino aveva fatto crescere a dismisura le attese per un miracolo trumpiano. Trump torna dal vertice con le mani vuote. Putin è già ripartito per Mosca con il bottino pieno.<ref name=":1">Da ''[https://www.repubblica.it/cultura/2025/08/17/news/summit_trump_putin_latenagliache_i_due_imperichiamano_pace_ezio_mauro-424792302/ La tenaglia che i due imperi chiamano pace]'', ''repubblica.it'', 17 agosto 2025.</ref>
*{{NDR|Sul vertice Russia-Stati Uniti del 2025}} L’assenza di Zelensky, in un vertice che aveva al centro la crisi ucraina, è un altro punto per il capo del Cremlino. Nel nuovo ordine mondiale, solo gli imperatori hanno l’autorità, la perizia e dunque l’autorizzazione per sbrogliare i nodi del mondo, anche se li hanno costruiti con le loro mani e persino se riguardano la sovranità altrui. La sedia vuota di Zelensky è un’umiliazione storica e politica per l’Ucraina, ma è soprattutto la conferma che la neo-logica imperiale determina scelte imperialiste, elevando gli imperatori al ruolo di plenipotenziari del mondo e riducendo tutti gli altri soggetti al rango di sudditi e vassalli. Lo stesso trattamento riservato a Zelensky ha escluso dalla discussione con Putin l’Unione Europea e i leader dei principali Paesi del nostro continente. Anzi, per la prima volta un presidente americano ha parlato di noi come di una categoria anomala, sopravvissuta alla storia, ancora alle prese con gli ideologismi della democrazia e del diritto: «gli europei», un mondo a parte distinto da quell’identità congiunta nell’Occidente che faceva di Europa e America una comunità di destino all’insegna (spesso tradita, e tuttavia sempre riconfermata) della libertà e dei diritti.<ref name=":1"/>
{{Int|''[https://www.repubblica.it/commenti/2025/11/23/news/pace_kiev_russia_putineziomauro-424998265/ La pace e la sovranità limitata]''|''repubblica.it'', 23 novembre 2025.}}
*Non è vero che non c'è nulla di nuovo nel "piano americano" per la pace in Ucraina scritto da Russia e Stati Uniti alle spalle di Kiev. Gli inviati speciali del Cremlino e della Casa Bianca, Witkoff e Dmitriev, che hanno soppiantato i ministri degli Esteri (come se l'intesa tra i due presidenti fosse una forma sopraelevata e onnipotente della politica, cancellando la diplomazia), nella bozza d'intesa scritta a Miami hanno raccolto tutte le richieste di Putin per risolvere quelle che il leader russo chiama "le cause profonde del conflitto": e Trump le ha accettate pur di incassare una fine qualsiasi delle ostilità. Il problema è che la bozza è nata fuori da qualsiasi negoziato, in cui contano certo i rapporti di forza sul campo, ma pesano anche i ruoli diversi dell'aggressore e dell'aggredito, e le rispettive responsabilità: e soprattutto, i due contendenti discutono direttamente del loro destino, senza che uno dei due lo trovi stabilito dall'altro, d'intesa con il presunto arbitro che gli impone di firmarlo, con le spalle al muro.
*L'impressione è che Trump chiami pace quella che in realtà è una resa, con condizioni capestro che l'Ucraina ha sempre rifiutato. Ma oggi tutto congiura contro Kiev: la fatica di una resistenza armata eroica che dura da tre anni, la spaccatura occidentale tra Europa e America, le faglie nel sostegno dell'Unione europea, il lavorio russo per minare la coesione del Paese, la debolezza di Zelensky che venerdì ha rivolto al suo popolo un appello drammatico all'unità, "in uno dei momenti più difficili della nostra storia" con il Paese sottoposto a una pressione senza precedenti: "Possiamo trovarci davanti a una scelta cruciale, tra la perdita della nostra dignità e la perdita di un partner fondamentale". Un'ammissione esplicita della strettoia in cui si trova oggi l'Ucraina e che Zelensky affronterà da solo, chiedendo al suo popolo di essere consapevole del momento: dopo la sfida della guerra, ecco la sfida della pace.
*Stiamo assistendo a un esperimento a cuore aperto, e il cuore è quello dell'Europa. Perché il piano americano ispirato dal Cremlino reintroduce nel mezzo del vecchio continente il concetto di "sovranità limitata", con cui la [[Dottrina Brežnev|dottrina Breznev]] teorizzava il vincolo sovietico permanente sulle decisioni dei Paesi satelliti dell'Urss, e di conseguenza il potere egemone dello Stato-guida. L'Ucraina sarà esattamente questo, un Paese a sovranità limitata, in un'Unione di Stati liberi, di democrazia sovrana. Ecco che il cerchio della storia russa si chiude — se il piano diventerà realtà — con la vera vittoria di Putin: il restauro della logica imperiale che la Russia aveva smarrito con la caduta del Muro, la sconfitta nella guerra fredda, la dissoluzione dell'Urss.
{{Int|''[https://www.repubblica.it/commenti/2026/01/31/news/minneapolis_democrazia_crisi_potere_eziomauro-425130744/ Minneapolis, la violenza che nega la realtà]''|''repubblica.it'', 31 gennaio 2025.}}
*Improvvisamente, e senza che la Casa Bianca potesse prevederlo, i fatti di Minneapolis si trasformano da segno di onnipotenza e impunità sovrana a spia di una crisi del potere, davanti all'America che guarda e non può fingere di non vedere. Il segnale è doppio. Prima di tutto la gravità di quanto è accaduto, l'esecuzione da parte dell'Ice — con dieci colpi di pistola — di un cittadino senza alcuna colpa o imputazione, un delitto di polizia assorbito dall'amministrazione come una variabile difettosa nella forsennata routine della repressione dei migranti irregolari, un errore d'eccesso statisticamente compatibile con quel 65 per cento in più registrato negli arresti dell'ultimo anno. Ma subito dopo, anzi insieme, quei fatti sono la prova tangibile, esemplare della menzogna del potere di fronte al popolo, defraudato di verità allo scopo non soltanto di proteggere i colpevoli ma di negare i fatti, perché nella loro evidenza non formino un pensiero critico.
*Sul primo punto, proprio l'irragionevolezza dell'[[Uccisione di Alex Pretti|omicidio di Alex Pretti]] svela il vero carattere dell'Ice come polizia ideologica, con un obiettivo politico e non di governo: ingigantire la figura del migrante come principale nemico interno riplasmando la percezione del pericolo, reindirizzando la paura sociale e ridefinendo la gerarchia di reati e sanzioni, fino a trasformare l'irregolarità da condizione amministrativa in colpa identitaria.
*Naturalmente c'è una vittima, in questa [[Operazione Metro Surge|operazione]]: la verità, che cessa di essere un obiettivo, un vincolo e un valore perché non è più intesa come la misura delle cose e, grazie a questo criterio, come il punto di riferimento comune per le azioni dei cittadini, l'unico elemento di garanzia nelle diverse interpretazioni e nelle opposte rappresentazioni della realtà. Ma la verità è scaduta, non è più commerciabile, ha perso peso e valore, è stata banalizzata, svuotata e infine neutralizzata, moltiplicata fino a confonderla, così che il cittadino non la distingue più, non la pretende e quando se la trova davanti non le crede.
==''La felicità della democrazia''==
===[[Incipit]]===
Per rassicurarci, potremmo cominciare col dire che la "cosa-democrazia" diventa rilevante quando la "parola-democrazia" non è più in discussione. Siamo una democrazia giovane ma ormai consolidata e non revocabile. Non si può ragionevolmente credere che oggi qui, in mezzo all'Europa, qualcuno sia capace di attentare al sistema democratico. Dunque si può ragionare senza rischi e senza ambiguità sul funzionamento delle nostre istituzioni e del meccanismo democratico. Potremmo dire che finalmente la società non si accontenta più di avere la democrazia, non le basta contemplarla, come un orizzonte statico di riferimento, immutabile: pretende di misurarla nel suo divenire. C'è per fortuna un'autonomia della società anche rispetto alle regole di funzionamento del sistema che, nel momento in cui vengono riconosciute, sono anche valutate e giudicate. E c'è per fortuna una vitalità della democrazia che si muove e muta insieme con la società che le dà forma. Non si tratta di una fede immobile o, peggio, di un'ideologia. Altrimenti sarebbe inutile misurarla nel tempo.
===Citazioni===
*L'equivoco è nei concetti. La democrazia non ha bisogno di qualcuno che agisca "per il popolo" in quanto il popolo è sovrano. O meglio: se il popolo è sovrano, agire per il popolo sta nel mandato dei rappresentanti, non nella loro discrezionalità. Mi pare che qui stia anche l'insidia di un altro concetto, quello della cosiddetta "democrazia compassionevole", che sostituisce la benevolenza individuale e dei gruppi sociali alle strutture dello Stato-benessere, la carità al welfare e ai diritti. Com'è evidente, la beneficenza non ha bisogno della democrazia. Ma in democrazia, la solidarietà sociale ha bisogno di qualcosa di più della beneficenza. Insomma, la forma democratica pretende una sostanza democratica. (p. 26)
== ''L'uomo bianco'' ==
=== [[Incipit]] ===
Preannunciata dalla musica molto alta, con i Disturbed che uscivano dalle casse e sembravano martellare proprio lui con i timbri dell'hard rock ("Are you ready? We see you"), l'auto risaliva piano via dei Velini e il sabato mattina impigrito di [[Macerata]], quel 3 febbraio 2018, giorno di san Biagio. Con i finestrini abbassati, l'uomo guardava i due marciapiedi, a destra e a sinistra, rallentava dovunque vedeva persone muoversi da lontano, sole o in gruppo. Faceva così da qualche chilometro, come se cercasse qualcosa, o aspettasse qualcuno, o avesse un appuntamento in città, nelle strade, nelle piazze, nei giardini e poi, svoltando, davanti ai bar del centro. L'andatura dell'Alfa 147 nera era sempre la stessa, lui non aveva fretta. Non doveva arrivare da nessuna parte, doveva solo trovare quel che stava braccando, senza sapere quando e dove lo avrebbe incontrato.
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*[[Gustavo Zagrebelsky]] ed Ezio Mauro, ''La felicità della democrazia'', Editori Laterza, 2011.
*Ezio Mauro, ''L'uomo bianco'', Feltrinelli, 2018.
==Altri Progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
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Giorgio Chiellini
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Danyele
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[[File:Sergio Mattarella meets Italy national football team and Matteo Berrettini (12 July 2021) 30 - Chiellini (cropped).jpg|thumb|Giorgio Chellini (2021)]]
'''Giorgio Chiellini''' (1984 – vivente), calciatore italiano.
==Citazioni di Giorgio Chiellini==
{{cronologico}}
*{{NDR|«Da uno a cento la moralità di [[Antonio Conte|Conte]] quant'è?»}} Penso più del massimo, insomma centodieci e lode perché non si può mettere in dubbio.<ref>Citato in ''[http://video.sky.it/sport/calcio-italiano/chiellini/v141173.vid Chiellini a Cassano: «Moralità di Conte è da centodieci e lode»]'', Sky Sport, 15 novembre 2012.</ref>
*Da piccolo tifavo [[Associazione Calcio Milan|Milan]]. Ma quando sono arrivato qui mi sono innamorato di questa maglia {{NDR|della [[Juventus Football Club|Juventus]]}} e il sentimento è cresciuto negli anni. Dopo [[Calciopoli]] si è rafforzato, anche perché vivere certe situazioni non ti lascia indifferente.<ref>Citato in ''[http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/juventus/articoli/95059/juve-chiellini-giura-amore-eterno.shtml Juve, Chiellini giura amore eterno]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 17 dicembre 2012.</ref>
*{{NDR|Su [[Mario Balotelli]]}} Sarà antipatico a qualcuno ma è la storia della sua carriera, non conta se quello che fa è giusto o sbagliato: è fatto così, la [[Nazionale di calcio dell'Italia|Nazionale]] lo ha aiutato a togliere qualche antipatia.<ref>Citato in ''[http://www.repubblica.it/sport/calcio/nazionale/2013/10/12/news/chiellini_nazionale_balotelli-68461082/?ref=HRLS-2 Nazionale, Chiellini: "Balotelli non è indispensabile ma è la sua Italia"]'', ''repubblica.it'', 12 ottobre 2013.</ref>
*{{NDR|Sulla [[Juventus Football Club 2014-2015]], dopo la vittoria dello scudetto}} A inizio stagione qualcuno andava in giro a dire che questa squadra ormai aveva chiuso un ciclo e che certe vittorie ce le saremmo scordate e invece rieccoci qui, col quarto tricolore di fila [...]. Una grande cavalcata, siamo stati bravi a mantenere la fame di sempre, dimostrando la voglia di alzare sempre l'asticella. Il rischio, dopo i tre anni precedenti, era quello di accontentarsi. Abbiamo dimostrato di essere i più forti in campo, e non a parole.<ref>Citato in Marco Bisacchi; ''Chiellini: «Ci davano per finiti. In bacheca c'è ancora spazio»'', ''Tuttosport'', 3 maggio 2015, p. 5.</ref>
*[[Dries Mertens|Mertens]] mi piaceva moltissimo da esterno, all'inizio non pensavo riuscisse a fare così bene la punta centrale ma dopo poco mi sono ricreduto: ha dimostrato di avere un ottimo feeling col gol.<ref>Da interviste a Sky e Mediaset; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/chiellini---consapevoli-della-nostra-forza--ma-senza-presunzione-.php Chiellini: «Consapevoli della nostra forza, ma senza presunzione»]'', ''juventus.com'', 26 febbraio 2017.</ref>
*{{NDR|Su [[Daniel Alves]]}} Dani è una persona solare, anche un po' matto. Vive tutto a duemila all'ora. [...] Tecnicamente è di livello superiore, vale [[Lionel Messi|Messi]].<ref>Citato in Domenico Latagliata, ''[http://www.ilgiornale.it/news/sport/lallegria-dani-alves-vera-arma-vincente-1393196.html L'Allegri(a) di Dani Alves è la vera arma vincente]'', ''ilgiornale.it'', 5 maggio 2017.</ref>
*[[Gonzalo Higuaín|Gonzalo]] [Higuaín] è [stata una] grande sorpresa. Me lo aspettavo diverso, ma è una persona "da dieci", che si mette sempre al servizio dei compagni. È incredibile come sia capace a cambiare le giocate per liberarsi in area, ma non solo. Aiuta molto la squadra tenendo la palla e permettendoci di salire. È sicuramente nel podio dei migliori al mondo.<ref>Citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/conferenza-stampa-chiellini-0805.php Chiellini: «Vedere il traguardo ci carica»]'', ''juventus.com'', 8 maggio 2017.</ref>
*{{NDR|«Come hai iniziato a giocare a calcio?»}}È un po' strano a dire la verità, perché all'asilo il mio migliore amico giocava a [[basket]]. Io ho un fratello gemello e lui voleva giocare a calcio. Io essendo molto amico di questo ragazzo volevo giocare a basket con lui per stare con lui, solo che la scuola di basket non prendeva i bambini dai 5 anni, ma iniziava l'anno dopo. Invece a calcio, essendo sia io che mio fratello gemello già abbastanza grandicelli, ci hanno preso, siamo andati insieme a giocare a calcio e lì è iniziato questo grande amore e questa grande storia che mi ha portato fino a qua. Poi ovviamente non ho mai voluto cambiare, è stata una passione condivisa da me, da mio fratello e da tutta la famiglia crescendo.<ref>Dall'intervista di Fabio Balaudo, ''[https://it.uefa.com/uefachampionsleague/news/023f-0e9800ff0af1-4658a98ed019-1000--chiellini-l-infanzia-il-basket-i-punti-di-forza/ Chiellini: l'infanzia, il basket, i punti di forza]'', ''uefa.com'', 21 novembre 2017.</ref>
*{{NDR|Sull'«organizzazione tattica» del calcio italiano}} È una garanzia di competitività, mi piace che anche le gare contro le squadre più piccole siano difficili. Parlo da [[difensore]], magari sbaglio, ma quando vedo nella Liga andare in casa del [[Futbol Club Barcelona|Barcellona]], affrontarlo a viso aperto e uscire dal Nou Camp con cinque o sei reti sul groppone lo considero un affronto al calcio.<ref>Da un'intervista a ''Hurrà Juventus''; citato in ''[https://www.juventus.com/it/news/news/2020/black-wihte-stories--in-difesa----della-tattica-.php Black&Wihte Stories: in difesa... della tattica!]'', ''juventus.com'', 27 aprile 2020.</ref>
*{{NDR|Sergio Ramos}} Sa come essere decisivo nelle partite importanti, con interventi al di fuori di ogni logica e provocando infortuni con astuzia diabolica. Quello su Salah fu un colpo da maestro. Lui, il maestro Sergio, ha sempre detto che non fosse sua intenzione provocare un infortunio, ma quando cadi in quella maniera e non lasci la presa, sai che nove volte su dieci rischi di rompere il braccio al tuo avversario.<ref>Dall'autobiografia ''Io, Giorgio''; citato in ''[https://www.corriere.it/sport/20_maggio_16/giorgio-chiellini-esalta-sergio-ramos-il-fallo-ko-salah-un-colpo-maestro-54a9790e-9774-11ea-ba09-20ae073bed63.shtml Giorgio Chiellini esalta Sergio Ramos per il fallo da k.o. su Salah: «Un colpo da maestro»]'', ''corriere.it'', 16 maggio 2020.</ref>
*[[Mario Balotelli|Balotelli]] è una persona negativa, senza rispetto per il gruppo. In Confederations Cup contro il Brasile, nel 2013, non ci diede una mano in niente, roba da prenderlo a schiaffi. Per qualcuno era tra i primi cinque al mondo, io non ho mai pensato neppure che potesse essere tra i primi dieci o venti. Uno anche peggiore era [[Felipe Melo]]: il peggio del peggio. Non sopporto gli irrispettosi, quelli che vogliono essere sempre il contrario degli altri. Con lui si rischiava sempre la rissa. Lo dissi anche ai dirigenti: è una mela marcia.<ref>Dall'autobiografia ''Io, Giorgio''; citato in Salvatore Riggio, ''[https://www.corriere.it/sport/20_maggio_09/juventus-chiellini-odio-l-inter-come-jordan-pistons-balotelli-persona-negativa-melo-peggio-peggio-c188db02-91cd-11ea-9f60-1b8d14bed082.shtml Juventus, Chiellini: «Odio l'Inter come Jordan i Pistons. Balotelli persona negativa». Mario replica: «Io sincero, tu no»]'', ''corriere.it'', 9 maggio 2020.</ref>
*{{NDR|Sulla [[finale della UEFA Champions League 2016-2017]]}} La cosa peggiore è che non siamo riusciti a gestire la partita, e dopo il secondo gol preso in quel modo abbiamo pensato che fosse già finita, io in primis, e questo non si fa. Perché non era assolutamente finita. Anche se dallo stupido gol di Casemiro, quello del 2-1, passammo al 3-1 in un amen, come degli sprovveduti: Mandžukić che si fa anticipare in quel modo, Alex Sandro che si fa infilare bellamente a fondo campo, io e Leo {{NDR|Bonucci}} che restiamo lì come due mammalucchi a guardare Ronaldo che insacca.<ref>Da ''[https://books.google.it/books?id=A7_jDwAAQBAJ Io, Giorgio]'', cap. ''L'intervallo di Cardiff'', Sperling & Kupfer, 2020. ISBN 8893429446</ref>
*Quel Pallone d'Oro avrebbe davvero potuto vincerlo, prima dell'egemonia degli alieni. Lo hanno dato a giocatori come Owen o Shevchenko, grandi, ma non certo più di [[Francesco Totti|Totti]]. Francesco è stato immenso, davvero, ed è stato un peccato non vederlo esibirsi anche su altri palcoscenici, però dal punto di vista romantico è stato bellissimo che lui abbia dedicato tutta la sua vita alla Roma. Ma chi pensa che sia stata una scelta di comodo non ha capito niente: è stata soltanto una scelta d'amore. Lui aveva gli occhi dietro la testa, gli riuscivano giocate che nessuno poteva neppure immaginare. Gli ho visto esprimere un calcio fantastico, prima con una fisicità esplosiva e poi con una classe immensa, anche se a ritmi più lenti. A livello tecnico, mentale e come visione di gioco Totti era un autentico fuoriclasse: semplicemente un [[genio]].<ref>Dall'autobiografia ''Io, Giorgio''; citato in ''[https://www.tuttojuve.com/altre-notizie/chiellini-hanno-dato-pallone-d-oro-a-giocatori-comeowen-o-shevchenko-grandi-ma-non-certo-piu-di-totti-519240 CHIELLINI: "Hanno dato Pallone d'Oro a giocatori come Owen o Shevchenko, grandi, ma non certo più di Totti"]'', ''tuttojuve.com'', 28 giugno 2020.</ref>
*Ho bisogno di trovare un rivale per esprimermi al meglio. La rivalità sportiva ti aiuta a superare i tuoi limiti. Quando vinco i duelli sono contentissimo, stoppare un tiro pericoloso o evitare un gol mi dà una botta di adrenalina.<ref name="Foot">Da un'intervista a ''So Foot''; citato in ''[https://gianlucadimarzio.com/it/chiellini-intervista-so-foot-ibrahimovic-miglior-nemico Chiellini: "Ibrahimovic è il miglior nemico della mia carriera"]'', ''gianlucadimarzio.com'', 4 febbraio 2021.</ref>
*Il mio miglior nemico è sicuramente [[Zlatan Ibrahimović|Ibrahimović]]. Stimo molto Zlatan, ci rispettiamo ed eravamo compagni di squadra nella Juve. Non ho mai avuto paura di affrontarlo, mai fatto un passo indietro davanti a lui. Quando passò all'[[Football Club Internazionale Milano|Inter]] divenne il nemico assoluto, poi semplice avversario al Milan o in Nazionale.<ref name="Foot"/>
*Se un bambino mi chiedesse chi è [[Giampiero Boniperti]] risponderei che semplicemente lui è stato e sarà sempre la Juventus.<ref>Da un [https://www.instagram.com/p/CQQOna0jsm4/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 18 giugno 2021.</ref>
*La Nazionale batte anche la Juve, con tutto l'amore e il rispetto che ho per la Juve, perché abbatte le barriere tra i tifosi di squadre diverse.<ref>Citato in ''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2022/05/23-93151110/chiellini_ibrahimovic_il_mio_miglior_nemico_felice_per_lui_ Chiellini: "Ibra il mio miglior nemico. Gravina? Lo ringrazio"]'', ''tuttosport.com'', 23 maggio 2022.</ref>
*[[Colori e simboli della Juventus Football Club|Questa maglia]] non va indossata, va cucita sulla pelle. Chi lo capisce ne diventa leggenda!<ref>Dalla dedica sull'ultima maglia bianconera indossata in carriera e donata allo Juventus Museum; citato in un [https://twitter.com/juventusfc/status/1529537794959368199 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'' della Juventus, 25 maggio 2022.</ref>
*La Juventus è storia, passione, orgoglio, sacrificio e vittoria. La Juventus è famiglia. La Juventus è più grande di tutto, di tutti, per sempre.<ref>Citato in ''[https://www.juventus.com/it/agnelli100 Agnelli 100]'', ''juventus.com'', 24 luglio 2023.</ref>
*La Juve ha sempre avuto giocatori straordinari, ma ha avuto sempre l'anima che è quella di Torino e della sua proprietà, ovvero essere pratica ed efficace. Il Barcellona o il Real Madrid hanno la propria, così come le inglesi. Credo che bisogna proseguire per questa strada. I 100 anni di presidenza Agnelli? [...] si festeggia qualcosa di incredibile: in un mondo fatto di fondi e sceicchi credo che la sua storia sia quello che rende la Juventus diversa da tutte le altre.<ref>Da un'intervista a Radio Bianconera; citato in Davide Fumagalli, ''[https://www.eurosport.it/calcio/serie-a/2023-2024/chiellini-futuro-da-dirigente-juve-la-prossima-estate-torno-a-torino.-per-lo-scudetto-inter-favorita_sto9831075/story.shtml Chiellini: "Futuro da dirigente Juve? La prossima estate torno a Torino. Per lo Scudetto Inter favorita per distacco"]'', ''eurosport.it'', 9 ottobre 2023.</ref>
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20190430205249/http://www.rivistaundici.com/2018/02/23/chiellini-intervista/ Gli equilibri di Giorgio Chiellini]''|Intervista di Davide Coppo, ''Undici'' nº 19, dicembre 2017 – gennaio 2018.}}
*Le vittorie sono tutte incredibilmente belle, e non è vero che ci si annoia. È brutto da dire, ma diventa una specie di [[droga]]. Una cosa di cui hai bisogno, perché se uno prova una volta quelle emozioni, poi fa di tutto per tornare a provarle. Almeno, credo succeda questo a quelli che vincono molte volte.
*{{NDR|Sulla sua fama di «marcatore troppo ruvido, forse anche antipatico»}} Quando avevo ventidue anni ogni partita era un modo per sfogare l'agonismo, era tutta una guerra, una battaglia, perché a quell'età sfogavo in quel modo la tensione e l'adrenalina. Ma più che cattivo ero fastidioso. Ora sono quindici anni che ci sono abituato, ma quando sei all'inizio è tutta una scoperta, e non capisci bene dove indirizzare l'energia, la tensione.
*{{NDR|Sull'affrontare gli avversari}} Gli [[Attaccante|attaccanti]] se gli lasci spazio ti fanno sempre gol. Uno deve disturbare i movimenti, prevenirli, lavorare su cose che li mandino in corto circuito. Sono sempre stato così, credo che i grandi duelli vadano vissuti anche in questo modo. Non sono di sicuro piacevole da affrontare, ma non sono mai stato scorretto. E poi ormai sono più riflessivo, meno impulsivo.
*{{NDR|Sull'evoluzione del ruolo di [[difensore]]}} Non credo sia un bene snaturare la propria identità. Credo che l'avvento del [[Josep Guardiola|guardiolismo]], chiamiamolo così, in Italia abbia snaturato quello che ci ha sempre portati in fondo alle grandi manifestazioni per anni, cioè l'arte di saper difendere. C'è un buco generazionale nei difensori impressionante, ed è dovuto a questa cosa qui. Ormai i ragazzi arrivano in [[Campionato italiano di calcio|Serie A]] che si aprono bene, che sanno passare la palla, che sanno fare un lancio di quaranta metri, ma non hanno la minima idea di come si marchi, di come fare un uno contro uno. È una grossa deresponsabilizzazione e stiamo perdendo quello che poi ci ha portato in alto. Ogni squadra ha la sua storia, e devi prendere il bene dalle innovazioni [...] ma non bisogna snaturarsi, perché il rischio è quello di ritrovarsi senza difensori per dieci anni, ed è successo questo.
*{{NDR|Sulla sua carriera}} A 12, o 14 anni, non è che si vedeva che ero più bravo degli altri. Però, anche se non ero né bello né bravo, c'ero sempre. È stato un percorso graduale in cui ho cercato di alzare il mio livello piano piano. Se vuoi fare salti troppo alti e poi cadi ti fai male. Invece il miglioramento continuo è un atteggiamento che uno deve avere anche a 40 anni.
{{Int|''[http://www.tuttosport.com/news/calcio/italia/2018/11/12-49939751/italia_chiellini_avrei_voluto_affrontare_ronaldo_per_migliorare/ Chiellini: «Avrei voluto affrontare Ronaldo per migliorare»]''|Da un'intervista a Sky Sport; citato in ''tuttosport.com'', 12 novembre 2018.}}
*La Nazionale non si può rifiutare. Ho massimo rispetto per quelli che fanno una scelta diversa ma finché il ct ti chiama, hai l'obbligo morale di rispondere.
*La [[maglia azzurra]] è speciale. Non ti identifichi in un club ma rappresenti la tua nazione, vivi delle emozioni in prima persona e le fai vivere a tutta la nazione, è qualcosa di impareggiabile. La tensione che si prova nel giocare in Nazionale non si prova nemmeno nelle partite più importanti.
*La fascia è solo un simbolo. In ogni squadra, in ogni gruppo ci sono tanti capitani, ognuno deve dare il suo ingrediente.
{{Int|''[https://web.archive.org/web/20191112190247/https://it.eurosport.com/calcio/serie-a/2019-2020/chiellini-purtroppo-ero-milanista-da-bambino.-l-attaccante-piu-forte-da-marcare-ibrahimovic_sto7534238/story.shtml Chiellini: "Purtroppo ero milanista da bambino... L'attaccante più forte da marcare? Ibrahimovic"]''|Dalle interviste all'evento ''Junior Reporter''; citato in ''eurosport.com'', 11 novembre 2019.}}
*{{NDR|«Qual è il sacrificio che da ragazzo è stato più difficile da affrontare?»}} La certezza di arrivare in Serie A purtroppo non ce l'hai. Piano piano cominci a giocare poi non sai dove puoi arrivare. Capisci di essere bravino, poi devi migliorare, lavorare giorno dopo giorno sempre. Un sacrificio che ho patito un po' era da [[adolescente]], quando i miei amici uscivano e io invece ero già in ritiro a dormire in albergo con la prima squadra del Livorno. Quello un po' mi dispiaceva. E la cosa più brutta è stato il viaggio post maturità. I miei amici erano andati in viaggio tutti insieme, io ero ad allenarmi.
*Da difensore devi cercare di anticipare quello che pensa l'attaccante. Devi cercare di anticipare quello che vorrebbe fare lui. Poi devi provare a fermare l'azione e a fermare l'attaccante. L'emozione che provano gli altri nel fare [[gol]], tu devi provarla nel non far fare gol. Se proverai quella emozione diventerai sempre più bravo.
*Il risultato della squadra secondo me non è 1+1+1+1+1, ma bisogna riuscire a dar qualcosa in più. Anche se poi si può non essere amici fuori con tutti, ma in campo si è più che amici, si è compagni, quindi si combatte e si corre per l'altro. E anche un atteggiamento di aiuto continuo per i compagni. Il bello del [[Calcio (sport)|calcio]] è abituarti a queste dinamiche, farti dare più del 100% in campo per uno che magari all'inizio non ti è tanto simpatico.
{{Int|''[https://www.tuttosport.com/news/calcio/serie-a/juventus/2021/11/10-86989975/chiellini_la_superlega_e_la_serie_a_da_riformare_il_capitano_spiega_il_calcio Chiellini, la Superlega e la Serie A da riformare: il capitano spiega il calcio]''|Da un'intervista a DAZN; citato in ''tuttosport.com'', 10 novembre 2021.}}
*{{NDR|Sulla creazione di una [[European Super League|Superlega calcistica europea]]}} [...] secondo me il futuro del calcio mondiale va verso un'europeizzazione rispetto al campionato nazionale. Gli atleti del nostro livello e i tifosi vogliono vedere più partite del livello europeo con tutto il rispetto di alcune squadre del campionato italiano, che sono troppe: dovrebbero essere 18, si potrebbe tornare anche a 16, ma 18 è il numero giusto per aumentare la competitività e dare più spazio a partite di livello europeo.
*In America hanno creato superleghe in ogni sport e anche se noi romantici del calcio vorremmo l'abolizione della [[Video Assistant Referee|Var]], giocare senza fuorigioco o tornare al passaggio al portiere, il mondo sta andando avanti e non bisogna essere spaventati dal cambiamento.
*{{NDR|Sul maggiore coinvolgimento dei calciatori nei processi decisionali delle istituzioni calcistiche}} Siamo ben pagati ma questo non vuol dire che non dobbiamo essere presi in considerazione, siamo gli attori protagonisti.
{{Int|''[https://www.eurosport.it/calcio/calciomercato/2023-2024/giorgio-chiellini-al-bsmt-di-gazzoli-per-conte-pronto-a-morire-spero-torni-presto-in-panchina_sto20003797/story.shtml Giorgio Chiellini al BSMT di Gazzoli: "Per Conte pronto a morire: spero torni presto in panchina"]''|Dall'intervista di [[Gianluca Gazzoli]] al podcast ''Passa dal BSMT''; citato in ''eurosport.it'', 3 maggio 2024.}}
*Bonucci è arrivato {{NDR|alla Juventus}} nel 2009, Barzagli nel gennaio 2010. Nella prima stagione tutti abbiamo fatto fatica, poi abbiamo iniziato a giocare. Abbiamo cominicato alternandoci, poi Conte ebbe l'idea di giocare a 3: fu un'ottima intuizione perché eravamo complementari per caratteristiche, la squadra ne ha tratto vantaggio. Leo aveva ottime letture oltre alle qualità tecniche che mi toglievano compiti di impostazione, io potevo essere più libero e gli toglievo la marcatura. Andrea tra noi tre era quello più completo e intelligente, abbinava la prestanza fisica all'elegenza: riusciva a gestire bene tutte le situazioni. Paradossalmente lui è quello che, a livello internazionale, ha avuto meno risalto ma penso che lo avrebbe meritato.
*{{NDR|Su [[Antonio Conte]]}} Con lui avevo un buonissimo rapporto, ero uno dei suoi pretoriani. Ti entra dentro, facendoti vivere una realtà diversa: per lui saresti pronto a morire. È un sergente e ti chiede moltissimo tutti i giorni, quindi non è semplice, ma riesce a convincerti perché ti dimostra che in quel modo funziona, sia in campo che fuori.
*Essere il capitano della Juventus che aveva [[Cristiano Ronaldo]] è stato un onore, un'occasione unica. L'ho apprezzato: è una multinazionale, ma sta bene all'interno del gruppo. Certo non è come gli altri, non gli puoi chiedere se gli va di fare aperitivo in centro, ma quando necessario non è mai mancato, neppure alle cene di squadra. Lui è un tipo rispettoso, con una cura del corpo e una preparazione quasi maniacali. Vuole far gol, vincere, mi ha colpito proprio nelle partite più complicate: voleva spaccare il mondo e dimostrare di essere più forte di tutto [...]
==Citazioni su Giorgio Chiellini==
*Alla Juve ho avuto il piacere di lavorare con [[Andrea Barzagli|Barzagli]], [[Leonardo Bonucci|Bonucci]] e Chiellini: fenomeni, ma quando li avevo io ancora non avevano vinto nulla. ([[Antonio Conte]])
*Chiellini è di un altro pianeta, da solo ne marca tre. ([[Walter Mazzarri]])
*Chiellini è un difensore che provoca e t'infastidisce, irritante come [[Branislav Ivanović|Ivanović]]. ([[Luis Suárez (calciatore 1987)|Luis Suárez]])
*Chiellini in campo sa essere un maiale, se vuole. Quando arrivai alla Juve mi trattava benissimo, quasi come un fratellino, non avevo la patente e mi scorrazzava in giro. È una persona eccezionale, ma in campo si trasforma, diventa un altro. Gli piace fare scena e influenzare gli arbitri, classica roba italiana, e poi è un cascatore. ([[Albin Ekdal]])
*Chiellini ricorre sempre allo stesso espediente quando contrasta un avversario nella sua o altrui area: saltare, cacciare un urlo, e cadere rovinosamente. Lo trovo molto antisportivo e piuttosto deprimente. Però spesso funziona. ([[Fabio Ravezzani]])
*Chiello stilisticamente non è bello da vedere e questo lo penalizza nei giudizi mediatici. Non ruba l'occhio tecnicamente, ma come difensore è il top: è un trattore, non fa passare neanche un filo d'aria in area di rigore. ([[Nicola Legrottaglie]])
*Conosco Giorgio e la sua professionalità non è mai cambiata nel corso degli anni. La sua grinta, la tenacia e il modo di lavorare era per me un modello di ispirazione. Nessuno gli ha mai regalato nulla, ha lavorato sodo per ottenere i trofei raccolti nella sua gloriosa carriera. Concentrato sempre al 100% sulla vita di campo, non l'ho mai visto distrarsi nemmeno una mezza volta per un qualcosa che non riguardasse il calcio. Al contrario di ciò che succede oggi, dove molti calciatori sono più portati ai like e ai follow dei Social Network. [...] Lui incarnava alla perfezione il concetto di "Vecchia Guardia", così come Del Piero, lo stesso Nedved e tutti gli altri che avevano contribuito ai più grandi successi della Juve. ([[Alexander Manninger]])
*Credo sia qualcuno di unico. Quando si parla di personalità, ''leadership'', cattiveria agonistica e voglia di vincere, io penso a lui. L'acquisto migliore per una società sarebbe l'anima di Chiellini. ([[Cristian Bucchi]])
*È il cuore della difesa della Juventus. Non ha sempre avuto una buona tecnica ma ha sempre lavorato duramente, di più di [[Leonardo Bonucci|Bonucci]]. ([[Patrice Evra]])
*È la personificazione del coraggio, con cui trascina gli altri, da vero leader. ([[Gian Paolo Montali]])
*È il più forte di tutti, dentro e fuori. ([[Maurizio Crosetti]])
*{{NDR|«Come era il primissimo Giorgio Chiellini che hai conosciuto?»}} Era già impressionante a livello di voglia e di mentalità, gli dicevamo avesse l'affettatrice al posto del piede [sorride, ''ndr'']. Era molto rigido, poi col tempo si è sciolto. [...] Ha sempre avuto una passione sconfinata e una cattiveria solo a livello agonistico, in allenamento non si è mai rilassato mezzo secondo. Questo gli ha permesso di arrivare a grandissimi livelli. ([[Alessandro Birindelli]])
*Giorgio Chiellini. Come può uno scoglio arginare il mare:<ref>{{cfr}} [[Lucio Battisti]], ''Io vorrei... non vorrei... ma se vuoi'': «''Come può uno scoglio | arginare il mare. | Anche se non voglio, | torno già a volare.''»</ref> col punto interrogativo è [[Lucio Battisti]], senza è Giorgio Chiellini. ([[Sandro Veronesi]])
*Giorgio Chiellini è sempre stato un leader della squadra e una garanzia come calciatore. Si possono alternare belle e brutte prestazioni, ma Chiellini non deve essere mai messo in discussione. ([[Paolo De Ceglie]])
*Giorgio è un muro straordinario in difesa, non molla mai, ha grande prestanza fisica ed in genere si prende in carico gli attaccanti più complicati da marcare, non concedendo loro nemmeno un centimetro. Si respira maggiore sicurezza quando è in campo. ([[Valeria Ciardiello]])
*Giorgio è una forza della natura, un giocatore universale che ogni allenatore vorrebbe in squadra. ([[Walter Mazzarri]])
*Il più ostico è Chiellini, tra l'altro un mio amico. È una cosa fuori dal comune, io lo chiamo un "osso clamoroso" perché non avendo grandi doti tecniche sopperisce con la sua grande fisicità. ([[Giampaolo Pazzini]])
*In Olanda dicono che non sappia giocare a calcio perché ha i piedi quadrati. Però in difesa non perde un solo duello. Conosce i suoi limiti e quando scende in campo non lo fa per dimostrare quanto è bravo, ma per eseguire al meglio il compito che gli è stato affidato: non concedere ''chance'' all'avversario. Lui sa farlo al meglio. ([[Mark van Bommel]])
*Incarna le ambizioni, la mentalità, i pensieri della Juve. ([[Alessandro Del Piero]])
*Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini sono i migliori della loro generazione, due top player. Sono già leggende. ([[John Terry]])
*Nella mia testa la migliore difesa al mondo, quando giocano insieme, sono Chiellini e Bonucci. ([[Thomas Henry]])
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
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[[Categoria:Calciatori italiani]]
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[[File:Eye Black and White with Color.jpg|miniatura|Un occhio che vede]]
Citazioni sulla '''vista''' e il '''vedere'''.
*Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. ([[José Saramago]])
*C'è da notare che, fra le facoltà sensibili, la vista è in rapporto diretto con lo spazio, e l'[[udito]] col tempo: gli elementi del simbolo visivo si esprimono in simultaneità, quelli del [[simbolo]] sonoro in successione. ([[René Guenon]])
*Chi impara realmente a vedere, si avvicina all'invisibile. ([[Paul Celan]])
*Finché il vedere è qualcosa da vedere, non è quello reale; solo quando vedere è non-vedere, cioè, quando vedere non è un atto specifico di vedere in uno stato di coscienza determinatamente circoscritto, è ''vedere nella propria autonatura''. ([[Daisetsu Teitarō Suzuki]])
*Guarda due volte per veder giusto, guarda una volta per veder bello. ([[Henri-Frédéric Amiel]])
*– Io conoscevo un uomo che era cieco. Quando arrivò all'età di 40 anni si fece fare un'operazione e riacquistò la vista. <br>– E cos'ha provato? <br>– All'inizio era... felice... incantato... facce, colori, paesaggi. Ma poi tutto cominciò a cambiare. Il mondo era molto più brutto di come se l'era immaginato. Nessuno gli aveva mai detto quanto sporco fosse. Quanta miseria. Vedeva squallore dappertutto. Quando era cieco attraversava la strada da solo con un bastone. Dopo aver riacquistato la vista, lo prese la paura. Cominciò a vivere nell'oscurità. Non usciva più di casa. Dopo tre anni si tolse la vita. (''[[Professione: reporter]]'')
*La cosa più nobile che lo spirito umano possa fare a questo mondo è vedere qualcosa, e dire in modo diretto quello che ha visto. Ci sono centinaia di persone che sanno parlare per una sola che sa pensare; ma migliaia sanno pensare per una che sa vedere. Vedere chiaramente è al contempo poesia, profezia e religione. ([[John Ruskin]])
*Lassù, nel cielo, ci sono cose che possiamo vedere... ma ci sono anche cose che non possiamo vedere. Parla sempre delle cose che gli altri non possono vedere. Alla gente piace ascoltare le storie di cose che non possono vedere. Lo stesso vale per il cibo: a qualcuno importa se non si vede il sale quando il cibo è saporito? Certo che no! Ma la sostanza sta nel sale. (''[[Un tocco di zenzero]]'')
*«[[Lucia da Siracusa|Santa Lucia]] vi conservi la vista», ripete da secoli, il mendicante napoletano che tende la mano sugli angoli delle strade, e dà con quella frase la misura esatta del significato in cui è tenuta a [[Napoli]] la «facoltà di vedere», un bene primario che costituisce la ricchezza estrema dei poveri e la sanità ultima degli ammalati. ([[Vittorio Paliotti]])
*Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto. ([[Alessandro Baricco]])
*Tutto ciò che ho veduto mi induce a confidare nel Creatore per tutto ciò che non ho veduto. ([[Ralph Waldo Emerson]])
*Vedere diventa monotono se non serve a vedere come vedono altri. ([[Nicolás Gómez Dávila]])
*Vedere non è altro che una combinazione di ricordi, un sogno segreto diretto da un regista–despota, che sbraita da fuori i suoi ordini mutevoli. ([[Giulio Tononi]])
==Voci correlate==
{{div col|3}}
*[[Monocolo]]
*[[Occhiali]]
*[[Occhio]]
*[[Osservazione]]
*[[Pupilla]]
*[[Sguardo]]
{{div col end}}
==Altri progetti==
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[[Categoria:Oftalmologia]]
[[Categoria:Sensi]]
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Slogan fascisti
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Udiki
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[[File:Coazze - Motto fascista.jpg|thumb|Slogan fascista presente a Coazze, Torino]]
Raccolta di '''slogan fascisti'''.
{{Indice}}
==A==
*Abbiamo dei vecchi e dei nuovi conti da regolare: li regoleremo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Drizzona, Cremona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Cagliari l'8 giugno 1935 in occasione del saluto alla divisione "Sabauda".</ref>
*A chi l'[[Guerra d'Etiopia|Abissinia]]? A noi!<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Porto_Viro/index.html sul portico di un edificio di Porto Viro, Rovigo].</ref>
*Agli atti di guerra risponderemo con atti di guerra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Stroppiana, Vercelli]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935.</ref>
*Adoriamo il lavoro che dà la bellezza e l'armonia alla vita.<ref>Citato sui muri di un edificio di via San Lorenzo, di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 648.</ref>
*Alle sanzioni militari risponderemo con misure militari.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Mazzano, Brescia]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935.</ref>
*All'ombra dei nostri gagliardetti è bello vivere, ma se sarà necessario sarà ancora più bello morire.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelbellino/index.html su un'abitazione di Castelbellino, Ancona]. Tratto dal discorso del 28 marzo 1926.</ref>
*Anche con l'opera quotidiana, minuta ed oscura si fa grande la Patria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vergano, frazione di Brogomanero, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vergano/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato a Vercelli il 28 settembre 1925.</ref>
*Andremo contro chiunque, di qualunque colore, tentasse di traversarci la strada.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Quero, Belluno]. Presente anche come "andremo contro chiunque tentasse di traversarci la strada" [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acciano/index.html su un'abitazione di Acciano] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Capestrano/index.html di Capestrano, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato a Eboli il 6 luglio 1935 al passaggio in rivista di quattro battaglioni di CC.</ref>
*A noi!<ref>Lo slogan nacque nel febbraio 1918 come parte finale del grido di guerra ''A chi la vittoria? A noi!'', inventato dal maggiore Luigi Freguglia per gli Arditi del 27º Reggimento fanteria "Pavia". La frase veniva scritta anche su abitazioni e caserme (ad esempio [http://www.ventenniooggi.it/#!genova-scritte--motti-del-ventennio/ckbt sulla sede della 89esima batteria contraerea della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale a Ceranesi in provincia di Genova, nei pressi del Santuario della Guardia]). Spesso era scritta come "Duce a noi", come [http://www.ventenniooggi.it/#!pescara-scritte--motti-del-ventennio/cves su un'abitazione di Penne, Pescara] e e [http://www.ventenniooggi.it/#!taranto-scritte--motti-del-ventennio/c16pg in via Duca d'Aosta, Taranto].</ref><ref>Citato in Dino Biesuz, ''Luserna, la battaglia che poteva cambiare il corso della Storia'', ''Il Giornale di Vicenza'', 11 luglio 2012</ref>
*Attraverso il fascismo apriamo il varco.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villa_Santa_Lucia/index.html su un'abitazione di Villa Santa Lucia, L'Aquila]. Tratto dal discorso tenuto a Milano, a Piazza Duomo, l'1 novembre 1936.</ref>
*A tutto il popolo italiano una casa.<ref>Citato [http://www.artefascista.it/orbetello__arte__italiana__del1.htm su un'abitazione di Orbetello, Grosseto] (vedi anche [http://1.bp.blogspot.com/-K7oLPte5yZs/VdGtuIRtAAI/AAAAAAAAM2w/QMnh7rOCik4/s1600/20397_1024349740908516_4460945962419845788_n.jpg qui]). Tratto dal discorso fatto a Palazzo Venezia, Roma, il 30 ottobre 1937 al Consiglio del Consorzio nazionale tra gli Istituti fascisti autonomi per le case popolari.</ref>
*Audace e cauto è di pattuglia. Saldo nella difesa, rapido all'attacco. Tornerai vittorioso alla tua dolce casa.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!trento-scritte--motti-del-ventennio/c13lh su un'abitazione di Locca, Ledro, Trento].</ref>
*Autorità, ordine e giustizia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!milano-scritte--motti-del-ventennio/c1n2c su un'abitazione di Via Padova, Milano]. Citato anche come "Ordine, autorità e giustizia" [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA94 su un'abitazione di Terme di Miradolo e di Confienza, Pavia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini il 14 settembre 1929 a Roma in occasione dell'assemblea del PNF.</ref>
==B==
*Badate che l'Italia non fa più una politica di rinunce o di viltà, costi quello che costi.<ref>Citato in [[:File:Motto fascista di Via Roma in Caggiano.JPG|Slogan fascista a Caggiano]]. Presente anche come "L'Italia non farà più una politica di rinunce o di viltà" [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Boccioleto, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Udine il 20 settembre 1922.</ref>
*[[Baionetta|Baionette]] italiane: al vostro acciaio è affidato col destino d'Italia quello dei popoli d'Europa.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di via Palermo, Messina]. Tratto da un articolo di Benito Mussolini intitolato "Vittoria", apparso sul "Popolo d'Italia" il 17 maggio 1915.</ref>
*Batti tutti se non guasta<ref name=opere30 />
*Bisogna dare la massima fecondità ad ogni zolla di terra.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mogliano/index.html sul fronte dell'ex Consorzio Agrario a Mogliano Veneto, Treviso] (vedi anche [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA92 qui]) e [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA91 su un'abitazione nella strada Calleri, Torino]. Presente anche [http://www.ilpastonudo.it/in-giro-per-bio/ercolini a Civita Castellana, Viterbo, sulla Via Flaminia] la versione più estesa: "un imperativo assoluto si pone: bisogna dare [...]" (vedi anche [http://2.bp.blogspot.com/-MLxpjZJRtIg/VKF8NA3ISSI/AAAAAAAAK88/YtscNlXUv5M/s1600/Aiab3_zps8bdc9999.jpg qui]). Tratto dal discorso all'Assemblea Quinquennale del Regime del 10 marzo 1929.</ref>
*Bisogna diventare migliori, bisogna che tutti gli Italiani si considerino soldati fedeli al loro posto, alla loro consegna.<ref>Citato in [[:File:Motto fascista di Via Capolanzi in Caggiano.JPG|Slogan fascista a Caggiano]]</ref>
*Bisogna essere forti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione a Coggiola, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Coggiola/index.html qui]). Anche presente in forma più estesa come "Bisogna essere forti nel coraggio, mai voltarsi indietro quando una decisione si è presa, ma andare sempre avanti", vedi [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Grosio/foto_Grosio-614.html le pareti di una abitazione di Grosio, Sondrio]. Tratto dal discorso a Cuneo, in P.zza Vittorio Emanuele, del 24 agosto 1933.</ref>
**Bisogna essere forti, bisogna essere sempre più forti.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA114 su un'abitazione di Craveggia, Verbania e Rondò, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ad Avellino il 30 agosto 1936 per il gran rapporto alle Forze Armate ed al popolo dell'Irpinia.</ref>
*Bisogna lavorare e procedere.<ref>Citato sui muri di una abitazione di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.</ref>
*Bisogna soprattutto osare.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 2 - Balmuccia (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Balmuccia]] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Balmuccia/index.html qui]) e [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Crevacuore, Biella]. Tratto dalla prefazione di Benito Mussolini al libro del Maresciallo Pietro Badoglio intitolato "La Guerra d'Etiopia" (Milano, Mondadori, 1936).</ref>
*[[Boia]] chi molla.<ref>Citato in Gennaro Sangiuliano, ''[http://www.ilgiornale.it/cultura/i_boia_chi_molla_reggio_calabria_stranieri_patria/21-02-2011/articolo-id=507356-page=0-comments=1 I «boia chi molla» di Reggio Calabria? Stranieri in patria]'', ''il Giornale'', 21 febbraio 2011.</ref>
==C==
*Camminare e costruire e se necessario combattere e vincere.<ref>Citato in [[:File:Scritta-fascista-a-Donnaz-DSC_1595.JPG|Slogan fascista a Donnas]]. Presente [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione di Villalago, L'Aquila], sul [https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/09/17/news/restaurata_la_scritta_fascista_polemiche_a_scarnafigi-267663374/ muro di cinta del castello di Scarnafigi] (come «Camminare costruire […]») e come [[:File:Iscrizione fascista - Carcoforo (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Carcoforo]] nella forma «camminare, costruire […]». Dal discorso pronunciato a Torino il 23 ottobre 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma. Lo stesso motto fu poi ripetuto dal Duce il 14 maggio 1939, sempre a Torino.</ref>
*Chi lavora la terra è considerato tra i primi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Alessandria, in frazione di San Michele].</ref>
*Chi non è con noi è contro di noi.<ref>Opposto significato di "Chi non è contro di noi è con noi"(Luca, 9, v. 50). Citata [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Cambiasca/index.html su un'abitazione di Cambiasca, Verbania].</ref>
*Chi non è pronto a morire per la sua fede non è degno di professarla.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Ambivere, Bergamo] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fosseno/foto_Fosseno001.html su un'abitazione di Fosseno, frazione di Nebbiuno, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 27 ottobre 1930 diretto ai direttori federali del Partito.</ref>
*Chi osa vince.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!treviso-scritte--motti-del-ventennio/c1xfy su unìabitazione di Valdobbiadene, Treviso].</ref>
*Chi si ferma è perduto.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!cosenza-scritte--motti-del-ventennio/c1v9p su un palazzo in Piazza Valdesi, Cosenza] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villarboit/index.html a Villarboit, Vercelli]. Tratto da un discorso pronunciato a Genova il 14 maggio 1938.</ref>
*Col Duce fino alla morte.<ref>Citata [http://oi60.tinypic.com/f4k7cl.jpg su un'abitazione di Moncalvo, corso Umberto I, Asti].</ref>
*Coloro che lavorano avranno il primo posto, perché la Nazione di domani sarà la Nazione dei produttori, e non quella dei parassiti.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bugnara/index.html su un'abitazione di Bugnara, L'Aquila]. Tratta dal discorso di Mussolini del 18 gennaio 1923, visitando la sede della "Società trasporti automobilistici" di Milano.</ref>
*Colui che abbandona la terra senza un supremo motivo, io lo considero un [[diserzione|disertore]] dinanzi al popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Villanova Biellese, Biella]. Tratto dal discorso di Mussolini del 18 dicembre 1936 nell'agro Pontino.</ref>
*Combattere e vincere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!siracusa-scritte--motti-del-ventennio/c155t su un ex edificio amministrativo ad Augusta, Siracusa]. Tratto dal discorso pronunciato a Torino il 23 ottobre 1932 in occasione del decennale della Marcia su Roma. Lo stesso motto fu poi ripetuto dal Duce il 14 maggio 1939, sempre a Torino.</ref>
*Come amate vostra madre dovete, con la stessa purezza di sentimento, amare la madre comune: la Patria nostra.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Introdacqua/index.html su un'abitazione di Introdacqua, L'Aquila]. Tratto dal discorso agli operai del porto di Bari del 10 aprile 1923.</ref>
*Come rivoluzione fascista l'intero secolo sta innanzi a noi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Bisegna, L'Aquila]. Tratto dal discorso rivolto ai portuali di Bari a Palazzo Chigi il 10 aprile 1923.</ref>
*Con il Duce fino alla morte.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli su un'abitazione di Langosco, Pavia].</ref>
*Continuiamo a marciare nella pace, per i compiti che ci aspettano domani e che fronteggeremo con il nostro coraggio, con la nostra fede, con la nostra volontà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Casalsigone, Cremona]. Tratto dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.</ref>
*Credere, obbedire, combattere.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 3 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto]], [[:File:Iscrizione fascista 1 - Balmuccia (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Balmuccia]] e [http://anpi-lissone.over-blog.com/article-21426442.html Slogan fascista alla Casa del fascio di Lissone]. Tratto dal discorso alla Vecchia Guardia, a Roma, del 26 marzo 1939.</ref>
==D==
*Date tutto alla terra, che è una banca che non fallisce mai.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelbellino/index.html su un'abitazione di Castelbellino, Ancona].</ref>
[[File:Asso, scritta fascista.JPG|thumb|Slogan ancora presente, seppur sbiadito, su una casa: ''È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende'']]
*Dei sacri confini guardia sicura.<ref>Motto della Guardia Alla Frontiera, spesso trovato nei bunker, come in quelli [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml di Casteldelfino] e [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-segnalazioni--tracce-della-guerra/c97h di Chianale, frazione di Pontechianale, provincia di Cuneo].</ref>
*Dieci per dieci: un secolo.<ref>Dalla rivista ''Un decennio d'opere in provincia di Varese'', a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della Federazione dei Fasci di Combattimento della provincia di Varese, marzo 1934 – p. 111-112.</ref>
*Diffida di tutto. Non fidarti di nessuno.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Colico/index.html su un muro interno del forto Montecchio a Colico, Lucca]. Stando a Daniela Montani, ''[http://www.rivistacomo.it/index.php/articoli/storia/item/20-forte-montecchio-una-vedetta-in-alto-lario.html Archeologia militare in Alto Lario]'', 2 ottobre 2012 in www.rivistacomo.it, all'interno ci sarebbero numerosi altri motti.</ref>
*Dio e Patria. Ogni altro affetto, ogni altro dovere vien dopo. (Giovanni Giuriati, ''Gioventù fascista'', 1931)
*Dio. Patria. Famiglia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Pietrasanta/index.html sull'ingresso della scuola "Giovanni Pascoli" di Pietrasanta, Lucca] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villa_Santa_Maria/index.html all'interno di un'abitazione di Villa Santa Maria, Chieti]. Presente [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Andria/index.html sul palazzo degli invalidi e mutilati di guerra di Andria, Bari] come "per tre amori da forti pugnammo e soffriamo: Dio patria e famiglia".</ref>
*Disciplina, concordia e lavoro per la ricostruzione della Patria.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 5 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto ed a Rovetta, provincia di Bergamo]] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Boccioletto/index.html qui]).</ref>
*Disciplina ed ordine formano la grandezza di un popolo.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA185 su un'abitazione di Villarboit, Vercelli].</ref>
*Due popoli: una guerra.<ref>Citsto [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Monteferrante/index.html su un'abitazione di Monteferrante, Chieti]. Tratto dal discorso del 10 giugno 1941 per il primo annuale dell'intervento militare.</ref>
*Durare sino alla vittoria, durare oltre la vittoria, per l'avvenire e la potenza della nazione.<ref>Citato in [[:File:Motto fascista in Caggiano.JPG|Slogan fascista a Caggiano]]</ref>
*''Dux nobis.''
:Duce a noi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di San Salvatore Monferrato, Alessandria], [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Citta_Sant_Angelo/index.html su vari muri di Città Sant'Angelo, Perugia] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Penne/index.html su un'abitazione di Penne, Perugia].</ref>
==E==
*È lo spirito che doma e piega la materia, è lo spirito che crea la santità e l'eroismo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sozzago, Novara] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Balmuccia/index.html su un'abitazione di Balmuccia, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato a Bologna il 22 ottobre 1936.</ref>
*È meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora.<ref>La frase venne scritta su un muro di una casa di Fagarè della battaglia, frazione di San Biagio di Callalta, Treviso, il 14 giugno 1918 da Bernardo Vicario, per ordine del maggiore Carlo Rivoli: confronta [http://www.sezioneanatreviso.it/index.php?option=com_content&view=article&id=301%3Ail-sacrario-di-fagare&Itemid=79 qui] e [http://www.lacittadella-web.com/forum/viewtopic.php?f=48&t=735 qui]. La porzione di muro contenente la scritta è ancora conservata [http://www.panoramio.com/photo/119064623 a Fagarè della Battaglia, San Biagio di Callalta, Treviso]. La frase venne ricitata da Mussolini nel discorso del 23 maggio 1932 pronunciato a Palazzo Venezia di fronte al Direttorio dell'Associazione Nazionale Combattenti. Citato [http://www.wolfsonian.org/explore/collections/%C3%A8-meglio-vivere-un-giorno-da-leone-che-cento-anni-da-pecora-con-fede-pura-come-q su una "foglia" di rame] del 1935, conservata nel Wolfsonian-FIU col numero "84.1.51" e su una moneta del 1928, definita "20 lire elmetto", codice "[http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-VE3/41 W-VE3/41-0]" (vedi anche [http://www.forumancientcoins.com/MONetaromana/corrisp/a831/a831.html qui]).</ref>
*È solo l'azione che dà la tempra alle anime.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!milano-scritte--motti-del-ventennio/c1n2c su un'abitazione di Via Ripamonti nel quartiere Vigentino, Milano] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Milano/index.html qui]). Riferito anche come "è solo l'azione che tempra le anime", [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sozzago, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 25 ottobre 1932.</ref>
*È un grande ramo d'ulivo che io innalzo. Questo ulivo spunta da un'immensa foresta di otto milioni di baionette.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vaprio d'Agogna, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Bologna il 22 ottobre 1936.</ref>
*Eja, Eja, Alalà!<ref>È un grido di guerra coniato da [[Gabriele D'Annunzio]] e concepito come alternativo all'esterofilo "hip, hip, hurra!". Scritto su una bandierina tricolore donata agli aviatori, si diffuse soprattutto tra gli Arditi in seguito all'Impresa di Fiume; successivamente fu adottato dai fascisti.</ref><ref>Lo slogan è composto di parole d'origine classiche: "eja" è una parola adoperata da Eschilo e Platone, utilizzata come grido di guerra dagli eserciti greci; particolarmente è riportato come l'urlo con il quale Alessandro Magno era solito incitare Bucefalo. "Alalà", diffusa nel Medioevo tra i Crociati, è un altro grido di guerra greco che compare in Pindaro e in Euripide.</ref> (Gabriele D'Annunzio, Impresa di Fiume)
*È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 3 - Rimasco (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Rimasco]]. Tratto da un discorso di Mussolini prounciato per l'inaugurazione della Provincia di Latina il 18 dicembre 1934.</ref>
==F==
*Fede illumina. Amore abita. Pace amministra. Onore adorna.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cagliari-scritte--motti-del-ventennio/c213b sulla facciata di un palazzo tra via Sassari e viale La Plaia, Cagliari].</ref>
*Fermarsi significa retrocedere.<ref>Tratto da un discorso di Mussolini in Piazza De Ferrari, Genova, 24 maggio 1926.</ref>
*Forte come la morte.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Igleasias/index.html su un'abitazione di Iglesias].</ref>
*Forze armate e popolo sono tutt'uno.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Trivero, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Trivero/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini dalla balconata della Casa del Fascio di Reggio Calabria il 31 marzo 1939.</ref>
*Fra tutti i lavoratori i più nobili e i più disciplinati sono i lavoratori della terra.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Grado/index.html su un'abitazione di Grado, Gorizia]. Tratto da un discorso nel Polesine del 15 dicembre 1926.</ref>
*Fummo e saremo sempre cavalieri della sovranità.<ref>Citato sui muri di un'abitazione di via Andrea Cirrincione, angolo con via Sampolo, a Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 647. Tratto dal discorso del 14 aprile 1928 per la Giornata del pane.</ref>
==G==
*Gli italiani debbono farsi una mentalità autarchica.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Crevacuore, Biella]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini del 18 novembre 1937.</ref>
==H==
*Hanno diritto all'impero i popoli fecondi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Pezzana, Vercelli]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Potenza il 27 agosto 1936.</ref>
==I==
*I lavoratori che abbandonano la terra sono destinati a decedere.<ref>Citato [https://web.archive.org/web/20150301085414/http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Valganna/index.html su un'abitazione di Valganna, Varese].</ref>
*I popoli che non amano portare le proprie armi finiscono col portare quelle degli altri.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cosenza-scritte--motti-del-ventennio/c1v9p su un edificio di Rogliano, Cosenza]. Citata anche come "La storia ci dimostra che quando un popolo non ama portare sue armi finirà per portare le armi degli altri" [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mascali/index.html su una abitazione di Mascali, Catania]. Tratto da un discorso fatto a Messina il 10 agosto 1937.</ref>
*I popoli forti hanno amici vicini e lontani in tempo di pace, in caso di guerra sono temuti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml su un'abitazione di Centallo, Cuneo]. Presente anche la forma ridotta "I popoli forti sono temuti" [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Ivrea, Torino]. Tratto dal discorso a Cuneo, in P.zza Vittorio Emanuele, del 24 agosto 1933.</ref>
*I popoli forti sanno guardare in faccia il proprio destino.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Gioia dei Marsi] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/San_Demetrio_ne_Vestini/index.html a San Demetrio ne Vestini, L'Aquila]. Tratto dall'articolo "Restituire Caporetto!" pubblicato su ''Il Popolo d'Italia'', n. 295, V, del 24 ottobre 1918.</ref>
*I soldati italiani sono oggi i migliori del mondo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Casalrosso, Lignana, Vercelli]. Tratto dal rapporto agli alti ufficiali del 18 agosto 1937.</ref>
*I vecchi conti d'Africa sono regolati fino al centesimo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Massimo Visconti, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Massino_Visconti/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato a Littoria il 18 dicembre 1936.</ref>
*Il coraggio è abitudine.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Colombella/index.html su un'abitazione di Colombella, Perugia] e [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-segnalazioni--tracce-della-guerra/c97h in un bunker di Chianale, frazione di Pontechianale, Cuneo].</ref>
*Il credo del fascista è l'eroismo, quello del borghese l'egoismo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Carapelle Calvisio, L'Aquila] ed [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote a Camburzano, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato alla seconda Assemblea Quinquennale del Regime a Roma il 18 marzo 1934.</ref>
*Il destino dei popoli che si sono inurbati ed hanno abbandonato la terra è storicamente segnato, è la decadenza che li attende.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su una cascina di Cascina Strà, frazione di Vercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vercelli/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato ai lavoratori dell'Agro Pontino a Littoria il 18 dicembre 1936.</ref>
**I popoli che abbandonano la terra sono destinati alla decadenza.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Messina] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Medicina/foto_Medicina-Panorama1.html su un'abitazione di Portonovo, comune di Medicina, Bologna]. Tratta dal discorso del 3 novembre 1928, alla vigilia delle celebrazioni della vittoria nella prima guerra mondiale, rivolgendosi ai rurali.</ref>
*Il Duce ha sempre ragione.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA86 su un'abitazione di Bosconero, Torino]. La frase fu coniata (nella forma "Benito Mussolini ha sempre ragione") da [[Leo Longanesi]] nel 1926 ed inclusa nel ''Vademecum del perfetto fascista, seguito da dieci assiomi per il milite''. Nel 1928 fu ripresa dal ''Decalogo del milite fascista'' in questa forma.</ref>
**Mussolini ha sempre ragione.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA87 su un'abitazione di Carignano e di Brozolo, Torino].</ref>
*Il fascismo considera i contadini in guerra e in pace quali forze fondamentali delle fortune della Patria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su di un'abitazione di Rosignano Monferrato, Alessandria] e [http://marcourss.altervista.org/su-una-scritta-fascista-a-solarino-sr/ su di un'abitazione di Solarino, Siracusa].</ref>
*Il fascismo da fenomeno italiano è diventato fenomeno universale.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Ofena/index.html su un'abitazione di Ofena, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini il 18 Marzo 1934 per il quindicesimo anno dalla fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
*Il fascismo è un esercito in cammino.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso del 27 ottobre 1930, per la celebrazione della marcia su Roma.</ref>
*Il fascismo non vi promette né onori né cariche, ma il dovere e il combattimento.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA99 su un'abitazione di Cortanze, Asti]. Tratto dal discorso rivolto ai giovani fascisti a Roma il 2 ottobre 1931.</ref>
*Il fascismo rivendica il suo preminente spirito contadino.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Corigliano_d_Otranto/index.html su un'abitazione di Corigliano d'Otranto, Lecce]. Tratto dal discorso pronunciato davanti all'Assemblea quinquennale del regime per la convocazione di nuovi comizi elettoriali, a Roma, il 10 marzo 1923.</ref>
*Il fascismo stabilisce l'eguaglianza verace e profonda di tutti gli individui di fronte al lavoro e di fronte alla Nazione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Santo Stefano Medio, Messina]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 6 ottobre 1934.</ref>
*Il fascismo vuol preparare le giovani generazioni al lavoro e al combattimento.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione a Crevacuore, Biella].</ref>
*Il lavoro è la cosa più alta, più nobile, più religiosa della vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Borgomanero, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Borgomanero/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini agli operai della Fiat a Torino il 25 ottobre 1923.</ref>
*Il lavoro italiano non andrà più a fecondare le terre altrui.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione a Trivero, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ad Enna il 14 agosto 1937.</ref>
*Il lavoro, sotto tutte le sue forme, intellettuali, tecniche e manuali è un dovere sociale.<ref>Citato [http://www.sanmarcoargentano.it/novecento/arc_1900_30/c_negroni.htm su un'abitazione di San Marco Argentano, Cosenza]. Tratto dalla Carta del Lavoro.</ref>
*Il lavoro tranquillo, ordinato, intelligente, deve diventare la norma fondamentale di vita di tutti i buoni cittadini italiani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Cascina Marangana, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato nel Piazzale della Vittoria di Vicenza il 23 settembre 1924.</ref>
*Il nemico del fascismo è il tuo nemico: non dargli quartiere.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA180 su un'abitazione di Odalengo Piccolo, Alessandria]. Presente come 4° ordine del decalogo del milite: vedi P. N. F., ''Il primo e secondo libro del fascista'', Roma, 1941, [https://archive.org/stream/PNFIlPrimoESecondoLibroDelFascista1941/PNF%2C%20Il%20Primo%20e%20Secondo%20Libro%20del%20Fascista%20%281941%29#page/n87/mode/2up p. 87].</ref>
*Il nemico vi ascolta. Tacete!<ref>Slogan presente su [http://freeyourmindfym.files.wordpress.com/2012/07/tacete.jpg volantini e avvisi] durante il tempo di guerra. Spesso era sostituita dalla frase più laconica "Taci!", rinvenuta su [http://img687.imageshack.us/img687/2884/taciav.jpg spille], abitazioni (ad esempio ad [http://www.ventenniooggi.it/#!salerno-scritte--motti-del-ventennio/c19iu Ottati, provincia di Salerno]) e video propagandistici (ad esempio il ''Giornale Luce'' [https://www.youtube.com/watch?v=Tl__2XPCX4o C0159 del 07/07/1941]).</ref>
*Il numero è potenza.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Capriata d'Orbia, Alessandria].</ref>
*Il nuovo Impero è stato fatto dal popolo, è impresa di popolo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Giarole] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Tortona/index.html di Tortona, Alessandria]. Tratto dal discorso del Gran Rapporto pronunciato da Benito Mussolini a Roma presso il Tempio di Venere il 30 maggio 1936.</ref>
*Il partito è la riserva politica e spirituale del Regime.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Sozzago/index.html su un'abitazione di Sozzago, Novara]. Tratto dal discorso del 7 aprile 1926, insediando a Palazzo Littorio il nuovo Direttorio del PNF.</ref>
*Il Partito Nazionale Fascista è un esercito sempre pronto al combattimento.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA153 su un'abitazione di Fagarè della battaglia, Treviso].</ref>
*Il passato è già dietro le nostre spalle. L'avvenire è nostro.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Arbia_Asciano/foto_arbia-asciano2.html su un'abitazione di Arbia, frazione di Asciano, Siena]. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 21 aprile 1934 per celebrare i natali di Roma.</ref>
*Il passato mi esalta con la ricchezza della sua gloria. L'avvenire mi seduce con il fiore delle sue promesse. La mia legge è di andare sempre più oltre, perché la vittoria più bella è sempre quella per cui si deve ancora combattere.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelmauro/index.html su un'abitazione di Castelmauro, Campobasso, piazza del Municipio, n. 10].</ref>
*Il popolo è il corpo dello Stato e lo Stato è lo spirito del popolo.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Premeno/index.html su un'abitazione di Premeno, Verbania]. Tratto dal discorso del 18 marzo 1934 per la quindicesima annuale della fondazione dei fasci di combattimento e ripreso da Mussolini nel suo discorso al Direttorio del 10 marzo 1943.</ref>
*Il popolo italiano ascolta le parole, ma giudica dai fatti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 sulla Cascina Scovola a Leno, Brescia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 7 dicembre 1935.</ref>
[[File:Trento, galleria dei legionari trentini, con mosaico della donna del fascio di Gino Pancheri, 1937, 02 il nome mussolini e il fascio sono cancellati.jpg|thumb|Trento, galleria dei legionari trentini]]
*Il popolo italiano ha creato col suo sangue l'Impero. Lo feconderà col suo lavoro e lo difenderà contro chiunque con le sue armi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abirazione di Volongo, Cremona], [http://anpi-lissone.over-blog.com/article-21426442.html sulla Casa del fascio di Lissone] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Trento/index.html sulla galleria dei legionari trentini, a Trento]. La versione più lunga "[...] con le sue armi: in questa certezza suprema levate in alto, legionari, le insegne, il ferro e i cuori a salutare dopo quindici secoli la riparazione dell'Impero sui colli fatali di Roma. Ne sarete voi degni? Questo grido è come un giuramento dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini per la vita e per la morte" è presente [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Imola/index.html sulle mura dell'ex palazzo del fascio di Imola]. Presente anche come "L'Italia ha fondato col suo sangue l'Impero" [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Villadeati, Alessandria]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini da Palazzo Venezia, Roma, il 9 maggio 1936 in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
**Salutiamo l'Impero che risorge sui colli fatali di Roma.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!asti-scritte--motti-del-ventennio/cpsl su un'abitazione di Cortanze, Asti]. Versione modificata della precedente.</ref>
*Il popolo italiano marcerà sulla strada della sua grandezza e rovescerà tutti gli ostacoli che gli sbarrassero il cammino.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Trivero, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato il 26 aprile 1924 al Politeama Fiorentino (Firenze) durante un'adunata di grandi invalidi e mutilati di guerra.</ref>
*Il regime fascista trae dal passato e dal presente le energie per balzare incontro al futuro.<ref>Citato [http://marcourss.altervista.org/ad-avola-emergono-scritte-propagandistiche-regime-fascista/ su un'abitazione di Avola, Siracusa].</ref>
*Il ricordo delle antiche prove freme nei nostri cuori così come l'impeto verso il futuro.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vespolate, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vespolate/index.html qui]). Tratto dal "Messaggio del Decennale" pronunciato a Bologna il 27 ottobre 1932.</ref>
*Il secolo XX sarà il secolo del fascismo.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA101 su un'abitazione di Mombaruzzo, Alessandria]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano il 25 ottobre 1932.</ref>
*In questo mondo scuro, tormentato e già vacillante, la salvezza non può venire che dalla verità di Roma, e da Roma verrà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione di Oricola, L'Aquila]. Presente anche [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Villa Santa Lucia degli Abruzzi, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati a Roma per il decennale della Marcia su Roma, 16 novembre 1932.</ref>
*Inesorabili con i nemici, irreprensibili con le popolazioni.<ref>Dal programma televisivo ''Il tempo e la storia'', stagione 2, episodio 130, 23 aprile 2015. Video disponibile su ''Rai.it'': ''[http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-04de0ff2-885c-459f-a28d-098feb4ceb07.html L'Italia fra due fuochi]'', min. 34:40.</ref>
*Io amo gli alberi. Difendeteli, vi aiuterò a difenderli.<ref>Citato [http://fondoluce.archivioluce.com/LuceUnesco/avanzata/scheda/foto/IL0000003161/17/Un-gruppo-di-uomini-albanesi-sfila-davanti-a-Ciano-con-un-tronco-dalbero.html?temi=Milizia%20Fascista%20albanese su una fotografia di albanesi che sfilano davanti a Ciano] e su una medaglia del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste del 1935, [http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ME61X/31 cod. W-ME61X/31-1]. Citato in ''L'Alpe. Rivista forestale italiana'', tip. di M. Ricci, 1928, [https://books.google.it/books?id=K2IWAQAAIAAJ&q=io+amo+gli+alberi.+difendeteli,+vi+aiuter%C3%B2+a+difenderli&dq=io+amo+gli+alberi.+difendeteli,+vi+aiuter%C3%B2+a+difenderli&hl=it&sa=X&ved=0CCQQ6AEwADgUahUKEwihlYaU4cLIAhXIOhQKHexwBGk pag. 513].</ref>
*Io conosco bene i rurali d'Italia e so che essi sono sempre pronti a far zaino in spalla, cambiare la vanga col fucile.<ref>Citato in [[:File:Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione.jpg|Slogan fascista a Staro, Valli Del Pasubio, Vicenza]]. Tratto dal discorso pronunciato ad Aprilia il 29 ottobre 1937 in occasione dell'inaugurazione della città.</ref>
[[File:Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione.jpg|thumb|Staro (VI) - Frase del duce dipinta sul fianco di un'abitazione]]
*Io mi vanto sopratutto di essere un rurale.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su una cascina di Felizzano, Alessandria]. Tratto dal discorso del 25 aprile 1938 al popolo dell'Agro di Pomezia dopo la fondazione della cittadina.</ref>
*Io preferisco coloro che lavorano duro, secco, sodo, in obbedienza e possibilmente in silenzio.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Morghengo, Novara] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Magnaboschi/index.html su un'abitazione di Magnaboschi, Vicenza]. Tratto dal discorso dell'inaugurazione di Carbonia il 18 dicembre 1938.</ref>
*Italia dura, Italia volitiva, Italia guerriera.<ref>Dipinto su una casa in località ''Stretta di Fogliaro'' a [[:it:Varese|Varese]] (foto visibile su ''[https://www.google.it/maps/@45.846387,8.802927,3a,75y,21.78h,97.3t/data=!3m4!1e1!3m2!1sQMjKvWJAZRrXOjWIMBkj1A!2e0!6m1!1e1 Google Maps]'').</ref>
*Italia e fascismo costituiscono un'identità perfetta, indissoluta, inalterabile.<ref>Citata [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Cocullo/index.html su un'abitazione di Cocullo, L'Aquila]. Tratto dal discorso di mobilitazione generale del 2 ottobre 1935.</ref>
*Italia proletaria e fascista, Italia di Vittorio Veneto e della Rivoluzione, in piedi!<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!piacenza-scritte--motti-del-ventennio/csvd su un'abitazione a Strà, Piacenza], [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione a Drizzona, Cremona] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Pogno/index.html Pogno, Novara]. Tratta dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935 in occasione della dichiarazione dell'intervento militare italiano in Abissinia.</ref>
==L==
*L'esercito è garanzia sicura dei destini della patria.<ref>Citato in [[:File:Slogan fascista - Gromo (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Gromo]] e [[:File:Iscrizione fascista 1 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto]]. Visibile [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Gromo, Bergamo] e sulla [https://www.ventenniooggi.it/bolzano-scritte--motti-del-ventennio Torre di Porta Sluderno] a Glorenza, Bolzano.</ref>
*L'Europa sarà domani fascista per lo sviluppo logico degli eventi.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Meana/index.html su un'abitazione di Meana di Susa, Torino]. Tratto dal discorso di Mussolini fatto allo Stadio di Berlino il 28 settembre 1937.</ref>
*L'Italia a mio avviso deve rimanere una Nazione a economia mista, con una forte agricoltura, che è alla base di tutto.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml su un'abitazione di Villafalletto, Cuneo]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma al Consiglio Nazionale delle Corporazioni il 14 novembre 1933.</ref>
*L'Italia avrà il suo grande posto nel mondo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione id Busonengo, Vercelli]. Tratto dal discorso per la fondazione dei fasci pronunciato a Milano il 23 marzo 1919.</ref>
*L'Italia desidera la pace, ma non teme la guerra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Landiona, Novara]. Noto anche come "noi non vogliamo la guerra, ma non la temiamo" (ad esempio [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Bastia, Balocco, Vercelli] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mollia/index.html su un'abitazione di Mollia, Vercelli]).</ref>
*L'Italia è un esercito che ha conquistato molte vittorie e molte ne conquisterà nel futuro.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso tenuto il 5 dicembre 1925 a Roma, per l'inaugurazione del Congresso della Corporazione della Scuola.</ref>
*L'Italia è un'isola che si immerge nel Mediterraneo. Se per gli altri il Mediterraneo è una strada, per noi italiani è la vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 in piazza Guglielmo II a Monreale, Palermo] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Quarona/index.html sull'ex casa del Popolo ed Opera nazionale del dopolavoro di Quarona, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato a Milano l'1 novembre 1936.</ref>
**Se per gli altri il Mediterraneo è una strada, per noi italiani è la vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!carbonia-iglesias-scritte--motti-del-ve/ckde su un'abitazione di Sant'Antioco, Carbonia-Iglesias]. Citato anche come "se il Mediterraneo per gli altri è una strada, per noi è la vita" [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Zane/index.html su un'abitazione di Zanè, Vicenza].</ref>
*L'Italia fascista è un'immensa legione che marcia sotto i simboli del Littorio verso un più grande domani – nessuno può fermarla, nessuno la fermerà.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bergamo/index.html su una placca della torre dei venti, Bergamo] (vedi anche [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-architettura/c1dfk qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 27 ottobre 1930.</ref>
*L'Italia fascista può, se sarà necessario, portare oltre il suo tricolore. Abbassarlo mai.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Capestrano/index.html su un'abitazione di Capestrano, L'Aquila]. Tratto dal discorso alla Camera dei Deputati del 6 febbraio 1926, in relazione all'Alto Adige.</ref>
*L'Italia ha finalmente il suo impero. Impero fascista, perché porta i segni indistruttibili della volontà e della potenza del littorio romano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 su un'abitazione di via Oreto, Palermo]. Tratto dal discorso pronunciato il 9 maggio 1936 dal balcone di Palazzo Venezia a Roma in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
*L'Italia in camicia nera è e sarà invincibile.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Preturo ed a Santo Stefano di Sessanio, L'Aquila], ma anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato alle camicie nere a Lucca il 12 maggio 1930.</ref>
*L'Italia oggi serve la causa della civiltà umana.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Borgovercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Borgo_Vercelli/index.html qui]) e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Caselle_di_Santa_Maria_di_Sala/index.html di Caselle di Santa Maria di Sala, Vercelli]. Tratto dal discorso al consiglio dei ministri del 3 marzo 1936.</ref>
*L'obbedienza dev'essere pronta, rispettosa e leale.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bologna-scritte--motti-del-ventennio/c1vck all'interno del complesso di Santa Cristina "della Fondazza", piazzetta Giorgio Morandi 2, Bologna].</ref>
*L'unità religiosa è una delle grandi forze di un popolo.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso del 18 marzo 1934 per la quindicesima annuale della fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
*La [[bandiera]] si onora degnamente in un modo solo. Compiendo sempre e comunque il proprio dovere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Vergano, frazione di Borgomanero, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vergano/index.html qui]). Tratta dal discorso pronunciato ai metropolitani a Roma il 17 ottobre 1930.</ref>
*La classe lavoratrice è la potenza, la speranza, la certezza dell'avvenire d'Italia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Occimiano, Alessandria] e [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Valle Mosso, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mosso/foto_Mosso01.html qui]). Tratto dal discorso di Benito Mussolini pronunciato allo Stabilimento Tosi a Legnano il 5 ottobre 1924.</ref>
*La garanzia della pace riposa sulle nostre forze armate.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pescara-scritte--motti-del-ventennio/cves su un'abitazione di Moscufo, Pescara] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Glorenza/index.html su un'abitazione di Glorenza, Bolzano]. Tratto dal discorso pronunciato a [[Roma]] il 3 dicembre 1934.</ref>
*La giustizia senza la forza sarebbe una parola priva di significato.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Ameno/foto_Ameno001.html su un'abitazione di Ameno, Novara]. Tratto dal diascorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 9 dicembre 1928.</ref>
*La libertà senza ordine e disciplina significa dissoluzione e catastrofe.<ref>Tratto dal discorso pronunciato nell'atrio del Municipio di Torino il 24 ottobre 1923.</ref>
*La marcia continua perché altre mete attendono il segno romano della nostra conquista.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 su un'abitazione di via Abramo Lincoln, Palermo].</ref>
*La mia ambizione è questa: rendere forte, prosperoso, grande, libero il popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Castelnuovo del Zappa, frazione di Castelverde, Cremona]. Tratto dal discorso al Senato dell'8 giugno 1923 sull'opera del Governo nei primi sei mesi.</ref>
*La mia formula è semplice: niente per niente. Chi vuole da noi prove concrete di amicizia, tali prove concrete di amicizia ci dia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso del 16 novembre 1922 alla Camera dei Deputati.</ref>
*La pace riposa sulle nostre forze armate.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su una cascina fuori Vercelli] e sulla [https://www.ventenniooggi.it/bolzano-scritte--motti-del-ventennio Torre di Porta Sluderno] a Glorenza, Bolzano.</ref>
*La parola d'ordine non può essere che questa: disciplina.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bergamo/index.html su un'abitazione di Bergamo]. Tratto dal discorso del 22 giugno 1925, pronunciato durante la seduta conclusiva del 4° congresso del PNF.</ref>
*La Patria è la più grande, la più umana, la più pura delle realtà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!massa-e-carrara-scritte--motti-del-vent/clu6 su un'abitazione di Carrara, Massa-Carrara]. Citato anche come "La patria non è un'illusione. La patria è la più grande, la più umana, la più pura delle realtà" [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Atessa/index.html su un'abitazione di Atessa, Chieti]. Dal discorso pronunciato a Roma il 4 novembre 1925 nel VII anniversario della Vittoria.</ref>
*La Patria non si nega, ma si conquista.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x sulla facciata dell'Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei bovini da latte a Cremona]. Motto creato da Edmondo Rossoni (''La Destra'', mensile internazionale di cultura e politica, n. 8/9, agosto-settembre 1972, pag 79) e poi divulgato da Benito Mussolini tramite ''Il Popolo d'Italia'' (vedi il [http://ilcovo.mastertopforum.net/1-vt993.html?start=0 discorso pronunciato a Pavia il 23 novembre 1918]).</ref>
*La più profonda eloquenza è nei fatti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su una vecchia stazione degli autobus a Cabella Ligure, Alessandria], sulla strada provinciale 170 (presente anche [http://www.progettokilroy.it/25003s-cabella-ligure/ qui]).</ref>
*La popolazione lavoratrice italiana può dirsi all'avanguardia per probità, per onestà, per laboriosità, per diligenza, per intelligenza.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Navelli, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ai lavoratori del Monte Amiata del 31 agosto 1924.</ref>
*La potenza d'Italia va oltre gli oceani e la sua fama va oltre le stelle.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Rancio_Valcuvia/index.html su un'abitazione di Rancio Valcuvia, Varese]. Tratta, ma modificata (l'originale era "ponga i termini dell'Impero all'Oceano ma la sua fama si elevi alle stelle"), dal discorso pronunciato nel Politeama Rossetti di Trieste il 6 febbraio 1921. La citazione è virgiliana: «''Imperioum oceano, famam qui terminet astris.''» (Eneide, I, 287)</ref>
*La potenza di un popolo dipende dalla sua massa numerica e dalla sua fedeltà alla terra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!mantova-scritte--motti-del-ventennio/c1c0i su un'abitazione di Casalromano, Mantova]. Tratto dal discorso pronunciato il 18 dicembre 1938 in occasione dell'inaugurazione di Carbonia.</ref>
*La razza domina e sviluppa e feconda la terra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l sulla cascina Ranza a Vercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vercelli/index.html qui]). Tratto dal discorso per la premiazione dei "Fedeli della Terra" pronunciato da Benito Mussolini a Palazzo Venezia, Roma, il 3 maggio 1936.</ref>
*La rivoluzione delle camicie nere non è stata fatta contro il popolo, ma è stata fatta per il popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione di Pettorano sul Gizio, L'Aquila].</ref>
*La rivoluzione fascista continua.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Felizzano, Alessandria].</ref>
*La rivoluzione fascista ha trovato le sue migliori legioni fra i rurali.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Sali Vercellese, Vercelli].</ref>
*La rivoluzione fascista rimane unitaria nella disciplina, totalitaria nell'azione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!trento-scritte--motti-del-ventennio/c13lh su un'abitazione di Cologna, frazione di Tenno, Trento].</ref>
*La salvezza non può che venire dalla verità di Roma e da Roma verrà.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Casanova_Carmagnola/index.html su un'abitazione di Casanova Carmagnola, comune di Carmagnola, Torino]. Tratto dal discorso del 16 novembre 1932 alla Camera dei Deputati.</ref>
*La scienza, la volontà, la fede possono attenuare gli effetti delle forze non benefiche della natura.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lucignano_d_Asso/index.html su un'abitazione di Lucignano d'Asso, Siena]. Tratto dal discorso di Mussolini a Roma, al teatro Argentina, il 7 dicembre 1930, per la premiazione degli agricoltori vincitori della battaglia del grano.</ref>
*La stasi debilita, l'azione rinfranca.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli su un'abitazione di Candia Lomellina, Pavia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia, Roma, il 9 maggio 1936 in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
*La terra e la razza sono inscindibili. Attraverso la terra si fa la storia della razza e la razza domina e sviluppa e feconda la terra.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Santa Fosca, Selva di Cadore, Belluno]. Tratto dal discorso per la premiazione dei "Fedeli della Terra" pronunciato a Roma il 3 maggio 1936.</ref>
*La terra non tradisce mai.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Arborio/index.html su un'abitazione di Arborio, Vercelli]. Presente anche la versione più lunga: ''La terra non tradisce mai e nobilita'' [http://www.architettogentili.it/images/commenti_clip_image002_0000.jpg su un'abitazione delle Marche].</ref>
*La tessera non dà l'ingegno a chi non lo possiede.<ref>[http://www.piunotizie.it/binary/qui_magazine_new/news/Vignetta_Guareschi_.1399651320.gif Citato su una vignetta di Guareschi]. Tratto dal discorso ai giornalisti a Palazzo Chigi del 10 ottobre 1928.</ref>
*La vera fonte, la vera origine di tutta l'attività umana è la terra.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Cremona]. Tratto dal discorso del 15 dicembre del 1926, parlando agli agricoltori polesani.</ref>
*La vittoria africana resta nella storia della Patria integra e pura come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!verona-scritte--motti-del-ventennio/ckax su un'abitazione di Colognola ai Colli, Verona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini il 9 maggio 1936 dal balcone di Palazzo Venezia a Roma in occasione della proclamazione dell'Impero in Africa Orientale.</ref>
*Lavorare e tacere.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Casbeno/index.html su un'abitazione di Casbeno, Varese].</ref>
*Lavoriamo per un'Italia più grande.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Somma_Lombardo/index.html su un muro degli ex-stabilimenti della Caproni, ora museo del volo "Volandia", a Somma Lombardo, Varese]. Tratto dall'articolo "Blocco latino. Italia e Francia" su ''Il Popolo d'Italia'' del 3 dicembre 1918.</ref>
*Le frontiere non si discutono, si difendono.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Feltre, Belluno]. Tratto dal discorso pronunciato in Parlamento il 16 Marzo 1938.</ref>
*Libro e moschetto, fascista perfetto.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'ex-scuola di Campione del Garda, Tremosine, Brescia]. Slogan noto anche come "Il fascista perfetto è l'uomo del lavoro, del libro e del moschetto", citato in [[:File:Moltaldeo-scritta_ventennio_fascista.jpg|Slogan fascista a Moltadeo]] e [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Montaldeo, Alessandria]. Il concetto è stato anche rappresentato figurativamente [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Codogno/index.html sull'ex-casa del GIL a Codogno, Lodi].</ref>
*Lo slancio vitale del popolo italiano non fu e non sarà mai fermato.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Silvi/index.html su un'abitazione di Silvi Marina, Teramo]. Tratto dal discorso del 23 marzo 1936 all'Assemblea Nazionale delle Corporazioni al Campidoglio sulle sanzioni e sull'autarchia.</ref>
*Lo Stato fascista è una volontà di potenza e d'imperio.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!piacenza-scritte--motti-del-ventennio/csvd su un'abitazione di Piazzale Roma, Piacenza]. Tratto da ''[http://www.treccani.it/enciclopedia/fascismo_%28Enciclopedia_Italiana%29/ Dottrina del fascismo]''.</ref>
==M==
*Meglio vivere un giorno da leone, che cento anni da pecora.<ref>Citato [https://www.venividivici.us/grandi-personaggi/mussolini-meglio-vivere-un-giorno-da-leoni-che-cento-da-pecora/] Pronunciata da Mussolini</ref>
*Marciare per non marcire.<ref>Slogan fascista, indicante la necessità dell'azione, coniato forse da [[Filippo Tommaso Marinetti]] immediatamente prima o durante la prima guerra mondiale; in seguito ripreso dagli Arditi e poi dai Fasci di combattimento.</ref>
*Me ne frego.<ref>Benché attribuito a Gabriele D'Annunzio, lo slogan si è probabilmente diffuso tra gli Arditi durante la prima guerra mondiale e la successiva Impresa di Fiume. Trae origine dalla scritta che un soldato ferito si fece apporre sulle bende, come segno di abnegazione totale alla Patria.</ref>
*Mentre in tante parti del mondo tuona il cannone, farsi delle illusioni è follia, non prepararsi è delitto. Noi non ci illudiamo e ci prepariamo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Feltre, Belluno]. Tratto dal discorso pronunciato l'11 agosto 1938 dall'osservatorio nella Piana del Cavaliere a Roma alla conclusione delle manovre del Corpo d'Armata di Roma.</ref>
*Molti nemici, molto onore.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 sulla Cascina Scovola a Leno, Brescia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 23 novembre 1931.</ref>
*Mussolini ha sempre ragione. (da [[Leo Longanesi]], ''L'italiano'', 11 febbraio 1926; citato in ''Vademecum del perfetto fascista'', Vallecchi)<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di San Salvatore Monferrato, Alessandria].</ref>
==N==
[[Immagine:Necessario_vincere.jpg|thumb|Iscrizione sul palazzo dell'ex-sede della Gioventù Italiana del Littorio: «''Necessario vincere più necessario combattere.''»]]
*Necessario vincere più necessario combattere.<ref>Iscrizione sul palazzo dell'ex-sede della Gioventù Italiana del Littorio (G.I.L.) di via Induno a Trastevere (Roma).</ref>
*Nel segno del littorio noi abbiamo vinto, nel segno del littorio noi vinceremo domani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-architettura/c1dfk sul Municipio (ex Casa del Fascio) di Nembro, Bergamo]. Più comunemente ridotto nella forma "Nel segno del littorio abbiamo vinto, nel segno del littorio vinceremo", come [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Albiano d'Ivrea, Torino] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Giarre/index.html su un'abitazione di Giarre, Catania]. Tratto dal discorso che pronunciò Benito Mussolini a Bari il 6 settembre 1934 in occasione dell'inaugurazione della quinta Fiera del Levante.</ref>
*Nell'Italia fascista il capitale è agli ordini dello Stato.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!belluno-scritte--motti-del-ventennio/c8yo su un'abitazione di Lentiai, Belluno]. Tratto dal discorso pronunciato ad Aprilia il 28 ottobre 1937.</ref>
*Nelle colonie si continua la Patria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!genova-scritte--motti-del-ventennio/ckbt su un'abitazione nei pressi del bivio per l'ex colonia dei Balilla a Rovegno, Genova].</ref>
*Nessun popolo ha, come l'italiano, il coraggio di rischiar la vita.<ref>Citato [http://1.bp.blogspot.com/-lVpLi496F7E/VdhTgp-bRxI/AAAAAAAANFw/rWCrmD38Gfc/s1600/11057348_306933092763683_7111220709045016345_n.jpg su un muro di Santa Margherita Ligure, Genova]. Tratto dal discorso fatto dal Duce ai Direttori federali del PNF a Palazzo Venezia, Roma, il 27 ottobre 1930.</ref>
*Nessuno si illuda di poterci piegare senza avere duramente combattuto.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 2 - Rimasco (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Rimasco]]. A volte citata anche come "Nessuno pensi di piegarci senza prima avere duramente combattuta" (citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Aspice, frazione del comune di Corte de' Frati in provincia di Cremona] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Garlasco/foto_Garlasco-pv01.html su un'abitazione di Garlasco, Padova]). Tratta dal discorso di Mussolini pronunciato a Roma il 2 ottobre 1935 in occasione della dichiarazione dell'intervento militare italiano in Abissinia.</ref>
*Nobile è veramente colui che produce, colui che porta il suo sasso, sia pure modesto, all'edificio della Patria.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Sant_Eusanio_Forconese/index.html su un'abitazione di Sant'Eusanio Forconese, L'Aquila]. Tratto dal discorso fatto a Ferrara il 22 settembre 1924.</ref>
*Noi celebriamo i nostri eroi marciando sulle strade.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di La Vecchia, Biella]. Tratto da un discorso pronunciato a Casola Valserio il 27 aprile 1924 in occasione della visita all'abitazione del poeta Alfredo Oriani.</ref>
*Noi ci sentiamo fratelli in ispirito con coloro che lavorano.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Calascio/index.html su un'abitazione di Calascio, L'Aquila]. Tratto dal discorso tenuto a Bologna il 3 aprile 1921.</ref>
*Noi creiamo una nuova civiltà del lavoro.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Croce Mosso, frazione di Valle Mosso, Biella]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini in piazza Duomo a Milano l'1 novembre 1936.</ref>
*Noi diciamo prima i doveri e dopo i diritti.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lucignano_d_Asso/index.html su un'abitazione di Lucignano d'Asso, Siena] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Camerino/index.html a Camerino, Macerata]. Tratto dal discorso tenuto il 23 ottobre 1925.</ref>
*Noi dobbiamo avere un'aviazione che domina i cieli.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Somma_Lombardo/index.html su un muro degli ex-stabilimenti della Caproni, ora museo del volo "Volandia", a Somma Lombardo, Varese].</ref>
*Noi dormiamo con la testa sullo zaino.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Nuraminis/index.html su un'abitazione di Nuraminis, Cagliari].</ref>
*Noi eravamo già grandi quando in molte parti del mondo i popoli non erano ancora nati.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!grosseto-scritte--motti-del-ventennio/cgqt su un'abitazione di Sorano, Grosseto]. Tratto dal discorso pronunciato il 2 aprile 1923 a Milano sull'espansione italiana nel mondo.</ref>
*Noi esaltiamo il lavoro come segno della nobiltà dell'uomo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Pozzolo Formigaro, Alessandria]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Berlino il 28 settembre 1937.</ref>
*Noi non siamo gli imbalsamatori di un passato, siamo gli anticipatori di un avvenire.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania]. Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini l'1 novembre 1936 a Milano.</ref>
*Noi potremo allora, domani, quando tra il 1935 e il 1940 saremo a un punto direi cruciale della storia europea, potremo far intendere la nostra voce e vedere finalmente riconosciuti i nostri diritti.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su una parete degli alloggi della batteria accanto alla colonia "Principi di Piemonte", Messina]. Tratto dal discorso, che sarà ricordato come il "Discorso dell'Ascensione", pronunciato il 26 maggio 1927 alla Camera dei Deputati.</ref>
*Noi rappresentiamo un principio nuovo nel mondo.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila]. Tratto dal discorso del 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista.discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista.</ref>
*Noi siamo contro la vita comoda.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Premia/foto_Premia001.html su un'abitazione di San Rocco, comune di Premia, Verbania] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Tione_degli_Abruzzi/foto_Tione-degli-Abruzzi-01.html su un'abitazione di Tione degli Abruzzi, Aquila]. Tratto dall'invervista fatta da [[Emil Ludwig]] a Mussolini nel 1932: vedi ''Colloqui con Mussolini'', Mondadori, Milano, 1932, pag. 188.</ref>
**Il fascista disdegna la vita comoda.<ref>Altra impostazione dello stesso concetto: la si ritrova nell'[http://www.treccani.it/enciclopedia/fascismo_%28Enciclopedia-Italiana%29/ articolo "Fascismo"] dell'[[Enciclopedia Treccani|Enciclopedia Italiana]] (1932). Dipinto sull'edificio noto come ''[http://live.varesenews.it/Event/Varese_Sacro_Monte_-_SantAmbrogio_-_Rasa_-_Fogliaro_-_Bregazzana?Page=3 Fornace della Riana]'' in località Rasa di Varese, [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Gagliano_Aterno/index.html su un'abitazione di Gagliano Aterno, L'Aquila] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Introdacqua/foto_Introdacqua011.html su un'abitazione di Introdacqua, L'Aquila].</ref>
*Noi siamo pronti a difendere la nostra folgorante vittoria con la stessa intrepida e inesorabile decisione con la quale l'abbiamo conquistata.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sizzano, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.</ref>
*Noi sogniamo l'Italia romana, cioè saggia e forte, disciplinata ed imperiale.<ref>Citato in [[:File:Cedegolo casa.jpg|Slogan fascista a Cedegolo]], [[:File:Iscrizione fascista - Lavenone (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Lavenone]]. Presente anche in [http://www.ventenniooggi.it/#!catanzaro-scritte--motti-del-ventennio/c1qd9 varie facciate di abitazioni di Catanzaro]. Presente come "noi sognamo" [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lavenone/index.html su un'abitazione di Lavenone, Brescia] e [http://www.ventenniooggi.it/#!mantova-scritte--motti-del-ventennio/c1c0i su un'abitazione di Solferino, Mantova]. Tratto da un discorso fatto da Mussolini a Bologna il 21 aprile 1921.</ref> (Mussolini)
*Noi tireremo diritto.<ref>Citato in [[:File:Iscrizione fascista 4 - Boccioleto (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Boccioleto]] e presente [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fontecchio/foto_Fontecchio-01.html su un'abitazione di Fontecchio, L'Aquila]. Tratto da un discorso di Mussolini a Palazzo Venezia, Roma, 8 settembre 1935. La frase è stata riadattata nella canzone del 1936 di E. A. Mario "[http://www.lorien.it/x_inni/pg_canzoni-d/Alfa_N/Ca_Noi-Tireremo-Diritto.html Noi tireremo diritto]".</ref>
*Noi vogliamo che i giovani raccolgano la fiaccola, s'infiammino della nostra fede e siamo pronti e decisi a continuare la nostra fatica.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!palermo-scritte--motti-del-ventennio/c1o25 su un casolare in via Diana nel quartiere Partanna-Mondello, Palermo].</ref>
*Non basta che il popolo sia ordinato e tranquillo all'interno, è necessario che le forze armate gli conferiscano la sua pace e la sua sicurezza.<ref>Citato sui muri di un edificio di via San Lorenzo, di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 648.</ref>
*Non ci sono cose grandi o piccole: c'è il dovere.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Pietrasanta/index.html sull'ingresso della scuola "Giovanni Pascoli" di Pietrasanta, Lucca]. Tratto dal "decalogo del milite fascista": vedi P. N. F., ''Il primo e secondo libro del fascista'', Roma, 1941, [https://archive.org/stream/PNFIlPrimoESecondoLibroDelFascista1941/PNF%2C%20Il%20Primo%20e%20Secondo%20Libro%20del%20Fascista%20%281941%29#page/n87/mode/2up pag. 87] e P. N. F., Comando Generale della Gioventù Italiana del Littorio, ''Il premilitare'', s. l., s. d., [http://www.giuliocesaro.it/pdf/storici/041%20Il%20premilitare%20della%20gioventu%20fascista.pdf pag. 23].</ref>
*Non dobbiamo aver paura di aver coraggio.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA123 su un'abitazione di Refrancore, Asti]. Tratto dal discorso del 18 settembre 1933, la cui frase però era "Non si dovrà aver paura di aver coraggio".</ref>
*Non si getta il fardello prima di avere raggiunto la [[meta]].<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Santo Stefano Medio, Messina].</ref>
*Non v'è assedio che possa piegarci, né coalizione, per quanto numerosa, che possa illudersi di distoglierci dalle nostre mete.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Campertogno, Vercelli] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Campertogno/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini alla Camera dei Deputati il 7 dicembre 1935 contro la politica sanzionista.</ref>
*Non v'è diritto senza che prima sia compiuto un dovere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Torrazza Piemonte, Torino]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Reggio Emilia il 30 ottobre 1926.</ref>
[[File:San Fili - Sostare è retrocedere.jpg|thumb|Slogan su una casa di San Fili: «''Sostare è retrocedere''»]][[File:Moltaldeo-scritta ventennio fascista.jpg|thumb|Slogan su una casa di Moltaldeo]]
==O==
*Obbedire in silenzio.<ref>Citato sui muri dell'Aeronautica Sicula, a Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.</ref>
*Ogni casa nuova che sorge nelle campagne ad ospitare, in ampie e solide stanze, una delle nostre prolifiche famiglie di contadini, rappresenta un elemento di garanzia per il futuro del popolo italiano.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Villafalletto/index.html sul cascinale del Conte Paolo Falletti a Villafalletto, Cuneo]. Tratto dalla lettera al ministro di Stato Giuseppe De Capitani D'Arrago, Presidente dell'Associazione nazionale tra le Casse di Risparmio italiane, del 12 febbraio 1937.</ref>
*Oltre alla potenza delle armi, noi possediamo la potenza dello spirito, cioè la compattissima unità morale del popolo italiano.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Tortona, Alessandria] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/San_Desiderio/index.html su un'abitazione di San Desiderio, Padova]. Tratto dal discorso pronunciato a Udine il 20 settembre 1938.</ref>
*Onorate il pane, gloria dei campi, fragranza della terra, festa della vita.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!perugia-scritte--motti-del-ventennio/cyc8 su un'abitazione di Petrelle, Città di Castello, Perugia]. Tratto dal discorso pronunciato il 14 aprile 1928 in occasione della Giornata del pane.</ref>
*Osare, durare, vincere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot in viale Italia, Messina].</ref>
==P==
*Passano gli anni, ma la nostra fede è intatta come nelle vigilie di combattimento.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!verona-scritte--motti-del-ventennio/ckax su un'abitazione di Colognola ai Colli, Verona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 18 marzo 1934 in occasione della Seconda Assemblea Quinquennale del Regime.</ref>
*Patria. Religione. Famiglia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Torba/index.html su un'abitazione di Torba, frazione di Gornate Olona, Varese].</ref>
*Per le glorie di oggi e per quelle avvenire siamo pronti a tutto.<ref>Citaot [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Capestrano/index.html su un'abitazione di Capestrano, L'Aquila]. Tratto dal discorso del 25 maggio 1926 a Pisa, compiuto dal balcone dell'Ospedale, in piazza del Duomo.</ref>
*Per l'Italia ora e sempre.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Acireale/index.html su un'abitazione di Acireale, Catania].</ref>
*Per noi fascisti morire non è morire quando si muore per l'Italia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!biella-scritte--motti-del-ventennio/c1ote su un'abitazione di Crevacuore, Biella] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Crevacuore/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato il 26 ottobre 1935 nella Sala Regia di Palazzo Venezia durante una premiazione di 500 capifamiglia rurali.</ref>
*Più profondo il solco, più alto è il destino.<ref>Citato [http://www.ilpastonudo.it/in-giro-per-bio/ercolini/ su un'abitazione di Civita Castellana, Viterbo, sulla via Flaminia] e [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA194 qui].</ref>
*''Pondere et igne iuvat.''<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-monumenti-lapidi--targhe-comme/celr all'interno della Caserma Papa, Brescia]. Motto adottato dai carristi tramite la legge n. 293 del 24 marzo 1932.</ref>
**Aiuta con la massa e col fuoco.
*Prepariamo per difendere l'impero le giovani armate di domani e poiché esse sono animate dallo spirito fascista saranno invincibili.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 sull'ex-caserma Magnolini a Villa di Gargnano, Gargnano, Brescia].</ref>
*Prima morte che stanchezza. Non mi stanco di servire. Non mi stanco di giovare.<ref name=opere30>Dalla rivista ''Un decennio d'opere in provincia di Varese'', a cura dell'Ufficio Stampa e Propaganda della Federazione dei Fasci di Combattimento della provincia di Varese, marzo 1934 – p. 30</ref>
==Q==
*Quando si è forti si è cari agli amici e si è temuti dai nemici.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lucignano_d_Asso/index.html su un'abitazione di Lucignano d'Asso, Siena]. Tratto dal discorso del 26 marzo 1939 al Foro Mussolini.</ref>
*Quello che abbiamo fatto è importante, ma per noi è più importante quello che faremo.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Grumello Cremonese, Cremona].</ref>
*Quello che dobbiamo conquistare ci interessa di più del già conquistato.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila]. Tratto dal discorso rivolto ai Direttorii federali dei Partito Nazionale Fascista convocati in Roma il 27 ottobre 1930.</ref>
*Questa è l'epoca nella quale bisogna sentire l'orgoglio di vivere e di combattere. Questa è l'epoca in cui un popolo misura al metro delle forze ostili la sua capacità di resistenza e di vittoria.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Bisegna, L'Aquila] e [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli su un'abitazione di Rosasco, Pavia]. Tratto dal messaggio per il tredicesimo anniversario della marcia su Roma, del 27 ottobre 1935.</ref>
*Questo regime politico parte da un presupposto indiscutibile ed intangibile: la monarchia e la dinastia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!mantova-scritte--motti-del-ventennio/c1c0i su un'abitazione a Rivarolo Mantovano, Mantova]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Milano il 28 ottobre 1925.</ref>
==R==
*Raccogliendo tutte le energie, perfezionando incessantemente il metodo di combattimento e portando nella lotta molto entusiasmo, fervore, spirito di decisione, noi siamo sicuri di vincere la tubercolosi, perché il popolo italiano vuole essere sano, perché vuole andare alla potenza e alla gloria.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Gagliano_Aterno/index.html su un'abitazione di Gagliano Aterno, L'Aquila]. Tratto dal discorso di Mussolini del 12 marzo 1932 a Palazzo Venezia, in un incontro con i direttori dei Consorzi Provinciali Antitubercolari e con il Consiglio direttivo della Federazione Italiana Fascista contro la tubercolosi: vedi ''Opera omnia'', vol. 44, La Fenice, 1980, pag. 29 e ''Il Francobollo antitubercolare. Giornale di trincea'', 15 aprile 1932, n. 1, [http://complianceturin.xoom.it/tbc/_ftp/materiale/1932_Giornale_di_trincea.pdf pag. 2].</ref>
*Raccogliete lo spirito dei nostri indimenticabili morti e fatene lo spirito ardente della Patria immortale.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Treviso/index.html sulla parrocchia di San Lazzaro, all'ingresso di Treviso] e [http://www.littorio.com/arc/arc_messina-i.htm sul monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale, sito in Piazza del Municipio, Messina]. Tratto dal discorso fatto all'adunata di Udine del 20 settembre 1922.</ref>
*Repubblica e socializzazione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!milano-scritte--motti-del-ventennio/c1n2c su un'abitazione di Ossona, Milano]. Risalente alla [[Repubblica Sociale Italiana]].</ref>
*Resistere ad ogni costo.<ref>Motto di guerra trovato [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-segnalazioni--tracce-della-guerra/c97h in un bunker di Chianale, frazione di Pontechianale, Cuneo].</ref>
*Resistere per vincere, vincere per la libertà e per la giustizia.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Refrancore/index.html su un'abitazione di Refrancore, Asti]. Tratto dall'articolo "Divagazione", pubblicato su ''Il Popolo d'Italia'', n. 362, IV, del 31 dicembre 1917.</ref>
*Ricordare e prepararsi.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!carbonia-iglesias-scritte--motti-del-ve/ckde su un'abitazione di Sant'Antioco, Carbonia-Iglesias] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bistagno/index.html su un'abitazione di Bistagno, Alessandria]. Tratto dal discorso del 23 marzo 1937, alla celebrazione del diciottesimo anniversario della fondazione dei fasci.</ref>
*Ricordate che oggi non vi sarebbe la marcia su Mosca, marcia che sarà infallibilmente vittoriosa, se venti anni prima non ci fosse stata la marcia su Roma.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Morciano/index.html su un'abitazione di Morciano di Romagna, Rimini] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Refrancore/index.html su un'abitazione di Refrancore, Asti]. Tratto dal discorso del 3 lugno 1941.</ref>
*Rimanendo rurali sarete più vicini al mio cuore.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA110 su un'abitazione di Bruino, Torino] (vedi anche [http://static.wixstatic.com/media/f47c19_2f529a18c12e4d0cb6985095eece8ca1.jpg_srb_p_788_504_75_22_0.50_1.20_0.00_jpg_srb qui]). Presente anche la versione più lunga: "Rimanete rurale contadino tenacemente legato alla terra e sarete più vicino al mio cuore" [http://www.ilpastonudo.it/in-giro-per-bio/ercolini a Civita Castellana, Viterbo, sulla Via Flaminia].</ref>
*Roma doma.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Briga Novarese, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Briga_Novarese/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini ai giovani fascisti a Roma il 5 settembre 1937.</ref>
*Ringrazia ogni giorno devotamente Dio perché ti ha fatto italiano (Roma, 7 aprile 1926)
*Rispettate il pane, sudore della fronte, orgoglio del lavoro, poema di sacrificio.<ref>Citato sui muri dell'ospedale pediatrico 'Casa del Sole' di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 646. Tratto dal discorso del 14 aprile 1928 per la Giornata del pane.</ref>
*Roma ha dato la civiltà al mondo.<ref> Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Rancio_Valcuvia/foto_Rancio_Valcuvia-001.html su un'abitazione situata all'incrocio tra via Montello e la Strada Provinciale 62 a Rancio Valcuvia, Varese] (foto visibile anche su ''[https://www.google.it/maps/@45.914228,8.773538,3a,15y,276.37h,95.3t/data=!3m4!1e1!3m2!1sMC9zeFMsnU9R0mQoUHHFNA!2e0 Google Maps]''). Probabilmente tratta dal discorso di Mussolini il 3 aprile 1921 per il secondo anniversario della fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
==S==
*Salutate nel Duce il fondatore dell'Impero.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Scanzorosciate, Bergamo] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Scanzorosciate/index.html qui]). Citato anche come "Duce fondatore dell'Impero" [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Mosso/index.html su un'abitazione di Mosso, Biella].</ref>
*Saluto al Duce.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Sali Vercellese, Vercelli].</ref>
*Saviezza governa. Lavoro opera. Gioia ricompensa. Fedeltà conserva.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cagliari-scritte--motti-del-ventennio/c213b sulla facciata di un palazzo fra via Sassari e viale La Plaia a Cagliari].</ref>
*Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi.<ref>{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} Questa frase è comunemente attribuita a Mussolini. Benito pronunciò realmente la citazione al termine di un discorso il 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista, citando «il vecchio combattitore». In realtà, la frase appartiene a [[Henri de la Rochejaquelein]] ed è stata pronunciata dopo la vittoria nella battaglia di Les Aubiers, il 25 aprile 1793. Cfr. Antonello Capurso, Le frasi celebri nella storia d'Italia, Edizioni Mondadori, 2012, [http://books.google.it/books?id=yvQeJfDmY8MC&pg=PT258 p. 258]. ISBN 885203126X. La frase fu comunque usata come slogan, tanto da essere raffigurata [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fossa/index.html su un'abitazione di Fossa, L'Aquila] ed [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Premeno/index.html una di Premeno, Verbania]. Venne anche usata solamente la prima frase "se avanzo seguitemi", come [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Vacil/index.html su un'abitazione sulla strada da Vacil a Breda di Piave].</ref>
*Se combatteremo vinceremo per la grandezza presente, passata e futura.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Pieve di Pontenove, Bedizzole, Brescia]. Scritto anche come "[...] futura e passata", [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Pontenove, frazione di Bedizzole, Brescia]; ridotto anche a "se combatteremo vinceremo" [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Asigliano Vercellese, Vercelli]. Tratto dal discorso del 23 marzo 1938 per la celebrazione del diciannovese annuale della fondazione dei fasci di combattimento.</ref>
*Se la disciplina sarà ferma, se la passione sarà pura, l'Italia sarà sempre più grande.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Loreto_Aprutino/index.html su un'abitazione di Loreto Aprutino, Perugia]. Tratto dal discorso a Roma per l'inaugurazione del Congresso del Sindacato Nazionale della Stampa, il 27 gennaio 1924.</ref>
*Se la vittoria fu mutilata una volta non è detto che possa essere mutilata un'altra volta.<ref>Citato in [[:File:Balestrino-scritta del regime fascista.jpg|Slogan fascista a Balestrino]] e [[:File:Iscrizione fascista 1 - Rimasco (Foto Luca Giarelli).jpg|Slogan fascista a Rimasco]]. Anche [http://www.ventenniooggi.it/#!vercelli-scritte--motti-del-ventennio/ck4l su un'abitazione di Rimasco, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 24 giugno 1923.</ref>
*Siamo sicuri di noi stessi, perché, come rivoluzione fascista l'intero secolo sta innanzi a noi.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_N-R/Raiano/index.html su un'abitazione di Raiano, L'Aquila]. Tratto dal discorso pronunciato in Senato da Mussolini il 13 novembre 1934 sul problema corporativo.</ref>
*Siate fieri delle vostre montagne.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!torino-scritte--motti-del-ventennio/c1pa5 su un'abitazione di Piverone, Torino]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini presso il Colosseo il 7 aprile 1929 in occasione di un'adunata indetta dall'Associazione Nazionale degli Alpini.</ref>
*Soldato d'Italia, ricordati che dietro di te con occhi fidenti ti guardano la Patria e la famiglia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!trento-scritte--motti-del-ventennio/c13lh su un'abitazione di Locca, Ledro, Trento].</ref>
*Solo Iddio può piegare la volontà fascista. Gli uomini e le cose mai.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pescara-scritte--motti-del-ventennio/cves su una Chiesa di Serramonacesca, Pescara]. Citato anche come "Soltando Dio potrà piegarci, gli uomini e le cose mai" [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su delle abitazioni di Cacciana e Caltignana] e [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Momo/index.html di Momo], Novara. [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Lonate_Pozzolo/index.html A Lonate Pozzolo, Varese] è citato come "Noi diciamo che solo Iddio [...]". Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini a Roma il 3 dicembre 1934 alla premiazione degli agricoltori della nona Battaglia del Grano.</ref>
*Sopratutto amiamo risentire, stando in mezzo a voi, l'anima eroica del vostro fascismo rurale, che qui nella vostra terra ha impiegato e vinto la più gloriosa battaglia.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!pavia-scritte--motti-del-ventennio/c1cli sulla Cascina Rosolo a Candia Lomellina, Pavia].</ref>
*Sostare è retrocedere. La marcia continua, altre mète attendono il segno romano della nostra conquista.<ref>{{Cita web|http://coriandoliegadi.altervista.org/Letteratura/Perla/La%20Chiesa.htm|La Chiesa di Marettimo|25-10-2011}}. Citato anche [http://www.ventenniooggi.it/#!cosenza-scritte--motti-del-ventennio/c1v9p su un'abitazione di San Fili, Cosenza].</ref>
*State sicuri che condurrò la rivoluzione fascista sino alla sua meta finale.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Cavaglio d'Agogna, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Mantova il 25 ottobre 1925.</ref>
*State tranquilli che io vi porterò sempre più in alto, sempre più avanti.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Castelnuovo_Berardenga/index.html su un'abitazione di Castelnuovo Berardenga, Siena]. Tratto dal discorso tenuto il 30 ottobre 1926 a Reggio Emilia nella Piazza del Politeama Ariosto.</ref>
*Sui rurali d'Italia la rivoluzione delle camicie nere ha contato ieri e conterà domani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Occimiano, Alessandria]. Tratto dal discorso pronunciato il 26 ottobre 1935 nella Sala Regia di Palazzo Venezia durante una premiazione di 500 capifamiglia rurali.</ref>
*Su la terra, sui mari, nei cieli sono ovunque i segni della nostra potenza, della nostra volontà.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!laquila-scritte--motti-del-ventennio/c7jn su un'abitazione a Scurcola Marsicana, L'Aquila] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_S-Z/Scurcola_Marsicana/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato da Mussolini nel decimo anniversario della marcia su Roma il 27 ottobre 1932 da Palazzo Venezia.</ref>
==T==
*Tanto maggiori sono gli ostacoli e tanto più precisa e diritta deve essere la nostra volontà di superarli.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Corso Cavour, Messina]. Tratto dal discorso pronunciato a Napoli il 28 ottobre 1931.</ref>
*Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine d'oltralpe.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Messina]. Tratto dal discorso pronunciato a Bari il 6 settembre 1934.</ref>
*''Tu regere imperio populos, Romane, memento: hae tibi erunt artes, pacisque imponere morem, parcere subiectis et debellare superbos.''<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Bolzano/index.html su un'abitazione di Bolzano]. Trattasi di una citazione di Virgilio, ''Eneide'', VI, 852-53.</ref>
**Tu di reggere col tuo impero i popoli, o Romano, ricorda: queste saranno le tue arti, e alla pace d'imporre una regola, risparmiare gli arresi e sgominare i superbi.<ref>Traduzione di Carlo Carena, Torino, UTET, 1971.</ref>
*Tutta l'atmosfera nella quale si svolge la vita del popolo italiano ha carattere militare, deve avere e avrà un carattere sempre più militare.<ref>Riportato sul muro dell'officina Congegnatori 2 dell'Arsenale Militare Marittimo di Taranto</ref>{{c|Manca il link ad un'immagine o il riferimento ad un testo-fonte}}
*Tutto il popolo italiano lo sente e tutto il popolo è pronto a scattare come un solo uomo, quando si tratta della potenza e della gloria della Patria.<ref>Citato [http://marcourss.altervista.org/su-altri-slogan-fascisti/ su un'abitazione a Licodia Eubea, Catania]. Estratto di un discorso di Mussolini a Cagliari pronunciato l'8 giugno 1935.</ref>
*Tutte le frontiere sono sacre: non si discutono, si difendono.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!alessandria-scritte--motti-del-ventenni/c21d2 su un'abitazione di Occimiano, Alessandria] e [http://www.ventenniooggi.it/#!la-spezia-scritte--motti-del-ventennio/cjbp su un'abitazione di Padivarma, frazione di Beverino, La Spezia]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini in Parlamento il 16 marzo 1938.</ref>
*Tutto nello Stato, niente al di fuori dello Stato, nulla contro lo Stato.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!lecce-scritte--motti-del-ventennio/c4xl sulla Questura in viale Otranto, Lecce]. Tratto dal discorso tenuto da Benito Mussolini al Teatro della Scala, Milano, 28 ottobre 1925.</ref>
==U==
*''Ubi ordo, ibi pax et decor. Ubi pax et decor, ibi laetitia.''<ref>È una locuzione in lingua latina; il suo significato è ''"dove c'è l'ordine, lì c'è pace e decoro. Dove c'è pace e decoro, lì c'è la letizia."''</ref>
*Un popolo ascende in quanto sia numeroso, laborioso e ordinato.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Sozzago, Novara]. Tratto dal discorso pronunciato a Roma il 10 marzo 1929 all'assemblea quinquennale del Regime per la convocazione dei nuovi comizi elettorali.</ref>
*Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori.<ref>Citato in [https://c1.staticflickr.com/7/6127/5927475939_4dbbd355e2_z.jpg Palazzo della Civiltà Italiana]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini tenuto a Roma il 2 ottobre 1935.</ref>
*Una grande agricoltura italiana promuove lo sviluppo di molte industrie italiane.<ref>Citato [https://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA88 su un'abitazione di Casalrosso, Vercelli]. Tratto dal discorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 9 dicembre 1928.</ref>
*Una tappa del nostro cammino è raggiunta.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su una abitazione di Agrate Conturbia, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_A-C/Conturbia/index.html qui]). Tratto da un discorso di Benito Mussolini pronunciato a Roma il 5 maggio 1936.</ref>
*Unica è la fede: l'amore di Patria. Unica la volontà: fare grande il popolo italiano.<ref>Citata [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su un'abitazione di Cortetano, frazione di Sesti ed Uniti, Cremona]. Tratto da un discorso di Mussolini pronunciato a Villa Glori, Roma, 30 ottobre 1927.</ref>
==V==
*Verso la terra debbono volgersi le speranze e le energie dei popoli.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!cremona-scritte--motti-del-ventennio/c57x su una cascina di Motta Baluffi, Cremona]. Tratto dal discorso pronunciato da Benito Mussolini alla presenza del Re il 19 aprile 1926 per l'inaugurazione dell'ottava assemblea dell'Istituto Internazionale di Agricoltura.</ref>
*Vincerà chi vorrà vincere.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!verona-scritte--motti-del-ventennio/ckax su un'abitazione di Cerea, Verona].</ref>
*Vincere e vinceremo.<ref>Citato come "Vinceremo" [http://www.ventenniooggi.it/#!bergamo-scritte--motti-del-ventennio/c8tj su un'abitazione di Cerchiera, Ambivere, Bergamo] e come "Vincere" [http://www.ventenniooggi.it/#!brescia-scritte--motti-del-ventennio/cnm6 su un'abitazione di Corticelle Pieve, Dello, Brescia]. Tratto dal discorso di Benito Mussolini per l'annuncio della dichiarazione di guerra il 10 giugno 1940.</ref>
*Vincere o morte.<ref> Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!chieti-scritte--motti-del-ventennio/csqi su un'abitazione in Pennapiedimonte, Chieti]. Noto anche come "vincere o morire", ad esempio [http://www.ventenniooggi.it/#!cuneo-scritte--motti-del-ventennio/ccml su una caserma ottocentesca di Pontechianale, Cuneo].</ref>
*Vi sarà lavoro per altri operai e case per altri contadini che daranno nuova ricchezza alla Sardegna e alla Nazione.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!oristano-scritte--motti-del-ventennio/c1uaj all'interno dell'ex caserma della Milizia ad Arborea, Oristano]. Tratto da un discorso del 9 giugno 1935 ad Arborea.</ref>
*Vivere pericolosamente.<ref>Citato [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Fiano_Romano/foto_fiano-romano-01.html su un'abitazione di Fiano Romano, Roma]. Tratto da un discorso di Mussolini al Gran Consiglio del Fascismo il 2 agosto 1924 e citato anche in degli appunti coevi del Duce come "vivi pericolosamente": vedi Renzo De Felice, ''Mussolini il fascista. La conquista del potere, 1921-1925'', Einaudi, Torino, 1995, pag. 787. Fu dal Duce più volte ripresa, come nel discorso del 7 aprile 1926, all'insediamento del nuovo Direttorio fascista. La frase è di ispirazione nietzschiana: vedi ''La gaia scienza'', af. 283 (''Gefährlich leben'').</ref>
*Voglio soprattutto che voi abbiate l'orgoglio di essere rurali.<ref>Citato sui muri di una abitazione di Palermo, in occasione della visita del Duce dell'estate 1937: vedi Claudio Mancuso, ''[http://www.storiamediterranea.it/wp-content/uploads/mediterranea/p2493/r1271.pdf Palermo in camicia nera. Le trasformazioni dell'identità urbana (1922-1943)]'' in ''Mediterranea. Ricerche storiche'', anno V, n. 14, dicembre 2008, pag. 645.</ref>
*Voi marcerete travolgendo ogni ostacolo sino alla meta che vi è stata indicata.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!novara-scritte--motti-del-ventennio/cou su un'abitazione di Momo, Novara] (vedi anche [http://scritte.delventennio.it/comuni_D-M/Momo/index.html qui]). Tratto dal discorso pronunciato durante il passaggio in rivista della Seconda Divisione Camicie Nere "28 ottobre" il 18 agosto 1935.</ref>
*Voi non siete disarmati, se il vostro spirito è armato, se la vostra fede è potente e la vostra disciplina fermissima.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!messina-scritte--motti-del-ventennio/c19ot su un'abitazione di Villaggio Tremestieri, Messina].</ref>
*Voi siete l'aurora della vita, voi siete la speranza della Patria, voi siete soprattutto l'esercito di domani.<ref>Citato [http://www.ventenniooggi.it/#!acireale-scritte--motti-del-ventennio/c1xfi in piazza Lionardo Vigo, Acireale].</ref>
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Ariberto Segala, ''I muri del Duce'', Arca edizioni, Lavis, 2007. ISBN 88-88203-00-1 ([http://books.google.it/books?id=Oa-PhIcosw8C&pg=PA1 Anteprima su Google Libri])
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Maratona
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[[File:Gerard Cote 1940.jpg|thumb|Il vincitore della maratona di Boston del 1940]]
Citazioni sulla '''maratona''' come disciplina dell'atletica leggera.
*''Amo l'atletica perché è poesia | Se la notte sogno, | sogno di essere un maratoneta.'' ([[Eugenio Montale]])
*– Chissà come ti dispiacerà di non poter correre domani.<br />– Già, sono a terra! Tutte quelle ore passate ad allenarmi per la maratona buttate al vento!<br />– Allenarsi per una maratona? Ma che cosa dite?<br />– Perché?<br />– Non ci si allena per una maratona, la si corre e stop!<br />– Spero che tu stia scherzando!<br />– No, non scherzo! Io posso farlo quando voglio!<br />– Sì, anche domani? Cioè, ti svegli, ti butti giù dal letto e corri la maratona di New York?<br />– Assolutamente sì!<br />– Barney, guarda che stiamo parlando di quarantadue chilometri!<br />– Grazie Canada, ora prendo la linea io! Barney, guarda che sono ventisei miglia!<br />– Ecco come si corre una maratona: fase uno inizia a correre... non esiste fase due! (''[[How I Met Your Mother (seconda stagione)|How I Met Your Mother]]'')
*La maratona è un romanzo che scrivi ogni volta daccapo e per il quale devi conoscere tutte le parole necessarie, non una di meno, devi essere pronto a usarle e anche a metterle da parte. Sono parole che impari durante l'allenamento, a volte massacrante. ([[Yassine Rachik]])
*La maratona è una corsa che affascina tanti podisti perché rappresenta una sorta di sfida con i propri limiti. Ci sono corse anche più lunghe che mettono a dura prova il proprio corpo e la mente, però la maratona è anche storia. ([[Orlando Pizzolato]])
*La maratona rappresenta l'esistenza: ha punti bassissimi, che devi superare, e momenti d'estasi, che ti sforzi di prolungare. È un'esperienza spirituale attraverso la quale entri più profondamente in contatto con te stessa, trovando le risposte che cercavi. ([[Paula Radcliffe]])
*La vita è una maratona e non si vince una maratona senza mettersi i cerotti per le vesciche [...] (''[[Come ammazzare il capo... e vivere felici]]'')
*Oggi la Maratona è una corsa estremamente "di moda" e tantissimi sono spinti a farla con entusiasmo. Questo è un fatto certamente positivo, perché correre fa davvero bene al corpo e alla mente. Ma non deve far dimenticare che l'approccio di chi, per la prima volta, si avvicina a questa esperienza deve essere del tutto privo di agonismo. ([[Stefano Baldini]])
*Scrivere un libro è un po' come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno. ([[Haruki Murakami]])
*Se desideri vincere qualcosa puoi correre i 100 metri. Se vuoi goderti una vera [[esperienza]] corri una maratona. ([[Emil Zátopek]])
*Uomo magrissimo, di età indefinibile, sempre bagnato anche in estate, che corre con un'espressione di grande sofferenza sul volto, si tocca la gamba, si massaggia il fegato, tossisce e sputa ma continua a correre, nello smog cittadino e tra i clacson delle auto, alle due del pomeriggio in agosto e sotto la neve in gennaio, sempre con quel look da Calvario e un paio di occhiali gialli che forse nascondono lacrime. La domanda è: quale peccato deve scontare il maratoneta solitario? ([[Stefano Benni]])
*Vorrei dire: la maratona è un'arte marziale. Chi la [[corsa|corre]] compie una scelta estetica, non una sportiva. Lo sport non c'entra niente. Vorrei dire: Resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La [[mente]] non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa. La mente è la rete in cui il mio avampiede, il mio cuore, il mio glicogeno, i miei desideri, la mia memoria, tutto me stesso dialoga con tutto me stesso e con ciò che dall'esterno modifica o può modificare me stesso. ([[Mauro Covacich]])
==Voci correlate==
*[[Fidippide]]
*[[Ultramaratona]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Discipline sportive]]
[[Categoria:Atletica leggera]]
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Gianfranco De Laurentiis
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'''Gianfranco De Laurentiis''' (1939 – 2020), conduttore televisivo, giornalista e telecronista sportivo italiano.
==Citazioni di Gianfranco De Laurentiis==
*{{NDR|[[Gaffe famose|Gaffe]]}} Il ct [[Azeglio Vicini|Vicini]] è caduto dal balcone di casa: cose che succedono.<ref>Citato in [[Antonio Dipollina]], ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/08/13/brussprinter-le-calende-egizie-ecco-le-frasi.html Brussprinter e le calende egizie, ecco le frasi comiche del calcio]'', ''la Repubblica'', 13 agosto 2001.</ref>
==Citazioni su Gianfranco De Laurentiis==
*L'educazione, la gentilezza, la competenza, il giornalismo di Gianfranco De Laurentiis. Non era meglio perché è passato, era meglio perché era meglio. ([[Maurizio Crosetti]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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Il Mereghetti
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'''''Il Mereghetti''''', dizionario enciclopedico dei film.
==Citazioni==
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===A===
[[File:Abbasso la ricchezza! (1946) Anna Magnani (2).png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la ricchezza!]]'']]
*Commedia disincantata e ironica dove il facile populismo della trama [...] viene riscattata da un'interpretazione superlativa della [[Anna Magnani|Magnani]], volgare e insieme vitalissima nel suo ruolo di nuova ricca [...] irresistibile quando balla il boogie o esibisce un'acconciatura con due colombe bianche, ma struggente nell'indimenticabile interpretazione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!]]''; 2003, p. 16)
*Melodramma moralistico e lacrimevole [...] recitato ai limiti del dilettantismo. Sprecato anche il gusto tutto napoletano per la truffa. (''[[Accadde tra le sbarre]]''; 2003, p. 22)
*[...] [[Howard Hawks|Hawks]] realizza un'opera personale più che una specie di remake di ''[[Casablanca]]'', come probabilmente pensavano i dirigenti della Warner. I temi classici del regista – la lealtà verso gli amici, la ruvidezza con le donne, il senso privato della giustizia, l'attenzione ai perdenti – e il tocco classico e spensierato insieme [...] si fondono coerentemente con il bisogno di far propaganda alla necessità di schierarsi e di rafforzare la fiducia nel successo della lotta antinazista (il film fu girato in piena guerra mondiale). Ma tutto passa decisamente in secondo piano di fronte alle straordinarie scene del corteggiamento tra il rude Harry e la sfrontata Marie [...]. (''[[Acque del sud]]''; 2003, p. 28)
*Il primo adattamento cinematografico da [[Ernest Hemingway|Hemingway]] [...] e uno dei migliori. Mai troppo sentimentale, figurativamente raffinato, attraversato da un'atmosfera disillusa e malinconica che ne fa un film antimilitarista di grande misura, accorato e privo di retorica. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2003, p. 30)
*[...] accuratissima la ricostruzione d'epoca, raffinata e sensuale la regia che, a dispetto dell'accusa di calligrafismo, si dimostrò capace di un'analisi sociale e psicologica di sorprendente maturità. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio giovinezza!]]''; 2003, p. 31)
*''[[Blade Runner]]'' e il finale di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', [[David Cronenberg|Cronenberg]] e la saga di [[Godzilla]] vengono allegramente contaminati nel più costoso e delirante film d'animazione mai realizzato in Giappone. Per chi non ha familiarità col fluviale fumetto omonimo, la storia – date le molte ellissi – è difficilmente decifrabile. Innegabile, comunque, il fascino visivo: il tratto è inconfondibilmente nipponico, ma animazione e colori sono spesso stupefacenti. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2003, p. 54)
*Il film deve molto del suo fascino un po' misterioso alla grande prova di [[Henry Fonda|Fonda]] [...]. Indimenticabile la prima parte, in cui [[John Ford|Ford]] tratteggia con tenerezza e ironia la vita della provincia americana. (''[[Alba di gloria]]''; 2003, p. 56)
*Uno dei primi, insuperati esempi di western realista che distrugge il mito del cowboy coraggioso e virile e dà inizio alla dissoluzione del mito della frontiera. [...] la regia di [[William A. Wellman|Wellman]] scardina ogni drammatizzazione negando dignità all'eroe romantico per rendere la sua cronaca ancora più implacabile, anche perché non trasforma chi dà la caccia agli assassini in una folla assetata di sangue, ma situa con rara esattezza psicologica le reazioni dei contadini e la loro autodifesa in un quadro sociale decisamente innovativo per i tempi. [...] La Fox era contraria al progetto e per risparmiare decise di non girare in esterni, ma la ricostruzione in studio finì per accentuare l'atmosfera claustrofobica del film e aumentarne la forza drammatica. (''[[Alba fatale]]''; 2003, p. 56)
*Lento e coinvolgente, è forse il più bello dei dieci western di [[Delmer Daves|Daves]], specie di «parabola antifaustiana» dove la pretesa superiorità del medico – convinto di poter giudicare e «guidare» i comportamenti di tutti – viene messa in crisi prima dall'irrazionalità delle persone (guidata da un esordiente [[George C. Scott]], spettacolare nel ruolo di un predicatore alcolizzato e fanatico) e poi dall'amore sempre respinto di Elizabeth che, barattando il proprio oro con la vita di Frail, costringe l'uomo a rimettersi in discussione in nome dei sentimenti. Senza tradire la propria ispirazione (che predilige storie che tendono al melodramma), Daves fonde perfettamente i temi presenti nella sceneggiatura di Wendell Mayes e Halsted Welles – la crudeltà della frontiera, le aberrazioni del moralismo, l'avidità di oro e di sesso, la violenza della giustizia – senza svelare o spiegare fino in fondo le ragioni dei suoi personaggi e moltiplicando le contraddizioni del protagonista (generoso e autoritario, premuroso e cinico) per mettere in crisi le certezze dello spettatore. Su tutto, trionfa il lirismo delle inquadrature e dei movimenti di macchina [...]. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2003, p. 58)
*Quinto dei sei western di [[Budd Boetticher|Boetticher]] interpretati da [[Randolph Scott]] e prodotti (escluso il primo, ''I sette assassini'') dalla Ranown, è una delle punte più alte della sua carriera, indimenticabile riflessione sulla vendetta e le sue ossessioni. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2003, p. 58)
*Primo e unico film di un abile sceneggiatore che costruisce un film a tesi, rigorosamente antimaccartista in nome, però, della retorica dei valori americani. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2003, p. 60)
*Magari fosse trash: non riesce a far ridere neanche involontariamente. (''[[Alex l'ariete]]''; 2003, p. 64)
*[...] [[Walt Disney|Disney]] creò un'opera anomala, ai limiti della sovversione, dove lo spirito già non ortodosso di [[Lewis Carroll|Carroll]] diventa quasi iconoclasta. (''[[Alice nel Paese delle Meraviglie (film 1951)|Alice nel Paese delle Meraviglie]]''; 2003, p. 67)
*Uno dei film hollywoodiani che ha saputo esprimere con maggior forza ed efficacia un messaggio pacifista e antimilitarista: gli anni non hanno tolto forza all'opera e anche i tagli imposti dalla produzione [...] non fanno che accrescere l'impatto visivo delle violentissime e molto realistiche scene di battaglia – riprese con bellissime carrellate laterali – tanto da dar l'impressione che Milestone metta «più energia a far morire i suoi personaggi che a farli vivere» [Lourcelles]. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 112)
*Una commedia piuttosto amara nonostante il prevedibile lieto fine [...]. Femminista ante litteram, il film descrive senza molte reticenze l'aggressività sessuale maschile e offre alla società italiana (la vicenda si svolge a Orta, dove però sembra che il fascismo non esista) un quadro abbastanza desolante, fatto di immoralità, falsità e – da parte delle donne invidiose del fascino di Renata – gelosie e avidità. (''[[L'amante segreta]]''; 2003, p. 90)
*Esaltazione forsennata e anarchica, ma di grande potenza suggestiva, dell'individualismo (prima d'essere uccisa Colorado griderà a tutti il suo disprezzo e la sua fierezza) il film amplifica lo stato d'animo dei protagonisti nella natura irreale e nei paesaggi onirici delle montagne del West. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2003, p. 91)
*Del romanticismo sottile di [[Terence Fisher|Fisher]] qui rimane poco: più sangue e soprattutto molto più sesso, con pesanti incongruenze ideologiche e narrative dal momento che viene a mancare la tradizionale opposizione tra la marcata sessualità del Conte e i repressi costumi vittoriani delle sue vittime. (''[[Le amanti di Dracula]]''; 2003, p. 92)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'', Fellini [...] ripensa alle proprie origini, mescolando come sempre amore e odio, distacco e nostalgia, giudizio e complicità. E come sempre, facendo tutto a Cinecittà, passaggio notturno del transatlantico Rex compreso. Film apparentemente in tono minore, ma in realtà tra i più coesi e riusciti. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 138)
*Portato a termine da [[William Wyler|Wyler]], dopo che [[Howard Hawks|Hawks]] venne cacciato dal produttore [[Samuel Goldwyn]] a circa un terzo della lavorazione col pretesto che non era fedele al romanzo di Edna Ferber (sceneggiato da Jules Furthman e Jane Murfin), il film mantiene nei titoli la firma di entrambi, oltre a quella di Richard Rosson che ha diretto le scene di disboscamento e quelle dei tronchi che rotolano in acqua. La prima parte, dedicata al tema dell'amicizia virile che una donna rischia di spezzare, è inconfondibilmente hawksiana, chiassosa e con un fondo di malinconia. La mano più estetizzante di Wyler (che, al contrario di Hawks, non considerò mai ''Come and Get It'' come un film che gli appartenesse) si fa sentire invece nella seconda metà, dove i personaggi acquistano ombre oscure e ambigue. Il risultato finale ha troppi scarti di registro per essere sempre convincente, ma rimangono sequenze da antologia, come la rissa nel saloon o il duetto amoroso tra Lotta e Richard che si impiastrano di caramello. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2003, p. 98)
*Commediola rosa che utilizza i modi dei [[Cinema dei telefoni bianchi|film dei telefoni bianchi]] per alzare un inno strapaesano all'amicizia con le truppe americane: [...] il film – neorealisticamente – fa parlare gli americani nella loro lingua [...] e, girato tra le rovine della guerra, conserva ancora oggi un suo valore documentaristico. (''[[Un americano in vacanza]]''; 2003, p. 103)
*[[Vincent Sherman|Sherman]] seppe usare a vantaggio del film la tensione che si creava sul set tra le due primedonne, aumentando così l'elettricità dei loro duetti [...], è un film avvincente e agrodolce [...]. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2003, p. 106)
*Il primo dei quattro film girati da [[René Clair|Clair]] negli Usa, in cui il compromesso raggiunto tra il suo stile e la presenza della diva finisce per scontentare tutti. Firmato dal regista e da [[Norman Krasna]], il meccanismo narrativo tipicamente clairiano, fatto di incastri, mascheramenti, equivoci e doppi, riduce l'attrice a una specie di manichino impacciato, e i troppo frequenti rimandi ad altri film, sia dello stesso regista sia interpretati dalla [[Marlene Dietrich|Dietrich]], concorrono a spersonalizzare ulteriormente la storia. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2003, p. 113)
*Forse un po' scontato nella conclusione troppo «positiva», il film ha tuttavia un grande impatto emotivo: l'atmosfera dei quartieri popolari e dei suoi frustrati abitanti è toccante e [[James Cagney|Cagney]] è perfetto nell'interpretare un gangster che sa di aver fallito ma che conserva tutta la sua dignità. (''[[Gli angeli con la faccia sporca]]''; 2003, p. 144)
*[...] malinconico e inquietante (nel passato della donna c'è, forse, la presenza in un bordello di lusso), il film si regge tutto sul fascino misterioso della [[Marlene Dietrich|Dietrich]], condannata a scegliere tra due uomini che sono fondamentalmente «uguali». [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] si concede solo pochi tocchi comici (i commenti dei domestici all'inappetenza degli ospiti) e il film al botteghino fu un mezzo fallimento. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2003, p. 146)
*Indimenticabile quando canta (a cavalcioni di una sedia) ''Ich bin die fesche Lola'', la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] è però limitata da un personaggio abbastanza convenzionale che solo la sua sensualità riesce a far dimenticare. Molto più composita la prova di [[Emil Jannings|Jannings]] che nel descrivere il decadimento morale di un uomo tocca, nelle scene finali, i vertici delle sue grandi interpretazioni mute (come ''[[L'ultima risata]]''). (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2003, p. 146)
*Melodramma tutto giocato sul doppio, che permette alla [[Bette Davis|Davis]] (nell'unico film di cui fu anche produttrice) di interpretare due personaggi opposti (con qualche trucco che lascia ancora stupiti [...]). Peccato che la sceneggiatura di Catherine Turney, dopo un bell'inizio, non sappia liberarsi da una certa artificiosità nello sviluppare l'intreccio, dimenticando per strada il personaggio che forse poteva dare uno sviluppo inaspettato alla storia [...] interpretato da [[Dane Clark]]. [[Curtis Bernhardt|Bernhardt]] non risparmia nessuna delle atmosfere notturne e nebbiose da lui predilette, ma finisce per sottolineare ancora di più l'incredibilità della storia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2003, p. 151)
*Film di commissione [...] che [[Roberto Rossellini|Rossellini]] [...] accettò di dirigere per pure ragioni alimentari: lo stile naturalistico del testo, a cui non mancano neppure un paio di scene madri, non ha niente a che vedere con l'idea rosselliniana di cinema: e i risultati lo dimostrano. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2003, p. 153)
*Nato come tentativo di ripetere il successo di ''[[Riso amaro]]'' [...], il film [...] non risente della sua origine di commissione. Costruito con una struttura a flashback che incastra le scene nell'ospedale (girate con occhio documentaristico) con quelle dei ricordi, è tutto giocato sulle opposizioni che lacerano il personaggio di Anna [...]: ne esce così un appassionato ritratto femminile nel quale il senso del dovere si scontra con il richiamo dell'erotismo. (''[[Anna (film 1951)|Anna]]''; 2003, p. 154)
*[...] è un dramma da camera femminista ''ante litteram'', servito dagli attori come meglio non si potrebbe (la [[Greta Garbo|Garbo]] si guadagnò la sua prima nomination all'Oscar) ma che probabilmente appariva un po' statico già alla sua uscita. (''[[Anna Christie]]''; 2003, p. 155)
*Per il suo film d'esordio, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] sceglie un torbido ritratto di famiglia con risvolti psicoanalitici ma lo racconta con troppe concessioni alle grazie svestite della [[Ornella Muti|Muti]] e (soprattutto) della [[Eleonora Giorgi|Giorgi]]. La [[Valentina Cortese|Cortese]], nel ruolo della madre, fa la solita scena da «isterica dannunziana». (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2003, p. 168)
*Dal romanzo omonimo di [[Erich Maria Remarque|Erich M. Remarque]], un affresco melodrammatico sulla situazione dei rifugiati, tra ideali democratici e folclore. [[Charles Boyer|Boyer]] è troppo elegante per essere un povero perseguitato e la [[Ingrid Bergman|Bergman]] fuma per far capire che non è una donna per bene. Ma [[Charles Laughton|Laughton]] è grande come aguzzino nazi in cerca di piaceri proibiti. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2003, p. 179)
*Per alcuni è il peplum mai realizzato, con dèi e mostri (creati dal celebre Ray Harryhausen) insolitamente infantili e fragili, che rivelano tutta la libertà, l'ironia e l'intelligenza di un adattamento (di Jan Read e Beverley Cross) che rilegge maliziosamente la mitologia greca alla luce del debole contemporaneo. Spettacolare l'uso naturale degli esterni (Palinuro e i templi greci di Paestum), perfetta la cadenza del ritmo, vivace la scelta dei colori: nel suo genere, un film sorprendente e unico. (''[[Gli Argonauti]]''; 2003, p. 180)
*Il regista, già sceneggiatore del ''[[Il fuggitivo (film 1993)|Fuggitivo]]'', guarda a ''[[X-Files]]'' e all'''[[L'invasione degli ultracorpi (film)|Invasione degli ultracorpi]]'', con prevedibile corredo di effetti speciali. Buono per una domenica pomeriggio di pioggia. (''[[The Arrival (film 1996)|The Arrival]]''; 2003, p. 187)
*Spesso sembra che al regista non interessi raccontare una storia, ma semplicemente giocare con maschere, musiche, pavoni e tappeti: e tuttavia riesce a trasmettere un'allegria contagiosa, infantile e sofisticata. Una festa per gli occhi e le orecchie, che sfida ogni tentativo di etichetta, e ha anche il pregio di non andare per le lunghe. (''[[Asik Kerib - Storia di un ashug innamorato]]''; 2003, p. 194)
*Da [[Agatha Christie]], con un cast prestigioso, un'elegante ricostruzione d'epoca e qualche lungaggine di troppo. Il doppiaggio elimina il meglio, cioè il bizzarro inglese parlato dagli stranieri, che porta indirettamente alla soluzione del mistero. Un irriconoscibile [[Albert Finney|Finney]] è [[Hercule Poirot]]. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 285)
*Paragonato a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'' (più che altro per il taglio di capelli dell'imbambolata [[Charlize Theron|Theron]]), anche se il complotto ha il fiato corto e le situazioni sono rozze e prevedibili come in film di serie B. Sprecato (o poco accorto) [[Johnny Depp|Depp]], se la cava meglio il figlio di Cassavetes nella parte del collega che dà fuori di testa. Confezione ovattata (la fotografia è di Allen Daviau), pochi e brutti effetti speciali, una scena di sesso che dovrebbe essere torrida. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2003, p. 206)
*[...] un ottimo esempio di cosa è possibile fare con un budget irrisorio. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2003, p. 206)
*Come ''[[Mezzogiorno di fuoco]]'', ma riletto in chiave fantascientifica. Un po' risaputo, però gli effetti speciali e certe astuzie del montaggio regalano alla storia tensione e godibilità. (''[[Atmosfera zero]]''; 2003, p. 208)
[[File:Attila il flagello di Dio (1954) Anthony Quinn 10.png|thumb|[[Anthony Quinn]] in ''[[Attila (film 1954)|Attila]]'']]
*Ricostruzione kolossal delle invasioni barbariche dell'anno 450: grandi mezzi (è stata impiegata anche la Cavalleria dell'Esercito italiano), contrasti di civiltà (anche se i barbari sono più simpatici della corte romana), intrighi di potere (con la Loren nei panni della sorella dell'imperatore che si offre ad Attila), ma anche la sensazione di un bigino riletto col senno di poi. (''[[Attila (film 1954)|Attila]]''; 2003, p. 212)
*Un salutare inno alla rivolta e al ''carpe diem'', significativamente collocato un anno prima dei fatidici anni Sessanta. Un gran successo, nonostante l'eccessiva enfasi melodrammatica di [[Robin Williams]]. O forse proprio in virtù di questa. Oscar alla sceneggiatura di [[Tom Schulman]]. Al di là delle qualità artistiche il film ha comunque un grande merito: aver scatenato l'immaginario pedagogico di tutta una generazione costretta a subire una pedagogia che di immaginario non ha più niente. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 305)
*Partendo da un intreccio semplice e lineare [...] [[Fred Zinnemann|Zinnemann]] elabora una straordinaria psicofenomenologia della vigliaccheria e della vendetta che però, grazie a una profonda sensibilità noir, libera da ogni manicheismo per sprofondare personaggi e spettatori in un incubo visivo e morale senza scampo, dove torto e ragione non hanno più senso e regna solo un ambiguo desiderio di violenza. Teso, denso, disperato, con due protagonisti all'altezza e un'insolita [[Mary Astor]] nel ruolo della prostituta comprensiva. (''[[Atto di violenza]]''; 2003, p. 213)
*Curiosa commedia che scherza su temi allora molto concreti (c'è anche il tentativo di costruire una casa in una notte, che cinque anni più tardi sarà al centro di ''[[Il tetto]]'') ma non riesce a sollevarsi dalla farsa goliardica. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2003, p. 214)
*Un progenitore di ''[[Quella sporca dozzina]]'' dichiaratamente sgradevole. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2003, p. 218)
*Curiosa «opera parallela» che aggiorna situazioni e personaggi di [[Giacomo Puccini|Puccini]] in una sorta di rilettura popolare dei temi della resistenza antinazista. Coerentemente con la sua carriera fatta di film-opera e drammi lirici, [[Carmine Gallone|Gallone]] intreccia in maniera indissolubile lirica e vita come a voler rivendicare, anche nei momenti più drammatici della storia nazionale (il film si svolge a cavallo del 4 giugno 1944, quando Roma fu liberata), la centralità della tradizione melodrammatica nazionale (e quindi, indirettamente, di tutta la sua carriera di regista), capace anche di ispirare sentimenti civili e passioni libertarie [...]. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2003, p. 218)
*Al racconto di [[Stephen King]], che dà il titolo alla raccolta omonima, bastavano poche pagine per creare suspense. Il film, invece, è anonimo e annacquato come se fosse stato pensato per il piccolo schermo. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2003, p. 220)
*[...] è un affresco solenne e movimentato che tende a riportare il genere alle sue origini storico-cronachistiche, al rapporto intimo con il paesaggio e alla dimensione dell'avventura collettiva, nonostante la presenza del divo [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2003, p. 229)
*Soliti ingredienti, eppure i risultati sono discretamente spettacolari. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2003, p. 229)
*Una storia banale, nobilitata però dallo stile impareggiabile degli interpreti: [[Robert Mitchum|Mitchum]], nel suo abituale ruolo di uomo cinico e fascinosamente insolente, regge perfettamente il confronto con l'aggressività sensuale e disincantata della [[Jane Russell|Russell]]; il broncio indolente di lei e il sorriso ironico di lui duettano a meraviglia, sostenuti dalla regia allusivamente erotica di [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] (tra sciarpe e calze gettate e raccolte, il feticismo regna sovrano). (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2003, p. 230)
===B===
*Allevato da una coppia di cani da pastore [...] il maialino Babe impara ad accudire le pecore (da cui riesce a farsi obbedire perché invece di abbaiare gli ordini, li chiede con dolcezza) e, ribaltando il suo destino «naturale» – che è quello di finire in padella – convince il padrone ([[James Cromwell|Cromwell]]) di essere così bravo da farsi iscrivere a una gara per cani da pastore. Una favola moderna (con tanto di morale: anche le regole più secolari si possono infrangere), dove gli animali – veri – conquistano il primo piano lasciando gli umani sullo sfondo. [...] questo «film per bambini» racconta con una naturalezza accattivante e coinvolgente il potere infinito delle buone maniere e l'entusiasmo della sovversione (l'oca che vuole sostituirsi al gallo per annunciare il sole). (''[[Babe - Maialino coraggioso]]''; 2003, p. 233)
*[...] si rivelò a distanza un horror da cineteca, tutto giocato sui turbamenti del non-detto e su un raffinato geometrismo delle immagini. Fondamentale l'uso della luce [...] che contribuì a interiorizzare il contenuto del film e a provocare un'identificazione più forte e più profonda dello spettatore con i personaggi. Indimenticabili le scene dell'inseguimento notturno e della minaccia in piscina [...]. [[Simone Simon|Simon]] è perfetta come donna-felino, terrorizzata prima ancora che terrorizzante. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2003, p. 238)
[[File:Il bacio di una morta (film 1949) Virginia Belmont.png|miniatura|Virginia Belmont ne ''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]'']]
*Dal romanzo di [[Carolina Invernizio]], un «film d'appendice» discreto nel suo genere, e dallo stile più sobrio rispetto a quello della scrittrice. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2003, p. 239)
*[...] un giallo poco convincente nella soluzione, ma interessante per i giochi di cinema nel cinema che anticipano quelli di [[Brian De Palma]]. Il piano sequenza iniziale è da applausi, il resto è routine. [[Bela Lugosi|Lugosi]], nei panni di un produttore sospetto, ha un ruolo insignificante. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2003, p. 239)
*[...] ricordi, gelosie, abitudini, rancori e commovente voglia di (soprav)vivere. Uno splendido trio di vecchie glorie ([[Bette Davis|Davis]], [[Lillian Gish|Gish]] e [[Vincent Price|Price]]) per un film delicato e cinefilo, apparentemente lontano dalle corde del regista di ''[[Se...]]'', ma in realtà così fuori moda da risultare, ancora una volta, controcorrente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2003, p. 244)
*Sorprendente e coraggioso esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]], che rivitalizza un genere dimenticato come il western. Elogi unanimi per le scelte ideologiche (i sioux parlano la loro lingua e vengono sottotitolati). Ma il film è interessante non solo per le prese di posizione a favore dei pellerossa e di una vita in armonia con la natura (sostenute con maggior coerenza in altri film: ''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]'' e ''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]'') ma soprattutto per la capacità di ridare forza alle immagini, rifiutando molte convenzioni hollywoodiane a favore di un innovativo realismo. (''[[Balla coi lupi]]''; 2003, p. 244)
*Insolita commedia favolistica che [[Antonio Leonviola|Leonviola]] (anche sceneggiatore e produttore) dirige alternando momenti fantastici (il sogno «solarizzato» all'inizio o la presenza di [[Vittorio De Sica|De Sica]] come «buon Dio» in quattro ruoli diversi: guardia, vigile, portaceste e tassista) ad altri più decisamente melodrammatici: il mondo infantile non è enfatizzato né edulcorato ma anche quello degli adulti è raccontato con feroce ironia (la famiglia del fornaio [[Mario Carotenuto|Carotenuto]]) o fredda antipatia (il maestro di musica interpretato da [[Gabriele Ferzetti|Ferzetti]], la madre superiora di [[Pina Renzi]]). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2003, p. 247)
*L'umorismo di [[Mel Brooks|Brooks]] a volte è greve, a volte molto cerebrale: i protagonisti vedono la cassetta di ''Balle spaziali'' per conoscere in anticipo il seguito della storia; il mostriciattolo di ''[[Alien]]'' esce dallo stomaco di John Hurt che si lamenta: «No, ancora!». (''[[Balle spaziali]]''; 2003, p. 248)
*Ritmo serrato e suspense (da antologia l'ultimo tentativo di fuga di un bandito che si arrampica su una gomena ma non riesce a superare il disco di metallo che impedisce ai topi di salire sulla nave) ma soprattutto buone osservazioni d'ambiente. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2003, p. 256)
*[...] la non disprezzabile risposta del produttore De Laurentiis ai kolossal hollywoodiani: il gigantismo è utilizzato al meglio da Fleischer per sottolineare le contrapposizioni simboliche che attraversano l'esistenza di Barabba – la luce e le tenebre, la morte e la resurrezione – e che danno al film un autentico spirito religioso, praticamente unico in superproduzioni di questo tipo. (''[[Barabba (film)|Barabba]]''; 2003, p. 259)
*Un grandioso affresco umanitarista, pieno di nobile retorica, nel quale si sentono echi di [[Victor Hugo]] e di [[Fëdor Dostoevskij|Dostoevskij]]: al centro c'è la descrizione – mai disperata – del «pozzo senza fine e senza fondo della miseria umana», dalla cui esplorazione i vari personaggi (e il regista con loro) trovano la forza di continuare la loro missione in favore delle miserie altrui. Per inseguire la moltitudine di personaggi che popolano il film, Kurosawa utilizza da maestro il CinemaScope, privilegiando i campi lunghi, anche se rimane in parte schiacciato dalle sue ambizioni e dagli intenti didascalici. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2003, p. 261)
*Senza farsi condizionare dalle ristrettezze del budget (è una produzione Republic), il regista concentra tutti i suoi sforzi sugli elementi essenziali che possono servire per analizzare una personalità tormentata e scoprirne la sua più intima verità: l'uso claustrofobico del décor e della luce, i pochi tocchi onirici di un racconto dichiaratamente realistico (le immagini chiave della vasca che si vuota e del pesce argenteo che salta fuori dal fiume), un'atmosfera che sottolinea le pulsioni erotiche del protagonista, servono per materializzare, in maniera ossessiva, le paure [...]. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2003, p. 267)
*Una vera tragedia degli equivoci, forse il miglior film di [[Luigi Chiarini|Chiarini]]: l'esigenza di raffinatezza formale tipica del «calligrafismo» (di cui il regista era uno degli esponenti di punta) qui si combina con uno stile vigoroso evidente anche nei personaggi minori (l'acidissima zia del notaio interpretata da [[Teresa Franchini]], piccolo capolavoro di battute e recitazione), capace di creare un'atmosfera incandescente e mortifera con cui alludere agli umori dell'epoca ben oltre la riduzione letteraria. Merito indubbio dell'operazione va alla sceneggiatura [...]. A [[Umberto Barbaro|Barbaro]], in particolare, viene da attribuire la forte connotazione sociale che rende leggibile il film anche in chiave di dramma di classe. Notevole la presenza palpitante della [[Luisa Ferida|Ferida]], attrice di regime generalmente impiegata in ruoli aggressivi e sensuali, che attraversa il film come un fantasma introducendo un clima «fantastico» abbastanza insolito nel cinema del periodo. (''[[La bella addormentata (film 1942)|La bella addormentata]]''; 2003, p. 277)
*Sbilanciato dal punto di vista narrativo, soprattutto per la stereotipata recitazione da «cattivo» di [[Francis X. Bushman]], il film ha comunque due momenti indimenticabili, la battaglia navale e la famosa corsa delle bighe, che non ha nulla da invidiare per tensione e perfezione tecnica a quella girata da [[Andrew Marton]] nel 1959, anche per merito delle scenografie di [[Cedric Gibbons]] e degli effetti speciali di Kenneth Gordon MacLean. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2003, p. 288)
*[...] un film agiografico ma misurato. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2003, p. 292)
*La pellicola che ha segnato una svolta nella carriera di [[John Woo|Woo]] (fino ad allora autore di ''wuxiapian'' e film comici) e nel cinema di Hong Kong, inaugurando il genere del mélo-noir metropolitano in cui le sparatorie iperrealiste sostituiscono i duelli tradizionali. I temi sono quelli classici di Woo: l'elogio dell'amicizia, la difesa anacronistica di un mondo votato all'autodistruzione, la violenza stilizzata dove si mescolano lacrime e sangue. L'impianto da film popolare e certe ingenuità dispiacciono agli occidentali abituati ai successivi lavori del regista, ma il respiro è epico e travolgente. Un trampolino di lancio anche per [[Chow Yun-fat|Chow]], che ruba la scena nella parte dell'ex killer umiliato, con impermeabile e occhiali scuri. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2016, p. 552)
*Versione moderna dell'opera di [[William Shakespeare|Shakespeare]] (neppure citato nei titoli, forse perché l'Italia era in guerra con la Gran Bretagna) ambientata nella periferia romana, ma poco aiutata da due attori fuori parte. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2003, p. 308)
*Benché ibrido e sbilanciato [...] è comunque un film-chiave nell'opera del regista perché presenta già molti dei suoi elementi caratteristici: la costruzione della suspense, l'eroina bionda, la labilità del confine tra innocenza e colpa, la caccia all'uomo in un luogo famoso (qui il British Museum) e l'attenzione per le innovazioni tecniche [...]. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2003, p. 311)
*Molti critici vecchi e giovani hanno comunque benedetto l'operazione: i primi lieti di un horror che – per forza di cose – gioca tutto sul fuoricampo e sul mistero non spiegato, i secondi per moda. In definitiva, solo uno scherzo goliardico più interessante per i semiologi e i sociologi che per gli spettatori comuni, anche se in curiosa ed emblematica sintonia con il finto realismo e l'estetica «sporca» dei film del Dogma danese. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair]]''; 2003, p. 313)
*Un western teso e cupo (con un [[Gregory Peck|Peck]] inusualmente minaccioso) [...]. (''[[Bravados]]''; 2003, p. 336)
*Una farsa sfilacciata, dove soggettisti (Age e Scarpelli) e sceneggiatori (Metz, Marchesi, Vecchietti e Amendola) cercano di far sorridere con equivoci e trovatine inoffensive (le assurde penitenze della gara di canasta, i trucchi per non pagare il conto al ristorante). (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2003, p. 345)
===C===
*Una commedia gialla raffinata e piena di ironia, [...] fondata – secondo un meccanismo di «spostamento» narrativo tipicamente hitchcockiano – non tanto sulla scoperta del ladro vero quanto sul tema dell'identità del ladro presunto. (''[[Caccia al ladro]]''; 2003, p. 363)
*Per l'esordio come produttore [...] [[Kirk Douglas|Douglas]] sceglie un western non originalissimo [...] ma splendidamente fotografato [...] dove le complicazioni della trama passano in secondo piano di fronte all'esaltazione della natura selvaggia. Indimenticabile la [[Elsa Martinelli|Martinelli]] (al suo esordio a Hollywood) mentre fa il bagno nuda. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2003, p. 366)
*[...] gli stereotipi dei film coi minatori ci sono tutti, ma gli inverosimili abiti della [[Marlene Dietrich|Dietrich]] giustificano da soli la visione e la scazzottata finale è insolitamente violenta. (''[[I cacciatori dell'oro]]''; 2003, p. 366)
*Tra comicità e patetismo, un mondo di risorse e umanità che Loy aveva già esplorato nelle sue indagini televisive, affidato all'estro agrodolce di Manfredi. (''[[Café Express]]''; 2010, p. 537)
*Ambientazione inusuale, claustrofobica e notturna, e recitazione avvincente fino all'epilogo risolutore. (''[[La campana del convento]]''; 2003, p. 380)
[[File:Boratto Campo de' fiori 1.png|miniatura|[[Caterina Boratto]] in ''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]'']]
*[...] si intravedono elementi pre-neorealisti (le dispute al mercato, la scena con la [[Caterina Boratto|Boratto]] in prigione, quelle della balia in Abruzzo). E i toni della commedia sono abbastanza lontani dagli schemi estetici dell'epoca, con accenni di critica sociale (i «borghesi» che giocano d'azzardo) e qualche divertente notazione sul maschio conquistatore [...]. (''[[Campo de' fiori (film)|Campo de' Fiori]]''; 2003, p. 382)
*[...] Camerini abbandona i consueti temi piccolo-borghesi e realizza una genuina commedia d'ambientazione popolaresca. [...] la censura fascista manipolò il film a tal punto da rendere incomprensibile la sua presunta componente eversiva. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2003, p. 395)
*[...] si regge tutto sulla bravura degli interpreti. Peccato che [[Alec Guinness|Guinness]] abbia imposto di ridurre (per invidia?) il ruolo di [[Bette Davis]] [...]. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2003, p. 398)
*[...] il primo grande successo di [[Brian De Palma|De Palma]], e un trampolino di lancio per la [[Sissy Spacek|Spacek]]. L'innesto dell'horror nella commedia di ambiente studentesco farà scuola: ma ciò che interessa al regista è la poesia del sangue e del voyeurismo. Un cinema cinico e sensuale, che sacrifica i personaggi all'occhio che li riprende, riducendoli a corpi da far morire allegramente. Grandi sfoggi di tecnica (carrellate circolari, piani sequenza acrobatici), anche se lo ''split screen'' nelle scene del massacro finale appare oggi goffo e datato. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2003, p. 410)
*Nonostante la presenza di sceneggiatori come Richard Matheson e Robert Bloch (Russ Jones, non accreditato è l'autore del secondo segmento) e un cast di primo piano, è uno dei film a episodi meno riusciti della Amicus. L'umorismo nero, caratteristico di queste produzioni, funziona solo nell'ultimo episodio; e la blanda regia di Duffel si limita a qualche inquadratura sbilenca nei momenti cruciali. (''[[La casa che grondava sangue]]''; 2003, p. 414)
*Come [[Robinson Crusoe]] (senza cannibali e con un po' di zen in più), una parabola sulla necessità di perdere tutto per ritrovare se stessi attraverso il confronto con una natura insondabile e indifferente dalle vicende umane. Ma se [[Daniel Defoe|Defoe]] teorizzava la fuga dalla società neoindustriale del capitalismo selvaggio, [[Robert Zemeckis|Zemeckis]]-con le armi della civiltà digitale che finge di ripudiare- non vede l'ora di riportare indietro il suo eroe, anche se (quasi) rinuncia al lieto fine hollywoodiano. Scritto da William Broyles jr. Girato con tempi di lavorazione molto lunghi (sedici mesi: nella pausa tra le riprese, durata un anno, il regista ha diretto ''[[Le verità nascoste]]'') per consentire a [[Tom Hanks]] (meritata la nomination all'Oscar) di dimagrire 22 chili. (''[[Cast Away]]''; 2014, p. 690)
*Splendido melodramma gotico sul tema di Barbablù e della sposa-vittima. [[Vincent Price|Price]] è una grandiosa incarnazione del male, [[Gene Tierney]] una succube perfetta. Prodotto da [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] che non poté dirigerlo per una malattia, è il film con cui esordisce [[Joseph L. Mankiewicz|Mankiewicz]] e nel quale è già presente il tema portante di tutta una carriera: la forza della parola, usata come il più forte degli elementi drammatici, della quale ci si serve per affrontarsi, studiarsi, combattersi e annientarsi. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2003, p. 427)
*Uno dei più alti esempi di noir anni Quaranta, dramma dell'ossessione e della predestinazione, nel quale un tragico fatalismo sottolinea l'impotenza dell'individuo a liberarsi dall'influenza perversa e avvelenata che il passato ha sul presente. Ognuno dà il meglio di sé, e l'acme è raggiunto nella scena in cui [[Robert Mitchum|Mitchum]] aspetta la dark lady in un bar messicano: non accade nulla, ma c'è tutto il senso del film. (''[[Le catene della colpa]]''; 2003, p. 428)
*Western antimilitarista dove [[John Ford|Ford]] inizia a riflettere sulla vecchiaia [...]: non a caso la sceneggiatura [...] si «inventa» due colpi di scena finali – la memorabile carica nella tempesta contro il campo indiano e il richiamo di Brittles come responsabile delle guide – per permettere al suo eroe di chiudere il film (e la carriera) in bellezza. Indimenticabile [[John Wayne|Wayne]] mentre monologa sulla tomba della moglie con un cielo da delirio sullo sfondo. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2003, p. 434)
*Tra gli ultimi sussulti del cinema dei telefoni bianchi: l'azione, ovviamente, si svolge in Ungheria, ma non manca qualche cenno ai tempi difficili. (''[[Centomila dollari]]''; 2003, p. 442)
*Thriller con la pretesa di elevarsi al di sopra del cinema di genere, ma che risulta solo fiacco e noioso. (''[[Il cervello dei morti viventi]]''; 2003, p. 449)
*Thriller parapsicologico vecchio stile e senza tocchi d'autore, sostanzialmente una noia. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2003, p. 451)
*Dramma eccessivo (anche nella lunghezza) e volutamente sgradevole, con un finale sorprendentemente misurato, malgrado il colpo di scena. Le performance di [[Joan Crawford]] e soprattutto di [[Bette Davis]] hanno un che di masochistico che [[Robert Aldrich|Aldrich]] accentua inserendo spezzoni di film nei quali le due attrici recitavano in gioventù [...]. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2003, p. 458)
*Ottima produzione con un grande ritmo e un bel cast: restano memorabili una misteriosa e seducente [[Veronica Lake]] e [[William Bendix]], nel ruolo della brutale guardia del corpo. (''[[La chiave di vetro (film)|La chiave di vetro]]''; 2003, p. 462)
*Commediola [[Cesare Zavattini|zavattiniana]] (lo sceneggiatore cullava questo progetto dal 1934) sulle tentazioni della modernità e del successo e sulla conseguente perdita di identità. Ma la sceneggiatura [...] non va molto più in là della giustapposizione dei singoli episodi, troppo diseguali: di una facile melodrammaticità quelli dei due De Filippo, solo sbozzato quello di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]], improbabile quello di [[Walter Chiari|Chiari]]. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2003, p. 486)
*[...] il film colpisce ancora per il suo realismo e il ritratto cupo e disperato del mondo della malavita. Ottima prova della [[Bette Davis|Davis]], e di [[Eduardo Ciannelli]] nella parte del boss, chiaramente ispirato alla figura di [[Lucky Luciano]]. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2003, p. 486)
*Riambientazione, senza molto interesse, dell{{'}}''[[L'uomo di bronzo|Uomo di bronzo]]'' nel mondo del circo che nemmeno un discreto cast riesce a salvare. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2003, p. 490)
*Ispirato a un fatto reale, il film mescola il melodramma sociale ai toni da commedia, rischiando più di una volta di scivolare in un sentimentalismo eccessivamente sciropposo, riscattato solo dalla recitazione di [[Spencer Tracy]]. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2003, p. 493)
*Piccolo noir della Rko, prodotto da [[Howard Hughes]] su misura per l'esuberante sex appeal di [[Jane Russell]] (che si esibisce in un paio di canzoni, accompagnata al piano da [[Hoagy Carmichael]]): il tema del passato che ritorna è trattato in maniera pittosto superficiale, ma la lunga caccia all'uomo finale – con un elicottero all'inseguimento di un'auto tra paesaggi desertici – è girata con grande abilità e un ottimo crescendo d'azione. (''[[La città del piacere]]''; 2003, p. 493)
*L'ottavo lungometraggio di [[Hayao Miyazaki|Miyazaki]] (unico sceneggiatore) è il suo risultato finora più alto, anche se i temi che lo percorrono (l'infanzia come sogno di cui ritardare la fine, l'armonia animista delle cose, il pittoricismo delle immagini) sono già tutti nei suoi lavori precedenti. Le invenzioni visionarie e poetiche sono incessanti e sempre felici, tra memorie di ''Alice nel paese delle meraviglie'', iconografia shintoista, teatro kabuki e surrealismo. E si fondono per creare un universo sorprendente e a tratti cupissimo, che disattende le leggi della logica e della fisica, e dove non è possibile discernere tra buoni e cattivi. I personaggi si stagliano nella memoria in sequenze di grande durezza (l'iniziale mutazione dei genitori), di delicata poesia (il memorabile viaggio in treno sulla ferrovia sommersa), di indefinibile suspense (l'arrivo notturno del traghetto da cui fuoriescono silenti gli ospiti della «colonia»). Ottima colonna sonora di Joe Hisaishi. (''[[La città incantata]]''; 2003, p. 495)
[[File:Clandestino a Trieste (1951) Doris Duranti.jpg|miniatura|[[Doris Duranti]] in ''[[Clandestino a Trieste]]'']]
*Un tentativo di ricucire le ferite della guerra con buona volontà e fede nella giustizia: decisamente troppo, anche perché la recitazione è sotto il livello di guardia. Curiosa solo l'ambientazione tra Monfalcone e Trieste e lo squarcio semidocumentario sul potere di comunicazione della radio. Tratto da un racconto di Camillo Del Signore, sceneggiato da [[Diego Fabbri]] e [[Turi Vasile]], che non risparmiano alla [[Doris Duranti|Duranti]] i peggiori stereotipi di mangiauomini e madre senza cuore. (''[[Clandestino a Trieste]]''; 2003, pp. 500-501)
*[...] è un thriller raccontato col ritmo della commedia, pieno di colpi di scena, realizzato con eccezionale senso dei caratteri. Il moralismo di fondo di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], poi, si diverte a complicare la storia [...]. (''[[Il club dei 39]]''; 2003, p. 505)
*Western antieroico e antispettacolare, pessimista e realistico fino allo squallore, tutto centrato su una cruda descrizione delle forme di vita e dei rapporti sociali dove la violenza è insieme storica e naturale. (''[[Le colline blu]]''; 2003, p. 513)
*Uno degli ultimi western classici [...]. Nessun compiacimento, poesia dei grandi spazi e un tocco di originalità dovuto alla presenza di attori giovanissimi (tendenza di cui i successivi western hollywoodiani s'impadroniranno con accanimento). Notevole il sangue freddo di [[Skip Homeier|Homeier]] e splendida [[Natalie Wood]] nel ruolo di Maria, ragazza ribelle che sgomina praticamente da sola un'intera banda di assassini. Da antologia la resa dei conti tra le rocce. (''[[Le colline bruciano]]''; 2003, p. 513)
*Le immagini mostrano ma non raccontano, alludono ma non dicono. Proliferano simboli e visioni inaudite (decine di libri messi ad asciugare sui tetti e sfogliati dal vento, pesci che si dibattono fuor d'acqua, greggi che invadono una chiesa, angeli della morte che scendono dal soffitto): lo spettatore non deve però decifrarli pedantemente, ma immergersi in essi, come in un quadro o in una musica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2003, p. 515)
*[...] il film racconta, con i toni struggenti dell'epica familiare, la fine di un'epoca che si conclude con la morte del vecchio Morgan ([[Donald Crisp|Crisp]]) nel crollo di un pozzo minerario. Una fine dolorosa, che [[John Ford|Ford]] rievoca con partecipazione ma senza nascondere l'inadeguatezza di quel mondo (e di quei valori) di fronte ai mutamenti sociali: ai suoi eroi non resta che sopportare in silenzio la propria sconfitta, come il reverendo Gruffydd ([[Walter Pidgeon|Pidgeon]]) che non ha il coraggio di accettare il proprio amore per Angharad Morgan ([[Maureen O'Hara|O'Hara]]) e così fallisce come uomo e come ministro di culto. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2003, p. 528)
*L'essenza del genere western come poteva essere pensata negli anni Trenta da [[Cecil B. De Mille|DeMille]]: verosimiglianza assoluta [...], grandissimi mezzi, precisione filologica [...], ritmo incalzante e colpi di scena [...]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1936]]; 2003, p. 549)
*Primo film girato in cinerama, è un'epopea edulcorata e celebrativa, ma di indubbia presa spettacolare. La parte migliore è la ricostruzione della cruentissima battaglia di Shiloh, unico episodio del film girato da [[John Ford|Ford]]. ([[La conquista del West (film 1936)|''La conquista del West'', 1962]]; 2003, p. 550)
*[...] tradimenti, passioni, ragion di Stato e un drammatico epilogo in una spettacolare evocazione storica di grande magnificenza visiva. Certe verbosità del dialogo e le ingenuità della trama si dimenticano facilmente davanti alla straordinaria prova della [[Bette Davis|Davis]], che per interpretare la brutta regina [[Elisabetta I d'Inghilterra|Elisabetta]] (che nei suoi attacchi di furia rompeva gli specchi per non vedersi) si fece rasare di cinque centimetri i capelli, indossò una parrucca rossa e si fece truccare con un fondotinta bianco e gessoso. Al contrasto fra i protagonisti, poi, corrispose fedelmente quello fra gli attori, perché la prima donna Bette Davis mal sopportava la concorrenza di [[Errol Flynn]], al posto del quale avrebbe voluto [[Laurence Olivier]]. (''[[Il conte di Essex]]''; 2003, p. 553)
*Un ennesimo remake a basso costo dove il ridicolo prevale sull'horror. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2003, p. 554)
*[...] è un melodramma avventuroso che naturalmente privilegia la storia d'amore rispetto alla Rivoluzione, anche se [[Jacques Feyder|Feyder]], pur non muovendosi dall'Inghilterra, riesce a ricreare piuttosto bene l'atmosfera russa [...]. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], splendida, qui sfodera una sensualità molto più esplicita che nei film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (basta vedere il bagno nella tinozza dopo essere sfuggita ai bolscevichi). Sontuosamente prodotto da [[Alexander Korda]], l'unico in Gran Bretagna che potesse rivaleggiare con Hollywood. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2003, p. 554)
*Un kolossal made in Italy che cerca di mediare esigenze spettacolari con il rispetto per la verità storica: gran lavoro degli sceneggiatori [...]. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2003, p. 581)
*Basato sui ricordi mendaci di [[Frank Harris]], è un godibile western d'atmosfera, più romantico che realistico, giocato sugli inevitabili contrasti tra un vero cowboy e un impreparato cittadino. Suggestivi i paesaggi, ritratti senza pennellate di maniera dal fotografo Charles Lawton. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2003, p. 583)
*Il modello è ''[[La fiamma del peccato]]'', i risultati sono molto più modesti ma comunque in grado di soddisfare gli amanti del noir. La [[Kim Novak|Novak]] è una dark lady debuttante e convincente. (''[[Criminale di turno]]''; 2003, p. 587)
*La sceneggiatura di [[Dudley Nichols]] (e le imposizioni del Codice Hays) semplificano il romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (da cui è tratto il film e dove il prete era alcolizzato e viveva con una donna), ridimensionando le implicazioni morali per enfatizzare la dimensione drammatica. Il ritmo è discontinuo e lo schematico simbolismo religioso alla lunga disturba, ma lo stile è quello di un maestro e la fotografia di [[Gabriel Figueroa]] è eccellente. (''[[La croce di fuoco]]''; 2003, p. 591)
*Una storia struggente, tratta dal romanzo omonimo di [[Marjorie Kinnan Rawlings]], che ha fatto piangere intere generazioni, splendidamente filmata in technicolor e sostenuta da interpreti impeccabili. (''[[Il cucciolo]]''; 2003, p. 597)
*Una vera e propria operazione nostalgia [...] curata nella ricostruzione dell'ambiente e lenta nel ritmo, come prescrive la pagina [[Edmondo De Amicis|deamicisiana]]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2003, p. 599)
===D===
*Melodramma edificante tratto da ''[[Cuore (romanzo)|Cuore]]'' di [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], che sfrutta poco gli spunti potenzialmente cinematografici del racconto (le avventurose peripezie del protagonista) per dare la precedenza alla sfera dei nobili e patetici sentimenti filiali. (''[[Dagli Appennini alle Ande (film 1943)|Dagli Appennini alle Ande]]''; 2003, p. 606)
*Non un capolavoro del noir (messinscena e regia, per quanto impeccabili, sono piuttosto anonime), e tuttavia un film interessante sul tema della disillusione postbellica e sul trauma psicologico del rientro in una società moralmente alla deriva, preludio alla nascita di quella dark lady che ossessionerà per anni il cinema americano. [...] Bravissimi [[Alan Ladd|Ladd]] nella parte del reduce spaesato e la [[Veronica Lake|Lake]] in quella della salvatrice che, con il suo carico di sensuale ambiguità, arriva ad alterare anche il tradizionale personaggio della «buona». Inizialmente il colpevole doveva essere Buzz, vittima di guerra tanto simpatica quanto inquietante [...]. Indimenticabile la scena in cui la Lake, al volante di notte, «abborda» Ladd a piedi sotto una pioggia torrenziale. (''[[La dalia azzurra]]''; 2003, p. 607)
*Una favola fantastica in stile [[J. R. R. Tolkien|Tolkien]], rielaborata dai creatori dei Muppets: l'intreccio è banale, ma i pupazzi sono spettacolari. (''[[Dark Crystal]]''; 2003, p. 618)
*Una situazione tipica della commedia [[Mario Camerini|cameriniana]] – lo scambio di persona – diventa lo strumento di una satira raffinata contro la superbia e la beneficenza interessata dell'alta borghesia. (''[[Darò un milione]]''; 2003, p. 619)
*Diligente l'ambientazione, compassata la sceneggiatura, complessivamente impacciato il cast. (''[[David e Golia]]''; 2003, p. 622)
[[File:Susan Hayward 4.jpg|thumb|[[Gregory Peck]] e [[Susan Hayward]] in ''[[Davide e Betsabea]]'']]
*Un'accurata ma noiosa versione cinematografica del celebre episodio biblico (l'amore adulterino del re David per la moglie di un suo ufficiale) che gli attori cercano di vivacizzare come possono. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2003, p. 622)
*Tipico film catastrofico, che fa propri tutti gli stereotipi del genere. Ha avuto un sensazionale impatto orrorifico sul pubblico, e tale risvolto sociale conta molto di più delle sue qualità artistiche, decisamente scarse. (''[[The Day After - Il giorno dopo]]''; 2003, p. 622)
*La sceneggiatura di [[Bill Marsilii|Bill Marsili]] e [[Terry Rossio]] gioca con i soliti paradossi temporali, sorvolando sulla plausibilità dell'elemento fantascientifico e tentando fin che può di arginare facilonerie e incongruenze. Il gioco regge mezz'ora, poi svacca inesorabile nell'''action movie'' bombarolo con storia d'amore e ''happy ending'' di rito. In realtà, [[Tony Scott|Scott]] vorrebbe rappresentare paure contemporanee: e se avalla ambiguamente (come già nel suo precedente ''[[Nemico pubblico (film 1998)|Nemico pubblico]]'') una tecnologia che viola la privacy a fin di bene, azzecca però un paio di sequenze tecnicamente complesse (come l'inseguimento in auto tra passato e presente) e l'ambientazione nella [[Louisiana]] in ricostruzione dopo l'uragano [[Uragano Katrina|Katrina]]. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 905)
*Favola sociale impregnata delle idee del Fronte popolare e scritta da [[Jacques Prévert]], questo film non si accontenta di vantare i meriti delle imprese autogestite ma arriva a giustificare l'assassino del cattivo facendolo approvare, per così dire, da una giuria popolare (incarnata simbolicamente dai clienti del bar ai quali Valentine racconta la storia). Ambientato quasi completamente all'interno di un caseggiato parigino, con la sua corte di popolani variopinti (per la maggior parte attori del Groupe Octobre), il film fonde con abilità il messaggio ideologico con la freschezza e l'humour della commedia [...]. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2003, p. 635)
*Ottima l'idea di partenza, quella di ambientare un horror in un cinema dove si proietta un film dell'orrore dagli influssi malefici. Ben presto gli spettatori cominciano a trasformarsi in mostri. Peccato che la sceneggiatura, dopo un'ora, annaspi, e gli attori siano risibili. (''[[Dèmoni (film)|Dèmoni]]''; 2003, p. 640)
*Frullato di luoghi comuni dell'horror contemporaneo, con pesanti riferimenti a ''Gremlins'' e a ''Videodrome'', e senza una trama degna di questo nome. (''[[Dèmoni 2... L'incubo ritorna]]''; 2003, p. 640)
*[…] è uno dei più bei film sull'amicizia e sul rapporto dell'uomo con la natura, semplice ed emozionante come solo i capolavori sanno essere. Commovente il modo con cui Kurosawa sa raccontare l'ingenuo animismo di Dersu (il suo parlare al fuoco e al vento, all'acqua e alla tigre), ma anche il suo senso di fratellanza universale (quando lascia qualche provvista nella capanna per il prossimo, eventuale occupante). (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2003, p. 643)
*Il film [...] risente della sua origine teatrale ma sa far rivivere con emozione e intensità le persecuzioni del clero durante il Terrore. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2003, p. 653)
*Film catastrofico, tedioso e pieno di buoni sentimenti. (''[[Il diavolo alle 4|Il diavolo alle quattro]]''; 2003, p. 658)
*Il più originale, il meno conformista, e il più cukoriano di tutti i film di [[George Cukor|Cukor]] [...]. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2003, p. 658)
[[File:Yul Brynner in The Ten Commandments film trailer.jpg|thumb|[[Yul Brynner]] ne ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'']]
*La magniloquenza e il gigantismo non tolgono però al film la sua appassionata carica emotiva e le libertà storiche che DeMille si è preso (per esempio nel personaggio di Nefertiti/Anne Baxter) colorano la storia con alcune sfumature ancor oggi godibili. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2003, p. 664)
*Gioco tra gatto e topo con molti capovolgimenti, che sfrutta al meglio l'ambientazione claustrofobica. Tocchi d'ironia, massicce dosi d'azione, effetti visivi strabilianti, una suspense ininterrotta e Bruce Willis che azzecca una delle sue parti migliori: che cosa si può volere di più? (''[[Trappola di cristallo|Die Hard - Trappola di cristallo]]''; 2003, p. 666)
*[...] questo film è prima di tutto una dolente parabola sull'intolleranza e la superstizione. Ma anche un'acuta riflessione sull'impossibilità di attribuire schematicamente colpe e assoluzioni: ogni personaggio, e Anne in primo luogo, manifesta una personalità ambigua e contraddittoria, che non permette allo spettatore di dare giudizi certi. Certa è solo la condanna al dolore, unico mezzo possibile per raggiungere purezza e chiarificazione (che [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] sintetizza nel volto tormentato di [[Lisbeth Movin]]), e il peso dell'orrore, di cui si è insieme vittime e responsabili (come nella scena finale in cui Anne, circondata da chierichetti salmodianti, decide di confessare). (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2003, p. 666)
*Curioso ma irrisolto ritratto del disfacimento morale di una classe sociale, troppo «estremo» per non sembrare contraddittorio. La povertà affettiva della ricca famiglia milanese, la non confessata ambiguità di chi ([[Tomas Milian|Milian]]) in fondo non è che un mantenuto, l'ambigua generosità del falso prete non riescono mai a trasformarsi in elementi di analisi di quella disgregazione sociale a cui fa riferimento il titolo, rimanendo episodi fini a se stessi anche per l'oggettiva inconsistenza dell'antagonista proletario ([[Renato Salvatori|Salvatori]]), la cui unica caratteristica sembra essere l'invidia della ricchezza. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2003, pp. 676-677)
*Il miglior ''Frankenstein'' del ciclo [[Hammer Film Productions|Hammer]] e l'ultimo grande film di Fisher che, nella cornice del racconto gotico, inserisce una riflessione sulla diversità solo abbozzata negli episodi precedenti. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2003, p. 678)
*[...] è una specie di ''[[Viale del tramonto]]'' pieno di cliché [...] ma non privo di fascino negli assoli della [[Bette Davis|Davis]] (specie nella scena del provino, prima quando tenta di fare la giovane sexy e poi quando, riguardandosi, si accorge di quanto sia stata patetica). (''[[La diva]]''; 2003, p. 679)
*Un affresco composito di un mondo senza più nessun punto di riferimento [...]. Ben presto divenne un cult movie anche all'estero, diffondendo l'uso di neologismi come «paparazzo». (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 990)
*[...] è un film che sa utilizzare a proprio vantaggio le ristrettezze del budget: [[Don Siegel|Siegel]] punta tutto sulle scene d'azione e di violenza, girate e montate con uno stile nervoso e tranciante, e lascia in secondo piano i risvolti psicologici della storia, così da far emergere una «contiguità» fisica ma anche (im)morale tra gangster e poliziotti, in precario equilibrio sul filo che divide il Bene dal Male (come appunto succede a Jack che quasi non s'accorge di essersi trasformato in un bandito). (''[[Dollari che scottano]]''; 2003, p. 688)
*[...] è una summa perfetta del genere western e dei temi cari a [[Howard Hawks|Hawks]]: le dinamiche (morali) che si scatenano all'interno del gruppo, il ruolo pedagogico degli anziani, la nostalgia di una passata integrità, l'orgoglio del professionista per il suo lavoro ben fatto, le schermaglie virili. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2003, p. 689)
*Western inconsueto su uno sceriffo che sacrifica tutto (affetto della figlia compreso) in nome della giustizia, più interessante per la storia [...] che per il modo con cui la regia – scolastica – ce lo racconta. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2003, p. 690)
*Diretta con professionalità e ben interpretata, una commedia che vale soprattutto per l'affresco dell'America fine Ottocento. (''[[La dominatrice]]''; 2003, p. 693)
*[...] un'esangue biografia modello esportazione, girata nel centenario della morte del santo. Perde il confronto con il ''[[Don Bosco (film 1935)|Don Bosco]]'' del '35, diretto da Goffredo Alessandrini. (''[[Don Bosco (film 1988)|Don Bosco]]''; 2003, p. 694)
*Un film superficiale ma ben confezionato: l'intrigo funziona, il ritratto della città {{NDR|Torino}} e della società incuriosisce, gli attori sono bravi. (''[[La donna della domenica]]''; 2010, p. 1006)
*Di notevole c'è l'atmosfera mortifera che riflette quella di un'epoca (vedi il coevo ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]''), splendidamente resa dalla fotografia di [[Massimo Terzano]]: un clima che aleggia sin dalla prima, memorabile sequenza del funerale sotto la pioggia, prosegue con l'ostinato senso di vuoto degli interni, cui fa da contrappunto la solitudine delle cime, e culmina nell'enorme croce commemorativa che staziona per mesi nella casa degli sposi. (''[[La donna della montagna]]''; 2003, p. 701)
[[File:Joan Bennett in The Woman in the Window trailer 2.jpg|miniatura|[[Joan Bennett]] ne ''[[La donna del ritratto]]'']]
*[...] un noir avvincente che ripropone il tema più caro al regista: il sottile confine tra innocenza e colpevolezza, raccontato con una narrazione minuziosamente realistica ma sviluppato con un andamento potentemente onirico. Uno dei migliori ritratti del grigiore borghese e di quello che può nascondere dietro la sua faccia rispettosa. (''[[La donna del ritratto]]''; 2003, p. 702)
*Fantasia e realtà storica si intrecciano in questo film che mescola i generi con leggerezza e humor. [[Mario Soldati|Soldati]] [...] non mitizza la figura del protagonista e ne racconta il lato picaresco [...] più di quello guerresco; così come la corte dei Borboni [...] è descritta con un'ironia contagiosa [...]. A [[Paolo Stoppa|Stoppa]], nei panni di un giuda invidioso e fanfarone, il compito di arricchire la pellicola con il ritratto dell'avidità umana e fare da contrappeso melodrammatico a un primattore che avrebbe potuto scivolare nella maniera di se stesso. (''[[Donne e briganti]]''; 2003, p. 711)
*Bellissime le scenografie di Ken Adam, come la sala da guerra del Pentagono. (''[[Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]''; 2010, p. 1040)
*''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'', che non a caso arriva sul finire del secolo, ha il merito di approfondire e sintetizzare a livello popolare i sottintesi ideologici del vampirismo ottocentesco, che - grazie a la cinema - avranno un grande seguito anche nel Novecento. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Il conte transilvano è in pratica l'ultimo degli eroi romantici: alle prese con l'irrazionale, il magico, il misterioso, in sospeso tra il Bene e il Male, la Vita e la Morte, la Morte e l'Immortalità. Naturalmente è destinato alla sconfitta in una società che si è votata alla Scienza (e più tardi alla tecnologia), ma non prima di aver scosso alle fondamenta il sistema di valori su cui tale società è fondata. (2003, p. 729)
*{{NDR|Sul [[Conte Dracula]]}} Ciò che più sorprende in lui è l'assenza di rimorso, la noncuranza delle conseguenze delle sue azioni. Agli occhi degli altri personaggi maschili del romanzo, che sotto la guida del dottor Abraham si schierano a tutela dell'ordine ideologico costituito, Dracula è l'incarnazione di Satana senza senso di colpa, del potere senza limiti, del sesso senza coscienza né controllo. (2003, p. 729)
*Interessante rilettura del personaggio inventato da Bram Stoker, di cui Badham (e lo sceneggiatore W. D. Richter) accentua l'aspetto di fascinazione erotica, grazie anche alla scelta di farlo interpretare dall'italoamericano Frank Langella: ne esce il ritratto di un seduttore «byroniano», alla disperata ricerca dell'assoluto, solitario e romantico, che si prende gioco delle convenzioni sociali e combatte i tabù puritani, offrendo alle sue vittime non solo la condivisione del desiderio del sangue ma soprattutto una festa dei sensi e un autentico delirio erotico. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2003, p. 732)
*Non per tutti i gusti, ma negli anni conserva un suo strano fascino. (''[[Dracula cerca sangue di vergine... e morì di sete!!!]]''; 2003, p. 732)
*Coppola (che ha utilizzato la sceneggiatura di James Hart) vede Dracula come Lucifero e angelo caduto, con una lettura che non è delle più abusate, capace di dare al personaggio una statura epica che sorprende chi conosceva la malinconia romantica del ''Nosferatu'' di Herzog. Ma poi lo appesantisce con un immaginario cattolico e sessuofobo, tutto giocato sull'ambivalenza di angelo e bestia, piacere e morte, che lascia freddi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2003, p. 732)
[[File:Dracula 1958 c.jpg|thumb|[[Christopher Lee]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] in ''[[Dracula il vampiro]]'']]
*Molto fedele allo spirito del romanzo di Bram Stoker, questo film definisce l'aspetto moderno di Dracula (i canini sporgenti sono un'invenzione di Fisher e l'interpretazione di Christopher Lee aggiunge un tocco di inquietante perversità al personaggio letterario). (''[[Dracula il vampiro]]''; 2003, p. 732)
*Non una parodia come ci ha spesso abituato Brooks, ma uno strano pastiche tra scontato citazionismo (di cui fa le spese soprattutto la versione di Coppola) e un'ormai stanca comicità goliardico-caotica. (''[[Dracula: morto e contento]]''; 2003, p. 732)
*Il tocco di Fisher si ritrova nella condanna di ogni moralismo (il Male incarnato da Dracula, ma anche l'eccesso di puderie di una delle due coppie, proprio per questo vittime designate del vampiro) e soprattutto nella lettura parareligiosa del mito di Dracula, visto come un nuovo anti-Cristo. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2003, p. 733)
*Quasi un remake non dichiarato di ''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]'', prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. Ma la formula è quella tipica dell'horror commerciale degli anni '90: humour nero, splatter e colonna sonora ''metal''. [...] Una stupidaggine, voluta e prodotta da Wes Craven. (''[[Dracula's Legacy - Il fascino del male]]''; 2003, p. 733)
*Film per ragazzi intelligente e ben diretto la cui uscita nelle sale è passata praticamente inosservata. (''[[Il drago del lago di fuoco]]''; 2003, p. 733)
*L'ambizioso tentativo del produttore [[David O. Selznick|Selznick]] di bissare il successo di ''[[Via col vento]]'' e di fare della moglie [[Jennifer Jones]] una superstar: 6 milioni di dollari per la produzione, 2 per il lancio pubblicitario, il fiato sul collo al regista [[King Vidor|Vidor]] (che non terminò neppure il film), musica tonitruante (di [[Dimitri Tiomkin|Dmitri Tiomkin]]) e una fotografia sanguigna di tramonti e fuochi. [...] l'eccesso di titanismo e le esagerazioni melodrammatiche (quasi ridicole) vengono abbondantemente riscattate dalla pulsante carica erotica di Jennifer Jones. (''[[Duello al sole]]''; 2003, p. 746)
*Esordio nella regia del premio Oscar per gli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001]]'', che risponde al pessimismo di [[Stanley Kubrick|Kubrick]] con una dichiarazione di ottimismo ecologico. Uno dei pochi film (con il molto posteriore ''[[Alien]]'') dove il peso degli effetti speciali non soffoca la dimensione umana del racconto. Anzi, [[Douglas Trumbull|Trumbull]] arriva a «umanizzare» i simpatici robot che aiutano [[Bruce Dern|Dern]] (bravissimo) nella sua opera. Poetico e affascinante. (''[[2002, la seconda odissea]]''; 2003, p. 749)
*Piccolo gioiello della fantascienza inglese, ispirato al romanzo ''La morte dell'erba'' di [[John Christopher]], che teorizza «da destra» la supremazia dell'istinto animale nell'uomo: tesi che il film esemplifica con una chiarezza quasi imbarazzante, soprattutto durante il lungo viaggio. Filmato con bel piglio documentario. (''[[2000: la fine dell'uomo]]''; 2003, p. 749)
*La Maggenti, anche autrice della sceneggiatura, mette molta carne al fuoco (i pregiudizi non riguardano solo la sessualità ma anche la razza e il censo), ma fortunatamente rifugge dal ''politically correct'' e si lascia andare con raffinata naturalezza al racconto di una storia d'amore che cresce pian piano e non si dimentica. Notevoli le due attrici protagoniste, praticamente esordienti. (''[[Due ragazze innamorate]]''; 2003, p. 754)
*[...] il film punta il suo fascino non sugli scenari futuristici (anzi, è improbabile che nel XXI secolo tutto sia così simile a oggi) ma sulla apocalittica visione del destino dell'uomo e della voracità cannibalesca del potere. Belle le ambientazioni in una New York notturna e decadente, costantemente avvolta in una nebbia inquinante, superbe le interpretazioni di [[Charlton Heston]] e di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] nel suo ultimo, commovente, ruolo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2003, p. 750)
*La principale qualità del film è il suo ritmo serrato, merito del regista che ha al suo attivo oltre mille spot pubblicitari. (''[[Duro da uccidere]]''; 2003, p. 761)
===E===
*La leggenda dell'ebreo errante aggiornata all'olocausto. [...] porta l'impronta del soggettista [[Giovanni Battista Angioletti|Giovan Battista Angioletti]], responsabile dello squilibrio tra le due parti del film, dove dal mitico si passa alla minuziosa descrizione delle brutalità naziste, narrate però con partecipata passione. (''[[L'ebreo errante (film 1948)|L'ebreo errante]]''; 2003, p. 766)
*Otto anni dopo avere diretto un classico del western come ''[[Un dollaro d'onore]]'', [[Howard Hawks|Hawks]] si diverte a rifare quasi lo stesso film con una serie di eroi invecchiati, stanchi e malandati, che più che con i nemici devono fare i conti con le stampelle e il tremito da astinenza da whisky. Un piccolo capolavoro di ironia [...] a cui contribuiscono in modo determinante [[John Wayne|Wayne]] e [[Robert Mitchum|Mitchum]], che giocano con intelligenza sulla loro ex immagine di eroi solidali e cocciuti. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2003, p. 777)
*La [[Sylvia Kristel|Kristel]] è bellissima, ma oltre che antivergine è antiattrice. (''[[Emmanuelle l'antivergine]]''; 2003, p. 785)
*È un agente delle assicurazioni o una perfetta ladra high-tech la giovane Virginia Baker ([[Catherine Zeta-Jones|Zeta-Jones]]), che si associa col vecchio marpione scozzese Robert MacDougal ([[Sean Connery|Connery]]: dichiara dieci anni in meno) per il furto di fine millennio a Kuala Lampur? E soprattutto, vuole fregarlo o cascherà tra le sue braccia? Quasi tutto come in un giallo-rosa di una volta (niente sesso e violenza), se non che i ladri alla fine scappano col malloppo: ma perché si dovrebbe fare il tifo per loro? Solo perché grondano fascino (almeno nelle intenzioni dei produttori)? Sceneggiatura più arrabbiata di quello che sembra, a firma di [[Ronald Bass|Ron Bass]] e [[William Broyles Jr.|William Broyles]]. Cinema commerciale di vacuità insostenibile, anche se eseguito professionalmente. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 1131)
*Dal dramma omonimo di [[Arthur Miller]], una delle più intense interpretazioni di [[Edward G. Robinson|Robinson]], perfetto nel descrivere il dramma di questo capitalista che non vuole ammettere i propri errori e ingannando la legge non potrà evitare lo scontro col figlio. Un eccesso di verbosità nuoce però al progredire della tensione. (''[[Erano tutti miei figli]]''; 2003, p. 793)
*Un film sottilmente ipocrita, non solo perché, con scarso coraggio, non fa vedere nulla, ma anche perché {{sic|Lulú}}, alla fine, viene riportata all'ovile dal provvidenziale maritino. L'erotismo dal punto di vista femminile resta una pia intenzione. (''[[Le età di Lulù]]''; 2003, p. 813)
*[...] il film vuole essere una rivendicazione dell'onore nazionale, in sintonia con la retorica di quegli anni. Rivisto oggi, si fa ancora apprezzare non per l'ingenua occasione propagandistica (comunque più diretta a difendere l'unione degli italiani che a esaltarne gli slanci espansionistici, più «isolazionista» che «nazionalista») ma per le sue qualità di forte figuratività e per la capacità con cui ne esalta l'epica narrativa [...]. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2003, p. 816)
*Da sempre interessato alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie, [[Mario Soldati|Soldati]] questa volta ci prova con il romanzo omonimo di [[Honoré de Balzac]], ma semplifica troppo i caratteri, riducendoli quasi a caricature, ed esagera in teatralità, sia nella messinscena che nella direzione degli attori. [[Gualtiero Tumiati|Tumiati]] sembra più simile all{{'}}''Avaro'' di [[Molière]] che a Grandet, la [[Alida Valli|Valli]], la più misurata e convincente di tutti gli interpreti, non sempre appare a suo agio. Notevole, come sempre nei film del regista, la cura formale, soprattutto nel taglio elegante delle inquadrature. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2003, p. 817)
*La sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Boorman utilizza i miti e le saghe del Graal per raccontare la ricerca di un'armonia perduta e di un giusto rapporto con la Natura, spezzatosi dopo la fine del mondo pagano. Elaborato e costosissimo, il film cade però sotto l'eccesso di effetti kitsch e un accumulo di simboli e «poesia» che il regista non riesce a controllare: così l'eccessiva enfasi e la grandiosità di alcuni passaggi è solo in parte bilanciata da un Merlino (Williamson) ironico e scanzonato, artefice nascosto di tutta la storia. (''[[Excalibur]]''; 2003, p. 822)
===F===
[[File:Fari nella nebbia - Fosco Giachetti.png|miniatura|[[Fosco Giachetti]] in ''[[Fari nella nebbia]]'']]
*Un film schietto e istintivo per l'epoca [...] immerso in un'atmosfera popolare torbida, sensuale e aggressiva, solitamente non tollerata dal regime. È il segno che qualcosa sta davvero cambiando nel cinema italiano, sempre più deciso ad allontanarsi dai telefoni bianchi e a mettersi in sintonia con il malessere del cosiddetto «realismo poetico» francese degli anni Trenta. La svolta decisiva avverrà con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', ma in ''Fari nella nebbia'' si possono cogliere degli spunti tematici e cinematografici in qualche modo anticipatori. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2003, p. 850)
*[[Camillo Mastrocinque|Mastrocinque]] dirige con notevole competenza tecnica un film sfarzoso (specie per l'epoca) e corrusco, e indovina alcune sequenze di follia melodrammatica (merito soprattutto della recitazione sovraccarica e quasi [[Max Ophüls|ophulsiana]] della [[Luisa Ferida|Ferida]]). Peccato che non abbia un'idea di regia unitaria, e si perda in ridicoli intermezzi a base di pecorelle e meli fioriti. Il clima dell'epoca non giustifica la squallida macchietta dell'usuraio ebreo. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2003, p. 862)
*Uno dei melodrammi più neri e tragici di [[John M. Stahl|Stahl]], che utilizza al meglio l'ambigua bellezza della [[Gene Tierney|Tierney]] per scandagliare le contraddizioni di una felicità cercata con tale foga da diventare impossibile. (''[[Femmina folle]]''; 2003, p. 865)
*[...] il film sopperisce con un ritmo vertiginoso alle carenze di sceneggiatura [...] e offre uno spettacolo fantasioso e spesso divertente. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2003, p. 869)
*[...] uno dei film meno personali del grande regista: statico, noioso, involuto. Una sola scena di suspense, quella dell'asta (girata con fulminei carrelli) [...]. (''[[Fiamma d'amore]]''; 2003, p. 872)
*Di fronte a questo adattamento (di [[Jim Uhls]]) del romanzo di [[Chuck Palahniuk]], la critica si è divisa: grido di rivolta contro una società post-consumista o pericolosa apologia di un neotribalismo fascista? Smisuratamente ambizioso ma anche autoparodico, il film appare alla fine confuso e impari al compito che si prefigge: sagace nell'individuare certi sintomi (crisi maschile, fuga dalla realtà, scissione della personalità), abile a stordire – soprattutto all'inizio – con una messa in scena visionaria (notevole la fotografia di [[Jeff Cronenweth]]), capace di colpire a fondo con il cinismo (memorabile il culturista cui sono spuntate le tette, interpretato dal cantante [[Meat Loaf]]), ma senza saper riflettere in modo articolato sui problemi evocati. In definitiva americano quanto un talk show un po' esagitato. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 1252)
[[File:La figlia del capitano-1947-Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] ne ''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]'']]
*[...] fu uno dei film più costosi realizzati in quel periodo in Italia, una specie di risposta classica e disillusa di [[Mario Camerini|Camerini]], attraverso una scelta narrativa fatta di passioni e colpi di scena, all'imperante umanitarismo neorealista. Indimenticabile [[Amedeo Nazzari|Nazzari]], vero protagonista del film che rimane impresso soprattutto nella scena finale, mentre se ne va, di spalle, verso la morte. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2003, p. 876)
*[...] il film è uno straordinario ritratto di una certa America di provincia, puritana e intollerante, su cui il regista innesta, attraverso il personaggio del giornalista ([[Arthur Kennedy|Kennedy]]), una spietata riflessione sui meccanismi del consenso e sul ruolo dei mass media. [...] [[Burt Lancaster|Lancaster]], in una delle sue più dense interpretazioni [...]. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2003, p. 884)
*Una soap dagli intenti dichiaratamente pedagogici scritta da [[James R. Webb]], più preoccupato di spiegare le trafile di un'adozione che di costruire una vera tensione melodrammatica. E soprattutto di dimostrare che il male non si trasmette per via ereditaria. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2003, p. 884)
*Flop commerciale, anche se non tutto è da buttare in questo film ambizioso, vorticoso e sovraccarico. Meglio peccare per eccesso che per difetto. (''[[Il filo del rasoio (film 1984)|Il filo del rasoio]]''; 2003, p. 887)
*[[Steven Seagal|Seagal]] si produce da solo, insistendo nella sua risibile svolta ecologista: la sua mancanza di ironia è al di là del comico involontario, e le passabili scene d'azione non bastano. (''[[Fire Down Below - L'inferno sepolto]]''; 2003, p. 897)
*Delirio dell'epoca [[Ronald Reagan|reaganiana]], fiacco nel ritmo e mediocre negli effetti speciali. Più di un punto in comune con ''[[Il sipario strappato]]'' (anche Gant commette un omicidio cruento e poco giustificato), malgrado [[Clint Eastwood|Eastwood]] non faccia nulla per rendere gli americani simpatici. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2003, p. 897)
*Mediocre adattamento del romanzo di [[James Hilton]] (nonostante i dialoghi fossero stati scritti da [[Christopher Isherwood]]), il film è un melodramma giallo che solo a tratti riesce a creare un'atmosfera di intenso terrore, soprattutto per merito dell'ottima prova di [[Robert Montgomery]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2003, p. 905)
*[...] è un horror psicologico che sintetizza magistralmente, sia nei contenuti che nella forma, suggestioni di varia provenienza: espressioniste (il mercante d'arte come il dottor Caligari, la fuga del mostro sui tetti, i forti contrasti chiaroscurali, le angolazioni inclinate); romantiche (il mito del Faust, l'amore passione più volte frustrato, l'idealizzazione della figura femminile e la conseguente disillusione); surrealiste (i quadri dell'ex pittore, ora burattinaio); ma soprattutto il film è un esplicito e raffinatissimo omaggio al cinema tedesco delle origini: [[Edgar G. Ulmer|Ulmer]] infatti era stato allievo di [[Friedrich Wilhelm Murnau|Murnau]] e aveva collaborato, ufficialmente come scenografo, a sette suoi film, tra cui ''[[Faust (film 1926)|Faust]]'', ''[[Aurora (film 1927)|Aurora]]'' e ''[[Tabù (film 1931)|Tabù]]''. (''[[La follia di Barbablù]]''; 2003, p. 906)
*Il deserto ricostruito in studio fa da sfondo a un dramma psicologico di origine teatrale [...] che introduce nel noir elementi nuovi e offre a [[Humphrey Bogart|Bogart]] la sua prima interpretazione di successo, nei panni di un gangster antieroe che avrebbe fatto scuola. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2003, p. 910)
*Fiacca commedia degli equivoci di ambientazione ungherese [...]: solo la [[Anna Magnani|Magnani]] – il cui personaggio non fa mistero della propria ambigua «attività» notturna – riesce a trasmettere un po' di esuberante realismo a una recitazione altrimenti senza grazia. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2003, p. 914)
*[[Bill Paxton|Paxton]] esordisce alla regia ed esplora l'ambivalenza del sacro e le ossessioni dell'America puritana, con brividi non banali malgrado un ritmo in sordina. La sceneggiatura di Brent Hanley accumula però troppi colpi di scena e non evita pericolose derive: tutti gli uomini uccisi dal padre giustiziere sono infatti colpevoli di delitti efferati e quindi, in qualche modo, «se lo meritano». (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2003, p. 920)
*[...] è una deliziosa e disincantata commedia dove lo sguardo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] (nell'ultimo film che diresse per intero) si fa più nero e sarcastico. La sua disillusa ferocia non risparmia nessuna classe sociale [...]. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2003, p. 921)
*[...] è un ritratto agiografico piuttosto ordinario, in cui il regista rinuncia a una rilettura personale per soddisfare le esigenze del pubblico medio internazionale. Non male il cast, e commovente a tratti l'interpretazione di [[Bradford Dillman|Dillman]]. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2003, p. 922)
*Girato con uno stile spoglio e fluido (cosi da lasciare molto spazio alla scenografìa e conseguentemente all'atmosfera opprimente), il film evita gli effetti troppo facili o le scene troppo cruente (anche per non urtare la sensibilità del pubblico di allora), ma riesce a descrivere i pericoli e le tentazioni della scienza e contemporaneamente a fare della creatura una «rappresentazione simbolica e metafisica dell'uomo, tormentato e diviso tra la riconoscenza e l'odio per un creatore che l'ha fatto così imperfetto» [Lourcelles]. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 1318)
*Ultimo dei cinque film della saga di Frankenstein diretti dal grande regista inglese per la [[Hammer Film Productions|Hammer]]: Cushing è un ''mad doctor'' emblematicamente rifugiatosi in un manicomio, ma l'atmosfera del film limita le invenzioni visive e la fotografia di Brian Probyn fa rimpiangere il sanguinio technicolor di Jack Asher. (''[[Frankenstein e il mostro dell'inferno]]''; 2003, p. 927)
[[File:I fratelli Castiglioni (1937) Luisa Ferida.png|miniatura|[[Luisa Ferida]] ne ''[[I fratelli Castiglioni]]'']]
*Ritratto amaro dell'avidità umana, che nel passaggio dalla «tragicommedia» di Alberto Colantuoni alla sceneggiatura di Emanuele Caracciolo e del regista accentua i toni farseschi e melodrammatici (con la nipote <nowiki>[</nowiki>[[Luisa Ferida|Ferida]]] scacciata di casa perché ragazza-madre e naturalmente sospettata di aver circuito il morto), evidenziati da una regia troppo espressionista per non sembrare esagerata. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2003, p. 930)
*Dramma processuale con un certo climax che, lontano dai manicheismi patriottici, trova un approccio anticonvenzionale al tema del tradimento. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2003, p. 938)
*[...] il film cerca di recuperare le utopie e gli incubi [[George Orwell|orwelliani]], ma dopo un buon inizio scade rapidamente nello schematismo e nella prevedibilità. (''[[La fuga di Logan]]''; 2003, p. 943)
*Un piccolo capolavoro del melodramma fantastico [...]. La sceneggiatura di [[John Patrick (drammaturgo)|John Patrick]] si destreggia con grande abilità nel continuo passaggio tra i diversi tempi della narrazione riuscendo a rendere avvincente una storia fatta soprattutto di rimpianti e di azioni mancate: a dare coesione alla trama è una incondizionata dichiarazione di fiducia nella forza dei sentimenti e dell'amore, dimostrata per antifrasi attraverso l'infelice rapporto di Rollo e Lark [...] e rivissuta in parallelo dal legame nascente tra Grizel e Pax. Così, anche il tragico epilogo – legato alla violenza della guerra – finisce per ribadire, con la forza dell'''amour fou'', il messaggio di speranza nella capacità umana di far trionfare i sentimenti sulle paure e gli egoismi. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2003, p. 944)
*Uno strano melodramma [...] pieno di fraintendimenti e di situazioni-limite per l'epoca (tutte le famiglie possibili nel film sono a pezzi e non si ricompongono, tutti i personaggi femminili sono donne sole e indipendenti), che all'enfasi sentimentale predilige i toni smorzati e termina in modo sorprendentemente aperto. Alla base c'è l'idea che tutti soffrono per la mancanza di amore ma evita con cura soluzioni estreme, optando per un registro quotidiano e verosimile che è una rarità nei film italiani dei primissimi anni Quaranta. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2003, p. 945)
*Potente e incisiva versione cinematografica del romanzo omonimo [...] dove il regista attenua la violenza contestatrice della denuncia sociale (pur sottolineando con energia la presa di coscienza di Tom che scopre la lotta di classe) mentre racconta con partecipata passione il dramma e il disorientamento di chi, sradicato dalla propria terra, deve attraversare un'America che stenta a riconoscere [...]. Memorabile e struggente la prima parte, più complessa e «[[Franklin Delano Roosevelt|rooseveltiana]]» ma meno toccante la seconda, riscattata da un finale indimenticabile [...]. Perfetta la dura e drammatica fotografia di [[Gregg Toland]] e la recitazione di tutto il cast. (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2003, pp. 957-958)
*Il film che ha lanciato [[Bruce Lee]] sulla ribalta internazionale imponendo la magistrale padronanza dell'attore nell'eseguire la tecnica del kung-fu. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2003, p. 958)
===G===
*Nella lettura della [[Liliana Cavani|Cavani]], [[Galileo Galilei|Galileo]] diventa un campione della Chiesa rinnovata del [[Concilio Vaticano II|Concilio vaticano II]], che si oppone al vecchiume della curia reazionaria. Un atto di accusa contro l'arroganza del potere, didascalico nell'esposizione, televisivo nel ritmo, ma con una buona descrizione dell'universo papalino e un protagonista all'altezza. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2003, p. 963)
*Un poliziesco teso e cupo con un finale insolito, [...] risente un po' dell'origine teatrale [...]. (''[[La gang]]''; 2003, p. 965)
*[...] doveva essere una semplice operazione commerciale, ma [[Fritz Lang|Lang]] seppe farne un piccolo classico del noir: basta vedere come risolve la scena chiave del delitto, tutta giocata sul non mostrato. Manovrando specchi e ombre con uno «stile inesorabile», Lang dà corpo alle tenebre che avvolgono la parte migliore di Hollywood. (''[[Gardenia blu]]''; 2003, p. 970)
*Una rivisitazione storica ilare e leggera, che si colora, nel finale, di toni satirici (gli opportunisti che accolgono [[Giuseppe Garibaldi|Garibaldi]] a braccia aperte) che richiamano ''[[La kermesse eroica]]'' di [[Jacques Feyder|Feyder]]. [...] Non banali alcuni richiami alla pittura italiana di soggetto risorgimentale – [[Silvestro Lega|Lega]] e [[Giovanni Fattori|Fattori]] in particolare. Originale, per il cinema italiano del tempo, la costruzione a flashback (è Caterina vecchia che racconta la storia). (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2003, p. 970)
*La sceneggiatura questa volta attinge addirittura da ''Solaris'' di Tarkovskij, oltre che dal solito ''Ritorno al futuro''. Ma per chi non è già fan della serie, la faccenda è irrimediabilmente noiosa, e gli effetti speciali non bastano. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2003, p. 978)
*[[Mario Camerini|Camerini]] si ispira a una commedia di [[Edgar Wallace]] [...] misurandosi col meno italiano dei generi cinematografici, e difatti ambienta l'azione in un'improbabile Inghilterra italianizzata. Ne è uscito un gioco di equivoci e di coincidenze sempre sul filo dell'ammiccamento e della parodia, insieme innocuo e malizioso. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2003, p. 986)
*Uno dei più famosi film di guerra italiani, chiaramente dalla parte del regime [...]. La propaganda è però più evidente nella seconda parte, in cui prevalgono i drammi dei personaggi riferiti con abbondanza di retorica. La prima, invece, completamente dedicata all'infuriare della battaglia, rivela un senso dell'azione scopertamente debitore del western americano [...]. (''[[Giarabub (film)|Giarabub]]''; 2003, pp. 988-989)
*Girato in Arizona soprattutto per sperimentare il technicolor tricromatico, improbabile nella storia [...] e nella scenografia, il film mantiene però un certo fascino grazie a un esotismo dichiaratamente artificisoso. (''[[Il giardino di Allah]]''; 2003, p. 990)
*[...] è una affascinante rivisitazione di un celeberrimo romanzo per bambini tutto costruito sulle magiche atmosfere di quel giardino vittoriano capace di modificare il carattere delle persone. Ingiustamente dimenticato, è un film che andrebbe rivalutato. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2003, p. 991)
*Un western vecchio stile che tenta vanamente di aggiornarsi con qualche tocco realistico e crepuscolare: poco memorabile. (''[[I giganti del West]]''; 2003, p. 993)
*Uno degli ultimi film girati da [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in Inghilterra, prima della grande stagione hollywoodiana, e non dei meno interessanti [...]. Molte sequenze stupiscono per le invenzioni e le trovate, orchestrate con una maestria e un gusto dell'umorismo nero che diventeranno immagini di marca del maestro e che trovano la loro perfetta fusione nell'ultima scena, quella che secondo [[Éric Rohmer|Rohmer]] e [[Claude Chabrol|Chabrol]] contiene il più bel carrello in avanti della storia del cinema: una «panoramica» aerea che attraversa lentamente tutta la sala da ballo per scendere e individuare l'assassino, un batterista truccato da nero che ha un tic agli occhi. Non tutto è memorabile, però sono molti i brani da antologia. (''[[Giovane e innocente]]''; 2003, p. 1013)
*Solenne dramma storico-religioso [...] costruito su misura per la diva hollywoodiana più spirituale dell'epoca, che due anni prima aveva interpretato il personaggio a teatro con grande successo. Frutto di lunghe e minuziose ricerche storiche, risulta un po' rigido e pomposo, alla ricerca di un arduo equilibrio tra parola e immagine. (''[[Giovanna d'Arco (film 1948)|Giovanna d'Arco]]''; 2003, p. 1019)
*[[Spike Lee]] tenta la commedia sofisticata in chiave pedagogica e autoriflessiva, centrando il bersaglio dell'eleganza formale ma non quello dell'ironia e, perché no, della cattiveria (la sua, una volta, era proverbiale): in ''Girl 6'' funziona lo stile alla [[Woody Allen]], newyorkese con brio, ma la morale della storia – telefono e macchina da presa si specchiano l'uno nell'altra ai danni di artiste giovani, belle e virtuose – fa rimpiangere immediatamente il cinismo di [[Robert Altman|Altman]] in ''[[America oggi]]'' (e anche, sul piano della narrazione, la sua maestria compositiva: qui non si va molto al di là di una serie di episodi cuciti sommariamente). (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2003, p. 1024)
*[...] il film è ancora abbastanza gracile nella sua struttura narrativa, ma il montaggio sa dare un buon ritmo alla storia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2003, p. 1027)
*Se [[Steven Seagal|Seagal]] non dovesse mostrare di essere campione di una mezza dozzina di arti marziali sarebbe anche un passabile aggiornamento di un C-movie di quarant'anni fa. [[John Flynn (regista)|Flynn]] ha fatto comunque di meglio. (''[[Giustizia a tutti i costi]]''; 2003, p. 1033)
[[File:Godzilla King of the Monsters (1956) Atomic ray.png|thumb|[[Haruo Nakajima]] in ''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' nel ruolo del [[Godzilla|personaggio omonimo]]]]
*Nato dall'incubo della bomba (con evidenti sottintesi antiamericani) ma anche dalla paura tipicamente giapponese della «minaccia che viene dal mare», il film oggi può apparire datato per la semplicità degli effetti speciali [...] ma l'occhio con cui Honda guarda a questo mostro veramente cattivo, insensibile e spietato è soffuso di una tristezza e di una malinconia autentica e ancora toccante. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2003, p. 1039)
*Più che un gaio softcore è uno pseudodramma della gelosia, banale e stanco. (''[[Goodbye Emmanuelle]]''; 2003, p. 1043)
*Scritto dal regista con [[Bernd Lichtenberg]] (debitrice del racconto ''Rip van Winkle'' di [[Washington Irving]]!), una commedia fondata su un paradosso esile ma accattivante: che il socialismo reale sia stato vissuto dai suoi militanti come una specie di «grande madre», con i difetti e i pregi di un'ingombrante genitrice. Non mancano idee irresistibili, come i falsi telegiornali che millantano una riunificazione alla rovescia, coi berlinesi dell'Ovest in fuga dalle «false certezze» del liberismo; ma le metafore sono eccessive, certe citazioni sono fuori luogo (la testa di Lenin che vola sulla città come il Cristo della ''[[La dolce vita|Dolce vita]]'' di [[Federico Fellini|Fellini]]) e il trono troppo brioso della prima parte – molto ben recitata – stride con la svolta mélo finale. Straordinario successo in patria. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2016, p. 1913)
*Un tipico ''women's picture'' dell'epoca d'oro di Hollywood [...]. La sontuosità della messinscena, la fotografia di [[Tony Gaudio]] e i pezzi di bravura delle due protagoniste fanno dimenticare la macchinosità dell'intreccio. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2003, p. 1050)
*I temi sono classici (la frontiera, l'amicizia virile, la donna contesa), ma lo stile è eterogeneo, proprio come l'andamento del fiume che i due protagonisti percorrono (a sequenze epiche si alternano scene comiche e momenti intimisti): ne risulta un western personale e affascinante, anche se non arriva a essere un capolavoro. Adattato da [[Dudley Nichols]] dal libro di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], è l'unico western di [[Howard Hawks|Hawks]] senza [[John Wayne]]: [[Kirk Douglas|Douglas]] se la cava piuttosto bene al suo posto, nonostante la dichiarata insoddisfazione del regista. (''[[Il grande cielo]]''; 2003, p. 1052)
*Vecchie glorie in un western nostalgico che tenta, senza troppa fortuna, toni comici e picareschi. Ma [[Burt Kennedy]] ha la mano pesante. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2003, p. 1055)
*[...] ''La grande luce'' colloca all'estero il personaggio interpretato da [[Elsa De Giorgi]], donna fatale, simbolo del Vizio e del Male (a cui fa da contraltare, nel paesino, nientemeno che la Vergine Maria), ma – a differenza di altri film dell'epoca – ambienta in Italia l'ingiustizia da cui la storia prende il via e dà prova di un originale impasto linguistico mescolando dialetti meridionali, genovese e spagnolo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce]]''; 2003, p. 1057)
*Uno straordinario melodramma, l'unico delle sue sette regie in cui [[Ida Lupino]] si mette anche in scena. [...] il film evita da subito il facile moralismo sul comportamento dell'uomo, descritto non come una persona che voglia «un doppio piacere», ma piuttosto come qualcuno che cerca disperatamente una situazione di equilibrio. La critica della regista è invece tutta per il modello femminile ai tempi imperante, quello incarnato dalla moglie «legittima», concentrato di quelle qualità americane (ambizione, successo, indipendenza) che finiscono per destabilizzare l'istituzione del matrimonio e che si rivelano fredde e vuote, come fredda e vuota è la casa in cui abita. Un melò che rifiuta il manicheismo e che, giocando d'ellissi e sottintesi, si sforza di «raffreddare» una materia altrimenti incandescente. (''[[La grande nebbia]]''; 2003, p. 1058)
*Il primo film ad alto budget di [[Robert Siodmak|Siodmak]], enfatico e ridondante, ma non privo di trovate di regia degne della sua fama. (''[[Il grande peccatore]]''; 2003, p. 1059)
*[[John Ford|Ford]] concepì il suo ultimo western [...] come un atto riparatore nei confronti dei pellerossa [...]. Ma, a parte il fatto che le buone intenzioni non bastano a fare buoni film, il risultato è lento e farraginoso, con un intermezzo comicoparodistico, nelle seconda parte, decisamente stucchevole. [[James Stewart|Stewart]] nel ruolo di Wyatt Earp e [[Arthur Kennedy|Kennedy]] in quella di Doc Holliday sono poco divertenti. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2003, p. 1061)
*Lirismo e realismo sociale spesso fanno a pugni, e sia [[Yves Montand|Montand]] che la [[Alida Valli|Valli]] sono poco credibili come pescatori, ma il tono asciutto costituì comunque una novità nel cinema italiano dell'epoca. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2003, p. 1063)
*[...] un quadro di vita rurale retto da un ottimismo di fondo ''all american''. Ottima fotografia [...]. (''[[Il grande tormento]]''; 2003, p. 1063)
*[[Mario Camerini|Camerini]] adotta ritmi e situazioni della commedia degli equivoci per tracciare uno spaccato della piccola borghesia italiana, con una punta di sentimentalismo e una di perfidia. Gli italiani vi si riconobbero e ne decretarono il successo. (''[[I grandi magazzini]]''; 2003, p. 1065)
*[...] elementare e approssimato come ''whodunit'', il film è più interessante per l'immagine che trasmette sulle follie americane [...] e la dichiarata polemica contro la decadenza morale delle classi ricche [...]. (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2003, p. 1067)
*Uno dei film migliori (e dei meno puerili) di cui Spielberg è stato produttore esecutivo: cinema come divertimento e prodigio, ma nutrito di umorismo nero e di sberleffi alle convenzioni. (''[[Gremlins]]''; 2003, p. 1070)
*Meno fiabesco e meno horror del primo del primo capitolo, ha un ritmo ancora più vertiginoso, ed è stracolmo, al solito, di gag e ammiccamenti cinefili [...]. Il pubblico però non ha gradito il gusto dell'assurdo e l'umorismo fin troppo sofisticato. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2003, p. 1070)
*Western standard senza sorprese, con un cast composto da divi della televisione. (''[[La guida indiana]]''; 2003, p. 1083)
===H===
*Estremamente sadico (la censura italiana ha tagliato almeno '7), ottiene solo di incupire e deprimere lo spettatore. (''[[Hellraiser II: Prigionieri dell'inferno|Hellbound: Hellraiser II - Prigionieri dell'inferno]]''; 2003, p. 1102)
*La quinta puntata della saga dei Cenobiti (qui meno presenti che nelle precedenti) ha una struttura da thriller pliziesco, mentre le suggestioni horror rimandano ad ''Allucinazione perversa'' e alla serie di ''Nightmare''. Tra ralenti da telefilm e qualche immagine patinata, almeno si cerca un po' di originalità: i fan che non pretendono troppo possono gradire. (''[[Hellraiser 5: Inferno]]''; 2003, p. 1103)
*Il quarto capitolo della serie è un pasticcio senza capo né coda, che risente di vicende produttive disastrose: la Miramax cacciò il regista Kevin Yagher (che si rifiutò di firmare il film), chiamò Joe Chappelle a dirigere alcune scene e rimontò il tutto. Le creature dell'inferno non fanno più paura, ma sembrano arteriosclerotiche; il ''gore'' c'è ma è indolore, e l'interesse dei fan è annullato. (''[[Hellraiser 4: La stirpe maledetta|Hellraiser - La stirpe maledetta]]''; 2003, p. 1103)
*Opera prima di [[Clive Barker]], lo scrittore inglese troppe volte definito il successore di Stephen King, è una geniale e spregiudicata discesa nell'immaginario infernale, popolato di incubi maestosi e fantasie sadomaso. I temi del sesso e della morte, della carnalità e della dissoluzione della carne sono messi a fuoco lucidamente in un esemplare contesto di torbida visionarietà. (''[[Hellraiser (film)|Hellraiser - Non ci sono limiti]]''; 2003, p. 1103)
*Clive Barker si tira da parte e [[Pinhead (personaggio)|Pinhead]] diventa protagonista a tutti gli effetti, aspirando a rimpiazzare Freddy Krueger nell'immaginario horror degli anni Novanta. Effetti speciali ormai stravisti, e noia che regna sovrana. (''[[Hellraiser III - Inferno sulla città|Hellraiser III]]''; 2003, p. 1103)
*[...] uno dei capisaldi del filone pornosoft, patinato e assolutamente non erotico ritratto di una donna contenta di essere vittima. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2003, p. 1108)
*Più che un horror, il secondo film prodotto da [[Val Lewton]] per la Rko (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'') è un dramma psicologico girato come un lungo sogno ininterrotto [...]. Al centro del film il conflitto tra il potere della ragione (qui la scienza della medicina che non riesce a guarire Jessica) e quello delle forze oscure rappresentate dalla cultura vudù, che a turno i protagonisti del film cercano di piegare alle proprie esigenze con risultati incontrollabili. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2003, p. 1109)
*Storia lacrimosa e moraleggiante sceneggiata da Morrie Ryskind, che il regista e i due protagonisti riescono a tenere sul filo del buon gusto [...]. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2003, p. 1116)
[[File:Paul Newman as Hud.png|miniatura|[[Paul Newman]] in ''[[Hud il selvaggio]]'']]
*Un western moderno, statico ed eccessivamente melodrammatico [...] che ha costruito la sua fama sull'interpretazione di [[Paul Newman|Newman]], fascinosamente amorale fino al rifiuto del riscatto, ma anche manierato e narcisista fino all'eccesso. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2003, p. 1121)
===I===
*Forse il più affascinante film di [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (sceneggiato da Manuel Komroff), interamente dominato dalla presenza dell'eros [...]. Le scenografie, espressionistiche, barocche, angoscianti, sono supporto perfetto all'azione del personaggio centrale e toccano punte di una magnificenza visiva ai limiti del delirio (tanto che [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Ejzenštejn]] trasse ispirazione da questo lavoro per il suo ''[[Ivan il Terribile (film)|Ivan]]''), così come i costumi disegnati da Travis Banton. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2003, p. 1135)
*Influenzato da un [[Georges Bataille|Bataille]] riletto attraverso le componenti più sadomasochistiche della cultura giapponese, il film rifiuta polemicamente la realtà storica per rinchiudersi in una «minuziosa, insostenibile, affascinante descrizione dei suoi rituali di possesso sessuale» [P. Mayersberg], nuova e ulteriore rappresentazione dell'alienazione sociale da parte del più immoralista e visionario dei registi nipponici {{NDR|[[Nagisa Ōshima]]}}. (''[[Ecco l'impero dei sensi|L'impero dei sensi]]''; 2003, p. 1136)
*Una storia di sofferenze e passioni represse (almeno fino a un certo punto, visualizzate nel film dal passaggio dallo cherry al daiquiri) che la [[Joan Crawford|Crawford]] interpreta con grande intensità e [[Clarence Brown]] dirige con raffinatezza. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2003, p. 1144)
*[...] è una gangster story priva di vera suspense e di colpi di scena, ma con un cast stranamente assortito e un'atmosfera non spregevole. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2003, p. 1144)
*Le complicatissime premesse dell'ottima sceneggiatura (scritta dal regista) sono mirate a costruire un concitato e appassionante ''action movie'' fantascientifico che vuole riflettere sul nostro presente: un mondo in cui il capitalismo ha ridotto l'uomo a merce e in cui, letteralmente, il tempo è diventato denaro. L'impresa del reietto che si ribella al destino sfidando l'estabilishment rielabora in modo originale sia il mito di Robin Hood sia quello di Bonnie e Clyde, rivendicando una resistenza neo-umanista alle logiche di un Potere che ha amplificato la disuguaglianza sociale. Un film-scommessa molto personale (e coerente con le opere migliori di [[Andrew Niccol|Niccol]]), a cui si perdonano volentieri qualche inverosimiglianza e un paio di scivoloni mélo, ma che non ha purtroppo goduto né del favore della critica né di quello del pubblico. (''[[In Time]]''; 2014{{c|manca l'edizione in bibliografia}})
*Commedia sexy malamente ispirata a ''Le imprese di un giovane dongiovanni'' di [[Guillaume Apollinaire|Apollinaire]]: trine, merletti e cura dell'ambientazione non arricchiscono granché un film svogliatamente erotico. (''[[L'iniziazione (film 1987)|L'iniziazione]]''; 2003, p. 1168)
*Melodramma meno convenzionale di quello che la trama faccia immaginare, anche perché il personaggio di [[Otello Toso|Toso]], ''déraciné'' segnato dalla violenza della guerra ed ecologista ante litteram (educa i cani da caccia ma è contro la caccia), è decisamente insolito nel panorama dell'epoca. (''[[Gli innocenti pagano]]''; 2003, p. 1171)
*Stanca pellicola sui buoni sentimenti nell'Italia del dopoguerra. (''[[L'intrusa (film 1956)|L'intrusa]]''; 2003, p. 1185)
*Magniloquente ricostruzione del primo periodo coloniale americano [...] con un'abbondanza di colpi di scena e capovolgimenti di fronte che finiscono per mascherare abbastanza bene la mancanza di un vero afflato epico. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2003, p. 1190)
*[...] melodramma tratteggiato con enfasi e approssimazione, su tematiche impervie e delicate che richiederebbero altra padronanza. (''[[Io e Dio]]''; 2003, p. 1194)
*Vuota commedia che si vorrebbe di costume, da un soggetto di [[Riccardo Pazzaglia]], sulla fame di sesso frustrata dalle regole del decoro borghese. Tutto però finisce in barzelletta, come l'idea di far recapitare (per un errore dell'anagrafe) la cartolina precetto alla fidanzata, il che permette di far vedere [[Rossella Como]] mentre si spoglia (castamente) per la visita di leva. Meglio i titoli di testa che sintetizzano l'idea del film in pochi minuti, accompagnati dalla canzone di [[Domenico Modugno]]. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2003, p. 1197)
*[...] è uno dei più cupi film americani degli anni Trenta, un'allucinata testimonianza di come il sistema carcerario possa stritolare un individuo, privarlo delle forze fisiche, ma soprattutto di quelle morali. [...] racconta con l'intensità e la violenza usate fino ad allora solo per i film di gangster l'odissea di un uomo comune, schiacciato dal disumano cinismo degli anni della Depressione: oggi, mette ancora i brividi. (''[[Io sono un evaso]]''; 2003, p. 1200)
===J===
*Il western che ha creato la leggenda cinematografica di [[Jesse James]]: la casa produttrice (Fox) lo avrebbe voluto idealista, leggendario, mitico. [[Henry King|King]] lo fece umano, legato alla famiglia, perfetta incarnazione dei più profondi ideali americani. (''[[Jess il bandito]]''; 2003, p. 1228)
*[...] una coproduzione italo-tedesca dal cast stravagante e dal clima tra il morboso e il risibile: uno dei film che [[Romina Power]] vorrebbe dimenticare, dove si mostrava (semi)nuda. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2003, p. 1240)
===L===
*Un feroce e lucido melodramma sociale sulle relazioni personali impostate come rapporti di potere [...]. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2003, p. 1262)
*Lucida e profonda analisi della dura realtà di quegli anni, è il punto più alto della collaborazione tra [[Vittorio De Sica|De Sica]] e [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. De Sica [...] dimostrò quanto fosse vincente la sua scelta di utilizzare attori non professionisti [...]. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2003, p. 1264)
*[...] è un film insolito per [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], austero nello stile e malinconico nel tono, con un finale lieto solo formalmente [...]. Grazie anche alla splendida interpretazione di [[Henry Fonda|Fonda]] e di [[Vera Miles]] (la moglie che crolla sotto i colpi del destino), ''Il ladro'' si trasforma in un apologo quasi [[Robert Bresson|bressoniano]] sulla paura inconscia di vivere, segnata dal peccato e dalla predestinazione alla colpa. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2003, p. 1264)
*Inconsueta prova di [[Pasquale Festa Campanile|Festa Campanile]], che si ispira a un suo romanzo per affrontare un tema più serio del solito, ma il risultato, anche per alcune indulgenze a una comicità facile e volgare, è inferiore alle attese. (''[[Il ladrone]]''; 2003, p. 1267)
*[[Robert Wise|Wise]] racconta la vita di [[Rocky Graziano|Barbella/Graziano]] (sceneggiata da Ernest Lehman) con uno stile aggressivo e quasi melodrammatico, ma non riesce a raggiungere la secca efficacia del suo precedente ''[[Stasera ho vinto anch'io]]''. [[Paul Newman|Newman]], qui al suo terzo film, fu consacrato star di prima grandezza dalla sua prova, ma lo stile di recitazione interiorizzato (come voleva il «metodo» dell'Actors' Studio) oggi sembra molto datato, ai limiti dell'autocaricatura. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2003, p. 1275)
*Un thriller originale e appassionante, nel quale la tensione e il dramma toccano momenti molto coinvolgenti. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2003, p. 1290)
*La [[Hammer Film Productions|Hammer]] si appoggia agli Shaw Brothers in un momento di crisi, ma il connubio tra horror gotico e kung fu non funziona: i combattimenti che punteggiano gratuitamente l'intreccio appaiono forzati, così come le relazioni amorose che sbocciano tra i membri delle due diverse razze. Suggestivi, invece, i vampiri d'oro del titolo (sono i discepoli di cui si serve Dracula per il suo macabro rituale di dissanguamento delle vittime), che appaiono tra fumi e luci colorate. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2003, p. 1283)
*Trasposizione cinematografica di un'antica leggenda georgiana, dove si mescolano orgoglio nazionalista e mistica del sacrificio, è un'opera visionaria, coloratissima, dove il regista distrugge la struttura lineare del racconto in brevi scene autonome. [...] Sullo schermo si alternano così oggetti simbolici e animali stilizzati, personaggi e panorami che possono sconcertare per la loro «discontinuità», ma che offrono anche momenti di solenne bellezza e di appassionato folclore. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2003, p. 1283)
*[[Vladimir Nabokov]] è riuscito nel difficile compito di adattare il suo romanzo (a cui ha tolto l'annunciata morte-castigo della ragazza), e [[Stanley Kubrick|Kubrick]] ne ha reso bene la mistura di satira e deformazione grottesca con cui insegue una delle linee di forza del proprio cinema: la caparbietà ossessiva con cui i suoi personaggi percorrono le proprie strade. Rispetto al romanzo, Quilty diventa il motore segreto della storia, cinico e mostruoso doppio del professor Humbert [...]. Così [[James Mason|Mason]], per quanto all'altezza del ruolo, si fa spesso rubare la scena dall'ambiguo e prometeico [[Peter Sellers|Sellers]], il cui istrionismo prefigura quello del ''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba|Dottor Stranamore]]''. [[Sue Lyon]] col lecca lecca a forma di cuore ha fatto epoca, ma la sua carriera è praticamente finita qui e il film è uno dei meno erotici che si possa immaginare su un tale soggetto. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2003, p. 1310)
*Uno dei primi grandi successi di [[Erminio Macario|Macario]], che mette a punto il suo personaggio di piccolo-borghese [...] che non si ribella ai potenti, ma cerca di evitarli. La sceneggiatura [...] escogita situazioni brillanti e paradossali che verranno riprese pari pari, più di quarant'anni dopo, in ''[[Chi più spende... più guadagna!|Chi più spende... più guadagna]]'' [...]. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2003, p. 1315)
*Tentativo di horror metafisico padano (ma [[Pupi Avati]] aveva fatto di meglio) accolto nella più assoluta indifferenza, dimostrazione di com'è difficile girare in Italia storie fuori dai soliti schemi. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2003, pp. 1320-1321)
===M===
*Al processo [[Gustave Flaubert|Flaubert]] viene assolto perché l'arte ha il diritto di rappresentare la realtà, ma nella rilettura di [[Vincente Minnelli|Minnelli]] è la fantasia che sembra farla davvero da padrona. Programmaticamente infedele allo spirito del romanzo francese, questa versione (adattata da [[Robert Ardrey]]) è tutta dalla parte della protagonista, quintessenza dell'eroina romantica la cui solitudine è raccontata come in un gioco di specchi [...]. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2003, p. 1340)
*[...] a suscitare dubbi non è la verità di quanto raccontato, bensì la confezione. [[Peter Mullan|Mullan]] [...] usa senza sfumature le armi del grottesco e della caricatura, ed è con i mezzi più plateali che estorce allo spettatore la rabbia e le lacrime. (''[[Magdalene]]''; 2003, p. 1346)
*La sceneggiatura di Piero Regnoli copia goffamente l{{'}}''[[L'esorcista|Esorcista]]'' [...]. La sconosciuta Laennec sembra la sosia di [[Leonora Fani]]. Tristissimo sotto-prodotto, girato nel solito castello di Balsorano. Un certo humour, comunque, nella fellatio letale allo zio paralitico. (''[[Malabimba]]''; 2003, p. 1358)
[[File:Malacarne (film 1946) Mariella Lotti.jpg|miniatura|[[Mariella Lotti]] nel ruolo di Mariastella in ''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]'']]
*Un curioso e torbido melodramma di ambientazione siciliana che mescola bozzetti veristici (le scommesse degli uomini al bar), squarci documentari (la pesca al tonno), tensioni – e superstizioni – religiose e conflitti di classe. Manca un'idea unificante nella sceneggiatura [...], il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è improbabile come «balio asciutto», mentre quello di Mariastella – prima santarellina, poi mantenuta di lusso e alla fine penitente contrita – è troppo stereotipato. Eppure l'universo di paese, dove povertà e invidia muovono i comportamenti delle persone (e hanno spesso conseguenze tragiche), è raccontato con bella incisività e un «verismo» che non è mai folcloristico. (''[[Malacarne (film 1946)|Malacarne]]''; 2003, p. 1359)
*Fisher creca nuovi spunti per ridare interesse all'argomento; i dialoghi tra la ragazza resuscitata e la testa dell'amato sono divertenti, l'erotismo è più esplicito del solito, ma il film è di quelli che interessano solo i fan del genere. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2003, p. 1362)
*L'aggettivo «pruriginoso» sembra essere stato inventato per film così, che allora (grazie a un comune senso del pudore diverso e alla relativa fama della piccola e mostruosa [[Eva Ionesco|Ionesco]], già immortalata dalla mamma Irina in una serie di foto osé) aveva un suo pubblico. Pretese quasi alte (tra gli sceneggiatori e dialoghisti spuntano Peter Berling, [[Barbara Alberti]] e Amedeo Pagani) di costruire un mondo crudele e fiabesco senza adulti; svolgimento piatto e inconcludente. Malgrado la presenza del cane lupo Xylot, nessun aggancio zoofilo. (''[[Maladolescenza]]''; 2003, p. 1359)
*Ultimo, fallimentare tentativo di ricomporre la coppia principe dei melodrammi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]: nella sceneggiatura [...] c'è uno dei temi forti del mondo matarazziano (la centralità della famiglia – qui in negativo, visto che si comporrà solo alla fine del film – di cui la donna-madre è insieme schiava e vittima) ma tutto sembra stanco e prevedibile e l'ingombrante presenza del bambino squilibra il film verso un melassoso patetismo. (''[[Malinconico autunno]]''; 2003, p. 1364)
*Ispirato all'ottavo dipinto della ''Carriera di un libertino'' di [[William Hogarth|Hogarth]], il film di [[Mark Robson|Robson]] è una singolare anticipazione dei temi del ''Marat-Sade'' di [[Peter Weiss]] (portato sugli schermi da [[Peter Brook]]), con la sua polemica contro i rigori della ragione: incarnata nel perverso Sims, la razionalità svela la sua componente cinica e crudele, mentre chi viene identificato con la follia dimostrerà di essere più umano, solidale, spontaneo e caritatevole. Così, lo scontro che altrove (ad esempio nel precedente ''[[La settima vittima]]'') è tra il Bene e il Male qui diventa meno metafisico, più concreto, di ordine morale e politico insieme e l'antitesi tra egoismo e carità ne innesca altri, come quello tra pessimismo e utopismo alla [[Jean-Jacques Rousseau|Rousseau]], tra Tories e Whigs. (''[[Manicomio (film 1946)|Manicomio]]''; 2003, p. 1371)
*[...] vi si ritrovano molti dei temi di ''[[Fuga in Francia]]'': la violenza vista dagli occhi di un innocente, il cinismo tragico di chi ha scelto di stare dalla parte sbagliata. [[Eduardo Ciannelli|Ciannelli]] disegna un bel personaggio, che cita [[Blaise Pascal|Pascal]] e [[Oswald Spengler|Spengler]] (memorabile il monologo in cui immagina Venezia nel futuro, sommersa dalle acque); ma i suoi antagonisti sono più scoloriti. Convince la trasformazione di Venezia in una città di confine, notturna e plebea, che ricorda la Vienna del ''[[Il terzo uomo|Terzo uomo]]''. (''[[La mano dello straniero]]''; 2003, p. 1375)
*[...] un film edificante che spinge spudoratamente sul pedale della commozione. Un must delle sale parrocchiali di una volta. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2003, p. 1380)
*[...] uno dei più riusciti melodrammi di [[George Cukor|Cukor]], e una delle migliori interpretazioni della [[Greta Garbo|Garbo]]. Dietro lo splendore formale (la fotografia, tutta giocata sui contrasti luce-ombra sul volto di Camille, è di William Daniels e Karl Freund) c'è un senso autentico di sofferenza e di amara ironia quasi [[Max Ophüls|ophulsiano]]. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2003, p. 1385)
*Una commedia in costume nell'èra dei telefoni bianchi [...] dove la scarsissima moralità aristocratica viene messa in riga da un borghese tutto d'un pezzo, dotato di un'incrollabile fiducia in se stesso e nei suoi «nobili» principi di carriera&famiglia. Ma se il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è fin troppo ideologico (e francamente noioso) nella sua eccessiva virtù, per buona parte del film si respira un'insolita atmosfera di disinvolta decadenza che rimanda quasi all'universo di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] [...]. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)]]''; 2003, p. 1389)
*Sottilmente morboso ([[Alfred Hitchcock|Hitch]] voleva mostrare una passione feticista) e generalmente sottovalutato (specie dal pubblico), un thriller psicologico [...] dove la suspense – meglio ancora che in ''[[Io ti salverò]]'' – si concentra su un segreto che la protagonista si porta dentro dall'infanzia. Uno dei più riusciti giochi hitchcockiani sull'ambiguità, la reticenza e l'allusione. (''[[Marnie]]''; 2003, p. 1396)
*In felice contrasto tra laconicità e barocchismo semionirico, la quintessenza dei film hollywoodiani dell'epoca, antirealistici e stilizzati. La [[Marlene Dietrich|Dietrich]], pur restando ''femme fatale'' e sfinge, per una volta si sottomette al maschio; la scena finale in cui si toglie le scarpe nella sabbia per seguire Tom ha ispirato [[Bernardo Bertolucci|Bertolucci]] per ''[[Il tè nel deserto]]''. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2003, p. 1396)
*Sopravvalutato ai tempi come un esempio di neorealismo americano (personaggi privi di glamour, dialoghi quotidiani, lunghe inquadrature) è, molto più semplicemente, un'onesta commedia sentimentale, con ottimi attori. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2003, p. 1398)
[[File:The Curse Of Frankenstein (1957) trailer - Peter Cushing experimenting 1.png|thumb|[[Peter Cushing]] nel ruolo del [[Victor Frankenstein|barone Frankenstein]] ne ''[[La maschera di Frankenstein]]'']]
*[[Peter Cushing|Cushing]] è ottimo, ma la regia di [[Terence Fisher|Fisher]] non è così geniale come vogliono molti cinefili. (''[[La maschera di Frankenstein]]''; 2003, p. 1401)
*La sana morale del West, incarnata da [[John Wayne|Wayne]] (burbera e grezza ma sostanzialmente positiva, come dimostra l'eroismo suicida dei sottufficiali ubriaconi), si inchina comunque alla leggenda, come succederà anche in ''[[L'uomo che uccise Liberty Valance]]''. [[John Ford|Ford]] mostra una certa sensibilità, per l'epoca, nel trattamento degli indiani. Ma il suo elogio dello spirito della cavalleria è meno convincente che nei film successivi – causa anche la frammentazione narrativa e l'innesto forzoso di una love story tra [[John Agar]] e l'ex bimba prodigio [[Shirley Temple]]. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2003, p. 1405)
*Intrigante spy story [...] che all'epoca ottenne poco successo di critica sia per una certa nebulosità dell'intreccio sia per la «non convincente» interpretazione della [[Greta Garbo|Garbo]]. In realtà, proprio grazie all'attrice, ''Mata Hari'' fissò un modello di donna fatale imprescindibile per il cinema a venire. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2003, p. 1406)
*I fratelli Wachowski, anche sceneggiatori, attingono alle filosofie orientali e alla fantascienza di [[Philip K. Dick]] (e mettono in mano a Neo ''Simulacri e simulazione'' di [[Jean Baudrillard|Baudrillard]]) per asserire che il mondo è illusione e la realtà virtuale è un incubo. I Wachowski riescono a tenere sotto controllo un intreccio complesso, ma forse non sono all'altezza per costruire una saga che ha l'ambizione di coronare quasi mezzo secolo di fantascienza letteraria e cinematografica; e sono troppi i debiti non dichiarati, da ''[[Zardoz]]'' a ''[[Terminator]]''. Non mancano, però, la suggestione e il divertimento. (''[[Matrix]]''; 2003, p. 1411)
*La coppia di interpreti è affiatata, ma [[Andrew V. McLaglen|McLaglen]] ha un'idea molto vaga di cosa sia una commedia. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2003, p. 1415)
*Radiografia di un'impasse non solo generazionale (nonostante don Giulio sia con ogni evidenza [[Michele Apicella]] in abito talare), è un film «sgradevole» nel rivendicare il proprio essere nevrotico, moralista, «adolescenziale». Raggelante nella sua lucidità, [...] coglie con precisione il punto di rottura degli anni Ottanta, reso perfettamente nella scena del ballo in chiesa al ritmo sconsolato ma anche sognante di ''Ritornerai''. In televisione l'essenzialità cinematografica del regista viene penalizzata, eppure averne avuti di film così, dove la religione è una questione di «fede» in sospeso, l'amore (individuale e collettivo) è una dichiarazione d'impotenza, la solitudine è l'unica, miserabile conquista e la fuga non è un'arte, bensì una soluzione dopo tante prove. (''[[La messa è finita]]''; 2003, p. 1427)
*Drammone romantico vecchio stile ambientato in un'Africa da ''National Geographic'', da cui si esce sapendo poco sia della [[Karen Blixen|Blixen]] che dei luoghi in cui visse. In compenso l'andamento volutamente lento e contemplativo riesce abbastanza a trasmettere l'intensità di un itinerario spirituale raccontato con una economia di mezzi espressivi che contrasta con la magniloquenza della produzione. (''[[La mia Africa]]''; 2003, p. 1433)
*[[William Wyler|Wyler]] ricostruisce la realtà al dettaglio (si vantava di aver spedito le sue attrici a vestirsi ai grandi magazzini), privilegia lo scavo psicologico, enfatizza l'impegno civile, ma lo stile è tutt'altro che naturalistico. Visto che il direttore della fotografia è [[Gregg Toland]] (''[[Quarto potere]]''), le invenzioni a base di specchi e riflessi abbondano, anche se sono fuse perfettamente con la narrazione. Celebre la sequenza delle allucinazioni sonore di Fred all'interno dell'aereo abbandonato. Certe impennate melodrammatiche appaiono invecchiate, ma il film attende di essere rivalutato. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2003, p. 1444)
*Merita di essere vista quasi esclusivamente per la raggiante presenza della giovanissima [[Alida Valli]]. (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2003, p. 1449)
*La sceneggiatura di John Houghton tenta di aggiornare le gesta del vampiro ai tempi della Swinging London e sovrappone Dracula con l'Anticristo: ma l'esperimento non convince. (''[[1972: Dracula colpisce ancora!]]''; 2003, p. 1451)
*Al suo primo film parlato, [[Fritz Lang|Lang]] continua a impiegare con maestria le metafore visive e le immagini evocative che avevano fatto grande il muto, e insieme si vale in modo assai moderno delle risorse del sonoro. (''[[M - Il mostro di Düsseldorf]]'', 2010, p. 2089)
*Effetti speciali in salsa sentimentale-umanista, senza paura del ridicolo involontario, e con sottintesi sessuali polimorfi. Il regista della ''Storia infinita'' spese un sacco di soldi ma il pubblico non gradì. (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2003, p. 1458)
*È tutta [[Sergio Leone|leoniana]] l'idea di riflettere sul crepuscolo dei miti e insieme sulla loro necessità, omaggiando il western americano (da [[John Ford|Ford]] a [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], il cui nome viene letto su una lapide) e il proprio stesso cinema, mentre gli ammiccamenti comici vengono dal successo di ''[[Lo chiamavano Trinità...]]'' Il risultato è ibrido: i toni elegiaci stridono con gli sganassoni e le facezie di [[Terence Hill|Hill]], e certe divagazioni volgarotte (la sequenza dell'orinatoio, aggiunta in corso di riprese) sono discutibili. La confezione è professionale, e lo stile si distacca da quello del maestro (vedi i ralenti alla Peckinpah), anche se [[Tonino Valerii|Valerii]] si limita a fare da esecutore. (''[[Il mio nome è Nessuno]]''; 2016, p. 2753)
*[[Yves Allégret|Allégret]] abbandona il cupo pessimismo con cui aveva descritto i rapporti umani nelle sue opere precedenti per aprirsi a un più realistico compromesso di fronte alla necessità di «ricostruire» un nuovo tessuto sociale e umano. La sceneggiatura di Jacques Sigurd (che fonde perfettamente elementi realistici con altri più melodrammatici) e soprattutto l'intensa prova della [[Alida Valli|Valli]] riescono a rendere palpitante un film che rischiava di scivolare nel patetismo. (''[[I miracoli non si ripetono]]''; 2003, p. 1461)
*[...] [[Vittorio De Sica|De Sica]] si allontana dalle scelte narrative del neorealismo, procedendo per accumulo di situazioni, abolendo le psicologie e mescolando elementi favolistici (la nascita di Totò sotto un cavolo, i poteri magici di Lolotta) a una visione squisitamente morale (il potere corruttore della proprietà, la forza dirimente della bontà). (''[[Miracolo a Milano]]''; 2003, p. 1461)
*Nient'altro che teatro filmato ma con l'interpretazione di alcuni fra i migliori caratteristi comici del periodo. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2003, p. 1465)
*[...] la farsa [...] combina i giochi degli equivoci con il tema della fame secolare che fu di Pulcinella. Immortale inno alla pasta è la scena in cui [[Totò]] e compagnia ballano sulla tavola mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca, perché nessuno li porti loro via. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2003, p. 1465)
*Uno di quei copioni frivoli che la [[Bette Davis|Davis]] recitava malvolentieri, tenuto in piedi da dialoghi caustici e schermaglie piene di brio. Non certo tra le opere più personali di [[Michael Curtiz|Curtiz]]. (''[[Miss prima pagina]]''; 2003, p. 1471)
*Ambientato quasi sempre in una bisca che sembra un girone infernale, dei melodrammi esotici del regista è uno di quelli più vicini al gusto moderno: visionario, estenuato, senza nessuna redenzione, ma non privo di ironia. La perversione dei personaggi e il clima di corruzione (notevoli le prostitute chiuse nelle gabbie, che sembrano uscire da qualche film di [[Federico Fellini|Fellini]]) all'epoca fecero scalpore, tanto che [[Josef von Sternberg|von Sternberg]] non girò più per una decina d'anni. La [[Gene Tierney|Tierney]] splende di luce propria; le acconciature della sfortunata [[Ona Munson|Munson]] avrebbero meritato l'Oscar. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2003, p. 1473)
*Penultimo film di [[Carmine Gallone|Gallone]]: un pesante drammone storico, il cui maggiore interesse è il lussuoso cast. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2003, p. 1489)
*Un melodramma complicato e pieno di incongruenze [...]. La storia è francamente irreale [...], la recitazione (specie dell'inebetito [[Massimo Serato|Serato]]) poco più che da filodrammatica, ma la straordinaria fotografia di [[Piero Portalupi]], astratta ed espressionista nello stesso tempo, giustifica da sola la visione del film. (''[[Monastero di Santa Chiara (film)|Monastero di Santa Chiara]]''; 2003, p. 1490)
[[File:Il mondo le condanna (1953) Alida Valli.jpg|miniatura|[[Alida Valli]] ne ''[[Il mondo le condanna]]'']]
*Molte ingenuità moralistiche annegano qualche spunto interessante, soprattutto sulla pelosa carità dei borghesi. La [[Alida Valli|Valli]], comunque, sia nella versione bionda che in quella bruna, è davvero bellissima e riscatta un film che non sa decidersi tra suggestioni da realismo poetico francese d'anteguerra e banalità da fotoromanzo. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2003, p. 1494)
*La regia anonima e il soggetto vetusto (firmato da [[Dino Risi]]) tarpano le ali a due protagonisti perfetti nel loro ruolo. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2003, p. 1502)
*Un saggio di vera suspense concentrato in un tesissimo week-end, in cui il thriller si confonde con il dramma psicologico. [...] Notevole l'interpretazione di [[Joseph Cotten|Cotten]] [...]. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2003, p. 1506)
*Love story tra due reietti in un West scabro e senza eroi sceneggiata da [[Sid Fleischman|A.S. Fleischman]]. Nonostante le manomissioni produttive, si vede, almeno nei temi, la mano di [[Sam Peckinpah|Peckinpah]], all'esordio sul grande schermo. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2003, p. 1508)
*Sasdy si ispira alla vicenda dell'ungherese Erzsebet Bathory (raccontata anche da Borowczyk in un episodio di ''I racconti immorali'') e prosegue il suo percorso di critica al potere: coloro che condannano la contessa a una fine atroce non sono certo stinchi di santo. Ma dei suoi film per la [[Hammer Film Productions|Hammer]] è il meno efficace: le troppe concessioni al morboso stridono col tentativo di rendere tragica la sorte della contessa, tratteggiata come una donna incapace di accettare la vecchiaia. (''[[La morte va a braccetto con le vergini]]''; 2003, p. 1511)
*Non bastano gli attori a dare interesse a un thriller scontato [...]. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2003, p. 1515)
*L'originalità di Arnold fu di rappresentare il mostro in chiave quasi simpatica, e di accentuare i sottintesi sessuali. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2003, p. 1515)
===N===
*Un giallo dai risvolti melodrammatici, interessante solo per l'intensità della recitazione di [[Bette Davis]]. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2003, p. 1545)
*[...] è un dramma socialmente impegnato che, sulla scia del successo di ''[[Fronte del porto]]'', segna l'esordio di [[Martin Ritt|Ritt]]. Oggi appare un po' schematico e fatalista, ma ai tempi il messaggio dell'alleanza del bianco col nero era tutt'altro che scontato. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2003, p. 1548)
*Uno degli archetipi del gangster-movie, teso e vibrante, costruito con sequenze brevi ed ellittiche, capaci di dare il senso di una scelta di vita violenta e insieme romantica. Nonostante gli anni, il film stupisce ancora per la modernità della recitazione di [[James Cagney|Cagney]], implacabile coi nemici e tenero con la mamma, e per i bei dialoghi di Kubec Glasmon e John Bright. La scena in cui schiaccia un pompelmo in faccia alla fidanzata che si lamenta ([[Mae Clarke|Clarke]]) è entrata nella storia del cinema, e quella finale, in cui il suo corpo, ucciso e legato come una mummia, viene messo davanti alla porta di casa per cadere quando il fratello la apre, è ancora sconvolgente. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2003, p. 1555)
*Forse il miglior film di [[Salvatore Samperi|Samperi]] [...], meno pruriginoso del solito. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2003, p. 1556)
*Film noir senza vero fascino (sceneggiato da Jonathan Latimer), in cui gli scherzi del destino giungono a mettere ordine in un mondo dove regnano immoralità e impunità. Curiosa, comunque, la superficialità sentimentale dell'uomo, alla quale fa da contraltare l'interessato cinismo delle donne (con punte di sessualità esplicita e sfacciata nel personaggio della [[Susan Hayward|Hayward]], abituata a farsi mantenere dagli amanti). (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2003, p. 1560)
*Occasione mancata secondo lo stesso [[Nicholas Ray|Ray]], il film [...] riesce comunque a rendere efficacemente la specularità fra la violenza dell'uomo di legge e quella dell'emarginato, sullo sfondo di un conflitto città/natura che vede progressivamente la rabbia perdersi nel paesaggio. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2003, p. 1562)
*Fumettone a lieto fine che volgarizza temi di [[Ernest Hemingway|Hemingway]], ispirandosi a un suo racconto. Gli elementi migliori sono la musica di [[Bernard Herrmann]] e la fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2003, p. 1562)
*Tuttora considerato anticomunista, in realtà condanna non tanto la Rivoluzione quanto la degenerazione stalinista, e proprio l'inquietante ritratto del regime sembra legittimare una lettura della vicenda secondo un'ottica italiana [...]. Si tratta di uno dei primi segnali di insofferenza nei confronti della retorica celebrativa di regime, uno sguardo diverso che qualche mese dopo, con ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'', rimbalzerà definitivamente dagli schermi in tutta la sua potenza espressiva. La [[Alida Valli|Valli]] è indimenticabile nella sua bellezza senza tempo e senza speranza. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2003, p. 1576)
*Uno dei più allucinanti horror di tutti i tempi: la violenza è più suggerita che mostrata, ma certe situazioni richiedono nervi molto saldi. Tra attori e regista vi era un pessimo rapporto, il che spiega in parte l'atmosfera di tensione che si respira nel film. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2003, p. 1578)
*Elegante ma freddo remake del capolavoro di Murnau, attento soprattutto alla creazione di un'atmosfera algida e funerea, dove le sorti dei personaggi sono predestinate sin dal principio. Questa lenta progressione (il film dura 40' in più dell'originale di Murnau pur essendogli molto fedele) verso la tragedia ha il suo punto di forza in Kinski, che rinnova la figura classica del vampiro facendone un personaggio stanco e distante, quasi restio a seguire la propria inclinazione di mostro necrofilo. (''[[Nosferatu, il principe della notte]]''; 2003, p. 1592)
*Incauto debutto alla regia di un produttore e sceneggiatore: in una fotografia ricercata, che finisce per produrre cartoline stucchevoli, il cast internazionale barcolla su una storiella male impostata, e Kinski straborda con risultati ben diversi dal film di Herzog, facendo rimpiangere gli eccessi dei suoi innumerevoli B-movie. (''[[Nosferatu a Venezia]]''; 2003, p. 1592)
*Un western insolito e intimista scritto da Alvin Sargent (che praticamente comincia dove finisce ''[[Sentieri selvaggi]]'' di [[John Ford|Ford]]) tutto costruito sull'attesa interminabile di una rabbia che continua a rimandare la sua esplosione distruttiva e che utilizza la presenza ossessiva di un personaggio che non si vede quasi mai per far crescere la tensione. (''[[La notte dell'agguato]]''; 2003, p. 1600)
*Il film doveva essere un trampolino di lancio per la [[Anna Sten|Sten]], che il produttore [[Samuel Goldwyn|Goldwyn]] voleva trasformare in una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]: l'attrice deluse le attese, ma [[King Vidor|Vidor]] – appassionato al tema del confronto città/campagna – riesce a vivificare il racconto descrivendo in modo originale la vita rurale dello scrittore di città. Un finale, per quei tempi, insolitamente cupo e drammatico. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2003, p. 1602)
*L'ottimo western di serie B, nonostante una vicenda già vista troppe volte, si fa ammirare per l'asciutta regia di [[André De Toth|de Toth]] (che predilige qui i piani fissi ma molto compositi dal punto di vista figurativo, e dove la presenza della neve aggiunge tensione alla storia), il bel bianco e nero di Russell Harlan, le ottime interpretazioni del «buono» [[Robert Ryan|Ryan]] e del «cattivo» [[Burl Ives|Ives]]. (''[[La notte senza legge]]''; 2003, pp. 1605-1606)
===O===
*Primo film americano per [[Fred Zinnemann|Zinnemann]], che se la cava confezionando un giallo decoroso [...] dove gli attori vengono messi in secondo piano dall'intelligentissimo cane del protagonista. (''[[Occhi nella notte (film 1942)|Occhi nella notte]]''; 2003, p. 1622)
*Geniale saggio sul cinema come voyeurismo, pulsione necrofila e insieme scopofila (il bisogno morboso di contemplare), capace di legare indissolubilmente Eros e Thanatos, il film, scritto da [[Leo Marks]], è chiaramente una metafora sull'arte della visione (come lo era stato ''[[La finestra sul cortile]]'', ma qui molto più crudele e imbarazzante) [...]. Clamorosamente sottovalutato all'epoca della sua uscita (un critico britannico scrisse che si sarebbe dovuto «prenderlo con la paletta e buttarlo subito nella fogna più vicina»), sprizza in realtà intelligenza da ogni scena, oltre a rappresentare una sorta di punto di partenza per il thriller moderno, da [[Brian De Palma]] in poi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2003, p. 1623)
*Ormai un piccolo classico del cinema dell'orrore, grazie soprattutto alla mano di [[Georges Franju|Franju]], che mescola con maestria fantasia e realismo, morbosità e lirismo, in un crescendo che culmina nella straordinaria sequenza finale. (''[[Occhi senza volto]]''; 2003, p. 1625)
*Più che un thriller, la storia di un amore impossibile, e il ritratto di un assassino ambiguo ma mai veramente antipatico, indimenticabile rappresentazione di quello che potrebbe essere davvero il diavolo. [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che appare come un giocatore di bridge in treno) era fiero della collaborazione di [[Thornton Wilder]] alla sceneggiatura, che però è dispersiva e piena di episodi accessori. Invecchiato e fastidioso il doppiaggio italiano, come anche la musica di [[Dimitri Tiomkin|Tiomkin]]. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2003, p. 1638)
*Inizia sulla scia di ''Demoni e dèi'', con goffe pretese di ricostruzione storica e stanchi pettegolezzi; poi diventa una specie di horror semiparodico, con Dafoe che sembra una via di mezzo tra Klaus Kinski e lo zio Fester e grufola come Hannibal. Tutto per dimostrare – sai che novità! – che il vero vampiro è la macchina da presa. (''[[L'ombra del vampiro]]''; 2003, p. 1639)
*[...] un noir melodrammatico teso e raffinato, con un inizio irresistibile (l'assassinio dell'amante), una messinscena accuratamente sinistra (persino il fogliame umido e frusciante desta sospetti), un cast britannico eccellente e una [[Bette Davis|Davis]] capace di alternare calcolo e isteria con passaggi da brivido. [[Tony Gaudio|Toni Gaudio]] firma una fotografia magnetica, tutta giocata di taglio sulla bianca luce diffusa della luna piena. [[William Wyler|Wyler]] lavora con precisione maniacale (tanto da litigare violentemente con la star) per far emergere il cuore di tenebra nascosto nella colonia tropicale prossima alla dissoluzione. [[Max Steiner]] commenta il tutto con una colonna sonora ossessiva, in cui colpa e destino rimbalzano su due sole note. Peccato per il doppio finale punitivo, conforme alle regole del Codice Hays (la Davis viene uccisa dalla donna cinese, che presumibilmente sarà arrestata mentre il racconto di [[William Somerset Maugham|Maugham]] si chiudeva, con molta più ipocrisia, su un trionfo collettivo del cinismo), che però non compromette un autentico gioiello hollywoodiano, frutto di un talento registico e di una squadra di professionisti fuori dal comune. (''[[Ombre malesi]]''; 2003, p. 1641)
*Tradizionale giallo sceneggiato dalla moglie del regista [[Alma Reville]] con sorpresa finale (del genere che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] non amava troppo), con un paio di elementi molto originali per l'epoca: l'uso della voce fuori campo del personaggio per esprimerne i pensieri, e la presenza di un assassino che si traveste da donna. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2003, p. 1643)
*Un duro spaccato urbano, insolito nel cinema della Nuova Zelanda. Partendo dalla violenza, dalla miseria e dall'emarginazione che aliena la famiglia (ma senza cadute nel vittimismo), Tamahori gira con l'energia combattiva di Milius e la rabbia di [[Ken Loach|Loach]], alla ricerca della cultura maori perduta da consegnare alle nuove generazioni insieme alla ritrovata dignità femminile. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2003, p. 1645)
*Cinque anni bastano a smarrire le ambizioni socio-etnologiche del prototipo, anche se lo sceneggiatore (e autore del romanzo d'origine) è sempre [[Alan Duff]]. I dilemmi morali sono tranciati con l'accetta, il clou del film sono i pestaggi (belli tosti), ma si respira anche un'aria genuina e simpaticamente dimessa. Film ad alto tasso di testosterone da sale di periferia, come non se ne fanno più. (''[[Once Were Warriors 2 - Cinque anni dopo]]''; 2003, p. 1645)
*Aggiornamento melodrammatico sui temi della sceneggiata [...]: al di là della riprova che la sfortuna si abbatte sempre sui poveri, il film stigmatizza con enfasi l'ipocrisia della società e rivendica la funzione positiva delle lettere anonime. (''[[Onore e sangue]]''; 2003, p. 1648)
*Connubio di satira sociale e fantascienza [...], è uno dei film chiave degli anni Sessanta per la sua capacità di rompere con i generi tradizionali hollywoodiani e aprire il cinema a nuove forme espressive [...]. (''[[Operazione diabolica]]''; 2003, p. 1650)
*Western del periodo in cui il genere declinava: di crepuscolare, tuttavia, c'è solo l'appannato [[James Stewart|Stewart]]. [[Henry Fonda|Fonda]], subito dopo ''[[C'era una volta il West]]'', torna a recitare nel ruolo per lui nuovo del cattivo. (''[[L'ora della furia]]''; 2003, p. 1653)
*Banale fumetto pieno di divagazioni turistico-cartolinesche, che scade nel ridicolo involontario. Erotico come una patata lessa, anche se in patria ha avuto problemi di censura specie per l'ultima sequenza, che alcune voci davano per non simulata. La presenza della [[Jacqueline Bisset|Bisset]] è del tutto esornativa. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2003, p. 1656)
*Commedia piacevole e garbata [...] e un po' osé per i tempi, tutta giocata all'interno del collegio tra ordine e trasgressione, disciplina e pulsioni (moderatamente) sessuali. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2003, p. 1658)
*Più che un film, una specie di predica fatta per immagini, secondo una pedagogia che ribadisce il ruolo subalterno di ognuno all'interno di un superiore ordine sociale (come l'organizzazione delle formiche, che il vecchio studia con attenzione). Punitivo e reazionario. (''[[Gli orizzonti del sole]]''; 2003, p. 1661)
*Con molto sangue e poca sostanza, segna la fine del grande cinema gotico made in Britain prodotto dalla [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[Gli orrori di Frankenstein]]''; 2003, p. 1665)
*Il ventinovenne [[Alejandro Amenábar|Amenábar]] – anche sceneggiatore e autore delle musiche – appronta un'algida e funzionale imitazione dell'horror di una volta (con ovvio rimando a ''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]'' di Clayton): porte che sbattono, brividi metafisici e neanche una goccia di sangue. Ma il meccanismo narrativo è aggiornato ai tempi e un po' troppo furbetto, sia nella sorpresa (a dire il vero prevedibile) sia nel tema degli «intrusi» che occupano la casa: chi sono i legittimi proprietari, i vivi o i morti? Co-produzione internazionale (ci mette i soldi anche [[Tom Cruise]]) girata con stile impeccabile e anonimo, al servizio del virtuosismo della star. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2003, p. 1671)
===P===
[[File:Humphrey Bogart High Sierra Promotional Still.jpg|miniatura|[[Humphrey Bogart]] in ''[[Una pallottola per Roy]]'']]
*Sceneggiato da [[John Huston]] e [[W. R. Burnett]], il film è uno dei punti di congiunzione tra il genere gangsteristico e quello noir: se l'ambientazione e la trama sono ancora da film gangster, con i suoi spazi aperti e il finale tra le montagne, il personaggio di [[Humphrey Bogart|Bogart]] (qui al suo primo ruolo da protagonista) ha tutte le caratteristiche del noir, con la sua figura crepuscolare e solitaria, incapace di adattarsi a un mondo non più in sintonia con i suoi valori. Coerentemente [[Raoul Walsh|walshiani]], invece, il bisogno disperato e ossessivo di libertà che è alla base delle azioni di Roy e la figura angosciata e inconsciamente autodistruttiva di Marie (interpretata da una grande [[Ida Lupino]]). (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2003, p. 1685)
*Un mito d'amore e di morte trapiantato in una cornice che potrebbe essere quella di un racconto di [[Francis Scott Fitzgerald|Fitzgerald]]: [[Albert Lewin|Lewin]], anche autore della sceneggiatura, gira il suo film più arrischiato, contraddittorio e delirante – in una parola, il suo capolavoro. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2003, p. 1687)
*Tra gobbi e lesbiche, falli veri e finti, un elogio delle case chiuse approssimativo e ripetitivo, percorso però da un innegabile vitalismo e da sprazzi di humour. (''[[Paprika (film 1991)|Paprika]]''; 2003, p. 1695)
*[[Leonardo Pieraccioni|Pieraccioni]] (sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]) ritorna senza simpatia e senza humour alla formula stantia di ''[[Fuochi d'artificio]]'', tra sentimentalismo annacquato e pretese di sociologia spicciola. Le immagini da cartolina vorrebbero solleticare ancora una volta i sogni dell'italiano medio, ma i tentativi di involgarimento segnalano che si è giunti al fondo del barile. La [[Anna Maria Barbera|Barbera]] ripropone il personaggio televisivo della siciliana Sconsolata, in una serie di pietose scenette che nulla c'entrano con la storia principale: eppure si deve anche a lei il successo del film, vincitore a sorpresa della sfida del Natale 2003. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2016, p. 3200)
*[...] questo film si scontrò con l'autocensura del Codice Hays che impedì alla Warner di produrre un melodramma dove il rapporto d'amore superasse i limiti di una castissima relazione platonica. Resta comunque un elegante film in costume, ravvivato dall'interpretazione della [[Bette Davis|Davis]], misurata anche nei passaggi più commoventi. (''[[Paradiso proibito]]''; 2003, p. 1696)
*Western che associa non sempre felicemente il conflitto fra uomo di legge e malavitosi a elementi comici, melodrammatici e addirittura musical. Spiritoso e divertente, mette in campo accanto a uno [[James Stewart|Stewart]], che anticipa con strana serietà i temi dell'impegno morale e della volontà di riscatto dei suoi futuri film con [[Anthony Mann]], un'inedita [[Marlene Dietrich|Dietrich]], esordiente al western, più brillante che fatale. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2003, p. 1704)
*Sull'impianto storico risibile e reazionario [[Michael Curtiz|Curtiz]] costruisce un film che punta tutto sull'impatto delle grandi scene d'azione. (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2003, p. 1705)
[[File:La paura fa 90 (film 1951) Ugo Tognazzi.png|thumb|[[Ugo Tognazzi]] ne ''[[La paura fa 90]]'']]
*La storia, improbabile quanto complicata [...] è solo un pretesto per sfruttare la comicità un po' sguaiata di [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] [...]. Qualche sfilata in passerella e un inizio e un epilogo curiosamente fantastici, in un eden che ricorda ''[[Scala al paradiso]]''. (''[[La paura fa 90]]''; 2003, p. 1719)
*[...] il motivo di maggior interesse del film sono le lunghe carrellate costruite sull'attrice che con la sua «confessione» fornisce una delle prove più convincenti di tutta la sua carriera. Per il resto si tratta di un melodramma piuttosto convenzionale sceneggiato da [[James Bridie]], privo della necessaria tensione e forzatamente teatrale. Il cast è di ottimo livello, ma a volte pecca di eccessiva enfasi. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2003, p. 1725)
*Un film politico e poetico allo stesso tempo, che all'inizio adotta i moduli della favola grottesca, con un surrealismo di stampo buñueliano, e poi sfocia via via in un dramma che ricorda le antiche tragedie greche. (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''; 2003, p. 1733)
*Anche se assomiglia un po' troppo a ''Suspiria'', è uno dei migliori Argento di quel periodo, al quale si perdona l'abuso di heavy metal nella colonna sonora. (''[[Phenomena]]''; 2003, p. 1754)
*Il film più noto di [[Ed Wood|Wood]] ha la fama (immeritata: altri hanno fatto ben di peggio) di essere il più brutto della storia del cinema; negli Usa è stato oggetto di culto molto prima che [[Tim Burton]] dedicasse un biopic al suo autore, dove racconta tutti gli aneddoti sulla lavorazione ([[Bela Lugosi|Lugosi]], morto anzitempo, venne sostituito da un improbabile «sosia» che si tiene il volto coperto). Del film in sé restano memorabili le interpretazioni dilettantistiche di un gruppo di freaks scelti accuratamente (il lottatore [[Tor Johnson|Johnson]], la presentatrice televisiva Vampira, il futurologo Criswell che recita prologo ed epilogo), le incredibili scenografie (un'astronave con tendine al posto delle porte), le incongruenze del racconto. Il pasticcio sarebbe quasi divertente (a cominciare dall'originale commistione di fantascienza e horror), se non andasse per le lunghe e non tentasse di elevarsi con un risibile messaggio pacifista. (''[[Plan 9 from Outer Space]]''; 2016)
*Malgrado qualche momento in cui il ritmo cede, il decimo lungometraggio ''anime'' di Miyazaki (anche unico sceneggiatore) costruisce ancora una volta un mondo in cui mistero e irrazionale vengono accettati come eventi naturali, e dove i rapporti di causa ed effetto seguono regole (anche fisiche) insondabili. E in ciò conferma l'unicità della sua arte. Nuovo, questa volta, è l'uso di scenari molto semplificati (colori tenui, sfondi dipinti ad acquerello, scenografie essenziali) che però non ostacolano invenzioni narrative metaforiche (i «pesci-acqua» che gli adulti scambiano per onde e i bambini vedono nella loro reale forma animalesca), o rimandi ai miti fondanti della cultura giapponese (l'ambivalenza del mare, la centralità della figura femminile e la latitanza di quella maschile), encomiabilmente mai sottolineati. Le assurde fattezze di Fujimoto sono un omaggio allo stile di [[Osamu Tezuka]]. Incompreso da buona parte della critica, e snobbato dal pubblico. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2018, pp. 2346-2347)
*Il risultato non è all'altezza delle ambizioni: [[Farley Granger|Granger]] fa il nevrotico da manuale. [[Mark Robson|Robson]] non ritrova la vena felice di altri suoi film. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2003, p. 1807)
*La regia di [[Robert Stevenson|Stevenson]] illustra fedelmente il clima gotico e di persecuzione del romanzo [...] anche se non riesce a trovare una cifra interpretativa originale. Memorabili le scene nel collegio in cui è rinchiusa l'orfanella Jane, dove un direttore sadico fa morire la piccola Elizabeth Taylor sotto la pioggia. Affascinanti la fotografia a lume di candela di George Barnes e la scenografia di Wiard B. Ihnen e James Basevi. Grande partitura di [[Bernard Herrmann]]. (''[[La porta proibita]]''; 2003, p. 1807)
*Commedia western che deve tutto a un cast bene assortito e a una sceneggiatura «di ferro», scritta da Sidney Carroll rielaborando un suo telefilm: niente di eccelso, ma uno di quei meccanismi narrativi che non fanno staccare gli occhi dallo schermo nemmeno per un minuto. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2003, p. 1810)
*Una rilettura «moderna» delle Sacre Scritture: horror e spunti demoniaci, morti inspiegabili, riti ed esorcismi assortiti con sottile gusto morboso. (''[[Il presagio]]''; 2003, p. 1821)
*Uno dei noir più cupi ed esasperati del periodo, tratto da un romanzo di [[Libbie Block]] (sceneggiato da [[Arthur Laurents]]) che nasconde dietro la trama un lucido apologo sul denaro e sul possesso. Qua e là lo stile di [[Max Ophüls|Ophuls]] lascia ancora meravigliati, con i suoi carrelli barocchi, ma le riprese erano state iniziate da [[John Berry]] (licenziato perché aveva superato il budget previsto) e il suo stile era tutto costruito sulla profondità di campo e sulle inquadrature disassate, alla [[Orson Welles|Welles]]. Il risultato è un film ibrido, che risente del fatto di essere nato con due teste e che non riesce ad amalgamare bene il ritratto tutto psicologico e interiore di Leonora (probabilmente più dovuto a Ophuls) con quello più cupo e impressionista di Ohlrig (che risente dell'impostazione di Berry). (''[[Presi nella morsa]]''; 2003, p. 1822)
*Tre anni dopo ''[[Perdutamente tua]]'', [[Irving Rapper|Rapper]] ritrova lo stesso cast per un film molto diverso e ambizioso: un melodramma cerebrale costruito come un kammerspiel, in cui i personaggi si torturano col sorriso sulle labbra, mentono o sono lieti di comportarsi da vittime. Quasi nessuna figura di contorno, interni barocchi come in [[Orson Welles|Welles]] o [[William Wyler|Wyler]], strade sempre spazzate dalla pioggia: la cornice ideale per due tipi di follia diversa, quella istrionica di [[Claude Rains|Rains]] (forse nella sua interpretazione migliore) e quella compressa e tormentata della [[Bette Davis|Davis]], che si controlla con grande intelligenza. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2003, p. 1826)
*Esordio nella regia di un cino-americano (autore anche della sceneggiatura) ex funzionario di una major: tracce di misoginia, sadomasochismo, stanca omosessualità e proiezione quasi horror di un sistema malato e contagiato dal virus del potere assoluto. Senza la levità dei ''[[I protagonisti (film 1992)|Protagonisti]]'' di [[Robert Altman|Altman]] e con l'inevitabile livore di chi ha fatto troppa gavetta. (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2003, p. 1827)
*Ambientazione messicana a metà dell'Ottocento per un western sceneggiato da Frank Fenton con uno stile conciso e secco e una bella capacità di far emergere i caratteri dei personaggi anche nelle loro parti d'ombra: soprattutto la [[Susan Hayward|Hayward]], «né vamp né donna verginale», rompe con gli stereotipi del genere e nei rapporti con il marito rivela un insolito fondo di rimpianti e amarezza. Indimenticabile la fine di Mendoza, che muore insultando degli indiani invisibili che lo colpiscono con le loro frecce. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2003, p. 1830)
*Un [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] minore per la convenzionalità della sceneggiatura [...] ma non per l'eccellenza delle soluzioni tecniche [...] a cominciare dalla sequenza senza stacchi dell'aereo che cade in mare, ripresa dall'interno della cabina. Celebre l'idea dei mulini con le pale che girano controvento. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2003, p. 1831)
*Ma chi non è un iniziato, e non coglie tutti i riferimenti alla serie, si addormenta dopo dieci minuti. (''[[Primo contatto]]''; 2003, p. 1839)
*Melassosa rivisitazione del mito di Cenerentola [...]. Francamente noiose certe inutili digressioni fantastiche che danno forma ai sogni di Elisabetta; scontato il lieto fine, un po' meno l'odio con cui sono descritti i borghesi che vanno all'orfanotrofio [...]. (''[[La principessa del sogno]]''; 2003, p. 1845)
[[File:Profondo Rosso Macha Méril 2.png|thumb|[[Macha Méril]] in ''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]'']]
*A tutt'oggi il più abile dei film di Argento: un attacco deliberato ai nervi dello spettatore, martellato da un montaggio quasi subliminale, da una musica ipnotica (del jazzista Giorgio Gaslini e dei Goblin) e da esplosioni di violenza rimaste ineguagliate. (''[[Profondo rosso (film 1975)|Profondo rosso]]''; 2003, p. 1852)
*[[Frank Capra|Capra]], autore del soggetto, non si disse soddisfatto di questo melodramma, ripromettendosi, in futuro, di commuovere il pubblico con situazioni più realistiche. Resta comunque interessante l'intreccio tra commedia e momenti patetici, e la maestria di alcune sequenze, come quella della festa di Halloween. (''[[Proibito (film 1932)|Proibito]]''; 2003, p. 1855)
*Pacifismo all'acqua di rose in un film ingenuo e fiacco. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2003, p. 1860)
===Q===
*Da un soggetto di [[James G. Ballard]], un film che ignora la profondità dello scritto per puntare sugli effetti speciali (ottimamente realizzati da Jim Danforth) e sull'ambientazione. Divertente e spettacolare. (''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]''; 2003, p. 1874)
*Un western ben fotografato (da Russell Harlan) ma un po' troppo lento, anche se il soggetto è raccontato con un'insolita delicatezza. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2003, p. 1887)
*Città contro campagna, corruzione contro onestà: nonostante le apparenze, niente a che vedere con l'esaltazione ruralista di [[Benito Mussolini|Mussolini]]. Qui è lo spirito populista di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...] a prendere il sopravvento sulla regia solitamente «tirannica» (ma sempre puntuale) di [[Alessandro Blasetti|Blasetti]]. Del resto, la crisi coniugale e la compromissione amorosa non erano certo temi graditi al regime, soprattutto se introdotti da efficaci squarci di degradazione urbana. Un piccolo grande film che contribuì a incrinare irreparabilmente gli edificanti ritratti ufficiali, anticipando umori e caratteri che sarebbero emersi compiutamente nel periodo neorealista. Il cast è particolarmente ispirato, ma i tecnici non sono da meno [...]. (''[[4 passi fra le nuvole]]''; 2003, p. 1889)
*[...] il film è sorretto da un buon ritmo e da alcune trovate di regia degne di nota: l'inseguimento di una gallina da parte di [[Peppino De Filippo|Peppino]] è filmato attraverso l'ottica deformata di uno specchio concavo, il litigio tra [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] e Peppino è sonorizzato con rumori che nascondono le parole. (''[[Quei due (film 1935)|Quei due]]''; 2003, p. 1892)
*[...] è una sdolcinata saga familiare che nemmeno [[Henry Fonda|Fonda]] nel ruolo del capofamiglia riesce a vivacizzare. (''[[Quella nostra estate]]''; 2003, p. 1895)
*[...] è uno dei più celebri western psicologici, costruito sul senso dell'attesa che serpeggia dietro ai gesti più quotidiani e sull'ammirazione per due uomini veri, capaci di capirsi e rispettarsi anche se schierati su posizioni opposte. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2003, p. 1901)
===R===
*Commedia agrodolce e dai toni moralistici, che si regge tutta sulla bravura di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] grande attore sia comico che drammatico. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2003, p. 1925)
*Una parabola sulla relatività della verità, con un'apertura umanitaria nel finale. Congegnato con grande abilità e un superiore senso di ironia, e girato con uno stile nervoso e molto moderno. Il film che ha reso noti Kurosawa, Mifune e la Kyo in Occidente, Leone d'oro a Venezia e Oscar per il miglior film straniero. Accusato di essere troppo europeizzante dagli occidentali (ma i racconti di Akutagawa da cui è tratto sono degli anni Dieci), e poco amato in patria (i produttori non volevano mandarlo a Venezia perché pensavano fosse poco esportabile): capita anche ai capolavori. (''[[Rashomon]]''; 2003, p. 1943)
*Uno dei più singolari tra i film che si ispirano ai Vangeli, sceneggiato da Philip Yordan, rimontato dalla produzione perché considerato troppo violento, agiografico e manierato in certi momenti, ma anche sorprendentemente inventivo in altri (soprattutto la prima parte). Un film irrisolto, ed è un peccato perché molti dei motivi cari a Ray (il rapporto padre-figlio, il peso del passato sulle nostre azioni, il destino delle vittime, il ruolo dell'intercedente) rimandano a temi presenti nei Vangeli. (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2003, p. 1949)
*[[Allan Dwan|Dwan]] deve fare i conti con una sceneggiatura banale, e si affida ai bei paesaggi. (''[[La regina del Far West]]''; 2003, p. 1954)
*Insulso e goffo film in costume di un pioniere del genere. (''[[La regina di Saba]]''; 2003, p. 1954)
[[File:Requiescant (1967) Pier Paolo Pasolini.png|miniatura|[[Pier Paolo Pasolini]] in ''[[Requiescant]]'']]
*[[Carlo Lizzani|Lizzani]] [...] si tiene in bilico tra impegno rivoluzionario e parodia forse involontaria. [[Lou Castel|Castel]] è immobile, [[Mark Damon|Damon]] è truccato da vampiro; [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]] interpreta il prete dei campesinos, che alla fine accetta l'inevitabilità della violenza per difendere i diritti dei poveri. Il risultato è però impacciato e meno divertente delle singole parti. (''[[Requiescant]]''; 2003, p. 1961)
*[[Sergio Sollima|Sollima]] rilegge il western in chiave populista e vagamente anarcoide: anche se ciò non va a detrimento di una presa immediata da vero cinema popolare, capace di costruire personaggi mitici senza per questo diventare discorso di secondo grado sulla mitologia del genere (come succede nel cinema di [[Sergio Leone|Leone]]). (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2003, p. 1961)
*L'intreccio è banale e pretestuoso, utile solo per le sperimentazioni audiovisuali [...] ma colpisce ancora oggi la concezione «totale» del sonoro: invece di dar libero sfogo ai dialoghi, come ci si aspetterebbe dopo tanti anni di muto, [[Alessandro Blasetti|Blasetti]] attua un sapiente mixage di parole, musica e rumori, soprattutto quelli della strada, costruendo situazioni sonore simultanee a cui spesso fanno da contrappunto soluzioni visive di chiara matrice avanguardista (sovrimpressioni, siparietti neri, tagli originali delle inquadrature, in cui si fa fatica a distinguere dov'è piazzata la macchina da presa). Tra i momenti più belli, quello in cui il protagonista, nascosto in un androne di mattina presto, medita di spararsi un colpo di pistola, mentre tutt'intorno la città si risveglia, una macchina corre all'impazzata e gli operai vanno al lavoro. (''[[Resurrectio]]''; 2003, pp. 1962-1963)
*[...] il film ha i suoi momenti migliori nell'uso dell'ambiente in funzione narrativa (i prati coi mandorli, la pioggia pasquale) ma cede troppo alle esigenze divistiche di Hollywood. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2003, p. 1963)
*Fedele e imponente versione del romanzo di [[Lev Tolstoj]], che nell'adattamento firmato da [[Renato Castellani]] (con la collaborazione di Juliane Kay) stempera il messaggio evangelico originale a favore di una moralità più laica e pragmatica. Se la struttura del racconto (con i suoi flashback a incastro che fanno scoprire poco alla volta la verità allo spettatore) è compatta e avvincente, così come la capacità di descrivere con poche battute l'ipocrisia e i pregiudizi che condannano Katjuša e portano invece a considerare con indulgenza il comportamento di Dimitrij, il vero punto debole del film è nella scarsa intensità dei due protagonisti, belli ma decisamente inerti. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2003, p. 1963)
*[[Gene Tierney]], al suo secondo film, illumina questo polpettone, aberrante dal punto di vista ideologico. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2003, p. 1966)
*Una delle opere più originali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] [...]: senza sospetti o colpevoli o assassinii [...] raccontata mescolando realismo e onirismo [...]. Magistrale il modo in cui Hitchcock passa nella prima parte dall'espressionismo (la scena nell'ufficio) al burlesco (il viaggio in métro) alla più acida descrizione satirica della crisi di un matrimonio per ribaltare tutto in una seconda parte inaspettata e profondamente umana. (''[[Ricco e strano]]''; 2003, p. 1969)
*Voluto da [[Will Smith]] per dirigere la storia vera di [[Chris Gardner|Gardner]] (sceneggiata da [[Steven Conrad]]), l'esordio statunitense di [[Gabriele Muccino|Muccino]] avviene nel migliore dei modi possibili: una nomination per Smith, buoni incassi sia in America che in Italia e una consacrazione professionale nella mecca del cinema. Quella che poteva essere la più scontata e zuccherosa delle storie (un uomo precipita ai gradini più bassi della povertà prima di risalire verso il successo) diventa il ritratto coinvolgente e credibile di un americano alle prese con le tante contraddizioni della vita e della società, che Muccino sceglie di raccontare utilizzando il più possibile ambientazioni dal vero -ricoveri per senzatetto compresi- per imprimere al film un'atmosfera credibilmente realistica (aiutato anche dalla fotografia di [[Phedon Papamichael]]). Frenando ogni facile concessione emotiva (le tante umiliazioni che Chris deve sopportare, la notte trascorsa nella metropolitana, l'egoismo degli amici) e controllando la recitazione di Will Smith, il mito dell'«edonismo reaganiano» finisce per essere letto da un'angolazione meno scontata e superficiale e l'eterna favola del successo a portata di mano diventa qualche cosa di più complesso e credibile. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2016, p. 3700)
*Il capitolo conclusivo della trilogia fordiana sulla cavalleria, dopo ''[[Il massacro di Fort Apache|Massacro a Fort Apache]]'' e ''[[I cavalieri del Nord Ovest|I cavalieri del Nord-Ovest]]'', ha un tono leggero e ottimistico. Personaggi stereotipati ma amabili, e riuscite caratterizzazioni di contorno. [...] Un classico, anche se non un capolavoro [...]. (''[[Rio Bravo]]''; 2003, pp. 1978-1979)
*Capitolo conclusivo (sceneggiato da [[Leigh Brackett]] e [[Burton Wohl]]) della trilogia western di [[Howard Hawks|Hawks]], dopo ''[[Un dollaro d'onore]]'' e ''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'', e ultimo film del regista. Considerato a torto un film minore, ha momenti molto belli, specie quando fa l'elogio dell'amicizia e passa bruscamente da toni da commedia a momenti drammatici. Di gran lunga superiore alla media dei western che [[John Wayne|Wayne]] girava in quegli anni. (''[[Rio Lobo]]''; 2003, p. 1979)
*[...] è il film più anomalo di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] che utilizza al meglio le possibilità offerte dal set all'aperto (fu girato tutto in ambienti naturali) per sfruttare i movimenti di macchina e la mobilità della gru. Nonostante i possibili punti di contatto con ''[[Riso amaro]]'', il film si allontana dal naturalismo di [[Giuseppe De Santis|De Santis]] per scegliere una strada originale e rischiosa (specie per il pubblico di quei tempi): raccontare una storia realistica con uno stile irrealistico (la recitazione della [[Elsa Martinelli|Martinelli]] non è mai naturale, ma ispirata a un ostentato distacco dalla realtà; le scene madri sono fredde e mai emotive) nel quale ribaltare le regole del melodramma (alla fine è il padre che si sacrifica, mentre la figlia non è costretta a sopportare le colpe dei padri). (''[[La risaia]]''; 2003, p. 1980)
*Tecnicamente, i risultati sono ancora artigianali, ma il film – che accosta con un certo estro il fantastico e il quotidiano – la dice lunga sulle inquietudini e le paure dell'epoca. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2003, p. 1982)
*La [[Carole Lombard|Lombard]] ha un insolito ruolo di vestale del focolare in una commedia con svolta melodrammatica da cui, dati regista e interpreti, ci si aspetterebbe qualcosa di più. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2003, p. 1983)
*Uno degli innumerevoli, e fra i minori, capitoli della saga di Frankenstein diretto da un regista che è anche un eccellente direttore della fotografia, ma che dimostrerà quanto vale in altri film. Décor raffinato come sempre per i prodotti [[Hammer Film Productions|Hammer]]. (''[[La rivolta di Frankenstein]]''; 2003, p. 1997)
*Commovente ancora a distanza di anni, il film reagisce con il suo stile semplice e diretto alla retorica di tanti anni di fascismo [...]. (''[[Roma città aperta]]''; 2003, p. 2006)
*[...] diretto da un veterano pieno di tatto, mirabile per lo stile secco e rigoroso, antiromantico a dispetto del titolo italiano [...]. [[Gregory Peck|Peck]] qui è davvero mitico. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 2008)
*Non un capolavoro, ma un noir di tutto rispetto [...] dove l'intrigo poliziesco passa in secondo piano di fronte allo studio psicologico di una coppia e dei suoi due caratteri e [[Robert Siodmak|Siodmak]] racconta la storia di questa tragedia a due trasformando un thriller in un'opera intimista. La bella fotografia di [[George Barnes (direttore della fotografia)|George Barnes]] fa da cornice all'ottima prestazione della diva, naturalmente a suo agio nei panni della cinica maliarda [...]. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2003, p. 2009)
*Un noir ingiustamente sottovalutato, che lo sceneggiatore Charles Bennett riempie di dettagli fisici e clinici (le «ferite» reali e metaforiche di [[Robert Mitchum|Mitchum]], le «bugie» della [[Faith Domergue|Domergue]]) capaci di sottolineare la componente masochista del genere [...]. (''[[Una rosa bianca per Giulia]]''; 2003, p. 2014)
*[...] [[Roman Polański|Polanski]] sceneggia con fedeltà e mette in scena con sobrietà, rinunciando del tutto agli effetti speciali consueti per il genere. ''Rosemary's Baby'' è considerato a tutt'oggi il suo film migliore, l'unico completamente in grado di reinterpretare la lezione [[Alfred Hitchcock|hitchcockiana]] in chiave personale e in rapporto al clima della società. Su un realismo descrittivo di fondo (personaggi, ambienti), Polanski innesta progressivamente un'angoscia surreale, tanto fantastica quanto inquietante, resa più intensa dall'umorismo beffardo, dalle acute osservazioni psicologiche e da un senso di ambiguità diffusa e persistente. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2003, p. 2017)
*Per lo scarso successo ottenuto dalla serie in Italia, uscì con una promozione che non faceva alcun riferimento alla saga. (''[[Rotta verso la Terra]]''; 2003, p. 2021)
*Per la prima volta invecchiati, i membri dell'equipaggio hanno rughe e capelli bianchi. Piuttosto risibili comunque, gli agganci all'attualità, e noiosi dialoghi. (''[[Rotta verso l'ignoto]]''; 2003, p. 2021)
===S===
*Tardo e lutulento kolossal biblico [...]: l'ultimo film di [[King Vidor|Vidor]]. [...] Grandiose le scene di massa e le scollature della [[Gina Lollobrigida|Lollo]]: il canto del cigno di un colosso di Hollywood, che però non ha mai dato il meglio di sé nelle superproduzioni. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2003, p. 2034)
*Si ha l'impressione di essere alla fine di un'epoca e di un horror che non sa più stare al passo coi tempi. (''[[I satanici riti di Dracula]]''; 2003, p. 2049)
*[[Robert Siodmak|Siodmak]] immagina un serial killer a metà tra i personaggi di [[Edgar Allan Poe|Poe]] e i mostri dell'espressionismo tedesco, ma storicamente cresciuto nell'epoca nazista. Dialoghi ridotti al minimo, contrasti chiaroscurali, deformazioni ottiche (l'allucinazione dell'assassino, che vede Helen senza bocca, o il primissimo piano del suo occhio che riflette la vittima), oggetti usati in modo simbolico: la regia punta sull'evidenza visiva, rielaborando suggestioni letterarie e psicoanalitiche in un incubo sfaccettato che continua a lasciare meravigliati. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2003, p. 2053)
*Tipica e ovvia commedia dei «telefoni bianchi», con una sognante Cenerentola italiana, particolarmente apprezzata – si diceva – da [[Benito Mussolini|Mussolini]]. (''[[Scampolo (film 1941)|Scampolo]]''; 2003, p. 2054)
*La progressiva débacle della funzionaria tutta d'un pezzo richiama ''[[Ninotchka]]'', di cui [[Billy Wilder|Wilder]] era stato sceneggiatore, ma poi l'intreccio, tra giallo e storia d'amore, imbocca altre strade. Godibile, comunque, la caricatura del personaggio femminile americano, che esalta per contrasto la bellezza inquietante e perniciosa di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2003, p. 2056)
*Vorrebbe essere una specie di ''[[Ultimo tango a Parigi|Ultimo tango]]'' anni Ottanta sceneggiato da [[Gabriele Lavia|Lavia]] e [[Riccardo Ghione]], in realtà è un filmaccio pretenzioso, con un erotismo che spinge allo sbadiglio o al riso. Si salva solo il cartone animato di [[Gibba]] [...]. (''[[Scandalosa Gilda]]''; 2003, p. 2057)
*Curiosa fusione degli equivoci bonari della commedia all'ungherese [...] con le esigenze propagandistiche del regime: gli spunti comici dello zoticone scaraventato in un mondo di cui ignora le regole sono sviluppati solo in parte per lasciare spazio a un entusiasmo da «battaglia del grano» che privilegia i proclami sociali (con inserti sociali sulle case da costruire per i coloni e la necessità della meccanizzazione) e non si risparmiano nemmeno le inquadrature delle messi ondeggianti al vento, neanche fosse una versione autarchica del ''[[La linea generale|Vecchio e il nuovo]]'' [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|ejzenstejniano]]. (''[[Scarpe grosse]]''; 2003, p. 2060)
*Remake di ''[[Profumo di donna]]'': tutte le gag possibili sui ciechi (compreso Slade al volante di una [[Ferrari]]) e uno spirito dolciastro che vorrebbe ispirarsi all'''[[L'attimo fuggente|Attimo fuggente]]'' ma sa soprattutto di conformismo. La gigioneria di [[Al Pacino|Pacino]] – doppiato in italiano da [[Giancarlo Giannini]] – si è meritata l'Oscar e comunque sa reggere le quasi tre ore del film. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 2956)
*Un melodramma strappalacrime racchiuso in un lungo flashback con cornice edificante: la summa del cinema [[Raffaello Matarazzo|matarazziano]]. L'unica novità rispetto agli altri film del regista è il ritratto di una donna completamente sola, tanto all'inizio quanto alla fine. L'insopprimibile carica erotica della [[Silvana Pampanini|Pampanini]] viene utilizzata in funzione del senso di colpa e della sofferenza da scontare. (''[[La schiava del peccato]]''; 2003, p. 2067)
*Originale noir [...] che innesta uno strano triangolo sentimentale sui classici motivi della fuga e della vendetta. Disperato e romantico, girato con lo stile contrastato e folgorante del [[Anthony Mann|Mann]] migliore. Personaggi imprevedibili e ben delineati: l'unico radicalmente cattivo è il sadico [[Raymond Burr|Burr]]. (''[[Schiavo della furia]]''; 2003, p. 2068)
*Ritenuto tradizionalmente il terzo capolavoro del neorealismo (dopo ''[[Roma città aperta]]'', 1945 e ''[[Paisà]]'', 1946 di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]), è un brusco film-verità permeato dall'inconfondibile surrealismo fiabesco di [[Cesare Zavattini|Zavattini]] [...]. Nella prima parte la macchina da presa si muove al passo dei personaggi, secondo la poetica zavattiniana del «pedinamento» e della «distrazione», mentre in seguito si concentra più sui dettagli, sull'amicizia tra i due ragazzi e sulla vita nel riformatorio. Quest'ultimo approccio ha suscitato, soprattutto a distanza di anni, forti giudizi negativi sul moralismo [[Vittorio De Sica|desichiano]]. Rivisto oggi, ''Sciuscià '' [...] è una favola dolorosa, ingenua forse, ma piena di vigore ed emozionante nel suo umanesimo dimesso e marginale. (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2003, p. 2071)
*Gli effetti speciali in stop motion di Ray Harryhausen sono spettacolari, il film no. Le scenografie consentono di fare a gara a chi indovina gli anacronismi. (''[[Scontro di titani]]''; 2003, p. 2074)
*Dopo il fallimento di ''[[Psycho (film 1998)|Psycho]]'', [[Gus Van Sant|Van Sant]] accetta la regia di un film su misura per Connery (anche produttore, lo si vede dall'abbondanza di primissimi piani). La sceneggiatura di Mike Rich non eccelle per originalità (lo scontro interclassista rimanda a ''[[Will Hunting - Genio ribelle]]'', il rapporto allievo-maestro a ''[[L'attimo fuggente]]'', il climax finale a ''[[Scent of a Woman - Profumo di donna|Scent of a Woman]]''), la tensione omoerotica tra i due protagonisti cade nel vuoto: ma la confezione non fa una grinza, e la simpatia di Connery fa digerire un prodotto troppo pensato a tavolino. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 2971)
*La seconda guerra mondiale è iniziata, e [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]], il cui stile era sinonimo di lusso e sofisticazione, cerca conforto in una Budapest piccolo-borghese da operetta, coltivando buoni sentimenti quasi [[Charles Dickens|dickensiani]]. L'ironia si fa impalpabile, il gioco degli equivoci aereo, e su tutto aleggia un indefinibile senso di malinconia. Come nei film di [[Frank Capra]], l'ottimismo è sempre l'altra faccia di un pessimismo sul destino di solitudine cui, quasi sempre, è condannato l'individuo. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2003, p. 2077)
*Un omaggio favolistico ai protagonisti del cinema horror classico, in teoria dedicato ai minori di quattordici anni, in realtà troppo mite anche per loro. (''[[Scuola di mostri]]''; 2003, p. 2079)
*Il confronto tra i due attori non mantiene tutte le sue promesse per colpa di una sceneggiatura poco originale [...] e di una regia piatta. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2003, p. 2082)
*[[Luigi Magni|Magni]] romanizza [[Ponzio Pilato|Pilato]] e, alla fine, lo fa diventare un eroe controvoglia, come molti personaggi della commedia all'italiana. Volenteroso tentativo di un regista colto-popolare di uscire dagli stereotipi e di confrontarsi con temi universali. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2003, p. 2083)
*[[Otto Preminger|Preminger]] definì «un incidente interessante» questo film girato scrivendo la sceneggiatura la notte prima delle riprese. Eppure il personaggio al di là del bene e del male di Diane è uno dei più complessi e dei più riusciti della sua filmografia. Tra noir e melodramma, con un senso della fatalità e della sconfitta (esemplare il perdente interpretato da [[Robert Mitchum|Mitchum]]) che lo rende un piccolo classico; misconosciuto in Italia. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2003, p. 2086)
[[File:Charles Laughton in The Sign of the Cross trailer.jpg|miniatura|[[Charles Laughton]] nel ruolo di [[Nerone]] ne ''[[Il segno della croce]]'']]
*[[Cecil B. DeMille|DeMille]] ricrea anche col sonoro la monumentalità dei suoi kolossal muti, e mescola furbamente sensualità e misticismo, fascino della decadenza ed eroismo dei martiri: all'epoca fu un trionfo. [[Charles Laughton|Laughton]] è un memorabile [[Nerone]], ma alla storia è passato il bagno della [[Claudette Colbert|Colbert]] nel latte; molte delle sequenze più osé, comunque, sono scomparse dalla versione corrente. (''[[Il segno della croce]]''; 2003, pp. 2087-2088)
*Dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]'', [[Otto Preminger|Preminger]] pone la [[Gene Tierney|Tierney]] al centro di un altro triangolo inquietante, dove le apparenze celano tormenti segreti. [[José Ferrer|Ferrer]], genio solitario del Male, perdente e masochista (si spinge all'autoipnosi), regge il confronto col cattivo del film precedente. Fotografia contrastata di [[Arthur C. Miller|Arthur Miller]], musica spettrale di [[David Raksin]], scenografie spesso astratte di [[Lyle R. Wheeler]] e [[Thomas Little]]: uno dei più affascinanti noir dell'epoca. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2003, p. 2095)
*[...] è un film che alla sua uscita fece scandalo per la crudezza con cui descriveva la violenza degli slum, ma rivisto oggi la sua presa di posizione a favore del professore progressista con gli occhi chiari e il cuore d'oro appare un po' facile. (''[[Il seme della violenza]]''; 2003, p. 2099)
*[...] è il secondo viaggio infernale compiuto da [[Alberto Lattuada|Lattuada]] (dopo ''[[Il bandito]]'') nell'Italia disintegrata dell'immediato dopoguerra. In un momento in cui il messaggio di speranza è quasi obbligatorio, il regista ritrae un universo livido e senza vie d'uscita, dove la messinscena crudemente realistica assume via via connotazioni simboliche. (''[[Senza pietà]]''; 2003, p. 2107)
*Variazione moderna sul tema di Pigmalione e Galatea, ''Settimo velo'' evoca, in maniera lirica e romantica, i conflitti vissuti da due personaggi alla ricerca del loro equilibrio e li descrive (secondo gli stilemi resi popolari dai film di Gainsborough) come due persone malate, il cui fascino tenebroso nasce esplicitamente da legami sessuali, che però la regia tende a lasciare nell'ombra per permettere allo spettatore di esercitare al meglio la sua fantasia. Prodotto indipendente girato con pochi soldi ma molto talento [...]. (''[[Settimo velo]]''; 2003, p. 2127)
[[File:Kerwin Mathews in The 7th Voyage of Sinbad.png|thumb|[[Kerwin Matthews]] nel ruolo di [[Sindbad il marinaio|Sinbad]] ne ''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'']]
*Unico nel suo genere all'epoca, sorprende ancora oggi per la ricchezza d'invenzione, l'umorismo della sceneggiatura (Kenneth Kolb), la vivacità delle interpretazioni e la raffinatezza visuale. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2003, p. 2127)
*Uscito in origine come ''Katarsis'' e rieditato dopo due anni, forse il più scassato horror italiano di tutti i tempi. Si cala un velo pietoso sulla storia-cornice, con soubrette grasse e la «stella della canzone argentina» [[Sonia Scotti|Sonia]]. (''[[Sfida al diavolo]]''; 2003, p. 2129)
*Al secondo film, [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] gira un western crepuscolare e antiretorico molto in anticipo sui tempi sceneggiato da N.B. Stone jr. Siamo all'inizio del Novecento, gli eroi (interpretati da due attempati specialisti dei western di serie B) sono disillusi, e anche la loro morale non è più ferrea. Tipica del regista la vena di crudeltà (con la scena del matrimonio degna di [[Erich von Stroheim|von Stroheim]]), che non rientrava certo nei canoni hollywoodiani. Accorciato di mezz'ora dai produttori, non ne risentì troppo, e fu una rivelazione. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2003, p. 2131)
*Melodramma poliziesco sceneggiato da Henry Garson e R.W. Soderborg che sfrutta bene la cornice di normalità borghese (in cui però latitano le presenze tradizionali del marito e dei poliziotti), tentazione fatale per un cattivo dal cuore tenero. Ottime interpretazioni dei due protagonisti, ma è poco credibile lo strano rapporto che si crea tra di loro e nessun carattere è davvero approfondito. [[Max Ophüls|Ophuls]] è meno barocco del solito, ma appena la macchina da presa carrella si vede il suo genio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2003, p. 2132)
*Polpettone semiwestern, sceneggiato da James Lee Barrett con ritmi da romanzo-fiume [...]. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2003, p. 2137)
*Gli episodi hanno diverso valore: il migliore e il più smaliziato è quello di [[Luchino Visconti|Visconti]], ma anche il filmino di famiglia di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] è interessante [...]. Altrove si resta a livello del bozzetto e dell'aneddoto: segno che la stagione neorealista ormai era al termine. (''[[Siamo donne]]''; 2003, p. 2144)
*Commediola all'acqua di rose [...] che scherza su alcune delle caratteristiche nazionali dell'italiano – la litigiosità condominiale, l'assenteismo assembleare – ma che offre soprattutto l'occasione per un paio di divertenti duetti tra [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] e [[Peppino De Filippo|Peppino]] [...]. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2003, p. 2145)
*[...] è un melodramma freddo e visionario come può esserlo l'allucinazione di una moribonda. I conoscitori di [[Max Ophüls|Ophuls]] vi troveranno espressi compiutamente i temi dei suoi capolavori futuri: lo spettacolo come mondo illusorio e crudele, la mercificazione della diva (l'ultima immagine è quella della rotativa che ferma la stampa dei manifesti di Gaby), il gusto della perdizione. Ma anche i profani saranno colpiti da uno stile stupefacente che, a pochi anni dall'inizio del sonoro, non solo fa ancora tesoro di tutte le risorse del muto (ombre espressioniste, deformazioni, soggettive strabilianti), ma si serve di voci, rumori e musiche in maniera antirealista, a sottolineare l'atmosfera onirica. Deliziosamente ingenua la recitazione della [[Isa Miranda|Miranda]], e oltraggiosamente gigionesca quella di [[Memo Benassi|Benassi]]. Ophuls è un regista che gioca sui contrasti e si serve delle imperfezioni: e, al di là dei toni sopra le righe e del divertimento formalista, sa inserire una nota di amarezza autentica. (''[[La signora di tutti]]''; 2003, p. 2149)
*Abile film di propaganda bellica [...] che unisce una vena sentimentale crepuscolare a un efficace discorso antinazista descrivendo con bella intelligenza l'ambiente inglese. (''[[La signora Miniver]]''; 2003, p. 2151)
*Interpretato da due attori in vero stato di grazia – con [[Claude Rains]] che tiene perfettamente la scena di fronte a una [[Bette Davis]] straordinaria nell'inventare i gesti e la dizione di una tipica ragazza viziata, che vive solo per l'adulazione degli uomini – il film ha anche alcuni risvolti non banali (come il tema della decadenza fisica) e affronta, per la prima volta in un melò femminile, il tema della discriminazione razziale degli ebrei (l'origine del marito rappresenta una barriera invalicabile nella conformista società newyorchese, di fronte alla quale anche la sua fortuna non può niente). (''[[La signora Skeffington]]''; 2003, p. 2152)
*Uno [[Luigi Zampa|Zampa]] minore, che parte con propositi di satira di costume, ma sceglie la strada della scontata commedia degli equivoci. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2003, p. 2156)
*Classica commedia dei «telefoni bianchi», basata sull'equivoco sentimentale. [[Mario Camerini|Camerini]] ci mette di suo una sottile schermaglia classista, dove la simpatia va tutta al mondo degli onesti lavoratori, ma dove le gerarchie alla fine restano ben marcate. Impeccabile la fattura, con un ritmo che ha poco da invidiare alle commedie sofisticate d'oltreoceano, e disinvolto il cast. (''[[Il signor Max]]''; 2003, p. 2157)
*Da pretenzioso thriller surrealista, il film di Argento si trasforma in uno ''Psyco'' a Trastevere: sempre sopra le righe e sprezzante della verosimiglianza, ma senza invenzioni visive (come ai bei tempi) che non compensano. Non bastano più quattro effetti digitali [...] per tenere in piedi un intreccio imbarazzante sia per la confusione che per i tratti patologici e misogini che ne emergono. E la «sindrome» del titolo – quella che proverebbero i turisti stressati da troppe opere d'arte – è solo un pretesto lasciato subito cadere. (''[[La sindrome di Stendhal]]''; 2003, p. 2162)
*Uno dei primi noir di Hollywood, prodotto in economia dalla Fox (non c'è neanche una colonna sonora originale) ma con molti tratti che diventeranno costanti del genere sia nei temi (l'ossessione per una donna morta, l'ambiguità della colpa, la mancanza di protezione di fronte alla legge), sia nella messa in scena (luci contrastate, ombre proiettate sui muri). Il cast, tranne [[Laird Cregar|Cregar]], vale poco; ma come ''whodunit'' il film è ben congegnato, e il finale è notevole. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2003, p. 2168)
*Discreta suspense e buoni attori in un prodotto di medio artigianato. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2003, p. 2174)
*Melodramma fantastico e ultraromantico [...] che ottenne all'epoca un buon successo, affascinando anche i surrealisti parigini per l'elogio dell{{'}}''amour fou''. Lo stile visionario dell'ultima parte, tutta giocata sui contrasti tra luce e tenebra, merita a questo film un posto nella storia del cinema. (''[[Sogno di prigioniero]]''; 2003, p. 2178)
*L'unico incontro fra [[John Ford|Ford]] e la guerra civile americana è sceneggiato da John Lee Mahin e Martin Rackin: non tra i suoi capolavori, ma nemmeno, come sostengono in molti, un suo film minore. Il confronto tra i due personaggi (tra i quali si mette di mezzo una sudista, l'insolitamente procace – per un film di Ford – [[Constance Towers|Towers]]) è ben orchestrato; non mancano i soliti tocchi bonari e un po' dolciastri, ma il finale è asciutto e antiretorico. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2003, p. 2182)
*La lost generation degli americani europeizzati in un inaffondabile e avvincente polpettone [...] pieno di esotismo a buon mercato. Una delle migliori (e delle ultime) interpretazioni di [[Errol Flynn|Flynn]]. (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2003, p. 2186)
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2003, p. 2186)
*Simpatico thriller urbano, realizzato con solido professionismo in tempo quasi reale con ritmi intelligentemente spezzati tra violenta concitazione ed efficaci sospensioni. Il lieto fine è assicurato, ma arriva dopo molti colpi di scena e con quel tanto di ironia che smussa il buonismo del copione di [[Richard Wenk]]. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 3141)
*Nel romanzo ''Before the Fact'' di A.B. Cox, Lina si lasciava uccidere per amore, ma Hitchcock, in parte condizionato dalla produzione, ha scelto un'ambiguità ben più sottile, che lascia salva la sessuofobia di fondo (l'equazione tra matrimonio e pericolo, che fu di ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]'' e sarà di ''[[Marnie]]''). (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2003, p. 2199)
*La bellezza come presa di coscienza della propria miseria sociale: un tema insolito, affrontato con piglio meno predicatorio del solito da [[André Cayatte|Cayatte]], autore della sceneggiatura con Gérard Oury. Si crede poco alla bruttezza della [[Michèle Morgan|Morgan]], ma in compenso la prova di [[Bourvil]] è davvero notevole, e la descrizione dell'ambiente piccolo-borghese in cui si muovo i personaggi non priva di notazioni felici. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2003, p. 2212)
*La prima versione del romanzo di [[Fannie Hurst]] (sceneggiato da [[William Hurlbut]]) è francamente datata, malgrado i pregi della regia di [[John M. Stahl|Stahl]]: e il trattamento del personaggio di Dalila, la governante nera, sfiora il razzismo. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2003, p. 2212)
*[...] i luoghi canonici del western, indiani compresi, fanno solo da cornice a uno studio psicologico sul tema dell'avidità umana. Il bandito spietato, ridotto dagli altri personaggi a oggetto prezioso che fa gola sia da vivo che da morto, per contrasto riacquista umanità, e il buono della situazione non agisce certo per idealismo, ma perché spinto dal bisogno. Grande senso del paesaggio, un duello all'ultimo sangue da antologia (e che dà il titolo al film), e attori perfetti. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2003, p. 2215)
*Ritmo televisivo, dialoghi verbosi e parafilosofici: il film del vecchio Wise non ha mai affascinato chi non fosse già un fan dei personaggi. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2003, p. 2237)
*I fans insorsero per la morte di Spock e pretesero che risuscitasse nel capitolo successivo. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2003, p. 2237)
*Lloyd, nella parte del capo dei klingoniani, è deludente. L'ineffabile Nimoy esordisce alla regia, fedele al tono di telefilm di lusso della serie. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2003, p. 2237)
*L'ammiraglio Kirk esordisce alla regia e fa le cose in grande, impantanandosi in improbabili disquisizioni filosofiche e religiose. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2003, p. 2237)
*Quasi una metafora dei pasticci dell'Onu e un certo revisionismo anticolonialista nella sceneggiatura di Michael Piller: ma niente paura, la confezione è quella di un episodio televisivo gonfiato per il grande schermo, con pessimi effetti speciali e patetici tentativi di ironia. (''[[Star Trek - L'insurrezione]]''; 2003, p. 2237)
*Scenografie ed effetti speciali quasi impresentabili, ritmo catatonico, cast pensionabile. Spettacolare solo il tonfo globale al botteghino. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2003, p. 2238)
*Forse il miglior film di [[Robert Wise|Wise]], e uno dei più amari ed emozionanti spaccati del mondo della boxe. Girato in tempo reale (il film comincia alle 21 e 05 e finisce alle 22 e 17) con grande senso della suspense e intelligenza drammaturgica. La sceneggiatura è di Art Cohn, la fotografia – da noir – di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. [[Robert Ryan|Ryan]], nella parte di un perdente individualista, mette la stessa energia che nelle parti, per lui più abituali, di vilain. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2003, p. 2239)
*[[Mario Mattoli|Mattòli]] prosegue nella politica (e nell'estetica) dei «film che parlano al vostro cuore», concludendo una tetralogia iniziata con ''[[Luce nelle tenebre]]'' e che aveva lanciato [[Alida Valli]]: la sceneggiatura [...] rispetta gli schemi del melodramma popolare, ma cerca anche di costruire dei personaggi a tutto tondo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2003, p. 2239)
*Dopo l'insuccesso di ''[[Umberto D.]]'' [[Vittorio De Sica|De Sica]] accettò di dirigere due divi americani coi soldi di [[David O. Selznick|David Selznick]] [...] e tutti gridarono al tradimento del neorealismo. Variazione su ''[[Breve incontro]]'' di [[David Lean|Lean]], il film non è poi quel bidone che si disse, anche se le macchiette di contorno, che vorrebbero fare colore, sono importune, e la storia è assai convenzionale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2003, p. 2241)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] recupera il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] all'origine del ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Villaggio dei dannati]]'' e costruisce un fantathriller teso ed efficace, dove la paura inconscia per la malvagità dei bambini trova qualche bella conferma. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2003, p. 2245)
*Storia fumettistica ambientata nell'universo piccolo-borghese caro al regista, raccontata senza grandi spostamenti di macchina [...]. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2003, p. 2246)
*Il libro di [[Kathryn Hulme]], sceneggiato da [[Robert Anderson (sceneggiatore)|Robert Anderson]], è portato sullo schermo con la formula [[Fred Zinnemann|Zinnemann]]: grandi temi trattati senza manicheismi, attenta analisi psicologica, serietà assoluta e un professionismo che tende a farsi un po' incolore. La [[Audrey Hepburn|Hepburn]] in versione drammatica all'inizio sembra un po' spaesata, ma diventa man mano più convincente. (''[[La storia di una monaca]]''; 2003, p. 2250)
*Influenzato dallo spirito del New Deal, fu la risposta di [[Samuel Goldwyn]] della United Artists ai film di gangster della Warner Bros. Esaltato per i suoi contenuti sociali, rivisto oggi si dimostra un bel noir melodrammatico ma non molto di più. (''[[Strada sbarrata]]''; 2003, p. 2257)
*[...] [[Fritz Lang|Lang]] riprende il cast e il triangolo ambiguo di ''[[La donna del ritratto]]'', raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e degradazione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma. Libero da condizionamenti produttivi, Lang girò una delle sue migliori opere del periodo americano. [...] [[Edward G. Robinson|Robinson]] grandeggia e non fa rimpiangere [[Michel Simon]], interprete dell'originale di [[Jean Renoir|Renoir]]. (''[[La strada scarlatta]]''; 2003, p. 2258)
*Un poliziesco teso e coinvolgente, dove la sceneggiatura di Harry Kleiner riesce a dare ai personaggi sfumature insolite (specie al gangster dalle velate tendenze omosessuali, ossessionato dai germi). [[Lloyd Nolan|Nolan]] aveva già interpretato l'ispettore Briggs in ''[[La casa della 92ª strada]]'' di [[Henry Hathaway|Hathaway]], di cui questo film riprende lo stile semidocumentaristico e gli intenti propagandistici pro-Fbi. Ottimamente fotografato da Joe McDonald. Più brillante, comunque, il remake di [[Samuel Fuller]], ''[[La casa di bambù]]''. (''[[Strada senza nome]]''; 2003, p. 2258)
*Un noir angosciante e claustrofobico ma abbastanza convenzionale; molto ammirato dai fans del regista – che, per conto suo, anni dopo disse di non ricordarne nulla. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2003, p. 2277)
*Piccolo noir dai risvolti quasi parodici, che anticipa il tono del ''[[Il tesoro dell'Africa|Tesoro dell'Africa]]''. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2003, p. 2282)
*[...] un film che all'epoca fece scalpore perché ha il coraggio di mettere a confronto la coscienza primaria del Bene e del Male (in Suzanne) contro i moralismi della società. [...] Oggi, caduto ogni motivo di scandalo, il film si fa apprezzare per il rigore formale e l'attento studio dei rapporti tra parola e immagine. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2003, pp. 2286-2287)
===T===
*[...] tutto costruito intorno all'eroe con il volto di [[Gary Cooper]]: solitario nella scelta di vita (anche se membro dell'esercito, veste come uno scout), coraggioso ed equilibrato, sa coniugare scelte pratiche e rigore morale (ha scelto di non vendicare l'assassinio della moglie) con la stessa composta eleganza con cui [[Raoul Walsh|Walsh]] racconta le sue avventure, senza fronzoli o inutili compiacimenti. Una grande dimostrazione di classicità espressiva. (''[[Tamburi lontani]]''; 2003, p. 2295)
*Portato a termine dopo l'[[Proclama Badoglio dell'8 settembre 1943|8 settembre]], testimonia la fine di un'epoca per il cinema italiano (nel frattempo era uscito ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'') e fa rimpiangere che l'incontro [[Alida Valli|Valli]]-[[Mario Camerini|Camerini]] – sicuramente destinato a interessanti sviluppi – sia avvenuto troppo tardi. (''[[T'amerò sempre (film 1943)|T'amerò sempre]]''; 2003, p. 2295)
*[...] un thriller della brughiera con poca suspense e molto melodramma d'atmosfera. È l'ultimo film britannico di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (che non appare nel film), evidentemente a disagio nel trattare una storia piuttosto lontana dalle sue corde. [[Charles Laughton]], la cui esuberanza sfugge al controllo del regista, è anche coproduttore. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2003, p. 2308)
*[[Luc Besson]] sceneggia un clone del suo cinema in forma di commedia ironizzando sui fantasmi dell'automobilista. Comicità elementare, inseguimenti fracassoni, spirito tamarro: non male per una serata tra amici con birra e pizza. (''[[Taxxi]]''; 2003, p. 2310)
*Garbata commedia sentimentale sceneggiata dal regista, a cui [[Vittorio De Sica|De Sica]] – prima con pizzetto alla [[Dino Grandi]], poi glabro – offre la spigliatezza della sua interpretazione. (''[[Tempo massimo]]''; 2003, p. 2319)
*Il rigore stilistico e la partecipe aderenza agli eventi sono alla base di un'intensa ed emozionante parabola sul rapporto fra gli uomini e la natura, sul valore di un mondo impermeabile ai sussulti della modernità. Attori non professionisti, presa diretta del suono, in perfetta ottemperanza ai precetti del neorealismo. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2003, p. 2320)
*Generalmente sottovalutato, è un vero spasso per gli amanti del genere, che non si dimenticheranno facilmente di scene come quella della mano mozzata (eliminate, attenzione!, nella versione che circola in televisione, perché l'attrice è Veronica Lario, futura signora Berlusconi). (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2003, p. 2321)
*Una trama assolutamente inconsistente per un film patinato come una rivista di moda, pieno di corpi nudi ripresi in pose di apollinea classicità, secondo lo stile di un regista che ha fatto fortuna come fotografo di adolescenti senza veli. (''[[Tenere cugine]]''; 2003, p. 2322)
*Primo film a colori di [[Riccardo Freda|Freda]] che costruisce una delle sue opere più classiche [...]. Con uno stile che non concede niente ai facili effetti, Freda gioca con i contrasti di luci e ombre [...] per esaltare la fusione tra la sensualità di [[Teodora (moglie di Giustiniano)|Teodora]] e la tenerezza di [[Giustiniano I|Giustiniano]], la fermezza patrizia dell'imperatore e il popolaresco liberalismo della ballerina. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2003, p. 2325)
*[...] una commediola scontata nell'intreccio, ma sorprendentemente credibile nella scelta d'ambientazione e nella caratterizzazione dei personaggi. Ottimo il cast, intelligente la regia. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2003, p. 2327)
[[File:Farcountry trailer 2.jpg|miniatura|[[James Stewart]] in ''[[Terra lontana]]'']]
*Uno dei capolavori di [[Anthony Mann|Mann]] e del western [...]. Il tema centrale della responsabilità individuale e dell'inevitabile confronto del singolo con la moralità dei propri atti nasce dalla fusione di due storie – quella personale di Jeff (in fuga da un passato di violenza che ne ha fatto un uomo cinico ed egoista) e quella collettiva dei minatori (che di fronte alla «dittatura» della violenza sentono crescere il bisogno di legalità e valori umani) [...]. (''[[Terra lontana]]''; 2003, p. 2331)
*Un bel poliziesco di serie B, con alcuni degli inseguimenti più belli nel suo genere. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2003, pp. 2340-2341)
*Se la struttura è piuttosto convenzionale, non altrettanto si può dire della polemica antiborghese e anticittadina [...] e anche – prima dell'inevitabile ma un po' appiccicaticcio lieto fine – del tema della solidarietà femminile e classista come unica difesa dalle durezze della vita [...]. (''[[Ti ho sempre amato!]]''; 2003, pp. 2354-2355)
*Nel Giappone contemporaneo il benessere ha cancellato la dignità: e per Ai (Nikaido), prostituta specializzata in prestazioni sado-maso, conservarla è molto difficile. Murakami, noto romanziere, illustra un campionario di perversioni e di umiliazioni in cui, alla fine, cliente e prostituta si salutano sempre educatamente. Molto duro e sul filo dell'hard-core, ma senza compiacimenti pruriginosi: lo sguardo del regista è a un tempo distaccato e partecipe al punto di vista di Ai. La versione italiana, già sforbiciata qua e là (ma quasi mai nelle scene di sesso) taglia quasi 20' dello straordinario finale [[Michelangelo Antonioni|antonioniano]] (eliminando per intero dei personaggi), in cui Ai vaga per una Tokyo deserta alla ricerca del suo primo amore. Il film perde così parte della sua originalità. (''[[Tokyo Decadence]]''; 2003, p. 2363)
*Cruento e stralunato, il film vuole applicare la vena surreale e mistica di Jodorowsky al filone western, già filtrato attraverso gli eccessi del sottogenere «all'italiana», ma il delirio è troppo personale per coinvolgere lo spettatore. (''[[El Topo]]''; 2003, p. 2368)
*''[[Balla coi lupi]]'' trent'anni prima e in poco meno di un'ora e mezza. Girato completamente in esterni e narrato in prima persona, scandito da dissolvenze molto lunghe e dialoghi-azioni a raffica. ''La tortura della freccia'' è un western splendidamente caotico e rutilante, forse il più barocco e più bello di [[Samuel Fuller|Fuller]] [...]. (''[[La tortura della freccia]]''; 2003, p. 2374)
*[...] [[Riccardo Freda|Freda]] costruisce un melodramma anticonformista diretto con mano sicura e con un bel gusto per le provocazioni [...]. (''[[Il tradimento]]''; 2003, p. 2384)
*Un'occasione macabra perduta per il maestro [[Terence Fisher|Fisher]], costretto dalle esigenze del copione a fare i conti con la storia d'amore tra la mielosa [[Jean Simmons|Simmons]] e lo sprecato [[Dirk Bogarde|Bogarde]]. Notevole la ricostruzione d'epoca, sottolineata dalla colonna sonora stile [[Jacques Offenbach|Offenbach]]. (''[[Tragica incertezza]]''; 2003, p. 2389)
*Uno dei vertici della carriera di [[Bette Davis]], composta ma commovente interprete di un melodramma tratto dalla pièce di George Emerson Brewer e Bertram Bloch e sceneggiato da Casey Robinson, rara eccezione di film che affronta in maniera centrale il tema della morte. La scena finale, con la Davis che sente arrivare la morte e allontana l'amica Ann ([[Geraldine Fitzgerald|Fitzgerald]]) per salire in camera e aspettare la fine, è indimenticabile, uno dei più perfetti esempi della forza espressiva del cinema hollywoodiano. (''[[Tramonto (film 1939)|Tramonto]]''; 2003, p. 2391)
*Ottima la sceneggiatura [...] che comincia come una commedia (l'inizio è una specie di parodia del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]'') e finisce nella violenza della tragedia perché lo scontro finale non è la conclusione di una vendetta ma l'inevitabile conclusione di una scelta di vita opposta. (''[[I tre banditi]]''; 2003, p. 2398)
*Filmetto per famiglie senza sorprese: una certa cura nella direzione degli attori (sprecata, comunque, la [[Mary Elizabeth Mastrantonio|Mastrantonio]]), ma la sceneggiatura di Clifford ed Ellen Green e di Elizabeth Anderson è stiracchiata, e il finale soprannaturale arriva quando si ha perso ogni interesse. (''[[Tre desideri]]''; 2003, p. 2401)
*La struttura è quella classica (e un po' scontata) dell'avventura spaziale, il messaggio quello della lotta dell'individuo contro il potere dispotico, ma la novità è che si tratta del primo film che sposta l'azione nel mondo virtuale dell'elettronica, con alcune sequenze rivoluzionarie realizzate completamente in computer graphic. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2003, p. 2417)
*Una commedia che combina satira di costume e humor («basso») con una leggerezza al vetriolo e una spudoratezza calcolata, ritrovando il ritmo delle commedie screwball (anche se la protagonista femminile, a differenza di quanto accadeva negli anni Quaranta, è oggetto passivo delle iniziative maschili, inconsapevole di ciò che scatena attorno a sé). Tra un ammiccamento all'anticonformismo dei [[fratelli Marx]] e un altro al «cattivo gusto» di [[John Waters (regista 1946)|John Waters]], molte le gag diventate popolari: da quelle ''politically incorrect'' (i dispetti al fratello handicappato di Mary, il cagnolino fulminato e ricucito come Frankenstein) a quelle esplicitamente sessuali (il membro di Ted impigliato nella lampo dei pantaloni, la retata tra gli omosessuali, lo sperma che l'ignara Mary usa come gel per i capelli). (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2010, p. 3494)
===U===
*Il famoso uccello del titolo, l'Hornitus Novalis, è una bufala (in verità si tratta di una comune gru), ma poco importa. Ha imposto molte figure e maniere – killer con impermeabile nero, guanti e cappello, soggettive dell'assassino, rantoli e ansimare nella colonna sonora, telefonate del maniaco con voce distora o falsetto, coltelli e rasoi – poi riprese da tutto il thriller italiano del decennio, e non solo. (''[[L'uccello dalle piume di cristallo]]''; 2003, p. 2438)
*Parabola sulla sopravvivenza e sul razzismo [...]: la lunga attraversata del deserto da una parte permette di descrivere la lotta per la vita in un universo ostile dove anche la violenza trova una sua parziale giustificazione e dall'altra offre l'occasione di analizzare – grazie anche alla presenza di una meticcia tra i giovani – i pregiudizi razziali che interagiscono con le dinamiche sociali. Meno lirico che in altre opere, [[Delmer Daves|Daves]] dimostra comunque un'assoluta maestria nell'uso del colore e nel filmare i grandi spazi, grazie anche alla fotografia di Wilfrid M. Cline. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2003, p. 2442)
*[...] il film – perfettamente calibrato nelle sue componenti popolaresche e nel suo ritmo da commedia – rompe con la tradizione dei film girati in studio e anticipa (con le sue riprese in Santa Maria in Trastevere, la festa all'osteria interrotta per l'oscuramento) la voglia di realismo che contraddistinguerà il cinema del dopoguerra. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2003, p. 2442)
*Primo divo a diventare produttore di se stesso, [[John Wayne|Wayne]] interpreta con partecipazione la storia scritta da James Edward Grant in un western che non rinuncia a mescolare l'azione con la riflessione morale. (''[[L'ultima conquista]]''; 2003, p. 2442)
*Un western sorprendente – anche per la carriera sovrastimata di [[Edward Dmytryk|Dmytryk]] – ricco di caratteri originali (come l'amico-guardia del corpo, zoppo e dal comportamento sessuale ambiguo), di seducenti reminescenze (del ''[[Il cavaliere della valle solitaria|Cavaliere della valle solitaria]]''), di sottili referenze al passato (il ruolo di [[Dorothy Malone]]) e anche di idee notevoli (le Colt d'oro di [[Henry Fonda|Fonda]]) dove si confrontano l'individualismo eroico e anarchico dei pionieri con la nascita dell'ordine e il trionfo del «buon senso» dei nuovi coloni. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2003, p. 2445)
*[...] realizzato in anni di incubo atomico, è un monito un po' pomposo ma sincero sui pericoli dell'armamento atomico, che affida la sua suggestione alla luminosa fotografia di [[Giuseppe Rotunno|Rotunno]] e all'inquietante spettralità di una San Francisco deserta. (''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]''; 2003, p. 2448)
*[[Martin Scorsese|Scorsese]] presenta un Cristo atipico che, lontano dall'agiografia come dalle facili letture rivoluzionarie, vive dei rovelli e della poetica del regista: il retaggio della religiosità italoamericana di Brooklyn, la cultura rock, l'amore per il cinema, la costante – in tutti i suoi precedenti personaggi – di un tormentato rapporto con il proprio destino. Tutto ciò nel contesto di un film visionario che non concede nulla all'allettamento estetico dello spettatore. Ottima la musica dalle sonorità africane di [[Peter Gabriel]]. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2003, p. 2449)
*Melodramma eccessivamente verboso [...] nel quale i classici temi [[Raffaello Matarazzo|matarazziani]] (il sesso e il denaro come origine di tutti i problemi, lo scontro tra il perbenismo delle vecchie generazioni e l'insofferenza delle giovani) sembrano vivificarsi solo nel doppio personaggio della protagonista, figlia e insieme madre, divisa tra aggressività repressa e riservatezza protettrice. (''[[L'ultima violenza]]''; 2003, p. 2449)
[[File:Gli ultimi cinque minuti (1955) Vittorio De Sica (2).png|miniatura|[[Vittorio De Sica]] ne ''[[Gli ultimi cinque minuti]]'']]
*La commedia omonima di [[Aldo De Benedetti]] (adattata dall'autore) si adattava meglio al cinema dei telefoni bianchi che a quello degli anni Cinquanta, e la solita bravura di [[Vittorio De Sica|De Sica]] – ricco signore prigioniero della sua ironia – non basta a salvare un film senza una vera ragion d'essere. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2003, p. 2451)
*Sulla scia dei successi di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Mario Mattoli|Mattòli]] rifà [...] ''[[Stasera niente di nuovo]]'': qui però l'atmosfera è più cupa e disillusa (si veda il medico interpretato da [[Nino Besozzi|Besozzi]]), e alla coscienza protofemminista di Matarazzo si sostituisce una rassegnata accettazione del proprio destino di sconfitta [...]. (''[[L'ultimo amante]]''; 2003, p. 2453)
*Ambizioni e durata sono da affresco epico, ma l'impostazione spettacolare – per quanto a tratti efficace – è risaputa. Tra echi di ''[[Balla coi lupi]]'', coreografie guerresche stile ''[[Braveheart]]'' e più di un riferimento a ''[[Duello nel Pacifico]]'', la sceneggiatura di [[John Logan]] e [[Marshall Herskovitz]] sembra abbracciare posizioni antiamericaniste e addirittura ''no global'': ma poi affonda nella retorica più inerte (la guerra ha senso solo se a sostenerla ci sono gli ideali e il senso dell'onore; ogni uomo è padrone del suo destino). [[Tom Cruise|Cruise]] mostra i suoi limiti di attore drammatico, sempre oscurato dal carisma di [[Ken Watanabe|Watanabe]]. Grande successo di pubblico, anche in Giappone. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2016, p. 4632)
*[...] un misconosciuto piccolo capolavoro del fantastico, molto in anticipo sui tempi. Impressionanti, in particolare, le coincidenze con ''[[La notte dei morti viventi]]'' e altri film di [[George A. Romero|Romero]] (l'assedio degli zombi-vampiri, il tema della paura di essere contagiati, ma anche dettagli come le banconote ormai inutili che svolazzano per strada). Nessun cedimento di tensione, uno spirito amaro e pessimista e un grande [[Vincent Price|Price]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2003, p. 2463)
*[...] il film rimane una testimonianza di un momento di cambiamento e ristrutturazione del capitalismo italiano, soprattutto per le scene alla Fiera campionaria dove Mariuccia lavora in uno stand e Bruno decanta, con un ridicolo megafono, le virtù di uno spruzzatore. Inconfondibile lo stile di [[Mario Camerini|Camerini]] [...]. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2003, p. 2476)
*Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da [[Isa Miranda]]) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di [[Papa Pio X|Pio X]], documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino [...]). (''[[Gli uomini non guardano il cielo]]''; 2003, p. 2479)
*[...] una commedia «svitata» sul classico tema della bisbetica domata, interpretata da una [[Assia Noris|Noris]] scatenata, sempre sull'orlo dell'isteria ma mai sopra le righe, a cui fa da contrappunto, con aria da gentleman consumato, un [[Vittorio De Sica|De Sica]] sornione ed elegantissimo. Erano i tempi d'oro della commedia italiana, cucinata in studios casalinghi ma con gli ingredienti giusti: le schermaglie tra i sessi ci sono tutte (compreso un rapporto edipico da antologia del comico), [[Mario Mattoli|Mattòli]] dirige quasi come [[Howard Hawks|Hawks]] e la Noris si candidava a diventare la [[Katharine Hepburn]] italiana. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2003, p. 2485)
*Interessante per la sua scelta di campo etnografica (racconta usi e tradizioni del popolo pellerossa), è meno convincente nella sua prospettiva tardo-romantica (la conquista della maturità attraverso la tortura e il dolore) e quasi irritante nella logica per cui il bianco presso i selvaggi alla fine dovrà necessariamente essere un leader. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2003, p. 2487)
*La sceneggiatura [...] mescola momenti melodrammatici ed altri più leggeri [...] ma questo viaggio di formazione attraverso l'Italia riesce comunque ad aprire uno squarcio su un Paese dove l'armonia familiare sembra un'impossibile utopia [...]. (''[[L'uomo dai calzoni corti]]''; 2003, pp. 2488-2489)
*Melodramma sportivo [...] dove gli incontri sono filmati con inusuale violenza e [[Edward G. Robinson|Robinson]] sembra preoccuparsi maggiormente della moralità della sorella che della fedeltà dell'amante, una [[Bette Davis]] appassionata nel suo amore impossibile [...]. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2003, pp. 2494-2495)
*[...] questo film riassume tutti i grandi temi del regista portandoli alla loro forma più esasperata: in primo luogo la presenza della violenza che tocca punte sadiche [...] e poi l'ossessione della vendetta e l'ineluttabilità del destino, che trova la sua rappresentazione perfetta nel sogno ricorrente di Alec, tragica rilettura in chiave western del dramma di re Lear tradito dai suoi tre figli, quello vero che si pente di avere (Nicol), quello «adottato» in cui ripone le sue speranze (Kennedy) e quello ideale che non avrà mai (Stewart). A sottolineare la dimensione tragica c'è anche la mancanza totale di qualsiasi idea di itinerario [...]. Assolutamente definitivo. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2003, p. 2495)
*Ultimo dei tre film diretti da [[Jacques Tourneur|Tourneur]] per il produttore [[Val Lewton]] (dopo ''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]'' e ''[[Ho camminato con uno zombi]]''), è quello dove la sua capacità di raccontare per ellissi raggiunge la perfezione. Il tema centrale del film è sempre quello della paura dell'uomo di fronte alla notte e con la conseguente impotenza davanti alle forze malefiche che il buio può scatenare [...]: la tensione non raggiunge il livello del ''Bacio della pantera'', ma l'economia di mezzi è altrettanto encomiabile e alla fine sembra di aver assistito più a una riflessione metafisica sul male che non a un film horror. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2003, p. 2499)
*Ottimamente sceneggiato da Borden Chase, è un western che riflette sul mito dell'individualismo, sul gusto per l'avventura e i grandi spazi (alla fine Dempsey riprende il suo vagabondaggio, solo con la sua sella), su un modo di vivere che il progresso e l'avidità stanno soffocando. Grande l'interpretazione di [[Kirk Douglas]] in un personaggio inguaribilmente solitario, capace di aiutare i coloni ma non di vivere come loro. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2003, p. 2504)
*[...] è un kolossal di fanta-politica cui non basta un cast prestigioso per tener sveglia l'attenzione dello spettatore. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2003, p. 2506)
===V===
*Curioso e pacato western sulla rude vita quotidiana dei pionieri, scritto da [[Waldo Salt]] con un tono quasi da commedia, senza avventure e senza pericoli (se si esclude l'attacco finale dei pellerossa). Indimenticabile [[Robert Mitchum|Mitchum]], curioso vagabondo canterino ricco di sottile ironia [...]. (''[[Il vagabondo della foresta]]''; 2003, pp. 2517-2518)
*Uno dei grandi western di [[Budd Boetticher|Boetticher]], l'ultimo dei sette interpretati da [[Randolph Scott]]: sceneggiato da [[Burt Kennedy]], è il malinconico e sconsolato elogio di una pace irraggiungibile che vede Jeff coinvolto in una lotta la cui inutilità ne aumenta il grado di tragedia. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2003, p. 2520)
*Western niente più che curioso per il tema vagamente edipico [...] ma che non ha il coraggio di sviluppare lo spunto più interessante: l'amore represso di Jimmy per la moglie tradita ([[Joanne Dru|Dru]]) di John. Curioso, e giustamente disturbante, l'utilizzo di un attore come [[Robert Walker (attore 1918)|Robert Walker]], più a suo agio nei salotti borghesi che nelle praterie. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2003, pp. 2520-2521)
*[...] è il primo film da protagonista per [[James Dean]], perfetto nella parte dell'adolescente tormentato e ipersensibile, al cui punto di vista aderisce il racconto. [[Elia Kazan|Kazan]] riesce a trovare un equilibrio tra Storia e drammi privati, ritmi solenni da saga e momenti concitati da psicodramma. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2003, p. 2521)
*Secondo episodio della fortunata serie iniziata con ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'', una delle più avvincenti del cinema di fantascienza europeo. Guest resta un regista mediocre, ma ebbe fiuto, e poté contare su ottimi soggetti di Nigel Kneale, scritti dapprima per la televisione. (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2003, p. 2523)
*Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell'iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli scabri paesaggi del Sud d'Italia, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica (gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione) all'elegia estatica (il battesimo, l'annuncio finale). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato tratto dai Vangeli, al di là delle intenzioni d'autore e delle polemiche che l'accompagnarono. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2003, p. 2525)
*Libera rilettura di un momento della diaspora ebraica, 150 anni prima di Cristo: i siriani sembrano nazisti (10 ebrei per ogni siriano ucciso, ordina Apollonio) e gli ebrei mettono in discussione le loro regole (anche di sabato si può combattere). Discreta ricchezza produttiva. (''[[Il vecchio testamento]]''; 2003, p. 2528)
*Dal punto di vista formale regge più che bene all'usura del tempo, ed è superiore al precedente. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2003, p. 2534)
*Sfidando il cinema americano sul suo terreno d'elezione, il regista tedesco – al suo primo film a colori – realizza il seguito di ''[[Jess il bandito]]'' di [[Henry King]], libero però dalle convenzioni del genere. Frank, pur essendo un vendicatore implacabile, è un bandito gentiluomo preso in prestito dal popolo, premuroso nei confronti del ragazzino, disponibile all'innamoramento e alla «sistemazione» mentre la famosa scena in tribunale con il direttore del giornale (Hull) dimostra che la colpa di tutto è dell'azienda ferroviaria, cioè del capitale. La cura dei dettagli contribuisce in modo determinante alla credibilità del risultato, e un pizzico d'umorismo è la firma personale di [[Fritz Lang|Lang]] a un western autentico (sceneggiato da Sam Hellman), perfettamente in grado di reggere il confronto con i classici prodotti made in Usa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2003, p. 2536)
*[[Delmer Daves|Daves]] (che firma la sceneggiatura con Russell S. Hughes) ha mascherato con abilità l'''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' da western, evitando i facili ammiccamenti. Il cast, per quanto composito ([[Rod Steiger|Steiger]] fa lo psicopatico secondo i dettami dell'Actors' Studio), è di prim'ordine, e l'ambientazione molto curata: il tipo di film in cui fa piacere ritrovare stereotipi che, in mano a un altro regista, sembrerebbero usurati. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2003, p. 2545)
*[...] [[Danny Boyle|Boyle]] cerca nell'horror del passato le metafore per parlare delle paure del presente, i militari sono ancora una volta più pericolosi dei mostri, la famiglia si disgrega e forse si ricompone, i toni sono apocalittici ma la speranza non è cancellata. Senza forzature filosofiche, ma rimanendo all'interno di un sanguigno cinema di intrattenimento che sa raccontare e inchiodare sulla poltrona. Di grande forza visionaria le sequenze iniziali nella Londra svuotata. (''[[28 giorni dopo]]''; 2003, p. 2546)
*È il miglior western sonoro del regista e il suo ultimo film in bianco e nero. Ricco di scene spettacolari (come lo scontro tra due treni e l'incontro delle linee nello Utah), contiene anche alcune sequenze d'azione girate da [[John Ford]] e riutilizzate attraverso trasparenti (piuttosto scadenti a livello tecnico e quindi facilmente individuabili). Tratto da ''The Trouble Shooter'' di [[Ernest Haycox]] sceneggiato da Walter de Leon, C. Gardner Sullivan e Jesse Lasky jr.: l'ironia dello scrittore ha contribuito a stemperare le inclinazioni al melodramma del regista. Buoni la caratterizzazione dei personaggi e l'apporto del cast (a parte – dicono – il terribile accento irlandese della [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]]). (''[[La via dei giganti]]''; 2003, p. 2559)
*Una brutta sceneggiatura del romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie jr]] e una regia inetta che segue troppe piste narrative affondano un western promettente. Esordio di [[Sally Field]] nel ruolo di una banale ninfetta. [[Robert Mitchum|Mitchum]] non muove un muscolo facciale, mentre [[Kirk Douglas|Douglas]] è frenetico fino ad arrivare quasi all'autoparodia. (''[[La via del West]]''; 2003, p. 2561)
*Questo film dimostra immediatamente la genialità del suo autore, capace di sfruttare (e inventare) tutte le possibilità tecniche della nascente cinematografia per mescolare precisione meccanica e affabulazione, destrezza tecnica e funambolismo. (''[[Viaggio nella Luna]]''; 2010, p. 3679)
*«Ateo per grazia di Dio», [[Luis Buñuel|Buñuel]] mette il sacro alla prova del suo spirito curioso e iconoclasta; il vero bersaglio, comunque, è più la follia dell'uomo che la religione in sé. Il racconto senza nessi logici ricorda quello dei suoi primi film surrealisti: disarticolato e inventivo, continuamente in viaggio tra passato e presente, spezzato da parentesi, digressioni e monologhi ora picareschi ora fantastici, riesce a conquistare l'attenzione dello spettatore su un argomento non certo dei più comuni e contemporaneamente dimostra l'assoluta libertà inventiva del sessantanovenne Buñuel [...]. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2003, p. 2567)
*Piccolo classico della fantascienza [...]. Il tema dei bambini diabolici si mescola qui a reminiscenze bibliche (evidente il riferimento, nella strana fecondazione «astrale» delle donne, al concepimento di Cristo da parte dello Spirito Santo) e al terrore razziale e sessuale dello stupro da parte di un nemico più potente. Ma è lo stile freddo e controllato della messinscena che ne fa ancor oggi un film da non perdere, dove la mancanza quasi totale di effetti orrorifici e di spiegazioni pseudoscientifiche finisce per aumentarne il mistero e la tensione. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2003, p. 2575)
*[...] il film è un'innocua esaltazione della vitalità giovanile (con qualche conseguenza, però, visto che Oliva dovrà allevare un figlio senza padre) che cerca di adattare all'autarchia italiana le storie rese celebri da [[Deanna Durbin]]. (''[[Violette nei capelli]]''; 2003, p. 2580)
*[...] accurato, ma di maniera e troppo lungo [...]. (''[[Il violinista sul tetto]]''; 2003, p. 2581)
*Una commedia degli equivoci modellata sulla favola di Cenerentola ma ancora legata al cinema dei telefoni bianchi: ultima del genere per [[Mario Mattoli|Mattòli]], che tenta di far maturare la leziosa [[Lilia Silvi]], allora considerata la [[Shirley Temple]] nostrana, circondandola di attori di prim'ordine (da notare [[Tino Scotti|Scotti]], in uno dei suoi primi ruoli di rilievo). Complicato a bella posta nell'intreccio [...] ma sempre scanzonato nel tono e scorrevole nel ritmo [...]. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2003, p. 2584)
*[...] è una svampita commedia degli equivoci, perfetta per distrarre una nazione in guerra: Rabagliati non perde occasione per sfoderare la sua ugola [...] e la [[Anna Magnani|Magnani]] e Campanini si scatenano in una serie di duetti comici (uno, irresistibile, su un'aria dell'''Aida'') da antologia. (''[[La vita è bella (film 1943)|La vita è bella]]''; 2003, p. 2589)
*Autentici ''deus ex machina'' dell'operazione (alla regia c'è l'esordiente che diresse la seconda unità dell'intera trilogia di ''[[Matrix]]''), [[Lana e Andy Wachowski|Andy e Larry Wachowsky]] producono e adattano liberamente per lo schermo l'omonima ''graphic novel'' di [[Alan Moore]] (testi) e [[David Lloyd]] (disegni), apparsa – incompiuta – sulla rivista «Warrior» nel 1981 e poi completata nel 1989 per la DC Comics: e fanno convivere l'estetica spettacolare e gli effetti digitali collaudati nei loro ''action movie'' con riferimenti letterali e cinefili (''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]], ''[[La maschera di Zorro]]'', ''[[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Il fantasma dell'Opera]]'', ''[[Batman]]'', ''[[Il conte di Montecristo (film 1934)|Il Conte di Montecristo]]''), riflessioni note (i limiti della libertà individuale, i pericoli del totalitarismo), provocazioni meno ovvie (soprattutto dopo l'[[Attentati dell'11 settembre 2001|11/9]]: il terrorismo è giustificabile?) e uno struggente lato romantico. Notevole la performance di [[Hugo Weaving|Weaving]] (doppiato da [[Gabriele Lavia]]), che la maschera fissa e priva di sguardi di [[Guy Fawkes|Fawkes]] costringe a recitare solo con la voce e con il corpo. Moore ha inspiegabilmente disconosciuto il film, e il suo nome non compare nei titoli di testa. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 3744)
===Z===
*Uno dei più celebri film di fantascienza degli anni Settanta sceneggiato dallo stesso [[John Boorman|Boorman]], con molti pregi e altrettanti difetti: smisurate ambizioni simboliche, incredibili invenzioni visive, confusione narrativa. (''[[Zardoz]]''; 2003, p. 2640)
==Bibliografia==
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2004'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2003. ISBN 88-8490-419-6
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2011'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2010. ISBN 978-88-6073-626-0
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2017'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2016. ISBN 978-88-6852-947-5
*Paolo Mereghetti, ''Il Mereghetti: dizionario dei film 2019'', Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2018. ISBN 978-88-9388-138-8
==Voci correlate==
*[[Il Farinotti]]
*[[Il Morandini]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Mereghetti]]
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Il Morandini
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'''''il Morandini''''', dizionario enciclopedico dei film e (a partire dall'edizione ''2014''<ref>Tale edizione è indicata per le citazioni con l'anno di pubblicazione, il 2013, ed anche per le altre edizioni è indicato tra parentesi tonde, accanto alle citazioni, l'anno di pubblicazione e non del titolo.</ref>) delle serie televisive.
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==Citazioni==
===Film===
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====A====
[[File:Abbasso la miseria! (1945) Anna Magnani.png|miniatura|[[Anna Magnani]] in ''[[Abbasso la miseria!]]'']]
*Una delle prime commedie neorealiste in bilico tra il "vecchio" (le commedie anni '30 di [[Gennaro Righelli|Righelli]], anche sceneggiatore con [[Nicola Fausto Neroni|N.F. Neroni]]) e il "nuovo" (la riconoscibilità dell'ambientazione sociale: il quartiere dove tutti si conoscono e litigano alla maniera di [[Carlo Goldoni|Goldoni]]). Film ibrido con qualche gag azzeccata e il personaggio di [[Virgilio Riento|Riento]], modello di futuri tiretti dell'arte di arrangiarsi. [...] La [[Anna Magnani|Magnani]] un po' in ombra. (''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]''; 2010, p. 11)
*Seguito, ma ribaltato, di ''[[Abbasso la miseria!|Abbasso la miseria]]'' con una strepitosa [[Anna Magnani]] che fa una memorabile caricatura dei borsari neri arricchiti durante la guerra e si esibisce, accompagnata dalla chitarra, come cantante nell'esecuzione di ''Quanto sei bella Roma''. (''[[Abbasso la ricchezza!|Abbasso la ricchezza]]''; 2000, p. 11)
*Pur tra alti e bassi, invenzioni e stereotipi, rimane uno dei più aguzzi, impietosi (ma anche spiritosi) film di Hollywood su Hollywood. Nel disegno del suo personaggio d'alcolista [[Lowell Sherman|L. Sherman]] tenne d'occhio suo cognato [[John Barrymore]] e la [[Constance Bennett|Bennett]] è assai brava. (''[[A che prezzo Hollywood?]]''; 2000, p. 15)
*Più che un adattamento di [[Ernest Hemingway|Hemingway]] (cui pose mano anche [[William Faulkner|W. Faulkner]]), sembra una parafrasi segreta di ''[[Casablanca]]'' anche se, in fondo, la tematica resistenziale interessa poco all'antiretorico [[Howard Hawks|Hawks]]. Qua e là zoppicante, persino confuso, il film s'illumina quando sono in scena [[Humphrey Bogart|Bogart]] e la [[Lauren Bacall|Bacall]] in un personaggio che è una versione più calda di [[Marlene Dietrich]]. (''[[Acque del sud]]''; 2000, p. 16)
*Oggi appare molto datato, ma val la pena di vederlo almeno per la presenza della grande [[Helen Hayes|H. Hayes]]. (''[[Addio alle armi (film 1932)|Addio alle armi]]''; 2000, p. 18)
*Visibile come documento d'epoca, per il garbo recitativo dell'intero cast, per la finezza della regia. (''[[Addio giovinezza! (film 1940)|Addio, giovinezza!]]''; 2000, p. 18)
*Western insolito o, meglio, vicenda psicologico-sentimentale in ambiente western. Originale ma inerte. Brillante come sceneggiatore, [[Burt Kennedy|Kennedy]] lo è meno come regista. (''[[Ad ovest del Montana]]''; 2000, p. 21)
*Pur non volendo [[Agostino d'Ippona|Agostino]] come un protagonista tradizionale, [[Roberto Rossellini|Rossellini]] (1908-77) non ha saputo farne il testimone convincente di un'epoca di transizione. Non mancano i momenti eloquenti (la decisione sull'eredità tra i due fratelli Sisto e Papirio; il rifiuto dell'offerta di Siriaco; il discorso finale) né le pagine in cui la disadorna semplicità del suo linguaggio trova le sue illuminazioni (la visita in carcere e l'uccisione di Marcellino). Invece di essere epica (nel senso di [[Bertolt Brecht|Brecht]]), la rappresentazione dei fatti e dei personaggi risulta generica. È probabilmente il meno riuscito tra i suoi film storico-didattici ([[La presa del potere da parte di Luigi XIV|Luigi XIV]], [[Socrate (film)|Socrate]], [[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Pascal]], [[L'età di Cosimo de' Medici|Cosimo]], [[Cartesius (miniserie televisiva)|Cartesio]], ecc.). (''[[Agostino d'Ippona (miniserie televisiva)|Agostino d'Ippona]]''; 2000, p. 28)
*1º lungometraggio di animazione violenta e catastrofica per adulti di [[Katsuhiro Otomo|K. Otomo]] che, con la collaborazione di [[Izo Ashimoto]], l'ha tratto da un suo fumetto di grande successo in Giappone, servendosi di un'agguerrita squadra di tecnici tra cui lo scenografo [[Toshiharu Mizutano]] e la pirotecnica fotografia di [[Katsuji Misawa]]. "Un risultato impressionante che spesso suggerisce una bizzarra miscela espressionista di ''[[2001: Odissea nello spazio]]'', ''[[I guerrieri della notte]]'', ''[[Blade Runner]]'' e ''[[Il pianeta proibito]]''" ([[Geoff Andrew]]). Figura al 19º posto in un elenco dei 20 migliori film di ''science fiction'' (con ''Blade Runner'', ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' e ''[[Matrix]]'') secondo la rivista statunitense ''Wired'' nel 2002. (''[[Akira (film)|Akira]]''; 2013, p. 34)
*È il film più mitico di [[John Ford|J. Ford]], regista che spesso si è occupato della creazione del mito e dei suoi valori. [[Abraham Lincoln|Lincoln]] è visto come [...] l'uomo che sa, e non apprende. La sua presenza determina l'azione più che farne parte: è il grande unificatore e mediatore. Col suo passo lento e la puntigliosa rievocazione d'epoca, è un film ammirevolmente stilizzato. Una delle opere che restano. (''[[Alba di gloria]]''; 2010, pp. 34-35)
*Scritto da Lamar Trotti e splendidamente fotografato da A. Miller, è uno dei più famosi western sociali con un preciso discorso sul linciaggio. Un po' sopravvalutato, comunque: molto parlato, non poco didattico e moralistico. (''[[Alba fatale]]''; 2000, p. 31)
*Western dove conta l'atmosfera più che l'azione, inclinata verso il melodramma. (''[[L'albero degli impiccati]]''; 2000, p. 33)
*Solenne e sereno, grave e pur lieve come le musiche di [[Johann Sebastian Bach|Bach]] che l'accompagnano, il 9º di [[Ermanno Olmi|Olmi]] è – con ''[[Novecento]]'' (1976) di [[Bernardo Bertolucci|B. Bertolucci]] che è il suo opposto – il più grande film italiano degli anni '70, e l'unico, forse, in cui si ritrovano i grandi temi [[Publio Virgilio Marone|virgiliani]]: ''labor, pietas, fatum''. Gli sono stati rimproverati, come limiti, una rappresentazione idealizzata, perché troppo lirica, del mondo contadino, la cancellazione della lotta di classe, la rarefazione spiritualistica del contesto sociale. È indubbio che al versante in ombra (grettezza, avidità, violenza, odi feroci) del mondo contadino Olmi ha fatto soltanto qualche accenno, e in cadenze bonarie, ma anche in quest'occultamento è stato fedele a sé stesso e alla sua ''pietas''. (''[[L'albero degli zoccoli]]''; 2000, p. 33)
*Tutto in esterni, esaltati dal Cinemascope (fotografia di Charles Lawton Jr.), scritto con asciutta efficacia da [[Burt Kennedy]] che punta sui personaggi e sui loro comportamenti più che sull'azione. Western lineare di classica concisione, ha ritmo quieto e una suspense appena suggerita, interrotta da momenti forti in cui la violenza è indicata più che rappresentata, e segnato in contrappunto dal desiderio di pace e serenità. (''[[L'albero della vendetta]]''; 2010, p. 36)
*Unica regia dello stimato sceneggiatore [[Daniel Taradash|Taradash]], è il 1º film esplicitamente antimaccartista di Hollywood. Nobile tesi, pesantezza didattica, macchinoso e troppo simbolico. Un'ottima [[Bette Davis|Davis]] non basta. (''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]''; 2010, p. 37)
*Dramma carcerario in linea con la migliore tradizione hollywoodiana (claustrofobico, violento, garantista, liberale) con 2 novità: il tema della durata (il tempo che passa) e i connotati sociali del protagonista, direttore di banca, vittima di un errore giudiziario. Le mozartiane ''Nozze di Figaro'' in una sequenza d'antologia. (''[[Le ali della libertà]]''; 2000, p. 39)
*È un thriller fantascientifico di spavento con componenti di horror e suspense che conta poco per quel che dice, ma che lo dice benissimo grazie a un apparato scenografico di grande suggestione (dovuto al disegnatore svizzero [[H. R. Giger|H.R. Giger]]) e a un ritmo narrativo infallibile. La sua chiave tematica è la paura dell'ignoto e, perciò, pesca nel profondo dello spettatore. (''[[Alien]]''; 2000, p. 39)
*Film insignificante per tutti, anche per la [[Gina Lollobrigida|Lollo]] che, dopo 11 film, era ancora nell'anticamera del successo. (''[[Alina (film)|Alina]]''; 2000, p. 40)
*Dal romanzo (1929) di Erich Maria Remarque: nel 1914, istigati da un loro insegnante, alcuni studenti tedeschi si arruolano volontari, ma presto al fronte scoprono che la guerra ha poco da spartire col coraggio, il dovere o l'etica. Nessuno ritornerà. Un classico del cinema pacifista, distribuito in Italia soltanto nel 1956. Fu uno dei primi "colossi" del cinema sonoro. La sua forza e soprattutto la sua fama derivano da una sagace fusione delle sue componenti: il realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia, il lirismo dei dialoghi. (''[[All'ovest niente di nuovo]]''; 2010, p. 49)
*Il clima del secondo Ottocento è reso con gusto e precisione, il livello professionistico generale è ammirevole. (''[[Altri tempi - Zibaldone n. 1|Altri tempi]]''; 2000, p. 48)
*È una gradevole commedia americana del dopoguerra traboccante buoni sentimenti e un ingenuo moralismo. Quello che conta sono la recitazione dei 3 bravi protagonisti e l'ambientazione gustosa. (''[[Al tuo ritorno]]''; 2000, p. 49)
*La cornice soffoca il quadro, c'è lo spettacolo, non il sentimento della passione e del desiderio, l'erotismo è verniciato, ma la rievocazione di un'atmosfera è suggestiva, i 2 protagonisti sono ben scelti, le musiche del libanese [[Gabriel Yared]] funzionano. (''[[L'amante (film 1992)|L'amante]]''; 2000, p. 49)
*È il western che inaugurò il filone filoindiano negli anni '50. Buon racconto avventuroso, un po' troppo solenne, ma con risvolti teneri e efficaci scene d'azione. (''[[L'amante indiana]]''; 2000, p. 51)
*Rifacimento in chiave western di ''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941), è un eccellente western a risvolti passionali, firmato da un maestro del cinema americano d'azione. (''[[Gli amanti della città sepolta]]''; 2000, p. 52)
*È un potente dramma la cui sceneggiatura ([[Philip Yordan]]) servì di base al western ''[[La lancia che uccide|La lancia spezzata]]'' (1954). [[Edward G. Robinson|Robinson]] è un grande patriarca, ma è ammirevole anche [[Luther Adler]]. (''[[Amaro destino]]''; 2000, p. 55)
*Vent'anni dopo ''I vitelloni'' F. Fellini torna in Romagna con un film della memoria e, soltanto parzialmente, della nostalgia. La parte fuori dal tempo è più felice di quella storica. Umorismo, buffoneria, divertimento, finezze, melanconia. (''[[Amarcord]]''; 2010, p. 59)
*Supervisionato e diretto in gran parte da [[Howard Hawks|Hawks]] in assenza del dispotico produttore [[Samuel Goldwyn]] in ospedale, ne fu licenziato insieme con l'operatore Gregg Toland e sostituito con [[William Wyler]] (e Rudolph Maté) cui si attribuisce almeno l'ultima mezz'ora. Le potenti immagini del disboscamento sono dell'aiuto Richard Rosson. La polemica ecologica e anticapitalistica della Ferber è smorzata nel film, l'unico in cui Hawks si cimenta direttamente con la politica. Irrisolto, greve, un po' verboso, ma apprezzabile nel disegno dei personaggi (W. Brennan ebbe l'Oscar di non protagonista), anche in quello di F. Farmer che canta in modo struggente ''Aura Lee'', poi rilanciata da [[Elvis Presley|E. Presley]] come ''Love Me Tender''. (''[[Ambizione (film)|Ambizione]]''; 2010, p. 60)
*Accurata l'ambientazione di un realismo morbidamente femminile: problemi di psicologia risolti, sia pure attraverso una vicenda un po' convenzionale, con notazioni umane e un'interpretazione degna di rilievo. (''[[L'amica (film 1943)|L'amica]]''; 2000, p. 60)
*Il 1º e il più fiacco dei 4 film diretti a Hollywood dal regista francese. Non più di due o tre trovate intelligenti, molte citazioni, una [[Marlene Dietrich|Dietrich]] impacciata. (''[[L'ammaliatrice (film 1941)|L'ammaliatrice]]''; 2000, p. 64)
*Sullo sfondo di una Firenze granducale, [[Mario Mattoli|Mattòli]] al suo 2º film ha inserito un [[Primavera dei popoli|1848]] patriottico e romantico, ma antieroico. Le situazioni sono molto teatrali ma risolte con leggerezza di mano. [[Vittorio De Sica|De Sica]] è godibile e la trovata del film è la dolce [[Milly (cantante)|Milly]]. (''[[Amo te sola]]''; 2010, p. 75)
*È inevitabile citare [[Edmondo De Amicis|De Amicis]], l'Edmondo de' Languori, e il suo ''Dagli Appennini alle Ande'' che straziò due o tre generazioni. Quando [[Glauco Pellegrini|Pellegrini]] può appoggiarsi al paesaggio e all'ambiente, affiorano le sue qualità liriche e descrittive di buon documentarista. Quando fa agire i personaggi non c'è scampo: o melodramma o bozzettismo. (''[[L'uomo dai calzoni corti|L'amore più bello - L'uomo dai calzoni corti]]''; 2000, p. 72)
*Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'', ''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]'' e ''[[Ninotchka]]'' forma un piccolo trattato di economia politica (G. Fink) e un'illustrazione della logica del capitale. È, forse, il più bello dei quattro, certamente il più impalpabile, astratto, misterioso, reticente. La scena del pranzo è un compendio del ''[[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] touch''. (''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]''; 2000, p. 81)
*Capolavoro del primo cinema tedesco sonoro, trasformò in star una poco nota cantante e attrice (che aveva già partecipato a 17 film dal 1923), arricchì l'immaginario collettivo di un nuovo mito di donna fatale, non lontano dalla Lulu di [[Frank Wedekind|Wedekind]], segnò l'inizio del sodalizio [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], durato altri 7 film a Hollywood. Il turgido istrionismo masochistico di [[Emil Jannings|Jannings]] s'oppone alla pura "apparenza" quasi grafica della Dietrich. (''[[L'angelo azzurro (film 1930)|L'angelo azzurro]]''; 2000, p. 81)
*''L'angelo bianco'' raggiunge il suo scopo: far versare lacrime. Gli interpreti fanno del loro meglio per dare ai personaggi alquanto inverosimili qualche verosimile accento. Ma c'è anche una dimensione fantastica [...] che gli dà un tono insolito. (''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]''; 2000, p. 81)
*Drammone a lieta fine al servizio di [[Bette Davis|B. Davis]] in versione doppia. Tratto da un romanzo di Karel J. Benes, è un ''mélo'' di bassa lega migliorato dall'esperta regia. (''[[L'anima e il volto]]''; 2000, p. 84)
*Umorismo ben mescolato alla tenerezza in un clima di sterilizzata audacia erotica. Bella coppia. C'è uno spogliarello "teologico". (''[[L'anima e la carne]]''; 2000, p. 84)
*Diretto senza convinzione, non abbastanza riscattato da una scrittura disadorna e da un bianconero sporco da cinegiornale. (''[[Anima nera (film 1962)|Anima nera]]''; 2000, p. 84)
[[File:Annex - Garbo, Greta (Anna Christie) NRFPT 02 (cropped).jpg|miniatura|[[Greta Garbo]] in ''[[Anna Christie]]'']]
*L'attrice, unica vera ragione di essere di un film verboso, statico e molto datato, ottenne la 1ª delle 3 nomination al premio Oscar (''[[Margherita Gauthier]]'', ''[[Ninotchka]]'') [...]. (''[[Anna Christie]]''; 2000, p. 86)
*L'insegnante di Boston riesce a far passare la ribelle Helen dallo stato ''animale'' a quello ''umano'', e a fare di lei ''sua'' figlia, nel senso più profondo della parola. [...] È la descrizione epica di una battaglia che culmina nella straordinaria scena di 9 minuti tra Annie e Helen intorno al tavolo da pranzo. Pur non trascurando la complessità sentimentale e ideologica del testo di [[William Gibson (commediografo)|Gibson]], mette con furia l'accento sulla dimensione fisica della battaglia. Il suo vero tema non è l'handicap fisico e nemmeno l'insegnamento o la comunicazione, ma il principio stesso della vita e della liberazione: il modo con cui le energie vitali, se abbastanza tenaci, possono vincere barriere od ostacoli. Ingiustamente accusato di teatralismo, dunque sottovalutato. (''[[Anna dei miracoli]]''; 2000, p. 86)
*In attesa di affermarsi nel genere mitologico [[Pietro Francisci|Francisci]] si dedica alle vite dei santi, in bilico tra ingenuità e astuzia spettacolare. Consigliabile solo alle anime pie. (''[[Antonio di Padova (film)|Antonio di Padova]]''; 2000, p. 91)
*Girato nei giorni bui dell'occupazione tedesca, è una novelletta piacevole, ma anemica, esitante tra il gusto francese e quello più acqua e sapone all'italiana. (''[[Apparizione (film)|Apparizione]]''; 2000, p. 93)
*Uscito dal Centro Sperimentale di Cinematografia, [[Gianluigi Calderone|Calderone]] debutta con un film che non manca di eleganza nella sua pruriginosa volontà di far scandalo né di velleità nel descrivere le mediocri nevrosi della media borghesia italiana. Com'è giusto, diventerà uno specialista di porno soft. (''[[Appassionata (film 1974)|Appassionata]]''; 2000, p. 93)
*Drammone sentimentale con venature gialle, macchinoso e improbabile. (''[[Appassionatamente (film 1954)|Appassionatamente]]''; 2000, p. 93)
*Bella sparatoria finale. Western tradizionale, tratto dal racconto ''Who Rides with Wyatt'' di Will Henry e basato sulla leggendaria amicizia dello sceriffo Wyatt Earp con Billy Clanton. Interessante, ma non speciale. (''[[Appuntamento per una vendetta]]''; 2000, p. 94)
*Prodotto dalla Paramount con un budget piuttosto basso, è un film antimilitarista che si avvale di dialoghi insolitamente vivaci e realistici e di un buon cast. (''[[L'aquila e il falco (film 1933)|L'aquila e il falco]]''; 2000, p. 96)
*Un gustoso film d'avventure, originale nell'impostazione, nelle trovate e specialmente nel caleidoscopico grafismo. (''[[Arabesque]]''; 2000, p. 97)
*Un costoso, ambizioso fallimento artistico e commerciale che, tra l'altro, mandò in rosso e fece chiudere l'Enterprise Studios che lo produsse. Contribuirono anche i vincoli di censura che lasciarono nel vago il mestiere dell'infelice eroina. [[Lewis Milestone|Milestone]] non era il regista adatto, ma aveva diretto ''[[All'ovest niente di nuovo|All'Ovest nulla di nuovo]]''. (''[[Arco di trionfo (film 1948)|Arco di trionfo]]''; 2000, p. 98)
*Giallo deduttivo-geometrico di [[Agatha Christie]], un enigma tra un cast di tutte star messo in scena con elegante ironia e raffinata bravura. (''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]''; 2010, p. 122)
*Poteva esserci qualcosa di originale e intrigante soprattutto nello studio dei caratteri se la sceneggiatura di [[Anthony Shaffer]] non l'avesse complicato con un assassinio misterioso. (''[[L'assoluzione (film 1978)|L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*Questo bizzarro dramma giallo e cattolico ha zeppe, vuoti d'aria, cadute ma l'ambiente è descritto con finezza e intorno ai due fratelli protagonisti c'è un gruppetto di personaggi ben caratterizzati. (''[[L'assoluzione]]''; 2000, p. 113)
*[[Rand Ravich|R. Ravich]] esordisce con un fantathriller ammuffito, scopiazzato (quasi inevitabile il rimando a ''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York|Rosemary's Baby]]'') senza personaggi né atmosfera né suspense. Un ruzzolone nell'itinerario di [[Johnny Depp|J. Depp]] che – nonostante i dialoghi tremendi, sull'orlo del ridicolo, scritti da Ravich, e la partner inerte – ne cava qua e là qualche sprazzo di brio recitativo. (''[[The Astronaut's Wife - La moglie dell'astronauta|The Astronaut's Wife]]''; 2000, p. 114)
[[File:The Quatermass Xperiment (1955) trailer - Brian Donlevy & Margia Dean.png|thumb|Il [[Bernard Quatermass|dott. Quatermass]] interpretato da Brian Donlevy ne ''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]'']]
*1º dei 3 film prodotti dalla Hammer a basso costo (ma con una buona dose di intelligenza), ispirati a un popolare serial TV (1953) della BBC. [...] Fantascienza a misura d'uomo. (''[[L'astronave atomica del dottor Quatermass]]''; 2010, p. 127)
*[...] è il 3º e il migliore del ciclo del [[Bernard Quatermass|dottor Quatermass]] [...]. (''[[L'astronave degli esseri perduti]]''; 2010, p. 127)
*Una ''space-opera'' nella cui struttura narrativa si mescolano gli schemi del poliziesco e del western. Bella la sequenza d'inseguimento tra [[Sean Connery|Connery]] e lo spacciatore di droga. (''[[Atmosfera zero]]''; 2010, p. 129)
*Coraggioso nella scelta tematica, discutibile nella sua poco critica esaltazione dell'individualismo e con qualche forzatura retorica, è una macchina narrativa perfettamente oliata che non perde un colpo sino al finale che scalda il cuore, inumidisce gli occhi e strappa l'applauso. Di suo [[Peter Weir|P. Weir]] ci mette l'abituale misticismo e la sapiente guida nella recitazione dei ragazzi inesperti tra cui spicca [[Robert Sean Leonard|R.S. Leonard]] sebbene solo [[Ethan Hawke|E. Hawke]] abbia fatto carriera. Eccellente [[Robin Williams|R. Williams]]. (''[[L'attimo fuggente]]''; 2010, p. 130)
*Film eccessivo nell'azione, nella violenza, nella grandiosità delle scenografie, negli effetti speciali (Oscar per Eric Brevig), nella visibilità, nell'ideologia. Suggestiva macchina narrativo-spettacolare con una vertiginosa struttura a scatole cinesi, imperniata sull'ambiguità tra realtà e apparenza, con alleggerimenti grotteschi e parentesi erotiche. (''[[Atto di forza]]''; 2000, p. 118)
*[...] è un buon film nero con un tema sociale in filigrana che ha al centro la psicologia tormentata del traditore ([[Van Heflin]]) e prepara con ritmo serrato il suo gesto finale d'espiazione. Ma il film conta soprattutto per l'atmosfera di disperata tensione che, con l'apporto del bianconero di [[Robert Surtees]], il regista sa creare. (''[[Atto di violenza]]''; 2000, p. 118)
*Superficiale e stentata commedia rivistaiola. (''[[Auguri e figli maschi!]]''; 2000, p. 118)
*Western di stampo tradizionale con un buon cast e molti luoghi comuni. (''[[L'avamposto degli uomini perduti]]''; 2000, p. 120)
*È una specie di romantico omaggio al "fattorino" dell'autobus con un [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]] divertente, genuino, convincente. (''[[Avanti c'è posto...]]''; 2000, p. 120)
*[...] un TV movie poco originale, infestato da gratuiti eccessi truculenti. (''[[A volte ritornano (film)|A volte ritornano]]''; 2000, p. 122)
*È la più divertente commedia di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] – sceneggiata con Edoardo Anton – basata su un arguto e piacevole gioco degli equivoci e diretta con leggerezza e ironia. (''[[L'avventuriera del piano di sopra]]''; 2000, pp. 126-127)
*Uno dei migliori western di [[Errol Flynn]], 1º dei 3 girati con [[Michael Curtiz|Curtiz]]. Ottima fotografia a colori di Sol Polito. (''[[Gli avventurieri (film 1939)|Gli avventurieri]]''; 2000, p. 127)
*La cornice è pittoresca, ma il quadro insipido, i personaggi convenzionali, la storia moscia. (''[[L'avventuriero della Luisiana]]''; 2000, p. 127)
*Da un mediocre materiale narrativo di trito esotismo l'austriaco [[Josef von Sternberg|Sternberg]], nel suo penultimo film (l'ultimo per Hollywood) cava un film diseguale dove contano l'erotismo allusivo e le schermaglie della coppia [[Robert Mitchum|Mitchum]]-[[Jane Russell|Russell]]. (''[[L'avventuriero di Macao]]''; 2000, p. 127)
*Western di passo quieto in cui, rinunciando all'azione (tolto l'assalto alla caserma francese), [[Don Siegel|Siegel]] se la prende comoda e si gode il paesaggio, spostandosi sul terreno della commedia ironica in cui il ''macho'' Hogan ([[Clint Eastwood|C. Eastwood]]) si trasforma nel secondo mulo della finta sorella Sara. (''[[Gli avvoltoi hanno fame]]''; 2000, p. 128)
====B====
*Uno dei migliori film gangster del dopoguerra, scritto da [[Ben Hecht|B. Hecht]] e C. Lederer, filmato in esterni veri a New York. Memorabile esordio di [[Richard Widmark|R. Widmark]] nella parte del sadico che fa ruzzolare per le scale una vecchia paralitica. (''[[Il bacio della morte (film 1947)|Il bacio della morte]]''; 2000, p. 132)
*Citato da celebri scrittori ([[Manuel Puig]]), fonte di ispirazione per nuovi registi, giocato sagacemente sull'ambiguità, a mezza strada tra l'horror e il thriller, con una dimensione fantastica suggerita più che rappresentata, è una chicca per i fans del cinema fantastico, un classico del cinema americano di serie B, un prototipo più volte imitato. (''[[Il bacio della pantera (film 1942)|Il bacio della pantera]]''; 2000, p. 132)
*Reduce dal successo di ''[[La sepolta viva (film 1949)|La sepolta viva]]'' [...], [[Guido Brignone|Brignone]] azzeccò anche questo film [...]. (''[[Il bacio di una morta (film 1949)|Il bacio di una morta]]''; 2000, pp. 133)
*Come giallo, è un film d'andazzo normale, ma ha almeno un merito: una certa cura nella descrizione dell'ambiente cinematografico. (''[[Bacio mortale (film 1932)|Bacio mortale]]''; 2000, pp. 133)
*Garanti in sceneggiatura gli inossidabili toscani [[Leonardo Benvenuti|Benvenuti]] & [[Piero De Bernardi|De Bernardi]], è una galleria di caricature, macchiette e macchiettoni strapaesani con il contorno di ragazze appetitose. Apprezzabile rinuncia alla volgarità con qualche punta crudele nei dialoghi. ("È la foto del nonno. Un po' mossa, ma nonno aveva il Parkinson.") (''[[Bagnomaria (film)|Bagnomaria]]''; 2000, pp. 134-135)
*Con un quartetto d'attori che compendia la storia e la memoria dei cinema (il più giovane è [[Vincent Price|Price]], 1911) un film dove la vita scorre piana come in una fotografia sbiadita: non una stecca, non un eccesso, non un attimo di noia anche se, come si dice, non succede niente. (''[[Le balene d'agosto]]''; 2000, p. 135)
*Film epico che nasconde una leggenda (il paradiso perduto), racconta un programma (confondersi con la natura invece di distruggerla) e rappresenta un incubo (distruggere i pellerossa, americani nativi). Esordio nella regia di [[Kevin Costner|Costner]] che sa coniugare le attrattive di un cinema popolare d'azione con la semplicità di un racconto epico che lascia spazio ai sentimenti, ai conflitti psicologici, agli intermezzi umoristici. Si schiera dalla parte giusta senza manicheismo; coinvolge e commuove senza demagogia; suggerisce il sogno (l'utopia) e dà conto del dolore, di quel retaggio di odio e di colpa che fecero delle guerre indiane "il più disperato degli inferni". (''[[Balla coi lupi]]''; 2000, p. 136)
*È forse – con ''[[I compari]]'' (1971) di [[Robert Altman|R. Altman]] – l'operazione più lucidamente e criticamente dissacratrice che un regista americano abbia compiuto nei confronti dell'epopea western. Impiegando in chiave grottesca gli schemi del western e della mitologia del "self-made man", [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] fa la radiografia della loro ossatura capitalistica, facendo emergere l'anima reale del pionierismo e la realtà sottesa alla leggenda. È ancora una volta la storia di un perdente e di una sconfitta. (''[[La ballata di Cable Hogue]]''; 2000, p. 137)
*Favola urbana con qualche garbo con risvolti comici, eccesso di zuccheri e un buon cast tecnico tra cui le musiche di [[Piero Piccioni|Piero Morgan]] (Piccioni). (''[[Ballerina e Buon Dio]]''; 2000, p. 138)
*Discontinuo fuoco d'artificio di trovate comiche. La sua debolezza deriva dal modello parodiato: ''Guerre stellari'' era già, se pur in modo latente, una parodia. (''[[Balle spaziali]]''; 2000, p. 138)
*Il più insulso, insensato e dilettantesco film del catalano [[Bigas Luna]], qui inetto direttore di attori, per giunta. La [[Valeria Marini|Marini]] è una bella statua inespressiva che ha due posizioni, ritta e sdraiata. Filodrammatici gli altri. Al suo confronto ''[[La donna del fiume]]'' (1954) con [[Sophia Loren|S. Loren]] fa figura di capolavoro. (''[[Bambola (film 1996)|Bambola]]''; 2000, p. 139)
*Un "nero" di prima classe, di taglio semidocumentaristico. Suspense, atmosfera, azione, e una suggestiva descrizione dell'ambiente portuale nello stupendo bianconero di Joe McDonald. (''[[Bandiera gialla (film 1950)|Bandiera gialla]]''; 2000, p. 142)
*Film neorealista ''sui generis'': il suo neorealismo è tutto nella prima, suggestiva sequenza, ma poi si trasforma in una ''gangster story'' di modello americano sulla quale il regista innesta la sua cultura cinematografica, ma anche una robustezza narrativa e una funzionalità espressiva che saranno costanti nei suoi film successivi. È, a modo suo, un film formalista, mentre appaiono incongruenti o approssimativi, nel loro romanticismo, i contenuti etici e sociali. (''[[Il bandito]]''; 2000, p. 142)
*Con ''Donzoko'' (''[[I bassifondi]]'', 1957) e ''[[Dodes'ka-den]]'' (1970) forma una sorta di trilogia sociale della miseria nell'itinerario di Kurosawa. Sul tema tradizionale del rapporto tra maestro e allievo, è la storia di una presa di coscienza, un romanzo di educazione. Di grande bellezza plastica nell'uso del grande schermo (Tohoscope), sostenuto da una solenne colonna musicale ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], la ''Nona'' di [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]]) e da una varietà di registri narrativi (tenerezza, crudeltà, due gustosi intermezzi comici), affollato di personaggi, risulta un po' programmatico e didattico nel suo assillo di essere un capolavoro umanistico. (''[[Barbarossa (film 1965)|Barbarossa]]''; 2000, p. 145)
*Prodotto dalla Republic, è un film teso, angoscioso e serrato con tipici temi alla [[Fritz Lang|Lang]]: l'incerto confine tra colpa e innocenza, l'ambiguità dei legami tra assassino e vittima, una casa in cui si materializzano le ossessioni dei personaggi. (''[[Bassa marea (film 1950)|Bassa marea]]''; 2000, p. 148)
*Vicenda, ricostruzione storico-politica e indagine psicologica dei personaggi sono secondarie rispetto alla spettacolare grandiosità delle scene di battaglia, girate con grande abbondanza di mezzi. (''[[La battaglia dei giganti]]''; 2010, p. 165)
*Intenzioni: mostrare in luce positiva la cultura latinoamericana basata sulla famiglia. Risultato: un film generosamente didattico e commovente [...]. (''[[Bella (film)|Bella]]''; 2010, p. 170)
*Non è soltanto un film di propaganda. Grazie alla sceneggiatura di [[Ugo Betti]] e [[Alessandro De Stefani]], si cerca anche una riflessione sulla guerra e il suo significato. (''[[Bengasi (film)|Bengasi]]''; 2000, p. 158)
*Influenzato dai colossi storici del cinema italiano degli anni '10 di cui riprende l'enfasi e le esagerazioni, mescolandole con un misticismo sentimentale di marca anglosassone, è un melodramma storico che conta soprattutto per 2 sequenze (la battaglia delle triremi, la corsa delle bighe) di straordinario dinamismo plastico. (''[[Ben-Hur (film 1925)|Ben-Hur]]''; 2000, p. 158)
*Equivoci a non finire, ma lieta fine. Commedia modesta e anemica che si regge sulla simpatia di [[Aldo Fabrizi|Fabrizi]]. (''[[Benvenuto reverendo!]]''; 2000, p. 160)
*La religiosità "made in Hollywood", ridotta a merce spettacolare di grande effetto. (''[[Bernadette (film 1943)|Bernadette]]''; 2000, p. 161)
*Attivo dal 1973, [[John Woo|J. Woo]] aveva diretto una quindicina di ''Wuxiapian'' (film di cavalieri erranti) quando, grazie al famoso regista-produttore [[Tsui Hark]], con questo film inaugurò nel cinema di Hong Kong il filone dei noir metropolitani iperrealisti e contribuì alla propria trasferta verso Hollywood, dove fu largamente imitato da [[Quentin Tarantino|Tarantino]] e soci. Nonostante i difetti di sceneggiatura il film ebbe un grande successo. Il suo tema centrale è ancora quello romantico dell'amicizia virile all'insegna dell'eroismo. La violenta frenesia ridondante dell'azione non nasconde le influenze occidentali nella poetica di Woo, teso a contaminare la lezione Hollywoodiana di Siegel e [[Sam Peckinpah|Peckinpah]] e quella europea di [[Jean-Pierre Melville|Melville]] e [[Sergio Leone|Leone]]. (''[[A Better Tomorrow (film 1986)|A Better Tomorrow]]''; 2013, p. 191)
*Colosso mitico-religioso hollywoodiano in salsa italiana con alcune sequenze di alta suggestione spettacolare (l'arca di Noè, la torre di Babele). Non è difficile per i fan di [[John Huston|Huston]] individuarvi le costanti tematiche e stilistiche dell'agnostico regista americano; agli altri basta lo spettacolo. (''[[La Bibbia (film 1966)|La Bibbia]]''; 2000, p. 164)
*Farsa per un pubblico di bocca buona, dal fine [[Ferdinando Maria Poggioli|Poggioli]] si può pretendere di più. Nazzari e la Silvi, insieme, hanno fatto di meglio. (''[[La bisbetica domata (film 1942)|La bisbetica domata]]''; 2000, p. 168)
*1º film sonoro di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] che sperimenta genialmente suoni e rumori, ma non il parlato. Notevoli: la sequenza d'apertura di taglio semidocumentaristico; il delitto; il motivo del coltello; il British Museum. Opera di incipiente maturità, thriller carico di libidine. (''[[Ricatto (film 1929)|Blackmail]]''; 2000, p. 169)
*È un rozzo film fondato sulla paura del buio, cioè dell'invisibile. Senza spargimento di sangue, senza un effetto speciale, fa paura a molti, specialmente agli adolescenti in grado di identificarsi con i tre personaggi. È un non-film di radicale inettitudine [...]. (''[[The Blair Witch Project - Il mistero della strega di Blair|The Blair Witch Project]]''; 2010, p. 189)
*Ventitré anni nella breve vita di [[Blaise Pascal|Pascal]] [...] da quando, sedicenne, pubblica l'importante ''Saggio sulle coniche'' sino alla morte (una delle sequenze più intense), passando per la "notte di fuoco" [...] in cui, in un momento di estasi mistica, ritrova il senso di Dio. Raccontato con una semplicità di linguaggio che è frutto di lucidità e di umiltà come un "uomo esile, sofferente, che stava sempre male, ma pieno di curiosità, di interessi, di slanci, di timori", diviso tra l'ansia scientifica e la pietà religiosa. L'esordiente [[Pierre Arditi|P. Arditi]], figlio di un fornaio, sarebbe diventato uno degli attori più sensibili del teatro e del cinema d'oltralpe. (''[[Blaise Pascal (miniserie televisiva)|Blaise Pascal]]''; 2000, p. 171)
*Western di inseguimento sul tema della vendetta con conclusione amara. Riesce a far coesistere numerose azioni parallele che si rinforzano a vicenda. C'è un fondo religioso che è proprio del vecchio [[Henry King|King]]. (''[[Bravados]]''; 2000, p. 181)
*Uno dei più celebrati e sopravvalutati strappalacrime del cinema mondiale. Impeccabile, comunque, per atmosfera, recitazione, uso del concerto di [[Sergej Vasil'evič Rachmaninov|Rachmaninoff]], nettezza di particolari. (''[[Breve incontro]]''; 2000, p. 182)
*Per la 2ª volta all'apice della sua fama (6 film nel 1950!) [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è ottimo in questa variazione sul personaggio del fuorilegge romantico. (''[[Il brigante Musolino]]''; 2000, p. 183)
*Nella stesura del raccontino originale, svelto e spiritoso, si sente la mano di [[Marcello Marchesi]] con la coppia [[Age & Scarpelli]]. [[Ugo Tognazzi|Tognazzi]] per la 1ª volta in un ruolo importante. La [[Silvana Pampanini|Pampanini]] tenta di non essere solo bella. (''[[Una bruna indiavolata!]]''; 2000, p. 185)
====C====
*Le premesse erano allettanti: un anziano regista con alle spalle una lunga lista di film decorosi, un divo molto amato, grandi scenari naturali, ma il film manca di vigoria e di ritmo anche perché fu sconciato dalla M-G-M che lo ridusse a 78 minuti. (''[[Il cacciatore del Missouri]]''; 2000, p. 195)
*Discreto western, girato in Cinemascope, quasi filoindiano, con un [[Kirk Douglas|K. Douglas]] che fa la parte del leone. (''[[Il cacciatore di indiani]]''; 2000, p. 195)
*Commedia ferroviaria, degna del teatro di [[Eduardo De Filippo]], sull'Italia di 3ª classe. Intorno a un grande [[Nino Manfredi|Manfredi]] si muove una colorita folla di macchiette. Fa ridere, ma anche riflettere. (''[[Café Express]]''; 2013, p. 238)
*Melodramma a lieto fine, dalle scenografie cariche di significati simbolici che sottolineano le psicologie dei personaggi. (''[[Calafuria (film)|Calafuria]]''; 2000, pp. 198-199)
*Censurata versione (le due donne erano accusate di avere un rapporto lesbico) del dramma ''The children's hour'' (1934) di [[Lillian Hellman]] con una lieta fine imposta dal produttore [[Samuel Goldwyn|Samuel Goldwin]], rifatto nel 1962 con la regia dello stesso [[William Wyler|Wyler]]: ''[[Quelle due]]''. Splendida parte centrale, ottima recitazione. (''[[La calunnia]]''; 2000, p. 201)
*È il più rischioso dei lavori di [[Ermanno Olmi|Olmi]]. L'episodio dei [[Magi (Bibbia)|Re Magi]] (parola non mai pronunciata nel film) è raccontato solo nel [[Vangelo secondo Matteo|Vangelo di Matteo]] in una pagina, e offre molte domande senza risposta. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, Olmi – che ne cura anche fotografia e montaggio, coordinando scene e costumi – ne fa un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti che gli valsero un assurdo divieto ai minori di 14 anni. Girato a Volterra, Alpi Apuane e Maremma con un forte privilegio alla dialettalità e una metodologia di set rosselliniana con largo spazio all'improvvisazione. Squilibrato e geniale, è forse il suo film più anticonformista. (''[[Camminacammina]]''; 2010, p. 228)
*Di ambientazione insolita e di origine teatrale [...], questo giallo d'investigazione si raccomanda per la cura dei particolari, la finezza della recitazione, specialmente femminile, l'eleganza dello stile. (''[[La campana del convento]]''; 2000, p. 204)
*[[Luigi Zampa|L. Zampa]], specialista di commedie agre e intrise di succhi civili (''[[Vivere in pace]]'', ''[[L'onorevole Angelina]]'', ''[[Anni difficili]]''), ha fatto di meglio, ma anche qui riesce a divertire con intelligenza. (''[[Campane a martello]]''; 2000, p. 204)
*Seguito di ''[[La mia via]]'' (1944), ebbe altrettanto successo [...]. Il tasso di sciroppo sentimentale è ancor più alto. Film natalizio a prova di bomba. (''[[Le campane di Santa Maria]]''; 2000, p. 204)
*Tutto giocato sul doppio dei fratelli De Filippo (con il regista a disagio, come il solito, con la fisicità non mediata dell'attore comico), il film è svelto e divertente, con alcune cadute folcloristiche di tono, ma non tra i migliori del Camerini dell'epoca. (''[[Il cappello a tre punte]]''; 2000, p. 213)
*Da un romanzo di [[Daphne du Maurier|Daphne Du Maurier]] una storia fosca, venata di acido umorismo. Con una coppia del calibro [[Bette Davis|Davis]]-[[Alec Guinness|Guinness]], comprimari, operatore, scenografo e [[Gore Vidal]] alla sceneggiatura, troppa intelligenza sprecata. (''[[Il capro espiatorio (film 1959)|Il capro espiatorio]]''; 2000, p. 214)
*Testo arguto ed effervescente. Ambientazione superba e accurata. [[Gino Cervi|Cervi]] gioca in casa. (''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]''; 2000, p. 216)
*I personaggi umani sono graficamente tra i più inventivi e spiritosi del cinema disneyano, dalla memorabile, rapace, eccessiva Crudelia ai due gaglioffi Gaspare e Orazio e a Rudy, eccentrico compositore. La lunga sequenza della fuga dei cuccioli sulla neve – che ha il ritmo e i passaggi obbligati di un film bellico di evasione – è il pezzo forte del film, ma vanno ricordati anche il tam tam canino e i momenti di satira televisiva. (''[[La carica dei cento e uno|La carica dei 101]]''; 2000, p. 217)
*Da non perdere questa vetta del cinema [[John Ford|fordiano]]. Un esodo epico, eppure affettuoso, tenero, divertente. Senza eroi, ma con grande humour. Considerato a torto un film minore per i pochi mezzi a disposizione rispetto ad altri suoi western e per il carattere rapsodico del suo impianto narrativo. (''[[La carovana dei mormoni]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un western agile e allegro con scene d'azione e intermezzi umoristici che si alternano sapientemente. L'attacco alla diligenza blindata è d'antologia. Buffo [[Howard Keel|H. Keel]] travestito da pellerossa. (''[[Carovana di fuoco]]''; 2000, p. 221)
*Il merito principale di questo thriller gotico sul paranormale consiste nel fatto che, prima di arrivare alla sua conclusione luttuosamente mirabolante, fa vivere sullo schermo personaggi attendibili e interessanti. [[Sissy Spacek|S. Spacek]] bravissima. (''[[Carrie - Lo sguardo di Satana]]''; 2000, p. 221)
*[...] è un cupo è perverso psicodramma pastorale dai risvolti freudiani, attraversato dall'incerta linea che separa la sessualità sana da quella malata. Un film insolito sia per il 1947 sia nella carriera di [[Delmer Daves|Daves]] e un'ottima occasione per un [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]] in gran forma. (''[[La casa rossa]]''; 2010, p. 254)
*Film (cast compreso) voluto dal produttore [[David O. Selznick|D.O. Selznick]] che [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] diresse malvolentieri: sceneggiatura verbosa, prolissa, troppo complicata. Qualche lampo di lancinante perversità. (''[[Il caso Paradine]]''; 2000, p. 230)
*[...] è un film di mare e solitudine diviso in 3 parti. Nella 1a c'è la formidabile e paurosa sequenza dell'incidente aereo; nella 2a sull'atollo (80 minuti circa sui 135 complessivi) il momento più poetico è l'incontro notturno con la balena; la 3a è un tiremmolla sentimentale che si può perdere. Più di una inverosimiglianza nella parte centrale (nemmeno un insetto), ma i dialoghi del nuovo Robinson con il pallone (il suo specchio, non il suo servo) e la sua lotta per sopravvivere hanno un accento veritiero. (''[[Cast Away]]''; 2010, p. 258)
*Nel filone della narrativa romantica che va da [[Jane Austen]] a [[Daphne du Maurier]] (''[[Daphne du Maurier#Rebecca|Rebecca]]'') l'esordiente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]], responsabile anche della sceneggiatura, ha diretto un film d'atmosfera di apprezzabile omogeneità stilistica, appoggiato a un'affiatata squadra di attori. (''[[Il castello di Dragonwyck]]''; 2000, p. 232)
*Premiato con il Leone d'oro alla carriera, [[Hayao Miyazaki|H. Miyazaki]] (che avrebbe dovuto limitarsi a produrre il film con il suo studio Ghibli) mescola fiaba nipponica, fantasmi d'Oriente e ambientazione da Mitteleuropa 800 in una delle più affascinanti avventure di animazione degli ultimi tempi, dove non mancano l'eterna lotta tra il Bene e il Male, la minaccia della guerra fuori dal tempo, ma anche la speranza nel futuro e il bisogno di fantasia e immaginazione. (''[[Il castello errante di Howl]]''; 2010, p. 259)
*È un film che fece commuovere e piangere le folle all'inizio degli anni '50. Feuilleton popolare, ha anche il merito di una ambientazione e una patina neorealistica assai suggestiva. (''[[Catene (film 1949)|Catene]]''; 2000, p. 232)
*Uno dei vertici del cinema noir: fatalismo tragico, impotenza dell'individuo, rapporto avvelenato tra passato e presente, la figura della ''dark lady'' ([[Jane Greer|J. Greer]]). Scritto da Daniel Mainwaring, il labirintico intrigo è messo in immagini da [[Jacques Tourneur|J. Tourneur]] con stringata intensità. (''[[Le catene della colpa]]''; 2000, p. 232)
*Difetti? Parecchi, compresi i troppi falsi finali e il triangolo amoroso Agar-Dru-Carey, ma sono i peccati minori di un film delizioso, amabile, ricco di annotazioni, fordiano a 18 carati che invecchia benissimo. L'asso nella manica è la fotografia a colori di Winton C. Hock, premiata con l'Oscar, che nello stile di Frederic Remington cattura le bellezze della Monument Valley. (''[[I cavalieri del Nord Ovest]]''; 2000, p. 236)
*Conta per l'elegante ricostruzione della società a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, la preferenza ai toni crepuscolari piuttosto che celebrativi ed eroici, l'esaltazione del militarismo sabaudo che, se non si contrappone, si sovrappone a quello fascista. (''[[Cavalleria (film)|Cavalleria]]''; 2000, p. 236)
[[File:La cena delle beffe (1942) Clara Calamai (2).png|thumb|[[Clara Calamai]] ne ''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]'']]
*Versione scattante, veloce, rispettosa del famoso dramma (1909) di [[Sem Benelli]]. Oh, il niveo seno nudo e il corpo velato di [[Clara Calamai|C. Calamai]] che fecero fremere mezza Italia e indussero il Centro Cattolico a bollarlo come intreccio di libidine, brutalità e libertinaggio! C'è da ammirare anche l'insinuante, volpino Giannetto di [[Osvaldo Valenti|O. Valenti]]. (''[[La cena delle beffe (film)|La cena delle beffe]]''; 2000, p. 238)
*Non è il migliore dei 5 film che [[Mario Camerini|M. Camerini]], al culmine della sua fama, diresse nel biennio 1939-40. La sceneggiatura è indirizzata sui binari della commedia un po' pazza il cui ritmo non s'addice al regista. Da gustare, comunque, come variazione sulla tematica dei "telefoni bianchi". (''[[Centomila dollari]]''; 2000, p. 240)
*[...] è una sorta di antologia del western in negativo in cui si ricorre ai suoi più scalcinati stereotipi. 3 attori americani di scuole diverse e il più famoso dei 3 ([[Henry Fonda|Fonda]]) scelto contro la parte. Il set non è più l'Andalusia, ma la Monument Valley di [[John Ford]]. In un film ricco di trasgressioni, [[Sergio Leone|Leone]] dilata madornalmente i tempi drammaturgici, contravvenendo alla dinamica del genere. Sotto il segno del titanismo si tende al teatro d'opera e alla sua liturgia. Dall'epica del treno, della prima ferrovia transcontinentale, si passa alla trenodia, al canto funebre sulla morte del West e dello spirito della Frontiera. Come in [[Sam Peckinpah]]. (''[[C'era una volta il West]]''; 2000, p. 241)
*[[Luigi Comencini|L. Comencini]] ha lavorato con discrezione e pudore, in difficile equilibrio tra patetico e comico, ma il perno del film, e la sua forza, è [[Beppe Grillo]], con la sua recitazione sotto le righe, al risparmio, di una sobrietà tutta genovese. (''[[Cercasi Gesù]]''; 2000, p. 243)
*[...] è una contaminazione tra film fantastico (parapsicologico), di spavento e giallo d'investigazione. Almeno nel 1° tempo ha tenuta narrativa e invenzioni suggestive (la pallina di gomma, la sedia a rotelle, la seduta spiritica). Poi le connessioni a effetti visivi ed effettacci sonori abbondano, riscattate in parte dall'istrionismo ben temperato di [[George C. Scott|Scott]] e, nella parte del senatore miliardario, del vecchio [[Melvyn Douglas|Douglas]], truce emblema del capitalismo rampante. (''[[Changeling (film 1980)|Changeling]]''; 2010, p. 276)
*Gioco al massacro tra una vittima che diviene carnefice e un carnefice che si trasforma in vittima, in bilico tra il melodramma e l'horror, è un capolavoro del grand-guignol cinematografico, detestato da molti che lo considerano una vetta del Kitsch violento. È difficile, però, non ammirare il linguaggio rigoroso e stilizzato di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]], la sapiente sceneggiatura di [[Lukas Heller]] (da un romanzo di [[Henry Farrell]]), la straordinaria recitazione del trio principale, la dimensione gotica dell'atmosfera narrativa. (''[[Che fine ha fatto Baby Jane?]]''; 2000, p. 248)
*Basato su una storia vera, questo thriller è un buon esempio di quel realismo semidocumentaristico che si diffuse a Hollywood nel primo dopoguerra. Oltre all'asciutta ed efficace regia di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]], le sue carte vincenti sono la fotografia di Joe McDonald e l'interpretazione di [[James Stewart|J. Stewart]]. Notevole anche K. Orzazewski nella parte di Tillie. (''[[Chiamate Nord 777]]''; 2000, p. 250)
*Melodramma missionario che promosse [[Gregory Peck|G. Peck]] al ruolo di star. Tratto da un romanzo di [[A. J. Cronin|Archibald J. Cronin]], è dignitoso, solidamente costruito ma prolisso. (''[[Le chiavi del paradiso]]''; 2000, p. 251)
*Ancora in doppio ruolo, [[Bette Davis|B. Davis]] cerca di galvanizzare un dramma (già fatto nel 1946 con Dolores Del Rio) turgido, effettistico e inverosimile, ma, a modo suo, affascinante. (''[[Chi giace nella mia bara?]]''; 2000, p. 253)
*2º film di L. Pieraccioni che l'ha scritto, diretto e interpretato: simpatico, spesso salace, quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, girato con garbo da un principiante cha ha visto i film giusti e ha imparato la lezione. [[Alessandro Haber|A. Haber]] si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97. (''[[Il ciclone]]''; 2010, p. 291)
*Neorealismo in chiave cattolica. Il film conta soprattutto per il bianconero del grande [[Aldo Graziati|G.R. Aldo]], la coerenza pittorica delle inquadrature, l'atmosfera delle paludi pontine, il clima affocato che precede lo stupro. (''[[Cielo sulla palude]]''; 2000, p. 260)
*[...] è uno dei più fiacchi risultati di [[Anthony Mann|A. Mann]]. Invece che una saga, un greve melodramma senza estro né scatti. (''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]''; 2000, p. 260)
*Tolto quello scoppiettante di [[Walter Chiari|W. Chiari]], in chiave rivistaiola, gli episodi sono all'insegna di una comicità amara. Notevole quello di [[Eduardo De Filippo|Eduardo]] che descrive un borgo agricolo campano senza spolveri idillici. (''[[Cinque poveri in automobile]]''; 2000, p. 263)
*Ruvido melodramma, scritto dal futuro regista Robert Rossen, affidato soprattutto all'interpretazione di un'affiatata squadra di attori sotto contratto alla Warner Bros, casa specializzata in drammi sociali e gangsteristici. (''[[Le 5 schiave|Le cinque schiave]]''; 2000, p. 263)
*Fiacco e deludente rifacimento di ''[[L'uomo di bronzo]]'' (1937) della stessa Warner. Importante solo perché è il 1º film di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] come protagonista. (''[[Il circo insanguinato]]''; 2000, p. 266)
*Vinse 2 Oscar per il soggetto e l'interpretazione di [[Spencer Tracy|S. Tracy]]. Anche [[Mickey Rooney|M. Rooney]] è in forma. Sciropposo ma gradevole. (''[[La città dei ragazzi]]''; 2000, p. 267)
*Liberamente tratto da un romanzo di [[John Buchan]], questo film d'inseguimento all'insegna della leggerezza e dell'umorismo è, forse, l'opera più famosa dell'[[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] inglese, e uno dei preferiti dallo stesso regista. (''[[Il club dei 39|Il club dei trentanove]]''; 2000, p. 273)
*[...] è una sorta di antiwestern, attraversato da un sottile filo di poesia. Poca azione, lenti indugi sugli stati d'animo, rari risvolti divertenti e una fredda eleganza che talvolta sfiora una noia non premeditata. (''[[Le colline blu]]''; 2010, p. 314)
*Western trito e ritrito [...]. (''[[Le colline bruciano]]''; 2000, p. 277)
*Ermetico, ma abbagliante. Molte noie con la censura sovietica. (''[[Il colore del melograno]]''; 2010, p. 316)
*Risente dell'origine teatrale, ma gli attori tengono bene anche se messi in difficoltà da dialoghi retorici. (''[[I colpevoli]]''; 2000, p. 280)
[[File:Un colpo di pistola (1942) Assia Noris (2).png|thumb|[[Assia Noris]] in ''[[Un colpo di pistola]]'']]
*1º film di [[Renato Castellani|R. Castellani]], è considerato uno degli esempi più rappresentativi di quella tendenza "evocativa-calligrafica" che negli anni '40 cercò di contrapporsi alla sciatta e conformistica mediocrità del cinema italiano di quei fascistici anni come un corrispondente audiovisivo della prosa d'arte in letteratura. Freddo esercizio di stile, ma di buon livello. (''[[Un colpo di pistola]]''; 2000, p. 282)
*Tratto da una famosa commedia (1900) di [[Giuseppe Giacosa]] (già filmata nel 1916) è uno dei meno originali, ma dei più compatti e armonici film di [[Mario Camerini|Camerini]]. Riscritto completamente nei dialoghi, è fedele allo spirito. (''[[Come le foglie (film 1934)|Come le foglie]]''; 2000, p. 286)
*Tipico melodramma a sfondo sociale nella Hollywood degli anni '40 per il quale [[John Ford|J. Ford]] ebbe a disposizione dalla M-G-M grandi mezzi che gli permisero di ricostruire in studio il villaggio gallese. Grande successo al botteghino, aiutato da 4 premi Oscar [...]: raramente il regista s'era tanto spinto nel territorio turgido del sentimentalismo. Edificante e pomposo, ma impeccabile nel ritmo narrativo e a livello figurativo. (''[[Com'era verde la mia valle]]''; 2000, p. 286)
*Uno dei 5 western Republic di serie che [[John Wayne|J. Wayne]] girò nell'anno in cui [[John Ford]] lo chiamò per ''[[Ombre rosse]]'', promuovendolo in serie A. (''[[Nuove frontiere|Il confine della paura]]''; 2000, p. 296)
*[[Cecil B. De Mille|C.B. De Mille]] ha una qualità rara, ereditata da [[David Wark Griffith|Griffith]]: sa coniugare l'azione e l'avventura con il lirismo romantico. Western su grande scala, con scene d'azione folgoranti (la cavalcata di un [[Gary Cooper|G. Cooper]] nel fulgore della sua bellezza), storicamente inattendibile. (''[[La conquista del West (film 1936)|La conquista del West]]''; 2000, p. 299)
*Western misconosciuto: agile, divertente, piacevole, colorito, con una scelta originale degli esterni. (''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]''; 2000, p. 299)
*[...] è un insieme di tableaux senza vita, resi più brillanti, talvolta, da scenografie pittoresche o espressioniste. [[Bette Davis|B. Davis]] trabocca di manierismi. [[Errol Flynn|E. Flynn]] manca di tono e di colore. (''[[Il conte di Essex]]''; 2000, p. 301)
*Prodotto dal grande [[Alexander Korda]] e tratto dall'omonimo romanzo di [[James Hilton]], è un dramma non più che elegante, non più che ben fatto con un'attendibile atmosfera d'epoca. Ma c'è [[Marlene Dietrich|Marlene]]. (''[[L'ultimo treno da Mosca|La contessa Alessandra]]''; 2000, p. 302)
*Nel suo genere – il melodramma passionale a forti tinte – è un capolavoro. Su una materia trita [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] ha costruito una galleria di splendidi personaggi dell{{'}}''international set'' inseriti in una elaborata costruzione drammatica, costituita da 8 flashback, raccontati da 4 personaggi. (''[[La contessa scalza]]''; 2000, p. 302)
*Assai fedele al romanzo (1897) di Bram Stoker, è una piccola chicca per gli amanti dei racconti vampireschi in cui l'intelligenza e il gusto sopperiscono alla povertà dei mezzi. C. Lee ammirevole per sobrietà. (''[[Il conte Dracula (film 1970)|Il conte Dracula]]''; 2010, p. 340)
*Costruito su due itinerari d'anima, affronta i temi della redenzione e della grazia con sobrio rigore. Una sommessa e dolorosa sinfonia in bianco. (''[[La conversa di Belfort]]''; 2000, p. 304)
*Film spionistico di serie con tipici toni da guerra fredda. Ritmo alacre, una certa cura nell'ambientazione, attori efficaci. (''[[Corriere diplomatico (film)|Corriere diplomatico]]''; 2000, p. 309)
*Un'orfana del Minnesota fugge in città quando lo zio vuole sposarla a un bruto. Ama, pecca, si vende, si degrada, risorge. 14º film M-G-M di [[Greta Garbo|G. Garbo]], suo 4º parlato e l'unico in coppia con [[Clark Gable|C. Gable]] (senza baffetti). Le prime scene tra i due, in una cornice idillica, sono piacevoli, ma il resto è melodramma di terz'ordine, illuminato soltanto dalla sua presenza. (''[[Cortigiana (film)|La cortigiana]]''; 2000, p. 312)
*Prodotto dalla Romana Film di F. Misiano, specializzata in cinema popolare "napoletano", è uno dei 2 film di finzione di A. Petrucci che v'immette la sua inclinazione al documentario sociologico e al racconto pedagogico edificante, un'indubbia pulizia espositiva, una certa cura psicologica. (''[[Cortile (film 1955)|Cortile]]''; 2000, p. 312)
*È uno dei western che inaugurarono una nuova tendenza del genere, con gli indigeni amerindi visti come una cultura ostile all'estendersi della civilizzazione, ma non inferiore né negativa. [...] Il conflitto tra la collettività dei legittimi padroni del luogo e la necessità storica del pioniere scatena una dura lotta, ma sfocia nella necessaria pratica della tolleranza. (''[[Corvo rosso non avrai il mio scalpo!|Corvo rosso non avrai il mio scalpo]]''; 2000, p. 312)
*È un classico del filone storico in costume di moda in Italia negli anni '60: tra scene spettacolari di battaglia e sontuose scenografie, gli attori, beniamini del pubblico di quei tempi, se la cavano. (''[[Costantino il Grande (film)|Costantino il Grande]]''; 2000, p. 316)
*[...] ricco di spunti realistici e di situazioni inedite, vive di frammenti e va gustato a sorsi, ma impone una moralità di estrema amarezza. Si chiude con una doppia fine di insolita allegria. (''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''; 2010, p. 358)
*Poliziesco ascetico che inclina al noir: più che le scene d'azione, all'inizio e alla fine, contano i personaggi e l'atmosfera. Un buon risultato nella carriera di un regista noto per le sue commedie. (''[[Criminale di turno]]''; 2000, p. 319)
*[...] è uno dei migliori [[Don Siegel|Siegel]] degli anni '50 con 3 o 4 sequenze magistrali e un duetto straordinario [[Eli Wallach|Wallach]]-[[Robert Keith|Keith]]. Il cuore di questo film incompreso è nella loro caratterizzazione eccessiva e fiammeggiante. A una lettura di secondo grado i temi di fondo sono il parricidio e l'ossessione del tempo. (''[[Crimine silenzioso]]''; 2000, p. 319)
*Data la censura dell'epoca, sarebbe stato difficile per chiunque trarre un film dal romanzo di [[Graham Greene]] ''Il potere e la gloria'' (1940), storia di un prete ubriacone che fa un figlio con una prostituta, ma per [[John Ford|J. Ford]], buon cattolico irlandese, era impossibile. Ne ricavò, infatti, non soltanto un film pio che attribuisce tutta l'onestà al prete e tutta la corruzione all'ufficiale, ma anche pesante, prolisso, artificioso, mal recitato persino da [[Henry Fonda|H. Fonda]] che si trascina ostentando una sonnolenta santimonia, affidato a una serie di quadri statici anche se magnifici nel loro esasperato simbolismo mistico (influenza di [[Sergej Michajlovič Ėjzenštejn|Eisenstein]] e degli espressionisti tedeschi nella fotografia di [[Gabriel Figueroa|G. Figueroa]]). (''[[La croce di fuoco]]''; 2000, p. 321)
*[...] Dmytryk s'è cimentato con la vita del leggendario fra' Giuseppe da Copertino, ma i risultati sono ora modesti ora goffi. (''[[Cronache di un convento]]''; 2000, p. 323)
*[...] un delicato film per famiglie [...]. Tenere pronti i fazzoletti. (''[[Il cucciolo]]''; 2000, p. 325)
[[File:Cuore (film 1948) María Mercader.png|miniatura|[[María Mercader]] in ''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]'']]
*Coletti, cineasta in sintonia quasi perfetta con i valori patriottici deamicisiani, ha tratto un film lindo, di impettita nostalgia ''rétro'', accurato nella rievocazione d'epoca. L'ha aiutato un'abile sceneggiatura a più mani [...]. (''[[Cuore (film 1948)|Cuore]]''; 2000, pp. 325-326)
====D====
*Forse sopravvalutato dalla critica quando uscì, oggi risulta un po' datato. Rimane, comunque, un'opera rappresentativa della sensibilità del dopoguerra, dei traumi psicologici e delle disillusioni dei reduci. (''[[La dalia azzurra]]''; 2000, p. 331)
*La moda di questo genere è finita, ma – superata la balordaggine del soggetto e la rozzezza della regia – i film con [[Bruce Lee]], questo [[Fred Astaire]] del kung-fu, offrono momenti gustosi, ricordando quasi il dinamismo spensierato del cinema muto. (''[[Dalla Cina con furore]]''; 2000, p. 331)
*Poliziesco spettacolare e a tratti suggestivo ma [[Walter Hill|Hill]] ha fatto di meglio. È stata la prima troupe americana autorizzata a fare riprese sulla piazza Rossa di Mosca. (''[[Danko]]''; 2000, p. 333)
*Sopravvalutato, resta in ogni modo un robusto melodramma di guerra. (''[[Da qui all'eternità]]''; 2000, p. 335)
*[...] è sicuramente il più famoso, forse il migliore, ma non il più tipico, film di [[Mario Camerini|Camerini]] negli anni '30. Influenzato più dalla commedia hollywoodiana che da [[René Clair]] e arricchito da piccole trovate quasi surrealistiche di umore [[Cesare Zavattini|zavattiniano]] [...]. (''[[Darò un milione]]''; 2000, p. 336)
*La sceneggiatura di [[Gherardo Gherardi|G. Gherardi]] e [[Gaspare Cataldo|G. Cataldo]] fa un po' acqua, ma il robusto mestiere di [[Carmine Gallone|Gallone]], re del cinema popolare dell'epoca, guida la storia sino all'attesa lieta fine. (''[[Avanti a lui tremava tutta Roma|Davanti a lui tremava tutta Roma]]''; 2010, p. 382)
*Con l'efficiente organizzazione della M-G-M alle spalle, [[George Cukor|Cukor]] realizza un perfetto film inglese a Hollywood con un'ottima direzione degli attori e una cura maniacale del particolare. Indimenticabile il Micawber di [[W. C. Fields|W.C. Fields]]. (''[[Davide Copperfield (film 1935)|Davide Copperfield]]''; 2000, p. 337)
*Ebbe 3 nomination ai premi Oscar: Philip Dunne per la sceneggiatura (insolitamente sobria, anti De Mille), Leon Shamroy per la fotografia (sontuosa, affettata) e per le musiche di Alfred Newman. Potabile. (''[[Davide e Betsabea]]''; 2000, p. 337)
*Assenza di introspezione psicologica, di folclore, di motivazioni storiche o sociali. Contano soltanto i fatti e l'ossessione della vendetta. Non c'è conflitto tra il Bene e il Male, ma soltanto tra due individui. (''[[Decisione al tramonto]]''; 2000, p. 340)
*Unico frutto della collaborazione tra [[Jean Renoir|Renoir]] e [[Jacques Prévert]], il film porta i segni del Fronte Popolare e del suo clima di appassionato populismo. Nel descrivere il cortile del caseggiato popolare che fa da contenitore (e palcoscenico) dell'azione, Renoir trova gli accenti di un affettuoso realismo, paragonabile alle commedie del lombardo [[Carlo Bertolazzi]] nelle regie strehleriane. L'incarnazione più felice di questo microcosmo è la sensuale Valentine di [[Florelle]], la più dimenticata attrice francese degli anni '30. Ma nel ruolo dello spregevole Batala anche [[Jules Berry|Berry]] è di una simpatia travolgente. (''[[Il delitto del signor Lange]]''; 2000, p. 344)
*Commedia romantica che – dall'inizio scintillante di brio sino all'ultima parte dove il motore perde più di un colpo anche per la necessità di arrivare alla lieta fine – è segnata dallo stile inconfondibile di [[Ernst Lubitsch|E. Lubitsch]] che ne fu produttore e supervisore. ([[Desiderio (film 1936)|''Desiderio'', 1936]]; 2000, p. 349)
*Impossibile dare un giudizio di un film così martoriato che, distribuito nel luglio 1946, fu ritirato dalla circolazione e drasticamente ridotto dalla censura a 73 minuti. Così com'è, sembra solo una brutta copia di ''[[Ossessione (film 1943)|Ossessione]]'' di [[Luchino Visconti|Visconti]]. ([[Desiderio (film 1946)|''Desiderio'', 1946]]; 2000, p. 350)
*Il brivido si alterna al sorriso. (''[[Destinazione... Terra!]]''; 2000, p. 351)
*È un poliziesco con un sottofondo intricato di fantascienza metafisica e risvolti da melodramma romantico. (''[[Déjà vu - Corsa contro il tempo]]''; 2010, p. 387)
[[File:Dracula (1973) - Jack Palance 5.png|thumb|[[Jack Palance]] nel ruolo del [[Conte Dracula]] ne ''[[Il demone nero]]'']]
*Interessante rivisitazione televisiva del ''[[Dracula (romanzo)|Dracula]]'' (1897) di [[Bram Stoker]], che [[Jack Palance]] impersona come una figura quasi patetica, vittima di un destino crudele. Atmosfera gotica sapientemente ricreata, grazie anche alla bella sceneggiatura di [[Richard Matheson]]. (''[[Il demone nero]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un fantasy orrorifico che, con qualche effettaccio in meno e una maggior cura della storia e dei personaggi, poteva diventare memorabile. (''[[Dèmoni (film)|Demoni]]''; 2010, p. 392)
*[...] è un'opera che ricorda [[Robert J. Flaherty|Flaherty]] e [[Aleksandr Petrovič Dovženko|Dovgenko]] per l'intensa, lirica, panteistica rappresentazione del rapporto tra uomo e natura. Dersu Uzala – impersonato con eccezionale mimetismo da un attore non professionista mongolo che nella vita fa il musicologo – vive in armoniosa e religiosa simbiosi con la natura, parla col fuoco e gli animali, ma ha poco da spartire con il mito del "buon selvaggio". (''[[Dersu Uzala - Il piccolo uomo delle grandi pianure]]''; 2000, p. 349)
*Zeppa di coincidenze inverosimili, la storia di Martin Goldschmidt avrebbe potuto scivolare nel grottesco o nel ridicolo. In mano a [[Edgar G. Ulmer|E.G. Ulmer]] (1900-72), regista di serie B che fu rivalutato in Europa retrospettivamente, è diventato un piccolo noir di culto, raccontato con la tecnica del monologo interiore: un allucinato apologo sull'assurdo e sul caso. Ma è soltanto il caso che spinge Al Roberts a fare quel "detour" (svolta, deviazione)? (''[[Detour - Deviazione per l'inferno]]''; 2000, p. 353)
*Con una prestigiosa compagnia di attori, i due registi ne hanno fatto una trasposizione forte, severa, teatraleggiante. (''[[I dialoghi delle Carmelitane (film 1960)|I dialoghi delle Carmelitane]]''; 2000, p. 355)
*[[Spencer Tracy|Tracy]] gigioneggia e [[Frank Sinatra|Sinatra]] gli va dietro in questo drammone quasi catastrofico dove lo zucchero del sentimento prevale sul sale dell'avventura. (''[[Il diavolo alle 4]]''; 2000, p. 358)
*Fiasco al botteghino e poco apprezzata dalla critica del suo tempo, è una commedia insolita, pungente e fantasiosa imperniata sul gioco, la finzione, il travestimento, ricca di malizie e volute ambiguità tanto che fu boicottata dalla Legion of Decency, interpretata benissimo da una squadretta di attori tra cui spicca la [[Katharine Hepburn|Hepburn]], magnifica attrice al secondo grado. (''[[Il diavolo è femmina]]''; 2000, p. 358)
*1º film sull'Italia del post-terrorismo, è un po' schizofrenicamente diviso tra un inseguimento personale di sogni e ossessioni e il bisogno di fare i conti con la realtà sociale. Avvince e convince di più sul primo versante. Disarmonico, sregolato, ricco di immagini inquietanti, con due interpreti parzialmente attendibili. (''[[Diavolo in corpo]]''; 2000, p. 359)
*{{NDR|[[Cecil B. DeMille|DeMille]]}} Spese 13 milioni di dollari (del '56!) per nominare il nome di Dio invano e ne incassò 43. Cocktail di grandiosità spettacolare e prudenti audacie erotiche. (''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]''; 2000, p. 362)
*Prodotta da [[Morgan Freeman|M. Freeman]] (è costata pochissimo), uscita in sole 15 sale, ambientata in un sobborgo multietnico, è una deliziosa commedia di dialoghi – accusata in modo troppo semplicistico di retorica e moralismo – dove non succede nulla e si dicono tante cose. È un incontro tra due mondi, due sessi, due razze, due generazioni: due persone che riescono a comunicare per un giorno e si danno una mano, e ognuno dei due, alla fine, qualcosa ha imparato. Un po' melenso? Forse, ma averne! (''[[10 cose di noi]]''; 2010, p. 408)
*Di altissima tenuta stilistica nella sua maestosità [...], di grande ricchezza psicologica e sapiente rievocazione storica, è una vetta nell'itinerario di [[Carl Theodor Dreyer|Dreyer]] e nella storia del cinema. Per il regista danese – al di là delle interpretazioni che se ne possono dare – la più terrificante sequenza musicale della liturgia cristiana diventa un inno alla vita e alla libertà contro il fanatismo, l'intolleranza, la cecità spirituale degli uomini. (''[[Dies irae (film)|Dies irae]]''; 2000, p. 363)
*Uno dei più misconosciuti film americani di [[Fritz Lang|Lang]] che qui fa la spola tra [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] (la suspense psicologica) e [[Josef von Sternberg|Sternberg]] (la profusione barocca delle scenografie). L'uso della voce ''off'' per esprimere i pensieri dei personaggi, la musica ([[Miklós Rózsa|M. Rosza]]), le scene, la fotografia ([[Stanley Cortez|S. Cortez]]) contribuiscono a creare un'atmosfera affascinante. (''[[Dietro la porta chiusa]]''; 2000, p. 363)
*2º film americano della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]], straordinario e incompreso, miniera inesauribile di sorprese del Kitsch più sfrenato dove il ridicolo va a braccetto del sublime, trasgredendone le regole della narrazione, della verosimiglianza, del buon gusto con una anarchica follia che culmina nella sequenza finale della fucilazione. (''[[Disonorata (film 1931)|Disonorata]]''; 2000, p. 369)
*Aperto alle influenze culturali più varie del suo tempo, [[Franco Brusati|Brusati]] si discosta volutamente dai canoni e dalle convenzioni del realismo il cui moralismo gli è indifferente ed estraneo. Sceglie i suoi personaggi alle due estremità della scala sociale dove è più facile cogliere i segni della disgregazione, scelta che gli permette una deformazione cara al suo gusto figurativo, ma che limita il significato di quel che racconta. (''[[Il disordine (film 1962)|Il disordine]]''; 2000, p. 369)
*Maestro dell'horror, [[Terence Fisher|Fisher]], classe 1904, ha resuscitato i vecchi mostri (Dracula, Frankenstein, l'Uomo Lupo, il dr. Jekyll) rinnovandoli con il colore. Il suo humour ha fatto il resto. Divertente. (''[[Distruggete Frankenstein!]]''; 2000, p. 370)
*[...] è una specie di versione economica di ''[[Viale del tramonto]]'' senza finale tragico. (''[[La diva]]''; 2000, p. 371)
*Cinema di grande sartoria. Nonostante l'elegante confezione, è una stolida e tragicomica burattinata, sontuosamente arredata, che si prende terribilmente sul serio. [[Laura Antonelli|Antonelli]] inascoltabile. (''[[Divina creatura]]''; 2000, p. 372)
*Viaggio attraverso il disgusto, cinegiornale e affresco di una Roma raccontata come una Babilonia precristiana, affascinante e turpe. Una materia da giornale in rotocalco trasfigurata in epica. Uno spartiacque nel cinema italiano, un film-cerniera nell'itinerario felliniano con la sua costruzione ad affresco, a blocchi narrativi e retrospettivamente un film storico che interpreta con acutezza un momento nella storia d'Italia. Dopo lo scandalo ecclesiastico e politico, un successo mondiale. Lanciò, anche a livello internazionale, il termine "paparazzo". (''[[La dolce vita]]''; 2010, p. 424)
*Giallo mediocre che ricalca noti schemi. La mano di [[Don Siegel|Siegel]] non è ancora riconoscibile, buona la fotografia. (''[[Dollari che scottano]]''; 2000, p. 376)
*Scritto da [[Leigh Brackett|L. Brackett]] e J. Furthman, è un western da camera di leggerezza e profondità mozartiane: non un personaggio sfocato, non un'azione senza precisi motivi tattici. Con un controcanto umoristico degno delle sue migliori commedie, [[Howard Hawks|Hawks]] coniuga l'efficacia con la semplicità. (''[[Un dollaro d'onore]]''; 2000, p. 377)
*Tenendo d'occhio la lezione di ''[[Un dollaro d'onore]]'' di [[Howard Hawks|Hawks]], anche [[Nathan Juran|Juran]] cerca di perfezionare, se non di rinnovare, il genere dall'interno: raffinatezza nella composizione figurativa, insolita cura del colore, analisi psicologica. Pur non uscendo dal normale artigianato hollywoodiano, è interessante. (''[[Domani m'impiccheranno]]''; 2000, p. 377)
*Con questo film dal taglio umoristico e sentimentale, [[Luciano Emmer|Emmer]] contribuisce a un'importante tappa del cinema italiano: il trasferimento dell'esperienza neorealistica nella commedia di costume. Rivisto oggi, piace di più, forse, come testimonianza d'epoca che per le sue qualità intrinseche: come commedia è sgranato, come film neorealista anemico. [[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] doppiato da [[Alberto Sordi]]: allora capitava anche di peggio. (''[[Domenica d'agosto]]''; 2000, p. 378)
*Una [[Barbara Stanwyck|Stanwyck]] in gran forma [...]. La regia di [[George Stevens|Stevens]] è elegante e competente, ma il film, tutto girato in "studio", risulta un po' datato. (''[[La dominatrice]]''; 2000, p. 380)
*Su un sagace adattamento di Age & Scarpelli un film simpatico, agile nella regia "invisibile", apprezzabile nella descrizione ambientale e nella direzione degli attori [...]. (''[[La donna della domenica]]''; 2000, p. 384)
*Splendido bianconero di [[Massimo Terzano]], una bella sequenza di funerale, musiche di [[Nino Rota]]. (''[[La donna della montagna]]''; 2000, p. 384)
*Il tema centrale è quello del ''doppelganger'' con la sua problematica del doppio, del bene e del male, dell'Ego e del Superego. Può essere interpretato come un romanzo di apprendimento il cui protagonista ha voluto dare un'occhiata dall'altra parte dell'abisso e ha imparato la lezione. Il labile confine tra innocenza e delitto e la potenziale colpevolezza di chiunque sono due temi tipici di [[Fritz Lang|Lang]]. La continuità con i suoi film tedeschi è palese. (''[[La donna del ritratto]]''; 2000, p. 385)
*Film nero con fiocchi e controfiocchi che riesce a coniugare l'espressionismo tedesco e l'ambiente americano. Gli evidenti difetti di sceneggiatura sono riscattati dalla regia. Splendida sequenza di jazz con [[Elisha Cook Jr.]] alla batteria. (''[[La donna fantasma (film)|La donna fantasma]]''; 2000, p. 387)
*Ossessivamente attento alla fisicità del corpo umano, il cinema del siciliano [[Aurelio Grimaldi|A. Grimaldi]] approda qui alla sua inevitabile spiaggia: un porno-film ''arty'' dove assembla spogliarelli hard, iniezioni di un sociologismo d'accatto, un pasolinismo di terza mano, lavaggi igienici di organi sessuali, acrobatici congressi carnali subacquei, una misoginia di fondo accanitamente negata a parole. (''[[La donna lupo]]''; 2000, p. 388)
[[File:Donne e briganti (film 1950) Amedeo Nazzari.png|miniatura|[[Amedeo Nazzari]] in ''[[Donne e briganti]]'']]
*[[Mario Soldati|Soldati]], scrittore e cineasta dalle molteplici risorse, offre a [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] l'occasione di rimettere a lucido la sua sorridente baldanza nella parte del celeberrimo Fra' Diavolo. Stringato, elegante. (''[[Donne e briganti]]''; 2000, p. 391)
*[...] è uno dei meno noti e dei meno validi film di [[Douglas Sirk|Sirk]], un noir che appartiene al filone del thriller coniugale. Apprezzabile, comunque, per la cura dell'ambientazione, il ritmo e la finezza della suspense psicologica. (''[[Donne e veleni]]''; 2000, p. 392)
*Basato su un'idea di [[Frank Capra]], è un western insolito nella massiccia presenza femminile, con accenti quasi sempre autentici e un sobrio realismo. [[Robert Taylor|R. Taylor]] conserva il suo fascino anche come scout pellerossa. (''[[Donne verso l'ignoto]]''; 2000, p. 393)
*Adattato e sfrondato dall'inglese Robert Bolt, il film di D. Lean (1908-91), grande accademico della regia, è gonfio, inamidato e inerte, con la neve in Panavision al posto della sabbia di ''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''. Da guardare con ammirazione, specialmente nei campi lunghi e lunghissimi e nelle scene di massa, ma non da ascoltare quando la cinepresa si avvicina ai personaggi. L'avere privilegiato in modo quasi svergognato la dimensione sentimentale, a scapito degli altri aspetti del romanzo, è il suo irrimediabile limite, ma spiega perché ha fatto piangere milioni di spettatori, compresi i soci dell'Academy. Famose e sciroppose le musiche del francese Maurice Jarre (più che un leit-motiv, il "tema di Lara" è un tormentone) [...]. (''[[Il dottor Živago]]''; 2000, p. 398)
*Gioca sui due tavoli dell'ironia parodistica e dell'erotismo romantico, puntando tutto sul fascino sparviero e l'eleganza alla Byron di F. Langella. (''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]''; 2010, p. 449)
*È un film senza stile perché ne insegue troppi. (''[[Dracula di Bram Stoker]]''; 2010, p. 449)
*Con ''La maschera di Frankenstein'', è il prototipo della società britannica Hammer che influenza il cinema orrorifico degli anni '60, è il film che definisce l'aspetto moderno di Dracula (compresi i canini, invenzione di Fisher) con la sua inquietante dimensione di erotismo perverso, reso benissimo da Lee che pure è presente sullo schermo soltanto 9 minuti, resi intensamente suggestivi dal montaggio creativo e dalla musica di James Bernard. Pur con qualche variazione, la sceneggiatura di Jimmy Sangster è fedele al romanzo di Stoker e al suo spirito. (''[[Dracula il vampiro]]''; 2000, p. 402)
*Qualche gag divertente, 2 sequenze di ballo, il fascino grifagno di Nielsen non riscattano un film parodistico che gira a vuoto o va sul facile. (''[[Dracula morto e contento]]''; 2010, p. 449)
*Ideologicamente e figurativamente il film è in linea con l'altro, ma gli rimane inferiore. Notevole la sequenza della morte di Dracula nell'acqua gelata. (''[[Dracula, principe delle tenebre]]''; 2010, pp. 449-450)
*Dote maggiore del film è la fotografia di Daniel L. Fapp: i paesaggi, il Missouri, le montagne, la Louisiana. Le scene d'azione non male, la storia d'amore inutile. (''[[I due capitani]]''; 2000, p. 405)
*In bilico tra sentimentale e comico, il film vince sul secondo versante, grazie soprattutto alla bravura dei suoi due protagonisti. Napoli contro Roma, match pari, ma entrambe hanno dato di meglio. (''[[I due compari]]''; 2000, p. 406)
*Per il suo turgore melodrammatico è una sorta di anti-''[[Roma città aperta]]'' in cui uno dei due maggiori registi italiani degli anni '30 cerca di mescolare il pubblico e il privato, adeguandosi all'aria neorealistica che tira. (''[[Due lettere anonime]]''; 2000, p. 409)
*È, forse, il superwestern più costoso nella storia di Hollywood: 8 grandi attori, 50 attori medi, 6500 comparse, 6 registi ([[King Vidor|Vidor]] a un certo punto si ritirò per contrasti con il produttore [[David O. Selznick]], il vero autore del film come lo era stato per ''[[Via col vento]]'' [...]). Una massiccia dose di sesso. Un fucile che spara dichiarazioni d'amore. Esaltato dagli uni per il suo barocchismo forsennato, deprecato dagli altri per la sua truculenza e i suoi eccessi che ne fanno un cartoon di passioni. (''[[Duello al sole]]''; 2000, p. 409)
*Diretto dal realizzatore degli effetti speciali di ''[[2001: Odissea nello spazio|2001: odissea nello spazio]]'', esordiente nella regia, (sceneggiato, tra gli altri, da [[Michael Cimino]]), è, pur con ingenuità e pesantezze didattiche, un buon esempio di cinema fantaecologico e apocalittico. Quasi un monologo per [[Bruce Dern|Dern]], aiutato nel suo lavoro da simpatici robot. Bella colonna musicale di [[Peter Schickele]]. (''[[2002: la seconda odissea]]''; 2010, p. 461)
*Continua a essere il film di SF più inquietante, adulto, stimolante e controverso che sia mai stato fatto, senza contare il suo fascino plastico-figurativo e sonoro-musicale. (''[[2001: Odissea nello spazio]]''; 2000, pp. 411-412)
*Più che l'azione, piuttosto confusa e incoerente, conta l'atmosfera splendidamente resa all'insegna di un forte pessimismo ecologico sul Medioevo prossimo venturo. (''[[2022: i sopravvissuti]]''; 2000, p. 412)
*[...] è un suspense congegnato con sagacia, calato in una coinvolgente atmosfera, girato quasi interamente in esterni a San Francisco, sostenuto dalla musica di [[Dimitri Tiomkin]]. (''[[Due ore ancora]]''; 2000, p. 412)
*Dietro al film, scritto dal regista sulle testimonianze orali di un vero disoccupato e riscritto nei dialoghi in "napoletano universale" da [[Titina De Filippo]], c'è una forte componente letteraria. Con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' rappresenta paradossalmente, da posizioni opposte, il punto terminale della stagione neorealista: all'amaro pessimismo (e al fiasco commerciale) di [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] corrispose il trionfo d'incassi e, in parte, di critica (1º premio al Festival di Cannes) del film di [[Renato Castellani|Castellani]] nel quadro di un vivace bozzettismo dialettale, di uno strenuo e accattivante vitalismo mediterraneo, di una protesta sincera e velleitaria e soprattutto di una naturale esuberanza giovanile. Sebbene la storia faccia perno sul personaggio maschile, è la donna che – come in altri film di Castellani – svolge un ruolo emblematico. (''[[Due soldi di speranza]]''; 2000, p. 415)
====E====
*Una delle più classiche commedie di [[Frank Capra|F. Capra]], quella che gli fece vincere il 2º Oscar per la regia e l'unica in cui la lieta fine sembra completamente logica. Grazie a un'impeccabile sceneggiatura di [[Robert Riskin]], questa favola da boy-scout non diventa una predica e non perde mai il suo swing. Una delle più divertenti scene di tribunale di tutto il cinema americano con un [[Gary Cooper|G. Cooper]] perfetto. (''[[È arrivata la felicità (film)|È arrivata la felicità]]''; 2000, p. 419)
*Non è né una ripetizione né una parodia, ma semmai un'elegia sui vecchi tempi, sorvegliata dall'angelo custode dell'ironia. Per [[Howard Hawks|Hawks]] anche gli eroi invecchiano, ma lo sanno e non nascondono le proprie infermità dell'anima e del corpo. (''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]''; 2000, p. 425)
*2 le star: il buono [[Matt Damon|Damon]] (bravissimo, da premio) e la cattiva [[Jodie Foster|Foster]], sobria, dura, elegante. Peccato che il film abbondi nel finale di una violenza stereotipata con troppi inverosimili corpo a corpo tra i nostri eroi e i malvagi ossequienti al potere. (''[[Elysium (film 2013)|Elysium]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/2013/elysium/ Elysium]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Una delle carte vincenti è la sceneggiatura di [[Ronald Bass|Ronn Bass]] (Oscar per ''[[Rain Man - L'uomo della pioggia|Rain Man]]'') e [[William Broyles Jr.]] Mescola con astuzia il vecchio romanticismo delle commedie giallo-rosa su coppie in conflitto (Tracy-Hepburn, Bogart-Bacall), la strepitosa e acrobatica inverosimiglianza di [[James Bond]] e il dispiego della tecnologia digitale negli effetti speciali. Governa con sagacia, come dice il titolo ("Intrappolamento"), il tema dell'ambiguità (chi dei due imbroglia l'altro?) e amministra con pudore la latente dimensione erotica e la stoica senilità dell'eroe. Connery, anche dei produttori, rivela la sua vera età soltanto nel finale dopo aver impregnato il personaggio di umorismo crepuscolare. Ex ballerina e cantante, [[Catherine Zeta-Jones|C. Zeta-Jones]] non è soltanto bella. Deboli i personaggi di contorno. (''[[Entrapment]]''; 2010, p. 485)
*Più neocattolico che neorealista, meno abile di ''[[Il generale Della Rovere]]'' (1959) ma più autentico, il film conferma le qualità di [[Roberto Rossellini|Rossellini]] come poeta civile, ma è un po' prolisso ed edificante, qua e là di una simbologia grossolana. Magistrale l'uso dello zoom e una ottima [[Giovanna Ralli|Ralli]]. (''[[Era notte a Roma]]''; 2000, p. 432)
*Tipica commedia degli equivoci con una vena grottesca insolita per l'epoca, almeno al cinema. Impagabile duetto [[Angelo Musco|Musco]]-[[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[L'eredità dello zio buonanima (film 1934)|L'eredità dello zio buonanima]]''; 2000, p. 434)
*Non manca nessuno dei classici ingredienti del genere biblico-avventuroso: sentimenti con le maiuscole, intrighi, danze lascive, duelli e donne scoperte. C'è anche uno sforzo di analisi psicologica. (''[[Ester e il re]]''; 2000, p. 443)
*Pur con la velleità di raccontare l'erotismo con l'ottica femminile, è un film per uomini soli. Ipocrita, fintamente trasgressivo, con qualche immagine indisponente. (''[[Le età di Lulù]]''; 2000, p. 444)
[[File:Ettore Fieramosca (1938) Gino Cervi.png|miniatura|[[Gino Cervi]] in ''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]'']]
*Film storico di indiretta propaganda antifrancese: figurativamente suggestivo (soprattutto nella battaglia finale) e narrativamente debole. (''[[Ettore Fieramosca (film 1938)|Ettore Fieramosca]]''; 2000, p. 446)
*Nonostante l'apporto in sceneggiatura di [[Emilio Cecchi|E. Checchi]] e [[Aldo De Benedetti|A. De Benedetti]], è il meno riuscito tra i film letterari di [[Mario Soldati|Soldati]]. Decorativo, elegante, inerte. (''[[Eugenia Grandet (film 1947)|Eugenia Grandet]]''; 2000, p. 446)
*La debolezza del film risiede nell'impossibilità di mostrare Evilenko in azione sostituita da immagini allusive o ammiccanti, mediocri, annacquate da dialoghi didattici, soltanto in parte riscattate dall'inquietante istrionismo ben temperato di McDowell. (''[[Evilenko]]''; 2010, p. 505)
====F====
[[File:La famiglia Passaguai (1951) Aldo Fabrizi.png|miniatura|[[Aldo Fabrizi]] ne ''[[La famiglia Passaguai]]'']]
*Una macchina comica romanesca che ha le sue ascendenze nel repertorio del teatro dialettale, dell'avanspettacolo e dell'umorismo del settimanale ''Travaso'' degli anni '30 ma anche postbellico, arricchito da trovate più cinematografiche (l'anguria) e da notazioni di costume sulla piccola borghesia. Soprattutto nel primo tempo non mancano le gag azzeccate né le macchiette colorite, appoggiate a caratteristi già affermati ([[Tino Scotti|T. Scotti]]) o in erba ([[Carlo Delle Piane|C. Delle Piane]]). (''[[La famiglia Passaguai]]''; 2000, p. 455)
*[...] [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]] cerca di ripetere il successo del film precedente, ma con minore brio: non gli si addicono né il vecchio schema teatrale della commedia degli equivoci né la combinazione con la comicità di [[Erminio Macario|Macario]]. (''[[La famiglia Passaguai fa fortuna]]''; 2000, p. 456)
*Sapientemente adattato da [[Philip Dunne]] da un romanzo di [[Josephine Leslie|R.A. Dick]], è uno dei più bizzarri e teneri film di [[Joseph L. Mankiewicz|J. Mankiewicz]]. L'atmosfera fantastica è sostenuta dalle suggestive musiche di [[Bernard Herrmann|B. Hermann]], compositore preferito di Hitchcock, e dalla fotografia di [[Charles Lang|C. Lang]]. (''[[Il fantasma e la signora Muir]]''; 2000, p. 460)
*Traducendo in film una sceneggiatura brillante e spiritosa [[Antonio Pietrangeli|A. Pietrangeli]] ha saputo narrare la sua favola surrealistica con un distacco e un'eleganza inconsueti alla commedia italiana. (''[[Fantasmi a Roma]]''; 2000, p. 460)
*Curioso esempio dell'influenza del naturalismo francese su un melodramma italiano della gelosia. Attori efficaci, suggestiva fotografia di Aldo Tonti. (''[[Fari nella nebbia]]''; 2000, p. 462)
*Rifacimento non privo di meriti della commedia ''Gloria del mattino'' di Zoe Akins, già filmata nel '33, con [[Susan Strasberg|S. Strasberg]] al posto della fulgida [[Katharine Hepburn]]. Sapiente descrizione dell'ambiente teatrale. Bravi attori, bella fotografia di Franz Planer. (''[[Fascino del palcoscenico]]''; 2000, p. 463)
*Rincorre modelli realistici francesi d'anteguerra adattandoli alla Roma minutamente cronistica e piccoloborghese del dopoguerra. (''[[Fatalità (film 1947)|Fatalità]]''; 2000, p. 463)
*[...] esordio al cinema di [[Katharine Hepburn|K. Hepburn]] ancora inesperta ma già capace di dimostrare personalità, temperamento e talento. Ruba la scena al bravo [[John Barrymore|J. Barrymore]] in una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Febbre di vivere (film 1932)|Febbre di vivere]]''; 2000, p. 468)
*Accurata riduzione dell'omonimo dramma (1882) di [[Victorien Sardou]]. [[Camillo Mastrocinque|C. Mastrocinque]], specialista di ricostruzioni ottocentesche, racconta con tempi e snodi plausibili. (''[[Fedora (film 1942)|Fedora]]''; 2000, p. 468)
*È un classico mélo hollywoodiano degli anni '40: perverso, affascinante, eccessivo in tutto, persino nelle scenografie. (''[[Femmina folle]]''; 2000, p. 470)
*[...] è una commedia farsesca condotta a un ritmo accelerato che diventa precipitoso. I meglio fichi del bigoncio sono i numeri della rivista dove, oltre alla strepitosa buffoneria sicula di [[Angelo Musco|Musco]], emerge la rumba danzata dalla [[Rosina Anselmi|Anselmi]]. (''[[Il feroce Saladino]]''; 2010, p. 534)
*Sotto la scorza di un ''action movie'' si cela una commedia cerebrale, un film di idee che è anche un metafilm, una metafora del cinema. Il protagonista non vuole migliorare sé stesso né la realtà che l'ha deluso, ma adattarla ai suoi desideri. Dal romanzo (1996) di [[Chuck Palahniuk]], sceneggiato da [[Jim Uhls|Jim Huhls]], il 4º film del californiano [[David Fincher|Fincher]] conferma la sua perizia narrativa e la padronanza del mezzo, ma anche l'inclinazione a un nichilismo programmatico e a una perversa manipolazione dello spettatore. Dati i tempi, è divenuto, specialmente tra il pubblico giovane, un film di culto. (''[[Fight Club (film)|Fight Club]]''; 2010, p. 538)
*[...] un corretto film senza enfasi né inutili decorativismi ambientali. (''[[La figlia del capitano (film 1947)|La figlia del capitano]]''; 2000, p. 476)
*Due momenti forti in questo melodramma che fu la risposta (anticipata) della Warner a ''[[Via col vento]]'': la scena del ballo e le sequenze dell'epidemia. [[Bette Davis|B. Davis]] vinse il suo 2º Oscar dopo ''[[Paura d'amare (film 1935)|Paura d'amare]]'' (1935) e [[Fay Bainter|F. Bainter]] quello dell'attrice non protagonista. Soltanto nomination per la regia, la fotografia di [[Ernest Haller|E. Haller]] e le musiche di [[Max Steiner|M. Steiner]], tutte ammirevoli. (''[[Figlia del vento]]''; 2000, p. 477)
*Con ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'' segnò l'apice del melodramma popolare strappalacrime e della coppia divistica [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. Solo i cuori di pietra non piansero. (''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]''; 2000, p. 478)
*[...] parla al cuore in triplice modo: abilmente confezionato, efficacemente vivace in alcune scene, sottile in altre, furbo e accattivante. (''[[Figli di un dio minore]]''; 2000, p. 478)
*È in assoluto il miglior film USA del 1960, e uno dei migliori di [[Richard Brooks|R. Brooks]], romanziere, sceneggiatore e regista: un saggio inquietante e geniale sulla religiosità dell'''homo americanus''. (''[[Il figlio di Giuda]]''; 2000, p. 480)
*Commovente e melodrammatica storia raccontata con solido mestiere. (''[[Figlio di ignoti]]''; 2000, p. 480)
*Tratto da un dramma teatrale di Thomas Job, è un melodramma a suspense con risvolti incestuosi al quale, per ragioni di censura, fu imposta una conclusione assurda. Efficacemente fosco, fosforescente con forza. (''[[La fine della famiglia Quincy]]''; 2000, p. 482)
*8º film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista, in bilico sulla fantapolitica, ma con le cadenze di un thriller e un'ideologia [[Ronald Reagan|reaganiana]]. [...] Prestigiosa la fotografia di Bruce Surtees. Prolisso. (''[[Firefox - Volpe di fuoco]]''; 2000, p. 487)
*Il primo dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]], cineasta sotto il segno dell'evidenza, e il più epico in apparenza anche se strutturato su un forte rapporto edipico tra padre e figlio che, nella sceneggiatura di Borden Chase e Charles Schnee, ne fa una specie di ''Gli ammutinati del Bounty'' in chiave western. Dunson è il solo personaggio di [[John Wayne|J. Wayne]] la cui offuscata moralità non sa distinguere tra la ragione e il torto, mentre [[Montgomery Clift|M. Clift]] vi porta una tenerezza e una sensibilità fino a quel momento inedite negli eroi western. (''[[Il fiume rosso]]''; 2000, p. 488)
[[File:Ingrid Bergman and George Sanders in Rage in Heaven (1941).png|miniatura|[[George Sanders]] e [[Ingrid Bergman]] in ''[[Follia (film 1941)|Follia]]'']]
*[[W. S. Van Dyke|W.S. Van Dyke]] descrive invece di scavare, diluisce invece di stringere i tempi. [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] in un suo tipico ruolo di vittima amorosa. Fiacco. Tratto da un romanzo di [[James Hilton]] e sceneggiato da [[Christopher Isherwood]], avrebbe avuto bisogno di un regista meno superficiale e più personale per trascendere i limiti del genere. Suggestivo commento musicale di [[Bronislau Kaper|B. Kaper]]. (''[[Follia (film 1941)|Follia]]''; 2000, p. 492)
*L'origine teatrale ([[Robert E. Sherwood]], 1934) si sente: dialoghi letterari e verbosi, staticità dell'azione, recitazione sopra le righe. Ma c'è un fascino innegabile, specialmente per merito di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] nel suo primo ruolo importante. (''[[La foresta pietrificata]]''; 2000, p. 494)
*Peripezie e pericoli a catena. Divertimento di alta classe sotto il segno di una libera e leggera fantasia [[Ludovico Ariosto|ariostesca]]. È l'avventura allo stato puro con episodi di straordinario fascino. (''[[La fortezza nascosta]]''; 2000, p. 496)
*Tipica commedia degli equivoci, ma senza sale. (''[[La fortuna viene dal cielo]]''; 2000, p. 497)
*Attraverso il guscio del film carcerario [[Jules Dassin|J. Dassin]] e il suo sceneggiatore [[Richard Brooks]] (da non dimenticare, però, i meriti del produttore [[Mark Hellinger]]) riescono non soltanto a rappresentare il conflitto dialettico tra la forza bruta (il capo delle guardie, ma anche il sistema carcerario) e la forza positiva (i carcerati), ma a impostare un tema sociale: quello delle energie che potrebbero essere utili alla comunità e che, invece, sono disperse o convogliate in movimenti distruttivi. Tutto concorre al forte risultato: la fotografia di [[William H. Daniels|W. Daniels]], le musiche di [[Miklós Rózsa|M. Rosza]], gli interpreti tra cui spicca [[Hume Cronyn|H. Cronyn]] nella parte del sadico capo delle guardie. (''[[Forza bruta (film 1947)|Forza bruta]]''; 2000, p. 497)
*Più che personaggi i due attori sono funzioni di un programma, serviti da esecrabili e talora ridicoli dialoghi di Edith Bruck, che si muovono su uno sfondo troppo bello di Chioggia, in una villa troppo sontuosa, in un ambiente troppo raffinato, tutto fotografato con luci troppo morbide da Dante Spinotti. (''[[Fotografando Patrizia]]''; 2000, p. 499)
*Parodia del romanzo (1897) di Bram Stoker di notevole impegno produttivo con qualche passaggio divertente. Gli autori sono passati in cineteca, le invenzioni buffe non mancano. (''[[Fracchia contro Dracula]]''; 2010, p. 565)
*In questo thriller gotico texano, [[Bill Paxton|Paxton]], da tempo bravo attore, si rivela regista classicamente sobrio. Film complesso, ricco di riferimenti biblici, che si presta a diverse letture, anche a quella politica in quest'epoca di integralismi contrapposti. (''[[Frailty - Nessuno è al sicuro]]''; 2010, p. 566)
*Romantico, divertente per la moltiplicazione di arrivi e entrate, la finezza delle gag, la garbata ironia sul rigido classismo britannico. (''[[Fra le tue braccia]]''; 2010, p. 566)
*È violento e duro già nella cornice ambientale (un'Umbria umida, fosca, ventosa) cui hanno contribuito scene e costumi di D. Donati e la fotografia di G. Lanci e E. Guarnieri. Violento nella rappresentazione di guerra, prigionia, miseria, malattia, nella rievocazione della santità di Francesco, specialmente quando s'interroga, con uno strazio che sfiora la disperazione, sul silenzio di Dio. I suoi difetti sono quasi tutti per eccesso: ridondanza misticheggiante nelle musiche di Vangelis, una certa prolissità, spia di debolezza drammaturgica. (''[[Francesco (film)|Francesco]]''; 2000, p. 500)
*Molti mezzi, scarsi risultati. Nonostante tutto, [[Bradford Dillman|B. Dillman]] è un Francesco simpatico. (''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]''; 2000, p. 500)
*[...] undici episodi [...] alcuni assai belli per la loro autenticità e la fresca ispirazione religiosa, altri un po' forzati e di religiosità troppo ufficiale, ma in sostanza l'adesione del fulmineo linguaggio rossellininiano all'interpretazione del francescanesimo imperniata sulla semplicità dà risultati straordinari. Girato con veri frati francescani e altri attori non professionisti. Il suo pregio maggiore è di aver trattato i [[I fioretti di san Francesco|Fioretti di San Francesco]] come episodi di ''[[Paisà]]''. (''[[Francesco, giullare di Dio]]''; 2000, p. 501)
*Prodotto da Carl Laemmle Jr. per la Universal, il film cancella quasi completamente le tracce della mediazione teatrale grazie alla sceneggiatura e soprattutto alla regia inventiva e figurativamente raffinata dell'inglese J. Whale. Oltre a lasciare il suo segno sul copione (è sua l'idea del mulino), scelse il compatriota B. Karloff per la parte del mostro e ne affidò il trucco a Jack Pierce. Il suo modo fluido di far muovere la cinepresa, insolito nel 1931 che valorizza le scenografie e i comportamenti dei personaggi e crea un'atmosfera di morbosa suggestione, impressionò il pubblico e sottrasse il film all'usura del tempo. Le sequenze da citare sono numerose: i funerali d'apertura; la nascita della "creatura" con il suo motivo ascensionale; l'incontro con la bambina; la folla dei contadini con le fiaccole; l'incendio conclusivo. Come nel romanzo di Mary Shelley, la colpa (il peccato) di Frankenstein non è di aver sfidato Dio nel creare la vita, ma nell'emularlo e nel competere con lui come padrone assoluto della "creatura". Lo dimostra la delicata sequenza in cui nella camera dove il suo creatore l'ha rinchiuso penetra un raggio di sole, accolto dal "mostro" con un mezzo sorriso. Immediatamente Frankenstein gli toglie la luce, ossia, simbolicamente, ogni conoscenza che non venga da lui. Il vero crimine di Frankenstein è contro la società. (''[[Frankenstein (film 1931)|Frankenstein]]''; 2010, p. 568)
*Tratto da una commedia (1930) di Alberto Colantuoni, risente negativamente della struttura teatrale di origine. Tuttavia in [[Corrado D'Errico|C. D'Errico]] c'è il puntiglio di sviluppare "cinematograficamente" la vicenda. (''[[I fratelli Castiglioni]]''; 2000, p. 505)
*2ª regia del trentenne e raffinato [[Alberto Lattuada|A. Lattuada]]. Poco più di un esercizio di stile, ma l'omonimo romanzo (1913) di [[Luciano Zuccoli]] gli dà la prima occasione di esplorare la sessualità infantile e giovanile. (''[[La freccia nel fianco (film)|La freccia nel fianco]]''; 2000, p. 508)
*Tratto da un dramma (1956) di Henry Denker e Ralph Berkey, mantiene inalterata la struttura teatrale d'origine riuscendo così pesantemente verboso. Film di propaganda anticomunista? In parte, ma originale, insolito. Unica regia dell'attore [[Karl Malden|K. Malden]]. Peccato. (''[[Il fronte del silenzio]]''; 2000, p. 510)
*Uno dei più garbati e spiritosi film di [[Carlo Ludovico Bragaglia|Bragaglia]], autore anche di soggetto e sceneggiatura, in quel periodo attivissimo (17 film dal 1940 al 1943). Intelligente con leggerezza. (''[[Fuga a due voci]]''; 2010, p. 579)
*[[Don Siegel|D. Siegel]] riscatta gli stereotipi prosciugandoli con lo stile. Fa economia di tutto, perfino della violenza, con una tensione che arriva alla suspense ma senza cercarne gli effetti. È un film da scuola del cinema, una vetta del genere carcerario. (''[[Fuga da Alcatraz]]''; 2000, p. 512)
*Racconto di fantascienza che non lesina sul piano del meraviglioso, aiutato dalla suggestiva fotografia di [[Ernest Laszlo]]. Come dire che la cornice vale più del quadro. C'è, infatti, debolezza logica, confusione, mancanza di stile. (''[[La fuga di Logan]]''; 2000, p. 513)
*Lacrime e vecchi merletti. Tipico dramma romantico con targa M-G-M. È uno straripamento di ricordi d'amore e nostalgie. [[David Niven|D. Niven]] poco convincente, attorniato da uno stuolo di garbate interpreti. (''[[Fuga nel tempo]]''; 2000, p. 514)
*[...] un film pulito, scorrevole, diretto con mano leggera incline al pastello più che alle forti tinte. (''[[La fuggitiva (film 1941)|La fuggitiva]]''; 2000, p. 514)
*In un primo tempo doveva chiamarsi ''Montelepre'' con un preciso riferimento a [[Salvatore Giuliano]] e la sceneggiatura fu rimaneggiata più volte. Il risultato è un film inutile, superficiale e privo di drammaticità. (''[[I fuorilegge]]''; 2000, p. 519)
*Solido western tradizionale, tipico prodotto M-G-M, con qualche spunto originale. (''[[I fuorilegge della valle solitaria]]''; 2000, p. 519)
*2º, e il migliore, dei 4 film tratti dal celebre giallo (1902) di [[Arthur Conan Doyle]]. Atmosfera suggestiva, suspence e un [[Peter Cushing|P. Cushing]] infalllibile come Sherlock Holmes. (''[[La furia dei Baskerville]]''; 2000, p. 520)
*Un poema di solenne pietà, un gran capolavoro dei film su strada. Considerato politicamente un conservatore, [[John Ford|J. Ford]] diresse uno dei film più progressisti mai fatti a Hollywood anche perché riuscì a far coincidere il tema della famiglia, a lui caro, con quello della gente: alla fine i Joad entrano a far parte della famiglia dell'uomo. Lo sceneggiatore [[Nunnally Johnson]] modificò [...] il finale senza speranza di [[John Steinbeck|Steinbeck]], in linea con l'ottimismo del New Deal. Straordinario bianconero di [[Gregg Toland]] (che, come disse Ford, non aveva nulla di bello da fotografare). (''[[Furore (film)|Furore]]''; 2000, p. 521)
*È il film che lanciò Bruce Lee a livello internazionale. Benché approssimativo sotto molti punti di vista, è importante perché a) segna una svolta nel cinema d'azione di Hong Kong in direzione del realismo, riportando l'attore e le sue esibizioni atletiche al centro del racconto; b) apre la strada ai film di kung fu degli anni '70 anche se nella maggior parte sono di qualità mediocre o pessima. (''[[Il furore della Cina colpisce ancora]]''; 2000, p. 521)
====G====
*Imperniato sul tema del dialogo e del conflitto (tra uomo di cultura e autorità; tra il credente e la Chiesa o, meglio, gli uomini che la rappresentano; tra la Curia e la chiesa conciliare), nonostante le rigidità didattiche e le secche illustrative, il film brucia quasi completamente gli schemi convenzionali del cinema biografico e trasforma la ricostruzione del passato in azione presente. È, insieme, la tragedia di un uomo in anticipo sui tempi e la storia di una ingenuità. (''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]''; 2000, p. 525)
*Un film noir abbastanza insolito con due grandi interpretazioni e un finale bizzarro. La vicenda di ''The Racket'' si basa su un precedente film del '28, di [[Lewis Milestone]], ma questo lo supera in atmosfera. (''[[La gang]]''; 2000, p. 526)
*L'intreccio è frusto e i personaggi stereotipati nelle loro nevrosi: perciò è il più debole dei film neri del [[Fritz Lang|Lang]] hollywoodiano, ma, grazie anche alla fotografia di Pasquale Musuraca, giocata sui grigi, la firma del regista è leggibile nell'atmosfera, nei particolari, nel modo con cui segue i personaggi. (''[[Gardenia blu]]''; 2000, p. 529)
*3ª regia di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] che s'è riservata la piccola parte di [[Nino Bixio]], è un film medio assai piacevole che evita gli scogli del patetismo, raccontato con mano agile e leggera, molto curato tecnicamente e ben recitato. (''[[Un garibaldino al convento]]''; 2000, p. 529)
*Tratto da un racconto di [[Indro Montanelli]], è il meno originale degli ultimi film di [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]], girato su commissione a basso costo, ma il più efficace e accattivante, di notevole interesse tecnico-stilistico per una serie di espedienti che il regista avrebbe poi usato nel suo lavoro per la TV. [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] modula da maestro il suo gigionismo. (''[[Il generale Della Rovere]]''; 2000, p. 533)
*Nonostante i rimandi a ''Solaris'' di Stanislaw Lem e a ''Cronache marziane'' di Ray Bradbury, la sceneggiatura è una volta di più l'anello debole della catena. (''[[Generazioni (film)|Generazioni]]''; 2010, p. 600)
*[...] è un coerente tentativo di reinventare in Italia i modelli culturali anglosassoni. Eccellente [[Sandro Ruffini|S. Ruffini]]. (''[[Giallo (film 1933)|Giallo]]''; 2000, p. 538)
*È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. Il decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di [[Kim Rossi Stuart|Rossi Stuart]] – che non soccombe al ruolo, e non è poco – si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'è una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del "già visto". (''[[I giardini dell'Eden]]''; 2000, p. 540)
*Filmone in Technicolor – uno dei primi – che ebbe non pochi problemi tecnici, tanto che finì per costare il doppio del preventivo. Le scene girate nel deserto dell'Arizona furono rigirate a Hollywood in un finto deserto. Stravagante e un po' delirante anche nella recitazione ([[Basil Rathbone|Rathbone]], [[John Carradine|Carradine]]). (''[[Il giardino di Allah]]''; 2000, p. 541)
*Ricco livello produttivo M-G-M. Tratto dal celebre libro per bambini di [[Frances Hodgson Burnett|Frances E.H. Burnett]], è un film semplice e senza pretese, di ritmo posato. Bravi i piccoli attori. (''[[Il giardino segreto (film 1949)|Il giardino segreto]]''; 2010, p. 610)
*[...] è un film curioso, con qualche impennata nel fantastico e scarsa padronanza dello spazio. La sequenza del duello nelle onde, però, è un pezzo di cinema d'alto livello. (''[[I giganti del West]]''; 2000, p. 542)
*Film di culto per i fan di [[Rita Hayworth|Rita]], corpo d'amore ribelle al suo ruolo di oggetto, che canta meravigliosamente "Put the Blame on Mame" e danza splendidamente "Amado mio". L'assurdità dell'intrigo diventa un difetto secondario in questa miscela di noir e melodramma passionale in cui i dialoghi di Marion Parsonnet sono di un Kitsch che sfiora il sublime. La latente carica omosessuale di questa pietra miliare nella storia del divismo fu scoperta soltanto dalla critica europea. (''[[Gilda (film)|Gilda]]''; 2000, p. 544)
*[...] il terz'ultimo film inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitch]] è una gustosa miscela di inseguimenti e umorismo, ricca di caustiche invenzioni registiche. Almeno 2 sequenze memorabili: il ricevimento dei bambini e la finale carrellata aerea che scopre in primo piano il tic dell'assassino. Indebolito dai 2 interpreti principali ([[Derrick De Marney|De Marney]], [[Nova Pilbeam|Pilbeam]]) senza carisma. (''[[Giovane e innocente]]''; 2010, p. 623)
*La parte telefonica è divertente, induce a pena (per i maschietti) o mette i brividi. Ben doppiata da [[Laura Boccanera]], [[Theresa Randle|T. Randle]] è simpatica, sexy, fin troppo brava. Ma il conflitto interiore che porta la protagonista a confondere finzione e realtà è raccontato in modi stentati. Che sia un'autobiografia camuffata, quella di [[Suzan-Lori Parks]] che l'ha scritta? Ghiotte imitazioni filmiche [...]. (''[[Girl 6 - Sesso in linea]]''; 2000, p. 560)
*Visto oggi, suscita reazioni diverse. Inferiore nelle scene di massa ai film in costume italiani di quegli anni, si distingue per il tentativo di dare una misura umana, dolente, quotidiana ad avvenimenti lontani nel tempo. Molti difetti tra cui una goffa Giuditta (B. Sweet) e la ridicola scena dei baccanali, ma almeno due sequenze notevoli: la sortita dei difensori per l'acqua e la caduta di Betulia. (''[[Giuditta di Betulia]]''; 2000, p. 561)
*Se non lo si prende troppo sul serio, diverte. (''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]''; 2000, p. 569)
*L'attore [[Ben Affleck|B. Affleck]], anche sceneggiatore con Aaron Stockard, esordisce in regia col romanzo ''La casa buia'' del bostoniano [[Dennis Lehane]], autore di ''Mystic River'', delegando la parte del protagonista al fratello [[Casey Affleck|Casey]], che se la cava. Più adatto, forse, a stare dietro alla macchina da presa che non davanti, non riesce però a fare un film originale, a prescindere da un ingegnoso confronto col grande talento di [[Clint Eastwood]]. Racconto manicheo, personaggi inamidati, più di un finale senza vere sorprese. (''[[Gone Baby Gone]]''; 2013, p. 678)
*Conclusione di amaro patetismo retrospettivo, ovvero: come arrivare alla verità attraverso la menzogna. Commedia agrodolce che diverte, commuove e fa pensare, grazie al personaggio della madre, meno comunista di quel che sembra. Il merito è della sceneggiatura di Bernd Lichtenberg che parte da uno spunto simile a quello di ''[[Underground]]'' di [[Emil Kusturica|Kusturica]]. Al suo 3º lungometraggio per il cinema, [[Wolfgang Becker|Becker]], anche cosceneggiatore, controlla il traffico, ma fa poco per evitare o coprire i passaggi cuciti col filo bianco. Grande successo in Germania. (''[[Good Bye, Lenin!]]''; 2013, p. 679)
*Lotta di amore e odio tra due cugine sullo sfondo della guerra civile. [...] Uno dei 4 film di [[Bette Davis|B. Davis]] del '39 e una delle sue interpretazioni migliori. Drammone coi fiocchi. (''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Commedia drammatica tra le più belle e romantiche degli anni '30, recitata con grande sensibilità dal duo [[Irene Dunne|Dunne]]-[[Charles Boyer|Boyer]]. (''[[Un grande amore (film 1939)|Un grande amore]]''; 2000, p. 574)
*Nonostante le apparenze, è un nero più che un poliziesco. Uno dei migliori risultati, comunque, del [[Fritz Lang|Lang]] americano, e uno dei suoi film più "politici" in forma di un'amara riflessione sulla corruzione, la vendetta, i limiti della legalità. Eccellente il reparto degli attori tra cui spicca [[Gloria Grahame|G. Grahame]]: è lei la vera eroina della storia, e non soltanto per la famosa scena del caffè bollente. (''[[Il grande caldo]]''; 2000, p. 575)
*Uno dei 5 western di [[Howard Hawks|H. Hawks]] e non il migliore anche perché [[Kirk Douglas|K. Douglas]] non è un attore hawksiano. Un po' lasco nel ritmo, è un'avventura fluviale di vasto respiro. Tratto da un romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie]], sceneggiato da [[Dudley Nichols|D. Nichols]], mescola efficacemente i temi dell'itinerario iniziatico e dell'amicizia virile, l'umorismo e l'erotismo, il panteismo lirico e l'avventura. (''[[Il grande cielo]]''; 2000, p. 576)
*Un western dal finale veloce dopo una partenza in caccia di commozione. Si fronteggiano due avversari di pelo grigio ([[Robert Mitchum|R. Mitchum]], 1917; [[George Kennedy|G. Kennedy]], 1925). C'è una vena di malinconico umorismo. Un'epoca sta per finire, si vedono già le prime automobili. (''[[Il grande giorno di Jim Flagg]]''; 2000, p. 578)
*Robusto romanzo popolare, notevole per la coesione delle sue componenti: recitazione, miscela linguistica (dialetti italiani, il castigliano), valori figurativi (fotografia di Arturo Gallea), attenzione al materiale plastico. È uno dei più interessanti prodotti del cinema del periodo fascista per il modo con cui combina i valori di un cattolicesimo arcaico, dell'ideologia ruralista e del nazionalismo. (''[[Montevergine (film)|La grande luce (Montevergine)]]''; 2000, p. 579)
*Superwestern moraleggiante di grandi ambizioni cui corrispondono solo in parte i risultati. Accademico, un po' bolso, spettacolare. (''[[Il grande paese]]''; 2000, p. 580)
*[[Robert Siodmak|R. Siodmak]], prigioniero forse del proprio ruolo di regista del brivido, cerca di rinnovarsi con una ricostruzione (sfarzosamente hollywoodiana alla M-G-M) della figura di [[Fëdor Dostoevskij|F.M. Dostoevskij]] e del noto romanzo (''[[Fëdor Dostoevskij#Il giocatore|Il giocatore]]'', 1867). Riconoscibile il suo senso della suspense nelle sequenze della roulette. (''[[Il grande peccatore]]''; 2000, p. 581)
*Nonostante il titolo, il personaggio centrale dell'azione (Arabia romana, Galilea, Giudea, Roma) non è il pescatore [[Pietro apostolo|Simone]] ([[Howard Keel|Keel]]), destinato a diventare la ''kepha'' (roccia), dunque Pietro, del cristianesimo. L'epicentro del dramma è l'amore contrastato della principessa meticcia Fara (Kohner) e del principe Voldi (Saxon) e l'influenza che esercita su loro Simon Pietro, dissuadendo Fara dall'uccidere il padre Erode Antipa (Lom), dispotico tetrarca di Galilea, che aveva rinnegato sua madre araba Arnon per sposare la depravata Erodiade (Hyer). Nella sceneggiatura che si discosta nettamente dal mediocre romanzo di [[Lloyd C. Douglas|Douglas]], Fara, costretta a rinunciare, in quanto meticcia, all'amore di Voldi, torna in Giudea al fianco di Simone per aiutarlo nell'opera di riconciliazione tra arabi ed ebrei. Confuso con i numerosi colossi storico-biblici prodotti alla fine degli anni '50, il film ebbe accoglienze critiche tiepide o negative, comunque superficiali. Soltanto pochi recensori francesi – tra cui Jacques Joly sui ''Cahiers du Cinéma'' – seppero coglierne i pregi, non soltanto figurativi, e la diversità. (''[[Il grande pescatore]]''; 2010, p. 649)
*Realizzato con grandi mezzi dalla Fox, è un efficace cocktail di spettacolari effetti speciali e dolorosi sentimenti. Bravi caratteristi, un ottimo [[George Brent|G. Brent]] [...] e un [[Tyrone Power|T. Power]] un po' assurdo come medico indiano. (''[[La grande pioggia]]''; 2000, p. 581)
*Western autunnale grande nel respiro, nelle ambizioni, nella nobiltà dell'assunto, qua e là appesantito da un ritmo statico. Un affresco più che un dramma. E un ghiotto intermezzo umoristico con [[James Stewart|Stewart]] per alleggerire quella che è, in fondo, la storia di una sconfitta. Terzultimo film di [[John Ford|Ford]] e suo ultimo western. Una battaglia di retroguardia, non priva di grandezza. (''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]''; 2010, p. 650)
*Brutto film, con tre o quattro belle sequenze. Lo riconosce lo stesso regista che avrebbe voluto girarlo con pescatori veri e in bianconero. Ha le incertezze delle opere prime, ma anche l'onestà. (''[[La grande strada azzurra]]''; 2000, p. 584)
*1º film a colori per [[John Wayne|J. Wayne]], in un technicolor (fotografia di Charles Lang Jr. e W. Howard Greene) che serve assai bene i paesaggi montagnosi degli Ozark. (''[[Il grande tormento]]''; 2000, p. 584)
*Il quoziente di realtà è più ridotto che in ''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]'' (1932), ma sulla scorta di una sceneggiatura perfettamente oliata cui contribuirono anche il giovane [[Renato Castellani]] e [[Mario Pannunzio]], [[Mario Camerini|M. Camerini]] mette a punto la sua provetta ingegneria della commedia. (''[[I grandi magazzini]]''; 2000, p. 585)
*A metà strada tra l'opera e la fantasia, è un film intelligente, astuto nella confezione, ricco di umorismo eversivo. (''[[Gremlins]]''; 2000, p. 656)
*C'è meno horror che nel precedente, ma una maggiore velocità di ritmo: un più alto numero di citazioni dell'immaginario cinetelevisivo (ma a noi garba quella pittorica dell'Arcimboldo): una più intensa esibizione di effetti speciali, soprattutto di metamorfosi, per i quali è stato scritturato anche il geniale Rick Baker; una carica più ricca di satira sui riti collettivi del consumismo, la megalomania tecnologica, il neocapitalismo rampante. C'è chi lo preferisce al primo, mentre ad altri fa un'impressione di sazietà. (''[[Gremlins 2 - La nuova stirpe]]''; 2000, p. 656)
*Sullo sfondo di un'America di carta ricostruita a Cinecittà un giallo sciattamente diretto e maldestramente recitato. Se aveva avuto successo a teatro, perché [[Guglielmo Giannini|G. Giannini]] [...] non si è fermato lì? (''[[Grattacieli (film)|Grattacieli]]''; 2000, p. 586)
*Verboso, godibile quando schiaccia il pedale al grottesco. (''[[Il Grinta]]''; 2000, p. 589)
*Ottenne, senza nomination, un Oscar speciale per gli effetti speciali di George Pal che sono quasi tutto in questo SF tratto da un romanzo (1898) di Herbert G. Wells. Che strazio, però, quando i personaggi parlano. (''[[La guerra dei mondi (film 1953)|La guerra dei mondi]]''; 2000, p. 592)
*Nato da una sceneggiatura tormentata (cui posero mano una dozzina di persone di cui solo sei accreditate), è un colossal frutto di due tendenze inconciliabili: l'intenzione dei produttori [[Carlo Ponti|Ponti]]-[[Dino De Laurentiis|De Laurentiis]] di farne un grande e rutilante spettacolo di massa e l'ambizione del regista di rispettare lo spirito del testo (facendo perno sul personaggio di Pierre-[[Henry Fonda|H. Fonda]]) nell'ottica del proprio mondo. Prevalse la prima, rimangono alcune tracce della seconda. (''[[Guerra e pace (film 1956)|Guerra e pace]]''; 2000, p. 593)
*Bifronte e ibrido, il film dovrebbe interessare a chi sostiene che nelle belle arti, specialmente audiovisive, il sesso dovrebbe essere comico o tragico, o far ridere o far tremare. Qui sconvolge, disgusta, respinge. (''[[Il gusto dell'anguria]]''; 2010, p. 666)
====H====
*[[Aldo Fabrizi]] – che sostituì [[Mario Bonnard]] alla regia – parte da uno dei suoi più riusciti personaggi teatrali per mettere insieme una commedia piacevole e ricca di spunti comici mescolati a momenti realistici e drammatici. (''[[Hanno rubato un tram]]''; 2000, p. 599)
*Film di propaganda anti-americana che quasi diventa un atto d'accusa contro il razzismo dei bianchi. Rozzo, goffo, melodrammatico, ma efficace, col piede sull'acceleratore. Spiccano le sequenze pugilistiche, grazie anche all'apporto di [[Erminio Spalla|Spalla]], [[Primo Carnera|Carnera]], Longo, Venturi, Silvestri. (''[[Harlem (film)|Harlem]]''; 2000, p. 601)
*O sta per Obbediente, per Oca o per zero? In Francia, dove ebbe grande successo (in Italia un po' meno), offrì a molti spettatori l'alibi culturale (del "buon gusto") per fare i guardoni a pagamento, ma è un album di immagini patinate animato con uno stile da carosello pubblicitario, un prodotto in linea con l'ideologia capitalistica dominante fondata sull'avere invece che sull'essere. Non a caso la bella O fa la fotografa di moda. (''[[Histoire d'O (film)|Histoire d'O]]''; 2000, p. 607)
*Prodotto dal geniale Val Lewton per la RKO e basato su una sceneggiatura di Curt Siodmak e Ardel Wray, vagamente ispirata a ''Jane Eyre'' (1847) di [[Charlotte Brontë]], è un dramma psicologico più che un horror vero e proprio, sebbene la finale sequenza notturna, il climax del film, ispiri autentico spavento. (''[[Ho camminato con uno zombi]]''; 2000, p. 608)
[[File:Cary Grant-Irene Dunne in Penny Serenade.jpg|miniatura|[[Cary Grant]] e [[Irene Dunne]] in ''[[Ho sognato un angelo]]'']]
*La forza del film sta nella delicatezza del tocco e nell'abilità con cui [[George Stevens|Stevens]] tiene in equilibrio commedia, dramma, umorismo, sentimento. (''[[Ho sognato un angelo]]''; 2000, p. 612)
*Profonda sincerità e un'ambientazione perfetta. In questo Texas c'è qualcosa di [[Anton Čechov|Čechov]]. (''[[Hud il selvaggio]]''; 2000, p. 614)
====I====
*[[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] violenta la Storia, ma le fa fare uno straordinario bambino: un film delirante, onirico, eccessivo, ornamentale, dominato dall'Eros, da una visione del potere come esperienza orgiastica e da una [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] inafferrabile ed estatica. Poco compreso quando uscì e liquidato come esercizio formalistico, è stato rivalutato dalla critica negli anni '70. È il più ermetico e complesso dei 7 film di Sternberg con M. Dietrich, e uno dei più bizzarri mai usciti da Hollywood. (''[[L'imperatrice Caterina]]''; 2000, p. 621)
*1º grande successo di [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] [...], 1º film importante per [[Erminio Macario|E. Macario]], 1º vero film comico del cinema italiano sonoro. [[Ernesto Almirante|E. Almirante]] superlativo come presidente del tribunale. Ritmo incalzante, dialogo scoppiettante. (''[[Imputato, alzatevi!]]''; 2000, p. 624)
*[[Claudio Gora|C. Gora]] ha diretto un film leggero che non offende i diritti dell'intelligenza. Ha una spina dorsale, situazioni azzeccate, un dialogo spiritoso e una vena satirica non disprezzabile. (''[[L'incantevole nemica]]''; 2000, p. 626)
*Triangolo d'amore tra ricchi nello stile più chic della M-G-M, destinato a un pubblico ancora in preda alla grande depressione economica. [[Joan Crawford|J. Crawford]] soffre le pene dell'inferno, vestita in abiti impeccabili. Tante parole, pochi baci. ([[Incatenata (film 1934)|''Incatenata'', 1934]]; 2000, p. 626)
*Bizzarro e, forse, sottovalutato noir [...]. ([[Incatenata (film 1946)|''Incatenata'', 1946]]; 2000, p. 626)
*[...] è un film fatto su misura per un pubblico infantile, ma che probabilmente piace più agli adulti ambientalisti (come evasione dallo stress quotidiano) che ai bambini. Troppi messaggi edificanti condensati in un prodotto che è, insieme, racconto di formazione, dramma familiare a lieta fine, apologo animalista ed ecologico, requisitoria contro la civiltà dei consumi e l'onnipotente legge del profitto. Qua e là si sentono la mano e il talento di [[Carroll Ballard|C. Ballard]] (1937), ex documentarista che si è avvalso, come in ''[[Black Stallion]]'', della fotografia di [[Caleb Deschanel]] di uno splendore cromatico incline allo stile del "National Geographic". (''[[L'incredibile volo]]''; 2000, p. 630)
*Simpatica commedia di ambiente western dove accadono poche cose, ma divertenti. L'affiatata coppia [[Glenn Ford|Ford]]-[[Henry Fonda|Fonda]] e l'ambientazione fanno passare 85 minuti piacevoli. (''[[Gli indomabili dell'Arizona]]''; 2000, p. 633)
*Dramma ben costruito con qualche forzatura. Ben recitato, convenzionale. (''[[Infamia sul mare]]''; 2000, p. 634)
*Dal romanzo ''Dodsworth'' di [[Sinclair Lewis]], già adattato per il teatro. In questo film, ammirevolmente recitato, c'è il romanzo, c'è la commedia, c'è soprattutto [[William Wyler|Wyler]]. (''[[Infedeltà (film)|Infedeltà]]''; 2000, p. 635)
*Da un materiale ''pulp'', da lui completamente riscritto in meno di un mese, [[Orson Welles|Welles]] (1915-85) ha tratto un capolavoro del cinema nero, componendo un memorabile ritratto di "uno sporco poliziotto, ma, a modo suo, un grand'uomo": personaggio di tragica statura shakespeariana nel contesto di una miserabile cittadina di frontiera (Tijuana, filmata a Venice, California). Straordinario film (bianco e nero di [[Russell Metty]] con focali corte, inquadrature insolite, piani-sequenza vertiginosi tra cui quello celeberrimo d'apertura) per stile, virtuosismo di scrittura, invenzioni e galleria di personaggi tra cui spicca la bruna chiromante di [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]]: i personaggi vi contano più dell'azione, l'atmosfera più dei personaggi. [...] È con ''[[Rapporto confidenziale]]'' la vetta del barocchismo wellesiano. (''[[L'infernale Quinlan]]''; 2000, p. 636)
*[...] è un film francese (nell'ambientazione e nello spirito) più che italiano, immoralista più che osceno, impregnato con elegante leggerezza di succhi antiborghesi, antimilitaristi, anticlericali. Musiche valzeristiche di Nicola Piovani, luminosa fotografia di Luigi Verga, un protagonista che recita sopra le righe. (''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]''; 2000, p. 640)
*Film simpatico, spesso didattico, ma anche capace di momenti autenticamente commossi, con cui si chiude una ideale trilogia di [[Luigi Magni|L. Magni]] contro il potere temporale del Papato (''[[Nell'anno del Signore]]'', 1969, e ''[[In nome del Papa Re|In nome del Papa re]]'', 1977, i primi due). (''[[In nome del popolo sovrano]]''; 2000, p. 642)
*È un archetipo delle love-story hollywoodiane, apprezzabile per la sua concisione, la fotografia del grande [[Gregg Toland]], la recitazione, i 22 anni radiosi di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]]. (''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]''; 2000, p. 646)
*Un convento di suore nell'Italia centrale del primo Ottocento si trasforma in una polveriera di sensualità repressa. Le giovani vi apprendono, tra le braccia di maschi gagliardi, tutte le frodi della carne sapiente o si dedicano all'autoerotismo con acconci strumenti o sublimano il desiderio frustrato in mistici deliri. Le anziane sono bigotte avvizzite o, come la badessa, impersonano l'ipocrisia organizzata e autoritaria. Alla fine la polveriera esplode in una sequenza di follia liberatrice che fa il paio con quella iniziale della chiesa trasformata in sala da ballo. Ma il film è monotono e ripetitivo come un esercizio formalistico: alla povertà dei significati fa da pendant un eccesso di scoptofilia. Fotografia raffinata di [[Luciano Tovoli]]. (''[[Interno di un convento]]''; 2000, p. 646)
*Rispetto a ''[[Gattaca - La porta dell'universo|Gattaca]]'' (1997), è un efficace esempio di SF d'azione, ricco di inseguimenti e sparatorie. Tra i 2 protagonisti, Bonnie & Clyde del futuro, il più incisivo è [[Justin Timberlake|Timberlake]]. Tra le figure di contorno spicca [[Cillian Murphy|Murphy]] nella parte di uno sbirro traditore delle sue origini sociali. Rarefatto, ossessivo e, a modo suo, dogmatico. Il neozelandese Niccol rimane un cineasta-autore da seguire. (''[[In Time]]''; 2013, p. 780)
*Parte benino, il film, con un blando tentativo di critica di costume all'indifferenza dell'uomo moderno, ma s'impantana poi nel ridicolo involontario quando prevalgono inseguimenti, sparatorie, bombe molotov (!). La sontuosa confezione non dà contenuto a un film che perde per strada la metafora e resta solo irrimediabilmente prevedibile. (''[[Invasion (film 2007)|Invasion]]''; 2010, p. 736)
*[...] con larghissimi mezzi a disposizione, [[Cecil B. DeMille|C.B. De Mille]] ha realizzato uno dei suoi film più ridicoli, ma ricco di spettacolo e di momenti divertenti. (''[[Gli invincibili (film)|Gli invincibili]]''; 2000, p. 651)
*Dal racconto di [[Richard Washburn Child|Richard Washburn]], ''Il soffio dell'Eliotropio'', erano già stati tratti 3 film [...]. Questo è una trasposizione sdolcinata con un buon cast. (''[[Io la difendo]]''; 2000, p. 655)
*Da una trama così convenzionale non si poteva pretendere di più. Recitazione spesso noiosa, assediata da dialoghi logorroici. (''[[Io, mammeta e tu]]''; 2000, p. 655)
*Tratto da un racconto autobiografico di [[Robert Elliott Burns|Robert E. Burns]], è uno dei più coraggiosi e vigorosi film sociali della Warner, piuttosto spregiudicato anche nella rappresentazione del sesso. Ma il codice Hays non era ancora entrato in funzione. Girato in sobrio stile semidocumentaristico rimane un classico del cinema carcerario. (''[[Io sono un evaso]]''; 2000, p. 657)
*Decoroso melodramma per donne con una [[Bette Davis|B. Davis]] sempre registrata come un cronometro svizzero. Qui il suo personaggio è positivo. Brevi, non grandiose ma efficaci le scene del terremoto. (''[[Io ti aspetterò]]''; 2000, p. 657)
====J====
*Suspense che non manca di fascino nel suo ritmo tranquillo. La brava [[Ida Lupino]] recita in coppia con il marito [[Howard Duff]]. Bella fotografia di [[James Wong Howe|J. Wong Howe]]. (''[[Jennifer (film 1953)|Jennifer]]''; 2000, p. 671)
*La storia di uno dei più mitici banditi della Frontiera – rivisitata poi parecchie volte in modi diversi – è esposta in questo film Fox in cadenze storicamente improbabili, ma suggestive nel suo impasto di scene d'azione e di sequenze di vita familiare. L'asciutta e tagliente regia di [[Henry King|H. King]], in contraddizione con la moraleggiante sceneggiatura di [[Nunnally Johnson]], ne fa uno dei pochi memorabili western degli anni '30. (''[[Jess il bandito]]''; 2010, p. 763)
*[...] è uno stravagante pasticcetto sadomaso. (''[[Justine, ovvero le disavventure della virtù]]''; 2000, p. 679)
====K====
*I lettori che si appassionarono ai fumetti di Ken negli anni '80 sono in giubilo. I detrattori - non pochi - hanno qualche ragione per criticare la linea narrativa troppo arrovellata e arroventata, la dinamica grafica rozza, la fatica di distinguere un fratello dall'altro. (''[[Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto]]''; 2011, p. 775)
*[...] bizzarra miscela di fantasy, brivido e umorismo macabro che ha il merito di portare le sue premesse sino alle estreme conseguenze. (''[[Killer Klowns from Outer Space]]''; 2011, p. 778)
*[...] l'australiano Beresford tenta di staccarsi dai "colossi" storico-religiosi hollywoodiani, riuscendovi soltanto in parte. Esterni in Sardegna esaltati dalla fotografia di Donald McAlpine, pregevoli i contributi di K. Adam (scene) e J. Mollo (costumi). Più che [[Richard Gere|Gere]], attore di medie virtù, spicca [[Edward Woodward|E. Woodward]], re Saul di epico spessore. (''[[King David]]''; 2000, p. 685)
====L====
*Riduzione di un testo teatrale, scritto e messo in scena dallo stesso R.W.F. l'anno prima, è il più autobiografico tra i suoi primi film e un ammirevole esempio di trasposizione dal palcoscenico allo schermo. Attraverso la duplice dialettica servo/padrone e amore/denaro sfocia, con la protagonista che alla fine si ritrova nella situazione di partenza, in un melodramma tipicamente fassbinderiano. (''[[Le lacrime amare di Petra von Kant]]''; 2000, p. 691)
*Grandi uomini s'affrontano nei grandi spazi di un grande Paese. Uno dei 10 western di [[Anthony Mann|A. Mann]], un nome, una garanzia. E com'era bravo [[James Stewart|J. Stewart]]. [[Rock Hudson|R. Hudson]] in un piccolo ruolo. Dal romanzo ''Bend of the Snake'' di Bill Gulick e 2º western del trio Mann-Stewart-Borden Chase, sceneggiatore: al posto dei due fratelli-nemici di ''[[Winchester '73|Winchester 73]]'' c'è una coppia di amici che hanno un passato simile, ma aspirazioni divergenti. (''[[Là dove scende il fiume]]''; 2000, p. 691)
*[...] è – con ''[[Umberto D.|Umberto D]]'' (1952) – il risultato più alto del sodalizio [[Vittorio De Sica|De Sica]]-[[Cesare Zavattini|Zavattini]] e uno dei capolavori del neorealismo, quello che con ''[[Roma città aperta|Roma, città aperta]]'' (1945) fu più conosciuto all'estero. L'amore per i personaggi diventa vera pietà, la poesia del quotidiano non nasconde la realtà sociale. (''[[Ladri di biciclette]]''; 2000, p. 692)
*Poco amato dagli hitchcockiani "puri" – e dallo stesso regista a causa degli errori di costruzione drammatica, dovuti alla deliberata fedeltà ai fatti; inoltre non ebbe successo di pubblico –, è un cupo, austero apologo sui temi del falso colpevole, del doppio e dell'inconscia paura di vivere. Frutto di una visione cristiana del mondo, fondato sul peccato originale [...]. [[Henry Fonda|H. Fonda]], così neutro, è perfetto, ma [[Vera Miles|V. Miles]] non gli è inferiore. (''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]''; 2000, p. 692)
*Abilmente in bilico tra realismo e fantasia, è più interessante che divertente. (''[[Un ladro in paradiso]]''; 2000, p. 694)
*Il romanzo di [[Pasquale Festa Campanile|P. Festa Campanile]] (1977) non è senza meriti, ma, trasposto in film, perde in sottigliezza quel che acquista in comicità farsesca. [[Enrico Montesano|E. Montesano]] s'impegna assai, [[Claudio Cassinelli|C. Cassinelli]] fa un Cristo dignitoso. (''[[Il ladrone]]''; 2000, p. 694)
*Da un best seller (1903) di Henry De Vere Stacpoole, già portato sullo schermo in Inghilterra nel 1949 con ''[[Incantesimo nei mari del sud|Incantesimo nei Mari del Sud]]''. [[Randal Kleiser|R. Kleiser]], regista buono a poco e capace di tutto, ne ha cavato uno sciropposo fotoromanzo sentimentale, tutto imperniato sull'attesa: quando fornicheranno? Bella fotografia di Nestor Almendros. (''[[Laguna blu]]''; 2000, p. 695)
*Con una tipica recitazione da Actors' Studio, [[Paul Newman|Newman]] al suo 3º film fa faville in una parte che era stata prevista per [[James Dean]]. Qualche eccesso romantico – in linea con il marchio M-G-M – e una buona ricostruzione ambientale di Little Italy. Nelle efficaci sequenze di pugilato [[Robert Wise|R. Wise]] sfodera le sue doti di ex montatore. (''[[Lassù qualcuno mi ama]]''; 2000, p. 698)
*Fanno da traino a questa commedia toscana di caratteri la mora [[Maria Grazia Cucinotta|M.G. Cucinotta]] e [[Alessandro Haber|A. Haber]], prof. di filosofia e pittore della domenica, che si esibisce in una breve scena di infallibile recitazione spiritata. Commedia simpatica e fluttuante dove si colgono i debiti verso ''[[Amici miei]]'', gli echi dell'umorismo sulfureo dei [[Giancattivi]] e le tracce del naturalismo sociale nel quale si muovono i film-maker toscani con il loro campione [[Giuseppe Ferlito]]. (''[[I laureati]]''; 2000, p. 700)
*In questo sontuoso megafilm epico su uno dei più affascinanti avventurieri del primo Novecento il vero protagonista è il deserto. Solida sceneggiatura di Robert Bolt, splendida fotografia, musica sovrabbondante [...]. All'epoca [[Peter O'Toole|P. O'Toole]] fu una rivelazione. (''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]''; 2000, p. 700)
*Western sobrio e robusto che [[Robert Wise|R. Wise]] girò lo stesso anno di ''[[Lassù qualcuno mi ama]]''. Narrativamente sciapo, ma efficace a livello descrittivo. [[James Cagney|J. Cagney]] a disagio. (''[[La legge del capestro]]''; 2000, p. 702)
*Uno dei 3 migliori western di [[Glenn Ford|G. Ford]], il più leggero e divertente. (Gli altri 2: ''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' e ''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]''.) È un insolito omaggio all'allevatore di montoni, personaggio importante nel West ma non nel western. (''[[La legge del più forte]]''; 2000, p. 702)
*Piuttosto ruffiano nel sentimentalismo con cui affronta il tema, accademico nello stile, ricco di carinerie, è soprattutto un film di attori, uno più bravo dell'altro. (''[[La legge del Signore]]''; 2000, p. 702)
*Singolare equazione tra l'orripilante occidentale e il sadico orientale, unisce l'horror film di vampiri più classico al genere kung-fu. Un po' gratuito a livello narrativo, ma a modo suo affascinante. (''[[La leggenda dei 7 vampiri d'oro]]''; 2000, p. 703)
*Visionario e rarefatto, ermetico e allegorico, incline al manierismo, ma con molti momenti e immagini di solenne bellezza. (''[[La leggenda della fortezza di Suram]]''; 2010, p. 801)
*Thriller condotto con efficacia per tenere lo spettatore in tensione fino al finale a sorpresa. (''[[La lettera accusatrice]]''; 2000, p. 709)
*Scritto con Franco Bernini e Umberto Contarello, il 7º film di [[Carlo Mazzacurati|Mazzacurati]] è più intelligente che riuscito, ma rimane un paradosso: la più originale commedia italiana della stagione 2000-2001 non ha trovato pubblico forse perché raffinata nella scrittura registica (la dolcezza dei paesaggi veneti nelle luci dell'ottimo A. Pesci), troppo agra e ironica nel tratteggiare il triste benessere e l'arroganza aggressiva del Nordest opulento, troppo intenta nell'esprimere empatia o nel concedere simpatia ai suoi due ''dropout'' (che poi sono due ''mona'' per il loro pessimo rapporto col denaro), ma anche alla vitalità cialtrona del "rom" di [[Toni Bertorelli|Bertorelli]]. Insomma: troppo colto e anomalo per avere successo. Recitato bene da tutti, benissimo da [[Fabrizio Bentivoglio|Bentivoglio]]. (''[[La lingua del santo]]''; 2010, p. 815)
*[...] è un film edificante che gronda di buoni sentimenti. Inutilmente [[Mark Robson|M. Robson]] cerca di dargli il taglio di un racconto di azione avventuroso-bellica. [...] Segnò la definitiva riconsacrazione di [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] dopo lo scandaloso matrimonio con [[Roberto Rossellini|R. Rossellini]]. (''[[La locanda della sesta felicità]]''; 2000, p. 718)
*Poco apprezzato dalla maggior parte dei pedanti critici dell'epoca, il 1º film britannico di [[Stanley Kubrick|S. Kubrick]] migliora ogni anno che passa: anche a livello stilistico e drammaturgico, la scrittura filmica rivela le sue qualità, reggendo il confronto con la capziosa prosa di [[Vladimir Nabokov|Nabokov]]. Più che un dramma, è una inventiva e persino divertente commedia nera in cui si riconoscono diversi temi del successivo cinema kubrickiano. Recitazione ad alto livello con un [[Peter Sellers|P. Sellers]] straordinario nel suo proteiforme istrionismo. (''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]''; 2000, p. 720)
*2º film di [[Erminio Macario|Macario]], restituito alle sue origini piemontesi, girato a gran velocità dopo ''[[Imputato, alzatevi!]]'', inzeppato di riferimenti di attualità. Le connotazioni piccolo borghesi del comico cominciano ad accentuarsi. (''[[Lo vedi come sei... lo vedi come sei?]]''; 2000, p. 723)
*In bilico tra il drammatico e l'umoristico, coniuga sveltezza con efficacia. Potabile. (''[[La luce fantasma]]''; 2000, p. 724)
*È il 1º film con [[Alida Valli|A. Valli]]-[[Fosco Giachetti|F. Giachetti]], una coppia che diventerà famosa in quegli anni. Il 1º in cui [[Mario Mattoli|M. Mattòli]] fa tutto da solo. Il 1º presentato con la frase di lancio "i film che parlano al vostro cuore". A. Valli e [[Clara Calamai|C. Calamai]] incredibilmente sorelle. (''[[Luce nelle tenebre]]''; 2000, p. 724)
*Abile, commosso, con una drammaticità in crescendo. (''[[Luciano Serra pilota]]''; 2000, p. 725)
*[...] l'idea di origine non è male, ma [[Aurelio Chiesa|A. Chiesa]] non ha saputo farne buon uso. Inerte e prolisso. (''[[Luci lontane (film 1987)|Luci lontane]]''; 2000, p. 726)
*Si sente la mano di [[Jacques Laurent|Cecil de Saint-Laurent]], autore di ''Caroline Cherie'' e sceneggiatore con Christian-Jaque e con Jacques Sigurd: è storia spudoratamente romanzata. Spettacolo fastoso di cartapesta. Cauto erotismo di lusso sapientemente amministrato. Lucrezia più disgraziata che colpevole. (''[[Lucrezia Borgia (film 1953)|Lucrezia Borgia]]''; 2000, p. 726)
*Sullo sfondo (allora quasi inedito per il cinema) dei monti calabresi si svolge un dramma rusticano di passioni e psicologie elementari e schematiche, ma – in coppia con [[Silvana Mangano|S. Mangano]] reduce da ''[[Riso amaro]]'' – [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] dà una delle sue migliori interpretazioni. (''[[Il lupo della Sila]]''; 2000, p. 733)
====M====
*Irrealista sino all'astrazione, ma con una carica critica verso la rigidità del sistema scolastico. (''[[Maddalena... zero in condotta]]''; 2000, p. 740)
*[[Vincente Minnelli|V. Minnelli]] lo diresse dopo aver letto saggi di [[Henry James]], [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], [[Sigmund Freud]] sul personaggio, concludendo che Emma è una donna che cerca la bellezza, ma la trova soltanto nella sua mente. Ebbe accoglienze contrastate dai critici che, comunque, ne apprezzarono il puntiglio nella rievocazione ambientale, l'eleganza della messinscena e la bella sequenza del ballo. (''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]''; 2000, p. 738)
*[[Douglas Sirk|D. Sirk]] è un maestro del melodramma stilizzato. Attori, messinscena, fotografia impeccabili. (''[[Magnifica ossessione]]''; 2000, p. 744)
*[...] ha le ambizioni di una favola simbolica sul rifiuto di uscire dal mondo incantato dell'infanzia e sul modo con cui si avvelenano i suoi "verdi paradisi". In assenza di un linguaggio pertinente, lo scavalcamento del livello realistico per attingere i cieli alti del lirismo e della metafora si trasforma in comicità involontaria. Volonterosamente filodrammatici i 3 interpreti. (''[[Maladolescenza]]''; 2000, pp. 748-749)
*È il 3º Frankenstein, e il peggiore, dell'onorevole Mr. Fisher, mal servito da un copione che sembra scritto in stato di ebbrezza alcolica. (''[[La maledizione dei Frankenstein]]''; 2000, p. 750)
[[File:Malinconico autunno (1958) Gil - Sanson - Nazzari.jpg|miniatura|[[Yvonne Sanson]] e [[Amedeo Nazzari]] in ''[[Malinconico autunno]]'']]
*[[Raffaello Matarazzo|R. Matarazzo]] (1909-66) ricalca con stanco languore temi, toni e metodi della stagione felice di ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' e ''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]'', rimettendo insieme per l'ultima volta la coppia [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]]. È un cinema che si ripiega su sé stesso e si affloscia. (''[[Malinconico autunno]]''; 2000, p. 751)
*È la stuzzicante commedia erotica – a Catania, anni '50, aria alla [[Vitaliano Brancati|Brancati]] – che lanciò la farinacea [[Laura Antonelli|L. Antonelli]], splendidamente fotografata dal grande [[Vittorio Storaro]]. (''[[Malizia (film)|Malizia]]''; 2000, p. 751)
*Curioso film, ricco di possibilità sostanzialmente non realizzate a causa di un intreccio debole e un po' confuso, ma anche di momenti interessanti e di un'ambientazione suggestiva. (''[[La mano dello straniero]]''; 2000, p. 758)
*Adattata da [[Ercole Patti]] e [[Mario Soldati]], la commedia stempera il grottesco, si raccomanda per il nitore della confezione, dà filo da torcere ai critici che vorrebbero distinguere quanto in essa c'è di [[Luigi Pirandello|Pirandello]] e quanto di [[Mario Camerini|Camerini]]. (''[[Ma non è una cosa seria (film 1936)|Ma non è una cosa seria]]''; 2000, p. 758)
*Un classico del genere strappalacrime-cattolico-edificante ad alto tasso di zuccheri sentimentali. (''[[Marcellino pane e vino]]''; 2000, p. 761)
*È, forse, la più grande interpretazione di [[Greta Garbo|G. Garbo]], in perfetto equilibrio tra cuore e cervello. Fredda, ma, sotto, ribelle. Incandescente, ma controllata. Superba capacità di trarre il massimo dal minimo, ma non va trascurata l'eleganza geniale del regista. (''[[Margherita Gauthier]]''; 2000, p. 764)
*Realizzato con mano sicura e con una grande ricchezza di mezzi, si avvale del fior fiore degli attori dell'epoca con una galleria di tipi ben caratterizzati, di una cornice decorativa di calibrata eleganza e di un adattamento, curato dal regista col commediografo Alessandro De Stefani, di apprezzabile stringatezza. È, a ritroso, l'elogio della nuova borghesia postrisorgimentale, opposta alla fatua decadenza dell'aristocrazia. Notevoli contributi di Ottavio Scotti scenografo e Maria De Matteis costumista. (''[[I mariti (Tempesta d'anime)|I mariti - Tempesta d'amore]]''; 2000, p. 768)
*Come una gassosa sgasata. (''[[Un marito per il mese d'aprile]]''; 2000, p. 769)
*Forse il film più psicanalitico di A. Hitchcock, e uno dei più incompresi e sottovalutati, uno dei suoi pochi insuccessi di pubblico. Divise anche la critica: i più lo considerano poco riuscito, nonostante la sua inquietante intensità (vicina a quella di ''Vertigo''), i meno lo tengono per un capolavoro per il modo con cui in questa perversa storia d'amore si alternano fiamme romantiche, misteri contorti della psiche, sospetti polizieschi. Memorabile interpretazione di T. Hedren (1935), mentre quella di S. Connery (1930) soffre dell'irrisolta duplicità con cui è scritto il personaggio: il suo atteggiamento protettivo (anche per autocensura) prevale troppo sul feticismo sadico. (''[[Marnie]]''; 2000, pp. 770-771)
[[File:Marlene Dietrich in Morocco trailer.jpg|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]'']]
*È il 1º dei 6 film Paramount della coppia [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. È anche il solo dove il mito di [[L'angelo azzurro (film 1930)|Lola-Lola]] è confrontato con un altro mito divistico, quello di un uomo fatale, concupito da tutte e inafferrabile. Tratto da un romanzetto di [[Benno Vigny]], è incantevolmente e perversamente stupido. (''[[Marocco (film 1930)|Marocco]]''; 2000, p. 771)
*Scritto da [[Paddy Chayefsky]], ha il respiro narrativo di un racconto e le sue origini televisive sono evidenti. Un film senza grossi drammi, senza psicanalisi, che narra una realtà che diventa verità. È il primo dei teledrammi che verso la metà degli anni '50 furono rifatti a basso costo per il cinema, portando una ventata d'aria fresca nel cinema hollywoodiano. Anche se oggi la sua novità è difficilmente riconoscibile, grande fu la sua importanza storica. (''[[Marty, vita di un timido]]''; 2000, p. 772)
*Un western bellico, anzi spionistico, di efficace confezione, ma senza vera personalità com'era il [[André De Toth|suo regista]], un guercio che altri due celebri guerci del West, [[John Ford]] e [[Raoul Walsh]] non tenevano in gran conto. (''[[La maschera di fango]]''; 2000, p. 773)
*Attraverso la finzione romanzesca [[John Ford|Ford]] e il suo sceneggiatore Frank S. Nugent alludono a [[George Armstrong Custer|Custer]] e alla disfatta di Little Big Horn. Delizioso nella descrizione della vita in un forte, dialettico nella contrapposizione ideologica dei vari modi di concepire l'onore, la disciplina e gli altri caratteri della vita militare. (''[[Il massacro di Fort Apache]]''; 2000, p. 776)
*Inadatta alla parte eppure affascinante, nonostante il contesto che spesso sfiora l'imbecillità o il ridicolo, [[Greta Garbo|G. Garbo]] dà qui un'altra prova del suo potere di irradiazione. (''[[Mata Hari (film 1931)|Mata Hari]]''; 2000, p. 777)
*[...] è sicuramente il più costoso, probabilmente il più cupo, forse il più fantasioso ''cyber-action movie'' degli anni '90. Frutto di una disinvolta ibridazione tra il cinema d'arti marziali di Hong Kong, l'ideologia violenta del videogame, la fantascienza alla [[Philip K. Dick|P.K. Dick]] e la grafica dei fumetti, è un giocattolone divertente a livello figurativo e scenografico e sul piano dell'azione: sdoppiamenti, combattimenti, effetti speciali a iosa. Nel resto è un pastrocchio saccente e misticheggiante. I suoi fautori, interessati e non, sostengono che bisogna vederlo tre volte: la prima per l'impatto emotivo, la seconda per capire la storia, la terza per coglierne i significati più profondi. (''[[Matrix]]''; 2000, p. 780)
[[File:John Wayne Mclintock 02.jpg|miniatura|[[John Wayne]] in ''[[McLintock!]]'']]
*Commedia western verbosa, non priva di echi [[John Ford|fordiani]], che ha per modello ''La bisbetica domata'' di [[William Shakespeare|Shakespeare]], famosa per due scene: la rissa nel fango e quella in cui McLintock sculaccia la moglie in pubblico. Sconsigliato alle femministe. (''[[McLintock!|McLintock]]''; 2000, p. 782)
*Guai a catena. Con la regina del melodramma italiano degli anni '50, [[Yvonne Sanson|Y. Sanson]], più infelice e disgraziata che mai. Bisogna avere un cuore di pietra per non divertirsi. (''[[Menzogna (film)|Menzogna]]''; 2000, p. 785)
*Il grande impiego di mezzi, la cura per i costumi e l'ambientazione non bilanciano lo scarso approfondimento dei caratteri e il ritmo sonnolento della narrazione. (''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]''; 2000, p. 786)
*[...] 5º film di [[Nanni Moretti|N. Moretti]], il più grave e il meno nevrotico: la pena prevale sul sarcasmo, la costernazione sull'indignazione. Pur nel suo lucido laicismo di fondo, è il 1º film italiano sulla condizione sacerdotale. Nonostante una certa invadenza dell'attore a scapito del regista, Moretti ha alzato il tiro e fatto centro. (''[[La messa è finita]]''; 2000, p. 788)
*Ispirata ai quattro Vangeli (ma in particolare a [[Vangelo secondo Marco|quello di Marco]]) con una forte componente mariana e una premeditata omissione del contesto storico-politico, questa vita di Cristo si rivolge all'umanità più che alla divinità del personaggio, espungendo gran parte dei miracoli e le profezie sulla fine del mondo e riducendo al minimo i riferimenti al soprannaturale. Esplicitamente popolare nel rispetto della tradizione iconografica, quasi da presepio, è un film tutto rosselliniano nell'illuminata indolenza, nel ritmo incalzante, nella disadorna semplicità della scrittura, nella trasparenza dello stile che può sembrare sciattezza. (''[[Il messia]]''; 2000, pp. 788-789)
*Raccontato in tempo reale con una ingegneria narrativa che ha il suo culmine nella sparatoria finale, è una lezione di etica civile in forma di western e soffre di un certo schematismo delle psicologie e della tesi. (''[[Mezzogiorno di fuoco]]''; 2000, p. 791)
*[...] il più accademico dei film di [[Sydney Pollack|S. Pollack]]: prolisso, un po' leccato, romanticissimo, quasi fotoromanzo. Ma c'è un lirismo autentico di fondo che lo riscatta. Per chi ha il mal d'Africa. (''[[La mia Africa]]''; 2000, p. 791)
*Campione stagionale d'incassi negli USA in guerra, questa commedia sentimentale, imperniata sui buoni sentimenti e su un'idillica visione del mondo, può apparire oggi sdolcinata e svenevole, ma i duetti tra [[Bing Crosby|B. Crosby]] e [[Barry Fitzgerald|B. Fitzgerald]] rimangono deliziosi. (''[[La mia via]]''; 2000, p. 794)
*Caposaldo del cinema hollywoodiano sui reduci [...]. Il lavoro del fotografo [[Gregg Toland]] su specchi, plexiglas e altre superfici riflettenti è straordinario. (''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]''; 2000, p. 798)
*Elegante e allegra, la commedia lanciò la diciottenne [[Alida Valli|A. Valli]]. È uno dei film più tipici del filone "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]". (''[[Mille lire al mese (film)|Mille lire al mese]]''; 2000, pp. 800-801)
*Teso film di suspense fantapolitica con un gruppo di personaggi ben disegnati e un ruvido stile semidocumentaristico (l'evacuazione della popolazione londinese). Non fa concessioni al sensazionalismo né scantona nella propaganda ideologica. (''[[Minaccia atomica]]'', 2000, p. 804)
[[File:The Outlaw.JPG|miniatura|[[Jane Russell]] ne ''[[Il mio corpo ti scalderà]]'']]
*C'è la mano di [[Howard Hawks]] in questo bizzarro western del miliardario [[Howard Hughes|H. Hughes]], fondato sul disprezzo della donna, valutata da tutti meno di un cavallo. La storia della lavorazione e delle lotte con la censura (che ne permise la libera circolazione soltanto nel 1950) è quasi più interessante del film stesso [...]. (''[[Il mio corpo ti scalderà]]'', 2000, p. 806)
*Diretto dal regista della ''[[La storia infinita (film)|Storia infinita]]'' è un film di fantasia intimista realizzato con grande dispiego di mezzi, sul tema del "diverso". (''[[Il mio nemico (film)|Il mio nemico]]'', 2000, p. 806)
*È un proseguimento ideale dei ''Trinità'' (manca [[Bud Spencer]]) e per molti versi è meglio dei suoi "genitori": la contrapposizione [[Terence Hill|Hill]]-[[Henry Fonda|Fonda]] è un'invenzione furbesca che tiene in piedi un western allegro e divertente. Ideato e prodotto da [[Sergio Leone]]. (''[[Il mio nome è nessuno]]'', 2000, p. 807)
*Il pessimismo di [[Yves Allégret|Y. Allegret]] e del suo sceneggiatore Jacques Sigurd si stempera qui nella malinconia, in una lucida e rassegnata accettazione della vita com'è. In un'Italia da cartolina illustrata un pessimo [[Jean Marais|J. Marais]] gesticola a vuoto di fronte a una [[Alida Valli|A. Valli]] luminosa e bravina, nel suo 1° film europeo dopo la diseguale parentesi hollywoodiana. (''[[I miracoli non si ripetono]]'', 2000, p. 808)
*Tentativo, parzialmente riuscito, di uscire dalla cronaca neorealistica per la via di un surrealismo grottesco e di una tenera buffoneria, minacciati da un poeticismo fumoso. (''[[Miracolo a Milano]]''; 2000, p. 809)
*Deliziosa commedia fantastica alla [[Frank Capra]], forse il migliore film natalizio nella storia di Hollywood per la sapiente miscela di sentimento e umorismo; l'esaltazione della fantasia e della buona volontà si accompagna a soffici, ma precise, notazioni satiriche sull'ideologia americana del successo, del dollaro, del carrierismo, del consumismo, di un pragmatismo che appiattisce e deprime la vita e i rapporti sociali. Per bambini, ma anche per adulti. Scritto con garbo e brio, recitato benissimo in tutti i reparti. (''[[Il miracolo della 34ª strada]]''; 2000, p. 809)
*Diligente, corretta, colorita. ([[Miseria e nobiltà (film 1940)|''Miseria e nobiltà'', 1940]]; 2000, p. 811)
*Teatro filmato sì, ma dichiarato, esplicito. Con le leggere modifiche di Ruggero Maccari e dello stesso regista, la commedia omonima (1888) di Eduardo Scarpetta funziona ancora benissimo. Totò è grande, F. Faldini bella. ([[Miseria e nobiltà|''Miseria e nobiltà'', 1954]]; 2000, p. 811)
*Ai limiti del ridicolo e del Kitsch più efferato, il plot serve a [[Josef von Sternberg|J. von Sternberg]] per uno dei suoi film più deliranti per stravagante barocchismo [...] che esalta, sbeffeggiandola, tutta la anarchica mitologia sternberghiana; una galleria di personaggi memorabili nella loro perversa bizzarria, colpi di scena a ripetizione, sequenze di sinistra forza descrittiva: il casinò come girone infernale, il banchetto di Mother Gin Sling, il carnevale del Capodanno cinese. (''[[I misteri di Shanghai]]''; 2000, p. 816)
*[...] sfarzoso, accademico e greve [...]. (''[[La monaca di Monza (film 1962)|La monaca di Monza]]''; 2000, p. 826)
*Se Turi Vasile, Diego Fabbri, Ennio Flaiano, Antonio Pietrangeli, Jean Ferry, Suso Cecchi D'Amico – responsabili del testo deleterio col regista – meriterebbero una severa condanna, A. Nazzari e A. Valli sono assolti per insufficienza di prove, gli altri attori per non aver commesso il fatto. (''[[Il mondo le condanna]]''; 2000, p. 829)
*[...] tante firme per una gradevole commedia con due ottimi protagonisti, musiche efficaci. (''[[Montecarlo (film 1956)|Montecarlo]]''; 2000, p. 832)
*Non lo sembra, ma è un film a suspense (psicologica), sorretta dalla musica di [[Dimitri Tiomkin|D. Tiomkin]] e dalla finezza di [[Joseph Cotten|J. Cotten]]. [[Andrew L. Stone|A.L. Stone]] l'ha anche scritto. A modo suo, un piccolo film d'autore. (''[[La morsa d'acciaio]]''; 2000, p. 835)
*Esordio nel lungometraggio del trentacinquenne [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] con un mediocre western su cui il produttore, fratello di [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], è intervenuto continuamente, infierendo poi anche sul montaggio. (''[[La morte cavalca a Rio Bravo]]''; 2000, p. 837)
*[...] un giallo vecchiotto e datato con una suggestiva ambientazione e colpi di scena a ripetizione. (''[[Il mostro che uccide]]''; 2000, p. 842)
*Spavento e horror in giuste dosi con risvolti di simpatia per la creatura e sottintesi erotici. (''[[Il mostro della laguna nera]]''; 2010, p. 952)
====N====
*77º film di [[Bette Davis|B. Davis]], ancora una volta alle prese con un personaggio sinistro, ma giuocato su un registro "freddo" e frenato. Il merito è della regia, ma anche della sceneggiatura (da un romanzo di Evelyn Piper) di Jimmy Sangster: la partita di gatto e topo tra la governante e il bambino è diretta con un crescendo magistrale. (''[[Nanny, la governante]]''; 2000, p. 852)
*Tratto dal romanzo di George Dyer, è un thriller nella migliore tradizione della Warner Bros, condotto a un ritmo veloce fino all'ultimo respiro, fotografato – benissimo – da Tony Gaudio. Personaggi stereotipati ma funzionali. B. Davis intensa. (''[[Nebbia a San Francisco]]''; 2000, p. 858)
*Un melodramma teso, duro, ben condotto da [[Martin Ritt|Ritt]] e affidato all'interpretazione di una coppia di attori molto bravi, [[John Cassavetes|Cassavetes]] e [[Sidney Poitier|Poitier]], che si calano magistralmente nella psicologia dei personaggi. (''[[Nel fango della periferia]]''; 2000, p. 860)
*Sceneggiato con [[Suso Cecchi D'Amico]], è più un film d'attori (anzi di attrici) che d'autore, ma contraddistinto, come quasi sempre in [[Renato Castellani|Castellani]], da un sapiente ritmo narrativo: una macchina che funziona come un orologio, nonostante l'intelaiatura rapsodica. (''[[Nella città l'inferno]]''; 2000, p. 861)
*[[Max Ophüls|Ophüls]] prese in mano il film, iniziato da [[John Berry]], in condizioni disastrose e si districò ammirevolmente. È il suo film più fittamente parlato, ma gli attori sono diretti benissimo. Assai interessante la tematica. (''[[Presi nella morsa|Nella morsa]]''; 2000, p. 862)
*Un classico – un po' sopravvalutato – del cinema gangster, in cui [[William A. Wellman|Wellman]] – che inizialmente voleva dare la parte di Powers a [[Edward Woods (attore)|E. Woods]] – sa mescolare con intelligenza violenza e romanticismo per dire che è anche la povertà a generare il crimine. (''[[Nemico pubblico (film 1931)|Nemico pubblico]]''; 2010, p. 979)
*Personaggio-guida di questo film sui disinganni e le curiosità erotiche dell'infanzia, cavato da un romanzo di [[Cesare Lanza]], è il piccolo, precoce e sdentato {{sic|Jo}} ([[Sven Valsecchi|S. Valsecchi]]), innamorato della cuginetta Nené ([[Leonora Fani|E. Fani]]), tredicenne sveltina [...]. Pastosa fotografia di [[Pasqualino De Santis|P. De Santis]], garbate musiche di [[Francesco Guccini]] e una galleria di personaggi tra cui [[Rita Savagnone|R. Savagnone]], esimia doppiatrice e brava attrice, un ottimo [[Tino Schirinzi|T. Schirinzi]] [...]. (''[[Nenè (film)|Nenè]]''; 2000, p. 865)
*Curioso noir giudiziario, forse sottovalutato, scritto da Johann Latimer da una storia di Gordon McDonell che fornì a Hitchcock il soggetto di ''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''. (''[[Nessuno mi crederà]]''; 2000, p. 866)
*È il 1º techno-thriller che fa perno su Internet, in forma di incubo e in cadenze di racconto da inseguimento. Assurdo a livello logico, sul piano emotivo è una sagra del già visto, del banale, del prevedibile. In questo veicolo per la [[Sandra Bullock|Bullock]] che ha grinta, grazia e sessappiglio, soltanto il contesto informatico è interessante. (''[[The Net - Intrappolata nella rete]]''; 2010, p. 983)
*2 parti, 2 atmosfere: il nero notturno metropolitano, il bianco innevato del villaggio. E una conversione emotiva. Il tema centrale è tipico di [[Nicholas Ray|Ray]]: la violenza dentro noi tutti, e l'influenza dell'ambiente e della famiglia sul carattere. Un po' schematico (Ray lo considerò riuscito a metà), ma il sobrio lirismo dello stile e la forza dell'interpretazione ([[Robert Ryan|Ryan]] specialmente) sono innegabili. Bianconero di G.E. Dishant e musica suggestiva di [[Bernard Herrmann|B. Herrmann]]. (''[[Neve rossa (film)|Neve rossa]]''; 2010, p. 984)
*Del racconto di [[Ernest Hemingway]] (uno dei ''49 racconti'', 1938) da cui è tratto è rimasto poco. La vicenda è stata rimpolpata da [[Casey Robinson]] con un deprecabile gusto di sicuro effetto sui gusti più banalmente romanzeschi del pubblico. Un budino dolce innaffiato di un liquore di cattiva marca. Bella fotografia di [[Leon Shamroy]]. (''[[Le nevi del Chilimangiaro]]''; 2000, p. 868)
*{{NDR|Su [[Steven Seagal]]}} Al suo confronto, in termini di recitazione, [[Chuck Norris]] sembra [[Laurence Olivier]]. (''[[Nico (film)|Nico]]''; 2000, p. 870)
*Attivo nel muto dal 1915, [[Guido Brignone|Brignone]] (1887-1959) diresse la 27enne [[Yvonne Sanson|Sanson]], nata a Salonicco, regina del melodramma, dall'anatomia vistosa e dal volto addolorato in questo drammone napoletano alla [[Carolina Invernizio]] che non vale quelli di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]]. (''[[Noi peccatori]]''; 2000, p. 877)
[[File:Noivivi giachetti+valli.jpg|miniatura|[[Fosco Giachetti]] e [[Alida Valli]] in ''[[Noi vivi]]'']]
*[...] è un melodramma quasi tutto d'interni, cupo, monocorde, affidato al bianconero aspro di Giuseppe Caracciolo che tende a creare un'atmosfera grigia e nebbiosa e punta sui primi piani. Efficace e funzionale la squadra degli interpreti (altro punto a favore della regia) tra cui spiccano un sobrio, intenso [[Fosco Giachetti|Giachetti]] e la malinconica [[Alida Valli|Valli]] nel fulgore dei suoi ventun anni. (''[[Noi vivi|Noi vivi - Addio, Kira]]''; 2000, p. 877)
*[...] è uno ''shocker'' di importanza storica che aprì la strada alla profonda metamorfosi del cinema orrorifico tra gli anni '70 e '80, imperniato sull'ossessione fantastica dello smembramento del corpo rappresentato in tutta la sua fisicità. Forsennato e visionario, è leggibile a diversi livelli. (''[[Non aprite quella porta (film 1974)|Non aprite quella porta]]''; 2000, p. 879)
*Violenza portata a livelli di truculenza insostenibile che viene poi spinta inutilmente verso un grottesco senza freni. L'itinerario successivo di [[Tobe Hooper|T. Hooper]] (1944) ha dimostrato che aveva poco da dire. Bisogna arrivare fino a ''[[The Mangler - La macchina infernale|The Mangler]]'' (1994) per trovare un film notevole, almeno in parte. (''[[Non aprite quella porta - Parte 2]]''; 2000, p. 879)
*È un congegno teatrale [...] che non ha trovato né uno sceneggiatore né un regista adatti: tutto funziona – gli interpreti, il dialogo, l'ambientazione – tranne il racconto che non ha né ritmo né invenzioni. (''[[Non siamo angeli (film 1955)|Non siamo angeli]]''; 2000, p. 883)
*Con la cauzione di una scrupolosa fedeltà alla cronaca, è un edificante film di propaganda religiosa, caratteristico del periodo di guerra fredda: quasi più anticomunista che filocattolico. Alla Warner dovevano farsi perdonare di aver prodotto ''[[Mission to Moscow]]'' (1943). (''[[Nostra Signora di Fatima (film)|Nostra Signora di Fatima]]''; 2000, p. 888)
*Sulla base di un romantico e spudorato melodramma d'amore (scritto benissimo da [[Ben Hecht]] che, con [[Claude Rains|C. Rains]], fu "nominato" all'Oscar), è un thriller razionalista e crudele che trasmette allo spettatore emozioni e malessere. Il suo leit-motiv è il bere. [[Ingrid Bergman|Bergman]] iperluminosa. A differenza degli altri film hitchcockiani di spionaggio, non c'è spazio per l'umorismo. (''[[Notorious - L'amante perduta]]''; 2000, p. 889)
*[...] è forse la migliore versione del romanzo, sicuramente la più fastosa (più di 3000 comparse) e la più suggestiva a livello figurativo (splendido bianconero di Joseph H. August, scene di Van Nest Polglase). L'interpretazione di Laughton fu molto lodata, ma oggi appare schiacciata dal trucco e dal poco spazio che la sceneggiatura gli concede per approfondire la psicologia del personaggio. Ne escono meglio M. O'Hara e C. Hardwicke in una compagnia di attori ben diretti da un Dieterle che mise a frutto la lezione del grande regista teatrale Max Reinhardt. Non sono da trascurare, perché inseriti con accorta leggerezza, gli accenni polemici contro l'oscurantismo, il fanatismo, la violenza, la discriminazione razziale, implicitamente diretti all'ideologia e alla politica del nazionalsocialismo. (''[[Notre Dame (film 1939)|Notre Dame]]''; 2000, p. 889)
*Uno dei più teneri film d'amore nella Hollywood degli anni '30. È anche appassionato, ma il fuoco cova sotto le ceneri, grazie a un [[King Vidor|Vidor]] insolitamente misurato che descrive bene l'ambiente di emigrati polacchi. 3º e ultimo tentativo di [[Samuel Goldwyn]] di fare di [[Anna Sten|A. Sten]] una nuova [[Greta Garbo|Garbo]]. (''[[Notte di nozze (film 1935)|Notte di nozze]]''; 2000, p. 894)
*[...] è uno dei tanti film di [[Bela Lugosi]] detto "''the king of horror''". Questa volta gli sceneggiatori hanno raschiato il fondo del barile. (''[[Notti di terrore|La notte dei pipistrelli]]''; 2010, p. 1012)
*[...] è un discreto western con una storia insolita, ben recitato, sostenuto da un suggestivo bianconero di Russell Harlan e almeno una sequenza da ricordare: lo scontro Ryan/Ives in montagna nella neve. (''[[La notte senza legge]]''; 2000, p. 896)
*Girato a ritmo frenetico, immagini ricercate e patinate secondo i canoni della pubblicità postmoderna, colonna sonora accattivante: un interminabile spot pubblicitario che tenta di vendere il prodotto "sesso". (''[[9 settimane e ½]]''; 2000, p. 899)
====O====
*Vi si porta alle estreme conseguenze la riflessione sul cinema come ''voyeurismo'' e atto di immobilizzazione della vita; la sdrammatizzazione del racconto accresce l'efficacia della dimostrazione le cui implicazioni sono multiple e tortuose come in un giuoco di specchi. (''[[L'occhio che uccide]]''; 2000, p. 906)
*[...] è un noir a tesi dove la scrittura registica di taglio espressionista, peraltro applicata da [[Edward Dmytryk|E. Dmytryk]] con artificiosità, è subordinata al messaggio antirazzista, indebolendolo per mancanza di approfondimento. Pur non trascurando l'influenza del neorealismo italiano nella produzione RKO di quel periodo di cui fu un'opera di punta (e come tale premiata a Cannes), rimane da constatare l'idoneità del film noir a suggerire il malessere, le frustrazioni, le fobie del primo dopoguerra negli Stati Uniti. (''[[Odio implacabile]]''; 2000, p. 908)
*Uno dei migliori film di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]] in assoluto, apprezzato persino dai critici e dagli spettatori più refrattari al suo fascino, dai fautori della verosimiglianza e della psicologia. [...] È il suo thriller più quieto, affabile, inquietante. (''[[L'ombra del dubbio (film 1943)|L'ombra del dubbio]]''; 2000, p. 914)
*18º film di [[Nicholas Ray|Ray]], e inizio della sua parabola discendente. 2 temi a lui cari: bellezza e violenza, qui entrambi attributi della natura. Fotografia bellissima. Antropologicamente presuntuoso e schematico. (''[[Ombre bianche]]''; 2000, p. 916)
*È forse il migliore dei ''whodunit'' (chi l'ha fatto?) [[Alfred Hitchcock|hitchcockiani]], un genere che il regista non amava. Ma, accettato lo schema, sono parecchie le tragressioni. [[Herbert Marshall|Marshall]] eccellente. (''[[Omicidio!|Omicidio]]''; 2000, p. 917)
*Questo ''[[Rocco e i suoi fratelli]]'' degli antipodi, tratto dal romanzo omonimo di Alan Duff, è un melodramma iniziatico, romanzo di formazione, tragedia urbana con eccessi, truculenze, ridondanze, condotto a ritmo incalzante, impregnato di un'energia coinvolgente, illuminato dalla memorabile Madre Courage di [[Rena Owen|R. Owen]]. (''[[Once Were Warriors - Una volta erano guerrieri]]''; 2000, p. 918)
*È, in una certa misura, il patto di Faust aggiornato alla moderna tecnologia. L'idea originale è di un romanzo di David Ely, sapientemente sceneggiato da Lewis John Carlino. Come con la fantapolitica di ''[[Va' e uccidi]]'' (1962), [[John Frankenheimer|Frankenheimer]] è a suo agio con la fantasociologia; gli dà una mano con un suggestivo bianconero il vecchio James Wong Howe, operatore di merito. Finale allucinante, attaccare le cinture. (''[[Operazione diabolica]]''; 2000, p. 921)
*Western nel quale due opposte psicologie ([[Henry Fonda|Fonda]] nella parte del cattivo, [[James Stewart|Stewart]] nella parte dello sceriffo) si affrontano con sapiente orchestrazione. Lento e stiracchiato. Tra i registi americani l'unico Mc (o Mac) che conta è [[Leo McCarey|McCarey]] (1898-1969). (''[[L'ora della furia]]''; 2000, p. 923)
*[...] uno dei più foschi e appenati di [[Ingmar Bergman|Bergman]]. Il ricorso all'espediente dei fantasmi è giocato sulle corde di una ironia romantica che, nelle intenzioni dell'autore, è uno strumento per far sì che lo spettatore non s'identifichi nei personaggi, ma mantenga un distacco critico. (''[[L'ora del lupo]]''; 2000, p. 923)
[[File:Orca (1977) trailer - Richard Harris 3.png|thumb|[[Richard Harris]] ne ''[[L'orca assassina]]'']]
*Tentativo poco riuscito di mischiare orrore, suspense ed ecologia in un'avventura in cui si passa dalla parte della preda. (''[[L'orca assassina]]''; 2010, p. 1049)
*Scritto e diretto dallo sceneggiatore di ''[[9 settimane e ½|Nove settimane e ½]]'', è un PIF (prodotto industriale di finzione) che può essere classificato, secondo i gusti, come un porno soft passabilmente idiota o come una macchina erotica la cui benzina è fornita dal folclore brasiliano. Persone del dramma: 1) enigmatico e abbronzatissimo uomo d'affari con qualche problema sessuale e cerchietto d'oro all'orecchio sinistro; 2) giovane avvocata di strepitosa anatomia, sottoposta a Rio de Janeiro a molteplici tentazioni della carne; 3) dinamica manager ad alta tensione che si assenta dall'azione, spostandosi a Buenos Aires. Erotismo acquatico che spande. Le varie edizioni del film variano di lunghezza secondo gli usi censori locali. (''[[Orchidea selvaggia (film 1989)|Orchidea selvaggia]]''; 2000, p. 925)
*Ben confezionato, il prodotto è di una banalità e frivolezza irrecuperabili ma, a modo suo, documento di un'epoca. Componente erotica esplicita. (''[[Ore 9: lezione di chimica]]''; 2000, p. 926)
*C'è qualche eco del grande [[David Wark Griffith|Griffith]] in questo melodramma all'aria aperta sullo sfondo dei montagnosi paesaggi canadesi. Personaggi disegnati con l'accetta. (''[[Ossessione di donna]]''; 2000, p. 934)
*L'arrivo di tre ambigui domestici e l'apparizione "impossibile" del marito rafforza il clima angoscioso di questa ''ghost story'' di occupazione, risolta con un colpo di scena finale alla [[M. Night Shyamalan|Shyamalan]] che ne ribalta la natura e i significati. Chi sono gli "altri", gli "intrusi" della casa? Il tema del mondo dei morti che si mescola con quello dei vivi innerva questa storia, strutturata a scatole cinesi e fondata su quell'esitazione che, secondo [[Cvetan Todorov|Tzvetan Todorov]], è il principio che dà vita al fantastico: qui l'incertezza è, insieme, dello spettatore e di alcuni personaggi. Il finale che la scioglie riporta al livello realistico (o almeno razionale in chiave psicoanalitica) un film che comincia dove finisce la storia di [[Medea]]. [[Alejandro Amenábar|Amenabar]], anche sceneggiatore, lo governa con astuzia imitativa, virtuosistica compattezza figurativa (fotografia di Javier Aguirresarobe) e innegabile efficacia nel sostenere la suspense. Ben doppiata da [[Chiara Colizzi]], la [[Nicole Kidman|Kidman]] sostiene intrepidamente il confronto con [[Deborah Kerr]] e altre [[Joan Fontaine]] del passato. (''[[The Others (film 2001)|The Others]]''; 2010, p. 1059)
*[...] è un [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] con il ritmo veloce e il cinismo di un [[Howard Hawks|Hawks]]. Con ''[[Desiderio (film 1936)|Desiderio]]'' (1936), ''[[Angelo (film 1937)|Angelo]]'' (1937) e ''[[Ninotchka]]'' (1939), costituisce un piccolo trattato lubitschiano di economia politica sul fascino discreto del capitalismo. (''[[L'ottava moglie di Barbablù (film 1938)|L'ottava moglie di Barbablù]]''; 2010, p. 1059)
*Un Ben Hur del cinema d'avanguardia. Il tentativo di un autoritratto in forma fantastica. Il diario di bordo di un autore. Il rapporto su un ingorgo esistenziale. Un film sulla confusione e sul disordine della vita. Uno dei massimi contributi a quel rinnovamento dei modi espressivi e alla rottura della drammaturgia tradizionale che ebbero luogo nel cinema a cavallo tra gli anni '50 e '60, rinnovamento che Fellini aveva già cominciato con "La Dolce Vita". Personaggi memorabili e sequenze d'antologia. Il suo vero contenuto è la fitta trama dei rapporti di Guido (Mastroianni, qui più che mai alter ego di Fellini) con la moglie e l'amante, con l'ambiente di lavoro e gli estranei, con i Guru della Chiesa e della Critica, col passato e l'avvenire, con sé stesso. "L'enfer c'est les autres", aveva detto Sartre. Fellini ribalta l'affermazione: la vita – e il cinema – sono gli altri, i vivi e i morti, gli esseri reali e le creature della fantasia. Bisogna accettarli tutti con amore, gratitudine, solidarietà. (''[[8½]]''; 2010, p. 1060)
====P====
*Il film è quasi inguardabile, ma si può ascoltare. (''[[I pagliacci (film 1943)|I pagliacci]]''; 2000, p. 943)
*Possiede tutti i requisiti di un buon gangster film: rapidità, eccitazione, suspense e quel tocco di nobiltà che gli dà una patina elegiaca. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2000, p. 945)
*Braccato dalla polizia, sulla Sierra Nevada {{NDR|Roy Earle}} trova nella morte la libertà che sognava, in una splendida sequenza finale, esaltata dal BN di Tony Gaudio (1885-1951). Dal romanzo ''High Sierra'' (1940) di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]], da lui sceneggiato con [[John Huston|J. Huston]], fu una svolta nella carriera di [[Humphrey Bogart|H. Bogart]], promosso a protagonista. Possiede tutti i requisiti di un buon ''gangster movie'' con un retrogusto di nobile malinconia che lo fa sconfinare nel noir introspettivo. (''[[Una pallottola per Roy]]''; 2010, p. 1069)
*Bistrattato a suo tempo perché giudicato pretenzioso, fu poi rivalutato: è una bella storia d'amore raccontata in modi bizzarramente poetici e illuminata da una fulgida [[Ava Gardner|Gardner]]. Un film che ha il coraggio delle sue idee. (''[[Pandora (film)|Pandora]]''; 2000, p. 946)
*Campione d'incassi a sorpresa della stagione 2003-04 davanti a ''[[Natale in India]]'' con grande gaudio di [[Leonardo Pieraccioni|L. Pieraccioni]] (anche produttore e sceneggiatore con [[Giovanni Veronesi]]), della Medusa e degli esercenti tutti. Caso più unico che raro di comico fiorentino alla camomilla, Pieraccioni, minacciato dai 40 anni, raggiunge qui il limite di una tisana calmante ed emolliente. (''[[Il paradiso all'improvviso]]''; 2010, p. 1075)
*È un turgido melodramma in costume che appartiene al periodo d'oro (1939-44) della [[Bette Davis|Davis]], qui quasi superata da [[Barbara O'Neil|B. O'Neil]] [...]. (''[[Paradiso proibito]]''; 2000, p. 952)
*Liberamente tratto da un romanzo di Bruna Piatti, questo ritratto di un'adolescente sgallettata che accumula esperienze amorose ed errori è l'occasione di una commedia agile, attendibile, lucida, senza cedimenti al moralismo, ma non superficiale nella descrizione della condizione femminile in una città di provincia. Intorno alla [[Catherine Spaak|Spaak]], maturata, una bella galleria di caratteri tra cui spiccano quelli di [[Salvo Randone|Randone]], [[Lando Buzzanca|Buzzanca]], [[Nino Manfredi|Manfredi]]. (''[[La parmigiana]]''; 2000, p. 954)
*[...] è una partita a tre in cui la penuria di denaro del trio che fa una vita da bohème corrisponde alla privazione del sesso. [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]] e [[Ben Hect|Hecht]] hanno camminato sul filo del rasoio per evitare, data la materia, gli attacchi delle potenti associazioni in difesa della pubblica moralità, ma incorsero ugualmente nella censura del Codice Hays, da poco entrato in vigore. [[Edward Everett Horton|E.E. Horton]], principe dei caratteristi, riesce a sopravanzare le 2 star maschili. (''[[Partita a quattro]]''; 2000, p. 955)
*Western piacevole con una giusta dosatura di commedia e di dramma (con una rissa da saloon da antologia), con un [[James Stewart|J. Stewart]] che dietro la semplicità nasconde sicurezza di sé stesso, coraggio nell'azione, e una [[Marlene Dietrich|Marlene]] bella, sguaiata, prorompente che canta in modo indimenticabile ''See What the Boys in the Back Room Will Have''. (''[[Partita d'azzardo]]''; 2010, p. 1082)
*Western storico apprezzabile per la rievocazione del tempo e qualche efficace scena d'azione, ma fiacco nella drammaturgia e sbilanciato dal rilievo dato alla figura "demoniaca" di John Brown ([[Raymond Massey|R. Massey]]). (''[[I pascoli dell'odio]]''; 2000, p. 956)
*Nella sceneggiatura del regista siciliano e di Nennella Bonaiuto si mescolano racconti popolari, leggende, realtà. Non sempre alle ambiziose intenzioni corrispondono i risultati. Dopo un bel prologo sulla nascita del protagonista, il viaggio appare illustrativo e inerte. La tematica verghiana dei "vinti" si fonde con l'amore per i cantastorie siciliani in un discorso che accomuna la storia secolare del popolo ebraico e la polemica contro il potere delle istituzioni, l'intolleranza dogmatica per il diverso e la chiusura alle novità che vengono dal basso. Uno spiraglio di speranza si appoggia alla consapevolezza rimossa che "siamo tutti figli di Abramo". (''[[La passione di Giosuè l'ebreo]]''; 2010, p. 1086)
*Senza pretese, scorrevole. (''[[La paura fa 90]]''; 2000, p. 964)
*[...] è un poliziesco di routine, ma vale più della sua fama. Ha il torto di raccontare una storia in cui sono i cattivi che hanno paura e di avere in [[Jane Wyman|J. Wyman]] un'attrice fuori parte, ma l'ambientazione londinese e teatrale è deliziosa: la prima mezz'ora (con la festa di beneficienza in giardino) e il finale sono notevoli e, in bilico tra ambiguità e volgarità, [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] lascia il segno. (''[[Paura in palcoscenico]]''; 2000, p. 964)
*Tratto da un romanzo di Stuart Engstrand, è un film sotto il segno dell'eccesso, un noir esasperato, dominato dal chiaroscuro (fotografia di Robert Burks), così oltraggiosamente cattivo da diventare buono. (''[[Peccato (film)|Peccato]]''; 2000, p. 967)
*Uno dei pochi insuccessi commerciali di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], e uno dei suoi rari film in costume. Conta per una [[Ingrid Bergman|I. Bergman]] (con [[Joseph Cotten|J. Cotten]] fuori parte) straordinaria, l'uso del piano-sequenza, l'ambientazione, la fotografia di [[Jack Cardiff|J. Cardiff]]. Verboso. Finale debole. (''[[Il peccato di Lady Considine]]''; 2000, p. 968)
[[File:La peccatrice (film 1940) Paola Barbara.png|thumb|[[Paola Barbara]] ne ''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]'']]
*Film denso che dà spesso nel tragico. Melodramma con risvolti di critica sociale. Alcuni momenti di grande intensità. La [[Paola Barbara|Barbara]] è di un'espressività penetrante. (''[[La peccatrice (film 1940)|La peccatrice]]''; 2000, p. 969)
*È un grottesco poema satirico che osa paragonare la dittatura stalinana a quella hitleriana con un accostamento che a molta parte della sinistra occidentale ripugnava allora e oggi ripugna ancora (un po' meno). (''[[Pentimento (film 1984)|Pentimento]]''); 2010, p. 1099)
*Un film che parla al cuore: un dramma "[[Melodramma strappalacrime|d'appendice]]", quel genere che in letteratura ebbe la sua stagione di grazia nel periodo umbertino e che il pubblico popolare italiano continuò ad amare fino agli anni '60. (''[[Perdonami!|Perdonami]]''; 2000, p. 975)
*Film così, oggi, non sanno farli più, e non soltanto perché attori con quel carisma non ne esistono più in circolazione. L'assurdo e il sublime vanno a braccetto, la 1ª parte è nettamente superiore alla 2ª, ma perché chiedere la luna quando si hanno le stelle? [...] [[Bette Davis|B. Davis]] era capace di tutto, anche di un personaggio romantico. (''[[Perdutamente tua]]''; 2000, p. 976)
*[...] è diventato un film sadiano di forte suggestione e di inquietante atmosfera esotica con la sequenza della caccia splendidamente fotografata e montata. È interessante come predecessore di ''[[King Kong (film 1933)|King Kong]]'' [...]. (''[[Pericolosa partita]]''; 2000, p. 978)
*Il programmatico disinteresse per la logica narrativa esplode nel delirio truculento dell'ultima mezz'ora con 4 o 5 finali infilati l'uno nell'altro, ulteriore dimostrazione di un narcisismo esibizionistico quasi disperato. (''[[Phenomena]]''; 2010, p. 1113)
*Suspense, bizzarria, sorprese ed effetti speciali primitivi ma efficaci. (''[[Il pianeta proibito]]''; 2000, p. 986)
*Scritto da Jonathan Lemkin (''[[L'avvocato del diavolo]]''), è un film di SF spaziale d'andazzo che, nonostante qualche ambizioncella metafisica nell'avvio, s'incanala in schemi narrativi di convenzione, con personaggi stereotipati e sviluppi prevedibili. La corretta regia è del sudafricano A. Hoffman, esordiente nel lungometraggio dopo premiate esperienze incampo pubblicitario. Suggestivi paesaggi desertici, trovati in Giordania e Australia. (''[[Pianeta rosso]]''; 2010, p. 1115)
*L'anomala misoginia di [[Robert Aldrich|R. Aldrich]] tocca qui il vertice del barocchismo. (''[[Piano... piano, dolce Carlotta]]''; 2000, p. 986)
*Potabile sul versante della commedia, insopportabile quando inclina al sentimentalismo. (''[[Piccole donne (film 1949)|Piccole donne]]''; 2000, p. 989)
*Ambientato alla fine dell'Ottocento, è uno dei più perfetti esempi di teatro filmato che paradossalmente diventa cinema proprio nella misura in cui [[William Wyler|Wyler]] è rimasto fedele non solo al dramma (1939) di [[Lillian Hellman]], ma alla scenografia e alla messinscena. Alle luci il grande [[Gregg Toland]]. L'unica riserva che si può fare è, paradossalmente, quella di un eccesso di perfezione. (''[[Piccole volpi]]''; 2000, p. 989)
*Tratto da un best seller (1933) di [[Erskine Caldwell]], molto discusso per il suo crudo realismo incline al grottesco, e sceneggiato da [[Philip Yordan]]. Accolto severamente dalla critica, forse a causa dei suoi frequenti cambi di marcia e di tono, è un film molto caro al suo regista, meno al suo sceneggiatore ("Troppo teorico, non abbastanza fisico"). Tutti d'accordo, invece, su [[Robert Ryan|Ryan]], capofamiglia di statura biblica. (''[[Il piccolo campo]]''; 2000, p. 991)
*Classico del genere gangsteristico, caratterizzato, oltre che dalla memorabile interpretazione di [[Edward G. Robinson|E.G. Robinson]], dal taglio spedito e asciutto, quasi cronachistico del racconto, tratto da un romanzo di [[W. R. Burnett|W.R. Burnett]]. Datato, ma che forza! (''[[Piccolo Cesare]]''; 2000, p. 991)
*Western anomalo e, in un certo senso, unico, ha qualcosa del racconto filosofico francese del Settecento (non lontano dal ''Candide'' di [[Voltaire]]) e del romanzo picaresco spagnolo. La smitizzazione del West e dei suoi miti (bianchi) è radicale nella sua continua (e un po' prolissa) mistura tragicomica; la simpatia per i pellerossa, il rispetto per la loro cultura, la denuncia del loro genocidio non scadono quasi mai nel (melo)dramma didattico. [[Dustin Hoffman|Hoffman]] allo zenith del suo fregolismo istrionico. (''[[Il piccolo grande uomo|Piccolo grande uomo]]''; 2000, pp. 991-992)
*Melodramma strappalacrime di basso profilo. Persino [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] è meno in parte del solito. Regia anonima. (''[[Pietà per chi cade]]''; 2000, p. 994)
*[...] è una commedia rurale che ha le scarpe grosse, ma il cervello poco fino. Contro i suoi bersagli preferiti (la meschinità, la ristrettezza di spirito, il campanilismo abietto, l'avidità, la viltà della provincia francese) [[Claude Autant-Lara|Autant-Lara]] ha la mira sbagliata per mancanza di ispirazione e di grazia. [[Anna Magnani|Magnani]] greve, doppiata tremendamente. (''[[La pila della Peppa]]''; 2000, p. 995)
*Alterna momenti di carattere documentaristico nella 1ª parte a quelli avventurosi nella 2ª, rivelando già la mano e l'occhio di [[Roberto Rossellini|Rossellini]]: spiccio, disadorno nella ricerca di autenticità e nel rifiuto della retorica propagandistica. (''[[Un pilota ritorna]]''; 2010, p. 1125)
*Qualificato con l'iperbole del "film più brutto della storia del cinema" e, perciò, diventato oggetto di culto. Il che non gli impedisce di essere assai divertente, almeno per chi sa apprezzarne lo spudorato dilettantismo, le strampalate scenografie, i dialoghi tremendi, l'assurda logica narrativa. (''[[Plan 9 from Outer Space]]'', 2000, p. 1003)
*Ispirato al romanzo di Robert James Waller, adattato dal talentoso Richard LaGravanese, è il 18° film di [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] regista che ha saputo dirigere sé stesso e la strepitosa [[Meryl Streep|M. Streep]] con una sensibilità, una leggerezza profonda e una verosimiglianza ineguagliabili: i personaggi, due "normali" persone di mezza età, acquistano progressivamente spessore ed "eccezionalità" in un contesto di tranquilla quotidianità sottolineata dalla opaca fotografia di Jack Green e dalle canzoni di Johnny Hartman. È il 1° e unico film in cui Eastwood assume il punto di vista della donna. Uno dei più struggenti film d'amore degli anni '90, imperniato, come sempre, su una impossibilità. Un'altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente. (''[[I ponti di Madison County]]'', 2000, p. 1011)
*Ispirata alla ''[[La sirenetta|Sirenetta]]'' di [[Hans Christian Andersen|Andersen]], l'ultima opera di Miyazaki non ha il fascino assoluto, misterioso e poetico di ''[[La città incantata]]'': è una gradevole favola sull'amore, sulle promesse, sul rispetto degli altri. Miyazaki si oppone ideologicamente – e orgogliosamente- all'animazione computerizzata e mette all'opera 70 artisti con la matita per creare 170000 disegni. Il risultato figurativo è in linea con quello dei contenuti: delicato, piacevole, non aggressivo, per tutti, anche per i più piccoli. (''[[Ponyo sulla scogliera]]''; 2013, p. 1210)
*Film di transizione – e di occasione – nell'itinerario di [[Vittorio De Sica|De Sica]] alla sua 6ª prova registica, si fa apprezzare per il gusto dei dettagli realistici, la cura delle inquadrature, il rifiuto della retorica edificante, il suo fondo laico. (''[[La porta del cielo]]''; 2000, p. 1013)
*La sceneggiatura di Philip Yordan (da un romanzo di Leo Brady) era ingegnosa, ma sembra che il produttore Sam Goldwin abbia fatto rifare il montaggio di testa sua. F. Granger esagera in istrionismo. Suggestiva la fotografia di Harry Stradling. (''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]''; 2000, p. 1013)
*È la migliore delle versioni del romanzo, archetipo romantico, per ritmo narrativo, ragionevole fedeltà al testo, atmosfera, recitazione. (''[[La porta proibita]]''; 2000, p. 1014)
*Cook lavora in TV. Ogni tanto si dedica al cinema senza deludere: questa è una commedia da camera ricca di sorprese, di brio e soprattutto di ottimi attori. (''[[Posta grossa a Dodge City]]''; 2000, p. 1015)
*[...] un film elegante e un po' leccato che vernicia politamente la rude scorza del romanzo. (''[[Un posto al sole (film)|Un posto al sole]]''; 2000, p. 1016)
*È forse il migliore tra i film orrorifici sulla venuta dell'Anticristo. Sulla scia dell'''[[L'esorcista|Esorcista]]'' (1973). Agli amanti del genere: c'è una decapitazione famosa. Suspense e brividi. (''[[Il presagio]]''; 2000, p. 1022)
*Da un dramma teatrale a 2 personaggi di [[Louis Verneuil]] un melodramma triangolare con molta musica classica ([[Franz Joseph Haydn|Haydn]], [[Ludwig van Beethoven|Beethoven]], [[Fryderyk Chopin|Chopin]] e un pezzo originale di [[Erich Wolfgang Korngold|E.W. Korngold]]), appartamenti immensi e lo stesso trio d'interpreti di ''[[Perdutamente tua]]'' (1942) dello stesso [[Irving Rapper|Rapper]], dove, forse per l'unica volta, [[Bette Davis|B. Davis]] si fa rubare il film da un partner ([[Claude Rains|C. Rains]]), ma alla fine, smentendo le menzogne, si prende la rivincita. Preceduto da ''Jealousy'' (1929) con Jeanne Eagels e Fredric March. Un classico del gusto ''camp''. (''[[Il prezzo dell'inganno]]''; 2000, p. 1025)
*Verboso, schematico, all'insegna di un pessimismo troppo programmatico. Il bravo [[Kevin Spacey|K. Spacey]] la fa da mattatore (con la voce di [[Giancarlo Giannini]]). (''[[Il prezzo di Hollywood]]''; 2000, pp. 1025-1026)
*[...] è un western imperniato sulla nozione di attesa, frustrazione e sconfitta, contraddistinto da dialoghi sentenziosi e dall'asciutta scrittura registica di [[Henry Hathaway|H. Hathaway]] che sa scegliere con cura i paesaggi senza indulgere al lirismo e usare bene il Cinemascope ([[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]) anche negli interni. Personaggi tradizionali senza essere convenzionali. (''[[Il prigioniero della miniera]]''; 2010, p. 1159)
*2º film americano di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]], ma ancora molto britannico per stile e tono. Scattante, ingegnoso, sullo sfondo di un paesaggio quasi più importante dell'intrigo, è un racconto di magica leggerezza. È tipico di Hitchcock affidare, in un film di propaganda antinazista, la parte del malvagio a un raffinato attore inglese come [[Herbert Marshall|H. Marshall]] e al tedesco [[Albert Bassermann]] (nominato all'Oscar) quella di un fisico, combattente per la libertà. (''[[Il prigioniero di Amsterdam]]''; 2000, p. 1029)
*Appello alla bontà e alla solidarietà in forma di satira dei vizi borghesi, è una commedia ad alta velocità e a ritmo di balletto. Godibile galleria di caratteristi e frequenti trasgressioni [[Cesare Zavattini|zavattiniane]] alle regole della commedia realistica. (''[[Prima comunione (film)|Prima comunione]]''; 2000, p. 1029)
*[...] un lezioso film al glucosio con qualche frecciatina antiborghese, in linea con la politica fascista del tempo. (''[[La principessa del sogno]]''; 2000, p. 1037)
*[...] il dramma svolge la sua indagine sul mistero della santità attraverso cinque ritratti di suore di cui con efficace concisione si suggerisce il carattere, i problemi, i tormenti. Dalla dialettica tra questi personaggi e l'invisibile presenza di [[Teresa di Lisieux|Teresa]] esce una testimonianza sulla vita conventuale che [[Vittorio Cottafavi|Cottafavi]] (1914-98) mette in immagini con nitore figurativo, asciutta intensità e sapiente direzione degli interpreti. (''[[Il processo di Santa Teresa del Bambino Gesù]]''; 2000, p. 1039)
*Il materiale narrativo è da polpettone strappalacrime, ma il modo con cui è raccontato è spesso ammirevole. ([[Proibito (film 1932)|''Proibito'', 1932]]; 2000, p. 1044)
*Nell'impianto figurativo e narrativo del film, nella sua vaga impronta western, favorita dall'intensa bellezza del paesaggio, il personaggio di [[Amedeo Nazzari|Nazzari]] ha, rispetto agli altri un po' sfocati, coerenza e vitalità. ([[Proibito (film 1954)|''Proibito'', 1954]]; 2000, p. 1044)
*1º film a Hollywood del britannico M. Newell: un inetto apologo pacifista con encefalogramma piatto. (''[[La protesta del silenzio]]''; 2000, p. 1047)
====Q====
*La denuncia del razzismo e della violenza è un tema costante di [[Richard Brooks|Brooks]], sviluppato qui con sincerità e con coraggio sulla scorta di un romanzo di Robert C. Ruark. Tutta la 1ª parte è ammirevole, ineccepibile. Quando bisogna tirare le conclusioni, la 2ª scricchiola. In un periodo in cui i mass media demonizzavano il movimento indipendentista dei Mau Mau, fu, a modo suo, un film di controinformazione. (''[[Qualcosa che vale]]''; 2000, p. 1054)
*Western di normale amministrazione apprezzabile per lo scavo psicologico dei personaggi. (''[[Le quattro facce del West]]''; 2000, p. 1065)
[[File:Quattro mosche di velluto grigio (1971) Mimsy Farmer 02.jpg|thumb|[[Mimsy Farmer]] in ''[[4 mosche di velluto grigio]]'']]
*Sempre più incurante della logica e della verosomiglianza narrativa, il giovane regista compiace al proprio talento visionario come un alcolista alla sua sete. (''[[4 mosche di velluto grigio]]''; 2011, p. 1198)
*[...] è una commedia diseguale e leggera, ma non priva di spunti divertenti. (''[[Quel fantasma di mio marito]]''; 2000, p. 1070)
*[...] è una storia rurale che non vale la buona compagnia degli attori. Un misto di ipocrisia e di melassa con un pizzico di pepe. (''[[Quella nostra estate]]''; 2010, p. 1202)
*Tentativo parzialmente riuscito di conciliare l'approfondimento psicologico dei caratteri con le esigenze della propaganda patriottica. Il personaggio di [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]], comunque, rimane interessante. (''[[Quelli della montagna]]''; 2000, p. 1073)
*Un po' artificiosa e meccanica, è l'ultima delle commedie classiche di [[Ernst Lubitsch|Lubitsch]]. La vicenda è banale, ma il ritmo è scattante e [[Burgess Meredith|B. Meredith]] spiritosissimo. (''[[Quell'incerto sentimento]]''; 2000, p. 1073)
*Nonostante il titolo (originale), è un western intimista quasi da camera, affidato ai personaggi più che all'azione. Ricorda le storie in mezzatinta che come sceneggiatore [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] scriveva per [[Randolph Scott]]. È il tono che fa la musica. (''[[Quel maledetto colpo al Rio Grande Express]]''; 2000, p. 1074)
*Film a basso costo, ma ad alta tensione, in forma di dramma psicologico, è uno dei migliori western degli anni '50 anche perché implica, tra le righe, una semplice e profonda lezione morale. (''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]''; 2000, p. 1075)
*[...] la sceneggiatura [...] punta su 2 linee narrative: 1) l'amore tra Licia ([[Marie Theres Relin|T. Relin]]) e Marco Vinicio ([[Francesco Quinn|F. Quinn]]) cioè la trascendenza, l'epifania di un mondo nuovo e la cristianità; 2) il rapporto tra Nerone ([[Klaus Maria Brandauer|K.M. Brandauer]]) e Caio Petronio ([[Frederic Forrest|F. Forrest]]), cioè la romanità, la decadenza e la coscienza della decadenza. È la 2ª componente "laica" che, senza schiacciarla, prevale sulla prima "religiosa" e che si risolve in una moderna riflessione sulla nozione di crisi di cui Petronio è l'intellettuale lucido e Nerone l'artista nevrotico. Ma il rapporto tra i 2 personaggi può essere letto anche come quello tra un attore fallito (Nerone) e un autore realizzato (Petronio). Brandauer e Forrest li hanno resi in modo magistrale. Funzionali alle intenzioni di [[Franco Rossi (regista)|Rossi]] e dei suoi sceneggiatori sono le scene di [[Luciano Ricceri]], i costumi di [[Jost Jacob]] (le une e gli altri lontani dal Kitsch e dagli stereotipi dei colossi hollywoodiani) e la fotografia di [[Luigi Kuveiller]]. (''[[Quo vadis? (miniserie televisiva)|Quo vadis?]]''; 2000, p. 1080)
====R====
[[File:Ragazze da marito (film 1952) Eduardo De Filippo.png|miniatura|[[Eduardo De Filippo]] in ''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]'']]
*Come quasi tutti i film diretti da [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]], è una trasposizione cinematografica di una delle sue commedie che nulla toglie ma nulla aggiunge alla sua grandezza di autore e attore. (''[[Ragazze da marito (film 1952)|Ragazze da marito]]''; 2000, p. 1090)
*[...] è il 3º film di [[Luciano Emmer|Emmer]], campione (milanese) del neorealismo rosa in salsa romana. Grazioso, garbato, con qualche pungente notazione sociologica, ma già sull'orlo dell'Arcadia neorealistica. (''[[Le ragazze di piazza di Spagna]]''; 2000, p. 1091)
*Girato a basso costo, fondali ed esterni di cartapesta esibiti nella loro falsità, rozzo Technicolor RKO, è uno dei più fascinosi film del [[Fritz Lang|Lang]] americano, impregnato di un romanticismo struggente sui temi della ruota, del destino, della colpa, intorno alla figura mitica di [[Marlene Dietrich|Marlene]]. Come western barocco da mettere vicino a ''[[Johnny Guitar]]'' (1953). (''[[Rancho Notorious]]''; 2000, p. 1098)
*Macchinoso e stracco thriller che non decolla mai, abitato da personaggi insignificanti. L'elegante accademismo formale del regista non riesce a trasformare in oro la materia prima dell'omonimo romanzo di [[John Grisham]]. (''[[Il rapporto Pelican]]''; 2000, p. 1100)
*Scandito dal ritmo ossessivo di un bolero, è un film in cui le diverse componenti letterarie, psicologiche (persino psicanalitiche) e drammatiche si fondono in una superiore unità filmica che rimanda al cinema muto e, insieme, anticipa la tecnica televisiva con un linguaggio febbrilmente barocco nel suo virtuosistico dinamismo. (''[[Rashomon]]''; 2000, p. 1101)
*È il più politico tra i colossi hollywoodiani sulla vita del Cristo, quello che più insiste, in parallelo alla vicenda religiosa, sulla presenza romana in Giudea. Barabba e Giuda, per esempio, sono proposti come Zeloti, partigiani nazionalisti in lotta contro gli occupanti. Scritto da Philip Yordan e rimontato dal produttore Samuel Bronston (per la M-G-M), presenta, in fondo, Gesù come un profeta minore. Perciò la cattolica Legion of Decency lo attaccò come "teologicamente, storicamente, evangelicamente trascurato". Privo del senso del sacro, conta per le sue parti più laiche dove N. Ray può meglio far sentire i segni dei temi a lui cari come quello della lotta per comunicare un'idea. Film diseguale e parzialmente risolto, ma le sequenze notevoli non mancano: il dinamismo del Sermone della Montagna, la scena del processo davanti a Pilato. Ribattezzato beffardamente da ''Time'': "I Was a Teenager Jesus". (''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]''; 2000, p. 1105)
*Western medio con una 1ª parte che non manca di nerbo. A 47 anni [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] ha grinta e salute fisica da vendere ai maschietti che la circondano e sa andare a cavallo meglio di [[Ronald Reagan|Reagan]] [...]. (''[[La regina del Far West]]''; 2000, p. 1108)
*Uno dei primi film in costume (e sandaloni) di P. Francisci che pochi anni dopo avrebbe dato inizio al ciclo di Ercole e degli altri uomini forti, meritandosi dalla critica francese l'appellativo di "re del ''peplum''". Basso costo, pochi mezzi, poche comparse, ma un certo mestieraccio. (''[[La regina di Saba]]''; 2000, p. 1108)
*Scritto da Franco Solinas, è uno dei non pochi spaghetti-western politicizzati di ambiente messicano. Qua e là qualche traccia di [[Sergio Leone]]. (''[[La resa dei conti (film 1966)|La resa dei conti]]''; 2000, p. 1112)
*2º film di [[Alessandro Blasetti|A. Blasetti]] dopo il muto ''Sole'' (1929) e l'unico di cui firma da solo la sceneggiatura, affetta da un banale e zuccheroso provincialismo. Prodotto dalla Cines di Stefano Pittaluga, è il 1º film sonoro italiano, ma, ritenuto non a torto poco commerciale, fu distribuito dopo ''[[La canzone dell'amore]]'' (1930) di Righelli. È interessante a livello stilistico per l'ambizioso mixage di dialoghi, musica (Amedeo Escobar) e rumori in parallelo con invenzioni visive di taglio sperimentale. (''[[Resurrectio]]''; 2000, p. 1113)
*[...] un adattamento un po' digestivo ma qua e là scintillante, soprattutto nella 1ª parte: l'apertura, la messa pasquale in rito ortodosso, la sapiente mescolanza di spiritualità ed erotismo. [[Fredric March|F. March]] ha ancora ammiratrici? Qui è bellissimo. L'attrice russa [[Anna Sten|A. Sten]] (vero nome: Anjuschka Stensi Sujatevitch) è stinta, ma fragilmente intensa. Il produttore [[Samuel Goldwyn]] la importò a Hollywood nel 1933 nel vano tentativo di farne una rivale di [[Greta Garbo]]. Suggestiva fotografia del grande [[Gregg Toland|G. Toland]]. ([[Resurrezione (film 1934)|''Resurrezione'', 1934]]; 2010, p. 1248)
*Senza pregi. ([[Resurrezione (film 1958)|''Resurrezione'', 1958]]; 2000, p. 1113)
*Storico esempio di ''miscasting'' da parte della Fox: che ci sta a fare nel selvaggio West la [[Gene Tierney|Tierney]] che pure aveva esordito sullo schermo l'anno prima proprio in un western? Ma tutto il film è approssimativo e fiacco. (''[[La ribelle del Sud]]''; 2000, pp. 1114-1115)
*È un veicolo per la vivace e fiammeggiante [[Maureen O'Hara|M. O'Hara]], fresca reduce dal trionfo di ''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|L'uomo tranquillo]]'' di [[John Ford|Ford]]. Dà il pepe a questo western senza infamia, senza lode, senza sorprese. (''[[La ribelle del West]]''; 2000, p. 1115)
*Complesso, intrigante, qua e là geniale con un brusco cambiamento di tono e di stile dalla 1ª alla 2ª parte. È uno dei meno noti e più amari film hitchcockiani del periodo inglese. (''[[Ricco e strano]]''; 2000, p. 1116)
*Nel filone gangster del colpo grosso, rimane un classico, grazie all'alta ingegneria narrativa che culmina nella celebre sequenza muta di mezz'ora. Dopo 4 anni di purgatorio, [[Jules Dassin|Dassin]], messo sulla lista nera del maccartismo a Hollywood, dirige in Francia uno di quei thriller realistici di cui aveva la specialità in America e segna una svolta nel ''polar'' francese. Tutto concorre alla felicità del risultato: la fonte letteraria ([[Auguste Le Breton]]), la fotografia di Philippe Agostini, le musiche di Georges Auric, gli interpreti tra cui spicca [[Jean Servais|Servais]]. (''[[Rififi]]''; 2000, pp. 1119-1120)
*[[Gabriele Muccino|Muccino]] realizza un film sul fascino dell'''american dream'' di cui lui stesso sembra l'incarnazione. Ma nonostante le promesse di mantenere uno sguardo ruvido per fotografare con realismo le due facce di un paese tanto generoso quanto inesorabile, il regista scade nello stucchevole e nel sentimentale in un susseguirsi imperterrito di scene madri verso le lacrime più facili. Forza del film è l'interpretazione concitata del protagonista, nominato all'Oscar. I duetti con il (vero) figlio Jaden riciclano la lezione de ''[[La vita è bella]]'', come nella scena dei bagni in metropolitana. (''[[La ricerca della felicità]]''; 2010, p. 1252)
*Sotto l'egida della Dreamworks, i produttori Walter F. Parkes e Laurie MacDonald hanno riunito un'agguerrita squadra di esecutori/collaboratori [...]. Pur mantenendo a livello figurativo componenti esotiche e asiatiche, hanno comodato il racconto nelle categorie riconosciute da Hollywood (un po' di psicologia e qualche spiegazione in più). Almeno nella 1ª ora paura e angoscia sono palpabili, lasciando il posto gradatamente alla ridondanza dei segni, all'eccesso dell'horror rozzo, alla violenza del "troppo visibile". (''[[The Ring (film 2002)|The Ring]]''; 2010, p. 1257)
*La sequenza dell'acqua che esce vorticosamente dalla vasca e rimane sospesa sulla stanza da bagno (l'acqua è un motivo conduttore del racconto) è un efficace esempio del modo con cui gli effetti digitali possono diventare narrativamente funzionali. Chi volesse vedere nella scena una metafora del battesimo cristiano, si accomodi. È un film dove l'orrore è subordinato all'angoscia. Come dovrebbe dimostrare anche ''[[Dark Water (film 2002)|Dark Water]]'' (2002), ancora inedito in Italia, [[Hideo Nakata|Nakata]] fa melodrammi camuffati da ''horror''. (''[[The Ring 2]]''; 2010, p. 1257)
*Chiude la trilogia militare di [[John Ford|Ford]], e fu il meno apprezzato (forse sottovalutato) dei 3, ma si può leggerlo quasi come un balletto tra un uomo e i suoi due amori, la moglie e la cavalleria. La musica e diverse belle canzoni vi hanno un posto importante. (''[[Rio Bravo]]''; 2000, p. 1121)
*5º western e ultimo film di [[Howard Hawks|H. Hawks]], è una variante in minore del precedente ''[[El Dorado (film 1966)|Eldorado]]'' (1967) di cui conserva la raffinata eleganza e il ritmo svagato. (''[[Rio Lobo]]''; 2000, p. 1121)
*Melodramma tra le marcite che una sceneggiatura non priva di finezze, una bella fotografia a colori (L. Trasatti) e il fascino di una fulgida e improbabile [[Elsa Martinelli|Martinelli]] rendono appetibile. [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] serve in tavola con bravura. (''[[La risaia]]''; 2000, p. 1122)
*[...] s'affida specialmente agli effetti speciali di [[Ray Harryhausen]], geniale artigiano dei trucchi. Lento e verboso nella 1ª parte, ha i suoi momenti più vispi quando il bestione attacca il faro dove uno scienziato (C. Kellaway) s'immerge nel mare con una batisfera alla sua ricerca e quando, come King Kong, irrompe in Manhattan. Un ''must'' per i patiti della SF. (''[[Il risveglio del dinosauro]]''; 2000, p. 1123)
*Film drammatico e pieno di buoni sentimenti molto adatto a [[James Stewart|Stewart]], poco alla [[Carole Lombard|Lombard]]. Lacrime a volontà, per chi ama il genere, anche oggi. (''[[Ritorna l'amore]]''; 2000, p. 1124)
*Fatto sulla scia del successo di ''[[I magnifici sette]]'' (1960) funziona come racconto d'azione, ma la regia è di mestiere. Scritto dal futuro regista Larry Cohen, belle musiche di Elmer Bernstein. (''[[Il ritorno dei magnifici sette]]''; 2000, p. 1126)
*Uno dei più squisiti film fantastici nella storia di Hollywood. Un po' velleitario come riflessione su grandi temi (vita, morte, amore, arte), ma figurativamente suggestivo. Stupenda fotografia di [[Joseph H. August|Joseph August]] che rischiò di vincere un Oscar. (''[[Il ritratto di Jennie]]''; 2000, p. 1129)
*Girato tra difficoltà economiche e organizzative di ogni genere, il film impose in tutto il mondo una visione e rappresentazione delle cose vera e nuova, cui la critica avrebbe dato poco più tardi il nome di [[Neorealismo (cinema)|neorealismo]]. Specchio di una realtà come colta nel suo farsi, appare oggi come un'opera ibrida in cui il nuovo convive col vecchio, i grandi lampi di verità con momenti di maniera romanzesca, in bilico tra lirismo epico e retorica populista. La stessa lotta antifascista è raccontata ponendo l'accento sul piano morale più che su quello politico, il che non gli impedì di essere il film giusto al momento giusto e di indicare attraverso le figure del comunista e del prete di borgata il tema politico centrale dell'Italia nel dopoguerra. (''[[Roma città aperta]]''; 2000, p. 1137)
*Un bel valzer di [[Alessandro Cicognini]] fa da leitmotiv di questo romantico e malinconico film, sapientemente costruito (con [[Renato Castellani|Castellani]] e [[Mario Soldati|Soldati]] tra gli sceneggiatori) e impreziosito dal bianconero di [[Arturo Gallea]]. (''[[Una romantica avventura]]''; 2000, p. 1138)
[[File:The Gunfighter-02.jpg|miniatura|[[Gregory Peck]] in ''[[Romantico avventuriero]]'']]
*Maestro nel raccontare storie di grossi personaggi o nel descrivere la vecchia America, quella dei pionieri e dei grandi spazi, [[Henry King|H. King]] è riuscito a unire entrambe le sue passioni. Non soltanto un buon western: un buon film. (''[[Romantico avventuriero]]''; 2000, p. 1138)
*Ha tutte le carte in regola per essere iscritto al noir questo melodramma passionale a forti tinte. La regia è efficace e intelligente nella resa dell'atmosfera e degli ambienti quanto nella direzione degli interpreti tra i quali [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] scolpisce il ritratto di una insolita ''femme fatale''. (''[[Il romanzo di Thelma Jordon]]''; 2000, p. 1139)
*Ogni paragone con [[Jerry Lewis]] è superficiale: la nevrosi distruttiva sotto la maschera dell'idiozia di [[Jim Carrey|J. Carrey]] non ha niente da spartire con i personaggi infantili e disadattati del primo Lewis. Sconnesso con alcuni numeri comici azzeccati. Attenzione al drammatico finale. (''[[Il rompiscatole]]''; 2000, p. 1141)
*Il polacco [[Roman Polański|R. Polanski]] – al suo 1º film made in USA dopo 3 britannici – affascinato dal senso di mistero che serpeggia nel romanzo di [[Ira Levin]], ne cava un memorabile esempio di cinema della minaccia e ripropone il tema dell'ambiguità fino a fame la struttura portante della narrazione. (''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]''; 2010, p. 1282)
*È un film curioso e insensato, suggestivo e inattendibile, ben fatto e poco interessante. Poco importa se il ritratto corrisponda o no a quello del vero [[Jack Ruby|Ruby]]. Il personaggio c'è, [[Danny Aiello|D. Aiello]] gli dà credibilità e spessore fin quando non esce dai binari. Gli sta quasi alla pari il personaggio fittizio della bionda spogliarellista Candy Cane della quale [[Sherilyn Fenn|S. Fenn]] rende bene l'impasto di tenerezza e calcolo, di perversione e ingenuità. (''[[Ruby - Il terzo uomo di Dallas]]''; 2000, p. 1148)
====S====
*Tratto dal romanzo ''L'agente segreto'' (1907) di [[Joseph Conrad]], è uno dei migliori thriller del periodo inglese di [[Alfred Hitchcock|Hitchcock]]. Ricco di invenzioni memorabili (la sequenza del coltello) con una Londra insolita e una [[Sylvia Sidney|Sidney]] di straziante intensità. Il regista confessò uno sbaglio: troppo simpatico il bambino per farlo morire. (''[[Sabotaggio (film)|Sabotaggio]]''; 2000, p. 1151)
*[[Tyrone Power]] morì a metà delle riprese e [[Yul Brynner|Y. Brynner]] lo sostituì, sbagliando l'impostazione del personaggio in chiave di forza e di dominio invece che sul conflitto tra dovere e piacere. Qualche scena memorabile (la battaglia finale con la trovata degli scudi dorati) non riscatta la sua natura di "digest" hollywoodiano. (''[[Salomone e la regina di Saba]]''; 2000, p. 1155)
*Fatto un colpo grosso, sono braccati dalla polizia, con uno dei finali più romantici e disperati della storia del cinema. Capolavoro del cinema USA di serie B, è un piccolo grande film nero sul tema della coppia criminale, ma anche una storia di "amour fou", contrassegnata da un erotismo insolito per l'epoca ("Siamo inseparabili come un revolver e le sue munizioni"). Notevole anche a livello di scrittura per il taglio espressionistico della fotografia ([[Russel Harlan]]), la precisione delle inquadrature e dei movimenti di macchina (con un bel piano-sequenza), l'uso degli esterni naturali. Dopo un avvio espositivo e un po' didattico, il racconto ha la traiettoria tesa di una fucilata. L'inglese [[Peggy Cummins|P. Cummins]] e [[John Dall|J. Dall]] (visto anche in ''[[Nodo alla gola]]'' di Hitchcock) sono perfetti. (''[[La sanguinaria]]''; 2010, p. 1300)
*È, forse, il più assurdo e delirante tra i colossi biblici di Hollywood. Ignorarlo sarebbe stolto quasi quanto prenderlo sul serio. La mano del regista è elegante. (''[[Sansone e Dalila (film 1949)|Sansone e Dalila]]''; 2000, p. 1161)
*Dal romanzo ''Some Must Watch'' di Ethel Lina White, sceneggiato da Mel Dinelli, l'archetipo dei thriller ambientati "in un'antica casa buia" in cui la sequenza del delitto principale si svolge durante una "buia notte tempestosa". Era il tempo in cui la locuzione "serial killer" (assassino periodico) non era stata ancora inventata. Un film perfetto nel suo genere. I primissimi piani dell'occhio dell'assassino al momento di aggredire le sue vittime sono diventati un classico. (''[[La scala a chiocciola (film)|La scala a chiocciola]]''; 2000, p. 1166)
*Irridente e amara commedia all'acido prussico in cui [[Billy Wilder|B. Wilder]] mette alla berlina il puritanesimo USA alle prese con la Germania sconfitta in rovina. Bisogna ascoltare [[Marlene Dietrich|Marlene]] che canta ''Black Market''. (''[[Scandalo internazionale]]''; 2000, p. 1168)
*[...] il lungometraggio soffoca la poesia triste delle cose e il fascino dei paesaggi del delta nel turgore romanzesco di un intreccio di stantia impronta naturalistica. Al suo 2º lungometraggio [[Renato Dall'Ara (regista)|Dall'Ara]] sa descrivere, ma non narrare né dirigere gli attori. (''[[Scano Boa|Scano Boa - Violenza sul fiume]]''; 2000, p. 1169)
*Remake del film di [[Dino Risi]] del 1974 alla cui origine c'era il romanzo di [[Giovanni Arpino]] ''Il buio e il miele'' (1969). La differenza fondamentale tra i due film è che il giovane nella commedia amara di Risi era subordinato al protagonista, mentre qui è diventato coprotagonista. Solo nel gran finale le due vicende si mescolano, il che spiega la lunghezza del film, che tra le sue virtù non ha la leggerezza ed eccede nella ruffianeria demagogica degli effetti sentimentali. Due pezzi di bravura: la folle corsa su una [[Ferrari]] rossa guidata dal cieco attraverso un quartiere periferico e il tango che il grande [[Al Pacino|A. Pacino]] (efficacemente doppiato da [[Giancarlo Giannini|G. Giannini]]) danza con una giovane sconosciuta. (''[[Scent of a Woman - Profumo di donna]]''; 2010, p. 1315)
*Tranquillo western con amabili risvolti di commedia. Nella parte del protagonista, [[Will Rogers Jr.|W. Rogers Jr.]] è efficace e divertente quasi quanto il famoso padre. Una squadra di bravi caratteristi sorregge il film anche laddove l'azione langue. (''[[Lo sceriffo senza pistola]]''; 2000, p. 1172)
*Bella e fedele versione – la 1ª di 3 – del romanzo omonimo (1915) di [[William Somerset Maugham|Somerset Maugham]], notevole specialmente per l'interpretazione ottima anche se un po' sopra le righe. È il film che fece di [[Bette Davis|B. Davis]] una vera star. (''[[Schiavo d'amore (film 1934)|Schiavo d'amore]]''; 2000, p. 1175)
*È uno dei film migliori del periodo pre-western di [[Anthony Mann|A. Mann]], con un'ottima interpretazione e una bella fotografia. Indimenticabile il finale. (''[[Schiavo della furia]]''; 2000, p. 1175)
*Uno dei film del neorealismo italiano più conosciuti all'estero [...]: la sua polemica sociale non parte da un dato ideologico, ma da un motivo umano. In chiave di elegia populista [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]] tornano al mondo dell'infanzia che avevano già esplorato con ''[[I bambini ci guardano]]'' (1943). (''[[Sciuscià (film)|Sciuscià]]''; 2000, p. 1177)
[[File:Lo scopone scientifico (1972) Sordi e Davis.png|thumb|[[Alberto Sordi]] e [[Bette Davis]] ne ''[[Lo scopone scientifico]]'']]
*Scritta da [[Rodolfo Sonego]], è una vetta della commedia italiana, basata sulla dialettica denaro-potere. E la morale è amara: a giocare con i ricchi (con chi tiene il banco o con chi lo rappresenta) si perde sempre. Non c'è divisione tra buoni (poveri) e cattivi (ricchi): la linea di separazione è segnata dalla classe sociale e dall'obbligata scelta di campo. Film appassionante, interpretabile a vari livelli e recitato da attori infallibili. (''[[Lo scopone scientifico]]''; 2000, p. 1179)
*[[Gus Van Sant|G. Van Sant]], dopo [[Will Hunting]], dirige su richiesta di [[Sean Connery|S. Connery]] produttore un'altra storia di formazione, scritta da [[Mike Rich]] e vagamente ispirata a [[J. D. Salinger]] e al mito nordamericano del "grande romanzo del secolo", ma anche ai canoni yankee dell'agonismo e della fiducia in sé stessi. In altalena tra stereotipi hollywoodiani e finezza di annotazioni, melodramma e ironia, il film si affida al talento naturale dell'esordiente [[Rob Brown|R. Brown]] e al mestiere collaudato di un Connery sotto le righe. (''[[Scoprendo Forrester]]''; 2010, p. 1322)
*[...] un film a cerchi concentrici in cui tenerezza e ironia sono in perfetto equilibrio. Bella coppia romantica. (''[[Scrivimi fermo posta]]''; 2000, p. 1180)
*In questa commedia di fantapolitica ambientata in un futuro prossimo, J. Dante e il suo sceneggiatore Martyn Burke non risparmiano niente e nessuno. Si spara a zero sui presidenti imbecilli, governatori in foia, guru delle P.R. (Pubbliche Relazioni), organizzazioni umanitarie, giornalisti a caccia di scoop, interessi economici e calcoli elettorali, nazionalismi esasperati, fanatismi etnici, strapotere della TV. E lo fa con feroce allegria, umorismo e orrore, fantasia e realtà. (''[[La seconda guerra civile americana]]''; 2010, p. 1327)
*I due attori, [[Humphrey Bogart|H. Bogart]] e [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]], pur bravissimi, si affrontano in una tremenda gara di gigionismo. (''[[La seconda signora Carroll]]''; 2000, p. 1183)
*Guidato dal vecchio complice, N. Manfredi fa un Pilato ciociaro, scettico e pigro, in un film serio, interessante e persino coraggioso. La parte storica è ineccepibile, il resto meno. (''[[Secondo Ponzio Pilato]]''; 2000, p. 1183)
*È un noir inquietante in cui, come in altri film del regista viennese (1906-86), la sessualità ha una valenza distruttiva. [[Otto Preminger|O. Preminger]] smorza il versante melodrammatico della sceneggiatura di F. Nugent e O. Millard con un nitore di scrittura registica cui assai contribuiscono il bianconero di Harry Stradling e le musiche di D. Tiomkin. (''[[Seduzione mortale (film 1953)|Seduzione mortale]]''; 2000, p. 1185)
*Prevedibile e poco stringato, non ha personaggi vivi né situazioni inedite. Manca di convinzione: i suoi motivi morali e psicologici non si incarnano nei fatti. Troppo carica di intenzioni simboliche, la sceneggiatura di Dudley Nichols è parzialmente riscattata dalla lucida e rigorosa scrittura registica. (''[[Il segno della legge]]''; 2000, p. 1186)
*Un film che rispecchia scrupolosamente la formula narrativa-rappresentativa industriale, cioè un cinema che privilegia la narrazione, il significato, l'attore senza tempi morti. (''[[I segreti di Filadelfia]]''; 2000, p. 1187)
*Torbida vicenda da incubo, imperniata sul tema dell'ipnotismo e su quello dell'impossibilità di modellare completamente un altro essere. [[Gene Tierney|G. Tierney]] è brava, ma nella parte del dottor Korvo [[José Ferrer|Ferrer]] è superbo. (''[[Il segreto di una donna]]''; 2000, p. 1190)
[[File:Se io fossi onesto (film 1942) Vittorio De Sica e María Mercader (2).png|miniatura|[[María Mercader]] e [[Vittorio De Sica]] in ''[[Se io fossi onesto]]'']]
*Una discreta commedia degli equivoci con un [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] inaspettato: invecchiato, curvo e con gli occhiali. Bravo. (''[[Se io fossi onesto]]''; 2000, p. 1191)
*Costruito con un lungo flashback, il più radicale, pessimista e inventivo film di [[John Carpenter|Carpenter]] è fondato sulla competizione tra realtà e fantasia e diventa un apologo sulla potenza della scrittura. Apocalittico, ma non privo di ambiguità né ironia, ricco di invenzioni registiche, scenografiche, sonore, (colonna musicale curata, come al solito, dal regista), sapiente nel suggerire l'orrore senza mostrarlo, è una metafora allarmante sull'abominio della società dello spettacolo e una riflessione critica sul genere cui appartiene. (''[[Il seme della follia]]''; 2013, p. 1416)
*Conta per le qualità morali (sincerità, coraggio, buone intenzioni) più che per quelle estetiche. Difficile dire dove finisca la tenerezza del regista e dove cominci l'irrealismo ingannatore delle sue proposte. (''[[Il seme della violenza]]''; 2000, p. 1193)
*È uno dei western più affascinanti di [[John Ford|Ford]] sul piano figurativo: la Monument Valley non è mai stata fotografata – Vistavisione di [[Winton C. Hoch]] e Alfred Ginks – così bene e così in largo. E uno dei più complessi sul piano drammaturgico, incentrato su Ethan, il più ambiguo e tragico personaggio di tutto [[John Wayne]]. Altrettanto significativo, soprattutto sul tema razziale, è quello di [[Jeffrey Hunter|Hunter]]. Ford ha messo a frutto la lezione di [[William Shakespeare|Shakespeare]] nel continuo passaggio dei toni, dal più alto (l'odio razzista di Ethan, la vendetta) al più basso (la commedia che trapassa in farsa) attraverso il gioco dei sentimenti. (''[[Sentieri selvaggi]]''; 2010, p. 1341)
*La vicenda e i personaggi suonano falsi perché risentono troppo di schemi letterari. All'attivo alcune sequenze iniziali molto efficaci e la guida degli attori. (''[[Senza pietà]]''; 2000, p. 1197)
*Diviso in 2 parti di cui la migliore è la prima, di ambiente rurale. Grazie al suo sobrio classicismo, al rifiuto di ogni formalismo, al rispetto per i personaggi, [[Howard Hawks|Hawks]] trascende gli aspetti propagandistici ed edificanti della storia [...]. (''[[Il sergente York]]''; 2000, p. 1201)
*È il 1º dei 7 western con [[Randolph Scott|R. Scott]] di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]], l'unico dei ''westerners'' del dopoguerra che si può ricollegare a [[Howard Hawks]] di cui non ricalca i temi, ma ne ritrova lo stile, l'intelligenza critica, la lucidità appassionata [...]. I suoi sono western classici, spesso violenti come questo, ma narrati con un'asciuttezza e una manciata di compiacimenti che ne confermano la moralità profonda. (''[[I sette assassini]]''; 2000, p. 1205)
*3 attori eccellenti e una bella colonna musicale per un melodramma che rinnova il "gotico" attraverso la psicanalisi sulla linea che va da ''[[La porta proibita|Jane Eyre]]'' a ''[[Rebecca, la prima moglie (film 1940)|Rebecca]]''. (''[[Settimo velo|Il settimo velo]]''; 2000, p. 1210)
*La sequenza del duello tra Sinbad e lo scheletro è un brano d'antologia. (''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]''; 2010, p. 1357)
*Nessuno come [[John Ford|J. Ford]] ha saputo mettere meglio in immagini la sfida all'OK Corral, nessuno come lui è riuscito a trasformare la nostalgia in poesia. La storia è un pretesto per una documentazione su un'epoca. È il suo 3º western parlato. Comincia ad affiorare quell'arte della digressione di cui diventerà maestro in vecchiaia, ma è altrettanto notevole la dialettica dei contrasti: l'azione violenta (nove cadaveri di personaggi principali) si alterna con le parentesi idilliche, l'aura mitica di cui sono circondati i personaggi si basa sulle loro imprese, ma anche sui particolari familiari e pittoreschi del comportamento. (''[[Sfida infernale]]''; 2000, p. 1211)
*Opera n. 2 di [[Sam Peckinpah|S. Peckinpah]] e uno dei migliori western di tutta la storia del cinema che diede a [[Randolph Scott|R. Scott]] e [[Joel McCrea|J. McCrea]] i migliori ruoli della loro carriera. Ha la semplicità e la profondità di un classico. Splendida fotografia di [[Lucien Ballard]]. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2000, p. 1211)
*2º splendido western di S. Peckinpah, di tono crepuscolare, basso costo (M-G-M) e alto livello stilistico, scritto da N.B. Stone Jr. I tradizionali temi dell'onore e dell'amicizia virile sono raccontati in modo nuovo; lo stoicismo dell'alta età si mescola con la nostalgia del passato, il sarcasmo si lega alla disperazione con passaggi di lucido realismo nella descrizione di un'umanità degradata e corrotta. Suggestivi paesaggi autunnali nella fotografia (Cinemascope) di Lucien Ballard, sconciamente mutilato nei passaggi in TV. (''[[Sfida nell'Alta Sierra]]''; 2010, 1359)
*Struttura debole, qualche inverosimiglianza, e a [[Max Ophüls|Ophüls]] interessa poco la suspense: quel che gli sta a cuore è la psicologia dei personaggi, il loro comportamento, i particolari rivelatori, le fratture tra attore e personaggio. (''[[Sgomento (film)|Sgomento]]''; 2000, p. 1212)
*Nonostante i suoi meriti, commuove ma non coinvolge. [[Raf Vallone|R. Vallone]] ha, specialmente nella 2ª parte, momenti alti. (''[[Uno sguardo dal ponte]]''; 2000, p. 1213)
[[File:Marlene Dietrich in Shanghai Express (1932) by Don English (cropped).png|miniatura|[[Marlene Dietrich]] in ''[[Shanghai Express]]'']]
*3º dei 6 film [[Josef von Sternberg|Sternberg]]-[[Marlene Dietrich|Dietrich]]-Paramount e il più hollywoodiano, quello che ebbe più successo. Inverosimile melodramma esotico e ferroviario, intriso di sadismo, in funzione della carica erotica di M. Dietrich, idolo enigmatico esaltato oltre misura dai costumi di Travis Banton. (''[[Shanghai Express]]''; 2000, p. 1214)
*Un [[James Stewart|J. Stewart]] in ottima forma per un simil-western un po' lento, ma ricco di momenti spettacolari, drammatici e perfino poetici. (''[[Shenandoah - La valle dell'onore]]''; 2000, p. 1215)
*L'idea fu di [[Cesare Zavattini|Zavattini]]: far confessare quattro famose attrici, e importa poco sapere in che misura gli episodi narrati siano veri. Bisogna smitizzare il divismo? L'episodio [[Luchino Visconti|Visconti]]-[[Anna Magnani|Magnani]] sottolinea il rapporto tra il vivere e il recitare; gli altri 3 puntano, più o meno pateticamente, sul contrasto tra la donna e l'attrice, fra la scena e la vita. (''[[Siamo donne]]''; 2000, p. 1217)
*[...] una commedia dolciastra all'insegna dei buoni sentimenti. Scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi. (''[[Siamo tutti inquilini]]''; 2000, p. 1217)
*Benché gravemente mutilato (10 sequenze scorciate) e rimaneggiato al montaggio dalla Columbia e dall'infame produttore Jerry Bresler, è un film capitale nella storia del western moderno e di grande influenza sui suoi sviluppi (su [[Sergio Leone]], per esempio), specialmente nella rappresentazione di una violenza integrale che coinvolge inseguiti e inseguitori, carcerieri e prigionieri, annullando ogni linea di separazione. L'azione fa perno sulla figura tragica di Dundee, un po' eroe fanatico, un po' angelo caduto in preda a una furia di (auto)distruzione, ma la scissione della personalità è anche degli altri personaggi. (''[[Sierra Charriba]]''; 2000, p. 1218)
*La materia è da film noir, a mezza strada tra ''[[Gilda (film)|Gilda]]'' e ''[[Il mistero del falco]]'', ma con bizzarre e sardoniche anticipazioni di ''[[Il tesoro dell'Africa]]'' di [[John Huston|Huston]]. Fecero impressione, comunque, alcune sequenze che lo resero un ''cult movie'': il corteggiamento nell'acquario, il teatro cinese, il taboga, la sparatoria finale nella sala degli specchi. Il barocchismo stilistico di [[Orson Welles|Welles]] conferma quali e quanti fossero i debiti del noir hollywoodiano con l'espressionismo. Ridotta [[Rita Hayworth|R. Hayworth]] a una statua di ghiaccio e piuttosto debole il marinaio O'Hara, l'attore che domina il film è [[Everett Sloane|E. Sloane]]. (''[[La signora di Shanghai]]''; 2000, pp. 1219-1220)
*Nonostante l'esasperato romanticismo e la veemente recitazione "all'italiana", è un melodramma raffreddato (con venature pirandelliane) che anticipa i temi di posteriori film di [[Max Ophüls|Ophüls]], specialmente di ''[[Lola Montès]]'' (1955). [[Memo Benassi|M. Benassi]] con foga sopra le righe, e una memorabile [[Isa Miranda|I. Miranda]], in bilico tra [[Greta Garbo]] e [[Marlene Dietrich]]. (''[[La signora di tutti]]''; 2000, p. 1220)
*Uno dei personaggi più riusciti della carriera di [[Bette Davis|B. Davis]], affiancata da un [[Claude Rains|C. Rains]] di grande finezza in una melodrammatica saga familiare, ottimamente sceneggiata dai fratelli Julius J. e Philip Epstein sulla base di un romanzo di [[Elizabeth von Arnim]]. (''[[La signora Skeffington]]''; 2000, p. 1221)
*Commedia fiacca degli equivoci con una soluzione che non persuade. (''[[Signori, in carrozza!]]''; 2000, p. 1223)
*Scritta con [[Mario Soldati]], è una commedia dal ritmo perfetto, tipica dei "[[Cinema dei telefoni bianchi|telefoni bianchi]]", basata com'è sul classico scambio dei ruoli e dei personaggi. Regista dai mezzi toni, [[Mario Camerini|M. Camerini]] riscatta il moralismo della storia (il confronto tra la sana piccola borghesia e la vacua aristocrazia) con una giusta dosatura di ironia e sentimento. (''[[Il signor Max]]''; 2000, p. 1224)
*Film significativo della prima fase del cinema nero. Contano specialmente l'atmosfera (fotografia in un suggestivo chiaroscuro) e la bravura dei caratteristi. (''[[Situazione pericolosa]]''; 2000, p. 1231)
*Thriller erotico di terz'ordine: drammaturgia sgangherata, personaggi improbabili, sagra degli stereotipi e delle assurdità nelle motivazioni psicologiche. Resta solo il sessappiglio di [[Sharon Stone|S. Stone]]. (''[[Sliver]]''; 2000, p. 1233)
*Nero di buon artigianato, con una bella colonna sonora di Elmer Bernstein e una suggestiva fotografia di Charles Lang Jr. Entrambi nominati agli Oscar, [[Joan Crawford|J. Crawford]] e [[Jack Palance|J. Palance]] sono assai efficaci nel rendere con ambiguità la perversità del rapporto tra i loro personaggi, ma anche [[Gloria Grahame|G. Grahame]] scava in profondità nel masochismo del suo. (''[[So che mi ucciderai]]''; 2000, p. 1235)
*È il colosso biblico che mandò a picco la Titanus. Costò 6 miliardi contro i 3 stanziati. Squinternato nella struttura, ma con qualche pagina vigorosa. Enfatico, smisurato. [...] Tutte le regole dei colossi biblici, imperniati sul binomio sesso+religione, sono rispettate anche se le audacie erotiche sono più prudenti di quel che il titolo promette, sostituite col surrogato del sadismo la cui oscenità è più contrabbandabile di quella sessuale. Anche qui, comunque, tutto si svolge a Sodoma e nei dintorni. Di Gomorra nemmeno l'ombra. (''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]''; 2000, p. 1235)
*Nel bene e nel male il film è di [[John Ford|J. Ford]] al cento per cento: non manca nulla del suo abituale repertorio. Il ritmo dell'azione prevale sulla psicologia dei personaggi senza schiacciarla e quello che lo rende tra i più significativi film sulla guerra di secessione americana (l'unico che Ford abbia girato sull'argomento, tolto l'episodio per ''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'') non è soltanto la singolare fusione di epica e lirica, ma la sua ambivalenza che nasce da due profonde contraddizioni: 1) è un film sulla cavalleria (ma con 2 protagonisti che non sono militari di carriera), ma, insieme, un racconto sull'imbecillità della guerra: la carica a piedi dei cadetti sudisti è la denuncia più alta contro la follia bellica che si trovi nella sua opera; 2) i protagonisti maschili sono del Nord ma le simpatie di Ford sono per il Sud e per le sue virtù femminili. (''[[Soldati a cavallo]]''; 2000, p. 1239)
*Restituisce in piccola parte la tematica hemingwayana sulla ricerca dell'identità, il ritratto della ''lost generation'', le risonanze simboliche del viaggio. Escluso [[Tyrone Power|Power]] fuori parte, il cast funziona: una [[Ava Gardner|Gardner]] travolgente come Brett Ashley; la [[Juliette Gréco|Gréco]] ruba le scene ai compagni; al suo penultimo film, [[Errol Flynn|Flynn]] si prende in giro con classe. La corsa dei tori a Pamplona è filmata benissimo (Cinemascope di Leo Tover). (''[[Il sole sorgerà ancora]]''; 2010, p. 1395)
*[...] è un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[Il solitario di Rio Grande]]''; 2000, p. 1243)
*Intelligente poliziesco d'azione con stile da western, critica alla polizia corrotta e preciso disegno psicologico dei due personaggi principali, permeato da una vena sentimentale sincera, sceneggiato con cura, diretto da un mestierante del genere (suoi tutti gli ''[[Arma letale]]'') e montato con ritmo e giusta suspense. Ma la cosa migliore è [[Bruce Willis|B. Willis]] nei panni di un poliziotto stanco, malinconico, che si sente un fallito e ritrova dignità e autostima nel difendere a ogni costo un uomo, anche se si tratta "solo" di un delinquentello nero e petulante. (''[[Solo due ore]]''; 2010, p. 1396)
*Ottima mistura di romanticismo tragico, espressionismo germanico e malinconia degli anni della Depressione, è uno dei migliori film USA di [[Fritz Lang|F. Lang]]. Intorno alla memorabile coppia, bravi caratteristi. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]''; 2000, p. 1246)
*Nel quadro del calligrafismo letterario che s'impose nel cinema italiano negli anni di guerra il penultimo film di [[Ferdinando Maria Poggioli|F.M. Poggioli]] (1897-1945) ha un posto d'onore per finezza della recitazione, puntiglio rievocativo, attenzione ai dettagli. Peccato che, probabilmente per ragioni di costo, il regista abbia dovuto omettere il paesaggio, una tela di fondo importante nell'ironico romanzo di [[Aldo Palazzeschi|A. Palazzeschi]] [...]. (''[[Sorelle Materassi (film)|Sorelle Materassi]]''; 2000, p. 1248)
*Uno dei capolavori della commedia italiana del "boom". La società di quel periodo è resa con un'euforia rara, un'ammirevole sapienza nel passare dall'agro al dolce, dal comico al grave. Il pubblico lo capì meglio dei critici. (''[[Il sorpasso]]''; 2000, p. 1248)
*Carosello tragicomico di amori incrociati. La migliore commedia del regista, un capolavoro. Nelle cadenze frivole di un "invito al castello" con risvolti comici da pochade rivela un retrogusto amarissimo. Grande compagnia d'attori, eleganza suprema. Bergman sostiene di essere negato all'umorismo, al registro leggero. Dopo ''[[Una lezione d'amore]]'', questo film lo smentisce. (''[[Sorrisi di una notte d'estate]]''; 2013, p. 1484)
*Melodramma gangster ben fatto, con una bella trama intricata e con un [[Robert Taylor|R. Taylor]] farabutto di "sani e incorruttibili principi". Ma l'Oscar lo prese [[Van Heflin|V. Heflin]], come miglior attore non protagonista. (''[[Sorvegliato speciale (film 1941)|Sorvegliato speciale]]''; 2000, p. 1249)
*Investigazione interiore, thriller psicologico. Famosa la scena del bicchiere di latte. Epilogo insoddisfacente (anche per Hitchcock) diverso da quello del romanzo [...]. (''[[Il sospetto (film 1941)|Il sospetto]]''; 2000, p. 1249)
*Scurrile, politicamente sfacciato sino all'assurdo (e all'irresponsabilità), è una miscela sgangherata di pulp, Kitsch, satirica trasgressione, simpatia e cattivo gusto. (''[[South Park - Il film: più grosso, più lungo & tutto intero|South Park]]''; 2000, p. 1254)
*Sul classico tema della "seconda occasione", cimentandosi in un genere per lui nuovo, il settantenne regista-produttore [[Clint Eastwood|C. Eastwood]] pilota ammirevolmente un altro film con l'abituale ''understatement'', mescolando con sapiente leggerezza i toni, dall'umoristico al drammatico. Coerente con la sua concezione artigianale del cinema, ricorre agli effetti speciali subordinandoli al racconto e rivendicando la centralità delle doti umane (manualità, intuito, libertà di scelta) contro la supremazia della tecnologia. Melanconico e genialmente retorico epilogo lunare nel nome dell'amicizia [...]. (''[[Space Cowboys]]''; 2010, p. 1409)
*La chirurgia plastica trasforma una bruttina in bellissima. Il marito non l'accetta, la vita coniugale diventa un inferno, lei se ne va con un corteggiatore, ma quando apprende che il consorte ha ucciso il chirurgo, ritorna. Nonostante l'inverosimiglianza dell'assunto, non manca d'interesse come descrizione di un meschino ambiente piccoloborghese. Ottimo [[Bourvil]]. (''[[Lo specchio a due facce]]''; 2000, p. 1258)
*Tratto dal romanzo ''Imitation of Life'' di [[Fannie Hurst]], è uno dei più famosi strappalacrime degli anni '30. Rifatto (migliorato) nel 1959. (''[[Lo specchio della vita (film 1934)|Lo specchio della vita]]''; 2010, p. 1413)
[[File:The Naked Spur-Janet Leigh3.JPG|miniatura|[[Janet Leigh]] ne ''[[Lo sperone nudo]]'']]
*3º dei 5 western di [[James Stewart|J. Stewart]] con la regia di [[Anthony Mann|A. Mann]] e il 1º non scritto da Borden Chase. Il che purtroppo si sente, anche nel personaggio di Stewart, pur così sfaccettato nel suo impasto di dirittura morale e cinismo amaro. Il ''vilain'' [[Robert Ryan|R. Ryan]] gli ruba più di una volta la scena. La suggestione del paesaggio montagnoso, esplorato nei minimi anfratti dalla cinepresa di William Mellor; il rapporto tra personaggi e natura; l'insolita importanza drammatica del personaggio femminile; uno splendido duello finale ne fanno, comunque, un western da non perdere. (''[[Lo sperone nudo]]''; 2000, p. 1260)
*È un film sonoro, ma senza una parola di dialogo. Sul piano formale è tutt'altro che disprezzabile e riesce a raggiungere una innegabile tensione drammatica in più di una sequenza. R. Milland è bravissimo nella sua interpretazione di nevrotico. Scritto da R. Rouse con Clarence Greene, ha i limiti di ogni narrazione imperniata su una scommessa stilistica. Al risultato concorre la suggestiva ambientazione realistica negli esterni di Washington e New York. (''[[La spia]]''; 2000, p. 1261)
*Molti effetti speciali, la storia speciale non è, i personaggi nemmeno. Film bovino con poca azione, molte chiachiere, due o tre belle idee di sceneggiatura, un finale ingegnoso. (''[[Star Trek (film 1979)|Star Trek]]''; 2010, p. 1428)
*Più vispo del primo. Ridimensionate le ambizioni metafisiche e ridotti gli effetti speciali, si è puntato sull'azione, sulle battaglie, su [[Khan Noonien Singh|Khan]], malvagio galattico di statura scespiriana. Le solenni banalità del dialogo non si contano. (''[[Star Trek II - L'ira di Khan]]''; 2010, p. 1428)
*La zuppa è sempre la stessa, ma è cambiato il cuoco. In peggio. Ci si prende troppo sul serio. Contano le scenografie wagneriane, le catastrofi, gli effetti speciali. E i [[Klingon]]s, pirati interstellari, sono pappemolli che fanno la faccia feroce. (''[[Star Trek III - Alla ricerca di Spock]]''; 2010, p. 1428)
*Attore, sceneggiatore e regista, L. Nimoy porta le avventure galattiche verso la Terra e verso la commedia con risultati assai divertenti. Pochi effetti speciali ma efficaci. (''[[Rotta verso la Terra|Star Trek IV - Rotta verso la Terra]]''; 2010, p. 1428)
*Traballante e fiacco si riprende nell'efficace finale. (''[[Star Trek V - L'ultima frontiera]]''; 2010, p. 1448)
*Meglio del precedente, ma tolta la sequenza dell'Alaska è tutto già visto. (''[[Rotta verso l'ignoto|Star Trek VI - Rotta verso l'ignoto]]''; 2010, p. 1429)
*Gene Roddenberry, creatore della serie, inorridirebbe se fosse ancora vivo: si è toccato il fondo. (''[[Star Trek: La nemesi]]''; 2010, p. 1429)
*Un gioiello del cinema americano a basso costo in cui il tempo narrativo coincide con quello reale. Realizzare ''The Set-Up'' (trucco, imbroglio) "fu per tutti un atto d'amore" ([[Robert Wise|R. Wise]]). Un raro equilibrio di tensione, autenticità, atmosfera, credibilità, verità psicologica. Splendido bianconero di [[Milton R. Krasner|Milton Krasner]]. Premiato a Cannes per la sceneggiatura dell'esordiente Art Cohn, giornalista sportivo, una delle più belle interpretazioni del quarantenne [[Robert Ryan|R. Ryan]] che aveva praticato il pugilato in gioventù. (''[[Stasera ho vinto anch'io]]''; 2000, p. 1275)
*Melodramma di successo che resiste al tempo. (''[[Stasera niente di nuovo]]''; 2000, p. 1275)
*Con la colta complicità di Bernardino Zapponi, L. Magni privilegia in Neri – canonizzato nel 1622 – lo zelo cristiano, fatto di invidiabile buonumore e disprezzo delle mondanità. Più che film storico, pencola verso la commedia musicale con le canzoni scritte da Angelo Branduardi. Godibili l'Ignazio di Loyola di p. Leroy, Sisto V di M. Adorf, il diavolo calderaro di R. Montagnani, il garbo di J. Dorelli che fa un Neri alla [[Bing Crosby|Crosby]] (''[[La mia via]]''). La sequenza in cui si siedono – tutti stinchi di santo spagnoli – Teresa d'Avila, Giovanni della Croce e Ignazio di Loyola ricorda [[Luis Buñuel|Buñuel]] di ''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''. (''[[State buoni se potete]]''; 2000, p. 1275)
*Maldestro tentativo di inserire due divi di Hollywood in una struttura neorealistica di taglio semidocumentario. [...] soltanto a sprazzi si coglie la sensibilità di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]]. Vale soprattutto per il finale. (''[[Stazione Termini (film)|Stazione Termini]]''; 2000, p. 1276)
*Melodramma in sordina che inclina all'intimismo e all'approfondimento del personaggio femminile. (''[[Una storia d'amore (film 1942)|Una storia d'amore]]''; 2000, p. 1280)
*Ispirato a fatti realmente accaduti, è in bilico tra uno storico appena credibile e uno pseudo-erotico-conventuale. (''[[Storia di una monaca di clausura]]''; 2000, p. 1283)
*Scritto da [[Lillian Hellman]], è un sagace adattamento di un dramma (1935) di [[Sidney Kingsley]] dove, accanto ad attori famosi, c'è da ammirare la banda dei Dead End Kids, la fotografia di [[Gregg Toland|G. Toland]] e la brava [[Claire Trevor|C. Trevor]]. Girato interamente in studio con fondali dipinti. Questa accentuazione della sua dimensione teatrale diventa un espediente quasi [[Bertolt Brecht|brechtiano]] per comunicare che la storia in corso è rappresentativa di una vasta realtà. (''[[Strada sbarrata]]''; 2000, p. 1287)
*Rifacimento di ''[[La cagna (film 1931)|La chienne]]'' (1931) di [[Jean Renoir]] [...], ma [[Fritz Lang|F. Lang]], aiutato da un'ottima sceneggiatura di [[Dudley Nichols]], ne ha cavato qualcosa di originale: una storia psicologica con un magico sottofondo da incubo. (''[[La strada scarlatta]]''; 2000, p. 1287)
*Intelligente antologia sui moderni metodi di lotta che la polizia USA ha adottato contro il banditismo nel dopoguerra, ha un notevole ritmo, un ottimo montaggio e un gruppo di bravi attori. (''[[Strada senza nome|La strada senza nome]]''; 2000, p. 1287)
*È il 3º e il più convenzionale dei film diretti da [[Orson Welles|Welles]], in linea con un personaggio di moda a Hollywood negli anni '40: l'ospite in casa che non è quel che sembra. Prodotto da [[Sam Spiegel]] e scritto da [[Anthony Veiller]] su un soggetto altrui, ha molti punti deboli, ma, oltre a quella finale, vanta almeno 2 sequenze memorabili (l'inizio e l'assassinio nel bosco) e lo straordinario bianconero di [[Russell Metty]]. Interessante la descrizione dell'ambiente di provincia. Pur andando talvolta sopra le righe, Welles sfaccetta con sottile istrionismo il suo nazista. Memorabile la figuretta del farmacista che gioca a scacchi. (''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]''; 2000, p. 1290)
*Lo sceneggiatore [[John Briley]] riprende il tema centrale del romanzo di [[John Wyndham]] ''I figli dell'invasione'' (1957) da cui era già stato tratto ''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]'' (1960). Ne è uscito un insolito film di suspense malinconica sul motivo dei bambini che hanno paura perché gli adulti ne nutrono una ancor più grande della loro malvagità. (''[[La stirpe dei dannati]]''; 2000, p. 1279)
*Pretenzioso nel voler essere un'analisi dell'inconscio femminile, è un fantasy adrenalinico, più videogioco che film, che nel giro di meno di mezz'ora diventa ripetitivo, esageratamente estetizzante (scenografie di Rick Carter e costumi di Michael Wilkinson), troppo concentrato sull'erotismo delle giovani interpreti costrette in personaggi privi di spessore, retorico nel finale. (''[[Sucker Punch (film 2011)|Sucker Punch]]''; 2013, p. 1539)
*È difficile stabilire in che misura i notevoli meriti di questo film nero che è anche un apologo morale siano di [[Ben Hecht]] sceneggiatore [...] o della regia di [[Otto Preminger|O. Preminger]] e del suo stile visivo di grande precisione. Ancora una volta, dopo ''[[Vertigine (film 1944)|Laura]]'' (1944), la coppia [[Dana Andrews|Andrews]]-[[Gene Tierney|Tierney]] fa faville. (''[[Sui marciapiedi]]''; 2000, p. 1298)
*Raccontato sul filo del rasoio del drammatico e dell'umoristico, è un po' verboso e prolisso, ma sostenuto da una sapiente suspense. (''[[Il suo tipo di donna]]''; 2000, pp. 1300-1301)
*Stravaganza sgangherata e, infine, stucchevole, ricca di effetti speciali e di citazioni (''[[Blade Runner]]'', ''[[Chi ha incastrato Roger Rabbit|Roger Rabbit]]'', ''[[Atto di forza|Total Recall]]'', ''[[Guerre stellari|Guerre Stellari]]'', ''[[Jurassic Park]]'', ecc.), ma povera di intelligenza e priva di brio. [...] Soltanto per minori di 12 anni videodipendenti. (''[[Super Mario Bros. (film)|Super Mario Bros]]''; 2000, p. 1302)
*Al di là delle polemiche contingenti, peraltro ridicole soprattutto in un paese come la Francia che ha tra i suoi principi costituzionali la laicità dello Stato, il film dimostra, nel suo rigore formale e nell'austerità quasi giansenista del suo stile, che [[Jacques Rivette|Rivette]] tutto aveva cercato, ma non lo scandalo. In linea con l'illuminista [[Denis Diderot|Diderot]] si propone soltanto di proclamare la libertà di coscienza e di denunciarne ogni forma di oppressione. Non attacca la fede religiosa, ma le sue deformazioni e le indegnità che si commettono sotto la sua maschera. (''[[Suzanne Simonin, la religiosa|Susanna Simonin, la religiosa]]''; 2000, p. 1303)
*Titolo stupido per un elaborato rifacimento del famoso racconto ''Giro di vite'' (1898) di [[Henry James]]. Ma la suspense c'è, e specialmente il clima morboso. Ottima [[Deborah Kerr|D. Kerr]], splendida fotografia di [[Freddie Francis]]. (''[[Suspense (film 1961)|Suspense]]''; 2000, p. 1304)
====T====
*Western atipico per l'ambientazione e per i caratteri della storia che sono quelli di un episodio della guerra ispano-americana, ma anche insolito per [[Raoul Walsh|R. Walsh]]: Quincy Wyatt ([[Gary Cooper|G. Cooper]]) è il solo eroe walshiano definito da una completa serenità interiore e da un perfetto controllo del suo campo d'azione, equidistante tra visipallidi e pellerossa (tra Cultura e Natura). (''[[Tamburi lontani]]''; 2000, p. 1309)
*Film d'avventure esotiche che tiene svegli col suo ritmo svelto. La fulgida [[Marlene Dietrich|Marlene]] ha una corona di baldi maschietti. L'ambiente è suggestivo, e c'è una scazzottatura da antologia. (''[[La taverna dei sette peccati]]''; 2000, p. 1316)
*Ultimo film inglese di Hitchcock che non riuscì mai ad amarlo. Macchinoso, un po' enfatico, teatraleggiante, un po' stupido, ma è pur sempre un tenebroso incontro con i mostri della mente e del sogno. (''[[La taverna della Giamaica]]''; 2000, p. 1316)
*Sceneggiato da [[Luc Besson]], è un film di azione ad alta velocità che assomiglia ai poliziotteschi italiani degli anni '70 più che ai modelli hollywoodiani degli anni '90: inseguimenti, acrobazie su due o quattro ruote, parentesi di umorismo pecoreccio. Basta guardare i primi 20 minuti. Sembrano sentinelle che dicano: non andate avanti. (''[[Taxxi]]''; 2000, p. 1317)
*L'argomento era già un po' sdato e anacronistico perché quando il film uscì era già in funzione il telefono automatico. Deriva, infatti, da una novella di Herbert Rosenfeld degli ultimi anni '20, sceneggiata da Ernst Wolff per il film tedesco ''Fräulein-falsch verbunden'' (1932) di E.W. Emo con Magda Schneider. Il rifacimento del casertano N. Malasomma non manca né di brio né di garbo. (''[[La telefonista]]''; 2000, p. 1319)
*5º western, e il più anomalo e ambizioso, di [[Burt Kennedy|B. Kennedy]] che l'ha anche scritto, adattando un bizzarro romanzo di [[E. L. Doctorow|E.L. Doctorow]]. Riuscito a livello descrittivo e ricco di una pittoresca galleria di personaggi, lo è meno nell'irrisolto rapporto tra il realismo di fondo e gli intenti metaforici che puntano sulla parabola dell'antico conflitto tra il Bene e il Male. (''[[Tempo di terrore]]''; 2010, p. 1483)
*Racconto di comportamenti più e prima ancora che di psicologie, non fa concessioni allo spettacolo o al romanzo: nessun incidente, nemmeno una piccola slavina, tutto concentrato sui gesti, gli oggetti, i piccoli particolari quotidiani con un filo di bonaria ironia. Una piccola musica, un film di grazia. (''[[Il tempo si è fermato]]''; 2000, p. 1323)
*Se esistesse l'Oscar della macelleria, questo 8º film di D. Argento se lo aggiudicherebbe facilmente. (''[[Tenebre (film)|Tenebre]]''; 2000, p. 1323)
*Il motto è "Non fate la guerra, fate l'amore". In modi meno piccanti, la vicenda rimanda a quella di ''[[L'iniziazione (film 1986)|L'iniziazione]]'' (1986) di [[Gianfranco Mingozzi|Mingozzi]], ma [[David Hamilton|Hamilton]], famoso fotografo di moda, punta sulla calligrafia e il morbosetto. (''[[Tenere cugine]]''; 2000, p. 1324)
[[File:Teodora (film 1954) Gianna Maria Canale.png|miniatura|[[Gianna Maria Canale]] in ''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]'']]
*1º film a colori di [[Riccardo Freda|R. Freda]] [...] e uno dei suoi risultati più armoniosi in cui le ragioni dello spettacolo non prevaricano sulla definizione dei personaggi. (''[[Teodora (film 1954)|Teodora]]''; 2000, p. 1325)
*3º film di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] regista [...] e il migliore dei 3 per il garbo della costruzione narrativa, l'esperta guida degli attori, la credibilità dei personaggi. Basterebbe [[Anna Magnani|A. Magnani]] nel personaggio della canzonettista Loletta Prima per raccomandarlo. (''[[Teresa Venerdì]]''; 2000, p. 1327)
*Western picaresco, foderato di umorismo e di invenzioni pittoresche. (''[[Terra lontana]]''; 2000, p. 1329)
*Discreto western: in giusta dose l'azione, misurato il risvolto sentimentale, interpreti adatti, qualche allusione sociale. (''[[Terra nera]]''; 2000, p. 1329)
*Artificioso, ma efficace esercizio di suspense con una palese influenza dell'espressionismo a livello figurativo. Una [[Barbara Stanwyck|B. Stanwyck]] superlativa si guadagnò una candidatura all'Oscar. (''[[Il terrore corre sul filo]]''; 2000, p. 1331)
*È un bizzarro film in cui [[John Huston|J. Huston]] prende in giro un po' tutti: sé stesso, il thriller avventuroso, [[Gina Lollobrigida|G. Lollobrigida]] e il pubblico, strizzando l'occhio agli amici. Una vacanza italiana. Quando uscì fu un fiasco, ma poi divenne un film di culto per cinefili sofisticati. Dialoghi spiritosi di [[Truman Capote]]. (''[[Il tesoro dell'Africa]]''; 2000, p. 1334)
*"Girato per scommessa e divertimento" ([[Don Siegel|D. Siegel]]). Scommessa vinta, spettatori divertiti. (''[[Il tesoro di Vera Cruz]]''; 2000, p. 1335)
*Da un copione teatrale (1953) di [[Agatha Christie]] un dramma giudiziario che diventa un esercizio di alta acrobazia intellettuale. Un meccanismo perfetto. [[Charles Laughton|C. Laughton]] e [[Marlene Dietrich|M. Dietrich]] straordinari, ma anche [[Tyrone Power|T. Power]], in un personaggio per lui insolitamente ambiguo, è OK. (''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]''; 2000, p. 1337)
*Inusuale western britannico con toni da commedia in cui il ruolo del vendicatore solitario è girato al femminile, una efficace e prosperosa [[Raquel Welch|R. Welch]]. (''[[La texana e i fratelli Penitenza]]''; 2000, p. 1338)
*È il caso raro di un film laico, appoggiato più all'antropologia che alla psicologia, che, attraverso la leggerezza e la concretezza della vita quotidiana, suggerisce il senso del sacro, la religione vissuta come energia dell'amore. (''[[Thérèse]]''; 2000, p. 1339)
*Enorme successo di pubblico per questo film d'avventure girato come un lungo spot pubblicitario da Tony Scott (fratello del più celebre Ridley). ''Ad majorem gloriam'' dell'epoca di [[Ronald Reagan]]. E di [[Tom Cruise]]. (''[[Top Gun]]''; 2013, p. 1602)
*Lavora bene con la macchina da presa l'attore-regista cileno di origine russa [[Alejandro Jodorowsky|A. Jodorowsky]], traducendo in immagini e suoni i suoi (non sempre chiari) messaggi poetici e filosofici di anarchico narcisista, alchimista manipolatore di simboli. Per qualcuno questo è "il primo western surrealista". (''[[El Topo]]''; 2000, p. 1351)
*2º capitolo, tra ''[[Catene (film 1949)|Catene]]'' (1950) e ''[[I figli di nessuno (film 1951)|I figli di nessuno]]'' (1951) della popolare trilogia "lacrimosa" con la coppia A. Nazzari-Y. Sanson. Gli stereotipi del romanzo d'appendice ridotti all'essenziale con due o tre colpi di regia. (''[[Tormento (film 1950)|Tormento]]''; 2000, p. 1352)
*Il principio di base è l'accumulazione, come se lo sceneggiatore [[Aldo De Benedetti]] avesse voluto condensare in un film solo due o tre romanzi d'appendice. (''[[Torna! (film 1953)|Torna!]]''; 2000, p. 1352)
*Scaldacuore confezionato con garbo e con tutti i buoni sentimenti in ordine. (''[[Torna a casa, Lassie!]]''; 2000, p. 1352)
*Il migliore, il più barocco e compiuto dei 4 western di [[Samuel Fuller|S. Fuller]]. A un contesto storico minuziosamente ricostruito si oppone un racconto in prima persona di una soggettività dilaniata e tormentata. (''[[La tortura della freccia]]''; 2000, p. 1354)
*Sulla via di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], [[Riccardo Freda|R. Freda]], ispiratosi a un fatto di cronaca del 1922, conduce in porto il melodramma passando di scena madre in scena madre. [[Amedeo Nazzari|A. Nazzari]] convince più di [[Vittorio Gassman|V. Gassman]], che si stava specializzando nelle parti di cattivo. (''[[Il tradimento]]''; 2000, p. 1359)
*[[Terence Fisher|T. Fisher]] ha saputo coniugare con sagacia azione, ambientazione e atmosfera. (''[[Tragica incertezza]]''; 2000, p. 1361)
*[...] il 5º film di [[Mario Soldati|M. Soldati]] regista conta per l'orchestrazione capziosa dei rapporti psicologici, l'impiego drammatico del paesaggio (fotografia di [[Massimo Terzano|M. Terzano]] e O. [[Otello Martelli|Martinelli]]), l'ingegnoso assillo di "fare cinema". (''[[Tragica notte]]''; 2000, p. 1361)
*Il titolo originale ''Die Hard'' è meno fuorviante di quello italiano: si riferisce proprio al protagonista, solo contro tutti, e alla feroce lotta che deve intraprendere. Non è un catastrofico, è un memorabile, stringato e avvincente film d'azione. (''[[Trappola di cristallo]]''; 2000, p. 1364)
*Stringato, diretto con energia pari alla finezza, quasi un [[Howard Hawks|Hawks]]. (''[[I tre banditi]]''; 2000, p. 1367)
*Film divertente e simpatico, gentile e intonato nel ritmo dell'esordiente 23enne [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]], è un film brioso di giovani sui giovani di cui soltanto negli anni '70 la critica scoprì la novità, i segni premonitori del neorealismo postbellico: le riprese nei luoghi reali dell'azione, l'attenzione (come in ''[[Rotaie (film)|Rotaie]]'', 1929) alla classe lavoratrice, gli attori presi dalla strada, la disinvoltura nell'espressione dei sentimenti e dell'erotismo. 1º film per il cinema del 22enne milanese [[Nino Rota]], ''enfant prodige'' della musica. Troppo in anticipo per trovare pubblico. (''[[Treno popolare (film)|Treno popolare]]''; 2010, p. 1540)
*È un film che ha in partenza qualche difficoltà di carburazione, ma poi funziona con diversi momenti divertenti. (''[[30 secondi d'amore|Trenta secondi d'amore]]''; 2000, p. 1374)
*''[[Tron (film)|Tron]]'' (frammento di elettronica) è una divertente variante pirotecnica di ''[[Guerre stellari]]''. Prodotto dalla Disney. Film-computer, e non soltanto film sul computer, tra riferimenti scientifici che non sono affatto scientifici, ha la sua brava morale americanamente ottimistica. È il 1º film sulla realtà virtuale. (''[[Tron (film)|Tron]]''; 2000, p. 1381)
*{{NDR|Nel film}} sono messi in fila tutti gli stereotipi della commedia sentimentale per smontarli e frantumarli con una spudorata buffoneria che sghignazza sulle regole del "politicamente corretto" e del buon costume. Sono passate agli onori della cronaca, se non della storia, le gag del gel e quella antica (ma qui per la prima volta dotata del controcampo in passato sempre negato) del pene chiuso di scatto nella cerniera dei pantaloni. Critici e spettatori divisi in due fazioni: chi lo prende per un umorismo sopra le righe, ma intelligente e liberatorio e chi lo respinge come un esempio di trivialità goliardica [...]. (''[[Tutti pazzi per Mary]]''; 2000, p. 1390)
====U====
*Unico film fantastico nella carriera di Hitchcock, comincia in cadenze di commedia mondana e termina nei toni di un'allegoria apocalittica, basata sulle 3 unità della tragedia classica (luogo, tempo, azione). Inquietante, non soltanto impressionante. (''[[Gli uccelli]]''; 2000, p. 1393)
[[File:The Last Wagon 02 Richard Widmark.jpg|miniatura|[[Richard Widmark]] ne ''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]'']]
*Assai ben girato in Cinemascope da [[Delmer Daves|Daves]] che nel western dà il suo meglio. Tutti gli ingredienti giusti al momento giusto. [[Richard Widmark|Widmark]] in forma come meticcio. (''[[L'ultima carovana (film 1956)|L'ultima carovana]]''; 2000, p. 1396)
*È un vero film "de noantri", romano e romanesco a 18 carati, degno del [[Giuseppe Gioachino Belli|Belli]]. C'è la firma di [[Federico Fellini|Fellini]] giovanissimo alla sceneggiatura insieme a quella di [[Aldo Fabrizi|A. Fabrizi]]. I duetti Fabrizi-[[Anna Magnani|Magnani]] sono spassosi. (''[[L'ultima carrozzella]]''; 2000, p. 1396)
*Western ''old style'' prodotto e interpretato da {{sic|uno}} [[John Wayne|Wayne]] in gran forma. Fresco, simpatico. (''[[L'ultima conquista]]''; 2000, p. 1396)
*Pagine di suggestiva intensità alternate a passaggi di astuzia artificiosa. Molti sottofondi nella sceneggiatura un po' verbosa ma sorprendente di R.A. Arthur tratta da un romanzo di Oakley Hall. Interpreti di classe alle prese con personaggi che formalmente riassumono, sublimandoli, gli stereotipi di un genere. (''[[Ultima notte a Warlock]]''; 2010, p. 1569)
*[...] [[Martin Scorsese|M. Scorsese]] rifiuta i tre modelli cinematografici a disposizione (il colossal hollywoodiano, [[Roberto Rossellini|Rossellini]], [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]) e persegue una propria via, discutibile ma sicuramente personale. Recupera la cultura cattolica meridionale di Little Italy di cui s'è alimentato nell'infanzia, la filtra attraverso la sua memoria di ''cinéphile'' onnivoro e la "cristologia" rock degli anni '70 (eloquente la scelta di [[Peter Gabriel]] per le musiche) e tenta persino di rappresentare Cristo in modi "barbarici" come potrebbero vederlo uomini africani o latino-americani, di cultura diversa da quella euro-occidentale. Il suo è un Dio delle debolezze che ha preso sul serio l'incarnazione e che ha uno spessore teologico maggiore di quel che è sembrato alla maggioranza dei critici e dei cattolici scandalizzati. (''[[L'ultima tentazione di Cristo]]''; 2000, p. 1400)
*[...] il 35º film di [[Raffaello Matarazzo|Matarazzo]] chiude il ciclo del melodramma matarazziano di cui è in un certo modo il compendio, ma chiude anche, non senza malinconia, il suo itinerario di regista. I 5 film successivi sono soltanto il segno di una sopravvivenza. (''[[L'ultima violenza]]''<ref>Citato in ''[https://www.mymovies.it/film/1957/lultima-violenza/ L'ultima violenza]'', ''mymovies.it''.</ref>)
*Un piccolo classico della SF al cinema. Il suo discorso di rispetto per gli alieni lo distingue dall'isteria di quel periodo di guerra fredda. Bravi attori, solida sceneggiatura, pochi trucchi, molta sobrietà. (''[[Ultimatum alla Terra]]''; 2000, p. 1400)
*Sceneggiato e dialogato con l'abituale garbo da [[Aldo De Benedetti]] (1892-1970), commediografo di lungo corso e tipico rappresentante del teatro d'evasione tra le due guerre mondiali, qui al lavoro su una sua commedia del 1951. Si avvale dell'istrionismo flautato di [[Vittorio De Sica|V. De Sica]] [...]. (''[[Gli ultimi cinque minuti]]''; 2000, p. 1401)
*Nonostante l'apporto di [[Alberto Moravia|Moravia]] alla sceneggiatura, la vicenda, aggiornata agli anni '50, non sta in piedi. La condizione della donna è esaminata con piagnucolosa curiosità, e non basta la bravura della [[Alida Valli|Valli]] a riscattarla. Ambientazione milanese fiacca. (''[[Ultimo incontro]]''; 2000, p. 1406)
*Global colossal etno-epico da 140 milioni di dollari con ambizioni storiche, filosofiche e artistiche che all'atto pratico vengono sacrificate sull'altare del dio mercato. Al suo attivo il potente romanticismo della vicenda ([[John Logan|J. Logan]], [[Marshall Herskovitz|M. Herskovitz]], [[Edward Zick|E. Zwick]]), le grandiose scene di battaglia – su tutte l'emozionante carica dei samurai a cavallo che sbucano come fantasmi dalla nebbia in mezzo al bosco –, la documentata ricostruzione degli ambienti ([[Lilly Kilvert]]) e dei costumi ([[Ngila Dickson]]), l'intensa interpretazione di Watanabe nei panni dell' "ultimo samurai", che sprona Cruise a dare il meglio di sé. Infestato, però, da stereotipi hollywoodiani e cadute nella soap opera, come il ridicolo incontro finale con l'imperatore e l'''happy end'' sentimentale. (''[[L'ultimo samurai]]''; 2013, p. 1670)
*Tratto da un romanzo di [[Richard Matheson]] e girato a basso costo tra i palazzi romani dell'[[EUR]], è un horror che passò ingiustamente inosservato, nonostante i suoi meriti: un ottimo [[Vincent Price|Price]], alta tensione, intelligenza dei dettagli, alcune anticipazioni – o coincidenze? – con i futuri film di [[George A. Romero]]. (''[[L'ultimo uomo della Terra]]''; 2000, p. 1408)
*Uno dei capolavori del cinema neorealista, e il suo canto del cigno. Frutto maturo del sodalizio tra [[Cesare Zavattini|Zavattini]] e [[Vittorio De Sica|De Sica]], sostenuto anche da ricerche, non tutte risolte, sul tempo e la durata (famosa la sequenza del risveglio della servetta), il film tocca una crudeltà lucida senza compromessi sentimentali, fuori dalla drammaturgia tradizionale. Non ha la "perfezione" di ''[[Ladri di biciclette]]'', ma va al di là. (''[[Umberto D.]]''; 2000, p. 1409)
*Come [[Mario Camerini|Camerini]] anticipò il neorealismo, facendo di Milano qualcosa di più di una tela di fondo per questa commedia comico-sentimentale profumata di giovinezza e raccontata con garbo. (''[[Gli uomini, che mascalzoni...]]''; 2000, p. 1413)
*Un racconto che fila come un TEE senza fermate con personaggi efficaci e stereotipati. (''[[Gli uomini della terra selvaggia]]''; 2000, p. 1414)
*Narrato con scioltezza è un dramma razziale intelligente che vale anche per alcune (azzeccate e dure) annotazioni sociologiche e ambientali (la famiglia del medico). Disgraziatamente [[Joseph L. Mankiewicz|J.L. Mankiewicz]] si è abbandonato un po' troppo alla declamazione e agli effetti. Bravi gli interpreti [...]. (''[[Uomo bianco, tu vivrai!]]''; 2000, p. 1417)
*Il pretendente [...] doma la bisbetica con disarmata e sorridente pazienza. Commedia agile, festosa e gentile [...]. (''[[L'uomo che sorride]]''; 2000, p. 1420)
*Molto sopravvalutato negli anni '70 per la puntigliosa ricostruzione storica ed etnologica sulla vita tribale dei Sioux, è anche un buon film d'avventure con un [[Richard Harris|R. Harris]] credibile ed efficace in ogni situazione. (''[[Un uomo chiamato Cavallo]]''; 2000, p. 1421)
*Considerato il migliore dei 5 film hollywoodiani di [[Jean Renoir|J. Renoir]], il 1º in cui il conflitto tra uomo e natura ha un'importanza centrale: quasi vi si sente l'odore della terra smossa dall'aratro, battuta dalla pioggia o riscaldata dal sole. Il velato ottimismo dell'epilogo è una speranza più che una certezza. (''[[L'uomo del Sud]]''; 2000, pp. 1425-1426)
*Un western intellettuale sul conflitto allevatori-coloni, con risvolti comici che alleggeriscono il tessuto drammatico. (''[[L'uomo del West]]''; 2000, p. 1426)
*Pur subordinata ai 3 personaggi maschili, la [[Bette Davis|Davis]] dà alla sua parte calore e umorismo, "rubando" il film a [[Edward G. Robinson|Robinson]] per il quale era stato prodotto dalla Warner. (''[[L'uomo di bronzo]]''; 2000, p. 1426)
*5º e ultimo film di [[Anthony Mann|Mann]] con [[James Stewart|Stewart]], scritto da Philip Yordan e Frank Burt che gli hanno dato una struttura da tragedia classica sulla fine di una potente e corrotta famiglia. Una dose di violenza maggiore del solito, dialoghi piccanti, un ottimo uso dei paesaggi del New Mexico. Il sapiente gioco dei conflitti psicologici in un mondo primitivo ha un'insolita attendibilità storica. (''[[L'uomo di Laramie]]''; 2010, p. 1599)
*[...] è uno dei migliori thriller prodotti da [[Val Lewton]] per la RKO. La povertà dell'intrigo è riscattata dall'uso sapiente della suspense e degli effetti: l'orrore è solamente suggerito. (''[[L'uomo leopardo]]''; 2000, p. 1429)
[[File:L'uomo di paglia (film).JPG|miniatura|La scena finale de ''[[L'uomo di paglia]]'']]
*Gli ingredienti narrativi sono più o meno gli stessi di ''[[Il ferroviere]]'' (1955), e la maestria tecnico-stilistica è tale che non si nota quasi più. Per tre quarti il film tiene, avvince e convince (e la Bettoja fu giustamente una rivelazione), ma ancora una volta il finale rovina l'equilibrio a colpi di retorica e di buon senso piccolo borghese. L'apporto alla sceneggiatura di Benvenuti e De Bernardi, collaboratori di A. Giannetti, si sente nei particolari. (''[[L'uomo di paglia]]''; 2000, p. 1427)
*Il vecchio [[King Vidor|Vidor]] ritrovò la sua vena in questo western conciso, con una plausibile ambientazione storica, una sobria e colorita caratterizzazione dei personaggi. Una delle interpretazioni più gustose del giovane [[Kirk Douglas|Douglas]]. (''[[L'uomo senza paura]]''; 2000, p. 1432)
*[...] [[John Ford|Ford]] ha fatto il suo 1º film in cui la storia d'amore è centrale con una struttura a flashback e voce narrante. Smargiassa e nostalgica, è una commedia armoniosa ricca di passaggi umoristici e di vigore nelle cadenze di un canto d'amore per la nativa Irlanda. Affiatata compagnia d'attori in cui la disinvoltura è pari al brio. (''[[Un uomo tranquillo (film 1952)|Un uomo tranquillo]]''; 2000, p. 1432)
*Curioso esempio di fantascienza religiosa da un romanzo di successo di [[Morris West]] che, comunque, previde con un anticipo di più di 10 anni l'elezione (1976) del polacco [[Papa Giovanni Paolo II|Karol Wojtyla]]. Un insuccesso a tutti i livelli. (''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]''; 2000, p. 1433)
*Interamente girato in Thailandia, è coraggioso, anticonformista e crudele per certi aspetti, soprattutto nella 1ª parte. (''[[Urla del silenzio]]''; 2010, p. 1609)
====V====
*Costato 50 milioni di dollari a [[Joel Silver]] (''[[Matrix]]'') che l'ha prodotto per la Warner, questo colosso di fantapolitica ha i suoi veri autori nei [[Lana e Andy Wachowski|fratelli Wachovski]] (''Matrix'') che l'hanno coprodotto e sceneggiato dal romanzo a fumetti di [[Alan Moore]] e [[David Lloyd]], delegandone la regia all'ex aiuto regista [[James McTeigue|McTeigue]]. [...] È una silloge di [[Robin Hood]], [[Zorro]], [[Gaston Leroux#Il fantasma dell'Opera|Fantasma dell'Opera]], che protegge, ama, rigenera la giovane Evey, trasformandola in complice ed erede sino alla vittoria finale. La componente ideologica non è da prendere troppo sul serio, ma nemmeno da trascurare: le fonti indirette sono britanniche in letteratura (''[[Il mondo nuovo]]'' di [[Aldous Huxley|Huxley]], ''[[1984]]'' di [[George Orwell|Orwell]]) e in musica ([[Sex Pistols]]). Struttura narrativa compatta, ineccepibili i contributi tecnici (fotografia, scene, costumi, colonna sonora, effetti speciali). La maschera del protagonista rimanda alle sembianze di [[Guy Fawkes]] (1570-1606) che doveva essere l'esecutore del cosiddetto ''Gunpowder Plot'' ([[Congiura delle polveri]]) del 5-11-1605, organizzato da un gruppo di altolocati cattolici per distruggere la sede del parlamento e il [[re Giacomo I Stuart]] e fomentare un'insurrezione popolare. Memorabile sequenza finale di Londra invasa da migliaia di insorti con la maschera di V prima dell'ultima esplosione. (''[[V per Vendetta]]''; 2010, p. 1679)
*7º e ultimo film di [[Budd Boetticher|B. Boetticher]] con [[Randolph Scott|R. Scott]] protagonista e coproduttore con la sua società Ranown. Scritto da [[Burt Kennedy]], non vale ''[[I sette assassini]]'' (1956) e nemmeno ''[[L'albero della vendetta]]'' (1959), ma è contrassegnato dal medesimo sereno e disteso classicismo, dal rifiuto del folclore, delle tematiche sociali e i loro concreti comportamenti più che l'intrigo o la cornice. (''[[La valle dei mohicani]]''; 2000, p. 1442)
*Un western M-G-M che punta sui conflitti psicologici più che sull'azione. (''[[La valle della vendetta (film 1951)|La valle della vendetta]]''; 2000, p. 1442)
*[...] è una parafrasi (o un'interpretazione?) in chiave psicanalitica della storia di Caino e Abele dove il primo non è malvagio, ma disperato e cerca di trovare nell'amore la salvezza. [...] È anche il 1º film di [[James Dean|J. Dean]] protagonista e rimane tuttora soprattutto come il suo ritratto. (''[[La valle dell'Eden]]''; 2000, p. 1442)
*Scritto da [[Nigel Kneale]] con il regista, è il 2º film della serie Hammer che, nella sua miscela di fantascienza e horror, riflette in modi bizzarri l'isteria allarmistica da guerra fredda (come in USA ''[[L'invasione degli ultracorpi]]'', 1956). (''[[I vampiri dello spazio]]''; 2010, pp. 1618-1619)
*La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l'umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l'autobiografia, la passione con l'ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. (''[[Il Vangelo secondo Matteo]]''; 2000, p. 1445)
*Seguito di ''La maschera di Frankenstein'' (1957) cui è superiore: il personaggio del barone, vero protagonista della serie della britannica Hammer (mentre quella hollywoodiana dell'Universal privilegiava la Creatura, cioè Boris Karloff), è di una complessità insolita, grazie alla sceneggiatura articolata di Jimmy Sangster, e T. Fisher non gli nega la comprensione, se non la simpatia. (''[[La vendetta di Frankenstein]]''; 2000, p. 1450)
*Il 1º dei 3 western di [[Fritz Lang|Lang]], e non il migliore. Più che sul tema della giustizia, svolto in modo troppo didattico, trova i suoi motivi di interesse in quelli della vendetta e della colpa. [[Gene Tierney|G. Tierney]] esordiente è già fascinosa. (''[[Il vendicatore di Jess il bandito]]''; 2000, p. 1451)
*[...] è il 4º e il più discontinuo dei 6 film [[Josef von Sternberg|von Sternberg]]/[[Marlene Dietrich|Dietrich]]. Ingiusto salvare soltanto il famoso ''Hot Voodoo'', memorabile numero musicale con Marlene che esce dalla pelle di un gorilla. C'è [[Herbert Marshall|Marshall]] in gran forma anche nella lunga sequenza in un paesino del Sud con i polli in libertà. E il personaggio di Helen, una delle madri più sexy della storia del cinema, non manca di forza come donna che si sacrifica per la felicità degli altri, anche a costo di prostituirsi, e affronta con fierezza le conseguenze delle sue colpe. Oltre all'esecuzione di ''I Couldn't Be Annoyed'' in un frac bianco da uomo, Dietrich canta in francese e una ninna nanna in tedesco. Splendido bianconero di [[Bert Glennon]]. (''[[Venere bionda]]''; 2010, p. 1628)
*[...] la realizzazione è accurata, competente e corretta. (''[[Le 22 spie dell'Unione|22 spie dell'Unione]]''; 2000, p. 1455)
*L'amore e il sesso hanno un peso insolito in questo solido western che rimanda addirittura a ''[[William Shakespeare#Otello|Otello]]'' con [[Rod Steiger|R. Steiger]] nella parte di Jago. [[Delmer Daves|Daves]] ha sempre dedicato molta cura ai personaggi femminili. (''[[Vento di terre lontane]]''; 2000, p. 1457)
*Sagace drammaturgia nell'alternanza tra sequenze di azione e tensione con momenti di alleggerimento idillico o umoristico. E la giusta dose di antimilitarismo a sorpresa nell'ultima parte, non senza eccessi di gusto truculento: il bene e il male, insomma, del cinema di [[Danny Boyle|Boyle]] che, comunque, lontano dai vincoli hollywoodiani, il cinema lo sa fare. (''[[28 giorni dopo]]''; 2010, p. 1634)
*[...] il teatrante [[Raymond Rouleau|R. Rouleau]] (1904-81) ha fatto un film inamidato, accademico, di ritmo stentato che soltanto verso la conclusione ha un colpo d'ala, grazie alla coppia [[Yves Montand|Montand]]-[[Simone Signoret|Signoret]]. Nel puntare sul versante psicologico del testo fa passare in secondo piano la denuncia dell'intolleranza e delle sue radici storiche e sociali per privilegiare la polemica antipuritana. Spicca, comunque, la viperina Abigail della [[Mylène Demongeot|Demongeot]]. (''[[Le vergini di Salem]]''; 2000, p. 1461)
*Film di culto per gli amanti del cinema nero: eleganza, decadenza, perversione, crudeltà, umorismo e una forte vena di necrofilia ne fanno un cocktail unico. Il motivo di David Raksin ("Laura") incanta ancora oggi. Uno di quei film felici dove tutto concorre al risultato finale: regia, sceneggiatura, fotografia (J. LaShelle, premio Oscar), scenografia, musica. (''[[Vertigine (film 1944)|Vertigine]]''; 2000, p. 1463)
*Western colossale dal ritmo sostenuto e ricco di colpi di scena, è un'astuta e magniloquente macchina propagandistica in gloria del capitalismo americano. Non a caso alla realizzazione contribuì ampiamente la società ferroviaria Union Pacific. (''[[La via dei giganti]]''; 2000, p. 1464)
*Un bel romanzo di [[A. B. Guthrie Jr.|A.B. Guthrie Jr.]], 3 star, un ottimo direttore della fotografia come W.H. Clothier per fare un western piatto come un marciapiede. (''[[La via del West]]''; 2000, p. 1465)
*Abile cocktail di tensione drammatica e commedia sentimentale, recitato con garbo da [[James Stewart|Stewart]] e la [[Marlene Dietrich|Dietrich]] tra una compagnia di attori inglesi. Purtroppo i personaggi sono convenzionali. Qualche momento divertente. (''[[Il viaggio indimenticabile]]''; 2000, p. 1468)
*Il surrealismo del vecchio maestro spagnolo è al massimo della sua forma in questa deliziosa, sarcastica scorribanda attraverso le eresie, da lui prese come segni di una dialettica tra fede e ideologia, potere e libertà. (''[[La via lattea (film 1969)|La via lattea]]''; 2000, p. 1469)
*Pochi mezzi, molta intelligenza in questo thriller fantascientifico [...]. Svolgimento avvincente senza effettacci. (''[[Il villaggio dei dannati (film)|Il villaggio dei dannati]]''; 2000, p. 1473)
*Film laico sulla stregoneria, poco romantico e ancor meno mistico, fondato sulla visione: le immagini vi contano più delle parole. Alle seconde è affidata la dimensione razionale e discorsiva (diurna), alle prime quella emotiva e fantastica (notturna), ma quanto è feconda la contraddizione dialettica tra le due componenti? Domina la presenza simbolica dell'acqua, anche come parte femminile della libido. (''[[La visione del sabba]]''; 2000, p. 1478)
*Commediola melensa, anacronistica e recitata a braccio. (''[[La vispa Teresa (film 1943)|La vispa Teresa]]''; 2000, p. 1479)
*[...] è una commedia di carta velina sotto il segno di un ottimismo ingenuo, appena sfiorato da una vena umoristica. Nel '43 quanti italiani andarono a vederlo per constatare com'era bella la vita, almeno al cinema? ([[La vita è bella (film 1943)|''La vita è bella'', 1943]]; 2000, p. 1481)
*6º film di [[Roberto Benigni|Benigni]] regista, è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono, luce e colori – essenziali i contributi della fotografia – ma complementari: la 1ª spiega e giustifica la 2ª. Una bella storia d'amore, scritta con [[Vincenzo Cerami]]: prima tra un uomo e una donna, poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue [[Giustino Durano|G. Durano]] nel più riuscito dei personaggi di contorno. ([[La vita è bella (film 1997)|''La vita è bella'', 1997]]; 2000, p. 1481)
*È il film di Natale per eccellenza, uno dei capolavori del cinema sentimentale di tutti i tempi. [...] [[James Stewart|Stewart]] dà il meglio in un personaggio che passa dall'ottimismo al pessimismo più nero come la commedia passa dal comico all'incubo, dal documentario alla favola. (''[[La vita è meravigliosa]]''; 2000, pp. 1481-1482)
*Melodramma popolare che anticipa la serie [[Amedeo Nazzari|Nazzari]]-[[Yvonne Sanson|Sanson]] degli anni '50 con una risentita descrizione dell'Italia in rovine (borsaneristi e cafoni arricchiti in opposizione agli stenti e alle sofferenze dei più). Una [[Alida Valli|A. Valli]] intensa e un ottimo [[Eduardo De Filippo|E. De Filippo]]. (''[[La vita ricomincia]]''; 2000, p. 1484)
*La selvaggia potenza del romanzo della [[Emily Brontë|Brontë]] è un po' troppo addomesticata. Gli sceneggiatori ne hanno impoverito l'intensità e attutito il romanticismo gotico, ma il film rimane egualmente memorabile. Robusta interpretazione di [[Laurence Olivier|Olivier]]. (''[[La voce nella tempesta]]''; 2000, p. 1491)
*Melodramma fiammeggiante in puro stile anni '50: società corrotta e la donna, sua vittima, trasformata in eroina con l'aureola. (''[[Vortice (film 1953)|Vortice]]''; 2000, p. 1496)
====W====
*Per più di un'ora è divertente, credibile, vispo come una commedia dei tempi d'oro. Avvince e convince meno quando assume il ritmo di un thriller d'inseguimento. La morale è di un sano pacifismo. (''[[Wargames - Giochi di guerra]]''; 2000, p. 1498)
*Farsa macabra mal combinata e mal recitata, con la presunzione di far della critica sociale. Inspiegabile successo di pubblico, tale da generare un [[Weekend con il morto 2|seguito]]. (''[[Weekend con il morto]]''; 2010, p. 1684)
*Immedicabile volgarità di fondo a ritmo demenziale e recitazione agitata. Sceneggiatore dell'altro, R. Klane ha fatto la regia. Il cambio di mano è inavvertibile. (''[[Weekend con il morto 2]]''; 2000, p. 1499)
*Ritratto di donna in forma di monologo quasi didattico e una traccia d'azione. Per [[Teresa Russell|T. Russell]] è lo spunto per un'esibizione di alto istrionismo gestuale, fonico, recitativo. [[Ken Russell|K. Russell]], autore geniale e visionario sempre in bilico sul kitsch, ha filmato con tono di premeditata e accanita sgradevolezza, cercando di rispecchiare con onestà la materia. (''[[Whore (puttana)]]''; 2000, p. 1501)
====Y====
*Il film parte piano e lascia lo spettatore nella stessa condizione di spaesamento e incredulità vissuta dai 2 protagonisti, derubati della propria identità. La vita semplice di Mitsuha, costruita sul tramandarsi generazionale di costumi e tradizioni andate perdute, si contrappone a quella frenetica di Taki, cameriere e studente in una Tokyo spersonalizzante e superficiale. Un incontro-scontro di 2 anime ben distinte, al di là dello spazio e del tempo, che ricorda alla lontana il coreano ''[[Si-wor-ae|Il mare]]'' (2000) e il suo remake americano ''[[La casa sul lago del tempo]]'' (2006). La cometa, vista e attesa con stati d'animo diversi dai due ragazzi, diventa il simbolo dell'inevitabilità del destino e il tramite che rende indivisibile il loro legame. (''[[Your Name.]]''; 2017, p. 1719)
====Z====
*[[John Boorman|Boorman]] riprende il tema uomo-natura in chiave di favola fantastica più che fantascientifica, immersa nel mito, inneggiante alla Natura sovrana indomabile di fronte al "progresso" destinato alla rovina. C'è un errore di costruzione drammatica: s'impiega troppo tempo a farci sapere chi è Zed. E una altro di atteggiamento narrativo: Boorman, autore del film a pieno titolo, si prende troppo sul serio. (''[[Zardoz]]''; 2010, p. 1700)
[[File:Zazà (1944) Isa Miranda.png|miniatura|[[Isa Miranda]] in ''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]'']]
*Al suo 2º film il giovane [[Renato Castellani|Castellani]] avrebbe voluto [[Luisa Ferida]]: vedeva una Zazà volgare, sensuale, plebea. Costretto dal produttore Renato Gualino della Lux ad accettare [[Isa Miranda|I. Miranda]], riscrisse la sceneggiatura con [[Alberto Moravia]] (che per motivi di antisemitismo ufficiale non compare nei titoli). L'attrice è comunque ottima in un film elegante, decorativamente raffinato, giocato sulle simmetrie, ma anche meno calligrafico e più caldo della sua fama. (''[[Zazà (film 1944)|Zazà]]''; 2010, p. 1701)
*Pur girato in esterni canadesi, è il 1° film hollywoodiano di [[David Cronenberg|Cronenberg]] (onore a [[Dino De Laurentiis]] che l'ha prodotto) e, tolto ''[[Shining]]'', il migliore tra i tanti desunti dalla narrativa di [[Stephen King|King]]. È il più conciso, compatto e "classico" del geniale regista canadese a livello narrativo anche se meno originale di altri per la tematica. Memorabile interpretazione del 40enne [[Christopher Walken|Walken]] che rende con dolente intensità l'infelicità del protagonista. (''[[La zona morta]]''; 2010, p. 1706)
===Serie televisive===
*Ideatore della serie è [[J.J. Abrams]], padre del ben più noto ''[[Lost]]'', che anche in questo caso riesce, puntata dopo puntata, a tenere lo spettatore incollato allo schermo, grazie a trame e sottotrame ricche di idee e situazioni. Spiccano nel cast l'ancora semisconosciuta [[Jennifer Garner]] e un ottimo [[Victor Garber]]. (''[[Alias (serie televisiva)|Alias]]'', 2013, p. 1807)
*La serie nasce da una costola di ''[[Buffy l'ammazzavampiri]]'', giunta con successo a cavallo del 2000 alla terza stagione. Benché parte del cast e la produzione siano le stesse, è un prodotto televisivo più cupo e dark, cui mancano quei guizzi geniali che caratterizzavano la serie madre, non riuscendo quindi a imporsi come cult dei primi 2000 al pari di quanto è avvenuto per la famosa cacciatrice di vampiri. (''[[Angel (serie televisiva)|Angel]]'', 2013, p. 1808)
*Irriverente e scorretto, in pieno stile AMC, una delle reti televisive USA più all'avanguardia di oggi. (''[[Breaking Bad]]'', 2016, p. 1712)
*Nato dalla mente televisiva di [[Josh Schwartz]], già ideatore di prodotti di culto tra i giovani come ''[[The O.C.]]'' e ''Gossip Girl'', è un perfetto cocktail di azione e comicità, definizione di personaggi completi e tanta spontaneità per uno dei telefilm più particolari degli ultimi anni. Difficile da catalogare. (''[[Chuck]]''; 2013, p. 1811)
*La serie parte da un flashback nell'anno in cui è avvenuto il crimine e si muove poi avanti e indietro nel tempo in maniera quasi totalmente libera. Ottima fotografia dalle luci particolari ma incredibilmente efficaci per le scene del passato, bella colonna musicale con alcune delle canzoni più celebri del periodo. È la prima serie esterna al format ''[[CSI]]'' a comparire in un crossover con ''[[CSI: NY]]''. (''[[Cold Case - Delitti irrisolti]]''; 2013, p. 1812)
*La serie è infestata da dialoghi assurdi e situazioni improbabili e mette a dura prova i nervi di uno spettatore normale, eppure resta una pietra miliare dell'evoluzione del teen drama ed è stata ispiratrice di buona parte delle serie per i più giovani. (''[[Dawson's Creek]]''; 2013, p. 1813)
*Conclusasi all'8ª stagione, ha conquistato l'America e il mondo con una certa dose di suspense e una comicità un pó cinica. Si vocifera che la fama improvvisa che ha investito le attrici abbia creato una spirale di gelosie e rivalità tra di loro che rendevano il set pressocché invivibile. (''[[Desperate Housewives]]''; 2013, p. 1813)
*Liberamente ispirato a Sherlock Holmes, ''Dr. House'' si presenta come il più originale dei telefilm medici, e le vicende ospedaliere riescono a equilibrarsi con le storie personali. (''[[Dr. House - Medical Division]]''; 2013, p. 1815)
*Un cast di grandi nomi ([[Michael Crichton]] il creatore, [[George Clooney]] e [[Julianna Margulies]], tra i protagonisti delle prime stagioni) e una regia di ottimo livello hanno saputo soddisfare le aspettative dei fan per tutto il tempo della sua durata, senza cali. (''[[E.R. - Medici in prima linea]]'', 2013, p. 1815)
*Accolta inizialmente con grandi critiche, la serie è tra le più longeve e seguite di sempre, imponendosi come un'ottima risposta europea all'egemonia dei serial USA. In patria ha battuto ogni record di longevità (per una serie TV). Unico paese dove la serie non ha spopolato rimangono (stranamente) gli Stati Uniti. (''[[L'ispettore Derrick]]''; 2013, p. 1819)
*Ideata e scritta principalmente dall'attore e scrittore [[Julian Fellowes]], andata in onda per la prima volta nel 2010, la serie è riuscita facilmente nella scalata al successo. È sicuramente il prodotto anglo-americano di maggior successo, ha ottenuto nel 2012 il primato di serie con il numero più alto di nomination agli Emmy Awards nella storia del premio. È attualmente uno degli show più diffusi in tutto il mondo. Per la tenuta di Downtown Abbey, vera e propria protagonista, è stato utilizzato l'Highclere Castle, nello Hampshire. [[Maggie Smith]], nei panni della capostipite e tradizionalista Violet, è indimenticabile. (''[[Downton Abbey]]''; 2016, p. 1723)
*La CBS propone un genere di difficile gestione e temi che tendono al tragico, ma le sceneggiature coinvolgenti e ben bilanciate rendono la serie piacevole e scorrevole, mantenendola a ottimi livelli fino alla sua conclusione nel 2010. (''[[Ghost Whisperer - Presenze]]''; 2013, p. 1816)
*La serie è diventata un vero e proprio cult per i giovani della cosiddetta ''iPod generation'' e, tra segreti, misteri, tormentate storie d'amore e personaggi rigorosamente di bell'aspetto, ha saputo farsi strada nel difficile mondo degli ascolti per ben 6 stagioni ospitando svariate guest star del mondo della TV e della musica. (''[[Gossip Girl]]''; 2013, p. 1817)
*Tra gli esordi più felici della storia della TV: i suoi primi episodi la rendono una delle migliori serie fantascientifiche degli ultimi anni. Poi ha perso lo smalto e il decadimento, in termini di ascolti, ne ha determinato la cancellazione improvvisa, senza che gli autori avessero il tempo di scrivere un finale conclusivo e soddisfacente. A nulla sono valse le petizioni dei fans e i tentativi di attori e produttori di portare i personaggi sul grande schermo per un'ultima, definitiva e conclusiva avventura. (''[[Heroes]]''; 2013, p. 1818)
*Alla base del progetto e ideatore della serie, [[Carlo Lucarelli]], scrittore italiano di successo specializzato in romanzi gialli e noir. A detta dello stesso Lucarelli, a ispirare la serie sono stati i film dedicati all'ispettore Callaghan. (''[[L'ispettore Coliandro]]''; 2013, p. 1818)
*La serie nasce come uno dei 4 ''spin-off'' della serie ''Arcibaldo'' ed è riuscita col tempo a sovrastare il successo dello show d'origine mantenendosi al top della fama per 11 stagioni e segnando la storia della TV a cavallo tra gli anni '70 e '80. Le tematiche politiche sono trattate sempre senza aggressività o pesantezza, anche in episodi il cui tema centrale coinvolge questioni delicate di gravità non indifferente, quali il razzismo, il suicidio o l'analfabetismo. (''[[I Jefferson]]''; 2013, p. 1819)
*Tra i più famosi polizieschi degli ultimi anni, seguito da svariati ''spin-off'' ([[Law & Order: LA|l'ultimo]] di questi ambientato a Los Angeles), la serie è in grado di fornire una visione a 360º del sistema giuridico-investigativo USA, senza lasciare nulla di non detto o inconcluso. (''[[Law & Order - I due volti della giustizia]]''; 2013, p. 1819)
*Un ottimo soggetto e un grande [[Tim Roth]] purtroppo non hanno salvato questa serie che, dopo 2 anni di successi, è stata cancellata alla sua 3a (un po' più scarsa) stagione. (''[[Lie to Me]]''; 2013, p. 1819)
*Forte di una trama avvincente, di una struttura sofisticata in bilico continuo tra presente e passato, di un cast vario e intrigante, può forse essere considerato il più celebre telefilm dei primi anni 2000. Il finale della serie è stato seguito (ufficialmente) da circa 25 milioni di persone nel mondo. (''[[Lost]]''; 2013, p.1819)
*La risposta femminile a ''[[Queer as Folk]]'' introduce a un mondo abbastanza sconosciuto, guidando lo spettatore nella vita dei personaggi, con alternanza di comicità e tragedia. Comunque in profondità. (''[[The L Word]]''; 2013, p. 1820)
*Nonostante le svariate incongruenze riscontrabili nel corso delle varie stagioni e l'assurdità degli episodi vissuti da MacGyver, le sue imprese, come avvenne anche con [[Chuck Norris]], sono diventate oggetto di innumerevoli battute e freddure, e questa è una delle serie che ha avuto più presa sulla gioventù degli anni '80 in tutto il mondo. (''[[MacGyver]]''; 2013, p. 1820)
*Straordinaria ricostruzione di un paese contraddittorio, dalle scene e dai costumi di una perfezione unica, ai dettagli comportamentali, alle abitudini e ai pensieri di personaggi meravigliosamente delineati di questi Stati Uniti ormai perduti. Vincitore di svariati Emmy Award e Golden Globe. (''[[Mad Men]]''; 2016, p. 1740)
*I baffi e i magnifici occhiali a goccia di [[Tom Selleck]], cult degli anni '80, sono poi divenuti simbolo dell'intera decade. (''[[Magnum, P.I.]]''; 2013, p. 1820)
*Una serie di successo che ha saputo conquistare migliaia di fans nel mondo grazie ai suoi personaggi un po' bizzarri ma indimenticabili e alla genuinità ironica e brillante nel raccontare i rapporti umani più importanti della vita, che spesso sono i più complicati. (''[[Una mamma per amica]]''; 2013, p. 1820)
*Un raro esempio di show poliziesco dai risvolti sovrannaturali che, portando sullo schermo un personaggio realmente esistito, ha saputo conquistare una folta parte di audience americana che, normalmente, non si avvicina al poliziesco. Ottimo equilibrio tra le premonizioni, le indagini e la vita famigliare. (''[[Medium (serie televisiva)|Medium]]''; 2013, p. 1821)
*Prodotta dai fratelli [[Ridley Scott|Ridley]] e [[Tony Scott]], sempre molto attivi sul versante della produzione televisiva, la serie ha fatto incetta di premi nel tempo, tra cui il Premio Carl Sagan, conferito per "la comprensione pubblica della scienza". Nell'arco di 6 stagioni molti ruoli secondari sono stati affidati a star di successo del mondo televisivo. (''[[Numb3rs]]''; 2013, p. 1823)
*Un teen drama incredibilmente longevo che ha saputo trovare la chiave per rinnovarsi costantemente anno dopo anno. In particolare si è rivelata una scelta giusta il salto temporale di 4 anni nel futuro operato nella 5ª stagione, che ha permesso agli autori di mantenere lo stesso cast e gli stessi personaggi cresciuti senza arrampicarsi sui vetri con spiegazioni. (''[[One Tree Hill]]''; 2013, p. 1823)
*Un magistrale prodotto TV per un genere che raramente ha trovato realizzazioni di questo livello sul piccolo schermo. Tensione continua. Per onorarla in maniera originale, i produttori decisero di finirla col botto e, anziché sviluppare una conclusione canonica, girarono uno speciale di 2 ore intitolato ''Prison Break: The Final Break''. (''[[Prison Break]]''; 2013, p. 1824)
*{{NDR|Addison Montgomery}} Uno dei personaggi più riusciti nati dalla penna di [[Shonda Rhimes]], secondo molti la donna più potente della TV americana, abbandona la serie d'origine ''[[Grey's Anatomy]]'' guadagnandosi uno show tutto suo, dove può mostrare per 6 stagioni le mille sfaccettature di una donna che potrebbe avere tutto, ma alla fine sembra sempre uscire perdente dalla vita. (''[[Private Practice]]''; 2013, p. 1825)
*Dopo il successo ottenuto al cinema e sulla carta stampata, ecco la serializzazione del più celebre dei supereroi, Superman, mostratoci qua nella sua vita da adolescente spaventato dai propri poteri, prima di diventare il paladino della giustizia ed eroe dell'umanità che tutti conosciamo. (''[[Smallville]]''; 2013, p. 1828)
*Un ottimo prodotto che è stato, giustamente, indicato come l'opera di cultura pop più importante degli ultimi 25 anni. Una curiosità: gli attori che impersonano i mafiosi hanno tutti origine italiana. Singolare e ancora inspiegata la freddezza dell'accoglienza in Italia, unico paese dove gli ascolti della serie non hanno raggiunto i record mirabolanti come nel resto del mondo. (''[[I Soprano]]''; 2013, p. 1828)
*Tra le prime e più celebri serie TV italiane che, ispirandosi alle tendenze d'oltreoceano, mostrano un mondo di giovani pensato per i giovani. Nonostante l'alto audience, la maggior parte dei protagonisti non ha avuto fortuna negli anni successivi. (''[[I ragazzi della 3ª C]]''; 2013, p. 1825)
*Esilaranti le visioni mentali del simpatico J.D. dal cuore d'oro. L'ultima stagione, nella quale alcuni membri del cast hanno raggiunto il ruolo di mentori di nuove leve dell'ospedale, rappresenta una delle peggiori scelte di mercato televisive che, pur di sfruttare la fama della serie fino all'ultimo, ha gettato al vento 8 anni di grande qualità per un prodotto finale scadente e banale. (''[[Scrubs - Medici ai primi ferri]]''; 2013, p. 1826)
*Comicità originale dall'impostazione innovativa (i personaggi sono 30enni single legati da vincoli di amicizia e cinicamente indifferenti alla morale comune), che provoca spesso e volentieri disastri nelle vite altrui senza scomporsi mai troppo. Vincitrice di 10 Emmy Award e 3 Golden Globe. (''[[Seinfeld]]''; 2013, p. 1827)
*La serie, i cui episodi sono spesso incentrati su problemi della vita di tutti i giorni e sulle difficoltà che si affrontano crescendo, era molto impostata sull'etica cristiana protestante e oscurata dal bigottismo della società americana. Al punto di aver fatto gradualmente sparire dalla scena una delle sue protagoniste, la sorella maggiore Mary, perché l'interprete [[Jessica Biel]] aveva posato in costume sulla copertina di alcune riviste. Ironia della sorte, la Biel è l'unico membro del cast ad aver avuto fortuna nella sua carriera, divenendo una star di livello internazionale. (''[[Settimo cielo]]''; 2013, p. 1827)
*Il successo della serie, seppur poco longeva, ha assicurato ai due protagonisti fama pressoché eterna, rinfrescata da un [[Starsky & Hutch (film)|adattamento cinematografico]] del 2004. Anche grazie alla serie la Ford Gran Torino è diventata una delle automobili più amate e più richieste dai collezionisti. (''[[Starsky & Hutch]]''; 2013, p. 1828)
*Con un merchandising paragonabile forse solo a quello di ''[[Guerre stellari]]'', è sicuramente una delle serie di fantascienza più amate di tutti i tempi: prova ne sono gli 11 film per il cinema, la serie animata e gli svariati ''spin-off'' prodotti nel corso degli anni. (''[[Star Trek (serie classica)]]''; 2013, p. 1828)
*Serie di punta della Warner Bros che per 8 anni ha stuzzicato l'immaginazione di ragazzine e bambine nei primi anni 2000. (''[[Streghe]]''; 2013, p. 1829)
*Nemmeno il terribile e oltraggioso adattamento italiano della serie (nell'originale Francesca Cacace è Fran Fine, giovane ebrea dalla famiglia ingombrante) è stato in grado di rovinare la comicità spontanea e innocente di questa serie, caposaldo tra le sitcom dei dorati anni '90. (''[[La tata]]''; 2013, p. 1829)
*La serie, ottima nella riproduzione del passato al pari di quanto lo era stata ''[[Happy days]]'', ha anche lanciato un'intera nuova generazione di attori che è riuscita facilmente a farsi strada al termine delle riprese. (''[[That '70s Show]]''; 2013, p. 1829)
*Remake statunitense di ''Yo soy Betty, la fea'', telenovela colombiana di successo. Lo show, che ricorda molto nei primi episodi il film ''[[Il diavolo veste Prada]]'', è leggero e piacevole nel suo guardare con ironia al contraddittorio e un pó perverso mondo della moda, fatto di apparenza e nessuna sostanza. (''[[Ugly Betty]]''; 2013, p. 1830)
*Buon prodotto televisivo la cui forza risiede nei 2 protagonisti e nel disegno del rapporto che li unisce, contraddittorio ma incredibilmente genuino e affettuoso. A interpretare il giovane truffatore Neal è uno dei volti considerati più affascinanti dello star system, quello del fino ad allora sconosciuto [[Matt Bomer]]. (''[[White Collar]]''; 2016, p. 1771)
*Un cult, capostipite nel suo genere e grande maestro di mistero e tensione. (''[[X-Files]]''; 2013, p. 1832)
==Note==
<references/>
==Bibliografia==
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini: dizionario dei film 2001'', con la collaborazione di Sandro Mogni e Saverio Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2000. ISBN 88-08-03105-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2011: dizionario dei film'', con la collaborazione di Mauro Tassi, Zanichelli, Bologna, 2010. ISBN 978-88-08-22722-5
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2014: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2013. ISBN 978-88-08-34476-2
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2017: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2016. ISBN 978-88-08-75703-6
*Laura, Luisa e Morando Morandini, ''il Morandini 2018: dizionario dei film e delle serie televisive'', Zanichelli, Bologna, 2017. ISBN 978-88-08-29119-6
==Voci correlate==
*[[Morando Morandini]]
*[[Il Mereghetti]]
*[[il Farinotti]]
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Enciclopedie del cinema|Morandini]]
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Alberto Angela
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[[File:Alberto Angela2.jpg|thumb|Alberto Angela nel 2010]]
'''Alberto Angela''' (1962 – vivente), paleontologo, divulgatore scientifico, scrittore e giornalista italiano.
==Citazioni di Alberto Angela==
*Chi ogni giorno andava a lavorare nel [[World Trade Center]] se ne vantava, era orgoglioso: le torri, al momento della costruzione, erano i grattacieli più alti di New York, 410 metri. Battevano il record dell'Empire State Building, 381 metri, fino a quel momento l'edificio più famoso e ammirato. Avevano letteralmente modificato, stravolto il profilo della città. Per chi arrivava dal mare, in transatlantico, da turista di lusso o sul ferry boat da pendolare, lo sguardo si posava subito con ammirazione sulle due torri. Costruirle, era stata un'impresa titanica, che aveva suscitato anche molte polemiche.<ref>Dalla trasmissione ''Ulisse, il piacere della scoperta'' andata in onda su ''Rai 3'', 21 maggio 2011; ''[https://www.youtube.com/watch?v=2VSe8SXRlq8 video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 6:30.</ref>
*Credo che la formica parassitaria sia l'animale più longevo e insieme più debole che esista. La struttura esoscheletrica è del tutto simile a una zanzara in volo, e tuttavia con un bulbo parcellizzato più regolare.<ref>Da ''Focus'', 12 dicembre 1999, p. 31.</ref>
*Da quassù si scorge [[Palermo]] al momento del tramonto, con il suo fascino, la sua bellezza, che però si nascondono in questo calcolato disordine, di cupole, resti di moschee, palme che emergono, statue gesticolanti ma anche orti barocchi e persino magnificenze Liberty. Da qui si intravede Monte Pellegrino, un promontorio definito da Goethe “il più bello del mondo” che sembra quasi proteggere la città. Una città che sembra scivolare pigramente verso il mare. Un mare dal quale sono venuti tutti i popoli che hanno desiderato conquistarla. Fenici, romani, bizantini, arabi, normanni, spagnoli, francesi, piemontesi, austriaci. E tutti hanno lasciato delle bellezze immense. E forse proprio dal mare è arrivata quella malinconia che è una delle chiavi per capire la [[Sicilia]]. Insomma, qui nulla è siciliano, ma tutto si fa siciliano.<ref> Citato in ''[https://www.perizona.it/alberto-angela-meraviglie-palermo/amp/ Alberto Angela mostra le bellezze di Palermo: “Qui nulla è siciliano ma tutto si fa siciliano”]'', ''perizona.it'', 12 gennaio 2023. </ref>
*Ho una debolezza: il [[tiramisù]]. Casalingo o di pasticceria, non manca mai.<ref name=Lacava />
*Il Tirannosauro univa in sè le dimensioni di un elefante, la violenza di una tigre e la dentatura di uno squalo.<ref>Da Piero e Alberto Angela, ''Il Pianeta dei dinosauri'', Arnoldo Mondadori Editore, ottobre 1993, p. 55.</ref>
*Poche città come la [[Firenze]] del Rinascimento sono riuscite, nella storia dell'umanità, a segnare così tanto e in pochi secoli, non solo la storia del proprio Paese, ma quella di un intero continente e del mondo intero.<ref>Da un [https://twitter.com/albertoangela/status/1610761451299344396 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 4 gennaio 2023.</ref>
*Prima di [[Carlo Azeglio Ciampi|Ciampi]] la [[patria]] era un valore di destra, guerresco. Lui ha convinto gli italiani a fare pace con la bandiera e con l'inno.<ref>Dall'intervista di Francesco Merlo, ''[https://rep.repubblica.it/pwa/intervista/2018/01/16/news/_alberto_angela_ho_successo_perche_racconto_la_bellezza_degli_italiani_-186642629/ Alberto Angela: "Ho successo perché racconto la bellezza degli italiani"]'', ''rep.repubblica.it'', 17 gennaio 2018.</ref>
*Quando si entra in un luogo tanto splendido e ricco di tesori come la [[Basilica di San Pietro in Vaticano|basilica di San Pietro]], è naturale che lo sguardo corra verso l'alto, oppure tutto intorno... È molto più difficile che ci si fermi a guardare per terra. Ma è un vero peccato, perché i pavimenti di San Pietro sono un enorme, vastissimo capolavoro unico al mondo.<ref>Da ''San Pietro. Segreti e meraviglie in un racconto lungo duemila anni'', cap. VI, ''Marmi da ogni dove'', Milano, RCS Libri, 2015, ISBN 978-88-58-68291-3</ref>
*{{NDR|Su [[Gigi Proietti]]}} Quando ti trovavi davanti a lui, alla sua arte, alla sua persona, ti rendevi conto di essere davanti ad un fuoriclasse, ad un artista unico che sapeva coinvolgerti in modo totale in ogni tipo di rappresentazione. La sua arte non era mai ostentata ed era sempre in grado di mettere a proprio agio le persone con cui aveva a che fare. [...] Con la sua umiltà, la sua umanità e la sua semplicità, Gigi è stato uno degli uomini più veri, rispettosi ed umani che abbia mai incontrato.<ref>Da un [https://www.facebook.com/albertoangelaofficial/posts/3542983685748239 post] sul profilo ufficiale ''facebook.com'', 2 novembre 2020.</ref>
*Quarantatremila e seicento finestre; questo è il totale delle due torri. Cioè, poco meno di ventiduemila finestre ciascuna, tutte larghe cinquanta centimetri. Un dato da tener presente, perché ci aiuta a comprendere la struttura delle torri e anche la dinamica del crollo. I grattacieli tradizionali, infatti, hanno una struttura portante all'interno e le pareti sottilissime. Le torri di New York invece, erano sostenute da un'intelaiatura esterna, da sottili nervature d'acciaio distanti tra loro appunto cinquanta centimetri, cioè la larghezza delle finestre. Insomma, erano come dei parallelepipedi vuoti. La maggiore difficoltà per le due torri era il vento: infatti, in questo punto di Manhattan a questa quota, il vento può soffiare fino a duecentoventi chilometri orari e quando questo avveniva le torri si piegavano ed erano in grado di oscillare persino di un metro. Le torri erano diventate un simbolo e proprio per questo, un gruppo di fanatici decise di attaccarle già nel 1993.<ref>Dalla trasmissione ''Ulisse, il piacere della scoperta'' andata in onda su ''Rai 3'', 21 maggio 2011; ''[https://www.youtube.com/watch?v=2VSe8SXRlq8 video]'' disponibile su ''youtube.com'', min. 10:35.</ref>
*Sì, effettivamente a prima vista {{NDR|le [[iguana|iguane]]}} possono sembrare dei piccoli [[Dinosauro|dinosauri]], ma non lo sono. Appartengono al grande filone dei rettili, ma non sono parenti stretti dei dinosauri. Diciamo più o meno quanto noi lo potremo essere con una foca.<ref name=pianetadinosauriep1>Dal programma televisivo ''Il Pianeta dei Dinosauri'', episodio 1: I primi dinosauri, Raiuno, 1993.</ref>
*Sono di bocca buona: mi piacciono i film che fanno ridere e quelli di azione. Al primo posto, metterei ''[[2001 Odissea nello spazio]]''.<ref name=Lacava>Citato in Cristina Lacava, ''[http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2012/alberto-angela-intervista-cose-della-vita-30628720109.shtml Cose della vita: Alberto Angela]'', ''iodonna.it'', 24 aprile 2012.</ref>
*Una generazione che non sa cosa significhi una guerra, per esperienza diretta o per i racconti di chi c'era, è proprio la più vulnerabile a ricascarci e innescare nuove tragedie. E noi, purtroppo, in questo momento ci troviamo a navigare esattamente in queste acque. <ref>Da ''Cesare'', Mondadori, Milano, 2025. ISBN 978-88-04-81099-5</ref>
{{Int|''[https://www.raiplay.it/video/2019/04/Meraviglie-La-penisola-dei-tesori-Tra-vette-e-colline-da-Urbino-al-Monte-Bianco-a6d2c9f5-f64f-49fd-93a6-89bba967afca.html Tra vette e colline: da Urbino al Monte Bianco]''|Dal programma televisivo ''Meraviglie - La penisola dei tesori'', Rai 1, 9 aprile 2019; video disponibile su ''raiplay.it''.}}
*Il [[Palazzo Ducale (Urbino)|Palazzo Ducale di Urbino]] è davvero una sorta di dedalo, con passaggi, stanze, cortili, ecc. e noi ora ci troviamo in uno dei punti più alti, uno dei due torricini, così chiamati, queste torri a punta molto eleganti. Non avevano [...] una funzione militare, questa non era una fortezza, questo era un palazzo; ed era voluto da Federico da Montefeltro, perché chiunque arrivasse proprio qui [...] si trovava di fronte questa meraviglia dell'architettura, che era un vero e proprio biglietto da visita di questo personaggio straordinario.
*La più importante testimonianza di questo periodo d'oro {{NDR|il Rinascimento}} è il Palazzo Ducale, un vero e proprio scrigno che copre ben ventimila metri quadrati su più piani. È davvero un'opera straordinaria.
*Pensate che l'UNESCO ha dichiarato il centro storico di Urbino patrimonio dell'umanità; ma in effetti è una città antichissima, una città che ha conosciuto il suo massimo splendore, lo sappiamo, nel '400, quando, come sottolinea l'UNESCO, ha rappresentato uno dei vertici dell'arte e della cultura di tutto il [[Rinascimento]]. E soprattutto, ha lasciato un'impronta indelebile nella storia, grazie anche alla creatività dei suoi abitanti e del Duca di Urbino, personaggio davvero straordinario.
*[...] tra questi boschi e querce, incastonata tra le morbide colline marchigiane, si trova una vera meraviglia, non solo di questa regione, ma di tutta la nostra nazione: è una città ricchissima di storia, arte e cultura. Una città che ha lasciato un segno nei secoli: [[Urbino]].
*Urbino e soprattutto questo bellissimo palazzo {{NDR|Ducale}}, erano in quegli anni un luogo di grandissimo fermento, qui avresti incontrato tanti ambasciatori, ospiti, viaggiatori, ma anche nomi entrati nella storia: Papa Giulio II [...], Lucrezia Borgia, tanti altri.
*Urbino [...] è un luogo unico, un luogo dove [[Medioevo]] e Rinascimento si fondono con naturalezza: e allora tutti questi bellissimi palazzi, le chiese, i vicoli stretti e i saliscendi così caratteristici, vi fanno ancora oggi ritornare a quell'epoca, al '400, gli inizi del '500. Un'epoca in cui Urbino era una città ricca, in cui vi era fermento culturale e proprio grazie alla passione dei signori della città, erano sorti tantissimi luoghi dove l'arte a sua volta nasceva.
{{Int|''[https://www.ilmattino.it/spettacoli/cinema/odissea_alberto_angela_incongruenze_poi_ho_capito-9667911.html Odissea, parla Alberto Angela: «All'inizio notavo incongruenze, poi ho capito e mi sono sentito suo fratello»]''|''ilmattino.it'', 23 luglio 2026.}}
{{NDR|Sull{{'}}''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
==''I tre giorni di Pompei''==
===[[Incipit]]===
Dall'eruzione che nel 79 d.C. distrusse Pompei, Ercolano, Oplontis, Boscoreale, Terzigno e Stabia si parla sempre attraverso le vittime, cercando di capire come siano andate incontro alla loro fine. Questo libro farà il contrario: racconterà la tragedia attraverso i sopravvissuti. In effetti c'è chi si è salvato. Da una lunga indagine ne sono riemersi almeno sette!
===Citazioni===
*Il mondo dei [[romani]], dai vestiti alle case, è davvero un modo colorato, molto più del nostro che invece è fatto di pareti bianche e abiti scuri. (p. 16)
*Riassumendo, quale è la più grande differenza tra le case romane e le nostre? Quella che salta più all’occhio, lo abbiamo visto, sono i colori. I romani rimarrebbero sgomenti dalla povertà di colori delle nostre case ma anche dei vestiti, dell’arredamento e delle statue. (p. 121)
*Le [[citazioni]] dotte sono molto frequenti sui muri di [[Pompei]]. Perché? Può sorprendere, ma la cosa è spiegabile con il fatto che non c’erano blocchetti di carta e “quaderni” a portata di mano, e i materiali su cui poter scrivere o scarabocchiare erano comunque rari e costosi. Quindi per lasciare un messaggio alle posterità, si usavano i muri. (p. 241)
*La credenza che il [[corallo]] protegga dalla sfortuna e dal malocchio trova riscontro nella mitologia. Medusa pietrificava chiunque con il suo sguardo. Quando Perseo la decapitò, salì su Pegaso, il cavallo alato, tenendo in mano la testa del mostro appena ucciso. Alcune gocce di sangue dalla testa mozzata di Medusa caddero in mare durante il volo e si pietrificarono, trasformandosi in corallo rosso. Il sangue della terribile Medusa è diventato così un'arma da usare a proprio favore, contro la malasorte e le cattivere altrui... (p. 270)
*Il [[sale]], lo sappiamo, ha un'importanza fondamentale per il nostro organismo, e fin dall'antichità è sempre tenuto in gran conto, quasi quanto l'oro. Con il sale si pagavano i soldati — da qui il termine "salario" —, e il sale che veniva estratto a Ostia Antica veniva trasportato lungo una strada chiamata non a caso "Salaria". (p. 305)
==[[Incipit]] di ''Viaggio nella Cappella Sistina''==
Pochi luoghi al mondo lasciano incantati come la [[Cappella Sistina]]. Ognuna delle ventimila persone che ogni giorno entrano in questo luogo sacro rimane muta di fronte a tanta bellezza e, insieme, prova un senso di smarrimento. In effetti, non si sa dove concentrare lo sguardo, su quali affreschi, su quali volti: ci si sente rapiti dal famoso "contatto" tra le dita di Adamo e di Dio, poi dall'azzurro intenso del Giudizio universale e dalle sue figure dipinte che guizzano come fiamme di un incendio che divampa sulla parete. E, ogni volta che si sceglie un dettaglio, si prova sempre la stessa emozione: il piacere della perfezione... La perfezione dell'Arte, della creatività umana. <!-- (Prima tappa. Una cappella maestosa, p. 11) -->
==Citazioni su Alberto Angela==
*{{NDR|Nel 2018}} Ormai Alberto non è più il figlio di Piero Angela, sono io a essere suo padre. ([[Piero Angela]])
*Alberto è un amico che stimo, non lo considero un concorrente. [...] Ci accomuna la scelta di andare nei luoghi dove le cose sono accadute, ci accomuna la voglia di far vivere una storia con una scrittura cinematografica, ci accomuna il fatto che non siamo a caccia della lite televisiva, che non dobbiamo rincorrere l'intervista al personaggio politico del momento. Oltre ad Ulisse e ad Atlantide non mi pare ci sia qualcosa di simile nella tv italiana, gli ascolti suoi sono straordinari, quelli miei sono molto buoni. Questo significa che il pubblico c'è. ([[Andrea Purgatori]])
==Note==
<references />
==Film==
*''[[Minions (film)|Minions]]'' (2015)
==Bibliografia==
*Alberto Angela, ''I tre giorni di Pompei'', Rizzoli, Milano, 2018. ISBN 978-88-17-08352-2
*Alberto Angela, ''Viaggio nella Cappella Sistina'', Rizzoli, Milano, 2013. ISBN 978-88-17-07011-9
==Voci correlate==
*[[Piero Angela]], padre
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Angela, Alberto}}
[[Categoria:Divulgatori scientifici italiani]]
[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Paleontologi italiani]]
[[Categoria:Personaggi televisivi italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Libro di Neemia
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Spinoziano
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{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Neemia''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica (dove è contato come un testo unico con ''[[Libro di Esdra|Esdra]]'') e cristiana.
==[[Incipit]]==
Parole di [[Neemia]] figlio di Akalià. Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo.
==Citazioni==
*Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome [...]. (Neemia: 1, 5 – 11)
*Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; [[Gerusalemme]] è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati! (Neemia: 2, 17)
*Altri ancora dicevano: "Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. [...] ecco dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù e alcune delle nostre figlie sono già state ridotte schiave; noi non abbiamo via d'uscita, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d'altri". Quando udii i loro lamenti e queste parole, ne fui molto indignato. Dopo aver riflettuto dentro di me, ripresi duramente i notabili e i magistrati e dissi loro: "Dunque voi esigete un interesse da usuraio dai nostri fratelli? [...] Ebbene, condoniamo loro questo debito! Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l'interesse del denaro del grano, del vino e dell'olio di cui siete creditori nei loro riguardi". Quelli risposero: "Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro; faremo come tu dici". Allora chiamai i sacerdoti e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa. Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: "Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa e così sia egli scosso e vuotato di tutto!". Tutta l'assemblea disse: "Amen" e lodarono il Signore. Il popolo mantenne la promessa. (5, 4 – 13)
*Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse ad [[Esdra]] lo scriba di portare il libro della legge di Mosè che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva l'orecchio a sentire il libro della legge. (8, 1 – 3)
*Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. (8, 5 – 6)
*Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché [[Rosh haShana|questo giorno]] è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza. (Neemia: 8, 10)
*Trovarono scritto nella legge data dal Signore per mezzo di Mosè, che gli Israeliti dovevano dimorare in capanne durante [[Sukkot|la festa]] del settimo mese. Allora fecero sapere la cosa e pubblicarono questo bando in tutte le loro città e in Gerusalemme: "Andate al monte e portatene rami di ulivo, rami di olivastro, rami di mirto, rami di palma e rami di alberi ombrosi, per fare capanne, come sta scritto". Allora il popolo andò fuori, portò i rami e si fece ciascuno la sua capanna sul tetto della propria casa, nei loro cortili, nei cortili della casa di Dio, sulla piazza della porta delle Acque e sulla piazza della porta di Efraim. Così tutta la comunità di coloro che erano tornati dalla deportazione si fece capanne e dimorò nelle capanne. Dal tempo di [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]] figlio di Nun fino a quel giorno, gli Israeliti non avevano più fatto nulla di simile. Vi fu gioia molto grande. (8, 14 – 17)
*Alzatevi e benedite il Signore vostro Dio ora e sempre! Si benedica il tuo nome glorioso che è esaltato al di sopra di ogni benedizione e di ogni lode! Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutte le loro schiere, la terra e quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essi; tu fai vivere tutte queste cose e l'esercito dei cieli ti adora. Tu sei il Signore, il Dio che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei e lo hai chiamato [[Abramo]]. Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui un'alleanza, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese dei Cananei, degli Hittiti, degli Amorrèi, dei Perizziti, dei Gebusei e dei Gergesei; tu hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto. (9, 5 – 8)
*Hai aperto il mare davanti a loro, ed essi [[Passaggio del mar Rosso|sono passati]] in mezzo al mare sull'asciutto; quelli che li inseguivano tu li hai precipitati nell'abisso, come una pietra in fondo alle acque impetuose. (9, 11)
*Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai tuoi comandi; si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei miracoli che tu avevi operato in loro favore; hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, pietoso e misericordioso, lento all'ira e di grande benevolenza e non li hai abbandonati. Anche quando si sono fatti un [[vitello d'oro|vitello di metallo fuso]] e hanno detto: Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall'Egitto! e ti hanno insultato gravemente, tu nella tua misericordia non li hai abbandonati nel deserto: la colonna di nube che stava su di loro non ha cessato di guidarli durante il giorno per il loro cammino e la colonna di fuoco non ha cessato di rischiarar loro la strada su cui camminavano di notte. (9, 16 – 19)
*Tu li ammonivi per farli tornare alla tua legge; ma essi si mostravano superbi e non obbedivano ai tuoi comandi; peccavano contro i tuoi decreti, che fanno vivere chi li mette in pratica; la loro spalla rifiutava il [[giogo]], indurivano la loro cervice e non obbedivano. (9, 29)
*In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di [[Ashdod|Asdòd]], di [[Ammoniti (popolo)|Ammòn]] e di [[Moabiti|Moab]]; la metà dei loro figli parlava l'asdodeo, conosceva soltanto la lingua di questo o quest'altro popolo, non sapeva parlare giudaico. Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare nel nome di Dio che non avrebbero dato le loro figlie ai figli di costoro e non avrebbero preso come mogli le figlie di quelli per i loro figli né per se stessi. Dissi: "[[Salomone]], re d'Israele, non ha forse peccato appunto in questo? Certo fra le molte nazioni non ci fu un re simile a lui; era amato dal suo Dio e Dio l'aveva fatto re di tutto Israele; eppure le donne straniere fecero peccare anche lui. Si dovrà dunque dire di voi che commettete questo grande male, che siete infedeli al nostro Dio, prendendo mogli straniere?". (13, 23 – 27)
==[[Explicit]]==
Ricordati di me, mio Dio, per il mio bene!
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul}}
[[Categoria:Antico Testamento|Neemia]]
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text/x-wiki
{{Antico Testamento}}
'''''Libro di Neemia''''', testo contenuto nella Bibbia ebraica (dove è contato come un testo unico con ''[[Libro di Esdra|Esdra]]'') e cristiana.
==[[Incipit]]==
Parole di [[Neemia]] figlio di Akalià. Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo.
==Citazioni==
*Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome; concedi oggi buon successo al tuo servo e fagli trovare benevolenza davanti a [[Artaserse I di Persia|questo uomo]]. (Neemia: 1, 5 – 11)
*Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; [[Gerusalemme]] è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati! (Neemia: 2, 17)
*Altri ancora dicevano: "Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. [...] ecco dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù e alcune delle nostre figlie sono già state ridotte schiave; noi non abbiamo via d'uscita, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d'altri". Quando udii i loro lamenti e queste parole, ne fui molto indignato. Dopo aver riflettuto dentro di me, ripresi duramente i notabili e i magistrati e dissi loro: "Dunque voi esigete un interesse da usuraio dai nostri fratelli? [...] Ebbene, condoniamo loro questo debito! Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l'interesse del denaro del grano, del vino e dell'olio di cui siete creditori nei loro riguardi". Quelli risposero: "Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro; faremo come tu dici". Allora chiamai i sacerdoti e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa. Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: "Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa e così sia egli scosso e vuotato di tutto!". Tutta l'assemblea disse: "Amen" e lodarono il Signore. Il popolo mantenne la promessa. (5, 4 – 13)
*Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse ad [[Esdra]] lo scriba di portare il libro della legge di Mosè che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva l'orecchio a sentire il libro della legge. (8, 1 – 3)
*Esdra aprì il libro in presenza di tutto il popolo, poiché stava più in alto di tutto il popolo; come ebbe aperto il libro, tutto il popolo si alzò in piedi. Esdra benedisse il Signore Dio grande e tutto il popolo rispose: "Amen, amen", alzando le mani; si inginocchiarono e si prostrarono con la faccia a terra dinanzi al Signore. (8, 5 – 6)
*Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché [[Rosh haShana|questo giorno]] è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza. (Neemia: 8, 10)
*Trovarono scritto nella legge data dal Signore per mezzo di Mosè, che gli Israeliti dovevano dimorare in capanne durante [[Sukkot|la festa]] del settimo mese. Allora fecero sapere la cosa e pubblicarono questo bando in tutte le loro città e in Gerusalemme: "Andate al monte e portatene rami di ulivo, rami di olivastro, rami di mirto, rami di palma e rami di alberi ombrosi, per fare capanne, come sta scritto". Allora il popolo andò fuori, portò i rami e si fece ciascuno la sua capanna sul tetto della propria casa, nei loro cortili, nei cortili della casa di Dio, sulla piazza della porta delle Acque e sulla piazza della porta di Efraim. Così tutta la comunità di coloro che erano tornati dalla deportazione si fece capanne e dimorò nelle capanne. Dal tempo di [[Giosuè (condottiero biblico)|Giosuè]] figlio di Nun fino a quel giorno, gli Israeliti non avevano più fatto nulla di simile. Vi fu gioia molto grande. (8, 14 – 17)
*Alzatevi e benedite il Signore vostro Dio ora e sempre! Si benedica il tuo nome glorioso che è esaltato al di sopra di ogni benedizione e di ogni lode! Tu, tu solo sei il Signore, tu hai fatto i cieli, i cieli dei cieli e tutte le loro schiere, la terra e quanto sta su di essa, i mari e quanto è in essi; tu fai vivere tutte queste cose e l'esercito dei cieli ti adora. Tu sei il Signore, il Dio che hai scelto Abram, lo hai fatto uscire da Ur dei Caldei e lo hai chiamato [[Abramo]]. Tu hai trovato il suo cuore fedele davanti a te e hai stabilito con lui un'alleanza, promettendogli di dare alla sua discendenza il paese dei Cananei, degli Hittiti, degli Amorrèi, dei Perizziti, dei Gebusei e dei Gergesei; tu hai mantenuto la tua parola, perché sei giusto. (9, 5 – 8)
*Hai aperto il mare davanti a loro, ed essi [[Passaggio del mar Rosso|sono passati]] in mezzo al mare sull'asciutto; quelli che li inseguivano tu li hai precipitati nell'abisso, come una pietra in fondo alle acque impetuose. (9, 11)
*Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai tuoi comandi; si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei miracoli che tu avevi operato in loro favore; hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, pietoso e misericordioso, lento all'ira e di grande benevolenza e non li hai abbandonati. Anche quando si sono fatti un [[vitello d'oro|vitello di metallo fuso]] e hanno detto: Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall'Egitto! e ti hanno insultato gravemente, tu nella tua misericordia non li hai abbandonati nel deserto: la colonna di nube che stava su di loro non ha cessato di guidarli durante il giorno per il loro cammino e la colonna di fuoco non ha cessato di rischiarar loro la strada su cui camminavano di notte. (9, 16 – 19)
*Tu li ammonivi per farli tornare alla tua legge; ma essi si mostravano superbi e non obbedivano ai tuoi comandi; peccavano contro i tuoi decreti, che fanno vivere chi li mette in pratica; la loro spalla rifiutava il [[giogo]], indurivano la loro cervice e non obbedivano. (9, 29)
*In quei giorni vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di [[Ashdod|Asdòd]], di [[Ammoniti (popolo)|Ammòn]] e di [[Moabiti|Moab]]; la metà dei loro figli parlava l'asdodeo, conosceva soltanto la lingua di questo o quest'altro popolo, non sapeva parlare giudaico. Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare nel nome di Dio che non avrebbero dato le loro figlie ai figli di costoro e non avrebbero preso come mogli le figlie di quelli per i loro figli né per se stessi. Dissi: "[[Salomone]], re d'Israele, non ha forse peccato appunto in questo? Certo fra le molte nazioni non ci fu un re simile a lui; era amato dal suo Dio e Dio l'aveva fatto re di tutto Israele; eppure le donne straniere fecero peccare anche lui. Si dovrà dunque dire di voi che commettete questo grande male, che siete infedeli al nostro Dio, prendendo mogli straniere?". (13, 23 – 27)
==[[Explicit]]==
Ricordati di me, mio Dio, per il mio bene!
==Bibliografia==
*''[https://www.vatican.va/archive/ITA0001/_INDEX.HTM La sacra Bibbia]'', edizione CEI, 1974.
==Altri progetti==
{{interprogetto|preposizione=sul}}
[[Categoria:Antico Testamento|Neemia]]
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Vita e morte
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[[Immagine:Gustav Klimt - Death and Life - Google Art Project.jpg|miniatura|upright=1.6|''Morte e vita'' ([[Gustav Klimt]], 1915)]]
Citazioni su '''vita e morte'''.
==Citazioni==
*A mio avviso, non solo una riflessione sulla morte non è svantaggiata quanto resa possibile da una concezione della vita chiaramente orientata su di un'idea di valore, ma inoltre ogni forma di nichilismo sul valore della vita finisce per giustificare un atteggiamento semplicistico di fronte all'esistenza nella sua interezza (comprendendo la morte). Chi può morire serenamente e dignitosamente se non colui che prende sul serio la vita, credendo che abbia senso, dignità e valore? ([[Sebastiano Maffettone]])
*Adesso so quello che dobbiamo vivere prima di morire: posso dirvelo. Prima di morire quello che dobbiamo vivere è una pioggia battente che si trasforma in luce. ([[Muriel Barbery]])
*Alla fine della via ampia e spaziosa del vizio, c'è la morte, in fondo invece al sentiero della virtù, angusto e difficile, c'è la vita. ([[Miguel de Cervantes]])
*Alla fine la scelta è molto semplice, davvero: o fai di tutto per vivere... o fai di tutto per morire. (''[[Le ali della libertà]]'')
*''Assai più che la Vita | è la Morte a tenerci sovente con lacci sottili''. ([[Charles Baudelaire]])
*Cercate di vivere in modo che la vostra morte rincresca anche all'impresario delle pompe funebri. ([[Mark Twain]])
*Certo, finché si resta uniti alla società dei viventi c'è speranza: meglio un cane vivo che un leone morto. I vivi sanno che moriranno, ma i morti non sanno nulla; non c'è più salario per loro, perché il loro ricordo svanisce. (''[[Qoelet]]'')
*Che cos'è che uccide? Che cos'è che conduce alla morte? La vita, con la sua lima assidua: dolori e piaceri, preoccupazioni e gioie, desideri e soddisfazione di essi, pensiero e giuoco: sensazioni, fatti di coscienza. Vuoi essere [[immortalità|immortale]]? Rinuncia alla vita. ([[Giuseppe Rensi]])
*Che cosa mi manca? Mi mancherebbe tanto di morire, perché io l'inferno della vita me lo sono goduto tutto. ([[Alda Merini]])
*Chi non conosce la morte, non conosce la vita. (''[[Grand Hotel (film 1932)|Grand Hotel]]'')
*''Chi può sapere se il vivere non sia morire | e se il morire non sia vivere?'' ([[Euripide]])
*Chi sa morire, ha saputo vivere. ([[Xavier Forneret]])
*Chiama una ragazza e mi domanda, "Fa molto male morire?".<br>Be', tesoro, le dico, sì, fa male, ma fa molto più male continuare a vivere. ([[Chuck Palahniuk]])
*Ciò che distingue l'uomo immaturo è che vuole morire nobilmente per una causa, mentre ciò che distingue l'uomo maturo è che vuole umilmente vivere per essa. ([[Wilhelm Stekel]])
*Cos'è la vita, infine? Uno spinterogeno che non funziona. Un sedile invece di un altro. Uno sportello. Una fila di comode, confortevoli, soffici poltrone.<br>La morte è alla fila più avanti. ([[Mino Milani]])
*''Costruisci | la tua vita | la tua morte | queste sono solo | banali conseguenze'' ([[Muriel Barbery]])
*Dèdicati totalmente al compito del momento: che è morire adesso a ciò che è adesso. Infatti, vivere è morire. Senza la morte, non c'è vita. Convinciti della cosa essenziale, che il mondo e il sé sono tutt'uno. ([[Nisargadatta Maharaj]])
*Dei mali della vita ci si consola pensando alla morte e della morte pensando ai mali della vita. Una piacevole condizione. ([[Arthur Schopenhauer]])
*Di fronte alla morte non bisogna abbattersi e rinunciare alla vita, ma anzi, bisogna farne tesoro. (''[[Pollyanna (serie animata)|Pollyanna]]'')
*Dopo una giornata a contatto con la vita e con la morte non c'è niente di più rassicurante della vista della donna più bella del mondo. (''[[Royal Pains]]'')
*È eterna la vita, attimo è morte! ([[Michail Jur'evič Lermontov]])
*E la vita? Mi fa paura l'idea di sprecarla. Se la morte è un viaggio, immagino che la vita sia il prezzo del biglietto. ([[Massimo Gramellini]])
*''E poi, e poi, che quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, | ma il qualcosa che ti porti dentro, | cioè vivere''. ([[Francesco Guccini]])
*È strano che la gente usi l'espressione "vita o morte", come se fosse implicito che la vita sia l'opposto della morte, ma la nascita è l'opposto della morte, la vita... non ha nessun opposto. (''[[Dawson's Creek]]'')
*È tempo di credere alla vita, in tempo di morte. ([[Commodiano]])
*''Ed è il pensiero | della morte che, in fine, aiuta a vivere.'' ([[Umberto Saba]])
*Era solito dire {{NDR|[[Talete]]}} che in nulla la morte differisce dalla vita. «E tu allora perché non muori?» gli si diceva; la sua risposta era: «Perché non vi è differenza». ([[Diogene Laerzio]])
*Essere sepolti vivi è senza dubbio, il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l'una e cominci l'altra? ([[Edgar Allan Poe]])
*''I due antichi, semplici problemi ognora intrecciati, | assillanti, elusivi, presenti, delusi, impugnati, | da ogni successiva generazione insoluti, trasmessi, | oggi alla nostra – e noi faremo lo stesso.'' ([[Walt Whitman]])
*I nostri giorni di vita non sono come i nostri giorni di morte, e le nostre leggi di vita, non sono le nostre leggi di morte. ([[Gustaw Herling-Grudziński]])
*I vivi non sanno nulla. Insegnatemi, o morti, a morire senza paura, o almeno senza orrore. Perché la morte è un nonsenso, come la vita. ([[Meša Selimović]])
*Il dono della vita equivale al dono della morte. ([[Simone Weil]])
*In questo mondo schifoso se una persona è viva o morta è esattamente la stessa cosa. Moriremo tutti prima o poi. A questo punto non è meglio morire cercando di cambiare il mondo per far sì che gli altri vivano decentemente? (''[[Ken il guerriero 2]]'')
*Infatti vivere male, ossia senza saggezza né temperanza e santità, come affermava Democrate, non è solo vivere male bensì continuare a morire per un tempo indefinito. ([[Porfirio]])
*Io so, ora, che vita e morte sono significativamente legate fra loro. ([[Etty Hillesum]])
*Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. ([[Gesù]], ''[[Vangelo secondo Giovanni]]'')
*– La maggior parte delle persone, sai, non se ne va in giro cercando di creare l'opportunità di avviare una conversazione con un perfetto estraneo sulla vita e la morte e la religione e altre cose insane.<br />– Certe persone sì.<br />– Certe persone probabilmente sì, ce n'è qualcuna e apparentemente tu sei una di quelle ma il più delle persone no, Bob! Il più delle persone se gli chiedi della vita e della morte dice «La vita è bene. La morte è male. Fine.» Non se ne va in giro a cercare opportunità. (''[[The Big Kahuna]]'')
*La mente divide. Dice che "questa" è la morte e "quella" la vita. Non solo divide: ma sostiene anche che siano opposte, nemiche, che la morte cerchi di distruggere la vita. E sembra giusto: "la morte sta cercando di distruggere la vita". Ma, se penetri più a fondo della mente, la morte non sta provando a distruggere la vita! Tu non puoi esistere senza la morte. La morte ti sta aiutando a essere. Se, solo per un istante, la morte cessasse di funzionare, moriresti.<br>A ogni istante la morte sta espellendo da te parti inutili, che non funzionano più. Molte cellule muoiono e vengono rimosse dalla morte. Quando sono rimosse, ne nascono di nuove. Stai crescendo: qualcosa muore e qualcos'altro nasce, in continuazione. A ogni istante sono presenti la vita e la morte, entrambe in funzione. Nel linguaggio le devo chiamare come se fossero due cose. Non lo sono! Sono due aspetti di uno stesso fenomeno. Vita e morte sono una cosa sola: "vita-morte" è un processo. Ma la mente divide. Tale divisione ci sembra giusta, ma è falsa. ([[Osho Rajneesh]])
*La morte dopo lunga malattia possiamo accettarla con rassegnazione. Anche che la morte accidentale si può attribuire al destino. Ma che un uomo muoia senza causa apparente, che muoia solamente perché è uomo, ci spinge così vicino all'invisibile confine tra la vita e la morte da farci domandare su che lato di esso ci troviamo. La vita si fa morte, ed è come se quella morte avesse posseduto questa vita da sempre. Morire senza preavviso. Come dire: la vita si interrompe. E può interrompersi in qualunque momento. ([[Paul Auster]])
[[File:Gauguin 1889 La Vie et la Mort.jpg|thumb|upright=1.2|{{centrato|''La vita e la morte''<br />([[Paul Gauguin|P. Gauguin]], 1889)}}]]
*La morte è certa, la vita no. (''[[Training Day]]'')
*La morte è dovunque la stessa. Ma varia la vita, fino al momento della morte. Sulla maschera di un volto spento, cerchiamo le tracce della vita vissuta; non è la morte, che ci fa paura nel volto di un trapassato, ma la vita che lo aveva animato. È quella vita che noi cerchiamo, che tentiamo di visualizzare, quella vita la cui assenza ci riempie di paura. ([[Yehiel De-Nur]])
*''La morte è insopportabile | per chi non riesce a vivere, | la morte è insopportabile | per chi non deve vivere.'' ([[CCCP Fedeli alla linea]])
*La morte è la notte fresca; la vita, il giorno tormentoso. ([[Heinrich Heine]])
*La morte è senza mistero, come la vita. È una necessità: poiché è necessario vivere. ([[Curzio Malaparte]])
*La morte è serena, facile. La vita è più difficile. (''[[Twilight]]'')
*La morte non è l'opposto della vita, ma una sua parte integrante. ([[Haruki Murakami]])
*''La morte | si sconta | vivendo.'' ([[Giuseppe Ungaretti]])
*La parola di Dio, infatti, promette la vita proprio come effetto della morte. ([[Gregorio di Nissa]])
*''La vita che vedi è solo una commedia, | ove l'uno fa [[Cesare]] e l'altro [[Arlecchino]]. | Ma la [[Morte]] la conclude sempre in tragedia, | e non distingue affatto l'imperatore dal facchino.'' ([[Pierre Matthieu]])
*La vita di ognuno [...] finisce nello stesso modo, e soltanto i particolari su come ha vissuto e su come è morto valgono a distinguere un uomo dall'altro. ([[Ernest Hemingway]])
*La vita è il carro di Dio e la morte è solo l'ombra della Sua frusta. ([[Isaac Bashevis Singer]])
*La vita è l'insieme delle funzioni che resistono alla morte. ([[Marie François Xavier Bichat]])
*La vita è formazione nel tempo, la morte fusione nell'Eternità. ([[Mariano José Pereira da Fonseca]])
*La vita e la morte fanno di noi quello che vogliono, l'unica carta che possiamo giocare è stabilire cosa vogliamo noi dalla vita e dalla morte. ([[Diego Cugia]])
*La vita e la morte sono concetti troppo relativi, vanno contestualizzati, capisci? Dipendono dalle specifiche culturali. (''[[Fringe]]'')
*La vita è un sonno, la morte è il risveglio. ([[Lev Tolstoj]])
*La vita è un supporto, non una ragione, la vita è necessaria, ma non è sufficiente: questa è la lezione che ci viene dai morti. ([[Albert Caraco]])
*''La vita è una [[ciliegia]], | la morte il suo nòcciolo, | l'amore il ciliegio.'' ([[Jacques Prévert]])
*La vita sta nella morte come una piccola isola verde nel mare oscuro. Indagare questo, sia pur soltanto sugli orli e sulle cinture delle maree, si chiama vera scienza, rispetto alla quale tutta la fisica e la tecnica non sono che bagatelle. ([[Ernst Jünger]])
*La vita stessa, così per rispetto del corpo come dell'animo, e più morta che viva; tanto che questo secolo si può dire con verità che sia proprio il secolo della Morte. ([[Giacomo Leopardi]], ''[[Operette morali]]'')
*La morte strappa l'uomo dalle mani di lui stesso, e lo gitta fra gli artigli della natura, che si precipita sulla sua vittima e la disforma in un baleno. O voi che siete condannati a rimanervi sulla terra senza la persona che vi fu cara, non v'inducete a mirarla in quegli istanti ch'ella si trattiene ancora quivi, e non è più. La nuova immagine sformata e brutta di morte vi turberà per sempre nella mente quella che già v'era tutta bella e scintillante del lume della vita; ch'è pure la sola cosa che può sopravvivere di lei. ([[Antonio Ranieri]])
*Molti di noi percorrono la vita in punta di piedi, così da raggiungere la morte in tutta sicurezza. ([[Tony Campolo]])
*Morire a sessanta o a ottant'anni è più duro che a dieci o a trenta. L'assuefazione alla vita, ecco la difficoltà. Perché la vita è un vizio. Il più grande che ci sia. Il che spiega perché si faccia tanta fatica a sbarazzarsene. ([[Emil Cioran]])
*Morire insieme è ancora più intimo che vivere insieme... (''[[Prigionieri dell'oceano]]'')
*Niente aiuta tanto a vivere quanto la paura di morire. ([[Roberto Gervaso]])
*Non è difficile morire bene. Difficile è vivere bene. (''[[Roma città aperta]]'')
*''Non è l'interezza della vita vivere, | né tutto della morte morire.'' ([[James Montgomery]])
*''Non so che tempo fosse, sempre confondo l'infanzia e l'Eden | come mescolo la Morte e la Vita – le unisce un ponte di dolcezza.'' ([[Léopold Sédar Senghor]])
*Occorre partire dalla premessa realistica di ciò che significa per noi 'essere morti'. Impartecipazione al mondo esterno, insensibilità, indifferenza. Stabilito che la morte è questo, si conclude che la vita le assomiglia, il divario essendo puramente quantitativo. Idealmente, la vita dovrebbe essere apprendimento, esperienza, interessi, ma lei capisce che in confronto alla vita in questa sua ideale e non mai raggiunta pienezza, in confronto alla molteplicità delle esperienze (o relazioni) teoricamente possibili, ognuno di noi non è molto diverso da un morto. Il connotato del morto è l'impassibilità: ora l'ignoranza e (aggiunga) la dimenticanza o facilità a dimenticare, riducono noi vivi, per la quasi totalità delle esperienze (o relazioni) possibili, a una impassibilità analoga. Siamo morti a tutto ciò che non ci tocca o non c'interessa. Non dico a ciò che succede sulla Luna, ma a ciò che succede a coloro che stanno di casa dirimpetto a noi. Della miriade di eventi che si verificano ogni giorno nella nostra stessa sfera umana più prossima, ne conosciamo solo alcuni, qualche decina diciamo, e di solito indirettamente, attraverso un notiziario. Usiamo, e male, ''una'' lingua, delle 3.000 che si parlano nel mondo. Morire biologicamente, è il perfezionarsi di uno stato in cui ci troviamo già ora. ([[Guido Morselli]])
*Ogni interessamento alla morte e alla malattia non è che un modo di esprimere l'interessamento alla vita. ([[Thomas Mann]])
*Ogni uomo, quando nasce, è generoso e nobile come un principe, poi il contatto del mondo gli fa subito dimenticare la sua origine. Forse per questo è stata creata la morte: per darci un'altra occasione di ricordare quello che siamo, prima di rinascere. (''[[Sono innocente (film)|Sono innocente]]'')
*Ognuno di noi parte da una fondamentale certezza: la morte, ma deve approdare ad una altrettanto valida certezza; la vita. Sono questi il NERO ed il BIANCO della nostra esistenza. ([[Antonio Infantino]])
*Ora quella legge vuole due cose: l'una, che effettivamente moriamo; l'altra, che cerchiamo di conservare la nostra vita quanto più a lungo ci è possibile. Nasciamo tanto per l'una che per l'altra, e si può dire che l'uomo abbia a un tempo due movimenti opposti: corre incessantemente verso la morte, e incessantemente la fugge. ([[Jean de La Fontaine]])
*Pensavo che tu fossi diversa. Dite tutti che avete paura della morte, ma la verità è che avete più paura della vita. (''[[After.Life]]'')
*Per me infatti il vivere è [[Gesù|Cristo]] e il morire un guadagno. ([[Paolo di Tarso]], ''[[Lettera ai Filippesi]]'')
*Per molti di noi, la libertà e la dignità sono più importanti che vivere a lungo o evitare il dolore fisico. Inoltre dobbiamo tutti morire alla fine, e sarebbe meglio morire combattendo per la sopravvivenza, o per una causa, che vivere una vita lunga ma vuota e senza scopo. ([[Theodore Kaczynski]])
*Poiché l'uomo poggia su questa contraddizione: ama la vita a cagion della morte, ma odierebbe la vita se scomparisse la paura della morte. ([[Ernst August Klingemann]])
*Prega piuttosto, mio giovane cavaliere, che la vita sia dura perché la morte sia dolce; val meglio questo che l'essere ossequiato e lusingato per tutta la vita e all'ultimo precipitare nella più nera disgrazia. ([[Robert Louis Stevenson]])
*Puoi scegliere. Vivere o morire.<br>Ogni respiro è una scelta.<br>Ogni minuto è una scelta.<br>Essere o non essere.<br>Ogni volta che non ti butti dalla tromba delle scale, è una scelta. Ogni volta che non vai a schiantarti con la macchina, ti rimetti in gioco. ([[Chuck Palahniuk]])
*Quando si vive troppo a lungo, si perde il diritto di essere compatiti al momento della morte. ([[Franz Fischer]])
*''Questa c'ha nome vita falso in terra, | ch'altro è che fatica, affanno e stento, | sospir, pianto e lamento, | dolore, infermità, terrore e guerra? | Questa acerba matrigna, | natura, in tanti mal questo sol bene | per pace dètte, libertade e porto, | a' più savi diporto: | il fine attender de le mortal pene. | E dicon: – Non fia lunge chi ne spoglia | con generosa voglia! – | Tu sei quella, tu sei quella benigna | madre, che i vil pensier dai petti sgombri | e' nostri mali adombri | di lunga oblivion, d'immortal scorte: | soccormi adunque, o graziosa Morte.'' ([[Pandolfo Collenuccio]])
*– Sai, ho pensato anche a tante altre cose negli ultimi tempi.<br />– Se c'è qualcosa che ti disturba, sputala fuori, non serve a niente farsela marcire dentro. Mi vuoi dire su cosa hai riflettuto tanto?<br />– La vita...<br />– La vita?<br />– ... e la morte...<br />– Gesù, anche tu adesso? Ma com'è che ad un tratto vi mettete tutti a pensare alla vita e alla morte? Sta succedendo qualcosa di brutto di cui nessuno mi ha informato, tipo le macchie solari per esempio? C'è una pestilenza che ci spazzerà via da questo mondo? (''[[The Big Kahuna]]'')
*''Se avessi potuto scegliere tra la vita e la morte, | tra la vita e la morte avrei scelto l'America.'' ([[Francesco De Gregori]])
*Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita. Perché vita e morte sono una cosa sola, così come il fiume e il mare. ([[Khalil Gibran]])
*Se la morte non si comprende se non attraverso la vita, e se il senso della vita dipende dal valore così concepito, allora il concetto di morte dipende dal valore della vita. ([[Sebastiano Maffettone]])
*Se vuoi vivere, vuoi anche morire; oppure non capisci che cos'è la vita. ([[Paul Valéry]])
*– Sei un assassino eppure sai apprezzare la bellezza di un paesaggio o il gusto del buon champagne. Doni la morte, apprezzi la vita.<br/>– ...Ho scoperto che una cosa non esclude l'altra.<br/>– Ben detto. (''[[Hitman (fumetto)|Hitman]]'')
*Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire. ([[Leonardo da Vinci]])
*Si può scegliere tra la vita e la morte? Almeno il colore? (''[[Rat-Man]]'')
*''Signore, da' a ciascuno la sua morte, | dalla tutta inverata dalla vita; | ma dacci vita prima della morte | in questa morte che chiamiamo vita.'' ([[Patrizia Valduga]])
*Sono felice di non aver alcun diritto di scegliere come vivere e come morire; la tua Provvidenza sa come provvedere. ([[Maurizio di Gesù Bambino]])
*''Spesso è da forte, | più che il morire, il vivere.'' ([[Vittorio Alfieri]])
*Stare all'erta, ecco la vita; essere cullato nella tranquillità, ecco la morte. ([[Oscar Wilde]])
*Succede una cosa molto strana quando moriamo: i nostri sensi svaniscono, gusto tatto olfatto e udito sono un ricordo lontano. Ma la vista... Ah! La vista si esalta. All'improvviso vediamo in mondo che ci siamo lasciati dietro. Certo, molte delle realtà visibili a noi defunti lo sarebbero anche per i vivi, se solo si fermassero ad osservarle... (''[[Desperate Housewives (prima stagione)|Desperate Housewives]]'')
*Tra vita e morte – un orizzonte. ([[Grażyna Miller]])
*Vita e morte non sono due estremi lontani l'uno dall'altro. Sono come due gambe che camminano insieme, ed entrambe ti appartengono. In questo stesso istante stai vivendo e morendo allo stesso tempo. Qualcosa in te muore a ogni istante. Nell'arco di settant'anni la morte arriverà a compimento. In ogni istante continui a morire, e alla fine morirai davvero. ([[Osho Rajneesh]])
[[File:Life and death. Oil painting. Wellcome L0076241.jpg|thumb|upright=1.2|{{centrato|''Vita e morte''}}]]
*Vivere è appartenere a un altro. Morire è appartenere a un altro. Vivere e morire sono la medesima cosa. Ma vivere è appartenere a un altro ''dal di fuori'', e morire è appartenere a un altro ''dal di dentro''. Le due cose si assomigliano, ma la vita è il lato di fuori della morte. Perciò la vita è la vita, e la morte la morte, perché il lato di fuori è sempre più vero del lato di dentro, tanto che è il lato di fuori che si vede. ([[Fernando Pessoa]])
*Vivere è morire, perché non abbiamo un giorno in più nella nostra vita senza avere, al contempo, un giorno in meno. ([[Fernando Pessoa]])
*Vuoi la pace? L'hai, ma con la morte. Vuoi la «vita» (cioè l'agitazione e la passionalità vitale)? L'hai, ma con l'irrequietezza, la fluttuazione continua tra mancanza e sazietà, tra contento e malcontento, tra gioia e dolore: l'hai, cioè, col tormento. La pace è la morte. La vita è il tormento. ([[Giuseppe Rensi]])
===[[Gesualdo Bufalino]]===
*''Dubbio''. Se l'uomo sia una macchina fatta per vivere ovvero per morire.
*La vita: uno squarcio di luce che la morte, come una chiusura lampo, fulmineamente richiude.
*Qualunque cosa si dica, la vita è più antica e più forte della morte: nulla è morto che non fosse prima nato.
*Questo atroce privilegio di vedere in ogni vivente un morto in incubazione...
*Se la vita è un refuso, la morte è l<nowiki>'</nowiki>''errata corrige''.
*Se tanto ti turba dover abbandonare una vita minuziosamente infelice, vorrà dire che il bilancio ne è stato, contro ogni apparenza, in attivo; e che il semplice respirare e guardare la luce ti compensò d'ogni strazio. Convinciti dunque, finché respiri e guardi, che sei beato e perfetto: un irripetibile dio.
*Vivere al di sopra dei propri mezzi, lo fanno in tanti. Morire, nessuno.
===[[Samuel Butler]]===
*Anche il mondo, per quanto mondano sia, conserva tuttavia istintivamente – e come per atto di fede – la convinzione incrollabile che siano più degni coloro che sono morti sull'altare che non quelli che vi hanno vissuto, quando morire costituiva un dovere.
*Perché se gli uomini non temono la morte più del necessario, finiscono per corteggiarla più del necessario. Si può esaltare la morte solo se si disdegna la vita; tuttavia, secondo lui, una moderata certezza di onore e rinomanza dopo la morte è un conforto più vero per chi muore, e un più reale incentivo ad agire rettamente nella vita.
*Se la vita non deve essere presa troppo seriamente, la morte neppure.
*Sembra dunque che non esista una vita assoluta se non combinata con una certa dose di morte, né una morte assoluta se non combinata con una qualche dose di vita, almeno finché non sia sparito ogni postumo potere di influenza. Questo, forse, intendeva Figliodelsole quando diceva che nel mezzo della vita siamo morti, e nel mezzo della morte siamo vivi.
*Tutta la vita di certa gente è una sorta di morte parziale – una lunga, estenuante agonia, per così dire, di immobilismo e di inesistenza cui la morte fa solo da sigillo o da firma solenne: la rinuncia a ogni ulteriore azione o operato da parte del firmatario. La [[morte]] sottrae a questi individui quella piccola forza che sembravano avere e non concede loro niente tranne il riposo.
===[[Emily Dickinson]]===
*''Come piano per il Meriggio e piano per la Notte | cosi differiscono Vita e Morte | in esplicita Prospettiva – | il Piede sulla Terra || a Distanze, e Compimenti, tende, | il Piede sulla Tomba | porta lo sforzo a Conclusione | assistito fievolmente, dall'Amore.''
*È dolce come la Vita, con la sua crescente Ombra di Morte.
*''Fossi stata Io a guadagnare l'Altezza – | Fossero stati Loro, a fallire! | Quante cose chi Muore interpreterebbe – | Potessero vivere, lo farebbero!''
*''La vita è morte a cui siamo a lungo diretti, | la morte il cardine della vita.''
*''Uno più Uno – fa Uno – | Due – si finisca di usarlo – | va bene per la scuola – | ma per la Scelta interiore – || Vita – soltanto – O Morte – | o l'Eternità – | di più – sarebbe troppo vasto | per la Capacità dell'Anima.''
===[[Stanisław Jerzy Lec]]===
*È molto malsano vivere. Chi vive, muore.
*Il fatto che sia morto, non significa affatto che sia vissuto.
*La vita di un uomo finisce a volte con la morte di un altro.
*Paghiamo con la vita o con la morte valuta equivalente.
===[[Marcello Marchesi]]===
*''Bella | la vita di adesso: | si vive più a lungo | si muore più spesso.''
*Chi muore giace e chi vive fa un telegramma.
*L'importante è che la morte ci trovi vivi.
===[[Jules Renard]]===
*Immaginate la vita senza la morte. Per la disperazione si tenterebbe tutti i giorni di uccidersi.
*La morte degli altri ci aiuta a vivere.
*La paura della morte fa amare il lavoro che è tutta la vita.
==[[Proverbi italiani]]==
*Chi male vive, male muore.
*Chi più vive, più muore.
*Con poco si vive, con niente si muore.
===[[Proverbi toscani|Toscani]]===
*Chi ben vive, ben muore.
*Chi muore giace e chi vive si dà pace.
*È meglio morir con onore, che vivere con [[vergogna]].
*È meglio viver piccolo che morir grande.
*Il primo passo che ci conduce alla vita, ci conduce alla morte.
*La vita cerca la morte.
*Non s'impara mai a vivere sino alla morte.
==Voci correlate==
*[[Mortalità]]
*[[Morte]]
*[[Nascita e morte]]
*[[Vita]]
*[[Vivere]]
[[Categoria:Dicotomie]]
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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text/x-wiki
==Citazioni su ''Odissea''==
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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==Citazioni su ''Odissea''==
*Dirò una cosa controcorrente visti i giudizi di molti critici. Sono stato a vedere Odissea di Nolan e trovo che sia un film magnifico. Ok alcune scene sono rivisitate, altre tagliate del tutto. I puristi che amano Omero non apprezzeranno. Ma è un film bellissimo sull'uomo, sulla leadership, sulla vita, sulla guerra, sulla civiltà. Tre ore che volano via. Il cast stellare aiuta, è vero, ma a me è piaciuto proprio il film. ([[Matteo Renzi]])
*Ero così emozionato di essere stato scelto per ''L'Odissea'' e di essere stato invitato a tornare a lavorare con {{NDR|Christopher Nolan}} [...]. Ho adorato lavorare con lui in ''[[Inception]]'' e ho amato far parte di questo nuovo film. Ero completamente entusiasta e eccitato: quando sono andato a incontrare Chris e abbiamo parlato della parte, mi sono seduto in una stanza e ho letto la sceneggiatura. È stata una gioia immensa poter tornare a lavorare con lui adesso, in questa nuova fase della mia vita, nella quale mi sento più a mio agio con me stesso: anche questo fatto renderà questo progetto più piacevole e rivivere un'esperienza alla Chris Nolan ora ha significato tantissimo per me. ([[Elliot Page]])
*Il mio personaggio è un po' come [[James Woods]] in ''[[Casinò (film)|Casino]]''. È stato quello a ispirarmi [...]. Ho pensato che sarebbe stato divertente vederlo a Itaca. È un tipo un po' squallido. Durante le prove costume continuavo a dire: "Voglio davvero delle mutande leopardate". Volevo che spuntassero dalla gonna, con un po’ di pelliccia scintillante. ([[Robert Pattinson]])
*Il tema centrale de ''L'Odissea'' è che Penelope non riesce a decidersi tra i due uomini e io cerco di aiutarla a prendere una decisione. Le dico: "Va bene così. È morto, rassegnati". ([[Robert Pattinson]])
*Pensiamo a Penelope come a un modello di pazienza [...]. Ma mi interessava il suo lato più crudo. Mi interessavano la rabbia, l'emozione e la passione che doveva aver provato per lui in quei vent'anni. ([[Anne Hathaway]])
*Quando [[Akira Kurosawa|Kurosawa]] fece ''[[Il trono di sangue|Trono di sangue]]'', ovvero la sua versione del ''Macbeth'', qualcuno gli disse: non lo deve fare perché il ''Macbeth'' è solo scozzese? No. Ci siamo appena detti che Omero è universale. Allora, un artista, perché in genere nel cinema non ci sono artisti, ci sono bravissimi artigiani e qualche artista ogni tanto, e io credo che Nolan, nel suo modo, sia un artista, ha voluto dare la sua versione, la sua interpretazione di Omero. Per quello che riguarda la dea o Elena, a lui interessava portare sullo schermo qualcuno che abbia caratteristiche psicologiche di un certo tipo. Il fatto che sia nera invece che bianca mi sembra irrilevante. Uno, perché i neri esistevano in Africa e nel mondo mediterraneo ai tempi di Omero, e Omero ne parla. Il messaggero preferito di Odisseo nell'Odissea è descritto come un nero, con i capelli cotonati come la lana. Qualcuno del resto può dire a me: tu hai tolto gli dei. Allora è più sbagliato prendere una decisione come la mia, raccontare una parte dell'Odissea senza dei, oppure parlare con gli dei ma rappresentarli con attori diversi da come noi ce li immaginiamo? Sono letture diverse, dialoghi diversi. Secondo me, entrambi validi. L'importante è trattare il testo con serietà. ([[Uberto Pasolini]])
*Ricordo di aver camminato su quella spiaggia per mezz'ora, e vedevo solo soldati greci, soldati greci, barche greche, soldati greci, la guerra di Troia, barche greche, soldati greci per... Non so se sto esagerando, ma mi sono sembrati chilometri [...]. Ho chiesto all'assistente di produzione: "Dov'è la troupe? Non ho visto traccia di un set cinematografico. Mi ricorda più una rievocazione storica che un set cinematografico". ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
*Sfida gli dei.<ref>Dalla locandina in lingua italiana, ''[https://www.thinkmovies.it/odissea-la-universal-svela-il-primo-poster-e-la-data-di-uscita-italiani-del-film-di-christopher-nolan/ Odissea: la Universal svela il primo poster e la data di uscita italiani del film di Christopher Nolan]'', 2 luglio 2025</ref>
*Sono un po' una mamma orsa, niente si frappone tra me e i miei cuccioli. E credo proprio che, considerando tutto quello che Penelope stava passando, quanto fosse alta la posta in gioco, quanto suo figlio in particolare fosse preso di mira in assenza del padre, sapesse di dover essere protettiva in più di un modo. ([[Anne Hathaway]])
*Telemaco è una figura in cui identificarsi. Vive dinamiche difficili, quasi di bullismo all'interno della sua stessa famiglia, e penso che molti spettatori si rivedranno in lui. ([[Tom Holland (attore)|Tom Holland]])
===[[Alberto Angela]]===
{{cronologico}}
*C'è un'espressione che mi torna in mente ogni volta che ripenso al trionfo di questo film nelle sale: ciò che è vicino agli occhi è vicino al cuore. I giovani conoscono già l'Odissea, conoscono Omero e l'Iliade, li hanno nel cuore anche se non se ne rendono conto. Andare al cinema a vedere un'opera che già si conosce, ma raccontata in un modo così diverso, non può non incuriosire le nuove generazioni: ed è proprio questo pubblico di giovani, oggi, a riempire le sale e a spingere l'Odissea di Christopher Nolan verso ogni record di incassi.
*Ho intervistato Christopher Nolan e Matt Damon per parlare della loro Odissea e sono uscito da quell'incontro con una convinzione che voglio condividere con i lettori: il vero protagonista di questo successo, prima ancora del regista o degli attori, è Omero stesso, riscoperto oggi grazie soprattutto ai giovani. E Nolan è stato bravissimo a tradurre un testo antichissimo, scritto nell'VIII secolo a.c., fondante della cultura mediterranea, in qualcosa di comprensibile a tutti, e in particolare ai più giovani.
*All'inizio nell'Odissea notavo incongruenze che mi rendevano perplesso: navi simili a quelle dei vichinghi, paesaggi nordici, corazze ed elmi non proprio fedeli. Poi ho capito, lui doveva rendere comprensibile ai giovani un componimento di tremila anni fa, e mi sono sentito suo fratello in questa operazione che ha portato avanti in maniera così abile. Ci sono messaggi nel film che sono molto moderni, e che parlano soprattutto ai giovani. L'idea che Ulisse capisca di aver distrutto, con una sua idea, un intero popolo, e ne soffra. È il concetto di Xenia, il rispetto dell'ospite, perché dietro ogni vagabondo poteva nascondersi una divinità. Qualcuno ha parlato anche di disturbo da stress post-traumatico: un veterano della troupe ha detto a Nolan che è il film più potente mai visto sul trauma dei reduci.
*Alla fine, emerge un concetto che noi italiani conosciamo bene: il calore della casa e della famiglia. Il ritorno di Ulisse non è il ritorno alla comfort zone, ma ai propri valori. E dove, se non in Europa, ci si preoccupa così tanto dei diritti umani e del clima? Per i giovani europei questo film è quasi una bandiera. Parlando con Nolan ho capito anche la logica del cast: scegliere attori già riconoscibili per rendere subito comprensibili i personaggi, anche ai giovani che magari non conoscono a memoria l'epica omerica.
*Sulle polemiche legate al presunto wokismo non mi sbilancio: ognuno la vede come vuole, e le polemiche, si sa, portano gente al cinema, giovani compresi.
*Questo film mi rende felice per un motivo semplice. Per una volta la sceneggiatura non nasce da un ufficio marketing, ma da un testo di tremila anni fa, ed è proprio questo a conquistare i giovani più di ogni strategia di comunicazione. E non a caso, quando qualcuno pesca nel mondo classico, arrivano gli Oscar: ''[[Cleopatra (film 1963)|Cleopatra]]'', ''[[Ben-Hur (film 1959)|Ben-Hur]]'', ''[[Il gladiatore|Il Gladiatore]]''. Eppure questo immenso giacimento di storie resta spesso ai margini, lontano dai radar dei più giovani. Arriva Nolan, racconta Omero, ed ecco il risultato: un successo che sta battendo ogni record al box office, trainato in gran parte da un pubblico giovane che ha ritrovato in Ulisse la propria storia. Noi che viviamo in Italia, e che raccontiamo spesso queste storie immortali ai giovani, per fortuna lo sappiamo bene.
===[[Corrado Augias]]===
*Abbiamo distrutto una cultura, dice Ulisse, e non dovevamo farlo. Abbiamo peccato contro gli dèi e contro le leggi della civiltà. Non credo che, in un'opera d'arte, ci sia condanna più esplicita dell'attuale politica estera americana cieca, aggressiva e rabbiosa.
*Letto in filigrana, il film di Chris Nolan contiene insomma numerosi, trasparenti riferimenti all'attualità americana e mondiale (ci sono anche da noi le tentazioni di violenza vendicatrice). Ecco perché questa ''Odissea'' si conferma lontana dal poema omerico, trovando la sua vera forza in un atto d'accusa contro la cultura [[Make America Great Again|Maga]] e il forsennato presidente che la incarna. Lontano da Omero, vicino, molto vicino, a noi.
*Nolan [...] non è solo un regista di "blockbuster" come dicono gli americani ovvero autore di prodotti di grandissima popolarità in grado di sbancare i botteghini. Basta pensare a ''Oppenheimer''. Nolan nasconde sempre molti significati nei suoi film, lo fa anche in questa ''Odissea''.
===[[Matt Damon]]===
*[[Bill Irwin|Bill]] faceva le voci e i rumori {{NDR|del ciclope}} ed è stato con noi per tutto il tempo. All'ingresso della grotta c'era un ronzio. E lo si può sentire nel film, perché c'erano migliaia di api proprio all'imboccatura della grotta. Bisognava attraversare questa cortina di api per entrare.
*Dal canto mio posso dire, senza esagerare, che è stata l'esperienza migliore della mia carriera: quando ho visto quel cavallo di legno gigante sulla spiaggia ho pensato: "Cavolo". È stato semplicemente fantastico.
*È successa una cosa curiosa: tutte quelle situazioni che, in un altro momento della mia vita, avrei trovato difficili... non lo erano più. Anzi, erano diventate divertenti. Per esempio, essere bagnato fradicio e avere freddo non era una sofferenza. Era qualcosa che mi sentivo fortunato ad avere la possibilità vivere. Mi sembrava temporaneo, e allo stesso tempo un dono. È stato molto strano. Non avevo mai provato niente del genere. Ecco perché sembro un po' un cristiano rinato. È una sensazione che desideravo da tempo, e finalmente ho provato.
*Non si fanno più film come questo. Riuscire a farlo senza green screen, come avrebbe fatto David Lean, il regista di ''Lawrence d'Arabia'' o ''Il dottor Živago''... non conosco nessuno, a parte Nolan, che ci stia nemmeno provando.
*Non sono molti gli attori over 50 che recitano in film epici di questo genere. Ho affrontato questo progetto come se fosse l'ultimo film che avrei mai girato.
*Ogni giorno sul set sembrava più una spedizione scientifica che un giorno di riprese [...]: Sei in mezzo al mare, prendi freddo e ti bagni. Tu come tutti gli altri, ma questa esperienza ha creato un affiatamento che è raro sul set.
*Ogni volta che arrivavamo da qualche parte, dicevamo: "Beh, l'Islanda sarà più facile". Invece, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane. L'Islanda era tipo: "Facile? Aspetta e vedrai". A quel punto qualcuno aveva ironizzato: quanto potrà mai essere difficile lavorare in uno studio di Los Angeles? E poi, come previsto, siamo arrivati e Chris aveva due motori a reazione che ci spruzzavano addosso litri d'acqua [...]. È stata una conclusione perfettamente in linea con il resto. Anche in un ambiente controllato faceva freddo, era umido e un po' deprimente.
*Quando ti sentivi a disagio, cosa che accadeva quasi sempre a causa dello sforzo fisico richiesto per girare quelle scene, se ti giravi e guardavi alle tue spalle, lui {{NDR|[[Christopher Nolan]]}} era a non più di un metro e mezzo di distanza a fare la stessa cosa senza lamentarsi [...]. C'è qualcosa di veramente confortante nell'essere un soldato in trincea, guardare al proprio fianco e vedere che il generale è lì con te.
*Tutto era reale. Se come attore devi recitare una crisi esistenziale mentre passi davanti alle Sirene e sei legato a un albero maestro, è tutto lì davanti a te. Se Nolan ti dice che stai scappando per salvarti la vita da un Ciclope, allora scapperai davvero per salvarti la vita. Chris non nasconde il trucco.
*Visto come sta andando il mondo del cinema, questo è stato un film davvero strano. Ho provato una specie di nostalgia per tutto il tempo in cui lo giravo, come se stessi tornando ai miei inizi. E so che quel mondo sta scomparendo. Sapevo che questa sarebbe stata l’ultima occasione per fare qualcosa del genere.
===[[Ludwig Göransson]]===
*Chris aveva accennato fin dall'inizio al fatto che fosse interessato all'[[aulos]] [...]. Era interessato anche alla lira. L'aulos era uno strumento dell'antica Grecia. Per mille anni è stato lo strumento delle rockstar per eccellenza.
*L'orchestra non esisteva all'epoca. È stata una sfida, ma anche un'opportunità per creare qualcosa di davvero unico. Ho usato strumenti dell'antica Grecia e parti metalliche trovate per strada per i brani.
*Sono stato particolarmente attratto dal suono dei wind gong, dischi di bronzo piatti con una frequenza fondamentale ridotta, pesanti ipertoni accordati e lunghi legati, [...] la sfida di scrivere musica usando i gong è stata entusiasmante e ho creato un sistema di notazione unico con disegni dettagliati del punto esatto in cui colpire il gong, con l'intensità esatta.
===[[Milo Manara]]===
*{{NDR|«Molte polemiche si sono concentrate sul casting, a partire da Elena, interpretata da Lupita Nyng’o.»}} Mi sembra che, come al solito, ci si occupi dei margini invece che della pagina. Quando la filologia prende il sopravvento sulla sostanza si perde il senso del mito. E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, probabilmente Elena era anche più scura di come siamo abituati a immaginarla. Ma è una questione del tutto ininfluente rispetto al personaggio che stiamo raccontando.
*Sono curiosissimo di vedere il film di Nolan. Non credo resterò deluso. L’importante è non perdere il senso profondo del racconto. Tutto il resto viene dopo.
*[[Ulisse]] riaffiora continuamente, quasi carsicamente. Se oggi Christopher Nolan lo riporta ancora una volta al centro dell’immaginario, per me è soltanto una festa.
===[[Mariarosa Mancuso]]===
*Confessiamo di aver avuto qualche timore, prima di vedere il film. Non siamo così adepti da non pensare che si possa amare ''Inception'' e restare freddi di fronte a ''Interstellar''. Dubbi spariti quando vediamo il cavallo di legno spiaggiato, di traverso sulla battigia, e dentro il soldati sfiniti dalle puzze che rischiano di annegare. Christopher Nolan è sempre grandissimo. È il cinema che è diventato piccolo.
*Cosa possiamo dire davanti a tre ore di grande cinema senza un minuto di noia? I colleghi vengono in soccorso. [[Francesco Piccolo]] spinge Repubblica – una volta un giornale tanto per bene, signora mia – a scrivere più volte per esteso la parola "cazzata". [...] Se non avessimo già visto il film di Nolan, la lettura dell’articolo non sarebbe stata tanto spassosa. Un lapidario giudizio scagliato da chi, pure lui sceneggiatore o collaboratore alla sceneggiatura di molti brutti film italiani, non può chiamarsi fuori da tante cazzate vere. Fa perfino tenerezza: nani sulle spalle dei giganti – se mai ci arrivassero.
*Tre ore di capolavoro, che gli vogliamo dire?
===[[Paolo Mereghetti]]===
*Altro che elmi creativi e pigmentazioni non regolamentari (ma secondo quale regola? quella che ha fatto della britannica Elizabeth Taylor una regina egiziana?). A voler essere pignoli le infrazioni, le invenzioni, le libertà sono innumeri, ma è da queste cose che si giudica il risultato di un film? Assolutamente no!<br>Lasciamo i cacciatori di cavilli alle prese con le loro piccole fobie e diciamolo subito: la lettura che Christopher Nolan fa del poema omerico merita attenzione e rispetto. Oltre che applausi.
*In fondo la storia poteva prestarsi anche al «solito» elogio del coming home, con la voglia di recuperare quella tranquillità e quegli affetti che la vita ci toglie e la famiglia può restituirci. Nolan invece ne ha fatto una riflessione cupissima e avvincente (volano i 172 minuti di durata) su un mondo che non può cancellare il peso del dolore e della disperazione che proprio gli uomini hanno contribuito a diffondere e di cui non resta che contemplare le rovine. Fisiche e morali.
*Quello che in Omero diventa il resoconto di una «pena di vivere» [copyright Nicola Gardini], quella appunto di Odisseo che misura su se stesso la stanchezza per una lotta che sembra non dover mai finire (Polifemo, poi i Lestrigoni, Circe, le sirene, Scilla e Cariddi, Poseidone e via enumerando), nella rilettura di Nolan diventa qualcosa di più tragico, quasi epocale: non è più pena ma quasi paura di vivere quella che blocca l’eroe, schiacciato dal ricordo (e dalla responsabilità) della violenza che ha innescato per conquistare Troia: troppa brutalità, troppa distruzione, troppi morti. Ed è per questo che nel film lo vediamo spesso fare i conti con il numero dei compagni scomparsi, costretto a scegliere se e chi sacrificare per permettere agli altri di proseguire il loro viaggio. Le vite che ha fatto perdere sono un ricordo che non lo lascerà mai.
===[[Samantha Morton]]===
*Ho letto la sceneggiatura e mi ha davvero commossa. Non conoscevo il libro. Ho lasciato la scuola a 12 anni perché ho iniziato a recitare allora, e a quei tempi non c'erano tutor sul set per una come me, di conseguenza non ho una grande formazione accademica. Sono un po' un'autodidatta. Non conoscevo il materiale originale, così mi sono basata solo sulla sceneggiatura che mi ha lasciata a bocca aperta. Piangevo a dirotto, ero arrabbiata, provavo di tutto.
*Non analizzo troppo le cose. Non sottopongo mai i miei personaggi a una terapia psicologica. Ma l'unica cosa che ne ho tratto, e che ho scoperto mentre la interpretavo, è che mi è sembrata molto familiare. Mi è sembrata molto attuale. Mi è sembrata mia madre. Mi è sembrata mia sorella. Mi è sembrata mia figlia. Mi è sembrata una delle mie amiche. Mi è sembrato che potesse essere la madre, la sorella, la figlia, la nonna, l'amante o la prozia di chiunque. Mi è sembrata semplicemente molto, molto rappresentativa di ogni donna e di tutte le donne, e che portasse con sé il dolore di tutte le donne nel corso della storia.
*Riguardo a Circe, la mia interpretazione è che lei rappresenti ogni donna. E qui entra in gioco l'elemento della dea e della stregoneria: bisogna ricordare che, un tempo, le levatrici venivano considerate streghe e bruciate sul rogo. La società ha sempre demonizzato le donne. È così da tempo immemorabile. È di questo che stiamo parlando. La mia versione di Circe, direi, è che lei è la figlia di tutti, la moglie di tutti, l'amante di tutti, la madre di tutti, la nonna di tutti. Ho cercato di racchiudere in lei l'essenza della donna nella sua totalità.
*Stavo pensando alle donne che nella storia sono state denigrate: ostetriche, erboriste, madri o donne sagge. E quindi, per me, quel legame con la terra e il suo rispetto per la natura si intrecciavano in modo meraviglioso con il fatto che conoscevo così bene l'ambiente circostante.
===[[Christopher Nolan]]===
*Alla fine, i fan dell'opera originale, anche quando facevamo qualcosa che loro non avrebbero fatto, hanno apprezzato la sincerità del tentativo di portare sullo schermo la migliore versione possibile. Io posso solo realizzare il miglior film che sono in grado di fare nel modo più sincero possibile. Sarà inevitabilmente diverso da come lo farebbe chiunque altro, ma è proprio questo il senso di un adattamento. [...] Ricordate, ho trascorso dieci anni della mia vita occupandomi di Batman. Quando sono arrivato su ''[[Batman Begins]]'', sceneggiatori e disegnatori lavoravano su questo personaggio da quasi 65 anni. Quello che ho imparato durante quella trilogia è che non puoi preoccuparti di tutto questo. Devi soltanto onorare il materiale originale interpretandolo nel modo più forte e personale possibile.
*{{NDR|«Perché Matt Damon Ulisse?»}} È un attore accessibile per il pubblico. Sa comunicare le stratificazioni di un personaggio e il modo in cui esiste all'interno della narrazione. Al cinema, è stato l'uomo qualunque, il padre di famiglia, il vicino di casa.
*{{NDR|Sulle polemiche sul film}} Fa parte del gioco. Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di coloro che le alimenta sa ancora cosa sia realmente il film.
*In un mondo senza denaro, senza carte di credito, senza telefoni, quando si intraprendeva un viaggio, persino breve, ci si affidava completamente alla misericordia degli sconosciuti. Per questo esisteva la legge di Zeus: l’idea che gli altri debbano essere trattati con rispetto. Questa regola era sostenuta da una base teologica: quella persona, per quanto umile o povera possa apparire, potrebbe essere un dio travestito che cammina tra noi. E dunque va trattata con rispetto. È un’idea straordinariamente potente che continua a essere al centro del funzionamento della società ancora oggi.
*Quando si guarda questo mondo, quando si osserva il mondo antico, la gente tende a vederlo in modi strani. C'è molto pregiudizio culturale. C'è molta tendenza a elevarlo solo perché è antico. Quando ti immergi nel poema, quello che trovi è qualcosa di davvero terreno, concreto e accessibile. Quindi per me, nel costruire il mondo del film, quando ho parlato con tutti gli attori, ho detto: voglio solo centrarlo su quello e farlo sentire molto fresco per il pubblico moderno, eliminando alcune di quelle assunzioni che non sono basate su nulla di logico.
*Sul piano tecnico, un film tutto in Imax era il mio sogno da quando avevo 16 anni. Ma la vera sfida, quando fai un film tratto da qualcosa che muove sentimenti forti nel pubblico, e che rappresenta un riferimento culturale, è non pensare a tutto questo e trasformare quella materia in una tua creazione. Scegliere gli attori seguendo l’istinto, pensando a chi saprà restituire sfumature, complessità e grandezza della letteratura. Sembra diverso, ma mi è successo lo stesso con ''[[Batman Begins|Batman]]''.
*Tutto nella sequenza del Ciclope è pensato per cercare di immaginare: come sarebbe una situazione del genere nella vita reale? [...] Non si tratta di un approccio da libro di fiabe o da cartone animato, ma di un vero e proprio tentativo di immedesimarsi in Ulisse e nei suoi uomini. È una situazione terrificante. [...] L'odore [delle pecore] era pungente, per così dire [...]. dopo un po' è diventato molto, molto umido e maleodorante. Ma ho costruito molte grotte in passato. Girare in una grotta vera è tutta un'altra cosa. Una volta che la roccia viene spostata a chiudere l'ingresso e ci si ritrova al buio, l'atmosfera è davvero opprimente. Ha dato un senso di realismo estremo.
*Volevo riportare il pubblico nel mondo antico e non nella Hollywood degli anni 50, dove tutti parlano con accento inglese impeccabile e usano un linguaggio formale per dire al pubblico che siamo nell’antichità. Volevo qualcosa di terreno, immediato. Che il pubblico avesse la sensazione di vivere dentro la storia e conoscere davvero le persone.
===[[Lupita Nyong'o]]===
*È davvero speciale far parte de L'Odissea, perché è un'opera grandiosa. Abbraccia mondi diversi. Ecco perché il cast è quello che è. Stiamo dando vita alla narrazione epica del nostro tempo.
*Non si può recitare la bellezza. Voglio sapere chi è un personaggio. Cosa c'è oltre la bellezza? Cosa c'è oltre l'aspetto esteriore? Questo è il bello di lavorare su un testo così noto, che è stato studiato, interpretato e da cui sono state tratte diverse fonti. La ricerca potrebbe essere infinita. Il bello di lavorare con uno scrittore come Chris è che tutto è già scritto sulla pagina. L'indagine inizia dalle pagine che ti vengono fornite. È su quelle che mi sono basata.
*Questa è una storia mitologica [...]. Sostengo pienamente le intenzioni di Chris e la versione di questa storia che sta raccontando. Il nostro cast è rappresentativo del mondo. Non sto perdendo tempo a pensare a una difesa. Le critiche ci saranno, che io risponda o meno.
===[[Francesco Piccolo]]===
*Alla fine, insomma, se uno dovesse dire cos'è questo film, com'è, è l'esatta combinazione delle due possibilità che ha una narrazione del genere: è molto bello ed è anche, non esiste una parola più precisa per dirlo, una cazzata. Queste due strade non si biforcano, come dovrebbe succedere, ma avanzano parallele e stanno insieme. In qualche modo si fanno compagnia, e passi dal pensare che sia bello, a pensare che sia una cazzata. Continuamente.
*Dobbiamo decidere noi se è bello o se è una cazzata. Così come abbiamo deciso noi che quel rottame anche poco credibile e manovrato con un joystick era uno squalo da cui eravamo terrorizzati; così come abbiamo deciso noi che quel mostriciattolo costruito da Rambaldi, e fotografato spesso insieme a Rambaldi, fosse un vero extraterrestre e non un giocattolo che poi si regalava anche a Natale. Abbiamo deciso noi che il cinema può essere molto bello anche quando è possibile che sia una cazzata. Tanti grandi film hanno fatto decidere allo spettatore qual era il bivio. Ma qui c’è qualcosa in più, ed è molto seducente: non lo decidiamo soltanto noi spettatori, ma lo facciamo insieme al regista.
*Se tu ti abbandoni - e io mi sono abbandonato perché quando vado al cinema credo fermamente a tutto e sospendo ogni forma di intelligenza scettica, che invece è l'unico modo sbagliato di fare lo spettatore - se ti abbandoni allora entri dentro l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' e succede il miracolo che pure se conosci la storia da quando eri alle scuole medie, tre ore passano senza che te ne accorga e intanto soffri. Soffri perché continuano a passare gli anni e Odisseo non torna, e vuoi che torni, perché i pretendenti vogliono prendersi Penelope e il tempo non c'è, Telemaco è troppo debole e non ce la fa; e tu patisci; e quando Odisseo finalmente torna e arriva a palazzo travestito da mendicante, mentre lui combatte come Bruce Lee, come Bud Spencer e Terence Hill, solo contro tutti, beh, a quel punto ti abbandoni felice, ci credi, e pensi che cazzata, ma anche che film bellissimo.
===[[Roberto Recchioni]]===
*Delle proteste indignate sulle scelte di cast del film non voglio proprio discutere. Al teatro, da quando il teatro esiste, qualsiasi attore può interpretare qualsiasi ruolo, a patto che sappia incarnare lo spirito e il senso del personaggio che deve portare in scena. È esattamente questo che significa recitare. Solo il cinema si fa problemi in tal senso. E stranamente se li fa sempre quando un attore non bianco viene chiamato a interpretare un personaggio bianco, molto meno quando succede il contrario. Il tema è di razzismo, non di cinema. E qui si parla di cinema.
*È un film viscerale e caldo (per una volta nella sua {{NDR|Christopher Nolan}} cinematografia), che per tecnica somiglia più al cinema di [[Cecil B. DeMille]] (il regista de ''[[I dieci comandamenti (film 1956)|I dieci comandamenti]]'') che a quello di un cineasta moderno ma che, invece, di un cineasta moderno, modernissimo, ha la sensibilità, la definizione, il ritmo e la forma. E questa è la novità che l<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' apporta al corpo filmico di Nolan.
*Nel concepire la sua ''Odissea'', Nolan decide di tornare indietro, abiurando quasi totalmente le sirene del digitale per tornare a cercare di evocare a schermo l'impossibile attraverso il possibile. Non c'è quasi nulla che vedrete a schermo in questa ''Odissea'' che non abbia un rapporto strettissimo, quasi intimo, con la materia. Palazzi che crollano, soldati che combattono, cavalli di legno che bruciano, navi che beccheggiano e via dicendo, è tutto vero, come veri sono i luoghi, i panorami, i cieli, la terra, il fuoco, il mare e il vento. Ma non solo: sono veri anche gli spiriti dell'Ade, il ciclope, Circe che trasforma gli iniqui in bestie e via dicendo, portati a schermo attraverso trucchi quanto più meccanici e analogici possibile, con tutti i limiti che questo approccio impone (anche molto evidenti, a tratti). Sembra un vezzo, vero? E invece è il segreto del film: farti credere talmente tanto alla sostanza di questo mondo, alla sua concretezza, alla sua "realtà", da farti credere anche agli elementi del mito che lo pervadono e lo compenetrano con naturalezza.
*''Odissea'' di Nolan non è il capolavoro di Nolan. E non lo è perché la parola "capolavoro" significa a capo, in testa, a tutti gli altri lavori, cioè la cosa migliore, unica, di un insieme. E il posto di capolavoro, nella filmografia di Nolan, per me spetta a ''Dunkirk''. Ma ''Odissea'' gli sta subito sotto e nemmeno di uno scalino, ma di mezzo. Semplicemente, Nolan con questo film evoca il mito dandogli un corpo e una presenza che non ha quasi avuto prima, e lo fa grazie a un approccio incredibilmente tradizionale ma, proprio per questo, incredibilmente innovativo: facendo i conti con i limiti della realtà.
*Ogni polemica sulla fedeltà storica del film di Nolan all'Odissea di Omero, semplicemente non ha senso. Omero (chiunque egli fosse, se mai è stato), raccolse un gran numero di storie tramandate oralmente in innumerevoli versioni, le unì e ne fissò una sulla carta, ma la distanza tra lui e la materia da lui raccontata era di quasi cinquecento anni (l'Odissea è ambientata attorno al 1200 a.C., Omero ne scrisse attorno al 750 a.C.) e Omero aveva meno strumenti storici di Nolan per conoscere l'età del bronzo che raccontava. Ma questo non è un problema in nessun senso perché tanto l'opera di Omero quanto il film di Nolan non appartengono al racconto storico ma a quello mitologico: l'Odissea non è una cronaca di fatti, è una raccolta di miti, uniti in un canone narrativo che li uniforma e li rende coerenti gli uni con gli altri. Per questo motivo Nolan ha lo stesso diritto di Omero di raccontare la storia di Odisseo-Ulisse come più gli aggrada.
===[[Guia Soncini]]===
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
*Ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
===[[Emma Thomas]]===
*La cosa che ho amato del poema di Omero quando l'ho letto di nuovo, una volta saputo che questo era ciò che Chris voleva fare, è stato vedere come si adattasse perfettamente al modo in cui lui racconta le storie. La storia dell<nowiki>'</nowiki>''Odissea'' non è lineare e ci sono spaventi, brividi e grandi rivelazioni. Quello che ama Chris... E c'è il tema della memoria: del ricordo della patria e della guerra, di ciò di cui si è responsabili. Che sia la vittoria sul nemico, e l'aver causato così tanta morte. Anche quella dei propri compagni: prima di tutto, la loro...
*Le racconto un aneddoto: la nostra Itaca è Favignana e il cane Argo è "interpretato" dall'esemplare di una rarissima razza canina italiana. Ogni particolare è stato cercato, sperimentato e solo dopo inserito nella narrazione.
*Nei film precedenti c'è sempre stata una "grande" scena su cui abbiamo discusso giorni e giorni. ''Odissea'' è piena di grandi scene. Era come sfidarsi continuamente: a una grande scena ne seguiva un'altra ancora più grande. A partire dal fatto che ogni singola location presentava problemi incredibili, sfide apparentemente insormontabili. Ma abbiamo sempre trovato la soluzione giusta.
*Per ''Odissea'' {{NDR|Christopher Nolan}} è stato molto preso dal cambio di luci, colori, peassaggio. Il passaggio dagli esterni agli interni e il contrario. Era completamente assorbito dalla luce delle tappe della sua odissea: mi riferisco alle location del film. Islanda, Marocco, Grecia, Italia.
==Making of==
{{Int|1=''The Making of Excalibur: Myth into Movie''|2=Regia di Neil Jordan, 1981.}}
*
:''John gave me very clear images of what he wanted. He wanted it to be very earthy, he wanted it to have a touch of Indian and a touch of Spanish idea, but not to be reproduced exactly, but that kind of feeling. But the idea was it to be very earthy because it's a dance in which she has to seduce somebody, so therefore it had to have all those qualities without getting too raunchy. He didn't want it to be a medieval dance.'' (Anthony Van Laast)
*
:''He's got this sort of simplicity, this very natural simplicity and this intuitive sense of right and wrong. Someone said this thing, which is quite true, about having him be completely secure in his knowledge of nothing.'' (Paul Geoffrey)
*
:''If you think of Merlin you automatically think of the many lives he's led.'' [...] ''You have the feeling that he's been through many many worlds and he is of course many people. There's a lot of my old English master in him too, who has the most wonderful whimsy in his humour that is central, kind of the spine of the character is based upon him. A man of great lore, book lore, a Chaucer man, Shakespeare, and a wag to boot!'' (Nicol Williamson)
*
:''She's rather like a flower, a fresh flower picked out of a field somewhere in the open air and put inside this glass in a huge cold castle that's all gold and artifact and manmade. And Arthur is pursuing manmade ideals and forming laws, and everything's becoming very materialistic and she's much simpler than that, much more basic.'' ( Cherie Lunghi)
*
:''His power is very much that of the mind, someone who can make things happen, who can take control. We've all seen the power of voodoo in African tribes, when the chiefs or the witch doctors pointed to a man and in 48 hours he goes into the wilderness and he dies because his death is brought upon by his state of mind. He knows that it's the finish of his life. In a way, Merlin has that kind of power.'' (Nicol Williamson)
==David Wright==
*
:[...] ''the'' Canterbury Tales ''is, at root, an equally serious exploration of social life (in what good and bad ways people may live together) and human purpose (as a character in the Knight's Tale puts it, "What is this life? What should men wish to have?"). But it is also a poem that is equally serious about noticing and appreciating the comedy that comes from human foibles. The result is an exploration of human possibility as enjoyable as it is rich, and as balanced as it is varied.''
*
:The Canterbury Tales ''is'' [...] ''very much a poem of its time, and the long introduction Chaucer gives us in the General Prologue presents the pilgrims as a convenient cross-section of fourteenth-century English society. Although Chaucer has a knack for providing just the descriptive detail that will individualize each pilgrim, they are almost never identified by anything other than their profession, and they seem, in most ways, to derive their entire world view from the position in society given them by the work they do.''
==labyrinth==
{{Film
|titolo = Labyrinth - Dove tutto è possibile
|immagine = Labyrinth (1986) logo.png
|didascalia =
|titolo originale = Labyrinth
|paese = Regno Unito, Stati Uniti d'America
|anno uscita = 1986
|durata = 101 min
|lingua originale = inglese
|genere = Fantastico, musicale, avventura
|regista = [[Jim Henson]]
|soggetto = [[Jim Henson]], [[Dennis Lee]]
|sceneggiatore = [[Terry Jones]]
|produttore = [[Eric Rattray]]
|produttore esecutivo = [[George Lucas]], [[David Lazer]]
|casa produzione = [[TriStar Pictures]], [[Jim Henson|Henson Associates]], [[Lucasfilm]]
|attori = * [[David Bowie]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Jennifer Connelly]]: [[Sarah Williams]]
* [[Toby Froud]]: Toby
* [[Shelley Thompson]]: Matrigna
* [[Christopher Malcolm]]: Padre
* [[Shari Weiser]]: Gogol
* [[Rob Mills]]: Bubo
* [[David Barclay]]: Sir Didimus
* [[Karen Prell]]: Il verme
* [[Warwick Davis]]: Goblin Corps
* [[Frank Oz]]: Saggio
* [[Natalie Finland]]: Fata
|doppiatori originali = * [[Brian Henson]]: Gogol
* [[Ron Mueck]]: Bubo
* David Shaughnessy: Sir Didymus
* [[Percy Edwards]]: Ambrogio
* [[Timothy Bateson]]: il verme
* [[Dave Goelz]]: Coprisaggio
* [[Karen Prell]]: Strega dei rifiuti
* Steve Whitmire, [[Kevin Clash]], Anthony Asbury, & [[Dave Goelz]]: le quattro guardie
* [[Robert Beatty]]: Batacchio porta destra
* [[Dave Goelz]]: Batacchio porta sinistra
* [[Kevin Clash]], Charles Augins, [[Danny John-Jules]], Richard Bodkin: Firey, i pupazzi smontabili
|doppiatori italiani = * [[Roberto Chevalier]]: Jareth, il re degli gnomi
* [[Ilaria Stagni]]: [[Sarah Williams]]
* [[Maria Pia Di Meo]]: Matrigna
* [[Cesare Barbetti]]: Padre
* [[Giancarlo Padoan]]: Gogol
* [[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Bubo
* [[Marco Mete]]: Sir Didymus
* [[Anna Miserocchi]]: Strega dei rifiuti
* [[Sergio Fiorentini]]: Batacchio porta sinistra
* [[Renato Mori]]: Batacchio porta destra
* [[Vittorio Stagni]]: Firey
* [[Sandro Sardone]]: Saggio
* [[Fabrizio Mazzotta]]: i pupazzi smontabili
}}
{{tagline|Dove il magico è reale}}<ref>Citato in [http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,25/articleid,1358_02_1986_0345_0026_19584433/ ''La Stampa''], 24 dicembre 1986, p. 26.</ref>
==Incipit==
{{NDR|Recitando}} "Dammi il bambino! Con rischi indicibili e traversie innumerevoli, io ho superato la strada per questo castello oltre la città di Goblin per riprendere il bambino che tu hai rapito. La mia volontà è forte come la tua e il mio regno altrettanto grande... La mia volontà è forte come la tua... è il mio regno altrettanto grande...". Accidenti, non mi ricordo mai quella frase! {{NDR|Consulta un libretto intitolato ''The Labyrinth''}} "Non hai alcun potere su di me!" ('''Sarah''')
==Frasi==
*Mi tratta come la matrigna cattiva delle favole qualunque cosa dica. ('''Matrigna''')
==Dialoghi==
*'''Matrigna''': Tuo padre e io usciamo molto di rado.<br>'''Sarah''': Ma se uscite tutti i santi sabati!<br>'''Matrigna''': E io ti chiedo di restare con il bambino solamente se questo non scombina i tuoi programmi.<br>'''Sarah''': E tu che ne sai? Non conosci i miei programmi, non me li chiedi neanche più.<br>'''Matrigna''': Penso che me lo diresti se avessi un appuntamento. Sarei ben felice che tu lo avessi. Dovresti averne alla tua età.
*'''Sarah''': {{NDR|Rivolto a Toby, che piange}} Che cosa vuoi, una favola, eh?! Okay! Allora, c'era una volta una ragazza tanto carina che la sua matrigna lasciava sempre a casa con il bambino, e il bambino era tanto viziato. Quello voleva tutto per sé e la ragazza era praticamente una schiava. Ma ciò che nessuno sapeva era che il re degli gnomi si era innamorato della ragazza e che le aveva data certi poteri. Così, una notte che il bambino fu oltremodo crudele con lei, lei chiamò in suo aiuto gli gnomi.<br>'''Gnomo #1''': {{NDR|Sottovoce}} Ascoltate!<br>'''Sarah''': "Dì le tue parole magiche", dissero gli gnomi, "e porteremo il bambino nella città di Goblin, e tu sarai libera". Però lei sapeva che il re degli gnomi avrebbe tenuto il bambino al castello per tutti i secoli dei secoli, trasformandolo in uno gnomo. E così lei soffriva in silenzio, finché una notte che era stanca di una giornata di faccende, che era ferita dalle dure parole della sua matrigna e sentiva che non ne poteva più... {{NDR|Toby continua a piangere}} Va bene, va bene! {{NDR|Prende Toby in braccio, ma lui continua a piangere}} Piantala, andiamo! Smettila, ''smettila''! O dico le parole, eh! Oh, non sia mai. Non devo dirle. Io desidero... Io desidero...<br>'''Gnomo #1''': Sentite!<br>'''Gnomo #2''': Ma le dice?<br>'''Gnomo #3''': Dice cosa?<br>'''Gnomi''': Silenzio! Zitto!<br>'''Gnomo #3''': Ma io...<br>'''Gnomo #4''': Chiudi il becco!<br>'''Gnomo #5''': Zitto tu!<br>'''Gnomo #1''': Ascoltate! Adesso sta per dirle!<br>'''Sarah''': Io non ne posso più! Re di Goblin, re di Goblin, ovunque ti trovi adesso porta via questo bambino lontanissimo da me!<br>'''Gnomo #5''': Non è così! Dove ha imparato questa operaccia?! Manco comincia con "re di Goblin"!<br>'''Sarah''': No, Toby, no! Smettila! Mi piacerebbe davvero sapere cosa dire perché gli gnomi ti portino via.<br>'''Gnomo #5''': "Io desidero che gli gnomi ti portano via all'istante", non è mica tanto difficile eh?! <br>'''Sarah''': Comando... e voglio...<br>'''Gnomo #3''': Lo ha già detto?<br>'''Gnomi''': Sta zitto!<br>'''Sarah''': {{NDR|Mette Toby, ancora piangente, a letto e va verso l'uscita}} Desidero proprio che gli gnomi ti portino via all'istante!
*'''Sarah''': Sei lui, vero? Tu sei il re di Goblin. Rivoglio il mio fratello, ti prego. Se fa lo stesso...<br>'''Jareth''': Ciò che è detto è detto.<br>'''Sarah''': Ma... non credevo mai...<br>'''Jareth''': Ah, non credevi?<br>'''Sarah''': Ti prego, dov'è ora?<br>'''Jareth''': Sai molto bene dove si trova.<br>'''Sarah''': Ti prego riportamelo, ti prego!<br>'''Jareth''': Sarah, torna in camera tua. Va a giocare con i tuoi balocchi e con i tuoi costumi. Dimentica il bambino.<br>'''Sarah''': Non posso.<br>'''Jareth''': Io ti ho portato un regalo. {{NDR|Fa apparire una sfera trasparente}}<br>'''Sarah''': Che cos'è?<br>'''Jareth''': È un cristallo, niente di più. Ma se lo fai girare così e ci guardi dentro, ti mostrerà i tuoi sogni. Ma questo non è un dono per una ragazza comune che si prende pena per un bambino che sbraita. La vuoi? {{NDR|Sarah esita}} Dimentica il bambino!<br>'''Sarah''': Non posso. Non è che non apprezzi ciò che vuoi fare per me, ma io rivoglio il mio fratello. Sarà così spaventato...<br>'''Jareth''': Sarah! {{NDR|Trasforma il cristallo in un serpente}} Non sfidarmi! {{NDR|Butta il serpente verso Sarah, che lo ribatte per terra}} Tu non puoi tenermi testa.<br>'''Sarah''': Ma io devo avere indietro il mio fratellino!<br>'''Jareth''': È là, nel mio castello. {{NDR|Indica una fortezza in mezzo a un gigantesco labirinto}} Vuoi ancora cercarlo, Sarah?<br>'''Sarah''': È quello il castello oltre la città di Goblin?<br>'''Jareth''': Torna indietro, Sarah! Torna indietro, prima che sia troppo tardi!<br>'''Sarah''': Non posso. Ma non lo capisci che non posso?<br>'''Jareth''': Che peccato.<br>'''Sarah''': Non sembra tanto lontano.<br>'''Jareth''': È più lontano di quanto credi e hai breve tempo. Hai solo tredici ore per superare il labirinto prima che il fregnante marmocchio diventi uno di noi per sempre. È un tale peccato...
*'''Sarah''': <br>'''Gogol''': <br>'''Sarah''': <br>'''Gogol''':
==Explicit==
==''[[Raoh, il conquistatore del cielo]]''==
====Episodio 7, ''La furia del lupo blu''====
====Episodio 8, ''Lacrime nel buio''====
====Episodio 9, ''La battaglia delle donne''====
====Episodio 10, ''Sfida sulla sabbia ardente!''====
====Episodio 11, ''La comparsa del Sacro Imperatore''====
====Episodio 12, ''La caduta del regno''====
====Episodio 13, ''In cammino verso il cielo''====
==[[Alberto Pollera]]==
Alberto Pollera (1873 – 1939), militare e antropologo italiano.
==''Lo Stato etiopico e la sua Chiesa''==
===Incipit===
Questo libro vede la luce assai tempo dopo che fu compilato: debbo perciò pregare il benevolo lettore di tener presente trattarsi dell'esame di ordinamenti e costumi di un popolo che si avvia rapidamente ad una importante evoluzione civile, la quale, cominciata tardi, si affretta a raggiungere con ritmo sempre più accelerato, miglioramenti e sviluppi che, fino a pochi anni fa, sembrava assurdo sperare.
===Citazioni===
*Gli Abissini identificarono più tardi la regina Macheddà con Azieb, [[regina di Saba]], dando con ciò un seguito apparentemente logico a questa tradizione. [...] la leggenda della regina di Saba non deve in Abissinia aver acquistato valore che in epoca molto posteriore, e verosimilmente quando, con S. Frumenzio e coi santi predicatori e gli Abuna suoi successori, provenienti da Bisanzio, da Alessandria e da Roma, la religione cristiana si diffuse in Etiopia, e ciò perché [...] questi apostoli della fede, avevano ben ragione di credere che l'accennata tradizione potesse giovare, come giovò, ai loro intenti. (pp. 8-9)
*A noi può sembrare che il concetto etiopico della parentela dinastica colla Vergine sia un po' troppo esagerato ed estensivo, a motivo della enorme distanza di tempo e del gran numero di generazioni trascorse; ma la mentalità etiopica non valuta le cose al modo nostro, perché già nelle piccole questioni interne di stirpe, è abituata a riconoscere legami di consanguineità molto arretrati nel tempo, sul quale non ferma affatto la sua attenzione. (p. 15)
*Per evitare l'obiezione che nella Bibbia non si fa affatto cenno del trafugamento delle Tavole, che anzi si dice andassero distrutte in Babilonia, i manoscritti etiopici, narrando con assai maggior copia di particolari la leggenda [...], aggiungono che, appena il gran sacerdote Sadok ed il re Salomone si accorsero della scomparsa di quelle, decisero di tener celata la immane sciagura al popolo, per modo che questo non seppe mai niente di ciò, e continuò a venerare quell'Arca, la quale non era, pur troppo, che un semplice simulacro della prima. (p. 23)
*Il popolo etiopico, orgoglioso delle tradizioni [...] e convinto di esser divenuto per volontà di Dio il vero popolo eletto sulla terra, a cagione della discendenza salomonica di [[Menelik I]], in sostituzione del popolo ebreo, resosene indegno, è andato a ricercare nella Bibbia tutte le promesse fatte da Dio ad Abramo e a David, e ritiene che esse siano ancora in pieno vigore per il proprio paese. (p. 24)
*Direi quasi che l'orgoglio in Abissinia è una malattia contagiosa, cronica, permanente, che non risparmia nemmeno i più miseri. Non deve quindi stupire se questo orgoglio si trova elevato a potenza molto elevata nei legittimi regnanti di quel paese, che fanno seguire il loro nome da iperbolici titoli. (pp. 25-26)
*Ora, i regnanti di Etiopia, nelle ingenua ma ferma convinzione di occupare di diritto e di fatto il primo posto fra i regnanti di tutto il mondo, ogni volta che hanno avuto occasione di indirizzare messaggi a regnanti europei, lo hanno fatto appunto nel modo da essi usato verso i loro inferiori, ossia iniziando la lettera col proprio nome, anche quando facevano ciò per invocare importanti servigi da loro. (p. 26)
*Si dice [...] che il [[Teodoro II d'Etiopia|Negus Teodoro]], ritenendo l'Inghilterra il paese più ragguardevole dopo il suo, rivolgesse alla regina Vittoria domanda di matrimonio, e che la mancata risposta fosse il movente che lo indusse a imprigionare, per atto di rappresaglia e di sfida, tutti gli europei che tovavansi presso di lui [...].<br>In quella tragica vigilia, ma troppo tardi, Teodoro comprese che la superiorità etiopica era ormai una leggenda fantastica; il che non ha tuttavia impedito alla massa di continuare a credervi. Umili e grandi ne sono ugualmente convinti, e se ciò costituisce una ingenuità, non si può negare che costituisca anche una forza per lo stato che tali credenze coltiva, con pieno consenso, fra i suoi sudditi. (p. 27)
*[...] degli Abissini si può dire quello che è stato detto degli Ebrei, e cioè che, credendosi di una stirpe privilegiata, hanno sempre voluto isolarsi, e mantenersi distinti da tutte le altre nazioni.<br>Questa credenza ispirò ad essi il concetto della autoglorificazione, perché ritennero di essere veramente i solo veri figli di Dio, discendenti diretti della linea primogenita di Adamo, senza riflettere che la funzione del popolo eletto venne necessariamente a cessare colla venuta di Gesù Cristo, immolatosi per la intera umanità, e non per la fortuna di un popolo. (p. 31)
*[...] in Etiopia è pacificamente ammesso e riconosciuto, che la madre ha diritto di attribuire con giuramento la paternità del figlio a chi essa ritiene ne sia l'autore, senza bisogno di altra indagine o prova concomitante.<br>L'unione poi, sia pure effimera, con una schiava, decisamente biasimata e derisa quando si tratta di altri, è invece susata trattandosi di signori e di principi, i quali pur non tenendo un harem, come i mussulmani, ne seguono la pratica poligama. L'importante è che la discendenza dei salomonidi e la loro tradizione continui. (pp. 37-38)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Alberto Pollera, ''[https://dl.unito.it/it/ricerca/digitale/?id=mag:447 Lo Stato etiopico e la sua Chiesa]'', Roma, SEAI, 1926.
==Irridentismo russo==
*Gli Stati baltici chiaramente si sentono minacciati. Perché come Putin sottolinea, la dottrina militare russa include la "protezione", tra di altri, di cittadini lettoni di lingua russa. È una dottrina pericolosa: significa che un’instabilità come quella ucraina può nascere in ogni altro paese vicino della Russia. ([[Radosław Sikorski]])
*L'idea secondo cui la Russia sarebbe a casa propria ovunque si parla russo [...] basterebbe, se fosse convalidata, a mettere l'Europa e il mondo a ferro e fuoco. Che succederebbe, se si ragionasse così, con i transilvani in Romania? Con i catalani in Francia? Con le tre comunità linguistiche di cui è composta la Svizzera? Con quella «minoranza vallona» di cui certi ideologi, a Mosca, già sostengono che sarebbe minacciata di «genocidio»? Con quella parte della California dove si parla spagnolo? Con la Gran Bretagna, che ha la lingua in comune con l'America? Il nazionalismo linguistico, sotto Putin non meno che all'epoca, nel 1938, dell'annessione dei tedeschi dei Sudeti al Terzo Reich, è un vaso di Pandora. [...] allora come si potrebbe impedire alla Lituania di rivendicare Smolensk? Alla Polonia di avanzare i suoi diritti su Leopoli? Alla Slovacchia di invadere l'oblast della Transcarpazia? Alla Moldavia di reclamare un pezzo di Transnistria? E perché la Russia, un Paese che, lo ripetiamo, non è mai stato uno Stato-nazione prima del 1991, avrebbe più titoli di altri da far valere sulle terre liberate dell'ex Unione Sovietica? ([[Bernard-Henri Lévy]])
*La possibilità di mobilitare una minoranza russa che chieda l’intervento dell’armata russa fu creata con lungimiranza personalmente da Josep Stalin, un despota molto accorto nel decidere, sulla via indicata da Lenin di negare la libertà ai paesi non russi che componevano l’impero zarista e – con astuzia raffinata dalla consuetudine di spostare o eliminare interi popoli – fece emigrare in ogni Repubblica non russofona un nutrito nucleo di abitanti di madrelingua russa, pronti a ribellarsi al governo locale dichiarandosi vittime di pulizie etniche. ([[Paolo Guzzanti]])
*Nessuno si aspetta che Londra un giorno rivendichi territori abitati da persone che parlano inglese, come Putin ha fatto in nome della difesa dei diritti delle comunità russe. Nessuno si aspetta che gli inglesi invadano la Scozia in caso che al suo ''referendum'' vinca il sì all'indipendenza. ([[Radosław Sikorski]])
*Per quanto gli abitanti del posto (a Cherson, a Mariupol, a Bucha) urlino la propria indisponibilità a farsi liberare, per quanto si oppongano agli invasori anche con le armi in pugno, essi continuano, sparando, violentando e uccidendo, a insistere: "Voi parlate russo, fate parte dell'universo russo, dovete essere liberati". E forzano con i mitra puntati la gente di Luhansk e del Donbass a prendere passaporti russi.<br>Se questa logica fose applicata al "mondo italiano", la [[Brigata paracadutisti "Folgore"|brigata Folgore]] avrebbe dovuto polverizzare con l'artiglieria il Cantone Ticino, dove si parla italiano e che faceva parte del Ducato di Milano! ([[Elena Aleksandrovna Kostjukovič]])
==Per Stepan Bandera==
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20100426235947/http://www.stepanbandera.org/bandera_perspective_5.htm Ai principi della nostra politica di liberazione]''|Articolo pubblicato in ''Vizvolna Politika'', novembre-dicembre 1946; ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.|h=4}}
===Citazioni su Stepan Bandera===
*L'estrema destra in Ucraina vede certamente Bandera come uno dei loro padri politici, ma l'estrema destra nel paese è molto debole, e la popolarità della figura di Bandera va molto al di là della destra. La ragione è che, sebbene Bandera fosse di estrema destra e – almeno per un periodo della sua vita – un fascista, in Ucraina oggi non è visto principalmente come tale. È considerato un combattente per l'indipendenza dell'Ucraina che morì per questo. Fu ucciso a Monaco di Baviera nel 1959 dal KGB – la stessa organizzazione nella quale si è formato Putin. Nel discorso pubblico la sua figura è quella di un liberatore, anche se naturalmente non avrebbe instaurato un regime liberale se fosse andato al potere. Del resto, i suoi rapporti con l'occupante tedesco durante la Seconda guerra mondiale erano stati conflittuali. Due dei suoi fratelli furono uccisi ad Auschwitz (apparentemente da compagni di prigionia). Un altro fratello morì durante l'occupazione tedesca in circostanze non chiare. Lo stesso Stepan Bandera è stato a lungo rinchiuso nel campo di concentramento di Sachsenhausen vicino a Berlino. Queste sono le cose che sono enfatizzate dalla memoria pubblica in Ucraina: una memoria selettiva, non una visione storica oggettiva. È un fenomeno che vediamo in molti Paesi, dove le pagine buie delle biografie degli eroi nazionali sono dimenticate o taciute. ([[Andreas Umland]])
*La Russia usa allegramente il culto ucraino di Bandera come prova che l'Ucraina è uno Stato nazista. Gli ucraini rispondono per lo più sbianchettando l'eredità di Bandera. È sempre più difficile per le persone concepire l'idea che qualcuno possa essere stato il nemico del tuo nemico e tuttavia non una forza benevola. Una vittima e anche un carnefice. O viceversa. ([[Maša Gessen]])
==Bibliografia==
*Степан Бандера, ''Перспективи Української Революції'' [''Prospettive della rivoluzione ucraina''], Дрогобич, Видавнича фірма "ВІДРОДЖЕННЯ", 1998, ISBN 966-538-059-1.
==Per [[Vera Politkovskaja]]==
'''Vera Aleksandrovna Politkovskaja''' (1980 – vivente), giornalista russa.
{{Int|Da ''[https://video.repubblica.it/mondo/mia-mamma-anna-politkovskaja/13099/14374 "Mia mamma, Anna Politkovskaja"]''|Intervista di Fiammetta Cucurnia, ''Video.repubblica.it'', 4 ottobre 2007.}}
*Lei riceveva sempre minacce. Noi vivevamo con questa continua pena, paura. Però lei proprio non ne voleva neanche parlare. Lei diceva: «Questo è il mio paese. Io sono nata qui, voglio vivere qui, voglio lavorare qui. Quale sarà il mio valore se io prendo, lascio tutto e me ne vado?».
*Era mia madre. Io penso che, durante la sua vita, lei ha fatto molto bene per le persone e ha lasciato sicuramente la sua traccia. E quindi col suo contributo qualcosa di meglio c'è nel nostro paese. Però contemporaneamente devo dire sarebbe stato molto meglio che lei non se ne fosse occupato, che non avesse fatto nulla e che fosse viva. Per me, al diavolo tutto. Io avrei voluto mia madre.
{{Int|Da ''[https://www.balcanicaucaso.org/aree/Cecenia/Intervista-a-Vera-Politkovskaja-86280 Intervista a Vera Politkovskaja]''|Intervista di Giorgio Comai, ''Balcanicaucaso.org'', 3 dicembre 2010.}}
*Non augurerei a nessuno di leggere sulla propria madre il tipo di frasi ed opinioni riguardanti Anna Politkovskaja che mi è capitato di trovare.
*Alla procura si sono occupati di indagini per due anni prima di dare inizio al processo e hanno arrestato delle persone, che tra l'altro poi hanno liberato. E non sono neppure riusciti a contare correttamente la tempistica dell'omicidio. Quando hanno indicato i secondi che sono trascorsi tra il momento in cui mia madre è entrata nel nostro condominio a quando l'assassino è uscito, non corrispondevano con le ore che avevano fornito. Ce l'ha fatto notare una nostra amica giornalista proprio mentre eravamo in aula di fronte al giudice. È un piccolo errore, forse, ma dimostra con quanta poca serietà abbia lavorato chi si è occupato delle indagini.
*Abbiamo ricevuto molte dimostrazioni di sostegno da rappresentanze diplomatiche estere. Ricordo che ad esempio il console francese è venuto di persona al funerale e ci ha passato una lettera di condoglianze firmata personalmente dal capo dello Stato del suo Paese. Ma i diplomatici non vengono certo a dire a noi di cosa parlano nei loro incontri ufficiali con i vertici russi.
{{Int|Da ''[https://www.lsdi.it/2011/vera-politkovskaja-in-russia-sempre-peggio-per-la-liberta-di-stampa/ Vera Politkovskaja, in Russia sempre peggio per la libertà di stampa]''|Intervista di Valentina Barbieri, ''Lsdi.it'', 17 maggio 2011.}}
*Nel nostro paese la libertà di stampa è un problema grave. Ogni giornalista si trova di fronte ad un bivio: può scegliere la carriera e scrivere quello che gli dicono oppure può fare una scelta diversa, scrivere quello che trova giusto e occuparsi di quello che gli interessa. Le conseguenze sono diverse: nel primo caso guadagnerà un posto di prestigio (ovvero statale), nel secondo caso potrebbe finire male.
*Per quanto riguarda il mio vissuto di giornalista, cerco di evitare qualsiasi confronto tra l’esperienza di mia mamma e la mia. Non ho la sua ricchezza professionale, trent’anni di attività, la sua grande esperienza. Lei lavorava a modo suo, in una maniera personale, io lavoro in un altro modo, il mio.
*Quando ti riferisci a qualcuno, inizi inevitabilmente a copiare, mentre nel giornalismo è più importante lavorare sul proprio stile.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2015/03/03/news/vera_politkovskaja_un_delitto_dimostrativo_come_quello_di_mia_madre_proveranno_a_insabbiare-108637090/ "Un delitto dimostrativo come quello di mia madre. Proveranno a insabbiare"]''|Intervista di Aleksej Tekhnenko, ''Repubblica.it'', 3 marzo 2015.}}
*Quello di [[Boris Nemcov|Nemtsov]] è un omicidio politico, dimostrativo, arrogante. Come quello che ha distrutto la nostra famiglia. [...] Riconosco uno stile che mi preoccupa. Vaghezza, contraddizioni e troppe ipotesi che fanno solo confusione. Come allora.
*A me basta la certezza che sia un omicidio politico. Chiunque abbia ucciso lo ha fatto per mettere a tacere una voce scomoda. È sempre la stessa storia.
*Bisogna restare all'erta. Contrastare ogni voce falsa, chiedere giustizia sempre, instancabilmente. E mi auguro che gli amici e i compagni di movimento di Nemtsov riescano a tenere alta l'attenzione sui media. Lo so per esperienza, non è facile. Tutto si dimentica.
{{Int|Da ''[https://www.la7.it/piazzapulita/video/parla-vera-la-figlia-di-anna-politkovskaja-i-russi-non-sono-abituati-a-pensare-05-05-2022-437048 «I russi non sono abituati a pensare»]''|Intervista di Sara Giudice, ''La7.it'', 5 maggio 2022.}}
{{Int|Da ''[https://tg24.sky.it/mondo/2022/10/14/vera-politkovskaja-live-in-firenze-2022 "Putin indifferente a reazione Europa su Ucraina"]''|''Tg24.sky.it'', 14 ottobre 2022.}}
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2023/02/18/news/russia_giornalista_anna_politkovskaja_diario_russo_vera_politkovskaja-388162587/ Mia madre, Anna Politkovskaja: intervista a Vera, la figlia della giornalista simbolo uccisa in Russia che ora scrive un libro su di lei]''|Intervista di Rosalba Castelletti, ''Repubblica.it'', 18 febbraio 2023.}}
*Dopo aver partorito, la cultura non mi bastava più. E mi sono buttata nel giornalismo politico e sociale. Cos'altro ho preso da mia madre? Tante, troppe cose. La più importante è l'attitudine verso il lavoro: qualsiasi mestiere tu faccia, devi farlo bene. Non sono ammessi errori, tantomeno fallimenti.
*Ho saputo che sono in corso le riprese di un film cosiddetto "biografico" intitolato ''Anna. Madre Russia'' che sarà pieno di inesattezze sul suo conto. Anch'io, mio fratello e il direttore di Novaja Gazeta, [[Dmitrij Muratov]] veniamo rappresentati in modo deformato. Non mi piace.
*Vedevo come si difendeva ogni volta che qualcuno ci provava. Dava sempre la stessa risposta: "Chi se non io?". La domanda restava sospesa e bisognava fermarsi lì. In quei momenti mi mettevo nei suoi panni e capivo che quei tentativi non erano solo inutili, ma sbagliati. Fatta la propria scelta di vita, ciascuno deve poter continuare per la propria strada. Capivo i rischi che correva, ma li accettavo.
*Non saremmo qui se i Paesi occidentali fossero stati più duri con la Russia quantomeno a partire dal 2014, anno dell'annessione della Crimea. Ma la Storia non conosce il condizionale. Parlarne non ha senso. Viviamo nel presente e dobbiamo farci i conti. Bisogna pensare a cosa fare ora.
*{{NDR|«Le sanzioni adottate le sembrano efficaci?»}} L'obiettivo qual era? Fermare l'aggressione contro l'Ucraina? Beh, non è stato raggiunto. La maggior parte delle sanzioni finora non ha fatto che colpire i russi come me, fuggiti per scampare al clima d'odio e alla repressione. Non possiamo ottenere visti né permessi di lavoro. Non possiamo usare le nostre carte bancarie e accedere ai nostri soldi. In che modo tutto ciò possa influenzare l'andamento delle ostilità, non lo capisco. Se la speranza era istigarci a rovesciare il potere, privandoci di beni e merci, è chiaro che era mal riposta. Anzi trovo bestiale l'idea di volerci convincere a farci manganellare, torturare e imprigionare. L'Occidente ha iniziato a trattarci come gente di serie B. Il nostro passaporto è diventato un marchio d'infamia. Come si può vivere così?
*Putin prima o poi se ne andrà, ma non credo che la Russia diventerà un Paese libero e democratico. Ce lo insegna la Storia. Il pericolo che dopo arrivi qualcuno di peggiore è concreto. Verranno tempi torbidi.
{{Int|Da ''[https://www.lastampa.it/esteri/2023/02/21/video/massimo_giannini_intervista_vera_politkovskaja_anna_mia_madre-12655173/ "Anna, mia madre"]''|Intervista di Massimo Giannini, ''Lastampa.it'', 21 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.rainews.it/tgr/piemonte/video/2023/02/putin--un-dittatore-mia-madre-ora-sarebbe-in-ucraina-dalla-parte-delle-vittime-eb0c8871-076d-482a-b394-86db8efd34c9.html "Putin è un dittatore, mia madre ora sarebbe in Ucraina dalla parte delle vittime"]''|''Rainews.it'', 22 febbraio 2023.}}
{{Int|Da ''[https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2023/05/20/vera-politkovskaja-un-libro-per-ricordare-la-madre-anna-politkovskaja/ Vera Politkovskaja: «In Russia la misoginia fa parte dei valori tradizionali»]''|''Iodonna.it'', 20 maggio 2023.}}
*Se parliamo di questo momento storico, noto molti cambiamenti, ma in negativo. Non vedo segnali di miglioramento della situazione o di un prossimo futuro in cui la Russia sarà finalmente “un Paese felice”. La Russia precipita sempre di più in una realtà oscura e imprevedibile. Per uscirne impiegherà diversi decenni.
*Oggi i diritti dell’uomo, così come sono intesi in Occidente, non esistono. Non solo, ma negli ultimi tempi politici e personaggi pubblici insistono nel criticare l’introduzione di queste concezioni in Russia, o a distorcerne il significato. Adesso ai diritti della persona vengono contrapposti i non del tutto chiari “valori tradizionali”. Risultato: l’attività di alcune persone sui social porta a procedimenti penali, il movimento Lgbt è di fatto vietato, tutti i media dell’opposizione sono stati bloccati in rete o chiusi. La Russia si è ritirata dalla convenzione per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Se si scava, poi, un po’ più a fondo, si scopre che non c’è più nemmeno lo spazio per tentare di difendere i diritti umani.
*[...] in Russia la misoginia è un sentimento abbastanza diffuso e per qualche russo è addirittura parte di quei valori tradizionali cui accennavo prima. Però, a essere sinceri, in molti Paesi questo sentimento è comune almeno quanto in Russia, e in alcuni anche di più. Se poi contestualizziamo il tutto da un punto di vista storico, non è passato molto tempo da quando le donne hanno ottenuto almeno il diritto di voto. E ora, come allora, la parte femminile del mondo deve ancora lottare per ottenere le stesse possibilità degli uomini. Per questo continuare a conquistare i propri diritti è il compito più importante per tutte le donne del pianeta.
{{Int|Da ''[https://www.r/robinson/2023/10/23/news/vera_politkovskaja_la_mia_russia_ora_e_mordor-418550449/ Vera Politkovskaja: “La mia Russia ora è Mordor”]''|''Repubblica.it'', 23 ottobre 2023.}}
*Riconosco senza problemi che una parte della responsabilità per quello che accade è mia, in quanto cittadina proveniente dalla Russia, e i cittadini dell’Ucraina, finché la guerra non finirà, hanno tutto il diritto di accusare i cittadini della Federazione russa per quanto si sta verificando. Ma questo diritto è solo loro.
*Come è possibile che l’odio verso i russi in tanti Paesi del mondo, specie in Europa, faccia ormai parte della normalità? La prima cosa che colpisce è la reazione serafica della comunità europea che vede in questo odio un dato di fatto, un normale stato delle cose. Va detto che anche l’invasione dell’Ucraina è un dato di fatto, ormai scontato, per molti russi. Qual è dunque la differenza tra comunità europea così civile e quella russa, che negli ultimi diciotto mesi è stata costantemente tacciata di non ribellarsi a sufficienza contro le autorità? Dove sono finiti tutti quelli a cui stridono i denti a forza di intestarsi la causa animalista, quella della comunità LGBTQIA+ o quella degli afroamericani? Siete tutti concordi nel dire che siamo tutti uguali ma prendersela con una persona solo perché possiede il passaporto russo vi sta bene?
*La maggioranza degli stati che non accoglie più i russi e ha anche interrotto l’emissione di visti di transito è rappresentata da Paesi al confine con la Russia. Ovvero proprio quei Paesi in cui si sono rifugiati i miei concittadini in fuga dagli orrori del regime di Putin. L’hanno fatto in pena per il futuro e l’incolumità delle proprie famiglie, temendo di essere esposti a azioni persecutorie politiche, che oggi in Russia equivalgono a quelle penali.
*Tra i Paesi che non concedono visti ai russi figurano la Polonia, la Finlandia, la Repubblica ceca, la Lettonia e tanti altri. Oltre a questo divieto, di recente i politici di tutti i Paesi europei che spartiscono la frontiera con la Russia hanno bloccato l’ingresso nei paesi membri dell’Unione Europea alle automobili immatricolate nel mio Paese. L’argomentazione utilizzata per giustificare la misura rimanda a una delle regole del regime sanzionatorio introdotto dopo lo scoppio della guerra: ora le automobili russe sono considerate merce d’importazione e quindi vietata.
*«Russi, dovete soffrire! Ovunque siate, alla fine siete voi che avete invaso! Se non vi va bene ritornatevene a casa vostra e rovesciate Putin! Non avrete diritti finché ci sarà la guerra!». Ogni qual volta sento pronunciare queste frasi da parte degli ucraini, la mia mente va col pensiero alle loro città dove tutti i giorni cadono i missili russi. Mi sento capace di capirli e perdonarli ogni volta, perché mi mostrano un odio viscerale, ma per «una giusta causa». Tuttavia non posso non notare i parallelismi con la retorica del Cremlino: potete “invitare” i russi a tornare casa per rovesciare Putin quanto volete, ma rimane il fatto che ora tutti i critici del regime in vigore a Mosca si trovano o sotto terra, o in prigione o all’estero. Non dimentichiamo che è da diciotto mesi che lo stesso esercito ucraino non riesce a sconfiggere il regime putiniano, al netto di tutti gli aiuti provenienti dal mondo civile.
*La guerra in Ucraina è il frutto di una politica pluriennale del Cremlino, smascherata sovente da chi ora non c’è più, è dietro le sbarre oppure se n’è andato. Al contempo è anche il fallimento totale della diplomazia non solo di Kiev e Mosca, ma anche di quella europea e americana. A pensarci bene, i responsabili delle ostilità in Ucraina al massimo sono i vertici del potere russo e i politici occidentali. Ora Putin potrà troneggiare legalmente fino al 2036. Il presidente di un paese immenso ha sistematicamente violato le leggi, anche quelle internazionali, ma in tutto il mondo civile hanno continuato a stringergli la mano.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/esteri/2024/02/19/news/politkovskaja_morte_navalny_putin-422158715/ Putin temeva Navalny più di ogni altro e si è sbarazzato di lui come di mia madre Anna Politkovksaja]''|''Repubblica.it'', 19 febbraio 2024.}}
*Per i politici europei e americani, l’omicidio di Navalny è solo l’ennesimo pretesto per prendere la parola e ancora una volta “dare uno schiaffo” alla Russia di Putin.
*L’oppositore russo è stato in qualche modo il prigioniero personale di Vladimir Putin che lo temeva talmente da non osare pronunciare il suo nome ad alta voce, offrendo così il fianco ai giornalisti che glielo hanno fatto notare a più riprese. Navalny, dal canto suo, trovandosi già dietro le sbarre, non ha mai avuto paura a definire il capo di stato russo un omicida, un farabutto e un ladro. Con il sorriso sarcastico sul suo volto, in più di un’occasione ha schernito il presidente russo e tutto il sistema da lui costruito. Le numerose cause penali intentate ai suoi danni non facevano altro che dargli il pretesto per farsi una risata.
*[...] le persone che si sono occupate di eliminare Navalny sono ufficialmente “a servizio dello stato” nei tribunali, nelle procure, nelle carceri e nelle case circondariali. Si tratta di persone che non per forza occupano posizioni di rilievo. Ma tutte loro, in un modo o nell’altro, sono complici e, qualora il caso relativo all’omicidio di Navalny dovesse arrivare in tribunale, sul banco degli imputati ci sarebbero decine di persone.
*[...] le cose si svolgeranno come si erano svolte fino all’esecuzione di Navalny. Con l’aiuto delle forze dell’ordine, degli arresti e dei processi, metteranno il bavaglio a tutti quelli che oseranno pronunciare la verità sulla fine dell’oppositore. I politici occidentali si indigneranno ancora un po’, esprimeranno il loro orrore rispetto a quanto accade in Russia, salvo poi tornare subito a occuparsi delle loro vicende quotidiane. Succederà così perché non possono fare nulla, non hanno mai avuto e non hanno neanche ora delle reali possibilità per fare leva sulla situazione in modo da cambiarla.
{{Int|Da ''[https://www.repubblica.it/venerdi/2024/03/08/news/vera_politkovskaja_il_futuro_della_russia_sara_scritto_dalle_donne-422277423/ Vera PolitkovskaJa: “Il futuro della Russia sarà scritto dalle donne”]''|''Repubblica.it'', 8 marzo 2024.}}
*Mentre in tutto il mondo civilizzato il ruolo della donna nella società cresce, in Russia si susseguono prese di posizione che non fanno che danneggiarla. Non mi riferisco solo al divieto di abortire, già in vigore nelle strutture sanitarie private del Paese, ma anche agli appelli dei politici che chiedono di limitare l’accesso delle donne all’istruzione secondaria, in modo che non vengano distolte da quella che secondo lo Stato (e secondo una parte dei russi) è la loro funzione principale: fare figli.
*In generale l’impressione è che – sempre nella visione statale – le donne russe, ancor più dopo l’inizio della guerra con l’Ucraina, siano destinate a ricoprire esclusivamente il ruolo di macchine per la riproduzione della popolazione.
*Ad abbandonare la Russia sono state proprio quelle persone che avrebbero potuto influire sul futuro in maniera positiva. Neanche dall’estero riescono a far sentire la loro voce: la macchina della propaganda ha fatto presto a bollare come "traditore della patria” chi è andato via. Con il risultato che chiunque dall’estero osi criticare pubblicamente la situazione in Russia viene sommerso da una montagna di fango e screditato in tutti i modi possibili, compreso ritrovarsi oggetto di azioni civili e penali. Lo scopo è anche quello di rendere difficile il rientro in patria di queste persone.
*{{NDR|Su [[Julija Naval'naja]]}} La denigrazione del nemico con ogni mezzo è pratica diffusa in Russia: se poi il nemico è una donna che ha osato mostrare al mondo un’immagine che non è solo quella della vedova inconsolabile e in preda al dolore, i denigratori sono capaci di tutto. La misoginia trova terreno fertile nella nostra società.
*Nell’immaginario collettivo russo il campo d’azione legittimo della donna continua a essere quello della cucina e delle stanze da letto dei figli. Anche per quelle che riescono a uscire da questo schema la vita non è semplice: il divario salariale a parità di professione e di ore di lavoro, nel migliore dei casi, è del 30 per cento. Gli uomini non hanno nessun problema a cercare di ostacolare la carriera delle loro colleghe.
*[...] nel Caucaso, e in particolare in Cecenia, la situazione per le donne è orribile. Qui, come all’epoca dei barbari, sono soggette a mutilazioni genitali e rischiano di venire uccise in nome dell’onore della famiglia.
*Il 40 per cento circa dei russi è convinto che se un uomo mantiene una donna può vietarle di uscire di casa, incontrare gli amici e i parenti, lavorare o utilizzare le carte di credito senza il suo consenso. Certo, non tutti gli uomini russi la pensano così. Ma se ci riferiamo al cosiddetto “Paese profondo”, allora diciamo che questa visione della donna è molto diffusa.
*Mi piace pensare che sia possibile, ma servirebbero sforzi giganteschi e un leader, o una leader, capace di unire moltissime persone che la pensano in maniera diversa sulla guerra e sull’operato di Putin. Yulia Navalnaya ha tutte le carte in regola per diventarla. Ha tutto quello che le serve, salvo il marito.
*Credo che Yulia sia assolutamente in grado di unire tutte le forze di opposizione russe al di fuori del Paese. Ma l’apparato repressivo all’interno del Paese è talmente potente che riuscire a coinvolgere chi vive in Russia sarebbe ben altra impresa. Questo è un dato di fatto, e non può essere ignorato.
*Le donne russe sono forti per natura e temprate dalle circostanze. Di “principesse sul pisello” io ne conosco poche. La mia speranza è che sulla scena politica emergano donne che sappiano guardare la realtà come la vede Yulia Navalnaya. Penso che solo loro potrebbero diventare la forza motrice che potrà far uscire la Russia dalle tenebre in cui si è impantanata.
==''Una madre''==
===Incipit===
Mia madre è sempre stata una persona scomoda, non solo per le autorità russe, ma anche per la gente comune che sfoglia un giornale e ne legge gli articoli. Purtroppo la maggioranza della popolazione russa crede a quello che le viene detto dagli schermi dei canali di Stato: un mondo virtuale creato dalla propaganda, dove, nel complesso, tutto va bene. E i problemi, che periodicamente vengono segnalati all’opinione pubblica, hanno origine nei Paesi occidentali o, come si dice in Russia con un sorrisetto, «nell’Occidente in decomposizione».
===Citazioni===
*I [[Dittatura|dittatori]] hanno bisogno di offrire sacrifici umani per consolidare il loro potere. (p. 10)
*In Russia tutti si sono dimenticati in fretta di Anna Politkovskaja, soprattutto la gente che conta, perché mantenere la memoria di persone come mia madre è pericoloso. È molto più comodo perderne le tracce e dimenticare la sua verità. (p. 10)
*In Occidente il nome Politkovskaja è fonte di orgoglio. A mia madre intitolano piazze e vie, la sua attività giornalistica viene studiata nelle università, i suoi libri si vendono in tutto il mondo. In Russia quel nome è avvolto dal silenzio. (p. 10)
*Dopo il 24 febbraio 2022 il nostro cognome è tornato ad avere un peso, a essere oggetto di minacce, ancora di morte, questa volta contro mia figlia, che è solo un’adolescente. Da quando a scuola hanno iniziato a parlare del conflitto in Ucraina, i compagni si sono scagliati contro di lei. Pesantemente. Così abbiamo scelto l’esilio volontario, la fuga in un altro Paese. (p. 10)
*Anna Politkovskaja si formò come giornalista proprio nel periodo della [[perestrojka]]. Ne ha incarnato perfettamente lo spirito, il desiderio di cambiamento: sognava una democrazia compiuta, e sognava di fare il suo mestiere in un Paese libero, come dovrebbe essere, come non è quasi mai, nel mondo. (p. 16)
*Nella vita di tutti i giorni mia madre era una persona difficile. La gestione familiare, il desiderio di avere il meglio per noi, oltre alla sua acuta percezione di tutto ciò che accadeva intorno, prosciugavano le sue forze. A ripensarci ora, credo che la responsabilità di una famiglia le sia caduta addosso troppo presto. (p. 25)
*{{NDR|Sul [[putsch di agosto]]}} Di quei momenti, dopo il ritorno a Mosca, ricordo questa scena in particolare: mia madre che piange seduta su una panchina nel cortile di casa. Ignara del motivo, pensavo fosse preoccupata per papà, che non era ancora tornato dalla Casa Bianca. Invece poi ho scoperto che quel giorno tre giovani manifestanti che si opponevano ai golpisti erano morti, schiacciati dalle ruote di un veicolo da combattimento della fanteria proprio nel centro di Mosca. Alla notizia, mamma non era riuscita a trattenere le lacrime. L'episodio fu per lei un chiaro esempio di come troppo spesso siano le persone comuni a subire le conseguenze di avvenimenti storici di portata epocale, anche pagando con la vita: un tema che percorre come una linea rossa tuta la sua carriera professionale. (p. 32)
*In cabina di regia scherzavamo sul fatto che, per qualche motivo a noi sconosciuto, gli opinionisti filogovernativi risultavano sempre un po' retrogradi, dei sempliciotti, con il loro eloquio clericale, noioso e poco interessante, mentre gli avversari dimostravano grande acume, profonda conoscenza dell'argomento oggetto della discussione, e avevano un atteggiamento propositivo e idee concrete per trovare una soluzione al problema. Gli oppositori non pensavano solo a farsi belli di fronte alle telecamere, e lo spettatore era in grado di capire benissimo come stavano le cose. (p. 46)
*Molti in Occidente non capiscono perché i russi accettino così docilmente tutto ciò che fanno le autorità. I cittadini non protestano, non scendono in piazza. Oltre al fatto che la maggior parte della popolazione è impegnata a sopravvivere in condizioni di povertà, le sanzioni per la partecipazione a picchetti o manifestazioni sono diventate così elevate che pochi osano esporsi. Se in Europa, al termine di una «protesta» pacifica, ciascuno può rientrare tranquillo a casa propria, in Russia la maggioranza dei manifestanti finisce in una stazione di polizia. E non è scontato che se la cavi con una «semplice» (comunque alta) sanzione amministrativa, anziché con quindici giorni di cella. Anzi, spesso rischia un processo penale. (p. 53)
*Chi può, in Russia, evita il servizio militare come la peste, perché sa che nelle caserme potrebbe accadere di tutto, ammesso di sopravvivere al nonnismo incontrollato. È risaputo, inoltre, che in tempo di pace i soldati vengono spediti in zone impervie affinché diventino «veri uomini», imparando a cavarsela con misere razioni alimentari e attrezzature poco idonee. Il podersoso ammodernamento delle forze armate, per il quale è stato speso l'equivalente di milardi di euro, è in buona parte avvenuto solo formalmente e non si capisce dove siano finiti quei soldi. (p. 63)
*{{NDR|Sull'[[invasione russa dell'Ucraina del 2022]]}} Secondo le stime dell'intelligence ucraina, in migliaia si sarebbero dati alla fuga dalla prima linea e in alcune unità si è arrivati al 60-70 per cento di disertori. I dissidenti russi si mantengono più cauti, calcolando gli abbandoni in circa un miglaio. Il Cremlino, proprio come sul numero dei morti, tace. (p. 66)
*I familiari dei caduti raccontano che spesso apprendono della scomparsa dei congiunti dai commilitoni o dai canali Telegram ucraini. Oppure capiscono che è successo qualcosa di irreparabile quando il loro congiunto smette di chiamare a casa. I russi, al contrario, tendono a lasciare sul campo i corpi dei comilitoni russi. (p. 66)
*Un'intera generazione di giovani pagherà un prezzo altissimo, come è già avvenuto ai tempi della Seconda guerra mondiale, del conflitto in Afghanistan e della Cecenia. E il prezzo non è solo la morte. Tra i fortunati che torneranno da questa guerra, le conseguenze psicologiche saranno incalcolabili, per non parlare dell'enorme quantità di invalidi che non sapranno di cosa vivere. (p. 69)
*Io sono una cittadina russa, ma sono disgustata dal cieco nazionalismo e dallo pseudopatriottismo che stanno montando nel mio Paese. Quando un Paese aggredisce, chi subisce e soffre deve difendersi. Credo sia giusto che l'Occidente stia aiutando attivamente l'Ucraina a difendersi. Se così non fosse stato, la guerra sarebbe già finita. E penso che lo stesso Cremlino avesse scommesso sulla mancanza di sosteno da parte occidentale, quando ha cominciato l'aggressione. Quello che dico può apparire una contraddizione, per me che sono una pacifista convinta. Odio la guerra e le conseguenze che porta con sé. Ma si tratta di una contraddizione inevitabile. Voglio vedere la Russia come un Paese prospero, libero e sviluppato, non incosciente, povero e militarizzato. (p. 70)
*La diffusione di informazioni da canali non ufficiali inizialmente comportava una multa, quindi la sospensione dell'attività, infine il ritiro della licenza per trasmettere, radio o televisione che fosse, o per stampare e vendere il giornale. Nel corso del primo mese di guerra, in Russia sono state varate alcune leggi che introducevano la responsabilità amministrativa e penale per la diffusione di «fake news» riguardanti le azioni dell'esercito russo, con una pena prevista fino a quindici anni di carcere. Ciò ha permesso di arrestare diverse persone che avevano criticato l'operato dei militari russi in Ucraina sui social o sui propri blog. (p. 76)
*A tutte le difficoltà oggettive connesse con l'inizio della guerra se n'è aggiunta una ulteriore, che riguarda solo mia figlia: inconsapevolmente si è ritrovata anche lei sulla linea del fuoco. Lei si chiama come la nonna, Anna Politkovskaja, e per questo a scuola è stata subito oggetto di atti di violenza e di bullismo. A dire la verità, era già accaduto in passato. Quando Anna visitava una nuova palestra per un corso di ginnastica, le veniva spesso ricordato dai suoi coetanei, ovviamente in forma offensiva, da quale famiglia provenisse. Dopo il 24 febbraio 2022, però, la mancanza di rispetto si è trasformata in minaccia. (pp. 77-78)
*Quando mamma era via, in pratica non avevamo alcun contatto con lei, perché non esistevano linee telefoniche adeguate. Eppure non sono mai rimasta a casa ad aspettare che tornasse. Del resto, lei non l'avrebbe mai voluto. Mia madre era una donna estremamente indipendente e con questo spirito ha cresciuto anche noi. Ancora adesso, quando ripenso a lei, la vedo seduta alla scrivania con la testa china sul computer a scrivere una «nota». Così le piaceva chiamare i suoi testi: non notizie, articoli, materiali, ma note. E mentre ci si dedicava era assente, anche quando era presente fisicamente. (pp. 89-90)
*Mia madre non accettava mai compensi da parte delle persone che aiutava: era una questione di principio. (p. 95)
*Lei cercava comprensione, ma riceveva sostegno solo dai colleghi della redazione del suo giornale e da pochissime altre redazioni di mezzi di informazione alternativi. E, ovviamente, dalle tante persone che aiutava. Perché solo questo contava per lei: fare il proprio lavoro, raccontare quello che vedeva, dare asilo a quanti non sapevano dove altro andare. Le loro storie non coincidevano con la versione ufficiale dei vari uffici competenti legati al Cremlino. (p. 105)
*Questo era il suo modello di giornalismo. Raccontare i fatti, scrivere senza tener conto delle gerarchie. Un concetto forse banale per chi vive in una democrazia, ma in Russia era pura follia: significava dare per sontata la libertà e sfidare il sistema irritando tutti, compresi i colleghi che avrebbero dovuto farsi carico della stessa responsabilità, raccontando a loro volta la verità. Invece mia madre era sola, profondamente sola. (p. 106)
*Scrivere la verità serve, anche se nessuno la vuole ascoltare. E serve anche fare il proprio lavoro bene, sempre. Mettere in discussione questo significherebbe riconoscere che il suo sacrificio è stato inutile. (p. 107)
*Lei era profondamente convinta che, nel momento in cui si assiste a un'ingiustizia, si è costreti a intervenire. Se invece non la riconosci, o non ci credi, allora non ti senti coinvolto, anche se in fondo sospetti che un'ingiustizia esista. (p. 108)
*{{NDR|Sulla [[crisi del teatro Dubrovka]]}} I terroristi avevano già ucciso diverse persone. Doveva avanzare con cautela, seguendo un certo percorso all'interno dell'edificio, e un passo sbagliato a sinistra o a destra poteva portare all'irreparabile. «Lì dentro ricordo di aver calpestato vetri rotti mescolati a qualcosa che sembrava sangue», c'erano vetri ovunque mi disse. «Una sensazione impossibile da dimenticare». (p. 117)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Dopo alcuni articoli si cominciò a dire che mia madre stava speculando sui morti, che «ballava sulle loro ossa» per fare carriera. Come spesso accade in Russia, parlare o scrivere di questa vile operazione, a seguito della quale morirono centotrenta persone, invece di essere liberate, significa mettere in discussione il lavoro delle forze speciali e le decisioni della leadership. Per questo, proprio perché la cosa era andata male ed erano morte molte persone, le dicevano di lasciar perdere. (p. 120)
*{{NDR|Sulla crisi del teatro Dubrovka}} Mi sarei potuta trovare anche io in quel teatro. Tra gli ostaggi, le vittime o tra quanti, a causa di quella storia, portano cicatrici che non si rimarginano. Ma non avevo sentito la sveglia e l'audizione, quel famoso giorno, era saltata. (p. 122)
*{{NDR|Sulla [[strage di Beslan]]}} Se fosse arrivata a Beslan, mia madre avrebbe provato a parlare con i terroristi, ma evidentemente troppe persone non volevano che accadesse. Non tolleravano come lavorava, il fatto che raccogliesse le testimonianze delle famiglie degli ostaggi. Su quell'aereo non hanno solo cercato di ucciderla. Le hanno impedito di fare il suo lavoro. (p. 139)
*Nessuna autorità russa presenziò al funerale. Solo tanta gente comune in lacrime. Quel giorno mi resi davvero conto di quanto lei fosse tenuta in considerazione, di quanto le volessero bene e di quanto profondamente il suo assassinio avesse scosso l'opinione pubblica. In molti, da quel momento, non avrebbero avuto più voce, né una spalla su cui piangere. Per tante di quelle persone si era spenta l'ultima possibilità di avere giustizia, di vedere scritta la propria storia. (p. 165)
*In Russia, i membri delle forze dell'ordine rappresentano una casta a sé. Per me è sempre stato un mistero dove e da chi imparino a comportarsi e a comunicare con la gente. Spesso il loro stile «da cavernicoli» sembra fatto apposta per innervosire gli interlocutori, farli sentire inferiori, poca cosa rispetto alla «macchina statale» e all'uniforme che hanno di fronte. La maggior parte delle persone normali, a cui non è mai capitato di avere a che fare con loro, la prima volta non sa come affrontarli. (p. 170)
*La [[seconda guerra cecena]] è stata una delle meno raccontate della storia, spacciata per giunta come lotta al terrorismo islamico, uno dei pilastri su cui Putin costruì una parte consistente della retorica sulla sua nuova Russia. Un secondo, forte pilastro propagandistico fu individuato nella «[[Fronte orientale (1941-1945)|grande guerra patriottica]]», la resistenza al nazismo e la vittoria del 1945. Se il nazismo era stato il nemico e la sua sconfitta un atto fondativo della nuova Russia, chi ne sottovalutava la valenza politica e storia si poneva automaticamente al di fuori del pensiero dominante in Russia. Bisognava eliminare le scorie del decennio eltsiniano e degli anni della perestrojka, quando la ricerca storica aveva vissuto un periodo di grande libertà erano venute alla luce verità sgradevoli per i russi, legate ai crimini del regime staliniano. La storia e la democrazia dovevano diventare sovrane, mentre la libera ricerca storica era vista come una minaccia, perché capace di «leggere» in maniera critica la narrazione dominante del passato. [...] Il terzo pilastro su cui poggia la nuova dottrina nazionale è quella del vittimismo. Dopo il [[Dissoluzione dell'Unione Sovietica|crollo dell'Unione Sovietica]], la Russia è stata umiliata. Da chi, se non dall'Occidente, con i suoi valori così lontani da quelli della tradizione russa? (pp. 181-183)
*Putin e i suoi, [...] oltre alla sbandierata denazificazione, non hanno mai dichiarato i veri scopi della guerra. In Russia è stato ripetuto che si trattava di proteggere la popolazione del Donbass dopo otto anni di continue aggressioni e che in Ucraina esisteva un regime nemico, pronto, secondo Mosca, a invadere il Paese su mandato dell'Occidente. La realtà è che il Cremlino non può tollerare un'Ucraina democratica, che cerca di porre le basi per il suo ingresso nell'Europa politica. Una guerra prolungata, comunque vada a finire, rallenterà il processo di democratizzazione ed europeizzazione dell'Ucraina. La dirigenza russa parla anche dell'esistenza di una minoranza nazionale russa in Ucraina che non può essere esclusa dal godimento dei pieni diritti tra cui, per esempio, l'uso del russo a scuola e negli uffici pubblici. Nel primo mese di guerra, tuttavia, i bombardamenti si sono concentrati proprio sui territori in cui è preponderante la popolazione russofona, così come russofona è la maggioranza dei profughi costretti a lasciare le proprie abitazioni. Dopo l'aggressione, addirittura, molti di loro stanno progressivamente privilegiando l'ucraino. (pp. 183-184)
===Explicit===
==Bibliografia==
*Vera Politkovskaja, ''Una madre. {{small|La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja}}'', traduzione di Marco Clementi, Rizzoli, ISBN 978-88-17-17882-2
==Per [[Cristina Marsillach]]==
{{Int|Da ''[http://www.money-into-light.com/2021/06/an-interview-with-cristina-marsillach.html An interview with Cristina Marsillach]''|Intervista di Paul Rowlands, ''money-into-light.com'', giugno 2021.}}
*Girare i film dell'orrore è stressante, perché la paura deve sempre stare (deve sempre esserci la paura) su un piano psicologico. Devi continuare a lavorare con quella paura costantemente. Devi sentirla nelle tue emozioni.
:''Making horror films is stressful, because the fear always has to be on a psychological plane. You have to keep working with that fear continuously. You have to feel it in your emotions.''
*Dario era un grande ammiratore di Edgar Allan Poe, e per lui i corvi erano un elemento molto importante del film. Quando stavamo girando un scena particolare del film, mi gettava addosso dei corvi vivi. Io gridavo "Basta! Basta!" e lui diceva "Devo farlo perché devi provare questa paura e questa sensazione". Litigavamo, ma era un periodo divertente per me. Stressante ma divertente.
:''Dario was a big fan of Edgar Allan Poe, and ravens were a very important element of the film for him. When we were shooting a particular scene in the film, he threw actual live ravens at me. I shouted "Stop! Stop!" and he said "I have to do this because you need to experience this fear and sensation." We would fight with each other, but it was a fun time for me. Stressful, but fun.''
*Litigavamo tanto, ma c'era rispetto reciproco tra di noi. Lui mi rispettava come attrice ed io lui come regista. Era molto concentrato su elementi tecnici (questioni tecniche, dettagli tecnici), mentre io volevo fargli tante domande sugli aspetti psicologici del mio personaggio e della storia. Ma lui non diceva altro che "No, no, no, va tutto bene" e poi parlava di cosa stava per fare tecnicamente (sul piano tecnico).
:''We fought a lot, but there was mutual respect between us. He respected me as an actress and I respected him as a director. He was very focused on technical things, whereas I wanted to ask him a lot of questions about the psychological aspects of my character and the story. But he would just say "No, no, no that's all fine" and then just talk about what he was going to do technically.''
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'''David W. Macdonald''' (...), zoologo britannico.
==''Running with the fox''==
*I lupi cacciano prede grandi; infatti, un alce può pesare 600 chili, dieci volte il peso del lupo più grande. Da solo, il lupo non sarebbe altro che pula per i palchi dell'alce. Un branco, però, può radunare la forza collettiva dei suoi membri. Infatti, lavorando in gruppo si trasformano in una nuova creatura, un super predatore la cui capacità collettiva oltrepassa l'abilità venatoria degli individui coinvolti. La volpe, al contrario, è circa 300 volte più pesante di un topo. La caccia volpina non comporta alcuna maratona affannante, nessuno squartamento, nessun duello contro gli zoccoli. Piuttosto, astuzia, agilità, un balzo aggraziato e un morsetto preciso segnano il destino del topo.
:''Wolves hunt large prey; indeed, a moose may weigh 600 kg, ten-fold the weight of the largest wolf. Alone, the wolf would be little more than chaff to the moose's antlers. A pack, however, can muster the collective might of its members. Indeed, by working as a team they are transformed into a new creature, a super-predator whose summed capability exceeds the hunting prowess of the individuals involved. A fox, in contrast, is some 300 times heavier than a mouse. The vulpine hunt involves no lung-bursting marathon, no rip and rend, no sparring against hoofs. Rather, stealth, agility, a graceful leap and a precision nip seal the mouse's fate.'' (p. 10)
*Le persone mi chiedono spesso perché ho scelto di lavorare con le volpi. Solitamente rispondo che questa specie offre il migliore di molti mondi: il brivido di osservare comportamenti raramente segnalati, la soddisfazione della lotta intellettuale per spiegare perché l'evoluzione ha lavorato ogni sfumatura strutturale in queste incredibili creature, e la convinzione che questa nuova conoscenza sarà utile, contribuendo alle soluzioni di problemi grandi quanto la rabbia e piccoli (ma irritanti) quanto la decapitazione di un pollo di cortile. Questa risposta è onesta, e le motivazioni alla base sono solide. Per dare un'altra risposta, però, non meno importante: io studio le volpi perché sono ancora impressionato dalla loro straordinaria bellezza, perché mi superano in astuzia, perché mantengono il vento e la pioggia sul mio volto, e perché mi conducono alla solitudine soddisfacente della campagna; tutto sommato – perché è divertente.
:''People often ask why I chose to work with foxes. Generally I reply that this species offers the best of many worlds: the thrill of observing behaviour rarely seen before, the satisfaction of the intellectual wrestle to explain why evolution has worked each nuance of design into these remarkable creatures, and the conviction that this new knowledge will be useful, contributing to the solutions of problems as grand as rabies and as small (but annoying) as the beheading of a barnyard fowl. This reply is honest, and the arguments underlying it are robust. However, to give another answer, no less important: I study foxes because I am still awed by their extraordinary beauty, because they outwit me, because they keep the wind and rain on my face, and because they lead me to the satisfying solitude of the countryside; all of which is to say – because it's fun.'' (p. 15)
*Sconfiggere le volpi in astuzia ha messo alla prova l'ingegno dell'uomo per almeno 2.000 anni. [...] Forse, allora, migliaia di generazioni di persecuzione (specialmente quando l'avversario ricorre a trucchi sporchi come marinare i gatti nell'orina) ha plasmato le volpi con le loro quasi sconcertanti abilità di evitare l'uomo e i suoi stratagemmi.
:''Outwitting foxes has stretched man's ingenuity for at least 2,000 years. [...] Perhaps then, thousands of generations of persecution (especially when the opposition resorts to dirty tricks like marinading cats in urine) have fashioned foxes with their almost uncanny abilities to avoid man and his devices.'' (p. 16)
*Rainardo è una volpe che ha avuto un impatto più grande sulla cultura e la sensibilità europea di qualsiasi altro animale selvatico. Adorna i rinfianchi delle chiese medievali, da Birmingham a Bucarest, ghignando dalle pagine dei salteri, e ha trionfato come genio malefico in più di un milione di poemi epici e di bestiari. Prospera nelle storie per bambini contemporanee e ha infiltrato le nostre lingue e perciò le nostre percezioni dei suoi cugini selvatici: poche sono le lingue in Europa in cui la parola "volpino" non è sinonimo di furbizia e inganno.
:''Reynard is a fox who has had a greater influence upon European culture and perceptions than any other wild creature. He adorns the spandrels of mediaeval churches from Birmingham to Bucharest, leers from the pages of psalters, and has triumphed as an evil genius in more than a millennium of epic poems and bestiaries. He thrives in contemporary children's stories and has infiltrated our languages and thus our perception of his wild cousins: there is hardly a language in Europe in which the word "foxy" is not synonymous with trickery and deceit.'' (p. 32)
*Tentare di catalogare l'umore e il risultato delle interazioni delle volpi non è sempre semplice. In particolare, l'osservatore si interroga molto sulla dalla somiglianza esteriore tra l'aggressione e il gioco. Il problema è che la lotta nel gioco ha gli stessi ingredienti della lotta sul serio, tranne per il paradosso che nessuno si ferisce.
:''Attempting to categorize the mood and outcome of fox interactions is not always straightforward. In particular, the observer is bedevilled by the superficial similarity of aggression and play. The problem is that fighting in play has the same ingredients as fighting in earnest, except for the paradox that nobody gets injured.'' (p. 45)
*Se c'è una cosa nella società delle volpi che "non si fa", è di avvicinarsi a qualcuno che sta mangiando. Sotto questo aspetto, il vecchio contrasto con i lupi suona veritiero: i lupi talvolta mangiano una preda fianco a fianco in relativa armonia; le volpi solitamente fanno di tutto per evitare anche di essere viste con del cibo e, nel peggiore dei casi, volteranno almeno le spalle l'una all'altra mentre mangiano. Questo contrasto è particolarmente marcato tra i giovani: i cuccioli di volpe invariabilmente lottano con ferocia sorprendente per il cibo e possono infliggere ferite gravi, i cuccioli di lupo sono più tolleranti. Ovviamente, come qualsiasi altra generalizzazione sulle volpi, ci sono eccezioni alla regola: le volpi maschio nutrono le loro compagne e gli adulti nutrono i cuccioli.
:''If there is one thing in fox society that is "not done'", it is to approach somebody who is eating. In this respect, the old contrast with wolves holds true: wolves sometimes feed from a kill side by side in relative harmony; foxes generally do everything possible to avoid even being seen with food and, if the worst comes to the worst, will at least turn their backs to each other while eating. This contrast is especially marked among youngsters: fox cubs invariably fight with astonishing savagery over food and can inflict serious injury, wolf pups are much more tolerant. Of course, as with every other generalization about foxes, there are exceptions to the rule: dog foxes feed their vixens and adults feed cubs.'' (p. 45)
*Ci sono poche cose affascinanti quanto un cucciolo di volpe, quindi la tentazione di allevarne uno come animale da compagnia è grande. Tuttavia, la gran maggioranza dei "salvataggi" finisce male per tutti i coinvolti. La maggior parte delle persone non ha idea del tempo, strutture, abilità, e soprattutto, tolleranza necessari per allevare una volpe. Da poppanti hanno bisogno di latte ogni quattro ore, giorno e notte, ma questo è un gioco da ragazzi in confronto al loro comportamento una volta svezzati: ogni cucciolo di volpe che ho conosciuto ha avuto una passione sia per il cuoio che per i cavi elettrici. La prima finisce con la distruzione dei portafogli, borsette, scarpe, giacche di camoscio e di montone, mentre la seconda devasta i cavi elettrici. Mi è sempre piaciuto l'odore persistente dell'orina di volpe, ma vale la pena notare che una proprietaria non poté trovare un altro inquilino per diversi mesi dopo che io e la mia volpe lasciammo la proprietà.
:''There are few things as enchanting as a fox cub, so the temptation to rear one as a pet is great. Nonetheless, the great majority of "rescues" come to a sad end for all concerned. Most people have no idea of the time, dedication, facilities, skill and, above all, tolerance required to rear a fox. As sucklings they require milk at four hour intervals day and night, but this is a trifling difficulty compared with their behaviour once weaned: every fox cub I have known has had a passion for both leather and electric cables. The former results in destruction of wallets, handbags, shoes, suede or sheepskin coats, the latter wreaks havoc with household wiring. I have always rather liked the lingering smell of fox urine, but it is noteworthy that one landlady was unable to find another tenant for several months after my fox and I vacated the property.'' (p. 56)
*I costumi della società delle volpi dettano che non c'è amicizia così profonda da poter anche solo tollerare il pensare al cibo di un altro.
:''The mores of fox society dictate that there is no friendship so deep as to countenance even thinking about somebody else's food.'' (p. 58)
*Penso che molto della vita di una volpe passa sul filo del rasoio, sommersa dall'acutezza dei suoi sensi. Nella volpe, l'evoluzione ha modellato una creatura per cui ogni stimolo viene elevato alla massima sensibilità: per la volpe c'è l'immagine fulminea della palpebra che si chiude di un coniglio, lo squittio chiassoso di un topo distante venti metri, il tanfo spaventoso dell'orma vecchia di un giorno di un cane.
:''I think much of a fox's life is spent on a knife-edge, deluged by the acuteness of its senses. In the fox, evolution has fashioned a creature for which every input is turned to maximum sensitivity: for the fox there is the jolting image of a rabbit's blinking eyelid, the clamorous squeak of a mouse 20 metres off, the dreadful reek of a dog's day-old pawprint.'' (p. 61)
*L'industria della selvaggina è probabilmente in gran parte responsabile per la morte spesso sgradevole nell'ordine di 100.000 volpi all'anno in Gran Bretagna, ma contro di questi bisogna valutare il fatto che questa industria fornisce il maggior incentivo per la conservazione dell'habitat su terre agricole.
:''The game shooting industry is probably largely responsible for the frequently unpleasant deaths in the order of 100,000 foxes annually in Britain, but against these must be weighed the fact that this industry provides the major incentive for habitat conservation on farmland.'' (p. 173)
*Le volpi urbane e i gatti si incontrano molto spesso ed è comune vederli insieme, spesso mangiando fianco a fianco. Se c'è una rissa per il cibo, il gatto di solito scaccia la volpe. Casi autentici di volpi che uccidono i gatti tendono a coinvolgere i gattini. Quindi, sebbene sia chiaro che la maggior parte delle volpi non uccidono i gatti, certe lo fanno. Il rischio però è molto meno significativo del rischio che corre il gatto di venire investito sulla strada dal traffico.
:''Urban foxes and cats meet very frequently and it is commonplace to see them in a close company, often feeding side by side. If there is a squabble over food, the cat generally displaces the fox. Authenticated cases of foxes killing cats generally involve kittens. So, although it is clear that most foxes do not kill cats, some do so. However, this risk must rank very low amongst the worries besetting the urban cat-owner, and certainly is much less significant than the risk of the cat being killed on the road by traffic.'' (p. 181)
*Scorte di cibo più ricche conducono a territori più piccoli e scorte di cibo più irregolari (eterogene) permettono gruppi più grandi. Un elevatissimo tasso di mortalità conduce a gruppi più piccoli e una proporzione più piccola di femmine sterili, probabilmente insieme a territori più grandi. Un tasso di mortalità intermedio può risultare insufficiente per diminuire sostanzialmente la grandezza d'un gruppo, me tuttavia può disturbare la stabilità sociale fino al punto di diminuire la proporzione di femmine sterili e perciò aumentare la produttività generale di cuccioli per ogni femmina, e probabilmente territori più piccoli.
:''Richer food supplies lead to smaller territories and more patchy (heterogeneous) food supplies permit larger groups. A very high death rate leads to smaller groups and a smaller proportion of barren vixens, probably together with larger territories. An intermediate death rate may be insufficient to reduce group size substantially, but nonetheless may disrupt social stability sufficiently to diminish the proportion of barren vixens and thereby increase the overall productivity of cubs per female, and probably smaller territories.'' (p. 210)
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Passaggio del mar Rosso
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[[File:Aivazovsky Passage of the Jews through the Red Sea.jpg|thumb|upright=1.4|''Passaggio degli Ebrei attraverso il mar Rosso'' (Ivan Aivazovsky, 1891)]]
Citazioni sul '''passaggio del Mar Rosso'''.
==Citazioni==
*– Ecco qua, il Mar Rosso. Ora non ci resta che attraversarlo a nuoto.<br/>– Non ho il costume da bagno.<br/>– Io non voglio tagliarmi con le conchiglie.<br/>– E io non voglio l'acqua che mi entra nelle orecchie.<br/>– Io ho mangiato venti minuti fa.<br/>– Tutto quello che scaricano al Cairo finisce direttamente qui.<br/>– Ah, e va bene, vedrò cosa posso fare. (''[[I Griffin]]'')
*In molti versetti {{NDR|di alcuni inni}} la maternità immacolata di Maria viene paragonata al passaggio del Mar Rosso da parte degli Ebrei. Per esempio, nel versetto: 'Nel Mar Morto è stata tracciata una volta l'immagine della Vergine Sposa'. ([[Boris Pasternak]])
*Per fede attraversarono il Mare Rosso come fosse terra asciutta; questo tentarono di fare anche gli Egiziani, ma furono inghiottiti. (''[[Lettera agli Ebrei]]'')
===''[[Antico Testamento]]''===
*''Diede ai santi la ricompensa delle loro pene, | li guidò per una strada meravigliosa, | divenne loro riparo di giorno | e luce di stelle nella notte. | Fece loro attraversare il Mar Rosso, | guidandoli attraverso molte acque; | sommerse invece i loro nemici | e li rigettò dal fondo dell'abisso.'' (''[[Libro della Sapienza]]'')
*''Divise il mar Rosso in due parti: | perché eterna è la sua misericordia. | In mezzo fece passare Israele: | perché eterna è la sua misericordia. | Travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso: | perché eterna è la sua misericordia.'' (''[[Salmi]]'')
*''Dov'è colui'' [...] ''che fece camminare alla destra di Mosè | il suo braccio glorioso, | che divise le acque davanti a loro | facendosi un nome eterno; | colui che li fece avanzare tra i flutti | come un cavallo sulla steppa? | Non inciamparono, | come armento che scende per la valle: | lo spirito del Signore li guidava al riposo.'' (''[[Libro di Isaia]]'')
*Feci dunque uscire dall'Egitto i vostri padri e voi arrivaste al mare. Gli Egiziani inseguirono i vostri padri con carri e cavalieri fino al Mare Rosso. Quelli gridarono al Signore ed egli pose fitte tenebre fra voi e gli Egiziani; poi spinsi sopra loro il mare, che li sommerse; i vostri occhi videro ciò che io avevo fatto agli Egiziani. (''[[Libro di Giosuè]]'')
*Hai aperto il mare davanti a loro, ed essi sono passati in mezzo al mare sull'asciutto; quelli che li inseguivano tu li hai precipitati nell'abisso, come una pietra in fondo alle acque impetuose. (''[[Libro di Neemia]]'')
*''Minacciò il mar Rosso e fu disseccato, | li condusse tra i flutti come per un deserto; | li salvò dalla mano di chi li odiava, li riscattò dalla mano del nemico. | L'acqua sommerse i loro avversari; | nessuno di essi sopravvisse. | Allora credettero alle sue parole | e cantarono la sua lode.'' (''[[Salmi]]'')
*''Si vide la nube coprire d'ombra l'accampamento, | terra asciutta apparire dove prima c'era acqua, | una strada libera aprirsi nel Mar Rosso | e una verdeggiante pianura in luogo dei flutti violenti; | per essa passò tutto il tuo popolo, | i protetti della tua mano, | spettatori di prodigi stupendi. | Come cavalli alla pastura, | come agnelli esultanti, | cantavano inni a te, Signore, che li avevi liberati.'' (''[[Libro della Sapienza]]'')
====''[[Libro dell'Esodo|Esodo]]''====
{{cronologico}}
*Il Signore disse a Mosè: "Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza [[Bastone di Mosè|il bastone]], stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all'asciutto. Ecco io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri.
*Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d'oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al mare.
*Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri". Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l'esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra.
==Voci correlate==
*[[Libro dell'Esodo]]
*[[Mosè]]
*[[Piaghe d'Egitto]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Episodi biblici]]
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Arlindo Gomes Furtado
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[[Immagine:Coat of arms of Arlindo Gomes Furtado.svg|thumb|Lo stemma di Arlindo Gomes Furtado]]
'''Arlindo Gomes Furtado''' (1945 – vivente), cardinale e arcivescovo capoverdiano.
{{Int|''[http://stanzevaticane.tgcom24.it/2015/01/11/con-questo-papa-nessuno-sara-dimenticato-intervista-al-nuovo-cardinale-di-capo-verde/ Con questo Papa nessuno sarà dimenticato]''|da ''Stanzevaticane.tgcom24.it'', 11 gennaio 2015}}
*La Chiesa di [[Capo Verde]] è la più antica diocesi dell'Africa sub-sahariana per i suoi 500 anni di vita e ha avuto la responsabilità per l'evangelizzazione della maggior parte dei paesi dell'Africa occidentale.
*La mia vocazione è nata grazie a un missionario spiritano svizzero, il mio parroco, grazie alla sua generosità e dedizione al servizio dei poveri e della Chiesa.
*Noi cardinali provenienti dai paesi considerati periferici possiamo promuovere l'immagine e la realtà di una Chiesa più inclusiva e più universale, nella misura in cui tutte le regioni del mondo hanno qualcosa da dare e di ricevere, per l'arricchimento di tutta la Chiesa
==Altri progetti==
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[[File:Arlindo Gomes Furtado.jpg|thumb|Arlindo Gomes Furtado (2015)]]
'''Arlindo Gomes Furtado''' (1945 – vivente), cardinale e arcivescovo capoverdiano.
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*La Chiesa di [[Capo Verde]] è la più antica diocesi dell'Africa sub-sahariana per i suoi 500 anni di vita e ha avuto la responsabilità per l'evangelizzazione della maggior parte dei paesi dell'Africa occidentale.
*La mia vocazione è nata grazie a un missionario spiritano svizzero, il mio parroco, grazie alla sua generosità e dedizione al servizio dei poveri e della Chiesa.
*Noi cardinali provenienti dai paesi considerati periferici possiamo promuovere l'immagine e la realtà di una Chiesa più inclusiva e più universale, nella misura in cui tutte le regioni del mondo hanno qualcosa da dare e di ricevere, per l'arricchimento di tutta la Chiesa
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Giuseppe Pecchio
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/* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ Zante
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce al [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della repubblica veneta, cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''Vita di Ugo Foscolo'', pp. 17-19.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano. (da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818)
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}}
[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce al [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della repubblica veneta, cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''Vita di Ugo Foscolo'', pp. 17-19.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}}
[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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/* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ Isole Ionie
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce al [[Zante]] nel 1778, le [[Isole Ionie|isole joniche]] erano colonie della repubblica veneta, cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''Vita di Ugo Foscolo'', pp. 17-19.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}}
[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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/* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ riferimenti bibliografici
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le [[Isole Ionie|isole joniche]] erano colonie della repubblica veneta, cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841, pp. 17-18.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}}
[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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/* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ terza edizione
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le [[Isole Ionie|isole joniche]] erano colonie della repubblica veneta, cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, pp. 17-18.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Politici italiani]]
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/* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ Repubblica di Venezia
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le [[Isole Ionie|isole joniche]] erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, pp. 17-18.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
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[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, pp. 17-18.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
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/* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ Giuseppe Parini
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, pp. 17-18.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
*Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' cavalieri serventi; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, pp. 52-53.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Storici italiani]]
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/* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ Cicisbeo
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, pp. 17-18.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
*Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, pp. 52-53.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}}
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, cap. I, pp. 17-18.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
*Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, cap. II, pp. 52-53.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}}
[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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/* Citazioni di Giuseppe Pecchio */ Vincenzo Monti
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, cap. I, pp. 17-18.</ref>
*{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, cap. II, p. 56.</ref>
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
*Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona.<ref>Da ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>, cap. II, pp. 52-53.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
==Altri progetti==
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nuova sezione: Vita di Ugo Foscolo
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==''Vita di Ugo Foscolo''==
*[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18)
*Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53)
*{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>.
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}}
[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==''Vita di Ugo Foscolo''==
*[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18)
*Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53)
*{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>.
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Pecchio, Giuseppe}}
[[Categoria:Patrioti italiani]]
[[Categoria:Politici italiani]]
[[Categoria:Storici italiani]]
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/* Vita di Ugo Foscolo */ Luigia Pallavicini
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==''Vita di Ugo Foscolo''==
*[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18)
*Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53)
*{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56)
*{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di Genova, che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà , faceva la delizia della società. (III, p. 78)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Patrioti italiani]]
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[[Immagine:Giuseppe Pecchio.png|thumb|Giuseppe Pecchio]]
'''Giuseppe Pecchio''' (1785 – 1835), politico e storico italiano.
==Citazioni di Giuseppe Pecchio==
*Si è per molti secoli creduto che gli uomini dovevano essere frenati colle sevizie e colla crudeltà. I pazzi erano caricati di catene; i collegi risuonavano di sferzate; il soldato perdeva il sentimento dell'onore o la vita sotto il bastone; i processati avevano ossa dislocate, infrante; i condannati erano confinati a marcire nelle bastiglie, ne' camerotti di S.Marco, o in consimili bolge di disperazione. Si trattava la nostra specie come un serraglio di fiere. Il paziente intanto o soccombeva, o s'inferociva. Gli spettatori abituandosi al pianto e agli urli de' loro simili si inferocivano a vicenda. Si conobbe alla fine che s'oltraggiava indarno la natura, e che la pena non doveva essere una vendetta, né il castigo un supplizio. Si conobbe che gli uomini si ammansavano colla dolcezza, si correggevano sotto un moderato rigore. Da questo ravvedimento nacque il sistema umano e provido con cui sono in oggi regolate le prigioni. La società si è prefissa non tanto di punire, come di emendare i colpevoli. Perciò non v'è titolo più adattato a questo fine come quello di ''Casa di correzione'' che porta la vasta prigione di Milano.<ref>Da ''[[Il Conciliatore]]'', Tipografia di Vincenzo Ferrario, Milano, N.32, 20 dicembre 1818.</ref>
==''Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra''==
*Perché gl'Inglesi non sono esperti ballerini? Perché non si esercitano: le case sono tanto piccole e deboli che se uno spiccasse una capriola al terzo piano, arrischierebbe di sprofondare come una bomba sino in cucina che è posta sotto terra<ref>Non è un iperbole mia. Ben sovente fra le condizioni d'affitto delle case in Londra v'è quella di non ballare. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Perché gl'Inglesi gestiscono<ref>Gesticolano.</ref> così poco e hanno quasi sempre le braccia incollate al corpo? Per la stessa ragione, io credo: le cameruccie sono tanto piccole che non vi si può quasi gestire senza rompere qualche oggetto, od incomodare qualche persona. (p. 25)
*Così l'uomo va in tutti i secoli e in tutti i tempi cercando antidoti contro il dispiacere della [[morte]]. L'Epicureo non ammetteva {{sic|risponsabilità}} d'azioni oltre la tomba. Lo stoico diceva che lo scopo della vita è la morte, e che si deve vivere per imparare a morire. Il {{sic|Pittagorico}} si consolava coll'idea di rinascere; e i metodisti non contenti di questi sistemi filosofici hanno trovato una via più facile per salire in paradiso. (p. 280)
*L'arcivescovo di {{sic|Cantorbury}} in un {{sic|parosismo}} di tolleranza disse che anche un unitario<ref>Nel testo "unitrario".</ref> poteva essere un onest'uomo!! Per {{sic|lo}} contrario gli [[Unitarianismo|Unitarii]] tranquilli, indifferenti, ben educati, tolleranti con tutti i ''credo'' inglesi, che oramai sono tanti che non si possono più contare, professano l'opinione, che tutte le sette si salveranno non solo, ma che dopo una certa espiazione, tutti gli uomini, senza eccezione alcuna, gioiranno un giorno delle sedi beate. Appoggiano questa opinione alle parole stesse di Gesù Cristo<ref>Essi non credono neppure nel peccato originale. Non credono quindi che Gesù Cristo sia morto per la redenzione del genere umano, ma solo pel bene del genere umano, non ammettendo la trasmissione del peccato originale nei discendenti di Adamo. {{NDR|N.d.A.}}</ref>. Questa credenza (quand'anche mal fondata) così giovevole a rendere gli uomini tolleranti, e socievoli gli uni verso degli altri contribuisce in fatti a rendere gli Unitarii benefici, e d'un'indole mite. (pp. 285-286)
*L'astio della chiesa anglicana (ch'è la chiesa trionfante in Inghilterra) ed anche di molte altre sette dissenzienti da questa chiesa contro gli Unitarii è poco caritatevole, è irragionevole, ma è naturale. È vero che gli Unitarii non attaccano mai i loro avversarii, e si limitano alla difesa (moderazione, e ancor più spesso tattica dei deboli), ma nella pretesa loro dimostrazione che Gesù Cristo fosse bensì l'agente rivestito di una missione divina, ma non di una divina natura, è implicita l'accusa d'idolatri verso quelli che adorano un uomo che secondo loro non è Dio. (p. 287)
*Il [[Chiesa anglicana|clero anglicano]] è alleato della corona e va predicando ''di tempo in tempo'' la dottrina dell'obbedienza passiva, quella del diritto divino (che il re stesso d'Inghilterra non pretende), come il clero fece nel regno degli Stuardi, e la sua adulazione verso il re e il ministero va talvolta all'estremo. Laddove i ministri unitarii sono fautori di un governo liberale misto di re, {{sic|lordi}}<ref>Lords, pari d'Inghilterra.</ref> e comuni, e senz'aspirare alla repubblica, vogliono tutta la massima libertà ch'è compatibile coll'ordine e colla dignità del governo. Tutti i membri unitarii che sono nel parlamento parlano ed agiscono in questo senso. (p. 297)
*I [[Quaccherismo|quaccheri]] chiamano la loro setta – La Società degli amici – Non avrei fatto uso del nome di quacchero, ch'è in Inghilterra un termine di poco rispetto, se non fosse il nome sotto cui questi {{sic|settarj}} sono conosciuti in Italia. (p. 319, nota 1)
==''Vita di Ugo Foscolo''==
*[...] non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle [[Isole Ionie|isole joniche]] sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. (cap. I, pp. 17-18)
*Viveva ancora in que' tempi l'abate [[Giuseppe Parini|Parini]] che fra la turba de' letterati soprastava colla sua fama e col suo integro carattere, quale annosa e venerabile quercia fra gli alberi minori. [...]. Questo poeta austero, col suo satirico poema ''II Mattino, il Mezzogiorno e la Sera'', avea tentato, né invano, di guarire l'Italia del vergognoso costume de' [[Cicisbeo|cavalieri serventi]]; co' suoi precetti e col suo esempio spirava l'amor delle lettere e della virtù a tutti i giovani che lo avvicinavano. Il ricco e l'ozioso lo fuggivano, perché temevano le sue rampogne , ma i giovani che s'infiammavano alla voce della virtù anche burbera gli facevano intorno corona. (cap. II, pp. 52-53)
*{{NDR|[[Vincenzo Monti]]}} Questo sommo poeta<br>«a cui largì natura | il cor di Dante e del suo Duca il canto»<br>non aveva egualmente ricevuto dalla natura una costanza d'anima e di mente. Mercenario, come un cantor di scena, cantava per chiunque, e considerava la poesia come una merce che si vende a chi la compra. (II, p. 56)
*{{NDR|[[Luigia Pallavicini (marchesa)|Luigia Pallavicini]]}} Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di Genova, che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. (III, p. 78)
==Citazioni su Giuseppe Pecchio==
*Nelle ''Osservazioni semiserie di un esule in Inghilterra'' (1827), dove spira un'aura tra barettiana e liberaleggiante (per interderci, alla Constant del ''Commentaire'' al Filangeri), mi sono imbattuto in una frasetta incantevole. Il buon Pecchio descrive un suo innocente tête-à-tête con una bella fanciulla, e nota: «Passammo vicino a un antico campo [[Civiltà romana|romano]]. Si vedono ancora i rialzi di terra dentro cui que' conquistatori del mondo chiudevano le loro legioni. Ella mi fece da Cicerone, e per ''vero eccesso di cortesia mi parlava de' romani quasi fossero gli antenati degli italiani''». Poffardelmondo! Uno dei buoni precursori del nostro [[Risorgimento]], uno di coloro che lavoravano a una Italia ordinata, rispettata e civile, pigliava così sottogamba i romani! O per meglio dire, non gli passava pel capo di rivendicarli come genitori, per svillaneggiare il paese che l'ospitava; né credeva corresse pei suoi lombi sangue quirite, come tanti coglioni ammaestrati ognidì si sentono. Ho già raccolto qualche altro centro dell'antiromanità del Risorgimento, ma questo mi pare curioso. ([[Arrigo Cajumi]])
==Note==
<references />
==Bibliografia==
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_9_rp4-47zFAC/page/n7/mode/1up Osservazioni semiserie di un esule sull'Inghilterra]'', presso G. Ruggia e Comp., Lugano, 1833<sup>2</sup>.
*Giuseppe Pecchio, ''[https://archive.org/details/bub_gb_vSgF29awyFcC/page/n8/mode/1up Vita di Ugo Foscolo]'', presso gli Editori, Lugano, 1841<sup>3</sup>.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Patrioti italiani]]
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Mario Mandžukić
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Danyele
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text/x-wiki
[[File:Mario Mandžukić in 2018.jpg|thumb|Mario Mandžukić nel 2018]]
'''Mario Mandžukić''' (1986 – vivente), ex calciatore croato.
==Citazioni di Mario Mandžukić==
*In campo cerco di guidare sempre i miei compagni, forse se vedono correre me... Sono ancora più motivati a correre loro, così come se faccio una scivolata, può darsi che invogli anche i miei compagni a fare altrettanto. So di poter essere un esempio, ed è ciò che provo a fare.<ref name=juve/>
*Questo è il mio modo di giocare, ho sempre fatto così: adoro il contatto fisico, fare pressing, aiutare i compagni. È una cosa che faccio da quando ero giovane ed è grazie a questo atteggiamento che ho avuto successo nella mia carriera.<ref name=juve>Da un'intervista a Sky e Mediaset; citato in ''[http://www.juventus.com/it/news/news/2017/mandzukic---tutte-le-mie-energie-per-aiutare-la-squadra-.php Mandzukic: «Tutte le mie energie per aiutare la squadra»]'', ''juventus.com'', 27 gennaio 2017.</ref>
*Sapevo che la [[Juventus Football Club|Juventus]] era un grande club con una [[tradizione]] fantastica alle spalle, ma finché non lo vivi non ti rendi conto di quanto l'[[organizzazione]] sia perfetta e di quanto la mentalità e il temperamento siano unici.<ref>Citato in ''[https://www.tuttosport.com/foto/calcio/serie-a/juventus/2022/11/01-99268688/juventus_125_da_boniperti_a_del_piero_le_frasi_di_una_storia Juventus 125, da Boniperti a Del Piero: le frasi di una storia]'', ''tuttosport.com'', 1º novembre 2022.</ref>
*{{NDR|Sull'esperienza al [[Associazione Calcio Milan|Milan]] nel 2021}} Sono grato alla direzione del club per avermi dato questa opportunità, allo staff tecnico per il loro lavoro dedicato e ai miei compagni di squadra che non sono solo ottimi giocatori ma anche un grande gruppo di ragazzi. Sono felice che siamo riusciti a riportare questo fantastico club in [[UEFA Champions League|Champions]]. Auguro a tutti nel club solo il meglio per il futuro.<ref>Da un post sul profilo ufficiale ''instagram.com''; citato in ''[https://www.sportmediaset.mediaset.it/mercato/milan/milan-mandzukic-dice-addio-auguro-a-questo-club-solo-il-meglio-per-il-futuro_32873956-202102k.shtml Milan, Mandzukic dice addio: "Auguro a questo club solo il meglio per il futuro"]'', ''sportmediaset.mediaset.it'', 24 maggio 2021.</ref>
*Un caffè con lui? Non accadrà mai. Se sento un'energia negativa verso qualcuno, provo a evitare quella persona [...]. [[Josep Guardiola|Guardiola]] mi ha deluso. Decise di non farmi giocare la finale della coppa di Germania, poi non voleva che vincessi il titolo di capocannoniere della Bundesliga, così non mi ha fatto giocare fino alla fine della stagione. Per me non era una cosa davvero importante, ma l'ho vista come una mancanza di rispetto. Avrebbe avuto molto più senso se mi avesse detto che non rientravo nella sua filosofia. Ma così no: non meritavo un trattamento del genere dopo aver dato tutto nei due anni al Bayern.<ref>Da un'intervista a ''Sportske Novosti''; citato in ''[http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/28-10-2014/mandzukic-guardiola-mi-manco-rispetto-persona-evitare-90877206678.shtml Mandzukic: "Guardiola mi mancò di rispetto. È una persona da evitare"]'', ''gazzetta.it'', 28 ottobre 2014.</ref>
*{{NDR|Su [[Felix Magath]]}} Un grande e inflessibile maestro. Se sono diventato quello che sono lo devo soprattutto a lui. Mi ha insegnato tantissimo. Mi ha anche massacrato negli allenamenti e talora inflitto punizioni durissime convocandomi al campo quasi all'alba. Confesso di averlo odiato, però so che l'ha fatto per il mio bene e gliene sarò sempre grato.<ref name="Rivaroli">Da un'intervista a ''Tuttosport''; citato in Riccardo Rivaroli, ''[https://www.goal.com/it/news/173/champions-league/2013/05/25/4003360/mandzukic-si-racconta-sognando-la-champions-al-bayern-grazie Mandzukic si racconta sognando la Champions: "Al Bayern grazie a Magath, devo stare più attento ai gialli"]'', ''goal.com'', 25 maggio 2013.</ref>
*Una volta alla inamo Zagabria il mister mi vide mentre mangiavo una pizza e mi sgridò severamente dicendomi che sarei ingrassato. Per tutta risposta ho ordinato 10 pizze e sono riuscito a mangiarne 5, così la prossima volta ci penserà dieci volte prima di trattare i suoi ragazzi in malo modo!<ref name="Rivaroli"/>
{{Int|''[http://www.corriere.it/sport/calcio/serie-a/2016-2017/notizie/siamo-belve-vincenti-9ac6162a-c6eb-11e6-84f8-50724e442573.shtml Supercoppa italiana Juve-Milan, Mandzukic: «Siamo belve vincenti]''|Intervista di Paolo Tomaselli, ''corriere.it'', 20 dicembre 2016.}}
*Ero piccolino e nemmeno tanto potente {{NDR|da ragazzino}}, al punto che secondo alcuni non avevo le caratteristiche per giocare in certi ruoli, ad esempio sulla fascia. Però ero tenace, avevo molta resistenza e volevo dimostrare che si sbagliavano. Volevo giocare a tutti i costi.
*{{NDR|Sul finire in panchina}} Non è un'arrabbiatura vera e propria. Tutto nasce da questo mio amore viscerale per il calcio. Ed è più un dispiacere: come quando un bambino piccolo sta giocando in cortile e viene chiamato, perché deve tornare a casa. Non riesco a nascondere le mie emozioni, non sono un robot. Ci metto tanta passione ed è normale che mi dispiaccia uscire. Ma non è niente di così grave.
*Il calcio in realtà è molto semplice. Anche se a volte qualcuno deve renderlo complicato e difficile.
*{{NDR|Sulla definizione di [[Luciano Spalletti]] circa la [[Juventus Football Club|Juventus]] come di una squadra «fisicamente di animali»}} Deve sempre essere così: non basta indossare la maglietta e aspettare che gli altri caschino ai nostri piedi. Dobbiamo essere belve feroci: così si vince. E si rivince.
==Citazioni su Mario Mandžukić==
*È un bell'attaccante: già ai tempi del Bayern mi piaceva molto perché, oltre a far gol, aiutava la squadra. Non sarà bellissimo da vedere ma poi, alla fine, tra gol, assist e il mazzo che si fa per i compagni, lui lavora più di tutti [...]. Mandžukić, come il sottoscritto, è un centravanti d'area, uno che si sente e che, quando la squadra va in difficoltà, sa pure come aiutarla. ([[Luca Toni]])
*È un gorillone aggressivo, di quelli che non cadono mai, con le mosche sotto il naso. ([[Gianluigi Buffon]])
*È un ragazzo che parla poco, ma parla sul campo, che è la cosa più importante. ([[Wojciech Szczęsny]])
*I tifosi riconoscono il suo spirito da combattente, la sua voglia di vincere e soprattutto il contributo che garantisce al gruppo. Mario è un uomo squadra, ma soprattutto un attaccante top: è fortissimo nel gioco aereo, aggressivo ed è anche un buon finalizzatore. ([[Ante Čačić]])
*Lui era particolare. Il primo giorno gli dettero un armadietto in mezzo allo spogliatoio e lui disse: "No good". Diceva solo questo. Si è messo in un angolino da solo… Ma era un finto burbero perché le sue caratteristiche erano chiare: altruismo, cuore d'oro. Era uno su cui potevi contare quando la gara cominciava a essere maschia, era molto positivo averlo dalla tua parte. ([[Gianluigi Buffon]])
*Non è facile innamorarsi di Mandžukić, ma è molto difficile non rispettarlo, perché alla fine si fa sentire sempre, ti dà una mano sempre. Io sinceramente preferisco altri numeri 9, se anche gli voglio un bene della Madonna, lo conosco da quando era piccolo, il suo miglior amico ha giocato con me, quindi ho tanti legami con Mandžukić. Quello che affascina di Mandžukić è questa continuità assurda nell'esserci dentro la partita, è assurda, cioè, non è croato, noi non siamo così. Tedesco? Peggio, come gli inglesi, quelli pazzi che rincorrono tutti. Però poi ha la logica e l'esperienza calcistica di trovarsi dove si deve trovare. ([[Zvonimir Boban]])
*Potrebbe giocare due partite consecutive senza fermarsi nemmeno per un minuto. ([[Felix Magath]])
*Quando una squadra rinuncia a Mario Mandžukić [...] comincia a essere un po' meno squadra. La mia idea di calcio: Marione più altri dieci. ([[Maurizio Crosetti]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Mandzukic, Mario}}
[[Categoria:Calciatori croati]]
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Grottesco
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Danyele
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Citazioni sul '''grottesco'''.
*Grottesco è un aggettivo che viene spesso usato con una connotazione negativa. Io lo trovo positivo, sono fan di tutto ciò che è grottesco se associato a un'estetica mega pop. Credo nell'ironia, anche nella versione più grottesca. ([[Ditonellapiaga]])
*L'obiettività a cui tende il grottesco non è quella dell'umorismo, per il quale l'ideale viene confrontato col reale al punto che quest'ultimo viene esibito ''ad oculos'' nella sua cruda «nullità». ([[Ferruccio Masini]])
*Penso che il grottesco sia la chiave giusta di lettura della vita. Ridere è una predisposizione dello spirito. ([[Didi Perego]])
*Prevalgono intorno al grottesco non pochi pregiudizi, i quali occorre rimuovere prima d'intraprendere un'analisi del fenomeno che conduce direttamente a una dottrina legittimata dalla realtà. Codesti pregiudizi sono, più o meno, riducibili a una formula che è la seguente: «il grottesco è una sottospecie del comico». In altri termini, si farebbe del grottesco una forma cugina dell'umorismo, della satira e della caricatura; forma che, con queste altre tre, ricadrebbe appunto nella comprensione del concetto di ''comico''. Sarebbe dunque, esso, un modo di esprimere una qualsiasi sintesi fantastica, la quale, dove più dove meno, dovrebbe, o, come il comico puro, indurre al riso, come l'umorismo, al ''riso-pianto'', al riso pensoso e romantico; o, come la caricatura e la satira, al riso interessato e commisto di elementi etici. ([[Gino Gori (scrittore)|Gino Gori]])
*Tutto nella mia tragedia è stato orribile, mediocre, repellente, senza stile. Il nostro stesso abito ci rende grotteschi. Noi siamo i pagliacci del dolore. Siamo i clown dal cuore spezzato. ([[Oscar Wilde]])
*Un'idea, un essere, qualsiasi cosa si incarni perde il suo volto, tende al grottesco. Frustrazione del compimento. Non evadere mai dal possibile, lasciarsi andare, da eterno velleitario, dimenticare di nascere. ([[Emil Cioran]])
==Voci correlate==
*[[Comicità]]
*[[Umorismo]]
==Altri progetti==
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[[Categoria:Qualità estetiche]]
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Ilaria Occhini
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Danyele
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[[File:Ilaria Occhini 1965b.jpg|thumb|Ilaria Occhini nel 1965]]
'''Ilaria Occhini''' (1934 – 2019), attrice italiana.
{{Int|Da ''[http://www.repubblica.it/cultura/2015/05/04/news/ilaria_occhini_non_saro_mai_pacificata_ancora_balbetto_la_prima_battuta_-113473000/ Ilaria Occhini: "Non sarò mai pacificata, ancora balbetto la prima battuta"]''|Intervista di [[Antonio Gnoli]], ''repubblica.it'', 4 maggio 2015.}}
*La determinazione non è il mio tratto distintivo. Non amo la [[prepotenza]], però mi piacciono le figure forti. Di solito c'è in loro una chiarezza maggiore.
*Ho spesso pensato che il [[teatro]], diversamente dal cinema, si nutre di una forza interiore, primitiva. Elementare. Di una chiarezza esistenziale che il cinema non ha.
*Sapeva avere un distacco dalle cose. Ma credo che gli costasse. A un certo punto della sua vita [[Luca Ronconi|Luca]] avvertì una specie di crisi creativa. Non riusciva più a scrivere. Per questo andò in analisi.
*Ci rendiamo conto degli [[amicizia|amici]] quando abbiamo la sensazione di perderli. E poi è bellissimo ritrovarli.
*L'amicizia richiede uno sforzo, un esercizio continuo con l'altro non indifferente.
*In [[amore]] c'è la sopportazione del quotidiano. Qualcosa talvolta di eroico e di misterioso. Ma anche di terribile. Le piccole viltà. Il bisogno del quieto vivere. L'amore è una scuola di resistenza.
*[[Paolo Stoppa|Paolo]] era un uomo greve e cinico. Ai suoi occhi ero solo un pezzo di carne. Doveva solo stabilire se pregiata o no.
*Il teatro è un viaggio sentimentale. Pieno di insidie e tormenti. Ronconi lo vedeva come una discesa nelle parti meno note dell'anima. [[Luchino Visconti|Visconti]] come una specie di risalita. Il gioco è tutto qui: perdersi e ritrovarsi; oppure trovarsi e poi perdersi.
*{{NDR|Su [[Alain Delon]] e [[Jean Gabin]]}} Non parlavano che di donne o di cibo. Ascoltarli fuori dal set faceva precipitare velocemente il loro fascino.
==Filmografia==
*''[[I complessi]]'' (1965)
*''[[Provaci ancora prof]]'' (2005)
*''[[Mine vaganti]]'' (2010)
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Occhini, Ilaria}}
[[Categoria:Attori italiani]]
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Giuseppe Rinaldi
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[[File:La bocca sulla strada (1941) Giuseppe Rinaldi (cropped).png|thumb|Giuseppe Rinaldi nel 1941]]
'''Giuseppe Rinaldi''', detto '''Peppino''' (1919 – 2007), attore, doppiatore e direttore di doppiaggio italiano.
==Citazioni su Giuseppe Rinaldi==
*{{NDR|Riguardo a ''[[La bocca sulla strada]]''}} Vi ha preso parte anche Giuseppe Rinaldi, un attore così terribile che mio padre ha dovuto farlo doppiare. Per ironia della sorte questo Rinaldi è diventato in seguito un re del doppiaggio. Ha dato la voce a Marlon Brando. Ora non recita più, lavora solo per gli studi di registrazione. Una vera nemesi. ([[Sergio Leone]])
*Ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimi doppiatori del passato, Ferruccio Amendola, Peppino Rinaldi [...] l'ho solo sentito parlare vicino a me, ma è stata comunque un'emozione grandissima perché per me è stato il più grande di tutti. ([[Angelo Maggi]])
*Sapevo cos'era il doppiaggio, perché io ero una di quelle abbastanza appassionate, che notava le voci. Io c'ho ancora un quaderno di quand'ero ragazzina con scritto: "Giuseppe Rinaldi è la voce di [[Burt Lancaster]]". ([[Cristina Boraschi]])
*Tra i grandi doppiatori non posso non parlarti di Peppino Rinaldi. Lui ha doppiato Paul Newman, Peter Sellers, Jack Lemmon, Marlon Brando. Aveva quella capacità mimetica di giocare a non essere mai sé stesso. Il gioco sopraffino, elegante, preciso, di un bimbo cresciuto che con una iper specializzazione diventa tante cose fuori da sé, e una volontà ferrea ad essere qualcosa di lontano da sé stesso. Un grande atto d’intelligenza. ([[Francesco De Francesco (doppiatore)|Francesco De Francesco]])
==Filmografia==
===Attore===
*''[[I grandi magazzini]]'' (1939)
*''[[Dopo divorzieremo]]'' (1940)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[All'ovest niente di nuovo]]'' (1930)
*''[[Il grande amore (film 1939)|Il grande amore]]'' (1939)
*''[[Intermezzo (film 1939)|Intermezzo]]'' (1939)
*''[[Via col vento]]'' (1939)
*''[[Una pallottola per Roy]]'' (1941)
*''[[Dies irae (film)|Dies irae]]'' (1943)
*''[[Terra nera]]'' (1943)
*''[[Fra le tue braccia]]'' (1946)
*''[[I conquistatori (film 1946)|I conquistatori]]'' (1946)
*''[[Il filo del rasoio (film 1946)|Il filo del rasoio]]'' (1946)
*''[[La bella e la bestia (film 1946)|La bella e la bestia]]'' (1946)
*''[[La dalia azzurra]]'' (1946)
*''[[Lo straniero (film 1946)|Lo straniero]]'' (1946)
*''[[Odio implacabile]]'' (1947)
*''[[Il fiume rosso]]'' (1948)
*''[[Nodo alla gola]]'' (1948)
*''[[Fabiola (film 1949)|Fabiola]]'' (1949)
*''[[I cavalieri del Nord Ovest]]'' (1949)
*''[[Madame Bovary (film 1949)|Madame Bovary]]'' (1949)
*''[[La porta dell'inferno (film 1950)|La porta dell'inferno]]'' (1950)
*''[[Margherita da Cortona (film)|Margherita da Cortona]]'' (1950)
*''[[Paura in palcoscenico]]'' (1950)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Anna (film 1951)|Anna]]'' (1951)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[Figlio di ignoti]]'' (1951)
*''[[I sette peccati capitali (film 1952)|I sette peccati capitali]]'' (1952)
*''[[L'avventuriero di Macao]]'' (1952)
*''[[La diva]]'' (1952)
*''[[Là dove scende il fiume]]'' (1952)
*''[[Mezzogiorno di fuoco]]'' (1952)
*''[[Rancho Notorious]]'' (1952)
*''[[So che mi ucciderai]]'' (1952)
*''[[I vinti (film 1953)|I vinti]]'' (1953)
*''[[Lo sperone nudo]]'' (1953)
*''[[Salomè (film 1953)|Salomè]]'' (1953)
*''[[Un giorno in pretura (film)|Un giorno in pretura]]'' (1953)
*''[[Godzilla (film 1954)|Godzilla]]'' (1954)
*''[[Il cardinale Lambertini (film 1954)|Il cardinale Lambertini]]'' (1954)
*''[[Lo sceriffo senza pistola]]'' (1954)
*''[[Magnifica ossessione]]'' (1954)
*''[[Sabrina (film 1954)|Sabrina]]'' (1954)
*''[[Cittadino dello spazio]]'' (1955)
*''[[Il figliuol prodigo (film 1955)|Il figliuol prodigo]]'' (1955)
*''[[L'angelo bianco (film 1955)|L'angelo bianco]]'' (1955)
*''[[La valle dell'Eden]]'' (1955)
*''[[Marcellino pane e vino]]'' (1955)
*''[[Rififi]]'' (1955)
*''[[Al centro dell'uragano (film 1956)|Al centro dell'uragano]]'' (1956)
*''[[Il ferroviere]]'' (1956)
*''[[Il gigante]]'' (1956)
*''[[Il ladro (film 1956)|Il ladro]]'' (1956)
*''[[L'arpa birmana]]'' (1956)
*''[[Lassù qualcuno mi ama]]'' (1956)
*''[[Le 22 spie dell'Unione]]'' (1956)
*''[[A 30 milioni di km. dalla Terra]]'' (1957)
*''[[I vampiri dello spazio]]'' (1957)
*''[[Il fronte del silenzio]]'' (1957)
*''[[La meteora infernale]]'' (1957)
*''[[La parola ai giurati (film 1957)|La parola ai giurati]]'' (1957)
*''[[Quel treno per Yuma (film 1957)|Quel treno per Yuma]]'' (1957)
*''[[Testimone d'accusa (film 1957)|Testimone d'accusa]]'' (1957)
*''[[Alle soglie della vita]]'' (1958)
*''[[Cowboy (film 1958)|Cowboy]]'' (1958)
*''[[Dracula il vampiro]]'' (1958)
*''[[Fluido mortale]]'' (1958)
*''[[Gigi (film 1958)|Gigi]]'' (1958)
*''[[I giovani leoni]]'' (1958)
*''[[Il piccolo campo]]'' (1958)
*''[[Io, mammeta e tu]]'' (1958)
*''[[La gatta sul tetto che scotta]]'' (1958)
*''[[La legge del più forte]]'' (1958)
*''[[La mina]]'' (1958)
*''[[Resurrezione (film 1958)|Resurrezione]]'' (1958)
*''[[Il 7º viaggio di Sinbad]]'' (1958)
*''[[La vendetta di Frankenstein]]'' (1958)
*''[[A qualcuno piace caldo]]'' (1959)
*''[[Domani m'impiccheranno]]'' (1959)
*''[[Erode il Grande (film)|Erode il Grande]]'' (1959)
*''[[Hiroshima mon amour]]'' (1959)
*''[[I segreti di Filadelfia]]'' (1959)
*''[[Il grande pescatore]]'' (1959)
*''[[Il letto racconta...]]'' (1959)
*''[[L'albero degli impiccati]]'' (1959)
*''[[L'albero della vendetta]]'' (1959)
*''[[La furia dei Baskerville]]'' (1959)
*''[[Salomone e la regina di Saba]]'' (1959)
*''[[Soldati a cavallo]]'' (1959)
*''[[Cimarron (film 1960)|Cimarron]]'' (1960)
*''[[David e Golia]]'' (1960)
*''[[Estasi (film 1960)|Estasi]]'' (1960)
*''[[Giuseppe venduto dai fratelli]]'' (1960)
*''[[I magnifici sette]]'' (1960)
*''[[Il segreto di Pollyanna]]'' (1960)
*''[[L'appartamento]]'' (1960)
*''[[La battaglia di Alamo]]'' (1960)
*''[[Psyco]]'' (1960)
*''[[Spartacus]]'' (1960)
*''[[Angeli con la pistola]]'' (1961)
*''[[Barabba (film 1961)|Barabba]]'' (1961)
*''[[Fantasmi a Roma]]'' (1961)
*''[[Francesco d'Assisi (film 1961)|Francesco d'Assisi]]'' (1961)
*''[[I fuorilegge della valle solitaria]]'' (1961)
*''[[Il diavolo alle 4]]'' (1961)
*''[[Il re dei re (film 1961)|Il re dei re]]'' (1961)
*''[[La notte]]'' (1961)
*''[[Vincitori e vinti]]'' (1961)
*''[[Agente 007 - Licenza di uccidere]]'' (1962)
*''[[Il giorno più lungo]]'' (1962)
*''[[Lawrence d'Arabia (film)|Lawrence d'Arabia]]'' (1962)
*''[[Lolita (film 1962)|Lolita]]'' (1962)
*''[[Ponzio Pilato (film)|Ponzio Pilato]]'' (1962)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Va' e uccidi]]'' (1962)
*''[[Giacobbe, l'uomo che lottò con Dio]]'' (1963)
*''[[Gli uccelli]]'' (1963)
*''[[Hud il selvaggio]]'' (1963)
*''[[Il cardinale]]'' (1963)
*''[[Il vecchio testamento]]'' (1963)
*''[[Intrigo a Stoccolma]]'' (1963)
*''[[Irma la dolce]]'' (1963)
*''[[La grande fuga]]'' (1963)
*''[[A prova di errore (film 1964)|A prova di errore]]'' (1964)
*''[[Angelica (film 1964)|Angelica]]'' (1964)
*''[[Danza macabra (film 1964)|Danza macabra]]'' (1964)
*''[[I lunghi capelli della morte]]'' (1964)
*''[[Il dottor Stranamore - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba]]'' (1964)
*''[[Deserto rosso]]'' (1964)
*''[[Il grande sentiero (film 1964)|Il grande sentiero]]'' (1964)
*''[[L'uomo del banco dei pegni]]'' (1964)
*''[[Gli indomabili dell'Arizona]]'' (1965)
*''[[Il dottor Živago]]'' (1965)
*''[[Il volo della fenice (film 1965)|Il volo della fenice]]'' (1965)
*''[[La battaglia dei giganti]]'' (1965)
*''[[La nave dei folli]]'' (1965)
*''[[La più grande storia mai raccontata]]'' (1965)
*''[[La spia che venne dal freddo]]'' (1965)
*''[[Le meravigliose avventure di Marco Polo (Lo scacchiere di Dio)|Le meravigliose avventure di Marco Polo]]'' (1965)
*''[[Sherlock Holmes: notti di terrore]]'' (1965)
*''[[Sierra Charriba]]'' (1965)
*''[[Tutti insieme appassionatamente]]'' (1965)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[Detective's Story]]'' (1966)
*''[[El Dorado (film 1966)|El Dorado]]'' (1966)
*''[[Il ritorno dei magnifici sette]]'' (1966)
*''[[Il sipario strappato]]'' (1966)
*''[[La meravigliosa Angelica]]'' (1966)
*''[[Operazione diabolica]]'' (1966)
*''[[Quien sabe?]]'' (1966)
*''[[Un uomo per tutte le stagioni]]'' (1966)
*''[[Agente 007 - Si vive solo due volte]]'' (1967)
*''[[Carovana di fuoco]]'' (1967)
*''[[La via del West]]'' (1967)
*''[[C'era una volta il West]]'' (1968)
*''[[Galileo (film 1968)|Galileo]]'' (1968)
*''[[L'uomo venuto dal Kremlino]]'' (1968)
*''[[La strana coppia]]'' (1968)
*''[[Lo sbarco di Anzio]]'' (1968)
*''[[Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York]]'' (1968)
*''[[Z - L'orgia del potere]]'' (1969)
*''[[Il conformista (film) |Il conformista]]'' (1970)
*''[[La figlia di Ryan]]'' (1970)
*''[[Quando i dinosauri si mordevano la coda]]'' (1970)
*''[[Giù la testa]]'' (1971)
*''[[Il solitario di Rio Grande]]'' (1971)
*''[[La casa che grondava sangue]]'' (1971)
*''[[Pomi d'ottone e manici di scopa]]'' (1971)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Ultimo tango a Parigi]]'' (1972)
*''[[La stangata]]'' (1973)
*''[[Novecento]]'' (1973)
*''[[Piedone lo sbirro]]'' (1973)
*''[[Una 44 Magnum per l'ispettore Callaghan]]'' (1973)
*''[[Assassinio sull'Orient Express (film 1974)|Assassinio sull'Orient Express]]'' (1974)
*''[[Il portiere di notte]]'' (1974)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[L'inferno di cristallo]]'' (1974)
*''[[Prima pagina (film)|Prima pagina]]'' (1974)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[I tre giorni del Condor]]'' (1975)
*''[[Il Corsaro Nero (film) |Il Corsaro Nero]]'' (1976)
*''[[Missouri (film)|Missouri]]'' (1976)
*''[[Tutti gli uomini del presidente]]'' (1976)
*''[[Il prefetto di ferro]]'' (1977)
*''[[Superman (film)|Prima pagina]]'' (1978)
*''[[Il piccolo Lord (film 1980) |Il piccolo Lord]]'' (1980)
*''[[Diritto di cronaca]]'' (1981)
*''[[Cane e gatto (film) |Cane e gatto]]'' (1983)
*''[[Dune (film)|Dune]]'' (1984)
*''[[King David]]'' (1985)
*''[[Il colore dei soldi]]'' (1986)
*''[[Il giorno prima]]'' (1987)
*''[[L'ultimo imperatore]]'' (1987)
*''[[Drugstore Cowboy]]'' (1989)
*''[[L'impero del crimine]]'' (1991)
*''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991)
*''[[Americani (film) |Americani]]'' (1992)
*''[[Miracolo nella 34ª strada]]'' (1994)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
{{div col}}
*''[[Bambi]]'' (1942)
*''[[Cenerentola (film 1950)|Cenerentola]]'' (1950)
*''[[Le avventure di Peter Pan]]'' (1953)
*''[[Lilli e il vagabondo]]'' (1955)
*''[[La carica dei cento e uno]]'' (1961)
*''[[Mary Poppins (film)|Mary Poppins]]'' (1964)
*''[[Taron e la pentola magica]]'' (1985)
{{div col end}}
====Serie televisive====
{{div col}}
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974)
*''[[Sandokan (miniserie televisiva)|Sandokan ]]'' (1976)
*''[[Olocausto (miniserie televisiva)|Olocausto]]'' (1978)
*''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985)
*''[[I segreti di Twin Peaks]]'' (1990–1991)
{{div col end}}
==Voci correlate==
*[[Mauro Gravina]], genero
*[[Antonella Rinaldi]], figlia
*[[Massimo Rinaldi (doppiatore)| Massimo Rinaldi]], figlio
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Rinaldi, Giuseppe}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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The Spectacular Spider-Man (serie animata)
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/* Episodio 1, Vince il migliore */
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wikitext
text/x-wiki
{{FictionTV
|titoloitaliano=The Spectacular Spider-Man
|tipofiction=Serie TV
|titolooriginale=The Spectacular Spider-Man
|anno= 2008-2009
|genere=animazione
|paese=USA
|linguaoriginale=inglese
|ideatore= [[Stan Lee]]
|reteoriginale= Kids'WB!
|stagioni=2
|episodi=26
|doppiatoriitaliani=*[[Marco Vivio]]: Peter Parker / Spider-Man
*[[Cristina Grado]]: Zia May
*[[Alessia Amendola]]: Gwen Stacy
*[[Domitilla D'Amico]]: Mary Jane Watson
*[[Federica De Bortoli]]: Miss Betty Brant
*[[Emanuele Vezzoli]]: J. Jonah Hameson
*[[Paolo Marchese]]: Norman Osborn / Green Goblin
*[[Davide Perino]]: Harry Osborn
*[[Alessandro Ballico]]: Randy Robertson
*[[Davide Albano]]: Eddie Brock / Venom
*[[Sasha De Toni]]: Eugene "Flash" Thompson
*[[Alessandro Rossi (doppiatore)|Alessandro Rossi]]: Alex O'Hirn
|doppiatori originali=*[[Josh Keaton]]: Peter Parker / Spider-Man
*[[Deborah Strong]]: Zia May
*[[Lacey Chabert]]: Gwen Stacy
*[[Vanessa Marshall]]: Mary Jane Watson
*[[Grey DeLisle]]: Miss Betty Brant
*[[Daran Norris]]: J. Jonah Hameson
*[[Alan Rachins]]: Norman Osborn / Green Goblin
*[[James Arnold Taylor]]: Harry Osborn
*[[Phil LaMarr]]: Randy Robertson
*[[Ben Diskin]]: Eddie Brock / Venom
*[[Joshua LeBar]]: Eugene "Flash" Thompson
*[[Clancy Brown]]: Alex O'Hirn
}}
'''''The Spectacular Spider-Man''''', serie animata dell'Uomo Ragno realizzata nel 2008 da Marvel Studios e Sony Pictures Entertainment.
==Prima stagione==
===Episodio 1, ''Vince il migliore''===
*Ditemi che c'è qualcosa di meglio. Avanti, provateci. "Come ho trascorso le vacanze estive", di Peter Benjamin Parker. Potrei riassumerle con un nome solo: Spider-Man! ('''Spider-Man''')
*'''Spider-Man''' {{NDR|dopo aver salvato Norman Osborn}}: Ehi, ragazzi, siete passati alle maniere forti, eh? <br> '''Avvoltoio''': Ma come ti permetti, furfante?! {{NDR|insegue Spider-Man}} Questi cieli sono miei! <br> '''Spider-Man''': Forse hai ragione. In realtà voglio solo affittare! <br> '''Norman Osborn''': Cosa stai farneticando? Mettimi giù! <br> '''Spider-Man''': Amico, sei la donzella più prepotente che abbia mai salvato! E anche la più brutta, e la più pesante. Nonché la prima. <br> '''Norman Osborn''' e '''Avvoltoio''': Ma tu chi sei?! <br> '''Spider-Man''': Sono il vostro amichevole Spider-Man di quartiere, naturalmente!
*Ok, oggi niente è andato secondo i piani, per dirla come un eufemismo... ma resto sempre Spider-Man, e sono ancora imbattuto. Inoltre posso contare su questa incredibile persona che mi vuole bene {{NDR|zia May}}. Ditemi che c'è qualcosa di meglio. Avanti, provateci.
<!--===Episodio 2, ''Interazioni''===
===Episodio 3, ''Selezione naturale''===
===Episodio 4, ''Leggi di mercato''===
===Episodio 5, ''L'Uomo Sabbia''===
===Episodio 6, ''La mano invisibile''===
===Episodio 7, ''Forze catalizzatrici''===
===Episodio 8, ''Reazione''===
===Episodio 9, ''Una triste rivelazione''===
===Episodio 10, ''Simbiosi''===
*'''Norman Osborn''': Quando si vuole governare il mondo non esistono orari.
===Episodio 11, ''Terapia di gruppo''===-->
===Episodio 12, ''Un aiuto speciale''===
*Perché incolpi te stesso? Noi non abbiamo fatto del male allo zio Ben. Il mondo ce l'ha portato via. Il mondo si prende tutto ciò che abbiamo. Non puoi fidarti di nessuno, Peter Parker. Di nessuno, tranne noi. Unisciti a noi. Rendi permanente il nostro legame. Insieme nessuno potrà fermarci, e tutto quello che abbiamo sempre desiderato... sarà nostro. ('''Simbionte''')
*'''Simbionte''': Non è finita. Sarai nostro! <br> '''Spider-Man''': Non credo proprio, simbionte. Ora so cosa sei... e di cosa hai bisogno. {{NDR|sbatte contro la campana, infliggendo dolore al simbionte}} Ti nutri di emozioni negative, ma adesso ti annienterò. {{NDR|il simbionte si stacca gradualmente da lui e Spidey inizia a gettarlo in un secchio vicino}} <br> '''Simbionte''': Fermo, non farlo! Vogliamo soltanto aiutarti! Stare con te! <br> '''Spider-Man''': Scusa, Simby, soffrirai... ma non siamo fatti per stare insieme. Considerati scaricato.
*'''Simbionte''': Eddie Brock... noi sentiamo la tua rabbia, il tuo risentimento... e hanno un sapore così dolce! Odi Spider-Man? Odi Parker? <br> '''Eddie Brock''': E me lo chiedi? <br> '''Simbionte''': No... ma abbiamo molto da mostrarti. {{NDR|rivela a Brock tutte le memorie di Peter Parker, alias Spider-Man}} <br> '''Eddie Brock''': Peter... è Spider-Man! Come ho fatto a non capirlo prima? Ora so che non ho due nemici. Ne ho soltanto uno. <br> '''Simbionte''': ''Noi'' abbiamo un nemico. Spider-Man e Parker vogliono distruggerci. Unisciti a noi, Eddie Brock. La tua mente, il tuo corpo, e la tua anima... <br> '''Eddie Brock''': Sì... <br> '''Simbionte''' {{NDR|inizia ad attaccarsi ad Eddie}}: Accetta il dono che Parker ha rifiutato! <br> '''Eddie Brock''': Sì... <br> '''Simbionte''': E insieme esaudiremo il nostro desiderio! <br> '''Eddie Brock''': Sì! {{NDR|il legame si completa, ed Eddie diventa Venom}} <br> '''Venom''': Noi ci vendicheremo di Spider-Man!!! {{NDR|ruggisce}}
<!--===Episodio 13, ''Tu sai chi sei?''===
==Seconda stagione==
===Episodio 1, ''Illusioni''===
===Episodio 2, ''Kraven, il Cacciatore''===
===Episodio 3, ''Rinforzi''===
===Episodio 4, ''Connessioni pericolose''===
===Episodio 5, ''Primi Passi''===
===Episodio 6, ''Preoccupazioni''===
===Episodio 7, ''Crisi d'identità''===
===Episodio 8, ''Complici''===
===Episodio 9, ''New Enforcers''===
===Episodio 10, ''Guerra tra bande''===
===Episodio 11, ''Giocare col fuoco''===
===Episodio 12, ''La sera della prima''===
===Episodio 13, ''Ultimo atto''===-->
==Altri progetti==
{{Interprogetto}}
{{Uomo Ragno}}
[[Categoria:Uomo Ragno]]
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Pino Colizzi
0
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2026-07-24T08:26:35Z
Spinoziano
2297
/* Film */
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text/x-wiki
[[Immagine:Pino Colizzi 1973.png|miniatura|Pino Colizzi nel film ''[[Tutti figli di Mammasantissima]]'' (1973)]]
'''Giuseppe Colizzi''' (1937 – 2026), attore, doppiatore e direttore del doppiaggio italiano.
==Citazioni di Pino Colizzi==
*Le compagnie non ti prendevano senza qualche garanzia, e l’Accademia di Silvio D’Amico era una buona garanzia. Quindi il novanta per cento degli attori dopo il 1938, è partito da lì.<ref name=Sgambelluri>Dall'intervista di Daniela Sgambelluri, ''[http://guide.supereva.it/doppiaggio_e_doppiatori/interventi/2006/05/255171.shtml Intervista esclusiva a Pino Colizzi]'', ''GuideSuperEva.it'', maggio 2006.</ref>
*Ma quello dal quale ho imparato di più, in dieci anni di collaborazione, finché ha deciso di smettere di lavorare, è stato [[Ettore Giannini]]. Da lui non ho ereditato la genialità, che non si trasmette purtroppo, ma la quadratura professionale e il pessimo carattere. Ed è già tanto.<ref name=Sgambelluri />
*Mi fa piacere per chi è ancora in grado di sentire la differenza tra un professionista e un orecchiante. E non parlo di talento. Un concertista può avere meno talento di chi suona a orecchio, ma ha una quadratura che l’altro non avrà mai. Se poi ha tutte e due le cose è Horowitz {{NDR|[[Vladimir Horowitz]]}}.<ref name=Sgambelluri />
==Note==
<references />
==Voci correlate==
*[[Chiara Colizzi]], figlia
==Filmografia==
===Attore===
*''[[Un tè con Mussolini]]'' (1999)
===Doppiatore===
====Film====
{{div col|strette}}
*''[[Partita a quattro]]'' (1933)
*''[[La voce nella tempesta]]'' (1939)
*''[[Gilda (film)|Gilda]]'' (1946)
*''[[I migliori anni della nostra vita (film 1946)|I migliori anni della nostra vita]]'' (1946)
*''[[Il mistero del carillon]]'' (1946)
*''[[Sodoma e Gomorra (film)|Sodoma e Gomorra]]'' (1962)
*''[[Il laureato]]'' (1967)
*''[[Un tranquillo posto di campagna]]'' (1968)
*''[[Il pistolero dell'Ave Maria]]'' (1969)
*''[[Medea (film 1969)|Medea]]'' (1969)
*''[[La collina degli stivali]]'' (1969)
*''[[Omicidio al neon per l'ispettore Tibbs]]'' (1970)
*''[[4 mosche di velluto grigio]]'' (1971)
*''[[Il gatto a nove code]]'' (1971)
*''[[Il solitario di Rio Grande]]'' (1971)
*''[[Frenzy]]'' (1972)
*''[[Il padrino]]'' (1972)
*''[[Nel nome del padre (film 1972)|Nel nome del padre]]'' (1972)
*''[[Non si sevizia un paperino]]'' (1972)
*''[[Il mondo dei robot]]'' (1973)
*''[[Malizia (film)|Malizia]]'' (1973)
*''[[Papillon]]'' (1973)
*''[[Il padrino - Parte II]]'' (1974)
*''[[La conversazione]]'' (1974)
*''[[Flic Story]]'' (1975)
*''[[Gli innocenti dalle mani sporche]]'' (1975)
*''[[Il messia]]'' (1975)
*''[[La donna della domenica]]'' (1975)
*''[[Lo squalo (film)|Lo squalo]]'' (1975)
*''[[King Kong (film 1976)|King Kong]]'' (1976)
*''[[Gesù di Nazareth (sceneggiato televisivo)|Gesù di Nazareth]]'' (1977)
*''[[Il cinico, l'infame, il violento]]'' (1977)
*''[[Assassinio sul Nilo]]'' (1978)
*''[[Capricorn One]]'' (1978)
*''[[Il paradiso può attendere]]'' (1978)
*''[[Tornando a casa]]'' (1978)
*''[[Superman (film)|Superman]]'' (1978)
*''[[Apocalypse Now]]'' (1979)
*''[[Dracula (film 1979)|Dracula]]'' (1979)
*''[[I guerrieri della notte]]'' (1979)
*''[[Brubaker]]'' (1980)
*''[[Superman II]]'' (1980)
*''[[Fuga per la vittoria]]'' (1981)
*''[[Superman III]]'' (1983)
*''[[King David]]'' (1985)
*''[[Attrazione fatale]]'' (1987)
*''[[Il giorno prima]]'' (1987)
*''[[Beetlejuice - Spiritello porcello]]'' (1988)
*''[[Sotto accusa]]'' (1988)
*''[[Il duro del Road House]]'' (1989)
*''[[Un uomo innocente]]'' (1989)
*''[[Revenge - Vendetta]]'' (1990)
*''[[Barton Fink - È successo a Hollywood]]'' (1991)
*''[[Il proiezionista]]'' (1991)
*''[[Rotta verso l'ignoto]]'' (1991)
*''[[Mars Attacks!]]'' (1996)
*''[[Driven]]'' (2001)
*''[[Wonder Boys]]'' (2001)
{{div col end}}
====Film d'animazione====
*''[[Robin Hood (film 1973)|Robin Hood]]'' (1973)
====Serie televisive====
*''[[Mosè (miniserie televisiva 1974)|Mosè]]'' (1974)
*''[[Ellery Queen (serie televisiva)|Ellery Queen]]'' (1975-1976)
*''[[A.D. - Anno Domini]]'' (1985)
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Colizzi, Pino}}
[[Categoria:Attori italiani]]
[[Categoria:Direttori del doppiaggio italiani]]
[[Categoria:Doppiatori italiani]]
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Gregory Peck
0
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2026-07-24T08:23:21Z
Spinoziano
2297
/* Filmografia */
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wikitext
text/x-wiki
[[File:Gregory Peck 1948.jpg|miniatura|Gregory Peck nel 1948]]
{{Premio|Oscar|
'''''[[Il buio oltre la siepe]]'''''
*Miglior attore (1963)}}
'''Gregory Peck''' (1916 – 2003), attore statunitense.
==Citazioni di Gregory Peck==
*{{NDR|Sul ruolo di Atticus Finch in ''[[Il buio oltre la siepe]]''}} Ci misi tutto ciò che avevo - tutti i miei sentimenti e tutto ciò che avevo imparato in 46 anni di vita, sulla vita familiare, sui padri e sui figli. E i miei sentimenti sulla giustizia razziale, la disuguaglianza e sulle possibilità.
:''I put everything I had into it -- all my feelings and everything I'd learned in 46 years of living, about family life and fathers and children. And my feelings about racial justice and inequality and opportunity.''<ref name=Peck>{{en}} Citato in ''[https://www.nytimes.com/2003/06/12/obituaries/gregory-peck-a-star-of-quiet-dignity-dies-at-87-2003061292387831326.html Gregory Peck, a Star of Quiet Dignity, Dies at 87]'', ''nytimes.com'', 12 giugno 2003.</ref>
*Non sono un benefattore. Mi imbarazzava essere classificato come filantropo. Semplicemente prendo parte in attività in cui credo.
:''I'm not a do-gooder. It embarrassed me to be classified as a humanitarian. I simply take part in activities that I believe in.''<ref name=Peck/>
*Non voglio fare, se posso evitarlo, niente di mediocre. È un po' sconveniente alla mia età presentarmi come un tacchino.
:''I don't want to do, if I can avoid it, anything mediocre. It's kind of unseemly at my age to come out in a turkey.''<ref name=Peck/>
==Note==
<references />
==Filmografia==
{{div col}}
*''[[Le chiavi del paradiso]]'' (1944)
*''[[Io ti salverò]]'' (1945)
*''[[Duello al sole]]'' (1946)
*''[[Il cucciolo]]'' (1946)
*''[[Il caso Paradine]]'' (1947)
*''[[Il grande peccatore]]'' (1949)
*''[[Romantico avventuriero]]'' (1950)
*''[[Davide e Betsabea]]'' (1951)
*''[[L'avamposto degli uomini perduti]]'' (1951)
*''[[Le nevi del Chilimangiaro]]'' (1952)
*''[[Vacanze romane]]'' (1953)
*''[[Bravados]]'' (1958)
*''[[Il grande paese]]'' (1958)
*''[[L'ultima spiaggia (film 1959)|L'ultima spiaggia]]'' (1959)
*''[[Il buio oltre la siepe]]'' (1962)
*''[[Il promontorio della paura]]'' (1962)
*''[[La conquista del West (film 1962)|La conquista del West]]'' (1962)
*''[[Arabesque]]'' (1966)
*''[[La notte dell'agguato]]'' (1968)
*''[[Il solitario di Rio Grande]]'' (1971)
*''[[Il presagio]]'' (1976)
*''[[La protesta del silenzio]]'' (1987)
*''[[Cape Fear - Il promontorio della paura]]'' (1991)
*''[[I soldi degli altri]]'' (1991)
*''[[Un secolo di cinema - Viaggio nel cinema americano di Martin Scorsese]]'' (1995)
{{div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
{{DEFAULTSORT:Peck, Gregory}}
[[Categoria:Attori statunitensi]]
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Guia Soncini
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Skekzilla
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/* 2025 */
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'''Guia Soncini''' (1972 – vivente), giornalista, editorialista e scrittrice italiana.
==Citazioni di Guia Soncini==
*{{NDR|Sui [[social network]]}} Il guaio non è che i nuovi strumenti ci abbiano resi arroganti, o vanitosi, o scemi. È che ci hanno liberati dalla vergogna di esserlo.<ref>Citato in Mattia Carzaniga, ''[https://www.rollingstone.it/cultura/quando-abbiamo-smesso-di-capire-il-mondo-e-iniziato-a-occuparci-solo-di-noi-stessi/624914/ Quando abbiamo smesso di capire il mondo (e iniziato a occuparci solo di noi stessi)]'', ''rollingstone.it'', 19 marzo 2022.</ref>
*Parecchi anni fa, arrivò su [[Wikipedia]] una voce a mio nome. Ora, quel che vi serve sapere per capire l'inutilissima storiella che segue è che Wikipedia, enciclopedia basata sul volontariato dei compilatori che nei paesi seri riesce a essere comunque una cosa seria e con una sua attendibilità (certo, non considera [[Philip Roth]] una fonte attendibile circa le opere di Roth, ma diciamo che di media non è malvagissima), in Italia è il regno della cialtroneria. Per dire: quando obiettai che la voce che mi riguardava era piena di minchiate (sostanzialmente trattavasi di un curriculum preso dall'ufficio del personale Rai e ricopiato male – con l'aggiunta di alcune bislacche opinioni spacciate per fatti: ricordo un delizioso «si è detta a favore dell'editto bulgaro» – e comunque all'epoca già datatissimo, visto che non lavoravo più per la Rai da anni), il tizio che rispose alla mia mail mi disse che, «nello spirito collaborativo» dell'opera, potevo correggerla, il che dice tutto sul conto in cui la gestione italiana tiene la regola wikipediana (ovvia e sensata) secondo cui sulle voci enciclopediche non possono intervenire coloro che ne sono oggetto. D'altra parte io non conosco un italiano cui sia dedicata una voce Wikipedia che non se la sia scritta da solo, e quindi tutto torna (comprese le medaglie d'argento a gare di nuoto delle medie di cui sono ricche le pagine Wikipedia dei giornalisti italiani). Insomma dico a 'sto tizio che gli mando l'avvocato, e loro oscurano la pagina. Seguono alcuni spassosi anni in cui ciclicamente qualcuno, nel mezzo di qualche fessa polemicuzza, salta su dicendo «d'altra parte tu sei un'antidemocratica che ha fatto causa a Wikipedia, tu e [[Filippo Facci|Facci]]» (il novanta per cento della mia stima per Filippo Facci si basa su questa comunanza).<ref>Da ''[https://web.archive.org/web/20130918021846/http://www.guiasoncini.com/2013/06/03/nata-a-bologna-risiede-nel-regno-della-livorosa-superiorita-e-ogni-dettaglio-le-dice-che-fa-bene-a-restarci/ Nata a Bologna, risiede nel regno della livorosa superiorità, e ogni dettaglio le dice che fa bene a restarci]'', ''guiasoncini.com'', 3 giugno 2013.</ref>
==''Elle''==
{{cronologico}}
*La maglietta fina sarà sempre il marchio baglioniano per i distratti, per quelli che giurano di non sapere chi sia [[Claudio Baglioni]] (mentono: tutti quelli che non lo citerebbero mai tra i pilastri della cultura popolare italiana sanno a memoria almeno una dozzina di sue canzoni; non sanno di saperle, ma se ne metti su una poi partono i cori, è un riflesso indomabile).<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/showbiz/musica/a143/claudio-baglioni-quando-ero-cretino/ Claudio Baglioni: «quando ero cretino»]'', ''elle.com'', 1º dicembre 2014.</ref>
===2015===
*Tutte abbiamo un'amica gatta morta. Se non ce l'hai, significa che la gatta morta sei tu. Tutte abbiamo un'amica che non sa badare a se stessa (cioè: produce disastri dai quali, poverina, come si fa a non salvarla), che non ha il senso dell'orientamento (cioè: che arriva regolarmente in ritardo, fa un'entrata con tutte le attenzioni, e poi per mezz'ora monopolizza la conversazione dicendo quant'è stata sbadata a sbagliare il posto dell'appuntamento), che con quella modalità da vittima ha trovato marito e quindi non ritiene di disinnescarla mai, neppure quando ha a che fare con altre donne. Donne che nei momenti più benevoli meditano di metterle il cianuro nel tè verde, ma non lo dicono, perché se sei aggressiva con una così gatta e così morta poi passi per stronza tu.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a120/fisiologia-gatta-morta/ Fisiologia della gatta morta]'', ''elle.com'', 3 luglio 2015.</ref>
*Da piccole siamo tutte piene di fidanzati cattivi, per una ragione semplice: abbiamo tempo libero. Non siamo distratte da mille minuzie che c'impediscono di concentrarci sulla nostra vita sentimentale. Se uno non chiama, è un dramma. Da grandi, se uno non chiama, tra un rubinetto che perde e un 730 da pagare è praticamente impossibile che ce ne accorgiamo. Il poverino investe tutta la sua strategia seduttiva nel non chiamare, certo che così ci farà disperare e ci conquisterà, e noi siamo impegnate a capire quale sia la farmacia di turno e a trovare qualcuno che ci consegni l'acqua a casa perché c'è l'ascensore rotto.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a114/uomo-sbagliato-guia-soncini/ L'uomo sbagliato è come le scarpe che fanno male]'', ''elle.com'', 29 luglio 2015.</ref>
*La soglia dell'inaccettabilità per gli americani è chiara, e non sta nel waterboarding ma nell'infilarsi in mutande estranee prima di aver divorziato [...]<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a60/guia-soncini-sposare-amante/ Il vero castigo è sposare l'amante]'', ''elle.com'', 28 agosto 2015.</ref>
*Avevo quindici anni [...] quando mi cominciarono a piacere le discoteche. Non ricordo perché; probabilmente piacevano a qualche ragazzino per cui avevo una cotta, e io ho sempre avuto poca personalità: non saprei niente di cinema francese, se verso i diciassette non avessi sostituito quello da seguire in discoteca con quello da seguire in cineteca. Proprio non mi ricordo, della gente con cui andavo a Riccione nel weekend, o nelle discoteche bolognesi durante la settimana, chi s'impasticcasse e chi no: adesso mi sembra impossibile sopportare quella musica se non sei drogato, ma è perché sono una vecchia bacucca, come d'altra parte tutti quelli che scrivono articoli sui giovani che si drogano.<ref name="Giovani">Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a117/guia-soncini-giovani-di-oggi/ Quel che penso dei giovani d'oggi]'', ''elle.com'', 14 settembre 2015.</ref>
*L'obbligatorietà di certa droga in certi posti è così una falsità che, quando non ero così vecchia e così bacucca, sono riuscita a fare due vacanze in Giamaica senza farmi canne: non perché avessi remore morali, ma perché ero troppo goffa per riuscire ad aspirare.<ref name="Giovani"/>
*[...] viene il sospetto che gli [[Hater (Internet)|stroncatori da tastiera]] non siano umani. E invece, altroché: sono quelli che, se t'incontrano, sono più emozionati nel chiederti un autografo.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a146/guia-soncini-gigi-hadid-grassa-commenti-internet/ Gli inutili sforzi delle malelingue sulla rete]'', ''elle.com'', 9 ottobre 2015.</ref>
*Ero al liceo quando uscì ''[[Attrazione fatale]]''. Ero moralista come sanno esserlo solo le adolescenti, e ricordo che m'indignò molto un articolo in cui Natalia Aspesi diceva che il personaggio di Glenn Close, che il pubblico amava odiare, pagava lo scotto dell'essere una donna che andava a letto con chi le pareva. Aveva ragione la Aspesi, ovviamente: ce la prendevamo con Alex Forrest, la bollitrice di conigli, non perché c'importasse dei cuccioli lessati, ma perché non c'era neanche un trauma infantile che la motivasse. Se ''Attrazione fatale'' lo girassero oggi, ci sarebbe almeno un flashback in cui la piccola Alex Forrest sorprende il padre a letto con una donna che non è la madre; fuggendo, viene inseguita dalla coppia fedifraga che, nella foga, investe l'animale domestico della piccina. La scena, assente dalla sceneggiatura originale, verrebbe però pretesa dal produttore. Consapevole che al cinema, se vai a letto con la gente sbagliata, devi almeno avere la giustificazione dello psicologo.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a56/guia-soncini-ragazze-facili-gabriele-muccino-amy-schumer/ Se una va a letto con tanti...]'', ''elle.com'', 16 ottobre 2015.</ref>
*(avrete notato che di recente gli uomini si sono messi a spiegarci il [[femminismo]]: era meglio quando si limitavano al fuorigioco).<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a153/guia-soncini-perche-le-donne-sono-meno-pagate-dei-maschi/ Perché le donne sono meno pagate dei maschi]'', ''elle.com'', 26 ottobre 2015.</ref>
*Ho capito che quella britannica era una civiltà superiore la prima volta in cui su un treno inglese ho visto una silent coach, una carrozza silenziosa. Quelle in cui gli altri non possono costringerti ad ascoltare le loro conversazioni al cellulare. Quelle in cui si abbassano le suonerie e si sta zitti. Le conversazioni altrui sono sempre state fastidiose ma, da quando nessuno usa più il telefono per telefonare, hanno anche un sovrappiù di esibizionismo molesto: se in un luogo pubblico, invece di mandare messaggi, parli a voce alta, quella non è una conversazione, è una performance. Che mi viene imposta: dalla galleria di Marina Abramovic posso andarmene, dal treno in corsa no.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a189/viaggi-in-treno-su-italo-e-sulla-carrozza-silenziosa/ Se la carrozza silenziosa è rumorosa lo stesso]'', ''elle.com'', 11 dicembre 2015.</ref>
*Se non esistono madeleines condivise da un'intera generazione per chi si è formato quando c'erano pochi canali in tv, figurati adesso: tra vent'anni sarà impossibile trovarne due che siano cresciuti con lo stesso cartone animato. Ma il tuo – di cartone animato, di disco, di ricordo d'infanzia – sarà sempre il più denso, la tua Madeleine sempre la più profumata, la tua determinazione a pucciarla di nuovo nel latte sempre più forte man mano che invecchi.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a144/francesco-guccini-nuovo-cofanetto-canzoni-2015/ Francesco Guccini è la mia Madeleine: con le sue canzoni torno adolescente]'', ''elle.com'', 21 dicembre 2015.</ref>
{{Int|''[https://www.elle.com/it/magazine/a192/guia-soncini-supergirl-non-e-una-supereroina/ Supergirl una supereroina? Ma per piacere!]''|Da ''elle.com'', 6 novembre 2015|h=4.}}
{{NDR|Su ''[[Supergirl (serie televisiva)|Supergirl]]''}}
*Siccome sono scema, mi sono messa a vedere la prima puntata di ''Supergirl'' [...] piena di aspettative. I critici americani avevano scritto che era un manifesto femminista. Critici maschi, ovviamente: gente che non sa distinguere un golfino malva da uno pervinca, ma vuole spiegarci le donne. Polla io a starli a sentire. ''Supergirl'' è una cui la madre dice «Sii sempre te stessa». È una cui un cattivo dice «Sul mio pianeta, le donne si inchinano davanti agli uomini» (presto, per passare per femministe, basterà rifiutarsi di servire a tavola). È una che, tredicenne, viene mandata sulla Terra per badare al cuginetto Superman, e ventiquattrenne si trova a lavorare in una versione minore del ''Diavolo veste Prada''.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a192/guia-soncini-supergirl-non-e-una-supereroina/ Supergirl una supereroina? Ma per piacere!]'', ''elle.com'', 6 novembre 2015.</ref>
*Forse la cosa più femminista di ''Supergirl'' è il collega corteggiatore trasformato in stylist (se non puoi liberarti del corteggiatore indesiderato, fagli scegliere i tuoi mantelli da supereroina). La più antiquata è il terribile appuntamento con un tizio contattato via app: ormai il dating online è, per gli sceneggiatori pigri, il simbolo di tutti i mali contemporanei, tipo il cellulare per gli autori satirici negli anni Novanta – anni che non sono mai finiti, se mi offri una supereroina senza maschera che, nell'era in cui la fotograferebbero in migliaia coi cellulari, mantiene il proprio anonimato.
*Quando Supergirl era stata mandata sulla Terra, era finita in un congelamento spaziotemporale per vent'anni, dopo i quali era arrivata qui ancora tredicenne. Tutto questo per permetterle, oggi, nella serie, di avere 24 anni, invece degli oltre quaranta che le toccherebbero. Perché la supereroina che è-sempre-se-stessa è femminista, ma la protagonista ultraquarantenne sarebbe una vecchia.
===2016===
*{{NDR|Su ''[[Revenant - Redivivo]]''}} Non l'ha fatto per prendere finalmente l'Oscar, no. Leonardo DiCaprio l'ha fatto, questo film in cui un orso gli fa una tracheotomia, e lui dorme dentro una carcassa di cavallo, e mangia bufali crudi senza posate, per rispondere alla nostra disperazione. Per compiacere noialtre che da anni ci lamentiamo di uomini che passano a farsi belli più tempo di noi, che si depilano le sopracciglia, che ci occupano gli scaffali del bagno con le loro creme. L'ha fatto per ricordarci quel dogma che diceva: l'uomo deve puzzare.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a185/leonardo-dicaprio-in-revenant-il-ritorno-del-maschio-primitivo/ Leo Di Caprio, era meglio metrosexual]'', ''elle.com'', 14 gennaio 2016.</ref>
*Di solito ''[[Via col vento]]'' si vede la prima volta – quella che conta, quella dell'imprinting – quando si è abbastanza piccole da non aver ancora studiato la guerra civile americana. Io avevo sette anni; se qualcuno, nei decenni successivi, mi avesse detto che, facendo il tifo per Rossella, stavo dalla parte degli schiavisti, mi sarei offesa moltissimo. Loro sono i buoni, non vedi? Gli schiavi sono più contenti di stare in famiglia! Non ti ricordi che il nero Sam, quando la incontra ad Atlanta dove lavora da uomo libero, la prega di rimandarlo alla piantagione? Lui con quella gentaglia mica voleva starci. Il nord sarà pure emancipazione e liberazione, ma la schiava Mamy lo trova volgarissimo. E i sudisti agli schiavi vogliono bene: Rossella non frusta nemmeno Prissy, che pure se lo meriterebbe moltissimo.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a163/guia-soncini-al-family-day-sono-buoni-come-rossella-in-via-col-vento/ Al Family Day sono buoni come Rossella O'Hara in Via col vento]'', ''elle.com'', 15 febbraio 2016.</ref>
*Tutte le mie zie, nate nella prima metà del Novecento, avevano un lavoro: sia quelle senza figli, sia quelle che i figli li avevano, sia quelle che non solo li avevano ma le aveva pure piantate il marito. [...] Era quel secolo lontano in cui mia madre non mi ha mai allattato (mio padre diceva che l'allattamento faceva cadere le tette, e lei alla tenuta delle sue tette era affezionata), non mi ha mai accompagnato né mi è mai venuta a prendere a scuola [...], non ha mai pensato di cancellare un impegno per una recita, un saggio, un compleanno. D'accordo, a mia madre fare la madre faceva schifo, ma non ho mai visto una delle mie zie, che pure erano madri più presenti, fare i compiti con i figli o programmare le proprie giornate adulte in base alla dittatura degli impegni dei ragazzini. [...] Era un secolo più consapevole del fatto che i figli li fanno anche i gatti, mica è una roba eroica. Poi siamo arrivate noi e abbiamo preso due decisioni. La prima è stata di far pesare le incombenze della maternità in modi che avrebbero fatto assai ridere le nostre nonne (quelle che spingevano l'aratro con un neonato attaccato a una tetta). La seconda è stata di spacciarci per indispensabili: [...] appena qualcuna cerca di far la madre con un po' di disinvoltura, arriva un'altra a rimproverarle che non stia allattando i figli fino all'università (il che avrebbe fatto ridere le più benestanti tra le nostre nonne: quelle che i neonati li mollavano alla nutrice [...]). In questo secolo in cui si allattano neonati occidentali con camerette sterilizzate come gli servissero anticorpi per sopravvivere nella foresta, e in cui devi fare i compiti con tuo figlio fino alle medie e restargli attaccata come una cozza allo scoglio, la domanda [...] è come si faccia a trovare il tempo di fare il punto croce.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a330/fare-la-mamma-non-e-ostacolo-al-lavoro/ Fare la mamma non impedisce di avere un lavoro]'', ''elle.com'', 30 marzo 2016.</ref>
*Chiunque non abbia figli lo sa: ti dicono «Ma vedrai che poi cambi idea» fin oltre le soglie della menopausa. Per lo stesso principio – e cioè grazie alla petulanza di chi fatica a comprendere l'esistenza di chi vuole per sé cose diverse: se ho un marito io, se ho faticato tanto per procurarmene uno, devi volerne uno anche tu – a chiunque viva sola vengono proposti candidati al ruolo di marito o convivente. A me succede più di rado che alle altre. Non perché nessuna persona sensata rischierebbe di presentarmi un suo amico, trovandomi magari in una giornata di malumore – anche per quello, ma non solo. Principalmente perché le persone che mi conoscono sono prima o poi passate da casa mia. Una casa che dice forte e chiaro: non vi voglio qui; che farebbe dubitare qualunque uomo delle mie doti di buona moglie, e scoraggerebbe anche il più avventuroso.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a477/matrimonio-voglio-sposarmi-ma-case-separate-conto-corrente-congiunto/ Ok, voglio un marito anch'io, ma solo a certe condizioni]'', ''elle.com'', 25 aprile 2016.</ref>
*Nel 1991, al Festival di Cannes c'era il peggior film con due donne protagoniste che sia mai stato prodotto. S'intitolava ''[[Thelma & Louise|Thelma e Louise]]'', e per un'illusione collettiva passò per un film femminista. Era un film in cui la presa di coscienza delle due sfociava nel lanciarsi in un burrone con la macchina. Abbiamo trascorso [...] anni a raccontarci quant'era entusiasmante che le due s'ammazzassero.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a664/cannes-2016-paolo-virzi-la-pazza-gioia-guia-soncini/ La pazza gioia di Virzì, storia di due donne in fuga ma felici]'', ''elle.com'', 15 maggio 2016.</ref>
*Non è vero che serve la sensibilizzazione, che bisogna spiegare bene che non si fa, che la [[violenza sulle donne]] si risolve educando i maschi. Sanno tutto quel che c'è da sapere: che non va bene picchiare o stuprare o ammazzare è chiaro almeno quanto lo è che è illegale rubare una macchina. Le macchine vengono rubate lo stesso. Nessuno invoca sensibilizzazione nelle scuole contro i furti. E, se lasci le chiavi attaccate, può pure essere che qualcuno dica che te la sei cercata: non per questo sta assolvendo il furto. Siamo molto più sensibili di quindici anni fa (per non parlare del secolo precedente), è confortante per chi subisce violenza, ma non aiuta a risolvere la questione. La violenza è un reato, non un attestato di merito per la vittima: non accade solo alle sante, alle immacolate, alle migliori di noi. Come per ogni reato, c'è la possibilità che la vittima simuli. [...] si può decidere di distruggere la reputazione di qualcuno facendosi fotografare con un livido. Prendere in considerazione il fatto che magari un'attrice che accusa l'ex di violenza menta, o che l'ex fidanzata di un cantante imbastisca una storia di botte solo per rovinarlo, non è una lesione del sacro diritto delle donne a non essere maltrattate. È il modo per cominciare a trattare i reati come quello che sono: reati. E magari smetterla col dualismo per cui la vittima viene santificata sui giornali prima che sia stato provato che è tale, e il carnefice non viene fermato mai, se non quando è troppo tardi.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a897/violenza-sulle-donne-simulazione-guia-soncini/ Violenza sulle donne, reato a rischio simulazione]'', ''elle.com'', 13 giugno 2016.</ref>
*Il principale problema di tutti i genitori che conosco sono gli altri genitori. Il principale problema di tutti i genitori che conosco sono le notifiche dei gruppi WhatsApp creati per tenersi in contatto coi genitori dei compagni di scuola dei figli. Come per certi partiti politici che nessuno ammette di votare ma che misteriosamente vincono le elezioni, nessuno dei miei conoscenti è mai animatore di questi gruppi. Tutti giurano di detestarli, di aver silenziato le notifiche, di disprezzarne le preoccupazioni: nessuno è il genitore ansioso, tutti sono spettatori sprezzanti.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a1020/gruppi-whatsapp-mamme-compagni-scuola-guia-soncini/ Gruppi WhatsApp: tutte le mamme li detestano, nessuna li lascia]'', ''elle.com'', 28 giugno 2016.</ref>
*Quel che dovete sapere di [[Bill Cunningham]] è che fu il primo a capire che non conta niente come quelli che disegnano i vestiti decidano di farli sfilare: conta come quelle che li comprano decidono di indossarli, e quindi era la strada che bisognava fotografare, mica le passerelle. Ora si chiama street style e lo fanno cani, porci e blogger; alla fine degli anni '70, c'era solo Bill Cunningham sul ''New York Times''.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a1157/bill-cunningham-fotografo-moda-ricordo-guia-soncini/ Chi era Bill Cunningham, il fotografo che ha inventato lo street style]'', ''elle.com'', 12 luglio 2016.</ref>
*Una cosa utile per combattere il [[sessismo]] è: non diluirlo. Non chiamare tutto «sessismo», altrimenti il concetto perde potenza. Se tutto è sessismo, il sessismo smette di preoccuparmi: mica posso stare preoccupata ogni minuto. A volte c'entrano altri fattori, in un comportamento che non ti piace, e non il fatto che sei una donna. In quei casi, non bisognerebbe fingere di credere che c'entri il sessismo solo perché è un'etichetta à la page. Magari sul breve termine funziona (se strilli «sessismo», qualcuno si volta), ma è un po' offensivo verso chi viene davvero discriminata solo perché donna.<ref name="Aniston">Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a1437/jennifer-aniston-ex-brad-pitt-guia-soncini/ Jennifer Anniston, condannata a essere per sempre l'ex di Brad Pitt]'', ''elle.com'', 7 agosto 2016.</ref>
*Non credo d'aver mai visto un giornale scrivere di [[Jennifer Aniston]] senza precisare «ex moglie di Brad Pitt», sebbene i due siano stati sposati per cinque anni a inizio secolo e dalla loro separazione sia ormai passato più del doppio del tempo di quanto fosse durato il matrimonio. Questo nonostante Aniston negli anni '90 facesse uno dei telefilm più visti al mondo (''Friends'', per chi è così vecchia da ricordarselo). È perché domina il maschio, seppure ex? No: è perché, se vi chiedo il titolo di un film di Jennifer Aniston degli ultimi dieci anni, dovete cercare su Google la risposta. Non è che siamo sessisti, noi dei giornali: è che la cosa più popolare che ha fatto Jennifer in questo secolo è stata sposare Brad.<ref name="Aniston"/>
*[[Warren Beatty]] [...] è stato il più figo del mondo. Io ho sempre preferito il suo amico Jack Nicholson [...], da giovane perché aveva l'aria più maramalda, da vecchio perché si è sfasciato in una maniera più spettacolare – ma insomma, Warren è stato il figo per eccellenza. Quello che ha spezzato il cuore a tutte, da Madonna in giù. Quello che non s'è redento finché, ultracinquantenne, ha incontrato Annette Bening [...]. Quello che quindi ci illude che «Con me sarà diverso» non sia una frase disperata, che a volte basti lasciar passare gli ormoni di gioventù e quelli dell'età adulta e poi metterci il fin lì cattivo soggetto in casa quando, ormai senile, non vuole far altro che esserci fedele. Se ha funzionato per Warren, che fin lì tutti identificavano col personaggio che interpretava in ''Shampoo'', quello che diceva «Ammettiamolo: le ho scopate tutte, mi fa sentire immortale», beh, allora funzionerà anche per il disgraziato che abbiamo deciso di redimere noi, no?<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a1976/warren-beatty-obama-fighi-guia-soncini/ Warren Beatty e Obama, i più fighi del mondo]'', ''elle.com'', 9 ottobre 2016.</ref>
*Sono stata aggiunta al gruppo [[WhatsApp]] di una redazione, e ho visto cose che le mie notifiche non avrebbero immaginato mai. Ho visto maschi ultracinquantenni rispondere a ogni messaggio con una sequela senza senso di emoticon: faccette che piangono e ridono contemporaneamente, mani che applaudono, meretrici che ballano. Tutte a gruppi di tre; dev'essere quel tremolio degli anziani: vogliono schiacciare la faccetta che piange dal ridere una volta, gliene scappano tre. È una delle molte ragioni per cui bisognerebbe vietare gli emoticon a chi abbia più di 19 anni. E poi decine di «ok» in risposta a qualunque ipotesi di lavoro (cosa rispondi «ok» a fare, che hai visto il messaggio lo so, c'è la doppia spunta, rispondi se hai obiezioni). E poi i messaggi vocali. A cosa servono? A risparmiare sullo scatto alla risposta? A non farmi mai sapere cos'hai da dirmi, perché ora sono in pubblico, non posso ascoltarlo, lo faccio poi, e poi ovviamente mi dimentico? L'anno prossimo, il Nobel per la pace datelo a quello che ha inventato il tasto «silenzia le notifiche da questo gruppo».<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a2276/se-poi-ti-ritrovi-in-un-gruppo-di-whatsapp/ Se poi ti ritrovi in un gruppo di WhatsApp]'', ''elle.com'', 15 novembre 2016.</ref>
*Ci piace così tanto lamentarci, che votiamo chi alimenta il nostro vittimismo. Se quel personaggio di Paolo Virzì che diceva «Siete brutti, siete poveri» si candidasse, lo voteremmo gongolando.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a2347/elezioni-americane-basta-che-sia-uomo/ (E)lezioni americane: basta che sia uomo]'', ''elle.com'', 20 novembre 2016.</ref>
*[[Marcello Mastroianni|Mastroianni]] non è solo il simbolo di quando "Italia" e "bellezza" erano sinonimi (chiedete a qualcuno di non esperto di citarvi un'immagine cinematografica che rappresenti la bellezza, e vi dirà ''La dolce vita''. Oppure ''Otto e mezzo'', se preferisce Marcello con gli occhiali da sole); Mastroianni è il più colossale figo di un'epoca in cui il cinema italiano produceva fighi con disinvoltura invidiabile: i suoi concorrenti erano colossi come Vittorio Gassman o Ugo Tognazzi, mica bellocci televisivi col carisma d'un comodino.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a2771/marcello-mastroianni-donne-anniversario-morte/ Marcello Mastroianni e le donne: il bello della condivisione]'', ''elle.com'', 18 dicembre 2016.</ref>
===2017===
*Quando ero piccola, mio padre rientrava a casa a pranzo e, prima di tornare al lavoro, faceva un pisolino. Una volta mi azzardai a mettermi a giocare nella stanza vicina a quella in cui dormiva. Fu per la reazione di mio padre che, anni dopo, a scuola, capii immediatamente che cosa voleva dire quel verso sull'ira funesta. E fu allora che giurai che non sarei mai diventata come quel mostro: il mio sonno non sarebbe mai stato sacro. Naturalmente ho fallito, come tutti quelli che s'impegnano a non assomigliare ai genitori: ogni mattina alle sette e mezza, io divento mio padre.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a2943/il-mio-sonno-e-raro-guia-soncini/ Il mio sonno è raro, non come quello di mio padre]'', ''elle.com'', 3 gennaio 2017.</ref>
*Della prima volta che andai negli Stati Uniti ricordo [...] lo stupore [...] per l'entità delle [[Mancia|mance]]. Una nazione che dà per scontato che non sia il tuo datore di lavoro a doverti pagare, ma pretende che chi passa di lì si occupi del tuo sostentamento. Se a cena (o dal parrucchiere) non lasci il 20 per cento di mancia, ti guardano come un criminale. Se sei un ricco che non fa beneficenza, la tua reputazione crolla a picco. L'elemosina è un obbligo sociale. I miei giovani neuroni l'annotarono come caratteristica americana, ma continuai a considerare una prepotenza quel 20 per cento in più rispetto al totale del conto. Anni dopo lessi una frase di Jack Nicholson: diceva che lui non fa beneficenza, lui paga le tasse e si aspetta che dei bisognosi si occupi lo Stato. Pensai: finalmente uno che mi capisce.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a3036/quel-che-non-avevo-capito-dell-america/ Quel che non avevo capito dell'America]'', ''elle.com'', 19 gennaio 2017.</ref>
*La comunicazione nell'era in cui chiunque ha uno smartphone e alcuni giga da ammortizzare funziona così: che guardi distrattamente la tv mentre scrivi su Facebook un pensierino che un tempo avresti avuto il pudore di condividere sì e no con familiari e amici; e invece ora, sempre con la formulazione frettolosa e imprudente che useresti parlandone sul tuo divano, lo esponi al mondo. La comunicazione nell'era in cui tutti sono portatori d'opinione su tutto – specie su temi di cui non sanno niente: tv, moda, astrofisica – funziona così: che tu vai in tv e tutti hanno un'opinione su cosa dici e cos'avresti invece dovuto dire, cosa indossi e cos'avresti invece dovuto indossare, e i giornali – quelle entità che una volta servivano a dare la loro opinione a chi non ne capiva, e perciò ragionavano e se ne facevano una – il giorno dopo mica spiegheranno chi abbia sbagliato più forte, macché: titoleranno ''Bufera sui social''. [...] La comunicazione nell'era in cui guardi senza vedere, perché stai già pensando che ti urge dir la tua, funziona così.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a3304/diletta-leotta-spacco-hot-sanremo/ Quanto è social lo spacco di Diletta]'', ''elle.com'', 18 febbraio 2017.</ref>
*Sono costantemente preoccupate, le madri di bambine in questo secolo. Se le vestono di rosa, le piccine non diventeranno abbastanza volitive; se ricevono il Dolceforno, ne trarranno il messaggio «Il tuo posto è in cucina»; se la mamma non sta abbastanza con loro, si sentiranno abbandonate e precipiteranno in qualche gorgo (droga, anoressia: vale tutto, purché sia spaventevole), ma se la mamma è sempre a casa non avranno un esempio su cui modellare le proprie ambizioni. Sono qui per rassicurarle: cresceranno a casaccio e non ci si può fare niente. [...] Mia madre non ha mai lavorato un giorno in vita sua, il suo unico scopo nella vita è sempre stato spendere soldi altrui, ha iniziato a dirmi di trovarmi marito che ero ancora alle elementari (giuro: non sapete l'imbarazzo quando gli amici ricchi smisero d'invitarci in piscina perché capirono che mia madre intendeva accoppiare il loro erede novenne con la sua figliola – oltretutto pessima nuotatrice). Le mie amiche [...] raccontano infanzie in cui i genitori si raccomandavano che studiassero, che avessero una carriera, che fossero indipendenti. Io al liceo sono stata bocciata non so più quante volte e nessuno mi ha mai detto «Studia, asina»: a casa mia erano così mitomani che dicevano senza mettersi a ridere: «I professori sono spaventati dalla tua intelligenza» (ero così intelligente che preferivo guardare ''Quando si ama'' che aprire un libro). Tuttavia, io lavoro da quando avevo 22 anni e le mie amiche hanno perlopiù fatto le universitarie fuori corso fin dopo i 30; loro non sono state tranquille finché non sono riuscite a mettersi un vestito bianco e un anello al dito, e io ho del matrimonio l'idea che aveva Alberto Sordi («Mettersi un'estranea in casa»); loro si fanno allegramente pagare mutui e vacanze da genitori e suoceri e io pur di essere indipendente rinuncerei alle vacanze a vita. Certo, non ci vogliono degli specialisti viennesi per dire che mica significa che la mia formazione non m'abbia influenzata: mi sono formata in opposizione a quel che ho visto da piccola. Però, se può funzionare sia per emulazione sia per contrasto, capite bene che vale tutto, e tanto vale rilassarsi.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a3425/consigli-per-madri-figlie-femmine/ Consigli per madri di figlie femmine]'', ''elle.com'', 5 marzo 2017.</ref>
*Non ricordo com'ero vestita, quando uscendo da un'intervista pensai che potevo anche smettere di fare questo mestiere, tanto ormai il più figo del mondo l'avevo incontrato. Ricordo però perfettamente che l'allora sessantaseienne più figo del mondo aveva un maglione blu, con dei buchini da tarli di quelli che solo i più fighi del mondo possono permettersi di non far rattoppare. Quand'è che [[Jack Nicholson]] è diventato Jack Nicholson? Per me, nei pomeriggi dei sedici anni, quando il tizio di cui ero innamorata, un diciannovenne che si dava arie da poeta maledetto, mandava a ripetizione il vhs di ''Shining''. Chiunque altro avesse riempito fogli e fogli di "Il mattino ha l'oro in bocca" mi sarebbe sembrato un cretino; lui no: era Jack Nicholson, poteva permettersi tutto [...]<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a3901/jack-nicholson-compleanno-80-anni/ Jack Nicholson «Quando ho capito di essere me»]'', ''elle.com'', 22 aprile 2017.</ref>
*Cosa si resta [[Gravidanza|incinte]] a fare, se non per poter dire «Caro, quella cosa sul soppalco devi prenderla tu, io sono fragile»?<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a3990/serena-williams-australian-open-incinta/ Non prendete esempio da Serena Williams]'', ''elle.com'', 7 maggio 2017.</ref>
*I miei genitori si sono detestati finché morte (di lui) non li ha separati, come aveva ordinato loro il prete trentasette anni prima. Sono rimasti sposati in salute, malattia, amanti (di lui), abbandoni del tetto coniugale (indovinate un po': sempre di lui), ricchezza (di lui) e tracolli finanziari (inevitabili, visto che il bilancio di famiglia lo teneva lei, che era capace di farsi prestare i soldi dalla cameriera pur di non rinunciare a un tenore di vita comprensivo di autista – non è un esempio di fantasia). Di solito dico che è un problema generazionale: c'è stato un tempo in cui era un'eccezione che le donne lavorassero, un'eccezione che confinava con la follia; la norma non era certo un genio della matematica come la prima moglie di Einstein, ma una che dicesse il rosario come la moglie del Gattopardo. Ma so di mentire: sì, era così all'epoca di mia nonna (che rimase vedova a quarant'anni e non uscì mai più di casa se non per andare in chiesa); ma pochi decenni dopo era già tutto diverso. Di tutte le parenti di entrambi i rami familiari, mia madre è l'unica donna che non abbia mai lavorato [...]. E stiamo parlando dello sprofondo del Molise o della Brianza o di Bologna, neanche vado a scomodare casi di parti più avanzate del mondo, neanche cito il fatto che Nora Ephron era coetanea di mia madre e quando ha scoperto che il marito la tradiva il suo primo pensiero non è stato come tenerselo comunque né come farsi mantenere a vita: si è messa a lavorare [...]<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a4092/quando-sposarsi-era-meglio-che-lavorare/ Quando sposarsi era meglio che lavorare]'', ''elle.com'', 21 maggio 2017.</ref>
*Era l'inizio degli Anni 90, i giornali americani la chiamavano bye-bye blues, addio tristezza: il [[Fluoxetina|Prozac]] era una capsula bianca e verde che esercitava un certo fascino su noi ragazzine che frequentavamo solo teppisti di buona famiglia, e l'eroina non era mai stata un rischio perché non avremmo saputo dove trovare uno spacciatore (e meno male: eravamo così ignare di tutto che come minimo ci avrebbero venduto qualcosa che ci ammazzava), e non avremmo mai preso in considerazione la cocaina (ritenuta volgarissima). Nel 1994 Elizabeth Wurtzel scrisse un memoir, ''Prozac nation'', che celebrò la capsula bianca e verde come desiderio cool di quegli anni. Non solo fa dimagrire, leggevamo: cancella retroattivamente l'infanzia infelice; già allora credevamo a qualunque stronzata leggessimo (e non sapevamo che l'infanzia infelice devi tenertela stretta: c'è tutto il repertorio da romanzo che ti serve, lì dentro).<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a4380/un-po-xanax-passa-tutto/ Un po' di Xanax e passa tutto]'', ''elle.com'', 24 giugno 2017.</ref>
*[...] la [[Costume da bagno|prova costume]] non esiste. Nessuna adulta ha bisogno di andare nel camerino d'un negozio per sapere come le stia un bikini: le sta nello stesso impietoso modo in cui sta, nuda, nello specchio di casa. Non sarà la copertura di venti centimetri quadrati di carne che cambierà il risultato. Anzi, il sole non potrà che essere più impietoso delle luci di casa, che tutte abbiamo imparato a rendere soffuse quella volta che abbiamo visto ''Un tram che si chiama desiderio''.<ref>Da ''[https://www.elle.com/it/magazine/a4429/prova-costume-estate-guia-soncini/ La priorità dell'estate? Capire che la prova costume non esiste]'', ''elle.com'', 29 giugno 2017.</ref>
==''Il Foglio''==
{{cronologico}}
*Voglio condurre il prossimo [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|Sanremo]] non perché sia in grado di mandare a memoria gli ormai almeno sei nomi che ci vogliono per scrivere una canzone (non mi ricordo neanche il mio numero di telefono), non perché sappia scendere la scala coi tacchi (al primo gradino mi cappotterei, al secondo mi sfilerei le scarpe imprecando), non perché abbia talenti tipo ballare, intrattenere, cantare (t'ho mai raccontato di quando mi bocciarono al provino per lo Zecchino d'oro?). Voglio condurre Sanremo perché voglio fare l'ultimo gesto rivoluzionario possibile. Ieri l'ennesimo assessore ha ringraziato in conferenza stampa [...] perché avevano parlato dei fiori di Sanremo, inquadrato i fiori di Sanremo, regalato i fiori di Sanremo. Voglio salire su quel palco e dire "io quando mi regalano dei fiori li lascio morire perché non possiedo un vaso".<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/il-figlio/2019/02/08/news/appello-per-guia-soncini-valletta-spettinata-al-prossimo-rivoluzionario-sanremo-236956/ Appello per Guia Soncini valletta spettinata al prossimo, rivoluzionario, Sanremo]'', ''ilfoglio.it'', 8 febbraio 2019.</ref>
*Solo una cosa desta la mia attenzione e accende il mio entusiasmo: [[Elettra Lamborghini]]. Elettra che, agitando una latteria là davanti ed esprimendosi con una certa qual calata emiliana, dice che lei Lou Reed non sa chi sia: "Non ero neanche nata". Elettra che assolve tutte noi, che non siamo arrivate col programma alla Seconda guerra mondiale, ma cosa pretendono i nostri interlocutori: non eravamo neanche nate. Elettra che, benché emiliana, si ostina a usare espressioni napoletane donando loro sensi tutti suoi: dice "hai una bella cazzimma" e chissà che intende — piglio, energia, scollatura? Elettra che ha girato il mondo, e quindi non dice "moda", dice "hype", che vuol dire un'altra cosa, ma non cavilliamo. Elettra è tutte noi che non abbiamo studiato. Elettra, che se le fanno una battuta sul complesso di Elettra scommetto che non la capisce, è la nostra rivincita.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/il-figlio/2019/05/05/news/il-complesso-di-elettra-lamborghini-252377/ Il complesso di Elettra Lamborghini]'', ''ilfoglio.it'', 5 maggio 2019.</ref>
*[...] meno male che oggi finisce [[maggio]], il più crudele dei mesi. Chiunque si lamenti dei lillà da terra morta non ha mai avuto a che fare con gli scontrini che genera la polvere viva in cui vado a rimestare ogni anno mentre il commercialista mi minaccia e io non trovo quella ricevuta del dentista che mi farebbe così comodo scaricare (forse nel 2018 dal dentista non ci sono neanche andata, ma sai come siamo noialtri che confondiamo memoria e desiderio); in compenso si risvegliano le radici sopite di tutti gli scontrini d'ogni cappuccino del 2012 (perché non li ho buttati? Non avrei potuto detrarli neanche nel 2013, perché li ho conservati? Speravo forse di finire in un programma di accumulatori su RealTime?).<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/il-figlio/2019/06/03/news/maggio-il-piu-crudele-dei-mesi-258098/ Maggio, il più crudele dei mesi]'', ''ilfoglio.it'', 31 maggio 2019.</ref>
*[...] ho un amico romano che s'è trasferito a [[Milano]], e soffre. Qui, dice, sono gay anche gli etero.<ref>Da ''[https://www.ilfoglio.it/il-figlio/2019/06/09/news/il-maschio-che-si-fa-la-barba-con-i-cocci-di-bottiglia-non-si-e-estinto-ma-non-vive-a-milano-259223/ Il maschio che si fa la barba con i cocci di bottiglia non si è estinto, ma non vive a Milano]'', ''ilfoglio.it'', 9 giugno 2019.</ref>
==''la Repubblica''==
{{cronologico}}
===2014===
*Avrete notato anche voi che i [[Talk show|talk-show]], presenti in numero crescente nei palinsesti italiani, fanno sempre più affidamento sul servizio montato. Cioè non la diretta del dibattito, ma il filmato di un inviato andato a verificare cosa succeda nel paese reale, acciocché il paese irreale presente in studio possa poi commentare. I veri problemi della vera umanità sono ciò che il pubblico vuole sentire; mica le chiacchiere dei politici. È una scelta grandemente sensata, giacché qualunque minutaglia di vita vera è più rappresentativa dei bisogni della società di quanto lo siano le chiacchiere teoriche.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2014/10/03/news/downton_abbey_pi_reale_dei_talk-97270572/ Downton Abbey, più reale dei talk]'', ''repubblica.it'', 3 ottobre 2014.</ref>
*Quand'è che [[Marco Travaglio]] è diventato un tronista di ''Uomini e donne'', di quelli che litigano con la corteggiatrice, sclerano, se ne vanno dallo studio, e alla De Filippi tocca attendere pazientemente seduta sui gradini che una redattrice li convinca a rientrare?<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2014/10/17/news/il_simpatico_oste_di_palazzo_chigi-98364415/ Il simpatico oste di Palazzo Chigi]'', ''repubblica.it'', 17 ottobre 2014.</ref>
*Ci sono parole che s'incontrano solo quando si legge della tv degli altri. Uno [[Televisione negli Stati Uniti d'America|spettatore americano]] che leggesse un qualsivoglia articolo sulla tv italiana si chiederebbe cosa fosse il "traino", la mancanza del quale tutti coloro che fanno programmi d'insuccesso scelgono come capro espiatorio. Negli Stati Uniti [...] se il tuo programma va male è perché non sei stato abbastanza bravo, non perché non lo è stato quello che andava in onda prima, e tu non hai potuto beneficiare della forza d'inerzia [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2014/10/31/news/i_buoni_sono_noiosi_in_tv_e_nella_vita-99482744/ I buoni sono noiosi in tv e nella vita]'', ''repubblica.it'', 31 ottobre 2014.</ref>
*[...] [[blog]]ger, che è la parola che noialtri che scriviamo sui giornali usiamo quando non abbiamo due intere righe per scrivere "io questo non ho mica ben capito cosa faccia, ma mi sembra sveglio".<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2014/11/07/news/gazebo_le_strane_vie_del_giornalismo-100025226/ Gazebo, le strane vie del giornalismo]'', ''repubblica.it'', 7 novembre 2014.</ref>
*Uno dei grandi crucci delle spettatrici di questo secolo è la sparizione della [[commedia romantica]]. Abbiamo provato in tutti i modi a rispondere alla domanda "Perché non se ne fanno più?": è perché i film con un pubblico adulto incassano meno di quelli per tredicenni brufolosi? È perché è morta Nora Ephron, e anche Woody Allen non si sente tanto bene? È perché quel che costituisce tre quarti della trama d'ogni buona commedia romantica – il bisticcio, il flirt, l'incomprensione scontrosa ma carica di tensione erotica – ora si svolge tramite messaggi sul cellulare, e poche cose sono meno cinematografiche di gente che prende a ditate uno schermo?<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2014/12/05/news/quando_la_lite_in_tv_nasconde_un_flirt-102206609/ Quando la lite in tv nasconde un flirt]'', ''repubblica.it'', 5 dicembre 2014.</ref>
===2015===
*Gli italiani pensano che ogni volta che accade qualcosa la tv pubblica debba trasformarsi da generalista in all news. Gli italiani si chiedono cosa paghino il canone a fare, sennò. Almeno, gli italiani che stanno su Twitter.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/01/09/news/charlie_hebdo_in_tv_solo_a_chi_l_ha_visto-104795489/ Charlie Hebdo in tv solo a Chi l'ha visto]'', ''repubblica.it'', 9 gennaio 2015.</ref>
*L'era del subtweet è iniziata da un paio d'anni, perfetto complemento all'era della mitomania: chiunque si riconosce in ogni invettiva generica (contro una qualunque categoria: madri invadenti, lavoratori assenteisti, giocatori di calcetto così scarsi che vengono messi a fare il portiere, proprietari di cani che girano senza sacchetto), e chiunque si convince che quel subtweet sia proprio per lui. Siccome è anche l'era in cui i giornali si fanno compulsando i Twitter dei famosi, ogni tweet che possa sembrare un regolamento di conti tra celebrità non passa inosservato: il subtweet tra famosi funziona molto meglio del comunicato stampa.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/01/30/news/te_lo_mando_a_dire_con_un_tweet-106167098/ Te lo mando a dire con un tweet]'', ''repubblica.it'', 30 gennaio 2015.</ref>
*C'è stato un tempo in cui il varietà del sabato sera faceva venticinque milioni di spettatori: la tv si guardava in tv, e si guardava mentre andava in onda. Se volevi prepararti a diventare un adulto nostalgico che sapeva a memoria ''Cicale Cicale'', dovevi essere un ragazzino che all'ora giusta si sintonizzava su ''Fantastico''. Non lo recuperavi il giorno dopo su YouTube [...] e per sempre ovunque in clip sparse qua e là. [...] In Italia, la fine della must-see tv (termine utilizzato dalla Nbc per indicare quelle sere degli anni Novanta in cui non uscivi perché c'era ''Friends'') è un problema soprattutto per i comunicati stampa del mattino dopo: se non puoi dire d'essere stato visto a milioni, ti tocca il patetico rifugio del dirti trending topic, cioè hashtaggato a decine.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/02/06/news/heather_parisi_non_era_un_hashtag-106697013/ Heather Parisi non era un hashtag]'', ''repubblica.it'', 6 febbraio 2015.</ref>
*C'è un metodo sicuro per farsi venire una crisi d'invidia e inadeguatezza, allorché sceneggiatori: andare a leggere le descrizioni dei sei personaggi di ''[[Friends]]'' buttate giù dagli autori quando iniziarono a ideare la serie. Sono di tre righe l'una, e sono perfette. Ci sono dentro dieci anni di puntate e di stratificazioni e di universi. Monica che "ha sempre dovuto guadagnarsi tutto" e Rachel che "non ha mai dovuto guadagnarsi niente", per esempio.<ref name="Friends">Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/02/20/news/un_capolavoro_in_tre_righe-107799544/ Un capolavoro in tre righe]'', ''repubblica.it'', 20 febbraio 2015.</ref>
*Succede una cosa, coi personaggi ben scritti: che gli attori diventano quella cosa lì. E quindi [[Matthew Perry]], il maggior talento comico della sua generazione, è per sempre rimasto Chandler. In serie che non hanno mai lontanamente avuto il successo di ''Friends'', né la sua precisione di scrittura. Dopo ''Friends'', Perry è diventato il Robert De Niro dei telefilm: un talento sprecato in brutti copioni e produzioni sbagliate, il più bravo che fa le cose più brutte.<ref name="Friends"/>
*{{NDR|Sullo [[scandalo Clinton-Lewinsky]]}} [...] Monica Lewinsky ha tenuto un'applauditissima conferenza [...] in cui riassumeva la sua vicenda in termini semplici quanto strazianti: a 22 anni mi sono innamorata del mio capo, a 24 mi sono accorta delle devastanti conseguenze. Vent'anni dopo, è ancora quella che andò a letto col capo, nessuno ha intenzione di dimenticarsene e quindi ora deve aver deciso di approfittarne: se va di moda parlare di bullismo on line, io dirò che sono stata la prima vittima. Dopotutto, è persino vero. A quasi nessuno viene in mente, vent'anni dopo, di rinfacciare quella vicenda lì a Bill Clinton. Perché lui nella vita si è fatto conoscere anche per altro, sì. Ma un po' anche per quella grande verità contenuta in ''I colori della vittoria'', romanzo e poi film sulla campagna elettorale di Clinton e le sue digressioni sessuali. La voce della saggezza, affidata a Kathy Bates, diceva alla moglie del candidato che non è mai il traditore, quello che va all'inferno. "È sempre la tradita", si concludeva la battuta del film, ma potremmo allargare a: sono sempre le donne.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/03/20/news/monica_e_lena_unite_dallo_scandalo-110067915/ Monica e Lena unite dallo scandalo]'', ''repubblica.it'', 20 marzo 2015.</ref>
*{{NDR|Sui quarantenni dell'epoca}} [...] [[generazione X|generazione]] la cui sfumatura preferita è la nostalgia. Siamo allo stesso tempo infantili e i nostri nonni: sempre a dire com'era meglio ai nostri tempi, sempre a rievocare i consumi della nostra giovinezza. Parliamo del modello di cellulare che c'era quand'eravamo giovani coi toni con cui i nostri nonni rievocavano la ricostruzione dopo la guerra.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/04/17/news/bei_tempi_andati_tali_e_quali_a_oggi-112201782/ Bei tempi andati tali e quali a oggi]'', ''repubblica.it'', 17 aprile 2015.</ref>
*Il problema siamo noi, e la nostra smania di trasformare in editorialisti e pensatori quelli che dovrebbero potersi permettere di non avere un'opinione sul fatto del giorno: cantanti, attori, e altre categorie una volta sepolte in terra sconsacrata.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/05/08/news/gli_zigomi_di_garko_e_la_nostra_ipocrisia-113894734/ Gli zigomi di Garko e la nostra ipocrisia ]'', ''repubblica.it'', 8 maggio 2015.</ref>
*[...] quella cosa che le tv dei paesi in cui si sa fare la tv si risparmiano, e in Italia invece ci sembra irrinunciabile: la diretta. Quella in cui gli imprevisti e le probabilità sono così frequenti che ci siamo persino inventati lo slogan per gli inciampi: il bello della diretta.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/04/24/news/favino_tra_i_libri_e_il_bello_della_diretta-112753936/ Favino tra i libri, è il bello della diretta]'', ''repubblica.it'', 24 aprile 2015.</ref>
*[[Farrah Fawcett]] era la più famosa delle Charlie's Angels. E, in quanto tale, era scontato pensare sarebbe stata, alla sua morte, descritta e rievocata come icona pop, che negli anni Ottanta stava sui prodotti per capelli e sui poster: le toccavano coccodrilli e pezzi di riflessione sulla fine di un'epoca. Senonché, povera Farrah, è morta lo stesso giorno di Michael Jackson. Icona enorme annichilisce icona media, e la fine di Farrah fu ridotta a boxino a fondo pagina.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/05/22/news/dave_ci_vediamo_su_facebook_-115021695/ Dave, ci vediamo su Facebook?]'', ''repubblica.it'', 22 maggio 2015.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Quelli della notte]]''}} [...] la pochezza dell'umorismo d'epoca – che solo chi in quegli anni era alle scuole medie può mitizzare. Soprattutto [...] c'è una sola ragione per cui l'intellettuale italiano medio parla da decenni della genialità di battute che potrebbe tranquillamente aver pronunciato Alessandro Siani. La ragione è [...]: tutto siamo disposti a trovare struggente e insuperato, tutto, purché appartenga a tempi dei quali ricordiamo montagne verdi e conigli dal muso nero. Tutto quel che è avvenuto quando il nostro principale problema era il compito in classe ci pare bellissimo, artistico, poetico, irripetibile. Non contano niente i fatti: che sia un'ideuzza andata in onda per meno di due mesi, cioè la negazione del concetto di programma televisivo (la tv è quella cosa che si fa tutti i giorni per anni: la tv la fanno Fazio e la De Filippi, non Celentano e Guzzanti); che fosse trasmessa nel deserto della concorrenza, non esistendo allora il concetto di seconda serata; che il ritornello "Arbore, scopritore di talenti" si traduca in: Marisa Laurito. Contano solo i sentimenti: quelli per cui, se qualcuno pronuncia le parole "Quelli della notte", chiunque non voglia fare brutta figura aggiungerà in riempimento automatico "Capolavoro".<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/06/19/news/se_il_fattore_nostalgia_trasforma_tutto_in_cult-117250618/ Se il fattore nostalgia trasforma tutto in cult]'', ''repubblica.it'', 19 giugno 2015.</ref>
*C'è sempre qualcuno di cui lamentarci, qualcuno che non si doveva permettere, qualcuno cui dare la colpa. L'era che ha inventato internet, strumento per insultarsi senza incontrarsi, è anche l'Era della Suscettibilità. Una volta si chiamava ''Holocaust Card'', era il trucco retorico "non puoi muovermi obiezioni perché io ho avuto l'olocausto", poi abbiamo abbassato l'asticella: anche noi che non abbiamo avuto traumi storicamente riconosciuti abbiamo diritto a zittire l'interlocutore, anche un'infanzia infelice può bastare per uno "zitto tu ché io" [...]<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/06/26/news/internet_e_l_era_della_suscettibilita_-117775702/ Internet e l'era della suscettibilità]'', ''repubblica.it'', 26 giugno 2015.</ref>
*Chi ha intorno ai quarant'anni appartiene all'ultima generazione per cui la risposta ai capricci e alle maleducazioni dei ragazzini non era uno psicologo né maggior empatia dei genitori né il lasciarlo libero di esprimersi. Chi ha intorno ai quarant'anni è stato piccolo in un tempo in cui, se ti comportavi male, prendevi due schiaffi. Oggi che questa modalità viene guardata con più orrore delle torture ai prigionieri di guerra, condannata più fermamente dell'abbandono dei cani in autostrada, e considerata irricevibile persino (soprattutto) da chi a quei due schiaffi è sopravvissuto, oggi l'estate è difficilissima. Perché i figli (specialmente quelli degli altri, ma non solo) sono ovunque, e ovunque spadroneggiano con la naturale invadenza della gioventù e la sicumera di chi sa che le sue azioni non conosceranno conseguenze.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/07/17/news/se_i_bambini_della_tv_meritano_due_ceffoni-119296649/ Se i bambini della tv meritano due ceffoni]'', ''repubblica.it'', 17 luglio 2015.</ref>
*Se i premi letterari fossero una cosa seria, andrebbero tutti agli autori di ''[[Temptation Island (Italia)|Temptation Island]]''.<ref>Da ''[https://www.repubblica.it/rubriche/parla-con-lei/2015/07/10/news/l_isola_di_aurora_batte_true_detective-118812010/ L'isola di Aurora batte True Detective]'', ''repubblica.it'', 10 luglio 2015.</ref>
==''Linkiesta''==
{{cronologico}}
===2020===
*Il [[femminismo]] ha sempre riguardato quelle che ci stavano simpatiche, quelle che la pensavano come noi, quelle che dicevano le cose giuste secondo i nostri schemi.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2020/05/me-too/ Il giorno in cui è finito il MeToo, forse]'', ''linkiesta.it'', 19 maggio 2020.</ref>
*Tra le molte ragioni per cui essere grati d'esser gente d'insuccesso, la possibilità di morire senza un lutto pubblico è sicuramente la principale. Morire da famosi, nell'era dei social, è un fenomeno che, alla milionesima replica, ancora sfonda i rilevatori di senso del ridicolo e fa venir voglia di staccare tutte le connessioni e andare a vivere nella capanna di Unabomber. [...] Le foto col morto, postate sempre da gente un po' meno famosa del morto ma smaniosa di cogliere l'occasione per un po' di luce riflessa, sono tutte uguali: il morto ha sempre l'aria «non so chi sia questo tizio che m'ha chiesto di farci una foto», chi pubblica la foto dopo il decesso aveva già nella foto l'aria «questa me la metto da parte come prova che l'ho conosciuto». [...] Morire su Instagram è la vera livella.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2020/07/ennio-morricone-colonna-sonora-morte-verdone-necrologio-moglie/ C’era una volta una persona famosa che ho conosciuto, agevolo la foto]'', ''linkiesta.it'', 7 luglio 2020.</ref>
*[...] [[Tomaso Montanari]], uno su cui si può sempre contare per leggere un'opinione pensata male [...]<ref name="Moda">Da ''[https://www.linkiesta.it/2020/07/chiara-ferragni-uffizi-fedez/ Duemila anni di storia, i musei, l'arte e i peggiori intellettuali del mondo]'', ''linkiesta.it'', 20 luglio 2020.</ref>
*[...] la [[moda]], l'unica forma d'arte che contribuisce al prodotto interno lordo e che, se si presta a fare da traino a commerci minori quali i biglietti d'un museo, deve pure prendersi gli insulti come una zia ricca e magnanima che t'abbia pagato gli studi e perciò – giacché la gratitudine è un peso insostenibile – sia oggetto di sempiterno rancore.<ref name="Moda"/>
*[...] l'[[abbronzatura]], il rifugio delle bruttine convinte che la pelle dorata le renderà bellocce.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2020/08/abbronzatura-di-maio-meme/ I neri vengono uccisi, ma gli intellettuali si attaccano a stronzate come l'abbronzatura di Di Maio]'', ''linkiesta.it'', 29 agosto 2020.</ref>
*Quand'avevo vent'anni feci le prove d'intolleranza alimentare, una delle mille truffe di quando sei giovane e ti pare di non esser mai abbastanza magra. Mi dissero che ero intollerante al grano e ai latticini. Non sono mai stata sottile come in quel periodo. Non perché quei due alimenti mi facessero davvero male – o forse sì, ma non lo sapremo mai: ero magra perché digiunavo. E digiunavo perché è impossibile, è un insegnamento che mi lasciò quella formativa esperienza, trovare cibi che non contengano lattosio o grano. O almeno, così era allora, magari l'industria alimentare si è evoluta, all'epoca ero talmente stremata dalle ricerche, dalla scoperta che in tutti i biscotti dichiaratamente d'altri cereali una percentuale di grano c'era, che persino i wurstel contenevano lattosio, che facevo prima a digiunare.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2020/09/scadenza-cibo-dieta-frigo-ordine/ Storia del mio disordine (e di un atto di eroismo durato una settimana)]'', ''linkiesta.it'', 19 settembre 2020.</ref>
*Non è [[kitsch]], cioè una burinata consapevole e divertita. È [[trash]], cioè una burinata che si dà un tono.<ref name="Ferro">Da ''[https://www.linkiesta.it/2020/11/tiziano-ferro-e-lera-della-generazione-lagna/ Tiziano Ferro e l'era della generazione lagna]'', ''linkiesta.it'', 9 novembre 2020.</ref>
*[...] [[Tiziano Ferro]], l'uomo che da solo riempie infinite caselle di politica identitaria: gay, ciccione, alcolizzato, e chi più ne ha più ci muova a compassione.<ref name="Ferro"/>
*Pensate a un seguito del ''[[Il sorpasso|Sorpasso]]'', ma ambientato al giorno d'oggi. [...] Un seguito che sia oggi ma che sia allora, un attimo dopo la fine del film originale. Un attimo dopo che Bruno Cortona ha detto al poliziotto, riferendosi al morto precipitato giù per la scogliera nella spider, «Si chiamava Roberto. Il cognome non lo so, l'ho conosciuto ieri mattina». In quel seguito col mondo di oggi, la vita di oggi, i media di oggi, Bruno Cortona si sentirebbe in colpa per due minuti e mezzo [...]. Poi inizierebbe il giro dei talk show, dei settimanali, dei posti semifissi nei reality. Sarebbe irresistibile, naturalmente. È Bruno Cortona, cioè il più impunito degli impuniti, la massima espressione del carattere italiano, il carnefice per distrazione. Molto più interessante delle vittime. [...] Si atteggerebbe a vittima, naturalmente, com'è d'uso fare nella pubblicistica del presente. Sciorinerebbe ogni scusa per il proprio essere diventato un mascalzone: dall'insonnia all'infanzia infelice. Venderebbe esclusive a giornali concorrenti, sbruffoneggerebbe sui cachet che la tv gli paga per raccontare le sue malefatte, sarebbe il bullo perfetto. Insomma: sarebbe [[Fabrizio Corona]].<ref name="Corona">Da ''[https://www.linkiesta.it/2020/11/litalia-e-quella-commedia-mitomane-di-cui-fabrizio-corona-e-autore-e-protagonista/ L'Italia è quella commedia mitomane di cui Fabrizio Corona è autore e protagonista]'', ''linkiesta.it'', 11 novembre 2020.</ref>
*Corona [...] è uno che si è fatto la galera per una cosa che tutti i fotografi degli ultimi sessant'anni hanno fatto: proporre al ricco e famoso di comprarsi le proprie foto invece di farle uscire su un giornale. Per la stessa azione per cui quelli che fotografavano Gianni Agnelli incassavano l'assegno, Fabrizio Corona è finito in carcere.<ref name="Corona"/>
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2020/08/femminismo-reputazione-temptation-island-violenza-soncini/ Siamo state tutte Antonella Elia, e io sono qui a sputtanarmi per dire a lei e alle altre che se ne esce]''|''linkiesta.it'', 1º agosto 2020.|h=4}}
*Se il principale problema delle donne del ventunesimo secolo non fosse non far la figura della zitella, nessuna si terrebbe un uomo che [[Violenza contro le donne|la picchia, la maltratta, la umilia]], con tutte le possibilità di emanciparci che abbiamo. Ci sarà sempre una femminista dei cancelletti che ti strilla che colpevolizzi la vittima, se lo dici, ma se nessuno prende mai a scrolloni la vittima dicendole di smetterla d'essere complice, cacciarlo di casa, trovarsi un lavoro, mantenersi, le donne continueranno a essere incistate nei moduli relazionali di quando non avevano diritto di voto.
*I miei avevano un matrimonio ordinario: mio padre detestava essere sposato con mia madre, la riempiva di corna, e poi trovava modi per farsi perdonare, come tutti. Il modo di mio padre di farsi perdonare non era comprare gioielli a mia madre, ma bancarmi di botte su sua richiesta. Una sera [...] ci fu una scena particolarmente violenta. Il pretesto era che avevo preso uno dei foulard di Hermès della mamma [...]. Mentre mi riempiva di mazzate, mio padre mi urlava delle cose così atroci che [...] non ho ancora trovato un modo di ripeterle che non mi faccia sembrare un incrocio tra Fassbinder e Bergman. Questo è il punto della storia in cui, nei film, la madre insorge e, pur di proteggere la prole dalla violenza, se ne va di casa. Questo è il punto della storia in cui, nella realtà, mia madre dice [...]: «Abbassa la voce, vuoi che finiamo sul giornale?». [...] La mattina dopo [...], come tutti i mariti che picchiano le mogli [...] (le dinamiche storte mica cambiano, se si tratta di figlie invece che di mogli), mio padre si presenta fuori da scuola con un mazzo di fiori. Come spesso accadeva, io però a scuola non ci ero andata [...]. E quindi [...] divenni la colpevole [...]. Da quella sera del foulard in cui pensai che quei due con me avevano chiuso, a quando cambiai numero di telefono e non mi feci mai più trovare, passarono una quindicina d'anni. Certo, sarei potuta andare al pronto soccorso e a fare una denuncia già il giorno dopo, farmi adottare da una famiglia povera ma serena, finire il liceo senza lividi in una casa in cui i foulard fossero della Standa. O avrei potuto rinnegarli appena maggiorenne, trovarmi un lavoro da commessa, non farmi comprare dalla mamma e dai suoi sensi di colpa tutta la collezione Dolce e Gabbana dell'estate 1992. Invece [...] ho preferito l'agio alla dignità, e ho rinnegato la famiglia solo quando [...] non mi è più servita. Non posso essere troppo severa con le mogli che non divorziano per non rinunciare al tenore di vita: sono stata una figlia che ha fatto tale e quale.
*Quando mio padre è morto, non ho risposto ai messaggi che me lo annunciavano, non sono andata al funerale, non ho fatto nessuna delle cose che si fanno per i tuoi cari ma certo non per consanguinei con cui non parli da anni e di cui ricordi solo orrori. Mia madre, che era preoccupata [...] della propria reputazione, e assai smaniosa di sembrare parte d'una famiglia felice, ha pubblicato un [[necrologio]] firmato da me. Di tutte le ragioni per cui ci si potrebbe innervosire per un necrologio che mai avresti scritto e che qualcuno ha simulato per tuo conto, la mia fu: oddio, ora penseranno tutti che questa prosa sciatta sia la mia.
===2021===
*Io non so cos'abbiano fatto di male le ventenni di oggi. Non so quale maledizione sia stata lanciata sulle loro culle. So però che – là dove noi avevamo [[Alessandro Baricco]] – hanno [[Stefano Massini]]. Il divulgatore culturale che nemmeno loro, con la colpa d'essere ventenni, meriterebbero.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2021/03/massini-incinto-senso-ridicolo/ Il cuscino di Massini e la scomparsa definitiva del senso del ridicolo]'', ''linkiesta.it'', 16 marzo 2021.</ref>
*[...] [[Michela Murgia]] è la figura pubblica più insolentita in privato e meno contraddetta in pubblico d'Italia. Con l'energia che giornaliste e scrittrici investono nel dire che la Murgia è il male si potrebbe illuminare la Lombardia. Tuttavia nessuno (o comunque: pochi), in pubblico, le dice mai anche solo «ma cosa diavolo stai dicendo».<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2021/04/michela-murgia-figliuolo/ Michela Murgia, gli uomini in divisa e i Rodolfo Sonego che ci possiamo permettere]'', ''linkiesta.it'', 8 aprile 2021.</ref>
*A Roma hanno tutti un aneddoto su [[Nanni Moretti]]. Tizio racconta di quella volta che gli ha tolto il saluto perché amico di uno che aveva riportato una sua frase senza autorizzazione; Caio di quando passò dalla sua scuola mentre faceva la maturità; Sempronio del bar di Prati in cui l'ha visto pochi giorni fa e voleva avvicinarsi per scusarsi d'un articolo che scrisse nel Novecento e che non gli piacque [...] ma poi si è vergognato, perché insomma, è Nanni Moretti, mica lo avvicini in un bar come fosse Magalli. Ho abitato a Roma per diciassette anni, naturalmente ho il mio aneddoto su Nanni Moretti, e naturalmente è un aneddoto miserabile. [...] Era un convegno d'intellettuali che dovevano dire alla sinistra dove sbagliava, o qualcosa del genere. Non mi pare lui parlasse, era solo venuto a vedere, se ricordo bene. Ero lì a scrivere una cronaca, lo avvicinai chiedendogli se per caso volesse rilasciarmi una dichiarazione, mi rispose con la migliore imitazione del tono della ragazza che dice a Woody Allen «Sparisci, sgorbio». Fine del mio aneddoto su Nanni Moretti (che, come tutti quelli che non lo conoscono, chiamo «Nanni» come fosse un caro amico). Naturalmente fu una fortuna, come lo fu quella volta che Arbasino mi attaccò il telefono in faccia. Se i santini della mia giovinezza non mi avessero pescinfacciata, magari sarei diventata una di quelle che si sentono amiche d'un poster solo perché il poster una volta ha rivolto loro la parola col sussiego che si riserva ai devoti.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2021/06/nanni-moretti-video-instagram/ Crescere con Nanni a Bologna (o di Soncini che si sposta e ci lascia vedere Moretti su Instagram)]'', ''linkiesta.it'', 4 giugno 2021.</ref>
*Il fatto è che [[Bologna]] vuol essere una città moderna: alle donne arriva a casa l'invito a farsi la mammografia gratis, prenotando sul sito; ma poi è una città del Novecento, e il sito mica funziona, e le signore che rispondono al centralino del servizio [...] sospirano come chi ha il figlio scemo: lo sanno, ma che ci possono fare. Non è necessariamente un male, essere una città del Novecento. Il sindaco fa la campagna elettorale parlando di cosa farà per la musica, come fosse la città di "Vota la voce" che era quando avevo otto anni. Glovo la mattina è desolatamente vuoto d'offerte: il bolognese non ordina uova a domicilio, vive in una provincia del Novecento, mica a Santa Monica (dov'è convinto di vivere il milanese, che ha avuto i cantautori sbagliati e ignora la grazia e il tedio a morte del vivere in provincia). [...] Al Lumière, il cineclub dove andavo a vedere Truffaut a sedici anni, stasera e domani fanno Effetto notte: tutto è rimasto immobile. Bologna è la risposta a Michele Apicella: non è sempre vero che le merendine di quand'eravamo bambini non torneranno più, a volte ci sono scorte di merendine infinite. Essere una città del Novecento va benissimo, anche se i bolognesi si fanno le mappe dei cassonetti ad apertura libera come i milanesi mappano i bar in cui puoi mettere in carica il cellulare. [...] Essere una città del Novecento non è grave. Lo diventa quando, se parli del delirio della spazzatura con qualcuno del settore, quello ti risponde giulivo: ma abbiamo la app Il Rifiutologo, puntesclamativo. Non avevo mai sentito niente di così milanese, così da epoca di Instagram, così romanamente cialtrone: la spazzatura non sanno raccoglierla, però hanno la app. Bologna, sai: la te del Novecento mi manca un casino.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2021/10/bologna-spazzatura-elezioni-sindaco-differenziata-cassonetti/ Oggi la città italiana che peggio gestisce la spazzatura avrà già un sindaco (non è Roma)]'', ''linkiesta.it'', 4 ottobre 2021.</ref>
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2021/08/social-discussioni-dibattito-soncini-suscettibilita/ Guia Soncini si è rotta i coglioni dell'Internet e di noi]''|Da ''linkiesta.it'', 28 agosto 2021.|h=4}}
*Mi sono rotta i coglioni della vita che imita i social e induce gli sconosciuti che t'incontrano in luoghi dove prima l'avrebbero dato del lei – i bar, i negozi, gli ospedali – a darti del tu come se fossi un nomignolo social, a darti del tu come prima avrebbero fatto solo con Maria De Filippi o con [[Lino Banfi]] e come oggi farebbero con Paperina76.
*Mi sono rotta i coglioni dell'allargamento della platea che una volta era larga abbastanza da imporre [[Carmelo Bene]] al pubblico del ''Maurizio Costanzo Show'', e adesso si teme così tanto che si restringa da non osare usare parola più complessa di "cane" o di "pane", e se fai un riferimento non dico al ''Soccombente'' o a ''[[Massa e potere]]'', ma anche solo al ''[[Il sorpasso|Sorpasso]]'' o alla ''Ragazza con la pistola'', vieni accusata di voler fare scena con le tue citazioni colte.
*Mi sono rotta i coglioni dell'idea che chi vive di pubblico debba coltivarselo, compiacerlo, blandirlo, e mai mai mai dirgli che se mi fai arrivare una notifica social per dirmi una cosa sciatta, noiosa, ignorante, ridondante, compiaciuta, se mi fai arrivare una notifica senza porti il problema se a me quella notifica interessi, se smani per fare conversazione ma non per rendere la tua conversazione avvincente, sei come quei parenti che salviamo nella rubrica del cellulare col nome e il cognome di "Non Rispondere" (ma almeno quelli sono parenti, almeno da quelli un giorno magari erediti).
*Mi sono rotta i coglioni di quelli per i quali dovrei in più morfologicamente corretta maniera dire che mi sono rotta le ovaie.
*{{NDR|Sui social network}} Mi sono rotta i coglioni d'uno strumento che ha avuto il merito di rendere superflui gli uffici stampa ma il demerito di far sentire a ogni calciatore, cantante, valletta il dovere di dirci senza filtri la sua sull'emergenza climatica e sull'evacuazione di Kabul, sui diritti civili e sul razzismo, sul costo del lavoro e su quello di lettini e ombrelloni.
*Nei momenti di malumore, sempre più frequenti, ho l'impressione che i social siano diventati quei matrimoni in cui giuri che lo lascerai dopo Natale, dopo l'estate, dopo che i bambini avranno finito questo ciclo scolastico, poi non lo lasci mai e l'amante pensa che tu abbia sempre mentito e in realtà quel marito lo ami, e tu non sai come spiegare che è invece inerzia, pigrizia, tirchieria (con quel che costano i divorzisti), ma che non menti quando dici che ti sei rotta i coglioni, quando lo diciamo tutti, quando poi restiamo tutti lì, in una specie di [[sindrome di Stoccolma]] collettiva.
===2022===
*Il principale problema della minore presenza delle donne in alcuni settori, siano essi la presidenza della repubblica o la direzione artistica di [[Festival della Canzone Italiana di Sanremo|Sanremo]], è che poi scatta il tic della rappresentatività. Se un maschio fa un record sportivo o vìola una legge o scopre un vaccino o dice una stronzata, l'ha fatto lui; se una femmina esiste, lo fa a nome delle donne, ci rappresenta. Ma chi, ma cosa, ma stai a vedere che [[Angela Merkel]] e [[Valeria Marini]] hanno qualcosa in comune per il solo fatto d'avere una vagina, ma [[Helena Christensen]] se le dite che mi rappresenta vi denunzia per vilipendio estetico.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/02/sanremo-drusilla-foer-chi-e/ Sul palco del Festival, la rappresentatività di genere femminile fa ciao ciao alle donne]'', ''linkiesta.it'', 4 febbraio 2022.</ref>
*Una cosa di cui mi accorsi [...] è che la [[Monica Vitti|Vitti]] non somiglia mai alla Vitti. Le sue foto sono tutte diversissime, e non è per le ragioni di chirurgia o altri ritocchi per cui cambiano le attrici di oggi: c'è qualcosa nella sua faccia che è mutevole in modo persino più destabilizzante di quanto lo fu la sua carriera. La Vitti ha fatto il contrario di quello che fanno in genere i comici e le belle donne, due categorie che invecchiando virano sul drammatico per esser presi sul serio. Lei era partita da «[[Deserto rosso|Mi fanno male i capelli]]» e diventò Assunta Patanè e Adelaide Ciafrocchi, cioè ''La ragazza con la pistola'' e ''[[Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)|Dramma della gelosia]]''. Aveva quasi quarant'anni, e cominciava la sua seconda vita, e diventava quel che era sempre stata.<ref name="Vitti">Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/02/monica-vitti-morte/ Se n'è andata Monica Vitti e questo tempo scemo non ha né aneddoti né selfie per ricordarla]'', ''linkiesta.it'', 2 febbraio 2022.</ref>
*I miei coetanei sono determinati a ritenere intelligenti i figli. Ditemi se mai è esistito un segno di scemenza più clamoroso, per un adulto, che stimare i [[quindicenni]]. Ci parli e ti dicono «ai bambini piace», e non implicano «quindi è una puttanata», implicano «quindi è sicuramente un prodotto di valore essendo i quindicenni di casa dei piccoli geni». L'altro giorno un padre mi ha detto entusiasta che la figlia rideva per i Blues Brothers, e neanche ha lasciato implicita l'implicazione: ha ben pensato di esplicitarmi quant'è orgoglioso della scarrafona che ride per commedie intelligenti. Non vi dirò che gli ho detto che una commedia intelligente è "Scandalo a Filadelfia": i Blues Brothers è una puttanata per cui io e lui ridevamo a otto anni, e i quindicenni di oggi sono i nuovi ripetenti di terza elementare. Non ve lo dirò perché oggi ho da fare e non ho tempo di smistare i vostri «Tu Belushi me lo lasci stare capitoooo».<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/03/corrado-guzzanti-lol-2/ La crudeltà di mettere Corrado Guzzanti (e Virginia Raffaele) assieme a comici che non fanno ridere]'', ''linkiesta.it'', 4 marzo 2022.</ref>
*''La ragazza con la pistola'' [...] fu un'ossessione della mia adolescenza, e oggi non lo girerebbero mai: mettere in burletta il rapimento, la violenza, il matrimonio riparatore, tre anni prima di [[Franca Viola]], le donne non hanno diritti e voi ridete, ma non vi vergognate. Che fortuna che sia esistito un tempo meno scemo in cui i [[Mario Monicelli|Monicelli]] e le Vitti avevano voglia di fare ciò che è più necessario e utile fare delle cose orrende: riderne.<ref name="Vitti"/>
*Quando avevo vent'anni, la mia più cara amica faceva l'attrice. Una sera la invitarono al ''[[Maurizio Costanzo Show|Costanzo Show]]'', ed è difficile spiegare, in questo secolo di frammentazione del pubblico e moltiplicazione delle nicchie, cosa significasse per un'aspirante qualcosa comparire al ''Costanzo Show''. Il giorno dopo, raccontava la mia amica, il panettiere che non l'aveva mai salutata in tutti gli anni in cui aveva comprato il pane da lui, le aveva detto con gli occhi sgranati "Signorina, l'ho vista in tv". L'esempio non rende, giacché ancora oggi c'è una distorsione percettiva per cui, in qualunque programma tu compaia, il giorno dopo ti sembra tutti l'abbiano visto. Solo che oggi vai a guardare i dati e quelli che ti sembrano "tutti" sono in realtà poche centinaia di migliaia di persone; nel Novecento i mass media erano davvero di massa.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/04/maurizio-costanzo-show/ Il Maurizio Costanzo show e il tentativo impossibile di spiegarlo ai nativi digitali]'', ''linkiesta.it'', 29 aprile 2022.</ref>
*[...] c'è una regola abbastanza ovvia riguardo alle celebrità anglofone: se c'è una notizia su di loro, ci sono testate anglofone che se ne occuperanno. Lo sa chiunque scriva in Italia di celebrità americane, anche perché quelle sono le testate da cui in genere scopiazza il proprio pezzullo.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/05/ben-affleck-jennifer-lopez-jlo-accordo-prematrimoniale-giornali/ In Italia ci sono ancora i giornali di una volta, approssimativi oggi come allora]'', ''linkiesta.it'', 2 maggio 2022.</ref>
*Uno dei pochissimi casi mondiali di vertiginosamente figo a trent'anni e vertiginosamente figo a settanta; uno che ti fa venire voglia di lanciargli le mutande quand'è arrogante (quasi sempre) e quand'è umile (quasi mai); quand'è esile (nelle immagini d'epoca) e quand'è inquartato (in quelle del presente); quando racconta versioni dei fatti diverse da quelle degli altri e gli altri sono [[Paolo Bertolucci|Bertolucci]] e i due sembrano [[Sandra Mondaini|Sandra]] e [[Raimondo Vianello|Raimondo]] a distanza, e quando invece (con [[Nicola Pietrangeli|Pietrangeli]]) s'incazza se le versioni divergono. Insomma: [[Adriano Panatta]] – dio o chi per lui ce lo conservi.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/05/squadra-tennis-panatta-procacci/ Il favoloso documentario sui Sandra e Raimondo che vinsero la Coppa Davis in Cile]'', ''linkiesta.it'', 11 maggio 2022.</ref>
*Quando, venticinque anni fa, ho lavorato per la prima volta in Rai, la frase che sentivo più spesso dire era «I vecchi poi muoiono»: era la motivazione che i dirigenti si davano per il goffo inseguimento del pubblico giovane. Era una motivazione meno fessa di «questa [[generazione X|generazione]] ci salverà» e altre puttanate che noialtri adulti diciamo dei ventenni d'oggi. All'epoca noialtri ventenni eravamo figli della generazione che aveva inventato la ventennitudine: quelli che avevano avuto vent'anni negli anni Sessanta. Quindi forse eravamo vagamente complessati, vagamente consapevoli di non essere altrettanto rivoluzionari (noi che avevamo sì e no avuto la Pantera, noi che avevamo avuto i paninari), il che mitigava il delirio d'onnipotenza connaturato all'età. Quelli d'oggi, figli di noialtri disgraziati, sono convinti d'essere i primi e gli ultimi ventenni della storia del mondo, e che ogni cosa che accade a loro sia specialissima, esclusiva, inedita, degna d'attenzione. E noi – i peggiori genitori della storia del mondo – non osiamo contraddirli.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/06/rai-televisione-giovani/ I ragazzini sono scemi, ma noi che ci adeguiamo ai loro tic siamo anche peggio]'', ''linkiesta.it'', 3 giugno 2022.</ref>
*[[Twitter]] è lo stato sociale che nessuno Stato era riuscito a inventare: un posto dove, a costo zero per la fiscalità generale, Carneade possa sentirsi rilevante, sentirsi alla pari con la popstar, l'ospite televisivo, il politico, il ballerino, l'imprenditore, ai quali rimarca quanto essi non godano della sua approvazione, quanto gli facciano schifo, quanto non possano illudersi di contarlo tra i suoi fan. E, mentre annoiati dal volo privato il ballerino e l'imprenditore e il politico scorrono le notifiche, alzeranno forse mezzo sopracciglio e penseranno a [[Massimo Troisi|Troisi]] con [[Girolamo Savonarola|Savonarola]] {{NDR|in ''[[Non ci resta che piangere]]''}}: sì, mo me lo segno.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/08/tik-tok-twitter-social-differenze/ Ho scoperto il segreto di TikTok e ora so perché è meglio dei penzierini su Twitter]'', ''linkiesta.it'', 20 agosto 2022.</ref>
*Qualcuno deve pur cominciare a scusarsi, quindi comincio io. Io che dodici anni fa andai a un convegno organizzato dal [[Partito Democratico|Pd]] e, sentendomi [[Antonio Gramsci|Gramsci]], dissi loro che dovevano smetterla di snobbare il paese reale, cioè [[Carolina Invernizio]], cioè [[Maria De Filippi]]. Col risultato che l'inseguimento del nazionalpopolare da parte della classe dirigente di [[sinistra]] è diventato così smanioso che mi chiedo chi sarà il primo aspirante qualcosa di sinistra a farsi un turno da tronista. [...] Se per tre quarti d'ora la sinistra smettesse di coprirsi di ridicolo, io magari avrei tempo per occuparmi del ridicolo di [[destra]].<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/08/sinistra-destra-tiktok-voli-privati-calenda-letta-renzi/ Con un centro e una sinistra così, la destra dorme tra guanciale e pancetta]'', ''linkiesta.it'', 29 agosto 2022.</ref>
*Al funerale del [[garantismo]] prendo sempre parte con una certa qual allegria, mentre quelle persone serie dei miei amici mi tolgono il saluto. Che schifo, le intercettazioni, che schifo, le accuse non verificate, che schifo, la gogna mediatica. Fingo di annuire, ma si capisce benissimo che [...] dentro di me canticchio: ''here we are now, entertain us''.<ref>{{cfr}} [[Nirvana (gruppo musicale)]], ''Smells Like Teen Spirit'', traccia n. 1 di ''Nevermind'' (1991): «''With the lights out it's less dangerous. | Here we are now, entertain us.''» («''Con le luci spente è meno pericoloso. | Eccoci qua, fateci divertire.''»)</ref><ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/09/funerale-elisabetta-inghilterra/ Il funerale di Elisabetta, del garantismo, della satira, dell'ottimismo (e di tante altre certezze)]'', ''linkiesta.it'', 20 settembre 2022.</ref>
*Una volta Enrico Vanzina disse d'aver capito che c'era stato uno slittamento tra la destra e la sinistra com'eravamo abituate a pensarle quando aveva visto che, al cinema dei Parioli, la borghesia romana andava a vedere i Dardenne: annoiandosi moltissimo, ma non correndo il rischio d'apparire impresentabile. Io non ho capito dove saremmo andati a finire con Instagram prima che Instagram esistesse, nonostante la vita si fosse impegnata a spiegarmelo. Successe all'inizio di questo secolo, quando il consumo televisivo che piaceva ostentare a chi al cinema guardava i Dardenne era quello di ''Desperate Housewives''. La Rai organizzò un giro promozionale romano delle attrici che interpretavano le massaie dei Parioli americani, e la giornata si concluse con una cena sulla terrazza del Campidoglio. In quegli anni il sindaco era Walter Veltroni, garbatamente spazientito dal ritardo delle attrici. Doveva, spiegò, di lì a poco presenziare a un altro incontro che in confronto il vertice tra Arafat e Rabin era niente: al capo opposto di via Nazionale c'era la prima d'un film (con Bruce Willis? Con Tom Cruise? L'ho memorizzato come qualcosa d'azione, ma vatti a ricordare). Poiché ero giovane e sciocca, dissi: anche stasera ti ammazzi di lavoro. Poiché era adulto e saggio, rispose: questo è il mio lavoro. Poiché rimasi a lungo giovane e sciocca, passai anni a spernacchiarlo per questa risposta (quando sei famoso, qualunque frase tu dica diviene aneddoto alle cene delle carneadi). Poi arrivò Instagram, e lo slittamento tra lavoro e promozione fu più sismico di quello dei Parioli, e mi ritrovai quasi ogni giorno a sospirare: scusa, Walter, avevi capito prima.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/09/instagram-sindaci-social/ Il narcisismo dei politici che fanno storie su Instagram anziché amministrare]'', ''linkiesta.it'', 21 settembre 2022.</ref>
*Non l'avrà mica inventata internet, la categoria dei lettori incapaci di leggere ma che ci tengono a dir la loro. Però internet ha inventato quella micidiale combinazione di lettore che non legge e urgenza di commentare tutto; urgenza che ci era, sembra incredibile a dirlo oggi che è così pervasiva, ignota fino a non moltissimo tempo fa. Non riusciamo neanche a ricordare come fossero le nostre conversazioni quando non avevamo sbirciato tutti gli stessi titoli di articoli non letti, tutti le stesse due righe fotografate da Vongola75 d'un articolo di cui ignoriamo il contenuto sia noi sia lei. Veramente il 29 settembre del 2001 c'era qualcuno che non aveva un'opinione su ''La rabbia e l'orgoglio''?, ci chiederanno increduli i nostri nipoti con lo stesso tono a occhioni sgranati che avevamo noi quando chiedevamo come fosse questa Radio Londra a chi l'aveva ascoltata durante la guerra. Ebbene sì, piccini: c'era gente che la mattina d'abitudine comprava altri giornali, e il ''Corriere'' non l'aveva visto, magari gente che lo lesse due giorni dopo perché qualche amico che invece comprava il ''Corriere'' e aveva capito l'epocalità di quelle righe cortesemente le imprestava il proprio ritaglio. No, non c'erano i giornali su Internet. No, nessuno ti mandava le foto degli articoli sul telefono. No, la conversazione collettiva non era una gigantesca cagnara in cui devi dire qualcosa di tutto senza sapere niente di niente. Era meglio? Beh, non potevi ordinare così facilmente la pizza a domicilio, né fotografarla per far sapere che l'avevi mangiata: ogni epoca ha i suoi vantaggi e i suoi limiti.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/09/internet-commenti-lettori/ L'insostenibile urgenza di commentare tutto pur non sapendo niente di niente]'', ''linkiesta.it'', 24 settembre 2022.</ref>
*L'unica volta che ho avuto paura del [[Pandemia di COVID-19|Covid]] è stata a marzo del 2020. No, non per i contagi, Bergamo, le bare. Avevo paura perché [[Altan]] aveva fatto una vignetta, su ''Repubblica'', in cui uno diceva «Ce la faremo», e l'altra rispondeva «E se no, ce la faremo». Se anche Altan pensa ci voglia incoraggiamento e non sberleffo, empatia e non scazzo, ottimismo e non nichilismo, allora siamo proprio fottuti.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/09/elezioni-risultati-elettorali-altan-guccini-meloni-salvini-chi-ha-vinto-le-elezioni/ Non so chi abbia vinto le elezioni, ma so che Altan lo sapeva da mo]'', ''linkiesta.it'', 26 settembre 2022.</ref>
*[...] se l'[[internet]] non trova niente da rimproverarti vuol dire che non hai proprio mai detto niente d'interessante.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/10/rogati-instagram-social-polemiche-vecchi-meloni-michele-serra/ Se l'internet non trova niente da rimproverarti, vuol dire che non hai mai detto niente d'interessante]'', ''linkiesta.it'', 3 ottobre 2022.</ref>
*[[George Orwell]] era ricco di famiglia. Altrimenti non gli sarebbe mai venuto in mente d'elaborare il lussuoso concetto che gli intellettuali avessero il dovere di dire alla gente ciò che la gente non vuole sentirsi dire.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/10/vescovi-influencer-consenso-popolare/ Il vescovo influencer e quelli che chiedono a te, proprio a te, che non sai nulla]'', ''linkiesta.it'', 4 ottobre 2022.</ref>
*{{NDR|Sul ''[[Grande Fratello VIP]]''}} C'è stato, incredibilmente, un momento culturale, nel lunedì sera di Canale 5. Come sa chiunque non sia appena tornato da Marte, lunedì sera c'è stato lo stallo alla messicana del Grande Fratello (Vip, teoricamente). Come sa chiunque eccetera, un concorrente è uscito dichiarandosi depresso, e a quel punto è partita la caccia all'insensibilità. L'Italia ha scoperto che un'accolita di disperati che per poche decine di migliaia di euro sono disposti a stare in diretta ventiquattr'ore al giorno, a vivere con le telecamere nel gabinetto, a non avere alcun intrattenimento che li distragga dalla loro mancanza di vita interiore, l'Italia s'è accorta con sconcerto che questi disperati non spiccano per intelligenza emotiva. Scusate, dimenticavo un dettaglio: questi disperati che, dagli autori dei reality, vengono scelti per la loro vocazione a entrare in conflitto e a ripetere «empatia» come didascalie di Instagram mentre cercano l'inquadratura che più facilmente possa diventare gif e fare di loro, solo di loro, sempre di loro il concorrente cui il pubblico presta attenzione. Questa carne da zoo di vetro ci saremmo aspettati avesse voglia di dar retta a un depresso. Ma certo.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/10/grande-fratello-vip-concorrente-depresso/ La psicologia spiccia di Signorini e il mancato lodo Nudo del Grande Fratello (Vip, teoricamente)]'', ''linkiesta.it'', 5 ottobre 2022.</ref>
*Per quanto sia stato rilevante nella mia vita Ivano Fossati – a vent'anni non ascoltavo praticamente altro – non potrà mai esserlo quanto [[Sandy Marton]]. So che, se dovesse leggere questo rigo, Fossati chiamerebbe l'avvocato (e farebbe bene), ma non è colpa di nessuno: ''People from Ibiza'' è uscita l'estate dei miei undici anni, e non sei mai più carta assorbente quanto lo sei tra le medie e il liceo; nulla di ciò che consumi dopo lascia tracce nel tuo dna come le frasette che trascrivi sul diario in quegli anni, nessun saggio sottolineato e citato da grande, o fiaba della buonanotte che ti leggevano all'asilo, ti segna come ti segnavano i testi delle canzoni pubblicati su ''Tutto Musica e Spettacolo''.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/10/luca-carboni-60-anni-album-adolescenza/ I 60 anni di Luca Carboni e i favolosi dischi dell’adolescenza (che non capivo)]'', ''linkiesta.it'', 13 ottobre 2022.</ref>
*[[Giorgia Meloni]] non dice mai «è perché sono una donna». Non quando racconta a Francesca Fagnani che Berlusconi le ha suggerito di farsi il botulino alla fronte o che Ignazio La Russa la sgrida se non mette i tacchi; non quando Salvini e Berlusconi proprio non si capacitano che tocchi far governare lei, una pischella bionda; non quando i giornali intervistano la sua manicure. Giorgia Meloni conosce le regole del gioco e ce ne farà dono: è donna, è madre, è una che non ha tempo per le lagne, è quella che quando vince ha vinto lei e si fa come dice lei.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/10/meloni-berlusconi-governo-ministri/ Meloni è una donna forte, ma le femmine vittimiste non se ne sono ancora accorte]'', ''linkiesta.it'', 17 ottobre 2022.</ref>
*Scrivevo per le pagine domenicali d'un quotidiano [...]. Mi chiesero un articolo per la sezione cucina, non mi ricordo il tema ma c'entrava la pasticceria. Erano le pagine domenicali, il che significa che chi ci lavora ha persino meno voglia di faticare di quelli che fanno il quotidiano: ti chiedono di mandare l'articolo molti giorni prima, così si portano avanti e vanno a fare l'aperitivo con calma. Quindi io mando il mio pezzo e, a metà settimana, mi arriva una mail che dice che l'impaginato è cambiato, ho meno spazio del previsto, e quindi hanno tagliato il mio articolo come segue, dicci se ti vanno bene i tagli. Una volta letto, svenuta, rianimata, e preso un cardiotonico, chiamai il caporedattore, e iniziarono i tre giorni più stremanti di quasi tre decenni di lavori intellettuali fatti quasi sempre interagendo con gente che è incredibile abbia superato le scuole dell'obbligo. Accadde infatti che nel mio articolo fosse ripetuta la parola «pasticcieri», e tutte le volte in cui io l'avevo scritta giusta il fulmine di guerra che aveva redatto l'articolo aveva ben pensato di privarla della «i». Prendo il telefono e lo chiamo, certa che ci si trovi nell'àmbito delle basi, quelle che magari ti sei distratto e te le sei scordate, ma se te le rammento dirai «ah sì certo» e tutto tornerà a posto. Illusa. «La desinenza dei mestieri è in -iere: ferroviere, corazziere, pasticciere». «Eh ma questo è plurale». «E secondo te al plurale perde la i? Ferroveri?». «Evidentemente "pasticceri" è un'eccezione: il sito dell'Associazione Pasticceri lo scrive senza i». «Ti dirò che la cosa non mi stupisce poi tanto, considerato che essi, diversamente da noi, sono pagati per saper tirare la sfoglia e non per conoscere l'ortografia». «Tu hai modo di provarmi che il plurale di pasticcieri non costituisca eccezione?». «Cioè secondo te c'è un'eccezione non segnalata da nessun dizionario o libro di grammatica ma io devo provarti che quest'eccezione non esiste?» – immaginate questa conversazione protratta lungo tre giorni, lui sempre col tono di uno che non deve tornare a scuola, io sempre col tono di una che spera non si senta che vorrebbe dargli delle testate sul naso (si sentiva, si sentiva). Al quarto giorno chiamai il suo capo. Lo so, non si fa. Non si chiama il capo di qualcuno che non sa lavorare per dirgli che non sa lavorare, almeno non nei paesi in cui il capo se non sai lavorare magari ti licenzia. In Italia, dove puoi licenziare gli infermieri precari che fanno i video su TikTok, ma non i capiservizio che non saprebbero rispondere a quesiti grammaticali da seconda media, il capo si limitò a dirgli qualcosa come: ma sei sicuro? Egli ovviamente si rifiutò di ripristinare la grafia corretta ai miei pasticcieri. Al quinto giorno, per evitare che uscisse un pezzo sgrammaticato con la mia firma sopra, cambiai la frase per evitare il plurale (ricordiamo che Fulmine di Guerra aveva compreso e accettato la regola della «i» al singolare, era sul plurale che non lo fregavi mica). Fu una forma di resa, ma voi cos'avreste fatto al mio posto? Niente, ve lo dico io, perché non vi sareste accorti che «pasticceri» era sbagliato.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/10/fontana-inpiegato-twitter-grammatica-italiano/ La domenica in cui l'Italia sgrammaticata si è indignata per l'ignoranza di Fontana]'', ''linkiesta.it'', 18 ottobre 2022.</ref>
*Nel 1986, [[Kevin Spacey]] è un attore agli inizi: [...] mancano nove anni ai ''Soliti sospetti'', cioè a quando ci accorgeremo tutti di lui. È, all'epoca, soprattutto un attore di teatro: quell'anno, a Broadway, è in una pièce di Eugene O'Neill. L'ottobre del 2017 comincia con gli articoli del ''New York Times'' su Harvey Weinstein, ed è l'inizio di quell'autunno che nei libri di storia verrà riportato come la stagione di un porco al giorno: ogni mattina ci svegliamo e andiamo a guardare i giornali americani per vedere chi è indicato al pubblico ludibrio per le sue impresentabilità sessuali oggi. [...] Nell'ottobre 2017 Kevin Spacey è il più formidabile attore di questo secolo, tiene in piedi col suo solo talento quella porcheria di ''House of Cards'', i migliori ruoli sono giustamente i suoi. [...] Poi un attore mai sentito, Anthony Rapp, dice che nell'86 Kevin Spacey lo molestò, lui quattordicenne e giovane attore di Broadway, l'evento più traumatico della sua vita (beato lui, che vita serena), non l'aveva mai denunciato ma non aveva mai smesso di pensarci. [...] Da lì, a valanga, un po' chiunque accusa Spacey di molestie (no, ma che dite, non esistono mode né contagi sociali nelle denunce di reati sessuali così come non esistono nella transizione di genere). [...] Si istruiscono vari processi, che pian piano perdono i pezzi per strada [...]. L'altroieri, a New York, una giuria stabilisce che no, Spacey non deve risarcire Rapp, perché dalle ricostruzioni non emergono prove che le molestie siano avvenute e anzi sembrano essercene che non siano avvenute. [...] Rapp si è sentito escluso (Spacey dice d'aver avuto un flirt col terzo ragazzo che era a cena con loro) e questo trauma gli ha costruito un falso ricordo? Spacey ci ha davvero goffamente provato [...] e Rapp ci ha proiettato su chissà cosa e ha rimuginato su questa stronzata ipertrofizzandola fino a renderla gravissimo trauma? I piani si sono mescolati e Rapp ha confuso il teatro e la vita (la scena della presunta molestia è molto simile a una scena dell'opera teatrale che Rapp interpretava nell'86)? Quello che so è com'è andata dal 2017 a oggi. Che Kevin Spacey [...] non ha più potuto lavorare [...]. Che noialtri siamo stati privati del talento del miglior attore contemporaneo, e quello ha dovuto passare cinque anni in giro per tribunali. Che adesso mica lo so se sono capaci di dire «scusi tanto, ci siamo sbagliati», e offrirgli tutti i ruoli che merita. La differenza tra il 2022 e il 2017 è l'evoluzione da «uomini, tutti porci stupratori» a «gli unici che sicuramente sono non porci non stupratori non gente che s'approfitta delle circostanze sono quelli che dicono di percepirsi donne»: se Spacey si fosse messo una parrucca da femmina, le accuse oggi verrebbero liquidate come transfobiche. Non capisco come mai gli avvocati non ci abbiano pensato.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/10/kevin-spacey-assolto/ L'assoluzione di Kevin Spacey e la fine della stagione di un porco al giorno]'', ''linkiesta.it'', 22 ottobre 2022.</ref>
*La sinistra, le questioni di [[diritti civili]], le ammanta sempre di ricatto morale che sottintende: non è un diritto cui abbiamo diritto perché è incivile non avercelo, è una concessione che ci fate perché sennò succedono cose bruttissime che succedono nello zero virgola qualcosa dei casi che questo diritto dovrebbe regolamentare.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/10/sinistra-aborto-meloni-roccella/ Un filmato della Meloni ventinovenne che avrebbe dovuto svegliare la sinistra, e invece no]'', ''linkiesta.it'', 26 ottobre 2022.</ref>
*Non mi faccio una ragione che, sull'internet, la gente cerchi perlopiù di dimostrarsi saputa. Di dirti che ha colto la citazione banale che hai fatto, di farti una battuta che ritiene la farà sembrare sagace, di esporti la propria opinione sul mondo o anche solo sulla notiziola del giorno. Sull'internet come altrove, io cerco un don Raffae'. Sì, quello di De André. No, non nel senso di padrino mafioso che possa raccomandare mio fratello o prestarmi un cappotto elegante. Nel senso di quel verso prima del caffè: uno che «mi spiega che penso». Non ne trovo mai.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/10/soumahoro-tu-meloni/ Don Raffae', gli stivali di Soumahoro e il nostro diritto di dare di stronzo a un deputato nero]'', ''linkiesta.it'', 31 ottobre 2022.</ref>
*Non ho niente [...] contro ''[[Amici miei]]''; la trovo un'ottima commedia, che soffre del problema di ricezione di cui soffre ormai ogni prodotto: gli imbecilli istruiti scambiano ogni protagonista di parabola satirica, dal conte Mascetti a Carrie Bradshaw, per un modello comportamentale.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/11/rave-fake-destra-sinistra/ Non è la destra a essere impresentabile, è la sinistra che è troppo ridicola per smuoverla dal potere]'', ''linkiesta.it'', 4 novembre 2022.</ref>
*Se proprio non riusciamo a essere [[Fama|famosi]], vogliamo almeno che un famoso ci si fili [...]<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/11/matthew-perry-friends-libro/ Matthew Perry e la dannazione di diventare famosi prima che tutti fossero famosi]'', ''linkiesta.it'', 5 novembre 2022.</ref>
*Una delle caratteristiche italiane più note, la [[raccomandazione]], è un'invenzione di fantasia: chissà chi è stato il primo che ha addebitato il proprio insuccesso all'altrui raccomandazione, invece che assumersi la responsabilità della propria mediocrità. Raccomandati (così come evasori fiscali) son sempre gli altri.<ref name="competitivo">Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/11/carlotta-rossignoli-laurea-23-anni/ La società non competitiva di massa e l'invidia dei puccettoni per una laureata ventitreenne]'', ''linkiesta.it'', 7 novembre 2022.</ref>
*[...] [[Italia]]. Forse il paese meno competitivo del pianeta. In gara con la Francia, diciamo, ma non con molti altri. [...] In Italia abbiamo inventato l'estate, facciamo tre mesi di vacanze, i docenti si offendono se qualcuno insinua che una settimana lavorativa di diciotto ore non sia proprio la miniera, chiunque abbia un ristorante ha centinaia di storie di ragazzi che vanno a fare colloqui per l'assunzione e poi dicono che no, loro il weekend e la sera mica lavorano (chissà quando pensano si vada al ristorante), qualunque cialtrone in qualunque ufficio risponde «eh vabbè succede» (una frase che dovremmo mettere come motto nazionale sulla bandiera) a qualunque nota su un suo errore: siamo il paese meno competitivo del mondo [...]<ref name="competitivo"/>
*Tra le infinite ragioni per struggersi di nostalgia ripensando agli anni Novanta, c'è il [[Il Bagaglino|Bagaglino]]. Assorbiva tutto il demi-monde che ora tocca spargere in giro per reality e talent (cioè: per programmi che sostituiscono quelli in cui si esibivano i professionisti), e fungeva da ammortizzatore sociale. Sul Bagaglino (e sulla settimana di Sanremo) si riversavano le quote di sosia che una società sana può sopportare. Il sosia di Andreotti al Bagaglino, la sosia di Liz Taylor a Sanremo. Eravamo un paese felice, e non lo sapevamo. [...] E non sapevamo che saremmo arrivati a questo secolo, quello in cui la politica è diventata avanspettacolo (ma non coi sosia: con quelli veri) [...]<ref name="Bagaglino">Da ''[https://www.linkiesta.it/2022/11/the-crown-stagione-netflix/ La stagione più noiosa di The Crown sembra un pizzino al Pd]'', ''linkiesta.it'', 14 novembre 2022.</ref>
*[...] se hai una sceneggiatura più didascalica di quelle di Don Matteo, ma sei su [[Netflix]], la critica compattamente ti ritiene tv di qualità. [...] D'altra parte, nell'epoca in cui nessuno osa dare al pubblico ciò che non sa ancora di volere, non si capisce perché proprio da Netflix ci dovremmo aspettare coraggio e altruismo e fantasia. [...] Il suo pubblico è quello che non s'informa, non si accultura, al massimo s'istruisce, sempre a mezzo Netflix [...]<ref name="Bagaglino"/>
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2022/07/tommaso-zorzi-francesca-pascale-paola-turci-michele-serra-victoria-beckham/ In quest'epoca si può dire di tutto. Il problema, semmai, è che non ti fanno mai una pernacchia]''|Da ''linkiesta.it'', 4 luglio 2022.|h=4}}
*Non riesco a capire come sia nato questo luogo comune del «non si può più dire niente»; quando, se c'è un problema evidente di quest'epoca, è che si può dire veramente tutto. Di tutti i temi in tutti i contesti [...] Ma anche, e soprattutto, si può dire qualunque enormità, insensatezza, si può spacciare qualunque opinione inattrezzata per analisi del reale, e nessuno mai ti fa una pernacchia, che tu sia intervistato o commentatore o monologhista o celebrità da reality o esponente del paese reale.
*{{NDR|Su [[Tommaso Zorzi]]}} [...] la celebrità gay più detestata dai gay milanesi.
*Che lavoro usurante dev'essere riempire pagine degli spettacoli in un Paese {{NDR|l'Italia}} da decenni privo d'uno star system.
*Mai fare i giornali con delle idee, mi raccomando: sempre far parlare gente che non ha niente da dire, così si possono mettere i neretti e gli a capo e i lettori non si spaventano pensando gli tocchi leggere.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2022/09/elisabetta-regina-inghilterra-lagna-dovere/ Elisabetta, la regina dell'anti-lagna e noi]''|Da ''linkiesta.it'', 8 settembre 2022.|h=4}}
*[...] [[Elisabetta II del Regno Unito|Elisabetta]] piaceva a tutte. Alle ventenni perché l'avevano vista, in ''The Crown'', essere come loro non sapevano si potesse essere: ventenne e col senso del dovere. Alle trentenni perché sono convinte che tra lei e Diana abbia vinto la bionda: le concesse i funerali di Stato, se non fu una resa quella. Alle quarantenni perché era l'ultimo baluardo della realpolitik che se ne fotte dei cuoricini e dei sondaggi e può permettersi di capire che no, Meghan Markle non vale lo scostamento di protocollo d'una Diana. Alle cinquantenni, le ultime con un qualche senso della storia, perché era l'ultima istituzione, e ora andrà tutto a puttane. Alle sessantenni perché Camilla non le ha mai convinte, e ora veramente ce la ritroviamo moglie di re? Alle settantenni per i completini pastello. Alle ottantenni perché loro c'erano, quando le regine erano una cosa seria, prima del sistematico sputtanamento della monarchia fornitoci negli ultimi decenni dalla collaborazione tra principesse smaniose e rotocalchi compiacenti. Alle novantenni perché non puoi non tifare per la sopravvivenza d'una tua coetanea: se riceve il primo ministro lei, puoi farcela anche tu a non mancare alla partita di burraco.
*La [[monarchia]] è un'istituzione retrograda? Certo che sì, ma è anche un'enorme fonte di profitti: il cambio della guardia fuori da Buckingham Palace attira più turisti del Colosseo, i souvenir con le facce dei personaggi della famiglia reale si vendono quanto quelli di Disneyland. Agli americani, con la loro smania d'emanciparsi dal regno, è toccato inventarsi Topolino, per risultare commercialmente altrettanto appetibili. E, anche accantonando l'anima del commercio, solo gli imbecilli pensano che la storia si faccia indicendo referendum, mica tagliando nastri.
*Elizabeth Windsor era quella il cui motto era «mai lamentarsi, mai spiegare, mai scusarsi», e ha fatto in tempo a vedere un mondo in cui queste sono le uniche tre attività che l'umanità consideri irrinunciabili.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2022/10/inverno-riscaldamento-ufficio-casa/ Il freddo percepito e i miei (quasi) 50 anni con l'aria condizionata a ottobre]''|Da ''linkiesta.it'', 12 ottobre 2022.|h=4}}
*È l'ottobre del 2022, sto per compiere cinquant'anni, scendo da un treno accaldata, prendo un taxi e apro il finestrino come in quelle scene di caldane degli sceneggiati televisivi, arrivo sotto casa e penso: io quasi quasi ora salgo e accendo l'aria condizionata. È il ''global warming''? È la menopausa? È che sono mignotta?
*[[Roma]], tra le altre cose, ha questa caratteristica da relazione disfunzionale: convince i suoi abitanti che cose assurde, come gli adulti che girano in motorino, siano perfettamente normali [...]
*Siamo diventati un mondo in cui il cappottino sfoderato che compri come lusso da mezza stagione te lo metti nei più freddi giorni di gennaio, e i più freddi giorni di gennaio non sono freddi una frazione di quanto fossero gelide quelle mattine in cui andavi a scuola in ottobre. Non so dire se sia il riscaldamento globale o una delle molte cose che con la vecchiaia e la pratica inizi a tollerare molto meglio: la pulizia dei denti, la ceretta, l'inverno. So però che tutti quelli che sembrano avere la memoria ancestrale di inverni gelidi trascorsi all'addiaccio a chiedere l'elemosina coi mezzi guanti sono mie coetanei che, coi termosifoni a diciannove gradi e un paio di calzini di cachemire, dovrebbero stare bene quanto me. Certo, soffriranno i figli che devono alzarsi per andare a scuola, ma senza il trauma del piumone strappato da educatori impietosi poi 'sti ragazzini tra trent'anni che ''memoir'' scrivono?
===2023===
*[...] forse non sbagliamo mica, noi italiani, a fare [[giornali]] ai quali puoi cambiare la preposizione (da, su, per) tenendo sempre identico ciò che segue: giornali fatti da imbecilli, su imbecilli, per imbecilli.<ref name="Succession">Da ''[https://www.linkiesta.it/2023/04/succession-logan-roy-kendall-pubblico-spoiler/ Il necrologio di Logan Roy, i paroloni di Succession e il pubblico di bamboccioni]'', ''linkiesta.it'', 12 aprile 2023.</ref>
*Una quindicina d'anni fa vidi su Entertainment Weekly [...] quella che all'epoca mi sembrava la lettera più stupida di tutti i tempi. Non ricordo i dettagli perché non ho mai guardato "Lost", ma sul numero precedente c'era uno strillo di copertina sulla morte di non so che personaggio di "Lost". Morte andata in onda prima dell'uscita in edicola del settimanale, e la cui segnalazione risultava tuttavia inaccettabile: il lettore che si era preso il disturbo di scrivere al giornale l'aveva registrata e non ancora vista, quella puntata, come osavano non tener conto di lui e della sua agenda. «[[Spoiler]]» è stato il primo modo in cui abbiamo deciso di sentirci tutti speciali, e se io non ho mai visto "Via col vento" tu devi rispettare la mia verginità e non dirmi come finì la guerra civile.<ref name="Succession"/>
*Quand'avevo vent'anni, minacciavo il suicidio per noia ogni volta che qualcuno avviava uno dei due dibattiti che più andavano in quel secolo: che cos'è la satira, e che cos'è la sinistra. Adesso che ne ho cinquanta, ogni tanto qualcuno prova ancora a chiedersi cos'è la satira (ma non attecchisce), nessuno più si chiede cosa sia la sinistra (sarebbe come chiedersi cos'è un calesse, e non in senso troisiano) [...]<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2023/04/annalena-benini-romanzo/ Il diritto di essere un'altra Annalena e la lezione del "Tempo delle mele"]'', ''linkiesta.it'', 17 aprile 2023.</ref>
*Una volta, in un tempo così lontano che non esistevano i social, la gente che smaniava per esistere pubblicava libri. Stiamo parlando dell'Italia: quel luogo di fantasia, patria della cottura al dente, in cui un libro è alla portata di tutti; non di paesi dall'editoria selettiva in cui «published author» è una definizione che fa colpo sugli impressionabili. In questa penisola di fiaba, dunque, pubblicare un libro era più semplice che comparire al Costanzo Show, e a qualcuno ogni tanto portava la gloria, e quel qualcuno pensavamo sempre di essere noi. Almeno finché un libro non l'abbiamo pubblicato praticamente tutti, e non abbiamo iniziato ad aver praticamente tutti il numero di qualcuno che lavorava nell'editoria, e quindi a chiedere ogni giovedì quant'ha venduto Tizio e quanto Caio. Almeno finché non ci siamo resi conto che la profezia di Troisi si era avverata: tantissimi a scrivere, uno solo a leggere.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2023/04/podcast-dati-ascolto-primo-classifica/ Nessuno ascolta i podcast, ma titillano l'ego degli intellettuali nutriti con i sott'olio di mammà]'', ''linkiesta.it'', 29 aprile 2023.</ref>
*Meno male che [[Concita De Gregorio]] c'è, anche quando la do per scontata e – sessista che sono – mi accorgo che ha ragione solo quando i concetti li ripetono i maschi.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2023/06/declino-conversazione-noia/ Il declino della conversazione e il pubblico che vuole solo annuire forte]'', ''linkiesta.it'', 12 giugno 2023.</ref>
*{{NDR|Sulla [[morte e funerali di Stato di Silvio Berlusconi]]}} Sarà che il Duomo di Milano è [...] grande [...], ma le regie [...] non mi hanno dato [...] soddisfazione [...] nel farmi capire la geografia politica delle panche. Osservare l'ovvio era facile: nella Milano del Vedovo, Marta Fascina non solo si nota, non solo è vicina a Marina, ma somiglia tantissimo a Leonora Ruffo, che nel film di Risi era colei che tentava invano di prendere il posto di Franca Valeri, che però mica moriva. Si capisce dov'è seduta Maria De Filippi (vicina alla Toffanin), ma non dove sia Francesca Pascale. Per non parlare della prima moglie che nessuno si sogna di didascalizzarmi: molte inquadrature di Veronica Lario [...] che so riconoscere da sola, per la Dall'Oglio mi sarebbe servito del giornalismo divulgativo, e invece niente. Grande soddisfazione mi dà però il commento di Canale 5, [...] dove non manca niente e nessuno. Mimun che precisa che la cravatta che indossa è di Berlusconi [...]. Cesara Bonamici che commenta i palloncini azzurri con «è il colore dell'Italia e del nostro cielo» e sintetizza lo sguardo che Zangrillo rivolge al feretro con «scusa se non sono riuscito a salvarti la vita». [...] Mi tornano in mente i necrologi di chi gli dà anche da morto del lei nonostante ci abbia lavorato tutta la vita [...]. Durante la messa s'invoca un «perché morissimo per sempre» (per vivere in dio o qualche fantasia del genere), e mi torna in mente Ceccarelli che martedì scriveva che Berlusconi faceva gesti scaramantici al fessissimo «siam pronti alla morte» del nostro (orrendo) inno nazionale. Dopo la cerimonia Barbara Palombelli dice che insomma, parliamo sempre male dell'Italia, ma questa favolosissima cerimonia ci ha dimostrato che «è un grande paese, Milano è una grande città», e mi viene da ridere e mi si concretizza il sospetto d'avere un problema coi riti e i cerimoniali [...]<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2023/06/funerale-silvio-berlusconi-duomo-milano/ Analisi geopolitica delle panche al funerale di Berlusconi]'', ''linkiesta.it'', 15 giugno 2023.</ref>
*Le vestali del femminismo (per così chiamarlo) instagrammatico ci spiegano da giorni che le ragazze in rosa che vanno a vedere ''[[Barbie (film)|Barbie]]'' con le amiche sono la vittoria d'un po' tutto: della rivoluzione e dell'industria cinematografica, dello specifico femminile e di quello filmico [...]. E io da giorni penso meno male che non erano nello specifico femmine quelle che si vestivano da cretine per andare a vedere il ''Rocky Horror Picture Show'' alle proiezioni di mezzanotte, meno male che non erano in particolare femmine quelli che si vestivano da Darth Vader per andare a vedere ''Guerre stellari'' (o come s'intitola in questo secolo), meno male che loro li ho potuti sempre considerare dei poveri imbecilli privi di senso del ridicolo senza prendermi della sessista.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2023/07/reese-witherspoon-e-le-femministe-di-instagram-che-fanno-di-barbie-una-metafora-del-mondo/ Barbie come metafora del mondo, e altre banalità del femminismo instagrammabile]'', ''linkiesta.it'', 25 luglio 2023.</ref>
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2023/06/berlusconi-polarizzazione-tifoseria-detrattori-stima-votato/ Berlusconi e la formidabile dottrina del facciamo un po' come cazzo ci pare]''|Da ''linkiesta.it'', 13 giugno 2023.|h=4}}
*Qualche anno fa, osservando non ricordo quale degli scappati di casa politici di questo secolo, un mio coetaneo ha sospirato «ma ti rendi conto che noi pensavamo che l'abisso culturale e la fine della democrazia fosse un parlamento con Lucio Colletti», e io allora ho iniziato a usare per ogni verifica di scemenza quella frase della de Beauvoir cinquantaduenne a proposito dei propri vent'anni: «Avevamo torto pressoché su tutto». Loro, quelli che erano già adulti allora e sono attaccati alle loro convinzioni di allora, hanno accolto irritati la notizia precisando che, certo, [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]] avrà pure cambiato l'Italia, ma loro preferivano l'Italia di prima. Seriamente convinti che esistesse un'Italia di prima – l'Italia di cui si fantastica ogni 25 aprile, quando decine di milioni di italiani accorrono sui social a ricordarci genitori e nonni e bisnonni partigiani, cento milioni di partigiani – e anche che il mondo di prima sarebbe continuato, se non fosse stato per l'egemonia d'un signore ricco di pessimo gusto (della preferenza italiana per i soldi ereditati dei quali non si percepisce la fatica, e quindi del nostro vezzo di trovare Gianni Agnelli più elegante di Silvio Berlusconi [...]). Quando gli dici che no, che l'Italia è com'è per colpa degli italiani, non di Silvio Berlusconi, che le tv scollacciate negli anni Ottanta le hanno avute l'Inghilterra e la Germania, e questo non ha impedito molti anni di Merkel al potere, e se le donne italiane faticano a imporsi non è colpa di Tinì Cansino, e che ci sono state la Brexit e Trump e un intero mondo che ha avuto esattamente la nostra stessa deriva senza aver mai guardato i tg di Emilio Fede, prendono i toni dei cinquenni che non vogliono sentire che babbo Natale non esiste e ti dicono no, tu non capisci, il berlusconismo è stato una rovina morale. Ne concludo che Silvio Berlusconi è parimenti sopravvalutato da estimatori e detrattori.
*[...] parliamo di quella volta che l'ho incontrato. Non ero più la ventenne convinta che il futuro fosse del Pds (che tenerezza), ma neanche ero un'adulta con una qualche lucidità. Ero una trentaequalcosenne in uno studio televisivo in cui Berlusconi dava un'intervista elettorale, dovevo scriverne, ero dietro le telecamere e osservavo. A fine diretta, il conduttore me lo presenta, e lui ci resta male: ah, ma quindi è qui per lavoro, io pensavo fosse un'ammiratrice, «le avevo anche schiacciato l'occhio». La me trentenne raccontava questa scena dicendo ma ti rendi conto, che uomo viscido, e poi passava a concentrarsi sulla stranezza estetica di Berlusconi visto dal vivo, l'hai visto tante di quelle volte in foto che sei convinta lo riconoscerai, e invece è una specie di contrario delle anoressiche che sembra sempre abbiano la testa enorme: lui aveva le spalline della giacca talmente imbottite che la testa sembrava minuscola. La me adulta sa che il dettaglio notevole è che non dice «le ho fatto l'occhiolino», dice «schiacciato l’occhio», un'espressione che non credo d'aver mai sentito da nessuno ma che sarebbe stata benissimo addosso a mia nonna, che diceva «bàule» e beveva il rosolio.
*Dov'eri quando [[Morte e funerali di Stato di Silvio Berlusconi|morì Berlusconi]], mi chiederanno tra decenni. Ero senza un coccodrillo pronto, perché come si fa ad affrontare la morte d'un pezzo di paesaggio, non sai da che parte prenderla.
*Siamo sempre stati tifosi, e Berlusconi ha incarnato con la tigna di nessuno quella polarizzazione lì, quella vocazione di noi gente qualunque a stare con qualcuno o contro qualcuno. Mentre lui aderiva a un'unica curva, quella di sé stesso.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2023/07/violenza-sessuale-figlio-ignazio-la-russa/ La fine dei vent'anni, la fatturazione di Taylor Swift e la storia del figlio di La Russa]''|Da ''linkiesta.it'', 10 luglio 2023.|h=4}}
*Nel secolo scorso, le [[Femminismo|femministe]] erano intellettuali che si prendevano il disturbo di ragionare sulla realtà, e di dirci cose che non avevamo voglia d'ascoltare. [...] In questo secolo, le femministe sono adulte che fatturano assecondando le fragilità delle ventenni, invece che incoraggiandole a procurarsi spalle larghe con cui muoversi nel mondo.
*Ho passato ubriaca tutti gli anni del liceo e forse anche qualche anno successivo, e ho due cose da dire su quegli anni. La prima è che tendo a pensare che l'ultima cosa che volevo avere fosse il controllo della situazione: cosa passi anni perpetuamente sbronza a fare, se non perché ti succedano cose che non vuoi sapere, di cui non ti vuoi ricordare, di cui ti toccherebbe sennò vergognarti? La seconda è che mi sono – come qualunque donna adulta, anche meno dissoluta di me – svegliata in letti nei quali non avevo memoria d'essere entrata, o sono entrata in letti in cui non avevo voglia d'entrare perché era più semplice che mettersi a discutere, e comunque sono stata con uomini di cui vergognarmi vent'anni dopo, venti minuti dopo, e a volte persino in anticipo. L'hanno fatto tutte quelle che non hanno avuto in sorte la monogamia dagli anni di scuola in poi (e di gente che stia con quello con cui s'è messa a scuola non ne conosco moltissima).
*[...] la natura ha dato agli uomini maggior forza fisica, la possibilità di approfittarsene, e quindi reso noialtre a perpetuo [[Violenza sessuale|rischio-stupro]]; l'invenzione della reputazione ha dato a noialtre la possibilità della ripicca (non esiste essere umano che non abbia mai voluto vendicarsi d'un inciampo relazionale), di sputtanare uno con un'accusa che, anche se non provata, resterà sempre un sospetto. La differenza fondamentale è che noialtre avevamo il lusso di dimenticarceli, gli inciampi. Che svegliarci in un letto nel quale eravamo entrate non troppo lucidamente era una cosa di cui potevamo scordarci in un attimo, perché la società non ci aveva convinte che se non c'è il consenso informato allora la mascolinità tossica si sta approfittando di noi [...], se non ci ricordiamo cosa sia successo allora il paradigma vittimario è la scelta migliore.
*[...] c'è l'ancora più concreta possibilità che il problema principale d'una ventenne di oggi non sia la notte in cui non si ricorda d'aver fatto sesso, ma il libero arbitrio di cui l'abbiamo privata: quella notte di cui non si ricorda deve diventare un problema, perché se lei e quelle come lei esulano dal paradigma vittimario viene meno tutto un indotto comunicativo ed economico. E quindi noi adulte siamo qui, a dire alla ragazza che il modulo di consenso informato non risulta firmato, e quindi ci spiace, ragazza: ti tocca catalogare quel che non ricordi come trauma, e occupartene per tutti gli anni che durerà un processo, e ricordarti per sempre d'una notte dimenticata. A dirglielo rovinandole la psiche e la serenità e la leggerezza, e sostenendo che lo facciamo per tutelare la sua salute mentale. Scusateci, ragazze.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2023/07/facci-rai-la-russa/ Quant'è facile prendersela con Filippo Facci, unica testa ottenibile dall'opposizione]''|Da ''linkiesta.it'', 12 luglio 2023.|h=4}}
*Esiste un caso «cinquantenni narcisi che tengono in ostaggio la comunicazione italiana», una grande chiesa che va da Diego Bianchi a Giuseppe Cruciani, da Andrea Scanzi a Roberto Saviano, da Corrado Formigli a Filippo Facci. Sono fintamente divisi tra sinistra e destra, ma davvero accomunati da ciò per cui li riconosci. Certo: li riconosci perché per la battuta si farebbero ammazzare; certo: li riconosci perché si piacciono moltissimo; ma soprattutto: li riconosci perché hanno gli anelli d’argento. Hanno madri e mogli che, smaniose di percepirsi moderne, non dicono loro «tu conciato così non esci» [...]
*[...] i danni che ha fatto [[Marco Travaglio]] alla prosa degli elzeviristi italiani, non c’è risarcimento che basti, ci vorrebbe una ''class action''.
*[...] [[Filippo Facci|Facci]] contiene in sé un abisso che separa come si percepisce (un raffinato prosatore e un serio studioso) e come è (uno che scrive pezzi pieni di sciatterie, refusi, imprecisioni) [...]
*Diversamente dagli indignati, leggo spesso i giornali italiani. [...] Non è che essi giornali siano zeppi di Michele Serra e Mattia Feltri. Non è che lo standard sia umorismo raffinato, prosa invidiabile, precisione lessicale chirurgica. Se iniziate a chiedere la testa di tutti quelli che fanno battute brutte, non ne rimane praticamente nessuno.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2023/07/rai-telecronisti-tuffi-olandesi/ I telecronisti Rai, la pec di Carneade e il sottile confine tra cancel culture e coglionaggine]''|Da ''linkiesta.it'', 18 luglio 2023.|h=4}}
*La mia regola è che bisogna intervistare solo gente che abbia superato i settant'anni, perché è l'unica che si salvi dal dualismo «tremebondi perché poi l'internet si offende» vs «la sparo grossissima per far vedere che non ho paura dell'internet che si offende»: la gente che è per età più vicina alla morte che alla nascita si permette il lusso di dire quel che le pare non per provocazione ma perché sì.
*{{NDR|Sulla [[competizione sportiva]]}} [...] quella forma di teatro inventata per chi è troppo analfabeta per andare a teatro [...]
*Le leggende su [[Rai Sport (struttura)|RaiSport]] sono meravigliose, gente che torna dalle trasferte con interi blocchetti di ricevute in bianco dello stesso ristorante, e per carità sono di certo solo leggende (a nessuno di noi è mai, il primo giorno in una redazione, stato insegnato come rubare sui rimborsi spese, mai e poi mai).
*Ancora una volta, l'internet ha chiesto la testa d'un pesce piccolo e l'ha ottenuta, illudendo Carneade di contare qualcosa, e noialtri che esista l{{'}}''accountability'' (un concetto per cui in italiano neppure c'è la parola).
*[...] la meraviglia è questa: un'epoca che ha i libri di Orwell sul comodino epperò ambisce a regolamentare non solo i discorsi che le persone fanno in onda, ma quel che dicono in privato, anzi addirittura i pensieri che è consentito avere.
*Sottile è il confine tra ''[[cancel culture]]'' e coglionaggine, per chi si rifiuta di prendere atto del secolo in cui si muove e di misurare il proprio potere personale e chiedersi se gli sia consentito dire cose che scandalizzeranno i carneadi con uso di wifi.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2023/08/michela-murgia-morta-ape-regina/ L'energia sovrumana di Michela Murgia e l'inadeguatezza di noi che stavamo a guardare]''|Da ''linkiesta.it'', 12 agosto 2023.|h=4}}
*Una cosa che non avevo mai immaginato [...] era che ci fossero persone convinte che, se non sei d'accordo con qualcuno, allora ne desidererai la morte, o comunque ne gioirai. Sì, certo che [...] mi ero accorta che i social erano pieni di gente che si augurava – meglio: dichiarava di farlo – la morte mia o di altra gente che, senza mai averla incrociata, riteneva fosse il più grave problema del mondo. Ma che il mondo sia pieno di scemi non mi pare una notizia.
*[[Michela Murgia]] ha fatto della sua vita una militanza e quindi è – inevitabilmente, e direi persino con una certa voluttà – entrata in collisione con chi avesse idee diverse dalle sue. L'ha fatto da che ha avuto una voce pubblica, l'ha fatto come scelta identitaria. Se ogni tanto ricordava Skunk Anansie non era perché, per il cancro, si era rasata a zero: era per quel titolo di canzone del quale sembrava aver fatto un manifesto di vita. "''Yes it's fucking political''".
*Nell'ampio campo intellettuale di coloro le cui idee non mi convincono, Michela Murgia era evidentemente l'unica in grado di argomentare un pensiero. E quindi, inevitabilmente, circondata di emule goffe, di ancelle volenterose, di allieve che ripetono a memoria la poesia di Natale ma cui manca il guizzo.
*Nell'anno e mezzo trascorso tra quel ricovero d'urgenza e la sua morte [...] Michela Murgia tutto ha fatto tranne che lasciarsi morire. È stata un'agonia piena di vita, come se avesse voluto rendere più denso il tempo che le restava, per compensare quello di cui si era distrattamente privata [...]. È andata alle sfilate e alle fiere letterarie, ha instagrammato la chemioterapia e le canzoni coreane, ha scritto quattro libri [...] e non so quanti podcast, dato interviste, fatto servizi fotografici vestita in haute couture. Non si è mai dimenticata di vivere, e io la osservavo senza capire. Come fa ad avere così voglia di esserci, con tutta quella sofferenza? Come fa a cercare così disperatamente di dare un'immagine di forza, quando sa che la fine è nota? Non sono mai passati più di tre giorni senza che parlassi di lei, di una scrittrice che non leggevo e non mi stava simpatica e di cui non m'ero mai interessata prima che s'ammalasse, e di quello che mi sembrava svelasse di me, di noi, di quell'inaccettabile ingiustizia che è la morte. Michela è contenta di questo anno e mezzo, mi giuravano le persone che le volevano bene, ha fatto tante cose, e io non riuscivo a venirne a capo: io che chiedo la morfina se ho un giradito, e lei che aspetta di chiudere l'ultimo libro prima di farsi sedare, lei che ha ancora voglia di baccagliare [...] mentre è in chemioterapia. Com'è possibile, chiedevo a chiunque fosse disposto ad ascoltarmi, che abbia questa voglia, questa forza, questa energia sovrumana, mentre sta morendo. Una volta una sua amica mi ha risposto «ma stiamo tutti morendo», e ho pensato che brutta fatica dovesse essere, essere l'ape regina in mezzo a gente che si esprime per frasi fatte e banalità trite.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2023/10/matthew-perry-morte-friends/ Il talento di Matthew Perry, e la sua incapacità di vivere]''|Da ''linkiesta.it'', 30 ottobre 2023.|h=4}}
*[[Joan Collins]] ha iniziato a lavorare all'inizio degli anni Cinquanta, ha condiviso film con chiunque, da Paul Newman in giù, eppure la ragione per cui nel 2023 riempie un teatro londinese è che tra il 1981 e il 1989 è stata Alexis Carrington in "Dynasty": la potenza con cui hanno fatto parte delle nostre vite coloro che ci entravano una volta a settimana quando guardavamo tutti la stessa cosa alla stessa ora seduti su divani analoghi, quella roba lì chi è famoso nel nostro cellulare se la sogna.
*L'altro giorno guardavo la canissima performance d'una persona che m'è simpatica, e osservavo che gli [[attori]] sono forse gli unici che non m'importa sappiano fare il loro lavoro. Volete dirmi che voi invece stimate meno qualcuno perché non sa fare in maniera convincente un lavoro che consiste nel fare le facce? Dai, su.
*Il grande non detto di "[[Friends]]" [...] è che era scritta malissimo. È che veniva salvata da quelli che facevano le facce. E, di quelli che facevano le facce, il più bravo era indubbiamente [[Matthew Perry]].
===2024===
*I giornali stanno sui social in quel modo delle donne sposate con uomini senza qualità: con gli estranei che osservano trasecolando e chiedendosi «ma cosa ci fa con quello?». I giornali stanno sui social a farsi dire «ma non vi vergognate» da gente che, nella più impegnativa delle ipotesi, ha letto dell'articolo la frasetta che sta sulla card di Instagram (a farsi dire «vergogna» oppure a farsi dire «genio», che è una forma di demenza del commentatore di questo secolo forse un ciccinino meno diffusa ma non meno grave). I social dei giornali, di tutti i giornali, non sono mai mai mai commentati da lettori, ed è una cosa abbastanza ovvia: chi commenta su un social vuole sentire il suono della propria voce, dirci che esiste, mica fare lo sforzo di leggere altri e magari addirittura imparare qualcosa. A quei tredici [...] che ancora leggono, a loro non verrebbe mai in mente di commentare in pubblico.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/01/giochini-soffritti-e-altre-idee-per-salvare-leditoria-finche-non-compra-tutto-zuck/ Giochini, soffritti e altre idee per salvare l'editoria (finché non compra tutto Zuck)]'', ''linkiesta.it'', 25 gennaio 2024.</ref>
*Nell'estate del 1998, Affleck promuoveva "Armageddon". A uno degli incontri stampa, un giornalista gli chiese di "Dogma". [...] era un film di cui la Disney si diceva avesse bloccato la distribuzione ritenendolo blasfemo (c'era Alanis Morissette che interpretava Dio, Affleck e Matt Damon erano due angeli), e insomma era un tema a rischio polemico [...]. La cronaca della risposta di Affleck è forse l'unica frase d'un attore ch'io abbia mai memorizzato: mancava un anno alla scena Cavalli e segugi di "Notting Hill", e in quel momento quella risposta era la più prodigiosa sintesi esistente di quella sindrome di Stoccolma che è il giornalismo di spettacoli. Noi vi facciamo venire qui, aveva detto Affleck al tapino, vi diamo le tartine, vi offriamo da bere, vi regaliamo le magliette e i cappellini: e voi ci mettete in imbarazzo facendoci queste domande?<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/02/sanremo-travolta-amadeus-sponsor-pubblicita-rai-mannino-russell/ Il Gladiatore, le scarpe super ospiti e lo strano rapporto di Sanremo con i loghi]'', ''linkiesta.it'', 8 febbraio 2024.</ref>
*Grandi firme del giornalismo contemporaneo (parlandone da vivo) spiegano che se non conosciamo [[Geolier]] non conosciamo il mondo, e io provo a immaginare i nostri genitori alla nostra età: si ponevano il problema di non conoscere e apprezzare Sandy Marton, o facevano vite da adulti?<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/02/angelina-mango-geolier-sanremo/ L'adulto Geolier e il successo misurato in cuoricini]'', ''linkiesta.it'', 12 febbraio 2024.</ref>
*Chiunque guardi i [[Televisione negli Stati Uniti d'America|programmi americani]] [...] sa che il pubblico in studio è un rumore, mai un'immagine. Neanche quando, succede spesso, l'ospite si rivolge direttamente alla platea, ah ecco anche voi siete di Kansas City, neanche in quel caso la regia stacca sul pubblico. Si fa eccezione se Scorsese parla della figlia e quella è in platea e allora la inquadri: ma è una faccia famosa, è la figlia di Scorsese, mica Sempronio di Kansas City. Credo lì valga la regola che c'era qui negli anni remoti in cui facevo la radio. La prima cosa che ti dicevano quando cominciavi il mestiere era che i messaggi – che allora erano fax, pensa di che preistoria parliamo – degli ascoltatori percaritadiddio guai a leggerli: ogni secondo che dedichi a Tizio da Ancona è un secondo in cui chiunque non sia Tizio da Ancona stesso si annoia a morte e gira la rotellina sintonizzandosi su un'altra radio. È una delle molte cose che sono radicalmente cambiate: adesso la radio è tutta fatta coi messaggi di Tizio da Ancona, perché se ascolto i non interessanti e del tutto irrilevanti problemi del gatto di Tizio da Ancona, del matrimonio di Tizio da Ancona, del capufficio di Tizio da Ancona, allora so che, se resto sintonizzata su quel canale, prima o poi daranno spazio anche a me e ai miei irrilevanti guai. Solo se posso specchiarmi in un prodotto mi ci affeziono abbastanza da diventarne consumatrice. La tv americana funziona sullo star system: abbiamo George Clooney in studio, perché mai dovremmo inquadrare Sempronio di Kansas City. Quella [[Televisione in Italia|italiana]] funziona sullo specchio: il pubblico inquadrato si sta divertendo, applaude, se fosse a casa non cambierebbe canale; quindi, devo trovare divertente questo programma anch'io.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/02/italiani-italianita-tv-pubblico-specchio/ L’italianità del paese reale che guarda la tv per specchiarsi]'', ''linkiesta.it'', 13 febbraio 2024.</ref>
*[...] la messa in vetrina delle proprie fragilità, il fare dei propri limiti un'identità, tutta quella roba che chiameremo per comodità l'economia del sé, quel settore del commercio lì l'ha inventato [[Maurizio Costanzo]], mica Instagram.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/02/maurizio-costanzo-show-instagram/ Il Maurizio Costanzo Show era Instagram ben prima di Instagram]'', ''linkiesta.it'', 22 febbraio 2024.</ref>
*A un certo punto la [[Chiara Ferragni|Ferragni]] dice una cosa che vale interi trattati sul presente. La dice per dirci che vuole solo essere amata, che è proprio come noi, che è ancora una bambina insicura, ma comunque la dice. Dice che quando lei da piccola guardava le attrici e le modelle pensava che se avesse avuto il loro successo nulla l'avrebbe più turbata, e invece. [...] Chiara Ferragni è cresciuta prima di TikTok, prima di Instagram, prima dei telefoni con la telecamera, persino prima di "Non è la Rai" (era troppo piccola quando andava in onda). Chiara Ferragni era un'adolescente prima di tutto ciò che riteniamo guasti il sistema di valori degli adolescenti di oggi, eppure quando si ricorda di sé non dice che delle modelle e delle attrici voleva il talento. Dice: il loro successo.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/03/la-verita-che-la-ferragni-non-puo-dire-da-fazio-perche-lei-non-e-jennifer-lopez/ La verità che la Ferragni non può dire a Fazio, non essendo Jennifer Lopez]'', ''linkiesta.it'', 4 marzo 2024.</ref>
*Le [[infermiere]] sono l'ultima categoria che conservi un certo qual senso delle classi sociali: per quanti medici impediti si trovino a osservare, per loro il dottore resta comunque il dottore.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/03/trenta-anni-stupidi-dottore-adulti-infantili-chiara-ferragni/ Storia delle mie vene, del dottorino suscettibile e dell'arrivo dell'età anziana]'', ''linkiesta.it'', 5 marzo 2024.</ref>
*Siamo quelli che avevano venti e poco più anni nel 1994: certo che eravamo scemi. [...] È forse il 1994 l'anno in cui abbiamo – noi italiani, noi di sinistra, noi con velleità intellettuali – smesso di capire il mondo? [...] Li vedo, quelli che nel '94 erano splendidi intellettuali quarantenni che mi convinsero che la giacca marrón di Occhetto avrebbe sicuramente vinto [...].<ref name="berlusconismo">Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/03/eravamo-tanto-odiati-andrea-minuz-libro-antiberlusconismo/ Il berlusconismo è il paese che ignoro, e altre analoghe illusioni della sinistra]'', ''linkiesta.it'', 15 marzo 2024.</ref>
*Mettere i verbi al presente e sostituire Meloni a Berlusconi, antifascisti a antiberlusconiani: eccoci. [...] capaci solo di esistere in antitesi. Che va bene, è fisiologico, se sei una delle categorie che occupano le università e le scuole. Ma noialtri che intanto abbiamo raggiunto l'età dei datteri, noi che scusa abbiamo?<ref name="berlusconismo"/>
*[...] le cronache dello sport le fanno i [[Giornalismo sportivo|giornalisti sportivi]] o gli ex atleti. È ovvio e giusto che le facciano loro, certo non le posso fare io che non distinguo un tuffo da un calcio di rigore. Però si dà che siano due delle categorie più analfabete del pianeta. Questo è il punto in cui in genere qualche tifoso con velleità intellettuali insorge dicendo che no, che correre più veloce degli altri o saper schiacciare la palla a canestro sono forme d'intelligenza e di cultura. Lo dice, ovviamente, per difendere sé stesso: non sono ignorante, io che mi appassiono al calcio o ai cento metri. Ma certo, pulcino. La media del giornalismo sportivo è così analfabeta che il primo che arriva e piazza due citazioni e tre svolazzi poetici passa per sofisticato intellettuale.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/07/ceccon-pilato-intervista-di-francisca-caporale-olimpiadi-quarto-posto-medaglia/ Ceccon, Pilato, Caporale e quei pochissimi che sanno fare il loro lavoro]'', ''linkiesta.it'', 31 luglio 2024.</ref>
*Non ci vuole uno studioso specializzato in fenomenologia della popolarità per spiegare che, per quanto si possa slabbrare il senso di quel fessissimo aggettivo che è «scomodo», [[Michela Murgia|Murgia]] proprio non lo era. A meno che uno non sia così ottuso da pensare che «scomodo» sia l'intellettuale che gliele canta ai politici [...]. Qualunque persona con neuroni in numero superiore a due sa [...] che il posizionamento che definisce un intellettuale [...] è quello rispetto al pubblico che di quell'intellettuale comprerà i libri e il resto. Al suo pubblico, Murgia diceva esattamente quel che il suo pubblico voleva sentirsi dire.<ref name="Murgia">Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/08/maddalena-corvaglia-instagram-identita-murgia/ Il talento sottovalutato di Maddalena Corvaglia, la Murgia dello schieramento avverso]'', ''linkiesta.it'', 7 agosto 2024.</ref>
*[...] [[Instagram]], il posto la cui linfa vitale è decidere ogni giorno i buoni e i cattivi.<ref name="Murgia"/>
*Una delle grandi doti da intervistato di [[Julio Velasco|Velasco]] è la capacità di dirottare con grande garbo la domanda sbagliata dando la risposta che avrebbe dato se avessero saputo fargli la domanda giusta.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/08/velasco-pallavolo-cultura-alibi-scemi/ Velasco contro la cultura del piagnisteo, e il desiderio di essere scemi come tutti]'', ''linkiesta.it'', 14 agosto 2024.</ref>
*La mia regola [...] è che le battute non si spiegano: esse praticano una forma di selezione naturale, arrivano a chi le capisce.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/08/ironia-tono-satira/ In questo articolo Soncini svela che il nonno di Taylor Swift era un cannibale]'', ''linkiesta.it'', 15 agosto 2024.</ref>
*[...] per tutti quelli la cui memoria vada indietro più d'un quarto d'ora [[Alain Delon]] è l'entelechia del bello. Del bello insuperato e insuperabile: al liceo mi presi una cotta per un sosia di suo figlio Anthony, che era bello, ma che tutta la vita tutte avranno guardato pensando «eh, ma vuoi mettere tuo padre», una maledizione che in confronto Edipo viaggiava leggero. Delon era (è) l'incarnazione del bello anche per quelli che i suoi film non li hanno visti, o se li hanno visti non gliene è importato granché, tra i quali potrei annoverarmi persino io, che di Zurlini so solo che a un certo punto ero in classe con sua figlia, ma conosco il cappotto che Delon indossava in "La prima notte di quiete" come l'avessi cucito io.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/08/alain-delon-morto-88-anni/ Alain Delon, l'incarnazione del bello e del grande cinema diventato piccolo]'', ''linkiesta.it'', 18 agosto 2024.</ref>
*Quando avevo ventun anni al cinema c'era "[[Philadelphia (film)|Philadelphia]]", e la giovane me pensava che Tom Hanks che ascoltava le arie d'opera fosse un cliché d'omosessualità per il grande pubblico: dai, su, il busone cui piace la Callas, potevano sforzarsi un po' di più. La me di [...] anni dopo sa che quella scena non serve a dirci l'omosessualità di Tom Hanks: il film è a due terzi, sappiamo che è gay e sappiamo che tutti i suoi guai da quello derivano, che ha preso l'Aids per quello, che l'hanno licenziato per quello, che vive con Antonio Banderas, che Denzel Washington – avvocato da due spicci, ma l'unico che fosse disposto a difenderlo – disprezza i gay. Quella scena serve perché prima abbiamo visto Tom Hanks a cena dai genitori, sappiamo che è ben nato, sappiamo che è cresciuto tra le ville della borghesia cittadina, che ha fatto un'ottima università e infatti lavorava nel più prestigioso studio legale della città; quella scena serve a far dire a Denzel Washington «non m'intendo d'opera»: quei due non sono un omosessuale e un eterosessuale, sono un nato ricco e un nato povero.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/08/lotta-classe-dilettanti-viaggio/ Challenge, «mi piace viaggiare», e altri tic della lotta di classe su Instagram]'', ''linkiesta.it'', 20 agosto 2024.</ref>
*[...] quando Bruno Vespa dice che [[Paola Egonu]] rappresenta un esempio di integrazione riuscita, eccoci pronti a strillare che la Egonu è nata in Italia: ignorante, fascista, utilizzatore di parole sbagliate che non sei altro. Come se la Egonu non fosse nera in un paese in cui la borghesia nera è pressoché inesistente, in un paese in cui i neri sono o campioni sportivi o fattorini di Glovo, in cui la classe media è compattamente bianca e con quali diavolo di parole devi dirlo che è stata una bambina nera in una classe di bianchi, di grazia? Lo dici con «integrazione» [...]<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/08/obama-misure-trump-convention-chicago/ Non contano più le parole, ma chi le dice (vale per Obama, Fedez, Vespa e Gasparri)]'', ''linkiesta.it'', 22 agosto 2024.</ref>
*{{NDR|Sul [[delitto di Avetrana]]}} [...] rivisto adesso si capisce perché ci appassionò tanto. Perché è una storia di archetipi, certo [...]. E perché è una storia di dinamiche giovanili che questo secolo ha reso senili: è una storia di adolescenti o poco più della provincia profondissima, la cugina grassa gelosa di quella magra, il ragazzo conteso tra le due che non le pensa proprio – tutte cose che andrebbero superate da adulte, ma adulto non è più nessuno e mi ricordo noialtre quarantenni ammirate a guardare quanto fosse dimagrita in prigione Sabrina Misseri [...] – e neanche hanno la scusante d'essere cresciute nel buco del culo del mondo. In quella provincia in cui la madre della morta è una testimone di Geova che non vuole si festeggino i compleanni, tutti hanno accenti o dialetti impresentabili, le troupe televisive sono un incubo ma anche uno squarcio da cui entra la luce. [...] Avetrana [...] è la provincia profondissima e orrenda di cui noialtri stronzi privilegiati ci accorgiamo solo in caso di cronaca nera.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2024/10/avetrana-serie-tv-sarah-scazzi/ La serie su Avetrana, e la mitomania della remota provincia italiana]'', ''linkiesta.it'', 25 ottobre 2024.</ref>
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2024/04/chat-massimo-giannini-repubblica/ Paura, delirio e dopamina nel giardino dei Finzi Giannini]''|Da ''linkiesta.it'', 29 aprile 2024.|h=4}}
*In tempi meno scemi, questa convinzione che la cosa più grave che possa accaderti è che qualcuno rida di te la superavamo verso i quindici anni, quando se avevamo la fortuna di studiare francese ci facevano leggere Balzac e capivamo che il fatto che le amichette sparlassero appena uscivamo dalla stanza era un fenomeno altrimenti noto come «società», e non una tragedia che dovevamo far di tutto per impedire. Poi sono successe due cose, e non so proprio quale delle due sia responsabile dell'altra [...]. Una è che i trenta sono diventati i nuovi dodici e i cinquanta i nuovi quindici, e insomma i problemi che una volta erano dei piccoli ora sono dei grandi (dei teoricamente grandi). L'altra è che i telefoni non si usano più per telefonare, i messaggi sono inoltrabili, le schermate fotografabili, e insomma questa cosa che stai dicendo a me ora io la sto in contemporanea ripetendo ad altre quattordici persone, spesso aggiungendo anche considerazioni su quanto tu sia scemo a dirmela. Questo dettaglio della moltiplicazione degli interlocutori viene spesso usato da chi vuole leggi che limitino la libertà di dire puttanate: la ragazzina cui una volta davano della culona nel cortile della scuola, ci spiegano, era meno traumatizzata; ora quel «brutta culona» lo leggono in centomila e lei ne verrà devastata. Nessuno, poiché è una verità non fatturabile, dice alla ragazzina che non c'è ragione di devastarsi, giacché questa cosa che tutti parlino di tutti, tutti leggano tutto, tutti ricevano notifiche su tutto brasa la nostra capacità di assorbire informazioni. [...] si chiama «economia dell'attenzione»: più siamo esposti, meno siamo memorabili. [...] Se resisti la prima mezza giornata, poi ce ne dimentichiamo tutti. La reputazione è un cascame d'altri secoli, non esistono veri danni reputazionali nel secolo che più ciancia di danni reputazionali e in cui più gente fattura dicendoci che lei sì sa arginare i danni reputazionali.
*La tragica verità, che abbiamo rimosso da centoventicinque anni, da quando un austriaco annoiato s'inventò la psicanalisi che mise d'accordo tutti, i belli coi brutti, è che della maggior parte delle cose di cui ridiamo non ridiamo per negarne l'importanza, o perché ci spaventano, o perché ci toccano, non ne ridiamo perché ci fanno da specchio: ne ridiamo perché fanno proprio ridere.
*[...] se scrivi una cosa a mille tizi che non conosci e non ti conoscono, quella cosa non è al sicuro come nel diario col lucchetto. Chissà cosa accadrà quando la classe dirigente scoprirà che spesso neppure le cose che dici a cena a quattro vecchi amici restano segrete, e che in generale se una cosa vuoi tenerla segreta non devi proprio dirla. Insomma: quando i quindicenni diverranno adulti.
===2025===
*La Sip era la società telefonica nei beati anni del monopolio, quelli in cui il telefono stava in casa e si usava per telefonare. Ogni anno, la Sip recapitava nelle case di tutti noi un oggetto [...]. Si chiamava «[[elenco telefonico]]»: in casa mia ce n'è ancora uno perché, se ogni tanto scrivi opere di finzione e ti servono nomi di personaggi, esso è impagabile.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/06/cecilia-sala-twitter-cia-agente-nomi/ Le vongole smascherate da Cecilia Sala, e la gente che si percepisce agente della Cia]'', ''linkiesta.it'', 25 giugno 2025.</ref>
*L'unica cosa che ricordo del mio [[esame di maturità]] è il vestito che avevo all'orale di quelli che lo davano nei giorni precedenti al mio. Non so chi, non so che giorni: nessuna persona non da ricovero in neuropsichiatria si ricorda l'esame di maturità da adulta, figuriamoci ricordare che lettera fosse stata estratta per gli orali e quindi chi andasse a farsi interrogare prima di me. Però avevo un vestito a sottoveste di seta lavata, di Katharine Hamnett, e la ragione per cui me lo ricordo è che dagli orali altrui mi cacciarono. Sono stata senza tette fino ai diciott'anni [...]. Agli orali, la parte superiore del vestito, non riempita da nulla, ballava. Si vedeva tutto (nonostante non ci fosse niente da vedere), dissero i professori indignati.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/07/ragazzo-padova-maturita-silenzio-virale-tiktok/ L'apocalisse delle élite culturali, e il bluff del ciuccio moderno]'', ''linkiesta.it'', 8 luglio 2025.</ref>
*[...] erano gli anni Ottanta e [[Goffredo Fofi|Fofi]] faceva una cosa che forse è stato l'ultimo adulto a poter fare senza che il pubblico gli ridesse in faccia: usava «borghese» come insulto [...]<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/07/goffredo-fofi-morte/ Non conoscevo Fofi, però Fofi mi (ci) conosceva pure troppo]'', ''linkiesta.it'', 12 luglio 2025.</ref>
*[...] il [[wrestling]], quello spettacolino in confronto al quale la boxe è roba da intellettuali [...]<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/07/hulk-hogan-gawker-causa-internet-pettegolezzi/ Hulk Hogan mise al tappeto l’internet impiccione che si credeva onnipotente]'', ''linkiesta.it'', 25 luglio 2025.</ref>
*[...] [[Giorgio Armani|Armani]] non aveva colleghi, e non solo perché le leggende sono per definizione uniche e non pari grado in qualche corporazione. Degli stilisti il cui nome è noto in due secoli, è noto anche a chi non s'interessa alla moda, è noto anche a chi sbuffa quando gli si parla di vestiti, di quei quattro nomi che non si possono non conoscere se non si è in coma vigile – Armani e Valentino, Chanel e Saint-Laurent – Armani è l’unico che ha continuato [...] a essere lo stilista di Armani, il proprietario di Armani, il plenipotenziario delle sue giacche per donne senza tette, dei suoi non colori, delle sue sfilate tutte uguali e quindi inderogabilmente amate dalla clientela (la ripetizione è il segreto d'ogni successo).<ref name="Armani">Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/09/giorgio-armani-leggende-potere-moda/ L'unico coccodrillo di Armani senza le parole "destrutturata" e "American gigolò"]'', ''linkiesta.it'', 5 settembre 2025.</ref>
*{{NDR|Su Giorgio Armani}} [...] la maggior parte delle donne – anche le belle, anche le famose, soprattutto quelle famose per essere belle – vogliono innanzitutto un vestito donante, e infatti quella sfilata che è il tappeto rosso delle serate di gala l'ha praticamente inventata lui: vestiva le celebrità prima che esistessero gli stylist, prima che le foto di com'erano vestite le celebrità ci venissero a noia, prima che lo facessero tutti.<ref name="Armani"/>
*[...] vorrei ragionassimo su "[[Il diavolo veste Prada]]": più film in costume di "L'età dell'innocenza", più film storico del "Gattopardo". "Il diavolo veste Prada" è del 2006 [...]: è un'altra era geologica. È un film in cui una ragazza che si trova quasi per caso a lavorare nel più famoso giornale di moda del mondo diventa conseguentemente ambiziosa ed elegante ed efficiente e sofisticata, per molte ragioni, una sola delle quali è che allora Vogue era qualcosa. I giornali erano qualcosa. Persino l'ambizione era qualcosa. Adesso di quel mondo lì sono rimaste macerie, e sulle macerie festoni colorati, comprati in offerta da Zara. Il romanzo dell'ex assistente di Anna Wintour da cui è tratto il film era bruttissimo [...] ma è bastato a creare un immaginario, grazie alla combinazione d'una sceneggiatura assai migliore del romanzo, d'un monologo scritto all'ultimo minuto (quello del ceruleo), e d'una Meryl Streep in stato di grazia. È un immaginario ormai storicizzato e non più al presente, fatto di wow, la direttrice stronza della rivista di moda, wow, la segretaria inetta che non sa scrivere «Gabbana», wow, le carriere totalizzanti e le donne disposte a tutto per sfondare. Oggi, la segretaria che viene trattata gelidamente dalla direttrice per cui si sbatte tantissimo direbbe d'avere il ''burnout'', per la segretaria efficiente che mangia un cubetto di formaggio al giorno per entrare nei vestiti con cui andrà alle sfilate di Parigi cianceremmo di grassofobia [...]: è un film che si svolge in un mondo che non esiste più.<ref>Da ''[https://www.linkiesta.it/2025/09/vogue-new-york-milano-e-altri-relitti-duna-magnificenza-svanita/ Vogue, New York, Milano, e altri relitti d'una magnificenza svanita]'', ''linkiesta.it'', 11 settembre 2025.</ref>
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2025/06/anna-wintour-diavolo-veste-prada-vogue/ La storia di Anna Wintour è finita quando è diventata interessante]''|''linkiesta.it'', 28 giugno 2025.|h=4}}
*"The devil wears Prada" esce nelle librerie americane nel 2003, lo so perché ho le mail in cui dicevo «il libro è bruttarello ma sta vendendo tantissimo ed è il caso di stagione, bisognerebbe farne qualcosa» [...]. [[Lauren Weisberger]], l'autrice del romanzo, era stata non ricordo più se segretaria o stagista negli uffici di Vogue America. Era la dimostrazione della più triste delle verità: in assenza di talento, niente basta. Neanche aver visto da vicino Anna Wintour.
*[...] un libro orrendo diventa [[Il diavolo veste Prada|un film delizioso]]. Dipende dalla sceneggiatrice, ma dipende anche da una questione non così rara: sceneggiatori che danno il loro meglio quando qualcuno dice loro «a questa storia manca qualcosa». [...] La tirata che tutti ricordiamo del "Diavolo veste Prada" Aline la scrive una notte, dice la leggenda, perché al film manca un momento in cui Miranda spieghi a Andy che la moda non è la cazzata che pensano sia quelli che hanno bisogno di sentirsi intelligenti. Diventa un meme anche se allora non ci sono i social e quindi quel settore della scemenza collettiva che sono i meme: «ceruleo» è la parola in codice con cui negli [...] anni è stato liquidato chiunque volesse parlare di moda senza capirne (cioè alcuni milioni di persone ogni giorno). Il monologo in cui il golf di Andy non è celeste, non è turchese, è in effetti ceruleo è il momento in cui chiunque non occupi il liceo capisce che Miranda in quel film non è la cattiva: è l'eroina. Una che sa fare molto bene un mestiere ed è circondata da gente non altrettanto competente. Miranda Priestly è Tony Soprano, ma vestita molto meglio.
*[[Anna Wintour]] non ha saggiamente mai voluto commentare la sé cinematografica, ma sa anche lei che niente l'ha mai resa interessante come Meryl Streep che sussurava perché quando l'aveva diretta Clint Eastwood aveva capito che le persone davvero autorevoli non alzano mai la voce. Anna Wintour non l'ha mai detto ma io sono sicura che lo sa: Miranda Priestly ha fatto per lei quel che non avevano fatto gli occhiali da sole, le levatacce alle quattro per giocare a tennis prima di andare in ufficio, il potere assoluto, la leggenda pubblica e privata. La Anna Wintour finta ha reso la Anna Wintour vera interessante.
*{{NDR|Su [[Condé Nast]]}} [...] quel gruppo editoriale aveva il ruolo che poi hanno avuto gli influencer. I pie' di lista senza fondo, gli elefanti noleggiati per la foto d'un servizio sull'economia, l'editore che collezionava quadri di Rothko e sollecitava i direttori a spostarsi in alberghi più costosi, era tutto un mondo che funzionava sull'illusione del lusso e della ricchezza, proprio com'è adesso quello di chi dorme in alberghi che non si potrebbe permettere col cancelletto #adv. Vogue e Vanity Fair e il resto del cucuzzaro, fantasmi d'un impero finito, escono ancora perché l'editore ha ancora soldi da buttare, e li ha perché ha comprato e rivenduto Reddit: il giornalismo dei ricchi salvato dai forum dei poveri.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2025/07/enrico-lucherini-ufficio-stampa-cinema/ La leggenda Lucherini, e la rivoluzione rimandata perché poi si va tutti a cena]''|''linkiesta.it'', 30 luglio 2025.|h=4}}
{{NDR|Su [[Enrico Lucherini]]}}
*[...] il suo modo di essere il più snob del mondo era non essere snob per niente, e non piangere sulla via Veneto versata.
*Con quelli come Enrico Lucherini, l'umanità si divide in due. Chi s'illude di poter avere il controllo, e pensa che dai pettegoli bisogna star lontano, perché se parlano così degli altri chissà cosa diranno di te: come se, appunto, quel che dicono di te fosse una cosa che puoi arginare o evitare. Io appartengo al secondo gruppo, quello di chi si annoia facilmente, e preferisce una cattiveria ben detta a una conversazione noiosa. Enrico faceva ridere: se per far ridere doveva far ridere di me, pazienza. Ci sono attitudini che uniscono personalità tra loro diversissime, e Lucherini era gucciniano: per la battuta si sarebbe fatto ammazzare.
*Enrico Lucherini era il reperto d'un mondo che non esiste più, d'un'industria italiana dello spettacolo che non esiste più, d'un sistema illusionista che non può esistere quando tutti si sentono l'investigatopo che fa il debunking e la magia dello spettacolo la distruggono con la pretesa della verità. Ma era anche una cosa che esisterà sempre e che lui incarnava con più classe di chiunque: questo posto in cui siamo cresciuti, in cui non si può fare la rivoluzione o anche solo un articolo cafone, perché prima o poi tutti ci troveremo a cena con tutti.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2025/08/legemonia-culturale-di-pippo-baudo-e-lennesima-fine-del-novecento/ L'egemonia culturale di Pippo Baudo, e l'ennesima fine del Novecento]''|''linkiesta.it'', 17 agosto 2025.|h=4}}
*Un elenco delle influenze di [[Pippo Baudo|Baudo]] sulla cultura popolare non può non includere Gianfranco D'Angelo che lo imita a "Drive In", «i colori li ho inventati io, la Cappella Sistina prima era in bianco e nero», ed è vero che a lui piaceva dirsi pigmalione ma è anche vero che ne aveva inventate quasi più lui di Boncompagni. Dalla Cuccarini alla Parisi, dalla Pausini a Giorgia. Ha fatto molto più Baudo di Michela Murgia, per l'emancipazione femminile in questo paese determinato a non emanciparsi, e solo uno sciocco può pensare che la bionda e la bruna fossero un cascame del patriarcato e non una grande trovata televisiva (chiunque sappia la televisione sa che il più memorabile dei Sanremo è quello del [[Festival di Sanremo 1995|1995]], quello bionda e bruna in purezza, quello Falchi e Koll).
*Per chiunque sia stato vivo nel Novecento, Pippo Baudo non è un presentatore televisivo: è biografia.
*[[Gianluca Gazzoli]], poverino, usato da tutti (me compresa) come esempio massimo di quelli che non sanno nientissimo di niente mai, è uno che ha un podcast (come tutti). Molto amato dagli ospiti perché, non sapendo niente di niente, non li mette mai non dico in difficoltà, ma neanche li costringe a uscire dal repertorio degli aneddoti raccontati cinquecento volte. Tu dici una cosa che sanno anche i sassi, e lui sgrana gli occhioni e dice «No! Pazzesco!».
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2025/08/pippo-baudo-tv-generalista-coetanei-pop/ I miei finti coetanei, e la rimozione della tv popolare che ci ha cresciuti]''|''linkiesta.it'', 23 agosto 2025.|h=4}}
*[...] il concetto di [[generazione]] è un'americanata inutile. Gente nata a dieci o quindici anni di distanza non ha nulla in comune nella formazione: magari ce la poteva avere negli anni [...] in cui il tempo era più lento, ma di certo non dopo l'invenzione del pop. Il mio litigio preferito con le mie coetanee è quello in cui loro dicono che negli anni Novanta ascoltavano i Nirvana e io dico ma quando mai, ascoltavate Alanis. Però che ne so, quelle che chiamo coetanee magari hanno due anni meno di me, magari cinque di più: fino a un certo punto quei quarti d'ora di distanza hanno fatto tutta la differenza del mondo.
*All'altezza dei miei dodici anni [[Pippo Baudo|Baudo]] era stato, banalmente, il nostro orizzonte. Quello che ci faceva vedere i Duran Duran: guai a chi ce lo toglieva.
*[...] lo [[snake]] del Vic20, una roba d'un primitivo e d'un alienante (io ci giocavo moltissimo, ovviamente) che forse abbiamo la risposta al perché siamo i più imbecilli della storia del mondo. Alcuni di noi sono cresciuti preferendo, a guardare balletti ben fatti e canzoni famose, far correre un serpente fra buchi e mele pittati in grafica sommaria.
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2025/09/sinistra-michela-murgia-bluesky-destra/ Il michelamurgismo condanna la sinistra, malgrado la destra sia impresentabile]''|''linkiesta.it'', 6 settembre 2025.|h=4}}
*[[Bluesky]] è il social dove sono andati quelli per cui Elon Musk va punito perché è di destra (mica premiato coi nostri penzierini postati gratis sui server pagati da lui), e dove compilano liste di proscrizione di nomi che stanno lì ma osano avere ancora un account Twitter, o come si chiama ora. Bluesky è il posto di quelli coi pronomi in bio e altre menate senza senso delle priorità.
*Forse è ragionevole sostenere che la quantità di danni al senso delle gerarchie dei problemi che in America ha fatto il MeToo in Italia l'abbia fatta [[Michela Murgia]]. E le sue accolite, certo, nessuna delle quali ha però un nome sufficientemente riconoscibile da venire usato come metonimia del problema.
*[...] [[Seconda presidenza di Donald Trump|Trump]] sbaglia le soluzioni, ma i problemi che individua sono quelli giusti, sono quelli che esistono non solo nell'immaginazione paranoica dell'elettorato, sono quelli su cui si vincono e si perdono le elezioni. La sicurezza, lì come qui, è un tema che la sinistra ha lasciato alla destra, concentrandosi invece su priorità importantissime e molto sentite dall'elettorato quali: ma certo che gli uomini possono partorire e gareggiare con le donne e venire rinchiusi in carceri femminili.
===2026===
{{Int|''[https://www.linkiesta.it/2026/07/lodissea-nolan-e-il-vano-tentativo-di-sospendere-lincredulita/ Un reduce della Guerra di Troia. L'Odissea di Nolan, e il vano tentativo di sospendere l'incredulità]''|Da ''linkiesta.it'', 17 luglio 2026.|h=4}}
{{NDR|Sull{{'}}''[[Odissea (film)|Odissea]]''}}
*[...] ma quelli che hanno fatto le interviste nelle scorse settimane il film l'avevano visto? No, perché al di là del non aver capito che Omero affida il destino di (quel coglione di) Ulisse interamente alle donne, vedendo il film si scopre che il regista che secondo Lupita aveva finalmente dato spazio alle donne ha invece del tutto cassato dalla storia Nausicaa. Magari l'avevano visto ma sono della scuola filosofica «mai obiettare quando un intervistato dice una scemenza, se poi l'intervistato è femmina diventa pure mansplaining».
*[...] Penelope fa la sua brava tirata contro il patriarcato, sembra una di Instagram, proprio come il finale in cui Ulisse spera nel ritorno della civiltà e nel fatto che «i nostri errori saranno dimenticati» sembra un editoriale contro Trump: cent'anni di cinema ci rovineranno pure l'immaginario, ma anche l'attualità non scherza.
*Certo, se questo film fosse uscito dieci anni fa avrebbe avuto un senso. Sarebbe stata una grande metafora dei limiti del maschile, l'uomo che si rifiuta di chiedere indicazioni, per colpa tua siamo arrivati in ritardo da mia cognata, dicevi che sapevi una scorciatoia e guarda dove siamo finiti, te l'avevo detto di chiedere ai passanti ma tu ti sentivi sminuito.<br/>Ma adesso, adesso che tutti hanno le mappe sul telefono, adesso che senza indicazioni del navigatore nessuno di nessun sesso o mestiere sa più fare cento metri, adesso Ulisse di cosa è metafora? Del fatto che il vero viaggio dell'eroe è salire su una barca senza navigatore satellitare?
==Interviste==
{{cronologico}}
*{{NDR|Sulla ''[[cancel culture]]''}} Di tutte le cose americane che avremmo dovuto emulare, per esempio la colazione salata, abbiamo invece deciso di prendere il peggio dell'America colta. Studenti di costosissime università americane chiedono che dai programmi di letteratura venga tolto [[William Shakespeare|Shakespeare]] perché con ''[[Otello]]'' "crea una cultura ostile agli studenti di colore e andrebbe sostituito con autori femmine e gay", e poi ''[[Uomini e topi]]'' è violento, in ''[[Vladimir_Nabokov#Lolita|Lolita]]'' c'è un pedofilo, nel ''[[Harper_Lee#Il_buio_oltre_la_siepe|Buio oltre la siepe]]'' gli epiteti razziali con cui si parlava all'epoca. Testi che hanno fatto la storia cancellati con una bizzarra smania revisionista.<ref>Dall'intervista di [[Natalia Aspesi]], ''[https://www.elle.com/it/magazine/interviste/a35872183/guia-soncini-libro-l-era-della-suscettibilita/ Guia Soncini e Natalia Aspesi: dialogo sul politicamente (s)corretto. Senza offesa...]'', ''elle.com'', 6 aprile 2021.</ref>
{{Int|''[https://www.huffingtonpost.it/entry/guia-soncini-massimo-dalema_it_609e834be4b014bd0cab2ab1/ Guia Soncini: "Amo D'Alema in maniera viscerale, è l'unico che se ne frega dello spirito del tempo"]''|Intervista di Adele Sarno, ''huffingtonpost.it'', 15 maggio 2021.}}
*In Italia abbiamo un rapporto complicato con i soldi, ma non siamo gli unici. L'altro giorno in un editoriale sul ''New York Times'' c'era scritto: "La mia generazione ha fallito perché l'obiettivo che c'eravamo preposti era l'eliminazione dei miliardari". Prego? Ma come? Allora rivolete il comunismo, diceva [[Corrado Guzzanti]]. La verità è che anche il capitalismo più capitalista, cioè quello americano, è diventato apologetico come il nostro, pronto ad andar dietro a istanze poveracciste un po' a caso. Un americano mi spiegava come gli americani abbiano smesso di essere quelli che desideravano fare carriera per comprare una limousine, per diventare quelli che alla limousine vorrebbero dare fuoco. {{NDR|«Si sono allineati?»}} Ci emulano in molte cose. Hanno avuto [[Donald Trump|Trump]] dopo che in Italia abbiamo avuto [[Silvio Berlusconi|Berlusconi]]. Ora si sono adeguati anche a questo rapporto contraddittorio che noi abbiamo con i soldi. Alla nostra stupidissima voglia di trovare il denaro una cosa brutta. Il sogno americano era diventare ricchi: se eri un ragazzino povero, pensavi a come risolvere i problemi che avresti avuto una volta diventato un adulto ricco. Oggi gli americani contestano i guadagni di [[Jeff Bezos]].
*[[Massimo D'Alema|D'Alema]] è stato [[Fedez]] prima di Fedez. Quando noi diciamo al marito della Ferragni che non deve fare l'elemosina in Lamborghini, gli stiamo dicendo che avere una macchina da ricco è una cosa che ci offende. Non consideriamo che in quel modo fa lavorare gli operai della Lamborghini. L'Italia produce lusso: macchine, vestiti, vini buoni. Non produciamo componenti. Che sia D'Alema che si compra le scarpe fatte a mano o una barca, o Fedez che compra la Lamborghini, o io che mi compro una borsa costosa, tutti stiamo facendo lavorare il [[Made in Italy]]. Provvediamo come Bezos a far guadagnare l'operaio, che dello stipendio che discende dal lusso vive. In che modo il mondo sarebbe migliore se Fedez andasse in bicicletta?
*[...] ormai hanno vinto loro, quelli delle polemiche dei social, e non c'è modo di sottrarsi. Perché oggi o ti scusi, ti spieghi, e fai tutte quelle cose che la Casa Reale inglese ordinava di non fare, ovvero mai scusarsi mai spiegarsi ("Never complain, never explain, never say I'm sorry"), oppure sei un mostro che non tiene conto dello spirito del tempo, del sentimento popolare. Gli americani dicono "Read the room", Cerca di capire quello che vuole la stanza in cui entri. Ma sono gli americani senza personalità: [[Steve Jobs]] diceva che il compratore non sapeva cosa desiderava finché non glielo diceva lui. Non mi viene in mente nessuno che abbia combinato qualcosa di rilevante assecondando le folle.
*Se stai sui social oggi non puoi non rispondere. Decidere di fregarsene è una scelta possibile ma non per chi fa un mestiere che dipende dal consenso popolare, come l'attrice, il politico, o il marito dell'influencer.
*[...] nessuno dirà: "Ehi ragazza, pensavo di darti più soldi perché così mi costi di più". Non è vero che le donne vengono pagate poco perché le aziende pensano che valgano meno degli uomini, vengono pagate meno perché non chiedono di essere pagate di più. {{NDR|«Non hanno capito che chiedere fa parte del lavoro?»}} Il voler essere simpatici è il problema delle donne e del divario salariale. Spesso si preferisce restare tranquille, non creare problemi, perché così si può tornare a casa appena il bambino ha la tosse all'asilo, invece di essere quelle che siccome vengono pagate tanto devono anche essere più responsabili.
{{Int|''«Come sopravvivere nell'era suscettibile dei linciaggi social? Non replicando mai»''|Intervista di [[Candida Morvillo]], ''Corriere della Sera'', 11 agosto 2021.}}
*C'è il momento in cui vai al bagno e apri i social come un tempo ''[[La Settimana Enigmistica]]'', non proprio con l'attenzione che dedicavi a [[Kant]] al liceo. Leggi una battuta e non ti poni il problema che sia una citazione che non conosci e, come prima cosa, ti offendi. Poi c'è l'incomprensione dell'antifrasi, figura retorica che consiste nell'esprimersi con termini di significato opposto a ciò che si pensa. Tipo: l'attrice [[Diana Del Bufalo]] fa un video, struccata, dice che due uomini le hanno urlato "''a 'bbona''", dice che a lei il cat calling piace, ma che quelli erano due falsi perché non puoi dire "bona" a una donna in tale stato pietoso. Gli offesi del giorno l'hanno sommersa di insulti, rivelandosi persone per le quali un fischio per strada equivale allo stupro, ma capaci di augurare la morte per un'antifrasi non capita.
*Il nuovo glossario dell'era della suscettibilità è tutto di parole inglesi e quindi una più brutta dell'altra. ''Representation matters'' e ''identity politics'' dicono che, anzitutto, è importante appartenere a una categoria identitaria. Per cui [[Gal Gadot]] ha interpretato [[Cleopatra]] e si sono scatenate le polemiche perché è israeliana e troppo bianca. Senza arrivare a [[Simone de Beauvoir]] che diceva che, per scrivere dei corvi, non devi essere corvo, il surreale è che l'attrice fa quello: interpreta ciò che non è. E se [[Golda Rosheuvel]] può fare la regina nera in ''Bridgerton'', dovresti poter fare Cleopatra bianca, ma non puoi, perché la linea di pensiero dev'essere che l'etnia bianca deve smettere di sopraffare quella nera.
*{{NDR|«Un neologismo sopravvalutato?»}} Il ''trigger warning'', l'avviso che, in un film, libro o altro, può esserci qualcosa che ti turba. Viviamo in un'epoca in cui tutto ti può turbare. C'è chi vuole il ''trigger warning'' se c'è un piatto di spaghetti, perché turba chi ha problemi alimentari; e chi sostiene che, se sei anoressica, il ''trigger warning'' associato al cibo ti convince di più che il cibo è traumatico. Noi adulti abbiamo detto ai giovani che saranno protetti anche dagli spaghetti, invece di avvisarli che nella vita avrebbero visto anche di peggio. E non è solo questione di giovani, ma di ''[[woke (ideologia)|woke]]'', un'espressione tipo radical chic, che ha avuto una transizione semantica. Vuol dire "occhi aperti", "essere sensibili alle ingiustizie", e ora è la rivendicazione di chi sta dalla parte dei buoni. Anzi, è: taci tu, che non sei ''woke''.
*La molla del linciaggio è la ricerca del cretino del giorno. Ti svegli e c'è il deputato che "se vuoi il green pass per il [[COVID-19|Covid]], lo devi volere pure per i sieropositivi" e, per mezza giornata, tutti danno addosso a lui. La mattina dopo c'è un altro che l'ha detta più grossa. E i più accaniti cacciatori di cretini del giorno sono quelli che, a loro volta, sono stati il cretino del giorno, perché pensano che un giorno in cui do addosso a un altro è un giorno in cui nessuno dà addosso a me.
{{Int|''[https://www.rivistastudio.com/guia-soncini-leconomia-del-se/ Vendersi sui social secondo Guia Soncini]''|Intervista di Arnaldo Greco, ''rivistastudio.com'', 17 marzo 2022.}}
*Quando ho scoperto il concetto di "economia dell'attenzione", mi sono chiesta perché non fosse un concetto utilizzato di continuo; mi sembra la chiave fondamentale di comprensione del tempo in cui siamo: è arrivata la [[Invasione russa dell'Ucraina del 2022|guerra]] e non c'è più la [[Pandemia di COVID-19|pandemia]]. Non riusciamo a occuparci di due cose alla volta, non abbiamo spazio mentale, non abbiamo concentrazione, non abbiamo abbastanza cuoricini per due guai alla volta. [...] Era già successo, in qualche modo, con Black Lives Matter e con il [[Me Too (hashtag)|#MeToo]]. I grandi eventi vengono assorbiti e le persone che di mestiere vendono prosciutti riescono a creare quello che era il sogno proibito di [[Carlo Freccero|Freccero]] per la televisione, e cioè un flusso perfetto in cui non c'è nessuna soluzione di continuità fra "questo è il video di mio figlio che mangia la sua prima pappa", "questa è la mia dolenza per la guerra", "questi sono i miei ombretti che vi dovete comprare", "questo è il video dell'ospedale bombardato", "queste sono le borsette che mi hanno regalato".
*Una citazione che ho fatto un milione di volte nella mia vita e credo che continuerò a fare è quella di [[William Goldman]], lo sceneggiatore del ''Maratoneta'' e di ''Butch Cassidy'', che ha scritto anche alcuni libri su come funzionava Hollywood e che, quando gli chiedevano "come si fa a sapere se un film funziona?", rispondeva: "Nobody knows anything". Nessuno sa niente. Per il commercio è sempre così, altrimenti esisterebbero solo i successi.
*C'è una frase nel libro di [[Yasmina Reza]] {{NDR|''Serge''}} che dice che una volta, quando non si capiva che lavoro facessero le persone, si parlava di import/export, mentre adesso si dice "fare le consulenze". Per me tutto è cominciato quando abbiamo iniziato a dire "manager", perché è da quando abbiamo cominciato a usare "manager" che sono nati dei lavori misteriosi. E con internet questi lavori misteriosi si sono moltiplicati e molti di questi lavori misteriosi ruotano proprio attorno all'"engagement" e al modo con cui scavalcare il "nobody knows anything". Ovviamente è tutto un bluff. Secondo me sono proprio loro i primi a saperlo.
*Il mondo non è mai stato così diverso rispetto a cinquant'anni prima come lo è adesso. Nemmeno quando è stata inventata l'elettricità.
*Anni fa ho chiesto a un cantante se si vedeva ancora sul palco a settant'anni, come [[Mick Jagger]], perché mi sembrava che Jagger fosse ridicolo. La sua risposta fu: "Non fai questo mestiere se hai il senso del ridicolo". Aveva a tal punto ragione lui che oggi quasi tutti ci comportiamo come se fossimo delle popstar, nonostante quasi nessuno di noi lo sia.
{{Int|''[https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cultura-spettacoli/22_marzo_17/guia-soncini-vendiamo-tutti-qualcosa-ferragni-ha-capito-molto-09bced68-a5c3-11ec-9aff-3c7b1eac045e.shtml Guia Soncini: «Vendiamo tutti qualcosa. Ferragni? Ha capito molto»]''|Intervista di Sara D'Ascenzo, ''corrieredibologna.corriere.it'', 17 marzo 2022.}}
*{{NDR|«[...] abbiamo tutti qualcosa da vendere nell'economia del sé?»}} Sì e chi non ce l'ha è pericolosissimo: chi non è sui social per piazzare il suo libro, il suo salone di manicure, il suo studio dentistico, sarà sui social per mettere in vetrina i suoi lutti, le sue opinioni sull'universo, le sue malattie, i suoi amori.
*{{NDR|«Da chi diceva: "In Tv guardo solo classici e documentari" a chi dice: "I social? Ce li ho ma li uso solo per lavoro", cosa è cambiato?»}} Niente: mentono entrambi. Ci sono, da sempre, forme d'intrattenimento di cui ci vergogniamo: ai tempi di Gramsci erano i romanzi di Carolina Invernizio, ai nostri tempi sono le storie Instagram di Elisabetta Franchi.
*{{NDR|«Il [[giornalismo]] che costruisce pezzi e interviste sui profili social è giornalismo, pigrizia o approfittare di quanto si trova pronto?»}} Se posso scegliere una quarta opzione, è disastro e colpa di [[Benedetto Croce]]. Se non fossimo un Paese che crede nel primato della cultura umanistica, sapremmo la matematica quel tanto che basta a renderci conto che non ha nessun senso ripubblicare tale e quale su un giornale che vende qualche decina di migliaia di copie una cosa uscita su una piattaforma con decine di milioni di iscritti.
*Il mio editore dice che se citi troppa cultura popolare non fai sentire intelligenti i lettori, che vogliono dalla saggistica riferimenti che non siano pop. Ma le luminarie in via D'Azeglio le fai con le canzonette, mica con [[Pier Paolo Pasolini|Pasolini]]: canzoni e film sono il codice condiviso con cui gente che non ha letto gli stessi libri si capisce. Non so se questa cosa durerà, ora che escono cento serie televisive a settimana e nelle prossime generazioni non avranno tutti visto e ascoltato le stesse cose, ma per noi relitti del Novecento è così.
*{{NDR|«Potrebbe mai fare a meno dell'[[ironia]]?»}} Forse sì, ma poi sarei noiosissima e lei non m'intervisterebbe.
{{Int|''[https://www.iodonna.it/attualita/costume-e-societa/2023/07/01/il-bello-di-avere-una-certa-eta/ Guia Soncini e Romolo Bugaro: "Il bello di avere una certa età"]''|Intervista di Roselina Salemi, ''iodonna.it'', 1º luglio 2023.}}
*La [[Invecchiamento|lotta contro il tempo]] esiste solo nelle pubblicità dei cosmetici, e nelle vite delle signore abbastanza ottuse da preferire che le chiamino "signorina".
*Soffro di uno sfrenato complesso di superiorità nei confronti di chiunque altro, qualunque età abbia. Non ho la patente, ma la prenderei solo per investire sulle strisce la me trentenne. Anzi, no: ''Ritorno al futuro'' insegna che in quel caso poi non avrei la preziosissima me cinquantenne. Diciamo che, se la incontrassi, quella sciocchina della me trentenne, cambierei marciapiede.
*{{NDR|«Basta un compleanno per diventare [[adulti]]?»}} Ci vuole una vita, per diventare adulti, temo.
*[...] io non vivo in una casa foderata di specchi. Neppure mi faccio foto in continuazione, è un tic da cui per fortuna sono immune. Quindi, il mio aspetto non è un mio problema. Sono gli altri che guardano la mia faccia che casca: la mia bellezza o la mia vecchiezza sono un dramma o un diletto altrui. Figuriamoci se m'affatico a lavorare per loro, egoista come sono.
*Non userei, per dire che qualcuno è [[Senilità|vecchio]], nessuna parola che non fosse "vecchio": quando leggo "è scomparso" penso sempre si tratti di un caso per ''Chi l'ha visto?'', poi capisco che è semplicemente un titolo fatto da qualcuno che ha paura delle parole e non osa dire "morto". Certo bisogna decidere cosa significhi "vecchio": per una cinquantenne e per una novantenne forse non ha senso usare la stessa parola. Io per me uso "vegliarda", ma più che con l'età ha a che fare con l'antiquariato, con l'essere – nei gusti, nella formazione, nelle attitudini – una ragazza del secolo scorso.
==''Instagram – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*[...] non è che la gente che prima ti diceva «brutta cicciona» possa iniziare a dirti «La tua interpretazione della [[Critica della ragion pura]] è sbagliata», perché la ragione per cui il tipo di essere umano che ti diceva «brutta cicciona» te lo diceva era che non era in grado di dirti niente di più articolato. Succede che ora, quell'inattrezzato e assai diffuso tipo d'individuo, [[Body shaming|l'abbiamo colpevolizzato]], e quindi deve trovare un modo alternativo per dirti comunque che sei una cessa ma fingendo di non dirtelo. E, poiché è appunto inattrezzato, ne trova uno che gli sembra sofisticato. [...] Le dico che non si piace: tutti capiranno che sto dicendo che è troppo cessa per piacersi, ma io non l'avrò detto. Quel che [...] non sa è che è un [[comma 22]]. [...] Non puoi rispondere, perché «ma io veramente mi piaccio moltissimo» è una frase che probabilmente zittirebbe Vongola Van Pelt qui, ma aprirebbe voragini che nessuna persona seria vorrebbe aprire. Chi mai, piacendosi, direbbe a voce alta che si piace? Anzi, chi si piace se ne vergognerà anche un po'. [...] Non è solo che una povera Vongola sia stata illusa dalla società di potertisi rivolgere alla pari senza capire la ragion pura: è che ci siamo occupati d'inibirle l'aggressività esplicita, ma non d'insegnarle a capire quand'ha davanti una figa.<ref>Da un [https://www.instagram.com/lasoncini/p/C09_cl2sDbm/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 17 dicembre 2023.</ref>
*[...] uso i [[Social media|social]] come blocco degli appunti, come tutte le persone non così disadattate da voler fare amicizia sull'internet e non così imprenditoriali da volersi curare un pubblico cui poi vendere codici sconto, corsi di punto croce, concerti, sagre, manuali di autoaiuto, ricchi premi e cotillon.<ref name="Clooney">Da un [https://www.instagram.com/lasoncini/p/C1Ef6-tNUHD/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 20 dicembre 2023.</ref>
*[...] dici una cosa in pubblico, quella cosa viene interpretata, anche (innanzitutto) da chi non sarebbe in grado d'interpretare neanche un libro illustrato. Però, ecco, ho l'impressione che la malattia mentale sia in ascesa, sull'internet. Gente che risponde a ogni tuo tuit pur avendola tu bloccata [...], gente che si ossessiona, gente che ha così bisogno d'una vita che io mi spavento pure a intravederla.<ref name="Clooney"/>
*[[Louis-Ferdinand Céline|Céline]] è il tocco del vero velleitario, Céline lo leggi anche se è verboso, guarda come sei intelligente, anche se è ideologicamente riprovevole, guarda come sei aperto: Céline è quasi meglio di "preferisco la saggistica", che mai cederà il podio di frase con cui gli analfabeti velleitari preferiscono denunciarsi.<ref>Da un [https://www.instagram.com/lasoncini/p/DOlteB_jcdR/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 14 settembre 2025.</ref>
*[...] [[Natalia Aspesi|Natalia]] fa quel che le riesce meglio: condensare un intero trattato sul presente in mezza frase apparentemente svagata.<ref>Da un [https://www.instagram.com/lasoncini/p/DQETb9GDezt/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 21 ottobre 2025.</ref>
*Una delle cose più ridicole che ogni tanto sento, rispetto alla pubblicazione da parte dei giornali italiani delle conversazioni private di chicchessia, è la definizione «interesse giornalistico», che farebbe la differenza tra i like cercati dai giornalisti e quelli ramazzati dagli amici dei famosi morti che ne pubblicano i messaggi. Ma certo: c'è un interesse supremo della cittadinanza a sapere cosa Anna Falchi dicesse a Ricucci, che Berlusconi invitasse a cena Belen [...]. Sono proprio cose la contezza delle quali fa il cittadino informato. Non ho niente contro il tentativo matto e disperatissimo di vendere giornali e libri [...], ma insomma almeno dovremmo avere la dignità di dire che ci piace farci i cazzi degli altri e far leva sulla comare pettegola che sta in ogni lettore. Sentirci meno [[Leonardo Sciascia]], e più pubblico di [[Pietro Germi]] (oddio, forse per apprezzare Germi serve la capacità di ridere delle proprie debolezze, invece di farne simulazioni di battaglie morali, ma insomma ci siamo capiti).<ref>Da un [https://www.instagram.com/lasoncini/p/DRdw639iNmG/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 25 novembre 2025.</ref>
*[...] ogni giorno vediamo tutti i tragici esiti di quel genere minore che sono le [[Intervista|interviste]], registi che dicono enormi puttanate per spiegare i film, cantanti che dicono imbarazzanti puttanate per spiegare le canzoni, calciatori che dicono sgrammaticate puttanate per spiegare le partite, e insomma funziona come diceva mia madre rispetto all'inettitudine delle cameriere nel lucidare l'argenteria: faccio prima a fare da sola.<ref>Da un [https://www.instagram.com/lasoncini/p/DRltiXdiN1I/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 28 novembre 2025.</ref>
*Ci sono, ogni tanto, personaggi la cui rilevanza devi spiegare perché qualcuno se li è persi o non è stato attento o non si muovevano in un campo che interessasse. E poi c'è [[Martin Parr]].<ref>Da un [https://www.instagram.com/lasoncini/p/DR-bmBjDVKJ/ post] sul profilo ufficiale ''instagram.com'', 7 dicembre 2025.</ref>
==''X/Twitter – profilo ufficiale''==
{{cronologico}}
*Sogno un pezzo su [[Harvey Weinstein|Weinstein]] d'una sola riga: quello sarà un vecchio porco, ma voi gliela tiravate con la fionda, finché pensavate servisse.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/917718896181989378 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 10 ottobre 2017.</ref>
*La [[Alessandra Sardoni|Sardoni]] sa tutto, parla con tutte le fonti, è in onda cento ore a settimana, e di domenica ha la piega fatta. Altro che Beyoncé.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1000778622813327361 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 27 maggio 2018.</ref>
*Io avrò partecipato a mille conversazioni nelle quali gente sbuffava quando dicevi «che vita di merda che fa [[Roberto Saviano|Saviano]], povero»; l'unica differenza era che non avrebbero mai sbuffato in pubblico: fino a qualche tempo fa, l'umanità ancora si vergognava d'avere idee imbecilli.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1009850867250618371 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 21 giugno 2018.</ref>
*Quando vedo i ministri che usano tuìtter come i disadattati nelle chat di lavoro usano whatsapp – facce che ridono, mani che salutano, troie che ballano – mi viene una struggente nostalgia di [[Arnaldo Forlani|Forlani]].<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1017488211365548033 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 12 luglio 2018.</ref>
*Una vita sprecata ad ascoltare Guccini pensando m'illuminasse su questo povero paese, e invece il verso che racconta il presente l'aveva scritto [[Max Pezzali]].<br />Una quotidiana guerra con la razionalità.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1026098301102374912 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 5 agosto 2018.</ref>
*L'Italia è quel paese dove un 27enne chiama un quiz domenicale e dice che è studente, e la conduttrice invece di chiedergli perché ci stia mettendo otto (and counting) anni a laurearsi gli chiede perché non sia ancora fidanzato.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1041306972522471429 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 16 settembre 2018.</ref>
*{{NDR|Su ''[[Dimartedì]]''}} Caro assistente di studio di Floris, far applaudire il pubblico a ogni frase non fa sembrare il tuo un programma di grande successo: fa sembrare quelli in studio degli schizofrenici che applaudono tutto e il contrario di tutto.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1052291773349941248 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 16 ottobre 2018.</ref>
*Una delle mie cose preferite dei [[Social network|social]] – luoghi dove alla plebe viene data la possibilità di leggere gratis gente che altrimenti dovrebbe pagare per leggere: il minimo che ci si aspetti in cambio è educato silenzio – è la sincera indignazione del cretino allorché bloccato.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1226466012154998786 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 9 febbraio 2020.</ref>
*Piccolo promemoria: se siete sensibili al parere di chiunque sia famoso su qualunque argomento, il problema siete voi.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1288372638914621440 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 29 luglio 2020.</ref>
*La mattina dopo un rivolgimento, anni fa, l'umanità sarebbe andata a comprare un giornale per capirne di più. Adesso è convinta, anche quand'ha sì e no gli strumenti culturali per fare l'orlo agli strofinacci, di poter spiegare lei le cose al mondo; quindi apre un social e lo fa.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1347099008213389313 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 gennaio 2021.</ref>
*Niente ti fa capire il tuo valore di scrittrice come il festival letterario che, in un albergo sul mare, t'assegna la stanza vista parcheggio.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1406245864524353538 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 19 giugno 2021.</ref>
*[...] l'[[internet]] è una forma di welfare: serve a far sognare chi non combinerà mai un cazzo nella vita, e a illuderlo ci sia un posto in cui vale. È L'Oréal, ma coi cancelletti.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1422471381908926465 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 agosto 2021.</ref>
*Mi scuso coi giornali per aver tardato ad avvisarli che in italiano gli articoli determinativi e indeterminativi hanno i generi, e quindi non si scrive «un pm donna» ma «una pm»: ero distratta perché stupidamente convinta che avessimo tutti frequentato le elementari.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1472956583571345412 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 20 dicembre 2021.</ref>
*{{NDR|Su [[Cesare Cremonini]]}} Che poi sì, i giovani di norma son scemi, poi ci son quelli che al liceo scrivono ''50 Special''.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1489361073732042758 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 3 febbraio 2022.</ref>
*Quelli che spiegano cos'avrebbe dovuto chiedere Fazio al Papa, curiosamente, non sono mai conduttori televisivi di successo, né intervistatori di papi, ma neanche solo presentatori di previsioni del tempo.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1490573696494415874 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 7 febbraio 2022.</ref>
*Ogni volta che vedo [[Francesca Mannocchi]] mostrare pezzi di cadavere dal fronte mi chiedo se sia più umano pensare «meno male che c'è qualcuno che ha i coglioni di andar lì e farci vedere» o «sì però adesso torna a casa che ti si devasta la psiche» (nel dubbio le dico sempre la seconda).<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1511367067286622215 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 5 aprile 2022.</ref>
*Abbiamo preso in considerazione l'ipotesi che la notizia non sia che il libro di Renzi è il più venduto in Italia, ma che sia un periodo in cui non si vende talmente niente di niente che si va primi in classifica con settemila copie?<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1531507945623674883 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 31 maggio 2022.</ref>
*{{NDR|Sugli attivisti di [[Ultima Generazione]]}} Se ho capito bene, questo cazzo di caldo che fa a ottobre potremmo risolverlo lanciando del minestrone sulle ''Tre grazie'' del Botticelli.<ref>Da un [https://twitter.com/lasoncini/status/1582010154769604608 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 17 ottobre 2022.</ref>
*Una buona soluzione all'essere stufe che gente che non conosciamo abbia opinioni che non condividiamo su cose che facciamo ma che essa gente non conoscendoci ignora che noi facciamo è: ignorare le opinioni di gente che non conosciamo così come essa ignora le nostre abitudini.<ref>Da un [https://x.com/lasoncini/status/1850542762979938676 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 24 ottobre 2024.</ref>
*Se valesse il criterio "cosa consumano quelli che conosco", Woody Allen negli ultimi trent'anni avrebbe incassato meno di Neri Parenti, chi parla a Radio 3 sarebbe più famoso di quelli di Deejay, e ''50 sfumature'' avrebbe venduto meno di Missiroli.<ref>Da un [https://x.com/lasoncini/status/1972326211419513194 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 28 settembre 2025.</ref>
*[...] temo di no, non ci siamo ancora abbastanza evoluti da scandalizzarci della prevedibilità.<ref>Da un [https://x.com/lasoncini/status/2001303103346270621 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 17 dicembre 2025.</ref>
*Ogni generazione in Italia ha diritto a non più d'un uomo di spettacolo che valga la pena intervistare [...]<ref>Da un [https://x.com/lasoncini/status/2004957242513371159 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 27 dicembre 2025.</ref>
*Un giorno qualcuno dovrà spiegare agli autori d'[[Fallimento|insuccessi]] che far la moralina ai successi serve solo ad avere approvazione dai nomignoli dell'internet [...]<ref>Da un [https://x.com/lasoncini/status/2011063521187135664 post] sul profilo ufficiale ''x.com'', 13 gennaio 2026.</ref>
==Citazioni su Guia Soncini==
*Devo dire che Guia Soncini è deliziosa in quanto instancabile dispensatrice di vaffanculi in modo molto democratico e puntuale. Fa un duro lavoro per tutti noi che quasi sempre leggiamo e passiamo oltre per pigrizia o ignavia. ([[Fabio Ravezzani]])
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Giornalisti italiani]]
[[Categoria:Scrittori italiani]]
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Conflitto israelo-palestinese
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[[File:Palestine-Israel Historic Borders Over Time.png|thumb|Confini palestinesi lungo la storia]]
Citazioni sul '''conflitto israelo-palestinese'''.
==Citazioni==
*''Ancora fumo in Palestina. | Pietre volano contro [[Israele]]. | L'occupazione finirà! | Sventoliamo le nostre bandiere, | il piombo assassino non ci fermerà!'' ([[Banda Bassotti (gruppo musicale)|Banda Bassotti]])
*Ci vuole coraggio a guardare oltre il rancore, il dolore e la storia. ([[Roger Cohen]])
*Cosa c'è di tanto orribile nel dichiarare che il nemico è tutto il popolo palestinese? ([[Ayelet Shaked]])
*Credo che ognuno di noi, se fosse nato in un campo di concentramento e non avesse da cinquant’anni nessuna prospettiva da dare ai figli, sarebbe un terrorista. ([[Giulio Andreotti]])
*I diritti del popolo palestinese in lotta, compreso il diritto di costituire uno stato indipendente nazionale, debbono essere garantiti. Questo problema non può essere risolto attraverso trattative senza la partecipazione dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, perché il destino del popolo della Palestina è il cuore della questione. ([[Nur Mohammad Taraki]])
*I sionisti non continueranno le loro scelleratezze se per rappresaglia per ogni palestinese ucciso in Palestina i palestinesi uccidono e mettono a morte, non in Palestina, cinque americani o britannici o francesi. Non è difficile uccidere americani o francesi. È un po' difficile uccidere israeliani. Ma ci sono così tanti americani e francesi ovunque nel mondo. ([[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani]])
*Io contesto all'OLP l'uso della lotta armata non perché ritenga che non ne abbia diritto, ma perché sono convinto che la lotta armata non porterà a nessuna soluzione. Sono convinto che lotta armata e terrorismo non risolveranno il problema della questione palestinese. L'esame del contesto mostra che lotta armata e terrorismo faranno solo vittime innocenti, ma non risolveranno il problema palestinese. Non contesto però la legittimità del ricorso alla lotta armata che è cosa diversa. [...] Quando [[Giuseppe Mazzini]], nella sua solitudine, nel suo esilio, si macerava nell'ideale dell'unità ed era nella disperazione per come affrontare il potere, lui, un uomo così nobile, così religioso, così idealista, concepiva e disegnava e progettava gli assassini politici. Questa è la verità della storia. ([[Bettino Craxi]])
*Il conflitto israelo-palestinese è uno dei problemi centrali del nostro tempo [...]. A mio parere perché, oltre alle ragioni fattuali che lo definiscono, evoca ripetutamente nella dimensione fantasmatica, lo spettro dell'antisemitismo, quello del suo esito catastrofico, la Shoah, ma anche quello del suo doppio negativo, la vittima che diventa carnefice. ([[Moni Ovadia]])
*L'unico modo per porre fine a questo incubo che dura da 70 anni in Asia occidentale e nel mondo è ripristinare il diritto di tutti i palestinesi all'autodeterminazione. Proponiamo che tutto il popolo palestinese - sia quello che vive nella madrepatria sia quello che è stato costretto alla diaspora - determini il proprio futuro attraverso un referendum. Siamo fiduciosi che attraverso questo meccanismo si possa raggiungere una pace duratura, con musulmani, cristiani ed ebrei che vivono l'uno accanto all'altro in un'unica terra in tranquillità e pace, lontano dal razzismo e dall'apartheid. ([[Masoud Pezeshkian]])
*La verità è che un popolo oppresso che manifesta contro un'occupazione militare ricorda solo la nostra Liberazione e il diritto dei palestinesi sancito da ben tre risoluzioni dell'Onu. ([[Tommaso Di Francesco]])
*Non è nel nostro interesse governarvi. Noi vogliamo che siate voi [i palestinesi] a governarvi nella vostra nazione, uno stato democratico palestinese con contiguità territoriale in Giudea e Samaria, con un'economia stabile e che possa condurre normali relazioni di tranquillità, sicurezza e pace con Israele. Abbandonate il sentiero del terrore e fermate insieme a noi lo spargimento di sangue. Dirigiamoci insieme verso la pace. ([[Ariel Sharon]])
*Non ho mai scritto una riga sul conflitto tra Israele e il popolo palestinese [...] perché [...] diventa un tifo su una cosa drammatica e complicata. Israele doveva andare lì? No, [...] ma si è espanso come Stato in territori non suoi solo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il luogo è stato scelto per ragioni religiose, come d'altra parte l'antisemitismo è nato per ragioni religiose, dal cristianesimo. È l'unica democrazia in Medio Oriente? Proprio per questo era meglio non starci. Gli Europei appoggiano Israele? Sì, perché sono responsabili del più grande genocidio del XX secolo. Questo significa che criticare Israele significa essere antisemiti? No, e tantomeno stare dalla parte degli integralisti islamici, e neppure dell'Islam tout court per quanto mi riguarda, visto che tutta questa tragedia è fondata prima che sui territori sull'insensatezza delle religioni, e sulle ideologie politiche che vi aderiscono. Tra l'altro [...] a nessuno Stato arabo è mai importato del popolo palestinese, se non usarlo come pretesto per odiare ancora di più l'Occidente (l'Occidente moderno, non certo quello cristiano, tant'è che Bin Laden attaccò il World Trade Center – simbolo del capitalismo e degli USA, odiati da fascisti, comunisti, complottisti, simpatizzanti di dittature varie – mica il Vaticano). Per me l'Occidente ha le sue radici nell'Illuminismo (non nel cristianesimo), nella rivoluzione borghese, liberale e scientifica, e un conflitto del genere ha altre radici, il cui albero cresce sottoterra da duemila anni. ([[Massimiliano Parente]])
*Non posso immaginare quale sia il nesso tra la lotta dei palestinesi nei monti più alti del Libano e la liberazione della Palestina. ([[Hafiz al-Asad]])
*Può non piacere la parola, ma quello che sta avvenendo è un'occupazione, teniamo 3.5 milioni di palestinesi sotto occupazione. Credo che sia una cosa terribile per Israele e per i palestinesi. ([[Ariel Sharon]])
*Sarebbe presuntuoso e temerario pensare che vi sia una formula magica, qualche rapida iniezione di droga, per risolvere il conflitto israelo-palestinese. Vi sono tuttavia alcuni princìpi fondamentali, che devono formare la base di ogni politica vitale. In primo luogo qualsiasi gruppo che rappresenti di fatto o che sostenga di rappresentare i palestinesi dovrà riconoscere il diritto di Israele a una esistenza pacifica e dovrà rifiutare l'uso del terrorismo o dell'azione armata contro Israele o i cittadini israeliani. Secondo, Israele dovrà uniformarsi alle clausole della Risoluzione 242 dell'ONU in merito alla restituzione di territori occupati. Tuttavia Israele ha diritto a confini sicuri e non possiamo né dobbiamo aspettarci che accetti la costituzione di uno Stato armato nemico a un tiro di schioppo in Cisgiordania. Terzo, i territori occupati da restituire dovrebbero essere smilitarizzati. Infine, la Giordania può rivestire un ruolo costruttivo nel risolvere il problema palestinese. ([[Richard Nixon]])
*Una volta furono gli Ebrei a conoscere la "diaspora". Vennero dispersi, cacciati dal Medio Oriente e dispersi per il mondo; adesso sono invece i Palestinesi.<br>Ebbene io affermo ancora una volta che i Palestinesi hanno diritto sacrosanto a una patria ed a una terra come l'hanno avuta gli Israeliti. ([[Sandro Pertini]])
===[[Yasser Arafat]]===
*Continueremo a far guerra a Israele da soli, finché non riavremo la Palestina. La fine di Israele è lo scopo della nostra lotta, ed essa non ammette né compromessi né mediazioni.
*Lei chiede quanto potremo resistere: la domanda è sbagliata. Lei deve chiedere quanto potranno resistere gli israeliani. Giacché non ci fermeremo mai fino a quando non saremo tornati a casa nostra e avremo distrutto Israele.
*Se ci tenete tanto a dare una patria agli ebrei, dategli la vostra: avete un mucchio di terra in Europa, in America. Non pretendete di dargli la nostra. Su questa terra noi ci abbiamo vissuto per secoli e secoli, non la cederemo per pagare i vostri debiti.
*Siamo soltanto all'inizio di questa guerra. Incominciamo solo ora a prepararci per quella che sarà una lunga, lunghissima guerra. Certo una guerra destinata a prolungarsi per generazioni.
===[[Zbigniew Brzezinski]]===
*Certo, il terrorismo palestinese va condannato e rifiutato. Ma ciò non si deve de facto tradurre in una politica di sostegno a una repressione sempre più brutale, agli insediamenti dei coloni, e a un nuovo muro. È in gioco il destino di un paese democratico, Israele, che gli Stati Uniti si sono impegnati a difendere da oltre 50 anni. Ben presto, però, svanirà la soluzione dei due Stati. Molto presto la realtà degli insediamenti - fortificazioni coloniali in cima a colline con piscine, accanto a favelas prive d'acqua potabile, e dove il 50 per cento della popolazione è disoccupata - farà sfumare la prospettiva della soluzione dei due Stati con un muro che frammenta ancor più la Cisgiordania e infligge ulteriori sofferenze umane.
*I palestinesi devono compiere passi concreti per fermare i terroristi, ma affinché lo facciano gli israeliani debbono offrire contropartite tangibili che giustifichino lo sforzo.
*Il sostegno alla politica repressiva di Israele rischia di trasformare quel Paese in un nuovo Sud Africa dell'apartheid.
===[[Muʿammar Gheddafi]]===
*Gli ebrei [...] non odiano i palestinesi. Non vogliono espellere i palestinesi dalla loro terra, la Palestina. Non hanno deciso di massacrarli, come suggeriscono le voci. Nemmeno il [[massacro di Deir Yassin]] ha avuto luogo. In effetti, furono gli arabi non palestinesi ad attaccare la Palestina e dichiarare guerra agli ebrei.
*Gli ebrei, specialmente i più religiosi, non accetterebbero alcun sostituto per la terra che è, nelle loro credenze, sacra, e i palestinesi, in particolare gli intransigenti tra loro, non accetteranno alcun sostituto per la terra dei loro antenati.
*Non siamo responsabili dell'uso che può essere fatto delle armi che diamo ai palestinesi. Noi le diamo ai palestinesi perché crediamo nella loro causa e riteniamo doveroso aiutarli. Quel che succede dopo non mi riguarda. Se devo essere condannato indirettamente, preferisco le accuse dirette. Ma non ci sono prove.
*Per quanto riguarda la situazione palestinese, la soluzione dei due Stati è impossibile, non è pratica. Attualmente, questi due Stati si sovrappongono completamente. La partizione è destinata al fallimento. Questi due Stati non sono vicini, sono co-esistenti, sia in termini di popolazione che di geografia. Una zona di protezione non può essere creata tra i due Stati, perché ci sono mezzo milione di coloni israeliani in Cisgiordania e un milione di arabi palestinesi nel territorio conosciuto come Israele. La soluzione è quindi uno Stato democratico senza fanatismo religioso o etnico. La generazione di Sharon e Arafat è finita. Abbiamo bisogno di una nuova generazione, in cui tutti possano vivere in pace. Guardate i giovani palestinesi e israeliani, entrambi vogliono la pace e la democrazia, e vogliono vivere sotto un unico Stato. Questo conflitto avvelena il mondo.
*Sarebbe semplicemente irrealizzabile e impraticabile dividere la Palestina in due Stati. Sotto la partizione non ci sarebbe uno Stato chiamato Israele, né ci sarebbe uno Stato chiamato Palestina. Coloro che chiedono la divisione della Palestina in due Stati ignorano così la natura della regione e la sua demografia, oppure vogliono sbarazzarsi del problema e metterlo nelle mani degli ebrei e dei palestinesi. Può sembrare che avessimo risolto così il problema ma in questo caso non saremmo sinceri: avremmo fatto poco più che gettare le basi per un nuovo conflitto.
===[[Ali Khamenei]]===
*Fin dal primo momento il regime sionista ha adottato, contro l’inerme popolo di Palestina, la politica del pugno di ferro: giorno dopo giorno, ha intensificato brutalità, terrore e repressione, nel totale disprezzo di tutti i valori morali, umani e religiosi.
*I capi dell’egemonia globalista non hanno alcuna considerazione neanche per i più elementari fondamenti del vivere umano. Definiscono legittima difesa le crudeli e sanguinarie politiche israeliane, mentre dipingono come terrorista la Resistenza palestinese a difesa della propria libertà, sicurezza e diritto all’autodeterminazione!
*Si può definire nazione terrorista un popolo che si difende nella propria terra dai crimini dei sionisti occupanti? Ed aiutare una cosiffatta nazione e rafforzarla può considerarsi un atto di terrorismo?
===[[Golda Meir]]===
*Cosa vuoi discutere con gente che non ha nemmeno il coraggio di rischiare la propria pelle e consegna gli ordigni esplosivi a un altro?
*La responsabilità verso i palestinesi non è nostra: è degli arabi. Noi, in Israele, abbiamo assorbito circa un milione e quattrocentomila ebrei arabi: dall'Iraq, dallo Yemen, dall'Egitto, dalla Siria, dai paesi nordafricani come il Marocco. Gente che arrivando qui era piena di malattie e non sapeva far nulla. Tra i settantamila ebrei giunti dallo Yemen, per esempio, non c'era un solo medico ne una sola infermiera: ed eran quasi tutti ammalati di tubercolosi. Eppure li prendemmo, e costruimmo ospedali per loro, e li curammo, li educammo, li mettemmo in case pulite e li trasformammo in agricoltori, medici, ingegneri, insegnanti... Tra i centocinquantamila ebrei che vennero dall'Iraq v'era un piccolissimo gruppo di intellettuali; eppure i loro figli, oggi, frequentano le università. Certo abbiamo problemi con loro, non è tutto oro quello che luccica, ma resta il fatto che li abbiamo accettati e aiutati. Gli arabi invece non fanno mai nulla per la propria gente. Se ne servono e basta.
*Non esiste qualcosa come un popolo palestinese. Non è che siamo venuti, li abbiamo buttati fuori e abbiamo preso il loro paese. Essi non esistevano.
*Quando c'è una guerra e la gente scappa, di solito scappa verso paesi di lingua diversa e religione diversa. I palestinesi, invece, fuggirono verso paesi dove si parlava la loro stessa lingua e si osservava la loro stessa religione. Fuggirono in Siria, in Libano, in Giordania: dove nessuno fece mai nulla per aiutarli. Quanto all'Egitto, gli egiziani che presero Gaza non permisero ai palestinesi nemmeno di lavorare e li tennero in miseria per usarli come un'arma contro di noi. sempre stata la politica dei paesi arabi: usare i profughi come un'arma contro di noi. Hammarskjoeld aveva proposto un piano di sviluppo per il Medio Oriente, e questo piano prevedeva anzitutto il riassestamento dei profughi palestinesi. Ma i paesi arabi risposero no.
*Questi arabi voglion tornar ai confini del 1967. Se quei confini erano giusti, perché li distrussero?
===[[Benjamin Netanyahu]]===
*Hitler all'epoca non voleva sterminare gli ebrei ma espellerli. Il Muftì andò e gli disse "se li espelli, verranno in Palestina". "Cosa dovrei fare?" chiese e il Muftì rispose "Bruciali".
*I leader palestinesi chiedono di avere uno stato palestinese a una condizione: che non ci siano ebrei. C'è un'espressione per questa cosa: pulizia etnica.
*Penso che chiunque voglia creare uno stato palestinese e ritirarsi dai territori occupati da Israele favorirà gli attacchi contro Israele.
===[[Barack Obama]]===
*Da decenni tutto è fermo, in uno stallo senza soluzione: due popoli con legittime aspirazioni, ciascuno con una storia dolorosa alle spalle che rende il compromesso quanto mai difficile da raggiungere. È facile puntare il dito: è facile per i palestinesi addossare alla fondazione di Israele la colpa del loro essere profughi. È facile per gli israeliani addossare la colpa alla costante ostilità e agli attentati che hanno costellato tutta la loro storia all'interno dei confini e oltre. Ma se noi insisteremo a voler considerare questo conflitto da una parte piuttosto che dall'altra, rimarremo ciechi e non riusciremo a vedere la verità: l'unica soluzione possibile per le aspirazioni di entrambe le parti è quella dei due Stati, dove israeliani e palestinesi possano vivere in pace e in sicurezza.
*I palestinesi devono abbandonare la violenza. Resistere con la violenza e le stragi è sbagliato e non porta ad alcun risultato. Per secoli i neri in America hanno subito i colpi di frusta, quando erano schiavi, e hanno patito l'umiliazione della segregazione. Ma non è stata certo la violenza a far loro ottenere pieni ed eguali diritti come il resto della popolazione: è stata la pacifica e determinata insistenza sugli ideali al cuore della fondazione dell'America. La stessa cosa vale per altri popoli, dal Sudafrica all'Asia meridionale, dall'Europa dell'Est all'Indonesia. Questa storia ha un'unica semplice verità di fondo: la violenza è una strada senza vie di uscita.
*Noi tutti condividiamo la responsabilità di dover lavorare per il giorno in cui le madri israeliane e palestinesi potranno vedere i loro figli crescere insieme senza paura; in cui la Terra Santa delle tre grandi religioni diverrà quel luogo di pace che Dio voleva che fosse; in cui Gerusalemme sarà la casa sicura ed eterna di ebrei, cristiani e musulmani insieme, la città di pace nella quale tutti i figli di Abramo vivranno insieme in modo pacifico come nella storia di Isra, allorché Mosè, Gesù e Maometto (la pace sia con loro) si unirono in preghiera.
===[[Ilan Pappé]]===
*Come mostra chiaramente il caso israelo-palestinese la disinformazione storica, anche del passato più recente, può provocare danni enormi. Questo intenzionale fraintendimento della Storia ha permesso l'oppressione di un popolo e legittimato un regime coloniale e di occupazione. Non c'è da stupirsi quindi che queste politiche di disinformazione siano sopravvissute fino ai giorni nostri e svolgano una parte importante nel protrarsi di un conflitto che lascia sempre meno speranza per il futuro.
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il conflitto israelo-palestinese".
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita.
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani.
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere?
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana.
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato.
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023.
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa.
===[[Bernie Sanders]]===
*Come per il nostro paese, la fondazione di Israele ha comportato l'allontanamento di centinaia di migliaia di persone che già vivevano lì, il popolo palestinese. Oltre 700.000 persone sono diventate profughi. Riconoscere questo fatto storico così doloroso non vuol dire però "delegittimare" Israele, così come riconoscere il "sentiero delle lacrime" non delegittima gli Stati Uniti d'America.
*Dobbiamo riconoscere che la continua occupazione israeliana dei territori palestinesi e le restrizioni quotidiane imposte alle libertà politiche e civili del popolo palestinese sono in contrasto con i valori fondamentali americani.
*Questo conflitto pluridecennale ha tolto già così tanto a così tanti. Nessuno vince quando Israele spende una parte enorme del suo bilancio in spese militari. Nessuno vince quando Gaza è cancellata e migliaia di persone sono uccise, ferite, o restano senza casa. Nessuno vince quando i bambini sono addestrati a diventare kamikaze. Nessuno vince quando anno dopo anno, decennio dopo decennio, si continua a parlare di guerra e odio piuttosto che di pace e sviluppo. Pensate all'incredibile potenziale che viene perso quando Israeliani e Palestinesi non uniscono le loro forze in modo efficace per affrontare le sfide ambientali ed economiche della regione.
==Voci correlate==
{{Div col}}
*[[Conflitto Israele-Striscia di Gaza del 2014]]
*[[Esodo palestinese del 1948]]
*[[Guerra Israele-Hamas]]
:*[[Genocidio nella Striscia di Gaza]]
*[[Guerra dei sei giorni]]
*[[Hamas]]
*[[Israele]]
*[[Massacro di Monaco di Baviera]]
*[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese]]
*[[Piano di partizione della Palestina]]
*[[Rifugiati palestinesi]]
*[[Stato di Palestina]]
{{Div col end}}
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Eventi del XX secolo]]
[[Categoria:Eventi del XXI secolo]]
[[Categoria:Guerre]]
[[Categoria:Palestina]]
[[Categoria:Storia di Israele]]
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Ditonellapiaga
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Danyele
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[[File:Ditonellapiaga Sanremo 2026.jpg|thumb|Ditonellapiaga nel 2026]]
'''Ditonellapiaga''', pseudonimo di '''Margherita Carducci''' (1997 – vivente), cantautrice italiana.
==Citazioni di Ditonellapiaga==
{{cronologico}}
*Nella ricerca dell'identità [...] non riuscivo a trovare un nome che rispecchiasse me e la mia musica. Su [[Instagram]], che per la mia generazione è una sorta di avatar della persona e della vita, cambiavo nome ogni mese, divertendomi a giocare con le assonanze. Mentre componevo le prime canzoni [...] avevo scelto Ditonellapiaga e un amico mi fece notare che funzionava: così me lo sono tenuto.<ref name="Barro">Dall'intervista di Mattia Barro, ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/ditonellapiaga-ti-prende-a-morsi/559207/ Ditonellapiaga ti prende a 'Morsi']'', ''rollingstone.it'', 24 aprile 2021.</ref>
*Penso che sia più difficile scrivere quando c'è l'[[Emozione|emotività]] di mezzo perché c'è sempre la paura di banalizzare. Un brano più estetico è spesso anche più creativo, più divertente. Nonostante io abbia un legame speciale con i brani in cui l'esigenza emotiva è maggiore, per me è importante scrivere brani più cazzari per divertirmi; è un modo per uscire fuori da sé e dai propri confini.<ref name="Barro"/>
*[...] io ascolto più [[musica]] del passato che attuale. Vivo nel [[passato]], sono sempre stata nostalgica di epoche che non mi appartengono. Soprattutto da piccola ascoltavo canzoni non dei miei tempi. Però, io penso che se si tratta di un prodotto valido più se ne mangia, più se ne consuma, più se ne apprezza. Tutto ciò che oggi è attuale non lo è per davvero, spesso è già stato detto. È interessante prendere delle cose del passato, rivoluzionarle e mescolarle con l'attualità.<ref name="Urbano">Dall'intervista di Assunta Urbano, ''[http://www.exitwell.com/ditonellapiaga-la-nuova-icona-urban-della-scena-capitolina-intervista/ Ditonellapiaga: la nuova icona urban della scena capitolina]'', ''exitwell.com'', 5 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|«[...] quando Margherita mette il dito nella piaga?»}} [...] Accade sempre in maniera del tutto spontanea. Non sono una persona volontariamente provocatoria, sono solo schietta e non riesco a tenere dentro quello che penso.<ref name="Urbano"/>
*[...] le prime canzoni che ho scritto che mi soddisfacevano erano vagamente [[Teatro|teatrali]], cioè attingevano a quel mio background. Ho fatto l'accademia di recitazione, poi ho deciso che non volevo più fare l'attrice e ho iniziato con la musica, con cui mi sentivo più a mio agio. Però il teatro è rimasto in me [...]. Da qui nasce il fatto che anche con la musica mi piace interpretare sempre dei personaggi, immedesimarmi in altre vite.<ref>Dall'intervista di Cecilia Esposito, ''[https://www.sorrisi.com/musica/chi-e-ditonellapiaga-non-ti-perdo-mai-e-il-suo-nuovo-singolo/ Chi è Ditonellapiaga?]'', ''sorrisi.com'', 2 dicembre 2021.</ref>
*{{NDR|«Cos'è che influenza maggiormente i tuoi brani?»}} Dipende: il più delle volte vengo colta da esigenze emotive, stati d'animo che sento di dover esprimere subito. In questi momenti capisco che non posso tenere tutto dentro e che ho qualcosa di importante da raccontare. Altre volte sono esigenze creative: mi faccio ispirare dai sogni, mi aiutano a creare delle storie. Poi mi piace molto ascoltare e prendere voce di storie altrui, mi piace fantasticare, mi diverto, è molto più facile rispetto a raccontare storie più personali, mi sembra di interpretare un personaggio svincolato da me, da Margherita.<ref>Dall'intervista di Camilla Catalano, ''[https://www.cosmopolitan.com/it/lifecoach/news-attualita/a39110678/ditonellapiaga-chi-e-news-gossip/ Scoprire Ditonellapiaga a Sanremo e non lasciarla più]'', ''cosmopolitan.com'', 20 febbraio 2022.</ref>
*{{NDR|«Le canzoni le scrivi al primo colpo o le ripassi all'infinito?»}} Dipende. Io preferisco scrivere i pezzi in maniera istintiva, perché poi trascinarseli diventa faticoso. D'altra parte ho avuto esperienze molto positive nel risultato scrivendo pezzi in fasi distanti una dall'altra.<ref name="Zucca">Dall'intervista di Anna Carla Zucca, ''[https://www.elle.com/it/showbiz/musica/a38844057/ditonellapiaga-camouflage/ A lezione di Camouflage da Ditonellapiaga per giocare a essere qualcun altro, tra provocazione e ironia]'', ''elle.com'', 21 febbraio 2022.</ref>
*A volte è difficile raccontare le cose nel momento in cui le stai vivendo. Di solito mi viene più facile parlare di cose che sono già accadute e riflettere su queste cose. [...] mi è capitato di essere innamorata, ma avevo più voglia di vivere la cosa che di scriverla. Le cose quando sono belle te le vuoi vivere.<ref name="Zucca"/>
*Un buon modo per risollevare la propria autostima è pensare che esistono trentenni che giocano a [[Pokémon Go]].<ref>Da un [https://twitter.com/ditonellapiaga/status/1495908331206103041 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 22 febbraio 2022.</ref>
*Il teatro ha inciso molto sulla mia musica, perché [...] la mia scrittura è maturata con e grazie alla recitazione, risentendo della sua influenza. Molti miei pezzi sono un po' teatrali, a volte quasi dei monologhi. La recitazione ha inciso molto soprattutto sull'interpretazione e sull'immaginazione, perché fare teatro apre tantissimo l'immaginazione.<ref>Da Benedetta Rucci, ''[https://www.musicultura.it/2022/06/25/intervista-ditonellapiaga/ Intervista: Riconoscersi nella metamorfosi. Ditonellapiaga ospite a Musicultura 2022]'', ''musicultura.it'', 25 giugno 2022.</ref>
*Venivo tantissimo a [[Umbria Jazz]] alla fine del liceo e trovo che Perugia sia una città veramente molto a misura d'uomo e per questo c'è grande scambio, soprattutto nel momento in cui ci sono dei festival. Durante Umbria Jazz ci sono tantissime jam e la cosa figa è che essendo il centro storico molto piccolo è bello girare tra i bar e beccare lo show che ti piace di più [...]<ref>Dall'intervista di Giorgia Olivieri, ''[https://www.umbria24.it/umbria-che-spacca/galleria-che-spacca-ditonellapiaga-ospite-della-terza-giornata-bel-dialogo-tra-arte-e-musica/ Galleria che spacca, Ditonellapiaga ospite della terza giornata: «Bel dialogo tra arte e musica»]'', ''umbria24.it'', 2 luglio 2023.</ref>
*Ho una famiglia abbastanza presente, per non dire invadente. Regalano opinioni così, gratis, nel bene e nel male. [...] in generale, nella vita, stiamo sempre un po' a pensare a cosa dirà la gente, a cosa penserà. Me ne rendo conto anche come artista. È qualcosa che può scottare, ma bisogna fare il più possibile quello che ci piace. Rischiare.<ref>Citato in ''[https://www.rollingstone.it/musica/ditonellapiaga-fa-quello-che-le-va-guarda-il-video-di-e-tutto-vero/841017/ Ditonellapiaga fa quello che le va: guarda il video di 'È tutto vero']'', ''rollingstone.it'', 15 gennaio 2024.</ref>
*[[Grottesco]] è un aggettivo che viene spesso usato con una connotazione negativa. Io lo trovo positivo, sono fan di tutto ciò che è grottesco se associato a un'estetica mega pop. Credo nellìironia, anche nella versione più grottesca.<ref name="Aimi">Dall'intervista di Gianmarco Aimi, ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/ditonellapiaga-il-sesso-il-gioco-il-pop/905794/ Ditonellapiaga: il sesso, il gioco, il pop]'', ''rollingstone.it'', 11 maggio 2024.</ref>
*A volte mi chiedo: ha senso che faccia un disco? Tanto chi lo ascolta... Quanto durerà? Dieci giorni su Spotify? Dobbiamo imparare a rallentare quando serve e gestire meglio la produzione. Per scrivere è necessario tempo, bisogna vivere. Se stai sempre a fare le storie su Instagram e pubblicare singoli dopo singoli, è complicato fare musica profondamente diversa da quella che hai già fatto. [...] questi ritmi producono scarsa qualità ed esaurimenti nervosi.<ref name="Aimi"/>
{{Int|''[https://www.rockon.it/musica/interviste/ditonellapiaga-e-sperimentazione-lintervista/ Ditonellapiaga e sperimentazione: l'intervista]''|Denise Tshimanga, ''rockon.it'', 11 marzo 2021.}}
*[[Pseudonimo|Questo nome]] o lo ami o lo odi, come tutto ciò che ha una componente provocatoria, ma difficilmente passa inosservato, e questo mi fa molto piacere. La scelta è legata al bisogno di rappresentare l'anima ironica che caratterizza una buona parte dei brani e, ovviamente, del mio modo di essere. Nella vita non sono solita infilare il dito nella piaga se non per scherzare, la provocazione è sana se leggera, nel momento in cui diventa aggressiva sono la prima a non tollerarla.
*{{NDR|«Quando hai iniziato a fare musica?»}} Ho iniziato da piccola, agli [[scout]], munita di chitarra e boschi infiniti nei quali disperdere la mia voce, molto diversa da quella che ho adesso. Al liceo ho avuto la classica lista infinita di band (lasciando le mie doti chitarristiche da parte, per la salute delle orecchie di tutti) e piano piano, non so dire come, ho imparato a cantare. Diciamo che ho imparato facendo, ho studiato troppo poco per poter affermare di averlo fatto, la mia palestra è stato il suonare in gruppo.
*È più facile vivere sulla superficie, senza farsi domande e lasciando semplicemente accadere le cose. A volte bisogna avere il coraggio di scendere in profondità e averne il doppio per mostrare il tesoro sommerso che si è riusciti a scovare, per quanto mostruoso o spaventoso sia. La musica aiuta sicuramente, è il modo che preferisco per farlo, ma mi sento di dire che scrivere un brano non è sempre un'esperienza così intensa e profonda, a volte è semplicemente un puro atto creativo, sano divertimento.
*L'[[estetica]] è importante, sempre, a partire dalla scrittura. Trovo molto difficile scrivere senza un'immagine chiara in mente e credo che i videoclip siano di fatto un'estensione del messaggio della canzone, che sfrutta un linguaggio diverso.
{{Int|''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/ditonellapiaga-a-sanremo-2022-con-rettore-vi-faremo-ballare/608491/ Ditonellapiaga a Sanremo 2022 con Rettore: «Vi faremo ballare»]''|Intervista di Raffaella Oliva, ''rollingstone.it'', 12 gennaio 2022.}}
*{{NDR|«In che tipo di famiglia sei cresciuta?»}} Mio padre lavora in banca e sia lui che mia madre sono allenatori di basket, è la passione per lo sport che li ha fatti incontrare. A parte questo, tra i due a spingermi verso la musica è stata mia mamma, una persona molto creativa, con tanto gusto secondo me, che fin da quando ero piccola mi ha incentivato a dipingere, a recitare, ad ascoltare musica e poi a farla. È difficile trovare genitori che consiglino ai figli di seguire il loro lato creativo, lei lo ha fatto e la considero una fortuna.
*[...] mia nonna, le mie zie e le loro amiche sono cresciute in un periodo storico in cui la loro forza era di fatto subordinata a quella dell'uomo al loro fianco. E questo le ha condizionate: mi è capitato di parlare del mio futuro con mia nonna e ho notato che nei suoi discorsi c'era sempre di mezzo una figura maschile che potesse darmi una mano anche economicamente, vista la scelta difficile che ho fatto, mentre io a questo non ho mai pensato. Insomma, le ragazze della mia generazione hanno più autonomia: siamo più indipendenti, non pensiamo che bisogna sposarsi o fidanzarsi per forza, non è una precondizione di nulla, nella nostra testa è scontato che una donna possa mantenersi da sola. E anche rispetto ai diritti civili siamo più sensibili.
*Amo gli uomini e sono convinta che il problema del [[maschilismo]] derivi da un retaggio culturale che condiziona loro come noi.
*Sono una fan di ''Kill Bill'' e in generale del cinema di [[Quentin Tarantino|Tarantino]]; mi affascina perché narra storie anche drammatiche, pesanti, ma talmente esagerate da diventare comiche, meccanismo che mi intriga.
*{{NDR|«Ho letto che hai studiato recitazione, tra l'altro»}} Già, se mi fossi iscritta all'università dopo il diploma forse avrei scelto un percorso legato alle lingue straniere o alla mediazione culturale, ma poi ho deciso di iscrivermi a un'accademia di teatro che ho frequentato per tre anni. E lì, benché non mi senta un'attrice, mi sono ritrovata a leggere e a fare tante cose diverse che mi hanno poi ispirato nella scrittura delle canzoni, ma soprattutto ho imparato a lavorare in gruppo, cosa ora diventata essenziale per me come cantante. Senza contare che fare teatro, recitare, è davvero liberatorio, è qualcosa che consiglio di fare a tutti, perché ti insegna a lasciare andare le emozioni, a non cercare sempre il controllo, e ti aiuta a superare la vergogna, la timidezza. [...] Più che [[Timidezza|timida]], sono una riservata che nella vita fa l'estroversa.
*{{NDR|«Il fatto di dover dipendere da altri per la parte musicale è qualcosa che vivi come un limite?»}} No, perché almeno finora sono riuscita comunque a fare ciò che volevo. Sono consapevole di non sapere fare alcune cose che in futuro mi piacerebbe imparare a fare, ma per ora non avere la possibilità di avere chiare l'armonia e le note mi ha spinta a fare affidamento su altro, l'orecchio e il mio modo di improvvisare con la voce e di trovare così altre strade, di sperimentare. Però prima o poi mi metterò a studiare, credo sia giusto se voglio fare questo mestiere, l’istinto va bene, ma non basta.
*{{NDR|Su [[Madonna (cantante)|Madonna]]}} Lei per ragioni anagrafiche non l'ho vissuta in prima persona, ma so che è grazie a lei se oggi ci sono tante donne popstar che possono permettersi di essere irriverenti e di rompere certi stereotipi legati al passato.
*Io quando scrivo preferisco immergermi nel presente, nel mio tempo, anche se poi da quello stesso tempo evado con storie di fantasia.
*{{NDR|«Per te personalmente qual è la sfida più grande?»}} Forse la ricerca di un'identità in una società in cui c'è praticamente l'obbligo di condividere pezzi di sé online. È complicato vivere nell'epoca dei [[Social network|social]], ma al tempo stesso per le persone della mia età è normale, inevitabile, e se fai un lavoro artistico non utilizzarli può diventare controproducente. [...] Diciamo che cerco di essere il più possibile me stessa, il problema è che le nostre vite sono filtrate così tanto da queste piattaforme che a volte ti ritrovi a pensare di fare delle cose per condividerle più che per viverle, e questo mi turba.
{{Int|''[https://www.cosmopolitan.com/it/lifestyle/musica/a60701318/ditonellapiaga-nuovo-album-intervista-cover-digitale/ Ditonellapiaga, faccio quello che mi va]''|Intervista di Silvia Gianatti, ''cosmopolitan.com'', 10 maggio 2024.}}
*{{NDR|«Poter vivere di sola musica che effetto ti fa, dopo averlo sognato per tanto?»}} Mi sento molto fortunata. Non si tratta solo di merito, c'è tanta gente che se lo merita. Quando inizi a lavorare 24 ore su 24 al tuo sogno capisci che quella che prima era una passione che vivevi in maniera spensierata diventa un lavoro reale. Ci sono anche dei contro. [...] essere sempre presenti, rispettare le esigenze del mercato. Io faccio pop ma ascolto anche altro che esce dal mainstream e, a volte, proporre qualcosa di azzardato rischia di essere una zappa sui piedi. Eppure per me è importante farlo, per rimanere coerente con me stessa.
*{{NDR|«Senti il bisogno di distinguerti dalla massa?»}} Fino a un certo punto. Mi piace fare quello che rispecchia le tante parti di me ed è giusto trovare una cifra, anche musicale, che non sia accomunabile a qualcun altro, ma penso che farlo a tutti i costi diventi un esercizio di stile che rischia di lasciare in secondo piano i contenuti. Io so che non voglio tradire me stessa, non voglio essere uguale a tutti perché se no non funziona. Ma non voglio neanche farlo a tutti i costi.
*{{NDR|«Senti il peso del giudizio degli altri?»}} In un mestiere in cui sei costantemente messo di fronte allo specchio, dove lo specchio sono i commenti degli altri, è normale essere influenzati, ma io sono abituata, vengo da un contesto familiare dove si è sempre commentato tutto. Mia nonna è la regina del giudizio. [...] Mi consiglia, passando da tantissime critiche. Pubblica anche post con le mie cose scrivendo "non mi piace", quindi i social non possono pesarmi così tanto [ride, ''ndr''], certo a volte ci sono commenti che danno fastidio, ma ho un rapporto buono con la condivisione di me stessa. Forse quello che mi pesa è il tempo che il lavoro sui social toglie alla musica.
*{{NDR|«La tua scrittura come funziona?»}} Mi espongo molto a livello personale, scrivere è un po' come una terapia, ti trovi a scrivere cose che non sai che stai per scrivere. Non decido prima di cosa parlerò, inizio a farlo e spesso vengono fuori tratti dolenti, soprattutto nei momenti delicati.
*{{NDR|«Nei tuoi testi si sente la difficoltà di lasciarsi andare alle emozioni, è così?»}} Sì, da sempre. Nella mia vita ho sempre avuto a che fare con persone dell'emotività straripante, mi ha sempre spaventato, era troppo, quindi soprattutto da ragazzina, al liceo, ho cercato di contenere tantissimo, anche cercando di imitare la protagonista di ''Skins'' che era tutta dura e tosta. Quando ho iniziato a studiare recitazione ho dovuto smollare ma ho vissuto tanti anni di chiusura e ho ancora strascichi. Oggi mi ritengo una persona emotiva che sa mostrare le sue emozioni, ma alcuni blocchi riemergono. Ed è normale che escano nelle canzoni.
*Per scrivere devo fare esperienze. Se finisce il carburante, non c’è più niente.
==Citazioni tratte da canzoni==
{{Autori testi}}
===''Parli''===
'''Etichetta''': Dischi Belli, 2019.
*''Mi fai paura | con quella finta abbronzatura, | l'acconciatura, | tu prosecco e sushi, io Peroni e cacio e pepe, | perdonami ma adesso non ho fame e non ho sete''. (da ''Parli''<ref name=dicave>Testo di Margherita Carducci, Alessandro Casagni e Benjamin Ventura.</ref>)
*''Parli, parli, parli ma di che? | No, non m'incanti con i tuoi cliché, | tu che parli e parli, ora ascolta me, | non scelgo te, forse non te.'' (da ''Parli''<ref name=dicave/>)
*''Mi fai paura | con le paillettes sulla cintura, | la rasatura, tu coupé Peugeot, io abbonamento della metro, | trovatemi un motivo per non fuggire dal retro.'' (da ''Parli''<ref name=dicave/>)
===''Camouflage''===
'''Etichetta''': Dischi Belli, BMG Italia, 2022.
*''Sedativo alcolico corre, tra le nostre labbra si scioglie | lentamente, lentamente, lentamente'' (da ''Morphina''<ref name=dito/>, n. 1)
*''Pelle nuda sfiorami, consuma tutti i battiti del cuore in gola | se mi sento che la testa è vuota | la tua ombra tatuata sul mio corpo mi scopre, mi esplora''. (da ''Morphina''<ref name=dito/>, n. 1)
*[...] ''vorrei | che si riavvolgesse il tempo, | rewind fino al momento | in cui ero tutto per te''. (da ''Come fai''<ref name=dito/>, n. 5)
*''Ti prego, allora, dimmi come fai | a non voltarti mai e andare avanti per davvero, | solo un passo avanti e indietro | chilometri di guai''. (da ''Come fai''<ref name=dito/>, n. 5)
*''Siamo uno sprеco di potenziale, | tu mi dici che hai bisogno di due settimane, | io che per vederti ho preso il quarto regionale''. (da ''Spreco di potenziale''<ref name=dito>Testo di Margherita Carducci.</ref>, n. 6)
*''Questa camicia verde ti sta proprio bene | matcha alla perfezione col colore delle [[vena|vene]] | che mi fai scoppiare''. (da ''Spreco di potenziale''<ref name=dito/>, n. 6)
*''Dribbling, sulla strada faccio swing, crossing | until c'è un posto di blocco, 'sto sbirro si è accorto | che tutto 'sto rosso non è il mio rossetto, señor.'' (da ''Repito''<ref name=dito/>, n. 8)
===''Flash''===
'''Etichetta''': BMG Italia, Dischi Belli, 2024.
*''Fossi come te ti direi che è bello | togliere le reti prima di ogni salto | e smettere di credere che non esiste il lieto fine''. (da ''Fossi come te''<ref>Testo di Margherita Carducci e Giorgio Pesenti.</ref>, n. 3)
*''Dici che ho il cuore più neutrale della Svizzera, | la mia vagina è liberale, fa politica''. (da ''È tutto vero''<ref name=dicaru>Testo di Margherita Carducci, Edoardo Castroni e Edoardo Ruzzi.</ref>, n. 4)
*''Cento per cento italiana | prima una santa, poi una puttana | oggi Madonna, domani Moana | cavalla greca in casa troiana''. (da ''È tutto vero''<ref name=dicaru/>, n. 4)
*''Sono una stronza con la faccia da stronza | un'esperta della sbronza | con la poker face da vera Gioconda | cento per cento italiana''. (da ''È tutto vero''<ref name=dicaru/>, n. 4)
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Parli (singolo)|''Parli''|(2019)}}
{{Pedia|Camouflage (Ditonellapiaga)|''Camouflage''|(2022)}}
{{Pedia|Flash (Ditonellapiaga)|''Flash''|(2024)}}
[[Categoria:Cantautori italiani]]
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Danyele
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/* Citazioni di Ditonellapiaga */ typo
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[[File:Ditonellapiaga Sanremo 2026.jpg|thumb|Ditonellapiaga nel 2026]]
'''Ditonellapiaga''', pseudonimo di '''Margherita Carducci''' (1997 – vivente), cantautrice italiana.
==Citazioni di Ditonellapiaga==
{{cronologico}}
*Nella ricerca dell'identità [...] non riuscivo a trovare un nome che rispecchiasse me e la mia musica. Su [[Instagram]], che per la mia generazione è una sorta di avatar della persona e della vita, cambiavo nome ogni mese, divertendomi a giocare con le assonanze. Mentre componevo le prime canzoni [...] avevo scelto Ditonellapiaga e un amico mi fece notare che funzionava: così me lo sono tenuto.<ref name="Barro">Dall'intervista di Mattia Barro, ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/ditonellapiaga-ti-prende-a-morsi/559207/ Ditonellapiaga ti prende a 'Morsi']'', ''rollingstone.it'', 24 aprile 2021.</ref>
*Penso che sia più difficile scrivere quando c'è l'[[Emozione|emotività]] di mezzo perché c'è sempre la paura di banalizzare. Un brano più estetico è spesso anche più creativo, più divertente. Nonostante io abbia un legame speciale con i brani in cui l'esigenza emotiva è maggiore, per me è importante scrivere brani più cazzari per divertirmi; è un modo per uscire fuori da sé e dai propri confini.<ref name="Barro"/>
*[...] io ascolto più [[musica]] del passato che attuale. Vivo nel [[passato]], sono sempre stata nostalgica di epoche che non mi appartengono. Soprattutto da piccola ascoltavo canzoni non dei miei tempi. Però, io penso che se si tratta di un prodotto valido più se ne mangia, più se ne consuma, più se ne apprezza. Tutto ciò che oggi è attuale non lo è per davvero, spesso è già stato detto. È interessante prendere delle cose del passato, rivoluzionarle e mescolarle con l'attualità.<ref name="Urbano">Dall'intervista di Assunta Urbano, ''[http://www.exitwell.com/ditonellapiaga-la-nuova-icona-urban-della-scena-capitolina-intervista/ Ditonellapiaga: la nuova icona urban della scena capitolina]'', ''exitwell.com'', 5 maggio 2021.</ref>
*{{NDR|«[...] quando Margherita mette il dito nella piaga?»}} [...] Accade sempre in maniera del tutto spontanea. Non sono una persona volontariamente provocatoria, sono solo schietta e non riesco a tenere dentro quello che penso.<ref name="Urbano"/>
*[...] le prime canzoni che ho scritto che mi soddisfacevano erano vagamente [[Teatro|teatrali]], cioè attingevano a quel mio background. Ho fatto l'accademia di recitazione, poi ho deciso che non volevo più fare l'attrice e ho iniziato con la musica, con cui mi sentivo più a mio agio. Però il teatro è rimasto in me [...]. Da qui nasce il fatto che anche con la musica mi piace interpretare sempre dei personaggi, immedesimarmi in altre vite.<ref>Dall'intervista di Cecilia Esposito, ''[https://www.sorrisi.com/musica/chi-e-ditonellapiaga-non-ti-perdo-mai-e-il-suo-nuovo-singolo/ Chi è Ditonellapiaga?]'', ''sorrisi.com'', 2 dicembre 2021.</ref>
*{{NDR|«Cos'è che influenza maggiormente i tuoi brani?»}} Dipende: il più delle volte vengo colta da esigenze emotive, stati d'animo che sento di dover esprimere subito. In questi momenti capisco che non posso tenere tutto dentro e che ho qualcosa di importante da raccontare. Altre volte sono esigenze creative: mi faccio ispirare dai sogni, mi aiutano a creare delle storie. Poi mi piace molto ascoltare e prendere voce di storie altrui, mi piace fantasticare, mi diverto, è molto più facile rispetto a raccontare storie più personali, mi sembra di interpretare un personaggio svincolato da me, da Margherita.<ref>Dall'intervista di Camilla Catalano, ''[https://www.cosmopolitan.com/it/lifecoach/news-attualita/a39110678/ditonellapiaga-chi-e-news-gossip/ Scoprire Ditonellapiaga a Sanremo e non lasciarla più]'', ''cosmopolitan.com'', 20 febbraio 2022.</ref>
*{{NDR|«Le canzoni le scrivi al primo colpo o le ripassi all'infinito?»}} Dipende. Io preferisco scrivere i pezzi in maniera istintiva, perché poi trascinarseli diventa faticoso. D'altra parte ho avuto esperienze molto positive nel risultato scrivendo pezzi in fasi distanti una dall'altra.<ref name="Zucca">Dall'intervista di Anna Carla Zucca, ''[https://www.elle.com/it/showbiz/musica/a38844057/ditonellapiaga-camouflage/ A lezione di Camouflage da Ditonellapiaga per giocare a essere qualcun altro, tra provocazione e ironia]'', ''elle.com'', 21 febbraio 2022.</ref>
*A volte è difficile raccontare le cose nel momento in cui le stai vivendo. Di solito mi viene più facile parlare di cose che sono già accadute e riflettere su queste cose. [...] mi è capitato di essere innamorata, ma avevo più voglia di vivere la cosa che di scriverla. Le cose quando sono belle te le vuoi vivere.<ref name="Zucca"/>
*Un buon modo per risollevare la propria autostima è pensare che esistono trentenni che giocano a [[Pokémon Go]].<ref>Da un [https://twitter.com/ditonellapiaga/status/1495908331206103041 post] sul profilo ufficiale ''twitter.com'', 22 febbraio 2022.</ref>
*Il teatro ha inciso molto sulla mia musica, perché [...] la mia scrittura è maturata con e grazie alla recitazione, risentendo della sua influenza. Molti miei pezzi sono un po' teatrali, a volte quasi dei monologhi. La recitazione ha inciso molto soprattutto sull'interpretazione e sull'immaginazione, perché fare teatro apre tantissimo l'immaginazione.<ref>Da Benedetta Rucci, ''[https://www.musicultura.it/2022/06/25/intervista-ditonellapiaga/ Intervista: Riconoscersi nella metamorfosi. Ditonellapiaga ospite a Musicultura 2022]'', ''musicultura.it'', 25 giugno 2022.</ref>
*Venivo tantissimo a [[Umbria Jazz]] alla fine del liceo e trovo che Perugia sia una città veramente molto a misura d'uomo e per questo c'è grande scambio, soprattutto nel momento in cui ci sono dei festival. Durante Umbria Jazz ci sono tantissime jam e la cosa figa è che essendo il centro storico molto piccolo è bello girare tra i bar e beccare lo show che ti piace di più [...]<ref>Dall'intervista di Giorgia Olivieri, ''[https://www.umbria24.it/umbria-che-spacca/galleria-che-spacca-ditonellapiaga-ospite-della-terza-giornata-bel-dialogo-tra-arte-e-musica/ Galleria che spacca, Ditonellapiaga ospite della terza giornata: «Bel dialogo tra arte e musica»]'', ''umbria24.it'', 2 luglio 2023.</ref>
*Ho una famiglia abbastanza presente, per non dire invadente. Regalano opinioni così, gratis, nel bene e nel male. [...] in generale, nella vita, stiamo sempre un po' a pensare a cosa dirà la gente, a cosa penserà. Me ne rendo conto anche come artista. È qualcosa che può scottare, ma bisogna fare il più possibile quello che ci piace. Rischiare.<ref>Citato in ''[https://www.rollingstone.it/musica/ditonellapiaga-fa-quello-che-le-va-guarda-il-video-di-e-tutto-vero/841017/ Ditonellapiaga fa quello che le va: guarda il video di 'È tutto vero']'', ''rollingstone.it'', 15 gennaio 2024.</ref>
*[[Grottesco]] è un aggettivo che viene spesso usato con una connotazione negativa. Io lo trovo positivo, sono fan di tutto ciò che è grottesco se associato a un'estetica mega pop. Credo nell'ironia, anche nella versione più grottesca.<ref name="Aimi">Dall'intervista di Gianmarco Aimi, ''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/ditonellapiaga-il-sesso-il-gioco-il-pop/905794/ Ditonellapiaga: il sesso, il gioco, il pop]'', ''rollingstone.it'', 11 maggio 2024.</ref>
*A volte mi chiedo: ha senso che faccia un disco? Tanto chi lo ascolta... Quanto durerà? Dieci giorni su Spotify? Dobbiamo imparare a rallentare quando serve e gestire meglio la produzione. Per scrivere è necessario tempo, bisogna vivere. Se stai sempre a fare le storie su Instagram e pubblicare singoli dopo singoli, è complicato fare musica profondamente diversa da quella che hai già fatto. [...] questi ritmi producono scarsa qualità ed esaurimenti nervosi.<ref name="Aimi"/>
{{Int|''[https://www.rockon.it/musica/interviste/ditonellapiaga-e-sperimentazione-lintervista/ Ditonellapiaga e sperimentazione: l'intervista]''|Denise Tshimanga, ''rockon.it'', 11 marzo 2021.}}
*[[Pseudonimo|Questo nome]] o lo ami o lo odi, come tutto ciò che ha una componente provocatoria, ma difficilmente passa inosservato, e questo mi fa molto piacere. La scelta è legata al bisogno di rappresentare l'anima ironica che caratterizza una buona parte dei brani e, ovviamente, del mio modo di essere. Nella vita non sono solita infilare il dito nella piaga se non per scherzare, la provocazione è sana se leggera, nel momento in cui diventa aggressiva sono la prima a non tollerarla.
*{{NDR|«Quando hai iniziato a fare musica?»}} Ho iniziato da piccola, agli [[scout]], munita di chitarra e boschi infiniti nei quali disperdere la mia voce, molto diversa da quella che ho adesso. Al liceo ho avuto la classica lista infinita di band (lasciando le mie doti chitarristiche da parte, per la salute delle orecchie di tutti) e piano piano, non so dire come, ho imparato a cantare. Diciamo che ho imparato facendo, ho studiato troppo poco per poter affermare di averlo fatto, la mia palestra è stato il suonare in gruppo.
*È più facile vivere sulla superficie, senza farsi domande e lasciando semplicemente accadere le cose. A volte bisogna avere il coraggio di scendere in profondità e averne il doppio per mostrare il tesoro sommerso che si è riusciti a scovare, per quanto mostruoso o spaventoso sia. La musica aiuta sicuramente, è il modo che preferisco per farlo, ma mi sento di dire che scrivere un brano non è sempre un'esperienza così intensa e profonda, a volte è semplicemente un puro atto creativo, sano divertimento.
*L'[[estetica]] è importante, sempre, a partire dalla scrittura. Trovo molto difficile scrivere senza un'immagine chiara in mente e credo che i videoclip siano di fatto un'estensione del messaggio della canzone, che sfrutta un linguaggio diverso.
{{Int|''[https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/ditonellapiaga-a-sanremo-2022-con-rettore-vi-faremo-ballare/608491/ Ditonellapiaga a Sanremo 2022 con Rettore: «Vi faremo ballare»]''|Intervista di Raffaella Oliva, ''rollingstone.it'', 12 gennaio 2022.}}
*{{NDR|«In che tipo di famiglia sei cresciuta?»}} Mio padre lavora in banca e sia lui che mia madre sono allenatori di basket, è la passione per lo sport che li ha fatti incontrare. A parte questo, tra i due a spingermi verso la musica è stata mia mamma, una persona molto creativa, con tanto gusto secondo me, che fin da quando ero piccola mi ha incentivato a dipingere, a recitare, ad ascoltare musica e poi a farla. È difficile trovare genitori che consiglino ai figli di seguire il loro lato creativo, lei lo ha fatto e la considero una fortuna.
*[...] mia nonna, le mie zie e le loro amiche sono cresciute in un periodo storico in cui la loro forza era di fatto subordinata a quella dell'uomo al loro fianco. E questo le ha condizionate: mi è capitato di parlare del mio futuro con mia nonna e ho notato che nei suoi discorsi c'era sempre di mezzo una figura maschile che potesse darmi una mano anche economicamente, vista la scelta difficile che ho fatto, mentre io a questo non ho mai pensato. Insomma, le ragazze della mia generazione hanno più autonomia: siamo più indipendenti, non pensiamo che bisogna sposarsi o fidanzarsi per forza, non è una precondizione di nulla, nella nostra testa è scontato che una donna possa mantenersi da sola. E anche rispetto ai diritti civili siamo più sensibili.
*Amo gli uomini e sono convinta che il problema del [[maschilismo]] derivi da un retaggio culturale che condiziona loro come noi.
*Sono una fan di ''Kill Bill'' e in generale del cinema di [[Quentin Tarantino|Tarantino]]; mi affascina perché narra storie anche drammatiche, pesanti, ma talmente esagerate da diventare comiche, meccanismo che mi intriga.
*{{NDR|«Ho letto che hai studiato recitazione, tra l'altro»}} Già, se mi fossi iscritta all'università dopo il diploma forse avrei scelto un percorso legato alle lingue straniere o alla mediazione culturale, ma poi ho deciso di iscrivermi a un'accademia di teatro che ho frequentato per tre anni. E lì, benché non mi senta un'attrice, mi sono ritrovata a leggere e a fare tante cose diverse che mi hanno poi ispirato nella scrittura delle canzoni, ma soprattutto ho imparato a lavorare in gruppo, cosa ora diventata essenziale per me come cantante. Senza contare che fare teatro, recitare, è davvero liberatorio, è qualcosa che consiglio di fare a tutti, perché ti insegna a lasciare andare le emozioni, a non cercare sempre il controllo, e ti aiuta a superare la vergogna, la timidezza. [...] Più che [[Timidezza|timida]], sono una riservata che nella vita fa l'estroversa.
*{{NDR|«Il fatto di dover dipendere da altri per la parte musicale è qualcosa che vivi come un limite?»}} No, perché almeno finora sono riuscita comunque a fare ciò che volevo. Sono consapevole di non sapere fare alcune cose che in futuro mi piacerebbe imparare a fare, ma per ora non avere la possibilità di avere chiare l'armonia e le note mi ha spinta a fare affidamento su altro, l'orecchio e il mio modo di improvvisare con la voce e di trovare così altre strade, di sperimentare. Però prima o poi mi metterò a studiare, credo sia giusto se voglio fare questo mestiere, l’istinto va bene, ma non basta.
*{{NDR|Su [[Madonna (cantante)|Madonna]]}} Lei per ragioni anagrafiche non l'ho vissuta in prima persona, ma so che è grazie a lei se oggi ci sono tante donne popstar che possono permettersi di essere irriverenti e di rompere certi stereotipi legati al passato.
*Io quando scrivo preferisco immergermi nel presente, nel mio tempo, anche se poi da quello stesso tempo evado con storie di fantasia.
*{{NDR|«Per te personalmente qual è la sfida più grande?»}} Forse la ricerca di un'identità in una società in cui c'è praticamente l'obbligo di condividere pezzi di sé online. È complicato vivere nell'epoca dei [[Social network|social]], ma al tempo stesso per le persone della mia età è normale, inevitabile, e se fai un lavoro artistico non utilizzarli può diventare controproducente. [...] Diciamo che cerco di essere il più possibile me stessa, il problema è che le nostre vite sono filtrate così tanto da queste piattaforme che a volte ti ritrovi a pensare di fare delle cose per condividerle più che per viverle, e questo mi turba.
{{Int|''[https://www.cosmopolitan.com/it/lifestyle/musica/a60701318/ditonellapiaga-nuovo-album-intervista-cover-digitale/ Ditonellapiaga, faccio quello che mi va]''|Intervista di Silvia Gianatti, ''cosmopolitan.com'', 10 maggio 2024.}}
*{{NDR|«Poter vivere di sola musica che effetto ti fa, dopo averlo sognato per tanto?»}} Mi sento molto fortunata. Non si tratta solo di merito, c'è tanta gente che se lo merita. Quando inizi a lavorare 24 ore su 24 al tuo sogno capisci che quella che prima era una passione che vivevi in maniera spensierata diventa un lavoro reale. Ci sono anche dei contro. [...] essere sempre presenti, rispettare le esigenze del mercato. Io faccio pop ma ascolto anche altro che esce dal mainstream e, a volte, proporre qualcosa di azzardato rischia di essere una zappa sui piedi. Eppure per me è importante farlo, per rimanere coerente con me stessa.
*{{NDR|«Senti il bisogno di distinguerti dalla massa?»}} Fino a un certo punto. Mi piace fare quello che rispecchia le tante parti di me ed è giusto trovare una cifra, anche musicale, che non sia accomunabile a qualcun altro, ma penso che farlo a tutti i costi diventi un esercizio di stile che rischia di lasciare in secondo piano i contenuti. Io so che non voglio tradire me stessa, non voglio essere uguale a tutti perché se no non funziona. Ma non voglio neanche farlo a tutti i costi.
*{{NDR|«Senti il peso del giudizio degli altri?»}} In un mestiere in cui sei costantemente messo di fronte allo specchio, dove lo specchio sono i commenti degli altri, è normale essere influenzati, ma io sono abituata, vengo da un contesto familiare dove si è sempre commentato tutto. Mia nonna è la regina del giudizio. [...] Mi consiglia, passando da tantissime critiche. Pubblica anche post con le mie cose scrivendo "non mi piace", quindi i social non possono pesarmi così tanto [ride, ''ndr''], certo a volte ci sono commenti che danno fastidio, ma ho un rapporto buono con la condivisione di me stessa. Forse quello che mi pesa è il tempo che il lavoro sui social toglie alla musica.
*{{NDR|«La tua scrittura come funziona?»}} Mi espongo molto a livello personale, scrivere è un po' come una terapia, ti trovi a scrivere cose che non sai che stai per scrivere. Non decido prima di cosa parlerò, inizio a farlo e spesso vengono fuori tratti dolenti, soprattutto nei momenti delicati.
*{{NDR|«Nei tuoi testi si sente la difficoltà di lasciarsi andare alle emozioni, è così?»}} Sì, da sempre. Nella mia vita ho sempre avuto a che fare con persone dell'emotività straripante, mi ha sempre spaventato, era troppo, quindi soprattutto da ragazzina, al liceo, ho cercato di contenere tantissimo, anche cercando di imitare la protagonista di ''Skins'' che era tutta dura e tosta. Quando ho iniziato a studiare recitazione ho dovuto smollare ma ho vissuto tanti anni di chiusura e ho ancora strascichi. Oggi mi ritengo una persona emotiva che sa mostrare le sue emozioni, ma alcuni blocchi riemergono. Ed è normale che escano nelle canzoni.
*Per scrivere devo fare esperienze. Se finisce il carburante, non c’è più niente.
==Citazioni tratte da canzoni==
{{Autori testi}}
===''Parli''===
'''Etichetta''': Dischi Belli, 2019.
*''Mi fai paura | con quella finta abbronzatura, | l'acconciatura, | tu prosecco e sushi, io Peroni e cacio e pepe, | perdonami ma adesso non ho fame e non ho sete''. (da ''Parli''<ref name=dicave>Testo di Margherita Carducci, Alessandro Casagni e Benjamin Ventura.</ref>)
*''Parli, parli, parli ma di che? | No, non m'incanti con i tuoi cliché, | tu che parli e parli, ora ascolta me, | non scelgo te, forse non te.'' (da ''Parli''<ref name=dicave/>)
*''Mi fai paura | con le paillettes sulla cintura, | la rasatura, tu coupé Peugeot, io abbonamento della metro, | trovatemi un motivo per non fuggire dal retro.'' (da ''Parli''<ref name=dicave/>)
===''Camouflage''===
'''Etichetta''': Dischi Belli, BMG Italia, 2022.
*''Sedativo alcolico corre, tra le nostre labbra si scioglie | lentamente, lentamente, lentamente'' (da ''Morphina''<ref name=dito/>, n. 1)
*''Pelle nuda sfiorami, consuma tutti i battiti del cuore in gola | se mi sento che la testa è vuota | la tua ombra tatuata sul mio corpo mi scopre, mi esplora''. (da ''Morphina''<ref name=dito/>, n. 1)
*[...] ''vorrei | che si riavvolgesse il tempo, | rewind fino al momento | in cui ero tutto per te''. (da ''Come fai''<ref name=dito/>, n. 5)
*''Ti prego, allora, dimmi come fai | a non voltarti mai e andare avanti per davvero, | solo un passo avanti e indietro | chilometri di guai''. (da ''Come fai''<ref name=dito/>, n. 5)
*''Siamo uno sprеco di potenziale, | tu mi dici che hai bisogno di due settimane, | io che per vederti ho preso il quarto regionale''. (da ''Spreco di potenziale''<ref name=dito>Testo di Margherita Carducci.</ref>, n. 6)
*''Questa camicia verde ti sta proprio bene | matcha alla perfezione col colore delle [[vena|vene]] | che mi fai scoppiare''. (da ''Spreco di potenziale''<ref name=dito/>, n. 6)
*''Dribbling, sulla strada faccio swing, crossing | until c'è un posto di blocco, 'sto sbirro si è accorto | che tutto 'sto rosso non è il mio rossetto, señor.'' (da ''Repito''<ref name=dito/>, n. 8)
===''Flash''===
'''Etichetta''': BMG Italia, Dischi Belli, 2024.
*''Fossi come te ti direi che è bello | togliere le reti prima di ogni salto | e smettere di credere che non esiste il lieto fine''. (da ''Fossi come te''<ref>Testo di Margherita Carducci e Giorgio Pesenti.</ref>, n. 3)
*''Dici che ho il cuore più neutrale della Svizzera, | la mia vagina è liberale, fa politica''. (da ''È tutto vero''<ref name=dicaru>Testo di Margherita Carducci, Edoardo Castroni e Edoardo Ruzzi.</ref>, n. 4)
*''Cento per cento italiana | prima una santa, poi una puttana | oggi Madonna, domani Moana | cavalla greca in casa troiana''. (da ''È tutto vero''<ref name=dicaru/>, n. 4)
*''Sono una stronza con la faccia da stronza | un'esperta della sbronza | con la poker face da vera Gioconda | cento per cento italiana''. (da ''È tutto vero''<ref name=dicaru/>, n. 4)
==Note==
<references/>
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
===Opere===
{{Pedia|Parli (singolo)|''Parli''|(2019)}}
{{Pedia|Camouflage (Ditonellapiaga)|''Camouflage''|(2022)}}
{{Pedia|Flash (Ditonellapiaga)|''Flash''|(2024)}}
[[Categoria:Cantautori italiani]]
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| Tipologia | | Persone | Altre voci | Totali anno |
| Persone 2960 | | 2017 141 | 2017 89 | 2017 230 |
| Tematiche e affini 932 | | 2018 314 | 2018 96 | 2018 410 |
| Doc, libri, op non temat 19 | | 2019 335 | 2019 98 | 2019 433 |
| Disambigue 101 | | 2020 372 | 2020 103 | 2020 475 |
| Totale voci nuove 4012 | | 2021 501 | 2021 92 | 2021 593 |
| | | 2022 367 | 2022 105 | 2022 472 |
| | | 2023 272 | 2023 133 | 2023 405 |
| | | 2024 272 | 2024 101 | 2024 373 |
| | | 2025 236 | 2025 143 | 2025 379 |
| | | 2026 150 | 2026 92 | 2026 242 |
| | |Totale 2960 |Totale 1052 | Totale 4012 |
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| Campagne SheSaid |
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Giuseppe Unicorno
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[[File:Unicorno - De l'arithmetica universale, 1598 - 4609629.tif|thumb|''De l'arithmetica universale'', 1598]]
'''Giuseppe Unicorno''' o '''Unicorni''' (1523 – 1610), matematico italiano.
==[[Incipit]] di ''De l'arithmetica universale''==
{{maiuscoletto|Havendo}} proposto nell'animo mio di scrivere, & trattare dell'arte de numeri con quella brevità, & utilità che all'ingegno mio sarà poßibile; ho giudicato esser cosa convenevole, anzi necessaria prima diffinire, & poi dividere la quantità come genere, & principio di essa Arte: perche, come dice il Philosopho nel primo della Naturale Philosophia, allhora cstimamo conoscere qualunque cosa, quando conoscemo le prime cagioni, & li primi principij infino à gli elementi.
==Citazioni su Giuseppe Unicorno==
*Non si può fare di Giuseppe Unicorni compatriota nostro memoria, che non si rammenti un'ente transcendentale incorporato ne generi di tutte le scienze, un vero Universale, come direbbe il Logico, ''à parte rei'', se non in ''essendo'', almeno in ''sciendo'', che professò general cognitione d'ogni più nobile facoltà: è però vero, che quantunque à guisa d'Individuo vago per tutte l'arti vagasse, pur le scienze matematiche erano i suoi più cari studij, i suoi più dilettevoli trattenimenti, quì trovando la sfera de suoi desiri, & de suoi riposi il centro. ([[Donato Calvi]])
*Saper profondo in ogni suo libro scoperse, ma in quello dell'Aritmetica universale col trattar di quest'arte scioglie ogni più notabile quesito [...]. Altre opere da Giuseppe composte, & da lui nel libro impresso: ''De Mathematicarum artium utilitate'', rammentate ponno d'infallibile attestato servire per la generalità de suoi studij; & come in esso con generica indifferenza dell'Aritmetica discorre Geometria, Musica, Astrologia [...]. Nel medesimo libro due nobili encomij interseca l'uno della Musica, l'altro dell'Astrologia in generale, per l'una, & per l'altra non meno in Prattica, che in Teorica eccellente, narrandosi di lui fosse e nella Musica vocale, e nell'armonica de suoni peritissimo, e per risguardo dell'Astrologia tanto naturale, quanto giudiciale connumerato frà primi d'Italia. ([[Donato Calvi]])
==Bibliografia==
*Giuseppe Unicorno, ''[https://preserver.beic.it/delivery/DeliveryManagerServlet?dps_pid=IE6287844 De l'arithmetica universale]'', Francesco De Franceschi, Venezia, 1598.
==Altri progetti==
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{{DEFAULTSORT:Unicorno, Giuseppe}}
[[Categoria:Matematici italiani]]
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref>
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''10 miti su Israele''==
*Come mostra chiaramente il [[Conflitto israelo-palestinese|caso israelo-palestinese]] la disinformazione storica, anche del passato più recente, può provocare danni enormi. Questo intenzionale fraintendimento della Storia ha permesso l'oppressione di un popolo e legittimato un regime coloniale e di occupazione. Non c'è da stupirsi quindi che queste politiche di disinformazione siano sopravvissute fino ai giorni nostri e svolgano una parte importante nel protrarsi di un conflitto che lascia sempre meno speranza per il futuro. (p. 9)
*Quando [[Israele]] divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale. (p. 17)
*Implicito nell'esistenza di [[Israele]] come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina del 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione. (p. 23)
==''La prigione più grande del mondo''==
*Ai bambini [[Stato di Palestina|palestinesi]], uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo. (p. 11)
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
*Il principale contributo di [[Ariel Sharon|Sharon]] al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. (p. 265)
*Se da un lato [[Hamas]] ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione. (p. 282)
*Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. (p. 312)
*L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]], nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. (p. 319)
*Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. (p. 320)
*In [[Cisgiordania]], la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. (p. 331)
*Le condizioni disumane a [[Gaza]] hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. (p. 340)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''10 miti su Israele'', traduzione di Federica Stagni, Tamu, Napoli, 2022. ISBN 9791280195166.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
{{interprogetto}}
[[Categoria:Accademici israeliani]]
[[Categoria:Politologi]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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/* 10 miti su Israele */
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wikitext
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[[Immagine:Ilan Pappe.JPG|thumb|Ilan Pappé]]
'''Ilan Pappé''' (1954 – vivente), storico, accademico e politologo israeliano.
==Citazioni di Ilan Pappé==
*{{NDR|Crede che il popolo [[Ebrei|ebraico]] meriti uno Stato?}} No, decisamente no! Il popolo musulmano non merita uno Stato, il popolo cristiano non merita uno Stato, il popolo buddhista non merita uno Stato. Le persone di fede meritano che la loro religione sia rispettata, i popoli che fanno parte di un movimento nazionale meritano uno Stato. L'ebraismo non è un nazionalismo, l'ebraismo è una religione. Il sionismo è un'ideologia che ritiene che l'ebraismo sia un movimento nazionale, ma la maggior parte degli ebrei nel mondo, ancora oggi, non lo crede. Se fosse stato possibile creare uno Stato ebraico non a spese dei palestinesi e senza espropriare i palestinesi, senza colonizzare i palestinesi, senza effettuare una pulizia etnica ai danni dei palestinesi, vale a dire creare uno Stato ebraico su un'isola situata da qualche parte, sì, se questa fosse la volontà di alcuni ebrei non ci sarebbe alcun problema. Il problema dell'idea di uno Stato ebraico è che esso può essere sostenuto solo attraverso una struttura di uno Stato di apartheid che impone la sua volontà sui palestinesi.<ref>{{en}} Dall'intervista ''[https://www.youtube.com/watch?v=JiWHkdVEO8M The Two State Solution is DEAD!]'', ''Youtube.com'', 16 giugno 2024.</ref>
*Questa politica di confisca di terre e villaggi {{NDR|abbandonati dai palestinesi nel 1948}} continuò, in maniera intermittente, dal 1949 al 1954. La preda era indifesa e i predatori determinati. Per uno strano gioco, il principale beneficiario di tale politica fu il movimento socialista dei ''kibbutz'' [[Hashomer Hatz'air]] che, ufficialmente, recava lo slogan della coesistenza binazionale bene in vista sui suoi striscioni. Era il più a sinistra dei tre maggiori movimenti del ''kibbutz'' attivi nel giovane Stato di Israele; dimostrò, nei fatti, di essere anche il più avido.<br />Questa discrepanza tra ideologia e realtà suscitò qualche ammirevole (e tormentata) presa di posizione da parte di suoi esponenti, che però non riuscirono ad interrompere il processo di pulizia etnica.<ref group="fonte">Da ''Storia della Palestina moderna: {{small|Una terra, due popoli}}'', Einaudi, Torino, 2014, pp. 184-185. ISBN 9788806215200</ref>
{{Int|Da ''[https://web.archive.org/web/20231207013917/https://ilmanifesto.it/ilan-pappe-deriva-messianica-il-sionismo-verso-la-sua-fine «Deriva messianica, il sionismo verso la sua fine»]''|Intervista di Chiara Cruciati, ''ilmanifesto.it'', 28 novembre 2023.}}
*La storia insegna che la decolonizzazione non è un processo semplice per il colonizzatore. Perde i suoi privilegi, deve ridare indietro le terre occupate, rinunciare all’idea di uno Stato-nazione mono-etnico. I pacifisti israeliani pensano di svegliarsi un giorno in un paese eguale e democratico. Non sarà così semplice, i processi di decolonizzazione sono dolorosi: la pace inizia quando il colonizzatore accetta di stravolgere le proprie istituzioni, la costituzione, le leggi, la distribuzione delle risorse. Il giorno in cui finirà la colonizzazione della Palestina, alcuni israeliani preferiranno andarsene, altri resteranno in un territorio libero in cui non sono più i carcerieri di nessuno. Prima gli israeliani lo capiranno e meno questo processo sarà sanguinoso. In ogni caso la storia è sempre dalla parte degli oppressi, ogni colonialismo è destinato è finire.
*A negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] erano il centro e la sinistra. La destra non l’ha mai negata, anzi ne andava fiera. Per cui non sorprende che {{NDR|il governo Netanyahu VI}} usi questo termine {{NDR|di nuovo nel 2023}} [...] Israele tratta il 7 ottobre come un evento che ha cambiato tutto, non ritiene di dover più essere prudente nel suo discorso razzista, nel parlare di genocidio e pulizia etnica. Percepisce il 7 ottobre come il via libera ad agire.
*Essere sionisti liberali {{NDR|[[Sionismo socialista|sionisti di sinistra]]}} è sempre stato problematico. Devi mentire a te stesso di continuo, perché non puoi essere allo stesso tempo socialista e colonizzatore. La società si è stancata, ha capito che doveva scegliere tra essere democratica ed essere ebraica.<ref>La ''Legge fondamentale sulla Knesset'' (1958) definisce lo Stato d'Israele come «uno stato ebraico e democratico». In ambito accademico, si è discusso se questi due attributi siano fra loro complementari o contradditorî.</ref> Ha scelto la natura ebraica. Ha deciso che la priorità era affermare uno stato razzista piuttosto che condividerlo con i palestinesi. Era inevitabile, la logica conseguenza del progetto sionista. L’Israele di oggi {{NDR|2023}} è molto più autentico di quello degli anni Novanta.
==''La pulizia etnica della Palestina''==
*La politica [[Sionismo|sionista]] iniziò come rappresaglia contro gli attacchi palestinesi nel febbraio del 1947 e si trasformò in seguito in un'iniziativa di pulizia etnica dell'intero paese nel marzo del 1948. Presa la decisione, ci vollero sei mesi per portare a termine la missione. Quando questa fu compiuta, più di metà della popolazione palestinese originaria, quasi 800.000 persone, era stata sradicata, 531 villaggi erano stati distrutti e 11 quartieri urbani svuotati dei loro abitanti. Il piano, deciso il 10 marzo 1948, e soprattutto la sua sistematica attuazione nei mesi successivi, fu un caso lampante di un'operazione di pulizia etnica, considerata oggi dal diritto internazionale un crimine contro l'umanità. (p. 5)
*Dopo l'Olocausto è diventato quasi impossibile occultare crimini contro l'umanità su larga scala. [...] Invece uno di questi crimini è stato quasi completamente cancellato dalla memoria pubblica mondiale: l'espropriazione delle terre dei palestinesi da parte di Israele nel 1948. Questa vicenda, la più decisiva nella storia moderna della terra di Palestina, è stata da allora sistematicamente negata, e ancora oggi non è riconosciuta come un fatto storico e tantomeno ammessa come un crimine con il quale è necessario confrontarsi sia politicamente sia moralmente. (p. 5)
*Per i [[Stato di Palestina|palestinesi]], la forma più profonda di frustrazione, al di là del trauma, è stato il fatto che l'atto criminale di cui questi uomini {{ndr|la classe dirigente israeliana}} furono responsabili sia stato totalmente negato e che la loro sofferenza sia stata completamente ignorata fin dal 1948. (p. 6)
*La storiografia israeliana parlava di «trasferimento volontario» di massa di centinaia di migliaia di palestinesi che avevano deciso di abbandonare temporaneamente le loro case e i loro villaggi per dare via libera agli eserciti arabi invasori che puntavano a distruggere il neonato Stato ebraico. [...] Tuttavia, utilizzando principalmente gli archivi militari israeliani, gli storici revisionisti sono riusciti a dimostrare quanto fosse falsa e assurda la pretesa israeliana che i palestinesi se ne fossero andati "volontariamente", sono stati in grado di confermare molti casi di espulsioni di massa da villaggi e città e hanno rivelato che le forze ebraiche avevano commesso un gran numero di atrocità, massacri compresi. (pp. 6-7)
*Basandosi esclusivamente su documenti degli archivi militari israeliani, [[Benny Morris|Morris]] ha fornito alla fine un quadro molto parziale di quanto era accaduto sul campo. Eppure, tutto questo è stato sufficiente perché alcuni dei suoi lettori israeliani si rendessero conto che la "fuga volontaria" dei palestinesi {{ndr|in relazione all'[[Esodo palestinese del 1948|esodo palestinese]]}} era un mito e che l'immagine che Israele aveva di sé, di aver condotto nel 1948 una guerra "morale" contro un mondo arabo "primitivo" e ostile, era notevolmente falsa e forse completamente superata. (pp. 7-8)
*Le due narrazioni storiche ufficiali in competizione su quel che accadde in Palestina [[Esodo palestinese del 1948|nel 1948]] ignorano entrambe il concetto di pulizia etnica. Da un lato la versione sionista-israeliana sostiene che la popolazione locale se ne andò "volontariamente", dall'altro i palestinesi parlano di una "catastrofe" che li colpì, Nakba, un termine in qualche modo elusivo dal momento che si riferisce al disastro in sé e non tanto a chi o a che cosa lo ha causato. Il termine Nakba fu adottato, per comprensibili ragioni, come tentativo di controbilanciare il peso morale dell'Olocausto (Shoah), ma l'aver trascurato i protagonisti può in un certo senso aver contribuito a perpetuare la negazione da parte del mondo della pulizia etnica della Palestina nel 1948 e successivamente. (p. 10)
*Per portare a termine il loro progetto, gli ideologi [[Sionismo|sionisti]] rivendicavano il territorio biblico e lo ricreavano, o meglio lo reinventavano, come la culla del loro nuovo movimento nazionalista. Secondo loro, la Palestina era occupata da "stranieri" e si doveva riprenderne possesso. "Stranieri" significava tutti i non ebrei che avevano vissuto in Palestina dal periodo romano. In effetti, per molti sionisti la Palestina non era una terra "occupata" neanche quando vi arrivarono per la prima volta nel 1882, ma piuttosto una terra "vuota": i palestinesi nativi che là vivevano erano per loro sostanzialmente invisibili oppure facevano parte delle avversità naturali e come tali dovevano essere conquistati e allontanati. Niente, né le pietre né i palestinesi, doveva essere di ostacolo alla "redenzione" nazionale della terra ambita dal movimento sionista. (pp. 22-23)
*[[David Ben Gurion|Ben Gurion]] è per molti aspetti il fondatore dello Stato d'Israele e ne fu il primo capo di governo. Fu anche la testa pensante della pulizia etnica della Palestina. (p. 37)
* [...] finora, "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|portare la pace in Palestina]]", è sempre stato inteso come un piano messo a punto esclusivamente dagli Stati Uniti e da Israele, senza che i palestinesi venissero consultati seriamente, né minimamente rispettati. (p. 48)
*Una [[Piano di partizione della Palestina|spartizione del paese]] – a stragrande maggioranza palestinese {{NDR|nel 1947, circa i due terzi}} – in due parti uguali si rivelò un disastro perché andava contro la volontà della popolazione indigena che costituiva la maggioranza. Con l'annuncio della propria intenzione di creare in Palestina due entità politiche uguali – ebraica e araba –, l'ONU violava i diritti fondamentali dei palestinesi e non teneva in alcun conto gli interessi del mondo arabo per la Palestina, proprio al culmine della lotta anticolonialista nel Medio Oriente. (p. 49)
*{{NDR|Sul [[piano di partizione della Palestina]]}} L'equilibrio demografico quasi alla pari all'interno dello Stato assegnato agli ebrei era tale che se questa mappa fosse stata in realtà messa in pratica, avrebbe costituito un incubo per la leadership sionista: il sionismo non avrebbe mai potuto raggiungere nessuno dei suoi obiettivi principali. (p. 52)
*Il rifiuto categorico del [[Piano di partizione della Palestina|piano]] {{ndr|di partizione della Palestina}} da parte dei governi arabi e della leadership palestinese convinse ancor di più Ben Gurion che poteva sia accettare il piano che lavorare contro di esso. Già nell'ottobre del 1947, prima ancora che la Risoluzione venisse adottata, Ben Gurion chiarì ai suoi collaboratori che se la mappa del piano di spartizione non fosse stata soddisfacente, lo Stato ebraico non sarebbe stato obbligato ad accettarla. È chiaro quindi che il rifiuto o l'accettazione del piano da parte dei palestinesi non avrebbe cambiato la valutazione fatta da Ben Gurion sui suoi limiti. Per lui e per i suoi amici ai vertici della gerarchia sionista, uno Stato ebreo solido significava uno Stato che si estendesse sulla maggior parte della Palestina e che comprendesse solo pochissimi palestinesi, se proprio dovevano esserci. (pp. 52-53)
*Anche se non era soddisfatto della mappa dell'ONU {{NDR|del [[piano di partizione della Palestina]]}}, Ben Gurion si rese conto che in quelle circostanze – col rifiuto totale della mappa da parte del mondo arabo e dei palestinesi – la questione dei confini da tracciare sarebbe rimasta aperta. Ciò che importava era il riconoscimento internazionale del diritto degli ebrei ad avere un proprio Stato in Palestina. [...] Il previsto rifiuto del piano da parte degli arabi e dei palestinesi permise a Ben Gurion e alla leadership sionista di affermare che il piano ONU era lettera morta il giorno stesso in cui fu approvato – tranne, naturalmente, per quelle clausole che riconoscevano la legalità dello Stato ebraico in Palestina. I suoi confini, dato il rifiuto da parte palestinese e araba, «saranno decisi con la forza e non con la Risoluzione di spartizione», dichiarò Ben Gurion. (p. 53)
*Il tentativo di presentare i palestinesi e gli arabi in generale come nazisti fu un deliberato stratagemma di immagine per il grande pubblico per assicurarsi che, tre anni dopo la fine dell'Olocausto, i soldati ebrei non si sarebbero fatti scrupoli quando veniva loro ordinato di ripulire, uccidere e distruggere altri esseri umani. (p. 97)
*Il mese di aprile del 1948, secondo la storiografia ufficiale israeliana, fu un momento di svolta. Secondo questa versione, la comunità ebraica isolata e minacciata in Palestina si spostava dalla difesa all'attacco, dopo essere scampata alla sconfitta. La realtà della situazione non avrebbe potuto essere più diversa: lo squilibrio militare, politico ed economico delle due comunità era tale che non solo la maggioranza degli ebrei non correva alcun pericolo, anzi, tra gli inizi del dicembre del 1947 e la fine di marzo del 1948, il loro esercito aveva portato a termine la prima fase della pulizia etnica in Palestina, ancora prima che il ''master plan'' fosse messo in pratica. La svolta in aprile fu lo spostamento da attacchi e contrattacchi sporadici contro la popolazione civile palestinese verso la sistematica megaoperazione di pulizia etnica che sarebbe seguita. (p. 111)
*[[Haifa]], come Tiberiade, era stata assegnata nel Piano delle Nazioni Unite allo Stato ebraico: lasciare l'unico grande porto del paese sotto il controllo degli ebrei era un'altra prova del trattamento sfavorevole riservato ai palestinesi nella proposta di pace dell'ONU. (p. 120)
*Essere ebreo [[Sionismo|sionista]] nel 1948 significava una cosa e una cosa sola: il pieno impegno nella dearabizzazione della Palestina. (p. 137)
*{{ndr|Parlando dei [[drusi]] in Palestina}} La loro alleanza con il movimento sionista li ha inesorabilmente alienati dal resto dei palestinesi. Soltanto di recente troviamo una generazione più giovane che pare cominci a ribellarsi contro questo isolamento, ma anche a scoprire quanto questo sia difficile in una società patriarcale fermamente governata dagli anziani e dai leader spirituali. (p. 146)
*Se non fosse stato per le pressioni estremamente efficaci della lobby sionista sul presidente [[Harry Truman]], il corso della storia della Palestina avrebbe potuto prendere una piega molto diversa. Invece i gruppi sionisti della comunità ebraica americana trassero una lezione importante dalla propria capacità di incidere sulla politica degli USA in Palestina (e in seguito oltre la Palestina, nel Medio Oriente in generale). In un processo più lungo che attraversò gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, la lobby sionista riuscì a far relegare ai margini gli esperti del mondo arabo del Dipartimento di Stato e lasciò la politica americana sul Medio Oriente nelle mani del Campidoglio e della Casa Bianca, dove l'influenza dei sionisti era notevole. (p. 156)
*{{ndr|Parlando della [[Palestina]]}} In nessuno altro posto del suo [[Impero britannico|impero]] Albione fu così perfida. (p. 157)
*La Gran Bretagna permise che si compisse la pulizia etnica davanti agli occhi dei suoi soldati e dei suoi funzionari durante il periodo del Mandato, che terminò alla mezzanotte del 14 maggio 1948, e impedì un intervento dell'ONU che avrebbe potuto salvare molti palestinesi. (p. 159)
*A ventinove ore dalla fine del Mandato {{NDR|britannico della Palestina}}, la maggior parte dei villaggi nella zona nord-ovest della Galilea - tutti entro i confini dello Stato arabo designato - era stata distrutta, facendo in modo che Ben Gurion annunciasse con soddisfazione al nuovo parlamento: «È stata liberata la Galilea occidentale» (alcuni dei villaggi a nord di Haifa furono in effetti occupati solo in seguito). In altre parole, le truppe ebraiche ci misero poco più di un giorno per trasformare una zona con una popolazione per il 96 per cento palestinese e solo per il 4 per cento ebrea - e con un identico rapporto anche per la proprietà terriera - in una zona che risultava quasi completamente ebrea. (pp. 176-177)
*Nel 1948 non vi era nessun intervento internazionale su cui i palestinesi potessero sperare: all'estero non si preoccupavano delle atrocità che si stavano verificando in Palestina. [...] Un solo emissario delle Nazioni Unite si comportò in modo diverso. Il conte [[Folke Bernadotte]] arrivò in Palestina il 20 maggio e vi restò fino a settembre, quando alcuni terroristi ebrei lo uccisero per aver "osato" avanzare la proposta di ridividere il paese a metà e aver chiesto l'incondizionato ritorno di tutti i profughi. [...] Come presidente della Croce Rossa svedese, Bernadotte era stato molto attivo nel salvare gli ebrei dal nazismo durante la seconda guerra mondiale e questo era il motivo per cui il governo israeliano lo aveva accettato come mediatore dell'ONU: non si aspettava però che avrebbe cercato di fare per i palestinesi ciò che aveva fatto per gli ebrei solo alcuni anni prima. (pp. 192-193)
*In molte storie orali palestinesi che ora cominciano a venir fuori, compaiono pochi nomi di brigate. Tuttavia la [[7ª Brigata corazzata "Saar mi-Golan"|Settima]] è menzionata molto spesso, assieme ad aggettivi tipo "terroristi" e "barbari". (pp. 194-195)
*Ben Gurion non desiderava che la città di [[Nazareth]] venisse evacuata poiché sapeva che gli occhi del mondo cristiano erano puntati sulla città. Ma un generale di grado superiore e il comandante supremo dell'operazione, Moshe Karmil, ordinarono l'espulsione totale di tutta la popolazione rimasta («16.000», annotò Ben Gurion, «di cui 10.000 cristiani»). Ben Gurion a questo punto diede istruzioni a Karmil di revocare il suo ordine e di permettere alla popolazione di rimanere. Egli convenne con Ben Donkelman, il comandante militare dell'operazione: «Il mondo ci guarda», il che significò che Nazareth fu più fortunata di ogni altra città della Palestina. Infatti Nazareth è tuttora la sola città araba nella Israele pre-1967. Ancora una volta, tuttavia, non tutti coloro a cui fu concesso di rimanere furono risparmiati. (pp. 208-209)
*Oggi un sito web per i profughi di Hittin contiene il seguente riferimento ai [[drusi]]: «Che lo vogliano o no, sono ancora arabi palestinesi», una chiara allusione al fatto che i drusi mostrarono scarsa solidarietà o affinità, e tanto meno compassione, per i loro compagni palestinesi. Al contrario, molti di loro parteciparono alla distruzione della Palestina rurale, alla quale - tragicamente - appartenevano. (p. 210)
*Non mi faccio illusioni: ci vorrà ben più di questo libro per ribaltare una realtà che demonizza un popolo colonizzato, espulso, occupato, e glorifica invece quello stesso popolo che l'ha colonizzato, espulso, occupato. (p. 220)
*Oggi, nonostante tutti gli sforzi di Israele di "giudaizzarla", [...] la [[Galilea]] rimane ancora l'unica area della Palestina ad aver mantenuto la sua bellezza naturale, il suo sapore mediorientale e la sua cultura palestinese. Poiché metà della popolazione è palestinese, l'"equilibrio demografico" impedisce a molti ebrei israeliani di sentire quella regione come "propria" anche all'inizio del XXI secolo. (p. 225)
*Un intenso processo di "giudaizzazione" non è fino a ora riuscito a rendere "ebrea" la [[Galilea]], ma dato che oggi così tanti israeliani, politici e accademici, sono giunti ad accettare e giustificare quella pulizia e anche a suggerirla ai futuri uomini politici, il pericolo di ulteriori espulsioni incombe tuttora sul popolo palestinese in questa parte di Palestina. (p. 227)
*In Israele e nel mondo ebraico il [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è visto come un'agenzia ecologicamente molto responsabile che deve la sua reputazione al modo in cui si è dedicata a piantare alberi, a reintrodurre la flora e i paesaggi locali, facilitando l'apertura di decine di luoghi di villeggiatura e di parchi naturali, con aree da picnic e spazi gioco per bambini. [...] I parchi del JNF non offrono soltanto parchiggi, aree da picnic, spazi gioco e contatto con la natura, ma anche degli elementi ben visibili che raccontano una storia particolare: le rovine di una casa, una fortezza, frutteti, piante di cactus (''sabra''), e così via. Ci sono anche fichi e mandorli. Moltissimi israeliani pensano che siano fichi "selvatici" o mandorli "selvatici", poiché li vedono in fioritura verso la fine dell'inverno, quando annunciano la bellezza della primavera. Ma questi alberi furono piantati e coltivati da mani umane. Ovunque si trovino mandorli e fichi, uliveti o siepi di cactus, là un tempo sorgeva un villaggio palestinese: questi alberi, che rifioriscono ogni anno, sono tutto ciò che resta. Vicino ai terrazzamenti incolti e sotto le altalene e i tavoli da picnic e le foreste di pini europei, giacciono sepolte le case e i campi dei palestinesi che le truppe israeliane cacciarono nel 1948. Pertanto, i visitatori, guidati soltanto da queste segnalazioni del JNF, non si renderanno mai conto che lì abitavano persone - i palestinesi - che ora vivono come profughi nei Territori Occupati, come cittadini di seconda classe in Israele e come abitanti di campi profughi oltre i confini della Palestina. La vera missione del JNF, in altre parole, è stata quella di nascondere i resti visibili della Palestina, non solo piantando alberi, ma anche tramite una cronaca che nega la loro esistenza. (p. 272)
*L'informazione data dai siti web del [[Fondo Nazionale Ebraico|JNF]] è un modello autorevole per il meccanismo onnicomprensivo di rifiuto che gli israeliani mettono in atto sul piano della rappresentazione. Profondamente radicato nella psicologia delle persone, questo meccanismo funziona proprio sostituendo i luoghi palestinesi di tragedie e memoria con spazi di piacere e divertimento per gli israeliani. Ciò che i testi del JNF rappresentano come "ecologia" è un'altra manovra ufficiale israeliana per negare la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] e nascondere l'enormità della tragedia palestinese. (p. 273)
*Le false speranze che Israele suscitò con l'[[Accordi di Oslo|accordo di Oslo]] dovevano avere terribili conseguenze per il popolo palestinese, a maggior ragione perché Arafat cadde nella trappola preparata per lui. (pp. 286-287)
*Per i palestinesi l'unico risultato positivo di [[Vertice di Camp David|Camp David]] fu che la loro leadership riuscì, almeno per un po' di tempo, a portare la [[Esodo palestinese del 1948|catastrofe del 1948]] all'attenzione locale, regionale e, in una certa misura, dell'opinione pubblica internazionale. Non solo in Israele, ma anche negli Stati Uniti e persino in Europa, quanti erano veramente interessati alla questione palestinese dovettero prendere coscienza che questo conflitto non riguardava solo il futuro dei Territori Occupati, ma che al centro c'era la questione dei profughi che Israele aveva cacciato dalla Palestina nel 1948. (p. 290)
*Il problema di [[Israele]] non è mai stato il [[Ebraismo|giudaismo]]: il giudaismo presenta svariate facce e molte di queste forniscono una solida base per la pace e la coabitazione; il problema è la natura etnica del [[sionismo]]. Il sionismo non ha gli stessi margini di pluralismo che offre il giudaismo, meno che mai per i palestinesi. (p. 309)
==''10 miti su Israele''==
*Come mostra chiaramente il [[Conflitto israelo-palestinese|caso israelo-palestinese]] la disinformazione storica, anche del passato più recente, può provocare danni enormi. Questo intenzionale fraintendimento della Storia ha permesso l'oppressione di un popolo e legittimato un regime coloniale e di occupazione. Non c'è da stupirsi quindi che queste politiche di disinformazione siano sopravvissute fino ai giorni nostri e svolgano una parte importante nel protrarsi di un conflitto che lascia sempre meno speranza per il futuro. (p. 9)
*Quando [[Israele]] divenne realtà storica, nel 1948, si trasformò in un incubo palestinese altrettanto reale. (p. 17)
*Implicito nell'esistenza di [[Israele]] come stato coloniale è il tentativo di nascondere le prove dei suoi atti di eliminazione, in particolare in un'epoca che guarda con disapprovazione al colonialismo e nel contesto di un paese che pretende di essere «l'unica democrazia del Medio Oriente» e «uno stato ebraico e democratico». La pulizia etnica della Palestina nel 1948 e il tentativo di cancellarne la memoria sono parte integrante della stessa strategia di eliminazione. (p. 23)
==''La prigione più grande del mondo''==
*Ai bambini [[Stato di Palestina|palestinesi]], uccisi, feriti e traumatizzati dal vivere nella più grande prigione del mondo. (p. 11)
*{{NDR|Sulla gestione dei [[territori occupati da Israele]] a seguito della [[guerra dei sei giorni]]}} Una mera estensione dell'autorità militare già imposta a un gruppo di palestinesi (la minoranza all'interno di Israele) a un altro gruppo palestinese (gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza). (p. 22)
*Nel 1967 la rotta ufficiale tracciata da Israele, tra impossibili ambizioni nazionalistiche e colonialiste, trasformò un milione e mezzo di individui in detenuti di un mega-carcere. Non si trattava però di una prigione riservata a pochi detenuti incarcerati a torto o a ragione: essa fu imposta a una società nella sua interezza. (p. 36)
*Nel redigere questo testo mi trovo a disagio di fronte alla parola "occupazione". [...] La prima riserva sta nel fatto che, impiegando questo termine, si dà adito all'idea di una falsa separazione tra Israele e le zone occupate. Indirettamente, essa legittima la presenza israeliana ovunque in quella che era la Palestina mandataria e produce l'inaccettabile dicotomia tra il "democratico" Israele e i "non democratici" [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]]. La seconda riserva riguarda le implicazioni politiche e giuridiche di solito connesse al termine "occupazione". In genere, quest'ultima viene infatti ritenuta uno strumento temporaneo per mettere in sicurezza un territorio dopo un conflitto armato o una guerra. Essa ha un inizio e una fine, ed esistono regole e obblighi internazionali molto chiari che discendono dalla transitorietà di qualsiasi occupazione. La realtà in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza è diversa per due aspetti davvero rilevanti. Il primo, [...] è che la transitorietà non fa parte della storia di questa "occupazione". [...] Il secondo aspetto che distingue il caso in esame da quelli noti di occupazione militare è il controllo totale esercitato dall'occupante. Queste forme di controllo assoluto sono tipiche delle prime fasi di qualsiasi occupazione armata, tuttavia, a meno che non si appartenga a un gruppo designato all'eliminazione o al genocidio, esse non durano mai troppo a lungo. Perciò, la portata di queste pratiche di controllo totale in quelli che sono divenuti noti come i Territori Occupati indurrebbe a cercare una terminologia migliore. (pp. 42-43)
*Fino al 1964, [...] non era affatto scontato che nella regione mediorientale il pupillo dell'America fosse Israele. La situazione mutò dopo l'assassinio del presidente Kennedy e la nomina di Johnson. Da allora, in un sol colpo, ebbe inizio una nuova era che continua ancora oggi, nella quale Israele è entrato a far parte di un club esclusivo di Stati nelle cui politiche, di norma, gli Stati Uniti non si ingeriscono, presentando unicamente una cortese protesta quando, agli occhi del resto del mondo, gli israeliani si spingono troppo oltre. (p. 121)
*I politici israeliani riuscivano a destreggiarsi abilmente, dando l'impressione di affrontare seriamente la discussione sulle opzioni di pace e di ritiro, ma nel frattempo deliberavano tutta una serie di risoluzioni per delimitare chiaramente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza come due future mega-prigioni sotto il controllo di Israele. (p. 143)
*[[Yigal Allon|Alon]] era salito presto al potere. All'età di trent'anni era già al comando del Palmach, l'unità d'élite sionista, e come tale nel 1948 era divenuto responsabile della pulizia di villaggi e città palestinesi in varie parti del paese. [...] Egli era l'epitome del nuovo ebreo - quasi ariano - che il sionismo desiderava porre come antitesi dell'ebreo "esiliato". Bello, carismatico e coraggioso, brillava come futuro capo del movimento sionista, tuttavia non riuscì a mantenere le aspettative. Negli anni, politici ben più cinici e sofisticati riuscirono a emarginarlo, per cui non ottenne mai il ruolo di leader che lui e i suoi fautori avrebbero desiderato ottenesse. (pp. 162-163)
*[[Yigal Allon|Alon]] ha immaginato e realizzato una serie di colonie ebraiche che avrebbe separato i palestinesi dai palestinesi e, sostanzialmente, annesso a Israele parti della Cisgiordania. Il concetto dei cunei sarebbe stato perfezionato e in un certo senso completato da [[Ariel Sharon]], sia in qualità di ministro degli Alloggi e delle Infrastrutture nazionali negli anni Ottanta che di primo ministro nel XXI secolo. (p. 165)
*Per un brevissimo periodo, nei primi anni dopo l'occupazione della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, [[Yigal Allon|Yigal Alon]] dominò il pensiero strategico del governo israeliano lasciando la propria impronta sulla cartografia dell'[[Territori occupati da Israele|occupazione]]. Anche se il suo piano non venne adottato come progetto, egli riuscì comunque a suggerire un protocollo informale su come governare sia la Cisgiordania che la Striscia di Gaza. Il ''modus operandi'' da lui concepito avrebbe condizionato la politica israeliana fino ai nostri giorni. In sostanza, esso forniva indicazioni su come governare indirettamente le aree palestinesi densamente popolate mentre, in un modo o nell'altro, si procedeva ad annettere tutto il resto del territorio. (pp. 165-166)
*Il termine ''hashud'' ('sospetto') finì per riferirsi a qualunque palestinese non fosse gradito agli israeliani; identificava l'"arabo cattivo". Già all'epoca, essere definito un "sospetto" significava essere colpevole fino a prova contraria, pertanto un "sospettato" era qualcuno che probabilmente sarebbe stato arrestato senza processo, per poi rimanere iscritto in una sorta di registro "criminale" che in seguito gli avrebbe impedito di lavorare dentro Israele, di superare i posti di controllo, di ottenere il permesso di aprire un'attività e così per tutti gli altri normali aspetti della vita. (p. 191)
*Sebbene si fosse deciso di non ripetere le espulsioni di massa del 1948, Israele effettuò comunque operazioni di pulizia etnica nelle [[Territori occupati da Israele|aree occupate]] nel '67; l'idea alla base di questo era che il ridimensionamento della popolazione nell'immediato dopoguerra fosse un ''modus operandi'' opportuno e praticabile prima che le acque si calmassero e che prendesse avvio il "processo di pace". (p. 194)
*Gli strateghi israeliani si resero conto che, volendo attuare una pulizia etnica con altri mezzi, l'alternativa all'espulsione era non consentire alle persone di lasciare i luoghi in cui vivevano; tanto più che in questo modo potevano essere escluse dagli equilibri di potere demografici. Essendo costretti all'interno delle proprie aree, questi individui potevano essere trascurati dal conteggio demografico complessivo del paese, giacché non si potevano muovere, sviluppare o espandere liberamente, né godevano di alcuno dei diritti umani e civili fondamentali. (p. 207)
*I più elementari diritti degli esseri umani, tutelati dall'ordinamento internazionale, erano subordinati all'approvazione israeliana insita nell'enigmatica espressione «buona condotta». In tutto il mondo, esisteva un solo contesto in cui vigeva un nesso del genere: il carcere moderno. (pp. 210-211)
*In più di una pubblicazione israeliana, i primi dieci anni della storia dell'occupazione, dal 1967 al 1977, sono stati dipinti come il decennio illuminato: dieci anni di opportunità di pace e progresso per i palestinesi, da loro stessi poi dilapidate. Uno sguardo più attento rivela, però, una realtà assai diversa: quella del consolidamento di un dominio unilaterale che ha incarcerato la gente dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] come si fosse trattato di detenuti a vita: loro, i loro figli e i loro nipoti. (p. 216)
*{{NDR|Su [[Golda Meir]]}} La nuova leader era impegnata a continuare la politica di insediamento avviata dal suo predecessore. [...] La nuova premier avrebbe dimostrato ben poco interesse riguardo al destino dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], che lasciò invece in mano all'inerzia burocratica del governo militare. La pace, per Meir, non era un'opzione contemplabile. (p. 217)
*{{NDR|Su [[Abraham Isaac Kook]]}} Per molti versi può essere ritenuto il capostipite del fondamentalismo ebraico estremo. (p. 219)
*Nel 1974 il movimento dei [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{NDR|israeliani}} divenne una lobby ideologica che influenzava le politiche governative riguardanti la colonizzazione e che godeva di una presenza sempre maggiore nella Knesset e nella sfera pubblica in generale. Ma se per un verso i coloni erano dei manipolatori, per l'altro loro stessi venivano manipolati. Erano infatti usati come arma, e molto spesso come scusa, per giustificare la confisca di terre, e lo Stato ricorreva a loro come strumento demografico per effettuare una pulizia etnica con mezzi alternativi. Il movimento era un comodo canale per implementare quegli aspetti della politica di colonizzazione ai quali il governo laburista non voleva essere direttamente associato; specialmente le politiche che contraddicevano apertamente il diritto e le convenzioni internazionali. Anziché sullo Stato, infatti, la responsabilità veniva fatta ricadere su presunti gruppi di parte. (pp. 220-221)
*La vita in prossimità delle due comunità, quella dei palestinesi occupati e dei coloni, non faceva altro che accentuare l'immagine di un carcere. Ogni [[Insediamenti israeliani|colonia]], e ogni blocco di colonie, era circondato da una recinzione elettrica e da mura che chiudevano i coloni al loro interno, ma che combinate tra loro rinchiudevano i palestinesi in decine di mini-prigioni dentro l'enorme complesso della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. (p. 221)
*L'esercito attuava il suo dominio su ogni aspetto della vita {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}}, ma fin dall'inizio fu assistito da altri enti israeliani. Uno di questi era il sindacato generale, l'[[Histadrut]]. Questa organizzazione pre-statale era già stata molto efficiente nell'estromettere i palestinesi dal mercato del lavoro mandatario, e ciò a dispetto del fatto che venisse vista dal mondo occidentale - compreso il movimento sindacale britannico - come un esempio di organizzazione socialista votata al benessere dei lavoratori. Nel 1967, a partire dalla seconda settimana di giugno, l'Histadrut fu incorporato nel meccanismo dell'occupazione. Il governo gli concesse il monopolio del commercio e dell'industria; e sul campo esso non agì come un sindacato, ma piuttosto come un mastodontico complesso industriale. (pp. 242-243)
*Per i palestinesi, qualsiasi miglioramento delle condizioni di vita dipendeva dal loro totale consenso a risiedere nelle aree isolate dei [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]], il cui spazio sarebbe stato costantemente ridotto dall'ebraicizzazione e dall'accaparramento delle terre. (p. 243)
*Il principale contributo di [[Ariel Sharon|Sharon]] al rafforzamento della mega-prigione {{NDR|nei [[territori occupati da Israele]]}} è stato un approccio sistematico che ha spazzato via ogni ambiguità nell'attuazione della strategia del 1967. Difatti, egli ha portato la colonizzazione in ogni angolo della Cisgiordania. (p. 265)
*Se da un lato [[Hamas]] ha dato del filo da torcere agli israeliani, dall'altro li ha anche aiutati a bollare la lotta palestinese come parte di una forza islamica globale antioccidentale impegnata in uno scontro di civiltà. È per questo che molti degli esperti che hanno scritto sulle origini di Hamas hanno attribuito a Israele un ruolo importante nella sua nascita e progressiva affermazione. (p. 282)
*Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] non fu in realtà un tentativo di pace giusto ed equo, bensì un compromesso accettato da un popolo sconfitto e colonizzato. Il risultato fu che i palestinesi furono costretti a cercare soluzioni che andavano contro i loro interessi e che mettevano in pericolo la loro stessa sopravvivenza. (p. 312)
*L'insistenza sulla partizione e sull'esclusione della questione dei rifugiati dall'agenda di pace avevano trasformato il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]], nel migliore dei casi, in una riorganizzazione militare e in un riassetto del controllo israeliano in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. In quello peggiore, in un nuovo accordo sul controllo che aveva reso la vita dei palestinesi in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza di gran lunga peggiore di quanto fosse prima. (p. 319)
*Il [[Accordi di Oslo|processo di Oslo]] aveva trasformato i [[Territori occupati da Israele|Territori Occupati]] in una geografia del disastro, per cui dopo gli accordi la qualità della vita dei palestinesi era notevolmente peggiorata rispetto a prima. (p. 320)
*In [[Cisgiordania]], la fermezza dei palestinesi è tuttora viva. La resistenza popolare è un fatto quotidiano, ma, disponendo di risorse limitate, viene facilmente soffocata dall'occupazione israeliana. Tuttavia, la sua tenacia suggerisce che la partita iniziata nel 1967 non sia ancora chiusa. (p. 331)
*Le condizioni disumane a [[Gaza]] hanno reso impossibile per la gente che vi abita adattarsi alla prigionia che qui Israele continua a imporre dal 1967. Ci sono stati periodi relativamente migliori, quando era permesso spostarsi per lavoro in Cisgiordania e in Israele, ma quei tempi sono finiti nel 2006. (p. 340)
==''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina''==
*Prima del 7 ottobre {{ndr|2023}} gli israeliani erano certi di essere protetti dall'esercito più forte del Medio Oriente. Adesso non ne sono più tanto sicuri. (p. 14)
*Credo che chiunque si opponga all'oppressione e all'ingiustizia possa comprendere i nodi basilari di quello che oggi è noto come "il [[conflitto israelo-palestinese]]". (p. 18)
*La [[Palestina]] non è mai stata separata dal mondo arabo: ne è parte integrante. E non è mai stata, evidentemente, «una terra senza popolo» - come i sionisti presero a dire - pronta per essere conquistata. (p. 20)
*Finché [[Israele]] conserverà un'etica coloniale insediativa, non potrà mai coesistere pacificamente con i [[Palestina|palestinesi]]. (p. 40)
*I [[Sionismo|sionisti]] come giustificavano il loro atteggiamento nei confronti della popolazione autoctona? Come altri coloni insediativi, ricorrevano alla disumanizzazione dei nativi, che venivano rappresentati come "selvaggi" o "primitivi". Un tropo particolarmente potente in Palestina era quello dei "nomadi", persone senza alcun attaccamento alla terra. Questo nonostante numerosi villaggi esistessero da migliaia di anni. Allo stesso tempo i [[Insediamenti israeliani|coloni]] {{ndr|israeliani}} affermano di essere guidati da scopi più nobili, ovvero portare i vantaggi della modernizzazione (e della civiltà) in un luogo arretrato. Su questo punto i colonialisti insediativi differiscono dai colonialisti classici per un aspetto cruciale. I colonialisti classici si consideravano i portatori della modernità tra i selvaggi. I coloni insediativi si consideravano intenti a modernizzare la terra, non il popolo. Le persone erano inconvenienti da rimuovere per accedere alla terra. (p. 40)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] non era affatto un deserto, né i suoi popoli erano nomadi o primitivi. Queste leggende venivano propagate per rendere il progetto [[Sionismo|sionista]] più appetibile agli ebrei d'Europa e non solo, ma i pensatori sionisti sapevano benissimo che lì era presente una popolazione nativa con cui bisognava confrontarsi. Ben prima degli anni Venti, i leader sionisti ragionavano su come spostare la popolazione palestinese. Alcuni ideologi sionisti speravano che i palestinesi sarebbero emigrati volontariamente nei paesi arabi vicini se avessero ricevuto un'adeguata compensazione finanziaria. In caso contrario, rimaneva sul tavolo l'opzione del trasferimento forzato. Leader e attivisti sionisti affinarono questa linea di pensiero dalla metà degli anni Venti fino al 1948, quando arrivò il momento di metterla in pratica. A questo punto, quelle che prima erano state delle idee vaghe furono tradotte in un piano programmatico che avrebbe portato alla pulizia etnica di metà della popolazione araba palestinese. (p. 41)
*Oggigiorno il [[Massacro di Hebron del 1929|massacro di Hebron]], un'orribile atrocità, viene utilizzato nella narrazione ufficiale israeliana come arma per "dimostrare" che la coesistenza è impossibile e, paradossalmente, per giustificare i successivi massacri di palestinesi. (p. 44)
*La [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] non fu soltanto un furto di terre da parte delle forze sioniste, bensì un tentativo di rendere impossibile la ricostruzione di una nazione palestinese. (p. 75)
*[[Israele]] interpretò il silenzio e l'inazione durante la [[Esodo palestinese del 1948|Nakba]] come un via libera per continuare a usare la pulizia etnica come mezzo per stabilire e rafforzare lo Stato israeliano e la sua sicurezza nazionale. Dopotutto, nessuno cercò di fermarli la prima volta. (p. 76)
*La storia del sostegno segreto di Israele a [[Hamas]] è in netto contrasto con le sue istrioniche dichiarazioni di oggi secondo cui esso non è migliore dell'Isis. (p. 109)
*Quando il 7 ottobre 2023 Hamas ha violato i confini israeliani, è entrato in un paese sull'orlo di una guerra civile. Per il momento quel conflitto è stato messo da parte, giacché gli israeliani si sono compattati per vendicarsi su ogni singolo abitante di Gaza per le azioni di Hamas. Ma le crepe continuano ad allargarsi. (p. 128)
*Fino al 7 ottobre {{ndr|2023}}, [[Israele]] ha investito molto tempo ed energie nella costruzione del consenso a partire da un'accezione di antisemitismo che includesse la critica allo Stato israeliano e ai fondamenti morali del sionismo. Oggi, persino dire che, dal 1967, intere generazioni di palestinesi sono cresciute sotto l'occupazione è sufficiente perché si scateni una caccia alle streghe che non risparmia nessuno. A Israele fa gioco che tutti noi dimentichiamo la storia e che ogni violenza da parte dei palestinesi sia vista come un'assurda barbarie, comprensibile solo attraverso la lente della volontà di annientare gli ebrei. Questo dà a Israele carta bianca per perseguire politiche che in passato avrebbero evitato, per motivi etici o strategici. E i governi occidentali gli vanno dietro. (pp. 129-130)
*L'attacco del 7 ottobre {{ndr|2023}} viene utilizzato come pretesto per attuare politiche genocide nella Striscia di Gaza. È anche un pretesto per gli Stati Uniti per cercare di riaffermare la propria presenza in Medio Oriente. Ed è un pretesto per alcuni paesi europei per limitare le libertà democratiche in nome di una nuova "guerra al terrorismo". (p. 130)
*I combattenti di [[Hamas]] che hanno fatto irruzione in Israele il 7 ottobre {{ndr|2023}} erano in gran parte giovani che hanno imparato il linguaggio della violenza dalle bombe sganciate da Israele su di loro. Con ciò non si vuole giustificare quello che hanno fatto. Ma non dobbiamo essere tanto certi che, se a subire quel trauma fossimo noi, senza una soluzione in vista, reagiremmo meglio. (p. 132)
*Mi auguro che conoscere le ingiustizie inflitte ai [[Stato di Palestina|palestinesi]] da oltre un secolo induca a essere solidali con la loro lotta e a opporsi all'oppressione ovunque ci si trovi. (p. 133)
==''La fine di Israele''==
*Sono convinto che lo status quo in Israele non possa perdurare perché, sin dal principio, il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" non è riuscito a offrire nessun tipo di risoluzione. (p. 23)
*{{ndr|Sulla [[dichiarazione Balfour]]}} Un impegno assunto da Londra senza mai chiedere che cosa ne pensassero i palestinesi. (p. 24)
*Nemmeno i leader palestinesi più concilianti, e neppure in tempi di totale impotenza e isolamento, hanno mai potuto prendere seriamente in considerazione qualcuna delle [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|proposte di pace]] avanzate dal 1967. Accettare un bantustan in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, senza alcuna concessione sui blocchi di insediamenti ebraici in Cisgiordania, il diritto al ritorno dei profughi o uno Stato palestinese con significativi poteri sovrani o che conservi la sua capitale storica a Gerusalemme, sarebbe un suicidio politico. Erano queste le aspirazioni minime della stragrande maggioranza dei palestinesi, ma non sono mai state nemmeno trattate come questioni da discutere. (p. 31)
*Questi [[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processi di pace]] si sono trasformati in una farsa. Israele li ha in realtà usati per normalizzare l'occupazione: parlare di pace prendendo tempo per costruire ulteriori insediamenti e arroccarsi nei territori. (p. 31)
*Oggi, dopo decenni del "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]", i palestinesi hanno meno diritti di sempre. (p. 35)
*Gli eventi dell'ottobre 2023 hanno evidenziato diverse crepe nelle fondamenta di Israele. Crepe che continuano a crescere, minacciando la stessa stabilità dello Stato ebraico. È emerso un punto interrogativo sul futuro di Israele. Che cosa ne sarà del progetto sionista nei prossimi decenni è ancora tutto da vedere, ma è chiaro che non potrà proseguire così. (p. 40)
*[[Israele]] fu fondato da una minoranza contro la volontà di una maggioranza di abitanti della Palestina storica. (p. 43)
*{{ndr|Parlando degli ebrei sparsi per il mondo}} In molti non considerano più il sostegno a [[Israele]] fondamentale per l'identità ebraica, a prescindere da come Israele abbia cercato in tutti i modi di rendere sinonimi i termini "giudaismo" e "sionismo". Esiste già una minoranza che vede addirittura gli ideali del giudaismo contrapposti alla realtà del sionismo. (p. 61)
*Sono convinto che il principale motivo per cui finora il "[[Piani di pace per il conflitto israelo-palestinese|processo di pace]]" è fallito sia che la comunità globale semplicemente non vuole ascoltare la posizione palestinese. Questo è un modo assurdo di deliberare sul futuro di un paese e di un popolo. Solo un dibattito e un processo di decisione interni al popolo palestinese possono fornire al mondo una visione per una futura Palestina libera. (p. 83)
*{{ndr|Parlando dei palestinesi impegnati nella lotta armata}} Israele li considera terroristi, anche se il loro "terrorismo" si limita a respingere i raid dell'IDF nei loro campi. Sentono giustamente di avere poco da perdere in un mondo che non gli permette di studiare e lavorare né offre loro motivi di speranza, sottoposti a continue umiliazioni e angherie, a cui si accompagna il trauma dei bombardamenti aerei un anno sì e uno no. Quanti di noi possono dire che rimarrebbero cittadini integerrimi e non risponderebbero mai in circostanze del genere? (p. 85)
*Riconoscere la [[Stato di Palestina|Palestina]] ha un peso completamente nuovo nel contesto di una cancellazione sistematica della cultura palestinese, dai luoghi di culto alle università fino ai musei e ai siti archeologici. Adesso l'appello a riconoscere la Palestina non è una manovra diplomatica, per creare l'illusione di uno Stato che non esiste, ma un mezzo necessario per opporsi al negazionismo sionista. (p. 89)
*Ogni [[rivoluzione]] vincente della storia è divampata quando l'energia creativa delle masse ha incontrato la visione programmatica di un'organizzazione sicura di sé e capace di dar voce alle loro richieste. (pp. 110-111)
*La maggioranza dei palestinesi uccisi di recente dall'IDF sono giovanissimi. Questa è una generazione nata nella geografia del disastro creata da Israele; sono individui plasmati dal crescere in quella che ho definito la più grande prigione sulla Terra. La loro coscienza politica scaturisce necessariamente dalla loro resistenza a questa dura realtà. (p. 112)
*Nella [[Striscia di Gaza]] assediata, in particolare dopo la devastazione provocata dalle politiche genocide di Israele, i giovani hanno paura per la loro vita e per la sopravvivenza delle loro famiglie, non diversamente dai giovani nei campi profughi in Siria e alcuni di quelli nei campi profughi libanesi. Chi sfugge alle bombe è nondimeno colpito dalla carestia e dal totale collasso del sistema sanitario dovuto all'assedio israeliano. Ma anche in queste circostanze, le più atroci mai affrontate da Gaza, ci sono incredibili iniziative che uniscono la lotta per la sopravvivenza a uno sguardo strategico a lungo termine: immaginare un futuro migliore. (p. 113)
*Il movimento nazionale palestinese ha mantenuto una forte tendenza socialista, poiché i palestinesi riconoscono i potenti interessi economici che si frappongono alla loro liberazione. L'occupazione è molto redditizia: fornisce a Israele manodopera palestinese a basso costo e un mercato vincolato per i suoi prodotti agricoli. Il modo in cui i lavoratori vengono sfruttati dal capitale globale risulta affine allo sfruttamento e all'oppressione che subiscono i palestinesi, da qui la necessità di un cambiamento rivoluzionario per porvi fine. (pp. 115-116)
*Se l'alleanza che sostiene Israele diventasse appena un po' più passiva o tiepida nel difenderlo dalle sfide legali e sociali, le condizioni sarebbero molto più mature per poter costruire in Palestina una realtà ben diversa. (p. 116)
*Tra le macerie del vecchio mondo troveremo le risorse per costruire una nuova realtà e creare una società giusta per tutti coloro che vivono nella Palestina storica e per quanti desiderano tornarvi. (p. 117)
*{{ndr|Sul [[sionismo]]}} Un progetto politico intrinsecamente violento, iniziato con le spoliazioni degli anni Venti del Novecento, proseguito con la prima pulizia etnica del 1948 e tuttora in atto, con la de-arabizzazione della Cisgiordania e il genocidio in corso nella Striscia di Gaza. (p. 124)
*L'identità di [[Israele]] come Stato si fonda sul non aver commesso nulla di sbagliato, motivo per cui gli israeliani si crogiolano nell'idea di essere la parte innocente, a prescindere da come i fatti storici mostrino il contrario. (p. 124)
*Regno Unito e Stati Uniti furono le principali potenze internazionali che sin dall'inizio garantirono gli aiuti e l'immunità al progetto coloniale d'insediamento ed espropriazione, e tuttora continuano a farlo. Molti altri paesi occidentali sono stati complici, fornendo per anni aiuti alle attività israeliane nei Territori Occupati, così come numerose multinazionali nel campo degli armamenti e dell'industria della sicurezza. Devono essere chiamati a rispondere delle loro azioni anche coloro che hanno continuato a vendere armi a Israele, a dispetto del genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall'ottobre 2023. (p. 129)
*La mia speranza è che una futura generazione ebraica in una Palestina del dopo-[[Israele]] si dissoci categoricamente dal suo passato come fanno oggi i sudafricani bianchi. Ripenserà alle dichiarazioni odierne dei ministri israeliani con disgusto e orrore. (p. 136)
*Nel [[Ruanda]] del dopo-[[Genocidio del Ruanda|genocidio]] il ritorno dei profughi è stato cruciale per il processo di riconciliazione. I nuovi leader lo ritennero un modo per riformare il paese, per questo invocarono il ritorno dei membri di ogni gruppo etnico, che fossero hutu o tutsi. Tra il 1994, l'anno del genocidio, e il 2022 sono tornati in Ruanda oltre tre milioni di profughi ruandesi. Il ritorno ha allentato le tensioni tra i gruppi etnici e consentito un complicato processo di riconciliazione, sia pur tra molti ostacoli. Naturalmente il caso del Ruanda, con due gruppi etnici appartenenti alla stessa nazione postcoloniale differisce in modo significativo da quello palestinese. Dimostra però che, se un governo è davvero interessato a consentire il ritorno dei profughi alle loro case, è possibile realizzarlo, anche se non mancano i problemi da risolvere. (p. 161)
*Prima dell'arrivo del [[sionismo]] i rapporti tra le varie comunità del Mashreq erano molto meno soggetti a conflitti e persecuzioni. (p. 197)
*Nel contesto della nostra discussione su Israele e Palestina, possiamo notare lo scarto tra la politica estera portata avanti dai governi e quella invocata da ampi settori della società civile. A tutt'oggi un mondo in buona parte filopalestinese è mal rappresentato da un'élite politica filoisraeliana. (p. 227)
*Io sono una persona di sinistra, lo sono sempre stato e probabilmente lo rimarrò per il resto della mia vita. (p. 228)
*La [[Stato di Palestina|Palestina]] riveste un ruolo chiave nell'immaginare un mondo differente. (p. 241)
*Da parte mia, ritengo che gran parte delle persone che sono interessate alla [[Stato di Palestina|Palestina]] e immaginano per il futuro un paese libero e democratico abbia a cuore anche la lotta per la giustizia economica ed ecologica. (p. 242)
==Citazioni su Ilan Pappé==
*Ilan Pappé, che conduce una battaglia radicale contro l'establishment politico e accademico di Israele, è forse il più anticonformista degli israeliani. ([[Mario Vargas Llosa]])
*Ilan Pappé è il più coraggioso, più onesto, più incisivo degli storici israeliani. ([[John Pilger]])
==Note==
<references />
===Fonti===
<references group="fonte" />
==Bibliografia==
*Ilan Pappé, ''La pulizia etnica della Palestina'', traduzione di Luisa Corbetta e Alfredo Tradardi, Fazi, Roma, 2008. ISBN 9788881129089.
*Ilan Pappé, ''10 miti su Israele'', traduzione di Federica Stagni, Tamu, Napoli, 2022. ISBN 9791280195166.
*Ilan Pappé, ''La prigione più grande del mondo: {{small|storia dei Territori Occupati}}'', traduzione di Michele Zurlo, Fazi, Roma, 2022. ISBN 9791259672483.
*Ilan Pappé, ''Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina: {{small|dal 1882 a oggi}}'', traduzione di Valentina Nicolì, Fazi, Roma, 2024. ISBN 9791259676634.
*Ilan Pappé, ''La fine di Israele: {{small|il collasso del sionismo e la pace possibile in Palestina}}'', traduzione di Nazzareno Mataldi, Fazi, Roma, 2025. ISBN 9791259677273.
==Altri progetti==
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[[Categoria:Accademici israeliani]]
[[Categoria:Politologi]]
[[Categoria:Storici israeliani]]
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[[File:Esdras-Ezra.jpg|miniatura|Esdra]]
'''Esdra''', personaggio biblico, sacerdote.
==Citazioni di Esdra==
*Benedetto il Signore, Dio dei padri nostri, che ha disposto il cuore del re a glorificare la casa del Signore che è a Gerusalemme, e ha volto verso di me la benevolenza del re, dei suoi consiglieri e di tutti i potenti principi reali. Allora io mi sono sentito incoraggiato, perché la mano del Signore mio Dio era su di me e ho radunato alcuni capi d'Israele, perché partissero con me. (''[[Libro di Esdra]]'')
*Dai giorni dei nostri padri fino ad oggi noi siamo stati molto colpevoli e per le nostre colpe, noi, i nostri re e i nostri sacerdoti, siamo stati dati nelle mani dei re stranieri; siamo stati consegnati alla spada, alla prigionia, alla rapina, all'insulto fino ad oggi. Ora, da poco, il nostro Dio ci ha fatto una grazia: ha liberato un resto di noi, dandoci un asilo nel suo luogo santo, e così il nostro Dio ha fatto brillare i nostri occhi e ci ha dato un po' di sollievo nella nostra schiavitù. Perché noi siamo schiavi; ma nella nostra schiavitù il nostro Dio non ci ha abbandonati: ci ha resi graditi ai re di Persia; ci ha fatti rivivere, perché rialzassimo la casa del nostro Dio e restaurassimo le sue rovine e ci ha concesso di avere un riparo in Giuda e in Gerusalemme. (''[[Libro di Esdra]]'')
==Citazioni su Esdra==
*Allora tutto il popolo si radunò come un solo uomo sulla piazza davanti alla porta delle Acque e disse ad Esdra lo scriba di portare il libro della legge di Mosè che il Signore aveva dato a Israele. Il primo giorno del settimo mese, il sacerdote Esdra portò la legge davanti all'assemblea degli uomini, delle donne e di quanti erano capaci di intendere. Lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntar della luce fino a mezzogiorno, in presenza degli uomini, delle donne e di quelli che erano capaci di intendere; tutto il popolo porgeva l'orecchio a sentire il libro della legge. (''[[Libro di Neemia]]'')
*Egli era uno scriba abile nella legge di Mosè, data dal Signore Dio d'Israele e, poiché la mano del Signore suo Dio era su di lui, il re aveva aderito a ogni sua richiesta. Nel settimo anno del re [[Artaserse I di Persia|Artaserse]] anche un gruppo di Israeliti, sacerdoti, leviti, cantori, portieri e oblati partirono per Gerusalemme. Egli arrivò a Gerusalemme nel quinto mese: era l'anno settimo del re. Egli aveva stabilito la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese e il primo del quinto mese arrivò a Gerusalemme, poiché la mano benevola del suo Dio era con lui. Infatti Esdra si era dedicato con tutto il cuore a studiare la legge del Signore e a praticarla e ad insegnare in Israele la legge e il diritto. (''[[Libro di Esdra]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Personaggi biblici]]
[[Categoria:Santi dell'Antico Testamento]]
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Massimiliano Vado
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Sistemo un po'
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'''Massimiliano Vado''' (1970 – vivente), attore, regista teatrale, personaggio televisivo e sceneggiatore italiano.
==Citazioni di Massimiliano Vado==
*Credo che la mia sensibilità sia più femminile che maschile, e che io mi trovi meglio nel realizzare un pensiero scenico applicato più ad un ruolo da attrice. Non per progetto, quanto per vocazione. Sicuramente per emotività esposta. Non decifro però, mi fido dell'istinto e applico la prima legge che qualsiasi attore e regista dovrebbe far sua nella vita: ascoltare! La soddisfazione che spesso ne ricavo mitiga abbondantemente la fatica che questo mestiere richiede, nell'esercitare soprattutto l'antica arte italica della "pazienza""<ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Credo che ogni regista debba fare, o aver fatto, obbligatoriamente l'attore, perché così capisce fino in fondo la sensibilità di chi dirige. Ci sono degli attori che quando lavorano si espongono molto, e danno molto non solo del loro fisico ma anche della propria emotività. Un attore che si fida e che decide di mettere a disposizione il proprio bagaglio sentimentale per un regista, deve essere protetto e tutelato. È una merce rara. Non è un mestiere che si fa solo con la tecnica.<ref>Da ''https://sledet.com/intervista-al-noto-attore-regista-e-sceneggiatore-massimiliano-vado/'', ''Sedete''</ref>
*{{NDR|A proposito del Teatro Valle di Roma}} È tardi ormai. Viene glorificata l'apertura di un teatro, dopo più di dieci anni di chiusura e nessuno fa cenno al perché è stato chiuso per così tanto tempo, al perché il restauro sia costato il quadruplo rispetto al progetto iniziale e soprattutto che fine ha fatto il custode. Viene criticato, su commissione, un ministro, (anche giustamente per carità) ma nessuno si chiede come mai non ci siano più le tournée teatrali che durano tre anni e che fine abbiano fatto i finanziamenti milionari dei decenni scorsi. Così come in che modo venivano erogati. Dal secondo dopoguerra, soltanto ora le prime attrici riescono a svincolarsi dall'ombra di un uomo, padre, marito, amante o monsignore che sia, eppure nessuno si interessa delle dinamiche che hanno schiacciato centinaia di aspiranti artiste, tra ricatti e scambi di favori. Ho personalmente testimoniato l'impiego di una pletora di neo diplomati alle infinite scuole di recitazione, tenuti immobili in scena dai capocomici ego riferiti, per poi scaricarli senza preavviso e metterne, incoscientemente, altri, altrettanto inutili. Ho visto registi copiare spettacoli a cui avevo assistito pochi mesi prima a Londra o a New York, e diventare ugualmente direttori di Teatri Stabili. Ho inventato, per me e per altri colleghi, mille modi per sopravvivere con una paga al di sotto della dignità, corrompendo idealmente me stesso, facendo dall'attrezzista all'elettricista, all'autista della star di turno, fino al direttore artistico, ma soltanto per sollevare i primi attori dalle loro futili responsabilità. Sono stato uno di quegli assistenti che suggeriva idee che poi i registi smerciavano per proprie, e curava le traduzioni dei testi per cui gli autori incassavano la Siae, quello che teneva in ordine la compagnia se uno degli attori esagerava con droga o alcol prima dello spettacolo, e uno dei pochi che si ribellava alle multe e ai tagli delle battute che facevano ridere, contrapponendosi per principio al dominio unico di protagonisti che volevano per se stessi ogni effetto. Ho assistito a centinaia di spettacoli brutti e senza senso, frutto di compromessi, accordi, necessità di giustificare finanziamenti, novità italiane scritte da emeriti sconosciuti spacciati al Ministero come intellettuali di riferimento, letture nel foyer pubblicizzate come se fossero delle messe in scena costosissime, provini finti in cui il regista non smetteva di leggere la gazzetta dello Sport.. Ho aiutato così tante persone che neanche me le ricordo più, ma di certo molti di loro si sono dimenticati di me; qualcuno mi saluta a stento. La dignità è perduta, resta l'industria: campiamo almeno di quella Distruggo e ricreo tutto in continuazione."<ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
*Ho avuto insegnanti come Patrick Rossi Gastaldi e Dario Fo che mi hanno segnato, così come i registi che mi hanno accompagnato. Continuo, ad oggi, a rielaborare ciò che mi hanno trasmesso e che, al contempo, ho rubato alla loro arte. Distruggo e ricreo tutto in continuazione."<ref>Da ''https://www.lagazzettadellospettacolo.it/teatro/110110-massimiliano-vado-torniamo-a-far-riflettere-in-teatro/#google_vignette'', ''Gazzettadellospettacolo''</ref>
*Ho studiato negli Stati Uniti dove mi hanno insegnato come prima cosa a fare una script analysis e cioè a scrivere un'analisi del testo, cosa violentissima che può durare anche un mese. Quindi io leggo, leggo, rileggo, sottolineo, studio a memoria, scompongo, trovo gli obiettivi, il viaggio dell'eroe, distruggo il copione a forza di tenerlo tra le mani; tutte cose che ora da insegnante ripropongo ai miei studenti. Quando quella roba è dentro di me la lascio andare e francamente non so più cosa succeda. Organizzo delle musiche, delle improvvisazioni e, insieme a quelli che lavorano con me, realizziamo lo spettacolo da proporre al regista o a me stesso se sarò io a dirigerlo.<ref>Da ''https://womenlife.it/vis-a-vis-con-massimiliano-vado/?fbclid=IwY2xjawTNfHFleHRuA2FlbQIxMABicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHr6JbiLl97iCrttWaysthJm9cZoUUQhI_nEMTWjHTr3rdH4AmzH0-Baohr-G_aem_GixjcLWDtHAzNnTpXdXkBg'', ''Womenlife''</ref>
*Il teatro deve spostare il punto di vista dello spettatore. Se non lascia un dubbio, forse ha solo intrattenuto<ref>Da ''https://www.tuttoperlei.it/2014/02/05/intervista-a-massimiliano-vado-attore-tv-cinema-teatro-e-regista/?utm_source=chatgpt.com#google_vignette'', ''Tuttoperlei''</ref>
*{{NDR|Su ''Il calcio è roba da femmine''}} L'argomento non è il centro di questo spettacolo ma il modo in cui l'argomento viene trattato. Se qualcuno ancora si scandalizza nel sentir parlare di sesso è decisamente un problema suo. Più che un problema una grave insipienza.<ref>Da ''https://www.thewalkoffame.it/blog/lintervista-massimiliano-vado-al-teatro-belli-tra-ironia-sesso-e-leggerezza/'', ''Thewalkoffame''</ref>
*L'arte è un bisogno; è necessaria in modo ecumenico. Se pensi che con l'arte non si mangi vuol dire che non hai mai respirato. Nel Medioevo, come oggi"<ref>Da ''https://www.brainstormingculturale.it/intervista-a-elio-crifo-e-massimiliano-vado/'', ''Brainstormingculturale''</ref>
*L'uomo credo che abbia la percezione più reale del mondo femminile e meno legata alle sensazioni. Questo non significa che non capisca le emozioni, vuol dire che non le condivide, è diverso."<ref>Da ''https://www.siciliaedonna.it/interviste/massimiliano-vado-qle-donne-che-mondo-complessoq/'', ''Siciliaedonna''</ref>
*La mia carriera è poliedrica per necessità, più che per gusto. Adorerei vivere in un paese in cui l'arte viene così finanziata e corteggiata da poter adagiarsi solo su una sola forma e con questa poter sopravvivere senza scendere a compromessi. Ma da quando ho cominciato, il secolo scorso ormai, l'inserimento della politica, sempre più opprimente, nel mondo di cinema, teatro, televisione e poesia, ha danneggiato la credibilità di questo mestiere e la possibilità di eleggerlo come lavoro unico, per molti di noi. Ho visto le menti migliori della mia generazione svendersi per un quarto d'ora di popolarità in un salotto borghese. Quello che faccio – o che tento di fare – è spaziare, tenendo ovviamente conto dei miei gusti, anche con l'esigenza di non affogare. La mia fortuna è che posso ancora scegliere e che posso fare le cose che mi scatenano ancora l'adrenalina; il pubblico è una conseguenza, un mezzo. Non l'obiettivo."<ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*La risposta è l'amore.<ref>Da ''https://www.vanityfair.it/article/michela-andreozzi-e-max-vado-la-risposta-amore-teatro-video-intervista?utm_source=chatgpt.com'', ''Vanityfair''</ref>
*Non ci credo al teatro sociale, a quello che mi insegna, perché il pubblico non ha bisogno di una lezione. Ha bisogno di ricordare la storia che si porta in scena, quello sicuramente.<ref>Da ''https://gufetto.press/il-teatro-che-rompe-gli-schemi-tra-maschile-e-femminile-intervista-a-massimiliano-vado/'', ''Gufetto.press''</ref>
*Non ho mai creduto e mai crederò nel teatro sociale, in quello che vuole per forza dare una lezione, in quello che vuole con insistenza affermare un pensiero unico. Non credo nemmeno nei giornalisti o negli psicologi che fanno serate uniche nei grandi teatri e chiamano tutto questo 'spettacolo'. Il teatro anticipa sempre la realtà, non insegna. Chi pretende di dare insegnamenti manifesta platealmente solo il proprio egocentrismo. Ogni sera mi sembra che l'unico a dover imparare qualcosa sia io. Che il teatro sia necessario lo mette in evidenza palese l'evoluzione dell'intelligenza artificiale, che sta cancellando tutte le altre forme d'arte tranne quelle più antiche. Una vittoria sull'orlo del postumo."<ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non mi piacciono i registi che guidano gli attori, mi piacciono quelli che propongono una strada e che lavorano insieme agli attori per la creazione di qualcosa che nasca da entrambi. Uno scambio necessario. Le macchiette per fortuna non esistono più nel teatro professionale da molti anni e le lasciamo agli amatoriali che tanto ci si divertono; noi proponiamo un messaggio abbastanza forte e per questo dobbiamo stare attenti a fornire gli elementi necessari perché il pubblico si identifichi e riconosca la violenza, anche la più nascosta. La cosa migliore che possiamo fare è interrogarci anche sulle esperienze personali, su quando abbiamo visto le persone essere corrotte, allontanate, comprate, ricattate, totalmente influenzate, anche costrette e plagiate. Maschi o femmine che fossero. Parto comunque da un'esperienza personale, da quello che ho visto succedere attorno a me: ho messo dentro questo spettacolo anche i dolori personali che sono diventati esponenziali."<ref>Da ''https://metrotoday.it/2026/03/16/massimiliano-vado-vi-spiego-perche-il-calcio-e-roba-da-femmine/'', ''Metrotoday''</ref>
*Non mi sono mai immedesimato in nessun personaggio; vengo pagato per creare e rappresentare persone diverse da me. l'esperienza è nel pensiero, nello studio. Quando lavoro apro dei canali emozionali ma non sempre li condivido con la vita reale; lascio che questo lavoro non sia la mia vita pur facendo parte in maniera determinante della mia vita.<ref>Da ''https://www.unfoldingroma.com/autore/5/massimiliano-vado/'', ''Unfoldingroma''</ref>
*Non racconto volentieri della mia vita privata perché è stata messa anche troppo in mezzo, sui giornali e nei pettegolezzi. Spesso in modo completamente sbagliato. Si è detto troppo e io non ho mai detto la mia a proposito. Continuo a non farlo, a non dare una mia versione dei fatti. La cosa mi sta abbastanza bene così. Non ho nulla di cui mi pento.. Tutto quello che ho passato, e quello che sto vivendo adesso, viene poi applicato nel lavoro. Ovvero la felicità, le malinconie, la frustrazione, l'amore e la delusione nelle amicizie (una cosa che ho patito moltissimo). Tutto ciò lo giro utilizzandolo nel lavoro, nella scrittura, nelle proposte che faccio. Diventa tutto "qualcosa". Diventa un testo che magari non faccio nemmeno io ma fanno altri, diventano appunti di regia per qualche spettacolo che dirigo, diventa una parte dentro quello che faccio. È il mio modo di elaborare. Ma è una cosa che ho imparato a fare d'accordo con un percorso di psicanalisi. Se facciamo questo mestiere credo sia perché abbiamo qualcosa da elaborare. Non so se in più o in meno rispetto al resto mondo. Credo in meno. Ma non si sa mai. Comunque da elaborare. Chi vede i miei spettacoli, o i film che interpreto, e mi conosce coglie degli attimi in cui vengono rivelate delle cose infinitamente personali. Easter eggs per pochi..<ref>''Thelionking''</ref>
*Un attore non finisce mai di studiare. La formazione non è un periodo della vita: è la vita stessa.»<ref>Da ''https://tuttoteatro.blogspot.com/2010/01/intervista-massimiliano-vado-attore.html?utm_source=chatgpt.com'', ''Tuttoteatro''</ref>
*Un regista non deve imporre una strada: deve creare le condizioni perché qualcosa accada. [...] La regia è ascolto. Prima di guidare un attore devi capire cosa quell'attore porta dentro. [...] Il lavoro più bello nasce quando gli artisti smettono di difendere se stessi e iniziano a costruire qualcosa insieme.<ref>Da ''https://www.flaminioboni.it/intervista-a-massimiliano-vado-per-toc-toc/?utm_source=chatgpt.com'', ''Flamionioboni''</ref>
*Vince la modernità, composta di algoritmo e indifferenza. Purtroppo. Siamo in un momento di passaggio culturale: il vecchio teatro fatto da grandi nomi, testi vetusti e regie laboriose, sta esalando gli ultimi sospiri. Credo ci si diriga, non senza patemi, verso qualcosa che debba avere a che fare con i cali di attenzione, le esigenze lecite del politicamente corretto, la struttura vitale di un professionismo che non può essere obbligato a ristagnare nove ore al giorno in una sala prove, in cui si accontentato i capricci di un regista o si assecondano le prove di memoria del protagonista di turno. Non è più tempo di farneticazioni interpretative, giustificate da chilometri di chiacchiere psicanalitiche, ne di egocentrismi vocali spacciati per talento. Ha ragione chi si annoia, per ora. Ma un'altra via è possibile. Vincerebbero le dinamiche di gruppo, le idee originali, i tentativi anche non perfettamente riusciti. Vincerebbe un diverso punto di partenza. Bisognerebbe destrutturare i classici, capire che gli attori non sono dei semplici esecutori senza pensiero ma delle macchine emozionali capaci di accendersi ogni sera, inventare una nuova comicità che non passi per la banalità della stand up, capire che l'arte produce, monetariamente e culturalmente, più di quanto costa. Al momento pretende di vincere chi giudica i film e gli spettacoli in base a quanto siano finanziati, ma è un pensiero frutto di invidie e totale insipienza. Chi pensa in questo modo ritorna ad essere un ominide. Non bisogna essere resilienti, che vorrebbe dire banalizzarsi, ma consapevoli e attivi nel proporre, anche sbagliando, uno stile e una direzione lavorativa fieri della consapevolezza e del valore proposto. Per tornare ad esistere è necessario rinascere. Non è più tempo di raccomandati che fanno le fiction in televisione e poi vengono deportati in un teatro senza idee solo per attirare pubblico pagante; Non è più tempo di giornalisti e recensori che, perennemente dietro compenso, esaltavano l'ennesimo genio con all'attivo sale deserte e poche repliche; Non è più tempo dell'ennesima riproposta del solito Pirlandello, fatto da persone incapaci di guardarsi negli occhi e che impostano banalmente la voce e la dizione; Non è più tempo di centri sociali che non pagano tasse, sia, agibilità e contributi, attribuendosi meriti artistici, per altro inesistenti; Non è più tempo di sindacati e sindacalisti, rei di aver portato paghe e condizioni indietro di secoli; Non è più tempo di condivisione: l'arte di tutti ma non per tutti. Per esprimere un parere bisogna obbligatoriamente aver studiato; Non è più tempo di dipendenze religiose o appartenenze a logge massoniche e circolini: il vero artista deve essere ateo e indipendente. Non è più tempo di sogni ma di obiettivi a breve termine; non è più tempo di libri neri in cui vengono indicati con precisione, quelli che non pagano, quelli che pagano in ritardo e quelli che ti mettono le mani addosso. E che, anche se vengono condannati, concordano che il proprio nome non venga diffuso; Non è più tempo di scarsa igiene corporale per affermare una propria autenticità; Non è più tempo di attori che abbracciano gli alberi, raccontano gli aneddoti, vengono dai reality, fanno solo seminari con i casting, bevono, urlano, sussurrano, fanno sempre lo stesso personaggio perché vengono dalla strada, mentono e si lamentano, fanno le facce, campano di senso di colpa, o si sentono originali quando ruttano. Non sento la mancanza del 900. Il teatro ha ancora delle possibilità per rimontare in classifica, magari davanti agli aperitivi all'aperto in pieno inverno.. Saprei da dove partire. Mi stimo ma non facciamone un dramma.<ref>Da ''https://www.lostrillo.it/showDocuments.php?de4fb9f8f530fcada9e15b0e68931266=928bab6b0c30c77cd08e62e4291891fc&pgCode=G26I272R56195&id_tema=55&fbclid=IwY2xjawTNeoxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETA0NXNNcGJueUZjczBYdHdLc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHvcqhqApJZdfelzyQ_gdRTZWRqxXwIGHqxOpjg4ytueL9GdTRaTTqV0RFqKu_aem_pttlxUDvtwxJHDeZ01ufUw&refresh=on'', ''Lostrillo''</ref>
==''A che serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno''==
*'''UNO''': Cominciare a scendere le scale col piede destro mi mette ansia, e il pessimismo mi mette ansia <br/> '''DUE''': I vestiti al contrario, la batteria del cellulare sotto il 23%, il colore arancione e le feste senza tramezzini. sono una professionista di ansie (silenzio) e gli uomini che puzzano. <br/> '''TRE''': Puzzano dove? <br/> '''DUE''': Piedi, ascelle, alito e sottopall.. avete capito. <br/> '''TRE''': Le mani sudate. La trap milanese <br/> '''DUE''': La che? <br/> '''DUE''': Non ho capito L'oroscopo. quando parla del mio segno. il lunedì mattina. quando piove.. poi, mi pare,
basta. Aspetta.. Si, basta. <br/> '''UNO''': Le bambole sul letto. <br/> '''DUE''': La pizzica e la Notte della Taranta. <br/> '''TRE''': Il milanese proprio, con la E chiusa: sto Bene, va Bene, tutto Bene.. Poi: Il lago, chi non ride mai, i raccomandati.. <br/> '''DUE''': La caducità delle cose, in generale dico. Tipo l'ex che sparisce. E il liceo. E le crisi abbandoniche. <br/> '''TRE''': Ci sono attimi in cui uno della realtà non sa che farsene. <br/> '''UNO''': La cicoria tra i denti <br/> '''DUE''': Il classismo <br/> '''UNO''': Nannimoretti <br/> '''DUE''': Le polemiche sterili <br/> '''UNO''': L'odore di varechina <br/> '''DUE''': Quelli che calcolano le calorie <br/> '''UNO''': Quelle con gli occhi troppo vicini tipo Michelleunzicher <br/> '''DUE''': Quelle con le unghie colorate di mille colori.. <br/> '''TRE''': Posso parlare? Gli scioperi del venerdì, le note vocali più lunghe di 8 secondi, i bagni pubblici dove non
sai dove appendere la borsa e pisci in piedi con i manici tra i denti, e la carta igienica in
una mano e la maniglia della porta dall'altra; le calze calate a bragarella, le mutande dei
giorni no al ginocchio e le gambe incroc.. avete capito. Poi. Le canzoni che ti restano in testa tutto il giorno, l'Africa e mangiare il pesce con ancora la
testa attaccata. E le dipendenze.. <br/> '''DUE''': Avevamo detto che non stavamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Rughe <br/> '''DUE''': Cellulite <br/> '''TRE''': Smagliature <br/> '''UNO''': Peli <br/> '''DUE''': Punti neri <br/> '''TRE''': Doppie punte <br/> '''UNO''': Occhiaie <br/> '''DUE''': Borse <br/> '''TRE''': Alopecia <br/> '''UNO''': Gambe storte <br/> '''DUE''': denti gialli <br/> '''TRE''': tette calate <br/> '''UNO''': Io ho ancora delle belle tette. <br/> '''DUE''': Sai che pure io.. <br/> '''TRE''': Non stiamo parlando di uomini! E nemmeno di tette. Gli ospedali di notte, mi mettono ansia. <br/> '''UNO''': Gli infermieri no. Le competizioni senza merito, le unghie dei piedi lunghe, gli insetti e i ragni <br/> '''TRE''': Le religioni e le sette. Lo so che avevo detto basta, ma me ne vengono in mente altre. <br/> '''UNO''': I supermercati piccoli, perché pensano sempre che io stia per rubare. <br/> '''DUE''': Le confezioni negli scaffali con i colori sbagliati. <br/> '''TRE''': Le file alla cassa, con le vecchie che ti vogliono passare avanti perché hanno preso solo
due cos.. ok, basta, la smetto, avete capito. Comunque 'ste vecchie sono delle merde. <br/> '''UNO''': Quando non c'è il bidè <br/> '''DUE''': Gli assembramenti di pompieri, non lo so perché <br/> '''TRE''': Chi non cambia idea. E si, ora stiamo parlando di uomini. <br/> '''UNO''': Gli aperitivi, gli stuzzichini, le noccioline che tutti prendono con le mani.. <br/> '''DUE''': Ma davvero? No, io no. I negozianti scorbutici, quelli si. <br/> '''TRE''': Le armi <br/> '''UNO''': I pennarelli che stanno per finire <br/> '''DUE''': La mozzarella scaduta <br/> '''UNO''': Gli elenchi.. <br/> '''DUE''': I barattoli quasi finiti <br/> '''TRE''': Le persone basse, tipo i nani <br/> '''UNO''': Le emozioni interrotte <br/> '''DUE''': E la pioggia forte.. <br/> '''TRE''': E le bugie.. Quelle più di tutto
==''I'm blue, dabudi dabudai''==
*"ho il senso di pace di una tempesta" ovvero: Non voglio fare un corso propedeutico alla difesa dei nemici, voglio un corso per difendermi dagli invadenti, da chi ti sta troppo vicino sui mezzi pubblici, da chi ti parla avvicinandosi troppo, da chi non ha un odore che ti piace o che ha mangiato troppo aglio, anche solo da chi non la pensa come me. La mia destinazione d'uso è votata alla solitudine estrema o poco accompagnata. Una volta ho riunito quei pochi individui che la pensavano come me ed ho fondato una setta, poi è arrivato l'ottavo fedele e ha rovinato tutto.
*"Tre cose che non ho detto alla mia ex moglie" (che comunque nonostante il ricorso continuo alla chirurgia plastica assomiglia impercettibilmente a Winston Churchill):
**uno) non sono mai riuscito a vedere un film intero senza sentirti parlare, come se distrarmi dalla visione per acculturarmi con un tuo punto di vista potesse migliorarne la fruizione.
**due) anche allacciarsi le scarpe è complicato se il vento soffia contrario.
**tre) non si restituiscono i regali.. Senti questo venerdì come sa di birra e gin tonic: tra poco brinderemo alla di lei salute augurandole tutto il bene possibile, ma a Singapore.
*"Undici frasi d'amore che faranno di voi la persona più amata dalla vostra metà" ovvero vorrei rinascere in un mondo che aspetta chi arriva ultimo:
**1) mi manchi come un altro paio di ore di sonno
**2) bello parlare con te, hai gli occhi pieni di quei sogni a cui ho smesso di credere
**3) all'ombra dei tuoi seni schiacciare noci e pisolini
**4) avvicinati che ti abbraccio le allucinazioni
**5) non chiedere a me, io ho nostalgia di tutto quello che non ho mai avuto
**6) riusciranno i nostri errori?
**7) l'erotismo si nutre di impercettibili coincidenze
**8) ho il senso di pace di una tempesta
**9) tu sei come il mio tormento quando si fa bello
**10) ti auguro di diventare meravigliosamente leggera come Saturno, che è molto più bello di Marte e che potrebbe contenere la Terra 764 volte
**11) come dice sempre il mio insegnante di mimo:
*"qual è la durata ideale di una storia d'amore": in un paesino fuori Bordeaux c'è una pasticceria dove ci lavora Sophie; lei si innamora di Antoine, progettista di nani da giardino, che vive nel paese accanto. Anche lui si innamora di lei. Nessuno dei due fa la prima mossa. Fine. Morale: sembra ieri che eravamo divisi in regni e ducati, oggi siamo divisi dalla timidezza.
*"al posto del profumo ho cominciato a mettere l'acqua santa": avete presente quando vi torna in mente all'improvviso qualcosa che è successo anni prima, e anche se è morta e sepolta non riuscite a non pensarci, con quel misto indelebile di imbarazzo e nostalgia? Quando sentite, nitida, una gran voglia di tamarindo, una vecchia radio che passa Lucio Dalla e la sensazione di aver sbagliato sia i pantaloni per giocare a calcio in mezzo alla strada che il gusto del gelato? E anche volendo questa è proprio la cartella che non riuscirete mai a svuotare? Ecco, questa è la mia vita sempre. Grazie David per averla evocata. Ancora. Io la pelle morta un po' la capisco..
*"mi viene da piangere è il motto della mia casata", ovvero 11 cose che mi fanno piangere senza se e senza ma:
**1) quando muore ET e poi resuscita, tipo..
**2) stare lontano dal mio cane Renato (che oggi non è potuto venire ma che vi saluta tanto: bau)
**3) le canzoni di Prince
**4) quando procrastino come se non ci fosse un domani
**5) le persone deluse che non fanno rumore e poi non si fanno più trovare, me compreso
**6) Casalpusterlengo, Palermo e Pistoia
**7) gli ultimi abbracci anche se non sai che sono gli ultimi (BLU)
**8) ogni volta che scopro che il mio elemento naturale è il risentimento
**9) le cipolle rosse di Tropea
**10) Spirit il cavallo
**11) la consapevolezza di vivere a metà; la metà sbagliata.
*"come quando compri uno sgabello e Amazon ti suggerisce: gli utenti che hanno acquistato questo sgabello, hanno acquistato anche questa corda", ovverosia: basta con questa retorica del dolore e della sofferenza. Forgiano solo chi sarebbe stato educato anche da Gioia e Bellezza. Dolore e sofferenza sono solo lacrime e sangue. Non servono. E chi era stronzo ne esce più stronzo, indelebilmente. Chi era bello ne esce ferito.. sempre.
*"è la penultima": Io e te, un caffè letterario in provincia di Perpignan, una bottiglia di gin giapponese e un poema ferroviario russo. pioggia leggera sui vetri e scarpe calde. per sottrarsi al perbenismo e alla volgarità del mondo, per parlare di cinema e rivoluzioni, per tornare tra i vivi.
*ora sapete come possa essere avere la testa distratta dalle nuvole, ma piena divpensieri di cemento armato. vi ho portato nella mio cervello che è una cicatrice fatta da un temporale, e il restovè puro divertissement. tutto per parlare di quadri, sovrapposizioni, storie passate, amori presenti, arte evdisagio. l'ho fatto volentieri.vma le cose belle finiscono presto.vnon bisogna per forza avere un sogno ma obiettivi a breve termine.ve chi sa smettere in tempo è invincibile.vsi fermerà sempre un attimo prima di avere troppe cose da ricordare, troppo davsopportare, troppo da smettere.vultimo consiglio non richiesto:vdefiniamo noi stessi per quel che amiamo e non per ciò che detestiamo.vio - evidentemente - sono un feticista della memoria..ve quindi: buona serata e lunga vita all'aperitivo.<ref>Da ''https://www.palazzoduemondi.com/mostra/'', ''Spoletofestival''</ref>
==Note==
<references />
==Altri progetti==
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[[Categoria:Registi teatrali italiani]]
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Isole Ionie
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Isole Ionie: voce tematica
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Citazioni sulle '''isole Ionie'''.
*Non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle isole joniche sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. ([[Giuseppe Pecchio]])
==Altri progetti==
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Citazioni sulle '''isole Ionie'''.
*Non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle isole joniche sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutto le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. ([[Giuseppe Pecchio]])
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Udiki
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Citazioni sulle '''isole Ionie'''.
*Non v'erano paesi più miseri e tiranneggiati delle isole joniche sotto il governo veneto. Quando [[Ugo Foscolo]] vide la luce {{sic|al}} [[Zante]] nel 1778, le isole joniche erano colonie della [[Repubblica di Venezia|repubblica veneta]], cioè paesi governati dalle leggi più odiose ed avare. Sotto quel governo commerciante e monopolista, quelle isole al par di tutte le colonie di tutti gli altri stati d'Europa, fossero questi liberi e non liberi, repubbliche o monarchie, tutti egualmente ingiusti e rapaci con queste loro dipendenze, con ironica tenerezza chiamale figlie, non potevano vendere il loro superfluo o comperare il loro necessario che da Venezia, lor madre. In quel tempo in Zante non v'erano edifici, non strade, non scuole pubbliche. ([[Giuseppe Pecchio]])
==Altri progetti==
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#RINVIA[[Isole Ionie]]
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Isole Ioniche
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Gaux
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#RINVIA[[Isole Ionie]]
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Isole Joniche
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Gaux
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#RINVIA[[Isole Ionie]]
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Discussioni utente:H845
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Homer
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Luigia Pallavicini (marchesa)
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Gaux
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Luigia Pallavicini (marchesa)
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'''Luigia Pallavicini''', nata '''Ferrari''' (1772 – 1841), nobildonna italiana.
==Citazioni su Luigia Pallavicini==
*Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di Genova, che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. ([[Giuseppe Pecchio]])
==Altri progetti==
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text/x-wiki
[[File:Presunto ritratto di Luigia.Pallavicini.jpeg|thumb|upright=0.7|Presunto ritratto di Luigia Pallavicini]]
'''Luigia Pallavicini''', nata '''Ferrari''' (1772 – 1841), nobildonna italiana.
==Citazioni su Luigia Pallavicini==
*Questa bella genovese, ardita cavalcatrice, non potendo un giorno più frenare un furioso cavallo che montava, fu da questo trasportata in mare, e lasciata come morta sulla spiaggia. Era dessa una delle più leggiadre dame di Genova, che pe' suoi molti ornamenti, oltre quello della beltà, faceva la delizia della società. ([[Giuseppe Pecchio]])
==Altri progetti==
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[[Categoria:Nobili italiani]]
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Discussioni utente:Leodacomo1
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Il solitario di Rio Grande
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Spinoziano
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Creata pagina con "{{Film |titolo italiano = Il solitario di Rio Grande |titolo alfabetico = Solitario di Rio Grande |immagine = Dawn Lyn and Gregory Peck Shoot Out press still.jpg |didascalia = Dawn Lyn e Gregory Peck in una foto di scena |genere = western |regista = [[Henry Hathaway]] |soggetto = [[Will James]] ''(romanzo)'' |sceneggiatore = [[Marguerite Roberts]] |produttore = [[Hal B. Wallis]] |attori = *[[Gregory Peck]]: Clay Lomax *[[Pat Quinn (attrice)|Pat Quinn]]: Juliana Farrell *..."
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{{Film
|titolo italiano = Il solitario di Rio Grande
|titolo alfabetico = Solitario di Rio Grande
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|soggetto = [[Will James]] ''(romanzo)''
|sceneggiatore = [[Marguerite Roberts]]
|produttore = [[Hal B. Wallis]]
|attori =
*[[Gregory Peck]]: Clay Lomax
*[[Pat Quinn (attrice)|Pat Quinn]]: Juliana Farrell
*[[Robert F. Lyons]]: Bobby Jay Jones
*[[Susan Tyrrell]]: Alma
*[[James Gregory (attore)|James Gregory]]: Sam Foley
*[[Rita Gam]]: Emma
*[[Jeff Corey]]: Trooper
*[[Dawn Lyn]]: Decky Ortega
*[[Pepe Serna]]: Pepe
*[[John Davis Chandler|John Chandler]]: Skeeter
*[[Paul Fix]]: frenatore
*[[Arthur Hunnicutt]]: Homer Page
* Nicolas Beauvy: Dutch Farrell
|doppiatori italiani =
*[[Giuseppe Rinaldi]]: Clay Lomax
*[[Pino Colizzi]]: Bobby Jay Jones
*[[Flaminia Jandolo]]: Alma
*[[Alessandro Sperlì]]: Sam Foley
*[[Rosetta Calavetta]]: Emma
*[[Bruno Persa]]: Trooper
*[[Massimo Turci]]: Skeeter
}}
'''''Il solitario di Rio Grande''''', film statunitense del 1971 con [[Gregory Peck]], regia di [[Henry Hathaway]].
==Frasi==
*E non facciamo più discorsi riguardo al futuro. Getta i dadi o la moneta: sia quello che sia. È solo il presente che conta, vero Clay? Il presente. Ho detto che non versavo da bere a un uomo da cinque anni. È vero. Ma quando i miei braccianti sono a dormire e Dutch è nel suo letto, io verso per me, finché mi ubriaco. Sì, questo faccio. Finché sono così ubriaca da non pensare al domani. E verso ancora un po', per annullare il presente. E ancora un po' per riuscire a dormire sola. ('''Juliana''')
==Citazioni su ''Il solitario di Rio Grande''==
*È un decoroso e stanco western di stampo classico, con personaggi ben definiti e scene d'azione asciutte. (''[[il Morandini]]'')
*Fotocopia «a futura memoria» di ''[[Il Grinta|Il grinta]]'', girata due anni dopo dallo stesso trio di regista-produttore-sceneggiatore, ma con [[Gregory Peck|Peck]] anziché [[John Wayne|Wayne]] nel ruolo del pistolero a fine carriera che protegge una ragazzina. Un western, più che crepuscolare, senile. (''[[Il Mereghetti]]'')
==Altri progetti==
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[[Categoria:Film western]]
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Shoot Out
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Spinoziano
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#RINVIA [[Il solitario di Rio Grande]]
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Neemia
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Creata pagina con "[[File:Prophet nehemiah.jpg|miniatura|Neemia]] '''Neemia''', personaggio biblico. ==Citazioni di Neemia== *Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria..."
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[[File:Prophet nehemiah.jpg|miniatura|Neemia]]
'''Neemia''', personaggio biblico.
==Citazioni di Neemia==
*Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo. (''[[Libro di Neemia]]'')
*Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome. (''[[Libro di Neemia]]'')
*Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati! (''[[Libro di Neemia]]'')
==Citazioni su Neemia==
*''Anche la memoria di Neemia durerà a lungo; | egli rialzò le nostre mura demolite | e vi pose porte e sbarre; fece risorgere le nostre case.'' (''[[Siracide]]'')
==Altri progetti==
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[[File:Prophet nehemiah.jpg|miniatura|Neemia]]
'''Neemia''', personaggio biblico.
==Citazioni di Neemia==
===''[[Libro di Neemia]]''===
{{cronologico}}
*Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo.
*Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome; concedi oggi buon successo al tuo servo e fagli trovare benevolenza davanti a [[Artaserse I di Persia|questo uomo]].
*Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati!
*Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché [[Rosh haShana|questo giorno]] è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza.
==Citazioni su Neemia==
*''Anche la memoria di Neemia durerà a lungo; | egli rialzò le nostre mura demolite | e vi pose porte e sbarre; fece risorgere le nostre case.'' (''[[Siracide]]'')
==Altri progetti==
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[[File:Prophet nehemiah.jpg|miniatura|Neemia]]
'''Neemia''', personaggio biblico, governatore.
==Citazioni di Neemia==
===''[[Libro di Neemia]]''===
{{cronologico}}
*Nel mese di Casleu dell'anno ventesimo, mentre ero nella cittadella di Susa, Canàni, uno dei miei fratelli, e alcuni altri uomini arrivarono dalla Giudea. Li interrogai riguardo ai Giudei che erano rimpatriati, superstiti della deportazione, e riguardo a [[Gerusalemme]]. Essi mi dissero: "I superstiti della deportazione sono là, nella provincia, in grande miseria e abbattimento; le mura di Gerusalemme restano piene di brecce e le sue porte consumate dal fuoco". Udite queste parole, mi sedetti e piansi; feci lutto per parecchi giorni, digiunando e pregando davanti al Dio del cielo.
*Signore, Dio del cielo, Dio grande e tremendo, che mantieni l'alleanza e la misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandi, siano i tuoi orecchi attenti, i tuoi occhi aperti per ascoltare la preghiera del tuo servo; io prego ora davanti a te giorno e notte per gli Israeliti, tuoi servi, confessando i peccati, che noi Israeliti abbiamo commesso contro di te; anch'io e la casa di mio padre abbiamo peccato. Ci siamo comportati male con te e non abbiamo osservato i comandi, le leggi e le decisioni che tu hai dato a [[Mosè]] tuo servo. Ricordati della parola che hai affidato a Mosè tuo servo: Se sarete infedeli, io vi disperderò fra i popoli; ma se tornerete a me e osserverete i miei comandi e li eseguirete, anche se i vostri esiliati si trovassero all'estremità dell'orizzonte, io di là li raccoglierò e li ricondurrò al luogo che ho scelto per farvi dimorare il mio nome. Ora questi sono tuoi servi e tuo popolo; tu li hai redenti con grande potenza e con mano forte. Signore, siano i tuoi orecchi attenti alla preghiera del tuo servo e alla preghiera dei tuoi servi, che desiderano temere il tuo nome; concedi oggi buon successo al tuo servo e fagli trovare benevolenza davanti a [[Artaserse I di Persia|questo uomo]].
*Voi vedete la miseria nella quale ci troviamo; Gerusalemme è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco. Venite, ricostruiamo le mura di Gerusalemme e non saremo più insultati!
*Andate, mangiate carni grasse e bevete vini dolci e mandate porzioni a quelli che nulla hanno di preparato, perché [[Rosh haShana|questo giorno]] è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza.
==Citazioni su Neemia==
*''Anche la memoria di Neemia durerà a lungo; | egli rialzò le nostre mura demolite | e vi pose porte e sbarre; fece risorgere le nostre case.'' (''[[Siracide]]'')
==Altri progetti==
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